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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/attualita/rss2.0.xml?page=643rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le notizie di Attualità che la provincia di Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Tue, 28 Jul 2026 19:27:34 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/]]></link></image><item><title><![CDATA[Fondo montagna, Marro (AVS): "Il milione tagliato torni al suo posto"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fondo-montagna-marro-avs-il-milione-tagliato-torni-al-suo-posto_124837.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fondo-montagna-marro-avs-il-milione-tagliato-torni-al-suo-posto_124837.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124837/154601.jpg" title="Giulia Marro" alt="Giulia Marro" /><br /><p>Nel question time presentato in Consiglio regionale, la consigliera Giulia Marro ha chiesto alla Giunta di ripristinare integralmente lo stanziamento iniziale di 10 milioni e 383 mila euro destinato al Fondo regionale per la montagna, ridotto di un milione nel corso del 2026.&nbsp;Il Fondo &egrave; il principale strumento regionale a sostegno delle Unioni montane e finanzia personale, capacit&agrave; progettuale, servizi, manutenzione e presidio dei territori.</p>
<p>"La Giunta ha risposto che il milione tagliato quest&rsquo;anno verr&agrave; spostato sul 2027 e accompagnato da un ulteriore milione, assicurando che l&rsquo;operativit&agrave; delle Unioni montane e del personale sar&agrave; comunque garantita", dichiara Marro.</p>
<p>"Prendiamo atto dell&rsquo;impegno, ma alle promesse di questa Giunta abbiamo imparato a non affidarci senza verifiche. Vigileremo perch&eacute; le somme annunciate vengano davvero stanziate e perch&eacute; il rinvio non comprometta la programmazione degli enti. Nel frattempo presenter&ograve; un emendamento alla variazione di bilancio, in discussione in questi giorni, per rimettere gi&agrave; nel 2026 quel milione al suo posto.&nbsp;Resta infatti una questione politica molto chiara. Questa Giunta sembra guardare troppo spesso alla montagna o come a un parco giochi sul quale seminare neve artificiale, destinando decine di milioni al sistema sciistico, oppure come a una riserva dalla quale estrarre acqua, energia e altre risorse, direttamente o attraverso concessioni sulle quali guadagnano in molti.&nbsp;Eppure, mentre si trovano fondi per il sistema neve, non si interviene in modo strutturale sui canoni per l&rsquo;imbottigliamento delle acque minerali e si riducono le risorse destinate proprio ai territori dai quali quell&rsquo;acqua viene prelevata.&nbsp;Noi abbiamo un&rsquo;idea diversa. La montagna &egrave; prima di tutto un luogo abitato: servono servizi, trasporti, sanit&agrave;, scuole, manutenzione, prevenzione del dissesto, lavoro e opportunit&agrave; per chi sceglie di restare o di tornare.&nbsp;Non pu&ograve; essere valorizzata soltanto quando produce profitto per qualcuno. Deve essere sostenuta ogni giorno, attraverso risorse certe e una politica capace di riconoscere il valore delle comunit&agrave; che la tengono viva.&nbsp;Se il milione &egrave; necessario nel 2027, lo &egrave; anche oggi. Per questo chiediamo che venga ripristinato subito".</p>]]></description><pubDate>Tue, 28 Jul 2026 17:13:00 +0200</pubDate><dc:creator> </dc:creator><author><name> </name></author></item><item><title><![CDATA["La siccità odierna non è un problema legato soltanto al cambiamento climatico"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-siccita-odierna-non-e-un-problema-legato-soltanto-al-cambiamento-climatico_124833.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-siccita-odierna-non-e-un-problema-legato-soltanto-al-cambiamento-climatico_124833.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124833/154592.jpg" title="" alt="" /><br /><div>Riceviamo e pubblichiamo le riflessioni di Simone Aime, ricercatore e scrittore, Paolo Chiarenza, ex consigliere provinciale, e Guido Giordana, sindaco di Valdieri, sul tema degli invasi.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>"Egregio direttore,</div>
<div>negli anni Ottanta ci volevano i compianti&nbsp; ing. Salvatore Selleri e il sen. Natale Carlotto per istruire e sollecitare autorevolmente la costruzione&nbsp; di grandi invasi per raccogliere acqua di cui sono ricche le nostre montagne. Infatti, era stato calcolato un patrimonio di oltre un miliardo di metri cubi di acqua, in parte inutilizzata, di fronte ad un fabbisogno per l&rsquo;intera provincia di Cuneo di circa 200 milioni di metri cubi. Studi, progetti e idee di isolati studiosi e uomini politici lungimiranti sono rimasti da quel tempo sulla carta, e sono depositati in qualche scaffale della Provincia, della Regione e del Ministero delle Infrastrutture. Parte di questi hanno&nbsp; ottenuto anche finanziamenti.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La siccit&agrave; odierna non &egrave; un problema legato soltanto al cambiamento climatico; &egrave; la conseguenza di una colpevole mancata politica di costruzione di dighe, derivazioni, adduzioni e acquedotti. L&rsquo;unica opera avviata in questi anni, fra varie tribolazioni, &egrave; Serra degli Ulivi, fra Pianfei, Chiusa Pesio e Villanova Mondov&igrave; (10 milioni di litri d&rsquo;acqua, costo previsto 230 milioni di euro).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Finalmente oggi non sono pi&ugrave; soltanto voci isolate quelle che affermano l&rsquo;esigenza di costruire grandi invasi&nbsp; per l&rsquo;uso plurimo dell&rsquo;acqua e l&rsquo;avveduta regimentazione dell&rsquo;acqua piovana e dei fiumi. I ventilati piccoli invasi non soddisfano le necessit&agrave; e sono nell&rsquo;insieme insostenibili economicamente. Perci&ograve;&nbsp; vale la pena ricordare quando lo Stura parlava al futuro. Il progetto della diga di Moiola (160 milioni di metri cubi di acqua invasata)&nbsp; era un progetto &ldquo;antico&rdquo; per la sete di oggi.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Nel 1974 la Giunta regionale del Piemonte approv&ograve; un contributo di 250 milioni di lire destinato all&rsquo;Amministrazione provinciale di Cuneo. Non era una cifra casuale, ma la somma necessaria per avviare una nuova fase di studi e progettazioni legati ad un&rsquo;opera che da decenni aleggiava come una possibilit&agrave; strategica per la valle: lo sbarramento dello Stura di Demonte nei pressi di Moiola. L&rsquo;idea di creare un grande serbatoio artificiale sullo Stura non era nuova per garantire risorse idriche aggiuntive&nbsp; per l&rsquo;irrigazione, sostenendo un&rsquo;agricoltura che rappresentava una parte vitale&nbsp; dell&rsquo;economia cuneese.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Negli anni 1970 la Provincia e&nbsp; la Camera di Commercio costituirono un comitato tecnico che si immerse nella complessit&agrave; del progetto, conducendo indagini geotecniche , geologiche e idrologiche. Il lavoro fu lungo, articolato, ma alla fine port&ograve; ad un risultato chiaro: la costruzione del serbatoio era possibile. Sulla base di quelle analisi preliminari venne redatta una perizia completa, che includeva rilievi topografici, studi geognostici e prove geotecniche. Ed &egrave; proprio qui che nasce la riflessione pi&ugrave; attuale. Allora si parlava di irrigazione e sostegno alla agricoltura; oggi, invece, la parola che domina tutto &egrave; siccit&agrave;. Le stagioni sono diventate pi&ugrave; imprevedibili, i fiumi pi&ugrave; fragili, le riserve idriche pi&ugrave; esposte. E proprio per questo, guardando a quei progetti, a quelle analisi tecniche, si capisce quanto sia necessario &ndash; forse improcrastinabile &ndash; tornare a pensare a opere capaci di garantire acqua a sufficienza, sicurezza e continuit&agrave;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ringraziando per la pubblicazione, distintamente".</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Simone Aime (ricercatore, scrittore Bernezzo)</strong><br><strong>Paolo Chiarenza (ex consigliere provinciale)</strong><br><strong>Guido Giordana (sindaco di Valdieri)</strong></div>]]></description><pubDate>Tue, 28 Jul 2026 16:40:00 +0200</pubDate><dc:creator> </dc:creator><author><name> </name></author></item><item><title><![CDATA[Il sistema imprenditoriale piemontese frena a causa dell’incertezza dei mercati]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-sistema-imprenditoriale-piemontese-frena-a-causa-dellincertezza-dei-mercati_124829.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-sistema-imprenditoriale-piemontese-frena-a-causa-dellincertezza-dei-mercati_124829.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124829/154580.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nel periodo compreso tra aprile e giugno 2026, la crescita del tessuto imprenditoriale piemontese ha mantenuto un ritmo particolarmente moderato. Il bilancio del secondo trimestre si &egrave; infatti chiuso con un incremento di entit&agrave; limitata, confermando come il sistema economico regionale, pur mostrando una sostanziale tenuta e alcuni segnali incoraggianti, continui a incontrare difficolt&agrave; nel sostenere un percorso di sviluppo stabile e dinamico.</p>
<p>Questo andamento rispecchia un contesto economico generale ancora caratterizzato da estrema cautela: l'incertezza sui mercati internazionali, la pressione sui costi e il costante e progressivo riassestamento dei tassi di interesse continuano a frenare lo slancio d'impresa. Se da un lato il tasso di mortalit&agrave; aziendale non mostra impennate drammatiche &mdash; confermando la resilienza delle realt&agrave; gi&agrave; strutturate &mdash;, dall'altro l'attrattivit&agrave; e la spinta a creare nuova impresa procedono a passo ridotto, lasciando la regione in una fase di sostanziale stabilit&agrave; dinamica.</p>
<p>Dall&rsquo;analisi puntuale dei dati emerge, infatti, come nel periodo aprile-giugno 2026, siano nate in Piemonte 5.708 imprese, 41 aziende in pi&ugrave; rispetto al II trimestre 2025. Le cessazioni (valutate al netto delle cancellazioni d&rsquo;ufficio) si sono attestate a 3.836, 54 in pi&ugrave; rispetto alle 3.782 del II trimestre 2025. Il saldo &egrave; risultato comunque positivo per 1.872 unit&agrave;, portando lo stock complessivo delle realt&agrave; imprenditoriali iscritte presso le Camere di commercio piemontesi a quota 416.694.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124829/small_154581.jpg" loading="lazy"></p>
<p>&ldquo;Il secondo trimestre dell&rsquo;anno conferma la tenuta del tessuto imprenditoriale piemontese che, pur in un contesto globale incerto, dimostra una solida capacit&agrave; di resistenza, trainato dalla vitalit&agrave; dei servizi e dalle strutture societarie pi&ugrave; solide. Tuttavia, la cautela che frena la nascita di nuove aziende ci indica che occorre una scossa di fiducia: per agganciare una ripresa decisa dobbiamo accelerare sugli investimenti strategici per la transizione digitale ed ecologica. Come Unioncamere Piemonte lavoriamo in stretta sinergia con le istituzioni territoriali e nazionali affinch&eacute; si mettano a terra politiche concrete, capaci di restituire slancio alla competitivit&agrave; del territorio e incentivare chi vuole fare impresa&rdquo; commenta Gian Paolo Coscia, presidente Unioncamere Piemonte.</p>
<p>La dinamica complessiva regionale evidenzia un tasso di crescita dello 0,45%. Tale performance, seppur inferiore alla media nazionale (+0,56%), mostra un consolidamento progressivo se confrontata con i corrispondenti trimestri del 2025 (+0,45%) e del 2024 (+0,37%).</p>
<p>L'analisi per forma giuridica mostra un quadro a due velocit&agrave;: mentre le forme societarie pi&ugrave; strutturate continuano a fare da traino con ritmi di crescita sostenuti, la base ben pi&ugrave; ampia delle imprese individuali registra un'espansione pi&ugrave; contenuta e inferiore alla media regionale, a fronte di una lieve flessione che interessa unicamente le societ&agrave; di persone.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124829/small_154582.jpg" loading="lazy"></p>
<p>Nel periodo aprile-giugno 2026 le societ&agrave; di capitale si confermano il segmento pi&ugrave; dinamico del tessuto imprenditoriale piemontese: mostrano infatti un tasso di crescita (+1,12%) nettamente superiore alla media regionale e aumentano la loro incidenza, arrivando a costituire il 23,1% del totale. Al contrario, le societ&agrave; di persone, che rappresentano il 19,4% del totale, sono l'unica forma a registrare una lieve contrazione (-0,05%). L'andamento delle imprese individuali &mdash; la categoria pi&ugrave; numerosa con una quota del 55,6% del totale &mdash; risulta positivo (+0,35%), ma con un'intensit&agrave; inferiore alla media regionale. Infine, le "altre forme", che costituiscono il restante 1,9%, evidenziano una crescita del +0,39%.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124829/small_154583.jpg" loading="lazy"></p>
<p>Nel II trimestre 2026, l'analisi settoriale mostra andamenti differenziati, il cui impatto sull'economia regionale varia in base al peso di ciascun comparto.</p>
<p>La spinta maggiore arriva dal settore degli Altri servizi, che non solo registra il tasso di crescita pi&ugrave; alto (+0,97%), ma essendo il comparto pi&ugrave; grande con il 34,2% del totale, traina in modo decisivo il risultato complessivo. Mostra una vivace dinamica anche il Turismo (+0,77%), che pesa per il 7,0% del totale, seguito dalle Costruzioni (+0,54%), con un'incidenza del 15,3%. Tutti e tre questi settori si posizionano al di sopra della media regionale.</p>
<p>Evidenzia invece uno sviluppo pi&ugrave; debole l'Industria in senso stretto, che rappresenta il 9,1% del totale e segna un incremento del +0,26%, mentre l'Agricoltura, che incide per il 10,9% sul totale delle imprese piemontesi, mostra una sostanziale stabilit&agrave; (+0,01%). Scivola infine in territorio negativo il Commercio, secondo settore per numero di imprese (19,2%), che registra una lieve contrazione dello 0,02%.</p>
<p>La modesta espansione del tessuto imprenditoriale regionale &egrave; il risultato di variazioni di lieve entit&agrave;, seppur positive, registrate in tutte le province.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124829/small_154584.jpg" loading="lazy"></p>
<p>A spingere la media piemontese sono principalmente Novara e Torino, le uniche due realt&agrave; a superare la soglia regionale: Novara registra il tasso di crescita pi&ugrave; alto dell'intera regione (+0,63% su un peso del 7,0%), mentre Torino la segue con un +0,52% e, dato l'enorme peso della provincia sul totale delle imprese (53,2%), fornisce il contributo quantitativamente pi&ugrave; significativo.</p>
<p>Tutte le altre province si attestano su tassi di crescita pi&ugrave; contenuti e inferiori alla media regionale. Tra queste, Cuneo, la seconda provincia per numero di imprese (15,4%), segna un incremento dello +0,40%. Dinamiche simili si riscontrano per Asti (che pesa per il 5,1% e cresce del +0,36%) e Vercelli (peso del 3,5% e aumento del +0,35%). Si posiziona nella fascia pi&ugrave; bassa Alessandria, terza provincia per incidenza (9,1%), con un +0,26%, seguita a breve distanza dal Verbano-Cusio-Ossola (peso del 2,9% e incremento del +0,25%). Chiude infine il quadro Biella (peso del 3,8%), che registra la variazione pi&ugrave; modesta dell'intera regione con un +0,16%.</p>]]></description><pubDate>Tue, 28 Jul 2026 15:53:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Roccavione apre le porte all'Oktoberfest, il Sindaco: "Disponibili a ospitare l'evento"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/roccavione-apre-le-porte-all-oktoberfest-il-sindaco-disponibili-a-ospitare-l-evento_124828.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/roccavione-apre-le-porte-all-oktoberfest-il-sindaco-disponibili-a-ospitare-l-evento_124828.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124828/154579.jpg" title="" alt="" /><br /><p>"&Egrave; davvero un peccato che quest&rsquo;anno non si svolga una manifestazione importante come l&rsquo;Oktoberfest&rdquo;. Lo dichiara in una nota il sindaco di Roccavione, Paolo Giraudo, dopo <a href="https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/nel-2026-l-oktoberfest-di-cuneo-non-si-fara_124792.html" target="_blank" rel="nofollow">l'annuncio dell'organizzazione dell'evento</a> arrivato nella mattinata di oggi. "Come accade per qualsiasi grande evento, pu&ograve; piacere oppure no, ma sarebbe difficile non riconoscere ci&ograve; che ha rappresentato in questi anni: un appuntamento di grandi dimensioni, capace di attirare e intrattenere un pubblico proveniente non soltanto da Cuneo e dalle vallate, ma anche dal resto della provincia e dalle regioni vicine&rdquo;.</p>
<p>Da qui la disponibilit&agrave; concreta manifestata dall&rsquo;amministrazione comunale di Roccavione.&nbsp;"Mi sono confrontato con il vicesindaco e tutta la mia amministrazione, e ci sentiamo di rivolgere una proposta molto chiara agli organizzatori: a Roccavione saremmo lieti di mettere a disposizione i nostri spazi per provare a realizzare l&rsquo;evento. Disponiamo di un palazzetto polivalente, la struttura conosciuta come ex bocciofila, che pu&ograve; ospitare senza problemi manifestazioni con circa 600 persone. Nelle immediate vicinanze sono inoltre presenti diverse aree nelle quali sarebbe possibile installare tecnostrutture e ampliare sensibilmente la capienza&rdquo;.</p>
<p>"Sappiamo che i tempi sono ormai stretti e che probabilmente sarebbe difficile riproporre gi&agrave; quest&rsquo;anno una manifestazione della stessa durata e con le stesse dimensioni dell&rsquo;Oktoberfest organizzato a Cuneo. Ma proprio per questo lanciamo un&rsquo;idea: perch&eacute; non valutare per il 2026 una versione pi&ugrave; concentrata, magari durante un fine settimana lungo oppure su quattro o cinque giornate? Sarebbe comunque un modo per non interrompere completamente la storia dell&rsquo;evento e per mantenere vivo l&rsquo;appuntamento con il pubblico&rdquo;.</p>
<p>Il Comune si dichiara pronto ad avviare immediatamente il confronto, naturalmente nel rispetto delle necessarie verifiche tecniche, organizzative e autorizzative. "Noi ci siamo, con i nostri spazi e con la volont&agrave; di collaborare. Se gli organizzatori dell&rsquo;Oktoberfest Cuneo vorranno contattarci, saremo felicissimi di incontrarli anche nei prossimi giorni, perch&eacute; sappiamo che il tempo stringe. Non vogliamo lanciare una provocazione destinata a rimanere sui giornali, ma mettere sul tavolo una disponibilit&agrave; reale&rdquo;.</p>
<p>"Manifestazioni come questa, piacciano oppure no, rappresentano un arricchimento per l&rsquo;intero territorio. Le amministrazioni dovrebbero lavorare per crearne e attrarne sempre di pi&ugrave;, collaborando con chi investe tempo, risorse e professionalit&agrave; nella loro organizzazione. Perderle e rimandare tutto all&rsquo;anno successivo non pu&ograve; essere considerato un risultato soddisfacente. Se Roccavione pu&ograve; contribuire a evitare che nel 2026 si spenga completamente questa esperienza, noi siamo pronti a fare la nostra parte&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 28 Jul 2026 15:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Piccole manifestazioni, il Consiglio comunale di Fossano dice di “sì” alla semplificazione delle procedure]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/fossanese/piccole-manifestazioni-il-consiglio-comunale-di-fossano-dice-di-si-alla-semplificazione-delle-procedure_124825.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/fossanese/piccole-manifestazioni-il-consiglio-comunale-di-fossano-dice-di-si-alla-semplificazione-delle-procedure_124825.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124825/154571.jpg" title="Gianfranco Dogliani e Matteo Blengino" alt="Gianfranco Dogliani e Matteo Blengino" /><br /><p>&ldquo;Le feste patronali, le sagre di paese, le cene in piazza, le camminate non competitive, gli eventi delle Pro Loco, dei circoli, delle parrocchie e delle numerose associazioni del territorio non rappresentano soltanto occasioni di svago. Sono luoghi di incontro, strumenti di coesione sociale e il segno pi&ugrave; autentico di una comunit&agrave; che continua a riconoscersi nelle proprie tradizioni&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>&Egrave; da questa consapevolezza che nasce l&rsquo;ordine del giorno presentato dal gruppo consiliare Fossano in Azione, capitanato dal consigliere Matteo Blengino, dedicato alla semplificazione delle procedure per l&rsquo;organizzazione di piccole manifestazioni, discusso nella seduta del Consiglio comunale del 27 luglio e approvato all&rsquo;unanimit&agrave;.</p>
<p>La proposta prende le mosse dalle richieste avanzate dalle ACLI Provinciali Cuneesi e da numerosi volontari impegnati nell&rsquo;organizzazione degli eventi locali, che hanno evidenziato come gli attuali adempimenti burocratici risultino spesso eccessivamente complessi e sproporzionati rispetto alla reale dimensione delle manifestazioni.</p>
<p>L&rsquo;obiettivo non &egrave; ridurre i livelli di sicurezza, ma introdurre criteri di proporzionalit&agrave;. Organizzare una festa patronale in una frazione, una cena all&rsquo;aperto o una piccola manifestazione sportiva richiede oggi procedure che, in molti casi, finiscono per essere assimilate a quelle previste per eventi di ben altra portata. Una situazione che rischia di scoraggiare proprio quel volontariato che costituisce la spina dorsale della vita sociale del territorio. La mozione evidenzia infatti come non possano essere applicate indistintamente le stesse regole a un grande concerto e a una semplice iniziativa di paese.</p>
<p>&ldquo;Le manifestazioni organizzate nei quartieri e nelle frazioni custodiscono una ricchezza che va oltre il singolo evento. Sono il frutto dell&rsquo;impegno gratuito di centinaia di volontari, mantengono vive tradizioni tramandate da generazioni e favoriscono l&rsquo;incontro tra persone di et&agrave;, esperienze e sensibilit&agrave; diverse. Dopo gli anni della pandemia, molte associazioni hanno dovuto ricostruire con fatica la propria capacit&agrave; organizzativa; rendere pi&ugrave; semplici gli adempimenti significa offrire loro un aiuto concreto per continuare a svolgere un ruolo fondamentale nella vita delle comunit&agrave;&rdquo;.</p>
<p>Con l&rsquo;approvazione dell&rsquo;ordine del giorno, il Consiglio comunale ha impegnato il Sindaco e la Giunta a sostenere, nei confronti della Regione Piemonte e, attraverso essa, del Parlamento, del Governo e della Prefettura, la necessit&agrave; di una revisione normativa che distingua gli obblighi amministrativi in base alla tipologia e alla dimensione degli eventi, mantenendo elevati standard di sicurezza e rafforzando il sostegno alle associazioni locali.</p>
<p>Il voto unanime assume un significato che va oltre il contenuto della proposta. Tutti i gruppi consiliari hanno riconosciuto il valore culturale, sociale e aggregativo delle piccole manifestazioni, condividendo la necessit&agrave; di tutelare un patrimonio costruito nel tempo grazie all&rsquo;impegno di migliaia di volontari. Un segnale importante di unit&agrave; istituzionale su un tema che riguarda l&rsquo;identit&agrave; stessa del territorio.</p>
<p>&ldquo;Le nostre feste di paese non sono semplici appuntamenti sul calendario &ndash; commenta il consigliere di Fossano in Azione, Matteo Blengino &ndash;. Sono il luogo in cui si costruiscono relazioni, si tramandano tradizioni e si rafforza il senso di appartenenza alla comunit&agrave;. Chi dedica il proprio tempo all&rsquo;organizzazione di questi eventi non chiede privilegi, ma regole proporzionate e sostenibili. L&rsquo;approvazione unanime del Consiglio comunale dimostra che su questo tema esiste una sensibilit&agrave; condivisa: sostenere il volontariato significa investire nel futuro delle nostre frazioni, delle associazioni e della vita comunitaria. Mi auguro che questo sia un primo passo affinch&eacute; le istituzioni competenti possano finalmente intervenire con una semplificazione concreta, senza rinunciare alla sicurezza ma restituendo fiducia e strumenti a chi ogni anno rende vive le nostre comunit&agrave;&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;In queste manifestazioni &ndash; aggiunge l&rsquo;assessore e coordinatore di Fossano in Azione, Gianfranco Dogliani &ndash; c&rsquo;&egrave; qualcosa che va oltre l&rsquo;organizzazione e le regole. C&rsquo;&egrave; il tempo donato, la fatica condivisa, la gioia semplice di una comunit&agrave; che si ritrova. Ogni sagra, ogni festa di frazione &egrave; un filo che tiene insieme la nostra storia e la nostra identit&agrave;. Se la burocrazia diventa un ostacolo invece che uno strumento, rischiamo di spezzare questi fili sottili ma preziosi. Semplificare non significa abbassare l&rsquo;attenzione, ma riconoscere il valore di chi, con passione e gratuit&agrave;, continua a far vivere i nostri paesi&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 28 Jul 2026 15:06:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Oltre 700 mila euro per la Cascina San Ghermi: le minoranze rimangono perplesse]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/saluzzese/oltre-700-mila-euro-per-la-cascina-san-ghermi-le-minoranze-rimangono-perplesse_124823.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/saluzzese/oltre-700-mila-euro-per-la-cascina-san-ghermi-le-minoranze-rimangono-perplesse_124823.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124823/154568.jpg" title="Consiglieri di minoranza di Castellar" alt="Consiglieri di minoranza di Castellar" /><br /><p>&ldquo;Abbiamo forti perplessit&agrave; sulla sostenibilit&agrave; economica, come sui reali benefici per la comunit&agrave; di Castellar, del progetto Cascina San Ghermi&rdquo;.</p>
<p>A seguito di un sopralluogo effettuato all&rsquo;antica cascina posta sulle alture sovrastanti Castellar nei giorni scorsi, i consiglieri Capitini, Conte, Damiano, Daniele, Giordana e Sanzonio sono intervenuti con una nota per ribadire, con la stessa franchezza gi&agrave; espressa in Commissione urbanistica, quali siano i loro dubbi sul progetto: &ldquo;Operazione necessaria? Priorit&agrave; per i castellaresi? Non crediamo affatto. Al netto della retorica di certa politica, con queste somme si poteva potenziare l&rsquo;ambulatorio medico o valorizzare la ricettivit&agrave; e i servizi dell&rsquo;Oasi degli spaventapasseri. Si attendono da tempo i campi da bocce, soppressi in passato, ma non ci &eacute; nota nessuna progettualit&agrave; in questo senso&rdquo;.</p>
<p>Le cifre reperite da bandi di fondazioni bancarie (450 mila) e dal Comune di Saluzzo (sino a 300 mila) sono elevate. &ldquo;Come gi&agrave; dibattuto in Commissione urbanistica - affermano i sei consiglieri - anche moralmente non ci sentiamo di condividere la realizzazione di quella che verosimilmente sar&agrave; un&rsquo;ennesima cattedrale nel nulla, soprattutto priva di ricadute positive per i castellaresi&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 28 Jul 2026 14:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA["Le economie del Pnrr per le scuole nei piccoli Comuni": la proposta di Sacchetto]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/le-economie-del-pnrr-per-le-scuole-nei-piccoli-comuni-la-proposta-di-sacchetto_124803.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/le-economie-del-pnrr-per-le-scuole-nei-piccoli-comuni-la-proposta-di-sacchetto_124803.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124803/154544.jpg" title="Claudio Sacchetto" alt="Claudio Sacchetto" /><br /><p>Destinare le eventuali economie del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) al completamento degli interventi di edilizia scolastica e rilanciare il Piano triennale nazionale per le scuole. &Egrave; questo l'obiettivo dell'Ordine del giorno depositato dal Consigliere regionale di Fratelli d'Italia Claudio Sacchetto, collegato al disegno di legge di Assestamento al bilancio della Regione Piemonte.</p>
<p>L'iniziativa nasce dalla consapevolezza che molti Comuni piemontesi, in particolare quelli con meno di 60 mila abitanti, hanno gi&agrave; investito nella progettazione di nuovi edifici scolastici o nella messa in sicurezza di quelli esistenti, ottenendo talvolta finanziamenti solo parziali oppure avviando interventi che necessitano di ulteriori risorse per essere completati.</p>
<p>&ldquo;Negli ultimi anni gli enti locali hanno dimostrato capacit&agrave; progettuale e grande senso di responsabilit&agrave;, oggi molti Comuni dispongono di progetti esecutivi gi&agrave; pronti, altri hanno cantieri aperti che attendono soltanto il completamento della copertura finanziaria, oppure nuove amministrazioni vorrebbero beneficiare di finanziamenti per ristrutturazioni, sarebbe utile indirizzare eventuali economie del PNRR verso opere immediatamente realizzabili e indispensabili per garantire scuole pi&ugrave; sicure e moderne&rdquo;, dichiara Sacchetto.</p>
<p>Con il documento, il Consigliere regionale chiede alla Giunta piemontese di attivarsi presso il Governo e i Ministeri competenti affinch&eacute; le risorse che dovessero rendersi disponibili a seguito di economie di gara, finanziamenti non assegnati o rimodulazioni del PNRR siano prioritariamente destinate ai Comuni che hanno gi&agrave; ottenuto un finanziamento parziale, completato la progettazione esecutiva o avviato interventi immediatamente cantierabili.</p>
<p>L'Ordine del giorno impegna inoltre la Regione a promuovere, nell'ambito della Conferenza Stato-Regioni e in ogni altra sede istituzionale, il rifinanziamento del Piano triennale nazionale di edilizia scolastica, che negli anni ha consentito di realizzare numerosi interventi di messa in sicurezza, riqualificazione ed efficientamento energetico degli edifici scolastici.</p>
<p>&ldquo;L'edilizia scolastica non pu&ograve; esaurirsi con il PNRR, &egrave; altres&igrave; necessario programmare una nuova stagione di investimenti che dia continuit&agrave; agli interventi gi&agrave; avviati e permetta ai Comuni medio-piccoli delle Province piemontesi di pianificare opere strategiche senza l'incertezza delle risorse. Le scuole rappresentano un patrimonio pubblico fondamentale e garantire ambienti sicuri, efficienti e adeguati significa investire concretamente nel futuro dei nostri ragazzi e delle comunit&agrave; locali, mi auguro che questo Ordine del giorno possa trovare un'ampia condivisione in Consiglio regionale, perch&eacute; la sicurezza delle scuole e il sostegno ai nostri Comuni sono obiettivi che dovrebbero unire tutte le forze politiche, chiedere al Governo di valorizzare le economie del PNRR e di rifinanziare il Piano nazionale di edilizia scolastica significa dare risposte concrete ai territori e non disperdere il lavoro progettuale gi&agrave; svolto dalle amministrazioni locali&rdquo;, conclude Sacchetto.</p>]]></description><pubDate>Tue, 28 Jul 2026 10:38:00 +0200</pubDate><dc:creator> </dc:creator><author><name> </name></author></item><item><title><![CDATA[Stadio Attilio Bravi di Bra, Fratelli d’Italia: “Ottantamila euro di soldi pubblici buttati dalla finestra”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/bra-e-roero/stadio-attilio-bravi-di-bra-fratelli-ditalia-ottantamila-euro-di-soldi-pubblici-buttati-dalla-finestra_124789.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/bra-e-roero/stadio-attilio-bravi-di-bra-fratelli-ditalia-ottantamila-euro-di-soldi-pubblici-buttati-dalla-finestra_124789.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124789/154518.jpg" title="Stadio Attilio Bravi di Bra" alt="Stadio Attilio Bravi di Bra" /><br /><p>Il Circolo territoriale di Bra di Fratelli d&rsquo;Italia &egrave; intervenuto per esprimere il proprio malcontento riguardante il posizionamento al seicentotreesimo gradino della graduatoria per il bando sull&rsquo;adeguamento dello stadio &ldquo;Attilio Bravi&rdquo;. Il partito punta il contro contro l&rsquo;amministrazione comunale definendola &ldquo;la peggiore che abbia mai governato all&rsquo;ombra della Zizzola&rdquo;. Ecco la loro nota:</p>
<p>"Si ritorna a parlare di &ldquo;Stadio&rdquo; a Bra, e le notizie non sono certamente positive. La graduatoria per il bando sull&rsquo;adeguamento dello stadio &ldquo;Attilio Bravi&rdquo; vede infatti il Comune di Bra piazzato al seicentotreesimo posto, posizione che, sebbene provvisoria, esclude qualsiasi possibilit&agrave; di finanziamento.</p>
<p>Il Circolo di Fratelli d&rsquo;Italia di Bra ha una sola parola per definire tutto questo: una vicenda &ldquo;scandalosa&rdquo;. Quando la squadra cittadina fu promossa in Serie C, si cominci&ograve; a valutare una ristrutturazione degli impianti sportivi esistenti, una necessit&agrave; concreta perch&eacute; il Bra potesse giocare le partite in casa senza macinare chilometri ad ogni partita, per tutta la stagione. Il Centrodestra si era attivato e aveva dato la propria disponibilit&agrave; a collaborare, anche proponendo contatti e relazioni che potessero permettere la qualificazione della struttura a costi contenuti; costi che avrebbero consentito al Bra Calcio, fino a quando fosse stato utile e necessario, giocare le partite in casa, ma con un occhio al futuro: la ristrutturazione avrebbe consentito, nel tempo, di accogliere eventi culturali, musicali e di diverso genere, con anche un beneficio economico di rilievo per le attivit&agrave; dell&rsquo;intera citt&agrave; e del suo territorio. Ma l&rsquo;Amministrazione comunale si &egrave; ben guardata dal prendere in considerazione tali proposte e ha invece preferito regalare ottantamila euro di soldi pubblici ad uno dei soliti professionisti perch&eacute; redigesse un progetto faraonico &ndash; che a Bra certamente non serve &ndash; senza riuscire a trovare i fondi necessari.</p>
<p>A questo punto non c&rsquo;era altra via che partecipare al Bando sull&rsquo;adeguamento degli impianti sportivi, che &egrave; stato formulato talmente bene che la proposta si &egrave; piazzata al seicentotreesimo posto, il che, come detto all&rsquo;inizio, esclude ogni possibilit&agrave; di finanziamento. Tiriamo le somme: la spesa sostenuta per la redazione del progetto e il piano di fattibilit&agrave; &egrave; denaro pubblico buttato al vento; l&rsquo;Amministrazione non &egrave; in grado e non ha le competenze per reperire fondi; e per concludere manca della capacit&agrave; di partecipare a un bando e dovrebbe renderlo pubblico e leggibile da chiunque, tanto per spiegare questo disastroso posizionamento in graduatoria.</p>
<p>Concludiamo questo nostro intervento sottolineando, come, per Fratelli d&rsquo;Italia, quella attuale sia la peggiore Amministrazione che abbia mai governato all&rsquo;ombra della Zizzola, per la sua incapacit&agrave; di programmazione e visione a lungo termine e difetta soprattutto della capacit&agrave; di gestione di quelle che sono le risorse pubbliche, che in questo modo vengono gettate dalla finestra. E di questo spreco va dato conto a cittadini".</p>
<p class="p1">Fratelli d&rsquo;Italia - Circolo territoriale di Bra</p>]]></description><pubDate>Tue, 28 Jul 2026 08:48:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Cuneo è quarantaseiesima nell’Indice di sportività 2026]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/cuneo-e-quarantaseiesima-nellindice-di-sportivita-2026_124788.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/cuneo-e-quarantaseiesima-nellindice-di-sportivita-2026_124788.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124788/154517.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Cuneo si conferma al 46esimo posto nella classifica nazionale dell&rsquo;Indice di sportivit&agrave; redatto ogni anno dal quotidiano economico &ldquo;Il Sole 24 Ore&rdquo;, con un punteggio di 265,3 punti. La provincia Granda si trova subito dopo Savona e appena prima di Pisa, mantenendo la posizione raggiunta nel 2025, quando aveva recuperato 12 posizioni rispetto al 2024.</p>
<p>L&rsquo;<a href="https://lab24.ilsole24ore.com/indice-sportivita/classifica/" target="_blank" rel="nofollow">Indice di sportivit&agrave;</a>, elaborato da Pts Sport per &ldquo;Il Sole 24 Ore&rdquo;, si basa su quattro macro categorie: struttura sportiva, sport di squadra, sport individuali, sport e societ&agrave;. Ognuna di queste categorie &egrave; composta da numerosi sottoindicatori che vanno dai risultati agonistici, individuali e di squadra, alla diffusione della pratica sportiva sul territorio, passando per l&rsquo;organizzazione di grandi eventi, gli investimenti nello sport, la presenza di societ&agrave; sportive e impianti, il turismo sportivo e l&rsquo;attenzione riservata allo sport paralimpico. L&rsquo;obiettivo &egrave; restituire una fotografia il pi&ugrave; possibile completa della vitalit&agrave; sportiva di ogni provincia italiana, non limitandosi ai soli risultati agonistici ma tenendo conto anche degli aspetti economici, sociali e organizzativi legati al mondo dello sport.</p>
<p>Nel Cuneese, il risultato migliore arriva dagli sport invernali, con l&rsquo;11esimo posto a livello nazionale, un dato che non stupisce considerando la vocazione montana di un&rsquo;ampia parte della provincia. Bene anche gli sport outdoor, dove la Granda si conferma 18esima in Italia.</p>
<p>Guardando invece alle categorie principali dell&rsquo;indice, Cuneo ottiene buoni risultati negli sport individuali, piazzandosi 28esima, e nelle strutture sportive, dove si colloca al 37esimo posto. Discreto anche il dato relativo a sport e societ&agrave;, che vale il 38esimo posto. Il dato peggiore riguarda gli sport di squadra, comparto in cui la provincia scivola al 67esimo posto.</p>
<p>Allargando lo sguardo al resto del Piemonte, la provincia che fa meglio di tutte &egrave; Torino, che si piazza all&rsquo;ottavo posto nazionale, confermandosi tra le realt&agrave; pi&ugrave; sportive d&rsquo;Italia. Seguono Alessandria (34esima) e Novara (36esima), non lontane da Cuneo. Pi&ugrave; indietro invece Verbania (50esima), Vercelli (65esima), Biella (81esima) e Asti, fanalino di coda regionale all&rsquo;89esimo posto.</p>
<p>A conquistare il primo posto della classifica a livello nazionale &egrave; Milano, che ha scavalcato Trento e Bolzano. Negli ultimi anni il capoluogo lombardo ha scalato progressivamente la graduatoria, passando dal settimo posto del 2022 al quinto nel 2023 e nel 2024, fino al terzo posto dello scorso anno. A fare la differenza, quest&rsquo;anno, sono state soprattutto le Olimpiadi invernali.</p>
<p>Il record di vittorie sportive per&ograve; va a Trento, che negli ultimi vent&rsquo;anni ha conquistato il primo posto otto volte, restando fuori dal podio una sola volta in due decenni. In fondo alla classifica generale di quest&rsquo;anno, invece, si trovano Crotone, Agrigento e Sud Sardegna.</p>]]></description><pubDate>Tue, 28 Jul 2026 07:55:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Natimortalità delle imprese, nel secondo trimestre del 2026 saldo positivo in provincia di Cuneo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/natimortalita-delle-imprese-nel-secondo-trimestre-del-2026-saldo-positivo-in-provincia-di-cuneo_124776.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/natimortalita-delle-imprese-nel-secondo-trimestre-del-2026-saldo-positivo-in-provincia-di-cuneo_124776.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124776/154502.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nel secondo trimestre del 2026 il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni registra un saldo positivo di 255 imprese con un aumento del numero delle imprese (+0,40%) stabile rispetto a quella dello stesso periodo del 2025 ma migliore rispetto a quella del 2024 (+0,32%).</p>
<p>Secondo le rilevazioni del Registro Imprese della Camera di commercio di Cuneo, il secondo trimestre 2026 si &egrave; chiuso con la nascita di 778 imprese, in diminuzione rispetto alle 812 dello stesso periodo del 2025. Nel medesimo arco temporale, le cessazioni (al netto delle cancellazioni d&rsquo;ufficio) si attestano a 523, con un decremento di 32 unit&agrave; rispetto all'anno precedente.</p>
<p>"Il saldo positivo del secondo trimestre rientra nel trend standard del periodo aprile/giugno e, pur registrando una crescita pi&ugrave; contenuta rispetto ai dati di Piemonte e Italia, testimonia la reattivit&agrave; della nostra economia &mdash; afferma il Presidente Luca Crosetto. In particolare, il consolidamento delle societ&agrave; di capitali e la buona performance di servizi e turismo dimostrano come Cuneo continui ad irrobustire la propria struttura imprenditoriale, scommettendo su fattori chiave come innovazione e attrattivit&agrave;".</p>
<p>La consistenza delle sedi di impresa complessivamente registrate a fine giugno 2026 presso il Registro camerale ammonta a 64.162 unit&agrave;, mentre sono 80.578 le localizzazioni (comprensive di unit&agrave; locali; erano 80.884 al secondo trimestre 2025).</p>
<p>Il saldo tra iscrizioni e cessazioni determina un tasso di crescita del +0,40%. Tale incremento della base imprenditoriale cuneese appare lievemente meno marcato rispetto al dato regionale (+0,45%) e a quello nazionale (+0,56%).</p>
<p>Sotto il profilo delle forme giuridiche, le societ&agrave; di capitali rappresentano la componente che ha realizzato la migliore performance (+1,14%). Tale segmento, che incide per il 16,5% sullo stock complessivo delle imprese provinciali, conferma una tendenza di crescita costante, riflettendo il progressivo rafforzamento strutturale del tessuto imprenditoriale cuneese. A seguire le altre forme (+0,44%), di cui fanno parte cooperative e consorzi, le societ&agrave; di persone (+0,36%) e le ditte individuali (+0,21%) che costituiscono la forma giuridica prevalente, rappresentando il 60,1% del totale.</p>
<p>A livello settoriale l&rsquo;orientamento risulta positivo, con l'unica eccezione rappresentata dal comparto dell&rsquo;agricoltura (-0,05%). Il turismo ha riportato un buon +1,19%, seguito dagli altri servizi (+0,92%), che includono trasporti, ICT, attivit&agrave; finanziarie e servizi alle imprese, dalle costruzioni (+0,57%), dall&rsquo;industria in senso stretto (+0,28%) e dal commercio (+0,05%).</p>]]></description><pubDate>Mon, 27 Jul 2026 17:08:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Pnrr, la Regione fa il punto: in provincia di Cuneo realizzati 585 progetti per 113 milioni]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/pnrr-la-regione-fa-il-punto-in-provincia-di-cuneo-realizzati-585-progetti-per-113-milioni_124770.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/pnrr-la-regione-fa-il-punto-in-provincia-di-cuneo-realizzati-585-progetti-per-113-milioni_124770.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124770/154487.jpg" title="L'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi all'inaugurazione dell'Ospedale di Comunità di Saluzzo" alt="L'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi all'inaugurazione dell'Ospedale di Comunità di Saluzzo" /><br /><p>La Regione Piemonte ha centrato il 100% degli obiettivi Pnrr e rispettato tutte le scadenze previste dall&rsquo;Europa, dopo aver complessivamente gestito 2.419 progetti e risorse pari a 1,78 miliardi di euro. Tra questi sono 585 gli interventi di competenza regionale realizzati in provincia di Cuneo per un valore di oltre 113 milioni di euro, ai quali si aggiungono anche 478 progetti che per rilevanza e ampiezza hanno interessato tutto il Piemonte e impegnato risorse per 818 milioni di euro. Un insieme che nella Granda ha contribuito allo sviluppo economico e sociale del territorio, oltre che alla tutela della salute dei cittadini.</p>
<p>In primo piano i progetti che hanno permesso il raggiungimento del 100% del target riguardante la salute: sono gli Ospedali di Comunit&agrave; di Cuneo, Saluzzo e Ceva, le Case della Comunit&agrave; di Santo Stefano Belbo, Verzuolo, Borgo San Dalmazzo, Fossano, Dronero, Ceva, Dogliani, Saluzzo e Savigliano, le Centrali operative territoriali di Cuneo, Verduno, Saluzzo, Savigliano, Mondov&igrave; e Bra.</p>
<p>Obiettivo centrato anche per quanto riguarda l&rsquo;ammodernamento delle grandi apparecchiature negli ospedali. In particolare: Cuneo ha potuto acquistare una risonanza magnetica, due tomografi computerizzati, vari ecotomografi cardio, ginecologici e multidisciplinari, Saluzzo sistemi radiologici fissi e un tomografo computerizzato, Savigliano un mammografo con tomisintesi e un tomografo computerizzato, Mondov&igrave; e Verduno hanno ammodernato il parco tecnologico e digitale. Nel complesso per le apparecchiature l&rsquo;investimento &egrave; stato di 9.900.000 euro.</p>
<p>Per quanto riguarda la formazione professionale e il lavoro vanno evidenziati i 34.900 beneficiari del programma Garanzia Occupabilit&agrave; dei Lavoratori (GOL), il 41,24% dei quali ha ottenuto un rapporto di lavoro superiore ai sei mesi.</p>
<p>Quattro progetti a valere sui fondi del Piano Nazionale Complementare per l'efficientamento energetico hanno coinvolto a Borgo San Dalmazzo 27 alloggi nelle vie Arno e Piave per 4.500.000 euro, a Mondov&igrave; 8 alloggi in via San Pio V per 400.000 euro e altri 8 in via Vico per 250.000 euro, a Racconigi 6 via Vittorio Emanuele III per 300.000 euro.</p>
<p>Per la riduzione del rischio idrogeologico sono stati effettuati 26 interventi: a Garessio il rifacimento del ponte Odasso con 2.700.000 euro e la manutenzione idraulica del torrente Neva con 250.000 euro, a Nucetto il ripristino del ponte sul Tanaro in localit&agrave; Fabbrica con 1.000.000 di euro, a Valdieri il rifacimento del ponte di accesso alla Regione Terme con 1.000.000 di euro, ad Alba il ripristino della viabilit&agrave; in via Luini con 178.000 euro, a Battifollo la messa in sicurezza di un versante in localit&agrave; Cantone con 350.000 euro, a Card&egrave; il riordino del nodo idraulico dei rii Riondino e Cionchea con 700.000 euro, a Cortemilia la sistemazione idraulica del fiume Bormida da ponte San Rocco a ponte Olla con 850.000 euro, a Dogliani la regimazione di acque superficiali con 325.000 euro, a Levice la messa in sicurezza di strade in localit&agrave; Battaglia con 300.000 euro, a Monastero di Vasco opere di sostegno in via Comba San Grato con 200.000 euro, a Pagno opere varie nel concentrico con 180.000 euro, a Paroldo opere varie per 280.000 euro, a Prunetto ka regimazione idraulica del fiume Bormida con 650.000 euro, a Venasca il consolidamento di via Bonardo con 250.000 euro, a Bagnasco nuovi tratti di scogliera sul fiume Bormida con 500.000 euro, a Entracque il consolidamento del ponte sul torrente Gesso con 150.000 euro, a Revello e Saluzzo la ricostruzione della soglia intorno al ponte sul Po con 500.000 euro, a Centallo e Castelletto Stura le pile del ponte Trunasse sulla Stura di Demonte con 800.000 euro, a Ormea e Caprauna opere di sostegno con 400.000 euro, a Torre Bormida e Monesiglio la stabilizzazione di un pendio con 500.000 euro, a Castino opere di sostegno e drenaggi con 800.000 euro, a Perletto la stabilizzazione di un pendio con 500.000 euro, a Bossolasco opere di sostegno e drenaggi sulla sp162 con 560.000 euro, ad Arguello la stabilizzazione di un pendio con 500.000 euro, a Gottasecca opere di sostegno e drenaggi con 550.000 euro, a Briga Alta e Ormea opere di sostegno e protezioni spondali con 800.000 euro.</p>
<p>Sono state 356 le aziende agricole che hanno ricevuto contributi per l&rsquo;ammodernamento dei macchinari.</p>
<p>Nel campo della cultura nel Cuneese sono stati realizzate 98 operazioni di risanamento conservativo e restauro di restauri di luoghi di culto e costruzioni rurali.</p>
<p>Infine, sono stati finanziati con 6.363.000 euro il rifacimento del collettore consortile da Limone Piemonte a Vernante e con 3.630.000 euro la razionalizzazione del sistema di collettamento e depurazione dei Comuni del Roero (dismissione a Canale di impianti depurazione in localit&agrave; Cimitero e potenziamento dell&rsquo;impianto in localit&agrave; Valpone, lotto 1).</p>
<p>Tra i numerosi progetti a valenza regionale si segnalano:</p>
<ul>
<li>140.500.000 euro per il potenziamento dei nodi ferroviari metropolitani e delle linee ferroviarie interregionali e regionali, che hanno tra l&rsquo;altro portato al potenziamento della Ferrovia Canavesana e della Torino-Ceres, che oggi garantisce anche il collegamento diretto tra il centro del capoluogo e l&rsquo;aeroporto di Caselle;</li>
<li>oltre 40 milioni di euro per l&rsquo;acquisto di cinque nuovi treni Rock e Pop a emissioni zero, che hanno rafforzato il trasporto pubblico locale e contribuito a rinnovare la flotta con mezzi a consumo ridotto del 30%, spazi pi&ugrave; accessibili e possibilit&agrave; di trasporto di biciclette;</li>
<li>62 milioni di euro per assicurare a quasi 14.000 studenti l&rsquo;accesso alla carriera universitaria tramite l&rsquo;ampliamento della platea di borse di studio erogate da Edisu negli ultimi 4 anni e l&rsquo;aumento medio di circa 700 euro per ciascuna borsa;</li>
<li>56 milioni di euro per trovare soluzioni alla disoccupazione giovanile rispondere alle esigenze delle imprese con momenti di formazione in aula alternati a momenti pratici in contesti lavorativi che hanno riguardato 12.500 giovani tra 14 e 24 anni;</li>
<li>309 milioni di euro per consentire a oltre 257.000 persone di beneficiare del Programma nazionale Garanzia Occupabilit&agrave; dei Lavoratori, che ha compreso anche un percorso specifico per le situazioni di crisi aziendale con azioni di ricollocazione collettiva e indennit&agrave; di partecipazione a corsi formativi che hanno coinvolto 55 imprese e oltre 2.000 lavoratori;</li>
<li>8.750.000 euro per allestire in tutto il territorio una rete di assistenza e formazione che ha consentito a 180.000 cittadini di superare il divario digitale e favorire l&rsquo;esercizio dei loro diritti digitali e che ha esteso il proprio raggio d&rsquo;azione alle scuole e ai Centri per l&rsquo;impiego;</li>
<li>21 milioni di euro per il progetto &ldquo;Esperti per il Piemonte&rdquo;, 95 professionisti che hanno aiutato gli enti locali a superare diversi ostacoli che rallentavano l&rsquo;attivit&agrave; amministrativa sulle procedure nel campo delle bonifiche ambientali, energie rinnovabili, gestione dei rifiuti, infrastrutture digitali e servizi idrici integrati;</li>
<li>2.770.000 euro per semplificare lo scambio di dati tra le Pubbliche amministrazioni centrali e locali tramite la Piattaforma digitale nazionale dati;</li>
<li>700.000 euro per rafforzare l&rsquo;adozione dei servizi della piattaforma PagoPa e dell&rsquo;applicazione Io;</li>
<li>2.300.000 euro per i servizi di mobilit&agrave; sostenibile del progetto Maas4Piemonte, un&rsquo;unica piattaforma integrata che offre un nuovo modo di viaggiare: semplice, comodo, veloce, senza code per l&rsquo;acquisto di biglietti, senza dover utilizzare pi&ugrave; titoli di viaggio per giungere a destinazione;</li>
<li>2 milioni di euro per rafforzare le difese strategiche in campo digitale nell&rsquo;ambito della Strategia nazionale di Cybersicurezza.</li>
</ul>
<p>Questi risultati confermano la grande capacit&agrave; della Regione Piemonte di spendere con efficacia e nei tempi corretti le risorse a disposizione e, in particolare, trasformare le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza in investimenti concreti per cittadini, imprese e infrastrutture, con benefici tangibili per i territori.</p>
<p>"Come sui fondi europei siamo la prima Regione d&rsquo;Italia per capacit&agrave; di spesa e rendicontazione, anche sul Pnrr abbiamo realizzato tutto quello che ci era richiesto e l&rsquo;abbiamo fatto in tempo - sottolinea il presidente Alberto Cirio - Non era un risultato scontato, data la mole di progetti e di investimenti e anche la complessit&agrave; di alcune misure, eppure siamo riusciti a centrare tutti gli obiettivi e in 11 casi la performance &egrave; stata superiore a quella richiesta. Questo ci ha consentito di ottenere un premio di 35 milioni aggiuntivi. Un risultato che dimostra la capacit&agrave; del Piemonte di trasformare le risorse europee in opere, servizi e opportunit&agrave; per cittadini e imprese. Aver rispettato tutte le scadenze significa aver dimostrato che il Piemonte sa trasformare le risorse europee in risultati concreti. Un patrimonio di competenze che continueremo a mettere al servizio dei cittadini anche oltre il Pnrr e in vista dell&rsquo;avvio della nuova programmazione europea 2028-2035".</p>
<p>"La Provincia Granda &egrave; oggi il motore trainante dello sviluppo economico del Piemonte: un'intraprendenza che il territorio cuneese ha dimostrato anche nel saper cogliere le opportunit&agrave; di sviluppo offerte dal Pnrr per tutti i comparti, trasformandole in interventi concreti e diffusi, quali servizi per i cittadini, infrastrutture pi&ugrave; sicure, edifici riqualificati, sostegno alle imprese agricole, valorizzazione del patrimonio storico e culturale e investimenti che rendono le nostre comunit&agrave; pi&ugrave; moderne e attrattive - commentano gli assessori regionali Paolo Bongioanni e Marco Gallo - &Egrave; questa la direzione che vogliamo continuare a seguire: investire nelle aree che rappresentano l&rsquo;identit&agrave; del nostro territorio, sostenendo la qualit&agrave; della vita delle persone e creando le condizioni per uno sviluppo duraturo. Il Pnrr lascia opere che resteranno nel tempo e costituisce una base solida su cui continuare a costruire il futuro".</p>
<p>Nella homepage del sito <a href="pnrr.regione.piemonte.it" target="_blank" rel="nofollow">pnrr.regione.piemonte.it</a>, che in questi anni ha monitorato l&rsquo;andamento del Piano con aggiornamenti trimestrali sulle singole misure, &egrave; possibile scaricare il Report con tutti i traguardi e gli obiettivi centrati da Regione Piemonte alla scadenza del 30 giugno 2026. Inoltre, offre l&rsquo;opportunit&agrave; di approfondire la distribuzione territoriale degli interventi grazie alla sezione &ldquo;Atlante dati&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 27 Jul 2026 15:30:00 +0200</pubDate><dc:creator> </dc:creator><author><name> </name></author></item><item><title><![CDATA[Invaso a San Damiano Macra, l'Unione Montana Valle Maira chiede aggiornamenti alla Regione]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/invaso-a-san-damiano-macra-l-unione-montana-valle-maira-chiede-aggiornamenti-alla-regione_124752.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/invaso-a-san-damiano-macra-l-unione-montana-valle-maira-chiede-aggiornamenti-alla-regione_124752.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124752/154447.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Un invaso in localit&agrave; Reboissino, nel territorio del Comune di San Damiano Macra. Nei giorni scorsi il presidente dell&rsquo;Unione Montana Valle Maira e sindaco di Cartignano, Francesco Cioffi, ha ritrasmesso al presidente della Regione Alberto Cirio la lettera - gi&agrave; inviata nel 2024 - per chiedere aggiornamenti sul progetto di cui era stato richiesto l&rsquo;inserimento nel Piano Strategico Regionale.</p>
<p>La missiva &egrave; stata spedita anche al senatore Giorgio Maria Bergesio e all&rsquo;assessore regionale Marco Gallo. Nell&rsquo;incontro svoltosi nel marzo 2024 al grattacielo della Regione, il presidente dell&rsquo;Unione Montana era stato accompagnato dai componenti della giunta di allora e aveva presentato la proposta con l&rsquo;obiettivo di realizzare un progetto per un utilizzo plurimo dell&rsquo;acqua a scopo potabile, irriguo, industriale, idroelettrico ed ambientale, con ricadute sia a monte che a valle.</p>
<p>Come riportato nella lettera del 25 marzo 2024, &ldquo;la grave crisi idrica degli ultimi anni ha fatto riemergere la discussione a livello regionale circa la necessit&agrave; di programmare una serie di opere necessarie a contrastare il fenomeno. Tenuto conto delle pregresse esperienze che hanno in passato coinvolto la valle Maira circa l&rsquo;ipotesi di realizzazione di un bacino sul nostro territorio, nonch&eacute; delle notizie apprese circa la possibilit&agrave; di includere nel piano regionale un invaso di piccole dimensioni in localit&agrave; Reboissino del Comune di San Damiano Macra, l&rsquo;argomento &egrave; stato oggetto di un dibattito che ha coinvolto le amministrazioni locali&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;L&rsquo;ipotesi di realizzazione del piccolo invaso, in un&rsquo;ottica di confronto costruttivo tra pianura e montagna che individui un equilibrio tra benefici e necessit&agrave; delle diverse parti coinvolte, pu&ograve; avere un impatto importante su un tratto significativo della provincia di Cuneo e si caratterizza come &lsquo;cantiere&rsquo; replicabile nelle valli&rdquo;, fanno sapere dall&rsquo;Unione Montana.</p>
<p>Nella lettera erano allegate le delibere del Consiglio dell&rsquo;Unione Montana e del Consiglio Provinciale in cui erano evidenziati alcuni aspetti emersi rappresentativi delle volont&agrave; locali e condizioni poste dalle amministrazioni territoriali. In particolare gi&agrave; allora veniva ribadito che &ldquo;l&rsquo;intervento non pu&ograve; essere calato dall&rsquo;alto ma deve trovare il consenso del territorio e garantire allo stesso contropartite chiare, sotto forma di benefici economici e infrastrutturali; l&rsquo;invaso dovr&agrave; prevedere per quanto possibile un uso plurimo delle acque (ad esempio: irriguo, idropotabile, idroelettrico, industriale); prima di dar corso a qualsiasi progetto strutturale di un invaso, occorre uno studio tecnico-scientifico sulle condizioni del bacino del Maira sotto il profilo idrografico, che individui la prevista riorganizzazione del servizio idrico in tutta la Valle Maira (soprattutto nei territori a monte dell&rsquo;invaso), individuando altres&igrave; altri interventi, in sostituzione o ad integrazione dell&rsquo;invaso di Reboissino, restando vincolata la realizzazione dell&rsquo;invaso in oggetto ai risultati del summenzionato studio preventivo. Inoltre il progetto-studio, con le evidenze chiare delle effettive ricadute, negative e positive, sul territorio, dovr&agrave; essere sottoposto a valutazione dei Consigli Comunali dei Comuni della valle, con momenti informativi in ogni Comune che dovranno raccogliere le espressioni della popolazione e l&rsquo;opera, nel rispetto dell&rsquo;impatto ambientale, non dovr&agrave; compromettere la viabilit&agrave; principale di fondo valle mantenendo l&rsquo;attuale tracciato della SP 422 ed inoltre, nel periodo di realizzazione dell&rsquo;opera, si tenga in conto delle importanti ricadute negative sulla viabilit&agrave; pubblica nella valle caratterizzata da una forte vocazione turistica&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 27 Jul 2026 11:34:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Spenti 17 autovelox in provincia di Cuneo: ecco dove si trovano]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/spenti-17-autovelox-in-provincia-di-cuneo-ecco-dove-si-trovano_124748.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/spenti-17-autovelox-in-provincia-di-cuneo-ecco-dove-si-trovano_124748.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124748/154442.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sono stati spenti gli autovelox ritenuti non in regola dopo la riforma promossa dal Ministro dei Trasporti Matteo Salvini. Si tratta in totale di 712 dispositivi sul territorio nazionale (ne restano operativi 2.593). Le nuove norme - si legge sul sito del Ministero - individuano &ldquo;criteri univoci che disciplinano le caratteristiche, i requisiti e le procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalit&agrave; dei dispositivi e dei sistemi per l'accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocit&agrave;&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Da un lato &egrave; fondamentale garantire la sicurezza stradale con misure chiare che devono essere rispettate dagli automobilisti, dall&rsquo;altra il controllo per la sicurezza non pu&ograve; trasformarsi in un modo poco trasparente per fare cassa alle spalle dei cittadini&rdquo;, ha detto lo stesso Salvini. La riforma pone fine a una situazione di incertezza normativa che negli ultimi anni aveva generato polemiche, ricorsi e contenziosi.</p>
<p>In Piemonte sono stati spenti 131 dispositivi: un numero pi&ugrave; altro solo in Lombardia (144), mentre a completare il &ldquo;podio&rdquo; &egrave; l&rsquo;Emilia Romagna con 94 autovelox disattivati.</p>
<h2>I velox spenti in provincia di Cuneo</h2>
<p>Questi i dispositivi disattivati nel territorio della Granda: Centallo (2 velox), Borgo San Dalmazzo (2 velox), Canale, Dogliani, Alta Langa, Lesegno, Moiola, Busca, Savigliano, Sommariva Perno, Unione Montana Monviso, Unione Montana Mondol&egrave;, Corpo Intercomunale Carrucese, Cuneo, Bagnolo Piemonte.</p>
<p>Questi dispositivi non saranno operativi fino a una futura eventuale messa in regola. <a href="https://www.mit.gov.it/nfsmitgov/files/media/notizia/2026-07/autovelox%20dettaglio%20regionale%20per%20sito%2018lug26.pdf" target="_blank" rel="nofollow">QUI l'elenco completo a livello nazionale</a>.</p>]]></description><pubDate>Mon, 27 Jul 2026 11:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>a.d.</dc:creator><author><name>a.d.</name></author></item><item><title><![CDATA[Carburanti, gas ed energia: nel 2026 per i piemontesi una stangata da 2,2 miliardi di euro]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/carburanti-gas-ed-energia-nel-2026-per-i-piemontesi-una-stangata-da-22-miliardi-di-euro_124746.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/carburanti-gas-ed-energia-nel-2026-per-i-piemontesi-una-stangata-da-22-miliardi-di-euro_124746.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124746/154439.jpg" title="" alt="" /><br /><p>A cinque mesi dallo scoppio della guerra nel Golfo Persico, si stima che nel 2026 famiglie e imprese italiane dovranno sostenere quasi 29 miliardi di euro di costi aggiuntivi per elettricit&agrave;, gas e carburanti. Il dato emerge da uno <a href="https://www.cgiamestre.com/wp-content/uploads/2026/07/Rincari-luce-gas-carburanti-25.07.26.pdf" target="_blank" rel="nofollow">studio pubblicato dalla Cgia di Mestre</a>, in cui si ipotizza che i prezzi applicati in questo momento restino invariati fino a fine anno.&nbsp;</p>
<p>Il rincaro maggiore riguarder&agrave; benzina e diesel, con una spesa extra di 13,6 miliardi di euro (+20,4% rispetto al 2025), seguiti dall'energia elettrica con +10,2 miliardi (+12,9%) e dal gas con +5 miliardi (+14,6%). &ldquo;Un conto salato che rischia di pesare soprattutto sulle famiglie economicamente pi&ugrave; fragili, sulle aziende di trasporto e sulle imprese a elevato consumo di energia&rdquo;, si legge nel rapporto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Gli aumenti dall&rsquo;inizio del 2026</h2>
<p>Secondo lo studio la benzina ha osservato un rincaro medio a livello nazionale del 14,4% a cinque mesi dall&rsquo;attacco statunitense in Iran, mentre per il gasolio l&rsquo;aumento &egrave; stato del 18,5%: i prezzi, rispetto all&rsquo;inizio del 2026, sono passati rispettivamente da 1,64 euro al litro a 1,91 euro al litro e da 1,67 euro al litro a 2,04 euro al litro.</p>
<p>Aumenti ancora pi&ugrave; rilevanti per i prezzi di gas ed energia elettrica, rispettivamente a +,76,1% e +51,2%. I prezzi mensili sono passati da 37,71 euro a 57,08 euro per quanto riguarda il gas e da 132,66 euro a 161,23 euro per quanto riguarda l&rsquo;energia elettrica (prezzi in euro per MWh).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I dati regionali</h2>
<p>A livello regionale, sommando le spese per carburanti, energia elettrica e gas, &egrave; la Lombardia a pagare il conto pi&ugrave; salato, con un aumento di 5,4 miliardi di euro rispetto al 2025 (+15,1%). Seguono Emilia Romagna, Veneto e Lazio, mentre il Piemonte si piazza al quinto posto con una spesa stimata di 15,9 miliardi di euro, per un rincaro di 2,12 miliardi rispetto al 2025 (+15,4%). In generale, in tutte le regioni italiane i rialzi si attestano tra il 15% e il 17%.</p>
<p>Consistenti i rincari percentuali per quanto riguarda i prezzi dei carburanti, tra il 19% e il 21% a seconda della regione. Il dato percentuale pi&ugrave; alto &egrave; quello della Basilicata (+21,6%, con una spesa stimata superiore di 118 milioni di euro rispetto a quella del 2025). Il Piemonte presenta uno dei rincari percentuali pi&ugrave; contenuti (+19,7%, superiore solo a quelli di Lombardia e Liguria, entrambe con il 19,5%). Si stima che nel 2026 imprese e famiglie piemontesi spenderanno 4,9 miliardi di euro in carburanti, con un aumento di 807 milioni rispetto al 2025.&nbsp;</p>
<p>Dal punto di vista dell&rsquo;energia elettrica l&rsquo;aumento percentuale pi&ugrave; consistente &egrave; quello della Calabria (+13%, 179 milioni in pi&ugrave; rispetto al 2025. In Piemonte si stima un rincaro di circa 786 milioni, dai 6,13 miliardi del 2025 ai 6,9 del 2026 (+12,8%).</p>
<p>Chiudono il quadro gli aumenti relativi al gas, dal +15,4% della Valle d&rsquo;Aosta al +13,4$ della Sardegna. Imprese e famiglie piemontesi saranno chiamate a sostenere un rincaro di circa 525 milioni di euro (+14,8%), dai 3,56 miliardi del 2025 ai 4,08 miliardi del 2026.&nbsp;</p>
<h2>&nbsp;</h2>
<h2>Gli interventi di Governo e UE</h2>
<p>Dal momento dell'attacco americano in Iran, il Governo italiano ha stanziato 7 miliardi di euro a sostegno di famiglie e imprese: 5 per alleggerire i rincari di luce e gas, 2 per tagliare le accise su benzina e diesel. Una cifra di rilievo che, tuttavia, arriverebbe a &ldquo;sterilizzare&rdquo; solo un quarto dei 29 miliardi di aggravio stimato complessivamente. Proprio per questo, il Governo sembra pronto a investire altri 7 miliardi di euro entro il prossimo autunno contro il caro energia, ancora prima dell'approvazione della Legge di bilancio 2027. Un'operazione possibile solo se il Consiglio Europeo conceder&agrave; una clausola di salvaguardia, per sforare temporaneamente il rapporto deficit-Pil senza incorrere in procedure di infrazione.</p>
<p>&ldquo;Se c&rsquo;&egrave;, l&rsquo;UE batta un colpo&rdquo;, si legge nel rapporto del&rsquo;Ufficio Studi della Cgia, che al tema dedica un capitolo ad hoc: &ldquo;Di fronte a uno scenario cos&igrave; preoccupante, l'Unione Europea sembra essere la grande assente. Un atteggiamento ben diverso da quello adottato dopo l'invasione russa dell'Ucraina. Tra il 2022 e il 2023, infatti, Bruxelles autorizz&ograve; anche all'Italia di ridurre l'Iva sulle bollette, introdusse un tetto al prezzo del gas per contenerne la volatilit&agrave; e consent&igrave; l'applicazione di un contributo di solidariet&agrave; sugli extraprofitti delle grandi multinazionali dell'energia, che anche allora registrarono utili eccezionali. Resta inoltre sul tavolo una misura molto discussa, ma mai realmente attuata: il disaccoppiamento tra il prezzo del gas e quello dell'energia elettrica, considerato sempre pi&ugrave; necessario per rendere il mercato meno vulnerabile a shock di questa portata. In attesa che anche Bruxelles batta un colpo, speriamo che ci consenta nel prossimo autunno di mettere in campo altri 7 miliardi di euro contro il caro energia, permettendoci di non conteggiare nel rapporto deficit-Pil questa voce di spesa&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 27 Jul 2026 10:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Dalmasso</dc:creator><author><name>Andrea Dalmasso</name></author></item><item><title><![CDATA[Inceneritore in valle Bormida, Calderoni: “Superiamo l'obbligo del ciclo chiuso regionale”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/inceneritore-in-valle-bormida-calderoni-superiamo-l-obbligo-del-ciclo-chiuso-regionale_124740.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/inceneritore-in-valle-bormida-calderoni-superiamo-l-obbligo-del-ciclo-chiuso-regionale_124740.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124740/154426.jpg" title="Mauro Calderoni" alt="Mauro Calderoni" /><br /><p>Nell&rsquo;ambito della Festa dell&rsquo;Unit&agrave; di Cortemilia si &egrave; tenuto un confronto pubblico dedicato al progetto dell&rsquo;inceneritore in valle Bormida. All&rsquo;incontro sono intervenuti la deputata Chiara Gribaudo, i consiglieri regionali Mauro Calderoni (Piemonte) e Roberto Arboscello (Liguria), il sindaco di Alba Alberto Gatto e Maria Grazia Arnaldo dell&rsquo;associazione Rinascita Valle Bormida. A coordinare il dibattito &egrave; stato Gianni Arbocco.</p>
<p>Nel suo intervento, il consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Calderoni ha affermato: &ldquo;Quello dei rifiuti &egrave; un tema complesso che richiede capacit&agrave; di programmazione e una visione strategica. Purtroppo, nella mia esperienza in Consiglio regionale, ho constatato che questa visione oggi manca. E quando c&rsquo;&egrave;, &egrave; ancorata a un quadro normativo ormai datato&rdquo;.</p>
<p>Calderoni ha ricordato come il Testo Unico Ambientale risalga al 2006 e come il principio dell&rsquo;autosufficienza e della prossimit&agrave;, recepito nel 2010 dalla normativa nazionale, sia stato definito in un contesto profondamente diverso da quello attuale.</p>
<p>&ldquo;In vent&rsquo;anni sono cambiati il sistema industriale, le infrastrutture, la distribuzione della popolazione e soprattutto le tecnologie disponibili per il trattamento dei rifiuti. &Egrave; evidente che non possiamo affrontare le sfide di oggi con strumenti pensati per il Paese di vent&rsquo;anni fa&rdquo;.</p>
<p>Per questo, secondo il consigliere regionale del PD, occorrono due iniziative parallele.</p>
<p>&ldquo;La prima &egrave; l&rsquo;aggiornamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti, che deve fotografare la situazione reale e individuare una programmazione coerente con gli scenari attuali. La seconda &egrave; aprire una riflessione nazionale per modificare il quadro normativo che impone di chiudere il ciclo dei rifiuti su base regionale, superando un&rsquo;impostazione ormai non pi&ugrave; adeguata e guardando invece a una pianificazione su scala nazionale&rdquo;.</p>
<p>Calderoni ha inoltre sottolineato il comportamento responsabile delle istituzioni locali.</p>
<p>&ldquo;Il territorio si &egrave; mosso con equilibrio e senso delle istituzioni. Lo hanno fatto i Comitati del No Inceneritore, l&rsquo;Unione Montana Alta Langa, la Provincia di Cuneo e noi consiglieri regionali, che abbiamo sollecitato la Regione Piemonte ad affrontare la questione&rdquo;.</p>
<p>Infine, il consigliere regionale ha espresso apprezzamento per la proposta avanzata dall&rsquo;ex sindaco di Cortemilia ed ex consigliere provinciale Roberto Bodrito.</p>
<p>&ldquo;&Egrave; una proposta che condivido. Sostenere il movimento di opinione nato attorno ai Comitati del No Inceneritore e promuovere un&rsquo;iniziativa politico-istituzionale per modificare il quadro normativo rappresenta oggi l&rsquo;unica strada concreta per riaprire la discussione sul progetto e verificare soluzioni pi&ugrave; coerenti con le esigenze del territorio e con l&rsquo;evoluzione delle politiche ambientali&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 27 Jul 2026 08:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Festa delle Alpi, da Pontechianale un messaggio contro lo spopolamento: premiate le nuove famiglie]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/festa-delle-alpi-da-pontechianale-un-messaggio-contro-lo-spopolamento-premiate-le-nuove-famiglie_124730.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/festa-delle-alpi-da-pontechianale-un-messaggio-contro-lo-spopolamento-premiate-le-nuove-famiglie_124730.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124730/154416.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La montagna pu&ograve; tornare a essere un luogo in cui costruire un progetto di vita, non soltanto una meta turistica. &Egrave; il messaggio emerso dalla seconda giornata della <strong>Festa delle Alpi di Pontechianale</strong>, dove istituzioni, amministratori e protagonisti delle Terre Alte hanno messo al centro <strong>il tema del ripopolamento</strong>, delle nuove imprese e delle opportunit&agrave; offerte dalle politiche regionali per chi sceglie di trasferirsi <strong>nei comuni montani</strong>. Una visione che guarda al futuro delle vallate piemontesi attraverso il lavoro, l'innovazione e la valorizzazione delle comunit&agrave; locali.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124730/small_154408.jpg" alt="Festa delle Alpi" loading="lazy"></p>
<p>Dopo le sessioni dedicate alla cooperazione tra i territori alpini e alle politiche per il futuro della montagna, la giornata di oggi, domenica 26 luglio, &egrave; stata dedicata al riconoscimento del valore di chi sceglie la montagna non soltanto come luogo in cui vivere, ma come luogo nel quale realizzare la propria vita, raccontando la montagna da una prospettiva inedita.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124730/small_154409.jpg" alt="Festa delle Alpi" loading="lazy"></p>
<p>Come le nove famiglie a cui &egrave; stato consegnato il <strong>Premio Nuove Alpi</strong> dalle mani dell&rsquo;assessore allo Sviluppo e alla Promozione della Montagna della Regione Piemonte, <strong>Marco Gallo</strong>: un omaggio a donne, uomini, giovani e famiglie che, grazie alle politiche della Regione Piemonte, hanno potuto realizzare nuovi progetti di insediamento nelle valli delle province di Cuneo e Torino, trasferendosi stabilmente nei Comuni montani e dando il via ad esperienze capaci di generare sviluppo e contribuire a una nuova stagione per le Terre Alte piemontesi.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124730/small_154410.jpg" alt="Festa delle Alpi" loading="lazy"></p>
<p>Esempio di nuove imprenditorialit&agrave; &lsquo;in quota&rsquo; &egrave; stato anche l&rsquo;incontro &ldquo;Dal Piemonte alla Carnia - donne di montagna: un dialogo attraverso le Alpi&rdquo; che ha portato all&rsquo;attenzione esperienze provenienti da diversi territori dell&rsquo;arco alpino italiano dove si &egrave; saputo valorizzare il capitale umano e costruire nuove opportunit&agrave; di crescita per le proprie comunit&agrave; declinate al femminile.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124730/small_154411.jpg" alt="Festa delle Alpi" loading="lazy"></p>
<p>La seconda giornata della Festa delle Alpi 2026 si &egrave; chiusa con il lancio della nuova guida Lonely Planet &ldquo;Il Piemonte delle Alpi&rdquo; curata da Denis Falconieri: iniziativa e sostenuta dall&rsquo;Assessorato regionale allo Sviluppo e alla Promozione della Montagna, nata per raccontare le montagne piemontesi sotto una luce diversa, tra itinerari suggestivi, bellezze naturali e vicende umane che valorizzano le eccellenze locali. Un progetto che si propone di consolidare l&rsquo;immagine del Piemonte e collocarlo tra le principali destinazioni d'Europa per chi cerca un turismo sostenibile e autentico.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124730/small_154412.jpg" alt="Festa delle Alpi" loading="lazy"></p>
<p>Tra i talk della Festa da segnalare quello dedicato a ProAlp, progetto transfrontaliero finanziato dal Programma europeo Interreg Italia-Francia Alcotra 2021-2027 che con una disponibilit&agrave; finanziaria di 1.937.000 euro, di cui 1.550.000 dell&rsquo;Unione europea, si propone di accompagnare l&rsquo;adattamento di tipiche attivit&agrave; professionali alpine (maestri di sci/fondo/snowboard, guide alpine, gestori di rifugi e impianti di risalita, accompagnatori di media montagna e di mountain bike) al cambiamento climatico, sostenendole mediante la creazione di alternative capaci di integrare la professione specifica. Si potr&agrave; cos&igrave; ovviare a conseguenze economiche negative, aumentare la resilienza economica formando e informando i professionisti della montagna sui rischi che i cambiamenti climatici comportano per le loro professioni, prevenire lo spopolamento di zone montane che costituiscono una ricchezza da non abbandonare ma da far rivivere e valorizzare.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124730/small_154413.jpg" alt="Festa delle Alpi" loading="lazy"></p>
<p>"Con questa terza edizione della Festa delle Alpi siamo riusciti nel duplice obiettivo di rinnovare il dialogo tra Italia e Francia, proponendo un percorso di confronto e visione europea dedicato al futuro del territorio alpino, ma anche di celebrare le storie straordinarie di coloro che hanno scelto di trasferirsi stabilmente nei nostri comuni montani, ponendo l&rsquo;accento sulla scelta di viverci segnando un trend inverso al fenomeno dello spopolamento - ha dichiarato l&rsquo;assessore <strong>Marco Gallo</strong> - Il successo di queste esperienze &egrave; la dimostrazione concreta che le politiche messe in campo dalla Regione Piemonte stanno portando risultati reali: sostenere i nuovi insediamenti significa innescare nuove energie, generare sviluppo economico e sociale e dare ufficialmente il via a una nuova, promettente stagione per le nostre Terre Alte. A questo fondamentale pilastro umano e sociale si affianca la necessit&agrave; di valorizzare e far conoscere le nostre risorse: per questo la Festa delle Alpi &egrave; stata anche l'occasione ideale per annunciare la nuova guida Lonely Planet dedicata al Piemonte: uno strumento che propone uno sguardo originale su paesaggi, tradizioni e comunit&agrave;, per posizionare con sempre maggiore forza le montagne piemontesi tra le grandi mete europee del turismo sostenibile. Con grande soddisfazione, nelle due giornate abbiamo registrato grande partecipazione da parte delle istituzioni italiane e francesi e un ottimo successo di pubblico per tutte le attivit&agrave; del programma che ha visto, accanto a incontri ufficiali, riflessioni sul futuro dei giovani e sull&rsquo;impatto del cambiamento climatico, spettacoli, escursioni naturalistiche, momenti sportivi e di valorizzazione dei prodotti alpini piemontesi".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124730/small_154414.jpg" alt="Festa delle Alpi" loading="lazy"></p>
<p>Nel 2027 l&rsquo;appuntamento con la Festa delle Alpi si terr&agrave; a Barcellonette, nel Dipartimento delle Alpi dell'Alta Provenza (Regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra), a 32 chilometri dal confine con l'Italia.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124730/small_154415.jpg" alt="Festa delle Alpi" loading="lazy"></p>
<p>La Festa delle Alpi - F&ecirc;tes des Alpes 2026 &egrave; stata organizzata da Regione Piemonte - Assessorato allo Sviluppo e Promozione della Montagna, con il supporto di Visit Piemonte. Hanno collaborato all&rsquo;evento: Provincia di Cuneo, Camera di commercio di Cuneo, Unione Montana Valle Varaita, Comune di Pontechianale, Comune di Molines-en-Queyras, Dipartimenti Savoia e Hautes-Alpes, R&eacute;gion Sud-Provence-Al-pes-C&ocirc;te-d&rsquo;Azur, ATL Cuneese, UNCEM, Fondazione Emile Chanoux, Fondazione CRC, Cassa di Ri-sparmio di Saluzzo, Mirabilia e Lauretana.</p>]]></description><pubDate>Sun, 26 Jul 2026 18:45:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Soccorso Alpino, sindaco e vicesindaco di Valdieri: "Chi va in montagna si assicuri"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/soccorso-alpino-sindaco-e-vicesindaco-di-valdieri-chi-va-in-montagna-si-assicuri_124729.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/soccorso-alpino-sindaco-e-vicesindaco-di-valdieri-chi-va-in-montagna-si-assicuri_124729.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124729/154401.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il sindaco di Valdieri, <strong>Guido Giordana</strong>, e la vicesindaco <strong>Sharon Giraudo</strong>, infermiera, intervengono sul tema della sicurezza in montagna: i due amministratori richiamano l'attenzione sull'<strong>aumento degli interventi del Soccorso Alpino durante il periodo estivo</strong>, sottolineando come una parte di essi sia riconducibile a comportamenti imprudenti e non a reali emergenze.</p>
<p>Da qui <strong>la proposta di promuovere un'assicurazione specifica </strong>per chi frequenta le Terre Alte e di rafforzare il principio della compartecipazione ai costi dei soccorsi nei casi previsti dalla normativa, oltre a ribadire l'urgenza di migliorare la copertura della rete telefonica nelle aree montane.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124729/small_154402.jpg" alt="Guido Giordana e Sharon Giraudo" loading="lazy"></p>
<p>Riceviamo e pubblichiamo integralmente la loro lettera.</p>
<p>"Egregio Direttore,<br>specialmente nel periodo delle vacanze le cronache registrano una grande quantit&agrave; di interventi del Soccorso Alpino sulle nostre montagne a causa di incidenti, difficolt&agrave; improvvise, repentini cambiamenti meteorologici. Ma in molti casi l&rsquo;intervento &egrave; dovuto alla imprevidenza e irresponsabilit&agrave; di chi si avventura su montagne che non conosce, su percorsi impervi, spesso senza neanche l&rsquo;attrezzatura necessaria. Non si considera il soccorso come una necessit&agrave; estrema o decisiva.</p>
<p>Ai volontari che vanno in soccorso si aggiungono amministratori comunali e abitanti del luogo, tutti con attrezzature adatte e predisposte all&rsquo;occorrenza. Ma oltre ai rischi per i soccorritori stessi, tutto ci&ograve; ha un costo di intervento che chi viene soccorso non riesce a considerare. Non tutti sono vittime di disgrazie impreviste; molti casi sono dovuti a superficialit&agrave;, a errate valutazioni dell&rsquo;entit&agrave; di quanto &egrave; accaduto. Spesso il Soccorso Alpino &egrave; considerato alla stregua di un comune servizio taxi, a disposizione di ogni tipo di chiamata, senza alcuna disamina realistica.</p>
<p>Su questo fronte &egrave; opportuno fare una chiarezza fondamentale: in diverse regioni, compreso il nostro Piemonte, la normativa specifica gi&agrave; prevede ticket o il pagamento totale dell&rsquo;intervento per le chiamate immotivate o dettate da pura imprudenza. Tuttavia, si tratta di norme spesso poco conosciute dai turisti, applicate a macchia di leopardo o caratterizzate da percorsi di recupero crediti complessi e farraginosi. Il risultato &egrave; che il meccanismo del disincentivo economico spesso perde efficacia e i costi effettivi finiscono per ricadere comunque, in modo indiretto, sul Sistema Sanitario Nazionale e sulla collettivit&agrave;, sottraendo risorse a chi ha un effettivo e urgente bisogno di cura sanitarie.</p>
<p>A questa complessa situazione si aggiunge un ulteriore, grave fattore di rischio: la copertura della rete telefonica e dati, spesso del tutto carente o assente in ampie zone montane. La mancanza di segnale impedisce non solo di chiedere aiuto tempestivamente in caso di reale emergenza, ma rende impossibile anche consultare mappe, aggiornamenti meteo in tempo reale o comunicare la propria posizione. &Egrave; un problema annoso che gli enti preposti e le compagnie di telecomunicazione dovrebbero affrontare e risolvere con urgenza, poich&eacute; la connettivit&agrave; nelle "Terre Alte" &egrave; a tutti gli effetti un presidio di sicurezza essenziale.</p>
<p>Come Amministratori di un paese di montagna recepiamo le considerazioni e l&rsquo;appello di chi ritiene giusto che chi si avventura per turismo o per divertimento nelle Terre Alte si munisca di apposita assicurazione temporanea contro gli infortuni e le disgrazie. Come per un qualsiasi monopattino con motorino che percorre le strade della citt&agrave; ci si deve munire di assicurazione, a maggior ragione per i rischi della montagna. Contro le insidie imprevedibili la responsabilit&agrave; individuale e la solidariet&agrave; collettiva devono conciliarsi con un contributo comune alle spese per gli interventi di un servizio essenziale: &egrave; giusto e necessario concorrere alle spese del Soccorso Alpino."</p>
<p><strong>Guido Giordana</strong>, Sindaco di Valdieri<br><strong>Sharon Giraudo</strong>, Vicesindaco di Valdieri, Infermiera</p>]]></description><pubDate>Sun, 26 Jul 2026 17:39:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Racconigi, l'avvocato del “Comitato per un sottopasso sostenibile” risponde al sindaco Oderda ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/racconigi-l-avvocato-del-comitato-per-un-sottopasso-sostenibile-risponde-al-sindaco-oderda_124725.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/racconigi-l-avvocato-del-comitato-per-un-sottopasso-sostenibile-risponde-al-sindaco-oderda_124725.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124725/154396.jpg" title="Un rendering del progetto realizzato dalla ditta Preve Costruzioni" alt="Un rendering del progetto realizzato dalla ditta Preve Costruzioni" /><br /><p>La lettera aperta del sindaco di Racconigi Valerio Oderda, pubblicata sui suoi social e sui mezzi di informazione, ha scatenato una polemica che non &egrave; destinata a placarsi a breve. Il primo cittadino si &egrave; espresso con toni molto duri nei confronti dell'istanza di sospensione cautelare dei lavori per il cavalcaferrovia di Racconigi, presentata da un gruppo di nove cittadini contrari alla realizzazione sulla linea ferroviaria Torino-San Giuseppe di Cairo ed <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/il-tar-ferma-i-lavori-per-il-sottopasso-ferroviario-a-racconigi_124619.html" target="_blank" rel="follow">accolta dal Tar del Piemonte</a>.&nbsp;</p>
<p>Il progetto, il cui iter &egrave; incominciato con i primi studi nel 2018, prevede un nuovo sottopasso per i veicoli, munito anche di percorso ciclopedonale, che porterebbe alla soppressione dei quattro passaggi a livello attuali. I lavori sono stati affidati da Rfi all&rsquo;azienda incaricata lo scorso aprile. Un comitato, rappresentato in sede giudiziaria dall&rsquo;avvocato <strong>Antonio Salerno</strong>, ne contesta le modalit&agrave; di realizzazione, paventando in particolare i disagi legati al cantiere e alla gestione successiva dell&rsquo;opera.</p>
<p><strong>Oderda</strong> <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/racconigi-il-tar-ferma-i-lavori-per-il-sottopasso-il-sindaco-tuona-citta-ostaggio-delle-fantasie-di-pochi_124670.html" target="_blank" rel="follow">nella sua lettera aperta, riportata interamente nell'articolo pubblicato sulla nostra testata</a>, ha definito Racconigi una "Citt&agrave; ostaggio delle fantasie di pochi".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124725/small_154397.jpg" alt="Passaggio a livello" loading="lazy"></p>
<p>Dopo la pubblicazione la capogruppo della minoranza ed ex candidata a Sindaca <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/racconigi-il-sottopasso-fa-ancora-discutere-la-lettera-di-oderda-una-pessima-pagina-di-storia-politica_124720.html" target="_blank" rel="follow"><strong>Patrizia Gorgo</strong> ha replicato denunciando duramente i toni del primo cittadino</a>. Le fa eco l'avvocato <strong>Antonio Salerno</strong>, con una lettera che riportiamo integralmente qui di seguito.</p>
<p>"Gentile Direttore,&nbsp;<br>seppure determinate vicende debbano rimanere confinate nell&rsquo;alveo delle competenti sedi giurisdizionali c&rsquo;&egrave; chi, mal interpretando il ruolo istituzionale, e mostrando insofferenza ed irrispettosit&agrave; alle determinazioni giudiziali ancora in itinere, ritiene di poter scatenare una shitstorm nei confronti di nove cittadini addirittura individuati nominativamente (una vera e propria azione di proscrizione istituzionale).</p>
<p>Rassicurando, quindi, l&rsquo;autore della &ldquo;lettera aperta&rdquo; sulla gelosa custodia di tutto quanto apparso sui social (rimettendo ad altre sedi ogni pi&ugrave; opportuna valutazione sul contenuto della &ldquo;lettera&rdquo; e dei variegati commenti rivolti a nove ricorrenti e al ben pi&ugrave; ampio numero di cittadini di cui &egrave; espressione l&rsquo;altro soggetto processuale ovvero il &ldquo;<strong>Comitato per un sottopasso sostenibile</strong>&rdquo; il cui nome la dice lunga sulla volont&agrave; di <strong>realizzare l&rsquo;opera ma con modalit&agrave; realmente utili al territorio</strong>), si pone la necessit&agrave; di puntualizzare alcuni aspetti anche a beneficio della collettivit&agrave; tutta (la stessa che, dai commenti vomitati &ldquo;on line&rdquo;, dimostra di <strong>non avere alcuna conoscenza del progetto esecutivo e dei relativi costi</strong>).</p>
<p>Intanto &egrave; strano, molto strano, che tale &ldquo;accorata&rdquo; lettera aperta intervenga solo a valle di un provvedimento giudiziario (che, laddove favorevole all&rsquo;operato dell&rsquo;Amministrazione, non veniva tacciato di &ldquo;fantasia&rdquo;) ed &egrave; ancora pi&ugrave; strano che il Sindaco, ovvero la pi&ugrave; alta espressione della Collettivit&agrave;, abbia ritenuto opportuno ricorrere ad una comunicazione social unilaterale piuttosto che confrontarsi nelle sedi istituzionali o pi&ugrave; semplicemente nella &ldquo;Casa comunale&rdquo; con i singoli 9 (e con il Comitato) che, con buona pace dei leoni da tastiera, sono solo la punta di un iceberg che resiste strenuamente esercitando un diritto costituzionalmente garantito.</p>
<p>Ma partiamo da una nozione ovvero quella di <em>res pubblica</em> che, anche senza scomodare Cicerone, enfatizza il concetto di <em>Res populi</em> di talch&eacute; lo Stato, inteso come Amministrazione della cosa pubblica, non appartiene al &ldquo;sovrano&rdquo; o ai pochi potenti che lo circondano o lo zerbinano ma &egrave; bene comune, patrimonio morale e giuridico dell'intera cittadinanza nell&rsquo;ottica dell&rsquo;<em>Utilitatis communione</em> ovvero del benessere e dell'interesse di tutti i membri della collettivit&agrave; senza alcuna forma di sopraffazione o profitto di una sola parte.</p>
<p>Insomma, senza scomodare la Costituzione e la nozione di uguaglianza sostanziale tra cittadini (sicch&egrave; 9 - che sono molti di pi&ugrave; - valgono &ldquo;9990&rdquo;), se i cittadini sono soggetti sovrani e mai e poi mai meri strumenti o mezzi nelle mani del governo, appare evidente lo scostamento dalla doverosa e istituzionale tutela della intera collettivit&agrave; i cui interessi sono la realizzazione di un&rsquo;opera coerente con le caratteristiche geomorfologiche e, soprattutto, sostenibile.</p>
<p>Fatta questa breve digressione ma al solo fine di ricordare che ai cittadini poco interessano gli equilibrismi politici e i sibillini messaggi contenuti nella &ldquo;lettera aperta&rdquo;, nel mentre sicuramente interessa la vivibilit&agrave;, la sicurezza, la pulizia della citt&agrave; nonch&eacute;, ovviamente, la <strong>sostenibilit&agrave; economica delle opere che si vanno a realizzare</strong>, occorrerebbe sapere, magari tramite esplicitazione nella sede istituzionale del Consiglio comunale, come mai questa Amministrazione abbia ritenuto per anni di attribuire a due dipendenti del Comune, pur in assenza di previsione statutaria, la nomina di dirigenti (<strong>con un raddoppio stipendiale che ricade sulla tasche di tutti i cittadini sottraendo risorse agli investimenti pubblici</strong>) e come mai, nonostante sin da ottobre del 2025 sia stata prevista la sospensione di detti dirigenti, gli stessi continuino - ancora oggi - a rivestire la carica e continueranno a rivestirla sino addirittura a settembre (gli stessi dirigenti che, negli anni, hanno reso pareri favorevoli sottesi ai vari provvedimenti che riguardano anche la realizzazione del sottopasso).</p>
<p>Poco interessa che la Procura della Repubblica di Cuneo (ma lo aveva gi&agrave; fatto il MEF addirittura nel 2018) abbia ritenuto, a fine aprile 2026, di <strong>notificare al Sindaco e ai detti due dirigenti un avviso di garanzia per il reato</strong> di cui all&rsquo;art. 314 bis c.p. (&ldquo;<strong>indebita destinazione di somme pubbliche</strong>&rdquo;), ma quello che sicuramente interessa la collettivit&agrave; &egrave; che quei soldi (come risultanti dalla documentazione fornita proprio dal Comune) <strong>potevano essere investiti a beneficio delle esigenze comuni </strong>e, magari, per uno studio di fattibilit&agrave; reale del famoso sottopasso rispetto al quale, anche a beneficio dei leoni da tastiera, tutti concordano nella opportunit&agrave; della realizzazione dell&rsquo;opera ma non certo di un&rsquo;opera che, nella versione recentissima del progetto esecutivo, prevede un raddoppio dei tempi di esecuzione ed opere di realizzazione che saranno potenzialmente devastanti anche quanto alle falde e alle sorgenti sottostanti (i cittadini non sanno che tipo di scavo &egrave; previsto, non sanno che opere di svuotamento saranno effettuate e quanti camion carichi di polveri sottili vagheranno in citt&agrave; per almeno quattro anni, nemmeno sanno cosa potr&agrave; accadere in termini di esondazione delle falde che verranno convogliate ovvero ostruite e come e dove confluiranno cos&igrave; come non sanno che, nell&rsquo;ultimo accordo sottoscritto con la Provincia, il Comune, a nome della collettivit&agrave;, ha assunto ogni onere connesso ai danni che deriveranno dalla esecuzione delle opere e dei costi di manutenzione).</p>
<p>Quanto all&rsquo;aspetto tecnico, senza ripercorrere in questa breve nota aspetti complessi e ancora <em>sub iudice</em>, non &egrave; stato il TAR a mettere in discussione l&rsquo;operato amministrativo perch&eacute; lo ha fatto l&rsquo;Amministrazione medesima allorquando, dopo aver approvato a gennaio 2025 in Giunta la bozza di accordo con la Provincia, successivamente (luglio 2025) ha poi sottoposto la modifica della medesima bozza all&rsquo;approvazione del consiglio comunale (per renderla pi&ugrave; semplice la Giunta si &egrave; sconfessata da sola); tantomeno &egrave; colpa del TAR se con la Delibera di G.C. n. 66/2026 (sospesa dal TAR) si &egrave; qualificata come &laquo;occupazione temporanea di suolo pubblico&raquo; la concessione quasi quadriennale di un lotto edificabile che appartiene al patrimonio disponibile del Comune di Racconigi (anche gi&agrave; previsto quale &ldquo;zona comunale per realizzazione nuova Caserma dei Carabinieri&rdquo;) e poi in consiglio comunale, il consigliere di maggioranza - con delega ai lavori pubblici - afferma che &ldquo;Allora,<strong> in realt&agrave; non &egrave; una occupazione di suolo pubblico perch&eacute; &egrave; occupazione di un&rsquo;area di propriet&agrave; comunale</strong>, quindi non ... non sarebbe soggetta al pagamento della tassa di occupazione del suolo pubblico&rdquo;.</p>
<p>Quindi, se le &ldquo;fantasie&rdquo; di pochi (che &ldquo;parrebbero&rdquo; coincidere con quelle del <strong>Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Cuneo, del TAR Torino, della Corte dei Conti, del MEF, di publika, di previtalia, della Guardia di Finanza</strong> ecc ecc) sono servite a ripristinare - anche a beneficio degli altri 9990 cittadini - il concetto di <em>res publica</em>, pur ancora tutto rimesso ai futuri sviluppi processuali (dove le questioni andrebbero trattate <strong>evitando gogne pubbliche</strong>), allora la collettivit&agrave; dovrebbe ringraziare il Comitato ed i ricorrenti che hanno anche portato alla luce una situazione di paventata illegittimit&agrave; e/o illegalit&agrave; ricadente sulla collettivit&agrave; medesima.</p>
<p>Conclusivamente, suggerendo di utilizzare le sedi istituzionali per il confronto costruttivo e stigmatizzando - per doverosit&agrave; defensionale - l&rsquo;uso strumentale dei social, pare anche opportuno rispondere al quesito &ldquo;aperto&rdquo; (&ldquo;A chi va a vantaggio una sospensione? Cui prodest?&rdquo;) con un diverso quesito che rema nel solco in cui dovrebbe muoversi un Amministratore interessato alla propria terra e al bene comune anche futuro ovvero cui prodest realizzare un&rsquo;opera - come ad oggi strutturata - che causer&agrave; pi&ugrave; danni che benefici al paese e alla collettivit&agrave;?</p>
<p>Certi che anche i leoni da tastiera rifletteranno sul fatto che <strong>i Sindaci passano ma le opere restano</strong> (cos&igrave; come i relativi costi), si confida in un rispettoso ripristino dei ruoli istituzionali nell&rsquo;interesse della collettivit&agrave; tutta e, quindi, in un serio confronto demandato alle sedi istituzionali (oltre che a quelle processuali) onde ragionare sugli adattamenti da realizzarsi cos&igrave; da consentire l&rsquo;intervento ma senza arrecare pregiudizio al territorio e alla collettivit&agrave;."</p>
<p><strong>Avv. Antonio Salerno</strong></p>]]></description><pubDate>Sun, 26 Jul 2026 11:46:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Franco Civallero punta il dito contro la giunta comunale di Cuneo: “La città è sempre più trascurata”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/franco-civallero-punta-il-dito-contro-la-giunta-comunale-di-cuneo-la-citta-e-sempre-piu-trascurata_124644.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/franco-civallero-punta-il-dito-contro-la-giunta-comunale-di-cuneo-la-citta-e-sempre-piu-trascurata_124644.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124644/154279.jpg" title="Franco Civallero" alt="Franco Civallero" /><br /><p>&ldquo;A distanza di un anno dalla mia precedente interpellanza sullo stato di manutenzione della citt&agrave;, la situazione non solo non &egrave; migliorata, ma appare ulteriormente peggiorata. La Cuneo che per anni &egrave; stata apprezzata per la cura del verde pubblico, dei viali alberati e degli spazi comuni sta progressivamente perdendo la propria identit&agrave;&rdquo;, lo dichiara il consigliere comunale e capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale a Cuneo, Franco Civallero, in una nuova interpellanza per chiedere un intervento immediato dell'Amministrazione comunale.</p>
<p>&ldquo;Nel maggio dello scorso anno evidenziai le criticit&agrave; della manutenzione cittadina. In allora, in risposta, la Sindaca e gli Assessori descrissero una citt&agrave; praticamente perfetta. Oggi, per&ograve;, basta percorrere le vie di Cuneo per rendersi conto che quella narrazione non corrisponde alla realt&agrave;&rdquo;.</p>
<p>Secondo Civallero, il problema non riguarda il singolo assessore, ma rappresenta il risultato delle scelte compiute dalla Giunta a trazione PD.</p>
<p>&ldquo;Non si possono ridurre le risorse economiche e il personale destinati alla manutenzione del verde e del patrimonio pubblico e poi aspettarsi che tutto continui a funzionare come prima. Servono programmazione, competenza e capacit&agrave; di governo. Purtroppo, su questi aspetti l'attuale Amministrazione continua a dimostrare tutti i propri limiti&rdquo;.</p>
<p>Civallero ha elencato una serie di criticit&agrave; che, a suo giudizio, sono ormai evidenti a tutti i cittadini. &ldquo;Gli sfalci dell'erba vengono effettuati con grave ritardo e molte aree verdi sono diventate vere e proprie &lsquo;savane urbane&rsquo;. L'area del ponte sul Gesso, dove erano stati piantati i tulipani donati dalla Contessa di Pralormo, &egrave; stata completamente abbandonata: i bulbi non sono stati ripiantati e l'aiuola versa in condizioni di evidente degrado&rdquo;.</p>
<p>Il Viale degli Angeli, tanto caro ai Cuneesi e altri viali cittadini presentano alberi secchi lasciati per mesi senza essere sostituiti, mentre molte alberature necessiterebbero di interventi di potatura mai eseguiti. &ldquo;Anche la pulizia delle strade e delle aree pubbliche &ndash; sottolinea Civallero - &egrave; sensibilmente peggiorata. Da quando &egrave; cambiata la gestione del servizio di nettezza urbana, il decoro cittadino &egrave; diminuito e numerosi quartieri risultano sporchi e trascurati. A questo si aggiungono cestini portarifiuti frequentemente colmi e aree pubbliche prive della necessaria manutenzione&rdquo;.</p>
<p>Particolarmente critica anche la situazione di piazza Europa. &ldquo;Piazza Europa rappresenta il simbolo dell'immobilismo dell'Amministrazione. Dopo anni di polemiche, tutto &egrave; rimasto fermo: la fontana &egrave; ancora incompleta, le aree verdi sono lasciate all'incuria e persino i cedri non ricevono gli interventi di manutenzione ordinaria che sarebbero stati possibili nei mesi invernali. &Egrave; l'immagine di una citt&agrave; bloccata&rdquo;.</p>
<p>Non meno grave secondo Civallero &egrave; lo stato della viabilit&agrave;. &ldquo;Le buche sono ormai diffuse su gran parte della rete stradale cittadina. Ai dissesti si aggiungono i continui rattoppi eseguiti dopo gli interventi sui sottoservizi, spesso realizzati senza considerare l'assestamento del terreno, con il risultato che nel giro di poco tempo si formano nuovi avvallamenti e ulteriori disagi per automobilisti, motociclisti e ciclisti&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;La sensazione diffusa &ndash; dichiara il consigliere comunale - &egrave; quella di una citt&agrave; che sta lentamente perdendo quella qualit&agrave; urbana che per decenni ha rappresentato un motivo di orgoglio per Cuneo&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;L'incuria e la mancanza di programmazione sono diventate il tratto distintivo di un'Amministrazione comunale, a trazione PD, che non riesce pi&ugrave; a garantire gli standard di manutenzione e decoro che la Cittadinanza si aspetta&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Chiedo alla Sindaca &ndash; conclude Franco Civallero - un piano straordinario di interventi per il recupero del verde pubblico, la sistemazione delle balconate dei viali cittadini, la sostituzione delle alberature compromesse, il ripristino del decoro urbano e un programma serio di manutenzione della rete stradale. I cuneesi meritano una citt&agrave; curata, sicura e decorosa, &egrave; tempo di abbandonare la propaganda e passare finalmente ai fatti. Cuneo deve tornare a essere la citt&agrave; bella e ordinata che tutti ricordano e che oggi, purtroppo, appare sempre pi&ugrave; lontana&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Sun, 26 Jul 2026 09:37:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Racconigi, il sottopasso fa ancora discutere: "La lettera di Oderda una pessima pagina di storia politica"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/racconigi-il-sottopasso-fa-ancora-discutere-la-lettera-di-oderda-una-pessima-pagina-di-storia-politica_124720.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/racconigi-il-sottopasso-fa-ancora-discutere-la-lettera-di-oderda-una-pessima-pagina-di-storia-politica_124720.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124720/154391.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Non si placa, a Racconigi, la polemica relativa al sottopasso ferroviario, i cui lavori sono stati <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/racconigi-il-tar-ferma-i-lavori-per-il-sottopasso-il-sindaco-tuona-citta-ostaggio-delle-fantasie-di-pochi_124670.html" target="_blank" rel="follow">sospesi dal Tar</a> dopo il ricorso presentato da un gruppo di cittadini. Nei giorni scorsi il sindaco Valerio Oderda era intervenuto con una <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/racconigi-il-tar-ferma-i-lavori-per-il-sottopasso-il-sindaco-tuona-citta-ostaggio-delle-fantasie-di-pochi_124670.html" target="_blank" rel="follow">lettera aperta</a> dai toni molto duri, ora arriva la replica di Patrizia Gorgo, capogruppo della minoranza ed ex candidata a Sindaca. Di seguito il testo completo.</p>
<p>&ldquo;La lettera aperta che il Sindaco di Racconigi ha pubblicato ieri, sul proprio profilo Facebook e che ha successivamente diffuso sui giornali locali, crea indubbiamente uno spartiacque e rappresenta una pessima pagina di storia politica racconigese.&nbsp;</p>
<p>Ai toni da campagna elettorale permanente siamo, purtroppo, tristemente abituati e li conosciamo, ma il fatto &egrave; grave per ci&ograve; che rappresenta perch&eacute; &egrave; il momento in cui il Sindaco smette di parlare come figura istituzionale e sceglie di farlo come parte processuale e avversario personale di alcuni dei suoi stessi concittadini.</p>
<p>Non &egrave; una questione di stile. &Egrave; una questione di ruolo.</p>
<p>Un Sindaco che pubblica nome e cognome di nove persone, persone che hanno legittimamente esercitato il diritto, garantito a chiunque, di chiedere a un giudice di verificare la legittimit&agrave; di un'opera pubblica, non sta informando la comunit&agrave;, ma sta additando dei bersagli. Li consegna alla pubblica riprovazione, li espone come nemici, li qualifica, con una metafora non casuale, come carcerieri: 'Un'intera citt&agrave; costretta ad aspettare ancora, in ostaggio delle fantasie di pochi'. &Egrave; stato scritto esattamente cos&igrave; e chi ha scritto ha agito consapevolmente per dare un effetto alle proprie parole, per ottenere un riscontro preciso.</p>
<p>Fare i nomi non &egrave; mai un gesto neutro. In un tempo in cui la violenza verbale e fisica riempie le cronache e talvolta degenera in qualcosa di molto pi&ugrave; grave, un Sindaco che, dalla propria posizione di autorit&agrave; e con la cassa di risonanza dei canali istituzionali, firma una lista di &ldquo;nemici della comunit&agrave;&rdquo; compie un atto di irresponsabilit&agrave; che la citt&agrave; di Racconigi non merita. Generare odio non &egrave; un atto di governo, &egrave; esattamente il contrario.</p>
<p>E a proposito di citazioni latine, visto che la lettera conclude con un 'Cui prodest?', lasciato sospeso nella sua ambiguit&agrave;, quasi ad insinuare chiss&agrave; quale macchinazione dietro un legittimo ricorso al giudice amministrativo, sarebbe meglio che una citazione, quando si decide di usarla, vada riportata per intero: &ldquo;cui prodest scelus, is fecit&rdquo; (colui al quale il delitto porta vantaggi, quello ne &egrave; l'autore), ma di reati e vantaggi ci sar&agrave; tempo di parlare e lasciar parlare gli organi competenti.</p>
<p>Ci tengo per&ograve; a ricordare che il delitto, in questa vicenda, non &egrave; il ricorso di nove cittadini, ma piuttosto &egrave; un'opera pubblica calata dall&rsquo;alto, mai discussa con la minoranza e la comunit&agrave;, con tempi esecutivi raddoppiati, oneri pubblici per i danni che deriveranno dall'esecuzione dei lavori e per i costi di mantenimento del sottopasso ferroviario.&nbsp;</p>
<p>Sarebbe giusto fare un passo indietro e ritirare la lettera, tuttavia dubito che sia un gesto possibile per chi non &egrave; mai uscito dalla campagna elettorale, &egrave; doveroso ricordare che la fascia tricolore non &egrave; un accessorio ma un vincolo e quando la si indossa non si fanno elenchi di cittadini da consegnare alla gogna mediatica con tutte le conseguenze che ne possono derivare&rdquo;.</p>
<p>Avvocato Patrizia Gorgo  Lista Civica Patrizia Gorgo Sindaco per Racconigi&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Sun, 26 Jul 2026 07:04:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item></channel></rss>
