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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/attualita/rss2.0.xml?page=366rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le notizie di Attualità che la provincia di Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Wed, 08 Jul 2026 10:35:06 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/]]></link></image><item><title><![CDATA[Carenza medici di base a Barge, il Pd denuncia: “Il diritto alla salute viene compromesso”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/saluzzese/carenza-medici-di-base-a-barge-il-pd-denuncia-il-diritto-alla-salute-viene-compromesso_123678.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/saluzzese/carenza-medici-di-base-a-barge-il-pd-denuncia-il-diritto-alla-salute-viene-compromesso_123678.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123678/152640.jpg" title="Palazzo del Comune di Barge" alt="Palazzo del Comune di Barge" /><br /><p>Il circolo locale del Partito Democratico ha sentito la necessit&agrave; di intervenire sulla problematica della mancanza di medici di base nel comune di Barge, proponendo un sostegno per le persone pi&ugrave; fragili, pur rendendosi conto che tale soluzione pu&ograve; essere solo temporanea e non risolutiva. Pubblichiamo di seguito la lettera che hanno indirizzato a Ivo Beccaria, sindaco di Barge, alla Giunta comunale e al Capogruppo di Barge Bene Comune:</p>
<p>"Di fronte alla situazione di estremo disagio per circa 3000 cittadini bargesi, venutasi a creare dall&rsquo; improvvisa mancanza di due Medici di base, dallo scorso mese di maggio.</p>
<p>Di fronte al fatto che molti di questi cittadini, bisognosi di farmaci continuativi, di piani terapeutici, di visite mediche frequenti etc., siano stati costretti ad accettare un medico di base operante nei comuni di Paesana o di Revello (tralasciamo il comune di Bagnolo Piemonte, attiguo al nostro), quale unica alternativa offerta loro dall&rsquo;ASL.</p>
<p>Di fronte alla constatazione che gran parte di questi stessi nostri concittadini abbiano grandissime difficolt&agrave; o siano proprio impossibilitati a spostarsi per raggiungere gli ambulatori dei suddetti comuni, a causa delle loro condizioni di salute o della loro et&agrave; avanzata, di disabilit&agrave;, eccetera.</p>
<p>Di fronte al perdurare di questa situazione, che costringe le persone in difficolt&agrave;, a chiedere aiuto ad amici e parenti per gli indispensabili e frequenti spostamenti, non si pu&ograve; fare attro che prendere atto che: il Diritto alla salute, sancito dalla Costituzione della nostra Repubblica, viene gravemente compromesso.</p>
<p>Di fronte a tutto ci&ograve;,&nbsp;<br>- pur riconoscendo i meritevoli sforzi compiuti da tutta l&rsquo;Amministrazione, a partire dal Sindaco fino allo stesso gruppo di opposizione, per risolvere o almeno mitigare questa problematica<br>- pur considerando che non si possono certo attribuire loro responsabilit&agrave; per tale situazione, attribuibili, invece, senza dubbio a livello regionale, per lo stato disastroso della sanit&agrave; piemontese e visto che il comune di Barge non &egrave; certamente il solo a cui mancano i medici di base.&nbsp;<br>- rammentando che il Sindaco, nell&rsquo;ultimo Consiglio Comunale, si &egrave; dichiarato disponibile a mettere in campo mezzi e risorse del Comune, per mitigare i disagi.</p>
<p>Il Circolo Infernotto del Partito Democratico, chiede al Sindaco ed alla Giunta Comunale, che venga istituito un servizio provvisorio di trasporto presso gli ambulatori di Paesana e Revello, almeno per le persone in difficolt&agrave; a raggiungere in autonomia tali ambulatori.</p>
<p>Chiede, altres&igrave;, al gruppo di opposizione 'Barge Bene Comune' di collaborare attivamente per la realizzazione di questo obiettivo di 'civilt&agrave;'".</p>
<p><strong>Elio Serafino<br>Coordinatore di Circolo Infernotto del Partito Democratico</strong></p>]]></description><pubDate>Wed, 08 Jul 2026 09:15:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Scuole a Niella Tanaro: la Giunta si muove per evitare i tagli e chiede la deroga per le elementari]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/scuole-a-niella-tanaro-la-giunta-si-muove-per-evitare-i-tagli-e-chiede-la-deroga-per-le-elementari_123663.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/scuole-a-niella-tanaro-la-giunta-si-muove-per-evitare-i-tagli-e-chiede-la-deroga-per-le-elementari_123663.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123663/152616.jpg" title="Studenti durante una lezione" alt="Studenti durante una lezione" /><br /><p>Il futuro dei servizi educativi a Niella Tanaro passa attraverso una complessa partita burocratica contro lo spettro del calo demografico. La Giunta comunale, guidata dal sindaco, Gian Mario Mina, ha compiuto il primo passo ufficiale, approvando all'unanimit&agrave; la delibera numero 56 sulla programmazione della rete scolastica per l'anno 2027/2028.</p>
<p>L'atto, a cui hanno partecipato anche gli assessori Adele Gesso e Simone Tomatis, non decreta ancora il salvataggio definitivo dei plessi, ma definisce la strategia difensiva che il Comune presenter&agrave; alla Provincia e alla Regione Piemonte per mantenere attive le proprie strutture.</p>
<p>La mappa delle iscrizioni attese per i prossimi anni delinea una situazione a due binari per gli edifici di via XX settembre, entrambi legati all'istituto comprensivo di San Michele Mondov&igrave;. Sul fronte della scuola dell'infanzia la situazione appare stabile: i 20 bambini previsti consentono infatti di centrare esattamente la soglia numerica minima richiesta dalle linee guida regionali per l'autonomia del servizio.</p>
<h2>Niella Tanaro: i nodi della primaria</h2>
<p>I nodi principali riguardano invece la scuola primaria. Con 31 alunni stimati per l'anno di riferimento, il plesso si posiziona al di sotto del limite standard di 35 iscritti necessari per la stabilit&agrave; automatica. Per evitare la chiusura o il declassamento, l'amministrazione comunale ha attivato formalmente la richiesta di una "deroga alla soglia minima", una via d&rsquo;uscita legale concessa ai Comuni classificati come marginali o montani, a patto che vengano garantiti determinati standard e che ci sia il benestare delle autorit&agrave; scolastiche (gi&agrave; incassato in data 26 giugno).</p>
<p>Nelle motivazioni inviate agli uffici provinciali, il Comune ha messo sul piatto forti argomenti per dimostrare la centralit&agrave; e la continuit&agrave; del servizio, a partire dalla gestione diretta di scuolabus e mensa.</p>
<p>L'argomento di maggior peso politico resta per&ograve; l'imminente completamento del nuovo polo scolastico del paese. L'amministrazione sta infatti ultimando la costruzione di un edificio moderno e sicuro per infanzia e primarie, finanziato con i fondi del Pnrr per sostituire la vecchia struttura non adeguabile sismicamente. Un investimento milionario che, nelle speranze del Comune, dovrebbe spingere la Regione ad accogliere la richiesta di deroga, salvando cos&igrave; le elementari del paese.</p>]]></description><pubDate>Wed, 08 Jul 2026 07:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Bonus Vesta, Sacchetto: “Da Fratelli d'Italia un segnale al ceto medio”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/bonus-vesta-sacchetto-da-fratelli-d-italia-un-segnale-al-ceto-medio_123653.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/bonus-vesta-sacchetto-da-fratelli-d-italia-un-segnale-al-ceto-medio_123653.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123653/152602.jpg" title="Claudio Sacchetto" alt="Claudio Sacchetto" /><br /><p class="p1"><span class="s1">Il consigliere regionale Fratelli d&rsquo;Italia Claudio Sacchetto ha scritto una lettera sul tema del Bonus Vesta</span><span class="s2">, sottolineando come questa iniziativa vada incontro alle famiglie che si trovano in situazione di maggiore fragilit&agrave; economica e anche a tutti i genitori con redditi medio-bassi e medi che sono obbligati ad affrontare ogni giorno spese significative per la crescita dei figli senza poter accedere a molte forme di sostegno. Segue l&rsquo;intervento del consigliere</span><span class="s3">:</span></p>
<p>"Egregio Direttore,</p>
<p>tra le tante misure annunciate dalle istituzioni, poche riescono a distinguersi per concretezza, semplicit&agrave; e rapidit&agrave; di attuazione. Il nuovo Buono Vesta promosso dalla Regione Piemonte rappresenta invece un esempio positivo di politica familiare capace di rispondere a bisogni reali, con un'attenzione particolare a quella fascia di popolazione che troppo spesso rimane esclusa dagli aiuti: il ceto medio.</p>
<p>Per anni il dibattito pubblico si &egrave; concentrato giustamente sulle situazioni di maggiore fragilit&agrave; economica, ma &egrave; altrettanto vero che migliaia di famiglie con redditi medio-bassi e medi affrontano ogni giorno spese significative per la crescita dei figli senza poter accedere a molte forme di sostegno. Asili nido, scuole dell'infanzia, attivit&agrave; sportive, servizi educativi, centri estivi e baby-sitting rappresentano costi importanti che incidono sensibilmente sui bilanci familiari.</p>
<p>Il Buono Vesta interviene proprio su questo fronte, prevedendo contributi per le famiglie con figli da 0 a 6 anni e con Isee fino a 40.000 euro. Una soglia che consente di includere numerose famiglie lavoratrici che spesso non rientrano nei tradizionali strumenti di welfare.</p>
<p>L'iniziativa, fortemente sostenuta dall&rsquo;assessore regionale alle Politiche sociali e alla Famiglia, Maurizio Marrone, si caratterizza inoltre per una dotazione finanziaria significativa. Il programma dispone infatti di 34 milioni di euro sul triennio 2025-2027 attraverso il Fondo Sociale Europeo Plus, mentre la prima finestra operativa ha potuto contare su una disponibilit&agrave; iniziale di 10 milioni di euro.</p>
<p>Particolarmente apprezzabile &egrave; anche la struttura del contributo, che prevede importi differenziati in base alla situazione economica delle famiglie: fino a 1.200 euro per i nuclei con Isee pi&ugrave; basso, 1.000 euro per una vasta fascia intermedia e 800 euro per chi possiede un Isee compreso tra 35.000 e 40.000 euro. Una scelta che dimostra la volont&agrave; di sostenere l'intero percorso educativo dei bambini senza limitarsi alle sole condizioni di povert&agrave; estrema.</p>
<p>Ma l'aspetto forse pi&ugrave; innovativo del Buono Vesta &egrave; la sua operativit&agrave;. Troppo spesso cittadini e famiglie si trovano di fronte a procedure complesse, graduatorie interminabili e tempi incompatibili con le esigenze quotidiane. In questo caso la Regione ha scelto una piattaforma dedicata, una procedura digitale semplificata e criteri chiari, consentendo alle famiglie di conoscere rapidamente la propria posizione e di ottenere il rimborso delle spese sostenute attraverso un sistema trasparente e facilmente verificabile.</p>
<p>In una fase storica caratterizzata dal calo delle nascite e dall'aumento del costo della vita, investire sulle famiglie e sull'infanzia significa investire sul futuro del Piemonte.</p>
<p>Per questo il Buono Vesta merita di essere considerato non come un semplice bonus, ma come un segnale concreto di attenzione verso chi ogni giorno sostiene il peso educativo ed economico della crescita dei figli. Un'iniziativa che dimostra come la buona politica per la famiglia, introdotta da Fratelli d&rsquo;Italia, possa tradursi in strumenti semplici, rapidi e vicini alle esigenze reali dei cittadini".</p>
<p><strong>Claudio Sacchetto</strong><br><strong>Consigliere regionale Fratelli d&rsquo;Italia</strong></p>]]></description><pubDate>Wed, 08 Jul 2026 07:29:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Ciak, si gira. Da Call me Levi al Grande Giaffa, Cuneo è sempre più casa del cinema]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ciak-si-gira-da-call-me-levi-al-grande-giaffa-cuneo-e-sempre-piu-casa-del-cinema_123668.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ciak-si-gira-da-call-me-levi-al-grande-giaffa-cuneo-e-sempre-piu-casa-del-cinema_123668.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123668/152619.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Piemonte capitale del cinema? Potr&agrave; far sorridere, ma c&rsquo;&egrave; stato un tempo in cui Torino era la citt&agrave; con pi&ugrave; studi di posa al mondo: una Hollywood prima di Hollywood, le cui pionieristiche imprese sono ancora ricordate dagli storici della settima arte.</p>
<p>&Egrave; passato un secolo e la nostra regione, comunque, si &egrave; guadagnata la seconda piazza in Italia per numero di produzioni, giornate di ripresa e personale formato. Merito, soprattutto, del lavoro che dal 2017 porta avanti la Film Commission Torino Piemonte con il sostegno della Regione e dei 174 comuni aderenti al protocollo: nella Granda sono gi&agrave; trentotto, pi&ugrave; la Provincia, che &egrave; stata la prima tra quelle piemontesi a sottoscrivere l&rsquo;intesa.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123668/small_152622.jpg" alt="La Film Commission a Cuneo" loading="lazy"></p>
<h2>Se la New York dell&rsquo;Ottocento rivive a Ormea</h2>
<p>&ldquo;Di sicuro si pu&ograve; fare di pi&ugrave;&rdquo; sprona l&rsquo;assessore regionale alla Cultura <strong>Marina Chiarelli</strong>, presente questa mattina, insieme all&rsquo;assessore comunale <strong>Cristina Clerico</strong>, alla prima tappa del &ldquo;tour&rdquo; che la Film Commission sta iniziando. Perch&eacute; se &egrave; vero che la metropoli continua a fare la parte del leone, c&rsquo;&egrave; tutto un mondo di produzioni, anche straniere, che adesso guardano alla provincia profonda. Un caso clamoroso &egrave; quello di Call me Levi, serie tv tedesca che racconta la storia dell&rsquo;inventore dei blue jeans, <strong>Levi Strauss</strong>. L&rsquo;hanno girata in un mese all&rsquo;ex cartiera di Ormea, una location che ha impressionato gli scenografi.</p>
<p>&ldquo;Siamo molto bravi a mettere in scena altri luoghi&rdquo; spiega il direttore della Film Commission <strong>Paolo Manera</strong>: &ldquo;In Piemonte si viene ormai abitualmente per girare Parigi, la Londra dell&rsquo;Ottocento, San Pietroburgo, Sarajevo&rdquo;. Nel caso di Call me Levi, ci si &egrave; addirittura inventati una piccola California e una New York del XIX secolo in valle Tanaro, con risultati apprezzati da tutti.</p>
<p>Certo, anche a Cuneo c&rsquo;&egrave; chi si ricorda epopee di celluloide. Come quando i portici di piazza Galimberti e la tettoia di piazza Virginio fecero da set a I compagni di <strong>Mario Monicelli</strong>, con un <strong>Marcello Mastroianni</strong> indimenticabile nei panni dell&rsquo;agitatore socialista d&rsquo;inizio secolo. Ma erano exploit isolati, e una volta spenti i riflettori la fabbrica dei sogni salutava e se ne andava: &ldquo;Per tanti decenni - osserva Manera - il cinema &egrave; stato qualcosa di effimero in Piemonte. Negli ultimi 25 anni, per i film e tutto l&rsquo;audiovisivo, non &egrave; pi&ugrave; cos&igrave;&rdquo;. Lo testimoniano tanti successi, a volte travolgenti, come quelli delle serie Cuori e Lidia Poet. <strong>Paolo Sorrentino</strong> era venuto sulle sponde del Po a girare una parte de Il Divo, ci &egrave; ritornato ora per La Grazia. <strong>Antonio Albanese</strong> ha ambientato Lavoreremo da grandi sul lago d&rsquo;Orta, una location che piace sempre di pi&ugrave; e che si &egrave; rivista sugli schermi con la serie Una finestra sul lago, tratta dai romanzi di <strong>Andrea Vitali</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123668/small_152623.jpg" alt="La Film Commission a Cuneo" loading="lazy"></p>
<h2>Cuneo piace ai registi: &ldquo;Ma c&rsquo;&egrave; ancora molto da fare&rdquo;</h2>
<p>Anche la Granda ha un appeal crescente per registi e scenografi. Tant&rsquo;&egrave; che solo nell&rsquo;ultimo anno a Cuneo e dintorni sono stati girati per intero due film: Il Grande Giaffa di <strong>Marco Santi</strong>, con <strong>Edoardo Pesce</strong>, e 7 anniversari di <strong>Sabrina Iannucci</strong> con <strong>Benedetta Porcaroli</strong>. Film che a fronte di uno stanziamento di 700mila euro hanno visto un impatto economico complessivo stimato in oltre 2 milioni di euro.</p>
<p>Il cinema rende insomma, non solo in termini di incassi e di &ldquo;turismo del set&rdquo;, ma anche in quanto a lavoro e formazione. Trentacinque dei 43 componenti della troupe del Grande Giaffa, per esempio, erano piemontesi: &ldquo;Sembrano numeri piccoli, - commenta l&rsquo;assessore Chiarelli - ma sono persone del territorio che lavorano su un progetto. E accanto al lavoro c&rsquo;&egrave; la formazione delle maestranze&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;In citt&agrave; abbiamo avuto varie produzioni e la loro presenza non &egrave; mai diventata oggetto di polemica, perch&eacute; il valore &egrave; stato apprezzato&rdquo; conferma l&rsquo;assessore comunale Clerico, che richiama il lavoro fatto dalla Camera di Commercio nell&rsquo;analizzare i numeri in paragone con i territori comparabili, ad esempio Pordenone e Trento: &ldquo;&Egrave; un&rsquo;analisi che ci interessa molto, perch&eacute; la nostra provincia ha ancora tantissimo da fare in questo campo&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123668/small_152624.jpg" alt="La Film Commission a Cuneo" loading="lazy"></p>
<h2>Appello a enti e privati: &ldquo;Proponete le vostre location&rdquo;</h2>
<p>Il lavoro da fare passa soprattutto per il database della Film Commission, un archivio virtuale che gi&agrave; oggi cataloga pi&ugrave; di 1400 location pubbliche e private, ognuna col suo corredo di immagini e informazioni. &ldquo;Ci siamo occupati di tanti titoli, tante storie e tante persone&rdquo; dice orgoglioso Manera: il segreto? &ldquo;Non aspettare pi&ugrave; che arrivi un film o una serie per capire cosa vogliono i produttori, ma diventare pi&ugrave; propositivi. Siamo noi a dire andate a vedere questa villa, questo castello o questa collina&rdquo;.</p>
<p>Perch&eacute; le location piemontesi hanno dalla loro anche il pregio della variet&agrave;: &ldquo;Abbiamo tutto tranne il mare. Per Pirati dei Caraibi non ce la facciamo ancora, ma tutto il resto s&igrave;&rdquo; scherza il responsabile della rete regionale <strong>Davide Bracco</strong>. Ora, spiega, &ldquo;vorremo fossero anche i comuni a presentare progetti e ipotesi di collaborazione&rdquo;. E non solo loro: il sistema della location guide contempla la possibilit&agrave;, per i privati, di proporsi e caricare foto. Poi c&rsquo;&egrave; la production guide, dedicata alle societ&agrave; di audiovisione e agli addetti ai lavori: ne fanno gi&agrave; parte 91 societ&agrave; di produzione, 53 strutture di servizi, 494 professionisti e 341 attori.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123668/small_152625.jpg" alt="La Film Commission a Cuneo" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 18:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[“Il Consiglio regionale non guarda in faccia il caporalato che ‘avvelena’ il patrimonio vitivinicolo”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/il-consiglio-regionale-non-guarda-in-faccia-il-caporalato-che-avvelena-il-patrimonio-vitivinicolo_123650.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/il-consiglio-regionale-non-guarda-in-faccia-il-caporalato-che-avvelena-il-patrimonio-vitivinicolo_123650.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123650/152597.jpg" title="Fabrizio Biolè" alt="Fabrizio Biolè" /><br /><p>Fabrizio Biol&egrave;, ex consigliere regionale e sindaco di Gaiola &egrave; intervenuto per esprimere la propria opinione riguardante l&rsquo;informativa della Giunta sulla crisi del settore vitivinicolo che si terr&agrave; domani, mercoled&igrave; 8 luglio, in Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale. Di seguito la sua lettera:</p>
<p>&ldquo;Buon giorno direttore, con la speranza di provare a suscitare una costruttiva discussione coi Consiglieri Regionali piemontesi membri della Commissione Agricoltura, i Presidenti di Consorzi, i produttori, gli enologi e tutti gli attori del settore vitivinicolo piemontese, vorrei partire da un fatto concreto: mercoled&igrave; prossimo 8 luglio si terr&agrave; in Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale l&rsquo;informativa della Giunta sulla crisi del settore vitivinicolo. Bene! &egrave; un passo importante, come giustamente richiesto da diversi consiglieri. Le tematiche? I magazzini pieni, mercato saturo, dazi, export in affanno nonostante i numeri da primato del nostro vino. Serve un confronto serio, Stati Generali, un piano vero. Giusto. Urgentissimo.</p>
<p>Ma, con tutto il rispetto e un pizzico di provocazione - amara quanto certi Nebbiolo lasciati troppo a lungo sulle vinacce -, una discussione sul mondo vitivinicolo che si fermasse qui sarebbe monca, forse ipocrita e, francamente, un pochino comoda, a parer mio.</p>
<p>Solo negli ultimi giorni, da amici, conoscenti e contatti sui social ho ricevuto segnalazioni fotografiche, scritte e narrazioni moderatamente ansiose: abitazioni con porte e finestre sbarrate nonostante il caldo torrido di questo luglio, per difendersi da afrori e odori &ldquo;chimici&rdquo; tutt&rsquo;altro che rassicuranti, derivanti da irrorazioni dense e abbondanti sui vigneti (per non parlare dei noccioleti circostanti). Persone che vivono letteralmente barricate in casa mentre i trattori spruzzano senza tregua (e senza adeguato controllo?). Questo &egrave; il contesto reale in cui si chiede di discutere solo di &ldquo;crisi di mercato&rdquo;.</p>
<p>Parlare solo di giacenze e strategie commerciali, ignorando ci&ograve; che davvero avvelena (letteralmente) il nostro comparto, &egrave; un po' come esaltare la straordinaria bellezza delle Langhe senza mai nominare i grappoli raccolti spesso da mani invisibili e irrorati da (troppi?) veleni.</p>
<p>Perfetto per le brochure turistiche, perplimente per la realt&agrave;.</p>
<p>Nell'ordine, come detto poc'anzi: per primo l'aspetto tragico e incombente dell&rsquo;uso pesante e potenzialmente pericoloso dei pesticidi. Mentre si brinda all&rsquo;eccellenza piemontese, l&rsquo;agricoltura intensiva continua a riversare grandi quantit&agrave; di fitofarmaci su suoli, acque e aria. L&rsquo;Italia &egrave; quartultima in Europa per utilizzo di pesticidi, con situazioni che raggiungono decine di metri dai vigneti, contaminando ci&ograve; che li circonda. Il WWF lo denuncia chiaramente: si tace sull&rsquo;inquinamento, si archiviano gli obiettivi europei di riduzione del 50%, si proteggono le multinazionali dell&rsquo;agro-chimica invece di accelerare sul biologico e sull&rsquo;agroecologia, che pure in Italia continua a crescere. Le testimonianze di questi giorni sembrano confermarlo concretamente sul campo.</p>
<p>Secondo aspetto, se possibile ancora pi&ugrave; scomodo: lavoro nero e caporalato. Il dossier &ldquo;Grappoli amari&rdquo;, redatto pochi mesi fa a cura di Altreconomia &egrave; inequivocabile: solo nelle Langhe, nel biennio 2023-2024, il &ldquo;tesoretto&rdquo; sommerso del lavoro irregolare varrebbe tra i 26 e i 39 milioni di euro. Un sistema di sfruttamento che abbassa i costi e mantiene alti i profitti di un settore che si racconta come fiore all&rsquo;occhiello, ma che purtroppo poggia anche su braccianti in condizioni spesso indegne.</p>
<p>Insomma: giustamente ci si commuove per la tradizione contadina, per le &ldquo;mani callose che custodiscono il patrimonio Unesco&rdquo;, ma a volte si preferisce non guardare in faccia il caporalato che "avvelena" proprio quel patrimonio umano.</p>
<p>Consiglieri membri della Commissione, se l&rsquo;appuntamento di mercoled&igrave; 8 luglio vuole essere davvero utile e &ldquo;aperto&rdquo;, secondo me non dovrebbe prescindere da questi due temi; altrimenti rester&agrave; un puro esercizio di stile: calici alzati, foto di rito e poche risposte concreta alle emergenze etiche, ambientali e sociali che pesano sul futuro del vino piemontese.</p>
<p>Siccome per evidenti affinit&agrave; politiche le posizioni della "nostra" Giulia Marro le conosco come in linea con quanto da me asserito, mi piacerebbe avere invece opinioni, pareri e idee dei rappresentanti territoriali cuneesi Federica Barbero, Mauro Calderoni, Claudio Sacchetto e Daniele Sobrero.</p>
<p>Il Piemonte e il suo vino meritano molto di pi&ugrave;. I lavoratori, i residenti, i territori, i consumatori e le generazioni future meritano verit&agrave;&rdquo;.</p>
<p><strong>Fabrizio Biol&eacute;</strong><br><strong>Membro del coordinamento di Cuneo Possibile</strong></p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 16:48:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Il Piemonte al terzo posto nella classifica nazionale degli incrementi degli arrivi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-piemonte-al-terzo-posto-nella-classifica-nazionale-degli-incrementi-degli-arrivi_123571.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-piemonte-al-terzo-posto-nella-classifica-nazionale-degli-incrementi-degli-arrivi_123571.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123571/152465.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Piemonte si conferma tra le destinazioni turistiche pi&ugrave; dinamiche d'Italia. Nel primo semestre del 2026 la regione ha registrato un incremento degli arrivi del 9,22% rispetto allo stesso periodo del 2025, un risultato che la colloca al terzo posto a livello nazionale, alle spalle di Calabria e Umbria e davanti a numerose destinazioni turistiche storicamente consolidate. Un dato che contribuisce anche alla crescita complessiva del turismo italiano, che nello stesso periodo segna un +4,5%.</p>
<p>Le statistiche, diffuse dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, provengono dalla banca dati Alloggiati Web del Ministero dell'Interno, il portale della Polizia di Stato attraverso il quale i gestori delle strutture ricettive, alberghiere ed extra-alberghiere, sono tenuti a comunicare alle questure competenti le generalit&agrave; degli ospiti entro 24 ore dal loro arrivo.</p>
<p>Commenta l&rsquo;assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni: &ldquo;Sorridiamo alla crescita del turismo nazionale, con un +4,8%, e in questo brillano i dati di un Piemonte che traina e fa la differenza come terza regione d&rsquo;Italia con un importantissimo +9,22%: testimone che il sistema di azioni che abbiamo avviato - di promozione internazionale, di brandizzazione, di intersezione di sistema fra l&rsquo;agroalimentare, i nostri grandi vini e l&rsquo;offerta turistica &ndash; sta funzionando, e quindi fa scuola rispetto alle altre regioni italiane. Sono dati che rafforzano la convinzione che dobbiamo andare proprio in questa direzione e verso la differenziazione dei mercati. Abbiamo lanciato una campagna di comunicazione per l&rsquo;estate che sta circolando in questi giorni sulle reti tv nazionali Rai e Mediaset, calibrata su un target a misura di spostamento su gomma e rotaia proprio per incrementare i flussi in arrivo dal medio e corto raggio: da quelle aree, cio&egrave;, che territorialmente sono pi&ugrave; vicine e sono meno influenzate da situazioni geopolitiche e crisi internazionali&rdquo;.</p>
<p>Ma il Piemonte presenta una sorprendente crescita a due cifre anche per la componente internazionale di turisti, che registra un notevole +10,38% a fronte di una crescita media nazionale del 6,45% sul primo semestre 2025. La conferma che bisogna guardare con fiducia anche a mercati nuovi e in cambiamento. Bongioanni: &ldquo;Accanto ai mercati di medio e corto raggio, stiamo preparando la ripartenza a pi&ugrave; lungo termine anche sulle rotte globali, con azioni promozionali imponenti come quella con cui, pochi giorni fa, a New York abbiamo presentato a &ldquo;Summer Fancy Food&rdquo; l&rsquo;agroalimentare e il vino piemontese, che si confermano fra i pi&ugrave; straordinari traini turistici del nostro territorio&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 16:17:31 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Pamparato chiede il mantenimento in deroga dei plessi scolastici di Serra]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/pamparato-chiede-il-mantenimento-in-deroga-dei-plessi-scolastici-di-serra_123583.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/pamparato-chiede-il-mantenimento-in-deroga-dei-plessi-scolastici-di-serra_123583.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123583/152484.jpg" title="Il municipio di Pamparato" alt="Il municipio di Pamparato" /><br /><p>La tutela dei servizi scolastici nei territori montani e marginali resta una priorit&agrave; assoluta per la stabilit&agrave; delle vallate cuneesi. La Giunta comunale di Pamparato si &egrave; riunita lo scorso 18 giugno per deliberare un provvedimento cruciale per il futuro formativo locale: l'approvazione formale della richiesta di mantenimento in attivit&agrave;, in regime di deroga, dei propri plessi scolastici situati in frazione Serra per l'anno scolastico 2027/2028.</p>
<p>Il consesso ha espresso voto unanime per blindare la continuit&agrave; didattica sul territorio. L'atto risponde direttamente ai criteri fissati dalla Regione Piemonte, che consente la sopravvivenza dei punti di erogazione del servizio sottodimensionati nei Comuni montani, a patto che vengano rispettati determinati parametri numerici minimi e specifiche motivazioni geografiche.</p>
<p>L'istanza del Comune non &egrave; una semplice rivendicazione formale, ma poggia su basi strutturali e demografiche molto solide. I plessi interessati, ovvero la scuola primaria "L. Cugnod" e la scuola secondaria di primo grado "D. Galleano", registrano da anni un trend opposto rispetto allo spopolamento che spesso colpisce le aree interne.&nbsp;</p>
<p>I dati storici messi a verbale evidenziano infatti un incremento costante della popolazione scolastica: si &egrave; passati dai 28 alunni complessivi dell'anno 2024/2025 ai 30 iscritti nel 2025/2026, fino a toccare quota 31. Per l'anno scolastico 2027/2028 le proiezioni sono ancora pi&ugrave; rosee, con una previsione di ben 25 alunni attesi per la primaria e 24 per la secondaria di primo grado, cifre che superano ampiamente le soglie minime imposte dalla normativa regionale per la concessione delle deroghe.</p>
<h2>L'utilit&agrave; logistica delle scuole a Serra di Pamparato</h2>
<p>Oltre all'andamento positivo delle iscrizioni, la permanenza dei corsi a Serra di Pamparato risulta indispensabile sotto il profilo logistico. Le strutture servono un bacino d'utenza molto esteso, accogliendo ragazzi residenti non solo a Pamparato ma anche nei vicini territori di Roburent e Montaldo di Mondov&igrave;, distribuiti tra la val Casotto e la val Corsaglia.</p>
<p>L'alternativa geografica pi&ugrave; vicina &egrave; rappresentata dal polo scolastico di San Michele Mondov&igrave;, che tuttavia dista oltre dieci chilometri: una distanza apparentemente breve, ma che, a causa delle caratteristiche morfologiche delle strade di montagna, comporta tempi di percorrenza regolarmente superiori ai trenta minuti di viaggio.&nbsp;</p>
<p>A supporto della richiesta presentata alla Provincia di Cuneo e all'istituto comprensivo di riferimento, l'amministrazione ha rimarcato l'alto livello degli standard di sicurezza e dei servizi accessori offerti. L'edificio comunale di via Provinciale Serra &egrave; stato infatti oggetto di una ristrutturazione completa gi&agrave; nel 2014 attraverso il programma ministeriale "Scuole Sicure", che lo ha reso pienamente conforme a tutte le norme vigenti in materia di igiene e tutela della popolazione scolastica.</p>
<p>I Comuni della zona si fanno inoltre carico del trasporto mediante scuolabus, garantendo il rispetto dei tempi massimi di viaggio stabiliti a livello regionale, e gestiscono un servizio mensa interno al plesso, validato dalle rigide prescrizioni dell&rsquo;Asl Cn1. Sulla base di questo scenario virtuoso e della forte sinergia con le istituzioni scolastiche limitrofe, l'istanza ha gi&agrave; incassato il parere preventivo favorevole espresso dall'autonomia scolastica di San Michele Mondov&igrave;, ponendo le basi per una conferma quasi certa del servizio.</p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 14:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[La Regione rivuole il tribunale ad Alba: “Abbiamo pagato un prezzo altissimo, si ragioni sulla riapertura”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/la-regione-rivuole-il-tribunale-ad-alba-abbiamo-pagato-un-prezzo-altissimo-si-ragioni-sulla-riapertura_123632.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/la-regione-rivuole-il-tribunale-ad-alba-abbiamo-pagato-un-prezzo-altissimo-si-ragioni-sulla-riapertura_123632.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123632/152568.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Si &egrave; svolta questa mattina, in video-collegamento, l&rsquo;audizione in Commissione Giustizia della Camera dei deputati convocata per l&rsquo;esame del disegno di legge sulla riorganizzazione della geografia giudiziaria sull&rsquo;ipotesi di riapertura del tribunale di Alba, a cui ha partecipato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, insieme al presidente della Provincia di Cuneo, Luca Robaldo, il sindaco di Alba Alberto Gatto, l&rsquo;avvocato Roberto Ponzio, vice presidente dell&rsquo;Ordine degli Avvocati di Alba e Asti e rappresentante del Tavolo delle Autonomie e Giuliano Viglione, presidente di Confcommercio Piemonte e dell&rsquo;Associazione Commercianti Albesi e coordinatore del Tavolo delle Autonomie, collegati dalla sede dell&rsquo;Aca di Alba.</p>
<p>Nel suo intervento il presidente della Regione Piemonte&nbsp;<strong>Alberto Cirio</strong> ha ricordato che la riforma del 2012 ha chiuso 31 tribunali in Italia, di cui sette in Piemonte. &ldquo;Abbiamo contribuito con un sacrificio enorme e se oggi si discute di rivedere la geografia giudiziaria &egrave; giusto che questo ragionamento coinvolga anche la nostra regione. - ha evidenziato il presidente Cirio - In questi anni sono nate numerose iniziative per rivendicare necessit&agrave; e opportunit&agrave; che si mettesse mano alla riforma valutando la riapertura di almeno qualcuna delle sedi soppresse. Questa non &egrave; una battaglia di campanile perch&eacute; una giustizia efficace e efficiente e il diritto dei cittadini alla giustizia passano anche dai &lsquo;punti di erogazione del servizio&rsquo;, ovvero dagli uffici giudiziari che devono essere capillari e accessibili. Nel 2024 il Piemonte ha approvato una proposta di legge manifestando la possibilit&agrave; della Regione a una partecipazione attiva per quanto concerne eventuali costi derivanti dalla riattivazione di alcune sedi&rdquo;.</p>
<p>Ringraziando il governo e il ministro Nordio per l&rsquo;impegno di questi anni sulla riorganizzazione della giustizia, il presidente Cirio ha poi ricordato che &ldquo;la riforma del 2012 avrebbe dovuto garantire efficienza e pi&ugrave; personale nelle sedi rimaste attive: purtroppo - ha evidenziato il presidente - questo non sempre &egrave; avvenuto, tanto che la Regione ha messo a disposizione degli uffici giudiziari le graduatorie regionali a cui accedere per la ricerca del personale e c&rsquo;&egrave; impegno diretto anche sul fronte dell&rsquo;edilizia, con lo stanziamento di 500 mila euro di risorse regionali per l&rsquo;allestimento presso il tribunale di Ivrea della maxi aula nella quale si celebrer&agrave; il processo per la strage di Brandizzo&rdquo;. Per quanto riguarda il tribunale di Alba il presidente ha ricordato l&rsquo;azione congiunta avviata insieme al sindaco Gatto a sostegno della riapertura della sede, che &egrave; stata anche oggetto di sopralluoghi da parte dei tecnici del ministero della giustizia per verificare l&rsquo;idoneit&agrave; dei locali.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123632/small_152569.jpg" alt="La riunione per il tribunale ad Alba" loading="lazy"></p>
<p>&ldquo;Ho ribadito che &egrave; stato completamente disatteso il parere reso dal Parlamento sul Decreto Legislativo 155/2012, cio&egrave; il provvedimento che ha portato alla chiusura di ben 3 dei 4 Tribunali presenti nel cuneese nel 2012 - ha aggiunto il presidente della Provincia di Cuneo, <strong>Luca Robaldo</strong> - Non sono state tenute in considerazione n&eacute; la necessit&agrave; di garantire un servizio di giustizia di prossimit&agrave; al cittadino n&eacute; il livello di lavoro che espletavano i Tribunali. A tutto questo va aggiunto, e la situazione non &egrave; affatto cambiata, che la nostra Provincia &egrave; una delle pi&ugrave; estese d'Italia e fra quelle col maggior numero di Comuni, soprattutto piccoli Comuni. Tutti elementi che confidiamo possano essere tenuti in considerazione se davvero il Governo intende rivedere la riforma del 2012. Infine, ai componenti della Commissione Giustizia ho elencato anche i dati economici e quelli legati alle dimensioni geografiche di un territorio che meriterebbe almeno la riapertura di un tribunale ed una valutazione in merito alla presenza degli Uffici del Giudice di Pace e di eventuali Sezioni Distaccate&rdquo;.</p>
<p>Ha aggiunto il sindaco di Alba,&nbsp;<strong>Alberto Gatto</strong>: &ldquo;Da sempre chiediamo, con il coinvolgimento di tutte le istituzioni del territorio, la riapertura del Tribunale di Alba, come ribadito anche oggi nel corso dell'audizione. La riforma della geografia giudiziaria &egrave; stata una scelta ingiusta: nella sola provincia di Cuneo furono soppressi tre tribunali su quattro, tra cui quello di Alba, la cui competenza comprendeva anche i territori di Bra e Carmagnola. Il Tribunale di Alba &egrave; sempre stato tra i pi&ugrave; virtuosi, anche rispetto a molti di quelli tuttora esistenti, sia per dimensione del territorio sia per rilevanza economica. Quest&rsquo;area ospita infatti importanti aziende ed &egrave; uno dei motori economici del Piemonte. Negli anni Ottanta fu realizzato un edificio appositamente per ospitare il Tribunale, su progetto dello studio Isola e Gabetti, con vincolo di destinazione a uso esclusivo della giustizia. La riapertura del Tribunale di Alba rappresenta una scelta fondamentale per garantire una giustizia pi&ugrave; efficiente, ridurre i tempi e i disagi per cittadini e professionisti e restituire al territorio un presidio essenziale&rdquo;.</p>
<p>Durante l&rsquo;audizione &egrave; intervenuto anche l&rsquo;avvocato&nbsp;<strong>Roberto Ponzio</strong>: &ldquo;I principi fondativi della riforma della geografia giudiziaria del 2012 che si proponeva di accorpare il piccolo al grande con un risparmio di spesa, sono stati stravolti in fase di attuazione&rdquo;. Fanno fede i dati, ricorda la Regione: il Tribunale di Alba che aveva un bacino di utenza di 214.000 persone e una superficie di circondario di 1.332 km2 &egrave; stato inglobato in quello di Asti con un bacino di utenza di 176.383 e una superficie di 1.145 km2. In ordine ai costi si &egrave; vanificato un utile pari a 2 milioni di euro annui. La provincia di Cuneo con una superficie di 6.903 km2 ha un solo Tribunale mentre la regione Liguria con 5.420 km2 ha 4 Tribunali e la regione Molise con 4.438 km2 ne ha ben 3. La provincia di Cuneo con una popolazione di 592.303 abitanti ha un solo Tribunale mentre la regione Basilicata con 576.060 abitanti ne ha ben tre. &ldquo;Questi numeri &ndash; ha proseguito Ponzio - impongono una conclusione evidente: un solo Tribunale in provincia di Cuneo &egrave; palesemente una grave insufficienza&rdquo;.</p>
<p>Il presidente Aca&nbsp;<strong>Giuliano Viglione</strong>, che ha ospitato la videoconferenza, ritiene importante ogni passo verso la salvaguardia dei servizi sul territorio, essenziali per mantenere comunit&agrave; vive e per supportare le imprese.</p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 14:26:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[“I servizi per le dipendenze devono restare ad accesso diretto”: l'appello di Giulia Marro]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/i-servizi-per-le-dipendenze-devono-restare-ad-accesso-diretto-l-appello-di-giulia-marro_123630.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/i-servizi-per-le-dipendenze-devono-restare-ad-accesso-diretto-l-appello-di-giulia-marro_123630.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123630/152566.jpg" title="" alt="" /><br /><p class="p1"><span class="s1">La consigliera regionale di Avs Giulia Marro denuncia le criticit&agrave; derivanti dall'applicazione della ricetta dematerializzata nei SerD, che obbliga a registrare digitalmente e nominativamente la prestazione sanitaria prima di poterla erogare, rischiando cos&igrave; - secondo lei - di creare un passaggio burocratico che nei SerD pu&ograve; ostacolare l&rsquo;accesso diretto, riservato e anche anonimo alle cure.</span> <span class="s3">&ldquo;Il mio question time sulle criticit&agrave; che stanno colpendo i Servizi per le Dipendenze (SerD) piemontesi non &egrave; stato ammesso perch&eacute; giudicato non urgente - interviene la consigliera -. Una decisione che lascia perplessi, mentre servizi fondamentali per la cura delle dipendenze stanno segnalando problemi concreti e, in alcuni casi, hanno gi&agrave; procedure bloccate&rdquo;.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">&ldquo;Il SerD deve restare un servizio ad accesso diretto: una persona che ha un problema di dipendenza deve potersi rivolgere al servizio senza dover prima passare dal medico di base, o senza ostacoli burocratici e con la garanzia della massima riservatezza, perch&eacute; proprio la possibilit&agrave; di essere accolta in modo rapido, protetto e anche anonimo, quando previsto, &egrave; ci&ograve; che permette a molte persone di chiedere aiuto senza paura di essere esposte o stigmatizzate &mdash; prosegue Giulia Marro &mdash;. Le conseguenze sono gi&agrave; evidenti. Alcune Asl stanno riscontrando difficolt&agrave;, e in alcuni casi l'impossibilit&agrave;, di accedere ai laboratori per effettuare esami ematochimici e test tossicologici perch&eacute; viene richiesta la ricetta dematerializzata. Un problema che rischia di ripercuotersi direttamente sulla continuit&agrave; dei percorsi di cura&rdquo;.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Marro ricorda inoltre che la Giunta era gi&agrave; stata investita di una criticit&agrave; molto simile. &ldquo;Solo pochi mesi fa la collega Alice Ravinale aveva presentato un question time sulle Neuropsichiatrie infantili, dove si stavano verificando problemi analoghi. In quella sede l'assessore Riboldi aveva risposto che non era previsto l'obbligo della ricetta dematerializzata e aveva annunciato un approfondimento tecnico con le aziende sanitarie. A quell'impegno, per&ograve;, non &egrave; mai stato dato seguito. Oggi ci ritroviamo con criticit&agrave; analoghe che coinvolgono anche i SerD, segno che il problema non &egrave; stato affrontato&rdquo;.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">&ldquo;Fa impressione che la Regione trovi sempre il tempo per parlare di droga quando si tratta di repressione, sicurezza o inasprimento delle pene, ma consideri non urgente discutere dei servizi che ogni giorno curano le persone con dipendenza. La lotta alle dipendenze non si fa con gli slogan: si fa mettendo nelle condizioni di lavorare chi, ogni giorno, accoglie e prende in carico le persone pi&ugrave; fragili&rdquo;.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">&ldquo;Per questo ho trasformato il question time in un'interrogazione urgente. Lo faccio, per&ograve;, ben sapendo che troppo spesso le interrogazioni ricevono risposta ben oltre i tempi previsti dal regolamento, svuotando di efficacia uno degli strumenti di controllo a disposizione delle opposizioni. Mi auguro che questa volta non accada come per l'interrogazione della collega Ravinale: una risposta formale seguita da nessun intervento concreto. Perch&eacute; quando i servizi continuano a segnalare gli stessi problemi, significa che le promesse non bastano pi&ugrave; &mdash; termina la consigliera di Avs &mdash;. Continueremo a insistere perch&eacute; i SerD rappresentano un presidio essenziale della sanit&agrave; pubblica. Se tre servizi che segnalano le stesse criticit&agrave; non rappresentano un'urgenza per la Regione Piemonte, &egrave; legittimo chiedersi quale sia oggi il concetto di urgenza&rdquo;.</span></p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 14:14:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[In arrivo un nuovo trimestre all’insegna della stabilità per le imprese piemontesi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-arrivo-un-nuovo-trimestre-allinsegna-della-stabilita-per-le-imprese-piemontesi_123624.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-arrivo-un-nuovo-trimestre-allinsegna-della-stabilita-per-le-imprese-piemontesi_123624.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123624/152555.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Le imprese piemontesi si preparano ad affrontare il terzo trimestre dell'anno all'insegna della stabilit&agrave;, senza significative variazioni attese sul fronte di occupazione, produzione e ordini. &Egrave; quanto emerge dall'indagine congiunturale di Confindustria Piemonte, realizzata nel mese di giugno su un campione di circa 1.200 imprese.</p>
<p>Il saldo tra le aziende che prevedono una crescita e quelle che si attendono una flessione si attesta al +6,2% per l'occupazione, al +2,3% per la produzione e al +1,6% per gli ordini complessivi. Restano invece in territorio negativo le aspettative relative all'export (-3,8%) e alla redditivit&agrave; (-8,6%).</p>
<p>Sul fronte degli investimenti, la propensione delle imprese rimane sostanzialmente stabile: il 73,6% delle aziende dichiara di avere in programma nuovi investimenti, in lieve calo di un punto percentuale rispetto alla precedente rilevazione. Cresce invece la quota di imprese che prevede l'acquisto di nuovi impianti, salita al 25,1%, con un incremento di 1,2 punti percentuali rispetto a marzo.</p>
<p>Il tasso di utilizzo di impianti e risorse resta stabile al 77%, si assesta il ricorso alla CIG, attivata dal 7,9% dei partecipanti all&rsquo;indagine, percentuale che cresce nel manifatturiero, dove raggiunge il 10,6% risultando per&ograve; in calo di 1,2 punti percentuali rispetto alla rilevazione sul secondo trimestre. Torna ampia la forbice tra aziende di grandi dimensioni (con oltre 50 dipendenti) che esprimono attese sulla produzione pi&ugrave; favorevoli (saldo +10,3%), rispetto a quelle pi&ugrave; piccole, che si rivelano pi&ugrave; caute (saldo pari a -1,3%). In merito all&rsquo;aumento dei prezzi, i timori restano molto alti, nonostante il calo del costo del petrolio in queste settimane con l&rsquo;attenuarsi della crisi iraniana: nel saldo ottimisti e pessimisti il dato vede questi ultimi prevalere con un +56,5% in merito alle materie prime, nel 57%,3% delle risposte sul tema energia e nel 63,9% in merito alla logistica e ai trasporti.</p>
<p>&ldquo;La prudenza dei nostri imprenditori nelle risposte di questa indagine mi pare logica conseguenza di settimane che a livello geopolitico hanno visto susseguirsi in rapida successione scenari di ogni tipo. La tempesta per&ograve; &egrave; tutt&rsquo;altro che passata. Il calo del prezzo del petrolio se da una parte aiuta famiglie e imprese, di certo non compensa gli aumenti che solo ora stanno arrivando lungo le filiere produttive e che si sono generati da inizio anno. Ciononostante, la volont&agrave; di investire delle aziende piemontesi non si &egrave; mai fermata, l&rsquo;auspicio deve quindi essere che ora ripartano anche gli ordini a lungo termine cos&igrave; come i pagamenti e il credito. Sono tutti fattori che se non gestiti per tempo, rischiano di penalizzare sia la capacit&agrave; di esportare nei mercati pi&ugrave; promettenti, sia gli investimenti&rdquo; commenta Andrea Amalberto, presidente di Confindustria Piemonte.</p>
<p>Passando all&rsquo;analisi settoriale, il manifatturiero, che rappresenta circa due terzi del campione delle imprese che hanno risposto all&rsquo;indagine, registra saldi sulla produzione in leggero calo rispetto alla scorsa rilevazione per produzione (-1,5%) sia nuovi ordini (-1,5%), sale l&rsquo;occupazione (+3,7%). Ancora segno meno per redditivit&agrave; (-12,3%) ed export (-3,0%). A soffrire &egrave; soprattutto il comparto metalmeccanico (per la produzione il saldo fra ottimisti/pessimisti, negativo da 12 trimestri, &egrave; pari a -2,6%), soprattutto automotive e metallurgia. Registrano un segno meno anche tessile-abbigliamento (-9,4%) e edilizia (-4%). Stabili le manifatture varie (gioielli, giocattoli, ecc.), chimico e legno. Sono, invece pi&ugrave; ottimistici gli scenari per impiantisti (+17,9%), gomma-plastica (+6,1%), alimentare (+5,6%) e cartario grafico (+3,8%).</p>
<p>Il comparto dei servizi registra una ripresa pi&ugrave; marcata del clima di fiducia, verosimilmente grazie al ritrovato ottimismo estivo nel settore del trasporto merci e persone e in quello del commercio e turismo, che sui livelli produttivi registrano rispettivamente saldi del +16,7% (era -15,6% nella rilevazione sul secondo trimestre) e dell&rsquo;1,6% (era -18,6%). Stabilmente positive le attese per ICT (+13,1%), servizi alle imprese (+12,8%).</p>
<h2>Focus Medio Oriente</h2>
<p>Questa edizione dell&rsquo;Indagine Congiunturale contiene anche un focus tematico sul conflitto in Medio Oriente, con lo scopo di mappare il sentiment delle imprese associate e valutare l&rsquo;impatto dell&rsquo;incertezza sull&rsquo;economia piemontese. La rilevazione restituisce un quadro di preoccupazione contenuta ma diffusa. Riguardo all'impatto del conflitto sull'attivit&agrave; aziendale, le imprese si dividono equamente tra chi lo giudica significativo e di lunga durata (38%) e chi lo ritiene solo moderato (38%), mentre &egrave; residuale la quota di chi non ne avverte effetti. &Egrave; il caro-energia a pesare di pi&ugrave;: quasi due imprese su tre (63%) considerano rilevante o molto rilevante l'impatto dei costi energetici sul proprio margine operativo, con punte nei settori pi&ugrave; energivori come l'alimentare, la metallurgia e l'automotive. Di fronte a queste pressioni, la risposta prevalente &egrave; la diversificazione dei fornitori, seguita dalla rinegoziazione dei contratti con i clienti: le imprese cercano soprattutto di irrobustire la catena di approvvigionamento pi&ugrave; che di intervenire sulle scorte. Nonostante tutto, lo sguardo sul futuro resta improntato a un cauto ottimismo: oltre la met&agrave; delle aziende (51%) attende un miglioramento dei principali fattori di rischio nei prossimi mesi, bench&eacute; resti significativa (27%) la quota di chi segnala forte incertezza. Sul piano territoriale il quadro &egrave; abbastanza omogeneo, con alcune sfumature. La percezione del conflitto come minaccia duratura &egrave; pi&ugrave; marcata nell'Alessandrino e nell'Astigiano, mentre l'ottimismo sul futuro tocca i valori pi&ugrave; alti ad Asti e nel Biellese e i pi&ugrave; bassi nel Novarese, dove si concentra anche la maggiore incertezza. Torino e Cuneo, che insieme rappresentano circa la met&agrave; del campione, si collocano in linea con la media regionale.</p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 12:16:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Niente inceneritore nella frazione Foresto di Cavallermaggiore: “Una vittoria per il territorio”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/saluzzese/niente-inceneritore-nella-frazione-foresto-di-cavallermaggiore-una-vittoria-per-il-territorio_123611.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/saluzzese/niente-inceneritore-nella-frazione-foresto-di-cavallermaggiore-una-vittoria-per-il-territorio_123611.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123611/152537.jpg" title="" alt="" /><br /><p>I partiti Lega, Fratelli d&rsquo;Italia e Forza Italia esprimono il proprio compiacimento per la decisione comunicata la scorsa settimana da Davide Sannazzaro, sindaco di Cavallermaggiore, dell'annullamento del progetto per la realizzazione dell&rsquo;impianto di recupero nella frazione Foresto. Segue la loro lettera:</p>
<p>&ldquo;Prendiamo atto con profonda soddisfazione della decisione comunicata dal Sindaco di Cavallermaggiore riguardo alla formale rinuncia da parte della societ&agrave; Stella S.p.A. al progetto per la realizzazione dell&rsquo;impianto di recupero nella frazione Foresto. Si tratta di un risultato importante che dimostra la forza di un territorio capace di unirsi nella difesa della propria identit&agrave; e delle proprie vocazioni.</p>
<p>Fin dall'inizio della vicenda, la consigliera della Lega Giuliana Mossino ha preso contatto con i cittadini di Cavallermaggiore, raccogliendone le preoccupazioni e seguendo da vicino l'evolversi della situazione. Successivamente, insieme ai consiglieri Carlo Patria (Fratelli d'Italia) e Francesco Racca (Forza Italia), ha approfondito l'intera documentazione e ha continuato ad ascoltare le istanze provenienti dalla comunit&agrave; locale, riscontrando fin da subito le potenziali criticit&agrave; che un insediamento di questo tipo avrebbe potuto determinare non solo per Cavallermaggiore, ma anche per i territori e i comuni limitrofi.</p>
<p>Da questo lavoro condiviso &egrave; nata un'iniziativa politica concreta: i tre consiglieri hanno presentato una mozione congiunta al Consiglio Comunale di Bra, chiedendo una chiara presa di posizione a tutela del territorio. La mozione &egrave; stata approvata all'unanimit&agrave; dall'intero Consiglio Comunale, a testimonianza di una compattezza istituzionale che ha rappresentato un segnale forte e inequivocabile.</p>
<p>Questo risultato &egrave; stato possibile anche grazie alla straordinaria mobilitazione del Comitato &lsquo;No Inceneritore&rsquo;, che ringraziamo sinceramente per l'impegno, la determinazione e il costante lavoro di informazione e partecipazione svolto in questi mesi.</p>
<p>La rinuncia al progetto rappresenta una vittoria dell'intero territorio e conferma quale sia la nostra priorit&agrave; come rappresentanti del centrodestra: la tutela della salute dei cittadini, dell'ambiente, della storica vocazione agricola del nostro territorio e del tessuto economico locale.</p>
<p>Continueremo a vigilare con attenzione e a lavorare al fianco delle comunit&agrave;, affinch&eacute; ogni scelta di sviluppo sia sempre compatibile con la salvaguardia del territorio e della qualit&agrave; della vita&rdquo;.</p>
<p><strong>Giuliana Mossino</strong><br><strong>Carlo Patria</strong><br><strong>Francesco Racca</strong></p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 10:42:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Sacchetto (FdI): "Nella Granda serve un corso universitario per Tecnici della prevenzione"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sacchetto-fdi-nella-granda-serve-un-corso-universitario-per-tecnici-della-prevenzione_123605.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sacchetto-fdi-nella-granda-serve-un-corso-universitario-per-tecnici-della-prevenzione_123605.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123605/152526.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Il consigliere regionale del Piemonte Claudio Sacchetto (Fratelli d'Italia) ha depositato un Ordine del Giorno, collegato all&rsquo;assestamento di bilancio che sar&agrave; approvato nel corso delle prossime settimane, che impegna la Giunta regionale, concorde sull&rsquo;obiettivo da raggiungere, a proseguire il percorso finalizzato all'attivazione del Corso di Laurea in Tecniche della Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro (classe SNT/4) in Provincia di Cuneo, preferibilmente presso il polo universitario di Savigliano.</p>
<p style="text-align: justify;">"Si tratta di una figura professionale sempre pi&ugrave; richiesta sia dal sistema sanitario sia dal mondo delle imprese. I Tecnici della Prevenzione svolgono un ruolo fondamentale nelle attivit&agrave; di controllo, vigilanza e prevenzione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, igiene degli alimenti, tutela dell'ambiente, sanit&agrave; pubblica e sicurezza delle produzioni agroalimentari", dichiara Sacchetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il corso, attualmente presente in Piemonte presso il polo universitario di Collegno, presso la Asl TO3, abilita all'esercizio della professione sanitaria di Tecnico della Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro. Si tratta di professionisti che operano all'interno dei Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie Locali, nei Servizi di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro (SPRESAL), nei servizi veterinari e di igiene degli alimenti, oltre che nelle aziende private, nelle industrie e nelle societ&agrave; di consulenza specializzate.</p>
<p style="text-align: justify;">"Negli ultimi mesi, attraverso il confronto con ASL CN1, ASL CN2, Confindustria Cuneo, Camera di Commercio, amministrazioni locali, fra cui i Comuni che ospitano le attuali sedi, e Universit&agrave; di Torino, &egrave; emersa con chiarezza la necessit&agrave; di incrementare il numero di professionisti formati sul territorio. Le aziende sanitarie registrano infatti un crescente fabbisogno di personale qualificato per garantire le attivit&agrave; di prevenzione e controllo, mentre il sistema produttivo richiede competenze sempre pi&ugrave; specialistiche in materia di sicurezza sul lavoro, qualit&agrave;, sostenibilit&agrave; e conformit&agrave; normativa", continua Sacchetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Particolarmente rilevante risulta il legame con il comparto agroalimentare, la provincia di Cuneo &egrave; uno dei principali distretti agroalimentari italiani, le filiere produttive necessitano di figure altamente specializzate che possano operare nei controlli igienico-sanitari, nella sicurezza alimentare e nella prevenzione dei rischi nei processi produttivi, avere un percorso universitario sul territorio significa offrire nuove opportunit&agrave; ai giovani e rispondere concretamente alle esigenze delle imprese e delle pubbliche amministrazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">L'Ordine del Giorno chiede alla Regione di proseguire nel percorso gi&agrave; avviato con l'Assessorato alla Sanit&agrave;, di sollecitare l'Universit&agrave; di Torino affinch&eacute; possa attivare il corso entro l'anno accademico 2027-2028 e di coordinare eventuali forme di cofinanziamento pubblico e privato.</p>
<p style="text-align: justify;">"Il Patto locale per l'Universit&agrave; diffusa ha dimostrato che il territorio cuneese &egrave; in grado di fare sistema. L'attivazione di questo corso rappresenterebbe un ulteriore tassello per rafforzare l'offerta universitaria della Granda e rispondere a un fabbisogno professionale reale e crescente. Per questo ritengo importante che tutte le Istituzioni coinvolte continuino a lavorare insieme per raggiungere questo obiettivo", conclude Sacchetto.</p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 10:08:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Cirio guadagna consensi, Graglia: "Risultato non inaspettato"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/cirio-guadagna-consensi-graglia-risultato-non-inaspettato_123593.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/cirio-guadagna-consensi-graglia-risultato-non-inaspettato_123593.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123593/152510.jpg" title="" alt="" /><br /><p class="Corpo" style="text-align: justify;">Alberto Cirio piace sempre di pi&ugrave; ai piemontesi, almeno secondo i sondaggisti. Il consenso da parte dei cittadini per il governatore piemontese continua a crescere, fino ad un gradimento che arriva al 60 per cento con un secondo posto nazionale per crescita dal giorno delle elezioni (+3,9%). A certificarlo &egrave; il test di popolarit&agrave; del Governance Poll, reso noto dal Sole 24 ore.</p>
<p class="Corpo" style="text-align: justify;">&ldquo;Un risultato importante ma non del tutto inaspettato - sottolinea il vicepresidente del Consiglio della Regione Piemonte Franco Graglia -, perch&eacute; l&rsquo;impegno costante e concreto sul territorio, l&rsquo;essere sempre a disposizione dei cittadini e la volont&agrave; costante di essere utile ad una regione che amiamo, non pu&ograve; che dare ottimi risultati. Come dico sempre - prosegue Graglia - abbiamo la fortuna di avere come presidente un vero fuoriclasse, basta vedere i risultati che ha ottenuto in questi anni il Piemonte in termini economici, turistici, di visibilit&agrave; nazionale ed internazionale. I piemontesi apprezzano sempre di pi&ugrave; il governatore Alberto Cirio, il suo pragmatismo ed il suo buon senso, rappresentante di un partito, come &egrave; Forza Italia, che mette al primo posto il bene ed il benessere del territorio e dei cittadini. Bravo presidente, bravo Alberto, noi saremo sempre al tuo fianco, per un Piemonte ancora migliore&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 09:21:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Allarme abbattimenti notturni dopo gli spari di Roburent: la preoccupazione di ATC e Comprensori Alpini]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/allarme-abbattimenti-notturni-dopo-gli-spari-di-roburent-la-preoccupazione-di-atc-e-comprensori-alpini_123578.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/allarme-abbattimenti-notturni-dopo-gli-spari-di-roburent-la-preoccupazione-di-atc-e-comprensori-alpini_123578.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123578/152479.jpg" title="Spari vicino alle case" alt="Spari vicino alle case" /><br /><p>Le tensioni legate alla gestione della fauna selvatica e al contenimento del cinghiale sul territorio cuneese registrano una nuova e decisa presa di posizione. Sulla scia dei recenti e preoccupanti fatti di Roburent, i presidenti degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) e dei Comprensori Alpini (CA) hanno voluto esprimere pubblicamente la propria apprensione per le criticit&agrave; emerse a seguito delle attuali modalit&agrave; di eradicazione della Peste Suina Africana. Quello che doveva essere un intervento tecnico mirato rischia infatti di trasformarsi in un problema di ordine pubblico e gestionale a causa di dinamiche fuori controllo.</p>
<p>La normativa vigente, finalizzata al depopolamento della specie Sus Scrofa, consente oggi a figure specifiche come tutor, selecontrollori, bioregolatori e coadiutori di muoversi liberamente sul territorio, anche in orario notturno, armati e con confini d'azione vastissimi. Secondo i vertici di ATC e CA, questa parziale autogestione, unita a controlli definiti praticamente inesistenti, sta innescando pesanti effetti collaterali legati alla natura umana.</p>
<p>Viene infatti denunciato come alcuni di questi soggetti si sentano liberi di abbattere specie diverse da quella autorizzata, colpendo indiscriminatamente caprioli, cervi, camosci, daini e lepri, compromettendo cos&igrave; il lavoro dei cacciatori tradizionali. Questi ultimi, formati e regolarmente tassati, si trovano penalizzati di fronte a una sorta di corsia preferenziale notturna e gratuita che mina la credibilit&agrave; dell'intero sistema.</p>
<p>Di fronte a tale scenario, il mondo dei cacciatori onesti ha formulato cinque precise richieste per ristabilire l'ordine e la legalit&agrave;. In primo luogo, si reputa indispensabile che ATC e CA conoscano nel dettaglio i nominativi di chi opera, le giornate e i Comuni interessati dal depopolamento, un'organizzazione che attualmente risulta strutturata solo nella Provincia di Cuneo, mentre in altre province piemontesi ci si affida a un'applicazione digitale. Parallelamente, si richiede che i soggetti abilitati a questi interventi straordinari siano in regola con le medesime tasse di ammissione previste per i cacciatori tradizionali dotati di tesserino regionale.</p>
<h2>Il nodo dei capi abbattuti nottetempo</h2>
<p>Un altro nodo cruciale riguarda la destinazione dei capi abbattuti di notte, che non dovrebbero essere lasciati a chi spara, sia per evitare speculazioni su carni potenzialmente infette, sia per consentire alla Provincia, dopo i necessari controlli sanitari, di destinarne i proventi alla copertura dei danni da fauna o a scopi benefici.</p>
<p>Viene poi sollevato il tema prioritario della sicurezza: sparare di notte comporta rischi enormi per l'incolumit&agrave; pubblica, data la presenza sul territorio di cercatori di tartufi o di veicoli in transito sulle strade provinciali.&nbsp;</p>
<p>Infine, i censimenti evidenziano gi&agrave; un drastico calo di selvaggina stanziale, specialmente nei pressi delle vie di comunicazione, motivo per cui i presidenti reputano urgente l'attivazione di una vigilanza notturna autorizzata ed efficiente, a cui finora non &egrave; stata data risposta.</p>
<p>I cacciatori e i soci di ATC e CA tengono comunque a precisare di non essere affatto contrari al contenimento del cinghiale. Al contrario, ribadiscono la propria totale disponibilit&agrave; a collaborare attivamente nella lotta alla peste suina africana, purch&eacute; le operazioni si svolgano all'interno di un quadro di regole chiare, trasparenti e rispettose della sicurezza e della legalit&agrave;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 06:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[La band punk fa una battuta sui carabinieri, il concerto viene interrotto: succede all’Agrifest]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/la-band-punk-fa-una-battuta-sui-carabinieri-il-concerto-viene-interrotto-succede-allagrifest_123574.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/la-band-punk-fa-una-battuta-sui-carabinieri-il-concerto-viene-interrotto-succede-allagrifest_123574.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123574/152475.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;Che succede?&rdquo;, una voce rompe lo smarrimento tra il pubblico. &ldquo;Ve lo dico dopo...&rdquo;: &egrave; la risposta dal palco di Seby, frontman dei Derozer, band punk hardcore vicentina con alle spalle una carriera ultra trentennale e molti palchi calcati.</p>
<p>Qualche parola sussurrata all'orecchio da un membro dello staff, l'espressione sconcertata del cantante e l'impianto staccato. Alle undici e mezza a suonare sono solo gli amplificatori e le spie, mute le casse. Sono queste le immagini in movimento percepite &nbsp;da chi &egrave; sotto il palco. Schiacciamo il tasto rewind: alcuni complimenti per i ragazzi che organizzano l'Agrifest e per la sua location agreste, poi una battuta sul nutrito schieramento di forze dell'ordine all'interno di un piccolo festival, come se si trattasse di un grande evento in uno stadio (contrasto maggiormente evidenziato dalla presenza di un pubblico piuttosto esiguo), accompagnata dai ringraziamenti per il lavoro di sicurezza svolto durante l'evento.</p>
<p>Dopo pochi brani il concerto viene interrotto e sul palco - ambasciator non porta pena - arriva una richiesta di scuse. &ldquo;Le forze dell'ordine ci hanno chiesto di chiedere scusa ma non &egrave; stato detto nulla di offensivo, nulla di irrispettoso e ne siete tutti testimoni&rdquo; dicono i Derozer dal palco, dispiaciuti per l'accaduto: &ldquo;In trent'anni di carriera non ci &egrave; mai successa una cosa del genere. Vedete voi se &egrave; il caso di interrompere un concerto per quello che &egrave; stato detto&rdquo;. Una battuta o un'osservazione pertinente, visto il numero di carabinieri presenti rapportato ai partecipanti. Poca l'affluenza di pubblico, cos&igrave; come per la prima serata del festival con il dimenticabile concerto dei Matrioska (un discorso a parte andrebbe fatto per i fruitori dell'area food, settore che in tutte le localit&agrave; della Granda richiama sempre moltissimi fan).</p>
<p>Quando, nei comunicati stampa di presentazione, l'assessore alle manifestazioni Luca Prato sottolineava di voler caratterizzare l'Agrifest con una proposta musicale ben definita e mancante nel Basso Piemonte per occupare quello spazio, richiamare un pubblico specifico e confermare il successo della prima edizione intendeva forse questo? Certamente, in provincia, nell'Anno Domini 2026, mancava uno spettacolo del genere. Che a Ceva manchi una sana autoironia sembra essere un'altra certezza. Con una cover dei Ramones (Blitzkrieg Bop) e brani di una scaletta forzatamente tagliata (non &egrave; stato possibile eseguire per intero l'album &ldquo;Bar&rdquo; come stabilito dal tour), il concerto riparte. Impietosi, a mezzanotte, i rintocchi del Campanone annunciano la fine di un live che lascer&agrave; un segno nel panorama delle manifestazioni musicali in provincia: la citt&agrave; di Ceva, domenica 5 luglio, &egrave; riuscita a distinguersi.</p>]]></description><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 19:13:00 +0200</pubDate><dc:creator>Francesca Barbero</dc:creator><author><name>Francesca Barbero</name></author></item><item><title><![CDATA[Salvaguardia scolastica a Bastia Mondovì: la scuola dell'infanzia difende il proprio futuro]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/salvaguardia-scolastica-a-bastia-mondovi-la-scuola-dell-infanzia-difende-il-proprio-futuro_123513.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/salvaguardia-scolastica-a-bastia-mondovi-la-scuola-dell-infanzia-difende-il-proprio-futuro_123513.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123513/152352.jpg" title="Scuola di Bastia Mondovì" alt="Scuola di Bastia Mondovì" /><br /><p>La Giunta comunale di Bastia Mondov&igrave; si &egrave; riunita nella sala delle adunanze consiliari per affrontare il delicato tema della programmazione della rete scolastica territoriale, focalizzandosi in particolare sul futuro del plesso dell'infanzia. Sotto la presidenza del sindaco, Francesco Rocca, e con l'assistenza della segretaria comunale, Stefania Caviglia, l'organo esecutivo ha analizzato gli atti di indirizzo emanati dalla Regione Piemonte nel corso del mese di giugno, i quali definiscono i criteri e le modalit&agrave; per il dimensionamento scolastico e per l'offerta formativa dei prossimi anni.</p>
<p>La normativa regionale prevede che, al fine di salvaguardare i servizi essenziali nelle comunit&agrave; colpite dal calo demografico e per contrastare il fenomeno dello spopolamento, i punti di erogazione del servizio scolastico statale gi&agrave; attivi e dotati di codice meccanografico ministeriale possano essere mantenuti in deroga ai parametri standard, purch&eacute; situati in zone montane o in comuni individuati in situazione di marginalit&agrave; socio-economica.</p>
<p>In base alle classificazioni regionali vigenti stabilite da una storica deliberazione del 2008, il Comune di Bastia Mondov&igrave; risulta ufficialmente inserito nell'elenco dei Comuni prevalentemente di pianura che presentano un indice di sviluppo e marginalit&agrave; negativo pari a -0,38. Esaminando la situazione specifica della scuola dell'infanzia facente capo all'istituto comprensivo Oderda Perotti di Carr&ugrave;, la Giunta ha rilevato che per l'anno scolastico in corso i bambini iscritti sono 23, a cui si aggiungono due minori in lista d'attesa. Questo dato si colloca gi&agrave; al di sopra della soglia minima generale di venti alunni e supera ampiamente il parametro ridotto a dieci unit&agrave; previsto per le deroghe nei comuni marginali.</p>
<h2>Salvaguardia scolastica a Bastia Mondov&igrave;: le proiezioni demografiche</h2>
<p>Le proiezioni demografiche elaborate dagli uffici comunali per l'anno scolastico successivo stimano una crescita della consistenza numerica dell'utenza fino a ventisei iscritti complessivi. Tale stima &egrave; supportata dall'andamento delle nascite registrate nell'ultimo biennio nel bacino d'utenza, che comprende non solo Bastia Mondov&igrave;, ma anche i piccoli Comuni limitrofi di Briaglia, Cigli&egrave; e Rocca Cigli&egrave;, i quali hanno fatto segnare complessivamente nove nati nel 2024 e dieci nel 2025.</p>
<p>Oltre alla sostenibilit&agrave; dei numeri, l'amministrazione ha formalmente documentato le ottimali condizioni logistiche, di sicurezza e di accessibilit&agrave; del plesso, situato nel capoluogo e raggiungibile da ogni punto del territorio in meno di quindici minuti d'auto, evidenziando come il trasferimento degli alunni verso i Comuni vicini risulterebbe problematico a causa dell'assenza di un regolare servizio di trasporto pubblico locale. La delibera riassume inoltre i massicci investimenti operati dall'ente nel corso dell'ultimo decennio per qualificare la struttura, a partire dal rifacimento completo dei servizi igienici nel 2014 e dalla rimodulazione degli spazi didattici per l'emergenza sanitaria nel 2020.</p>
<p>Negli anni pi&ugrave; recenti si &egrave; proceduto alla sostituzione dei serramenti per il risparmio energetico, alla ritinteggiatura totale delle aule, al rinnovamento degli arredi, all'installazione di lavagne interattive multimediali e computer connessi a banda ultra larga, nonch&eacute; al totale rifacimento della piazza antistante destinata ai giochi all'aperto. Alla luce di queste motivazioni e acquisito il parere favorevole dell'istituzione scolastica di Carr&ugrave;, la Giunta ha votato all'unanimit&agrave; l'invio del documento alla Provincia di Cuneo per richiedere ufficialmente la permanenza del servizio, dichiarando l'atto immediatamente eseguibile.</p>]]></description><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 17:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[La Pediatria del Santa Croce è senza aria condizionata. Ma ancora per poco]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-pediatria-del-santa-croce-e-senza-aria-condizionata-ma-ancora-per-poco_123565.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-pediatria-del-santa-croce-e-senza-aria-condizionata-ma-ancora-per-poco_123565.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123565/152457.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Bambini ricoverati nelle stanze della Pediatria di Cuneo a temperature infermali: quasi 29 gradi quelli che il termometro segnava nel momento in cui una mamma, qualche settimana fa,&nbsp;<a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/quasi-30-gradi-in-pediatria-al-santa-croce-la-petizione-di-una-mamma-per-installare-l-aria-condizionata_123237.html" target="_blank" rel="follow">ha deciso di lanciare una petizione su Change.org</a> per chiedere di installare l&rsquo;aria condizionata nel reparto.</p>
<p>&ldquo;La mancanza di aria condizionata non &egrave; solo una questione di comfort, ma di necessit&agrave; urgente. - spiegava la promotrice dell&rsquo;iniziativa - Le alte temperature possono facilmente peggiorare lo stato di salute dei bambini ricoverati, aumentando il disagio e rallentando il processo di guarigione&rdquo;. Pi&ugrave; di 35mila persone hanno aderito alla raccolta firme da tutta Italia.</p>
<p>Ora quell&rsquo;appello ha una risposta, arrivata dall&rsquo;Aso Santa Croce e Carle insieme alla Fondazione Ospedale Cuneo e alla sezione Ail di Cuneo. Con la pronta condivisione del Direttore Generale Dott. Franco Ripa e dell&rsquo;Ufficio Tecnico dell&rsquo;Ospedale &egrave; scattato immediatamente un piano di azione per definire, senza ritardi, quali interventi fossero necessari e come realizzarli con efficacia, con la finalit&agrave; di superare il problema attraverso una soluzione stabile e definitiva. Nel giro di poche ore sono stati valutati gli aspetti tecnici, economici e organizzativi dell&rsquo;intervento e sono stati definiti costi, tempi e modalit&agrave; per dotare l&rsquo;intero reparto di Pediatria di un moderno impianto di rinfrescamento.</p>
<p>&ldquo;Abbiamo scelto di intervenire subito, facendoci carico dell&rsquo;impegno di spesa - dichiarano Silvia Merlo, presidente della Fondazione Ospedale Cuneo ETS, e Anna Rubino, presidente di Ail Cuneo - perch&eacute; quando istituzioni, associazioni e comunit&agrave; lavorano insieme, anche i problemi pi&ugrave; complessi possono trovare risposte rapide, concrete e durature. &Egrave; un segnale di attenzione condivisa verso i bambini, le loro famiglie e il personale sanitario che ogni giorno opera con competenza e dedizione&rdquo;.</p>
<p>Gli ordini per i macchinari necessari all&rsquo;impianto sono gi&agrave; stati avviati e i lavori partiranno entro pochi giorni, con l&rsquo;obiettivo di concludersi nell&rsquo;arco di circa due settimane, anche in modo propedeutico alle necessit&agrave; di altre aree dell&rsquo;ospedale.</p>
<p>&ldquo;L&rsquo;intervento conferma il valore di una rete territoriale capace di ascoltare, decidere e agire con tempestivit&agrave;, trasformando un&rsquo;esigenza concreta in un progetto realizzabile&rdquo; sottolineano le due associazioni, impegnate senza scopo di lucro che operano per il miglioramento dei percorsi di cura.</p>
<p>&ldquo;Questa iniziativa dimostra quanto sia importante costruire alleanze solide tra istituzioni sanitarie, associazioni e territorio - concludono Anna Rubino e Silvia Merlo - Continueremo a lavorare insieme con l&rsquo;Azienda Ospedaliera per individuare le priorit&agrave;, accelerare le risposte e sostenere progetti capaci di migliorare concretamente la qualit&agrave; dell&rsquo;assistenza e il benessere della comunit&agrave;&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 16:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Tenda, Pro Natura Cuneo e Legambiente: “Siamo costretti ad accettare il doppio tunnel”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/tenda-pro-natura-cuneo-e-legambiente-siamo-costretti-ad-accettare-il-doppio-tunnel_123560.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/tenda-pro-natura-cuneo-e-legambiente-siamo-costretti-ad-accettare-il-doppio-tunnel_123560.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123560/152451.jpg" title="Tunnel di Tenda" alt="Tunnel di Tenda" /><br /><p>Pro Natura Cuneo e Legambiente Cuneo hanno scritto una nota riguardante il completamento del Tunnel di Tenda, progetto che non va incontro alle aspettative che sia la federazione che l&rsquo;associazione avevano sulla strada confinante con la Francia. Segue il loro intervento:</p>
<p>"In questi giorni sono girate informazioni sulle proposte di completamento del traforo del Tenda non corrispondenti al nostro pensiero e alle posizioni assunte negli anni.</p>
<p>Quando si &egrave; iniziato a parlare della sistemazione del transito attraverso il colle di Tenda e sono state presentate le varie proposte progettuali, abbiamo sostenuto il tunnel di base, con un&rsquo;unica canna per il transito bidirezionale. Questa scelta avrebbe evitato le spese per la strada con il rifacimento dei tornanti e, ma allora non era dato saperlo, la realizzazione del ponte in valle Roja in seguito ai danni creati dalla tempesta Alex. Invece l&rsquo;Anas ha optato per la doppia galleria e ha realizzato l&rsquo;attuale nuovo tunnel di larghezza leggermente inferiore a quanto richiesto per il transito nei due sensi di marcia. Fin da allora siamo intervenuti chiedendo l&rsquo;allargamento del tunnel in costruzione in modo da far circolare le auto nei due sensi, e mantenere il vecchio tunnel per le emergenze e per il trasporto ciclopedonale. La nostra proposta non &egrave; stata recepita.</p>
<p>Nel 2020, dopo i danni causati dalla tempesta Alex, siamo nuovamente intervenuti con una lettera al Presidente della Regione Piemonte, all&rsquo;ANAS, al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in cui si chiedeva di affrontare un progetto diverso rispetto a quello a doppia canna approvato. C&rsquo;era tutto il tempo per farlo. Dopo sette anni di lavori si era scavato ben poco e ci&ograve; che era stato realizzato, doveva essere rifatto perch&eacute; mal eseguito. Allora si chiedeva di allargare leggermente il tunnel in costruzione rispetto al progetto approvato, in modo da permettere il doppio senso di marcia, senza dover ristrutturare il vecchio, storico tunnel (con tutte le problematiche tecniche ed i costi economici), che, messo in sicurezza, si sarebbe potuto utilizzare per il transito ciclo-pedonale e per il soccorso.</p>
<p>Non abbiamo mai avuto risposta alle nostre proposte. I lavori sono proseguiti secondo il progetto iniziale e cos&igrave; si &egrave; arrivati all&rsquo;apertura a senso alternato, con semaforo, nel giugno 2025 dopo 12 anni di lavori, 5 anni di totale sospensione del traffico e circa 210 milioni di euro spesi. Ovvero si &egrave; tornati alla situazione di partenza.</p>
<p>Se, come proposto dal vice ministro Rixi, &egrave; possibile usare il nuovo tunnel per i due sensi di marcia, senza semaforo, ben venga il mantenimento del vecchio tunnel per la viabilit&agrave; dolce. Ma se il transito nei due sensi non &egrave; possibile, non &egrave; accettabile continuare per tutta la vita con il semaforo e il passaggio alternato, per cui, a malincuore, chiediamo che si completi il progetto con l&rsquo;alesaggio del vecchio tunnel.</p>
<p>Resta la grande amarezza di aver perso un&rsquo;opportunit&agrave; in corso d&rsquo;opera (quella di allargare di un metro la galleria in costruzione) per cui ora si &egrave; costretti ad accettare il doppio tunnel, perdendo la possibilit&agrave; del transito per biciclette e gitanti.</p>
<p>Ci auguriamo, inoltre, che si arrivi quanto prima al potenziamento della ferrovia, unica, sostenibile alternativa alla strada, per alleggerire il traffico automobilistico, giustamente contestato dagli abitanti della valle Roja che subiscono un traffico prevalentemente italiano senza contropartite.</p>
<p>Distinti saluti".</p>
<p><strong>Pro Natura Cuneo&nbsp;</strong><br><strong>Domenico Sanino</strong></p>
<p><strong>Legambiente Circolo di Cuneo</strong><br><strong>Bruno Piacenza</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 16:19:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Marro e Ravinale al Cpr di Torino: “Vista la capienza ridotta, deve chiudere al più presto”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/marro-e-ravinale-al-cpr-di-torino-vista-la-capienza-ridotta-deve-chiudere-al-piu-presto_123547.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/marro-e-ravinale-al-cpr-di-torino-vista-la-capienza-ridotta-deve-chiudere-al-piu-presto_123547.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123547/152421.jpg" title="Alice Ravinale e Giulia Marro" alt="Alice Ravinale e Giulia Marro" /><br /><p>A seguito del sopralluogo che si &egrave; svolto a Torino nel Centro di Permanenza per il Rimpatrio di corso Brunelleschi, le consigliere regionali di Alleanza Verdi Sinistra Giulia Marro e Alice Ravinale hanno scritto una lettera, dove esprimono il loro disappunto per le condizioni del luogo e delle persone al suo interno. Riceviamo e pubblichiamo:</p>
<p>"Questa mattina siamo state per un sopralluogo a sorpresa nel Cpr di corso Brunelleschi: la capienza al momento risulta ridotta a 50 posti (due aree), con 46 persone presenti, alcune delle quali nemmeno ventenni.</p>
<p>Non abbiamo ottenuto il numero dei rimpatri eseguiti, che chiederemo al competente ufficio della Questura. La struttura non &egrave; adeguata ovviamente al caldo torrido di questo periodo. Nonostante l'aria condizionata, tutte le camerate hanno finestroni senza tende e per schermarle dal sole rovente i detenuti le hanno coperte con sacchi di plastica neri dell'immondizia. Lasciamo immaginare la situazione.</p>
<p>Il tema pi&ugrave; critico resta quello delle condizioni sanitarie e psichiatriche. Nel Cpr continua ad arrivare gente che a norma di legge non dovrebbe essere reclusa. I casi pi&ugrave; eclatanti: un uomo arrivato in Cpr con un tumore e metastasi in fase avanzata, poi rilasciato e curato a seguito dei controlli richiesti dallo stesso ente gestore; un ragazzo marocchino che ha subito l'asportazione di un occhio e ha una massa nel bulbo oculare, con conseguenti dolori che andrebbe nuovamente operato e curato; un 24enne pachistano completamente non presente a se stesso, che mangia e beve solo se imboccato dai suoi compagni di prigionia, che a differenza dello Stato si prendono cura di lui. Si tratta di persone che non dovrebbero ricevere certificati di idoneit&agrave; e torneremo a insistere con la Regione affinch&eacute; queste visite, cos&igrave; come quelle previste dal Nuovo patto migrazione e asilo, vengano fatte nell'interesse delle persone e non siano adempimenti burocratici.&nbsp;Il caso di Moussa Balde, per cui ci sono state delle condanne, non ha insegnato niente a questa citt&agrave;?</p>
<p>Anche l'utilizzo di psico-farmaci resta una costante, cos&igrave; come la pressoch&eacute; totale assenza di attivit&agrave;, per cui il capitolato della Prefettura non prevede alcuna risorsa. Quello dei Cpr &egrave; un sistema perverso e crudele, &nbsp;propaganda che si consuma sulla pelle di persone innocenti e con costi salati, a partire da quelli dei rimpatri che secondo i dati diffusi in questi giorni dal Ministero costano 3.400 ciascuno.</p>
<p>Continueremo a denunciare questa vergogna finch&eacute; il centro non chiuder&agrave;".</p>
<p><strong>Giulia Marro e Alice Ravinale, consigliere regionali di Alleanza Verdi Sinistra</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 14:45:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Nucetto: la Giunta si mobilita per il mantenimento in deroga delle scuole dell'infanzia e primaria]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/nucetto-la-giunta-si-mobilita-per-il-mantenimento-in-deroga-delle-scuole-dell-infanzia-e-primaria_123508.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/nucetto-la-giunta-si-mobilita-per-il-mantenimento-in-deroga-delle-scuole-dell-infanzia-e-primaria_123508.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123508/152347.jpg" title="La scuola di Nucetto" alt="La scuola di Nucetto" /><br /><p>Il Comune di Nucetto mette in campo un'azione decisa per difendere i propri presidi scolastici e salvaguardare il tessuto sociale della comunit&agrave; locale. La Giunta comunale ha approvato all'unanimit&agrave; una deliberazione cruciale per la programmazione della rete scolastica del territorio per l'anno scolastico 2027/2028.</p>
<p>L'atto prevede la richiesta formale alla Provincia di Cuneo per il mantenimento in attivit&agrave; e in deroga sia della scuola dell'infanzia sia della scuola primaria del paese, entrambe situate in via Lungo Tanaro e facenti parte dell'istituto comprensivo di Garessio.</p>
<p>L'iniziativa dell'amministrazione comunale si inserisce nel quadro normativo definito dai recenti provvedimenti della Regione Piemonte in materia di dimensionamento scolastico. Le direttive regionali fissano la soglia minima ordinaria a venti alunni per la scuola dell'infanzia e a trentacinque alunni per la scuola primaria, ma consentono ampie deroghe per i centri montani o in situazione di marginalit&agrave; geografica. Nucetto rientra pienamente in questa categoria agevolata, che permette la sopravvivenza dei plessi dell'infanzia con almeno dieci bambini e delle scuole primarie strutturate come pluriclassi con un minimo di otto alunni.</p>
<h2>Scuole di Nucetto: le previsioni per l'anno 2027/2028</h2>
<p>I dati relativi all'utenza attesa per l'anno scolastico 2027/2028 evidenziano la necessit&agrave; del provvedimento. Sulla base delle nascite nel bacino d'utenza, che include anche i bambini residenti nel vicino Comune di Perlo, le proiezioni indicano diciotto alunni per la scuola dell'infanzia e ventisette per la scuola primaria. Sebbene inferiori ai parametri ordinari, questi numeri soddisfano ampiamente i criteri regionali minimi richiesti per la concessione della deroga nei territori montani. L'istanza del Comune &egrave; supportata inoltre dal formale parere favorevole espresso dall'istituto comprensivo di Garessio.</p>
<p>L'analisi di contesto allegata alla delibera evidenzia la qualit&agrave; e la sicurezza dell'edificio scolastico di Nucetto, una struttura interamente a norma, priva di barriere architettoniche e dotata di spazi ottimali sia interni sia esterni per la didattica. Il Comune assicura la piena accessibilit&agrave; al plesso scolastico attraverso un servizio di trasporto dedicato e la gestione della mensa, entrambi affidati a ditte esterne. I tempi di percorrenza risultano estremamente ridotti, poich&eacute; gli alunni locali impiegano circa dieci minuti per raggiungere la scuola, mentre quelli provenienti da Perlo arrivano in circa quindici minuti.</p>
<p>L'amministrazione ha rimarcato come la tutela di queste scuole sia vitale per scongiurare lo spopolamento antropico del paese e garantire un servizio essenziale alle famiglie della val Tanaro. Con la dichiarazione di immediata eseguibilit&agrave;, il provvedimento &egrave; stato prontamente inviato alla Provincia di Cuneo per l'integrazione nei piani scolastici provinciali. &nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 12:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item></channel></rss>
