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<p>"Se il numero di iscritti complessivi nelle scuole piemontesi &egrave; sceso da 553 mila nel 2023 a 539 mila nel 2025, nello stesso periodo di tempo gli iscritti ai CPIA sono passati da 23 mila e 32 mila, con un numero di licenze medie conferite passate da 10 mila a 18 mila. Questo senza che si intervenisse ad aumentare la disponibilit&agrave; di classi, senza andare a modificare i quadri orari dei docenti sulla base delle necessit&agrave; specifiche di questo istituto, dove gli orari sono tendenzialmente serali e si verifica frequentemente la necessit&agrave; di lavorare su orari spezzati. Scarsi sono i collegamenti con il centro per l&rsquo;impiego, mancano le possibilit&agrave; di aprire nuovi indirizzi per facilitare l&rsquo;accesso al mondo del lavoro di chi cerca, dopo aver ottenuto la terza media, di trovare per la prima volta o meno uno spazio di impiego. E il tema non tocca solo la popolazione straniera che, anche per questioni legate all&rsquo;ottenimento del permesso di soggiorno di lungo periodo o della cittadinanza italiana, frequenta queste scuole. Per esempio il CPIA di Asti ha il 23% di iscritti italiani che vogliono aumentare le loro competenze e dovrebbero aumentare sempre di pi&ugrave; se vogliamo avvicinarci alla media europea in termini di popolazione adulta in formazione. Altro tasto dolente, la scuola in carcere: il numero di studenti resta basso, in linea con le risorse dedicate. Non aiuta il fatto che, se sono previsti degli incentivi per chi frequenta la scuola media, superiore e corsi di laurea, non vale la stessa cosa per chi frequenta corsi di alfabetizzazione.&nbsp;Abbiamo anche ascoltato con piacere esempi virtuosi di collaborazione tra CPIA e ASL per una formazione congiunta per caregivers, o di creazione di servizi ad hoc come &egrave; successo a Settimo Torinese, dove &egrave; stata nata una scuola per famiglie per facilitare la partecipazione di chi ha figli e figlie. Gli sforzi che insegnanti e personale amministrativo fanno per garantire un servizio di qualit&agrave; &egrave; enorme. Non possiamo lasciarli soli. Il lavoro da fare &egrave; molto e le istituzioni di tutti i livelli devono attivarsi perch&eacute; il CPIA venga valorizzato e venga facilitato l&rsquo;accesso a chi oggi non riesce ad accedere ad un&rsquo;istruzione a cui avrebbe diritto".</p>]]></description><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 16:16:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Pnrr, missione compiuta per il Piemonte: “Raggiunto il 100% degli obiettivi”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/pnrr-missione-compiuta-per-il-piemonte-raggiunto-il-100-degli-obiettivi_123444.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/pnrr-missione-compiuta-per-il-piemonte-raggiunto-il-100-degli-obiettivi_123444.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123444/152252.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Regione Piemonte centra il 100% degli obiettivi del Pnrr e rispetta tutte le scadenze fissate dall&rsquo;Europa. Un risultato che conferma la capacit&agrave; dell'ente di trasformare le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza in investimenti concreti per cittadini, imprese e infrastrutture, con benefici concreti per i territori.</p>
<p>Il presidente della Regione, Alberto Cirio, ha presentato oggi al Grattacielo Piemonte i risultati conseguiti nell'attuazione del Pnrr, attraverso il quale il Piemonte ha gestito 2419 progetti per un valore complessivo di 1,78 miliardi di euro, sul totale di oltre 39000 progetti e pi&ugrave; di 10 miliardi di euro assegnati al Piemonte (enti locali, universit&agrave;, aziende ecc). Il piano, finanziato dall'Unione europea attraverso il programma Next Generation EU per rilanciare l'economia dopo la pandemia di Covid-19, prevede un sistema di monitoraggio basato sul raggiungimento di milestone e target.&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123444/small_152253.jpg" alt="Presentazione Pnrr" loading="lazy"></p>
<p>La Commissione europea ha fissato al 31 agosto il termine entro il quale gli Stati devono certificare a Bruxelles il raggiungimento degli obiettivi. Sulla base di questa tempistica, e per facilitare la raccolta dei risultati da trasmettere all&rsquo;Europa, l&rsquo;Italia ha fissato al 30 giugno il primo termine per comunicare ai ministeri competenti l&rsquo;avanzamento degli interventi.</p>
<p>Il Piemonte rispetta pienamente questo cronoprogramma, raggiungendo il 100% degli obiettivi previsti: 44 target risultano gi&agrave; centrati al 30 giugno, e 3 entro il 31 agosto. In 11 casi i target sono stati non solo raggiunti, ma anche superati, con risultati conseguiti in anticipo rispetto alle scadenze previste, ad esempio nei settori della cultura, della digitalizzazione e dell'assistenza domiciliare.</p>
<p>Questo ha consentito alla Regione di ottenere 35 milioni aggiuntivi che, a titolo di esempio, sono stati utilizzati per programmi di formazione e per accompagnare al lavoro 5300 persone in pi&ugrave; rispetto al target previsto; per acquistare 2 treni a zero emissioni, che si aggiungono ai 7 assegnati dal target, per l&rsquo;assunzione di 15 esperti in pi&ugrave;, rispetto ai 60 previsti, a supporto degli enti locali, per accompagnare ai servizi digitali 18400 cittadini in pi&ugrave; rispetto ai 160 mila previsti dal target. &nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123444/small_152254.jpg" alt="Presentazione Pnrr" loading="lazy"></p>
<p>&ldquo;Questo - rimarcano gli uffici regionali - a conferma della capacit&agrave; del sistema Piemonte di gestire con efficacia una mole di interventi particolarmente rilevante, distinguendosi ancora una volta per la qualit&agrave; della propria amministrazione e per l'efficienza nell'utilizzo delle risorse europee&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;La Regione Piemonte raggiunge il 100% degli obiettivi e rispetta le scadenze di Bruxelles&rdquo; ha sottolineato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, nel corso della conferenza stampa svoltasi al Grattacielo Piemonte: &ldquo;Come sui fondi europei siamo la prima regione d&rsquo;Italia per capacit&agrave; di spesa e rendicontazione, anche sul Pnrr abbiamo tutto quel che era richiesta e l&rsquo;abbiamo fatto in tempo. Non era un risultato scontato, data la mole di progetti e di investimenti e anche la complessit&agrave; di alcune misure, eppure siamo riusciti a centrare tutti gli obiettivi e in 11 casi la performance &egrave; stata superiore a quella richiesta. Questo ci ha consentito di ottenere un premio di 35 milioni aggiuntivi. Un risultato - ha aggiunto il presidente - che dimostra la capacit&agrave; del Piemonte di trasformare le risorse europee in opere, servizi e opportunit&agrave; per cittadini e imprese. Aver rispettato tutte le scadenze significa aver dimostrato che il Piemonte sa trasformare le risorse europee in risultati concreti. Un patrimonio di competenze che continueremo a mettere al servizio dei cittadini anche oltre il Pnrr e in vista dell&rsquo;avvio della nuova programmazione europea 2028-2035&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123444/small_152255.jpg" alt="Presentazione Pnrr" loading="lazy"></p>
<p>&ldquo;Possiamo affermare - ha proseguito il presidente - che, grazie al lavoro di squadra e all'impegno di tutte le strutture coinvolte, siamo riusciti a trasformare le risorse del Pnrr in interventi concreti che stanno gi&agrave; contribuendo a cambiare il volto del Piemonte, generando anche lavoro e ricadute. Per questo abbiamo chiesto a Ires Piemonte di analizzare ricadute economiche effettive sulle imprese e anche i posti di lavoro generati dagli interventi e questo lavoro ci sar&agrave; utile anche nella costruzione della prossima programmazione europa per fare in modo che gli interventi che programmiamo abbiano il massimo di impatto positivo possibile sul nostro territorio&rdquo;.</p>
<p>Le informazioni complete sui progetti Pnrr di competenza regionale sono disponibili sul sito <a href="https://www.pnrr.regione.piemonte.it" target="_blank" rel="nofollow">pnrr.regione.piemonte.it</a>. Nella homepage del sito, che in questi anni ha monitorato l&rsquo;andamento del Piano, con aggiornamenti trimestrali sulle singole misure, &egrave; possibile scaricare il Report con tutti i traguardi e gli obiettivi centrati da Regione Piemonte alla scadenza del 30 giugno 2026. Nei prossimi giorni, saranno aggiornate anche le schede relative ai singoli interventi.</p>
<p>Il sito, curato dal Settore Attuazione del Pnrr, offre anche l&rsquo;opportunit&agrave; di approfondire la distribuzione territoriale degli interventi grazie alla sezione Atlante dati Pnrr. Al suo interno &egrave; possibile visualizzare i dati aggregati e le informazioni di dettaglio dei progetti realizzati in Piemonte, con il rimando puntuale alle schede presenti sul sito. Da oggi, poi, si arricchisce anche della rubrica Racconti Pnrr, dove ogni mese verranno illustrati i casi di successo dell&rsquo;attuazione Pnrr in Piemonte.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123444/small_152256.jpg" alt="Presentazione Pnrr" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 15:24:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Ha ancora senso considerare la siccità come un’emergenza?]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/ha-ancora-senso-considerare-la-siccita-come-unemergenza_123442.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/ha-ancora-senso-considerare-la-siccita-come-unemergenza_123442.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123442/152248.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Non si toccano ancora i livelli del 2022, quando i giorni consecutivi senza precipitazioni significative furono ben 111, ma in Piemonte il combinato disposto tra le alte temperature, il conseguente rapido scioglimento delle riserve nevose in quota e i rovesci scarsi e sporadici sta (ri)conducendo il territorio verso condizioni di siccit&agrave;, con il tema degli invasi che ritorna a farsi spazio nel dibattito pubblico, insieme alle varie altre &ldquo;ricette&rdquo; proposte per far fronte all&rsquo;emergenza idrica. A tracciare il quadro della situazione sono i <a href="https://www.arpa.piemonte.it/notizia/situazione-idrica-piemonte-fine-giugno-2026" target="_blank" rel="follow">dati pubblicati dall&rsquo;Arpa</a> al termine del mese di giugno, il <a href="https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/un-altro-2003-in-piemonte-si-e-concluso-il-secondo-giugno-piu-caldo-di-sempre_123297.html" target="_blank" rel="follow">secondo pi&ugrave; caldo</a> da quando vengono effettuate le rilevazioni, con una temperatura media superiore alla norma di ben 3,5 gradi e valori molto vicini a quelli da record registrati nel 2003.</p>
<p>L&rsquo;indice sintetico di siccit&agrave; - riporta l&rsquo;Arpa nel suo resoconto - evidenzia condizioni di siccit&agrave; moderata nel nord-est della regione e nel bacino della Dora Baltea e condizioni di siccit&agrave; severa nel sud-ovest. Si tratta di valori dell&rsquo;indice che non si osservavano dal mese di febbraio del 2022, culmine di uno dei periodi di siccit&agrave; pi&ugrave; estremi degli ultimi anni.</p>
<h2>Le precipitazioni</h2>
<p>Le precipitazioni medie del mese di giugno 2026 sul bacino del Po chiuso alla confluenza con il Ticino sono state pari a circa 62 mm, con un deficit del 36% rispetto alla media mensile storica 1991-2020. Gli scarti negativi sono diffusi su gran parte dei bacini piemontesi, generalmente compresi tra -30% e -60%, con le eccezioni dei bacini del Ticino e dello Scrivia, dove i deficit risultano pi&ugrave; contenuti. Nell&rsquo;ultimo trimestre, anche i mesi di aprile e maggio hanno fatto registrare deficit rispettivamente di -56% e -44% contribuenti ad aggravare la siccit&agrave; meteorologica in atto. Il bilancio dell&rsquo;anno idrologico resta negativo, con uno scarto complessivo pari a circa -24%.</p>
<p>A questi deficit si sommano, come detto, le alte temperature, con ondate di calore intense registrate a fine maggio e - in particolare - nella seconda met&agrave; di giugno: "Queste condizioni - scrive Arpa - hanno contribuito ad aumentare in modo deciso l&rsquo;evapotraspirazione, accentuando lo stress idrico dei suoli e della vegetazione e aggravando gli effetti della scarsit&agrave; di precipitazioni sulle portate dei corsi d&rsquo;acqua e sulla disponibilit&agrave; complessiva della risorsa idrica&rdquo;.</p>
<p>Le risorse idriche superficiali complessivamente disponibili al 30 giugno, considerando neve, invasi e lago Maggiore, ammontano a circa 681 milioni di metri cubi, con uno scarto pari a -31% rispetto alla media del periodo. I deficit maggiori si registrano nel Piemonte settentrionale, -42%, e in quello occidentale, -38%. L&rsquo;equivalente di acqua in neve (Snow Water Equivalent) regionale risulta inferiore alla media del periodo di circa -17%, ma con risorsa nivale ormai nulla o fortemente ridotta in diversi bacini meridionali e occidentali.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123442/small_152249.jpg" alt="Foto" loading="lazy"></p>
<h2>Le portate dei fiumi</h2>
<p>Sono per&ograve; i valori relativi alle portate dei corsi d&rsquo;acqua a rappresentare l&rsquo;elemento di maggiore allarme. Ad eccezione della Dora Baltea, gran parte delle sezioni idrometriche considerate presenta deficit superiori al 40% rispetto alla media storica. Alla sezione di chiusura del bacino piemontese, il Po a Isola Sant&rsquo;Antonio ha registrato una portata media mensile di 138 m&sup3;/s (metri cubi al secondo), pari a un deficit del 76% rispetto alla media storica di giugno.</p>
<p>In provincia di Cuneo a giugno 2026 lo Stura fa registrare a Gaiola un deficit del 41%, ma i valori pi&ugrave; allarmanti sono quelli del Varaita e del Tanaro, che registrano rispettivamente un -89% a Polonghera e un -79% a Farigliano.&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123442/small_152250.jpg" alt="Tabella" loading="lazy"></p>
<h2>Il confronto con il 2022</h2>
<p>&ldquo;La siccit&agrave; del 2022 fu un evento raro, esteso e progressivo, nato gi&agrave; nella seconda met&agrave; del 2021 e poi aggravato da un inverno eccezionalmente caldo e secco, con oltre cento giorni consecutivi senza precipitazioni significative. A fine giugno 2022 la situazione era pi&ugrave; strutturale e radicata sulle scale temporali medio-lunghe&rdquo;, si legge nel rapporto pubblicato dall&rsquo;Arpa.&nbsp;</p>
<p>A giugno 2022 le precipitazioni mensili furono pari a 77,9 mm, con scarto mensile quasi nella norma rispetto al riferimento allora utilizzato, ma con uno scarto dell&rsquo;anno idrologico pari a -32,3%. La portata del Po alla chiusura del bacino piemontese era di 95 m&sup3;/s. Nel 2026 il quadro appare diverso: il deficit mensile di giugno &egrave; pi&ugrave; marcato (-36%), ma gli indici a 6 e 12 mesi non mostrano, al momento, la stessa diffusione di siccit&agrave; severa o estrema osservata nel 2022.&nbsp;</p>
<p>Le portate fluviali mostrano invece un elemento di continuit&agrave; con il 2022: anche nel giugno 2026 molti corsi d&rsquo;acqua presentano deficit molto marcati. Nel 2022 le principali sezioni fluviali registravano gi&agrave; da mesi portate inferiori alla media storica, con indici SRI compresi tra molto secco ed estremamente secco; nel 2026 il Po a Isola Sant&rsquo;Antonio presenta nuovamente un deficit molto elevato e il Tanaro, il Sesia, il Toce e diversi affluenti occidentali mostrano scarti ampiamente negativi.</p>
<p>&ldquo;In sintesi - conclude l&rsquo;Arpa - la situazione di giugno 2026 non riproduce, allo stato attuale, la stessa evoluzione plurimensile e strutturale della crisi del 2022, ma presenta segnali di attenzione importanti. Il deficit delle portate, la riduzione della risorsa nivale residua, le temperature elevate e la disponibilit&agrave; superficiale inferiore alla media indicano una fase di stress idrologico che richiede un attento monitoraggio nelle prossime settimane, anche in virt&ugrave; di previsioni per il mese di luglio sempre nel solco di una estate secca e calda, ed in particolare nei bacini gi&agrave; classificati in siccit&agrave; severa e nei settori dove la risorsa nivale &egrave; ormai esaurita&rdquo;.</p>
<h2>Il dibattito e le soluzioni proposte</h2>
<p>Come sempre in questi casi, e come pi&ugrave; volte accaduto negli ultimi anni, nelle ultime settimane il tema degli invasi e delle possibili strategie per affrontare l&rsquo;emergenza idrica &egrave; tornato centrale sui giornali e nel dialogo istituzionale. Con una sostanziale differenza rispetto al passato: pi&ugrave; di qualcuno (forse tardivamente?) inizia a far notare come una situazione che si ripete ciclicamente non pu&ograve; pi&ugrave; essere considerata emergenziale, bens&igrave; strutturale. Nei giorni scorsi l&rsquo;Ato, gestore del servizio idrico provinciale, ha invitato i Comuni a sensibilizzare la popolazione sull&rsquo;uso responsabile dell&rsquo;acqua, ma &egrave; chiaro che si tratta di un palliativo che da solo non pu&ograve; bastare.</p>
<p>&ldquo;Non possiamo continuare a rincorrere l'emergenza in estate e dimenticarcene quando piove&rdquo;, ha detto la consigliera regionale Giulia Marro (AVS), che ha portato in question time la <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ridurre-i-prelievi-da-sorgenti-e-falde-per-la-regione-non-si-puo-fare-marro-manca-la-volonta-politica_123322.html" target="_blank" rel="follow">proposta di ridurre i prelievi dalle sorgenti e dalle falde</a>, almeno per il periodo estivo, per le aziende di imbottigliamento acqua. Una proposta che la Regione ha giudicato non praticabile. &ldquo;Governare non significa limitarsi a spiegare perch&eacute; qualcosa non &egrave; possibile. - ha spiegato l&rsquo;esponente di Alleanza Verdi e Sinistra - Significa chiedersi se regole scritte oltre vent'anni fa siano ancora adeguate di fronte a una crisi climatica che cambia radicalmente la disponibilit&agrave; di acqua. Nessuno pretendeva una risposta gi&agrave; pronta. Chiedevo che la Regione verificasse se esistessero margini di intervento. Se le regole attuali non lo consentono, allora &egrave; compito della politica chiedersi se siano ancora adeguate. Invece si &egrave; preferito dichiarare impossibile una soluzione ancora prima di provare a cercarla. Ancora una volta il prezzo lo pagano i cittadini. Si chiede loro di ridurre i consumi e di cambiare abitudini, mentre sulle grandi concessioni di una risorsa pubblica non si apre nemmeno una discussione. L'acqua che manca &egrave; quella nei rubinetti e nei fiumi, non quella che continua a finire nelle bottiglie di plastica&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;emergenza idrica &egrave; stata anche il tema di un <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/siccita-e-invasi-un-ordine-del-giorno-di-sacchetto-fdi-per-lo-stato-di-emergenza_122669.html" target="_blank" rel="follow">ordine del giorno</a> presentato in Regione dal gruppo di Fratelli d&rsquo;Italia. Un documento che vedeva il cuneese Claudio Sacchetto come primo firmatario e in cui si chiedevano interventi per &ldquo;difendere l&rsquo;agricoltura&rdquo;: non solo soluzioni temporanee ed emergenziali, come le deroghe al deflusso ecologico dei fiumi, ma anche piani strutturali, come gli incentivi per la realizzazione di microinvasi aziendali e interaziendali. &ldquo;L'acqua &egrave; oggi la principale infrastruttura strategica per il futuro del Piemonte. Senza acqua non esiste agricoltura, non esiste sicurezza alimentare e vengono meno migliaia di posti di lavoro. Vogliamo aprire una riflessione concreta e avanzare proposte realizzabili per dare risposte al mondo agricolo, che chiede meno burocrazia, pi&ugrave; investimenti e una visione di lungo periodo", ha detto Sacchetto.</p>
<p>A richiedere interventi strutturali anche Coldiretti Cuneo, che nei giorni scorsi ha portato il &ldquo;grido&rdquo; del Piemonte <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/emergenza-idrica-coldiretti-cuneo-porta-a-roma-il-suo-appello-serve-una-rete-di-invasi_123378.html" target="_blank" rel="follow">all&rsquo;assemblea nazionale Anbi di Roma</a>: &ldquo;Di fronte all&rsquo;avanzare della siccit&agrave; e della desertificazione non possiamo pi&ugrave; permetterci di rincorrere le emergenze. Servono scelte immediate e investimenti concreti. Le priorit&agrave; sono chiare: ammodernare una rete idrica che disperde una quantit&agrave; inaccettabile di acqua, realizzare una rete diffusa di invasi con sistemi di pompaggio per aumentare la capacit&agrave; di accumulo e garantire l&rsquo;autosufficienza idrica del settore agricolo, accelerando finalmente la cantierabilit&agrave; delle opere gi&agrave; progettate&rdquo;, ha detto &nbsp;il presidente provinciale dell&rsquo;organizzazione agricola Enrico Nada.</p>
<p>&ldquo;Siamo ancora privi di una politica finalizzata a migliorare la capacit&agrave; di stoccaggio dell&rsquo;acqua e a ridurre, parallelamente, la percentuale di dispersione, nonostante si parli di un piano di micro invasi da anni ormai&rdquo;, gli ha fatto eco il direttore provinciale Francesco Goffredo. Tanti dibattiti, tante proposte, tante parole, insomma, ma le iniziative concrete al momento latitano.</p>
<p>Il mese scorso la Regione Piemonte, dal canto suo, ha scelto di riaprire l&rsquo;Osservatorio regionale per l&rsquo;emergenza idrica, convocando anche un tavolo specifico per quanto riguarda il lago Maggiore: &ldquo;Il quadro segnalato da Arpa &egrave; chiaro: mancano le piogge, le temperature sono ben sopra la media e i nostri fiumi, a partire dal Po, e le falde stanno pagando dazio &ndash; ha detto l&rsquo;assessore regionale all&rsquo;Ambiente Matteo Marnati -. Con l&rsquo;arrivo di queste ondate di calore anomalo, la situazione idrologica &egrave; destinata a peggiorare. Per questo abbiamo scelto di essere tempestivi: riapriamo quindi l&rsquo;Osservatorio regionale per avere un monitoraggio costante e capillare dello scenario attuale e di quello che ci attende in piena estate, e attiviamo un tavolo specifico per il Lago Maggiore. La tutela della risorsa acqua e la sicurezza dei cittadini sono la nostra priorit&agrave;&rdquo;.</p>
<p>Mentre si discute e ci si confronta, i fiumi cuneesi continuano a soffrire, cos&igrave; come tutto ci&ograve; che ai fiumi e all&rsquo;acqua &egrave; strettamente legato. Mentre i dibattiti sull&rsquo;emergenza idrica iniziano a diventare sinistramente ricorrenti, ripetuti e uguali a se stessi di anno in anno, si fa largo una domanda: ha ancora senso considerare la siccit&agrave; come un&rsquo;emergenza?</p>]]></description><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 15:14:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Dalmasso</dc:creator><author><name>Andrea Dalmasso</name></author></item><item><title><![CDATA[Si dimette il presidente, Coldiretti Cuneo chiede il commissariamento urgente dell'Atc CN1]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/si-dimette-il-presidente-coldiretti-cuneo-chiede-il-commissariamento-urgente-dell-atc-cn1_123421.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/si-dimette-il-presidente-coldiretti-cuneo-chiede-il-commissariamento-urgente-dell-atc-cn1_123421.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123421/152218.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Dopo le dimissioni irrevocabili del presidente Umberto Ferrondi e la mancata approvazione del bilancio consuntivo 2025, &egrave; necessario attivare con urgenza la procedura di commissariamento dell&rsquo;Atc CN1. &Egrave; la richiesta di Coldiretti Cuneo agli enti preposti, dopo che l&rsquo;ultima seduta del Comitato di gestione dell&rsquo;Ambito ha certificato una situazione ormai non pi&ugrave; rinviabile: presidente dimissionario, met&agrave; dei componenti assenti, impossibilit&agrave; di deliberare e bilancio negativo.</p>
<p>Con l&rsquo;arrivo della PSA in provincia, prosegue Coldiretti Cuneo, i confini dell&rsquo;Atc CN1 rappresentano un vero e proprio argine geografico all&rsquo;avanzata del principale vettore dell&rsquo;infezione, il cinghiale, verso gli allevamenti della pianura cuneese. Un&rsquo;infezione che per fortuna non &egrave; trasmissibile alla specie umana, ma che mette a rischio il patrimonio suinicolo della Granda (quasi 1 milione di capi), gli allevatori, le loro famiglie e l'indotto.</p>
<p>Alla paralisi istituzionale si aggiunge una criticit&agrave; patrimoniale non pi&ugrave; eludibile: il patrimonio netto dell&rsquo;Ambito permane gravemente negativo. In questo quadro, gli imprenditori agricoli danneggiati dalla fauna selvatica attendono ancora i risarcimenti relativi alle annualit&agrave; pregresse, sostanzialmente fermi al 2022.</p>
<p>&ldquo;Il confine orientale dell&rsquo;Atc CN1 &egrave; il nostro scudo, la nostra linea di difesa&rdquo; dichiara Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo. &ldquo;&Egrave; necessario l&rsquo;intervento della Provincia di Cuneo, su cui abbiamo piena fiducia, per procedere rapidamente al commissariamento e al ripristino dell&rsquo;operativit&agrave; dell&rsquo;Ambito con il necessario coinvolgimento della Regione Piemonte. Non possiamo permetterci un ente sospeso nell&rsquo;incertezza. Prendiamo atto, inoltre, che nel momento di maggiore complessit&agrave;, a discutere delle dimissioni del presidente e di un quadro patrimoniale cos&igrave; pesante, erano presenti i rappresentanti dell&rsquo;agricoltura mentre erano assenti tutti i rappresentanti del mondo venatorio&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Va riconosciuto al presidente Ferrondi lo sforzo compiuto per cercare di rimettere ordine almeno su alcune partite pregresse, a partire dal lavoro svolto per sbloccare la questione 2021&rdquo; afferma Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo. &ldquo;Ma resta il fatto che i risarcimenti dei danni da fauna selvatica alle imprese agricole sono ancora fermi alle annualit&agrave; pregresse, sostanzialmente al 2022. Anche questo aspetto &egrave; fondamentale ed &egrave; anche per questo motivo che l&rsquo;Atc CN1 deve tornare subito nelle condizioni di funzionare&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 10:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Emergenza idrica, Coldiretti Cuneo porta a Roma il suo appello: "Serve una rete di invasi"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/emergenza-idrica-coldiretti-cuneo-porta-a-roma-il-suo-appello-serve-una-rete-di-invasi_123378.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/emergenza-idrica-coldiretti-cuneo-porta-a-roma-il-suo-appello-serve-una-rete-di-invasi_123378.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123378/152167.jpg" title="" alt="" /><br /><p>"L&rsquo;acqua &egrave; la pi&ugrave; grande infrastruttura strategica del nostro Paese. &Egrave; una risorsa che genera sviluppo, produce energia, garantisce cibo, tutela il territorio e rappresenta un presidio di pace". &Egrave; quanto ha affermato Coldiretti Cuneo in occasione dell&rsquo;assemblea nazionale di Anbi, a Roma.</p>
<p>Le precipitazioni medie nella nostra regione, a maggio, sono state di circa 70 mm, pari al 44% in meno rispetto alla media del periodo, secondo i dati Arpa. Tutta la regione &egrave; stata caratterizzata da un deficit pluviometrico, aggravato dal fatto che l&rsquo;acqua non viene trattenuta.</p>
<p>&ldquo;Di fronte all&rsquo;avanzare della siccit&agrave; e della desertificazione non possiamo pi&ugrave; permetterci di rincorrere le emergenze. Servono scelte immediate e investimenti concreti. Le priorit&agrave; sono chiare: ammodernare una rete idrica che disperde una quantit&agrave; inaccettabile di acqua, realizzare una rete diffusa di invasi con sistemi di pompaggio per aumentare la capacit&agrave; di accumulo e garantire l&rsquo;autosufficienza idrica del settore agricolo, accelerando finalmente la cantierabilit&agrave; delle opere gi&agrave; progettate&rdquo;, dichiara Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo.</p>
<p>&ldquo;Siamo ancora privi di una politica finalizzata a migliorare la capacit&agrave; di stoccaggio dell&rsquo;acqua e a ridurre, parallelamente, la percentuale di dispersione, nonostante si parli di un piano di micro invasi da anni ormai. Anche in periodi di stress idrico va garantita la disponibilit&agrave; di acqua per assicurare la produzione agroalimentare in un momento, oltretutto, gi&agrave; molto delicato per gli sconvolgimenti di mercato e i costi di produzione schizzati in alto. Per questo &egrave; necessario attivare un&rsquo;azione puntuale di monitoraggio, adottando anche misure straordinarie per incrementare la disponibilit&agrave; irrigua e renderne possibile l&rsquo;utilizzo, creando i presupposti per contenere il rischio di gravi ripercussioni sulle produzioni agricole e sull&rsquo;ambiente&rdquo;, aggiunge Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 16:38:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Vino, Confagricoltura Cuneo: “Serve una strategia strutturale per il comparto”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/vino-confagricoltura-cuneo-serve-una-strategia-strutturale-per-il-comparto_123336.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/vino-confagricoltura-cuneo-serve-una-strategia-strutturale-per-il-comparto_123336.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123336/152086.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Enrico Allasia, il presidente di Confagricoltura Cuneo e Piemonte, lancia un messaggio alla politica regionale avanzando una serie di proposte operative per affrontare le difficolt&agrave; strutturali del settore: &ldquo;La crisi del comparto vitivinicolo piemontese deve essere affrontata con interventi emergenziali, ma necessita anche di una programmazione a medio e lungo termine. Il comparto vive attualmente molteplici criticit&agrave;: i conflitti internazionali, i dazi statunitensi, la debolezza dell&rsquo;economia europea, il progressivo calo dei consumi interni, l&rsquo;aumento dei costi di produzione e gli effetti sempre pi&ugrave; evidenti del cambiamento climatico. Una situazione che, per numerose denominazioni piemontesi, ha determinato un marcato squilibrio tra domanda e offerta, con conseguente riduzione dei prezzi e crescita delle giacenze di vino invenduto nelle cantine&rdquo;.</p>
<p>Tra le principali misure proposte da Confagricoltura figurano: la sospensione delle autorizzazioni ai nuovi impianti viticoli a partire dal 2027, la proroga delle idoneit&agrave; assegnate dai bandi delle denominazioni piemontesi, una revisione della misura di ristrutturazione e riconversione dei vigneti che incentivi il rinvio dei nuovi impianti, il ripristino della &ldquo;vendemmia verde&rdquo; come strumento di gestione programmata delle produzioni e, solo in ultima ratio, l&rsquo;introduzione di un intervento per l&rsquo;estirpazione volontaria dei vigneti sul modello gi&agrave; adottato in Francia. Confagricoltura propone, inoltre, una riflessione sulle politiche di promozione: dovranno essere pi&ugrave; presenti e incisive, da valutare anche in sinergia con il nuovo Osservatorio del Vino.</p>
<p>&ldquo;Il vino piemontese rappresenta una delle eccellenze del nostro territorio e non possiamo permettere che una crisi ormai strutturale venga affrontata esclusivamente con misure tampone &ndash; prosegue Enrico Allasia &ndash;. &Egrave; necessario mettere in campo una strategia di medio e lungo periodo che consenta alle imprese di ritrovare equilibrio, competitivit&agrave; e redditivit&agrave;. Le proposte avanzate da Confagricoltura nascono dal confronto quotidiano con i viticoltori e vogliono offrire strumenti concreti per governare il mercato e accompagnare il settore verso un nuovo equilibrio&rdquo;.</p>
<p>Considerate le giacenze e i trend di vendita, in questi giorni, alcuni consorzi di Tutela, nelle varie assemblee, hanno delineato riduzioni di rese per le prossime vendemmie. Cos&igrave; il Consorzio dell&rsquo;Asti DOCG ha fissato la resa produttiva del Moscato d&rsquo;Asti docg a 85 quintali per ettaro per la prossima vendemmia, mentre il Consorzio di tutela del Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani ha approvato una riduzione del 10% delle rese per il Langhe Nebbiolo Doc e la Barbera d&rsquo;Alba Doc, scendendo a 90 quintali per ettaro.</p>
<p>&ldquo;Prendiamo atto e apprezziamo la decisione emersa con ampio consenso nelle varie assemblee dei Consorzi di contingentare le rese onde evitare squilibri di mercato &ndash; commenta Alessandro Bottallo, responsabile di Confagricoltura Cuneo zona di Alba -, &nbsp;tali decisioni inoltre si sommano al percorso di contingentamento degli impianti avviato da tempo, ci attendiamo tuttavia provvedimenti di pi&ugrave; ampio respiro da parte della politica regionale, per poter dare al comparto una programmazione di lungo periodo e mettere gli agricoltori nella condizione di non subire decisioni molto spesso penalizzanti&rdquo;.</p>
<p>Dal punto di vista agronomico, infine, il tecnico di Confagricoltura Cuneo Antonio Marino, traccia una panoramica dello stato di salute attuale dei vigneti cuneesi: &ldquo;Ad oggi ci troviamo di fronte ad una campagna molto anticipata per via delle condizioni climatiche e delle elevate temperature, con giornate terse che nei vigneti hanno favorito una fioritura eccezionale, passando velocemente alla fase di allegagione/mignolatura e una produzione potenziale buona inoltre negli ultimi giorni sono stati segnalati i primi acini in invaiatura che confermano il progressivo avvio della fase di maturazione. Registriamo, tuttavia, alcune prime sofferenze da stress idrico e la presenza di scottature da insolazione. La difesa fitosanitaria, nel complesso, &egrave; stata attualmente meno impegnativa per i viticoltori rispetto ad annate precedenti: il caldo aiuta la gestione del cotico erboso e non rende necessarie operazioni di potatura verde gravose come nelle annate pi&ugrave; piovose. La scarsit&agrave; di pioggia ha protetto naturalmente i vigneti dallo sviluppo di malattie quali la peronospora e anche l&rsquo;oidio e la flavescenza risultano al momento sotto controllo&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 10:37:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Ridurre i prelievi da sorgenti e falde, per la Regione non si può fare. Marro: "Manca la volontà politica"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ridurre-i-prelievi-da-sorgenti-e-falde-per-la-regione-non-si-puo-fare-marro-manca-la-volonta-politica_123322.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ridurre-i-prelievi-da-sorgenti-e-falde-per-la-regione-non-si-puo-fare-marro-manca-la-volonta-politica_123322.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123322/152070.jpg" title="Giulia Marro" alt="Giulia Marro" /><br /><p>"La risposta della Giunta regionale al mio question time dimostra ancora una volta l'assenza di una volont&agrave; politica di affrontare la crisi climatica. Di fronte a un'emergenza sempre pi&ugrave; grave, la Regione non prende nemmeno in considerazione misure straordinarie e si rifugia dietro cavilli normativi e rimpalli di competenze". Lo scrive in una nota la consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra Giulia Marro, che aveva proposto la riduzione dei prelievi dalle sorgenti e dalle falde nel periodo estivo per le aziende di imbottigliamento acqua, nell'ottica della mitigazione degli effetti della siccit&agrave; e dell'emergenza idrica.</p>
<p>Scrive la consigliera regionale cuneese: "La mia richiesta era: non fermare le aziende n&eacute; mettere a rischio l'occupazione, ma verificare se, durante l'emergenza idrica fosse possibile aumentare temporaneamente i rilasci verso il reticolo idrografico naturale, dopo una ricognizione delle concessioni esistenti.&nbsp;La risposta &egrave; stata un elenco di motivi per cui oggi non si pu&ograve; fare. Ma governare non significa limitarsi a spiegare perch&eacute; qualcosa non &egrave; possibile. Significa chiedersi se regole scritte oltre vent'anni fa siano ancora adeguate di fronte a una crisi climatica che cambia radicalmente la disponibilit&agrave; di acqua.&nbsp;Nessuno pretendeva una risposta gi&agrave; pronta. Chiedevo che la Regione verificasse se esistessero margini di intervento. Se le regole attuali non lo consentono, allora &egrave; compito della politica chiedersi se siano ancora adeguate. Invece si &egrave; preferito dichiarare impossibile una soluzione ancora prima di provare a cercarla".</p>
<p>"Per questo - annuncia Marro - lavoreremo a una proposta di modifica della legge regionale 44 del 2000, che ha delegato queste competenze alle Province creando, nei fatti, un cortocircuito di responsabilit&agrave;. Non possiamo continuare a rincorrere l'emergenza ogni estate per poi dimenticarcene quando torna a piovere.&nbsp;Ancora una volta il prezzo lo pagano i cittadini. Si chiede loro di ridurre i consumi e di cambiare abitudini, mentre sulle grandi concessioni di una risorsa pubblica non si apre nemmeno una discussione. L'acqua che manca &egrave; quella nei rubinetti e nei fiumi, non quella che continua a finire nelle bottiglie di plastica".</p>]]></description><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 09:33:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Nelle carceri del Piemonte oltre 4.500 detenuti a fronte di 3.900 posti: "Sistema da ripensare"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nelle-carceri-del-piemonte-oltre-4500-detenuti-a-fronte-di-3900-posti-sistema-da-ripensare_123316.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nelle-carceri-del-piemonte-oltre-4500-detenuti-a-fronte-di-3900-posti-sistema-da-ripensare_123316.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123316/152061.jpg" title="" alt="" /><br /><p>"La situazione delle carceri piemontesi continua a destare forte preoccupazione. Nelle tredici strutture penitenziarie della regione sono oggi ristrette circa 4.500 persone detenute, a fronte di una capienza regolamentare di 3.900 posti. Un sovraffollamento che incide pesantemente sulle condizioni di lavoro della Polizia Penitenziaria e sulla gestione quotidiana degli istituti". &Egrave; quanto denuncia in una nota il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe).</p>
<p>"Il dato &egrave; particolarmente significativo in alcuni istituti - evidenzia Vicente Santilli, segretario nazionale del Sappe per il Piemonte -. A Biella, da gennaio ad oggi, si registra un incremento di circa 70 detenuti, mentre nella Casa circondariale di Torino l'aumento &egrave; di circa 500 presenze. Tutto questo affollamento determina enormi criticit&agrave; nell'organizzazione del lavoro del personale di Polizia Penitenziaria, gi&agrave; costretto a operare in condizioni di forte sofferenza. Per questo auspichiamo che le prossime assegnazioni di agenti provenienti dai corsi di formazione tengano nella dovuta considerazione le esigenze degli istituti piemontesi, che necessitano con urgenza di un rafforzamento degli organici".</p>
<p>Il sindacato della Polizia Penitenziaria rivolge poi una dura critica ai vertici dell'amministrazione penitenziaria regionale. "Non possiamo non rilevare come, negli ultimi anni, sotto la gestione del Provveditorato regionale del Piemonte, la situazione sia rimasta sostanzialmente immutata. Le criticit&agrave; denunciate dal SAPPE si ripetono puntualmente: sovraffollamento, carenze di personale, organizzazione sempre pi&ugrave; difficile e crescente pressione sugli appartenenti al Corpo. A pagare il prezzo di questa sostanziale immobilit&agrave; sono, ancora una volta, quasi esclusivamente le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria, chiamati ogni giorno a garantire sicurezza e legalit&agrave; in condizioni sempre pi&ugrave; gravose. Il Piemonte ha bisogno di una guida autorevole e moderna, di un dirigente che sappia essere un vero manager dell'amministrazione penitenziaria, capace di coniugare le imprescindibili esigenze di sicurezza con quelle del trattamento rieducativo dei detenuti, assumendo iniziative concrete, innovative e coraggiose".</p>
<p>A sostegno delle richieste avanzate dal Sappe Piemonte interviene anche il segretario generale Donato Capece, che rilancia la necessit&agrave; di una riforma organica dell'esecuzione penale.</p>
<p>"Ripensare il sistema penitenziario - afferma Capece - non significa indebolire la risposta dello Stato alla criminalit&agrave;. Al contrario, significa renderla pi&ugrave; razionale, pi&ugrave; efficace e maggiormente aderente ai principi della Costituzione. Lo sosteniamo da anni e lo ribadiamo con forza: occorre distinguere con maggiore nettezza tra le diverse forme di devianza e modulare conseguentemente l'esecuzione della pena".</p>
<p>Secondo il Sappe, per i reati di minore allarme sociale, puniti con pene detentive non superiori ai tre anni e in assenza di una concreta pericolosit&agrave; sociale del condannato, dovrebbe essere privilegiato il ricorso alle misure alternative alla detenzione, alla messa alla prova e agli altri strumenti di comunit&agrave;, anche attraverso l'impiego in lavori socialmente utili, cos&igrave; da favorire percorsi di responsabilizzazione e ridurre il ricorso al carcere.</p>
<p>"Un secondo livello - prosegue Capece - dovrebbe riguardare le pene superiori ai tre anni, da espiare in istituti finalmente meno affollati grazie al minor ricorso alla detenzione per i reati minori e a un utilizzo pi&ugrave; rigoroso e selettivo della custodia cautelare. Solo in carceri realmente governabili &egrave; possibile dare concreta attuazione al principio costituzionale della finalit&agrave; rieducativa della pena, garantendo lavoro, formazione professionale e autentici percorsi di reinserimento sociale".</p>
<p>"Infine - conclude Capece - deve essere mantenuto un terzo livello riservato ai detenuti appartenenti ai circuiti dell'alta sicurezza, della criminalit&agrave; organizzata e del terrorismo, dove il contenimento, il controllo e la neutralizzazione della capacit&agrave; criminale rappresentano una priorit&agrave; assoluta per la sicurezza dello Stato e dei cittadini".</p>
<p>Per il Sappe, la fotografia delle carceri piemontesi conferma ancora una volta come il sovraffollamento, unito alla cronica carenza di personale, continui a mettere sotto pressione il sistema penitenziario, rendendo indispensabili sia un immediato potenziamento degli organici della Polizia Penitenziaria sia un deciso cambio di passo nella gestione dell'amministrazione regionale, oltre a una riforma strutturale dell'esecuzione penale capace di coniugare sicurezza, legalit&agrave; e rispetto dei principi costituzionali.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 08:42:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Ue, Coldiretti Cuneo: “Preoccupano scelte su salute e agricoltura”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ue-coldiretti-cuneo-preoccupano-scelte-su-salute-e-agricoltura_123280.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ue-coldiretti-cuneo-preoccupano-scelte-su-salute-e-agricoltura_123280.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123280/151997.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Coldiretti Cuneo, a seguito del voto delle Commissioni incaricate del Parlamento europeo sul Piano per la salute cardiovascolare e sul Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam), &egrave; intervenuta per esprime la propria preoccupazione sulle scelte su salute e agricoltura da parte dell&rsquo;Europa: &ldquo;Ancora una volta arrivano due gravi passi indietro nelle politiche di tutela della salute dei cittadini e del reddito degli agricoltori.</p>
<p>&ldquo;Sul fronte della salute cardiovascolare, il testo approvato dal Parlamento europeo rischia di indebolire alcune misure di prevenzione e di non valorizzare adeguatamente il ruolo di una corretta alimentazione nella riduzione dei rischi per il cuore e per la salute in generale &mdash; prosegue Coldiretti Cuneo &mdash;. In particolare, preoccupa il ridimensionamento degli interventi relativi alle bevande energetiche e la scarsa attenzione alle pi&ugrave; recenti evidenze scientifiche sui possibili effetti negativi di un consumo eccessivo di cibi ultra-processati, sempre pi&ugrave; diffusi soprattutto tra i giovani. A destare perplessit&agrave; &egrave; anche la riapertura del dibattito sui sistemi di etichettatura nutrizionale frontale, che in passato hanno rischiato di penalizzare prodotti simbolo della Dieta Mediterranea senza tenere conto delle quantit&agrave; consumate e dell&rsquo;equilibrio complessivo dell&rsquo;alimentazione. Un approccio che potrebbe creare confusione nei consumatori e danneggiare produzioni di eccellenza del territorio&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;La prevenzione delle malattie cardiovascolari passa prima di tutto dall&rsquo;educazione alimentare e dalla promozione di stili di vita sani. Servono regole basate sulla scienza e non sistemi che finiscono per penalizzare ingiustamente prodotti di qualit&agrave; che fanno parte della Dieta Mediterranea e della nostra tradizione agricola&rdquo;, dichiara Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo.</p>
<p>&ldquo;Preoccupa anche il voto sul Cbam. Le Commissioni competenti del Parlamento europeo hanno infatti eliminato la clausola che avrebbe consentito di sospendere temporaneamente il meccanismo in caso di forti squilibri di mercato. Una decisione che rischia di lasciare agricoltori e imprese senza strumenti adeguati di tutela in una fase economica gi&agrave; molto complessa. Le aziende agricole, infatti, stanno affrontando costi sempre pi&ugrave; elevati e una concorrenza internazionale difficile. Togliere una misura di salvaguardia significa aumentare le incertezze per il settore e mettere a rischio competitivit&agrave; e reddito delle imprese&rdquo;, aggiunge Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo.</p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 15:08:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Nel 2025 i piemontesi hanno speso quasi 10 miliardi di euro in gioco d'azzardo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nel-2025-i-piemontesi-hanno-speso-quasi-10-miliardi-di-euro-in-gioco-d-azzardo_123276.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nel-2025-i-piemontesi-hanno-speso-quasi-10-miliardi-di-euro-in-gioco-d-azzardo_123276.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123276/151992.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Volumi del gioco, sia fisico che online, in costante aumento, cos&igrave; come le perdite e i pazienti in carico ai servizi sanitari. &Egrave; l&rsquo;allarmante fotografia della situazione del gioco d&rsquo;azzardo patologico in Piemonte, presentata in una conferenza stampa organizzata dai gruppi di opposizione in Consiglio regionale. Nel mirino in particolare la legge regionale che nel 2021 ha di fatto ridimensionato le norme sul contrasto alla ludopatia che erano state introdotte nel 2016 dalla Giunta Chiamparino.</p>
<p>Eloquenti i dati presentati stamattina, mercoled&igrave; 1&deg; luglio, a Torino. Nel 2025 i piemontesi hanno speso 9,9 miliardi di euro in gioco d&rsquo;azzardo: il dato &egrave; in costante aumento dal 2021, dopo avere osservato una progressiva diminuzione a partire dal 2016, arrivando ai 6,1 miliardi del 2020. Ne consegue, per il 2025, una spesa media pro capite di 2.328 euro all&rsquo;anno: erano 1.427 nel 2020.</p>
<p>A livello provinciale nel 2025 &egrave; Torino a far registrare la raccolta maggiore, 5,3 miliardi di euro: segue Cuneo con 1,1, poi Alessandria (1), Novara (800 milioni), Asti, Vercelli e Verbania (tutte con 400 milioni), e infine Biella (300 milioni).</p>
<p>I dati evidenziano come il gioco fisico tra il 2016 e il 2020 fosse in netta diminuzione in Piemonte, mentre &egrave; tornato a risalire dal 2020 in poi. &ldquo;La tendenza non &egrave; soltanto causata dalla pandemia, ma dalla modifica della legislazione regionale&rdquo;, sostengono i rappresentanti delle minoranze in Consiglio regionale.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123276/small_151993.jpg" alt="Foto"></p>
<h2>La situazione in Italia</h2>
<p>Il tema del gioco d&rsquo;azzardo patologico &egrave; diventato sempre pi&ugrave; centrale non solo in Piemonte. Il denaro giocato in un anno dagli italiani &egrave; passato dai 34 miliardi di euro del 2004 ai 165 miliardi del 2025. Una crescita che &egrave; difficile osservare in altri settori. Questo, secondo le opposizioni piemontesi, &egrave; dovuto ad una strategia globale e alla scelta, da parte dello Stato, di trasformare il gioco in un settore visto solamente come fine di guadagno per le casse erariali (le entrate, in questo senso, sono passate dai 6,7 miliardi di euro del 2006 agli 11,4 del 2025). L&rsquo;Italia &egrave; il paese con la pi&ugrave; alta spesa complessiva in Europa.</p>
<p>Queste scelte e la crescita del settore hanno portato l&rsquo;Italia a essere uno dei paesi con il pi&ugrave; alto numero di dispositivi - le cosiddette &ldquo;macchinette&rdquo; - per abitanti al mondo. Secondo quanto riportato nel volume &ldquo;Setting Limits. Gambling, Science and Public Policy&rdquo;, pubblicato da Oxford University Press nel 2019, l&rsquo;Italia si posiziona al terzo posto nel mondo con 132 abitanti per apparecchio, dopo l&rsquo;Australia, ma molto prima di altri paesi europei e di Canada, Stati Uniti e Regno Unito.</p>
<h2>Le dichiarazioni</h2>
<p>Ad aprire la conferenza stampa odierna &egrave; stato Domenico Rossi (segretario regionale del Partito Democratico): &ldquo;Siamo di fronte a dati che impongono una riflessione a tutti i livelli. Gli italiani spendono pi&ugrave; di tutti in Europa per il gioco e siamo tra i Paesi che gioca di pi&ugrave; al mondo. C&rsquo;&egrave; un problema di eccesso di offerta che genera una domanda che non esisterebbe, con conseguenze socio-sanitarie che pagano giovani e fasce deboli. La Regione deve fare la sua parte e noi siamo disponibili a superare le attuali criticit&agrave; attraverso un lavoro condiviso in commissione e in aula&rdquo;.</p>
<p>Sulla stessa linea Gianna Pentenero (Partito Democratico): &ldquo;Avevamo una legge all&rsquo;avanguardia approvata durante la Giunta Chiamparino, una norma che ha fatto scuola, ma la scelta di Cirio e della sua maggioranza di smantellare quell'impianto normativo virtuoso, di fare un passo indietro, ha provocato conseguenze disastrose&rdquo;. </p>
<p>La consigliera Sarah Disabato (Movimento 5 Stelle) &nbsp;guarda al futuro evidenziando come &ldquo;il gioco d'azzardo tra gli studenti abbia raggiunto nel 2025 il valore pi&ugrave; alto mai registrato. Ben un milione e seicentomila studenti, ovvero il 64% della popolazione scolastica nella fascia 15-19 anni, hanno giocato almeno una volta nella vita e quasi un milione e mezzo lo ha fatto nell'ultimo anno&rdquo;. Il dato sconcertante per&ograve; &egrave; quello sul coinvolgimento di minorenni e pre-adolescenti: &ldquo;l'11% dei ragazzini tra gli 11 e i 13 anni dichiara di aver scommesso negli ultimi dodici mesi. Una vera e propria emergenza sociale davanti alla quale la Regione non pu&ograve; pi&ugrave; voltarsi dall'altra parte&rdquo;. </p>
<p>Sui profili di rischio e sulle abitudini di gioco si &egrave; concentrata anche Vittoria Nallo (Stati Uniti d&rsquo;Europa): &ldquo;Non esiste un altro settore che sia cresciuto cos&igrave; tanto nel nostro Paese come quello del gioco d&rsquo;azzardo. Non solo, i pazienti con dipendenza in carico ai servizi socio-sanitari sono in costante aumento. L&rsquo;emergenza &egrave; sotto gli occhi di tutti, ignorarla e procrastinare un intervento non significa fare il bene del Piemonte bens&igrave; quello delle lobby del gioco&rdquo;.  </p>
<p>Infine, Alice Ravinale (Alleanza Verdi e Sinistra) ha sottolineato l'importanza di sostenere la prevenzione e la cura con un quadro normativo solido e di quanto l&rsquo;allentamento dei vincoli su questo tema favorisca la criminalit&agrave; organizzata: &ldquo;Tutti i proclami della destra su sicurezza e legalit&agrave; si schiantano di fronte a questo dramma sociale, frutto di una precisa scelta politica. &nbsp;Il settore del gioco d&rsquo;azzardo rappresenta uno dei canali pi&ugrave; redditizi per le mafie, con margini elevatissimi che favoriscono riciclaggio e infiltrazioni nell&rsquo;economia legale. In Piemonte la presenza di organizzazioni criminali che utilizzano il gioco come leva di controllo economico &egrave; ormai un elemento strutturale&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:34:00 +0200</pubDate><dc:creator>a.d.</dc:creator><author><name>a.d.</name></author></item><item><title><![CDATA[Sindacati contro il Piano Casa: "Inadeguato ad affrontare una crisi abitativa ormai strutturale"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sindacati-contro-il-piano-casa-inadeguato-ad-affrontare-una-crisi-abitativa-ormai-strutturale_123267.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sindacati-contro-il-piano-casa-inadeguato-ad-affrontare-una-crisi-abitativa-ormai-strutturale_123267.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123267/151980.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Si &egrave; svolto ieri pomeriggio a Cuneo il presidio promosso dalle organizzazioni sindacali degli&nbsp;inquilini Sunia, Sicet, Uniat e Unione Inquilini, insieme a Cgil, Cisl e Uil. L'obiettivo era&nbsp;riportare al centro del dibattito pubblico il tema del diritto all'abitare e le criticit&agrave; del Piano Casa&nbsp;presentato dal Governo.&nbsp;L'iniziativa &egrave; nata - spiegano i promotori -&nbsp; per "costruire un momento di confronto che coinvolgesse soggetti<br>diversi, nella convinzione che la questione abitativa non possa essere affrontata esclusivamente&nbsp;come un problema di politiche per la casa, ma rappresenti un tema che intreccia lavoro, welfare,&nbsp;inclusione sociale e sviluppo dei territori".</p>
<p>Accanto ai rappresentanti delle organizzazioni promotrici hanno partecipato amministratori locali,&nbsp;consiglieri regionali, rappresentanti del mondo del lavoro, della cooperazione sociale e&nbsp;dell'associazionismo. In particolare, erano presenti, tra gli altri, l'assessora del Comune di Cuneo&nbsp;Paola Olivero, l'assessora del Comune di Savigliano Anna Giordano, l'assessora del Comune di&nbsp;Borgo San Dalmazzo Michela Galvagno, i consiglieri regionali Giulia Marro e Mauro Calderoni e il&nbsp;Dirigente Tecnico di ATC Piemonte Sud Arch. Cipollina.</p>
<p>Gli interventi hanno restituito prospettive differenti ma convergenti nel mettere in evidenza come il disagio abitativo assuma oggi molteplici forme: riguarda i lavoratori con redditi insufficienti o contratti precari, i giovani che faticano a raggiungere l'autonomia, gli anziani, le famiglie in difficolt&agrave; economica, le persone straniere che incontrano discriminazioni nell'accesso alla casa e, pi&ugrave; in generale, tutti coloro che non riescono a trovare un'abitazione dignitosa a costi sostenibili. Nel corso del presidio i sindacati degli inquilini hanno ribadito la propria valutazione critica sul Piano Casa, giudicato inadeguato ad affrontare una crisi abitativa ormai strutturale. In particolare, &egrave; stata evidenziata l'assenza di una strategia complessiva di rilancio dell'edilizia residenziale pubblica, la mancanza di adeguati investimenti per incrementare l'offerta di alloggi sociali e il mancato rafforzamento degli strumenti di sostegno alle famiglie in affitto. Per le organizzazioni promotrici, il presidio rappresenta l'avvio di un percorso di confronto che intende continuare anche nei prossimi mesi, nella convinzione che il diritto alla casa debba tornare a occupare un ruolo centrale nell'agenda politica nazionale e locale.</p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 12:43:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Più forti della pandemia e dell'instabilità: in sei anni le imprese cuneesi hanno quasi raddoppiato l'utile]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/piu-forti-della-pandemia-e-dell-instabilita-in-sei-anni-le-imprese-cuneesi-hanno-quasi-raddoppiato-l-utile_123250.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/piu-forti-della-pandemia-e-dell-instabilita-in-sei-anni-le-imprese-cuneesi-hanno-quasi-raddoppiato-l-utile_123250.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123250/151952.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Malgrado sfide non facili come pandemia, inflazione e instabilit&agrave; geopolitica a livello internazionale, Cuneo consolida e rafforza il proprio ruolo tra i territori d'eccellenza del sistema produttivo italiano. A fare da traino il manifatturiero e il commercio, mentre l'agroalimentare si conferma un&rsquo;eccellenza riconosciuta anche fuori dai confini italiani. Negli ultimi sei anni le imprese della Granda hanno infatti registrato una crescita del fatturato del +37,5%, con un utile netto quasi raddoppiato (+92,6%) e oltre 6.900 nuovi posti di lavoro generati.</p>
<p>Sono queste le principali evidenze che emergono dallo studio &ldquo;Why Cuneo &ndash; Il bello e il buono&rdquo;, una ricerca di Deloitte che fotografa l'evoluzione del sistema produttivo locale tra il 2018 e il 2024, basandosi su un campione di 881 imprese che complessivamente generano 34,1 miliardi di euro di fatturato e impiegano 84.400 addetti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Manifattura e agroalimentare: pilastri dell&rsquo;economia cuneese</h2>
<p>Con 357 aziende che generano 16,8 miliardi di euro di fatturato, il settore manifatturiero rappresenta il motore dell'economia cuneese. Nel periodo 2018-2024, i ricavi sono cresciuti del +42,1%, il risultato netto del +41,4% e l'occupazione del +20,1%.</p>
<p>Nello specifico, l&rsquo;agroalimentare emerge come eccellenza riconosciuta a livello internazionale, con 81 aziende che producono un giro d&rsquo;affari di 5,5 miliardi di euro, principalmente specializzate in prodotti da forno, latticini, oli e grassi vegetali, e prodotti per l&rsquo;alimentazione animale. Rilevante anche il settore dei macchinari: 61 aziende per 2,4 miliardi di euro di fatturato, focalizzate su macchine di impiego generale e agricole.</p>
<p>Il comparto beverage conta 28 aziende che generano 1,5 miliardi di euro di fatturato, concentrate sulla produzione vinicola, mentre la produzione di metallo completa il quadro con 61 aziende che totalizzano 1,1 miliardi di euro di fatturato. Accanto alla manifattura, l&rsquo;agricoltura ha registrato un incremento del fatturato del 43,7% nel periodo 2018-2024.</p>
<p>Secondo lo studio di Deloitte, le aziende agricole cuneesi hanno saputo posizionarsi verso segmenti a maggior valore aggiunto, efficientando gestione dei costi e sfruttando la crescente domanda di prodotti di qualit&agrave;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Commercio: crescita della marginalit&agrave; e integrazione con le filiere locali</h2>
<p>Il settore del commercio rappresenta il secondo pilastro dell&rsquo;economia del territorio, con 240 aziende e 10,4 miliardi di euro di fatturato (+25,2%). Particolarmente significativo il miglioramento della marginalit&agrave;, con l&rsquo;utile netto che ha segnato un +190% negli ultimi sei anni.</p>
<p>Il commercio all&rsquo;ingrosso emerge come il comparto dominante: 155 imprese, attive principalmente nella distribuzione di prodotti alimentari, bevande, autoveicoli e macchinari, per un giro d&rsquo;affari che vale 7,5 miliardi di euro. Il settore &egrave; fortemente integrato con le filiere manifatturiere locali e costituisce uno snodo cruciale per la distribuzione di prodotti sia a livello regionale che nazionale.</p>
<p>Il retail vale 991 milioni di euro con 37 aziende focalizzate sull'abbigliamento, mentre autoveicoli e motocicli pesano per 1,1 miliardi con 48 imprese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Cuneo e Alba: i poli economici della provincia</h2>
<p>Cuneo citt&agrave;, capoluogo provinciale, si posiziona come importante polo economico con una marcata diversificazione settoriale: dal commercio ai servizi, fino alle funzioni amministrative per l'intera provincia.</p>
<p>Alba si conferma come cuore della filiera agroalimentare cuneese con un settore manifatturiero che vale quasi 1,9 miliardi di euro. Secondo lo studio di Deloitte, la concentrazione di eccellenze nel food crea economie di agglomerazione e garantisce alle imprese l'accesso a fornitori e servizi specializzati.</p>
<p>Completano il quadro comuni come Bra, Saluzzo, Fossano, Moretta e Cherasco, che ospitano specializzazioni manifatturiere nell'alimentare, nella meccanica e nella lavorazione dei metalli.</p>
<p>"Lo studio identifica tre regole d'oro per lo sviluppo futuro della provincia di Cuneo", ha dichiarato Eugenio Puddu, Senior Partner di Deloitte: "La valorizzazione dei distretti territoriali, con l&rsquo;obiettivo di preservarli dalla delocalizzazione e dall'invecchiamento imprenditoriale. Gli investimenti strategici in innovazione, sostenibilit&agrave; e capitale umano, che nel periodo 2018-2024 hanno permesso alle aziende di fare fronte alla volatilit&agrave; dei mercati. Infine, l'aggregazione dimensionale: in un territorio caratterizzato da micro e piccole imprese, processi di fusione e acquisizione sono necessari per raggiungere scale competitive sui mercati globali".</p>
<p>&ldquo;Il tessuto produttivo della provincia di Cuneo continua a crescere grazie a imprese che innovano, si aggregano e puntano su qualit&agrave; e specializzazione&rdquo;, ha affermato Franco Chiavazza, Senior Partner di Deloitte: &ldquo;Negli ultimi anni, in risposta alle grandi sfide globali, il sistema produttivo della provincia &egrave; stato in grado di avviare un percorso di riposizionamento strategico, migliorando la capacit&agrave; di generare valore anche in un contesto segnato da crisi pandemiche, tensioni geopolitiche e dinamiche inflattive. Il sistema economico della provincia di Cuneo, pur mantenendo una base produttiva diversificata e complementare, ha saputo rafforzare le proprie specializzazioni storiche attraverso innovazione tecnologica e sostenibilit&agrave; ambientale&rdquo;.</p>
<p>Lo studio Why Cuneo &egrave; l&rsquo;ultima tappa di un percorso nato nel 2015, quando Deloitte ha lanciato il progetto &ldquo;Why&rdquo; con l&rsquo;obiettivo di raccontare &ldquo;il bello e il buono&rdquo; del tessuto economico italiano, il rapporto con i territori e i distretti produttivi, gli aspetti da valorizzare e quelli da sostenere.</p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 10:08:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[“Giovani che vogliono diventare grandi”: a Cuneo il confronto sul futuro dell’impresa]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/giovani-che-vogliono-diventare-grandi-a-cuneo-il-confronto-sul-futuro-dellimpresa_123239.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/giovani-che-vogliono-diventare-grandi-a-cuneo-il-confronto-sul-futuro-dellimpresa_123239.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123239/151925.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Quali sono le sfide per i giovani imprenditori in un mondo che corre sempre pi&ugrave; veloce? Quale deve essere l'abilit&agrave; migliore per approcciarsi al mondo dell'imprenditoria italiana? Non &egrave; un argomento facile, perch&eacute; i quesiti abbondano e una risposta definitiva non pu&ograve; esserci davvero. Ma dal confronto nasce sempre qualcosa: un'idea, una visione, una lettura o consigli. Questa &egrave; stata la base dell'incontro avvenuto presso Confindustria Cuneo il 30 giugno alle ore 17; una riflessione concreta sul futuro dell'impresa e sul ruolo delle nuove generazioni nel trovare modi inediti di fare business.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123239/small_151926.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p style="text-align: justify;">Ad alimentare il dibattito &egrave; stato il presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Cuneo, Luigi Giordano, che ha invitato il sistema produttivo a interrogarsi sull&rsquo;efficacia del modello della piccola e media impresa italiana nell&rsquo;attuale fase di discontinuit&agrave;. La provincia di Cuneo, ha osservato, presenta un tessuto imprenditoriale solido, capace di assorbire le crisi, mantenere buoni livelli di produttivit&agrave; e conservare un indebitamento contenuto. A questa capacit&agrave; di resistenza si affiancano per&ograve; alcuni limiti: la ridotta dimensione media delle aziende, la difficolt&agrave; di pianificare il ricambio generazionale, la limitata apertura ai mercati esteri e una prudenza che, quando diventa eccessiva, pu&ograve; frenare investimenti e sviluppo.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123239/small_151945.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p style="text-align: justify;">"<em>Il nostro problema non &egrave; sopravvivere, ma decidere quale futuro costruire da oggi in avanti"</em>, ha affermato Giordano. Per il presidente, occorre superare l&rsquo;idea che il buon imprenditore sia necessariamente colui che evita il debito, non apre il capitale e concentra su di s&eacute; ogni decisione. "<em>Forse l&rsquo;imprenditore del futuro non &egrave; quello che evita i rischi, ma quello che li sceglie meglio</em>". Pianificazione, competenze, governance e apertura al confronto diventano cos&igrave; strumenti essenziali per accompagnare la crescita senza disperdere l&rsquo;identit&agrave; delle imprese.</p>
<p style="text-align: justify;">Giordano ha inoltre richiamato la responsabilit&agrave; individuale di chi fa impresa: prima di essere collettiva, ha sottolineato, la responsabilit&agrave; nasce dalle scelte di ciascuno. L&rsquo;obiettivo del Gruppo Giovani non &egrave; soltanto prendere posizione nel dibattito pubblico, ma favorire un cambiamento concreto, ispirando imprenditori e manager a migliorare ci&ograve; che hanno trovato e a costruire consapevolmente il futuro delle proprie aziende.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche il presidente di Confindustria Cuneo Mariano Costamagna nel suo saluto d&rsquo;apertura ha voluto rimarcare il valore delle nuove generazioni per il presente e per il futuro del sistema produttivo. Le imprese, ha osservato il presidente, devono offrire ai giovani spazio, fiducia e occasioni concrete per esprimere idee, capacit&agrave; e competenze, creando le condizioni perch&eacute; possano assumersi responsabilit&agrave; e portare nuovi linguaggi e nuove visioni. Per poi concludere facendo propria una frase del compianto imprenditore Amilcare Merlo, rivolto ai giovani: "<em>Osate tutto il possibile: chi non osa non costruir&agrave; mai nulla</em>".&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123239/small_151946.jpg" loading="lazy"></p>
<p style="text-align: justify;">I saluti istituzionali sono stati portati dall&rsquo;assessora del Comune di Cuneo Cristina Clerico, che ha collegato il coraggio di fare impresa agli investimenti in cultura, conoscenza e creativit&agrave;, e dall&rsquo;assessore della Regione Piemonte Marco Gallo, che ha sottolineato la necessit&agrave; di sostenere i giovani, la loro capacit&agrave; di innovare e la continuit&agrave; delle aziende, riconoscendo alla provincia di Cuneo un ruolo centrale nell&rsquo;economia piemontese.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">A chiudere, il talk, moderato dalla giornalista Hoara Borselli, ha messo a confronto esperienze e modelli imprenditoriali differenti, arrivando a veder confermato il principio secondo cui non esiste una dimensione ideale valida per tutte le imprese. A fare la differenza sono la qualit&agrave; delle scelte, la capacit&agrave; di leggere il cambiamento e il coraggio di costruire, con metodo, il proprio futuro.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123239/small_151947.jpg" loading="lazy"></p>
<p style="text-align: justify;">Debora Paglieri, amministratore delegato di Paglieri, ha indicato nella continuit&agrave; e nella capacit&agrave; di adattarsi al cambiamento obiettivi pi&ugrave; importanti della sola crescita del fatturato, richiamando il valore della pianificazione e dell&rsquo;equilibrio tra management e identit&agrave; familiare. Antonio Biella, direttore generale di San Bernardo, ha posto l&rsquo;accento sulla necessit&agrave; di una visione industriale di lungo periodo, capace di trasformare una realt&agrave; di nicchia in un progetto strutturato. Federica Sassone, Chief People Officer di ALBA Robot, ha richiamato il modello delle startup, fondato su pianificazione, competenze e propriet&agrave; intellettuale, evidenziando le difficolt&agrave; di accesso ai capitali e gli ostacoli burocratici che rallentano l&rsquo;innovazione, mentre Jacopo Drudi, partner di United Ventures, ha infine sottolineato il valore dell&rsquo;apertura a competenze esterne e la carenza di strumenti finanziari dedicati alle piccole e medie imprese che intendono compiere un salto dimensionale.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 09:48:00 +0200</pubDate><dc:creator>Piero Coletta</dc:creator><author><name>Piero Coletta</name></author></item><item><title><![CDATA["La remigrazione un progetto incivile, vendicativo, illiberale e potenzialmente anticostituzionale"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-remigrazione-un-progetto-incivile-vendicativo-illiberale-e-potenzialmente-anticostituzionale_123246.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-remigrazione-un-progetto-incivile-vendicativo-illiberale-e-potenzialmente-anticostituzionale_123246.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123246/151944.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Alla campagna per la "remigrazione" promossa da Futuro Nazionale e altri movimenti e partiti di destra, Pi&ugrave; Europa risponde ironicamente con quella per la "rescolarizzazione", lanciata sui social nelle scorse ore. Di seguito l'intervento di Fabrizio Biol&egrave;, ex consigliere regionale e sindaco di Gaiola.</p>
<p>"Scrivo queste brevi righe per segnalare e lodare la recentissima campagna grafica "rescolarizzazione" di +Europa in contrasto con la cosiddetta &ldquo;remigrazione&rdquo; - che preferisco chiamare con il suo proprio nome: "deportazione", una delle proposte pi&ugrave; retrograde emerse nel panorama politico italiano degli ultimi anni.</p>
<p>Tale satira portata avanti dal partito di Emma Bonino &egrave; semplicemente eccellente: una classe di adulti dal volto torvo, con tatuaggi e polo nere, costretti a ripetere elementari e medie con esame finale su sussidiari illustrati.</p>
<p>Difficile immaginare una rappresentazione pi&ugrave; azzeccata dell&rsquo;umiliazione culturale e della meschinit&agrave; intellettuale che, a parer mio, si cela dietro l'idea remigratoria.</p>
<p>+Europa ha colpito nel segno.&nbsp;Pur non allineandomi a tutte le posizioni complessive del partito, riconosco il valore di molte loro battaglie e apprezzo profondamente questa operazione di denuncia ironica.</p>
<p>Perch&eacute; la proposta di remigrazione, sostenuta con entusiasmo dal generale Vannacci, da Futuro Nazionale e da CasaPound, merita di essere smascherata senza remore.</p>
<p>Si tratta di un progetto incivile, vendicativo, profondamente illiberale e potenzialmente anticostituzionale.&nbsp;Una specie di delirio autoritario che vorrebbe trasformare l&rsquo;Italia in una sorta di grande centro di espulsione, calpestando diritti fondamentali e principi costituzionali.&nbsp;Un&rsquo;idea che non reggerebbe neppure sul piano economico pi&ugrave; elementare: come ha dimostrato Pagella Politica, la remigrazione non &ldquo;risparmia&rdquo;, ma costa una fortuna alle casse dello Stato, con danni collaterali incalcolabili.</p>
<p>Ugualmente inquietante &egrave; stato assistere all&rsquo;ingresso fisico di esponenti di CasaPound a Montecitorio, al grido di &ldquo;oggi muore l&rsquo;antifascismo&rdquo;.&nbsp;Un&rsquo;affermazione tragicomica. L&rsquo;antifascismo non &egrave; un optional della nostra democrazia: &egrave; il suo fondamento. &Egrave; inciso in ogni articolo della Costituzione, dalla prima all&rsquo;ultima parola. Chi sogna di seppellirlo dimostra solo di non aver mai capito la Repubblica che vorrebbe (speriamo mai) rappresentare.</p>
<p>In un tempo in cui certe forze politiche cercano di normalizzare l&rsquo;inaccettabile, &egrave; urgente che la stampa eserciti il proprio ruolo di controllo e di pungolo critico.&nbsp;La &ldquo;remigrazione&rdquo; non &egrave; un&rsquo;opinione come un&rsquo;altra: &egrave; una regressione pericolosa che offende la dignit&agrave; della persona, la storia del nostro Paese e l&rsquo;intelligenza collettiva.</p>
<p>Viva, sempre, per sempre, l'antifascismo!"</p>
<p><strong>Fabrizio Biol&egrave;</strong></p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 09:25:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Semplifica Piemonte, Sacchetto: "Una legge che renda la regione più vicina ai cittadini"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/semplifica-piemonte-sacchetto-una-legge-che-renda-la-regione-piu-vicina-ai-cittadini_123181.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/semplifica-piemonte-sacchetto-una-legge-che-renda-la-regione-piu-vicina-ai-cittadini_123181.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123181/151836.jpg" title="" alt="" /><br /><p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">In data odierna, 30 giugno 2026, il Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato il Disegno di legge regionale n. 134, Legge regionale di innovazione e semplificazione normativa e amministrativa, denominato &ldquo;Semplifica Piemonte&rdquo;.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em>&ldquo;Con l'approvazione della Legge regionale "Semplifica Piemonte", il Consiglio regionale compie un passo importante verso una Pubblica Amministrazione pi&ugrave; efficiente, moderna e vicina ai bisogni di cittadini, imprese ed enti locali, semplificare significa ridurre tempi, eliminare adempimenti inutili e costruire un rapporto pi&ugrave; diretto e trasparente tra istituzioni e territorio, la Legge punta a migliorare la qualit&agrave; della normazione, favorire la digitalizzazione dei servizi, sostenere l'innovazione tecnologica e rendere i procedimenti amministrativi pi&ugrave; rapidi e comprensibili&rdquo;</em>, sottolinea il Consigliere&nbsp;Claudio Sacchetto.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Tra le principali novit&agrave; previste dalla Legge regionale figurano l'istituzione del Tavolo regionale per la semplificazione, del Team regionale a supporto degli enti locali, l'introduzione di una programmazione strategica pluriennale e annuale delle politiche di semplificazione, la realizzazione del Portale digitale regionale quale punto unico di accesso ai servizi e la valorizzazione di strumenti innovativi, compreso l'utilizzo dell'intelligenza artificiale nel rispetto della normativa europea e delle necessarie garanzie.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em>&ldquo;Particolarmente importante</em>&nbsp;&ndash; conclude&nbsp;Sacchetto&nbsp;&ndash;&nbsp;<em>&egrave; l'attenzione riservata ai Comuni e agli enti locali, che potranno contare su strumenti di supporto e accompagnamento per affrontare i processi di innovazione amministrativa. Una Regione che semplifica &egrave; una Regione che aiuta i territori, riduce i costi burocratici e favorisce lo sviluppo economico. Questa legge rappresenta un investimento sulla qualit&agrave; dell'azione pubblica. Meno burocrazia significa pi&ugrave; competitivit&agrave; per il sistema Piemonte, maggiore certezza per chi investe, servizi pi&ugrave; efficaci per i cittadini e un'amministrazione capace di rispondere con tempestivit&agrave; alle sfide del presente e del futuro&rdquo;.</em></p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 08:07:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Da Levaldigi l'appello ai possessori di droni: "Verificate le normative prima di farli volare"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/da-levaldigi-l-appello-ai-possessori-di-droni-verificate-le-normative-prima-di-farli-volare_123212.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/da-levaldigi-l-appello-ai-possessori-di-droni-verificate-le-normative-prima-di-farli-volare_123212.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123212/151894.jpg" title="Un drone sequestrato nei mesi scorsi" alt="Un drone sequestrato nei mesi scorsi" /><br /><p>L'aeroporto di Cuneo Levaldigi richiama l'attenzione di cittadini, appassionati e operatori professionali al rispetto delle normative che regolano l&rsquo;utilizzo dei droni nelle aree interessate dalle operazioni di volo. Il richiamo - contenuto in un comunicato stampa - nasce alla luce di episodi verificatisi negli ultimi mesi e del progressivo incremento del traffico aereo civile, cui si affianca la crescente attivit&agrave; della scuola di volo operativa presso lo scalo.&nbsp;</p>
<p>Ogni segnalazione di un drone in prossimit&agrave; delle traiettorie degli aeromobili viene infatti considerata un potenziale rischio per la sicurezza e pu&ograve; comportare l'attivazione delle procedure previste dalle Autorit&agrave; aeronautiche, con possibili ripercussioni sull'operativit&agrave; aeroportuale e sulla regolarit&agrave; dei voli.</p>
<p>Spiegano dalla direzione dello scalo: &ldquo;In questo contesto &egrave; fondamentale rispettare la normativa vigente e le limitazioni previste per l'area ATF (Aerodrome Traffic Zone) dell'aeroporto, a tutela della sicurezza della navigazione aerea. &Egrave; importante ricordare che il rischio non riguarda soltanto le immediate vicinanze della pista: gli aeromobili in fase di decollo e atterraggio percorrono infatti traiettorie che si estendono per diversi chilometri e un drone fatto volare anche a distanza dall'aeroporto pu&ograve; interferire con le operazioni di volo.&nbsp;Prima di far volare un drone, &egrave; indispensabile verificare le limitazioni pubblicate attraverso i canali ufficiali ENAC e la piattaforma d-flight e operare nel rispetto della normativa vigente, come il Regolamento (UE) 2019/947 e la normativa EASA. Le violazioni possono comportare sanzioni, il sequestro del mezzo e responsabilit&agrave; anche di natura penale&rdquo;.</p>
<p>L'aeroporto di Cuneo richiama quindi tutti gli utilizzatori di droni al rigoroso rispetto delle disposizioni vigenti, ribadendo che la tutela della sicurezza della navigazione aerea costituisce una priorit&agrave; assoluta.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 30 Jun 2026 16:59:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Il "Semplifica Piemonte" è legge: il Consiglio regionale approva la riforma]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-semplifica-piemonte-e-legge-il-consiglio-regionale-approva-la-riforma_123208.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-semplifica-piemonte-e-legge-il-consiglio-regionale-approva-la-riforma_123208.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123208/151887.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Consiglio regionale ha approvato il disegno di legge "Semplifica Piemonte" a poco pi&ugrave; di tre mesi dal via libera della Giunta. La Regione - si legge in un comunicato - "si dota di una cornice stabile per ridurre passaggi inutili, migliorare i procedimenti e accompagnare cittadini, imprese ed enti locali".</p>
<p>Il percorso che porta all&rsquo;approvazione della legge si &egrave; concluso in poco pi&ugrave; di tre mesi: il disegno di legge era stato approvato dalla Giunta regionale il 16 marzo scorso.</p>
<p>Proprio questa mattina, a Roma, il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio ha incontrato il ministro per le Riforme Istituzionali e la Semplificazione Normativa Maria Elisabetta Alberti Casellati per aggiornarla sull&rsquo;esito del percorso legislativo, comunicandole l&rsquo;approvazione della legge da parte dell&rsquo;aula. Nella fase di redazione della legge, la Regione aveva avuto interlocuzioni importanti con il Governo, e in particolare con il ministro Casellati e con il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo. Entrambi avevano partecipato alla presentazione della legge lo scorso 16 marzo al Grattacielo Piemonte.</p>
<p>&ldquo;Stamattina ho ricevuto il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, in un momento particolarmente importante per il percorso di semplificazione che stiamo portando avanti insieme - commenta il ministro per le Riforme istituzionali Maria Elisabetta Alberti Casellati -. Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato la legge Semplifica Piemonte, che d&agrave; attuazione al Protocollo d&rsquo;Intesa che ho sottoscritto con la Regione. &Egrave; un risultato di cui sono particolarmente orgogliosa. Questa legge trasforma il lavoro condiviso in strumenti concreti per semplificare le norme e ridurre la burocrazia sul territorio. Con questa iniziativa il Piemonte diventa un modello per tutte le Regioni, facendo della semplificazione una politica stabile e permanente&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Semplifica Piemonte non &egrave; una legge pensata per intervenire soltanto su singoli adempimenti o per produrre una semplificazione occasionale &ndash; dichiarano il presidente Cirio e l&rsquo;assessore regionale alla Semplificazione Gian Luca Vignale &ndash;. Con questo provvedimento la Regione sceglie di rendere la semplificazione una politica pubblica stabile, dotata di strumenti, responsabilit&agrave; e obiettivi verificabili. &Egrave; un passaggio importante perch&eacute; consente di agire sui procedimenti, ma anche sul modo in cui l&rsquo;amministrazione si organizza, dialoga con i territori e costruisce risposte. La legge si inserisce nel percorso di semplificazione avviato anche a livello nazionale in particolare da parte dei ministri Casellati e Zangrillo che ringrazio&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123208/small_151888.jpg" alt="Casellati e Cirio" loading="lazy"></p>
<p>La legge introduce principi e strumenti finalizzati a rendere pi&ugrave; lineare il rapporto tra amministrazione, cittadini e imprese: riduzione delle duplicazioni documentali, attenzione alla chiarezza delle informazioni e dei procedimenti, divieto di introdurre oneri amministrativi non necessari, valorizzazione del soccorso istruttorio e maggiore integrazione tra le amministrazioni coinvolte nei procedimenti.</p>
<p>L&rsquo;obiettivo &egrave; evitare che cittadini, imprese e amministrazioni locali debbano ripetere informazioni gi&agrave; in possesso della pubblica amministrazione, affrontare richieste non essenziali o orientarsi tra procedure poco leggibili.</p>
<p>Il provvedimento definisce inoltre un&rsquo;architettura stabile per l&rsquo;attuazione della riforma: un Piano strategico pluriennale, aggiornato attraverso un Piano attuativo annuale; sedi permanenti di confronto con enti locali, rappresentanze economiche e professionali, universit&agrave; e soggetti del territorio; azioni di supporto alle amministrazioni locali; strumenti digitali e informativi per rendere pi&ugrave; accessibili servizi e procedure.</p>
<p>&ldquo;Semplifica Piemonte&rdquo; si inserisce nel percorso gi&agrave; avviato dalla Regione per rendere pi&ugrave; chiaro l&rsquo;ordinamento, ridurre la stratificazione normativa e migliorare l&rsquo;accesso ai servizi. Il nuovo quadro legislativo consente poi di compiere un salto di qualit&agrave;: passare da interventi isolati a una strategia permanente, fondata su programmazione, cooperazione istituzionale e monitoraggio dei risultati.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 30 Jun 2026 16:17:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Federica Barbero (FdI): “Meno burocrazia e più competitività per le imprese piemontesi”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/federica-barbero-fdi-meno-burocrazia-e-piu-competitivita-per-le-imprese-piemontesi_123204.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/federica-barbero-fdi-meno-burocrazia-e-piu-competitivita-per-le-imprese-piemontesi_123204.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123204/151883.jpg" title="Federica Barbero" alt="Federica Barbero" /><br /><p>Il Consiglio regionale ha approvato oggi, marted&igrave; 30 giugno, l&rsquo;ordine del giorno presentato dalla consigliera di Fratelli d&rsquo;Italia Federica Barbero, inserito nell&rsquo;ambito della nuova Legge di semplificazione regionale, esaminata e votata nella seduta odierna. Il documento impegna la Giunta ad attivarsi nei confronti del Governo e del Parlamento per promuovere una modifica del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, con l&rsquo;obiettivo di semplificare le procedure autorizzative che interessano il comparto estrattivo.</p>
<p>L'obiettivo &egrave; superare l'attuale disallineamento tra la durata delle autorizzazioni all'attivit&agrave; estrattiva, che possono estendersi fino a 30 anni, e quella delle autorizzazioni paesaggistiche, che oggi impongono alle imprese di ripetere complessi iter amministrativi anche in assenza di qualsiasi modifica ai progetti gi&agrave; approvati.</p>
<p>&ldquo;Con l'approvazione di questo ordine del giorno - dichiara Federica Barbero - il Consiglio regionale riconosce la necessit&agrave; di intervenire su una criticit&agrave; che grava inutilmente sulle imprese del settore. L'allineamento delle scadenze delle autorizzazioni consentirebbe di eliminare adempimenti burocratici ripetitivi, senza ridurre le garanzie di tutela del paesaggio, che continuerebbero a essere assicurate attraverso i controlli previsti dalle autorit&agrave; competenti&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Si tratta di una misura di buonsenso - prosegue la consigliera Federica Barbero - che rappresenterebbe un risultato concreto per le aziende del comparto estrattivo piemontese e, pi&ugrave; in generale, per l'economia della nostra regione. Semplificare non significa abbassare il livello dei controlli, ma rendere pi&ugrave; efficiente la pubblica amministrazione, sostenendo un settore strategico per l'occupazione, la filiera dell'edilizia e il Made in Italy. Ora la Giunta si far&agrave; portavoce di questa proposta presso il Governo e la Conferenza delle Regioni affinch&eacute; possa tradursi in una riforma normativa nazionale&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 30 Jun 2026 15:41:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Bergesio: “Con GAI 2026 investiamo su territori per far crescere il Paese”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/bergesio-con-gai-2026-investiamo-su-territori-per-far-crescere-il-paese_123199.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/bergesio-con-gai-2026-investiamo-su-territori-per-far-crescere-il-paese_123199.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123199/151876.jpg" title="Giorgio Maria Bergesio" alt="Giorgio Maria Bergesio" /><br /><p>&ldquo;La competitivit&agrave; si costruisce rendendo il Paese pi&ugrave; semplice, pi&ugrave; rapido e pi&ugrave; prevedibile per chi investe, riducendo gli oneri burocratici, accelerando i tempi decisionali e garantendo certezza del diritto e stabilit&agrave; del quadro regolatorio: in questo quadro si inserisce il valore strategico del Global Attractiveness Index per la programmazione economica e industriale delle nostre imprese, nel segno della concretezza&rdquo;.</p>
<p>Lo ha dichiarato l'esponente della Lega Giorgio Maria Bergesio, vicepresidente della commissione Attivit&agrave; produttive, a margine della presentazione del GAI 2026, il rapporto di Teha Group illustrato oggi nella Sala dell'Istituto di Santa Maria in Aquiro al Senato su iniziativa dello stesso Bergesio.</p>
<p>&ldquo;Rendere l'Italia pi&ugrave; attrattiva significa anche puntare con decisione su infrastrutture materiali e immateriali - ha evidenziato il senatore - a partire dal capitale umano, rafforzando il raccordo tra universit&agrave;, formazione tecnica e sistema produttivo. I dati di questa edizione ci ricordano che l'attrazione dei capitali privati, in particolare delle imprese multinazionali, &egrave; una grande opportunit&agrave; per spingere la produttivit&agrave;, la spesa in ricerca e sviluppo e l'occupazione di qualit&agrave;, andando a rafforzare l'intero ecosistema nazionale senza sostituirlo&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;La sfida non riguarda solo le grandi economie, ma coinvolge direttamente i territori: le aree produttive, le filiere agroindustriali, i distretti industriali e le PMI sono il vero cuore della competitivit&agrave; italiana ed europea, ed &egrave; qui che politiche mirate possono generare i maggiori impatti positivi, attraverso una strategia di lungo periodo capace di coniugare semplificazione, investimenti e valorizzazione delle imprese. Come legislatore &ndash; ha concluso &ndash; la priorit&agrave; &egrave; garantire condizioni chiare e tempi certi: la competizione globale si vince solo mettendo il sistema Paese nelle condizioni di esprimere al meglio le proprie capacit&agrave;&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 30 Jun 2026 15:06:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Nel 2025 in provincia di Cuneo i contribuenti nati all'estero hanno versato Irpef per 141 milioni di euro]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nel-2025-in-provincia-di-cuneo-i-contribuenti-nati-all-estero-hanno-versato-irpef-per-141-milioni-di-euro_123193.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nel-2025-in-provincia-di-cuneo-i-contribuenti-nati-all-estero-hanno-versato-irpef-per-141-milioni-di-euro_123193.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123193/151862.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In provincia di Cuneo i contribuenti nati all&rsquo;estero sono 63.439, il 14% del totale. Nel 2025 hanno generato redditi per 1,08 miliardi di euro e versato Irpef per 141 milioni di euro. I dati sono contenuti in uno studio pubblicato dalla Fondazione Leone Moressa sulla base dei numeri forniti dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell&rsquo;Economia.&nbsp;</p>
<p>In Italia il numero di contribuenti immigrati continua a registrare un andamento in crescita: nel 2025 se ne contavano 5 milioni, il 39,2% in pi&ugrave; rispetto al 2014 e il 17,2% in pi&ugrave; rispetto al 2019. Di pari passo, e di conseguenza ai massimi storici, anche i redditi dichiarati, 87,9 miliardi di euro totali, e l&rsquo;Irpef versata, che ammonta a 12,6 miliardi.&nbsp;</p>
<p>Il 13,2% dei contribuenti nati all&rsquo;estero &egrave; nato in Romania (679 mila), poi Albania (411 mila), Marocco (330 mila), Ucraina e Cina (entrambe con 202 mila). Mediamente la componente femminile si attesta al 43,1%, con picchi molto pi&ugrave; alti tra i paesi dell&rsquo;Est Europa (Ucraina, Moldavia) e dell&rsquo;America Latina (Per&ugrave;, Brasile).</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123193/small_151863.jpg" alt="Tabella"></p>
<h2>Gap di reddito e di gettito</h2>
<p>Resta elevata la differenza tra i redditi dei nati in Italia e quelli dei nati all&rsquo;estero: mediamente un contribuente nato all&rsquo;estero ha dichiarato 17.670 euro, oltre 9 mila euro in meno rispetto ad un contribuente autoctono.</p>
<p>Una differenza che si riflette inevitabilmente sull&rsquo;Irpef versata. Mediamente, ciascun contribuente immigrato ha versato&nbsp;3.310 euro nel 2025 (anno di imposta 2024), quasi la met&agrave; rispetto alla media dei nati in Italia (6.100 euro). Il differenziale di Irpef supera i 3 mila euro in sei regioni, mentre scende sotto i 2 mila euro solo in&nbsp;Sardegna e Molise.</p>
<h2>La situazione in Piemonte</h2>
<p>In Piemonte i contribuenti nati all&rsquo;estero sono 402.465 (il 12,4% del totale): in termini assoluti ne contano di pi&ugrave; solo Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Lazio e Toscana. Il volume totale dei loro redditi &egrave; di 7 miliardi e 152 milioni di euro, per un&rsquo;Irpef versata che ammonta a poco pi&ugrave; di un miliardo (somme maggiori sono registrate solo da Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Lazio).</p>
<p>A livello regionale &egrave; la Lombardia a contare pi&ugrave; contribuenti nati all&rsquo;estero (1 milione e 114 mila), mentre all&rsquo;altra estremit&agrave; della graduatoria c&rsquo;&egrave; la Valle d&rsquo;Aosta (11.781). L&rsquo;incidenza percentuale pi&ugrave; alta &egrave; quella del Trentino Alto Adige (17,8%), la pi&ugrave; bassa in Sardegna (4,8%).</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123193/small_151864.jpg" alt="Tabella"></p>
<h2>Focus sulla provincia di Cuneo</h2>
<p>In Piemonte la Granda &egrave; seconda alle spalle di Torino per numero di contribuenti nati all&rsquo;estero, per volume del reddito degli stessi e di conseguenza per gettito Irpef. Cuneo &egrave; anche la provincia del Piemonte con la maggiore incidenza percentuale di contribuenti nati fuori dai confini italiani.</p>
<p>Secondo la ricerca della Fondazione Leone Moressa, nella nostra provincia il reddito medio di chi &egrave; nato in Italia &egrave; di 27.600 euro all&rsquo;anno, mentre quello dei nati all&rsquo;estero &egrave; di 17.510 euro: la somma versata in media per l&rsquo;Irpef &egrave; rispettivamente di 5.840 e 2.870 euro.&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123193/small_151865.jpg" alt="Tabella"></p>]]></description><pubDate>Tue, 30 Jun 2026 14:16:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Dalmasso</dc:creator><author><name>Andrea Dalmasso</name></author></item></channel></rss>
