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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/attualita/rss2.0.xml?page=149rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le notizie di Attualità che la provincia di Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Thu, 02 Jul 2026 11:25:39 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/]]></link></image><item><title><![CDATA[Vino, Confagricoltura Cuneo: “Serve una strategia strutturale per il comparto”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/vino-confagricoltura-cuneo-serve-una-strategia-strutturale-per-il-comparto_123336.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/vino-confagricoltura-cuneo-serve-una-strategia-strutturale-per-il-comparto_123336.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123336/152086.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Enrico Allasia, il presidente di Confagricoltura Cuneo e Piemonte, lancia un messaggio alla politica regionale avanzando una serie di proposte operative per affrontare le difficolt&agrave; strutturali del settore: &ldquo;La crisi del comparto vitivinicolo piemontese deve essere affrontata con interventi emergenziali, ma necessita anche di una programmazione a medio e lungo termine. Il comparto vive attualmente molteplici criticit&agrave;: i conflitti internazionali, i dazi statunitensi, la debolezza dell&rsquo;economia europea, il progressivo calo dei consumi interni, l&rsquo;aumento dei costi di produzione e gli effetti sempre pi&ugrave; evidenti del cambiamento climatico. Una situazione che, per numerose denominazioni piemontesi, ha determinato un marcato squilibrio tra domanda e offerta, con conseguente riduzione dei prezzi e crescita delle giacenze di vino invenduto nelle cantine&rdquo;.</p>
<p>Tra le principali misure proposte da Confagricoltura figurano: la sospensione delle autorizzazioni ai nuovi impianti viticoli a partire dal 2027, la proroga delle idoneit&agrave; assegnate dai bandi delle denominazioni piemontesi, una revisione della misura di ristrutturazione e riconversione dei vigneti che incentivi il rinvio dei nuovi impianti, il ripristino della &ldquo;vendemmia verde&rdquo; come strumento di gestione programmata delle produzioni e, solo in ultima ratio, l&rsquo;introduzione di un intervento per l&rsquo;estirpazione volontaria dei vigneti sul modello gi&agrave; adottato in Francia. Confagricoltura propone, inoltre, una riflessione sulle politiche di promozione: dovranno essere pi&ugrave; presenti e incisive, da valutare anche in sinergia con il nuovo Osservatorio del Vino.</p>
<p>&ldquo;Il vino piemontese rappresenta una delle eccellenze del nostro territorio e non possiamo permettere che una crisi ormai strutturale venga affrontata esclusivamente con misure tampone &ndash; prosegue Enrico Allasia &ndash;. &Egrave; necessario mettere in campo una strategia di medio e lungo periodo che consenta alle imprese di ritrovare equilibrio, competitivit&agrave; e redditivit&agrave;. Le proposte avanzate da Confagricoltura nascono dal confronto quotidiano con i viticoltori e vogliono offrire strumenti concreti per governare il mercato e accompagnare il settore verso un nuovo equilibrio&rdquo;.</p>
<p>Considerate le giacenze e i trend di vendita, in questi giorni, alcuni consorzi di Tutela, nelle varie assemblee, hanno delineato riduzioni di rese per le prossime vendemmie. Cos&igrave; il Consorzio dell&rsquo;Asti DOCG ha fissato la resa produttiva del Moscato d&rsquo;Asti docg a 85 quintali per ettaro per la prossima vendemmia, mentre il Consorzio di tutela del Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani ha approvato una riduzione del 10% delle rese per il Langhe Nebbiolo Doc e la Barbera d&rsquo;Alba Doc, scendendo a 90 quintali per ettaro.</p>
<p>&ldquo;Prendiamo atto e apprezziamo la decisione emersa con ampio consenso nelle varie assemblee dei Consorzi di contingentare le rese onde evitare squilibri di mercato &ndash; commenta Alessandro Bottallo, responsabile di Confagricoltura Cuneo zona di Alba -, &nbsp;tali decisioni inoltre si sommano al percorso di contingentamento degli impianti avviato da tempo, ci attendiamo tuttavia provvedimenti di pi&ugrave; ampio respiro da parte della politica regionale, per poter dare al comparto una programmazione di lungo periodo e mettere gli agricoltori nella condizione di non subire decisioni molto spesso penalizzanti&rdquo;.</p>
<p>Dal punto di vista agronomico, infine, il tecnico di Confagricoltura Cuneo Antonio Marino, traccia una panoramica dello stato di salute attuale dei vigneti cuneesi: &ldquo;Ad oggi ci troviamo di fronte ad una campagna molto anticipata per via delle condizioni climatiche e delle elevate temperature, con giornate terse che nei vigneti hanno favorito una fioritura eccezionale, passando velocemente alla fase di allegagione/mignolatura e una produzione potenziale buona inoltre negli ultimi giorni sono stati segnalati i primi acini in invaiatura che confermano il progressivo avvio della fase di maturazione. Registriamo, tuttavia, alcune prime sofferenze da stress idrico e la presenza di scottature da insolazione. La difesa fitosanitaria, nel complesso, &egrave; stata attualmente meno impegnativa per i viticoltori rispetto ad annate precedenti: il caldo aiuta la gestione del cotico erboso e non rende necessarie operazioni di potatura verde gravose come nelle annate pi&ugrave; piovose. La scarsit&agrave; di pioggia ha protetto naturalmente i vigneti dallo sviluppo di malattie quali la peronospora e anche l&rsquo;oidio e la flavescenza risultano al momento sotto controllo&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 10:37:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Tenda, Calderoni: "Serve una comunicazione trasparente"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/tenda-calderoni-serve-una-comunicazione-trasparente_123334.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/tenda-calderoni-serve-una-comunicazione-trasparente_123334.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123334/152082.jpg" title="Mauro Calderoni - foto Doriano Mandrile" alt="Mauro Calderoni - foto Doriano Mandrile" /><br /><p>"L&rsquo;incontro bilaterale tra Italia e Francia ha riportato il dossier del tunnel del Tenda al centro del confronto tra i due Governi. A questo si aggiungono le recenti&nbsp;dichiarazioni del presidente Alberto Cirio, che sembrano correggere le precedenti&nbsp;affermazioni del viceministro Edoardo Rixi sul futuro della canna storica. &Egrave; positivo che il&nbsp;tema sia tornato all&rsquo;attenzione istituzionale, ma ora &egrave; indispensabile fare chiarezza". Lo<br>dichiara in una nota Mauro Calderoni, consigliere regionale del Partito Democratico del Piemonte, che nei giorni scorsi ha preso parte al convegno organizzato da Azione a Cuneo, dedicato proprio al valore strategico del nuovo traforo del Tenda. Oggi, gioved&igrave; 2 luglio, si svolge peraltro la riunione della Conferenza Intergovernativa, chiamata ad esprimersi sul progetto per l'ammodernamento della galleria ottocentesca.<br><br>"Le comunit&agrave; della provincia di Cuneo e della Valle Roya &ndash; aggiunge - hanno diritto a&nbsp;conoscere con precisione quale sia il progetto relativo alla canna storica: quali siano le caratteristiche dell&rsquo;intervento, i costi previsti, le fonti di finanziamento&nbsp;e soprattutto i tempi di realizzazione. Per questo chiediamo la convocazione di un incontro&nbsp;istituzionale aperto agli enti locali, ai rappresentanti del territorio, affinch&eacute; venga presentato<br>il quadro completo delle decisioni assunte e di quelle ancora da assumere".</p>
<p>"Dopo anni di ritardi, promesse e rinvii &ndash; prosegue Calderoni &ndash; non possiamo pi&ugrave;&nbsp;permetterci comunicazioni contraddittorie o affidate a dichiarazioni estemporanee. Serve&nbsp;trasparenza e serve un confronto con chi vive, lavora e amministra questi territori".&nbsp;Il consigliere regionale del Pd allarga quindi lo sguardo al futuro della provincia di Cuneo: "La vicenda del Tenda dimostra ancora una volta che la Granda non pu&ograve; continuare a&nbsp;rincorrere le emergenze. &Egrave; il momento di costruire un vero piano strategico per la provincia&nbsp;di Cuneo che definisca, insieme ai territori, le priorit&agrave; in materia di infrastrutture, trasporti&nbsp;e logistica. Dai collegamenti ferroviari alla rete stradale, dai valichi alpini all&rsquo;accessibilit&agrave;<br>dei distretti produttivi, occorre una visione condivisa e di lungo periodo".</p>
<p>"Il Piemonte meridionale rappresenta uno snodo fondamentale nei rapporti con la Francia e&nbsp;con il Mediterraneo occidentale. Per valorizzare questa posizione servono investimenti,&nbsp;programmazione e una regia istituzionale forte. Come Partito Democratico continueremo a&nbsp;chiedere che si abbandoni la logica degli annunci e vengano garantite finalmente certezze&nbsp;ai cittadini, alle imprese e agli amministratori locali".</p>]]></description><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 10:24:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA["Il completamento del tunnel di Tenda rimanga una priorità politica"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-completamento-del-tunnel-di-tenda-rimanga-unapriorita-politica_123329.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-completamento-del-tunnel-di-tenda-rimanga-unapriorita-politica_123329.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123329/152078.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Molto partecipato a Cuneo l&rsquo;incontro pubblico dal titolo "Passaggio a&nbsp;Nord-Ovest", promosso da Azione sul futuro del tunnel di Tenda e sullo stato di avanzamento dei lavori e sul futuro della seconda canna, un&rsquo;opera attesa da anni&nbsp;e strategica per il collegamento tra Piemonte e Francia.&nbsp;L&rsquo;iniziativa ha riunito amministratori, tecnici, associazioni, rappresentanti delle imprese e numerosi cittadini&nbsp;confermando quanto il tema sia centrale per lo sviluppo economico, turistico e commerciale del nostro&nbsp;territorio. Da troppo tempo imprese, lavoratori, operatori turistici e residenti subiscono le conseguenze dei&nbsp;ritardi e delle difficolt&agrave; legate alla viabilit&agrave; transfrontaliera: &egrave; arrivato il momento di dare risposte concrete.</p>
<p>Il vicesindaco di Cuneo, Luca Serale, ha aggiornato i presenti sugli esiti dell&rsquo;ultima riunione del Comitato&nbsp;di Monitoraggio dedicato al Tunnel di Tenda. Nel suo intervento ha evidenziato come sia emersa una piena&nbsp;convergenza tra tutti gli amministratori coinvolti sulla necessit&agrave; di portare a compimento non solo l&rsquo;attuale&nbsp;fase dei lavori, ma anche la realizzazione della seconda canna, considerata un&rsquo;infrastruttura indispensabile per&nbsp;il futuro del collegamento transfrontaliero. Serale ha inoltre riferito che, secondo il cronoprogramma illustrato&nbsp;nel corso del Comitato, l&rsquo;avvio dei lavori della seconda canna &egrave; previsto entro la fine dell&rsquo;anno, con una durata&nbsp;stimata di circa 36 mesi. Un orizzonte temporale che rende ancora pi&ugrave; importante mantenere alta l&rsquo;attenzione&nbsp;istituzionale e garantire un costante aggiornamento ai territori sull&rsquo;avanzamento dell&rsquo;opera.&nbsp;Il consigliere regionale del Partito Democratico, Mauro Calderoni, ha offerto un contributo concreto e&nbsp;costruttivo, evidenziando come sia ormai indispensabile garantire una comunicazione puntuale, trasparente e&nbsp;tempestiva sullo sviluppo dei lavori. Cittadini, amministratori e categorie economiche devono poter conoscere&nbsp;con precisione tempi, modalit&agrave; e prospettive del completamento dell&rsquo;opera.</p>
<p>Fondamentale anche il contributo di Marcello Bevilacqua, presidente dell&rsquo;Associazione Colle di Tenda, che&nbsp;ha ripercorso il lavoro svolto dall&rsquo;associazione in questi anni, confermando la volont&agrave; di continuare a&nbsp;collaborare con le istituzioni per offrire informazioni corrette alla cittadinanza e vigilare affinch&eacute; il Tunnel di&nbsp;Tenda possa finalmente aprire a pieno regime nel pi&ugrave; breve tempo possibile. Particolarmente apprezzato l&rsquo;intervento tecnico dell&rsquo;ingegnere Federico Santagati, che ha invitato a&nbsp;guardare oltre il singolo cantiere. Lo sviluppo del territorio, infatti, passa da una strategia infrastrutturale pi&ugrave;&nbsp;ampia, nella quale anche la ferrovia assume un ruolo decisivo. La prospettiva non pu&ograve; limitarsi alla tratta&nbsp;Cuneo-Ventimiglia, ma deve guardare a un vero corridoio europeo Torino-Cuneo-Ventimiglia-Nizza, capace&nbsp;di creare nuove opportunit&agrave; per mobilit&agrave;, turismo, commercio e logistica.&nbsp;Azione Cuneo ha ribadito con forza la propria posizione.</p>
<p>"Il nostro impegno sar&agrave; quello di essere una presenza politica costante affinch&eacute; quest&rsquo;opera venga completata&nbsp;nel pi&ugrave; breve tempo possibile", ha dichiarato il segretario cittadino di Azione Nicol&ograve; Musso. "La seconda canna deve essere pienamente percorribile dai veicoli e non destinata a un utilizzo ciclabile. Si tratta di una&nbsp;scelta fondamentale per garantire lo sviluppo economico, turistico e commerciale dell&rsquo;intero territorio e per&nbsp;restituire competitivit&agrave; alla nostra provincia".</p>
<p>Sulla stessa linea il segretario provinciale di Azione, Giacomo Prandi, che ha confermato la piena&nbsp;disponibilit&agrave; del partito a sostenere il percorso istituzionale: "Azione, attraverso i propri rappresentanti eletti a ogni livello, &egrave; pronta a fare la propria parte affinch&eacute; il completamento del Tunnel di Tenda rimanga una&nbsp;priorit&agrave; politica. Continueremo a lavorare perch&eacute; il territorio abbia finalmente un&rsquo;infrastruttura moderna,<br>efficiente e all&rsquo;altezza delle esigenze di cittadini e imprese".</p>
<p>Azione Cuneo ringrazia inoltre per la presenza e il contributo portato al dibattito Massimo Riberi, Sindaco&nbsp;di Limone Piemonte, ed Enrica Giraudo, Sindaca di Robilante e Presidente dell&rsquo;Unione Montana Alpi&nbsp;Marittime, insieme a tutti gli amministratori, ai rappresentanti delle associazioni e ai cittadini intervenuti.&nbsp;L&rsquo;incontro ha dimostrato come il futuro del Colle di Tenda non riguardi soltanto un&rsquo;infrastruttura, ma<br>rappresenti una sfida decisiva per il rilancio della provincia di Cuneo e dell&rsquo;intero sistema transfrontaliero.&nbsp;Azione continuer&agrave; a seguire con attenzione l&rsquo;evoluzione dei lavori, chiedendo tempi certi, massima trasparenza&nbsp;e una visione di lungo periodo capace di restituire centralit&agrave; europea al nostro territorio.</p>]]></description><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 10:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Ridurre i prelievi da sorgenti e falde, per la Regione non si può fare. Marro: "Manca la volontà politica"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ridurre-i-prelievi-da-sorgenti-e-falde-per-la-regione-non-si-puo-fare-marro-manca-la-volonta-politica_123322.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ridurre-i-prelievi-da-sorgenti-e-falde-per-la-regione-non-si-puo-fare-marro-manca-la-volonta-politica_123322.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123322/152070.jpg" title="Giulia Marro" alt="Giulia Marro" /><br /><p>"La risposta della Giunta regionale al mio question time dimostra ancora una volta l'assenza di una volont&agrave; politica di affrontare la crisi climatica. Di fronte a un'emergenza sempre pi&ugrave; grave, la Regione non prende nemmeno in considerazione misure straordinarie e si rifugia dietro cavilli normativi e rimpalli di competenze". Lo scrive in una nota la consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra Giulia Marro, che aveva proposto la riduzione dei prelievi dalle sorgenti e dalle falde nel periodo estivo per le aziende di imbottigliamento acqua, nell'ottica della mitigazione degli effetti della siccit&agrave; e dell'emergenza idrica.</p>
<p>Scrive la consigliera regionale cuneese: "La mia richiesta era: non fermare le aziende n&eacute; mettere a rischio l'occupazione, ma verificare se, durante l'emergenza idrica fosse possibile aumentare temporaneamente i rilasci verso il reticolo idrografico naturale, dopo una ricognizione delle concessioni esistenti.&nbsp;La risposta &egrave; stata un elenco di motivi per cui oggi non si pu&ograve; fare. Ma governare non significa limitarsi a spiegare perch&eacute; qualcosa non &egrave; possibile. Significa chiedersi se regole scritte oltre vent'anni fa siano ancora adeguate di fronte a una crisi climatica che cambia radicalmente la disponibilit&agrave; di acqua.&nbsp;Nessuno pretendeva una risposta gi&agrave; pronta. Chiedevo che la Regione verificasse se esistessero margini di intervento. Se le regole attuali non lo consentono, allora &egrave; compito della politica chiedersi se siano ancora adeguate. Invece si &egrave; preferito dichiarare impossibile una soluzione ancora prima di provare a cercarla".</p>
<p>"Per questo - annuncia Marro - lavoreremo a una proposta di modifica della legge regionale 44 del 2000, che ha delegato queste competenze alle Province creando, nei fatti, un cortocircuito di responsabilit&agrave;. Non possiamo continuare a rincorrere l'emergenza ogni estate per poi dimenticarcene quando torna a piovere.&nbsp;Ancora una volta il prezzo lo pagano i cittadini. Si chiede loro di ridurre i consumi e di cambiare abitudini, mentre sulle grandi concessioni di una risorsa pubblica non si apre nemmeno una discussione. L'acqua che manca &egrave; quella nei rubinetti e nei fiumi, non quella che continua a finire nelle bottiglie di plastica".</p>]]></description><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 09:33:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Nelle carceri del Piemonte oltre 4.500 detenuti a fronte di 3.900 posti: "Sistema da ripensare"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nelle-carceri-del-piemonte-oltre-4500-detenuti-a-fronte-di-3900-posti-sistema-da-ripensare_123316.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nelle-carceri-del-piemonte-oltre-4500-detenuti-a-fronte-di-3900-posti-sistema-da-ripensare_123316.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123316/152061.jpg" title="" alt="" /><br /><p>"La situazione delle carceri piemontesi continua a destare forte preoccupazione. Nelle tredici strutture penitenziarie della regione sono oggi ristrette circa 4.500 persone detenute, a fronte di una capienza regolamentare di 3.900 posti. Un sovraffollamento che incide pesantemente sulle condizioni di lavoro della Polizia Penitenziaria e sulla gestione quotidiana degli istituti". &Egrave; quanto denuncia in una nota il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe).</p>
<p>"Il dato &egrave; particolarmente significativo in alcuni istituti - evidenzia Vicente Santilli, segretario nazionale del Sappe per il Piemonte -. A Biella, da gennaio ad oggi, si registra un incremento di circa 70 detenuti, mentre nella Casa circondariale di Torino l'aumento &egrave; di circa 500 presenze. Tutto questo affollamento determina enormi criticit&agrave; nell'organizzazione del lavoro del personale di Polizia Penitenziaria, gi&agrave; costretto a operare in condizioni di forte sofferenza. Per questo auspichiamo che le prossime assegnazioni di agenti provenienti dai corsi di formazione tengano nella dovuta considerazione le esigenze degli istituti piemontesi, che necessitano con urgenza di un rafforzamento degli organici".</p>
<p>Il sindacato della Polizia Penitenziaria rivolge poi una dura critica ai vertici dell'amministrazione penitenziaria regionale. "Non possiamo non rilevare come, negli ultimi anni, sotto la gestione del Provveditorato regionale del Piemonte, la situazione sia rimasta sostanzialmente immutata. Le criticit&agrave; denunciate dal SAPPE si ripetono puntualmente: sovraffollamento, carenze di personale, organizzazione sempre pi&ugrave; difficile e crescente pressione sugli appartenenti al Corpo. A pagare il prezzo di questa sostanziale immobilit&agrave; sono, ancora una volta, quasi esclusivamente le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria, chiamati ogni giorno a garantire sicurezza e legalit&agrave; in condizioni sempre pi&ugrave; gravose. Il Piemonte ha bisogno di una guida autorevole e moderna, di un dirigente che sappia essere un vero manager dell'amministrazione penitenziaria, capace di coniugare le imprescindibili esigenze di sicurezza con quelle del trattamento rieducativo dei detenuti, assumendo iniziative concrete, innovative e coraggiose".</p>
<p>A sostegno delle richieste avanzate dal Sappe Piemonte interviene anche il segretario generale Donato Capece, che rilancia la necessit&agrave; di una riforma organica dell'esecuzione penale.</p>
<p>"Ripensare il sistema penitenziario - afferma Capece - non significa indebolire la risposta dello Stato alla criminalit&agrave;. Al contrario, significa renderla pi&ugrave; razionale, pi&ugrave; efficace e maggiormente aderente ai principi della Costituzione. Lo sosteniamo da anni e lo ribadiamo con forza: occorre distinguere con maggiore nettezza tra le diverse forme di devianza e modulare conseguentemente l'esecuzione della pena".</p>
<p>Secondo il Sappe, per i reati di minore allarme sociale, puniti con pene detentive non superiori ai tre anni e in assenza di una concreta pericolosit&agrave; sociale del condannato, dovrebbe essere privilegiato il ricorso alle misure alternative alla detenzione, alla messa alla prova e agli altri strumenti di comunit&agrave;, anche attraverso l'impiego in lavori socialmente utili, cos&igrave; da favorire percorsi di responsabilizzazione e ridurre il ricorso al carcere.</p>
<p>"Un secondo livello - prosegue Capece - dovrebbe riguardare le pene superiori ai tre anni, da espiare in istituti finalmente meno affollati grazie al minor ricorso alla detenzione per i reati minori e a un utilizzo pi&ugrave; rigoroso e selettivo della custodia cautelare. Solo in carceri realmente governabili &egrave; possibile dare concreta attuazione al principio costituzionale della finalit&agrave; rieducativa della pena, garantendo lavoro, formazione professionale e autentici percorsi di reinserimento sociale".</p>
<p>"Infine - conclude Capece - deve essere mantenuto un terzo livello riservato ai detenuti appartenenti ai circuiti dell'alta sicurezza, della criminalit&agrave; organizzata e del terrorismo, dove il contenimento, il controllo e la neutralizzazione della capacit&agrave; criminale rappresentano una priorit&agrave; assoluta per la sicurezza dello Stato e dei cittadini".</p>
<p>Per il Sappe, la fotografia delle carceri piemontesi conferma ancora una volta come il sovraffollamento, unito alla cronica carenza di personale, continui a mettere sotto pressione il sistema penitenziario, rendendo indispensabili sia un immediato potenziamento degli organici della Polizia Penitenziaria sia un deciso cambio di passo nella gestione dell'amministrazione regionale, oltre a una riforma strutturale dell'esecuzione penale capace di coniugare sicurezza, legalit&agrave; e rispetto dei principi costituzionali.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 08:42:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Scuola, Ormea difende i suoi plessi con la richiesta di deroga]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/scuola-ormea-difende-i-suoi-plessi-con-la-richiesta-di-deroga_123224.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/scuola-ormea-difende-i-suoi-plessi-con-la-richiesta-di-deroga_123224.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123224/151909.jpg" title="Scuola dell'infanzia di Ormea" alt="Scuola dell'infanzia di Ormea" /><br /><p>Il futuro della scuola nei territori montani si gioca sulla capacit&agrave; delle istituzioni locali di fare scudo contro i rigidi parametri numerici nazionali. Il Comune di Ormea ha scelto di muoversi d'anticipo per tutelare i propri presidi educativi.</p>
<p>Con apposita delibera, la Giunta comunale si &egrave; riunita in forma ibrida per approvare la richiesta ufficiale di mantenimento in deroga dei punti di erogazione del servizio scolastico per l'anno 2027/2028. Il provvedimento rappresenta un atto formale strategico per contrastare lo spopolamento delle aree interne e garantire il diritto allo studio dei giovani residenti.</p>
<p>L'iniziativa del Comune valtanarino si inserisce nella cornice dell'atto di indirizzo della Regione Piemonte approvato a inizio giugno, il quale concede la possibilit&agrave; ai piccoli comuni montani o in situazione di marginalit&agrave; geografica di derogare ai parametri standard, purch&eacute; si rispettino determinate soglie minime di alunni. I dati relativi agli alunni attesi a Ormea per l'anno scolastico 2027/2028 confermano la piena sostenibilit&agrave; della richiesta.</p>
<h2>Le previsioni degli iscritti a Ormea per l'anno scolastico 2027/2028</h2>
<p>Nello specifico, si prevedono 13 iscritti per la scuola dell'infanzia, 25 per la scuola primaria e 20 per la scuola secondaria di primo grado. Cifre che superano i limiti previsti dalla normativa regionale per la concessione delle deroghe e che testimoniano una sostanziale stabilit&agrave; della popolazione scolastica rispetto al quadriennio precedente.</p>
<p>Il mantenimento delle aule di viale Martinetto, tutte inserite all'interno del medesimo immobile dell'istituto comprensivo di Garessio, risponde a una chiara logica di efficacia didattica e di sostenibilit&agrave; logistica. L'amministrazione comunale ha sottolineato come la concentrazione dei tre gradi di scuola in un unico edificio permetta di ottimizzare i costi legati alla mensa, dotata di cucina interna, e ai trasporti locali. Una risorsa fondamentale se si considera che la scuola accoglie non solo i residenti del centro, ma anche i bambini delle frazioni pi&ugrave; distanti, come Viozene, e dei Comuni limitrofi di Caprauna, Briga Alta e Pornassio, i quali si trovano a dover percorrere regolarmente tragitti superiori ai dieci chilometri.</p>
<p>Oltre agli aspetti puramente numerici e strutturali, la delibera della Giunta mette in luce il profondo valore sociale ed educativo del servizio scolastico nelle vallate alpine. Salvaguardare le scuole di prossimit&agrave; non significa soltanto evitare lunghi e complessi spostamenti quotidiani ai giovanissimi studenti, ma offre anche una motivazione concreta alle giovani famiglie per non abbandonare il territorio. La richiesta formale, supportata anche dalla relazione tecnica della dirigente scolastica Anna Camperi, &egrave; stata immediatamente trasmessa alla Provincia di Cuneo per l'inserimento nel piano di programmazione della rete scolastica provinciale. &nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 16:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Ue, Coldiretti Cuneo: “Preoccupano scelte su salute e agricoltura”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ue-coldiretti-cuneo-preoccupano-scelte-su-salute-e-agricoltura_123280.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ue-coldiretti-cuneo-preoccupano-scelte-su-salute-e-agricoltura_123280.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123280/151997.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Coldiretti Cuneo, a seguito del voto delle Commissioni incaricate del Parlamento europeo sul Piano per la salute cardiovascolare e sul Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam), &egrave; intervenuta per esprime la propria preoccupazione sulle scelte su salute e agricoltura da parte dell&rsquo;Europa: &ldquo;Ancora una volta arrivano due gravi passi indietro nelle politiche di tutela della salute dei cittadini e del reddito degli agricoltori.</p>
<p>&ldquo;Sul fronte della salute cardiovascolare, il testo approvato dal Parlamento europeo rischia di indebolire alcune misure di prevenzione e di non valorizzare adeguatamente il ruolo di una corretta alimentazione nella riduzione dei rischi per il cuore e per la salute in generale &mdash; prosegue Coldiretti Cuneo &mdash;. In particolare, preoccupa il ridimensionamento degli interventi relativi alle bevande energetiche e la scarsa attenzione alle pi&ugrave; recenti evidenze scientifiche sui possibili effetti negativi di un consumo eccessivo di cibi ultra-processati, sempre pi&ugrave; diffusi soprattutto tra i giovani. A destare perplessit&agrave; &egrave; anche la riapertura del dibattito sui sistemi di etichettatura nutrizionale frontale, che in passato hanno rischiato di penalizzare prodotti simbolo della Dieta Mediterranea senza tenere conto delle quantit&agrave; consumate e dell&rsquo;equilibrio complessivo dell&rsquo;alimentazione. Un approccio che potrebbe creare confusione nei consumatori e danneggiare produzioni di eccellenza del territorio&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;La prevenzione delle malattie cardiovascolari passa prima di tutto dall&rsquo;educazione alimentare e dalla promozione di stili di vita sani. Servono regole basate sulla scienza e non sistemi che finiscono per penalizzare ingiustamente prodotti di qualit&agrave; che fanno parte della Dieta Mediterranea e della nostra tradizione agricola&rdquo;, dichiara Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo.</p>
<p>&ldquo;Preoccupa anche il voto sul Cbam. Le Commissioni competenti del Parlamento europeo hanno infatti eliminato la clausola che avrebbe consentito di sospendere temporaneamente il meccanismo in caso di forti squilibri di mercato. Una decisione che rischia di lasciare agricoltori e imprese senza strumenti adeguati di tutela in una fase economica gi&agrave; molto complessa. Le aziende agricole, infatti, stanno affrontando costi sempre pi&ugrave; elevati e una concorrenza internazionale difficile. Togliere una misura di salvaguardia significa aumentare le incertezze per il settore e mettere a rischio competitivit&agrave; e reddito delle imprese&rdquo;, aggiunge Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo.</p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 15:08:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Nel 2025 i piemontesi hanno speso quasi 10 miliardi di euro in gioco d'azzardo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nel-2025-i-piemontesi-hanno-speso-quasi-10-miliardi-di-euro-in-gioco-d-azzardo_123276.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nel-2025-i-piemontesi-hanno-speso-quasi-10-miliardi-di-euro-in-gioco-d-azzardo_123276.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123276/151992.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Volumi del gioco, sia fisico che online, in costante aumento, cos&igrave; come le perdite e i pazienti in carico ai servizi sanitari. &Egrave; l&rsquo;allarmante fotografia della situazione del gioco d&rsquo;azzardo patologico in Piemonte, presentata in una conferenza stampa organizzata dai gruppi di opposizione in Consiglio regionale. Nel mirino in particolare la legge regionale che nel 2021 ha di fatto ridimensionato le norme sul contrasto alla ludopatia che erano state introdotte nel 2016 dalla Giunta Chiamparino.</p>
<p>Eloquenti i dati presentati stamattina, mercoled&igrave; 1&deg; luglio, a Torino. Nel 2025 i piemontesi hanno speso 9,9 miliardi di euro in gioco d&rsquo;azzardo: il dato &egrave; in costante aumento dal 2021, dopo avere osservato una progressiva diminuzione a partire dal 2016, arrivando ai 6,1 miliardi del 2020. Ne consegue, per il 2025, una spesa media pro capite di 2.328 euro all&rsquo;anno: erano 1.427 nel 2020.</p>
<p>A livello provinciale nel 2025 &egrave; Torino a far registrare la raccolta maggiore, 5,3 miliardi di euro: segue Cuneo con 1,1, poi Alessandria (1), Novara (800 milioni), Asti, Vercelli e Verbania (tutte con 400 milioni), e infine Biella (300 milioni).</p>
<p>I dati evidenziano come il gioco fisico tra il 2016 e il 2020 fosse in netta diminuzione in Piemonte, mentre &egrave; tornato a risalire dal 2020 in poi. &ldquo;La tendenza non &egrave; soltanto causata dalla pandemia, ma dalla modifica della legislazione regionale&rdquo;, sostengono i rappresentanti delle minoranze in Consiglio regionale.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123276/small_151993.jpg" alt="Foto"></p>
<h2>La situazione in Italia</h2>
<p>Il tema del gioco d&rsquo;azzardo patologico &egrave; diventato sempre pi&ugrave; centrale non solo in Piemonte. Il denaro giocato in un anno dagli italiani &egrave; passato dai 34 miliardi di euro del 2004 ai 165 miliardi del 2025. Una crescita che &egrave; difficile osservare in altri settori. Questo, secondo le opposizioni piemontesi, &egrave; dovuto ad una strategia globale e alla scelta, da parte dello Stato, di trasformare il gioco in un settore visto solamente come fine di guadagno per le casse erariali (le entrate, in questo senso, sono passate dai 6,7 miliardi di euro del 2006 agli 11,4 del 2025). L&rsquo;Italia &egrave; il paese con la pi&ugrave; alta spesa complessiva in Europa.</p>
<p>Queste scelte e la crescita del settore hanno portato l&rsquo;Italia a essere uno dei paesi con il pi&ugrave; alto numero di dispositivi - le cosiddette &ldquo;macchinette&rdquo; - per abitanti al mondo. Secondo quanto riportato nel volume &ldquo;Setting Limits. Gambling, Science and Public Policy&rdquo;, pubblicato da Oxford University Press nel 2019, l&rsquo;Italia si posiziona al terzo posto nel mondo con 132 abitanti per apparecchio, dopo l&rsquo;Australia, ma molto prima di altri paesi europei e di Canada, Stati Uniti e Regno Unito.</p>
<h2>Le dichiarazioni</h2>
<p>Ad aprire la conferenza stampa odierna &egrave; stato Domenico Rossi (segretario regionale del Partito Democratico): &ldquo;Siamo di fronte a dati che impongono una riflessione a tutti i livelli. Gli italiani spendono pi&ugrave; di tutti in Europa per il gioco e siamo tra i Paesi che gioca di pi&ugrave; al mondo. C&rsquo;&egrave; un problema di eccesso di offerta che genera una domanda che non esisterebbe, con conseguenze socio-sanitarie che pagano giovani e fasce deboli. La Regione deve fare la sua parte e noi siamo disponibili a superare le attuali criticit&agrave; attraverso un lavoro condiviso in commissione e in aula&rdquo;.</p>
<p>Sulla stessa linea Gianna Pentenero (Partito Democratico): &ldquo;Avevamo una legge all&rsquo;avanguardia approvata durante la Giunta Chiamparino, una norma che ha fatto scuola, ma la scelta di Cirio e della sua maggioranza di smantellare quell'impianto normativo virtuoso, di fare un passo indietro, ha provocato conseguenze disastrose&rdquo;. </p>
<p>La consigliera Sarah Disabato (Movimento 5 Stelle) &nbsp;guarda al futuro evidenziando come &ldquo;il gioco d'azzardo tra gli studenti abbia raggiunto nel 2025 il valore pi&ugrave; alto mai registrato. Ben un milione e seicentomila studenti, ovvero il 64% della popolazione scolastica nella fascia 15-19 anni, hanno giocato almeno una volta nella vita e quasi un milione e mezzo lo ha fatto nell'ultimo anno&rdquo;. Il dato sconcertante per&ograve; &egrave; quello sul coinvolgimento di minorenni e pre-adolescenti: &ldquo;l'11% dei ragazzini tra gli 11 e i 13 anni dichiara di aver scommesso negli ultimi dodici mesi. Una vera e propria emergenza sociale davanti alla quale la Regione non pu&ograve; pi&ugrave; voltarsi dall'altra parte&rdquo;. </p>
<p>Sui profili di rischio e sulle abitudini di gioco si &egrave; concentrata anche Vittoria Nallo (Stati Uniti d&rsquo;Europa): &ldquo;Non esiste un altro settore che sia cresciuto cos&igrave; tanto nel nostro Paese come quello del gioco d&rsquo;azzardo. Non solo, i pazienti con dipendenza in carico ai servizi socio-sanitari sono in costante aumento. L&rsquo;emergenza &egrave; sotto gli occhi di tutti, ignorarla e procrastinare un intervento non significa fare il bene del Piemonte bens&igrave; quello delle lobby del gioco&rdquo;.  </p>
<p>Infine, Alice Ravinale (Alleanza Verdi e Sinistra) ha sottolineato l'importanza di sostenere la prevenzione e la cura con un quadro normativo solido e di quanto l&rsquo;allentamento dei vincoli su questo tema favorisca la criminalit&agrave; organizzata: &ldquo;Tutti i proclami della destra su sicurezza e legalit&agrave; si schiantano di fronte a questo dramma sociale, frutto di una precisa scelta politica. &nbsp;Il settore del gioco d&rsquo;azzardo rappresenta uno dei canali pi&ugrave; redditizi per le mafie, con margini elevatissimi che favoriscono riciclaggio e infiltrazioni nell&rsquo;economia legale. In Piemonte la presenza di organizzazioni criminali che utilizzano il gioco come leva di controllo economico &egrave; ormai un elemento strutturale&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:34:00 +0200</pubDate><dc:creator>a.d.</dc:creator><author><name>a.d.</name></author></item><item><title><![CDATA[Bra si è stretta intorno al ricordo di "Carlin" in occasione del Consiglio comunale aperto]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/bra-e-roero/bra-si-e-stretta-intorno-al-ricordo-di-carlin-in-occasione-del-consiglio-comunale-aperto_123272.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/bra-e-roero/bra-si-e-stretta-intorno-al-ricordo-di-carlin-in-occasione-del-consiglio-comunale-aperto_123272.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123272/151986.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Chi semina utopia raccoglie realt&agrave;, amava dire Carlo Petrini. Una frase, il cui significato racchiude la sua filosofia di vita, che ieri sera - 30 giugno 2026 &ndash; &egrave; risuonata pi&ugrave; volte nella sala consiliare del Municipio di Bra, dove si &egrave; svolto un Consiglio comunale aperto dedicato proprio alla memoria di Carlin, celebre concittadino e fondatore di Slow Food recentemente scomparso. Un tributo sentito e unanime da parte dell'Amministrazione e dell&rsquo;intera citt&agrave;, riunite per rendere grazie a una figura che, partendo da Bra, luogo delle sue radici, ha dato vita a un&rsquo;utopia diventata realt&agrave;, attraversando con la propria rivoluzionaria visione i confini del Piemonte e dell'Italia, fino a diventare messaggio e valore universale.</p>
<p>Ad aprire gli interventi, il Presidente del Consiglio Comunale Fabio Bailo, che ha sottolineato il valore che Petrini attribuiva alla memoria dei luoghi e delle comunit&agrave;, evidenziando la sua concezione di un'identit&agrave; mai intesa come scontro, ma fondata sull'incontro e sul confronto.</p>
<p>Successivamente, ha preso la parola la sorella, Chiara Petrini, che ha espresso profonda gratitudine per le straordinarie attestazioni di affetto giunte da ogni angolo del pianeta. Ha ricordato il legame indissolubile di Petrini con Bra, luogo in cui mosse i primi passi nella politica e nel volontariato, e da cui non volle mai allontanarsi, diventandone un vero ambasciatore internazionale in grado di valorizzare l&rsquo;intero territorio delle Langhe e del Roero.</p>
<p>Durante la seduta sono stati letti i messaggi istituzionali di autorit&agrave; locali e nazionali. Il presidente della Provincia di Cuneo, Luca Robaldo, ha evidenziato come Petrini abbia dimostrato che i grandi cambiamenti globali possono nascere anche dalle comunit&agrave; locali, lasciando un'eredit&agrave; feconda soprattutto nelle nuove generazioni. Il governatore della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha rimarcato come Petrini abbia radicalmente cambiato il modo di guardare all'agricoltura e al cibo, restituendo piena dignit&agrave; e identit&agrave; alla cultura contadina, sottolineando il dovere di custodire e far crescere l'immensa eredit&agrave; lasciata tramite Slow Food, Terra Madre e l&rsquo;Universit&agrave; di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Infine, il Ministro dell'Agricoltura, della Sovranit&agrave; Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ne ha lodato la lungimiranza nel ridefinire la visione mondiale del cibo, dell'ambiente e della biodiversit&agrave;, ricordando l&rsquo;istituzione del premio a lui intitolato e il suo ruolo di primo alfiere per il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio UNESCO.</p>
<p>Il Sindaco di Bra, Giovanni Fogliato, intervenendo a nome dell'intera Citt&agrave;, ha ripercorso la storia civile di Petrini, il suo passato da consigliere comunale e la sua battaglia globale per il diritto a un cibo "buono, pulito e giusto" inteso come strumento di giustizia sociale e dignit&agrave; umana. Fogliato ha espresso la gratitudine &ldquo;per avere mostrato che da Bra si pu&ograve; contribuire a cambiare il mondo&rdquo;, assicurando l&rsquo;impegno della Citt&agrave; a continuare a seminare utopia per raccogliere indispensabili realt&agrave;.</p>
<p>A nome della maggioranza consiliare, la consigliera Bruna Sibille ha rievocato l&rsquo;ingresso di Petrini nel Consiglio Comunale nel 1975, che port&ograve; una ventata di fermento politico e civile nell'amministrazione dell&rsquo;epoca. Sibille ha ricordato le prime tappe sul territorio e il coraggio visionario che ha condotto alla nascita di Slow Food, delle edizioni di Cheese e del capolavoro della trasformazione urbanistica e culturale di Pollenzo. Per la minoranza consiliare &egrave; intervenuto il consigliere Massimo Somaglia, il quale, parlando a nome dell'intero gruppo, ha manifestato grande rispetto per un cittadino del mondo che ha saputo mantenere salde le proprie radici, capace di dialogare in modo empatico sia con i potenti che con i piccoli contadini, unendo le forze cittadine attorno alla salvaguardia delle produzioni tipiche e dei presidi.</p>
<p>In rappresentanza del tessuto produttivo e camerale della provincia, il presidente della Camera di Commercio di Cuneo, Luca Crosetto, ha ricordato la figura di Petrini come un "gigante del nostro tempo" capace di dare forma all'utopia, annunciando iniziative concrete e borse di studio volte a sostenere il diritto allo studio a Pollenzo e a favorire l&rsquo;integrazione e la formazione dei lavoratori nel settore della ristorazione cuneese.</p>
<p>In chiusura, hanno preso la parola i rappresentanti delle due storiche realt&agrave; fondate da Petrini. Barbara Nappini, presidente nazionale di Slow Food Italia, ha espresso profonda commozione e gratitudine per gli insegnamenti di un "maestro collettivo" che ha mostrato come cambiare il mondo con gioia a partire dal cibo. Ha annunciato lo svolgimento dell&rsquo;imminente edizione di Terra Madre Salone del Gusto a Torino, la prima senza il fondatore e in occasione dei 40 anni dell&rsquo;associazione. Infine, l&rsquo;ex vicepresidente dell&rsquo;Universit&agrave; di Scienze Gastronomiche, Silvio Barbero, ha definito Petrini un "rivoluzionario moderno", un uomo che ha concretamente cambiato in meglio la vita degli ultimi, dei piccoli produttori e di migliaia di studenti, unendo in un dialogo inedito i saperi scientifici e quelli contadini, invitando tutti a proseguire le sue visioni con umilt&agrave;, coerenza e determinazione.</p>
<p>La registrazione video integrale della seduta &egrave; visibile sul canale YouTube del Comune di Bra e sulla piattaforma Consigli Cloud al seguente indirizzo: https://bra.consiglicloud.it/home.</p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 13:05:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Cuneo-Ventimiglia, in vigore la nuova convenzione: "Ma un biglietto costa quasi come un viaggio in auto"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/cuneo-ventimiglia-in-vigore-la-nuova-convenzione-ma-un-biglietto-costa-quasi-come-un-viaggio-in-auto_123271.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/cuneo-ventimiglia-in-vigore-la-nuova-convenzione-ma-un-biglietto-costa-quasi-come-un-viaggio-in-auto_123271.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123271/151985.jpg" title="foto Osservatorio Ferrovia del Tenda" alt="foto Osservatorio Ferrovia del Tenda" /><br /><p>Da un lato l&rsquo;entrata in vigore della nuova convenzione intergovernativa per la gestione della ferrovia Cuneo-Ventimiglia, dall&rsquo;altro <a href="https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/dal-1-luglio-in-piemonte-aumentano-le-tariffe-per-il-trasporto-pubblico_123197.html" target="_blank" rel="follow">l&rsquo;aumento delle tariffe</a> deciso dalla Regione Piemonte. &ldquo;Tra gioia e amarezza&rdquo;, questa la sintesi della giornata di oggi, mercoled&igrave; 1&deg; luglio, da parte dell&rsquo;Osservatorio Ferrovia del Tenda. Nel comunicato che riportiamo integralmente qui di seguito l&rsquo;intervento completo.</p>
<p>"&Egrave; fatta! A partire dal 1&deg; luglio 2026 entra in vigore la nuova convenzione intergovernativa per la gestione e l&rsquo;esercizio della ferrovia Cuneo-Ventimiglia. Con il decreto della Repubblica francese n. 2026-539 del 24 giugno 2026 si &egrave; concluso l&rsquo;iter di ratifica della nuova convenzione siglata il 24 aprile 2024 a Milano in un lungo e complicato processo che ha coinvolto i due Governi italiano e francese. La nuova convenzione non porta miglioramenti immediati, tuttavia getta le fondamenta su cui poter costruire lo sviluppo dell&rsquo;infrastruttura e del modello di esercizio su cui vogliamo insistere particolarmente, per poter trasformare la Ferrovia Torino-Cuneo-Ventimiglia ed il suo ramo per Nizza in una moderna ferrovia transfrontaliera. In particolare la nuova convenzione:<br>- Definisce il Gestore d&rsquo;Infrastruttura Italiano come responsabile della pianificazione oraria, ovvero degli orari dei treni, in accordo con le imprese coinvolte;<br>- Chiarifica l&rsquo;aspetto degli oneri di manutenzione ed i costi di gestione ed esercizio in base al numero di treni circolanti, garantendo il principio della proporzionalit&agrave; con un minimo di 25% dei costi di gestione della linea.</p>
<p>A partire dal 1&deg; luglio decade la vecchia convenzione del 24 Giugno 1970, entrata in vigore nel 1974, mettendo cos&igrave; fine alla grande controversia tra i due gestori dell&rsquo;infrastruttura italiano e francese che ha portato a partire dal 2005 ad un progressivo degrado delle relazioni transfrontaliere, a partire da quella tra Torino e Nizza, fino al cambio orario di dicembre 2013, data in cui l&rsquo;offerta si &egrave; ridotta a due coppie e la velocit&agrave; &egrave; stata limitata in via precauzionale a 40 km/h sul tratto in territorio francese.</p>
<p>Dopo 21 anni di agonia, &egrave; quindi arrivata l&rsquo;ora di ripartire. Nel 2028 &egrave; programmato l&rsquo;inizio dei lavori per il ripristino della velocit&agrave; a 80 km/h, rendendo i tempi di percorrenza del treno nuovamente competitivi rispetto all&rsquo;automobile, con il risparmio di circa un&rsquo;ora rispetto ai tempi attuali.&nbsp;</p>
<p>Tuttavia c&rsquo;&egrave; anche amarezza. Sull&rsquo;aspetto economico c&rsquo;&egrave; da evidenziare il puntualissimo aumento delle tariffe da parte della Regione Piemonte che avviene a partire dal 1&deg; luglio 2026 come ogni anno dal 2019 a questa parte. Un biglietto per un adulto da Cuneo a Ventimiglia costa oggi 9,75&euro;, praticamente quasi il costo di un viaggio in automobile, che con i prezzi attuali del carburante si aggira sugli 11&euro;. Ci&ograve; significa che non appena si &egrave; in due persone conviene l&rsquo;automobile, facendo svanire l&rsquo;intero concetto di sostenibilit&agrave; ambientale. A fronte di questa politica di rialzo delle tariffe ci aspettiamo quindi un progressivo aumento delle corse. Le recenti dichiarazioni del governatore Alberto Cirio ci danno speranza che il percorso vada nel verso giusto.</p>
<p>L&rsquo;altro punto &egrave; quello del finanziamento dei lavori infrastrutturali. Ad oggi risultano finanziati i due studi che sono stati effettuati per individuare i lavori da effettuare, tuttavia non ci risultano siano stati ancora stanziati i fondi necessari per l&rsquo;effettuazione dei lavori, che si aggirano su circa 90 milioni di euro per la prima fase suddivisi tra i due Stati, in analogia a quanto stabilisce la nuova Convenzione Intergovernativa del 2024 per la manutenzione ordinaria. Siamo fiduciosi che essi verranno stanziati a breve.</p>
<p>Sul modello di esercizio da attuare stiamo lavorando con gli attori e le istituzioni coinvolte per ottenere il miglior risultato possibile, cercando di implementare un modello di potenziamento per fasi".</p>
<p><strong>Osservatorio Ferrovia del Tenda</strong></p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 13:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Sindacati contro il Piano Casa: "Inadeguato ad affrontare una crisi abitativa ormai strutturale"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sindacati-contro-il-piano-casa-inadeguato-ad-affrontare-una-crisi-abitativa-ormai-strutturale_123267.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sindacati-contro-il-piano-casa-inadeguato-ad-affrontare-una-crisi-abitativa-ormai-strutturale_123267.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123267/151980.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Si &egrave; svolto ieri pomeriggio a Cuneo il presidio promosso dalle organizzazioni sindacali degli&nbsp;inquilini Sunia, Sicet, Uniat e Unione Inquilini, insieme a Cgil, Cisl e Uil. L'obiettivo era&nbsp;riportare al centro del dibattito pubblico il tema del diritto all'abitare e le criticit&agrave; del Piano Casa&nbsp;presentato dal Governo.&nbsp;L'iniziativa &egrave; nata - spiegano i promotori -&nbsp; per "costruire un momento di confronto che coinvolgesse soggetti<br>diversi, nella convinzione che la questione abitativa non possa essere affrontata esclusivamente&nbsp;come un problema di politiche per la casa, ma rappresenti un tema che intreccia lavoro, welfare,&nbsp;inclusione sociale e sviluppo dei territori".</p>
<p>Accanto ai rappresentanti delle organizzazioni promotrici hanno partecipato amministratori locali,&nbsp;consiglieri regionali, rappresentanti del mondo del lavoro, della cooperazione sociale e&nbsp;dell'associazionismo. In particolare, erano presenti, tra gli altri, l'assessora del Comune di Cuneo&nbsp;Paola Olivero, l'assessora del Comune di Savigliano Anna Giordano, l'assessora del Comune di&nbsp;Borgo San Dalmazzo Michela Galvagno, i consiglieri regionali Giulia Marro e Mauro Calderoni e il&nbsp;Dirigente Tecnico di ATC Piemonte Sud Arch. Cipollina.</p>
<p>Gli interventi hanno restituito prospettive differenti ma convergenti nel mettere in evidenza come il disagio abitativo assuma oggi molteplici forme: riguarda i lavoratori con redditi insufficienti o contratti precari, i giovani che faticano a raggiungere l'autonomia, gli anziani, le famiglie in difficolt&agrave; economica, le persone straniere che incontrano discriminazioni nell'accesso alla casa e, pi&ugrave; in generale, tutti coloro che non riescono a trovare un'abitazione dignitosa a costi sostenibili. Nel corso del presidio i sindacati degli inquilini hanno ribadito la propria valutazione critica sul Piano Casa, giudicato inadeguato ad affrontare una crisi abitativa ormai strutturale. In particolare, &egrave; stata evidenziata l'assenza di una strategia complessiva di rilancio dell'edilizia residenziale pubblica, la mancanza di adeguati investimenti per incrementare l'offerta di alloggi sociali e il mancato rafforzamento degli strumenti di sostegno alle famiglie in affitto. Per le organizzazioni promotrici, il presidio rappresenta l'avvio di un percorso di confronto che intende continuare anche nei prossimi mesi, nella convinzione che il diritto alla casa debba tornare a occupare un ruolo centrale nell'agenda politica nazionale e locale.</p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 12:43:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Più forti della pandemia e dell'instabilità: in sei anni le imprese cuneesi hanno quasi raddoppiato l'utile]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/piu-forti-della-pandemia-e-dell-instabilita-in-sei-anni-le-imprese-cuneesi-hanno-quasi-raddoppiato-l-utile_123250.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/piu-forti-della-pandemia-e-dell-instabilita-in-sei-anni-le-imprese-cuneesi-hanno-quasi-raddoppiato-l-utile_123250.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123250/151952.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Malgrado sfide non facili come pandemia, inflazione e instabilit&agrave; geopolitica a livello internazionale, Cuneo consolida e rafforza il proprio ruolo tra i territori d'eccellenza del sistema produttivo italiano. A fare da traino il manifatturiero e il commercio, mentre l'agroalimentare si conferma un&rsquo;eccellenza riconosciuta anche fuori dai confini italiani. Negli ultimi sei anni le imprese della Granda hanno infatti registrato una crescita del fatturato del +37,5%, con un utile netto quasi raddoppiato (+92,6%) e oltre 6.900 nuovi posti di lavoro generati.</p>
<p>Sono queste le principali evidenze che emergono dallo studio &ldquo;Why Cuneo &ndash; Il bello e il buono&rdquo;, una ricerca di Deloitte che fotografa l'evoluzione del sistema produttivo locale tra il 2018 e il 2024, basandosi su un campione di 881 imprese che complessivamente generano 34,1 miliardi di euro di fatturato e impiegano 84.400 addetti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Manifattura e agroalimentare: pilastri dell&rsquo;economia cuneese</h2>
<p>Con 357 aziende che generano 16,8 miliardi di euro di fatturato, il settore manifatturiero rappresenta il motore dell'economia cuneese. Nel periodo 2018-2024, i ricavi sono cresciuti del +42,1%, il risultato netto del +41,4% e l'occupazione del +20,1%.</p>
<p>Nello specifico, l&rsquo;agroalimentare emerge come eccellenza riconosciuta a livello internazionale, con 81 aziende che producono un giro d&rsquo;affari di 5,5 miliardi di euro, principalmente specializzate in prodotti da forno, latticini, oli e grassi vegetali, e prodotti per l&rsquo;alimentazione animale. Rilevante anche il settore dei macchinari: 61 aziende per 2,4 miliardi di euro di fatturato, focalizzate su macchine di impiego generale e agricole.</p>
<p>Il comparto beverage conta 28 aziende che generano 1,5 miliardi di euro di fatturato, concentrate sulla produzione vinicola, mentre la produzione di metallo completa il quadro con 61 aziende che totalizzano 1,1 miliardi di euro di fatturato. Accanto alla manifattura, l&rsquo;agricoltura ha registrato un incremento del fatturato del 43,7% nel periodo 2018-2024.</p>
<p>Secondo lo studio di Deloitte, le aziende agricole cuneesi hanno saputo posizionarsi verso segmenti a maggior valore aggiunto, efficientando gestione dei costi e sfruttando la crescente domanda di prodotti di qualit&agrave;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Commercio: crescita della marginalit&agrave; e integrazione con le filiere locali</h2>
<p>Il settore del commercio rappresenta il secondo pilastro dell&rsquo;economia del territorio, con 240 aziende e 10,4 miliardi di euro di fatturato (+25,2%). Particolarmente significativo il miglioramento della marginalit&agrave;, con l&rsquo;utile netto che ha segnato un +190% negli ultimi sei anni.</p>
<p>Il commercio all&rsquo;ingrosso emerge come il comparto dominante: 155 imprese, attive principalmente nella distribuzione di prodotti alimentari, bevande, autoveicoli e macchinari, per un giro d&rsquo;affari che vale 7,5 miliardi di euro. Il settore &egrave; fortemente integrato con le filiere manifatturiere locali e costituisce uno snodo cruciale per la distribuzione di prodotti sia a livello regionale che nazionale.</p>
<p>Il retail vale 991 milioni di euro con 37 aziende focalizzate sull'abbigliamento, mentre autoveicoli e motocicli pesano per 1,1 miliardi con 48 imprese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Cuneo e Alba: i poli economici della provincia</h2>
<p>Cuneo citt&agrave;, capoluogo provinciale, si posiziona come importante polo economico con una marcata diversificazione settoriale: dal commercio ai servizi, fino alle funzioni amministrative per l'intera provincia.</p>
<p>Alba si conferma come cuore della filiera agroalimentare cuneese con un settore manifatturiero che vale quasi 1,9 miliardi di euro. Secondo lo studio di Deloitte, la concentrazione di eccellenze nel food crea economie di agglomerazione e garantisce alle imprese l'accesso a fornitori e servizi specializzati.</p>
<p>Completano il quadro comuni come Bra, Saluzzo, Fossano, Moretta e Cherasco, che ospitano specializzazioni manifatturiere nell'alimentare, nella meccanica e nella lavorazione dei metalli.</p>
<p>"Lo studio identifica tre regole d'oro per lo sviluppo futuro della provincia di Cuneo", ha dichiarato Eugenio Puddu, Senior Partner di Deloitte: "La valorizzazione dei distretti territoriali, con l&rsquo;obiettivo di preservarli dalla delocalizzazione e dall'invecchiamento imprenditoriale. Gli investimenti strategici in innovazione, sostenibilit&agrave; e capitale umano, che nel periodo 2018-2024 hanno permesso alle aziende di fare fronte alla volatilit&agrave; dei mercati. Infine, l'aggregazione dimensionale: in un territorio caratterizzato da micro e piccole imprese, processi di fusione e acquisizione sono necessari per raggiungere scale competitive sui mercati globali".</p>
<p>&ldquo;Il tessuto produttivo della provincia di Cuneo continua a crescere grazie a imprese che innovano, si aggregano e puntano su qualit&agrave; e specializzazione&rdquo;, ha affermato Franco Chiavazza, Senior Partner di Deloitte: &ldquo;Negli ultimi anni, in risposta alle grandi sfide globali, il sistema produttivo della provincia &egrave; stato in grado di avviare un percorso di riposizionamento strategico, migliorando la capacit&agrave; di generare valore anche in un contesto segnato da crisi pandemiche, tensioni geopolitiche e dinamiche inflattive. Il sistema economico della provincia di Cuneo, pur mantenendo una base produttiva diversificata e complementare, ha saputo rafforzare le proprie specializzazioni storiche attraverso innovazione tecnologica e sostenibilit&agrave; ambientale&rdquo;.</p>
<p>Lo studio Why Cuneo &egrave; l&rsquo;ultima tappa di un percorso nato nel 2015, quando Deloitte ha lanciato il progetto &ldquo;Why&rdquo; con l&rsquo;obiettivo di raccontare &ldquo;il bello e il buono&rdquo; del tessuto economico italiano, il rapporto con i territori e i distretti produttivi, gli aspetti da valorizzare e quelli da sostenere.</p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 10:08:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[“Giovani che vogliono diventare grandi”: a Cuneo il confronto sul futuro dell’impresa]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/giovani-che-vogliono-diventare-grandi-a-cuneo-il-confronto-sul-futuro-dellimpresa_123239.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/giovani-che-vogliono-diventare-grandi-a-cuneo-il-confronto-sul-futuro-dellimpresa_123239.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123239/151925.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Quali sono le sfide per i giovani imprenditori in un mondo che corre sempre pi&ugrave; veloce? Quale deve essere l'abilit&agrave; migliore per approcciarsi al mondo dell'imprenditoria italiana? Non &egrave; un argomento facile, perch&eacute; i quesiti abbondano e una risposta definitiva non pu&ograve; esserci davvero. Ma dal confronto nasce sempre qualcosa: un'idea, una visione, una lettura o consigli. Questa &egrave; stata la base dell'incontro avvenuto presso Confindustria Cuneo il 30 giugno alle ore 17; una riflessione concreta sul futuro dell'impresa e sul ruolo delle nuove generazioni nel trovare modi inediti di fare business.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123239/small_151926.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p style="text-align: justify;">Ad alimentare il dibattito &egrave; stato il presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Cuneo, Luigi Giordano, che ha invitato il sistema produttivo a interrogarsi sull&rsquo;efficacia del modello della piccola e media impresa italiana nell&rsquo;attuale fase di discontinuit&agrave;. La provincia di Cuneo, ha osservato, presenta un tessuto imprenditoriale solido, capace di assorbire le crisi, mantenere buoni livelli di produttivit&agrave; e conservare un indebitamento contenuto. A questa capacit&agrave; di resistenza si affiancano per&ograve; alcuni limiti: la ridotta dimensione media delle aziende, la difficolt&agrave; di pianificare il ricambio generazionale, la limitata apertura ai mercati esteri e una prudenza che, quando diventa eccessiva, pu&ograve; frenare investimenti e sviluppo.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123239/small_151945.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p style="text-align: justify;">"<em>Il nostro problema non &egrave; sopravvivere, ma decidere quale futuro costruire da oggi in avanti"</em>, ha affermato Giordano. Per il presidente, occorre superare l&rsquo;idea che il buon imprenditore sia necessariamente colui che evita il debito, non apre il capitale e concentra su di s&eacute; ogni decisione. "<em>Forse l&rsquo;imprenditore del futuro non &egrave; quello che evita i rischi, ma quello che li sceglie meglio</em>". Pianificazione, competenze, governance e apertura al confronto diventano cos&igrave; strumenti essenziali per accompagnare la crescita senza disperdere l&rsquo;identit&agrave; delle imprese.</p>
<p style="text-align: justify;">Giordano ha inoltre richiamato la responsabilit&agrave; individuale di chi fa impresa: prima di essere collettiva, ha sottolineato, la responsabilit&agrave; nasce dalle scelte di ciascuno. L&rsquo;obiettivo del Gruppo Giovani non &egrave; soltanto prendere posizione nel dibattito pubblico, ma favorire un cambiamento concreto, ispirando imprenditori e manager a migliorare ci&ograve; che hanno trovato e a costruire consapevolmente il futuro delle proprie aziende.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche il presidente di Confindustria Cuneo Mariano Costamagna nel suo saluto d&rsquo;apertura ha voluto rimarcare il valore delle nuove generazioni per il presente e per il futuro del sistema produttivo. Le imprese, ha osservato il presidente, devono offrire ai giovani spazio, fiducia e occasioni concrete per esprimere idee, capacit&agrave; e competenze, creando le condizioni perch&eacute; possano assumersi responsabilit&agrave; e portare nuovi linguaggi e nuove visioni. Per poi concludere facendo propria una frase del compianto imprenditore Amilcare Merlo, rivolto ai giovani: "<em>Osate tutto il possibile: chi non osa non costruir&agrave; mai nulla</em>".&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123239/small_151946.jpg" loading="lazy"></p>
<p style="text-align: justify;">I saluti istituzionali sono stati portati dall&rsquo;assessora del Comune di Cuneo Cristina Clerico, che ha collegato il coraggio di fare impresa agli investimenti in cultura, conoscenza e creativit&agrave;, e dall&rsquo;assessore della Regione Piemonte Marco Gallo, che ha sottolineato la necessit&agrave; di sostenere i giovani, la loro capacit&agrave; di innovare e la continuit&agrave; delle aziende, riconoscendo alla provincia di Cuneo un ruolo centrale nell&rsquo;economia piemontese.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">A chiudere, il talk, moderato dalla giornalista Hoara Borselli, ha messo a confronto esperienze e modelli imprenditoriali differenti, arrivando a veder confermato il principio secondo cui non esiste una dimensione ideale valida per tutte le imprese. A fare la differenza sono la qualit&agrave; delle scelte, la capacit&agrave; di leggere il cambiamento e il coraggio di costruire, con metodo, il proprio futuro.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123239/small_151947.jpg" loading="lazy"></p>
<p style="text-align: justify;">Debora Paglieri, amministratore delegato di Paglieri, ha indicato nella continuit&agrave; e nella capacit&agrave; di adattarsi al cambiamento obiettivi pi&ugrave; importanti della sola crescita del fatturato, richiamando il valore della pianificazione e dell&rsquo;equilibrio tra management e identit&agrave; familiare. Antonio Biella, direttore generale di San Bernardo, ha posto l&rsquo;accento sulla necessit&agrave; di una visione industriale di lungo periodo, capace di trasformare una realt&agrave; di nicchia in un progetto strutturato. Federica Sassone, Chief People Officer di ALBA Robot, ha richiamato il modello delle startup, fondato su pianificazione, competenze e propriet&agrave; intellettuale, evidenziando le difficolt&agrave; di accesso ai capitali e gli ostacoli burocratici che rallentano l&rsquo;innovazione, mentre Jacopo Drudi, partner di United Ventures, ha infine sottolineato il valore dell&rsquo;apertura a competenze esterne e la carenza di strumenti finanziari dedicati alle piccole e medie imprese che intendono compiere un salto dimensionale.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 09:48:00 +0200</pubDate><dc:creator>Piero Coletta</dc:creator><author><name>Piero Coletta</name></author></item><item><title><![CDATA[Polo scolastico, La Caraglio che vorrei: “Se le proroghe non hanno costi, chi paga davvero?”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/polo-scolastico-la-caraglio-che-vorrei-se-le-proroghe-non-hanno-costi-chi-paga-davvero_123247.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/polo-scolastico-la-caraglio-che-vorrei-se-le-proroghe-non-hanno-costi-chi-paga-davvero_123247.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123247/151948.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo una lettera scritta dal gruppo consigliare di minoranza La Caraglio che vorrei, che &egrave; intervenuto sul tema della mancata conclusione del cantiere del secondo lotto del Polo scolastico, inizialmente fissata il 20 luglio 2025, ma successivamente prorogata fino al 30 giugno di quest&rsquo;anno:&nbsp;</p>
<p>"Ieri, 30 giugno 2026, avrebbe dovuto concludersi il cantiere del secondo lotto del nuovo polo scolastico di Caraglio.</p>
<p>Non era per&ograve; la scadenza originaria: il contratto prevedeva la fine dei lavori il 20 luglio 2025. Dopo una prima proroga al 30 marzo 2026, una seconda ha fissato il nuovo termine "inderogabile" al 30 giugno 2026. Anche questa scadenza, per&ograve;, non &egrave; stata rispettata.</p>
<p>Nella risposta alla nostra interrogazione consiliare, l'Amministrazione ha motivato la proroga richiamando cause non imputabili all'appaltatore: maltempo eccezionale, stress termico, difficolt&agrave; nell'approvvigionamento dei materiali e il fallimento di un subappaltatore.</p>
<p>Alcune di queste motivazioni possono essere realmente straordinarie. Altre, come il caldo estivo o il freddo invernale, fanno parte delle condizioni climatiche che in provincia di Cuneo sono ben note e che dovrebbero essere considerate nella programmazione di un cantiere.</p>
<p>Ma il punto centrale &egrave; un altro.</p>
<p>Nel provvedimento di proroga si afferma che essa non comporta costi aggiuntivi per il Comune n&eacute; per il quadro economico dell'opera.</p>
<p>Dal punto di vista amministrativo sar&agrave; anche corretto. Ma davvero il ritardo non ha un costo?</p>
<p>Ogni mese senza il nuovo polo scolastico significa continuare a utilizzare edifici che avrebbero gi&agrave; dovuto essere sostituiti, sostenendo spese di riscaldamento, energia e manutenzione, oltre a rinviare i benefici di una scuola moderna, pi&ugrave; efficiente e pi&ugrave; sicura. Il costo, quindi, non scompare: semplicemente si sposta dall'appalto alla gestione ordinaria del patrimonio comunale.</p>
<p>Quando descritto trascende il rischio di perdere il finanziamento PNRR qualora non venisse concessa una proroga a livello nazionale</p>
<p>C'&egrave; poi una seconda domanda.</p>
<p>Le penali esistono per tutelare l'interesse pubblico quando un'opera viene consegnata in ritardo. &Egrave; vero che non possono essere applicate se il ritardo dipende da cause non imputabili all'impresa. Proprio per questo &egrave; legittimo chiedersi se tutte le motivazioni addotte rientrino davvero in questa categoria e, soprattutto, in quali casi le penali trovino effettiva applicazione.</p>
<p>Le imprese fanno il loro mestiere. L'Amministrazione ha invece il compito di difendere l'interesse dei cittadini, pretendendo il rispetto dei tempi ogni volta che ci&ograve; sia possibile.</p>
<p>Ad oggi sono trascorsi quasi dodici mesi dal termine contrattuale previsto.</p>
<p>Il tempo ha un costo. Se la proroga viene definita "senza costi" e il ritardo non produce conseguenze economiche per chi realizza l'opera, una domanda resta inevitabile: chi sta pagando il prezzo di questo tempo perduto? A pagare sono i Caragliesi".</p>
<p><strong>Gruppo consigliare di minoranza La Caraglio che vorrei</strong></p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 09:36:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA["La remigrazione un progetto incivile, vendicativo, illiberale e potenzialmente anticostituzionale"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-remigrazione-un-progetto-incivile-vendicativo-illiberale-e-potenzialmente-anticostituzionale_123246.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-remigrazione-un-progetto-incivile-vendicativo-illiberale-e-potenzialmente-anticostituzionale_123246.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123246/151944.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Alla campagna per la "remigrazione" promossa da Futuro Nazionale e altri movimenti e partiti di destra, Pi&ugrave; Europa risponde ironicamente con quella per la "rescolarizzazione", lanciata sui social nelle scorse ore. Di seguito l'intervento di Fabrizio Biol&egrave;, ex consigliere regionale e sindaco di Gaiola.</p>
<p>"Scrivo queste brevi righe per segnalare e lodare la recentissima campagna grafica "rescolarizzazione" di +Europa in contrasto con la cosiddetta &ldquo;remigrazione&rdquo; - che preferisco chiamare con il suo proprio nome: "deportazione", una delle proposte pi&ugrave; retrograde emerse nel panorama politico italiano degli ultimi anni.</p>
<p>Tale satira portata avanti dal partito di Emma Bonino &egrave; semplicemente eccellente: una classe di adulti dal volto torvo, con tatuaggi e polo nere, costretti a ripetere elementari e medie con esame finale su sussidiari illustrati.</p>
<p>Difficile immaginare una rappresentazione pi&ugrave; azzeccata dell&rsquo;umiliazione culturale e della meschinit&agrave; intellettuale che, a parer mio, si cela dietro l'idea remigratoria.</p>
<p>+Europa ha colpito nel segno.&nbsp;Pur non allineandomi a tutte le posizioni complessive del partito, riconosco il valore di molte loro battaglie e apprezzo profondamente questa operazione di denuncia ironica.</p>
<p>Perch&eacute; la proposta di remigrazione, sostenuta con entusiasmo dal generale Vannacci, da Futuro Nazionale e da CasaPound, merita di essere smascherata senza remore.</p>
<p>Si tratta di un progetto incivile, vendicativo, profondamente illiberale e potenzialmente anticostituzionale.&nbsp;Una specie di delirio autoritario che vorrebbe trasformare l&rsquo;Italia in una sorta di grande centro di espulsione, calpestando diritti fondamentali e principi costituzionali.&nbsp;Un&rsquo;idea che non reggerebbe neppure sul piano economico pi&ugrave; elementare: come ha dimostrato Pagella Politica, la remigrazione non &ldquo;risparmia&rdquo;, ma costa una fortuna alle casse dello Stato, con danni collaterali incalcolabili.</p>
<p>Ugualmente inquietante &egrave; stato assistere all&rsquo;ingresso fisico di esponenti di CasaPound a Montecitorio, al grido di &ldquo;oggi muore l&rsquo;antifascismo&rdquo;.&nbsp;Un&rsquo;affermazione tragicomica. L&rsquo;antifascismo non &egrave; un optional della nostra democrazia: &egrave; il suo fondamento. &Egrave; inciso in ogni articolo della Costituzione, dalla prima all&rsquo;ultima parola. Chi sogna di seppellirlo dimostra solo di non aver mai capito la Repubblica che vorrebbe (speriamo mai) rappresentare.</p>
<p>In un tempo in cui certe forze politiche cercano di normalizzare l&rsquo;inaccettabile, &egrave; urgente che la stampa eserciti il proprio ruolo di controllo e di pungolo critico.&nbsp;La &ldquo;remigrazione&rdquo; non &egrave; un&rsquo;opinione come un&rsquo;altra: &egrave; una regressione pericolosa che offende la dignit&agrave; della persona, la storia del nostro Paese e l&rsquo;intelligenza collettiva.</p>
<p>Viva, sempre, per sempre, l'antifascismo!"</p>
<p><strong>Fabrizio Biol&egrave;</strong></p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 09:25:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Una via o una piazza per Carlo Petrini: la proposta dei gruppi di minoranza di Bra]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/bra-e-roero/una-via-o-una-piazza-per-carlo-petrini-la-proposta-dei-gruppi-di-minoranza-di-bra_123240.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/bra-e-roero/una-via-o-una-piazza-per-carlo-petrini-la-proposta-dei-gruppi-di-minoranza-di-bra_123240.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123240/151928.jpg" title="Carlo Petrini" alt="Carlo Petrini" /><br /><p>Una via o una piazza di Bra dedicata a Carlo Petrini. La proposta &egrave; stata presentata dai gruppi di minoranza di Bra durante la seduta straordinaria del Consiglio comunale dedicata alla memoria del fondatore di Slow Food, recentemente scomparso. Di seguito il comunicato stampa unitario dei gruppi consiliari Fratelli d&rsquo;Italia, Forza Italia, Lega, Polo Civico Bra Domani e Somaglia per Bra.</p>
<p>&ldquo;In occasione della seduta straordinaria del Consiglio Comunale dedicata a Carlo Petrini, il consigliere Massimo Somaglia ha preso la parola a nome dell'intero gruppo di minoranza per celebrare un concittadino illustre. &lsquo;Oggi la citt&agrave; rende omaggio a un uomo, gi&agrave; consigliere in questa sala, che ha saputo mantenere salde le proprie radici dialogando alla pari con i potenti del mondo e stringendo una profonda amicizia con Papa Francesco&rdquo;, ha dichiarato Somaglia. La minoranza ha ripercorso le tappe storiche delle intuizioni di Petrini, animate dal principio &lsquo;Chi semina utopia raccoglie realt&agrave;&rsquo;: la nascita di Cheese, manifestazione internazionale a difesa dei pres&igrave;di Slow Food, il rilancio dell'Agenzia di Pollenzo e la nascita, nel 2004, dell'Universit&agrave; di Scienze&nbsp;Gastronomiche, il progetto Terra Madre e l'impegno per le Comunit&agrave; Laudato S&igrave;, ispirate all'enciclica papale.</p>
<p>Custodi di un'eredit&agrave; che appartiene a tutta la comunit&agrave;, e vicini alla sorella del fondatore di Slow Food, i consiglieri di opposizione hanno annunciato un passo ufficiale: il gruppo presenter&agrave; formalmente la proposta di intitolazione di una via o di una piazza di Bra alla memoria di Carlo Petrini. Dedicare uno spazio pubblico rilevante della citt&agrave; &egrave; considerato il modo pi&ugrave; autentico e duraturo per legare il suo ricordo al cuore di Bra. L'intervento si &egrave; concluso con un messaggio di profondo affetto: &lsquo;Grazie Carlo. Che la terra&nbsp;che tanto hai amato e contribuito a rendere migliore ti sia lieve&rsquo;".</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 08:37:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Semplifica Piemonte, Sacchetto: "Una legge che renda la regione più vicina ai cittadini"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/semplifica-piemonte-sacchetto-una-legge-che-renda-la-regione-piu-vicina-ai-cittadini_123181.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/semplifica-piemonte-sacchetto-una-legge-che-renda-la-regione-piu-vicina-ai-cittadini_123181.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123181/151836.jpg" title="" alt="" /><br /><p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">In data odierna, 30 giugno 2026, il Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato il Disegno di legge regionale n. 134, Legge regionale di innovazione e semplificazione normativa e amministrativa, denominato &ldquo;Semplifica Piemonte&rdquo;.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em>&ldquo;Con l'approvazione della Legge regionale "Semplifica Piemonte", il Consiglio regionale compie un passo importante verso una Pubblica Amministrazione pi&ugrave; efficiente, moderna e vicina ai bisogni di cittadini, imprese ed enti locali, semplificare significa ridurre tempi, eliminare adempimenti inutili e costruire un rapporto pi&ugrave; diretto e trasparente tra istituzioni e territorio, la Legge punta a migliorare la qualit&agrave; della normazione, favorire la digitalizzazione dei servizi, sostenere l'innovazione tecnologica e rendere i procedimenti amministrativi pi&ugrave; rapidi e comprensibili&rdquo;</em>, sottolinea il Consigliere&nbsp;Claudio Sacchetto.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Tra le principali novit&agrave; previste dalla Legge regionale figurano l'istituzione del Tavolo regionale per la semplificazione, del Team regionale a supporto degli enti locali, l'introduzione di una programmazione strategica pluriennale e annuale delle politiche di semplificazione, la realizzazione del Portale digitale regionale quale punto unico di accesso ai servizi e la valorizzazione di strumenti innovativi, compreso l'utilizzo dell'intelligenza artificiale nel rispetto della normativa europea e delle necessarie garanzie.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em>&ldquo;Particolarmente importante</em>&nbsp;&ndash; conclude&nbsp;Sacchetto&nbsp;&ndash;&nbsp;<em>&egrave; l'attenzione riservata ai Comuni e agli enti locali, che potranno contare su strumenti di supporto e accompagnamento per affrontare i processi di innovazione amministrativa. Una Regione che semplifica &egrave; una Regione che aiuta i territori, riduce i costi burocratici e favorisce lo sviluppo economico. Questa legge rappresenta un investimento sulla qualit&agrave; dell'azione pubblica. Meno burocrazia significa pi&ugrave; competitivit&agrave; per il sistema Piemonte, maggiore certezza per chi investe, servizi pi&ugrave; efficaci per i cittadini e un'amministrazione capace di rispondere con tempestivit&agrave; alle sfide del presente e del futuro&rdquo;.</em></p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 08:07:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Frabosa Soprana difende le sue scuole: chiesta la deroga contro lo spopolamento]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/frabosa-soprana-difende-le-sue-scuole-chiesta-la-deroga-contro-lo-spopolamento_123223.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/frabosa-soprana-difende-le-sue-scuole-chiesta-la-deroga-contro-lo-spopolamento_123223.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123223/151908.jpg" title="Scuola "Angelo Sibilla" di Frabosa Soprana" alt="Scuola "Angelo Sibilla" di Frabosa Soprana" /><br /><p>Una netta presa di posizione per tutelare i servizi essenziali e garantire un futuro alle giovani generazioni della comunit&agrave;. La Giunta comunale di Frabosa Soprana ha approvato all&rsquo;unanimit&agrave; una delibera fondamentale per il futuro educativo del paese: la richiesta di mantenimento in deroga dei plessi della scuola dell&rsquo;infanzia e della scuola primaria per l&rsquo;anno scolastico 2027/2028.</p>
<p>Il provvedimento si &egrave; reso necessario a seguito dell'atto di indirizzo sul dimensionamento scolastico varato dal Consiglio regionale del Piemonte all'inizio di giugno, i cui rigidi parametri numerici avrebbero penalizzato le strutture locali, considerandole sottodimensionate.</p>
<p>La scelta dell'amministrazione comunale non &egrave; solo di natura burocratica, ma risponde a una precisa visione strategica. Frabosa Soprana &egrave; un territorio interamente montano, geograficamente vasto e frammentato in numerose frazioni. In un contesto simile, la presenza della scuola rappresenta il pilastro fondamentale per contrastare lo spopolamento.</p>
<p>Le motivazioni geografiche ed economiche, d&rsquo;altronde, parlano chiaro: le scuole pi&ugrave; vicine si trovano a Frabosa Sottana, a circa 5 chilometri dal centro, ma la frazione pi&ugrave; isolata del territorio comunale dista ben 20 chilometri. Spostare gli alunni significherebbe costringerli a lunghi tragitti su strade innevate per molti mesi all'anno, oltre a gravare pesantemente sulle casse comunali per i costi del trasporto scolastico.</p>
<h2>La previsione per l'anno scolastico 2027/2028</h2>
<p>Per l'anno scolastico 2027/2028, i plessi contano su una platea complessiva di 16 alunni. Nello specifico, sono attesi tre alunni alla scuola dell&rsquo;infanzia &ldquo;Angelo Sibilla&rdquo; e 13 alla scuola primaria &ldquo;Pietro Lanza&rdquo;.</p>
<p>Nonostante i numeri ridotti, entrambe le strutture offrono servizi completi come la mensa interna. La scuola primaria, inoltre, svolge un ruolo centrale nella valorizzazione dell'identit&agrave; locale. Attraverso una stretta sinergia con il Comune e i progetti legati all'ecomuseo del marmo, gli alunni sono attivamente coinvolti in percorsi di educazione ambientale e riscoperta delle tradizioni culturali e linguistiche, come lo studio dell'antico dialetto Ky&eacute; (lingua occitana).</p>
<p>A supportare la richiesta di deroga vi &egrave; anche l&rsquo;ingente piano di investimenti e ammodernamenti che ha interessato le strutture negli ultimi anni. Nel 2020 la scuola primaria &egrave; stata completamente ristrutturata e messa in sicurezza grazie a un finanziamento del Miur di 210mila euro, che ha permesso l'abbattimento delle barriere architettoniche tramite l'installazione di un ascensore e la creazione di servizi per disabili. Successivamente, tra il 2021 e il 2024, sono stati acquistati nuovi arredi ed eseguiti importanti interventi di efficientamento energetico (come la sostituzione di caldaie e serramenti) in entrambi i plessi.</p>
<p>La delibera, dichiarata immediatamente eseguibile per motivi d'urgenza, &egrave; supportata dal parere favorevole gi&agrave; espresso dall'istituto comprensivo di Villanova Mondov&igrave;, l'autonomia scolastica di riferimento. L'atto verr&agrave; ora trasmesso ufficialmente alla Provincia di Cuneo, a cui spetter&agrave; il compito di inserire la richiesta all'interno della programmazione della rete scolastica provinciale.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 07:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Quasi 30 gradi in Pediatria al "Santa Croce": la petizione di una mamma per installare l'aria condizionata]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/quasi-30-gradi-in-pediatria-al-santa-croce-la-petizione-di-una-mamma-per-installare-l-aria-condizionata_123237.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/quasi-30-gradi-in-pediatria-al-santa-croce-la-petizione-di-una-mamma-per-installare-l-aria-condizionata_123237.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123237/151923.jpg" title="" alt="" /><br /><p>"Il mio bambino &egrave; attualmente ricoverato nel reparto di Pediatria dell'ospedale di Cuneo. Le temperature esterne sono altissime e, purtroppo, all'interno del reparto la situazione &egrave; insostenibile: senza alcun sistema di aria condizionata, i termometri segnano quasi 29&deg;C nelle stanze. Questo diventa ancora pi&ugrave; problematico per i bambini come mio figlio, che sono l&igrave; a causa di condizioni febbrili e altre complicazioni di salute&rdquo;. Si apre cos&igrave; il racconto di una mamma cuneese che sul portale online Change.org ha lanciato una petizione per dotare il reparto di Pediatria del &ldquo;Santa Croce&rdquo; di un sistema di aria condizionata. L&rsquo;appello, al momento in cui scriviamo, ha gi&agrave; raccolto pi&ugrave; di 25 mila firme.</p>
<p>&ldquo;La mancanza di aria condizionata non &egrave; solo una questione di comfort, ma di necessit&agrave; urgente. - spiega la promotrice dell&rsquo;iniziativa - Le alte temperature possono facilmente peggiorare lo stato di salute dei bambini ricoverati, aumentando il disagio e rallentando il processo di guarigione. Inoltre, le stanze chiuse rendono l'ambiente ancora pi&ugrave; soffocante, peggiorando la situazione non solo per i piccoli pazienti, ma anche per le loro famiglie e per lo staff medico, che gi&agrave; affrontano ritmi e stress elevati&rdquo;.</p>
<p>Un tema, quello sollevato dalla mamma cuneese, che rischia di diventare sempre pi&ugrave; centrale per le strutture sanitarie, considerate le sempre pi&ugrave; frequenti ondate di calore che investono il nostro territorio: &ldquo;L&rsquo;installazione di un sistema di aria condizionata &egrave; una misura fondamentale per garantire che questi momenti difficili siano almeno un po&rsquo; pi&ugrave; tollerabili. - si legge nella descrizione della petizione - &Egrave; un intervento che pu&ograve; avere impatti significativi sulla salute e sul benessere di tutti i presenti nel reparto pediatrico&rdquo;.</p>
<p>Infine l&rsquo;appello rivolto alla direzione dell&rsquo;ospedale e pi&ugrave; in generale alle istituzioni locali: &ldquo;Chiediamo all'azienda sanitaria locale e alle autorit&agrave; competenti di prendere provvedimenti immediati per l'installazione di sistemi di aria condizionata all'interno del reparto pediatrico. Questo piccolo ma cruciale cambiamento pu&ograve; migliorare drasticamente la qualit&agrave; della cura e dell'assistenza offerta ai nostri bambini. Per favore, firmate questa petizione per aiutare a portare un cambiamento necessario affinch&eacute; i nostri piccoli guerrieri possano ricevere il comfort che meritano durante il loro trattamento e recupero&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 30 Jun 2026 22:13:00 +0200</pubDate><dc:creator>a.d.</dc:creator><author><name>a.d.</name></author></item><item><title><![CDATA[Da Levaldigi l'appello ai possessori di droni: "Verificate le normative prima di farli volare"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/da-levaldigi-l-appello-ai-possessori-di-droni-verificate-le-normative-prima-di-farli-volare_123212.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/da-levaldigi-l-appello-ai-possessori-di-droni-verificate-le-normative-prima-di-farli-volare_123212.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123212/151894.jpg" title="Un drone sequestrato nei mesi scorsi" alt="Un drone sequestrato nei mesi scorsi" /><br /><p>L'aeroporto di Cuneo Levaldigi richiama l'attenzione di cittadini, appassionati e operatori professionali al rispetto delle normative che regolano l&rsquo;utilizzo dei droni nelle aree interessate dalle operazioni di volo. Il richiamo - contenuto in un comunicato stampa - nasce alla luce di episodi verificatisi negli ultimi mesi e del progressivo incremento del traffico aereo civile, cui si affianca la crescente attivit&agrave; della scuola di volo operativa presso lo scalo.&nbsp;</p>
<p>Ogni segnalazione di un drone in prossimit&agrave; delle traiettorie degli aeromobili viene infatti considerata un potenziale rischio per la sicurezza e pu&ograve; comportare l'attivazione delle procedure previste dalle Autorit&agrave; aeronautiche, con possibili ripercussioni sull'operativit&agrave; aeroportuale e sulla regolarit&agrave; dei voli.</p>
<p>Spiegano dalla direzione dello scalo: &ldquo;In questo contesto &egrave; fondamentale rispettare la normativa vigente e le limitazioni previste per l'area ATF (Aerodrome Traffic Zone) dell'aeroporto, a tutela della sicurezza della navigazione aerea. &Egrave; importante ricordare che il rischio non riguarda soltanto le immediate vicinanze della pista: gli aeromobili in fase di decollo e atterraggio percorrono infatti traiettorie che si estendono per diversi chilometri e un drone fatto volare anche a distanza dall'aeroporto pu&ograve; interferire con le operazioni di volo.&nbsp;Prima di far volare un drone, &egrave; indispensabile verificare le limitazioni pubblicate attraverso i canali ufficiali ENAC e la piattaforma d-flight e operare nel rispetto della normativa vigente, come il Regolamento (UE) 2019/947 e la normativa EASA. Le violazioni possono comportare sanzioni, il sequestro del mezzo e responsabilit&agrave; anche di natura penale&rdquo;.</p>
<p>L'aeroporto di Cuneo richiama quindi tutti gli utilizzatori di droni al rigoroso rispetto delle disposizioni vigenti, ribadendo che la tutela della sicurezza della navigazione aerea costituisce una priorit&agrave; assoluta.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 30 Jun 2026 16:59:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item></channel></rss>
