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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/attualita/cuneo-e-valli/rss2.0.xml?page=72rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie di Attualità a Cuneo aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Wed, 08 Jul 2026 10:35:24 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/]]></link></image><item><title><![CDATA[Bonus Vesta, Sacchetto: “Da Fratelli d'Italia un segnale al ceto medio”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/bonus-vesta-sacchetto-da-fratelli-d-italia-un-segnale-al-ceto-medio_123653.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/bonus-vesta-sacchetto-da-fratelli-d-italia-un-segnale-al-ceto-medio_123653.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123653/152602.jpg" title="Claudio Sacchetto" alt="Claudio Sacchetto" /><br /><p class="p1"><span class="s1">Il consigliere regionale Fratelli d&rsquo;Italia Claudio Sacchetto ha scritto una lettera sul tema del Bonus Vesta</span><span class="s2">, sottolineando come questa iniziativa vada incontro alle famiglie che si trovano in situazione di maggiore fragilit&agrave; economica e anche a tutti i genitori con redditi medio-bassi e medi che sono obbligati ad affrontare ogni giorno spese significative per la crescita dei figli senza poter accedere a molte forme di sostegno. Segue l&rsquo;intervento del consigliere</span><span class="s3">:</span></p>
<p>"Egregio Direttore,</p>
<p>tra le tante misure annunciate dalle istituzioni, poche riescono a distinguersi per concretezza, semplicit&agrave; e rapidit&agrave; di attuazione. Il nuovo Buono Vesta promosso dalla Regione Piemonte rappresenta invece un esempio positivo di politica familiare capace di rispondere a bisogni reali, con un'attenzione particolare a quella fascia di popolazione che troppo spesso rimane esclusa dagli aiuti: il ceto medio.</p>
<p>Per anni il dibattito pubblico si &egrave; concentrato giustamente sulle situazioni di maggiore fragilit&agrave; economica, ma &egrave; altrettanto vero che migliaia di famiglie con redditi medio-bassi e medi affrontano ogni giorno spese significative per la crescita dei figli senza poter accedere a molte forme di sostegno. Asili nido, scuole dell'infanzia, attivit&agrave; sportive, servizi educativi, centri estivi e baby-sitting rappresentano costi importanti che incidono sensibilmente sui bilanci familiari.</p>
<p>Il Buono Vesta interviene proprio su questo fronte, prevedendo contributi per le famiglie con figli da 0 a 6 anni e con Isee fino a 40.000 euro. Una soglia che consente di includere numerose famiglie lavoratrici che spesso non rientrano nei tradizionali strumenti di welfare.</p>
<p>L'iniziativa, fortemente sostenuta dall&rsquo;assessore regionale alle Politiche sociali e alla Famiglia, Maurizio Marrone, si caratterizza inoltre per una dotazione finanziaria significativa. Il programma dispone infatti di 34 milioni di euro sul triennio 2025-2027 attraverso il Fondo Sociale Europeo Plus, mentre la prima finestra operativa ha potuto contare su una disponibilit&agrave; iniziale di 10 milioni di euro.</p>
<p>Particolarmente apprezzabile &egrave; anche la struttura del contributo, che prevede importi differenziati in base alla situazione economica delle famiglie: fino a 1.200 euro per i nuclei con Isee pi&ugrave; basso, 1.000 euro per una vasta fascia intermedia e 800 euro per chi possiede un Isee compreso tra 35.000 e 40.000 euro. Una scelta che dimostra la volont&agrave; di sostenere l'intero percorso educativo dei bambini senza limitarsi alle sole condizioni di povert&agrave; estrema.</p>
<p>Ma l'aspetto forse pi&ugrave; innovativo del Buono Vesta &egrave; la sua operativit&agrave;. Troppo spesso cittadini e famiglie si trovano di fronte a procedure complesse, graduatorie interminabili e tempi incompatibili con le esigenze quotidiane. In questo caso la Regione ha scelto una piattaforma dedicata, una procedura digitale semplificata e criteri chiari, consentendo alle famiglie di conoscere rapidamente la propria posizione e di ottenere il rimborso delle spese sostenute attraverso un sistema trasparente e facilmente verificabile.</p>
<p>In una fase storica caratterizzata dal calo delle nascite e dall'aumento del costo della vita, investire sulle famiglie e sull'infanzia significa investire sul futuro del Piemonte.</p>
<p>Per questo il Buono Vesta merita di essere considerato non come un semplice bonus, ma come un segnale concreto di attenzione verso chi ogni giorno sostiene il peso educativo ed economico della crescita dei figli. Un'iniziativa che dimostra come la buona politica per la famiglia, introdotta da Fratelli d&rsquo;Italia, possa tradursi in strumenti semplici, rapidi e vicini alle esigenze reali dei cittadini".</p>
<p><strong>Claudio Sacchetto</strong><br><strong>Consigliere regionale Fratelli d&rsquo;Italia</strong></p>]]></description><pubDate>Wed, 08 Jul 2026 07:29:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Ciak, si gira. Da Call me Levi al Grande Giaffa, Cuneo è sempre più casa del cinema]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ciak-si-gira-da-call-me-levi-al-grande-giaffa-cuneo-e-sempre-piu-casa-del-cinema_123668.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ciak-si-gira-da-call-me-levi-al-grande-giaffa-cuneo-e-sempre-piu-casa-del-cinema_123668.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123668/152619.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Piemonte capitale del cinema? Potr&agrave; far sorridere, ma c&rsquo;&egrave; stato un tempo in cui Torino era la citt&agrave; con pi&ugrave; studi di posa al mondo: una Hollywood prima di Hollywood, le cui pionieristiche imprese sono ancora ricordate dagli storici della settima arte.</p>
<p>&Egrave; passato un secolo e la nostra regione, comunque, si &egrave; guadagnata la seconda piazza in Italia per numero di produzioni, giornate di ripresa e personale formato. Merito, soprattutto, del lavoro che dal 2017 porta avanti la Film Commission Torino Piemonte con il sostegno della Regione e dei 174 comuni aderenti al protocollo: nella Granda sono gi&agrave; trentotto, pi&ugrave; la Provincia, che &egrave; stata la prima tra quelle piemontesi a sottoscrivere l&rsquo;intesa.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123668/small_152622.jpg" alt="La Film Commission a Cuneo" loading="lazy"></p>
<h2>Se la New York dell&rsquo;Ottocento rivive a Ormea</h2>
<p>&ldquo;Di sicuro si pu&ograve; fare di pi&ugrave;&rdquo; sprona l&rsquo;assessore regionale alla Cultura <strong>Marina Chiarelli</strong>, presente questa mattina, insieme all&rsquo;assessore comunale <strong>Cristina Clerico</strong>, alla prima tappa del &ldquo;tour&rdquo; che la Film Commission sta iniziando. Perch&eacute; se &egrave; vero che la metropoli continua a fare la parte del leone, c&rsquo;&egrave; tutto un mondo di produzioni, anche straniere, che adesso guardano alla provincia profonda. Un caso clamoroso &egrave; quello di Call me Levi, serie tv tedesca che racconta la storia dell&rsquo;inventore dei blue jeans, <strong>Levi Strauss</strong>. L&rsquo;hanno girata in un mese all&rsquo;ex cartiera di Ormea, una location che ha impressionato gli scenografi.</p>
<p>&ldquo;Siamo molto bravi a mettere in scena altri luoghi&rdquo; spiega il direttore della Film Commission <strong>Paolo Manera</strong>: &ldquo;In Piemonte si viene ormai abitualmente per girare Parigi, la Londra dell&rsquo;Ottocento, San Pietroburgo, Sarajevo&rdquo;. Nel caso di Call me Levi, ci si &egrave; addirittura inventati una piccola California e una New York del XIX secolo in valle Tanaro, con risultati apprezzati da tutti.</p>
<p>Certo, anche a Cuneo c&rsquo;&egrave; chi si ricorda epopee di celluloide. Come quando i portici di piazza Galimberti e la tettoia di piazza Virginio fecero da set a I compagni di <strong>Mario Monicelli</strong>, con un <strong>Marcello Mastroianni</strong> indimenticabile nei panni dell&rsquo;agitatore socialista d&rsquo;inizio secolo. Ma erano exploit isolati, e una volta spenti i riflettori la fabbrica dei sogni salutava e se ne andava: &ldquo;Per tanti decenni - osserva Manera - il cinema &egrave; stato qualcosa di effimero in Piemonte. Negli ultimi 25 anni, per i film e tutto l&rsquo;audiovisivo, non &egrave; pi&ugrave; cos&igrave;&rdquo;. Lo testimoniano tanti successi, a volte travolgenti, come quelli delle serie Cuori e Lidia Poet. <strong>Paolo Sorrentino</strong> era venuto sulle sponde del Po a girare una parte de Il Divo, ci &egrave; ritornato ora per La Grazia. <strong>Antonio Albanese</strong> ha ambientato Lavoreremo da grandi sul lago d&rsquo;Orta, una location che piace sempre di pi&ugrave; e che si &egrave; rivista sugli schermi con la serie Una finestra sul lago, tratta dai romanzi di <strong>Andrea Vitali</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123668/small_152623.jpg" alt="La Film Commission a Cuneo" loading="lazy"></p>
<h2>Cuneo piace ai registi: &ldquo;Ma c&rsquo;&egrave; ancora molto da fare&rdquo;</h2>
<p>Anche la Granda ha un appeal crescente per registi e scenografi. Tant&rsquo;&egrave; che solo nell&rsquo;ultimo anno a Cuneo e dintorni sono stati girati per intero due film: Il Grande Giaffa di <strong>Marco Santi</strong>, con <strong>Edoardo Pesce</strong>, e 7 anniversari di <strong>Sabrina Iannucci</strong> con <strong>Benedetta Porcaroli</strong>. Film che a fronte di uno stanziamento di 700mila euro hanno visto un impatto economico complessivo stimato in oltre 2 milioni di euro.</p>
<p>Il cinema rende insomma, non solo in termini di incassi e di &ldquo;turismo del set&rdquo;, ma anche in quanto a lavoro e formazione. Trentacinque dei 43 componenti della troupe del Grande Giaffa, per esempio, erano piemontesi: &ldquo;Sembrano numeri piccoli, - commenta l&rsquo;assessore Chiarelli - ma sono persone del territorio che lavorano su un progetto. E accanto al lavoro c&rsquo;&egrave; la formazione delle maestranze&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;In citt&agrave; abbiamo avuto varie produzioni e la loro presenza non &egrave; mai diventata oggetto di polemica, perch&eacute; il valore &egrave; stato apprezzato&rdquo; conferma l&rsquo;assessore comunale Clerico, che richiama il lavoro fatto dalla Camera di Commercio nell&rsquo;analizzare i numeri in paragone con i territori comparabili, ad esempio Pordenone e Trento: &ldquo;&Egrave; un&rsquo;analisi che ci interessa molto, perch&eacute; la nostra provincia ha ancora tantissimo da fare in questo campo&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123668/small_152624.jpg" alt="La Film Commission a Cuneo" loading="lazy"></p>
<h2>Appello a enti e privati: &ldquo;Proponete le vostre location&rdquo;</h2>
<p>Il lavoro da fare passa soprattutto per il database della Film Commission, un archivio virtuale che gi&agrave; oggi cataloga pi&ugrave; di 1400 location pubbliche e private, ognuna col suo corredo di immagini e informazioni. &ldquo;Ci siamo occupati di tanti titoli, tante storie e tante persone&rdquo; dice orgoglioso Manera: il segreto? &ldquo;Non aspettare pi&ugrave; che arrivi un film o una serie per capire cosa vogliono i produttori, ma diventare pi&ugrave; propositivi. Siamo noi a dire andate a vedere questa villa, questo castello o questa collina&rdquo;.</p>
<p>Perch&eacute; le location piemontesi hanno dalla loro anche il pregio della variet&agrave;: &ldquo;Abbiamo tutto tranne il mare. Per Pirati dei Caraibi non ce la facciamo ancora, ma tutto il resto s&igrave;&rdquo; scherza il responsabile della rete regionale <strong>Davide Bracco</strong>. Ora, spiega, &ldquo;vorremo fossero anche i comuni a presentare progetti e ipotesi di collaborazione&rdquo;. E non solo loro: il sistema della location guide contempla la possibilit&agrave;, per i privati, di proporsi e caricare foto. Poi c&rsquo;&egrave; la production guide, dedicata alle societ&agrave; di audiovisione e agli addetti ai lavori: ne fanno gi&agrave; parte 91 societ&agrave; di produzione, 53 strutture di servizi, 494 professionisti e 341 attori.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123668/small_152625.jpg" alt="La Film Commission a Cuneo" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 18:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[“Il Consiglio regionale non guarda in faccia il caporalato che ‘avvelena’ il patrimonio vitivinicolo”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/il-consiglio-regionale-non-guarda-in-faccia-il-caporalato-che-avvelena-il-patrimonio-vitivinicolo_123650.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/il-consiglio-regionale-non-guarda-in-faccia-il-caporalato-che-avvelena-il-patrimonio-vitivinicolo_123650.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123650/152597.jpg" title="Fabrizio Biolè" alt="Fabrizio Biolè" /><br /><p>Fabrizio Biol&egrave;, ex consigliere regionale e sindaco di Gaiola &egrave; intervenuto per esprimere la propria opinione riguardante l&rsquo;informativa della Giunta sulla crisi del settore vitivinicolo che si terr&agrave; domani, mercoled&igrave; 8 luglio, in Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale. Di seguito la sua lettera:</p>
<p>&ldquo;Buon giorno direttore, con la speranza di provare a suscitare una costruttiva discussione coi Consiglieri Regionali piemontesi membri della Commissione Agricoltura, i Presidenti di Consorzi, i produttori, gli enologi e tutti gli attori del settore vitivinicolo piemontese, vorrei partire da un fatto concreto: mercoled&igrave; prossimo 8 luglio si terr&agrave; in Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale l&rsquo;informativa della Giunta sulla crisi del settore vitivinicolo. Bene! &egrave; un passo importante, come giustamente richiesto da diversi consiglieri. Le tematiche? I magazzini pieni, mercato saturo, dazi, export in affanno nonostante i numeri da primato del nostro vino. Serve un confronto serio, Stati Generali, un piano vero. Giusto. Urgentissimo.</p>
<p>Ma, con tutto il rispetto e un pizzico di provocazione - amara quanto certi Nebbiolo lasciati troppo a lungo sulle vinacce -, una discussione sul mondo vitivinicolo che si fermasse qui sarebbe monca, forse ipocrita e, francamente, un pochino comoda, a parer mio.</p>
<p>Solo negli ultimi giorni, da amici, conoscenti e contatti sui social ho ricevuto segnalazioni fotografiche, scritte e narrazioni moderatamente ansiose: abitazioni con porte e finestre sbarrate nonostante il caldo torrido di questo luglio, per difendersi da afrori e odori &ldquo;chimici&rdquo; tutt&rsquo;altro che rassicuranti, derivanti da irrorazioni dense e abbondanti sui vigneti (per non parlare dei noccioleti circostanti). Persone che vivono letteralmente barricate in casa mentre i trattori spruzzano senza tregua (e senza adeguato controllo?). Questo &egrave; il contesto reale in cui si chiede di discutere solo di &ldquo;crisi di mercato&rdquo;.</p>
<p>Parlare solo di giacenze e strategie commerciali, ignorando ci&ograve; che davvero avvelena (letteralmente) il nostro comparto, &egrave; un po' come esaltare la straordinaria bellezza delle Langhe senza mai nominare i grappoli raccolti spesso da mani invisibili e irrorati da (troppi?) veleni.</p>
<p>Perfetto per le brochure turistiche, perplimente per la realt&agrave;.</p>
<p>Nell'ordine, come detto poc'anzi: per primo l'aspetto tragico e incombente dell&rsquo;uso pesante e potenzialmente pericoloso dei pesticidi. Mentre si brinda all&rsquo;eccellenza piemontese, l&rsquo;agricoltura intensiva continua a riversare grandi quantit&agrave; di fitofarmaci su suoli, acque e aria. L&rsquo;Italia &egrave; quartultima in Europa per utilizzo di pesticidi, con situazioni che raggiungono decine di metri dai vigneti, contaminando ci&ograve; che li circonda. Il WWF lo denuncia chiaramente: si tace sull&rsquo;inquinamento, si archiviano gli obiettivi europei di riduzione del 50%, si proteggono le multinazionali dell&rsquo;agro-chimica invece di accelerare sul biologico e sull&rsquo;agroecologia, che pure in Italia continua a crescere. Le testimonianze di questi giorni sembrano confermarlo concretamente sul campo.</p>
<p>Secondo aspetto, se possibile ancora pi&ugrave; scomodo: lavoro nero e caporalato. Il dossier &ldquo;Grappoli amari&rdquo;, redatto pochi mesi fa a cura di Altreconomia &egrave; inequivocabile: solo nelle Langhe, nel biennio 2023-2024, il &ldquo;tesoretto&rdquo; sommerso del lavoro irregolare varrebbe tra i 26 e i 39 milioni di euro. Un sistema di sfruttamento che abbassa i costi e mantiene alti i profitti di un settore che si racconta come fiore all&rsquo;occhiello, ma che purtroppo poggia anche su braccianti in condizioni spesso indegne.</p>
<p>Insomma: giustamente ci si commuove per la tradizione contadina, per le &ldquo;mani callose che custodiscono il patrimonio Unesco&rdquo;, ma a volte si preferisce non guardare in faccia il caporalato che "avvelena" proprio quel patrimonio umano.</p>
<p>Consiglieri membri della Commissione, se l&rsquo;appuntamento di mercoled&igrave; 8 luglio vuole essere davvero utile e &ldquo;aperto&rdquo;, secondo me non dovrebbe prescindere da questi due temi; altrimenti rester&agrave; un puro esercizio di stile: calici alzati, foto di rito e poche risposte concreta alle emergenze etiche, ambientali e sociali che pesano sul futuro del vino piemontese.</p>
<p>Siccome per evidenti affinit&agrave; politiche le posizioni della "nostra" Giulia Marro le conosco come in linea con quanto da me asserito, mi piacerebbe avere invece opinioni, pareri e idee dei rappresentanti territoriali cuneesi Federica Barbero, Mauro Calderoni, Claudio Sacchetto e Daniele Sobrero.</p>
<p>Il Piemonte e il suo vino meritano molto di pi&ugrave;. I lavoratori, i residenti, i territori, i consumatori e le generazioni future meritano verit&agrave;&rdquo;.</p>
<p><strong>Fabrizio Biol&eacute;</strong><br><strong>Membro del coordinamento di Cuneo Possibile</strong></p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 16:48:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Il Piemonte al terzo posto nella classifica nazionale degli incrementi degli arrivi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-piemonte-al-terzo-posto-nella-classifica-nazionale-degli-incrementi-degli-arrivi_123571.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-piemonte-al-terzo-posto-nella-classifica-nazionale-degli-incrementi-degli-arrivi_123571.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123571/152465.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Piemonte si conferma tra le destinazioni turistiche pi&ugrave; dinamiche d'Italia. Nel primo semestre del 2026 la regione ha registrato un incremento degli arrivi del 9,22% rispetto allo stesso periodo del 2025, un risultato che la colloca al terzo posto a livello nazionale, alle spalle di Calabria e Umbria e davanti a numerose destinazioni turistiche storicamente consolidate. Un dato che contribuisce anche alla crescita complessiva del turismo italiano, che nello stesso periodo segna un +4,5%.</p>
<p>Le statistiche, diffuse dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, provengono dalla banca dati Alloggiati Web del Ministero dell'Interno, il portale della Polizia di Stato attraverso il quale i gestori delle strutture ricettive, alberghiere ed extra-alberghiere, sono tenuti a comunicare alle questure competenti le generalit&agrave; degli ospiti entro 24 ore dal loro arrivo.</p>
<p>Commenta l&rsquo;assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni: &ldquo;Sorridiamo alla crescita del turismo nazionale, con un +4,8%, e in questo brillano i dati di un Piemonte che traina e fa la differenza come terza regione d&rsquo;Italia con un importantissimo +9,22%: testimone che il sistema di azioni che abbiamo avviato - di promozione internazionale, di brandizzazione, di intersezione di sistema fra l&rsquo;agroalimentare, i nostri grandi vini e l&rsquo;offerta turistica &ndash; sta funzionando, e quindi fa scuola rispetto alle altre regioni italiane. Sono dati che rafforzano la convinzione che dobbiamo andare proprio in questa direzione e verso la differenziazione dei mercati. Abbiamo lanciato una campagna di comunicazione per l&rsquo;estate che sta circolando in questi giorni sulle reti tv nazionali Rai e Mediaset, calibrata su un target a misura di spostamento su gomma e rotaia proprio per incrementare i flussi in arrivo dal medio e corto raggio: da quelle aree, cio&egrave;, che territorialmente sono pi&ugrave; vicine e sono meno influenzate da situazioni geopolitiche e crisi internazionali&rdquo;.</p>
<p>Ma il Piemonte presenta una sorprendente crescita a due cifre anche per la componente internazionale di turisti, che registra un notevole +10,38% a fronte di una crescita media nazionale del 6,45% sul primo semestre 2025. La conferma che bisogna guardare con fiducia anche a mercati nuovi e in cambiamento. Bongioanni: &ldquo;Accanto ai mercati di medio e corto raggio, stiamo preparando la ripartenza a pi&ugrave; lungo termine anche sulle rotte globali, con azioni promozionali imponenti come quella con cui, pochi giorni fa, a New York abbiamo presentato a &ldquo;Summer Fancy Food&rdquo; l&rsquo;agroalimentare e il vino piemontese, che si confermano fra i pi&ugrave; straordinari traini turistici del nostro territorio&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 16:17:31 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[“I servizi per le dipendenze devono restare ad accesso diretto”: l'appello di Giulia Marro]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/i-servizi-per-le-dipendenze-devono-restare-ad-accesso-diretto-l-appello-di-giulia-marro_123630.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/i-servizi-per-le-dipendenze-devono-restare-ad-accesso-diretto-l-appello-di-giulia-marro_123630.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123630/152566.jpg" title="" alt="" /><br /><p class="p1"><span class="s1">La consigliera regionale di Avs Giulia Marro denuncia le criticit&agrave; derivanti dall'applicazione della ricetta dematerializzata nei SerD, che obbliga a registrare digitalmente e nominativamente la prestazione sanitaria prima di poterla erogare, rischiando cos&igrave; - secondo lei - di creare un passaggio burocratico che nei SerD pu&ograve; ostacolare l&rsquo;accesso diretto, riservato e anche anonimo alle cure.</span> <span class="s3">&ldquo;Il mio question time sulle criticit&agrave; che stanno colpendo i Servizi per le Dipendenze (SerD) piemontesi non &egrave; stato ammesso perch&eacute; giudicato non urgente - interviene la consigliera -. Una decisione che lascia perplessi, mentre servizi fondamentali per la cura delle dipendenze stanno segnalando problemi concreti e, in alcuni casi, hanno gi&agrave; procedure bloccate&rdquo;.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">&ldquo;Il SerD deve restare un servizio ad accesso diretto: una persona che ha un problema di dipendenza deve potersi rivolgere al servizio senza dover prima passare dal medico di base, o senza ostacoli burocratici e con la garanzia della massima riservatezza, perch&eacute; proprio la possibilit&agrave; di essere accolta in modo rapido, protetto e anche anonimo, quando previsto, &egrave; ci&ograve; che permette a molte persone di chiedere aiuto senza paura di essere esposte o stigmatizzate &mdash; prosegue Giulia Marro &mdash;. Le conseguenze sono gi&agrave; evidenti. Alcune Asl stanno riscontrando difficolt&agrave;, e in alcuni casi l'impossibilit&agrave;, di accedere ai laboratori per effettuare esami ematochimici e test tossicologici perch&eacute; viene richiesta la ricetta dematerializzata. Un problema che rischia di ripercuotersi direttamente sulla continuit&agrave; dei percorsi di cura&rdquo;.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Marro ricorda inoltre che la Giunta era gi&agrave; stata investita di una criticit&agrave; molto simile. &ldquo;Solo pochi mesi fa la collega Alice Ravinale aveva presentato un question time sulle Neuropsichiatrie infantili, dove si stavano verificando problemi analoghi. In quella sede l'assessore Riboldi aveva risposto che non era previsto l'obbligo della ricetta dematerializzata e aveva annunciato un approfondimento tecnico con le aziende sanitarie. A quell'impegno, per&ograve;, non &egrave; mai stato dato seguito. Oggi ci ritroviamo con criticit&agrave; analoghe che coinvolgono anche i SerD, segno che il problema non &egrave; stato affrontato&rdquo;.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">&ldquo;Fa impressione che la Regione trovi sempre il tempo per parlare di droga quando si tratta di repressione, sicurezza o inasprimento delle pene, ma consideri non urgente discutere dei servizi che ogni giorno curano le persone con dipendenza. La lotta alle dipendenze non si fa con gli slogan: si fa mettendo nelle condizioni di lavorare chi, ogni giorno, accoglie e prende in carico le persone pi&ugrave; fragili&rdquo;.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">&ldquo;Per questo ho trasformato il question time in un'interrogazione urgente. Lo faccio, per&ograve;, ben sapendo che troppo spesso le interrogazioni ricevono risposta ben oltre i tempi previsti dal regolamento, svuotando di efficacia uno degli strumenti di controllo a disposizione delle opposizioni. Mi auguro che questa volta non accada come per l'interrogazione della collega Ravinale: una risposta formale seguita da nessun intervento concreto. Perch&eacute; quando i servizi continuano a segnalare gli stessi problemi, significa che le promesse non bastano pi&ugrave; &mdash; termina la consigliera di Avs &mdash;. Continueremo a insistere perch&eacute; i SerD rappresentano un presidio essenziale della sanit&agrave; pubblica. Se tre servizi che segnalano le stesse criticit&agrave; non rappresentano un'urgenza per la Regione Piemonte, &egrave; legittimo chiedersi quale sia oggi il concetto di urgenza&rdquo;.</span></p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 14:14:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[In arrivo un nuovo trimestre all’insegna della stabilità per le imprese piemontesi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-arrivo-un-nuovo-trimestre-allinsegna-della-stabilita-per-le-imprese-piemontesi_123624.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-arrivo-un-nuovo-trimestre-allinsegna-della-stabilita-per-le-imprese-piemontesi_123624.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123624/152555.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Le imprese piemontesi si preparano ad affrontare il terzo trimestre dell'anno all'insegna della stabilit&agrave;, senza significative variazioni attese sul fronte di occupazione, produzione e ordini. &Egrave; quanto emerge dall'indagine congiunturale di Confindustria Piemonte, realizzata nel mese di giugno su un campione di circa 1.200 imprese.</p>
<p>Il saldo tra le aziende che prevedono una crescita e quelle che si attendono una flessione si attesta al +6,2% per l'occupazione, al +2,3% per la produzione e al +1,6% per gli ordini complessivi. Restano invece in territorio negativo le aspettative relative all'export (-3,8%) e alla redditivit&agrave; (-8,6%).</p>
<p>Sul fronte degli investimenti, la propensione delle imprese rimane sostanzialmente stabile: il 73,6% delle aziende dichiara di avere in programma nuovi investimenti, in lieve calo di un punto percentuale rispetto alla precedente rilevazione. Cresce invece la quota di imprese che prevede l'acquisto di nuovi impianti, salita al 25,1%, con un incremento di 1,2 punti percentuali rispetto a marzo.</p>
<p>Il tasso di utilizzo di impianti e risorse resta stabile al 77%, si assesta il ricorso alla CIG, attivata dal 7,9% dei partecipanti all&rsquo;indagine, percentuale che cresce nel manifatturiero, dove raggiunge il 10,6% risultando per&ograve; in calo di 1,2 punti percentuali rispetto alla rilevazione sul secondo trimestre. Torna ampia la forbice tra aziende di grandi dimensioni (con oltre 50 dipendenti) che esprimono attese sulla produzione pi&ugrave; favorevoli (saldo +10,3%), rispetto a quelle pi&ugrave; piccole, che si rivelano pi&ugrave; caute (saldo pari a -1,3%). In merito all&rsquo;aumento dei prezzi, i timori restano molto alti, nonostante il calo del costo del petrolio in queste settimane con l&rsquo;attenuarsi della crisi iraniana: nel saldo ottimisti e pessimisti il dato vede questi ultimi prevalere con un +56,5% in merito alle materie prime, nel 57%,3% delle risposte sul tema energia e nel 63,9% in merito alla logistica e ai trasporti.</p>
<p>&ldquo;La prudenza dei nostri imprenditori nelle risposte di questa indagine mi pare logica conseguenza di settimane che a livello geopolitico hanno visto susseguirsi in rapida successione scenari di ogni tipo. La tempesta per&ograve; &egrave; tutt&rsquo;altro che passata. Il calo del prezzo del petrolio se da una parte aiuta famiglie e imprese, di certo non compensa gli aumenti che solo ora stanno arrivando lungo le filiere produttive e che si sono generati da inizio anno. Ciononostante, la volont&agrave; di investire delle aziende piemontesi non si &egrave; mai fermata, l&rsquo;auspicio deve quindi essere che ora ripartano anche gli ordini a lungo termine cos&igrave; come i pagamenti e il credito. Sono tutti fattori che se non gestiti per tempo, rischiano di penalizzare sia la capacit&agrave; di esportare nei mercati pi&ugrave; promettenti, sia gli investimenti&rdquo; commenta Andrea Amalberto, presidente di Confindustria Piemonte.</p>
<p>Passando all&rsquo;analisi settoriale, il manifatturiero, che rappresenta circa due terzi del campione delle imprese che hanno risposto all&rsquo;indagine, registra saldi sulla produzione in leggero calo rispetto alla scorsa rilevazione per produzione (-1,5%) sia nuovi ordini (-1,5%), sale l&rsquo;occupazione (+3,7%). Ancora segno meno per redditivit&agrave; (-12,3%) ed export (-3,0%). A soffrire &egrave; soprattutto il comparto metalmeccanico (per la produzione il saldo fra ottimisti/pessimisti, negativo da 12 trimestri, &egrave; pari a -2,6%), soprattutto automotive e metallurgia. Registrano un segno meno anche tessile-abbigliamento (-9,4%) e edilizia (-4%). Stabili le manifatture varie (gioielli, giocattoli, ecc.), chimico e legno. Sono, invece pi&ugrave; ottimistici gli scenari per impiantisti (+17,9%), gomma-plastica (+6,1%), alimentare (+5,6%) e cartario grafico (+3,8%).</p>
<p>Il comparto dei servizi registra una ripresa pi&ugrave; marcata del clima di fiducia, verosimilmente grazie al ritrovato ottimismo estivo nel settore del trasporto merci e persone e in quello del commercio e turismo, che sui livelli produttivi registrano rispettivamente saldi del +16,7% (era -15,6% nella rilevazione sul secondo trimestre) e dell&rsquo;1,6% (era -18,6%). Stabilmente positive le attese per ICT (+13,1%), servizi alle imprese (+12,8%).</p>
<h2>Focus Medio Oriente</h2>
<p>Questa edizione dell&rsquo;Indagine Congiunturale contiene anche un focus tematico sul conflitto in Medio Oriente, con lo scopo di mappare il sentiment delle imprese associate e valutare l&rsquo;impatto dell&rsquo;incertezza sull&rsquo;economia piemontese. La rilevazione restituisce un quadro di preoccupazione contenuta ma diffusa. Riguardo all'impatto del conflitto sull'attivit&agrave; aziendale, le imprese si dividono equamente tra chi lo giudica significativo e di lunga durata (38%) e chi lo ritiene solo moderato (38%), mentre &egrave; residuale la quota di chi non ne avverte effetti. &Egrave; il caro-energia a pesare di pi&ugrave;: quasi due imprese su tre (63%) considerano rilevante o molto rilevante l'impatto dei costi energetici sul proprio margine operativo, con punte nei settori pi&ugrave; energivori come l'alimentare, la metallurgia e l'automotive. Di fronte a queste pressioni, la risposta prevalente &egrave; la diversificazione dei fornitori, seguita dalla rinegoziazione dei contratti con i clienti: le imprese cercano soprattutto di irrobustire la catena di approvvigionamento pi&ugrave; che di intervenire sulle scorte. Nonostante tutto, lo sguardo sul futuro resta improntato a un cauto ottimismo: oltre la met&agrave; delle aziende (51%) attende un miglioramento dei principali fattori di rischio nei prossimi mesi, bench&eacute; resti significativa (27%) la quota di chi segnala forte incertezza. Sul piano territoriale il quadro &egrave; abbastanza omogeneo, con alcune sfumature. La percezione del conflitto come minaccia duratura &egrave; pi&ugrave; marcata nell'Alessandrino e nell'Astigiano, mentre l'ottimismo sul futuro tocca i valori pi&ugrave; alti ad Asti e nel Biellese e i pi&ugrave; bassi nel Novarese, dove si concentra anche la maggiore incertezza. Torino e Cuneo, che insieme rappresentano circa la met&agrave; del campione, si collocano in linea con la media regionale.</p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 12:16:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Sacchetto (FdI): "Nella Granda serve un corso universitario per Tecnici della prevenzione"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sacchetto-fdi-nella-granda-serve-un-corso-universitario-per-tecnici-della-prevenzione_123605.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sacchetto-fdi-nella-granda-serve-un-corso-universitario-per-tecnici-della-prevenzione_123605.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123605/152526.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Il consigliere regionale del Piemonte Claudio Sacchetto (Fratelli d'Italia) ha depositato un Ordine del Giorno, collegato all&rsquo;assestamento di bilancio che sar&agrave; approvato nel corso delle prossime settimane, che impegna la Giunta regionale, concorde sull&rsquo;obiettivo da raggiungere, a proseguire il percorso finalizzato all'attivazione del Corso di Laurea in Tecniche della Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro (classe SNT/4) in Provincia di Cuneo, preferibilmente presso il polo universitario di Savigliano.</p>
<p style="text-align: justify;">"Si tratta di una figura professionale sempre pi&ugrave; richiesta sia dal sistema sanitario sia dal mondo delle imprese. I Tecnici della Prevenzione svolgono un ruolo fondamentale nelle attivit&agrave; di controllo, vigilanza e prevenzione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, igiene degli alimenti, tutela dell'ambiente, sanit&agrave; pubblica e sicurezza delle produzioni agroalimentari", dichiara Sacchetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il corso, attualmente presente in Piemonte presso il polo universitario di Collegno, presso la Asl TO3, abilita all'esercizio della professione sanitaria di Tecnico della Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro. Si tratta di professionisti che operano all'interno dei Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie Locali, nei Servizi di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro (SPRESAL), nei servizi veterinari e di igiene degli alimenti, oltre che nelle aziende private, nelle industrie e nelle societ&agrave; di consulenza specializzate.</p>
<p style="text-align: justify;">"Negli ultimi mesi, attraverso il confronto con ASL CN1, ASL CN2, Confindustria Cuneo, Camera di Commercio, amministrazioni locali, fra cui i Comuni che ospitano le attuali sedi, e Universit&agrave; di Torino, &egrave; emersa con chiarezza la necessit&agrave; di incrementare il numero di professionisti formati sul territorio. Le aziende sanitarie registrano infatti un crescente fabbisogno di personale qualificato per garantire le attivit&agrave; di prevenzione e controllo, mentre il sistema produttivo richiede competenze sempre pi&ugrave; specialistiche in materia di sicurezza sul lavoro, qualit&agrave;, sostenibilit&agrave; e conformit&agrave; normativa", continua Sacchetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Particolarmente rilevante risulta il legame con il comparto agroalimentare, la provincia di Cuneo &egrave; uno dei principali distretti agroalimentari italiani, le filiere produttive necessitano di figure altamente specializzate che possano operare nei controlli igienico-sanitari, nella sicurezza alimentare e nella prevenzione dei rischi nei processi produttivi, avere un percorso universitario sul territorio significa offrire nuove opportunit&agrave; ai giovani e rispondere concretamente alle esigenze delle imprese e delle pubbliche amministrazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">L'Ordine del Giorno chiede alla Regione di proseguire nel percorso gi&agrave; avviato con l'Assessorato alla Sanit&agrave;, di sollecitare l'Universit&agrave; di Torino affinch&eacute; possa attivare il corso entro l'anno accademico 2027-2028 e di coordinare eventuali forme di cofinanziamento pubblico e privato.</p>
<p style="text-align: justify;">"Il Patto locale per l'Universit&agrave; diffusa ha dimostrato che il territorio cuneese &egrave; in grado di fare sistema. L'attivazione di questo corso rappresenterebbe un ulteriore tassello per rafforzare l'offerta universitaria della Granda e rispondere a un fabbisogno professionale reale e crescente. Per questo ritengo importante che tutte le Istituzioni coinvolte continuino a lavorare insieme per raggiungere questo obiettivo", conclude Sacchetto.</p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 10:08:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Cirio guadagna consensi, Graglia: "Risultato non inaspettato"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/cirio-guadagna-consensi-graglia-risultato-non-inaspettato_123593.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/cirio-guadagna-consensi-graglia-risultato-non-inaspettato_123593.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123593/152510.jpg" title="" alt="" /><br /><p class="Corpo" style="text-align: justify;">Alberto Cirio piace sempre di pi&ugrave; ai piemontesi, almeno secondo i sondaggisti. Il consenso da parte dei cittadini per il governatore piemontese continua a crescere, fino ad un gradimento che arriva al 60 per cento con un secondo posto nazionale per crescita dal giorno delle elezioni (+3,9%). A certificarlo &egrave; il test di popolarit&agrave; del Governance Poll, reso noto dal Sole 24 ore.</p>
<p class="Corpo" style="text-align: justify;">&ldquo;Un risultato importante ma non del tutto inaspettato - sottolinea il vicepresidente del Consiglio della Regione Piemonte Franco Graglia -, perch&eacute; l&rsquo;impegno costante e concreto sul territorio, l&rsquo;essere sempre a disposizione dei cittadini e la volont&agrave; costante di essere utile ad una regione che amiamo, non pu&ograve; che dare ottimi risultati. Come dico sempre - prosegue Graglia - abbiamo la fortuna di avere come presidente un vero fuoriclasse, basta vedere i risultati che ha ottenuto in questi anni il Piemonte in termini economici, turistici, di visibilit&agrave; nazionale ed internazionale. I piemontesi apprezzano sempre di pi&ugrave; il governatore Alberto Cirio, il suo pragmatismo ed il suo buon senso, rappresentante di un partito, come &egrave; Forza Italia, che mette al primo posto il bene ed il benessere del territorio e dei cittadini. Bravo presidente, bravo Alberto, noi saremo sempre al tuo fianco, per un Piemonte ancora migliore&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 09:21:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Allarme abbattimenti notturni dopo gli spari di Roburent: la preoccupazione di ATC e Comprensori Alpini]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/allarme-abbattimenti-notturni-dopo-gli-spari-di-roburent-la-preoccupazione-di-atc-e-comprensori-alpini_123578.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/allarme-abbattimenti-notturni-dopo-gli-spari-di-roburent-la-preoccupazione-di-atc-e-comprensori-alpini_123578.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123578/152479.jpg" title="Spari vicino alle case" alt="Spari vicino alle case" /><br /><p>Le tensioni legate alla gestione della fauna selvatica e al contenimento del cinghiale sul territorio cuneese registrano una nuova e decisa presa di posizione. Sulla scia dei recenti e preoccupanti fatti di Roburent, i presidenti degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) e dei Comprensori Alpini (CA) hanno voluto esprimere pubblicamente la propria apprensione per le criticit&agrave; emerse a seguito delle attuali modalit&agrave; di eradicazione della Peste Suina Africana. Quello che doveva essere un intervento tecnico mirato rischia infatti di trasformarsi in un problema di ordine pubblico e gestionale a causa di dinamiche fuori controllo.</p>
<p>La normativa vigente, finalizzata al depopolamento della specie Sus Scrofa, consente oggi a figure specifiche come tutor, selecontrollori, bioregolatori e coadiutori di muoversi liberamente sul territorio, anche in orario notturno, armati e con confini d'azione vastissimi. Secondo i vertici di ATC e CA, questa parziale autogestione, unita a controlli definiti praticamente inesistenti, sta innescando pesanti effetti collaterali legati alla natura umana.</p>
<p>Viene infatti denunciato come alcuni di questi soggetti si sentano liberi di abbattere specie diverse da quella autorizzata, colpendo indiscriminatamente caprioli, cervi, camosci, daini e lepri, compromettendo cos&igrave; il lavoro dei cacciatori tradizionali. Questi ultimi, formati e regolarmente tassati, si trovano penalizzati di fronte a una sorta di corsia preferenziale notturna e gratuita che mina la credibilit&agrave; dell'intero sistema.</p>
<p>Di fronte a tale scenario, il mondo dei cacciatori onesti ha formulato cinque precise richieste per ristabilire l'ordine e la legalit&agrave;. In primo luogo, si reputa indispensabile che ATC e CA conoscano nel dettaglio i nominativi di chi opera, le giornate e i Comuni interessati dal depopolamento, un'organizzazione che attualmente risulta strutturata solo nella Provincia di Cuneo, mentre in altre province piemontesi ci si affida a un'applicazione digitale. Parallelamente, si richiede che i soggetti abilitati a questi interventi straordinari siano in regola con le medesime tasse di ammissione previste per i cacciatori tradizionali dotati di tesserino regionale.</p>
<h2>Il nodo dei capi abbattuti nottetempo</h2>
<p>Un altro nodo cruciale riguarda la destinazione dei capi abbattuti di notte, che non dovrebbero essere lasciati a chi spara, sia per evitare speculazioni su carni potenzialmente infette, sia per consentire alla Provincia, dopo i necessari controlli sanitari, di destinarne i proventi alla copertura dei danni da fauna o a scopi benefici.</p>
<p>Viene poi sollevato il tema prioritario della sicurezza: sparare di notte comporta rischi enormi per l'incolumit&agrave; pubblica, data la presenza sul territorio di cercatori di tartufi o di veicoli in transito sulle strade provinciali.&nbsp;</p>
<p>Infine, i censimenti evidenziano gi&agrave; un drastico calo di selvaggina stanziale, specialmente nei pressi delle vie di comunicazione, motivo per cui i presidenti reputano urgente l'attivazione di una vigilanza notturna autorizzata ed efficiente, a cui finora non &egrave; stata data risposta.</p>
<p>I cacciatori e i soci di ATC e CA tengono comunque a precisare di non essere affatto contrari al contenimento del cinghiale. Al contrario, ribadiscono la propria totale disponibilit&agrave; a collaborare attivamente nella lotta alla peste suina africana, purch&eacute; le operazioni si svolgano all'interno di un quadro di regole chiare, trasparenti e rispettose della sicurezza e della legalit&agrave;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 06:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[La Pediatria del Santa Croce è senza aria condizionata. Ma ancora per poco]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-pediatria-del-santa-croce-e-senza-aria-condizionata-ma-ancora-per-poco_123565.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-pediatria-del-santa-croce-e-senza-aria-condizionata-ma-ancora-per-poco_123565.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123565/152457.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Bambini ricoverati nelle stanze della Pediatria di Cuneo a temperature infermali: quasi 29 gradi quelli che il termometro segnava nel momento in cui una mamma, qualche settimana fa,&nbsp;<a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/quasi-30-gradi-in-pediatria-al-santa-croce-la-petizione-di-una-mamma-per-installare-l-aria-condizionata_123237.html" target="_blank" rel="follow">ha deciso di lanciare una petizione su Change.org</a> per chiedere di installare l&rsquo;aria condizionata nel reparto.</p>
<p>&ldquo;La mancanza di aria condizionata non &egrave; solo una questione di comfort, ma di necessit&agrave; urgente. - spiegava la promotrice dell&rsquo;iniziativa - Le alte temperature possono facilmente peggiorare lo stato di salute dei bambini ricoverati, aumentando il disagio e rallentando il processo di guarigione&rdquo;. Pi&ugrave; di 35mila persone hanno aderito alla raccolta firme da tutta Italia.</p>
<p>Ora quell&rsquo;appello ha una risposta, arrivata dall&rsquo;Aso Santa Croce e Carle insieme alla Fondazione Ospedale Cuneo e alla sezione Ail di Cuneo. Con la pronta condivisione del Direttore Generale Dott. Franco Ripa e dell&rsquo;Ufficio Tecnico dell&rsquo;Ospedale &egrave; scattato immediatamente un piano di azione per definire, senza ritardi, quali interventi fossero necessari e come realizzarli con efficacia, con la finalit&agrave; di superare il problema attraverso una soluzione stabile e definitiva. Nel giro di poche ore sono stati valutati gli aspetti tecnici, economici e organizzativi dell&rsquo;intervento e sono stati definiti costi, tempi e modalit&agrave; per dotare l&rsquo;intero reparto di Pediatria di un moderno impianto di rinfrescamento.</p>
<p>&ldquo;Abbiamo scelto di intervenire subito, facendoci carico dell&rsquo;impegno di spesa - dichiarano Silvia Merlo, presidente della Fondazione Ospedale Cuneo ETS, e Anna Rubino, presidente di Ail Cuneo - perch&eacute; quando istituzioni, associazioni e comunit&agrave; lavorano insieme, anche i problemi pi&ugrave; complessi possono trovare risposte rapide, concrete e durature. &Egrave; un segnale di attenzione condivisa verso i bambini, le loro famiglie e il personale sanitario che ogni giorno opera con competenza e dedizione&rdquo;.</p>
<p>Gli ordini per i macchinari necessari all&rsquo;impianto sono gi&agrave; stati avviati e i lavori partiranno entro pochi giorni, con l&rsquo;obiettivo di concludersi nell&rsquo;arco di circa due settimane, anche in modo propedeutico alle necessit&agrave; di altre aree dell&rsquo;ospedale.</p>
<p>&ldquo;L&rsquo;intervento conferma il valore di una rete territoriale capace di ascoltare, decidere e agire con tempestivit&agrave;, trasformando un&rsquo;esigenza concreta in un progetto realizzabile&rdquo; sottolineano le due associazioni, impegnate senza scopo di lucro che operano per il miglioramento dei percorsi di cura.</p>
<p>&ldquo;Questa iniziativa dimostra quanto sia importante costruire alleanze solide tra istituzioni sanitarie, associazioni e territorio - concludono Anna Rubino e Silvia Merlo - Continueremo a lavorare insieme con l&rsquo;Azienda Ospedaliera per individuare le priorit&agrave;, accelerare le risposte e sostenere progetti capaci di migliorare concretamente la qualit&agrave; dell&rsquo;assistenza e il benessere della comunit&agrave;&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 16:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Tenda, Pro Natura Cuneo e Legambiente: “Siamo costretti ad accettare il doppio tunnel”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/tenda-pro-natura-cuneo-e-legambiente-siamo-costretti-ad-accettare-il-doppio-tunnel_123560.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/tenda-pro-natura-cuneo-e-legambiente-siamo-costretti-ad-accettare-il-doppio-tunnel_123560.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123560/152451.jpg" title="Tunnel di Tenda" alt="Tunnel di Tenda" /><br /><p>Pro Natura Cuneo e Legambiente Cuneo hanno scritto una nota riguardante il completamento del Tunnel di Tenda, progetto che non va incontro alle aspettative che sia la federazione che l&rsquo;associazione avevano sulla strada confinante con la Francia. Segue il loro intervento:</p>
<p>"In questi giorni sono girate informazioni sulle proposte di completamento del traforo del Tenda non corrispondenti al nostro pensiero e alle posizioni assunte negli anni.</p>
<p>Quando si &egrave; iniziato a parlare della sistemazione del transito attraverso il colle di Tenda e sono state presentate le varie proposte progettuali, abbiamo sostenuto il tunnel di base, con un&rsquo;unica canna per il transito bidirezionale. Questa scelta avrebbe evitato le spese per la strada con il rifacimento dei tornanti e, ma allora non era dato saperlo, la realizzazione del ponte in valle Roja in seguito ai danni creati dalla tempesta Alex. Invece l&rsquo;Anas ha optato per la doppia galleria e ha realizzato l&rsquo;attuale nuovo tunnel di larghezza leggermente inferiore a quanto richiesto per il transito nei due sensi di marcia. Fin da allora siamo intervenuti chiedendo l&rsquo;allargamento del tunnel in costruzione in modo da far circolare le auto nei due sensi, e mantenere il vecchio tunnel per le emergenze e per il trasporto ciclopedonale. La nostra proposta non &egrave; stata recepita.</p>
<p>Nel 2020, dopo i danni causati dalla tempesta Alex, siamo nuovamente intervenuti con una lettera al Presidente della Regione Piemonte, all&rsquo;ANAS, al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in cui si chiedeva di affrontare un progetto diverso rispetto a quello a doppia canna approvato. C&rsquo;era tutto il tempo per farlo. Dopo sette anni di lavori si era scavato ben poco e ci&ograve; che era stato realizzato, doveva essere rifatto perch&eacute; mal eseguito. Allora si chiedeva di allargare leggermente il tunnel in costruzione rispetto al progetto approvato, in modo da permettere il doppio senso di marcia, senza dover ristrutturare il vecchio, storico tunnel (con tutte le problematiche tecniche ed i costi economici), che, messo in sicurezza, si sarebbe potuto utilizzare per il transito ciclo-pedonale e per il soccorso.</p>
<p>Non abbiamo mai avuto risposta alle nostre proposte. I lavori sono proseguiti secondo il progetto iniziale e cos&igrave; si &egrave; arrivati all&rsquo;apertura a senso alternato, con semaforo, nel giugno 2025 dopo 12 anni di lavori, 5 anni di totale sospensione del traffico e circa 210 milioni di euro spesi. Ovvero si &egrave; tornati alla situazione di partenza.</p>
<p>Se, come proposto dal vice ministro Rixi, &egrave; possibile usare il nuovo tunnel per i due sensi di marcia, senza semaforo, ben venga il mantenimento del vecchio tunnel per la viabilit&agrave; dolce. Ma se il transito nei due sensi non &egrave; possibile, non &egrave; accettabile continuare per tutta la vita con il semaforo e il passaggio alternato, per cui, a malincuore, chiediamo che si completi il progetto con l&rsquo;alesaggio del vecchio tunnel.</p>
<p>Resta la grande amarezza di aver perso un&rsquo;opportunit&agrave; in corso d&rsquo;opera (quella di allargare di un metro la galleria in costruzione) per cui ora si &egrave; costretti ad accettare il doppio tunnel, perdendo la possibilit&agrave; del transito per biciclette e gitanti.</p>
<p>Ci auguriamo, inoltre, che si arrivi quanto prima al potenziamento della ferrovia, unica, sostenibile alternativa alla strada, per alleggerire il traffico automobilistico, giustamente contestato dagli abitanti della valle Roja che subiscono un traffico prevalentemente italiano senza contropartite.</p>
<p>Distinti saluti".</p>
<p><strong>Pro Natura Cuneo&nbsp;</strong><br><strong>Domenico Sanino</strong></p>
<p><strong>Legambiente Circolo di Cuneo</strong><br><strong>Bruno Piacenza</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 16:19:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Marro e Ravinale al Cpr di Torino: “Vista la capienza ridotta, deve chiudere al più presto”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/marro-e-ravinale-al-cpr-di-torino-vista-la-capienza-ridotta-deve-chiudere-al-piu-presto_123547.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/marro-e-ravinale-al-cpr-di-torino-vista-la-capienza-ridotta-deve-chiudere-al-piu-presto_123547.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123547/152421.jpg" title="Alice Ravinale e Giulia Marro" alt="Alice Ravinale e Giulia Marro" /><br /><p>A seguito del sopralluogo che si &egrave; svolto a Torino nel Centro di Permanenza per il Rimpatrio di corso Brunelleschi, le consigliere regionali di Alleanza Verdi Sinistra Giulia Marro e Alice Ravinale hanno scritto una lettera, dove esprimono il loro disappunto per le condizioni del luogo e delle persone al suo interno. Riceviamo e pubblichiamo:</p>
<p>"Questa mattina siamo state per un sopralluogo a sorpresa nel Cpr di corso Brunelleschi: la capienza al momento risulta ridotta a 50 posti (due aree), con 46 persone presenti, alcune delle quali nemmeno ventenni.</p>
<p>Non abbiamo ottenuto il numero dei rimpatri eseguiti, che chiederemo al competente ufficio della Questura. La struttura non &egrave; adeguata ovviamente al caldo torrido di questo periodo. Nonostante l'aria condizionata, tutte le camerate hanno finestroni senza tende e per schermarle dal sole rovente i detenuti le hanno coperte con sacchi di plastica neri dell'immondizia. Lasciamo immaginare la situazione.</p>
<p>Il tema pi&ugrave; critico resta quello delle condizioni sanitarie e psichiatriche. Nel Cpr continua ad arrivare gente che a norma di legge non dovrebbe essere reclusa. I casi pi&ugrave; eclatanti: un uomo arrivato in Cpr con un tumore e metastasi in fase avanzata, poi rilasciato e curato a seguito dei controlli richiesti dallo stesso ente gestore; un ragazzo marocchino che ha subito l'asportazione di un occhio e ha una massa nel bulbo oculare, con conseguenti dolori che andrebbe nuovamente operato e curato; un 24enne pachistano completamente non presente a se stesso, che mangia e beve solo se imboccato dai suoi compagni di prigionia, che a differenza dello Stato si prendono cura di lui. Si tratta di persone che non dovrebbero ricevere certificati di idoneit&agrave; e torneremo a insistere con la Regione affinch&eacute; queste visite, cos&igrave; come quelle previste dal Nuovo patto migrazione e asilo, vengano fatte nell'interesse delle persone e non siano adempimenti burocratici.&nbsp;Il caso di Moussa Balde, per cui ci sono state delle condanne, non ha insegnato niente a questa citt&agrave;?</p>
<p>Anche l'utilizzo di psico-farmaci resta una costante, cos&igrave; come la pressoch&eacute; totale assenza di attivit&agrave;, per cui il capitolato della Prefettura non prevede alcuna risorsa. Quello dei Cpr &egrave; un sistema perverso e crudele, &nbsp;propaganda che si consuma sulla pelle di persone innocenti e con costi salati, a partire da quelli dei rimpatri che secondo i dati diffusi in questi giorni dal Ministero costano 3.400 ciascuno.</p>
<p>Continueremo a denunciare questa vergogna finch&eacute; il centro non chiuder&agrave;".</p>
<p><strong>Giulia Marro e Alice Ravinale, consigliere regionali di Alleanza Verdi Sinistra</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 14:45:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Bando Ismea, Bergesio: “Assegnamo nuove terre ai giovani agricoltori”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/bando-ismea-bergesio-assegnamo-nuove-terre-ai-giovani-agricoltori_123521.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/bando-ismea-bergesio-assegnamo-nuove-terre-ai-giovani-agricoltori_123521.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123521/152377.jpg" title="Giorgio Maria Bergesio" alt="Giorgio Maria Bergesio" /><br /><p>&ldquo;Pi&ugrave; di 14mila ettari di terra disponibili per chi fa agricoltura con il cuore e il lavoro quotidiano. La nona edizione della Banca delle Terre Agricole di Ismea dimostra la concretezza del Governo nel sostenere il ricambio generazionale&rdquo;, lo dichiara il senatore della Lega Giorgio Maria Bergesio, vicepresidente della Commissione Agricoltura a Palazzo Madama.</p>
<p>&ldquo;Parliamo di un&rsquo;operazione strategica da oltre 121 milioni di euro a base d'asta per 8.863 ettari in vendita diretta &mdash; spiega il parlamentare &mdash;. Come Lega rivendichiamo le novit&agrave; di questa edizione: meno burocrazia, sostegno ai giovani e legalit&agrave;. Per gli under 40 introduciamo un ulteriore taglio dell&rsquo;1% sul tasso di interesse per chi sottoscrive una polizza assicurativa. Sul fronte della legalit&agrave;, chi &egrave; stato condannato per caporalato sar&agrave; tassativamente escluso. Sosteniamo chi investe rispettando le regole&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;edizione 2026 del bando mette a disposizione oltre 14.000 ettari complessivi: 8.863 ettari suddivisi in 253 nuovi terreni all'asta e 5.271 ettari (266 terreni) relativi al lotto permanente. &ldquo;L'aumento delle terre coltivabili favorir&agrave; la produzione di filiera, garantendo ai cittadini prodotti di qualit&agrave; a costi competitivi e assicurando, al contempo, la giusta retribuzione agli agricoltori&rdquo;, commenta Bergesio.</p>
<p>Le tempistiche:<br>⁃ fase vetrina (In corso fino al 31 agosto): &egrave; possibile consultare liberamente online tutte le schede dei terreni sul sito Ismea, senza necessit&agrave; di presentare alcuna manifestazione di interesse.<br>⁃ presentazione offerte (dal 14 settembre al 14 novembre): periodo unico in cui inviare le offerte economiche esclusivamente per via telematica.</p>
<p>Tutte le informazioni sono disponibili su <a href="https://www.ismea.it/banca-delle-terre" target="_blank" rel="nofollow">www.ismea.it</a>.</p>
<p>Il senatore termina: &ldquo;Con questa nuova stagione, la terra italiana torna finalmente a produrre futuro, competitivit&agrave; e identit&agrave;&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 09:08:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Azione: “Serve una strategia di sviluppo all'altezza delle potenzialità di Cuneo”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/azione-serve-una-strategia-di-sviluppo-all-altezza-delle-potenzialita-di-cuneo_123520.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/azione-serve-una-strategia-di-sviluppo-all-altezza-delle-potenzialita-di-cuneo_123520.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123520/152374.jpg" title="Azione Cuneo" alt="Azione Cuneo" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Nicol&ograve; Musso, segretario cittadino di Azione Cuneo e Giacomo Prandi, segretario provinciale di Azione Cuneo sugli interventi di riqualificazione che ritengono necessari all&rsquo;interno del capoluogo della Granda:</p>
<p>"In merito alla proposta avanzata da Vincenzo Pellegrino sulla riqualificazione della citt&agrave;, riteniamo che ogni intervento volto a rendere Cuneo pi&ugrave; curata, moderna e vivibile sia positivo e meriti attenzione. Investire nella qualit&agrave; degli spazi urbani significa migliorare la vita quotidiana dei cittadini ed &egrave; un obiettivo che condividiamo.</p>
<p>Ma dobbiamo avere il coraggio di dire una verit&agrave;: la riqualificazione &egrave; necessaria, ma da sola non basta. Per costruire il futuro di Cuneo, riqualificazione e sviluppo devono andare di pari passo: una citt&agrave; cresce quando, oltre a migliorare i propri spazi, crea opportunit&agrave;, attrae investimenti e offre servizi sempre pi&ugrave; qualificati.</p>
<p>Se vogliamo che Cuneo possa competere con citt&agrave; come Novara o Alessandria, raggiungendo una dimensione di almeno 75.000 abitanti e diventando un vero polo attrattivo del Piemonte, serve una visione di sviluppo concreta, pragmatica e di lungo periodo.</p>
<p>Una citt&agrave; cresce quando crea opportunit&agrave;, non soltanto quando rif&agrave; piazze e marciapiedi.</p>
<p>Negli ultimi decenni il Cuneese ha pagato un prezzo altissimo per la mancanza di infrastrutture strategiche. L&rsquo;autostrada Asti-Cuneo &egrave; arrivata a completamento soltanto dopo oltre trent&rsquo;anni di attesa, un ritardo che ha penalizzato imprese, lavoratori e competitivit&agrave; del territorio. A questo si aggiunge il collegamento internazionale del Colle di Tenda, ancora lontano dall&rsquo;essere pienamente operativo, con ripercussioni sui rapporti economici e turistici con la Francia. Eppure, proprio in questo contesto, gli imprenditori cuneesi hanno dimostrato una straordinaria capacit&agrave; di competere. Nonostante collegamenti insufficienti e ritardi infrastrutturali, il sistema produttivo della provincia ha continuato a crescere sui mercati internazionali. Nel 2024 l&rsquo;export della provincia di Cuneo ha superato gli 11 miliardi di euro, registrando una crescita del 5,2% rispetto all&rsquo;anno precedente, in netta controtendenza rispetto al dato regionale (-4,9%) e a quello nazionale (-0,4%). I principali motori delle esportazioni sono stati l&rsquo;agroalimentare, la meccanica, la gomma- plastica e i mezzi di trasporto, confermando la solidit&agrave; e la capacit&agrave; innovativa del nostro tessuto imprenditoriale.</p>
<p>Questo dimostra che le imprese del Cuneese non chiedono assistenza: chiedono di poter competere ad armi pari. Immaginiamo quali risultati potrebbero raggiungere se potessero contare su infrastrutture moderne, collegamenti efficienti con il resto d&rsquo;Italia e dell&rsquo;Europa e una strategia di sviluppo finalmente all&rsquo;altezza delle loro capacit&agrave;.</p>
<p>Ma le infrastrutture sono solo il punto di partenza.</p>
<p>Serve una strategia che favorisca l&rsquo;insediamento di medie imprese innovative e manifatturiere ad alto valore aggiunto, come avvenuto in territori che hanno saputo crescere puntando su poli industriali moderni, logistica, meccanica avanzata, agroalimentare e tecnologie ambientali. Occorre creare aree produttive realmente attrattive, con procedure autorizzative rapide, collegamenti efficienti, fibra ottica diffusa e disponibilit&agrave; energetica competitiva.</p>
<p>Parallelamente bisogna investire nei servizi che rendono una citt&agrave; attrattiva per famiglie, giovani e professionisti:</p>
<ul>
<li>un trasporto pubblico moderno e integrato;</li>
<li>collegamenti ferroviari pi&ugrave; veloci verso Torino, Savona e la Liguria;</li>
<li>un polo universitario sempre pi&ugrave; forte e collegato alle imprese;</li>
<li>spazi per startup, innovazione e ricerca;</li>
<li>un&rsquo;offerta culturale e sportiva capace di trattenere i giovani;</li>
<li>edilizia residenziale accessibile per chi sceglie di vivere e lavorare a Cuneo;</li>
<li>una sanit&agrave; territoriale efficiente e servizi digitali all&rsquo;altezza delle migliori citt&agrave; italiane.</li>
</ul>
<p>Pensiamo a modelli di sviluppo che hanno permesso a citt&agrave; come Parma, Reggio Emilia o Trento di attrarre investimenti, competenze e nuovi residenti: amministrazioni capaci di pianificare insieme infrastrutture, lavoro, universit&agrave;, innovazione e qualit&agrave; della vita. Cuneo possiede tutte le potenzialit&agrave; per fare questo salto di qualit&agrave;: una posizione geografica strategica, un&rsquo;agricoltura d&rsquo;eccellenza, un tessuto imprenditoriale dinamico, un territorio di grande valore ambientale e turistico. Ci&ograve; che oggi manca &egrave; una visione complessiva.</p>
<p>Azione Cuneo ritiene che sia arrivato il momento di passare dalla politica delle singole opere alla politica dello sviluppo. Perch&eacute; una citt&agrave; non cresce semplicemente diventando pi&ugrave; bella: cresce quando crea lavoro, attira imprese, trattiene i giovani e offre prospettive concrete a chi sceglie di viverci.</p>
<p>Questa &egrave; la sfida che vogliamo raccogliere. Questa &egrave; la Cuneo del futuro che immaginiamo".</p>
<p><strong>Nicol&ograve; Musso, segretario cittadino di Azione Cuneo&nbsp;</strong><br><strong>Giacomo Prandi, segretario provinciale di Azione Cuneo&nbsp;</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 08:45:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Il Teatro Toselli ha bisogno di una “rinfrescata”: “Servono verifiche”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-teatro-toselli-ha-bisogno-di-una-rinfrescata-servono-verifiche_123519.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-teatro-toselli-ha-bisogno-di-una-rinfrescata-servono-verifiche_123519.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123519/152364.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Duecentoventitre anni non sono pochi, neanche per un&rsquo;istituzione venerata come il Teatro Toselli di Cuneo, inaugurato appunto nel giorno di Santo Stefano del 1803 sotto gli auspici dell&rsquo;amministrazione francese del Dipartimento dello Stura.</p>
<p>La &ldquo;casa&rdquo; del teatro cuneese, il cui nome &egrave; legato dal 1920 al fondatore del teatro piemontese&nbsp;<strong>Giovanni Battista Toselli</strong>, ha vissuto un secolo fa l&rsquo;ultima riedificazione su progetto dell&rsquo;ingegner <strong>Cesare Vinaj</strong>, nella storica sede che era stata in passato dei monaci cappuccini.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123519/small_152372.jpg" alt="Il Teatro Toselli" loading="lazy"></p>
<p>Venerd&igrave; scorso i consiglieri degli Indipendenti <strong>Giancarlo Boselli</strong> e <strong>Paolo Armellini</strong> hanno potuto effettuare un sopralluogo &ldquo;per verificare - spiegano - alcune situazioni segnalateci dalle cittadine e dai cittadini&rdquo;. Il gruppo si era gi&agrave; interessato dello &ldquo;stato di abbandono&rdquo; della piazzetta intitolata ad Antonio De Curtis (Tot&ograve;), a lato dell&rsquo;edificio: &ldquo;Ad oggi sono stati rimossi i paletti sradicati e le catene abbandonate, mentre attendiamo che sia rifatta l&rsquo;aiuola intorno alla statua di Toselli, che, anche lei, avrebbe bisogno di un restauro&rdquo;. Ma c&rsquo;&egrave; di pi&ugrave;: &ldquo;La facciata laterale e quella dell&rsquo;ingresso principale del teatro, scrostate in modo evidente, richiedono interventi. Nell&rsquo;interno del Teatro alcune parti delle pareti della sala devono essere ridipinte&rdquo;.</p>
<p>In particolare si evidenzia che la pavimentazione in legno della sala, in corrispondenza della fila F, &ldquo;mostra evidenti segni di sconnessione, situazione che va certamente verificata&rdquo;. Le verifiche pi&ugrave; urgenti riguardano per&ograve; l&rsquo;adeguatezza delle quinte di palcoscenico: &ldquo;Una particolare attenzione - aggiungono i consiglieri - va fatta affinch&eacute; nei vari locali non rimangano depositati materiali inutilizzati&rdquo;. C&rsquo;&egrave; poi una causa in corso con un privato, in merito alla quale si richiedono informazioni dettagliate, che riguarderebbe l&rsquo;utilizzo dell&rsquo;area su cui sbocca una delle uscite di sicurezza.&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123519/small_152373.jpg" alt="Il teatro Toselli" loading="lazy"></p>
<p>&ldquo;Riteniamo che la commissione consiliare competente debba essere tenuta al corrente delle questioni e delle problematiche riguardanti una delle strutture teatrali pi&ugrave; importanti del Piemonte&rdquo; concludono Boselli e Armellini.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 08:15:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Montagna d'estate, scatta l'allerta sicurezza: "Più turisti e meteo imprevedibile, serve responsabilità"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/montagna-d-estate-scatta-l-allerta-sicurezza-piu-turisti-e-meteo-imprevedibile-serve-responsabilita_123502.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/montagna-d-estate-scatta-l-allerta-sicurezza-piu-turisti-e-meteo-imprevedibile-serve-responsabilita_123502.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123502/152341.jpg" title="Escursione estiva in montagna" alt="Escursione estiva in montagna" /><br /><p>Con l&rsquo;inizio della stagione estiva e il progressivo aumento delle presenze lungo i sentieri, nei rifugi e nelle vallate, la Regione Piemonte e il Soccorso Alpino e Speleologico rinnovano l&rsquo;invito a vivere con prudenza, preparazione e consapevolezza il territorio montano. Questo patrimonio straordinario richiede rispetto e comportamenti profondamente responsabili da parte di chiunque scelga di frequentarlo, ricordando che la sicurezza non &egrave; un elemento che si improvvisa al momento dell'emergenza, ma un percorso che comincia molto prima di mettersi in cammino.</p>
<p>Il primo e pi&ugrave; efficace strumento di prevenzione risiede in una corretta pianificazione dell&rsquo;escursione, un processo metodico che implica la conoscenza approfondita del percorso, il monitoraggio costante delle condizioni meteorologiche, l&rsquo;adozione di un equipaggiamento adeguato e una sincera consapevolezza dei propri limiti fisici e tecnici. L'assessore regionale allo Sviluppo e alla Promozione della Montagna, Marco Gallo, sottolinea come la sicurezza cominci proprio nella scelta accurata dell&rsquo;itinerario. Lo stesso assessore evidenzia che i mutamenti climatici impongono oggi una reattivit&agrave; ancora maggiore, poich&eacute; eventi meteorologici estremi, ondate di calore e temporali improvvisi possono modificare rapidamente l&rsquo;ambiente alpino, trasformando percorsi abitualmente accessibili in tracciati impegnativi e imprevedibili. In questo scenario, l'informazione e il rispetto delle regole diventano prioritari tanto quanto l&rsquo;attrezzatura tecnica e lo stato di forma fisica.</p>
<p>A questa riflessione si uniscono le considerazioni di Luca Giaj Arcota, presidente del Soccorso Alpino e Speleologico piemontese, il quale fa notare come le recenti dinamiche atmosferiche abbiano di fatto anticipato di un mese l&rsquo;inizio dell&rsquo;estate. Questo fenomeno ha determinato un precoce avvio del periodo pi&ugrave; intenso per i tecnici del soccorso, confermando il legame diretto tra l'aumento dei frequentatori della montagna e la crescita statistica degli incidenti. Se da un lato il bel tempo e le alte temperature costituiscono un richiamo irresistibile per gli escursionisti, dall'altro implicano un incremento del carico di lavoro per i soccorritori. Viene dunque rivolto a tutti un forte appello alla responsabilit&agrave; individuale, con l'obiettivo di contenere per quanto possibile le attivazioni dei volontari e del Servizio regionale di elisoccorso di Azienda Zero.</p>
<h2>Escursioni estive in montagna: la guida per una pianificazione efficace</h2>
<p>Una pianificazione efficace richiede di informarsi preventivamente sui dettagli del tracciato, esaminandone la lunghezza, il dislivello complessivo, i tempi medi di percorrenza e le specifiche difficolt&agrave; tecniche, valutando anche la scelta di calzature e attrezzature adeguate al tipo di terreno. In questa fase preliminare &egrave; sempre utile consultare gli operatori professionisti del territorio, come rifugisti, albergatori e guide alpine, i quali conoscono perfettamente lo stato in tempo reale dei sentieri. Prima della partenza &egrave; altrettanto cruciale verificare i bollettini meteorologici per stimare l'impatto delle temperature o l'insorgere di perturbazioni, cos&igrave; da calcolare i tempi di percorrenza in sicurezza e scegliere un abbigliamento idoneo a repentine variazioni termiche, mantenendosi sempre su itinerari commisurati alla propria esperienza.</p>
<p>La gestione delle comunicazioni e della localizzazione gioca un ruolo altrettanto salvavita. &Egrave; fondamentale muoversi con un telefono cellulare completamente carico e comunicare in anticipo a familiari o amici la destinazione esatta, il percorso previsto e l&rsquo;orario indicativo di rientro, considerando che in diverse aree montane la copertura di rete pu&ograve; risultare assente. Qualora si verifichi un incidente, la richiesta di aiuto deve essere inoltrata al numero unico di emergenza 112, fornendo dettagli precisi sullo stato di salute dei coinvolti e sulla posizione geografica, preferibilmente comunicando le coordinate GPS estratte dallo smartphone. A questo proposito, si raccomanda l&rsquo;installazione dell&rsquo;applicazione GeoresQ, sviluppata dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, che permette un invio immediato e geolocalizzato dell'allarme.</p>
<p>Infine, &egrave; necessario che gli escursionisti siano psicologicamente e tecnicamente preparati a gestire l'attesa dopo aver attivato i soccorsi. Diversamente da quanto accade nei centri urbani, dove un&rsquo;ambulanza pu&ograve; raggiungere il luogo dell&rsquo;evento in pochi minuti, in alta quota le tempistiche logistiche tendono a dilatarsi notevolmente, condizionando anche l'operato dell'elisoccorso. Quando la nebbia, il forte vento o il maltempo impediscono il volo, o qualora i velivoli siano gi&agrave; impegnati in codici di maggiore gravit&agrave;, l&rsquo;arrivo delle squadre di terra del Soccorso Alpino pu&ograve; richiedere diverse ore di marcia. Va inoltre tenuto presente che le attrezzature ingombranti, come ad esempio le biciclette, non possono essere imbarcate a bordo dell'elicottero per ragioni di sicurezza aeronautica. Per salvaguardare l'efficienza complessiva del sistema e non sottrarre preziose risorse umane e tecniche a situazioni di imminente pericolo di vita, l'intervento dei soccorritori va richiesto solo in caso di effettiva e stringente necessit&agrave;, fermo restando che il Soccorso Alpino piemontese presidia costantemente il territorio, pronto a intervenire a fianco di chiunque si trovi in condizioni di difficolt&agrave; in ambiente impervio.</p>]]></description><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 06:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Fulmini sul Campidoglio, l’assessore si arrabbia con le opposizioni: “Non possiamo andare tutti in bici”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fulmini-sul-campidoglio-lassessore-si-arrabbia-con-le-opposizioni-non-possiamo-andare-tutti-in-bici_123515.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fulmini-sul-campidoglio-lassessore-si-arrabbia-con-le-opposizioni-non-possiamo-andare-tutti-in-bici_123515.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123515/152354.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Non esiste ancora ma fa gi&agrave; litigare: proprio come il suo &ldquo;antesignano&rdquo;, il progetto ormai abortito per la riqualificazione di piazza Europa. Eppure il parcheggio di testata del Campidoglio - nessuna allusione all&rsquo;omonimo monte Capitolino - avrebbe le caratteristiche per mettere tutti d&rsquo;accordo: ospiter&agrave; 475 posti (ampliabili fino a 650), evitando che dal lato Stura le auto congestionino il centro di Cuneo. L&rsquo;ascensore su corso Kennedy, poi, far&agrave; da&nbsp;<em>pendant</em> all&rsquo;ascensore inclinato di corso Marconi.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123515/small_152358.jpg" alt="L'ascensore" loading="lazy"></p>
<h2>L&rsquo;ascensore del lungostura? &ldquo;Non sar&agrave; banale&rdquo;</h2>
<p>Tutti d&rsquo;accordo, dunque? No. Perch&eacute; alle opposizioni il &ldquo;parcheggio che non c&rsquo;&egrave;&rdquo; non piace, per vari motivi. Uno riguarda proprio l&rsquo;ascensore: &ldquo;Immaginate chi arriva da Madonna dell&rsquo;Olmo e si trova davanti una distesa sconfinata di auto e il parallelepipedo dell&rsquo;ascensore&rdquo; lamenta <strong>Ugo Sturlese</strong> di Cuneo per i Beni Comuni. Un piccolo mistero legato all&rsquo;ascensore &egrave; il possibile coinvolgimento nel progetto di un archistar. Ne parla <strong>Giancarlo Boselli</strong> (Indipendenti) chiedendone conto - per due volte - alla sindaca e alludendo a elementi che poterebbero allo studio di <strong>Renzo Piano</strong>. Da <strong>Patrizia Manassero</strong> non arriva n&eacute; un s&igrave; n&eacute; un no, ma una rassicurazione: &ldquo;Non vogliamo un &lsquo;tram&rsquo; marrone ma un ascensore che sia anche esteticamente interessante e di attrazione per la citt&agrave;. &Egrave; chiaro che abbiamo pensato di affidare una progettazione non banale&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123515/small_152355.jpg" alt="Il pizzo di Cuneo" loading="lazy"></p>
<h2>Le opposizioni fanno il tifo per il pizzo</h2>
<p>Ascensore a parte, i gruppi di minoranza, in ordine sparso, sollevano le loro perplessit&agrave;. &ldquo;Avevamo indicato come preferibile una localizzazione sul pizzo&rdquo; dice ancora Sturlese, salvo replicare poi all&rsquo;assessore che &ldquo;nessuno ha mai detto di essere contrario a un parcheggio in quella sede&rdquo;. Per <strong>Claudio Bongiovanni</strong> (Cuneo Mia) &ldquo;mancano molti elementi di valutazione&rdquo;: l&rsquo;interlocuzione con la Soprintendenza, la questione dei possibili residuati bellici (&ldquo;la zona del viadotto Soleri &egrave; stata oggetto di numerosi bombardamenti durante la seconda guerra mondiale&rdquo;) e altro ancora.</p>
<p>Critici sulla sede sono il forzista&nbsp;<strong>Franco Civallero</strong> e l&rsquo;indipendente <strong>Paolo Armellini</strong>, entrambi convinti che la soluzione fosse il parcheggio sul pizzo: &ldquo;Per me il parcheggio di testata &egrave; una grande stupidaggine&rdquo; taglia corto l&rsquo;ex candidato sindaco del centrodestra. Armellini rilancia anche la proposta - per la verit&agrave; molto poco seguita, anche nell&rsquo;opposizione di sinistra - del parcheggio su una parte del parco Parri. <strong>Beppe Lauria</strong> (Futuro Nazionale) riprende il discorso legato all&rsquo;ex mercato delle uve: &ldquo;Ci sarebbe la possibilit&agrave; di realizzare un parcheggio come quello che si immagina in maniera molto semplice e con molti meno costi per la collettivit&agrave;&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123515/small_152356.jpg" alt="Il Campidoglio" loading="lazy"></p>
<h2>La maggioranza: &ldquo;Follia il parcheggio a parco Parri&rdquo;</h2>
<p>A suscitare gli strali della maggioranza &egrave; soprattutto la proposta di Armellini: &ldquo;Mi fa un po&rsquo; sorridere - risposte <strong>Stefania D&rsquo;Ulisse</strong> (Cuneo Solidale Democratica) - sentire dall&rsquo;opposizione che si sarebbe legata ai cedri, proporre di fare un parcheggio all&rsquo;interno di un parco in citt&agrave;&rdquo;. Idem per l&rsquo;idea di un parcheggio sotterraneo sul pizzo: &ldquo;Dopo quattro anni di battaglie su piazza Europa s&igrave; e piazza Europa no, sentiamo dire che la citt&agrave; ha bisogno di parcheggi interrati: questa a casa mia si chiama incoerenza&rdquo;.</p>
<p>Non meno critico il confreriese&nbsp;<strong>Silvano Enrici</strong> (Centro per Cuneo) che rivendica l&rsquo;azione a beneficio dell&rsquo;Oltrestura: &ldquo;Era il 2010 quando presentavo la prima interpellanza sul parcheggio del cimitero, ci siamo spostati di qualche metro per avere un terreno di propriet&agrave;: meno male. Stiamo dando una risposta alla citt&agrave;, facciamo parcheggi liberi e saranno sfruttati come sul lato Gesso&rdquo;. Concorda un altro frazionista, <strong>Elio Beccaria</strong> (Cuneo Civica): &ldquo;Passare in macchina e vedere una passerella non mi disturber&agrave;, da l&igrave; non si vede altro che le case. Non vedrete nemmeno il parcheggio&rdquo;. Altra cosa &egrave; prendere in considerazione il parco Parri: &ldquo;Di un parco vogliamo fare un parcheggio: &egrave; folle, ci vuole un po&rsquo; di buonsenso&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123515/small_152357.jpg" alt="Luca Pellegrino" loading="lazy"></p>
<h2>Pellegrino unchained: &ldquo;Dalle opposizioni un muoia Sansone con i filistei&rdquo;</h2>
<p>Nel rispondere alle sollecitazioni di Bongiovanni e Sturlese, stavolta, l&rsquo;assessore alla Mobilit&agrave; <strong>Luca Pellegrino</strong> abbandona ogni cautela istituzionale: &ldquo;Quando ho letto queste due interpellanze mi sono cadute le braccia e tante altre cose&rdquo; &egrave; la premessa. Di pi&ugrave;: &ldquo;&Egrave; un muoia Sansone con tutti i filistei. Sono anni che ci chiedete di ridurre il traffico in citt&agrave; e fare i parcheggi di testata, ora c&rsquo;&egrave; una politica che porta a tenere le macchine fuori: &egrave; il Pums a dirci che quel parcheggio &egrave; fondamentale per l&rsquo;Oltrestura, facciamo quello che gli strumenti di programmazione che ci richiamate dicono&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;accusa di incoerenza si affianca a quella di scarso realismo: &ldquo;Non possiamo andare tutti in bicicletta, non abitiamo tutti nel centro e qualcuno deve prendere la macchina: qualcuno vivaddio decide di farlo perch&eacute; siamo un Paese libero, ma c&rsquo;&egrave; chi non pu&ograve; fare altrimenti per mancanza di servizi o per esigenze familiari&rdquo;.</p>
<p>Nel merito, l&rsquo;esponente della giunta assicura che il confronto con la Soprintendenza &egrave; avviato: &ldquo;Tutte le autorizzazioni sono state ottenute e nella commissione paesaggio il progetto &egrave; passato con parere favorevole e piccole prescrizioni&rdquo;. Quanto all&rsquo;ascensore, aggiunge, &ldquo;l&rsquo;iter progettuale &egrave; ancora da iniziare: come fate a dire che impatter&agrave; in modo negativo sul paesaggio? Potrebbe essere un rafforzamento della nostra citt&agrave;&rdquo;. E l&rsquo;&ldquo;alternativa&rdquo; del pizzo, sull&rsquo;area ex Italgas? &ldquo;Il progetto sul pizzo avrebbe tipologia, caratteristiche, dimensioni e costi completamente diversi, con una spesa sei o sette volte superiore. Ma un parcheggio non esclude un altro, &egrave; un tassello in una visione di citt&agrave;&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Sun, 05 Jul 2026 20:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[“L’intesa raggiunta sul prezzo del latte è un passo importante per la stabilità degli allevamenti”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/lintesa-raggiunta-sul-prezzo-del-latte-e-un-passo-importante-per-la-stabilita-degli-allevamenti_123296.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/lintesa-raggiunta-sul-prezzo-del-latte-e-un-passo-importante-per-la-stabilita-degli-allevamenti_123296.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123296/152030.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;L&rsquo;intesa raggiunta sul prezzo del latte rappresenta un passaggio importante per assicurare un periodo di stabilit&agrave; agli allevamenti&rdquo;. &Egrave; quanto commenta Coldiretti Cuneo in una fase resa particolarmente complessa per gli andamenti e gli incrementi di produzione, anche a livello europeo.</p>
<p>L'accordo definisce il prezzo base per il latte del Nord Italia con sistemi differenziati. Nei 6 mesi prevede un prezzo di 48 centesimi per i primi due mesi di luglio e agosto, poi 49 centesimi a settembre e ottobre, fino a 50 centesimi a novembre e dicembre.</p>
<p>Cuneo &egrave; tra le prime province, a livello nazionale, per la produzione di latte, con 6.967.140 quintali annui, prodotti da aziende tra le pi&ugrave; professionali al mondo e con svariate tipologie di formaggi, tra cui spiccano alcune DOP. Le importazioni di latte sfuso, cagliate, latte in polvere e crema di latte avvengono soprattutto da Belgio, Germania, Francia e Olanda.</p>
<p>&ldquo;Un accordo che dimostra l&rsquo;impegno di Coldiretti per garantire stabilit&agrave; agli allevatori per i prossimi 6 mesi e contrastare le speculazioni sul prezzo del latte mettendo concretamente dei paletti &ndash; evidenzia Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo &ndash;. Una adeguata remunerazione del lavoro degli allevatori &egrave; condizione imprescindibile per mettere al sicuro tutta la filiera e continuare a garantire ai consumatori prodotti di qualit&agrave; che sostengono l&rsquo;economia, il lavoro e il nostro territorio su cui &egrave; presente una straordinaria biodiversit&agrave;&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Ribadiamo come sia importante che l&rsquo;industria piemontese valorizzi veramente le produzioni territoriali evitando forme di speculazione che mettono fortemente a rischio i produttori &ndash; afferma Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo &ndash;. Poich&eacute; tutte le etichette dei prodotti che contengono latte estero riportano &lsquo;Ue&rsquo; o &lsquo;extra Ue&rsquo;, invitiamo i consumatori, per sostenere le nostre imprese, a leggere bene la provenienza perch&eacute; nei casi sopra citati significa, certamente, che si tratta di latte non italiano e tantomeno piemontese. La zootecnia da latte costituisce un tassello fondamentale dell&rsquo;economia della nostra Regione per questo &egrave; necessario dare traiettorie di futuro alle famiglie evitando storture lungo la filiera&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Sat, 04 Jul 2026 10:14:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Si gioca Canada-Marocco, la Questura in allerta: “Prevenire le intemperanze”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/si-gioca-canada-marocco-la-questura-in-allerta-prevenire-le-intemperanze_123473.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/si-gioca-canada-marocco-la-questura-in-allerta-prevenire-le-intemperanze_123473.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123473/152296.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Questura di Cuneo ha indirizzato un&rsquo;apposita ordinanza alle principali citt&agrave; della provincia nella quale si dispone l&rsquo;intensificazione dei servizi di vigilanza dinamica in vista di Canada-Marocco, prima gara degli ottavi di finale dei Mondiali di calcio.</p>
<p>L&rsquo;incontro &egrave; in programma questa sera alle 19. Alla luce della numerosa presenza della comunit&agrave; marocchina sul territorio cuneese, le forze dell&rsquo;ordine saranno allertate per prevenire ed evitare eventuali intemperanze da parte dei tifosi.</p>
<p>Ai comandi di polizia locale dei comuni &egrave; demandata la valutazione su eventuali ulteriori disposizioni di sicurezza pubblica, come il divieto nel consumo di alcolici o il divieto di vendita di bottiglie di vetro da asporto. Nel Comune di Mondov&igrave;, dalle ore 17 alle ore 24, sar&agrave; vietato vendere per asporto, introdurre, trasportare e detenere bevande alcoliche su aree pubbliche. Dalle ore 18 alle ore 24, ancora, sar&agrave; parimenti vietato a tutti i titolari di esercizi commerciali, esercizi di somministrazione, esercizi artigianali e agli esercenti del commercio ambulante, di vendere per asporto bevande in bottiglie, recipienti di vetro, lattine e altri contenitori comunque idonei all&rsquo;offesa.&nbsp;</p>
<p>Analoghe misure furono adottate nel dicembre del 2022 durante i Mondiali di calcio in Qatar, conclusi con un clamoroso quarto posto dalla formazione dei &ldquo;Leoni dell&rsquo;Atlante&rdquo;. Quattro anni fa non si registr&ograve; nessuna intemperanza da parte dei numerosi tifosi presenti nella Granda. A Cuneo, anzi, alcune sostenitrici si occuparono di ripulire la piazza dopo i festeggiamenti. L&rsquo;auspicio &egrave; che anche in questa occasione prevalgano il buon senso e l&rsquo;educazione civica di tutti.</p>]]></description><pubDate>Sat, 04 Jul 2026 10:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Per otto piemontesi su dieci la sanità non sta migliorando]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/per-otto-piemontesi-su-dieci-la-sanita-non-sta-migliorando_123451.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/per-otto-piemontesi-su-dieci-la-sanita-non-sta-migliorando_123451.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123451/152265.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In Piemonte solo il 12,6% dei cittadini ritiene che negli ultimi anni sia migliorata la situazione di pronto soccorso, 118 e attivit&agrave; ospedaliere non programmabili. Per i ricoveri programmati la quota sale al 14%, mentre arriva al 20,3% per le prestazioni ambulatoriali dedicate alla prevenzione, per poi scendere di nuovo al 17,2% per le visite e gli esami di routine. In altre parole, circa otto piemontesi su dieci non percepiscono alcun miglioramento nella sanit&agrave; della propria regione. Non fanno eccezione la guardia medica e l&rsquo;assistenza domiciliare, ambiti in cui la soddisfazione resta bassa. Tra i dati parzialmente positivi c&rsquo;&egrave; quello relativo al reperimento dei farmaci, che secondo il 29,8% degli intervistati &egrave; diventato pi&ugrave; semplice.</p>
<p>Questi dati emergono dal nuovo <a href="https://www.creasanita.it/wp-content/uploads/2026/07/crea_performance-2026.pdf" target="_blank" rel="nofollow">rapporto</a> &ldquo;Livelli di tutela della Salute: le Performance Regionali&rdquo;, realizzato da CREA Sanit&agrave;, il Centro per la Ricerca Economica Applicata in Sanit&agrave;, e giunto alla sua XIV edizione.</p>
<p>Secondo questo studio, i piemontesi hanno una percezione pi&ugrave; critica della propria sanit&agrave; rispetto alla media nazionale. Per pronto soccorso e attivit&agrave; non programmate, il 12,6% dei piemontesi che nota un miglioramento &egrave; ben inferiore al 18,6% registrato in media in Italia. Anche per i ricoveri programmati e per le prestazioni ambulatoriali di prevenzione le quote piemontesi restano sotto la media nazionale. Fa eccezione l&rsquo;accesso ai farmaci, dove il dato &egrave; in linea con la media italiana.</p>
<p>Il rapporto CREA evidenzia in particolare due aree deboli anche a livello nazionale: l&rsquo;assistenza territoriale e la presa in carico delle persone non autosufficienti. Sono questi gli ambiti in cui si registrano i livelli di soddisfazione pi&ugrave; bassi, insieme a una forte variabilit&agrave; tra le diverse zone del Paese e a una quota ridotta di cittadini che segnalano miglioramenti concreti nei servizi.</p>
<p>Guardando al confronto con le altre regioni italiane, la percezione di un cambiamento in positivo risulta comunque pi&ugrave; diffusa nel resto del Paese rispetto al Piemonte. La quota complessiva di piemontesi che dichiara di aver notato un miglioramento nella sanit&agrave; si ferma al 17,9%, un valore distante da quello del Veneto (22,7%), ma anche inferiore a quello di diverse regioni del Sud, come la Campania (19,2%), la Calabria (19,9%) e la Puglia (19,9%). Nel Nord Italia fanno peggio del Piemonte solo il Trentino Alto Adige (8,6%), il Friuli Venezia Giulia (16,8%) e l&rsquo;Emilia Romagna (17,2%).</p>]]></description><pubDate>Sat, 04 Jul 2026 07:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item></channel></rss>
