Dalla nuova classificazione dei Comuni al taglio dei fondi: "Le comunità montane non siano lasciate sole"
La presa di posizione dei consiglieri regionali del PD, che denunciano la riduzione dei finanziamenti del Fosmit e il mancato riparto delle risorse per il 2025“Le proteste dei sindaci e degli amministratori locali esclusi dalla nuova classificazione dei Comuni montani prevista dalla legge Calderoli non si sono mai fermate. E oggi, a quelle preoccupazioni, si aggiunge una nuova e pesante tegola: il taglio delle risorse del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (FOSMIT) e il mancato riparto delle risorse per il 2025, quando siamo ormai a metà anno”.
Lo dichiarano in una nota Mauro Calderoni, Fabio Isnardi, Domenico Ravetti e Emanuela Verzella, consiglieri regionali del Partito Democratico, che aggiungono: “Come denunciato anche da Uncem, le Regioni non hanno ancora ricevuto comunicazioni ufficiali sull’entità delle risorse per il 2025. Una situazione inaccettabile che blocca la programmazione, ritarda bandi e investimenti e costringe gli enti locali a navigare nell’incertezza. Nella migliore delle ipotesi le risorse arriveranno a fine anno, vanificando in gran parte la loro efficacia”.
“Ancora più grave è il fatto che a tutto questo si aggiunge la scelta del Governo di ridurre drasticamente il FOSMIT per il 2026, portandolo sotto gli 80 milioni di euro, con un taglio superiore al 60 per cento. Meno risorse e più ritardi: una combinazione che rischia di produrre effetti molto pesanti sui territori montani piemontesi, dalle Alpi cuneesi alle vallate torinesi, passando per Novarese, Vercellese e Verbano, fino alle aree appenniniche dell’Alessandrino e dell’Astigiano”.
Secondo i consiglieri del PD “si conferma così tutta l’inadeguatezza della legge sulla Montagna voluta dal ministro Calderoli. Prima si è proceduto a una nuova classificazione che ha escluso numerosi Comuni piemontesi da benefici, sostegni e agevolazioni legati alla condizione montana; ora si tagliano le risorse destinate a quei territori che continuano invece a garantire presidio ambientale, tutela del territorio, servizi alle comunità e sviluppo sostenibile”: “Per il Piemonte la montagna non è una questione marginale: riguarda centinaia di Comuni e rappresenta una componente fondamentale dell’identità, dell’economia e della coesione territoriale della nostra regione. Per questo chiediamo al Governo di procedere immediatamente al riparto delle risorse 2025, di ripristinare adeguati finanziamenti per il Fondo e di correggere gli errori della nuova classificazione, recuperando tutti i Comuni esclusi ingiustamente. Non vorremmo sentirci dire che a rimediare ai tagli del Governo sarà la Regione Piemonte, che ha appena coperto il buco della sanità da 209 milioni di euro sottraendo risorse a università, welfare e trasporti, con la promessa di reintegrarle entro luglio. La montagna piemontese ha diritto a finanziamenti certi e adeguati, non a soluzioni tampone che finiscono per indebolire altri servizi essenziali. Le comunità montane non possono essere lasciate sole. Mentre il centrodestra continua a ridurre risorse e opportunità, noi continueremo a batterci affinché i territori più fragili abbiano gli strumenti necessari per contrastare spopolamento, carenza di servizi e disuguaglianze territoriali. La montagna piemontese merita attenzione, investimenti e rispetto, non tagli e rinvii”.
CUNEO Montagna - Partito Democratico

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