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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/attualita/rss2.0.xml?page=630rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le notizie di Attualità che la provincia di Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Mon, 27 Jul 2026 13:05:42 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/]]></link></image><item><title><![CDATA[Spenti 17 autovelox in provincia di Cuneo: ecco dove si trovano]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/spenti-17-autovelox-in-provincia-di-cuneo-ecco-dove-si-trovano_124748.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/spenti-17-autovelox-in-provincia-di-cuneo-ecco-dove-si-trovano_124748.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124748/154442.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sono stati spenti gli autovelox ritenuti non in regola dopo la riforma promossa dal Ministro dei Trasporti Matteo Salvini. Si tratta in totale di 712 dispositivi sul territorio nazionale (ne restano operativi 2.593). Le nuove norme - si legge sul sito del Ministero - individuano &ldquo;criteri univoci che disciplinano le caratteristiche, i requisiti e le procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalit&agrave; dei dispositivi e dei sistemi per l'accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocit&agrave;&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Da un lato &egrave; fondamentale garantire la sicurezza stradale con misure chiare che devono essere rispettate dagli automobilisti, dall&rsquo;altra il controllo per la sicurezza non pu&ograve; trasformarsi in un modo poco trasparente per fare cassa alle spalle dei cittadini&rdquo;, ha detto lo stesso Salvini. La riforma pone fine a una situazione di incertezza normativa che negli ultimi anni aveva generato polemiche, ricorsi e contenziosi.</p>
<p>In Piemonte sono stati spenti 131 dispositivi: un numero pi&ugrave; altro solo in Lombardia (144), mentre a completare il &ldquo;podio&rdquo; &egrave; l&rsquo;Emilia Romagna con 94 autovelox disattivati.</p>
<h2>I velox spenti in provincia di Cuneo</h2>
<p>Questi i dispositivi disattivati nel territorio della Granda: Centallo (2 velox), Borgo San Dalmazzo (2 velox), Canale, Dogliani, Alta Langa, Lesegno, Moiola, Busca, Savigliano, Sommariva Perno, Unione Montana Monviso, Unione Montana Mondol&egrave;, Corpo Intercomunale Carrucese, Cuneo, Bagnolo Piemonte.</p>
<p>Questi dispositivi non saranno operativi fino a una futura eventuale messa in regola. <a href="https://www.mit.gov.it/nfsmitgov/files/media/notizia/2026-07/autovelox%20dettaglio%20regionale%20per%20sito%2018lug26.pdf" target="_blank" rel="nofollow">QUI l'elenco completo a livello nazionale</a>.</p>]]></description><pubDate>Mon, 27 Jul 2026 11:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>a.d.</dc:creator><author><name>a.d.</name></author></item><item><title><![CDATA[Carburanti, gas ed energia: nel 2026 per i piemontesi una stangata da 2,2 miliardi di euro]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/carburanti-gas-ed-energia-nel-2026-per-i-piemontesi-una-stangata-da-22-miliardi-di-euro_124746.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/carburanti-gas-ed-energia-nel-2026-per-i-piemontesi-una-stangata-da-22-miliardi-di-euro_124746.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124746/154439.jpg" title="" alt="" /><br /><p>A cinque mesi dallo scoppio della guerra nel Golfo Persico, si stima che nel 2026 famiglie e imprese italiane dovranno sostenere quasi 29 miliardi di euro di costi aggiuntivi per elettricit&agrave;, gas e carburanti. Il dato emerge da uno <a href="https://www.cgiamestre.com/wp-content/uploads/2026/07/Rincari-luce-gas-carburanti-25.07.26.pdf" target="_blank" rel="nofollow">studio pubblicato dalla Cgia di Mestre</a>, in cui si ipotizza che i prezzi applicati in questo momento restino invariati fino a fine anno.&nbsp;</p>
<p>Il rincaro maggiore riguarder&agrave; benzina e diesel, con una spesa extra di 13,6 miliardi di euro (+20,4% rispetto al 2025), seguiti dall'energia elettrica con +10,2 miliardi (+12,9%) e dal gas con +5 miliardi (+14,6%). &ldquo;Un conto salato che rischia di pesare soprattutto sulle famiglie economicamente pi&ugrave; fragili, sulle aziende di trasporto e sulle imprese a elevato consumo di energia&rdquo;, si legge nel rapporto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Gli aumenti dall&rsquo;inizio del 2026</h2>
<p>Secondo lo studio la benzina ha osservato un rincaro medio a livello nazionale del 14,4% a cinque mesi dall&rsquo;attacco statunitense in Iran, mentre per il gasolio l&rsquo;aumento &egrave; stato del 18,5%: i prezzi, rispetto all&rsquo;inizio del 2026, sono passati rispettivamente da 1,64 euro al litro a 1,91 euro al litro e da 1,67 euro al litro a 2,04 euro al litro.</p>
<p>Aumenti ancora pi&ugrave; rilevanti per i prezzi di gas ed energia elettrica, rispettivamente a +,76,1% e +51,2%. I prezzi mensili sono passati da 37,71 euro a 57,08 euro per quanto riguarda il gas e da 132,66 euro a 161,23 euro per quanto riguarda l&rsquo;energia elettrica (prezzi in euro per MWh).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I dati regionali</h2>
<p>A livello regionale, sommando le spese per carburanti, energia elettrica e gas, &egrave; la Lombardia a pagare il conto pi&ugrave; salato, con un aumento di 5,4 miliardi di euro rispetto al 2025 (+15,1%). Seguono Emilia Romagna, Veneto e Lazio, mentre il Piemonte si piazza al quinto posto con una spesa stimata di 15,9 miliardi di euro, per un rincaro di 2,12 miliardi rispetto al 2025 (+15,4%). In generale, in tutte le regioni italiane i rialzi si attestano tra il 15% e il 17%.</p>
<p>Consistenti i rincari percentuali per quanto riguarda i prezzi dei carburanti, tra il 19% e il 21% a seconda della regione. Il dato percentuale pi&ugrave; alto &egrave; quello della Basilicata (+21,6%, con una spesa stimata superiore di 118 milioni di euro rispetto a quella del 2025). Il Piemonte presenta uno dei rincari percentuali pi&ugrave; contenuti (+19,7%, superiore solo a quelli di Lombardia e Liguria, entrambe con il 19,5%). Si stima che nel 2026 imprese e famiglie piemontesi spenderanno 4,9 miliardi di euro in carburanti, con un aumento di 807 milioni rispetto al 2025.&nbsp;</p>
<p>Dal punto di vista dell&rsquo;energia elettrica l&rsquo;aumento percentuale pi&ugrave; consistente &egrave; quello della Calabria (+13%, 179 milioni in pi&ugrave; rispetto al 2025. In Piemonte si stima un rincaro di circa 786 milioni, dai 6,13 miliardi del 2025 ai 6,9 del 2026 (+12,8%).</p>
<p>Chiudono il quadro gli aumenti relativi al gas, dal +15,4% della Valle d&rsquo;Aosta al +13,4$ della Sardegna. Imprese e famiglie piemontesi saranno chiamate a sostenere un rincaro di circa 525 milioni di euro (+14,8%), dai 3,56 miliardi del 2025 ai 4,08 miliardi del 2026.&nbsp;</p>
<h2>&nbsp;</h2>
<h2>Gli interventi di Governo e UE</h2>
<p>Dal momento dell'attacco americano in Iran, il Governo italiano ha stanziato 7 miliardi di euro a sostegno di famiglie e imprese: 5 per alleggerire i rincari di luce e gas, 2 per tagliare le accise su benzina e diesel. Una cifra di rilievo che, tuttavia, arriverebbe a &ldquo;sterilizzare&rdquo; solo un quarto dei 29 miliardi di aggravio stimato complessivamente. Proprio per questo, il Governo sembra pronto a investire altri 7 miliardi di euro entro il prossimo autunno contro il caro energia, ancora prima dell'approvazione della Legge di bilancio 2027. Un'operazione possibile solo se il Consiglio Europeo conceder&agrave; una clausola di salvaguardia, per sforare temporaneamente il rapporto deficit-Pil senza incorrere in procedure di infrazione.</p>
<p>&ldquo;Se c&rsquo;&egrave;, l&rsquo;UE batta un colpo&rdquo;, si legge nel rapporto del&rsquo;Ufficio Studi della Cgia, che al tema dedica un capitolo ad hoc: &ldquo;Di fronte a uno scenario cos&igrave; preoccupante, l'Unione Europea sembra essere la grande assente. Un atteggiamento ben diverso da quello adottato dopo l'invasione russa dell'Ucraina. Tra il 2022 e il 2023, infatti, Bruxelles autorizz&ograve; anche all'Italia di ridurre l'Iva sulle bollette, introdusse un tetto al prezzo del gas per contenerne la volatilit&agrave; e consent&igrave; l'applicazione di un contributo di solidariet&agrave; sugli extraprofitti delle grandi multinazionali dell'energia, che anche allora registrarono utili eccezionali. Resta inoltre sul tavolo una misura molto discussa, ma mai realmente attuata: il disaccoppiamento tra il prezzo del gas e quello dell'energia elettrica, considerato sempre pi&ugrave; necessario per rendere il mercato meno vulnerabile a shock di questa portata. In attesa che anche Bruxelles batta un colpo, speriamo che ci consenta nel prossimo autunno di mettere in campo altri 7 miliardi di euro contro il caro energia, permettendoci di non conteggiare nel rapporto deficit-Pil questa voce di spesa&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 27 Jul 2026 10:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Dalmasso</dc:creator><author><name>Andrea Dalmasso</name></author></item><item><title><![CDATA[Inceneritore in valle Bormida, Calderoni: “Superiamo l'obbligo del ciclo chiuso regionale”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/inceneritore-in-valle-bormida-calderoni-superiamo-l-obbligo-del-ciclo-chiuso-regionale_124740.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/inceneritore-in-valle-bormida-calderoni-superiamo-l-obbligo-del-ciclo-chiuso-regionale_124740.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124740/154426.jpg" title="Mauro Calderoni" alt="Mauro Calderoni" /><br /><p>Nell&rsquo;ambito della Festa dell&rsquo;Unit&agrave; di Cortemilia si &egrave; tenuto un confronto pubblico dedicato al progetto dell&rsquo;inceneritore in valle Bormida. All&rsquo;incontro sono intervenuti la deputata Chiara Gribaudo, i consiglieri regionali Mauro Calderoni (Piemonte) e Roberto Arboscello (Liguria), il sindaco di Alba Alberto Gatto e Maria Grazia Arnaldo dell&rsquo;associazione Rinascita Valle Bormida. A coordinare il dibattito &egrave; stato Gianni Arbocco.</p>
<p>Nel suo intervento, il consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Calderoni ha affermato: &ldquo;Quello dei rifiuti &egrave; un tema complesso che richiede capacit&agrave; di programmazione e una visione strategica. Purtroppo, nella mia esperienza in Consiglio regionale, ho constatato che questa visione oggi manca. E quando c&rsquo;&egrave;, &egrave; ancorata a un quadro normativo ormai datato&rdquo;.</p>
<p>Calderoni ha ricordato come il Testo Unico Ambientale risalga al 2006 e come il principio dell&rsquo;autosufficienza e della prossimit&agrave;, recepito nel 2010 dalla normativa nazionale, sia stato definito in un contesto profondamente diverso da quello attuale.</p>
<p>&ldquo;In vent&rsquo;anni sono cambiati il sistema industriale, le infrastrutture, la distribuzione della popolazione e soprattutto le tecnologie disponibili per il trattamento dei rifiuti. &Egrave; evidente che non possiamo affrontare le sfide di oggi con strumenti pensati per il Paese di vent&rsquo;anni fa&rdquo;.</p>
<p>Per questo, secondo il consigliere regionale del PD, occorrono due iniziative parallele.</p>
<p>&ldquo;La prima &egrave; l&rsquo;aggiornamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti, che deve fotografare la situazione reale e individuare una programmazione coerente con gli scenari attuali. La seconda &egrave; aprire una riflessione nazionale per modificare il quadro normativo che impone di chiudere il ciclo dei rifiuti su base regionale, superando un&rsquo;impostazione ormai non pi&ugrave; adeguata e guardando invece a una pianificazione su scala nazionale&rdquo;.</p>
<p>Calderoni ha inoltre sottolineato il comportamento responsabile delle istituzioni locali.</p>
<p>&ldquo;Il territorio si &egrave; mosso con equilibrio e senso delle istituzioni. Lo hanno fatto i Comitati del No Inceneritore, l&rsquo;Unione Montana Alta Langa, la Provincia di Cuneo e noi consiglieri regionali, che abbiamo sollecitato la Regione Piemonte ad affrontare la questione&rdquo;.</p>
<p>Infine, il consigliere regionale ha espresso apprezzamento per la proposta avanzata dall&rsquo;ex sindaco di Cortemilia ed ex consigliere provinciale Roberto Bodrito.</p>
<p>&ldquo;&Egrave; una proposta che condivido. Sostenere il movimento di opinione nato attorno ai Comitati del No Inceneritore e promuovere un&rsquo;iniziativa politico-istituzionale per modificare il quadro normativo rappresenta oggi l&rsquo;unica strada concreta per riaprire la discussione sul progetto e verificare soluzioni pi&ugrave; coerenti con le esigenze del territorio e con l&rsquo;evoluzione delle politiche ambientali&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 27 Jul 2026 08:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Festa delle Alpi, da Pontechianale un messaggio contro lo spopolamento: premiate le nuove famiglie]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/festa-delle-alpi-da-pontechianale-un-messaggio-contro-lo-spopolamento-premiate-le-nuove-famiglie_124730.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/festa-delle-alpi-da-pontechianale-un-messaggio-contro-lo-spopolamento-premiate-le-nuove-famiglie_124730.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124730/154416.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La montagna pu&ograve; tornare a essere un luogo in cui costruire un progetto di vita, non soltanto una meta turistica. &Egrave; il messaggio emerso dalla seconda giornata della <strong>Festa delle Alpi di Pontechianale</strong>, dove istituzioni, amministratori e protagonisti delle Terre Alte hanno messo al centro <strong>il tema del ripopolamento</strong>, delle nuove imprese e delle opportunit&agrave; offerte dalle politiche regionali per chi sceglie di trasferirsi <strong>nei comuni montani</strong>. Una visione che guarda al futuro delle vallate piemontesi attraverso il lavoro, l'innovazione e la valorizzazione delle comunit&agrave; locali.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124730/small_154408.jpg" alt="Festa delle Alpi" loading="lazy"></p>
<p>Dopo le sessioni dedicate alla cooperazione tra i territori alpini e alle politiche per il futuro della montagna, la giornata di oggi, domenica 26 luglio, &egrave; stata dedicata al riconoscimento del valore di chi sceglie la montagna non soltanto come luogo in cui vivere, ma come luogo nel quale realizzare la propria vita, raccontando la montagna da una prospettiva inedita.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124730/small_154409.jpg" alt="Festa delle Alpi" loading="lazy"></p>
<p>Come le nove famiglie a cui &egrave; stato consegnato il <strong>Premio Nuove Alpi</strong> dalle mani dell&rsquo;assessore allo Sviluppo e alla Promozione della Montagna della Regione Piemonte, <strong>Marco Gallo</strong>: un omaggio a donne, uomini, giovani e famiglie che, grazie alle politiche della Regione Piemonte, hanno potuto realizzare nuovi progetti di insediamento nelle valli delle province di Cuneo e Torino, trasferendosi stabilmente nei Comuni montani e dando il via ad esperienze capaci di generare sviluppo e contribuire a una nuova stagione per le Terre Alte piemontesi.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124730/small_154410.jpg" alt="Festa delle Alpi" loading="lazy"></p>
<p>Esempio di nuove imprenditorialit&agrave; &lsquo;in quota&rsquo; &egrave; stato anche l&rsquo;incontro &ldquo;Dal Piemonte alla Carnia - donne di montagna: un dialogo attraverso le Alpi&rdquo; che ha portato all&rsquo;attenzione esperienze provenienti da diversi territori dell&rsquo;arco alpino italiano dove si &egrave; saputo valorizzare il capitale umano e costruire nuove opportunit&agrave; di crescita per le proprie comunit&agrave; declinate al femminile.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124730/small_154411.jpg" alt="Festa delle Alpi" loading="lazy"></p>
<p>La seconda giornata della Festa delle Alpi 2026 si &egrave; chiusa con il lancio della nuova guida Lonely Planet &ldquo;Il Piemonte delle Alpi&rdquo; curata da Denis Falconieri: iniziativa e sostenuta dall&rsquo;Assessorato regionale allo Sviluppo e alla Promozione della Montagna, nata per raccontare le montagne piemontesi sotto una luce diversa, tra itinerari suggestivi, bellezze naturali e vicende umane che valorizzano le eccellenze locali. Un progetto che si propone di consolidare l&rsquo;immagine del Piemonte e collocarlo tra le principali destinazioni d'Europa per chi cerca un turismo sostenibile e autentico.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124730/small_154412.jpg" alt="Festa delle Alpi" loading="lazy"></p>
<p>Tra i talk della Festa da segnalare quello dedicato a ProAlp, progetto transfrontaliero finanziato dal Programma europeo Interreg Italia-Francia Alcotra 2021-2027 che con una disponibilit&agrave; finanziaria di 1.937.000 euro, di cui 1.550.000 dell&rsquo;Unione europea, si propone di accompagnare l&rsquo;adattamento di tipiche attivit&agrave; professionali alpine (maestri di sci/fondo/snowboard, guide alpine, gestori di rifugi e impianti di risalita, accompagnatori di media montagna e di mountain bike) al cambiamento climatico, sostenendole mediante la creazione di alternative capaci di integrare la professione specifica. Si potr&agrave; cos&igrave; ovviare a conseguenze economiche negative, aumentare la resilienza economica formando e informando i professionisti della montagna sui rischi che i cambiamenti climatici comportano per le loro professioni, prevenire lo spopolamento di zone montane che costituiscono una ricchezza da non abbandonare ma da far rivivere e valorizzare.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124730/small_154413.jpg" alt="Festa delle Alpi" loading="lazy"></p>
<p>"Con questa terza edizione della Festa delle Alpi siamo riusciti nel duplice obiettivo di rinnovare il dialogo tra Italia e Francia, proponendo un percorso di confronto e visione europea dedicato al futuro del territorio alpino, ma anche di celebrare le storie straordinarie di coloro che hanno scelto di trasferirsi stabilmente nei nostri comuni montani, ponendo l&rsquo;accento sulla scelta di viverci segnando un trend inverso al fenomeno dello spopolamento - ha dichiarato l&rsquo;assessore <strong>Marco Gallo</strong> - Il successo di queste esperienze &egrave; la dimostrazione concreta che le politiche messe in campo dalla Regione Piemonte stanno portando risultati reali: sostenere i nuovi insediamenti significa innescare nuove energie, generare sviluppo economico e sociale e dare ufficialmente il via a una nuova, promettente stagione per le nostre Terre Alte. A questo fondamentale pilastro umano e sociale si affianca la necessit&agrave; di valorizzare e far conoscere le nostre risorse: per questo la Festa delle Alpi &egrave; stata anche l'occasione ideale per annunciare la nuova guida Lonely Planet dedicata al Piemonte: uno strumento che propone uno sguardo originale su paesaggi, tradizioni e comunit&agrave;, per posizionare con sempre maggiore forza le montagne piemontesi tra le grandi mete europee del turismo sostenibile. Con grande soddisfazione, nelle due giornate abbiamo registrato grande partecipazione da parte delle istituzioni italiane e francesi e un ottimo successo di pubblico per tutte le attivit&agrave; del programma che ha visto, accanto a incontri ufficiali, riflessioni sul futuro dei giovani e sull&rsquo;impatto del cambiamento climatico, spettacoli, escursioni naturalistiche, momenti sportivi e di valorizzazione dei prodotti alpini piemontesi".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124730/small_154414.jpg" alt="Festa delle Alpi" loading="lazy"></p>
<p>Nel 2027 l&rsquo;appuntamento con la Festa delle Alpi si terr&agrave; a Barcellonette, nel Dipartimento delle Alpi dell'Alta Provenza (Regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra), a 32 chilometri dal confine con l'Italia.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124730/small_154415.jpg" alt="Festa delle Alpi" loading="lazy"></p>
<p>La Festa delle Alpi - F&ecirc;tes des Alpes 2026 &egrave; stata organizzata da Regione Piemonte - Assessorato allo Sviluppo e Promozione della Montagna, con il supporto di Visit Piemonte. Hanno collaborato all&rsquo;evento: Provincia di Cuneo, Camera di commercio di Cuneo, Unione Montana Valle Varaita, Comune di Pontechianale, Comune di Molines-en-Queyras, Dipartimenti Savoia e Hautes-Alpes, R&eacute;gion Sud-Provence-Al-pes-C&ocirc;te-d&rsquo;Azur, ATL Cuneese, UNCEM, Fondazione Emile Chanoux, Fondazione CRC, Cassa di Ri-sparmio di Saluzzo, Mirabilia e Lauretana.</p>]]></description><pubDate>Sun, 26 Jul 2026 18:45:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Soccorso Alpino, sindaco e vicesindaco di Valdieri: "Chi va in montagna si assicuri"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/soccorso-alpino-sindaco-e-vicesindaco-di-valdieri-chi-va-in-montagna-si-assicuri_124729.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/soccorso-alpino-sindaco-e-vicesindaco-di-valdieri-chi-va-in-montagna-si-assicuri_124729.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124729/154401.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il sindaco di Valdieri, <strong>Guido Giordana</strong>, e la vicesindaco <strong>Sharon Giraudo</strong>, infermiera, intervengono sul tema della sicurezza in montagna: i due amministratori richiamano l'attenzione sull'<strong>aumento degli interventi del Soccorso Alpino durante il periodo estivo</strong>, sottolineando come una parte di essi sia riconducibile a comportamenti imprudenti e non a reali emergenze.</p>
<p>Da qui <strong>la proposta di promuovere un'assicurazione specifica </strong>per chi frequenta le Terre Alte e di rafforzare il principio della compartecipazione ai costi dei soccorsi nei casi previsti dalla normativa, oltre a ribadire l'urgenza di migliorare la copertura della rete telefonica nelle aree montane.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124729/small_154402.jpg" alt="Guido Giordana e Sharon Giraudo" loading="lazy"></p>
<p>Riceviamo e pubblichiamo integralmente la loro lettera.</p>
<p>"Egregio Direttore,<br>specialmente nel periodo delle vacanze le cronache registrano una grande quantit&agrave; di interventi del Soccorso Alpino sulle nostre montagne a causa di incidenti, difficolt&agrave; improvvise, repentini cambiamenti meteorologici. Ma in molti casi l&rsquo;intervento &egrave; dovuto alla imprevidenza e irresponsabilit&agrave; di chi si avventura su montagne che non conosce, su percorsi impervi, spesso senza neanche l&rsquo;attrezzatura necessaria. Non si considera il soccorso come una necessit&agrave; estrema o decisiva.</p>
<p>Ai volontari che vanno in soccorso si aggiungono amministratori comunali e abitanti del luogo, tutti con attrezzature adatte e predisposte all&rsquo;occorrenza. Ma oltre ai rischi per i soccorritori stessi, tutto ci&ograve; ha un costo di intervento che chi viene soccorso non riesce a considerare. Non tutti sono vittime di disgrazie impreviste; molti casi sono dovuti a superficialit&agrave;, a errate valutazioni dell&rsquo;entit&agrave; di quanto &egrave; accaduto. Spesso il Soccorso Alpino &egrave; considerato alla stregua di un comune servizio taxi, a disposizione di ogni tipo di chiamata, senza alcuna disamina realistica.</p>
<p>Su questo fronte &egrave; opportuno fare una chiarezza fondamentale: in diverse regioni, compreso il nostro Piemonte, la normativa specifica gi&agrave; prevede ticket o il pagamento totale dell&rsquo;intervento per le chiamate immotivate o dettate da pura imprudenza. Tuttavia, si tratta di norme spesso poco conosciute dai turisti, applicate a macchia di leopardo o caratterizzate da percorsi di recupero crediti complessi e farraginosi. Il risultato &egrave; che il meccanismo del disincentivo economico spesso perde efficacia e i costi effettivi finiscono per ricadere comunque, in modo indiretto, sul Sistema Sanitario Nazionale e sulla collettivit&agrave;, sottraendo risorse a chi ha un effettivo e urgente bisogno di cura sanitarie.</p>
<p>A questa complessa situazione si aggiunge un ulteriore, grave fattore di rischio: la copertura della rete telefonica e dati, spesso del tutto carente o assente in ampie zone montane. La mancanza di segnale impedisce non solo di chiedere aiuto tempestivamente in caso di reale emergenza, ma rende impossibile anche consultare mappe, aggiornamenti meteo in tempo reale o comunicare la propria posizione. &Egrave; un problema annoso che gli enti preposti e le compagnie di telecomunicazione dovrebbero affrontare e risolvere con urgenza, poich&eacute; la connettivit&agrave; nelle "Terre Alte" &egrave; a tutti gli effetti un presidio di sicurezza essenziale.</p>
<p>Come Amministratori di un paese di montagna recepiamo le considerazioni e l&rsquo;appello di chi ritiene giusto che chi si avventura per turismo o per divertimento nelle Terre Alte si munisca di apposita assicurazione temporanea contro gli infortuni e le disgrazie. Come per un qualsiasi monopattino con motorino che percorre le strade della citt&agrave; ci si deve munire di assicurazione, a maggior ragione per i rischi della montagna. Contro le insidie imprevedibili la responsabilit&agrave; individuale e la solidariet&agrave; collettiva devono conciliarsi con un contributo comune alle spese per gli interventi di un servizio essenziale: &egrave; giusto e necessario concorrere alle spese del Soccorso Alpino."</p>
<p><strong>Guido Giordana</strong>, Sindaco di Valdieri<br><strong>Sharon Giraudo</strong>, Vicesindaco di Valdieri, Infermiera</p>]]></description><pubDate>Sun, 26 Jul 2026 17:39:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Racconigi, l'avvocato del “Comitato per un sottopasso sostenibile” risponde al sindaco Oderda ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/racconigi-l-avvocato-del-comitato-per-un-sottopasso-sostenibile-risponde-al-sindaco-oderda_124725.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/racconigi-l-avvocato-del-comitato-per-un-sottopasso-sostenibile-risponde-al-sindaco-oderda_124725.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124725/154396.jpg" title="Un rendering del progetto realizzato dalla ditta Preve Costruzioni" alt="Un rendering del progetto realizzato dalla ditta Preve Costruzioni" /><br /><p>La lettera aperta del sindaco di Racconigi Valerio Oderda, pubblicata sui suoi social e sui mezzi di informazione, ha scatenato una polemica che non &egrave; destinata a placarsi a breve. Il primo cittadino si &egrave; espresso con toni molto duri nei confronti dell'istanza di sospensione cautelare dei lavori per il cavalcaferrovia di Racconigi, presentata da un gruppo di nove cittadini contrari alla realizzazione sulla linea ferroviaria Torino-San Giuseppe di Cairo ed <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/il-tar-ferma-i-lavori-per-il-sottopasso-ferroviario-a-racconigi_124619.html" target="_blank" rel="follow">accolta dal Tar del Piemonte</a>.&nbsp;</p>
<p>Il progetto, il cui iter &egrave; incominciato con i primi studi nel 2018, prevede un nuovo sottopasso per i veicoli, munito anche di percorso ciclopedonale, che porterebbe alla soppressione dei quattro passaggi a livello attuali. I lavori sono stati affidati da Rfi all&rsquo;azienda incaricata lo scorso aprile. Un comitato, rappresentato in sede giudiziaria dall&rsquo;avvocato <strong>Antonio Salerno</strong>, ne contesta le modalit&agrave; di realizzazione, paventando in particolare i disagi legati al cantiere e alla gestione successiva dell&rsquo;opera.</p>
<p><strong>Oderda</strong> <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/racconigi-il-tar-ferma-i-lavori-per-il-sottopasso-il-sindaco-tuona-citta-ostaggio-delle-fantasie-di-pochi_124670.html" target="_blank" rel="follow">nella sua lettera aperta, riportata interamente nell'articolo pubblicato sulla nostra testata</a>, ha definito Racconigi una "Citt&agrave; ostaggio delle fantasie di pochi".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124725/small_154397.jpg" alt="Passaggio a livello" loading="lazy"></p>
<p>Dopo la pubblicazione la capogruppo della minoranza ed ex candidata a Sindaca <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/racconigi-il-sottopasso-fa-ancora-discutere-la-lettera-di-oderda-una-pessima-pagina-di-storia-politica_124720.html" target="_blank" rel="follow"><strong>Patrizia Gorgo</strong> ha replicato denunciando duramente i toni del primo cittadino</a>. Le fa eco l'avvocato <strong>Antonio Salerno</strong>, con una lettera che riportiamo integralmente qui di seguito.</p>
<p>"Gentile Direttore,&nbsp;<br>seppure determinate vicende debbano rimanere confinate nell&rsquo;alveo delle competenti sedi giurisdizionali c&rsquo;&egrave; chi, mal interpretando il ruolo istituzionale, e mostrando insofferenza ed irrispettosit&agrave; alle determinazioni giudiziali ancora in itinere, ritiene di poter scatenare una shitstorm nei confronti di nove cittadini addirittura individuati nominativamente (una vera e propria azione di proscrizione istituzionale).</p>
<p>Rassicurando, quindi, l&rsquo;autore della &ldquo;lettera aperta&rdquo; sulla gelosa custodia di tutto quanto apparso sui social (rimettendo ad altre sedi ogni pi&ugrave; opportuna valutazione sul contenuto della &ldquo;lettera&rdquo; e dei variegati commenti rivolti a nove ricorrenti e al ben pi&ugrave; ampio numero di cittadini di cui &egrave; espressione l&rsquo;altro soggetto processuale ovvero il &ldquo;<strong>Comitato per un sottopasso sostenibile</strong>&rdquo; il cui nome la dice lunga sulla volont&agrave; di <strong>realizzare l&rsquo;opera ma con modalit&agrave; realmente utili al territorio</strong>), si pone la necessit&agrave; di puntualizzare alcuni aspetti anche a beneficio della collettivit&agrave; tutta (la stessa che, dai commenti vomitati &ldquo;on line&rdquo;, dimostra di <strong>non avere alcuna conoscenza del progetto esecutivo e dei relativi costi</strong>).</p>
<p>Intanto &egrave; strano, molto strano, che tale &ldquo;accorata&rdquo; lettera aperta intervenga solo a valle di un provvedimento giudiziario (che, laddove favorevole all&rsquo;operato dell&rsquo;Amministrazione, non veniva tacciato di &ldquo;fantasia&rdquo;) ed &egrave; ancora pi&ugrave; strano che il Sindaco, ovvero la pi&ugrave; alta espressione della Collettivit&agrave;, abbia ritenuto opportuno ricorrere ad una comunicazione social unilaterale piuttosto che confrontarsi nelle sedi istituzionali o pi&ugrave; semplicemente nella &ldquo;Casa comunale&rdquo; con i singoli 9 (e con il Comitato) che, con buona pace dei leoni da tastiera, sono solo la punta di un iceberg che resiste strenuamente esercitando un diritto costituzionalmente garantito.</p>
<p>Ma partiamo da una nozione ovvero quella di <em>res pubblica</em> che, anche senza scomodare Cicerone, enfatizza il concetto di <em>Res populi</em> di talch&eacute; lo Stato, inteso come Amministrazione della cosa pubblica, non appartiene al &ldquo;sovrano&rdquo; o ai pochi potenti che lo circondano o lo zerbinano ma &egrave; bene comune, patrimonio morale e giuridico dell'intera cittadinanza nell&rsquo;ottica dell&rsquo;<em>Utilitatis communione</em> ovvero del benessere e dell'interesse di tutti i membri della collettivit&agrave; senza alcuna forma di sopraffazione o profitto di una sola parte.</p>
<p>Insomma, senza scomodare la Costituzione e la nozione di uguaglianza sostanziale tra cittadini (sicch&egrave; 9 - che sono molti di pi&ugrave; - valgono &ldquo;9990&rdquo;), se i cittadini sono soggetti sovrani e mai e poi mai meri strumenti o mezzi nelle mani del governo, appare evidente lo scostamento dalla doverosa e istituzionale tutela della intera collettivit&agrave; i cui interessi sono la realizzazione di un&rsquo;opera coerente con le caratteristiche geomorfologiche e, soprattutto, sostenibile.</p>
<p>Fatta questa breve digressione ma al solo fine di ricordare che ai cittadini poco interessano gli equilibrismi politici e i sibillini messaggi contenuti nella &ldquo;lettera aperta&rdquo;, nel mentre sicuramente interessa la vivibilit&agrave;, la sicurezza, la pulizia della citt&agrave; nonch&eacute;, ovviamente, la <strong>sostenibilit&agrave; economica delle opere che si vanno a realizzare</strong>, occorrerebbe sapere, magari tramite esplicitazione nella sede istituzionale del Consiglio comunale, come mai questa Amministrazione abbia ritenuto per anni di attribuire a due dipendenti del Comune, pur in assenza di previsione statutaria, la nomina di dirigenti (<strong>con un raddoppio stipendiale che ricade sulla tasche di tutti i cittadini sottraendo risorse agli investimenti pubblici</strong>) e come mai, nonostante sin da ottobre del 2025 sia stata prevista la sospensione di detti dirigenti, gli stessi continuino - ancora oggi - a rivestire la carica e continueranno a rivestirla sino addirittura a settembre (gli stessi dirigenti che, negli anni, hanno reso pareri favorevoli sottesi ai vari provvedimenti che riguardano anche la realizzazione del sottopasso).</p>
<p>Poco interessa che la Procura della Repubblica di Cuneo (ma lo aveva gi&agrave; fatto il MEF addirittura nel 2018) abbia ritenuto, a fine aprile 2026, di <strong>notificare al Sindaco e ai detti due dirigenti un avviso di garanzia per il reato</strong> di cui all&rsquo;art. 314 bis c.p. (&ldquo;<strong>indebita destinazione di somme pubbliche</strong>&rdquo;), ma quello che sicuramente interessa la collettivit&agrave; &egrave; che quei soldi (come risultanti dalla documentazione fornita proprio dal Comune) <strong>potevano essere investiti a beneficio delle esigenze comuni </strong>e, magari, per uno studio di fattibilit&agrave; reale del famoso sottopasso rispetto al quale, anche a beneficio dei leoni da tastiera, tutti concordano nella opportunit&agrave; della realizzazione dell&rsquo;opera ma non certo di un&rsquo;opera che, nella versione recentissima del progetto esecutivo, prevede un raddoppio dei tempi di esecuzione ed opere di realizzazione che saranno potenzialmente devastanti anche quanto alle falde e alle sorgenti sottostanti (i cittadini non sanno che tipo di scavo &egrave; previsto, non sanno che opere di svuotamento saranno effettuate e quanti camion carichi di polveri sottili vagheranno in citt&agrave; per almeno quattro anni, nemmeno sanno cosa potr&agrave; accadere in termini di esondazione delle falde che verranno convogliate ovvero ostruite e come e dove confluiranno cos&igrave; come non sanno che, nell&rsquo;ultimo accordo sottoscritto con la Provincia, il Comune, a nome della collettivit&agrave;, ha assunto ogni onere connesso ai danni che deriveranno dalla esecuzione delle opere e dei costi di manutenzione).</p>
<p>Quanto all&rsquo;aspetto tecnico, senza ripercorrere in questa breve nota aspetti complessi e ancora <em>sub iudice</em>, non &egrave; stato il TAR a mettere in discussione l&rsquo;operato amministrativo perch&eacute; lo ha fatto l&rsquo;Amministrazione medesima allorquando, dopo aver approvato a gennaio 2025 in Giunta la bozza di accordo con la Provincia, successivamente (luglio 2025) ha poi sottoposto la modifica della medesima bozza all&rsquo;approvazione del consiglio comunale (per renderla pi&ugrave; semplice la Giunta si &egrave; sconfessata da sola); tantomeno &egrave; colpa del TAR se con la Delibera di G.C. n. 66/2026 (sospesa dal TAR) si &egrave; qualificata come &laquo;occupazione temporanea di suolo pubblico&raquo; la concessione quasi quadriennale di un lotto edificabile che appartiene al patrimonio disponibile del Comune di Racconigi (anche gi&agrave; previsto quale &ldquo;zona comunale per realizzazione nuova Caserma dei Carabinieri&rdquo;) e poi in consiglio comunale, il consigliere di maggioranza - con delega ai lavori pubblici - afferma che &ldquo;Allora,<strong> in realt&agrave; non &egrave; una occupazione di suolo pubblico perch&eacute; &egrave; occupazione di un&rsquo;area di propriet&agrave; comunale</strong>, quindi non ... non sarebbe soggetta al pagamento della tassa di occupazione del suolo pubblico&rdquo;.</p>
<p>Quindi, se le &ldquo;fantasie&rdquo; di pochi (che &ldquo;parrebbero&rdquo; coincidere con quelle del <strong>Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Cuneo, del TAR Torino, della Corte dei Conti, del MEF, di publika, di previtalia, della Guardia di Finanza</strong> ecc ecc) sono servite a ripristinare - anche a beneficio degli altri 9990 cittadini - il concetto di <em>res publica</em>, pur ancora tutto rimesso ai futuri sviluppi processuali (dove le questioni andrebbero trattate <strong>evitando gogne pubbliche</strong>), allora la collettivit&agrave; dovrebbe ringraziare il Comitato ed i ricorrenti che hanno anche portato alla luce una situazione di paventata illegittimit&agrave; e/o illegalit&agrave; ricadente sulla collettivit&agrave; medesima.</p>
<p>Conclusivamente, suggerendo di utilizzare le sedi istituzionali per il confronto costruttivo e stigmatizzando - per doverosit&agrave; defensionale - l&rsquo;uso strumentale dei social, pare anche opportuno rispondere al quesito &ldquo;aperto&rdquo; (&ldquo;A chi va a vantaggio una sospensione? Cui prodest?&rdquo;) con un diverso quesito che rema nel solco in cui dovrebbe muoversi un Amministratore interessato alla propria terra e al bene comune anche futuro ovvero cui prodest realizzare un&rsquo;opera - come ad oggi strutturata - che causer&agrave; pi&ugrave; danni che benefici al paese e alla collettivit&agrave;?</p>
<p>Certi che anche i leoni da tastiera rifletteranno sul fatto che <strong>i Sindaci passano ma le opere restano</strong> (cos&igrave; come i relativi costi), si confida in un rispettoso ripristino dei ruoli istituzionali nell&rsquo;interesse della collettivit&agrave; tutta e, quindi, in un serio confronto demandato alle sedi istituzionali (oltre che a quelle processuali) onde ragionare sugli adattamenti da realizzarsi cos&igrave; da consentire l&rsquo;intervento ma senza arrecare pregiudizio al territorio e alla collettivit&agrave;."</p>
<p><strong>Avv. Antonio Salerno</strong></p>]]></description><pubDate>Sun, 26 Jul 2026 11:46:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Franco Civallero punta il dito contro la giunta comunale di Cuneo: “La città è sempre più trascurata”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/franco-civallero-punta-il-dito-contro-la-giunta-comunale-di-cuneo-la-citta-e-sempre-piu-trascurata_124644.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/franco-civallero-punta-il-dito-contro-la-giunta-comunale-di-cuneo-la-citta-e-sempre-piu-trascurata_124644.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124644/154279.jpg" title="Franco Civallero" alt="Franco Civallero" /><br /><p>&ldquo;A distanza di un anno dalla mia precedente interpellanza sullo stato di manutenzione della citt&agrave;, la situazione non solo non &egrave; migliorata, ma appare ulteriormente peggiorata. La Cuneo che per anni &egrave; stata apprezzata per la cura del verde pubblico, dei viali alberati e degli spazi comuni sta progressivamente perdendo la propria identit&agrave;&rdquo;, lo dichiara il consigliere comunale e capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale a Cuneo, Franco Civallero, in una nuova interpellanza per chiedere un intervento immediato dell'Amministrazione comunale.</p>
<p>&ldquo;Nel maggio dello scorso anno evidenziai le criticit&agrave; della manutenzione cittadina. In allora, in risposta, la Sindaca e gli Assessori descrissero una citt&agrave; praticamente perfetta. Oggi, per&ograve;, basta percorrere le vie di Cuneo per rendersi conto che quella narrazione non corrisponde alla realt&agrave;&rdquo;.</p>
<p>Secondo Civallero, il problema non riguarda il singolo assessore, ma rappresenta il risultato delle scelte compiute dalla Giunta a trazione PD.</p>
<p>&ldquo;Non si possono ridurre le risorse economiche e il personale destinati alla manutenzione del verde e del patrimonio pubblico e poi aspettarsi che tutto continui a funzionare come prima. Servono programmazione, competenza e capacit&agrave; di governo. Purtroppo, su questi aspetti l'attuale Amministrazione continua a dimostrare tutti i propri limiti&rdquo;.</p>
<p>Civallero ha elencato una serie di criticit&agrave; che, a suo giudizio, sono ormai evidenti a tutti i cittadini. &ldquo;Gli sfalci dell'erba vengono effettuati con grave ritardo e molte aree verdi sono diventate vere e proprie &lsquo;savane urbane&rsquo;. L'area del ponte sul Gesso, dove erano stati piantati i tulipani donati dalla Contessa di Pralormo, &egrave; stata completamente abbandonata: i bulbi non sono stati ripiantati e l'aiuola versa in condizioni di evidente degrado&rdquo;.</p>
<p>Il Viale degli Angeli, tanto caro ai Cuneesi e altri viali cittadini presentano alberi secchi lasciati per mesi senza essere sostituiti, mentre molte alberature necessiterebbero di interventi di potatura mai eseguiti. &ldquo;Anche la pulizia delle strade e delle aree pubbliche &ndash; sottolinea Civallero - &egrave; sensibilmente peggiorata. Da quando &egrave; cambiata la gestione del servizio di nettezza urbana, il decoro cittadino &egrave; diminuito e numerosi quartieri risultano sporchi e trascurati. A questo si aggiungono cestini portarifiuti frequentemente colmi e aree pubbliche prive della necessaria manutenzione&rdquo;.</p>
<p>Particolarmente critica anche la situazione di piazza Europa. &ldquo;Piazza Europa rappresenta il simbolo dell'immobilismo dell'Amministrazione. Dopo anni di polemiche, tutto &egrave; rimasto fermo: la fontana &egrave; ancora incompleta, le aree verdi sono lasciate all'incuria e persino i cedri non ricevono gli interventi di manutenzione ordinaria che sarebbero stati possibili nei mesi invernali. &Egrave; l'immagine di una citt&agrave; bloccata&rdquo;.</p>
<p>Non meno grave secondo Civallero &egrave; lo stato della viabilit&agrave;. &ldquo;Le buche sono ormai diffuse su gran parte della rete stradale cittadina. Ai dissesti si aggiungono i continui rattoppi eseguiti dopo gli interventi sui sottoservizi, spesso realizzati senza considerare l'assestamento del terreno, con il risultato che nel giro di poco tempo si formano nuovi avvallamenti e ulteriori disagi per automobilisti, motociclisti e ciclisti&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;La sensazione diffusa &ndash; dichiara il consigliere comunale - &egrave; quella di una citt&agrave; che sta lentamente perdendo quella qualit&agrave; urbana che per decenni ha rappresentato un motivo di orgoglio per Cuneo&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;L'incuria e la mancanza di programmazione sono diventate il tratto distintivo di un'Amministrazione comunale, a trazione PD, che non riesce pi&ugrave; a garantire gli standard di manutenzione e decoro che la Cittadinanza si aspetta&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Chiedo alla Sindaca &ndash; conclude Franco Civallero - un piano straordinario di interventi per il recupero del verde pubblico, la sistemazione delle balconate dei viali cittadini, la sostituzione delle alberature compromesse, il ripristino del decoro urbano e un programma serio di manutenzione della rete stradale. I cuneesi meritano una citt&agrave; curata, sicura e decorosa, &egrave; tempo di abbandonare la propaganda e passare finalmente ai fatti. Cuneo deve tornare a essere la citt&agrave; bella e ordinata che tutti ricordano e che oggi, purtroppo, appare sempre pi&ugrave; lontana&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Sun, 26 Jul 2026 09:37:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Racconigi, il sottopasso fa ancora discutere: "La lettera di Oderda una pessima pagina di storia politica"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/racconigi-il-sottopasso-fa-ancora-discutere-la-lettera-di-oderda-una-pessima-pagina-di-storia-politica_124720.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/racconigi-il-sottopasso-fa-ancora-discutere-la-lettera-di-oderda-una-pessima-pagina-di-storia-politica_124720.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124720/154391.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Non si placa, a Racconigi, la polemica relativa al sottopasso ferroviario, i cui lavori sono stati <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/racconigi-il-tar-ferma-i-lavori-per-il-sottopasso-il-sindaco-tuona-citta-ostaggio-delle-fantasie-di-pochi_124670.html" target="_blank" rel="follow">sospesi dal Tar</a> dopo il ricorso presentato da un gruppo di cittadini. Nei giorni scorsi il sindaco Valerio Oderda era intervenuto con una <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/racconigi-il-tar-ferma-i-lavori-per-il-sottopasso-il-sindaco-tuona-citta-ostaggio-delle-fantasie-di-pochi_124670.html" target="_blank" rel="follow">lettera aperta</a> dai toni molto duri, ora arriva la replica di Patrizia Gorgo, capogruppo della minoranza ed ex candidata a Sindaca. Di seguito il testo completo.</p>
<p>&ldquo;La lettera aperta che il Sindaco di Racconigi ha pubblicato ieri, sul proprio profilo Facebook e che ha successivamente diffuso sui giornali locali, crea indubbiamente uno spartiacque e rappresenta una pessima pagina di storia politica racconigese.&nbsp;</p>
<p>Ai toni da campagna elettorale permanente siamo, purtroppo, tristemente abituati e li conosciamo, ma il fatto &egrave; grave per ci&ograve; che rappresenta perch&eacute; &egrave; il momento in cui il Sindaco smette di parlare come figura istituzionale e sceglie di farlo come parte processuale e avversario personale di alcuni dei suoi stessi concittadini.</p>
<p>Non &egrave; una questione di stile. &Egrave; una questione di ruolo.</p>
<p>Un Sindaco che pubblica nome e cognome di nove persone, persone che hanno legittimamente esercitato il diritto, garantito a chiunque, di chiedere a un giudice di verificare la legittimit&agrave; di un'opera pubblica, non sta informando la comunit&agrave;, ma sta additando dei bersagli. Li consegna alla pubblica riprovazione, li espone come nemici, li qualifica, con una metafora non casuale, come carcerieri: 'Un'intera citt&agrave; costretta ad aspettare ancora, in ostaggio delle fantasie di pochi'. &Egrave; stato scritto esattamente cos&igrave; e chi ha scritto ha agito consapevolmente per dare un effetto alle proprie parole, per ottenere un riscontro preciso.</p>
<p>Fare i nomi non &egrave; mai un gesto neutro. In un tempo in cui la violenza verbale e fisica riempie le cronache e talvolta degenera in qualcosa di molto pi&ugrave; grave, un Sindaco che, dalla propria posizione di autorit&agrave; e con la cassa di risonanza dei canali istituzionali, firma una lista di &ldquo;nemici della comunit&agrave;&rdquo; compie un atto di irresponsabilit&agrave; che la citt&agrave; di Racconigi non merita. Generare odio non &egrave; un atto di governo, &egrave; esattamente il contrario.</p>
<p>E a proposito di citazioni latine, visto che la lettera conclude con un 'Cui prodest?', lasciato sospeso nella sua ambiguit&agrave;, quasi ad insinuare chiss&agrave; quale macchinazione dietro un legittimo ricorso al giudice amministrativo, sarebbe meglio che una citazione, quando si decide di usarla, vada riportata per intero: &ldquo;cui prodest scelus, is fecit&rdquo; (colui al quale il delitto porta vantaggi, quello ne &egrave; l'autore), ma di reati e vantaggi ci sar&agrave; tempo di parlare e lasciar parlare gli organi competenti.</p>
<p>Ci tengo per&ograve; a ricordare che il delitto, in questa vicenda, non &egrave; il ricorso di nove cittadini, ma piuttosto &egrave; un'opera pubblica calata dall&rsquo;alto, mai discussa con la minoranza e la comunit&agrave;, con tempi esecutivi raddoppiati, oneri pubblici per i danni che deriveranno dall'esecuzione dei lavori e per i costi di mantenimento del sottopasso ferroviario.&nbsp;</p>
<p>Sarebbe giusto fare un passo indietro e ritirare la lettera, tuttavia dubito che sia un gesto possibile per chi non &egrave; mai uscito dalla campagna elettorale, &egrave; doveroso ricordare che la fascia tricolore non &egrave; un accessorio ma un vincolo e quando la si indossa non si fanno elenchi di cittadini da consegnare alla gogna mediatica con tutte le conseguenze che ne possono derivare&rdquo;.</p>
<p>Avvocato Patrizia Gorgo  Lista Civica Patrizia Gorgo Sindaco per Racconigi&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Sun, 26 Jul 2026 07:04:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Bergesio incontra Roggero a Bollate: "Sta bene e da lunedì lavorerà come volontario"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/bergesio-incontra-roggero-a-bollate-sta-bene-e-da-lunedi-lavorera-come-volontario_124713.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/bergesio-incontra-roggero-a-bollate-sta-bene-e-da-lunedi-lavorera-come-volontario_124713.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124713/154381.jpg" title="Mario Roggero" alt="Mario Roggero" /><br /><p>&ldquo;Oggi mi sono recato in visita alla casa di reclusione di Milano Bollate, un&rsquo;eccellenza in termini di riabilitazione dove i detenuti sono inseriti in attivit&agrave; lavorative. In questa occasione ho incontrato Mario Roggero, vittima di una tremenda rapina e persona che conosco da anni insieme ai suoi cari. L&rsquo;ho trovato in buona salute". Lo dice in una nota il senatore cuneese della Lega Giorgio Bergesio, dopo l'incontro con il gioielliere condannato per l'omicidio di due rapinatori che avevano assaltato la sua attivit&agrave; a Grinzane Cavour.</p>
<p>"Da luned&igrave; - s lavorer&agrave; come volontario allo sportello giuridico e a quello di segretariato sociale, oltre che in biblioteca all&rsquo;interno dell'istituto. Rivolgo un sentito ringraziamento al direttore, che avevo gi&agrave; avuto modo di apprezzare per l&rsquo;ottimo lavoro svolto nelle carceri di Cuneo e Saluzzo, oltre che agli agenti della polizia penitenziaria e a tutti gli operatori per la gestione della struttura. Ribadisco la mia totale vicinanza alla moglie e alle figlie di quest'uomo, che sta pagando caramente la pena inflittagli. L&rsquo;auspicio &egrave; che la sua permanenza in carcere sia breve e che possano essergli concessi al pi&ugrave; presto gli arresti domiciliari. Resta poi la richiesta di grazia, una prerogativa che spetta unicamente alla valutazione del Presidente della Repubblica&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Sat, 25 Jul 2026 16:44:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Caso “La Stampa”, Fondazione Crc porta i sindaci al tavolo con l’editore]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/caso-la-stampa-fondazione-crc-porta-i-sindaci-al-tavolo-con-leditore_124709.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/caso-la-stampa-fondazione-crc-porta-i-sindaci-al-tavolo-con-leditore_124709.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124709/154376.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Non sar&agrave; stato l&rsquo;incontro di Teano ma qualcosa - fuor di comunicato stampa - devono esserselo detti, l&rsquo;editore de La Stampa <strong>Alberto Leonardis</strong> e i &ldquo;pesi massimi&rdquo; istituzionali della compagine di Fondazione Crc. Un incontro ospitato mercoled&igrave; scorso a palazzo Vitale e resosi necessario dopo le polemiche che in queste settimane hanno investito l&rsquo;ente, partecipe del salvataggio del giornale torinese con una quota dal 5%.</p>
<p>Dall&rsquo;operazione i sindaci sono stati tagliati fuori fino all&rsquo;ultimo, tant&rsquo;&egrave; che i segni d&rsquo;insofferenza non sono mancati. Anche le forze politiche, dalla sinistra movimentista al Pd fino alla destra di Fratelli d&rsquo;Italia e Futuro Nazionale, hanno dato voce a una perplessit&agrave; che si pu&ograve; riassumere parafrasando l&rsquo;adagio dipietrista: &ldquo;che c&rsquo;azzecca&rdquo; la fondazione bancaria dei cuneesi con le fortune di un quotidiano?</p>
<p>Il presidente della fondazione&nbsp;<strong>Mauro Gola</strong>, pressato da richieste di convocazione nei consigli comunali, ha cercato di cavarsi d&rsquo;impaccio prima con una lunga intervista sul &ldquo;suo&rdquo; giornale e poi, lo stesso giorno, mettendo i sindaci di Alba, Bra, Cuneo e Mondov&igrave; al tavolo con i vertici del gruppo Sae. Insieme all&rsquo;editore Leonardis e ad altri rappresentanti della societ&agrave; editrice c&rsquo;era il neodirettore de La Stampa <strong>Antonio Di Rosa</strong>, a significare l&rsquo;attenzione dei piani alti di via Lugaro per la Granda.</p>
<p>Gola parla di &ldquo;un incontro molto positivo&rdquo; e di &ldquo;un clima di reciproca fiducia&rdquo; con i sindaci, che ha consentito di &ldquo;condividere la visione di sviluppo del Gruppo Sae per il nostro territorio&rdquo;: &ldquo;&Egrave; importante - recita la dichiarazione ufficiale - che le istituzioni locali possano conoscere direttamente gli obiettivi di un investimento che Fondazione Crc ha sostenuto nella convinzione che un&rsquo;informazione libera, democratica e fortemente radicata nelle comunit&agrave; rappresenti un valore per l&rsquo;intera provincia&rdquo;. Il presidente ribadisce poi la convinzione che il quotidiano &ldquo;costituir&agrave; sempre pi&ugrave; un asset strategico per lo sviluppo sociale ed economico della provincia, in piena coerenza con i principi statutari della Fondazione Crc&rdquo;.</p>
<p>Altrettanto compassata, ma meno trionfale, la nota congiunta firmata da&nbsp;<strong>Alberto Gatto</strong>, <strong>Gianni Fogliato</strong>, <strong>Patrizia Manassero</strong> e <strong>Luca Robaldo</strong>: &ldquo;Abbiamo evidenziato la nostra posizione di stakeholder territoriali - spiegano i primi cittadini - e ribadito quanto gi&agrave; affermato in varie occasioni pubbliche. L&rsquo;incontro ci ha permesso di conoscere quali saranno le prospettive di sviluppo e di investimento e di apprendere la notizia dell'insediamento di una &lsquo;scuola di giornalismo&rsquo; presso la citt&agrave; di Cuneo. Parimenti, abbiamo appreso della volont&agrave; di lavorare al rafforzamento dell'edizione locale, anche attraverso l&rsquo;eventuale apertura di un ufficio nel territorio albese, oltre che garantire l'attuale livello occupazionale presso la redazione territoriale. Notizie queste che riteniamo importanti anche al fine di chiarire la decisione di investimento da parte della principale fondazione di origine bancaria territoriale&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Siamo grati, poi, al presidente Gola per avere deciso di prendere parte alle commissioni consiliari competenti dei Comuni che amministriamo - aggiungono ancora i Sindaci - accettando l&rsquo;invito gi&agrave; formulato da Alba e Cuneo e quello che proporremo di formulare, ai rispettivi consigli comunali, come Bra e Mondov&igrave;. Un segnale concreto e apprezzato che, nel rispetto dell&rsquo;autonomia propria della Fondazione, consentir&agrave; di meglio approfondire il programma operativo deliberato dal consiglio generale della Fondazione stessa oltre che conoscere la visione strategica della istituzione filantropica&rdquo;.</p>
<p>Gola, quindi, passer&agrave; dalle forche caudine dei comuni, dove pi&ugrave; di qualcuno lo attende al varco e non solo sul &ldquo;caso&rdquo; La Stampa. C&rsquo;&egrave; per ora in sospeso la questione del nuovo direttore generale con il relativo corredo di veleni. C&rsquo;&egrave; il tema della possibile acquisizione del palazzo della prefettura, che verr&agrave; portata all&rsquo;attenzione del Consiglio generale. E non mancano i dossier di carattere locale, per esempio quello relativo all&rsquo;accordo di fusione con la ex Cassa di Risparmio di Bra che l&rsquo;esponente di FdI&nbsp;<strong>Carlo Patria</strong> chiede di ridiscutere. Un autunno che si preannuncia caldo per l&rsquo;ex leader confindustriale, dopo un&rsquo;estate gi&agrave; arroventata e non solo dalle temperature.</p>]]></description><pubDate>Sat, 25 Jul 2026 12:02:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Stagionali, il Comune di Saluzzo: "Affrontiamo i problemi senza rinunciare ai valori di una comunità civile"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/saluzzese/stagionali-il-comune-di-saluzzo-affrontiamo-i-problemi-senza-rinunciare-ai-valori-di-una-comunita-civile_124705.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/saluzzese/stagionali-il-comune-di-saluzzo-affrontiamo-i-problemi-senza-rinunciare-ai-valori-di-una-comunita-civile_124705.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124705/154369.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;C&rsquo;&egrave; un&rsquo;Italia che, ogni giorno, alimenta la paura e trasforma ogni questione sociale in un problema di ordine pubblico. E c&rsquo;&egrave; un&rsquo;altra Italia che sceglie di affrontare la realt&agrave;, assumendosi responsabilit&agrave; che spesso lo Stato lascia sulle spalle delle comunit&agrave; locali. Saluzzo appartiene a questa seconda Italia&rdquo;. Si apre cos&igrave; il comunicato diffuso dal Comune di Saluzzo sulla chiusura del lavori finanziati dal Pnrr per l&rsquo;accoglienza dei braccianti stagionali e sull&rsquo;apertura delle accoglienze diffuse.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124705/small_154372.jpg" alt="Saluzzo"></p>
<p>&ldquo;Il fenomeno dei lavoratori stagionali in agricoltura &egrave; una sfida complessa che riguarda l&rsquo;intero Paese e che da anni interessa anche il nostro territorio. Sarebbe stato pi&ugrave; semplice voltarsi dall&rsquo;altra parte, alimentare allarmismi o cercare un facile consenso indicando un nemico. Abbiamo invece scelto una strada pi&ugrave; difficile: affrontare i problemi senza negarli, ma anche senza rinunciare ai valori di una comunit&agrave; civile&rdquo;, dicono dall&rsquo;amministrazione saluzzese: &ldquo;Negli anni sono stati costruiti strumenti concreti che hanno consentito di governare una situazione complessa: il monitoraggio dei flussi dei lavoratori, la collaborazione tra enti e istituzioni, il sostegno alle soluzioni abitative realizzate dalle aziende agricole, la partecipazione a progetti europei e la realizzazione di uno dei pochi interventi finanziati dal PNRR contro gli insediamenti abusivi conclusi in Italia&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124705/small_154370.jpg" alt="Saluzzo"></p>
<p>Per questo l&rsquo;amministrazione comunale desidera ringraziare il prefetto Mariano Savastano, il questore Rosanna Minucci e tutti i soggetti che partecipano al tavolo territoriale: le associazioni datoriali, gli undici Comuni coinvolti nel sistema di accoglienza, il Consorzio Monviso Solidale, la CGIL, la Cooperativa Proposta 80, il Centro per l&rsquo;Impiego, la Caritas e tutte le altre realt&agrave; che, con competenze e responsabilit&agrave; diverse, hanno scelto di esserci. &ldquo;Perch&eacute; governare un fenomeno di queste dimensioni significa costruire ogni giorno collaborazione, non alimentare divisioni. Ogni anno oltre 10 mila lavoratori raggiungono il distretto frutticolo cuneese seguendo il calendario delle raccolte. Pi&ugrave; di 300 trovano accoglienza nelle strutture attivate dalla rete pubblica, una quarantina sono presenti nell&rsquo;area del Parco Gullino e una parte ha trovato una sistemazione autonoma. La maggioranza &egrave; ospitata nelle strutture predisposte dalle imprese agricole&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124705/small_154371.jpg" alt="Saluzzo"></p>
<p>Questi numeri raccontano una verit&agrave; spesso dimenticata: senza questi lavoratori una delle filiere agricole pi&ugrave; importanti del Piemonte semplicemente non potrebbe funzionare. Proseguono dal Comune: &rdquo;Dietro quei numeri non ci sono emergenze da esibire o paure da cavalcare, ma persone che raccolgono la frutta che arriva sulle nostre tavole, che contribuiscono alla ricchezza del territorio e che hanno diritto a condizioni di lavoro e di vita dignitose. La sicurezza non nasce dalla paura. Nasce da comunit&agrave; vive, da istituzioni presenti, da servizi che funzionano, da luoghi curati e da persone che si conoscono. Per questo un ringraziamento particolare va alla Polizia Locale, ai Carabinieri, alle altre Forze dell&rsquo;ordine, agli operatori impegnati nella pulizia e nella manutenzione del Parco Gullino, ai volontari e ai tanti cittadini che, con il loro impegno quotidiano, rendono possibile una convivenza che altrove viene raccontata come impossibile. Un pensiero va anche ai residenti, che affrontano con senso civico una situazione complessa e continuano a contribuire alla coesione della comunit&agrave;. Anche gli interventi realizzati nel Parco Gullino rispondono a questa idea di sicurezza. Illuminazione, manutenzione del verde, cura degli spazi e iniziative rivolte alle famiglie non sono opere di facciata: sono la dimostrazione che la migliore risposta al degrado non &egrave; l&rsquo;abbandono, ma la presenza. Non &egrave; la paura, ma la partecipazione. Non &egrave; la contrapposizione, ma la costruzione di una comunit&agrave; pi&ugrave; forte. L&rsquo;esperienza maturata in questi anni dimostra che i territori possono fare molto quando istituzioni, associazioni, imprese e cittadini lavorano insieme. Ma dimostra anche che non &egrave; pi&ugrave; accettabile lasciare soli i Comuni. Servono politiche nazionali all&rsquo;altezza della sfida: canali di ingresso regolari ed efficaci, un sistema pubblico capace di far incontrare domanda e offerta di lavoro, soluzioni abitative adeguate e controlli rigorosi contro ogni forma di sfruttamento e di illegalit&agrave;. Saluzzo continuer&agrave; a fare la propria parte, come ha sempre fatto. Perch&eacute; una comunit&agrave; si misura non da quanto &egrave; capace di gridare di fronte ai problemi, ma da quanto &egrave; capace di affrontarli. E in un tempo in cui troppo spesso si semina paura per raccogliere consenso, noi rivendichiamo con orgoglio una scelta diversa: quella della responsabilit&agrave;, della solidariet&agrave; e della forza di una comunit&agrave; che non si &egrave; mai sottratta di fronte ai problemi&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Sat, 25 Jul 2026 09:25:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Un nuovo presidio di protesta davanti al Centro Logistico delle Poste di Cuneo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/un-nuovo-presidio-di-protesta-davanti-al-centro-logistico-delle-poste-di-cuneo_124694.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/un-nuovo-presidio-di-protesta-davanti-al-centro-logistico-delle-poste-di-cuneo_124694.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124694/154358.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Un nuovo presidio davanti al Centro Logistico delle Poste di Cuneo, a sostegno dei lavoratori che da anni chiedono la trasformazione del proprio contratto da part-time a full-time. A promuoverlo i sindacati Slc Cgil e Uil Poste.</p>
<p>L&rsquo;iniziativa, che segue quelle analoghe gi&agrave; organizzate nei mesi scorsi, si terr&agrave; il 28 luglio dalle 12 alle 13, in seguito all&rsquo;accordo sottoscritto il 23 luglio nell&rsquo;ambito di Poste Comunicazione e Logistica, che prevede cento trasformazioni da part-time a full-time a livello nazionale. &ldquo;Si tratta di un primo risultato, ma non sufficiente a rispondere alle aspettative dei tanti lavoratori e lavoratrici che da anni operano con un contratto part-time&rdquo;, dicono dal sindacato Slc Cgil.</p>
<p>&ldquo;Chiediamo che una quota significativa di queste cento trasformazioni venga destinata al Piemonte ed in particolare al Centro Logistico di Cuneo, dove il personale attende da troppo tempo una risposta concreta. - si legge in un comunicato - Con questa mobilitazione vogliamo ribadire che il diritto a un lavoro stabile e dignitoso non pu&ograve; pi&ugrave; essere rinviato. Continueremo a sostenere le legittime rivendicazione dei lavoratori e delle lavoratrici fino a quando non otterranno la dignit&agrave; che meritano&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Sat, 25 Jul 2026 07:07:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[“Dieci agenti non bastano, la Lega racconta una sicurezza che i dati smentiscono”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/dieci-agenti-non-bastano-la-lega-racconta-una-sicurezza-che-i-dati-smentiscono_124682.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/dieci-agenti-non-bastano-la-lega-racconta-una-sicurezza-che-i-dati-smentiscono_124682.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124682/154342.jpg" title="Giacomo Prandi" alt="Giacomo Prandi" /><br /><p>Il tema della sicurezza torna al centro del confronto politico, ma l'entusiasmo della maggioranza e del senatore cuneese Giorgio Maria Bergesio (Lega) si scontra con i dati ufficiali. Dopo le dichiarazioni del Carroccio sull'assegnazione di 111 nuovi allievi agenti alla Polizia di Stato in Piemonte, di cui 10 destinati alla provincia di Cuneo (7 alla Questura e 3 all'Ufficio Immigrazione), il deputato di Azione Fabrizio Benzoni e il segretario provinciale di Azione Cuneo, Giacomo Prandi, intervengono con i dati del Ministero dell&rsquo;Interno per sostenere che la narrazione dell'Esecutivo sia sbagliata.</p>
<p>&ldquo;Il tema della sicurezza nei territori sta a cuore a tutti i cittadini e se arrivano nuovi poliziotti nelle nostre citt&agrave; siamo sicuramente felici. &ndash; dichiara Benzoni &ndash; Ma ci sono alcuni dati contrastanti rispetto alle campagne mediatiche di alcune forze di maggioranza che hanno usato toni trionfalistici sulle nuove assunzioni di forze di Polizia. Il sottosegretario Molteni, a cui ho espresso queste perplessit&agrave; nel corso di un'interpellanza, ritiene che il Governo stia assumendo molte pi&ugrave; forze di Polizia rispetto ai governi precedenti, facendo fronte anche ad un maggiore numero di pensionamenti. I dati per&ograve; sono evidenti: dal Piano integrato di attivit&agrave; e organizzazione (PIAO), che &egrave; l'unico documento ufficiale nel quale si trovano i dati rispetto agli organici della Polizia di Stato, emerge come dal 2022 ad oggi la disponibilit&agrave; di personale in forza nel nostro Paese sia calata e non ci sia un turnover superiore ai pensionamenti. Quando questo Governo si &egrave; insediato nel 2022, il personale di Polizia di Stato era di 97.797 unit&agrave;. A fine 2025 scende a soli 96.186, il numero pi&ugrave; basso degli ultimi 13 anni, smentendo con evidenza un numero di assunzioni superiore ai pensionamenti. Inoltre, la narrazione del Sottosegretario &egrave; smentita dai quotidiani comunicati stampa di Lega e Fratelli d'Italia che denunciano degrado e insicurezza costante nelle citt&agrave; italiane: i primi da convincere sui risultati di questo lavoro di rafforzamento dovrebbero essere proprio loro&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Sentir parlare sul nostro territorio il senatore Bergesio di 'risposta di assoluta concretezza' e di 'risorse reali' &ndash; dichiara Prandi - a fronte dell'arrivo di appena 10 agenti in tutta la provincia di Cuneo rasenta il paradosso. La propaganda della Lega spaccia per 'potenziamento straordinario' quello che &egrave; un ordinario e del tutto insufficiente rimpiazzo parziale del personale che ogni anno viene collocato a riposo. Mentre il Senatore accusa l'opposizione di 'chiacchiere ideologiche', sono proprio i documenti del Governo a dimostrare che il saldo tra entrate e uscite resta negativo sia in Piemonte che nella Granda. Dieci agenti divaganti tra Questura e Ufficio Immigrazione non riescono neppure a coprire il turnover della nostra provincia. Le donne e gli uomini in divisa che con loro lavoro garantiscono la sicurezza di tutti noi, non meritano di essere presi in giro con provvedimenti spot e lasciati in condizioni di perenne carenza d'organico&rdquo;.</p>
<p>Azione ribadisce la propria richiesta al Governo di abbandonare gli slogan mediatici e di presentare un piano straordinario di coperture finanziarie che garantisca un turnover reale al 100% per le Forze dell'Ordine, riducendo l'et&agrave; media del personale ed equipaggiando adeguatamente i presidi territoriali di pubblica sicurezza.</p>]]></description><pubDate>Fri, 24 Jul 2026 15:53:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Idroelettrico, Calderoni: “La sentenza della Cassazione apre una strada anche per il Piemonte”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/idroelettrico-calderoni-la-sentenza-della-cassazione-apre-una-strada-anche-per-il-piemonte_124678.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/idroelettrico-calderoni-la-sentenza-della-cassazione-apre-una-strada-anche-per-il-piemonte_124678.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124678/154339.jpg" title="Mauro Calderoni" alt="Mauro Calderoni" /><br /><p>&ldquo;La sentenza definitiva della Corte di Cassazione che ha dato ragione alla Regione Lombardia nel contenzioso con i concessionari idroelettrici rappresenta un precedente di straordinaria importanza anche per il Piemonte. La decisione ha infatti consentito di sbloccare oltre 200 milioni di euro destinati ai territori interessati dagli impianti e conferma la piena legittimit&agrave; dei nuovi canoni e degli obblighi a carico dei concessionari. &Egrave; una pronuncia destinata ad avere effetti ben oltre i confini lombardi&rdquo;.</p>
<p>Lo dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Calderoni, che torna sul tema delle concessioni idroelettriche dopo il recente intervento dedicato alle centrali lungo la Stura.</p>
<p>&ldquo;In una fase in cui Province e Comuni vivono una cronica carenza di risorse, non possiamo permetterci di lasciare inutilizzate opportunit&agrave; che possono rafforzare i bilanci degli enti locali senza gravare sui cittadini. L&rsquo;acqua &egrave; un bene pubblico e il valore economico che genera deve tradursi in maggiori benefici per le comunit&agrave; che ospitano gli impianti&rdquo;.</p>
<p>Per questo Calderoni rivolge un appello al presidente della Regione Alberto Cirio: &ldquo;La Regione convochi con urgenza un tavolo con tutte le Province piemontesi per effettuare una ricognizione completa delle derivazioni idroelettriche presenti sul territorio, verificare le scadenze delle concessioni e definire una strategia regionale condivisa. Il Piemonte deve presentarsi preparato alla stagione dei rinnovi e delle nuove assegnazioni, valorizzando tutti gli strumenti che la normativa e la recente giurisprudenza mettono a disposizione&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;La sentenza della Cassazione dimostra che le Regioni possono tutelare con efficacia l&rsquo;interesse pubblico nei confronti dei grandi concessionari. Anche il Piemonte deve cogliere questa occasione per aggiornare la propria strategia sulle concessioni idroelettriche, rafforzare i canoni e garantire che una quota sempre maggiore del valore prodotto dall&rsquo;energia idroelettrica resti nei territori montani e nelle Province che sopportano l&rsquo;impatto delle infrastrutture. &Egrave; per&ograve; fondamentale che queste maggiori entrate siano condivise con le vallate che ospitano gli impianti, perch&eacute; &egrave; l&igrave; che si produce la ricchezza generata dall&rsquo;acqua e l&igrave; devono tornare i benefici. Questa potrebbe essere anche l&rsquo;occasione per dare concreta attuazione al percorso di rilancio delle Comunit&agrave; montane, pi&ugrave; volte richiamato dall&rsquo;assessore regionale Bussalino, superando i limiti dell&rsquo;attuale sistema delle Unioni montane e restituendo ai territori uno strumento capace di programmare, gestire e redistribuire risorse in modo pi&ugrave; efficace. Sarebbe un segnale concreto per sostenere i bilanci degli enti locali, finanziare servizi, manutenzioni e investimenti nelle aree interne e rafforzare il ruolo delle istituzioni che rappresentano la montagna piemontese&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Fri, 24 Jul 2026 15:06:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Racconigi, il Tar ferma i lavori per il sottopasso, il Sindaco tuona: "Città ostaggio delle fantasie di pochi"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/racconigi-il-tar-ferma-i-lavori-per-il-sottopasso-il-sindaco-tuona-citta-ostaggio-delle-fantasie-di-pochi_124670.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/racconigi-il-tar-ferma-i-lavori-per-il-sottopasso-il-sindaco-tuona-citta-ostaggio-delle-fantasie-di-pochi_124670.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124670/154326.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Tar <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/il-tar-ferma-i-lavori-per-il-sottopasso-ferroviario-a-racconigi_124619.html" target="_blank" rel="follow">ferma i lavori per il sottopasso ferroviario a Racconigi</a>, il sindaco Valerio Oderda si rivolge in una lettera aperta ai cittadini che hanno presentato il ricorso. L&rsquo;opera, voluta da Rfi e il cui iter &egrave; cominciato nel 2018, &egrave; contestata da un comitato di residenti. Il ricorso di merito verr&agrave; discusso a marzo del prossimo anno. Di seguito la lettera firmata dal primo cittadino.</p>
<p>"Scrivo ai cittadini, rivolgendomi ai ricorrenti. Oggi devo comunicarvi una notizia che mi amareggia profondamente. L&rsquo;opera pi&ugrave; importante per la viabilit&agrave; di Racconigi, prevista da decenni (almeno&nbsp;cinquant&rsquo;anni), inserita in due Piani Regolatori, finanziata integralmente da Regione Piemonte&nbsp;e RFI e costruita attraverso anni di lavoro amministrativo, appaltata da RFI, con lavori avviati,&nbsp;oggi &egrave; ferma.</p>
<p>Il TAR ha disposto la sospensione cautelare dei lavori in attesa del giudizio di merito, previsto&nbsp;per marzo 2027. Un provvedimento che non mette in discussione la correttezza dell&rsquo;azione&nbsp;amministrativa del Comune, n&eacute; degli altri soggetti interessati, ma che produce un effetto&nbsp;gravissimo: bloccare un&rsquo;opera attesa da un&rsquo;intera comunit&agrave;. E a bloccarla non &egrave; stata la volont&agrave; dei cittadini di Racconigi. &Egrave; bastato il ricorso di un numero estremamente limitato di persone, nove residenti nella zona interessata, ricorso che, a mio giudizio, ha trovato anche sostegno e sponda in alcune forze politiche locali (con le quali alcuni ricorrenti si sono candidati alle scorse tornate elettorali). Il risultato &egrave; sotto gli occhi di tutti: un&rsquo;intera citt&agrave; costretta ad aspettare ancora, in ostaggio delle fantasie di pochi. Questa vicenda impone una riflessione.</p>
<p>Pu&ograve; davvero essere accettabile che il lavoro di anni, il progetto di una comunit&agrave; e investimenti pubblici di milioni di euro possano essere fermati dall&rsquo;iniziativa di pochissimi? Io credo di no.&nbsp;Eppure &egrave; ci&ograve; che sta accadendo. In questi mesi non ci siamo trovati di fronte a un solo ricorso, ma a una vera e propria offensiva amministrativa e giudiziaria. Personalmente sono destinatario di almeno tre denunce penali che sottolineano un&rsquo;acrimonia personale anzich&eacute; giuridica, tentando di minarmi nei pensieri e nella salute. &Egrave; stata chiesta alla Prefettura addirittura la valutazione dello scioglimento del Consiglio comunale e il commissariamento dell&rsquo;Ente.</p>
<p>Sono stati presentati numerosi ricorsi al TAR, e altri istituti, che non riguardano soltanto quest&rsquo;opera ma investono l&rsquo;attivit&agrave; quotidiana dell&rsquo;Amministrazione comunale, mettendo sotto pressione amministratori, tecnici e dipendenti che ogni giorno lavorano, con responsabilit&agrave;, per Racconigi. Questo non significa fare opposizione ad un&rsquo;opera. Questo significa impedire a un Comune di lavorare con serenit&agrave; per la realizzazione dei propri obiettivi.</p>
<p>La politica dovrebbe confrontarsi sulle idee, non utilizzare sistematicamente ogni strumento amministrativo e giudiziario per rallentare o bloccare l&rsquo;azione pubblica. Non si pu&ograve; utilizzare la giustizia come clava e la burocrazia come grimaldello per forzare ci&ograve; che i cittadini democraticamente hanno voluto. Noi continueremo a difendere, con assoluta serenit&agrave;, la correttezza del nostro operato, delle persone che operano con noi, perch&eacute; siamo convinti di avere agito nel rispetto della legge, con trasparenza e nell&rsquo;interesse esclusivo della citt&agrave;.</p>
<p>Siamo donne e uomini, possiamo anche commettere qualche errore perch&eacute; &egrave; pi&ugrave; difficile fare che controllare senza appello, ed &egrave; pi&ugrave; facile parlare, criticare, insultare che proporre. Ma una domanda deve porsela ogni cittadino. Chi sta pagando il prezzo di tutto questo? Non solo il Sindaco. Non solo la Giunta. Non solo l&rsquo;Amministrazione Comunale. Lo stanno pagando le famiglie, le imprese, chi ogni giorno attraversa quel passaggio a livello e chi aspettava finalmente un&rsquo;opera destinata a migliorare la sicurezza, la mobilit&agrave; e la qualit&agrave; della vita.</p>
<p>E ribadisco, in primis, la sicurezza che non &egrave; appaltabile a nessuno e alcuni se la dimenticano per semplici interessi personali o bisogno di visibilit&agrave;. A chi va a vantaggio una sospensione? Cui prodest? Il TAR conferma quanto gi&agrave; espresso dal Consiglio di Stato: conferma la regolarit&agrave; amministrativa della citt&agrave; di Racconigi e dell&rsquo;appalto nella sua totalit&agrave;; siamo fiduciosi che la giustizia prevalga anche nella sua espressione definitiva. Cari nove concittadini ricorrenti e accoliti: avete perso voi, in primis. Io continuer&ograve; a metterci la faccia, noi continueremo a metterci la faccia e continueremo a difendere il diritto dei racconigesi, senza colore politico, senza se e senza ma, di vedere realizzate opere pubbliche fondamentali; lo dimostra l&rsquo;azione messa in atto dalla nostra Amministrazione negli ultimi nove anni.</p>
<p>Confidiamo che l&rsquo;interesse generale non venga sacrificato per l&rsquo;iniziativa ingiustificata di pochi".</p>
<p><strong>Valerio Oderda</strong><br><strong>Sindaco di Racconigi</strong></p>]]></description><pubDate>Fri, 24 Jul 2026 13:32:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[False recensioni, Confcommercio e Associazione Albergatori: "Basta anonimato, ore le prove fiscali"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/false-recensioni-confcommercio-e-associazione-albergatori-basta-anonimato-ore-le-prove-fiscali_124669.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/false-recensioni-confcommercio-e-associazione-albergatori-basta-anonimato-ore-le-prove-fiscali_124669.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124669/154325.jpg" title="Danilo Rinaudo, presidente Confcommercio di Cuneo" alt="Danilo Rinaudo, presidente Confcommercio di Cuneo" /><br /><p style="text-align: justify;">Quello delle false recensioni online &egrave; un tema delicato, soprattutto per il settore del turismo e della ristorazione. Servono tutele pi&ugrave; efficaci, ma anche lo stop definitivo all'anonimato e la prova fiscale obbligatoria per chi valuta hotel e ristoranti. &Egrave; questa la posizione di Confcommercio e dell'Associazione Albergatori della Provincia di Cuneo, nell'ambito della consultazione sulle nuove linee guida promossa dall'Antitrust.</p>
<p style="text-align: justify;">Confcommercio Provincia di Cuneo con l'Associazione Albergatori Esercenti e Operatori Turistici della Provincia di Cuneo torna sull&rsquo;argomento delle false recensioni per ribadire il sostegno alla posizione espressa in argomento da FIPE, Federalberghi, FIAVET, FTO e Assoturismo-Confesercenti nell'ambito della consultazione pubblica avviata dall'Autorit&agrave; Garante della Concorrenza e del Mercato sulle nuove Linee Guida in materia di recensioni online.<br><br>"&Egrave; positivo che finalmente si affronti con decisione un tema che da anni penalizza le imprese turistiche italiane. Tuttavia, se si vuole davvero porre fine al fenomeno delle false recensioni, occorre avere il coraggio di introdurre strumenti molto pi&ugrave; efficaci e stringenti", dichiara il presidente dell'Associazione Albergatori ed Esercenti Turistici della Provincia di Cuneo, Giorgio Chiesa. Per il mondo Confcommercio, tuttavia, esistono due misure imprescindibili, senza le quali qualsiasi riforma rischia di essere insufficiente. La prima riguarda l'identificazione obbligatoria del recensore. Chi si iscrive a una piattaforma che consente di pubblicare recensioni deve essere identificato, l'anonimato non pu&ograve; pi&ugrave; rappresentare uno scudo dietro il quale nascondere comportamenti scorretti, campagne denigratorie o recensioni costruite ad arte.<br><br>Chi esprime un giudizio pubblico che pu&ograve; incidere sulla reputazione e sul fatturato di un'impresa deve assumersene pienamente la responsabilit&agrave;. La seconda riguarda la certezza che il servizio sia stato realmente fruito. Ogni recensione dovrebbe poter essere pubblicata soltanto dopo la verifica di un documento fiscale &ndash; scontrino, ricevuta o fattura &ndash; che attesti l'effettivo acquisto del servizio recensito. &Egrave; una garanzia di trasparenza tanto per gli operatori quanto per i consumatori e rappresenta l'unico sistema realmente oggettivo per certificare che chi scrive abbia vissuto l'esperienza che racconta. "Non possiamo pi&ugrave; accettare che il destino di un albergo, di un ristorante o di qualsiasi impresa turistica possa essere condizionato da profili anonimi o da persone che quel servizio non lo hanno mai utilizzato! Una recensione falsa pu&ograve; arrecare danni economici enormi, alterare la concorrenza e ingannare i consumatori. &Egrave; un problema che va affrontato alla radice".<br><br>&nbsp;Dichiara il presidente Confcommercio Provincia di Cuneo, Danilo Rinaudo. La richiesta corale degli organismi rappresentativi del settore volta a Governo e Autorit&agrave; Garante &egrave; di cogliere questa occasione per introdurre norme realmente efficaci, fondate su due principi semplici ma irrinunciabili: identit&agrave; certa di chi recensisce ed effettiva dimostrazione di aver usufruito del servizio. "Solo cos&igrave; &ndash; conclude Rinaudo &ndash; sar&agrave; possibile costruire un sistema di recensioni credibile, trasparente e realmente utile ai consumatori, restituendo alle imprese quella tutela che oggi troppo spesso viene sacrificata a favore di meccanismi facilmente aggirabili. &Egrave; il momento di passare dalle dichiarazioni di principio a regole che garantiscano responsabilit&agrave;, veridicit&agrave; e correttezza".</p>]]></description><pubDate>Fri, 24 Jul 2026 13:10:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Rinnovo del CCNL Funzioni Locali 2025-2027: "Un primo passo importante per ridurre il divario salariale"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/rinnovo-del-ccnl-funzioni-locali-2025-2027-un-primo-passo-importante-per-ridurre-il-divario-salariale_124667.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/rinnovo-del-ccnl-funzioni-locali-2025-2027-un-primo-passo-importante-per-ridurre-il-divario-salariale_124667.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124667/154323.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Firmata la pre-intesa per il rinnovo del <strong>CCNL Funzioni Locali 2025-2027</strong>. Si tratta di una novit&agrave; importante per i tanti dipendenti della Granda: si va verso la riduzione del divario retributivo che da diverso tempo penalizza gli Enti Locali. Riceviamo e pubblichiamo la nota di soddisfazione della Segreteria Provinciale FP CGIL Cuneo.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La sottoscrizione della pre-intesa per il rinnovo del CCNL Funzioni Locali 2025-2027 rappresenta un risultato importante ottenuto grazie alla determinazione della <strong>FP CGIL</strong> e alla mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto. A dichiararlo &egrave; <strong>Gaspare Palermo</strong>, componente della Segreteria Provinciale FP CGIL Cuneo. "Con questo rinnovo si compie un primo passo concreto verso la riduzione del divario retributivo che da troppo tempo penalizza il personale degli Enti Locali rispetto agli altri comparti della Pubblica Amministrazione. Per la prima volta viene previsto un finanziamento statale destinato ad aumentare l'indennit&agrave; di comparto, una battaglia che la <strong>FP CGIL</strong> porta avanti da anni. Le risorse sono ancora insufficienti, ma rappresentano un cambio di paradigma che dovr&agrave; essere rafforzato gi&agrave; con la prossima Legge di Bilancio".<br><br>Secondo Palermo, il contratto contiene anche importanti novit&agrave; normative che qualificano il lavoro pubblico locale. "Gli aumenti economici risultano superiori all'inflazione e viene introdotta una clausola di salvaguardia per tutelare il potere d'acquisto qualora il costo della vita dovesse crescere oltre le previsioni. &Egrave; un elemento di grande valore che guarda finalmente alla tutela reale dei salari". Tra le principali innovazioni evidenziate dalla <strong>FP CGIL</strong> figurano: incrementi economici che, a regime, arrivano fino a oltre 140 euro mensili medi; rafforzamento dell'indennit&agrave; di comparto finanziata anche con risorse statali; equiparazione delle ferie dei neoassunti a quelle del restante personale; maggiore tutela delle persone con disabilit&agrave;; regolamentazione dell'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale nei luoghi di lavoro; rafforzamento delle relazioni sindacali; maggiore attenzione alla formazione continua, ai diritti, alla trasparenza salariale e alla parit&agrave; retributiva tra donne e uomini; incremento dei trattamenti di trasferta e impegno ad affrontare le problematiche dei profili educativi e ad esaurimento.<br><br>Per la provincia di <strong>Cuneo</strong>, queste novit&agrave; assumono un significato ancora pi&ugrave; rilevante. "Il nostro &egrave; il territorio provinciale pi&ugrave; esteso del Piemonte e uno dei pi&ugrave; vasti d'Italia. Comprende oltre 250 Enti, moltissimi dei quali di piccole e piccolissime dimensioni, spesso situati in aree montane e caratterizzati da una cronica difficolt&agrave; nel reperire e trattenere personale qualificato. Gli addetti degli Enti Locali della provincia sono alcune migliaia e garantiscono quotidianamente servizi essenziali ai cittadini, nonostante carichi di lavoro sempre pi&ugrave; gravosi e organici ridotti".<br><br>Palermo rilancia inoltre le parole del Segretario Generale nazionale della <strong>FP CGIL</strong>, Federico Bozzanca, condividendo la necessit&agrave; di proseguire il percorso avviato. "La competizione tra amministrazioni pubbliche &egrave; ormai evidente: molti dipendenti degli Enti Locali scelgono di trasferirsi verso amministrazioni meglio retribuite o di abbandonare definitivamente il pubblico impiego. Per questo occorre aumentare significativamente il Fondo statale destinato a ridurre il gap salariale. Investire nei lavoratori degli Enti Locali significa garantire servizi pubblici di qualit&agrave;, sostenere i territori e rendere pi&ugrave; attrattive amministrazioni fondamentali per la vita delle nostre comunit&agrave;. E' necessario che le risorse vengano consolidate, incrementate e riconosciute per tutti gli Enti Locali, pesantemente colpiti in questi anni da continui tagli e che devono trovare le risorse da i loro bilanci, sempre pi&ugrave; risicati".<br><br>La <strong>FP CGIL Cuneo</strong> conferma il proprio impegno nelle assemblee con le lavoratrici e i lavoratori per illustrare i contenuti della preintesa e raccogliere le valutazioni della categoria. "Questo contratto rappresenta un punto di partenza e non di arrivo. Continueremo a chiedere maggiori investimenti sul lavoro pubblico locale affinch&eacute; chi opera ogni giorno nei Comuni, nelle Unioni Montane, nelle Province, Consorzi, Camere di Commercio e negli altri Enti Locali possa vedere finalmente riconosciuto il valore del proprio lavoro con retribuzioni dignitose e condizioni sempre migliori".</p>]]></description><pubDate>Fri, 24 Jul 2026 12:45:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Sanità, Bergesio: “Con la Legge di bilancio 280mila euro alle quattro Fondazioni ospedaliere cuneesi”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-bergesio-con-la-legge-di-bilancio-280mila-euro-alle-quattro-fondazioni-ospedaliere-cuneesi_124656.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-bergesio-con-la-legge-di-bilancio-280mila-euro-alle-quattro-fondazioni-ospedaliere-cuneesi_124656.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124656/154298.jpg" title="" alt="" /><br /><p><em>&ldquo;Garantire risorse certe a chi ogni giorno sostiene la salute dei nostri cittadini non &egrave; solo un dovere istituzionale, ma &egrave; stata una scelta prioritaria per la quale mi sono battuto in prima persona. L'assegnazione di 280mila euro nell'ambito della Legge di bilancio alle quattro Fondazioni ospedaliere cuneesi rappresenta un segnale fondamentale di attenzione verso la provincia di Cuneo e un riconoscimento concreto a chi opera con dedizione nel nostro sistema sociosanitario&rdquo;.<br><br></em>Lo dichiara in una nota il Senatore della Lega Giorgio Maria Bergesio, commentando il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze, emesso di concerto con i Ministeri competenti, che d&agrave; attuazione alle misure territoriali della Legge di bilancio.<br><br>Nello specifico, per il territorio della Granda, lo stanziamento deliberato ammonta a 280.000 euro, ripartiti equamente (70.000 euro ciascuna) per il funzionamento e lo svolgimento delle attivit&agrave; delle 4 Fondazioni cuneesi: Fondazione Ospedale Cuneo ONLUS, Fondazione Nuovo Ospedale Alba-Bra ONLUS, Fondazione Ospedale SSF &ndash; Saluzzo Savigliano Fossano, Fondazione Ospedali Mondov&igrave; e Ceva.<br>Le risorse saranno disponibili a partire dal 2027.<br><br><em>&ldquo;Con la Lega, abbiamo voluto fortemente questa misura</em>&nbsp;&ndash; prosegue il parlamentare cuneese &ndash;&nbsp;<em>perch&eacute; le Fondazioni ospedaliere svolgono un ruolo di sussidiariet&agrave; strategico ed insostituibile. Sono l'anello di congiunzione fondamentale tra il sistema sanitario pubblico, i lavoratori della salute e la comunit&agrave;. Supportano i presidi nell'acquisto di macchinari all'avanguardia, nella ricerca, nell'accoglienza e nel continuo miglioramento dei servizi per i pazienti e le loro famiglie. Garantire un sostegno finanziario diretto di 70.000 euro a ciascuna di queste realt&agrave; significa dare ossigeno e forza a tutti gli operatori, ai volontari e ai professionisti che si spendono quotidianamente per la salute pubblica, traducendosi in una migliore qualit&agrave; di cura e assistenza per tutta la Granda&rdquo;.<br></em><br><em>&ldquo;I fatti vincono sulle parole: &egrave; una scelta di visione e di vicinanza reale al territorio. Grazie al lavoro costante della Lega in Parlamento ed al confronto continuo con il Governo, le reali esigenze della nostra comunit&agrave; si trasformano in risorse certe e disponibili. Continuer&ograve; a monitorare personalmente l'iter di erogazione affinch&eacute; questi fondi diventino nel prossimo anno al nuove dotazioni, servizi e progetti operativi per la nostra sanit&agrave;&rdquo;</em>, conclude il Senatore Bergesio.</p>]]></description><pubDate>Fri, 24 Jul 2026 11:16:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Sicurezza nei locali e negli eventi pubblici, il Prefetto: "Ancora troppe leggerezze"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sicurezza-nei-locali-e-negli-eventi-pubblici-il-prefetto-ancora-troppe-leggerezze_124652.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sicurezza-nei-locali-e-negli-eventi-pubblici-il-prefetto-ancora-troppe-leggerezze_124652.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124652/154291.jpg" title="Il prefetto di Cuneo Mariano Savastano" alt="Il prefetto di Cuneo Mariano Savastano" /><br /><p>Una "lettera aperta" sul tema della sicurezza negli esercizi pubblici, nelle discoteche e nella manifestazioni pubbliche. A firmarla il Prefetto di Cuneo Mariano Savastano. "A mio parere continuano a verificarsi troppe leggerezze, atteggiamenti superficiali, se non comportamenti in aperta violazione di ogni elementare norma di buon senso prima ancora che di legge", si legge nella lettera.</p>
<p>Savastano si rivolge agli organi di informazione chiedendo aiuto nel "far capire che ben si pu&ograve; divertirsi, fare festa, organizzare eventi coniugandoli, per&ograve;, con una buona organizzazione e con misure di safety e security ben calibrate e proporzionate all'evento, che &egrave; sempre unico e come tale va pensato, valutato e gestito".</p>
<p>Di seguito il testo completo della lettera del Prefetto.</p>
<p>"Continuo a leggere dichiarazioni provenienti da pi&ugrave; parti (politici, amministratori locali, rappresentanti delle pro-loco, imprenditori, ecc...) che, in modo talvolta sarcastico, lamentano la progressiva cancellazione degli eventi locali a causa di adempimenti burocratici sempre pi&ugrave; asfissianti perch&eacute; tra autorizzazioni, piani di sicurezza, tecnici, responsabilit&agrave; penali, costi e adempimenti, oggi organizzazione di un evento si sarebbe trasformato in un percorso ad ostacoli che scoraggia anche le comunit&agrave; pi&ugrave; tenaci.</p>
<p>Mi permetto di fare alcune osservazioni in merito.</p>
<p>I tragici fatti occorsi la notte di Capodanno nella piccola localit&agrave; turistica svizzera di Crans-Montana hanno riacceso i riflettori su quelli che sono da sempre i profili di safety e di security da adottare, in occasione di pubbliche manifestazioni ed eventi di pubblico spettacolo, al fine di tutelare la pubblica incolumit&agrave; sia degli avventori che dei lavoratori.</p>
<p>Negli incontri di informazione e formazione da me promossi, nel mese di febbraio, presso il Centro Incontri della Provincia - aventi come focus 'La sicurezza nell'organizzazione dei pubblici eventi e delle pubbliche manifestazioni' che hanno registrato un tutto esaurito (per un totale di circa 800 persone) e che hanno visto la partecipazione di Sindaci, Presidenti delle Proloco, Rappresentanti delle Associazioni di categoria, Responsabili degli Uffici Tecnici, Comandanti delle Polizie Locali e Ordini Professionali - si &egrave; avuto modo di approfondire ed analizzare, insieme ad esperti del settore, come gli adempimenti richiesti devono essere sempre calibrati, cio&egrave; proporzionati in relazione all'evento che si intende organizzare.</p>
<p>Le disposizioni normative in vigore prevedono, infatti, livelli di rischio basso, medio o alto, determinati da parametri precisi, come il numero di partecipanti, il luogo e la tipologia della manifestazione.</p>
<p>Per quanto riguarda, per esempio, il Piano Sanitario, l'algoritmo di Maurer &egrave; null'altro che una formula matematica che consente di quantificare il rischio totale dell'evento al fine di disporre di risorse adeguate a fronteggiarlo (numero di ambulanze necessarie, numero di squadre/operatori sanitari appiedati).</p>
<p>Analoga valutazione viene effettuata per l'individuazione del numero degli addetti antincendio e addetti alla sicurezza (ai servizi di controllo all'ingresso, con compiti di instradamento, di informazione e di ausilio al momento di deflusso) laddove, per esempio, viene richiesto un operatore ogni 250 persone.</p>
<p>Nessuna manifestazione &egrave; a rischio zero, non esistono eventi piccoli o grandi ma solo eventi con livelli diversi di rischio. Ogni manifestazione &egrave; unica e va analizzata nel concreto, tenendo conto dei relativi parametri organizzativi: tipologia, numero di partecipanti, luogo e caratteristiche del pubblico previsto, modalit&agrave; di gestione dei flussi, ecc. ed &egrave; proprio da questa analisi e valutazione che o il Prefetto o il Sindaco sono tenuti ad effettuare, derivano misure proporzionate al caso specifico in esame e non standardizzate.</p>
<p>Vorrei ribadire che costruire sicurezza non &egrave; fare burocrazia, non &egrave; compilare un modulo o inviare una segnalazione priva dei necessari approfondimenti, perch&eacute; &egrave; soltanto da questi ultimi che si possono determinare proporzionate misure organizzative.</p>
<p>Tutto ci&ograve; &egrave; cultura della responsabilit&agrave;, &egrave; cultura della prevenzione e della sicurezza.</p>
<p>La burocrazia, quella buona, non &egrave; un fine ma uno strumento, serve a impedire che eventi di divertimento possano degenerare e creare situazioni di pericolo o, peggio, di danno.</p>
<p>Nel corso degli incontri formativi effettuati lo scorso mese di febbraio ho fatto a me stesso e ho rivolto ai presenti la medesima domanda: chi di noi comprerebbe, soltanto per risparmiare, un'automobile del valore di 65 mila euro scontata a 40 mila euro, senza l'impianto frenante? I 25 mila euro che risparmio possono giustificare il rischio che assumo?</p>
<p>La sicurezza (intesa come safety e come security) non &egrave; una spesa inutile, non &egrave; un costo o un orpello, ma un vero e proprio investimento e il presupposto fondamentale affinch&eacute; feste, sagre e concerti si possano svolgere in piena serenit&agrave;.</p>
<p>La provincia di Cuneo non &egrave; un'isola felice: nell'ambito dei controlli da me disposti ed effettuati dalle Forze di Polizia, Vigili del Fuoco, ASL e Ispettorato del Lavoro nel corso del primo trimestre del 2026, &egrave; emerso come nel settore del pubblico spettacolo - ricomprendente anche le serate 'danzanti' che si svolgono presso bar e lounge bar alla moda - molte sono state le violazioni poste in essere dagli Organizzatori, dai Gestori e dai Titolari di pubblici esercizi. I controlli hanno evidenziato violazioni, alcune molto gravi, quali la presenza di addetti non formati, uscite di sicurezza chiuse ed in un caso, in una nota discoteca-lounge bar l'Arma dei Carabinieri e la Polizia Locale hanno contestato la presenza di un numero di avventori doppio rispetto a quelli autorizzati (542 in luogo dei 300). &Egrave; questa la sicurezza che vogliamo?</p>
<p>Ogni qualvolta lo scrivente ha, in sede di Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, analizzato la documentazione presentata dagli organizzatori, non ha mai richiesto piani di sicurezza sproporzionati, le misure adottate sono sempre state proporzionate al rischio presente: non si chiede la stessa cosa per una piccola festa o per un grande concerto. Mi chiedo: ci sono stati eventi per i quali il Sindaco o altre Autorit&agrave; e/o altre Istituzioni hanno preteso misure inutili e sproporzionate all'evento programmato?</p>
<p>Lascio queste mie considerazioni a periodo estivo appena iniziato, stagione tipica di sagre, fiere e divertimenti vari, nella speranza che i tragici eventi, nazionali ed internazionali, siano da monito per evitare che momenti di spensieratezza si trasformino in eventi tragici su cui polemizzare.</p>
<p>'Divertiamoci in sicurezza' deve essere la regola a cui tutti gli attori coinvolti nell'organizzare manifestazioni, feste ed eventi di pubblico spettacolo, devono ispirarsi".</p>
<p><strong>Il Prefetto di Cuneo Mariano Savastano</strong></p>]]></description><pubDate>Fri, 24 Jul 2026 10:16:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Variante di Demonte, Cirio e Gabusi: "Passaggio decisivo verso la realizzazione dell'opera"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/variante-di-demonte-cirio-e-gabusi-passaggio-decisivo-verso-la-realizzazione-dell-opera_124628.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/variante-di-demonte-cirio-e-gabusi-passaggio-decisivo-verso-la-realizzazione-dell-opera_124628.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124628/154258.jpg" title="Alberto Cirio e Marco Gabusi" alt="Alberto Cirio e Marco Gabusi" /><br /><p>"La pubblicazione della gara d'appalto per la variante di Demonte da parte di Anas rappresenta un passaggio decisivo verso la realizzazione di un'opera attesa da anni e strategica per la Valle Stura e per l'intero Piemonte. Si tratta di un'infrastruttura fondamentale per migliorare la sicurezza della viabilit&agrave;, alleggerire il traffico pesante che attraversa il centro abitato di Demonte e garantire collegamenti pi&ugrave; efficienti". Lo dichiarano in una nota il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l'assessore ai Trasporti Marco Gabusi, dopo la <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/anas-ha-pubblicato-il-bando-per-la-realizzazione-della-variante-di-demonte_124615.html" target="_blank" rel="follow">notizia diffusa nel pomeriggio di oggi</a> che avvicina l'avvio dei lavori per la circonvallazione di Demonte, atteso entro giugno del prossimo anno.</p>
<p>"Un ringraziamento particolare va al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al commissario straordinario Luca Bernardini e ai parlamentari piemontesi che hanno condiviso con noi il percorso che ha portato alla sua nomina. Oggi dimostra quanto quella decisione sia stata giusta: in pochi mesi il commissario &egrave; riuscito a imprimere un'accelerazione decisiva al progetto, consentendo di sbloccare un'opera ferma da troppo tempo e di arrivare alla pubblicazione della gara. Continueremo a seguire con la massima attenzione le prossime fasi, affinch&eacute; l'iter proceda nei tempi previsti e si possa arrivare rapidamente all'apertura del cantiere, dando finalmente una risposta concreta ai cittadini, alle imprese e a tutto il territorio".</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Thu, 23 Jul 2026 21:18:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item></channel></rss>
