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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > Savigliano]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/attualita/saviglianese/rss2.0.xml?page=4rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie di Attualità a Savigliano aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Tue, 07 Jul 2026 20:09:59 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Attualità > Savigliano]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/]]></link></image><item><title><![CDATA[“Il Consiglio regionale non guarda in faccia il caporalato che ‘avvelena’ il patrimonio vitivinicolo”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/il-consiglio-regionale-non-guarda-in-faccia-il-caporalato-che-avvelena-il-patrimonio-vitivinicolo_123650.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/alba-e-langhe/il-consiglio-regionale-non-guarda-in-faccia-il-caporalato-che-avvelena-il-patrimonio-vitivinicolo_123650.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123650/152597.jpg" title="Fabrizio Biolè" alt="Fabrizio Biolè" /><br /><p>Fabrizio Biol&egrave;, ex consigliere regionale e sindaco di Gaiola &egrave; intervenuto per esprimere la propria opinione riguardante l&rsquo;informativa della Giunta sulla crisi del settore vitivinicolo che si terr&agrave; domani, mercoled&igrave; 8 luglio, in Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale. Di seguito la sua lettera:</p>
<p>&ldquo;Buon giorno direttore, con la speranza di provare a suscitare una costruttiva discussione coi Consiglieri Regionali piemontesi membri della Commissione Agricoltura, i Presidenti di Consorzi, i produttori, gli enologi e tutti gli attori del settore vitivinicolo piemontese, vorrei partire da un fatto concreto: mercoled&igrave; prossimo 8 luglio si terr&agrave; in Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale l&rsquo;informativa della Giunta sulla crisi del settore vitivinicolo. Bene! &egrave; un passo importante, come giustamente richiesto da diversi consiglieri. Le tematiche? I magazzini pieni, mercato saturo, dazi, export in affanno nonostante i numeri da primato del nostro vino. Serve un confronto serio, Stati Generali, un piano vero. Giusto. Urgentissimo.</p>
<p>Ma, con tutto il rispetto e un pizzico di provocazione - amara quanto certi Nebbiolo lasciati troppo a lungo sulle vinacce -, una discussione sul mondo vitivinicolo che si fermasse qui sarebbe monca, forse ipocrita e, francamente, un pochino comoda, a parer mio.</p>
<p>Solo negli ultimi giorni, da amici, conoscenti e contatti sui social ho ricevuto segnalazioni fotografiche, scritte e narrazioni moderatamente ansiose: abitazioni con porte e finestre sbarrate nonostante il caldo torrido di questo luglio, per difendersi da afrori e odori &ldquo;chimici&rdquo; tutt&rsquo;altro che rassicuranti, derivanti da irrorazioni dense e abbondanti sui vigneti (per non parlare dei noccioleti circostanti). Persone che vivono letteralmente barricate in casa mentre i trattori spruzzano senza tregua (e senza adeguato controllo?). Questo &egrave; il contesto reale in cui si chiede di discutere solo di &ldquo;crisi di mercato&rdquo;.</p>
<p>Parlare solo di giacenze e strategie commerciali, ignorando ci&ograve; che davvero avvelena (letteralmente) il nostro comparto, &egrave; un po' come esaltare la straordinaria bellezza delle Langhe senza mai nominare i grappoli raccolti spesso da mani invisibili e irrorati da (troppi?) veleni.</p>
<p>Perfetto per le brochure turistiche, perplimente per la realt&agrave;.</p>
<p>Nell'ordine, come detto poc'anzi: per primo l'aspetto tragico e incombente dell&rsquo;uso pesante e potenzialmente pericoloso dei pesticidi. Mentre si brinda all&rsquo;eccellenza piemontese, l&rsquo;agricoltura intensiva continua a riversare grandi quantit&agrave; di fitofarmaci su suoli, acque e aria. L&rsquo;Italia &egrave; quartultima in Europa per utilizzo di pesticidi, con situazioni che raggiungono decine di metri dai vigneti, contaminando ci&ograve; che li circonda. Il WWF lo denuncia chiaramente: si tace sull&rsquo;inquinamento, si archiviano gli obiettivi europei di riduzione del 50%, si proteggono le multinazionali dell&rsquo;agro-chimica invece di accelerare sul biologico e sull&rsquo;agroecologia, che pure in Italia continua a crescere. Le testimonianze di questi giorni sembrano confermarlo concretamente sul campo.</p>
<p>Secondo aspetto, se possibile ancora pi&ugrave; scomodo: lavoro nero e caporalato. Il dossier &ldquo;Grappoli amari&rdquo;, redatto pochi mesi fa a cura di Altreconomia &egrave; inequivocabile: solo nelle Langhe, nel biennio 2023-2024, il &ldquo;tesoretto&rdquo; sommerso del lavoro irregolare varrebbe tra i 26 e i 39 milioni di euro. Un sistema di sfruttamento che abbassa i costi e mantiene alti i profitti di un settore che si racconta come fiore all&rsquo;occhiello, ma che purtroppo poggia anche su braccianti in condizioni spesso indegne.</p>
<p>Insomma: giustamente ci si commuove per la tradizione contadina, per le &ldquo;mani callose che custodiscono il patrimonio Unesco&rdquo;, ma a volte si preferisce non guardare in faccia il caporalato che "avvelena" proprio quel patrimonio umano.</p>
<p>Consiglieri membri della Commissione, se l&rsquo;appuntamento di mercoled&igrave; 8 luglio vuole essere davvero utile e &ldquo;aperto&rdquo;, secondo me non dovrebbe prescindere da questi due temi; altrimenti rester&agrave; un puro esercizio di stile: calici alzati, foto di rito e poche risposte concreta alle emergenze etiche, ambientali e sociali che pesano sul futuro del vino piemontese.</p>
<p>Siccome per evidenti affinit&agrave; politiche le posizioni della "nostra" Giulia Marro le conosco come in linea con quanto da me asserito, mi piacerebbe avere invece opinioni, pareri e idee dei rappresentanti territoriali cuneesi Federica Barbero, Mauro Calderoni, Claudio Sacchetto e Daniele Sobrero.</p>
<p>Il Piemonte e il suo vino meritano molto di pi&ugrave;. I lavoratori, i residenti, i territori, i consumatori e le generazioni future meritano verit&agrave;&rdquo;.</p>
<p><strong>Fabrizio Biol&eacute;</strong><br><strong>Membro del coordinamento di Cuneo Possibile</strong></p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 16:48:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Il Piemonte al terzo posto nella classifica nazionale degli incrementi degli arrivi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-piemonte-al-terzo-posto-nella-classifica-nazionale-degli-incrementi-degli-arrivi_123571.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-piemonte-al-terzo-posto-nella-classifica-nazionale-degli-incrementi-degli-arrivi_123571.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123571/152465.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Piemonte si conferma tra le destinazioni turistiche pi&ugrave; dinamiche d'Italia. Nel primo semestre del 2026 la regione ha registrato un incremento degli arrivi del 9,22% rispetto allo stesso periodo del 2025, un risultato che la colloca al terzo posto a livello nazionale, alle spalle di Calabria e Umbria e davanti a numerose destinazioni turistiche storicamente consolidate. Un dato che contribuisce anche alla crescita complessiva del turismo italiano, che nello stesso periodo segna un +4,5%.</p>
<p>Le statistiche, diffuse dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, provengono dalla banca dati Alloggiati Web del Ministero dell'Interno, il portale della Polizia di Stato attraverso il quale i gestori delle strutture ricettive, alberghiere ed extra-alberghiere, sono tenuti a comunicare alle questure competenti le generalit&agrave; degli ospiti entro 24 ore dal loro arrivo.</p>
<p>Commenta l&rsquo;assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni: &ldquo;Sorridiamo alla crescita del turismo nazionale, con un +4,8%, e in questo brillano i dati di un Piemonte che traina e fa la differenza come terza regione d&rsquo;Italia con un importantissimo +9,22%: testimone che il sistema di azioni che abbiamo avviato - di promozione internazionale, di brandizzazione, di intersezione di sistema fra l&rsquo;agroalimentare, i nostri grandi vini e l&rsquo;offerta turistica &ndash; sta funzionando, e quindi fa scuola rispetto alle altre regioni italiane. Sono dati che rafforzano la convinzione che dobbiamo andare proprio in questa direzione e verso la differenziazione dei mercati. Abbiamo lanciato una campagna di comunicazione per l&rsquo;estate che sta circolando in questi giorni sulle reti tv nazionali Rai e Mediaset, calibrata su un target a misura di spostamento su gomma e rotaia proprio per incrementare i flussi in arrivo dal medio e corto raggio: da quelle aree, cio&egrave;, che territorialmente sono pi&ugrave; vicine e sono meno influenzate da situazioni geopolitiche e crisi internazionali&rdquo;.</p>
<p>Ma il Piemonte presenta una sorprendente crescita a due cifre anche per la componente internazionale di turisti, che registra un notevole +10,38% a fronte di una crescita media nazionale del 6,45% sul primo semestre 2025. La conferma che bisogna guardare con fiducia anche a mercati nuovi e in cambiamento. Bongioanni: &ldquo;Accanto ai mercati di medio e corto raggio, stiamo preparando la ripartenza a pi&ugrave; lungo termine anche sulle rotte globali, con azioni promozionali imponenti come quella con cui, pochi giorni fa, a New York abbiamo presentato a &ldquo;Summer Fancy Food&rdquo; l&rsquo;agroalimentare e il vino piemontese, che si confermano fra i pi&ugrave; straordinari traini turistici del nostro territorio&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 16:17:31 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[“I servizi per le dipendenze devono restare ad accesso diretto”: l'appello di Giulia Marro]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/i-servizi-per-le-dipendenze-devono-restare-ad-accesso-diretto-l-appello-di-giulia-marro_123630.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/i-servizi-per-le-dipendenze-devono-restare-ad-accesso-diretto-l-appello-di-giulia-marro_123630.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123630/152566.jpg" title="" alt="" /><br /><p class="p1"><span class="s1">La consigliera regionale di Avs Giulia Marro denuncia le criticit&agrave; derivanti dall'applicazione della ricetta dematerializzata nei SerD, che obbliga a registrare digitalmente e nominativamente la prestazione sanitaria prima di poterla erogare, rischiando cos&igrave; - secondo lei - di creare un passaggio burocratico che nei SerD pu&ograve; ostacolare l&rsquo;accesso diretto, riservato e anche anonimo alle cure.</span> <span class="s3">&ldquo;Il mio question time sulle criticit&agrave; che stanno colpendo i Servizi per le Dipendenze (SerD) piemontesi non &egrave; stato ammesso perch&eacute; giudicato non urgente - interviene la consigliera -. Una decisione che lascia perplessi, mentre servizi fondamentali per la cura delle dipendenze stanno segnalando problemi concreti e, in alcuni casi, hanno gi&agrave; procedure bloccate&rdquo;.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">&ldquo;Il SerD deve restare un servizio ad accesso diretto: una persona che ha un problema di dipendenza deve potersi rivolgere al servizio senza dover prima passare dal medico di base, o senza ostacoli burocratici e con la garanzia della massima riservatezza, perch&eacute; proprio la possibilit&agrave; di essere accolta in modo rapido, protetto e anche anonimo, quando previsto, &egrave; ci&ograve; che permette a molte persone di chiedere aiuto senza paura di essere esposte o stigmatizzate &mdash; prosegue Giulia Marro &mdash;. Le conseguenze sono gi&agrave; evidenti. Alcune Asl stanno riscontrando difficolt&agrave;, e in alcuni casi l'impossibilit&agrave;, di accedere ai laboratori per effettuare esami ematochimici e test tossicologici perch&eacute; viene richiesta la ricetta dematerializzata. Un problema che rischia di ripercuotersi direttamente sulla continuit&agrave; dei percorsi di cura&rdquo;.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Marro ricorda inoltre che la Giunta era gi&agrave; stata investita di una criticit&agrave; molto simile. &ldquo;Solo pochi mesi fa la collega Alice Ravinale aveva presentato un question time sulle Neuropsichiatrie infantili, dove si stavano verificando problemi analoghi. In quella sede l'assessore Riboldi aveva risposto che non era previsto l'obbligo della ricetta dematerializzata e aveva annunciato un approfondimento tecnico con le aziende sanitarie. A quell'impegno, per&ograve;, non &egrave; mai stato dato seguito. Oggi ci ritroviamo con criticit&agrave; analoghe che coinvolgono anche i SerD, segno che il problema non &egrave; stato affrontato&rdquo;.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">&ldquo;Fa impressione che la Regione trovi sempre il tempo per parlare di droga quando si tratta di repressione, sicurezza o inasprimento delle pene, ma consideri non urgente discutere dei servizi che ogni giorno curano le persone con dipendenza. La lotta alle dipendenze non si fa con gli slogan: si fa mettendo nelle condizioni di lavorare chi, ogni giorno, accoglie e prende in carico le persone pi&ugrave; fragili&rdquo;.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">&ldquo;Per questo ho trasformato il question time in un'interrogazione urgente. Lo faccio, per&ograve;, ben sapendo che troppo spesso le interrogazioni ricevono risposta ben oltre i tempi previsti dal regolamento, svuotando di efficacia uno degli strumenti di controllo a disposizione delle opposizioni. Mi auguro che questa volta non accada come per l'interrogazione della collega Ravinale: una risposta formale seguita da nessun intervento concreto. Perch&eacute; quando i servizi continuano a segnalare gli stessi problemi, significa che le promesse non bastano pi&ugrave; &mdash; termina la consigliera di Avs &mdash;. Continueremo a insistere perch&eacute; i SerD rappresentano un presidio essenziale della sanit&agrave; pubblica. Se tre servizi che segnalano le stesse criticit&agrave; non rappresentano un'urgenza per la Regione Piemonte, &egrave; legittimo chiedersi quale sia oggi il concetto di urgenza&rdquo;.</span></p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 14:14:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[In arrivo un nuovo trimestre all’insegna della stabilità per le imprese piemontesi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-arrivo-un-nuovo-trimestre-allinsegna-della-stabilita-per-le-imprese-piemontesi_123624.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-arrivo-un-nuovo-trimestre-allinsegna-della-stabilita-per-le-imprese-piemontesi_123624.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123624/152555.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Le imprese piemontesi si preparano ad affrontare il terzo trimestre dell'anno all'insegna della stabilit&agrave;, senza significative variazioni attese sul fronte di occupazione, produzione e ordini. &Egrave; quanto emerge dall'indagine congiunturale di Confindustria Piemonte, realizzata nel mese di giugno su un campione di circa 1.200 imprese.</p>
<p>Il saldo tra le aziende che prevedono una crescita e quelle che si attendono una flessione si attesta al +6,2% per l'occupazione, al +2,3% per la produzione e al +1,6% per gli ordini complessivi. Restano invece in territorio negativo le aspettative relative all'export (-3,8%) e alla redditivit&agrave; (-8,6%).</p>
<p>Sul fronte degli investimenti, la propensione delle imprese rimane sostanzialmente stabile: il 73,6% delle aziende dichiara di avere in programma nuovi investimenti, in lieve calo di un punto percentuale rispetto alla precedente rilevazione. Cresce invece la quota di imprese che prevede l'acquisto di nuovi impianti, salita al 25,1%, con un incremento di 1,2 punti percentuali rispetto a marzo.</p>
<p>Il tasso di utilizzo di impianti e risorse resta stabile al 77%, si assesta il ricorso alla CIG, attivata dal 7,9% dei partecipanti all&rsquo;indagine, percentuale che cresce nel manifatturiero, dove raggiunge il 10,6% risultando per&ograve; in calo di 1,2 punti percentuali rispetto alla rilevazione sul secondo trimestre. Torna ampia la forbice tra aziende di grandi dimensioni (con oltre 50 dipendenti) che esprimono attese sulla produzione pi&ugrave; favorevoli (saldo +10,3%), rispetto a quelle pi&ugrave; piccole, che si rivelano pi&ugrave; caute (saldo pari a -1,3%). In merito all&rsquo;aumento dei prezzi, i timori restano molto alti, nonostante il calo del costo del petrolio in queste settimane con l&rsquo;attenuarsi della crisi iraniana: nel saldo ottimisti e pessimisti il dato vede questi ultimi prevalere con un +56,5% in merito alle materie prime, nel 57%,3% delle risposte sul tema energia e nel 63,9% in merito alla logistica e ai trasporti.</p>
<p>&ldquo;La prudenza dei nostri imprenditori nelle risposte di questa indagine mi pare logica conseguenza di settimane che a livello geopolitico hanno visto susseguirsi in rapida successione scenari di ogni tipo. La tempesta per&ograve; &egrave; tutt&rsquo;altro che passata. Il calo del prezzo del petrolio se da una parte aiuta famiglie e imprese, di certo non compensa gli aumenti che solo ora stanno arrivando lungo le filiere produttive e che si sono generati da inizio anno. Ciononostante, la volont&agrave; di investire delle aziende piemontesi non si &egrave; mai fermata, l&rsquo;auspicio deve quindi essere che ora ripartano anche gli ordini a lungo termine cos&igrave; come i pagamenti e il credito. Sono tutti fattori che se non gestiti per tempo, rischiano di penalizzare sia la capacit&agrave; di esportare nei mercati pi&ugrave; promettenti, sia gli investimenti&rdquo; commenta Andrea Amalberto, presidente di Confindustria Piemonte.</p>
<p>Passando all&rsquo;analisi settoriale, il manifatturiero, che rappresenta circa due terzi del campione delle imprese che hanno risposto all&rsquo;indagine, registra saldi sulla produzione in leggero calo rispetto alla scorsa rilevazione per produzione (-1,5%) sia nuovi ordini (-1,5%), sale l&rsquo;occupazione (+3,7%). Ancora segno meno per redditivit&agrave; (-12,3%) ed export (-3,0%). A soffrire &egrave; soprattutto il comparto metalmeccanico (per la produzione il saldo fra ottimisti/pessimisti, negativo da 12 trimestri, &egrave; pari a -2,6%), soprattutto automotive e metallurgia. Registrano un segno meno anche tessile-abbigliamento (-9,4%) e edilizia (-4%). Stabili le manifatture varie (gioielli, giocattoli, ecc.), chimico e legno. Sono, invece pi&ugrave; ottimistici gli scenari per impiantisti (+17,9%), gomma-plastica (+6,1%), alimentare (+5,6%) e cartario grafico (+3,8%).</p>
<p>Il comparto dei servizi registra una ripresa pi&ugrave; marcata del clima di fiducia, verosimilmente grazie al ritrovato ottimismo estivo nel settore del trasporto merci e persone e in quello del commercio e turismo, che sui livelli produttivi registrano rispettivamente saldi del +16,7% (era -15,6% nella rilevazione sul secondo trimestre) e dell&rsquo;1,6% (era -18,6%). Stabilmente positive le attese per ICT (+13,1%), servizi alle imprese (+12,8%).</p>
<h2>Focus Medio Oriente</h2>
<p>Questa edizione dell&rsquo;Indagine Congiunturale contiene anche un focus tematico sul conflitto in Medio Oriente, con lo scopo di mappare il sentiment delle imprese associate e valutare l&rsquo;impatto dell&rsquo;incertezza sull&rsquo;economia piemontese. La rilevazione restituisce un quadro di preoccupazione contenuta ma diffusa. Riguardo all'impatto del conflitto sull'attivit&agrave; aziendale, le imprese si dividono equamente tra chi lo giudica significativo e di lunga durata (38%) e chi lo ritiene solo moderato (38%), mentre &egrave; residuale la quota di chi non ne avverte effetti. &Egrave; il caro-energia a pesare di pi&ugrave;: quasi due imprese su tre (63%) considerano rilevante o molto rilevante l'impatto dei costi energetici sul proprio margine operativo, con punte nei settori pi&ugrave; energivori come l'alimentare, la metallurgia e l'automotive. Di fronte a queste pressioni, la risposta prevalente &egrave; la diversificazione dei fornitori, seguita dalla rinegoziazione dei contratti con i clienti: le imprese cercano soprattutto di irrobustire la catena di approvvigionamento pi&ugrave; che di intervenire sulle scorte. Nonostante tutto, lo sguardo sul futuro resta improntato a un cauto ottimismo: oltre la met&agrave; delle aziende (51%) attende un miglioramento dei principali fattori di rischio nei prossimi mesi, bench&eacute; resti significativa (27%) la quota di chi segnala forte incertezza. Sul piano territoriale il quadro &egrave; abbastanza omogeneo, con alcune sfumature. La percezione del conflitto come minaccia duratura &egrave; pi&ugrave; marcata nell'Alessandrino e nell'Astigiano, mentre l'ottimismo sul futuro tocca i valori pi&ugrave; alti ad Asti e nel Biellese e i pi&ugrave; bassi nel Novarese, dove si concentra anche la maggiore incertezza. Torino e Cuneo, che insieme rappresentano circa la met&agrave; del campione, si collocano in linea con la media regionale.</p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 12:16:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Sacchetto (FdI): "Nella Granda serve un corso universitario per Tecnici della prevenzione"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sacchetto-fdi-nella-granda-serve-un-corso-universitario-per-tecnici-della-prevenzione_123605.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sacchetto-fdi-nella-granda-serve-un-corso-universitario-per-tecnici-della-prevenzione_123605.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123605/152526.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Il consigliere regionale del Piemonte Claudio Sacchetto (Fratelli d'Italia) ha depositato un Ordine del Giorno, collegato all&rsquo;assestamento di bilancio che sar&agrave; approvato nel corso delle prossime settimane, che impegna la Giunta regionale, concorde sull&rsquo;obiettivo da raggiungere, a proseguire il percorso finalizzato all'attivazione del Corso di Laurea in Tecniche della Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro (classe SNT/4) in Provincia di Cuneo, preferibilmente presso il polo universitario di Savigliano.</p>
<p style="text-align: justify;">"Si tratta di una figura professionale sempre pi&ugrave; richiesta sia dal sistema sanitario sia dal mondo delle imprese. I Tecnici della Prevenzione svolgono un ruolo fondamentale nelle attivit&agrave; di controllo, vigilanza e prevenzione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, igiene degli alimenti, tutela dell'ambiente, sanit&agrave; pubblica e sicurezza delle produzioni agroalimentari", dichiara Sacchetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il corso, attualmente presente in Piemonte presso il polo universitario di Collegno, presso la Asl TO3, abilita all'esercizio della professione sanitaria di Tecnico della Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro. Si tratta di professionisti che operano all'interno dei Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie Locali, nei Servizi di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro (SPRESAL), nei servizi veterinari e di igiene degli alimenti, oltre che nelle aziende private, nelle industrie e nelle societ&agrave; di consulenza specializzate.</p>
<p style="text-align: justify;">"Negli ultimi mesi, attraverso il confronto con ASL CN1, ASL CN2, Confindustria Cuneo, Camera di Commercio, amministrazioni locali, fra cui i Comuni che ospitano le attuali sedi, e Universit&agrave; di Torino, &egrave; emersa con chiarezza la necessit&agrave; di incrementare il numero di professionisti formati sul territorio. Le aziende sanitarie registrano infatti un crescente fabbisogno di personale qualificato per garantire le attivit&agrave; di prevenzione e controllo, mentre il sistema produttivo richiede competenze sempre pi&ugrave; specialistiche in materia di sicurezza sul lavoro, qualit&agrave;, sostenibilit&agrave; e conformit&agrave; normativa", continua Sacchetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Particolarmente rilevante risulta il legame con il comparto agroalimentare, la provincia di Cuneo &egrave; uno dei principali distretti agroalimentari italiani, le filiere produttive necessitano di figure altamente specializzate che possano operare nei controlli igienico-sanitari, nella sicurezza alimentare e nella prevenzione dei rischi nei processi produttivi, avere un percorso universitario sul territorio significa offrire nuove opportunit&agrave; ai giovani e rispondere concretamente alle esigenze delle imprese e delle pubbliche amministrazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">L'Ordine del Giorno chiede alla Regione di proseguire nel percorso gi&agrave; avviato con l'Assessorato alla Sanit&agrave;, di sollecitare l'Universit&agrave; di Torino affinch&eacute; possa attivare il corso entro l'anno accademico 2027-2028 e di coordinare eventuali forme di cofinanziamento pubblico e privato.</p>
<p style="text-align: justify;">"Il Patto locale per l'Universit&agrave; diffusa ha dimostrato che il territorio cuneese &egrave; in grado di fare sistema. L'attivazione di questo corso rappresenterebbe un ulteriore tassello per rafforzare l'offerta universitaria della Granda e rispondere a un fabbisogno professionale reale e crescente. Per questo ritengo importante che tutte le Istituzioni coinvolte continuino a lavorare insieme per raggiungere questo obiettivo", conclude Sacchetto.</p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 10:08:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Formazione che crea lavoro: il Piemonte è primo in Italia negli ITS Academy]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/formazione-che-crea-lavoro-il-piemonte-e-primo-in-italia-negli-its-academy_123596.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/formazione-che-crea-lavoro-il-piemonte-e-primo-in-italia-negli-its-academy_123596.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123596/152516.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Gli ITS Academy del Piemonte si confermano un punto di riferimento a livello nazionale per la qualit&agrave; dell'offerta formativa, l'elevata percentuale di studenti diplomati e gli ottimi risultati occupazionali raggiunti dai diplomati. A certificarlo &egrave; l'ultimo monitoraggio realizzato da Indire (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa).</p>
<p>Il Piemonte, con 29 percorsi premiati su 39 realizzati - che corrisponde al 74,4% dei percorsi premiati - si colloca in prima posizione a livello nazionale, seguita da Emilia-Romagna (73,2%), Umbria (71,4%), Friuli-Venezia-Giulia (61,1%), Veneto (59,7%), Lombardia (58,7%) e Puglia (57,1%). Pi&ugrave; distanti Toscana (50%) e Lazio (46,4%).</p>
<h2>Cameroni &ldquo;La Regione Piemonte crede in una formazione capace di creare competenze e lavoro&rdquo;</h2>
<p>&ldquo;Il primo posto del Piemonte nella classifica nazionale degli ITS Academy &egrave; la dimostrazione che quando si investe sul merito, sulla qualit&agrave; della formazione e sul dialogo con le imprese si costruiscono opportunit&agrave; vere per i giovani. Le stesse opportunit&agrave; che poi generano sviluppo per il territorio. La Regione Piemonte crede in una formazione capace di creare competenze e lavoro. Per questo continuiamo a investire sugli ITS Academy, che rappresentano una delle risposte pi&ugrave; concrete al disallineamento tra domanda e offerta di lavoro. I risultati certificati da Indire ci dicono che la direzione &egrave; quella giusta e ci spingono a fare ancora di pi&ugrave;. Il nostro obiettivo &egrave; chiaro: offrire ai ragazzi del Piemonte le migliori opportunit&agrave; per costruire il proprio futuro senza essere costretti a cercarlo altrove e mettere le nostre imprese nelle condizioni di trovare le professionalit&agrave; di cui hanno bisogno per continuare a crescere e competere&rdquo; ha affermato Daniela Cameroni, assessore alla Formazione professionale della Regione Piemonte.</p>
<h2>Il monitoraggio Indire e la posizione del Piemonte</h2>
<p>La valutazione Indire si basa su indicatori di realizzazione e risultato (attrattivit&agrave;, occupabilit&agrave;, professionalizzazione/permanenza in impresa, partecipazione attiva e reti interregionali).</p>
<p>Il monitoraggio nazionale 2026 prende in esame i 506 percorsi (500 con durata biennale e 6 con durata triennale) terminati al 31 dicembre 2024, erogati da 115 Fondazioni ITS Academy. A livello nazionale hanno preso parte ai corsi 13.195 studenti; &nbsp;9.991 si sono diplomati (il 75,7% degli iscritti).&nbsp;</p>
<p>Per i dati sulla condizione occupazionale, il monitoraggio assume come riferimento gli occupati a un anno dal diploma, quindi con un contratto di lavoro stipulato entro dicembre 2025. La percentuale dei diplomati in possesso di un contratto di lavoro a 12 mesi dal conseguimento del titolo &egrave; dell&rsquo;80%, con una coerenza pari al 93% rispetto al percorso di studi svolto.&nbsp;</p>
<p>I 39 percorsi biennali ITS del Piemonte registrano risultati eccellenti rispetto al successo formativo e al successo occupazionale:</p>
<p>&nbsp; &nbsp; &bull; &nbsp; &nbsp;circa l&rsquo;84% degli allievi (dato superiore alla media nazionale) iscritti e frequentanti consegue il Diploma di specializzazione tecnica superiore (Diploma di specializzazione per le tecnologie applicate con la nuova denominazione derivante dall&rsquo;attuazione della Legge n.99/2022);<br>&nbsp; &nbsp; &bull; &nbsp; &nbsp;circa l&rsquo;84% dei diplomati (dato superiore alla media nazionale) trova lavoro entro 12 mesi dal conseguimento del titolo (con il 91,7% degli occupati in un settore coerente con il percorso frequentato).&nbsp;<br>In generale, tutte le sette Fondazioni ITS Academy piemontesi hanno avuto percorsi premiati.</p>
<p>In particolare, la Fondazione ITS Academy Mobilit&agrave; sostenibile-aerospazio/meccatronica si &egrave; collocata al 1&deg;, 2&deg; e 3&deg; posto non solo dell&rsquo;area di riferimento (su 90 percorsi complessivi) ma della graduatoria complessiva dei percorsi (506 percorsi totali). La Fondazione Academy Tecnologie dell&rsquo;informazione e della comunicazione ha avuto 9 percorsi premiati su 9 realizzati. La Fondazione ITS Agroalimentare ha registrato, nell&rsquo;area di riferimento (che a livello nazionale comprende 53 percorsi), la 2^ e 3^ posizione.</p>
<p>Un numero crescente di percorsi premiati consente alle Regioni che hanno programmato l&rsquo;offerta formativa di ricevere, da parte del Ministero dell&rsquo;Istruzione e del Merito, una quota di maggiori risorse (da destinare direttamente alle Fondazioni ITS performanti e da investire nel sistema) del Fondo per l&rsquo;istruzione tecnologica superiore, istituito dal ministero dell&rsquo;Istruzione e del Merito.</p>
<p>Sulla base del monitoraggio 2026 sono stati destinati alle Fondazioni ITS Academy della Regione Piemonte circa 2,5 milioni di euro di risorse premiali da investire nel sistema piemontese.</p>
<h2>Le materie di studio degli ITS del Piemonte</h2>
<p>Gli ITS garantiscono una formazione professionalizzante post diploma gratuita e costituiscono il canale non accademico di formazione terziaria che risponde alla domanda delle imprese di nuove ed elevate competenze tecniche-tecnologiche.</p>
<p>La formazione superiore degli ITS Academy tiene conto delle principali sfide attuali e delle linee di sviluppo economico, con particolare attenzione a transizione industriale ed ecologica, compresi trasporti, mobilit&agrave; e logistica, meccatronica e aerospazio; transizione digitale, in particolare tecnologie dell&rsquo;informazione, della comunicazione e dei dati; nuove tecnologie per il made in Italy, compreso l'alto artigianato artistico (tessile, abbigliamento, moda e alta gioielleria); biotecnologie, chimica e nuove scienze della vita; tecnologie per i beni e le attivit&agrave; artistiche e culturali e per il turismo; sistema agroalimentare; energia ed edilizia sostenibile; servizi alle imprese e agli enti senza fine di lucro.</p>
<h2>La nuova programmazione 2026-2029</h2>
<p>La Regione Piemonte continua la programmazione dei percorsi ITS Academy, per offrire ai potenziali allievi opportunit&agrave; di formazione di eccellenza nei settori economici e produttivi pi&ugrave; innovativi, che richiedono figure professionali altamente specializzate.</p>
<p>&Egrave; aperto alle Fondazioni ITS Academy il nuovo bando regionale per la programmazione dell&rsquo;offerta formativa del periodo 2026-2029.</p>
<p>La novit&agrave; principale del bando ITS Academy consiste nel superamento del tradizionale meccanismo di bando annuale: oltre a favorire una pianificazione pi&ugrave; efficace dei corsi, la programmazione triennale permette infatti di monitorare annualmente l'efficacia dei corsi e di poter eventualmente rimodulare l&rsquo;offerta formativa, tenendo conto degli esiti occupazionali raggiunti, dell&rsquo;efficacia nella realizzazione degli interventi e dell&rsquo;efficienza nell&rsquo;utilizzo delle risorse assegnate.</p>
<p>Le risorse a disposizione per organizzare ed erogare i corsi ITS Academy nel triennio 2026-2029 comprendono la quota ministeriale per l&rsquo;annualit&agrave; 2026-2027 di circa 3.4 milioni per l&rsquo;offerta formativa cui si aggiungono 2 milioni per le premialit&agrave; alle Fondazioni ITS Academy.</p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 09:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Cirio guadagna consensi, Graglia: "Risultato non inaspettato"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/cirio-guadagna-consensi-graglia-risultato-non-inaspettato_123593.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/cirio-guadagna-consensi-graglia-risultato-non-inaspettato_123593.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123593/152510.jpg" title="" alt="" /><br /><p class="Corpo" style="text-align: justify;">Alberto Cirio piace sempre di pi&ugrave; ai piemontesi, almeno secondo i sondaggisti. Il consenso da parte dei cittadini per il governatore piemontese continua a crescere, fino ad un gradimento che arriva al 60 per cento con un secondo posto nazionale per crescita dal giorno delle elezioni (+3,9%). A certificarlo &egrave; il test di popolarit&agrave; del Governance Poll, reso noto dal Sole 24 ore.</p>
<p class="Corpo" style="text-align: justify;">&ldquo;Un risultato importante ma non del tutto inaspettato - sottolinea il vicepresidente del Consiglio della Regione Piemonte Franco Graglia -, perch&eacute; l&rsquo;impegno costante e concreto sul territorio, l&rsquo;essere sempre a disposizione dei cittadini e la volont&agrave; costante di essere utile ad una regione che amiamo, non pu&ograve; che dare ottimi risultati. Come dico sempre - prosegue Graglia - abbiamo la fortuna di avere come presidente un vero fuoriclasse, basta vedere i risultati che ha ottenuto in questi anni il Piemonte in termini economici, turistici, di visibilit&agrave; nazionale ed internazionale. I piemontesi apprezzano sempre di pi&ugrave; il governatore Alberto Cirio, il suo pragmatismo ed il suo buon senso, rappresentante di un partito, come &egrave; Forza Italia, che mette al primo posto il bene ed il benessere del territorio e dei cittadini. Bravo presidente, bravo Alberto, noi saremo sempre al tuo fianco, per un Piemonte ancora migliore&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 09:21:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Allarme abbattimenti notturni dopo gli spari di Roburent: la preoccupazione di ATC e Comprensori Alpini]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/allarme-abbattimenti-notturni-dopo-gli-spari-di-roburent-la-preoccupazione-di-atc-e-comprensori-alpini_123578.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/allarme-abbattimenti-notturni-dopo-gli-spari-di-roburent-la-preoccupazione-di-atc-e-comprensori-alpini_123578.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123578/152479.jpg" title="Spari vicino alle case" alt="Spari vicino alle case" /><br /><p>Le tensioni legate alla gestione della fauna selvatica e al contenimento del cinghiale sul territorio cuneese registrano una nuova e decisa presa di posizione. Sulla scia dei recenti e preoccupanti fatti di Roburent, i presidenti degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) e dei Comprensori Alpini (CA) hanno voluto esprimere pubblicamente la propria apprensione per le criticit&agrave; emerse a seguito delle attuali modalit&agrave; di eradicazione della Peste Suina Africana. Quello che doveva essere un intervento tecnico mirato rischia infatti di trasformarsi in un problema di ordine pubblico e gestionale a causa di dinamiche fuori controllo.</p>
<p>La normativa vigente, finalizzata al depopolamento della specie Sus Scrofa, consente oggi a figure specifiche come tutor, selecontrollori, bioregolatori e coadiutori di muoversi liberamente sul territorio, anche in orario notturno, armati e con confini d'azione vastissimi. Secondo i vertici di ATC e CA, questa parziale autogestione, unita a controlli definiti praticamente inesistenti, sta innescando pesanti effetti collaterali legati alla natura umana.</p>
<p>Viene infatti denunciato come alcuni di questi soggetti si sentano liberi di abbattere specie diverse da quella autorizzata, colpendo indiscriminatamente caprioli, cervi, camosci, daini e lepri, compromettendo cos&igrave; il lavoro dei cacciatori tradizionali. Questi ultimi, formati e regolarmente tassati, si trovano penalizzati di fronte a una sorta di corsia preferenziale notturna e gratuita che mina la credibilit&agrave; dell'intero sistema.</p>
<p>Di fronte a tale scenario, il mondo dei cacciatori onesti ha formulato cinque precise richieste per ristabilire l'ordine e la legalit&agrave;. In primo luogo, si reputa indispensabile che ATC e CA conoscano nel dettaglio i nominativi di chi opera, le giornate e i Comuni interessati dal depopolamento, un'organizzazione che attualmente risulta strutturata solo nella Provincia di Cuneo, mentre in altre province piemontesi ci si affida a un'applicazione digitale. Parallelamente, si richiede che i soggetti abilitati a questi interventi straordinari siano in regola con le medesime tasse di ammissione previste per i cacciatori tradizionali dotati di tesserino regionale.</p>
<h2>Il nodo dei capi abbattuti nottetempo</h2>
<p>Un altro nodo cruciale riguarda la destinazione dei capi abbattuti di notte, che non dovrebbero essere lasciati a chi spara, sia per evitare speculazioni su carni potenzialmente infette, sia per consentire alla Provincia, dopo i necessari controlli sanitari, di destinarne i proventi alla copertura dei danni da fauna o a scopi benefici.</p>
<p>Viene poi sollevato il tema prioritario della sicurezza: sparare di notte comporta rischi enormi per l'incolumit&agrave; pubblica, data la presenza sul territorio di cercatori di tartufi o di veicoli in transito sulle strade provinciali.&nbsp;</p>
<p>Infine, i censimenti evidenziano gi&agrave; un drastico calo di selvaggina stanziale, specialmente nei pressi delle vie di comunicazione, motivo per cui i presidenti reputano urgente l'attivazione di una vigilanza notturna autorizzata ed efficiente, a cui finora non &egrave; stata data risposta.</p>
<p>I cacciatori e i soci di ATC e CA tengono comunque a precisare di non essere affatto contrari al contenimento del cinghiale. Al contrario, ribadiscono la propria totale disponibilit&agrave; a collaborare attivamente nella lotta alla peste suina africana, purch&eacute; le operazioni si svolgano all'interno di un quadro di regole chiare, trasparenti e rispettose della sicurezza e della legalit&agrave;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 06:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Marro e Ravinale al Cpr di Torino: “Vista la capienza ridotta, deve chiudere al più presto”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/marro-e-ravinale-al-cpr-di-torino-vista-la-capienza-ridotta-deve-chiudere-al-piu-presto_123547.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/marro-e-ravinale-al-cpr-di-torino-vista-la-capienza-ridotta-deve-chiudere-al-piu-presto_123547.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123547/152421.jpg" title="Alice Ravinale e Giulia Marro" alt="Alice Ravinale e Giulia Marro" /><br /><p>A seguito del sopralluogo che si &egrave; svolto a Torino nel Centro di Permanenza per il Rimpatrio di corso Brunelleschi, le consigliere regionali di Alleanza Verdi Sinistra Giulia Marro e Alice Ravinale hanno scritto una lettera, dove esprimono il loro disappunto per le condizioni del luogo e delle persone al suo interno. Riceviamo e pubblichiamo:</p>
<p>"Questa mattina siamo state per un sopralluogo a sorpresa nel Cpr di corso Brunelleschi: la capienza al momento risulta ridotta a 50 posti (due aree), con 46 persone presenti, alcune delle quali nemmeno ventenni.</p>
<p>Non abbiamo ottenuto il numero dei rimpatri eseguiti, che chiederemo al competente ufficio della Questura. La struttura non &egrave; adeguata ovviamente al caldo torrido di questo periodo. Nonostante l'aria condizionata, tutte le camerate hanno finestroni senza tende e per schermarle dal sole rovente i detenuti le hanno coperte con sacchi di plastica neri dell'immondizia. Lasciamo immaginare la situazione.</p>
<p>Il tema pi&ugrave; critico resta quello delle condizioni sanitarie e psichiatriche. Nel Cpr continua ad arrivare gente che a norma di legge non dovrebbe essere reclusa. I casi pi&ugrave; eclatanti: un uomo arrivato in Cpr con un tumore e metastasi in fase avanzata, poi rilasciato e curato a seguito dei controlli richiesti dallo stesso ente gestore; un ragazzo marocchino che ha subito l'asportazione di un occhio e ha una massa nel bulbo oculare, con conseguenti dolori che andrebbe nuovamente operato e curato; un 24enne pachistano completamente non presente a se stesso, che mangia e beve solo se imboccato dai suoi compagni di prigionia, che a differenza dello Stato si prendono cura di lui. Si tratta di persone che non dovrebbero ricevere certificati di idoneit&agrave; e torneremo a insistere con la Regione affinch&eacute; queste visite, cos&igrave; come quelle previste dal Nuovo patto migrazione e asilo, vengano fatte nell'interesse delle persone e non siano adempimenti burocratici.&nbsp;Il caso di Moussa Balde, per cui ci sono state delle condanne, non ha insegnato niente a questa citt&agrave;?</p>
<p>Anche l'utilizzo di psico-farmaci resta una costante, cos&igrave; come la pressoch&eacute; totale assenza di attivit&agrave;, per cui il capitolato della Prefettura non prevede alcuna risorsa. Quello dei Cpr &egrave; un sistema perverso e crudele, &nbsp;propaganda che si consuma sulla pelle di persone innocenti e con costi salati, a partire da quelli dei rimpatri che secondo i dati diffusi in questi giorni dal Ministero costano 3.400 ciascuno.</p>
<p>Continueremo a denunciare questa vergogna finch&eacute; il centro non chiuder&agrave;".</p>
<p><strong>Giulia Marro e Alice Ravinale, consigliere regionali di Alleanza Verdi Sinistra</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 14:45:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Bando Ismea, Bergesio: “Assegnamo nuove terre ai giovani agricoltori”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/bando-ismea-bergesio-assegnamo-nuove-terre-ai-giovani-agricoltori_123521.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/bando-ismea-bergesio-assegnamo-nuove-terre-ai-giovani-agricoltori_123521.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123521/152377.jpg" title="Giorgio Maria Bergesio" alt="Giorgio Maria Bergesio" /><br /><p>&ldquo;Pi&ugrave; di 14mila ettari di terra disponibili per chi fa agricoltura con il cuore e il lavoro quotidiano. La nona edizione della Banca delle Terre Agricole di Ismea dimostra la concretezza del Governo nel sostenere il ricambio generazionale&rdquo;, lo dichiara il senatore della Lega Giorgio Maria Bergesio, vicepresidente della Commissione Agricoltura a Palazzo Madama.</p>
<p>&ldquo;Parliamo di un&rsquo;operazione strategica da oltre 121 milioni di euro a base d'asta per 8.863 ettari in vendita diretta &mdash; spiega il parlamentare &mdash;. Come Lega rivendichiamo le novit&agrave; di questa edizione: meno burocrazia, sostegno ai giovani e legalit&agrave;. Per gli under 40 introduciamo un ulteriore taglio dell&rsquo;1% sul tasso di interesse per chi sottoscrive una polizza assicurativa. Sul fronte della legalit&agrave;, chi &egrave; stato condannato per caporalato sar&agrave; tassativamente escluso. Sosteniamo chi investe rispettando le regole&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;edizione 2026 del bando mette a disposizione oltre 14.000 ettari complessivi: 8.863 ettari suddivisi in 253 nuovi terreni all'asta e 5.271 ettari (266 terreni) relativi al lotto permanente. &ldquo;L'aumento delle terre coltivabili favorir&agrave; la produzione di filiera, garantendo ai cittadini prodotti di qualit&agrave; a costi competitivi e assicurando, al contempo, la giusta retribuzione agli agricoltori&rdquo;, commenta Bergesio.</p>
<p>Le tempistiche:<br>⁃ fase vetrina (In corso fino al 31 agosto): &egrave; possibile consultare liberamente online tutte le schede dei terreni sul sito Ismea, senza necessit&agrave; di presentare alcuna manifestazione di interesse.<br>⁃ presentazione offerte (dal 14 settembre al 14 novembre): periodo unico in cui inviare le offerte economiche esclusivamente per via telematica.</p>
<p>Tutte le informazioni sono disponibili su <a href="https://www.ismea.it/banca-delle-terre" target="_blank" rel="nofollow">www.ismea.it</a>.</p>
<p>Il senatore termina: &ldquo;Con questa nuova stagione, la terra italiana torna finalmente a produrre futuro, competitivit&agrave; e identit&agrave;&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 09:08:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Montagna d'estate, scatta l'allerta sicurezza: "Più turisti e meteo imprevedibile, serve responsabilità"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/montagna-d-estate-scatta-l-allerta-sicurezza-piu-turisti-e-meteo-imprevedibile-serve-responsabilita_123502.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/montagna-d-estate-scatta-l-allerta-sicurezza-piu-turisti-e-meteo-imprevedibile-serve-responsabilita_123502.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123502/152341.jpg" title="Escursione estiva in montagna" alt="Escursione estiva in montagna" /><br /><p>Con l&rsquo;inizio della stagione estiva e il progressivo aumento delle presenze lungo i sentieri, nei rifugi e nelle vallate, la Regione Piemonte e il Soccorso Alpino e Speleologico rinnovano l&rsquo;invito a vivere con prudenza, preparazione e consapevolezza il territorio montano. Questo patrimonio straordinario richiede rispetto e comportamenti profondamente responsabili da parte di chiunque scelga di frequentarlo, ricordando che la sicurezza non &egrave; un elemento che si improvvisa al momento dell'emergenza, ma un percorso che comincia molto prima di mettersi in cammino.</p>
<p>Il primo e pi&ugrave; efficace strumento di prevenzione risiede in una corretta pianificazione dell&rsquo;escursione, un processo metodico che implica la conoscenza approfondita del percorso, il monitoraggio costante delle condizioni meteorologiche, l&rsquo;adozione di un equipaggiamento adeguato e una sincera consapevolezza dei propri limiti fisici e tecnici. L'assessore regionale allo Sviluppo e alla Promozione della Montagna, Marco Gallo, sottolinea come la sicurezza cominci proprio nella scelta accurata dell&rsquo;itinerario. Lo stesso assessore evidenzia che i mutamenti climatici impongono oggi una reattivit&agrave; ancora maggiore, poich&eacute; eventi meteorologici estremi, ondate di calore e temporali improvvisi possono modificare rapidamente l&rsquo;ambiente alpino, trasformando percorsi abitualmente accessibili in tracciati impegnativi e imprevedibili. In questo scenario, l'informazione e il rispetto delle regole diventano prioritari tanto quanto l&rsquo;attrezzatura tecnica e lo stato di forma fisica.</p>
<p>A questa riflessione si uniscono le considerazioni di Luca Giaj Arcota, presidente del Soccorso Alpino e Speleologico piemontese, il quale fa notare come le recenti dinamiche atmosferiche abbiano di fatto anticipato di un mese l&rsquo;inizio dell&rsquo;estate. Questo fenomeno ha determinato un precoce avvio del periodo pi&ugrave; intenso per i tecnici del soccorso, confermando il legame diretto tra l'aumento dei frequentatori della montagna e la crescita statistica degli incidenti. Se da un lato il bel tempo e le alte temperature costituiscono un richiamo irresistibile per gli escursionisti, dall'altro implicano un incremento del carico di lavoro per i soccorritori. Viene dunque rivolto a tutti un forte appello alla responsabilit&agrave; individuale, con l'obiettivo di contenere per quanto possibile le attivazioni dei volontari e del Servizio regionale di elisoccorso di Azienda Zero.</p>
<h2>Escursioni estive in montagna: la guida per una pianificazione efficace</h2>
<p>Una pianificazione efficace richiede di informarsi preventivamente sui dettagli del tracciato, esaminandone la lunghezza, il dislivello complessivo, i tempi medi di percorrenza e le specifiche difficolt&agrave; tecniche, valutando anche la scelta di calzature e attrezzature adeguate al tipo di terreno. In questa fase preliminare &egrave; sempre utile consultare gli operatori professionisti del territorio, come rifugisti, albergatori e guide alpine, i quali conoscono perfettamente lo stato in tempo reale dei sentieri. Prima della partenza &egrave; altrettanto cruciale verificare i bollettini meteorologici per stimare l'impatto delle temperature o l'insorgere di perturbazioni, cos&igrave; da calcolare i tempi di percorrenza in sicurezza e scegliere un abbigliamento idoneo a repentine variazioni termiche, mantenendosi sempre su itinerari commisurati alla propria esperienza.</p>
<p>La gestione delle comunicazioni e della localizzazione gioca un ruolo altrettanto salvavita. &Egrave; fondamentale muoversi con un telefono cellulare completamente carico e comunicare in anticipo a familiari o amici la destinazione esatta, il percorso previsto e l&rsquo;orario indicativo di rientro, considerando che in diverse aree montane la copertura di rete pu&ograve; risultare assente. Qualora si verifichi un incidente, la richiesta di aiuto deve essere inoltrata al numero unico di emergenza 112, fornendo dettagli precisi sullo stato di salute dei coinvolti e sulla posizione geografica, preferibilmente comunicando le coordinate GPS estratte dallo smartphone. A questo proposito, si raccomanda l&rsquo;installazione dell&rsquo;applicazione GeoresQ, sviluppata dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, che permette un invio immediato e geolocalizzato dell'allarme.</p>
<p>Infine, &egrave; necessario che gli escursionisti siano psicologicamente e tecnicamente preparati a gestire l'attesa dopo aver attivato i soccorsi. Diversamente da quanto accade nei centri urbani, dove un&rsquo;ambulanza pu&ograve; raggiungere il luogo dell&rsquo;evento in pochi minuti, in alta quota le tempistiche logistiche tendono a dilatarsi notevolmente, condizionando anche l'operato dell'elisoccorso. Quando la nebbia, il forte vento o il maltempo impediscono il volo, o qualora i velivoli siano gi&agrave; impegnati in codici di maggiore gravit&agrave;, l&rsquo;arrivo delle squadre di terra del Soccorso Alpino pu&ograve; richiedere diverse ore di marcia. Va inoltre tenuto presente che le attrezzature ingombranti, come ad esempio le biciclette, non possono essere imbarcate a bordo dell'elicottero per ragioni di sicurezza aeronautica. Per salvaguardare l'efficienza complessiva del sistema e non sottrarre preziose risorse umane e tecniche a situazioni di imminente pericolo di vita, l'intervento dei soccorritori va richiesto solo in caso di effettiva e stringente necessit&agrave;, fermo restando che il Soccorso Alpino piemontese presidia costantemente il territorio, pronto a intervenire a fianco di chiunque si trovi in condizioni di difficolt&agrave; in ambiente impervio.</p>]]></description><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 06:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Niente inceneritore a Foresto: la Stella rinuncia al progetto su Cavallermaggiore]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/niente-inceneritore-a-foresto-la-stella-rinuncia-al-progetto-su-cavallermaggiore_123474.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/niente-inceneritore-a-foresto-la-stella-rinuncia-al-progetto-su-cavallermaggiore_123474.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123474/152297.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Non si far&agrave; il co-inceneritore a Foresto di Cavallermaggiore. Il Comune rende noto di aver ricevuto il 3 luglio dalla societ&agrave; Stella una comunicazione in merito alla decisione di &ldquo;non proseguire con gli approfondimenti relativi all&rsquo;ipotesi preliminare di realizzazione di un impianto di recupero&rdquo;.</p>
<p>Si tratta di un progetto per lo smaltimento di scarti legnosi, in particolare pali e traversine, che l&rsquo;azienda cuneese aveva proposto di localizzare nella frazione pi&ugrave; popolosa del paese. L&rsquo;ipotesi aveva suscitato ampia contrariet&agrave; a livello locale, con la costituzione di un comitato No Inceneritore e una raccolta firme con un migliaio di sottoscrizioni. Il progetto, precisa la Stella, &ldquo;era ancora in una fase iniziale di valutazione e approfondimento e a seguito delle analisi svolte, sono emerse considerazioni di natura industriale e commerciale che hanno portato alla decisione di non dare ulteriore seguito all'iniziativa&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;amministrazione comunale dal canto suo prende atto della decisione della societ&agrave;, cos&igrave; come a suo tempo aveva preso atto della manifestazione di interesse: &ldquo;L&rsquo;ipotesi di insediamento nella frazione Foresto, che nei mesi scorsi aveva suscitato la comprensibile attenzione della comunit&agrave; locale e dei territori circostanti, non avr&agrave; dunque seguito. Sin dalla fase iniziale, il Comune ha operato con l'obiettivo di acquisire gli elementi tecnici necessari a una valutazione fondata e di rappresentare la volont&agrave; del territorio, espressa in modo unanime dal consiglio comunale nella seduta del 10 marzo 2026&rdquo;.</p>
<p>Il sindaco Davide Sannazzaro e l&rsquo;amministrazione comunale rivolgono &ldquo;un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno fornito la propria collaborazione in questi mesi&rdquo;, a cominciare dal presidente della Provincia Luca Robaldo e dagli uffici provinciali preposti, oltre all&rsquo;Asl, all&rsquo;Arpa e ai sindaci dei comuni vicini &ldquo;che hanno dimostrato vicinanza e solidariet&agrave; con spirito di collaborazione istituzionale, senza strumentalizzazioni e nella consapevolezza che le questioni ambientali non si fermano ai confini amministrativi&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;La mobilitazione della comunit&agrave; ha rappresentato un esercizio di democrazia partecipativa che questa amministrazione ha sempre accolto come espressione di un territorio vivo e consapevole&rdquo; sottolinea ancora la nota del Comune, a firma del sindaco, stigmatizzando allo stesso tempo le &ldquo;insinuazioni prive di fondamento circa l&rsquo;esistenza di un presunto progetto gi&agrave; definito e tenuto nascosto, nonch&eacute; di presunti accordi tra amministrazione comunale e soggetto proponente&rdquo;: &ldquo;Gli atti e la documentazione in possesso del Comune smentiscono integralmente tali ricostruzioni. Il Comune ha agito in ogni fase rendendo accessibili le informazioni non appena disponibili e coinvolgendo tempestivamente gli enti competenti e la cittadinanza&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Chi ha alimentato queste illazioni, - osserva l&rsquo;ente locale - mettendo in discussione senza alcun riscontro oggettivo la correttezza e l&rsquo;onorabilit&agrave; degli amministratori, ha oggi il dovere morale di prenderne atto pubblicamente. Le istituzioni locali e le persone che vi operano meritano rispetto, non sospetti infondati. L&rsquo;amministrazione confida che la verit&agrave; dei fatti possa restituire la dignit&agrave; dovuta a chi ha lavorato con dedizione e nell&rsquo;esclusivo interesse della comunit&agrave;&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Sat, 04 Jul 2026 10:55:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[“L’intesa raggiunta sul prezzo del latte è un passo importante per la stabilità degli allevamenti”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/lintesa-raggiunta-sul-prezzo-del-latte-e-un-passo-importante-per-la-stabilita-degli-allevamenti_123296.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/lintesa-raggiunta-sul-prezzo-del-latte-e-un-passo-importante-per-la-stabilita-degli-allevamenti_123296.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123296/152030.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;L&rsquo;intesa raggiunta sul prezzo del latte rappresenta un passaggio importante per assicurare un periodo di stabilit&agrave; agli allevamenti&rdquo;. &Egrave; quanto commenta Coldiretti Cuneo in una fase resa particolarmente complessa per gli andamenti e gli incrementi di produzione, anche a livello europeo.</p>
<p>L'accordo definisce il prezzo base per il latte del Nord Italia con sistemi differenziati. Nei 6 mesi prevede un prezzo di 48 centesimi per i primi due mesi di luglio e agosto, poi 49 centesimi a settembre e ottobre, fino a 50 centesimi a novembre e dicembre.</p>
<p>Cuneo &egrave; tra le prime province, a livello nazionale, per la produzione di latte, con 6.967.140 quintali annui, prodotti da aziende tra le pi&ugrave; professionali al mondo e con svariate tipologie di formaggi, tra cui spiccano alcune DOP. Le importazioni di latte sfuso, cagliate, latte in polvere e crema di latte avvengono soprattutto da Belgio, Germania, Francia e Olanda.</p>
<p>&ldquo;Un accordo che dimostra l&rsquo;impegno di Coldiretti per garantire stabilit&agrave; agli allevatori per i prossimi 6 mesi e contrastare le speculazioni sul prezzo del latte mettendo concretamente dei paletti &ndash; evidenzia Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo &ndash;. Una adeguata remunerazione del lavoro degli allevatori &egrave; condizione imprescindibile per mettere al sicuro tutta la filiera e continuare a garantire ai consumatori prodotti di qualit&agrave; che sostengono l&rsquo;economia, il lavoro e il nostro territorio su cui &egrave; presente una straordinaria biodiversit&agrave;&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Ribadiamo come sia importante che l&rsquo;industria piemontese valorizzi veramente le produzioni territoriali evitando forme di speculazione che mettono fortemente a rischio i produttori &ndash; afferma Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo &ndash;. Poich&eacute; tutte le etichette dei prodotti che contengono latte estero riportano &lsquo;Ue&rsquo; o &lsquo;extra Ue&rsquo;, invitiamo i consumatori, per sostenere le nostre imprese, a leggere bene la provenienza perch&eacute; nei casi sopra citati significa, certamente, che si tratta di latte non italiano e tantomeno piemontese. La zootecnia da latte costituisce un tassello fondamentale dell&rsquo;economia della nostra Regione per questo &egrave; necessario dare traiettorie di futuro alle famiglie evitando storture lungo la filiera&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Sat, 04 Jul 2026 10:14:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Si gioca Canada-Marocco, la Questura in allerta: “Prevenire le intemperanze”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/si-gioca-canada-marocco-la-questura-in-allerta-prevenire-le-intemperanze_123473.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/si-gioca-canada-marocco-la-questura-in-allerta-prevenire-le-intemperanze_123473.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123473/152296.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Questura di Cuneo ha indirizzato un&rsquo;apposita ordinanza alle principali citt&agrave; della provincia nella quale si dispone l&rsquo;intensificazione dei servizi di vigilanza dinamica in vista di Canada-Marocco, prima gara degli ottavi di finale dei Mondiali di calcio.</p>
<p>L&rsquo;incontro &egrave; in programma questa sera alle 19. Alla luce della numerosa presenza della comunit&agrave; marocchina sul territorio cuneese, le forze dell&rsquo;ordine saranno allertate per prevenire ed evitare eventuali intemperanze da parte dei tifosi.</p>
<p>Ai comandi di polizia locale dei comuni &egrave; demandata la valutazione su eventuali ulteriori disposizioni di sicurezza pubblica, come il divieto nel consumo di alcolici o il divieto di vendita di bottiglie di vetro da asporto. Nel Comune di Mondov&igrave;, dalle ore 17 alle ore 24, sar&agrave; vietato vendere per asporto, introdurre, trasportare e detenere bevande alcoliche su aree pubbliche. Dalle ore 18 alle ore 24, ancora, sar&agrave; parimenti vietato a tutti i titolari di esercizi commerciali, esercizi di somministrazione, esercizi artigianali e agli esercenti del commercio ambulante, di vendere per asporto bevande in bottiglie, recipienti di vetro, lattine e altri contenitori comunque idonei all&rsquo;offesa.&nbsp;</p>
<p>Analoghe misure furono adottate nel dicembre del 2022 durante i Mondiali di calcio in Qatar, conclusi con un clamoroso quarto posto dalla formazione dei &ldquo;Leoni dell&rsquo;Atlante&rdquo;. Quattro anni fa non si registr&ograve; nessuna intemperanza da parte dei numerosi tifosi presenti nella Granda. A Cuneo, anzi, alcune sostenitrici si occuparono di ripulire la piazza dopo i festeggiamenti. L&rsquo;auspicio &egrave; che anche in questa occasione prevalgano il buon senso e l&rsquo;educazione civica di tutti.</p>]]></description><pubDate>Sat, 04 Jul 2026 10:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Per otto piemontesi su dieci la sanità non sta migliorando]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/per-otto-piemontesi-su-dieci-la-sanita-non-sta-migliorando_123451.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/per-otto-piemontesi-su-dieci-la-sanita-non-sta-migliorando_123451.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123451/152265.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In Piemonte solo il 12,6% dei cittadini ritiene che negli ultimi anni sia migliorata la situazione di pronto soccorso, 118 e attivit&agrave; ospedaliere non programmabili. Per i ricoveri programmati la quota sale al 14%, mentre arriva al 20,3% per le prestazioni ambulatoriali dedicate alla prevenzione, per poi scendere di nuovo al 17,2% per le visite e gli esami di routine. In altre parole, circa otto piemontesi su dieci non percepiscono alcun miglioramento nella sanit&agrave; della propria regione. Non fanno eccezione la guardia medica e l&rsquo;assistenza domiciliare, ambiti in cui la soddisfazione resta bassa. Tra i dati parzialmente positivi c&rsquo;&egrave; quello relativo al reperimento dei farmaci, che secondo il 29,8% degli intervistati &egrave; diventato pi&ugrave; semplice.</p>
<p>Questi dati emergono dal nuovo <a href="https://www.creasanita.it/wp-content/uploads/2026/07/crea_performance-2026.pdf" target="_blank" rel="nofollow">rapporto</a> &ldquo;Livelli di tutela della Salute: le Performance Regionali&rdquo;, realizzato da CREA Sanit&agrave;, il Centro per la Ricerca Economica Applicata in Sanit&agrave;, e giunto alla sua XIV edizione.</p>
<p>Secondo questo studio, i piemontesi hanno una percezione pi&ugrave; critica della propria sanit&agrave; rispetto alla media nazionale. Per pronto soccorso e attivit&agrave; non programmate, il 12,6% dei piemontesi che nota un miglioramento &egrave; ben inferiore al 18,6% registrato in media in Italia. Anche per i ricoveri programmati e per le prestazioni ambulatoriali di prevenzione le quote piemontesi restano sotto la media nazionale. Fa eccezione l&rsquo;accesso ai farmaci, dove il dato &egrave; in linea con la media italiana.</p>
<p>Il rapporto CREA evidenzia in particolare due aree deboli anche a livello nazionale: l&rsquo;assistenza territoriale e la presa in carico delle persone non autosufficienti. Sono questi gli ambiti in cui si registrano i livelli di soddisfazione pi&ugrave; bassi, insieme a una forte variabilit&agrave; tra le diverse zone del Paese e a una quota ridotta di cittadini che segnalano miglioramenti concreti nei servizi.</p>
<p>Guardando al confronto con le altre regioni italiane, la percezione di un cambiamento in positivo risulta comunque pi&ugrave; diffusa nel resto del Paese rispetto al Piemonte. La quota complessiva di piemontesi che dichiara di aver notato un miglioramento nella sanit&agrave; si ferma al 17,9%, un valore distante da quello del Veneto (22,7%), ma anche inferiore a quello di diverse regioni del Sud, come la Campania (19,2%), la Calabria (19,9%) e la Puglia (19,9%). Nel Nord Italia fanno peggio del Piemonte solo il Trentino Alto Adige (8,6%), il Friuli Venezia Giulia (16,8%) e l&rsquo;Emilia Romagna (17,2%).</p>]]></description><pubDate>Sat, 04 Jul 2026 07:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Marro (AVS) sui CPIA: "L'istruzione per adulti ha bisogno di risorse e spazi per accogliere nuovi studenti"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/marro-avs-sui-cpia-l-istruzione-per-adulti-ha-bisogno-di-risorse-e-spazi-per-accogliere-nuovi-studenti_123450.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/marro-avs-sui-cpia-l-istruzione-per-adulti-ha-bisogno-di-risorse-e-spazi-per-accogliere-nuovi-studenti_123450.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123450/152264.jpg" title="Giulia Marro" alt="Giulia Marro" /><br /><p>"In Consiglio Regionale abbiamo chiesto e ottenuto audizione dei rappresentanti dei CPIA, ovvero Centri Provinciali per l&rsquo;istruzione degli Adulti, che prima del 2012 si chiamavano CTP (Centri Territoriali Permanenti). Da allora il numero degli utenti &egrave; aumentato, si &egrave; diversificata la platea degli studenti, cos&igrave; come sono cambiate le necessit&agrave; formative, il sistema scolastico nel suo complesso, ma anche la societ&agrave; stessa. Ma il CPIA non &egrave; cambiato di conseguenza". Lo scrive in una nota la consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra Giulia Marro. Di seguito l'intervento completo.&nbsp;</p>
<p>"Se il numero di iscritti complessivi nelle scuole piemontesi &egrave; sceso da 553 mila nel 2023 a 539 mila nel 2025, nello stesso periodo di tempo gli iscritti ai CPIA sono passati da 23 mila e 32 mila, con un numero di licenze medie conferite passate da 10 mila a 18 mila. Questo senza che si intervenisse ad aumentare la disponibilit&agrave; di classi, senza andare a modificare i quadri orari dei docenti sulla base delle necessit&agrave; specifiche di questo istituto, dove gli orari sono tendenzialmente serali e si verifica frequentemente la necessit&agrave; di lavorare su orari spezzati. Scarsi sono i collegamenti con il centro per l&rsquo;impiego, mancano le possibilit&agrave; di aprire nuovi indirizzi per facilitare l&rsquo;accesso al mondo del lavoro di chi cerca, dopo aver ottenuto la terza media, di trovare per la prima volta o meno uno spazio di impiego. E il tema non tocca solo la popolazione straniera che, anche per questioni legate all&rsquo;ottenimento del permesso di soggiorno di lungo periodo o della cittadinanza italiana, frequenta queste scuole. Per esempio il CPIA di Asti ha il 23% di iscritti italiani che vogliono aumentare le loro competenze e dovrebbero aumentare sempre di pi&ugrave; se vogliamo avvicinarci alla media europea in termini di popolazione adulta in formazione. Altro tasto dolente, la scuola in carcere: il numero di studenti resta basso, in linea con le risorse dedicate. Non aiuta il fatto che, se sono previsti degli incentivi per chi frequenta la scuola media, superiore e corsi di laurea, non vale la stessa cosa per chi frequenta corsi di alfabetizzazione.&nbsp;Abbiamo anche ascoltato con piacere esempi virtuosi di collaborazione tra CPIA e ASL per una formazione congiunta per caregivers, o di creazione di servizi ad hoc come &egrave; successo a Settimo Torinese, dove &egrave; stata nata una scuola per famiglie per facilitare la partecipazione di chi ha figli e figlie. Gli sforzi che insegnanti e personale amministrativo fanno per garantire un servizio di qualit&agrave; &egrave; enorme. Non possiamo lasciarli soli. Il lavoro da fare &egrave; molto e le istituzioni di tutti i livelli devono attivarsi perch&eacute; il CPIA venga valorizzato e venga facilitato l&rsquo;accesso a chi oggi non riesce ad accedere ad un&rsquo;istruzione a cui avrebbe diritto".</p>]]></description><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 16:16:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Pnrr, missione compiuta per il Piemonte: “Raggiunto il 100% degli obiettivi”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/pnrr-missione-compiuta-per-il-piemonte-raggiunto-il-100-degli-obiettivi_123444.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/pnrr-missione-compiuta-per-il-piemonte-raggiunto-il-100-degli-obiettivi_123444.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123444/152252.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Regione Piemonte centra il 100% degli obiettivi del Pnrr e rispetta tutte le scadenze fissate dall&rsquo;Europa. Un risultato che conferma la capacit&agrave; dell'ente di trasformare le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza in investimenti concreti per cittadini, imprese e infrastrutture, con benefici concreti per i territori.</p>
<p>Il presidente della Regione, Alberto Cirio, ha presentato oggi al Grattacielo Piemonte i risultati conseguiti nell'attuazione del Pnrr, attraverso il quale il Piemonte ha gestito 2419 progetti per un valore complessivo di 1,78 miliardi di euro, sul totale di oltre 39000 progetti e pi&ugrave; di 10 miliardi di euro assegnati al Piemonte (enti locali, universit&agrave;, aziende ecc). Il piano, finanziato dall'Unione europea attraverso il programma Next Generation EU per rilanciare l'economia dopo la pandemia di Covid-19, prevede un sistema di monitoraggio basato sul raggiungimento di milestone e target.&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123444/small_152253.jpg" alt="Presentazione Pnrr" loading="lazy"></p>
<p>La Commissione europea ha fissato al 31 agosto il termine entro il quale gli Stati devono certificare a Bruxelles il raggiungimento degli obiettivi. Sulla base di questa tempistica, e per facilitare la raccolta dei risultati da trasmettere all&rsquo;Europa, l&rsquo;Italia ha fissato al 30 giugno il primo termine per comunicare ai ministeri competenti l&rsquo;avanzamento degli interventi.</p>
<p>Il Piemonte rispetta pienamente questo cronoprogramma, raggiungendo il 100% degli obiettivi previsti: 44 target risultano gi&agrave; centrati al 30 giugno, e 3 entro il 31 agosto. In 11 casi i target sono stati non solo raggiunti, ma anche superati, con risultati conseguiti in anticipo rispetto alle scadenze previste, ad esempio nei settori della cultura, della digitalizzazione e dell'assistenza domiciliare.</p>
<p>Questo ha consentito alla Regione di ottenere 35 milioni aggiuntivi che, a titolo di esempio, sono stati utilizzati per programmi di formazione e per accompagnare al lavoro 5300 persone in pi&ugrave; rispetto al target previsto; per acquistare 2 treni a zero emissioni, che si aggiungono ai 7 assegnati dal target, per l&rsquo;assunzione di 15 esperti in pi&ugrave;, rispetto ai 60 previsti, a supporto degli enti locali, per accompagnare ai servizi digitali 18400 cittadini in pi&ugrave; rispetto ai 160 mila previsti dal target. &nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123444/small_152254.jpg" alt="Presentazione Pnrr" loading="lazy"></p>
<p>&ldquo;Questo - rimarcano gli uffici regionali - a conferma della capacit&agrave; del sistema Piemonte di gestire con efficacia una mole di interventi particolarmente rilevante, distinguendosi ancora una volta per la qualit&agrave; della propria amministrazione e per l'efficienza nell'utilizzo delle risorse europee&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;La Regione Piemonte raggiunge il 100% degli obiettivi e rispetta le scadenze di Bruxelles&rdquo; ha sottolineato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, nel corso della conferenza stampa svoltasi al Grattacielo Piemonte: &ldquo;Come sui fondi europei siamo la prima regione d&rsquo;Italia per capacit&agrave; di spesa e rendicontazione, anche sul Pnrr abbiamo tutto quel che era richiesta e l&rsquo;abbiamo fatto in tempo. Non era un risultato scontato, data la mole di progetti e di investimenti e anche la complessit&agrave; di alcune misure, eppure siamo riusciti a centrare tutti gli obiettivi e in 11 casi la performance &egrave; stata superiore a quella richiesta. Questo ci ha consentito di ottenere un premio di 35 milioni aggiuntivi. Un risultato - ha aggiunto il presidente - che dimostra la capacit&agrave; del Piemonte di trasformare le risorse europee in opere, servizi e opportunit&agrave; per cittadini e imprese. Aver rispettato tutte le scadenze significa aver dimostrato che il Piemonte sa trasformare le risorse europee in risultati concreti. Un patrimonio di competenze che continueremo a mettere al servizio dei cittadini anche oltre il Pnrr e in vista dell&rsquo;avvio della nuova programmazione europea 2028-2035&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123444/small_152255.jpg" alt="Presentazione Pnrr" loading="lazy"></p>
<p>&ldquo;Possiamo affermare - ha proseguito il presidente - che, grazie al lavoro di squadra e all'impegno di tutte le strutture coinvolte, siamo riusciti a trasformare le risorse del Pnrr in interventi concreti che stanno gi&agrave; contribuendo a cambiare il volto del Piemonte, generando anche lavoro e ricadute. Per questo abbiamo chiesto a Ires Piemonte di analizzare ricadute economiche effettive sulle imprese e anche i posti di lavoro generati dagli interventi e questo lavoro ci sar&agrave; utile anche nella costruzione della prossima programmazione europa per fare in modo che gli interventi che programmiamo abbiano il massimo di impatto positivo possibile sul nostro territorio&rdquo;.</p>
<p>Le informazioni complete sui progetti Pnrr di competenza regionale sono disponibili sul sito <a href="https://www.pnrr.regione.piemonte.it" target="_blank" rel="nofollow">pnrr.regione.piemonte.it</a>. Nella homepage del sito, che in questi anni ha monitorato l&rsquo;andamento del Piano, con aggiornamenti trimestrali sulle singole misure, &egrave; possibile scaricare il Report con tutti i traguardi e gli obiettivi centrati da Regione Piemonte alla scadenza del 30 giugno 2026. Nei prossimi giorni, saranno aggiornate anche le schede relative ai singoli interventi.</p>
<p>Il sito, curato dal Settore Attuazione del Pnrr, offre anche l&rsquo;opportunit&agrave; di approfondire la distribuzione territoriale degli interventi grazie alla sezione Atlante dati Pnrr. Al suo interno &egrave; possibile visualizzare i dati aggregati e le informazioni di dettaglio dei progetti realizzati in Piemonte, con il rimando puntuale alle schede presenti sul sito. Da oggi, poi, si arricchisce anche della rubrica Racconti Pnrr, dove ogni mese verranno illustrati i casi di successo dell&rsquo;attuazione Pnrr in Piemonte.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123444/small_152256.jpg" alt="Presentazione Pnrr" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 15:24:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Ha ancora senso considerare la siccità come un’emergenza?]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/ha-ancora-senso-considerare-la-siccita-come-unemergenza_123442.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/ha-ancora-senso-considerare-la-siccita-come-unemergenza_123442.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123442/152248.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Non si toccano ancora i livelli del 2022, quando i giorni consecutivi senza precipitazioni significative furono ben 111, ma in Piemonte il combinato disposto tra le alte temperature, il conseguente rapido scioglimento delle riserve nevose in quota e i rovesci scarsi e sporadici sta (ri)conducendo il territorio verso condizioni di siccit&agrave;, con il tema degli invasi che ritorna a farsi spazio nel dibattito pubblico, insieme alle varie altre &ldquo;ricette&rdquo; proposte per far fronte all&rsquo;emergenza idrica. A tracciare il quadro della situazione sono i <a href="https://www.arpa.piemonte.it/notizia/situazione-idrica-piemonte-fine-giugno-2026" target="_blank" rel="follow">dati pubblicati dall&rsquo;Arpa</a> al termine del mese di giugno, il <a href="https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/un-altro-2003-in-piemonte-si-e-concluso-il-secondo-giugno-piu-caldo-di-sempre_123297.html" target="_blank" rel="follow">secondo pi&ugrave; caldo</a> da quando vengono effettuate le rilevazioni, con una temperatura media superiore alla norma di ben 3,5 gradi e valori molto vicini a quelli da record registrati nel 2003.</p>
<p>L&rsquo;indice sintetico di siccit&agrave; - riporta l&rsquo;Arpa nel suo resoconto - evidenzia condizioni di siccit&agrave; moderata nel nord-est della regione e nel bacino della Dora Baltea e condizioni di siccit&agrave; severa nel sud-ovest. Si tratta di valori dell&rsquo;indice che non si osservavano dal mese di febbraio del 2022, culmine di uno dei periodi di siccit&agrave; pi&ugrave; estremi degli ultimi anni.</p>
<h2>Le precipitazioni</h2>
<p>Le precipitazioni medie del mese di giugno 2026 sul bacino del Po chiuso alla confluenza con il Ticino sono state pari a circa 62 mm, con un deficit del 36% rispetto alla media mensile storica 1991-2020. Gli scarti negativi sono diffusi su gran parte dei bacini piemontesi, generalmente compresi tra -30% e -60%, con le eccezioni dei bacini del Ticino e dello Scrivia, dove i deficit risultano pi&ugrave; contenuti. Nell&rsquo;ultimo trimestre, anche i mesi di aprile e maggio hanno fatto registrare deficit rispettivamente di -56% e -44% contribuenti ad aggravare la siccit&agrave; meteorologica in atto. Il bilancio dell&rsquo;anno idrologico resta negativo, con uno scarto complessivo pari a circa -24%.</p>
<p>A questi deficit si sommano, come detto, le alte temperature, con ondate di calore intense registrate a fine maggio e - in particolare - nella seconda met&agrave; di giugno: "Queste condizioni - scrive Arpa - hanno contribuito ad aumentare in modo deciso l&rsquo;evapotraspirazione, accentuando lo stress idrico dei suoli e della vegetazione e aggravando gli effetti della scarsit&agrave; di precipitazioni sulle portate dei corsi d&rsquo;acqua e sulla disponibilit&agrave; complessiva della risorsa idrica&rdquo;.</p>
<p>Le risorse idriche superficiali complessivamente disponibili al 30 giugno, considerando neve, invasi e lago Maggiore, ammontano a circa 681 milioni di metri cubi, con uno scarto pari a -31% rispetto alla media del periodo. I deficit maggiori si registrano nel Piemonte settentrionale, -42%, e in quello occidentale, -38%. L&rsquo;equivalente di acqua in neve (Snow Water Equivalent) regionale risulta inferiore alla media del periodo di circa -17%, ma con risorsa nivale ormai nulla o fortemente ridotta in diversi bacini meridionali e occidentali.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123442/small_152249.jpg" alt="Foto" loading="lazy"></p>
<h2>Le portate dei fiumi</h2>
<p>Sono per&ograve; i valori relativi alle portate dei corsi d&rsquo;acqua a rappresentare l&rsquo;elemento di maggiore allarme. Ad eccezione della Dora Baltea, gran parte delle sezioni idrometriche considerate presenta deficit superiori al 40% rispetto alla media storica. Alla sezione di chiusura del bacino piemontese, il Po a Isola Sant&rsquo;Antonio ha registrato una portata media mensile di 138 m&sup3;/s (metri cubi al secondo), pari a un deficit del 76% rispetto alla media storica di giugno.</p>
<p>In provincia di Cuneo a giugno 2026 lo Stura fa registrare a Gaiola un deficit del 41%, ma i valori pi&ugrave; allarmanti sono quelli del Varaita e del Tanaro, che registrano rispettivamente un -89% a Polonghera e un -79% a Farigliano.&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123442/small_152250.jpg" alt="Tabella" loading="lazy"></p>
<h2>Il confronto con il 2022</h2>
<p>&ldquo;La siccit&agrave; del 2022 fu un evento raro, esteso e progressivo, nato gi&agrave; nella seconda met&agrave; del 2021 e poi aggravato da un inverno eccezionalmente caldo e secco, con oltre cento giorni consecutivi senza precipitazioni significative. A fine giugno 2022 la situazione era pi&ugrave; strutturale e radicata sulle scale temporali medio-lunghe&rdquo;, si legge nel rapporto pubblicato dall&rsquo;Arpa.&nbsp;</p>
<p>A giugno 2022 le precipitazioni mensili furono pari a 77,9 mm, con scarto mensile quasi nella norma rispetto al riferimento allora utilizzato, ma con uno scarto dell&rsquo;anno idrologico pari a -32,3%. La portata del Po alla chiusura del bacino piemontese era di 95 m&sup3;/s. Nel 2026 il quadro appare diverso: il deficit mensile di giugno &egrave; pi&ugrave; marcato (-36%), ma gli indici a 6 e 12 mesi non mostrano, al momento, la stessa diffusione di siccit&agrave; severa o estrema osservata nel 2022.&nbsp;</p>
<p>Le portate fluviali mostrano invece un elemento di continuit&agrave; con il 2022: anche nel giugno 2026 molti corsi d&rsquo;acqua presentano deficit molto marcati. Nel 2022 le principali sezioni fluviali registravano gi&agrave; da mesi portate inferiori alla media storica, con indici SRI compresi tra molto secco ed estremamente secco; nel 2026 il Po a Isola Sant&rsquo;Antonio presenta nuovamente un deficit molto elevato e il Tanaro, il Sesia, il Toce e diversi affluenti occidentali mostrano scarti ampiamente negativi.</p>
<p>&ldquo;In sintesi - conclude l&rsquo;Arpa - la situazione di giugno 2026 non riproduce, allo stato attuale, la stessa evoluzione plurimensile e strutturale della crisi del 2022, ma presenta segnali di attenzione importanti. Il deficit delle portate, la riduzione della risorsa nivale residua, le temperature elevate e la disponibilit&agrave; superficiale inferiore alla media indicano una fase di stress idrologico che richiede un attento monitoraggio nelle prossime settimane, anche in virt&ugrave; di previsioni per il mese di luglio sempre nel solco di una estate secca e calda, ed in particolare nei bacini gi&agrave; classificati in siccit&agrave; severa e nei settori dove la risorsa nivale &egrave; ormai esaurita&rdquo;.</p>
<h2>Il dibattito e le soluzioni proposte</h2>
<p>Come sempre in questi casi, e come pi&ugrave; volte accaduto negli ultimi anni, nelle ultime settimane il tema degli invasi e delle possibili strategie per affrontare l&rsquo;emergenza idrica &egrave; tornato centrale sui giornali e nel dialogo istituzionale. Con una sostanziale differenza rispetto al passato: pi&ugrave; di qualcuno (forse tardivamente?) inizia a far notare come una situazione che si ripete ciclicamente non pu&ograve; pi&ugrave; essere considerata emergenziale, bens&igrave; strutturale. Nei giorni scorsi l&rsquo;Ato, gestore del servizio idrico provinciale, ha invitato i Comuni a sensibilizzare la popolazione sull&rsquo;uso responsabile dell&rsquo;acqua, ma &egrave; chiaro che si tratta di un palliativo che da solo non pu&ograve; bastare.</p>
<p>&ldquo;Non possiamo continuare a rincorrere l'emergenza in estate e dimenticarcene quando piove&rdquo;, ha detto la consigliera regionale Giulia Marro (AVS), che ha portato in question time la <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ridurre-i-prelievi-da-sorgenti-e-falde-per-la-regione-non-si-puo-fare-marro-manca-la-volonta-politica_123322.html" target="_blank" rel="follow">proposta di ridurre i prelievi dalle sorgenti e dalle falde</a>, almeno per il periodo estivo, per le aziende di imbottigliamento acqua. Una proposta che la Regione ha giudicato non praticabile. &ldquo;Governare non significa limitarsi a spiegare perch&eacute; qualcosa non &egrave; possibile. - ha spiegato l&rsquo;esponente di Alleanza Verdi e Sinistra - Significa chiedersi se regole scritte oltre vent'anni fa siano ancora adeguate di fronte a una crisi climatica che cambia radicalmente la disponibilit&agrave; di acqua. Nessuno pretendeva una risposta gi&agrave; pronta. Chiedevo che la Regione verificasse se esistessero margini di intervento. Se le regole attuali non lo consentono, allora &egrave; compito della politica chiedersi se siano ancora adeguate. Invece si &egrave; preferito dichiarare impossibile una soluzione ancora prima di provare a cercarla. Ancora una volta il prezzo lo pagano i cittadini. Si chiede loro di ridurre i consumi e di cambiare abitudini, mentre sulle grandi concessioni di una risorsa pubblica non si apre nemmeno una discussione. L'acqua che manca &egrave; quella nei rubinetti e nei fiumi, non quella che continua a finire nelle bottiglie di plastica&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;emergenza idrica &egrave; stata anche il tema di un <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/siccita-e-invasi-un-ordine-del-giorno-di-sacchetto-fdi-per-lo-stato-di-emergenza_122669.html" target="_blank" rel="follow">ordine del giorno</a> presentato in Regione dal gruppo di Fratelli d&rsquo;Italia. Un documento che vedeva il cuneese Claudio Sacchetto come primo firmatario e in cui si chiedevano interventi per &ldquo;difendere l&rsquo;agricoltura&rdquo;: non solo soluzioni temporanee ed emergenziali, come le deroghe al deflusso ecologico dei fiumi, ma anche piani strutturali, come gli incentivi per la realizzazione di microinvasi aziendali e interaziendali. &ldquo;L'acqua &egrave; oggi la principale infrastruttura strategica per il futuro del Piemonte. Senza acqua non esiste agricoltura, non esiste sicurezza alimentare e vengono meno migliaia di posti di lavoro. Vogliamo aprire una riflessione concreta e avanzare proposte realizzabili per dare risposte al mondo agricolo, che chiede meno burocrazia, pi&ugrave; investimenti e una visione di lungo periodo", ha detto Sacchetto.</p>
<p>A richiedere interventi strutturali anche Coldiretti Cuneo, che nei giorni scorsi ha portato il &ldquo;grido&rdquo; del Piemonte <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/emergenza-idrica-coldiretti-cuneo-porta-a-roma-il-suo-appello-serve-una-rete-di-invasi_123378.html" target="_blank" rel="follow">all&rsquo;assemblea nazionale Anbi di Roma</a>: &ldquo;Di fronte all&rsquo;avanzare della siccit&agrave; e della desertificazione non possiamo pi&ugrave; permetterci di rincorrere le emergenze. Servono scelte immediate e investimenti concreti. Le priorit&agrave; sono chiare: ammodernare una rete idrica che disperde una quantit&agrave; inaccettabile di acqua, realizzare una rete diffusa di invasi con sistemi di pompaggio per aumentare la capacit&agrave; di accumulo e garantire l&rsquo;autosufficienza idrica del settore agricolo, accelerando finalmente la cantierabilit&agrave; delle opere gi&agrave; progettate&rdquo;, ha detto &nbsp;il presidente provinciale dell&rsquo;organizzazione agricola Enrico Nada.</p>
<p>&ldquo;Siamo ancora privi di una politica finalizzata a migliorare la capacit&agrave; di stoccaggio dell&rsquo;acqua e a ridurre, parallelamente, la percentuale di dispersione, nonostante si parli di un piano di micro invasi da anni ormai&rdquo;, gli ha fatto eco il direttore provinciale Francesco Goffredo. Tanti dibattiti, tante proposte, tante parole, insomma, ma le iniziative concrete al momento latitano.</p>
<p>Il mese scorso la Regione Piemonte, dal canto suo, ha scelto di riaprire l&rsquo;Osservatorio regionale per l&rsquo;emergenza idrica, convocando anche un tavolo specifico per quanto riguarda il lago Maggiore: &ldquo;Il quadro segnalato da Arpa &egrave; chiaro: mancano le piogge, le temperature sono ben sopra la media e i nostri fiumi, a partire dal Po, e le falde stanno pagando dazio &ndash; ha detto l&rsquo;assessore regionale all&rsquo;Ambiente Matteo Marnati -. Con l&rsquo;arrivo di queste ondate di calore anomalo, la situazione idrologica &egrave; destinata a peggiorare. Per questo abbiamo scelto di essere tempestivi: riapriamo quindi l&rsquo;Osservatorio regionale per avere un monitoraggio costante e capillare dello scenario attuale e di quello che ci attende in piena estate, e attiviamo un tavolo specifico per il Lago Maggiore. La tutela della risorsa acqua e la sicurezza dei cittadini sono la nostra priorit&agrave;&rdquo;.</p>
<p>Mentre si discute e ci si confronta, i fiumi cuneesi continuano a soffrire, cos&igrave; come tutto ci&ograve; che ai fiumi e all&rsquo;acqua &egrave; strettamente legato. Mentre i dibattiti sull&rsquo;emergenza idrica iniziano a diventare sinistramente ricorrenti, ripetuti e uguali a se stessi di anno in anno, si fa largo una domanda: ha ancora senso considerare la siccit&agrave; come un&rsquo;emergenza?</p>]]></description><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 15:14:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Dalmasso</dc:creator><author><name>Andrea Dalmasso</name></author></item><item><title><![CDATA[Turismo e mobilità, Confcommercio e Associazioni Albergatori promuovono “Flytrain”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/turismo-e-mobilita-confcommercio-e-associazioni-albergatori-promuovono-flytrain_123425.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/turismo-e-mobilita-confcommercio-e-associazioni-albergatori-promuovono-flytrain_123425.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123425/152224.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Riceviamo e pubblichiamo il commento di Confcommercio e dell'Associazione Albergatori sulla svolta della mobilit&agrave; che vede protagonisti Arenaways e l'aeroporto di Cuneo-Levaldigi. Il nuovo servizio navetta, denominato <a href="https://www.cuneodice.it/varie/saviglianese/flytrain-una-navetta-per-collegare-l-aeroporto-di-levaldigi-e-la-stazione-di-savigliano_123357.html" target="_blank" rel="follow">&ldquo;Flytrain&rdquo;</a>, verr&agrave; lanciato ufficialmente il 13 luglio e collegher&agrave; direttamente la stazione ferroviaria di Savigliano con lo scalo aeroportuale.</p>
<p style="text-align: justify;">"I dati emersi dal recente Rapporto Cuneo 2026 presentato in Camera di Commercio parlano chiaro: mentre altri comparti faticano a trovare una stabilit&agrave;, il settore del turismo &egrave; in netta e costante crescita. Pur prestando la massima attenzione a tutti i comparti dell&rsquo;economia locale, Confcommercio Provincia di Cuneo e l&rsquo;Associazione Albergatori ritengono che un trend positivo, per consolidarsi e trasformarsi in valore strutturale, abbia assoluto bisogno di infrastrutture e collegamenti all'avanguardia. &Egrave; esattamente in questo scenario di sviluppo che si inserisce la nascita del servizio Flytrain, una visione strategica fortemente voluta da Arenaways che merita il plauso pi&ugrave; sincero e congiunto da parte del mondo del commercio e della ricettivit&agrave; locale. Arenaways &ndash; storica azienda che ha fatto dell'innovazione nel trasporto ferroviario passeggeri la propria bandiera &ndash; sta dimostrando una straordinaria capacit&agrave; di lettura delle esigenze della Granda.&nbsp;<br><br>"Ci apprestiamo a vivere una stagione estiva che si preannuncia esplosiva, con previsioni di afflusso estremamente positive per tutto il nostro territorio" &ndash; dichiara Danilo Rinaudo, Presidente di Confcommercio Provincia di Cuneo. &ldquo;In questo contesto, ogni iniziativa volta a rilanciare il turismo e a migliorare l&rsquo;accessibilit&agrave; della nostra provincia &egrave; non solo benvenuta, ma vitale. Accogliamo con grande ottimismo anche i nuovi orari di apertura del Tenda annunciati per agosto, che daranno ulteriore ossigeno ai flussi internazionali. Come Confcommercio, riconosciamo il valore immenso di questa svolta intermodale: far muovere i turisti in modo efficiente significa far lavorare le nostre imprese, i nostri negozi e l'intero tessuto economico della Granda&rdquo;.<br><br>A fargli eco &egrave; il Comm. Giorgio Chiesa, Presidente dell'Associazione Albergatori ed Esercenti Turistici della Provincia di Cuneo: "Desidero esprimere il mio pi&ugrave; vivo plauso a tutti gli attori che hanno reso possibile questa sinergia, dimostrando una lungimiranza manageriale e politica non comune. Come Albergatori siamo felici di far parte di questo percorso e di aver fornito, anche in passato, il nostro contributo attivo. Il servizio FLYTRAIN rappresenta l'anello di congiunzione che mancava: la possibilit&agrave; per il viaggiatore di atterrare a Levaldigi e muoversi fluidamente verso le nostre vallate, le nostre citt&agrave; d'arte o il mare".<br><br>I due Presidenti rivolgono un ringraziamento speciale alla propriet&agrave; aeroportuale di Levaldigi, che fa capo alla famiglia Merlo, la cui visione imprenditoriale continua a essere un pilastro fondamentale per l'economia e l'attrattivit&agrave; della provincia. Allo stesso modo, profonda stima viene espressa per la direzione dell'aeroporto, nella persona di Anna Milanese, per la determinazione nel trasformare lo scalo in un hub intermodale capace di dialogare perfettamente con il trasporto su ferro, e ad Antonello Portera, Sindaco di Savigliano, per aver saputo accompagnare e sostenere politicamente e territorialmente un'operazione complessa ma vitale per il quadrante locale. Come albergatori, commercianti ed esercenti turistici, le categorie sono pronte a fare la propria parte per accogliere al meglio i frutti di questo straordinario sforzo corale. Quando la lungimiranza privata incontra l'efficienza della gestione aeroportuale e il supporto convinto delle istituzioni, il territorio vince sempre".</p>]]></description><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 11:27:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Si dimette il presidente, Coldiretti Cuneo chiede il commissariamento urgente dell'Atc CN1]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/si-dimette-il-presidente-coldiretti-cuneo-chiede-il-commissariamento-urgente-dell-atc-cn1_123421.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/si-dimette-il-presidente-coldiretti-cuneo-chiede-il-commissariamento-urgente-dell-atc-cn1_123421.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123421/152218.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Dopo le dimissioni irrevocabili del presidente Umberto Ferrondi e la mancata approvazione del bilancio consuntivo 2025, &egrave; necessario attivare con urgenza la procedura di commissariamento dell&rsquo;Atc CN1. &Egrave; la richiesta di Coldiretti Cuneo agli enti preposti, dopo che l&rsquo;ultima seduta del Comitato di gestione dell&rsquo;Ambito ha certificato una situazione ormai non pi&ugrave; rinviabile: presidente dimissionario, met&agrave; dei componenti assenti, impossibilit&agrave; di deliberare e bilancio negativo.</p>
<p>Con l&rsquo;arrivo della PSA in provincia, prosegue Coldiretti Cuneo, i confini dell&rsquo;Atc CN1 rappresentano un vero e proprio argine geografico all&rsquo;avanzata del principale vettore dell&rsquo;infezione, il cinghiale, verso gli allevamenti della pianura cuneese. Un&rsquo;infezione che per fortuna non &egrave; trasmissibile alla specie umana, ma che mette a rischio il patrimonio suinicolo della Granda (quasi 1 milione di capi), gli allevatori, le loro famiglie e l'indotto.</p>
<p>Alla paralisi istituzionale si aggiunge una criticit&agrave; patrimoniale non pi&ugrave; eludibile: il patrimonio netto dell&rsquo;Ambito permane gravemente negativo. In questo quadro, gli imprenditori agricoli danneggiati dalla fauna selvatica attendono ancora i risarcimenti relativi alle annualit&agrave; pregresse, sostanzialmente fermi al 2022.</p>
<p>&ldquo;Il confine orientale dell&rsquo;Atc CN1 &egrave; il nostro scudo, la nostra linea di difesa&rdquo; dichiara Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo. &ldquo;&Egrave; necessario l&rsquo;intervento della Provincia di Cuneo, su cui abbiamo piena fiducia, per procedere rapidamente al commissariamento e al ripristino dell&rsquo;operativit&agrave; dell&rsquo;Ambito con il necessario coinvolgimento della Regione Piemonte. Non possiamo permetterci un ente sospeso nell&rsquo;incertezza. Prendiamo atto, inoltre, che nel momento di maggiore complessit&agrave;, a discutere delle dimissioni del presidente e di un quadro patrimoniale cos&igrave; pesante, erano presenti i rappresentanti dell&rsquo;agricoltura mentre erano assenti tutti i rappresentanti del mondo venatorio&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Va riconosciuto al presidente Ferrondi lo sforzo compiuto per cercare di rimettere ordine almeno su alcune partite pregresse, a partire dal lavoro svolto per sbloccare la questione 2021&rdquo; afferma Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo. &ldquo;Ma resta il fatto che i risarcimenti dei danni da fauna selvatica alle imprese agricole sono ancora fermi alle annualit&agrave; pregresse, sostanzialmente al 2022. Anche questo aspetto &egrave; fondamentale ed &egrave; anche per questo motivo che l&rsquo;Atc CN1 deve tornare subito nelle condizioni di funzionare&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 10:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item></channel></rss>
