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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > Bra]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/bra-e-roero/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/attualita/bra-e-roero/rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie di Attualità a Bra aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Fri, 13 Mar 2026 23:52:20 +0100</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > Bra]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/bra-e-roero/]]></link></image><item><title><![CDATA[Intesa fra Prefettura e Camera di Commercio contro le infiltrazioni criminali nelle imprese]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/intesa-fra-prefettura-e-camera-di-commercio-contro-le-infiltrazioni-criminali-nelle-imprese_116396.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/intesa-fra-prefettura-e-camera-di-commercio-contro-le-infiltrazioni-criminali-nelle-imprese_116396.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116396/140800.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&Egrave; stato siglato ieri pomeriggio, gioved&igrave; 12 marzo, presso la sede dell&rsquo;ente camerale, l&rsquo;addendum al protocollo di legalit&agrave; che la Prefettura di Cuneo e la Camera di Commercio nel 2024 hanno condiviso, insieme alle forze dell&rsquo;ordine, per rafforzare l&rsquo;azione di prevenzione delle infiltrazioni illecite nel tessuto economico provinciale.</p>
<p>Con l&rsquo;addendum al protocollo viene concesso anche all&rsquo;Agenzia delle Entrate l&rsquo;utilizzo dell&rsquo;applicativo informatico denominato &ldquo;Telemaco Avanzato&rdquo;, lo strumento del sistema camerale che permette di monitorare in tempo reale le dinamiche d&rsquo;impresa agevolando la comprensione dei fenomeni illeciti.</p>
<p>"<em>Con questa firma rafforziamo un&rsquo;alleanza istituzionale imprescindibile per la tutela del lavoro buono e giusto</em> &ndash; afferma il presidente della Camera di commercio di Cuneo Luca Crosetto - <em>Mettiamo a sistema i nostri strumenti digitali pi&ugrave; evoluti per colpire le zone d&rsquo;ombra che inquinano il mercato: &egrave; un investimento in legalit&agrave; che la Camera di Commercio sostiene con convinzione, garantendo anche tutta la formazione necessaria, tramite InfoCamere, ai funzionari che opereranno sulla piattaforma. Solo uniti possiamo garantire trasparenza e dignit&agrave; a chi fa impresa onestamente ed evitare infiltrazioni illecite</em>&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;accordo non si limita alla condivisione dei dati, ma sancisce una cooperazione attiva tra i tre enti. Grazie alla messa a disposizione da parte della Camera di commercio di piattaforme evolute dei dati del Registro Imprese, la Prefettura, le forze dell&rsquo;ordine e oggi anche l&rsquo;Agenzia delle Entrate potranno potenziare le attivit&agrave; di vigilanza e controllo.</p>
<p>La Camera di Commercio metter&agrave; a disposizione sessioni di addestramento tecnico specifiche curate da InfoCamere, affinch&eacute; l'interoperabilit&agrave; tra le amministrazioni diventi un vantaggio operativo immediato e un modello di efficienza per la protezione dell'economia sana della provincia di Cuneo.</p>
<p>"<em>Rinnoviamo il nostro impegno per prevenire possibili tentativi della criminalit&agrave; organizzata di penetrazione nel tessuto economico locale, ancora sano e da preservare, in una logica di sistema, ovvero di &nbsp;condivisione di elementi di conoscenza, mirati e approfonditi, che consentano di intercettare forme di evasione fiscale, di elusione delle imposte e tentativi di insinuarsi nelle aziende e di conquistare fette di settori produttivi e commerciali</em>&rdquo; afferma il prefetto Mariano Savastano.</p>]]></description><pubDate>Fri, 13 Mar 2026 17:26:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Rincari delle materie prime, in difficoltà l'edilizia: "Effetti della crisi in Medio Oriente già pesanti"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/rincari-delle-materie-prime-in-difficolta-l-edilizia-effetti-della-crisi-in-medio-oriente-gia-pesanti_116392.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/rincari-delle-materie-prime-in-difficolta-l-edilizia-effetti-della-crisi-in-medio-oriente-gia-pesanti_116392.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116392/140794.jpg" title="Gabriele Gazzano" alt="Gabriele Gazzano" /><br /><p>"<em>Negli ultimi mesi il tema del rincaro delle materie prime sta interessando in misura crescente il settore edile. Si tratta di una situazione in continua evoluzione, che richiede attenzione e un monitoraggio costante, ma ora che le tensioni geopolitiche stanno producendo effetti speculativi sui prezzi, occorre prevedere un intervento tempestivo. Non si pu&ograve; agire soltanto su carburanti e bollette: bisogna pensare anche a misure ad hoc per i materiali non soggetti ad accise</em>". Lo dice in una nota il presidente di Ance Cuneo, Gabriele Gazzano.&nbsp;Per questo Ance Cuneo richiama l&rsquo;attenzione delle istituzioni e dell&rsquo;opinione pubblica sulle difficolt&agrave; che le imprese stanno affrontando a causa dell&rsquo;aumento dei costi dei materiali, sottolineando la necessit&agrave; di un monitoraggio puntuale dell&rsquo;andamento dei prezzi e di misure in grado di salvaguardare l&rsquo;equilibrio economico degli appalti.</p>
<p>"<em>Purtroppo gli effetti della crisi in Medio Oriente sui costi delle materie prime sono gi&agrave; pesanti e coinvolgono l&rsquo;intera filiera dell&rsquo;edilizia, mentre il nostro territorio &egrave; impegnato in uno sforzo rilevante per portare a termine nei tempi previsti i lavori legati al Pnrr</em>", prosegue il presidente di Ance Cuneo. "<em>Senza un intervento urgente, le imprese saranno costrette a sopportare da sole le conseguenze della guerra, con pesanti ripercussioni sulla tenuta del sistema. Per questo auspichiamo l&rsquo;adozione di uno strumento in grado di sterilizzare l&rsquo;aumento del gettito fiscale generato dal rincaro dei materiali da costruzione che risentono, direttamente o indirettamente, della crisi in atto, insieme a una riduzione dei tempi di riconoscimento alle imprese delle somme previste dal meccanismo di revisione prezzi</em>".</p>
<p>Un&rsquo;ultima considerazione riguarda il comparto delle asfaltature e delle manutenzioni stradali. "<em>Nella prossima settimana &egrave; previsto un incontro con la Provincia di Cuneo per affrontare, in particolare, le problematiche legate ai rincari dei materiali utilizzati per le asfaltature nell&rsquo;ambito delle manutenzioni stradali, un tema che sta generando evidenti criticit&agrave; nella gestione degli appalti</em>", conclude Gazzano.</p>]]></description><pubDate>Fri, 13 Mar 2026 17:08:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Caro carburanti, autotrasporto in ginocchio: "Così saremo costretti a fermare i mezzi"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/caro-carburanti-autotrasporto-in-ginocchio-cosi-saremo-costretti-a-fermare-i-mezzi_116368.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/caro-carburanti-autotrasporto-in-ginocchio-cosi-saremo-costretti-a-fermare-i-mezzi_116368.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116368/140764.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;<em>Con il costo del carburante oltre i 2 euro, le spese di esercizio di un automezzo superano di gran lunga i ricavi con la conseguenza che gli autisti saranno, purtroppo, costretti a spegnere i motori per non andare in perdita</em>&rdquo;. A lanciare l&rsquo;allarme sono le imprese del trasporto merci di Confartigianato Imprese Piemonte che evidenziano come gli incrementi del gasolio registrati dall&rsquo;inizio del conflitto in Iran stiano incidendo in modo sempre pi&ugrave; pesante sulla sostenibilit&agrave; economica delle attivit&agrave; delle aziende.<br>&nbsp;<br>&ldquo;<em>Il carburante rappresenta una delle principali voci di costo per le imprese dell&rsquo;autotrasporto che, mediamente e in condizioni normali, incidono tra il 25% e il 35% dei costi operativi di una flotta</em> - spiega Giovanni Rosso, presidente autotrasportatori di Confartigianato imprese Piemonte - <em>quindi basta un aumento di pochi centesimi al litro per generare migliaia di euro di spesa in pi&ugrave; all&rsquo;anno per ogni mezzo pesante</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>L&rsquo;aumento esponenziale dei costi di esercizio dei mezzi</em> - conclude Rosso - <em>rischia di innescare una pericolosa reazione a catena sull&rsquo;intera filiera logistica, con inevitabili ripercussioni sull&rsquo;approvvigionamento delle merci e sui prezzi dei beni al consumo. Consigliamo, quindi, alle imprese di fare valere i propri diritti attivando immediatamente la clausola di adeguamento al costo del carburante (fuel surcharge) nei contratti di trasporto</em>&rdquo;.<br>&nbsp;<br>Secondo l&rsquo;analisi fatta dall&rsquo;Ufficio Studi di Confartigianato, un mezzo pesante percorre mediamente circa 100 mila chilometri all&rsquo;anno, con consumi intorno a un litro ogni tre chilometri. In queste condizioni, un rincaro anche limitato del gasolio pu&ograve; tradursi rapidamente in diverse migliaia di euro di costi aggiuntivi per veicolo. Lo studio ricorda anche la progressione degli aumenti; nel 2021 il prezzo del diesel alla pompa era di 1,35 euro al litro. L&rsquo;anno dopo, con la crisi in Ucraina raggiunse 1,65 euro al litro (+ 22,3%) mentre adesso ha sfondato i 2 euro.<br>&nbsp;<br>Il calcolo fatto da Confartigianato dice che se con il carburante a 1,65 euro per litro i costi operativi gravavano per il 50% sull&rsquo;operativit&agrave; del mezzo ora, con il gasolio sopra i 2 euro, l&rsquo;incidenza supera l&rsquo;85%.&nbsp;Tuttavia, secondo Confartigianato, l&rsquo;andamento dei prezzi registrato negli ultimi giorni non pu&ograve; essere spiegato esclusivamente con la situazione internazionale.<br>&nbsp;<br>&ldquo;<em>Se vogliono che fermiamo gli automezzi lo dicano</em> - commenta Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte -. <em>Gli imprenditori stanno gi&agrave; mettendo in campo ogni sforzo possibile per ottimizzare le operazioni: dalla riduzione dei chilometri a vuoto alla formazione per una guida pi&ugrave; efficiente, fino al potenziamento della manutenzione preventiva e all&rsquo;uso della telematica. Quando per&ograve; ci si scontra con una mentalit&agrave; degna della sinistra pi&ugrave; arcaica rimane poco da fare</em>&rdquo;.<br>&nbsp;<br>&ldquo;<em>&Egrave; evidente che esistano tensioni internazionali che influenzano il mercato energetico</em> &ndash; conclude Felici &ndash; <em>ma &egrave; ovvio che siamo di fronte ad una speculazione di cui il Governo sembra voler approfittare. Il risvolto grottesco e stupefacente sta nelle scuse addotte per non tagliare le accise. Avessero ammesso che la circostanza fa comodo per fare cassa lo avremmo capito, ma dire che 'il carburante lo consumano i ricchi&rsquo; lascia pochi dubbi sull&rsquo;approccio ispirato al socialismo reale da parte dell&rsquo;esecutivo, con buona pace dei valori liberali cui sostiene di volersi ispirare</em>&rdquo;.</p>
<p>Sulla stessa lunghezza d&rsquo;onda i rappresentanti provinciali di Confcommercio. Il presidente Danilo Rinaudo sottolinea come il caro gasolio &ldquo;<em>sta mettendo seriamente in difficolt&agrave; le imprese di autotrasporto, un settore strategico per il funzionamento dell&rsquo;intera economia. L&rsquo;aumento dei costi del carburante incide pesantemente sui bilanci delle aziende e rischia di compromettere la sostenibilit&agrave; di molte attivit&agrave;, con inevitabili ripercussioni su tutta la filiera della distribuzione delle merci. Come Confcommercio riteniamo necessario aprire un confronto concreto con le istituzioni per individuare misure che possano sostenere il comparto e garantire condizioni operative pi&ugrave; stabili. Difendere l&rsquo;autotrasporto significa tutelare non solo le imprese del settore, ma l&rsquo;efficienza del sistema economico e commerciale del nostro territorio</em>&rdquo;.</p>
<p>Gli fa eco il presidente FAI Cuneo Giuseppe Bernocco, amministratore delegato di Ballario Trasporti srl. Bernocco tiene a precisare che &ldquo;<em>il rapporto tra il costo chilometrico e il prezzo dei trasporti &egrave; da molto tempo diventato un problema strutturale e insostenibile per le aziende di autotrasporto. L&rsquo;attuale scenario geopolitico in Medio Oriente incide sul prezzo del gasolio, tra le principali voci di costo (30-40% del totale). Si stima un aumento di oltre 1.000&ndash;1.500 euro al mese per ogni camion, che potrebbero salire fino a 2.000 se la crisi perdura. Le nostre imprese riscontrano difficolt&agrave; a scaricare i maggiori costi (che oltre al carburante annoverano certamente anche materie prime, gomme, costo dei mezzi, concorrenza sleale dei vettori stranieri) sulle tariffe finali, rendendo il rapporto costo-chilometro ormai fuori controllo</em>&rdquo;.</p>
<p>Il responsabile Area Trasporti e Logistica di Confcommercio provincia di Cuneo Gabriele Bracco: "<em>Il&nbsp;comparto garantisce quotidianamente la movimentazione delle merci. L&rsquo;autotrasporto rappresenta l&rsquo;infrastruttura invisibile dell&rsquo;economia: oltre l&rsquo;80% delle merci in Italia viaggia su strada. Quando aumentano i costi del carburante, l&rsquo;intera filiera logistica ne risente. Il rischio concreto &egrave; quello di una progressiva perdita di competitivit&agrave; per molte aziende del settore, in particolare per le piccole e medie imprese che costituiscono l&rsquo;ossatura dell&rsquo;autotrasporto italiano. &Egrave; indispensabile un&rsquo;azione tempestiva da parte delle istituzioni per evitare che il peso della crisi energetica ricada esclusivamente sulle imprese del settore. In particolare, &egrave; necessario rafforzare le misure di compensazione sui costi del carburante, stabilizzare i meccanismi di rimborso delle accise per le imprese di autotrasporto e garantire giuridicamente la piena attuazione degli strumenti contrattuali che permettano l&rsquo;adeguamento automatico dei corrispettivi di trasporto ai costi energetici. Inoltre, occorre perseguire politiche strutturali che accompagnino la transizione energetica senza compromettere la sostenibilit&agrave; economica delle imprese</em>&rdquo;.</p>
<p>Il segretario Fai Cuneo Franca Bosio precisa che &ldquo;<em>negli ultimi giorni molti operatori dell&rsquo;autotrasporto, con il gasolio salito di circa 20-50 centesimi al litro nell&rsquo;ultima settimana, sono costretti ad anticipare liquidit&agrave; per continuare a lavorare. Senza interventi di sostegno urgenti, il rischio concreto &egrave; che diverse imprese siano costrette a ridurre l&rsquo;attivit&agrave; o fermare i mezzi</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Fri, 13 Mar 2026 12:11:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Carburante alle stelle, taxisti e autonoleggiatori in allarme: "Serve un confronto col Ministero"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/carburante-alle-stelle-taxisti-e-autonoleggiatori-in-allarme-serve-un-confronto-col-ministero_116341.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/carburante-alle-stelle-taxisti-e-autonoleggiatori-in-allarme-serve-un-confronto-col-ministero_116341.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116341/140729.jpg" title="" alt="" /><br /><p>"<em>Occorre al pi&ugrave; presto un tavolo di confronto tra le associazioni di categoria dei trasporti e il Ministero delle Infrastrutture per sostenere il comparto in forte difficolt&agrave; per i recenti aumenti del carburante</em>". A lanciare questo appello sono i rappresentanti territoriali di Confartigianato Cuneo, Umbro Germini per i taxisti e Roberto Rovere per gli autonoleggiatori/Ncc, i quali chiedono che vengano valutate con urgenza misure adeguate a supportare il settore in grave sofferenza.&nbsp;</p>
<p>Il conflitto in Medio Oriente sta condizionando pesantemente le dinamiche dei prezzi dei carburanti. Secondo le ultime rilevazioni il prezzo del gasolio self in media nazionale risulta salito a 1,976 euro al litro, con un aumento di 0,252 euro al litro pari al +14,6% rispetto al prezzo del 27 febbraio, giorno antecedente l&rsquo;attacco all&rsquo;Iran da parte degli Stati Uniti e di Israele, generando forti criticit&agrave; per le imprese del trasporto persone.</p>
<p>"<em>Il rialzo dei prezzi</em> - sottolineano Germini e Rovere &ndash; <em>&egrave; un fenomeno che rischia di protrarsi anche nei prossimi mesi, sta determinando una crescita significativa dei costi di esercizio che, se non adeguatamente compensata, rischia di mettere in seria difficolt&agrave; molte imprese impegnate nel trasporto pubblico non di linea</em>".</p>]]></description><pubDate>Fri, 13 Mar 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Zone logistiche semplificate nella Granda: sono 38 i Comuni candidabili]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/zone-logistiche-semplificate-nella-granda-sono-38-i-comuni-candidabili_116340.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/zone-logistiche-semplificate-nella-granda-sono-38-i-comuni-candidabili_116340.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116340/140728.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Si &egrave; svolto nel pomeriggio di oggi, presso la Sala Conferenze della Provincia di Cuneo, l&rsquo;incontro di presentazione relativo allo studio di fattibilit&agrave; per l&rsquo;individuazione delle Zone Logistiche Semplificate (ZLS) nel territorio cuneese, un passaggio fondamentale per definire il futuro assetto economico e infrastrutturale della Granda. L'incontro, moderato dal direttore della redazione di Cuneo de &ldquo;La Stampa&rdquo; Massimo Mathis, &egrave; stato promosso dall&rsquo;associazione TRA.I.L. che, avvalendosi della competenza scientifica degli esperti del CIELI dell&rsquo;Universit&agrave; di Genova, sta portando avanti un&rsquo;analisi capillare per mappare le aree candidabili al prossimo bando della Regione Piemonte.</p>
<p>L'incontro si &egrave; aperto con l&rsquo;approfondimento tecnico di Alessio Tei del CIELI &ndash; Universit&agrave; di Genova, che ha illustrato i primi esiti dell&rsquo;analisi in corso che ha consentito di individuare 38 comuni con specifiche caratteristiche geografiche (distanza dalle grandi infrastrutture provinciali). Queste aree saranno sottoposte alla seconda fase di studio per analizzarne le specificit&agrave; e le relazioni commerciali con i porti liguri. L&rsquo;output finale dello studio sar&agrave; costituito da un dossier di caratterizzazione delle potenziali ZLS cuneesi da condividere con la Regione Piemonte.</p>
<p>In merito alla portata del progetto il presidente della Camera di commercio Luca Crosetto ha dichiarato che: &ldquo;L&rsquo;istituzione della ZLS rappresenta una sfida ambiziosa ma necessaria: non si tratta solo di una perimetrazione geografica, ma di un vero e proprio cambio di paradigma che permetter&agrave; alle nostre imprese di operare in un contesto di semplificazione amministrativa senza precedenti. Creare un corridoio fluido tra la produzione cuneese e il mare significa abbattere i costi logistici e rendere il nostro territorio un polo d&rsquo;attrazione per nuovi investimenti e per l&rsquo;occupazione giovanile, consolidando quella vocazione di retroporto naturale che la storia e la geografia ci hanno assegnato&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;L&rsquo;incontro dedicato al tema del retroporto e delle connessioni logistiche con la Liguria rappresenta uno dei primi appuntamenti promossi da TRA.I.L. e si inserisce nel percorso di costruzione di un coordinamento reale tra i soggetti del territorio nell&rsquo;affrontare i temi strategici per il futuro della provincia. &ndash; dichiara il presidente della Provincia Luca Robaldo - Si tratta di un&rsquo;iniziativa fortemente correlata al lavoro che, insieme alla Camera di Commercio di Cuneo, alla Fondazione CRC e agli stakeholder del territorio, stiamo portando avanti anche nell&rsquo;ambito della Strategia Cuneo 2030. In questo quadro, grande attenzione &egrave; rivolta proprio alle connessioni logistiche con la Liguria, che assumono un valore centrale per le opportunit&agrave; di sviluppo e di competitivit&agrave; per il sistema economico e produttivo della provincia&rdquo;.</p>
<p><br>Il dibattito ha beneficiato del contributo di Jacopo Riccardi, dirigente settore logistica della Regione Liguria, che ha approfondito i limiti e le opportunit&agrave; connesse alla perimetrazione di una ZLS e condiviso i primi risultati applicativi delle ZLS del retroporto di Genova, mentre l'intervento dell'Autorit&agrave; di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale ha focalizzato l'attenzione sulle relazioni commerciali tra la Granda e il Porto di Vado-Savona, evidenziando come l'integrazione tra zone di produzione e snodi portuali sia la chiave della competitivit&agrave; moderna.</p>
<p>In questa prospettiva, sono stati analizzati gli investimenti infrastrutturali in corso, come il nuovo parco ferroviario di Vado Ligure sostenuto dal PNRR, che permetter&agrave; di gestire treni di maggiore lunghezza e automatizzare le manovre.</p>
<p>In chiusura dei lavori, il confronto &egrave; stato arricchito dalla partecipazione di Alessandro Succio, dirigente settore logistica della Regione Piemonte, che ha chiarito le modalit&agrave; con le quali l&rsquo;Amministrazione regionale intende procedere per l'ampliamento della ZLS sul territorio piemontese.</p>
<p>L'appello finale dell&rsquo;associazione TRA.I.L. &ndash; realt&agrave; che unisce Provincia di Cuneo, Camera di Commercio di Cuneo, Fondazione CRC e Finpiemonte Partecipazioni S.p.A. &ndash; &egrave; quello di agire con coesione e rapidit&agrave; per finalizzare un dossier tecnico solido, capace di valorizzare le relazioni commerciali e consolidare il ruolo della Granda quale perno logistico d'eccellenza tra il Piemonte e il mare.</p>]]></description><pubDate>Fri, 13 Mar 2026 08:52:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Latte e crisi in Medio Oriente, Coldiretti Cuneo: "I caseifici evitino ulteriori speculazioni"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/latte-e-crisi-in-medio-oriente-coldiretti-cuneo-i-caseifici-evitino-ulteriori-speculazioni_116339.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/latte-e-crisi-in-medio-oriente-coldiretti-cuneo-i-caseifici-evitino-ulteriori-speculazioni_116339.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116339/140727.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Con aumento dei costi di produzione vanno fermate ulteriori speculazioni dei caseifici che sottopagano gli allevatori. &Egrave; quanto afferma Coldiretti Cuneo in questo momento di mercato delicato per la zootecnia da latte con il conflitto in Medio Oriente che acuisce le difficolt&agrave;.</p>
<p>&ldquo;<em>Il prezzo del latte riconosciuto ai nostri allevatori non copre assolutamente i costi di produzione, ancor pi&ugrave; con gli aumenti dell&rsquo;energia, dei mangimi e dei carburanti</em> &ndash; evidenzia Enrico Nada, Presidente Coldiretti Cuneo -. <em>Una situazione che mette a serio rischio la tenuta delle nostre imprese zootecniche che stanno lavorando senza margini. Oltretutto, Ismea ha aggiornato il costo di produzione del latte 2025 a 50 centesimi. Alla luce del conflitto in Medio Oriente, vanno evitate, quindi, ulteriori forme di speculazione da parte dei caseifici del territorio, oltre a quelle che abbiamo gi&agrave; denunciato nei mesi scorsi rispetto alle importazioni di latte straniero</em>&rdquo;.</p>
<p>Cuneo &egrave; tra le prime province, a livello nazionale, per la produzione di latte, con 6.967.140 quintali annui, prodotti da aziende tra le pi&ugrave; professionali al mondo e con svariate tipologie di formaggi, tra cui spiccano alcune DOP. Le importazioni di latte sfuso, cagliate, latte in polvere e crema di latte avvengono soprattutto da Belgio, Germania, Francia e Olanda.</p>
<p>&ldquo;<em>Una adeguata remunerazione del lavoro degli allevatori &egrave; condizione imprescindibile per mettere al sicuro tutta la filiera e continuare a garantire ai consumatori prodotti di qualit&agrave; che sostengono l&rsquo;economia, il lavoro e il nostro territorio su cui &egrave; presente una straordinaria biodiversit&agrave;</em> &ndash; spiega Francesco Goffredo, Direttore Coldiretti Cuneo -. <em>La situazione che si sta verificando, invece, mette in difficolt&agrave; le nostre imprese nel tempo, limita il futuro dei giovani che sempre di pi&ugrave; scelgono l&rsquo;allevamento e causa l&rsquo;abbandono dei territori sui quali intere generazioni hanno combattuto per evitare lo spopolamento ed il degrado. &Egrave; quantomai necessario individuare soluzioni concrete e a ristabilire un prezzo del latte che tenga conto dei costi di produzione</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Fri, 13 Mar 2026 08:31:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Violenza in corsia: nel 2025 negli ospedali piemontesi oltre 2.200 operatori aggrediti]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/violenza-in-corsia-nel-2025-negli-ospedali-piemontesi-oltre-2200-operatori-aggrediti_116338.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/violenza-in-corsia-nel-2025-negli-ospedali-piemontesi-oltre-2200-operatori-aggrediti_116338.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116338/140726.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Non episodi sporadici, ma un&rsquo;emergenza sempre pi&ugrave; concreta e sempre pi&ugrave; presente nella vita quotidiana di chi lavora nelle strutture sanitarie. Un fenomeno in cui il Piemonte non fa eccezione: quello delle aggressioni nei confronti del personale sanitario. A delineare il quadro sono i dati contenuti nella relazione annuale dell&rsquo;Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie, diffusa in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari.</p>
<p>L&rsquo;Osservatorio &egrave; stato istituito per la prima volta nel 2022. Si legge nella relazione: &ldquo;<em>La crescita esponenziale e preoccupante di episodi di violenza ha portato le diverse istituzioni operanti nel sistema a realizzare nel tempo specifici monitoraggi, documenti, raccomandazioni con finalit&agrave; diverse. Spesso si tratta di forme di violenza provenienti dagli stessi pazienti o dai loro caregiver, che si traducono in aggressioni fisiche, verbali o di comportamento</em>&rdquo;.</p>
<p>Nel 2025 in Piemonte sono stati segnalati in totale 1.621 episodi, che hanno coinvolto 2.207 operatori (611 uomini e 1.596 donne), tutti impiegati nel settore pubblico. Per quanto riguarda l&rsquo;et&agrave;, la distribuzione delle segnalazioni &egrave; sostanzialmente equidistribuita sulle tre fasce di et&agrave; maggiormente rappresentative della popolazione lavorativa: 30-39 anni, 40-49 anni, 50-59 anni, che rappresentano poco pi&ugrave; dell'81% degli eventi.</p>
<p>Distinguendo i casi in base alla qualifica professionale, la categoria pi&ugrave; colpita in termini assoluti &egrave; quella degli infermieri (61%), seguita dai medici e dagli OSS. Le aggressioni sono registrate maggiormente negli ospedali rispetto alle strutture territoriali, con una maggior incidenza nei Pronto soccorso (527), nelle aree di degenza (378) e nei Servizi psichiatrici di diagnosi e cura (199). Prevalentemente l&rsquo;aggressore viene identificato nel paziente (1.092) oppure nel parente, caregiver o conoscente (906). La maggior parte delle aggressioni si concretizza in violenza verbale (87%), in misura minore in violenza fisica (circa il 26%) spesso accompagnata da violenza verbale (motivo per cui la somma percentuale supera il 100%), pi&ugrave; raramente in atti contro la propriet&agrave; (10%).</p>
<p>Dall&rsquo;analisi complessiva emerge che, nel 2025, in Italia sono state segnalate quasi 18 mila aggressioni (17.956), che hanno coinvolto oltre 23 mila operatori (23.367). Per quanto riguarda le denunce, i reati di lesioni personali gravi ai danni di personale sanitario negli ospedali sono aumentati significativamente passando da 16 casi nel 2022 a 284 nel 2024, a 509 nel 2025 mentre quelli di percosse sono aumentati costantemente passando da 47 casi nel 2021 a 86 nel 2024, fino a registrare una diminuzione a 74 casi nel 2025.</p>
<p><a href="https://www.salute.gov.it/new/sites/default/files/2026-03/Relazione_ONSEPS_attivit%C3%A0_2025_11_3_2026.pdf" target="_blank">QUI la relazione completa.</a></p>]]></description><pubDate>Fri, 13 Mar 2026 08:23:00 +0100</pubDate><dc:creator>a.d.</dc:creator><author><name>a.d.</name></author></item><item><title><![CDATA[Allison-Dana, Bergesio: "Confermati investimenti e centralità dei siti italiani"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/fossanese/allison-dana-bergesio-confermati-investimenti-e-centralita-dei-siti-italiani_116263.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/fossanese/allison-dana-bergesio-confermati-investimenti-e-centralita-dei-siti-italiani_116263.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116263/140717.jpg" title="" alt="" /><br /><p>"<em>L&rsquo;incontro di ieri al Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha confermato la solidit&agrave; del progetto industriale di Allison Transmission per l&rsquo;Italia. Parliamo di un'operazione che vede il nostro Paese, e in particolare il Piemonte, come il primo polo strategico del gruppo al di fuori degli Stati Uniti, grazie ad un&rsquo;integrazione che punta sulla continuit&agrave; e sulla valorizzazione delle nostre eccellenze produttive". </em>Cos&igrave; il senatore Giorgio Maria Bergesio, vicepresidente della Commissione Attivit&agrave; Produttive del Senato, che ha preso parte al tavolo di confronto al Mimit riguardante l'acquisizione del ramo Off-Highway di Dana da parte della societ&agrave; americana Allison, specializzata nella progettazione e nella produzione di soluzioni di propulsione per veicoli commerciali e per la difesa.<br><br>L&rsquo;operazione segna il culmine di un percorso che Bergesio ha seguito con attenzione sin dalle prime fasi del 2025. Una vicenda complessa che ha visto il passaggio delle societ&agrave; Dana Italia, Dana Graziano e Dana Motion Systems Italia sotto la nuova insegna "Allison Off-Highway Drive &amp; Motion Systems", coinvolgendo complessivamente oltre 3.200 dipendenti in 14 siti produttivi nazionali.<br><br><em>"Fin dall'annuncio della cessione, abbiamo lavorato affinch&eacute; questa transizione non fosse interpretata come una mera operazione finanziaria, ma come un'opportunit&agrave; di rilancio industriale</em>&nbsp;- ricorda il Senatore Bergesio, che nei mesi scorsi aveva gi&agrave; sollecitato garanzie specifiche per i poli italiani -.&nbsp;<em>Ieri la societ&agrave; ha confermato al Mimit l&rsquo;importanza strategica del ramo Off-Highway di Dana Holding Corporation. La tutela degli stabilimenti italiani, in particolare di Rivoli, Sommariva Perno e Cervere che rappresentano il cuore tecnologico della divisione Graziano e un pilastro occupazionale per la nostra regione, &egrave; sempre stata la nostra priorit&agrave; ai tavoli ministeriali".<br></em><br>Bergesio sottolinea come i vertici di Allison abbiano confermato la volont&agrave; di investire:&nbsp;<em>"L'azienda ha illustrato prospettive concrete, con l'intenzione di mantenere un profilo di investimenti pari a circa 280 milioni di dollari. &Egrave; il riconoscimento dell'incomparabile know-how tecnico dei nostri lavoratori, leader mondiali nella meccanica di precisione per agricoltura, costruzioni e difesa".<br></em><br><em>"Il dialogo proseguir&agrave; ora in sede aziendale per verificare l&rsquo;attuazione dei piani industriali. Come Lega, continueremo a vigilare affinch&eacute; ogni singolo posto di lavoro sia salvaguardato e affinch&eacute; la forza di questo nuovo gigante industriale globale continui a generare ricchezza per il Piemonte e per l&rsquo;Italia"</em>, conclude il senatore.</p>]]></description><pubDate>Fri, 13 Mar 2026 07:47:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Lavoro agricolo: “Importante non confondere la stagionalità con lo sfruttamento”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/lavoro-agricolo-importante-non-confondere-la-stagionalita-con-lo-sfruttamento_116314.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/lavoro-agricolo-importante-non-confondere-la-stagionalita-con-lo-sfruttamento_116314.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116314/140697.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;<em>In agricoltura la stagionalit&agrave; non pu&ograve; essere confusa con lo sfruttamento</em>&rdquo;. &Egrave; la posizione di Coldiretti Cuneo, che richiama l&rsquo;attenzione sulla necessit&agrave; di distinguere con chiarezza tra comportamenti irregolari, da contrastare con fermezza, e fisiologia produttiva di un settore legato ai cicli naturali.</p>
<p>In territori ad alta vocazione produttiva come quello cuneese, in particolare nei comparti frutticolo e vitivinicolo, i periodi di raccolta richiedono ogni anno l&rsquo;impiego di migliaia di lavoratori stagionali. &ldquo;<em>Si tratta di una caratteristica strutturale dell&rsquo;agricoltura, non di una forma patologica di precariet&agrave;</em>&rdquo;. Coldiretti Cuneo sottolinea quindi l&rsquo;importanza di una lettura equilibrata del fenomeno: &ldquo;<em>La doverosa attenzione verso le situazioni problematiche non deve oscurare il lavoro quotidiano delle migliaia di imprese agricole che operano nel rispetto delle regole, investono in sicurezza e garantiscono trasparenza nella gestione della manodopera</em>&rdquo;.</p>
<p>Allo stesso tempo, l&rsquo;agricoltura non pu&ograve; prescindere da una dimensione etica del lavoro. &ldquo;<em>Da anni Coldiretti &egrave; impegnata in attivit&agrave; di informazione, formazione e sensibilizzazione rivolte alle imprese agricole per promuovere una gestione corretta e responsabile della forza lavoro, nella convinzione che la qualit&agrave; delle produzioni passi anche dal rispetto delle persone impiegate nei campi</em>&rdquo;.</p>
<p>In questa direzione si inserisce anche il confronto avviato sul territorio, con la partecipazione attiva di Coldiretti Cuneo al tavolo promosso dalla Prefettura sul tema della manodopera agricola. Un percorso importante di collaborazione tra istituzioni, organizzazioni agricole e territorio, finalizzato ad affrontare in modo concreto le criticit&agrave; esistenti e a rafforzare gli strumenti di prevenzione.</p>
<p>Tra i nodi pi&ugrave; rilevanti vi sono la disponibilit&agrave; di lavoratori, le modalit&agrave; di accesso alla manodopera straniera e la necessit&agrave; di mettere le imprese nelle condizioni di organizzare in modo sostenibile l&rsquo;accoglienza e la gestione della forza lavoro. In questo quadro Coldiretti ribadisce la necessit&agrave; di superare il sistema del click day, che spesso non risponde ai reali fabbisogni delle aziende agricole e rende pi&ugrave; difficile programmare il lavoro nei periodi di maggiore attivit&agrave;.</p>
<p>&ldquo;<em>A volte si rischia di descrivere l&rsquo;agricoltura attraverso episodi che non rappresentano la norma ma l&rsquo;eccezione, in un settore fatto da imprese che lavorano quotidianamente nel rispetto delle regole. Per noi la sostenibilit&agrave; deve essere anche etica e il rispetto del lavoro &egrave; un principio irrinunciabile, come abbiamo ribadito anche nel recente Summit della Legalit&agrave; tenutosi a Cuneo alla presenza del Prefetto S.E. Mariano Savastano</em>&rdquo; evidenzia il presidente di Coldiretti Cuneo Enrico Nada.</p>
<p>&ldquo;<em>In un comparto caratterizzato da picchi di attivit&agrave; legati ai cicli naturali </em>&ndash; aggiunge il direttore di Coldiretti Cuneo Francesco Goffredo &ndash; <em>&egrave; fondamentale poter disporre di strumenti adeguati alla gestione della manodopera. Il confronto avviato dalla Prefettura rappresenta un passaggio importante per rafforzare un sistema in cui la grande maggioranza delle aziende agricole opera nella piena correttezza e nella valorizzazione del lavoro</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Thu, 12 Mar 2026 16:07:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[In Piemonte risale la disoccupazione (e le previsioni sono negative)]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-piemonte-risale-la-disoccupazione-e-le-previsioni-sono-negative_116301.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-piemonte-risale-la-disoccupazione-e-le-previsioni-sono-negative_116301.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116301/140680.jpg" title="" alt="" /><br /><p>A livello nazionale, il 2025 si &egrave; delineato come un anno di consolidamento per il mercato del lavoro, caratterizzato da un incremento complessivo di 185mila occupati (+0,8% su base annua). La crescita &egrave; stata sostenuta esclusivamente dalla componente pi&ugrave; stabile dell'occupazione e dai lavoratori autonomi: i dipendenti a tempo indeterminato sono infatti aumentati di 304mila unit&agrave; e gli indipendenti di 99mila, compensando ampiamente la significativa flessione dei contratti a termine (-218mila).</p>
<p>Parallelamente al rafforzamento della base occupazionale, si &egrave; registrata una decisa contrazione sia della platea delle persone in cerca di impiego, diminuita di 88mila unit&agrave; (-5,3%), sia della popolazione inattiva (-58mila). Grazie a questa dinamica positiva, il tasso di disoccupazione nazionale &egrave; sceso al 6,1%.</p>
<p>&ldquo;<em>Il mercato del lavoro piemontese nel 2025 mostra segnali contrastanti: se da un lato l'occupazione complessiva tiene , dall'altro preoccupano la frenata dell'industria e la risalita della disoccupazione al 6,0%. La nostra sfida prioritaria &egrave; abbattere il forte disallineamento tra domanda e offerta, che ostacola quasi la met&agrave; delle assunzioni programmate. Dobbiamo investire con urgenza sulle competenze e sui giovani per invertire il calo delle previsioni d'ingresso e trasformare le incertezze del sistema produttivo in un nuovo slancio per l'intero tessuto economico regionale</em>" commenta il vice presidente di Unioncamere Piemonte, Massimiliano Cipolletta.</p>
<p>Il numero medio di occupati in Piemonte nel 2025 &egrave; salito a 1.863mila, con un incremento di circa 9mila unit&agrave; rispetto al 2024. La compagine maschile rappresenta il 55,0% del totale, mentre quella femminile il 45,0%.</p>
<p>L'incremento settoriale pi&ugrave; marcato si &egrave; registrato nel commercio e turismo (+6,2%) e nelle costruzioni (+4,1%). Si &egrave; mostrata in crescita anche l&rsquo;agricoltura (+1,3%), mentre ha evidenziato una sostanziale stabilit&agrave; il comparto degli altri servizi. L'Industria in senso stretto (-3,7%) ha, invece, segnato purtroppo una netta flessione dei livelli occupazionali.</p>
<p>Nel 2025 l&rsquo;occupazione dipendente &egrave; cresciuta dello 0,8%, a fronte di una lieve flessione della componente indipendente (-0,8%). L'espansione ha riguardato esclusivamente il lavoro a tempo pieno (+2,3%), mentre gli occupati a tempo parziale hanno subito una brusca flessione (-9,7%).</p>
<p>Sotto il profilo del titolo di studio, sono stati gli occupati con diploma a segnare l'incremento pi&ugrave; significativo (+2,3%), seguiti dai laureati (+0,3%), mentre i titoli meno qualificati sono calati del 2,7%.</p>
<p>Nel corso del 2025, sul fronte dei disoccupati, a differenza di quanto registrato a livello nazionale, in Piemonte si &egrave; registrato un aumento di 13mila unit&agrave; rispetto al 2024, mentre hanno segnato una diminuzione gli inattivi, il contenitore &rsquo;a fisarmonica&rsquo; delle non forze di lavoro &egrave; calato, infatti, dello 0,8% rispetto al 2024.</p>
<p>Analizzando i tassi, il Piemonte ha visto il proprio tasso di occupazione scendere lievemente al 68,9%, restando comunque superiore alla media nazionale del 62,5%. Il divario di genere regionale si &egrave; ridotto a 11,8 punti (74,8% per gli uomini contro 63,0% per le donne), un dato sensibilmente migliore rispetto ai 17,4 punti di gap registrati mediamente in Italia.</p>
<p>Il tasso di disoccupazione regionale &egrave; risalito al 6,0% (dal 5,4% del 2024), mantenendosi comunque allineato al dato nazionale del 6,1%.</p>
<p>Anche per quanto concerne il tasso di disoccupazione esiste in Piemonte ancora un evidente scarto di genere, quello maschile nel 2025 si attesta al 5,4% e quello femminile al 6,8%.</p>
<p>Sul fronte della disoccupazione giovanile (15-24 anni), il dato piemontese &egrave; salito al 19,3%; pur essendo inferiore al risultato nazionale del 20,6%, tale valore rimane marcatamente superiore alla media europea che si attesta a circa il 15%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Previsioni occupazionali&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</h2>
<p>Le imprese piemontesi prevedono l'attivazione di circa 27.490 contratti nel mese di marzo 2026, dato che sale a 83.080 unit&agrave; estendendo l'orizzonte temporale all'intero trimestre marzo-maggio. Il confronto con l'anno precedente mostra una contrazione dei volumi d'ingresso, con una flessione di 1.780 unit&agrave; rispetto alle previsioni di marzo 2025 e una diminuzione di oltre 4mila unit&agrave; nell'arco dell&rsquo;intero trimestre.</p>
<p>Il contributo regionale alla domanda di lavoro nazionale, stimata complessivamente in 479mila assunzioni, si attesta al 5,7%, mentre a livello ripartizionale il Piemonte assorbe il 21,1% dei 130.200 ingressi previsti nell'area del Nord Ovest.</p>
<p>Tali evidenze emergono dal Bollettino del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sulla base delle indagini campionarie condotte tra il 28 gennaio e l'11 febbraio 2026.</p>
<p>Sotto il profilo delle tipologie contrattuali, la domanda di lavoro in Piemonte si concentra prevalentemente sul personale dipendente, che assorbe l&rsquo;81% delle entrate programmate. Seguono i lavoratori in somministrazione con un&rsquo;incidenza dell&rsquo;11%, mentre quote pi&ugrave; marginali sono riservate ai collaboratori (2%) e alle restanti forme di lavoro non alle dipendenze, che rappresentano complessivamente il 6% del totale regionale.</p>
<p>Focalizzando l'analisi sul solo personale dipendente, la domanda di lavoro per il mese di marzo vede una prevalenza dei contratti a termine (53%), seguiti dai rapporti a tempo indeterminato (20%) e dall'apprendistato (6%). Estendendo lo sguardo all'intero fabbisogno, la componente laureata si attesta al 13% del totale regionale, a fronte di una richiesta che privilegia i profili tecnici e operativi: le qualifiche o i diplomi professionali coprono infatti il 38% delle entrate, seguiti dai diplomi di scuola media superiore (25%) e dal personale con la sola scuola dell'obbligo (21%).</p>
<p>L&rsquo;analisi dei fabbisogni per il trimestre marzo-maggio 2026 conferma il ruolo trainante del comparto dei servizi che, con 54.280 ingressi programmati, genera il 65,3% della domanda di lavoro complessiva in regione. Segue l'industria, le cui previsioni si attestano a 24.130 entrate (pari al 29,0% del totale), mentre il settore primario contribuisce al quadro occupazionale con 4.670 inserimenti, incidendo per il restante 5,6%.</p>
<p>Il tema del disallineamento tra domanda e offerta di lavoro rimane centrale nelle dinamiche del mercato del lavoro locale, interessando il 46,5% delle assunzioni programmate in Piemonte. Tale incidenza risulta superiore di oltre un punto percentuale rispetto alla media nazionale (45,3%), evidenziando una criticit&agrave; territoriale pi&ugrave; marcata nel reperimento delle figure professionali necessarie. Il mismatch &egrave; riconducibile per il 29,3% dei casi alla carenza di candidati, mentre per il 13,3% delle imprese la difficolt&agrave; risiede in un&rsquo;inadeguata preparazione dei profili disponibili rispetto alle competenze richieste.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Thu, 12 Mar 2026 14:27:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Nel Cuneese ci sono decine di minori stranieri non accompagnati]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nel-cuneese-ci-sono-decine-di-minori-stranieri-non-accompagnati_116296.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nel-cuneese-ci-sono-decine-di-minori-stranieri-non-accompagnati_116296.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116296/140675.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In un mondo attraversato da conflitti e instabilit&agrave; &ndash; dalla guerra in Ucraina alla nuova escalation in Medio Oriente, oltre a molte altre crisi meno visibili che attraversano Africa e Asia &ndash; migliaia di persone continuano a lasciare il proprio Paese in cerca di una vita migliore. Anche l&rsquo;Italia &egrave; parte di queste rotte migratorie e, sebbene il fenomeno venga spesso raccontato a livello nazionale, riguarda da vicino le singole regioni e province.</p>
<p>In Piemonte e nel Cuneese sono decine i ragazzi arrivati da soli che oggi vivono in comunit&agrave; e strutture di accoglienza. Sono i minori stranieri non accompagnati (Msna), una delle categorie pi&ugrave; vulnerabili tra le persone che migrano. La legge considera minori stranieri non accompagnati i ragazzi e le ragazze sotto i 18 anni che si trovano in Italia senza genitori o altri adulti legalmente responsabili. Spesso hanno alle spalle vissuti complessi: oltre ai rischi e ai traumi legati al viaggio, si trovano da soli in un Paese che non conoscono e in cui non hanno alcun riferimento familiare. Per questo motivo per loro la normativa prevede tutele specifiche e un sistema di accoglienza dedicato.</p>
<p>Secondo i dati del Ministero del Lavoro, analizzati dalla fondazione indipendente Openpolis, al 31 dicembre 2025 i minori stranieri non accompagnati presenti in Italia erano 17.011. Guardando la distribuzione dei minori accolti emerge che anche il Piemonte ha un ruolo nella rete nazionale. La provincia piemontese con il numero pi&ugrave; alto di minori stranieri non accompagnati &egrave; Torino, dove sono presenti 403 ragazzi, pari al 2,61% del totale nazionale. Seguono Novara con 118 minori e Alessandria con 83. La provincia di Cuneo si colloca al quarto posto in regione, con 78 minori stranieri non accompagnati, pari allo 0,51% del totale nazionale, mentre la provincia con il dato pi&ugrave; basso &egrave; Vercelli con 22 minori (0,14%). Sono numeri contenuti rispetto ai dati dei grandi centri, come Milano o Roma, ma significativi per un territorio composto in gran parte da comuni di dimensioni medio-piccole.</p>
<p>A livello nazionale, la maggior parte dei Msna ha raggiunto quasi la maggiore et&agrave;: circa il 56% ha 17 anni e il 22% ne ha 16. Tra gli adolescenti la presenza maschile &egrave; prevalente. Tra i pi&ugrave; piccoli, invece, il rapporto tra maschi e femmine &egrave; pressoch&eacute; equilibrato. Per quanto riguarda i Paesi di origine, nel 2025 la nazionalit&agrave; pi&ugrave; rappresentata &egrave; stata quella egiziana, con 5.159 minori (circa il 30% del totale). Seguono i ragazzi provenienti da Ucraina (17,4%), Bangladesh (10%), Gambia (6,6%), Tunisia (5,5%) e Guinea (5,1%).</p>
<p>L&rsquo;accoglienza dei minori stranieri non accompagnati in Italia &egrave; organizzata su due livelli. La prima accoglienza ha l&rsquo;obiettivo di identificare e assistere il ragazzo e avviene in strutture specializzate o in centri temporanei attivati dalle prefetture. La seconda accoglienza rappresenta invece la fase pi&ugrave; lunga e delicata del percorso di integrazione e si sviluppa principalmente attraverso la rete del Sai, il Sistema di accoglienza e integrazione.</p>
<p>Al 31 gennaio 2026 i <a href="https://www.retesai.it/i-numeri-della-rete-sai-al-31-gennaio-2026/" target="_blank">posti disponibili</a> nella rete Sai erano 41.475 su tutto il territorio nazionale, di cui 6.655 dedicati ai minori stranieri non accompagnati. La regione con la maggior disponibilit&agrave; di posti &egrave; la Sicilia, seguita da Lombardia, Campania e Puglia. Il Piemonte, con 2.576 posti complessivi, si colloca all&rsquo;ottavo posto tra le regioni italiane per capacit&agrave; di accoglienza.</p>
<p>Accanto al sistema di accoglienza esiste poi una figura fondamentale per la tutela dei ragazzi, quella del tutore volontario. Introdotta dalla cosiddetta &ldquo;legge Zampa&rdquo;, questa figura non svolge solo un incarico formale, ma rappresenta un punto di riferimento per il minore. Il tutore &egrave; un cittadino che, dopo aver seguito un periodo di formazione, rappresenta legalmente il ragazzo e lo accompagna nelle decisioni pi&ugrave; importanti.</p>
<p>Secondo i dati disponibili, in Italia al momento ci sono 4.588 tutori formati e iscritti negli elenchi dei tribunali per i minorenni. Per quanto riguarda le tutele effettivamente attive, nel 2024 il Piemonte ne contava 164, pari a circa il 5,1% del totale nazionale.</p>
<p>La disponibilit&agrave; di tutori non &egrave; sempre sufficiente a coprire tutte le necessit&agrave;. Stando ai <a href="https://unionemonregalese.it/news/sociale/301923/diventare-tutori-di-minori-stranieri.html" target="_blank">dati</a> rilasciati dal Garante per l&rsquo;Infanzia e l&rsquo;Adolescenza della Regione Piemonte Giovanni Ravalli, nel 2024 solo il 46,9% dei minori accolti in Piemonte e Valle d&rsquo;Aosta era affiancato da un tutore volontario. In provincia di Cuneo la percentuale &egrave; pi&ugrave; alta della media regionale: il 54,4% dei ragazzi ha un tutore, ma resta comunque significativa la quota di minori senza questa figura di riferimento, soprattutto per la carenza di volontari disponibili.</p>]]></description><pubDate>Thu, 12 Mar 2026 14:21:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Tra il 2012 e il 2025 nei centri storici piemontesi ha chiuso più di un negozio su quattro]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/tra-il-2012-e-il-2025-nei-centri-storici-piemontesi-ha-chiuso-piu-di-un-negozio-su-quattro_116284.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/tra-il-2012-e-il-2025-nei-centri-storici-piemontesi-ha-chiuso-piu-di-un-negozio-su-quattro_116284.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116284/140658.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Tra il 2012 e il 2025 nei centri storici piemontesi hanno chiuso il 27,2% delle attivit&agrave; commerciali al dettaglio, mentre nelle periferie il calo registrato &egrave; stato pari al 23,6%. Si riducono le imprese tradizionali (commercio al dettaglio, ambulanti, alberghi) mentre aumentano i servizi (b&amp;b e affitti brevi) che presentano un vero e proprio boom. Sono i numeri che emergono dalla nuova analisi su &ldquo;Citt&agrave; e demografia d&rsquo;impresa&rdquo; dell&rsquo;Ufficio Studi Confcommercio Nazionale su dati del Centro Studi delle Camere di Commercio "G. Tagliacarne", presentata questa mattina a Roma. Dal rapporto emerge che negli ultimi tredici anni, in linea con il dato nazionale, il tessuto commerciale piemontese ha subito una contrazione profonda, incidendo non solo sull&rsquo;economia locale ma anche sulla vivibilit&agrave; degli spazi urbani. Di questo scenario si &egrave; dibattuto nel corso dell&rsquo;Assemblea di Confcommercio Piemonte che si &egrave; tenuta lo scorso luned&igrave; 9 marzo.</p>
<p>Nei centri storici dei soli otto comuni capoluogo di provincia hanno chiuso 442 negozi di abbigliamento e calzature (-39,3%), 334 bar (27,6%) e 229 profumerie, fiorai e gioiellerie (22,7%). In termini percentuali, il calo maggiore &egrave; stato registrato tra le edicole (-56,1%), il rifornimento carburanti (-50,0%), i negozi di libri e giocattoli (-41,8%). Sono aumentati i ristoranti (+222 unit&agrave;, pari al +31,5%), le rosticcerie, gelaterie, pasticcerie (+58 unit&agrave;, pari al +16,3%) e i servizi di alloggio (+36 unit&agrave;, pari al +50,7%). Sul calo dei bar e la crescita dei ristoranti incide il cambio di codice di molte attivit&agrave; che si spostano sulla somministrazione propriamente detta.</p>
<p>&ldquo;<em>A fronte di uno scenario sempre pi&ugrave; caratterizzato dal fenomeno della desertificazione commerciale, con una progressiva contrazione della rete distributiva fatta di piccoli negozi che ormai interessa tanto le citt&agrave; di medie e grandi dimensioni quanto i piccoli paesi, &egrave; fondamentale che la Regione Piemonte sostenga il commercio di prossimit&agrave; con una riforma urgente e mirata della normativa del commercio e con risorse adeguate alla gravit&agrave; del momento storico</em>&rdquo;, ha dichiarato Giuliano Viglione, presidente di Confcommercio Piemonte.&nbsp;</p>
<p>Il commercio di vicinato rappresenta infatti non solo un fondamentale motore di sviluppo economico, ma anche un insostituibile presidio territoriale che garantisce socialit&agrave;, sicurezza, pulizia e vivacit&agrave; delle strade e piazze dei nostri centri abitati. &ldquo;<em>Senza interventi adeguati ed immediati il rischio concreto &egrave; quello di trovarsi tra non molti anni sprovvisti dei servizi essenziali per le nostre comunit&agrave;, con la scomparsa di alcuni settori merceologici insieme a un ulteriore omologazione dell&rsquo;offerta commerciale</em>&rdquo;.</p>
<p>La Regione Piemonte - sostengono da Confcommercio - "<em>deve dunque supportare il commercio delle citt&agrave; e dei piccoli paesi assicurando continuit&agrave; alle politiche di rigenerazione iniziate negli ultimi anni attraverso i distretti del commercio, accompagnando le imprese di piccole dimensioni a sviluppare una maggiore propensione all&rsquo;innovazione e aiutandole a competere con la concorrenza delle piattaforme digitale e dei cambiamenti degli stili di consumo e di vita della popolazione</em>".</p>
<p>&ldquo;<em>Per le realt&agrave; gi&agrave; desertificate o maggior rischio di desertificazione</em> &ndash; conclude il presidente Viglione - <em>sarebbe inoltre urgente mettere in campo una misura specifica per aiutare la continuit&agrave; delle imprese gi&agrave; attive e, laddove il servizio fosse carente, incentivi per l&rsquo;insediamento di nuovi negozi abbinati a servizi di interesse generale per la collettivit&agrave;, quali ad esempio servizi comunali, postali e bancari</em>&rdquo;.</p>
<h2>Demografia d&rsquo;Impresa nei centri storici dei capoluoghi di provincia del Piemonte (Variazioni 2012-2025)</h2>
<p>Si riducono i settori tradizionali.</p>
<p><em>Edicole -56,1%</em><br><em>Carburanti -50,0%</em><br><em>Libri e giocattoli -41,8%</em><br><em>Abbigliamento e calzature -39,3%</em><br><em>Mobili, ferramenta -36,3%</em><br><em>Prodotti alimentari, bevande -28,0%</em><br><em>Bar -27,6%</em><br><em>Profumerie, fiorai e gioiellerie -22,7%</em><br><em>Esercizi non specializzati (supermercati, iper, discount, grandi magazzini) &ndash; 11,4%</em></p>
<p>Aumentano i servizi.</p>
<p><em>Altri alloggi +50,7%</em><br><em>Ristoranti +31,5%</em><br><em>Rosticcerie, gelaterie, pasticcerie +16,3%</em><br><em>Computer-telefonia +8,2%</em><br><em>Farmacie +4,9%</em></p>]]></description><pubDate>Thu, 12 Mar 2026 12:04:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Smog, Calderoni: "Il Governo taglia i fondi per la qualità dell'aria" ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/smog-calderoni-il-governo-taglia-i-fondi-per-la-qualita-dell-aria_116266.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/smog-calderoni-il-governo-taglia-i-fondi-per-la-qualita-dell-aria_116266.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116266/140638.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">"<em>La risposta della giunta regionale alla mia interrogazione conferma che i timori erano fondati: le risorse nazionali destinate al miglioramento della qualit&agrave; dell&rsquo;aria sono state drasticamente ridotte</em>". Lo dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Calderoni, commentando la risposta ricevuta in Consiglio regionale.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">"<em>Nei mesi scorsi</em> &ndash; prosegue - <em>avevo chiesto chiarimenti sulle notizie</em> <em>relative</em> <em>al taglio dei fondi statali per la qualit&agrave; dell&rsquo;aria, che passerebbero da 320 milioni di euro previsti per il triennio 2026-2028 a circa 116 milioni complessivi. Una riduzione molto pesante proprio mentre la Pianura padana continua a essere una delle aree pi&ugrave; inquinate d&rsquo;Europa</em>".&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">"<em>La risposta della Giunta</em> &ndash; aggiunge Calderoni &ndash; <em>non smentisce questi dati. Anzi, conferma che &egrave; in corso un&rsquo;interlocuzione tra le Regioni del bacino padano e i ministeri competenti per cercare di integrare risorse che oggi risultano insufficienti. Questo significa che il problema esiste ed &egrave; concreto&raquo;. &laquo;Il Piemonte &egrave; tra i territori pi&ugrave; esposti all&rsquo;emergenza smog e molte misure del Piano regionale per la qualit&agrave; dell&rsquo;aria si basano anche sul concorso di fondi statali. Se queste risorse vengono ridotte, il rischio &egrave; quello di rallentare o ridimensionare interventi fondamentali per migliorare la qualit&agrave; dell&rsquo;aria e tutelare la salute dei cittadini</em>".&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">"<em>Proprio mentre i dati pi&ugrave; recenti </em>&ndash; conclude il consigliere PD - <em>mostrano che gli obiettivi sugli ossidi di azoto sono stati raggiunti, ma non quelli sul particolato, servirebbero pi&ugrave; investimenti e non meno. Per questo continueremo a chiedere al Governo di ripristinare le risorse necessarie e alla Regione di difendere con forza gli interessi del Piemonte e la salute della nostra comunit&agrave;</em>".&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Thu, 12 Mar 2026 10:04:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[“L’Europa deve essere un volano per la competitività, non un peso burocratico”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/leuropa-deve-essere-un-volano-per-la-competitivita-non-un-peso-burocratico_116255.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/leuropa-deve-essere-un-volano-per-la-competitivita-non-un-peso-burocratico_116255.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116255/140626.jpg" title="" alt="" /><br /><p>"<em>Con l'approvazione della Legge di Delegazione Europea 2025, la Lega impone pragmatismo: recepire le direttive UE &egrave; necessario, ma senza penalizzare il sistema Italia. Basta burocrazia</em>&rdquo;, cos&igrave; il senatore della Lega Giorgio Maria Bergesio, vicepresidente della Commissione Attivit&agrave; produttive, commenta il via libera del Senato al provvedimento e l'accoglimento degli ordini del giorno a sua firma.</p>
<p>Bergesio evidenzia gli obiettivi concreti ottenuti per cittadini e imprese all'interno del nuovo quadro normativo. Su acque reflue e farmaci, il senatore spiega: &ldquo;<em>Abbiamo blindato la sostenibilit&agrave; economica delle imprese e delle famiglie. Abbiamo ottenuto l&rsquo;impegno a limitare all'80% l'onere finanziario per i produttori e la creazione di un tavolo tecnico per definire metodi di calcolo equi, proteggendo l'accessibilit&agrave; ai medicinali e contenendo le tariffe idriche</em>&rdquo;. Sul Diritto alla Riparazione: &ldquo;<em>Promuoviamo una vera economia circolare. Il Governo si &egrave; impegnato a favorire ricambi compatibili (anche in stampa 3D) e a monitorare che i costi di riparazione non siano proibitivi, evitando che riparare un bene diventi un lusso</em>&rdquo;.</p>
<p>Il voto odierno, che ha registrato 78 voti favorevoli, permette all'Italia di recepire 24 direttive e adeguarsi a 12 regolamenti comunitari. Intervenendo su settori vitali, dalla cyber-resilienza al Net Zero Industry Act, fino alla tutela della propriet&agrave; industriale, la Legge di Delegazione Europea 2025 segna un passo fondamentale per la modernizzazione del Paese.</p>
<p>"<em>La nostra linea &egrave; chiara: l'Europa deve essere un volano per la competitivit&agrave;, non un peso burocratico </em>- conclude Bergesio -. <em>Vigileremo affinch&eacute; i decreti attuativi mantengano queste tutele per il nostro tessuto produttivo e per i consumatori</em>".</p>]]></description><pubDate>Thu, 12 Mar 2026 09:16:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[In Piemonte gli agenti di commercio potranno accedere liberamente alle Ztl per lavoro]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-piemonte-gli-agenti-di-commercio-potranno-accedere-liberamente-alle-ztl-per-lavoro_116250.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-piemonte-gli-agenti-di-commercio-potranno-accedere-liberamente-alle-ztl-per-lavoro_116250.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116250/140618.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Gli agenti di commercio potranno richiedere il rilascio di un contrassegno unico per accedere alle Zone a traffico limitato presenti sul territorio regionale per svolgere la propria attivit&agrave; professionale. &Egrave; quanto prevede la proposta di legge &ndash; primo firmatario Fabrizio Ricca (Lega) - &ldquo;Istituzione del contrassegno unico per le Zone a traffico limitato per gli agenti di commercio&rdquo;, approvata a maggioranza dall&rsquo;Assemblea di Palazzo Lascaris con 27 voti favorevoli e 16 non partecipanti al voto.</p>
<p>Per l&rsquo;attuazione della nuova legge &egrave; prevista una spesa di 150 mila euro nel 2026 e di 50 mila euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028.</p>
<p>La proposta di legge, il cui esame in Aula era iniziato lo scorso 3 marzo, consente agli agenti di commercio regolarmente iscritti presso le Camere di commercio di richiedere il contrassegno unico. Per agevolare i Comuni, la Regione istituir&agrave; un sistema applicativo online, &ldquo;ZTL-Agenti&rdquo;, per la registrazione delle targhe dei veicoli autorizzati.</p>
<p>Prima della votazione finale &egrave; stato inoltre approvato a maggioranza un ordine del giorno, presentato dallo stesso Ricca che impegna la Giunta regionale a introdurre la modalit&agrave; online per i corsi di formazione.</p>
<p>In Piemonte e Valle d&rsquo;Aosta gli agenti di commercio sono circa 16 mila e, secondo le rilevazioni disponibili, ogni giorno interagiscono con circa 45 mila imprese, gestendo la fornitura del 70 per cento dei beni e servizi venduti sul territorio.</p>]]></description><pubDate>Thu, 12 Mar 2026 08:50:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Frena l'export cuneese: flessione dell'1,4 per cento nel 2025]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/frena-l-export-cuneese-flessione-dell-14-per-cento-nel-2025_116249.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/frena-l-export-cuneese-flessione-dell-14-per-cento-nel-2025_116249.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116249/140617.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nel 2025 il valore delle esportazioni cuneesi di merci si &egrave; attestato a 10.980 milioni di euro, registrando una flessione dell&rsquo;1,4% rispetto al 2024, anno in cui le vendite oltre confine di merci avevano fatto segnare il dato migliore di sempre superando gli 11,1 miliardi di euro. Il dato risulta in controtendenza con quello regionale e nazionale che, rispettivamente, hanno evidenziato trend positivi pari a +2,7% e +3,3%. L&rsquo;aumento delle esportazioni a livello nazionale deriva da una tendenza positiva riscontrata nelle varie ripartizioni territoriali (Centro +13,2%; Nord-est +2,0%; Nord-ovest +2,3%; Sud +3,2%) ad eccezione dell&rsquo;Italia insulare che ha subito una contrazione dell&rsquo;11%.&nbsp;L&rsquo;export provinciale rappresenta il 17,8% delle vendite all&rsquo;estero regionali e l&rsquo;1,7% di quelle nazionali.&nbsp;La flessione dell&rsquo;export provinciale deriva da andamenti altalenanti dei singoli trimestri del 2025 &nbsp;che, rispetto allo stesso periodo dell&rsquo;anno precedente, mostrano dinamiche positive nel primo e nel terzo trimestre (+0,1% e +0,7%) e negative nel secondo e nel quarto (-5,2% e -1,2%).</p>
<p>Le importazioni cuneesi hanno superato i 6,3 miliardi di euro, in aumento del 15% rispetto all&rsquo;anno precedente (Piemonte +5,0% e Italia +3,2%). Il saldo della bilancia commerciale per la provincia di Cuneo, &egrave; pari a 4,6 miliardi di euro in forte flessione rispetto al 2024 (-17,4%) quando raggiunse la cifra record di i 5,6 miliardi di euro.</p>
<p>"<em>La serie storica riferita al periodo che va dal 2020 al 2025 fotografa una crescita continua delle esportazioni frenata soltanto dal rallentamento dello scorso anno</em> - afferma il Presidente Luca Crosetto - .&nbsp;<em>Nel corso di questi anni il nostro sistema imprenditoriale ha dimostrato di saper affrontare con successo le mutevoli esigenze dei mercati internazionali, facendo crescere del 39,2%, compresa la componente inflattiva, il valore delle esportazioni che sono passate da 7,89 a 10,98 miliardi di euro</em>".</p>
<p>&ldquo;<em>Il 2025 si chiude per Cuneo con un export di quasi 11 miliardi di euro: un lieve arretramento dell'1,4% che, pur in controtendenza rispetto a Italia e Piemonte, evidenzia una tenuta nel secondo semestre</em> - sottolinea Crosetto - . <em>Il dato positivo arriva dalla voce agroalimentare e bevande, che tocca il record storico di 4,6 miliardi di euro (+7,5%), a fronte delle difficolt&agrave; del settore meccanico e degli articoli in gomma. Sebbene il contesto geopolitico freni destinazioni storiche come Cina e USA, l'ascesa impetuosa della Polonia e la tenuta del mercato europeo indicano che il nostro tessuto produttivo &egrave; vivo e pronto a riagganciare la crescita nazionale nel 2026. Il nostro impegno come Camera di Commercio sar&agrave; sostenere le imprese nel diversificare le rotte commerciali, puntando su quei mercati emergenti che oggi mostrano segnali incoraggianti</em>".</p>
<p>Il comparto manifatturiero, che spiega il 95,3% dell&rsquo;export cuneese, registra un calo del 2,5%; i prodotti dell&rsquo;agricoltura, della silvicoltura e della pesca, con una quota del 4,1%, registrano una crescita del 26,9%, mentre quelli dell&rsquo;estrazione di minerali da cave e miniere con una quota dello 0,1% riportano un -14,9%.&nbsp;Analizzando nel dettaglio la manifattura cuneese emerge come la filiera dell&rsquo;industria alimentare, che pesa per il 42,0%, continua ad essere il settore trainante dell&rsquo;export manifatturiero, con una crescita del 7,5%. Variazioni tendenziali positive anche per metalli di base e prodotti in metallo (+7,2%), chimica e farmaceutica (+3,8%).&nbsp;Segni negativi per tutte le altre componenti della manifattura cuneese, con percentuali particolarmente significative per articoli in gomma e materie plastiche (-19,8%), tessile e abbigliamento (-15,3%), macchinari e apparecchi n.c.a. (-9,7%) e mezzi di trasporto (-8,2%).</p>
<p>Per quanto concerne i mercati di sbocco, il bacino dell&rsquo;Ue-27 post Brexit assorbe il 62,5% delle vendite all&rsquo;estero e si conferma, anche per il 2025, l&rsquo;area di destinazione principale delle esportazioni cuneesi, rimasto pressoch&eacute; stabile rispetto all&rsquo;anno precedente. Ai mercati situati al di fuori dell&rsquo;area comunitaria &egrave; destinato il restante 37,5%, in calo del 3,4% annuo. I pi&ugrave; importanti mercati dell&rsquo;area Ue-27 si confermano quello francese e tedesco, con quote pari al 17,2% e 13,0%. I due Paesi hanno evidenziato una flessione, rispettivamente del 6% e del 5,9%. La Spagna, con una quota del 6,7%, ha registrato una variazione positiva del 2,2%, mentre la Polonia con una quota del 6,3% continua a crescere in maniera significativa (+18,6%). Molto positiva la performance del Belgio (+25,2%).</p>
<p>Per il bacino Extra Ue-27 i mercati di maggior sbocco continuano a essere gli Stati Uniti e il Regno Unito che rappresentano rispettivamente il 6,5% e il 4,9% dell&rsquo;export complessivo, entrambi in calo, rispettivamente del -5,9% e del -10,1%. Si riducono anche le vendite extra UE verso Cina (-15,0%), Messico (-14,2%), Canada (-13,5%) e Arabia Saudita (-12,9%). Nel 2025 entrano nella top-10 delle esportazioni Extra-UE la Federazione Russa e Israele, che registrano un aumento molto significativo, rispettivamente del 62,6% e del 13%.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Thu, 12 Mar 2026 08:35:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[“Cherasco sembra più vicina all’ingresso nel Parco naturale Gesso e Stura, ma la buona volontà non basta”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/bra-e-roero/cherasco-sembra-piu-vicina-allingresso-nel-parco-naturale-gesso-e-stura-ma-la-buona-volonta-non-basta_116232.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/bra-e-roero/cherasco-sembra-piu-vicina-allingresso-nel-parco-naturale-gesso-e-stura-ma-la-buona-volonta-non-basta_116232.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116232/140598.jpg" title="" alt="" /><br /><div>Riceviamo e pubblichiamo:</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>Dopo la marcia del 24 febbraio abbiamo chiesto al Sindaco un incontro per cercare di capire la volont&agrave; reale di entrare presto nel Parco naturale Gesso e Stura conferendogli larga parte dei mille ettari potenziali.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>Nell&rsquo;incontro avuto con il Sindaco Claudio Bogetti, a cui hanno partecipato anche il vice Sindaco Umberto Ferrondi e l&rsquo;assessore Stefania Allasia, il comune ho confermato gli impegni che ha assunto pubblicamente durante la marcia e precisamente:</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>1. di presentare formalmente entro pochi mesi alla direzione del Parco la domanda di adesione;</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>2. di tenere un incontro pubblico con i rappresentanti del Parco e le Associazioni aderenti alla  marcia: la data ipotizza &egrave; Gioved&igrave; 23 Aprile. Nell&rsquo;incontro verr&agrave; presentata e discussa una proposta di conferimento con la disponibilit&agrave; dell&rsquo;Amministrazione ad ascoltare e valutare le proposte eventuali che dovessero emergere;</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>3. l&rsquo;area che il Comune ha dichiarato che intenderebbe preliminarmente conferire sarebbe costituita da: la Rocca del Campione (circa 4 ettari), le rive dello scolmatore verso la Stura (circa 10 ettari), tutta l&rsquo;asta fluviale di circa 10 km di lunghezza per una fascia di qualche centinaio di metri (possiamo ipotizzare dai 200-400 ettari), la confluenza dei rii (non si &egrave; definito che cosa si intenda, non sappiamo se si intenda la confluenza in Stura o la confluenza tra di loro, ma in ogni caso si tratterebbe di ben poca cosa, circa 1 ettaro), l&rsquo;oasi della rana (circa 1 ettaro., l&rsquo;associazione La Rana di Roreto ha fatto richiesta alla propriet&agrave;, l&rsquo;Istituto Diocesano, di inserire l&rsquo;area nel parco).</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>Ci &egrave; stato confermato che queste sono le ipotesi su cui Comune e Parco stanno lavorando.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>Il sindaco ha voluto rassicurare il Presidente comuneroero odv, di Cesare Cuniberto ed il Vice Presidente Silvio Veglio presenti all&rsquo;incontro nella veste di capofila del gruppo di 12 associazioni che hanno aderito alla marcia, che la decisione dell&rsquo;area da conferire avverr&agrave; solo dopo aver recepito dall&rsquo;incontro pubblico le istanze della cittadinanza e aver chiarito i dubbi e spiegati i vantaggi derivanti dall&rsquo;adesione al Parco dei diversi portatori di interesse.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>Noi riteniamo che occorra cogliere l&rsquo;occasione, senza altri indugi, di inserire nel Parco anche i boschi dei Rii, dove ci sono le tante rarit&agrave; botaniche e che valgono centinaia di ettari.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>Speriamo che ci ascoltino nell&rsquo;interesse di tutta la collettivit&agrave;.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Comuneroero odv</strong></div>]]></description><pubDate>Wed, 11 Mar 2026 16:53:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Cambio di passo per l’export: il Piemonte chiude il 2025 con una crescita del 2,7%]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/cambio-di-passo-per-lexport-il-piemonte-chiude-il-2025-con-una-crescita-del-27_116231.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/cambio-di-passo-per-lexport-il-piemonte-chiude-il-2025-con-una-crescita-del-27_116231.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116231/140591.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In un panorama internazionale segnato da profonde incertezze, il Piemonte conferma la propria solida vocazione all&rsquo;export chiudendo il 2025 con una crescita delle vendite oltre confine. Questo risultato positivo testimonia la resilienza di un sistema produttivo capace di mantenere una dinamica espansiva nonostante l'inevitabile esposizione alle turbolenze dei mercati globali e alla volatilit&agrave; dei tassi di cambio. La qualit&agrave; e la capacit&agrave; di adattamento delle imprese locali si sono dimostrate, ancora una volta, le leve fondamentali per presidiare le catene del valore internazionali.</p>
<p>La performance complessiva delinea, tuttavia, una realt&agrave; a due velocit&agrave;. Se da un lato il comparto manifatturiero tiene il passo con un incremento del 2,0%, dall'altro emergono fragilit&agrave; strutturali legate alla storica dipendenza da settori e partner commerciali oggi in fase di radicale riorganizzazione. Il Piemonte si trova dunque in una fase di delicato riassestamento strategico: la capacit&agrave; di diversificare i mercati di sbocco e di puntare con decisione sui settori emergenti sta diventando il fattore discriminante per garantire la tenuta del sistema. In questo scenario, l'apertura verso nuove direttrici di crescita appare non pi&ugrave; solo come un&rsquo;opportunit&agrave;, ma come una necessit&agrave; per bilanciare le difficolt&agrave; dei mercati tradizionali e consolidare il vantaggio competitivo regionale.</p>
<p>Nel 2025 il valore delle esportazioni di merci piemontesi si &egrave; attestato a 61,8 miliardi di euro, registrando un aumento del 2,7% rispetto al 2024, anno in cui le vendite oltre confine avevano raggiunto i 60,2 miliardi di euro. Anche le importazioni hanno manifestato un&rsquo;espansione (+5,0%), raggiungendo i 46,3 miliardi di euro. Il saldo della bilancia commerciale, pari a 15,5 miliardi di euro, si &egrave; confermato, dunque, ancora una volta di segno positivo.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116231/small_140592.jpg"></p>
<p>Nel corso del 2025, l&rsquo;export italiano ha registrato una crescita complessiva del 3,3%, sintesi di dinamiche territoriali differenziate: l&rsquo;aumento delle esportazioni &egrave; marcato per il Centro (+13,2%), pi&ugrave; contenuto per il Sud (+3,2%), il Nord-ovest (+2,3%) e il Nord-est +(2,0%), mentre si rileva un&rsquo;ampia contrazione per le Isole (-11,0%), dovuta soprattutto alle minori vendite di prodotti della raffinazione.</p>
<p>&ldquo;Il Piemonte chiude il 2025 con un export al +2,7%: un segnale di tenuta, seppur inferiore al +3,3% della media nazionale. Mentre eccellenze come l'alimentare e i metalli continuano a correre, pesano le difficolt&agrave; strutturali dell&rsquo;automotive e il rallentamento del mercato USA, condizionato da nuovi equilibri interni - commenta Massimiliano Cipolletta, vice presidente Unioncamere Piemonte -. L&rsquo;attuale instabilit&agrave; nei rapporti tra Stati Uniti e Iran introduce variabili geopolitiche delicate che richiedono estrema prudenza; non si tratta solo di costi energetici, ma di una ridefinizione delle geografie commerciali. In questo contesto instabile, il ruolo delle Camere di commercio &egrave; quello di bussola strategica: insieme al Centro estero per l'internazionalizzazione e alla Regione Piemonte, lavoriamo per accompagnare le imprese verso una diversificazione dei mercati che sappia andare oltre le direttrici tradizionali, oggi messe alla prova da una complessit&agrave; senza precedenti&rdquo;.</p>
<p>In questo scenario di profondo riassetto geografico e settoriale, il Piemonte dimostra una reattivit&agrave; significativa, si tratta di un netto cambio di passo rispetto al 2024, quando la regione aveva subito la flessione pi&ugrave; marcata tra i grandi poli esportatori italiani: nel 2025, invece, il Piemonte sigla la migliore performance nazionale subito dopo la Toscana, regione che, grazie principalmente all&rsquo;aumento delle vendite di articoli farmaceutici e di metalli, ha offerto il contributo pi&ugrave; rilevante alla crescita dell&rsquo;export nazionale nel 2025.</p>
<p>Tra le principali regioni esportatrici la Lombardia ha evidenziato una crescita delle proprie vendite oltre confine rispetto al 2024 (+1,8%), confermandosi la prima regione per export a livello nazionale con una quota pari al 26,0%. Al secondo posto per incidenza sul totale italiano (13,1%) si colloca l&rsquo;Emilia Romagna, che ha mostrato un incremento dell&rsquo;export dell&rsquo;1,3%. Terzo per peso (12,4%) il Veneto, ha registrato una sostanziale stabilit&agrave; delle vendite oltre confine (-0,2%) rispetto al 2024. Grazie a un incremento a doppia cifra delle proprie esportazioni (+21,3%), la Toscana conferma la quarta posizione conquistata gi&agrave; nel 2024, generando una quota dell&rsquo;11,9% dell&rsquo;export italiano. Il Piemonte, registrando un aumento di oltre 1,6 miliardi del valore delle merci esportate nel 2025 rispetto al 2024, pari ad una variazione percentuale del +2,7%, si attesta in quinta posizione, con una quota dell&rsquo;export nazionale del 9,6%.</p>
<p>L'analisi dei singoli comparti per il 2025 delinea una geografia dell'export piemontese in profonda mutazione. I mezzi di trasporto, nonostante una flessione del 2,6%, si confermano il primo settore della regione per peso economico, con una quota del 20,4% sul totale delle vendite estere. Al secondo posto troviamo il comparto della meccanica, che incide per il 17,2%, pur registrando una contrazione del 4,2% rispetto al 2024. In netta ascesa &egrave; invece l'alimentare, che consolida la terza posizione superando i 9,6 miliardi di euro di merci esportate, grazie a un solido incremento del 7,7%.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116231/small_140593.jpg"></p>
<p>Proseguendo nella graduatoria delle esportazioni, la filiera del tessile e abbigliamento mostra una tenuta sostanziale con una crescita dell'1,1%, mentre la chimica rimane stabile (+0,6%). Al contrario, la gomma/plastica subisce una lieve battuta d'arresto (-1,4%), arrivando a coprire una quota del 7,1%. Nota di rilievo per il settore dei metalli, che inverte la tendenza negativa degli anni passati segnando un balzo del 14,5%, una performance decisamente superiore alla media regionale.</p>
<p>Scendendo nel dettaglio del comparto mezzi di trasporto, il dato pi&ugrave; critico riguarda l&rsquo;export di autoveicoli, che subisce una contrazione dell'11,2%. Tuttavia, il sistema tiene grazie alla componentistica autoveicolare, che segna un incoraggiante +4,9%, dimostrando la capacit&agrave; dei fornitori locali di diversificare. Segnali positivi arrivano anche dall'aerospaziale, che cresce del 2,4%, mentre prosegue il momento difficile per la nautica (-5,0%) e il settore ferrotranviario (-5,9%), entrambi in territorio negativo.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116231/small_140594.jpg"></p>
<p>Il bilancio del commercio estero piemontese nel 2025 conferma la centralit&agrave; del mercato europeo come principale pilastro della domanda estera regionale. Tra gennaio e dicembre, le vendite verso i paesi dell&rsquo;UE-27 hanno raggiunto i 37,3 miliardi di euro, incidendo per il 60,3% sul valore complessivo dell&rsquo;export, a fronte del 39,7% assorbito dai mercati extra-Ue. Entrambi i bacini hanno mostrato dinamiche di segno positivo, sebbene con intensit&agrave; differenti: le esportazioni verso l'area comunitaria sono cresciute del 3,1%, mentre l&rsquo;extra-Ue ha segnato un incremento del 2,1%.</p>
<p>Francia e Germania si confermano i perni strategici per le merci piemontesi, coprendo congiuntamente oltre un quarto del valore esportato (28,1%). Il mercato transalpino, primo sbocco assoluto con una quota del 14,9%, ha mostrato una sostanziale stabilit&agrave; nei volumi, confermando i livelli dell&rsquo;anno precedente. Parallelamente, la domanda tedesca (13,2% del totale) ha registrato una progressione del 3,1%: tale performance &egrave; stata sostenuta dal dinamismo dei comparti dei mezzi di trasporto e dell&rsquo;agroalimentare, la cui crescita ha permesso di controbilanciare la contrazione rilevata nel settore della meccanica. Sempre all&rsquo;interno del perimetro comunitario, si osserva una tendenza positiva anche per Spagna e Polonia, pur con intensit&agrave; sensibilmente differenti. La Spagna, che assorbe il 6,5% delle vendite regionali, ha messo a segno un incremento rilevante, superiore agli 11 punti percentuali. Di segno positivo, seppur su ritmi pi&ugrave; contenuti, anche la performance del mercato polacco (5,2% di quota), che ha evidenziato una crescita prossima al punto percentuale.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116231/small_140595.jpg"></p>
<p>Al di fuori dei confini comunitari, il 2025 ha presentato dinamiche pi&ugrave; articolate. Gli Stati Uniti si confermano il terzo mercato di sbocco globale con una quota del 7,3%, pur scontando una contrazione dell'11,1% rispetto all'anno precedente che &egrave; costata un punto percentuale in termini di peso relativo. La flessione del mercato statunitense &egrave; apparsa particolarmente marcata per la meccanica e i mezzi di trasporto, mentre il comparto alimentare ha mostrato una maggiore resilienza. Segnali di rallentamento sono giunti anche dalla Cina e dal Regno Unito, che hanno registrato diminuzioni dei valori importati rispettivamente dell'11,7% e del 4,2%.</p>
<p>In questo quadro, emerge il dato molto positivo della Svizzera. Grazie a un incremento del 62,5%, sostenuto soprattutto dai prodotti della gioielleria, bigiotteria e articoli connessi, il mercato elvetico &egrave; risalito fino alla sesta posizione tra i partner di riferimento della regione, superando per importanza strategica sia il Regno Unito.</p>
<p>L&rsquo;analisi territoriale delle vendite oltre confine nel 2025 riflette un quadro di forte eterogeneit&agrave;, specchio delle diverse specializzazioni settoriali che caratterizzano i distretti produttivi della regione. La provincia di Torino si conferma il fulcro del commercio estero piemontese, originando il 42,7% del valore complessivo regionale, seguita nel ranking da Cuneo (17,8%), Alessandria (12,9%) e Novara (11,2%).</p>
<p>Sotto il profilo delle variazioni tendenziali, la crescita registrata a livello aggregato &egrave; la sintesi di performance locali estremamente diversificate. I risultati pi&ugrave; brillanti sono stati messi a segno da Alessandria, che ha guidato la dinamica regionale con un incremento a doppia cifra del 10,5%, e Novara, cresciuta del 4,6%. Segnali di consolidamento giungono anche da Torino, che chiude l'anno con una progressione del 2,9%, e Vercelli, attestatasi su un incremento del 2,2%.</p>
<p>Di segno opposto i risultati delle restanti realt&agrave; provinciali, che hanno risentito maggiormente dell&rsquo;instabilit&agrave; della domanda in specifici comparti di specializzazione. Le contrazioni sono apparse pi&ugrave; contenute per il Verbano C.O. (-1,0%), Cuneo (-1,4%) e Biella (-1,6%), mentre una flessione pi&ugrave; marcata ha interessato la provincia di Asti, che ha chiuso l'esercizio con un calo del 2,8%.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116231/small_140596.jpg"></p>
<p><strong>FOCUS Piemonte-Medio Oriente</strong></p>
<p>In questo quadro di diversificazione geografica, il 2025 ha evidenziato il Medio Oriente come un partner di crescente importanza per l'economia piemontese. Le esportazioni verso quest'area sono aumentate complessivamente del 16,0%, superando la soglia dei 2,2 miliardi di euro e arrivando a pesare per il 3,6% sul totale del commercio estero regionale. Se mercati come il Kuwait (+62,2%) e gli Emirati Arabi Uniti (+7,6%) hanno trainato la crescita a livello geografico, l&rsquo;analisi merceologica rivela dinamiche settoriali di grande interesse.</p>
<p>A guidare l'exploit sono stati i mezzi di trasporto, che nel 2025 hanno registrato un balzo del +58,1%, diventando la prima voce dell'export verso l'area con una quota del 27,1%. Seguono a ruota i prodotti alimentari, che con una quota del 20,6% e una crescita del 5,9% confermano l'apprezzamento per il "gusto" piemontese nei mercati arabi. Significativa anche la performance del tessile e abbigliamento (+15,7%) e delle sostanze chimiche (+19,5%), comparti che hanno saputo intercettare nuovi spazi di mercato compensando la contrazione registrata dai macchinari (-15,3%), che pur restando un pilastro (14,6% di quota) hanno subito un rallentamento nell'ultimo anno.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116231/small_140597.jpg"></p>
<p>&Egrave; tuttavia fondamentale contestualizzare questi dati: le cifre record del 2025 rappresentano una fotografia consolidata che non risente ancora dell'impatto dell&rsquo;allargamento territoriale delle tensioni belliche. Poich&eacute; le nuove ostilit&agrave; nell'area sono scoppiate da troppo poco tempo per essere computate nelle statistiche attuali, i loro effetti sulla logistica e sulla tenuta del commercio internazionale rimangono la principale incognita per i prossimi mesi. Il dinamismo dimostrato finora &egrave; un segnale di forza, ma la nuova instabilit&agrave; geopolitica impone una lettura prudente: il successo del 2025 &egrave; una base solida che dovr&agrave; ora misurarsi con una realt&agrave; regionale radicalmente mutata.</p>]]></description><pubDate>Wed, 11 Mar 2026 16:34:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Federbimbi-Confesercenti vince la sua battaglia: “I baby parking non si toccano”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/federbimbi-confesercenti-vince-la-sua-battaglia-i-baby-parking-non-si-toccano_116220.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/federbimbi-confesercenti-vince-la-sua-battaglia-i-baby-parking-non-si-toccano_116220.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116220/140577.jpg" title="Cinzia Marchisio e Nadia dal Bono" alt="Cinzia Marchisio e Nadia dal Bono" /><br /><p>&Egrave; soddisfatta per l&rsquo;obiettivo raggiunto, Cinzia Marchisio, pedagogista, presidente di Federbimbi, la prima federazione italiana che - all&rsquo;interno di Confesercenti - raggruppa i baby parking. Strutture la cui operativit&agrave; &egrave; stata messa a rischio da una legge del novembre 2023 per l&rsquo;impossibilit&agrave; della maggior parte delle strutture gi&agrave; esistenti a soddisfare le nuove richieste per poter operare. Questo avrebbe comportato la chiusura di numerosi baby parking, con tutte le conseguenze che ci&ograve; avrebbe comportato in termini di servizio e di occupazione. La Regione Piemonte per&ograve; - proprio su segnalazione di Federbimbi - ha deliberato che: &ldquo;<em>I centri di custodia oraria, ossia i baby parking che erano operativi gi&agrave; prima dell&rsquo;entrata in vigore della legge</em> - spiega il presidente Federbimbi Marchisio -<em> possono continuare la loro attivit&agrave; come hanno sempre fatto. Per cui la legge, come avevamo chiesto noi, non ha un effetto retroattivo</em>&rdquo;.</p>
<p>Un ottimo risultato quello ottenuto da Federbimbi che non era cos&igrave; scontato, &ldquo;<em>per questo </em>- prosegue Cinzia Marchisio - <em>voglio ringraziare la Regione Piemonte per aver recepito la nostra istanza, venendo cos&igrave; incontro a delle esigenze di servizio e di occupazione che sul nostro territorio hanno una grande rilevanza anche dal punto di vista sociale. I baby parking </em>- conclude il presidente Federbimbi - <em>sono una realt&agrave; molto utile per quei genitori che necessitano di un aiuto durante la giornata, per accudire i proprio figli. Soprattutto nei comuni pi&ugrave; piccoli, dove spesso non ci sono asili, queste strutture sono un punto di riferimento per le famiglie</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>L&rsquo;unione ha fatto la forza e con costanza e concretezza abbiamo raggiunto un risultato che porter&agrave; beneficio a numerosi centri di custodia piemontesi </em>- sottolinea Nadia dal Bono, direttore generale Confesercenti della provincia di Cuneo -.<em> Grazie alla sensibilit&agrave; della Regione Piemonte famiglie e operatori potranno guardare al futuro con pi&ugrave; tranquillit</em>&agrave;&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 11 Mar 2026 15:05:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Medio Oriente: “Il Piemonte al secondo posto in Italia per l’export a rischio”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/medio-oriente-il-piemonte-al-secondo-posto-in-italia-per-lexport-a-rischio_116200.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/medio-oriente-il-piemonte-al-secondo-posto-in-italia-per-lexport-a-rischio_116200.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116200/140551.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;<em>Non possiamo restare indifferenti di fronte alla drammatica escalation di violenza che coinvolge il Medio Oriente e altre aree del mondo. Il nostro primo pensiero va alle vittime e alle loro famiglie, colpite da una spirale di conflitti che sembra non voler trovare soluzione</em>&rdquo;.</p>
<p>Con queste parole Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, esprime la forte preoccupazione per il deterioramento del quadro geopolitico internazionale, aggravato dal conflitto che coinvolge l&rsquo;Iran e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio mondiale di energia e merci.</p>
<p>&ldquo;<em>Le tensioni in atto</em> &ndash; prosegue Felici &ndash; <em>non rappresentano solo una tragedia umana e sociale, ma costituiscono una minaccia concreta per la stabilit&agrave; economica globale e per il nostro tessuto produttivo fatto di micro e piccole imprese. Anche il Piemonte, seppur geograficamente distante, rischia di subire duri contraccolpi sia sul fronte dell&rsquo;export sia su quello dei costi energetici</em>&rdquo;.</p>
<p>Secondo uno studio condotto da Confartigianato Imprese a livello nazionale lo scorso anno il Piemonte si collocava al secondo posto in Italia per esposizione dell&rsquo;export alla crisi mediorientale, con vendite nell&rsquo;area pari al 2,09% del valore aggiunto regionale (2,6 miliardi di euro). &nbsp;Davanti si colloca la Toscana (2,95%, pari a 3,1 miliardi.</p>
<p>Lo stesso studio attesta che per il Made in Italy, i principali mercati del Medio Oriente restano Emirati Arabi Uniti (8,4 miliardi di euro), Arabia Saudita (6,4 miliardi), Israele (3,4 miliardi), Qatar (2,3 miliardi), Kuwait (1,6 miliardi) e Libano (0,8 miliardi). Un terzo dell&rsquo;export italiano nell&rsquo;area del Vicino Oriente e Nord Africa &ndash; pari a 20,3 miliardi di euro &ndash; &egrave; prodotto in settori a maggiore vocazione di micro e piccola impresa.</p>
<p>Oltre al rischio di un rallentamento delle esportazioni, preoccupa l&rsquo;effetto sui costi energetici.&nbsp;Le realt&agrave; imprenditoriali pi&ugrave; penalizzate dall&rsquo;incremento delle bollette sarebbero quelle ubicate nelle regioni dove la presenza delle attivit&agrave; commerciali e produttive &egrave; pi&ugrave; diffusa. Come la Lombardia che dovrebbe registrare un aumento dei costi energetici di quasi 2,3 miliardi di euro. Seguono l&rsquo;Emilia Romagna con +1,2 miliardi, il Veneto con 1,1 miliardi, il Piemonte con 879 milioni e la Toscana con 670 milioni.&nbsp;</p>
<p>Alla vigilia delle operazioni contro il regime degli Ayatollah (venerd&igrave; 27 febbraio), il gas scambiava a 32 euro al megawattora e l&rsquo;energia elettrica a 107,5 euro. Nel giro di pochi giorni (al 4 marzo del 2026) i prezzi sono balzati rispettivamente a 55,2 e 165,7 euro, per poi flettere di poco. Un&rsquo;impennata che riflette le tensioni geopolitiche e l&rsquo;incertezza sui mercati.&nbsp;</p>
<p>&ldquo;<em>Le nostre imprese</em> &ndash; sottolinea Felici &ndash; <em>gi&agrave; oggi pagano l&rsquo;energia elettrica 5,4 miliardi di euro in pi&ugrave; all&rsquo;anno rispetto alla media europea per i consumi inferiori a 2.000 MWh. Un&rsquo;ulteriore impennata dei prezzi legata alla crisi energetica internazionale potrebbe tradursi in un raddoppio dei costi vivi di produzione, con effetti devastanti sulla competitivit&agrave;</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>&Egrave; evidente che la chiusura dello stretto di Hormuz si rifletter&agrave; anche sulle materie prime</em> &ndash; conclude Felici - <em>ma gi&agrave; sapere che il gas &egrave; schizzato alle stelle, e in Italia l&rsquo;elettricit&agrave; si fa con il gas, non aiuta l&rsquo;economia e, soprattutto, non aiuta i consumi che si stavano risollevando ma che adesso potrebbero risentirne. Di sicuro se la crisi si protrarr&agrave; nel tempo, avremo degli effetti sulle bollette. Gi&agrave; scontavamo prezzi alti, adesso rischiamo che diventino altissimi. Ci aspettiamo che la politica intervenga in modo strutturale sugli squilibri speculativi che penalizzano gli artigiani e le piccole imprese, anche se comprendiamo che il maggior gettito IVA generi introiti facili per il mai sazio Leviatano Pubblico</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 11 Mar 2026 10:33:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item></channel></rss>
