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<p>Nei giorni precedenti alla sentenza di Cassazione, che ha reso definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi per il duplice omicidio di due rapinatori, Lauria aveva girato un video insieme al gioielliere di Grinzane Cavour, da venerd&igrave; scorso ristretto in carcere a Bollate.</p>
<p>Il presidente del Consiglio comunale <strong>Marco Vernetti</strong>, in ottemperanza al regolamento, ha chiesto a Lauria di rimuovere l&rsquo;insegna. Non prima per&ograve; che dai banchi della sinistra di Cuneo per i Beni Comuni <strong>Ugo Sturlese</strong> abbandonasse l&rsquo;aula, per poi rientrare e stigmatizzare il gesto del collega: &ldquo;Mi scandalizza la campagna che &egrave; stata messa in campo dalle destre su questa vicenda: non si cambiano le leggi in base all&rsquo;ultimo fatto di cronaca avvenuto, questo &egrave; un insulto alla Costituzione&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 18:24:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Frodi e abusi in sanità costano 6 miliardi di euro all'anno: "Decisiva la prevenzione, non la repressione"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/frodi-e-abusi-in-sanita-costano-6-miliardi-di-euro-all-anno-decisiva-la-prevenzione-non-la-repressione_124419.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/frodi-e-abusi-in-sanita-costano-6-miliardi-di-euro-all-anno-decisiva-la-prevenzione-non-la-repressione_124419.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124419/153935.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Si stima che l'impatto economico di frodi e abusi sia intorno al 5,59% della spesa sanitaria pubblica in Italia, pari a circa 6 miliardi di euro l'anno. Per questo servono uniformit&agrave; e interoperabilit&agrave; dei software usati dalle aziende sanitarie, potenziamento dell&rsquo;istituto del &ldquo;whistleblowing&rdquo; (pratica con cui un dipendente, un collaboratore o un fornitore segnala in modo protetto un illecito, una frode o un pericolo scoperto sul luogo di lavoro) e incremento della cultura della trasparenza e anticorruzione nella PA. Queste le proposte emerse dal seminario &ldquo;La prevenzione di frodi e abusi per una corretta gestione della sanit&agrave; regionale&rdquo;, ospitato a Palazzo Lascaris.</p>
<p>Organizzato congiuntamente dalle Commissioni Legalit&agrave; e Sanit&agrave; del Consiglio regionale, ha visto in apertura l&rsquo;intervento del presidente dell&rsquo;Autorit&agrave; Nazionale Anticorruzione (Anac), Giuseppe Busia: &ldquo;La prevenzione, non la repressione, &egrave; la leva decisiva per proteggere la sanit&agrave;. Le regole anticorruzione, se ben applicate e digitalizzate, non sono un freno burocratico ma un volano di efficienza, qualit&agrave; delle cure e fiducia del cittadino. Il filo conduttore &egrave; la trasparenza. La soluzione non sta in un singolo intervento ma nella combinazione di pi&ugrave; misure e nella collaborazione tra istituzioni nazionali e regionali&rdquo;. &ldquo;L'entit&agrave; degli investimenti in sanit&agrave; (oltre un quarto della spesa pubblica in contratti per lavori, servizi e forniture) e l'ampia asimmetria informativa tra medico e paziente rendono le pratiche scorrette pi&ugrave; difficili da individuare &ndash; ha proseguito &ndash; per questo serve un'"alleanza per l'integrit&agrave;" da costruire insieme, nella e per la trasparenza, per ridurre il cattivo uso di risorse sempre scarse. Con un duplice fine: restituire fiducia ai pazienti e orgoglio a chi opera nel settore sanitario, non solo per le cure erogate ma per il modo corretto in cui vengono erogate. I whistleblower sono figure preziose per raggiungere questi obiettivi&rdquo;.</p>
<p>A seguire l&rsquo;intervento di Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe, che ha presentato il recente report in cui sono contenuti i numeri dell&rsquo;impatto economico: &ldquo;Emergono come criticit&agrave; del settore la frammentazione della terminologia utilizzata, la scarsa interoperabilit&agrave; dei sistemi informativi, il sistema di controlli eccessivamente sbilanciato sui controlli ex post e non sulla prevenzione, conflitti di interesse. Come Fondazione proponiamo la creazione di un osservatorio nazionale, un sistema integrato che metta a fattor comune dati amministrativi, contabili e giudiziari gi&agrave; in possesso dello Stato, rendendoli accessibili per misure preventive; utilizzo di strumenti di sistemi di AI predittiva per identificare segnali di deviazione prima che il danno economico o sanitario si verifichi; spostamento dell&rsquo;attenzione dalla trasparenza della gara d'appalto (fase esecutiva) alla trasparenza della programmazione dei fabbisogni, verificando se l'acquisto risponda a un reale bisogno di salute&rdquo;.</p>
<p>Dopo i saluti della sottosegretaria della Giunta, Claudia Porchietto che ha sottolineato &ldquo;la necessit&agrave; di passare da una gestione reattiva a una proattiva della spesa sanitaria, utilizzando strumenti analitici per dare risposte migliori ai cittadini&rdquo; e auspicato &ldquo;un lavoro sinergico tra Giunta e Consiglio regionale per implementare le proposte emerse dal seminario&rdquo;, il presidente della Quarta Commissione, Luigi Icardi, ha ripercorso le tappe del progetto "Gli anticorpi della corruzione" realizzato in collaborazione con Agenas durante la pandemia Covid-19.</p>
<p>&ldquo;Siamo stati i primi in Italia ad aprire un&rsquo;unit&agrave; di crisi nel 2019. Di fronte a servizi difficili da approvvigionare, &egrave; stato creato un settore dedicato agli acquisti come scudo verso eventuali truffe e proroghe reiterate dei contratti, che ci ha permesso &ndash; ad esempio - di bloccare una truffa grazie a questo presidio giuridico. Nell'autunno dello stesso anno &egrave; nato un settore specifico anticorruzione nella direzione sanit&agrave; che ha lavorato sulle criticit&agrave; principali: contratti di approvvigionamento beni e servizi, gestione liste d'attesa, rapporti con le case farmaceutiche. Inoltre abbiamo promosso un piano formativo su misure di trasparenza e anticorruzione per i referenti delle Asl, che all&rsquo;inizio &egrave; stato vissuto dai dipendenti come un ulteriore adempimento, ma poi ha dato i suoi frutti. La formazione continua serve a combattere l'opacit&agrave; della funzione, alzare il livello etico e disinnescare i meccanismi di auto-assoluzione. Infine voglio sottolineare il grande lavoro che c&rsquo;&egrave; da fare sui sistemi informativi delle Asl che sono diverse decine, diversi tra loro e non comunicanti&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Sul grado di contrasto all'illegalit&agrave; sono stati fatti passi da gigante, nella consapevolezza che le attivit&agrave; anticorruzione non sono un mero adempimento ma generano valore pubblico &ndash; ha aggiunto la responsabile del settore Anticorruzione e vigilanza sui contratti e sulle strutture pubbliche e private in Sanit&agrave;, Laura Benente - la diffusione non &egrave; per&ograve; totale: resta un lavoro culturale da fare sulla parte organizzativa, meno misurabile oggettivamente. Serve agire su due fronti: gli strumenti normativi di vigilanza e prevenzione, e il consolidamento culturale dei risultati gi&agrave; raggiunti&rdquo;.</p>
<p>Per il presidente dell&rsquo;Organismo regionale per il controllo collaborativo (Orecol), Luca Libra, &ldquo;l&rsquo;istituzione dell&rsquo;organismo ha rappresentato un cambio di paradigma. Noi non siamo un tribunale, non interveniamo ex post. Ma siamo una sentinella di prossimit&agrave; chiamata a presidiare un&rsquo;area grigia che non possiamo pi&ugrave; sottovalutare. Va istituzionalizzato un modello di controllo preventivo che affronti non solo i reati penali, ma anche le inefficienze amministrative e le asimmetrie informative che generano danni concreti ai cittadini. Come detto in precedenza, c&rsquo;&egrave; urgenza di un sistema informativo unico, la frammentazione dei software attuali crea zone di rischio gestionale che, pur non essendo necessariamente reati, rappresentano punti di debolezza strutturale&rdquo;.</p>
<p>Nelle conclusioni, il presidente della Commissione Legalit&agrave;, Domenico Rossi, ha sottolineato che &ldquo;di fronte a questi numeri e questi problemi &egrave; evidente che dobbiamo compiere un salto di qualit&agrave; spostando il focus dai controlli ex-post, che intervengono quando il danno &egrave; ormai compiuto, a una strategia di prevenzione ordinaria. Va fatto innanzitutto per per tutelare il bene supremo del diritto alla salute: in un momento cos&igrave; delicato non possiamo permetterci sprechi di risorse. Per rendere efficace questa svolta servono una reale integrazione dei flussi informativi e la piena digitalizzazione delle procedure per far dialogare le banche dati, una trasparenza reale sulle liste d'attesa, il potenziamento degli uffici dell'anticorruzione regionale e un maggiore coordinamento tra i soggetti che si occupano di legalit&agrave; e controlli. Valuteremo l'attivazione di un programma strutturato di audizioni".</p>
<p>All&rsquo;incontro hanno partecipato i consiglieri Eugenio Zappal&agrave; (Fdi), Gianna Pentenero, Monica Canalis, Laura Pompeo, Daniele Valle (Pd), Silvio Magliano (Lista Cirio), il difensore civico Paola Baldovino, i componenti dell&rsquo;Orecol Aurora Andrea Di Benedetto e Nicola Longo.</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 17:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA["La progressiva riduzione dei servizi sanitari rende sempre più difficile vivere nelle valli"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-progressiva-riduzione-dei-servizi-sanitari-rende-sempre-piu-difficile-vivere-nelle-valli_124414.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-progressiva-riduzione-dei-servizi-sanitari-rende-sempre-piu-difficile-vivere-nelle-valli_124414.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124414/153929.jpg" title="" alt="" /><br /><p>"La vicenda della cessazione dell&rsquo;attivit&agrave; di due pediatre nel Distretto Sud Ovest dell&rsquo;ASL CN1 e della loro sostituzione soltanto a partire, presumibilmente, dal mese di ottobre &egrave; l&rsquo;ennesimo segnale del progressivo impoverimento della sanit&agrave; territoriale nelle aree interne del Piemonte. A pagare il prezzo di questa situazione sono ancora una volta le famiglie, costrette a fare i conti con una crescente incertezza nell&rsquo;accesso a un servizio fondamentale".</p>
<p>Lo dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Calderoni, commentando la riorganizzazione annunciata dall&rsquo;ASL CN1.</p>
<p>"Va riconosciuto lo sforzo dell&rsquo;ASL e dei professionisti che hanno dato la disponibilit&agrave; a garantire la continuit&agrave; assistenziale in una fase di emergenza. Il problema, per&ograve;, non &egrave; l&rsquo;impegno degli operatori, ma una politica sanitaria regionale che da anni rincorre le emergenze invece di prevenirle".</p>
<p>"Colpisce inoltre il tono di alcuni comunicati diffusi in questi giorni, che presentano come una novit&agrave; positiva quella che, nella realt&agrave;, &egrave; una gestione obbligata di una grave carenza di pediatri. Un pediatra annunciato ad ottobre in sostituzione due che cessano l&rsquo;attivit&agrave; adesso, non &egrave; un successo. Le famiglie non vedono un potenziamento del servizio: vedono medici che se ne vanno, ambulatori che vengono accorpati e distanze che aumentano".</p>
<p>Per Calderoni la questione supera il singolo episodio: "La progressiva riduzione dei servizi sanitari &egrave; uno dei principali fattori che rendono sempre pi&ugrave; difficile vivere nelle valli, nelle aree montane e nei territori rurali della Granda e del Piemonte. Se una famiglia sa che sar&agrave; pi&ugrave; complicato trovare un pediatra, un medico di medicina generale o accedere ai servizi territoriali, sar&agrave; inevitabilmente meno incentivata a scegliere questi territori per vivere e lavorare. Lo spopolamento non si combatte con gli slogan, ma garantendo servizi pubblici di qualit&agrave;".</p>
<p>"La Giunta Cirio continua a parlare di valorizzazione delle aree interne, ma la realt&agrave; racconta altro, ma senza un piano per rendere attrattiva la medicina e la pediatria territoriale nelle zone periferiche, senza incentivi adeguati e una programmazione capace di anticipare pensionamenti e trasferimenti, continueremo a rincorrere le emergenze, scaricandone i costi sulle famiglie. La sanit&agrave; pubblica &egrave; il primo presidio di cittadinanza. Quando arretra nelle valli e nelle campagne, arretra anche la possibilit&agrave; di continuare a viverci".</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 15:57:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA["La corruzione lede il diritto alla salute"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-corruzione-lede-il-diritto-alla-salute_124411.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-corruzione-lede-il-diritto-alla-salute_124411.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124411/153925.jpg" title="" alt="" /><br /><p>"La corruzione lede il diritto alla salute. Prevenire l'illegalit&agrave; significa garantire servizi sanitari equi, imparziali e di alta qualit&agrave; ai cittadini. Per questo, ora &egrave; tempo di una svolta culturale che provochi un clima di intolleranza alla corruzione perch&eacute; &egrave; un vero danno sociale".</p>
<p>Con queste parole, Luigi Genesio Icardi, presidente della Commissione Sanit&agrave; del Consiglio Regionale, stamane ha introdotto il suo intervento al seminario dal titolo: "La prevenzione di frodi e abusi per una corretta gestione della sanit&agrave; regionale", al quale sono intervenuti il presidente dell'Autorit&agrave; nazionale anticorruzione (Anac), Giuseppe Busia, il presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, la responsabile del Settore Anticorruzione e Vigilanza sui contratti e sulle strutture pubbliche e private della Regione Piemonte, Laura Benente, il presidente dell'Organismo regionale per il controllo collaborativo (Orecol), Luca Libra e il presidente della Commissione regionale per la promozione della cultura della legalit&agrave; e contrasto ai fenomeni mafiosi, Domenico Rossi.</p>
<p>"Gli anticorpi della corruzione-prosegue Icardi - &egrave; il titolo di un progetto di ricerca - intervento unico in Italia, sviluppato a partire dal 2020, in piena pandemia, durante il mio mandato di assessore alla Sanit&agrave; regionale, grazie alla collaborazione dell'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas). Abbiamo sviluppato un settore anticorruzione e vigilanza sui contratti delle strutture pubbliche e private presso la Direzione Sanit&agrave; e Welfare della Regione Piemonte, un piano formativo sulle misure di trasparenza, rivolto ai referenti degli uffici delle aziende sanitarie regionali e un sostanzioso pacchetto di linee guida, per la promozione di buone pratiche e il contrasto ai fenomeni corruttivi. Per l&rsquo;intera durata del progetto, fino al 2023, sono stati direttamente coinvolti i Responsabili dei servizi di prevenzione della corruzione e della trasparenza delle aziende sanitarie regionali".</p>
<p>Tutti i relatori al seminario sono convenuti sulla necessit&agrave; di prevenire e contrastare la corruzione nel SSN attraverso l'aggiornamento delle politiche di anticorruzione sulla base delle criticit&agrave; emergenti, l'implementazione di norme e controlli e la formazione dei professionisti a tutti i livelli.</p>
<p>In conclusione, Icardi: "Credo nell'importanza del coinvolgimento diretto di tutti i professionisti del Sistema Sanitario Nazionale sui temi della prevenzione della corruzione in sanit&agrave;, come leva della promozione della cultura della legalit&agrave; e dell&rsquo;etica professionale. La formazione, in modo particolare, pu&ograve; svolgere un ruolo significativo nel combattere l'opacit&agrave; e la corruzione. Possiamo fornire ai professionisti i giusti strumenti per reagire alla tolleranza verso i fenomeni corruttivi ai quali non dobbiamo abituarci perch&egrave; ledono i diritti di uguaglianza, la fiducia nelle istituzioni e incidono sulla qualit&agrave; del servizio pubblico reso alla collettivit&agrave;".</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 15:35:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Il Comitato di Quartiere Donatello chiede più pulizia e più presenza delle forze dell'ordine]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-comitato-di-quartiere-donatello-chiede-piu-pulizia-e-piu-presenza-delle-forze-dell-ordine_124404.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-comitato-di-quartiere-donatello-chiede-piu-pulizia-e-piu-presenza-delle-forze-dell-ordine_124404.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124404/153912.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo l&rsquo;intervento del Comitato di Quartiere Donatello dopo l&rsquo;incontro con l&rsquo;amministrazione comunale e la Polizia Locale.</p>
<p>&ldquo;Si &egrave; tenuto venerd&igrave; 10 luglio 2026 nella sede del Comando della Polizia Locale, alla presenza del Comandante Davide Bernardi, dell&rsquo;Assessore alla Polizia Locale, Cristina Clerico, e dell&rsquo;Assessore ai Quartieri e Frazioni, Luca Pellegrino, un incontro con il Comitato del Quartiere Donatello.</p>
<p>Ci&ograve; a seguito della riunione svoltasi luned&igrave; 29 giugno 2026 tra il Direttivo del Comitato del Quartiere Donatello e i residenti sui temi della sicurezza, della partecipazione e del decoro urbano. L&rsquo;incontro ha visto la partecipazione di diversi residenti.</p>
<p>Nello specifico, sono stati analizzati vari punti - precedentemente inseriti in un apposito fascicolo di segnalazioni e proposte di miglioramento - consegnato al Municipio:<br>- maggiori passaggi delle Forze dell&rsquo;Ordine;<br>- pi&ugrave; pulizia urbana e delle aree verdi;<br>- rimodulazione della panchina smart nella piazzetta di via Rostagni;<br>- maggiore presenza dei servizi del Comune di Cuneo nel progetto educativo della Casa del Quartiere Donatello;<br>- viabilit&agrave; e incroci pericolosi.</p>
<p>Questa raccolta di criticit&agrave; e proposte di miglioramento vuole essere uno strumento propositivo e di controllo delle azioni che il Comune di Cuneo vorr&agrave; sviluppare nel tempo, in modalit&agrave; condivisa, tra Comitato del Quartiere Donatello, progetto Casa del Quartiere Donatello e Comune di Cuneo. il Direttivo del Comitato del Quartiere Donatello organizzer&agrave; altri incontri con i residenti per promuovere la pi&ugrave; ampia partecipazione&rdquo;.</p>
<p><strong>Il Direttivo del Comitato del Quartiere Donatello</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 14:45:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Anche Elon Musk si schiera con Mario Roggero: "Andrebbero condannati giudice e pm"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/anche-elon-musk-si-schiera-con-mario-roggero-andrebbero-condannati-giudice-e-pm_124386.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/anche-elon-musk-si-schiera-con-mario-roggero-andrebbero-condannati-giudice-e-pm_124386.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124386/153890.jpg" title="Elon Musk" alt="Elon Musk" /><br /><p>C&rsquo;&egrave; anche Elon Musk all&rsquo;interno della schiera di sostenitori di Mario Roggero. L&rsquo;imprenditore ha commentato la vicenda del gioielliere di Grinzane Cavour sul social network X, ex Twitter, di sua propriet&agrave;. &ldquo;Questo &egrave; pazzesco! Il giudice e il procuratore in questo caso sono quelli che meritano questa condanna&rdquo;, ha scritto Musk, rispondendo a un post di un utente che, citando la condanna a 14 anni e 9 mesi inflitta a Roggero per l&rsquo;uccisione di due rapinatori che avevano assaltato la sua gioielleria. &ldquo;Il caso ha riacceso il dibattito sulla legittima difesa e ha suscitato una forte polemica in Italia. Ora in Europa si viene puniti per aver difeso la propria famiglia: cosa ne pensi di questa situazione?&rdquo;, chiedeva l&rsquo;utente di X.</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 11:33:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Ex Policlinico, la proposta di Azione: “Diventi il nuovo cuore della sanità universitaria”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ex-policlinico-la-proposta-di-azione-diventi-il-nuovo-cuore-della-sanita-universitaria_124374.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ex-policlinico-la-proposta-di-azione-diventi-il-nuovo-cuore-della-sanita-universitaria_124374.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124374/153870.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Decenni di abbandono e uno stallo burocratico complesso che incide sul decoro dell&rsquo;area. &Egrave; questo il quadro dell&rsquo;ex Policlinico di Cuneo, all&rsquo;angolo tra corso Dante e via Bassignano, sul quale Azione Cuneo sceglie di intervenire avanzando una proposta dettagliata: collaborare per trasformare l'area in un Centro Universitario di eccellenza nazionale per Master e Specializzazioni Infermieristiche. &ldquo;La Delibera di Giunta n. 20 del 27 gennaio 2022 aveva tracciato una strada approvando un piano per la costruzione di 28 alloggi residenziali e spazi terziari. Tuttavia, la convenzione urbanistica non &egrave; ancora stata formalizzata e la struttura continua a versare in condizioni di forte precariet&agrave;&rdquo;, dichiara Nicol&ograve; Musso, segretario cittadino del partito di Carlo Calenda: &ldquo;Consapevoli dei vincoli tecnici e finanziari che il Comune si trova ad affrontare per un eventuale esproprio pubblico diretto, riteniamo sia il momento di unire le forze intorno a una terza via. Una soluzione pienamente conforme al Piano Regolatore vigente, che gi&agrave; prevede destinazioni d'uso per attrezzature culturali e servizi legati alla ricerca&rdquo;.</p>
<p>Il progetto elaborato da Azione prevede una riqualificazione profonda su quattro livelli, capace di ospitare tra i 150 e i 250 studenti contemporaneamente. La struttura integrerebbe sei aule didattiche principali, laboratori di simulazione sanitaria d'avanguardia, spazi dedicati alla telemedicina e un'area residenziale da 80 a 120 posti letto per studenti fuori sede o professionisti in formazione continua. Il tutto valorizzato dalla brevissima distanza dall&rsquo;ospedale "Santa Croce e Carle", configurando un hub strategico per tutto il Piemonte meridionale.</p>
<p>&ldquo;Attraverso lo strumento del Partenariato Pubblico-Privato (PPP) o il coinvolgimento di una fondazione universitaria, e attingendo ai canali di finanziamento regionali e ministeriali, l'opera pu&ograve; raggiungere una piena solidit&agrave; economico-finanziaria a regime, senza gravare sul bilancio comunale&rdquo;, evidenzia Andrea Calosso, vice segretario di Azione Cuneo: &ldquo;Orientare la rigenerazione dell'ex Policlinico in una cittadella universitaria permetterebbe di contrastare la carenza di professionisti sanitari sul territorio, valorizzare il ruolo formativo dell'ospedale hub di Cuneo e generare un indotto virtuoso per il quartiere&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Davanti a un blocco che si trascina da anni, intendiamo offrire all'amministrazione comunale un contributo concreto di idee&rdquo;, concludono Musso e Calosso: &ldquo;Invitiamo la sindaca Manassero e la Giunta a valutare questa opportunit&agrave;, aprendo un tavolo di confronto con l'Universit&agrave; e l'Azienda Ospedaliera. Lavoriamo insieme per dare a Cuneo una grande infrastruttura legata ai giovani, allo sviluppo universitario e alla qualit&agrave; della nostra sanit&agrave;&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 09:47:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Caso Roggero, Bergesio: "Non chiediamo sconti o scorciatoie, ma un atto di profonda giustizia"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/caso-roggero-bergesio-non-chiediamo-sconti-o-scorciatoie-ma-un-atto-di-profonda-giustizia_124366.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/caso-roggero-bergesio-non-chiediamo-sconti-o-scorciatoie-ma-un-atto-di-profonda-giustizia_124366.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124366/153861.jpg" title="Giorgio Bergesio" alt="Giorgio Bergesio" /><br /><p>&ldquo;Aver raggiunto quota 125 mila firme in pochissimi giorni per la petizione online della Lega &egrave; la dimostrazione plastica di un sentimento profondo che unisce tutta l'Italia, e che nel Cuneese &egrave; avvertito con ancora maggiore forza e commozione. Mario Roggero non &egrave; un criminale, &egrave; un uomo che ha dedicato la vita alla famiglia e al lavoro, e che &egrave; stato travolto dalla violenza all'interno della propria attivit&agrave; commerciale. La nostra terra, fatta di gente perbene e lavoratori onesti, non lo lascer&agrave; solo&rdquo;. Lo dichiara in una nota il Senatore cuneese della Lega, Giorgio Maria Bergesio.</p>
<p>&ldquo;La legittima difesa &ndash; continua il parlamentare &ndash; non pu&ograve; essere giudicata con il bilancino del farmacista o con la freddezza di chi analizza i fatti anni dopo in un'aula di tribunale. In quei secondi drammatici, sotto la minaccia delle armi, a prevalere sono il terrore, l'istinto di sopravvivenza e la necessit&agrave; assoluta di proteggere i propri cari. Chi sceglie di commettere una rapina accetta consapevolmente il rischio delle conseguenze drammatiche che ne derivano. Se non ci fosse stata l'aggressione criminale, oggi non saremmo qui a parlare di questa tragedia&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Per questo motivo, unendoci alla mobilitazione popolare che sta crescendo di ora in ora, rivolgiamo un appello accorato ed istituzionale al Presidente della Repubblica, affinch&eacute; conceda la grazia piena a Mario Roggero. Con la Lega non chiediamo sconti o scorciatoie, ma un atto di profonda giustizia. Lo Stato ha il dovere di lanciare un segnale chiaro: la responsabilit&agrave; originaria di questa tragedia &egrave; di chi ha deciso di delinquere, non di chi si trovava l&igrave; per lavorare nel rispetto delle regole. Invitiamo tutti i cittadini a continuare a firmare ed a far sentire la propria voce&rdquo;, conclude il Senatore Bergesio.</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 09:15:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[“Salvini strumentalizza il caso Roggero, lo scandalo è il risarcimento ai parenti dei delinquenti”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/salvini-strumentalizza-il-caso-roggero-lo-scandalo-e-il-risarcimento-ai-parenti-dei-delinquenti_124358.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/salvini-strumentalizza-il-caso-roggero-lo-scandalo-e-il-risarcimento-ai-parenti-dei-delinquenti_124358.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124358/153852.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo:</p>
<p>Egregio direttore,</p>
<p>&nbsp; &nbsp;oggi il cittadino che intende parlare di politica si affida unicamente ai social. Si guarda bene dal manifestare pubblicamente denunce o impegno sui gravi fatti alla ribalta. Riguardo al gen. Vannacci e a Salvini, alla sinistra di opposizione e ai moderati centristi, a cominciare dal basso sono diffuse le lamentele sulle condizioni di governo ad ogni livello e sulla gestione del potere da parte dei partiti: sono appunto affidate ai social e sono di natura umorale e si disperdono in breve tempo nel conformismo, nella rassegnazione, nell&rsquo;interesse personale. Tutti allineati e coperti, salvo poche eccezioni. Un esempio di attualit&agrave; &egrave; l&rsquo;assenza della parola dei cittadini nelle decisioni riguardanti la imminente elezione del Consiglio provinciale di Cuneo.</p>
<p>&Egrave; ancora peggio per le questioni di carattere nazionale. Le riforme costituzionali al passo con i tempi, quelle sociali, in nome dell&rsquo;equit&agrave; e del benessere, la sicurezza, la giustizia, l&rsquo;immigrazione clandestina non trovano interpreti decisi in pubblico, e non vengono recepiti dalla maggioranza. Riecheggia un vecchio giudizio: &ldquo;Non &egrave; difficile governare gli italiani, &egrave; inutile&rdquo;.</p>
<p>La proposta di una prima riforma sostanziale della Magistratura, seguita da quella di ridare possibilit&agrave; ai cittadini-elettori di scegliere i propri rappresentanti parlamentari non ha trovato adeguato seguito e consenso. La politica social del gen. Vannacci &egrave; rivolta a tante &ldquo;destre&rdquo;, e cavalca essenzialmente l&rsquo;adesione di esponenti a livello nazionale e locale, soprattutto gli scontenti fuorusciti di FdI, salvo poi preoccuparsi dell&rsquo;incetta dei cosiddetti &ldquo;camerati&rdquo; sciolti.</p>
<p>Al di l&agrave; del comprensibile impatto umano &egrave; opinabile entrare nel merito della legittima difesa per quanto riguarda il &ldquo;caso Roggero&rdquo;, strumentalizzato in toto da Salvini, che addirittura ne propone la candidatura alle elezioni, e che trascura lo scandaloso reale risarcimento ai parenti dei delinquenti che soccombono per i loro crimini.</p>
<p>Non riscontriamo mobilitazione analoga per invocare alternativa all&rsquo;attuale sistema di governance. Diffusa &egrave; invece la preoccupazione e l&rsquo;agitazione per una destra riconducibile ad una destra nostalgica e ad un neofascismo sociale. Nessuno spiega a Vannacci e a Salvini, alla Schlein e Bonelli e ai loro compagni che negli anni 1970 ha fatto irruzione nella vita politica italiana - con proteste e proposte - un leader politico come Giorgio Almirante, la cui attualit&agrave; politica, ideale e sociale la coerente Destra di sempre rivendica, ben al di l&agrave; degli scimmiottamenti nostalgici, in nome dell&rsquo;interesse della Nazione, delle competenze al governo, della giustizia sociale.</p>
<p>Il gen. Vannacci e il vicepremier Salvini, le opposizioni di centrosinistra e i moderati centristi, i politologi e gli uomini di cultura devono riscoprire l&rsquo;uomo politico Giorgio Almirante, a cui noi ci richiamiamo proprio ora alla vigilia degli 80 anni della costituzione del M.S.I.. Con lui le nostre radici: superamento della contrapposizione anacronostica fascismo/antifascismo, pacificazione politica degli Italiani, nuovo linguaggio fuori dalla nostalgia passatista, attuazione delle parti ignorate della Costituzione. Sono per una Nuova Repubblica l&rsquo;attuazione dell&rsquo;art. 39 con il riconoscimento giuridico dei sindacati, l&rsquo;art. 46 sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione e agli utili delle aziende, l&rsquo;art. 55 sulla rappresentanza in Parlamento delle categorie del mondo del lavoro, della produzione, della cultura, l&rsquo;art. 92 sul presidenzialismo, l&rsquo;art. 99 sulle funzioni di consulenza del Consiglio Nazionale dell&rsquo;Economia e del Lavoro. Il lavoro non va considerato un costo, ma un fattore di produzione, come lo sono il capitale e l&rsquo;azienda; nessuno di noi ha mai sostenuto - a paragone - che il capitale sia un costo.</p>
<p>&Egrave; Giorgio Almirante che affermava a gran voce: &ldquo;La Destra &egrave; nazionale o non &egrave;. La Destra &egrave; sociale o non &egrave;. La Destra &egrave; con l&rsquo;Europa che guarda a Destra o non &egrave;&rdquo;. Da insegnante di lettere &egrave; indimenticabile per noi la sua citazione di una poesia di Giovanni Pascoli: &ldquo;C&rsquo;&egrave; qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi di antico&rdquo;. Questa &egrave; la nostra Destra.</p>
<p>Ringraziamo per la pubblicazione, distintamente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Paolo Chiarenza (ex consigliere provinciale), Guido Giordana (sindaco di Valdieri)</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 07:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Formazione per i sollevatori telescopici, Sacchetto chiede regole più semplici ed efficaci]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/formazione-per-i-sollevatori-telescopici-sacchetto-chiede-regole-piu-semplici-ed-efficaci_124340.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/formazione-per-i-sollevatori-telescopici-sacchetto-chiede-regole-piu-semplici-ed-efficaci_124340.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124340/153826.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il consigliere regionale Claudio Sacchetto, presidente della Terza Commissione Attivit&agrave; produttive e Formazione professionale, ha presentato un ordine del giorno collegato all'Assestamento di bilancio per chiedere la revisione dell'Accordo Stato-Regioni 2025 sulla formazione obbligatoria in materia di sicurezza sul lavoro, con particolare riferimento ai percorsi formativi previsti per gli operatori dei sollevatori telescopici.</p>
<p>&ldquo;La sicurezza sul lavoro &ndash; ricorda Sacchetto - &egrave; un valore imprescindibile e la formazione rappresenta uno degli strumenti pi&ugrave; efficaci per prevenire gli infortuni. Proprio per questo deve essere qualificata ed efficace, evitando per&ograve; inutili appesantimenti burocratici e duplicazioni che finiscono per gravare su imprese e lavoratori senza apportare un reale valore aggiunto&rdquo;.</p>
<p>La nuova disciplina relativa ai sollevatori telescopici ha modificato il precedente accordo del 2012 che prevedeva un unico percorso formativo di 16 ore che abilitava all'utilizzo della macchina con le principali attrezzature.</p>
<p>Il nuovo accordo ha invece introdotto un sistema che distingue le diverse applicazioni operative, portando il monte ore complessivo fino a 32 ore attraverso due corsi separati.</p>
<p>&ldquo;Nelle aziende agricole &ndash; spiega Sacchetto &ndash; lo stesso operatore utilizza quotidianamente il medesimo mezzo semplicemente sostituendo l'attrezzatura di lavoro. Oggi, invece, ci troviamo nella situazione paradossale in cui la stessa macchina richiede abilitazioni differenti a seconda dell'accessorio utilizzato, con un aumento significativo dei tempi di formazione e dei costi per le imprese, l'Ordine del Giorno impegna quindi la Giunta regionale a farsi promotrice presso la Conferenza Stato-Regioni di una modifica dell'accordo, chiedendo l'accorpamento dei due percorsi formativi e una riduzione del monte ore complessivo da 32 a 24 ore, mantenendo elevati gli standard di sicurezza ma rendendo la formazione pi&ugrave; razionale ed efficace. Contestualmente, il documento invita la Regione Piemonte a valutare la possibilit&agrave; di sperimentare, nei limiti consentiti dalla normativa e compatibilmente con le risorse disponibili, un percorso formativo unificato in attesa di una revisione nazionale. L'obiettivo non &egrave; ridurre la qualit&agrave; della formazione, ma migliorarne l'efficacia. Troppa burocrazia e un numero eccessivo di ore rischiano di produrre l'effetto opposto, alimentando insofferenza, favorendo agenzie meno rigorose e aumentando i costi senza incrementare realmente la sicurezza. Dobbiamo costruire regole che tutelino i lavoratori ma che siano anche coerenti con la realt&agrave; operativa delle nostre imprese, in particolare di quelle agricole&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Sun, 19 Jul 2026 10:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Caso Roggero, Mallone (FdI): “Giusto applicare la legge, senza ignorare il dramma umano”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/caso-roggero-mallone-fdi-giusto-applicare-la-legge-senza-ignorare-il-dramma-umano_124320.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/caso-roggero-mallone-fdi-giusto-applicare-la-legge-senza-ignorare-il-dramma-umano_124320.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124320/153790.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo:</p>
<p>Sul caso di Mario Roggero, comprendo perfettamente il forte impatto umano della vicenda e le reazioni che essa ha suscitato nell&rsquo;opinione pubblica. Tuttavia, sotto il profilo strettamente penalistico, l&rsquo;esito del giudizio appariva difficilmente evitabile.</p>
<p>La legittima difesa &egrave; una causa di giustificazione che presuppone la sussistenza di precisi requisiti normativi. &Egrave; sufficiente che ne difetti anche uno soltanto perch&eacute; la scriminante non possa operare. Nel caso di specie, il profilo dirimente &egrave; rappresentato dall&rsquo;attualit&agrave; del pericolo.</p>
<p>Se, come accertato dai giudici di merito e definitivamente confermato, la reazione &egrave; intervenuta quando l&rsquo;azione aggressiva era cessata e i rapinatori erano in fuga, viene meno uno degli elementi essenziali richiesti dall&rsquo;art. 52 c.p. Conseguentemente, la causa di giustificazione non pu&ograve; trovare applicazione.</p>
<p>Ci&ograve; non significa condividere o meno la disciplina vigente, n&eacute; ignorare il dramma umano vissuto da Roggero. Significa semplicemente prendere atto che il giudice &egrave; chiamato ad applicare la legge, non a riscriverla.</p>
<p>Diverso &egrave; il tema del risarcimento del danno, che merita una riflessione autonoma. Ritengo che il nostro ordinamento dovrebbe interrogarsi sull&rsquo;opportunit&agrave; di imporre un risarcimento in vicende come questa, nelle quali l&rsquo;intera sequenza degli eventi trae origine da una grave condotta criminosa, posta in essere dalle stesse persone che hanno poi subito le conseguenze dell&rsquo;azione.</p>
<p>&Egrave; un tema che attiene alle scelte del legislatore e che, a mio avviso, merita di essere affrontato per evitare esiti che, agli occhi di molti cittadini, appaiono difficilmente comprensibili.</p>
<p>Il diritto, per&ograve;, impone di distinguere i due piani: una cosa &egrave; la correttezza tecnico-giuridica della sentenza, alla luce della normativa vigente; altra cosa &egrave; valutare se quella normativa, soprattutto sul piano delle conseguenze risarcitorie, debba essere oggetto di una revisione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Avv. Noemi Mallone<br>Consigliera comunale di Cuneo - Fratelli d&rsquo;Italia</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Sat, 18 Jul 2026 17:55:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Case e Ospedali di Comunità: cosa cambia davvero? ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/case-e-ospedali-di-comunita-cosa-cambia-davvero_124294.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/case-e-ospedali-di-comunita-cosa-cambia-davvero_124294.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/153747.jpg" title="L'Ospedale di Comunità di Cuneo" alt="L'Ospedale di Comunità di Cuneo" /><br /><p>La sanit&agrave; territoriale piemontese entra nella sua fase pi&ugrave; concreta anche in provincia di Cuneo. Dopo l'inaugurazione, nello scorso mese di aprile, delle Case della Comunit&agrave; di Verzuolo, Dronero e Borgo San Dalmazzo, mercoled&igrave; 15 luglio l'Asl CN1 ha aggiunto un nuovo tassello al percorso di riorganizzazione previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), aprendo ufficialmente l'Ospedale di Comunit&agrave; di Saluzzo, la Casa della Comunit&agrave; di Savigliano e l'Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo, realizzato negli spazi dell'ex Mater Amabilis.</p>
<p>Tre inaugurazioni in un solo giorno, un investimento complessivo di circa 7,5 milioni di euro e un obiettivo dichiarato: cambiare il modo in cui i cittadini accedono ai servizi sanitari, spostando il baricentro dell'assistenza dall'ospedale al territorio.</p>
<p>Una trasformazione destinata a incidere profondamente sull'organizzazione della sanit&agrave; pubblica, ma che continua ad alimentare interrogativi e polemiche. Se da una parte la Regione Piemonte e l'Asl CN1 rivendicano il rispetto dei tempi imposti dal PNRR e l'avvio di un modello assistenziale destinato a rafforzare la medicina di prossimit&agrave;, dall'altra opposizioni e organizzazioni sindacali chiedono garanzie sulla disponibilit&agrave; del personale necessario per rendere realmente operative le nuove strutture.</p>
<p>Per comprendere il dibattito &egrave; necessario partire da una domanda semplice: <strong>che differenza c'&egrave; tra una Casa di Comunit&agrave; e un Ospedale di Comunit&agrave;?</strong></p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153750.jpg" alt="Il taglio del nastro a Saluzzo" loading="lazy"><br><br>Casa di Comunit&agrave; e Ospedale di Comunit&agrave;: due strutture diverse, un unico obiettivo</h2>
<p>I due nomi vengono spesso utilizzati come se indicassero la stessa cosa. In realt&agrave; svolgono funzioni profondamente diverse e rappresentano due pilastri complementari della riforma della sanit&agrave; territoriale introdotta dal Decreto Ministeriale 77.</p>
<p>La <strong>Casa di Comunit&agrave; </strong>&egrave; il punto di riferimento sanitario di prossimit&agrave;. Non &egrave; un ospedale e non prevede ricoveri. &Egrave; il luogo in cui il cittadino pu&ograve; trovare, nello stesso edificio, molti dei servizi che fino a oggi erano distribuiti tra sedi diverse.</p>
<p>Al suo interno trovano spazio i medici di medicina generale, gli infermieri di famiglia e comunit&agrave;, gli specialisti ambulatoriali, i consultori, i punti prelievo, i servizi sociali e numerose attivit&agrave; dedicate alla prevenzione e alla presa in carico dei pazienti cronici.</p>
<p>L'obiettivo &egrave; semplice: evitare che una persona debba rivolgersi all'ospedale anche quando non ne ha realmente bisogno.</p>
<p>Un paziente diabetico, ad esempio, potr&agrave; effettuare controlli periodici, visite specialistiche, esami e monitoraggi nello stesso presidio, con un percorso assistenziale coordinato. Lo stesso vale per persone affette da scompenso cardiaco, broncopneumopatie croniche o altre patologie che richiedono controlli frequenti, ma non un ricovero ospedaliero.</p>
<p>L'<strong>Ospedale di Comunit&agrave;</strong>, invece, &egrave; una struttura residenziale dotata di posti letto. Non si tratta per&ograve; di un reparto ospedaliero tradizionale.</p>
<p>&Egrave; destinato ai cosiddetti pazienti 'non acuti': persone che hanno superato la fase pi&ugrave; critica della malattia, ma che non sono ancora nelle condizioni di rientrare al proprio domicilio in sicurezza.</p>
<p>Pensiamo, ad esempio, a un anziano dimesso dopo una polmonite, un intervento chirurgico o una frattura. Non necessita pi&ugrave; delle cure intensive garantite dall'ospedale, ma ha ancora bisogno di assistenza infermieristica continuativa, fisioterapia o monitoraggio clinico prima del ritorno a casa.</p>
<p>&Egrave; proprio questo il ruolo degli Ospedali di Comunit&agrave;: rappresentare il ponte tra il ricovero ospedaliero e il domicilio, alleggerendo al tempo stesso la pressione sui Pronto Soccorso e sui reparti per acuti.</p>
<p>Le degenze sono generalmente limitate a poche settimane e l'assistenza &egrave; affidata prevalentemente al personale infermieristico, con il supporto dei medici di medicina generale e degli specialisti.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153751.jpg" alt="Il taglio del nastro a Savigliano" loading="lazy"><br><br>Il nuovo tassello della rete dell'Asl CN1</h2>
<p>Le tre strutture inaugurate mercoled&igrave; rappresentano un ulteriore passo nel percorso avviato dall'Asl CN1 con le precedenti aperture di Verzuolo, Dronero e Borgo San Dalmazzo.</p>
<p>A <strong>Savigliano</strong> &egrave; stata inaugurata la nuova <strong>Casa della Comunit&agrave;</strong>, realizzata all'interno del Corpo M dell'ospedale cittadino grazie a un investimento di circa 1,85 milioni di euro. L'attivazione dei servizi &egrave; prevista entro la fine del mese e la struttura diventer&agrave; uno dei punti di riferimento per l'assistenza territoriale del distretto.</p>
<p>A <strong>Saluzzo</strong> ha aperto invece il nuovo <strong>Ospedale di Comunit&agrave;</strong>, finanziato con circa 2,5 milioni di euro e dotato di venti posti letto. I primi pazienti saranno accolti a partire dal 21 luglio.</p>
<p>Stessa data anche per l'<strong>Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo</strong>, ricavato negli spazi completamente riqualificati dell'ex Mater Amabilis grazie a un investimento di 3,15 milioni di euro, ai quali si aggiunge il contributo di 250 mila euro della Fondazione CRC destinato alla ristrutturazione di parte degli ambienti.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153752.jpg" alt="Il taglio del nastro a Cuneo" loading="lazy"></p>
<p>La struttura non ospiter&agrave; soltanto i venti posti letto dell'Ospedale di Comunit&agrave;, gestiti in convenzione con l'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle, ma diventer&agrave; progressivamente una vera cittadella dei servizi sanitari.</p>
<p>Sono gi&agrave; stati trasferiti la Continuit&agrave; assistenziale (l'ex Guardia Medica) e il Consultorio familiare, mentre entro la fine dell'anno arriver&agrave; anche la Neuropsichiatria Infantile. Parallelamente verranno riorganizzati altri servizi aziendali con l'obiettivo di concentrare attivit&agrave; oggi distribuite in sedi differenti e ridurre anche alcuni costi di gestione.<br><br></p>
<h2>Una riforma che guarda oltre gli edifici</h2>
<p>Le nuove strutture fanno parte della pi&ugrave; ampia rete della sanit&agrave; territoriale che l'Asl CN1 sta realizzando grazie ai fondi europei del PNRR.</p>
<p>Sono gi&agrave; operative le quattro Centrali Operative Territoriali di Cuneo, Saluzzo, Savigliano e Mondov&igrave;, mentre entro la fine del mese saranno attive complessivamente nove Case della Comunit&agrave;.</p>
<p>A settembre sono previste ulteriori inaugurazioni, a partire dalla Casa della Comunit&agrave; di Dogliani e dalla restante parte del presidio di Saluzzo, cui seguiranno Ceva e Fossano.</p>
<p>Per l'assessore regionale alla Sanit&agrave;&nbsp;<strong>Federico Riboldi</strong>, il completamento delle opere rappresenta un traguardo importante non solo sotto il profilo edilizio, ma anche amministrativo. "Il Piemonte ha raggiunto il 100% degli obiettivi previsti dal target grazie all'impegno di tutti i soggetti coinvolti che hanno fatto un grande sforzo per rispettare i tempi", ha sottolineato durante l'inaugurazione di Cuneo.</p>
<p>Sulla stessa linea anche il direttore generale dell'Asl CN1 <strong>Giuseppe Guerra</strong>, che ha definito quello compiuto dall'azienda sanitaria "uno sforzo non indifferente" su un territorio vasto come quello della provincia di Cuneo.</p>
<p>L'obiettivo, ha spiegato, &egrave; costruire una rete capace di garantire continuit&agrave; assistenziale, servizi infermieristici e ambulatori specialistici all'interno dei quattro distretti sanitari, rendendo realmente concreta quella medicina di prossimit&agrave; che rappresenta il cuore della riforma.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153755.jpg" alt="Inaugurazione dell'Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo" loading="lazy"></p>
<h2>Dalla teoria alla pratica: "Ora la sfida &egrave; far funzionare queste strutture"</h2>
<p><br>Se la giornata del 15 luglio &egrave; stata caratterizzata da tre tagli del nastro, il messaggio emerso dagli interventi delle istituzioni &egrave; stato sostanzialmente uno: il lavoro sulle strutture &egrave; terminato, ora inizia quello sull'organizzazione dei servizi.</p>
<p>L'assessore regionale alla Sanit&agrave; <strong>Federico Riboldi</strong> ha aperto l'inaugurazione dell'Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo ricordando come il nuovo presidio sia destinato a servire innanzitutto la comunit&agrave; locale. "Perch&eacute; si chiama Ospedale di Comunit&agrave;? Perch&eacute; l'ospedale, come lo intendiamo normalmente, accoglie pazienti che arrivano anche da altre province o da altre regioni. Questi edifici invece nascono per servire la comunit&agrave; di residenza, in questo caso quella della citt&agrave; di Cuneo".</p>
<p>L'assessore ha rivendicato soprattutto il rispetto delle scadenze imposte dall'Unione Europea, sottolineando come il Piemonte sia riuscito a completare gli interventi finanziati dal PNRR senza perdere risorse. "Questa provincia e questa Asl hanno saputo affrontare gli interventi del PNRR con capacit&agrave;, rapidit&agrave; e solerzia. Non abbiamo perso finanziamenti e non tutte le regioni italiane possono dire di aver raggiunto il cento per cento degli obiettivi&rdquo;.</p>
<p>Per Riboldi, tuttavia, il completamento degli edifici rappresenta soltanto il punto di partenza di una trasformazione molto pi&ugrave; ampia: "Questi finanziamenti rappresentano il futuro della sanit&agrave; pubblica. Consentono di fare pi&ugrave; prevenzione, curare le persone vicino a casa e offrire servizi che permettono ai cittadini di trascorrere qui il periodo necessario dopo la dimissione dall'ospedale oppure di essere ricoverati quando non &egrave; necessaria un'assistenza ad alta intensit&agrave;".</p>
<p>L'assessore ha ricordato come la rete piemontese della sanit&agrave; territoriale comprender&agrave; complessivamente circa <strong>170 strutture</strong>, tra Case della Comunit&agrave;, Ospedali di Comunit&agrave; e Centrali Operative Territoriali, alle quali si aggiungeranno numerose Case della Comunit&agrave; "spoke" nate su iniziativa dei territori.</p>
<p>"&Egrave; una rete importante che cambier&agrave; il futuro della sanit&agrave;. &Egrave; stata immaginata durante il primo governo Cirio con l'assessore Icardi e oggi stiamo completando quel percorso".</p>
<h2><br>Guerra: "L'ex Mater Amabilis diventer&agrave; una vera cittadella della salute"</h2>
<p>Se Riboldi ha inquadrato il progetto nella strategia regionale, il direttore generale dell'Asl CN1<strong> Giuseppe Guerra</strong> &egrave; entrato nel dettaglio di ci&ograve; che accadr&agrave; concretamente all'interno dell'ex Mater Amabilis.</p>
<p>Il nuovo Ospedale di Comunit&agrave;, ha spiegato, rappresenta soltanto una parte del progetto.</p>
<p>L'obiettivo dell'Asl &egrave; infatti trasformare l'intero complesso in una vera e propria cittadella sanitaria. "Qui abbiamo gi&agrave; trasferito il Consultorio familiare, la Continuit&agrave; assistenziale, quella che un tempo era la Guardia Medica, dotandola anche di tutti i sistemi di sicurezza e videosorveglianza a tutela degli operatori".</p>
<p>Entro la fine dell'anno arriver&agrave; anche la Neuropsichiatria Infantile, trasferimento che consentir&agrave; di liberare spazi nella sede di corso Francia.</p>
<p>Da l&igrave; prender&agrave; il via un effetto domino che permetter&agrave; di riorganizzare altri servizi aziendali: "La Neuropsichiatria lascer&agrave; liberi i locali di corso Francia, dove potremo trasferire la Medicina Legale, le commissioni invalidi e il servizio vaccinazioni, oggi collocato al primo piano. Portando questi servizi al piano terra miglioreremo l'accessibilit&agrave; per le famiglie e recupereremo ulteriori spazi".</p>
<p>La riorganizzazione consentir&agrave; inoltre di eliminare alcune sedi in affitto: "Appena liberato il primo piano di corso Francia, potremo portare a Cuneo il servizio screening che oggi si trova a Boves, riducendo cos&igrave; anche i costi di gestione. &Egrave; un primo passo nella direzione del contenimento della spesa che la Regione ci ha chiesto".</p>
<p>Un progetto che, ha spiegato Guerra, &egrave; stato possibile anche grazie alla collaborazione con il Comune di Cuneo e al <strong>contributo di 250 mila euro della Fondazione CRC</strong>, utilizzato per completare la riqualificazione degli spazi dell'ex Mater Amabilis.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153756.jpg" alt="Franco Ripa, DG Santa Croce, e Giuseppe Guerra, DG Asl CN1" loading="lazy"><br><br>La collaborazione con il Santa Croce</h2>
<p>Tra i passaggi pi&ugrave; significativi dell'intervento del direttore generale c'&egrave; anche quello dedicato al rapporto con l'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle.</p>
<p>Secondo Guerra, negli ultimi anni la collaborazione tra le due aziende &egrave; diventata sempre pi&ugrave; stretta. Ha ricordato, ad esempio, gli accordi raggiunti sulla Ginecologia e sulla Neurologia e ha annunciato che anche il nuovo Ospedale di Comunit&agrave; nascer&agrave; all'interno di questa logica di rete.</p>
<p>"I venti posti letto saranno inseriti nel modello previsto dal DM77, ma potranno contare anche sulla collaborazione della Geriatria del Santa Croce. Oggi fare rete non &egrave; pi&ugrave; una scelta, &egrave; una necessit&agrave;".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153757.jpg" alt="Luigi Genesio Icardi all'inaugurazione a Saluzzo" loading="lazy"><br><br>Icardi: "Il primo luogo di cura &egrave; il domicilio"</h2>
<p>Particolarmente articolato anche l'intervento del presidente della Commissione Sanit&agrave; del Consiglio regionale&nbsp;<strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, che ha ricordato come il progetto affondi le proprie radici nel precedente mandato della Giunta Cirio, quando ricopriva l'incarico di assessore regionale alla Sanit&agrave;.</p>
<p>"Mi fa piacere vedere concluso un percorso che abbiamo iniziato anni fa. In Italia non &egrave; cos&igrave; scontato vedere un'opera partire e poi essere completata nei tempi previsti".</p>
<p>Icardi ha posto per&ograve; l'attenzione soprattutto sulla filosofia della riforma sanitaria: "L'Ospedale di Comunit&agrave; &egrave; importante, ma da solo non basta".</p>
<p>Secondo l'ex assessore, il vero cambiamento consiste nel riportare il pi&ugrave; possibile l'assistenza direttamente nelle case dei pazienti: "Come ricorda anche il Decreto Ministeriale 77, il primo luogo di cura &egrave; il domicilio. Tutti coloro che possono essere assistiti a casa devono poter restare a casa. Le strutture territoriali servono proprio a sostenere questo modello".</p>
<p>Una rete che, nelle intenzioni della Regione, dovrebbe contribuire anche a ridurre uno dei problemi pi&ugrave; rilevanti della sanit&agrave; italiana: il sovraffollamento dei Pronto Soccorso.</p>
<p>"Abbiamo ancora troppi accessi impropri. Molti cittadini si rivolgono al Pronto Soccorso per problemi che potrebbero essere affrontati sul territorio. Rafforzare la medicina di prossimit&agrave; significa anche liberare gli ospedali da questa pressione".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153758.jpg" alt="Patrizia Manassero, Federico Riboldi e Giuseppe Guerra" loading="lazy"><br><br>Manassero: "Un buon risultato, ma resta un filo di preoccupazione"</h2>
<p>Parole di soddisfazione sono arrivate anche dalla sindaca di Cuneo <strong>Patrizia Manassero</strong>, che ha ricordato il lavoro svolto insieme all'Asl per individuare la sede dell'Ospedale di Comunit&agrave;.</p>
<p>Quando venne richiesto un edificio da destinare al progetto, il Comune individu&ograve; l'ex Mater Amabilis, allora utilizzato come RSA ma ormai non pi&ugrave; adeguato agli standard richiesti. "La trasformazione &egrave; stata davvero importante. Chi conosceva questa struttura sa quanto fosse complesso intervenire su un edificio di questa et&agrave;".</p>
<p>La sindaca ha espresso apprezzamento per l'avvio dei servizi e per le rassicurazioni ricevute sul personale. "Ci rassicurano le parole dell'assessore e il fatto di aver gi&agrave; visto personale infermieristico presente".</p>
<p>Allo stesso tempo, per&ograve;, non ha nascosto che il vero banco di prova inizier&agrave; soltanto con l'apertura: "Continueremo a mantenere quel filo di preoccupazione sulla gestione e sulla tenuta delle strutture, ascoltiamo con attenzione quanto ci viene illustrato".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153759.jpg" alt="L'inaugurazione a Cuneo" loading="lazy"><br><br>Il nodo del personale: la vera sfida inizia adesso</h2>
<p>Se sui nuovi edifici il consenso &egrave; pressoch&eacute; unanime, il confronto si accende quando si parla delle persone che dovranno farli funzionare.</p>
<p>La domanda &egrave; semplice quanto decisiva: <strong>chi lavorer&agrave; nelle nuove Case e nei nuovi Ospedali di Comunit&agrave;?</strong></p>
<p>&Egrave; attorno a questo interrogativo che si concentra il dibattito politico e sindacale degli ultimi giorni.</p>
<p>Tra le voci pi&ugrave; critiche c'&egrave; quella della consigliera regionale di Alleanza Verdi Sinistra <strong>Giulia Marro</strong>, presente a tutte e tre le inaugurazioni.</p>
<p>"L'apertura di queste nuove strutture &egrave; certamente una buona notizia per la medicina di prossimit&agrave;, che punta ad avvicinare i servizi alle persone, costruire percorsi di cura meno frammentati e alleggerire la pressione sugli ospedali. Gli edifici, per&ograve;, da soli non bastano per garantire un servizio di qualit&agrave;".</p>
<p>Secondo Marro il successo della riforma non dipender&agrave; dalla conclusione dei cantieri, ma dalla capacit&agrave; di rendere realmente operativi i nuovi presidi: "Il vero obiettivo &egrave; farli funzionare. Oltre alla costruzione di strutture adeguate serve una programmazione puntuale del lavoro del personale e dei servizi erogati. &Egrave; questo che dovranno verificare anche i certificatori europei attesi nei prossimi giorni".</p>
<p>Durante gli incontri inaugurali, ricorda la consigliera regionale, l'Asl CN1 ha confermato che i primi pazienti saranno accolti negli Ospedali di Comunit&agrave; di Cuneo e Saluzzo a partire dal 21 luglio, mentre la Casa della Comunit&agrave; di Savigliano entrer&agrave; progressivamente in funzione entro la fine del mese.</p>
<p>Le rassicurazioni, tuttavia, non dissipano tutti i dubbi: "Il direttore generale Giuseppe Guerra ci ha assicurato che il personale ci sar&agrave; e che a settembre &egrave; previsto un confronto con le organizzazioni sindacali. Sar&agrave; un passaggio importante, soprattutto alla luce della recente circolare regionale sulle assunzioni".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153760.jpg" alt="Giulia Marro all'inaugurazione a Cuneo" loading="lazy"><br><br>La circolare della Regione e i dubbi sulle nuove assunzioni</h2>
<p>Negli ultimi giorni il tema degli organici &egrave; tornato al centro dell'attenzione anche per effetto della richiesta avanzata dall'assessore regionale Federico Riboldi alle aziende sanitarie piemontesi di effettuare una ricognizione della spesa e del personale.</p>
<p>L'assessore ha chiarito che non si tratta di un blocco delle assunzioni, ma di un'operazione finalizzata a governare meglio le risorse economiche in una fase complessa per i conti della sanit&agrave; piemontese.</p>
<p>Una spiegazione che, per&ograve;, non convince completamente le opposizioni.<br>"La circolare viene descritta come una semplice ricognizione - osserva Marro - ma nella sostanza indica alle Asl un preciso obiettivo di contenimento della spesa e rischia di tradursi in un forte rallentamento delle nuove assunzioni".</p>
<p>Da qui la domanda che la consigliera regionale continua a porre: "Il personale sar&agrave; aggiuntivo oppure verr&agrave; semplicemente spostato da altri servizi? Se non verranno autorizzate nuove assunzioni pubbliche, con quale personale saranno fatti funzionare questi nuovi presidi?"</p>
<p>Secondo Marro, le rassicurazioni ascoltate durante le inaugurazioni rappresentano un segnale positivo, ma dovranno trovare conferma nei fatti: "La cittadinanza ha bisogno di tornare a credere nella sanit&agrave; pubblica. Se questo modello funzioner&agrave; potr&agrave; restituire fiducia al Servizio sanitario; se invece rester&agrave; incompleto, il rischio &egrave; che sempre pi&ugrave; persone siano costrette a rivolgersi alla sanit&agrave; privata".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153763.jpg" alt="Federico Riboldi all'inaugurazione di Saluzzo" loading="lazy"><br><br>Riboldi: "Non sono scatole vuote"</h2>
<p>Le critiche sul personale sono state affrontate direttamente dall'assessore Riboldi durante l'inaugurazione di Cuneo.</p>
<p>Con toni decisi, l'assessore ha respinto l'accusa secondo cui le nuove strutture rischierebbero di trasformarsi in semplici contenitori privi di servizi: "Voglio confutare definitivamente la voce di alcuni che dicono che queste sono scatole vuote".</p>
<p>Riboldi ha ricordato che il completamento delle opere PNRR non viene valutato esclusivamente sotto il profilo edilizio: "I certificatori europei non vengono a verificare se gli edifici sono belli o climatizzati. Controllano la capacit&agrave; delle strutture di offrire servizi. E la capacit&agrave; di offrire servizi &egrave; basata sul personale".</p>
<p>"La Comunit&agrave; Europea non certifica strutture che non hanno personale".</p>
<p>L'assessore ha quindi rivendicato l'incremento degli organici registrato negli ultimi anni in Piemonte: "Dal 2019 a oggi abbiamo aumentato il personale della sanit&agrave; regionale di 4.200 unit&agrave;. Oggi siamo circa il 3% sopra la media nazionale. &Egrave; uno sforzo che costa quasi 200 milioni di euro all'anno, ma che ci permette di affrontare anche la nuova organizzazione della sanit&agrave; territoriale".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153764.jpg" alt="Ambulatorio di Savigliano" loading="lazy"><br><br>Dai concorsi Azienda Zero agli avvisi di Amos: la ricerca del personale</h2>
<p>Che il tema degli organici sia oggi la principale sfida della riforma lo dimostra anche un altro elemento: parallelamente all'apertura delle nuove strutture <strong>Amos</strong> ha pubblicato specifici avvisi di manifestazioni di interesse per la formazione di un elenco aperto di infermieri professionali da cui attingere per assegnare singoli incarichi o collaborazioni <strong>con gli Ospedali di Comunit&agrave; di Cuneo e Saluzzo</strong>.</p>
<p>L&rsquo;avviso di Amos complementa il<strong> maxiconcorso regionale di Azienda Zero</strong> per la copertura di <strong>331 posti di infermiere</strong> nelle ASL piemontesi, le cui graduatorie verranno utilizzate anche sul territorio di Cuneo.</p>
<p>Il reclutamento del personale rappresenta quindi una delle priorit&agrave; operative di questa fase: l'avvio dei nuovi servizi non passa soltanto attraverso il completamento degli edifici, ma anche dalla capacit&agrave; di reperire professionisti sufficienti a garantire la piena operativit&agrave; dei reparti.</p>
<h2><br>Le preoccupazioni dei sindacati</h2>
<p>Sul tema continuano a mantenere una posizione critica anche le organizzazioni sindacali.</p>
<p>Nei giorni scorsi la <strong>FP CGIL Cuneo</strong> aveva contestato la scelta dell'Asl CN1 di coprire i turni dei nuovi Ospedali di Comunit&agrave; attraverso la rotazione del personale gi&agrave; impiegato nei Distretti, sostenendo che la medicina territoriale non possa essere rafforzata "sottraendo risorse ai servizi gi&agrave; esistenti".</p>
<p>Analoga la posizione del <strong>NurSind</strong>, che ha lanciato un nuovo allarme sulla carenza di infermieri e operatori socio-sanitari.</p>
<p>Secondo il segretario territoriale <strong>Davide Canetti</strong>, il rischio &egrave; quello di inaugurare strutture moderne senza disporre degli organici necessari per renderle realmente operative: "Non basta costruire nuove strutture se poi mancano gli operatori chiamati a farle funzionare. Senza infermieri e OSS sufficienti il rischio &egrave; quello di sottrarre personale ai reparti e all'assistenza domiciliare, creando difficolt&agrave; in altri servizi gi&agrave; oggi sotto pressione".</p>
<p>Pur riconoscendo l'importanza del concorso regionale bandito attraverso Azienda Zero per l'assunzione di nuovi infermieri, il NurSind ritiene che le procedure richiederanno ancora tempo e che l'emergenza vada affrontata con interventi pi&ugrave; rapidi.</p>
<p>Per il sindacato la sfida della sanit&agrave; territoriale non potr&agrave; essere vinta soltanto con nuove strutture, ma richieder&agrave; un investimento stabile sulle professioni sanitarie.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153765.jpg" alt="Ugo Sturlese all'inagurazione di Cuneo" loading="lazy"><br><br>Il caso Cuneo: perch&eacute; manca una Casa della Comunit&agrave;?</h2>
<p>Accanto al tema del personale, un'altra questione continua a riemergere nel dibattito cittadino: fin dalla pubblicazione del piano regionale era stato infatti evidenziato come Cuneo, a differenza di altri centri della provincia, non avrebbe ospitato una Casa della Comunit&agrave;, ma soltanto un Ospedale di Comunit&agrave;.</p>
<p>Una scelta che negli anni ha suscitato perplessit&agrave; da parte di alcuni esponenti politici cittadini, tra cui il consigliere comunale <strong>Ugo Sturlese</strong>, che ha pi&ugrave; volte sostenuto come il capoluogo avrebbe dovuto disporre anche di un presidio dedicato ai servizi territoriali.</p>
<p>Il tema &egrave; riemerso anche durante l'inaugurazione. A margine degli interventi ufficiali, il direttore generale dell'Asl <strong>Giuseppe Guerra</strong> ha spiegato di aver condiviso con l'Amministrazione comunale una soluzione alternativa.</p>
<p>"L'Ospedale di Comunit&agrave; era previsto dal piano nazionale, la Casa della Comunit&agrave; no. Per&ograve; abbiamo deciso che cinque o sei ambulatori presenti all'interno della struttura diventeranno ambulatori della salute, cercando in questo modo di sopperire almeno in parte a quella mancanza".</p>
<p>Una spiegazione che non ha convinto Sturlese: "Secondo me questa non &egrave; una Casa della Comunit&agrave; e non sapete che cos'&egrave; una Casa della Salute", ha replicato il consigliere, confermando una contrapposizione che accompagna il progetto praticamente dalla sua nascita.</p>
<h2><br>La prova del nove inizier&agrave; il 21 luglio</h2>
<p>Il taglio del nastro segna soltanto l'inizio di un percorso, dal 21 luglio i primi pazienti entreranno negli Ospedali di Comunit&agrave; di Cuneo e Saluzzo, mentre entro la fine del mese prender&agrave; forma anche la nuova Casa della Comunit&agrave; di Savigliano. Da quel momento la riforma della sanit&agrave; territoriale uscir&agrave; definitivamente dai progetti, dai cantieri e dai rendering per confrontarsi con la quotidianit&agrave; dell'assistenza.</p>
<p>La sfida, infatti, non riguarda pi&ugrave; gli edifici. Le strutture ci sono, cos&igrave; come gli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che hanno permesso di realizzarle. Ora il banco di prova sar&agrave; un altro: riuscire a riempire quei muri di servizi, professionisti e percorsi di cura realmente accessibili ai cittadini.</p>
<p>L'obiettivo dichiarato della riforma &egrave; ambizioso: curare le persone il pi&ugrave; possibile vicino a casa, seguire con continuit&agrave; i pazienti cronici, ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso e costruire una rete capace di accompagnare il malato lungo tutto il percorso assistenziale, dall'ospedale al domicilio.</p>
<p>Su questo obiettivo, in fondo, sembrano concordare tutti. Maggioranza, opposizioni, amministratori locali e organizzazioni sindacali condividono l'idea che una sanit&agrave; territoriale pi&ugrave; forte rappresenti una necessit&agrave;, soprattutto in una provincia estesa e geograficamente complessa come quella di Cuneo.</p>
<p>Ci&ograve; che divide &egrave; il modo in cui raggiungere quel risultato.</p>
<p>Da una parte la Regione rivendica il rispetto delle scadenze del PNRR, il completamento delle opere e l'aumento degli organici registrato negli ultimi anni.</p>
<p>Dall'altra opposizioni e sindacati chiedono garanzie sul fatto che il personale destinato alle nuove strutture sia realmente sufficiente e aggiuntivo, senza impoverire altri servizi gi&agrave; oggi in difficolt&agrave;.</p>
<p>Sono interrogativi destinati a non trovare risposta nelle conferenze stampa o nei comunicati, ma nell'attivit&agrave; quotidiana dei prossimi mesi.</p>
<p>Saranno i tempi di presa in carico dei pazienti, la capacit&agrave; di alleggerire i Pronto Soccorso, il funzionamento delle &eacute;quipe territoriali e la reale integrazione tra medici di medicina generale, infermieri e specialisti a misurare il successo della riforma.</p>
<p>In altre parole, il futuro delle Case e degli Ospedali di Comunit&agrave; non sar&agrave; deciso il giorno dell'inaugurazione, ma da ci&ograve; che accadr&agrave; quando i cittadini inizieranno a varcarne la soglia.</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 17:45:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Nuovo Ospedale di Cuneo: nominata la commissione giudicatrice per la gara del PFTE]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nuovo-ospedale-di-cuneo-nominata-la-commissione-giudicatrice-per-la-gara-del-pfte_124291.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nuovo-ospedale-di-cuneo-nominata-la-commissione-giudicatrice-per-la-gara-del-pfte_124291.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124291/153740.jpg" title="" alt="" /><br /><p>S.C.R. Piemonte S.p.A. ha provveduto a pubblicare la determinazione della nomina della Commissione giudicatrice della procedura di gara per l'affidamento del servizio di redazione del Progetto di Fattibilit&agrave; Tecnico-Economica (PFTE) del Nuovo Ospedale di Cuneo.</p>
<p>La Commissione risulta cos&igrave; composta:<br>- &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Ingegner Egidio Bianchini, S.C.R. Piemonte S.p.A.;<br>- &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Ingegner Erika Leonarda Barbagallo, provveditorato interregionale OO.PP. per il Piemonte, la Valle d&rsquo;Aosta e la Liguria;<br>- &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Ingegner Simone Merlo, responsabile Servizio Prevenzione e Protezione A.O. Santa Croce e Carle;<br>- &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Dottor Alberto Peano, dirigente medico della struttura complessa Direzione Sanitaria di Presidio A.O. Santa Croce e Carle;<br>- &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Ingegner Simona Ramero, dirigente afferente alla Struttura complessa Servizio Tecnico A.O. Santa Croce e Carle.</p>
<p>La nomina della Commissione costituisce un passaggio fondamentale della procedura di gara per le attivit&agrave; di valutazione delle offerte pervenute, secondo le modalit&agrave; previste dalla normativa vigente e le tempistiche del cronoprogramma gi&agrave; definite.</p>
<p>Parallelamente all'iter della procedura di gara, &egrave; in fase di avvio un ulteriore percorso di collaborazione tra Azienda Ospedaliera, Comune di Cuneo e Provincia di Cuneo, finalizzato ad affrontare le tematiche connesse all&rsquo;integrazione del futuro presidio ospedaliero nel contesto urbano e territoriale con particolare riferimento all'accessibilit&agrave; del nuovo ospedale, alla viabilit&agrave; e alla logistica esterna.</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 16:27:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Fotovoltaico a terra, la Corte Costituzionale conferma il divieto nelle aree agricole]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fotovoltaico-a-terra-la-corte-costituzionale-conferma-il-divieto-nelle-aree-agricole_124292.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fotovoltaico-a-terra-la-corte-costituzionale-conferma-il-divieto-nelle-aree-agricole_124292.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124292/153741.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La sentenza della Corte costituzionale conferma la necessit&agrave; di tutelare il suolo destinato alla produzione alimentare. &Egrave; quanto sottolinea Coldiretti Cuneo commentando la notizia riportata oggi da Il Sole 24 Ore che rende noto come, con la sentenza n. 127/2026, la Corte costituzionale ha dichiarato infondate le questioni sollevate dal TAR Lazio, confermando la legittimit&agrave; del divieto di installare impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra nelle zone classificate agricole. Un pronunciamento che, secondo Coldiretti Cuneo, deve indurre il Piemonte a rafforzare la tutela delle aree agricole nel Disegno di legge regionale sull&rsquo;individuazione di ulteriori aree idonee all&rsquo;installazione di impianti da fonti rinnovabili.</p>
<p>&ldquo;&Egrave; un pronunciamento molto importante, che conferma un principio da noi sostenuto con forza: la transizione energetica pu&ograve; e deve essere perseguita senza sottrarre terreni alla produzione di cibo&rdquo; dichiara Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo. &ldquo;La decisione della Corte costituzionale non riguarda direttamente il provvedimento piemontese, ma rappresenta un ulteriore e significativo elemento di cui il Consiglio regionale potr&agrave; tenere conto nel rafforzare la tutela del suolo agricolo&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Proprio mentre la Corte costituzionale riconosce la piena legittimit&agrave; di una disciplina nazionale volta a limitare l&rsquo;utilizzo delle superfici agricole per l&rsquo;installazione di pannelli fotovoltaici, ci sembra coerente non ampliare, nel Disegno di legge regionale, le aree agricole considerate idonee&rdquo; sottolinea Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo. &ldquo;La priorit&agrave; deve andare ai tetti degli edifici, ai parcheggi, alle aree industriali dismesse e alle superfici gi&agrave; compromesse, evitando che i terreni produttivi diventino terreno di conquista per iniziative speculative&rdquo;.</p>
<p>Coldiretti Cuneo ribadisce il proprio sostegno allo sviluppo delle fonti rinnovabili, ma chiede che venga rispettata una precisa gerarchia nell&rsquo;utilizzo delle superfici: prima quelle edificate, impermeabilizzate, dismesse o degradate; nelle aree agricole, soltanto soluzioni realmente compatibili con la prosecuzione dell&rsquo;attivit&agrave; produttiva.</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 16:15:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Qualità dell’aria: il Piemonte sempre più virtuoso]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/qualita-dellaria-il-piemonte-sempre-piu-virtuoso_124287.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/qualita-dellaria-il-piemonte-sempre-piu-virtuoso_124287.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124287/153733.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;I dati ufficiali validati da Ispra confermano il trend di miglioramento della qualit&agrave; dell'aria in Piemonte. Grazie all'applicazione della metodologia nazionale che permette di sottrarre il contributo naturale delle polveri desertiche provenienti dal Sahara, le stazioni che nel 2025 non hanno rispettato il limite giornaliero di PM10 scendono da 6 a 5&rdquo;, lo ha rivendicato con forza l&rsquo;assessore regionale all&rsquo;Ambiente, Matteo Marnati, durante il Tavolo dell&rsquo;Aria svoltosi oggi nel Grattacielo Piemonte. Un momento strategico di coordinamento con i sindaci del territorio per pianificare le nuove misure strutturali in vista della stagione autunno-inverno 2026/2027.</p>
<p>&ldquo;La stazione di Torino Lingotto - ha spiegato Marnati - beneficia della deduzione di 4 giornate di intrusione sahariana, scendendo da 38 a 34 superamenti e rientrando cos&igrave; pienamente nei limiti di legge. Questo dimostra l&rsquo;importanza di un'analisi scientifica e rigorosa dei dati, che ci permette di distinguere l'impatto delle emissioni locali dai fenomeni naturali globali, supportando al meglio le nuove misure e il costante lavoro che, insieme alle amministrazioni locali, stiamo portando avanti per la tutela del nostro territorio&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;appuntamento di oggi &egrave; stato fondamentale per illustrare le strategie e le azioni che la Regione sta mettendo in campo per il miglioramento della qualit&agrave; dell'aria sul territorio, in linea con le indicazioni nazionali e comunitarie. Il Piano, strumento chiave per la lotta all'inquinamento atmosferico, ha appena superato un passaggio legislativo decisivo ricevendo il via libera dalla Commissione Ambiente del Consiglio regionale. Ora il testo &egrave; pronto per il prossimo e definitivo passaggio in Aula per l'approvazione finale entro fine luglio.</p>
<p>La Regione Piemonte ha evitato il blocco dei veicoli diesel Euro 5 nell'area metropolitana di Torino e a Novara approvando un pacchetto di misure compensative e alternative equivalenti sotto il profilo dell'abbattimento delle emissioni: biocarburanti (HVO), carte sconto, semafori con Intelligenza artificiale, cubi filtranti urbani, bandi per car/bike sharing e velostazioni, rottamazione di stufe obsolete e colture agricole anti-smog.</p>
<p>A rendere particolarmente significativo l'incontro di oggi &egrave; l'annuncio di importanti novit&agrave; sul fronte delle risorse. La Regione Piemonte ha infatti informato della prossima apertura di un bando specifico da 30 milioni di euro (Rigenerazione Urbana) rivolto ai Comuni che verr&agrave; presentato il 21 luglio. L'obiettivo &egrave; supportare la capacit&agrave; di spesa e di progettazione dei Comuni, soprattutto dei pi&ugrave; piccoli, garantendo che le linee guida del Piano regionale della qualit&agrave; dell&rsquo;aria si traducano in interventi a tutela della salute dei cittadini.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 15:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Autonomia differenziata, Cirio e Bussalino: "Passi concreti dal Senato, Piemonte più forte"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/autonomia-differenziata-cirio-e-bussalino-passi-concreti-dal-senato-piemonte-piu-forte_124267.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/autonomia-differenziata-cirio-e-bussalino-passi-concreti-dal-senato-piemonte-piu-forte_124267.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124267/153692.jpg" title="Il presidente della Regione Alberto Cirio" alt="Il presidente della Regione Alberto Cirio" /><br /><div>&ldquo;Il via libera del Senato alle pre-intese sull&rsquo;Autonomia differenziata rappresenta un ulteriore passo avanti verso un modello istituzionale pi&ugrave; moderno, efficiente e vicino ai territori. Per il Piemonte significa poter valorizzare maggiormente le proprie competenze, rendere pi&ugrave; efficace l&rsquo;azione amministrativa e garantire servizi sempre pi&ugrave; rispondenti alle esigenze di cittadini, imprese ed enti locali. Continueremo a lavorare con il Governo e con il ministro Roberto Calderoli affinch&eacute; questo percorso giunga rapidamente a compimento, con l&rsquo;obiettivo di offrire opportunit&agrave; di crescita e sviluppo all&rsquo;intero Paese, partendo dalla forza delle sue Regioni.&rdquo;&nbsp;Cos&igrave; il presidente della Regione Piemonte&nbsp;Alberto Cirio&nbsp;e l&rsquo;assessore all&rsquo;Autonomia&nbsp;Enrico Bussalino&nbsp;commentano il via libera del Senato alle pre-intese sull&rsquo;Autonomia differenziata con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Anche il senatore della Lega Giorgio Maria Bergesio ha manifestato la propria soddisfazione.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&ldquo;L&rsquo;autonomia differenziata non &egrave; un&rsquo;invenzione politica artefatta, n&eacute; una concessione fatta a qualche territorio a discapito di altri. &Egrave; una scelta prevista dalla Costituzione della Repubblica italiana, voluta dal legislatore costituzionale affinch&eacute; le Regioni che dimostrino capacit&agrave; amministrativa possano esercitare ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia nell&rsquo;interesse dei cittadini, sempre nel rispetto dell&rsquo;unit&agrave; nazionale e dei principi di solidariet&agrave;. La risoluzione che abbiamo approvato ribadisce con chiarezza la volont&agrave; di proseguire nel percorso di attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia alla Regione Piemonte nelle materie della protezione civile, delle professioni, della previdenza complementare e integrativa, nonch&eacute; nella materia della tutela della salute &ndash; coordinamento della finanza pubblica.<br>Per troppo tempo il nostro Paese ha sofferto gli effetti di un eccesso di centralismo.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Troppe decisioni vengono assunte lontano dai territori, attraverso procedure lente, livelli amministrativi che si sovrappongono, autorizzazioni che si moltiplicano e una burocrazia che troppo spesso finisce per rallentare, anzich&eacute; facilitare, l&rsquo;azione delle istituzioni. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: tempi lunghi, risorse disperse, responsabilit&agrave; confuse e cittadini che attendono risposte che potrebbero arrivare molto pi&ugrave; rapidamente. L&rsquo;autonomia differenziata rappresenta la risposta a questo modello ormai superato. Significa avvicinare il luogo della decisione ai cittadini, valorizzare le competenze dei territori, eliminare passaggi burocratici inutili, utilizzare meglio le risorse pubbliche e responsabilizzare chi governa.<br><br>Desidero rivolgere un sincero ringraziamento al Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, per la competenza, la determinazione e la dedizione con cui ha seguito questo complesso percorso istituzionale. Ha affrontato questa riforma con seriet&agrave;, ascoltando le Regioni, confrontandosi con il Parlamento e dimostrando che anche i cambiamenti pi&ugrave; importanti possono essere costruiti attraverso il dialogo istituzionale, nel pieno rispetto della Costituzione.&nbsp;Un sentito ringraziamento va anche alla Regione Piemonte, al Presidente, alla Giunta Regionale, agli amministratori e a tutti coloro che hanno contribuito alla definizione di queste intese preliminari con spirito di leale collaborazione istituzionale, offrendo un esempio concreto di come Stato e autonomie territoriali possano lavorare insieme per il bene delle comunit&agrave;. Avanti cos&igrave;, con determinazione&rdquo;.</div>
<div>&nbsp;</div>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 12:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Voto ai fuorisede, Azione Cuneo: "Un diritto che diventa certezza, ma ora serve rendere la misura strutturale"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/voto-ai-fuorisede-azione-cuneo-un-diritto-che-diventa-certezza-ma-ora-serve-rendere-la-misura-strutturale_124256.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/voto-ai-fuorisede-azione-cuneo-un-diritto-che-diventa-certezza-ma-ora-serve-rendere-la-misura-strutturale_124256.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124256/153671.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Il voto per i fuorisede ora &egrave; realt&agrave;. Nei giorni scorsi la Camera ha approvato all'unanimit&agrave; l'emendamento che permetter&agrave; agli elettori lontani dal proprio comune di residenza di votare nel luogo in cui si trovano. Una novit&agrave; di grande importanza per tutti quegli studenti o lavoratori che vivono fuori dalla propria citt&agrave;, in particolare per i giovani universitari. Riceviamo e pubblichiamo la nota di soddisfazione di Azione Cuneo.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Azione Cuneo esprime profonda soddisfazione per l&rsquo;approvazione dell&rsquo;emendamento che introduce il voto per studenti e lavoratori fuorisede. Votare &egrave; un diritto fondamentale tutelato dalla Costituzione. Eppure, per migliaia di giovani e lavoratori del nostro territorio, esercitarlo ha significato finora affrontare viaggi costosi e logisticamente complessi, con il rischio concreto di dover rinunciare alla partecipazione democratica per motivi puramente economici.</p>
<p style="text-align: justify;">Pur accogliendo con grande favore questo importante passo avanti, la sezione provinciale di Azione sottolinea come la scelta di inserire questa misura all'interno della legge elettorale, anzich&eacute; attraverso una legge ordinaria, presenti forti limiti di stabilit&agrave; nel lungo periodo. Una legge ordinaria avrebbe infatti garantito una tutela molto pi&ugrave; solida e permanente, sottraendo il voto fuorisede alle dinamiche politiche delle maggioranze di turno e mettendolo al riparo da future modifiche elettorali.&nbsp;Nonostante questa criticit&agrave; metodologica, la misura rappresenta una sicurezza concreta e immediata per chi oggi &egrave; lontano dalla propria terra: un risparmio reale sulle spese di viaggio e un segnale di attenzione verso una fetta di popolazione troppo spesso dimenticata.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul tema &egrave; intervenuto Giacomo Prandi, Segretario Provinciale di Azione Cuneo: "Azione ha sostenuto fin dall&rsquo;inizio e con massima convinzione questa battaglia perch&eacute; crediamo fermamente che la partecipazione democratica debba essere accessibile a tutti, e non un privilegio di chi pu&ograve; permettersi il costo di un biglietto di ritorno. Sebbene l'impianto normativo scelto sia discutibile e presti il fianco a future instabilit&agrave; politiche, non possiamo che guardare al risultato immediato: per il nostro territorio, storicamente caratterizzato da una forte emigrazione studentesca e lavorativa verso i grandi centri, questa &egrave; una vittoria di civilt&agrave;. Serve una politica che si prenda cura di chi &egrave; lontano da casa, e noi continueremo a vigilare affinch&eacute; questo diritto non venga mai pi&ugrave; messo in discussione".</p>
<p style="text-align: justify;">A lui si aggiunge Lorenzo Montemezzo, Coordinatore Provinciale Under 30 di Azione Cuneo, che si concentra sull'impatto generazionale della misura: "Per troppi anni la politica ha ignorato le barriere invisibili che tenevano lontani i giovani dalle urne. Questa misura d&agrave; finalmente una risposta concreta a tantissimi ragazzi e ragazze della provincia di Cuneo che studiano o lavorano fuori sede, restituendo loro la possibilit&agrave; di incidere sul futuro del proprio Paese senza dover affrontare un salasso economico. &Egrave; un primo, fondamentale segnale di rispetto per la nostra generazione. Tuttavia, la nostra battaglia non si ferma qui: continueremo a fare pressione affinch&eacute; questo diritto venga blindato una volta per tutte con una legge ordinaria, rendendolo una garanzia permanente e intoccabile, svincolata dai giochi di palazzo".</p>
<p style="text-align: justify;">Azione Cuneo ribadisce il proprio impegno al fianco dei giovani e dei lavoratori del territorio, confermando la volont&agrave; di promuovere una politica vicina alle esigenze reali dei cittadini. "Noi ci siamo", conclude la nota della segreteria provinciale.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 10:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[L’associazione Nuovo Corso Giolitti: “Serve un piano per il commercio”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/lassociazione-nuovo-corso-giolitti-serve-un-piano-per-il-commercio_124206.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/lassociazione-nuovo-corso-giolitti-serve-un-piano-per-il-commercio_124206.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124206/153589.jpg" title="Corso Giolitti a Cuneo" alt="Corso Giolitti a Cuneo" /><br /><p>Antonio Moschella, a nome dell&rsquo;associazione Nuovo Corso Giolitti, ha scritto una nota per esprimere la volont&agrave; dell&rsquo;ente di promuovere una revisione del Regolamento del Commercio. Il presidente dell&rsquo;organizzazione ritiene necessario adottare un piano che eviti l&rsquo;apertura di esercizi commerciali della stessa tipologia in aree troppo vicine tra loro, favorendone invece una distribuzione pi&ugrave; equilibrata sul territorio:</p>
<p>"Le recenti modifiche al Regolamento di Polizia Urbana possono rappresentare un'importante occasione per ripensare il futuro di corso Giolitti. Ora manca una revisione del Regolamento del Commercio, cio&egrave; un piano che eviti il sovraffollamento di esercizi commerciali della stessa tipologia in una sola via o corso e li distribuisca dove &egrave; necessario sul territorio. La rigenerazione di un quartiere passa anche attraverso un commercio di qualit&agrave;, capace di attrarre persone, creare servizi e rendere viva la strada durante tutto l'arco della giornata.</p>
<p>Oggi, in alcuni tratti di corso Giolitti, si osserva una forte concentrazione di poche tipologie di esercizi, in particolare rivendite di frutta e verdura, minimarket e barbieri, mentre risultano quasi assenti altre attivit&agrave; di vicinato che caratterizzano normalmente un quartiere: librerie, artigianato, prodotti per la casa, piccola ristorazione, servizi alla persona, negozi specializzati. Il risultato &egrave; un'offerta meno varia e una minore attrattivit&agrave; per residenti e visitatori.</p>
<p>La pianificazione commerciale non deve limitare la libert&agrave; d'impresa, ma orientarla verso un equilibrio che favorisca la pluralit&agrave; dell'offerta, una concorrenza sostenibile e condizioni che consentano agli esercizi di operare con regole e orari omogenei, evitando che la competizione si giochi esclusivamente sull'estensione degli orari o sulla moltiplicazione di attivit&agrave; identiche.</p>
<p>Una strategia di questo tipo ha anche un altro obiettivo: rendere il tessuto commerciale pi&ugrave; trasparente e resiliente. Un mercato ordinato, diversificato e sottoposto a regole chiare &egrave; infatti meno esposto al rischio che interessi economici estranei alla fisiologica concorrenza possano indirizzare gli investimenti, approfittando della vulnerabilit&agrave; di chi, pur di ottenere un lavoro, &egrave; disposto ad accettare condizioni che ne limitano la libert&agrave; contrattuale.</p>
<p>Molti Comuni italiani stanno riscoprendo il valore della programmazione commerciale come strumento di politica urbana. Non per sostituirsi al mercato, ma per garantire che la libert&agrave; economica produca benefici anche per la collettivit&agrave;. Corso Giolitti potrebbe diventare un laboratorio di questa visione: un luogo in cui la regolazione non soffochi l'iniziativa privata, ma favorisca un commercio pi&ugrave; equilibrato, pi&ugrave; attrattivo e pienamente inserito in un progetto di rigenerazione urbana".</p>
<p><strong>Antonio Moschella</strong><br><strong>Presidente associazione Nuovo Corso Giolitti</strong></p>]]></description><pubDate>Thu, 16 Jul 2026 15:17:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Aree idonee, Calderoni (Pd) lamenta la bocciatura dell’emendamento sul biometano]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/aree-idonee-calderoni-pd-lamenta-la-bocciatura-dellemendamento-sul-biometano_124193.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/aree-idonee-calderoni-pd-lamenta-la-bocciatura-dellemendamento-sul-biometano_124193.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124193/153766.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Riceviamo e pubblichiamo la nota di Mauro Calderoni, consigliere regionale del PD, in merito alla bocciatura dell'emendamento del biometano. Secondo il delegato "si perde un&rsquo;occasione per difendere agricoltura, suolo e territori".</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;"La maggioranza ha bocciato il mio emendamento che avrebbe introdotto un principio di buon senso: il biometano deve nascere e svilupparsi in stretta connessione con il territorio agricolo in cui viene prodotto, non trasformarsi in un&rsquo;attivit&agrave; industriale alimentata da biomasse provenienti da centinaia di chilometri di distanza". Lo dichiara Mauro Calderoni, consigliere regionale del Partito Democratico, intervenendo sul disegno di legge regionale relativo all&rsquo;individuazione delle aree idonee agli impianti da fonti rinnovabili.</p>
<p style="text-align: justify;">"La mia proposta &ndash; prosegue - prevedeva che gli impianti di biometano potessero approvvigionarsi di biomasse attraverso contratti con aziende agricole della provincia in cui sorgono o delle province confinanti, entro un raggio massimo di 70 chilometri. Una norma semplice ma concreta, che avrebbe favorito una vera filiera agricola corta e circolare, ridotto il traffico pesante e le emissioni, evitato la nascita di impianti sovradimensionati e consentito al digestato di ritornare ai terreni da cui provengono le biomasse, chiudendo correttamente il ciclo agronomico".</p>
<p style="text-align: justify;">Per Calderoni il problema della legge non riguarda soltanto l&rsquo;estensione delle aree considerate idonee: "Nel provvedimento approvato sono totalmente assenti regole chiare e vincolanti su come gli impianti debbano essere realizzati. La legge si concentra quasi esclusivamente sull&rsquo;individuazione delle aree, ma non definisce standard stringenti sulle modalit&agrave; di installazione, sulle caratteristiche tecnologiche degli impianti e sul loro inserimento nel paesaggio rurale. Senza queste garanzie, il rischio &egrave; che ci si limiti a una semplice perimetrazione cartografica, incapace di governare gli effetti concreti che gli impianti possono avere sul territorio e sul sistema agricolo".</p>
<p style="text-align: justify;">Il consigliere del Partito Democratico richiama inoltre le preoccupazioni espresse dal mondo agricolo: "Anche Coldiretti Cuneo ha evidenziato come il nuovo impianto normativo rischi di ampliare in modo non equilibrato le superfici potenzialmente utilizzabili per gli impianti, ribadendo che la priorit&agrave; deve restare la produzione di cibo e la tutela del suolo agricolo. &Egrave; una posizione che condivido. Prima di occupare nuovi terreni agricoli occorre sfruttare pienamente tetti, aree industriali dismesse, superfici gi&agrave; compromesse e zone impermeabilizzate. La transizione energetica non pu&ograve; diventare un pretesto per sottrarre terreno fertile alla produzione agricola".<br><br>Secondo Calderoni, altre Regioni hanno scelto di esercitare con maggiore determinazione le proprie prerogative per limitare l&rsquo;industrializzazione delle campagne e orientare gli investimenti verso soluzioni compatibili con le vocazioni dei territori. "In Piemonte, invece &ndash; spiega -, si &egrave; scelta una mediazione al ribasso. Manca un&rsquo;assunzione di responsabilit&agrave; politica chiara sulla difesa del suolo agricolo e sulla qualit&agrave; degli interventi. La legge evita di affrontare alcuni nodi strutturali e lascia aperti spazi che rischiano di favorire, nei fatti, processi di consumo di suolo e operazioni speculative scollegate dalle esigenze delle comunit&agrave; locali". "La transizione ecologica &ndash; conclude - &egrave; una sfida che dobbiamo affrontare con convinzione, ma sar&agrave; credibile solo se sapr&agrave; coniugare produzione energetica, tutela del paesaggio, salvaguardia del suolo e valorizzazione dell&rsquo;agricoltura. Dispiace constatare che le proposte avanzate dal Partito Democratico per rafforzare questo equilibrio siano state respinte. Continueremo a batterci affinch&eacute; le energie rinnovabili rappresentino una vera opportunit&agrave; per il Piemonte, senza compromettere il patrimonio agricolo che costituisce una delle principali ricchezze della nostra regione".</p>]]></description><pubDate>Thu, 16 Jul 2026 11:43:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Il futuro del turismo passa dai borghi: la sfida della provincia di Cuneo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-futuro-del-turismo-passa-dai-borghi-la-sfida-della-provincia-di-cuneo_124189.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-futuro-del-turismo-passa-dai-borghi-la-sfida-della-provincia-di-cuneo_124189.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124189/153616.jpg" title="Giorgio Chiesa, presidente dell'Associazione Albergatori" alt="Giorgio Chiesa, presidente dell'Associazione Albergatori" /><br /><p style="text-align: justify;">Una nuova sfida si profila all'orizzonte per la provincia di Cuneo?&nbsp; Ne &egrave; convinto Giorgio Chiesa, presidente dell'Associazione Albergatori, che prende una posizione netta sull'argomento turismo nella zona del cuneese.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Come Presidente dell&rsquo;Associazione Albergatori, guardo ai dati della recente ricerca Confturismo-Isfort con grande attenzione, ma soprattutto con una chiara convinzione: per la nostra provincia di Cuneo, i piccoli borghi non sono solo "luoghi di passaggio", ma il vero cuore pulsante di un nuovo modello turistico&rdquo;. La ricerca citata evidenzia come in Italia solo una piccola percentuale di comuni minori riesca oggi ad esprimere appieno il proprio potenziale.<br><br>&ldquo;Per noi&rdquo;, continua il Presidente Chiesa &ldquo;questo non &egrave; un limite, ma una straordinaria opportunit&agrave; di crescita.&rdquo; Conferma Danilo Rinaudo, Presidente Confcommercio Provincia di Cuneo &ldquo;Il nostro territorio possiede un&rsquo;identit&agrave; unica, fatta di cultura, stile di vita ed enogastronomia, che non pu&ograve; essere delocalizzata. Tuttavia, per trasformare questo potenziale in valore economico e occupazionale, dobbiamo fare un salto di qualit&agrave;. Il turista di oggi &egrave; tecnologico, informato e cerca l'autenticit&agrave;.&rdquo; L&rsquo;importanza della cultura come volano di crescita del turismo &egrave; all&rsquo;attenzione di Confcommercio anche a livello nazionale - la creazione di Confcultura ne &egrave; la prova &ndash; continua Rinaudo &ldquo;Dobbiamo interiorizzare una cultura dell'ospitalit&agrave; che sia professionale e diffusa. La sfida per i nostri comuni &egrave; quella di diventare "primattori", facendo proprie le conoscenze di gestione dell'accoglienza che noi operatori del settore applichiamo quotidianamente.&rdquo;<br><br>Un borgo turistico &egrave; un ecosistema che deve essere pronto ad accogliere con infrastrutture di contorno essenziali: dalla cartellonistica e segnaletica per garantire che il turista si orienti con facilit&agrave;, vivendo un'esperienza fluida dalla porta di ingresso del paese fino ai percorsi naturalistici o culturali; ai servizi accessori: i piccoli negozi di paese, le botteghe, gli artigiani, i produttori locali. Sono loro il primo punto di contatto, la vera anima che accoglie e racconta l'identit&agrave; del borgo. Senza una rete commerciale attiva e integrata nell'offerta turistica, il borgo rischia di apparire come una cartolina statica, anzich&eacute; come una destinazione viva.<br><br>Rincara Chiesa &ldquo;Condivido pienamente le preoccupazioni espresse dal Presidente di Confturismo, Manfred Pinzger, sull'accessibilit&agrave;. Senza infrastrutture e collegamenti adeguati, anche il borgo pi&ugrave; affascinante della nostra provincia rischia l'isolamento. Ma l'infrastruttura non &egrave; solo stradale: &egrave; digitale, &egrave; organizzativa, &egrave; capacit&agrave; di fare rete. Come Associazione, il nostro obiettivo &egrave; promuovere un turismo che sia "spalmato" su tutto l'anno, combattendo la stagionalit&agrave; e valorizzando le aree interne che troppo spesso sono rimaste ai margini dei grandi flussi. La nostra responsabilit&agrave; sociale &egrave; quella di rendere lo sviluppo economico dei borghi cuneesi sostenibile e innovativo.&rdquo;<br><br>Conclude Rinaudo &ldquo;Il turismo, nel nostro territorio, &egrave; l'acceleratore necessario per rigenerare i centri minori e creare nuove opportunit&agrave; per i nostri giovani. La strada &egrave; tracciata: investire in accoglienza, curare il decoro e i servizi, e soprattutto, lavorare insieme &mdash; imprese, istituzioni e comunit&agrave; &mdash; per rendere la provincia di Cuneo una destinazione che non si visita, ma che si vive.&rdquo;</p>]]></description><pubDate>Thu, 16 Jul 2026 10:35:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item></channel></rss>
