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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/attualita/rss2.0.xml?page=40rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le notizie di Attualità che la provincia di Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Tue, 28 Apr 2026 12:40:04 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/]]></link></image><item><title><![CDATA[I medici di famiglia cuneesi contro la riforma Schillaci: "Inutile e dannosa"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/i-medici-di-famiglia-cuneesi-contro-la-riforma-schillaci-inutile-e-dannosa_119093.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/i-medici-di-famiglia-cuneesi-contro-la-riforma-schillaci-inutile-e-dannosa_119093.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119093/144903.jpg" title="Il dottor Lorenzo Marino" alt="Il dottor Lorenzo Marino" /><br /><p>&ldquo;<em>Si tratta di un decreto legge che qualora emanato sarebbe inutile e dannoso.&nbsp;Il metodo stesso, poi, &egrave; inaccettabile. Non &egrave; possibile immaginare una riforma che incide sul rapporto di cura di milioni di cittadini senza un coinvolgimento diretto degli attori coinvolti;&nbsp;anzi sembrerebbe quasi un progetto creato contro le opinioni dei professionisti che ogni&nbsp;giorno garantiscono l&rsquo;assistenza sul territorio</em>&rdquo;.<br>Lo scrive in una nota il dottor Lorenzo Marino, Segretario Generale FIMMG Cuneo, a proposito della cosiddetta riforma Schillaci in materia di medicina territoriale.</p>
<p>La FIMMG, che rappresenta a tutti i livelli la maggioranza dei medici di medicina generale,&nbsp;ha immediatamente preso le distanze dalla bozza di riforma circolata in questi giorni e ha&nbsp;richiesto a gran voce alla presidente Meloni, per il tramite dei vertici nazionali, di intervenire&nbsp;per bloccarne l&rsquo;iter procedurale. Anche all&rsquo;interno della stessa maggioranza sono emerse delle spaccature, con Forza Italia che si &egrave; dimostrata fin da subito contraria nei fatti,&nbsp;come dimostrato dalle parole del Capogruppo al Senato, Stefania Craxi.</p>
<p>&ldquo;<em>&Egrave; una scelta politica che rischia di creare una rottura nel rapporto tra istituzioni, pubblica </em><em>amministrazione e medicina generale. Siamo pronti sin da ora a contestare la manovra nelle </em><em>sedi e con i mezzi opportuni</em>&rdquo;, prosegue Marino.&nbsp;&ldquo;<em>Nel merito, la proposta introduce un cambio di paradigma significativo: il medico di famiglia&nbsp;verrebbe trasformato da medico scelto dal cittadino a medico della struttura, con il rischio</em><br><em>concreto di indebolire il rapporto fiduciario e di snaturare il modello stesso della medicina&nbsp;generale</em>&rdquo;.</p>
<p>La riforma prevedrebbe il cosiddetto &ldquo;doppio canale&rdquo; per i medici di medicina generale con&nbsp;la possibilit&agrave; di optare o per la dipendenza &ldquo;selettiva&rdquo; o per una convezione definita&nbsp;&ldquo;riformata&rdquo; con l&rsquo;unico obiettivo di obbligare i medici ad aderire e lavorare nelle Case di&nbsp;Comunit&agrave;. L&rsquo;esigenza nascerebbe quindi dalla necessit&agrave; di dare vita all&rsquo;investimento edilizio&nbsp;fatto in questi anni e finanziato con i soldi del PNRR.&nbsp;Una rivoluzione strutturale nata anni fa che, se da un lato definiva la creazione di queste&nbsp;nuove strutture (le Case di Comunit&agrave; appunto) dall&rsquo;altro - i legge nel comunicato diffuso dalla FIMMG Cuneo - "<em>latitava nel declinare un progetto organizzativo rispetto alla loro funzione e all&rsquo;integrazione delle stesse con i servizi gi&agrave;&nbsp;esistenti</em>".</p>
<p>&ldquo;<em>La nuova riforma rischia di non rispondere ai problemi reali ma, al contrario, potrebbe&nbsp;diventare un elemento di ulteriore destabilizzazione in un contesto professionale gi&agrave; molto&nbsp;critico. Chi sceglie la medicina generale lo fa per esercitare una professione basata sull&rsquo;autonoma organizzazione, capillare e di prossimit&agrave;, fondata sulla continuit&agrave; di cura e sulla&nbsp;relazione fiduciaria con il paziente. Pensare di risolvere la carenza di medici proponendo un&nbsp;modello gerarchico che contraddice queste dinamiche rischia di essere irrealistico e&nbsp;allontanare ulteriormente i giovani</em>&rdquo;, prosegue Marino.</p>
<p>&ldquo;<em>Voglio sottolineare - </em>chiude il segretario provinciale<em> - che una soluzione alternativa pu&ograve; esistere a prescindere da modelli verticistici calati dall&rsquo;alto. Nella nostra realt&agrave;, quella cuneese, abbiamo dimostrato come sia&nbsp;possibile applicare tramite la contrattazione le riforme gi&agrave; previste. La disponibilit&agrave; che&nbsp;abbiamo dato dopo l'accordo in Asl CN1 per lo svolgimento della quota oraria diurna e feriale&nbsp;nelle Case di Comunit&agrave; e nelle AFT &egrave; stata sopra le aspettative e la sperimentazione partir&agrave;&nbsp;con le prime attivit&agrave; gi&agrave; nelle prossime settimane.&nbsp;Abbiamo bisogno che la politica si assuma le responsabilit&agrave; laddove non &egrave; riuscita in questi&nbsp;anni e chiediamo di applicare le norme vigenti e facilitarne la loro applicazione, senza&nbsp;inventare rivoluzioni inattuabili e deleterie per i cittadini. Siamo pronti a svolgere la nostra&nbsp;parte nelle Case di Comunit&agrave; all&rsquo;interno di una proposta organizzativa declinata in una&nbsp;dinamica contrattuale convenzionale che rappresenti una integrazione rispetto ai nostri studi&nbsp;professionali e non la loro sostituzione. Il modello vincente &egrave; quello di mantenere la&nbsp;capillarit&agrave; degli ambulatori medici che garantiscono un&rsquo;azione di prossimit&agrave; e, al contempo,&nbsp;strutturare e affiancare nelle Case di Comunit&agrave; risposte pi&ugrave; complesse finalizzate alla presa&nbsp;in carico multidisciplinare e integrata del paziente cronico e fragile.&nbsp;Non siamo disposti a fare nessun passo indietro rispetto a questi principi&nbsp;e chiediamo pertanto alla politica un rapido e subitaneo confronto che garantisca la&nbsp;democratica rappresentativit&agrave; nel rispetto delle istituzioni e delle prerogative negoziali</em>&rdquo;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 28 Apr 2026 11:49:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Fotovoltaico e suolo agricolo, Sacchetto: "Iniziato l’iter di approvazione del Disegno di Legge per la tutela"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fotovoltaico-e-suolo-agricolo-sacchetto-iniziato-liter-di-approvazione-del-disegno-di-legge-per-la-tutela_119089.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fotovoltaico-e-suolo-agricolo-sacchetto-iniziato-liter-di-approvazione-del-disegno-di-legge-per-la-tutela_119089.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119089/144890.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Nella seduta del 28 aprile la Terza Commissione permanente (agricoltura ed energia) del Consiglio Regionale, in seduta congiunta con la Quinta (ambiente) ha incardinato il Disegno di legge regionale n. 136 &ldquo;Disciplina per l'individuazione di ulteriori aree idonee all'installazione di impianti da fonti rinnovabili&rdquo; che inizia cos&igrave; l&rsquo;iter di approvazione per diventare Legge Regionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Con questo Disegno di legge, la Regione d&agrave; attuazione all&rsquo;articolo 11 bis, comma 3, del D.Lgs. n. 190/2024 (Disciplina dei regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili). In passato &egrave; stato richiesto in pi&ugrave; occasioni il confronto con i rappresentanti del Ministero dell&rsquo;Ambiente e dello Sviluppo Economico al fine di consentire alla Regione di districarsi nell&rsquo;interpretazione delle norme susseguitesi nella materia. Il percorso &egrave; stato molto articolato in considerazioni delle continue novit&agrave; normative e del contenzioso giurisdizionale che ne &egrave; conseguito. &nbsp;Le nuove disposizioni dettate dal d.lgs. 190/2024 stabiliscono un nutrito elenco di aree idonee all&rsquo;installazione di impianti FER (Fonti da Energia Rinnovabile) da subito prevedendo in capo alle regioni la competenza a individuare con legge ulteriori aree idonee nel rispetto dei principi e criteri dal medesimo stabiliti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il Piemonte l&rsquo;obiettivo da fonti energetiche rinnovabili assegnato alla Regione all&rsquo;anno 2030 ammonta a 4.991 MW di potenza nominale di impianti di nuova costruzione entrati in esercizio dal 1&deg; gennaio 2021 fino al 31 dicembre 2030, ivi compresi gli interventi di rifacimento, integrale ricostruzione, potenziamento o riattivazione di impianti entrati in esercizio nello stesso periodo.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>Questo disegno di legge sulla base della normativa statale rivisitata disciplina esclusivamente ulteriori aree idonee all&rsquo;installazione di impianti FER</em> &ndash; sottolinea il Presidente della Commissione Agricoltura ed Energia Claudio Sacchetto &ndash; <em>e va specificato che le aree idonee sono quelle per le quali &egrave; previsto un iter procedurale semplificato per la costruzione ed esercizio degli impianti a fonti rinnovabili e delle infrastrutture connesse secondo le disposizioni di cui all&rsquo;art. 11 quater del d.lgs. 190/2024 e stabilisce inoltre che le aree agricole qualificabili come idonee non possono superare lo 0,8 per cento della superficie agricola utilizzata (SAU) a livello regionale, comprensive della superficie su cui insistono impianti agrivoltaici in esercizio o autorizzati. Questo consente di definire in modo chiaro il limite di utilizzo del suolo agricolo ponendo un potentissimo freno alla speculazione da parte di societ&agrave; che nulla hanno a che vedere con l&rsquo;agricoltura. Con questa norma la tutela dei terreni agricoli sar&agrave; molto pi&ugrave; efficace. Saranno aree industriali dismesse, ex cave ed altre aree in disuso ad essere oggetto degli interventi</em>&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">La definizione delle aree idonee all&rsquo;installazione di impianti da fonti rinnovabili, prevede che le stesse siano individuate al di fuori delle aree agricole, nei siti ove sono gi&agrave; installati impianti della stessa fonte e in cui vengono realizzati interventi di modifica che non comportino una variazione dell'area occupata, nelle aree racchiuse in un perimetro i cui punti non distino pi&ugrave; di 50 metri dai siti oggetto di bonifica, a condizione che siano fuori da aree agricole, nelle aree racchiuse in un perimetro i cui punti non distino pi&ugrave; di 350 metri dalle aree a destinazione industriale, direzionale, artigianale, commerciale, ovvero destinate alla logistica o all'insediamento di centri di elaborazione dati. Per gli impianti di potenza superiore a 1 MW le misure di compensazione prevedono prioritariamente a favore del comune territorialmente interessato, la realizzazione di interventi di efficienza energetica e misure che promuovono la diffusione di impianti FER in autoconsumo e la costituzione di comunit&agrave; energetiche rinnovabili.</p>]]></description><pubDate>Tue, 28 Apr 2026 10:53:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Si litiga ancora sul “non cantiere” di piazza Europa: “Le telecamere costano 5mila euro l’una”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/si-litiga-ancora-sul-non-cantiere-di-piazza-europa-le-telecamere-costano-5mila-euro-luna_119088.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/si-litiga-ancora-sul-non-cantiere-di-piazza-europa-le-telecamere-costano-5mila-euro-luna_119088.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119088/144904.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sono costate 33.611,60 euro le sei telecamere fatte installare dal Comune di Cuneo a protezione del &ldquo;cantiere&rdquo; di piazza Europa, allestito e bloccato - per le note ragioni: la protesta degli attivisti da un lato, il suggerimento del Consiglio di Stato dall&rsquo;altro - nell&rsquo;arco di una mattinata, quella del fatidico 23 febbraio.</p>
<p><em>&ldquo;Stride un po&rsquo;&nbsp;</em>- osserva <strong>Beppe Lauria</strong> (Futuro Nazionale), autore di un&rsquo;interpellanza sul tema - <em>l&rsquo;urgenza di mettere telecamere a salvaguardia di un cantiere, sapendo che sarebbe stato tolto. I soldi sono stati impiegati senza alcun tipo di bando, per osservare un cantiere da dismettere&rdquo;</em>. La risposta dell&rsquo;assessore all&rsquo;Innovazione <strong>Andrea Girard</strong> &egrave; che <em>&ldquo;le telecamere sono state collocate in quel luogo con l&rsquo;intento di monitorare in particolare il sistema di recinzioni che si stava allestendo, prima che sorgesse l&rsquo;area di cantiere&rdquo;</em>. Una scelta fatta <em>&ldquo;con tempestivit&agrave; per garantire il pi&ugrave; possibile la sicurezza degli operatori e dei passanti&rdquo;</em> e affidata senza gara alla ditta IN.RE.TE di Tarantasca, realizzatrice del sistema di videosorveglianza di corso Giolitti (anche allora <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/caso-videocamere-scoppia-la-polemica-sullassenza-di-borgna-in-consiglio-comunale_49015.html" target="_blank">fiorirono le polemiche</a>).</p>
<p><em>&ldquo;Quella ditta aveva gi&agrave; operato sulla silver house e la giudicavamo a conoscenza delle infrastrutture sotto piazza Europa, cos&igrave; da ridurre un importo gi&agrave; basso per quel tipo di lavoro&rdquo;</em> replica sul punto Girard, difendendo l&rsquo;affidamento diretto e il risultato raggiunto: <em>&ldquo;Nonostante il cantiere non sia attivo, possiamo confermare che le telecamere lo sono e fanno il loro dovere, fino a quando non decideremo in modo diverso&rdquo;</em>. <em>&ldquo;Quelle telecamere ad oggi stanno guardando le stelle&rdquo;</em> ribatte Lauria, stigmatizzando l&rsquo;installazione di <em>&ldquo;sei telecamere al prezzo di 5mila euro ciascuna, a proteggere un cantiere che non c&rsquo;&egrave;&rdquo;</em>.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119088/small_144905.jpg" alt="Piazza Europa"></p>
<h2>Scintille sul blitz: &ldquo;Ma il cantiere ha salvato i fondi&rdquo;</h2>
<p>La &ldquo;saga&rdquo; di piazza Europa ritorna nell&rsquo;interpellanza di <strong>Claudio Bongiovanni</strong> (Cuneo Mia) sugli eventi del 23 febbraio, ovvero il blitz per l&rsquo;allestimento del cantiere: <em>&ldquo;Non vi &egrave; dubbio che quell&rsquo;azione abbia messo a rischio l&rsquo;ordine pubblico e compromesso la credibilit&agrave; dell&rsquo;assessore, che solo pochi giorni prima dichiarava che i lavori avrebbero avuto inizio dalla rimozione degli arredi&rdquo;</em>. L&rsquo;esponente dell&rsquo;opposizione cita un ordine di servizio che dimostrerebbe il contrario: <em>&ldquo;Si &egrave; chiesto che le attivit&agrave; di cantiere avessero inizio &lsquo;prioritariamente&rsquo; dalle alberature esistenti: se ne deduce che in quella data si prevedeva l&rsquo;abbattimento prioritario, a causa anche del divieto imposto dalla legge sulla nidificazione&rdquo;</em>.</p>
<p>Di qui, aggiunge Bongiovanni, l&rsquo;anticipazione dei lavori&nbsp;<em>&ldquo;non alle 9 ma alle 5 del mattino&rdquo;</em> decisa <em>&ldquo;nel tentativo di saltare a pi&egrave; pari l&rsquo;iter giudiziario presso il Consiglio di Stato&rdquo;</em>, azione di cui si chiede conto all&rsquo;assessore alla Mobilit&agrave; <strong>Luca Pellegrino</strong>: <em>&ldquo;Chiediamo di chiarire i fatti del 23 e trarne le conseguenze almeno con il ritiro della delega all&rsquo;assessore, sempre che sia lui il responsabile&rdquo;</em>.</p>
<p>Pellegrino risponde osservando che l&rsquo;installazione del cantiere, in quella fase, serviva ad assicurarsi la proroga dei finanziamenti del bando Periferie, poi deliberata dal governo il 4 marzo:&nbsp;<em>&ldquo;La proroga oggi ci consente di avere i finanziamenti: i 3 milioni di euro preferisco spenderli per un intervento sulla citt&agrave; che lasciarli a terzi&rdquo;</em>. In merito alla scansione degli eventi, l&rsquo;assessore ribadisce che la priorit&agrave; era la rimozione delle panchine e non il taglio dei cedri: <em>&ldquo;Non sono tenuto a leggere gli ordini di servizio, perch&eacute; non mi compete. Il cronoprogramma disponeva la predisposizione del cantiere e la rimozione dei manufatti che si sarebbero potuti rovinare&rdquo;</em>. Tutto ci&ograve;, aggiunge, si sarebbe poi interrotto perch&eacute; nel pomeriggio il Consiglio di Stato aveva indicato una data per la sospensiva e invitato ad attendere: <em>&ldquo;Per correttezza abbiamo deciso di sospendere i lavori&rdquo;</em>.</p>
<p>La risposta manda su tutte le furie l&rsquo;interpellante:&nbsp;<em>&ldquo;Sono inc&hellip; perch&eacute; mi sento preso per il naso: vi ho fatto delle domande e non avete risposto a una. Vi ho chiesto di giustificare l&rsquo;intervento del 23 febbraio e mi venite a dire che avete sospeso i lavori per ordine del Consiglio di Stato: lo avete sospeso perch&eacute; c&rsquo;era il presidio. Mi volevate dire che non c&rsquo;era l&rsquo;intenzione di abbattere gli alberi in quel giorno?&rdquo;</em>.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119088/small_144906.jpg" alt="Piazza Europa"></p>
<h2>Anche i gonfiabili sono un &ldquo;caso&rdquo;: &ldquo;Vanno spostati&rdquo;</h2>
<p>L&rsquo;altro tema sollevato da Bongiovanni, su cui &egrave; la sindaca a riferire, riguarda la questione dei finanziamenti &ldquo;in sospeso&rdquo;: <em>&ldquo;Sappiamo che si intende utilizzare la somma per il parcheggio del Campidoglio ma avanzerebbero risorse, se cos&igrave; fosse chiediamo come si possa pensare di lasciare a se stessa piazza Europa. Sono dieci anni che non si fa nessun intervento se non la pulizia e il taglio dell&rsquo;erba in uno dei due prati, visto che l&rsquo;altro da anni non si vede e non pu&ograve; svolgere la sua funzione di permeabilit&agrave; e nutrimento ai cedri che si trovano nei pressi: due di questi sono classificati come &lsquo;bisognosi di attenzione&rsquo;&rdquo;</em>.</p>
<p>Nel &ldquo;mirino&rdquo; c&rsquo;&egrave; lo spazio occupato dalla pista di pattinaggio e dai giochi gonfiabili, oggetto a pi&ugrave; riprese delle osservazioni dei consiglieri (cui la giunta, per ora, non ha mai risposto):&nbsp;<em>&ldquo;Sarebbe opportuno che il tavolato venisse trasferito in altra zona, se possibile su una pavimentazione e non su un terreno permeabile: due i luoghi in cui potrebbe trovare spazio, piazza della Costituzione o l&rsquo;area del Foro Boario&rdquo;</em>. <em>&ldquo;&Egrave; rimasto in quello spazio fin troppo tempo: quello &egrave; ancor oggi un cantiere, rimuovetelo&rdquo;</em> fa eco Lauria, chiedendo anche la riattivazione della fontana: <em>&ldquo;Provate a trovare un idraulico che rimetta in funzione quella fontana, probabilmente la piazza, cos&igrave; com&rsquo;&egrave; adesso, risulter&agrave; essere accettabile dai pi&ugrave;&rdquo;</em>.</p>
<p><em>&ldquo;Questa amministrazione non pu&ograve; dare l&rsquo;impressione di lasciare all&rsquo;abbandono la piazza perch&eacute; non &egrave; andato in porto il suo disegno&rdquo;</em> ammonisce <strong>Ugo Sturlese</strong> (Cuneo per i Beni Comuni), mentre il forzista <strong>Franco Civallero</strong> rileva che <em>&ldquo;l&rsquo;aiuola che costeggia corso Nizza da due o tre anni non &egrave; stata sistemata&rdquo;</em> ed evoca a sua volta la presunta &ldquo;ripicca&rdquo;: <em>&ldquo;Mettete ordine nella piazza anche se per voi &egrave; una vendetta, i cittadini non ne hanno colpe&rdquo;</em>. Va sul &ldquo;tecnico&rdquo; <strong>Giancarlo Boselli</strong> (Indipendenti), ponendo un&rsquo;unica domanda: <em>&ldquo;La giunta ha assunto atti formali su piazza Europa dal 23 febbraio ad oggi che riguardino il cantiere, il progetto e il contratto di appalto?&rdquo;</em>.</p>
<p><em>&ldquo;Abbiamo assunto una direttiva che chiede agli uffici di intervenire sui tre contratti in essere&rdquo;</em> risponde la sindaca <strong>Patrizia Manassero</strong>: <em>&ldquo;L&rsquo;intenzione &egrave; di non privarci delle risorse che intendiamo dirottare sul parcheggio di testata. Appena avremo un&rsquo;autorizzazione faremo un bilancio delle risorse e di come possono essere utilizzate: non &egrave; al momento certa la possibilit&agrave; di &lsquo;dirottarle&rsquo;&rdquo;</em>. E la manutenzione? Si far&agrave; anche quella: <em>&ldquo;&Egrave; chiaro che piazza Europa richieda alcuni interventi di manutenzione dell&rsquo;esistente: saranno programmati. Il sentimento di vendetta a me non appartiene, quindi non riesco mai a capire quando venga evocato: nessuno voleva il male di nessuno, ma c&rsquo;erano visioni diverse. Se riusciamo a fare questo passo, ora che i cedri sono salvi, forse riusciremo a capirci maggiormente&rdquo;</em>.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119088/small_144907.jpg" alt="Piazza Europa"></p>]]></description><pubDate>Tue, 28 Apr 2026 10:45:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[La funicolare di Mondovì rischia la chiusura: Robaldo chiede una proroga]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/la-funicolare-di-mondovi-rischia-la-chiusura-robaldo-chiede-una-proroga_119087.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/la-funicolare-di-mondovi-rischia-la-chiusura-robaldo-chiede-una-proroga_119087.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119087/144886.jpg" title="" alt="" /><br /><p>C&rsquo;&egrave; un fil rouge identitario che unisce Mondov&igrave; Breo e Mondov&igrave; Piazza, fatto di memoria e quotidianit&agrave;: si tratta della funicolare. Molto pi&ugrave; di un semplice mezzo di trasporto: un emblema riconoscibile, un orgoglio cittadino, un tratto distintivo della vita monregalese. Oggi, per&ograve;, quel filo rischia di spezzarsi.</p>
<p>A imporre lo stop potrebbe essere la normativa nazionale che prevede la revisione ventennale dell&rsquo;impianto; un intervento complesso e oneroso, indispensabile per garantire sicurezza e continuit&agrave; del servizio, per il quale mancano, per&ograve;, le risorse economiche. Senza la concessione di una proroga, la prospettiva concreta &egrave; quella di una chiusura dell&rsquo;impianto, con inevitabili conseguenze per cittadini, turisti e attivit&agrave; economiche.</p>
<p>Per scongiurare tale scenario, il sindaco, Luca Robaldo, ha formalizzato la richiesta di rinvio alle autorit&agrave; competenti, affiancato dal gestore del servizio: <em>&ldquo;Ho sottoscritto, insieme a BusCompany </em>- che ne esercisce il servizio -<em>, la richiesta di proroga della revisione ventennale della nostra funicolare, che rivolgiamo all&rsquo;autorit&agrave; preposta, confidando che possa essere accolta&rdquo;</em>, ha dichiarato il primo cittadino.</p>
<p>Nel frattempo, l&rsquo;amministrazione del capoluogo monregalese &egrave; gi&agrave; al lavoro per affrontare il nodo pi&ugrave; complesso: trovare il sostegno finanziario per un&rsquo;opera di ricognizione che riguarda ogni componente dell&rsquo;impianto.</p>
<p><em>&ldquo;Si tratta di un investimento di quasi 5 milioni di euro, che porta con s&eacute; un costo di progettazione altrettanto rilevante e che il Comune sta gi&agrave; finanziando attraverso risorse proprie&rdquo;</em>, ha aggiunto Robaldo, che non ha nascosto le difficolt&agrave; che permeano questa sfida.&nbsp;</p>
<p><em>&ldquo;Non sar&agrave; impresa semplice, lo abbiamo detto fin dal primo momento</em> - ha ancora precisato -<em>. Non riteniamo inoltre di incolpare chi ha governato prima di noi la citt&agrave; per non aver pensato di iniziare a recuperare le risorse necessarie&rdquo;</em>.</p>
<p>Nel corso degli anni, la funicolare &egrave; stata pi&ugrave; volte al centro dell&rsquo;impegno amministrativo, tra recuperi, manutenzioni e investimenti. Adesso, per&ograve;, si affronta la prova pi&ugrave; impegnativa. <em>&ldquo;Nella storia amministrativa di Mondov&igrave; c&rsquo;&egrave; stato chi ha lavorato per riavere la Fune, chi per mantenerla e sostenere la spesa delle altre revisioni (quinquennale, decennale e quindicennale)</em> - ha inteso precisare il sindaco -<em>. Oggi tocca a noi occuparci di quella maggiormente onerosa. La Fune &egrave; nel DNA di tutti noi monregalesi e tutti insieme dobbiamo salvaguardarla, utilizzandola sempre di pi&ugrave;&rdquo;</em>.</p>
<p>Il destino della funicolare si gioca ora su due fronti: la risposta di Roma alla richiesta di proroga e la capacit&agrave; di reperire i fondi necessari. In gioco non c&rsquo;&egrave; solo un&rsquo;infrastruttura, ma un pezzo di storia e di identit&agrave; che Mondov&igrave; non pu&ograve; permettersi di perdere.</p>]]></description><pubDate>Tue, 28 Apr 2026 10:43:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Un osservatorio su ospedali e Case di comunità: la proposta di Patto Civico per la Granda]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/un-osservatorio-su-ospedali-e-case-di-comunita-la-proposta-di-patto-civico-per-la-granda_119083.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/un-osservatorio-su-ospedali-e-case-di-comunita-la-proposta-di-patto-civico-per-la-granda_119083.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119083/144882.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Potrebbe prendere forma gi&agrave; nelle prossime settimane un nuovo strumento di analisi e confronto sulla sanit&agrave; territoriale nel Cuneese. &ldquo;Patto Civico per la Granda&rdquo; sta infatti lavorando alla creazione di un osservatorio dedicato agli ospedali e alle Case di comunit&agrave;, con l&rsquo;obiettivo di accompagnare lo sviluppo di queste strutture e verificarne l&rsquo;efficacia.</p>
<p>L&rsquo;idea nasce da un confronto interno all&rsquo;associazione, ma anche dall&rsquo;attenzione alle numerose inaugurazioni che stanno interessando il territorio in questo periodo, oltre che dai recenti sviluppi normativi e organizzativi.</p>
<p><em>&ldquo;Si tratta di una suggestione che contiamo di trasformare in proposta entro pochi giorni. Essa nasce dalle interlocuzioni fra i nostri iscritti e dopo aver letto delle tante inaugurazioni che si stanno svolgendo, in diverse zone del Cuneese, proprio in questi giorni </em>- spiega il presidente dell'associazione, Alberto Pettavino -<em>. La firma dell'accordo fra la Asl Cn1 e l'Ordine dei Medici a proposito di chi potr&agrave; operare in queste strutture e l'intenzione del Ministro della Salute Schillaci di introdurre nuove regole a sostegno di questi pres&igrave;di, ci hanno convinti a strutturare un vero e proprio osservatorio. L'intento &egrave; quello di interloquire coi cittadini per aiutarli a conoscere queste strutture. Al contempo verificare che esse funzionino secondo gli obiettivi del PNRR e quelli dati dalla Regione Piemonte&rdquo;</em>.</p>
<p>L&rsquo;iniziativa si propone quindi di affiancare cittadini e istituzioni, favorendo una maggiore consapevolezza sul ruolo delle nuove strutture sanitarie. Per &ldquo;Patto Civico per la Granda&rdquo;, infatti, il pieno successo di questi pres&igrave;di passa anche dalla loro conoscenza e dall&rsquo;integrazione con il lavoro dei medici di medicina generale, ritenuti centrali nella gestione della sanit&agrave; di prossimit&agrave;.</p>
<p><em>&ldquo;Il nostro sar&agrave; un approccio costruttivo, teso a mettere in evidenza le caratteristiche positive di questa azione. Al contempo, senza nulla togliere al controllo regionale, segnaleremo le cose che non vanno (se vi saranno) e proveremo a proporre correttivi. Un investimento cos&igrave; importante necessita di avere al proprio fianco gli amministratori locali e necessita del loro approccio costruttivo e pragmatico&rdquo;</em>, conclude Pettavino.</p>
<p>I risultati del lavoro dell&rsquo;osservatorio, insieme alle segnalazioni raccolte tra i cittadini, saranno resi pubblici attraverso momenti di restituzione periodici, con l&rsquo;intento di offrire un contributo concreto e trasparente al miglioramento della sanit&agrave; territoriale.</p>]]></description><pubDate>Tue, 28 Apr 2026 10:07:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Caprauna: il Consiglio comunale chiede il mantenimento del 118 con medico a Garessio]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/caprauna-il-consiglio-comunale-chiede-il-mantenimento-del-118-con-medico-a-garessio_119063.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/caprauna-il-consiglio-comunale-chiede-il-mantenimento-del-118-con-medico-a-garessio_119063.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119063/144848.jpg" title="" alt="" /><br /><p>C&rsquo;&egrave; una preoccupazione concreta che attraversa l&rsquo;alta val Tanaro: il tempo. Il tempo necessario per raggiungere un soccorso, il tempo che in un&rsquo;emergenza pu&ograve; fare la differenza. &Egrave; da qui che nasce l&rsquo;ordine del giorno approvato dall&rsquo;amministrazione comunale di Caprauna in vista dell&rsquo;attuazione del nuovo Piano sanitario regionale.</p>
<p>Il Consiglio comunale chiede con forza di mantenere a Garessio la sede del servizio 118 con presenza medica, valutandone anche un eventuale ampliamento nelle ore notturne, per garantire maggiore continuit&agrave; assistenziale in un&rsquo;area considerata particolarmente fragile.</p>
<p>Alla base della richiesta ci sono diversi elementi strutturali. L&rsquo;area di competenza del 118 di Garessio comprende infatti territori estesi e complessi, con localit&agrave; come Briga Alta, Caprauna, Cerisola, Alto e Viozene che distano dal punto di soccorso di Ceva anche pi&ugrave; di 60 chilometri, con tempi di percorrenza che superano mediamente l&rsquo;ora e un quarto.</p>
<p>Un ulteriore punto evidenziato riguarda la posizione strategica di Garessio, collocata all&rsquo;incrocio tra la SS28 e la SS582 e punto di partenza delle provinciali SP178 e SP213. Una centralit&agrave; viaria che, secondo il Comune, ha sempre reso naturale la presenza del servizio di emergenza proprio in questo territorio fin dalla sua istituzione nel 1997.</p>
<p>A pesare sono anche le condizioni sanitarie e sociali dell&rsquo;area: la presenza di RSA con oltre 200 ospiti in condizioni di fragilit&agrave;, la difficolt&agrave; della viabilit&agrave; locale, la distribuzione dei medici di base in sedi distaccate e spesso lontane tra loro, oltre alla progressiva riduzione della guardia medica, oggi attiva solo nei giorni festivi e prefestivi.</p>
<p>Non meno rilevante il dato demografico: circa il 30% della popolazione &egrave; over 70, una percentuale che incide anche sulla disponibilit&agrave; di volontari per i servizi di soccorso.&nbsp;</p>
<p>In questo contesto, la presenza del medico a bordo dell&rsquo;ambulanza viene considerata fondamentale per stabilizzare i pazienti sul posto e ridurre gli accessi impropri o evitabili al pronto soccorso.</p>
<p>Da queste considerazioni nasce quindi la richiesta formale del Consiglio comunale: mantenere la sede del 118 a Garessio con presenza medica, rafforzando un presidio ritenuto essenziale per la sicurezza e la tenuta sanitaria delle aree montane.</p>]]></description><pubDate>Tue, 28 Apr 2026 08:20:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Valle Gesso e parcheggi: "Si colleghi la sosta a pagamento alla reale apertura della stagione turistica"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/valle-gesso-e-parcheggi-si-colleghi-la-sosta-a-pagamento-alla-reale-apertura-della-stagione-turistica_119074.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/valle-gesso-e-parcheggi-si-colleghi-la-sosta-a-pagamento-alla-reale-apertura-della-stagione-turistica_119074.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119074/144865.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p><em>Nel weekend appena trascorso ho avuto il piacere di visitare la Valle Gesso, soffermandomi in particolare nelle localit&agrave; di San Giacomo di Entracque e delle Terme di Valdieri, due luoghi di straordinaria bellezza naturalistica e di grande richiamo per residenti e turisti.</em><br><em>&nbsp;</em><br><em>Proprio per l&rsquo;attenzione e l&rsquo;affetto verso questo territorio, desidero proporre una riflessione costruttiva sul tema della gestione dei parcheggi e dell&rsquo;accoglienza turistica in vista della stagione primaverile ed estiva.</em><br><em>&nbsp;</em><br><em>A San Giacomo di Entracque ho riscontrato che i parcheggi risultano gi&agrave; a pagamento nel mese di aprile. Una scelta certamente legittima, che non si intende mettere in discussione in linea di principio. Tuttavia, nello stesso momento, diversi rifugi risultavano ancora chiusi, alcuni percorsi e strade non facilmente praticabili per normali escursionisti e i servizi complessivamente ancora limitati.</em><br><em>&nbsp;</em><br><em>Diversa, invece, la situazione riscontrata alle Terme di Valdieri, dove erano gi&agrave; presenti alcuni rifugi aperti, maggiori servizi disponibili e, al momento, parcheggi ancora liberi.</em><br><em>&nbsp;</em><br><em>Da qui nasce una semplice domanda, posta con spirito rispettoso e senza alcuna polemica: non sarebbe opportuno collegare l&rsquo;avvio della sosta a pagamento alla reale apertura della stagione turistica e alla concreta disponibilit&agrave; dei servizi per i visitatori?</em><br><em>&nbsp;</em><br><em>In molte localit&agrave; turistiche italiane, comprese diverse zone della Liguria, i parcheggi a pagamento vengono attivati nei mesi di maggiore affluenza, spesso a partire da giugno, proprio in coincidenza con un&rsquo;offerta pienamente operativa.</em><br><em>&nbsp;</em><br><em>L&rsquo;intento di queste osservazioni non &egrave; criticare, ma invitare a una valutazione equilibrata che tenga insieme esigenze amministrative, valorizzazione del territorio e migliore accoglienza possibile per chi sceglie di visitare la Valle Gesso.</em><br><em>&nbsp;</em><br><em>Un territorio cos&igrave; importante merita scelte condivise, comprensibili e capaci di incentivare il turismo, nel rispetto delle comunit&agrave; locali e dei visitatori.</em></p>
<p><strong>Lettera firmata</strong></p>]]></description><pubDate>Tue, 28 Apr 2026 08:10:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA["Fondazioni bancarie presidio fondamentale: essenziale operino nel rispetto di indipendenza e trasparenza"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fondazioni-bancarie-presidio-fondamentale-essenziale-operino-nel-rispetto-di-indipendenza-e-trasparenza_119070.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fondazioni-bancarie-presidio-fondamentale-essenziale-operino-nel-rispetto-di-indipendenza-e-trasparenza_119070.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119070/144859.jpg" title="" alt="" /><br /><p><em>Riceviamo e pubblichiamo.</em></p>
<p><em>Egregio Direttore,<br></em><em>le recenti dinamiche che riguardano la governance di alcune fondazioni bancarie piemontesi sollevano interrogativi seri sul rispetto dei principi di trasparenza, autonomia e pluralismo.</em></p>
<p><em>Da un lato, la figura di Maurizio Rasero, sindaco di Asti e presidente della Provincia, che attraverso gli enti locali contribuisce a determinare la maggioranza della locale Fondazione Cassa di Risparmio, fino ad approdare alla presidenza della Banca di Asti, evidenzia una concentrazione di potere politico-amministrativo e finanziario che rischia di comprimere gli spazi di equilibrio istituzionale.</em></p>
<p><em>Dall&rsquo;altro, le indiscrezioni insistenti su una possibile nomina di Giuliana Cirio &ndash; sorella del presidente regionale Alberto Cirio &ndash; alla segreteria generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, su indicazione del presidente Mauro Gola, rafforzano la percezione di un sistema chiuso, dove le scelte rischiano di essere guidate pi&ugrave; da appartenenze che da merito e competenze.</em></p>
<p><em>Le fondazioni bancarie rappresentano un presidio fondamentale per lo sviluppo dei territori: gestiscono risorse rilevanti e svolgono un ruolo chiave nel sostegno al sociale, alla cultura e all&rsquo;economia locale. Proprio per questo, come gi&agrave; evidenziato anche nel dibattito pubblico recente, &egrave; essenziale che esse operino nel pieno rispetto dei valori di indipendenza, trasparenza e partecipazione.</em></p>
<p><em>Quando si accumulano incarichi e si moltiplicano le relazioni tra livelli politici e gestionali, il rischio &egrave; quello di superare una soglia critica, oltre la quale si incrina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.</em></p>
<p><em>Non si tratta di mettere in discussione le persone, ma di difendere un modello: quello di enti realmente autonomi, capaci di selezionare le proprie figure apicali attraverso criteri chiari, pubblici e meritocratici.</em></p>
<p><em>Per queste ragioni, &egrave; necessario aprire una riflessione seria e immediata sul funzionamento delle fondazioni bancarie piemontesi, affinch&eacute; si possa ristabilire un equilibrio che garantisca pienamente l&rsquo;interesse pubblico e la credibilit&agrave; delle istituzioni. Il tema non &egrave; pi&ugrave; rinviabile.</em></p>
<p><em>Grato per lo spazio che vorr&agrave; riservare a questa mia breve riflessione, porgo cordiali saluti.</em></p>
<p><strong>Bruno Giordano&nbsp;</strong></p>]]></description><pubDate>Tue, 28 Apr 2026 07:46:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Mondovì, allarme sulla Radiologia: il PD chiede interventi urgenti]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/mondovi-allarme-sulla-radiologia-il-pd-chiede-interventi-urgenti_119065.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/mondovi-allarme-sulla-radiologia-il-pd-chiede-interventi-urgenti_119065.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119065/144850.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Preoccupazione crescente sul futuro del reparto di Radiologia dell&rsquo;ospedale Regina Montis Regalis: &egrave; quanto emerge dalla presa di posizione del Partito Democratico di Mondov&igrave; e dei consiglieri comunali di Centrosinistra, che parlano di una situazione critica per l&rsquo;intero presidio sanitario.</p>
<p>Al centro dell&rsquo;allarme ci sono le recenti dimissioni di tre medici radiologi e del primario, un segnale ritenuto &ldquo;allarmante&rdquo; per la tenuta del servizio e, pi&ugrave; in generale, per l&rsquo;equilibrio della sanit&agrave; pubblica monregalese. Una riduzione dell&rsquo;organico che, secondo il PD, rischia di avere ricadute dirette sul funzionamento del pronto soccorso e delle altre specialit&agrave; ospedaliere, con possibili conseguenze sui tempi di attesa e sulla qualit&agrave; dell&rsquo;assistenza.</p>
<p>Nel documento diffuso, il circolo PD e i consiglieri Gasco, Morandini e Oreglia riconoscono le iniziative annunciate da Asl e Regione, ma sottolineano come la situazione richieda interventi pi&ugrave; incisivi e tempestivi, accompagnati da una comunicazione chiara e costante verso i cittadini.</p>
<p>Cinque le richieste avanzate alle istituzioni competenti: massima trasparenza sulla situazione, azioni urgenti per il potenziamento dell&rsquo;organico, valorizzazione del personale sanitario, tutela dei servizi essenziali e una visione strategica per il futuro dell&rsquo;ospedale.</p>
<p>Non manca, infine, un&rsquo;apertura al dialogo: il Partito Democratico e i consiglieri dichiarano la propria disponibilit&agrave; a collaborare in modo costruttivo con tutte le istituzioni coinvolte, ribadendo come la tutela della salute pubblica debba rappresentare una priorit&agrave; condivisa, al di sopra di ogni contrapposizione politica.</p>
<p><em>&ldquo;L&rsquo;ospedale Regina Montis Regalis &egrave; un patrimonio della nostra comunit&agrave;</em> &ndash; si legge nella nota &ndash; <em>e garantirne continuit&agrave; e qualit&agrave; dei servizi &egrave; un impegno che riguarda tutti&rdquo;</em>. Un appello che riaccende l&rsquo;attenzione sul futuro della sanit&agrave; locale e sulla necessit&agrave; di risposte rapide e concrete.</p>]]></description><pubDate>Tue, 28 Apr 2026 06:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Monterosso Grana, Gribaudo e Calderoni: “La Liberazione non si censura. Il fascismo non è un’opinione”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/monterosso-grana-gribaudo-e-calderoni-la-liberazione-non-si-censura-il-fascismo-non-e-unopinione_119047.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/monterosso-grana-gribaudo-e-calderoni-la-liberazione-non-si-censura-il-fascismo-non-e-unopinione_119047.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119047/144814.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo:</p>
<p><em>In merito a quanto accaduto a Monterosso Grana durante le celebrazioni del 25 aprile e alle successive dichiarazioni di esponenti della destra cuneese, tra cui Claudio Sacchetto, che hanno tentato di minimizzare, esprimiamo profonda preoccupazione.</em></p>
<p><em>La Festa della Liberazione rappresenta uno dei momenti fondativi della nostra Repubblica. &Egrave; il giorno in cui l&rsquo;Italia ha riconquistato libert&agrave;, democrazia e dignit&agrave; dopo la tragedia del fascismo e della guerra. Per questo motivo, ogni tentativo di limitare o censurare simboli, canti e manifestazioni che appartengono a quella memoria collettiva risulta inaccettabile.</em></p>
<p><em>&ldquo;Bella ciao&rdquo; non &egrave; una provocazione: &egrave; un simbolo universalmente riconosciuto della Resistenza e della lotta contro ogni forma di oppressione. Impedirne l&rsquo;esecuzione durante una celebrazione istituzionale significa fraintendere profondamente il senso stesso del 25 aprile.</em></p>
<p><em>Ancora pi&ugrave; grave &egrave; il tentativo di relativizzare o depotenziare il giudizio storico sul fascismo. Il fascismo non &egrave; un&rsquo;opinione tra le altre: &egrave; stato un regime che ha negato libert&agrave; fondamentali, perseguitato cittadini, portato il Paese alla guerra e alla rovina. Su questo la storia ha gi&agrave; espresso una condanna definitiva.</em></p>
<p><em>Per questo non pu&ograve; esistere alcuna neutralit&agrave;. Dichiararsi &ldquo;n&eacute; pro n&eacute; anti fascista&rdquo; significa ignorare ci&ograve; che il fascismo &egrave; stato: una negazione della democrazia. Difendere la memoria della Liberazione non &egrave; una scelta ideologica, ma un dovere civico e costituzionale.</em></p>
<p><em>Riteniamo quindi sbagliato e pericoloso ogni tentativo, esplicito o implicito, di riaprire spazi di ambiguit&agrave; su questi temi. La nostra democrazia si fonda anche sulla chiarezza dei valori: antifascismo, libert&agrave;, rispetto dei diritti.</em></p>
<p><em>Il 25 aprile unisce, non divide. E va difeso da ogni strumentalizzazione o lettura riduttiva.</em></p>
<p><strong>Chiara Gribaudo</strong><br><strong>Camera dei Deputati</strong></p>
<p><strong>Mauro Calderoni</strong><br><strong>Consigliere regionale del Partito Democratico &ndash; Piemonte</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 27 Apr 2026 17:09:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[In provincia di Cuneo nei primi tre mesi del 2026 più chiusure di aziende che nuove attività]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-provincia-di-cuneo-nei-primi-tre-mesi-del-2026-piu-chiusure-di-aziende-che-nuove-attivita_119043.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-provincia-di-cuneo-nei-primi-tre-mesi-del-2026-piu-chiusure-di-aziende-che-nuove-attivita_119043.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119043/144804.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nei primi tre mesi del 2026 il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni registra un saldo &nbsp;negativo &nbsp;di &nbsp;325 &nbsp;imprese &nbsp;con &nbsp;una &nbsp;flessione della struttura imprenditoriale (-0,50%) maggiore rispetto a quella dello stesso periodo del 2025 (-0,35%) e a quella del 2024 (-0,49%).</p>
<p>Il primo trimestre dell&rsquo;esercizio &egrave; storicamente caratterizzato da un saldo negativo, condizionato dalla ciclicit&agrave; stagionale della mortalit&agrave; imprenditoriale. Tale fenomeno riflette la concentrazione delle chiusure di attivit&agrave; sul finire dell&rsquo;anno precedente, le cui risultanze si manifestano all&rsquo;apertura del nuovo esercizio.</p>
<p>Secondo le rilevazioni del Registro Imprese della Camera di commercio di Cuneo, il primo trimestre 2026 si &egrave; chiuso con la nascita di 1.281 imprese in crescita rispetto alle 1.197 dello stesso periodo del 2025. Nello stesso arco temporale, le cessazioni (al netto delle cancellazioni d&rsquo;ufficio) sono salite a 1.606, con un incremento di 181 unit&agrave; rispetto all'anno precedente. Il saldo evidenzia pertanto un deficit di 325 unit&agrave;, risultato peggiorativo rispetto a quelli registrati nei primi trimestri del 2025 (-228), 2024 (-317) e 2023 (-231).</p>
<p>La consistenza delle sedi di impresa complessivamente registrate a fine marzo 2026 presso il Registro camerale ammonta a 63.967 unit&agrave;, mentre sono 80.219 le localizzazioni (comprensive di unit&agrave; locali; erano 80.491 al primo trimestre 2025).</p>
<p>Il saldo tra iscrizioni e cessazioni determina un tasso di crescita del -0,50%. Tale contrazione della base imprenditoriale cuneese appare lievemente pi&ugrave; marcata rispetto al dato regionale (-0,30%) e a quello nazionale, che si mantiene su livelli di sostanziale stabilit&agrave;.</p>
<p>"<em>Il saldo negativo del primo trimestre, pur condizionato dalla stagionalit&agrave;, riflette le incertezze globali e una contrazione del nostro tessuto imprenditoriale superiore alla media regionale e nazionale</em> - dichiara il Presidente Luca Crosetto -. <em>Tuttavia, la crescita delle societ&agrave; di capitali e del terziario avanzato indica che Cuneo sta reagendo attraverso un rafforzamento strutturale e una decisa spinta all'innovazione</em>".</p>
<p>Sotto il profilo delle forme giuridiche, le societ&agrave; di capitali rappresentano l&rsquo;unica componente con saldo positivo (+0,82%). Tale segmento, che incide per il 16,4% sullo stock complessivo delle imprese provinciali, conferma un trend di crescita costante, riflettendo il progressivo rafforzamento strutturale del tessuto imprenditoriale cuneese. Risultano invece in contrazione le restanti tipologie: le societ&agrave; &nbsp; &nbsp;di &nbsp; persone flettono &nbsp; dello &nbsp; -0,41%, &nbsp; seguite &nbsp; dalle &nbsp;ditte individuali (-0,87%), che continuano a costituire la forma giuridica prevalente (il 60% del totale). La flessione pi&ugrave; marcata interessa il comparto delle altre forme (cooperative e consorzi) che registra una contrazione dell'-1,15%.</p>
<p>A livello settoriale emerge una debolezza diffusa, con l'unica eccezione rappresentata dal comparto degli altri servizi (+0,72%) - che include trasporti, ICT, attivit&agrave; finanziarie e servizi alle imprese. &nbsp; Per contro, l&rsquo;agricoltura registra la flessione &nbsp; pi&ugrave; critica (-1,51%), seguita da commercio (-1,31%), costruzioni (-0,60%), industria (-0,41%) e turismo (-0,25%).</p>]]></description><pubDate>Mon, 27 Apr 2026 16:28:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Dimissioni in Radiologia a Mondovì, Guerra replica a Robaldo: "Al lavoro per arginare il problema"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/dimissioni-in-radiologia-a-mondovi-guerra-replica-a-robaldo-al-lavoro-per-arginare-il-problema_119037.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/dimissioni-in-radiologia-a-mondovi-guerra-replica-a-robaldo-al-lavoro-per-arginare-il-problema_119037.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119037/144795.jpg" title="Giuseppe Guerra" alt="Giuseppe Guerra" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p><em>Gentilissimo Direttore,</em><br><em>in riferimento agli articoli <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/mondovi-robaldo-porta-l-ospedale-in-consiglio-direzione-generale-troppo-distante_118996.html" target="_blank">&ldquo;Mondov&igrave;, Robaldo porta l'ospedale in Consiglio: "Direzione Generale troppo distante"</a> e <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/sanita-monregalese-tra-dimissioni-e-criticita-pesa-l-assenza-dell-asl-al-tavolo-istituzionale_118890.html" target="_blank">&ldquo;Sanit&agrave; monregalese tra dimissioni e criticit&agrave;: pesa l'assenza dell'Asl al tavolo istituzionale&rdquo;</a> desidero esprimere alcune considerazioni.</em></p>
<p><em>Lo scorso 23 aprile, alle ore 14.30 si &egrave; tenuta la cosiddetta &ldquo;Rappresentanza dei Sindaci&rdquo;, organo deputato alla valutazione delle attivit&agrave; sia dell&rsquo;Asl CN1 sia dell&rsquo;Azienda ospedaliera S. Croce e Carle. In quell&rsquo;occasione, tutti i Sindaci della Rappresentanza hanno espresso parere positivo all&rsquo;operato dell&rsquo;Asl CN1 (e pertanto del sottoscritto e della sua Direzione) con l&rsquo;unica esclusione del sindaco Robaldo che, senza alcuna motivazione, ha espresso la sua astensione nei confronti sia dell&rsquo;Asl CN1 sia dell&rsquo;Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle.&nbsp;</em></p>
<p><em>Lo stesso pomeriggio, presso la sede della Provincia &egrave; stata siglata la vendita del padiglione Michelotti tra Asl CN1 e Provincia. Sottolineo che detta azione &egrave; stata attentamente monitorata nel tempo dal sottoscritto e dallo stesso Robaldo e sono soddisfatto del risultato raggiunto. &nbsp;</em></p>
<p><em>Nei giorni immediatamente precedenti, esattamente il 16 aprile, ore 12, presso il Municipio di Mondov&igrave;, il sottoscritto ha incontrato il sindaco Robaldo per illustrargli le strategie messe in atto dall&rsquo;Asl relativamente al &ldquo;problema radiologi&rdquo; (strategie illustrate poche ore prima anche al sindaco di Ceva, Mottinelli).</em></p>
<p><em>L&rsquo;Asl CN1 da subito ha aperto una convenzione mirata con S. Croce e Carle e Asl CN2, contattando anche tutte le altre Aziende Sanitarie del Piemonte per arginare il problema, interpellando le Aziende per l&rsquo;utilizzo delle graduatorie concorsuali aperte. &Egrave; inoltre gi&agrave; stata informata la Cattedra Universitaria di Radiologia di Torino. Domani pomeriggio &egrave; in programma a Mondov&igrave; un ennesimo incontro, questa volta di natura anche sindacale, con i medici radiologi. Il Servizio omologo di Savigliano &egrave; stato coinvolto per un supporto. La situazione &egrave; sotto osservazione e, quando saremo a conoscenza del numero effettivo di radiologi trasferiti, saranno valutate le misure organizzative pi&ugrave; opportune per il mantenimento del servizio.&nbsp;</em></p>
<p><em>Non vedo sinceramente &ldquo;lontananza&rdquo; della Direzione Generale con il sindaco e la Citt&agrave; di Mondov&igrave;. Sarebbe piuttosto utile continuare, come sempre fatto negli ultimi anni, a condividere le strategie pi&ugrave; utili per la soluzione delle criticit&agrave; che possono, di tanto in tanto, presentarsi per ragioni indipendenti dalla volont&agrave; di chi oggi &egrave; chiamato a dirigere l&rsquo;Asl CN1.&nbsp;</em></p>
<p><em>Cordiali saluti.</em></p>
<p><strong>Il Direttore Generale Asl CN1&nbsp;Dr. Giuseppe Guerra</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 27 Apr 2026 15:43:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[L'allarme Coldiretti al Brennero: “Fiumi di cibo straniero spacciato per Made in Italy"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/l-allarme-coldiretti-al-brennero-fiumi-di-cibo-straniero-spacciato-per-made-in-italy_119034.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/l-allarme-coldiretti-al-brennero-fiumi-di-cibo-straniero-spacciato-per-made-in-italy_119034.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119034/144792.jpg" title="" alt="" /><br /><p>"<em>Dalle cosce di prosciutto alle cagliate per fare la mozzarella, ogni giorno passano dal Brennero migliaia di tonnellate di prodotti alimentari stranieri che, in assenza di adeguata trasparenza, alimentano inganni commerciali, rischi sanitari e danni economici alle imprese agricole, schiacciando prezzi, redditi e margini di export, in un momento peraltro gi&agrave; difficile a causa dei rincari dei costi legati alla guerra in Iran</em>". &Egrave; l&rsquo;allarme lanciato dai diecimila agricoltori della Coldiretti giunti al Brennero da tutte le regioni italiane insieme al Presidente Ettore Prandini, al Segretario generale Vincenzo Gesmundo. Coldiretti Cuneo &egrave; presente con una folta delegazione di agricoltori, giovani imprenditori e dirigenti insieme al Presidente provinciale Enrico Nada e al Direttore Francesco Goffredo.</p>
<p>Un prodotto simbolo sono le cagliate. Ne arrivano in Italia 150mila tonnellate, di cui il 90% proprio dal Brennero, secondo un&rsquo;analisi del Centro Studi Divulga su dati del Ministero della Salute. Sono usate come semilavorato per produrre mozzarelle, burrate e altri formaggi a pasta filata, spesso venduti successivamente come "Made in Italy&rdquo;. Dal valico altoatesino transita anche tra il 75 e l&rsquo;80% del latte liquido acquistato dalle imprese italiane del settore agroalimentare, della logistica e del commercio. Si tratta di 1,1 milioni di tonnellate che alimentano caseifici e industrie lattiero-casearie per yogurt, formaggi e burro.</p>
<p>Ma ci sono anche i prosciutti freschi (560mila tonnellate), base per prosciutti magari a denominazione di origine Igp i cui disciplinari non prevedono limitazioni geografiche sulla provenienza dei maiali.</p>
<p>Ma il problema riguarda un po&rsquo; tutti i prodotti che sono abitualmente presenti sulle tavole degli italiani. Soprattutto dai porti arrivano i quasi 6 milioni di tonnellate, ad esempio, di grano tenero straniero usati per fare pane e biscotti, mentre 2,9 milioni di tonnellate di grano duro, compreso quello canadese al glifosato, finiscono nella produzione di pasta secca, simbolo della Dieta mediterranea esportata nel mondo. Le patate seguono a ruota: 857mila tonnellate di kg fresche pi&ugrave; 337mila congelate, per un totale di 1,91 milioni, pronte per pur&egrave;, fritti e piatti tradizionali. L&rsquo;olio d&rsquo;oliva tocca le 615mila tonnellate, il pomodoro trasformato (256mila tonnellate) d&agrave; corpo a sughi pronti e conserve vendute all&rsquo;estero come italiane, mentre i calamari (67mila tonnellate) riforniscono ristoranti e supermercati per fritture e zuppe di pesce.</p>
<p>La difesa del lavoro delle imprese agricole passa dunque in primis dall&rsquo;etichetta d&rsquo;origine su tutti i prodotti alimentari venduti in Europa e dalla riforma dell&rsquo;attuale codice doganale, che consente autentici inganni commerciali grazie alla regola dell&rsquo;&ldquo;ultima trasformazione sostanziale&rdquo;. Nonostante i progressi ottenuti grazie alle battaglie sulla trasparenza condotte in questi anni dalla Coldiretti, una parte significativa della spesa resta ancora anonima: pane, biscotti, prodotti derivati dai cereali, legumi in scatola, preparazioni gastronomiche, surgelati (esclusi i prodotti ittici) come frutta, verdura e piatti pronti, e piatti nei men&ugrave; al ristorante, ovoprodotti, sughi complessi, succhi, marmellate, patatine, sottoli, zucchero, gelati, oli vegetali e numerosi alimenti multi ingrediente non riportano ancora l&rsquo;origine in etichetta. Una zona d&rsquo;ombra che continua a favorire inganni nei confronti dei consumatori. Per questo Coldiretti chiede una legge europea che renda obbligatoria l&rsquo;etichetta d&rsquo;origine su tutti i prodotti alimentari commercializzati nell&rsquo;Unione.</p>]]></description><pubDate>Mon, 27 Apr 2026 15:25:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Cathy La Torre sul caso di Monterosso Grana: "Divisivo è chi ha ancora difficoltà a stare dalla parte giusta"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/cathy-la-torre-sul-caso-di-monterosso-grana-divisivo-e-chi-ha-ancora-difficolta-a-stare-dalla-parte-giusta_119019.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/cathy-la-torre-sul-caso-di-monterosso-grana-divisivo-e-chi-ha-ancora-difficolta-a-stare-dalla-parte-giusta_119019.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119019/144763.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;<em>Siamo nel 2026 e un sindaco impedisce ai bambini di cantare Bella Ciao il 25 aprile. No, non &egrave; uno scherzo</em>&rdquo;. Lo ha scritto sui suoi canali social Cathy La Torre, avvocata e attivista che <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/cathy-la-torre-a-cuneo-per-celebrare-la-resistenza-se-ci-toccano-la-costituzione-ci-incazziamo_118919.html" target="_blank">venerd&igrave; sera ha tenuto a Cuneo l&rsquo;orazione ufficiale</a> nell&rsquo;ambito delle celebrazioni per la Festa della Liberazione. Celebrazioni che il giorno successivo, il 25 aprile, a <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/a-monterosso-grana-il-sindaco-impedisce-ai-bambini-di-cantare-bella-ciao-censura_118935.html" target="_blank">Monterosso Grana sono diventate un caso</a>, a causa dell&rsquo;invito rivolto dal sindaco Stefano Isaia ai bambini della quinta elementare della Scuola di Valle, ai quali &egrave; stato consigliato di non cantare &ldquo;Bella Ciao&rdquo; in quanto ritenuta &ldquo;divisiva&rdquo;.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119019/small_144764.jpg" alt="Foto"></p>
<p>&ldquo;<em>Quei bambini</em> - scrive La Torre - <em>avevano lavorato nei giorni precedenti proprio sui canti della Resistenza. Le maestre li avevano preparati. E poi, davanti al cippo dei Caduti, &egrave; arrivato il &lsquo;suggerimento&rsquo; del sindaco: silenzio. Una canzone cantata dai partigiani che hanno liberato questo Paese dal fascismo &egrave; &lsquo;divisiva&rsquo;. Bella Ciao viene usata in tutto il mondo come canto di pace, libert&agrave; e liberazione dagli oppressori ma evidentemente a Monterosso Grana questo crea imbarazzo</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>Le insegnanti</em> - prosegue l&rsquo;avvocata e attivista - <em>hanno parlato di un atto di &lsquo;censura&rsquo;, sottolineando il valore didattico e storico del brano all'interno del percorso sulla Costituzione. Anche la dirigente scolastica ha espresso una posizione critica, ribadendo che escludere Bella Ciao proprio nel giorno della Liberazione contraddice i principi di espressione e democrazia. Hanno ragione loro. Mille volte. Non &egrave; &lsquo;divisiva&rsquo; Bella Ciao. &Egrave; divisivo chi ancora oggi, 81 anni dopo, ha ancora difficolt&agrave; a stare dalla parte giusta della storia. E lo fa togliendo la voce ai bambini.</em><br><em>Vergogna</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 27 Apr 2026 13:29:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Made in Italy, Coldiretti Cuneo: "Diecimila agricoltori al Brennero per modificare il codice doganale"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/made-in-italy-coldiretti-cuneo-diecimila-agricoltori-al-brennero-per-modificare-il-codice-doganale_119017.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/made-in-italy-coldiretti-cuneo-diecimila-agricoltori-al-brennero-per-modificare-il-codice-doganale_119017.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119017/144756.jpg" title="" alt="" /><br /><p class="m_1140764267693525823wordsection1" style="text-align: justify;">Gli agricoltori potrebbero recuperare almeno 20 miliardi di euro se venisse modificata la norma dell&rsquo;ultima trasformazione sostanziale nell&rsquo;attuale codice doganale, che in questa difficile fase potrebbero contribuire a mitigare l&rsquo;effetto dei rincari dei costi di produzione e combattere gli aumenti dei prezzi al consumo. A causa della guerra in Iran energia, gasolio e concimi sono andati alle stelle ed &egrave; complicato anche l&rsquo;approvvigionamento, mettendo a rischio le semine e la produzione alimentare e aprendo le porte a un incremento della presenza di alimenti ultra-trasformati. &Egrave; l&rsquo;analisi della Coldiretti al Brennero in occasione della mobilitazione di diecimila agricoltori provenienti da tutte le regioni d&rsquo;Italia, insieme al Presidente&nbsp;Ettore Prandini, al Segretario generale&nbsp;Vincenzo Gesmundo.&nbsp;Coldiretti Cuneo &egrave; presente con una folta delegazione di agricoltori, giovani imprenditori e dirigenti insieme al Presidente provinciale&nbsp;Enrico Nada&nbsp;e al Direttore&nbsp;Francesco Goffredo.</p>
<p class="m_1140764267693525823wordsection1" style="text-align: justify;">&ldquo;<em>Con il Brennero</em> &ndash; dichiara&nbsp;Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo &ndash; <em>prosegue un percorso di mobilitazione che ha coinvolto quasi 100mila agricoltori in tutta Italia, uniti nel rivendicare un cambiamento non pi&ugrave; rinviabile. Al centro c&rsquo;&egrave; la madre di tutte le battaglie sindacali: la revisione della normativa sull&rsquo;ultima trasformazione sostanziale nel codice doganale, un meccanismo che penalizza il lavoro agricolo nazionale e altera profondamente la trasparenza del mercato. Una distorsione che indebolisce il sistema produttivo e inganna i consumatori. Una battaglia per l&rsquo;origine che &egrave; da sempre una priorit&agrave; sindacale per Coldiretti e che pochi giorni fa ha visto anche un risultato storico con l&rsquo;approvazione della legge sui reati agroalimentari, ispirata alla cosiddetta &ldquo;Legge Caselli&rdquo;, ottenuta dopo oltre un decennio di impegno e fondamentale per rafforzare la lotta alle agromafie e garantire maggiore chiarezza lungo tutta la filiera. Il cibo &egrave; una componente strategica della sicurezza nazionale e il tema dell&rsquo;origine incide direttamente sulla sovranit&agrave; economica del Paese. Difendere il valore della produzione agricola &ndash; </em>prosegue<em> - significa quindi tutelare un interesse collettivo e garantire autonomia in un settore essenziale. In questo quadro si inserisce anche il tema della pace. I conflitti in corso stanno gi&agrave; producendo effetti concreti sulle filiere agricole, sui costi di produzione e sul potere d&rsquo;acquisto delle famiglie. Ancora una volta a pagare sono agricoltori e consumator</em>i &ndash; conclude &ndash; <em>La stabilit&agrave; internazionale &egrave; una condizione indispensabile per difendere la sovranit&agrave; alimentare ed economica: dire no alla guerra &egrave; una scelta etica e morale che si ripercuote nella politica e incide direttamente sulla tenuta economica delle imprese e sulla sicurezza del Paese</em>&rdquo;.</p>
<p class="m_1140764267693525823wordsection1" style="text-align: justify;"><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119017/small_144757.jpg"></p>
<p class="m_1140764267693525823wordsection1" style="text-align: justify;">&ldquo;<em>L&rsquo;agroalimentare rappresenta una filiera strategica per il Paese, che vale 707 miliardi di euro e garantisce 4 milioni di posti di lavoro, ed &egrave; proprio per difendere questo patrimonio che siamo qui oggi </em>&ndash; spiega il Direttore&nbsp;Francesco Goffredo&nbsp;&ndash; <em>Non si tratta solo di contributo al Pil, ma di presidio economico, sociale e occupazionale sui territori, che non pu&ograve; pi&ugrave; essere esposto agli effetti distorsivi del codice doganale. Oggi assistiamo a meccanismi che alterano la concorrenza, comprimono il reddito degli agricoltori e compromettono l&rsquo;immagine del vero Made in Italy. Per questo &egrave; fondamentale rafforzare strumenti come i contratti di filiera, che rappresentano una risposta concreta per garantire equit&agrave; lungo tutta la catena del valore, dando stabilit&agrave; alle imprese agricole e costruendo un rapporto pi&ugrave; equilibrato con il mondo della trasformazione. Servono accordi chiari e trasparenti che valorizzino la materia prima agricola e consentano di redistribuire correttamente il valore. Per questo chiediamo con forza un intervento a livello europeo che consenta di superare le attuali distorsioni e di restituire agli Stati membri la possibilit&agrave; di definire con chiarezza l&rsquo;origine dei prodotti a partire dalla materia prima agricola. Non si tratta di penalizzare l&rsquo;industria di trasformazione, ma di ristabilire regole eque e trasparenti lungo tutta la filiera. Gioved&igrave; a Roma porteremo queste richieste direttamente al Commissario europeo alla Salute, Oliv&eacute;r V&aacute;rhelyi, perch&eacute; si arrivi a decisioni concrete e non pi&ugrave; rinviabili</em>&rdquo;, conclude Goffredo.</p>
<p class="m_1140764267693525823wordsection1" style="text-align: justify;">La mobilitazione &egrave; sostenuta dalla campagna #nofakeinitaly sui canali social ufficiali di Coldiretti.</p>]]></description><pubDate>Mon, 27 Apr 2026 12:59:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Bella Ciao "censurata" a Monterosso Grana, AVS: "Sindaco non all'altezza del suo ruolo"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/bella-ciao-censurata-a-monterosso-grana-avs-sindaco-non-all-altezza-del-suo-ruolo_119010.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/bella-ciao-censurata-a-monterosso-grana-avs-sindaco-non-all-altezza-del-suo-ruolo_119010.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119010/144737.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p><em>Come Alleanza Verdi e Sinistra Cuneo esprimiamo profonda preoccupazione e ferma condanna per quanto accaduto agli studenti e studentesse di Monterosso Grana, ai quali &egrave; stato &ldquo;suggerito&rdquo; dal Sindaco di non cantare Bella ciao in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile.</em></p>
<p><em>Le ragazze e i ragazzi delle nostre scuole rappresentano il futuro della nostra democrazia e della memoria della Resistenza contro il nazifascismo. Limitare il loro slancio, la loro partecipazione e la loro voce &egrave; un fatto di estrema gravit&agrave;. Proprio dalle istituzioni dovrebbe arrivare un messaggio chiaro e inequivocabile: la storia non si riscrive, e la memoria collettiva va coltivata, custodita e trasmessa con responsabilit&agrave;.</em></p>
<p><em>Ci&ograve; che si tramanda alle nuove generazioni non &egrave; soltanto il racconto dei fatti, ma l&rsquo;insieme dei valori che quei fatti rappresentano: libert&agrave;, giustizia, partecipazione, democrazia. Bella ciao &egrave; un canto di liberazione e di speranza, un simbolo condiviso che attraversa generazioni e confini. Sottrarlo a studenti e studentesse significa privarli di un momento di consapevolezza e di espressione collettiva.</em></p>
<p><em>Riteniamo inaccettabile il tentativo del Sindaco di Monterosso Grana di ridimensionare l&rsquo;accaduto sostenendo che non si sia trattato di un divieto, ma di un semplice &ldquo;suggerimento&rdquo;. Come se il suo ruolo istituzionale fosse una giacchetta da mettere e togliere a seconda che faccia comodo o meno assumersi la responsabilit&agrave; che da esso deriva. Eh no, signor Sindaco, non nasconda la mano dopo aver tirato il sasso. Lei non si &egrave; mostrato all'altezza del suo ruolo e della nostra storia, e ai giovani e alle giovani a cui &egrave; stato "chiesto" di non cantare dopo settimane di prove questo &egrave; chiarissimo.</em></p>
<p><em>A loro vogliamo invece dire con riconoscenza e fiducia di continuare a cantare, a studiare, a partecipare. La memoria della Resistenza vive anche attraverso la vostra voce, il nostro patrimonio pi&ugrave; grande che nessuno ha il diritto di mettere a tacere.</em></p>
<p><strong>Alleanza Verdi e Sinistra Cuneo</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 27 Apr 2026 12:13:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Il 7 maggio sciopero contro la riforma degli istituti tecnici: "Un vero e proprio ridimensionamento"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-7-maggio-sciopero-contro-la-riforma-degli-istituti-tecnici-un-vero-e-proprio-ridimensionamento_119003.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-7-maggio-sciopero-contro-la-riforma-degli-istituti-tecnici-un-vero-e-proprio-ridimensionamento_119003.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119003/144727.jpg" title="" alt="" /><br /><div>Riceviamo e pubblichiamo.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>Come USB Scuola abbiamo partecipato anche a Cuneo al presidio davanti all&rsquo;Ufficio scolastico territoriale, organizzato marted&igrave; 21 aprile dalla Rete cuneese istituti tecnici, contro l&rsquo;ultima riforma del ministero Valditara. Una riforma, quella dei tecnici, che si pone in piena continuit&agrave; con il modello 4+2 per i professionali e in generale con il progetto di una scuola al servizio delle imprese, invero ampiamente condiviso con i Governi precedenti, compresi quelli di centro-sinistra.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>La riforma degli istituti tecnici rappresenta un vero e proprio ridimensionamento strutturale della formazione tecnica pubblica: meno ore, accorpamenti forzati di discipline fondamentali, tagli al monte ore del quinto anno, perdita di qualit&agrave; didattica e laboratoriale. Una trasformazione che colpisce in primo luogo studentesse e studenti, comprimendo gli spazi di apprendimento e impoverendo i saperi; ma pesanti si annunciano le ripercussioni sulle lavoratrici e sui lavoratori, sui docenti ma anche sugli ATA (come emerso nell&rsquo;incontro al provveditorato).</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>Come USB Scuola crediamo sia urgente mobilitare tutto il mondo della scuola. Abbiamo proposto l&rsquo;adozione nei Collegi dei Docenti di una delibera formale per chiedere al Ministero dell&rsquo;Istruzione e del Merito il rinvio di almeno un anno dell&rsquo;applicazione della riforma.&nbsp;</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>Ma soprattutto, rilanciamo la proposta di uno sciopero della scuola per gioved&igrave; 7 maggio, in collaborazione con l&rsquo;organizzazione studentesca OSA. Riteniamo indispensabile rafforzare l&rsquo;alleanza tra lavoratori e studenti, per rigettare un modello di scuola votato agli interessi dei privati e funzionale al processo di militarizzazione in corso nella nostra societ&agrave;. Riteniamo indispensabile mobilitarsi immediatamente nelle forme pi&ugrave; incisive, stimolando l&rsquo;adesione pi&ugrave; larga possibile delle lavoratrici e dei lavoratori.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>No alla riforma degli istituti tecnici! Per una nuova scuola pubblica, in una nuova societ&agrave;!</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Cuneo, 27 aprile 2026</strong></div>
<div><strong>USB Scuola Piemonte</strong></div>]]></description><pubDate>Mon, 27 Apr 2026 11:42:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Mondovì, Robaldo porta l'ospedale in Consiglio: "Direzione Generale troppo distante"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/mondovi-robaldo-porta-l-ospedale-in-consiglio-direzione-generale-troppo-distante_118996.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/mondovi-robaldo-porta-l-ospedale-in-consiglio-direzione-generale-troppo-distante_118996.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118996/144699.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Coincider&agrave; con la seduta di mercoled&igrave; 29 aprile il preciso istante in cui il sindaco di Mondov&igrave;, Luca Robaldo, riferir&agrave; ufficialmente al Consiglio comunale sulla situazione dell&rsquo;ospedale &ldquo;Regina Montis Regalis&rdquo;. Un passaggio che il primo cittadino definisce <em>&ldquo;necessario&rdquo;</em>, non solo per aggiornare l&rsquo;assemblea cittadina, ma anche per delineare le azioni che i sindaci del Distretto sanitario Cebano-Monregalese intendono mettere in campo.</p>
<p><em>&ldquo;Credo che la seduta di mercoled&igrave; sia il momento giusto per informare il Consiglio Comunale di quanto sta avvenendo nel nostro ospedale</em> &ndash; dichiara Robaldo &ndash;<em>. Sar&agrave; anche l&rsquo;occasione per evidenziare quanto verr&agrave; messo in campo dai sindaci del territorio&rdquo;</em>.</p>
<p>Il primo cittadino rivendica con fermezza il ruolo degli enti locali nella gestione delle tematiche sanitarie, sottolineando come, nonostante le competenze formali, i Comuni continueranno a far sentire la propria voce sia sulla sanit&agrave; ospedaliera sia su quella territoriale.</p>
<p><em>&ldquo;Non &egrave; ulteriormente tollerabile la distanza che questa Direzione Generale ha voluto interporre con le comunit&agrave; </em>&ndash; afferma &ndash;<em>, quasi che cittadini e amministratori fossero considerati solo dei rompiscatole&rdquo;</em>.</p>
<p>Parole dure, che riflettono un livello di preoccupazione ormai elevato tra gli amministratori locali. Proprio per questo, Robaldo auspica che il tema possa diventare terreno di collaborazione trasversale tra tutte le forze politiche.</p>
<p><em>&ldquo;I gruppi consiliari potranno farsi un&rsquo;idea del livello di allarme cui siamo giunti. Il mio auspicio &egrave; che su questo tema si lavori insieme, senza distinzione di appartenenza&rdquo;</em>.</p>
<p>Nel frattempo, il sindaco si dice disponibile ad accogliere la richiesta di confronto avanzata da Forza Italia per bocca del portavoce Giampiero Caramello, auspicando un incontro con tutte le componenti politiche del territorio. Un segnale di apertura, che punta a costruire una posizione condivisa in difesa dell&rsquo;ospedale e dei servizi sanitari locali.</p>
<p>Al centro, resta la necessit&agrave; &ndash; ribadita con forza &ndash; che medici, operatori e personale del &ldquo;Regina Montis Regalis&rdquo; percepiscano il sostegno concreto della comunit&agrave; monregalese, in un frangente considerato estremamente cruciale per il futuro della sanit&agrave; del territorio.</p>]]></description><pubDate>Mon, 27 Apr 2026 10:26:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Sporcizia e danneggiamenti, il monumento dei giardini Fresia non fa più onore ai caduti?]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sporcizia-e-danneggiamenti-il-monumento-dei-giardini-fresia-non-fa-piu-onore-ai-caduti_118995.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sporcizia-e-danneggiamenti-il-monumento-dei-giardini-fresia-non-fa-piu-onore-ai-caduti_118995.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118995/144696.jpg" title="" alt="" /><br /><p><em>&ldquo;Domenica ventisei aprile mia mamma, orfana di guerra, ha espresso il desiderio di andare a visitare il monumento dei caduti della seconda guerra mondiale, ai giardini Fresia a Cuneo per leggervi il nome di suo padre e di mio nonno&rdquo;</em>. Comincia cos&igrave; la lettera che un lettore della nostra testata, <strong>Francesco Nofilo</strong>, ha inviato per sollecitare un intervento a tutela del monumento ai caduti.</p>
<p>Edificato nel 1922, il monumento &egrave; sormontato da una scultura in bronzo di <strong>Giovan Battista Alloati</strong> che nel 1932 venne fusa per scopi bellici. Nel dopoguerra una nuova copia venne ricollocata al suo posto, insieme a una nuova incisione sul basamento che oltre ai nomi di 250 caduti della Grande Guerra riporta quelli di 482 caduti della seconda guerra mondiale e, negli spazi laterali dei due cubi, di 35 deportati e internati, 39 civili e 90 partigiani.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118995/small_144758.jpg" alt="Il monumento ai Giardini Dino Fresia"></p>
<p><em>&ldquo;Un monumento posto a testimonianza dell&rsquo;estremo sacrificio di uomini, ragazzi, soldati caduti nell'adempimento del loro dovere, chiamati in difesa della Patria.</em> - ricorda il lettore -<em> Termini e valori che al giorno d&rsquo;oggi hanno perso quel significato intrinseco di onore e valore, che comunque sempre dovrebbe avere&rdquo;</em>. Il monumento, aggiunge, &egrave; stato da lui <em>&ldquo;trovato sporco di guano di uccelli, con una rottura laterale dalla parte di dietro, del pannello di sinistra, i nomi dei soldati che si leggono a fatica, ormai sbiaditi, come sbiadito mi sembra sia il ricordo del loro sacrificio&rdquo;</em>.</p>
<p>Il contesto non &egrave; migliore, aggiunge l&rsquo;autore della missiva: <em>&ldquo;Le aiuole trasandate, ragazzini che bevono birra e lasciano le bottiglie buttate per terra, che sputano, come ormai sembra essere di moda fare, che ti guardano con sfida quando li redarguisci. Insomma, mi chiedo come, una citt&agrave; medaglia d'oro alla resistenza come &egrave; Cuneo, permetta una conservazione cos&igrave; vergognosa di un monumento ai suoi soldati caduti&rdquo;</em>.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118995/small_144759.jpg" alt="Il monumento ai Giardini Dino Fresia"></p>
<p>Si era tornati a parlarne non pi&ugrave; tardi di due settimane fa, quando in municipio &egrave; stato presentato l&rsquo;<a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ecco-loasi-urbana-dei-giardini-fresia-piu-alberi-e-un-orto-botanico-con-un-nuovo-belvedere_118112.html" target="_blank">intervento di riqualificazione dei giardini Fresia</a>. A una suggestione del presidente di Pro Natura <strong>Domenico Sanino</strong>, in merito a una possibile ricollocazione del monumento, ha replicato la progettista <strong>Roberta Filippini</strong> ricordando che si tratta di un bene vincolato, oltre che di un pezzo di memoria storica: <em>&ldquo;Il monumento lo abbiamo studiato molto, da vincolo della Soprintendenza rimarr&agrave; l&igrave;. Crediamo sia importante mantenerlo per la citt&agrave;, anche perch&eacute; crea una scenografia&rdquo;</em>.</p>
<p><em>&ldquo;Il monumento fa parte della storia di questi giardini&rdquo;</em> ha aggiunto il presidente del memoriale della Divisione Cuneense <strong>Aldo Meinero</strong>, sollecitandone un restauro: <em>&ldquo;Da anni chiediamo che venga restaurato e pulito, quantomeno nei nomi. Se vogliamo parlare di memoria dovremmo ripartire da questo pezzo di storia che lega la citt&agrave; di Cuneo&rdquo;</em>.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118995/small_144760.jpg" alt="Il monumento ai Giardini Dino Fresia"></p>]]></description><pubDate>Mon, 27 Apr 2026 10:25:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Monterosso Grana, Sacchetto: “La polemica intorno a Bella Ciao è del tutto fuori luogo”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/monterosso-grana-sacchetto-la-polemica-intorno-a-bella-ciao-e-del-tutto-fuori-luogo_118986.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/monterosso-grana-sacchetto-la-polemica-intorno-a-bella-ciao-e-del-tutto-fuori-luogo_118986.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118986/144676.jpg" title="Claudio Sacchetto" alt="Claudio Sacchetto" /><br /><p>&ldquo;<em>Leonardo Sciascia diceva che il pi&ugrave; bell&rsquo;esemplare di fascista in cui ci si possa imbattere &egrave; quello del sedicente antifascista unicamente dedito a dare del fascista a chi fascista non &egrave;. Le perle che ci sono state regalate in questo ottantunesimo anniversario della cacciata della feccia nazifascista rendono empiricamente attuale la riflessione del grande scrittore siciliano. L&rsquo;ennesima contestazione della Brigata ebraica nel corteo milanese, il ferimento di esponenti radicali, l&rsquo;allontanamento di partecipanti con bandiere ucraine e di simpatizzanti dei partiti di centrodestra la dicono lunga sul concetto di democrazia che ha buona parte della sinistra</em>&rdquo;, sottolinea il consigliere Regionale Claudio Sacchetto.</p>
<p>Non &egrave; mancata una polemica anche in Provincia di Cuneo dove, a Monterosso Grana, il sindaco Stefano Isaia, esponente di Fratelli d&rsquo;Italia, dopo avere organizzato e rilanciato le celebrazioni della Liberazione ed avere avviato nei mesi scorsi le procedure per ottenere la Medaglia al valore per il suo Comune nella lotta di Liberazione, &egrave; stato oggetto di contestazioni da parte di esponenti politici a seguito della scelta, maturata con la sua Amministrazione, di soprassedere all&rsquo;esecuzione di Bella ciao dopo che il giorno prima la stessa era stata strumentalizzata dalle opposizioni in Parlamento in chiave politica.</p>
<p>&ldquo;<em>La polemica che sta montando in queste ore &egrave; del tutto fuori luogo</em> &ndash; sottolinea Sacchetto &ndash; <em>in quanto il sindaco Isaia ha rilanciato le celebrazioni della Liberazione e, con ricerche storiche, sta lavorando per ottenere il riconoscimento dallo Stato del ruolo avuto da Monterosso nella lotta per la Liberazione. Del tutto ingenerose le patenti di democrazia che esponenti delle sinistre vogliono dare in modo del tutto arbitrario. La verit&agrave; storica &egrave; che fascisti e comunisti erano e sempre saranno due facce della stessa medaglia: intolleranti sempre e comunque a chiunque non la pensi come loro. Quindi credo che ancora oggi a 81 anni di distanza dobbiamo essere grati ai nostri antenati cattolici, liberali, socialisti, monarchici, repubblicani, azionisti, militari, sacerdoti, semplici cittadini e americani per averci liberato dai nazifascisti prima e per avere impedito che i comunisti diventassero maggioranza in seguito</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 27 Apr 2026 08:51:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item></channel></rss>
