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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > Mondovì]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/attualita/monregalese/rss2.0.xml?page=50rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie di Attualità a Mondovì aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Tue, 05 May 2026 12:22:39 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > Mondovì]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/]]></link></image><item><title><![CDATA[Emergenza 118, Cisl FP: “Il ruolo degli infermieri non è un ridimensionamento, ma risorsa per il territorio”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/emergenza-118-cisl-fp-il-ruolo-degli-infermieri-non-e-un-ridimensionamento-ma-risorsa-per-il-territorio_119491.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/emergenza-118-cisl-fp-il-ruolo-degli-infermieri-non-e-un-ridimensionamento-ma-risorsa-per-il-territorio_119491.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119491/145506.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p><em>Il dibattito di questi giorni sul servizio di emergenza-urgenza 118 in Valle Tanaro ha riportato al centro&nbsp;dell&rsquo;attenzione un tema rilevante per il territorio e per i cittadini. Un confronto necessario, che si sta svolgendo&nbsp;anche nei tavoli di trattativa regionale e che tuttavia rischia di essere condizionato da letture parziali, nelle quali&nbsp;il ruolo degli infermieri non viene adeguatamente rappresentato.&nbsp;"Come CISL FP Cuneo riteniamo importante partire da un dato concreto: la presenza di equipaggi&nbsp;infermieristici nel sistema di emergenza territoriale non &egrave; una novit&agrave;&rdquo;. Si tratta di un modello organizzativo&nbsp;adottato da anni, anche nella provincia di Cuneo, che ha consentito di garantire continuit&agrave; operativa in diversi</em><br><em>contesti, non solo in Valle Tanaro ma anche in altri territori come ad esempio l&rsquo;Albese&rdquo; dichiara il segretario&nbsp;provinciale CISL FP CUNEO Silvestro Fabrizio.</em></p>
<p><em>Il fatto che oggi questa modalit&agrave; venga percepita come un possibile elemento di criticit&agrave; merita una riflessione,&nbsp;soprattutto alla luce del fatto che per lungo tempo ha rappresentato una componente stabile del servizio, senza&nbsp;che venisse messa in discussione con la stessa intensit&agrave;.</em></p>
<p><em>&ldquo;&Egrave; fondamentale riportare il confronto su un piano di realt&agrave;&rdquo;, dichiara Rosso Stefano segreteria CISL FP Cuneo,&ldquo;Gli infermieri del 118 sono professionisti che operano ogni giorno in contesti complessi, spesso in territori difficili, garantendo interventi tempestivi e appropriati. Il loro lavoro si svolge in condizioni che richiedono competenze tecniche avanzate, capacit&agrave; di valutazione clinica e prontezza decisionale. Intervengono nelle fasi pi&ugrave; critiche dell&rsquo;emergenza, gestiscono il paziente sul posto e durante il trasporto, operando secondo protocolli definiti e in costante integrazione con la rete dell&rsquo;emergenza. Ridurre questa presenza a una lettura semplificata rischia di non rendere giustizia alla realt&agrave; dei fatti e al contributo concreto che gli infermieri assicurano quotidianamente al servizio&rdquo;.</em></p>
<p><em>&ldquo;Riteniamo importante che anche il racconto pubblico tenga conto del livello di responsabilit&agrave; e professionalit&agrave;&nbsp;richiesto a questi operatori&rdquo;, prosegue Olocco Mauro segretaria CISL FP Cuneo. &ldquo;Non si tratta di una&nbsp;presenza accessoria, ma di una componente strutturale dell&rsquo;organizzazione dell&rsquo;emergenza territoriale. Il&nbsp;confronto sull&rsquo;organizzazione del servizio 118 &egrave; legittimo e necessario, ma deve svilupparsi su basi oggettive,&nbsp;senza sovrapporre valutazioni che rischiano di generare confusione o di non valorizzare adeguatamente le&nbsp;professionalit&agrave; coinvolte&rdquo;.</em></p>
<p><em>Per CISL FP Cuneo resta prioritario che venga riconosciuto il valore del lavoro svolto dagli infermieri e che il&nbsp;loro ruolo sia rappresentato in modo corretto, anche nel dibattito pubblico.&nbsp;Su questo continueremo a lavorare con determinazione, nella consapevolezza che la qualit&agrave; del servizio passa&nbsp;anche dal riconoscimento delle competenze e dell&rsquo;impegno di chi opera quotidianamente sul territorio.</em></p>
<p><strong>CISL FP Cuneo</strong></p>]]></description><pubDate>Tue, 05 May 2026 10:48:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Biogas e biometano: Coldiretti Cuneo al consiglio provinciale aperto]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/saluzzese/biogas-e-biometano-coldiretti-cuneo-al-consiglio-provinciale-aperto_119487.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/saluzzese/biogas-e-biometano-coldiretti-cuneo-al-consiglio-provinciale-aperto_119487.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119487/145503.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Coldiretti Cuneo ha preso parte al Consiglio provinciale aperto, convocato dal presidente Luca Robaldo e svoltosi a Saluzzo, con un focus sugli impianti a biogas e biometano. L&rsquo;associazione, rappresentata dal direttore Francesco Goffredo, ha chiarito la necessit&agrave; di distinguere tra il biogas agricolo, gi&agrave; diffuso e integrato nelle aziende zootecniche locali, e gli impianti di grande scala, spesso non in linea con le esigenze del tessuto agricolo provinciale.</p>
<p><em>"Coldiretti non &egrave; contraria alle bioenergie</em> - ha sottolineato Goffredo - <em>ma &egrave; fondamentale che queste nascano dall&rsquo;agricoltura e non si impongano su di essa. Gli impianti devono essere coerenti con il territorio, proporzionati alle esigenze delle aziende e basati principalmente sull&rsquo;utilizzo di reflui e sottoprodotti"</em>.</p>
<p>Particolare attenzione &egrave; stata riservata alla provenienza delle materie prime, con la richiesta di evitare modelli che possano snaturare il ruolo dell&rsquo;impresa agricola o comportare impatti rilevanti sul territorio. Coldiretti Cuneo ha inoltre espresso apprezzamento per la mozione presentata dal presidente Robaldo, sottolineando l&rsquo;importanza di introdurre criteri di equilibrio territoriale e di governo del fenomeno, per sostenere uno sviluppo coerente con le specificit&agrave; locali.</p>
<p><em>"Le bioenergie possono rappresentare un&rsquo;opportunit&agrave; concreta per le imprese agricole</em> - dichiarano il presidente e il direttore di Coldiretti Cuneo, Enrico Nada e Francesco Goffredo - <em>a condizione che venga mantenuta una priorit&agrave; chiara per gli impianti realmente agricoli, evitando concentrazioni eccessive e modelli di tipo puramente industriale"</em>.</p>]]></description><pubDate>Tue, 05 May 2026 10:22:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA["La presenza dell’infermiere non può essere interpretata come una riduzione della qualità del servizio"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/monregalese/la-presenza-dellinfermiere-non-puo-essere-interpretata-come-una-riduzione-della-qualita-del-servizio_119482.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/monregalese/la-presenza-dellinfermiere-non-puo-essere-interpretata-come-una-riduzione-della-qualita-del-servizio_119482.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119482/145486.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il dibattito sulla riorganizzazione del servizio 118 a Garessio, che prevede l&rsquo;assenza del medico nei fine settimana e nei giorni festivi, riporta al centro dell&rsquo;attenzione il tema della gestione dell&rsquo;emergenza-urgenza sul territorio.</p>
<p>A intervenire sono Remo Galaverna, Presidente dell&rsquo;Ordine delle Professioni Infermieristiche di Cuneo, e Ivan Bufalo, Presidente del Coordinamento degli Ordini delle Professioni Infermieristiche del Piemonte, che invitano a riportare il confronto su basi tecniche e organizzative.</p>
<p>"<em>Ci rammarichiamo che, prima di sollevare pubblicamente preoccupazioni sulla sicurezza del servizio, non sia stato avviato un confronto con gli Ordini professionali, che rappresentano un riferimento tecnico e istituzionale su questi temi</em>", dichiarano, richiamando la necessit&agrave; di un dialogo strutturato.</p>
<p>Il nodo, secondo gli Ordini, &egrave; spesso mal posto nel dibattito pubblico: "<em>La discussione di questi giorni rischia di essere fuorviante se viene ridotta a una contrapposizione tra medico e infermiere. Il sistema 118 non si basa sulla presenza indistinta del medico su ogni mezzo, ma su protocolli e algoritmi che definiscono con precisione quando &egrave; necessario un intervento avanzato</em>".</p>
<p>Un elemento centrale, evidenziano, &egrave; che questo percorso non nasce oggi: "<em>Gi&agrave; nel settembre 2024, durante il confronto istituzionale promosso dalla Regione Piemonte sugli algoritmi clinici assistenziali del 118, &egrave; stato avviato un lavoro condiviso tra Ordini degli Infermieri, Ordini dei Medici, Azienda Zero e organizzazioni sindacali, con l&rsquo;obiettivo di aggiornare il modello organizzativo alla luce dell&rsquo;evoluzione delle competenze professionali</em>".</p>
<p>In quel contesto, spiegano, &egrave; stata tracciata una direzione chiara: "<em>Gli algoritmi del sistema 118 sono stati progressivamente orientati a valorizzare le competenze avanzate infermieristiche, prevedendo una maggiore autonomia decisionale e una responsabilit&agrave; pi&ugrave; ampia per gli infermieri, sempre all&rsquo;interno di un sistema integrato e condiviso</em>".</p>
<p>Un chiarimento ritenuto necessario anche per evitare percezioni distorte: "<em>Nella maggior parte degli interventi &egrave; l&rsquo;infermiere il primo professionista sanitario a intervenire sul territorio. Si tratta di una figura con competenze consolidate, formata per gestire situazioni complesse e per operare in integrazione con il sistema di emergenza, anche attraverso strumenti di supporto remoto</em>".</p>
<p>La presenza dell&rsquo;infermiere, aggiungono, non pu&ograve; essere interpretata come una riduzione della qualit&agrave; del servizio: "<em>Non si tratta di una soluzione di livello inferiore, ma di un modello organizzativo che negli anni si &egrave; evoluto per garantire tempestivit&agrave;, appropriatezza e sostenibilit&agrave;</em>".</p>
<p>Il tema centrale resta quindi quello della tenuta del sistema, in particolare nei territori pi&ugrave; complessi: "<em>&Egrave; fondamentale garantire un presidio efficace sul territorio, soprattutto in aree montane come quella di Garessio, dove tempi di intervento e distribuzione delle risorse sono elementi determinanti. Il confronto deve concentrarsi su questi aspetti, evitando semplificazioni che rischiano di generare allarme senza affrontare il problema reale</em>".</p>
<p>In questo contesto, concludono Galaverna e Bufalo, &egrave; necessario mantenere un approccio basato su evidenze e responsabilit&agrave; condivise: "<em>Il sistema di emergenza-urgenza richiede scelte fondate sui dati e una piena integrazione delle competenze. Per questo &egrave; essenziale che il confronto pubblico avvenga coinvolgendo chi, ogni giorno, opera all&rsquo;interno del sistema</em>".</p>]]></description><pubDate>Tue, 05 May 2026 09:47:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Riorganizzazione 118, La Nostra Provincia: "Serve una presa di posizione unitaria nei confronti della Regione"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/riorganizzazione-118-la-nostra-provincia-serve-una-presa-di-posizione-unitaria-nei-confronti-della-regione_119479.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/riorganizzazione-118-la-nostra-provincia-serve-una-presa-di-posizione-unitaria-nei-confronti-della-regione_119479.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119479/145483.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p><em>I consiglieri del gruppo &ldquo;La Nostra Provincia&rdquo; intervengono in merito al dibattito sulla riorganizzazione del servizio di emergenza-urgenza 118, promossa da Azienda Zero e dalla Giunta regionale guidata dal presidente Alberto Cirio.</em></p>
<p><em>&ldquo;Prendiamo atto della recente presa di posizione di Patto Civico &ndash; dichiarano i consiglieri &ndash; ma non possiamo non rilevarne il carattere parziale. La riorganizzazione del 118, infatti, non riguarda soltanto le valli Tanaro e Varaita, ma coinvolge anche altre aree fondamentali della nostra provincia come Alba, Bra e la Valle Po. Parlare solo di alcuni territori significa non rappresentare pienamente le esigenze dell&rsquo;intera comunit&agrave; provinciale.&rdquo;</em></p>
<p><em>&ldquo;Essere amministratori della Provincia di Cuneo &ndash; proseguono &ndash; significa assumersi la responsabilit&agrave; dell&rsquo;intera &lsquo;Granda&rsquo;, senza distinzione tra aree pi&ugrave; o meno rappresentate politicamente. Per questo motivo riteniamo necessario un approccio pi&ugrave; ampio, coerente e inclusivo. Avremmo potuto discuterne insieme in Consiglio provinciale e condividere le informazioni per evitare fughe in avanti parziali&rdquo;.</em></p>
<p><em>Il gruppo &ldquo;La Nostra Provincia&rdquo; ricorda inoltre come, in passato, proposte analoghe su temi sanitari &ndash; come il ridimensionamento dei Pronto Soccorso degli ospedali di Ceva e Saluzzo &ndash; fossero state considerate non di competenza del Consiglio provinciale.</em></p>
<p><em>&ldquo;Oggi questo orientamento sembra essere cambiato. Un fatto positivo, che per&ograve; impone chiarezza: cosa &egrave; mutato nel frattempo?&rdquo;.</em></p>
<p><em>Alla luce di questo nuovo scenario, i consiglieri avanzano una proposta concreta: &ldquo;Riteniamo indispensabile promuovere una ricognizione complessiva del servizio di emergenza-urgenza 118 su tutto il territorio provinciale, al fine di arrivare a una presa di posizione unitaria e forte nei confronti della Regione. Non &egrave; accettabile che un servizio essenziale venga riorganizzato senza un adeguato confronto con le comunit&agrave; locali e gli enti territoriali.&rdquo;</em></p>
<p><em>&ldquo;Su temi come la sanit&agrave; &ndash; concludono &ndash; servono responsabilit&agrave;, coerenza e visione d&rsquo;insieme. La Provincia deve essere voce di tutti i territori, nessuno escluso&rdquo;.</em></p>
<p><strong>Davide Sannazzaro</strong><br><strong>Stefania D&rsquo;Ulisse</strong><br><strong>Loris Emanuel</strong><br><strong>Alberto Gatto</strong><br><strong>Gruppo consiglio provinciale "La Nostra Provincia"</strong></p>]]></description><pubDate>Tue, 05 May 2026 09:14:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[118 a Garessio, Nursing Up: "Non si può usare l’infermiere per compensare carenze organizzative"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/118-a-garessio-nursing-up-non-si-puo-usare-linfermiere-per-compensare-carenze-organizzative_119478.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/118-a-garessio-nursing-up-non-si-puo-usare-linfermiere-per-compensare-carenze-organizzative_119478.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119478/145481.jpg" title="" alt="" /><br /><p>"<em>Il punto non &egrave; la presenza o meno del medico, n&eacute; tantomeno le competenze degli infermieri. Il problema vero &egrave; un altro: si stanno scaricando sui professionisti le conseguenze di scelte organizzative e di tagli che riguardano l&rsquo;intero sistema sanitario</em>". Lo afferma in una nota Claudio Delli Carri, Segretario Nursing Up Piemonte e Valle d&rsquo;Aosta, intervenendo nel dibattito emerso in questi giorni sulla riorganizzazione del servizio 118 nell&rsquo;area di Garessio.&nbsp;La questione &egrave; stata sollevata anche dal sindaco del Comune, che ha espresso preoccupazione per la sospensione della presenza medica nei fine settimana e nei giorni festivi. Un tema reale, secondo il Nursing Up, ma che rischia di essere interpretato in modo parziale.</p>
<p>"<em>Comprendiamo le preoccupazioni dei territori, soprattutto in contesti complessi come quelli montani</em>", prosegue Delli Carri, sottolineando per&ograve; che "<em>il dibattito di questi giorni dimostra quanto spesso non sia chiaro come funzioni realmente il sistema di emergenza-urgenza e quali siano le criticit&agrave; strutturali della sanit&agrave; nella nostra regione</em>".</p>
<p>Il segretario regionale entra quindi nel merito: "<em>Gli infermieri sono da anni il pilastro operativo del sistema 118. Sono i primi a intervenire sul territorio, operano su protocolli definiti e hanno competenze avanzate. Mettere in discussione questo aspetto significa non conoscere il funzionamento reale del servizio</em>".</p>
<p>Un chiarimento ritenuto necessario anche per evitare narrazioni distorte: "<em>Non si deve far passare l&rsquo;idea che, in assenza del medico, l&rsquo;infermiere venga utilizzato come soluzione di ripiego. &Egrave; un messaggio sbagliato e pericoloso</em>".</p>
<p>Delli Carri &egrave; netto: "<em>L&rsquo;infermiere non &egrave; un tappabuchi in un sistema in difficolt&agrave;. &Egrave; una risorsa strategica del sistema di emergenza-urgenza, con un ruolo definito e riconosciuto</em>".</p>
<p>Il modello, inoltre, non &egrave; frutto di scelte improvvisate: "<em>Il sistema 118 si fonda su algoritmi clinico-assistenziali definiti e condivisi tra Azienda Zero, Ordine dei Medici e Ordini delle professioni sanitarie. Si tratta di un&rsquo;organizzazione strutturata, costruita nel tempo e validata a livello istituzionale</em>".</p>
<p>Il nodo, quindi, &egrave; altrove: "<em>Il tema reale &egrave; che si stanno riducendo risorse e presidi, soprattutto nei territori pi&ugrave; complessi. In aree montane come quella di Garessio, dove i tempi di intervento sono determinanti, ogni scelta organizzativa deve essere valutata con estrema attenzione</em>".&nbsp;In questo contesto, il rischio &egrave; duplice: "<em>Da un lato si indebolisce il sistema, dall&rsquo;altro si aumentano le responsabilit&agrave; sugli infermieri senza un adeguato riconoscimento, senza tutele e senza un rafforzamento reale dell&rsquo;organizzazione</em>".</p>
<p>Il Nursing Up ribadisce quindi la propria posizione: "<em>Non siamo contrari all&rsquo;evoluzione del modello di emergenza-urgenza. Sappiamo che il sistema si basa su integrazione delle competenze e protocolli condivisi. Ma questo deve avvenire all&rsquo;interno di un disegno strutturato, non come conseguenza di tagli</em>".</p>
<p>E conclude: "<em>Non si pu&ograve; usare l&rsquo;infermiere per compensare carenze organizzative. Difendere il suo ruolo significa difendere la qualit&agrave; del servizio. Per farlo servono investimenti, programmazione e una visione complessiva del sistema sanitario</em>".</p>]]></description><pubDate>Tue, 05 May 2026 08:57:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Villanova Mondovì, Carabinieri a rischio trasferimento: il Comune cerca una soluzione]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/villanova-mondovi-carabinieri-a-rischio-trasferimento-il-comune-cerca-una-soluzione_119467.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/villanova-mondovi-carabinieri-a-rischio-trasferimento-il-comune-cerca-una-soluzione_119467.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119467/145466.jpg" title="" alt="" /><br /><p class="MsoNormal">Il futuro della stazione dei Carabinieri di Villanova Mondov&igrave; resta incerto e legato all&rsquo;esito delle trattative in corso. L&rsquo;amministrazione cittadina, infatti, &egrave; impegnata in un confronto con la propriet&agrave; dell&rsquo;edificio che attualmente ospita il presidio, nel tentativo di evitare lo spostamento (momentaneo, &egrave; doveroso precisarlo, ndr) fuori dal paese.</p>
<p class="MsoNormal">Nel corso dell&rsquo;ultimo Consiglio comunale, il sindaco, Roberto Murizasco, ha precisato come si stia lavorando per trovare un accordo e scongiurare il trasferimento. Non si tratterebbe, a suo dire, di una decisione immediata, ma senza un&rsquo;intesa il rischio esiste ed &egrave; reale.</p>
<p class="MsoNormal">Negli ultimi giorni, il tema &egrave; tornato d&rsquo;attualit&agrave; dopo un incontro in Prefettura che ha coinvolto l&rsquo;Arma dei Carabinieri e gli enti locali. In quell&rsquo;occasione &egrave; stato ribadito come i tempi siano piuttosto ristretti, rendendo la questione sempre pi&ugrave; urgente.</p>
<p class="MsoNormal">L&rsquo;ipotesi di un trasferimento, tuttavia, non nasce ora. Gi&agrave; circa un anno fa era emersa la volont&agrave; del proprietario dell&rsquo;immobile di via Salvo d&rsquo;Acquisto 5 di non proseguire il contratto di locazione con i militari, rendendo necessaria la ricerca di una nuova collocazione.</p>
<p class="MsoNormal">Da allora, il tema &egrave; rimasto sul tavolo, tra tentativi di mediazione e la necessit&agrave; di garantire comunque la presenza del presidio sul territorio. Le prossime settimane saranno decisive per capire se si riuscir&agrave; a mantenere i Carabinieri a Villanova Mondov&igrave;, con l'individuazione di una struttura che possa ospitarne la stazione.</p>
<p class="MsoNormal">Nel caso, si potrebbero aprire scenari temporanei verso Mondov&igrave; o Pianfei, ma prima di addivenire a una simile soluzione sar&agrave; fatto tutto il possibile per trattenere l'Arma sul territorio comunale.</p>]]></description><pubDate>Tue, 05 May 2026 08:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA["La riorganizzazione del servizio sanitario nelle valli un chiaro invito allo spopolamento"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-riorganizzazione-del-servizio-sanitario-nelle-valli-un-chiaro-invito-allo-spopolamento_119474.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-riorganizzazione-del-servizio-sanitario-nelle-valli-un-chiaro-invito-allo-spopolamento_119474.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119474/145477.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p><em>Egregio direttore,</em><br><em>noi de l'Assemblada Occitana Valades seguiamo con apprensione le notizie degli ultimi giorni relative a un ridimensionamento dei servizi sanitari nelle zone montane piemontesi. Non &egrave; accettabile!&nbsp;</em></p>
<p><em>Il Covid doveva insegnarci molto ma sicuramente una cosa doveva insegnarla: la sanit&agrave; di prossimit&agrave; &egrave; un'ancora di salvezza da potenziare. Sono passati sei anni e si sta parlando di &ldquo;riorganizzazione&rdquo; del servizio sanitario locale. Riorganizzazione che generalmente fa rima con risparmi e tagli in zone elettoralmente &ldquo;non redditizie&rdquo; come le nostre valli occitane. Questo &egrave; per noi inaccettabile!&nbsp;</em></p>
<p><em>Prendiamo in particolare posizione sulla situazione in Valle Varaita, dove le voci di un taglio del servizio di guardia medica sono sempre pi&ugrave; forti e concrete. Per noi &egrave; inaccettabile! Non si pu&ograve; pensare che in una valle lunga come la Varaita (da Chianale a Sampeyre ,dove comunque non ci sono presidi ospedalieri fissi, ci sono circa 22 km e oltre mezz'ora di viaggio se la situazione &egrave; normale, fluida) non debba esserci un servizio di guardia medica. &Egrave; un chiaro invito allo spopolamento. Un invito ai residenti a spostarsi verso valle.&nbsp;</em></p>
<p><em>&Egrave; notizia di queste ore del trasferimento della guardia medica che prima era a Venasca ora a Verzuolo. Una decisione inaudita. Simbolo evidente dell'abbandono delle nostre valli a favore di un progressivo spostamento dei servizi verso la pianura e le citt&agrave;. Non ci accontentiamo pi&ugrave; delle belle frasi di circostanza o dei contentini. I servizi nelle valli vanno garantiti!&nbsp;</em></p>
<p><em>Cogliamo l'occasione per porre l' attenzione dell' amministrazione regionale anche sulla situazione in Valle Vermenagna dove vorremmo ricordare come a Robilante dal 2020 il servizio di prelievi ed esami del sangue &egrave; stato soppresso. Tale servizio era molto apprezzato dai residenti. &Egrave; stato sospeso per evitare contatti tra i residenti nella locale casa di riposo (dove c'era l'ambulatorio medico) e i pazienti esterni, da allora per&ograve; non &egrave; mai stato ripristinato. Chiediamo con forza che venga ripristinato anche per alleggerire i centri prelievi di Cuneo e Borgo San Dalmazzo che, come tutti i centri prelievi sono notoriamente oberati di lavoro.</em></p>
<p><em>Dal nostro punto di vista &egrave; necessaria una decentralizzazione della sanit&agrave;, un cambiamento radicale del paradigma moderno della sanit&agrave;! Non deve essere il malato ad andare dalla sanit&agrave; ma la sanit&agrave; dal malato! Invochiamo la riapertura di tutti i centri medici decentrati chiusi con varie scuse negli ultimi anni!&nbsp;</em></p>
<p><strong>Assemblada Occitana Valades</strong></p>]]></description><pubDate>Tue, 05 May 2026 08:27:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Mercato settimanale a Frabosa Sottana? La risposta del sindaco]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/mercato-settimanale-a-frabosa-sottana-la-risposta-del-sindaco_119470.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/mercato-settimanale-a-frabosa-sottana-la-risposta-del-sindaco_119470.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119470/145469.jpg" title="Foto Cuneodice.it" alt="Foto Cuneodice.it" /><br /><p>L'attrattivit&agrave; dei borghi montani passa sempre pi&ugrave; spesso attraverso i mercatini tradizionali, appuntamenti capaci di richiamare flussi costanti di visitatori e residenti. A Frabosa Sottana, tuttavia, il tema dell'istituzione di un mercato settimanale resta oggetto di un complesso confronto tra le potenzialit&agrave; del territorio e le passate esperienze commerciali.</p>
<p>Attualmente, molti abitanti e turisti scelgono di rivolgersi alle piazze dei paesi limitrofi, spingendo il gruppo "Frabosa Futura" a sollecitare la Giunta sulla necessit&agrave; di individuare un&rsquo;area mercatale dedicata che possa ospitare stabilmente dei banchi di vendita.</p>
<p>La questione, sollevata attraverso un'interrogazione consiliare, mette in luce come il Comune disponga di spazi che potrebbero essere facilmente adattati a questo scopo. Secondo i consiglieri, dotare il paese di un appuntamento commerciale fisso rappresenterebbe un valore aggiunto per l'economia locale, intercettando il crescente interesse verso i prodotti tipici e l'artigianato di montagna.</p>
<p>Dalla risposta del sindaco, Adriano Bertolino, &egrave; emersa per&ograve; una realt&agrave; legata alla forte stagionalit&agrave; del territorio. Pur riconoscendo la grande vocazione turistica di Frabosa Sottana, l'amministrazione ha evidenziato come l'estrema variabilit&agrave; dei flussi renda difficile il mantenimento di un mercato stabile.</p>
<p>In passato erano stati effettuati tentativi di istituire un servizio settimanale nel concentrico, che per&ograve; si sono scontrati con lo scarso interesse degli stessi ambulanti, i quali, a causa della scarsa affluenza nei periodi di bassa stagione, avevano progressivamente abbandonato la piazza.</p>
<p>Il Comune ha chiarito che, sebbene non esista un'area attrezzata in modo permanente, la strategia pi&ugrave; efficace si &egrave; rivelata finora quella dei mercatini tematici e delle fiere legati a specifici eventi o manifestazioni, occasioni in cui l'affluenza garantisce il successo dell'iniziativa e la sostenibilit&agrave; per gli espositori.</p>]]></description><pubDate>Tue, 05 May 2026 07:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Il Patto Civico porta in Provincia la difesa del 118 di Garessio e dei presidi in val Varaita]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-patto-civico-porta-in-provincia-la-difesa-del-118-di-garessio-e-dei-presidi-in-val-varaita_119437.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-patto-civico-porta-in-provincia-la-difesa-del-118-di-garessio-e-dei-presidi-in-val-varaita_119437.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119437/145424.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Patto Civico per la Granda accende i riflettori sulla sanit&agrave; nelle aree montane della provincia, presentando in Consiglio provinciale un ordine del giorno volto a tutelare il servizio di emergenza 118 a Garessio e a salvaguardare i presidi territoriali, con particolare attenzione alle criticit&agrave; emerse in valle Varaita.</p>
<p>L&rsquo;iniziativa, promossa dai consiglieri provinciali Pietro Danna, Vincenzo Pellegrino, Silvano Dovetta e Ivana Casale, nasce in risposta alle recenti decisioni organizzative che prevedono la sospensione della presenza del medico a bordo dei mezzi del 118 di Garessio nei fine settimana e nei giorni festivi. A questo si aggiungono le crescenti preoccupazioni espresse da diversi territori montani per il progressivo ridimensionamento dei servizi di continuit&agrave; assistenziale.</p>
<p>Nel documento si sottolinea come tali scelte rischino di compromettere il diritto alla salute dei cittadini delle aree montane e periferiche, gi&agrave; penalizzate da tempi di percorrenza pi&ugrave; lunghi, difficolt&agrave; infrastrutturali e una popolazione mediamente pi&ugrave; anziana. Il presidio di Garessio viene indicato come un punto strategico per un&rsquo;area vasta e complessa, che comprende numerosi comuni lontani dai principali centri ospedalieri.</p>
<p>Situazioni analoghe si registrano anche in valle Varaita, dove l&rsquo;ipotesi di trasferimento della guardia medica ha sollevato forti timori tra amministrazioni e cittadini, evidenziando una criticit&agrave; strutturale legata alla progressiva riduzione dei servizi sanitari nei territori periferici. Preoccupazioni simili emergono anche in valle Po, in particolare a Paesana, dove il servizio locale del 118 &egrave; sostenuto economicamente dal BIM per garantire una copertura continuativa.</p>
<p>Attraverso questo ordine del giorno, il Patto Civico per la Granda chiede alla Provincia di farsi portavoce presso la Regione Piemonte e le autorit&agrave; sanitarie competenti della necessit&agrave; di mantenere e rafforzare il servizio di emergenza con presenza medica continuativa, oltre a garantire la salvaguardia dei presidi territoriali esistenti.&nbsp;</p>
<p>Il documento impegna inoltre il presidente della Provincia e il Consiglio a promuovere un confronto istituzionale con Comuni, cittadini e operatori sanitari, per individuare soluzioni condivise ed efficaci.</p>
<p><em>&ldquo;Con questo ordine del giorno intendiamo dare voce alle preoccupazioni concrete delle comunit&agrave; montane, che chiedono semplicemente di non essere lasciate indietro su un diritto fondamentale come quello alla salute. La riduzione della presenza medica sul servizio 118 a Garessio e le criticit&agrave; emerse in valle Varaita rappresentano segnali che non possono essere sottovalutati. Portando queste vicende all&rsquo;attenzione del Consiglio provinciale siamo certi che possa aprirsi un confronto serio e concreto tra le amministrazioni locali coinvolte e la Regione&rdquo;</em>, dichiarano i consiglieri promotori.&nbsp;</p>
<p>Sulla stessa linea il presidente del Patto Civico per la Granda, Alberto Pettavino:<em> &ldquo;Uno dei grandi vantaggi che abbiamo &egrave; la possibilit&agrave; di parlare con tutti e di tutto. Questo &egrave; un tema senza colore ma di fondamentale importanza per la nostra provincia: lasciare indietro le esigenze e le priorit&agrave; dei territori pi&ugrave; lontani dal centro vorrebbe dire creare cittadini di serie A o di serie B. &Egrave; nostro dovere aprire un dialogo e accompagnare questo percorso. Ringrazio i nostri consiglieri provinciali per la seriet&agrave; con cui hanno da subito preso in considerazione le esigenze delle comunit&agrave; montane&rdquo;</em>.</p>]]></description><pubDate>Mon, 04 May 2026 14:26:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Uno sportello per l’obiezione di coscienza preventiva: "I Sindaci cuneesi seguano l'esempio di Capaci"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/uno-sportello-per-lobiezione-di-coscienza-preventiva-i-sindaci-cuneesi-seguano-l-esempio-di-capaci_119432.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/uno-sportello-per-lobiezione-di-coscienza-preventiva-i-sindaci-cuneesi-seguano-l-esempio-di-capaci_119432.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119432/145419.jpg" title="Fabrizio Biolè" alt="Fabrizio Biolè" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p><em>Egregio direttore,</em><br><em>ringraziando per lo spazio concessomi, mi rivolgo, per tramite della sua testata, ai "colleghi" sindaci della Provincia di Cuneo in qualit&agrave; di ex sindaco, con l&rsquo;esperienza di chi ha provato ad amministrare un territorio con responsabilit&agrave; verso le proprie comunit&agrave;, le generazioni future e i valori costituzionali della nostra Repubblica.</em></p>
<p><em>Pochi giorni fa il primo cittadino di Capaci, Pietro Puccio, ha compiuto un gesto coraggioso e pionieristico: il suo Comune &egrave; il primo in Italia ad aver istituito uno sportello per l&rsquo;obiezione di coscienza preventiva.</em></p>
<p><em>Ha deciso di informare i giovani (e i cittadini tra i 18 e i 45 anni) della possibilit&agrave; di dichiarare, fin da subito e in modo formale, la propria volont&agrave; di optare per il servizio civile non armato in caso di un eventuale ripristino della leva obbligatoria.</em></p>
<p><em>Non si tratta di un invito alla diserzione, ma di un atto di informazione trasparente e di coerenza con l&rsquo;articolo 11 della Costituzione, che indica che l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libert&agrave; degli altri popoli.</em></p>
<p><em>In un momento storico segnato da venti ed eventi bellici, tensioni internazionali e discorsi che sembrano normalizzare il conflitto armato, questo gesto ci ricorda che i sindaci hanno un ruolo fondamentale: non solo gestire i servizi, ma anche custodire la cultura della pace, tutelare la libert&agrave; di coscienza e dare voce ai cittadini.</em></p>
<p><em>Invito tutti i sindaci della provincia di Cuneo a seguire l&rsquo;esempio di Capaci, a partire dai primi cittadini di comuni che hanno istituito l'assessorato alla Pace - come Cuneo, Venasca, Borgo San Dalmazzo - e da quelli che hanno delle Scuole di Pace - come Bra e Boves.</em></p>
<p><em>Mi rivolgo al mio primo cittadino, il geometra Terreno, sindaco di Clavesana....mi rivolgo al Sindaco del comune nel quale ho la fortuna di lavorare, il geometra Tallone, sindaco di Fossano...</em></p>
<p><em>Apriamo anche nei nostri Comuni sportelli informativi o raccolte di dichiarazioni preventive.</em></p>
<p><em>Informiamo i nostri giovani che esiste una strada alternativa, legittima e costituzionalmente tutelata: quella del servizio civile, della nonviolenza attiva, della difesa della patria attraverso il lavoro, l&rsquo;assistenza, la protezione civile e la coesione sociale.</em></p>
<p><em>La provincia di Cuneo, con le sue comunit&agrave; laboriose, le sue tradizioni di solidariet&agrave; e il suo radicamento nei valori democratici, pu&ograve; e deve essere protagonista di questa cultura di pace.</em></p>
<p><em>Non si tratta di posizioni ideologiche, ma di quello che io considero un dovere istituzionale: dare ai nostri ragazzi gli strumenti per scegliere consapevolmente come contribuire al bene comune, anche quando il contesto internazionale si fa minaccioso.</em></p>
<p><em>Mi auguro che questo appello venga raccolto con lo stesso spirito di responsabilit&agrave; e lungimiranza dimostrato dal Sindaco Puccio.</em></p>
<p><em>Sono pronto a confrontarmi con chiunque di voi per trovare, studiare e condividere questa buona pratica, e supportare l&rsquo;attuazione di iniziative analoghe sul nostro territorio.</em></p>
<p><em>La pace non &egrave; un&rsquo;utopia: &egrave; una scelta quotidiana che possiamo e dobbiamo coltivare a livello locale.</em></p>
<p><em>Con stima e rispetto, per lei direttore e per tutti i nostri sindaci.</em></p>
<p><strong>Fabrizio Biol&eacute;</strong><br><strong>Gi&agrave; consigliere comunale</strong><br><strong>Gi&agrave; consigliere regionale</strong><br><strong>Gi&agrave; Sindaco</strong><br><strong>Gi&agrave; obiettore di coscienza</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 04 May 2026 13:44:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Riorganizzazione 118, la sindaca di Priola: "State incentivando lo spopolamento della val Tanaro"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/riorganizzazione-118-la-sindaca-di-priola-state-incentivando-lo-spopolamento-della-val-tanaro_119413.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/riorganizzazione-118-la-sindaca-di-priola-state-incentivando-lo-spopolamento-della-val-tanaro_119413.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119413/145379.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Intervento della sindaca di Priola, Laura Canavese, in merito alla riorganizzazione del servizio di emergenza sanitaria in val Tanaro e al futuro del presidio di Garessio. Un tema particolarmente sentito sul territorio, rispetto al quale il primo cittadino ha voluto esprimere una posizione chiara e articolata.</p>
<p>Nel suo intervento, Canavese parte da una valutazione sulla recente apertura al dialogo da parte delle istituzioni competenti, sottolineando per&ograve; anche le modalit&agrave; con cui questa &egrave; avvenuta: <em>&ldquo;Apprezzo, anche se manifestata a posteriori e a seguito dell'inevitabile interessamento della stampa, la disponibilit&agrave; dimostrata ad un confronto e attendo, quindi, la fissazione di un incontro sul punto&rdquo;</em>.</p>
<p>Entrando poi nel merito delle dichiarazioni rilasciate dai rappresentanti istituzionali e sanitari, la sindaca evidenzia alcuni aspetti che ritiene centrali nella discussione:<em> &ldquo;Preso atto delle dichiarazioni dell'assessore Riboldi (non ho mai parlato di smantellamento del 118, vorrei ben vedere) e del direttore del 118 Marracini e di Azienda Zero D'Angelo (la carenza di medici non giustifica la scelta del taglio del medico proprio da noi, si parla di scelta, quindi ci sono delle alternative), continuo a ribadire l'essenzialit&agrave; per noi del mantenimento del presidio di Garessio con il medico e, in caso di riorganizzazione con automedica, la richiesta &egrave; che - la medesima - venga collocata sempre a Garessio tenuto anche conto del fatto che Ceva, di giorno, ha il pronto soccorso&rdquo;</em>.</p>
<p>La riflessione si amplia quindi alle caratteristiche del territorio della val Tanaro, che rendono particolarmente delicata ogni modifica ai servizi sanitari:<em> &ldquo;La presenza del medico &egrave; essenziale in aree come la nostra, sia per la dislocazione lontana dai presidi ospedalieri sia per l'alta intensit&agrave; di traffico, specie nei weekend e nei festivi, nonch&eacute; per tutte le considerazioni gi&agrave; richiamate nella nostra delibera comunale&rdquo;</em>.</p>
<p>Non manca un passaggio critico sulla tempistica della decisione, ritenuta poco opportuna:<em> &ldquo;Il fatto poi di assumere questa scelta proprio all'esordio della stagione estiva, momento in cui ancor di pi&ugrave; si sente la necessit&agrave; di un presidio medico in valle, la trovo priva di qualsivoglia tipo di buon senso&rdquo;</em>.</p>
<p>La sindaca collega quindi il tema sanitario a quello pi&ugrave; ampio della tenuta sociale del territorio, evidenziando possibili conseguenze sul fenomeno dello spopolamento: <em>&ldquo;State incentivando lo spopolamento. Oltre ai giovani, il rischio cos&igrave; facendo &egrave; che si trasferiscano anche le persone anziane perch&eacute; non si sentono pi&ugrave; sicure. Io personalmente vivo e voglio continuare a vivere in val Tanaro e non essere costretta ad andarmene perch&eacute; poco per volta mi vengono tolti tutti i servizi&rdquo;</em>.</p>
<p>Infine, Canavese affronta anche il tema del peso politico nelle scelte organizzative, portando un esempio concreto: <em>&ldquo;Non mi si dica che non si tratti di una scelta politica. L'importanza del peso politico dietro queste scelte &egrave; evidente, tanto che ad Alba - a fronte delle lamentele dei sindaci - la riorganizzazione &egrave; stata rivista e differita al 16 maggio con il mantenimento del medico&rdquo;</em>.</p>
<p>Il suo intervento si chiude con una riflessione di carattere generale, che richiama il principio di equit&agrave; nell&rsquo;accesso ai servizi:<em> &ldquo;La vita di ognuno dovrebbe avere lo stesso valore, a prescindere dal colore politico, triste constatare il contrario&rdquo;</em>.</p>]]></description><pubDate>Mon, 04 May 2026 11:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Nascono sempre meno piemontesi. Popolazione stabile solo grazie al saldo migratorio]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nascono-sempre-meno-piemontesi-popolazione-stabile-solo-grazie-al-saldo-migratorio_119406.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nascono-sempre-meno-piemontesi-popolazione-stabile-solo-grazie-al-saldo-migratorio_119406.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119406/145368.jpg" title="" alt="" /><br /><p>A fine 2024 i residenti in Piemonte erano 4.251.868, sostanzialmente stabili rispetto all&rsquo;anno precedente (+245). Poco pi&ugrave; della met&agrave; della popolazione vive nella sola provincia di Torino (51,8%), mentre quella di Cuneo &egrave; seconda con 581.526 residenti (il 13,7% del totale, -5 rispetto al 2023). Sono alcuni dei dati che emergono dal censimento Istat per l&rsquo;anno 2024, del quale nei giorni scorsi sono stati resi noti i dati su base regionale.</p>
<p>Un rapporto che restituisce un&rsquo;immagine chiara: a sostenere la stabilit&agrave; della popolazione &egrave; il saldo migratorio - sia interno che dall&rsquo;estero - in uno scenario in cui il saldo naturale (differenza tra nuovi nati e deceduti) si conferma negativo. A livello regionale il saldo naturale &egrave; infatti di -28.148, compensato dal saldo migratorio interno ed estero (rispettivamente +8.780 e +21.179 unit&agrave;). Tutte le province concorrono, seppur in misura diversa, a determinare questo andamento: in particolare Torino &egrave; la provincia con il pi&ugrave; alto saldo migratorio estero (+9.347), seguita da Alessandria (+2.976) e Cuneo (+2.773); le stesse province di Torino, Alessandria e Cuneo registrino i saldi naturali pi&ugrave; bassi (rispettivamente -13.543, -3.792 e -3.018).</p>
<p>Uno dei dati salienti riguarda, inevitabilmente, la denatalit&agrave;: nel 2024 in Piemonte, come nel resto del Paese, si &egrave; raggiunto un nuovo record negativo. I nati sono stati 24.583 (-494 rispetto al 2023). Anche i nati stranieri sono in diminuzione (-84). Si consolida quindi il trend decrescente del tasso di natalit&agrave;, dal 5,9 per mille abitanti del 2023 al 5,8 del 2024, mantenendosi meno elevato della media nazionale (6,3 nati per mille). Tra le province il maggior decremento si riscontra ad Alessandria, Biella e Vercelli, il valore minimo si registra a Biella (4,7 per mille), il valore massimo a Cuneo (6,6 per mille).</p>
<p>Rispetto all&rsquo;anno precedente il numero dei morti diminuisce di 1.314 unit&agrave; (-2,4%, contro il -2,7% a livello nazionale), nonostante il progressivo invecchiamento della popolazione. La riduzione riguarda soprattutto la componente pi&ugrave; anziana della popolazione all&rsquo;interno della quale si concentra la maggior parte dei decessi. Si legge nel rapporto Istat: &ldquo;<em>Si tratta di un collettivo che &egrave; stato particolarmente colpito dall&rsquo;eccesso di mortalit&agrave; negli anni della pandemia 2020-2022. Nel 2024 il numero totale di decessi &egrave; inferiore ai livelli pre-pandemici (53.137 nel 2019)</em>&rdquo;. &ldquo;<em>A testimonianza del superamento del difficile periodo della pandemia, si evidenzia il significativo miglioramento della speranza di vita, calcolata sia per l&rsquo;intero Paese sia per il Piemonte (entrambi con 83,5 anni). Ambedue i valori, nazionale e regionale, superano quelli del 2019, quando erano pari rispettivamente a 83,2 e 82,9 anni</em>&rdquo;, scrive ancora l&rsquo;Istat.</p>
<p>L&rsquo;et&agrave; media si innalza rispetto al 2023 da 47,9 a 48,1 anni. Gli ultraottantacinquenni aumentano e superano quota 200 mila: nascono pochi bambini, si vive pi&ugrave; a lungo, la regione invecchia progressivamente.</p>
<p>Cuneo &egrave; la provincia pi&ugrave; giovane (l&rsquo;et&agrave; media &egrave; di 46,9 anni), Biella quella pi&ugrave; anziana (50,4 anni). Questo dato, insieme a quelli sulla natalit&agrave;, rende la situazione della Granda leggermente migliore rispetto allo scenario regionale, ma comunque negativa a livello assoluto: anche in provincia di Cuneo nascono sempre meno bambini, anche qui solo il saldo migratorio contribuisce a sostenere la stabilit&agrave; della popolazione residente.</p>
<p>In Piemonte gli stranieri censiti sono 442.819 (+13.914 rispetto al 2023), il 10,4% della popolazione regionale. Provengono da 178 Paesi, prevalentemente da Romania (28,6%), Marocco (11,5%) e Albania (8,7%). Quelli residenti in provincia di Cuneo sono 63.295: 33.539 europei, 18.363 africani, 8.384 asiatici, 2.967 da America e Sud America, 34 dall&rsquo;Oceania e 8 apolidi. Dopo Torino, la Granda &egrave; la seconda provincia piemontese per numero di stranieri residenti.</p>
<p>Per quanto riguarda la distribuzione geografica, quasi la met&agrave; della popolazione (il 45%) vive in Comuni tra i 1.000 e i 20.000 abitanti, solo il 6,6% in centri di dimensioni inferiori. Il 48,3% dei residenti vive in Comuni oltre i 20.000 abitanti.</p>]]></description><pubDate>Mon, 04 May 2026 10:25:00 +0200</pubDate><dc:creator>a.d.</dc:creator><author><name>a.d.</name></author></item><item><title><![CDATA[Riorganizzazione 118 a Garessio, il sindaco: "Non c'è stato confronto, la val Tanaro merita di più"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/riorganizzazione-118-a-garessio-il-sindaco-non-c-e-stato-confronto-la-val-tanaro-merita-di-piu_119399.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/riorganizzazione-118-a-garessio-il-sindaco-non-c-e-stato-confronto-la-val-tanaro-merita-di-piu_119399.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119399/145356.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il futuro del servizio di emergenza sanitaria in val Tanaro torna al centro del dibattito pubblico. A intervenire &egrave; il sindaco di Garessio, Luciano Sciandra, che in una lettera esprime preoccupazione per la riorganizzazione del servizio 118 e le possibili ricadute sul territorio.</p>
<p>Nel suo intervento, il primo cittadino tiene a chiarire un punto fondamentale:<em> &ldquo;In merito al dimensionamento del servizio di assistenza del 118 ritengo sia doveroso precisare che la sede del servizio a Garessio non &egrave; in discussione, rester&agrave; il presidio con mezzi, personale, con il&nbsp;fondamentale aiuto dei volontari che dedicano il loro tempo e professionalit&agrave; a sostegno delle comunit&agrave; e del servizio stesso&rdquo;</em>.</p>
<p>Tuttavia, le criticit&agrave; emergono con forza rispetto alle recenti decisioni organizzative: <em>&ldquo;Di certo la decisione di Azienda Zero di sperimentare una riorganizzazione sospendendo la presenza del medico dal 1&deg; maggio anche in val Tanaro durante i giorni festivi e nelle ore notturne desta preoccupazione, anche perch&eacute; &egrave; mancato un passaggio fondamentale di confronto tra Azienda Zero e i sindaci a cui la politica attribuisce un ruolo di presidio fondamentale del territorio ma poi di fatto su temi importanti non c&rsquo;&egrave; un coinvolgimento&rdquo;</em>.</p>
<p>Un tema, quello della sanit&agrave; territoriale, che si intreccia con una problematica pi&ugrave; ampia: la carenza di personale medico. <em>&ldquo;Sappiamo ormai tutti delle criticit&agrave; relative alla carenza di personale medico che nasce da una mancanza di programmazione del Ministero della Salute, ad oggi le risorse umane disponibili non sono sufficienti a garantire il presidio con la presenza del medico, e ancor pi&ugrave; difficile trovare personale che voglia svolgere il proprio lavoro in aree marginali come la val Tanaro, di fatto sappiamo bene quanti giovani nati e cresciuti nel nostro territorio dopo gli studi universitari per molte difficolt&agrave; non ritornino pi&ugrave; in valle&rdquo;</em>.</p>
<p>A pesare ulteriormente &egrave; la conformazione geografica della valle e le difficolt&agrave; nei collegamenti: <em>&ldquo;Ovviamente come gi&agrave; espresso pi&ugrave; volte bisogna considerare la morfologia del territorio, le criticit&agrave; legate alla viabilit&agrave; della nostra valle la distanza che intercorre tra il pronto soccorso dell&rsquo;ospedale di Mondov&igrave;, Dea di 1&deg; livello e i Comuni di Alta Valle&rdquo;</em>.</p>
<p>Per questo, Sciandra auspica un dialogo diretto con i vertici sanitari regionali: <em>&ldquo;Sar&agrave; quindi indispensabile un incontro tra i sindaci e il nuovo Direttore di Azienda Zero Piemonte, Massimo D&rsquo;Angelo, per un confronto sulla nuova organizzazione del servizio, a cui i Sindaci potranno far presente le giuste osservazioni in merito&rdquo;</em>.</p>
<p>Non manca, nella lettera, il riconoscimento al personale sanitario e ai volontari: <em>&ldquo;Da ex volontario della Croce Bianca di Garessio, per l&rsquo;esperienza che ho vissuto posso affermare che l&rsquo;alta professionalit&agrave; del personale infermieristico impiegato nel 118 garantisce uno standard di sicurezza molto elevato&rdquo;</em>.</p>
<p>Infine, una riflessione pi&ugrave; ampia sul futuro della valle e sull&rsquo;attenzione della politica: <em>&ldquo;Un&rsquo;ultima considerazione da amministratore di lunga data. Pur comprendendo le difficolt&agrave; di questi ultimi anni, mi chiedo quanta attenzione forse &egrave; mancata da parte della politica per la nostra valle, dalla viabilit&agrave;, ai servizi, ad un&rsquo;economia che fatica a sostenersi come le attivit&agrave; commerciali e non per ultimo il servizio di trasporto pubblico locale fino a non tanti mesi fa forse non era adeguato. Da sempre credo che la val Tanaro meriti di pi&ugrave;&rdquo;</em>.</p>]]></description><pubDate>Mon, 04 May 2026 09:45:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[A Garessio 118 senza medici nei weekend: "Ora emerge l’importanza del Pronto Soccorso di Ceva"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/a-garessio-118-senza-medici-nei-weekend-ora-emerge-limportanza-del-pronto-soccorso-di-ceva_119392.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/a-garessio-118-senza-medici-nei-weekend-ora-emerge-limportanza-del-pronto-soccorso-di-ceva_119392.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119392/145342.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p><em>Egregio Direttore,</em><br><em>continuano i problemi per la sanit&agrave; locale: dopo la &ldquo;fuga&rdquo; dei radiologi dall&rsquo;Ospedale di&nbsp;Mondov&igrave;, l&rsquo;azzeramento del personale medico - sia pure solo nei giorni festivi e nel fine&nbsp;settimana - <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/118-in-valle-tanaro-riboldi-rassicura-nessuno-smantellamento-ma-un-sistema-piu-efficace_119344.html" target="_blank">presso il presidio del 118 a Garessio</a>.&nbsp;Questa volta viene colpita direttamente l&rsquo;emergenza, che da anni il CO.DI.CE. segnala&nbsp;essere un punto essenziale per la difesa della salute sul territorio. &Egrave; proprio in uno scenario come questo che emerge, con chiarezza cristallina, l&rsquo;importanza del Pronto Soccorso&nbsp;dell&rsquo;Ospedale di Ceva. In un territorio vasto, caratterizzato da una difficile viabilit&agrave;, nel quale&nbsp;gli unici ospedali sedi di DEA - Mondov&igrave; e Savona - non sono certamente &ldquo;dietro l&rsquo;angolo&rdquo; -&nbsp;la priorit&agrave; dovrebbe essere naturalmente il rafforzamento del presidio delle emergenze.</em></p>
<p><em>Ed invece vediamo verificarsi l&rsquo;esatto contrario: non solo non vengono minimamente accolte&nbsp;le istanze del territorio per un ripristino dell&rsquo;orario H24 di funzionamento del Pronto&nbsp;Soccorso, ma si depotenziano gli ultimi presidi attualmente rimasti - il 118 di Garessio per&nbsp;l&rsquo;appunto.</em></p>
<p><em>I messaggi rassicuranti che manda la Regione circa la presenza dell&rsquo;elisoccorso e&nbsp;l&rsquo;intenzione di incrementare la preparazione del personale infermieristico non convincono.&nbsp;Certo, siamo consapevoli che la carenza di personale medico rappresenta un limite&nbsp;operativo non di poco conto.&nbsp;Tuttavia, esprimiamo con forza la richiesta che, a subire le conseguenze pi&ugrave; gravi di questa&nbsp;problematica, non siano ancora una volta &ldquo;i pi&ugrave; piccoli&rdquo;, cio&egrave; le aree periferiche e meno&nbsp;popolate.&nbsp;Questo, sia con riferimento alla rete di sicurezza sanitaria presente sul territorio sia con</em><br><em>riferimento all&rsquo;Ospedale di Ceva, che non dovr&agrave; subire ulteriori limitazioni operative per la&nbsp;scarsit&agrave; di personale medico ospedaliero determinatasi altrove.</em></p>
<p><em>Altrimenti, a che pro i significativi investimenti - di cui in ogni caso non vogliamo sminuire l&rsquo;importanza - nella struttura ospedaliera cebana? Che senso avrebbe un edificio in sicurezza sismica se poi non viene dotato del personale necessario per erogare il servizio che costituisce la sua ragion d&rsquo;essere?</em></p>
<p><em>Vi terremo aggiornati!</em></p>
<p><strong>Co.Di.Ce.</strong><br><strong>Comitato per l'Ospedale di Ceva</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 04 May 2026 08:39:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[La scuola cuneese contro la riforma degli istituti tecnici, il 7 maggio lo sciopero]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-scuola-cuneese-contro-la-riforma-degli-istituti-tecnici-il-7-maggio-lo-sciopero_119377.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-scuola-cuneese-contro-la-riforma-degli-istituti-tecnici-il-7-maggio-lo-sciopero_119377.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119377/145326.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p><em>La Riforma degli Istituti Tecnici rappresenta l'ennesimo capitolo di uno smantellamento sistematico dell'istruzione pubblica italiana che prosegue ormai da anni. Questo decreto, pubblicato il 9 marzo 2026, introduce modifiche radicali all'istruzione tecnica con entrata in vigore immediata per l'anno scolastico 2026/2027, senza alcuna fase transitoria e senza un reale ascolto della comunit&agrave; educativa. Ma questo non &egrave; un episodio isolato: &egrave; parte di una strategia coerente. Negli anni scorsi si sono visti progressivi tagli all'istruzione &nbsp;e la logica &egrave; sempre stata la stessa: ridurre, svuotare, destrutturare la scuola pubblica in favore di una formazione accelerata e frammentaria, tagliata su misura per le esigenze aziendali del momento, rinunciando completamente all'idea di una formazione integrale. Questa riforma &egrave; il preludio verso percorsi quadriennali che non solo frammenterebbero ulteriormente i contenuti disciplinari, ma negherebbero il valore stesso della completezza formativa: permettere ai giovani di essere cittadini consapevoli, oltre che lavoratori.</em></p>
<p><em>Con questa riforma uno studente sar&agrave; penalizzato nel mercato del lavoro e nelle opportunit&agrave; di proseguire gli studi, trovandosi con una formazione incompleta e lacunosa. &Egrave; una chiara scelta: sacrificare la qualit&agrave; dell'istruzione sull'altare dei profitti aziendali, trasformando la scuola in un mero centro di addestramento, quando invece la vera formazione richiede tempo, profondit&agrave; e completezza. Un titolo di studio deve essere spendibile sia all'universit&agrave; sia nel mondo del lavoro, deve aprire porte e menti, non chiuderle. Questa riforma va esattamente nella direzione opposta.</em></p>
<p><em>Per questo motivo, il 7 maggio 2026 in piazza Galimberti a Cuneo scenderemo tutti in piazza. Invitiamo ogni insegnante, ogni dirigente, tutto il personale scolastico di qualsiasi ordine e grado a partecipare, indipendentemente dalla propria appartenenza sindacale. Questa &egrave; una mobilitazione collettiva per la difesa di un diritto fondamentale: il diritto di tutti ad un'istruzione pubblica di qualit&agrave;. Invitiamo anche i genitori, le famiglie e gli studenti a scendere in piazza con noi, perch&eacute; questa lotta &egrave; anche per il futuro dei nostri ragazzi che sta per essere compromesso.</em></p>
<p><em>Non possiamo continuare a subire in silenzio il progressivo deterioramento della scuola pubblica nel nostro Paese. La riforma interviene quando le iscrizioni sono gi&agrave; concluse, modificando il percorso di studi che gli studenti hanno consapevolmente scelto. Porter&agrave; inoltre con s&eacute; pesanti tagli alle cattedre, ulteriore precariet&agrave; per i docenti ed incertezza per le scuole. La dignit&agrave; della nostra professione, la qualit&agrave; dell'offerta formativa, il futuro dei nostri studenti: questi sono i valori che difenderemo il 7 maggio 2026 in piazza a Cuneo ed in tutta Italia.&nbsp;</em></p>
<p><em>Questo appello &egrave; rivolto a tutti gli insegnanti ed al personale della scuola, perch&eacute; &egrave; ora di alzare la testa e di prendere una posizione netta in difesa della scuola, senza deleghe e senza scuse. L&rsquo;invito &egrave; esteso a tutte le famiglie, a tutti gli studenti ed alla societ&agrave; intera, dal momento che la scuola pubblica &egrave; il fondamento della democrazia e dell&rsquo;uguaglianza.&nbsp;</em></p>
<p><em>Appuntamento il 7 maggio 2026, in piazza Galimberti a Cuneo dalle ore 9. Per la scuola pubblica. Per il diritto all'istruzione. Per il nostro futuro.</em></p>
<p><strong>La Rete Cuneese Istituti Tecnici</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 04 May 2026 07:34:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Global Sumud Flotilla, notte di droni e silenzi: "Ci hanno cacciato come bersagli"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/global-sumud-flotilla-notte-di-droni-e-silenzi-ci-hanno-cacciato-come-bersagli_119365.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/global-sumud-flotilla-notte-di-droni-e-silenzi-ci-hanno-cacciato-come-bersagli_119365.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119365/145304.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il mare &egrave; nero, immobile, e sembra infinito. Poi, all&rsquo;improvviso, si trasforma in trappola: droni che ronzano sopra le teste, sagome militari che emergono dal buio, radio che smettono di funzionare. &Egrave; in quell&rsquo;istante &mdash; sospeso tra paura e incredulit&agrave; &mdash; che la missione umanitaria della Global Sumud Flotilla cambia volto. Non pi&ugrave; solo una traversata verso Gaza, ma un confronto diretto, nel cuore del Mediterraneo, con una macchina militare che &mdash; racconta Daniele Gallina &mdash; <em>&ldquo;non avrebbe dovuto essere l&igrave;&rdquo;</em>.</p>
<p>Ventotto anni, originario di Villanova Mondov&igrave;, alle spalle un percorso tra universit&agrave; europee e cinesi, esperienze nelle Ong e alla Commissione europea, Gallina &egrave; a bordo della &ldquo;Vivi&rdquo;, ribattezzata &ldquo;Sabra&rdquo;. Durante la missione racconta tutto nel suo podcast &ldquo;Orizzonte Gaza&rdquo;. E la notte del 29 aprile, racconta ai microfoni di Cuneodice.it, rester&agrave; incisa per sempre.</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119365/small_145307.jpg" alt=""></p>
<p>In quelle ore, spiega, la rotta era verso Creta e nessuno immaginava ci&ograve; che sarebbe accaduto.&nbsp;<em>&ldquo;All&rsquo;improvviso &egrave; arrivata un&rsquo;intercettazione da parte delle forze armate israeliane&rdquo;</em>. Un evento che, sottolinea, appariva del tutto improbabile: <em>&ldquo;Ci sembrava impossibile, viste le almeno mille miglia di distanza dalle coste palestinesi&rdquo;</em>.</p>
<p>Fino a poche ore prima, il piano era semplice: fare tappa tra Grecia e Turchia, riorganizzarsi e prepararsi eventualmente a un confronto pi&ugrave; avanti. Poi, invece, il mare si &egrave; popolato di presenze inattese. Gallina descrive l&rsquo;apparizione di una fregata militare e di un numero crescente di droni: <em>&ldquo;All&rsquo;inizio pensavamo fosse una nave greca, magari contraria al nostro passaggio e pronta a controllarci&rdquo;</em>.</p>
<p>Nel giro di poco, per&ograve;, qualcosa cambia. Le comunicazioni iniziano a saltare: <em>&ldquo;Una delle nostre radio &egrave; stata bloccata, i contatti completamente tagliati&rdquo;</em>. Attorno, sempre pi&ugrave; imbarcazioni e movimenti coordinati. <em>&ldquo;Sembrava </em>&mdash; dice &mdash;<em> che ci fossero obiettivi precisi, come se sapessero gi&agrave; quali navi intercettare per prime&rdquo;</em>.</p>
<p>In quel caos arrivano anche messaggi surreali: <em>&ldquo;Alcuni video mostravano forze israeliane che suggerivano di portare gli aiuti umanitari a Cipro. Ovviamente erano tutte idiozie&rdquo;</em>. Intanto, una dopo l&rsquo;altra, le barche della flottiglia spariscono. <em>&ldquo;Le intercettavano, salivano a bordo, scomparivano dai radar. Le persone venivano portate su una nave prigione&rdquo;</em>.</p>
<p>Il dispositivo, secondo Daniele Gallina, era imponente: gommoni veloci, droni continui, almeno una nave di detenzione e una fregata militare. A quel punto, la decisione &egrave; netta: puntare verso acque territoriali greche.</p>
<p>Durante la fuga, uno dei momenti pi&ugrave; tesi. <em>&ldquo;Un&rsquo;imbarcazione israeliana si &egrave; avvicinata</em> &mdash; afferma &mdash;<em> e noi abbiamo reagito immediatamente&rdquo;</em>. Le luci vengono gestite in modo da rendere chiara la loro natura civile, i militari &mdash; nota &mdash; <em>&ldquo;non avevano il passamontagna&rdquo;</em> e alla fine si allontanano, concentrandosi su gruppi pi&ugrave; compatti di barche. <em>&ldquo;Noi eravamo pi&ugrave; a sud, pi&ugrave; isolati. Probabilmente &egrave; questo che ci ha salvato&rdquo;</em>.</p>
<p>La navigazione prosegue senza sosta per tutta la notte. <em>&ldquo;Andavamo avanti cercando di non fondere il motore&rdquo;</em>, dice. Poi, con l&rsquo;alba, la situazione cambia ancora. <em>&ldquo;Quando &egrave; sorto il sole se ne sono andati. Per noi &egrave; chiaro: quell&rsquo;operazione era illegale&rdquo;</em>.</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119365/small_145305.jpg" alt=""></p>
<p>Il bilancio, nella sua ricostruzione, &egrave; pesante: 58 imbarcazioni in totale, 22 intercettate, anche se &mdash; aggiunge &mdash; <em>&ldquo;in Israele &egrave; stato riportato che fossero 50&rdquo;</em>. Per ore non ci sono notizie dei compagni. <em>&ldquo;Non sapevamo nulla</em> &mdash; asserisce &mdash;<em>, poi siamo stati informati del loro trasferimento in Israele&rdquo;</em>.</p>
<p>Nel frattempo si attivano le diplomazie europee, tra cui la Farnesina e il governo spagnolo. Viene annunciato un rilascio generale, ma emergono eccezioni: <em>&ldquo;Due dei nostri compagni sono stati trattenuti, cos&igrave; da essere esibiti come trofei&rdquo;</em>.</p>
<p>Gallina legge l&rsquo;operazione come un tentativo di intimidazione: <em>&ldquo;Una scelta folle per incuterci timore&rdquo;</em>. Ma, sostiene, con un effetto opposto: <em>&ldquo;Ci ha motivato ancora di pi&ugrave;. La loro &egrave; stata una decisione disperata&rdquo;</em>. E qualcosa, secondo lui, si &egrave; gi&agrave; mosso: <em>&ldquo;Quanto accaduto ha riattivato piazze che sembravano aver dimenticato la causa palestinese&rdquo;</em>.</p>
<p>La missione, assicura, non si ferma. L&rsquo;obiettivo resta <em>&ldquo;rompere l&rsquo;assedio illegale&rdquo;</em> e riportare attenzione pubblica, anche attraverso la mobilitazione: proteste, porti bloccati, pressione sui governi per interrompere i rapporti con Israele.</p>
<p>Nel racconto emergono anche accuse dirette alla Grecia. La flottiglia non ha attraccato a sud di Creta perch&eacute;, dice, <em>&ldquo;siamo certi al 100% che il governo ellenico abbia collaborato&rdquo;</em>. Cita anomalie nelle comunicazioni e il caso di una barca rimasta senza motore, ipotizzando anche un sabotaggio. Soprattutto, sottolinea quella che ritiene una grave omissione: <em>&ldquo;Quando un&rsquo;imbarcazione &egrave; alla deriva, dovrebbero intervenire i soccorsi, in questo caso la Guardia Costiera greca. Non &egrave; successo. Per noi &egrave; evidente che siano coinvolti&rdquo;</em>.</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119365/small_145306.jpg" alt=""></p>
<p>Ora le imbarcazioni rimaste sono ferme davanti alle coste di Creta, in attesa che il maltempo si allontani. Poi si ripartir&agrave;. <em>&ldquo;Stiamo decidendo la prossima rotta </em>&mdash; dice &mdash;<em>, ma siamo sempre pi&ugrave; motivati&rdquo;</em>.</p>
<p>Fra le onde del Mediterraneo, intanto, galleggia il ricordo di quella notte. Una notte fatta di droni, segnali interrotti e barche che scompaiono nel buio. E una testimonianza che, al di l&agrave; di qualsivoglia ideologia, &egrave; destinata a riaprire il dibattito internazionale.</p>]]></description><pubDate>Sun, 03 May 2026 11:31:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Nel 2025 i cuneesi hanno speso oltre un miliardo di euro in slot e giochi online]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nel-2025-i-cuneesi-hanno-speso-oltre-un-miliardo-di-euro-in-slot-e-giochi-online_119347.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nel-2025-i-cuneesi-hanno-speso-oltre-un-miliardo-di-euro-in-slot-e-giochi-online_119347.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119347/145283.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nel 2025 in provincia di Cuneo sono stati spesi oltre un miliardo di euro nel gioco pubblico, cio&egrave; l&rsquo;insieme dei giochi con vincita in denaro regolati dallo Stato, come slot machine, scommesse, lotterie e giochi online. Il dato emerge dalla &ldquo;Relazione sul settore dei giochi pubblici&rdquo; riferita al 2025, presentata dal ministro dell&rsquo;Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti e trasmessa al Parlamento il 14 aprile 2026. Il documento analizza il funzionamento del sistema italiano, includendo sia il gioco nella rete fisica sia quello online, insieme agli aspetti normativi e alle misure di tutela della salute.</p>
<p>Guardando nel dettaglio i numeri cuneesi, la quota pi&ugrave; rilevante riguarda i cosiddetti giochi di abilit&agrave;, cio&egrave; giochi online in cui il risultato dipende in parte dalla capacit&agrave; del giocatore, come il poker o altri giochi di carte: in questo ambito sono stati spesi oltre 483 milioni di euro. Molto elevata anche la cifra legata alle videolottery (VLT), che superano i 198 milioni di euro. Le scommesse sportive a quota fissa, ovvero le puntate su eventi sportivi con vincita determinata al momento della giocata, sfiorano i 106 milioni.</p>
<p>Una parte consistente della spesa riguarda anche le lotterie istantanee, i cosiddetti &ldquo;gratta e vinci&rdquo;, che superano i 90 milioni di euro, mentre il lotto si attesta a quasi 45 milioni. Le AWP, cio&egrave; le &ldquo;<em>new slot</em>&rdquo; presenti in bar e tabaccherie, raccolgono oltre 74 milioni di euro. Tra le altre voci si trovano le scommesse virtuali con circa 25,5 milioni, e il Superenalotto con oltre 11 milioni.&nbsp;Quote pi&ugrave; contenute riguardano il bingo e il betting exchange, una modalit&agrave; di scommessa in cui i giocatori scommettono tra loro anzich&eacute; contro il banco. Inferiori sono invece le cifre legate all&rsquo;ippica e ai concorsi pronostici sportivi.</p>
<p>A fronte di una spesa complessiva superiore al miliardo, i cuneesi hanno vinto poco pi&ugrave; di 920 milioni di euro.</p>
<p>Il dato cuneese si inserisce in un quadro regionale pi&ugrave; ampio. Nel complesso, sommando i dati delle singole province, in Piemonte nel 2025 sono stati giocati oltre 9 miliardi di euro. A livello regionale &egrave; la provincia di Torino a registrare i valori pi&ugrave; elevati, con oltre 5,3 miliardi di euro giocati e circa 4,6 miliardi di vincite. Seguono Cuneo, poi Alessandria, che supera il miliardo di euro di spesa, e Novara con circa 883 milioni. Le altre province si collocano su livelli pi&ugrave; bassi ma comunque significativi: Asti supera i 444 milioni, Verbano-Cusio-Ossola i 421 milioni, Vercelli i 390 milioni e Biella i 317 milioni. In tutti i territori le vincite risultano inferiori ai soldi spesi.</p>]]></description><pubDate>Sun, 03 May 2026 07:02:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[118 in valle Tanaro, Riboldi rassicura: "Nessuno smantellamento, ma un sistema più efficace"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/118-in-valle-tanaro-riboldi-rassicura-nessuno-smantellamento-ma-un-sistema-piu-efficace_119344.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/118-in-valle-tanaro-riboldi-rassicura-nessuno-smantellamento-ma-un-sistema-piu-efficace_119344.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119344/145279.jpg" title="Federico Riboldi" alt="Federico Riboldi" /><br /><p>Il clima in valle Tanaro resta teso dopo la protesta dei sindaci per la riorganizzazione del servizio di emergenza-urgenza. Nelle scorse ore <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/val-tanaro-scure-sul-118-da-oggi-il-medico-a-garessio-sparisce-nei-festivi-e-nel-weekend_119317.html" target="_blank">la sindaca di Priola, Laura Canavese, aveva denunciato la decisione - entrata in vigore dal 1&deg; maggio - di lasciare il presidio 118 di Garessio senza la figura medica nei fine settimana e nei festivi</a>, parlando di una scelta <em>&ldquo;calata dall&rsquo;alto&rdquo;</em> e potenzialmente rischiosa per un territorio distante oltre 60 chilometri dall&rsquo;ospedale pi&ugrave; vicino, a Ceva.</p>
<p>Sulla vicenda interviene ora l&rsquo;assessore regionale alla Sanit&agrave;, Federico Riboldi, che prova a rassicurare il territorio e a chiarire le ragioni della riorganizzazione:<em> &ldquo;La preoccupazione dei sindaci della valle Tanaro &egrave; comprensibile e merita rispetto. Parliamo di territori fragili, con popolazione anziana e distanze importanti dagli ospedali: qui la sanit&agrave; non &egrave; solo un servizio, ma una garanzia di sicurezza per i cittadini&rdquo;.</em></p>
<p>Riboldi respinge con decisione l&rsquo;idea di un ridimensionamento del servizio.<em> &ldquo;Voglio essere chiaro: non c&rsquo;&egrave; alcuno smantellamento del 118. C&rsquo;&egrave; invece la necessit&agrave; di adattare il sistema a una realt&agrave; profondamente cambiata, segnata da una grave carenza di medici che riguarda tutto il Paese&rdquo;</em>.</p>
<p>Nel dettaglio, l&rsquo;assessore spiega che il nuovo modello organizzativo punta a una maggiore efficienza negli interventi pi&ugrave; gravi: <em>&ldquo;Il modello che si sta costruendo punta a garantire interventi pi&ugrave; rapidi ed efficaci nei casi pi&ugrave; critici, rafforzando l&rsquo;elisoccorso e valorizzando le competenze degli infermieri sul territorio. L&rsquo;obiettivo &egrave; concentrare le risorse dove servono davvero, senza lasciare scoperti i territori&rdquo;</em>.</p>
<p>Un passaggio centrale riguarda il rapporto con gli enti locali, finiti al centro delle polemiche per la mancanza di coinvolgimento: <em>&ldquo;Detto questo, &egrave; evidente che ogni scelta deve essere condivisa. Non accettiamo che i territori si sentano esclusi: per questo attiveremo un confronto immediato con i sindaci della valle Tanaro&rdquo;</em>.</p>
<p>Infine, Riboldi garantisce un monitoraggio costante del servizio: <em>&ldquo;Controlleremo con attenzione i tempi di intervento e la qualit&agrave; dell&rsquo;assistenza, pronti a intervenire con correttivi se necessario. La sfida &egrave; garantire a tutti i cittadini, anche nelle aree pi&ugrave; periferiche, un sistema di emergenza-urgenza moderno, efficiente e sicuro. Su questo non faremo passi indietro&rdquo;</em>.</p>]]></description><pubDate>Sat, 02 May 2026 10:21:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Duce sulla lapide a Piozzo, il caso approda in Consiglio comunale. L'opposizione: "Potevate dircelo"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/duce-sulla-lapide-a-piozzo-il-caso-approda-in-consiglio-comunale-l-opposizione-potevate-dircelo_119331.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/duce-sulla-lapide-a-piozzo-il-caso-approda-in-consiglio-comunale-l-opposizione-potevate-dircelo_119331.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119331/145257.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La recente seduta del Consiglio comunale di Piozzo &egrave; stata segnata da un confronto riguardante la targa commemorativa installata per onorare i soldati del paese in occasione delle celebrazioni del 25 aprile.</p>
<p>Il sindaco, Sergio Lasagna, ha aperto il dibattito leggendo un comunicato ufficiale relativo alla disputa sulla lapide, la quale presenta le fotografie dei compaesani partiti per il fronte ma include anche riferimenti iconografici che hanno suscitato forti proteste.</p>
<p>La consigliera di minoranza Tatiana Malacrida ha espresso disappunto per la mancanza di un dialogo preventivo con l'opposizione, sostenendo che una discussione collegiale avrebbe potuto evitare l'insorgere di un caso mediatico cos&igrave; divisivo.</p>
<p>La polemica ha assunto una dimensione nazionale a seguito dell'intervento della deputata Chiara Gribaudo, che ha aspramente criticato la presenza del volto di Mussolini sulla targa, ricevendo come replica dal comune e dall'associazione coinvolta l'accusa di voler cancellare la storia in modo superficiale.&nbsp;</p>
<p>All'interno dell'aula, il capogruppo di opposizione Antonio Acconciaioco ha rimarcato la netta distinzione che deve intercorrere tra la conservazione della memoria storica e le celebrazioni istituzionali della liberazione, mettendo in dubbio l'opportunit&agrave; di affiancare figure legate al fascismo e alla monarchia a una ricorrenza democratica.</p>
<p>La maggioranza e il primo cittadino si sono detti rammaricati per le contestazioni, ribadendo la totale assenza di intenti celebrativi e confermando che l'unico scopo dell'iniziativa era quello di ricordare i piozzesi mandati in guerra attraverso un recupero della documentazione fotografica dell'epoca.</p>]]></description><pubDate>Sat, 02 May 2026 07:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Val Tanaro, scure sul 118: da oggi il medico a Garessio sparisce nei festivi e nel weekend]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/val-tanaro-scure-sul-118-da-oggi-il-medico-a-garessio-sparisce-nei-festivi-e-nel-weekend_119317.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/val-tanaro-scure-sul-118-da-oggi-il-medico-a-garessio-sparisce-nei-festivi-e-nel-weekend_119317.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119317/145239.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Una riorganizzazione improvvisa e, per i primi cittadini della zona, inaccettabile. Da oggi, 1&deg; maggio, il servizio di emergenza 118 di Garessio subisce un drastico ridimensionamento: la figura del medico non sar&agrave; pi&ugrave; presente durante i fine settimana e i giorni festivi.&nbsp;</p>
<p>La denuncia arriva con forza da Laura Canavese, sindaca di Priola, che punta il dito contro una gestione della sanit&agrave; territoriale priva di confronto: <em>&ldquo;Nessun sindaco &egrave; stato n&eacute; consultato, n&eacute; avvisato</em>&rdquo;. La decisione &egrave; giunta proprio mentre i Comuni di Priola, Bagnasco, Garessio, Caprauna e l'Unione Montana avevano appena inviato un ordine del giorno a Regione Piemonte, Provincia di Cuneo e Asl Cn1 per chiedere l'esatto opposto: il potenziamento del servizio.</p>
<p><em>&ldquo;Mi sono arrivate voci fondate e molto preoccupanti </em>- spiega Canavese -<em>, in base alle quali quello che attualmente abbiamo ci viene tolto proprio nei giorni in cui c'&egrave; pi&ugrave; traffico e pi&ugrave; gente. Garessio avr&agrave; un mero presidio infermieristico&rdquo;</em>. Il timore, neanche troppo velato, &egrave; che questo sia il primo passo verso una soppressione totale della figura medica nell'area.</p>
<p>Il malcontento dei sindaci poggia su dati geografici e demografici oggettivi che rendono la val Tanaro una zona particolarmente vulnerabile. In primis, i tempi di percorrenza critici: localit&agrave; come Briga Alta, Caprauna e Viozene distano oltre 60 chilometri dal soccorso di Ceva e, in caso di emergenza, servono almeno un'ora e 15 minuti per essere raggiunti. Garessio, in tal senso, &egrave; collocato in una posizione strategica: &egrave; lo snodo tra le statali 28 e 582 e le provinciali 178 e 213, posizione che ne ha sempre giustificato il ruolo di sede del 118 fin dal 1997.&nbsp;</p>
<p>Oltre a ci&ograve;, non si possono non considerare gli anziani e le loro fragilit&agrave;: il 30% dei residenti &egrave; over 70 e nell'area insistono diverse RSA, per un totale di oltre 200 ospiti in condizioni di gravit&agrave;.&nbsp;</p>
<p>In pi&ugrave;, la presenza del medico &egrave; ritenuta fondamentale per stabilizzare i pazienti sul posto, evitando trasporti inutili e affollamenti nei pronto soccorso.</p>
<p>In aggiunta al taglio del servizio, a ferire &egrave; la mancanza di dialogo. Richiamando la recente posizione del presidente della Provincia di Cuneo e sindaco di Mondov&igrave;, Luca Robaldo, sulla situazione ospedaliera del &ldquo;Regina Montis Regalis&rdquo;, Laura Canavese invoca correttezza istituzionale: <em>&ldquo;Prima di prendere qualsiasi decisione &egrave; giusto che ci sia un confronto, i sindaci non vengono in alcun modo coinvolti, una prassi che non ritengo corretta&rdquo;</em>.&nbsp;</p>
<p>La sindaca di Priola conclude ribadendo che la responsabilit&agrave; della salute dei cittadini non pu&ograve; essere ignorata: <em>&ldquo;La garanzia di un servizio come quello del 118 con il medico &egrave; essenziale e irrinunciabile. Medico o infermiere, con il massimo rispetto per entrambe le figure, non &egrave; la stessa cosa&rdquo;</em>.</p>]]></description><pubDate>Fri, 01 May 2026 12:13:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item></channel></rss>
