<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > Mondovì]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/attualita/monregalese/rss2.0.xml?page=167rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie di Attualità a Mondovì aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Mon, 04 May 2026 14:44:48 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > Mondovì]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/]]></link></image><item><title><![CDATA[Uno sportello per l’obiezione di coscienza preventiva: "I Sindaci cuneesi seguano l'esempio di Capaci"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/uno-sportello-per-lobiezione-di-coscienza-preventiva-i-sindaci-cuneesi-seguano-l-esempio-di-capaci_119432.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/uno-sportello-per-lobiezione-di-coscienza-preventiva-i-sindaci-cuneesi-seguano-l-esempio-di-capaci_119432.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119432/145419.jpg" title="Fabrizio Biolè" alt="Fabrizio Biolè" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p><em>Egregio direttore,</em><br><em>ringraziando per lo spazio concessomi, mi rivolgo, per tramite della sua testata, ai "colleghi" sindaci della Provincia di Cuneo in qualit&agrave; di ex sindaco, con l&rsquo;esperienza di chi ha provato ad amministrare un territorio con responsabilit&agrave; verso le proprie comunit&agrave;, le generazioni future e i valori costituzionali della nostra Repubblica.</em></p>
<p><em>Pochi giorni fa il primo cittadino di Capaci, Pietro Puccio, ha compiuto un gesto coraggioso e pionieristico: il suo Comune &egrave; il primo in Italia ad aver istituito uno sportello per l&rsquo;obiezione di coscienza preventiva.</em></p>
<p><em>Ha deciso di informare i giovani (e i cittadini tra i 18 e i 45 anni) della possibilit&agrave; di dichiarare, fin da subito e in modo formale, la propria volont&agrave; di optare per il servizio civile non armato in caso di un eventuale ripristino della leva obbligatoria.</em></p>
<p><em>Non si tratta di un invito alla diserzione, ma di un atto di informazione trasparente e di coerenza con l&rsquo;articolo 11 della Costituzione, che indica che l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libert&agrave; degli altri popoli.</em></p>
<p><em>In un momento storico segnato da venti ed eventi bellici, tensioni internazionali e discorsi che sembrano normalizzare il conflitto armato, questo gesto ci ricorda che i sindaci hanno un ruolo fondamentale: non solo gestire i servizi, ma anche custodire la cultura della pace, tutelare la libert&agrave; di coscienza e dare voce ai cittadini.</em></p>
<p><em>Invito tutti i sindaci della provincia di Cuneo a seguire l&rsquo;esempio di Capaci, a partire dai primi cittadini di comuni che hanno istituito l'assessorato alla Pace - come Cuneo, Venasca, Borgo San Dalmazzo - e da quelli che hanno delle Scuole di Pace - come Bra e Boves.</em></p>
<p><em>Mi rivolgo al mio primo cittadino, il geometra Terreno, sindaco di Clavesana....mi rivolgo al Sindaco del comune nel quale ho la fortuna di lavorare, il geometra Tallone, sindaco di Fossano...</em></p>
<p><em>Apriamo anche nei nostri Comuni sportelli informativi o raccolte di dichiarazioni preventive.</em></p>
<p><em>Informiamo i nostri giovani che esiste una strada alternativa, legittima e costituzionalmente tutelata: quella del servizio civile, della nonviolenza attiva, della difesa della patria attraverso il lavoro, l&rsquo;assistenza, la protezione civile e la coesione sociale.</em></p>
<p><em>La provincia di Cuneo, con le sue comunit&agrave; laboriose, le sue tradizioni di solidariet&agrave; e il suo radicamento nei valori democratici, pu&ograve; e deve essere protagonista di questa cultura di pace.</em></p>
<p><em>Non si tratta di posizioni ideologiche, ma di quello che io considero un dovere istituzionale: dare ai nostri ragazzi gli strumenti per scegliere consapevolmente come contribuire al bene comune, anche quando il contesto internazionale si fa minaccioso.</em></p>
<p><em>Mi auguro che questo appello venga raccolto con lo stesso spirito di responsabilit&agrave; e lungimiranza dimostrato dal Sindaco Puccio.</em></p>
<p><em>Sono pronto a confrontarmi con chiunque di voi per trovare, studiare e condividere questa buona pratica, e supportare l&rsquo;attuazione di iniziative analoghe sul nostro territorio.</em></p>
<p><em>La pace non &egrave; un&rsquo;utopia: &egrave; una scelta quotidiana che possiamo e dobbiamo coltivare a livello locale.</em></p>
<p><em>Con stima e rispetto, per lei direttore e per tutti i nostri sindaci.</em></p>
<p><strong>Fabrizio Biol&eacute;</strong><br><strong>Gi&agrave; consigliere comunale</strong><br><strong>Gi&agrave; consigliere regionale</strong><br><strong>Gi&agrave; Sindaco</strong><br><strong>Gi&agrave; obiettore di coscienza</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 04 May 2026 13:44:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Riorganizzazione 118, la sindaca di Priola: "State incentivando lo spopolamento della val Tanaro"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/riorganizzazione-118-la-sindaca-di-priola-state-incentivando-lo-spopolamento-della-val-tanaro_119413.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/riorganizzazione-118-la-sindaca-di-priola-state-incentivando-lo-spopolamento-della-val-tanaro_119413.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119413/145379.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Intervento della sindaca di Priola, Laura Canavese, in merito alla riorganizzazione del servizio di emergenza sanitaria in val Tanaro e al futuro del presidio di Garessio. Un tema particolarmente sentito sul territorio, rispetto al quale il primo cittadino ha voluto esprimere una posizione chiara e articolata.</p>
<p>Nel suo intervento, Canavese parte da una valutazione sulla recente apertura al dialogo da parte delle istituzioni competenti, sottolineando per&ograve; anche le modalit&agrave; con cui questa &egrave; avvenuta: <em>&ldquo;Apprezzo, anche se manifestata a posteriori e a seguito dell'inevitabile interessamento della stampa, la disponibilit&agrave; dimostrata ad un confronto e attendo, quindi, la fissazione di un incontro sul punto&rdquo;</em>.</p>
<p>Entrando poi nel merito delle dichiarazioni rilasciate dai rappresentanti istituzionali e sanitari, la sindaca evidenzia alcuni aspetti che ritiene centrali nella discussione:<em> &ldquo;Preso atto delle dichiarazioni dell'assessore Riboldi (non ho mai parlato di smantellamento del 118, vorrei ben vedere) e del direttore del 118 Marracini e di Azienda Zero D'Angelo (la carenza di medici non giustifica la scelta del taglio del medico proprio da noi, si parla di scelta, quindi ci sono delle alternative), continuo a ribadire l'essenzialit&agrave; per noi del mantenimento del presidio di Garessio con il medico e, in caso di riorganizzazione con automedica, la richiesta &egrave; che - la medesima - venga collocata sempre a Garessio tenuto anche conto del fatto che Ceva, di giorno, ha il pronto soccorso&rdquo;</em>.</p>
<p>La riflessione si amplia quindi alle caratteristiche del territorio della val Tanaro, che rendono particolarmente delicata ogni modifica ai servizi sanitari:<em> &ldquo;La presenza del medico &egrave; essenziale in aree come la nostra, sia per la dislocazione lontana dai presidi ospedalieri sia per l'alta intensit&agrave; di traffico, specie nei weekend e nei festivi, nonch&eacute; per tutte le considerazioni gi&agrave; richiamate nella nostra delibera comunale&rdquo;</em>.</p>
<p>Non manca un passaggio critico sulla tempistica della decisione, ritenuta poco opportuna:<em> &ldquo;Il fatto poi di assumere questa scelta proprio all'esordio della stagione estiva, momento in cui ancor di pi&ugrave; si sente la necessit&agrave; di un presidio medico in valle, la trovo priva di qualsivoglia tipo di buon senso&rdquo;</em>.</p>
<p>La sindaca collega quindi il tema sanitario a quello pi&ugrave; ampio della tenuta sociale del territorio, evidenziando possibili conseguenze sul fenomeno dello spopolamento: <em>&ldquo;State incentivando lo spopolamento. Oltre ai giovani, il rischio cos&igrave; facendo &egrave; che si trasferiscano anche le persone anziane perch&eacute; non si sentono pi&ugrave; sicure. Io personalmente vivo e voglio continuare a vivere in val Tanaro e non essere costretta ad andarmene perch&eacute; poco per volta mi vengono tolti tutti i servizi&rdquo;</em>.</p>
<p>Infine, Canavese affronta anche il tema del peso politico nelle scelte organizzative, portando un esempio concreto: <em>&ldquo;Non mi si dica che non si tratti di una scelta politica. L'importanza del peso politico dietro queste scelte &egrave; evidente, tanto che ad Alba - a fronte delle lamentele dei sindaci - la riorganizzazione &egrave; stata rivista e differita al 16 maggio con il mantenimento del medico&rdquo;</em>.</p>
<p>Il suo intervento si chiude con una riflessione di carattere generale, che richiama il principio di equit&agrave; nell&rsquo;accesso ai servizi:<em> &ldquo;La vita di ognuno dovrebbe avere lo stesso valore, a prescindere dal colore politico, triste constatare il contrario&rdquo;</em>.</p>]]></description><pubDate>Mon, 04 May 2026 11:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Nascono sempre meno piemontesi. Popolazione stabile solo grazie al saldo migratorio]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nascono-sempre-meno-piemontesi-popolazione-stabile-solo-grazie-al-saldo-migratorio_119406.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nascono-sempre-meno-piemontesi-popolazione-stabile-solo-grazie-al-saldo-migratorio_119406.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119406/145368.jpg" title="" alt="" /><br /><p>A fine 2024 i residenti in Piemonte erano 4.251.868, sostanzialmente stabili rispetto all&rsquo;anno precedente (+245). Poco pi&ugrave; della met&agrave; della popolazione vive nella sola provincia di Torino (51,8%), mentre quella di Cuneo &egrave; seconda con 581.526 residenti (il 13,7% del totale, -5 rispetto al 2023). Sono alcuni dei dati che emergono dal censimento Istat per l&rsquo;anno 2024, del quale nei giorni scorsi sono stati resi noti i dati su base regionale.</p>
<p>Un rapporto che restituisce un&rsquo;immagine chiara: a sostenere la stabilit&agrave; della popolazione &egrave; il saldo migratorio - sia interno che dall&rsquo;estero - in uno scenario in cui il saldo naturale (differenza tra nuovi nati e deceduti) si conferma negativo. A livello regionale il saldo naturale &egrave; infatti di -28.148, compensato dal saldo migratorio interno ed estero (rispettivamente +8.780 e +21.179 unit&agrave;). Tutte le province concorrono, seppur in misura diversa, a determinare questo andamento: in particolare Torino &egrave; la provincia con il pi&ugrave; alto saldo migratorio estero (+9.347), seguita da Alessandria (+2.976) e Cuneo (+2.773); le stesse province di Torino, Alessandria e Cuneo registrino i saldi naturali pi&ugrave; bassi (rispettivamente -13.543, -3.792 e -3.018).</p>
<p>Uno dei dati salienti riguarda, inevitabilmente, la denatalit&agrave;: nel 2024 in Piemonte, come nel resto del Paese, si &egrave; raggiunto un nuovo record negativo. I nati sono stati 24.583 (-494 rispetto al 2023). Anche i nati stranieri sono in diminuzione (-84). Si consolida quindi il trend decrescente del tasso di natalit&agrave;, dal 5,9 per mille abitanti del 2023 al 5,8 del 2024, mantenendosi meno elevato della media nazionale (6,3 nati per mille). Tra le province il maggior decremento si riscontra ad Alessandria, Biella e Vercelli, il valore minimo si registra a Biella (4,7 per mille), il valore massimo a Cuneo (6,6 per mille).</p>
<p>Rispetto all&rsquo;anno precedente il numero dei morti diminuisce di 1.314 unit&agrave; (-2,4%, contro il -2,7% a livello nazionale), nonostante il progressivo invecchiamento della popolazione. La riduzione riguarda soprattutto la componente pi&ugrave; anziana della popolazione all&rsquo;interno della quale si concentra la maggior parte dei decessi. Si legge nel rapporto Istat: &ldquo;<em>Si tratta di un collettivo che &egrave; stato particolarmente colpito dall&rsquo;eccesso di mortalit&agrave; negli anni della pandemia 2020-2022. Nel 2024 il numero totale di decessi &egrave; inferiore ai livelli pre-pandemici (53.137 nel 2019)</em>&rdquo;. &ldquo;<em>A testimonianza del superamento del difficile periodo della pandemia, si evidenzia il significativo miglioramento della speranza di vita, calcolata sia per l&rsquo;intero Paese sia per il Piemonte (entrambi con 83,5 anni). Ambedue i valori, nazionale e regionale, superano quelli del 2019, quando erano pari rispettivamente a 83,2 e 82,9 anni</em>&rdquo;, scrive ancora l&rsquo;Istat.</p>
<p>L&rsquo;et&agrave; media si innalza rispetto al 2023 da 47,9 a 48,1 anni. Gli ultraottantacinquenni aumentano e superano quota 200 mila: nascono pochi bambini, si vive pi&ugrave; a lungo, la regione invecchia progressivamente.</p>
<p>Cuneo &egrave; la provincia pi&ugrave; giovane (l&rsquo;et&agrave; media &egrave; di 46,9 anni), Biella quella pi&ugrave; anziana (50,4 anni). Questo dato, insieme a quelli sulla natalit&agrave;, rende la situazione della Granda leggermente migliore rispetto allo scenario regionale, ma comunque negativa a livello assoluto: anche in provincia di Cuneo nascono sempre meno bambini, anche qui solo il saldo migratorio contribuisce a sostenere la stabilit&agrave; della popolazione residente.</p>
<p>In Piemonte gli stranieri censiti sono 442.819 (+13.914 rispetto al 2023), il 10,4% della popolazione regionale. Provengono da 178 Paesi, prevalentemente da Romania (28,6%), Marocco (11,5%) e Albania (8,7%). Quelli residenti in provincia di Cuneo sono 63.295: 33.539 europei, 18.363 africani, 8.384 asiatici, 2.967 da America e Sud America, 34 dall&rsquo;Oceania e 8 apolidi. Dopo Torino, la Granda &egrave; la seconda provincia piemontese per numero di stranieri residenti.</p>
<p>Per quanto riguarda la distribuzione geografica, quasi la met&agrave; della popolazione (il 45%) vive in Comuni tra i 1.000 e i 20.000 abitanti, solo il 6,6% in centri di dimensioni inferiori. Il 48,3% dei residenti vive in Comuni oltre i 20.000 abitanti.</p>]]></description><pubDate>Mon, 04 May 2026 10:25:00 +0200</pubDate><dc:creator>a.d.</dc:creator><author><name>a.d.</name></author></item><item><title><![CDATA[Riorganizzazione 118 a Garessio, il sindaco: "Non c'è stato confronto, la val Tanaro merita di più"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/riorganizzazione-118-a-garessio-il-sindaco-non-c-e-stato-confronto-la-val-tanaro-merita-di-piu_119399.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/riorganizzazione-118-a-garessio-il-sindaco-non-c-e-stato-confronto-la-val-tanaro-merita-di-piu_119399.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119399/145356.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il futuro del servizio di emergenza sanitaria in val Tanaro torna al centro del dibattito pubblico. A intervenire &egrave; il sindaco di Garessio, Luciano Sciandra, che in una lettera esprime preoccupazione per la riorganizzazione del servizio 118 e le possibili ricadute sul territorio.</p>
<p>Nel suo intervento, il primo cittadino tiene a chiarire un punto fondamentale:<em> &ldquo;In merito al dimensionamento del servizio di assistenza del 118 ritengo sia doveroso precisare che la sede del servizio a Garessio non &egrave; in discussione, rester&agrave; il presidio con mezzi, personale, con il&nbsp;fondamentale aiuto dei volontari che dedicano il loro tempo e professionalit&agrave; a sostegno delle comunit&agrave; e del servizio stesso&rdquo;</em>.</p>
<p>Tuttavia, le criticit&agrave; emergono con forza rispetto alle recenti decisioni organizzative: <em>&ldquo;Di certo la decisione di Azienda Zero di sperimentare una riorganizzazione sospendendo la presenza del medico dal 1&deg; maggio anche in val Tanaro durante i giorni festivi e nelle ore notturne desta preoccupazione, anche perch&eacute; &egrave; mancato un passaggio fondamentale di confronto tra Azienda Zero e i sindaci a cui la politica attribuisce un ruolo di presidio fondamentale del territorio ma poi di fatto su temi importanti non c&rsquo;&egrave; un coinvolgimento&rdquo;</em>.</p>
<p>Un tema, quello della sanit&agrave; territoriale, che si intreccia con una problematica pi&ugrave; ampia: la carenza di personale medico. <em>&ldquo;Sappiamo ormai tutti delle criticit&agrave; relative alla carenza di personale medico che nasce da una mancanza di programmazione del Ministero della Salute, ad oggi le risorse umane disponibili non sono sufficienti a garantire il presidio con la presenza del medico, e ancor pi&ugrave; difficile trovare personale che voglia svolgere il proprio lavoro in aree marginali come la val Tanaro, di fatto sappiamo bene quanti giovani nati e cresciuti nel nostro territorio dopo gli studi universitari per molte difficolt&agrave; non ritornino pi&ugrave; in valle&rdquo;</em>.</p>
<p>A pesare ulteriormente &egrave; la conformazione geografica della valle e le difficolt&agrave; nei collegamenti: <em>&ldquo;Ovviamente come gi&agrave; espresso pi&ugrave; volte bisogna considerare la morfologia del territorio, le criticit&agrave; legate alla viabilit&agrave; della nostra valle la distanza che intercorre tra il pronto soccorso dell&rsquo;ospedale di Mondov&igrave;, Dea di 1&deg; livello e i Comuni di Alta Valle&rdquo;</em>.</p>
<p>Per questo, Sciandra auspica un dialogo diretto con i vertici sanitari regionali: <em>&ldquo;Sar&agrave; quindi indispensabile un incontro tra i sindaci e il nuovo Direttore di Azienda Zero Piemonte, Massimo D&rsquo;Angelo, per un confronto sulla nuova organizzazione del servizio, a cui i Sindaci potranno far presente le giuste osservazioni in merito&rdquo;</em>.</p>
<p>Non manca, nella lettera, il riconoscimento al personale sanitario e ai volontari: <em>&ldquo;Da ex volontario della Croce Bianca di Garessio, per l&rsquo;esperienza che ho vissuto posso affermare che l&rsquo;alta professionalit&agrave; del personale infermieristico impiegato nel 118 garantisce uno standard di sicurezza molto elevato&rdquo;</em>.</p>
<p>Infine, una riflessione pi&ugrave; ampia sul futuro della valle e sull&rsquo;attenzione della politica: <em>&ldquo;Un&rsquo;ultima considerazione da amministratore di lunga data. Pur comprendendo le difficolt&agrave; di questi ultimi anni, mi chiedo quanta attenzione forse &egrave; mancata da parte della politica per la nostra valle, dalla viabilit&agrave;, ai servizi, ad un&rsquo;economia che fatica a sostenersi come le attivit&agrave; commerciali e non per ultimo il servizio di trasporto pubblico locale fino a non tanti mesi fa forse non era adeguato. Da sempre credo che la val Tanaro meriti di pi&ugrave;&rdquo;</em>.</p>]]></description><pubDate>Mon, 04 May 2026 09:45:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[A Garessio 118 senza medici nei weekend: "Ora emerge l’importanza del Pronto Soccorso di Ceva"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/a-garessio-118-senza-medici-nei-weekend-ora-emerge-limportanza-del-pronto-soccorso-di-ceva_119392.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/a-garessio-118-senza-medici-nei-weekend-ora-emerge-limportanza-del-pronto-soccorso-di-ceva_119392.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119392/145342.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p><em>Egregio Direttore,</em><br><em>continuano i problemi per la sanit&agrave; locale: dopo la &ldquo;fuga&rdquo; dei radiologi dall&rsquo;Ospedale di&nbsp;Mondov&igrave;, l&rsquo;azzeramento del personale medico - sia pure solo nei giorni festivi e nel fine&nbsp;settimana - <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/118-in-valle-tanaro-riboldi-rassicura-nessuno-smantellamento-ma-un-sistema-piu-efficace_119344.html" target="_blank">presso il presidio del 118 a Garessio</a>.&nbsp;Questa volta viene colpita direttamente l&rsquo;emergenza, che da anni il CO.DI.CE. segnala&nbsp;essere un punto essenziale per la difesa della salute sul territorio. &Egrave; proprio in uno scenario come questo che emerge, con chiarezza cristallina, l&rsquo;importanza del Pronto Soccorso&nbsp;dell&rsquo;Ospedale di Ceva. In un territorio vasto, caratterizzato da una difficile viabilit&agrave;, nel quale&nbsp;gli unici ospedali sedi di DEA - Mondov&igrave; e Savona - non sono certamente &ldquo;dietro l&rsquo;angolo&rdquo; -&nbsp;la priorit&agrave; dovrebbe essere naturalmente il rafforzamento del presidio delle emergenze.</em></p>
<p><em>Ed invece vediamo verificarsi l&rsquo;esatto contrario: non solo non vengono minimamente accolte&nbsp;le istanze del territorio per un ripristino dell&rsquo;orario H24 di funzionamento del Pronto&nbsp;Soccorso, ma si depotenziano gli ultimi presidi attualmente rimasti - il 118 di Garessio per&nbsp;l&rsquo;appunto.</em></p>
<p><em>I messaggi rassicuranti che manda la Regione circa la presenza dell&rsquo;elisoccorso e&nbsp;l&rsquo;intenzione di incrementare la preparazione del personale infermieristico non convincono.&nbsp;Certo, siamo consapevoli che la carenza di personale medico rappresenta un limite&nbsp;operativo non di poco conto.&nbsp;Tuttavia, esprimiamo con forza la richiesta che, a subire le conseguenze pi&ugrave; gravi di questa&nbsp;problematica, non siano ancora una volta &ldquo;i pi&ugrave; piccoli&rdquo;, cio&egrave; le aree periferiche e meno&nbsp;popolate.&nbsp;Questo, sia con riferimento alla rete di sicurezza sanitaria presente sul territorio sia con</em><br><em>riferimento all&rsquo;Ospedale di Ceva, che non dovr&agrave; subire ulteriori limitazioni operative per la&nbsp;scarsit&agrave; di personale medico ospedaliero determinatasi altrove.</em></p>
<p><em>Altrimenti, a che pro i significativi investimenti - di cui in ogni caso non vogliamo sminuire l&rsquo;importanza - nella struttura ospedaliera cebana? Che senso avrebbe un edificio in sicurezza sismica se poi non viene dotato del personale necessario per erogare il servizio che costituisce la sua ragion d&rsquo;essere?</em></p>
<p><em>Vi terremo aggiornati!</em></p>
<p><strong>Co.Di.Ce.</strong><br><strong>Comitato per l'Ospedale di Ceva</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 04 May 2026 08:39:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[La scuola cuneese contro la riforma degli istituti tecnici, il 7 maggio lo sciopero]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-scuola-cuneese-contro-la-riforma-degli-istituti-tecnici-il-7-maggio-lo-sciopero_119377.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-scuola-cuneese-contro-la-riforma-degli-istituti-tecnici-il-7-maggio-lo-sciopero_119377.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119377/145326.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p><em>La Riforma degli Istituti Tecnici rappresenta l'ennesimo capitolo di uno smantellamento sistematico dell'istruzione pubblica italiana che prosegue ormai da anni. Questo decreto, pubblicato il 9 marzo 2026, introduce modifiche radicali all'istruzione tecnica con entrata in vigore immediata per l'anno scolastico 2026/2027, senza alcuna fase transitoria e senza un reale ascolto della comunit&agrave; educativa. Ma questo non &egrave; un episodio isolato: &egrave; parte di una strategia coerente. Negli anni scorsi si sono visti progressivi tagli all'istruzione &nbsp;e la logica &egrave; sempre stata la stessa: ridurre, svuotare, destrutturare la scuola pubblica in favore di una formazione accelerata e frammentaria, tagliata su misura per le esigenze aziendali del momento, rinunciando completamente all'idea di una formazione integrale. Questa riforma &egrave; il preludio verso percorsi quadriennali che non solo frammenterebbero ulteriormente i contenuti disciplinari, ma negherebbero il valore stesso della completezza formativa: permettere ai giovani di essere cittadini consapevoli, oltre che lavoratori.</em></p>
<p><em>Con questa riforma uno studente sar&agrave; penalizzato nel mercato del lavoro e nelle opportunit&agrave; di proseguire gli studi, trovandosi con una formazione incompleta e lacunosa. &Egrave; una chiara scelta: sacrificare la qualit&agrave; dell'istruzione sull'altare dei profitti aziendali, trasformando la scuola in un mero centro di addestramento, quando invece la vera formazione richiede tempo, profondit&agrave; e completezza. Un titolo di studio deve essere spendibile sia all'universit&agrave; sia nel mondo del lavoro, deve aprire porte e menti, non chiuderle. Questa riforma va esattamente nella direzione opposta.</em></p>
<p><em>Per questo motivo, il 7 maggio 2026 in piazza Galimberti a Cuneo scenderemo tutti in piazza. Invitiamo ogni insegnante, ogni dirigente, tutto il personale scolastico di qualsiasi ordine e grado a partecipare, indipendentemente dalla propria appartenenza sindacale. Questa &egrave; una mobilitazione collettiva per la difesa di un diritto fondamentale: il diritto di tutti ad un'istruzione pubblica di qualit&agrave;. Invitiamo anche i genitori, le famiglie e gli studenti a scendere in piazza con noi, perch&eacute; questa lotta &egrave; anche per il futuro dei nostri ragazzi che sta per essere compromesso.</em></p>
<p><em>Non possiamo continuare a subire in silenzio il progressivo deterioramento della scuola pubblica nel nostro Paese. La riforma interviene quando le iscrizioni sono gi&agrave; concluse, modificando il percorso di studi che gli studenti hanno consapevolmente scelto. Porter&agrave; inoltre con s&eacute; pesanti tagli alle cattedre, ulteriore precariet&agrave; per i docenti ed incertezza per le scuole. La dignit&agrave; della nostra professione, la qualit&agrave; dell'offerta formativa, il futuro dei nostri studenti: questi sono i valori che difenderemo il 7 maggio 2026 in piazza a Cuneo ed in tutta Italia.&nbsp;</em></p>
<p><em>Questo appello &egrave; rivolto a tutti gli insegnanti ed al personale della scuola, perch&eacute; &egrave; ora di alzare la testa e di prendere una posizione netta in difesa della scuola, senza deleghe e senza scuse. L&rsquo;invito &egrave; esteso a tutte le famiglie, a tutti gli studenti ed alla societ&agrave; intera, dal momento che la scuola pubblica &egrave; il fondamento della democrazia e dell&rsquo;uguaglianza.&nbsp;</em></p>
<p><em>Appuntamento il 7 maggio 2026, in piazza Galimberti a Cuneo dalle ore 9. Per la scuola pubblica. Per il diritto all'istruzione. Per il nostro futuro.</em></p>
<p><strong>La Rete Cuneese Istituti Tecnici</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 04 May 2026 07:34:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Global Sumud Flotilla, notte di droni e silenzi: "Ci hanno cacciato come bersagli"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/global-sumud-flotilla-notte-di-droni-e-silenzi-ci-hanno-cacciato-come-bersagli_119365.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/global-sumud-flotilla-notte-di-droni-e-silenzi-ci-hanno-cacciato-come-bersagli_119365.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119365/145304.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il mare &egrave; nero, immobile, e sembra infinito. Poi, all&rsquo;improvviso, si trasforma in trappola: droni che ronzano sopra le teste, sagome militari che emergono dal buio, radio che smettono di funzionare. &Egrave; in quell&rsquo;istante &mdash; sospeso tra paura e incredulit&agrave; &mdash; che la missione umanitaria della Global Sumud Flotilla cambia volto. Non pi&ugrave; solo una traversata verso Gaza, ma un confronto diretto, nel cuore del Mediterraneo, con una macchina militare che &mdash; racconta Daniele Gallina &mdash; <em>&ldquo;non avrebbe dovuto essere l&igrave;&rdquo;</em>.</p>
<p>Ventotto anni, originario di Villanova Mondov&igrave;, alle spalle un percorso tra universit&agrave; europee e cinesi, esperienze nelle Ong e alla Commissione europea, Gallina &egrave; a bordo della &ldquo;Vivi&rdquo;, ribattezzata &ldquo;Sabra&rdquo;. Durante la missione racconta tutto nel suo podcast &ldquo;Orizzonte Gaza&rdquo;. E la notte del 29 aprile, racconta ai microfoni di Cuneodice.it, rester&agrave; incisa per sempre.</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119365/small_145307.jpg" alt=""></p>
<p>In quelle ore, spiega, la rotta era verso Creta e nessuno immaginava ci&ograve; che sarebbe accaduto.&nbsp;<em>&ldquo;All&rsquo;improvviso &egrave; arrivata un&rsquo;intercettazione da parte delle forze armate israeliane&rdquo;</em>. Un evento che, sottolinea, appariva del tutto improbabile: <em>&ldquo;Ci sembrava impossibile, viste le almeno mille miglia di distanza dalle coste palestinesi&rdquo;</em>.</p>
<p>Fino a poche ore prima, il piano era semplice: fare tappa tra Grecia e Turchia, riorganizzarsi e prepararsi eventualmente a un confronto pi&ugrave; avanti. Poi, invece, il mare si &egrave; popolato di presenze inattese. Gallina descrive l&rsquo;apparizione di una fregata militare e di un numero crescente di droni: <em>&ldquo;All&rsquo;inizio pensavamo fosse una nave greca, magari contraria al nostro passaggio e pronta a controllarci&rdquo;</em>.</p>
<p>Nel giro di poco, per&ograve;, qualcosa cambia. Le comunicazioni iniziano a saltare: <em>&ldquo;Una delle nostre radio &egrave; stata bloccata, i contatti completamente tagliati&rdquo;</em>. Attorno, sempre pi&ugrave; imbarcazioni e movimenti coordinati. <em>&ldquo;Sembrava </em>&mdash; dice &mdash;<em> che ci fossero obiettivi precisi, come se sapessero gi&agrave; quali navi intercettare per prime&rdquo;</em>.</p>
<p>In quel caos arrivano anche messaggi surreali: <em>&ldquo;Alcuni video mostravano forze israeliane che suggerivano di portare gli aiuti umanitari a Cipro. Ovviamente erano tutte idiozie&rdquo;</em>. Intanto, una dopo l&rsquo;altra, le barche della flottiglia spariscono. <em>&ldquo;Le intercettavano, salivano a bordo, scomparivano dai radar. Le persone venivano portate su una nave prigione&rdquo;</em>.</p>
<p>Il dispositivo, secondo Daniele Gallina, era imponente: gommoni veloci, droni continui, almeno una nave di detenzione e una fregata militare. A quel punto, la decisione &egrave; netta: puntare verso acque territoriali greche.</p>
<p>Durante la fuga, uno dei momenti pi&ugrave; tesi. <em>&ldquo;Un&rsquo;imbarcazione israeliana si &egrave; avvicinata</em> &mdash; afferma &mdash;<em> e noi abbiamo reagito immediatamente&rdquo;</em>. Le luci vengono gestite in modo da rendere chiara la loro natura civile, i militari &mdash; nota &mdash; <em>&ldquo;non avevano il passamontagna&rdquo;</em> e alla fine si allontanano, concentrandosi su gruppi pi&ugrave; compatti di barche. <em>&ldquo;Noi eravamo pi&ugrave; a sud, pi&ugrave; isolati. Probabilmente &egrave; questo che ci ha salvato&rdquo;</em>.</p>
<p>La navigazione prosegue senza sosta per tutta la notte. <em>&ldquo;Andavamo avanti cercando di non fondere il motore&rdquo;</em>, dice. Poi, con l&rsquo;alba, la situazione cambia ancora. <em>&ldquo;Quando &egrave; sorto il sole se ne sono andati. Per noi &egrave; chiaro: quell&rsquo;operazione era illegale&rdquo;</em>.</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119365/small_145305.jpg" alt=""></p>
<p>Il bilancio, nella sua ricostruzione, &egrave; pesante: 58 imbarcazioni in totale, 22 intercettate, anche se &mdash; aggiunge &mdash; <em>&ldquo;in Israele &egrave; stato riportato che fossero 50&rdquo;</em>. Per ore non ci sono notizie dei compagni. <em>&ldquo;Non sapevamo nulla</em> &mdash; asserisce &mdash;<em>, poi siamo stati informati del loro trasferimento in Israele&rdquo;</em>.</p>
<p>Nel frattempo si attivano le diplomazie europee, tra cui la Farnesina e il governo spagnolo. Viene annunciato un rilascio generale, ma emergono eccezioni: <em>&ldquo;Due dei nostri compagni sono stati trattenuti, cos&igrave; da essere esibiti come trofei&rdquo;</em>.</p>
<p>Gallina legge l&rsquo;operazione come un tentativo di intimidazione: <em>&ldquo;Una scelta folle per incuterci timore&rdquo;</em>. Ma, sostiene, con un effetto opposto: <em>&ldquo;Ci ha motivato ancora di pi&ugrave;. La loro &egrave; stata una decisione disperata&rdquo;</em>. E qualcosa, secondo lui, si &egrave; gi&agrave; mosso: <em>&ldquo;Quanto accaduto ha riattivato piazze che sembravano aver dimenticato la causa palestinese&rdquo;</em>.</p>
<p>La missione, assicura, non si ferma. L&rsquo;obiettivo resta <em>&ldquo;rompere l&rsquo;assedio illegale&rdquo;</em> e riportare attenzione pubblica, anche attraverso la mobilitazione: proteste, porti bloccati, pressione sui governi per interrompere i rapporti con Israele.</p>
<p>Nel racconto emergono anche accuse dirette alla Grecia. La flottiglia non ha attraccato a sud di Creta perch&eacute;, dice, <em>&ldquo;siamo certi al 100% che il governo ellenico abbia collaborato&rdquo;</em>. Cita anomalie nelle comunicazioni e il caso di una barca rimasta senza motore, ipotizzando anche un sabotaggio. Soprattutto, sottolinea quella che ritiene una grave omissione: <em>&ldquo;Quando un&rsquo;imbarcazione &egrave; alla deriva, dovrebbero intervenire i soccorsi, in questo caso la Guardia Costiera greca. Non &egrave; successo. Per noi &egrave; evidente che siano coinvolti&rdquo;</em>.</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119365/small_145306.jpg" alt=""></p>
<p>Ora le imbarcazioni rimaste sono ferme davanti alle coste di Creta, in attesa che il maltempo si allontani. Poi si ripartir&agrave;. <em>&ldquo;Stiamo decidendo la prossima rotta </em>&mdash; dice &mdash;<em>, ma siamo sempre pi&ugrave; motivati&rdquo;</em>.</p>
<p>Fra le onde del Mediterraneo, intanto, galleggia il ricordo di quella notte. Una notte fatta di droni, segnali interrotti e barche che scompaiono nel buio. E una testimonianza che, al di l&agrave; di qualsivoglia ideologia, &egrave; destinata a riaprire il dibattito internazionale.</p>]]></description><pubDate>Sun, 03 May 2026 11:31:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Nel 2025 i cuneesi hanno speso oltre un miliardo di euro in slot e giochi online]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nel-2025-i-cuneesi-hanno-speso-oltre-un-miliardo-di-euro-in-slot-e-giochi-online_119347.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nel-2025-i-cuneesi-hanno-speso-oltre-un-miliardo-di-euro-in-slot-e-giochi-online_119347.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119347/145283.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nel 2025 in provincia di Cuneo sono stati spesi oltre un miliardo di euro nel gioco pubblico, cio&egrave; l&rsquo;insieme dei giochi con vincita in denaro regolati dallo Stato, come slot machine, scommesse, lotterie e giochi online. Il dato emerge dalla &ldquo;Relazione sul settore dei giochi pubblici&rdquo; riferita al 2025, presentata dal ministro dell&rsquo;Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti e trasmessa al Parlamento il 14 aprile 2026. Il documento analizza il funzionamento del sistema italiano, includendo sia il gioco nella rete fisica sia quello online, insieme agli aspetti normativi e alle misure di tutela della salute.</p>
<p>Guardando nel dettaglio i numeri cuneesi, la quota pi&ugrave; rilevante riguarda i cosiddetti giochi di abilit&agrave;, cio&egrave; giochi online in cui il risultato dipende in parte dalla capacit&agrave; del giocatore, come il poker o altri giochi di carte: in questo ambito sono stati spesi oltre 483 milioni di euro. Molto elevata anche la cifra legata alle videolottery (VLT), che superano i 198 milioni di euro. Le scommesse sportive a quota fissa, ovvero le puntate su eventi sportivi con vincita determinata al momento della giocata, sfiorano i 106 milioni.</p>
<p>Una parte consistente della spesa riguarda anche le lotterie istantanee, i cosiddetti &ldquo;gratta e vinci&rdquo;, che superano i 90 milioni di euro, mentre il lotto si attesta a quasi 45 milioni. Le AWP, cio&egrave; le &ldquo;<em>new slot</em>&rdquo; presenti in bar e tabaccherie, raccolgono oltre 74 milioni di euro. Tra le altre voci si trovano le scommesse virtuali con circa 25,5 milioni, e il Superenalotto con oltre 11 milioni.&nbsp;Quote pi&ugrave; contenute riguardano il bingo e il betting exchange, una modalit&agrave; di scommessa in cui i giocatori scommettono tra loro anzich&eacute; contro il banco. Inferiori sono invece le cifre legate all&rsquo;ippica e ai concorsi pronostici sportivi.</p>
<p>A fronte di una spesa complessiva superiore al miliardo, i cuneesi hanno vinto poco pi&ugrave; di 920 milioni di euro.</p>
<p>Il dato cuneese si inserisce in un quadro regionale pi&ugrave; ampio. Nel complesso, sommando i dati delle singole province, in Piemonte nel 2025 sono stati giocati oltre 9 miliardi di euro. A livello regionale &egrave; la provincia di Torino a registrare i valori pi&ugrave; elevati, con oltre 5,3 miliardi di euro giocati e circa 4,6 miliardi di vincite. Seguono Cuneo, poi Alessandria, che supera il miliardo di euro di spesa, e Novara con circa 883 milioni. Le altre province si collocano su livelli pi&ugrave; bassi ma comunque significativi: Asti supera i 444 milioni, Verbano-Cusio-Ossola i 421 milioni, Vercelli i 390 milioni e Biella i 317 milioni. In tutti i territori le vincite risultano inferiori ai soldi spesi.</p>]]></description><pubDate>Sun, 03 May 2026 07:02:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[118 in valle Tanaro, Riboldi rassicura: "Nessuno smantellamento, ma un sistema più efficace"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/118-in-valle-tanaro-riboldi-rassicura-nessuno-smantellamento-ma-un-sistema-piu-efficace_119344.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/118-in-valle-tanaro-riboldi-rassicura-nessuno-smantellamento-ma-un-sistema-piu-efficace_119344.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119344/145279.jpg" title="Federico Riboldi" alt="Federico Riboldi" /><br /><p>Il clima in valle Tanaro resta teso dopo la protesta dei sindaci per la riorganizzazione del servizio di emergenza-urgenza. Nelle scorse ore <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/val-tanaro-scure-sul-118-da-oggi-il-medico-a-garessio-sparisce-nei-festivi-e-nel-weekend_119317.html" target="_blank">la sindaca di Priola, Laura Canavese, aveva denunciato la decisione - entrata in vigore dal 1&deg; maggio - di lasciare il presidio 118 di Garessio senza la figura medica nei fine settimana e nei festivi</a>, parlando di una scelta <em>&ldquo;calata dall&rsquo;alto&rdquo;</em> e potenzialmente rischiosa per un territorio distante oltre 60 chilometri dall&rsquo;ospedale pi&ugrave; vicino, a Ceva.</p>
<p>Sulla vicenda interviene ora l&rsquo;assessore regionale alla Sanit&agrave;, Federico Riboldi, che prova a rassicurare il territorio e a chiarire le ragioni della riorganizzazione:<em> &ldquo;La preoccupazione dei sindaci della valle Tanaro &egrave; comprensibile e merita rispetto. Parliamo di territori fragili, con popolazione anziana e distanze importanti dagli ospedali: qui la sanit&agrave; non &egrave; solo un servizio, ma una garanzia di sicurezza per i cittadini&rdquo;.</em></p>
<p>Riboldi respinge con decisione l&rsquo;idea di un ridimensionamento del servizio.<em> &ldquo;Voglio essere chiaro: non c&rsquo;&egrave; alcuno smantellamento del 118. C&rsquo;&egrave; invece la necessit&agrave; di adattare il sistema a una realt&agrave; profondamente cambiata, segnata da una grave carenza di medici che riguarda tutto il Paese&rdquo;</em>.</p>
<p>Nel dettaglio, l&rsquo;assessore spiega che il nuovo modello organizzativo punta a una maggiore efficienza negli interventi pi&ugrave; gravi: <em>&ldquo;Il modello che si sta costruendo punta a garantire interventi pi&ugrave; rapidi ed efficaci nei casi pi&ugrave; critici, rafforzando l&rsquo;elisoccorso e valorizzando le competenze degli infermieri sul territorio. L&rsquo;obiettivo &egrave; concentrare le risorse dove servono davvero, senza lasciare scoperti i territori&rdquo;</em>.</p>
<p>Un passaggio centrale riguarda il rapporto con gli enti locali, finiti al centro delle polemiche per la mancanza di coinvolgimento: <em>&ldquo;Detto questo, &egrave; evidente che ogni scelta deve essere condivisa. Non accettiamo che i territori si sentano esclusi: per questo attiveremo un confronto immediato con i sindaci della valle Tanaro&rdquo;</em>.</p>
<p>Infine, Riboldi garantisce un monitoraggio costante del servizio: <em>&ldquo;Controlleremo con attenzione i tempi di intervento e la qualit&agrave; dell&rsquo;assistenza, pronti a intervenire con correttivi se necessario. La sfida &egrave; garantire a tutti i cittadini, anche nelle aree pi&ugrave; periferiche, un sistema di emergenza-urgenza moderno, efficiente e sicuro. Su questo non faremo passi indietro&rdquo;</em>.</p>]]></description><pubDate>Sat, 02 May 2026 10:21:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Duce sulla lapide a Piozzo, il caso approda in Consiglio comunale. L'opposizione: "Potevate dircelo"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/duce-sulla-lapide-a-piozzo-il-caso-approda-in-consiglio-comunale-l-opposizione-potevate-dircelo_119331.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/duce-sulla-lapide-a-piozzo-il-caso-approda-in-consiglio-comunale-l-opposizione-potevate-dircelo_119331.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119331/145257.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La recente seduta del Consiglio comunale di Piozzo &egrave; stata segnata da un confronto riguardante la targa commemorativa installata per onorare i soldati del paese in occasione delle celebrazioni del 25 aprile.</p>
<p>Il sindaco, Sergio Lasagna, ha aperto il dibattito leggendo un comunicato ufficiale relativo alla disputa sulla lapide, la quale presenta le fotografie dei compaesani partiti per il fronte ma include anche riferimenti iconografici che hanno suscitato forti proteste.</p>
<p>La consigliera di minoranza Tatiana Malacrida ha espresso disappunto per la mancanza di un dialogo preventivo con l'opposizione, sostenendo che una discussione collegiale avrebbe potuto evitare l'insorgere di un caso mediatico cos&igrave; divisivo.</p>
<p>La polemica ha assunto una dimensione nazionale a seguito dell'intervento della deputata Chiara Gribaudo, che ha aspramente criticato la presenza del volto di Mussolini sulla targa, ricevendo come replica dal comune e dall'associazione coinvolta l'accusa di voler cancellare la storia in modo superficiale.&nbsp;</p>
<p>All'interno dell'aula, il capogruppo di opposizione Antonio Acconciaioco ha rimarcato la netta distinzione che deve intercorrere tra la conservazione della memoria storica e le celebrazioni istituzionali della liberazione, mettendo in dubbio l'opportunit&agrave; di affiancare figure legate al fascismo e alla monarchia a una ricorrenza democratica.</p>
<p>La maggioranza e il primo cittadino si sono detti rammaricati per le contestazioni, ribadendo la totale assenza di intenti celebrativi e confermando che l'unico scopo dell'iniziativa era quello di ricordare i piozzesi mandati in guerra attraverso un recupero della documentazione fotografica dell'epoca.</p>]]></description><pubDate>Sat, 02 May 2026 07:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Val Tanaro, scure sul 118: da oggi il medico a Garessio sparisce nei festivi e nel weekend]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/val-tanaro-scure-sul-118-da-oggi-il-medico-a-garessio-sparisce-nei-festivi-e-nel-weekend_119317.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/val-tanaro-scure-sul-118-da-oggi-il-medico-a-garessio-sparisce-nei-festivi-e-nel-weekend_119317.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119317/145239.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Una riorganizzazione improvvisa e, per i primi cittadini della zona, inaccettabile. Da oggi, 1&deg; maggio, il servizio di emergenza 118 di Garessio subisce un drastico ridimensionamento: la figura del medico non sar&agrave; pi&ugrave; presente durante i fine settimana e i giorni festivi.&nbsp;</p>
<p>La denuncia arriva con forza da Laura Canavese, sindaca di Priola, che punta il dito contro una gestione della sanit&agrave; territoriale priva di confronto: <em>&ldquo;Nessun sindaco &egrave; stato n&eacute; consultato, n&eacute; avvisato</em>&rdquo;. La decisione &egrave; giunta proprio mentre i Comuni di Priola, Bagnasco, Garessio, Caprauna e l'Unione Montana avevano appena inviato un ordine del giorno a Regione Piemonte, Provincia di Cuneo e Asl Cn1 per chiedere l'esatto opposto: il potenziamento del servizio.</p>
<p><em>&ldquo;Mi sono arrivate voci fondate e molto preoccupanti </em>- spiega Canavese -<em>, in base alle quali quello che attualmente abbiamo ci viene tolto proprio nei giorni in cui c'&egrave; pi&ugrave; traffico e pi&ugrave; gente. Garessio avr&agrave; un mero presidio infermieristico&rdquo;</em>. Il timore, neanche troppo velato, &egrave; che questo sia il primo passo verso una soppressione totale della figura medica nell'area.</p>
<p>Il malcontento dei sindaci poggia su dati geografici e demografici oggettivi che rendono la val Tanaro una zona particolarmente vulnerabile. In primis, i tempi di percorrenza critici: localit&agrave; come Briga Alta, Caprauna e Viozene distano oltre 60 chilometri dal soccorso di Ceva e, in caso di emergenza, servono almeno un'ora e 15 minuti per essere raggiunti. Garessio, in tal senso, &egrave; collocato in una posizione strategica: &egrave; lo snodo tra le statali 28 e 582 e le provinciali 178 e 213, posizione che ne ha sempre giustificato il ruolo di sede del 118 fin dal 1997.&nbsp;</p>
<p>Oltre a ci&ograve;, non si possono non considerare gli anziani e le loro fragilit&agrave;: il 30% dei residenti &egrave; over 70 e nell'area insistono diverse RSA, per un totale di oltre 200 ospiti in condizioni di gravit&agrave;.&nbsp;</p>
<p>In pi&ugrave;, la presenza del medico &egrave; ritenuta fondamentale per stabilizzare i pazienti sul posto, evitando trasporti inutili e affollamenti nei pronto soccorso.</p>
<p>In aggiunta al taglio del servizio, a ferire &egrave; la mancanza di dialogo. Richiamando la recente posizione del presidente della Provincia di Cuneo e sindaco di Mondov&igrave;, Luca Robaldo, sulla situazione ospedaliera del &ldquo;Regina Montis Regalis&rdquo;, Laura Canavese invoca correttezza istituzionale: <em>&ldquo;Prima di prendere qualsiasi decisione &egrave; giusto che ci sia un confronto, i sindaci non vengono in alcun modo coinvolti, una prassi che non ritengo corretta&rdquo;</em>.&nbsp;</p>
<p>La sindaca di Priola conclude ribadendo che la responsabilit&agrave; della salute dei cittadini non pu&ograve; essere ignorata: <em>&ldquo;La garanzia di un servizio come quello del 118 con il medico &egrave; essenziale e irrinunciabile. Medico o infermiere, con il massimo rispetto per entrambe le figure, non &egrave; la stessa cosa&rdquo;</em>.</p>]]></description><pubDate>Fri, 01 May 2026 12:13:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Festa dei Lavoratori, a Mondovì il sindaco tra le corsie d'ospedale: "Il mio grazie agli operatori"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/festa-dei-lavoratori-a-mondovi-il-sindaco-tra-le-corsie-d-ospedale-il-mio-grazie-agli-operatori_119316.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/festa-dei-lavoratori-a-mondovi-il-sindaco-tra-le-corsie-d-ospedale-il-mio-grazie-agli-operatori_119316.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119316/145238.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Mondov&igrave; ha celebrato la Festa dei Lavoratori rivolgendo un pensiero speciale a chi, anche nei giorni festivi, non interrompe la propria attivit&agrave; per garantire servizi essenziali alla cittadinanza. Il sindaco del capoluogo monregalese, Luca Robaldo, ha infatti dedicato parte della giornata del 1&deg; maggio a una visita presso l'ospedale cittadino, incontrando medici, infermieri e personale sanitario impegnato nei turni festivi.</p>
<p>Non si &egrave; trattato di un gesto isolato, ma di una consuetudine che il primo cittadino porta avanti con convinzione per testimoniare la gratitudine delle istituzioni.&nbsp;</p>
<p><em>&ldquo;Ho approfittato di questa Festa dei Lavoratori per passare a fare un saluto agli operatori ospedalieri che anche oggi garantiscono il servizio sanitario nel nostro ospedale&rdquo;</em>, ha spiegato Robaldo, precisando che queste visite avvengono con regolarit&agrave;:<em> &ldquo;Lo faccio nelle feste comandate, ma anche in altri momenti dell'anno, proprio perch&eacute; so di portare loro il saluto e l'apprezzamento di tutta la comunit&agrave; monregalese&rdquo;</em>. &nbsp;</p>
<p>Oltre al valore simbolico del saluto, le parole del sindaco hanno tracciato una linea politica chiara in merito alla gestione e alla tutela della sanit&agrave; locale. Robaldo ha infatti ribadito la necessit&agrave; di un impegno collettivo e costante per la valorizzazione del "Regina Montis Regalis" e delle persone che la rendono operativa ogni giorno.</p>
<p><em>&ldquo;&Egrave; cos&igrave; che dobbiamo continuare a lavorare</em> &ndash; ha concluso il primo cittadino &ndash;<em>, sostenendo il nostro ospedale, sostenendo chi vi lavora e rispondendo anche a chi la pensa diversamente da noi&rdquo;</em>.</p>
<p>Una dichiarazione d'intenti che sottolinea la ferma volont&agrave; dell'amministrazione di difendere il presidio ospedaliero monregalese, rispondendo con i fatti e con la presenza costante alle sfide di un periodo forse mai cos&igrave; delicato per la sanit&agrave; territoriale.</p>]]></description><pubDate>Fri, 01 May 2026 11:27:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA["Il lavoro, in questo territorio, è sempre stato il punto di partenza e il punto di arrivo"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-lavoro-in-questo-territorio-e-sempre-stato-il-punto-di-partenza-e-il-punto-di-arrivo_119315.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-lavoro-in-questo-territorio-e-sempre-stato-il-punto-di-partenza-e-il-punto-di-arrivo_119315.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119315/145237.jpg" title="Mariano Costamagna" alt="Mariano Costamagna" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p><em>Cari Colleghi e Care Colleghe,</em><br><em>il Primo Maggio di quest&rsquo;anno si colloca in un passaggio non ordinario. Il tema del &ldquo;lavoro&nbsp;dignitoso&rdquo; proposto dai sindacati si intreccia con un intervento normativo del Governo che&nbsp;riporta il lavoro al centro dell&rsquo;agenda economica. &Egrave; dentro questo quadro che ritengo utile&nbsp;offrire una riflessione dal punto di vista delle imprese cuneesi.&nbsp;Da parte nostra, riteniamo che alcune misure introdotte dal Governo vadano nella direzione di&nbsp;sostenere il sistema produttivo, in particolare per quanto riguarda la riduzione del cuneo&nbsp;fiscale. Ridurre il costo del lavoro significa liberare risorse sia per le imprese sia per i lavoratori,&nbsp;incidendo sulla competitivit&agrave; e sul reddito disponibile.</em></p>
<p><em>Allo stesso tempo, il riferimento al &ldquo;salario giusto&rdquo; rappresenta un punto importante, perch&eacute;&nbsp;individua un obiettivo che deve essere condiviso. &Egrave; un terreno su cui associazioni datoriali e&nbsp;sindacati possono e devono trovarsi. In questo senso, il decreto riafferma il ruolo centrale della</em><br><em>contrattazione collettiva, individuando nei contratti sottoscritti dalle organizzazioni pi&ugrave;&nbsp;rappresentative il riferimento per definire il salario giusto, in coerenza con quanto previsto&nbsp;dall&rsquo;articolo 36 della Costituzione. Si tratta di un passaggio rilevante, perch&eacute; rafforza un&nbsp;sistema fondato su regole condivise e responsabilit&agrave; reciproche: il decreto premia le imprese&nbsp;corrette, ma anche il lavoro svolto dalle organizzazioni sindacali nella contrattazione.</em></p>
<p><em>Nel nostro territorio questo approccio ha una traduzione molto concreta. In provincia di Cuneo&nbsp;esiste un modello costruito nel tempo, fatto di relazioni industriali solide e di confronto&nbsp;continuo tra imprese e rappresentanze dei lavoratori. &Egrave; un modello che ha sempre messo al&nbsp;centro la dignit&agrave; della persona, non come principio astratto ma come pratica quotidiana.&nbsp;In questa direzione, sono condivisibili anche le misure sul rinnovo dei contratti, ne rafforzano&nbsp;la tempestivit&agrave; e valorizzano l&rsquo;autonomia negoziale collettiva. Cos&igrave; come sono positivi il&nbsp;rafforzamento degli incentivi all&rsquo;assunzione, in particolare per le persone pi&ugrave; lontane dal&nbsp;mercato del lavoro, e l&rsquo;attenzione al contrasto del lavoro irregolare, anche attraverso le&nbsp;piattaforme digitali, e alla conciliazione vita-lavoro.</em></p>
<p><em>&Egrave; altrettanto importante che gli incentivi pubblici siano legati al rispetto delle regole:&nbsp;riconoscere benefici solo a chi garantisce il salario giusto e applica correttamente i contratti&nbsp;contribuisce a contrastare il dumping contrattuale e a sostenere un sistema competitivo&nbsp;fondato su lavoro di qualit&agrave;, legalit&agrave;, responsabilit&agrave; sociale e giusta concorrenza.&nbsp;In questo contesto, parlare di lavoro significa anche valorizzare esperienze che mettono&nbsp;davvero al centro la persona. Penso, ad esempio, al lavoro portato avanti dalla Fondazione&nbsp;Industriali, che con Confindustria Cuneo abbiamo contribuito a fondare e che promuove&nbsp;opportunit&agrave; occupazionali per le persone pi&ugrave; fragili. &Egrave; un modo concreto di declinare il concetto</em><br><em>di &ldquo;lavoro buono&rdquo;, capace di restituire dignit&agrave; e prospettiva.&nbsp;Il lavoro, in questo territorio, &egrave; sempre stato il punto di partenza e il punto di arrivo. &Egrave; ci&ograve; che&nbsp;ha permesso a intere generazioni di costruire il proprio futuro, spesso rialzandosi da condizioni&nbsp;difficili. Deve continuare a essere il nostro riferimento, il faro che guida le scelte economiche e&nbsp;sociali. &Egrave; su questo terreno che si costruisce un mercato del lavoro solido, capace di offrire&nbsp;occupazione stabile, qualit&agrave; e prospettive nel tempo.</em></p>
<p><em>Buon Primo Maggio!</em></p>
<p><strong>Il Presidente di Confindustria Cuneo&nbsp;Mariano Costamagna</strong></p>]]></description><pubDate>Fri, 01 May 2026 08:27:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[ “Il 1° maggio è l’occasione per ribadire una scelta chiara: difendere e valorizzare i contratti di qualità"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-1-maggio-e-loccasione-per-ribadire-una-scelta-chiara-difendere-e-valorizzare-i-contratti-di-qualita_119258.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-1-maggio-e-loccasione-per-ribadire-una-scelta-chiara-difendere-e-valorizzare-i-contratti-di-qualita_119258.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119258/145162.jpg" title="Giorgio Felici" alt="Giorgio Felici" /><br /><p>Confartigianato Imprese Piemonte esprime un sostanziale apprezzamento per le misure contenute nel Decreto Lavoro approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri, in particolare per gli interventi dedicati al sostegno dell'occupazione.</p>
<p>Giudizio positivo sulle norme relative agli incentivi alle assunzioni, tra cui bonus donne, bonus giovani e bonus ZES, che favoriscono rapporti di lavoro stabili. Nella stessa direzione viene valutato favorevolmente anche l'incentivo per la trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, con un'attenzione specifica all'occupazione giovanile.</p>
<p>Positivo anche il giudizio sulla conferma della centralit&agrave; dei contratti collettivi nazionali di lavoro nella definizione dei salari. La contrattazione collettiva di qualit&agrave; &egrave; uno strumento fondamentale per garantire stabilit&agrave; e contrastare fenomeni di dumping contrattuale e concorrenza sleale.</p>
<p>In Italia oltre il 96% dei lavoratori &egrave; coperto da contratti collettivi firmati dalle organizzazioni comparativamente pi&ugrave; rappresentative. Eppure, accanto a questo sistema solido, proliferano oltre 700 contratti &ldquo;pirata&rdquo; che, pur avendo un peso marginale, producono effetti distorsivi rilevanti su salari, concorrenza e diritti.</p>
<p>&Egrave; questo il tema che Confartigianato Imprese Piemonte porta al centro della riflessione per il 1&deg; Maggio: la qualit&agrave; della contrattazione come leva per difendere lavoro e imprese.</p>
<p>Secondo i dati CNEL, su oltre 1.000 contratti depositati nel settore privato, poco pi&ugrave; di 200 fanno capo alle organizzazioni realmente rappresentative, ma coprono la quasi totalit&agrave; degli occupati. Gli altri, sottoscritti da sigle poco rappresentative, introducono condizioni peggiorative con un obiettivo chiaro: ridurre il costo del lavoro.</p>
<p>Il risultato &egrave; un vero e proprio dumping contrattuale. Le retribuzioni previste dai contratti pirata possono essere inferiori dal 20% al 40% rispetto a quelle dei contratti &ldquo;leader&rdquo;, con differenze che arrivano fino a 3-4 mila euro annui per lavoratore</p>
<p>L&rsquo;impatto non riguarda solo i dipendenti. Il dumping contrattuale altera la concorrenza, penalizza le imprese corrette e genera un costo per l&rsquo;intero sistema economico stimato in oltre 1,5 miliardi di euro all&rsquo;anno.</p>
<p>Per il sistema dell&rsquo;artigianato piemontese, fatto di micro e piccole imprese, il rischio &egrave; concreto: chi applica contratti di qualit&agrave; si trova a competere con chi abbassa artificialmente i costi comprimendo diritti e salari.</p>
<p>&ldquo;<em>Non &egrave; abbassando i diritti che si cresce</em> &ndash; commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte &ndash;<em> i contratti pirata danneggiano lavoratori e imprese sane che rispettano le regole. La competitivit&agrave; si costruisce su regole certe, non sul ribasso. La vera sfida &egrave; rafforzare una contrattazione di qualit&agrave;, valorizzando i contratti comparativamente pi&ugrave; rappresentativi, gli unici in grado di garantire un &ldquo;salario minimo&rdquo; coerente con i principi dell&rsquo;art. 36 della Costituzione. Il 1&deg; Maggio &egrave;, dunque, l&rsquo;occasione per ribadire una scelta chiara: difendere e valorizzare i contratti di qualit&agrave;. Sono questi a garantire un lavoro dignitoso, la concorrenza leale e la crescita sostenibile</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Fri, 01 May 2026 07:18:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Pane, via libera del Senato al Ddl su produzione e vendita: la soddisfazione di Confartigianato Cuneo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/pane-via-libera-del-senato-al-ddl-su-produzione-e-vendita-la-soddisfazione-di-confartigianato-cuneo_119291.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/pane-via-libera-del-senato-al-ddl-su-produzione-e-vendita-la-soddisfazione-di-confartigianato-cuneo_119291.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119291/145211.jpg" title="Vincenzo Pallonetto" alt="Vincenzo Pallonetto" /><br /><p>Chiarezza sulla definizione di &ldquo;pane fresco&rdquo;, obblighi pi&ugrave; trasparenti per la vendita e l&rsquo;etichettatura, tutela dei consumatori e valorizzazione del pane 100% italiano, queste in sintesi le novit&agrave; contenute nel Ddl sulla produzione e vendita del pane appena approvato dal Senato. Un provvedimento atteso da tempo dal comparto artigiano che fa seguito ad una proposta, gi&agrave; presentata nel dicembre 2022 dal sen. Luca De Carlo (FdI), e che ora dovr&agrave; passare ancora all&rsquo;esame della Camera per l&rsquo;approvazione definitiva.</p>
<p>L&rsquo;obiettivo principale del documento &egrave; quello di garantire maggiore trasparenza nella filiera e nella commercializzazione del pane, tutelando i cittadini da pratiche commerciali poco chiare. In particolare, il provvedimento mira a distinguere in modo netto il pane fresco da quello ottenuto tramite cottura di prodotti precotti o surgelati, spesso venduti senza adeguate indicazioni e percepiti erroneamente come prodotti artigianali appena sfornati.</p>
<p>Negli ultimi anni, infatti, si &egrave; assistito a una crescente diffusione di pane derivante da semilavorati industriali, una tendenza che ha creato confusione tra i consumatori e penalizzato le imprese artigiane che producono quotidianamente pane fresco secondo metodi tradizionali. Il disegno di legge introduce quindi obblighi pi&ugrave; stringenti in materia di etichettatura, informazione al pubblico e modalit&agrave; di vendita, con l&rsquo;intento di rendere immediatamente riconoscibile la tipologia di prodotto acquistato.</p>
<p>Il provvedimento prevede, tra le altre cose, la puntualizzazione della dicitura &ldquo;pane fresco&rdquo;, che dovr&agrave; essere prodotto senza interruzioni del ciclo produttivo e venduto entro un determinato arco temporale dalla sua preparazione. Parallelamente, sar&agrave; obbligatorio indicare esplicitamente quando il pane deriva da prodotti congelati o precotti, evitando cos&igrave; ambiguit&agrave; e possibili inganni per il consumatore finale.<br>Soddisfazione &egrave; stata espressa da Confartigianato Cuneo, che da tempo chiedeva un intervento normativo in grado di ristabilire condizioni di concorrenza pi&ugrave; eque e valorizzare la qualit&agrave; delle produzioni locali.</p>
<p>"In un mercato sempre pi&ugrave; complesso, - ha dichiarato Vincenzo Pallonetto, titolare di un panificio a Savigliano e presidente nazionale di Confartigianato Panificatori - dove il consumatore &egrave; bombardato da offerte diverse, la chiarezza diventa fondamentale. Questo disegno di legge rappresenta un passo importante per tutelare sia chi acquista sia chi produce con seriet&agrave; e competenza. Il pane fresco artigianale &egrave; frutto di un lavoro quotidiano, che si svolge prevalentemente nelle ore notturne per arrivare sul mercato subito dopo la cottura, fatto di passione, materie prime selezionate e rispetto delle tradizioni. &Egrave; giusto che venga riconosciuto e distinto da prodotti che seguono logiche industriali".</p>
<p>Il percorso legislativo &egrave; dunque giunto alle battute finali. Il testo dovr&agrave; ora essere esaminato dalla Camera, nella speranza che possa giungere nel pi&ugrave; breve tempo possibile all&rsquo;approvazione definitiva, in quanto diventa fondamentale poter usufruire di una normativa aggiornata che tenga conto delle trasformazioni del mercato e delle esigenze di trasparenza sempre pi&ugrave; richieste dai cittadini.</p>
<p>"Difendere il &ldquo;pane fresco&rdquo; - ha aggiunto il presidente Pallonetto - significa anche difendere la nostra identit&agrave; culturale e gastronomica. Ogni territorio ha le sue specialit&agrave;, i suoi metodi di lavorazione, le sue ricette tramandate nel tempo. Il settore della panificazione rappresenta un pilastro dell&rsquo;economia artigiana italiana, con migliaia di imprese diffuse su tutto il territorio nazionale. L&rsquo;introduzione di regole pi&ugrave; chiare e condivise ha quindi una funzione multipla: sostenere il comparto, contrastare fenomeni di concorrenza sleale e promuovere una cultura del consumo pi&ugrave; consapevole".</p>]]></description><pubDate>Thu, 30 Apr 2026 16:56:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Un volantino per ricordare l'articolo 11 della Costituzione: "L'Italia ripudia la guerra"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/un-volantino-per-ricordare-l-articolo-11-della-costituzione-l-italia-ripudia-la-guerra_119272.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/un-volantino-per-ricordare-l-articolo-11-della-costituzione-l-italia-ripudia-la-guerra_119272.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119272/145189.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Dal 1&deg; maggio in tutta la Provincia di Cuneo compariranno volantini a favore del disarmo ed a favore di politiche di pace e di cooperazioni.&nbsp;L&rsquo;iniziativa voluta e condivisa da Cuneo per Gaza, Saluzzo per Gaza, Rete Cuneese per la Palestina e tante associazioni che sui singoli Comuni si stanno spendendo per &ldquo;percorsi e proposte di Pace&rdquo;, si propone di favorire una riflessione nelle cittadine e nei cittadini sull&rsquo;articolo 11 della Costituzione, <em>&ldquo;L&rsquo;Italia ripudia la guerra come strumento di offesa e risoluzione delle controversie internazionali</em>&rdquo;, e sulle politiche che ne stanno snaturando la forma e la sostanza.</p>
<p>Si legge nel comunicato che presenta l'iniziativa: "<em>L&rsquo;Italia investe sempre pi&ugrave; in armi di difesa e di offesa riducendo, di conseguenza, gli investimenti in scuola pubblica, sanit&agrave; pubblica ed assistenza, ed inoltre si rallegra che il mercato della guerra crei prodotto interno lordo e benessere per alcuni.&nbsp;Bisognerebbe invece implementare politiche di riconversione per ridurre la nostra dipendenza economica dalla guerra, garantire a tutte e tutti salute, istruzione e cure.&nbsp;Inoltre bisognerebbe tornare a credere a ed a dare supporto agli organi di diritto internazionale ed alle organizzazioni umanitarie per sostituire alle armi la diplomazia</em>".</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119272/small_145195.jpg" alt="foto"></p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119272/small_145196.jpg" alt="foto"></p>]]></description><pubDate>Thu, 30 Apr 2026 14:34:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Canoni idrici, il gruppo La Nostra Provincia chiede chiarezza sul gettito]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/canoni-idrici-il-gruppo-la-nostra-provincia-chiede-chiarezza-sul-gettito_119234.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/canoni-idrici-il-gruppo-la-nostra-provincia-chiede-chiarezza-sul-gettito_119234.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119234/145127.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p><em>I consiglieri provinciali del gruppo La Nostra Provincia &ndash; Stefania D&rsquo;Ulisse, Loris Emanuel, Alberto Gatto e Davide Sannazzaro &ndash; hanno depositato un&rsquo;interrogazione per fare chiarezza sul gettito dei canoni idrici derivanti dalle grandi derivazioni idroelettriche e sulle risorse effettivamente spettanti alla Provincia di Cuneo.</em></p>
<p><em>La richiesta nasce dall&rsquo;esigenza di verificare l&rsquo;applicazione della Legge regionale n. 19/2020, che prevede il trasferimento del 50% dei canoni idrici alla Provincia, con una destinazione precisa: sostenere la sicurezza, la manutenzione e il miglioramento della viabilit&agrave; nei comuni totalmente montani.</em></p>
<p><em>"Parliamo di risorse importanti &ndash; dichiarano i consiglieri &ndash; che, al momento dell&rsquo;introduzione della norma, erano state stimate in circa 4 milioni di euro annui per il territorio provinciale. Tuttavia, dai dati disponibili emerge un quadro non del tutto chiaro".</em></p>
<p><em>In particolare, nel Bollettino ufficiale della Regione Piemonte del dicembre 2024 risulta un trasferimento di 1,9 milioni di euro riferito all&rsquo;annualit&agrave; 2023, una cifra significativamente inferiore alle previsioni iniziali e sulla quale si rende necessario un approfondimento.</em></p>
<p><em>"Riteniamo fondamentale &ndash; proseguono i consiglieri &ndash; che il Consiglio provinciale e i territori abbiano piena trasparenza su quanto effettivamente incassato nel 2024, su come queste risorse siano state distribuite e su quali interventi concreti abbiano finanziato".</em></p>
<p><em>L&rsquo;interrogazione chiede quindi al Presidente della Provincia di chiarire:</em><br><em>&bull; l&rsquo;ammontare delle risorse ricevute nel 2024;</em><br><em>&bull; le modalit&agrave; di utilizzo, con dettaglio degli interventi realizzati sulla viabilit&agrave; e sulla sicurezza;</em><br><em>&bull; l&rsquo;eventuale presenza di fondi residui non ancora impiegati;</em><br><em>&bull; la programmazione futura per garantire un utilizzo strutturato e continuativo di queste risorse.</em></p>
<p><em>"Le aree montane della provincia di Cuneo &ndash; concludono i consiglieri &ndash; hanno bisogno di certezze, programmazione e investimenti costanti. Le risorse derivanti dai canoni idrici devono rappresentare uno strumento stabile per migliorare la qualit&agrave; della viabilit&agrave; e sostenere concretamente i territori pi&ugrave; fragili, nel pieno rispetto dello spirito della legge".</em></p>
<p><strong>Davide Sannazzaro</strong><br><strong>Stefania D&rsquo;Ulisse</strong><br><strong>Loris Emanuel</strong><br><strong>Alberto Gatto</strong><br><strong>Gruppo consiglio provinciale "La Nostra Provincia"</strong></p>]]></description><pubDate>Thu, 30 Apr 2026 09:49:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA["Una caccia a fantasmi che non esistono"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/una-caccia-a-fantasmi-che-non-esistono_119233.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/una-caccia-a-fantasmi-che-non-esistono_119233.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119233/145126.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;"><strong>Riceviamo e pubblichiamo.&nbsp;</strong><br><br><em>Gentile Direttore, <br>da giorni assistiamo a una sorta di "caccia ai fantasmi" che, a nostro avviso, non hanno ragione d&rsquo;esistere. Ci permettiamo di scriverLe perch&eacute; riteniamo che simili atteggiamenti non siano utili a nessuno; al contrario, contribuiscono a mantenere diviso il nostro Paese anche sul fronte del ricordo, un ambito che non dovrebbe conoscere lacerazioni.&nbsp;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sul Sindaco di Monterosso Grana, "reo" di aver invitato a cantare l&rsquo;Inno d&rsquo;Italia, si &egrave; scatenata la caccia al fascista. Ci chiediamo: un Sindaco pu&ograve; avere proprie idee e opinioni, oppure no? Esiste ancora la tolleranza verso le legittime posizioni di chi amministra i nostri Comuni? Il Sindaco Isaia, per storia politica e azioni quotidiane, non &egrave; certamente fascista; eppure viene messo alla gogna pubblica da chi strumentalizza queste situazioni per fini elettorali.&nbsp;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E che dire di Piozzo? Anche l&igrave;, per il ripristino di una targa celebrativa della guerra che riporta le effigi del Duce e del Re, si &egrave; scatenata una polemica puramente politica. Forse i "disinformati" ignorano che quelle targhe sono presenti in quasi tutti i comuni italiani: nate per onorare i tanti ragazzi partiti per il fronte, seguivano l'usanza dell'epoca di inserire i volti di chi rappresentava allora lo Stato. Nulla di pericoloso, insomma; eppure, anche in questo caso, si grida al complotto cercando lo scontro a ogni costo.&nbsp;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La nostra associazione &egrave; apartitica e apolitica: collaboriamo con qualunque amministrazione desideri onorare il ricordo del dramma delle Foibe e dell&rsquo;Esodo. Onestamente, ci stupisce vedere realt&agrave; che, pur nate per commemorare le tragedie del nostro Paese, si espongono su questioni che poco hanno a che fare con la propria missione istituzionale.&nbsp;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ma a chi giova tutto questo? La risposta &egrave; semplice: a nessuno.&nbsp;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non giova a noi, che constatiamo come, a ottant'anni dal conflitto, nulla sembri cambiato .Non giova ai rapporti con i sindaci che, nel tentativo di fare il bene della collettivit&agrave;, vengono bersagliati da chi cerca la rissa politica .Non giova ai nostri giovani, che continuano a vedere un&rsquo;Italia divisa persino davanti alle grandi tragedie della storia.&nbsp;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>In ogni celebrazione ci riempiamo la bocca di parole come "ricordo", "tolleranza", "inclusione" e "amicizia", ma alla prima occasione dimostriamo nei fatti l'esatto contrario. Senza alcuna pretesa di autocelebrazione, noi intendiamo proseguire sulla strada della collaborazione con chiunque rappresenti le Istituzioni, consapevoli che oggi amministrare piccoli centri sia un compito estremamente arduo. Chi governa un Comune tra mille difficolt&agrave; non ha bisogno di essere trascinato in polemiche anacronistiche.&nbsp;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L&rsquo;appello va a chi continua a esasperare gli animi: a ottant'anni dalla fine della guerra mondiale e dalla guerra civile italiana, vogliamo finalmente guardare al futuro in modo propositivo o intendiamo continuare cos&igrave;? Noi rispondiamo quotidianamente con le nostre azioni, sperando di poter essere, per qualcuno, un esempio di distensione.&nbsp;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Comitato 10 febbraio</strong></p>]]></description><pubDate>Thu, 30 Apr 2026 09:48:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Funicolare di Mondovì: fissata la data dello stop, ma si lavora alla proroga per evitare il buio]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/funicolare-di-mondovi-fissata-la-data-dello-stop-ma-si-lavora-alla-proroga-per-evitare-il-buio_119209.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/funicolare-di-mondovi-fissata-la-data-dello-stop-ma-si-lavora-alla-proroga-per-evitare-il-buio_119209.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119209/145092.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il destino della funicolare di Mondov&igrave; ha ora una scadenza precisa sul calendario: il 30 ottobre 2026. In quella data, infatti, scadranno i termini per la revisione ventennale obbligatoria, un passaggio tecnico cruciale che, in assenza di interventi o deroghe, comporterebbe lo spegnimento automatico dei motori del collegamento tra Breo e Piazza.&nbsp;</p>
<p>Il sindaco, Luca Robaldo, &egrave; intervenuto su Facebook con estrema chiarezza sul tema, confermando che l'amministrazione comunale &egrave; impegnata in una complessa trattativa con l'ANSFISA, l&rsquo;Autorit&agrave; Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali, per ottenere una proroga che consenta di posticipare l'intervento e mantenere attivo il servizio.</p>
<p>Le possibilit&agrave; che tale richiesta venga accettata non sono nulle, ma poggiano su requisiti tecnici molto rigidi che il Comune sta analizzando con minuzia. Il primo cittadino ha sottolineato come la strategia si basi sullo studio di casistiche simili gi&agrave; approvate in altri contesti italiani, dove l'esperienza dei tecnici incaricati e di chi gestisce l'impianto ha permesso di trovare un punto d'incontro con le autorit&agrave; preposte.&nbsp;</p>
<p>Tuttavia, il rinvio non sar&agrave; un atto dovuto: per ottenerlo, il Comune dovr&agrave; dimostrare la perfetta esecuzione di tutte le revisioni intermedie precedenti e, soprattutto, dovr&agrave; mettere in cantiere alcuni lavori specifici gi&agrave; nei prossimi mesi, necessari proprio a garantire la sicurezza durante l'eventuale periodo di estensione.</p>
<p>L&rsquo;obiettivo di questa corsa contro il tempo non &egrave; solo tecnico, ma soprattutto economico. La proroga servirebbe infatti come "ossigeno" necessario per reperire le risorse finanziarie per la revisione straordinaria, i cui costi per il settore pubblico sono oggi definiti esagerati.</p>
<p>Robaldo ha lanciato un monito ricordando come altri Comuni, messi alle strette dai rincari e dai vincoli normativi, siano stati costretti a chiudere impianti analoghi. A Mondov&igrave; la volont&agrave; politica &egrave; quella di percorrere ogni strada possibile per scongiurare questo scenario, puntando tutto su una interlocuzione tecnica serrata che possa spostare in avanti la data del 30 ottobre e salvare il simbolo della citt&agrave;.</p>]]></description><pubDate>Thu, 30 Apr 2026 08:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Ospedale di Mondovì, Patto Civico: "Consiglio comunale unito, grati al sindaco Robaldo per l'iniziativa"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/ospedale-di-mondovi-patto-civico-consiglio-comunale-unito-grati-al-sindaco-robaldo-per-l-iniziativa_119222.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/ospedale-di-mondovi-patto-civico-consiglio-comunale-unito-grati-al-sindaco-robaldo-per-l-iniziativa_119222.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119222/145108.jpg" title="" alt="" /><br /><p>A poche ore di distanza dall'intervento in Consiglio comunale del sindaco di Mondov&igrave;, Luca Robaldo, circa la delicata questione dell'ospedale "Regina Montis Regalis", il Patto Civico ha commentato positivamente quanto emerso dal consesso cittadino.</p>
<p>Nella nota ufficiale emessa, si legge che <em>"la ferma presa di posizione del primo cittadino ha destato l'interesse costruttivo di tutte le forze politiche, che si attiveranno per la redazione di un Ordine del Giorno condiviso sulla materia, come anticipato dal presidente del Consiglio comunale, Elio Tomatis. &Egrave; un dato significativo per gli operatori del nostro ospedale"</em>, commentano dalla maggioranza.</p>
<p><em>"Agli operatori, a qualsiasi titolo, del 'Regina Montis Regalis' vanno la nostra vicinanza, il nostro sostegno ed il nostro apprezzamento. Co queste parole il sindaco Robaldo ha aperto il suo intervento in Consiglio comunale e a queste parole noi ci uniamo"</em>.</p>
<p>Lo affermano i Consiglieri comunali dei gruppi consiliari di maggioranza che compongono il "Patto Civico" di Mondov&igrave; all'indomani della seduta del Consiglio comunale della citt&agrave; del Belvedere.</p>
<p><em>"Abbiamo ascoltato con attenzione le informazioni rese dal sindaco al Consiglio comunale</em> - proseguono -<em>. Ci ha consentito di comprendere meglio quanto avvenuto in queste settimane e di apprendere alcuni passaggi che non erano noti. Inutile ribadire che siamo al suo fianco nella difesa dell'ospedale cos&igrave; come auspichiamo che le azioni messe in campo dall'Asl Cn1 si rivelino risolutrici di una situazione che, lo diciamo chiaramente, avrebbe potuto essere evitata"</em>.</p>
<p><em>"La nostra competenza</em> - aggiungono - <em>non entra nel merito dell'organizzazione del servizio sanitario, ma certamente riguarda la tutela e la salvaguardia di quello stesso servizio a Mondov&igrave; e nel Monregalese. Non a caso questa amministrazione ha istituito l'Osservatorio della Sanit&agrave;, composto da medici operatori del settore"</em>.</p>
<p>Infine, si evidenzia che<em> "nei comunicati dei colleghi di minoranza abbiamo letto parole importanti e che non possiamo che condividere, quali 'la sanit&agrave; non ha colore politico', 'si lavori tutti insieme'. L'Ordine del Giorno condiviso che verr&agrave; discusso nella prossima riunione del Consiglio comunale ne &egrave; la prova concreta. Il Patto Civico persegue questa linea politica da 10 anni"</em>.</p>]]></description><pubDate>Thu, 30 Apr 2026 07:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item></channel></rss>
