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<p>Tre inaugurazioni in un solo giorno, un investimento complessivo di circa 7,5 milioni di euro e un obiettivo dichiarato: cambiare il modo in cui i cittadini accedono ai servizi sanitari, spostando il baricentro dell'assistenza dall'ospedale al territorio.</p>
<p>Una trasformazione destinata a incidere profondamente sull'organizzazione della sanit&agrave; pubblica, ma che continua ad alimentare interrogativi e polemiche. Se da una parte la Regione Piemonte e l'Asl CN1 rivendicano il rispetto dei tempi imposti dal PNRR e l'avvio di un modello assistenziale destinato a rafforzare la medicina di prossimit&agrave;, dall'altra opposizioni e organizzazioni sindacali chiedono garanzie sulla disponibilit&agrave; del personale necessario per rendere realmente operative le nuove strutture.</p>
<p>Per comprendere il dibattito &egrave; necessario partire da una domanda semplice: <strong>che differenza c'&egrave; tra una Casa di Comunit&agrave; e un Ospedale di Comunit&agrave;?</strong></p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153750.jpg" alt="Il taglio del nastro a Saluzzo" loading="lazy"><br><br>Casa di Comunit&agrave; e Ospedale di Comunit&agrave;: due strutture diverse, un unico obiettivo</h2>
<p>I due nomi vengono spesso utilizzati come se indicassero la stessa cosa. In realt&agrave; svolgono funzioni profondamente diverse e rappresentano due pilastri complementari della riforma della sanit&agrave; territoriale introdotta dal Decreto Ministeriale 77.</p>
<p>La <strong>Casa di Comunit&agrave; </strong>&egrave; il punto di riferimento sanitario di prossimit&agrave;. Non &egrave; un ospedale e non prevede ricoveri. &Egrave; il luogo in cui il cittadino pu&ograve; trovare, nello stesso edificio, molti dei servizi che fino a oggi erano distribuiti tra sedi diverse.</p>
<p>Al suo interno trovano spazio i medici di medicina generale, gli infermieri di famiglia e comunit&agrave;, gli specialisti ambulatoriali, i consultori, i punti prelievo, i servizi sociali e numerose attivit&agrave; dedicate alla prevenzione e alla presa in carico dei pazienti cronici.</p>
<p>L'obiettivo &egrave; semplice: evitare che una persona debba rivolgersi all'ospedale anche quando non ne ha realmente bisogno.</p>
<p>Un paziente diabetico, ad esempio, potr&agrave; effettuare controlli periodici, visite specialistiche, esami e monitoraggi nello stesso presidio, con un percorso assistenziale coordinato. Lo stesso vale per persone affette da scompenso cardiaco, broncopneumopatie croniche o altre patologie che richiedono controlli frequenti, ma non un ricovero ospedaliero.</p>
<p>L'<strong>Ospedale di Comunit&agrave;</strong>, invece, &egrave; una struttura residenziale dotata di posti letto. Non si tratta per&ograve; di un reparto ospedaliero tradizionale.</p>
<p>&Egrave; destinato ai cosiddetti pazienti 'non acuti': persone che hanno superato la fase pi&ugrave; critica della malattia, ma che non sono ancora nelle condizioni di rientrare al proprio domicilio in sicurezza.</p>
<p>Pensiamo, ad esempio, a un anziano dimesso dopo una polmonite, un intervento chirurgico o una frattura. Non necessita pi&ugrave; delle cure intensive garantite dall'ospedale, ma ha ancora bisogno di assistenza infermieristica continuativa, fisioterapia o monitoraggio clinico prima del ritorno a casa.</p>
<p>&Egrave; proprio questo il ruolo degli Ospedali di Comunit&agrave;: rappresentare il ponte tra il ricovero ospedaliero e il domicilio, alleggerendo al tempo stesso la pressione sui Pronto Soccorso e sui reparti per acuti.</p>
<p>Le degenze sono generalmente limitate a poche settimane e l'assistenza &egrave; affidata prevalentemente al personale infermieristico, con il supporto dei medici di medicina generale e degli specialisti.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153751.jpg" alt="Il taglio del nastro a Savigliano" loading="lazy"><br><br>Il nuovo tassello della rete dell'Asl CN1</h2>
<p>Le tre strutture inaugurate mercoled&igrave; rappresentano un ulteriore passo nel percorso avviato dall'Asl CN1 con le precedenti aperture di Verzuolo, Dronero e Borgo San Dalmazzo.</p>
<p>A <strong>Savigliano</strong> &egrave; stata inaugurata la nuova <strong>Casa della Comunit&agrave;</strong>, realizzata all'interno del Corpo M dell'ospedale cittadino grazie a un investimento di circa 1,85 milioni di euro. L'attivazione dei servizi &egrave; prevista entro la fine del mese e la struttura diventer&agrave; uno dei punti di riferimento per l'assistenza territoriale del distretto.</p>
<p>A <strong>Saluzzo</strong> ha aperto invece il nuovo <strong>Ospedale di Comunit&agrave;</strong>, finanziato con circa 2,5 milioni di euro e dotato di venti posti letto. I primi pazienti saranno accolti a partire dal 21 luglio.</p>
<p>Stessa data anche per l'<strong>Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo</strong>, ricavato negli spazi completamente riqualificati dell'ex Mater Amabilis grazie a un investimento di 3,15 milioni di euro, ai quali si aggiunge il contributo di 250 mila euro della Fondazione CRC destinato alla ristrutturazione di parte degli ambienti.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153752.jpg" alt="Il taglio del nastro a Cuneo" loading="lazy"></p>
<p>La struttura non ospiter&agrave; soltanto i venti posti letto dell'Ospedale di Comunit&agrave;, gestiti in convenzione con l'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle, ma diventer&agrave; progressivamente una vera cittadella dei servizi sanitari.</p>
<p>Sono gi&agrave; stati trasferiti la Continuit&agrave; assistenziale (l'ex Guardia Medica) e il Consultorio familiare, mentre entro la fine dell'anno arriver&agrave; anche la Neuropsichiatria Infantile. Parallelamente verranno riorganizzati altri servizi aziendali con l'obiettivo di concentrare attivit&agrave; oggi distribuite in sedi differenti e ridurre anche alcuni costi di gestione.<br><br></p>
<h2>Una riforma che guarda oltre gli edifici</h2>
<p>Le nuove strutture fanno parte della pi&ugrave; ampia rete della sanit&agrave; territoriale che l'Asl CN1 sta realizzando grazie ai fondi europei del PNRR.</p>
<p>Sono gi&agrave; operative le quattro Centrali Operative Territoriali di Cuneo, Saluzzo, Savigliano e Mondov&igrave;, mentre entro la fine del mese saranno attive complessivamente nove Case della Comunit&agrave;.</p>
<p>A settembre sono previste ulteriori inaugurazioni, a partire dalla Casa della Comunit&agrave; di Dogliani e dalla restante parte del presidio di Saluzzo, cui seguiranno Ceva e Fossano.</p>
<p>Per l'assessore regionale alla Sanit&agrave;&nbsp;<strong>Federico Riboldi</strong>, il completamento delle opere rappresenta un traguardo importante non solo sotto il profilo edilizio, ma anche amministrativo. "Il Piemonte ha raggiunto il 100% degli obiettivi previsti dal target grazie all'impegno di tutti i soggetti coinvolti che hanno fatto un grande sforzo per rispettare i tempi", ha sottolineato durante l'inaugurazione di Cuneo.</p>
<p>Sulla stessa linea anche il direttore generale dell'Asl CN1 <strong>Giuseppe Guerra</strong>, che ha definito quello compiuto dall'azienda sanitaria "uno sforzo non indifferente" su un territorio vasto come quello della provincia di Cuneo.</p>
<p>L'obiettivo, ha spiegato, &egrave; costruire una rete capace di garantire continuit&agrave; assistenziale, servizi infermieristici e ambulatori specialistici all'interno dei quattro distretti sanitari, rendendo realmente concreta quella medicina di prossimit&agrave; che rappresenta il cuore della riforma.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153755.jpg" alt="Inaugurazione dell'Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo" loading="lazy"></p>
<h2>Dalla teoria alla pratica: "Ora la sfida &egrave; far funzionare queste strutture"</h2>
<p><br>Se la giornata del 15 luglio &egrave; stata caratterizzata da tre tagli del nastro, il messaggio emerso dagli interventi delle istituzioni &egrave; stato sostanzialmente uno: il lavoro sulle strutture &egrave; terminato, ora inizia quello sull'organizzazione dei servizi.</p>
<p>L'assessore regionale alla Sanit&agrave; <strong>Federico Riboldi</strong> ha aperto l'inaugurazione dell'Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo ricordando come il nuovo presidio sia destinato a servire innanzitutto la comunit&agrave; locale. "Perch&eacute; si chiama Ospedale di Comunit&agrave;? Perch&eacute; l'ospedale, come lo intendiamo normalmente, accoglie pazienti che arrivano anche da altre province o da altre regioni. Questi edifici invece nascono per servire la comunit&agrave; di residenza, in questo caso quella della citt&agrave; di Cuneo".</p>
<p>L'assessore ha rivendicato soprattutto il rispetto delle scadenze imposte dall'Unione Europea, sottolineando come il Piemonte sia riuscito a completare gli interventi finanziati dal PNRR senza perdere risorse. "Questa provincia e questa Asl hanno saputo affrontare gli interventi del PNRR con capacit&agrave;, rapidit&agrave; e solerzia. Non abbiamo perso finanziamenti e non tutte le regioni italiane possono dire di aver raggiunto il cento per cento degli obiettivi&rdquo;.</p>
<p>Per Riboldi, tuttavia, il completamento degli edifici rappresenta soltanto il punto di partenza di una trasformazione molto pi&ugrave; ampia: "Questi finanziamenti rappresentano il futuro della sanit&agrave; pubblica. Consentono di fare pi&ugrave; prevenzione, curare le persone vicino a casa e offrire servizi che permettono ai cittadini di trascorrere qui il periodo necessario dopo la dimissione dall'ospedale oppure di essere ricoverati quando non &egrave; necessaria un'assistenza ad alta intensit&agrave;".</p>
<p>L'assessore ha ricordato come la rete piemontese della sanit&agrave; territoriale comprender&agrave; complessivamente circa <strong>170 strutture</strong>, tra Case della Comunit&agrave;, Ospedali di Comunit&agrave; e Centrali Operative Territoriali, alle quali si aggiungeranno numerose Case della Comunit&agrave; "spoke" nate su iniziativa dei territori.</p>
<p>"&Egrave; una rete importante che cambier&agrave; il futuro della sanit&agrave;. &Egrave; stata immaginata durante il primo governo Cirio con l'assessore Icardi e oggi stiamo completando quel percorso".</p>
<h2><br>Guerra: "L'ex Mater Amabilis diventer&agrave; una vera cittadella della salute"</h2>
<p>Se Riboldi ha inquadrato il progetto nella strategia regionale, il direttore generale dell'Asl CN1<strong> Giuseppe Guerra</strong> &egrave; entrato nel dettaglio di ci&ograve; che accadr&agrave; concretamente all'interno dell'ex Mater Amabilis.</p>
<p>Il nuovo Ospedale di Comunit&agrave;, ha spiegato, rappresenta soltanto una parte del progetto.</p>
<p>L'obiettivo dell'Asl &egrave; infatti trasformare l'intero complesso in una vera e propria cittadella sanitaria. "Qui abbiamo gi&agrave; trasferito il Consultorio familiare, la Continuit&agrave; assistenziale, quella che un tempo era la Guardia Medica, dotandola anche di tutti i sistemi di sicurezza e videosorveglianza a tutela degli operatori".</p>
<p>Entro la fine dell'anno arriver&agrave; anche la Neuropsichiatria Infantile, trasferimento che consentir&agrave; di liberare spazi nella sede di corso Francia.</p>
<p>Da l&igrave; prender&agrave; il via un effetto domino che permetter&agrave; di riorganizzare altri servizi aziendali: "La Neuropsichiatria lascer&agrave; liberi i locali di corso Francia, dove potremo trasferire la Medicina Legale, le commissioni invalidi e il servizio vaccinazioni, oggi collocato al primo piano. Portando questi servizi al piano terra miglioreremo l'accessibilit&agrave; per le famiglie e recupereremo ulteriori spazi".</p>
<p>La riorganizzazione consentir&agrave; inoltre di eliminare alcune sedi in affitto: "Appena liberato il primo piano di corso Francia, potremo portare a Cuneo il servizio screening che oggi si trova a Boves, riducendo cos&igrave; anche i costi di gestione. &Egrave; un primo passo nella direzione del contenimento della spesa che la Regione ci ha chiesto".</p>
<p>Un progetto che, ha spiegato Guerra, &egrave; stato possibile anche grazie alla collaborazione con il Comune di Cuneo e al <strong>contributo di 250 mila euro della Fondazione CRC</strong>, utilizzato per completare la riqualificazione degli spazi dell'ex Mater Amabilis.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153756.jpg" alt="Franco Ripa, DG Santa Croce, e Giuseppe Guerra, DG Asl CN1" loading="lazy"><br><br>La collaborazione con il Santa Croce</h2>
<p>Tra i passaggi pi&ugrave; significativi dell'intervento del direttore generale c'&egrave; anche quello dedicato al rapporto con l'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle.</p>
<p>Secondo Guerra, negli ultimi anni la collaborazione tra le due aziende &egrave; diventata sempre pi&ugrave; stretta. Ha ricordato, ad esempio, gli accordi raggiunti sulla Ginecologia e sulla Neurologia e ha annunciato che anche il nuovo Ospedale di Comunit&agrave; nascer&agrave; all'interno di questa logica di rete.</p>
<p>"I venti posti letto saranno inseriti nel modello previsto dal DM77, ma potranno contare anche sulla collaborazione della Geriatria del Santa Croce. Oggi fare rete non &egrave; pi&ugrave; una scelta, &egrave; una necessit&agrave;".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153757.jpg" alt="Luigi Genesio Icardi all'inaugurazione a Saluzzo" loading="lazy"><br><br>Icardi: "Il primo luogo di cura &egrave; il domicilio"</h2>
<p>Particolarmente articolato anche l'intervento del presidente della Commissione Sanit&agrave; del Consiglio regionale&nbsp;<strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, che ha ricordato come il progetto affondi le proprie radici nel precedente mandato della Giunta Cirio, quando ricopriva l'incarico di assessore regionale alla Sanit&agrave;.</p>
<p>"Mi fa piacere vedere concluso un percorso che abbiamo iniziato anni fa. In Italia non &egrave; cos&igrave; scontato vedere un'opera partire e poi essere completata nei tempi previsti".</p>
<p>Icardi ha posto per&ograve; l'attenzione soprattutto sulla filosofia della riforma sanitaria: "L'Ospedale di Comunit&agrave; &egrave; importante, ma da solo non basta".</p>
<p>Secondo l'ex assessore, il vero cambiamento consiste nel riportare il pi&ugrave; possibile l'assistenza direttamente nelle case dei pazienti: "Come ricorda anche il Decreto Ministeriale 77, il primo luogo di cura &egrave; il domicilio. Tutti coloro che possono essere assistiti a casa devono poter restare a casa. Le strutture territoriali servono proprio a sostenere questo modello".</p>
<p>Una rete che, nelle intenzioni della Regione, dovrebbe contribuire anche a ridurre uno dei problemi pi&ugrave; rilevanti della sanit&agrave; italiana: il sovraffollamento dei Pronto Soccorso.</p>
<p>"Abbiamo ancora troppi accessi impropri. Molti cittadini si rivolgono al Pronto Soccorso per problemi che potrebbero essere affrontati sul territorio. Rafforzare la medicina di prossimit&agrave; significa anche liberare gli ospedali da questa pressione".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153758.jpg" alt="Patrizia Manassero, Federico Riboldi e Giuseppe Guerra" loading="lazy"><br><br>Manassero: "Un buon risultato, ma resta un filo di preoccupazione"</h2>
<p>Parole di soddisfazione sono arrivate anche dalla sindaca di Cuneo <strong>Patrizia Manassero</strong>, che ha ricordato il lavoro svolto insieme all'Asl per individuare la sede dell'Ospedale di Comunit&agrave;.</p>
<p>Quando venne richiesto un edificio da destinare al progetto, il Comune individu&ograve; l'ex Mater Amabilis, allora utilizzato come RSA ma ormai non pi&ugrave; adeguato agli standard richiesti. "La trasformazione &egrave; stata davvero importante. Chi conosceva questa struttura sa quanto fosse complesso intervenire su un edificio di questa et&agrave;".</p>
<p>La sindaca ha espresso apprezzamento per l'avvio dei servizi e per le rassicurazioni ricevute sul personale. "Ci rassicurano le parole dell'assessore e il fatto di aver gi&agrave; visto personale infermieristico presente".</p>
<p>Allo stesso tempo, per&ograve;, non ha nascosto che il vero banco di prova inizier&agrave; soltanto con l'apertura: "Continueremo a mantenere quel filo di preoccupazione sulla gestione e sulla tenuta delle strutture, ascoltiamo con attenzione quanto ci viene illustrato".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153759.jpg" alt="L'inaugurazione a Cuneo" loading="lazy"><br><br>Il nodo del personale: la vera sfida inizia adesso</h2>
<p>Se sui nuovi edifici il consenso &egrave; pressoch&eacute; unanime, il confronto si accende quando si parla delle persone che dovranno farli funzionare.</p>
<p>La domanda &egrave; semplice quanto decisiva: <strong>chi lavorer&agrave; nelle nuove Case e nei nuovi Ospedali di Comunit&agrave;?</strong></p>
<p>&Egrave; attorno a questo interrogativo che si concentra il dibattito politico e sindacale degli ultimi giorni.</p>
<p>Tra le voci pi&ugrave; critiche c'&egrave; quella della consigliera regionale di Alleanza Verdi Sinistra <strong>Giulia Marro</strong>, presente a tutte e tre le inaugurazioni.</p>
<p>"L'apertura di queste nuove strutture &egrave; certamente una buona notizia per la medicina di prossimit&agrave;, che punta ad avvicinare i servizi alle persone, costruire percorsi di cura meno frammentati e alleggerire la pressione sugli ospedali. Gli edifici, per&ograve;, da soli non bastano per garantire un servizio di qualit&agrave;".</p>
<p>Secondo Marro il successo della riforma non dipender&agrave; dalla conclusione dei cantieri, ma dalla capacit&agrave; di rendere realmente operativi i nuovi presidi: "Il vero obiettivo &egrave; farli funzionare. Oltre alla costruzione di strutture adeguate serve una programmazione puntuale del lavoro del personale e dei servizi erogati. &Egrave; questo che dovranno verificare anche i certificatori europei attesi nei prossimi giorni".</p>
<p>Durante gli incontri inaugurali, ricorda la consigliera regionale, l'Asl CN1 ha confermato che i primi pazienti saranno accolti negli Ospedali di Comunit&agrave; di Cuneo e Saluzzo a partire dal 21 luglio, mentre la Casa della Comunit&agrave; di Savigliano entrer&agrave; progressivamente in funzione entro la fine del mese.</p>
<p>Le rassicurazioni, tuttavia, non dissipano tutti i dubbi: "Il direttore generale Giuseppe Guerra ci ha assicurato che il personale ci sar&agrave; e che a settembre &egrave; previsto un confronto con le organizzazioni sindacali. Sar&agrave; un passaggio importante, soprattutto alla luce della recente circolare regionale sulle assunzioni".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153760.jpg" alt="Giulia Marro all'inaugurazione a Cuneo" loading="lazy"><br><br>La circolare della Regione e i dubbi sulle nuove assunzioni</h2>
<p>Negli ultimi giorni il tema degli organici &egrave; tornato al centro dell'attenzione anche per effetto della richiesta avanzata dall'assessore regionale Federico Riboldi alle aziende sanitarie piemontesi di effettuare una ricognizione della spesa e del personale.</p>
<p>L'assessore ha chiarito che non si tratta di un blocco delle assunzioni, ma di un'operazione finalizzata a governare meglio le risorse economiche in una fase complessa per i conti della sanit&agrave; piemontese.</p>
<p>Una spiegazione che, per&ograve;, non convince completamente le opposizioni.<br>"La circolare viene descritta come una semplice ricognizione - osserva Marro - ma nella sostanza indica alle Asl un preciso obiettivo di contenimento della spesa e rischia di tradursi in un forte rallentamento delle nuove assunzioni".</p>
<p>Da qui la domanda che la consigliera regionale continua a porre: "Il personale sar&agrave; aggiuntivo oppure verr&agrave; semplicemente spostato da altri servizi? Se non verranno autorizzate nuove assunzioni pubbliche, con quale personale saranno fatti funzionare questi nuovi presidi?"</p>
<p>Secondo Marro, le rassicurazioni ascoltate durante le inaugurazioni rappresentano un segnale positivo, ma dovranno trovare conferma nei fatti: "La cittadinanza ha bisogno di tornare a credere nella sanit&agrave; pubblica. Se questo modello funzioner&agrave; potr&agrave; restituire fiducia al Servizio sanitario; se invece rester&agrave; incompleto, il rischio &egrave; che sempre pi&ugrave; persone siano costrette a rivolgersi alla sanit&agrave; privata".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153763.jpg" alt="Federico Riboldi all'inaugurazione di Saluzzo" loading="lazy"><br><br>Riboldi: "Non sono scatole vuote"</h2>
<p>Le critiche sul personale sono state affrontate direttamente dall'assessore Riboldi durante l'inaugurazione di Cuneo.</p>
<p>Con toni decisi, l'assessore ha respinto l'accusa secondo cui le nuove strutture rischierebbero di trasformarsi in semplici contenitori privi di servizi: "Voglio confutare definitivamente la voce di alcuni che dicono che queste sono scatole vuote".</p>
<p>Riboldi ha ricordato che il completamento delle opere PNRR non viene valutato esclusivamente sotto il profilo edilizio: "I certificatori europei non vengono a verificare se gli edifici sono belli o climatizzati. Controllano la capacit&agrave; delle strutture di offrire servizi. E la capacit&agrave; di offrire servizi &egrave; basata sul personale".</p>
<p>"La Comunit&agrave; Europea non certifica strutture che non hanno personale".</p>
<p>L'assessore ha quindi rivendicato l'incremento degli organici registrato negli ultimi anni in Piemonte: "Dal 2019 a oggi abbiamo aumentato il personale della sanit&agrave; regionale di 4.200 unit&agrave;. Oggi siamo circa il 3% sopra la media nazionale. &Egrave; uno sforzo che costa quasi 200 milioni di euro all'anno, ma che ci permette di affrontare anche la nuova organizzazione della sanit&agrave; territoriale".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153764.jpg" alt="Ambulatorio di Savigliano" loading="lazy"><br><br>Dai concorsi Azienda Zero agli avvisi di Amos: la ricerca del personale</h2>
<p>Che il tema degli organici sia oggi la principale sfida della riforma lo dimostra anche un altro elemento: parallelamente all'apertura delle nuove strutture <strong>Amos</strong> ha pubblicato specifici avvisi di manifestazioni di interesse per la formazione di un elenco aperto di infermieri professionali da cui attingere per assegnare singoli incarichi o collaborazioni <strong>con gli Ospedali di Comunit&agrave; di Cuneo e Saluzzo</strong>.</p>
<p>L&rsquo;avviso di Amos complementa il<strong> maxiconcorso regionale di Azienda Zero</strong> per la copertura di <strong>331 posti di infermiere</strong> nelle ASL piemontesi, le cui graduatorie verranno utilizzate anche sul territorio di Cuneo.</p>
<p>Il reclutamento del personale rappresenta quindi una delle priorit&agrave; operative di questa fase: l'avvio dei nuovi servizi non passa soltanto attraverso il completamento degli edifici, ma anche dalla capacit&agrave; di reperire professionisti sufficienti a garantire la piena operativit&agrave; dei reparti.</p>
<h2><br>Le preoccupazioni dei sindacati</h2>
<p>Sul tema continuano a mantenere una posizione critica anche le organizzazioni sindacali.</p>
<p>Nei giorni scorsi la <strong>FP CGIL Cuneo</strong> aveva contestato la scelta dell'Asl CN1 di coprire i turni dei nuovi Ospedali di Comunit&agrave; attraverso la rotazione del personale gi&agrave; impiegato nei Distretti, sostenendo che la medicina territoriale non possa essere rafforzata "sottraendo risorse ai servizi gi&agrave; esistenti".</p>
<p>Analoga la posizione del <strong>NurSind</strong>, che ha lanciato un nuovo allarme sulla carenza di infermieri e operatori socio-sanitari.</p>
<p>Secondo il segretario territoriale <strong>Davide Canetti</strong>, il rischio &egrave; quello di inaugurare strutture moderne senza disporre degli organici necessari per renderle realmente operative: "Non basta costruire nuove strutture se poi mancano gli operatori chiamati a farle funzionare. Senza infermieri e OSS sufficienti il rischio &egrave; quello di sottrarre personale ai reparti e all'assistenza domiciliare, creando difficolt&agrave; in altri servizi gi&agrave; oggi sotto pressione".</p>
<p>Pur riconoscendo l'importanza del concorso regionale bandito attraverso Azienda Zero per l'assunzione di nuovi infermieri, il NurSind ritiene che le procedure richiederanno ancora tempo e che l'emergenza vada affrontata con interventi pi&ugrave; rapidi.</p>
<p>Per il sindacato la sfida della sanit&agrave; territoriale non potr&agrave; essere vinta soltanto con nuove strutture, ma richieder&agrave; un investimento stabile sulle professioni sanitarie.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153765.jpg" alt="Ugo Sturlese all'inagurazione di Cuneo" loading="lazy"><br><br>Il caso Cuneo: perch&eacute; manca una Casa della Comunit&agrave;?</h2>
<p>Accanto al tema del personale, un'altra questione continua a riemergere nel dibattito cittadino: fin dalla pubblicazione del piano regionale era stato infatti evidenziato come Cuneo, a differenza di altri centri della provincia, non avrebbe ospitato una Casa della Comunit&agrave;, ma soltanto un Ospedale di Comunit&agrave;.</p>
<p>Una scelta che negli anni ha suscitato perplessit&agrave; da parte di alcuni esponenti politici cittadini, tra cui il consigliere comunale <strong>Ugo Sturlese</strong>, che ha pi&ugrave; volte sostenuto come il capoluogo avrebbe dovuto disporre anche di un presidio dedicato ai servizi territoriali.</p>
<p>Il tema &egrave; riemerso anche durante l'inaugurazione. A margine degli interventi ufficiali, il direttore generale dell'Asl <strong>Giuseppe Guerra</strong> ha spiegato di aver condiviso con l'Amministrazione comunale una soluzione alternativa.</p>
<p>"L'Ospedale di Comunit&agrave; era previsto dal piano nazionale, la Casa della Comunit&agrave; no. Per&ograve; abbiamo deciso che cinque o sei ambulatori presenti all'interno della struttura diventeranno ambulatori della salute, cercando in questo modo di sopperire almeno in parte a quella mancanza".</p>
<p>Una spiegazione che non ha convinto Sturlese: "Secondo me questa non &egrave; una Casa della Comunit&agrave; e non sapete che cos'&egrave; una Casa della Salute", ha replicato il consigliere, confermando una contrapposizione che accompagna il progetto praticamente dalla sua nascita.</p>
<h2><br>La prova del nove inizier&agrave; il 21 luglio</h2>
<p>Il taglio del nastro segna soltanto l'inizio di un percorso, dal 21 luglio i primi pazienti entreranno negli Ospedali di Comunit&agrave; di Cuneo e Saluzzo, mentre entro la fine del mese prender&agrave; forma anche la nuova Casa della Comunit&agrave; di Savigliano. Da quel momento la riforma della sanit&agrave; territoriale uscir&agrave; definitivamente dai progetti, dai cantieri e dai rendering per confrontarsi con la quotidianit&agrave; dell'assistenza.</p>
<p>La sfida, infatti, non riguarda pi&ugrave; gli edifici. Le strutture ci sono, cos&igrave; come gli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che hanno permesso di realizzarle. Ora il banco di prova sar&agrave; un altro: riuscire a riempire quei muri di servizi, professionisti e percorsi di cura realmente accessibili ai cittadini.</p>
<p>L'obiettivo dichiarato della riforma &egrave; ambizioso: curare le persone il pi&ugrave; possibile vicino a casa, seguire con continuit&agrave; i pazienti cronici, ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso e costruire una rete capace di accompagnare il malato lungo tutto il percorso assistenziale, dall'ospedale al domicilio.</p>
<p>Su questo obiettivo, in fondo, sembrano concordare tutti. Maggioranza, opposizioni, amministratori locali e organizzazioni sindacali condividono l'idea che una sanit&agrave; territoriale pi&ugrave; forte rappresenti una necessit&agrave;, soprattutto in una provincia estesa e geograficamente complessa come quella di Cuneo.</p>
<p>Ci&ograve; che divide &egrave; il modo in cui raggiungere quel risultato.</p>
<p>Da una parte la Regione rivendica il rispetto delle scadenze del PNRR, il completamento delle opere e l'aumento degli organici registrato negli ultimi anni.</p>
<p>Dall'altra opposizioni e sindacati chiedono garanzie sul fatto che il personale destinato alle nuove strutture sia realmente sufficiente e aggiuntivo, senza impoverire altri servizi gi&agrave; oggi in difficolt&agrave;.</p>
<p>Sono interrogativi destinati a non trovare risposta nelle conferenze stampa o nei comunicati, ma nell'attivit&agrave; quotidiana dei prossimi mesi.</p>
<p>Saranno i tempi di presa in carico dei pazienti, la capacit&agrave; di alleggerire i Pronto Soccorso, il funzionamento delle &eacute;quipe territoriali e la reale integrazione tra medici di medicina generale, infermieri e specialisti a misurare il successo della riforma.</p>
<p>In altre parole, il futuro delle Case e degli Ospedali di Comunit&agrave; non sar&agrave; deciso il giorno dell'inaugurazione, ma da ci&ograve; che accadr&agrave; quando i cittadini inizieranno a varcarne la soglia.</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 17:45:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Fotovoltaico a terra, la Corte Costituzionale conferma il divieto nelle aree agricole]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fotovoltaico-a-terra-la-corte-costituzionale-conferma-il-divieto-nelle-aree-agricole_124292.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fotovoltaico-a-terra-la-corte-costituzionale-conferma-il-divieto-nelle-aree-agricole_124292.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124292/153741.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La sentenza della Corte costituzionale conferma la necessit&agrave; di tutelare il suolo destinato alla produzione alimentare. &Egrave; quanto sottolinea Coldiretti Cuneo commentando la notizia riportata oggi da Il Sole 24 Ore che rende noto come, con la sentenza n. 127/2026, la Corte costituzionale ha dichiarato infondate le questioni sollevate dal TAR Lazio, confermando la legittimit&agrave; del divieto di installare impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra nelle zone classificate agricole. Un pronunciamento che, secondo Coldiretti Cuneo, deve indurre il Piemonte a rafforzare la tutela delle aree agricole nel Disegno di legge regionale sull&rsquo;individuazione di ulteriori aree idonee all&rsquo;installazione di impianti da fonti rinnovabili.</p>
<p>&ldquo;&Egrave; un pronunciamento molto importante, che conferma un principio da noi sostenuto con forza: la transizione energetica pu&ograve; e deve essere perseguita senza sottrarre terreni alla produzione di cibo&rdquo; dichiara Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo. &ldquo;La decisione della Corte costituzionale non riguarda direttamente il provvedimento piemontese, ma rappresenta un ulteriore e significativo elemento di cui il Consiglio regionale potr&agrave; tenere conto nel rafforzare la tutela del suolo agricolo&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Proprio mentre la Corte costituzionale riconosce la piena legittimit&agrave; di una disciplina nazionale volta a limitare l&rsquo;utilizzo delle superfici agricole per l&rsquo;installazione di pannelli fotovoltaici, ci sembra coerente non ampliare, nel Disegno di legge regionale, le aree agricole considerate idonee&rdquo; sottolinea Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo. &ldquo;La priorit&agrave; deve andare ai tetti degli edifici, ai parcheggi, alle aree industriali dismesse e alle superfici gi&agrave; compromesse, evitando che i terreni produttivi diventino terreno di conquista per iniziative speculative&rdquo;.</p>
<p>Coldiretti Cuneo ribadisce il proprio sostegno allo sviluppo delle fonti rinnovabili, ma chiede che venga rispettata una precisa gerarchia nell&rsquo;utilizzo delle superfici: prima quelle edificate, impermeabilizzate, dismesse o degradate; nelle aree agricole, soltanto soluzioni realmente compatibili con la prosecuzione dell&rsquo;attivit&agrave; produttiva.</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 16:15:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Qualità dell’aria: il Piemonte sempre più virtuoso]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/qualita-dellaria-il-piemonte-sempre-piu-virtuoso_124287.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/qualita-dellaria-il-piemonte-sempre-piu-virtuoso_124287.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124287/153733.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;I dati ufficiali validati da Ispra confermano il trend di miglioramento della qualit&agrave; dell'aria in Piemonte. Grazie all'applicazione della metodologia nazionale che permette di sottrarre il contributo naturale delle polveri desertiche provenienti dal Sahara, le stazioni che nel 2025 non hanno rispettato il limite giornaliero di PM10 scendono da 6 a 5&rdquo;, lo ha rivendicato con forza l&rsquo;assessore regionale all&rsquo;Ambiente, Matteo Marnati, durante il Tavolo dell&rsquo;Aria svoltosi oggi nel Grattacielo Piemonte. Un momento strategico di coordinamento con i sindaci del territorio per pianificare le nuove misure strutturali in vista della stagione autunno-inverno 2026/2027.</p>
<p>&ldquo;La stazione di Torino Lingotto - ha spiegato Marnati - beneficia della deduzione di 4 giornate di intrusione sahariana, scendendo da 38 a 34 superamenti e rientrando cos&igrave; pienamente nei limiti di legge. Questo dimostra l&rsquo;importanza di un'analisi scientifica e rigorosa dei dati, che ci permette di distinguere l'impatto delle emissioni locali dai fenomeni naturali globali, supportando al meglio le nuove misure e il costante lavoro che, insieme alle amministrazioni locali, stiamo portando avanti per la tutela del nostro territorio&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;appuntamento di oggi &egrave; stato fondamentale per illustrare le strategie e le azioni che la Regione sta mettendo in campo per il miglioramento della qualit&agrave; dell'aria sul territorio, in linea con le indicazioni nazionali e comunitarie. Il Piano, strumento chiave per la lotta all'inquinamento atmosferico, ha appena superato un passaggio legislativo decisivo ricevendo il via libera dalla Commissione Ambiente del Consiglio regionale. Ora il testo &egrave; pronto per il prossimo e definitivo passaggio in Aula per l'approvazione finale entro fine luglio.</p>
<p>La Regione Piemonte ha evitato il blocco dei veicoli diesel Euro 5 nell'area metropolitana di Torino e a Novara approvando un pacchetto di misure compensative e alternative equivalenti sotto il profilo dell'abbattimento delle emissioni: biocarburanti (HVO), carte sconto, semafori con Intelligenza artificiale, cubi filtranti urbani, bandi per car/bike sharing e velostazioni, rottamazione di stufe obsolete e colture agricole anti-smog.</p>
<p>A rendere particolarmente significativo l'incontro di oggi &egrave; l'annuncio di importanti novit&agrave; sul fronte delle risorse. La Regione Piemonte ha infatti informato della prossima apertura di un bando specifico da 30 milioni di euro (Rigenerazione Urbana) rivolto ai Comuni che verr&agrave; presentato il 21 luglio. L'obiettivo &egrave; supportare la capacit&agrave; di spesa e di progettazione dei Comuni, soprattutto dei pi&ugrave; piccoli, garantendo che le linee guida del Piano regionale della qualit&agrave; dell&rsquo;aria si traducano in interventi a tutela della salute dei cittadini.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 15:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Autonomia differenziata, Cirio e Bussalino: "Passi concreti dal Senato, Piemonte più forte"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/autonomia-differenziata-cirio-e-bussalino-passi-concreti-dal-senato-piemonte-piu-forte_124267.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/autonomia-differenziata-cirio-e-bussalino-passi-concreti-dal-senato-piemonte-piu-forte_124267.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124267/153692.jpg" title="Il presidente della Regione Alberto Cirio" alt="Il presidente della Regione Alberto Cirio" /><br /><div>&ldquo;Il via libera del Senato alle pre-intese sull&rsquo;Autonomia differenziata rappresenta un ulteriore passo avanti verso un modello istituzionale pi&ugrave; moderno, efficiente e vicino ai territori. Per il Piemonte significa poter valorizzare maggiormente le proprie competenze, rendere pi&ugrave; efficace l&rsquo;azione amministrativa e garantire servizi sempre pi&ugrave; rispondenti alle esigenze di cittadini, imprese ed enti locali. Continueremo a lavorare con il Governo e con il ministro Roberto Calderoli affinch&eacute; questo percorso giunga rapidamente a compimento, con l&rsquo;obiettivo di offrire opportunit&agrave; di crescita e sviluppo all&rsquo;intero Paese, partendo dalla forza delle sue Regioni.&rdquo;&nbsp;Cos&igrave; il presidente della Regione Piemonte&nbsp;Alberto Cirio&nbsp;e l&rsquo;assessore all&rsquo;Autonomia&nbsp;Enrico Bussalino&nbsp;commentano il via libera del Senato alle pre-intese sull&rsquo;Autonomia differenziata con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Anche il senatore della Lega Giorgio Maria Bergesio ha manifestato la propria soddisfazione.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&ldquo;L&rsquo;autonomia differenziata non &egrave; un&rsquo;invenzione politica artefatta, n&eacute; una concessione fatta a qualche territorio a discapito di altri. &Egrave; una scelta prevista dalla Costituzione della Repubblica italiana, voluta dal legislatore costituzionale affinch&eacute; le Regioni che dimostrino capacit&agrave; amministrativa possano esercitare ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia nell&rsquo;interesse dei cittadini, sempre nel rispetto dell&rsquo;unit&agrave; nazionale e dei principi di solidariet&agrave;. La risoluzione che abbiamo approvato ribadisce con chiarezza la volont&agrave; di proseguire nel percorso di attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia alla Regione Piemonte nelle materie della protezione civile, delle professioni, della previdenza complementare e integrativa, nonch&eacute; nella materia della tutela della salute &ndash; coordinamento della finanza pubblica.<br>Per troppo tempo il nostro Paese ha sofferto gli effetti di un eccesso di centralismo.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Troppe decisioni vengono assunte lontano dai territori, attraverso procedure lente, livelli amministrativi che si sovrappongono, autorizzazioni che si moltiplicano e una burocrazia che troppo spesso finisce per rallentare, anzich&eacute; facilitare, l&rsquo;azione delle istituzioni. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: tempi lunghi, risorse disperse, responsabilit&agrave; confuse e cittadini che attendono risposte che potrebbero arrivare molto pi&ugrave; rapidamente. L&rsquo;autonomia differenziata rappresenta la risposta a questo modello ormai superato. Significa avvicinare il luogo della decisione ai cittadini, valorizzare le competenze dei territori, eliminare passaggi burocratici inutili, utilizzare meglio le risorse pubbliche e responsabilizzare chi governa.<br><br>Desidero rivolgere un sincero ringraziamento al Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, per la competenza, la determinazione e la dedizione con cui ha seguito questo complesso percorso istituzionale. Ha affrontato questa riforma con seriet&agrave;, ascoltando le Regioni, confrontandosi con il Parlamento e dimostrando che anche i cambiamenti pi&ugrave; importanti possono essere costruiti attraverso il dialogo istituzionale, nel pieno rispetto della Costituzione.&nbsp;Un sentito ringraziamento va anche alla Regione Piemonte, al Presidente, alla Giunta Regionale, agli amministratori e a tutti coloro che hanno contribuito alla definizione di queste intese preliminari con spirito di leale collaborazione istituzionale, offrendo un esempio concreto di come Stato e autonomie territoriali possano lavorare insieme per il bene delle comunit&agrave;. Avanti cos&igrave;, con determinazione&rdquo;.</div>
<div>&nbsp;</div>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 12:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Voto ai fuorisede, Azione Cuneo: "Un diritto che diventa certezza, ma ora serve rendere la misura strutturale"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/voto-ai-fuorisede-azione-cuneo-un-diritto-che-diventa-certezza-ma-ora-serve-rendere-la-misura-strutturale_124256.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/voto-ai-fuorisede-azione-cuneo-un-diritto-che-diventa-certezza-ma-ora-serve-rendere-la-misura-strutturale_124256.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124256/153671.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Il voto per i fuorisede ora &egrave; realt&agrave;. Nei giorni scorsi la Camera ha approvato all'unanimit&agrave; l'emendamento che permetter&agrave; agli elettori lontani dal proprio comune di residenza di votare nel luogo in cui si trovano. Una novit&agrave; di grande importanza per tutti quegli studenti o lavoratori che vivono fuori dalla propria citt&agrave;, in particolare per i giovani universitari. Riceviamo e pubblichiamo la nota di soddisfazione di Azione Cuneo.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Azione Cuneo esprime profonda soddisfazione per l&rsquo;approvazione dell&rsquo;emendamento che introduce il voto per studenti e lavoratori fuorisede. Votare &egrave; un diritto fondamentale tutelato dalla Costituzione. Eppure, per migliaia di giovani e lavoratori del nostro territorio, esercitarlo ha significato finora affrontare viaggi costosi e logisticamente complessi, con il rischio concreto di dover rinunciare alla partecipazione democratica per motivi puramente economici.</p>
<p style="text-align: justify;">Pur accogliendo con grande favore questo importante passo avanti, la sezione provinciale di Azione sottolinea come la scelta di inserire questa misura all'interno della legge elettorale, anzich&eacute; attraverso una legge ordinaria, presenti forti limiti di stabilit&agrave; nel lungo periodo. Una legge ordinaria avrebbe infatti garantito una tutela molto pi&ugrave; solida e permanente, sottraendo il voto fuorisede alle dinamiche politiche delle maggioranze di turno e mettendolo al riparo da future modifiche elettorali.&nbsp;Nonostante questa criticit&agrave; metodologica, la misura rappresenta una sicurezza concreta e immediata per chi oggi &egrave; lontano dalla propria terra: un risparmio reale sulle spese di viaggio e un segnale di attenzione verso una fetta di popolazione troppo spesso dimenticata.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul tema &egrave; intervenuto Giacomo Prandi, Segretario Provinciale di Azione Cuneo: "Azione ha sostenuto fin dall&rsquo;inizio e con massima convinzione questa battaglia perch&eacute; crediamo fermamente che la partecipazione democratica debba essere accessibile a tutti, e non un privilegio di chi pu&ograve; permettersi il costo di un biglietto di ritorno. Sebbene l'impianto normativo scelto sia discutibile e presti il fianco a future instabilit&agrave; politiche, non possiamo che guardare al risultato immediato: per il nostro territorio, storicamente caratterizzato da una forte emigrazione studentesca e lavorativa verso i grandi centri, questa &egrave; una vittoria di civilt&agrave;. Serve una politica che si prenda cura di chi &egrave; lontano da casa, e noi continueremo a vigilare affinch&eacute; questo diritto non venga mai pi&ugrave; messo in discussione".</p>
<p style="text-align: justify;">A lui si aggiunge Lorenzo Montemezzo, Coordinatore Provinciale Under 30 di Azione Cuneo, che si concentra sull'impatto generazionale della misura: "Per troppi anni la politica ha ignorato le barriere invisibili che tenevano lontani i giovani dalle urne. Questa misura d&agrave; finalmente una risposta concreta a tantissimi ragazzi e ragazze della provincia di Cuneo che studiano o lavorano fuori sede, restituendo loro la possibilit&agrave; di incidere sul futuro del proprio Paese senza dover affrontare un salasso economico. &Egrave; un primo, fondamentale segnale di rispetto per la nostra generazione. Tuttavia, la nostra battaglia non si ferma qui: continueremo a fare pressione affinch&eacute; questo diritto venga blindato una volta per tutte con una legge ordinaria, rendendolo una garanzia permanente e intoccabile, svincolata dai giochi di palazzo".</p>
<p style="text-align: justify;">Azione Cuneo ribadisce il proprio impegno al fianco dei giovani e dei lavoratori del territorio, confermando la volont&agrave; di promuovere una politica vicina alle esigenze reali dei cittadini. "Noi ci siamo", conclude la nota della segreteria provinciale.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 10:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Caso Roggero, Patria (FdI): “I problemi vanno affrontati prima che diventino casi nazionali”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/caso-roggero-patria-fdi-i-problemi-vanno-affrontati-prima-che-diventino-casi-nazionali_124237.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/caso-roggero-patria-fdi-i-problemi-vanno-affrontati-prima-che-diventino-casi-nazionali_124237.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124237/153639.jpg" title="Mario Roggero" alt="Mario Roggero" /><br /><p class="p1"><span class="s1">Il consigliere di Fratelli d'Italia,<strong> Carlo Patria</strong>, a seguito della condanna decisa per&nbsp;<a href="https://www.cuneodice.it/cronaca/alba-e-langhe/mario-roggero-e-colpevole-la-cassazione-conferma-la-condanna_124158.html" target="_blank" rel="nofollow">Mario Roggero</a> di due giorni fa, il 15 luglio, ha ricordato in una lettera di aver gi&agrave; presentato, lo scorso marzo, una mozione con cui chiedeva di modificare la disciplina della responsabilit&agrave; civile. L'obiettivo, ha spiegato, &egrave; impedire che chi si rende responsabile di un'aggressione, una rapina o una grave minaccia possa ottenere un risarcimento da chi ha reagito per legittima difesa. Segue il suo intervento:</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">"La politica dovrebbe avere il coraggio di affrontare i problemi prima che diventino casi nazionali.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Dopo la sentenza definitiva della Corte di Cassazione sul caso Roggero, il tema della responsabilit&agrave; civile nei casi di eccesso di legittima difesa &egrave; tornato al centro del dibattito pubblico. Per questo ritengo doveroso ricordare che gi&agrave; nel mese di marzo 2026, come avvocato civilista e consigliere comunale, avevo illustrato una mozione della minoranza con cui chiedevamo al Consiglio Comunale di sostenere l'approvazione della disposizione contenuta nel disegno di legge sicurezza, gi&agrave; all'esame del Parlamento.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">L'obiettivo era chiaro: modificare la disciplina della responsabilit&agrave; civile affinch&eacute; chi commette un'aggressione, una rapina o una grave minaccia non possa ottenere un risarcimento da chi ha reagito per difendersi.<span class="Apple-converted-space">&nbsp; </span>Quella mozione, per&ograve;, &egrave; stata respinta dalla maggioranza.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Oggi la vicenda Roggero riporta questa questione all'attenzione dell'opinione pubblica. La Corte di Cassazione ha confermato, oltre agli aspetti penali, anche una provvisionale di 780.000 euro a favore delle parti civili, mentre le richieste risarcitorie complessive avanzate superano i 3,3 milioni di euro.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Tengo a precisare che la riforma contenuta nel disegno di legge sicurezza non inciderebbe sul caso Roggero, che riguarda fatti avvenuti nel 2021, salvo un'eventuale espressa previsione di retroattivit&agrave;. Il punto, per&ograve;, &egrave; un altro: decidere quale debba essere la disciplina per il futuro.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">La mia mozione non inventava un nuovo tema, ma chiedeva al Comune di esprimere il proprio sostegno a una riforma gi&agrave; in discussione in Parlamento, perch&eacute; ritengo che rappresenti una risposta equilibrata a un problema reale. Non sto parlando della responsabilit&agrave; penale, ma sto parlando della responsabilit&agrave; civile e dell'equilibrio tra il diritto di difendersi, la responsabilit&agrave; personale e le conseguenze economiche derivanti da fatti di questa natura. A marzo avevo assunto una posizione chiara. Oggi quel dibattito &egrave; pi&ugrave; attuale che mai.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">La domanda che continuo a porre &egrave; semplice: &egrave; giusto che chi ha scelto di aggredire o rapinare un'altra persona possa ottenere un risarcimento da chi si &egrave; difeso?</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">La politica deve dare una risposta chiara e definitiva".</span></p>
<p class="p3"><span class="s1"><strong>Carlo Patria<br>Fratelli d'Italia<br>Il capogruppo consiliare</strong></span></p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Aree idonee, Calderoni (Pd) lamenta la bocciatura dell’emendamento sul biometano]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/aree-idonee-calderoni-pd-lamenta-la-bocciatura-dellemendamento-sul-biometano_124193.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/aree-idonee-calderoni-pd-lamenta-la-bocciatura-dellemendamento-sul-biometano_124193.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124193/153766.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Riceviamo e pubblichiamo la nota di Mauro Calderoni, consigliere regionale del PD, in merito alla bocciatura dell'emendamento del biometano. Secondo il delegato "si perde un&rsquo;occasione per difendere agricoltura, suolo e territori".</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;"La maggioranza ha bocciato il mio emendamento che avrebbe introdotto un principio di buon senso: il biometano deve nascere e svilupparsi in stretta connessione con il territorio agricolo in cui viene prodotto, non trasformarsi in un&rsquo;attivit&agrave; industriale alimentata da biomasse provenienti da centinaia di chilometri di distanza". Lo dichiara Mauro Calderoni, consigliere regionale del Partito Democratico, intervenendo sul disegno di legge regionale relativo all&rsquo;individuazione delle aree idonee agli impianti da fonti rinnovabili.</p>
<p style="text-align: justify;">"La mia proposta &ndash; prosegue - prevedeva che gli impianti di biometano potessero approvvigionarsi di biomasse attraverso contratti con aziende agricole della provincia in cui sorgono o delle province confinanti, entro un raggio massimo di 70 chilometri. Una norma semplice ma concreta, che avrebbe favorito una vera filiera agricola corta e circolare, ridotto il traffico pesante e le emissioni, evitato la nascita di impianti sovradimensionati e consentito al digestato di ritornare ai terreni da cui provengono le biomasse, chiudendo correttamente il ciclo agronomico".</p>
<p style="text-align: justify;">Per Calderoni il problema della legge non riguarda soltanto l&rsquo;estensione delle aree considerate idonee: "Nel provvedimento approvato sono totalmente assenti regole chiare e vincolanti su come gli impianti debbano essere realizzati. La legge si concentra quasi esclusivamente sull&rsquo;individuazione delle aree, ma non definisce standard stringenti sulle modalit&agrave; di installazione, sulle caratteristiche tecnologiche degli impianti e sul loro inserimento nel paesaggio rurale. Senza queste garanzie, il rischio &egrave; che ci si limiti a una semplice perimetrazione cartografica, incapace di governare gli effetti concreti che gli impianti possono avere sul territorio e sul sistema agricolo".</p>
<p style="text-align: justify;">Il consigliere del Partito Democratico richiama inoltre le preoccupazioni espresse dal mondo agricolo: "Anche Coldiretti Cuneo ha evidenziato come il nuovo impianto normativo rischi di ampliare in modo non equilibrato le superfici potenzialmente utilizzabili per gli impianti, ribadendo che la priorit&agrave; deve restare la produzione di cibo e la tutela del suolo agricolo. &Egrave; una posizione che condivido. Prima di occupare nuovi terreni agricoli occorre sfruttare pienamente tetti, aree industriali dismesse, superfici gi&agrave; compromesse e zone impermeabilizzate. La transizione energetica non pu&ograve; diventare un pretesto per sottrarre terreno fertile alla produzione agricola".<br><br>Secondo Calderoni, altre Regioni hanno scelto di esercitare con maggiore determinazione le proprie prerogative per limitare l&rsquo;industrializzazione delle campagne e orientare gli investimenti verso soluzioni compatibili con le vocazioni dei territori. "In Piemonte, invece &ndash; spiega -, si &egrave; scelta una mediazione al ribasso. Manca un&rsquo;assunzione di responsabilit&agrave; politica chiara sulla difesa del suolo agricolo e sulla qualit&agrave; degli interventi. La legge evita di affrontare alcuni nodi strutturali e lascia aperti spazi che rischiano di favorire, nei fatti, processi di consumo di suolo e operazioni speculative scollegate dalle esigenze delle comunit&agrave; locali". "La transizione ecologica &ndash; conclude - &egrave; una sfida che dobbiamo affrontare con convinzione, ma sar&agrave; credibile solo se sapr&agrave; coniugare produzione energetica, tutela del paesaggio, salvaguardia del suolo e valorizzazione dell&rsquo;agricoltura. Dispiace constatare che le proposte avanzate dal Partito Democratico per rafforzare questo equilibrio siano state respinte. Continueremo a batterci affinch&eacute; le energie rinnovabili rappresentino una vera opportunit&agrave; per il Piemonte, senza compromettere il patrimonio agricolo che costituisce una delle principali ricchezze della nostra regione".</p>]]></description><pubDate>Thu, 16 Jul 2026 11:43:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Il futuro del turismo passa dai borghi: la sfida della provincia di Cuneo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-futuro-del-turismo-passa-dai-borghi-la-sfida-della-provincia-di-cuneo_124189.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-futuro-del-turismo-passa-dai-borghi-la-sfida-della-provincia-di-cuneo_124189.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124189/153616.jpg" title="Giorgio Chiesa, presidente dell'Associazione Albergatori" alt="Giorgio Chiesa, presidente dell'Associazione Albergatori" /><br /><p style="text-align: justify;">Una nuova sfida si profila all'orizzonte per la provincia di Cuneo?&nbsp; Ne &egrave; convinto Giorgio Chiesa, presidente dell'Associazione Albergatori, che prende una posizione netta sull'argomento turismo nella zona del cuneese.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Come Presidente dell&rsquo;Associazione Albergatori, guardo ai dati della recente ricerca Confturismo-Isfort con grande attenzione, ma soprattutto con una chiara convinzione: per la nostra provincia di Cuneo, i piccoli borghi non sono solo "luoghi di passaggio", ma il vero cuore pulsante di un nuovo modello turistico&rdquo;. La ricerca citata evidenzia come in Italia solo una piccola percentuale di comuni minori riesca oggi ad esprimere appieno il proprio potenziale.<br><br>&ldquo;Per noi&rdquo;, continua il Presidente Chiesa &ldquo;questo non &egrave; un limite, ma una straordinaria opportunit&agrave; di crescita.&rdquo; Conferma Danilo Rinaudo, Presidente Confcommercio Provincia di Cuneo &ldquo;Il nostro territorio possiede un&rsquo;identit&agrave; unica, fatta di cultura, stile di vita ed enogastronomia, che non pu&ograve; essere delocalizzata. Tuttavia, per trasformare questo potenziale in valore economico e occupazionale, dobbiamo fare un salto di qualit&agrave;. Il turista di oggi &egrave; tecnologico, informato e cerca l'autenticit&agrave;.&rdquo; L&rsquo;importanza della cultura come volano di crescita del turismo &egrave; all&rsquo;attenzione di Confcommercio anche a livello nazionale - la creazione di Confcultura ne &egrave; la prova &ndash; continua Rinaudo &ldquo;Dobbiamo interiorizzare una cultura dell'ospitalit&agrave; che sia professionale e diffusa. La sfida per i nostri comuni &egrave; quella di diventare "primattori", facendo proprie le conoscenze di gestione dell'accoglienza che noi operatori del settore applichiamo quotidianamente.&rdquo;<br><br>Un borgo turistico &egrave; un ecosistema che deve essere pronto ad accogliere con infrastrutture di contorno essenziali: dalla cartellonistica e segnaletica per garantire che il turista si orienti con facilit&agrave;, vivendo un'esperienza fluida dalla porta di ingresso del paese fino ai percorsi naturalistici o culturali; ai servizi accessori: i piccoli negozi di paese, le botteghe, gli artigiani, i produttori locali. Sono loro il primo punto di contatto, la vera anima che accoglie e racconta l'identit&agrave; del borgo. Senza una rete commerciale attiva e integrata nell'offerta turistica, il borgo rischia di apparire come una cartolina statica, anzich&eacute; come una destinazione viva.<br><br>Rincara Chiesa &ldquo;Condivido pienamente le preoccupazioni espresse dal Presidente di Confturismo, Manfred Pinzger, sull'accessibilit&agrave;. Senza infrastrutture e collegamenti adeguati, anche il borgo pi&ugrave; affascinante della nostra provincia rischia l'isolamento. Ma l'infrastruttura non &egrave; solo stradale: &egrave; digitale, &egrave; organizzativa, &egrave; capacit&agrave; di fare rete. Come Associazione, il nostro obiettivo &egrave; promuovere un turismo che sia "spalmato" su tutto l'anno, combattendo la stagionalit&agrave; e valorizzando le aree interne che troppo spesso sono rimaste ai margini dei grandi flussi. La nostra responsabilit&agrave; sociale &egrave; quella di rendere lo sviluppo economico dei borghi cuneesi sostenibile e innovativo.&rdquo;<br><br>Conclude Rinaudo &ldquo;Il turismo, nel nostro territorio, &egrave; l'acceleratore necessario per rigenerare i centri minori e creare nuove opportunit&agrave; per i nostri giovani. La strada &egrave; tracciata: investire in accoglienza, curare il decoro e i servizi, e soprattutto, lavorare insieme &mdash; imprese, istituzioni e comunit&agrave; &mdash; per rendere la provincia di Cuneo una destinazione che non si visita, ma che si vive.&rdquo;</p>]]></description><pubDate>Thu, 16 Jul 2026 10:35:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Sanità piemontese, il Pd della provincia di Cuneo: “La Regione fa cassa sulle Asl”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-piemontese-il-pd-della-provincia-di-cuneo-la-regione-fa-cassa-sulle-asl_124179.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-piemontese-il-pd-della-provincia-di-cuneo-la-regione-fa-cassa-sulle-asl_124179.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124179/153517.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La federazione provinciale di Cuneo del Partito Democratico ha scritto una lettera per esporre la propria preoccupazione legata alla gestione della Regione del settore della sanit&agrave;, sottolineando il deficit presentato alla fine del 2025 e l&rsquo;attuale blocco delle assunzioni. Segue l&rsquo;intervento:</p>
<p>&ldquo;Bastano poche notizie della stessa settimana per fotografare lo stato della sanit&agrave; piemontese. Da un lato l'emergenza degli anziani dimessi dagli ospedali torinesi: circa cinquanta pazienti sarebbero pronti per il trasferimento in Rsa ma, non essendoci posti a sufficienza, restano ricoverati in ospedale, con uno spreco di diversi milioni di euro l'anno. Dall'altro la scelta della Regione di "riesumare" crediti vecchi di oltre quindici anni &mdash; circa 96 milioni di euro concessi alle aziende sanitarie prima del 2011 &mdash; per chiedere ora indietro quelle somme e contribuire a tappare il disavanzo della sanit&agrave;.</p>
<p>Il Partito Democratico della provincia di Cuneo osserva con crescente preoccupazione una gestione che assomiglia sempre pi&ugrave; a un rincorrersi di poste contabili. Il 2025 si &egrave; chiuso con un ulteriore deficit di 209 milioni di euro, in netto peggioramento, mentre all'orizzonte si profila il commissariamento. Per coprire il buco la Giunta ha gi&agrave; prelevato gli oltre 200 milioni da altri assessorati &mdash; dalla Cultura al Turismo, dai Trasporti alla Formazione &mdash; presentandoli come prestiti temporanei, necessari soltanto ad evitare conseguenze peggiori davanti al Ministero dell'Economia. Ora si chiede alle Asl di restituire denaro che non hanno, con il rischio concreto di sottrarre liquidit&agrave; a chi deve pagare stipendi, fornitori e prestazioni: un provvedimento che dimostra l'incuria di chi questi debiti li ha lasciati accumulare per anni e ora li vuole riscuotere tutti insieme.</p>
<p>A tutto questo si aggiunge il blocco delle assunzioni, deciso indipendentemente dal livello di crisi degli organici dei vari reparti, in un servizio sanitario gi&agrave; tra i pi&ugrave; sottofinanziati (in questi anni in Italia abbiamo toccato i valori pi&ugrave; bassi degli ultimi vent'anni per percentuale di Pil investita nella sanit&agrave; pubblica). Una scelta scellerata che rischia di privare il Piemonte di professionisti anche in futuro, vista la carenza e la conseguente "concorrenza" tra Asl per aggiudicarsi i pochi disponibili. Eppure sarebbe possibile recuperare somme importanti razionalizzando la spesa: &egrave; il caso, oltre al gi&agrave; citato esempio dei posti in Rsa, dello scorporo degli ospedali Regina Margherita e Sant'Anna dall'Asl Citt&agrave; della Salute, con una moltiplicazione di strutture e cariche direttive; la stessa Azienda &egrave; stata simbolo delle politiche ondivaghe del centrodestra, con il commissario Schael nominato e silurato dopo pochi mesi e con il direttore Tranchida sottratto improvvisamente all'azienda ospedaliera di Cuneo, che &egrave; stata lasciata in un limbo per mesi con un direttore part-time.</p>
<p>Non &egrave; un problema che riguarda solo Torino. Nella Granda i segnali di sofferenza sono sotto gli occhi di tutti: all'Asl CN2 di Alba e Bra i percorsi di tutela attivati dai cittadini per ottenere visite ed esami nei tempi di legge sono triplicati in un anno, mentre si inaugurano nuove Case e Ospedali di comunit&agrave; senza il personale per farli funzionare.</p>
<p>Qui sta il punto politico. La sanit&agrave; pubblica non &egrave; una partita di giro tra le casse della Regione e quelle delle aziende, ma un diritto costituzionale che tocca la vita dei cittadini ben pi&ugrave; di altre &ldquo;priorit&agrave;&rdquo; su cui la destra vuole incentrare il dibattito. Avevamo riconsegnato una sanit&agrave; uscita dal commissariamento, tornata ad assumere, ai primi posti nazionali per qualit&agrave;; il centrodestra, in sette anni, l&rsquo;ha portata allo sfascio, prossima al commissariamento, con carenze che aprono sempre pi&ugrave; spazio al privato. Chiediamo alla Giunta Cirio e all'assessore Riboldi di smettere di presentare come "investimenti" operazioni che sono soltanto tamponi contabili. La Granda e il Piemonte non hanno bisogno di equilibrismi di bilancio, ma di un servizio sanitario pubblico, universale e realmente accessibile&rdquo;.</p>
<p><strong>Partito Democratico &ndash; Federazione provinciale di Cuneo</strong></p>]]></description><pubDate>Thu, 16 Jul 2026 08:54:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Troppi disservizi in Poste? La deputata Gribaudo solleva il caso a Cuneo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/troppi-disservizi-in-poste-la-deputata-gribaudo-solleva-il-caso-a-cuneo_124152.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/troppi-disservizi-in-poste-la-deputata-gribaudo-solleva-il-caso-a-cuneo_124152.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124152/153456.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;Da tempo ricevo segnalazioni e richieste di intervento sui disservizi che riguardano Poste Italiane nel Cuneese e, in particolare, nell'area di Borgo San Dalmazzo. Per questo ho depositato un'interrogazione parlamentare, con l'obiettivo di chiedere al Governo chiarimenti e iniziative concrete per affrontare una situazione che continua a creare difficolt&agrave; a cittadini e lavoratori&rdquo;.</p>
<p>Cos&igrave; Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sui disservizi di Poste Italiane nella provincia di Cuneo.</p>
<p>&ldquo;Le criticit&agrave; riguardano ritardi nella distribuzione della corrispondenza, carichi di lavoro impegnativi e un servizio che, in diversi casi, non riesce a garantire la tempestivit&agrave; necessaria - prosegue la deputata dem - Un centro che smista la posta destinata all'intera provincia di Cuneo, che ha un territorio molto esteso, ha bisogno di condizioni organizzative adeguate, anche sul fronte del personale, soprattutto nelle zone montane e pi&ugrave; isolate dove il servizio postale rappresenta un punto di riferimento&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;La cittadinanza non pu&ograve; continuare a ricevere la posta in ritardo, soprattutto quando si tratta ad esempio delle bollette da pagare. La situazione si trascina da tempo, anche se per un periodo sembrava che le criticit&agrave; fossero state superate, ma le segnalazioni pi&ugrave; recenti indicano che i problemi sono tornati e per questo ho depositato l&rsquo;interrogazione&rdquo; conclude Gribaudo.</p>]]></description><pubDate>Wed, 15 Jul 2026 16:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Firmato a Roma il protocollo tra Anbsc e Regione Piemonte per rafforzare la lotta contro le mafie]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/firmato-a-roma-il-protocollo-tra-anbsc-e-regione-piemonte-per-rafforzare-la-lotta-contro-le-mafie_124135.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/firmato-a-roma-il-protocollo-tra-anbsc-e-regione-piemonte-per-rafforzare-la-lotta-contro-le-mafie_124135.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124135/153426.jpg" title="Accordo tra la Regione Piemonte e Anbsc" alt="Accordo tra la Regione Piemonte e Anbsc" /><br /><p>Ieri, marted&igrave; 14 luglio, &egrave; stato sottoscritto al Viminale, alla presenza del ministro dell&rsquo;Interno Matteo Piantedosi e del sottosegretario Wanda Ferro, un accordo tra la Regione Piemonte e l&rsquo;Agenzia nazionale per l&rsquo;Amministrazione e la Destinazione dei Beni sequestrati e confiscati alla criminalit&agrave; organizzata (Anbsc). Si sono recati a Roma per firmare il documento il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il direttore dell&rsquo;Anbsc Maria Rosaria Lagan&agrave; e il vicepresidente della Regione con delega al Contrasto alle mafie Maurizio Marrone.</p>
<p>L&rsquo;accordo rappresenta un passo concreto verso una gestione sempre pi&ugrave; coordinata, rapida ed efficace dei beni confiscati alla criminalit&agrave; organizzata presenti sul territorio piemontese. L&rsquo;obiettivo condiviso &egrave; quello di favorirne il recupero, la valorizzazione e il riutilizzo per finalit&agrave; sociali, istituzionali e di pubblica utilit&agrave;, restituendo alla comunit&agrave; il patrimonio sottratto alle mafie.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124135/small_153427.jpg" alt="Accordo tra la Regione Piemonte e Anbsc" loading="lazy"></p>
<p>Al 31 dicembre 2025, in Piemonte risultano censiti 1.466 beni immobili confiscati alla criminalit&agrave; organizzata, di cui 548 gi&agrave; destinati e 918 ancora in gestione dell&rsquo;Anbsc. I numeri evidenziano la rilevanza del patrimonio confiscato nella regione e la necessit&agrave; di rafforzare gli strumenti di collaborazione istituzionale per accelerarne la destinazione e il riutilizzo. Il recupero dei beni confiscati alle mafie pu&ograve; infatti generare nuove opportunit&agrave; di lavoro e sviluppo sociale, servizi pubblici, inclusione, sostegno alle fasce pi&ugrave; fragili della popolazione e interventi di rigenerazione urbana.</p>
<p>L&rsquo;intesa permette la costruzione di una governance stabile tra Regione Piemonte, Anbsc ed Enti locali, finalizzata a superare gli ostacoli procedurali, velocizzare i processi di destinazione dei beni e sostenere concretamente i Comuni nella loro valorizzazione. Attraverso la condivisione delle informazioni e il coordinamento operativo sar&agrave; cos&igrave; possibile individuare pi&ugrave; rapidamente le soluzioni pi&ugrave; efficaci per il recupero e il riutilizzo degli immobili confiscati.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124135/small_153428.jpg" alt="Accordo tra la Regione Piemonte e Anbsc" loading="lazy"></p>
<p>Attualmente la Regione Piemonte, grazie all&rsquo;azione dell&rsquo;Assessorato per il contrasto alle Mafie, &egrave; in prima fila nel sostenere i Comuni assegnatari dei beni confiscati, attraverso i bandi regionali che promuovono il recupero e il riutilizzo. La collaborazione con Anbsc consentir&agrave; di integrare le competenze regionali con quelle dell&rsquo;Agenzia nazionale, creando un modello virtuoso di intervento sul territorio.</p>
<p>La collaborazione tra Regione Piemonte e Anbsc punta infine anche a diffondere la cultura della legalit&agrave; attraverso iniziative di comunicazione e sensibilizzazione rivolte agli Enti locali e alla cittadinanza.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124135/small_153429.jpg" alt="Accordo tra la Regione Piemonte e Anbsc" loading="lazy"></p>
<p>&ldquo;Il grande significato di questo accordo &egrave; che non &egrave; soltanto un documento di intenti, ma si traduce in un'azione concreta che ci permette di facilitare i rapporti e di arrivare pi&ugrave; facilmente alla conclusione dei percorsi che consentono di restituire alla comunit&agrave; un bene confiscato e far vedere che lo Stato c&rsquo;&egrave; e che lo Stato vince - dichiarano il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio e l&rsquo;assessore Maurizio Marrone - Come Piemonte lo affianchiamo a un altro protocollo, che abbiamo sottoscritto insieme alla Prefettura di Torino e alla Procura Generale del Piemonte per sostenere la figura del testimone di giustizia. Due accordi che ci consentono di dire, di aver compiuto un passo in pi&ugrave; a favore della legge e della legalit&agrave; ed &egrave; importante farlo a pochi giorni dall&rsquo;anniversario della strage di via d&rsquo;Amelio e nel ricordo di Paolo Borsellino che, insieme a Giovanni Falcone e tanti altri, ha pagato con la vita la lotta alla mafia&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124135/small_153430.jpg" alt="Accordo tra la Regione Piemonte e Anbsc" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Wed, 15 Jul 2026 11:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Peste suina, Coldiretti Cuneo incontra il commissario straordinario Filippini]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/peste-suina-coldiretti-cuneo-incontra-il-commissario-straordinario-filippini_124134.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/peste-suina-coldiretti-cuneo-incontra-il-commissario-straordinario-filippini_124134.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124134/153424.jpg" title="" alt="" /><br /><p class="m_1237932313274461148wordsection1" style="text-align: justify;">Il Presidente di Coldiretti Cuneo&nbsp;Enrico Nada, il Direttore&nbsp;Francesco Goffredo&nbsp;e i componenti della Giunta provinciale hanno incontrato il Commissario straordinario alla Peste suina africana&nbsp;Giovanni Filippini&nbsp;per fare il punto sull&rsquo;emergenza e presentare le principali richieste del comparto agricolo e zootecnico cuneese.</p>
<p class="m_1237932313274461148wordsection1" style="text-align: justify;">Tra le priorit&agrave; indicate figura l&rsquo;eradicazione del cinghiale dal territorio compreso tra la Zona di restrizione I PSA (la cosiddetta zona cuscinetto) e l&rsquo;autostrada A6 Torino-Savona, attraverso il coinvolgimento di tutti gli enti e i soggetti preposti, comprese le Forze armate. Inoltre l&rsquo;Organizzazione agricola ha chiesto un monitoraggio chirurgico dell&rsquo;attivit&agrave; di depopolamento del cinghiale nelle UDG (unit&agrave; di gestione) in zona di restrizione PSA in modo da non creare &ldquo;zone di riserva&rdquo;. Le altre proposte portate avanti da Coldiretti Cuneo puntano a velocizzare le operazioni successive agli abbattimenti che, cos&igrave; come sono, rischiano di disincentivare l&rsquo;attivit&agrave; di contenimento; inoltre, l&rsquo;Organizzazione ha chiesto di rendere pi&ugrave; capillare la disponibilit&agrave; di celle di stoccaggio per gli animali abbattuti, riprogrammare i controlli differibili negli allevamenti, ad eccezione di quelli sulla biosicurezza, perseguire chi ostacola il depopolamento o intimidisce gli operatori e attribuire maggiore discrezionalit&agrave; alle Autorit&agrave; locali nel vietare le attivit&agrave; a rischio nei territori indenni prossimi alle Zone di restrizione.</p>
<p class="m_1237932313274461148wordsection1" style="text-align: justify;">La biosicurezza resta fondamentale per proteggere gli allevamenti, ma da sola non pu&ograve; reggere il peso dell&rsquo;emergenza, tanto pi&ugrave; se il principale vettore continua a circolare liberamente; la biosicurezza deve essere affiancata da misure straordinarie e strumenti alternativi capaci di perseguire lo stesso obiettivo, ovvero ridurre in modo concreto, rapido e significativo la presenza dei cinghiali. Selecontrollo, attivit&agrave; mirate di depopolamento, tecnologie di monitoraggio, ulteriore supporto operativo e ogni altro mezzo utile devono essere messi in campo con particolare urgenza nelle aree pi&ugrave; sensibili.</p>
<p class="m_1237932313274461148wordsection1" style="text-align: justify;">&ldquo;Abbiamo ribadito al Commissario che il contenimento della fauna selvatica deve essere affrontato con azioni coordinate, incisive e realmente efficaci. &Egrave; indispensabile accelerare il depopolamento dei cinghiali per tutelare gli allevamenti e scongiurare ulteriori conseguenze per un comparto fondamentale della nostra economia. La PSA non rappresenta soltanto un&rsquo;emergenza sanitaria, ma una seria minaccia per l&rsquo;intera filiera suinicola e per il territorio&rdquo;, dichiara&nbsp;Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo.</p>
<p class="m_1237932313274461148wordsection1" style="text-align: justify;">&ldquo;&Egrave; stato un incontro molto proficuo, che ha consentito di approfondire le esigenze del territorio e delle imprese. Siamo gi&agrave; al lavoro per valutare le richieste presentate e rafforzare l&rsquo;efficacia delle misure di contrasto alla Peste suina africana&rdquo;, dichiara il Commissario straordinario&nbsp;Giovanni Filippini.</p>
<p class="m_1237932313274461148wordsection1" style="text-align: justify;">&ldquo;Ringraziamo il Commissario Filippini per il lavoro svolto e per l&rsquo;attenzione riservata alle esigenze del nostro territorio &ndash; commenta&nbsp;Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo &ndash;. In questa fase &egrave; fondamentale che il confronto si traduca in interventi tempestivi, grazie al coordinamento di tutti i soggetti coinvolti. Alle imprese servono risposte certe, sia sul fronte della prevenzione sia su quello della tutela economica&rdquo;.</p>
<p class="m_1237932313274461148wordsection1" style="text-align: justify;"><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124134/small_153425.jpg" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Wed, 15 Jul 2026 11:48:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[La peste suina minaccia il Fossanese: Confagricoltura Cuneo chiede ulteriori misure ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/fossanese/la-peste-suina-minaccia-il-fossanese-confagricoltura-cuneo-chiede-ulteriori-misure_124118.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/fossanese/la-peste-suina-minaccia-il-fossanese-confagricoltura-cuneo-chiede-ulteriori-misure_124118.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124118/153405.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">&ldquo;La situazione &egrave; sempre pi&ugrave; delicata. Il virus continua ad avanzare e non possiamo permetterci ulteriori ritardi. Occorre mettere in campo con la massima rapidit&agrave; tutte le azioni possibili per ridurre drasticamente la popolazione dei cinghiali, che rappresentano il principale vettore della diffusione della Peste suina africana. I nostri allevatori sono anche disposti a contribuire economicamente, se necessario, pur di incrementare gli interventi di abbattimento e cercare di arginare la diffusione del virus prima che raggiunga il cuore del distretto suinicolo provinciale&rdquo;. Cresce la preoccupazione di Confagricoltura Cuneo per l&rsquo;avanzata della Psa sul territorio provinciale. A destare particolare allarme &egrave; l&rsquo;inserimento del comune di Bene Vagienna, nel Fossanese, in zona di restrizione I &ndash; come si evince dalle mappe presenti nel sito www.vetinfo.it del Ministero della Salute &ndash; provvedimento che si &egrave; reso necessario a seguito del rinvenimento di cinghiali positivi al virus PSA nei comuni di Cerretto Langhe, Arguello e Pezzolo Valle Uzzone. Un territorio strategico per la suinicoltura provinciale che concentra centinaia di allevamenti e una quota rilevantissima del patrimonio suinicolo della Granda, che conta 900mila capi. Preoccupazioni portate stamane &ndash; marted&igrave; 14 luglio, ndr &ndash; all&rsquo;attenzione del Commissario straordinario alla Peste suina africana Giovanni Filippini che a Ceva ha fatto il punto sull&rsquo;epizoozia virale di fronte ai vertici dell&rsquo;organizzazione agricola provinciale, incontro particolarmente apprezzato da Confagricoltura Cuneo, che ha riconosciuto nel confronto diretto sul territorio un importante segnale di attenzione verso le preoccupazioni del comparto agricolo e zootecnico cuneese.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Ricordiamo sempre che il virus della PSA non ha alcuna ripercussione sulla salute umana, ma un effetto commerciale drammatico. I suini delle nostre aziende sono tutti sani, ma pur non essendoci in questo momento alcuna preclusione al commercio di maiali in Italia, per disposizioni Ue aumenteranno nei prossimi giorni i comuni della Granda in zona di restrizione &ndash; afferma Roberto Abellonio, direttore di Confagricoltura Cuneo -. Le ripercussioni del virus verso queste zone rappresentano, per&ograve;, un rischio concreto per un comparto che costituisce un&rsquo;eccellenza dell&rsquo;agroalimentare cuneese e nazionale. Per proteggerlo, chiediamo alla Regione Piemonte l&rsquo;attivazione immediata di un piano straordinario di contenimento della fauna selvatica che preveda il pieno coinvolgimento dei selecontrollori, anche organizzati in squadre operative, secondo quanto consentito dal PRIU e dalle ordinanze del Commissario straordinario per la PSA, che ringraziamo per l&rsquo;attenzione mostrata alle nostre preoccupazioni. Gli interventi devono essere programmati e calendarizzati, svolti in stretto coordinamento con la Polizia provinciale e con i Carabinieri Forestali, prevedendo operazioni sia in orario diurno sia notturno e riconoscendo ai selecontrollori il rimborso delle spese sostenute, oltre a quanto gi&agrave; previsto dagli strumenti oggi in vigore&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a Bene Vagienna, sul sito ministeriale si nota l&rsquo;ingresso nella zona di restrizione I anche dei comuni di Cherasco, Cervere e Salmour, dove sono presenti complessivamente circa 30 aziende suinicole. L&rsquo;inserimento in questa fascia di sorveglianza potrebbe comportare gi&agrave; nell&rsquo;immediato pesanti ripercussioni economiche per gli allevatori, a partire dal deprezzamento delle produzioni, oltre alle difficolt&agrave; legate alla movimentazione degli animali, che diventa pi&ugrave; complessa e sottoposta a procedure pi&ugrave; restrittive per ragioni di prudenza sanitaria. &ldquo;Occorre comprendere che il virus ormai minaccia anche l&rsquo;area del Fossanese &ndash; prosegue Enrico Allasia presidente di Confagricoltura Cuneo e Piemonte &ndash;: se anche un solo suino risultasse positivo in uno degli allevamenti presenti nei territori ora interessati dalle restrizioni, in tempi rapidissimi una parte consistente del patrimonio suinicolo provinciale potrebbe finire sotto vincoli sanitari, con conseguenze pesantissime per l&rsquo;intera filiera&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;organizzazione agricola ritiene indispensabile individuare nuove risorse economiche per sostenere il piano di contenimento, valutando anche il coinvolgimento diretto degli allevatori attraverso una forma volontaria di contribuzione straordinaria. &ldquo;L&rsquo;obiettivo oggi deve essere uno solo &ndash; conclude Allasia -: abbattere il maggior numero possibile di cinghiali prima che le zone di restrizione si allarghino ulteriormente aumentando il rischio che entri negli allevamenti. Se ci&ograve; dovesse accadere, le conseguenze economiche, produttive e occupazionali per il comparto sarebbero gravissime anche considerati gli ingenti investimenti in biosicurezza portati avanti in questi anni dai nostri allevatori, che hanno contribuito &ndash; e non poco &ndash; a far nascere una sorta di &ldquo;modello Cuneo&rdquo; nella gestione del virus. Ci&ograve; detto, dobbiamo essere certi della presenza dei ristori, sia per le aziende gi&agrave; interessate dalle zone di restrizione nell&rsquo;area piemontese e qualora fosse richiesto alle aziende del Cuneese di dover adottare misure drastiche nella gestione del virus. Ad oggi gli ultimi indennizzi arrivati nella casse delle aziende sono datati ottobre 2024&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 15 Jul 2026 10:07:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Peste suina, Bongioanni: "A giorni le nuove ordinanze"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/peste-suina-bongioanni-a-giorni-le-nuove-ordinanze_124092.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/peste-suina-bongioanni-a-giorni-le-nuove-ordinanze_124092.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124092/153373.jpg" title="Bongioanni con il commissario Filippini" alt="Bongioanni con il commissario Filippini" /><br /><p>Incontro stamane al Teatro Marenco di Ceva fra il Commissario straordinario alla Peste Suina Africana Giovanni Filippini - rinnovato dal Governo nell&rsquo;incarico fino al 28 marzo 2027 - e le rappresentanze del territorio cuneese per fare il punto sulle nuove strategie di contrasto alla Peste Suina nella Granda. &Egrave; intervenuto l&rsquo;assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni. Presenti il presidente della Provincia di Cuneo Luca Robaldo, il Commissario ad Acta Giorgio Sapino, le Autorit&agrave; Sanitarie locali e Regionali, Istituto Zooprofilattico Sperimentale, rappresentanti delle Unioni dei Comuni, il presidente dell'Unione Montana delle Valli Mongia e Cevetta Langa Cebana Alta Valle Bormida e sindaco di Ceva Fabio Mottinelli, i sindaci dei territori in restrizione per Psa, vertici provinciali delle associazioni di categoria agricole, esponenti del mondo venatorio, dirigenti di Atc e Ca, guardie venatorie provinciali.</p>
<p>Ha sottolineato Bongioanni: "Ringrazio il commissario Giovanni Filippini e la sua squadra per la costante presenza al nostro fianco, per la capacit&agrave; di dialogare con il territorio e tutti i soggetti coinvolti in questa battaglia: il commissario regionale per il Piemonte dottor Giorgio Sapino, le strutture delle Asl e l&rsquo;Istituto Zooprofilattico, il settore regionale Caccia e Pesca della dottoressa Alessandra Berto con tutti i suoi collaboratori, le Guardie venatorie provinciali e naturalmente tutto il mondo venatorio con il quale abbiamo costituito appositi tavoli di lavoro. I cacciatori sono insostituibili regolatori e sentinelle dell&rsquo;ambiente, e sono chiamati a svolgere anche in questa nuova fase della partita un ruolo fondamentale. Eccellente la proposta di Filippini di nuove ordinanze declinate sulle specifiche esigenze locali, possibile contrasto anche al problema dei corridoio ecologico fra Liguria e Piemonte da cui &egrave; arrivata l&rsquo;infezione e che gi&agrave; avevo segnalato come fattore di vulnerabilit&agrave;. Tra due settimane porter&ograve; in Giunta il Priu, il Piano Regionale degli Interventi Urgenti aggiornato alla situazione attuale. In parallelo dobbiamo per&ograve; rafforzare l&rsquo;opera di controllo del cinghiale nei nostri parchi: i report parlano di ottimi risultati conseguiti nel Parco del Ticino e in quello del Po Piemontese, non buoni quelli dei parchi del Cuneese pi&ugrave; prossimi alla zona toccata da questa fase pandemica. Voglio fare in modo che alle azioni di controllo possa partecipare anche personale non interno a quello dei Parchi. E auspico, insieme alle associazioni agricole, che le future revisioni delle zone di restrizione non si spingano troppo a ridosso del distretto suinicolo fossanese, che &egrave; il pi&ugrave; grande e prezioso per valore di tutto il Piemonte".</p>
<p>Tutte confermate le quattro linee strategiche d&rsquo;intervento gi&agrave; indicate dal Commissario e perseguite finora: Barriere fisiche lungo gli assi autostradali; Barriere biologiche attraverso l&rsquo;opera di depopolamento del cinghiale; Sorveglianza con ricerca attiva e rimozione delle carcasse; Biosicurezza nelle aziende agricole. E alcune rilevanti novit&agrave; per intensificare e adeguare le azioni agli sviluppi dell&rsquo;epidemia sul territorio:</p>
<p>1 - Nei prossimi giorni saranno pubblicate nuove ordinanze commissariali con le indicazioni operative sulle azioni per il contrasto. Non saranno pi&ugrave; come in passato erga omnes, ossia valevoli sull&rsquo;intero territorio nazionale, ma modulate sui diversi subcluster per permettere azioni pi&ugrave; flessibili e aderenti alle esigenze specifiche dei singoli territori. Verr&agrave; anche dettagliato contestualmente l&rsquo;eventuale passaggio di un Comune da una zona all&rsquo;altra, stabilito dall&rsquo;Unione Europea sulla base dei dati dell&rsquo;evoluzione pandemica rilevati sul territorio.</p>
<p>2 - Tra la Zona 1 e la Zona 2, la faglia che Filippini ha definito &ldquo;il fronte di guerra&rdquo;, verr&agrave; istituita una Zona Cev (Controllo Espansione Virale). Per rafforzare ulteriormente l&rsquo;azione di contrasto, entro il territorio delle unit&agrave; di gestione dove venga attestata la non presenza del virus, sar&agrave; autorizzato l&rsquo;impiego dei cani (braccata), da settembre-ottobre ulteriormente rinforzato anche con la riapertura della stagione venatoria.</p>
<p>3 - Aumento della pressione venatoria e dell&rsquo;azione di contenimento nella zona a ridosso del distretto suinicolo cuneese, dove si registra la maggior concentrazione degli allevamenti suinicoli e che deve continuare ad essere oggetto della massima strategia di difesa per il suo enorme valore economico: una zona che Filippini chiede di rendere a &ldquo;cinghiali zero&rdquo;. Filippini ha infine annunciato che, grazie alle azioni di sorveglianza poste in essere, potr&agrave; essere richiesta alla Commissione Europea &ndash; competente in materia &ndash; la revoca gi&agrave; entro l&rsquo;autunno della Zona 3 nell&rsquo;Alessandrino, della quale fanno parte i comuni cuneesi di Cortemilia e Perletto.</p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 18:04:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Peste suona africana, a Ceva il confronto con il Commissario Filippini]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/peste-suona-africana-a-ceva-il-confronto-con-il-commissario-filippini_124090.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/peste-suona-africana-a-ceva-il-confronto-con-il-commissario-filippini_124090.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124090/153372.jpg" title="L'incontro a Ceva" alt="L'incontro a Ceva" /><br /><p>Su iniziativa del Commissario straordinario nazionale Giovanni Filippini, si &egrave; svolto nella mattinata di oggi, marted&igrave; 14 luglio, al Teatro Carlo Marenco di Ceva un momento di confronto per fare il punto sulla diffusione della peste suina africana nel territorio cuneese e sulle strategie per contrastarla. L'incontro &egrave; stato organizzato in collaborazione con le strutture regionali e sanitarie e ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle amministrazioni locali, del sistema sanitario e veterinario, del mondo agricolo e delle organizzazioni venatorie.</p>
<p>Nel corso dell&rsquo;appuntamento sono stati illustrati i contenuti della nuova ordinanza commissariale e le principali linee di intervento messe in campo dalla struttura nazionale per rafforzare le misure di contenimento della diffusione del virus.&nbsp;Numerosa la partecipazione dei territori coinvolti, con la presenza dei rappresentanti delle Unioni montane e delle Unioni di Comuni, di molti sindaci delle aree soggette a restrizioni, degli Ambiti territoriali di caccia e dei Comprensori alpini, delle Aziende sanitarie locali, dell&rsquo;Istituto zooprofilattico e delle organizzazioni agricole regionali e provinciali, tra cui Coldiretti, Confagricoltura e CIA, oltre a Provincia e Regione.</p>
<p>Durante il confronto &egrave; emersa la necessit&agrave; di mantenere alta l&rsquo;attenzione sulla situazione epidemiologica nel Cuneese. Ad oggi i casi riscontrati sul territorio provinciale sono sette, localizzati tra Cravanzana, Arguello e Cerretto Langhe. I recenti ritrovamenti di carcasse positive comporteranno un prossimo ampliamento delle zone di restrizione 1 e 2, con un&rsquo;estensione che si avviciner&agrave; al distretto suinicolo della provincia.</p>
<p>Il Commissario Filippini ha quindi delineato le strategie di intervento, fondate sul rafforzamento del monitoraggio e della ricerca attiva delle carcasse, sul controllo della popolazione di cinghiali attraverso modalit&agrave; operative pi&ugrave; incisive nelle aree infette, sul completamento delle barriere fisiche lungo l&rsquo;autostrada Torino-Savona nei tratti ritenuti efficaci e su una gestione rigorosa delle misure di biosicurezza negli allevamenti.&nbsp;Nel corso dell&rsquo;incontro la Provincia di Cuneo ha ribadito il proprio impegno nel coordinamento delle attivit&agrave; di contrasto alla PSA, attraverso il lavoro della Cabina di regia provinciale che negli ultimi anni ha favorito la collaborazione tra enti locali, servizi veterinari, associazioni agricole e mondo venatorio.</p>
<p>"Abbiamo apprezzato molto l&rsquo;approccio del Commissario Filippini e abbiamo ribadito l&rsquo;impegno della Provincia di Cuneo in questo ambito, testimoniato dal lavoro svolto dalla Cabina di regia. &Egrave; fondamentale avere indicazioni chiare sulle azioni della struttura nazionale per arrivare all&rsquo;eradicazione del virus. Restano per noi prioritarie la tutela del comparto economico suinicolo e la necessit&agrave; di garantire una comunicazione costante e puntuale ai sindaci", sottolineano il presidente Luca Robaldo e il consigliere delegato Silvano Dovetta.</p>
<p>L&rsquo;incontro di Ceva rappresenta un ulteriore passaggio nel percorso di collaborazione istituzionale necessario per affrontare un&rsquo;emergenza complessa, che richiede un&rsquo;azione coordinata tra tutti i soggetti coinvolti. La Provincia continuer&agrave; a lavorare a fianco della struttura commissariale nazionale, della Regione e degli enti territoriali per contribuire all&rsquo;obiettivo dell&rsquo;eradicazione della peste suina africana e alla tutela delle attivit&agrave; produttive.</p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 17:41:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Crisi idrica: Cuneo al terzo posto tra le province piemontesi per spreco dell’acqua]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/crisi-idrica-cuneo-al-terzo-posto-tra-le-province-piemontesi-per-spreco-dellacqua_124068.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/crisi-idrica-cuneo-al-terzo-posto-tra-le-province-piemontesi-per-spreco-dellacqua_124068.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124068/153312.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La siccit&agrave;, le temperature estreme registrate negli ultimi mesi e, pi&ugrave; in generale, gli effetti dei cambiamenti climatici destano crescente preoccupazione anche tra gli artigiani piemontesi.</p>
<p>La progressiva scarsit&agrave; d&rsquo;acqua rischia infatti di incidere sull&rsquo;attivit&agrave; delle imprese artigiane e, pi&ugrave; in generale, sull&rsquo;intero sistema produttivo regionale.</p>
<p>Secondo l&rsquo;analisi dell&rsquo;Ufficio Studi di Confartigianato Imprese &nbsp;sulle &ldquo;imprese idro-esigenti&rdquo;, che ha preso in esame il perimetro delle attivit&agrave; manifatturiere e di quelle dei servizi alla persona, in base all&rsquo;indicatore Intensit&agrave; d&rsquo;uso dell&rsquo;acqua di Istat, in Piemonte, dove la severit&agrave; idrica &egrave; media, nel perimetro dei 10 settori a maggior intensit&agrave; di uso di acqua operano oltre 10mila imprese che danno lavoro a 125mila addetti. Le imprese artigiane sono circa 7mila con circa 28mila addetti. Il 66,9% delle imprese piemontesi che operano nel perimetro di settori water intensive &egrave; artigiano.</p>
<p>&ldquo;La Regione Piemonte ha annunciato di voler chiedere lo stato di emergenza se non ci sar&agrave; un cambiamento nelle previsioni meteo in quanto alle piogge mancanti si aggiunge il caldo record degli ultimi mesi. - commenta Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte - Una situazione climatica che potrebbe penalizzare pesantemente le imprese manifatturiere in particolar modo quelle artigiane che rappresentano la maggioranza delle imprese a maggior uso di acqua. In relazione al fabbisogno di acqua, vanno considerate anche le imprese dei servizi alla persona: lavanderie, acconciatori ed estetisti, in cui si registra un maggiore consumo di acqua per uso imprenditoriale&rdquo;.</p>
<p>Assai preoccupante &egrave; la situazione sula condizione delle infrastrutture idriche. Secondo una recente indagine della CGIA di Mestre in Piemonte, ogni giorno, vengono immessi nelle reti 359 litri pro capite e se ne perdono 127, equivalente al 35,4%.</p>
<p>La regione pi&ugrave; sprecona &egrave; la Basilicata con il 65,5% di perdite, seguita dall&rsquo;Abruzzo con il 62,5%. Quella pi&ugrave; virtuosa &egrave; l&rsquo;Emilia Romagna con solo il 29,7% di acqua che si perde.</p>
<p>Tra i capoluoghi del Piemonte il pi&ugrave; sprecone &egrave; Verbania con il 43% delle perdite, seguito da Novara e Cuneo con il 31,5%, da Biella con il 30,7%, Alessandria 28,9%, &nbsp;Torino 25,6%, &nbsp;Vercelli 22,25 e &nbsp;Asti con il 19,2%.</p>
<p>&ldquo;Come ogni estate si pone la questione della crisi idrica. Si facciano gli invasi e si intervenga sulla rete! - conclude &nbsp;Felici - Con la scusa del &ldquo;cambiamento climatico&rdquo; non si fa pi&ugrave; manutenzione e si preferisce scaricare responsabilit&agrave; e disagi su cittadini ed imprese. &Egrave; necessario, con estrema rapidit&agrave; continuare a ripensare alle priorit&agrave; del PNRR e sfruttare quindi le risorse europee per ammodernare e realizzare gli invasi e le reti distributive per poter affrontare meglio una eventuale emergenza idrica che potrebbe mettere in seria difficolt&agrave; le attivit&agrave; produttive. Occorre programmare e progettare per non farci trovare impreparati di fronte al perdurare di assenza di precipitazioni senza dover rincorrere l&rsquo;emergenza e senza dover adottare, se fosse necessario, misure drastiche&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 14:21:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Piemonte, regione solida: meno del 9% delle aziende a rischio insolvenza. Brilla Cuneo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/piemonte-regione-solida-meno-del-9-delle-aziende-a-rischio-insolvenza-brilla-cuneo_124062.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/piemonte-regione-solida-meno-del-9-delle-aziende-a-rischio-insolvenza-brilla-cuneo_124062.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124062/153291.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Il Piemonte si conferma come una regione "forte" dal punto di vista aziendale. Le imprese a rischio insolvenza si mantengono al di sotto della media nazionale. Le imprese attive in regione sono 397.325 e, su queste, l&rsquo;incidenza delle imprese a rischio insolvenza, in un orizzonte di 12 mesi, si attesta all&rsquo;8,6%, pari a 34.170 aziende, a fronte di una media italiana del 12,1%, ovvero 674 mila imprese a rischio sul totale nazionale di 5.570.296 imprese attive (Sevendata su dati CCIAA).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel confronto nazionale, il Piemonte si colloca tra le&nbsp;regioni&nbsp;con livelli di&nbsp;rischio sotto la media. Incidenze pi&ugrave; elevate si osservano nel&nbsp;Lazio (17,5%), in Calabria (14,0%), Campania (13,8%), Sicilia (13,1%), Abruzzo (13%), Lombardia (12,6%), Molise (12,2%), Umbria e Puglia (12,1%), Basilicata (11,8%), Liguria (11,4%), Sardegna (11,1%), Toscana (11%), Emilia-Romagna (10,5%), Marche (10,1%); mentre livelli sotto la media si rilevano proprio in Piemonte (8,6%), in Friuli-Venezia Giulia (8,7%), Trentino-Alto Adige (6,6%), Valle d&rsquo;Aosta (7,5%) e Veneto (9%).&nbsp;Su base annua, la quota di&nbsp;imprese a rischio&nbsp;in Piemonte &egrave; cresciuta di 0,7 punti percentuali, a fronte di una crescita media nazionale dell&rsquo;1%.</p>
<p style="text-align: justify;">I dati emergono dall&rsquo;osservatorio Business Scan 2026 sviluppato da Sevendata, data company italiana che analizza lo stato di salute del tessuto imprenditoriale italiano e il rischio di insolvenza a 12 mesi, da febbraio 2025 a febbraio 2026. Attraverso rating proprietario basato sull&rsquo;intelligenza artificiale a reti neuronali, vengono focalizzate variabili economico-finanziarie, bilanci, eventi negativi pregiudizievoli e scoperti, profili del management e indicatori strutturali delle imprese su base settoriale e territoriale.</p>
<p style="text-align: justify;">Dentro i confini regionali, l&rsquo;analisi per provincia evidenzia una variabilit&agrave; contenuta ma significativa: l&rsquo;incidenza pi&ugrave; elevata di imprese a maggiore rischio si osserva a&nbsp;Novara&nbsp;(10,1%, 2.840 imprese a rischio),&nbsp;Alessandria&nbsp;(9,5%, 3.461 imprese a rischio),&nbsp;Torino&nbsp;(9,4%, 19.695 imprese a rischio),&nbsp;Biella&nbsp;(9,1%, 1.336 imprese a rischio) e&nbsp;Vercelli&nbsp;(9,0%, 1.265 imprese a rischio), mentre valori pi&ugrave; bassi si registrano nelle province di&nbsp;Asti&nbsp;(7,9%, 1.641 imprese a rischio),&nbsp;Verbano-Cusio-Ossola&nbsp;(7,3%, 854 imprese a rischio) e&nbsp;Cuneo&nbsp;(5,2%, 3.227 imprese a rischio).</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;&ldquo;Le imprese del Piemonte nel 2026 si collocano in base al livello di rischio insolvenza sui 12 mesi tra le realt&agrave; pi&ugrave; solide a livello nazionale, con un&rsquo;incidenza significativamente inferiore alla media italiana, confermando un&rsquo;elevata tenuta complessiva del tessuto produttivo &ndash;&nbsp;commenta Fabrizio Vigo, Ceo e co-founder di Sevendata&nbsp;&ndash;. L&rsquo;analisi provinciale evidenzia differenze contenute, con un&rsquo;incidenza leggermente pi&ugrave; elevata a Novara, Alessandria, Torino, Beilla e Vercelli e un profilo pi&ugrave; solido a Cuneo, Verbano-Cusio-Ossola e Asti. La regione mantiene una capacit&agrave; di resilienza che si spiega con la qualit&agrave; e la composizione della sua base produttiva: accanto a una forte presenza del comparto commerciale, e a settori rilevanti come costruzioni, agricoltura e logistica, il territorio beneficia di una struttura produttiva equilibrata e diversificata. Allo stesso tempo, alcuni indicatori segnalano che la resilienza non va data per scontata: il lieve incremento della quota di imprese a rischio e la flessione contenuta del survival rate indicano un contesto in cui la tenuta dipende sempre pi&ugrave; dalla capacit&agrave; delle imprese di preservare equilibrio finanziario, continuit&agrave; operativa e posizionamento di mercato in uno scenario macroeconomico dinamico in grado di gestire fenomeni di incertezza&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">In termini di concentrazione del tessuto imprenditoriale, il Piemonte fa registrare una variazione annuale delle imprese attive pari a -0,6%, a fronte della media italiana che registra il saldo negativo (-0,8%). Il maggior numero di imprese attive &egrave; a Torino (52,7% del totale regionale pari a 209.516 aziende), seguita da&nbsp;Cuneo (15,6%, 62.050 imprese),&nbsp;Alessandria (9,2%, 36.427 imprese)&nbsp;e&nbsp;Novara (7,1%, 28.122 imprese), mentre&nbsp;Asti (5,2%, 20.777 imprese),&nbsp;Biella (3,7%, 14.677 imprese),&nbsp;Vercelli (3,5%, 14.061 imprese)&nbsp;e&nbsp;Verbano-Cusio-Ossola (2,9%, 11.695 imprese). Sul fronte della dinamica annua delle imprese attive, la regione mostra un andamento in lieve contrazione, confermando un quadro complessivamente stabile.</p>
<p style="text-align: justify;">La lettura demografica regionale indica un saldo negativo tra nuove imprese e cessazioni: il tasso di natalit&agrave; si attesta al 5,3%e la mortalit&agrave; al&nbsp;5,8% (saldo -0,5 punti percentuali). Anche gli indicatori di resilienza mostrano una buona tenuta: il survival rate &ndash; tasso di sopravvivenza &ndash; delle imprese nate nel 2024 e ancora attive nel 2026 &egrave; pari al&nbsp;92,8%, in lieve calo rispetto al biennio 2022&ndash;2024 (93,6%).</p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista settoriale, il numero pi&ugrave; alto di aziende attive si registra nel commercio (22,5%), seguito da costruzioni (16,1%) e agricoltura e pesca (11,4%). Le incidenze di rischio insolvenza pi&ugrave; elevate si riscontrano nelle attivit&agrave; estrattive in cava (28,4%), nelle&nbsp;attivit&agrave; legate alla gestione di acqua e rifiuti (17,6%), nei&nbsp;fornitori di energia (15,9%)&nbsp;e nelle&nbsp;attivit&agrave; di trasporto e magazzinaggio (12,1%). Le attivit&agrave; meno a rischio sono invece quelle legate ad&nbsp;agricoltura e pesca (2,3%),&nbsp;attivit&agrave; finanziarie e assicurative (2,4%)&nbsp;e&nbsp;altri servizi (3,2%).</p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 12:07:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Droni per il diserbo, l'Uncai cita il caso Levaldigi: "Chi tratta senza autorizzazioni è fuori dalla legge"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/droni-per-il-diserbo-l-uncai-cita-il-caso-levaldigi-chi-tratta-senza-autorizzazioni-e-fuori-dalla-legge_124048.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/droni-per-il-diserbo-l-uncai-cita-il-caso-levaldigi-chi-tratta-senza-autorizzazioni-e-fuori-dalla-legge_124048.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124048/153260.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L'episodio avvenuto lo scorso aprile nei pressi dell'aeroporto di Cuneo-Levaldigi, con il sequestro di un drone agricolo utilizzato senza autorizzazioni e il conseguente blocco temporaneo del traffico aereo, continua a far discutere. A intervenire ora &egrave; l'Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici e Industriali (Uncai), che prende spunto proprio da quanto accaduto nel Cuneese per fare chiarezza sull'utilizzo dei droni nei trattamenti fitosanitari.</p>
<p>Secondo l'associazione, infatti, negli ultimi mesi si stanno moltiplicando in diverse aree d'Italia le segnalazioni di agricoltori che effettuano diserbi e altri trattamenti con droni acquistati autonomamente, senza le autorizzazioni previste dalla normativa aeronautica, senza brevetto e senza le necessarie coperture assicurative.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124048/small_153261.jpg" alt="Drone a Levaldigi" loading="lazy"></p>
<p>"L'episodio avvenuto nei pressi dell'aeroporto di Cuneo-Levaldigi, gi&agrave; ripreso dalla cronaca locale nelle scorse settimane, ha reso pubblico un fenomeno che, secondo chi opera quotidianamente sul territorio, appare pi&ugrave; diffuso di quanto i pochi casi noti lascino intuire", sottolinea Uncai.</p>
<p>Il riferimento &egrave; al fatto avvenuto il 16 aprile scorso, <a href="https://www.cuneodice.it/cronaca/saviglianese/drone-di-grandi-dimensioni-vicino-allaeroporto-di-levaldigi-sequestrato_119363.html" target="_blank" rel="follow">quando un drone professionale di circa 32 chilogrammi fu individuato in volo</a> nelle vicinanze dello scalo cuneese. La Polizia di Frontiera Aerea riusc&igrave; a rintracciare il pilota, risultato privo della licenza di volo, delle autorizzazioni necessarie per operare in prossimit&agrave; di un aeroporto e della copertura assicurativa obbligatoria. Il mezzo venne sequestrato e l'uomo denunciato.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124048/small_153262.jpg" alt="Drone sequestrato a Levaldigi" loading="lazy"></p>
<p>Successivamente, alla luce anche di altri episodi registrati negli ultimi mesi e dell'aumento del traffico aereo civile e dell'attivit&agrave; della scuola di volo, la direzione dell'aeroporto di Cuneo-Levaldigi aveva lanciato un appello a cittadini e operatori professionali, invitandoli a verificare sempre le limitazioni previste prima di far volare un drone e ricordando che ogni segnalazione in prossimit&agrave; delle traiettorie degli aeromobili rappresenta un potenziale rischio per la sicurezza.</p>
<p>Nel suo intervento, Uncai precisa che la recente legge 2 dicembre 2025, n. 182 ha s&igrave; aperto la possibilit&agrave; di autorizzare, in via sperimentale e per tre anni, l'irrorazione aerea con droni, ma che la norma non &egrave; ancora operativa. Manca infatti il decreto attuativo che dovr&agrave; stabilire colture interessate, prodotti utilizzabili e procedure autorizzative. Fino a quel momento i trattamenti fitosanitari con droni sono consentiti esclusivamente nell'ambito di sperimentazioni condotte da universit&agrave;, enti di ricerca, servizi fitosanitari regionali e centri autorizzati dal Ministero della Salute.</p>
<p>Per questo motivo, chiarisce l'associazione, chi oggi utilizza un drone per distribuire fitofarmaci al di fuori di tali sperimentazioni opera al di fuori della normativa vigente.</p>
<p>Uncai evidenzia inoltre che non si tratta soltanto di un problema burocratico. Attualmente i prodotti fitosanitari sono autorizzati per la distribuzione da terra e non esistono ancora formulazioni specifiche n&eacute; linee guida consolidate per l'impiego tramite drone. Proprio su questi aspetti stanno lavorando universit&agrave; e centri di ricerca, con l'obiettivo di definire procedure sicure ed efficaci.</p>
<p>I rischi, ricorda l'associazione, sono concreti: oltre al sequestro del mezzo e alle sanzioni amministrative, nei casi pi&ugrave; gravi possono configurarsi responsabilit&agrave; penali e persino la distruzione del raccolto trattato con prodotti non autorizzati per l'impiego aereo.</p>
<p>"Un incidente o un caso eclatante, come quello registrato vicino a uno scalo aeroportuale, pu&ograve; ritardare l'iter dei decreti attuativi e delle autorizzazioni sperimentali che il settore, contoterzisti compresi, sta cercando di costruire con seriet&agrave; negli ultimi mesi", afferma il presidente di Uncai, <strong>Aproniano Tassinari</strong>.</p>
<p>L'associazione guarda comunque con favore allo sviluppo dell'agricoltura di precisione e alle potenzialit&agrave; offerte dai droni, soprattutto nei contesti pi&ugrave; difficili da raggiungere con i mezzi tradizionali. L'invito rivolto agli operatori &egrave; per&ograve; quello di attendere il completamento del quadro normativo, verificare sempre le limitazioni previste da Enac e dalla piattaforma d-flight e affidarsi, per i trattamenti fitosanitari, a professionisti che operano nel pieno rispetto delle regole.</p>
<p>Uncai richiama infine anche il tema della concorrenza leale. Sebbene un drone agricolo rappresenti un investimento inferiore rispetto a un trampolo per i trattamenti da terra, il costo del servizio per l'agricoltore resta sostanzialmente analogo. Chi utilizza un drone senza autorizzazioni, osserva l'associazione, non offre quindi un servizio pi&ugrave; economico, ma evita i costi legati a formazione, certificazioni e assicurazioni, penalizzando chi invece opera nel rispetto della normativa.</p>
<p>"In un settore dove ci si conosce e ci si osserva, la scorciatoia individuale rischia di diventare un problema di tutti: la strada giusta resta quella che si pu&ograve; percorrere insieme, non quella che qualcuno si ritaglia da solo scavalcando le regole", conclude Tassinari.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124048/small_153263.jpg" alt="Drone a Levaldigi" loading="lazy"></p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124048/small_153264.jpg" alt="Drone sequestrato a Levaldigi" loading="lazy"></p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124048/small_153265.jpg" alt="Drone sequestrato a Levaldigi" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 11:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Sfruttamento lavorativo, Sacchetto (FdI): "Dal consiglio regionale attenzione al fenomeno"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sfruttamento-lavorativo-sacchetto-fdi-dal-consiglio-regionale-attenzione-al-fenomeno_124043.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sfruttamento-lavorativo-sacchetto-fdi-dal-consiglio-regionale-attenzione-al-fenomeno_124043.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124043/153254.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Nella giornata di luned&igrave; 13 luglio il gruppo di lavoro sullo sfruttamento lavorativo costituito presso la Commissione legalit&agrave; del Consiglio regionale ha licenziato all&rsquo;unanimit&agrave; una relazione unitaria che fotografa la situazione piemontese e propone azioni per continuare a migliorare il contrasto a forme di sfruttamento ed alla promozione delle buone pratiche nei rapporti di lavoro. <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-commissione-legalita-della-regione-approva-la-relazione-sullo-sfruttamento-lavorativo-in-agricoltura_124004.html" target="_blank" rel="nofollow">Una relazione approvata anche dall'opposizione</a>.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em>&ldquo;La scelta di approvare una relazione finale condivisa tra maggioranza e opposizione d&agrave; ancora pi&ugrave; forza al lavoro svolto dalla Commissione legalit&agrave; del Consiglio regionale del Piemonte, sul contrasto allo sfruttamento lavorativo non possono esserci divisioni politiche: &egrave; un tema che riguarda la dignit&agrave; delle persone, la legalit&agrave; e il futuro di uno dei comparti pi&ugrave; importanti della nostra economia</em> - dichiara Claudio Sacchetto, Consigliere regionale di Fratelli d'Italia e Presidente della III Commissione Attivit&agrave; produttive del Consiglio regionale del Piemonte, che ha seguito i lavori del gruppo per il suo partito -&nbsp;<em>come Fratelli d'Italia abbiamo voluto dare un contributo concreto alla relazione, inserendo proposte che affrontano il problema non solo sul piano repressivo, ma anche su quello organizzativo ed economico.</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em>La prima &egrave; il rafforzamento della Rete del Lavoro Agricolo di Qualit&agrave;, uno strumento gi&agrave; esistente che coinvolge i Ministeri competenti, occorre premiare chi opera per un'agricoltura rispettosa dei diritti dei lavoratori, negli ultimi anni il Piemonte ha compiuto passi avanti importanti nell'accoglienza dei lavoratori stagionali, diventando un punto di riferimento nazionale ed europeo grazie a esperienze come quella sviluppata nel Saluzzese proponendosi come capofila di importanti progetti come Common ground. &Egrave; un modello costruito con la collaborazione tra istituzioni, imprese agricole, enti locali, associazioni e terzo settore, che dimostra come legalit&agrave; e sviluppo possano procedere insieme.</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em>Abbiamo chiesto che la Regione si faccia promotrice, in sede di Conferenza Stato-Regioni, di una riforma della fiscalit&agrave; del lavoro agricolo, affinch&eacute; le agevolazioni gi&agrave; previste in alcune aree del Paese anche molto simili alla nostra, come il Trentino Alto Adige, possano essere estese in modo uniforme, rendere meno oneroso il lavoro regolare significa sostenere le imprese sane e contrastare con maggiore efficacia ogni forma di sfruttamento, inoltre nella relazione vi &egrave; un passaggio importante sul fatto che serva un confronto serio con la Grande Distribuzione Organizzata affinch&eacute; venga riconosciuto un giusto prezzo ai produttori, un'agricoltura economicamente pi&ugrave; forte &egrave; anche un'agricoltura che pu&ograve; investire maggiormente nella qualit&agrave; del lavoro, nella sicurezza e nella tutela dei propri dipendenti.</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em>Questa relazione indica una strada condivisa e pragmatica, che mette al centro la dignit&agrave; del lavoro senza mettere sotto accusa un intero settore che rappresenta una delle eccellenze del Piemonte, il fatto che Fratelli d&rsquo;Italia si sia fatto promotore del tentativo riuscito di un documento unitario del Consiglio definisce la cifra di una Politica che vuole affrontare i problemi e risolverli possibilmente in maniera efficace e duratura. Oggi &egrave; stata scritta una bella pagina nella storia del Consiglio regionale&rdquo;.</em></p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 10:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Danni fauna selvatica, Coldiretti Cuneo: “Percentuale di risarcimento troppo bassa”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/danni-fauna-selvatica-coldiretti-cuneo-percentuale-di-risarcimento-troppo-bassa_124032.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/danni-fauna-selvatica-coldiretti-cuneo-percentuale-di-risarcimento-troppo-bassa_124032.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124032/153234.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Coldiretti Cuneo, alla luce del contesto di tensione economica e criticit&agrave; in cui si trovano ad operare le aziende agricole, ha dichiarato: &ldquo;Con l&rsquo;incubo peste suina tornata sui nostri territori, &egrave; ancora pi&ugrave; assurdo che la Regione non risarcisca totalmente i danni provocati dalla fauna selvatica, ma per il secondo anno consecutivo stabilisca il risarcimento nella misura dell&rsquo;83%&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Basta penalizzare le imprese, soprattutto quando il numero degli abbattimenti dei cinghiali continua a essere del tutto insufficiente. Gli indennizzi, pur assumendo nell&rsquo;attuale situazione un&rsquo;importanza essenziale, non rappresentano certo la soluzione al problema, quanto il corretto e dovuto sostegno alle realt&agrave; produttive che, loro malgrado, sono costrette a vedere compromessa una parte, talvolta anche rilevante, della redditivit&agrave; derivante dalla propria attivit&agrave;. Le risorse attualmente stanziate sono mortificanti nei confronti di un settore di primaria importanza per il tessuto economico del territorio&rdquo;, dichiara Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo.</p>
<p>&ldquo;Attraverso una specifica lettera abbiamo chiesto al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e all&rsquo;assessore regionale all&rsquo;Agricoltura, Paolo Bongioanni, un puntuale intervento affinch&eacute; i risarcimenti possano essere riconosciuti in misura integrale e, soprattutto, l&rsquo;adozione di una modalit&agrave; di gestione e di programmazione che preveda lo stanziamento di adeguate risorse, senza che si vengano a creare situazioni come quelle delle annualit&agrave; 2024 e 2025&rdquo;, aggiunge Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo.</p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 09:27:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item></channel></rss>
