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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/attualita/rss2.0.xml?page=581rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le notizie di Attualità che la provincia di Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Fri, 24 Jul 2026 04:44:33 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/]]></link></image><item><title><![CDATA[Variante di Demonte, Cirio e Gabusi: "Passaggio decisivo verso la realizzazione dell'opera"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/variante-di-demonte-cirio-e-gabusi-passaggio-decisivo-verso-la-realizzazione-dell-opera_124628.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/variante-di-demonte-cirio-e-gabusi-passaggio-decisivo-verso-la-realizzazione-dell-opera_124628.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124628/154258.jpg" title="Alberto Cirio e Marco Gabusi" alt="Alberto Cirio e Marco Gabusi" /><br /><p>"La pubblicazione della gara d'appalto per la variante di Demonte da parte di Anas rappresenta un passaggio decisivo verso la realizzazione di un'opera attesa da anni e strategica per la Valle Stura e per l'intero Piemonte. Si tratta di un'infrastruttura fondamentale per migliorare la sicurezza della viabilit&agrave;, alleggerire il traffico pesante che attraversa il centro abitato di Demonte e garantire collegamenti pi&ugrave; efficienti". Lo dichiarano in una nota il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l'assessore ai Trasporti Marco Gabusi, dopo la <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/anas-ha-pubblicato-il-bando-per-la-realizzazione-della-variante-di-demonte_124615.html" target="_blank" rel="follow">notizia diffusa nel pomeriggio di oggi</a> che avvicina l'avvio dei lavori per la circonvallazione di Demonte, atteso entro giugno del prossimo anno.</p>
<p>"Un ringraziamento particolare va al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al commissario straordinario Luca Bernardini e ai parlamentari piemontesi che hanno condiviso con noi il percorso che ha portato alla sua nomina. Oggi dimostra quanto quella decisione sia stata giusta: in pochi mesi il commissario &egrave; riuscito a imprimere un'accelerazione decisiva al progetto, consentendo di sbloccare un'opera ferma da troppo tempo e di arrivare alla pubblicazione della gara. Continueremo a seguire con la massima attenzione le prossime fasi, affinch&eacute; l'iter proceda nei tempi previsti e si possa arrivare rapidamente all'apertura del cantiere, dando finalmente una risposta concreta ai cittadini, alle imprese e a tutto il territorio".</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Thu, 23 Jul 2026 21:18:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Le missioni del Comune? Paga la Fondazione]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/le-missioni-del-comune-paga-la-fondazione_124626.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/le-missioni-del-comune-paga-la-fondazione_124626.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124626/154253.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;Paga la Fiat!&rdquo; dicevano i militanti torinesi dell&rsquo;autonomia operaia, nei caldi anni Settanta, all&rsquo;epoca in cui andava di moda la &ldquo;spesa proletaria&rdquo; in ristoranti e negozi. Qualcuno che paga davvero c&rsquo;&egrave;, invece, per le missioni istituzionali del Comune di Cuneo. Ma non &egrave; il municipio.</p>
<p>Lo si apprende dalla risposta che la sindaca <strong>Patrizia Manassero</strong> ha dato all&rsquo;interpellanza sul tema presentata, nell&rsquo;ultimo Consiglio comunale, da <strong>Giancarlo Boselli</strong> di Indipendenti. &ldquo;Non c&rsquo;&egrave; un carico sul bilancio comunale di euro alcuno&rdquo; fa sapere la prima cittadina. Perch&eacute; ad aprire il portafoglio, in occasione delle due missioni di relazione istituzionale portate avanti dall&rsquo;amministrazione, &egrave; stata la Fondazione Crc. Il caso pi&ugrave; discusso &egrave; quello del recente viaggio a New York che ha visto impegnata la stessa sindaca, insieme all&rsquo;assessore alle Manifestazioni <strong>Sara Tomatis</strong> e alla dirigente del settore Cultura <strong>Michela Ferrero</strong>.</p>
<p>Centrata sulla promozione della castagna di Cuneo, la missione ha avuto il suo fulcro in una serata al consolato italiano a New York e nella partecipazione al Summer Fancy Food, dove la Regione Piemonte aveva uno stand di promozione. &ldquo;Ci sono stati incontri con operatori economici, promotori di viaggio e giornalisti&rdquo; spiega Manassero. Quattro i giorni di permanenza, con costi totali di 12.096 euro e una spesa di 11.160 euro per il catering. &Egrave; sempre la fondazione &ldquo;vicina di casa&rdquo; a finanziare con 15mila euro l&rsquo;altro progetto culturale con la citt&agrave; di Santa F&egrave; in Argentina, che vede come partner il Rotary Club.</p>
<p>&ldquo;Non abbiamo capito per quali motivi non sia stato possibile informare preventivamente il consiglio su queste missioni internazionali di cui, per gran parte, abbiamo saputo solo a posteriori dai mezzi d&rsquo;informazione&rdquo; aveva lamentato Boselli. Non risparmiandosi, nella replica, qualche osservazione al vetriolo sul &ldquo;tanto strombazzato viaggio a New York&rdquo;: &ldquo;Doveva far conoscere al mondo la nostra piccola fiera del marrone e non siamo affatto contrari a iniziative di marketing, anzi le abbiamo sollecitate. Ma non crediamo che la missione a New York porti chiss&agrave; quali ricadute: non &egrave; un articolo su un giornale o la presenza di chi non sappiamo nella sede del consolato. Forse la ricaduta non &egrave; stata di grande rilievo, in termini di partecipanti alla serata&rdquo;. Un appunto a parte riguarda il &ldquo;conto&rdquo; saldato: &ldquo;Vantarsi perch&eacute; la spesa &egrave; stata pagata dalla fondazione &egrave; ridicolo: i soldi della fondazione sono soldi nostri&rdquo;.</p>
<p>Le polemiche non investono invece l&rsquo;altro grande ambito di intervento all&rsquo;estero, quello legato alla cooperazione internazionale. Qui un ruolo importante, ricorda la sindaca, l&rsquo;ho avuta la cuneese Lvia, che sar&agrave; prossimamente ospite di una commissione dedicata al tema della solidariet&agrave; oltre confine.</p>
<p>&ldquo;Abbiamo iniziato con un progetto di cooperazione internazionale nel 2019 per sostenere l&rsquo;attivit&agrave; dei giovani e dei migranti di ritorno, con Lvia e il comune di Thi&egrave;s Ouest in Senegal&rdquo; spiega Manassero. Ne sono seguite altre ancora fra Senegal, Bolivia e Guinea. Non un impegno gravoso, in termini di tempo: le missioni sono state sei dal 2019, con una media di quattro o cinque giorni per ciascuna.</p>]]></description><pubDate>Thu, 23 Jul 2026 17:25:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Frutta per l'industria ritirata a un centesimo al chilo, Coldiretti: "Così si calpestano dignità e lavoro"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/frutta-per-l-industria-ritirata-a-un-centesimo-al-chilo-coldiretti-cosi-si-calpestano-dignita-e-lavoro_124623.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/frutta-per-l-industria-ritirata-a-un-centesimo-al-chilo-coldiretti-cosi-si-calpestano-dignita-e-lavoro_124623.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124623/154250.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Cartelli affissi in questi giorni davanti ad alcuni centri di raccolta indicano il ritiro della frutta destinata all&rsquo;industria al prezzo di un centesimo al chilogrammo. Una quotazione che, secondo Coldiretti Cuneo, lede la dignit&agrave; del lavoro agricolo, mette in difficolt&agrave; le famiglie e rischia di compromettere un&rsquo;intera economia territoriale.</p>
<p>"Dietro ogni chilo di frutta ci sono mesi di lavoro, investimenti, manodopera e costi sempre pi&ugrave; elevati. Attribuire al prodotto un valore pressoch&eacute; nullo significa umiliare le imprese agricole e costringerle a produrre in perdita", dichiara Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo.</p>
<p>I dati disponibili mostrano chiaramente la distanza tra i costi sostenuti dalle aziende e le quotazioni proposte. Secondo le rilevazioni Ismea, produrre un chilogrammo di nettarine costa 0,60 centesimi, mentre, sulla base delle rilevazioni Agrion, il costo di produzione di un chilogrammo di mele &egrave; tra 0,46 e 0,59 centesimi.</p>
<p>"Di fronte a prezzi cos&igrave; lontani dai costi reali chiediamo controlli immediati e la rigorosa applicazione del decreto legislativo 198/2021 contro le pratiche commerciali sleali. Difendere il giusto valore della frutta significa tutelare le imprese, l&rsquo;occupazione e il futuro della frutticoltura cuneese" conclude Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo.</p>]]></description><pubDate>Thu, 23 Jul 2026 16:44:00 +0200</pubDate><dc:creator> </dc:creator><author><name> </name></author></item><item><title><![CDATA[Il Tar ferma i lavori per il sottopasso ferroviario a Racconigi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/il-tar-ferma-i-lavori-per-il-sottopasso-ferroviario-a-racconigi_124619.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/il-tar-ferma-i-lavori-per-il-sottopasso-ferroviario-a-racconigi_124619.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124619/154246.jpg" title="Un rendering del progetto realizzato dalla ditta Preve Costruzioni" alt="Un rendering del progetto realizzato dalla ditta Preve Costruzioni" /><br /><p>Il Tar del Piemonte ha accolto l&rsquo;istanza di sospensione cautelare dei lavori per il cavalcaferrovia di Racconigi, presentata da un gruppo di nove cittadini contrari alla realizzazione sulla linea ferroviaria Torino-San Giuseppe di Cairo.</p>
<p>Il progetto, il cui iter &egrave; incominciato con i primi studi nel 2018, prevede un nuovo sottopasso per i veicoli, munito anche di percorso ciclopedonale, che porter&agrave; alla soppressione dei quattro passaggi a livello attuali. I lavori sono stati affidati da Rfi all&rsquo;azienda incaricata lo scorso aprile. Un comitato, rappresentato in sede giudiziaria dall&rsquo;avvocato Antonio Salerno, ne contesta le modalit&agrave; di realizzazione, paventando in particolare i disagi legati al cantiere e alla gestione successiva dell&rsquo;opera.</p>
<p>Nell&rsquo;accogliere la sospensiva i giudici amministrativi hanno comunque rilevato i dubbi sussistenti circa l&rsquo;ammissibilit&agrave; del ricorso, derivanti &ldquo;sia dalla mancata dimostrazione dell&rsquo;uniformit&agrave; delle posizioni dei ricorrenti sia dall&rsquo;assenza di un concreto interesse al ricorso&rdquo;. Si ritiene tuttavia che la questione abbia assunto &ldquo;una dimensione e una complessit&agrave; tale da renderla difficilmente delibabile in sede di cautelare&rdquo;, demandando al giudizio di merito ogni approfondimento.</p>
<p>L&rsquo;istanza &egrave; accolta &ldquo;limitatamente a quelle attivit&agrave; che comportano una irreversibile trasformazione del suolo&rdquo;, in attesa della trattazione del ricorso fissata all&rsquo;udienza del 17 marzo 2027.</p>]]></description><pubDate>Thu, 23 Jul 2026 16:20:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Raccolta pesche in anticipo, Confagricoltura: "Qualità eccellente, ma pesano i costi di produzione"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/raccolta-pesche-in-anticipo-confagricoltura-qualita-eccellente-ma-pesano-i-costi-di-produzione_124618.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/raccolta-pesche-in-anticipo-confagricoltura-qualita-eccellente-ma-pesano-i-costi-di-produzione_124618.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124618/154245.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&Egrave; entrata nel vivo in queste settimane la raccolta delle pesche in provincia di Cuneo, con un anticipo di circa quindici giorni rispetto al calendario abituale. A determinarlo sono state essenzialmente le temperature elevate dell&rsquo;ultimo periodo, che hanno accelerato la maturazione dei frutti su tutto il territorio. A fare il punto sulla raccolta &egrave; Marco Bruna, segretario di zona Saluzzo e Savigliano di Confagricoltura Cuneo. &ldquo;Le alte temperature, accompagnate da una puntale attivit&agrave; di irrigazione da parte delle aziende, hanno accelerato la maturazione dei frutti, generando in qualche caso la concentrazione di prodotto anche di variet&agrave; diversa in un arco di tempo ristretto, con il rischio che sul mercato si trovi a coesistere, nello stesso periodo, prodotto di tipologia diversa. Una concomitanza che potrebbe rendere pi&ugrave; complessa la gestione dell&rsquo;offerta e che richiede attenzione e capacit&agrave; di adattamento da parte di tutta la filiera&rdquo;.</p>
<p>Nonostante le temperature elevate, tuttavia, la qualit&agrave; del prodotto non ne ha risentito. Al contrario, grazie a una gestione irrigua di precisione, le aziende del comparto non hanno per il momento riscontrato problemi legati al caldo. &ldquo;La disponibilit&agrave; d&rsquo;acqua, gestita in modo puntuale ed efficiente, ha permesso di accompagnare correttamente la maturazione dei frutti, evitando stress idrico e cali qualitativi, favorendo una produzione che si colloca su buoni livelli quantitativi e con caratteristiche organolettiche eccellenti: pesche dal grado zuccherino elevato e dalla maturazione omogenea&rdquo;, dichiara Graziano Giacosa, vicepresidente di Confagricoltura Cuneo.</p>
<p>Sul fronte commerciale, invece, essendo nella prima fase della campagna, &egrave; ancora difficile formulare previsioni attendibili sull&rsquo;andamento dei prezzi. Ci&ograve; che appare certo per&ograve;, avverte Confagricoltura Cuneo, &egrave; il forte aumento dei costi di produzione sostenuti dalle aziende: dall&rsquo;energia ai fertilizzanti, dalla manodopera, al gasolio agricolo e all&rsquo;irrigazione, tutte le principali voci di spesa a carico delle imprese del settore sono lievitate in modo significativo, incidendo pesantemente sui margini delle aziende frutticole.</p>
<p>&ldquo;Proprio per questo, auspichiamo che il mercato sappia riconoscere il valore del prodotto con quotazioni adeguate per i produttori &ndash; conclude Roberto Abellonio, direttore di Confagricoltura Cuneo &ndash;. A fronte di costi di produzione in forte crescita, &egrave; fondamentale che i prezzi siano all&rsquo;altezza della qualit&agrave; che le nostre aziende sanno produrre. Continueremo a monitorare l&rsquo;andamento della campagna, seguendo da vicino le prossime fasi di raccolta e commercializzazione, con l&rsquo;obiettivo di tutelare il reddito delle imprese agricole del territorio&rdquo;.</p>
<p>In provincia di Cuneo il comparto frutticolo conta oltre 4.500 aziende, per una superficie complessiva di 14.000 ettari, 2.400 di questi coltivati a pesche e nettarine (3.000 in Piemonte), un dato di molto inferiore rispetto una decina di anni fa.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Thu, 23 Jul 2026 16:18:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Anas ha pubblicato il bando per la realizzazione della variante di Demonte]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/anas-ha-pubblicato-il-bando-per-la-realizzazione-della-variante-di-demonte_124615.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/anas-ha-pubblicato-il-bando-per-la-realizzazione-della-variante-di-demonte_124615.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124615/154242.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Anas ha pubblicato ufficialmente il bando per la realizzazione della variante di Demonte. A darne notizia &egrave; il senatore cuneese della Lega Giorgio Bergesio, con una nota diffusa nel pomeriggio di oggi, gioved&igrave; 23 luglio. &ldquo;Un risultato storico per la valle Stura e per l'intera provincia di Cuneo. Un&rsquo;opera attesa da anni che finalmente entra nella sua fase operativa&rdquo;, scrive il senatore.  </p>
<p>L'importo complessivo a base d'asta ammonta a 73.386.936,27 euro (Iva esclusa), comprensivo dell'esecuzione dei lavori (69.145.884,85 euro), dei servizi di monitoraggio ambientale, geotecnico e strutturale (2.057.617,31 euro) e degli oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso (2.183.434,11 euro). L'opera prevede una tempistica di realizzazione stimata in 900 giorni. La gara &egrave; condotta con procedura aperta ed interamente gestita in modalit&agrave; telematica tramite il Portale Acquisti di Anas Spa. Il criterio di aggiudicazione &egrave; l&rsquo;offerta economicamente pi&ugrave; vantaggiosa. Il termine per la presentazione delle offerte &egrave; il 6 ottobre 2026. L&rsquo;obiettivo &egrave; arrivare all'avvio dei lavori entro giugno del prossimo anno.  </p>
<p>&ldquo;Parliamo di un'infrastruttura fondamentale per garantire la sicurezza della viabilit&agrave;, snellire il traffico pesante che da anni grava sul centro abitato di Demonte e restituire vivibilit&agrave; ai cittadini&rdquo;, prosegue Bergesio: &ldquo;La trasmissione degli atti da parte di Anas e la contestuale pubblicazione del bando segnano un punto di non ritorno. &Egrave; il frutto di un lavoro costante e di un&rsquo;attenzione concreta alle esigenze del nostro territorio e delle sue imprese. Ringrazio il Ministro Matteo Salvini per l&rsquo;attenzione riservata al nostro territorio e il commissario straordinario Luca Bernardini il cui impegno e la cui costanza hanno reso possibile tagliare questo primo, importante traguardo. Continueremo a monitorare da vicino ogni fase fino all'apertura del cantiere&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Thu, 23 Jul 2026 15:54:00 +0200</pubDate><dc:creator>a.d.</dc:creator><author><name>a.d.</name></author></item><item><title><![CDATA[Bra, si allontanano i fondi per l'adeguamento dello stadio: "Legittimo interrogarsi sulle scelte fatte"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/bra-e-roero/bra-si-allontanano-i-fondi-per-l-adeguamento-dello-stadio-legittimo-interrogarsi-sulle-scelte-fatte_124614.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/bra-e-roero/bra-si-allontanano-i-fondi-per-l-adeguamento-dello-stadio-legittimo-interrogarsi-sulle-scelte-fatte_124614.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124614/154241.jpg" title="" alt="" /><br /><p>"Stadio &lsquo;Attilio Bravi&rsquo;, fondi pubblici e occasioni perse: Bra merita risposte&rdquo;. Questo il titolo del comunicato inviato alla nostra redazione da Giuliana Mossino, consigliera comunale della Lega di Bra. Il tema &egrave; quello relativo ai lavori di adeguamento dello stadio cittadino, molto discusso nell&rsquo;ultima stagione sportiva, in cui il Bra ha dovuto giocare a Sestri Levante le gare casalinghe del campionato di Serie C a causa della mancanza dei requisiti richiesti dell&rsquo;impianto braidese. Di seguito l&rsquo;intervento dell&rsquo;esponente del Carroccio.</p>
<p>&ldquo;La <a href="https://www.sport.governo.it/it/bandi-e-avvisi/sport-e-periferie/2026/avviso-sport-e-periferie-2026-pubblicati-gli-elenchi-dei-comuni-ammessi-a-valutazione-e-dei-comuni-esclusi-dal-22-luglio-decorrono-i-termini-perentori-per-il-caricamento-della-documentazione-progettuale-in-piattaforma/" target="_blank" rel="nofollow">graduatoria pubblicata</a> per il bando relativo all'adeguamento dello Stadio Attilio Bravi &egrave;&nbsp;formalmente provvisoria, ma la posizione ottenuta dal progetto del Comune di Bra, oltre il&nbsp;seicentesimo posto, rende di fatto irrealistica qualsiasi possibilit&agrave; di finanziamento. I numeri&nbsp;parlano chiaro e non possono essere ignorati.</p>
<p>Fin dall'insediamento di questa amministrazione ho espresso perplessit&agrave; sulla distribuzione&nbsp;delle deleghe assessorili, sostenendo che incarichi cos&igrave; importanti dovessero essere affidati&nbsp;sulla base di competenze specifiche, esperienza e capacit&agrave; gestionale. Oggi, di fronte a questo<br>risultato, credo sia legittimo chiedersi se quelle scelte abbiano garantito alla citt&agrave; la migliore&nbsp;capacit&agrave; possibile di programmare, progettare e intercettare risorse pubbliche.</p>
<p>La questione non riguarda soltanto un finanziamento ormai fuori portata. Riguarda la capacit&agrave;&nbsp;dell'amministrazione di individuare i progetti giusti, valutarne concretamente le possibilit&agrave; di&nbsp;successo e trasformare le opportunit&agrave; in risultati per il territorio.</p>
<p>A questo si aggiunge un ulteriore elemento di preoccupazione: il Comune ha gi&agrave; sostenuto&nbsp;costi per la redazione del progetto e per il piano di fattibilit&agrave; economico-finanziaria, gi&agrave;&nbsp;approvato. Se l'opera non dovesse essere realizzata, il rischio &egrave; che risorse pubbliche gi&agrave;&nbsp;investite non producano alcun beneficio per la comunit&agrave;.</p>
<p>Ma il danno pi&ugrave; grande &egrave; quello delle opportunit&agrave; perdute. Ogni bando mancato significa&nbsp;investimenti che non arrivano, interventi che non si realizzano e possibilit&agrave; di crescita che&nbsp;vengono colte da altri territori. Non basta partecipare ai bandi: occorre essere in grado di&nbsp;vincerli e di portare a casa risultati concreti.</p>
<p>Per questo il Sindaco e gli Assessori competenti hanno il dovere di spiegare ai cittadini le&nbsp;ragioni di un risultato cos&igrave; penalizzante e quali iniziative intendano adottare per evitare che&nbsp;l'ennesimo progetto strategico per Bra rimanga sulla carta. La politica si misura sui risultati e<br>oggi, purtroppo, il risultato &egrave; sotto gli occhi di tutti&rdquo;.</p>
<p><strong>Giuliana Mossino</strong><br><strong>Gruppo Lega &ndash; Bra</strong></p>]]></description><pubDate>Thu, 23 Jul 2026 15:20:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Fotovoltaico lungo le linee ferroviarie per evitare consumo di suolo agricolo: la proposta di FdI]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fotovoltaico-lungo-le-linee-ferroviarie-per-evitare-consumo-di-suolo-agricolo-la-proposta-di-fdi_124613.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fotovoltaico-lungo-le-linee-ferroviarie-per-evitare-consumo-di-suolo-agricolo-la-proposta-di-fdi_124613.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124613/154240.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;La transizione energetica richiede idee innovative e il Piemonte pu&ograve; diventare protagonista sperimentando nuove soluzioni che coniughino sostenibilit&agrave; ambientale, produzione di energia e tutela del nostro patrimonio agricolo - dichiara Claudio Sacchetto, Consigliere regionale di Fratelli d'Italia e Presidente della III Commissione Attivit&agrave; produttive ed energie del Consiglio regionale, illustrando l'Ordine del giorno presentato dal gruppo di Fratelli d'Italia e collegato al Disegno di legge n. 136 sulle aree idonee per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili avente ad oggetto: Dialogo con Rete Ferroviaria Italiana per valutare l&rsquo;adozione del sistema di fotovoltaico amovibile tra i binari ferroviari - con il nostro Ordine del giorno chiediamo alla Giunta regionale di avviare un confronto con Rete Ferroviaria Italiana per valutare la realizzazione di un progetto sperimentale di installazione di pannelli fotovoltaici amovibili tra i binari ferroviari, prendendo come riferimento il progetto gi&agrave; avviato con successo in Svizzera&rdquo;.</p>
<p>Il consigliere di Fratelli d'Italia sottolinea come il sistema ferroviario piemontese possa rappresentare una straordinaria opportunit&agrave; per aumentare la produzione di energia pulita senza sottrarre terreno all'agricoltura.</p>
<p>&ldquo;Il Piemonte &ndash; sottolinea Sacchetto - dispone di circa 1.950 chilometri di rete ferroviaria, se si riuscisse progressivamente a valorizzare le superfici interne ai sedimi ferroviari e quelle immediatamente adiacenti, laddove tecnicamente e normativamente possibile, si calcola che si potrebbe arrivare a produrre energia sufficiente ad alimentare molte decine di migliaia di famiglie, senza consumare un solo metro quadrato di suolo agricolo, &egrave; questa la direzione che dobbiamo perseguire, utilizzare prioritariamente aree gi&agrave; infrastrutturate anzich&eacute; occupare terreni produttivi, che &egrave; anche l&rsquo;obiettivo che si &egrave; posta la Regione approvando la Legge sulle aree idonee&rdquo;.</p>
<p>Nel Cantone di Neuch&acirc;tel &egrave; gi&agrave; stato avviato un progetto pilota con pannelli fotovoltaici amovibili installati direttamente tra i binari, progettati per essere rimossi rapidamente durante gli interventi di manutenzione della linea.</p>
<p>&ldquo;&Egrave; un'esperienza che merita di essere approfondita anche in Piemonte, coinvolgendo RFI, il mondo universitario e gli enti di ricerca, durante l'approvazione della Legge sulle aree idonee abbiamo ribadito la necessit&agrave; di sviluppare le energie rinnovabili senza compromettere la competitivit&agrave; dell'agricoltura piemontese. Questa proposta va esattamente in quella direzione: innovazione, sostenibilit&agrave; e consumo di suolo pari a zero. La sfida della transizione energetica si vince anche individuando soluzioni intelligenti che sappiano valorizzare le infrastrutture esistenti&rdquo;, conclude Sacchetto.</p>]]></description><pubDate>Thu, 23 Jul 2026 15:13:00 +0200</pubDate><dc:creator> </dc:creator><author><name> </name></author></item><item><title><![CDATA[Caso Roggero, la proposta di Bergesio: "Si valuti la detenzione ai domiciliari"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/caso-roggero-la-proposta-di-bergesio-si-valuti-la-detenzione-ai-domiciliari_124598.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/caso-roggero-la-proposta-di-bergesio-si-valuti-la-detenzione-ai-domiciliari_124598.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124598/154216.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">&ldquo;Rivolgo un fermo e accorato appello affinch&eacute; si possa valutare, nell&rsquo;ambito delle competenze e degli strumenti previsti dall&rsquo;ordinamento, la possibilit&agrave; che Mario Roggero possa espiare la pena attraverso una misura alternativa, quale la detenzione domiciliare. Parliamo di un uomo di 72 anni che, dopo una vita di lavoro e dopo essere stato vittima di una drammatica rapina, chiede che gli sia riconosciuta questa opportunit&agrave;, ove ne ricorrano i presupposti di legge e al di l&agrave; dell'iter per la richiesta di grazia che spetta al Presidente della Repubblica. &Egrave; auspicabile dare un segnale nel segno di una giustizia che sappia coniugare fermezza e umanit&agrave;&rdquo;.<br><br>​Cos&igrave; il senatore della Lega Giorgio Maria Bergesio, vicepresidente della commissione Attivit&agrave; produttive a Palazzo Madama, durante il sindacato ispettivo al Senato con il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, al quale ha rivolto un appello affinch&eacute; si faccia tramite della richiesta con il ministro della Giustizia.</p>]]></description><pubDate>Thu, 23 Jul 2026 12:20:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Sanità, la realtà dietro le inaugurazioni: "Senza investimenti e assunzioni non si può andare avanti"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-la-realta-dietro-le-inaugurazioni-senza-investimenti-e-assunzioni-non-si-puo-andare-avanti_124596.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-la-realta-dietro-le-inaugurazioni-senza-investimenti-e-assunzioni-non-si-puo-andare-avanti_124596.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124596/154209.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La piazzetta antistante il nuovo Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo, nei locali dell&rsquo;ex Mater Amabilis di via Mistral, ha ospitato stamattina la conferenza stampa organizzata dalla Cgil insieme al Comitato Vivere la Costituzione. L&igrave;, a pochi metri dalla struttura inaugurata la scorsa settimana, con taglio del nastro a favore di obiettivi da parte dell&rsquo;assessore regionale Federico Riboldi, il sindacato ha scelto di fare il punto sulle zone d&rsquo;ombra della sanit&agrave; pubblica in Piemonte: dalla carenza di personale alle condizioni di lavoro all&rsquo;interno delle strutture, passando per il cronico problema delle liste d&rsquo;attesa e per la carenza di servizi per le persone non autosufficienti.&nbsp;</p>
<p>Ad aprire gli interventi il segretario provinciale Piertomaso Bergesio: &ldquo;Siamo qui per fare chiarezza sul sistema sanitario regionale e nazionale. Si fanno inaugurazioni, ma i problemi di accessibilit&agrave; restano. Non &egrave; in discussione la valenza del progetto che riguarda le strutture, ma per fare partire questo sistema di medicina territoriale serve che ci sia il personale sanitario, che invece in Piemonte e in provincia di Cuneo manca&rdquo;.</p>
<p>La base di tutte le problematiche, come spesso accade, &egrave; la mancanza di risorse economiche destinate alla sanit&agrave;. La Cgil stima che per recuperare il sottofinanziamento del sistema sanitario nazionale italiano servirebbe un&rsquo;iniezione da circa 47 miliardi di euro. &ldquo;Servono pi&ugrave; risorse per la sanit&agrave; pubblica, in questo senso l&rsquo;Italia si piazza sotto la media europea e il trend &egrave; in peggioramento: dove reperire queste risorse &egrave; una scelta della politica. Anche le retribuzioni per chi lavora nella sanit&agrave; pubblica sono sotto la media europea, questo acuisce la difficolt&agrave; nella ricerca di personale&rdquo;, ha detto Bergesio: &ldquo;Non &egrave; un problema di soldi, se poi abbiamo medici gettonisti che guadagnano 1.200 euro a turno&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124596/small_154212.jpg" alt="Foto" loading="lazy"></p>
<h2>La questione del personale</h2>
<p>Secondo le stime in provincia di Cuneo mancano 89 medici di famiglia: per il 2026 sono previsti appena 20 nuovi ingressi. Solo nell&rsquo;area dell&rsquo;Asl CN1 mancano 140 infermieri e 60 medici specialisti rispetto al fabbisogno, oltre a 36 Operatori Socio Sanitari.</p>
<p>&ldquo;Per gli Ospedali e le Case di Comunit&agrave; attivati nell&rsquo;Asl CN1 noi abbiamo stimato un fabbisogno di circa 130-150 persone tra infermieri, OSS, professionisti riabilitativi e medici. Ma come si possono ampliare i servizi senza prevedere assunzioni?&rdquo;, ha detto Carmelo Castello, segretario della FP Cgil provinciale. L&rsquo;attuale organizzazione delle nuove strutture, secondo il sindacato, rischia paradossalmente di peggiorare il servizio nel suo complesso: "Limitandosi a spostare il personale da altri servizi si impoveriscono i servizi stessi e si aggrava il carico di lavoro per il personale. Garantire un nuovo servizio e parallelamente imporre il piano di rientro alle aziende sanitarie e ospedaliere &egrave; una contraddizione. Abbiamo servizi che avevano 25 persone e oggi lavorano con 10-11. Chiediamo investimenti strutturali, cos&igrave; non si pu&ograve; andare avanti&rdquo;, ha detto Castello.</p>
<p>Tra le possibilit&agrave; sondate dall&rsquo;Asl CN1 anche quella di affidare temporaneamente i servizi ad Amos: &ldquo;Un'eventualit&agrave; che abbiamo vissuto con sgomento&rdquo;, ha detto ancora il segretario provinciale FP Cgil.</p>
<p>Nei giorni scorsi l&rsquo;assessore Riboldi ha rivendicato l&rsquo;incremento di 4.200 unit&agrave; raggiunto negli ultimi anni: &ldquo;L&rsquo;80% delle assunzioni che rivendica Riboldi riguarda personale che era gi&agrave; attivo: lavoratori che erano a tempo determinato e sono diventati a tempo indeterminato. La realt&agrave; &egrave; che oggi le assunzioni non coprono nemmeno il turnover di chi va in pensione e passa al privato. Le graduatorie ci sono, serve utilizzarle, perch&egrave; spesso i servizi sono garantiti solo dalla forza di volont&agrave; e dagli straordinari degli operatori&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124596/small_154213.jpg" alt="Foto" loading="lazy"></p>
<h2>Rsa: in 11 mila in lista d&rsquo;attesa</h2>
<p>In Piemonte - dato di cui ha parlato lo stesso presidente Cirio nei giorni scorsi - 11 mila persone sono in lista d&rsquo;attesa per un posto in Rsa. &ldquo;Gli over 65 sono il 25% della popolazione della provincia di Cuneo. Una bomba sociale che rischia di esplodere e che non viene affrontata dalla politica&rdquo;, ha detto Bergesio. In provincia di Cuneo sono presenti 145 mila over 65: 4.500 di loro non sono autosufficienti, mentre i posti disponibili nelle Rsa sono circa 3.200.</p>
<p>"Questo tema non riguarda l&rsquo;individuo, ma la collettivit&agrave;. Nonostante ci&ograve; che &egrave; accaduto col Covid si &egrave; continuato a tagliare: la Regione Piemonte &egrave; tra quelle che contribuiscono meno alle rette delle Rsa. Oggi non abbiamo bisogno che Cirio presenti il problema, ma che proponga soluzioni. La semplice narrazione sappiamo farla anche noi&rdquo;. La Regione Piemonte copre con la sua quota sanitaria il 50% delle rette giornaliere (la restante parte, la cosiddetta &ldquo;quota alberghiera&rdquo;, resta a carico dell&rsquo;ospite): si tratta di un dato tra i pi&ugrave; bassi in Italia.</p>
<p>A fare il punto sui servizi per i non autosufficienti &egrave; stato Massimo Colombo, segretario provinciale del Sindacato pensionati della Cgil. &ldquo;Le rette sono in continuo aumento e c'&egrave; sempre pi&ugrave; difficolt&agrave; nell&rsquo;accedere alle convenzioni, molti non possono permettersele: solo una persona su cinque pu&ograve; farvi fronte senza sostegni esterni. Ci sono le strutture private, ma anche in questo caso in pochi possono permettersi di accedervi&rdquo;.</p>
<p>C&rsquo;&egrave; anche un tema di sopravvivenza nelle vallate: "In queste zone le strutture in difficolt&agrave; sono molte, si rischia di perdere una presenza importante sul territorio&rdquo;, ha detto Colombo.</p>
<p>&ldquo;Serve aumentare i posti letto, rivedere gli standard di personale con assunzioni e aumentare la quota sanitaria al 70%&rdquo;, le richieste del Sindacato pensionati Cgil.</p>
<h2>Le liste d&rsquo;attesa e gli Sportelli Salute</h2>
<p>Tema centrale, che ha toccato con mano chiunque abbia dovuto prenotare una visita o un esame negli ultimi anni, quello delle liste d&rsquo;attesa. &ldquo;Il problema continua ad essere rilevante e se si sposta agli ospedali di comunit&agrave; il personale degli altri servizi si rischia di scoprirli ulteriormente. In questo momento la politica &egrave; molto distante dalla realt&agrave; dei cittadini&rdquo;, ha detto Bergesio.</p>
<p>Negli Sportelli Salute - sono ventuno quelli attivati dal Comitato Vivere la Costituzione in provincia di Cuneo - le richieste continuano ad essere altissime. Tramite questo servizio i cittadini possono ricevere assistenza e richiedere l&rsquo;appuntamento nei tempi previsti dalla classe di priorit&agrave; riportata sulla prescrizione.&nbsp;</p>
<p>&ldquo;Agenas parla di miglioramenti, ma si tratta di miglioramenti minimi su un totale di milioni di prestazioni&rdquo;, ha detto Fulvia Tomatis, referente del Comitato per gli Sportelli Salute: &ldquo;Bisogna considerare che il 50% delle prestazioni viene prescritto ma non eseguito, sia per tempi di attesa troppo lunghi o problemi economici che spingono le persone a non curarsi, sia per la quota di chi finisce per rivolgersi al privato&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124596/small_154214.jpg" alt="Foto" loading="lazy"></p>
<h2>La testimonianza</h2>
<p>A portare la testimonianza concreta di chi ogni giorno vive sulla sua pelle le difficolt&agrave; legate a una sistema sanitario pubblico carente &egrave; stata, in chiusura, Francesca Parracone, quarantenne residente a Valdieri, affetta da sclerosi multipla: "La mia condizione richiede continuit&agrave; delle cure, e i ritardi possono comportare conseguenze anche gravi. Chi &egrave; nelle mie condizioni pu&ograve; contare su una grande un'eccellenza che &egrave; l'Aism (Associazione Italiana Sclerosi Multipla, ndr), ma dall'altra parte c&rsquo;&egrave; una grande carenza nelle prenotazioni di esami e prestazioni. Chi &egrave; affetto da questa patologia ha bisogno periodicamente di risonanze magnetiche ed esami di questo genere. Quasi sempre per&ograve; viene prenotata solo la prima visita, non l&rsquo;esame conseguente, per il quale bisogna rivolgersi al Cup. Quasi sempre, cos&igrave;, serve quindi spostarsi altrove: mi &egrave; successo molto spesso di dover andare a Torino, con tutte le difficolt&agrave; negli spostamenti viste le mie condizioni&rdquo;.</p>
<p>Poi ci sono le difficolt&agrave; nella vita di tutti i giorni: &ldquo;La mia condizione non mi permette di lavorare otto ore al giorno. Il mio orario &egrave; stato dimezzato e cos&igrave; anche lo stipendio. Su consiglio della Cgil ho effettuato richiesta di assegno ordinario all'Inps. La prima richiesta &egrave; stata bocciata, mi &egrave; stato detto di tornare dopo novanta giorni. Il secondo tentativo &egrave; andato a buon fine, ma l'assegno &egrave; molto ridotto. Questo mi spinge comunque a consigliare a tutti di non fermarsi, di insistere per vedere riconosciuti i propri diritti&rdquo;.</p>
<p>A margine, il segretario provinciale della Cgil Piertomaso Bergesio ha anche segnalato le due raccolte firme attivate per altrettante proposte di legge di iniziativa popolare: una per rilanciare il Servizio Sanitario Nazionale, richiedendo l'aumento delle risorse al 7,5% del PIL, assunzioni stabili e il superamento delle liste d&rsquo;attesa, l&rsquo;altra per garantire parit&agrave; di salario, tutele e inquadramento ai lavoratori in appalto e subappalto rispetto ai dipendenti dell'azienda committente.</p>]]></description><pubDate>Thu, 23 Jul 2026 11:51:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Dalmasso</dc:creator><author><name>Andrea Dalmasso</name></author></item><item><title><![CDATA[Cuneo, no al taser in dotazione alla Polizia Locale. Civallero: "Grave errore, scelta incomprensibile"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/cuneo-no-al-taser-in-dotazione-alla-polizia-locale-civallero-grave-errore-scelta-incomprensibile_124585.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/cuneo-no-al-taser-in-dotazione-alla-polizia-locale-civallero-grave-errore-scelta-incomprensibile_124585.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124585/154194.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Quello del <strong>taser</strong> in dotazione alle Forze dell'Ordine &egrave; un argomento a lungo dibattuto e che continua a sollevare confronti molto accesi. In tempi recenti a <strong>Cuneo</strong> si &egrave; verificato l'episodio del 4 giugno, quando un carabiniere ha utilizzato lo strumento per fermare una donna che, in evidente stato di alterazione, aveva infastidito alcuni passanti prima di impugnare un coccio di vetro. Durante il <strong>Consiglio comunale </strong>la maggioranza ha confermato la volont&agrave; dell'Amministrazione di non dotare la Polizia Locale del taser: una decisione che il capogruppo di <strong>Forza Italia</strong>, <strong>Franco Civallero</strong>, ha definito un "grave errore" in una nota. Riceviamo e pubblichiamo la presa di posizione del partito sull'argomento.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">"La <strong>Maggioranza in Consiglio</strong> comunale a <strong>Cuneo</strong> ha confermato che l'<strong>Amministrazione comunale</strong> non intende dotare la Polizia Locale del taser.&nbsp;<strong>Franco Civallero</strong>, <strong>Capogruppo di Forza Italia,</strong> lo definisce "un grave errore", ribadendo la necessit&agrave; di fornire agli agenti strumenti adeguati per affrontare situazioni di pericolo.</p>
<p style="text-align: justify;">L'interpellanza presentata da <strong>Civallero</strong> prendeva spunto dall'episodio avvenuto il 4 giugno scorso in <strong>corso</strong> <strong>Giolitti</strong>, quando una donna, in evidente stato di alterazione, dopo aver infastidito alcuni passanti, aveva impugnato un frammento di vetro minacciando cittadini e forze dell'ordine. In quella circostanza un carabiniere della Stazione di <strong>Cuneo</strong> utilizz&ograve; il taser per immobilizzarla, evitando, secondo il consigliere, che la situazione potesse degenerare con conseguenze ben pi&ugrave; gravi.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Rinnovo &ndash; interviene Franco <strong>Civallero</strong> - il mio pi&ugrave; sincero ringraziamento al carabiniere che &egrave; intervenuto con grande coraggio, professionalit&agrave; e spirito di servizio, dimostrando sangue freddo e senso del dovere in una situazione di estrema delicatezza&rdquo;.<br><br>&ldquo;Esprimo inoltre il mio apprezzamento ai suoi superiori, e in particolare al comandante Piras, che hanno sostenuto fin dall'inizio l'operato del militare. Il successivo giudizio del Procuratore della Repubblica, che ha definito il suo comportamento professionalmente ineccepibile, conferma ulteriormente la correttezza dell'intervento&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Ritengo &ndash; sottolinea <strong>Civallero</strong> - del tutto inopportuno che il segretario nazionale dei Radicali, Filippo <strong>Blengino</strong>, e la consigliera regionale Giulia <strong>Marro</strong> abbiano messo in discussione un intervento che ha richiesto coraggio e senso di responsabilit&agrave;.&nbsp;A mio giudizio, prima di formulare accuse o insinuazioni, occorre riconoscere il valore di chi opera quotidianamente per garantire la sicurezza dei cittadini in situazioni ad alto rischio&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto accaduto in corso <strong>Giolitti</strong> dimostra l'utilit&agrave; del taser quale strumento di prevenzione e di contenimento.&nbsp;&ldquo;Considero incomprensibile &ndash; conclude Franco <strong>Civallero</strong> - il rifiuto dell'Amministrazione comunale a trazione PD di dotare la Polizia Locale di questo dispositivo.&nbsp;In molte citt&agrave; italiane il taser rappresenta uno strumento ormai consolidato che consente di intervenire in modo efficace, riducendo i rischi sia per gli operatori sia per le persone coinvolte.&nbsp;Continuer&ograve; a sostenere questa battaglia nell'interesse della sicurezza della nostra comunit&agrave;&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Thu, 23 Jul 2026 09:39:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Fiumi e falde in sofferenza, gli ambientalisti contro la Regione: "L’inazione regna sovrana"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fiumi-e-falde-in-sofferenza-gli-ambientalisti-contro-la-regione-linazione-regna-sovrana_124583.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fiumi-e-falde-in-sofferenza-gli-ambientalisti-contro-la-regione-linazione-regna-sovrana_124583.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124583/154191.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Dopo un mese di giugno eccezionalmente caldo e povero di precipitazioni, anche in Piemonte si &egrave; tornati a dibattere di siccit&agrave; e crisi idrica e delle potenziali soluzioni per un problema che anno dopo anno sta diventando sempre pi&ugrave; strutturale, anzich&eacute; legato ad emergenze estemporanee. Su questo tema intervengono con un comunicato i referenti delle principali organizzazioni ambientaliste del territorio cuneese. Di seguito il testo completo.</p>
<p>&ldquo;Siamo in piena emergenza idrica in questa estate siccitosa che registra temperature ben al di sopra della media, con i cambiamenti climatici sempre pi&ugrave; drammaticamente evidenti e in fase di accelerazione, e i tanto sbandierati adattamenti, per non parlare di mitigazione, ben lontani dall&rsquo;essere incisivi. L&rsquo;inazione regna sovrana e ancora una volta siamo alle solite, con l&rsquo;agricoltura a reclamare sempre pi&ugrave; acqua e la maggioranza regionale, ordine del giorno n. 681 primo firmatario il consigliere regionale Sacchetto, a chiedere al Consiglio Regionale di impegnare la Giunta a modificare il regolamento sul Deflusso Ecologico, nonostante il precedente tentativo del 2025, gi&agrave; bocciato con parere negativo del Ministero dell&rsquo;Ambiente. Proposta &lsquo;sconcertante&rsquo;, cos&igrave; l&rsquo;ha definita uno dei massimi esperti di fiumi, il prof Stefano Fenoglio, &lsquo;prosciugare i fiumi per ottenere un beneficio immediato significa arrecare un danno che, nel lungo periodo, pu&ograve; superare di gran lunga il vantaggio iniziale&rsquo;.&nbsp;</p>
<p>Ricordiamo che lo scorso anno, il 5 agosto, l'Ufficio Legislativo del Ministero dell&rsquo;Ambiente e della Sicurezza Energetica aveva chiesto alla Regione Piemonte l&rsquo;abrogazione di tre articoli della Legge Regionale &ldquo;di riordino&rdquo; 9/2025 per chiara incompatibilit&agrave; con la normativa ambientale nazionale ed europea. Tra questi in particolare l&rsquo;articolo 34, quello che tentava di introdurre il concetto di Deflusso Ecologico &lsquo;dinamico&rsquo;, ovvero non basato sulle medie storiche o su criteri scientifici (e non ideologici) previsti dalla Direttiva Quadro Acque del 2000, ma su una percentuale fissa, che non pu&ograve; superare il 30% della portata effettiva del momento. In altre parole la possibilit&agrave; di prelevare almeno il 70%, col risultato che si pu&ograve; attingere acqua a scopi irrigui anche quando il fiume &egrave; quasi a secco!</p>
<p>Il deflusso ecologico, ricordiamo, &egrave; stato adottato nel 2017 dalla Conferenza Istituzionale Permanente dell&rsquo;Autorit&agrave; di distretto idrografico del fiume Po con l&rsquo;obiettivo di ottenere un buon stato di salute dei fiumi, ma anche di organizzare in modo efficiente i prelievi a scopo agricolo, in modo da non arrecare danni ai corsi d&rsquo;acqua, tenendo conto delle minori disponibilit&agrave; d&rsquo;acqua nei fiumi come conseguenza del cambiamento climatico. In poche parole si chiedeva gi&agrave; allora all&rsquo;agricoltura di organizzarsi perch&eacute; ci sarebbe stata sempre meno acqua a disposizione. Il Piemonte ha recepito la norma nel 2021 e il Regolamento regionale &lsquo;Disposizioni per l&rsquo;implementazione del deflusso ecologico&rsquo; &egrave; stato pubblicato sul Bollettino ufficiale il 5 gennaio 2022. Dunque, da allora &egrave; legge da applicare, ma la pianificazione in tema di agricoltura ha fatto poco o nulla per adeguarsi!</p>
<p>A partire dai tanto sbandierati invasi, che non rappresentano comunque la vera e unica soluzione (e richiederebbero in ogni caso tempi lunghi e spesso incerti per la realizzazione, come dimostra il progetto di Serra degli Ulivi nel Comune di Villanova Mondov&igrave;); mancano proposte alternative realmente efficaci quali efficientamento irriguo, rotazioni colturali, variet&agrave; meno idroesigenti, miglioramento qualit&agrave; dei suoli, ecc.; in altre parole assenza di un vero Piano di Gestione, come invece impone la Direttiva Europea Acque.</p>
<p>Tutto questo &egrave; inaccettabile e i problemi si riproporranno in forma sempre pi&ugrave; grave stante la tendenza climatica. I fiumi sono ben altro che una semplice risorsa idrica da sfruttare, beceramente convinti che l&rsquo;acqua non utilizzata sia acqua &lsquo;sprecata&rsquo;!</p>
<p>Senza entrare nei meccanismi di funzionamento degli ecosistemi fluviali, ricordiamo anche soltanto che i corsi d&rsquo;acqua alimentano (e sono &lsquo;in simbiosi&rsquo; nel senso che all&rsquo;occorrenza ne vengono alimentati) quell&rsquo;altra risorsa fondamentale sottovalutata e sovrasfruttata: le acque sotterranee (falde acquifere), una potenziale immensa riserva di acqua che a differenza di quella degli invasi non evapora, non va manutenuta (svasi periodici) ed &egrave; (non sempre!) pi&ugrave; protetta.</p>
<p>Le falde sono a loro volta in sofferenza per prelievi eccessivi e perch&eacute; non vengono pi&ugrave; ricaricate a dovere, in assenza di precipitazioni, dai fiumi in sofferenza, ma anche dal secolare reticolo dei canali irrigui sempre pi&ugrave; cementificati/intubati (guarda caso proprio perch&eacute; &ldquo;perdono&rdquo; acqua...verso le falde), e a causa anche delle enormi superfici urbanizzate e impermeabilizzate che hanno distrutto il suolo.</p>
<p>Ci si dimentica che una falda ricca &egrave; preziosa per l&rsquo;agricoltura e alimenta risorgive e fontanili, a loro volta importanti anche per l&rsquo;irrigazione a valle.</p>
<p>La proposta di modifica del Regolamento Regionale 14/R/2021 avrebbe avuto l'effetto di abbassare lo standard di protezione ambientale, consentendo un aumento dei prelievi proprio nei momenti di maggiore criticit&agrave; idrica. Per fortuna non &egrave; passata, anche perch&eacute; i proponenti continuano a non ricordare che la Regione Piemonte non pu&ograve; &lsquo;disciplinare illegittimamente una materia rimessa alla competenza esclusiva dello Stato', contrastando il &lsquo;riparto di competenze in materia di tutela delle acque', ma soprattutto non pu&ograve; &lsquo;introdurre dei limiti e conseguentemente degli obiettivi di qualit&agrave; meno elevati rispetto a quelli definiti dalla legislazione nazionale e dai provvedimenti settoriali di area vasta&rsquo; (dal testo ministeriale che ha bocciato il precedente tentativo del 2025, che ha sottolineato come sia di interesse pubblico, ovvero di tutti, mantenere in salute i corpi idrici superficiali).&nbsp;</p>
<p>E la Corte Costituzionale, sentenza n. 57/2026 che rappresenta una pietra miliare, ha stabilito che: &lsquo;Al legislatore regionale, nell'esercizio delle sue competenze, &egrave; consentito incrementare i livelli di tutela fissati dal legislatore statale. Le regioni, dunque, possono adottare norme che interferiscono con la tutela ambientale solo se elevano lo standard di protezione previsto dalla legislazione nazionale, che funge da limite minimo di salvaguardia dell&rsquo;ambiente&rsquo;.</p>
<p>In conseguenza di queste posizioni e sentenze non impugnabili, la Regione deve prendere atto e cambiare indirizzo: occorre finalmente l&rsquo;avvio di un confronto serio e trasparente con il mondo agricolo e con gli esperti delle associazioni ambientaliste per una gestione sostenibile della risorsa idrica, basata su dati tecnici e scientifici e non su spinte politiche emergenziali di breve periodo.</p>
<p>Per finire, un appunto sulle ordinanze emesse contro gli sprechi di acqua ad uso potabile: sacrosante! Anche le captazioni civili impoveriscono i corsi d&rsquo;acqua, bench&eacute; infinitamente meno di quelle irrigue; ma perch&eacute; equiparare l&rsquo;utilizzo dell&rsquo;acqua per lavare le auto con quello per irrigare gli orti? Non c&rsquo;&egrave; confronto, questi servono a produrre cibo, possibilmente di buona qualit&agrave;; e in casi particolari, laddove non ci siano alternative, si potrebbe derogare al divieto, imponendo per&ograve; tecniche irrigue al risparmio (tipo goccia a goccia) e in prospettiva e alternativa raccomandare/imporre la raccolta e l&rsquo;utilizzo dell&rsquo;acqua piovana (non solo per gli orti, ovviamente).</p>
<p>Occorre in senso pi&ugrave; generale avviare una riflessione sul tema e affrontare l&rsquo;adozione (guidata dall&rsquo;Ente gestore e/o dai Comuni) di buone pratiche a salvaguardia della risorsa acqua.&nbsp;Nel frattempo il Consiglio regionale ha nuovamente approvato la norma che rinvia al 31 dicembre 2026 l&rsquo;applicazione del deflusso ecologico in Piemonte.</p>
<p>Fin da ora preannunciamo che in autunno organizzeremo un importante momento di confronto/approfondimento sul tema &lsquo;Falde acquifere&rsquo; anche come risposta all&rsquo; emergenza climatica e allo sfruttamento insostenibile dei nostri fiumi. La salute dei nostri fiumi e la qualit&agrave; dell'acqua che bevono i cittadini piemontesi non sono negoziabili&rdquo;.</p>
<p><strong>Bruno Piacenza, presidente Legambiente Cuneo</strong><br><strong>Domenico Sanino, presidente Pro Natura Cuneo</strong><br><strong>Patrizia Rossi, presidente LIPU Cuneo</strong><br><strong>Alberto Collid&agrave;, presidente Italia Nostra Cuneo</strong><br><strong>Albino Gosmar, presidente Cuneo Birding</strong></p>]]></description><pubDate>Thu, 23 Jul 2026 08:56:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Caso Roggero, Sturlese (Cbc): “Dalle destre una campagna di tipo eversivo”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/caso-roggero-sturlese-cbc-dalle-destre-una-campagna-di-tipo-eversivo_124565.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/caso-roggero-sturlese-cbc-dalle-destre-una-campagna-di-tipo-eversivo_124565.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124565/154163.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;Ho abbandonato l&rsquo;aula protestando contro questa plateale azione che fa parte di una campagna delle destre di tipo eversivo, perch&eacute; tende a sottomettere le decisioni della magistratura al potere politico&rdquo;: cos&igrave; Ugo Sturlese, consigliere di Cuneo per i Beni Comuni, spiega <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/lauria-in-consiglio-comunale-con-il-cartello-aiutiamo-mario-roggero_124421.html" target="_blank" rel="follow">quanto accaduto nella serata di luned&igrave; nell&rsquo;aula del Consiglio comunale</a>.</p>
<p>Il collega di Futuro Nazionale&nbsp;<strong>Beppe Lauria</strong> aveva appena preso la parola, inalberando un cartello di solidariet&agrave; con <strong>Mario Roggero</strong> che riportava, fra l&rsquo;altro, le coordinate bancarie per sostenere la raccolta fondi per le spese legali del gioielliere. Da regolamento, in Consiglio comunale &egrave; vietato sia agli amministratori che al pubblico mostrare messaggi scritti.</p>
<p>Ma non &egrave; solo una questione regolamentare. Sturlese bolla l&rsquo;iniziativa specifica come &ldquo;una indegna campagna della destra per estendere la legittima difesa anche al diritto del singolo di farsi giustizia da s&eacute;. Inoltre si esercitano indebite pressioni sulla presidenza della Repubblica, cui spetta la decisione di concedere la grazia, richiesta dalla moglie dell&rsquo;orefice ma istruita impropriamente dal Ministero della giustizia dietro sollecitazioni della Meloni&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Anche questo episodio - aggiunge il decano della sinistra civica, riferendosi a quanto accaduto a Cuneo - esprime le intenzioni di una destra sempre pi&ugrave; eversiva. La dimostrazione l&rsquo;abbiamo avuta a Bologna con un episodio degno dell&rsquo;Ice americana, con soffocamento a terra di una persona con disturbi psichiatrici. Ma qui la reazione popolare, promossa dal sindaco Lepore, &egrave; stata adeguata anche se poi inquinata successivamente dai soliti gruppi violenti, cui la storia non ha insegnato nulla&rdquo;.</p>
<p>La conclusione richiama alla &ldquo;massima allerta in difesa della democrazia e dello stato di diritto&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 22 Jul 2026 19:26:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Roggero a Bollate, AVS: "Non chiediamo che lui stia peggio, ma che tutti i detenuti possano stare meglio"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/roggero-a-bollate-avs-non-chiediamo-che-lui-stia-peggio-ma-che-tutti-i-detenuti-possano-stare-meglio_124563.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/roggero-a-bollate-avs-non-chiediamo-che-lui-stia-peggio-ma-che-tutti-i-detenuti-possano-stare-meglio_124563.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124563/154160.jpg" title="Mario Roggero" alt="Mario Roggero" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo l'intervento del gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale a proposito del discusso caso di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato per l'uccisione di due rapinatori che avevano assaltato la sua attivit&agrave;. Attualmente detenuto nel carcere di Bollate, il settantaduenne &egrave; al centro di un acceso dibattito politico sul tema della legittima difesa: diversi esponenti del Governo ne hanno chiesto la grazia, mentre si discute anche dei risarcimenti alle famiglie dei malviventi uccisi. Di seguito l'intervento di AVS.</p>
<p>"Mario Roggero si &egrave; costituito nel carcere di Bollate, considerato il modello pi&ugrave; avanzato del sistema penitenziario italiano: un istituto nel quale esistono opportunit&agrave; di lavoro e formazione, le celle sono prevalentemente aperte e la pena pu&ograve; realmente perseguire l&rsquo;obiettivo del reinserimento sociale previsto dalla Costituzione.</p>
<p>Bene per lui. La dignit&agrave; di una persona detenuta non dovrebbe mai suscitare invidia n&eacute; essere messa in discussione. Il problema non &egrave; che Roggero sia entrato a Bollate: il problema &egrave; che Bollate continui a rappresentare un&rsquo;eccezione quasi irraggiungibile, mentre migliaia di persone aspettano per anni un trasferimento e scontano la propria pena in istituti sovraffollati, privi di attivit&agrave; e spesso lontanissimi dal dettato costituzionale.</p>
<p>L&rsquo;accesso a Bollate prevede normalmente criteri selettivi, un periodo di osservazione, una valutazione positiva del percorso trattamentale e tempi di attesa molto lunghi. Non intendiamo alimentare discussioni sulle ragioni della presenza di Roggero nell&rsquo;istituto milanese: poniamo per&ograve; una questione politica evidente. Perch&eacute; ci&ograve; che dovrebbe essere la normalit&agrave; del sistema penitenziario italiano &egrave; garantito soltanto a una piccola minoranza?</p>
<p>Se Roggero fosse stato assegnato al carcere di Cuneo, forse la grande mobilitazione politica nata intorno al suo caso avrebbe almeno costretto molti rappresentanti istituzionali a guardare da vicino le condizioni nelle quali vivono le altre persone detenute. Il Cerialdo ospita gi&agrave; circa quattrocento persone e la sua stessa direzione ha segnalato le possibili conseguenze, anche sull&rsquo;assistenza sanitaria, di un ulteriore aumento delle presenze. Avrebbe passato i suoi primi giorni nel reparto &ldquo;nuovi giunti&rdquo; in cui vengono ormai sistematicamente accolti i pazienti con disturbi psichiatrici, per isolarli dagli altri per evitare tensioni. Avrebbe poi condiviso una cella con altre due o tre persone, con docce esterne.&nbsp;</p>
<p>Oggi, invece, assistiamo a un doppio paradosso. Cirio ha annunciato in pompa magna un ordine del giorno per la grazia a Roggero, salvo poi rinviarne la discussione forse a settembre, forse al duemilamai.&nbsp;</p>
<p>Di conseguenza, &egrave; saltata anche la discussione del nostro ordine del giorno sulla necessit&agrave; di un nuovo indulto e non &egrave; stato affrontato neppure il documento presentato dal PD a tutela della magistratura e della separazione dei poteri.</p>
<p>Noi abbiamo preso sul serio le parole del Presidente sulla clemenza, sul perdono istituzionale e sulla necessit&agrave; di non lasciare solo chi ha commesso un grave errore. Ma questi principi non possono valere soltanto per una persona che ha conquistato le prime pagine dei giornali e il sostegno della destra.</p>
<p>Non chiediamo che Roggero venga trattato peggio. Chiediamo che le condizioni dignitose e le possibilit&agrave; di reinserimento offerte da Bollate siano garantite a tutte e tutti".&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 22 Jul 2026 17:08:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Dall'inizio del 2025 il Comune di Cuneo ha emesso 110 ordini di allontanamento]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/dall-inizio-del-2025-il-comune-di-cuneo-ha-emesso-110-ordini-di-allontanamento_124542.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/dall-inizio-del-2025-il-comune-di-cuneo-ha-emesso-110-ordini-di-allontanamento_124542.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124542/154129.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Dall&rsquo;inizio del 2025 l&rsquo;amministrazione di Cuneo ha emesso in totale 110 ordini di allontanamento dal territorio comunale. Il dato &egrave; stato fornito dall&rsquo;assessora alla Polizia Locale <strong>Cristina Clerico</strong> in occasione dell&rsquo;ultimo Consiglio comunale, su spunto dell&rsquo;interpellanza di <strong>Massimo Garnero</strong>. L&rsquo;esponente di Fratelli d&rsquo;Italia aveva chiesto di fare il punto sui cosiddetti &ldquo;Daspo Willy&rdquo; emessi negli ultimi anni, facendo riferimento nel suo documento a vari episodi di degrado e microcriminalit&agrave; verificatisi in diverse zone della citt&agrave;, da corso Giolitti a piazza della Costituzione.&nbsp;</p>
<p>Il "Daspo Willy" - dal nome di Willy Monteiro Duarte, ventunenne ucciso a Colleferro nel settembre 2020 durante un pestaggio all'esterno di un locale - &egrave; una misura che prevede il divieto di accesso e di stazionamento nei locali pubblici, introdotta a dicembre dello stesso anno con il Decreto Sicurezza.</p>
<p>L&rsquo;assessora Clerico ha per&ograve; precisato che si tratta di un provvedimento di esclusiva competenza del Questore: &ldquo;Quello che &egrave; di competenza delle amministrazioni locali, che noi abbiamo adottato, &egrave; definito un &lsquo;antecedente logico&rsquo;. Il numero dei Daspo non ci &egrave; ancora stato comunicato per ragioni interne di operativit&agrave; della Questura&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>Nel dibattito sono intervenuti i consiglieri <strong>Beppe Lauria</strong> (Futuro Nazionale) e <strong>Franco Civallero</strong> (Forza Italia). "Il percepito forse &egrave; ormai superiore all&rsquo;effettivo, ma &egrave; a quel percepito che noi dobbiamo dare delle risposte&rdquo;, ha detto il primo, mentre il secondo ha invocato un maggiore ricorso ai Daspo.&nbsp;</p>
<p>&ldquo;Non si tratta di dare soddisfazione a chi ha istanze pi&ugrave; securitarie, ma di gestire con seriet&agrave; e solidit&agrave; la sicurezza urbana: a prescindere dai punti di vista differenti, ci sono bisogni comuni a tutti i cittadini, e la sicurezza &egrave; interesse di tutti. I 110 ordini di allontanamento dimostrano che non abbiamo paura di fare ci&ograve; che si deve&rdquo;, ha concluso Clerico, che ha poi rivolto un ringraziamento al Corpo di Polizia Municipale: &ldquo;Negli anni si &egrave; trasformato a livello di competenze e di incombenze. L&rsquo;impegno &egrave; massimo, in una fase storica non facile".</p>]]></description><pubDate>Wed, 22 Jul 2026 11:57:00 +0200</pubDate><dc:creator>a.d.</dc:creator><author><name>a.d.</name></author></item><item><title><![CDATA[L'Ospedale di Comunità c'è, ma il personale? Manassero: "La struttura sarà totalmente utilizzata"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/l-ospedale-di-comunita-c-e-ma-il-personale-manassero-la-struttura-sara-totalmente-utilizzata_124537.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/l-ospedale-di-comunita-c-e-ma-il-personale-manassero-la-struttura-sara-totalmente-utilizzata_124537.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124537/154110.jpg" title="Il taglio del nastro dell'Ospedale di Comunità di Cuneo" alt="Il taglio del nastro dell'Ospedale di Comunità di Cuneo" /><br /><p>La struttura c&rsquo;&egrave;, ma il personale? &Egrave; approdato anche in Consiglio comunale il dibattito legato <a href="https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/case-e-ospedali-di-comunita-cosa-cambia-davvero_124294.html" target="_blank" rel="follow">all&rsquo;Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo</a>, inaugurato la scorsa settimana negli spazi dell&rsquo;ex Mater Amabilis in via Mistral. Una struttura da venti posti letto, dedicata ai cosiddetti pazienti &ldquo;non acuti&rsquo;&rdquo;: le persone che hanno superato la fase pi&ugrave; critica della malattia, ma che non sono ancora nelle condizioni di rientrare al proprio domicilio in sicurezza.&nbsp;</p>
<p>La ristrutturazione dello stabile &egrave; stata finanziata dal Pnrr con 3 milioni e 150 mila euro, a cui si sono aggiunti i 250 mila stanziati dalla Fondazione CRC. Negli stessi spazi sono stati trasferiti anche il consultorio e la Guardia Medica, prossimamente arriver&agrave; la Neuropsichiatria infantile, per quella che il direttore generale dell&rsquo;Asl CN1 <strong>Giuseppe Guerra</strong> ha definito una &ldquo;cittadella della salute&rdquo;.</p>
<p>Spazi riqualificati e moderni, attorno ai quali resta per&ograve; il punto interrogativo del personale. Su questo aspetto ha chiesto chiarimenti con un&rsquo;interpellanza la consigliera comunale di Cuneo per i Beni Comuni <strong>Luciana Toselli</strong>: &ldquo;Ad oggi la gestione pare molto problematica perch&egrave; comporta un ulteriore carico di lavoro per i medici di base e per il personale infermieristico a cui &egrave; affidata in toto la continuit&agrave; assistenziale. In mancanza di una Casa della Salute territoriale, prevista in altre realt&agrave; paragonabili al territorio cuneese, l&rsquo;Ospedale di Comunit&agrave; &egrave; l&rsquo;unico rimedio al sovraffollamento del Pronto Soccorso&rdquo;.</p>
<p>La ex candidata sindaca ha chiesto a <strong>Patrizia Manassero</strong> delucidazioni sul funzionamento della struttura, facendo riferimento anche al blocco delle assunzioni di personale di cui si &egrave; parlato negli ultimi giorni (smentito, per la verit&agrave;, dall&rsquo;assessore regionale alla Sanit&agrave; <strong>Federico Riboldi</strong>).</p>
<p>Lo stesso Riboldi era gi&agrave; intervenuto sul tema durante l&rsquo;inaugurazione della scorsa settimana: "Voglio confutare definitivamente la voce di alcuni che dicono che queste sono scatole vuote. Il completamento delle opere Pnrr non viene valutato esclusivamente sotto il profilo edilizio. I certificatori europei non vengono a verificare se gli edifici sono belli o climatizzati. Controllano la capacit&agrave; delle strutture di offrire servizi. E la capacit&agrave; di offrire servizi &egrave; basata sul personale. La Comunit&agrave; Europea non certifica strutture che non hanno personale&rdquo;.</p>
<p>L'assessore aveva anche rivendicato l'incremento degli organici registrato negli ultimi anni in Piemonte: "Dal 2019 a oggi abbiamo aumentato il personale della sanit&agrave; regionale di 4.200 unit&agrave;. Oggi siamo circa il 3% sopra la media nazionale. &Egrave; uno sforzo che costa quasi 200 milioni di euro all'anno, ma che ci permette di affrontare anche la nuova organizzazione della sanit&agrave; territoriale".</p>
<h2>Manassero: &ldquo;La struttura sar&agrave; totalmente utilizzata"</h2>
<p>&ldquo;Non &egrave; solo una struttura sulla carta: in questi giorni (ieri, 21 luglio, ndr) verranno accolti i primi pazienti&rdquo;, ha assicurato la sindaca: &ldquo;La gestione sar&agrave; in carico al Distretto Asl CN1: i sette infermieri e i sei OSS che si occuperanno dei pazienti saranno appunto in carico al Distretto di Cuneo. Accanto c&rsquo;&egrave; anche una convenzione con la Geriatria del &lsquo;Santa Croce&rsquo;. Il personale &egrave; stato assegnato ed era presente l&rsquo;altro giorno all&rsquo;inaugurazione. La struttura sar&agrave; totalmente utilizzata anche nella parte ambulatoriale. Il ragionamento che abbiamo fatto con l&rsquo;Asl e con i Sindaci &egrave; che l&rsquo;utilizzo degli ambulatori che non sono ancora stati destinati vada nella direzione di quella medicina di territorio di cui tante volte abbiamo parlato. Il tema del personale sanitario sta occupando la discussione del Consiglio regionale: &egrave; un tema che mi vede ovviamente a difesa dei posti di lavoro e delle assunzioni di cui abbiamo indubbiamente bisogno&rdquo;.</p>
<h2>Le critiche dall&rsquo;opposizione</h2>
<p>La replica della prima cittadina era stata anticipata dagli interventi della minoranza. &ldquo;Le osservazioni contenute nell&rsquo;interpellanza avrebbero dovuto essere fatte dalla stessa sindaca. Ha interloquito con l&rsquo;assessore Riboldi riguardo a queste situazioni? Oppure continua ad avere un ruolo passivo? Le problematiche sono di rilievo&rdquo;, ha detto <strong>Giancarlo Boselli</strong> (Indipendenti).</p>
<p>&ldquo;Ecco come viene trattata la nostra citt&agrave; da parte della Regione quando si parla di sanit&agrave;. - ha affermato <strong>Claudio Bongiovanni</strong> (Cuneo Mia) - Quando ci ritroveremo a settembre capiremo meglio come verr&agrave; utilizzato questo ospedale. Inutile inaugurare le strutture se poi non entrano ne pieno delle loro funzioni. Per l&rsquo;inaugurazione in fretta e furia sono stati portati i mobili, negli ultimi giorni, ma &egrave; un modus operandi di grande superficialit&agrave;. La solita propaganda da parte della Giunta regionale, effimere passerelle&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Sono preoccupazioni legittime, che condivido e che non hanno colore politico. &Egrave; importante avere una nuova struttura, ma se non c&rsquo;&egrave; il personale si traduce nel nulla&rdquo;, l&rsquo;intervento di <strong>Beppe Lauria</strong> (Futuro Nazionale).</p>]]></description><pubDate>Wed, 22 Jul 2026 10:47:00 +0200</pubDate><dc:creator>a.d.</dc:creator><author><name>a.d.</name></author></item><item><title><![CDATA[“La Regione sospenda i rincari del trasporto pubblico”: Cuneo sta con i pendolari tartassati]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-regione-sospenda-i-rincari-del-trasporto-pubblico-cuneo-sta-con-i-pendolari-tartassati_124535.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-regione-sospenda-i-rincari-del-trasporto-pubblico-cuneo-sta-con-i-pendolari-tartassati_124535.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124535/154111.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Chi viaggia su treni e bus extraurbani piemontesi ci avr&agrave; fatto caso: dallo scorso 1 luglio, il biglietto costa di pi&ugrave;. Con aumenti che variano in funzione della fascia chilometrica, fra 10 e 20 centesimi, ma anche della formula di abbonamento scelta dai pendolari: da 10 a 50 centesimi per i settimanali, da 50 centesimi a 2 euro per i mensili, da 4 a 18 euro per gli annuali.</p>
<p>L&rsquo;aumento vale l&rsquo;1,32% medio in pi&ugrave;, ma si somma a una serie di ritocchi che a partire dal 2021 hanno fatto crescere il costo del biglietto del 20% circa. Un discreto salasso, insomma, pur giustificato dalla necessit&agrave; di parametrare le tariffe del trasporto pubblico locale all&rsquo;inflazione.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124535/small_154112.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<h2>&ldquo;Prima i miglioramenti del servizio, poi gli aumenti&rdquo;</h2>
<p>&ldquo;Non &egrave; giusto chiedere ai cittadini di pagare di pi&ugrave; per un servizio che, almeno nella nostra provincia, continua a presentare gravi criticit&agrave;&rdquo; osserva a questo riguardo <strong>Erio Ambrosino</strong>, indipendente del Pd, illustrando l&rsquo;ordine del giorno che il suo gruppo ha presentato nel Consiglio comunale di Cuneo per chiedere alla Regione di congelare i rincari: &ldquo;Sappiamo che mantenere un servizio pubblico comporta dei costi, tuttavia riteniamo che l&rsquo;aumento delle tariffe debba andare di pari passo almeno con un aumento della qualit&agrave; del servizio. Chiediamo che il principio sia semplice e chiaro: prima i miglioramenti del servizio, poi gli aumenti&rdquo;.</p>
<p>Un principio condiviso fra i consiglieri, tant&rsquo;&egrave; che alla fine l&rsquo;odg passa con 19 favorevoli, 8 astenuti e un solo contrario (<strong>Franco Civallero</strong> di Forza Italia). Per <strong>Paolo Armellini</strong> (Indipendenti) &egrave; un&rsquo;occasione per richiamare l&rsquo;attenzione sull&rsquo;isolamento di Cuneo: &ldquo;I disagi sul Tenda bis appena inaugurato, la tratta Cuneo-Ventimiglia che &egrave; internazionale solo nel nome. Ci sono progetti, da tempo immemorabile, sul doppio binario per Fossano che non vanno avanti e uno stato d&rsquo;incuria della stazione&rdquo;. <strong>Claudio Bongiovanni</strong> (Cuneo Mia) rivendica dal canto suo il lavoro fatto insieme a comitati e associazioni, in particolare il Comis che gi&agrave; a marzo aveva chiesto alla Regione di bloccare gli aumenti: &ldquo;&rsquo;Meno tasse per tutti&rsquo; &egrave; lo slogan di chi gestisce Stato e Regione, ma in qualche modo deve rifarsi dei buchi generati nel bilancio e colpisce il ceto medio: non sono certamente i benestanti e l&rsquo;alta borghesia i maggiori fruitori dei mezzi pubblici&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;La gente inizia a chiedersi se convenga di pi&ugrave; usare l&rsquo;auto, viene meno l&rsquo;utilit&agrave; del mezzo pubblico&rdquo; avverte <strong>Elio Beccaria</strong> (Cuneo Civica), mentre <strong>Silvano Enrici</strong> (Centro per Cuneo) ricorda: &ldquo;Negli anni Sessanta andavo a Torino in 50 minuti di treno, oggi i tempi sono molto pi&ugrave; lunghi. Ma il ministro dei trasporti si interessa pi&ugrave; delle carceri che dei trasporti&rdquo;. &ldquo;Al liceo di Limone - fa notare <strong>Carlo Garavagno</strong> del Partito Democratico, richiamando l&rsquo;attenzione sui pendolari della scuola - abbiamo 80 studenti che spesso non riescono ad arrivare a scuola in treno: &egrave; successo anche questo, &egrave; un tema diritto allo studio&rdquo;.</p>
<p><strong>Maria Laura Risso</strong> (Centro per Cuneo) menziona la &ldquo;scelta lungimirante&rdquo; della Regione che con il progetto Piemove ha consentito agli studenti di viaggiare gratis sui mezzi urbani in varie citt&agrave;: &ldquo;La stessa scelta dev&rsquo;essere fatta per i trasporti ferroviari&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124535/small_154113.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<h2>&ldquo;Ma senza gli aumenti si rischia un circolo vizioso&rdquo;</h2>
<p>Qualcuno avanza dubbi, di metodo ma anche di sostanza, sulla richiesta avanzata alla Regione. Su tutti il capogruppo di Centro per Cuneo <strong>Vincenzo Pellegrino</strong>: &ldquo;L&rsquo;adeguamento tariffario di luglio &egrave; l&rsquo;applicazione di una norma del 2013, pensata per proteggere le risorse del trasporto pubblico dall&rsquo;inflazione e dal rincaro dei costi operativi. Congelare questa entrata, senza coperture alternative, significa privare le aziende dei fondi per il rinnovo dei mezzi e innescare un circolo vizioso che porta a tagli e a un peggioramento dei servizi&rdquo;. Meglio, sostiene il centrista, &ldquo;la richiesta di compensazioni e agevolazioni mirate per anziani e fasce deboli&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Ho perplessit&agrave; sull&rsquo;utilit&agrave; di questi ordini del giorno - argomenta&nbsp;<strong>Nino Pittari</strong>, indipendente di maggioranza - perch&eacute;, al di l&agrave; della sostanza veritiera, non si sa dove reperire i fondi per cambiare realmente le cose. I fondi sono stati dirottati negli armamenti e in strutture come il ponte di Messina&rdquo;. <strong>Ugo Sturlese</strong> (Cuneo per i Beni Comuni) taccia invece l&rsquo;iniziativa del Pd di appartenenza alle &ldquo;solite scenette pre elettorali&rdquo;: &ldquo;Nelle classi dirigenti cuneesi non c&rsquo;&egrave; nessuno che pu&ograve; tirarsi fuori&rdquo;.</p>
<p>La sindaca&nbsp;<strong>Patrizia Manassero</strong> non raccoglie il guanto di sfida e parla invece, con qualche scetticismo, della proposta di convocare ulteriori tavoli sul tema dei rincari: &ldquo;Penso non si possa &lsquo;morire&rsquo; di tavoli. In Provincia &egrave; stato costituito un tavolo di monitoraggio che segue anche la ferrovia Cuneo-Ventimiglia, accanto a questo tavolo c&rsquo;&egrave; quello con i pendolari e permette la condivisione di molte notizie&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124535/small_154114.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<h2>Perch&eacute; i treni non arrivano (sempre) sul binario 1?</h2>
<p>Fra le richieste avanzate dal proponente Ambrosino spicca quella &ldquo;di favorire ove possibile l&rsquo;utilizzo del primo binario da e per Torino, soprattutto nei casi - e sono tanti - di indisponibilit&agrave; degli ascensori&rdquo;. &ldquo;Non ci vuole n&eacute; il ministro dei trasporti n&eacute; l&rsquo;assessore regionale, dovrebbe occuparsene il capo stazione&rdquo; replica il forzista Civallero. Bongiovanni, per&ograve;, invita a non semplificare: &ldquo;Per onest&agrave; intellettuale devo dire che tecnicamente non &egrave; sempre possibile arrivare sul primo binario, forse si potrebbe farlo pi&ugrave; di frequente&rdquo;.</p>
<p>&Egrave; sempre l&rsquo;esponente di Cuneo Mia a sollevare invece un&rsquo;altra questione di carattere tecnico: &ldquo;Chi va a Torino, intorno alle ore 19-20 alla domenica, non pu&ograve; fare il biglietto online: si viene ribaltati sul capo treno che li fa manualmente. Sono due domeniche consecutive che succede&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124535/small_154115.jpg" alt="" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Wed, 22 Jul 2026 10:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Abbruciamenti, Sacchetto (FdI): "Via alla sperimentazione in 39 Comuni della provincia di Cuneo"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/abbruciamenti-sacchetto-fdi-via-alla-sperimentazione-in-39-comuni-della-provincia-di-cuneo_124527.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/abbruciamenti-sacchetto-fdi-via-alla-sperimentazione-in-39-comuni-della-provincia-di-cuneo_124527.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124527/154125.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Il Consiglio regionale ha votato in data odierna la Delibera di Consiglio n. 152 sulla sperimentazione degli abbruciamenti nei Comuni limitrofi alla zona montana derivante da due Ordini del giorno votati dal Consiglio nei mesi passati proposti dal Consigliere regionale Claudio Sacchetto, Presidente della Commissione agricoltura e montagna, di Fratelli d&rsquo;Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">I documenti in da cui &egrave; nata la DCR sono l&rsquo;Odg n.44 votato il 10 dicembre 2024 che chiedeva una sperimentazione nei Comuni ora esclusi dalle deroghe e l&rsquo;Odg n.610 &ldquo;Individuazione della zona pedemontana quale area a gradiente di concentrazione intermedia tra rilievi e pianura ai fini della zonizzazione regionale e della disciplina degli abbruciamenti&rdquo; votato in aula il 14 aprile 2026, che impegnava la Giunta regionale ad attivare la sperimentazione entro la finestra autunnale delle deroghe prevista per settembre 2026.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Attualmente &ndash; spiega Sacchetto &ndash; ai sensi della Delibera di Giunta regionale del 2021, il Piemonte &egrave; suddiviso in quattro zone: area urbana di Torino, pianura, collina e montagna. Solo nei Comuni classificati come montani &egrave; possibile per i Sindaci prevedere, in determinati periodi, deroghe ai divieti di abbruciamento. Questo crea per&ograve; una situazione che rischia di apparire paradossale: esistono Comuni con caratteristiche molto simili e limitrofi che, essendo classificati diversamente, non possono applicare queste deroghe. Grazie alla collaborazione degli uffici tecnici della Regione abbiamo individuato come riferimento la Delibera della Regione Veneto n. 1855 del 2020, che ha introdotto una zona pedemontana definita come area a gradiente di concentrazione intermedia tra rilievi e pianura&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di una fascia di transizione tra le aree montane e la pianura, caratterizzata da condizioni di dispersione degli inquinanti generalmente migliori rispetto alle zone di pianura chiusa. Una classificazione pi&ugrave; puntuale di questi territori consentir&agrave; quindi di adottare misure pi&ugrave; proporzionate alle reali caratteristiche ambientali.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;L&rsquo;obiettivo &ndash; aggiunge Sacchetto &ndash; &egrave; permettere anche ai Comuni pedemontani, oggi esclusi, di poter ricorrere alle deroghe agli abbruciamenti, come richiesto da molti Sindaci del territorio e dalle Organizzazioni agricole, sempre nel pieno rispetto delle normative nazionali e regionali sulla qualit&agrave; dell&rsquo;aria. La Delibera di Consiglio inaugura un periodo di sperimentazione che per la Provincia di Cuneo riguarda 37 Comuni confinanti con l&rsquo;attuale zona montana e, grazie all&rsquo;Ordine del giorno che ho collegato alla Delibera, sar&agrave; allargata anche ai Comuni di Cervasca e Vignolo che sono esclusi non confinando direttamente con l&rsquo;attuale zona montana, per un totale di 39 Comuni in Provincia di Cuneo&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">I Comuni interessati saranno: Bagnolo Piemonte, Barge, Beinette, Bernezzo, Borgo San Dalmazzo, Boves, Brondello, Busca, Camerana, Caraglio, Ceva, Costigliole Saluzzo, Dronero, Envie, Gaiola, Gambasca, Magliano Alpi, Margarita, Martiniana Po, Mombasiglio, Monastero di Vasco, Nucetto, Peveragno, Pianfei, Piasco, Rifreddo, Robilante, Roccabruna, Roccasparvera, Roccavione, Sale delle Langhe, Saliceto, San Michele Mondov&igrave;, Venasca, Vicoforte, Villanova Mondov&igrave; e Villar San Costanzo, a cui si aggiungeranno Cervasca e Vignolo esclusi in un primo momento perch&eacute; non confinanti con l&rsquo;attuale zona montana ma che saranno inseriti grazie all&rsquo;Ordine del giorno n.691 di Sacchetto &ldquo;Zonizzazione ed allargamento dei Comuni ammessi alla sperimentazione in base alla continuit&agrave; territoriale ed alla morfologia&rdquo;, votato dal Consiglio.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Inoltre &ndash; conclude Sacchetto &ndash; nel testo originario della DCR era concessa la deroga agli abbruciamenti solo per alcune tipologie di colture, con un mio emendamento, richiesto dalle Organizzazioni agricole, la facolt&agrave; &egrave; estesa a tutti i fruttiferi, permettendo di avere la deroga su tutti i residui colturali. Sono soddisfatto di avere individuato, con i tecnici regionali, i Sindaci e le Organizzazioni agricole la soluzione ad una questione che da anni veniva sollevata senza mai arrivare ad una definizione. Tengo a sottolineare che questo provvedimento sar&agrave; operativo nel pieno rispetto del Piano regionale di qualit&agrave; dell&rsquo;aria&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 22 Jul 2026 09:47:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[In Piemonte 11 mila persone attendono un posto in Rsa: "Fallimento della gestione Cirio"\]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-piemonte-11-mila-persone-attendono-un-posto-in-rsa-fallimento-della-gestione-cirio_124526.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-piemonte-11-mila-persone-attendono-un-posto-in-rsa-fallimento-della-gestione-cirio_124526.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124526/154098.jpg" title="Chiara Gribaudo" alt="Chiara Gribaudo" /><br /><p>&ldquo;Le dichiarazioni del presidente Alberto Cirio, che ha ammesso come in Piemonte ci siano circa 11 mila persone in attesa di un posto in Rsa e che servirebbero altri 300 milioni di euro, rappresentano una presa d&rsquo;atto di una situazione gravissima. &Egrave; positivo che il presidente riconosca finalmente l&rsquo;entit&agrave; del problema e che sia necessaria una revisione, ma questa consapevolezza arriva dopo sette anni di governo della Regione e quasi quattro anni di Governo Meloni, senza che siano state messe in campo risposte adeguate&rdquo;.</p>
<p>Cos&igrave; Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, e Mauro Calderoni, consigliere piemontese dem, sulla condizione delle Rsa in Piemonte.</p>
<p>&ldquo;Se davvero mancano le risorse, significa che il sistema &egrave; stato lasciato progressivamente indebolire fino a scaricare il peso sulle famiglie, costrette ad affrontare attese insostenibili e costi sempre pi&ugrave; elevati, e sulle stesse RSA, che operano in condizioni di crescente difficolt&agrave; - proseguono - L&rsquo;ammissione di Cirio non pu&ograve; trasformarsi in un alibi. &Egrave; invece la conferma che la Regione non &egrave; riuscita a garantire una programmazione all&rsquo;altezza dei bisogni di una popolazione che invecchia e che richiede un rafforzamento dell&rsquo;assistenza territoriale e della rete della non autosufficienza&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Per questo chiediamo che la Giunta apra immediatamente un confronto con il Governo per reperire le risorse necessarie, perch&eacute; quello con i gestori promesso a settembre non &egrave; sufficiente, ma al tempo stesso deve assumersi le proprie responsabilit&agrave; sulle scelte compiute in questi anni. Non basta certificare la crisi: servono interventi concreti e tempestivi. Quando perfino il presidente della Regione ammette di non avere i mezzi per dare risposta a 11 mila piemontesi in attesa di assistenza, significa che siamo di fronte al fallimento di una stagione di governo. Il conto, ancora una volta, non pu&ograve; essere lasciato alle famiglie pi&ugrave; fragili e agli anziani non autosufficienti&rdquo; concludono Gribaudo e Calderoni.</p>]]></description><pubDate>Wed, 22 Jul 2026 09:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Autonomia differenziata, Cirio e Bussalino: "Il voto della Camera apre la strada a intese definitive"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/autonomia-differenziata-cirio-e-bussalino-il-voto-della-camera-apre-la-strada-a-intese-definitive_124524.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/autonomia-differenziata-cirio-e-bussalino-il-voto-della-camera-apre-la-strada-a-intese-definitive_124524.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124524/154095.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Con l'approvazione da parte della <strong>Camera</strong> dello schema delle pre-intese sull'<strong>Autonomia differenziata</strong> per il <strong>Piemonte</strong>, si compie un nuovo passo in avanti nel percorso che condurr&agrave; alla redazione delle intese definitive con lo Stato.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Un passaggio significativo che conferma la solidit&agrave; del percorso intrapreso dal <strong>Piemonte</strong> verso l'<strong>Autonomia differenziata</strong> - dichiarano il presidente della Regione Piemonte<strong> Alberto Cirio</strong> e l&rsquo;assessore all&rsquo;Autonomia <strong>Enrico Bussalino</strong> -. Ora si apre una fase decisiva, quella della predisposizione delle intese definitive, nella quale sar&agrave; possibile tradurre il lavoro svolto finora in strumenti concreti per rafforzare l'efficienza dell'azione amministrativa e valorizzare le competenze regionali. Il nostro obiettivo &egrave; dotare il Piemonte di maggiori capacit&agrave; operative per offrire servizi pi&ugrave; efficaci a cittadini, imprese ed enti locali, nel pieno rispetto dei principi di solidariet&agrave; e leale collaborazione tra Stato e Regioni. Continueremo a lavorare con il Governo e con il ministro <strong>Calderoli</strong> affinch&eacute; questo percorso proceda con rapidit&agrave; e concretezza, nell'interesse del Piemonte e dell'intero Paese.&rdquo;</p>
<p style="text-align: justify;">Le pre-intese riguardano quattro materie strategiche: protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa e coordinamento della finanza pubblica in ambito sanitario. Il prossimo passaggio sar&agrave; la predisposizione dello schema di intesa definitivo, che individuer&agrave; nel dettaglio le competenze oggetto del trasferimento e le relative modalit&agrave; di attuazione.</p>]]></description><pubDate>Wed, 22 Jul 2026 09:33:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item></channel></rss>
