Coldiretti Cuneo esprime ferma contrarietà all’ipotesi di realizzazione di un termovalorizzatore in Valle Bormida e ribadisce la necessità di tutelare un territorio che ha già pagato un prezzo altissimo in passato e che oggi deve poter guardare avanti puntando sulle proprie vocazioni, sulla qualità del paesaggio, sui servizi e sulle opportunità per chi vive e lavora in valle. La posizione è stata ribadita ieri sera a Cortemilia in occasione dell’incontro organizzato dal Presidente della Provincia di Cuneo, Luca Robaldo, che Coldiretti ringrazia per la consueta attenzione nel favorire momenti di confronto su temi di interesse strategico per il territorio. All’incontro sono stati invitati anche i Sindaci, chiamati a confrontarsi su una questione che riguarda non soltanto la gestione dei rifiuti, ma il modello di sviluppo di un’intera valle. “Se fossimo chiamati a fare un esercizio semplice e dovessimo rispondere con un sì o con un no, la risposta di Coldiretti sarebbe un grande sì: sì al futuro della Valle Bormida – dichiara Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo –. Un futuro fatto di agricoltura, turismo agricolo, outdoor, attività connesse, economia rurale, presidio del territorio e qualità della vita. Proprio per questo, in quel futuro non può esserci spazio per un progetto come il termovalorizzatore, che rischia di riportarci indietro di decenni e di far rivivere a questo territorio un incubo del quale ancora oggi si vedono e si sentono le ferite”. Per Coldiretti Cuneo la valle non può essere considerata un territorio residuale su cui collocare opere difficili da realizzare altrove. Al contrario, deve essere riconosciuta come un’area fragile ma ricca di potenzialità, nella quale l’agricoltura, la cura del paesaggio e le economie locali possono rappresentare una concreta prospettiva di crescita. “È evidente che se qualcuno immagina di collocare un’opera di questo genere in Valle Bormida, lontano dai grandi bacini di produzione dei rifiuti e dalle principali direttrici logistiche, è perché evidentemente non la si vuole collocare dove sarebbe più naturale collocarla – afferma Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo –. La nostra contrarietà non è certamente ideologica. È una posizione legata alla storia, alla vocazione e ai bisogni concreti di quella valle, che oggi ha bisogno di infrastrutture, nuovi servizi e di una microeconomia territoriale capace di consolidare le comunità che la abitano e favorire nuovi insediamenti. Sempre dentro una prospettiva coerente con la sua identità agricola, turistica e ambientale”. “La Valle Bormida ha bisogno di essere sostenuta nel proprio percorso di sviluppo, non di essere caricata di nuove preoccupazioni” conclude Coldiretti Cuneo. “Per questo saremo al fianco delle imprese agricole e delle comunità locali nel sostenere una visione fondata su lavoro, ambiente, presidio e qualità del territorio”.