Il primo dei dodici dipinti del ciclo Anno Tanaro di Keili Major è stato concluso. Tanaro I (60×80 cm, finger painting, olio su cotone) è il risultato di un mese di lavoro dell’arti‐ sta estone, che vive e lavora a Garessio sulle Alpi Liguri italiane, a partire dalla fotografia di riferimento scattata al punto canonico sul fiume Tanaro nella prima settimana di giugno. Anno Tanaro è un ciclo pittorico in dodici mesi, da giugno 2026 a maggio 2027. Ogni dipinto è eseguito interamente in finger painting su un formato fisso di 60×80 cm. Ogni dipinto raffigura la stessa posizione sulla riva del fiume Tanaro. La posizione è marcata fisicamente sulla riva da un cairn di pietra, posato da Keili Major nel maggio 2026. Ogni nuova opera del ciclo è presentata su una pagina dedicata del sito dell’artista nel mese del suo compimento. La forma del progetto La forma di Anno Tanaro, un unico soggetto a cui si torna su una durata definita, appartiene a un lignaggio riconoscibile. Le Cattedrali di Rouen di Monet (1892–1894), dipinte dalla stessa finestra in due anni, le Trentasei vedute del Monte Fuji di Hokusai (1830–1832), una montagna vista da trentasei posizioni e stagioni, i Today di On Kawara (dal 1966), una data dipinta al giorno per quasi mezzo secolo, e Seascapes di Hiroshi Sugimoto (dal 1980), la linea dell’orizzonte fotografata su duecento specchi d’acqua con una sola macchina e una sola regola. Anno Tanaro è un’iscrizione contemporanea in quella conversazione, calibrata su un anno e un fiume. “La variabile della serie è l’anno, non il luogo”, racconta Major. “Le stesse rocce. La stessa linea di alberi. Lo stesso orizzonte di montagne. Ma l’acqua si sposta, le foglie arrivano e se ne vanno, la neve sale poi scende poi sale di nuovo, gli angoli della luce ruotano attraverso l’anno. Dodici dipinti saranno un registro di quei cambiamenti: non come un libro illustrato delle stagioni, ma come un unico soggetto visto da dodici angolazioni temporali”. L’opera di origine Il ciclo si costruisce su un dipinto precedente di 95×95 cm anch’esso intitolato Tanaro, finger painting a olio realizzato da Major nel 2026. L’opera è esposta a Garessio presso “La Fabbrica del Cotone”, noto ristorante situato in un ex stabilimento restaurato del 1882. Quel dipinto, che raffigura lo stesso tratto di fiume, non è in vendita: resta come capostipite del progetto. Anno Tanaro è la conversazione che quel dipinto ha avviato con sé stesso, estesa lungo un anno solare. Il registro di luce e la fotografia di riferimento La fotografia di riferimento per ogni dipinto del ciclo viene scattata nella prima settimana di ogni mese, in un registro di luce specifico: mid-morning, il momento in cui la linea d’ombra ha appena liberato il letto del fiume al punto canonico, con sole tra i 22 e i 28 gradi di elevazione. L’orologio cambia con la sta‐ gione, da circa le otto d’estate a circa le dieci e mezza d’inverno, ma la luce è la stessa. La posizione della macchina è fissa: ogni mese torna allo stesso punto sulla riva, a pochi centimetri di scarto, e l’inquadratura non cambia mai. Macchina e lente restano bloccate per i dodici mesi: Nikon D5300 con prime fisso a 16 mm (≈24 mm equivalente full-frame), scatto in RAW, rilevamento bussola bloccato; iPhone 16 Pro Max ProRAW come backup parallelo. Lo strumento Il finger painting è la tecnica pittorica d’autore di Keili Major dal 2018, il suo tratto distintivo, accanto alla pittura realistica più tradizionale. Anno Tanaro è eseguito interamente in finger painting, senza eccezioni: ogni polpastrello in contatto diretto con la tela, niente pennelli. La tecnica produce un contatto immediato con la materia, una velocità che un pennello non può raggiungere, e una materia di colore, l’impasto spesso, che i pennelli non possono riprodurre. Ogni dipinto del ciclo è 60×80 cm su tela di cotone Gerstaecker Studio XL (380 g/m2, profilo museo 45 mm, pronto per esposizione senza cornice). Il colore è olio idrosolubile Holbein Duo Aqua. Niente trementina, niente solventi, niente esalazioni: un atelier a ciclo chiuso. L’output In parallelo ai dodici dipinti, il ciclo produce dodici fotografie di riferimento canoniche (una al mese, stessa posizione, stesso registro di luce, in qualità d’archivio), esponibili come corpo parallelo a fianco dei dipinti. Calendario In parallelo, la prima personale ufficiale in Italia di Major, Piccolo Sole, si aprirà a Garessio il 20 agosto. Una retrospettiva che riunirà tutte le opere del ciclo è prevista per la primavera-estate 2027, in una sede ancora da definirsi.