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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Cronaca > tutta la provincia]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/cronaca/cu/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/cronaca/cu/rss2.0.xml?page=124rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie di Cronaca a tutta la provincia aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Fri, 19 Jun 2026 18:30:33 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Cronaca > tutta la provincia]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/cronaca/cu/]]></link></image><item><title><![CDATA[Furto notturno all’Ufficio Postale di Dronero: caccia ai responsabili]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/furto-notturno-allufficio-postale-di-dronero-caccia-ai-responsabili_122513.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/furto-notturno-allufficio-postale-di-dronero-caccia-ai-responsabili_122513.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122513/150701.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Diverse migliaia di euro sono state sottratte nella notte tra gioved&igrave; 18 e venerd&igrave; 19 giugno dall&rsquo;ufficio postale di viale Stazione a Dronero. Un gruppo di persone, dopo aver forzato la porta d&rsquo;ingresso ed essere riuscito a introdursi all&rsquo;interno della sede, ha sottratto alle casse di Poste Italiane vario denaro contante.</p>
<p>Il furto, al momento, non ha ancora un volto: i responsabili sono fuggiti in auto lungo la strada principale senza attirare l&rsquo;attenzione e senza lasciare tracce evidenti.</p>
<p>Nessuna segnalazione &egrave; giunta alle forze dell&rsquo;ordine durante la notte. L&rsquo;allarme &egrave; infatti scattato soltanto questa mattina, quando la direttrice si &egrave; recata negli uffici per l&rsquo;apertura.</p>
<p>Partendo dalle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza, i carabinieri di Cuneo e Dronero stanno svolgendo le indagini per individuare gli autori del colpo.</p>]]></description><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 15:15:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Martini</dc:creator><author><name>Monica Martini</name></author></item><item><title><![CDATA[Villanova Mondovì, azienda agricola distrutta dalle fiamme in nucleo Ciapè: scatta l'ordinanza di inagibilità]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/monregalese/villanova-mondovi-azienda-agricola-distrutta-dalle-fiamme-in-nucleo-ciape-scatta-l-ordinanza-di-inagibilita_122452.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/monregalese/villanova-mondovi-azienda-agricola-distrutta-dalle-fiamme-in-nucleo-ciape-scatta-l-ordinanza-di-inagibilita_122452.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122452/150601.jpg" title="Vigili del fuoco in azione contro le fiamme" alt="Vigili del fuoco in azione contro le fiamme" /><br /><p>Un grave incendio ha colpito nei giorni scorsi un&rsquo;azienda agricola situata al civico 5 di nucleo Ciap&egrave;, nel territorio comunale di Villanova Mondov&igrave;. Le fiamme, che si sono sviluppate <a href="https://www.cuneodice.it/cronaca/monregalese/incendio-a-villanova-mondovi-stalla-divorata-dalle-fiamme-in-nucleo-ciape_122111.html" target="_blank" rel="nofollow">nel pomeriggio di venerd&igrave; 12 giugno</a>, hanno pesantemente compromesso le strutture rurali della propriet&agrave;, rendendo necessario un massiccio intervento dei vigili del fuoco e la successiva emissione di un'ordinanza contingibile e urgente da parte del Comune.</p>
<p>L'allarme &egrave; scattato intorno alle 16.45 del 12 giugno, quando le squadre del comando provinciale dei vigili del fuoco di Cuneo sono giunte sul posto. Il rogo stava gi&agrave; interessando l'intero fabbricato rurale composto da una stalla al piano terra, un fienile al piano superiore e un'adiacente tettoia utilizzata per il ricovero di macchine e attrezzi agricoli.</p>
<p>A causa della violenza dell&rsquo;incendio, la copertura della struttura &ndash; realizzata con travi in legno e manto in coppi &ndash; &egrave; completamente crollata. I vigili del fuoco hanno dovuto rimuovere i resti del tetto sia per mettere in sicurezza l'area, sia per riuscire a spegnere completamente le balle di fieno all'interno, che continuavano a bruciare.</p>
<p>Fortunatamente, l'edificio adibito a civile abitazione, pur avendo sub&igrave;to lievi danni estetici causati dal fumo, non &egrave; stato toccato dalle fiamme e non ha riportato danni strutturali. Durante le operazioni &egrave; stato inoltre individuato e prontamente messo in sicurezza un serbatoio esterno di GPL, marginalmente sfiorato dal rogo. A seguito della relazione tecnica dei vigili del fuoco, il Comune di Villanova Mondov&igrave; ha emesso l'ordinanza 36 del 15 giugno 2026 per garantire l'incolumit&agrave; pubblica e prevenire ulteriori crolli.</p>
<h2>Ordinanza di inagibilit&agrave; per l'azienda agricola in nucleo Ciap&egrave;: cosa prevede</h2>
<p>Il provvedimento impone ai comproprietari della struttura precise prescrizioni, a cominciare dall&rsquo;inagibilit&agrave; totale della parte rurale. In particolare, &egrave; vietato l'utilizzo di stalla, fienile e tettoia fino al completo ripristino delle condizioni di sicurezza, che potrebbe includere la demolizione delle parti pericolanti. Lo stato dei lavori dovr&agrave; essere certificato da un professionista abilitato.</p>
<p>C&rsquo;&egrave; poi il temporaneo divieto d'uso dell'abitazione: pur essendo strutturalmente sana, anche la casa non potr&agrave; essere utilizzata fino a quando non verranno verificati e ripristinati in sicurezza gli impianti di luce e gas.</p>
<p>Inoltre, l'impianto elettrico della stalla &egrave; risultato completamente compromesso e deve restare scollegato. Stesso discorso per il bombolone del GPL e la relativa rete di adduzione, che dovranno essere controllati da una ditta specializzata (con nuova presentazione della SCIA antincendio) o, in alternativa, rimossi e bonificati.</p>
<p>Il monitoraggio del rispetto dell'ordinanza &egrave; stato affidato al comando di Polizia locale. Contro il provvedimento i proprietari potranno presentare ricorso al Tar Piemonte entro 60 giorni o al Capo dello Stato entro 120 giorni.</p>]]></description><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 06:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[“Un clima di terrore psicologico” nella cooperativa dei disabili sotto accusa per maltrattamenti]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/un-clima-di-terrore-psicologico-nella-cooperativa-dei-disabili-sotto-accusa-per-maltrattamenti_122451.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/un-clima-di-terrore-psicologico-nella-cooperativa-dei-disabili-sotto-accusa-per-maltrattamenti_122451.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122451/150600.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Non &egrave; stata solo una dipendente della cooperativa &ldquo;Per Mano&rdquo;, ma una bimba cresciuta, dai due ai diciotto anni, in quella che era allora una casa famiglia. Il centro diurno &ldquo;Tetto Nuovo&rdquo; di Borgo Gesso, a Cuneo, fulcro dello scandalo sui presunti maltrattamenti che ha portato a due diverse inchieste e infine alla chiusura della struttura, sarebbe arrivato dopo.</p>
<p>Lei, oggi trentenne e madre di famiglia, per la cooperativa gestita da Marilena Cescon e Manuela Bernardis aveva lavorato come educatrice dopo avervi trascorso l&rsquo;infanzia. Dice di non aver mai visto picchiare nessuno. Tuttavia, ripercorrendo i suoi anni di lavoro, parla di &ldquo;un clima di terrore psicologico che &egrave; fondamentalmente lo stesso vissuto da me da bambina&rdquo;. Minacce come &ldquo;se non ti comporti bene salti il pasto&rdquo;, ma anche qualcosa di pi&ugrave;: lo strattonamento dei capelli a un ospite, i trascinamenti nella &ldquo;relax room&rdquo;, la stanza blu che doveva servire per placare le crisi psicomotorie dei pazienti, tutti con doppia diagnosi di autismo e patologie psichiatriche. &ldquo;Ragazzi difficili&rdquo; a detta dei loro educatori, anche quelli che in tribunale sono venuti per deporre come testimoni e non da imputati.</p>
<p>La stanza blu, secondo l&rsquo;ex educatrice, serviva per&ograve; anche ad altro: un ragazzo, in particolare, vi veniva rinchiuso non perch&eacute; aggressivo ma in quanto &ldquo;noioso&rdquo;. &ldquo;Parlava in continuazione, - spiega - con un tono di voce molto alto, aveva il vizio di cantare canzoni&rdquo;. Lei lavorava in casa famiglia e al centro diurno passava solo qualche volta: le capitava per&ograve; di sentire quel ragazzo urlare, chiuso in stanza. Cescon e Bernardis, se pure non ordinavano di rinchiuderlo, &ldquo;sicuramente erano a conoscenza della modalit&agrave; di gestione dei ragazzi&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;ex bambina della casa famiglia ammette di aver mentito alla Guardia di Finanza quando fu interrogata al prima volta, nel 2019, dopo il blitz notturno che avrebbe portato al rinvio a giudizio dei vertici e di altri dieci imputati tra infermieri, oss, educatori e psicologi. &ldquo;Avevo paura di ripercussioni&rdquo; spiega: &ldquo;Quando ho appreso finalmente che c&rsquo;era stato l&rsquo;arresto, a ottobre, ho richiamato la Finanza dicendo che avevo reso dichiarazioni false e che volevo testimoniare. Mi hanno spiegato che in questa fase non era pi&ugrave; possibile, ma che avrei potuto farlo in tribunale&rdquo;.</p>
<p>Il &ldquo;momento della verit&agrave;&rdquo; &egrave; arrivato, questa mattina. La teste ha parlato di &ldquo;un clima talmente vessatorio che Peirone (il coordinatore degli infermieri, ndr) si riteneva minacciato dalla postura che assumeva un&rsquo;ospite: &lsquo;Stai dritta senn&ograve; facciamo i conti&rsquo;, &lsquo;devi vedere chi comanda&rsquo;&rdquo;. Davide Peirone si occupava anche della distribuzione dei farmaci nel turno di notte, quando un solo educatore si fermava con i ragazzi: &ldquo;Se l&rsquo;infermiere &lsquo;simpatizzava&rsquo; di pi&ugrave; col collega che affrontava la notte, preparava una terapia pi&ugrave; forte&rdquo;. Anche in cucina si sarebbero fatti &ldquo;figli e figliastri&rdquo;, assicurando pasti migliori alla casa famiglia e peggiori agli ospiti del centro diurno: &ldquo;Era notorio che i nostri pasti fossero di gran lunga migliori di quelli preparati nella cooperativa, per noi il cibo non mancava mai&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;indagine &egrave; stata lunga e tormentata, i primi fatti contestati risalgono addirittura al 2014. Non stupisce quindi che fra i testimoni che via via si avvicendano ricorrano frequenti i &ldquo;non ricordo&rdquo;. Sul tema del cibo, per&ograve;, tutti sono concordi nel riferire che il cuoco si lamentava spesso di trovarsi a corto di derrate e di non poter rispettare i men&ugrave; concordati con l&rsquo;Asl. &ldquo;Ero convinta che chi faceva quel lavoro sapesse cosa stava facendo e fosse nel giusto. Qualche dubbio per&ograve; mi era venuto&rdquo; confida un&rsquo;addetta alle pulizie, riferendo un episodio che sarebbe accaduto proprio in mensa: &ldquo;Ricordo di aver visto da un operatore comportamenti un po&rsquo; particolari, durante il pranzo cercava di placare la crisi di una ragazza trascinandola in una stanza&rdquo;. Dal cuoco, aggiunge, le era stato raccontato un fatto ancora pi&ugrave; anomalo: in un&rsquo;occasione una delle infermiere avrebbe lanciato un coltello in direzione di una disabile.</p>
<p>Per uno degli operatori socio sanitari, quel lavoro era come &ldquo;una vacanza&rdquo;. Si trattava di far passare le ore, senza troppa attenzione alla qualit&agrave; delle &ldquo;attivit&agrave; educative&rdquo;: &ldquo;Gli oss facevano gli educatori, gli educatori facevano gli oss. Io facevo disegnare, ma non avevo capacit&agrave; tecniche&rdquo;. Era la prima volta che si approcciava a ragazzi autistici: &ldquo;Le mie perplessit&agrave; erano quelle di una persona che entrava in questo mondo, qualche domanda me la facevo. A volte ci mandavano in passeggiata da soli con quattro o cinque ragazzi molto aggressivi: io ero preoccupato, una volta avevo chiamato Marilena con una scusa perch&eacute; non volevo portarli. Ce ne lamentavamo tra colleghi e anche a Marilena dicevamo che per questa attivit&agrave; non avevamo n&eacute; i mezzi n&eacute; le conoscenze: lei se ne fregava altamente, diceva &lsquo;se volete la porta &egrave; quella&rsquo;&rdquo;.</p>
<p>Un educatore ammette di aver somministrato terapie senza titolo a farlo: &ldquo;Sapevo che non era mia competenza, ma Peirone mi aveva chiesto di farlo lo stesso. Io in quel momento avevo bisogno di lavorare, facevo quello che mi veniva detto&rdquo;. Il problema &egrave; che la terapia non sembrava portare risultati: &ldquo;I farmaci servono a stare meglio, non a stare peggio: se pure assumevano farmaci, li vedevo con comportamenti molto aggressivi, molto esaltati. Si parlava di un responsabile sanitario ma sembrava un castello di carte: tutti dicevano che ci fosse, io non l&rsquo;ho mai visto&rdquo;.</p>
<p>Aveva visto invece la chat &ldquo;informale&rdquo; tra i colleghi. Quella dove gli indagati, secondo le accuse, si sarebbero scambiati immagini umilianti dei pazienti e commenti spregiativi: &ldquo;Non ti preoccupare stanotte ne saccagno qualcuno, cos&igrave; torno al primo posto&rdquo; scrive uno degli oss. Ma quelli erano solo scherzi di cattivo gusto, assicura l&rsquo;educatore: &ldquo;Lui &egrave; l&rsquo;ultima persona che avrebbe fatto cose di questo genere. Si facevano commenti idioti che io non consideravo belli, ma non potevo farci niente&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 20:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Mobili, materassi, tv e sanitari lasciati a terra: le immagini che feriscono San Giacomo di Roburent]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/monregalese/mobili-materassi-tv-e-sanitari-lasciati-a-terra-le-immagini-che-feriscono-san-giacomo-di-roburent_122384.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/monregalese/mobili-materassi-tv-e-sanitari-lasciati-a-terra-le-immagini-che-feriscono-san-giacomo-di-roburent_122384.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122384/150470.jpg" title="I rifiuti abbandonati a San Giacomo di Roburent" alt="I rifiuti abbandonati a San Giacomo di Roburent" /><br /><p>A pochi giorni di distanza dall'ultimo richiamo ufficiale, il Consiglio di Frazione di San Giacomo di Roburent si trova costretto a intervenire nuovamente, e con toni decisamente pi&ugrave; severi, sulla gestione e sul corretto conferimento dei rifiuti.</p>
<p>Lo &ldquo;spettacolo&rdquo; che si &egrave; presentato di recente agli occhi dei residenti e dei visitatori rappresenta, del resto, un duro colpo all'immagine e alla cura della nota localit&agrave; turistica. Le immagini raccolte e documentate, complete di coordinate, data e ora, parlano purtroppo da sole: un ammasso indiscriminato di sacchetti dell'immondizia, mobili deteriorati, materassi, sedie, vecchi televisori e persino sanitari abbandonati a terra, all'esterno delle apposite aree di raccolta.</p>
<h2>Nuovo episodio di incivilt&agrave; dopo l'appello del 4 giugno scorso</h2>
<p>Una situazione di degrado che arriva appena dopo l'appello lanciato lo scorso 4 giugno, con cui il Consiglio aveva fornito alla cittadinanza tutte le indicazioni e le linee guida necessarie per il corretto smaltimento dei materiali ingombranti.</p>
<p>Dal Consiglio di Frazione l'invito alla riflessione &egrave; netto e diretto. Se la comunit&agrave; mira a compiere un reale salto di qualit&agrave; in termini di accoglienza e vivibilit&agrave;, la tutela del decoro urbano non pu&ograve; essere delegata, ma deve diventare una responsabilit&agrave; condivisa, che dipende in primis dai comportamenti dei singoli.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 08:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Giro di vite a Carrù: ordinanza del sindaco per rimuovere 900 tonnellate di toner]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/monregalese/giro-di-vite-a-carru-ordinanza-del-sindaco-per-rimuovere-900-tonnellate-di-toner_122378.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/monregalese/giro-di-vite-a-carru-ordinanza-del-sindaco-per-rimuovere-900-tonnellate-di-toner_122378.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122378/150464.jpg" title="Toner esausti" alt="Toner esausti" /><br /><p>Il Comune di Carr&ugrave; interviene con fermezza per sanare una grave situazione di degrado ambientale e ripristinare la legalit&agrave; nel cuore del proprio territorio. Il sindaco, Nicola Schellino, ha firmato un'ordinanza sindacale &ndash; la numero 47 del 12 giugno 2026 &ndash; che impone lo sgombero immediato e lo smaltimento di un immenso deposito incontrollato di rifiuti speciali non pericolosi situato al civico 124 di via Garibaldi.</p>
<p>Al centro della vicenda c'&egrave; un capannone industriale in cui l'ARPA Piemonte, gi&agrave; a partire da un primo sopralluogo nell'estate del 2024, aveva accertato un'attivit&agrave; di stoccaggio non consentita. All'interno della struttura erano state ammassate circa 900 tonnellate di toner esausti per stampanti (classificati con i codici EER 08.03.18 e 16.02.16), stipati in sacchi di grandi dimensioni ("big-bags"), fusti in plastica e contenitori di cartone.</p>
<p>Un'operazione di recupero e smaltimento gestita dalla societ&agrave; Rduegi Recupero srl (con sede a Niella Tanaro), ma avviata in totale assenza delle autorizzazioni ambientali previste dalla legge.</p>
<p>Nonostante i successivi solleciti, le diffide da parte della Provincia di Cuneo e un ulteriore controllo dell'ARPA nel marzo 2025 che testimoniava l'immobilit&agrave; dei responsabili, la montagna di rifiuti &egrave; rimasta al suo posto. Nel frattempo, come si legge nell&rsquo;ordinanza pubblicata sull&rsquo;albo pretorio digitale del Comune carrucese, l'azienda &egrave; andata incontro a gravi difficolt&agrave; finanziarie, culminato nella dichiarazione di liquidazione giudiziale da parte del Tribunale di Cuneo lo scorso settembre.</p>
<h2>Due soggetti chiamati a rispondere in solido, dopo l'ordinanza del sindaco</h2>
<p>L'ordinanza del primo cittadino chiama ora a rispondere, in solido tra loro, due soggetti precisi. Il primo &egrave; G.M.M. di San Michele Mondov&igrave;, individuato dagli organi di controllo come l'ex presidente del CdA della Rduegi srl all'epoca dei fatti, a cui viene contestata la condotta diretta dell'abbandono dei materiali.</p>
<p>Il secondo soggetto colpito dal provvedimento &egrave; la societ&agrave; proprietaria dello stabile. In questo caso, il Comune ha applicato i recenti orientamenti giurisprudenziali del Consiglio di Stato in materia di tutela ambientale. Avendo la propriet&agrave; locato solo due campate del capannone su tre, mantenendo cos&igrave; il libero accesso alla struttura, le viene imputata una responsabilit&agrave; a titolo di colpa per negligenza e "omessa vigilanza" sul proprio bene, per essersi disinteressata per lungo tempo di quanto accadeva all'interno dell'immobile.</p>
<p>I destinatari del provvedimento avranno ora 60 giorni di tempo per ripulire interamente l'area, trasferire le 900 tonnellate di toner in centri di smaltimento autorizzati e presentare la documentazione che attesti l'avvenuta bonifica. Se i privati non si attiveranno nei tempi stabiliti, sar&agrave; lo stesso Comune di Carr&ugrave; a procedere d'ufficio con i lavori di rimozione, addebitando poi tutte le spese &ndash; che si preannunciano ingenti &ndash; ai soggetti obbligati, fermo restando lo sviluppo delle relative responsabilit&agrave; penali e civili.</p>
<p>Il documento &egrave; stato trasmesso per competenza alla Procura della Repubblica di Cuneo, all'ARPA, alla Provincia di Cuneo e al Comando provinciale dei vigili del fuoco.</p>]]></description><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 06:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Dietro lo “zio” c’era un orco: condannato per abusi su due sorelline di quattro e cinque anni]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/bra-e-roero/dietro-lo-zio-cera-un-orco-condannato-per-abusi-su-due-sorelline-di-quattro-e-cinque-anni_122372.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/bra-e-roero/dietro-lo-zio-cera-un-orco-condannato-per-abusi-su-due-sorelline-di-quattro-e-cinque-anni_122372.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122372/150458.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Era un amico di famiglia e anche qualcosa di pi&ugrave;, tanto da aver fatto da padrino di battesimo alla pi&ugrave; piccola delle due sorelline, una bimba che all&rsquo;epoca dei fatti aveva quattro anni. Dietro allo &ldquo;zio&rdquo; si nascondeva per&ograve; un orco: il 43enne, originario di Mondov&igrave; e residente nel Roero, &egrave; stato condannato a sei anni e quattro mesi di reclusione per abusi sessuali sulla bambina e sulla sorella maggiore di cinque anni.</p>
<p>Dalle confidenze di quest&rsquo;ultima ha avuto origine l&rsquo;inchiesta avviata nella primavera dello scorso anno e condotta dalla Dda di Torino, dopo una prima segnalazione del pap&agrave; ai carabinieri. Le sorelline erano state pi&ugrave; volte a casa di quell&rsquo;amico della madre, trascorrendovi anche la notte. Grazie alle telecamere nascoste, gli inquirenti hanno avuto conferma dei comportamenti abusanti descritti dalla bambina.</p>
<p>Per l&rsquo;uomo, incarcerato fino all&rsquo;aprile di quest&rsquo;anno, quando gli sono stati concessi i domiciliari, &egrave; scattata anche una denuncia per possesso di materiale pedopornografico. Esaminando i telefonini sequestrati nella sua abitazione erano stati rinvenuti video e fotografie di minori in pose esplicite: nel materiale anche alcune immagini scattate alle sorelline.</p>
<p>Il processo in abbreviato si &egrave; tenuto a Torino, per competenza sulla pedopornografia, e ha visto la condanna da parte del gup Fabio Rabagliati. Sono state accolte anche le richieste della parte civile, la madre e le due piccole, che verranno quantificate in giudizio civile. A rappresentare le vittime erano gli avvocati Silvia Calzolaro e Marco Calosso i quali esprimono &ldquo;profonda soddisfazione per l&rsquo;esito del processo&rdquo;: &ldquo;Questa decisione restituisce dignit&agrave; alle bambine e alla loro famiglia, e afferma con chiarezza che nessun legame personale pu&ograve; diventare scudo per chi si rende responsabile di violenze tanto gravi&rdquo;.</p>
<p>La perizia psichiatrica che era stata disposta dal gup ha accertato che l&rsquo;imputato era pienamente capace di intendere e di volere: la patologia a lui riconosciuta, un disturbo parafiliaco, non ha quindi inciso sull&rsquo;imputabilit&agrave;. &ldquo;Il carcere &egrave; una risposta necessaria al fatto e una tutela per la collettivit&agrave;&rdquo; affermano i legali della famiglia, ricordando che i percorsi trattamentali sono previsti solo in caso di vizio di mente.</p>
<p>Sulla non imputabilit&agrave; aveva invece puntato la difesa, rappresentata dall&rsquo;avvocato Roberto Ponzio, il quale sostiene che il disturbo avrebbe dovuto comportare un diverso trattamento sanzionatorio: &ldquo;Siamo di fronte a un malato e un malato non si cura col carcere&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 19:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Le foto dei lividi alla collega di lavoro: “Conservale, lui potrebbe cancellarle”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/le-foto-dei-lividi-alla-collega-di-lavoro-conservale-lui-potrebbe-cancellarle_122370.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/le-foto-dei-lividi-alla-collega-di-lavoro-conservale-lui-potrebbe-cancellarle_122370.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122370/150456.jpg" title="" alt="" /><br /><p>C&rsquo;&egrave; la ex collega che parla delle immagini ricevute via Whatsapp, con l&rsquo;avvertenza: &ldquo;Conserva queste foto perch&eacute; non so se me le canceller&agrave;&rdquo;. Ma anche la sorella che racconta delle violenze verbali di cui sarebbe stata testimone e delle difficolt&agrave; nel convincerla a lasciare l&rsquo;uomo con conviveva a Dronero: &ldquo;Io la invitavo a denunciare, lo faceva anche mia mamma. Solo che lui tornava e chiedeva scusa, piangendo, e lei ci cascava&rdquo;. L&rsquo;ex compagno di lei dice invece di aver capito che qualcosa non andava, quando non l&rsquo;ha pi&ugrave; vista venire a trovare la cagnolina che avevano adottato insieme: &ldquo;Per noi era come una figlia&rdquo;.</p>
<p>Sono le tessere di un &ldquo;puzzle&rdquo; che per la Procura dimostrano la colpevolezza di un uomo accusato di maltrattamenti, lesioni e violenza privata. Per A.C.B., rumeno residente a Cuneo, il pm Davide Fontana chiede una condanna a quattro anni: in requisitoria si ripercorrono gli episodi riferiti dalla persona offesa, si parla di una &ldquo;aggressivit&agrave; costante e abituale&rdquo; che aveva il suo &ldquo;filo rosso&rdquo; nella &ldquo;profonda gelosia dell&rsquo;imputato&rdquo;. &ldquo;Era ossessionato dall&rsquo;idea che la ex convivente avesse delle relazioni&rdquo; sostiene l&rsquo;accusa: &ldquo;Di qui i controlli continui e la volont&agrave; di prendere visione del cellulare, gli appostamenti che spesso finivano in aggressioni e ingiurie&rdquo;.</p>
<p>Insulti, offese, ma anche sberle e capelli tirati, orecchini rotti e altro ancora: &ldquo;Se gridavo tentava di coprirmi coi cuscini, se andavamo a letto senza avere rapporti diceva che mi aveva gi&agrave; riempito qualcun altro&rdquo; sono alcune delle dichiarazioni che l&rsquo;autrice della denuncia ha reso. &ldquo;Una relazione del genere &egrave; durata per cinque anni - spiega il pubblico ministero - perch&eacute; l&rsquo;imputato chiedeva scusa e la signora un po&rsquo; di fiducia gliel&rsquo;ha voluta dare: peccato che dopo un po&rsquo; le cose tornassero come prima&rdquo;.</p>
<p>Fino all&rsquo;ultimo periodo quando, sempre secondo la ricostruzione accusatoria, le violenze si sarebbero intensificate: &ldquo;Era come se lui si sentisse autorizzato ad alzarmi le mani, nell&rsquo;ultimo periodo lo faceva quattro o cinque volte al mese&rdquo;. Nelle foto inviate a una collega di lavoro dell&rsquo;epoca, conferma quest&rsquo;ultima, si vedevano ecchimosi su un labbro ed ematomi su entrambe le gambe.</p>
<p>L&rsquo;avvocato Ferruccio Calamari, patrono della parte civile, ripercorre un episodio in cui la donna sarebbe stata aggredita dall&rsquo;ex convivente dopo che quest&rsquo;ultimo aveva implorato di rientrare a casa: &ldquo;Lei si &egrave; spaventata ed &egrave; partita in pigiama, grondando sangue, verso la stazione dei carabinieri, tutto ci&ograve; stando al telefono con l&rsquo;avvocato. &Egrave; qui il primo referto medico, a seguito del quale non sporge neanche querela&rdquo;. Nessuna volont&agrave; di ripicca verso l&rsquo;accusato, assicura il legale, tant&rsquo;&egrave; che la persona offesa non si &egrave; nemmeno opposta alla revoca della misura cautelare.</p>
<p>Ben diverso il quadro descritto dall&rsquo;avvocato Alessandro Ferrero che difende l&rsquo;imputato: &ldquo;C&rsquo;&egrave; il tentativo di dipingerlo come un orco di cui si ha paura, ma intanto, lo dicono gli screenshot, tutte le volte che si allontanava da casa doveva mandare anche lui le fotografie per far capire dov&rsquo;era&rdquo;. Secondo la difesa &egrave; la spia di &ldquo;un rapporto tossico e malato, certamente, ma bidirezionale: erano reciprocamente gelosi e si controllavano e insultavano a vicenda&rdquo;.</p>
<p>Due episodi di lesioni, in un caso con l&rsquo;asta di un mocio vileda e nell&rsquo;altro col lancio di un telefonino, sono stati ammessi dall&rsquo;imputato. Tuttavia, sostiene il legale, &ldquo;non &egrave; una relazione tra vittima e carnefice, ma &egrave; quantomeno paritaria&rdquo;. Si rimarca a questo proposito l&rsquo;esistenza di una precedente querela per stalking che lui aveva presentato contro di lei prima dell&rsquo;avvio delle indagini per maltrattamenti: &ldquo;Non giustifico i comportamenti, ma bisogna contestualizzare: non siamo in presenza di quegli odiosissimi fatti in cui c&rsquo;&egrave; un maltrattante prepotente e violento e una vittima in sudditanza&rdquo;. La sentenza arriver&agrave; il 2 luglio.</p>]]></description><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 17:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Auto contro moto, incidente in corso Monviso a Cuneo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/auto-contro-moto-incidente-in-corso-monviso-a-cuneo_122317.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/auto-contro-moto-incidente-in-corso-monviso-a-cuneo_122317.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122317/150386.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Incidente stradale nella mattinata di oggi, mercoled&igrave; 17 giugno, in corso Monviso a Cuneo. I fatti all&rsquo;altezza dell&rsquo;incrocio con via San Giovanni Bosco, dove si sono scontrate un&rsquo;auto e una motocicletta. Sul posto &egrave; intervenuta un&rsquo;ambulanza, insieme alla Polizia Locale che si sta occupando della gestione della viabilit&agrave;: al momento il tratto di corso Monviso interessato &egrave; chiuso al traffico al fine di consentire i soccorsi. Non sono note le condizioni delle persone coinvolte.</p>]]></description><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 08:57:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Accattonaggio molesto nel “salotto” di Cuneo, il falso invalido finisce a processo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/accattonaggio-molesto-nel-salotto-di-cuneo-il-falso-invalido-finisce-a-processo_122299.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/accattonaggio-molesto-nel-salotto-di-cuneo-il-falso-invalido-finisce-a-processo_122299.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122299/150351.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Gli contestavano di aver molestato i passanti con richieste di denaro insistenti, tanto da indurre pi&ugrave; di qualche persona ad abbandonare i portici per scansare i suoi approcci, conditi da tentativi di &ldquo;tirare per la giacca&rdquo; chi non gli prestava attenzione.</p>
<p>N.V., classe 1993, rumeno di Brasov e senza fissa dimora in Italia, &egrave; finito a processo con un&rsquo;accusa contestata molto di rado nelle aule di giustizia: l&rsquo;accattonaggio molesto. Il codice penale lo sanziona, all&rsquo;articolo 669 bis, con la pena dell&rsquo;arresto da tre a sei mesi e l&rsquo;ammenda da 3mila a 6mila euro. Nel caso di specie, all&rsquo;accusato si contestava anche l&rsquo;utilizzo di una stampella per &ldquo;simulare deformit&agrave; fisica&rdquo;, sebbene l&rsquo;uomo non risultasse affetto da nessun problema: un falso invalido, in sostanza.</p>
<p>La Polizia lo aveva fermato nel maggio del 2024 sotto i portici di corso Nizza, quasi all&rsquo;altezza di piazza Galimberti. Dopo il controllo era scattata la denuncia, con relativo sequestro giudiziario della stampella. In tribunale, per&ograve;, il pubblico ministero Alessandro Borgotallo ha chiesto di lasciar cadere le accuse con la formula della particolare tenuit&agrave; del fatto: &ldquo;Non c&rsquo;erano condotte vessatorie. Il precedente per rissa &egrave; da un lato risalente e dall&rsquo;altra connesso alle condizioni di vita dell&rsquo;imputato&rdquo; ha argomentato il rappresentante della Procura.</p>
<p>Il giudice Elisabetta Meinardi ha accolto le conclusioni del pm e disposto anche il dissequestro della stampella. Il 33enne, in ogni caso, era stato nel frattempo raggiunto da un foglio di via del questore e allontanato, per la durata di tre anni, dalla provincia.</p>]]></description><pubDate>Tue, 16 Jun 2026 19:25:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Drogò l’amica per derubarla, condannata a sette anni la piromane killer di Monticello]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/saluzzese/drogo-lamica-per-derubarla-condannata-a-sette-anni-la-piromane-killer-di-monticello_122288.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/saluzzese/drogo-lamica-per-derubarla-condannata-a-sette-anni-la-piromane-killer-di-monticello_122288.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122288/150328.jpg" title="in foto: Stanka Batashka" alt="in foto: Stanka Batashka" /><br /><p>Si presenta in aula con un abito elegante, il volto rilassato, scortata dagli agenti penitenziari che l&rsquo;hanno portata in tribunale a Cuneo da Torino. Qui sta scontando una condanna definitiva per la morte di Jie Hu, detto Davide, il commerciante cinese di 35 anni ucciso nel rogo del suo negozio a Monticello d&rsquo;Alba.</p>
<p>Stanka Batashka, la responsabile di quell&rsquo;atto, &egrave; stata condannata a otto anni di carcere dal tribunale di Asti, che le ha attribuito anche un precedente incendio a scopo di furto avvenuto a Canelli, una serie di furti in case e negozi dell&rsquo;Astigiano e una rapina violenta in cascina a Cossano Belbo: la vittima, in quell&rsquo;occasione, fu minacciata e percossa con una pistola. Un&rsquo;escalation criminale da arancia meccanica nella quale si inserisce anche la vicenda che ha visto una nuova condanna per la 38enne bulgara, a sette anni di carcere.</p>
<p>Il tribunale collegiale presieduto da Edmondo Pio glieli ha inflitti per una rapina in abitazione consumata ai danni di un&rsquo;&ldquo;amica&rdquo;, una donna residente a Scarnafigi. Cruente, anche in questo caso, le modalit&agrave; di esecuzione. La Batashka, conosciuta con il soprannome di Tania, aveva drogato la proprietaria di casa per sottrarle una serie di beni, poi ritrovati nel suo alloggio a Diano d&rsquo;Alba. Borse e oggetti di bigiotteria, stipati in un armadio, erano stati riconosciuti dalla vittima.</p>
<p>Quest&rsquo;ultima ha ricostruito anche la genesi del suo rapporto con Tania, conosciuta nell&rsquo;estate del 2023 in piscina a Savigliano. &ldquo;Ero con mio marito, lei con il suo compagno&rdquo; ricorda la signora. Chiacchiere a bordo piscina, un aperitivo insieme, lo scambio di numeri di telefono e la promessa di rivedersi. Ne era nata un&rsquo;amicizia, con tanto di inviti a cena reciproci. Un mese dopo, l&rsquo;11 settembre, la visita di Tania al capezzale dell&rsquo;amica febbricitante. L&rsquo;aveva convinta a bere un bicchiere di &ldquo;vitamine&rdquo; - a suo dire - e mettersi a letto dopo una doccia calda. I vicini l&rsquo;avevano ritrovata esanime ore dopo, allertando i carabinieri. Lei, una volta recuperate le forze, aveva spiegato di non sapere cosa fosse accaduto.</p>
<p>Tutto ci&ograve; accadeva otto giorni prima che la Batashka appiccasse il fuoco all&rsquo;Ipershop Express del povero Hu, con l&rsquo;obiettivo di distrarlo e rubare. Lei era in effetti uscita con un carrello pieno di articoli casalinghi. Lui, invece, nel tentativo di salvare qualcosa o di domare il rogo era morto soffocato. Di tutto questo per&ograve; non si &egrave; parlato a Cuneo: &ldquo;Mi dispiace, mi vergogno tanto di quello che ho fatto&rdquo; ha ripetuto pi&ugrave; volte l&rsquo;imputata tra le lacrime. Ha continuato a piangere mentre il sostituto procuratore Alberto Braghin ripercorreva i fatti. &ldquo;Sono in Italia da 15 anni e non avevo mai avuto problemi con la giustizia&rdquo; ha detto ancora la donna: &ldquo;Lavoravo come enologa in una cantina di La Morra, non sono mai stata una persona cos&igrave;&rdquo;.</p>
<p>Tranne che in quel settembre di follia e di sangue, motivato, dice lei, dalla necessit&agrave; di raggranellare pi&ugrave; denaro possibile, pi&ugrave; in fretta possibile, per coprire le spese legali del suo compagno: &ldquo;In dieci giorni ho rovinato la mia vita per aiutarlo&rdquo;. Parole che secondo il pubblico ministero non racchiudevano tutta la verit&agrave;: &ldquo;Non posso dire fino a che punto siano animate da sincerit&agrave; le dichiarazioni dell&rsquo;imputata, perch&eacute; non tutto &egrave; emerso in questa istruttoria: qualcosa di inespresso vi &egrave; stato&rdquo;. L&rsquo;accusa, nei suoi confronti, aveva chiesto una condanna a cinque anni e sei mesi di carcere, meno di quelli comminati dal tribunale che tuttavia ha riconosciuto le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti.</p>
<p>Le lacrime non evitano la condanna, n&eacute; cancellano la colpa. Tanto pi&ugrave; che per &ldquo;Davide&rdquo;, pap&agrave; di tre figli piccoli che lavorava da quindici anni in Italia, non ci sono mai state n&eacute; vere scuse n&eacute; risarcimenti: lo conferma ancora oggi l&rsquo;avvocato della vedova e dei familiari del commerciante, Ferruccio Calamari.</p>]]></description><pubDate>Tue, 16 Jun 2026 15:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[La piccola Anisa morì nel biolago di Caraglio, a settembre si decide sui rinvii a giudizio]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/la-piccola-anisa-mori-nel-biolago-di-caraglio-a-settembre-si-decide-sui-rinvii-a-giudizio_122276.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/la-piccola-anisa-mori-nel-biolago-di-caraglio-a-settembre-si-decide-sui-rinvii-a-giudizio_122276.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122276/150293.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il gup Alberto Boetti dovrebbe pronunciarsi il prossimo 24 settembre sui rinvii a giudizio dei sei accusati nell&rsquo;indagine sulla morte della piccola Anisa Murati. La bambina di sette anni mor&igrave; nelle acque del biolago di Caraglio il 17 luglio del 2024, durante una gita dell&rsquo;estate ragazzi di Demonte.</p>
<p>Alla chiusura delle indagini sono sei le persone sotto inchiesta per le quali il sostituto procuratore Alessia Rosati ha chiesto il rinvio a giudizio: il gestore del biolago Roberto Manzi, il parroco di Demonte don Fabrizio Della Bella in qualit&agrave; di responsabile dell&rsquo;estate ragazzi, due animatrici maggiorenni che dovevano vigilare sul gruppo, il progettista dei lavori e il responsabile dell&rsquo;ufficio tecnico comunale.</p>
<p>Le difese dei due tecnici - accusati anche di falso in atto pubblico - valutano la possibilit&agrave; di richiedere il giudizio con rito abbreviato, condizionato all&rsquo;audizione dei consulenti di parte. Le contestazioni nei loro confronti si fondano principalmente su una presunta difformit&agrave; dei lavori rispetto al progetto originale, che prevedeva l&rsquo;apposizione di tronchi galleggianti sullo specchio d&rsquo;acqua. Una modifica che secondo i difensori era comunque gi&agrave; stata notificata e che non avrebbe inciso sulla sicurezza dell&rsquo;impianto.</p>
<p>Mancavano, obietta la Procura, alcuni presidi di sicurezza: punti di accesso circoscritti e raggiungibili solo tramite pontili muniti di scalette, una recinzione delle sponde del bacino, una separazione con galleggianti tra la zona dedicata ai non nuotatori (profonda 1,10 metri) e quella dei nuotatori dove l&rsquo;acqua arriva invece fino a 3,75 metri di altezza. E anche una cartellonistica che segnalasse, in modo evidente, i valori di profondit&agrave; dell&rsquo;acqua e pendenza a bordo del bacino.</p>
<p>All&rsquo;origine della tragedia anche una svista che il magistrato imputa alle animatrici: Anisa aveva al polso il braccialetto consegnato a tutti i membri della comitiva, ricordano i testimoni. Ma era quello sbagliato, stando ai riscontri: alla bambina sarebbe stato dato un braccialetto arancione, quello riservato ai nuotatori, anzich&eacute; di colore verde come doveva essere per i pi&ugrave; piccoli.</p>
<p>Sulla posizione delle due giovani, poco pi&ugrave; che maggiorenni all&rsquo;epoca, incide un pronunciamento gi&agrave; effettuato dal tribunale per i minorenni di Torino. Vagliando la posizione di un&rsquo;altra animatrice, non ancora maggiorenne, la procura ha chiesto l&rsquo;archiviazione ritenendo che le responsabilit&agrave; in merito all&rsquo;organizzazione della gita andassero attribuite al parroco, sebbene quest&rsquo;ultimo non fosse presente a Caraglio quel giorno. Una circostanza che le difese delle altre due animatrici potrebbero valorizzare in sede di dibattimento.</p>]]></description><pubDate>Tue, 16 Jun 2026 13:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Aggressione presso la Guardia Medica, servizio sospeso a Savigliano]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/saviglianese/aggressione-presso-la-guardia-medica-servizio-sospeso-a-savigliano_122255.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/saviglianese/aggressione-presso-la-guardia-medica-servizio-sospeso-a-savigliano_122255.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122255/150253.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Una violenta aggressione si &egrave; verificata domenica 14 giugno presso la sede della Guardia Medica di Savigliano. L&rsquo;episodio &egrave; avvenuto in pieno giorno, mentre una delle dottoresse in servizio stava prestando assistenza a un paziente, che ha improvvisamente assunto un comportamento aggressivo, provocando danni agli arredi e ferendosi lui stesso. Solo l&rsquo;intervento di una seconda collega, che ha immediatamente allertato il personale della sicurezza, ha impedito che la situazione degenerasse e che ci fossero conseguenze pi&ugrave; gravi.&nbsp;</p>
<p>In un comunicato il segretario provinciale della Fimmg di Cuneo Lorenzo Marino ha espresso solidariet&agrave; alle colleghe. A seguito dell&rsquo;accaduto - si legge nello stesso comunicato - la postazione &egrave; stata ritenuta non pi&ugrave; idonea a garantire le condizioni di sicurezza per gli utenti e per i medici, rendendo necessaria la sospensione del servizio e l&rsquo;individuazione urgente di una diversa collocazione per assicurarne la prosecuzione.</p>
<p>&ldquo;Fimmg Cuneo denuncia da tempo le condizioni di rischio in cui i medici del servizio di Continuit&agrave; Assistenziale sono quotidianamente costretti a operare e che, ancora una volta, hanno trovato conferma alla prova dei fatti&rdquo;, dice il dottor Marino.</p>
<p>In particolare, il sindacato dei medici di medicina generale ricorda che &ldquo;nella maggior parte delle sedi, soprattutto nelle ore notturne, il medico &egrave; completamente solo nello svolgimento della propria attivit&agrave;&rdquo;: &ldquo;Il medico &egrave; chiamato a prestare assistenza a soggetti con i quali non esiste rapporto fiduciario e la cui identificazione pu&ograve; risultare facilmente alterabile durante la registrazione telefonica attraverso il numero unico 116117. Numerose sedi si trovano in strutture isolate, nelle quali risulta impossibile ottenere un supporto tempestivo in caso di emergenza, specialmente nelle ore notturne&rdquo;.</p>
<p>Queste criticit&agrave; - prosegue Marino - &ldquo;rischiano di assumere una rilevanza ancora maggiore alla luce della collocazione di molte nuove Case di Comunit&agrave; in strutture autonome nelle quali, durante la notte, non &egrave; presente alcun operatore oltre al medico di turno&rdquo;: &ldquo;In un periodo storico nel quale le aggressioni al personale sanitario sono all&rsquo;ordine del giorno, Fimmg Cuneo sottolinea l&rsquo;importanza dell&rsquo;adozione delle misure di sicurezza stabilite negli accordi stipulati con l&rsquo;Asl CN1, ad oggi solo parzialmente applicate e realizzate&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>Il sindacato si rivolge alla Direzione Generale dell&rsquo;Asl CN1 per chiedere &ldquo;interventi concreti ed efficaci a garanzia della sicurezza dei medici operanti nelle sedi di Continuit&agrave; Assistenziale-Guardia Medica e nelle Case di Comunit&agrave;, tenendo conto delle peculiarit&agrave; di un servizio notturno svolto ancora oggi in condizioni di solitudine e isolamento e senza la possibilit&agrave; di accedere preventivamente ai dati e alle informazioni del paziente&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 16 Jun 2026 09:43:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Gettò l’amico nel Tanaro, il tribunale condanna un 16enne per la morte di Abdou Ngom]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/alba-e-langhe/getto-lamico-nel-tanaro-il-tribunale-condanna-un-16enne-per-la-morte-di-abdou-ngom_122235.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/alba-e-langhe/getto-lamico-nel-tanaro-il-tribunale-condanna-un-16enne-per-la-morte-di-abdou-ngom_122235.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122235/150229.jpg" title="in foto: Abdou Ngom, il tredicenne annegato nel Tanaro" alt="in foto: Abdou Ngom, il tredicenne annegato nel Tanaro" /><br /><p>Sei anni, quattro mesi e venti giorni di carcere: la pena inflitta dal tribunale per i minorenni di Torino a un imputato non ancora diciassettenne, residente a Bra, ammonta a quanto aveva richiesto il pubblico ministero Davide Fratta nella sua requisitoria. Gravissimo, il reato contestato: l&rsquo;omicidio con dolo eventuale di un ragazzino di tredici anni, Abdou Ngom, il cui corpo venne inghiottito dalle acque del Tanaro che non lo hanno mai pi&ugrave; restituito.</p>
<p>A giudizio &egrave; finito un amico dell&rsquo;adolescente di origini senegalesi, figlio di un operaio dell&rsquo;Abet e studente di scuola media. Il ragazzo, classe 2009, era insieme ad Abdou e ad altri due amici minorenni la mattina del 22 aprile 2025: una giornata libera dalle lezioni, che i quattro volevano trascorrere alla &ldquo;spiaggia dei cristalli&rdquo; di Verduno. La prima nuotata di stagione nella primavera appena sbocciata.</p>
<p>Il fiume per&ograve; era gonfiato dalle piogge dei giorni precedenti e la corrente non aveva lasciato scampo al tredicenne: non sapeva nuotare, anche gli amici lo sapevano. Le indagini contro uno di loro sarebbero partite dalle chat fra i componenti del gruppo, dopo la disgrazia. L&rsquo;ipotesi dell&rsquo;accusa &egrave; che il quindicenne avesse litigato con l&rsquo;amico per un debito da cinquanta euro e lo avesse scagliato in acqua per spaventarlo. La difesa, rappresentata dagli avvocati Pier Mario Morra e Giuseppe Vitello, parla invece di un gioco tra ragazzi sfociato in tragedia, senza volont&agrave; di far male. Sul punto gli avvocati preannunciano ricorso: &ldquo;Non condividiamo le valutazioni sull&rsquo;elemento soggettivo&rdquo;.</p>
<p>Increduli i conoscenti del giovane condannato, anche lui figlio di una famiglia di immigrati, arrivati dal Marocco: viene descritto come un bravo ragazzo, tesserato in una squadra di calcio locale, non un bullo vendicativo. Il giovane era finito in custodia presso una comunit&agrave; dall&rsquo;avvio delle indagini.</p>
<p>In aula a Torino oggi era presente anche il padre di Abdou. La famiglia potr&agrave; eventualmente rivalersi in sede civile.</p>]]></description><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 19:45:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Morì dopo l’esplosione di gas a Savigliano, sotto accusa un idraulico]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/saviglianese/mori-dopo-lesplosione-di-gas-a-savigliano-sotto-accusa-un-idraulico_122234.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/saviglianese/mori-dopo-lesplosione-di-gas-a-savigliano-sotto-accusa-un-idraulico_122234.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122234/150227.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Era morto dopo un lungo ricovero ospedaliero il saviglianese ferito nello scoppio in casa la notte fra il 3 e il 4 ottobre del 2021. Renato Bocchiola, 66 anni, era stato investito da una fiammata sprigionatasi dall&rsquo;impianto a gpl della sua cucina, spegnendosi il successivo 27 ottobre.</p>
<p>Per questo tragico evento la Procura ha individuato come presunto responsabile D.M., l&rsquo;idraulico che la famiglia aveva chiamato a eseguire controlli su una possibile fuga di gas nel luglio precedente. Il tecnico aveva proceduto alla verifica con un cercafughe, il cosiddetto &ldquo;naso elettronico&rdquo;, ma non aveva ottenuto riscontri. Bocchiola era tornato quindi alla sua vita di sempre, fino all&rsquo;incidente. C&rsquo;era per&ograve; un persistente odore di gas, sostengono i figli del defunto: &ldquo;Per combinazione quell&rsquo;anno faceva molto caldo e si tenevano le finestre aperte. C&rsquo;era l&rsquo;idea che si trattasse di odore di biogas che arrivava dall&rsquo;esterno&rdquo; ricorda il pm Attilio Offman.</p>
<p>Una catena di coincidenze su cui, tuttavia, avrebbe inciso in maniera decisiva la condotta dell&rsquo;idraulico: &ldquo;Lo stesso strumento del cercafughe &egrave; stato utilizzato male, avrebbe dovuto utilizzarlo gi&agrave; in cantina e forse qualcosa sarebbe saltato fuori&rdquo; sostiene il pm. Meglio ancora, dice, sarebbe stato ricorrere al manometro: &ldquo;Il punto non &egrave; quale fosse la percezione olfattiva quel giorno, sono le ragioni dell&rsquo;intervento: &egrave; stato chiesto a motivo di un persistente odore di gas. Il presupposto imponeva una verifica con la caduta di pressione o al contatore, non con il cercafughe&rdquo;. Per l&rsquo;imputato &egrave; stata chiesta una condanna a un anno di reclusione, in considerazione dell&rsquo;avvenuto risarcimento alla famiglia della vittima.</p>
<p>La difesa per&ograve; &egrave; certa che non vi sia stata nessuna omissione. A confortare questa tesi &egrave; l&rsquo;esame dell&rsquo;ingegner Fabrizio Mario Rinaldi, consulente tecnico che ha operato anche nel caso del rogo di piazza Carlo Felice a Torino, dello scoppio alla centrale di Bargi Suviana e dell&rsquo;esplosione di Calenzano: &ldquo;La casa non ha nulla che mostri gli effetti di esplosione o anche solo di affumicazione che segue. Se l&rsquo;ambiente fosse stato saturo di gas, le persone sarebbero morte per soffocamento&rdquo;. Il tema, rileva l&rsquo;avvocato Luca Vandone che rappresenta l&rsquo;idraulico insieme al collega Rinaldo Sandri, &egrave; soprattutto il tempo: &ldquo;&Egrave; un idraulico, non un medico. Tra il controllo e l&rsquo;esplosione sono passati circa settanta giorni. Non poteva prevedere che dopo mesi i residenti avrebbero ignorato segnali di pericolo inequivocabili&rdquo;.</p>
<p>Il rilevatore, aggiunge il legale, non aveva comunque segnalato perdite all&rsquo;atto della verifica: &ldquo;Non &egrave; pi&ugrave; razionale concludere che quel giorno la perdita non fosse presente, piuttosto che ipotizzare una negligenza? Il giorno del controllo non c&rsquo;era persistente odore di gas: l&rsquo;idraulico non lo sentiva e neanche le parti&rdquo;.</p>
<p>La sentenza del giudice &egrave; attesa il prossimo 9 luglio.</p>]]></description><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 18:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Blatte nella zona di via Santa Croce, il Comitato di quartiere chiede l'intervento del Comune]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/blatte-nella-zona-di-via-santa-croce-il-comitato-di-quartiere-chiede-l-intervento-del-comune_122221.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/blatte-nella-zona-di-via-santa-croce-il-comitato-di-quartiere-chiede-l-intervento-del-comune_122221.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122221/150193.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Dopo aver raccolto diverse segnalazioni da parte dei cittadini, il Comitato per il Futuro del Centro Storico di Cuneo si rivolge all'amministrazione comunale per richiedere interventi a contrasto della massiccia presenza di blatte nell'area di via Santa Croce e nelle strade limitrofe.</p>
<p>Gli insetti, secondo le segnalazioni, si trovano in numerosi angoli e spazi pubblici della zona. Si legge in un comunicato diffuso dal Comitato: "Con l'arrivo del caldo, il fenomeno starebbe interessando anche cortili e abitazioni private, con le blatte che finiscono per entrare nelle case, soprattutto nelle abitazioni che tengono porte e finestre aperte nelle ore serali". Il Comitato ha dunque richiesto l'intervento degli operatori competenti affinch&eacute; venga affrontata una situazione che i residenti descrivono come "fonte di disagio e preoccupazione sotto il profilo del decoro e dell'igiene urbana".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122221/small_150195.jpg" alt="Foto" loading="lazy"></p>
<p>La richiesta si inserisce nel pi&ugrave; ampio lavoro di attenzione che il Comitato porta avanti sul tema della vivibilit&agrave; del quartiere, intervenendo sulle problematiche segnalate dai residenti e promuovendo al tempo stesso iniziative di cura e valorizzazione degli spazi pubblici: "Un esempio arriva da largo Caraglio, dove recentemente alcuni residenti hanno voluto lanciare un messaggio positivo decorando due aiuole con bruchi, farfalle e rane di pietra colorate e una giovane cittadina ha invitato passanti e residenti a lasciare un pensiero o un desiderio su alcuni cuori di carta appesi nella piazza. Un piccolo gesto simbolico che testimonia come, nonostante le criticit&agrave; presenti, ci siano ancora cittadini pronti a prendersi cura del proprio quartiere e a immaginare un futuro migliore per i suoi spazi pubblici".</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 16:13:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Taser a Cuneo, la Procura: “In corso gli accertamenti sulla condotta del carabiniere”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/taser-a-cuneo-la-procura-in-corso-gli-accertamenti-sulla-condotta-del-carabiniere_122174.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/taser-a-cuneo-la-procura-in-corso-gli-accertamenti-sulla-condotta-del-carabiniere_122174.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122174/150124.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sono in corso gli accertamenti sulla condotta del carabiniere che lo scorso 4 giugno, in corso Giolitti a Cuneo, ha azionato il taser colpendo una donna ubriaca che aveva dato in escandescenze. Lo fa sapere in una nota la Procura, precisando comunque che tale condotta &ldquo;allo stato non appare essere stata eseguita al di fuori di una causa di giustificazione o averne ecceduto i limiti&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;intervento dell&rsquo;autorit&agrave; giudiziaria, preannunciato nei giorni scorsi dal procuratore Onelio Dodero, mette un punto fermo su una vicenda che aveva scatenato polemiche anche in sede politica, dopo la diffusione su TikTok di un video che documenta l&rsquo;intera scena. Intorno alle ore 18 del pomeriggio, nei pressi del dehors del bar Bobo, la pattuglia dell&rsquo;Arma era intervenuta a seguito della segnalazione di un litigio tra la donna e altre persone.</p>
<p>Quanto emerge solo dalla ricostruzione attuale &egrave; che un individuo, anch&rsquo;egli ubriaco, aveva reso noto di aver discusso animatamente con una sua amica e di essere stato da lei colpito alla testa con una bottiglia. L&rsquo;uomo aveva anche mostrato ai carabinieri e alla Polizia Locale, intervenuta in supporto, i segni della colluttazione. Gli operanti avevano quindi preso contatto con la donna, la quale confermava il litigio, negando, tuttavia, di aver aggredito l&rsquo;uomo con una bottiglia.</p>
<p>Poich&eacute; anche lei si mostrava in stato di alterazione, entrambi i soggetti erano stati invitati a seguire gli operanti in caserma per l&rsquo;identificazione e per evitare ulteriori disturbi. La donna aveva opposto reiterati rifiuti ed era entrata in un locale, afferrando un piatto di ceramica e frantumandolo, minacciando dapprima di compiere gesti autolesionistici con il coccio e poi rivolgendo l&rsquo;arma impropria contro il carabiniere.</p>
<p>Dopo che per due volte il soggetto aveva provato a colpirlo, il militare aveva fatto ricorso al taser. Per questa vicenda Aida Stan, pregiudicata rumena, gi&agrave; condannata pi&ugrave; volte per fatti analoghi, &egrave; stata giudicata per direttissima e sanzionata con una pena di undici mesi.</p>]]></description><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 09:53:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Incidente sul Corno Stella, grave un alpinista]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/incidente-sul-corno-stella-grave-un-alpinista_122140.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/incidente-sul-corno-stella-grave-un-alpinista_122140.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122140/150047.jpg" title="" alt="" /><br /><p>I tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese sono intervenuti con il Servizio Regionale di Elisoccorso di Azienda Zero Piemonte nel Comune di Valdieri per un incidente alpinistico sul Corno Stella. L'allarme &egrave; stato lanciato intorno alle 15.30 di oggi, domenica 14 giugni, dal gestore del Rifugio Bozano che ha sentito delle grida di aiuto provenienti dalla zona dello Spigolo Inferiore, sulla parete meridionale della montagna. Sul posto &egrave; stato inviato l'elicottero del 118 che ha individuato la cordata in difficolt&agrave; composta da un infortunato e due compagni illesi. Il paziente era precipitato in fase di arrampicata riportando un grave politrauma con importante emorragia, nonostante la corda che ha trattenuto la caduta. L'equipe &egrave; stata sbarcata sul posto al verricello e ha stabilizzato l'uomo prima di imbarcarlo sull'elicottero, sempre al verricello, per il trasferimento in ospedale con un codice rosso. Il tecnico del Soccorso Alpino &egrave; rimasto in parete con i compagni di cordata in attesa del recupero da parte del velivolo, in seguito all'ospedalizzazione, ma nel frattempo le condizioni meteo sono peggiorate impedendo l'intervento dal cielo. Il gruppo ha quindi iniziato la discesa dalla parete in corda doppia e sta procedendo in direzione del rifugio Bozano.</p>]]></description><pubDate>Sun, 14 Jun 2026 18:33:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Mondovì, raccolti 1.300 chili di rifiuti nella zona industriale]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/monregalese/mondovi-raccolti-1300-chili-di-rifiuti-nella-zona-industriale_122129.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/monregalese/mondovi-raccolti-1300-chili-di-rifiuti-nella-zona-industriale_122129.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122129/150029.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sabato 13 giugno la zona industriale di Mondov&igrave; &egrave; stata teatro di una significativa mobilitazione ambientale che ha visto l'amministrazione comunale in prima linea, insieme a numerosi volontari, per contrastare il fenomeno dell'abbandono dei rifiuti.</p>
<p>Il vicesindaco, Gabriele Campora, accompagnato dal primo cittadino, Luca Robaldo, ha preso parte attiva a questa iniziativa di pulizia, che ha prodotto risultati concreti e quantificabili: sono stati infatti rimossi dal territorio circa 1.200 chilogrammi di rifiuti indifferenziati e 100 chili di vetro.</p>
<p>Il successo della giornata &egrave; il frutto di una collaborazione corale che ha coinvolto gli ecovolontari comunali, la comunit&agrave; dei musulmani di Mondov&igrave; e l'associazione ambientalista Mondovivo, oltre al supporto tecnico fornito dagli operatori di Proteo Ambiente per la gestione del materiale raccolto. Un impegno che l'amministrazione ha voluto sottolineare con gratitudine, evidenziando come la partecipazione attiva sia la chiave per prendersi cura del bene comune.</p>
<h2>Mondov&igrave;, troppi rifiuti nell'area industriale: il disappunto del vicesindaco</h2>
<p>Tuttavia, il vicesindaco Campora ha voluto mantenere un approccio realista riguardo allo stato dell'area, sottolineando che, nonostante i risultati ottenuti, il lavoro da compiere rimane considerevole.</p>
<p>"Il bilancio di oggi ci rende orgogliosi dello spirito di comunit&agrave; dimostrato, ma la zona industriale di Mondov&igrave; &egrave; vasta e i rifiuti presenti sono ancora troppi", ha dichiarato il vicesindaco, ribadendo la necessit&agrave; di proseguire con ulteriori interventi mirati.</p>
<p>Quella appena conclusa non deve essere considerata un'azione isolata, ma un punto di partenza per una strategia di tutela ambientale pi&ugrave; continuativa. L'obiettivo dell'amministrazione &egrave; infatti quello di restituire pieno decoro a tutta l'area, rendendo queste iniziative di pulizia una consuetudine per garantire un ambiente pi&ugrave; salubre e curato per l'intera collettivit&agrave;.</p>]]></description><pubDate>Sun, 14 Jun 2026 09:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA["Qui non c'è più decoro": nuovo arredo pubblico di Mondovì subito sporcato]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/monregalese/qui-non-c-e-piu-decoro-nuovo-arredo-pubblico-di-mondovi-subito-sporcato_122128.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/monregalese/qui-non-c-e-piu-decoro-nuovo-arredo-pubblico-di-mondovi-subito-sporcato_122128.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122128/150028.jpg" title="La storia pubblicata dal sindaco Robaldo su Instagram" alt="La storia pubblicata dal sindaco Robaldo su Instagram" /><br /><p>La comunit&agrave; di Mondov&igrave; &egrave; stata testimone, ancora una volta, di un episodio che solleva interrogativi profondi sul rispetto del bene pubblico e sul senso civico individuale. Recentemente, la citt&agrave; ha visto l'inaugurazione di nuovi elementi di arredo urbano a Breo, installati con l'obiettivo di riqualificare lo spazio condiviso, rendere l'ambiente pi&ugrave; accogliente e migliorare la vivibilit&agrave; delle aree pubbliche per tutti i cittadini.</p>
<p>Tuttavia, il piacere per il nuovo decoro &egrave; stato bruscamente interrotto da un atto di incuria che ha colpito proprio una delle installazioni appena posizionate.</p>
<p>Il sindaco, Luca Robaldo, ha voluto denunciare pubblicamente l'accaduto attraverso il proprio profilo Instagram, utilizzando lo strumento delle storie per mostrare ai concittadini lo stato in cui &egrave; stato ridotto uno dei nuovi manufatti in cemento. La fotografia condivisa dal primo cittadino &egrave; eloquente: sulla superficie pulita e lineare della struttura sono ben visibili i segni lasciati inequivocabilmente dall'urina di un cane, accompagnati da una chiazza sul selciato sottostante, un danno che deturpa immediatamente il nuovo arredo.</p>
<h2>Nuovi arredi sporcati a Mondov&igrave;, il sindaco Robaldo interviene sui social</h2>
<p>L'immagine &egrave; stata accompagnata da un commento sintetico ma estremamente incisivo, rafforzato da un'emoji che trasmette un senso di profonda indignazione. Luca Robaldo, con un tono che miscela amarezza e ferma condanna per la scarsa educazione dimostrata, ha scritto: "Nuovo arredo urbano inaugurato... una preghiera per il cane che ha un padrone cos&igrave; maleducato".</p>
<p>Attraverso queste parole, il primo cittadino non si limita a segnalare un atto di degrado, ma sposta l'attenzione sulle responsabilit&agrave; dei singoli proprietari di animali domestici. Il messaggio &egrave; chiaro: la cura degli spazi pubblici passa necessariamente attraverso la consapevolezza e il comportamento corretto di ogni singolo utente della citt&agrave;.</p>
<p>L'episodio solleva quindi una riflessione necessaria su quanto sia fondamentale il rispetto reciproco e la tutela del patrimonio collettivo, affinch&eacute; gli sforzi dedicati alla cura del contesto urbano non vengano vanificati da atteggiamenti superficiali e privi di senso civico.</p>]]></description><pubDate>Sun, 14 Jun 2026 08:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Festa di fine anno scolastico a Mondovì finisce in… violenza: scattano le denunce]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/monregalese/festa-di-fine-anno-scolastico-a-mondovi-finisce-in-violenza-scattano-le-denunce_122127.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/monregalese/festa-di-fine-anno-scolastico-a-mondovi-finisce-in-violenza-scattano-le-denunce_122127.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122127/150027.jpg" title="I carabinieri di Mondovì" alt="I carabinieri di Mondovì" /><br /><p>Il tradizionale saluto tra gli studenti dei licei di Mondov&igrave; Piazza, che lo scorso mercoled&igrave; 10 giugno aveva riunito centinaia di ragazzi per festeggiare l'imminente esame di maturit&agrave;, ha vissuto un epilogo decisamente amaro. Quello che doveva essere un momento di sport, musica e spensieratezza si &egrave; infatti trasformato in un caso giudiziario, con i carabinieri ora impegnati a far luce su quanto accaduto al di fuori della struttura sportiva comunale, nota come area "ASP".</p>
<p>Secondo le informazioni raccolte da Cuneodice.it, il party sarebbe stato organizzato in piena autonomia dai ragazzi; infatti, malgrado la partecipazione di circa cinquecento giovani, la gestione dell'evento non prevedeva servizi di controllo n&eacute; presidi di sicurezza professionale. La situazione di relativa serenit&agrave; si sarebbe per&ograve; incrinata nel momento in cui un gruppo di persone esterne alla realt&agrave; scolastica avrebbe fatto il proprio ingresso nell'area, dando origine a contese verbali che in breve tempo hanno preso una piega violenta.</p>
<p>In base ai primi riscontri investigativi, il fulcro del conflitto si sarebbe spostato rapidamente dal perimetro dell'area sportiva verso il parcheggio adiacente. Qui, tra spintoni e percosse, sarebbero state riportate situazioni di grave intemperanza, con alcune testimonianze che riferiscono persino dell'utilizzo di una bottiglia come arma.</p>
<h2>Festa di fine anno scolastico degenera a Mondov&igrave; Piazza: intervengono i carabinieri</h2>
<p>A quel punto, dinnanzi al repentino peggiorare del clima, i responsabili del centro sportivo avrebbero imposto l'interruzione immediata dei festeggiamenti, provvedendo a sollecitare l'intervento delle pattuglie dell'Arma.</p>
<p>Se inizialmente l'omert&agrave; del momento aveva impedito l'individuazione immediata dei responsabili, il quadro sarebbe cambiato drasticamente nelle ore successive. Stando alle ricostruzioni delle ultime ore, alcune delle persone coinvolte avrebbero formalizzato la propria versione dei fatti mediante denunce depositate presso gli uffici competenti.</p>
<p>Sar&agrave; ora compito degli inquirenti analizzare le prove e le testimonianze raccolte per definire il perimetro delle responsabilit&agrave; penali e far chiarezza su un episodio che ha bruscamente interrotto un consueto rito di passaggio generazionale.</p>]]></description><pubDate>Sun, 14 Jun 2026 07:20:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item></channel></rss>
