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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > Mondovì]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/attualita/monregalese/rss2.0.xml?page=111rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie di Attualità a Mondovì aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Wed, 22 Jul 2026 16:59:37 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > Mondovì]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/]]></link></image><item><title><![CDATA[Abbruciamenti, Sacchetto (FdI): "Via alla sperimentazione in 39 Comuni della provincia di Cuneo"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/abbruciamenti-sacchetto-fdi-via-alla-sperimentazione-in-39-comuni-della-provincia-di-cuneo_124527.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/abbruciamenti-sacchetto-fdi-via-alla-sperimentazione-in-39-comuni-della-provincia-di-cuneo_124527.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124527/154125.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Il Consiglio regionale ha votato in data odierna la Delibera di Consiglio n. 152 sulla sperimentazione degli abbruciamenti nei Comuni limitrofi alla zona montana derivante da due Ordini del giorno votati dal Consiglio nei mesi passati proposti dal Consigliere regionale Claudio Sacchetto, Presidente della Commissione agricoltura e montagna, di Fratelli d&rsquo;Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">I documenti in da cui &egrave; nata la DCR sono l&rsquo;Odg n.44 votato il 10 dicembre 2024 che chiedeva una sperimentazione nei Comuni ora esclusi dalle deroghe e l&rsquo;Odg n.610 &ldquo;Individuazione della zona pedemontana quale area a gradiente di concentrazione intermedia tra rilievi e pianura ai fini della zonizzazione regionale e della disciplina degli abbruciamenti&rdquo; votato in aula il 14 aprile 2026, che impegnava la Giunta regionale ad attivare la sperimentazione entro la finestra autunnale delle deroghe prevista per settembre 2026.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Attualmente &ndash; spiega Sacchetto &ndash; ai sensi della Delibera di Giunta regionale del 2021, il Piemonte &egrave; suddiviso in quattro zone: area urbana di Torino, pianura, collina e montagna. Solo nei Comuni classificati come montani &egrave; possibile per i Sindaci prevedere, in determinati periodi, deroghe ai divieti di abbruciamento. Questo crea per&ograve; una situazione che rischia di apparire paradossale: esistono Comuni con caratteristiche molto simili e limitrofi che, essendo classificati diversamente, non possono applicare queste deroghe. Grazie alla collaborazione degli uffici tecnici della Regione abbiamo individuato come riferimento la Delibera della Regione Veneto n. 1855 del 2020, che ha introdotto una zona pedemontana definita come area a gradiente di concentrazione intermedia tra rilievi e pianura&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di una fascia di transizione tra le aree montane e la pianura, caratterizzata da condizioni di dispersione degli inquinanti generalmente migliori rispetto alle zone di pianura chiusa. Una classificazione pi&ugrave; puntuale di questi territori consentir&agrave; quindi di adottare misure pi&ugrave; proporzionate alle reali caratteristiche ambientali.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;L&rsquo;obiettivo &ndash; aggiunge Sacchetto &ndash; &egrave; permettere anche ai Comuni pedemontani, oggi esclusi, di poter ricorrere alle deroghe agli abbruciamenti, come richiesto da molti Sindaci del territorio e dalle Organizzazioni agricole, sempre nel pieno rispetto delle normative nazionali e regionali sulla qualit&agrave; dell&rsquo;aria. La Delibera di Consiglio inaugura un periodo di sperimentazione che per la Provincia di Cuneo riguarda 37 Comuni confinanti con l&rsquo;attuale zona montana e, grazie all&rsquo;Ordine del giorno che ho collegato alla Delibera, sar&agrave; allargata anche ai Comuni di Cervasca e Vignolo che sono esclusi non confinando direttamente con l&rsquo;attuale zona montana, per un totale di 39 Comuni in Provincia di Cuneo&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">I Comuni interessati saranno: Bagnolo Piemonte, Barge, Beinette, Bernezzo, Borgo San Dalmazzo, Boves, Brondello, Busca, Camerana, Caraglio, Ceva, Costigliole Saluzzo, Dronero, Envie, Gaiola, Gambasca, Magliano Alpi, Margarita, Martiniana Po, Mombasiglio, Monastero di Vasco, Nucetto, Peveragno, Pianfei, Piasco, Rifreddo, Robilante, Roccabruna, Roccasparvera, Roccavione, Sale delle Langhe, Saliceto, San Michele Mondov&igrave;, Venasca, Vicoforte, Villanova Mondov&igrave; e Villar San Costanzo, a cui si aggiungeranno Cervasca e Vignolo esclusi in un primo momento perch&eacute; non confinanti con l&rsquo;attuale zona montana ma che saranno inseriti grazie all&rsquo;Ordine del giorno n.691 di Sacchetto &ldquo;Zonizzazione ed allargamento dei Comuni ammessi alla sperimentazione in base alla continuit&agrave; territoriale ed alla morfologia&rdquo;, votato dal Consiglio.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Inoltre &ndash; conclude Sacchetto &ndash; nel testo originario della DCR era concessa la deroga agli abbruciamenti solo per alcune tipologie di colture, con un mio emendamento, richiesto dalle Organizzazioni agricole, la facolt&agrave; &egrave; estesa a tutti i fruttiferi, permettendo di avere la deroga su tutti i residui colturali. Sono soddisfatto di avere individuato, con i tecnici regionali, i Sindaci e le Organizzazioni agricole la soluzione ad una questione che da anni veniva sollevata senza mai arrivare ad una definizione. Tengo a sottolineare che questo provvedimento sar&agrave; operativo nel pieno rispetto del Piano regionale di qualit&agrave; dell&rsquo;aria&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 22 Jul 2026 09:47:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[In Piemonte 11 mila persone attendono un posto in Rsa: "Fallimento della gestione Cirio"\]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-piemonte-11-mila-persone-attendono-un-posto-in-rsa-fallimento-della-gestione-cirio_124526.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-piemonte-11-mila-persone-attendono-un-posto-in-rsa-fallimento-della-gestione-cirio_124526.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124526/154098.jpg" title="Chiara Gribaudo" alt="Chiara Gribaudo" /><br /><p>&ldquo;Le dichiarazioni del presidente Alberto Cirio, che ha ammesso come in Piemonte ci siano circa 11 mila persone in attesa di un posto in Rsa e che servirebbero altri 300 milioni di euro, rappresentano una presa d&rsquo;atto di una situazione gravissima. &Egrave; positivo che il presidente riconosca finalmente l&rsquo;entit&agrave; del problema e che sia necessaria una revisione, ma questa consapevolezza arriva dopo sette anni di governo della Regione e quasi quattro anni di Governo Meloni, senza che siano state messe in campo risposte adeguate&rdquo;.</p>
<p>Cos&igrave; Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, e Mauro Calderoni, consigliere piemontese dem, sulla condizione delle Rsa in Piemonte.</p>
<p>&ldquo;Se davvero mancano le risorse, significa che il sistema &egrave; stato lasciato progressivamente indebolire fino a scaricare il peso sulle famiglie, costrette ad affrontare attese insostenibili e costi sempre pi&ugrave; elevati, e sulle stesse RSA, che operano in condizioni di crescente difficolt&agrave; - proseguono - L&rsquo;ammissione di Cirio non pu&ograve; trasformarsi in un alibi. &Egrave; invece la conferma che la Regione non &egrave; riuscita a garantire una programmazione all&rsquo;altezza dei bisogni di una popolazione che invecchia e che richiede un rafforzamento dell&rsquo;assistenza territoriale e della rete della non autosufficienza&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Per questo chiediamo che la Giunta apra immediatamente un confronto con il Governo per reperire le risorse necessarie, perch&eacute; quello con i gestori promesso a settembre non &egrave; sufficiente, ma al tempo stesso deve assumersi le proprie responsabilit&agrave; sulle scelte compiute in questi anni. Non basta certificare la crisi: servono interventi concreti e tempestivi. Quando perfino il presidente della Regione ammette di non avere i mezzi per dare risposta a 11 mila piemontesi in attesa di assistenza, significa che siamo di fronte al fallimento di una stagione di governo. Il conto, ancora una volta, non pu&ograve; essere lasciato alle famiglie pi&ugrave; fragili e agli anziani non autosufficienti&rdquo; concludono Gribaudo e Calderoni.</p>]]></description><pubDate>Wed, 22 Jul 2026 09:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Autonomia differenziata, Cirio e Bussalino: "Il voto della Camera apre la strada a intese definitive"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/autonomia-differenziata-cirio-e-bussalino-il-voto-della-camera-apre-la-strada-a-intese-definitive_124524.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/autonomia-differenziata-cirio-e-bussalino-il-voto-della-camera-apre-la-strada-a-intese-definitive_124524.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124524/154095.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Con l'approvazione da parte della <strong>Camera</strong> dello schema delle pre-intese sull'<strong>Autonomia differenziata</strong> per il <strong>Piemonte</strong>, si compie un nuovo passo in avanti nel percorso che condurr&agrave; alla redazione delle intese definitive con lo Stato.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Un passaggio significativo che conferma la solidit&agrave; del percorso intrapreso dal <strong>Piemonte</strong> verso l'<strong>Autonomia differenziata</strong> - dichiarano il presidente della Regione Piemonte<strong> Alberto Cirio</strong> e l&rsquo;assessore all&rsquo;Autonomia <strong>Enrico Bussalino</strong> -. Ora si apre una fase decisiva, quella della predisposizione delle intese definitive, nella quale sar&agrave; possibile tradurre il lavoro svolto finora in strumenti concreti per rafforzare l'efficienza dell'azione amministrativa e valorizzare le competenze regionali. Il nostro obiettivo &egrave; dotare il Piemonte di maggiori capacit&agrave; operative per offrire servizi pi&ugrave; efficaci a cittadini, imprese ed enti locali, nel pieno rispetto dei principi di solidariet&agrave; e leale collaborazione tra Stato e Regioni. Continueremo a lavorare con il Governo e con il ministro <strong>Calderoli</strong> affinch&eacute; questo percorso proceda con rapidit&agrave; e concretezza, nell'interesse del Piemonte e dell'intero Paese.&rdquo;</p>
<p style="text-align: justify;">Le pre-intese riguardano quattro materie strategiche: protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa e coordinamento della finanza pubblica in ambito sanitario. Il prossimo passaggio sar&agrave; la predisposizione dello schema di intesa definitivo, che individuer&agrave; nel dettaglio le competenze oggetto del trasferimento e le relative modalit&agrave; di attuazione.</p>]]></description><pubDate>Wed, 22 Jul 2026 09:33:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Patrocinio a spese dello Stato, Bergesio (Lega): "Più trasparenza e chiarezza, serve tutelare chi ha bisogno"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/patrocinio-a-spese-dello-stato-bergesio-lega-piu-trasparenza-e-chiarezza-serve-tutelare-chi-ha-bisogno_124523.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/patrocinio-a-spese-dello-stato-bergesio-lega-piu-trasparenza-e-chiarezza-serve-tutelare-chi-ha-bisogno_124523.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124523/154118.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">&ldquo;Trasparenza, certezza dei tempi e contrasto ai furbetti: sono questi i capisaldi il disegno di legge sulle variazioni di reddito per l'ammissione al patrocinio gratuito approvato in Aula al Senato. Un intervento normativo fondamentale per garantire che le risorse del patrocinio a spese dello Stato vadano esclusivamente a chi si trova realmente in condizioni di non abbienza&rdquo;.<br><br>A dichiararlo &egrave; il senatore della Lega, Giorgio Maria Bergesio, che commenta l&rsquo;approvazione in Senato, con 78 voti favorevoli, 62 astenuti e nessun contrario, del disegno di legge in materia di spese di giustizia. Il ddl passa ora all&rsquo;esame della Camera.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;La disciplina attuale - spiega il Senatore - presentava criticit&agrave; e contorni troppo incerti nell'obbligo di comunicazione delle variazioni reddituali. Con le modifiche apportate in Commissione Giustizia, introduciamo regole chiare e rigorose: l'obbligo di comunicazione non riguarder&agrave; solo il reddito in senso stretto, ma qualsiasi variazione economica idonea a far superare i limiti di legge per l'accesso al beneficio&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Inoltre &ndash; prosegue Bergesio &ndash; superiamo la frammentazione delle scadenze individuali fissando una data unica, certa e perentoria: il 30 giugno dell&rsquo;anno successivo a quello in cui si sono verificate le variazioni. Viene inoltre previsto l'obbligo di comunicazione immediata e contestuale qualora il difensore presenti istanza di liquidazione dell'onorario prima di tale termine&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Si tratta di un atto di responsabilit&agrave; nei confronti dei cittadini e dei contribuenti - conclude il parlamentare della Lega - che da un lato velocizza i tempi dell'istruttoria e garantisce certezza al sistema giudiziario, dall'altro tutela il fondamentale diritto alla difesa delle fasce pi&ugrave; deboli, evitando che risorse pubbliche preziose vengano disperse a causa di dichiarazioni opache o tardive. Un segnale concreto di buon senso e di efficientamento della macchina statale che porta benefici diretti a tutti&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 22 Jul 2026 09:25:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Giulia Marro chiede “attenzione costante ai salari dei dipendenti comunali”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/giulia-marro-chiede-attenzione-costante-ai-salari-dei-dipendenti-comunali_124521.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/giulia-marro-chiede-attenzione-costante-ai-salari-dei-dipendenti-comunali_124521.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124521/154092.jpg" title="" alt="" /><br /><p class="p1"><span class="s1">Giulia Marro, la</span><span class="s2"> consigliera regionale che per prima ha firmato la mozione 599 sul rinnovo del CCNL Funzioni Locali, &egrave; intervenuta per esprimere la propria soddisfazione per la firma avvenuta nella giornata di marted&igrave; 21 settembre della preintesa sul contratto nazionale 2025-2027 da parte delle sigle sindacali delle funzioni locali. Durante il suo intervento ha anche sottolineando la necessit&agrave; di non abbassare la guardia sul fronte della dignit&agrave; retributiva e lavorativa dei dipendenti degli enti locali piemontesi.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2">&ldquo;Ho presentato la mozione, che ha riscosso anche diverse sottoscrizioni da parte dei colleghi, con l&rsquo;obiettivo di sostenere concretamente gli oltre 30.000 dipendenti comunali del Piemonte, con particolare attenzione ai piccoli comuni che rappresentano l&rsquo;88% degli enti del nostro territorio &ndash; dichiara la consigliera di Avs &ndash;. Il rinnovo del CCNL 2022-2024 era stato pesantemente insufficiente rispetto all&rsquo;inflazione reale e aveva aggravato le difficolt&agrave; di chi opera nei municipi. Oggi registriamo un passo avanti importante con la pretesa sul nuovo contratto, che include l&rsquo;impegno al rinquadramento delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti nella riqualificazione. &Egrave; un risultato che va nella direzione giusta&rdquo;.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Marro sottolinea per&ograve; che il lavoro non &egrave; concluso: &ldquo;Chiedo alla Giunta Cirio di mantenere alta l&rsquo;attenzione su questo tema. La Regione Piemonte, che conta il 15% degli enti comunali italiani e la pi&ugrave; alta percentuale di piccoli comuni, deve continuare a fare pressing sul Governo nazionale e sul Ministro Paolo Zangrillo affinch&eacute; il contratto definitivo:</span> <span class="s2">recuperi integralmente la perdita di potere d&rsquo;acquisto accumulata nel triennio precedente; preveda adeguamenti retributivi allineati all&rsquo;inflazione reale; introduca misure specifiche per garantire l&rsquo;efficienza e la sostenibilit&agrave; dei presidi comunali sotto i 5.000 abitanti&rdquo;.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2">&ldquo;I dipendenti comunali sono il primo presidio di servizi per i cittadini piemontesi. Tutelare la loro dignit&agrave; retributiva e professionale significa tutelare la qualit&agrave; della vita di tutti i piemontesi, soprattutto nelle aree interne e montane&rdquo;, conclude Marro</span></p>]]></description><pubDate>Wed, 22 Jul 2026 09:08:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Invalsi 2026, in Piemonte crollano i risultati di italiano e matematica]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/invalsi-2026-in-piemonte-crollano-i-risultati-di-italiano-e-matematica_124484.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/invalsi-2026-in-piemonte-crollano-i-risultati-di-italiano-e-matematica_124484.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124484/154037.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Gli studenti piemontesi peggiorano in italiano e in matematica, a tutti i livelli di istruzione. A salvarsi &egrave; solo inglese, l&rsquo;unica materia in cui la regione migliora in modo quasi costante. &Egrave; questo il quadro che emerge dall&rsquo;<a href="https://invalsi-areaprove.cineca.it/docs/2026/Rilevazioni_Nazionali/Rapporto/Rapporto_Prove_INVALSI_2026.pdf" target="_blank" rel="nofollow">ultimo rapporto Invalsi</a>, pubblicato a met&agrave; luglio: rispetto al 2019, ultimo anno di confronto prima della pandemia, il calo supera in alcuni casi i dieci punti percentuali. La rilevazione ha coinvolto tutti gli allievi delle classi seconda e quinta della scuola primaria, le terze della secondaria di primo grado e, infine, le seconde e le quinte della secondaria di secondo grado, cio&egrave; le scuole superiori.</p>
<p>Il quadro, allargato a tutti i gradi scolastici, racconta una tendenza simile un po&rsquo; ovunque nel Paese. Alle elementari, in seconda, la nostra regione non si discosta in modo significativo dalla media nazionale: il Piemonte non si colloca n&eacute; tra le eccellenze (quest&rsquo;anno il primato va a Umbria, Marche e Basilicata) n&eacute; tra le regioni in affanno, come la Calabria. In generale, comunque, il quadro non &egrave; positivo, soprattutto in matematica dove il punteggio medio dei bambini di sette anni &egrave; il pi&ugrave; basso mai registrato dal 2019 a oggi.</p>
<p>Alla fine della quinta elementare, la maggior parte dei piemontesi raggiunge gli obiettivi auspicati in inglese: nella prova di reading (lettura) il 90% degli alunni raggiunge il livello previsto, anche se la percentuale &egrave; in calo rispetto al 2024 e al 2025; mentre nel listening (l&rsquo;ascolto) la quota scende all&rsquo;83%, con un calo di sei punti rispetto al 2025: &egrave; il dato peggiore tra le regioni del Nord Italia. I risultati specifici sulla quinta elementare per le prove di italiano e di matematica non sono stati diffusi, ma il Piemonte si colloca sostanzialmente lontano sia dalle eccellenze sia dalle regioni che ottengono i risultati peggiori.</p>
<p>Alle scuole medie la situazione &egrave; pressoch&eacute; identica. In italiano il Piemonte scende dal 68% del 2019 al 58% del 2026; in matematica il calo &egrave; dal 65% al 57%. Anche qui il Piemonte non &egrave; tra le situazioni pi&ugrave; critiche del Paese &ndash; che si registrano in Calabria, Sicilia e Sardegna &ndash; ma la traiettoria discendente &egrave; evidente. L&rsquo;unica buona notizia, alle medie, arriva ancora dall&rsquo;inglese: nel reading il Piemonte tiene stabile intorno all&rsquo;83-84% da diversi anni, mentre nel listening cresce passando dal 60% del 2018 al 73% del 2026.</p>
<p>La situazione alle superiori anche non &egrave; rosea. In seconda, il 76% degli studenti piemontesi raggiungeva i traguardi previsti in italiano nel 2019, oggi quella percentuale &egrave; scesa al 64%. Anche qui non siamo ai livelli di Sicilia (50%), Sardegna (51%) o Calabria, ferma al 46%, ma il divario con le regioni migliori &ndash; Veneto e Friuli Venezia Giulia, entrambe al 70% &ndash; si &egrave; allargato rispetto agli anni passati. Il calo ha riguardato anche la matematica: dal 72% del 2019 al 58% del 2026.</p>
<p>In quinta superiore il Piemonte quest&rsquo;anno recupera leggermente rispetto allo scorso: +1 punto in italiano (dal 57% al 58%) e +2 in matematica (dal 55% al 57%), in linea con un miglioramento che si osserva anche a livello nazionale. Ma il confronto con il 2019 resta impietoso: 74% contro 58% in italiano, 71% contro 57% in matematica. Si tratta di un arretramento generale che la leggera crescita recente non basta a colmare.</p>
<p>Anche in questo caso il dato positivo arriva dall&rsquo;inglese. Nella prova di reading il Piemonte sale al 62%, tornando ai livelli del 2019 dopo alcuni anni altalenanti; nel listening, storicamente il punto debole, la crescita &egrave; ancora pi&ugrave; marcata: dal 42% del 2019 al 55% del 2026, con un balzo di cinque punti solo nell&rsquo;ultimo anno. &Egrave; l&rsquo;unico ambito in cui la nostra regione mostra un miglioramento continuo, mentre italiano e matematica arretrano quasi a ogni livello scolastico.</p>
<p>Nel complesso, l&rsquo;ultima edizione delle prove Invalsi restituisce un Piemonte che non &egrave; tra i casi pi&ugrave; critici della penisola, ma il progressivo peggioramento in italiano e matematica racconta una fragilit&agrave; che, a diversi anni dalla fine della pandemia, non &egrave; ancora stata risolta.</p>]]></description><pubDate>Wed, 22 Jul 2026 07:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Minacce ai magistrati dopo la condanna a Roggero, l'Anm: "Clima di pesante delegittimazione"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/minacce-ai-magistrati-dopo-la-condanna-a-roggero-l-anm-clima-di-pesante-delegittimazione_124490.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/minacce-ai-magistrati-dopo-la-condanna-a-roggero-l-anm-clima-di-pesante-delegittimazione_124490.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124490/154048.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;Dopo la sentenza sul caso Roggero ai magistrati sono arrivate minacce, insulti e messaggi d&rsquo;odio in un clima in cui vengono attaccati per il solo fatto di aver applicato la legge dello Stato sull&rsquo;omicidio e sulla legittima difesa. Siamo al fianco dei colleghi piemontesi che hanno emesso le sentenze di primo e secondo grado, cos&igrave; come di quelli della Corte di Cassazione che le hanno confermate&rdquo;. Lo afferma in una nota pubblicata nelle scorse ore la Giunta esecutiva centrale dell&rsquo;Associazione Nazionale Magistrati dopo gli attacchi di questi giorni, seguiti alla condanna definitiva nei confronti di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour che ha ucciso due rapinatori che nel pomeriggio del 28 aprile 2021 avevano assaltato il suo negozio.</p>
<p>&ldquo;Ribadiamo che, da parte di chi ricopre incarichi istituzionali, servirebbe maggiore responsabilit&agrave; e cura nell&rsquo;utilizzo delle parole&rdquo;, prosegue la nota: &ldquo;Il clima che si crea nei confronti di chi applica la legge dovrebbe essere differente. La critica &egrave; legittima, ma alimentare una narrazione che individui nei magistrati il bersaglio da colpire significa contribuire a un clima che pu&ograve; degenerare in odio e intimidazione. Un clima di pesante delegittimazione denunciato anche nel recente report della Commissione europea. Ci auguriamo per il futuro maggiore attenzione a tutela delle stesse fondamenta dallo Stato di diritto&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 21 Jul 2026 15:51:00 +0200</pubDate><dc:creator>a.d.</dc:creator><author><name>a.d.</name></author></item><item><title><![CDATA[Sanità, Riboldi ribadisce: "Nessun blocco delle assunzioni"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-riboldi-ribadisce-nessun-blocco-delle-assunzioni_124482.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-riboldi-ribadisce-nessun-blocco-delle-assunzioni_124482.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124482/154029.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo l&rsquo;intervento dell&rsquo;assessore regionale alla Sanit&agrave; Federico Riboldi. Il tema &egrave; quello del personale sanitario: Riboldi replica alle affermazioni di alcuni esponenti delle minoranze circa un presunto blocco delle assunzioni. Di seguito la dichiarazione completa</p>
<p>&ldquo;Le dichiarazioni delle opposizioni dimostrano, ancora una volta, di non aver compreso quanto &egrave; stato illustrato in modo chiaro e dettagliato nel corso della Commissione Sanit&agrave;, insieme ai dirigenti di settore Petruzzi, Raviola e Ruggeri.</p>
<p>&Egrave; sufficiente leggere la lettera inviata ai Direttori Generali per verificare che non esiste alcun blocco delle assunzioni. Alle Aziende sanitarie &egrave; stato semplicemente richiesto di trasmettere entro la fine del mese le proprie relazioni organizzative; successivamente, nel mese di agosto, svolgeremo un'analisi complessiva dei dati raccolti. Parlare di stop alle assunzioni significa diffondere una rappresentazione dei fatti che non corrisponde alla realt&agrave; e creare un allarmismo del tutto ingiustificato.</p>
<p>&Egrave; francamente triste vedere un'opposizione che, in assenza di argomenti, tenta di gettare fumo negli occhi dei cittadini, che meriterebbero ben altro rispetto da chi &egrave; chiamato a rappresentarli nelle istituzioni.</p>
<p>I numeri raccontano una realt&agrave; molto diversa dalla narrazione costruita dalla sinistra. Durante il mandato dell'assessore Antonio Saitta, quando l'attuale vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Ravetti presiedeva la Commissione Sanit&agrave;, i dipendenti della sanit&agrave; piemontese erano circa 55.000. Oggi sono 59.201: oltre 4.200 professionisti in pi&ugrave;. Un risultato che dovrebbe essere motivo di soddisfazione per chiunque abbia a cuore il sistema sanitario regionale e non motivo di polemica.</p>
<p>Siamo perfettamente consapevoli che il lavoro da fare sia ancora molto e che vi siano prestazioni per le quali i tempi di attesa restano troppo lunghi. Proprio per questo continuiamo a investire nel personale, nei servizi e nell'organizzazione della sanit&agrave; piemontese. Non riteniamo per&ograve; accettabile che chi ha la responsabilit&agrave; di legiferare per l'intera comunit&agrave; piemontese scelga di mistificare la realt&agrave;, nonostante le spiegazioni puntuali fornite in Commissione dall'assessorato e dai dirigenti regionali.</p>
<p>Chiunque abbia maturato un'esperienza lavorativa, nel pubblico come nel privato, sa bene che un incremento di oltre 4.200 dipendenti e l'avvio di circa 170 nuove strutture della sanit&agrave; territoriale &ndash; tra Case della Comunit&agrave;, Ospedali di Comunit&agrave; e Centrali Operative Territoriali &ndash; rendono necessario un momento di verifica organizzativa, per comprendere come le nuove risorse siano distribuite e come possano essere utilizzate nel modo pi&ugrave; efficace. Abbiamo scelto di svolgere questa attivit&agrave; nei mesi di luglio e agosto proprio perch&eacute;, storicamente, rappresentano il periodo in cui l'Osservatorio non genera nuove procedure assunzionali.</p>
<p>Restiamo quindi basiti di fronte a chi preferisce costruire polemiche anzich&eacute; confrontarsi con i dati. I piemontesi meritano seriet&agrave;, trasparenza e rispetto della verit&agrave;&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 21 Jul 2026 14:57:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Liste d'attesa, Agenas premia le "buone pratiche" del Piemonte: "Problema resta, ma la direzione è giusta"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-agenas-premia-le-buone-pratiche-del-piemonte-problema-resta-ma-la-direzione-e-giusta_124476.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-agenas-premia-le-buone-pratiche-del-piemonte-problema-resta-ma-la-direzione-e-giusta_124476.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124476/154020.jpg" title="Federico Riboldi" alt="Federico Riboldi" /><br /><p>Il sistema sviluppato dalla Regione Piemonte per ottimizzare la gestione delle prenotazioni e l&rsquo;utilizzo delle agende sanitarie &egrave; stato indicato da Agenas tra le buone pratiche nazionali efficaci e replicabili in altri contesti territoriali.</p>
<p>"Il problema delle liste d&rsquo;attesa non &egrave; risolto, ma vedere certificato un miglioramento ci aiuta ad andare nella direzione giusta &ndash; dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l&rsquo;assessore alla Sanit&agrave; Federico Riboldi &ndash;Agenas, infatti, certifica la qualit&agrave; del lavoro che il Piemonte sta portando avanti attraverso l&rsquo;innovazione e una gestione sempre pi&ugrave; efficiente delle risorse disponibili. Il nostro sistema di gestione delle agende viene indicato a livello nazionale come una buona pratica efficace e replicabile: &egrave; un risultato importante, ottenuto grazie al lavoro della Direzione regionale, delle aziende sanitarie e di tutti i professionisti coinvolti".</p>
<p>Il riconoscimento &egrave; contenuto nel primo Bollettino Liste d&rsquo;attesa, aggiornato al 30 giugno 2026, che dedica al Piemonte una specifica sezione sulle soluzioni organizzative introdotte per utilizzare in modo pi&ugrave; efficiente gli appuntamenti disponibili e favorire le classi di priorit&agrave; pi&ugrave; urgenti. Agenas individua infatti nel modello piemontese una delle esperienze in grado di produrre risultati concreti e potenzialmente applicabile anche in altre realt&agrave; regionali.</p>
<p>In particolare, il Piemonte ha introdotto la funzione di equiparazione delle priorit&agrave;, che consente alle richieste pi&ugrave; urgenti di utilizzare gli spazi rimasti liberi nelle agende e inizialmente riservati alle priorit&agrave; inferiori. Il sistema opera automaticamente ed &egrave; attivo sul 97% delle agende.</p>
<p>A questa misura si aggiunge il rilascio automatico delle fasce orarie: gli appuntamenti rimasti inutilizzati vengono resi disponibili a tutti gli assistiti 72 o 48 ore prima, evitando la perdita degli slot e aumentando le possibilit&agrave; di prenotazione per le priorit&agrave; pi&ugrave; urgenti. Secondo Agenas, grazie a queste soluzioni la performance delle prenotazioni con priorit&agrave; B &egrave; passata, nell&rsquo;arco di tre anni, da valori intorno al 50% a valori superiori al 95%.</p>
<p>Il Bollettino registra inoltre un miglioramento del dato complessivo relativo alle prime visite: nel primo semestre del 2026 il rispetto dei tempi di garanzia in Piemonte sale dal 69,4% al 71,5%. La Regione viene inserita da Agenas tra le tre realt&agrave; che, pur mantenendo un valore inferiore all&rsquo;80%, mostrano un andamento positivo rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato che indica un&rsquo;inversione di tendenza, ma sul quale &egrave; necessario continuare a intervenire.</p>
<p>Per gli esami diagnostici il Piemonte si mantiene invece sopra la soglia dell&rsquo;80%, con l&rsquo;81,7% delle prenotazioni garantite entro i tempi previsti, rispetto all&rsquo;82,5% del primo semestre 2025.</p>
<p>"Leggiamo tutti i dati con grande seriet&agrave; e senza nascondere le criticit&agrave; &ndash; prosegue Riboldi &ndash; Il miglioramento delle prime visite dal 69,4% al 71,5% conferma che la direzione intrapresa &egrave; quella corretta, ma il livello raggiunto non &egrave; ancora quello che vogliamo garantire ai piemontesi. Dobbiamo quindi accelerare ulteriormente. Allo stesso tempo, il riconoscimento di Agenas e il risultato ottenuto sulle prenotazioni in priorit&agrave; B dimostrano che le soluzioni organizzative introdotte stanno funzionando e rappresentano una base concreta sulla quale continuare a costruire".</p>]]></description><pubDate>Tue, 21 Jul 2026 14:08:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Un "patentino anti caporalato" per imprese vitivinicole e società contoterziste: "Un'operazione culturale"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/un-patentino-anti-caporalato-per-imprese-vitivinicole-e-societa-contoterziste-un-operazione-culturale_124473.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/un-patentino-anti-caporalato-per-imprese-vitivinicole-e-societa-contoterziste-un-operazione-culturale_124473.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124473/154014.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Una &ldquo;certificazione di qualit&agrave;&rdquo; per valorizzare le imprese virtuose nel settore vitivinicolo. &Egrave; la novit&agrave; introdotta quest&rsquo;anno in aggiunta al protocollo d&rsquo;intesa &ldquo;anti caporalato&rdquo; di Alba, Langhe e Roero che dal 2024 viene sottoscritto da Prefettura, Camera di Commercio, Regione e dai principali attori istituzionali, economici e sociali impegnati nel settore. Un sistema di qualificazione etico-legale della filiera ad adesione volontaria che si rivolger&agrave; alle societ&agrave; contoterziste che forniscono servizi e manodopera, ma anche alle stesse aziende vitivinicole che si rivolgeranno, in occasione della vendemmia, ai soggetti che hanno intrapreso questo &ldquo;percorso di legalit&agrave;&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>Le realt&agrave; che rispettano gli standard richiesti in termini di diritti dei lavoratori verranno inserite in un elenco pubblico e saranno &ldquo;premiate&rdquo; con un bollino che ne certificher&agrave; non solo la qualit&agrave;, ma anche la trasparenza e sostenibilit&agrave; dal punto di vista etico.</p>
<p>Il progetto &egrave; stato sviluppato dalla Prefettura e dalla Camera di Commercio di Cuneo in collaborazione con Dintec Scrl ed &egrave; stato presentato stamattina, marted&igrave; 21 luglio, presso la sede cuneese dell&rsquo;ente camerale. L&rsquo;elenco dei sottoscrittori comprende anche Comuni, Unioni Montane, associazioni di categoria, la Fondazione Industriali, sigle sindacali e Consorzi di Tutela.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124473/small_154015.jpg" alt="Foto" loading="lazy"></p>
<h2>I requisiti</h2>
<p>Le aziende che vorranno essere inserite nell'elenco e ricevere il bollino etico-legale dovranno presentare la domanda alla Camera di Commercio di Cuneo (<a href="https://www.cn.camcom.it/bollinoetico" target="_blank" rel="nofollow">QUI</a> tutte le informazioni). I requisiti richiesti si suddividono in due tipologie. Quelli giuridici, gi&agrave; previsti per legge, che riguardano aspetti legati alla regolarit&agrave; contributiva, all'applicazione dei contratti collettivi e all'assenza di procedimenti sanzionatori o condanne penali. In secondo luogo quelli qualificanti, che a loro volta contengono vincoli obbligatori e direttive inserite a titolo di raccomandazione. Nell&rsquo;elenco prescrizioni riguardanti le condizioni di lavoro, la presenza di alloggi dignitosi, l&rsquo;adeguatezza delle condizioni di viaggio, la formazione e la presenza di referenti aziendali.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124473/small_154016.jpg" alt="Mariano Savastano, Prefetto di Cuneo" loading="lazy"></p>
<h2>Le dichiarazioni</h2>
<p>Ad aprire la presentazione &egrave; stato il Prefetto di Cuneo Mariano Savastano: "Il territorio delle Langhe, del Roero e dell&rsquo;Albese &egrave; un patrimonio economico, culturale e di immagine non solo per questa provincia, ma per tutto il Paese. Questo si fonda anche su una forte richiesta di manodopera stagionale straniera. In questo senso, rivolgersi a intermediari per molti &egrave; una necessit&agrave;, non una scelta: per gestire i picchi, per la mancanza di manodopera locale. Rivolgersi agli stranieri &egrave; spesso l&rsquo;unica via. Negli anni le indagini giudiziarie hanno fatto emergere rischi concreti: intermediari e cooperative senza scrupoli, che alterano la leale concorrenza e sfruttano i lavoratori ledendone i diritti. La risposta non si &egrave; limitata solo all&rsquo;azione repressiva, ma si &egrave; deciso di agire sul piano della prevenzione, con protocolli di legalit&agrave;. Quest&rsquo;anno introduciamo questa novit&agrave;: un disciplinare per un sistema di certificazione e qualificazione per l&rsquo;intera filiera. Se dovessi scegliere uno slogan, direi &lsquo;Qualifichiamoci&rsquo;: rendiamo quello delle Langhe un modello riconoscibile e qualificato. Vogliamo fare emergere e valorizzare le imprese virtuose&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>&ldquo;Non &egrave; un&rsquo;operazione di polizia, ma un&rsquo;operazione culturale. - ha precisato Savastano - Non andiamo a caccia delle streghe, scavando alla ricerca delle irregolarit&agrave;. La firma del protocollo comporta per&ograve; un impegno di verifica, di controllo, di garanzia&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>Per la Regione Piemonte era presente l&rsquo;assessore Marco Gallo: "Nel Saluzzese questo protocollo ha risposto a una situazione di emergenza e funzionato molto bene, il territorio &egrave; diventato un modello a livello nazionale&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>Poi l'intervento del presidente della Camera di Commercio Luca Crosetto: &ldquo;Quando parliamo del comparto vitivinicolo non parliamo solo di un settore economico, ma della carta d&rsquo;identit&agrave; della nostra provincia, il che comporta anche una grande responsabilit&agrave;: l&rsquo;economia non pu&ograve; pi&ugrave; essere disunita dall&rsquo;etica. Non vogliamo imporre nuovi fardelli burocratici, ma premiare, mappare e rendere visibili le aziende che vogliono essere trasparenti&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>Ad illustrare nel dettaglio gli aspetti tecnici del processo di certificazione &egrave; stato Antonio Romeo, direttore generale di Dintec: &ldquo;Uno strumento innovativo, con un approccio non vessatorio ma proattivo. Vogliamo valorizzare le imprese virtuose, rafforzare la reputazione del territorio e promuovere il &lsquo;lavoro buono&rsquo; e la qualit&agrave; della filiera. Il percorso si rivolge sia alle imprese contoterziste che alle stesse imprese vitivinicole, per un approccio corale di tutta la filiera&rdquo;.</p>
<p>A rappresentare i produttori Sergio Germano, presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco: "La pluralit&agrave; delle istituzioni coinvolte &egrave; sintomo della volont&agrave; di operare con qualit&agrave; che caratterizza il territorio. Questa nuova opportunit&agrave; sar&agrave; uno stimolo importante per tutte le nostre aziende&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:23:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Dalmasso</dc:creator><author><name>Andrea Dalmasso</name></author></item><item><title><![CDATA[Castagneti, il Piemonte punta sulla gestione associata per valorizzare il patrimonio montano]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/castagneti-il-piemonte-punta-sulla-gestione-associata-per-valorizzare-il-patrimonio-montano_124468.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/castagneti-il-piemonte-punta-sulla-gestione-associata-per-valorizzare-il-patrimonio-montano_124468.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124468/154008.jpg" title="" alt="" /><br /><div style="text-align: justify;">Superare la frammentazione dei castagneti piemontesi per poter favorire una gestione condivisa del territorio. &Egrave; questa la principale novit&agrave; del nuovo bando approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell&rsquo;assessore alla Montagna e Foreste Marco Gallo, che mette a disposizione pi&ugrave; di 1.600.000 euro per sostenere progetti innovativi di miglioramento e recupero dei castagneti da frutto tradizionali.&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">L&rsquo;elemento qualificante dell&rsquo;intervento &egrave; la&nbsp;gestione associata: gli interventi dovranno essere realizzati coinvolgendo pi&ugrave; propriet&agrave;, trasformando una delle principali criticit&agrave; della castanicoltura piemontese in un&rsquo;opportunit&agrave; di sviluppo, valorizzazione e cura del territorio montano.&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">Il provvedimento si inserisce nell&rsquo;ambito del Complemento regionale per lo Sviluppo Rurale 2023-2027 e punta a sostenere un modello innovativo di gestione del patrimonio castanicolo, capace di coniugare tutela del paesaggio, rilancio produttivo e collaborazione tra proprietari. La gestione associata viene infatti riconosciuta come uno strumento per superare la storica frammentazione fondiaria che caratterizza molte aree castanicole piemontesi, favorendo interventi pi&ugrave; efficaci e una valorizzazione complessiva del territorio.&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">&laquo;I castagneti da frutto rappresentano un patrimonio ambientale, paesaggistico ed economico che racconta la storia delle nostre montagne. Con questo bando scegliamo di investire non solo nel loro recupero, ma anche in un nuovo modo di lavorare insieme. La gestione associata permette di superare la frammentazione fondiaria, rendere gli interventi pi&ugrave; efficaci e creare le condizioni perch&eacute; la castanicoltura possa tornare a essere una leva di sviluppo per le comunit&agrave; montane. &Egrave; un investimento che valorizza il territorio, rafforza la cooperazione tra proprietari e guarda al futuro delle nostre vallate&raquo;, sottolinea l&rsquo;assessore alle Foreste Marco Gallo.</div>
<div style="text-align: justify;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">Il bando prevede contributi fino al 100% delle spese ammissibili, con investimenti compresi tra 20.000 e 200.000 euro per progetto. Saranno sostenute iniziative che uniscono innovazione organizzativa e recupero dei castagneti tradizionali, premiando le forme stabili di collaborazione e il coinvolgimento del maggior numero possibile di proprietari,&nbsp;anche valorizzando le esperienze condotte dal Centro Regionale di Castanicoltura di Chiusa di Pesio (CN).</div>
<div style="text-align: justify;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">Tra le novit&agrave; previste vi &egrave; anche la possibilit&agrave; di finanziare il&nbsp;ripristino colturale&nbsp;di castagneti da frutto abbandonati, anche&nbsp;attraverso nuovi impianti e innesti. Per favorire il recupero di questo patrimonio sar&agrave; possibile finanziare, nell&rsquo;ambito del bando, interventi anche su superfici inferiori alla soglia minima ordinariamente prevista, purch&eacute; inseriti in progetti condivisi di gestione associata.&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">Le risorse disponibili derivano dai minori utilizzi registrati sul precedente intervento SRG08 che vengono ora reinvestite per rafforzare un comparto che svolge un ruolo strategico nella manutenzione del territorio, nella conservazione della biodiversit&agrave;, nella prevenzione del dissesto idrogeologico e nella valorizzazione delle filiere forestali piemontesi.&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">Con questo provvedimento la Regione Piemonte conferma il proprio impegno a sostenere uno sviluppo della montagna fondato sulla gestione attiva del territorio, sull&rsquo;innovazione e sulla collaborazione tra i diversi soggetti locali, promuovendo una castanicoltura pi&ugrave; organizzata, resiliente e capace di generare valore per l&rsquo;ambiente e per le comunit&agrave;.&nbsp;</div>]]></description><pubDate>Tue, 21 Jul 2026 12:34:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Rischio siccità, Azione: “Servono progetti per invasi e infrastrutture, azioni concrete"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/rischio-siccita-azione-servono-progetti-per-invasi-e-infrastrutture-azioni-concrete_124454.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/rischio-siccita-azione-servono-progetti-per-invasi-e-infrastrutture-azioni-concrete_124454.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124454/153978.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Riceviamo e pubblichiamo l'analisi e la posizione di Azione Cuneo in merito al rischio siccit&agrave; della provincia Granda. Prandi, segretario generale: "Necessari interventi, servono progetti e azioni concrete".&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Denominata storicamente la &ldquo;Granda&rdquo; per la sua vasta estensione e per l&rsquo;importante vocazione agricola, da anni si trova ad affrontare l&rsquo;ennesimo periodo di siccit&agrave;. Un&rsquo;emergenza che non &egrave; pi&ugrave; un evento isolato, ma una crisi prevedibile a causa di stagioni estive sempre pi&ugrave; torride e fuori controllo, aggravata da anni di immobilismo sul fronte della pianificazione idrica del territorio.<br><br>&ldquo;Non possiamo pi&ugrave; permetterci di stare a guardare un problema sempre pi&ugrave; complesso, ormai sfociato in un&rsquo;emergenza che devasta il nostro territorio, un paradosso se pensiamo ad una provincia ai piedi delle alpi. - dichiara Stefano Marino Capano - Nonostante i ripetuti e numerosi appelli da parte del mondo agricolo, delle varie associazioni di categoria e dei cittadini stessi, sembra un problema superficiale, ma che invece richiede molta attenzione. Come pi&ugrave; volte ribadito dall&rsquo;ANBI (Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue), spesso in collaborazione con Coldiretti. Sia a livello nazionale che provinciale tratteniamo appena l&rsquo;11% dell&rsquo;acqua piovana, senza infrastrutture, invasi e bacini idrici, restiamo fermi a guardare la nostra preziosa acqua disperdersi senza alcun beneficio per i cittadini e l&rsquo;agricoltura&rdquo;.&nbsp;<br><br>&ldquo;Alla necessit&agrave; di realizzare nuove infrastrutture idriche &ndash; aggiunge Ivan Radice - si affianca il dibattito sulla recente proposta della Regione Piemonte di privilegiare il deflusso delle acque nei corsi principali, riducendo la disponibilit&agrave; idrica nei corsi d'acqua minori. Si tratta di una misura che nasce dall'esigenza di garantire risorse al comparto agricolo, ma che richiede un'attenta valutazione degli effetti ambientali. Torrenti, rii e canali secondari costituiscono habitat essenziali per la biodiversit&agrave; e svolgono un ruolo fondamentale nell'equilibrio degli ecosistemi del nostro territorio. Un loro progressivo impoverimento potrebbe determinare conseguenze rilevanti sia sul piano ecologico sia sulla qualit&agrave; complessiva dell'ambiente. La tutela dell'agricoltura e quella ambientale non possono e non devono essere poste in contrapposizione. La risposta alla siccit&agrave; deve essere strutturale e non emergenziale. Per questo proponiamo di accelerare la realizzazione di piccoli e medi invasi diffusi, recuperare le cave dismesse trasformandole in bacini di accumulo, ridurre le perdite della rete idrica e incentivare il riutilizzo delle acque reflue opportunamente depurate per uso irriguo&rdquo;.<br><br>&ldquo;Serve al pi&ugrave; presto sbloccare la situazione e finanziare i tanti progetti infrastrutturali gi&agrave; presenti sul tavolo in ambito idrico &ndash; conclude Giacomo Prandi -, semplificare l&rsquo;iter procedurale per il rilascio delle autorizzazioni per la loro realizzazione, piani di sviluppo e destinare fondi straordinari (Regionali e Nazionali) per curare una rete idrica che ad oggi disperde molta acqua prima che arrivi al punto di utilizzo. Sul tema come Azione vediamo molto positivamente l&rsquo;accordo che ha portato la societ&agrave; consortile CO.GE.SI a gestire l&rsquo;intera rete idrica pubblica provinciale, auspichiamo che questo sia il primo passo per arrivare ad un gestore unico a livello almeno regionale che abbia la forza economica per fare gli investimenti necessari per il rinnovamento della rete idrica, al fine di diminuire la dispersione di acqua che ad oggi in provincia di Cuneo &egrave; di oltre il 30%&rdquo;.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 21 Jul 2026 10:05:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Adeguamento antisismico e nuovo Piano Direttorio per l’ospedale di Ceva: oltre 7 milioni di investimenti]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/adeguamento-antisismico-e-nuovo-piano-direttorio-per-lospedale-di-ceva-oltre-7-milioni-di-investimenti_124445.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/adeguamento-antisismico-e-nuovo-piano-direttorio-per-lospedale-di-ceva-oltre-7-milioni-di-investimenti_124445.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124445/153965.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sono stati presentati venerd&igrave; 17 luglio, presso la sala riunioni dell&rsquo;ospedale Poveri Infermi di Ceva, i lavori di adeguamento antisismico e il nuovo Pieno Direttorio che riguarderanno il nosocomio cebano. L&rsquo;evento &egrave; stato organizzato e voluto dall&rsquo;ASL CN1 e ha visto la partecipazione di numerosi esponenti del Comitato dei Sindaci Distretto Sud-Est ASL CN1, in primis il suo presidente, il sindaco di Monastero di Vasco Franco Bosio.</p>
<p>Un futuro ricco di novit&agrave;, quello che si prefigura per questo presidio sanitario di fondamentale importanza non solo per la citt&agrave;, ma per tutto il territorio limitrofo. Tra i vari ospedali di competenza dell&rsquo;ASL CN1, &egrave; stato scelto proprio quello di Ceva, pur essendo relativamente recente, in quanto ultimato solo nel 1990, in quanto Mondov&igrave; &egrave; ancora pi&ugrave; nuovo e gli ospedali di Fossano, Saluzzo e Savigliano convoglieranno presto nel nuovo dell&rsquo;Area Nord Ovest.&nbsp;</p>
<p>I lavori di adeguamento antisismico sono stati illustrati dall&rsquo;avvocato Diego Poggio, direttore amministrativo dell&rsquo;ASL CN1. Un intervento ingente, per un importo complessivo di 7.650.000 euro di fondi inizialmente PNRR e poi convertiti in fondi ex art. 20 della legge 67/1988. L&rsquo;intervento verr&agrave; effettuato sul corpo C1 dell&rsquo;edificio, coprendo un&rsquo;area di circa 1000 mq e per un totale di 477 giorni di lavori, con il termine previsto da cronoprogramma per inizio 2028.</p>
<p>Gli obiettivi sono il miglioramento della sicurezza strutturale, il rinnovo degli impianti elettrici, meccanici, speciali, idrico-sanitari, gas medicali e antincendio e la riorganizzazione della funzionalit&agrave; sanitaria, il tutto mantenendo la continuit&agrave; operativa e garantendo in toto erogazione dei servizi ospedalieri.&nbsp;</p>
<p>Nello specifico, il progetto prevede il consolidamento delle fondazioni e il miglioramento della capacit&agrave; portante, l&rsquo;irrigidimento dei solai, il rinforzo di travi e nodi trave-pilastro per l&rsquo;incremento della duttilit&agrave;, la realizzazione del nuovo giunto sismico tra corpo C1 e corpo C2 per prevenire il martellamento e la realizzazione di sistemi antisfondellamento e antiribaltamento degli elementi non strutturali.&nbsp;</p>
<p>Per garantire la continuit&agrave; la piena funzionalit&agrave; della struttura ospedaliera, lo svolgimento dei lavori prevede inoltre alcuni accorgimenti specifici: la separazione dell&rsquo;area di cantiere attraverso apposita recinzione posta in adiacenza del copro C1; gli accessi e i percorsi di cantiere distinti dagli accessi e dai percorsi sanitari e di emergenza; la programmazione delle interruzioni impiantistiche in condizioni controllate e concordate; i sezionamenti localizzati e il mantenimento delle utenze sanitarie essenziali e la massima riduzione possibile di polveri, rumori, vibrazioni e attraversamenti interferenti, cos&igrave; da impattare minimamente sulle attivit&agrave; all&rsquo;interno del resto dell&rsquo;ospedale. Proprio in merito a questo, Poggio ha ricordato che nei container, alcuni di questi gi&agrave; installati nel cortile antistante l&rsquo;ingresso, verranno trasferiti gli sportelli del laboratorio analisi e del pre ricovero, proprio per garantire un accesso differenziato e non sovrapponibile ai percorsi di cantiere.</p>
<p>&ldquo;Effettuare lavori in un ospedale &egrave; come cambiare le gomme a un&rsquo;auto in corsa, la sanit&agrave; non si pu&ograve; fermare, ed &egrave; questa la vera sfida&rdquo;. Ha commentato il direttore amministrativo. &ldquo;Il nostro obiettivo &egrave; quello di apportare ingenti lavori strutturali arrecando il minor disturbo possibile e, soprattutto, garantendo le prestazioni sanitarie nel loro complesso&rdquo;.</p>
<p>Un impegno in termini di lavori e di sforzo economico, che si inserisce in un percorso di valorizzazione della sanit&agrave; territoriale e che dar&agrave; seguito a una riorganizzazione non solo architettonica, ma funzionale, illustrata dal direttore sanitario dell&rsquo;ASL, la dottoressa Monica Rebora.<br>La riorganizzazione si innesta in un solco di eccellenza gi&agrave; tracciato dall&rsquo;ospedale cebano. Il 9% in pi&ugrave; di prestazioni erogate rispetto ai primi 5 mesi del 2025 secondo il PNGLA (Piano Nazionale di Governo delle Liste d&rsquo;Attesa), un importante incremento di erogazione di prestazioni, soprattutto in Gastroenterologia e Ostetricia-Ginecologia, e un aumento del 5% rispetto ai primi 5 mesi del 2025 di interventi chirurgici a bassa e media intensit&agrave;, il che ha comportato un impegno significativo nelle attivit&agrave; di pre ricovero, ma anche nella gestione delle sale operatorie. Anche in termini di assunzioni, Ceva si &egrave; contraddistinta per un bilancio particolarmente positivo: 31 nuove unit&agrave; dal primo gennaio 2024 a oggi, a fronte di 10 cessazioni di attivit&agrave; professionale nello stesso periodo di tempo.&nbsp;</p>
<p>Il nuovo Piano Direttorio, cos&igrave; come deliberato gi&agrave; con provvedimento del primo ottobre 2025, prevede collocazioni pi&ugrave; omogenee dei reparti e un&rsquo;ottimizzazione dei percorsi. La ricollocazione della Dialisi dal quarto al primo piano, l&rsquo;aumento delle postazioni da 8 a 12 e il rifacimento dell&rsquo;impianto di osmosi rappresenteranno uno dei fiori all&rsquo;occhiello di questo percorso, che permetter&agrave; un accesso sia pi&ugrave; agevole, sia pi&ugrave; esteso, lasciando cos&igrave; spazio anche a eventuali villeggianti, che potranno sottoporsi alla dialisi in un nosocomio vicino alle vallate e alla Langa cebana.&nbsp;</p>
<p>Tutta l&rsquo;area chirurgica verr&agrave; parimenti riorganizzata al primo piano, dove troveranno casa quindi il Day Surgery, la Chirurgia, l&rsquo;Oculistica, il servizio di endoscopia e l&rsquo;Ospedale di Comunit&agrave; inaugurato a febbraio. Il secondo piano vedr&agrave; degenza e riabilitazione, con locali di supporto al personale e all&rsquo;utenza. Al terzo piano verranno ampliati gli spazi ambulatoriali dedicati alla libera professione e ci saranno locali dedicati all&rsquo;attivit&agrave; di associazioni del settore socio-sanitario, in particolare l&rsquo;AVIS. Il quarto e ultimo piano sar&agrave; destinato agli uffici e al Corpo Logistico Sanitario Piemontese, una rete di volontari istituita dalla Regione Piemonte per il trasporto e l'accompagnamento protetto di anziani e soggetti fragili verso altri ospedali e case di cura. Il piano seminterrato, infine, ospiter&agrave; locali tecnici, depositi, spazi di servizio, farmacia e il locale osmosi a servizio del reparto Dialisi. La riorganizzazione prevista dal Piano Direttorio &egrave; in sintonia con una serie di iniziative gi&agrave; avviate, o in fase di avvio, volte a implementare ulteriormente il servizio presente a Ceva.</p>
<p>Da luglio infatti &egrave; stato aperto un ulteriore ambulatorio per prime visite allergologiche, dando una risposta a un&rsquo;esigenza molto diffusa e ramificata. A partire da agosto verranno potenziati gli ambulatori di Chirurgia Cardiovascolare, con almeno 3 ambulatori al mese da 4 ore ciascuno. Verr&agrave; inoltre siglato un protocollo Piemonte-Liguria per uno scambio di competenze, figure professionali e buone prassi. Nello specifico, alcuni medici dell&rsquo;Ostetricia-Ginecologia si recheranno a supporto dell&rsquo;ASL di Savona e alcuni radiologi si recheranno negli ospedali di Ceva e Mondov&igrave;. Oltre a questo, Ceva vedr&agrave; l&rsquo;arrivo di un nuovo geriatra e un ambulatorio di ortopedia garantito dalla collaborazione con l&rsquo;ospedale di Mondov&igrave;.&nbsp;</p>
<p>Il potenziamento delle prestazioni &egrave; dato inoltre anche dalla tecnologia messa in campo per diagnosi e terapie. Dal 19 giugno &egrave; infatti operativa la nuova TAC, ma prima ancora di questo importante traguardo Ceva ha visto l&rsquo;inserimento della MOC, del nuovo ecografo per il reparto di Medicina Interna e, tra le apparecchiature collaudate tra il 2025 e il 2026, si ricordano alcuni ecografi, PC medicali per le cartelle cliniche elettroniche, i cicloergometri per la riabilitazione e i ventilatori polmonari trasportabili.&nbsp;</p>
<p>&ldquo;L&rsquo;ospedale di Ceva si contraddistingue per dinamicit&agrave; ed eccellenza, &egrave; un presidio fondamentale per l&rsquo;intera area ed eroga numerose prestazioni&rdquo;, queste le parole della dottoressa Rebora. &ldquo;Lo scopo della riorganizzazione &egrave; non solo garantire questi alti livelli di prestazione, ma migliorarli e implementarli ulteriormente. Il nuovo impianto di osmosi della Dialisi, che &egrave; fondamentale per evitare infezioni e complicazioni, la nuova collocazione delle chirurgie, che garantir&agrave; un efficientamento ancora maggiore, l&rsquo;agevolazione dell&rsquo;accesso ai percorsi da parte dei pazienti in ogni campo, in particolare in campo endoscopico e gastroenterologico, che nel Cuneese sono oggetto di indagini di prevenzione che raccolgono un&rsquo;ampia adesione, tutto questo ci permette di rinnovare e arricchire l&rsquo;offerta del servizio agli utenti&rdquo;.</p>
<p>In chiusura, la dottoressa Ornella Righello, dirigente medico del Distretto Sud-Est, ha invece illustrato le funzioni e gli ambulatori della nuova Casa di Comunit&agrave;, attivata il 13 maggio in un&rsquo;ottica di rafforzamento del legame sanit&agrave;-territorio. La Casa di Comunit&agrave; &egrave; uno spazio dove gli utenti possono trovare servizi trasversali, sia per il monitoraggio di patologie croniche, quali le cardiopatie, il diabete mellito, le patologie renali e la broncopatia cronica ostruttiva, sia per i piccoli malanni, inconvenienti e problemi di salute quotidiani. Qui infatti &egrave; possibile trovare due pediatre di libera scelta, gli ambulatori alcuni medici di Medicina Generale che hanno aderito a prestare alcune ore di servizio presso la Casa e lo sportello multifunzione, riattivato dall&rsquo;ASL CN1 con un notevole sforzo economico. La compresenza di medici di base, specialisti e infermieri di comunit&agrave; garantisce infatti un servizio atto a far fronte a molteplici necessit&agrave;, garantendo al contempo un presidio immediato per chi ne abbia bisogno e un alleggerimento del carico di pressione sul Pronto Soccorso. Uno snodo importante sia per il passaggio tra ospedale e territorio, sia per il passaggio tra territori diversi per la presa in carico delle cure domiciliari, e un ulteriore servizio sanitario per l&rsquo;intera collettivit&agrave;.</p>
<p>&ldquo;Sono particolarmente felice di essere qui questa sera, anche se oggi sono in veste di pubblico e di uditore. I protagonisti sono l&rsquo;avvocato Diego Poggio e la dottoressa Monica Rebora, che illustrano queste importanti novit&agrave;&rdquo;, queste le parole del direttore generale dell&rsquo;ASL CN1, Giuseppe Guerra. &ldquo;Posso confermare, come gi&agrave; anticipato dai due direttori, che Ceva avr&agrave; un ambulatorio ortopedico in pi&ugrave; e che, in collaborazione con Savona, ci sar&agrave; uno scambio tra Ostetricia-Ginecologia e Radiologia, andando cos&igrave; incontro alle esigenze di due territori limitrofi. L&rsquo;ASL CN1 ha particolarmente a cuore questi lavori perch&eacute; apportano fondamentali migliorie sia alla struttura, da un punto di vista edilizio, sia alla qualit&agrave; del servizio erogato, mantenendo sempre al centro il bene del paziente&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Accolgo con grande soddisfazione la presentazione del progetto di adeguamento antisismico dell&rsquo;ospedale di Ceva, un intervento importante che guarda al futuro di un presidio fondamentale per tutto il nostro territorio&rdquo;, prosegue il sindaco Franco Bosio a nome del Comitato dei Sindaci Distretto Sud-Est. &ldquo;Esprimo il mio sincero apprezzamento all&rsquo;ASL CN1 per l&rsquo;impegno e il lavoro svolto nel rendere possibile questo investimento. L&rsquo;auspicio &egrave; che, una volta completata l&rsquo;opera, la riorganizzazione prevista dal Piano Direttorio consenta di rafforzare ulteriormente l&rsquo;offerta sanitaria e di garantire servizi sempre pi&ugrave; efficaci ai cittadini di tutto il territorio&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;L&rsquo;ospedale di Ceva &egrave;, come sottolineato anche dai relatori, un punto importante per la sanit&agrave; cebana e non solo&rdquo;, dichiara il primo cittadino di Ceva Fabio Mottinelli. &ldquo;Il &ldquo;nostro&rdquo; ospedale non &egrave; nostro in senso letterale, lo sentiamo nostro forse per senso di appartenenza, ma &egrave; un presidio per tutto il territorio. Le modifiche e le migliorie che verranno apportate, e che sono gi&agrave; in corso, sono un quid pluris per tutti i cittadini che debbano recarsi in ospedale e che qui troveranno spazi nuovi, prestazioni efficientate, percorsi e accessi agevolati. Ringraziamo l&rsquo;ASL CN1 e la Regione Piemonte per l&rsquo;attenzione che sempre prestano all&rsquo;ospedale cebano, un&rsquo;attenzione che sta dando frutti importanti per la salute di tutti&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Finalmente la Direzione Generale ha accolto la richiesta dei sindaci e sta illustrando le iniziative che ha assunto per sostenere la sanit&agrave; territoriale e ospedaliera di questo Distretto. Siamo grati per questo", conclude il sindaco di Mondov&igrave;, Luca Robaldo. &ldquo;&Egrave; stato poi di particolare interesse comprendere meglio le funzionalit&agrave; di Case e Ospedali di Comunit&agrave;: su questi due elementi ho espresso alla Direzione Generale la forte volont&agrave; collaborativa del comune di Mondov&igrave; e, sono certo, di tutti i Comuni della zona per spiegare approfonditamente ai cittadini tali funzionalit&agrave;&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 21 Jul 2026 09:07:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Aggiornate le zone di restrizione per la peste suina africana nel Cuneese]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/aggiornate-le-zone-di-restrizione-per-la-peste-suina-africana-nel-cuneese_124436.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/aggiornate-le-zone-di-restrizione-per-la-peste-suina-africana-nel-cuneese_124436.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124436/153954.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il regolamento europeo n. 2026/1795 dello scorso 16 luglio ha aggiornato la mappa delle zone di restrizione per la peste suina africana (PSA) sul territorio provinciale, e di conseguenza ridefinito le aree soggette a misure di contenimento e sorveglianza.</p>
<p>Nella zona di restrizione 1 rientrano i Comuni di Neive, Neviglie, Barbaresco, Monchiero, Novello, Verduno, Lequio Tanaro, Barolo, Piozzo, Roddi, La Morra, Farigliano, Narzole, Clavesana, Battifollo, Marsaglia, Magliano Alfieri, Monticello d&rsquo;Alba, Bene Vagienna, Bastia Mondov&igrave;, Bagnasco, Vezza d&rsquo;Alba, Santa Vittoria d&rsquo;Alba, Castagnito, Cigli&egrave;, Castellino Tanaro, Guarene, Carr&ugrave;, Rocca Cigli&egrave;, Corneliano d&rsquo;Alba, Igliano, Nucetto, Torresina, Roascio, Piobesi d&rsquo;Alba, Salmour, Ceva, Cervere e Cherasco.</p>
<p>Sono invece inseriti nella zona di restrizione 2 i Comuni di Castiglione Tinella, Pezzolo Valle Uzzone, Santo Stefano Belbo, Bosia, Castino, Bergolo, Mango, Cossano Belbo, Gorzegno, Castelletto Uzzone, Gottasecca, Levice, Prunetto, Saliceto, Torre Bormida, Rocchetta Belbo, Rodello, Benevello, Albaretto della Torre, Bossolasco, Arguello, Niella Belbo, Sinio, Serravalle Langhe, Montelupo Albese, Lequio Berria, Cravanzana, Cerretto Langhe, Borgomale, Cissone, Somano, Roddino, Feisoglio, Alba, Belvedere Langhe, Bonvicino, Camerana, Castelnuovo di Ceva, Castiglione Falletto, Diano d&rsquo;Alba, Dogliani, Grinzane Cavour, Mombarcaro, Monesiglio, Monforte d&rsquo;Alba, Montezemolo, Murazzano, Paroldo, Perlo, Priero, Sale delle Langhe, Sale San Giovanni, San Benedetto Belbo, Serralunga d&rsquo;Alba, Treiso e Trezzo Tinella.</p>
<p>Nei prossimi giorni la Provincia trasmetter&agrave; ai sindaci dei Comuni ricompresi nella zona di restrizione 2 una comunicazione operativa contenente il riepilogo degli adempimenti e delle misure previste dall&rsquo;ordinanza vigente per il contenimento della diffusione della malattia.</p>
<p>L&rsquo;aggiornamento ai Comuni delle zone di restrizione si inserisce nell&rsquo;ambito delle attivit&agrave; coordinate dalla Cabina di Regia provinciale sulla Peste Suina Africana, che assicura il raccordo tra istituzioni, servizi veterinari e soggetti interessati nella gestione delle misure di monitoraggio, prevenzione e contenimento della malattia. I lavori del tavolo, che riunisce periodicamente Provincia, Regione, Asl, rappresentanti del mondo agricolo e della filiera suinicola, mondo venatorio e soggetti coinvolti nelle attivit&agrave; di controllo, consentono infatti di favorire decisioni condivise e interventi tempestivi sul territorio, attraverso un modello di collaborazione istituzionale che negli ultimi anni &egrave; stato indicato come esperienza di riferimento anche da altre realt&agrave; territoriali.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 21 Jul 2026 07:11:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Frodi e abusi in sanità costano 6 miliardi di euro all'anno: "Decisiva la prevenzione, non la repressione"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/frodi-e-abusi-in-sanita-costano-6-miliardi-di-euro-all-anno-decisiva-la-prevenzione-non-la-repressione_124419.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/frodi-e-abusi-in-sanita-costano-6-miliardi-di-euro-all-anno-decisiva-la-prevenzione-non-la-repressione_124419.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124419/153935.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Si stima che l'impatto economico di frodi e abusi sia intorno al 5,59% della spesa sanitaria pubblica in Italia, pari a circa 6 miliardi di euro l'anno. Per questo servono uniformit&agrave; e interoperabilit&agrave; dei software usati dalle aziende sanitarie, potenziamento dell&rsquo;istituto del &ldquo;whistleblowing&rdquo; (pratica con cui un dipendente, un collaboratore o un fornitore segnala in modo protetto un illecito, una frode o un pericolo scoperto sul luogo di lavoro) e incremento della cultura della trasparenza e anticorruzione nella PA. Queste le proposte emerse dal seminario &ldquo;La prevenzione di frodi e abusi per una corretta gestione della sanit&agrave; regionale&rdquo;, ospitato a Palazzo Lascaris.</p>
<p>Organizzato congiuntamente dalle Commissioni Legalit&agrave; e Sanit&agrave; del Consiglio regionale, ha visto in apertura l&rsquo;intervento del presidente dell&rsquo;Autorit&agrave; Nazionale Anticorruzione (Anac), Giuseppe Busia: &ldquo;La prevenzione, non la repressione, &egrave; la leva decisiva per proteggere la sanit&agrave;. Le regole anticorruzione, se ben applicate e digitalizzate, non sono un freno burocratico ma un volano di efficienza, qualit&agrave; delle cure e fiducia del cittadino. Il filo conduttore &egrave; la trasparenza. La soluzione non sta in un singolo intervento ma nella combinazione di pi&ugrave; misure e nella collaborazione tra istituzioni nazionali e regionali&rdquo;. &ldquo;L'entit&agrave; degli investimenti in sanit&agrave; (oltre un quarto della spesa pubblica in contratti per lavori, servizi e forniture) e l'ampia asimmetria informativa tra medico e paziente rendono le pratiche scorrette pi&ugrave; difficili da individuare &ndash; ha proseguito &ndash; per questo serve un'"alleanza per l'integrit&agrave;" da costruire insieme, nella e per la trasparenza, per ridurre il cattivo uso di risorse sempre scarse. Con un duplice fine: restituire fiducia ai pazienti e orgoglio a chi opera nel settore sanitario, non solo per le cure erogate ma per il modo corretto in cui vengono erogate. I whistleblower sono figure preziose per raggiungere questi obiettivi&rdquo;.</p>
<p>A seguire l&rsquo;intervento di Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe, che ha presentato il recente report in cui sono contenuti i numeri dell&rsquo;impatto economico: &ldquo;Emergono come criticit&agrave; del settore la frammentazione della terminologia utilizzata, la scarsa interoperabilit&agrave; dei sistemi informativi, il sistema di controlli eccessivamente sbilanciato sui controlli ex post e non sulla prevenzione, conflitti di interesse. Come Fondazione proponiamo la creazione di un osservatorio nazionale, un sistema integrato che metta a fattor comune dati amministrativi, contabili e giudiziari gi&agrave; in possesso dello Stato, rendendoli accessibili per misure preventive; utilizzo di strumenti di sistemi di AI predittiva per identificare segnali di deviazione prima che il danno economico o sanitario si verifichi; spostamento dell&rsquo;attenzione dalla trasparenza della gara d'appalto (fase esecutiva) alla trasparenza della programmazione dei fabbisogni, verificando se l'acquisto risponda a un reale bisogno di salute&rdquo;.</p>
<p>Dopo i saluti della sottosegretaria della Giunta, Claudia Porchietto che ha sottolineato &ldquo;la necessit&agrave; di passare da una gestione reattiva a una proattiva della spesa sanitaria, utilizzando strumenti analitici per dare risposte migliori ai cittadini&rdquo; e auspicato &ldquo;un lavoro sinergico tra Giunta e Consiglio regionale per implementare le proposte emerse dal seminario&rdquo;, il presidente della Quarta Commissione, Luigi Icardi, ha ripercorso le tappe del progetto "Gli anticorpi della corruzione" realizzato in collaborazione con Agenas durante la pandemia Covid-19.</p>
<p>&ldquo;Siamo stati i primi in Italia ad aprire un&rsquo;unit&agrave; di crisi nel 2019. Di fronte a servizi difficili da approvvigionare, &egrave; stato creato un settore dedicato agli acquisti come scudo verso eventuali truffe e proroghe reiterate dei contratti, che ci ha permesso &ndash; ad esempio - di bloccare una truffa grazie a questo presidio giuridico. Nell'autunno dello stesso anno &egrave; nato un settore specifico anticorruzione nella direzione sanit&agrave; che ha lavorato sulle criticit&agrave; principali: contratti di approvvigionamento beni e servizi, gestione liste d'attesa, rapporti con le case farmaceutiche. Inoltre abbiamo promosso un piano formativo su misure di trasparenza e anticorruzione per i referenti delle Asl, che all&rsquo;inizio &egrave; stato vissuto dai dipendenti come un ulteriore adempimento, ma poi ha dato i suoi frutti. La formazione continua serve a combattere l'opacit&agrave; della funzione, alzare il livello etico e disinnescare i meccanismi di auto-assoluzione. Infine voglio sottolineare il grande lavoro che c&rsquo;&egrave; da fare sui sistemi informativi delle Asl che sono diverse decine, diversi tra loro e non comunicanti&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Sul grado di contrasto all'illegalit&agrave; sono stati fatti passi da gigante, nella consapevolezza che le attivit&agrave; anticorruzione non sono un mero adempimento ma generano valore pubblico &ndash; ha aggiunto la responsabile del settore Anticorruzione e vigilanza sui contratti e sulle strutture pubbliche e private in Sanit&agrave;, Laura Benente - la diffusione non &egrave; per&ograve; totale: resta un lavoro culturale da fare sulla parte organizzativa, meno misurabile oggettivamente. Serve agire su due fronti: gli strumenti normativi di vigilanza e prevenzione, e il consolidamento culturale dei risultati gi&agrave; raggiunti&rdquo;.</p>
<p>Per il presidente dell&rsquo;Organismo regionale per il controllo collaborativo (Orecol), Luca Libra, &ldquo;l&rsquo;istituzione dell&rsquo;organismo ha rappresentato un cambio di paradigma. Noi non siamo un tribunale, non interveniamo ex post. Ma siamo una sentinella di prossimit&agrave; chiamata a presidiare un&rsquo;area grigia che non possiamo pi&ugrave; sottovalutare. Va istituzionalizzato un modello di controllo preventivo che affronti non solo i reati penali, ma anche le inefficienze amministrative e le asimmetrie informative che generano danni concreti ai cittadini. Come detto in precedenza, c&rsquo;&egrave; urgenza di un sistema informativo unico, la frammentazione dei software attuali crea zone di rischio gestionale che, pur non essendo necessariamente reati, rappresentano punti di debolezza strutturale&rdquo;.</p>
<p>Nelle conclusioni, il presidente della Commissione Legalit&agrave;, Domenico Rossi, ha sottolineato che &ldquo;di fronte a questi numeri e questi problemi &egrave; evidente che dobbiamo compiere un salto di qualit&agrave; spostando il focus dai controlli ex-post, che intervengono quando il danno &egrave; ormai compiuto, a una strategia di prevenzione ordinaria. Va fatto innanzitutto per per tutelare il bene supremo del diritto alla salute: in un momento cos&igrave; delicato non possiamo permetterci sprechi di risorse. Per rendere efficace questa svolta servono una reale integrazione dei flussi informativi e la piena digitalizzazione delle procedure per far dialogare le banche dati, una trasparenza reale sulle liste d'attesa, il potenziamento degli uffici dell'anticorruzione regionale e un maggiore coordinamento tra i soggetti che si occupano di legalit&agrave; e controlli. Valuteremo l'attivazione di un programma strutturato di audizioni".</p>
<p>All&rsquo;incontro hanno partecipato i consiglieri Eugenio Zappal&agrave; (Fdi), Gianna Pentenero, Monica Canalis, Laura Pompeo, Daniele Valle (Pd), Silvio Magliano (Lista Cirio), il difensore civico Paola Baldovino, i componenti dell&rsquo;Orecol Aurora Andrea Di Benedetto e Nicola Longo.</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 17:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA["La progressiva riduzione dei servizi sanitari rende sempre più difficile vivere nelle valli"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-progressiva-riduzione-dei-servizi-sanitari-rende-sempre-piu-difficile-vivere-nelle-valli_124414.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-progressiva-riduzione-dei-servizi-sanitari-rende-sempre-piu-difficile-vivere-nelle-valli_124414.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124414/153929.jpg" title="" alt="" /><br /><p>"La vicenda della cessazione dell&rsquo;attivit&agrave; di due pediatre nel Distretto Sud Ovest dell&rsquo;ASL CN1 e della loro sostituzione soltanto a partire, presumibilmente, dal mese di ottobre &egrave; l&rsquo;ennesimo segnale del progressivo impoverimento della sanit&agrave; territoriale nelle aree interne del Piemonte. A pagare il prezzo di questa situazione sono ancora una volta le famiglie, costrette a fare i conti con una crescente incertezza nell&rsquo;accesso a un servizio fondamentale".</p>
<p>Lo dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Calderoni, commentando la riorganizzazione annunciata dall&rsquo;ASL CN1.</p>
<p>"Va riconosciuto lo sforzo dell&rsquo;ASL e dei professionisti che hanno dato la disponibilit&agrave; a garantire la continuit&agrave; assistenziale in una fase di emergenza. Il problema, per&ograve;, non &egrave; l&rsquo;impegno degli operatori, ma una politica sanitaria regionale che da anni rincorre le emergenze invece di prevenirle".</p>
<p>"Colpisce inoltre il tono di alcuni comunicati diffusi in questi giorni, che presentano come una novit&agrave; positiva quella che, nella realt&agrave;, &egrave; una gestione obbligata di una grave carenza di pediatri. Un pediatra annunciato ad ottobre in sostituzione due che cessano l&rsquo;attivit&agrave; adesso, non &egrave; un successo. Le famiglie non vedono un potenziamento del servizio: vedono medici che se ne vanno, ambulatori che vengono accorpati e distanze che aumentano".</p>
<p>Per Calderoni la questione supera il singolo episodio: "La progressiva riduzione dei servizi sanitari &egrave; uno dei principali fattori che rendono sempre pi&ugrave; difficile vivere nelle valli, nelle aree montane e nei territori rurali della Granda e del Piemonte. Se una famiglia sa che sar&agrave; pi&ugrave; complicato trovare un pediatra, un medico di medicina generale o accedere ai servizi territoriali, sar&agrave; inevitabilmente meno incentivata a scegliere questi territori per vivere e lavorare. Lo spopolamento non si combatte con gli slogan, ma garantendo servizi pubblici di qualit&agrave;".</p>
<p>"La Giunta Cirio continua a parlare di valorizzazione delle aree interne, ma la realt&agrave; racconta altro, ma senza un piano per rendere attrattiva la medicina e la pediatria territoriale nelle zone periferiche, senza incentivi adeguati e una programmazione capace di anticipare pensionamenti e trasferimenti, continueremo a rincorrere le emergenze, scaricandone i costi sulle famiglie. La sanit&agrave; pubblica &egrave; il primo presidio di cittadinanza. Quando arretra nelle valli e nelle campagne, arretra anche la possibilit&agrave; di continuare a viverci".</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 15:57:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA["La corruzione lede il diritto alla salute"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-corruzione-lede-il-diritto-alla-salute_124411.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-corruzione-lede-il-diritto-alla-salute_124411.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124411/153925.jpg" title="" alt="" /><br /><p>"La corruzione lede il diritto alla salute. Prevenire l'illegalit&agrave; significa garantire servizi sanitari equi, imparziali e di alta qualit&agrave; ai cittadini. Per questo, ora &egrave; tempo di una svolta culturale che provochi un clima di intolleranza alla corruzione perch&eacute; &egrave; un vero danno sociale".</p>
<p>Con queste parole, Luigi Genesio Icardi, presidente della Commissione Sanit&agrave; del Consiglio Regionale, stamane ha introdotto il suo intervento al seminario dal titolo: "La prevenzione di frodi e abusi per una corretta gestione della sanit&agrave; regionale", al quale sono intervenuti il presidente dell'Autorit&agrave; nazionale anticorruzione (Anac), Giuseppe Busia, il presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, la responsabile del Settore Anticorruzione e Vigilanza sui contratti e sulle strutture pubbliche e private della Regione Piemonte, Laura Benente, il presidente dell'Organismo regionale per il controllo collaborativo (Orecol), Luca Libra e il presidente della Commissione regionale per la promozione della cultura della legalit&agrave; e contrasto ai fenomeni mafiosi, Domenico Rossi.</p>
<p>"Gli anticorpi della corruzione-prosegue Icardi - &egrave; il titolo di un progetto di ricerca - intervento unico in Italia, sviluppato a partire dal 2020, in piena pandemia, durante il mio mandato di assessore alla Sanit&agrave; regionale, grazie alla collaborazione dell'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas). Abbiamo sviluppato un settore anticorruzione e vigilanza sui contratti delle strutture pubbliche e private presso la Direzione Sanit&agrave; e Welfare della Regione Piemonte, un piano formativo sulle misure di trasparenza, rivolto ai referenti degli uffici delle aziende sanitarie regionali e un sostanzioso pacchetto di linee guida, per la promozione di buone pratiche e il contrasto ai fenomeni corruttivi. Per l&rsquo;intera durata del progetto, fino al 2023, sono stati direttamente coinvolti i Responsabili dei servizi di prevenzione della corruzione e della trasparenza delle aziende sanitarie regionali".</p>
<p>Tutti i relatori al seminario sono convenuti sulla necessit&agrave; di prevenire e contrastare la corruzione nel SSN attraverso l'aggiornamento delle politiche di anticorruzione sulla base delle criticit&agrave; emergenti, l'implementazione di norme e controlli e la formazione dei professionisti a tutti i livelli.</p>
<p>In conclusione, Icardi: "Credo nell'importanza del coinvolgimento diretto di tutti i professionisti del Sistema Sanitario Nazionale sui temi della prevenzione della corruzione in sanit&agrave;, come leva della promozione della cultura della legalit&agrave; e dell&rsquo;etica professionale. La formazione, in modo particolare, pu&ograve; svolgere un ruolo significativo nel combattere l'opacit&agrave; e la corruzione. Possiamo fornire ai professionisti i giusti strumenti per reagire alla tolleranza verso i fenomeni corruttivi ai quali non dobbiamo abituarci perch&egrave; ledono i diritti di uguaglianza, la fiducia nelle istituzioni e incidono sulla qualit&agrave; del servizio pubblico reso alla collettivit&agrave;".</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 15:35:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Anche Elon Musk si schiera con Mario Roggero: "Andrebbero condannati giudice e pm"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/anche-elon-musk-si-schiera-con-mario-roggero-andrebbero-condannati-giudice-e-pm_124386.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/anche-elon-musk-si-schiera-con-mario-roggero-andrebbero-condannati-giudice-e-pm_124386.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124386/153890.jpg" title="Elon Musk" alt="Elon Musk" /><br /><p>C&rsquo;&egrave; anche Elon Musk all&rsquo;interno della schiera di sostenitori di Mario Roggero. L&rsquo;imprenditore ha commentato la vicenda del gioielliere di Grinzane Cavour sul social network X, ex Twitter, di sua propriet&agrave;. &ldquo;Questo &egrave; pazzesco! Il giudice e il procuratore in questo caso sono quelli che meritano questa condanna&rdquo;, ha scritto Musk, rispondendo a un post di un utente che, citando la condanna a 14 anni e 9 mesi inflitta a Roggero per l&rsquo;uccisione di due rapinatori che avevano assaltato la sua gioielleria. &ldquo;Il caso ha riacceso il dibattito sulla legittima difesa e ha suscitato una forte polemica in Italia. Ora in Europa si viene puniti per aver difeso la propria famiglia: cosa ne pensi di questa situazione?&rdquo;, chiedeva l&rsquo;utente di X.</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 11:33:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Caso Roggero, Bergesio: "Non chiediamo sconti o scorciatoie, ma un atto di profonda giustizia"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/caso-roggero-bergesio-non-chiediamo-sconti-o-scorciatoie-ma-un-atto-di-profonda-giustizia_124366.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/caso-roggero-bergesio-non-chiediamo-sconti-o-scorciatoie-ma-un-atto-di-profonda-giustizia_124366.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124366/153861.jpg" title="Giorgio Bergesio" alt="Giorgio Bergesio" /><br /><p>&ldquo;Aver raggiunto quota 125 mila firme in pochissimi giorni per la petizione online della Lega &egrave; la dimostrazione plastica di un sentimento profondo che unisce tutta l'Italia, e che nel Cuneese &egrave; avvertito con ancora maggiore forza e commozione. Mario Roggero non &egrave; un criminale, &egrave; un uomo che ha dedicato la vita alla famiglia e al lavoro, e che &egrave; stato travolto dalla violenza all'interno della propria attivit&agrave; commerciale. La nostra terra, fatta di gente perbene e lavoratori onesti, non lo lascer&agrave; solo&rdquo;. Lo dichiara in una nota il Senatore cuneese della Lega, Giorgio Maria Bergesio.</p>
<p>&ldquo;La legittima difesa &ndash; continua il parlamentare &ndash; non pu&ograve; essere giudicata con il bilancino del farmacista o con la freddezza di chi analizza i fatti anni dopo in un'aula di tribunale. In quei secondi drammatici, sotto la minaccia delle armi, a prevalere sono il terrore, l'istinto di sopravvivenza e la necessit&agrave; assoluta di proteggere i propri cari. Chi sceglie di commettere una rapina accetta consapevolmente il rischio delle conseguenze drammatiche che ne derivano. Se non ci fosse stata l'aggressione criminale, oggi non saremmo qui a parlare di questa tragedia&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Per questo motivo, unendoci alla mobilitazione popolare che sta crescendo di ora in ora, rivolgiamo un appello accorato ed istituzionale al Presidente della Repubblica, affinch&eacute; conceda la grazia piena a Mario Roggero. Con la Lega non chiediamo sconti o scorciatoie, ma un atto di profonda giustizia. Lo Stato ha il dovere di lanciare un segnale chiaro: la responsabilit&agrave; originaria di questa tragedia &egrave; di chi ha deciso di delinquere, non di chi si trovava l&igrave; per lavorare nel rispetto delle regole. Invitiamo tutti i cittadini a continuare a firmare ed a far sentire la propria voce&rdquo;, conclude il Senatore Bergesio.</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 09:15:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Formazione per i sollevatori telescopici, Sacchetto chiede regole più semplici ed efficaci]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/formazione-per-i-sollevatori-telescopici-sacchetto-chiede-regole-piu-semplici-ed-efficaci_124340.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/formazione-per-i-sollevatori-telescopici-sacchetto-chiede-regole-piu-semplici-ed-efficaci_124340.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124340/153826.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il consigliere regionale Claudio Sacchetto, presidente della Terza Commissione Attivit&agrave; produttive e Formazione professionale, ha presentato un ordine del giorno collegato all'Assestamento di bilancio per chiedere la revisione dell'Accordo Stato-Regioni 2025 sulla formazione obbligatoria in materia di sicurezza sul lavoro, con particolare riferimento ai percorsi formativi previsti per gli operatori dei sollevatori telescopici.</p>
<p>&ldquo;La sicurezza sul lavoro &ndash; ricorda Sacchetto - &egrave; un valore imprescindibile e la formazione rappresenta uno degli strumenti pi&ugrave; efficaci per prevenire gli infortuni. Proprio per questo deve essere qualificata ed efficace, evitando per&ograve; inutili appesantimenti burocratici e duplicazioni che finiscono per gravare su imprese e lavoratori senza apportare un reale valore aggiunto&rdquo;.</p>
<p>La nuova disciplina relativa ai sollevatori telescopici ha modificato il precedente accordo del 2012 che prevedeva un unico percorso formativo di 16 ore che abilitava all'utilizzo della macchina con le principali attrezzature.</p>
<p>Il nuovo accordo ha invece introdotto un sistema che distingue le diverse applicazioni operative, portando il monte ore complessivo fino a 32 ore attraverso due corsi separati.</p>
<p>&ldquo;Nelle aziende agricole &ndash; spiega Sacchetto &ndash; lo stesso operatore utilizza quotidianamente il medesimo mezzo semplicemente sostituendo l'attrezzatura di lavoro. Oggi, invece, ci troviamo nella situazione paradossale in cui la stessa macchina richiede abilitazioni differenti a seconda dell'accessorio utilizzato, con un aumento significativo dei tempi di formazione e dei costi per le imprese, l'Ordine del Giorno impegna quindi la Giunta regionale a farsi promotrice presso la Conferenza Stato-Regioni di una modifica dell'accordo, chiedendo l'accorpamento dei due percorsi formativi e una riduzione del monte ore complessivo da 32 a 24 ore, mantenendo elevati gli standard di sicurezza ma rendendo la formazione pi&ugrave; razionale ed efficace. Contestualmente, il documento invita la Regione Piemonte a valutare la possibilit&agrave; di sperimentare, nei limiti consentiti dalla normativa e compatibilmente con le risorse disponibili, un percorso formativo unificato in attesa di una revisione nazionale. L'obiettivo non &egrave; ridurre la qualit&agrave; della formazione, ma migliorarne l'efficacia. Troppa burocrazia e un numero eccessivo di ore rischiano di produrre l'effetto opposto, alimentando insofferenza, favorendo agenzie meno rigorose e aumentando i costi senza incrementare realmente la sicurezza. Dobbiamo costruire regole che tutelino i lavoratori ma che siano anche coerenti con la realt&agrave; operativa delle nostre imprese, in particolare di quelle agricole&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Sun, 19 Jul 2026 10:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item></channel></rss>
