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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > Fossano]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/fossanese/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/attualita/fossanese/rss2.0.xml?page=13rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie di Attualità a Fossano aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Mon, 22 Jun 2026 17:45:40 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > Fossano]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/fossanese/]]></link></image><item><title><![CDATA[La pioggia scarseggia, si torna a parlare di invasi: "Non possiamo limitarci a rincorrere l’emergenza"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-pioggia-scarseggia-si-torna-a-parlare-di-invasi-non-possiamo-limitarci-a-rincorrere-lemergenza_122638.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-pioggia-scarseggia-si-torna-a-parlare-di-invasi-non-possiamo-limitarci-a-rincorrere-lemergenza_122638.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122638/150905.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il grande caldo di questi giorni porta con s&egrave; l'emergenza idrica: la siccit&agrave; torna a fare paura in Piemonte e in provincia di Cuneo, dove la riduzione delle portate dei corsi d'acqua &egrave; gi&agrave; tangibile. Un allarme, quello <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/emergenza-idrica-la-regione-riapre-l-osservatorio-la-situazione-peggiorera_122623.html" target="_blank" rel="follow">lanciato dalla Regione</a> commentando i dati Arpa, raccolto anche dalla Coldiretti provinciale.</p>
<p>Emergono infatti cali significativi delle portate medie giornaliere rispetto alla stessa data dello scorso anno su diversi corsi d&rsquo;acqua monitorati in provincia di Cuneo: il Maira a Dronero passa da 11,2 a 7,3 m&sup3;/s, il Varaita a Polonghera da 3,3 a 1,0 m&sup3;/s e l&rsquo;Ellero a Mondov&igrave; da 1,1 a 0,5 m&sup3;/s. In calo anche la Stura di Demonte a Gaiola, da 17,9 a 15,6 m&sup3;/s. La stessa tendenza &ndash; prosegue Coldiretti &ndash; emerge dai livelli idrometrici medi giornalieri: -7 centimetri per il Maira a Dronero, -15 centimetri per il Varaita a Polonghera, -6 centimetri per l&rsquo;Ellero a Mondov&igrave; e -5 centimetri per la Stura di Demonte a Gaiola. Il quadro non &egrave; uniforme su tutte le sezioni monitorate, ma conferma una pressione crescente sulla risorsa idrica.</p>
<p>Il quadro &ndash; prosegue Coldiretti &ndash; conferma la fragilit&agrave; gi&agrave; segnalata da Arpa Piemonte a inizio giugno, con precipitazioni di maggio inferiori del 44% rispetto alla media e risorse idriche superficiali sotto la norma del 31%. Il caldo aggrava la situazione, aumentando l&rsquo;evapotraspirazione e i fabbisogni irrigui, con maggiori rischi per mais, orticole, frutteti, noccioleti, foraggi, prati e produzioni destinate all&rsquo;alimentazione animale.</p>
<p>&ldquo;Nel breve periodo serve mettere in campo tutti gli strumenti utili per accompagnare la stagione irrigua in corso&rdquo; dichiarano Enrico Nada e Francesco Goffredo, Presidente e Direttore di Coldiretti Cuneo. &ldquo;In presenza di condizioni di criticit&agrave; idrica, occorre valutare con tempestivit&agrave; anche l&rsquo;attivazione delle deroghe previste al Deflusso Ecologico. Ma non possiamo limitarci a rincorrere l&rsquo;emergenza quando i fiumi sono gi&agrave; in sofferenza. La vera risposta &egrave; strutturale: una rete diffusa di micro-invasi, laghetti irrigui e opere di accumulo, il recupero delle infrastrutture esistenti, il pieno coinvolgimento dei consorzi irrigui e procedure pi&ugrave; snelle per trattenere l&rsquo;acqua quando c&rsquo;&egrave; e renderla disponibile quando serve. Difendere l&rsquo;acqua significa difendere il cibo, le imprese agricole e il futuro dei nostri territori&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 17:12:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Psa, Robaldo: "L'ordinanza della Regione colma un vuoto"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/psa-robaldo-l-ordinanza-della-regione-colma-un-vuoto_122625.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/psa-robaldo-l-ordinanza-della-regione-colma-un-vuoto_122625.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122625/150885.jpg" title="" alt="" /><br /><p>"<a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/peste-suina-il-piemonte-emana-unordinanza-per-garantire-le-attivita-di-contrasto_122550.html" target="_blank" rel="nofollow">L'ordinanza assunta dal Presidente Cirio</a> colma il vuoto rispetto al quale avevamo gi&agrave; richiesto di intervenire al Governo ormai pi&ugrave; di un mese fa. Essa garantisce le attivit&agrave; di prevenzione, sorveglianza ed eradicazione della Peste suina africana (PSA), confermando e dando cos&igrave; continuit&agrave; alle misure precedentemente introdotte dal Commissario straordinario nazionale. Questo provvedimento assume un rilievo particolare per il territorio cuneese".</p>
<p>&Egrave; il commento del Presidente della Provincia, Luca Robaldo, all'iniziativa della Regione Piemonte che rende nuovamente operative alcune misure che erano venute meno a causa della mancata conferma del Commissario Nazionale alla PSA.</p>
<p>"In questo quadro, la Provincia di Cuneo prosegue e rafforza la sua attivit&agrave; sia quale promotore della Cabina di regia PSA sia nell&rsquo;ambito della sua funzione di presidio del territorio - prosegue il Consigliere Delegato, Silvano Dovetta - mettendo in campo uomini e mezzi sempre pi&ugrave; impegnati in tali attivit&agrave;. Nel frattempo attendiamo la conferma del dott. Filippini quale Commissario Straordinario, che dovrebbe avvenire nel giro di poche settimane, avendone apprezzato le capacit&agrave; di coordinamento e la chiarezza nelle fasi decisionali, condivise col commissario regionale Giorgio Sapino".</p>
<p>In questi giorni, poi, nell'ambito della consueta e costruttiva collaborazione con le Associazioni di Categoria il Presidente Robaldo ed il Consigliere Dovetta hanno scritto ai Presidente di Coldiretti, Confagricoltura e CIA chiedendo loro di ulteriormente sensibilizzare gli allevatori propri iscritti sul tema delle misure di biosicurezza di contrasto alla PSA.</p>
<p>"Nell'evidenziare gli importanti risultati ottenuti rimarchiamo l&rsquo;importanza di proseguire il percorso di adeguamento delle aziende - scrivono Robaldo e Dovetta -. Se nel 2023 le non conformit&agrave; interessavano circa il 30% delle aziende controllate ed erano caratterizzate da gravi carenze strutturali, nel 2026 la quota complessiva di allevamenti non in regola &egrave; scesa al 20% e, soprattutto, le difformit&agrave; sono per lo pi&ugrave; relative ad aspetti di natura quotidiana e operativa".</p>
<p>Parallelamente, con una lettera inviata alla Regione Piemonte, la Provincia ha richiesto ulteriori strumenti di sostegno, anche di natura economica, per supportare sia l&rsquo;attivit&agrave; di informazione e sensibilizzazione delle imprese sia per colmare eventuali carenze infrastrutturali residue.</p>
<p>&laquo;Desideriamo esprimere un sincero ringraziamento al Nucleo Faunistico&ndash;Ambientale della Polizia Locale della Provincia per il lavoro costante e spesso complesso che stanno svolgendo &ndash; sottolineano ancora Robaldo e Dovetta &ndash;. L&rsquo;emergenza della PSA ha ben evidenziato come il loro impegno rappresenta un presidio fondamentale per la tutela del nostro territorio&raquo;.</p>
<p>&laquo;Penso sia a questo proposito importante ricordare &ndash; prosegue il Presidente &ndash; che l&rsquo;attivit&agrave; del Nucleo e, pi&ugrave; in generale, della Polizia Locale provinciale non si limiti agli interventi di natura sanzionatoria, a cui nell&rsquo;immaginario comune &egrave; spesso associata. Si tratta invece di un lavoro ampio e articolato che comprende anche attivit&agrave; di informazione, prevenzione e sensibilizzazione rivolte a cittadini, operatori e mondo associativo&raquo;.</p>
<p>L&rsquo;operativit&agrave; del Corpo, infatti, oltre alle funzioni strettamente previste dalla normativa, si estende a un ampio spettro di iniziative di collaborazione e supporto a favore di enti, associazioni e cittadini, contribuendo in modo concreto alla diffusione di una cultura della legalit&agrave; e della sostenibilit&agrave; ambientale.</p>
<p>Tra queste, proprio sul tema PSA, si inseriscono gli incontri pubblici organizzati sul territorio in collaborazione con gli Ambiti Territoriali di Caccia, che rappresentano momenti di aggiornamento e confronto operativo rivolti in particolare a cacciatori e amministratori locali sui comportamenti da adottare e sulle modalit&agrave; di collaborazione alle attivit&agrave; di monitoraggio.</p>
<p>Parallelamente, proseguono anche le attivit&agrave; di educazione ambientale rivolte alle scuole, con gli incontri dedicati agli ecosistemi locali realizzati nell&rsquo;ambito del progetto europeo &ldquo;LIFE Minnow&rdquo;, che hanno coinvolto gli studenti di Caramagna e Cavallermaggiore. Nell&rsquo;ambito dello stesso progetto, a maggio, in conformit&agrave; con la Direttiva Habitat, il personale della Provincia ha realizzato un importante intervento a tutela della biodiversit&agrave; acquatica con l&rsquo;immissione di esemplari di Savetta.</p>
<p>A queste iniziative si affiancano gli interventi concreti a tutela della fauna e dell&rsquo;ambiente, il controllo delle attivit&agrave; venatorie e nella gestione della fauna selvatica, inclusi gli interventi di monitoraggio e contenimento delle specie, nonch&eacute; azioni mirate al contrasto di situazioni di rischio sanitario e ambientale.</p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 14:39:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Emergenza idrica, la Regione riapre l'Osservatorio: "La situazione peggiorerà"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/emergenza-idrica-la-regione-riapre-l-osservatorio-la-situazione-peggiorera_122623.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/emergenza-idrica-la-regione-riapre-l-osservatorio-la-situazione-peggiorera_122623.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122623/150882.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;ondata di calore che sta investendo il Piemonte porta con s&eacute; le conseguenze legate alla siccit&agrave; e all&rsquo;emergenza idrica. Per il monitoraggio dello scenario ideo-meteorologico, la Regione ha scelto di riaprire l&rsquo;Osservatorio regionale, convocando anche un tavolo specifico per quanto riguarda il lago Maggiore. Lo ha annunciato l'assessore regionale all&rsquo;Ambiente Matteo Marnati, in ragione dei dati del bollettino idro-meteorologico diffusi da Arpa Piemonte, che fotografano una situazione di netto deficit idrico in tutta la Regione.&nbsp;</p>
<p>&ldquo;Il quadro segnalato da Arpa &egrave; chiaro: mancano le piogge, le temperature sono ben sopra la media e i nostri fiumi, a partire dal Po, e le falde stanno pagando dazio &ndash; afferma l&rsquo;assessore Marnati -. Con l&rsquo;arrivo di queste ondate di calore anomalo, la situazione idrologica &egrave; destinata a peggiorare. Per questo abbiamo scelto di essere tempestivi: riapriamo quindi l&rsquo;Osservatorio regionale per avere un monitoraggio costante e capillare dello scenario attuale e di quello che ci attende in piena estate, e attiviamo un tavolo specifico per il Lago Maggiore. La tutela della risorsa acqua e la sicurezza dei cittadini sono la nostra priorit&agrave;&rdquo;.</p>
<p>I dati di Arpa Piemonte illustrano la situazione sulle precipitazioni medie registrate nell&rsquo;ultimo mese. Si ha avuto uno scarto negativo del 44% rispetto alla media del periodo 1991-2020. Tutta la Regione &egrave; stata caratterizzata da un deficit pluviometrico, con scarti pi&ugrave; elevati nelle zone settentrionali e orientali (-50%). Risulta negativa anche la cumulata da inizio anno idrologico rispetto la norma, in cui si ha avuto uno scarto negativo del 23%, con un deficit pi&ugrave; contenuto dall&rsquo;inizio dell&rsquo;anno solare (circa il 6%). Si evidenziano condizioni di siccit&agrave; da lieve a moderata, alla scala temporale di 1 mese e 3 mesi, a causa delle scarse precipitazioni (mesi di marzo e aprile 2026).</p>
<p>Nel mese di maggio, per quanto riguarda le temperature, &egrave; stata registrata un&rsquo;anomalia media positiva di circa 1.1&deg; C rispetto alla norma climatica (1991-2020). Nonostante le temperature basse di inizio mese, si ha avuto un maggio, precisamente il 7&deg;, pi&ugrave; caldo degli ultimi 70 in Piemonte, in cui si sono registrate nell&rsquo;ultima decade del mese temperature elevate.</p>
<p>In termini di risorse idriche superficiali stoccate sotto forma di Swe (Equivalente di acqua in neve), per gli invasi e Lago Maggiore, il mese di maggio risulta inferiore alla norma del periodo con un -31%, a causa della drastica diminuzione della neve al suolo, in particolare nelle aree occidentali e settentrionali del Piemonte.</p>
<p>Le portate dei corsi d&rsquo;acqua risultano in deficit rispetto alla media storica del periodo. Si registra per il Sesia a Palestro, una portata media inferiore alla norma del -67%, mentre per il Tanaro, il Varaita e il Toce, risultano deficit negativi attorno al 50%, il Po in chiusura di bacino piemontese, registra una portata media per l&rsquo;ultimo mese pari a circa il &ndash;46% rispetto alla portata media mensile storica.</p>
<p>Per quanto riguarda la risorsa idrica sotterranea, ed in particolare la falda superficiale, i valori di soggiacenza della falda risultano quasi ovunque maggiori della media del periodo e in alcune aree supera il 75&deg; percentile, in cui il livello &egrave; basso rispetto all&rsquo;intervallo di oscillazione di riferimento, valori che potrebbero preannunciare l&rsquo;instaurarsi di condizioni di criticit&agrave;.</p>
<p>Per il mese di giugno, dal bollettino si attesta una situazione aggiornata alla scorsa settimana in cui risulta che la pioggia &egrave; inferiore al 50% e lo sono quindi anche le portate dei corsi d&rsquo;acqua. I bacini in maggiore sofferenza sono quelli a sud del Po. La situazione idrologica vedr&agrave; un ulteriore aggravamento, in relazione alle alte temperature e all&rsquo;assenza di pioggia.</p>
<p>Dal bollettino idro-meteorologico settimanale di Arpa Piemonte si &egrave; rilevato, per la settimana appena trascorsa, temperature superiori alla norma del periodo, con temperatura media settimanale di 18.1&deg; con anomalia termica positiva di 2&deg; C. Le precipitazioni sono state scarse: sul bacino del Po sono caduti mediamente 5 mm. di pioggia. Lo stato idrico &egrave; risultato normale sul Novarese, Vercellese, Canavese e Valli di Lanzo, in lieve deficit sull&rsquo;area occidentale della regione, in moderato sul cuneese e alessandrino. Una significativa anomalia termica positiva (4-5&deg; C) &egrave; prevista per la settimana in corso, e le precipitazioni risulteranno assenti o inferiori alla norma, lo stato idrico si manterr&agrave; invariato su tutti i comprensori.</p>
<p>Anche la prossima settimana sar&agrave; caratterizzata da temperature superiori alla norma (5-6&deg; C), le precipitazioni saranno complessivamente inferiori alla media climatologica e la disponibilit&agrave; idrica tender&agrave; a diminuire ulteriormente nelle aree occidentali e nel cuneese mentre negli altri settori la situazione idrica rimane invariata.</p>
<p>La Regione Piemonte sta procedendo all&rsquo;apertura dell&rsquo;Osservatorio regionale di emergenza idrica, al fine di monitorare la situazione per l&rsquo;acqua potabile, l&rsquo;uso agricolo, la situazione dei bacini e dei fiumi, lo scenario attuale e quello estivo. Ci sar&agrave; inoltre l&rsquo;importante novit&agrave; relativa alla costituzione di un tavolo dedicato alla situazione del Lago Maggiore.</p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 14:25:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Robotto alla direzione della Giunta regonale, Sottile confermato alla Sanità]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/robotto-alla-direzione-della-giunta-regonale-sottile-confermato-alla-sanita_122620.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/robotto-alla-direzione-della-giunta-regonale-sottile-confermato-alla-sanita_122620.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122620/150873.jpg" title="Angelo Robotto e Antonino Sottile" alt="Angelo Robotto e Antonino Sottile" /><br /><p>La Giunta regionale, nella seduta odierna, ha proceduto alla designazione dei direttori delle Direzioni regionali Giunta e Sanit&agrave; per il prossimo triennio. La Direzione della Giunta regionale sar&agrave; affidata ad Angelo Robotto, mentre Antonino Sottile &egrave; stato confermato alla guida della Direzione Sanit&agrave;.</p>
<p>Responsabile della Direzione Ambiente, Energia e Territorio dal 2024, Robotto vanta una consolidata esperienza nella pubblica amministrazione. Nel corso della sua carriera ha ricoperto, tra gli altri, gli incarichi di direttore generale di Arpa Piemonte e di Ires Piemonte, maturando competenze di alto profilo nei settori dell&rsquo;ambiente, della sicurezza, delle politiche sociali e delle procedure amministrative e legali. A partire dal 7 luglio, assumer&agrave; la guida della Direzione Giunta, mantenendo l&rsquo;interim della Direzione Ambiente, Energia e Territorio fino alla nomina del nuovo direttore per il quale verr&agrave; avviata a breve la procedura di selezione.</p>
<p>"La nomina di Angelo Robotto rappresenta una scelta fondata sul merito, sulle competenze e sulla profonda conoscenza della macchina amministrativa regionale &ndash; dichiara il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio &ndash;. Nel corso degli anni ha dimostrato capacit&agrave; di governo dei processi complessi, rigore nella gestione amministrativa e una visione strategica nell&rsquo;affrontare dossier di particolare rilevanza per il Piemonte. Sono qualit&agrave; che oggi mettiamo a disposizione della Direzione della Giunta regionale, un ruolo centrale per garantire efficacia, coordinamento e capacit&agrave; di attuazione delle politiche regionali. A lui rivolgo i migliori auguri di buon lavoro, certo che sapr&agrave; affrontare questo nuovo incarico con la professionalit&agrave; e il senso delle istituzioni che ne hanno sempre contraddistinto l&rsquo;operato".</p>
<p>"Desidero inoltre esprimere un sincero e sentito ringraziamento a Paolo Frascisco, che conclude il proprio percorso nell&rsquo;amministrazione regionale per raggiunti limiti di quiescenza - aggiunge il presidente - In questi anni ha assicurato un contributo prezioso, caratterizzato da competenza, disponibilit&agrave; e spirito di servizio. A nome della Regione Piemonte rivolgo a lui la nostra gratitudine per la dedizione e l&rsquo;impegno con cui ha operato a favore dell&rsquo;istituzione e della comunit&agrave; piemontese nel corso della sua lunga carriera".</p>
<p>Per quanto riguarda la Direzione Sanit&agrave;, la Giunta regionale ha confermato Antonino Sottile alla guida della struttura per il prossimo triennio. Sottile, medico chirurgo, &egrave; direttore della Sanit&agrave; della Regione Piemonte dal luglio 2023. In precedenza &egrave; stato direttore generale della Fondazione del Piemonte per l&rsquo;Oncologia &ndash; IRCCS di Candiolo e componente della Cabina di Regia nazionale per l&rsquo;Health Technology Assessment (HTA) presso il Ministero della Salute, maturando una significativa esperienza nella programmazione e nella governance dei sistemi sanitari.</p>
<p>"La conferma di Antonino Sottile si inserisce in una scelta di continuit&agrave; amministrativa e gestionale in uno dei settori pi&ugrave; strategici dell&rsquo;azione regionale &ndash; dichiarano il presidente Alberto Cirio e l&rsquo;assessore alla Sanit&agrave; Federico Riboldi &ndash;. La sanit&agrave; rappresenta non soltanto il principale ambito di investimento della Regione, ma anche il servizio pubblico che pi&ugrave; direttamente incide sulla qualit&agrave; della vita dei cittadini. Per questo riteniamo fondamentale proseguire il percorso avviato, valorizzando le competenze e l&rsquo;esperienza maturate in questi anni".</p>
<p>"Nei prossimi anni - aggiungono Cirio e Riboldi - il lavoro della Direzione sar&agrave; orientato al conseguimento di obiettivi chiari e misurabili: il mantenimento del rigore nella gestione delle risorse pubbliche, il rafforzamento e il rilancio della sanit&agrave; pubblica piemontese, la riduzione delle liste d&rsquo;attesa, il potenziamento dei servizi territoriali e l&rsquo;attuazione del piano di edilizia sanitaria, che rappresenta uno degli investimenti pi&ugrave; significativi per il futuro del sistema sanitario regionale. Si tratta di sfide decisive per garantire ai cittadini cure sempre pi&ugrave; accessibili, efficienti e di qualit&agrave;".</p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 12:24:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Claudio Sacchetto (FdI): “Dall’Europa segnali positivi per il futuro dell’agricoltura italiana”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/claudio-sacchetto-fdi-dalleuropa-segnali-positivi-per-il-futuro-dellagricoltura-italiana_122592.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/claudio-sacchetto-fdi-dalleuropa-segnali-positivi-per-il-futuro-dellagricoltura-italiana_122592.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122592/150829.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In questi giorni &egrave; arrivato il via libera del Parlamento europeo alle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), mentre non &egrave; stato trovato un accordo sul pacchetto Omnibus food and feed, nel quale era inclusa anche la discussione sulle modifiche al Regolamento 1107/2009 che norma i processi di approvazione e ri-approvazione dei prodotti fitosanitari. Riceviamo e pubblichiamo una lettera del consigliere regionale di Fratelli d&rsquo;Italia Claudio Sacchetto sul tema:&nbsp;</p>
<p>&ldquo;Egregio direttore,</p>
<p>negli ultimi giorni dall'Europa sono arrivati due segnali importanti per il futuro dell'agricoltura italiana. Due decisioni che vanno nella stessa direzione: sostenere l'innovazione, difendere la competitivit&agrave; delle imprese agricole tutelando l&rsquo;ambiente.</p>
<p>Il primo elemento riguarda il via libera del Parlamento europeo alle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), un passaggio storico per il settore agricolo e per il mondo della ricerca. Le TEA consentono di sviluppare variet&agrave; vegetali pi&ugrave; resistenti alle malattie e agli effetti dei cambiamenti climatici, riducendo l'utilizzo di fitofarmaci e migliorando la sostenibilit&agrave; delle produzioni senza compromettere la qualit&agrave; delle nostre eccellenze agroalimentari.</p>
<p>Si tratta di un risultato che il Governo guidato da Giorgia Meloni e la delegazione di Fratelli d'Italia nel gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR) hanno sostenuto con coerenza e determinazione fin dall'inizio della legislatura europea. Una battaglia portata avanti nella convinzione che la sostenibilit&agrave; non possa essere costruita contro gli agricoltori, ma insieme agli agricoltori, valorizzando la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica.</p>
<p>Anche in Piemonte abbiamo creduto fin da subito nelle potenzialit&agrave; delle TEA. Per questo, alcuni mesi fa, avevo depositato un Ordine del Giorno, approvato dal Consiglio Regionale, che impegnava il Piemonte a sostenere la ricerca e la sperimentazione su queste nuove tecnologie. Oggi quella scelta trova una conferma importante a livello europeo.</p>
<p>Il secondo segnale positivo arriva dal mancato accordo sul pacchetto Omnibus food and feed, nel quale era inclusa anche la discussione sulle modifiche al Regolamento 1107/2009 che norma i processi di approvazione e ri-approvazione dei prodotti fitosanitari, siccome il testo non accoglieva la richiesta dell&rsquo;Italia e di altri Stati di ridurre i tempi ed i costi per poter avere molecole sempre adeguate ai tempi, &egrave; stata respinta la proposta che non offriva adeguate garanzie rispetto alle esigenze del mondo produttivo e che rischiava di introdurre ulteriori vincoli senza riconoscere il ruolo fondamentale dell'innovazione e delle nuove tecnologie applicate all'agricoltura.</p>
<p>Anche in questo caso &egrave; stata determinante la posizione italiana, sostenuta dal Governo Meloni, che ha saputo interpretare le richieste provenienti dal comparto agricolo, dalle organizzazioni professionali e dal mondo cooperativo. Nei prossimi mesi continueranno i negoziati per arrivare a soluzioni soddisfacenti. La sostenibilit&agrave; ambientale resta un obiettivo imprescindibile, ma deve essere accompagnata dalla sostenibilit&agrave; economica delle imprese agricole e dalla capacit&agrave; dell'Europa di garantire la propria sicurezza e sovranit&agrave; alimentare.</p>
<p>Le aziende agricole europee stanno affrontando sfide senza precedenti: cambiamenti climatici, emergenze fitosanitarie, aumento dei costi di produzione e concorrenza internazionale spesso soggetta a regole meno stringenti. In questo contesto servono strumenti innovativi, procedure pi&ugrave; efficienti e una normativa che premi chi investe in tecnologia e qualit&agrave;.</p>
<p>Il voto sulle TEA e il mancato accordo sul pacchetto Omnibus rappresentano dunque due facce della stessa medaglia: il superamento di un approccio ideologico che negli ultimi anni ha spesso caratterizzato il dibattito agricolo europeo. L'Europa deve tornare a essere alleata di chi produce, investe e crea valore nei territori&rdquo;.</p>
<p><strong>Claudio Sacchetto, consigliere regionale, presidente Commissione agricoltura, Fratelli d&rsquo;Italia</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 09:16:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[In un volantino l'invito di un sindacato a passare ad Amos, Fials protesta: "Profondamente sviliti"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-un-volantino-l-invito-di-un-sindacato-a-passare-ad-amos-fials-protesta-profondamente-sviliti_122561.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-un-volantino-l-invito-di-un-sindacato-a-passare-ad-amos-fials-protesta-profondamente-sviliti_122561.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122561/150769.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Volantini diffuso da un&rsquo;organizzazione sindacale della sanit&agrave; che inviterebbero velatamente gli operatori a passare al privato, in questo caso Amos. Il caso &egrave; sollevato da Giovanni La Motta, commissario straordinario Fials Cuneo. Di seguito l&rsquo;intervento completo.</p>
<p>"Ha suscitato sorpresa e non poche perplessit&agrave; tra gli operatori sanitari il volantino diffuso in questi giorni da un&rsquo;organizzazione sindacale che, anzich&eacute; concentrarsi sul rafforzamento del servizio pubblico, sembra indicare nel passaggio al privato la risposta alle difficolt&agrave; vissute da molti professionisti della sanit&agrave;. Il messaggio &egrave; tanto semplice quanto diretto: se la tua azienda non ti concede il part-time, se non ti permette di avvicinarti a casa, se non ascolta le tue esigenze, allora esiste una strada alternativa. Quella indicata nel volantino porta verso Amos, societ&agrave; che opera nella gestione di servizi sanitari e sociosanitari e che, seppur partecipata da enti pubblici, applica un contratto diverso da quello del Servizio Sanitario Nazionale. Come FIALS non possiamo nascondere il nostro stupore. Ci lascia infatti perplessi vedere un&rsquo;organizzazione sindacale impegnata a promuovere come soluzione il passaggio verso una realt&agrave; esterna, anzich&eacute; rivendicare il miglioramento delle condizioni lavorative all&rsquo;interno della sanit&agrave; pubblica. Ancora pi&ugrave; sorprendente &egrave; il contenuto stesso del messaggio. Il volantino lascia intendere che nel privato sia pi&ugrave; semplice ottenere condizioni lavorative migliori, una maggiore vicinanza alla propria residenza e una migliore conciliazione tra vita privata e lavoro. Una rappresentazione che molti operatori sanitari faticano a riconoscere come corrispondente alla realt&agrave;.&nbsp;</p>
<p>Sono stati infatti diversi lavoratori che in passato hanno prestato servizio in AMOS e che oggi lavorano nelle nostre aziende sanitarie pubbliche a segnalarci quel volantino, manifestando il loro stupore per una narrazione che giudicano quantomeno fuorviante. Se davvero il privato, in questo caso AMOS, rappresentasse una soluzione cos&igrave; vantaggiosa, sarebbe difficile spiegare perch&eacute; chi sostiene questa tesi non compie per primo quella scelta? Naturalmente nessuno intende negare il problema della carenza infermieristica. La carenza esiste ed &egrave; una criticit&agrave; che riguarda tanto il pubblico quanto il privato. Proprio per questo, per&ograve;, riteniamo che una domanda debba essere posta con chiarezza. Prima di affidare servizi cos&igrave; strategici e delicati come gli Ospedali di Comunit&agrave; a un soggetto &nbsp;esterno, l&rsquo;Asl CN1 ha davvero valutato e percorso tutte le strade possibili per garantire una gestione diretta e pubblica del servizio? Per quanto ci risulta, non abbiamo assistito all&rsquo;attivazione di specifici bandi pubblici finalizzati al reclutamento di personale infermieristico destinato agli Ospedali di Comunit&agrave;. Eppure, se si ritiene che esistano professionisti disponibili a lavorare in queste strutture attraverso una societ&agrave; esterna, sarebbe logico verificare anzitutto se gli stessi professionisti siano disponibili a svolgere quelle medesime attivit&agrave; alle dipendenze dirette del Servizio Sanitario Pubblico. &Egrave; evidente che tentare di reperire personale esclusivamente all&rsquo;interno di organici gi&agrave; oggi in sofferenza significherebbe semplicemente spostare il problema da un servizio all&rsquo;altro.</p>
<p>Diverso sarebbe attivare procedure di reclutamento dedicate e rivolte all&rsquo;esterno, attraverso contratti a tempo determinato e successivamente anche a tempo indeterminato. Se vi &egrave; l&rsquo;esigenza di procedere rapidamente, nulla impedisce di attivare inizialmente incarichi a &nbsp;termine, anche di durata pluriennale, per consentire l&rsquo;avvio dei servizi. Solo dopo aver verificato concretamente l&rsquo;eventuale indisponibilit&agrave; di personale sarebbe corretto &nbsp;valutare soluzioni alternative. Ci&ograve; che lascia perplessi &egrave; invece il percorso inverso: si d&agrave; per scontata l&rsquo;impossibilit&agrave; di assumere &nbsp;personale pubblico e si individua immediatamente nel soggetto esterno la risposta al problema. Una scelta che merita una riflessione approfondita. Perch&eacute; affidare servizi strategici come gli Ospedali di Comunit&agrave; a soggetti esterni non &egrave; una &nbsp;decisione neutrale.&nbsp;<br>Significa favorire un processo di esternalizzazione che rischia di spostare progressivamente &nbsp;funzioni centrali della sanit&agrave; territoriale fuori dalla gestione diretta del servizio pubblico. L&rsquo;obiettivo dovrebbe essere esattamente l&rsquo;opposto. Rafforzare il pubblico, non sostituirlo. Se esistono limiti di spesa, vincoli assunzionali o altre difficolt&agrave; che impediscono il reclutamento &nbsp;diretto del personale necessario, allora &egrave; doveroso che tali criticit&agrave; vengano rese pubbliche e &nbsp;affrontate con trasparenza. E se davvero esistono ostacoli normativi o autorizzativi, &egrave; necessario che le istituzioni competenti &nbsp;chiariscano quale modello di sanit&agrave; intendano perseguire.&nbsp;</p>
<p>Perch&eacute; se da una parte si chiede alle aziende sanitarie di attivare nuovi servizi e dall&rsquo;altra non si &nbsp;mettono a disposizione le risorse necessarie per assumere il personale che quei servizi deve &nbsp;garantire, si crea inevitabilmente un cortocircuito organizzativo. Un cortocircuito che finisce per rendere il ricorso al privato non una scelta residuale ma una &nbsp;conseguenza obbligata. E questo rappresenta un tema che riguarda tutti i cittadini, non soltanto gli addetti ai lavori. Per questo riteniamo che tutte le istituzioni competenti debbano prestare la massima attenzione alle &nbsp;decisioni che riguardano il futuro della sanit&agrave; pubblica. La gestione privata di servizi pubblici dovrebbe rappresentare l&rsquo;ultima opzione disponibile, da &nbsp;prendere in considerazione soltanto dopo aver verificato che ogni percorso di reclutamento e &nbsp;organizzazione pubblica sia stato realmente tentato. Non pu&ograve; e non deve diventare la scorciatoia pi&ugrave; semplice.&nbsp;</p>
<p>Come FIALS, e come professionisti che ogni giorno operano all&rsquo;interno del Servizio Sanitario Pubblico, ci sentiamo profondamente sviliti da una narrazione che sembra suggerire ai lavoratori che, di fronte alle difficolt&agrave; della sanit&agrave; pubblica, la soluzione sia andarsene altrove invece di pretendere che quel sistema venga migliorato, rafforzato e reso pi&ugrave; attrattivo. Ancora pi&ugrave; sorprendente &egrave; che questo messaggio provenga da chi dovrebbe avere tra le proprie &nbsp;priorit&agrave; la tutela del lavoro pubblico e dei professionisti che ogni giorno ne garantiscono il funzionamento. La vera sfida non &egrave; convincere gli operatori a lasciare il pubblico. La vera sfida &egrave; fare in modo che nessuno abbia motivo di lasciarlo. La vera sfida &egrave; costruire una sanit&agrave; pubblica capace di attrarre professionisti, valorizzarne le &nbsp;competenze, garantire condizioni di lavoro adeguate e offrire ai cittadini servizi sempre pi&ugrave; &nbsp;qualificati. Perch&eacute; la sanit&agrave; pubblica non appartiene a un sindacato, a una direzione aziendale o a una parte &nbsp;politica. La sanit&agrave; pubblica &egrave; un patrimonio collettivo. Un bene comune costruito con le risorse di tutti i cittadini e che tutti, istituzioni, lavoratori, &nbsp;organizzazioni sindacali e comunit&agrave; locali, hanno il dovere di tutelare, difendere e rafforzare. Insieme. Perch&eacute; quando arretra il pubblico, non perde una categoria.&nbsp;Perde l&rsquo;intera collettivit&agrave;".&nbsp;<br><br><strong>Il Commissario Straordinario Fials Cuneo Dott. Giovanni La Motta</strong></p>]]></description><pubDate>Sun, 21 Jun 2026 07:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[L’economia piemontese avanti piano: le famiglie sono in difficoltà]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/leconomia-piemontese-avanti-piano-le-famiglie-sono-in-difficolta_122534.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/leconomia-piemontese-avanti-piano-le-famiglie-sono-in-difficolta_122534.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122534/150735.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nel 2024 il reddito pro capite dei piemontesi era di 25.426 euro, quasi il dieci per cento in pi&ugrave; rispetto alla media italiana, ma ancora inferiore a quello delle altre regioni del Nord. &Egrave; uno dei dati che sintetizza la posizione del Piemonte nell&rsquo;economia nazionale: una regione che sta meglio della media italiana, ma che non riesce a raggiungere i risultati di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. A fotografare questa situazione &egrave; il rapporto annuale sull&rsquo;economia piemontese pubblicato a giugno 2026 dalla Banca d&rsquo;Italia, che analizza l&rsquo;andamento del 2025 nei principali settori economici: dalla produzione industriale al lavoro, passando per l&rsquo;edilizia e il welfare.</p>
<p>Sul fronte delle famiglie, il reddito disponibile &egrave; cresciuto del 2,3% a prezzi correnti nel 2025, poco al di sotto della media del Nord. I consumi sono aumentati dello 0,9% in termini reali, in linea con le altre regioni settentrionali. Tra i beni durevoli, le immatricolazioni di autovetture da parte di privati hanno registrato un calo pi&ugrave; accentuato rispetto alla media nazionale. Questo dato, si legge nel report, riflette sia l&rsquo;incertezza delle famiglie sia la debolezza del settore automotive, storica colonna portante dell&rsquo;industria regionale oggi in crisi.</p>
<p>Le compravendite di abitazioni hanno invece sub&igrave;to un&rsquo;accelerazione, segnando un pi&ugrave; 10,1% rispetto all&rsquo;anno precedente. L&rsquo;aumento &egrave; stato pi&ugrave; marcato per le case di dimensioni pi&ugrave; grandi e per quelle situate fuori dai centri urbani. Insieme all&rsquo;andamento delle compravendite, anche i prezzi delle case sono saliti, ma la crescita &egrave; rimasta inferiore alla media nazionale. L&rsquo;aumento del costo degli affitti, invece, &egrave; stato in linea con il 2024. Anche il numero dei mutui &egrave; cresciuto, nonostante un lieve rialzo dei tassi di interesse.</p>
<p>Non mancano per&ograve; le fragilit&agrave;. Secondo i dati Istat, l&rsquo;8,8% delle famiglie piemontesi nel 2024 era in condizioni di povert&agrave; relativa, un dato migliore rispetto alla media nazionale, ma in aumento rispetto all&rsquo;anno precedente. Nel 2025, guardando ai nuclei senza pensionati e con persone di riferimento sotto i 75 anni, il 6,6% degli individui viveva in famiglie senza alcun componente occupato, in aumento rispetto al 2024. A livello di assistenza statale, l&rsquo;assegno di inclusione &egrave; stato percepito da oltre 40.100 famiglie piemontesi, con un importo medio di 706 euro mensili.</p>
<p>L&rsquo;occupazione nel 2025 &egrave; cresciuta dello 0,5%, in rallentamento rispetto all&rsquo;anno precedente. Il dato, inoltre, &egrave; inferiore sia alla media nazionale che a quella del Nord. Il tasso di occupazione della popolazione tra i 15 e i 64 anni &egrave; rimasto sostanzialmente stabile, mentre il numero di persone in cerca di lavoro &egrave; tornato a crescere. Anche la disoccupazione di lunga durata, cio&egrave; quella che riguarda chi cerca lavoro da pi&ugrave; di dodici mesi, &egrave; salita leggermente.</p>
<p>Come il resto del Paese, anche il mercato del lavoro in Piemonte presenta differenze di genere marcate. Nella media del triennio 2023-25, le donne attive tra i 15 e i 64 anni erano il 66,2 per cento, tredici punti percentuali in meno degli uomini. Il divario si riduce tra le donne con titoli di studio pi&ugrave; elevati, dove scende a poco pi&ugrave; di cinque punti. Il principale ostacolo alla partecipazione femminile rimane ancora il lavoro di cura familiare, che ricade prevalentemente sulle donne tra i 25 e i 49 anni. In questa classe d&rsquo;et&agrave;, la presenza di figli in et&agrave; prescolare amplia ancora il divario di genere fino a 23 punti percentuali.</p>
<p>Sul fronte della produzione, il 2025 ha portato qualche segnale di recupero per l&rsquo;industria. La produzione, per&ograve;, &egrave; ancora sotto ai livelli del periodo 2021-24. I settori che hanno pesato di pi&ugrave; in negativo sono stati l&rsquo;automotive, i prodotti in metallo, i macchinari e il tessile. Ci sono per&ograve; anche settori in positivo, come l&rsquo;aerospaziale e l&rsquo;alimentare.</p>
<p>Tra i settori analizzati nel report c&rsquo;&egrave; poi quello dell&rsquo;edilizia, che &egrave; stato sostenuto soprattutto dagli investimenti in opere pubbliche, finanziati in buona parte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. A febbraio 2026, per&ograve;, i pagamenti effettivi del PNRR sui circa 10 miliardi di euro destinati al Piemonte ammontavano a poco pi&ugrave; del 60% del totale.</p>
<p>Ad aggravare il quadro di medio-lungo periodo ci sono le prospettive demografiche. Secondo le previsioni Istat, tra il 2025 e il 2050 la popolazione piemontese si ridurr&agrave; del 6,8%. Al contempo, la quota di individui con pi&ugrave; di 65 anni salir&agrave; al 34,5%. Questa tendenza andr&agrave; a incidere sulla popolazione in et&agrave; lavorativa, che infatti si stima diminuir&agrave; circa del 18%.</p>
<p>Il rapporto integrale si pu&ograve; consultare <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/economie-regionali/2026/2026-0001/2601-piemonte.pdf" target="_blank" rel="nofollow">QUI</a>.</p>]]></description><pubDate>Sun, 21 Jun 2026 06:51:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Peste suina, il Piemonte emana un’ordinanza per garantire le attività di contrasto]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/peste-suina-il-piemonte-emana-unordinanza-per-garantire-le-attivita-di-contrasto_122550.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/peste-suina-il-piemonte-emana-unordinanza-per-garantire-le-attivita-di-contrasto_122550.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122550/150756.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha firmato oggi l&rsquo;ordinanza che entra in vigore immediatamente e conferma, per i prossimi 60 giorni, le misure di eradicazione e sorveglianza della Peste Suina Africana (PSA) gi&agrave; previste dall&rsquo;Ordinanza n. 7/2025 del Commissario straordinario nazionale.</p>
<p>Il provvedimento garantisce la continuit&agrave; delle attivit&agrave; di prevenzione, controllo ed eradicazione della malattia, evitando interruzioni in una fase particolarmente delicata per il territorio regionale. L&rsquo;ordinanza consente infatti l&rsquo;attivit&agrave; di abbattimento in controllo del cinghiale da parte delle Province e con il contributo del mondo venatorio, come reso necessario e urgente in relazione all&rsquo;evoluzione epidemiologica registrata sul territorio e alla necessit&agrave; di proteggere il patrimonio zootecnico piemontese e le attivit&agrave; economiche collegate alla filiera suinicola.</p>
<p>Dichiarano l&rsquo;assessore al Commercio, Agricoltura, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni e l&rsquo;assessore alla Sanit&agrave;, Prevenzione e sicurezza sanitaria della Regione Piemonte Federico Riboldi: &ldquo;Di fronte a una minaccia come la Peste Suina Africana non possiamo permetterci alcuna interruzione delle misure di prevenzione e contenimento. Con questa ordinanza il Piemonte garantisce continuit&agrave; alle attivit&agrave; di sorveglianza e contrasto gi&agrave; in essere, tutelando un comparto strategico per l&rsquo;economia piemontese e salvaguardando il lavoro di allevatori, operatori e istituzioni che in questi anni hanno affrontato con responsabilit&agrave; una sfida complessa su cui la Regione &egrave; sempre stata in prima fila al loro fianco&rdquo;.</p>
<p>Spiega Bongioanni: &ldquo;L&rsquo;ordinanza consente di proseguire in modo deciso il depopolamento del cinghiale in aree che si stanno pericolosamente avvicinando al distretto suinicolo cuneese che gi&agrave; abbiamo messo in sicurezza in passato cinturandolo con le fasce franche. La filiera suinicola rappresenta un patrimonio economico e produttivo di primaria importanza: in una fase delicata come quella attuale era indispensabile assicurare la piena continuit&agrave; delle misure previste, evitando qualsiasi interruzione o incertezza applicativa. Continueremo a lavorare al fianco degli allevatori, delle associazioni di categoria, degli Ambiti territoriali di caccia e di tutti i soggetti coinvolti fra cui le Province e il mondo venatorio con il suo fondamentale contributo nel contrasto alla pandemia, per contenere la diffusione della malattia e difendere un settore fondamentale per il nostro territorio&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;La Peste Suina Africana - sottolinea Riboldi - non rappresenta un rischio per la salute umana, ma costituisce una grave emergenza di sanit&agrave; animale che richiede il massimo livello di attenzione e coordinamento tra istituzioni - aggiunge - Con questo provvedimento manteniamo pienamente operative le misure di biosicurezza, controllo e sorveglianza sul territorio regionale, garantendo continuit&agrave; a un lavoro fondamentale per contenere la diffusione del virus e proteggere il patrimonio zootecnico piemontese. Un ringraziamento va ai servizi veterinari delle ASL, all&rsquo;Istituto Zooprofilattico e a tutti gli operatori impegnati quotidianamente in questa attivit&agrave; di prevenzione e monitoraggio&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;ordinanza rester&agrave; in vigore per 60 giorni dalla pubblicazione, salvo l&rsquo;adozione di successivi provvedimenti nazionali o il mutare della situazione epidemiologica.</p>]]></description><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 21:22:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[“Il Piemonte era ai margini dell’impero, ora siamo il centro dell’Europa”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/il-piemonte-era-ai-margini-dellimpero-ora-siamo-il-centro-delleuropa_122546.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/il-piemonte-era-ai-margini-dellimpero-ora-siamo-il-centro-delleuropa_122546.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122546/150750.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Ci vuole la <em>verve</em> di un langhetto doc come lui per far ridere il pubblico, ad Alba, parlando delle cose pi&ugrave; sacre: vino e tartufi. Di fronte alla platea della Confindustria cuneese, che convoca al Teatro Sociale la sua assemblea annuale, <strong>Alberto Cirio</strong> mescola ironia e numeri per parlare (molto) del Piemonte che corre e (un po&rsquo;) anche del Piemonte che arranca.</p>
<p>&ldquo;La forza del nostro Piemonte - esordisce il governatore - &egrave; davvero un insieme di grandi elementi di traino che storicamente scontano il problema dell&rsquo;auto. A Mirafiori nel 2025 hanno fatto 40mila macchine, dieci anni fa ne facevano 400mila&rdquo;. La prova: &ldquo;Dal 2014 a oggi il Pil della regione fa pi&ugrave; uno o meno uno rispetto al Pil nazionale, ma sottraendo l&rsquo;auto e le difficolt&agrave; dell&rsquo;auto sarebbe pi&ugrave; alto del Veneto e al livello della Lombardia&rdquo;. Bella forza, si pu&ograve; rispondere. Infatti Cirio non invoca la crisi dell&rsquo;automotive come giustificazione, ma ne fa un invito a non dimenticare che molta della ricchezza della regione passa per il grasso delle officine: &ldquo;Il manifatturiero in Piemonte paga un terzo di stipendi. Hai un bell&rsquo;avere il tartufo, il lusso, il cashmere e i gioielli, ma se non si riesci a far ripartire l&rsquo;industria manifatturiera i numeri del Pil continueranno a essere in difficolt&agrave;&rdquo;. Un aiuto lo d&agrave; l&rsquo;aerospazio, in cui si &egrave; ricollocato quel che si poteva recuperare dell&rsquo;auto: &ldquo;L&rsquo;industria aerospaziale piemontese ha commesse garantite per i prossimi quindici anni: questo ahim&egrave; &egrave; l&rsquo;altro risvolto della guerra, c&rsquo;&egrave; esigenza di difesa e noi siamo in grado di venderla&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122546/small_150751.jpg" alt="Alberto Cirio all'assemblea di Confindustria" loading="lazy"></p>
<h2>Tav e terzo valico, ma anche il &ldquo;vecchio&rdquo; Tenda</h2>
<p>Fin qui la &ldquo;lezione&rdquo; di macroeconomia spicciola. Ma Cirio parla anche di trasporti, per rivendicare quel che si &egrave; fatto e quel che resta da fare: &ldquo;Siamo una regione che purtroppo era considerata ai margini dell&rsquo;impero e che oggi, grazie a Tav e terzo valico, &egrave; al centro dell&rsquo;Europa&rdquo;. Merito anche di Berlusconi, suggerisce il vicesegretario forzista senza nominare il compianto leader: &ldquo;I tedeschi volevano far passare la Lisbona-Kiev sopra le Alpi, ci fu un governo italiano che si impose: &egrave; per questo che oggi siamo la regione in cui le multinazionali investono di pi&ugrave;&rdquo;.</p>
<p>E la &ldquo;sua&rdquo; Granda? &ldquo;L&rsquo;anno scorso l&rsquo;Asti Cuneo non era ancora finita, oggi la percorriamo in modo ininterrotto: arrivo dal comitato di monitoraggio del Tenda, il 25 verr&agrave; approvato il progetto esecutivo della canna storica. La Francia ha messo i 38 milioni che mancavano. Entro fine anno la gara d&rsquo;appalto potr&agrave; essere espletata e a inizio 2027 avremo i lavori della canna storica&rdquo;. Certo, i tempi, al netto dei cataclismi geologici e giudiziari, sono stati biblici: &ldquo;Ci abbiamo messo tanto tempo, troppo: questi lavori dovranno durare tre anni e li monitoreremo giorno per giorno. Viviamo in un Paese complicato&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122546/small_150752.jpg" alt="Alberto Cirio e Silicon Box" loading="lazy"></p>
<h2>Silicon Box e la &ldquo;diplomazia del vino&rdquo;</h2>
<p>Il Piemonte che cresce (+2,8% di export nel primo semestre 2026), il Piemonte virtuoso sul Pnrr: &ldquo;La nostra Regione centrer&agrave; al 100% tutte le milestone che l&rsquo;Europa ci ha posto&rdquo; annuncia Cirio, ricordando anche che &ldquo;siamo una regione che i fondi europei li usa tutti, la prima in Italia per capacit&agrave; di spesa e rendicontazione&rdquo;.</p>
<p>E poi il Piemonte del &ldquo;saper fare&rdquo;, quello che Confindustria celebra in un&rsquo;assise il cui titolo era &ldquo;L&rsquo;industria che fa la storia&rdquo;. Il presidente della Regione parla dell&rsquo;investimento da 3,4 miliardi che Silicon Box, gigante singaporese dei semiconduttori, ha scelto di fare proprio in Piemonte, a Novara. Avr&agrave; 1,6 miliardi di contributi pubblici e porter&agrave; 1.400 assunzioni: &ldquo;L&rsquo;investimento pi&ugrave; importante che l&rsquo;Italia fa sui microchip&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Ce la siamo giocata con Lombardia, Veneto, Puglia e Sicilia e l&rsquo;abbiamo vinta. Per tanti motivi, anzitutto perch&eacute; siamo piemontesi&rdquo; rivendica il governatore albese. Regalando un aneddoto dei suoi: &ldquo;Quando Byung Joon Han, l&rsquo;amministratore delegato di Silicon Box, &egrave; venuto a incontrarci per la prima volta, io che ho l&rsquo;abitudine di guardare in faccia chi incontro ho visto che sul suo profilo di Whatsapp aveva un bicchiere di vino rosso in mano. Mi sono detto: &lsquo;Questo &egrave; dei nostri&rsquo;. Ci ha detto due cose: ho scelto il Piemonte perch&eacute; ho visto che il mio vicino era Amazon, che aveva chiuso lo stabilimento logistico nel sud della Francia spostandosi a Novara. La seconda ragione &egrave; posizionare un&rsquo;azienda che fa tecnologia e innovazione a met&agrave; strada tra il politecnico di Torino e quello di Milano&rdquo;.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 18:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Orsini difende Meloni da Trump e lancia l’appello: “Non più del 30% dello stipendio per pagare la casa”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/orsini-difende-meloni-da-trump-e-lancia-lappello-non-piu-del-30-dello-stipendio-per-pagare-la-casa_122527.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/orsini-difende-meloni-da-trump-e-lancia-lappello-non-piu-del-30-dello-stipendio-per-pagare-la-casa_122527.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122527/150725.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;Le parole del presidente degli Stati Uniti le trovo inconcepibili&rdquo; dice <strong>Emanuele Orsini</strong>, presidente nazionale di Confindustria, aprendo la sua intervista con <strong>Andrea Bignami</strong> al Teatro Sociale di Alba. A difendere la premier dall&rsquo;attacco del &ldquo;comandante in capo&rdquo; americano aveva gi&agrave; pensato, nei saluti alla platea degli imprenditori, il sindaco di Alba <strong>Alberto Gatto</strong>: &ldquo;Fatemi rivolgere la piena solidariet&agrave; di Alba e di tutti noi alla presidente del consiglio Giorgia Meloni per le inaccettabili parole espresse dal presidente americano Trump. Ci possono dividere gli ideali politici ma non il rispetto assoluto per le istituzioni&rdquo;.</p>
<p>Lo &ldquo;strappo&rdquo; americano, aggiunge Orsini, &ldquo;impone all&rsquo;Europa di fare ragionamenti molto seri e rapidi: deve prendere posizioni proprie e costruire un&rsquo;autonomia che su alcuni capitoli non ha&rdquo;. Compresa la difesa. Ospite d&rsquo;onore all&rsquo;assemblea annuale di Confindustria Cuneo, insieme a Confindustria Piemonte, il leader dell&rsquo;organizzazione imprenditoriale invoca un ragionamento anche su emigrazione e giovani: &ldquo;Si deve parlare di salario e dall&rsquo;altra parte, in alcune zone del nostro territorio, della capacit&agrave; di dare una casa a un costo che non superi il 25-30% di stipendio percepito. Per questo lavoriamo col piano casa&rdquo;. Tra il 2020 e il 2024, ricorda, centomila laureati hanno lasciato il Paese: &ldquo;Ma quello che spaventa &egrave; il saldo di non rientro. Vuol dire che non siamo attrattivi&rdquo;.</p>
<p>Un mito da sfatare riguarda la produttivit&agrave;: &ldquo;Quando diciamo che la produttivit&agrave; italiana non funziona, non &egrave; vero: la media impresa fa il 22% in pi&ugrave; confronto alle altre imprese europee, la grande impresa &egrave; pi&ugrave; o meno l&igrave;. Il problema ce l&rsquo;abbiamo nella piccola impresa&rdquo;. C&rsquo;&egrave; anche il nodo del ricambio generazionale che tocca &ldquo;il 70% delle piccole e medie imprese&rdquo;. E poi quello, ineludibile, della competitivit&agrave;: &ldquo;L&rsquo;Europa - dice - ha perso nel 2025 un milione di posti di lavoro a causa dei costi alti e della poca competitivit&agrave;. Oggi siamo troppo spesso le &lsquo;muse&rsquo; di prodotti a basso costo che arrivano dalla Cina: &egrave; miope, perch&eacute; da un certo punto di vista affossiamo l&rsquo;industria europea&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122527/small_150726.jpg" alt="L'assemblea di Confindustria ad Alba" loading="lazy"></p>
<p>Dal presidente degli industriali piemontesi <strong>Andrea Amalberto</strong> un richiamo al potenziamento del mercato interno a fronte dei rischi cui sono esposte le esportazioni: &ldquo;Nel 2025 quelle del Piemonte sono diminuite dell&rsquo;11% verso gli Usa, a causa dei dazi. L&rsquo;export resta fondamentale, ma da solo non basta. Abbiamo necessit&agrave; di far crescere i consumi interni e guardare alla nostra Europa&rdquo;.</p>
<p>Due le priorit&agrave; della Confindustria piemontese: &ldquo;Anzitutto la crescita della media impresa, vero motore dello sviluppo. Gi&agrave; oggi ha livelli di produttivit&agrave; superiore alla media nazionale con 107mila euro di valore aggiunto per addetto. Ma non basta&rdquo;. Seconda priorit&agrave; &egrave; &ldquo;ribaltare il paradosso piemontese&rdquo;: &ldquo;Esportiamo molto ma compriamo pi&ugrave; servizi dalle altre regioni italiane. Servono filiere pi&ugrave; complete e un&rsquo;offerta locale di servizi avanzati pi&ugrave; strutturata&rdquo;.</p>
<p>Partendo dall&rsquo;analisi dell&rsquo;economista&nbsp;<strong>Marco Fortis</strong>, direttore della Fondazione Edison, il presidente di Confindustria Cuneo <strong>Mariano Costamagna</strong> ha evidenziato che &ldquo;Cuneo non &egrave; soltanto una terra di eccellenze riconosciute: &egrave; una delle aree produttive pi&ugrave; solide del Paese. Negli ultimi anni, anche dopo la pandemia, il territorio ha mostrato una capacit&agrave; di reazione che non possiamo dare per scontata&rdquo;. I numeri del primo trimestre, con un export in flessione rispetto allo stesso periodo del 2025, sono &ldquo;un segnale che dobbiamo cogliere. La nostra forza va difesa ogni giorno con investimenti, competenza e capacit&agrave; di adattamento&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 19:25:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Voucher scuola, Avs: “Abbiamo messo un limite al peggio, ma il provvedimento resta ingiusto”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/voucher-scuola-avs-abbiamo-messo-un-limite-al-peggio-ma-il-provvedimento-resta-ingiusto_122510.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/voucher-scuola-avs-abbiamo-messo-un-limite-al-peggio-ma-il-provvedimento-resta-ingiusto_122510.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122510/150702.jpg" title="Cera, Ravinale e Marro" alt="Cera, Ravinale e Marro" /><br /><p>Ieri, gioved&igrave; 18 giugno, il Consiglio regionale del Piemonte ha dato il via libera all&rsquo;aggiornamento dei requisiti per richiedere i contributi dedicati alle spese scolastiche. A seguito di quattro giorni di staffetta serrata, la partita dei voucher scuola per l&rsquo;anno scolastico 2026-2027 si &egrave; infatti conclusa con l&rsquo;approvazione di alcune modifiche, che per&ograve; non convincono le consigliere regionali di Avs Giulia Marro, Alice Ravinale e Valentina Cera. Segue il loro intervento sul tema:</p>
<p>&ldquo;Il lavoro delle opposizioni &egrave; servito quantomeno a rimuovere alcuni degli aspetti pi&ugrave; problematici di questo provvedimento: in particolare, come AVS abbiamo chiesto fin dall'inizio che venisse tolta la discrezionilit&agrave; del &lsquo;fino a&rsquo; sui voucher B, che avrebbe s&igrave; consentito alla destra di dire di aver accolto il 100% delle domande, pur su una platea ridotta alle famiglie con 15.000 Euro di ISEE rispetto ai 26.000 dello scorso anno, ma dando le briciole alle famiglie pi&ugrave; povere, proprio quelle che il voucher in questi anni lo hanno sempre preso.</p>
<p>A seguito dei confronti di queste due settimane di aula, la maggioranza ha acconsentito a mettere un tetto minimo ai voucher B, cosa che peraltro mette nero su bianco il danno che verr&agrave; fatto a coloro che hanno un ISEE compreso tra 4.000 e 9.000 Euro, per i quali i voucher saranno di fatto dimezzati rispetto allo scorso anno, con importi minimi di 75 euro per la primaria, di 150 euro per le medie e di 250 euro per le superiori. Tutto questo in un paese dove la spesa media per un figlio iscritto alla scuola secondaria, per libri e kit didattici, &egrave; di 480 euro per le medie e 680 euro per le superiori. Questa Giunta continua insomma a prendersela con i pi&ugrave; poveri, dimenticando completamente quella &lsquo;rimozione degli ostacoli sociali ed economici&rsquo; prevista dalla Costituzione e questa volta lo fa proprio sul diritto allo studio.</p>
<p>L'obiettivo della destra era e resta chiaro: dare briciole alle famiglie pi&ugrave; povere per poter dire che hanno pagato il 100% dei Voucher e evitare la vergogna delle oltre 60.000 famiglie che ogni anno rimanevano escluse dai voucher pur avendone diritto.&nbsp;</p>
<p>C'era un'altra strada: smettere di favorire le scuole paritarie e aumentare i fondi per il pagamento dei voucher per tutte le altre famiglie, nella Regione che investe 20 milioni di Euro per dare il bonus Vesta alle famiglie con ISEE fino a 40.000 euro e quasi 40 milioni di Euro per il trasporto gratuito agli universitari con ISEE fino a 85.000 Euro di ISEE&rdquo;.</p>
<p><strong>Giulia Marro&nbsp;</strong><br><strong>Alice Ravinale</strong><br><strong>Valentina Cera</strong></p>]]></description><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 15:41:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Scuola, Barbero (FdI): "Settantamila famiglie coperte dai voucher istruzione"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/scuola-barbero-fdi-settantamila-famiglie-coperte-dai-voucher-istruzione_122477.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/scuola-barbero-fdi-settantamila-famiglie-coperte-dai-voucher-istruzione_122477.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122477/150638.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>Dal prossimo anno scolastico la Regione Piemonte compie una svolta sul fronte del diritto allo studio, allargando la platea dei beneficiari dei voucher scolastici da 40mila a ben 70mila studenti. Un traguardo straordinario che mette al centro i giovani e i nuclei familiari</em>&rdquo;. Lo dichiara in una nota Federica Barbero, consigliere regionale di Fratelli d'Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il piano prevede &nbsp;un importante potenziamento del "Voucher diritto allo studio" a partire dall&rsquo;anno scolastico 2027/2028, introdotto tramite un ordine del giorno collegato presentato dal gruppo di Fratelli d&rsquo;Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>Mentre l&rsquo;allineamento dell&rsquo;ISEE a 15.748 euro mette in sicurezza le fasce pi&ugrave; fragili in continuit&agrave; con i parametri nazionali, abbiamo voluto guardare oltre per tutelare il ceto medio e incentivare il percorso scolastico fin dal primo giorno. Per questo motivo</em> &ndash; sottolinea Barbero &ndash; <em>il nostro obiettivo prioritario sar&agrave; l&rsquo;introduzione di una maggiorazione specifica del 25% sull'importo base per gli studenti iscritti alle prime classi di ogni ordine e grado. L'inizio di un nuovo ciclo di studi comporta spese ingenti per libri e materiali: supportare le famiglie in questo momento critico significa combattere attivamente la povert&agrave; educativa e valorizzare il futuro delle nostre generazioni</em>&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>Un&rsquo;attenzione particolare</em> &ndash; conclude Barbero &ndash; <em>sar&agrave; riservata alla fascia ISEE tra i 4.000 e gli 9.000 euro, per mitigare le riduzioni del valore unitario del Voucher B. Non possiamo permettere che le famiglie che lavorano e che si collocano nelle fasce intermedie vengano lasciate sole di fronte ai rincari. Per noi investire sulla scuola significa investire sulla famiglia, pilastro insostituibile della nostra societ&agrave;, garantendo a ogni studente piemontese le medesime opportunit&agrave; di crescita e di successo</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 09:57:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[“Trentamila famiglie piemontesi in più riceveranno i voucher per l’istruzione”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/trentamila-famiglie-piemontesi-in-piu-riceveranno-i-voucher-per-listruzione_122467.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/trentamila-famiglie-piemontesi-in-piu-riceveranno-i-voucher-per-listruzione_122467.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122467/150617.jpg" title="Daniele Sobrero con l'assessore regionale all'Istruzione Daniela Cameroni" alt="Daniele Sobrero con l'assessore regionale all'Istruzione Daniela Cameroni" /><br /><p>In una nota Daniele Sobrero, consigliere regionale della Lista Civica Cirio Presidente, ha espresso la sua soddisfazione per l&rsquo;approvazione da parte del Consiglio regionale delle nuove modalit&agrave; di attribuzione dei voucher scolastici della Regione Piemonte:</p>
<p>&ldquo;Dal prossimo anno scolastico pi&ugrave; studenti e pi&ugrave; famiglie potranno ricevere i voucher scolastici, quello per iscrizione e frequenza alle scuole paritarie e quello per l&rsquo;acquisto di servizi e materiali per lo studio: da 40mila beneficiari, si arriver&agrave; a 70mila. Un grande traguardo raggiunto: il Consiglio inserisce un minimo per il voucher per il diritto allo studio e richiede alla Giunta il rifinanziamento della misura a favore di studenti con bisogni educativi speciali. Il Piemonte cresce perch&eacute; sostiene le famiglie e i giovani, ampliando il numero di coloro che possono ricevere i voucher per comprare servizi per la scuola e materiale scolastico (voucher B) o iscriversi alle scuole paritarie (voucher A). L&rsquo;incremento della soglia ISEE da 26mila a 30mila euro per il voucher di iscrizione e frequenza alle scuole paritarie, a parit&agrave; di risorse, offre ancora una volta la dimostrazione di come questa Regione sia vicina alle famiglie e sostenga con forza la libert&agrave; di educazione. La rimodulazione dei voucher e degli scaglioni ISEE &egrave; una scelta di giustizia e di equit&agrave; che riteniamo fosse inderogabile per dare una risposta concreta a un maggior numero di famiglie e studenti piemontesi. In particolare, per il voucher B per il diritto allo studio introdurremo una maggiorazione del 25% per gli studenti al primo anno di ogni ordine scolastico, perch&eacute; chi inizia un percorso spende di pi&ugrave;, mentre daremo particolare attenzione alla fascia ISEE tra i 4mila e gli 8mila euro, per non lasciare indietro nessuno&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 08:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Presentati a Pollenzo i risultati della 12^ edizione del Food Industry Monitor]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/bra-e-roero/presentati-a-pollenzo-i-risultati-della-12-edizione-del-food-industry-monitor_122434.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/bra-e-roero/presentati-a-pollenzo-i-risultati-della-12-edizione-del-food-industry-monitor_122434.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122434/150564.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il settore alimentare italiano continua a dimostrare una solida capacit&agrave; di resilienza in un contesto macroeconomico complesso, pur evidenziando crescenti pressioni sulla redditivit&agrave;. &Egrave; quanto emerge dalla dodicesima edizione del Food Industry Monitor, l&rsquo;Osservatorio sulle performance e sui modelli di business delle aziende italiane del food realizzato dall&rsquo;Universit&agrave; di Scienze Gastronomiche di Pollenzo in collaborazione con Ceresio Investors, i cui risultati sono stati presentati oggi a Pollenzo nel corso del convegno &ldquo;Modelli di sviluppo a confronto&rdquo;.</p>
<h2>I principali risultati della ricerca</h2>
<p>&middot; Il settore cresce ancora, ma a ritmi pi&ugrave; contenuti: nel 2025 i ricavi del food sono aumentati del 3,3%, un dato inferiore alle attese ma in linea con l&rsquo;andamento dell&rsquo;economia italiana.<br>&middot; La redditivit&agrave; si indebolisce: il ROS &egrave; sceso dal 6,6% al 4,6% e il ROIC dall&rsquo;8,9% al 5,2%, riflettendo la compressione dei margini e l&rsquo;aumento del capitale investito.<br>&middot; L&rsquo;export rallenta, ma resta una leva strategica: dopo il +8,7% del 2024, le esportazioni del food sono cresciute del 4,4% nel 2025; per il biennio 2026-2027 l&rsquo;Osservatorio stima per&ograve; una crescita superiore al 7% annuo purch&eacute; si arrivi a una composizione della crisi USA-Iran entro la fine di giugno, con conseguente riduzione dei prezzi dell&rsquo;energia.<br>&middot; La governance conta sempre di pi&ugrave;: le imprese con assetti pi&ugrave; aperti, inclusivi e strutturati, cos&igrave; come quelle con leadership condivise, mostrano livelli di redditivit&agrave; superiori.</p>
<p>L&rsquo;Osservatorio analizza oltre 820 aziende, per un fatturato aggregato di circa 85 miliardi di euro, rappresentative di 14 comparti del settore food, e offre una lettura integrata delle principali dinamiche economico-finanziarie e strategiche, con uno sguardo prospettico al biennio 2026&ndash;2027.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122434/small_150566.jpg" loading="lazy"></p>
<h2>Un settore resiliente, ma sotto pressione</h2>
<p>Nel 2025 il comparto food ha registrato una crescita dei ricavi del 3,3%, confermando la propria resilienza in un contesto macroeconomico complesso. Il dato, pur positivo, risulta inferiore alle attese e riflette il rallentamento della domanda interna e l&rsquo;aumento della pressione sui costi. Il quadro della redditivit&agrave; appare invece pi&ugrave; critico. La riduzione del ROS e del ROIC segnala che molte imprese hanno scelto di difendere volumi e presenza commerciale nei canali distributivi italiani, anche al prezzo di una compressione dei margini. La solidit&agrave; finanziaria del comparto resta elevata, ma si osserva un lieve peggioramento del livello di indebitamento.</p>
<h2>Export: rallentamento nel 2025, attesa ripresa nel biennio successivo</h2>
<p>Dopo la forte crescita dell&rsquo;export nel 2024, sostenuta anche dall&rsquo;anticipazione degli acquisti in vista delle possibili misure tariffarie negli Stati Uniti, nel 2025 le esportazioni dei prodotti food sono aumentate del 4,4%, il valore pi&ugrave; basso del periodo post-pandemico. Le prospettive per il 2026 e il 2027 restano comunque positive: l&rsquo;Osservatorio prevede una crescita dell&rsquo;export superiore al 7% in entrambi gli anni, grazie al contributo dei mercati internazionali e alla capacit&agrave; del food italiano di mantenere un posizionamento competitivo forte all&rsquo;estero. Restano tuttavia alcune incognite legate all&rsquo;evoluzione dell&rsquo;economia statunitense, alla tenuta dei prezzi sui mercati internazionali e al contesto geopolitico e commerciale globale. Occorre tuttavia considerare che le tensioni generate dal prezzo dell&rsquo;energia potrebbero portare ad una significativa revisione dei flussi di export. A livello di comparti, nel 2026 si segnalano le performance pi&ugrave; interessanti per farine (+5,9%), olio (+6,3%), caff&egrave; (+4,8%) e surgelati (+3,8%). Buone prospettive anche per il comparto vinicolo (+3,6%), sostenuto soprattutto dalla domanda di vini spumanti e, in particolare, dal Prosecco sui mercati internazionali.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122434/small_150567.jpg" loading="lazy"></p>
<h2>Inflazione e consumi: il rischio di una crescita solo nominale</h2>
<p>Le previsioni per il 2026 indicano una crescita del settore in linea con il 2025, pari al 3,3%, mentre per il 2027 l&rsquo;aumento atteso &egrave; del 3,4%. Tuttavia, tali dati vanno letti con cautela: in Italia l&rsquo;inflazione dovrebbe superare il 3% nel 2026, anche per effetto delle tensioni sui costi energetici, rischiando di assorbire buona parte della crescita nominale del comparto. Per il 2027, invece, l&rsquo;Osservatorio prevede un ritorno dell&rsquo;inflazione su livelli pi&ugrave; fisiologici, intorno all&rsquo;1,9%, rendendo pi&ugrave; leggibile la dinamica di crescita del settore. In questo scenario, il food continua a confermarsi un comparto anticiclico, ma non immune dalle tensioni macroeconomiche che incidono sul potere d&rsquo;acquisto delle famiglie e sulla spesa interna.</p>
<h2>Il nodo strategico: segmentazione dell&rsquo;offerta e modelli di business</h2>
<p>L&rsquo;analisi dei modelli di business evidenzia che poco meno del 60% delle imprese del campione dispone di un&rsquo;offerta articolata su pi&ugrave; linee di prodotto. In diversi comparti, come latte e formaggi e vino e distillati, la segmentazione &egrave; ampiamente diffusa; tuttavia, i dati mostrano che la diversificazione non &egrave; sempre sinonimo di migliori performance.</p>
<p>Considerando l&rsquo;andamento dei ricavi tra il 2018 e il 2024, emerge infatti un lieve vantaggio per le imprese focalizzate su una sola linea di prodotto. Il risultato suggerisce che, in alcuni casi, una maggiore concentrazione su un&rsquo;unica business line pu&ograve; favorire un presidio pi&ugrave; efficace del mercato, una specializzazione pi&ugrave; forte e un utilizzo pi&ugrave; mirato degli investimenti. Il dato appare coerente con la struttura del campione, caratterizzato da una forte presenza di imprese familiari di piccole e medie dimensioni, spesso orientate a modelli pi&ugrave; focalizzati e con un forte radicamento competitivo in una specifica categoria di prodotto.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122434/small_150568.jpg" loading="lazy"></p>
<h2>Governance e performance: la qualit&agrave; dell&rsquo;organizzazione fa la differenza</h2>
<p>Uno dei risultati pi&ugrave; rilevanti di questa edizione del Food Industry Monitor riguarda il legame tra governance e performance aziendale. Le imprese con modelli di governo pi&ugrave; aperti, inclusivi e strutturati mostrano livelli di redditivit&agrave; superiori, confermando che la qualit&agrave; della governance &egrave; oggi uno dei principali fattori abilitanti della competitivit&agrave; e della creazione di valore nel lungo periodo. L&rsquo;analisi evidenzia inoltre un effetto positivo della presenza di donne CEO sia sulla redditivit&agrave; degli investimenti sia sul ritorno sul capitale proprio. Anche la leadership condivisa, attraverso la presenza di pi&ugrave; CEO con deleghe strategiche, si associa a performance superiori, soprattutto quando i co-CEO includono figure femminili. Il settore food si conferma fortemente caratterizzato da una matrice familiare: le imprese familiari rappresentano il 70% del campione. All&rsquo;interno di questo universo, le aziende multifamiliari mostrano risultati migliori delle monofamiliari sia in termini di ritorno sugli investimenti sia di ritorno sull&rsquo;equity, suggerendo che una governance pi&ugrave; evoluta e una propriet&agrave; pi&ugrave; articolata possano favorire maggiore apertura manageriale e capacit&agrave; di affrontare le sfide strategiche e generazionali.</p>
<h2>Le dichiarazioni</h2>
<p>Carmine Garzia, rofessore di Management e responsabile scientifico del Food Industry Monitor, ha dichiarato: &ldquo;Il 2025 &egrave; stato un anno in cui il settore del food &egrave; cresciuto meno delle attese, in un contesto caratterizzato da aumento dei costi energetici e contrazione dei consumi. Il comparto si conferma anticiclico, ma il quadro prospettico richiede un approccio prudente, soprattutto alla luce delle dinamiche inflattive e dell&rsquo;incertezza dei mercati internazionali&rdquo;.</p>
<p>Alessandro Santini, head of Corporate &amp; Investment Banking di Ceresio Investors, ha commentato: &ldquo;La dinamica della redditivit&agrave; rappresenta oggi il principale elemento di attenzione. La compressione dei margini, insieme a un graduale aumento dell&rsquo;indebitamento, rende necessario un ripensamento delle strategie commerciali e finanziarie. In questo contesto, la qualit&agrave; della governance e la capacit&agrave; di affrontare con efficacia il passaggio generazionale risultano fattori sempre pi&ugrave; decisivi&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122434/small_150569.jpg" loading="lazy"></p>
<h2>Il convegno</h2>
<p>La presentazione dei risultati &egrave; avvenuta nell&rsquo;ambito della XII edizione del Food Industry Monitor, dedicata ai temi dell&rsquo;innovazione, della crescita e dei modelli di sviluppo. Dopo i saluti istituzionali del professor Nicola Perullo, rettore e vicepresidente, e del direttore generale di Banca del Ceresio SA Gabriele Corte, il professor Carmine Garzia ha illustrato i principali risultati della ricerca. Nel corso dell&rsquo;evento si sono inoltre svolti due momenti di approfondimento con esponenti di primo piano del settore: Albiera Antinori (amministratrice delegata - Marchesi Antinori) e Riccardo Illy (presidente - Polo del Gusto) hanno discusso strategie di innovazione e modelli di business; Angelo Mastrolia (chairman Newlat Group e presidente Princes Group) si &egrave; confrontato con Alessandro Santini su temi di crescita e internazionalizzazione. Il convegno si &egrave; concluso con un ricordo di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e dell&rsquo;Universit&agrave; di Scienze Gastronomiche, da parte di Oscar Farinetti, Presidente dell&rsquo;Associazione Amici dell&rsquo;Universit&agrave; di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.&nbsp;</p>
<p>Per maggiori informazioni sul Food Industry Monitor: <a href="https://www.foodindustrymonitor.com/" target="_blank" rel="nofollow">www.foodindustrymonitor.com</a>.</p>]]></description><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 15:49:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Crisi del vino, il Pd attacca: “Convocazioni improvvisate e zero risposte. Necessari gli Stati Generali”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/crisi-del-vino-il-pd-attacca-convocazioni-improvvisate-e-zero-risposte-necessari-gli-stati-generali_122429.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/crisi-del-vino-il-pd-attacca-convocazioni-improvvisate-e-zero-risposte-necessari-gli-stati-generali_122429.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122429/150550.jpg" title="Domenico Ravetti, Fabio Isnardi e Mauro Calderoni" alt="Domenico Ravetti, Fabio Isnardi e Mauro Calderoni" /><br /><p>I consiglieri regionali del Partito Democratico Domenico Ravetti, Fabio Isnardi e Mauro Calderoni tornano a intervenire sulla crisi che sta attraversando il comparto vitivinicolo. A suscitare nuove polemiche &egrave; la convocazione, arrivata solo nella serata di ieri da parte dell&rsquo;assessore regionale all&rsquo;Agricoltura, di un incontro in programma alle 11 di oggi &mdash; gioved&igrave; 18 giugno &mdash; con il Consorzio dell&rsquo;Asti Docg, i sindaci dei Comuni del Moscato e le associazioni di categoria. L&rsquo;invito &egrave; stato esteso anche a tutti i consiglieri regionali, nonostante la concomitanza con la seduta del Consiglio regionale dedicata al voucher scuola, gi&agrave; calendarizzata e in corso nello stesso orario.</p>
<p>&ldquo;&Egrave; assurdo e irrispettoso il comportamento dell&rsquo;assessore Bongioanni, viola la pi&ugrave; elementare correttezza istituzionale e dimostra l&rsquo;assenza di una reale volont&agrave; di confronto&rdquo; attaccano i consiglieri regionali del Gruppo Pd. &ldquo;Parliamo di una riunione convocata da tempo, con decine di addetti ai lavori, di cui abbiamo avuto notizia all&rsquo;ultimo, dopo la richiesta di un Consiglio straordinario. L&rsquo;ennesima dimostrazione del desiderio di esautorare il Consiglio da ogni condivisione o decisione&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Ribadiamo la forte preoccupazione per la crisi del settore che sta colpendo la nostra Regione. Un settore tutt&rsquo;altro che marginale, perch&eacute; coinvolge oltre 7 mila aziende e 30 mila lavoratori. Bisogna intervenire senza perdere pi&ugrave; tempo. &Egrave; da un anno che si parla del calo delle vendite, ma nel frattempo non &egrave; stato fatto praticamente nulla. Nel luglio scorso l&rsquo;assessore aveva minimizzato il problema, definendolo marginale: una posizione oltraggiosa per chi lavora ogni giorno per portare nel mondo la nostra produzione. Oggi si ammette il problema, ma alle parole non seguono azioni: solo chiacchiere, brindisi e fotografie. Intanto la crisi resta. Bisogna affrontare il tema delle giacenze, delle rese e dei nuovi mercati. E bisogna in un luogo istituzionale, non con convocazioni improvvisate fatte la sera per la mattina&rdquo; proseguono i consiglieri Pd.</p>
<p>&ldquo;Serve un confronto vero &ndash; concludono Ravetti, Isnardi e Calderoni &ndash; e dobbiamo farlo a partire dal Consiglio straordinario atteso per luglio. La Regione apra al pi&ugrave; presto gli Stati Generali del mondo del vino per individuare soluzioni condivise per le criticit&agrave; pi&ugrave; urgenti. Il tempo &egrave; scaduto: non possiamo permetterci di arrivare alla prossima vendemmia senza risposte&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:59:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Voucher scuola, Sacchetto: “I nuovi criteri mostrano più sostegno alle famiglie piemontesi”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/voucher-scuola-sacchetto-i-nuovi-criteri-mostrano-piu-sostegno-alle-famiglie-piemontesi_122428.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/voucher-scuola-sacchetto-i-nuovi-criteri-mostrano-piu-sostegno-alle-famiglie-piemontesi_122428.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122428/150548.jpg" title="Claudio Sacchetto" alt="Claudio Sacchetto" /><br /><p>&Egrave; stata approvata oggi, gioved&igrave; 18 giugno, dal Consiglio regionale del Piemonte la modifica dell'Atto di indirizzo per l'attuazione degli interventi per il diritto allo studio. Sono di conseguenza stati aggiornati i criteri per l'assegnazione dei voucher scolastici destinati alle famiglie piemontesi.</p>
<p>La revisione introduce una disciplina pi&ugrave; organica degli assegni di studio, distinguendo il Voucher A, destinato a sostenere le spese di iscrizione e frequenza nelle scuole paritarie, e il Voucher B, finalizzato all'acquisto di libri di testo, materiale didattico, dotazioni tecnologiche, attivit&agrave; integrative e trasporto scolastico.</p>
<p>Tra le novit&agrave; pi&ugrave; significative vi &egrave; l'innalzamento della soglia ISEE per l'accesso al Voucher A fino a 30.000 euro, ampliando cos&igrave; la platea delle famiglie che potranno beneficiare del contributo regionale. Sono inoltre previsti importi differenziati in base alla situazione economica e all'ordine di scuola frequentato.</p>
<p>Il gruppo consiliare di Fratelli d&rsquo;Italia ha depositato anche un Ordine del Giorno, il 692, collegato al provvedimento, che impegna la Giunta a prevedere, a partire dall&rsquo;anno scolastico 2027/2028, nell'ambito della definizione dei criteri del "Voucher Diritto allo Studio", l'introduzione di una maggiorazione specifica destinata agli studenti iscritti alla classe prima di ogni ordine e gradodi istruzione ed a prevedere che tale maggiorazione sia pari ad almeno il 25 per cento dell'importo base spettante a parit&agrave; di fascia ISEE, quale riconoscimento del maggiore onere economico sostenuto dalle famiglie all'avvio di un nuovo ciclo scolastico.</p>
<p>Inoltre, Fdi ha promosso, con altre forze politiche, la mozione 696 che impegna la Giunta a individuare, nel primo provvedimento normativo e/o finanziario utile, le risorse necessarie al mantenimento della maggiorazione del 30 per cento dell'importo dei voucher scuola a favore degli studenti con Disturbi specifici dell'apprendimento e Bisogni educativi speciali, senza che questo determini una riduzione degli importi ordinari dei voucher o una diminuzione delle risorse destinate agli altri beneficiari ad assegnare le risorse di cui sopra per il bando relativo all'anno scolastico 2026/2027 ed a tornare a prevedere tale intervento in delibera negli anni scolastici successivi.</p>
<p>&ldquo;Con questo provvedimento compiamo un passo importante nella tutela del diritto allo studio e nel sostegno alle famiglie piemontesi &mdash; dichiara Claudio Sacchetto, consigliere regionale di Fratelli d'Italia &mdash;. Abbiamo voluto rendere il sistema dei voucher pi&ugrave; moderno, pi&ugrave; equo e maggiormente rispondente alle esigenze reali delle famiglie, valorizzando al tempo stesso il principio della libert&agrave; educativa sancito dalla nostra Costituzione, grazie all'innalzamento della soglia ISEE e alla possibilit&agrave; di cumulare i contributi regionali con quelli nazionali, mettiamo a disposizione strumenti pi&ugrave; efficaci per aiutare i genitori a sostenere i costi dell'istruzione. &Egrave; una scelta che guarda ai bisogni delle persone e che riconosce il ruolo fondamentale svolto da tutte le componenti del sistema educativo piemontese, notevole l&rsquo;attenzione al ceto medio. La scuola rappresenta uno dei principali investimenti per il futuro delle nuove generazioni e del nostro territorio, per questo motivo continueremo a lavorare affinch&eacute; nessun ragazzo sia penalizzato nel proprio percorso formativo per ragioni economiche e affinch&eacute; ogni famiglia possa scegliere liberamente il progetto educativo ritenuto pi&ugrave; adeguato per i propri figli. Come gruppo consiliare di Fratelli d&rsquo;Italia abbiamo promosso i due Odg che rafforzano il provvedimento e la sua efficacia, ringrazio l&rsquo;assessore Daniela Cameroni per il lavoro svolto&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:37:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Nuovi criteri per i voucher scuola, Cameroni esulta: "Ampliata la platea dei beneficiari"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nuovi-criteri-per-i-voucher-scuola-cameroni-esulta-ampliata-la-platea-dei-beneficiari_122425.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nuovi-criteri-per-i-voucher-scuola-cameroni-esulta-ampliata-la-platea-dei-beneficiari_122425.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122425/150545.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Dopo una lunga "maratona" in Consiglio regionale, tra le proteste e gli emendamenti delle opposizioni, &egrave; stata approvata oggi la revisione dei criteri dei Voucher scuola. A darne notizia in un comunicato &egrave; la Regione Piemonte: il provvedimento - si legge - introduce nuove soglie ISEE, una revisione delle modalit&agrave; di accesso ai Voucher A e B e una maggiore flessibilit&agrave; nella gestione delle risorse.</p>
<p>Prosegue il comunicato: "Per il Voucher A, destinato all&rsquo;iscrizione e alla frequenza nelle scuole paritarie, la soglia ISEE viene elevata a 30.000 euro, in linea con quanto previsto dalla normativa nazionale. Per il Voucher B, dedicato a libri di testo, trasporti, materiale didattico e attivit&agrave; integrative, la revisione dei criteri consentir&agrave; di aumentare significativamente il numero delle famiglie sostenute, garantendo una distribuzione pi&ugrave; efficace delle risorse disponibili, con l&rsquo;obiettivo di coprire fino alla fascia Isee di 15.748 euro, una soglia mai toccata nella storia del Piemonte. Confermato inoltre il sostegno chi ha bisogni educativi speciali, accompagnati dalla garanzia che ogni euro pubblico raggiunga chi ne ha effettivamente diritto".&nbsp;</p>
<p>"Quando abbiamo iniziato a lavorare a questa revisione avevamo un obiettivo molto chiaro: rendere uno strumento gi&agrave; importante ancora pi&ugrave; efficace e pi&ugrave; vicino ai bisogni reali delle famiglie. Lo abbiamo fatto partendo dai dati, analizzando l&rsquo;andamento delle domande e prendendo atto di una realt&agrave; evidente: sempre pi&ugrave; famiglie chiedono un sostegno concreto per affrontare le spese scolastiche", dichiara l&rsquo;assessora all&rsquo;Istruzione e Merito della Regione Piemonte Daniela Cameroni.</p>
<p>"Il risultato &egrave; altrettanto chiaro: a parit&agrave; di risorse, circa 30.000 famiglie in pi&ugrave; rispetto allo scorso anno potranno accedere a un contributo regionale. Significa offrire un aiuto concreto a pi&ugrave; studenti, sostenere maggiormente le famiglie e - allo stesso tempo - utilizzare le risorse pubbliche in modo pi&ugrave; efficace" prosegue l&rsquo;assessora.</p>
<p>"I Voucher scuola - conclude Cameroni - resteranno uno strumento fondamentale per accompagnare i percorsi educativi dei ragazzi e alleggerire il peso delle spese che gravano sui bilanci familiari. Il nostro impegno non si esaurisce con il voto di oggi: continueremo a monitorare la misura e a migliorarla ogni volta che sar&agrave; necessario. Perch&eacute; sostenere gli studenti significa sostenere il futuro del Piemonte".</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 13:48:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA["I fiumi sono un bene comune, non una risorsa inesauribile da spremere per profitto"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/i-fiumi-sono-un-bene-comune-non-una-risorsa-inesauribile-da-spremere-per-profitto_122405.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/i-fiumi-sono-un-bene-comune-non-una-risorsa-inesauribile-da-spremere-per-profitto_122405.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122405/150499.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo l'intervento dell'ex consigliere regionale e sindaco di Gaiola Fabrizio Biol&egrave; sulla situazione dei fiumi della provincia di Cuneo. Di seguito il testo completo.</p>
<p>"Scrivo - usando una serie di iperboli che per&ograve; sono funzionali all'emergenza di cui all'oggetto - come cittadino preoccupato per la salute dei fiumi e dei torrenti del Cuneese &ndash; Stura di Demonte, Gesso, Maira, Grana,Varaita, Tanaro e affluenti vari &ndash; che purtroppo si riducono sempre pi&ugrave; di frequente a miseri rigagnoli, degni di un documentario sulla desertificazione.</p>
<p>Mentre i corsi d&rsquo;acqua soffrono, si continua a raccontare la favoletta del &ldquo;delicato equilibrio&rdquo; tra esigenze agricole, industriali e minimo vitale.<br>Ma pi&ugrave; che di equilibrio, si tratta spesso di un "saccheggio" coordinato, con deroghe permanenti al deflusso minimo vitale, rinviate di anno in anno: 2026, 2027, forse 2030.</p>
<p>Tanto le marmorate non votano e gli scazzoni non scazzano, cos&igrave; come i temoli non fanno lobby...</p>
<p>Nel frattempo i campi continuano a bere come spugne grazie ad ancora troppo diffuse reti di irrigazione che farebbero vergognare un fiero contadino degli anni &rsquo;50: perdite del 40-50%, getti a pioggia che evaporano prima di toccare terra, canali scoperti che perdono pi&ugrave; acqua di quanta ne consegnano.</p>
<p>Modernizzare: troppo complicato? Troppo costoso?</p>
<p>Meglio chiedere un&rsquo;altra deroga e incolpare il cambiamento climatico, pur presente, ma solo quando serve a giustificare l&rsquo;immobilismo?</p>
<p>E poi c&rsquo;&egrave; l&rsquo;asfalto. E suo fratello: il cemento. Chilometri quadrati di suolo impermeabilizzato &ndash; capannoni, strade, centri commerciali, condomini &ndash; che impediscono all&rsquo;acqua di ricaricare correttamente le falde.</p>
<p>L&rsquo;acqua piovana corre quindi via verso il mare o causa allagamenti.</p>
<p>Geniale strategia: sigilliamo il terreno e poi ci stupiamo se le sorgenti tirano le cuoia d&rsquo;estate.</p>
<p>L'ulteriore spinta arriva dalle grandi aziende dell&rsquo;imbottigliamento: le "eccellenze del cuneese" che imbottigliano centinaia di milioni di litri all&rsquo;anno di &ldquo;acqua pura di montagna&rdquo;, ma, come dice il mio amico giornalista Luca Martinelli: "Vendendo acqua o vendendo petrolio (la materia prima delle bottiglie)?"</p>
<p>Acqua dunque che diventa preziosissima quando finisce nelle bottiglie vendute a caro prezzo, ma &ldquo;risorsa condivisa&rdquo; quando i fiumi sono in crisi.</p>
<p>Come riportato ancora dall'amico Martinelli, che ci &eacute; venuto a trovare pochi giorni fa a Cuneo al circolo Arcipelago con il suo libro "Imbottigliati", alcuni gestori del settore sostengono addirittura che le concessioni per l&rsquo;emungimento dell&rsquo;acqua non possano essere sottoposte alla Direttiva Bolkenstein perch&eacute; la risorsa sarebbe inesauribile, derivando da un ciclo chiuso e costantemente autoalimentantesi. Una tesi che appare quantomeno ottimistica e poco aderente alle evidenze di fiumi in sofferenza e falde sotto stress.</p>
<p>Mentre si chiedono sacrifici a tutti (agricoltori in primis), queste aziende continuano a pompare dalle stesse sorgenti e falde. Loro fanno marketing sulla &ldquo;sostenibilit&agrave;&rdquo; e sulla &ldquo;leggera purezza alpina&rdquo;.</p>
<p>A questo punto, mi pare di poter ipotizzare che servano atti concreti:</p>
<p>- Ammodernare davvero le reti irrigue, con sistemi a goccia, canalizzazioni chiuse, monitoraggio reale dei prelievi.</p>
<p>- Fermare il cemento selvaggio e incentivare la ricarica delle falde (vasche di laminazione, aree permeabili, piccoli invasi collinari).</p>
<p>- Mettere un tetto serio e trasparente ai prelievi per imbottigliamento, soprattutto in periodi di stress idrico, invece di trattare le grandi aziende come intoccabili.</p>
<p>- Applicare una volta per tutte il deflusso ecologico senza deroghe infinite.</p>
<p>I fiumi del Cuneese non sono una risorsa inesauribile da spremere fino all&rsquo;ultima goccia per profitto privato o per mantenere un&rsquo;agricoltura spesso idricamente inefficiente.&nbsp;Sono un bene comune.&nbsp;Sarebbe bello che i giornali, locali e non, promuovessero un dibattito informato e coraggioso che coinvolga istituzioni, consorzi, aziende e cittadini.</p>
<p>Cos&igrave; magari potremo cambiare rotta prima che il prossimo bollettino Arpa misuri non pi&ugrave; le portate, ma solo quanto &egrave; profondo il fango rimasto.</p>
<p>Con seria preoccupazione per il futuro del nostro territorio...".</p>
<p>Fabrizio Biol&eacute;</p>]]></description><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:46:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Maturità al via per 4.700 cuneesi: nella prima prova Pavese, Brancati e Calabresi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/maturita-al-via-per-4700-cuneesi-nella-prima-prova-pavese-brancati-e-calabresi_122398.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/maturita-al-via-per-4700-cuneesi-nella-prima-prova-pavese-brancati-e-calabresi_122398.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122398/150492.jpg" title="Immagine di repertorio" alt="Immagine di repertorio" /><br /><p>Sono iniziati stamattina, con la prima prova scritta, gli esami di maturit&agrave; che vedono impegnati oltre 4.700 studenti cuneesi. Mentre ragazzi e ragazze sono ancora alle prese con la prova in aula, sono state diffuse le tracce proposte per quest&rsquo;anno. Gli autori scelti per l&rsquo;analisi del testo sono Cesare Pavese, con &ldquo;Passer&ograve; per piazza di Spagna&rdquo;, e Vitaliano Brancati, con &ldquo;I piaceri&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>Per quanto riguarda il testo argomentativo, sono stati proposti l&rsquo;Assemblea Costituente, con un brano tratto dal discorso di insediamento del presidente Giuseppe Saragat, un testo tratto da &ldquo;Te lo dico con parole tue&rdquo; di Pietro Bianucci e il saggio del sociologo Frank Furedi &ldquo;I confini contano&rdquo;.</p>
<p>Tra i temi di attualit&agrave; un testo di Mario Calabresi tratto dal libro &ldquo;Alzarsi all&rsquo;alba&rdquo; e una riflessione sul concetto di &ldquo;incanto&rdquo;, partendo dall&rsquo;articolo &ldquo;Funziona a meraviglia&rdquo; della giornalista Wenke Husmann, pubblicato sulla rivista &ldquo;Internazionale&rdquo;</p>
<p>La prova ha una durata sei ore, con obbligo di permanenza minima di tre. Domani, venerd&igrave; 19 giugno, si proseguir&agrave; con la seconda prova.</p>]]></description><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 09:56:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Meat sounding, Coldiretti Cuneo: "Stop dall'Europa alla carne sintetica"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/meat-sounding-coldiretti-cuneo-stop-dall-europa-alla-carne-sintetica_122390.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/meat-sounding-coldiretti-cuneo-stop-dall-europa-alla-carne-sintetica_122390.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122390/150481.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Via libera dell&rsquo;Europa a una maggiore trasparenza per i consumatori e a nuove garanzie per il reddito degli agricoltori. Il voto del Parlamento europeo, riunito in plenaria sulla riforma dell&rsquo;Organizzazione Comune dei Mercati (OCM) recepisce, infatti, alcune delle principali richieste avanzate da Coldiretti e Filiera Italia, a partire dal divieto di utilizzare denominazioni come &ldquo;carne&rdquo;, &ldquo;bistecca&rdquo; o altri termini tradizionalmente associati ai prodotti zootecnici per gli alimenti prodotti a partire da colture cellulari o di tessuti derivanti da animali, piante, microorganismi, funghi o alghe.</p>
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;intesa prevede inoltre una lista di denominazioni riservate che non potranno essere impiegate nemmeno per alcuni prodotti alternativi di origine vegetale, evitando cos&igrave; il rischio di pratiche commerciali fuorvianti. Tra le novit&agrave; accolte figurano anche i contratti scritti obbligatori lungo le filiere agroalimentari e il riconoscimento dei costi di produzione come elemento da considerare nella determinazione dei prezzi. Una misura che punta a contrastare le pratiche sleali e a rafforzare il potere contrattuale degli agricoltori, assicurando una pi&ugrave; equa distribuzione del valore lungo la catena alimentare.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>Si tratta di un risultato importante nella battaglia portata avanti da Coldiretti e Filiera Italia su cui continuare ancora a lavorare per garantire chiarezza nelle etichette e consentire ai cittadini di compiere scelte di acquisto pienamente consapevoli. L&rsquo;accordo rappresenta un passo significativo verso una maggiore tutela del lavoro agricolo e della sostenibilit&agrave; economica</em>&rdquo; dichiara Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo.<br><br>&ldquo;<em>Un risultato che deve ora essere consolidato e rappresentare una base di partenza in vista della prossima revisione dell&rsquo;OCM post 2027 </em>&ndash; aggiunge Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo &ndash;.<em> Tra le priorit&agrave; future rientra anche la costruzione di un sistema pi&ugrave; efficace di prevenzione e risposta alle crisi, inclusa l&rsquo;ipotesi di scorte strategiche per fronteggiare shock di mercato e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 09:17:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item></channel></rss>
