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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > Savigliano]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/attualita/saviglianese/rss2.0.xml?page=202rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie di Attualità a Savigliano aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Sat, 04 Apr 2026 11:39:53 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > Savigliano]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/]]></link></image><item><title><![CDATA[Nel Cuneese la natalità cala, ma resta la più alta della regione]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nel-cuneese-la-natalita-cala-ma-resta-la-piu-alta-della-regione_117628.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nel-cuneese-la-natalita-cala-ma-resta-la-piu-alta-della-regione_117628.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117628/142537.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In provincia di Cuneo vivono oltre 581 mila persone e pi&ugrave; di un quarto della popolazione &ndash; pari al 25,4% &ndash; ha pi&ugrave; di 65 anni. &Egrave; uno dei dati che emerge dal nuovo report sugli indicatori demografici pubblicato il 31 marzo 2026 dall&rsquo;<a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/03/Report_Indicatori-demografici_Anno-2025.pdf" target="_blank">ISTAT</a>, e riferito al 2025. Un quadro in cui il Piemonte, come il resto del Paese, fa i conti con l&rsquo;invecchiamento della popolazione e con una natalit&agrave; sempre pi&ugrave; bassa.</p>
<p>Nel Cuneese, il 62,3% dei residenti &egrave; in et&agrave; lavorativa (tra 15 e 64 anni), mentre i giovani sotto i 14 anni sono appena il 12,3%. Un dato che, letto insieme alla quota elevata di anziani, conferma una tendenza ormai consolidata anche a livello regionale.</p>
<p>Sul fronte della speranza di vita alla nascita, il Cuneese &egrave; in linea con le aree pi&ugrave; longeve del Paese. Per gli uomini l&rsquo;aspettativa di vita &egrave; 81,9 anni, un valore leggermente superiore alla media nazionale, mentre per le donne &egrave; 85,6 anni, di poco inferiore al dato italiano. In entrambi i casi si registra comunque una crescita rispetto all&rsquo;anno precedente. In Piemonte il primato spetta alla provincia di Torino, ma il dato cuneese resta indicativo di buone condizioni generali di salute e qualit&agrave; della vita.</p>
<p>Diverso il discorso sulla natalit&agrave;. Se da un lato Cuneo si conferma la provincia pi&ugrave; &ldquo;fertile&rdquo; del Piemonte, con 1,24 figli per donna rispetto alla media regionale di 1,1, dall&rsquo;altro il calo &egrave; evidente e costante: era pari a 1,27 nel 2024 e a 1,30 nel 2023. Un andamento che segue il trend nazionale in atto ormai da diversi anni, dove il numero medio di figli per donna scende a 1,14. La provincia piemontese in cui il dato &egrave; pi&ugrave; basso invece &egrave; Biella (1,04), seguita da Verbano-Cusio-Ossola (1,05).</p>
<p>In Piemonte, l&rsquo;et&agrave; media al parto &egrave; di 32,8 anni, in linea con il Nord Italia, a conferma di una tendenza a posticipare delle nascite. Si fanno meno figli e quando si &egrave; pi&ugrave; avanti con l&rsquo;et&agrave; rispetto a un tempo, un fenomeno che incide direttamente sull&rsquo;andamento demografico complessivo.</p>
<p>A livello nazionale, oggi oltre un terzo dei nuclei familiari &egrave; composto da una sola persona (37,1%), una quota in forte aumento rispetto a venti anni fa. Diminuiscono le coppie con figli, mentre crescono le famiglie monogenitore e le persone che vivono sole. Il Nord &egrave; l&rsquo;area della penisola in cui si concentra la maggiore percentuale di coppie senza figli: 21,7% contro il 19,3% del Centro e il 18,7% del Sud. Il cambiamento, quindi, ha investito la stessa struttura delle famiglie.</p>
<p>Il report di ISTAT conferma ancora una volta che il Cuneese, e pi&ugrave; in generale il Piemonte, si inserisce nelle grandi trasformazioni demografiche che coinvolgono ormai da tempo tutta la penisola: si diventa genitori pi&ugrave; tardi e si fanno meno figli, mentre la popolazione continua a invecchiare.</p>]]></description><pubDate>Sat, 04 Apr 2026 07:18:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Gasolio e Transizione 5.0, Cia Cuneo: “Premiato il nostro dialogo con il governo”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/gasolio-e-transizione-50-cia-cuneo-premiato-il-nostro-dialogo-con-il-governo_117625.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/gasolio-e-transizione-50-cia-cuneo-premiato-il-nostro-dialogo-con-il-governo_117625.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117625/142532.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Soddisfazione da parte di Cia Agricoltori italiani di Cuneo per l&rsquo;accoglimento, da parte del Governo, delle richieste avanzate dall&rsquo;Organizzazione sul credito d&rsquo;imposta del 20 per cento per il gasolio agricolo e sul ripristino delle condizioni originarie del piano Transizione 5.0.</p>
<p>Osserva il direttore provinciale di Cia Cuneo, Igor Varrone: &ldquo;<em>Esprimiamo apprezzamento per i segnali arrivati dal Governo che vanno nella direzione da noi auspicata. Si tratta di un risultato importante, ottenuto grazie a un confronto serio e costante nelle sedi ministeriali messo in atto in primo luogo dalla nostra Organizzazione. Un ruolo determinante &egrave; stato svolto dal presidente regionale Gabriele Carenini, insieme al presidente nazionale Cristiano Fini, che hanno saputo rappresentare con forza le istanze del territorio</em>&rdquo;.</p>
<p>Sul piano Transizione 5.0, Varrone richiama la pronta mobilitazione, a livello provinciale, del presidente di Cia Cuneo Marco Bozzolo, che per primo aveva denunciato con fermezza la riduzione al 35% del credito d&rsquo;imposta per le imprese gi&agrave; impegnate in investimenti: &ldquo;<em>Una posizione chiara e tempestiva che ha contribuito a rafforzare il confronto con il Governo e a ottenere un ripensamento su una misura che avrebbe penalizzato gravemente le aziende agricole</em>&rdquo;.</p>
<p>Gabriele Carenini evidenzia il valore del dialogo istituzionale: &ldquo;<em>Questo risultato dimostra che quando il confronto &egrave; concreto e supportato da dati e proposte credibili, &egrave; possibile incidere sulle decisioni. Abbiamo lavorato con determinazione per tutelare le imprese agricole e riportare equilibrio su misure fondamentali come il piano Transizione 5.0 e il credito di imposta sul gasolio agricolo. &Egrave; una battaglia che abbiamo condotto con responsabilit&agrave; e che oggi porta i primi frutti</em>&rdquo;.</p>
<p>Riguardo al credito d&rsquo;imposta sul gasolio agricolo, Cia ricorda che l&rsquo;introduzione del beneficio del 20% per il mese di marzo rappresenta un primo riconoscimento delle richieste avanzate dall&rsquo;Organizzazione, che per&ograve; necessita di ulteriori estensioni, in particolare per i mesi di aprile e maggio, periodo in cui le attivit&agrave; agricole si intensificano e cresce la domanda di input energetici, alla quale si aggiunge l&rsquo;aumento dei costi di produzione, con rincari significativi anche per i fertilizzanti, arrivati fino al 60% per urea e azotati.</p>
<p>Cia Cuneo condivide le dichiarazioni del presidente nazionale Cristiano Fini, il quale auspica che &ldquo;<em>il Governo prosegua con interventi strutturali pi&ugrave; ampi, trasformando questo primo sollievo in una strategia duratura per l&rsquo;agricoltura italiana, in particolare per le filiere pi&ugrave; in difficolt&agrave; come quella cerealicola e zootecnica</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Fri, 03 Apr 2026 17:47:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Carburante, Bergesio: “La proroga accise risponde alla crisi internazionale”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/carburante-bergesio-la-proroga-accise-risponde-alla-crisi-internazionale_117596.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/carburante-bergesio-la-proroga-accise-risponde-alla-crisi-internazionale_117596.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117596/142490.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;<em>Accogliamo con soddisfazione il via libera del Consiglio dei Ministri alla proroga del taglio delle accise sui carburanti fino al primo maggio. Si tratta di una scelta di estrema concretezza, fortemente sostenuta dalla Lega e dal ministro Giorgetti, per dare un supporto reale a cittadini e imprese in una fase economica resa complessa dalle tensioni in Medio Oriente. Di particolare rilievo per il nostro settore &egrave; l&rsquo;estensione alle aziende agricole del taglio d'imposta gi&agrave; previsto per la pesca, oltre al recepimento dell'accordo su Transizione 5.0: misure necessarie per proteggere il potere d'acquisto delle famiglie e la competitivit&agrave; del comparto agroalimentare e industriale, garantendo stabilit&agrave; e crescita al nostro sistema produttivo</em>&rdquo;.</p>
<p>Cos&igrave; il senatore della Lega Giorgio Maria Bergesio, vicepresidente della Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare.</p>]]></description><pubDate>Fri, 03 Apr 2026 10:45:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Finti artigiani: “Multe salate per chi usa la denominazione senza essere iscritto all’albo”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/finti-artigiani-multe-salate-per-chi-usa-la-denominazione-senza-essere-iscritto-allalbo_117592.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/finti-artigiani-multe-salate-per-chi-usa-la-denominazione-senza-essere-iscritto-allalbo_117592.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117592/142485.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Stop ai furbetti dell&rsquo;artigianato: dal 7 aprile cambia una regola fondamentale del mercato: le denominazioni &ldquo;<em>artigianato</em>&rdquo; e &ldquo;<em>artigianale</em>&rdquo; non potranno pi&ugrave; essere utilizzate in modo improprio. Entra infatti in vigore la Legge annuale per le PMI che riserva l&rsquo;uso di questi termini esclusivamente alle imprese iscritte all&rsquo;Albo delle imprese artigiane. Una svolta attesa da anni e sostenuta con determinazione da Confartigianato, che impone multe salate a chi viola la norma: sanzioni fino all&rsquo;1% del fatturato, con un minimo di 25.000 euro.</p>
<p>Per Confartigianato Imprese Piemonte si tratta di un passaggio strategico non solo sul piano della concorrenza, ma anche nella lotta al fenomeno del falso Made in Italy, che continua a sottrarre valore all&rsquo;economia reale.</p>
<p>Nel 2024 l&rsquo;analisi regionale del Rapporto Iperico 2024 posiziona il Piemonte come quinta regione italiana con pi&ugrave; alto numero di merce sequestrata, con 6,3 milioni di pezzi e + 553% rispetto al 2023.</p>
<p>Un segnale d&rsquo;allarme per il Made in Italy, che attraversa una fase delicata e si trova a dover rafforzare la credibilit&agrave;, la trasparenza e la legalit&agrave; lungo tutta la filiera produttiva.</p>
<p>Nonostante un decennio difficile che ha visto la chiusura di circa 128.000 aziende, l&rsquo;artigianato italiano ha chiuso il 2025 all&rsquo;insegna della resistenza: con 1,23 milioni di imprese attive il settore mostra una stabilit&agrave; che incoraggia, segnata da un saldo positivo tra aperture e chiusure di 187 unit&agrave;.</p>
<p>&ldquo;<em>La norma segna un punto di svolta</em> &ndash; sottolinea Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte &ndash; <em>perch&eacute; introduce finalmente un presidio giuridico contro pratiche ingannevoli che hanno alimentato per anni una concorrenza sleale. Difendere il termine &lsquo;artigianale&rsquo; significa difendere un modello produttivo fatto di competenze, qualit&agrave; e legame con il territorio</em>&rdquo;.</p>
<p>Nel solo Piemonte operano oltre 113mila imprese artigiane, che rappresentano una componente essenziale del sistema economico regionale e contribuiscono in modo significativo all&rsquo;export di qualit&agrave;. La possibilit&agrave; di distinguere in modo netto ci&ograve; che &egrave; autenticamente artigiano da ci&ograve; che non lo &egrave; rafforza la credibilit&agrave; dell&rsquo;intero sistema.</p>
<p>&ldquo;<em>&Egrave; una tutela per i consumatori </em>&ndash; conclude Felici &ndash; <em>che da oggi avranno una garanzia in pi&ugrave; sulla veridicit&agrave; di ci&ograve; che acquistano, ma &egrave; anche un riconoscimento concreto del valore delle nostre imprese. Dopo anni di ambiguit&agrave;, si chiude la stagione dei &lsquo;furbetti&rsquo; e si apre una nuova fase di trasparenza e correttezza del mercato</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Fri, 03 Apr 2026 10:25:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[“Il taglio delle accise non basta, serve il credito di imposta per l’acquisto di gasolio agricolo”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-taglio-delle-accise-non-basta-serve-il-credito-di-imposta-per-lacquisto-di-gasolio-agricolo_117589.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-taglio-delle-accise-non-basta-serve-il-credito-di-imposta-per-lacquisto-di-gasolio-agricolo_117589.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117589/142482.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;<em>Il taglio delle accise previsto dal decreto-legge n. 33/2026 sui carburanti risulta del tutto insufficiente per il settore agricolo</em>&rdquo;. &Egrave; quanto evidenzia Confagricoltura Cuneo sottolineando la necessit&agrave; di un intervento mirato per ridurre concretamente il costo del gasolio agricolo. &ldquo;<em>Nonostante la riduzione generale delle accise, per le imprese agricole il beneficio reale &egrave; marginale </em>&ndash; dichiara Roberto Abellonio, direttore di Confagricoltura Cuneo &ndash;<em>; si aggira sui 3 centesimi al litro, con un impatto minimo rispetto a un aumento dei costi del gasolio che ha superato ormai abbondantemente il 40% dall&rsquo;inizio dell&rsquo;anno</em>&rdquo;.</p>
<p>Secondo Confagricoltura il caro energia sta incidendo pesantemente sui bilanci aziendali: in alcuni comparti produttivi, il gasolio rappresenta fino al 20% dei costi totali, mentre energia e concimi arrivano a pesare fino al 60% nei seminativi (mais da granella). Una dinamica che rischia di compromettere la competitivit&agrave; delle imprese agricole cuneesi e di generare effetti inflattivi lungo tutta la filiera agroalimentare.</p>
<p>Per questo, Confagricoltura a livello nazionale chiede con urgenza l&rsquo;introduzione di un credito d&rsquo;imposta del 20% sull&rsquo;acquisto di gasolio agricolo, esteso anche alle imprese agromeccaniche e alle attivit&agrave; connesse come il riscaldamento di serre e allevamenti. Una misura gi&agrave; prevista per altri settori, ma che al momento esclude proprio l&rsquo;agricoltura.</p>
<p>&ldquo;<em>&Egrave; indispensabile garantire condizioni eque tra i diversi comparti produttivi</em> &ndash; sottolinea Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Cuneo &ndash;.<em> Senza un intervento specifico sul gasolio agricolo, molte aziende rischiano di uscire dal mercato, con conseguenze gravi per la produzione nazionale e la sicurezza alimentare&rdquo;.</em></p>
<p>Secondo le stime di Confagricoltura, l&rsquo;introduzione del credito d&rsquo;imposta comporterebbe un costo di circa 140 milioni di euro per i prossimi tre mesi, a fronte di un consumo stimato di 590 milioni di litri di carburante. Un investimento necessario per sostenere un settore strategico dell&rsquo;economia italiana. Confagricoltura ribadisce quindi l&rsquo;urgenza di un intervento immediato e strutturale, in grado di contenere i costi energetici e garantire la sostenibilit&agrave; economica delle imprese agricole.</p>]]></description><pubDate>Fri, 03 Apr 2026 10:06:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Tutela dei castagneti, Calderoni: "Non si disperda il lavoro avviato con Sacchetto"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/tutela-dei-castagneti-calderoni-non-si-disperda-il-lavoro-avviato-con-sacchetto_117578.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/tutela-dei-castagneti-calderoni-non-si-disperda-il-lavoro-avviato-con-sacchetto_117578.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117578/142468.jpg" title="Mauro Calderoni" alt="Mauro Calderoni" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p><em>L&rsquo;approvazione unanime in Consiglio provinciale dell&rsquo;Ordine del&nbsp;Giorno a tutela dei castagneti tradizionali e della filiera castanicola promosso dal gruppo La&nbsp;nostra provincia su iniziativa del consigliere Loris Emanuel, ha rappresentato un segnale&nbsp;politico forte e chiaro.&nbsp;Il successivo percorso avviato sul tema anche in sede regionale merita, dunque, continuit&agrave;&nbsp;e concretezza per questa istanza che interessa l&rsquo;intero territorio pedemontano della Granda.&nbsp;Le criticit&agrave; legate all&rsquo;applicazione delle limitazioni previste dal PRQA sugli abbruciamenti&nbsp;nei castagneti tradizionali richiedono infatti un confronto istituzionale stabile.&nbsp;L&rsquo;impegno del collega Claudio Sacchetto e la sua competenza e disponibilit&agrave; al confronto&nbsp;ci avevano consentito di delineare un possibile percorso condiviso e capace di tenere&nbsp;insieme tutela della qualit&agrave; dell&rsquo;aria e salvaguardia delle specificit&agrave; territoriali.&nbsp;Alla luce delle recenti dimissioni di Elena Chiorino, che hanno per&ograve; determinato la sua&nbsp;uscita dal Consiglio regionale, si pone un problema di continuit&agrave; dell&rsquo;iniziativa, che non&nbsp;pu&ograve; e non deve essere dispersa.</em></p>
<p><em>L&rsquo;istanza riguarda infatti un comparto strategico per il territorio, non solo dal punto di vista&nbsp;agricolo ma anche ambientale, paesaggistico e socio-economico.&nbsp;In questo senso, ritengo fondamentale che qualcuno nella maggioranza che governa la&nbsp;Regione Piemonte raccolga l&rsquo;eredit&agrave; del lavoro condotto da e con Claudio Sacchetto e&nbsp;prosegua nell&rsquo;interlocuzione gi&agrave; avviata, valorizzando il percorso svolto in sede provinciale</em><br><em>e le proposte emerse dal territorio.&nbsp;L&rsquo;obiettivo deve restare quello di tradurre un&rsquo;esigenza diffusa in politiche pubbliche&nbsp;coerenti, evitando che il percorso avviato si interrompa.</em></p>
<p><strong>Mauro Calderoni</strong><br><strong>Consigliere regionale del Partito Democratico &ndash; Piemonte</strong></p>]]></description><pubDate>Fri, 03 Apr 2026 07:47:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Bloccò conferenza sulla "remigrazione", sanzionata Gribaudo: "Fascisti nelle istituzioni, non lo permetteremo"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/blocco-conferenza-sulla-remigrazione-sanzionata-gribaudo-fascisti-nelle-istituzioni-non-lo-permetteremo_117525.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/blocco-conferenza-sulla-remigrazione-sanzionata-gribaudo-fascisti-nelle-istituzioni-non-lo-permetteremo_117525.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117525/142397.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L'ufficio di presidenza della Camera ha sanzionato trentadue deputati delle opposizioni per i fatti avvenuti lo scorso 30 gennaio. Quel giorno un gruppo di parlamentari aveva occupato la sala stampa della Camera per impedire lo svolgimento di una conferenza stampa sulla &ldquo;remigrazione&rdquo;, organizzata dal deputato della Lega Domenico Furgiuele. All'evento avrebbero dovuto partecipare esponenti neofascisti e di movimenti di estrema destra, tra cui il portavoce di CasaPound Luca Marsella, Giacomo Sogari di Veneto Fronte Skinheads, l'ex esponente di Forza Nuova Massetti e Ferrara della Rete dei Patrioti.</p>
<p>Per ventidue deputati &egrave; stata decisa la sospensione per cinque giorni dai lavori parlamentari, con relativa interdizione, per avere &ldquo;materialmente impedito l'avvio della conferenza&rdquo;, altri dieci hanno invece ricevuto una sospensione di quattro giorni per avere &ldquo;contribuito volontariamente a saturare i posti disponibili&rdquo; nella sala, rendendo impossibile l'iniziativa. Fa parte di quest&rsquo;ultimo gruppo la deputata del PD Chiara Gribaudo.</p>
<p>La parlamentare di Borgo San Dalmazzo ha affidato ad un video pubblicato sui social il suo commento sulla sanzione ricevuta. &ldquo;<em>Sono orgogliosamente antifascista, difendo i valori nati dalla Resistenza, la Costituzione e le istituzioni democratiche che sono figlie di quella lotta partigiana e non solo. Credo che quello che &egrave; successo sia sbagliato e profondamente pericoloso. Volevo evitare che entrassero nelle istituzioni coloro che sono dichiaratamente nazisti e postfascisti</em>&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>&ldquo;<em>Gliel&rsquo;ho detto in faccia quel giorno: finch&egrave; ci saremo noi, queste persone non entreranno nelle istituzioni</em>. - prosegue Gribaudo - <em>Abbiamo protestato pacificamente, penso che fossero loro che dovevano essere sanzionati, coloro che hanno organizzato un evento che va contro i principi e i valori costituzionali, contro le istituzioni della Repubblica. Perch&egrave; per Costituzione, quelle associazioni non sono nel perimetro democratico di questo Paese. Sanzionateci pure, continueremo a essere presenti, a manifestare pacificamente, crediamo nel valore della storia, crediamo che quei valori vadano ricordati, difesi e onorati. Lo faremo anche coi nostri corpi, se serve, come abbiamo fatto e continueremo a fare. &Egrave; la prima volta che accade, ma &egrave; la prima volta che qualcuno ha provato a portare nazisti e fascisti dentro le istituzioni. Noi non lo permetteremo mai. Sanzionateci: ci troverete sempre e per sempre qui</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Thu, 02 Apr 2026 11:29:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[“Con una tutela maggiore verso le imprese e i consumatori, si valorizza il vero pane artigianale”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/con-una-tutela-maggiore-verso-le-imprese-e-i-consumatori-si-valorizza-il-vero-pane-artigianale_117507.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/con-una-tutela-maggiore-verso-le-imprese-e-i-consumatori-si-valorizza-il-vero-pane-artigianale_117507.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117507/142370.jpg" title="Vincenzo Pallonetto" alt="Vincenzo Pallonetto" /><br /><p>Il Senato della Repubblica ha approvato il disegno di legge A.S. 413 recante disposizioni in materia di produzione e vendita del pane, segnando un passaggio storico per il settore della panificazione italiana. La nuova normativa introduce una disciplina organica e moderna che punta a tutelare il consumatore, valorizzare il pane fresco e rafforzare il ruolo delle imprese artigiane.</p>
<p>Tra i punti qualificanti del provvedimento, la definizione chiara di &ldquo;<em>pane fresco</em>&rdquo;, riservata esclusivamente al prodotto ottenuto attraverso un processo produttivo continuo, senza ricorso a congelamento o tecniche di conservazione, e destinato alla vendita entro un arco temporale limitato. Viene inoltre vietato l&rsquo;utilizzo improprio di denominazioni che possano trarre in inganno il consumatore, rafforzando cos&igrave; la trasparenza e la correttezza delle informazioni al pubblico.</p>
<p>La legge introduce anche una netta distinzione tra pane fresco e prodotti ottenuti da impasti conservati, surgelati o precotti, prevedendo specifiche modalit&agrave; di esposizione e informazione nei punti vendita. Un intervento atteso, che contribuisce a fare chiarezza sul mercato e a garantire scelte consapevoli ai consumatori.</p>
<p>Il risultato raggiunto &egrave; il frutto di un lungo lavoro portato avanti da Confartigianato Panificatori, che negli anni ha promosso un dialogo costante con le istituzioni competenti. Un&rsquo;interlocuzione costruttiva, ma al tempo stesso ferma e determinata, finalizzata a rappresentare con chiarezza le esigenze del comparto e a tutelarne il valore, sia nel confronto con il legislatore italiano sia nei rapporti con le istituzioni europee.</p>
<p>Grande soddisfazione &egrave; stata espressa da Confartigianato Panificatori, che da tempo sosteneva la necessit&agrave; di una riforma capace di riconoscere e tutelare il valore del pane artigianale italiano. Il provvedimento rappresenta infatti un passo decisivo per la salvaguardia delle imprese del settore, spesso penalizzate da pratiche commerciali poco trasparenti, e per la valorizzazione del lavoro quotidiano dei panificatori.</p>
<p>&ldquo;<em>L&rsquo;approvazione di questa legge </em>&ndash; dichiara il presidente nazionale di Confartigianato Panificatori, il cuneese Vincenzo Pallonetto &ndash; <em>rappresenta un risultato importante per tutto il comparto. Finalmente viene riconosciuto e tutelato il vero pane artigianale, frutto di competenze, tradizione e qualit&agrave;. &Egrave; un provvedimento che mette al centro i consumatori, garantendo loro informazioni chiare e corrette, e allo stesso tempo sostiene le nostre imprese, promuovendo uno sviluppo sostenibile e rispettoso del territorio e delle produzioni locali. Il pane non &egrave; solo un alimento, ma un simbolo della nostra cultura e della nostra identit&agrave;</em>&rdquo;.</p>
<p>La nuova normativa si configura come un percorso equilibrato che tutela contemporaneamente imprese e consumatori, promuovendo un mercato pi&ugrave; trasparente e competitivo. L&rsquo;obiettivo &egrave; quello di consolidare una filiera del pane basata sulla qualit&agrave;, sulla correttezza delle informazioni e sulla valorizzazione delle produzioni locali, rafforzando il legame tra tradizione e innovazione.</p>
<p>Particolare attenzione &egrave; inoltre riservata al tema della salute e del benessere. Il provvedimento, nel valorizzare il pane fresco e i processi produttivi artigianali, richiama l&rsquo;importanza della qualit&agrave; degli ingredienti e di scelte alimentari consapevoli. In questo contesto, assume rilievo anche il ruolo del pane nella dieta quotidiana e l&rsquo;utilizzo di ingredienti come il sale iodato, che pu&ograve; contribuire al corretto apporto di iodio e alla prevenzione di carenze nutrizionali, con benefici per il metabolismo e la salute generale.</p>
<p>Con l&rsquo;approvazione definitiva della legge, si apre ora una nuova fase per il settore della panificazione italiana, chiamato a cogliere le opportunit&agrave; offerte da un quadro normativo pi&ugrave; chiaro e moderno. Confartigianato Panificatori conferma il proprio impegno a supportare le imprese nell&rsquo;attuazione delle nuove disposizioni e a promuovere, anche attraverso iniziative e progetti dedicati, la cultura del pane artigianale italiano.</p>
<p>Un passo avanti significativo per un comparto strategico del Made in Italy, che guarda al futuro con rinnovata fiducia, nel segno della qualit&agrave;, della trasparenza e della tutela dei consumatori.</p>]]></description><pubDate>Thu, 02 Apr 2026 09:47:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA["L'acqua non è una merce, ma un diritto": la proposta di legge di Giulia Marro]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/l-acqua-non-e-una-merce-ma-un-diritto-la-proposta-di-legge-di-giulia-marro_117505.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/l-acqua-non-e-una-merce-ma-un-diritto-la-proposta-di-legge-di-giulia-marro_117505.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117505/142368.jpg" title="Giulia Marro" alt="Giulia Marro" /><br /><p>&ldquo;<em>L&rsquo;acqua &egrave; un bene comune, non una merce. Con questa legge vogliamo fare un passo concreto per renderla davvero accessibile, riducendo sprechi, plastica e disuguaglianze nell&rsquo;accesso a una risorsa essenziale</em>&rdquo;.&nbsp;A pochi giorni dal 22 marzo, Giornata mondiale dell&rsquo;acqua, la consigliera regionale Giulia Marro, AVS, ha depositato in Consiglio regionale del Piemonte una proposta di legge che rimette al centro la questione dell&rsquo;acqua come diritto e come bene pubblico.</p>
<p>La proposta &ndash; &ldquo;Misure per promuovere l&rsquo;utilizzo dell&rsquo;acqua potabile di rubinetto&rdquo; &ndash; interviene con un approccio sistemico, che tiene insieme ambiente, accesso ai servizi e riduzione dei rifiuti, partendo da un presupposto chiaro: incentivare l&rsquo;uso dell&rsquo;acqua di rete per ridurre drasticamente il consumo di plastica monouso legata alle bottiglie.</p>
<p>Nel concreto, la legge prevede innanzitutto l&rsquo;adozione di un Piano strategico triennale regionale, che definisce obiettivi, priorit&agrave; e strumenti per aumentare l&rsquo;accesso all&rsquo;acqua pubblica e promuoverne il consumo. Tra le azioni previste ci sono campagne di informazione sulla qualit&agrave; dell&rsquo;acqua di rubinetto, la realizzazione di una rete diffusa di punti di accesso gratuiti o a costo calmierato e la mappatura pubblica di questi punti sul territorio.</p>
<p>Si legge nel comunicato che presenta la proposta: "<em>Un elemento centrale &egrave; la fiducia: troppo spesso si consuma acqua in bottiglia per percezioni distorte o a causa del marketing delle aziende, nonostante l&rsquo;acqua degli acquedotti &ndash; spesso proveniente dalle stesse vallate alpine da cui viene imbottigliata &ndash; sia gi&agrave; sottoposta a controlli rigorosi e continui. La legge interviene quindi anche sul piano culturale, promuovendo un cambiamento nelle abitudini quotidiane</em>".</p>
<p>Accanto a questo, la proposta introduce strumenti per ridurre l&rsquo;uso della plastica. La Regione potr&agrave; finanziare i Comuni per l&rsquo;installazione di fontane pubbliche e punti di ricarica per borracce, sostenere eventi e manifestazioni che garantiscono l&rsquo;accesso all&rsquo;acqua gratuita senza bottigliette e incentivare esercizi commerciali e soggetti del terzo settore che mettono a disposizione acqua di rete.</p>
<p>Un altro passaggio rilevante riguarda le istituzioni: Regione, enti strumentali e amministrazioni collegate saranno chiamati a utilizzare prioritariamente acqua di rubinetto, limitando l&rsquo;acquisto di bottiglie di plastica ai soli casi strettamente necessari.</p>
<p>La legge prevede inoltre un sistema di contributi e premialit&agrave;: dai finanziamenti ai Comuni per infrastrutture pubbliche fino a incentivi per chi riduce i rifiuti, anche attraverso possibili riduzioni della TARI per gli esercizi commerciali virtuosi.</p>
<p>&ldquo;<em>A quanti di voi - </em>dice Marro<em> - &egrave; capitato di andare in Grecia o in Francia</em> &ndash; <em>ma potremmo dire in molti paesi europei &ndash; dove appena ti siedi in un bar o in un ristorante ti portano subito gratuitamente un bicchiere d&rsquo;acqua del rubinetto? E quanti di voi si sono chiesti come mai da noi non succede? Ecco, questa legge vuole andare esattamente in quella direzione: rendere normale ci&ograve; che dovrebbe gi&agrave; esserlo. Lo facciamo anche sostenendo gli esercenti, perch&eacute; offrire acqua pubblica non sia un costo ma una scelta incentivata</em>&rdquo;.</p>
<p>Dal punto di vista economico, l&rsquo;intervento &egrave; strutturato su un investimento di circa 355 mila euro annui per il triennio 2026-2028, destinati a infrastrutture, comunicazione, incentivi e installazione di erogatori pubblici.</p>
<p>"<em>Questa proposta si inserisce in un quadro pi&ugrave; ampio: quello del riconoscimento dell&rsquo;acqua come bene pubblico, gi&agrave; sancito dal referendum del 2011. In questo senso, &egrave; particolarmente significativo il riferimento al percorso avviato in provincia di Cuneo, che sta procedendo verso la gestione pubblica del servizio idrico. La legge regionale si affianca e rafforza questo processo, agendo sul lato dell&rsquo;accesso e dell&rsquo;uso quotidiano</em>.&nbsp;<em>Non si tratta quindi solo di una misura ambientale, ma di una scelta politica che incide su modelli di consumo, gestione delle risorse e giustizia sociale. Ridurre le bottigliette di plastica significa ridurre rifiuti, emissioni e costi; ma significa anche riaffermare che l&rsquo;acqua non &egrave; un prodotto commerciale, bens&igrave; un diritto</em>".</p>
<p>Conclude la consigliera di AVS: &ldquo;<em>L&rsquo;acqua non &egrave; un brand, non &egrave; un business, non &egrave; una commodity: &egrave; un diritto fondamentale. Eppure oggi continuiamo a comprarla in bottiglia, pagando pi&ugrave; volte la stessa risorsa e producendo tonnellate di plastica. &Egrave; paradossale: in Piemonte abbiamo acqua di qualit&agrave; straordinaria, che arriva dalle nostre montagne e dalle nostre vallate: la imbottigliamo e poi la ricompriamo al supermercato, dentro la plastica. Con questa legge diciamo una cosa semplice ma radicale: l&rsquo;acqua deve tornare pubblica, accessibile e gratuita negli spazi della vita quotidiana</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Thu, 02 Apr 2026 09:41:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Transizione 5.0, Bergesio: “Iperammortamento e risorse ripristinate a tutela di imprese e agricoltura”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/transizione-50-bergesio-iperammortamento-e-risorse-ripristinate-a-tutela-di-imprese-e-agricoltura_117500.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/transizione-50-bergesio-iperammortamento-e-risorse-ripristinate-a-tutela-di-imprese-e-agricoltura_117500.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117500/142360.jpg" title="" alt="" /><br /><p>"<em>Bene l&rsquo;annuncio del ministro Urso sul ripristino integrale delle risorse per Transizione 5.0: 1,3 miliardi previsti dalla manovra pi&ugrave; altri 200 milioni, per un totale di 1,5 miliardi, a conferma che il Governo ha ascoltato le istanze del mondo produttivo e del comparto agricolo, di cui spesso ci siamo fatti portavoce come Lega. Si tratta di una scelta concreta che evita pesanti difficolt&agrave; e che garantisce continuit&agrave; a una misura strategica per innovazione, efficienza energetica e competitivit&agrave;, con l&rsquo;ulteriore attesa del decreto attuativo sull&rsquo;iperammortamento, anche questa una causa che avevamo perorato con convinzione, e dell&rsquo;apertura del GSE a inizio maggio. Occorre, tuttavia, prevedere che venga incrementato il limite di spesa previsto dalla legge di Bilancio 2026 per il credito d'imposta 4.0 riconosciuto in favore delle imprese attive nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli e nel settore della pesca e dell'acquacoltura, per arrivare ad uno stanziamento utile ad assicurare l'efficacia della misura, sostenendo un numero adeguato di investimenti</em>".</p>
<p>Cos&igrave; il senatore della Lega Giorgio Maria Bergesio, vicepresidente della commissione Attivit&agrave; produttive e Agricoltura di Palazzo Madama.</p>]]></description><pubDate>Thu, 02 Apr 2026 09:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA["Nel Decreto Bollette sia inserito anche il credito di imposta per il gasolio agricolo"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nel-decreto-bollette-sia-inserito-anche-il-credito-di-imposta-per-il-gasolio-agricolo_117465.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nel-decreto-bollette-sia-inserito-anche-il-credito-di-imposta-per-il-gasolio-agricolo_117465.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117465/142313.jpg" title="Chiara Gribaudo" alt="Chiara Gribaudo" /><br /><p><em>"Abbiamo chiesto che nel Decreto Bollette venga inserito il credito di imposta per il gasolio agricolo: il caro energia sta costando troppo a chi lavora nell&rsquo;agricoltura, andando a peggiorare la situazione. Il nostro odg &egrave; stato riformulato e il Governo sceglie di lasciare indietro un settore che, se non riesce ad avviarsi in primavera, porter&agrave; con s&eacute; gravi conseguenze non solo per le attivit&agrave; produttive ma anche per la sicurezza alimentare del Paese&rdquo;</em>. Cos&igrave; Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, che ieri ha presentato un ordine del giorno sulla necessit&agrave; di introdurre un credito d'imposta per il gasolio agricolo.</p>
<p><em>&ldquo;Tra il 2022 e il 2024 il settore agricolo ha subito un sovraccarico per l'acquisto di carburanti, energia elettrica, combustibili e lubrificanti superiore ai 6,5 miliardi di euro rispetto alla media del decennio 2010-2020</em>. - prosegue la deputata dem - <em>Nel 2022 era stato inserito un credito di imposta per la guerra tra Russia e Ucraina, dimostrando la fattibilit&agrave; di questo percorso: perch&eacute; ora il settore agricolo &egrave; stato escluso dal Governo?&rdquo;</em>.</p>
<p><em>&ldquo;Abbiamo anche chiesto che l&rsquo;agricoltura riceva sostegni e misure esattamente come nei settori dell&rsquo;autotrasporto e della pesca e che in futuro questi provvedimenti di carattere energetico o di contrasto alla crisi internazionale non escludano automaticamente un settore che ricopre un ruolo cos&igrave; strategico per l&rsquo;Italia. Ringrazio la capogruppo Antonella Forattini per aver combattuto insieme a me: l&rsquo;odg &egrave; stato riformulato ma l&rsquo;auspicio &egrave; che al Senato, dove si sta discutendo il decreto, la maggioranza scelga di stare veramente dalla parte del lavoro&rdquo;</em> conclude Gribaudo.</p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Apr 2026 14:41:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[L'appello dei pendolari in Regione: "Si ripristinino gli orari pre Covid"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/l-appello-dei-pendolari-in-regione-si-ripristinino-gli-orari-pre-covid_117461.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/l-appello-dei-pendolari-in-regione-si-ripristinino-gli-orari-pre-covid_117461.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117461/142306.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;<em>Il trasporto ferroviario ha necessit&agrave; di avere del materiale rotabile moderno e adeguato alle esigenze, manutenuto correttamente e gli utenti del servizio devono poter essere supportati da una comunicazione pi&ugrave; efficace</em>&rdquo;.&nbsp;Questo, in estrema sintesi, &egrave; il messaggio che, nella seconda Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Mauro Fava, &egrave; stato illustrato nell&rsquo;audizione del primo firmatario della <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/migliorate-le-ferrovie-rispettate-il-nostro-diritto-al-trasporto-la-nuova-petizione-lanciata-su-change_94949.html" target="_blank">petizione popolare</a> per migliorare le ferrovie regionali&nbsp;Claudio Menegon, che era accompagnato da Fulvio Bellora, anch&rsquo;egli membro del Co.Mi.S, comitato di associazioni di pendolari del territorio piemontese.</p>
<p>Tra le varie criticit&agrave; e proposte segnalate, gli auditi hanno chiesto il ripristino dell&rsquo;orario come nel periodo pre Covid, ante 2020. Il potenziamento dei sistemi di comunicazione e di informazione dell&rsquo;utenza, soprattutto nei casi di cancellazioni e forti ritardi, &egrave; stato richiesto perch&eacute; necessario per non alimentare confusione tra i viaggiatori: &ldquo;<em>Spesso i problemi sono banali ma molto pesanti: &egrave; gi&agrave; successo di avere tutti e due i bagni di una carrozza che non funzionino e dovendo, quindi, poi dare il tempo ai viaggiatori di usare i servizi in stazione e di risalire sul treno. Oppure il rispetto delle fasce di garanzia negli scioperi durante i quali spesso i disagi si riverberano ancora per lungo tempo dopo la conclusione dello stesso</em>&rdquo;.</p>
<p>Gli auditi hanno anche segnalato l&rsquo;esigenza di un piano pluriennale del trasporto ferroviario sul territorio regionale e l&rsquo;effettiva realizzazione degli interventi di miglioramento e di messa a norma nelle stazioni.&nbsp;&Egrave; stata segnalata l&rsquo;utilit&agrave; delle riunioni, che si svolgono periodicamente ogni sei mesi, delle associazioni di pendolari con Trenitalia, Rfi e l&rsquo;Agenzia della mobilit&agrave; piemontese.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Apr 2026 14:10:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Sanità in Piemonte, Azione: “Disavanzo da 900 milioni e liste d’attesa infinite”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-in-piemonte-azione-disavanzo-da-900-milioni-e-liste-dattesa-infinite_117460.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-in-piemonte-azione-disavanzo-da-900-milioni-e-liste-dattesa-infinite_117460.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117460/142307.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Azione esprime forte preoccupazione per la situazione del sistema sanitario regionale, segnato da un disavanzo che sfiora i 900 milioni di euro e da tempi di attesa sempre pi&ugrave; lunghi per visite ed esami. Una crisi che, anche a livello cittadino, si traduce in difficolt&agrave; concrete per l&rsquo;accesso alle cure e mette sotto pressione l&rsquo;intero sistema ospedaliero locale.</p>
<p>&ldquo;<em>Il quadro che emerge &egrave; allarmante e non consente letture rassicuranti </em>- dichiara Giacomo Prandi, segretario provinciale e vice regionale di Azione -. <em>Definire i bisogni di cura come &lsquo;desideri&rsquo; &egrave; distante dalla realt&agrave; che vivono ogni giorno i cittadini. Siamo di fronte a un sistema che fatica a garantire prestazioni nei tempi necessari, mentre il disavanzo continua a crescere. A ci&ograve; si aggiunge un contesto nazionale in cui le risorse per la sanit&agrave; pubblica risultano insufficienti a coprire l&rsquo;aumento dei costi e dell&rsquo;inflazione, con effetti diretti sull&rsquo;organizzazione dei servizi e sulle liste d&rsquo;attesa</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>A Cuneo, il tema riguarda da vicino anche il presente e il futuro dell&rsquo;ospedale cittadino</em> - aggiunge Nicol&ograve; Musso segretario cittadino di Azione Cuneo -.<em> Il dibattito sulle strutture sanitarie non pu&ograve; essere separato dalla qualit&agrave; dei servizi offerti oggi: senza un rafforzamento concreto del personale e dell&rsquo;organizzazione, il rischio &egrave; che anche le prospettive di sviluppo restino sulla carta. In questo contesto, cresce anche la pressione sul pronto soccorso, che registra un numero sempre pi&ugrave; elevato di accessi, con diverse decine di migliaia di ingressi all&rsquo;anno e picchi giornalieri che mettono in difficolt&agrave; la capacit&agrave; di risposta del servizio. Una quota significativa di questi accessi riguarda codici a bassa priorit&agrave;, spesso legati proprio alle difficolt&agrave; di accesso alla medicina territoriale e alle lunghe liste d&rsquo;attesa</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>La vera emergenza &egrave; la rinuncia alle cure</em> - prosegue Nadia Toselli, responsabile Welfare di Azione Cuneo -.&nbsp;<em>Sempre pi&ugrave; cittadini sono costretti a rivolgersi al privato per ottenere prestazioni in tempi accettabili. Chi non pu&ograve; permetterselo, spesso rinuncia. &Egrave; una situazione che non pu&ograve; essere accettata. Il diritto alla salute deve essere garantito concretamente, ogni giorno. Il risultato &egrave; un sovraffollamento cronico, con tempi di attesa che possono superare diverse ore e permanenze prolungate nei locali del pronto soccorso, ben oltre gli standard previsti. Una situazione che comporta un ulteriore stress per operatori sanitari gi&agrave; in condizioni critiche e che incide sulla qualit&agrave; complessiva dell&rsquo;assistenza</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>Come Azione sosteniamo da tempo una necessaria una revisione profonda delle politiche sanitarie, </em>- conclude Prandi - <em>che metta al centro la riduzione immediata delle liste d&rsquo;attesa, il potenziamento della medicina territoriale e investimenti strutturali sul personale. Serve una visione chiara che consideri la sanit&agrave; non come un costo, ma come un investimento fondamentale per la comunit&agrave;. I cittadini chiedono un sistema sanitario che funzioni davvero, capace di dare risposte oggi, non solo promesse per il futuro</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Apr 2026 14:06:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Anche a Cuneo un calo delle imprese guidate da under 35]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/anche-a-cuneo-un-calo-delle-imprese-guidate-da-under-35_117455.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/anche-a-cuneo-un-calo-delle-imprese-guidate-da-under-35_117455.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117455/142301.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">A fine 2025 le imprese giovanili registrate alla Camera di commercio di Cuneo sono 5.863 e rappresentano il 9,1% delle attivit&agrave; aventi sede legale sul territorio provinciale e il 16,2% delle 36.228 realt&agrave; guidate da giovani registrate in Piemonte. Nel 98,3% dei casi si tratta di microimprese, ovvero aziende con un numero di dipendenti inferiore alle dieci unit&agrave;.&nbsp;<br><br>A fronte di 1.055 nuove iscrizioni e 388 cessazioni (al netto delle cancellazioni d&rsquo;ufficio), che hanno determinato un tasso di natalit&agrave; del 17,9% e un tasso di mortalit&agrave; del 6,6%, il saldo si conferma positivo con +667 unit&agrave;, migliorando il risultato dell&rsquo;anno precedente (+637).<br><br>Malgrado questo saldo positivo, a livello di stock abbiamo assistito a una lieve flessione (-0,6%, -37 unit&agrave;), dovuta al naturale invecchiamento degli imprenditori che, al compimento del 35&deg; anno escono dalla categoria "under 35" e non possono pi&ugrave; essere considerati imprese giovanili. Tuttavia, la tenuta di Cuneo &egrave; migliore rispetto al dato regionale (-0,8%) e nazionale (-2,6%).&nbsp;<br><br>"<em>I dati del 2025 confermano un progressivo invecchiamento del nostro tessuto imprenditoriale: dal 2005 a oggi, la quota di titolari di impresa over 50 &egrave; passata dal 44% al 63,5%, con una crescita costante </em>- afferma il Presidente della Camera di commercio di Cuneo Luca Crosetto - <em>Nonostante un saldo positivo di 667 nuove iscrizioni giovanili nell'ultimo anno, lo stock complessivo di queste imprese &egrave; calato dello 0,6%, riflettendo il fenomeno fisiologico dell'uscita dal gruppo per superamento dei 35 anni. Sebbene la flessione a Cuneo sia pi&ugrave; contenuta rispetto al Piemonte e al dato nazionale, il quadro demografico resta critico ed &egrave; necessario rendere il ricambio generazionale una priorit&agrave; strategica per garantire che il dinamismo delle nuove aperture riesca a bilanciare l'invecchiamento del sistema imprenditoriale provinciale</em>".<br><br>&ldquo;<em>I numeri ci ricordano che fare impresa da giovani oggi &egrave; una scelta coraggiosa. Proprio per questo non possiamo limitarci ad analizzare i dati, ma dobbiamo creare le condizioni perch&eacute; sempre pi&ugrave; ragazzi scelgano di restare e investire nel nostro territorio. Come Comitato per l&rsquo;Imprenditoria Giovanile lavoreremo per rendere la provincia di Cuneo sempre pi&ugrave; attrattiva per le imprese under 35, costruendo reti, opportunit&agrave; e strumenti concreti di supporto</em> - afferma la Presidente del Comitato Francesca Nota - <em>L&rsquo;obiettivo &egrave; chiaro: trasformare l&rsquo;energia dei giovani in sviluppo stabile e duraturo per tutta la comunit&agrave;</em>&rdquo;.<br><br>Nel lungo periodo, su base decennale la riduzione delle imprese under 35 a Cuneo &egrave; dell'11,8% (-781 unit&agrave;), contro il -16,7% regionale e il -24,1% nazionale.<br><br>A livello provinciale, il 9,1% delle imprese &egrave; guidato da giovani (circa una su 11). Si tratta di un&rsquo;incidenza modesta, frenata dai mutamenti demografici in corso, ma comunque superiore alla media regionale (8,7%) e nazionale (8,1%).<br><br>L&rsquo;imprenditoria giovanile registra una quota del 27,7% di imprese femminili e del 18,2% di imprese straniere. Entrambi i valori superano l'incidenza rilevata sul totale delle imprese provinciali, attestata rispettivamente al 22,1% e all'8,7%.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117455/small_142296.jpg"></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117455/small_142297.jpg"></p>
<p style="text-align: justify;">Il primo comparto per numero di imprese under 35 &egrave; quello delle altre attivit&agrave; di servizi (31,9%). Seguono l'agricoltura (20,6%), il commercio (16,3%) e le costruzioni (14,7%).&nbsp;La ripartizione settoriale dell&rsquo;imprenditorialit&agrave; under 35 evidenzia alcune differenze rispetto alla base produttiva provinciale complessiva, che vede nell'agricoltura il primo settore di attivit&agrave; (26,6%), seguito dalle altre attivit&agrave; di servizi (25,6%).</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117455/small_142298.jpg"></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117455/small_142299.jpg"></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-top: 6.0pt; tab-stops: 15.0cm;"><span style="font-size: 10.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Verdana',sans-serif; mso-bidi-font-family: Verdana;">L'analisi per classe di natura giuridica evidenzia che l'81,6% delle imprese giovanili &egrave; costituito da ditte individuali. Seguono le societ&agrave; di persone (9,6%), le societ&agrave; di capitale (7,7%) e le altre forme, come cooperative e consorzi (1,1%).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-top: 6.0pt; tab-stops: 15.0cm;"><span style="font-size: 10.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Verdana',sans-serif; mso-bidi-font-family: Verdana;"><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117455/small_142300.jpg"></span></p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Apr 2026 12:34:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Imprenditoria giovanile in Piemonte, dati in calo negli ultimi anni]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/imprenditoria-giovanile-in-piemonte-dati-in-calo-negli-ultimi-anni_117452.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/imprenditoria-giovanile-in-piemonte-dati-in-calo-negli-ultimi-anni_117452.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117452/142288.jpg" title="Immagine di repertorio " alt="Immagine di repertorio " /><br /><p style="text-align: justify;">Il volto dell'imprenditoria giovanile&ordf; piemontese sta cambiando, e l&rsquo;analisi dei dati riferiti all'ultimo decennio delinea uno scenario di profonda evoluzione. Tra il 2015 e il 2025 la compagine di imprese guidate da under 35 ha registrato una contrazione significativa, con una flessione che supera le 7mila unit&agrave;. Il bilancio parla chiaro: dalle 43.487 imprese giovanili registrate in Piemonte nel 2015 si &egrave; scesi a quota 36.228 a fine 2025, con una perdita di circa 17 punti percentuale, in un contesto generale caratterizzato da un&rsquo;erosione della base imprenditoriale significativamente pi&ugrave; contenuta. &nbsp;Tale andamento &egrave; riconducibile alla convergenza di due fattori: da un lato la cessazione di parte delle attivit&agrave; guidate da giovani; dall&rsquo;altro il fisiologico superamento della soglia anagrafica da parte dei titolari d&rsquo;azienda, che fuoriescono dal perimetro statistico degli under 35 senza che, sul fronte opposto, il ricambio generazionale sia riuscito a colmare integralmente il divario con nuove aperture. &nbsp;&Egrave; quanto emerge dall&rsquo;analisi dei dati del registro imprese delle Camere di commercio piemontesi, che fotografa la profonda trasformazione del tessuto imprenditoriale regionale, segnata anche dall&rsquo;inverno demografico in cui &egrave; entrata la nostra societ&agrave;.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117452/small_142289.jpg"></p>
<p style="text-align: justify;">Le oltre 36mila realt&agrave; piemontesi guidate da giovani incidono oggi per l'8,7% sul totale delle 417mila imprese regionali, segnando un arretramento rispetto alla quota del 9,8% registrata dieci anni fa. Nonostante questa flessione, il Piemonte conserva un&rsquo;incidenza superiore alla media nazionale (8,1%), contribuendo inoltre per il 7,7% all'intera compagine "under 35" del Paese. La geografia del ricambio generazionale premia tuttavia la spinta del Mezzogiorno: Campania e Calabria guidano infatti la classifica per densit&agrave; imprenditoriale giovanile con quote rispettivamente del 9,8% e 9,4%, precedendo il Trentino-Alto Adige (9,2%) e la Sicilia (8,9%). &nbsp;<br><br>&ldquo;<em>Il panorama dell&rsquo;imprenditoria giovanile piemontese attraversa una metamorfosi strutturale che riflette la trasformazione dell&rsquo;economia regionale. Pi&ugrave; che una semplice flessione, osserviamo un riposizionamento strategico delle nuove generazioni che abbandonano i comparti tradizionali, come edilizia e commercio, per scommettere con decisione su innovazione tecnologica, ICT e servizi specialistici </em>&ndash; commenta Gian Paolo Coscia, presidente Unioncamere Piemonte -. <em>Questa evoluzione verso modelli organizzativi pi&ugrave; complessi rappresenta la risposta dei giovani imprenditori a un contesto segnato dall&rsquo;inverno demografico e da barriere all&rsquo;entrata sempre pi&ugrave; selettive. La sfida per le istituzioni consiste oggi nel sostenere il ricambio generazionale, trasformando la contrazione della base imprenditoriale in un&rsquo;opportunit&agrave; di modernizzazione. Nonostante le difficolt&agrave; diffuse sul territorio, il Piemonte mantiene una vocazione imprenditoriale vivace, pronta a guidare lo sviluppo futuro attraverso competenze avanzate e digitale</em>&rdquo;. <br><br>La contrazione numerica della base imprenditoriale ha innescato una profonda ricomposizione settoriale. A guidare questo cambiamento sono le attivit&agrave; ICT, i servizi finanziari e immobiliari, che nell&rsquo;ultimo decennio hanno registrato una crescita del 16,5% con oltre 500 nuove unit&agrave;, seguite dal comparto dei servizi alle imprese, in aumento del 15,4% per un incremento di circa 700 realt&agrave;. Segnali di resilienza giungono anche dall&rsquo;agricoltura e dai servizi alla persona, che mostrano dinamiche incoraggianti nel decennio. &nbsp;Di contro, i settori tradizionali subiscono un drastico ridimensionamento: l'edilizia e il commercio registrano le perdite pi&ugrave; consistenti, con una flessione di oltre 3mila unit&agrave; ciascuno. Anche il turismo e l&rsquo;industria in senso stretto segnano il passo, con una riduzione complessiva che sfiora le 2mila attivit&agrave; tra il 2015 e il 2025. La forte erosione registrata dal comparto giovanile delle costruzioni, in un contesto generale che ha visto, invece, un consolidamento delle realt&agrave; del settore, &egrave; l&rsquo;esito di un innalzamento delle barriere all'entrata, tra complessit&agrave; burocratica e accesso al credito pi&ugrave; selettivo. Il comparto ha vissuto un consolidamento verso realt&agrave; pi&ugrave; strutturate, penalizzando le micro-imprese giovanili meno capitalizzate e maggiormente esposte alla conclusione dei cicli di incentivazione fiscale.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117452/small_142290.jpg"></p>
<p style="text-align: justify;">Questa metamorfosi strutturale emerge chiaramente attraverso l&rsquo;analisi del peso percentuale dei comparti: se nel 2015 commercio e costruzioni rappresentavano insieme quasi il 45% del totale delle imprese under 35, oggi tale quota &egrave; scesa al 37%. Parallelamente, cresce sensibilmente l'incidenza dei servizi avanzati (dal 10,3% al 14,2%) e dell'ICT (dal 7,5% al 10,5%), confermando una decisa virata delle nuove generazioni verso l'innovazione tecnologica e i servizi specialistici.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117452/small_142291.jpg"></p>
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;analisi per forma giuridica rivela traiettorie divergenti, segnando, anche per il mondo dell&rsquo;imprenditoria giovanile piemontese, un progressivo passaggio verso modelli organizzativi pi&ugrave; complessi. Sebbene le imprese individuali restino la scelta di oltre 8 giovani su 10, questa forma giuridica ha perso circa 5mila unit&agrave; nel decennio, mentre le societ&agrave; di persone hanno visto la propria presenza quasi dimezzarsi, scendendo dal 10,5% al 6,5% del totale regionale. In netta controtendenza si muovono le societ&agrave; di capitale, unica forma giuridica in espansione, portando la propria incidenza dall&rsquo;8,5% all&rsquo;11,9%. &nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Imprese giovanili registrate in Piemonte per classe di natura giuridica (Anni 2015 e 2025)&nbsp;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117452/small_142292.jpg"></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Spostando, infine, l'osservazione sui singoli territori, la flessione della componente giovanile appare diffusa sull'intero perimetro regionale, seppur con gradienti d'intensit&agrave; variabili. Le province di Vercelli, Alessandria, Novara e Verbano-Cusio-Ossola registrano le contrazioni pi&ugrave; marcate, con una base imprenditoriale under 35 che si &egrave; ridotta di oltre un quarto rispetto a dieci anni fa. Al contrario, Torino e Cuneo emergono come i poli pi&ugrave; resilienti del Piemonte, avendo contenuto l'erosione del tessuto produttivo giovanile entro soglie decisamente pi&ugrave; ridotte rispetto alla media degli altri territori.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117452/small_142293.jpg"></p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Apr 2026 12:12:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Nuova convenzione per la Cuneo-Ventimiglia: l'Assemblea nazionale francese approva il progetto di legge]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nuova-convenzione-per-la-cuneo-ventimiglia-l-assemblea-nazionale-francese-approva-il-progetto-di-legge_117442.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nuova-convenzione-per-la-cuneo-ventimiglia-l-assemblea-nazionale-francese-approva-il-progetto-di-legge_117442.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117442/142276.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;<em>Una giornata storica</em>&rdquo;. Cos&igrave; l'ha definita sui social Philippe Tabarot, Ministro dei Trasporti francese, che ieri, marted&igrave; 31 marzo, ha annunciato l&rsquo;approvazione, da parte dell&rsquo;Assemblea nazionale, del progetto di legge che ratifica la nuova convenzione tra Francia e Italia per la gestione della ferrovia Cuneo-Breil-Ventimiglia.</p>
<p>Una svolta importante per quella che Tabarot descrive come &ldquo;<em>linea strategica per la valle Roya</em>&rdquo;. Scrive il Ministro francese, che ha annunciato l&rsquo;entrata in vigore dell&rsquo;accordo entro l'estate: &ldquo;<em>Con questa nuova convenzione definiamo un quadro chiaro tra Francia e Italia per la ripartizione delle responsabilit&agrave; e il finanziamento per la manutenzione e il funzionamento della linea. Si possono avviare investimenti indispensabili, possiamo lavorare per una migliore qualit&agrave; del servizio con treni pi&ugrave; veloci e affidabili</em>&rdquo;.</p>
<p>L'accordo era stato siglato a Milano ad aprile del 2024: con la nuova convenzione si ridefiniscono diversi aspetti legati alla gestione della ferrovia e viene superata la precedente intesa, risalente al 1970, che prevedeva la manutenzione della linea quasi interamente a carico dell&rsquo;Italia. Ora le spese saranno ripartite tra i due Paesi in proporzione all&rsquo;utilizzo della linea, con una quota minima del 25%. Un passo importante - si spera decisivo - per un pieno rilancio della Ferrovia delle Meraviglie.</p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Apr 2026 10:56:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Digestato contro caro-concimi, Bongioanni: “Un cambio di paradigma a favore degli allevatori”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/digestato-contro-caro-concimi-bongioanniun-cambio-di-paradigma-a-favore-degli-allevatori_117404.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/digestato-contro-caro-concimi-bongioanniun-cambio-di-paradigma-a-favore-degli-allevatori_117404.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117404/142220.jpg" title="Paolo Bongioanni" alt="Paolo Bongioanni" /><br /><p>&ldquo;<em>Il Piemonte sostiene con convinzione l&rsquo;iniziativa con cui il Governo Meloni ieri ha sollecitato in Consiglio Agricoltura e Pesca dell&rsquo;Unione Europea un'azione per promuovere l'uso del digestato come alternativa strategica ai fertilizzanti chimici, alla luce dell'impennata dei prezzi legata alle guerre in corso e all'instabilit&agrave; geopolitica che finisce per ricadere sui nostri agricoltori. Auspico che l&rsquo;azione promossa a Bruxelles, e che ha gi&agrave; raccolto attorno all&rsquo;Italia il consenso di altre nazioni, possa portare a breve a una revisione della Direttiva Nitrati. Sarebbe un cambio radicale di paradigma che andrebbe finalmente incontro alle esigenze di un mondo produttivo agricolo e zootecnico importante e d&rsquo;eccellenza come quello piemontese, che non deve pi&ugrave; essere penalizzato da norme astratte e burocratiche</em>&rdquo;. Cos&igrave; l&rsquo;assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni commenta la proposta dell&rsquo;Italia di rivedere la Direttiva Nitrati che &egrave; la norma europea che regola l&rsquo;impiego del digestato zootecnico.</p>
<p>Residuo della produzione di metano e biometano nei biodigestori aziendali o consortili (in Piemonte sono 234, di cui 58 in provincia di Torino e 107 in provincia di Cuneo), il digestato &egrave; stato finora equiparato dalla normativa europea agli effluenti zootecnici, sottoposti alle prescrizioni della Direttiva Nitrati che impone parametri assai stringenti alla distribuzione di fertilizzanti organici che contengono azoto. Oggi la guerra in Ucraina, le tensioni nel Golfo Persico e il blocco delle importazioni attraverso lo Stretto di Hormuz hanno fatto schizzare i costi dei fertilizzanti chimici: a marzo 2026 l'urea (una produzione molto energivora) &egrave; salita fino a 765 euro a tonnellata, con un aumento del 55% rispetto all'anno precedente. L'Unione europea dipende dai fertilizzanti azotati con importazioni per oltre 4 miliardi di euro nel 2025.</p>
<p>Le mutate condizioni geopolitiche ed economiche stanno cos&igrave; aggregando attorno alle posizioni dell&rsquo;Italia un cambio di prospettiva. Roma chiede una revisione della Direttiva Nitrati per distinguere il digestato dai reflui zootecnici, riconoscendone le diverse caratteristiche e consentendone un utilizzo pi&ugrave; ampio, e invita la Commissione a sostenere lo sviluppo degli impianti di digestione anaerobica e a valorizzare il ruolo dell'economia circolare in agricoltura, come parte della strategia per ridurre la dipendenza europea dai fertilizzanti chimici. Il digestato pu&ograve; rappresentare una soluzione immediata e sostenibile. Pu&ograve; sostituire in larga parte i fertilizzanti di sintesi, ridurre i costi per gli agricoltori, migliorare la fertilit&agrave; dei suoli e tagliare fino a 840 kg di anidride carbonica equivalente per ettaro.</p>
<p>&ldquo;<em>Il Piemonte</em> &ndash; sottolinea Bongioanni &ndash; <em>appoggia l&rsquo;azione del ministro Lollobrigida affinch&eacute; l&rsquo;Ue recepisca in tempi brevi le nostre istanze. La nostra zootecnia verrebbe cos&igrave; sgravata da parte dei vincoli cui &egrave; sottoposta oggi, riducendo gli oneri per le imprese del settore. Dobbiamo fare in modo che il digestato diventi sempre pi&ugrave; una risorsa e non un problema, usare meglio questa risorsa che non produce inquinamento ma fertilit&agrave;, in una logica di economia circolare pragmatica e non ideologica</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 31 Mar 2026 15:17:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Confartigianato al fianco delle imprese del Piemonte contro il Piano Transizione 5.0]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/confartigianato-al-fianco-delle-imprese-del-piemonte-contro-il-piano-transizione-50_117388.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/confartigianato-al-fianco-delle-imprese-del-piemonte-contro-il-piano-transizione-50_117388.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117388/142202.jpg" title="" alt="" /><br /><p>C&rsquo;&egrave; forte preoccupazione tra le imprese artigiane del Piemonte per il decreto fiscale, approvato lo scorso venerd&igrave;, contenente un pacchetto di misure per le imprese.</p>
<p>Al centro della contestazione il cuore della norma sul credito d&rsquo;imposta per il Piano Transizione 5.0. Infatti, il Decreto taglia il credito del 65%, riducendolo al 35%, inoltre, vengono ridotti gli investimenti ammessi: solo beni strumentali non collegati all&rsquo;efficientamento energetico come i pannelli fotovoltaici. In pratica gli stessi che le imprese erano state incentivate ad acquistare.</p>
<p>Una normativa cambiata pi&ugrave; volte tra 4.0 e 5.0 e che ha tagliato drasticamente le risorse, sono scese da 1,3 miliardi a 537 milioni.</p>
<p>&ldquo;<em>Un decreto che penalizza enormemente le imprese</em> - commenta Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte -&nbsp;<em>che avevano fatto degli investimenti gi&agrave; nel mese di novembre, a fronte di un impegno di credito d&rsquo;imposta previsto dal piano Transizione 5.0. Un impegno che non &egrave; stato onorato e che, anzi, &egrave; stato modificato in corso d&rsquo;opera, rendendolo, di fatto, retroattivo</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>In un momento di grande instabilit&agrave; e incertezza </em>- aggiunge Giorgio Felici - <em>dovute alla situazione geopolitica e all&rsquo;aumento dell&rsquo;energia elettrica e delle materie prime, questa normativa fiscale &egrave; il colpo grazia che rischia di mettere ko le imprese del territorio. Forse non &egrave; chiaro a questo Governo che fare impresa significa programmare, mettere a bilancio le entrate e le uscite. Non &egrave;, quindi, accettabile ridurre la cifra a 537 milioni di euro per il 2026, un budget che copre appena un terzo degli 1,6 miliardi richiesti dalle imprese e rendere il taglio retroattivo</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>Le imprese artigiane</em> - conclude Felici - <em>hanno perso la pazienza e la fiducia nella politica e nei confronti di questo Governo. Forse non &egrave; chiaro che le variazioni frequenti delle norme, la loro mancanza di chiarezza, la retroattivit&agrave; cui il legislatore fa ricorso troppo spesso, sono tutti motivi che incidono sul malessere delle aziende. Non si tratta di avere un occhio di riguardo nei confronti delle imprese, ma di mantenere una linea di coerenza con gli impegni presi. Servono buonsenso e il rispetto della parola data. &Egrave; chiedere troppo</em>?&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 31 Mar 2026 12:15:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Sanità, AVS: "Riboldi derubrica a desideri i bisogni di servizi" ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-avs-riboldi-derubrica-a-desideri-i-bisogni-di-servizi_117348.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-avs-riboldi-derubrica-a-desideri-i-bisogni-di-servizi_117348.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117348/142135.jpg" title="Giulia Marro" alt="Giulia Marro" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p><em>La discussione di questa mattina in IV Commissione &egrave; stata surreale, come ormai avviene praticamente sempre in Regione quando si tratta di conti della sanit&agrave;.&nbsp;I preventivi per il 2026, che sforano di oltre 800 milioni le risorse a disposizione, sono stati derubricati da Riboldi a "desiderata" delle Aziende sanitarie: peccato che quelli sarebbero invece i bisogni di servizi e di salute all'altezza delle necessit&agrave; dei cittadini, di cui il 10% non si cura pi&ugrave;.&nbsp;L'assessore insomma dovrebbe preoccuparsi di dare risposte sulle risorse che mancano, non continuare a comprimere le spese peggiorando ulteriormente i servizi per la popolazione, a vantaggio del privato.</em></p>
<p><em>Assurdo peraltro che la Regione porti come risultato positivo il fatto di aver sforato, nel 2025, di "soli" 200 milioni, che siamo ancora in attesa di capire con quali risorse verranno coperti visto che in Commissione Bilancio non ci sono arrivate risposte. Non solo: non va dimenticato che da quella somma a consuntivo manca ancora il rosso di Citt&agrave; della Salute, che ancora deve chiudere il bilancio 2024.</em></p>
<p><em>Infine, &egrave; inaccettabile che la risposta della Giunta sia l'auspicio che arrivino maggiori risorse dal Ministero: non soltanto,infatti, gi&agrave; sappiamo che le risorse stanziate sul Fondo Sanitario Nazionale non sono state adeguate agli aumenti dei prezzi e alcune voci, come quella dei farmaci innovativi, il cui fondo specifico &egrave; stato eliminato dal governo, ricomprendendo gli stessi nel calderone perennemente sottofinanziato dei farmaci ospedalieri, scompaiono del tutto. Ancora la settimana scorsa il Governo ha diminuito di 86 milioni di Euro la dotazione del Ministero per far fronte, solo temporaneamente, al rincaro dei carburanti dovuto alla guerra di Trump e Natanyahu, su cui lo stesso Governo non ha niente da dire. Questo gioco delle tre carte tra Roma e il Grattacielo &egrave; inammissibile e peggiorer&agrave; ancora la sanit&agrave; piemontese.</em></p>
<p><strong>Alice Ravinale</strong><br><strong>Valentina Cera</strong><br><strong>Giulia Marro</strong><br><strong>Consigliere regionali AVS</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 30 Mar 2026 18:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Transizione 5.0, Azione Cuneo: “Decreto insufficiente, a rischio 27 milioni di investimenti nella Granda”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/transizione-50-azione-cuneo-decreto-insufficiente-a-rischio-27-milioni-di-investimenti-nella-granda_117343.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/transizione-50-azione-cuneo-decreto-insufficiente-a-rischio-27-milioni-di-investimenti-nella-granda_117343.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117343/142126.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;<em>Azione esprime forte preoccupazione per le recenti disposizioni del decreto fiscale e il drastico ridimensionamento del piano Transizione 5.0. </em>&ndash; dichiara Giacomo Prandi, segretario provinciale di Azione &ndash; <em>Una misura che, sul territorio della provincia di Cuneo, mette a rischio oltre 27 milioni di euro di investimenti gi&agrave; effettuati dalle imprese locali. Il taglio retroattivo degli incentivi, che supera gli 8 milioni di euro, colpisce direttamente le aziende che avevano pianificato il proprio sviluppo seguendo le regole stabilite, sostenendo costi significativi per adeguarsi agli standard energetici richiesti</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>La situazione del Cuneese &egrave; emblematica e preoccupante.</em> &ndash; dichiara Nicol&ograve; Musso, segretario cittadino di Azione Cuneo &ndash; <em>Siamo un territorio manifatturiero d&rsquo;eccellenza, fondato su un tessuto di PMI che hanno creduto nella transizione energetica. Oggi queste realt&agrave; vengono penalizzate paradossalmente proprio per aver fatto ci&ograve; che lo Stato chiedeva. &Egrave; una scelta politica miope che indebolisce la competitivit&agrave; delle nostre imprese, specialmente se guardiamo a partner europei come Francia e Germania, che garantiscono ai propri sistemi produttivi incentivi stabili, certi e duraturi&rdquo;.</em></p>
<p>&ldquo;<em>Il problema pi&ugrave; grave rimane la retroattivit&agrave;: cambiare le regole dopo che l&rsquo;investimento &egrave; stato compiuto &egrave; un segnale di inaffidabilit&agrave; istituzionale che non possiamo accettare.</em> &ndash; continua Paolo Gasparetto, responsabile provinciale &ldquo;impresa e sviluppo&rdquo; di Azione &ndash;<em> Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy deve assumersi la responsabilit&agrave; di questo stallo e intervenire immediatamente in fase di conversione del decreto</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>Ci allineiamo fermamente alle critiche emerse da Confindustria,</em> - interviene Andrea Calosso, coordinaotre Under30 provinciale - <em>ritenendo del tutto insufficienti le attuali previsioni del decreto. La mancanza di una visione strategica e la continua variazione dei criteri d'accesso rendono lo strumento inefficace per il rilancio industriale, mortificando gli investimenti fatti anche dall&rsquo;imprenditoria giovanile</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>La soluzione risiede nel ritorno a modelli che hanno gi&agrave; dato prova di efficacia. -</em> conclude Prandi -<em> Servono strumenti semplici, automatici e chiari sul modello di Transizione 4.0 idea dall&rsquo;ex Ministro Carlo Calenda. Le imprese cuneesi non chiedono assistenza o sussidi a pioggia: chiedono regole stabili su cui poter programmare e investire in sicurezza. &Egrave; il requisito minimo che uno Stato serio deve garantire a chi crea ricchezza e lavoro sul territorio</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 30 Mar 2026 17:24:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item></channel></rss>
