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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/attualita/rss2.0.xml?page=474rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le notizie di Attualità che la provincia di Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Tue, 14 Jul 2026 00:43:45 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/]]></link></image><item><title><![CDATA[Emergenza idrica, la Regione raccomanda un “utilizzo consapevole” dell’acqua potabile]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/emergenza-idrica-la-regione-raccomanda-un-utilizzo-consapevole-dellacqua-potabile_124016.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/emergenza-idrica-la-regione-raccomanda-un-utilizzo-consapevole-dellacqua-potabile_124016.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124016/153217.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Si &egrave; riunito oggi al Grattacielo Piemonte il Tavolo per l&rsquo;emergenza idrica al quale hanno partecipato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, gli assessori all&rsquo;Agricoltura Paolo Bongioanni, alla Montagna Marco Gallo e all&rsquo;Ambiente Matteo Marnati, delegato al coordinamento del tavolo, i rappresentanti di Arpa, associazioni agricole, parchi e aree protette, consorzi idrici, Anbi, Prefetture, Citt&agrave; Metropolitana di Torino e Province, enti di governo e i gestori del Servizio idrico integrato e delle reti idriche.</p>
<p>&ldquo;Il caldo e l&rsquo;assenza di piogge stanno determinando un&rsquo;emergenza da affrontare con attenzione soprattutto per quanto riguarda l&rsquo;agricoltura. - ha riassunto il presidente Cirio - Su questo non possiamo aspettare nemmeno un minuto e siamo al lavoro con la Regione Valle d&rsquo;Aosta e il Canton Ticino per chiedere di aumentare la fornitura di acqua che viene immessa in Piemonte per l&rsquo;uso agricolo. Per quanto riguarda l&rsquo;aspetto idropotabile, ci sono un centinaio i Comuni che in questo momento in Piemonte hanno gi&agrave; fatto ordinanze per regolare la gestione dell&rsquo;acqua, soprattutto nelle frazioni e nei Comuni di montagna, dove ci sono localit&agrave; nelle quali gi&agrave; oggi dobbiamo intervenire con le autobotti. Monitoriamo giorno dopo giorno la situazione, pronti ad avviare la richiesta dello stato di emergenza se non dovessero migliorare le condizioni meteorologiche, in accordo con le altre regioni che vivono la nostra stessa situazione, per dare i ristori necessari&rdquo;.</p>
<p>Per quanto riguarda l&rsquo;acqua potabile, inoltre, l&rsquo;assessore Marnati ha raccomandato &ldquo;un utilizzo consapevole da parte dei cittadini&rdquo; ed ha annunciato che verranno valutati con attenzione i consumi dei prossimi dieci giorni. Marnati ha precisato che al momento sono circa 100 i Comuni che hanno emesso ordinanze di restrizione dei consumi di acqua non strettamente necessari e una cinquantina per 25.000 abitanti quelli dove si ricorre all&rsquo;uso delle autobotti per aumentare la quantit&agrave; di acqua presente nelle vasche degli acquedotti.</p>
<p>L&rsquo;assessore Bongioanni ha ricordato che &ldquo;in Regione &egrave; operativo un gruppo di lavoro interdirezionale con il compito specifico di monitorare il rischio di perdita del raccolto per cause idriche, che si riunisce con regolarit&agrave; per elaborare i dati di Arpa e fornire al mondo agricolo indicazioni proiettive&rdquo;. &ldquo;E a fine luglio - ha anticipato - incardineremo in Commissione Agricoltura del Consiglio regionale il disegno di legge di riforma dei consorzi irrigui, destinato a rivoluzionare in modo strutturale la governance della gestione dell&rsquo;acqua per la nostra produzione agricola e agroalimentare&rdquo;.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124016/small_153218.jpg" alt="" loading="lazy"><br>La situazione idrica in Piemonte al 13 luglio</h2>
<p>La relazione presentata da Arpa rileva che ad inizio della seconda decade di luglio 2026 il Piemonte presenta una situazione idrica complessivamente deficitaria, con criticit&agrave; pi&ugrave; evidenti sulle portate dei corsi d&rsquo;acqua e sulle risorse idriche superficiali disponibili. L&rsquo;indice sintetico di siccit&agrave; evidenzia condizioni di siccit&agrave; severa in tutto il bacino del Tanaro, Scrivia e del Po a monte della confluenza con la Dora Baltea. Le precipitazioni medie di giugno 2026 sul bacino del Po sono state di 62 mm, con un deficit del 36% rispetto alla media mensile storica 1991-2020.</p>
<p>Le temperature per contro sono state marcatamente superiori alla media del periodo: con un&rsquo;anomalia termica regionale di +3,5 &deg;C, questo del 2026 si colloca quindi tra i mesi di giugno pi&ugrave; caldi della serie storica, con valori prossimi ai record assoluti del 2003 e con una persistenza delle anomalie positive particolarmente significativa. A questo si aggiunge l&rsquo;ondata di calore registrata a fine maggio che ha contribuito ad aumentare in modo deciso l&rsquo;evapotraspirazione, accentuando lo stress idrico dei suoli e della vegetazione e aggravando gli effetti della scarsit&agrave; di precipitazioni sulle portate dei corsi d&rsquo;acqua e sulla disponibilit&agrave; complessiva della risorsa idrica.</p>
<p>Le risorse idriche superficiali sono ridotte del 37% rispetto alla media del periodo. Nella prima decade di luglio gran parte delle sezioni idrometriche considerate presentano deficit superiori al 40%. In particolare, il Po a Isola Sant&rsquo;Antonio ha registrato una portata media di 62 m&sup3;/s, pari a un deficit del 75% rispetto allo storico.</p>
<p>Per le prossime due settimane l'alta pressione che interesser&agrave; gran parte dell&rsquo;Europa, porter&agrave; in Piemonte temperature ancora sopra la media stagionale e sporadiche precipitazioni per lo pi&ugrave; associate a fenomeni temporaleschi che non consentiranno di superare la situazione idrica complessivamente deficitaria.</p>]]></description><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 19:10:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Aggressione ai carabinieri di Fossano: “Le dinamiche sono chiare e le responsabilità nette”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/fossanese/aggressione-ai-carabinieri-di-fossano-le-dinamiche-sono-chiare-e-le-responsabilita-nette_124009.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/fossanese/aggressione-ai-carabinieri-di-fossano-le-dinamiche-sono-chiare-e-le-responsabilita-nette_124009.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124009/153205.jpg" title="Simona Ballario, Francesco Balocco, Mirella Brizio, Lorenzo Cassine, Simone Chiapello, Paolo Lingua " alt="Simona Ballario, Francesco Balocco, Mirella Brizio, Lorenzo Cassine, Simone Chiapello, Paolo Lingua " /><br /><p>Simona Ballario, Francesco Balocco, Mirella Brizio, Lorenzo Cassine, Simone Chiapello, Paolo Lingua si riuniscono per esprimere vicinanza ai carabinieri aggrediti a Fossano nel corso della scorsa settimana. Ecco la loro nota:</p>
<p><br>&ldquo;Con il presente comunicato, noi Consiglieri di opposizione di Fossano, desideriamo manifestare vicinanza ed un sincero augurio di pronta guarigione ai quattro militari della locale Compagnia dei Carabinieri, rimasti feriti nell&rsquo;aggressione presso la stazione ferroviaria, e agli operatori del servizio sanitario d&rsquo;emergenza 118, coinvolti in prima linea nelle medesime concitate fasi dell'intervento.</p>
<p>Teniamo infatti a sottolineare l&rsquo;alto valore della professionalit&agrave;, della prontezza e della fermezza dimostrate dai Carabinieri nell&rsquo;isolare il soggetto e nel gestire un intervento improvviso ed inaspettato, evitando che la situazione potesse degenerare ulteriormente a danno di altre persone. Stessa professionalit&agrave; e prontezza dimostrate altres&igrave; durante l&rsquo;intervento presso la Cascina Pensolato.</p>
<p>Auspichiamo e chiediamo che questi atti siano perseguiti secondo i criteri di giustizia, senza che gli stessi si trasformino oggetto di strumentalizzazioni politiche. Le dinamiche sono chiare e le responsabilit&agrave; nette.</p>
<p>Rileviamo comunque che, da tempo a Fossano, si ripetono casi di microcriminalit&agrave;, in particolare nella zona della stazione. &ldquo;Contiamo che la presenza delle videocamere di sorveglianza fornisca un monitoraggio continuo e sia attivato quanto prima il collegamento con le Forze dell&rsquo;Ordine&rdquo;.</p>
<p>Ribadiamo l&rsquo;importanza di una costante presenza della Polizia Locale sul territorio, possibilmente prevedendo un distaccamento presso i locali liberi del Movicentro.</p>
<p>Concordiamo sull&rsquo;importanza di convocare, quanto prima, un tavolo dei consiglieri per approfondire il discorso sulla sicurezza.&nbsp;</p>
<p>Ancora una volta, rinnoviamo il nostro grazie alle donne e agli uomini in divisa per il costante presidio a tutela della comunit&agrave; fossanese&rdquo;.</p>
<p class="p1"><strong>Simona Ballario, Francesco Balocco, Mirella Brizio, Lorenzo Cassine, Simone Chiapello, Paolo Lingua<br>C</strong><strong><span class="Apple-converted-space">onsiglieri di opposizione di Fossano</span></strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 17:27:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Contro il ddl caccia un ordine del giorno a Cuneo: firma anche un pezzo di centrodestra]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/contro-il-ddl-caccia-un-ordine-del-giorno-a-cuneo-firma-anche-un-pezzo-di-centrodestra_124007.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/contro-il-ddl-caccia-un-ordine-del-giorno-a-cuneo-firma-anche-un-pezzo-di-centrodestra_124007.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124007/153203.jpg" title="" alt="" /><br /><p>No al disegno di legge sulla caccia approvato dal Senato: l&rsquo;iniziativa della maggioranza trova la contrariet&agrave; di uno spezzone trasversale dei gruppi consiliari cuneesi, con una curiosa inversione dei ruoli rispetto allo scenario politico nazionale.</p>
<p>Se infatti in parlamento il progetto di riforma - ora all&rsquo;esame della Camera - ha trovato il no del Partito Democratico e delle altre opposizioni (oltre a quello di 57 associazioni ambientaliste e animaliste), a Cuneo l&rsquo;ordine del giorno di condanna vede il sostegno di Cuneo Mia e Cuneo per i Beni Comuni a sinistra, ma anche degli Indipendenti e di due consiglieri di centrodestra,&nbsp;<strong>Mavy Civallero</strong> per SiAmo Cuneo e <strong>Franco Civallero</strong> per Forza Italia. Per contro nessun consigliere di maggioranza, Pd incluso, ha per ora aderito all&rsquo;iniziativa.</p>
<p>Il disegno di legge che ha come primo firmatario il capogruppo di Fratelli d&rsquo;Italia Lucio Malan &egrave; stato molto contestato anche all&rsquo;interno della maggioranza, dove le deputate Rita dalla Chiesa di Forza Italia e Michela Vittoria Brambilla di Noi Moderati hanno gi&agrave; avviato iniziative bipartisan per affossarlo. C&rsquo;&egrave; inoltre il dubbio che alcune modifiche nel testo possano violare due capisaldi della tutela della biodiversit&agrave; a livello europeo - la direttiva Habitat e la direttiva Uccelli - ed esporre l&rsquo;Italia a procedure di infrazione.</p>
<p>&ldquo;Riteniamo che un provvedimento destinato ad incidere profondamente sulla tutela della fauna selvatica, sugli ecosistemi naturali e sulla gestione del patrimonio naturale nazionale non possa essere valutato esclusivamente sotto il profilo agricolo e venatorio&rdquo; osservano i gruppi consiliari contrari, chiedendo un pi&ugrave; ampio coinvolgimento sia del parlamento - nello specifico la commissione Ambiente della Camera - sia del mondo scientifico, delle associazioni e con gli enti gestori delle aree protette.</p>
<p>&ldquo;Il disegno di legge, - spiegano i consiglieri - concretamente regolarizza una serie di comportamenti che alcuni cacciatori fanno gi&agrave; da tempo, in deroga; rimuove alcuni divieti e regole, favorendo chi guadagna grazie alla caccia; e ridimensiona il ruolo dell&rsquo;Ispra che, tra le altre cose, fornisce assistenza ai ministeri sulle questioni ambientali&rdquo;. Tra i punti principali e pi&ugrave; contestati, oltre al riconoscimento della caccia come attivit&agrave; che &ldquo;concorre alla tutela della biodiversit&agrave; e dell&rsquo;ecosistema&rdquo;, c&rsquo;&egrave; l&rsquo;ampliamento delle zone interessate all&rsquo;attivit&agrave; venatoria su cui saranno le regioni ad esprimersi, inviando relazioni ai ministeri dell&rsquo;Agricoltura e dell&rsquo;Ambiente.</p>
<p>Tra i divieti eliminati si annovera quello di caccia nei pressi dei valichi montani attraversati dalle rotte migratorie di uccelli, dove la proibizione sar&agrave; attiva solo in determinati periodi dell&rsquo;anno: &ldquo;In generale, non &egrave; pi&ugrave; previsto un calendario venatorio valido per tutta l&rsquo;Italia&rdquo;. Si critica inoltre la prevista possibilit&agrave; di cacciare i cinghiali e altri ungulati su terreni coperti di neve: &ldquo;L&rsquo;attuale legge del 1992 vieta tale possibilit&agrave; nel tentativo di tutelare la fauna selvatica: con la neve, gli animali sono vulnerabili, faticano a trovare cibo, si muovono pi&ugrave; difficilmente e sono pi&ugrave; rintracciabili tramite le impronte. Inoltre anche altre nuove specie saranno cacciabili come l&rsquo;oca selvatica e il piccione di citt&agrave;&rdquo;.</p>
<p>Allo stesso tempo si prevede la liberalizzazione dei richiami vivi con la possibilit&agrave; di catturare in natura (pare) fino a dieci uccelli per ciascuna specie e l&rsquo;assenza di limiti alla detenzione di esemplari nati e allevati in cattivit&agrave;. Continuando a porre l&rsquo;attenzione sugli animali, il lupo viene eliminato dall&rsquo;elenco delle specie &ldquo;particolarmente protette&rdquo;, sebbene il testo non lo inserisca nella lista delle specie che possono essere braccate. Nella versione finale del testo da questo ampliamento sono state escluse alcune specie di ungulati, come lo stambecco e il camoscio, indicate in un allegato della direttiva Habitat come da preservare.</p>
<p>&ldquo;Le critiche su questo testo - ricordano i gruppi firmatari dell&rsquo;odg - non giungono solo dalle associazioni legate agli animali e all'ambiente, ma anche da persone influenti della societ&agrave; civile, scienziati, ricercatori e da alcuni noti esponenti di destra; una parte considerevole del mondo cattolico ha espresso preoccupazione&rdquo;.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 16:54:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[La Commissione Legalità della Regione approva la relazione sullo sfruttamento lavorativo in agricoltura]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-commissione-legalita-della-regione-approva-la-relazione-sullo-sfruttamento-lavorativo-in-agricoltura_124004.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-commissione-legalita-della-regione-approva-la-relazione-sullo-sfruttamento-lavorativo-in-agricoltura_124004.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124004/153200.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Commissione Legalit&agrave; della Regione ha approvato oggi, luned&igrave; 13 luglio, all'unanimit&agrave;, con il voto favorevole di tutti i gruppi consiliari, il documento conclusivo del gruppo di lavoro dedicato allo sfruttamento lavorativo in agricoltura.</p>
<p>Il testo rappresenta il risultato di oltre un anno di attivit&agrave;, nel corso del quale sono state ascoltate le realt&agrave; che in Piemonte si occupano da tempo di questo fenomeno con competenza e professionalit&agrave;, consentendo di giungere a una sintesi condivisa.</p>
<p>&ldquo;Le conclusioni di questo documento partono da una lettura della realt&agrave; che riconosce alcune criticit&agrave; strutturali dell'agricoltura italiana: il calo della manodopera disponibile a fronte di una domanda di lavoro sempre pi&ugrave; concentrata e specializzata, un sistema dei decreti flussi che necessita di una profonda riforma, l'assenza di un efficace sistema pubblico di incontro tra domanda e offerta di lavoro, carenze normative sull'accoglienza dei lavoratori stagionali e una distribuzione del valore lungo la filiera che continua a comprimere i margini delle imprese agricole. A ci&ograve; si aggiunge un dibattito pubblico spesso polarizzato, che affronta il tema delle migrazioni pi&ugrave; come terreno di scontro ideologico che come questione legata al lavoro e all'organizzazione del sistema produttivo - commentano i consiglieri -. Dal documento emerge la volont&agrave; chiara e comune di affrontare questo fenomeno attraverso misure organiche e capaci di incidere sulle cause strutturali del problema&rdquo;.</p>
<p>Dal documento emerge la volont&agrave; chiara e comune di affrontare questo fenomeno attraverso misure organiche e capaci di incidere sulle cause strutturali del problema.</p>
<p>Tanti i temi su cui ci si &egrave; soffermati, proponendo per ciascuno di essi una risposta che la Regione pu&ograve; mettere in campo.</p>
<p>Un primo punto centrale riguarda il tema dell&rsquo;abitare e delle condizioni materiali di vita dei lavoratori agricoli, in particolare stagionali. Su questo aspetto il consigliere Calderoni (Pd), gi&agrave; sindaco di Saluzzo, ha dichiarato: &ldquo;Il contrasto allo sfruttamento del lavoro agricolo passa anche dalla capacit&agrave; di garantire condizioni di vita dignitose ai lavoratori stagionali. Per questo serve una normativa regionale che favorisca un&rsquo;accoglienza di qualit&agrave;, con standard verificabili, costi trasparenti e un chiaro coinvolgimento dei datori di lavoro, sostenuto da incentivi e strumenti fiscali. Occorre inoltre promuovere soluzioni abitative innovative per i lavoratori pi&ugrave; stabili e rafforzare i servizi di trasporto pubblico stagionale, indispensabili per collegare alloggi, aziende e aree rurali. Il Piemonte ha costruito, negli anni, un modello riconosciuto anche a livello europeo: ora dobbiamo consolidarlo e migliorarlo ulteriormente. Allo stesso tempo, &egrave; importante valorizzare e potenziare strumenti gi&agrave; esistenti ed efficaci, come la Rete del Lavoro Agricolo di Qualit&agrave;, evitando inutili duplicazioni e rafforzando la collaborazione tra istituzioni, imprese e parti sociali. La legalit&agrave; si costruisce con controlli efficaci, ma anche con politiche che rendano possibile il lavoro regolare e dignitoso&rdquo;.</p>
<p>Accanto alle condizioni di vita, il documento si sofferma sulla necessit&agrave; di strumenti capaci di leggere e prevenire le situazioni di rischio, anche attraverso una migliore programmazione del fabbisogno di manodopera. Su questo punto la consigliera Marro (Avs) sottolinea il valore degli indici di congruit&agrave;, ovvero parametri che permettono di stimare il fabbisogno reale di manodopera e di individuare eventuali anomalie tra lavoro dichiarato e lavoro effettivamente necessario: &ldquo;Il voto unanime a questa relazione &egrave; un risultato di grande valore. Non &egrave; frequente che maggioranza e opposizione condividano un documento di questo tipo e significa che il lungo percorso di audizioni ha prodotto una lettura comune delle cause dello sfruttamento lavorativo in agricoltura. &Egrave; un punto di partenza importante, perch&eacute; quando l'analisi &egrave; condivisa diventa pi&ugrave; difficile voltarsi dall'altra parte. Sono particolarmente soddisfatta che ci sia stato accordo su una proposta come quella degli indici di congruit&agrave;, cio&egrave; uno strumento che permette di stimare il reale fabbisogno di manodopera di un'azienda e, insieme a un sistema pubblico capace di incrociare domanda e offerta di lavoro, di programmare meglio il lavoro stagionale e orientare i controlli dove emergono anomalie. Non serve a puntare il dito contro qualcuno, ma a costruire strumenti che aiutino a prevenire lo sfruttamento. Le audizioni e il lavoro svolto in questi mesi, cos&igrave; come emerge anche dal dossier Grappoli amari sulle Langhe, dimostrano che non siamo di fronte a criticit&agrave; episodiche, ma a un problema strutturale. Oggi questa consapevolezza &egrave; stata riconosciuta dall'intera Commissione Legalit&agrave; del Consiglio regionale. Adesso deve tradursi in scelte concrete&rdquo;.</p>
<p>Il lavoro del gruppo ha affrontato anche il tema della responsabilit&agrave; della filiera, della formazione e dei controlli, con particolare attenzione al ruolo della Grande Distribuzione Organizzata. Lo evidenzia la consigliera Canalis (Pd), vicepresidente della III Commissione del Consiglio regionale: &ldquo;In un contesto in cui il caporalato sta cambiando pelle, i dazi e i vincoli della Grande Distribuzione impattano sulla nostra agricoltura e la manodopera &egrave; sempre pi&ugrave; scarsa e vulnerabile, anche le istituzioni pubbliche devono reagire modificando l'approccio. Per migliorare la qualit&agrave; del lavoro, occorre coinvolgere e responsabilizzare maggiormente la Grande Distribuzione Organizzata, affinch&eacute; contribuisca a garantire condizioni economiche che permettano alle imprese agricole di sostenere il lavoro regolare. Allo stesso tempo vanno rafforzati i controlli sul collocamento obbligatorio dei lavoratori svantaggiati, cos&igrave; come le attivit&agrave; di vigilanza contro il lavoro irregolare e lo sfruttamento. Un ruolo importante pu&ograve; essere svolto anche dalla formazione professionale, sostenendo attraverso le agenzie accreditate dalla Regione iniziative formative di base rivolte specificamente ai lavoratori stagionali, in particolare sul piano linguistico e della sicurezza sul lavoro&rdquo;.</p>
<p>Tra le proposte emerse anche quella di valorizzare le aziende agricole che garantiscono lavoro regolare e diritti, rendendo riconoscibile la qualit&agrave; del lavoro lungo tutta la filiera. Su questo interviene il consigliere Coluccio (Movimento 5 stelle): &ldquo;&Egrave; fondamentale l&rsquo;istituzione di un marchio regionale del lavoro di qualit&agrave; delle aziende agricole, un &ldquo;bollino del lavoro etico&rdquo;. Chi produce rispettando i diritti dei lavoratori deve essere riconosciuto e valorizzato, al contrario di chi sfrutta, usa lavoro nero o viola diritti fondamentali. Il marchio dovr&agrave; basarsi su controlli indipendenti, periodici e verificabili, non su autodichiarazioni. Nei casi accertati di violazione dei diritti dei lavoratori, la Regione dovr&agrave; poter intervenire anche sui disciplinari e sulle denominazioni di propria competenza. La qualit&agrave; di un prodotto agricolo deve andare di pari passo con la qualit&agrave; del lavoro impiegato per produrlo. Legalit&agrave;, tutela dei lavoratori e delle imprese e dignit&agrave; del lavoro sono elementi inscindibili&rdquo;.</p>
<p>A chiudere, la consigliera Ravinale (Avs) richiama il percorso politico e istituzionale che ha portato all&rsquo;approvazione del documento e la necessit&agrave; di non disperdere il lavoro svolto, anche a partire dall&rsquo;esperienza del progetto Common Ground: &ldquo;Ci eravamo prese a inizio mandato l&rsquo;impegno di lavorare con seriet&agrave; sul tema dello sfruttamento lavorativo, che &egrave; purtroppo strutturale anche nella nostra Regione, e il documento approvato oggi all&rsquo;unanimit&agrave; dimostra che si pu&ograve; fare, uscendo da una logica che limita il contrasto al caporalato a devianze criminali invece di rispondere con gli strumenti necessari: alloggi, trasporti, intermediazione della domanda e dell&rsquo;offerta, formazione. La Regione &egrave; stata capofila di Common Ground, il progetto del Ministero che ha permesso un&rsquo;azione multilivello indispensabile per contrastare il nuovo schiavismo e che non pu&ograve; andare dispersa quando termineranno i fondi. Ora occorrer&agrave; ragionare sull'applicazione dei medesimi strumenti anche ad altri settori, dalla logistica all&rsquo;edilizia, dove sappiamo essere altrettanto grave il problema del lavoro sommerso e dello sfruttamento&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 16:16:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Torre Mondovì difende le sue scuole: il Comune chiede il mantenimento dei plessi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/torre-mondovi-difende-le-sue-scuole-il-comune-chiede-il-mantenimento-dei-plessi_123950.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/torre-mondovi-difende-le-sue-scuole-il-comune-chiede-il-mantenimento-dei-plessi_123950.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123950/153092.jpg" title="Municipio di Torre Mondovì" alt="Municipio di Torre Mondovì" /><br /><p>La Giunta comunale di Torre Mondov&igrave; ha approvato la richiesta di mantenimento in deroga dei plessi scolastici dell'infanzia e della scuola primaria presenti sul territorio comunale, confermando la volont&agrave; dell'amministrazione di salvaguardare un servizio ritenuto essenziale per la comunit&agrave;.</p>
<p>La decisione arriva nell'ambito della programmazione della rete scolastica regionale per l'anno scolastico 2027/2028 e punta a preservare le scuole dei piccoli Comuni montani, particolarmente esposti al calo demografico.</p>
<p>Il Comune ha evidenziato come la presenza degli istituti rappresenti non soltanto un presidio educativo, ma anche un importante strumento per contrastare lo spopolamento e mantenere vivi i servizi sul territorio.</p>
<h2>Le previsioni scolastiche per l'anno 2027/2028</h2>
<p>Attualmente il plesso ospita 17 bambini presso la scuola dell'infanzia e 29 alunni presso la primaria, provenienti anche dai Comuni vicini. Per il prossimo anno scolastico sono previsti 11 iscritti all'infanzia e 35 alla primaria, numeri che consentono all'amministrazione di richiedere il mantenimento dei punti di erogazione del servizio secondo i criteri fissati dalla Regione Piemonte.</p>
<p>Nel provvedimento viene inoltre sottolineato l'impegno del Comune nel garantire il trasporto scolastico, il servizio mensa e la manutenzione dell'edificio, recentemente interessato da interventi di ampliamento e ammodernamento finanziati con risorse del Pnrr. La struttura dispone infatti di spazi adeguati alle attivit&agrave; didattiche e continua a essere oggetto di interventi finalizzati alla sicurezza e alla qualit&agrave; degli ambienti.</p>
<p>La richiesta, accompagnata dal parere favorevole dell'istituto comprensivo di San Michele Mondov&igrave;, sar&agrave; ora trasmessa alla Provincia di Cuneo nell'ambito dell'iter per la definizione della rete scolastica regionale. L'obiettivo dell'amministrazione &egrave; garantire anche per i prossimi anni la presenza di una scuola di prossimit&agrave;, considerata un elemento fondamentale per la qualit&agrave; della vita delle famiglie residenti.</p>]]></description><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 12:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Ospedali di Comunità: la FP CGIL Cuneo dice no allo spostamento del personale dai Distretti]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ospedali-di-comunita-la-fp-cgil-cuneo-dice-no-allo-spostamento-del-personale-dai-distretti_123975.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ospedali-di-comunita-la-fp-cgil-cuneo-dice-no-allo-spostamento-del-personale-dai-distretti_123975.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123975/153148.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Riceviamo e pubblichiamo la presa di posizione della FP CGIL Cuneo sugli Ospedali di Comunit&agrave; e la sua contrariet&agrave; rispetto alla scelta dell&rsquo;ASL CN1 di garantire la copertura dei turni H24 nelle nuove strutture attraverso la rotazione del personale proveniente dai Distretti.</p>
<p style="text-align: justify;">"La Funzione Pubblica CGIL di Cuneo esprime la propria netta contrariet&agrave; alla scelta dell&rsquo;ASL CN1 di garantire la copertura dei turni H24 negli Ospedali di Comunit&agrave; attraverso la rotazione del personale proveniente dai Distretti. Dopo il confronto sindacale, rinviato al prossimo mese di settembre, ribadiamo &nbsp;con fermezza che questa non pu&ograve; rappresentare una soluzione accettabile.<br><br>Continuare a spostare il personale da un servizio all&rsquo;altro significa aggravare ulteriormente il carico di lavoro degli stessi operatori, gi&agrave; da tempo sottoposti a condizioni organizzative estremamente difficili. La domanda che poniamo &egrave; semplice: come si pu&ograve; pensare di ampliare i servizi sanitari, aprendo Case e Ospedali di Comunit&agrave;, senza prevedere contestualmente nuove assunzioni di personale? Non &egrave; possibile costruire una sanit&agrave; territoriale pi&ugrave; forte sottraendo risorse umane ai servizi gi&agrave; esistenti.&nbsp;<br><br>Riteniamo inoltre assurdo che, mentre si annunciano nuovi modelli organizzativi e si inaugurano nuove strutture, la Regione Piemonte abbia imposto alle Aziende Sanitarie un piano di rientro che di fatto blocca le assunzioni, impedendo alle aziende di dotarsi del personale necessario per garantire servizi efficienti e sicuri. Questa &egrave; l&rsquo;ennesima dimostrazione della mancanza di una reale volont&agrave; politica di investire concretamente nella sanit&agrave; pubblica con risorse strutturali e durature.<br><br>Non bastano nuove strutture se poi mancano i professionisti che devono farle funzionare. Oggi pi&ugrave; che mai &egrave; necessario ricordare che il diritto alla salute e il diritto alla cura appartengono a tutti i cittadini e sono garantiti dall&rsquo;articolo 32 della Costituzione. Difendere la sanit&agrave; pubblica significa investire nelle persone che ogni giorno la rendono possibile. La FP CGIL Cuneo continuer&agrave; a battersi affinch&eacute; vengano adottate soluzioni strutturali, fondate su un piano straordinario di assunzioni e sul rafforzamento degli organici, nell&rsquo;interesse dei lavoratori, dei cittadini e della qualit&agrave; del servizio sanitario pubblico".&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 10:56:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Conto alla rovescia per i saldi, Confesercenti: "Leggera flessione nel campo dell'abbigliamento"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/conto-alla-rovescia-per-i-saldi-confesercenti-leggera-flessione-nel-campo-dell-abbigliamento_123965.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/conto-alla-rovescia-per-i-saldi-confesercenti-leggera-flessione-nel-campo-dell-abbigliamento_123965.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123965/153112.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Mancano pochi giorni all'inizio dei saldi estivi, ma &egrave; gi&agrave; possibile stilare un primissimo bilancio sull'argomento. Ci&ograve; che emerge &egrave; che: &ldquo;Da soli, non sono pi&ugrave; un motore dei consumi&rdquo;, spiega Nadia dal Bono, direttore generale di Confesercenti provincia di Cuneo.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Sostanzialmente - prosegue dal Bono - con l&rsquo;andamento del 2025 si riscontra una leggera flessione, che &egrave; pi&ugrave; evidente nel settore dell&rsquo;abbigliamento e degli accessori. Di certo per&ograve;, gli sconti non sono sufficienti a rilanciare la domanda. Segno evidente che il trend &egrave; cambiato e cambier&agrave; sempre di pi&ugrave;&rdquo;.<br><br>Il perch&eacute; &egrave; presto detto: &ldquo;Gli acquirenti di questo periodo - spiega il direttore generale Confesercenti Cuneo - cercano convenienza, giustamente, ma acquistano solo ci&ograve; che ritengono realmente necessario. L&rsquo;offerta diciamo &ldquo;calmierata&rdquo; &egrave; ormai presente su tutti i prodotti tutto l&rsquo;anno, durante il quale &egrave; possibile utilizzare promozioni, vendite speciali o magari mirate verso un certo tipo di clientela. Dai punti accumulati ai vantaggi nel giorno del compleanno, non c&rsquo;&egrave; che l&rsquo;imbarazzo della scelta&rdquo;.<br><br>Sicuramente - per le difficolt&agrave; economiche, per cambi repentini del clima, per una maggior informazione - il consumatore &egrave; sempre pi&ugrave; selettivo e consapevole: confronta prezzi e rinvia gli acquisti non indispensabili.&nbsp;&ldquo;Proprio per questi motivi - sottolinea dal Bono - la competitivit&agrave; si gioca sempre di pi&ugrave; sulla qualit&agrave; dell&rsquo;offerta, del servizio e dell&rsquo;esperienza d&rsquo;acquisto, oltre che sullo sconto&rdquo;.&nbsp;<br><br>Per quanto riguarda i canali di vendita, la parte del leone la fanno ancora i centri commerciali, scelti dal 57% dei consumatori tanto da essere il canale meglio performante nel week end. Un luogo che in questi ultimi anni &egrave; diventato anche un punto di aggregazione.<br><br>&ldquo;Dispiace notare - evidenzia il direttore generale Confesercenti - che i negozi di prossimit&agrave; sono nelle ultime posizioni di scelta da parte del consumatore. Peccato, perch&eacute; oltre alla qualit&agrave; e al diverso rapporto umano, sono anche degli importanti presidi per la citt&agrave; e la comunit&agrave;&rdquo;.<br>Confesercenti ribadisce la sua proposta di trovare una collocazione pi&ugrave; giusta per questo periodo tanto atteso e per farlo in maniera concreta e rilanciare un modello ormai stanco, ha organizza a livello nazionale una raccolta firme per chiedere al Parlamento di far slittare la data di inizio di almeno un mese.<br><br>Sul profilo @fismo.confesercenti trovate link e istruzioni dettagliate per firmare la petizione.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 09:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Mercoledì l’ultima sentenza, Mario Roggero ringrazia chi lo ha sostenuto]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/mercoledi-lultima-sentenza-mario-roggero-ringrazia-chi-lo-ha-sostenuto_123961.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/mercoledi-lultima-sentenza-mario-roggero-ringrazia-chi-lo-ha-sostenuto_123961.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123961/153104.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Poco meno di un minuto per ringraziare chi lo ha sostenuto in questi cinque anni: nessun appello, stavolta, in quello che potrebbe essere l&rsquo;ultimo video di Mario Roggero prima del verdetto di Cassazione.</p>
<p>Mercoled&igrave; 15 luglio i giudici della suprema corte decideranno se confermare o annullare la sentenza che in appello, nel dicembre scorso, lo ha visto condannato a 14 anni e 9 mesi di carcere per l&rsquo;omicidio di due rapinatori che nel pomeriggio del 28 aprile 2021 assaltarono la sua gioielleria e il ferimento di un terzo. Gi&agrave; in primo grado era arrivata una condanna, a diciassette anni.</p>
<p>Il gioielliere di Grinzane Cavour, oggi 72enne, ha sempre proclamato la sua innocenza e invocato la legittima difesa, sebbene i malviventi - armati con un coltello e una pistola giocattolo - fossero stati inseguiti e freddati in auto a rapina conclusa. Nell&rsquo;ultimo video, pubblicato domenica sulla pagina Facebook Io sto con Mario Roggero, non si parla pi&ugrave; di questi argomenti, su cui l&rsquo;accusato &egrave; tornato molte volte: &ldquo;Fra tre giorni - dice Roggero - sapr&ograve; finalmente che ne sar&agrave; della mia vita. Mercoled&igrave; 15 luglio arriver&agrave; la sentenza della corte di Cassazione. Ci tengo a ringraziarvi per l&rsquo;enorme affetto con cui avete inondato me e la mia famiglia. Abbiamo ricevuto migliaia e migliaia di commenti, di telefonate da tutta Italia&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Avete fatto quadrato intorno a noi&rdquo; aggiunge ancora, anche a nome della famiglia: &ldquo;Vi ringraziamo di cuore di tutte le donazioni che abbiamo ricevuto e stiamo ricevendo e che stiamo ancora ricevendo, che ci aiutano ad affrontare le grandi spese di questo processo&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 08:56:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Sicurezza, Bergesio (Lega): “In arrivo 111 nuovi agenti della Polizia di Stato in Piemonte”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sicurezza-bergesio-lega-in-arrivo-111-nuovi-agenti-della-polizia-di-stato-in-piemonte_123934.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sicurezza-bergesio-lega-in-arrivo-111-nuovi-agenti-della-polizia-di-stato-in-piemonte_123934.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123934/153100.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">&ldquo;Un potenziamento straordinario degli organici della Polizia di Stato per garantire maggiore sicurezza in tutta Italia e in Piemonte. Grazie all'incessante lavoro e alle richieste della Lega di potenziamento della sicurezza dei cittadini, da agosto saranno assegnati alla nostra regione 111 nuovi agenti provenienti dal 233&ordm; corso allievi agenti".<br><br>Lo afferma il Senatore cuneese Giorgio Maria Bergesio (Lega) nel giorno del 174&deg; anniversario della Polizia di Stato, commentando il nuovo piano nazionale di incremento della sicurezza che prevede il potenziamento di Questure, Commissariati e Uffici Immigrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">"Tra le realt&agrave; che beneficeranno di questo provvedimento spicca la provincia di Cuneo dove arriveranno 10 nuovi operatori, di cui 7 destinati alla Questura e 3 assegnati all'Ufficio Immigrazione per velocizzare le procedure di controllo. Si tratta di una risposta di assoluta concretezza a fronte delle richieste dei cittadini e degli amministratori locali. Mentre l&rsquo;opposizione si perde in chiacchiere ideologiche, il Governo e la Lega rispondono con i fatti, investendo risorse reali per restituire legalit&agrave; e contrastare la criminalit&agrave;&rdquo;, afferma il Senatore.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Nel 174&deg; anniversario della fondazione della Polizia di Stato, un grazie sincero a tutte le donne e gli uomini in divisa che ogni giorno, con coraggio e dedizione, garantiscono la sicurezza di tutti gli italiani. Chi tocca un Agente, tocca ognuno di noi&rdquo;, conclude Bergesio.</p>]]></description><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 07:43:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Caso La Stampa-Crc, comuni in rivolta contro Gola: “La fondazione non è del presidente”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/caso-la-stampa-crc-comuni-in-rivolta-contro-gola-la-fondazione-non-e-del-presidente_123942.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/caso-la-stampa-crc-comuni-in-rivolta-contro-gola-la-fondazione-non-e-del-presidente_123942.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123942/153076.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Non si placa a distanza di oltre un mese dal completamento dell&rsquo;operazione la polemica che ha investito i vertici della Fondazione Crc, dopo l&rsquo;ingresso nella compagine sociale de La Stampa. Una scelta giustificata in base a esigenze di tutela del territorio che ha portato all&rsquo;acquisizione del 5% del capitale, ma sulla cui opportunit&agrave; ci sarebbero forti dubbi perfino ai piani alti di palazzo Vitale.</p>
<p>A livello politico i malumori sono trasversali ed espliciti: ne ha parlato senza giri di parole la sindaca di Cuneo&nbsp;<strong>Patrizia Manassero</strong>, ma prima di lei lo aveva fatto da sinistra il comitato Vivere la Costituzione (dal quale pare stia per giungere un esposto, che sarebbe il secondo stando a ci&ograve; che riporta il quotidiano online Lo Spiffero) e da destra Fratelli d&rsquo;Italia. Ulteriori perplessit&agrave; erano giunte dal Pd che ha parlato di &ldquo;operazione non illegittima in s&eacute;, ma che, in una fase di crescente fragilit&agrave; della libert&agrave; d'informazione, impone garanzie di trasparenza e autonomia&rdquo;.</p>
<p>Che ci faccia una fondazione nel cda di un giornale se lo sono chiesti in molti, tanto pi&ugrave; che dapprincipio l&rsquo;operazione &ldquo;salva Stampa&rdquo; avrebbe dovuto coinvolgere anche le altre realt&agrave; istituzionali piemontesi: pare fosse questo il caveat posto per il s&igrave; al progetto da alcuni consiglieri, nello specifico dal vicepresidente&nbsp;<strong>Francesco Cappello</strong>. Fondazione Crc e Compagnia di San Paolo invece si sono sfilate e Cuneo &egrave; rimasta da sola a fare da bersaglio alle critiche.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123942/small_153077.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p>Ora che il dado &egrave; tratto, nel capoluogo una richiesta di audizione arriva dal gruppo degli Indipendenti. &ldquo;Aspettiamo il presidente in Commissione o in Consiglio per trasparenza e diritto delle cittadine e dei cittadini ad essere informati&rdquo; avverte <strong>Giancarlo Boselli</strong>, ponendo il tema di un confronto pubblico e non relegato alle segrete stanze della conferenza capigruppo: &ldquo;Fondazione CRC non &egrave; del presidente del Cda o del Consiglio generale ma della collettivit&agrave;&rdquo;. <strong>Mauro Gola</strong>, fra l&rsquo;altro, non &egrave; ancora venuto a &ldquo;presentarsi&rdquo; in municipio a oltre due anni dalla sua elezione, circostanza in cui qualche amministratore ravvisa una scarsa cortesia istituzionale: &ldquo;Non capisco questo atteggiamento del presidente Gola. - confida Boselli - Non chiediamo che venga in commissione o in consiglio per tirargli le orecchie. Ma per ricostruire un rapporto solido e a nostro avviso necessario in un momento cos&igrave; difficile. Venga soprattutto per confrontarci su un tema: come possiamo investire bene una parte delle risorse a favore e a sostegno dell&rsquo;imprenditoria dei nostri territori&rdquo;.</p>
<p>Ad Alba, oltre al dissenso del presidente dell&rsquo;ente turismo <strong>Mariano Rabino</strong> e dell&rsquo;ex sindaco di centrodestra&nbsp;<strong>Carlo Bo</strong>, si registra quello di <strong>Carlotta Boffa</strong> - capogruppo di Alba al centro - che aveva portato la questione in Consiglio comunale raccogliendo la presa di distanza del sindaco <strong>Alberto Gatto</strong>: &ldquo;Respingo ogni indiscrezione o sospetto che possano far pensare a un mio assenso, anche solo formale, alla scelta&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123942/small_153078.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p>Ora si apre un nuovo fronte nella pi&ugrave; &ldquo;giovane&rdquo;, dal punto di vista della militanza nella fondazione bancaria, fra le citt&agrave; della Granda. A Bra, infatti, il consigliere di Fratelli d&rsquo;Italia <strong>Carlo Patria</strong> chiede conto dell&rsquo;accaduto in un&rsquo;interrogazione nella quale si rimarca il fatto che &ldquo;tra gli scopi sociali della Fondazione Crc non rientrano tali operazioni di natura industriale/commerciale&rdquo; e si domanda al sindaco di invitare al pi&ugrave; presto Gola per palesare il &ldquo;profondo malcontento per l&rsquo;esclusione del territorio braidese da tale decisione&rdquo;. Gi&agrave; che ci siamo, l&rsquo;esponente del centrodestra braidese solleva la questione della modifica dell&rsquo;accordo che port&ograve; alla fusione per incorporazione della vecchia fondazione Cassa di Risparmio di Bra, nel 2019, &ldquo;in quanto troppo penalizzante per Bra e per i Comuni dell&rsquo;area braidese&rdquo;.</p>
<p>All&rsquo;indomani della bocciatura dell&rsquo;estensione dei termini del mandato per il presidente, su cui i sindaci di Cuneo, Alba e Mondov&igrave; si sono messi di traverso, l&rsquo;ex leader confindustriale registra un venir meno di quell&rsquo;ampia convergenza istituzionale che gli aveva consentito di prevalere su&nbsp;<strong>Federico Borgna</strong> due anni fa. Sullo sfondo resta la questione, ancora aperta, della nomina del nuovo direttore generale: un&rsquo;altra gatta da pelare.</p>]]></description><pubDate>Sun, 12 Jul 2026 18:15:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Meno di due piemontesi su dieci leggono tutti i giorni]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/meno-di-due-piemontesi-su-dieci-leggono-tutti-i-giorni_123933.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/meno-di-due-piemontesi-su-dieci-leggono-tutti-i-giorni_123933.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123933/153065.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Oltre sei piemontesi su dieci hanno letto almeno un libro nel corso del 2024. Un dato che pone la regione leggermente sopra la media italiana, ferma al 57,1%. I dati emergono da un&rsquo;<a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/libri-e-biblioteche-abitudini-di-lettura-e-frequentazione-anni-2024-e-2025/" target="_blank" rel="nofollow">indagine</a> Istat, pubblicata il 9 luglio, che racconta come, cosa e quanto leggono gli italiani.</p>
<p>La maggior parte dei piemontesi che legge lo fa nel tempo libero, mentre solo il 13,5% unisce lettura personale e motivi professionali o scolastici. Ma con quale frequenza si aprono i libri? Il 35,2% legge una o pi&ugrave; volte alla settimana, mentre chi lo fa quotidianamente &egrave; una minoranza: meno di due su dieci (17,5%). Il 20,3% legge una volta al mese, e il 25,5% ancora pi&ugrave; di rado. Il confronto con l&rsquo;Italia mostra un ritmo simile: a livello nazionale il 37,4% dei lettori ha una cadenza settimanale, il 42,4% legge saltuariamente e meno di due persone su dieci leggono ogni giorno.</p>
<p>Quanto ai libri letti in un anno, la fetta pi&ugrave; ampia dei piemontesi (40,3%) si ferma tra uno e tre volumi. I lettori davvero accaniti, quelli che ne leggono pi&ugrave; di 31, sono solo il 3,4%, mentre il 10,2% ne legge tra 13 e 30. Nel mezzo si colloca la fascia dei lettori abituali, che scelgono da 4 a 12 titoli l&rsquo;anno.</p>
<p>Inoltre, quasi un piemontese su tre dedica alla lettura tra mezz&rsquo;ora e un&rsquo;ora, mentre il 26,8% supera l&rsquo;ora, ma senza arrivare alle due. Solo il 2% legge per tre ore o pi&ugrave; al giorno, e quasi uno su cinque ammette di non avere un&rsquo;abitudine fissa.</p>
<p>Sul fronte dei generi, i piemontesi restano fedeli alla narrativa italiana: la sceglie il 50,7%, contro un 41,5% che preferisce autori stranieri, in linea con la tendenza nazionale. Ottengono buoni riscontri anche gialli e noir, fantasy, saggi di scienze sociali e filosofia, e il 12% si dedica ai romanzi rosa, senza dimenticare guide turistiche, fumetti e libri per ragazzi. A spingere verso la lettura sono soprattutto il piacere personale, il bisogno di relax, la voglia di riempire i tempi morti &ndash; soprattutto in viaggio o prima di dormire &ndash; e la curiosit&agrave; di imparare cose nuove.</p>
<p>Per quanto riguarda il supporto preferito, il Piemonte conferma una certa fedelt&agrave; alla carta: solo il 12% sceglie l&rsquo;ebook o la lettura online, appena il 3% gli audiolibri, mentre uno su cinque utilizza pi&ugrave; dispositivi diversi. Anche a livello nazionale il cartaceo resta dominante (scelto dall&rsquo;88,7% di chi legge nel tempo libero), contro il 25,7% degli ebook e un pi&ugrave; contenuto 2,5% per gli audiolibri, comunque in crescita rispetto al 2018.</p>
<p>E chi non legge, perch&eacute; non lo fa? La motivazione pi&ugrave; diffusa &egrave; la mancanza di interesse. Seguono la scarsit&agrave; di tempo libero, la preferenza per altri passatempi e, in alcuni casi, motivi di salute legati all&rsquo;et&agrave;.</p>
<p>Se tra gli adulti il Piemonte regge bene il confronto nazionale, la situazione si ribalta quando si guarda ai pi&ugrave; piccoli. Solo il 54,7% dei bambini piemontesi tra 0 e 5 anni sfoglia libri o albi illustrati fuori dall&rsquo;orario scolastico, un valore ben lontano dalla media del Nord Ovest, che si attesta al 67,1%. La regione si posiziona infatti tra le ultime in Italia, davanti solo a Basilicata e alla provincia autonoma di Bolzano.</p>
<p>Anche le biblioteche in Piemonte faticano ad attrarre pubblico: nel 2025 le ha frequentate solo il 17,6% della popolazione piemontese, contro il 19,5% della media del Nord Ovest. Tra chi ci va, per&ograve;, c&rsquo;&egrave; un nucleo di frequentatori assidui: quasi il 30% vi si &egrave; recato dieci volte o pi&ugrave; nel corso dell&rsquo;anno, principalmente per prendere in prestito libri, ma anche per studiare o cercare informazioni. A livello nazionale, dove le biblioteche censite sono 13.636, la quota di frequentatori si ferma al 15,1%, tornata sui livelli pre-pandemia dopo il crollo al 7,4% registrato nel 2021.</p>]]></description><pubDate>Sun, 12 Jul 2026 15:13:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Crisi idrica, Bergesio: "Al Cuneese quasi 100 milioni per infrastrutture strategiche"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/crisi-idrica-bergesio-al-cuneese-quasi-100-milioni-per-infrastrutture-strategiche_123931.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/crisi-idrica-bergesio-al-cuneese-quasi-100-milioni-per-infrastrutture-strategiche_123931.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123931/153063.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">&ldquo;Dalla Cabina di regia sul settore idrico guidata dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, arriva un segnale storico di attenzione per il Piemonte e, in particolare, per la Granda. Con oltre 343 milioni di euro assegnati alla nostra regione per 21 interventi strutturali, la Lega dimostra con i fatti come si affronta l'emergenza: non con l'allarmismo, ma con la programmazione, gli investimenti ed una visione di lungo periodo&rdquo;.<br>Lo dichiara il Senatore della Lega Giorgio Maria Bergesio, Vicepresidente Commissione Agricoltura a Palazzo Madama.<br><br>&ldquo;La provincia di Cuneo &ndash; spiega Bergesio &ndash; &egrave; il territorio piemontese maggiormente integrato in questo pacchetto di investimenti sul fronte della capillarit&agrave; e dei comparti coinvolti. Su un valore complessivo di opere pari a 123,1 milioni di euro nella Granda, il Mit ha stanziato ben 98,1 milioni di finanziamenti diretti, pari a quasi il 29% dell'intero budget regionale. Risorse fondamentali che andranno a toccare i due pilastri della nostra economia e del benessere dei cittadini: il comparto irriguo ed il servizio idrico integrato&rdquo;.<br><br>Bergesio entra nel dettaglio delle opere destinate alla Granda: &ldquo;L'intervento pi&ugrave; imponente interesser&agrave; il Consorzio del Pesio, con ben 36 milioni di euro di finanziamento (su oltre 45,3 milioni totali) per i lavori di potenziamento dell'approvvigionamento dell'esistente invaso di Pianfei mediante derivazione dal torrente Pesio nel Comune di Chiusa di Pesio e la realizzazione di una condotta di adduzione. Sempre per l'invaso di Pianfei, il Consorzio irriguo Bealerotto Mussi riceve 7,35 milioni di euro per l'adeguamento dell'approvvigionamento e ammodernamento del sistema di irrigazione delle aree irrigue sottese nei Comuni di Pianfei e Chiusa di Pesio, a cui si aggiunge un ulteriore milione di euro per gli interventi di sicurezza funzionale della Diga di Pianfei. Altrettanto strategico &egrave; il progetto da 8,5 milioni gestito dal Consorzio irriguo Valle Gesso, finalizzato al rilascio dagli invasi Enel della Valle Gesso per rendere disponibile l'acqua invasata anche all'uso irriguo tramite l'unificazione delle prese e l'efficientamento della derivazione&rdquo;.<br><br>Grande attenzione anche all'efficientamento della rete civile e alla lotta agli sprechi con i due macro-interventi affidati a Co.Ge.S.I.: &ldquo;Grazie ai fondi Mit, investiamo sul futuro con il progetto Acquedotto 4.0 del Consorzio Gestori Servizi Idrici Scrl - CoGeSI, che riceve 23.574.870 euro di finanziamento (su 26,19 milioni totali) per l'innovazione e la riduzione delle perdite della rete idrica cuneese. A questo stanziamento si affiancano altri 21,7 milioni di euro, interamente finanziati nell'ambito del Pnissi Stralcio 2025, per i lavori di sostituzione delle condotte di distribuzione a servizio della rete intercomunale e la relativa distrettualizzazione nei Comuni di Cuneo, Borgo San Dalmazzo, Vignolo, Cervasca, Bernezzo, Caraglio, Dronero, Centallo, Tarantasca, Boves, Castelletto Stura, Busca, Villar San Costanzo, Costigliole Saluzzo, Roccasparvera e Gaiola, che includono anche la realizzazione dell'impianto di filtrazione in localit&agrave; Andonno e l'efficientamento del serbatoio in localit&agrave; Crocetta&rdquo;.<br><br>&ldquo;Il bacino del Po soffre ancora di una severit&agrave; idrica che richiede monitoraggio costante. La terra cuneese vive di agricoltura e di eccellenze agroalimentari che senza acqua rischiano di scomparire. Ringrazio il Ministro Matteo Salvini che, oltre ai 6 miliardi del piano nazionale, sta gi&agrave; lavorando per sbloccare un ulteriore miliardo per il potabile e 700 milioni per il Piano Pnissi per l'uso irriguo. Questa &egrave; la politica del fare della Lega: infrastrutture moderne per dare certezze a chi produce e ai cittadini&rdquo;, conclude Bergesio.</p>]]></description><pubDate>Sun, 12 Jul 2026 11:36:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA["Lavoriamo insieme per mantenere il 118 a Garessio": l'appello della sindaca di Priola]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/lavoriamo-insieme-per-mantenere-il-118-a-garessio-l-appello-della-sindaca-di-priola_123891.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/lavoriamo-insieme-per-mantenere-il-118-a-garessio-l-appello-della-sindaca-di-priola_123891.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123891/153009.jpg" title="Servizio 118 a Garessio, il commento della sindaca di Priola" alt="Servizio 118 a Garessio, il commento della sindaca di Priola" /><br /><p>Il futuro della sanit&agrave; d'emergenza accende il dibattito in alta valle Tanaro, richiamando l'attenzione sulla necessit&agrave; di fare fronte comune per difendere i servizi essenziali del territorio. Al centro della discussione c'&egrave; l'operativit&agrave; della postazione del 118 di Garessio, un presidio fondamentale per la sicurezza di tutte le comunit&agrave; locali, specialmente quelle delle aree pi&ugrave; interne e isolate. Sulla questione &egrave; intervenuta con fermezza la sindaca di Priola, Laura Canavese, delineando i contorni di una vicenda che necessita di chiarezza istituzionale e trasparenza, lontano dalle polemiche politiche.</p>
<p>L'obiettivo primario dei primi cittadini della zona rimane quello di salvaguardare gli standard assistenziali per gli abitanti della valle, interloquendo direttamente con i vertici regionali e i tecnici dell'azienda sanitaria. Nonostante le rassicurazioni ottenute nei tavoli di confronto ufficiali, l'attenzione resta altissima a causa di recenti episodi di carenza di organico che hanno destato forte preoccupazione tra la popolazione e gli amministratori locali.</p>
<p>"Sgombriamo il campo dalle strumentalizzazioni e lavoriamo insieme - amministratori, medici e infermieri - per mantenere questo servizio indispensabile", spiega Laura Canavese, sindaca di Priola.</p>
<h2>Laura Canavese: "Lavoriamo tutti per lo stesso obiettivo"</h2>
<p>"Durante la Conferenza dei Sindaci dello scorso giugno, alla presenza dell'assessore regionale alla Sanit&agrave;, Federico Riboldi, i sindaci della valle Tanaro hanno visto ascoltata la propria richiesta e ottenuto il mantenimento del presidio 118 di Garessio come attualmente in essere con medico di giorno, infermiere di notte, mentre nei giorni di sabato, domenica e festivi la postazione &egrave; presidiata da medico e infermiere. Non era scontato, perch&eacute; dal primo maggio, senza alcun preavviso e quindi nel silenzio totale, si era scelto di togliere il medico. Non ho mai messo in dubbio la competenza di alcuna figura professionale, sia essa un medico o un infermiere, bens&igrave; ho semplicemente fatto notare che queste decisioni di competenza regionale avrebbero dovuto almeno essere comunicate ai sindaci, che rimangono il primo interlocutore dei cittadini&rdquo;.</p>
<p>La riflessione della sindaca si sposta poi sulla necessit&agrave; di una collaborazione sinergica tra tutte le parti in causa, sottolineando come la vera sfida sia contrastare l'impoverimento dei servizi sanitari nelle vallate, un fenomeno che rischia di penalizzare ulteriormente i territori di montagna rispetto ai grandi centri urbani.</p>
<p>"Proprio per questo e sapendo che tutti senza distinzione di ruolo e professione abbiamo lo stesso obiettivo, quello di garantire il servizio di emergenza in valle Tanaro, lancio un appello a non strumentalizzare ulteriormente una situazione che rischia di divenire divisiva e ledere gli interessi delle nostre comunit&agrave;. La questione centrale, infatti, rimane l'intenzione di tagliare un servizio, scelta che ricade sempre su zone marginali e gi&agrave; penalizzate come le nostre. Se prima ho medico e infermiere e mi tolgono una delle due figure, si pu&ograve; dire che non si tratti di un taglio? Certo il termine 'riorganizzazione' &egrave; meno impattante, ma non cambia il risultato n&eacute; il concetto. Noi sindaci non siamo certo a conoscenza della turnazione, n&eacute; possiamo quotidianamente supervisionare le scelte operate da Azienda Zero. &Egrave; nostro dovere, per&ograve;, tutelare la cittadinanza partendo proprio dal fornire a tutti i cittadini le corrette informazioni e apprendere dagli organi di stampa il fatto che Garessio luned&igrave; 6 luglio sia rimasta 'scoperta' non va certo in questa direzione".</p>]]></description><pubDate>Sat, 11 Jul 2026 16:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Case e ospedali di comunità, Cisl Fp Cuneo: "Rotazione del personale non può diventare modello organizzativo"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/case-e-ospedali-di-comunita-cisl-fp-cuneo-rotazione-del-personale-non-puo-diventare-modello-organizzativo_123905.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/case-e-ospedali-di-comunita-cisl-fp-cuneo-rotazione-del-personale-non-puo-diventare-modello-organizzativo_123905.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123905/153027.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Venerd&igrave; 10 luglio, nel corso del confronto con le Organizzazioni Sindacali firmatarie del CCNL e con&nbsp;la RSU, la Direzione dell'ASL CN1 ha informato le parti della decisione di procedere con l'utilizzo a&nbsp;rotazione del personale dei Distretti per garantire la copertura della turnistica H24 degli Ospedali di&nbsp;Comunit&agrave;.&nbsp;Una soluzione che l'Azienda ritiene necessaria per assicurare l'apertura delle nuove strutture e&nbsp;l'attivazione dei servizi nei tempi previsti dal DM 77.&nbsp;Una scelta che la CISL FP Cuneo continua tuttavia a ritenere non condivisibile quale modello<br>organizzativo stabile per la sanit&agrave; territoriale.&nbsp;"La continuit&agrave; assistenziale, la sicurezza delle cure e la costruzione di &eacute;quipe multiprofessionali&nbsp;stabili rappresentano il cuore della riforma territoriale prevista dal DM 77 e mal si conciliano con una&nbsp;rotazione sistematica e periodica del personale", evidenzia Mauro Olocco CISL FP Cuneo.&nbsp;</p>
<p>Al termine della discussione, la Direzione dell'ASL CN1 ha dichiarato che il percorso di confronto non pu&ograve; considerarsi concluso e che il tema verr&agrave; nuovamente affrontato nel mese di settembre, proponendo la valutazione di soluzioni alternative quali l'assegnazione diretta del personale ai relativi setting assistenziali attraverso le procedure concorsuali, il ricorso alla mobilit&agrave; volontaria e l'eventuale utilizzo di societ&agrave; in house, strumenti gi&agrave; adottati, con modalit&agrave; differenti, in altre realt&agrave; piemontesi.&nbsp;"La nostra organizzazione sindacale non ha mai messo in discussione la necessit&agrave; di aprire le nuove&nbsp;strutture e di dare risposte ai cittadini. Riteniamo per&ograve; che l'apertura dei servizi con questo modello&nbsp;organizzativo non debba tradursi in soluzioni destinate a diventare permanenti per mancanza di&nbsp;programmazione o di scelte strutturali sul personale", prosegue Olocco.</p>
<p>Per la CISL FP Cuneo il rischio &egrave; quello di investire risorse e professionalit&agrave; senza costruire&nbsp;realmente il modello territoriale previsto dalla riforma, trasformando Case della Comunit&agrave; e Ospedali&nbsp;di Comunit&agrave; in semplici contenitori organizzativi o, peggio, in "scatole vuote", prive di personale&nbsp;stabile, competenze consolidate e reale continuit&agrave; assistenziale.&nbsp;"Noi continueremo pertanto il confronto con l'Azienda affinch&eacute; le soluzioni temporanee adottate in&nbsp;questa fase di avvio lascino rapidamente spazio a un'organizzazione fondata sulla stabilit&agrave;, sulla&nbsp;valorizzazione delle professionalit&agrave; e sulla qualit&agrave; e sicurezza dell'assistenza, nell'interesse dei&nbsp;lavoratori e soprattutto dei cittadini del territorio", aggiunge Stefano Rosso CISL FP Cuneo.&nbsp;</p>
<p>Conclude Fabrizio Silvestro, Segretario Generale della CISL FP Cuneo: "Riteniamo necessario che il&nbsp;tema venga affrontato anche in sede di confronto regionale, al fine di definire linee di indirizzo&nbsp;omogenee per l'organizzazione complessiva dei Distretti, delle Case della Comunit&agrave; e degli Ospedali&nbsp;di Comunit&agrave;, garantendo pari condizioni organizzative e professionali su tutto il territorio regionale ed&nbsp;evitando difformit&agrave; nei modelli assistenziali tra le diverse Aziende sanitarie&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Sat, 11 Jul 2026 15:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Il Piemonte conquista il 4^ posto nella classifica nazionale dei Livelli Essenziali di Assistenza]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-piemonte-conquista-il-4-posto-nella-classifica-nazionale-dei-livelli-essenziali-di-assistenza_123874.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-piemonte-conquista-il-4-posto-nella-classifica-nazionale-dei-livelli-essenziali-di-assistenza_123874.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123874/152992.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Piemonte continua a migliorare la propria posizione, conquistando il quarto posto nella classifica nazionale dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), elaborata dal Ministero della Salute sulla base degli indicatori CORE del Nuovo Sistema di Garanzia relativi al 2024.</p>
<p>Il Piemonte conferma infatti il raggiungimento della soglia di garanzia in tutte e tre le macroaree di valutazione e registra un ulteriore miglioramento complessivo, attestandosi tra le Regioni con le migliori performance del Paese.</p>
<p>Nel dettaglio, il Piemonte ottiene 95 punti nell'area della prevenzione, 90 punti nell'assistenza distrettuale e 87 punti nell'assistenza ospedaliera, tutti valori ampiamente superiori alla soglia di sufficienza fissata dal Ministero a 60 punti.</p>
<p>Nella precedente rilevazione (anno 2023) i punteggi erano 93 (prevenzione), 90 (assistenza distrettuale) e 87 (assistenza ospedaliera). Nella classifica Lea 2023 il Piemonte era al 5&deg; posto, nel 2024 con 272 punti &egrave; al 4&deg; posto assoluto, prima Regione del Nord Ovest, davanti alla Lombardia, al sesto posto con 270.</p>
<p>&ldquo;Il costante miglioramento del Piemonte nella classifica nazionale dei Lea rappresenta un riconoscimento importante del lavoro che stiamo portando avanti per rafforzare il nostro sistema sanitario. &Egrave; un risultato che premia l'impegno quotidiano dei professionisti, delle Aziende sanitarie e di tutta la struttura regionale, ai quali va il nostro ringraziamento&rdquo;, dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l'assessore alla Sanit&agrave; Federico Riboldi.</p>
<p>&ldquo;Questi dati confermano che investire sulla sanit&agrave; pubblica &egrave; la strada giusta. In questi anni abbiamo incrementato il personale, ridotto il ricorso ai gettonisti, rafforzato la sanit&agrave; territoriale, investito nell'edilizia sanitaria e nelle nuove tecnologie e avviato un importante lavoro per ridurre le liste d'attesa. Sappiamo che restano ancora criticit&agrave; da affrontare e margini di miglioramento, ma questo risultato dimostra che il Piemonte sta andando nella direzione giusta e ci incoraggia a proseguire con ancora maggiore determinazione&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;I Lea non misurano le promesse, ma la capacit&agrave; concreta di garantire ai cittadini i servizi fondamentali della sanit&agrave; pubblica. Per questo il miglioramento del Piemonte assume un valore ancora maggiore: certifica che gli investimenti, il lavoro sull'organizzazione e il rafforzamento del personale stanno producendo risultati misurabili&rdquo;.</p>
<h2>Graduatoria Lea 2024</h2>
<p>Veneto 288<br>Emilia-Romagna 282<br>Toscana 280<br>Piemonte 272<br>Provincia autonoma di Trento 271<br>Lombardia 270<br>Umbria 254<br>Liguria 250<br>Friuli Venezia Giulia 248<br>Puglia 242<br>Marche 237<br>Lazio 237<br>Abruzzo 229<br>Valle d'Aosta 213<br>Sardegna 212<br>Campania 209<br>Provincia autonoma di Bolzano 206<br>Basilicata 205<br>Sicilia 196<br>Molise 192<br>Calabria 189.</p>]]></description><pubDate>Sat, 11 Jul 2026 07:56:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Infrastrutture, Cuneo sogna un nuovo valico fra Vinadio e Barcelonnette]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/infrastrutture-cuneo-sogna-un-nuovo-valico-fra-vinadio-e-barcelonnette_123870.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/infrastrutture-cuneo-sogna-un-nuovo-valico-fra-vinadio-e-barcelonnette_123870.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123870/152976.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Per ora &egrave; un sogno nel cassetto, ancorato allo studio di prefattibilit&agrave; su cui lavora il Politecnico di Torino con il centro interdisciplinare Siscon: un nuovo valico in valle Stura, fra Vinadio e Barcelonnette. Il professor <strong>Orazio Baglieri</strong> ne ha parlato alla platea della Camera di Commercio nel corso di un convegno sullo &ldquo;stato dell&rsquo;arte&rdquo; delle infrastrutture e della logistica provinciale.</p>
<p>&ldquo;Esiste l&rsquo;esigenza da parte del territorio di un nuovo collegamento transfrontaliero, - osserva il docente - in particolare uno dei fattori di criticit&agrave; &egrave; quello legato al rischio di chiusura del valichi&rdquo;. A parte la prospettiva di &ldquo;scaricare&rdquo; il colle della Maddalena, l&rsquo;alternativa di transito allaccerebbe il Cuneese all&rsquo;area di Gap: &ldquo;Una cerniera strategica di collegamento col sistema autostradale francese per i flussi provenienti dal Piemonte, bypassando la Costa Azzurra&rdquo;.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123870/small_152978.jpg" alt="" loading="lazy"></h2>
<h2>Il porto di Savona guarda la Granda e aspetta Rfi</h2>
<p>Il tema dei collegamenti stradali con la Francia resta quindi all&rsquo;ordine del giorno, anche dopo che la variante di Demonte si &egrave; finalmente sbloccata. Ma c&rsquo;&egrave; un altro fronte strategico per la Granda e riguarda la Liguria e le connessioni ferroviarie. Rfi ha portato avanti il suo documento di fattibilit&agrave; delle alternative progettuali (DocFap), <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/rfi-pensa-alla-riapertura-della-cuneo-mondovi-per-le-merci-e-non-solo_96491.html" target="_blank" rel="follow">di cui si era dato annuncio un anno fa</a>. Al centro, dal punto di vista commerciale, c&rsquo;&egrave; ancora la questione dell&rsquo;adeguamento della massa assiale dei treni merci che transitano da Fossano: &ldquo;La tratta maggiormente critica &egrave; quella fra San Giuseppe di Cairo e Savona&rdquo; conferma <strong>Michele Rabino</strong>, responsabile Strategie Nord Ovest di Rfi. Fra le due tratte - la via Ferrania e la via Altare - la seconda &egrave; quella pi&ugrave; adeguata a un intervento strutturale. I costi stimati sono di circa 250 milioni per l&rsquo;adeguamento a massa assiale sulla via Altare e di 40 milioni per l&rsquo;allungamento dei moduli.</p>
<p>&ldquo;&Egrave; quello che ci chiedono il mercato e il porto di Genova&rdquo; spiega il dirigente ferroviario. La questione infatti &egrave; legata a doppio filo allo sviluppo dei traffici con gli scali marittimi. &ldquo;Riteniamo che anche la provincia di Cuneo sia retroporto naturale del porto di Vado-Savona&rdquo; dice l&rsquo;assessore regionale alle Infrastrutture <strong>Enrico Bussalino</strong>, facendo eco alle parole pronunciate in apertura dal presidente della Regione <strong>Alberto Cirio</strong>: &ldquo;Con la zona logistica semplificata - aggiunge - avremo una priorit&agrave; assoluta per gli investimenti che riguardano la logistica e uno sportello unico per le attivit&agrave; produttive, all&rsquo;interno del comune, dedicato a questi investimenti&rdquo;. La Camera di Commercio sta lavorando a un dossier per l&rsquo;individuazione delle aree pi&ugrave; favorevoli per l&rsquo;installazione della Zls: &ldquo;Da 100 comuni teoricamente interessati si &egrave; arrivati a verificare quanti fossero coerenti con i vincoli logistici&rdquo; spiega <strong>Alessio Tei</strong>, componente del Centro italiano di eccellenza sulla logistica, i trasporti e le infrastrutture dell&rsquo;universit&agrave; di Genova.</p>
<p>L&rsquo;esortazione a intervenire sul trasporto merci giunge anche dall&rsquo;autorit&agrave; portuale savonese, per il tramite del direttore <strong>Paolo Canavese</strong>: &ldquo;I nostri imprenditori ci chiedono di sviluppare la linea ferroviaria Savona-Cuneo per una serie di merci strategiche&rdquo;. Vado ospita il pi&ugrave; grande terminal nel Mediterraneo di frutta e una serie di prodotti petroliferi destinati al Piemonte e alla Lombardia: &ldquo;Per noi &egrave; strategico il collegamento, ma non da meno lo &egrave; il porto storico di Savona, un porto rifusiero pi&ugrave; piccolo. Le navi sono sempre pi&ugrave; grandi ed essendo i porti italiani per loro natura molto piccoli abbiamo necessit&agrave; di spedire presto le merci: la logistica diventa un elemento decisivo, di qui il lavoro con Autostrade e Rfi&rdquo;.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123870/small_152977.jpg" alt="" loading="lazy"></h2>
<h2>Troppi costi per riattivare le linee locali</h2>
<p>Grandi progetti, quindi. Come quello della bretella ferroviaria di Trofarello che avr&agrave; riflessi importanti anche per il Cuneese: &ldquo;Un collegamento sia con il terzo valico che con la Torino-Lione, di cui si prevede l&rsquo;attivazione nel 2033&rdquo; dice il dirigente di Rfi.</p>
<p>In penombra restano invece una serie di ammodernamenti che il territorio richiede da anni ma che la rete ferroviaria non ritiene prioritari. Nella categoria degli interventi &ldquo;plus&rdquo; del DocFap &egrave; menzionata ad esempio la possibile riapertura della linea Cuneo-Mondov&igrave;: &ldquo;Un intervento molto complesso e con costi molto elevati che darebbe per&ograve; un collegamento diretto agli scali di Cuneo, senza passare da Fossano&rdquo; ammette Rabino. La spesa per la riapertura al servizio commerciale, l&rsquo;elettrificazione e l&rsquo;adeguamento della massa assiale &egrave; stimata nella somma astronomica di 450 milioni. Per il ripristino della bretella al bivio di Madonna dell&rsquo;Olmo servirebbero 55 milioni, per l&rsquo;elettrificazione della Cuneo-Saluzzo-Savigliano - riaperta al traffico passeggeri da Arenaways - il costo di adeguamento &egrave; di 243 milioni.</p>
<p>Infine ci sono le strade locali, quelle che pesano meno per i grandi traffici ma che molto incidono sugli spostamenti quotidiani: &ldquo;Parliamo sempre di grandi opere, che sono fondamentali, ma non dobbiamo dimenticarci delle strade che ci portano a connetterci con le grandi vie di comunicazione&rdquo; avverte il presidente della Provincia <strong>Luca Robaldo</strong>. Il senatore <strong>Giorgio Bergesio</strong> prova anche a indicare qualche priorit&agrave;: &ldquo;La Sp 589 Saluzzo-Pinerolo e la Sp 662 Savigliano-Saluzzo meritano sicuramente un potenziamento perch&eacute; rappresentano per la viabilit&agrave;, soprattutto per i mezzi pesanti, un imbuto e un limite&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123870/small_152979.jpg" alt="" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Fri, 10 Jul 2026 16:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Il Partito Liberaldemocratico della provincia esprime solidarietà ai carabinieri aggrediti a Fossano]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/fossanese/il-partito-liberaldemocratico-della-provincia-esprime-solidarieta-ai-carabinieri-aggrediti-a-fossano_123862.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/fossanese/il-partito-liberaldemocratico-della-provincia-esprime-solidarieta-ai-carabinieri-aggrediti-a-fossano_123862.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123862/152967.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il partito Liberaldemocratico della provincia di Cuneo si &egrave; unito alle autorit&agrave; e ai consiglieri comunali di Fossano che hanno espresso vicinanza ai carabinieri attaccati nei pressi della stazione ferroviaria della citt&agrave;. In una nota i membri del partito hanno dichiarato:</p>
<p>"Il Partito Liberaldemocratico della provincia di Cuneo esprime la propria piena solidariet&agrave; ai quattro carabinieri feriti nella grave aggressione avvenuta lo scorso 7 luglio nei pressi della stazione ferroviaria di Fossano. Si tratta di un episodio inaccettabile, che colpisce non soltanto i militari coinvolti ma l&rsquo;intera comunit&agrave; civile.</p>
<p>A loro auguriamo una pronta guarigione, ed esprimiamo vicinanza alle famiglie e all&rsquo;Arma dei Carabinieri, quotidianamente impegnata a garantire sicurezza, ordine pubblico e rispetto della legge sul territorio.</p>
<p>Ci uniamo alla solidariet&agrave; gi&agrave; espressa da altre autorit&agrave; e dai consiglieri comunali di Fossano, sia di maggioranza sia di opposizione. Di fronte a fatti di questa gravit&agrave; tutto il mondo istituzionale e politico deve parlare con chiarezza e con senso di responsabilit&agrave;. La difesa di chi serve lo Stato non pu&ograve; essere materia di divisione, ma terreno di unit&agrave; e fermezza.</p>
<p>Aggredire dei carabinieri durante lo svolgimento del loro servizio significa colpire lo Stato e il diritto dei cittadini a vivere in sicurezza. Ogni atto di violenza contro le forze dell&rsquo;ordine rappresenta un&rsquo;offesa alle istituzioni e un segnale preoccupante di degrado civile che non deve essere in alcun modo sottovalutato o giustificato.</p>
<p>Quanto accaduto richiama ancora una volta l&rsquo;attenzione sulla necessit&agrave; di garantire maggiore tutela agli uomini e alle donne in divisa, troppo spesso esposti a rischi elevati anche durante interventi che possono apparire ordinari. Servono rispetto, sostegno concreto, strumenti adeguati e la certezza che chi aggredisce rappresentanti delle forze dell&rsquo;ordine risponda in modo rigoroso delle proprie azioni.</p>
<p>Il PLD della provincia di Cuneo ribadisce che la sicurezza dei cittadini, il presidio del territorio e la tutela della legalit&agrave; sono condizioni essenziali per una societ&agrave; libera e ordinata, &nbsp;e devono restare una priorit&agrave; dell&rsquo;azione pubblica.</p>
<p>Difendere chi ci difende &egrave; un dovere morale, civile e politico".</p>
<p><strong>PLD Provincia Cuneo</strong></p>]]></description><pubDate>Fri, 10 Jul 2026 15:19:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Montaldo di Mondovì difende la sua scuola: chiesta la deroga per la primaria "Ottolini"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/montaldo-di-mondovi-difende-la-sua-scuola-chiesta-la-deroga-per-la-primaria-ottolini_123811.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/montaldo-di-mondovi-difende-la-sua-scuola-chiesta-la-deroga-per-la-primaria-ottolini_123811.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123811/152875.jpg" title="Studenti durante una lezione" alt="Studenti durante una lezione" /><br /><p>Preservare i servizi scolastici sul territorio per garantire un futuro alle piccole comunit&agrave; di montagna e contrastare il fenomeno dello spopolamento. Con questo preciso obiettivo, la Giunta comunale di Montaldo di Mondov&igrave; ha approvato all'unanimit&agrave; una deliberazione cruciale per il futuro educativo del paese, richiedendo ufficialmente il mantenimento in attivit&agrave; e in deroga della locale scuola primaria "Giordano Ottolini" per l'anno scolastico 2027/2028.</p>
<p>L'atto si inserisce nel percorso avviato dalla Regione Piemonte e dalla Provincia di Cuneo per la programmazione della rete scolastica e il dimensionamento dei punti di erogazione del servizio, che concede ai centri montani o marginali la facolt&agrave; di richiedere deroghe mirate in presenza di determinati requisiti e parametri demografici.</p>
<p>La scuola di Montaldo di Mondov&igrave;, situata in via Costanzo Cavallo e afferente all'istituto comprensivo di San Michele Mondov&igrave;, rappresenta un presidio sociale ed educativo fondamentale per un territorio molto esteso. Il plesso serve infatti non solo i bambini residenti nel capoluogo e nelle varie frazioni del Comune, ma accoglie storicamente anche alunni provenienti dal vicino e confinante Comune di Roburent.</p>
<h2>La previsione delle future iscrizioni alla primaria "Ottolini"</h2>
<p>La struttura opera attualmente come pluriclasse, registrando una frequenza di dieci alunni nell'anno scolastico 2025/2026 e di dodici alunni nell'anno scolastico 2026/2027. Sulla base delle nascite registrate nel bacino d'utenza e tenendo conto dell'andamento delle iscrizioni nell'ultimo triennio, la consistenza numerica prevista per l'anno scolastico 2027/2028 si attesta su dieci alunni, un dato che rispetta pienamente la soglia minima di otto alunni richiesta dalla normativa regionale per le pluriclassi nei piccoli Comuni montani.</p>
<p>A sostegno della richiesta di deroga, l'amministrazione comunale ha evidenziato l'ampia serie di servizi e tutele che garantiscono il perfetto funzionamento del plesso e la piena sicurezza degli studenti. Il Comune assicura infatti quotidianamente il servizio di scuolabus, che permette un facile accesso alla struttura rispettando i tempi di percorrenza e le distanze medie stabiliti dalla Regione. A questo si aggiunge la gestione del servizio mensa, costantemente allineato alle prescrizioni dell'Asl Cn1. L'edificio scolastico stesso &egrave; oggetto di continui controlli e interventi di manutenzione mirati per garantire spazi idonei, sicuri e conformi alle norme di igiene a beneficio di tutta la popolazione scolastica.</p>
<p>Oltre agli aspetti logistici e strutturali, la delibera comunale pone l'accento sul valore antropologico e di aggregazione sociale della scuola. La sopravvivenza della primaria "Ottolini" &egrave; considerata indispensabile per mantenere vive le dinamiche comunitarie all'interno del paese, evitando che le famiglie siano costrette a spostarsi verso i centri di pianura. La richiesta formale, che ha ottenuto il parere favorevole dell'istituto comprensivo di riferimento e la regolarit&agrave; tecnica e amministrativa del segretario comunale Giacomo Ferrari, &egrave; stata dichiarata immediatamente eseguibile e trasmessa agli uffici.</p>]]></description><pubDate>Fri, 10 Jul 2026 12:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Retroporto di Savona, Azione Cuneo: “Un’opportunità strategica per il territorio”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/retroporto-di-savona-azione-cuneo-unopportunita-strategica-per-il-territorio_123848.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/retroporto-di-savona-azione-cuneo-unopportunita-strategica-per-il-territorio_123848.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123848/152937.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La prospettiva di fare del Cuneese il retroporto naturale del sistema portuale di Savona-Vado rappresenta per Azione Cuneo un&rsquo;opportunit&agrave; importante per il futuro economico della provincia. Per il partito non si tratta solo di un tema che riguarda non solo la logistica, ma che potrebbe aver un risvolto per la competitivit&agrave; delle imprese e l&rsquo;attrazione di investimenti e potrebbe creare nuove opportunit&agrave; di sviluppo sul territorio.</p>
<p>&ldquo;Per troppo tempo abbiamo parlato di infrastrutture soltanto come opere da completare - ha dichiarato il segretario cittadino di Azione a Cuneo Nicol&ograve; Musso -. Oggi dobbiamo considerarle strumenti fondamentali per sostenere le imprese e rafforzare il ruolo del Cuneese all&rsquo;interno delle reti economiche del Nord-Ovest. La nostra provincia dispone di un tessuto produttivo tra i pi&ugrave; dinamici del Piemonte, ma i costi logistici e alcune criticit&agrave; nei collegamenti rappresentano ancora un elemento di svantaggio competitivo&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Migliorare il collegamento con il sistema portuale ligure significa dare alle aziende del territorio maggiori possibilit&agrave; di competere sui mercati nazionali e internazionali - ha evidenziato Giacomo Prandi, segretario provinciale di Azione -. La logistica deve essere vista come una leva strategica di sviluppo e non come un tema limitato agli operatori del settore. Ricordiamo inoltre come gi&agrave; nel programma nazionale di Azione del 2022 il rafforzamento delle infrastrutture strategiche, dell&rsquo;intermodalit&agrave; e della logistica fosse indicato come una priorit&agrave; per la crescita del Paese&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Non possiamo limitarci a commentare questa proposta - ha evidenziato Andrea Calosso, membro del direttivo del partito a Cuneo -, serve un tavolo permanente tra Regione Piemonte, Regione Liguria, Autorit&agrave; di Sistema Portuale, enti locali, associazioni di categoria e imprese per trasformare l&rsquo;idea del retroporto in un progetto concreto&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Tra le nostre proposte vi &egrave; anche l&rsquo;avvio di uno studio di fattibilit&agrave; per individuare nel Cuneese un polo logistico intermodale collegato al sistema Savona-Vado, capace di integrare trasporto ferroviario e su gomma, servizi alle imprese e innovazione tecnologica - ha aggiunto Andrea Calosso -. Non immaginiamo semplici aree di stoccaggio, ma una piattaforma moderna in grado di creare valore per il territorio e accompagnare lo sviluppo delle nostre imprese&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Il Cuneese ha tutte le potenzialit&agrave; per diventare un nodo strategico tra il Mediterraneo e il Nord Europa - concludono Nicol&ograve; Musso, Giacomo Prandi e Andrea Calosso -. Ora serve una visione di lungo periodo e la capacit&agrave; di fare sistema affinch&eacute; questa opportunit&agrave; si trasformi in crescita e lavoro per il territorio&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Fri, 10 Jul 2026 12:12:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Attività produttive, Bergesio: "Bene Zes del Nord, noi al fianco di territori e imprese"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/attivita-produttive-bergesio-bene-zes-del-nord-noi-al-fianco-di-territori-e-imprese_123834.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/attivita-produttive-bergesio-bene-zes-del-nord-noi-al-fianco-di-territori-e-imprese_123834.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123834/152918.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">"La Zes del Nord, lanciata oggi dal vicepremier Matteo Salvini con il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari, &egrave; il giusto riconoscimento per alcune aree del nostro territorio, soprattutto transfrontaliere e di crisi industriale, che hanno bisogno di tutele specifiche da parte dello Stato. La Lega non ha mai dimenticato le istanze dei territori e delle aziende che ogni giorno portano avanti la nostra economia. Ora con una copertura di 3 miliardi, come annunciato, si pu&ograve; dare una risposta concreta a sindaci, governatori e imprese che chiedono strumenti pari a quelli gi&agrave; messi in campo per il Mezzogiorno.<br><br>La semplificazione &egrave; fondamentale: chi chiede un&rsquo;autorizzazione, soprattutto le imprese, hanno bisogno di risposte immediate da parte della pubblica amministrazione. Meno burocrazia, pi&ugrave; velocit&agrave;: cos&igrave; gli investimenti diventano cantieri, occupazione e crescita. zIl lavoro di ascolto che abbiamo portato avanti sul territorio, accanto ad amministratori locali, aziende e lavoratori, si concretizzer&agrave; cos&igrave; in un progetto importante per il futuro delle nostre comunit&agrave;&rdquo;.<br><br>Cos&igrave; Giorgio Maria Bergesio, senatore piemontese della Lega e vicepresidente della Commissione Attivit&agrave; Produttive del Senato.</p>]]></description><pubDate>Fri, 10 Jul 2026 10:29:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item></channel></rss>
