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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > Mondovì]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/attualita/monregalese/rss2.0.xml?page=323rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie di Attualità a Mondovì aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Wed, 29 Jul 2026 13:57:44 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > Mondovì]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/]]></link></image><item><title><![CDATA[Montagnaterapia, Marro: “Il Piemonte riconosca e sostenga ciò che già funziona”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/montagnaterapia-marro-il-piemonte-riconosca-e-sostenga-cio-che-gia-funziona_124883.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/montagnaterapia-marro-il-piemonte-riconosca-e-sostenga-cio-che-gia-funziona_124883.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124883/154689.jpg" title="Giulia Marro" alt="Giulia Marro" /><br /><p>"La montagnaterapia pu&ograve; sembrare solo una passeggiata, ma &egrave; in realt&agrave; un percorso costruito con attenzione, con obiettivi precisi, diverse professionalit&agrave; coinvolte e risultati che possono essere osservati e valutati. La Regione Piemonte deve riconoscere e sostenere le esperienze che gi&agrave; funzionano sui nostri territori". Lo dichiara in una nota la consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra Giulia Marro, che nei giorni scorsi ha partecipato, in valle Maira, a una delle attivit&agrave; del progetto &ldquo;In Cammino con i Lupi&rdquo;, rivolto a giovani adulti nello spettro autistico.&nbsp;</p>
<p>La consigliera ha accompagnato il gruppo durante la salita verso il lago Nero, prima tappa di quattro giorni in alta quota che concludevano un percorso di preparazione svolto nei mesi precedenti.</p>
<p>"La salita era impegnativa &ndash; racconta Marro &ndash; ma ho visto i ragazzi aspettarsi, incoraggiarsi e offrire una mano nei passaggi pi&ugrave; difficili. Ho visto operatori, infermieri, educatori dell&rsquo;ASL di Torino, guide e accompagnatori del Club Alpino Italiano di Cuneo, Bra e Piemonte lavorare insieme con attenzione e competenza. Intorno a ogni partecipante esisteva una rete capace di accompagnare, sostenere e intervenire quando necessario".</p>
<p>&ldquo;In Cammino con i Lupi&rdquo; &egrave; sostenuto, per il biennio 2026-2027, dal progetto nazionale Tip Top Mountain, promosso dal Ministero per le Disabilit&agrave; con il CAI come capofila, dalla Fondazione CRC attraverso il bando Vitae e da Banca CRS. Grazie a queste risorse, le famiglie non devono sostenere direttamente i costi dell&rsquo;esperienza.</p>
<p>"In Piemonte esistono gi&agrave; progetti capaci di tenere insieme prevenzione sanitaria, inclusione sociale, autonomia delle persone con disabilit&agrave; e valorizzazione delle montagne &ndash; sottolinea la consigliera &ndash;. Esperienze importanti, che per&ograve; continuano troppo spesso a dipendere da bandi temporanei, fondazioni bancarie e dall&rsquo;impegno di operatori e volontari".</p>
<p>Nel territorio cuneese sono attive diverse altre iniziative che mettono in relazione salute, inclusione e ambiente montano, tra cui quelle sviluppate nell&rsquo;ambito di Terres Monviso e le attivit&agrave; promosse dai servizi sociosanitari, dalle associazioni e dalle sezioni locali del CAI.</p>
<p>A spiegare il lavoro scientifico e professionale alla base di questi percorsi &egrave; stato Roberto Keller, direttore del Centro regionale per i disturbi dello spettro autistico in et&agrave; adulta dell&rsquo;ASL Citt&agrave; di Torino. "&Egrave; stato un intervento essenziale &ndash; osserva Marro &ndash; per capire che camminare fa bene, ma non ogni escursione pu&ograve; essere definita terapia. Per poter essere tale servono preparazione, obiettivi definiti, professionisti competenti, continuit&agrave; e valutazione dei risultati".</p>
<p>Per sostenere e mettere a sistema queste esperienze, Marro annuncia la presentazione di un emendamento alla variazione di bilancio regionale.</p>
<p>"Chiederemo un primo stanziamento sperimentale destinato alla montagnaterapia e ai progetti abilitativi realizzati in ambiente naturale &ndash; spiega &ndash;. L&rsquo;obiettivo &egrave; sostenere le esperienze pi&ugrave; solide, metterle in rete e valutarne i risultati, per arrivare successivamente a un finanziamento strutturale che colleghi politiche sanitarie, sociali, del lavoro e della montagna".&nbsp;</p>
<p>Il messaggio &egrave; chiaro: "La montagna non &egrave; solo una pista da innevare. E i costi della sanit&agrave; possono essere ridotti se si punta sulla prevenzione. La Giunta regionale accetter&agrave; questa sfida?".</p>]]></description><pubDate>Wed, 29 Jul 2026 12:08:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Gli agenti di commercio protestano: “La fiscalità ferma agli anni '80 penalizza la categoria”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/gli-agenti-di-commercio-protestano-la-fiscalita-ferma-agli-anni-80-penalizza-la-categoria_124860.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/gli-agenti-di-commercio-protestano-la-fiscalita-ferma-agli-anni-80-penalizza-la-categoria_124860.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124860/154643.jpg" title="Arcangelo Galante" alt="Arcangelo Galante" /><br /><p>&ldquo;Serve un aggiornamento della deducibilit&agrave; delle autovetture &ndash; interviene il cavaliere Arcangelo Galante, presidente Agenti Fnaarc-Confcommercio provincia di Cuneo - e una fiscalit&agrave; pi&ugrave; aderente ai costi reali della professione&rdquo;.</p>
<p>Mentre il Governo avvia il confronto sulla prossima Legge di Bilancio, Agenti Fnaarc-Confcommercio rilancia l'appello affinch&eacute; venga finalmente affrontato il tema della fiscalit&agrave; degli agenti di commercio, con particolare attenzione alla deducibilit&agrave; delle autovetture e al costante aumento dei costi della mobilit&agrave;.</p>
<p>Gli agenti di commercio rappresentano una componente strategica del sistema economico italiano: sono circa 230.000 imprenditori e, secondo uno studio della Fondazione Enasarco, contribuiscono ogni anno all'intermediazione di una quota compresa tra il 20% e il 25% del PIL nazionale, pari a circa 500 miliardi di euro.</p>
<p>A pesare sulla categoria &egrave; soprattutto una normativa fiscale considerata ormai superata. Per gli agenti che operano in regime ordinario &ndash; il 38% del totale &ndash; il costo fiscalmente riconosciuto per l'acquisto dell'autovettura resta fermo all'80% di un tetto massimo di 25.822,00 euro, valore derivante dalla conversione degli originari 50 milioni di lire introdotti nel 1986. In quasi quarant'anni il mercato automobilistico &egrave; profondamente cambiato, ma il limite di deducibilit&agrave; &egrave; rimasto invariato.</p>
<p>&ldquo;&Egrave; anacronistico &ndash; dichiara Galante &ndash; che chi utilizza l'auto ogni giorno per lavorare debba confrontarsi con limiti fiscali fissati quando c'erano ancora le lire, i telefoni a gettoni e le carte stradali di carta. Oggi il prezzo delle automobili &egrave; pi&ugrave; che raddoppiato, ma la normativa &egrave; rimasta immobile e non rispecchia pi&ugrave; la realt&agrave; del mercato&rdquo;.</p>
<p>Il paradosso &egrave; evidente: proprio gli agenti di commercio, che fanno dell'automobile il principale strumento di lavoro, sono penalizzati nell'acquisto del bene indispensabile per svolgere la propria attivit&agrave;. La categoria, infatti, &egrave; tra i maggiori acquirenti di auto nuove in Italia: mediamente gli agenti sostituiscono il veicolo ogni quattro anni a causa dell'elevato chilometraggio, acquistano circa 159 nuove vetture al giorno e, nel solo 2024, hanno generato acquisti per oltre 700 milioni di euro, potendo per&ograve; dedurre fiscalmente soltanto una parte della spesa sostenuta.</p>
<p>Alle criticit&agrave; legate alla deducibilit&agrave; si aggiunge il progressivo incremento dei costi di esercizio della professione. Dal 2015, con l'introduzione del regime forfettario, il prezzo medio dei carburanti &egrave; aumentato di oltre il 22%, quello delle autovetture nuove di circa il 50%, mentre sono cresciuti anche i costi di pedaggi autostradali, manutenzione e assicurazioni. Un aumento generalizzato delle spese che riduce progressivamente i benefici del regime fiscale e mette sotto pressione la sostenibilit&agrave; economica dell'attivit&agrave;.</p>
<p>&ldquo;La nostra categoria &ndash; conclude Arcangelo Galante &ndash; &egrave; chiamata ad affrontare anche una delicata sfida generazionale: l'et&agrave; media degli agenti di commercio &egrave; di 52 anni. &Egrave; difficile immaginare che un giovane possa avvicinarsi a questa professione dovendo sostenere costi cos&igrave; elevati e con una fiscalit&agrave; che non tiene conto delle spese reali. In vista della prossima Legge di Bilancio chiediamo al Governo un intervento concreto per aggiornare il tetto di deducibilit&agrave; delle autovetture e rendere il sistema fiscale pi&ugrave; equo e coerente con la realt&agrave; del nostro lavoro. Una categoria che contribuisce in modo cos&igrave; significativo all'economia del Paese merita risposte adeguate&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:44:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Al via il Piano per la qualità dell'aria, il Piemonte scongiura lo stop per i diesel Euro 5]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/al-via-il-piano-per-la-qualita-dell-aria-il-piemonte-scongiura-lo-stop-per-i-diesel-euro-5_124857.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/al-via-il-piano-per-la-qualita-dell-aria-il-piemonte-scongiura-lo-stop-per-i-diesel-euro-5_124857.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124857/154636.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Con il via libera arrivato ieri da parte del Consiglio regionale del Piemonte l&rsquo;aggiornamento del Piano della qualit&agrave; dell&rsquo;aria entra nella fase operativa. Il provvedimento definisce la strategia ambientale dei prossimi anni e sancisce il superamento definitivo del blocco alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 dal 1 ottobre al 31 marzo e avvia misure e attivit&agrave; per oltre 100 milioni di euro per bandi e progetti su mobilit&agrave;, agricoltura, efficentamento energetico.&nbsp;</p>
<p>"L'approvazione di oggi rappresenta un traguardo fondamentale per il nostro Piemonte", dichiarano congiuntamente il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l&rsquo;assessore all&rsquo;Ambiente Matteo Marnati. "Siamo riusciti a evitare il blocco dei veicoli diesel Euro 5 individuando, con criteri scientifici validati da Arpa, misure alternative in grado di ridurre le emissioni in maniera equivalente senza penalizzare oltre 307 mila tra cittadini e imprese che, con il blocco delle auto, non avrebbero pi&ugrave; potuto utilizzare il proprio veicolo per spostarsi e lavorare. Ora passiamo alla fase operativa con bandi strategici per oltre 100 milioni di euro per l&rsquo;incentivo dei biocarburanti, la rigenerazione urbana, la modernizzazione dell&rsquo;agricoltura e del riscaldamento domestico, con l&rsquo;obiettivo primario di coniugare la sostenibilit&agrave; ambientale con quella delle famiglie e delle imprese. Il Piemonte &egrave; la prima Regione a farlo con misure concrete, basate su dati scientifici e non su pregiudizi ideologici: non chiediamo n&eacute; deroghe, n&eacute; proroghe, rispettiamo i parametri dell&rsquo;Europa e lo facciamo con buon senso, scegliendo quali misure adottare, senza penalizzare sempre e solo l&rsquo;auto. Oggi dimostriamo che con rigore scientifico, pragmatismo e buon senso possiamo migliorare la qualit&agrave; dell&rsquo;aria e ridurre l&rsquo;inquinamento senza penalizzare famiglie e attivit&agrave;".</p>
<p>Il via libera definitivo da parte dell&rsquo;Aula arriva al termine di un approfondito lavoro di stesura e di analisi da parte della Struttura speciale avviata lo scorso anno e composta dalle direzioni regionali interessate, Arpa, Ires, Province e Citt&agrave; Metropolitana di Torino, Politecnico di Torino, Universit&agrave; di Torino e del Piemonte Orientale, enti di formazione e ricerca universitaria.&nbsp;</p>
<h2>LE MISURE ALTERNATIVE: TEMPI E ATTIVIT&Agrave;</h2>
<p><strong>Mobilit&agrave; e trasporti: intelligenza artificiale, biocarburanti e ciclabilit&agrave;</strong><br>Stanziati 14 milioni di euro in due anni per promuovere l'uso di biocarburanti diesel di origine rinnovabile sul trasporto pubblico e sulle auto private diesel Euro 6 e precedenti. Il contributo (tra 50 e 100 euro all'anno tramite carta biocarburante) partir&agrave; con un primo bando nell'inverno 2026-2027 nell'area metropolitana di Torino e a Novara, puntando a incrementare la quota di biocarburante nella rete oltre il 150%.<br>Il pacchetto mobilit&agrave; prevede anche investimenti mirati sulla tecnologia e la transizione ecologica dei trasporti grazie alla fluidificazione del traffico con l&rsquo;ausilio di sistemi di intelligenza artificiale. A settembre partir&agrave; la progettazione di un sistema basato su intelligenza artificiale per monitorare i flussi veicolari e la qualit&agrave; dell'aria a Torino e nella prima cintura (investimento da 11,6 milioni di euro). Un primo prototipo sar&agrave; attivo nell'inverno 2026-2027 nella zona di Piazza Rebaudengo a Torino. Saranno portati a compimento i progetti relativi alle Zone a Traffico Limitato per le citt&agrave; di Alessandria e Novara.&nbsp;</p>
<p>&Egrave; gi&agrave; attivo il bando da 44 milioni di euro per le Citt&agrave; rigenerative. In particolare, 14 milioni per l'incentivo all'uso della bicicletta nei percorsi casa-lavoro e per la realizzazione di velostazioni sicure; 30 milioni finanzieranno progetti di trasformazione urbana: pedonalizzazioni, Zone 30, scuole car free, forestazione urbana, vernici fotocatalitiche e sistemi di nebulizzazione/aspirazione degli inquinanti. Continua la misura, da 13,5 milioni di euro, per il rinnovo dei veicoli delle piccole e medie imprese piemontesi, che si associa a "Piemove &ndash; Piemonte Viaggia Studia" la tessera che garantisce trasporti pubblici gratis per tutti gli studenti universitari under 26 nelle citt&agrave; capoluogo a cui hanno aderito oltre 70 mila studenti.&nbsp;</p>
<p><strong>Agricoltura: riduzione delle emissioni e colture di copertura</strong><br>Le misure per il comparto agricolo puntano all'abbattimento della diffusione di ammoniaca in atmosfera. Le attuali misure di riduzione degli inquinanti saranno incrementate con oltre 10 milioni di euro per il finanziamento di bandi dedicati alle coperture delle vasche liquami e all'acquisto di mezzi per l'interramento dei reflui zootecnici. Accanto a questo, nella stagione autunnale 2027 partiranno gli incentivi per la diffusione di colture di copertura autunno-vernine, volte ad aumentare la capacit&agrave; del suolo e della vegetazione di assorbire gli inquinanti atmosferici.</p>
<p><strong>Energia e riscaldamento: efficienza e valorizzazione della filiera locale</strong><br>Per quanto riguarda le biomasse legnose, in primavera apriranno i bandi, 12,4 milioni di euro, per la messa a norma delle canne fumarie, la sostituzione di stufe e camini con generatori ad alte prestazioni e l'installazione di sistemi filtranti sulle caldaie esistenti. Accanto a questo sono previsti 1,9 milioni per la manutenzione professionale degli impianti e per la riduzione dei fabbisogni energetici degli edifici riscaldati a biomassa, e incentivi per l'uso di combustibili provenienti da filiera locale e sostenibile.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:18:00 +0200</pubDate><dc:creator> </dc:creator><author><name> </name></author></item><item><title><![CDATA[Un Comitato di Monitoraggio per la Statale 28 tra Ceva e Ormea: "Il tempo dei rinvii è finito"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/un-comitato-di-monitoraggio-per-la-statale-28-tra-ceva-e-ormea-il-tempo-dei-rinvii-e-finito_124852.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/un-comitato-di-monitoraggio-per-la-statale-28-tra-ceva-e-ormea-il-tempo-dei-rinvii-e-finito_124852.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124852/154623.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Un Comitato di Monitoraggio per la Statale 28 nella zona della valle Tanaro e del cebano. La richiesta arriva dal consigliere provinciale del Patto Civico per la Granda Pietro Danna, che chiede l&rsquo;istituzione di uno strumento analogo a quello creato per il tunnel del colle di Tenda per quanto riguarda la viabilit&agrave; su una delle arterie pi&ugrave; trafficate della provincia, in particolare nei mesi estivi. Di seguito il testo completo della lettera.</p>
<p>&ldquo;Gentile Direttore,<br>un mese fa ho incontrato i Sindaci della valle Tanaro perch&eacute;, d'intesa col Presidente Robaldo, abbiamo avviato un tavolo di coordinamento relativo all'asta della SS 28. Un'iniziativa che ha l'obiettivo di informare da un lato e coordinare, appunto, gli interventi che la Provincia svolger&agrave; sulle strade di propria competenza che afferiscono alla strada statale. In quel frangente, ancora una volta, ho avuto modo di toccare con mano lo scoramento dei colleghi amministratori, ormai disillusi rispetto ad una possibilit&agrave; di intervento risolutivo delle problematiche che - con sempre maggiore frequenza - sono presenti fra Ceva e Ormea. Il tempo dei rimandi &egrave; finito.</p>
<p>Non &egrave; pi&ugrave; accettabile - se mai lo &egrave; stato - abusare della pazienza dei cittadini della valle senza neppure prevedere l'inserimento nel prossimo contratto di programma fra il Ministero delle Infrastrutture ed ANAS almeno i tre interventi che quella valle attende da anni.</p>
<p>Se la valle Vermenagna (colle di Tenda) ha visto una decisa svolta e la valle Stura (variante di Demonte) la vedr&agrave; presto non ci si pu&ograve; continuare a girare dall'altra parte rispetto alla situazione di cinque Comuni (Nucetto, Bagnasco, Priola, Garessio, Ormea) che sono attraversati dalla 28 e di quattro Comuni (Perlo, Alto, Caprauna e Briga Alta) i cui cittadini, per qualsiasi esigenza, la usano pi&ugrave; volte al giorno.</p>
<p>Ho chiesto al Presidente Robaldo di istituire uno strumento come quello utilizzato per il tunnel del Tenda (il Comitato di Monitoraggio) al fine di tenere alta l'attenzione e chiedere a parlamentari e consiglieri regionali cuneesi di dimostrare lo stesso impegno visto in altri casi del tutto simili a questo.</p>
<p>Sono convinto che con un'azione forte e corale anche ANAS comprender&agrave; che &egrave; necessario intervenire una volta per tutte&rdquo;.<br>&nbsp;<br><strong>Avv. Pietro Danna</strong><br><strong>Consigliere Provinciale &ndash; Patto Civico per la Granda</strong></p>
<p><strong><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124852/small_154626.jpg" alt="Pietro Danna"></strong></p>]]></description><pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:59:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Fondo montagna, Marro (AVS): "Il milione tagliato torni al suo posto"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fondo-montagna-marro-avs-il-milione-tagliato-torni-al-suo-posto_124837.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fondo-montagna-marro-avs-il-milione-tagliato-torni-al-suo-posto_124837.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124837/154601.jpg" title="Giulia Marro" alt="Giulia Marro" /><br /><p>Nel question time presentato in Consiglio regionale, la consigliera Giulia Marro ha chiesto alla Giunta di ripristinare integralmente lo stanziamento iniziale di 10 milioni e 383 mila euro destinato al Fondo regionale per la montagna, ridotto di un milione nel corso del 2026.&nbsp;Il Fondo &egrave; il principale strumento regionale a sostegno delle Unioni montane e finanzia personale, capacit&agrave; progettuale, servizi, manutenzione e presidio dei territori.</p>
<p>"La Giunta ha risposto che il milione tagliato quest&rsquo;anno verr&agrave; spostato sul 2027 e accompagnato da un ulteriore milione, assicurando che l&rsquo;operativit&agrave; delle Unioni montane e del personale sar&agrave; comunque garantita", dichiara Marro.</p>
<p>"Prendiamo atto dell&rsquo;impegno, ma alle promesse di questa Giunta abbiamo imparato a non affidarci senza verifiche. Vigileremo perch&eacute; le somme annunciate vengano davvero stanziate e perch&eacute; il rinvio non comprometta la programmazione degli enti. Nel frattempo presenter&ograve; un emendamento alla variazione di bilancio, in discussione in questi giorni, per rimettere gi&agrave; nel 2026 quel milione al suo posto.&nbsp;Resta infatti una questione politica molto chiara. Questa Giunta sembra guardare troppo spesso alla montagna o come a un parco giochi sul quale seminare neve artificiale, destinando decine di milioni al sistema sciistico, oppure come a una riserva dalla quale estrarre acqua, energia e altre risorse, direttamente o attraverso concessioni sulle quali guadagnano in molti.&nbsp;Eppure, mentre si trovano fondi per il sistema neve, non si interviene in modo strutturale sui canoni per l&rsquo;imbottigliamento delle acque minerali e si riducono le risorse destinate proprio ai territori dai quali quell&rsquo;acqua viene prelevata.&nbsp;Noi abbiamo un&rsquo;idea diversa. La montagna &egrave; prima di tutto un luogo abitato: servono servizi, trasporti, sanit&agrave;, scuole, manutenzione, prevenzione del dissesto, lavoro e opportunit&agrave; per chi sceglie di restare o di tornare.&nbsp;Non pu&ograve; essere valorizzata soltanto quando produce profitto per qualcuno. Deve essere sostenuta ogni giorno, attraverso risorse certe e una politica capace di riconoscere il valore delle comunit&agrave; che la tengono viva.&nbsp;Se il milione &egrave; necessario nel 2027, lo &egrave; anche oggi. Per questo chiediamo che venga ripristinato subito".</p>]]></description><pubDate>Tue, 28 Jul 2026 17:13:00 +0200</pubDate><dc:creator> </dc:creator><author><name> </name></author></item><item><title><![CDATA["La siccità odierna non è un problema legato soltanto al cambiamento climatico"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-siccita-odierna-non-e-un-problema-legato-soltanto-al-cambiamento-climatico_124833.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-siccita-odierna-non-e-un-problema-legato-soltanto-al-cambiamento-climatico_124833.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124833/154592.jpg" title="" alt="" /><br /><div>Riceviamo e pubblichiamo le riflessioni di Simone Aime, ricercatore e scrittore, Paolo Chiarenza, ex consigliere provinciale, e Guido Giordana, sindaco di Valdieri, sul tema degli invasi.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>"Egregio direttore,</div>
<div>negli anni Ottanta ci volevano i compianti&nbsp; ing. Salvatore Selleri e il sen. Natale Carlotto per istruire e sollecitare autorevolmente la costruzione&nbsp; di grandi invasi per raccogliere acqua di cui sono ricche le nostre montagne. Infatti, era stato calcolato un patrimonio di oltre un miliardo di metri cubi di acqua, in parte inutilizzata, di fronte ad un fabbisogno per l&rsquo;intera provincia di Cuneo di circa 200 milioni di metri cubi. Studi, progetti e idee di isolati studiosi e uomini politici lungimiranti sono rimasti da quel tempo sulla carta, e sono depositati in qualche scaffale della Provincia, della Regione e del Ministero delle Infrastrutture. Parte di questi hanno&nbsp; ottenuto anche finanziamenti.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La siccit&agrave; odierna non &egrave; un problema legato soltanto al cambiamento climatico; &egrave; la conseguenza di una colpevole mancata politica di costruzione di dighe, derivazioni, adduzioni e acquedotti. L&rsquo;unica opera avviata in questi anni, fra varie tribolazioni, &egrave; Serra degli Ulivi, fra Pianfei, Chiusa Pesio e Villanova Mondov&igrave; (10 milioni di litri d&rsquo;acqua, costo previsto 230 milioni di euro).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Finalmente oggi non sono pi&ugrave; soltanto voci isolate quelle che affermano l&rsquo;esigenza di costruire grandi invasi&nbsp; per l&rsquo;uso plurimo dell&rsquo;acqua e l&rsquo;avveduta regimentazione dell&rsquo;acqua piovana e dei fiumi. I ventilati piccoli invasi non soddisfano le necessit&agrave; e sono nell&rsquo;insieme insostenibili economicamente. Perci&ograve;&nbsp; vale la pena ricordare quando lo Stura parlava al futuro. Il progetto della diga di Moiola (160 milioni di metri cubi di acqua invasata)&nbsp; era un progetto &ldquo;antico&rdquo; per la sete di oggi.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Nel 1974 la Giunta regionale del Piemonte approv&ograve; un contributo di 250 milioni di lire destinato all&rsquo;Amministrazione provinciale di Cuneo. Non era una cifra casuale, ma la somma necessaria per avviare una nuova fase di studi e progettazioni legati ad un&rsquo;opera che da decenni aleggiava come una possibilit&agrave; strategica per la valle: lo sbarramento dello Stura di Demonte nei pressi di Moiola. L&rsquo;idea di creare un grande serbatoio artificiale sullo Stura non era nuova per garantire risorse idriche aggiuntive&nbsp; per l&rsquo;irrigazione, sostenendo un&rsquo;agricoltura che rappresentava una parte vitale&nbsp; dell&rsquo;economia cuneese.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Negli anni 1970 la Provincia e&nbsp; la Camera di Commercio costituirono un comitato tecnico che si immerse nella complessit&agrave; del progetto, conducendo indagini geotecniche , geologiche e idrologiche. Il lavoro fu lungo, articolato, ma alla fine port&ograve; ad un risultato chiaro: la costruzione del serbatoio era possibile. Sulla base di quelle analisi preliminari venne redatta una perizia completa, che includeva rilievi topografici, studi geognostici e prove geotecniche. Ed &egrave; proprio qui che nasce la riflessione pi&ugrave; attuale. Allora si parlava di irrigazione e sostegno alla agricoltura; oggi, invece, la parola che domina tutto &egrave; siccit&agrave;. Le stagioni sono diventate pi&ugrave; imprevedibili, i fiumi pi&ugrave; fragili, le riserve idriche pi&ugrave; esposte. E proprio per questo, guardando a quei progetti, a quelle analisi tecniche, si capisce quanto sia necessario &ndash; forse improcrastinabile &ndash; tornare a pensare a opere capaci di garantire acqua a sufficienza, sicurezza e continuit&agrave;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ringraziando per la pubblicazione, distintamente".</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Simone Aime (ricercatore, scrittore Bernezzo)</strong><br><strong>Paolo Chiarenza (ex consigliere provinciale)</strong><br><strong>Guido Giordana (sindaco di Valdieri)</strong></div>]]></description><pubDate>Tue, 28 Jul 2026 16:40:00 +0200</pubDate><dc:creator> </dc:creator><author><name> </name></author></item><item><title><![CDATA[Il sistema imprenditoriale piemontese frena a causa dell’incertezza dei mercati]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-sistema-imprenditoriale-piemontese-frena-a-causa-dellincertezza-dei-mercati_124829.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-sistema-imprenditoriale-piemontese-frena-a-causa-dellincertezza-dei-mercati_124829.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124829/154580.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nel periodo compreso tra aprile e giugno 2026, la crescita del tessuto imprenditoriale piemontese ha mantenuto un ritmo particolarmente moderato. Il bilancio del secondo trimestre si &egrave; infatti chiuso con un incremento di entit&agrave; limitata, confermando come il sistema economico regionale, pur mostrando una sostanziale tenuta e alcuni segnali incoraggianti, continui a incontrare difficolt&agrave; nel sostenere un percorso di sviluppo stabile e dinamico.</p>
<p>Questo andamento rispecchia un contesto economico generale ancora caratterizzato da estrema cautela: l'incertezza sui mercati internazionali, la pressione sui costi e il costante e progressivo riassestamento dei tassi di interesse continuano a frenare lo slancio d'impresa. Se da un lato il tasso di mortalit&agrave; aziendale non mostra impennate drammatiche &mdash; confermando la resilienza delle realt&agrave; gi&agrave; strutturate &mdash;, dall'altro l'attrattivit&agrave; e la spinta a creare nuova impresa procedono a passo ridotto, lasciando la regione in una fase di sostanziale stabilit&agrave; dinamica.</p>
<p>Dall&rsquo;analisi puntuale dei dati emerge, infatti, come nel periodo aprile-giugno 2026, siano nate in Piemonte 5.708 imprese, 41 aziende in pi&ugrave; rispetto al II trimestre 2025. Le cessazioni (valutate al netto delle cancellazioni d&rsquo;ufficio) si sono attestate a 3.836, 54 in pi&ugrave; rispetto alle 3.782 del II trimestre 2025. Il saldo &egrave; risultato comunque positivo per 1.872 unit&agrave;, portando lo stock complessivo delle realt&agrave; imprenditoriali iscritte presso le Camere di commercio piemontesi a quota 416.694.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124829/small_154581.jpg" loading="lazy"></p>
<p>&ldquo;Il secondo trimestre dell&rsquo;anno conferma la tenuta del tessuto imprenditoriale piemontese che, pur in un contesto globale incerto, dimostra una solida capacit&agrave; di resistenza, trainato dalla vitalit&agrave; dei servizi e dalle strutture societarie pi&ugrave; solide. Tuttavia, la cautela che frena la nascita di nuove aziende ci indica che occorre una scossa di fiducia: per agganciare una ripresa decisa dobbiamo accelerare sugli investimenti strategici per la transizione digitale ed ecologica. Come Unioncamere Piemonte lavoriamo in stretta sinergia con le istituzioni territoriali e nazionali affinch&eacute; si mettano a terra politiche concrete, capaci di restituire slancio alla competitivit&agrave; del territorio e incentivare chi vuole fare impresa&rdquo; commenta Gian Paolo Coscia, presidente Unioncamere Piemonte.</p>
<p>La dinamica complessiva regionale evidenzia un tasso di crescita dello 0,45%. Tale performance, seppur inferiore alla media nazionale (+0,56%), mostra un consolidamento progressivo se confrontata con i corrispondenti trimestri del 2025 (+0,45%) e del 2024 (+0,37%).</p>
<p>L'analisi per forma giuridica mostra un quadro a due velocit&agrave;: mentre le forme societarie pi&ugrave; strutturate continuano a fare da traino con ritmi di crescita sostenuti, la base ben pi&ugrave; ampia delle imprese individuali registra un'espansione pi&ugrave; contenuta e inferiore alla media regionale, a fronte di una lieve flessione che interessa unicamente le societ&agrave; di persone.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124829/small_154582.jpg" loading="lazy"></p>
<p>Nel periodo aprile-giugno 2026 le societ&agrave; di capitale si confermano il segmento pi&ugrave; dinamico del tessuto imprenditoriale piemontese: mostrano infatti un tasso di crescita (+1,12%) nettamente superiore alla media regionale e aumentano la loro incidenza, arrivando a costituire il 23,1% del totale. Al contrario, le societ&agrave; di persone, che rappresentano il 19,4% del totale, sono l'unica forma a registrare una lieve contrazione (-0,05%). L'andamento delle imprese individuali &mdash; la categoria pi&ugrave; numerosa con una quota del 55,6% del totale &mdash; risulta positivo (+0,35%), ma con un'intensit&agrave; inferiore alla media regionale. Infine, le "altre forme", che costituiscono il restante 1,9%, evidenziano una crescita del +0,39%.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124829/small_154583.jpg" loading="lazy"></p>
<p>Nel II trimestre 2026, l'analisi settoriale mostra andamenti differenziati, il cui impatto sull'economia regionale varia in base al peso di ciascun comparto.</p>
<p>La spinta maggiore arriva dal settore degli Altri servizi, che non solo registra il tasso di crescita pi&ugrave; alto (+0,97%), ma essendo il comparto pi&ugrave; grande con il 34,2% del totale, traina in modo decisivo il risultato complessivo. Mostra una vivace dinamica anche il Turismo (+0,77%), che pesa per il 7,0% del totale, seguito dalle Costruzioni (+0,54%), con un'incidenza del 15,3%. Tutti e tre questi settori si posizionano al di sopra della media regionale.</p>
<p>Evidenzia invece uno sviluppo pi&ugrave; debole l'Industria in senso stretto, che rappresenta il 9,1% del totale e segna un incremento del +0,26%, mentre l'Agricoltura, che incide per il 10,9% sul totale delle imprese piemontesi, mostra una sostanziale stabilit&agrave; (+0,01%). Scivola infine in territorio negativo il Commercio, secondo settore per numero di imprese (19,2%), che registra una lieve contrazione dello 0,02%.</p>
<p>La modesta espansione del tessuto imprenditoriale regionale &egrave; il risultato di variazioni di lieve entit&agrave;, seppur positive, registrate in tutte le province.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124829/small_154584.jpg" loading="lazy"></p>
<p>A spingere la media piemontese sono principalmente Novara e Torino, le uniche due realt&agrave; a superare la soglia regionale: Novara registra il tasso di crescita pi&ugrave; alto dell'intera regione (+0,63% su un peso del 7,0%), mentre Torino la segue con un +0,52% e, dato l'enorme peso della provincia sul totale delle imprese (53,2%), fornisce il contributo quantitativamente pi&ugrave; significativo.</p>
<p>Tutte le altre province si attestano su tassi di crescita pi&ugrave; contenuti e inferiori alla media regionale. Tra queste, Cuneo, la seconda provincia per numero di imprese (15,4%), segna un incremento dello +0,40%. Dinamiche simili si riscontrano per Asti (che pesa per il 5,1% e cresce del +0,36%) e Vercelli (peso del 3,5% e aumento del +0,35%). Si posiziona nella fascia pi&ugrave; bassa Alessandria, terza provincia per incidenza (9,1%), con un +0,26%, seguita a breve distanza dal Verbano-Cusio-Ossola (peso del 2,9% e incremento del +0,25%). Chiude infine il quadro Biella (peso del 3,8%), che registra la variazione pi&ugrave; modesta dell'intera regione con un +0,16%.</p>]]></description><pubDate>Tue, 28 Jul 2026 15:53:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA["Le economie del Pnrr per le scuole nei piccoli Comuni": la proposta di Sacchetto]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/le-economie-del-pnrr-per-le-scuole-nei-piccoli-comuni-la-proposta-di-sacchetto_124803.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/le-economie-del-pnrr-per-le-scuole-nei-piccoli-comuni-la-proposta-di-sacchetto_124803.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124803/154544.jpg" title="Claudio Sacchetto" alt="Claudio Sacchetto" /><br /><p>Destinare le eventuali economie del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) al completamento degli interventi di edilizia scolastica e rilanciare il Piano triennale nazionale per le scuole. &Egrave; questo l'obiettivo dell'Ordine del giorno depositato dal Consigliere regionale di Fratelli d'Italia Claudio Sacchetto, collegato al disegno di legge di Assestamento al bilancio della Regione Piemonte.</p>
<p>L'iniziativa nasce dalla consapevolezza che molti Comuni piemontesi, in particolare quelli con meno di 60 mila abitanti, hanno gi&agrave; investito nella progettazione di nuovi edifici scolastici o nella messa in sicurezza di quelli esistenti, ottenendo talvolta finanziamenti solo parziali oppure avviando interventi che necessitano di ulteriori risorse per essere completati.</p>
<p>&ldquo;Negli ultimi anni gli enti locali hanno dimostrato capacit&agrave; progettuale e grande senso di responsabilit&agrave;, oggi molti Comuni dispongono di progetti esecutivi gi&agrave; pronti, altri hanno cantieri aperti che attendono soltanto il completamento della copertura finanziaria, oppure nuove amministrazioni vorrebbero beneficiare di finanziamenti per ristrutturazioni, sarebbe utile indirizzare eventuali economie del PNRR verso opere immediatamente realizzabili e indispensabili per garantire scuole pi&ugrave; sicure e moderne&rdquo;, dichiara Sacchetto.</p>
<p>Con il documento, il Consigliere regionale chiede alla Giunta piemontese di attivarsi presso il Governo e i Ministeri competenti affinch&eacute; le risorse che dovessero rendersi disponibili a seguito di economie di gara, finanziamenti non assegnati o rimodulazioni del PNRR siano prioritariamente destinate ai Comuni che hanno gi&agrave; ottenuto un finanziamento parziale, completato la progettazione esecutiva o avviato interventi immediatamente cantierabili.</p>
<p>L'Ordine del giorno impegna inoltre la Regione a promuovere, nell'ambito della Conferenza Stato-Regioni e in ogni altra sede istituzionale, il rifinanziamento del Piano triennale nazionale di edilizia scolastica, che negli anni ha consentito di realizzare numerosi interventi di messa in sicurezza, riqualificazione ed efficientamento energetico degli edifici scolastici.</p>
<p>&ldquo;L'edilizia scolastica non pu&ograve; esaurirsi con il PNRR, &egrave; altres&igrave; necessario programmare una nuova stagione di investimenti che dia continuit&agrave; agli interventi gi&agrave; avviati e permetta ai Comuni medio-piccoli delle Province piemontesi di pianificare opere strategiche senza l'incertezza delle risorse. Le scuole rappresentano un patrimonio pubblico fondamentale e garantire ambienti sicuri, efficienti e adeguati significa investire concretamente nel futuro dei nostri ragazzi e delle comunit&agrave; locali, mi auguro che questo Ordine del giorno possa trovare un'ampia condivisione in Consiglio regionale, perch&eacute; la sicurezza delle scuole e il sostegno ai nostri Comuni sono obiettivi che dovrebbero unire tutte le forze politiche, chiedere al Governo di valorizzare le economie del PNRR e di rifinanziare il Piano nazionale di edilizia scolastica significa dare risposte concrete ai territori e non disperdere il lavoro progettuale gi&agrave; svolto dalle amministrazioni locali&rdquo;, conclude Sacchetto.</p>]]></description><pubDate>Tue, 28 Jul 2026 10:38:00 +0200</pubDate><dc:creator> </dc:creator><author><name> </name></author></item><item><title><![CDATA[Cuneo è quarantaseiesima nell’Indice di sportività 2026]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/cuneo-e-quarantaseiesima-nellindice-di-sportivita-2026_124788.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/cuneo-e-quarantaseiesima-nellindice-di-sportivita-2026_124788.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124788/154517.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Cuneo si conferma al 46esimo posto nella classifica nazionale dell&rsquo;Indice di sportivit&agrave; redatto ogni anno dal quotidiano economico &ldquo;Il Sole 24 Ore&rdquo;, con un punteggio di 265,3 punti. La provincia Granda si trova subito dopo Savona e appena prima di Pisa, mantenendo la posizione raggiunta nel 2025, quando aveva recuperato 12 posizioni rispetto al 2024.</p>
<p>L&rsquo;<a href="https://lab24.ilsole24ore.com/indice-sportivita/classifica/" target="_blank" rel="nofollow">Indice di sportivit&agrave;</a>, elaborato da Pts Sport per &ldquo;Il Sole 24 Ore&rdquo;, si basa su quattro macro categorie: struttura sportiva, sport di squadra, sport individuali, sport e societ&agrave;. Ognuna di queste categorie &egrave; composta da numerosi sottoindicatori che vanno dai risultati agonistici, individuali e di squadra, alla diffusione della pratica sportiva sul territorio, passando per l&rsquo;organizzazione di grandi eventi, gli investimenti nello sport, la presenza di societ&agrave; sportive e impianti, il turismo sportivo e l&rsquo;attenzione riservata allo sport paralimpico. L&rsquo;obiettivo &egrave; restituire una fotografia il pi&ugrave; possibile completa della vitalit&agrave; sportiva di ogni provincia italiana, non limitandosi ai soli risultati agonistici ma tenendo conto anche degli aspetti economici, sociali e organizzativi legati al mondo dello sport.</p>
<p>Nel Cuneese, il risultato migliore arriva dagli sport invernali, con l&rsquo;11esimo posto a livello nazionale, un dato che non stupisce considerando la vocazione montana di un&rsquo;ampia parte della provincia. Bene anche gli sport outdoor, dove la Granda si conferma 18esima in Italia.</p>
<p>Guardando invece alle categorie principali dell&rsquo;indice, Cuneo ottiene buoni risultati negli sport individuali, piazzandosi 28esima, e nelle strutture sportive, dove si colloca al 37esimo posto. Discreto anche il dato relativo a sport e societ&agrave;, che vale il 38esimo posto. Il dato peggiore riguarda gli sport di squadra, comparto in cui la provincia scivola al 67esimo posto.</p>
<p>Allargando lo sguardo al resto del Piemonte, la provincia che fa meglio di tutte &egrave; Torino, che si piazza all&rsquo;ottavo posto nazionale, confermandosi tra le realt&agrave; pi&ugrave; sportive d&rsquo;Italia. Seguono Alessandria (34esima) e Novara (36esima), non lontane da Cuneo. Pi&ugrave; indietro invece Verbania (50esima), Vercelli (65esima), Biella (81esima) e Asti, fanalino di coda regionale all&rsquo;89esimo posto.</p>
<p>A conquistare il primo posto della classifica a livello nazionale &egrave; Milano, che ha scavalcato Trento e Bolzano. Negli ultimi anni il capoluogo lombardo ha scalato progressivamente la graduatoria, passando dal settimo posto del 2022 al quinto nel 2023 e nel 2024, fino al terzo posto dello scorso anno. A fare la differenza, quest&rsquo;anno, sono state soprattutto le Olimpiadi invernali.</p>
<p>Il record di vittorie sportive per&ograve; va a Trento, che negli ultimi vent&rsquo;anni ha conquistato il primo posto otto volte, restando fuori dal podio una sola volta in due decenni. In fondo alla classifica generale di quest&rsquo;anno, invece, si trovano Crotone, Agrigento e Sud Sardegna.</p>]]></description><pubDate>Tue, 28 Jul 2026 07:55:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Natimortalità delle imprese, nel secondo trimestre del 2026 saldo positivo in provincia di Cuneo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/natimortalita-delle-imprese-nel-secondo-trimestre-del-2026-saldo-positivo-in-provincia-di-cuneo_124776.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/natimortalita-delle-imprese-nel-secondo-trimestre-del-2026-saldo-positivo-in-provincia-di-cuneo_124776.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124776/154502.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nel secondo trimestre del 2026 il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni registra un saldo positivo di 255 imprese con un aumento del numero delle imprese (+0,40%) stabile rispetto a quella dello stesso periodo del 2025 ma migliore rispetto a quella del 2024 (+0,32%).</p>
<p>Secondo le rilevazioni del Registro Imprese della Camera di commercio di Cuneo, il secondo trimestre 2026 si &egrave; chiuso con la nascita di 778 imprese, in diminuzione rispetto alle 812 dello stesso periodo del 2025. Nel medesimo arco temporale, le cessazioni (al netto delle cancellazioni d&rsquo;ufficio) si attestano a 523, con un decremento di 32 unit&agrave; rispetto all'anno precedente.</p>
<p>"Il saldo positivo del secondo trimestre rientra nel trend standard del periodo aprile/giugno e, pur registrando una crescita pi&ugrave; contenuta rispetto ai dati di Piemonte e Italia, testimonia la reattivit&agrave; della nostra economia &mdash; afferma il Presidente Luca Crosetto. In particolare, il consolidamento delle societ&agrave; di capitali e la buona performance di servizi e turismo dimostrano come Cuneo continui ad irrobustire la propria struttura imprenditoriale, scommettendo su fattori chiave come innovazione e attrattivit&agrave;".</p>
<p>La consistenza delle sedi di impresa complessivamente registrate a fine giugno 2026 presso il Registro camerale ammonta a 64.162 unit&agrave;, mentre sono 80.578 le localizzazioni (comprensive di unit&agrave; locali; erano 80.884 al secondo trimestre 2025).</p>
<p>Il saldo tra iscrizioni e cessazioni determina un tasso di crescita del +0,40%. Tale incremento della base imprenditoriale cuneese appare lievemente meno marcato rispetto al dato regionale (+0,45%) e a quello nazionale (+0,56%).</p>
<p>Sotto il profilo delle forme giuridiche, le societ&agrave; di capitali rappresentano la componente che ha realizzato la migliore performance (+1,14%). Tale segmento, che incide per il 16,5% sullo stock complessivo delle imprese provinciali, conferma una tendenza di crescita costante, riflettendo il progressivo rafforzamento strutturale del tessuto imprenditoriale cuneese. A seguire le altre forme (+0,44%), di cui fanno parte cooperative e consorzi, le societ&agrave; di persone (+0,36%) e le ditte individuali (+0,21%) che costituiscono la forma giuridica prevalente, rappresentando il 60,1% del totale.</p>
<p>A livello settoriale l&rsquo;orientamento risulta positivo, con l'unica eccezione rappresentata dal comparto dell&rsquo;agricoltura (-0,05%). Il turismo ha riportato un buon +1,19%, seguito dagli altri servizi (+0,92%), che includono trasporti, ICT, attivit&agrave; finanziarie e servizi alle imprese, dalle costruzioni (+0,57%), dall&rsquo;industria in senso stretto (+0,28%) e dal commercio (+0,05%).</p>]]></description><pubDate>Mon, 27 Jul 2026 17:08:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Pnrr, la Regione fa il punto: in provincia di Cuneo realizzati 585 progetti per 113 milioni]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/pnrr-la-regione-fa-il-punto-in-provincia-di-cuneo-realizzati-585-progetti-per-113-milioni_124770.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/pnrr-la-regione-fa-il-punto-in-provincia-di-cuneo-realizzati-585-progetti-per-113-milioni_124770.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124770/154487.jpg" title="L'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi all'inaugurazione dell'Ospedale di Comunità di Saluzzo" alt="L'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi all'inaugurazione dell'Ospedale di Comunità di Saluzzo" /><br /><p>La Regione Piemonte ha centrato il 100% degli obiettivi Pnrr e rispettato tutte le scadenze previste dall&rsquo;Europa, dopo aver complessivamente gestito 2.419 progetti e risorse pari a 1,78 miliardi di euro. Tra questi sono 585 gli interventi di competenza regionale realizzati in provincia di Cuneo per un valore di oltre 113 milioni di euro, ai quali si aggiungono anche 478 progetti che per rilevanza e ampiezza hanno interessato tutto il Piemonte e impegnato risorse per 818 milioni di euro. Un insieme che nella Granda ha contribuito allo sviluppo economico e sociale del territorio, oltre che alla tutela della salute dei cittadini.</p>
<p>In primo piano i progetti che hanno permesso il raggiungimento del 100% del target riguardante la salute: sono gli Ospedali di Comunit&agrave; di Cuneo, Saluzzo e Ceva, le Case della Comunit&agrave; di Santo Stefano Belbo, Verzuolo, Borgo San Dalmazzo, Fossano, Dronero, Ceva, Dogliani, Saluzzo e Savigliano, le Centrali operative territoriali di Cuneo, Verduno, Saluzzo, Savigliano, Mondov&igrave; e Bra.</p>
<p>Obiettivo centrato anche per quanto riguarda l&rsquo;ammodernamento delle grandi apparecchiature negli ospedali. In particolare: Cuneo ha potuto acquistare una risonanza magnetica, due tomografi computerizzati, vari ecotomografi cardio, ginecologici e multidisciplinari, Saluzzo sistemi radiologici fissi e un tomografo computerizzato, Savigliano un mammografo con tomisintesi e un tomografo computerizzato, Mondov&igrave; e Verduno hanno ammodernato il parco tecnologico e digitale. Nel complesso per le apparecchiature l&rsquo;investimento &egrave; stato di 9.900.000 euro.</p>
<p>Per quanto riguarda la formazione professionale e il lavoro vanno evidenziati i 34.900 beneficiari del programma Garanzia Occupabilit&agrave; dei Lavoratori (GOL), il 41,24% dei quali ha ottenuto un rapporto di lavoro superiore ai sei mesi.</p>
<p>Quattro progetti a valere sui fondi del Piano Nazionale Complementare per l'efficientamento energetico hanno coinvolto a Borgo San Dalmazzo 27 alloggi nelle vie Arno e Piave per 4.500.000 euro, a Mondov&igrave; 8 alloggi in via San Pio V per 400.000 euro e altri 8 in via Vico per 250.000 euro, a Racconigi 6 via Vittorio Emanuele III per 300.000 euro.</p>
<p>Per la riduzione del rischio idrogeologico sono stati effettuati 26 interventi: a Garessio il rifacimento del ponte Odasso con 2.700.000 euro e la manutenzione idraulica del torrente Neva con 250.000 euro, a Nucetto il ripristino del ponte sul Tanaro in localit&agrave; Fabbrica con 1.000.000 di euro, a Valdieri il rifacimento del ponte di accesso alla Regione Terme con 1.000.000 di euro, ad Alba il ripristino della viabilit&agrave; in via Luini con 178.000 euro, a Battifollo la messa in sicurezza di un versante in localit&agrave; Cantone con 350.000 euro, a Card&egrave; il riordino del nodo idraulico dei rii Riondino e Cionchea con 700.000 euro, a Cortemilia la sistemazione idraulica del fiume Bormida da ponte San Rocco a ponte Olla con 850.000 euro, a Dogliani la regimazione di acque superficiali con 325.000 euro, a Levice la messa in sicurezza di strade in localit&agrave; Battaglia con 300.000 euro, a Monastero di Vasco opere di sostegno in via Comba San Grato con 200.000 euro, a Pagno opere varie nel concentrico con 180.000 euro, a Paroldo opere varie per 280.000 euro, a Prunetto ka regimazione idraulica del fiume Bormida con 650.000 euro, a Venasca il consolidamento di via Bonardo con 250.000 euro, a Bagnasco nuovi tratti di scogliera sul fiume Bormida con 500.000 euro, a Entracque il consolidamento del ponte sul torrente Gesso con 150.000 euro, a Revello e Saluzzo la ricostruzione della soglia intorno al ponte sul Po con 500.000 euro, a Centallo e Castelletto Stura le pile del ponte Trunasse sulla Stura di Demonte con 800.000 euro, a Ormea e Caprauna opere di sostegno con 400.000 euro, a Torre Bormida e Monesiglio la stabilizzazione di un pendio con 500.000 euro, a Castino opere di sostegno e drenaggi con 800.000 euro, a Perletto la stabilizzazione di un pendio con 500.000 euro, a Bossolasco opere di sostegno e drenaggi sulla sp162 con 560.000 euro, ad Arguello la stabilizzazione di un pendio con 500.000 euro, a Gottasecca opere di sostegno e drenaggi con 550.000 euro, a Briga Alta e Ormea opere di sostegno e protezioni spondali con 800.000 euro.</p>
<p>Sono state 356 le aziende agricole che hanno ricevuto contributi per l&rsquo;ammodernamento dei macchinari.</p>
<p>Nel campo della cultura nel Cuneese sono stati realizzate 98 operazioni di risanamento conservativo e restauro di restauri di luoghi di culto e costruzioni rurali.</p>
<p>Infine, sono stati finanziati con 6.363.000 euro il rifacimento del collettore consortile da Limone Piemonte a Vernante e con 3.630.000 euro la razionalizzazione del sistema di collettamento e depurazione dei Comuni del Roero (dismissione a Canale di impianti depurazione in localit&agrave; Cimitero e potenziamento dell&rsquo;impianto in localit&agrave; Valpone, lotto 1).</p>
<p>Tra i numerosi progetti a valenza regionale si segnalano:</p>
<ul>
<li>140.500.000 euro per il potenziamento dei nodi ferroviari metropolitani e delle linee ferroviarie interregionali e regionali, che hanno tra l&rsquo;altro portato al potenziamento della Ferrovia Canavesana e della Torino-Ceres, che oggi garantisce anche il collegamento diretto tra il centro del capoluogo e l&rsquo;aeroporto di Caselle;</li>
<li>oltre 40 milioni di euro per l&rsquo;acquisto di cinque nuovi treni Rock e Pop a emissioni zero, che hanno rafforzato il trasporto pubblico locale e contribuito a rinnovare la flotta con mezzi a consumo ridotto del 30%, spazi pi&ugrave; accessibili e possibilit&agrave; di trasporto di biciclette;</li>
<li>62 milioni di euro per assicurare a quasi 14.000 studenti l&rsquo;accesso alla carriera universitaria tramite l&rsquo;ampliamento della platea di borse di studio erogate da Edisu negli ultimi 4 anni e l&rsquo;aumento medio di circa 700 euro per ciascuna borsa;</li>
<li>56 milioni di euro per trovare soluzioni alla disoccupazione giovanile rispondere alle esigenze delle imprese con momenti di formazione in aula alternati a momenti pratici in contesti lavorativi che hanno riguardato 12.500 giovani tra 14 e 24 anni;</li>
<li>309 milioni di euro per consentire a oltre 257.000 persone di beneficiare del Programma nazionale Garanzia Occupabilit&agrave; dei Lavoratori, che ha compreso anche un percorso specifico per le situazioni di crisi aziendale con azioni di ricollocazione collettiva e indennit&agrave; di partecipazione a corsi formativi che hanno coinvolto 55 imprese e oltre 2.000 lavoratori;</li>
<li>8.750.000 euro per allestire in tutto il territorio una rete di assistenza e formazione che ha consentito a 180.000 cittadini di superare il divario digitale e favorire l&rsquo;esercizio dei loro diritti digitali e che ha esteso il proprio raggio d&rsquo;azione alle scuole e ai Centri per l&rsquo;impiego;</li>
<li>21 milioni di euro per il progetto &ldquo;Esperti per il Piemonte&rdquo;, 95 professionisti che hanno aiutato gli enti locali a superare diversi ostacoli che rallentavano l&rsquo;attivit&agrave; amministrativa sulle procedure nel campo delle bonifiche ambientali, energie rinnovabili, gestione dei rifiuti, infrastrutture digitali e servizi idrici integrati;</li>
<li>2.770.000 euro per semplificare lo scambio di dati tra le Pubbliche amministrazioni centrali e locali tramite la Piattaforma digitale nazionale dati;</li>
<li>700.000 euro per rafforzare l&rsquo;adozione dei servizi della piattaforma PagoPa e dell&rsquo;applicazione Io;</li>
<li>2.300.000 euro per i servizi di mobilit&agrave; sostenibile del progetto Maas4Piemonte, un&rsquo;unica piattaforma integrata che offre un nuovo modo di viaggiare: semplice, comodo, veloce, senza code per l&rsquo;acquisto di biglietti, senza dover utilizzare pi&ugrave; titoli di viaggio per giungere a destinazione;</li>
<li>2 milioni di euro per rafforzare le difese strategiche in campo digitale nell&rsquo;ambito della Strategia nazionale di Cybersicurezza.</li>
</ul>
<p>Questi risultati confermano la grande capacit&agrave; della Regione Piemonte di spendere con efficacia e nei tempi corretti le risorse a disposizione e, in particolare, trasformare le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza in investimenti concreti per cittadini, imprese e infrastrutture, con benefici tangibili per i territori.</p>
<p>"Come sui fondi europei siamo la prima Regione d&rsquo;Italia per capacit&agrave; di spesa e rendicontazione, anche sul Pnrr abbiamo realizzato tutto quello che ci era richiesto e l&rsquo;abbiamo fatto in tempo - sottolinea il presidente Alberto Cirio - Non era un risultato scontato, data la mole di progetti e di investimenti e anche la complessit&agrave; di alcune misure, eppure siamo riusciti a centrare tutti gli obiettivi e in 11 casi la performance &egrave; stata superiore a quella richiesta. Questo ci ha consentito di ottenere un premio di 35 milioni aggiuntivi. Un risultato che dimostra la capacit&agrave; del Piemonte di trasformare le risorse europee in opere, servizi e opportunit&agrave; per cittadini e imprese. Aver rispettato tutte le scadenze significa aver dimostrato che il Piemonte sa trasformare le risorse europee in risultati concreti. Un patrimonio di competenze che continueremo a mettere al servizio dei cittadini anche oltre il Pnrr e in vista dell&rsquo;avvio della nuova programmazione europea 2028-2035".</p>
<p>"La Provincia Granda &egrave; oggi il motore trainante dello sviluppo economico del Piemonte: un'intraprendenza che il territorio cuneese ha dimostrato anche nel saper cogliere le opportunit&agrave; di sviluppo offerte dal Pnrr per tutti i comparti, trasformandole in interventi concreti e diffusi, quali servizi per i cittadini, infrastrutture pi&ugrave; sicure, edifici riqualificati, sostegno alle imprese agricole, valorizzazione del patrimonio storico e culturale e investimenti che rendono le nostre comunit&agrave; pi&ugrave; moderne e attrattive - commentano gli assessori regionali Paolo Bongioanni e Marco Gallo - &Egrave; questa la direzione che vogliamo continuare a seguire: investire nelle aree che rappresentano l&rsquo;identit&agrave; del nostro territorio, sostenendo la qualit&agrave; della vita delle persone e creando le condizioni per uno sviluppo duraturo. Il Pnrr lascia opere che resteranno nel tempo e costituisce una base solida su cui continuare a costruire il futuro".</p>
<p>Nella homepage del sito <a href="pnrr.regione.piemonte.it" target="_blank" rel="nofollow">pnrr.regione.piemonte.it</a>, che in questi anni ha monitorato l&rsquo;andamento del Piano con aggiornamenti trimestrali sulle singole misure, &egrave; possibile scaricare il Report con tutti i traguardi e gli obiettivi centrati da Regione Piemonte alla scadenza del 30 giugno 2026. Inoltre, offre l&rsquo;opportunit&agrave; di approfondire la distribuzione territoriale degli interventi grazie alla sezione &ldquo;Atlante dati&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 27 Jul 2026 15:30:00 +0200</pubDate><dc:creator> </dc:creator><author><name> </name></author></item><item><title><![CDATA[Spenti 17 autovelox in provincia di Cuneo: ecco dove si trovano]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/spenti-17-autovelox-in-provincia-di-cuneo-ecco-dove-si-trovano_124748.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/spenti-17-autovelox-in-provincia-di-cuneo-ecco-dove-si-trovano_124748.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124748/154442.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sono stati spenti gli autovelox ritenuti non in regola dopo la riforma promossa dal Ministro dei Trasporti Matteo Salvini. Si tratta in totale di 712 dispositivi sul territorio nazionale (ne restano operativi 2.593). Le nuove norme - si legge sul sito del Ministero - individuano &ldquo;criteri univoci che disciplinano le caratteristiche, i requisiti e le procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalit&agrave; dei dispositivi e dei sistemi per l'accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocit&agrave;&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Da un lato &egrave; fondamentale garantire la sicurezza stradale con misure chiare che devono essere rispettate dagli automobilisti, dall&rsquo;altra il controllo per la sicurezza non pu&ograve; trasformarsi in un modo poco trasparente per fare cassa alle spalle dei cittadini&rdquo;, ha detto lo stesso Salvini. La riforma pone fine a una situazione di incertezza normativa che negli ultimi anni aveva generato polemiche, ricorsi e contenziosi.</p>
<p>In Piemonte sono stati spenti 131 dispositivi: un numero pi&ugrave; altro solo in Lombardia (144), mentre a completare il &ldquo;podio&rdquo; &egrave; l&rsquo;Emilia Romagna con 94 autovelox disattivati.</p>
<h2>I velox spenti in provincia di Cuneo</h2>
<p>Questi i dispositivi disattivati nel territorio della Granda: Centallo (2 velox), Borgo San Dalmazzo (2 velox), Canale, Dogliani, Alta Langa, Lesegno, Moiola, Busca, Savigliano, Sommariva Perno, Unione Montana Monviso, Unione Montana Mondol&egrave;, Corpo Intercomunale Carrucese, Cuneo, Bagnolo Piemonte.</p>
<p>Questi dispositivi non saranno operativi fino a una futura eventuale messa in regola. <a href="https://www.mit.gov.it/nfsmitgov/files/media/notizia/2026-07/autovelox%20dettaglio%20regionale%20per%20sito%2018lug26.pdf" target="_blank" rel="nofollow">QUI l'elenco completo a livello nazionale</a>.</p>]]></description><pubDate>Mon, 27 Jul 2026 11:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>a.d.</dc:creator><author><name>a.d.</name></author></item><item><title><![CDATA[Carburanti, gas ed energia: nel 2026 per i piemontesi una stangata da 2,2 miliardi di euro]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/carburanti-gas-ed-energia-nel-2026-per-i-piemontesi-una-stangata-da-22-miliardi-di-euro_124746.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/carburanti-gas-ed-energia-nel-2026-per-i-piemontesi-una-stangata-da-22-miliardi-di-euro_124746.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124746/154439.jpg" title="" alt="" /><br /><p>A cinque mesi dallo scoppio della guerra nel Golfo Persico, si stima che nel 2026 famiglie e imprese italiane dovranno sostenere quasi 29 miliardi di euro di costi aggiuntivi per elettricit&agrave;, gas e carburanti. Il dato emerge da uno <a href="https://www.cgiamestre.com/wp-content/uploads/2026/07/Rincari-luce-gas-carburanti-25.07.26.pdf" target="_blank" rel="nofollow">studio pubblicato dalla Cgia di Mestre</a>, in cui si ipotizza che i prezzi applicati in questo momento restino invariati fino a fine anno.&nbsp;</p>
<p>Il rincaro maggiore riguarder&agrave; benzina e diesel, con una spesa extra di 13,6 miliardi di euro (+20,4% rispetto al 2025), seguiti dall'energia elettrica con +10,2 miliardi (+12,9%) e dal gas con +5 miliardi (+14,6%). &ldquo;Un conto salato che rischia di pesare soprattutto sulle famiglie economicamente pi&ugrave; fragili, sulle aziende di trasporto e sulle imprese a elevato consumo di energia&rdquo;, si legge nel rapporto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Gli aumenti dall&rsquo;inizio del 2026</h2>
<p>Secondo lo studio la benzina ha osservato un rincaro medio a livello nazionale del 14,4% a cinque mesi dall&rsquo;attacco statunitense in Iran, mentre per il gasolio l&rsquo;aumento &egrave; stato del 18,5%: i prezzi, rispetto all&rsquo;inizio del 2026, sono passati rispettivamente da 1,64 euro al litro a 1,91 euro al litro e da 1,67 euro al litro a 2,04 euro al litro.</p>
<p>Aumenti ancora pi&ugrave; rilevanti per i prezzi di gas ed energia elettrica, rispettivamente a +,76,1% e +51,2%. I prezzi mensili sono passati da 37,71 euro a 57,08 euro per quanto riguarda il gas e da 132,66 euro a 161,23 euro per quanto riguarda l&rsquo;energia elettrica (prezzi in euro per MWh).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I dati regionali</h2>
<p>A livello regionale, sommando le spese per carburanti, energia elettrica e gas, &egrave; la Lombardia a pagare il conto pi&ugrave; salato, con un aumento di 5,4 miliardi di euro rispetto al 2025 (+15,1%). Seguono Emilia Romagna, Veneto e Lazio, mentre il Piemonte si piazza al quinto posto con una spesa stimata di 15,9 miliardi di euro, per un rincaro di 2,12 miliardi rispetto al 2025 (+15,4%). In generale, in tutte le regioni italiane i rialzi si attestano tra il 15% e il 17%.</p>
<p>Consistenti i rincari percentuali per quanto riguarda i prezzi dei carburanti, tra il 19% e il 21% a seconda della regione. Il dato percentuale pi&ugrave; alto &egrave; quello della Basilicata (+21,6%, con una spesa stimata superiore di 118 milioni di euro rispetto a quella del 2025). Il Piemonte presenta uno dei rincari percentuali pi&ugrave; contenuti (+19,7%, superiore solo a quelli di Lombardia e Liguria, entrambe con il 19,5%). Si stima che nel 2026 imprese e famiglie piemontesi spenderanno 4,9 miliardi di euro in carburanti, con un aumento di 807 milioni rispetto al 2025.&nbsp;</p>
<p>Dal punto di vista dell&rsquo;energia elettrica l&rsquo;aumento percentuale pi&ugrave; consistente &egrave; quello della Calabria (+13%, 179 milioni in pi&ugrave; rispetto al 2025. In Piemonte si stima un rincaro di circa 786 milioni, dai 6,13 miliardi del 2025 ai 6,9 del 2026 (+12,8%).</p>
<p>Chiudono il quadro gli aumenti relativi al gas, dal +15,4% della Valle d&rsquo;Aosta al +13,4$ della Sardegna. Imprese e famiglie piemontesi saranno chiamate a sostenere un rincaro di circa 525 milioni di euro (+14,8%), dai 3,56 miliardi del 2025 ai 4,08 miliardi del 2026.&nbsp;</p>
<h2>&nbsp;</h2>
<h2>Gli interventi di Governo e UE</h2>
<p>Dal momento dell'attacco americano in Iran, il Governo italiano ha stanziato 7 miliardi di euro a sostegno di famiglie e imprese: 5 per alleggerire i rincari di luce e gas, 2 per tagliare le accise su benzina e diesel. Una cifra di rilievo che, tuttavia, arriverebbe a &ldquo;sterilizzare&rdquo; solo un quarto dei 29 miliardi di aggravio stimato complessivamente. Proprio per questo, il Governo sembra pronto a investire altri 7 miliardi di euro entro il prossimo autunno contro il caro energia, ancora prima dell'approvazione della Legge di bilancio 2027. Un'operazione possibile solo se il Consiglio Europeo conceder&agrave; una clausola di salvaguardia, per sforare temporaneamente il rapporto deficit-Pil senza incorrere in procedure di infrazione.</p>
<p>&ldquo;Se c&rsquo;&egrave;, l&rsquo;UE batta un colpo&rdquo;, si legge nel rapporto del&rsquo;Ufficio Studi della Cgia, che al tema dedica un capitolo ad hoc: &ldquo;Di fronte a uno scenario cos&igrave; preoccupante, l'Unione Europea sembra essere la grande assente. Un atteggiamento ben diverso da quello adottato dopo l'invasione russa dell'Ucraina. Tra il 2022 e il 2023, infatti, Bruxelles autorizz&ograve; anche all'Italia di ridurre l'Iva sulle bollette, introdusse un tetto al prezzo del gas per contenerne la volatilit&agrave; e consent&igrave; l'applicazione di un contributo di solidariet&agrave; sugli extraprofitti delle grandi multinazionali dell'energia, che anche allora registrarono utili eccezionali. Resta inoltre sul tavolo una misura molto discussa, ma mai realmente attuata: il disaccoppiamento tra il prezzo del gas e quello dell'energia elettrica, considerato sempre pi&ugrave; necessario per rendere il mercato meno vulnerabile a shock di questa portata. In attesa che anche Bruxelles batta un colpo, speriamo che ci consenta nel prossimo autunno di mettere in campo altri 7 miliardi di euro contro il caro energia, permettendoci di non conteggiare nel rapporto deficit-Pil questa voce di spesa&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 27 Jul 2026 10:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Dalmasso</dc:creator><author><name>Andrea Dalmasso</name></author></item><item><title><![CDATA[Vicoforte, dibattito sulla data delle Feste del Santuario: la minoranza incalza, la Giunta difende la scelta]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/vicoforte-dibattito-sulla-data-delle-feste-del-santuario-la-minoranza-incalza-la-giunta-difende-la-scelta_124698.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/vicoforte-dibattito-sulla-data-delle-feste-del-santuario-la-minoranza-incalza-la-giunta-difende-la-scelta_124698.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124698/154362.jpg" title="Il santuario di Vicoforte" alt="Il santuario di Vicoforte" /><br /><p>Il dibattito politico a Vicoforte si accende sulle date e sulla gestione economica delle prossime Feste del Santuario, tema affrontato in chiusura dell'ultima seduta del Consiglio comunale.</p>
<p>A sollevare la questione &egrave; stato il capogruppo di minoranza della lista CambiAmo Vicoforte, Umberto Bonelli, che ha espresso forti perplessit&agrave; riguardo al rispetto della tradizione locale e all'impiego delle risorse pubbliche per l'organizzazione dell'evento.</p>
<p>Al centro della polemica vi &egrave; la calendarizzazione della manifestazione, prevista dal 5 all'8 settembre con occupazione del suolo pubblico estesa dal 4 al 9. Secondo l'opposizione, la concomitanza diretta con i giorni della Novena rischia di ostacolare il flusso dei pellegrini e di sovrapporsi con altre importanti ricorrenze del territorio, come la festa di San Chiaffredo a Saluzzo.</p>
<h2>La risposta del sindaco vicese Gasco</h2>
<p>La minoranza aveva infatti proposto di posticipare la fiera alla seconda domenica del mese, separando nettamente l'appuntamento laico da quello religioso per ottimizzare la gestione della sicurezza, ridurre i costi e garantire una maggiore visione strategica, ricordando anche le posizioni critiche assunte in passato dall'attuale amministrazione su analoghe sovrapposizioni. Da qui la richiesta di chiarimenti sul bilancio finale dell'iniziativa e sulla sua effettiva sostenibilit&agrave; economica.</p>
<p>La risposta del primo cittadino, Gian Pietro Gasco, non si &egrave; fatta attendere. Il sindaco ha precisato che la centralit&agrave; della festa religiosa dell'8 settembre rimane del tutto inalterata e che l'unica reale novit&agrave; riguarda l'anticipo della fiera, una decisione presa per venire incontro alle richieste degli operatori commerciali ed inglobare il fine settimana.</p>
<p>Per quanto riguarda il dettaglio dei costi e la copertura finanziaria dell'evento, la Giunta fornir&agrave; un resoconto puntuale nel corso della prossima seduta consiliare.</p>]]></description><pubDate>Sat, 25 Jul 2026 12:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Caso “La Stampa”, Fondazione Crc porta i sindaci al tavolo con l’editore]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/caso-la-stampa-fondazione-crc-porta-i-sindaci-al-tavolo-con-leditore_124709.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/caso-la-stampa-fondazione-crc-porta-i-sindaci-al-tavolo-con-leditore_124709.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124709/154376.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Non sar&agrave; stato l&rsquo;incontro di Teano ma qualcosa - fuor di comunicato stampa - devono esserselo detti, l&rsquo;editore de La Stampa <strong>Alberto Leonardis</strong> e i &ldquo;pesi massimi&rdquo; istituzionali della compagine di Fondazione Crc. Un incontro ospitato mercoled&igrave; scorso a palazzo Vitale e resosi necessario dopo le polemiche che in queste settimane hanno investito l&rsquo;ente, partecipe del salvataggio del giornale torinese con una quota dal 5%.</p>
<p>Dall&rsquo;operazione i sindaci sono stati tagliati fuori fino all&rsquo;ultimo, tant&rsquo;&egrave; che i segni d&rsquo;insofferenza non sono mancati. Anche le forze politiche, dalla sinistra movimentista al Pd fino alla destra di Fratelli d&rsquo;Italia e Futuro Nazionale, hanno dato voce a una perplessit&agrave; che si pu&ograve; riassumere parafrasando l&rsquo;adagio dipietrista: &ldquo;che c&rsquo;azzecca&rdquo; la fondazione bancaria dei cuneesi con le fortune di un quotidiano?</p>
<p>Il presidente della fondazione&nbsp;<strong>Mauro Gola</strong>, pressato da richieste di convocazione nei consigli comunali, ha cercato di cavarsi d&rsquo;impaccio prima con una lunga intervista sul &ldquo;suo&rdquo; giornale e poi, lo stesso giorno, mettendo i sindaci di Alba, Bra, Cuneo e Mondov&igrave; al tavolo con i vertici del gruppo Sae. Insieme all&rsquo;editore Leonardis e ad altri rappresentanti della societ&agrave; editrice c&rsquo;era il neodirettore de La Stampa <strong>Antonio Di Rosa</strong>, a significare l&rsquo;attenzione dei piani alti di via Lugaro per la Granda.</p>
<p>Gola parla di &ldquo;un incontro molto positivo&rdquo; e di &ldquo;un clima di reciproca fiducia&rdquo; con i sindaci, che ha consentito di &ldquo;condividere la visione di sviluppo del Gruppo Sae per il nostro territorio&rdquo;: &ldquo;&Egrave; importante - recita la dichiarazione ufficiale - che le istituzioni locali possano conoscere direttamente gli obiettivi di un investimento che Fondazione Crc ha sostenuto nella convinzione che un&rsquo;informazione libera, democratica e fortemente radicata nelle comunit&agrave; rappresenti un valore per l&rsquo;intera provincia&rdquo;. Il presidente ribadisce poi la convinzione che il quotidiano &ldquo;costituir&agrave; sempre pi&ugrave; un asset strategico per lo sviluppo sociale ed economico della provincia, in piena coerenza con i principi statutari della Fondazione Crc&rdquo;.</p>
<p>Altrettanto compassata, ma meno trionfale, la nota congiunta firmata da&nbsp;<strong>Alberto Gatto</strong>, <strong>Gianni Fogliato</strong>, <strong>Patrizia Manassero</strong> e <strong>Luca Robaldo</strong>: &ldquo;Abbiamo evidenziato la nostra posizione di stakeholder territoriali - spiegano i primi cittadini - e ribadito quanto gi&agrave; affermato in varie occasioni pubbliche. L&rsquo;incontro ci ha permesso di conoscere quali saranno le prospettive di sviluppo e di investimento e di apprendere la notizia dell'insediamento di una &lsquo;scuola di giornalismo&rsquo; presso la citt&agrave; di Cuneo. Parimenti, abbiamo appreso della volont&agrave; di lavorare al rafforzamento dell'edizione locale, anche attraverso l&rsquo;eventuale apertura di un ufficio nel territorio albese, oltre che garantire l'attuale livello occupazionale presso la redazione territoriale. Notizie queste che riteniamo importanti anche al fine di chiarire la decisione di investimento da parte della principale fondazione di origine bancaria territoriale&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Siamo grati, poi, al presidente Gola per avere deciso di prendere parte alle commissioni consiliari competenti dei Comuni che amministriamo - aggiungono ancora i Sindaci - accettando l&rsquo;invito gi&agrave; formulato da Alba e Cuneo e quello che proporremo di formulare, ai rispettivi consigli comunali, come Bra e Mondov&igrave;. Un segnale concreto e apprezzato che, nel rispetto dell&rsquo;autonomia propria della Fondazione, consentir&agrave; di meglio approfondire il programma operativo deliberato dal consiglio generale della Fondazione stessa oltre che conoscere la visione strategica della istituzione filantropica&rdquo;.</p>
<p>Gola, quindi, passer&agrave; dalle forche caudine dei comuni, dove pi&ugrave; di qualcuno lo attende al varco e non solo sul &ldquo;caso&rdquo; La Stampa. C&rsquo;&egrave; per ora in sospeso la questione del nuovo direttore generale con il relativo corredo di veleni. C&rsquo;&egrave; il tema della possibile acquisizione del palazzo della prefettura, che verr&agrave; portata all&rsquo;attenzione del Consiglio generale. E non mancano i dossier di carattere locale, per esempio quello relativo all&rsquo;accordo di fusione con la ex Cassa di Risparmio di Bra che l&rsquo;esponente di FdI&nbsp;<strong>Carlo Patria</strong> chiede di ridiscutere. Un autunno che si preannuncia caldo per l&rsquo;ex leader confindustriale, dopo un&rsquo;estate gi&agrave; arroventata e non solo dalle temperature.</p>]]></description><pubDate>Sat, 25 Jul 2026 12:02:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[“Dieci agenti non bastano, la Lega racconta una sicurezza che i dati smentiscono”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/dieci-agenti-non-bastano-la-lega-racconta-una-sicurezza-che-i-dati-smentiscono_124682.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/dieci-agenti-non-bastano-la-lega-racconta-una-sicurezza-che-i-dati-smentiscono_124682.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124682/154342.jpg" title="Giacomo Prandi" alt="Giacomo Prandi" /><br /><p>Il tema della sicurezza torna al centro del confronto politico, ma l'entusiasmo della maggioranza e del senatore cuneese Giorgio Maria Bergesio (Lega) si scontra con i dati ufficiali. Dopo le dichiarazioni del Carroccio sull'assegnazione di 111 nuovi allievi agenti alla Polizia di Stato in Piemonte, di cui 10 destinati alla provincia di Cuneo (7 alla Questura e 3 all'Ufficio Immigrazione), il deputato di Azione Fabrizio Benzoni e il segretario provinciale di Azione Cuneo, Giacomo Prandi, intervengono con i dati del Ministero dell&rsquo;Interno per sostenere che la narrazione dell'Esecutivo sia sbagliata.</p>
<p>&ldquo;Il tema della sicurezza nei territori sta a cuore a tutti i cittadini e se arrivano nuovi poliziotti nelle nostre citt&agrave; siamo sicuramente felici. &ndash; dichiara Benzoni &ndash; Ma ci sono alcuni dati contrastanti rispetto alle campagne mediatiche di alcune forze di maggioranza che hanno usato toni trionfalistici sulle nuove assunzioni di forze di Polizia. Il sottosegretario Molteni, a cui ho espresso queste perplessit&agrave; nel corso di un'interpellanza, ritiene che il Governo stia assumendo molte pi&ugrave; forze di Polizia rispetto ai governi precedenti, facendo fronte anche ad un maggiore numero di pensionamenti. I dati per&ograve; sono evidenti: dal Piano integrato di attivit&agrave; e organizzazione (PIAO), che &egrave; l'unico documento ufficiale nel quale si trovano i dati rispetto agli organici della Polizia di Stato, emerge come dal 2022 ad oggi la disponibilit&agrave; di personale in forza nel nostro Paese sia calata e non ci sia un turnover superiore ai pensionamenti. Quando questo Governo si &egrave; insediato nel 2022, il personale di Polizia di Stato era di 97.797 unit&agrave;. A fine 2025 scende a soli 96.186, il numero pi&ugrave; basso degli ultimi 13 anni, smentendo con evidenza un numero di assunzioni superiore ai pensionamenti. Inoltre, la narrazione del Sottosegretario &egrave; smentita dai quotidiani comunicati stampa di Lega e Fratelli d'Italia che denunciano degrado e insicurezza costante nelle citt&agrave; italiane: i primi da convincere sui risultati di questo lavoro di rafforzamento dovrebbero essere proprio loro&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Sentir parlare sul nostro territorio il senatore Bergesio di 'risposta di assoluta concretezza' e di 'risorse reali' &ndash; dichiara Prandi - a fronte dell'arrivo di appena 10 agenti in tutta la provincia di Cuneo rasenta il paradosso. La propaganda della Lega spaccia per 'potenziamento straordinario' quello che &egrave; un ordinario e del tutto insufficiente rimpiazzo parziale del personale che ogni anno viene collocato a riposo. Mentre il Senatore accusa l'opposizione di 'chiacchiere ideologiche', sono proprio i documenti del Governo a dimostrare che il saldo tra entrate e uscite resta negativo sia in Piemonte che nella Granda. Dieci agenti divaganti tra Questura e Ufficio Immigrazione non riescono neppure a coprire il turnover della nostra provincia. Le donne e gli uomini in divisa che con loro lavoro garantiscono la sicurezza di tutti noi, non meritano di essere presi in giro con provvedimenti spot e lasciati in condizioni di perenne carenza d'organico&rdquo;.</p>
<p>Azione ribadisce la propria richiesta al Governo di abbandonare gli slogan mediatici e di presentare un piano straordinario di coperture finanziarie che garantisca un turnover reale al 100% per le Forze dell'Ordine, riducendo l'et&agrave; media del personale ed equipaggiando adeguatamente i presidi territoriali di pubblica sicurezza.</p>]]></description><pubDate>Fri, 24 Jul 2026 15:53:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Idroelettrico, Calderoni: “La sentenza della Cassazione apre una strada anche per il Piemonte”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/idroelettrico-calderoni-la-sentenza-della-cassazione-apre-una-strada-anche-per-il-piemonte_124678.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/idroelettrico-calderoni-la-sentenza-della-cassazione-apre-una-strada-anche-per-il-piemonte_124678.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124678/154339.jpg" title="Mauro Calderoni" alt="Mauro Calderoni" /><br /><p>&ldquo;La sentenza definitiva della Corte di Cassazione che ha dato ragione alla Regione Lombardia nel contenzioso con i concessionari idroelettrici rappresenta un precedente di straordinaria importanza anche per il Piemonte. La decisione ha infatti consentito di sbloccare oltre 200 milioni di euro destinati ai territori interessati dagli impianti e conferma la piena legittimit&agrave; dei nuovi canoni e degli obblighi a carico dei concessionari. &Egrave; una pronuncia destinata ad avere effetti ben oltre i confini lombardi&rdquo;.</p>
<p>Lo dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Calderoni, che torna sul tema delle concessioni idroelettriche dopo il recente intervento dedicato alle centrali lungo la Stura.</p>
<p>&ldquo;In una fase in cui Province e Comuni vivono una cronica carenza di risorse, non possiamo permetterci di lasciare inutilizzate opportunit&agrave; che possono rafforzare i bilanci degli enti locali senza gravare sui cittadini. L&rsquo;acqua &egrave; un bene pubblico e il valore economico che genera deve tradursi in maggiori benefici per le comunit&agrave; che ospitano gli impianti&rdquo;.</p>
<p>Per questo Calderoni rivolge un appello al presidente della Regione Alberto Cirio: &ldquo;La Regione convochi con urgenza un tavolo con tutte le Province piemontesi per effettuare una ricognizione completa delle derivazioni idroelettriche presenti sul territorio, verificare le scadenze delle concessioni e definire una strategia regionale condivisa. Il Piemonte deve presentarsi preparato alla stagione dei rinnovi e delle nuove assegnazioni, valorizzando tutti gli strumenti che la normativa e la recente giurisprudenza mettono a disposizione&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;La sentenza della Cassazione dimostra che le Regioni possono tutelare con efficacia l&rsquo;interesse pubblico nei confronti dei grandi concessionari. Anche il Piemonte deve cogliere questa occasione per aggiornare la propria strategia sulle concessioni idroelettriche, rafforzare i canoni e garantire che una quota sempre maggiore del valore prodotto dall&rsquo;energia idroelettrica resti nei territori montani e nelle Province che sopportano l&rsquo;impatto delle infrastrutture. &Egrave; per&ograve; fondamentale che queste maggiori entrate siano condivise con le vallate che ospitano gli impianti, perch&eacute; &egrave; l&igrave; che si produce la ricchezza generata dall&rsquo;acqua e l&igrave; devono tornare i benefici. Questa potrebbe essere anche l&rsquo;occasione per dare concreta attuazione al percorso di rilancio delle Comunit&agrave; montane, pi&ugrave; volte richiamato dall&rsquo;assessore regionale Bussalino, superando i limiti dell&rsquo;attuale sistema delle Unioni montane e restituendo ai territori uno strumento capace di programmare, gestire e redistribuire risorse in modo pi&ugrave; efficace. Sarebbe un segnale concreto per sostenere i bilanci degli enti locali, finanziare servizi, manutenzioni e investimenti nelle aree interne e rafforzare il ruolo delle istituzioni che rappresentano la montagna piemontese&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Fri, 24 Jul 2026 15:06:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[False recensioni, Confcommercio e Associazione Albergatori: "Basta anonimato, ore le prove fiscali"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/false-recensioni-confcommercio-e-associazione-albergatori-basta-anonimato-ore-le-prove-fiscali_124669.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/false-recensioni-confcommercio-e-associazione-albergatori-basta-anonimato-ore-le-prove-fiscali_124669.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124669/154325.jpg" title="Danilo Rinaudo, presidente Confcommercio di Cuneo" alt="Danilo Rinaudo, presidente Confcommercio di Cuneo" /><br /><p style="text-align: justify;">Quello delle false recensioni online &egrave; un tema delicato, soprattutto per il settore del turismo e della ristorazione. Servono tutele pi&ugrave; efficaci, ma anche lo stop definitivo all'anonimato e la prova fiscale obbligatoria per chi valuta hotel e ristoranti. &Egrave; questa la posizione di Confcommercio e dell'Associazione Albergatori della Provincia di Cuneo, nell'ambito della consultazione sulle nuove linee guida promossa dall'Antitrust.</p>
<p style="text-align: justify;">Confcommercio Provincia di Cuneo con l'Associazione Albergatori Esercenti e Operatori Turistici della Provincia di Cuneo torna sull&rsquo;argomento delle false recensioni per ribadire il sostegno alla posizione espressa in argomento da FIPE, Federalberghi, FIAVET, FTO e Assoturismo-Confesercenti nell'ambito della consultazione pubblica avviata dall'Autorit&agrave; Garante della Concorrenza e del Mercato sulle nuove Linee Guida in materia di recensioni online.<br><br>"&Egrave; positivo che finalmente si affronti con decisione un tema che da anni penalizza le imprese turistiche italiane. Tuttavia, se si vuole davvero porre fine al fenomeno delle false recensioni, occorre avere il coraggio di introdurre strumenti molto pi&ugrave; efficaci e stringenti", dichiara il presidente dell'Associazione Albergatori ed Esercenti Turistici della Provincia di Cuneo, Giorgio Chiesa. Per il mondo Confcommercio, tuttavia, esistono due misure imprescindibili, senza le quali qualsiasi riforma rischia di essere insufficiente. La prima riguarda l'identificazione obbligatoria del recensore. Chi si iscrive a una piattaforma che consente di pubblicare recensioni deve essere identificato, l'anonimato non pu&ograve; pi&ugrave; rappresentare uno scudo dietro il quale nascondere comportamenti scorretti, campagne denigratorie o recensioni costruite ad arte.<br><br>Chi esprime un giudizio pubblico che pu&ograve; incidere sulla reputazione e sul fatturato di un'impresa deve assumersene pienamente la responsabilit&agrave;. La seconda riguarda la certezza che il servizio sia stato realmente fruito. Ogni recensione dovrebbe poter essere pubblicata soltanto dopo la verifica di un documento fiscale &ndash; scontrino, ricevuta o fattura &ndash; che attesti l'effettivo acquisto del servizio recensito. &Egrave; una garanzia di trasparenza tanto per gli operatori quanto per i consumatori e rappresenta l'unico sistema realmente oggettivo per certificare che chi scrive abbia vissuto l'esperienza che racconta. "Non possiamo pi&ugrave; accettare che il destino di un albergo, di un ristorante o di qualsiasi impresa turistica possa essere condizionato da profili anonimi o da persone che quel servizio non lo hanno mai utilizzato! Una recensione falsa pu&ograve; arrecare danni economici enormi, alterare la concorrenza e ingannare i consumatori. &Egrave; un problema che va affrontato alla radice".<br><br>&nbsp;Dichiara il presidente Confcommercio Provincia di Cuneo, Danilo Rinaudo. La richiesta corale degli organismi rappresentativi del settore volta a Governo e Autorit&agrave; Garante &egrave; di cogliere questa occasione per introdurre norme realmente efficaci, fondate su due principi semplici ma irrinunciabili: identit&agrave; certa di chi recensisce ed effettiva dimostrazione di aver usufruito del servizio. "Solo cos&igrave; &ndash; conclude Rinaudo &ndash; sar&agrave; possibile costruire un sistema di recensioni credibile, trasparente e realmente utile ai consumatori, restituendo alle imprese quella tutela che oggi troppo spesso viene sacrificata a favore di meccanismi facilmente aggirabili. &Egrave; il momento di passare dalle dichiarazioni di principio a regole che garantiscano responsabilit&agrave;, veridicit&agrave; e correttezza".</p>]]></description><pubDate>Fri, 24 Jul 2026 13:10:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Rinnovo del CCNL Funzioni Locali 2025-2027: "Un primo passo importante per ridurre il divario salariale"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/rinnovo-del-ccnl-funzioni-locali-2025-2027-un-primo-passo-importante-per-ridurre-il-divario-salariale_124667.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/rinnovo-del-ccnl-funzioni-locali-2025-2027-un-primo-passo-importante-per-ridurre-il-divario-salariale_124667.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124667/154323.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Firmata la pre-intesa per il rinnovo del <strong>CCNL Funzioni Locali 2025-2027</strong>. Si tratta di una novit&agrave; importante per i tanti dipendenti della Granda: si va verso la riduzione del divario retributivo che da diverso tempo penalizza gli Enti Locali. Riceviamo e pubblichiamo la nota di soddisfazione della Segreteria Provinciale FP CGIL Cuneo.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La sottoscrizione della pre-intesa per il rinnovo del CCNL Funzioni Locali 2025-2027 rappresenta un risultato importante ottenuto grazie alla determinazione della <strong>FP CGIL</strong> e alla mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto. A dichiararlo &egrave; <strong>Gaspare Palermo</strong>, componente della Segreteria Provinciale FP CGIL Cuneo. "Con questo rinnovo si compie un primo passo concreto verso la riduzione del divario retributivo che da troppo tempo penalizza il personale degli Enti Locali rispetto agli altri comparti della Pubblica Amministrazione. Per la prima volta viene previsto un finanziamento statale destinato ad aumentare l'indennit&agrave; di comparto, una battaglia che la <strong>FP CGIL</strong> porta avanti da anni. Le risorse sono ancora insufficienti, ma rappresentano un cambio di paradigma che dovr&agrave; essere rafforzato gi&agrave; con la prossima Legge di Bilancio".<br><br>Secondo Palermo, il contratto contiene anche importanti novit&agrave; normative che qualificano il lavoro pubblico locale. "Gli aumenti economici risultano superiori all'inflazione e viene introdotta una clausola di salvaguardia per tutelare il potere d'acquisto qualora il costo della vita dovesse crescere oltre le previsioni. &Egrave; un elemento di grande valore che guarda finalmente alla tutela reale dei salari". Tra le principali innovazioni evidenziate dalla <strong>FP CGIL</strong> figurano: incrementi economici che, a regime, arrivano fino a oltre 140 euro mensili medi; rafforzamento dell'indennit&agrave; di comparto finanziata anche con risorse statali; equiparazione delle ferie dei neoassunti a quelle del restante personale; maggiore tutela delle persone con disabilit&agrave;; regolamentazione dell'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale nei luoghi di lavoro; rafforzamento delle relazioni sindacali; maggiore attenzione alla formazione continua, ai diritti, alla trasparenza salariale e alla parit&agrave; retributiva tra donne e uomini; incremento dei trattamenti di trasferta e impegno ad affrontare le problematiche dei profili educativi e ad esaurimento.<br><br>Per la provincia di <strong>Cuneo</strong>, queste novit&agrave; assumono un significato ancora pi&ugrave; rilevante. "Il nostro &egrave; il territorio provinciale pi&ugrave; esteso del Piemonte e uno dei pi&ugrave; vasti d'Italia. Comprende oltre 250 Enti, moltissimi dei quali di piccole e piccolissime dimensioni, spesso situati in aree montane e caratterizzati da una cronica difficolt&agrave; nel reperire e trattenere personale qualificato. Gli addetti degli Enti Locali della provincia sono alcune migliaia e garantiscono quotidianamente servizi essenziali ai cittadini, nonostante carichi di lavoro sempre pi&ugrave; gravosi e organici ridotti".<br><br>Palermo rilancia inoltre le parole del Segretario Generale nazionale della <strong>FP CGIL</strong>, Federico Bozzanca, condividendo la necessit&agrave; di proseguire il percorso avviato. "La competizione tra amministrazioni pubbliche &egrave; ormai evidente: molti dipendenti degli Enti Locali scelgono di trasferirsi verso amministrazioni meglio retribuite o di abbandonare definitivamente il pubblico impiego. Per questo occorre aumentare significativamente il Fondo statale destinato a ridurre il gap salariale. Investire nei lavoratori degli Enti Locali significa garantire servizi pubblici di qualit&agrave;, sostenere i territori e rendere pi&ugrave; attrattive amministrazioni fondamentali per la vita delle nostre comunit&agrave;. E' necessario che le risorse vengano consolidate, incrementate e riconosciute per tutti gli Enti Locali, pesantemente colpiti in questi anni da continui tagli e che devono trovare le risorse da i loro bilanci, sempre pi&ugrave; risicati".<br><br>La <strong>FP CGIL Cuneo</strong> conferma il proprio impegno nelle assemblee con le lavoratrici e i lavoratori per illustrare i contenuti della preintesa e raccogliere le valutazioni della categoria. "Questo contratto rappresenta un punto di partenza e non di arrivo. Continueremo a chiedere maggiori investimenti sul lavoro pubblico locale affinch&eacute; chi opera ogni giorno nei Comuni, nelle Unioni Montane, nelle Province, Consorzi, Camere di Commercio e negli altri Enti Locali possa vedere finalmente riconosciuto il valore del proprio lavoro con retribuzioni dignitose e condizioni sempre migliori".</p>]]></description><pubDate>Fri, 24 Jul 2026 12:45:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Sanità, Bergesio: “Con la Legge di bilancio 280mila euro alle quattro Fondazioni ospedaliere cuneesi”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-bergesio-con-la-legge-di-bilancio-280mila-euro-alle-quattro-fondazioni-ospedaliere-cuneesi_124656.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-bergesio-con-la-legge-di-bilancio-280mila-euro-alle-quattro-fondazioni-ospedaliere-cuneesi_124656.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124656/154298.jpg" title="" alt="" /><br /><p><em>&ldquo;Garantire risorse certe a chi ogni giorno sostiene la salute dei nostri cittadini non &egrave; solo un dovere istituzionale, ma &egrave; stata una scelta prioritaria per la quale mi sono battuto in prima persona. L'assegnazione di 280mila euro nell'ambito della Legge di bilancio alle quattro Fondazioni ospedaliere cuneesi rappresenta un segnale fondamentale di attenzione verso la provincia di Cuneo e un riconoscimento concreto a chi opera con dedizione nel nostro sistema sociosanitario&rdquo;.<br><br></em>Lo dichiara in una nota il Senatore della Lega Giorgio Maria Bergesio, commentando il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze, emesso di concerto con i Ministeri competenti, che d&agrave; attuazione alle misure territoriali della Legge di bilancio.<br><br>Nello specifico, per il territorio della Granda, lo stanziamento deliberato ammonta a 280.000 euro, ripartiti equamente (70.000 euro ciascuna) per il funzionamento e lo svolgimento delle attivit&agrave; delle 4 Fondazioni cuneesi: Fondazione Ospedale Cuneo ONLUS, Fondazione Nuovo Ospedale Alba-Bra ONLUS, Fondazione Ospedale SSF &ndash; Saluzzo Savigliano Fossano, Fondazione Ospedali Mondov&igrave; e Ceva.<br>Le risorse saranno disponibili a partire dal 2027.<br><br><em>&ldquo;Con la Lega, abbiamo voluto fortemente questa misura</em>&nbsp;&ndash; prosegue il parlamentare cuneese &ndash;&nbsp;<em>perch&eacute; le Fondazioni ospedaliere svolgono un ruolo di sussidiariet&agrave; strategico ed insostituibile. Sono l'anello di congiunzione fondamentale tra il sistema sanitario pubblico, i lavoratori della salute e la comunit&agrave;. Supportano i presidi nell'acquisto di macchinari all'avanguardia, nella ricerca, nell'accoglienza e nel continuo miglioramento dei servizi per i pazienti e le loro famiglie. Garantire un sostegno finanziario diretto di 70.000 euro a ciascuna di queste realt&agrave; significa dare ossigeno e forza a tutti gli operatori, ai volontari e ai professionisti che si spendono quotidianamente per la salute pubblica, traducendosi in una migliore qualit&agrave; di cura e assistenza per tutta la Granda&rdquo;.<br></em><br><em>&ldquo;I fatti vincono sulle parole: &egrave; una scelta di visione e di vicinanza reale al territorio. Grazie al lavoro costante della Lega in Parlamento ed al confronto continuo con il Governo, le reali esigenze della nostra comunit&agrave; si trasformano in risorse certe e disponibili. Continuer&ograve; a monitorare personalmente l'iter di erogazione affinch&eacute; questi fondi diventino nel prossimo anno al nuove dotazioni, servizi e progetti operativi per la nostra sanit&agrave;&rdquo;</em>, conclude il Senatore Bergesio.</p>]]></description><pubDate>Fri, 24 Jul 2026 11:16:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item></channel></rss>
