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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/attualita/rss2.0.xml?page=27rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le notizie di Attualità che la provincia di Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Sun, 28 Jun 2026 19:04:02 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/]]></link></image><item><title><![CDATA[Scontro a Vicoforte sulla gestione del verde pubblico: la minoranza attacca, il sindaco replica]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/scontro-a-vicoforte-sulla-gestione-del-verde-pubblico-la-minoranza-attacca-il-sindaco-replica_123011.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/scontro-a-vicoforte-sulla-gestione-del-verde-pubblico-la-minoranza-attacca-il-sindaco-replica_123011.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123011/151564.jpg" title="Verde pubblico al centro del dibattito a Vicoforte" alt="Verde pubblico al centro del dibattito a Vicoforte" /><br /><p>Il decoro urbano e la manutenzione delle aree verdi accendono il dibattito politico a Vicoforte. Durante l'ultima seduta del Consiglio comunale, il consigliere di minoranza Umberto Bonelli ha sollevato una dura polemica, supportata da segnalazioni e documentazione fotografica, contestando alla giunta una gestione ritenuta inefficace e priva di controllo politico.</p>
<p>La replica del sindaco, Gian Pietro Gasco, non si &egrave; fatta attendere, riportando la discussione sulle difficolt&agrave; oggettive, economiche e operative che l'amministrazione si trova ad affrontare quotidianamente.</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123011/small_151565.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<h2>L'affondo della minoranza: "Soldi pubblici che si seccano al sole"</h2>
<p>L'intervento dell'opposizione ha toccato diversi punti critici del paese, dall'area della fontana alla rotonda, fino ai prati retrostanti la palazzata del Santuario. Secondo Bonelli, la causa principale del deterioramento non &egrave; da imputare al meteo, ma alla mancanza di una guida e di verifiche costanti sul funzionamento degli impianti di irrigazione.</p>
<p>"Spender soldi per riqualificare un posto e poi fregarsene di curarlo e di far funzionare gli impianti significa buttare via i soldi della gente", ha attaccato l&rsquo;opposizione, evidenziando come i giardini rinnovati solo due anni fa siano oggi ridotti a un "deserto di piante completamente secche".</p>
<p>Bonelli ha poi sollevato una questione formale e potenzialmente legale riguardo agli interventi di potatura effettuati a inizio primavera, definendoli veri e propri "scempi": "Abbiamo visto interventi su alberi e piante che chiamare potature &egrave; un insulto: le hanno praticamente decapitate, &egrave; stata una capitozzatura selvaggia. Oltre a essere un errore che rischia di far morire gli alberi, ricordo alla giunta che fare tagli drastici del genere, specialmente in contesti storici o cos&igrave; visibili, va contro le normative ministeriali sui criteri ambientali e nei casi pi&ugrave; gravi &egrave; roba da penale per deturpamento delle bellezze naturali".</p>
<p>Nel mirino &egrave; finita anche la gestione fitosanitaria, in particolare lo stato dei bossi storici nella zona del Santuario, descritti come ormai privi di vita a causa della mancanza di trattamenti contro i parassiti.</p>
<p>L'opposizione ha infine richiamato gli assessori alle proprie responsabilit&agrave;, rifiutando preventivamente qualsiasi giustificazione basata sulla carenza di personale tecnico.</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123011/small_151566.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<h2>La replica del sindaco Gasco: "Serve una valutazione del contesto generale"</h2>
<p>Il primo cittadino, raggiunto da Cuneodice.it, ha risposto alle accuse cercando di ricondurre il problema all'interno di una cornice pi&ugrave; ampia, fatta di risorse limitate, imprevisti e vastit&agrave; del territorio comunale da coprire.</p>
<p>"La gestione del verde pubblico &egrave; certamente un tema importante e delicato anche per la complessit&agrave; della gestione operativa che spesso &egrave; condizionata dal tempo atmosferico, dalla frequenza degli interventi, dagli imprevisti e, non per ultimo, dagli aspetti economici", ha spiegato.</p>
<p>Il sindaco ha poi ammesso le difficolt&agrave; oggettive nel garantire la contemporaneit&agrave; e la tempestivit&agrave; di ogni singolo intervento su tutte le aree del paese: "Vicoforte ha molte aree verdi e purtroppo succede che non sempre, per svariati motivi fra cui l&rsquo;accavallarsi degli impegni ed il tempo materiale, &egrave; possibile agire tempestivamente".</p>
<p>Rispondendo nello specifico alla critica sulla morte dei bossi e degli alberi vicino al Santuario, Gasco ha chiarito che l'amministrazione si &egrave; gi&agrave; mossa, scontrandosi tuttavia con l'inefficacia di alcune cure e con i tempi della burocrazia legata ai beni storici: "Anche le &lsquo;malattie&rsquo; che colpiscono alberi e siepi rappresentano una variabile non trascurabile. Nel caso specifico dei casi segnalati in zona Santuario sono gi&agrave; stati effettuati &lsquo;interventi curativi&rsquo; che purtroppo non sono sempre stati risolutivi. Inoltre, nel pi&ugrave; ampio progetto di intervento in tutta l&rsquo;area, che deve ancora ottenere l&rsquo;approvazione della Soprintendenza, &egrave; prevista la sostituzione di alcuni alberi non risanabili diversamente".</p>
<p>Infine, il sindaco ha concluso invitando l'opposizione a una visione d'insieme che non si limiti al singolo dettaglio, ma che guardi all'interesse complessivo della comunit&agrave;: "Ciascuno ovviamente pu&ograve; fare le valutazioni che ritiene e soffermarsi sui particolari e commentare come ritiene, credo per&ograve; che sia pi&ugrave; corretto presentare le situazioni ed effettuare valutazioni che tengano conto del contesto generale, anche per il reale bene del paese".</p>]]></description><pubDate>Sun, 28 Jun 2026 13:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Gli orti "colpevoli" della mancanza d'acqua? "Spiegazione non convincente, gli sprechi sono altri"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/gli-orti-colpevoli-della-mancanza-d-acqua-spiegazione-non-convincente-gli-sprechi-sono-altri_123022.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/gli-orti-colpevoli-della-mancanza-d-acqua-spiegazione-non-convincente-gli-sprechi-sono-altri_123022.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123022/151577.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Dopo <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/caldo-e-siccita-l-ato-scrive-ai-comuni-sensibilizzate-i-cittadini-a-un-uso-responsabile-dell-acqua_122855.html" target="_blank" rel="nofollow">l'invito al risparmio di acqua</a> rivolto ai Comuni cuneesi dall'Ato, raccolto e promosso dal presidente della Provincia Luca Robaldo, arriva l'intervento del Coordinamento Alleanza Verdi Sinistra e Possibile di Cuneo. Di seguito il comunicato completo.</p>
<p>"Abbiamo letto il comunicato del Presidente della Provincia di Cuneo ai Comuni, in merito al problema della siccit&agrave; e la conseguente carenza idrica. La preoccupazione di Robaldo sarebbe anche condivisibile, se ci limitiamo ad una ottica di emergenza contingente, per&ograve; riteniamo che prendere di mira ad esempio gli orti famigliari come &ldquo;colpevoli&rdquo; della scarsit&agrave; d&rsquo;acqua, non sia del tutto convincente e non permette di individuare soluzioni davvero credibili e durature del problema. &Egrave; vero che Robaldo parla specificamente delle acque potabili, cio&egrave; quelle erogate dagli acquedotti a seguito di trattamenti di potabilizzazione, ma non tiene conti del fatto che tutte le risorse idriche possono diventare risorse potabili, in caso di necessit&agrave;, e quindi anche per questo, oltre che per la tutela della natura, vanno salvaguardate e mantenute in condizioni ottimali sia in termini di quantit&agrave; che di qualit&agrave;. Sono infatti queste acque che alimentano le falde sotterranee e, di conseguenza, la gran parte delle acque utilizzabili per a potabilizzazione. Quindi, per una efficace politica di salvaguardia delle acque potabili presenti e future, tutte le acque vanno salvaguardate, non solamente quelle gi&agrave; distribuite oggi dagli acquedotti. Succede invece che i nostri corsi d&rsquo;acqua, uno dopo l&rsquo;altro, stanno riducendosi e prosciugandosi anche del tutto in un numero crescente di casi. Una delle cause principali &egrave; quella dei cambiamenti climatici (a proposito, come mai i negazionisti sono cos&igrave; silenziosi in questo periodo?).</p>
<p>Esistono tuttavia altre cause, anche esse causate dalle azioni umane, che depauperano le acque del nostro territorio cuneese, alle quali il Presidente della Provincia non fa cenno. Prima di tutto bisogna considerare enormi estensioni di mais della pianura cuneese, che hanno sostituito le altre colture agricole storiche perch&eacute; gli allevamenti di suini ne han bisogno (variet&agrave; di mais usate come mangime). Il mais &egrave; la coltura che consuma in assoluto pi&ugrave; acqua. Quindi negli scorsi decenni si &egrave; trasformato il territorio in una monocoltura ad uso dei grandi allevamenti, in particolare di suini, monocoltura che consuma quantitativi sempre pi&ugrave; grandi di acqua. Nel nostro territorio i grossi allevatori, i consorzi irrigui e i grossi proprietari di terreni dedicati al mais da mangime formano un &ldquo;blocco&rdquo; che condiziona fortemente le scelte territoriali, ad esempio per l&rsquo;approvazione di progetti di derivazioni, dighe, condotte idriche al servizio di tale monocoltura, sempre pi&ugrave; assetata. Si tenga presente come ogni ettaro di mais consuma mediamente tra i 5000 e gli 8000 metri cubi d&rsquo;acqua all&rsquo;anno, in parte compensate dalle precipitazioni. In Provincia di Cuneo (fonte Confagricoltura) abbiamo, a seconda delle annate, dalle 30 mila alle 39 mila ettari sono coltivati a mais. Questo mais destinato praticamente in toto agli allevamenti consuma quindi dai 60 milioni di mc ad oltre 300 milioni di mc d&rsquo;acqua all&rsquo;anno. Quantitativi enormi. Nelle annate siccitose, come questa, praticamente tutto il fabbisogno viene prelevato dalle risorse idriche superficiali o sotterranee. Sono stati approvati cos&igrave; i progetti faraonici come ad esempio quello della &ldquo;Serra degli Ulivi" per derivare acque dai torrenti Pesio ed Ellero per essere stoccate al servizio del mais e degli allevamenti situati pi&ugrave; a valle. Per forza che i nostri fiumi, gi&agrave; in difficolt&agrave; a causa dei cambialenti climatici, si prosciugano.</p>
<p>Ma non &egrave; finita. Ogni anno nel Cuneese vengono estratti (fonte Regione Piemonte) e imbottigliati complessivamente circa 1,5 milioni di metri cubi d&rsquo;acqua. Questo volume rappresenta la quota prevalente della produzione dell'intero Piemonte, che a livello regionale tocca circa 2,3 milioni di mc annui. Non embra tanto rispetto ai 300 milioni di mc prelevati per il mais, ma teniamo conto che in questo caso non si tratta della pianura ma di ambienti altamente vulnerabili di sorgenti e corsi d&rsquo;acqua di montagna.</p>
<p>Infine non possiamo ignorare un&rsquo;altra tipologia di prelievi idrici, cio&egrave; quelli destinati alla produzione della cosiddetta &ldquo;neve artificiale&rdquo; degli impianti di risalita. Si cerca insomma di far fronte alla mancanza di neve naturale causata dai cambiamenti climatici, con impianti per la produzione di neve artificiale a partire dall&rsquo;acqua prelevata da sorgenti naturali in quota e poi sparata sulle piste coi &ldquo;cannoni da neve&rdquo;. Si preferisce quindi procedere a tutti i costi con la deturpazione della montagna, con lo sfruttamento di ogni risorsa idrica possibile, fino anche ad esaurirle tutte se occorre, pur di mantenere in piedi una attivit&agrave; che, senza pi&ugrave; nevicate, sarebbe anche discutibile. Anche questo tipo di impianti di innevamento artificiale in quota &egrave; in costante aumento. A questo proposito occorre ricordare che il Consiglio comunale di Mondov&igrave; &egrave; stato convocato per autorizzare la cessione al Comune di Frabosa Sottana di un terreno di propriet&agrave; comunale. L&rsquo;obiettivo sarebbe consentire la realizzazione di un grande invaso d&rsquo;acqua destinato alla produzione di neve artificiale. Trattandosi del Comune di Mondov&igrave;, immaginiamo che il presidente Robaldo ne sia a conoscenza. Eppure, nel suo comunicato ai Comuni sull&rsquo;emergenza idrica, tra gli esempi di spreco d&rsquo;acqua (legato all&rsquo;emergenza contingente) leggiamo di orti, di autolvaggi, ma non leggiamo nulla sulle necessarie politiche di salvaguardia delle risorse idriche per l&rsquo;ambiente e come potenziali risorse potabili delle future generazioni, perch&eacute; non possiamo accontentarci della sola politica dell&rsquo;emergenza. Prendendo innanzitutto in considerazione i consumi, e gli sprechi, pi&ugrave; grandi nel nostro territorio".</p>]]></description><pubDate>Sun, 28 Jun 2026 07:12:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Le temperature a Cuneo crescono da anni e continueranno a farlo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/le-temperature-a-cuneo-crescono-da-anni-e-continueranno-a-farlo_122994.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/le-temperature-a-cuneo-crescono-da-anni-e-continueranno-a-farlo_122994.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122994/151540.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Da qualche giorno la provincia di Cuneo &egrave; in allerta rossa per il caldo. Il <a href="https://www.arpa.piemonte.it/rischi_naturali/boll/bollettino_calore.pdf" target="_blank" rel="nofollow">bollettino</a> di ARPA Piemonte del 27 giugno segnala per Cuneo una temperatura massima reale di 35 gradi per oggi, e classifica la situazione come &ldquo;livello 3&rdquo;, il massimo nella scala del disagio bioclimatico. &Egrave; il dodicesimo giorno di caldo consecutivo, e la situazione &egrave; simile in tutto il Piemonte. Tutte le province oggi raggiungono il livello massimo, con punte di 38 gradi ad Alessandria e di 37 gradi a Torino, Asti e Vercelli. Le temperature inferiori si trovano a Novara e Verbania, che raggiungono i 34 gradi.</p>
<p>Quello che sta succedendo in questi giorni non &egrave; per&ograve; un fatto isolato. I <a href="https://www.istat.it/tavole-di-dati/temperatura-e-precipitazione-nei-comuni-capoluogo-di-provincia-anno-2022-serie-storica-2006-2022/" target="_blank" rel="nofollow">dati</a> delle serie storiche ISTAT, che coprono il periodo dal 2006 al 2023 per tutti i capoluoghi di provincia italiani, mostrano una crescita evidente per Cuneo: la temperatura media annua era di 13,0 gradi nel 2006 ed &egrave; salita a 13,9 gradi nel 2023. Non &egrave; una variazione costante anno per anno &ndash; ci sono stati anni pi&ugrave; caldi e anni meno caldi &ndash; ma la direzione &egrave; chiara. Quasi un grado in diciassette anni &egrave; un aumento rapido per i parametri climatici: i climatologi considerano significativo un cambiamento di 1 grado sulla scala centenaria, non decennale.</p>
<p>Cuneo rimane comunque il capoluogo di provincia pi&ugrave; &ldquo;fresco&rdquo; del Piemonte: nel 2023, con i suoi 13,9 gradi di media annua, si collocava all&rsquo;ultimo posto tra i capoluoghi piemontesi, probabilmente grazie alla quota pi&ugrave; elevata e alla vicinanza con le Alpi. Ma questo non cambia il fatto che anche in provincia Granda le temperature stiano crescendo allo stesso ritmo del resto della regione.</p>
<p>A livello regionale,&nbsp;<a href="https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/cambiamento-climatico/cambiamento-climatico-piemonte" target="_blank" rel="nofollow">l&rsquo;analisi</a> di ARPA sulle temperature del Piemonte a partire dal 1958 mostra che negli ultimi sessant&rsquo;anni le temperature massime giornaliere sono aumentate in media di 2 gradi, con un&rsquo;accelerazione nell&rsquo;ultimo trentennio. Le temperature minime sono cresciute di circa 1,5 gradi.</p>
<p>Sul fronte delle precipitazioni, i dati ISTAT mostrano una variabilit&agrave; molto alta tra il 2006 e il 2023: si va da un minimo di 576,6 mm nel 2017 a un massimo di 1.346,2 mm nel 2018. Quello che emerge &egrave; un&rsquo;oscillazione sempre pi&ugrave; marcata tra anni molto secchi e anni molto piovosi. Questi dati sono coerenti con i dati di ARPA Piemonte, secondo cui le precipitazioni intense si stanno intensificando, e al contempo i periodi di siccit&agrave; si stanno allungando.</p>
<p>Un segnale del riscaldamento &egrave; la quota dello zero termico, cio&egrave; l&rsquo;altitudine a cui le temperature scendono sotto zero, misurata dal radiosondaggio di Cuneo-Levaldigi. &Egrave; in aumento progressivo dall&rsquo;inizio del secolo. Nel <a href="https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/temperature-da-record-soprattutto-in-quota-zero-termico-ben-oltre-i-5-mila-metri_90916.htmldo-record-piogge-intense-e-sempre-meno-neve-in-pianura.html" target="_blank" rel="nofollow">giugno 2024</a> ha superato i 5mila metri, un valore eccezionalmente alto che sta diventando sempre meno raro.</p>
<p>Ma se il clima sta cambiando cos&igrave; velocemente, e se le estati cuneesi stanno diventando cos&igrave; calde, che cosa succeder&agrave; nei prossimi anni? ARPA Piemonte e Regione Piemonte hanno elaborato <a href="https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/scenari-climatici-futuri-piemonte" target="_blank" rel="nofollow">scenari</a> climatici fino al 2100, basati su modelli climatici regionali. Il risultato dipende dalle scelte politiche globali sulle emissioni di CO₂, ma in entrambi i casi la situazione peggiorer&agrave;. Nello scenario in cui le politiche di mitigazione funzionano e le emissioni di gas serra calano dopo il 2070, le temperature in Piemonte crescerebbero di circa 2 gradi rispetto ai valori attuali entro fine secolo. Nello scenario senza misure efficaci, l&rsquo;aumento arriverebbe a circa 4 gradi.</p>]]></description><pubDate>Sun, 28 Jun 2026 07:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Montà, prosegue la lotta del fronte ambientalista per fermare il taglio dei pioppi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/bra-e-roero/monta-prosegue-la-lotta-del-fronte-ambientalista-per-fermare-il-taglio-dei-pioppi_122987.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/bra-e-roero/monta-prosegue-la-lotta-del-fronte-ambientalista-per-fermare-il-taglio-dei-pioppi_122987.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122987/151526.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Prosegue il confronto sul futuro dei 135 pioppi dell'area artigianale di Mont&agrave;. Dopo l'incontro pubblico organizzato dall'amministrazione comunale gioved&igrave; 25 giugno, un gruppo di associazioni ambientaliste e di tutela del paesaggio ha diffuso un documento nel quale esprime preoccupazione per l'ipotesi di abbattimento degli alberi e rilancia una proposta alternativa basata sulla manutenzione e sulla gestione graduale del filare.</p>
<p>A sottoscrivere il documento sono Comuneroero Odv, Osservatorio per la Tutela del Paesaggio di Langhe e Roero, Italia Nostra Piemonte, Canale Ecologia Odv, Pro Natura Piemonte, Forum Salviamo il Paesaggio, Comunit&agrave; Laudato Si' di Bra 2 Odv, Laudato S&igrave;/Gazzetta d'Alba e Piedixterra.</p>
<p>Secondo le associazioni, durante l'incontro sarebbe emersa "una tiepida disponibilit&agrave; del sindaco a riflettere ancora sul taglio dei 135 pioppi", mentre avrebbero riscontrato "una totale chiusura" sia da parte del tecnico incaricato, il dottor Pecollo, sia del resto della maggioranza comunale. Il timore espresso &egrave; che si proceda all'abbattimento del filare prospiciente i capannoni dell'area artigianale.</p>
<p>Nel documento le associazioni contestano l'impostazione adottata nella valutazione delle alberature, sostenendo che "troppi amministratori considerano il verde come un problema" e ricordando il ruolo ambientale svolto dagli alberi. A loro avviso, i pioppi furono piantati non solo per mitigare l'impatto visivo dei capannoni, ma anche per contribuire al consolidamento dell'argine del Rioverde.</p>
<p>Le organizzazioni firmatarie sottolineano inoltre che gli alberi "hanno solo tra i 20 e i 30 anni, sono solo adulti, non vecchi, e se curati possono vivere ancora a lungo", contestando quindi la necessit&agrave; di un abbattimento generalizzato. Critiche vengono rivolte anche all'ipotesi di mantenere le ceppaie dopo il taglio, soluzione che secondo le associazioni comporterebbe costi di manutenzione ricorrenti per la gestione dei ricacci.</p>
<p>Tra le richieste avanzate figura anche l'esecuzione di una valutazione strumentale dello stato di salute delle piante attraverso la metodologia VTA (Visual Tree Assessment), ritenuta pi&ugrave; approfondita rispetto alla sola ispezione visiva effettuata finora. "Solo cos&igrave; si capirebbe se le piante sono malate e solo dopo si deciderebbe come procedere", sostengono.</p>
<p>Come alternativa all'abbattimento, il documento propone una "potatura di ritorno in forma obbligata" ogni cinque-sei anni, accompagnata dalla rimozione dei rami secchi e dall'avvio di nuove piantumazioni lungo la sponda destra del Rioverde, riprendendo una proposta avanzata dalla minoranza consiliare.</p>
<p>Le associazioni chiedono inoltre ai Comuni del Roero di dotarsi di strumenti di pianificazione quali il Piano comunale del verde, la Carta dei servizi ecosistemici e il Bilancio arboreo annuale, ritenuti utili per affrontare gli effetti del cambiamento climatico.</p>
<p>Infine, viene richiamata una richiesta presentata nel luglio 2023 da alcuni imprenditori dell'area industriale, con la quale si chiedeva al Comune "la rimozione delle piante ovvero l'esecuzione di una adeguata manutenzione". Secondo i firmatari, proprio quest'ultima opzione sarebbe compatibile con la loro proposta di intervenire attraverso la potatura, evitando l'abbattimento del filare.</p>]]></description><pubDate>Sat, 27 Jun 2026 12:32:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Tra tunnel del Tenda e variante di Demonte, Gallo: "Due passaggi concreti nella direzione giusta"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/tra-tunnel-del-tenda-e-variante-di-demonte-gallo-due-passaggi-concreti-nella-direzione-giusta_122956.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/tra-tunnel-del-tenda-e-variante-di-demonte-gallo-due-passaggi-concreti-nella-direzione-giusta_122956.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122956/151452.jpg" title="Marco Gallo" alt="Marco Gallo" /><br /><p>Le conferme arrivate dal vertice bilaterale Italia-Francia di Antibes sul futuro del tunnel di Tenda e l&rsquo;approvazione del progetto esecutivo della variante di Demonte&nbsp;rappresentano due segnali concreti dell&rsquo;attenzione che le istituzioni stanno riservando al&nbsp;sistema dei collegamenti tra il Piemonte e la Francia.&nbsp;Da un lato, Italia e Francia hanno ribadito l&rsquo;impegno comune a completare il raddoppio del tunnel di Tenda, con l&rsquo;obiettivo di avviare entro l&rsquo;inizio del 2027 i lavori di riqualificazione&nbsp;della canna storica, dopo il completamento della copertura finanziaria dell&rsquo;intervento.&nbsp;Dall&rsquo;altro, il Consiglio di amministrazione di Anas ha approvato il progetto esecutivo della&nbsp;variante di Demonte, un&rsquo;infrastruttura attesa da anni che consentir&agrave; di migliorare la&nbsp;sicurezza e la fluidit&agrave; della circolazione lungo la Valle Stura, rappresentando un tassello&nbsp;fondamentale dell&rsquo;itinerario verso il Colle della Maddalena.</p>
<p>&ldquo;La conferma dell&rsquo;impegno internazionale sul Tunnel di Tenda e il via libera al progetto&nbsp;esecutivo della variante di Demonte dimostrano che il collegamento tra Piemonte e Francia&nbsp;sta finalmente tornando al centro delle priorit&agrave;. Per il nostro territorio significa maggiore&nbsp;sicurezza, collegamenti pi&ugrave; efficienti e nuove opportunit&agrave; per cittadini, imprese e turismo&rdquo;,&nbsp;dichiara l'assessore regionale Marco Gallo.&nbsp;&ldquo;Oggi registriamo due passaggi concreti che vanno nella direzione giusta. Continueremo a&nbsp;seguire con attenzione ogni fase dell&rsquo;iter affinch&eacute; ai cronoprogrammi seguano rapidamente&nbsp;i cantieri e, soprattutto, la conclusione delle opere&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Fri, 26 Jun 2026 17:12:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Variante di Demonte, Cirio e Gabusi: "Si avvicina il momento in cui finalmente potremo aprire i cantieri"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/variante-di-demonte-cirio-e-gabusi-si-avvicina-il-momento-in-cui-finalmente-potremo-aprire-i-cantieri_122954.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/variante-di-demonte-cirio-e-gabusi-si-avvicina-il-momento-in-cui-finalmente-potremo-aprire-i-cantieri_122954.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122954/151451.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Variante di Demonte compie un importante passo avanti. Ad annunciarlo per primo, stamattina, il senatore della Lega Giorgio Bergesio. Ora la conferma anche da parte della Regione Piemonte: con l&rsquo;approvazione della relazione tecnica-amministrativa del progetto esecutivo del primo lotto da parte di Anas e il completamento dell&rsquo;iter autorizzativo, l&rsquo;opera &egrave; pronta per l&rsquo;avvio della fase di gara, la cui pubblicazione &egrave; prevista entro la met&agrave; di luglio.</p>
<p>L&rsquo;intervento, dal valore complessivo di 91,8 milioni di euro rappresenta una delle opere pi&ugrave; attese per la viabilit&agrave; della provincia di Cuneo e consentir&agrave; di migliorare in modo significativo la sicurezza della SS21 del Colle della Maddalena, alleggerendo il traffico di attraversamento nel centro abitato di Demonte e rendendo pi&ugrave; efficiente uno degli assi strategici di collegamento con la Francia.</p>
<p>"L&rsquo;attenzione posta dalle istituzioni, coordinate da Anas, all&rsquo;iter autorizzativo del progetto &ndash; hanno detto il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e l&rsquo;assessore regionale alle Infrastrutture Marco Gabusi - ci ha consentito di superare il blocco che ha tenuto ferma quest&rsquo;opera per anni. Con l&rsquo;approvazione del progetto esecutivo, ed entro il 15 luglio la pubblicazione del bando di gara per i lavori, si avvicina il momento in cui finalmente potremo aprire i cantieri. Ringraziamo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Anas, il commissario straordinario Luca Bernardini, il Ministero dell&rsquo;Ambiente e della Sicurezza Energetica, il Ministero della Cultura, la Provincia di Cuneo e tutti gli enti che, insieme alla Regione, hanno lavorato con determinazione per raggiungere questo traguardo".</p>
<p>Cirio e Gabusi hanno concluso rivolgendo "un ringraziamento anche ai parlamentari piemontesi che si sono fatti parte attiva nel percorso che ha portato alla nomina del Commissario straordinario: un passaggio determinante che ha consentito di imprimere un&rsquo;accelerazione decisiva all&rsquo;iter dell&rsquo;opera e di arrivare oggi a questo importante risultato".</p>]]></description><pubDate>Fri, 26 Jun 2026 17:06:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Variante di Demonte, il comitato "Sì D.A.VS": "Bene così, ora avanti con quella di Aisone"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/variante-di-demonte-il-comitato-si-davs-bene-cosi-ora-avanti-con-quella-di-aisone_122950.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/variante-di-demonte-il-comitato-si-davs-bene-cosi-ora-avanti-con-quella-di-aisone_122950.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122950/151448.jpg" title="" alt="" /><br /><p class="MsoNormal">Riceviamo e pubblichiamo la lettera del comitato "S&igrave; D.A.VS", nato per promuovere la realizzazione della circonvallazione di Demonte e Aisone in valle Stura, <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/variante-di-demonte-c-e-il-via-libera-definitivo-entro-la-meta-di-luglio-la-gara-d-appalto_122898.html" target="_blank" rel="follow">sull'annuncio</a> del senatore della Lega Giorgio Bergesio relativo, per l'appunto, alla variante di Demonte: secondo quanto riportato dall'esponente leghista, entro fine luglio si arriver&agrave; alla gara d'appalto, dopo il via libera definitivo all'opera arrivato nei giorni scorsi.</p>
<p class="MsoNormal">"Gentile direttore,<br>abbiamo appreso con vivo apprezzamento e soddisfazione la notizia che finalmente verr&agrave; realizzata la variante stradale per decongestionare il centro storico medioevale del comune di Demonte dal traffico pesante. &Egrave; una notizia attesa da tanto tempo, per nulla scontata come ci hanno insegnato tanti anni di contese in cui sembrava non esserci una via di uscita da un ginepraio burocratico da vero e proprio &ldquo;guinnes dei primati&rdquo;. Per questo importantissimo risultato vogliamo ringraziare tutti coloro che si sono prodigati per raggiungere tale obiettivo, a cominciare dal Sen. Giorgio Maria Bergesio e dall&rsquo;On. Monica Ciaburro, a tutti gli attivisti che si sono avvicendati nel corso degli anni nel Comitato, alla Legambiente di Cuneo, agli amministratori locali, ai cittadini che ci hanno creduto.</p>
<p class="MsoNormal">Adesso il nostro obiettivo diventa duplice:</p>
<p class="MsoNormal">1) saremo &ldquo;sentinelle&rdquo; sul campo relativamente allo stato di avanzamento dei lavori della variante di Demonte (quando questi partiranno);</p>
<p class="MsoNormal">2) proseguiremo la sollecitazione per addivenire alla progettazione e realizzazione della variante stradale di Aisone, paese che soffre il passaggio del traffico pesante al pari di Demonte e del raddoppio del ponte dell&rsquo;Olla a Gaiola".</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Per il Comitato Si D.A.VS. i<span style="font-family: Arial, sans-serif;">l presidente Ezio Barp</span></strong></p>]]></description><pubDate>Fri, 26 Jun 2026 16:46:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[La valle Bormida ribadisce il no all'ipotesi di un termovalorizzatore]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/la-valle-bormida-ribadisce-il-no-all-ipotesi-di-un-termovalorizzatore_122944.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/la-valle-bormida-ribadisce-il-no-all-ipotesi-di-un-termovalorizzatore_122944.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122944/151431.jpg" title="Incontro pubblico dedicato ai temi della bonifica dell’ex Acna e all’ipotesi di realizzazione di un termovalorizzatore" alt="Incontro pubblico dedicato ai temi della bonifica dell’ex Acna e all’ipotesi di realizzazione di un termovalorizzatore" /><br /><p>La sala ex Kaimano di Acqui Terme ha accolto, nella serata di gioved&igrave; 25 giugno, un partecipato incontro pubblico dedicato alla bonifica dell'ex Acna e al progetto di un possibile termovalorizzatore. All'appuntamento hanno preso parte numerosi cittadini, amministratori e rappresentanti del territorio.</p>
<p>Tra i partecipanti appare anche il nome dell'ex sindaco di Cortemilia Roberto Bodrito, consigliere del Presidente della Provincia per la realt&agrave; della valle Bormida, intervenuto per fare il punto sul lavoro svolto nell&rsquo;ultimo anno e sull&rsquo;impegno portato avanti dalla Provincia sul tema.</p>
<p>L&rsquo;iniziativa, promossa da un gruppo di comitati attivi nell&rsquo;area della valle Bormida, rappresenta il primo momento di confronto organizzato nel territorio alessandrino dopo analoghi incontri tenuti nei mesi scorsi tra Piemonte e Liguria, tra cui quelli di Cairo Montenotte e Cortemilia. Alla serata era presente anche l&rsquo;amministrazione comunale di Acqui Terme.</p>
<p>Nel corso del suo intervento, Bodrito ha ricordato come la Provincia di Cuneo segua con attenzione l&rsquo;evoluzione della vicenda da oltre un anno, da quando &egrave; stato nominato delegato presso l&rsquo;Osservatorio, sottolineando il ruolo attivo del presidente Luca Robaldo nell&rsquo;avviare fin da subito un percorso strutturato di interlocuzione, anche in raccordo con la Provincia di Savona.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122944/small_151432.jpg" alt="Incontro pubblico dedicato ai temi della bonifica dell&rsquo;ex Acna e all&rsquo;ipotesi di realizzazione di un termovalorizzatore" loading="lazy"></p>
<p>&Egrave; stata ribadita la posizione condivisa dai territori della valle Bormida piemontese, dove tutti i Comuni hanno approvato deliberazioni di contrariet&agrave; alla realizzazione di un impianto di termovalorizzazione sia a Cengio sia a Cairo Montenotte. Analoga posizione &egrave; stata espressa anche dall&rsquo;Unione Montana Alta Langa e da altri enti del territorio, in un percorso che ha coinvolto progressivamente anche le organizzazioni professionali del mondo agricolo (Cia, Coldiretti e Confagricoltura) e commerciale (l&rsquo;Associazione Commercianti Albesi) e, pi&ugrave; recentemente, l&rsquo;Unione dei Comuni delle Langhe e del Barolo.</p>
<p>Un&rsquo;azione di sensibilizzazione ampia e partecipata che prosegue in queste settimane, anche alla luce delle prossime scadenze legate alla procedura, tra cui quella prevista il 30 giugno, quando saranno resi noti i soggetti e i siti candidati alla realizzazione dell&rsquo;impianto.</p>
<p>Nel suo intervento, Bodrito ha inoltre richiamato il peso ambientale gi&agrave; sostenuto dalla valle Bormida nel corso della sua storia, a partire dalle vicende legate agli scarichi dell&rsquo;ex Acna di Cengio, sottolineando l&rsquo;importanza di una valutazione attenta e condivisa per il futuro del territorio.</p>
<p>Due, in particolare, gli auspici evidenziati: da un lato che le scelte sul progetto non vengano condizionate da logiche politiche estranee al territorio, ma si fondino sulla tutela ambientale e sulle esigenze delle comunit&agrave; locali; dall&rsquo;altro che la rete di collaborazione e confronto costruita negli ultimi mesi non si limiti ad esprimere contrariet&agrave; a progetti specifici (prima della questione del temovalorizzatore, un&rsquo;analoga levata di scudi si era verfificata per il progetto del parco eolico denominato &ldquo;Monte Cerchio&rdquo; tra i comuni di Saliceto, Cairo Montenotte e Cengio), ma possa trasformarsi in un&rsquo;opportunit&agrave; per programmare in modo condiviso lo sviluppo della valle Bormida, valorizzando il percorso di rilancio gi&agrave; in atto.</p>]]></description><pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:57:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Riorganizzazione del 118, Case e Ospedali di Comunità, i Sindaci del Cuneese chiedono garanzie]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/riorganizzazione-del-118-case-e-ospedali-di-comunita-i-sindaci-del-cuneese-chiedono-garanzie_122939.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/riorganizzazione-del-118-case-e-ospedali-di-comunita-i-sindaci-del-cuneese-chiedono-garanzie_122939.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122939/151416.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Un documento per sintetizzare tutte le osservazioni sulla riorganizzazione del servizio di emergenza-urgenza 118, sulle Case e sugli Ospedali di Comunit&agrave;. L&rsquo;hanno redatto i Sindaci del Distretto Sud Ovest dell&rsquo;Asl CN1, trasmettendolo a Regione Piemonte, Azienda Zero, alla stessa Azienda sanitaria cuneese e alla Provincia.</p>
<p>Il Distretto Sud Ovest &egrave; quello pi&ugrave; popoloso della provincia, il pi&ugrave; esteso e quello con la minore densit&agrave; abitativa. Al suo interno convivono realt&agrave; profondamente differenti, dalla citt&agrave; di Cuneo alle vallate montane, con esigenze organizzative e tempi di percorrenza molto diversi. Proprio queste peculiarit&agrave; hanno spinto i Sindaci ad approfondire alcuni aspetti della&nbsp;proposta di riorganizzazione prima di esprimere una valutazione definitiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La riforma del 118</h2>
<p>Al primo punto il rispetto dei parametri normativi, in cui si fissa l&rsquo;obbligo di una postazione avanzata ogni 60 mila abitanti per le aree urbane, una ogni 350 chilometri quadrati per le extra urbane e una ogni 700 chilometri quadrati per le aree rurali e montane. &ldquo;Chiediamo di conoscere puntualmente se l'attuale&nbsp;dotazione di postazioni avanzate nel Distretto Sud Ovest possa essere considerata coerente con i parametri previsti per popolazione servita ed estensione territoriale. Considerando che il distretto rappresenta il territorio pi&ugrave; vasto dell'Asl CN1 e che la citt&agrave; di Cuneo da sola concentra una quota significativa delle richieste di soccorso provinciali (9%), appare opportuno comprendere se l'attuale presenza di tre postazioni avanzate sia effettivamente sufficiente o se, al contrario, sarebbe opportuno valutare l'istituzione di ulteriori postazioni&rdquo;.</p>
<p>I Sindaci si soffermano poi sul fenomeno del cosiddetto &ldquo;overlapping&rdquo;, la sovrapposizione tra pi&ugrave; interventi di soccorso nello stesso momento: &ldquo;Dai dati pubblici di Azienda Zero e da quelli riportati nello studio AGM Project Consulting, emerge che una quota rilevante dei codici gialli (37%) e rossi (30%) viene gestita da mezzi non medicalizzati. Considerando che secondo la Societ&agrave; Italiana Sistema 118 il tasso di sovrapposizione non dovrebbe superare il 10%, chiediamo quale sia l'incidenza reale dell'overlapping sulle missioni ad alta priorit&agrave; e quali siano i dati puntuali relativi alle sovrapposizioni degli interventi&rdquo;. Nel documento si chiede anche quale sia la percentuale di codici gialli e rossi privi di supporto medico nelle&nbsp;tempistiche previste dalla normativa (8 minuti per le aree urbane, 20 minuti per le aree extra-urbane e montane) a casa dell&rsquo;indisponibilit&agrave; contemporanea delle risorse avanzate.</p>
<p>Le analisi evidenziano infatti picchi con anche venti missioni contemporanee a livello provinciale e numerose sovrapposizioni di eventi ad elevata gravit&agrave;: &ldquo;Situazioni che appaiono difficilmente gestibili con sole cinque automediche&nbsp;provinciali&rdquo;.</p>
<p>Tra le richieste anche garanzie sull&rsquo;uniformit&agrave; dei tempi di risposta: &ldquo;Pur prendendo atto del rispetto dei tempi medi provinciali, emerge una significativa disomogeneit&agrave; tra i diversi Comuni&rdquo;: &ldquo;La disponibilit&agrave; di servizi sanitari tempestivi e adeguati rappresenta infatti non solo una garanzia di tutela della salute, ma anche un elemento fondamentale per la permanenza&nbsp;delle persone nei territori montani e per la loro attrattivit&agrave;. Un eventuale indebolimento della rete dell'emergenza territoriale rischierebbe di aumentare il senso di isolamento delle comunit&agrave; delle terre alte e di contribuire, insieme ad altri fattori, ai processi di spopolamento che da anni interessano queste aree&rdquo;.</p>
<p>Numerosi chiarimenti richiesti anche sul ruolo dell&rsquo;elisoccorso, ritenuto &ldquo;fondamentale per garantire l'equit&agrave; territoriale del sistema&rdquo;, sull&rsquo;eliminazione dell&rsquo;Automedica h12 di Dronero e della nuova postazione di soccorso base di Borgo San Dalmazzo, oltre che sulla disponibilit&agrave; di personale medico e sull&rsquo;effettiva sostenibilit&agrave; del sistema proposto: &ldquo;Dai dati presentati emerge che il sistema dispone attualmente di circa 80 mila ore annue di&nbsp;attivit&agrave; medica, delle quali una quota significativa deriva da prestazioni aggiuntive. Ci domandiamo quindi se l'obiettivo debba necessariamente essere la riduzione della presenza medica territoriale oppure se sia possibile individuare forme organizzative capaci di valorizzare e progressivamente stabilizzare questo patrimonio professionale&rdquo;. &ldquo;Chiediamo quali azioni concrete la Regione intenda mettere in campo per aumentare l'attrattivit&agrave; del sistema dell'emergenza territoriale e se una riduzione delle postazioni mediche non rischi di determinare un ulteriore aggravamento dei carichi e delle condizioni di lavoro&rdquo;, scrivono i Sindaci nel documento, chiedendo garanzie e chiarimenti non solo sulla disponibilit&agrave; di personale medico, ma anche e soprattutto di quello infermieristico.</p>
<p>&ldquo;Comprendiamo - proseguono le osservazioni - la necessit&agrave; di garantire la sostenibilit&agrave; del sistema e di affrontare le criticit&agrave; organizzative esistenti. Tuttavia, riteniamo che il principio guida di qualsiasi riorganizzazione debba essere il miglioramento della qualit&agrave; e dell'equit&agrave; del servizio reso ai cittadini.&nbsp;Per questo motivo chiediamo che venga dimostrato, attraverso dati oggettivi e simulazioni trasparenti, come il modello proposto sia effettivamente migliorativo rispetto alla situazione attuale non soltanto sotto il profilo organizzativo, ma anche sotto quello della tutela della salute delle persone. Le sfide che attendono il sistema sanitario, dall'invecchiamento della popolazione alla carenza di alcune professionalit&agrave;, dalla gestione delle cronicit&agrave; alla sostenibilit&agrave; economica, richiedono infatti sempre pi&ugrave; una visione unitaria e una capacit&agrave; di fare rete tra tutte le istituzioni coinvolte&rdquo;.</p>
<h2><br>Case e Ospedali di Comunit&agrave;</h2>
<p>Una corposa parte del documento &egrave; dedicata, poi, alla richiesta di aggiornamenti sullo stato di attuazione effettiva della rete di Case e Ospedali di Comunit&agrave;: i Sindaci chiedono quali strutture sono gi&agrave; pienamente operative, quali sono in via di implementazione e quali sono le tempistiche per il completamento dell&rsquo;offerta assistenziale. Le richieste riguardano anche le dotazioni strumentali, l&rsquo;attuazione del sistema informatico unico per integrare il lavoro dei diversi professionisti, il ruolo dei medici operanti nelle strutture e i temi legati alla comunicazione e al coinvolgimento del territorio: &ldquo;Le Case della Comunit&agrave; rappresentano una delle principali innovazioni introdotte dal Pnrr nel sistema sanitario territoriale. Tuttavia, dalla percezione raccolta sul territorio emerge come molti cittadini, ma anche numerosi amministratori locali, non abbiano ancora una piena comprensione delle funzioni, delle modalit&agrave; di accesso e dei servizi effettivamente erogati all'interno delle strutture. Chiediamo quali iniziative di comunicazione e informazione siano previste per illustrare ai cittadini il ruolo delle Case della Comunit&agrave; e dell'Ospedale di Comunit&agrave;&rdquo;.</p>
<p>Parallelamente, i Sindaci del Distretto Sud Ovest dell&rsquo;Asl CN1 chiedono di &ldquo;mantenere la massima attenzione sul tema dei medici di Medicina Generale&rdquo;: &ldquo;Il medico di famiglia rappresenta infatti il primo presidio di sanit&agrave; pubblica presente sul territorio, il professionista che meglio conosce la storia clinica, familiare e sociale dei propri assistiti e il primo anello della catena dell'assistenza sanitaria. &Egrave; spesso il punto di riferi mento pi&ugrave; vicino e accessibile per i cittadini, in particolare per le persone anziane, fragili e &nbsp;affette da patologie croniche. Questa funzione assume un valore ancora pi&ugrave; rilevante nei piccoli Comuni e nelle aree montane, dove la presenza del medico di famiglia rappresenta spesso l'unico presidio sa nitario stabile e continuativo a disposizione della popolazione. Chiediamo pertanto che la programmazione sanitaria continui a considerare prioritario il mantenimento di una capillare presenza dei medici di Medicina Generale, con particolare&nbsp;attenzione ai territori periferici e ai piccoli Comuni, affinch&eacute; l'innovazione organizzativa rappresentata dalle Case della Comunit&agrave; possa tradursi in un rafforzamento, e non in un indebolimento, della medicina di prossimit&agrave;&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Le Case della Comunit&agrave; e l'Ospedale di Comunit&agrave; - conclude il documento - rappresentano un investimento importante per il nostro territorio e uno dei principali interventi finanziati attraverso il Pnrr. &Egrave; per&ograve; necessario ricordare che il finanziamento ha consentito principalmente la realizzazione e l'adeguamento delle strutture fisiche. La vera sfida inizia adesso. Il successo di questo progetto non si misurer&agrave; dalla qualit&agrave; degli edifici inaugurati, ma dalla capacit&agrave; di renderli luoghi realmente vissuti, dotati di professionalit&agrave;, competenze, tecnologie e servizi in grado di produrre benefici concreti per i cittadini e di rafforzare la sanit&agrave; territoriale&rdquo;.</p>
<p>Contestualmente alla trasmissione del documento, il comitato dei Sindaci ha ribadito la richiesta di un nuovo incontro (l&rsquo;ultimo lo scorso 5 giugno) con i rappresentanti della Regione Piemonte e di Azienda Zero.</p>]]></description><pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:25:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Dalmasso</dc:creator><author><name>Andrea Dalmasso</name></author></item><item><title><![CDATA[Il Piemonte vara nuove misure anti-smog: cancellato il blocco delle auto Euro 5]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-piemonte-vara-nuove-misure-anti-smog-cancellato-il-blocco-delle-auto-euro-5_122932.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-piemonte-vara-nuove-misure-anti-smog-cancellato-il-blocco-delle-auto-euro-5_122932.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122932/151395.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Regione Piemonte approva l&rsquo;aggiornamento del Piano regionale di qualit&agrave; dell&rsquo;aria e avvia nuove misure anti smog, con interventi innovativi che consentono di raggiungere l&rsquo;equilibrio emissivo. &Egrave; quindi la prima Regione tra quelle del Bacino Padano, che comprende anche Lombardia, Veneto e Emilia Romagna, a cancellare il blocco strutturale delle auto Diesel Euro 5, nei mesi da ottobre ad aprile, nell&rsquo;area metropolitana di Torino e a Novara.</p>
<p>Il decreto, approvato dal governo nel luglio 2025 per le Regioni del Bacino Padano, prevedeva infatti l&rsquo;entrata in vigore da ottobre 2026 del blocco per i veicoli Diesel Euro 5 nei centri urbani con pi&ugrave; di 100 mila abitanti, quindi in Piemonte avrebbe coinvolto l&rsquo;area metropolitana di Torino e Novara. Il blocco sarebbe scattato in assenza di misure compensative che la Regione Piemonte ha invece individuato grazie al lavoro della Struttura speciale avviata lo scorso anno e composta dalle direzioni regionali interessate, Arpa, Ires, Province e Citt&agrave; Metropolitana di Torino, Politecnico di Torino, Universit&agrave; di Torino e del Piemonte Orientale, enti di formazione e ricerca universitaria.</p>
<p>La Struttura speciale in questi mesi ha analizzato e individuato una serie di interventi finalizzati all&rsquo;abbattimento degli inquinanti con un&rsquo;azione coordinata che si sviluppa su pi&ugrave; fronti: la mobilit&agrave;, con incentivi per l&rsquo;utilizzo di biocarburanti sui mezzi per il trasporto pubblico e per le auto private; sistemi di regolazione del traffico basati sull&rsquo;intelligenza artificiale, interventi di rigenerazione urbana e potenziamento della mobilit&agrave; pulita; l&rsquo;agricoltura con la diffusione di colture che riducono la diffusione di gas e ammoniaca nell&rsquo;aria, e l&rsquo;energia, con incentivi per la manutenzione degli impianti di riscaldamento vetusti, l&rsquo;installazione di quelli nuovi e meno inquinanti e con interventi di efficentamento energetico degli immobili e riduzione dei consumi.</p>
<p>L&rsquo;ossatura del provvedimento si fonda sul confronto tra lo scenario sul confronto emissivo con l&rsquo;attivazione del blocco dei veicoli Diesel Euro 5 e quello con le misure compensative attraverso l&rsquo;impiego di modelli avanzati di qualit&agrave; dell&rsquo;aria in grado di riprodurre le complesse dinamiche atmosferiche che regolano il trasporto, la dispersione e l&rsquo;accumulo degli inquinanti in atmosfera. Gli scenari evolutivi delle emissioni si fondano sulle elaborazioni del modello Gains (Greenhouse Gas and Air Pollution Interactions and Synergies) sviluppato dall&rsquo;Iiasa, International Institute for Applied Systems Analysis. Dall&rsquo;analisi emerge che, su scala regionale, i risultati sono comparabili in termini di emissioni e concentrazioni di No2 (biossido di azoto), di Pm10 e di Pm2.5, ovvero i tre inquinanti oggetto dei limiti fissati dalla normativa europea.</p>
<p>"Lo scorso anno abbiamo avviato il lavoro della Struttura speciale con l&rsquo;obiettivo di scongiurare il blocco dei veicoli Diesel Euro 5, ovvero circa 307 mila in tutto il Piemonte. E&rsquo; stato fatto un grande lavoro tecnico e scientifico e oggi approviamo l&rsquo;aggiornamento del Piano regionale di qualit&agrave; dell&rsquo;aria - dichiarano il presidente Cirio e l&rsquo;assessore Marnati &ndash; per rafforzare e anticipare alcune delle misure gi&agrave; previste e introdurre azioni innovative e scientificamente validate, in grado di garantire una riduzione delle emissioni equivalenti a quella che sarebbe derivata dal blocco strutturale degli Euro 5. Siamo la prima Regione tra quelle del Bacino Padano che centra questo obiettivo e riesce a coniugare il rispetto dei parametri emissivi stabiliti dall&rsquo;Europa con azioni sostenibili e senza penalizzare famiglie e imprese. La nostra strategia, scientifica e validata, punta su innovazione, tecnologia, incentivi e ricerca: dall&rsquo;utilizzo dei carburanti rinnovabili alle nuove sperimentazioni per l&rsquo;abbattimento degli inquinanti, fino agli interventi sul riscaldamento domestico e alla mobilit&agrave; sostenibile. &Egrave; un approccio concreto che mette insieme tutela della salute, sostenibilit&agrave; ambientale e sviluppo del territorio".</p>
<p>"I dati ci dicono che il Piemonte sta andando nella direzione giusta - aggiunge l'assessore Marnati - Per la prima volta abbiamo raggiunto il rispetto del valore limite annuale del biossido di azoto su tutto il territorio regionale e continuiamo a registrare un progressivo miglioramento degli indicatori della qualit&agrave; dell&rsquo;aria. Questi risultati sono il frutto di un lavoro costante portato avanti insieme ad Arpa Piemonte, agli enti locali, alle imprese e ai cittadini".</p>
<p>"Prosegue il progressivo e continuo miglioramento della qualit&agrave; dell&rsquo;aria in Piemonte: le concentrazioni degli inquinanti sono state in media le pi&ugrave; basse di tutta la serie storica di misura in particolare per i valori di biossido d&rsquo;azoto nelle stazioni di traffico urbano e per il particolato PM10 che PM2.5 &ndash; dichiara il direttore di Arpa, Secondo Barbero - Permane, circostritto ad alcune stazioni urbane, la criticit&agrave; per il mancato rispetto dei limiti in relazione all&rsquo;indicatore sul breve periodo del particolato PM10 anche se in misura minore rispetto agli anni precedenti".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122932/small_151396.jpg" alt="Foto" loading="lazy"></p>
<h2>LE NUOVE MISURE PREVISTE DAL PIANO</h2>
<p>La Regione incentiva, con una misura da 14 milioni di euro, l&rsquo;uso dei biocarburanti HVO sui mezzi del trasporto pubblico e per le auto private Diesel Euro 5 e 6 (oltre 300 mila veicoli potenziali, di cui 270 mila auto private) prevedendo un incentivo annuo tra i 50 e i 100 euro sul prezzo del carburante grazie all&rsquo;uso di carte bio-carburante. Grazie a un accordo con le compagnie petrolifere la quota di biocarburante disponibile sulla rete di distribuzione crescer&agrave; nei prossimi anni fino al 150 per cento, passando da subito dagli attuali 80-90 a circa 130-140 milioni di tonnellate/anno. L&rsquo;avvio della misura &egrave; previsto nell&rsquo;inverno 2026.</p>
<p>Il Piemonte &egrave; la prima Regione italiana a introdurre un incentivo per l&rsquo;utilizzo dei biocarburanti HVO, sia per i mezzi del trasporto pubblico locale sia per le auto private diesel. Una misura, da 14 milioni di euro, che si integra con quelle strutturali e punta a tagliare da subito le emissioni di CO2, NOx e polveri sottili, senza attendere i tempi lunghi del rinnovo dei parchi veicolari: l&rsquo;Hov gi&agrave; alla pompa pu&ograve; essere utilizzato nei motori diesel in circolazione. Una scelta che permette di coniugare la tutela dell&rsquo;ambiente e lo sviluppo delle fonti rinnovabili con la sostenibilit&agrave; economica per le famiglie.</p>
<p>Altri 44 milioni sono destinati a diversi bandi che hanno il comune obiettivo di rendere le citt&agrave; pi&ugrave; pulite e pi&ugrave; sostenibili. Si tratta in particolare di 14 milioni assegnati alla Regione dal Ministero dell&rsquo;Ambiente e di 30 milioni di fondi Fesr, che in linea con un utilizzo innovativo e trasversale delle risorse europee avviato da questa amministrazione regionale, vengono destinati a misure a favore per la qualit&agrave; dell&rsquo;aria.</p>
<p>In particolare sono previste misure di promozione del car sharing, incentivi per l&rsquo;uso della bicicletta o dei mezzi pubblici nei tragitti casa-lavoro e per la realizzazione di velostazioni, sicure e protette dagli agenti atmosferici.</p>
<p>Nello stesso ambito sono all&rsquo;avvio attivit&agrave; sperimentali, approfondite con Universit&agrave; di Torino e UPO, come la pulizia dell&rsquo;aria, con cubi filtranti modulari, alimentati da fonti rinnovabili, in grado di abbattere polveri e ossidi di azoto in aree ad alta concentrazione di traffico o nei luoghi sensibili, come ad esempio scuole e ospedali. Si tratta di tecniche gi&agrave; adottate in alcune citt&agrave; europee: a Stoccarda e Monaco, grazie a finanziamento del Ministero per l&rsquo;Ambiente della Baviera; a Rotterdam in Olanda, a Seoul in Corea del Sud, in Brasile, Cina ed India.</p>
<p>In campo anche sistemi di nebulizzazione d&rsquo;acqua che catturano particolato e favoriscono l&rsquo;assorbimento di gas inquinanti, come avviene in numerose citt&agrave; asiatiche particolarmente inquinate come Pechino, Dehli, Seul e Tokio. E&rsquo; poi prevista la sperimentazione di materiali innovativi, come le vernici e i rivestimenti fotocatalitici per strutture stradali, come ad esempio gli elementi di arredo urbano, le barriere antirumore, i new jersey che diventano cos&igrave; in grado di catturare gli inquinanti nell&rsquo;aria e polverizzarli portandoli al suolo, da cui possono poi essere lavati.</p>
<p>Grazie al Bando Citt&agrave; rigenerative sono potenziati gli interventi di pedonalizzazione delle aree urbane, l&rsquo;avvio di nuove Zone 30 e gli interventi di forestazione urbana.</p>
<p>A questo si aggiungono le risorse, 11,5 milioni di euro, per l&rsquo;applicazione dell&rsquo;intelligenza artificiale ai sistemi di infomobilit&agrave;, per la gestione del traffico in tempo reale e la modulazione dinamica dei limiti di velocit&agrave; per migliorare la fluidit&agrave; dei flussi, riducendo emissioni e incidenti. Le sperimentazioni partiranno nell&rsquo;area urbana di Torino in autunno.</p>
<p>Per quanto riguarda l&rsquo;agricoltura, l&rsquo;aggiornamento del piano prevede sostegni, finanziati con 10 milioni di euro, per la diffusione di colture di copertura autunno‑vernine in grado di aumentare la capacit&agrave; del suolo e della vegetazione di assorbire l&rsquo;ammoniaca e gli inquinanti nell&rsquo;aria.</p>
<p>Con altri 14,4 milioni, vengono potenziate le misure per la riduzione delle emissioni dei sistemi di riscaldamento con incentivi per la manutenzione degli impianti pi&ugrave; vecchi e inquinanti e per l&rsquo;acquisto e installazione di nuovi sistemi a biomassa.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122932/small_151397.jpg" alt="Foto" loading="lazy"></p>
<h2>PRINCIPALI INTERVENTI FATTI O IN CORSO</h2>
<p>Concorrono agli obiettivi del piano numerosi inteventi gi&agrave; in corso. Tra quelli principali si evidenziano i Bandi FESR destinati alla riqualificazione energetica, per 207 milioni di euro, il sostegno ad interventi per la riduzione delle emissioni ammoniacali in atmosfera, ulteriori 13 milioni di euro ), incentivi per l&rsquo;acquisto di mezzi commerciali green per 10,36 milioni di euro, Piemove, la tessera che consente agli studenti universitari Under 26 di viaggiare gratis a bordo dei mezzi pubblic, finanziata con 37,3 milioni di euro, il bando ambiti urbani 2022-2025 con 8,3 milioni di euro e infine gli incentivi per la sostituzione dei generatori di calore a biomassa legnosa con 9,5 milioni di euro.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 26 Jun 2026 14:06:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Anche in Piemonte cresce la crisi abitativa: "E il Piano Casa del Governo peggiorerà la situazione"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/anche-in-piemonte-cresce-la-crisi-abitativa-e-il-piano-casa-del-governo-peggiorera-la-situazione_122928.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/anche-in-piemonte-cresce-la-crisi-abitativa-e-il-piano-casa-del-governo-peggiorera-la-situazione_122928.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122928/151392.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;Da troppi anni ormai le difficolt&agrave; di accesso a un'abitazione dignitosa e sostenibile sono aumentate in modo significativo. Crescono le domande di edilizia residenziale pubblica, aumentano i costi degli affitti, si riduce il potere d'acquisto delle famiglie e permangono gravi criticit&agrave; nella disponibilit&agrave; di alloggi pubblici e sociali&rdquo;. &Egrave; quanto si legge in un comunicato stampa firmato dai sindacati Sunia, Sicet, Uniat e Unione Inquilini di Cuneo.</p>
<p>Secondo quanto riportato, in Piemonte oltre 5 mila alloggi di edilizia sociale non risultano assegnabili ai cittadini che ne hanno diritto perch&eacute; sono necessarie importanti ristrutturazioni. Nella Granda il numero di alloggi sfitti per carenza di manutenzione &egrave; aumentato del 13,8% tra il 2020 e il 2024.&nbsp;</p>
<p>&ldquo;L'offerta di edilizia residenziale pubblica - scrivono i sindacati - risulta largamente insufficiente e le domande di casa popolare sono ampiamente insoddisfatte: nel 2024, a fronte di circa 2.300 domande valide presentate in provincia di Cuneo, solo il 6,5% ha ricevuto una risposta positiva da parte dell'ATC con l'assegnazione di un alloggio&rdquo;.</p>
<p>Analogamente, il mercato della locazione privata non appare in grado di soddisfare la crescente domanda abitativa, sia per la limitata disponibilit&agrave; di alloggi immessi sul mercato &mdash; a fronte del paradosso rappresentato da un patrimonio immobiliare inutilizzato che in provincia di Cuneo raggiunge circa il 40% degli immobili &mdash; sia per il livello elevato dei canoni di locazione, spesso non sostenibile per una parte significativa della popolazione.</p>
<p>Scrivono i sindacati: &ldquo;Di fronte ad una crisi che ha ormai assunto un carattere strutturale, il Piano Casa presentato dal Governo &ndash; pur rappresentando un tentativo di intervenire su problematiche che, nel corso degli ultimi decenni, si sono progressivamente aggravate senza che i governi succedutisi alla guida del Paese abbiano adottato misure capaci di affrontarle in modo efficace &ndash; si rivela inadeguato rispetto alla profondit&agrave; del disagio abitativo e privo di una visione strutturale capace di incidere realmente sul sistema.</p>
<p>Per questo motivo le organizzazioni sindacali degli inquilini hanno espresso una posizione critica nei confronti del Piano Casa: &ldquo;In particolare, destano preoccupazione l'assenza di un piano organico di rafforzamento dell'edilizia residenziale pubblica, la prospettata vendita degli alloggi pubblici agli assegnatari, l'insufficiente tutela della funzione sociale della casa e del patrimonio pubblico, con una prevalente attenzione a strumenti che privilegiano il mercato privato e non appaiono in grado di garantire risposte efficaci alle esigenze delle famiglie a basso reddito, degli anziani, dei giovani, dei lavoratori precari e delle persone in condizioni di vulnerabilit&agrave; abitativa&rdquo;.</p>
<p>Secondo i sindacati le misure proposte dal Governo &ldquo;rischiano di aggravare ulteriormente la situazione di queste categorie sociali, anche attraverso un disegno di legge finalizzato ad accelerare le procedure di sfratto, senza prevedere contestualmente strumenti efficaci di sostegno e tutela per chi si trova in difficolt&agrave;&rdquo;: &ldquo;A giudizio delle nostre organizzazioni, l'emergenza casa richiede invece un deciso rilancio delle politiche pubbliche, attraverso maggiori risorse per l'edilizia residenziale pubblica, il blocco della dismissione del patrimonio pubblico attraverso vasti programmi di riqualificazione e manutenzione, nuovi programmi di costruzione e acquisizione di abitazioni sociali, nonch&eacute; il rifinanziamento del Fondo per il sostegno alla locazione e per la morosit&agrave; incolpevole&rdquo;.</p>
<p>Per tali ragioni, le citate sigle, insieme alle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato per il 30 giugno a Cuneo, in largo Audiffredi alle ore 17.30, un presidio pubblico sul tema del Piano Casa.</p>]]></description><pubDate>Fri, 26 Jun 2026 12:53:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Variante di Demonte, c'è il via libera definitivo. Entro la metà di luglio la gara d'appalto]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/variante-di-demonte-c-e-il-via-libera-definitivo-entro-la-meta-di-luglio-la-gara-d-appalto_122898.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/variante-di-demonte-c-e-il-via-libera-definitivo-entro-la-meta-di-luglio-la-gara-d-appalto_122898.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122898/151342.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Ok definitivo al progetto, la gara d'appalto entro la met&agrave; del mese di luglio. Una svolta, si spera definitiva, per l'annosa questione della variante di Demonte. L'annuncio arriva dal senatore della Lega Giorgio Bergesio, che in un comunicato diffuso pochi minuti fa commenta il definitivo via libera tecnico ed economico all'opera stradale sulla Statale 21 della Maddalena: &ldquo;Siamo ad un traguardo storico per la provincia di Cuneo e per l'intera viabilit&agrave; transalpina. Con l'approvazione finale della Relazione Tecnica Amministrativa del Progetto Esecutivo da parte di Anas, la Variante di Demonte (Lotto 1) &egrave; finalmente realt&agrave;. Parliamo di un investimento complessivo di ben 91.785.019 euro interamente finanziato, che ridisegner&agrave; il futuro della Valle Stura. Dopo l&rsquo;Asti Cuneo, il Tenda Bis e il terzo lotto della tangenziale di Mondov&igrave;, ora realizziamo un&rsquo;altra opera strategica che era attesa da quasi 30 anni&rdquo;.</p>
<p>Il parlamentare, vicepresidente della Commissione Attivit&agrave; produttive del Senato, ricorda: &ldquo;La statale del colle della Maddalena &egrave; uno degli assi portanti della viabilit&agrave; internazionale e Demonte funge da principale porta d'accesso e snodo cruciale per il valico alpino. Per anni il territorio ha subito i disagi di un tracciato inadeguato e pericoloso, congestionato dal traffico pesante commerciale e turistico diretto verso il valico del Colle della Maddalena. Con questo intervento strategico, connesso anche alla realizzazione del nuovo ponte dell&rsquo;Olla ora in fase di progettazione, libereremo definitivamente il centro urbano di Demonte dalla morsa dei tir. I cittadini beneficeranno di una drastica riduzione dell'impatto acustico e ambientale, ma soprattutto di un incremento sostanziale della sicurezza stradale&rdquo;.</p>
<p>L'iter si &egrave; perfezionato a seguito del via libera definitivo sulla compatibilit&agrave; ambientale da parte del Ministero dell&rsquo;Ambiente e della Sicurezza Energetica e del Ministero della Cultura, e si &egrave; concluso con la validazione del progetto esecutivo del 25 giugno.&nbsp;Il tracciato stradale si estender&agrave; per 2,72 chilometri, sviluppandosi dall'attuale sede della Statale 21 a monte dell'abitato di Demonte attraverso una rotatoria iniziale e rinnestandosi sulla viabilit&agrave; esistente tramite una seconda rotatoria a est del paese. Oltre ai due viadotti Perdioni e Cant, rispettivamente lunghi 324 e 135 metri, la variante includer&agrave; una galleria di 638 metri.&nbsp;Dopo le attivit&agrave; propedeutiche di monitoraggio, bonifica e risoluzione delle interferenze con i sottoservizi, sono 900 i giorni previsti per l'esecuzione dell'opera.&nbsp;La pubblicazione della gara d'appalto &egrave; prevista entro la met&agrave; del mese di luglio.</p>
<p>&ldquo;Come Lega - afferma Bergesio - lo abbiamo sempre promesso: meno burocrazia, pi&ugrave; cantieri. Grazie al lavoro del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti guidato da Matteo Salvini, all&rsquo;attenzione del Viceministro Edoardo Rixi, all&rsquo;impegno di Regione Piemonte, della Provincia di Cuneo e dei Sindaci del territorio, all'impulso del Commissario Straordinario Ing. Luca Bernardini e alla designazione di Anas come Stazione Appaltante, siamo riusciti ad accelerare un iter complesso, sbloccando le procedure espropriative con il decreto di occupazione anticipata dello scorso maggio&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 26 Jun 2026 10:02:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Siccità, Calderoni: "Non possiamo continuare a ignorare gli effetti della crisi climatica"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/siccita-calderoni-non-possiamo-continuare-a-ignorare-gli-effetti-della-crisi-climatica_122889.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/siccita-calderoni-non-possiamo-continuare-a-ignorare-gli-effetti-della-crisi-climatica_122889.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122889/151325.jpg" title="Mauro Calderoni" alt="Mauro Calderoni" /><br /><p>"Di fronte a periodi sempre pi&ugrave; frequenti e intensi di siccit&agrave; non possiamo continuare a ignorare gli effetti ormai evidenti della crisi climatica. Servono scelte concrete e una strategia di lungo periodo, non contrapposizioni ideologiche o continue deroghe che finiscono soltanto per rinviare le decisioni necessarie". Lo scrive in una nota il consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Calderoni.&nbsp;</p>
<p>Il tema degli invasi &egrave; certamente importante e il confronto sulla realizzazione di nuove opere &nbsp;pu&ograve; rappresentare una parte della risposta. &nbsp;<br>Tuttavia, secondo Calderoni, &egrave; necessario guardare anche a soluzioni immediatamente &nbsp;praticabili e gi&agrave; sperimentate con risultati positivi: "Gi&agrave; durante la mia esperienza alla guida &nbsp;dell&rsquo;Egato 4 Cuneese avevamo iniziato a valutare e sostenere finanziariamente interventi &nbsp;innovativi per una gestione pi&ugrave; efficiente della risorsa idrica. Mentre si progettano nuove &nbsp;infrastrutture, &egrave; opportuno incentivare la diffusione di tecniche irrigue pi&ugrave; efficienti, gi&agrave; &nbsp;sperimentate con successo dalla Fondazione Agrion, intervenire sugli invasi esistenti e &nbsp;accelerare le sperimentazioni sulla ricarica delle falde acquifere".&nbsp;</p>
<p>Un capitolo particolarmente rilevante riguarda proprio gli invasi gi&agrave; presenti sul territorio: "In molti bacini artificiali l&rsquo;accumulo di sedimenti depositati nel corso dei decenni ha ridotto &nbsp;sensibilmente la capacit&agrave; di stoccaggio dell&rsquo;acqua. Recuperare anche solo una parte di &nbsp;questo volume attraverso interventi di manutenzione e rimozione dei sedimenti potrebbe rappresentare una soluzione pi&ugrave; rapida, sostenibile ed economicamente vantaggiosa rispetto &nbsp;alla realizzazione di nuovi invasi, oltre a evitare ulteriore consumo di suolo".</p>
<p>Per Calderoni la priorit&agrave; deve essere quella di valorizzare al meglio le infrastrutture esistenti: "La lotta alla siccit&agrave; richiede investimenti, programmazione e visione, ma anche una &nbsp;gestione efficiente di ci&ograve; che gi&agrave; possediamo. Prima di consumare nuovo territorio, &nbsp;utilizziamo al massimo le potenzialit&agrave; delle opere esistenti. Recuperare la capacit&agrave; degli &nbsp;invasi significa aumentare la resilienza dei nostri territori e affrontare con maggiore &nbsp;efficacia le sfide poste dal cambiamento climatico. Oggi, inoltre, la provincia di Cuneo &nbsp;dispone finalmente anche di un soggetto unico, pubblico, competente e strutturato, dotato &nbsp;delle professionalit&agrave; e delle risorse necessarie per contribuire a progettare e realizzare &nbsp;interventi strategici sulla gestione della risorsa idrica: Cogesi. La presenza del gestore unico &nbsp;del servizio idrico integrato pu&ograve; rappresentare un&rsquo;opportunit&agrave; importante per accompagnare &nbsp;e sostenere interventi di pulizia e recupero degli invasi esistenti, progetti di ricarica delle &nbsp;falde e, dove necessario, anche la realizzazione di nuovi invasi all&rsquo;interno di una &nbsp;pianificazione complessiva e sostenibile".</p>
<p>Infine, il consigliere regionale richiama l&rsquo;attenzione sul tema della ricarica delle falde acquifere: "In provincia di Cuneo &egrave; in corso una sperimentazione importante, mentre in altre &nbsp;regioni italiane queste pratiche sono gi&agrave; una realt&agrave; consolidata. &Egrave; una strada che merita di &nbsp;essere sostenuta e sviluppata perch&eacute; consente di immagazzinare risorse idriche nei periodi &nbsp;pi&ugrave; favorevoli e renderle disponibili nei momenti di maggiore necessit&agrave;. Anche su questo &nbsp;fronte la presenza di Cogesi pu&ograve; rappresentare un valore aggiunto, garantendo competenze&nbsp;<br>tecniche, capacit&agrave; di investimento e una visione integrata della gestione dell&rsquo;acqua a livello &nbsp;provinciale".&nbsp;</p>
<p>"La vera sfida non &egrave; scegliere tra tutela dell&rsquo;ambiente e sviluppo agricolo: &egrave; garantire &nbsp;entrambi attraverso politiche fondate sulla scienza, sull&rsquo;innovazione e sul buon senso. La &nbsp;crisi climatica non si affronta negandola, ma costruendo risposte concrete e tempestive", conclude Calderoni.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 26 Jun 2026 08:45:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Attività estrattive, Barbero: “Occorre una modifica al Codice dei Beni Culturali”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/attivita-estrattive-barbero-occorre-una-modifica-al-codice-dei-beni-culturali_122863.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/attivita-estrattive-barbero-occorre-una-modifica-al-codice-dei-beni-culturali_122863.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122863/151288.jpg" title="Federica Barbero" alt="Federica Barbero" /><br /><p>Federica Barbero, consigliere regionale di Fratelli d&rsquo;Italia, ha presentato un nuovo ordine del giorno che ha come obiettivo quello di snellire le procedure amministrative, eliminare i duplicati burocratici e sostenere la competitivit&agrave; del comparto estrattivo piemontese, senza fare un passo indietro sulla tutela dell'ambiente e del paesaggio. Alla Giunta chiede di attivarsi presso il Governo e il Parlamento per una modifica strategica del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.Lgs. 42/2004).</p>
<p>&ldquo;Il comparto estrattivo e delle pietre ornamentali rappresenta una delle eccellenze storiche e produttive del nostro territorio: &egrave; un pilastro per l'edilizia, le infrastrutture e il Made in Italy - dichiara Federica Barbero. - In Piemonte contiamo circa 289 cave attive, gestite da aziende che operano gi&agrave; sotto un rigidissimo controllo e nel pieno rispetto del Piano Regionale delle Attivit&agrave; Estrattive (PRAE), coniugando impresa e sostenibilit&agrave;&rdquo;.</p>
<p>Il nodo sollevato dall'esponente di Fratelli d'Italia riguarda il disallineamento temporale tra le autorizzazioni per l&rsquo;utilizzo delle cave (che durano dai 10 ai 30 anni) e l'autorizzazione paesaggistica (art. 146 del D.Lgs. 42/2004), che ha un'efficacia temporale ridotta. &ldquo;Ci&ograve; costringe le imprese a reiterare periodicamente complessi iter burocratici anche quando il progetto approvato &egrave; rimasto totalmente invariato&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Questa situazione &ndash; spiega Barbero &ndash; produce solo oneri burocratici ripetitivi e rallentamenti, sia per le imprese sia per gli uffici pubblici, senza aggiungere alcun reale valore alla tutela del nostro paesaggio. La nostra proposta mira a introdurre un principio di buonsenso: l'autorizzazione paesaggistica deve legarsi all&rsquo;intera durata dei lavori autorizzati, a patto che il progetto non subisca variazioni sostanziali&rdquo;.</p>
<p>La proposta contenuta nell&rsquo;Ordine del giorno prevede comunque un rigoroso sistema di garanzie: rimarrebbe in capo alle autorit&agrave; competenti il potere-dovere di effettuare controlli periodici, almeno ogni cinque anni, per verificare la conformit&agrave; dei lavori.</p>
<p>&ldquo;Meno burocrazia non significa meno controlli, ma controlli pi&ugrave; efficienti - conclude il consigliere regionale di FdI. - Chiediamo alla Giunta di farsi portavoce di questa istanza presso i Ministeri della Cultura, dell&rsquo;Ambiente e delle Imprese e del Made in Italy, ma anche in seno alla Conferenza delle Regioni. Il Piemonte deve farsi promotore di una riforma nazionale che sblocchi il potenziale delle nostre imprese, garantendo al contempo la massima valorizzazione e protezione del patrimonio naturale e paesaggistico&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Fri, 26 Jun 2026 07:41:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Siccità, Marro e Ravinale: "Anche le aziende dell'acqua minerale facciano la loro parte"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/siccita-marro-e-ravinale-anche-le-aziende-dell-acqua-minerale-facciano-la-loro-parte_122867.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/siccita-marro-e-ravinale-anche-le-aziende-dell-acqua-minerale-facciano-la-loro-parte_122867.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122867/151293.jpg" title="Lo stabilimento Sant'Anna a Vinadio" alt="Lo stabilimento Sant'Anna a Vinadio" /><br /><p>Nelle scorse l&rsquo;ATO 4 Cuneese, tramite una nota inviata alle amministrazioni comunali della provincia di Cuneo, ha invitato la cittadinanza a un uso razionale dell&rsquo;acqua potabile, chiedendo di limitarne l&rsquo;impiego agli usi essenziali. "&Egrave; un appello giusto, ma che pensiamo non possa ricadere solo sulla cittadinanza", scrivono in un comunicato le consigliere regionali di Alleanza Verdi e Sinistra Giulia Marro e Alice Ravinale:&nbsp;"Per questo chiediamo alle aziende che imbottigliano acqua minerale nel Cuneese di compiere, per tutto il periodo estivo, un gesto concreto di responsabilit&agrave; territoriale: ridurre volontariamente, dove tecnicamente possibile e d&rsquo;intesa con gli enti competenti, i prelievi dalle sorgenti e dalle falde, rendendo pubblici i dati sui volumi estratti e sulle eventuali misure adottate.&nbsp;Una riduzione volontaria anche solo del 25% dei prelievi estivi potrebbe lasciare nelle falde e nelle sorgenti del Cuneese decine di milioni di litri d&rsquo;acqua: l&rsquo;equivalente, nello scenario pi&ugrave; prudente, di pi&ugrave; di due settimane di consumo domestico per una citt&agrave; di 10 mila persone".</p>
<p>Proseguono le due esponenti di AVS: "Non si tratta di mettere in discussione attivit&agrave; produttive importanti per il territorio, ma di affermare un principio rispettoso: quando l&rsquo;acqua scarseggia, lo sforzo deve essere condiviso. Se alla cittadinanza si chiede di rinunciare a usi non essenziali, anche le imprese che dall&rsquo;acqua ricavano valore economico devono contribuire con trasparenza e solidariet&agrave;.&nbsp;La crisi idrica non si affronta con misure simboliche, &egrave; vero. Ma &egrave; una conseguenza di responsabilit&agrave; multiple. Serve una gestione pi&ugrave; equa, pubblica e responsabile della risorsa idrica, a partire dai mesi pi&ugrave; critici dell&rsquo;anno".</p>]]></description><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 17:45:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Liste d'attesa, la Regione assicura: “Nessun blocco dei servizi e massima trasparenza”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-la-regione-assicura-nessun-blocco-dei-servizi-e-massima-trasparenza_122861.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-la-regione-assicura-nessun-blocco-dei-servizi-e-massima-trasparenza_122861.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122861/151286.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Regione Piemonte, dopo aver preso atto della sentenza del TAR Piemonte relativa alla procedura per il Nuovo Centro Unico di Prenotazione regionale, ha confermato la propria volont&agrave; di dare immediata esecuzione a quanto disposto dal giudice amministrativo.</p>
<p>In coerenza con la decisione del TAR, la commissione esaminatrice avvier&agrave; da subito la rivalutazione della sostenibilit&agrave; e congruit&agrave; dell'offerta aggiudicataria, con l&rsquo;obiettivo di completare il percorso entro trenta giorni, nel pieno rispetto delle regole di gara, della trasparenza amministrativa e dell&rsquo;interesse pubblico.</p>
<p>La priorit&agrave; annunciata resta quella di &ldquo;garantire ai cittadini piemontesi un sistema di prenotazione moderno, efficiente, affidabile e capace di sostenere concretamente il governo delle liste d&rsquo;attesa&rdquo;.</p>
<p>La sentenza non mette in discussione la necessit&agrave; strategica del Nuovo CUP regionale, ma richiede un supplemento di valutazione tecnica sulla congruit&agrave; dell&rsquo;offerta. La Regione e Azienda Zero, da parte loro, hanno dichiarato di voler assicurare che ogni passaggio sia svolto nel rispetto delle indicazioni del giudice: &ldquo;Resta naturalmente fermo che ogni attivit&agrave; sar&agrave; condotta fatte salve le eventuali iniziative giudiziarie o amministrative che l&rsquo;attuale aggiudicatario ritenesse di intraprendere nelle sedi competenti&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Non ci sar&agrave; alcun arretramento sull&rsquo;obiettivo politico e amministrativo: il Piemonte deve dotarsi di strumenti digitali pi&ugrave; forti, pi&ugrave; integrati e pi&ugrave; vicini ai bisogni dei cittadini &mdash; precisano dalla Regione &mdash;. La sanit&agrave; digitale &egrave; una leva essenziale per migliorare l&rsquo;accesso alle cure, ridurre i tempi di attesa, rendere pi&ugrave; efficiente il sistema sanitario regionale e garantire a tutti i cittadini il diritto e l&rsquo;accesso alle visite e alle prestazioni offerte dalla sanit&agrave; pubblica. La Regione continuer&agrave; a seguire il procedimento con la massima attenzione, tutelando l&rsquo;interesse pubblico, la continuit&agrave; dei servizi e la piena legittimit&agrave; dell&rsquo;azione amministrativa&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 16:22:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Caldo e siccità, l'Ato scrive ai Comuni: "Sensibilizzate i cittadini a un uso responsabile dell'acqua"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/caldo-e-siccita-l-ato-scrive-ai-comuni-sensibilizzate-i-cittadini-a-un-uso-responsabile-dell-acqua_122855.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/caldo-e-siccita-l-ato-scrive-ai-comuni-sensibilizzate-i-cittadini-a-un-uso-responsabile-dell-acqua_122855.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122855/151270.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;ondata di caldo prosegue, le precipitazioni - se non gli sporadici temporali degli ultimi giorni - continuano a latitare: il Piemonte e la provincia di Cuneo si ritrovano a fare i conti con lo spettro della siccit&agrave; e delle difficolt&agrave; nell&rsquo;approvvigionamento della&rsquo;acqua potabile.</p>
<p>Per questa ragione il Gestore del Servizio Idrico Integrato dell&rsquo;ATO4 Cuneese e delle sue societ&agrave; consorziate ha inviato una specifica comunicazione a tutte le amministrazioni comunali della provincia di Cuneo affinch&eacute; la cittadinanza e i singoli utenti siano sensibilizzati sull&rsquo;uso responsabile dell&rsquo;acqua potabile, da riservare quindi per i soli scopi umani (dall&rsquo;igiene personale alle finalit&agrave; alimentari) e da non impiegare in altre attivit&agrave; come l'irrigazione di prati e orti o il lavaggio delle automobili.&nbsp;</p>
<p>"Accogliamo e sottoscriviamo l&rsquo;invito dell&rsquo;ATO4 - il commento del sindaco di Mondov&igrave; e presidente della Provincia Luca Robaldo - e lo condividiamo con i nostri cittadini, affinch&eacute; nell&rsquo;uso dell&rsquo;acqua potabile possa prevalere il buon senso individuale. Se la situazione meteorologica dovesse persistere e se, soprattutto, prevarranno gli utilizzi impropri, mi ritrover&ograve; costretto ad assumere ordinanze restrittive come gi&agrave; avvenuto nel 2022&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 15:25:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Nuovo ospedale di Cuneo, dopo l'estate la sentenza del Consiglio di Stato sul ricorso della INC]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nuovo-ospedale-di-cuneo-dopo-l-estate-la-sentenza-del-consiglio-di-stato-sul-ricorso-della-inc_122850.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nuovo-ospedale-di-cuneo-dopo-l-estate-la-sentenza-del-consiglio-di-stato-sul-ricorso-della-inc_122850.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122850/151259.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Arriver&agrave; dopo l&rsquo;estate la sentenza del Consiglio di Stato sul ricorso presentato dalla INC sul progetto per il nuovo ospedale di Cuneo: la societ&agrave; aveva impugnato la bocciatura del Tar del Piemonte nei confronti della proposta di partenariato pubblico privato per la realizzazione della nuova struttura. Oggi, gioved&igrave; 25 giugno, la questione &egrave; approdata al Consiglio di Stato: dopo l&rsquo;ampia discussione, durante la quale sono state ascoltate le parti, &egrave; stata chiusa l'udienza con una previsione di sentenza indicativamente entro due mesi. A darne notizia &egrave; l&rsquo;Azienda Ospedaliera &ldquo;Santa Croce e Carle&rdquo;, che in una nota fa sapere che proseguir&agrave; &ldquo;secondo i tempi stabiliti con la procedura gi&agrave; avviata relativamente al progetto di fattibilit&agrave; tecnico economica&rdquo;.</p>
<p>La procedura era stata avviata a marzo: sono state sedici le adesioni al bando per l&rsquo;affidamento del progetto.</p>]]></description><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 14:56:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Troppi lupi in Piemonte, gli allevatori chiedono aiuto: "Dai 260 capi predati del 2015 si è passati a 1.500"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/troppi-lupi-in-piemonte-gli-allevatori-chiedono-aiuto-dai-260-capi-predati-del-2015-si-e-passati-a-1500_122847.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/troppi-lupi-in-piemonte-gli-allevatori-chiedono-aiuto-dai-260-capi-predati-del-2015-si-e-passati-a-1500_122847.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122847/151255.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Mercoled&igrave; 17 giugno presso il Palazzo della Regione Piemonte le associazioni degli allevatori - Arap, Adialpi e il Comitato Salvaguardia Allevatori VCO - che rappresentano oltre 6 mila allevatori su tutto il territorio piemontese, hanno incontrato l'assessore all'Agricoltura Paolo Bongioanni. Il tema centrale dell&rsquo;incontro &egrave; stato la richiesta di attuare interventi mirati a garantire una gestione sostenibile della presenza del lupo, al fine di tutelare il comparto allevatoriale piemontese e salvaguardare l&rsquo;attivit&agrave; delle aziende zootecniche operanti sul territorio.</p>
<p>Sono pi&ugrave; di mille le famiglie di margari e pastori che praticano l'alpeggio su un territorio, quello del Piemonte, che conta pi&ugrave; di 300 mila ettari di superficie destinata al pascolo, sui quali insistono circa 165 mila bovini e 100 mila ovi-caprini.</p>
<p>L'attivit&agrave; della transumanza, riconosciuta dall'Unesco quale Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanit&agrave;, non solo mantiene viva l'economia agricola nelle aree rurali e montane, ma si rivela fondamentale per la conservazione di razze bovine e ovi-caprine in via d'estinzione, nonch&eacute; per la cura del territorio e la salvaguardia di centinaia di specie vegetali grazie all'azione biologica del pascolo.</p>
<p>Si legge in un comunicato diffuso da Arap: &ldquo;Tuttavia, questa straordinaria risorsa &egrave; oggi seriamente minacciata dal costante incremento delle predazioni da lupo. I dati evidenziano una crescita esponenziale: i capi predati nel solo Piemonte sono passati dai 260 del 2015 agli oltre 1.500 del 2023. Ad oggi non esistono soluzioni di contenimento pienamente efficaci: i sistemi di prevenzione adottati si sono dimostrati fallimentari e il pascolo estensivo &ndash; che la stessa Regione Piemonte promuove e incentiva tramite i bandi del PSR &ndash; ne risulta pesantemente penalizzato&rdquo;.</p>
<p>Le stime ufficiali indicano la presenza di circa 3.500 lupi in Italia, un dato fortemente sottostimato. Nel solo Piemonte si ipotizza la presenza di oltre 1.200 esemplari: un numero notevole, specie se confrontato con i circa mille censiti nell'intera Francia.</p>
<p>Alla luce di tale scenario, le associazioni degli allevatori hanno richiesto congiuntamente l'avvio di un piano straordinario di contenimento numerico della specie. &ldquo;Un primo e fondamentale passo in questa direzione &egrave; rappresentato dal recente declassamento dello status del lupo da &lsquo;strettamente protetto&rsquo; a &lsquo;protett&rsquo;", deliberato dal Comitato Permanente della Convenzione di Berna&rdquo;.</p>
<p>A tal proposito, la nota dell'ISPRA del 12 giugno scorso, inserendosi nel solco dei chiarimenti successivi al declassamento europeo, ha confermato che le Regioni e le Province Autonome dispongono ora di una maggiore autonomia decisionale nella gestione degli esemplari problematici.&nbsp;</p>
<p>Tra i punti chiave, l'ISPRA ha ribadito il via libera all'utilizzo di strumenti di dissuasione. Inoltre, grazie alla nuova cornice normativa, le Regioni possono procedere con azioni di gestione diretta &ndash; inclusi gli abbattimenti controllati &ndash; senza dover richiedere deroghe preventive al Ministero dell'Ambiente. L'ISPRA ha infine stimato una soglia di rimozione del lupo pari al 3-5% della popolazione totale, il che equivarrebbe all'abbattimento di oltre 160 esemplari su scala nazionale.</p>
<p>Guardando al contesto internazionale, interventi analoghi sono gi&agrave; stati adottati. In Francia &egrave; operativo un piano di contenimento che prevede l'abbattimento annuale di circa il 20% della popolazione del predatore, mantenendo stabile il numero complessivo a circa mille esemplari. In Austria si procede all'abbattimento dei lupi che arrecano danni alle aziende, che manifestano eccessiva confidenza avvicinandosi a pastori e mandrie, o che vengono ritenuti pericolosi.</p>
<h2>Le richieste alla Regione</h2>
<p>Riassumendo, le associazioni presenti all&rsquo;incontro hanno chiesto alla Regione di agire con due tipologie di intervento. In primis l'avvio di un piano di contenimento volto a ridurre in modo mirato la densit&agrave; del predatore sul territorio, prevedendo la rimozione sistematica di tutti i lupi pericolosi che attaccano ripetutamente il bestiame e minacciano la sicurezza delle aree antropizzate. In secondo luogo la dotazione agli allevatori di sistemi di dissuasione diretta e la contestuale autorizzazione da parte della Regione, introducendo la possibilit&agrave; di autodifesa in caso di attacchi da parte di allevatori dotati di licenza di caccia.</p>
<p>Bongioanni ha illustrato il piano che la Regione intende attuare, che prevede una fase preliminare di monitoraggio della durata di quattro mesi, affidata al Centro Grandi Carnivori, con il compito di individuare gli esemplari che rispondano ai seguenti criteri: lupi confidenti che frequentano abitualmente i centri abitati; lupi responsabili di attacchi al bestiame nonostante la presenza delle misure di prevenzione e difesa previste dalla Regione.</p>
<p>Al termine dell&rsquo;attivit&agrave; di monitoraggio verranno valutati i risultati ottenuti e, qualora ne ricorrano le condizioni, si proceder&agrave; all&rsquo;abbattimento selettivo degli esemplari ritenuti pericolosi, per un numero massimo di 23 capi.</p>
<p>Dicono da Arap: &ldquo;Dal nostro punto di vista permangono numerosi dubbi, sia sull&rsquo;efficacia di un provvedimento che si propone di ridurre la numerosit&agrave; in misura cos&igrave; limitata, sia, soprattutto, sulle modalit&agrave; con cui verranno individuati, vigilati e accertati i capi da ridurre. Il problema rischia quindi di rimanere irrisolto, lasciando le aziende esposte alle stesse criticit&agrave;, senza alcuna prospettiva di soluzione almeno fino al termine della stagione di monticazione. Si invitano pertanto tutte le aziende che hanno subito attacchi e predazioni a segnalare e denunciare tempestivamente i casi alle autorit&agrave; competenti&rdquo;.</p>
<p>Al termine dell&rsquo;incontro, nel ringraziare l&rsquo;assessore per la disponibilit&agrave; dimostrata, Adialpi ha inoltre richiamato l&rsquo;attenzione sulla situazione di siccit&agrave; in atto, che rischia di provocare ingenti danni ai pascoli. &Egrave; stata evidenziata la concreta possibilit&agrave; di una stagione particolarmente complessa da portare a termine e, qualora le condizioni dovessero aggravarsi, &egrave; stata richiesta l&rsquo;attivazione delle procedure necessarie al riconoscimento delle cause di forza maggiore.</p>]]></description><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 14:35:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Montagna e connettività, da Monterosso Grana un modello per ridurre il divario digitale delle vallate]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/montagna-e-connettivita-da-monterosso-grana-un-modello-per-ridurre-il-divario-digitale-delle-vallate_122841.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/montagna-e-connettivita-da-monterosso-grana-un-modello-per-ridurre-il-divario-digitale-delle-vallate_122841.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122841/151248.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">La connettivit&agrave; come infrastruttura strategica per il futuro della montagna e come strumento per garantire piena cittadinanza digitale alle comunit&agrave; locali. &Egrave; questo il tema al centro dell&rsquo;incontro che si &egrave; svolto a Monterosso Grana tra l&rsquo;assessore regionale allo Sviluppo e Promozione della Montagna Marco Gallo, il sindaco Stefano Isaia e Riccardo Passantino, referente Affari Istituzionali Territoriali Area Nord Ovest di Open Fiber.<br><br>L&rsquo;incontro ha rappresentato l&rsquo;occasione per fare il punto sullo sviluppo delle infrastrutture digitali nel territorio e sulle prospettive di crescita offerte dalla diffusione della banda ultra larga.&nbsp;Monterosso Grana &egrave; stato infatti tra i primi Comuni della Valle Grana a beneficiare dell&rsquo;arrivo della fibra ottica a banda larga, un investimento che ha contribuito a ridurre il divario digitale e a rendere il territorio pi&ugrave; attrattivo per famiglie, imprese, professionisti e attivit&agrave; economiche.<br><br>"<em>Oggi parlare di montagna significa parlare anche di cittadinanza digitale</em> &ndash; dichiara l&rsquo;assessore regionale Marco Gallo &ndash;. <em>La possibilit&agrave; di accedere a una connessione veloce e affidabile non riguarda soltanto la tecnologia, ma la concreta possibilit&agrave; di esercitare diritti, accedere ai servizi, lavorare, studiare e fare impresa. Garantire la cittadinanza digitale nelle aree montane significa assicurare alle comunit&agrave; delle vallate le stesse opportunit&agrave; disponibili nei grandi centri urbani. &Egrave; una sfida che riguarda la coesione territoriale, la qualit&agrave; della vita e la capacit&agrave; di contrastare lo spopolamento</em>".<br><br>"<em>Per questo la Regione Piemonte considera la connettivit&agrave; una delle infrastrutture pi&ugrave; strategiche per il futuro della montagna. Senza connessioni adeguate non esistono telemedicina, servizi digitali efficienti, lavoro agile o nuove opportunit&agrave; per le imprese. La cittadinanza digitale &egrave; oggi una componente essenziale della cittadinanza tout court: senza connettivit&agrave; non esiste piena uguaglianza tra territori. Accanto agli investimenti nazionali sulla banda ultra larga, la Regione ha scelto di sostenere questo percorso anche attraverso una misura da 4 milioni di euro dedicata ai territori montani, finalizzata a favorire innovazione, accessibilit&agrave; ai servizi digitali e nuove opportunit&agrave; di sviluppo per comunit&agrave; e imprese. La montagna del futuro si costruisce con infrastrutture materiali e digitali, capaci insieme di abbattere le distanze e creare nuove opportunit&agrave;</em>".<br><br>Nel corso dell&rsquo;incontro &egrave; stato inoltre evidenziato come gli investimenti nelle reti digitali rappresentino oggi uno degli strumenti pi&ugrave; efficaci per rafforzare la competitivit&agrave; delle aree montane, favorire l&rsquo;insediamento di nuove attivit&agrave; economiche e migliorare l&rsquo;accesso ai servizi per cittadini e imprese.<br><br>"<em>L&rsquo;arrivo della fibra ottica ha rappresentato un passaggio importante per la nostra comunit&agrave;</em> &ndash; sottolinea il sindaco Stefano Isaia &ndash;. <em>Oggi disporre di collegamenti veloci e affidabili significa offrire maggiori opportunit&agrave; ai cittadini, alle imprese, ai professionisti e alle attivit&agrave; turistiche. Per un Comune montano come il nostro, la qualit&agrave; delle connessioni &egrave; un elemento sempre pi&ugrave; determinante per attrarre nuove famiglie, sostenere chi lavora sul territorio e migliorare la qualit&agrave; della vita della comunit&agrave;</em>".<br><br>L&rsquo;incontro ha confermato la volont&agrave; di proseguire il confronto tra istituzioni e operatori del settore per accompagnare la trasformazione digitale dei territori montani, riconoscendo nella connettivit&agrave; una leva fondamentale per lo sviluppo, l&rsquo;innovazione e la permanenza delle comunit&agrave; nelle vallate piemontesi.</p>]]></description><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 12:33:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item></channel></rss>
