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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Cultura > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/cultura/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/cultura/rss2.0.xml?page=1rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le notizie sulla Cultura che la provincia di Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Thu, 16 Apr 2026 09:40:04 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Cultura > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/cultura/]]></link></image><item><title><![CDATA[Mondovì riscopre la Cappella del Rosario: restituito alla comunità un tesoro artistico]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/monregalese/mondovi-riscopre-la-cappella-del-rosario-restituito-alla-comunita-un-tesoro-artistico_118270.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/monregalese/mondovi-riscopre-la-cappella-del-rosario-restituito-alla-comunita-un-tesoro-artistico_118270.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118270/143410.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Domenica 12 aprile 2026 la citt&agrave; di Mondov&igrave; ha celebrato un momento di grande valore culturale e spirituale con l&rsquo;inaugurazione della Cappella del Rosario, recentemente restaurata all&rsquo;interno della parrocchiale di San Giovanni di Carassone.</p>
<p>Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco, Luca Robaldo, e la consigliera, Laura Barello, presenti per condividere con la comunit&agrave; un intervento che restituisce alla citt&agrave; un autentico scrigno artistico e un luogo di profondo significato.</p>
<p>Il restauro ha infatti riportato alla luce la bellezza originaria della cappella, permettendo di riscoprirne l&rsquo;armonia degli elementi decorativi, i dettagli artistici e il valore storico che la caratterizzano.</p>
<p>Si tratta di un intervento che contribuisce concretamente alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio cittadino, restituendo ai monregalesi uno spazio significativo sotto il profilo culturale, religioso e identitario.</p>
<p>La Cappella del Rosario rappresenta infatti uno spazio caro alla tradizione locale, capace di raccontare una parte importante della storia della comunit&agrave; e di mantenere vivo il legame con il passato.</p>
<p>Grazie al lavoro svolto, questo luogo iconico torna oggi a essere pienamente fruibile, riconsegnato alla collettivit&agrave; nel suo rinnovato splendore e pronto ad accogliere nuovamente cittadini e visitatori.</p>]]></description><pubDate>Thu, 16 Apr 2026 07:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Santuario di Vicoforte, un convegno tra cultura, storia e devozione]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/monregalese/santuario-di-vicoforte-un-convegno-tra-cultura-storia-e-devozione_118268.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/monregalese/santuario-di-vicoforte-un-convegno-tra-cultura-storia-e-devozione_118268.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118268/143408.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&Egrave; stata una mattinata ricca di spunti e approfondimenti quella ospitata dal Santuario di Vicoforte e organizzata grazie all&rsquo;impegno dell&rsquo;associazione Nativitas APS, che ha proposto un momento di riflessione tra cultura, storia e devozione.</p>
<p>Sabato 11 aprile, nell&rsquo;Aula Bona, i docenti dell&rsquo;Universit&agrave; di Torino Paolo Cozzo e Pierangelo Gentile hanno presentato il volume dedicato a Piemonte e Valle d&rsquo;Aosta della collana &ldquo;Santuari d&rsquo;Italia&rdquo;, pubblicata da De Luca editori d&rsquo;arte.</p>
<p>Si tratta di un&rsquo;opera prestigiosa che racconta oltre 400 poli spirituali distribuiti nelle due regioni, offrendo un&rsquo;ampia panoramica del patrimonio santuariale. A testimonianza dell&rsquo;importanza del Santuario di Vicoforte, &egrave; stata scelta proprio un&rsquo;immagine del complesso per la copertina del volume.</p>
<p>La seconda parte della mattinata ha visto l&rsquo;intervento dello storico Giancarlo Comino, che ha ripercorso la storia dei benefattori del Santuario, offrendo uno sguardo approfondito su figure, mentalit&agrave; e consuetudini del passato legate alla vita del luogo sacro.</p>
<p>L&rsquo;incontro si &egrave; aperto con i saluti del rettore don Flavio Begliatti e con l&rsquo;intervento del sindaco Gian Pietro Gasco, a sottolineare il legame tra istituzioni, comunit&agrave; e patrimonio religioso.</p>
<p>La mattinata si &egrave; conclusa con una visita guidata alla galleria dei ritratti dei benefattori, custodita nell&rsquo;Aula della Beata Paola, accompagnata dal commento dello stesso Comino, in un percorso capace di unire conoscenza e valorizzazione della memoria storica.</p>]]></description><pubDate>Thu, 16 Apr 2026 07:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Chiude la mostra "La Galleria Borghese": record di presenze con oltre 35.500 visitatori totali]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/chiude-la-mostra-la-galleria-borghese-record-di-presenze-con-oltre-35500-visitatori-totali_118231.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/chiude-la-mostra-la-galleria-borghese-record-di-presenze-con-oltre-35500-visitatori-totali_118231.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118231/143358.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Si &egrave; conclusa domenica 12 aprile 2026 la mostra La Galleria Borghese. Da Raffaello a Bernini. Storia di una collezione, a cura di Francesca Cappelletti e Ettore Giovanati, inaugurata il 22 novembre 2025 presso il Complesso Monumentale di San Francesco e presentata da Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo, nell&rsquo;ambito della collaborazione che dal 2022 porta a Cuneo grandi protagonisti della storia dell&rsquo;arte. Il progetto espositivo si avvale del Patrocinio del Ministero della Cultura, ed &egrave; stato realizzato con il supporto organizzativo di MondoMostre.</p>
<p>La mostra ha totalizzato 35.530 visitatori, superando le presenze di mostre altrettanto importanti e di successo come I colori della fede a Venezia: Tiziano, Tintoretto, Veronese, presentata nel 2022.</p>
<p>A conferma dell&rsquo;interesse suscitato dall'esposizione anche la grande partecipazione al programma di attivit&agrave; didattiche e collaterali, che si inseriscono all&rsquo;interno di Laboratorio Cuneo, progetto che si ispira a principi di bellezza e partecipazione, accessibilit&agrave; e sostenibilit&agrave;, con l&rsquo;obiettivo di coinvolgere pubblici diversi nella fruizione di queste iniziative. Sono state realizzate oltre 370 visite guidate gratuite per gruppi, con oltre 8000 partecipanti. Oltre 3.300 studenti di scuole dell&rsquo;infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado hanno partecipato a visite dedicate, per un totale di 155 classi. Si aggiungono 47 attivit&agrave; complementari alla mostra: 9 per bambini e ragazzi (laboratori di cartoni animati, envisioning, visite spettacolo), 14 per adulti (laboratori di disegno, balli rinascimentali, visione profonda, conferenze in mostra, concerti), 18 visite speciali (tematiche, con curatori, 8 marzo), 6 attivit&agrave; fuori mostra (1 conferenza a Gallerie d&rsquo;Italia, 3 incontri per gli studenti al Rond&ograve; sulle professioni in mostra, 2 visite alla collezione d&rsquo;arte della Fondazione CRC).</p>
<p>Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo, accanto alla cura scientifica e alla valorizzazione del patrimonio artistico, si rivolgono alla societ&agrave; contemporanea e ai pubblici pi&ugrave; diversi, con un programma di attivit&agrave; inclusive che fanno di Cuneo un vero laboratorio di cultura condivisa.</p>
<p>Mauro Gola, presidente di Fondazione CRC, commenta: &ldquo;<em>La grande risposta da parte del pubblico conferma la validit&agrave; del format della mostra, che ha visto crescere ulteriormente il programma di eventi collaterali, con l&rsquo;obiettivo di allargare la partecipazione attraverso momenti di approfondimento artistico e culturale, che diventano occasioni per costruire una comunit&agrave; pi&ugrave; coesa e partecipe. Grazie alla collaborazione con Intesa Sanpaolo, &egrave; stato possibile portare a Cuneo capolavori provenienti dalla Galleria Borghese, che per quattro mesi hanno trovato casa nel Complesso monumentale di San Francesco: un modello consolidato nelle edizioni finora realizzate e che sono certo potr&agrave; portare nuovi frutti nei prossimi anni</em>&rdquo;.</p>
<p>Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e Direttore Generale Gallerie d&rsquo;Italia dichiara: &ldquo;<em>Il rinnovato successo della mostra a Cuneo, con i capolavori dalla Galleria Borghese, conferma la forza di una visione condivisa con la Fondazione CRC, capace di tradursi in progetti di valore per il territorio. Il crescente rapporto con uno dei principali azionisti di Intesa Sanpaolo e l&rsquo;interlocuzione costante delle Gallerie d&rsquo;Italia con i grandi musei del Paese aprono la strada a nuove e preziose iniziative di promozione del patrimonio culturale italiano</em>&rdquo;.</p>
<p>Francesca Cappelletti, Direttrice di Galleria Borghese e curatrice della mostra, conclude: &ldquo;Siamo orgogliosi di aver contribuito a un progetto importante come questo, gestito in maniera esemplare sul territorio, con il coinvolgimento di tutta la comunit&agrave; e con risultati eccezionali. Raccontare la storia della Galleria Borghese e rendere vivi e attuali i capolavori che contiene continua a essere una delle nostre aspirazioni</p>
<h2>&nbsp;</h2>
<h2>La mostra</h2>
<p>A partire dalla figura di Scipione Caffarelli Borghese (1577&ndash;1633), tra le personalit&agrave; pi&ugrave; significative del panorama culturale della Roma del Seicento, la mostra ha raccontato la nascita di una nuova idea di collezionismo: sistematico, visionario, capace di anticipare il gusto e le tendenze artistiche del tempo. Attraverso una selezione di capolavori provenienti dalla Galleria Borghese &ndash; raramente esposti al pubblico &ndash; il percorso ha restituito la straordinaria parabola di un collezionista che fece della sua raccolta un teatro del bello e della conoscenza. La mostra ha offerto cos&igrave; una riflessione sul collezionismo come pratica culturale e politica, in cui l&rsquo;arte diventa strumento di rappresentazione e di potere, ma anche di dialogo tra epoche diverse.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 15 Apr 2026 12:19:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Ad Amitav Ghosh il premio speciale Lattes Grinzane]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/alba-e-langhe/ad-amitav-ghosh-il-premio-speciale-lattes-grinzane_118217.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/alba-e-langhe/ad-amitav-ghosh-il-premio-speciale-lattes-grinzane_118217.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118217/143343.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Entra nel vivo la sedicesima edizione del Premio Lattes Grinzane con l&rsquo;annuncio dei cinque autori finalisti: Julia Deck con Ann d&rsquo;Inghilterra (Adelphi, traduzione di Yasmina Melaouah), Mathias Enard con Disertare (e/o, traduzione di Yasmina Melaouah), Andrew Miller con La terra d&rsquo;inverno (NNE, traduzione di Ada Arduini), Andrew Porter con La vita immaginata (Feltrinelli, traduzione di Ada Arduini) e Clara Us&oacute;n con Le belve (Sellerio, traduzione di Silvia Sichel).</p>
<p>Nato in memoria di Mario Lattes e curato dalla Fondazione Bottari Lattes, il Premio fa concorrere insieme autori italiani e stranieri ed &egrave; dedicato ai migliori libri di narrativa pubblicati nell&rsquo;ultimo anno. Dal 2017, l'iniziativa &egrave; parte integrante del calendario culturale legato alla Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d&rsquo;Alba. Il Premio Speciale Lattes Grinzane di quest'anno va ad Amitav Ghosh, autore di rilievo mondiale universalmente considerato il pi&ugrave; grande scrittore indiano vivente.</p>
<p>I romanzi finalisti e il Premio Speciale sono stati determinati dalla Giuria Tecnica, composta dalla presidente Loredana Lipperini (scrittrice, giornalista, conduttrice radiofonica), Marco Balzano (scrittore, poeta, italianista), Valter Boggione (docente di Letteratura italiana all&rsquo;Universit&agrave; di Torino), Anna Dolfi (docente di Letteratura italiana nelle Universit&agrave; degli Studi di Trento e Firenze), Giuseppe Langella (docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all&rsquo;Universit&agrave; Cattolica e direttore del Centro di ricerca Letteratura e cultura dell&rsquo;Italia unita), Alessandro Mari (scrittore, editor), Luca Mastrantonio (giornalista, critico letterario) e Francesca Sforza (giornalista). Ora la parola passa ai 400 studenti e studentesse che fanno parte delle Giurie Scolastiche a cui &egrave; affidato il compito di leggere le opere in finale e decretare quella vincitrice di quest&rsquo;anno. Le ragazze e i ragazzi coinvolti provengono da tutta Italia e fanno parte di 25 istituti superiori, tra cui il Lyc&eacute;e Ren&eacute; Char di Avignone, in Francia.</p>
<p>Il prossimo appuntamento con il Premio Lattes Grinzane &egrave; fissato per sabato 17 ottobre: nella mattinata gli studenti saranno protagonisti dell&rsquo;incontro con i cinque finalisti al Castello di Grinzane Cavour, durante il quale potranno dialogare con gli scrittori e porre loro delle domande. Al pomeriggio, al Teatro Sociale Busca di Alba, Amitav Ghosh terr&agrave; una lectio magistralis su un tema a propria scelta e sar&agrave; insignito del riconoscimento, dopodich&eacute; verr&agrave; scoperto il nome del vincitore o della vincitrice della XVI edizione del Premio. L&rsquo;appuntamento sar&agrave; trasmesso in diretta streaming sul sito e sui canali social della Fondazione Bottari Lattes.</p>
<p>Commenta la presidente di giuria Loredana Lipperini, spiegando la scelta dei finalisti: <em>&ldquo;La cinquina finalista della XVI edizione del Premio Lattes Grinzane &egrave; costituita da cinque fra autori e autrici stranieri: non &egrave; in alcun modo una scelta che intende sottovalutare la bellezza della narrativa italiana, i cui candidati, anche quest&rsquo;anno, sono stati e sono di pregio assoluto. Solo, la giuria ha ritenuto che il valore dei cinque testi finalisti rendesse impossibile escluderne uno. Sono, come ogni volta, romanzi molto diversi fra loro, ma con un&rsquo;affinit&agrave; di fondo. In Ann d&rsquo;Inghilterra, Julia Deck scardina le regole classiche dell&rsquo;autofiction per raccontare la vita di una donna comune, sua madre, come se fosse una protagonista della Storia. Mathias Enard, con Disertare, ci immerge nel trauma e nell&rsquo;orrore della guerra nel momento esatto in cui le guerre tornano ad assediare il mondo. Di un altro trauma che &egrave; ormai alle spalle parla Andrew Miller in La terra d&rsquo;inverno, scegliendo di scavare nell&rsquo;inquietudine delle coppie e di una piccola comunit&agrave; inglese. In La vita immaginata, Andrew Porter mette a confronto un padre imprendibile e un figlio solitario per destino. E in Le belve Clara Us&oacute;n affronta l&rsquo;antica questione del male, questa volta nei gesti e nella mente di una terrorista dell&rsquo;ETA, la cui vita scorre parallela a quella di una ragazza come tante. C&rsquo;&egrave; sempre un mondo che influisce sulle narrazioni, che non sono mai ripiegate all&rsquo;interno, ma portano alla luce le contraddizioni, gli orrori e il tentativo di pacificazione di chi vive in un tempo difficile&rdquo;</em>.</p>
<p>Prosegue anche nel 2026 la collaborazione tra il Premio e la rassegna Cervo in Blu d&rsquo;inchiostro. Domenica 18 ottobre, proprio all&rsquo;indomani della cerimonia finale, si terr&agrave; l&rsquo;appuntamento all&rsquo;Oratorio di Santa Caterina di Cervo con uno dei finalisti. L&rsquo;evento sar&agrave; condotto da Walter Scavello, docente di Inglese del Liceo Cassini di Sanremo.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 15 Apr 2026 10:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Cuneo, il colera e l'impegno delle prostitute]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/cuneo-il-colera-e-l-impegno-delle-prostitute_118140.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/cuneo-il-colera-e-l-impegno-delle-prostitute_118140.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118140/143218.jpg" title="L'attuale via Peveragno: all'incrocio con corso Giovanni XXIII sorgeva casa Serra, utilizzata come lazzaretto nel 1835" alt="L'attuale via Peveragno: all'incrocio con corso Giovanni XXIII sorgeva casa Serra, utilizzata come lazzaretto nel 1835" /><br /><p>M&rsquo;&egrave; capitato di rileggere recentemente un <a href="https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/quando-a-cuneo-cera-davvero-bordello-prostituzione-selvaggia-e-case-di-tolleranza-a-inizio-900_70866.html" target="_blank">articolo</a> apparso su Cuneodice a febbraio del 2023, che parlava della prostituzione (i bordelli) nella Cuneo dei primi del &lsquo;900. La lettura mi ha ricordato quanto ho scritto nel libro &ldquo;Piumla Basa&rdquo; a proposito del colera del 1835 in Cuneo e dell&rsquo;eccezionale comportamento delle prostitute del tempo. Ancora una volta emerge dal racconto la straordinaria curiosit&agrave; della nostra Cuneo, e, aggiungo, il senso di accoglienza che l&rsquo;ha sempre caratterizzata. Comincio dalla prima parte del racconto, la parte che potrebbe essere anche una delle tante barzellette cuneesi.</p>
<p>Prima, per&ograve;, mi sia consentito un breve accenno al colera, brutta malattia, che si ripet&eacute; per parecchi anni &nbsp;(ben sei volte fino al 1893) e colp&igrave; prevalentemente quelle che eran chiamate &ldquo;classi inferiori&rdquo; (circa il 97-98% della popolazione), a causa delle allucinanti condizioni igieniche in cui erano costrette a vivere nella Cuneo di quei tempi, come nella stragrande maggioranza delle citt&agrave; italiane.</p>
<p>Riporto dal mio libro citato: &ldquo;<em>Al giorno d&rsquo;oggi ci &egrave; quasi impossibile comprendere come la stragrande maggioranza delle persone (il popolo) vivesse a quei tempi e quanto &lsquo;schifose&rsquo; (il termine non &egrave; esagerato) dovessero essere le citt&agrave;. Un&rsquo;inchiesta parlamentare del 1885-1886 rivel&ograve; che in Italia su oltre 8 mila Comuni pi&ugrave; di 6 mila erano ancora privi di rete fognaria, che ben poche case (quelle dei ceti benestanti) disponevano di latrine e che molti Comuni non avevano l&rsquo;acqua potabile (l&rsquo;acqua arrivava in condotte a cielo aperto)</em>&rdquo;. &Egrave; facile immaginare quale fosse la situazione, ancor peggiore, cinquant&rsquo;anni prima. I poveri erano costretti a vivere in stanze malsane (ancora ai primi del '900 migliaia di poveracci in Cuneo vivevano in scantinati, e sempre nei primi anni del Novecento ancora correva nel centro dell&rsquo;attuale via Roma la &ldquo;bealera" di acqua sporca), costretti a vivere in dieci e pi&ugrave; persone in due stanze o in una sola stanza (che faceva da cucina, con camino e camera da letto, tutti insieme in una promiscuit&agrave; assoluta). Non c&rsquo;erano latrine; i pi&ugrave; fortunati vivevano negli ultimi piani di caseggiati con latrine comuni a decine di famiglie. Le strade erano piene di rifiuti di ogni genere: scarti di macellazione e della concia delle pelli, letame degli animali, rifiuti organici ed escrementi di animali e di esseri umani. Non c&rsquo;era l&rsquo;acqua nelle case e la si doveva andare a prendere nei pochi pozzi, spesso alimentati da condotte a cielo aperto in cui poteva cadere di tutto, e il popolo la beveva! Il fetore delle strade sarebbe al giorno d&rsquo;oggi insopportabile. La gente (si parla sempre dei ceti bassi) non aveva possibilit&agrave; di lavarsi. In pi&ugrave; l&rsquo;alimentazione delle &ldquo;classi inferiori&rdquo; era al limite della sopravvivenza.</p>
<p>Ed ecco la prima curiosit&agrave;, proprio cuneese: come combattere il malanno? Ci pensarono, a dire il vero senza alcun successo, il sindaco (il conte Alessandro Ferraris di Celle) e il Consiglio comunale su indicazione di uno spagnolo, &ldquo;don Javier di Pamplona&rdquo;. L&rsquo;uomo, che parlava un italiano accettabile, raccont&ograve; che la malattia era miracolosamente scomparsa da Pamplona grazie alle pecore. Ebbene s&igrave;. Le pecore. Una mandria di pecore merinos era entrata nella citt&agrave; nel pieno dell&rsquo;epidemia e, dopo quel passaggio, la terribile malattia era rapidamente scomparsa. Furono comprate quattrocentosettantuno pecore, che furono fatte girare pi&ugrave; volte per la citt&agrave; e per le frazioni: &ldquo;<em>Mossi a ci&ograve;</em> &ndash; cos&igrave; recita l&rsquo;ordinato della Ragioneria civica &ndash; <em>dalla notizia che il passaggio non previsto di una mandria di merinos presso le mura della citt&agrave; di Pamplona in Spagna, mentre essa era afflitta dalla stessa malattia, aveva prodotto il salutare effetto di questa far scomparire immediatamente</em>&rdquo;. Naturalmente la cura non ebbe l&rsquo;effetto sperato. I poveri, per&ograve;, l&rsquo;apprezzarono.&nbsp;</p>
<p>&ldquo;<em>Il germe morboso o elemento miasmatico o principio volatile o effluvjo colerico, seminio morbifero, fomite choleroso, come avevano preso a chiamarlo i medici a seconda della loro preparazione, continu&ograve; a mietere vittime. Il lazzaretto e l&rsquo;ospedale Santa Croce continuarono a riempirsi di malati, che prendevano il posto di quelli usciti in orizzontale, dopo aver lasciato i loro effluvi morbosi nell&rsquo;aria, sui materassi e sui pavimenti; sulle pareti persino, perch&eacute; c&rsquo;era chi vomitava spruzzando ovunque il fomite choleroso. Diarree tremende, incontenibili e poi lo &lsquo;stato algido&rsquo;, il male al cuore e la respirazione affannosa, mentre non si riusciva pi&ugrave; a urinare e riprendevano le diarree sempre pi&ugrave; acquose; la sete, infine, insaziabile e la morte in pochi giorni</em>&rdquo;. Questo era il colera.</p>
<p>Solo ancor un piccolo accenno alle prostitute. V&rsquo;erano gi&agrave; allora le case chiuse, ma molte lavoravano anche per strada. Ovviamente, salvo quando davano soddisfazione ai clienti, erano disprezzate e mal viste, spesso ritenute contagiose e accusate anche di essere untrici (come ai tempi della peste). Ebbene cosa accadde? &Egrave; la moglie di Roberto d&rsquo;Azeglio (fratello di Massimo) ad averci ricordato quanto accaduto in una lettera inviata al figlio Emanuele (lettere riportate nel libro &ldquo;Il giornale degli anni memorabili&rdquo; edito da Cino del Duca Editore nel 1960).&nbsp;</p>
<p>Segue il brano tratto dal libro Piumla Basa. &ldquo;&lsquo;<em>Conosco una&hellip;&rsquo;, disse una giovane suora al Vescovo (Amedeo Bruno di Samone, il primo vescovo di Cuneo), e il viso si fece rosso, si fece forza: &lsquo;Una della casa&rsquo;, respir&ograve; profondamente, &lsquo;di una casa chiusa&rsquo;. Amedeo sollev&ograve; sorpreso un sopracciglio. &lsquo;Continua&rsquo;, disse. &lsquo;&Egrave; venuta a curare il fratello in ospedale. Lui &egrave; morto, ma lei &egrave; voluta rimanere a curare gli altri&rsquo;. &lsquo;Bene&rsquo; disse in un sospiro Amedeo, &lsquo;cos&igrave; potr&agrave; fare ammenda dei suoi peccati. E con questo?&rsquo;. &lsquo;&Egrave; che non &egrave; la sola. Dice che altre&rsquo;. &lsquo;Donne da strapazzo&rsquo; sussurr&ograve; il vescovo. La giovane suora lo fiss&ograve; smarrita. Sospir&ograve;, riprese coraggio: &lsquo;Quella che ho conosciuto era pi&ugrave; brava degli infermieri e di noi suore&rdquo;. &lsquo;Far di prostitute delle infermiere. Questo sei venuta a propormi?&rsquo;, chiese, mostrando un pizzico di irritazione, il Vescovo. Solo un pizzico, per&ograve;. &lsquo;Chi meglio di loro &ndash; pens&ograve; il prelato &ndash; chi meglio di loro abituate a vederne di tutti i colori, a maneggiar uomini&rsquo;, al pensiero Amedeo alz&ograve; gli occhi al cielo, &lsquo;pu&ograve; sopportare tanto orrore?&rsquo;. &lsquo;Sono brave&rsquo;, Amedeo ud&igrave; la voce della giovane. &lsquo;E cos&igrave;&rsquo;, disse, &lsquo;si guadagneranno anche il Paradiso</em>&rsquo;&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>E cos&igrave; fu. Amedeo Bruno incaric&ograve; un prete, che sapeva frequentatore delle case chiuse, di prendere contatto con le tenutarie e di far loro la proposta, che poteva sembrar folle, ma folle non era. &nbsp;&ldquo;<em>Cui &lsquo;d Cuni</em>&rdquo;, disse qualche tempo dopo una dama in tono ironico e sprezzante in casa d&rsquo;Azeglio. Costanza, moglie di Roberto d&rsquo;Azeglio la fiss&ograve; con disprezzo. &ldquo;<em>Mi riferisco alle pecore</em>&rdquo;, aggiunse la dama chinando il capo per farsi perdonare. Anche Costanza aveva riso delle pecore, ma aveva apprezzato la scelta del Vescovo e, al contrario della sua ospite, ammirava le poverette. &ldquo;<em>Le prostitute</em>&rdquo;, rispose, &ldquo;<em>si sono dimostrate le infermiere pi&ugrave; attente e pi&ugrave; devote. Non &egrave; mai stato possibile rimproverarle e, evidentemente, per la salute delle loro anime il buon Dio ricava profitto anche dal colera</em>&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>Quando la terribile epidemia cess&ograve;, in ringraziamento per l&rsquo;opera che avevano svolto durante l&rsquo;epidemia di colera, re Carlo Alberto concesse al vescovo e al sindaco di Cuneo l&rsquo;onorificenza di Commendatore dell&rsquo;Ordine dei santi Maurizio e Lazzaro. Nessuna onorificenza fu riconosciuta alle prostitute.</p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Apr 2026 09:38:00 +0200</pubDate><dc:creator>Mario Rosso</dc:creator><author><name>Mario Rosso</name></author></item><item><title><![CDATA[Le opere della cuneese Virna Brunetto debuttano al New York ArtExpo 2026]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/le-opere-della-cuneese-virna-brunetto-debuttano-al-new-york-artexpo-2026_118056.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/le-opere-della-cuneese-virna-brunetto-debuttano-al-new-york-artexpo-2026_118056.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118056/143096.jpg" title="Virna Brunetto" alt="Virna Brunetto" /><br /><p>Il percorso internazionale di Virna Brunetto raggiunge una nuova e prestigiosa tappa. Dopo il successo consolidato nelle capitali dell&rsquo;arte europea e asiatica, l&rsquo;artista italiana approda a New York, selezionata per partecipare alla storica ArtExpo, l&rsquo;evento che dal 1978 definisce le tendenze del mercato dell'arte mondiale.</p>
<p>Il debutto newyorkese nasce da un riconoscimento di altissimo profilo: l&rsquo;autrice &egrave; stata infatti selezionata per gli U.S.A. direttamente durante la sua quarta esposizione consecutiva al Salon d&rsquo;Automne di Parigi del 2025</p>
<p><strong>Il prestigio di ArtExpo: dove la storia incontra l&rsquo;innovazione</strong></p>
<p>Fondata nel 1978, ArtExpo New York &egrave; un&rsquo;istituzione che ha ospitato icone del calibro di Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Keith Haring e Leroy Neiman. Entrare a far parte di questo contesto significa venire inseriti in una narrazione artistica che ha fatto la storia del XX e XXI secolo. Ad aprile, New York diventa il baricentro del mondo creativo: l'intera citt&agrave; si ferma e si rivolge a questo evento, considerato la fiera d'arte moderna e contemporanea pi&ugrave; grande al mondo, capace di attrarre migliaia di collezionisti, critici e galleristi da ogni continente.</p>
<p><strong>Un successo globale: da Parigi a Tokyo alla &ldquo;Grande Mela&rdquo;</strong></p>
<p>Questa nuova conferma americana corona una straordinaria visibilit&agrave; di respiro nuovamente internazionale. La produzione multidisciplinare di Virna, incentrata sulla ricerca de &ldquo;Il Reale nell&rsquo;Irrealt&agrave; del Vero&rdquo;, &egrave; passata e passa in queste mostre prestigiose: dalla sperimentazione visiva parigina del Salon, nelle sezioni fotografia, incisione, architettura unica selezionata a livello mondo nel 2024 cui fu dedicata area apposita e redazionale in catalogo - &nbsp;intervallando fotografie concettuali per Tokyo, fino all'egida pittorica usata per la travolgente New York ove verr&agrave; esposta una nuova opera chiamata Fides-Fede prima opera relativa alla serie Memento del 2026. Il percorso di Virna Brunetto dunque si conferma come una delle realt&agrave; pi&ugrave; interessanti e dinamiche dell'arte contemporanea.</p>
<p>Ticket mostra disponibili&nbsp;<a href="https://rwag.ticketspice.com/artexpo-new-york-2026?t=aeny26-rwag-web-org-link" target="_blank" rel="nofollow">qui</a>.</p>]]></description><pubDate>Mon, 13 Apr 2026 09:10:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Saluzzo: statua cinquecentesca di particolare pregio rinvenuta nella chiesa di San Giovanni]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/saluzzo-statua-cinquecentesca-di-particolare-pregio-rinvenuta-nella-chiesa-di-san-giovanni_118003.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/saluzzo-statua-cinquecentesca-di-particolare-pregio-rinvenuta-nella-chiesa-di-san-giovanni_118003.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118003/143029.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Durante gli interventi di restauro che hanno interessato la chiesa di San Giovanni a Saluzzo, &egrave; stata rinvenuta una statua cinquecentesca di particolare pregio storico ed artistico che appartiene ad un insieme composto in totale da nove elementi, attualmente custoditi nelle sale del Palazzo dei Vescovi di Saluzzo. Le nove figure costituivano originariamente un &ldquo;Apostolato&rdquo;, ossia un gruppo di dodici apostoli capeggiati dalla statua del Signore.</p>
<p>Si riteneva che la statua fosse stata sottratta dalla chiesa di San Giovanni tra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso; attualmente la statua &egrave; in fase di recupero sotto la direzione della Soprintendenza e dello storico dell&rsquo;arte Massimiliano Caldera, in collaborazione con l&rsquo;Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Saluzzo diretto dalla dott.ssa Sonia Damiano. &Egrave; in corso di valutazione l&rsquo;eventualit&agrave; di ricollocare l&rsquo;insieme nella Chiesa di San Giovanni, che avverr&agrave; in ogni caso a seguito del potenziamento del sistema di videosorveglianza all&rsquo;interno della struttura.</p>
<p>La notizia del ritrovamento della scultura &egrave; stata resa pubblica durante la presentazione dei&nbsp;lavori di restauro della Chiesa di San Giovanni e del coro ligneo medievale avvenuta lo scorso&nbsp;sabato 28 marzo.&nbsp;Gli interventi di restauro e messa in sicurezza sismica che hanno interessato la Chiesa di San&nbsp;Giovanni sono stati realizzati con fondi assegnati dal Ministero della Cultura e finanziati&nbsp;dall&rsquo;Unione Europea NextGenerationEU, per un importo complessivo di 1.725.000 euro.</p>]]></description><pubDate>Sat, 11 Apr 2026 15:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[“Aperti per restauro” svela gli interventi di conservazione al Castello della Manta e al Castello di Racconigi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/aperti-per-restauro-svela-gli-interventi-di-conservazione-al-castello-della-manta-e-al-castello-di-racconigi_117801.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/aperti-per-restauro-svela-gli-interventi-di-conservazione-al-castello-della-manta-e-al-castello-di-racconigi_117801.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117801/142759.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Proseguono a ritmo serrato le attivit&agrave; e le iniziative previste nell&rsquo;ambito del progetto Interreg ALCOTRA n. 20119 &ldquo;SavoiaExperience. Un circuito turistico e culturale nel cuore dell&rsquo;Europa&rdquo;.</p>
<p>Il terzo weekend di aprile propone un duplice appuntamento con &ldquo;Aperti per restauro&rdquo;, il ciclo di incontri dedicati ai cantieri di restauro in corso su alcuni beni afferenti ai partner di progetto.&nbsp;Il Dipartimento della Savoia, la Fondazione di Hautecombe, l&rsquo;Associazione Le Terre dei Savoia e il FAI &ndash; Fondo per l&rsquo;Ambiente Italiano stanno infatti portando avanti alcuni interventi di riqualificazione e conservazione atti a valorizzare ulteriormente il patrimonio artistico-culturale presente lungo il circuito transfrontaliero.</p>
<p>Venerd&igrave; 17 aprile &ldquo;Aperti per restauro&rdquo; coinvolger&agrave; il Castello della Manta, con un percorso di visita al primo piano del Castello, nella manica cinquecentesca voluta da Michele Antonio Saluzzo della Manta, dove gli spazi di rappresentanza ritrovano il loro antico splendore grazie a un articolato cantiere di indagine e di restauro, supportato da studi mirati sulle architetture e sulle decorazioni. Un&rsquo;occasione preziosa per scoprire come &egrave; mutato l&rsquo;aspetto di questi luoghi attraverso i secoli e per riflettere sulla cultura della famiglia in rapporto ai Savoia, dialogando con gli esperti direttamente coinvolti nelle attivit&agrave; di recupero. Sono previsti quattro tour nel corso della giornata, rispettivamente alle ore 11, 11.30, 15 e 15.30.&nbsp;</p>
<p>Gli appuntamenti sono gratuiti e prevedono l&rsquo;ingresso all&rsquo;appuntamento, ma non la visita guidata al Castello. Per chi vuole visitare il Castello, &egrave; possibile acquistare il biglietto dedicato. Ogni turno di visita &egrave; riservato a un numero massimo di 20 partecipanti.</p>
<p>Domenica 19 aprile, invece, secondo appuntamento di &ldquo;Aperti per restauro&rdquo; presso il Castello di Racconigi per la visita al &ldquo;Grottino&rdquo; di Carlo Alberto, piccola grotta artificiale che funge da ingresso all'Appartamento di Carlo Alberto e che si affaccia sul parco, lungo il fronte nord del Castello. Il pubblico avr&agrave; la possibilit&agrave; di scoprire i lavori dialogando con Elisa Lanza, responsabile delle collezioni archeologiche del Castello di Racconigi, e con le restauratrici della Coopera Heritage Conservation. Nel pomeriggio di domenica sono previsti due turni, uno alle 15.30 e uno alle 16.15, per ciascuno dei quali &egrave; previsto un numero massimo di 25 partecipanti. La visita al cantiere di restauro &egrave; gratuita previo acquisto del biglietto di ingresso al Castello.&nbsp;</p>
<p>Costi del biglietto:<br>Ingresso standard euro 8,00<br>Ingresso ridotto per ragazzi di et&agrave; compresa tra i 18 e i 25 anni euro 2,00</p>
<p>Gratuito per visitatori di et&agrave; compresa tra 0 e 18 anni; docenti delle scuole italiane pubbliche e private paritarie con presentazione della certificazione del proprio stato di docente; studenti delle facolt&agrave; di Architettura, Lettere e Filosofia; titolari dell&rsquo;Abbonamento Musei, Torino+Piemonte Card e Royal Pass; personale Ministero della Cultura; membri ICOM; giornalisti muniti di tessera professionale; accompagnatori di persone con disabilit&agrave;.&nbsp;Prenotazione obbligatoria al link <a href="https://museiitaliani.it/" target="_blank">https://museiitaliani.it/</a> e sull&rsquo;apposita app di Musei Italiani.</p>
<p>Gli appuntamenti sul versante francese saranno nei mesi di giugno e settembre.</p>
<p>Si ricorda che i lavori di restauro e conservazione sono finanziati dal programma INTERREG VI-A FRANCIA-ITALIA ALCOTRA 2021-2027.<br>Si ricorda inoltre che l&rsquo;iniziativa &egrave; realizzata con le Residenze reali sabaude - Direzione regionale Musei nazionali &ndash; Piemonte.</p>]]></description><pubDate>Wed, 08 Apr 2026 15:38:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Bra, inizia l’allestimento della Sezione Scultura a Palazzo Mathis]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/bra-e-roero/bra-inizia-lallestimento-della-sezione-scultura-a-palazzo-mathis_117689.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/bra-e-roero/bra-inizia-lallestimento-della-sezione-scultura-a-palazzo-mathis_117689.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117689/142602.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">A Palazzo Mathis sono iniziati in queste ore i lavori di allestimento della sezione scultura dedicata a Gioachino Chiesa, cuore monotematico della Sezione Scultura della Mostra &ldquo;Viaggio nei Multiversi dell&rsquo;Arte di Langhe e Roero&rdquo;, promossa dall'Associazione Dreaming in Art con il Comune di Bra in collaborazione con l'Associazione Anforianus Odv di Santa Vittoria d'Alba. Per la prima volta, i riflessi caldi del bronzo dialogheranno con la luce candida e sospesa dei gessi, generando un incontro materico raro e sorprendente.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Un accostamento quasi impossibile da vedere altrove, figlio della millenaria tecnica della cera persa utilizzata da Chiesa, che qui diventa ponte tra peso e leggerezza, memoria e visione. L&rsquo;allestimento procede verso l&rsquo;inaugurazione di venerd&igrave; 10 aprile alle ore 17.30, mentre domenica 12 aprile alle ore 17 Palazzo Mathis ospiter&agrave; un grande pomeriggio dedicato alla scultura: un momento di approfondimento con gli esperti e un omaggio al lavoro ed alla ricerca, intensa e umanissima di Chiesa. Un&rsquo;esperienza nuova, intensa, pronta a rivelarsi al pubblico. Il percorso espostivo, nel racconto dell'Associazione Anforianus Odv di Santa Vittoria d'Alba, &nbsp;avr&agrave; la voce narrante di Paolo Tibaldi, grande interprete del territorio e straordinario valore aggiunto di questa edizione.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117689/small_142603.jpg" alt=""></p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 09:39:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Aperture straordinarie per la mostra “Gustav Klimt - Segno e visione” a Savigliano]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/saviglianese/aperture-straordinarie-per-la-mostra-gustav-klimt---segno-e-visione-a-savigliano_117535.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/saviglianese/aperture-straordinarie-per-la-mostra-gustav-klimt---segno-e-visione-a-savigliano_117535.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117535/142410.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Prosegue con successo la mostra &ldquo;Gustav Klimt - Segno e visione&rdquo; allestita a Palazzo Muratori-Cravetta di Savigliano, che sar&agrave; aperta fino al 3 maggio. L'esposizione presenta oltre 60 collotipie dell'artista viennese, offrendo al pubblico un viaggio attraverso la sua produzione grafica.</p>
<p>In occasione delle prossime festivit&agrave;, la mostra osserver&agrave; alcune aperture straordinarie: a Pasqua e Pasquetta sar&agrave; visitabile dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30, mentre il 24 aprile e il 1&deg; maggio rester&agrave; aperta nel pomeriggio, dalle 15 alle 18.30.</p>
<p>Domenica 19 aprile, dalle 16 alle 18, si terr&agrave; anche un convegno dal titolo &ldquo;Viaggio nell'opera di Klimt &ndash; L'invenzione della visione moderna&rdquo;. Interverranno Alberto Mattia Martini, Laura Valle, Lorella Giudici, Marc Michael Moser e Fiorenzo Silvestri, con la moderazione di Diego Repetto.</p>
<p>Per informazioni e prenotazioni &egrave; possibile consultare il sito www.vivaticket.com oppure rivolgersi agli organizzatori telefonicamente.</p>]]></description><pubDate>Thu, 02 Apr 2026 12:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[La Fondazione Cesare Pavese entra nel circuito Abbonamento Musei]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/alba-e-langhe/la-fondazione-cesare-pavese-entra-nel-circuito-abbonamento-musei_117436.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/alba-e-langhe/la-fondazione-cesare-pavese-entra-nel-circuito-abbonamento-musei_117436.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117436/142267.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nell&rsquo;ottica di rendere l&rsquo;esperienza culturale sempre pi&ugrave; condivisa e partecipata, da quest&rsquo;anno la Fondazione Cesare Pavese entra nel circuito Abbonamento Musei, servizio che riunisce l&rsquo;offerta di tre regioni &ndash; Piemonte, Lombardia e Valle d&rsquo;Aosta &ndash; in un modello unitario di fruizione di 500 realt&agrave;, comprendente collezioni, mostre, musei, ville, palazzi storici, parchi, giardini, monumenti e luoghi inaspettati.</p>
<p>L&rsquo;adesione permetter&agrave; l&rsquo;ingresso gratuito al Museo Pavesiano da parte dei possessori dell&rsquo;abbonamento, strumento nato per coinvolgere il pubblico nella scoperta e riscoperta di luoghi suggestivi del proprio territorio e di quelli confinanti.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117436/small_142268.jpg"></p>
<p>La visita alle sale del Museo Pavesiano sar&agrave; inoltre arricchita dalle nuove audioguide kids, realizzate in collaborazione con studenti e studentesse dell&rsquo;Istituto Comprensivo "Cesare Pavese&rdquo; di Santo Stefano Belbo.</p>
<p>Il progetto, coinvolgendo ragazzi e ragazze nella produzione dei contenuti, li ha resi non solo fruitori ma protagonisti, rafforzando il senso di appartenenza alla comunit&agrave; e di consapevolezza del patrimonio pavesiano.</p>
<p>Le audioguide, registrate con un linguaggio immediato e inclusivo, instaurano un dialogo culturale fra pari e coetanei, rendendo l&rsquo;esperienza di visita dinamica e interattiva. L&rsquo;iniziativa contribuisce a veicolare la figura di Cesare Pavese e la sua opera alle nuove generazioni attraverso un approccio attivo e partecipato, e una trasmissione dei contenuti non nozionistica, ma diretta e contemporanea.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117436/small_142269.jpg"></p>
<p>Inoltre, dalla domenica di Pasqua (5 aprile) le visite guidate ai luoghi pavesiani organizzate dalla Fondazione Cesare Pavese torneranno a essere disponibili, oltre al sabato, anche la domenica e nei giorni festivi. Il percorso del tour comprende la visita al Museo Pavesiano ospitato presso la Fondazione Cesare Pavese, alla adiacente Chiesa dei SS. Giacomo e Cristoforo, dove lo scrittore fu battezzato e che ora ospita le mostre della Fondazione, alla Casa-Laboratorio di Pinolo Scaglione, il Nuto del romanzo La luna e i fal&ograve;, oltre a una tappa all&rsquo;esterno della Casa natale dello scrittore, recentemente acquisita dal Comune di Santo Stefano Belbo nell&rsquo;ottica di integrarla nel circuito dei luoghi pavesiani santostefanesi.</p>
<p>Maggiori informazioni sulle visite al museo e ai luoghi pavesiani sono consultabili sul sito web di Fondazione Cesare Pavese: <a href="https://fondazionecesarepavese.it/visite-e-biglietti/" target="_blank" rel="nofollow">https://fondazionecesarepavese.it</a>.</p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Apr 2026 09:57:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Busca, da maggio a ottobre tornano le escursioni guidate ai suggestivi canyon di alabastro rosa]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/busca-da-maggio-a-ottobre-tornano-le-escursioni-guidate-ai-suggestivi-canyon-di-alabastro-rosa_117418.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/busca-da-maggio-a-ottobre-tornano-le-escursioni-guidate-ai-suggestivi-canyon-di-alabastro-rosa_117418.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117418/142243.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Da maggio a ottobre un nuovo ciclo di escursioni guider&agrave; gli appassionati alla scoperta delle cave di Alabastro situate sulla collina dell'Eremo di Belmonte.</p>
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;iniziativa, giunta al terzo anno, &egrave; organizzata dall&rsquo;ecomuseo buschese, un progetto realizzato dall&rsquo;Associazione Ingenium e dal Comune di Busca insieme a numerose realt&agrave; cittadine, che invita abitanti e turisti a scoprire e riscoprire il territorio buschese con lo slogan: &ldquo;La citt&agrave; che non vedi &egrave; sotto ai tuoi occhi&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">Le escursioni, condotte da accompagnatori naturalistici, si svolgeranno ogni seconda domenica del mese, con due partenze: una al mattino alle 9:30 e una nel pomeriggio alle 15:00.</p>
<p style="text-align: justify;">La partecipazione &egrave; su prenotazione. Per iscriversi, &egrave; possibile scrivere a info@turismobusca.it o contattare il numero 353-4694406 durante l&rsquo;orario di apertura dell&rsquo;Infopoint, il venerd&igrave; dalle ore 10.00 alle 12.00. Il costo &egrave; di 10 euro, gratuito per i bambini fino a 6 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto di ritrovo &egrave; previsto davanti a Casa Francotto (vicino al Municipio di Busca). Da l&igrave; si raggiunger&agrave; in auto il Parco Francotto per poi proseguire a piedi fino alle cave. L&rsquo;attivit&agrave; &egrave; di difficolt&agrave; T (= turistica) e sono richiesti scarponi da trekking, abbigliamento adeguato, bastoncini e acqua.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli appuntamenti avranno il seguente calendario: 10 maggio - 14 giugno - 12 luglio - 9 agosto - 13 settembre - 11 ottobre.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Storia e curiosit&agrave;</em></p>
<p style="text-align: justify;">La collina di Busca, sia dal punto di vista geologico che ambientale ha tanto da dire e dare al turismo ambientale di qualit&agrave; che si sta sviluppando ultimamente, con i risvolti scientifici e storici connessi, che sono quanto mai interessanti. Per quanto riguarda questi ultimi aspetti, le cave di alabastro di Busca, come hanno avuto modo di spiegare i due ricercatori dell&rsquo;universit&agrave; di Torino in diversi incontri divulgativi, rappresentano un &ldquo;scrigno&rdquo; in quanto antichissime grotte, formatesi almeno 350.000 anni fa (a tanto si ferma per ora la datazione in base alle ricerche fin qui concesse dai fondi a disposizione), venute in parte a cielo aperto in seguito all&rsquo;erosione della collina sovrastante.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di cinque gole di lunghezza variabile, fino a oltre un centinaio di metri, profonde anche una trentina, che si trovano sulla collina dell&rsquo;Eremo, versante orientale, a quota 650 metri, particolarmente suggestive, dai variegati colori che muovono dal rosa scuro al verde muschio, anche a seconda di come vi incide la luce nelle varie ore del giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;alabastro di Busca &egrave; una roccia calcarea, composta essenzialmente da calcite che si &egrave; deposta sotto forma di stalattiti, stalagmiti e altre concrezioni che, se sottoposte a tecniche sofisticate, permettono di determinare il clima presente nell&rsquo;area a partire da glaciazioni molto pi&ugrave; antiche dell&rsquo;ultima, alla quale risale per esempio l&rsquo;unica altra area sede di ricerca scientifica di paleoclima del Piemonte, Rio Martino di Crissolo, dove i sedimenti fin qui analizzati si fermerebbero a 10.000 anni fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista storico, ed in particolare della storia dell&rsquo;arte, inoltre, l&rsquo;impiego dell&rsquo;Alabastro di Busca &egrave; stato diffuso in chiese e case nobiliari dalla met&agrave; del Settecento fino alla met&agrave; del secolo scorso in tutto il Piemonte ed anche in Francia in tante opere di pregio. La pi&ugrave; recente e curiosa presenza dell&rsquo;Alabastro di Busca &egrave; stata rinvenuta nella composizione di un caminetto attribuito alla casa di Napoleone ad Ajaccio. Quanto fosse ritenuto prezioso in quelle epoche &egrave; testimoniato anche dal fatto che in diverse chiese esso venisse imitato con dipinti, come nella parrocchia Maria Vergine Assunta e nella chiesa della Santissima Trinit&agrave;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 31 Mar 2026 16:55:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Saluzzo, Villa Belvedere Radicati riapre a Pasquetta]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/saluzzo-villa-belvedere-radicati-riapre-a-pasquetta_117285.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/saluzzo-villa-belvedere-radicati-riapre-a-pasquetta_117285.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117285/142041.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riapre a Pasquetta, luned&igrave; 6 aprile, Villa Belvedere Radicati, gestita dall&rsquo;associazione Arte Terra e Cielo.&nbsp;La dimora storica sulla collina di Saluzzo, in via San Bernardino 17, &egrave; stata recentemente oggetto di un importante intervento di recupero che ha previsto, tra l&rsquo;altro, l&rsquo;apertura di un secondo accesso al parco attraverso l&rsquo;antico portale cinquecentesco, situato poco dopo la chiesa di San Bernardino, oltre a quello di fronte alla cappella di San Grato.&nbsp;Da qui si entra nel viale alberato, percorribile attraverso un camminamento accessibile anche a carrozzine e passeggini.&nbsp;All&rsquo;interno delle sale storiche alcuni video narrativi raccontano la storia della villa, offrendo un viaggio nel tempo tra personaggi illustri e trasformazioni architettoniche.</p>
<p>L&rsquo;intero complesso, situato su un poggio naturale &egrave; valorizzato da un&rsquo;illuminazione che, nelle ore notturne, ne esalta la suggestiva bellezza, rendendolo visibile anche da lontano.&nbsp;Nel prato terrazzato, sul retro, svetta maestoso l&rsquo;antico cedro del Libano, testimone secolare del passato della dimora.&nbsp;La storia della villa affonda le radici nel Quattrocento, quando fu trasformata dal Marchese Ludovico II per viverci con la giovane consorte Margherita di Foix.&nbsp;Nata come palazzina di caccia la struttura si &egrave; evoluta nei secoli in una raffinata villa rinascimentale, mantenendo il fascino e l&rsquo;eleganza delle origini.&nbsp;Nel 1977, a seguito di un lascito testamentario, la villa fu donata al Comune di Saluzzo dalla contessa Anna Maria Radicati di Marmorito, con il desiderio espresso di conservare l&rsquo;identit&agrave; paesaggistica e il carattere agreste-bucolico della tenuta.</p>
<p>Oggi, Villa Belvedere Radicati si propone anche come location ideale per matrimoni, eventi privati e feste, grazie alla sua atmosfera unica, che unisce il romanticismo del passato alla funzionalit&agrave; del presente.</p>
<p>L'ingresso prevede un biglietto di 5 euro (intero), 3 euro (ridotto per ragazzi 10-17 anni, over 65, gruppi e scuole), gratuito per bambini sotto i 10 anni e tesserati dell'Associazione Arte, Terra e Cielo. &Egrave; disponibile un biglietto famiglia (2 adulti e 2 ragazzi) a 12 euro. Orario di apertura: domenica e festivi: 10-13 e 14-19. Per informazioni e prenotazioni &egrave; possibile contattare il numero 351-5718472 o scrivere a: <a href="mailto:associazione.arteterracielo@gmail.com" target="_blank">associazione.arteterracielo@gmail.com</a></p>
<p>A breve sul sito: villabelvedereradicati.it e sulla pagina Facebook: &ldquo;Villa Belvedere gi&agrave; Radicati Saluzzo&rdquo; e su Instagram: &ldquo;villa.belvedere.saluzzo&rdquo; sar&agrave; pubblicato il calendario dei i prossimi eventi che comprende visite guidate, mostre, concerti e spettacoli teatrali.</p>]]></description><pubDate>Mon, 30 Mar 2026 08:58:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Start: a Saluzzo storia, arte e artigianato in dialogo tra passato e futuro]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/start-a-saluzzo-storia-arte-e-artigianato-in-dialogo-tra-passato-e-futuro_117186.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/start-a-saluzzo-storia-arte-e-artigianato-in-dialogo-tra-passato-e-futuro_117186.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117186/141893.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Dal 10 aprile al 18 giugno Saluzzo torna protagonista con Start, trasformandosi in un vivace crocevia culturale, capace di intrecciare luoghi storici e spazi contemporanei, botteghe e cortili, palazzi nobiliari e antiche caserme.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ricco programma della nuova edizione di Start/storia e arte a Saluzzo, organizzata dalla Fondazione Amleto Bertoni, &egrave; stato presentato gioved&igrave; 25 marzo nella sala conferenze dell&rsquo;Antico Refettorio del convento di San Giovanni. La manifestazione celebra le tre anime della citt&agrave; - artigianato, antiquariato e arte - da cui deriva anche il nome stesso di Start.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tema scelto per il 2026 &egrave; &ldquo;Rencontre&rdquo;, un termine francese che richiama l&rsquo;idea di incontro, intreccio e confronto: una sintesi efficace dello spirito della rassegna, che da dieci anni mette in relazione persone, competenze e visioni, consolidando nel tempo una dimensione anche internazionale. Start &egrave; questo, un percorso diffuso attraversato da un filo rosso che unisce passato e futuro, tradizione e innovazione, radici e apertura europea.</p>
<p style="text-align: justify;"><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117186/small_141895.jpg"></p>
<p style="text-align: justify;">La rassegna, che quest&rsquo;anno compie dieci anni, &egrave; stata capace di affermarsi nel panorama internazionale, grazie a un lavoro corale guidato dal Comune di Saluzzo e dalla Fondazione Amleto Bertoni. Nel tempo ha saputo mettere in relazione persone, energie e competenze, offrendo una nuova chiave di lettura alle tre manifestazioni storiche che rappresentano l&rsquo;identit&agrave; della citt&agrave; &ndash; Artigianato, Antiquariato e Arte, le tre &ldquo;A&rdquo; da cui prende il nome Start. Oggi la manifestazione coinvolge oltre cento tra artigiani e artisti, una trentina di operatori dell&rsquo;antiquariato e pi&ugrave; di 5.000 metri quadrati di spazi espositivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Tre i momenti principali: l&rsquo;88&ordf; Mostra Nazionale dell&rsquo;Artigianato (11 aprile &ndash; 17 maggio), la Mostra di Arte Contemporanea powered by Paratissima (9 &ndash; 17 maggio), e l&rsquo;49&ordf; Mostra Nazionale dell&rsquo;Antiquariato (23 maggio &ndash; 2 giugno).</p>
<p style="text-align: justify;">Ad aprire e moderare gli interventi istituzionali e dei rappresentanti delle realt&agrave; coinvolte, &egrave; stato Alberto Dellacroce, direttore della Fondazione Amleto Bertoni che cura l&rsquo;organizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo a prendere la parola &egrave; stato il sindaco di Saluzzo Franco Demaria: &ldquo;<em>Start racconta una storia millenaria che abbiamo la fortuna di aver conservato e che ancora oggi possiamo condividere &ndash;. Nel tempo la manifestazione &egrave; cresciuta e si &egrave; trasformata, permettendo anche a noi di crescere insieme a lei. Sono nate nuove collaborazioni, coinvolgendo un territorio sempre pi&ugrave; ampio. &Egrave; il risultato di un lavoro di squadra che negli anni ha saputo creare, consolidare e valorizzare un&rsquo;identit&agrave; culturale forte: Saluzzo e le Terre del Monviso sono protagoniste di questi due mesi</em>&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;"><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117186/small_141896.jpg"></p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>Il tema di quest&rsquo;anno mette in dialogo importanti spazi storici con luoghi contemporanei e di aggregazione: &egrave; proprio questa l&rsquo;essenza di Start, capace di unire ambienti diversi, idee, modalit&agrave; di lavoro e di vivere la comunit&agrave;</em>&rdquo; &ndash; ha aggiunto l&rsquo;assessora alla Cultura Attilia Gullino.</p>
<p style="text-align: justify;"><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117186/small_141897.jpg"></p>
<p style="text-align: justify;">Carlo Allemano, presidente della Fondazione Amleto Bertoni, ha presentato la novit&agrave; di questa edizione: &ldquo;<em>Start &egrave; una manifestazione profondamente radicata nella storia della citt&agrave;, capace di raccontare arte e tradizione nel solco del percorso avviato dal suo fondatore. In occasione di questo importante anniversario abbiamo voluto offrire uno sguardo nuovo sull&rsquo;artigianato: rispetto al passato, l&rsquo;edizione di quest&rsquo;anno si arricchisce con un&rsquo;esposizione negli spazi di Casa Cavassa. Un&rsquo;esperienza inedita che auspichiamo possa consolidarsi nel tempo, cos&igrave; come le numerose sinergie costruite negli anni, che oggi siamo lieti di ritrovare e che desidero ringraziare</em>&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;"><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117186/small_141898.jpg"></p>
<p style="text-align: justify;">Il programma si apre con la 88&ordf; Mostra Nazionale dell&rsquo;Artigianato (11 aprile &ndash; 17 maggio), arricchita dall&rsquo;esposizione &ldquo;Di bosco, di legno, disegno&rdquo; al Museo Civico Casa Cavassa, curata da Axel Iberti, che reinterpreta il materiale simbolo del territorio attraverso il design contemporaneo. L&rsquo;ex Caserma Musso ospiter&agrave; oltre cinquanta artigiani e associazioni nei fine settimana dell&rsquo;11&ndash;12 e 18&ndash;19 aprile, con laboratori, dimostrazioni e incontri aperti al pubblico.</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117186/small_141899.jpg"></p>
<p>Per il quarto anno torna &ldquo;La Citt&agrave; Svelata&rdquo; (1&ndash;3 maggio), che collega la citt&agrave; alta e quella bassa in un percorso tra Castiglia, Palazzo Comunale, San Giovanni, Casa Cavassa, l&rsquo;area pedonale e la Caserma Musso, grazie anche al progetto di mobilit&agrave; sostenibile &ldquo;Start &ndash; muoviamoci con l&rsquo;arte&rdquo;.<br>&nbsp;<br>Ampio spazio all&rsquo;arte contemporanea, con la Mostra powered by Paratissima (9&ndash;17 maggio), che porter&agrave; negli spazi de &ldquo;Il Quartiere&rdquo; una collettiva con artisti emergenti e affermati, affiancata da residenze, attivit&agrave; didattiche e progetti dedicati alla sostenibilit&agrave;. Prosegue la collaborazione con la Fondazione Garuzzo, che presenta alla Castiglia &ldquo;Tracciando il sentiero. Arte, ambiente e visioni del futuro&rdquo; (9 maggio &ndash; 13 settembre) e, all&rsquo;Ala di Ferro, &ldquo;Un Po di Storia &ndash; il paesaggio infinito&rdquo; (17 aprile &ndash; 10 maggio) di Daniele Marzorati.</p>
<p>Tra gli appuntamenti principali, il Premio Matteo Olivero, assegnato all&rsquo;artista Davide Sgambaro, che realizzer&agrave; un&rsquo;installazione presso la piscina comunale a partire dal 18 giugno.</p>
<p>Grande protagonista sar&agrave; l&rsquo;antiquariato, con la 49&ordf; Mostra Nazionale (23 maggio &ndash; 2 giugno) alla Castiglia, curata per l'ottava edizione consecutiva da Franco Brancaccio, esposizione che celebra e custodisce la forza intatta della natura antiquaria della citt&agrave;. Quest&rsquo;anno sar&agrave; presente anche uno spazio dedicato ai giardini con allestimenti dell&rsquo;architetto di fama internazionale Paolo Pejrone.</p>
<p>Tra le novit&agrave; pi&ugrave; attese, l&rsquo;esposizione permanente del monumentale dipinto &ldquo;Fiera di Saluzzo&rdquo; (1880) di Carlo Pittara, affiancata da una mostra collaterale dedicata alla paesaggistica del Seicento e Settecento. Sempre alla Castiglia, in aprile, sar&agrave; visitabile anche la personale &ldquo;Reminiscence&rdquo; di Francesca Casale.</p>
<p>Intorno ai principali appuntamenti della rassegna, orbitano i tanti appuntamenti della proposta START Off, tra cui la mostra &ldquo;L&rsquo;artigianato che verr&agrave;. Visioni dal presente al futuro&rdquo; (24 aprile &ndash; 3 maggio), i concerti curati dalla Fondazione Scuola APM, gli appuntamenti come &ldquo;I passatempi di Griselda &ndash; vent&rsquo;anni di ricami&rdquo; al Monastero della Stella, le iniziative &ldquo;Rudun&agrave;&rdquo; e &ldquo;Le case della memoria&rdquo; legate ai Musei Saluzzo, e &ldquo;Negozi in strada&rdquo; a cura di Confcommercio.</p>
<p>Sempre grande attenzione alla formazione e alla relazione fra giovani e territorio con tante proposte per le scuole e attivit&agrave; didattiche che arricchiranno ogni weekend il programma con attivit&agrave; dedicate a bambini e famiglie.</p>
<p>La rassegna si estende anche alle Terre del Monviso, con escursioni e itinerari a piedi e in bicicletta tra i castelli di Lagnasco e Manta e il borgo di Castellar, ma anche percorsi a cavallo. Imperdibile a inizio maggio il piccolo borgo di Castellar si anima di centinaia di spaventapasseri.</p>
<p>Per tutti i dettagli del programma consultare il sito <a href="https://www.startsaluzzo.it" target="_blank">www.startsaluzzo.it</a>.</p>
<p>Nel video, l'intervista al presidente della Fondazione Amleto Bertoni Carlo Allemano.</p>]]></description><pubDate>Fri, 27 Mar 2026 12:41:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Oltre 2 mila persone agli incontri del "Ponte del Dialogo"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/oltre-2-mila-persone-agli-incontri-del-ponte-del-dialogo_117159.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/oltre-2-mila-persone-agli-incontri-del-ponte-del-dialogo_117159.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117159/141860.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sedici incontri, sei appuntamenti per i pi&ugrave; piccoli nella sezione &ldquo;Young&rdquo;, 2.200 presenze, 25 autori. L&rsquo;edizione del Ponte del Dialogo che si &egrave; appena conclusa a Dronero non si pu&ograve; misurare solo con questi numeri, che pure confermano il crescente consenso di pubblico e l&rsquo;ormai oliata, eccellente macchina organizzativa.</p>
<p>Il Festival &egrave; stato molto di pi&ugrave;. Chi ha potuto seguire tutti o quasi tutti gli incontri, si &egrave; reso conto del filo conduttore che li ha uniti, frutto di una programmazione ben studiata, che non &egrave; andata soltanto alla ricerca di grandi nomi per attirare pi&ugrave; pubblico. Gli organizzatori, Comune di Dronero e Agenzia di Sviluppo di AFP, hanno proposto una riflessione articolata sui temi pi&ugrave; scottanti e insidiosi del nostro tempo, con testimoni di assoluta qualit&agrave;. Si &egrave; parlato del disorientamento dei giovani, ma anche di quello degli anziani. Si &egrave; parlato di quelle che Alberto Pellai chiama le &ldquo;famiglie sandwich&rdquo;, schiacciate dalla difficolt&agrave; di gestire i figli giovani e i genitori anziani. Si &egrave; parlato con Ascanio Celestini degli ultimi, di chi vive sulla sua pelle la difficolt&agrave; di sbarcare il lunario, di mettere insieme il pranzo con la cena, di chi &egrave; sfruttato. Andrea Oskari Rossini e Agostno Zanotti hanno riacceso un faro sul tema delle migrazioni, sulle difficolt&agrave; disumane che incontrano i migranti sulle rotte balcaniche, nel cuore dell&rsquo;Europa. Un&rsquo;Europa che sembra rivivere le ansie e il senso di impotenza che Thomas Mann aveva provato cent&rsquo;anni fa e di cui parl&ograve; nel suo &ldquo;Avvertimento all&rsquo;Europa&rdquo;, opera ripubblicata dall&rsquo;editore Aragno a cura di Lucio Coco. Europa che &egrave; forse l&rsquo;unico argine alla deriva tecnocratica della nuova destra americana, cos&igrave; ben raccontata da Alessandro Mulieri: il pubblico dell&rsquo;Iris ammutolito, stordito da quanto propugnato da presunti &ldquo;guru&rdquo; come Curtis Yarvin o Peter Thiel, che auspicano il ritorno della monarchia assoluta, che rivalutano la schiavit&ugrave;, che vorrebbero tornare indietro di trecento anni. Di fronte a questa regressione ideologica devono reagire gli intellettuali, ma come possono farlo in un periodo storico in cui la loro influenza &egrave; quasi del tutto oscurata dagli influencer digitali, spesso manipolati, asserviti (consapevolmente o inconsapevolmente) agli interessi della grande industria tecnologica? David Bidussa ha dialogato con il pubblico proprio su questo tema, invitando donne e uomini di cultura ad assumersi una responsabilit&agrave; straordinariamente importante: passare alle nuove generazioni la consapevolezza del valore della cultura, dei libri, del libero pensiero, della relazione umana (non mediata dai social), del dialogo e del rispetto. La scuola dovrebbe essere il luogo d&rsquo;elezione per questo passaggio di testimone fra generazioni, ma non sempre lo &egrave;. Basti pensare a recenti fatti di cronaca. Certo &egrave; stato un protagonista e un artefice di scuola buona Secondo Garnero, che ha raccontato la sua storia di professore di fronte ad un pubblico pi&ugrave; numeroso di quanto lui si aspettasse.</p>
<p>Alberto Pellai e Claudia De Lillo hanno parlato di giovani, in modo diverso: dal punto di vista di una madre, nel caso dell&rsquo;autrice, dal punto di vista psicologico nel caso del grande psicoterapeuta. Entrambi molto apprezzati dal pubblico. Pellai ha sciolto ogni dubbio in merito alla pericolosit&agrave; degli smartphone per i giovanissimi: non dovrebbero assolutamente essere usati fino a 14 anni. Ormai pediatri, neuropsichiatri, scienziati dei cinque continenti sono concordi nel riconoscere i danni che l&rsquo;uso degli smartphone ha prodotto nei ragazzi a partire dal 2011, anno in cui &egrave; cominciata la loro diffusione nel mondo. I livelli cognitivi, di apprendimento e rielaborazione, si sono pericolosamente abbassati. Alcuni stati, come la Svezia, hanno gi&agrave; eliminato ogni supporto digitale dalla didattica nei primi cicli di istruzione. Molti altri stati stanno per seguire questa strada.</p>
<p>Con Erri De Luca si &egrave; passati dai giovani all&rsquo;et&agrave; sperimentale: cos&igrave; lui chiama la vecchiaia, perch&eacute; in nessun periodo storico si &egrave; andati cos&igrave; avanti con l&rsquo;et&agrave;. Solo negli ultimi anni sono aumentati in modo considerevole gli ultraottantenni: per loro si tratta di sperimentare una fase della vita che in passato quasi nessuno raggiungeva. La ricetta di Erri De Luca per vivere questa &ldquo;et&agrave; sperimentale&rdquo; &egrave; tutto sommato semplice: cercare di restare se stessi, non rinunciare alla curiosit&agrave;, alla voglia di divertirsi, al desiderio di bellezza. Bisogna continuare a fare attivit&agrave; fisica, a impegnare al mente nella lettura e nella scrittura, coltivare relazioni&hellip;</p>
<p>Un inno alla semplicit&agrave; e al coraggio non lontano da quanto testimoniato da Stefania Belmondo, che ha incantato il pubblico proprio con la forza della sua umilt&agrave;, della sua determinazione, del suo essere rimasta una persona &ldquo;comune&rdquo;, che non si &egrave; montata la testa per il successo.</p>
<p>Un apprezzamento particolare va a chi ha, di volta in volta, dialogato con gli autori ospiti: tutti davvero molto bravi. Si sta anche in questo caso consolidando, per il Festival, una peculiarit&agrave; importante: la scelta di efficaci &ldquo;dialoganti&rdquo;, che contribuiscono non poco al successo degli incontri: Alberto Gedda, Antonio Ferrero, Mario Bosonetto, Gianmarco Perale, Gigi Garelli, Sergio Soave, Franco Chittolina, Nino Aragno, Paolo Bersani, Claudio Petronella, Andrea Vassallo, Davide Porporato, Ilaria Blangetti, Daniela Massimo. Un team di dialoganti di altissimo profilo, che esprime il meglio della cultura cuneese (e non solo).</p>
<p>Altro punto forte del Ponte del Dialogo &egrave; il suo staff, composto in larga parte da giovani e giovanissimi, sempre disponibili, efficienti, garbati.&nbsp;&Egrave; auspicabile che l&rsquo;impostazione data a questa edizione del Festival venga riproposta anche nelle prossime, visto il gradimento da parte di un pubblico molto attento e partecipe, proveniente da tante parti del Piemonte, ben oltre la provincia di Cuneo. Un buon investimento per i sostenitori del Festival: Regione Piemonte, Fondazione CRC, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Banca di Caraglio.</p>
<p>Indiscrezioni raccolte tra i promotori del Ponte del Dialogo fanno pensare che sia cos&igrave; e che siano allo studio anche interessanti novit&agrave; nel format, con un maggiore coinvolgimento diretto del pubblico nel dialogo con gli autori e con un rapporto sempre pi&ugrave; stretto con il tessuto sociale ed economico di Dronero. Ulteriore novit&agrave; sar&agrave; la dimensione transfrontaliera del Festival, che proporr&agrave; da novembre un collegamento con festival letterari francesi e la partecipazione di autori internazionali. L&rsquo;appuntamento &egrave; a Dronero dal 2 al 9 novembre. Non escludiamo, tuttavia, che prima dell&rsquo;autunno lo staff del Festival non ci stupisca con qualche &ldquo;finestra&rdquo; estiva&hellip; Possiamo anticipare che dal 12 al 14 giugno si svolger&agrave; a San Damiano Macra la seconda edizione di &ldquo;Borghi in dialogo&rdquo;, una kermesse culturale che rappresenta l&rsquo;estensione del Festival in Valle Maira e che proporr&agrave; un programma molto interessante.</p>]]></description><pubDate>Fri, 27 Mar 2026 08:15:00 +0100</pubDate><dc:creator>Michele Pernice</dc:creator><author><name>Michele Pernice</name></author></item><item><title><![CDATA[Quando a Cuneo c'era la zecca del Regno di Sicilia e del Regno di Napoli]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/quando-a-cuneo-c-era-la-zecca-del-regno-di-sicilia-e-del-regno-di-napoli_117059.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/quando-a-cuneo-c-era-la-zecca-del-regno-di-sicilia-e-del-regno-di-napoli_117059.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117059/141729.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Quanti sanno che Cuneo &egrave; stata per qualche tempo la zecca del Regno di Sicilia e del Regno di Napoli? &Egrave; accaduto poco pi&ugrave; di settecento anni orsono, durante il periodo della dominazione angioina su buona parte dell&rsquo;Italia e, in particolare, sul basso Piemonte di cui Cuneo fu capitale (<em>Conium caput est Pedemontis</em>). Par giusto riportare quanto ha scritto il Gabotto sull&rsquo;importanza dell&rsquo;arrivo degli Angi&ograve; nel basso Piemonte e in Cuneo in particolare: <em>&ldquo;Impura nelle origini, la signoria angioina, estesasi rapidamente a tutto il Piemonte a danno di Asti, ebbe per&ograve; per la nostra citt&agrave; (Cuneo) benefici effetti&rdquo;</em>. Con un pacifico e notevole sviluppo dei commerci, aprendo Cuneo ai solidi rapporti con la Provenza francese che sono durati nei secoli e che molto hanno legato e legano Cuneo alla vicina Francia.</p>
<p>Fra l&rsquo;altro il nome &ldquo;Piemonte&rdquo; nasce proprio con gli Angioini, Pedemontis appunto. Cuneo era nata ufficialmente da poco pi&ugrave; di una cinquantina di anni (gi&agrave; esisteva come villaggio prima del 1198, anno a cui risale il primo documento ufficiale attestante la sua esistenza e la sua sottomissione alla citt&agrave; di Asti) quando Carlo I di Angi&ograve;, dopo aver partecipato alla settima crociata (1248-1254) conquist&ograve; il basso Piemonte e fece di Cuneo la sua capitale. Carlo I d&rsquo;Angi&ograve;, conte di Provenza e fratello del re di Francia Luigi IX (poi santo), si fece grande onore nella crociata e anche con l&rsquo;aiuto del Papa tent&ograve; la conquista dell&rsquo;Italia contro l&rsquo;imperatore germanico (le famose lotte fra Guelfi e Ghibellini) e vi riusc&igrave; in buona parte. Conquist&ograve; la maggior parte delle citt&agrave; di Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto e Toscana, e divenne poi re di Sicilia, re di Napoli, principe di Taranto, re d&rsquo;Albania, principe d&rsquo;Acaja e re titolare di Gerusalemme (non pago estese il suo dominio anche alla Lorena e a regioni lontane come la Polonia e l&rsquo;Ungheria). Molto per la venuta di Carlo I in Piemonte si deve anche all&rsquo;abate di Borgo San Dalmazzo.&nbsp;</p>
<p>L&rsquo;abbazia allora aveva gi&agrave; grande influenza sulle valli che si dipartono da Borgo San Dalmazzo e il suo abate Anselmo partecip&ograve; in qualit&agrave; di segretario del papa Innocenzo IV al concilio di Lione, con cui fu promossa la crociata. Innocenzo IV premi&ograve; l&rsquo;abate con la bolla Religiosam Vitam del 1246, una sorta di <em>magna charta</em> con la quale l&rsquo;abbazia ebbe la definitiva sovranit&agrave; su tutte le valli. Come &ldquo;signore feudale&rdquo; l&rsquo;abate si impegn&ograve; a mandare uomini delle valli e della citt&agrave; del pizzo, Conium, alla crociata sotto le insegne di Carlo I d&rsquo;Angi&ograve;. Favor&igrave; cos&igrave; anche l&rsquo;alleanza di Carlo I con Cuneo e il suo ingresso in Piemonte. Alla crociata presero parte, infatti, molti cuneesi e abitanti delle valli. &Egrave; certo che vi parteciparono i fratelli Alardo e Giovanni di Valdieri e i Lovera loro parenti, tant&rsquo;&egrave; che Ugone dei Lovera, che gi&agrave; risiedeva in Cuneo, dopo quella spedizione ottenne l&rsquo;autorizzazione di aggiungere allo stemma di famiglia, accanto al lupo antico (da cui deriva il nome, Lupus-Lupera-Lovera), la Croce di Gerusalemme. Sempre su proposta e per volont&agrave; di Ugone, in Cuneo fu edificata una chiesa intitolata a San Giovanni Gerosolimitano con annessa precettoria dei cavalieri del Tempio e un ospedale di carit&agrave;, cui si aggiunse poi la confraternita di Santa Croce.</p>
<p>Con Carlo I inizi&ograve; dunque la dominazione degli Angi&ograve; su Cuneo, dominazione che dur&ograve; con alterne vicende (guerre e temporanei domini dei marchesi di Saluzzo, dei Visconti di Milano e dei Savoia) per un centinaio di anni. Quella di Carlo I fu infatti una dominazione disorganica con molte sollevazioni soprattutto nell&rsquo;Italia settentrionale, ma anche in Italia meridionale (fra cui quella famosa dei Vespri Siciliani). Ne segu&igrave; la guerra contro Genova che port&ograve; alla formazione di una potente coalizione, comprendente buona parte delle citt&agrave; settentrionali gi&agrave; sottomesse e di importanti casate nobiliari (i marchesi di Saluzzo, i Visconti di Milano, i Savoia, addirittura invi&ograve; proprie truppe a sostegno della coalizione anche Alfonso di Castiglia dalla Spagna). Cuneo soltanto rimase fedele all&rsquo;Angi&ograve; e ne usc&igrave; sconfitta (nel novembre del 1275 le truppe angioine subirono l&rsquo;ultima sconfitta a Roccavione). Seguirono anni difficili: molte famiglie di fede guelfa e angioina dovettero fuggire da Cuneo, le loro case furono distrutte e con i resti delle stesse furono rinforzate le fortificazioni.</p>
<p>Gli Angi&ograve;, tuttavia, rimasti signori di buona parte degli altri territori italiani fra cui il regno di Napoli e il regno di Sicilia (cui formalmente apparteneva ancora il ducato piemontese, di cui Cuneo era la capitale), non tardarono a ritornare. Nel 1305 si riaffacciarono&nbsp;in Piemonte con Carlo II, detto lo Zoppo, con un esercito di trecento cavalieri e di mille fanti, guidati da Raimondo Gambatesa e dal cuneese Giacomo Arduino (procuratore, avvocato regio e vice reggente del siniscalco). E questa volta tornarono a vincere.&nbsp;</p>
<p>Ne segu&igrave; il periodo di maggior splendore di Cuneo, quale <em>Caput Pedemontis</em>, e qui entra in gioco la zecca. A Cuneo fu infatti fabbricato per anni il &ldquo;Grosso Tornese&rdquo;, moneta medievale d'argento, equivalente a 12 denari, che riprodotta in varie localit&agrave; europee ebbe una vasta circolazione in molte nazioni dell'Europa.&nbsp;</p>
<p>Afferma G. Fea che dieci degli undici grossi tornesi della zecca di Cuneo, sino ad oggi pubblicati, debbano essere attribuiti a Carlo I. In verit&agrave; un documento attesterebbe l'attivit&agrave; della zecca cuneese anche pochi mesi dopo l'inizio della signoria angioina con Carlo I. Tuttavia l'unico testo di appalto della zecca di Cuneo giunto sino a oggi &egrave; quello a nome di Carlo II del 31 marzo 1307, che prevedeva l'emissione in Cuneo dei grossi tornesi.&nbsp;</p>
<p>Poco importa quale sia la data esatta. Certo &egrave; che Cuneo fu la zecca degli angioini in Piemonte e Italia e che fu tra le citt&agrave; pi&ugrave; importanti del regno angioino. Non &egrave; un caso che lo stemma di Cuneo porti le tre bande orizzontali rosse su campo bianco proprie delle insegne degli Angi&ograve;, dato che in un sigillo del Comune di Cuneo del 1379, custodito presso l'archivio storico di Torino, spiccano le insegne degli Angi&ograve; (con le tre bande orizzontali rosse su campo bianco) con la legenda: <em>"Notum sit contis: Conium caput est Pedemontis"</em>.</p>
<p>Ulteriore dimostrazione dell&rsquo;importanza di Cuneo &egrave; il fatto che quando nel 1309 Roberto I detto il Saggio (cui Carlo II, quando nel 1309 mor&igrave;, lasci&ograve; il regno di Napoli, cui era assoggettata anche la contea del Piemonte) non volle tutti i nobili del suo Regno a giurargli fedelt&agrave; in Napoli, ma pretese che tutti si ritrovassero per tale scopo in Cuneo. In Cuneo, dunque, e non a Napoli.</p>
<p>Seguirono una trentina d&rsquo;anni di relativa pace, fin quando, morto Roberto (nel 1343), essendogli prematuramente scomparso il figlio Carlo, assunse il potere la regina Giovanna (nota in provincia di Cuneo come Reino Jano). Con lei inizi&ograve; la decadenza degli Angioini e nel 1366 Cuneo, Cherasco e Mondov&igrave; dovettero rimettersi a Amedeo VI detto il Conte Verde, che, avendo vinto grazie all&rsquo;alleanza con i Visconti di Milano, a sua volta decret&ograve; la signoria sulle nominate citt&agrave; di Galeazzo II Visconti.</p>
<p>Si arriva infine al 19 febbraio 1382 quando Luigi d&rsquo;Angi&ograve; - adottato come erede da Giovanna - rimise definitivamente a favore di Amedeo VI Conte Verde di Savoia ogni diritto su Cuneo, oltre che su Asti, Alba, Tortona, Mondov&igrave; e Cherasco: in buona sostanza su quel che restava della contea del Piemonte. Inizi&ograve; il lungo dominio dei Savoia protrattosi fino all&rsquo;unit&agrave; d&rsquo;Italia, trasformando Cuneo da borgo commerciale in strategica citt&agrave;-fortezza proprio contro i francesi. Cos&igrave; Cuneo fin&igrave; di produrre i grossi tornesi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>FONTI</strong></p>
<p><em>Ferdinando Gabotto &ldquo;Storia di Cuneo &ndash; dalle origini ai giorni nostri&rdquo;.</em></p>
<p><em>Da Biblioteca Diocesana &ndash; Cuneo: Ospedale di San Giovanni Gerosolimitano (Precettoria dei Cavalieri del Tempio dal 1217 al 1437, quando fu unito all&rsquo;ospedale della Confraternita di Santa Croce). La tradizione collega la fondazione della Precettoria dei Cavalieri del Tempio a Cuneo dal 1217 o dal 1250 all&rsquo;iniziativa della famiglia dei Lovera di Valdieri, di cui due cavalieri parteciparono alla &nbsp;crociata guidata da san Luigi di Francia.&nbsp;</em></p>
<p><em>La zecca angioina di Cuneo in "Gli Angi&ograve; nell'Italia nord-occidentale" a cura di R. Comba, 2006, pagg. 363-376</em></p>
<p><em>R. Lopez, &ldquo;La prima crisi della banca di Genova - &nbsp;1250-1259&rdquo;, Milano 1956, doc. 108</em></p>]]></description><pubDate>Wed, 25 Mar 2026 16:18:00 +0100</pubDate><dc:creator>Mario Rosso</dc:creator><author><name>Mario Rosso</name></author></item><item><title><![CDATA[Aperture FAI a Moretta: l’arte e la storia si confermano più forti della pioggia e del freddo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/aperture-fai-a-moretta-larte-e-la-storia-si-confermano-piu-forti-della-pioggia-e-del-freddo_117020.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/aperture-fai-a-moretta-larte-e-la-storia-si-confermano-piu-forti-della-pioggia-e-del-freddo_117020.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117020/141671.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Le Giornate FAI di Primavera degli scorsi sabato 21 e domenica 22 marzo, organizzate sul territorio dalla Delegazione FAI di Saluzzo con il Gruppo FAI Savigliano e il FAI Giovani di Saluzzo-Savigliano, sono state un successo, con grande e appassionata partecipazione di pubblico, nonostante un clima e un meteo non certo primaverili.</p>
<p>Moltissimi i visitatori, di ogni et&agrave; e diversa provenienza, che hanno accolto con entusiasmo le diverse proposte avanzate dalla Delegazione FAI di Saluzzo, dal Gruppo di Savigliano e dal Gruppo Giovani Saluzzo - Savigliano. Due giorni di emozioni in mezzo all&rsquo;arte, alla storia, al paesaggio, come &egrave; ormai da 34 anni tradizione del FAI all&rsquo;alba della Primavera.</p>
<p>677 persone hanno potuto scoprire lati inediti di Moretta, palazzi privati, parti inesplorate del Santuario, antichi testi, preziosi documenti archivistici e anche quattro Catasti storici: i volontari della Delegazione FAI Saluzzese, insieme al Gruppo Giovani e al Gruppo Savigliano, hanno offerto ai partecipanti una serie di esperienze ricche di cultura, conoscenze e curiosit&agrave;.</p>
<p>Ci hanno onorato della loro presenza la presidente Regionale del FAI Piemonte Smeralda Saffirio e il referente regionale Alberto Giuseppe Gosso.</p>
<p>Un doveroso ringraziamento, prima di tutto agli abitanti di Moretta, che hanno accolto con entusiasmo la presenza del FAI, hanno collaborato, hanno partecipato, hanno e si sono raccontati. Grazie, poi, al Comune di Moretta nella persona del sindaco Giovanni Gatti con l'Amministrazione e i dipendenti comunali; all&rsquo;Ente Santuario della Beata Vergine del Pilone di Moretta con il presidente don Antonio Marchisio, parroco di Moretta, il Consiglio di Amministrazione, il segretario Ezio Tarabra e la collaboratrice Manuela Millone; all&rsquo;associazione culturale "La Ginestra" con il presidente Giorgio Ciravegna e Giulio Groppo; al professor Bernardino Cagliero e alla Soprano Maddalena Giacosa; allo storico morettese professore Roberto Olivero, all'architetto Silvia Oberto e all'ingegnere Livio Dezzani e alla famiglia Macchioni-Pignatta.</p>
<p>Un doveroso e affettuoso ringraziamento, infine, al lavoro costante, prezioso e qualificato di tutti i delegati e volontari FAI, di Saluzzo, di Savigliano e del Gruppo Giovani, mai cos&igrave; attivo, senza i quali queste splendide Giornate non potrebbero esistere e, da tanti anni, migliorarsi sempre.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117020/small_141672.jpg"></p>]]></description><pubDate>Wed, 25 Mar 2026 09:38:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Clavesana tra i siti storici Grimaldi: dalle alleanze medievali alla rete culturale]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/monregalese/clavesana-tra-i-siti-storici-grimaldi-dalle-alleanze-medievali-alla-rete-culturale_116862.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/monregalese/clavesana-tra-i-siti-storici-grimaldi-dalle-alleanze-medievali-alla-rete-culturale_116862.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116862/141446.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La storia, spesso, costruisce ponti invisibili tra territori lontani nel tempo e nello spazio. &Egrave; proprio uno di questi legami, nato da eredit&agrave; feudali e alleanze matrimoniali, a riportare oggi Clavesana al centro di un progetto culturale contemporaneo. Il Comune piemontese entra ufficialmente nell&rsquo;Associazione italiana dei Siti Storici Grimaldi di Monaco, contribuendo al raggiungimento di un traguardo significativo: 50 Comuni aderenti in tutta Italia.</p>
<p>L&rsquo;ingresso non &egrave; casuale, n&eacute; simbolico. Il sodalizio, infatti, accoglie esclusivamente territori che possano dimostrare un rapporto storico diretto con la famiglia Grimaldi.&nbsp;</p>
<p>Una scelta precisa, che tutela il valore della rete e ne rafforza l&rsquo;identit&agrave;, fondata su connessioni documentate e su una memoria condivisa che continua a vivere attraverso progetti di valorizzazione culturale e turistica.</p>
<p>Per comprendere il legame tra Clavesana e i Grimaldi, occorre tornare indietro di secoli, in un contesto segnato da dinastie e passaggi di potere. Il territorio, inizialmente inserito nella Marca Arduinica torinese, cambi&ograve; assetto dopo la morte di Adelaide di Torino nel 1091, entrando nei domini del nipote Umberto II di Savoia e, successivamente, sotto il controllo del Marchese di Savona Bonifacio del Vasto.</p>
<p>Fu per&ograve; con i suoi discendenti che Clavesana assunse un ruolo centrale. Dopo la morte senza eredi del figlio Ugo, i possedimenti passarono al nipote Bonifacio, figlio di Anselmo. Da lui ebbe origine la dinastia dei Marchesi di Clavesana, protagonisti per oltre due secoli di un dominio esteso tra Piemonte e Liguria.</p>
<p>Il loro feudo comprendeva numerosi centri, tra cui Farigliano, Dogliani e Saliceto, e si spingeva fino alla Marca di Albenga, un&rsquo;area strategica che collegava l&rsquo;entroterra alle coste liguri, da Finale Ligure a Bussana. Un territorio vasto e articolato, testimone dell&rsquo;importanza politica e geografica della casata.</p>
<p>Un momento decisivo nella frammentazione di questi domini &egrave; documentato nell&rsquo;atto del 21 ottobre 1268, redatto presso il Monastero di Santo Stefano di Millesimo. In quell&rsquo;occasione, una quota di Clavesana, appartenuta al Marchese Giacomo Del Carretto, fu assegnata al figlio Antonio, dando origine al ramo dei Del Carretto di Finale Ligure.</p>
<p>&Egrave; proprio attraverso la famiglia Del Carretto che si consolida il legame con i Grimaldi di Monaco. Ilaria del Carretto, figlia del marchese Giacomo e titolare di una parte del territorio di Clavesana, spos&ograve; Rainieri II Grimaldi (1350-1407), figura di primo piano nella storia della dinastia monegasca.</p>
<p>Da questa unione nacque una linea familiare che rafforz&ograve; nel tempo i rapporti tra le due casate. Il loro nipote Catalano, morto nel 1457, spos&ograve; Bianca del Carretto, confermando una continuit&agrave; di alleanze che attraversa generazioni e territori. Un intreccio dinastico che rappresenta oggi il fondamento storico dell&rsquo;adesione di Clavesana all&rsquo;associazione.</p>
<p>L&rsquo;ingresso del Comune piemontese segna dunque un duplice risultato: da un lato il riconoscimento di un passato condiviso, dall&rsquo;altro l&rsquo;apertura a nuove opportunit&agrave; di valorizzazione. Con Clavesana, l&rsquo;Associazione Italiana dei Siti Storici Grimaldi di Monaco raggiunge quota 50 Comuni, rafforzando una rete sempre pi&ugrave; ampia e coesa.</p>
<p>Attraverso iniziative comuni, eventi, percorsi tematici e collaborazioni istituzionali, i territori aderenti trasformano la storia in uno strumento attivo di promozione culturale. In questo quadro, Clavesana si inserisce come un tassello significativo, capace di raccontare una vicenda complessa fatta di eredit&agrave;, relazioni e identit&agrave; condivise.</p>
<p>Un passato che non resta confinato nei documenti, ma che continua a generare valore, costruendo nuove connessioni tra comunit&agrave; unite da una storia comune.</p>]]></description><pubDate>Mon, 23 Mar 2026 07:40:00 +0100</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Il Castello di Casotto riapre al pubblico: storia, natura e fascino sabaudo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/monregalese/il-castello-di-casotto-riapre-al-pubblico-storia-natura-e-fascino-sabaudo_116861.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/monregalese/il-castello-di-casotto-riapre-al-pubblico-storia-natura-e-fascino-sabaudo_116861.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116861/141445.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Castello di Casotto, una delle residenze sabaude pi&ugrave; affascinanti e suggestive del Piemonte, torna finalmente ad accogliere i visitatori dopo un lungo periodo di chiusura. Situato nel territorio del Comune di Garessio, in provincia di Cuneo, il complesso si trova in val Casotto a 1.090 metri di altitudine, immerso in un contesto naturale di straordinaria bellezza, caratterizzato da boschi secolari e da un&rsquo;atmosfera di quiete e isolamento.</p>
<p>Proprio questo isolamento rappresenta una delle chiavi per comprendere la storia del luogo. In origine, infatti, qui sorgeva un monastero certosino, fondato in una posizione volutamente appartata, ideale per la preghiera, la meditazione e la vita contemplativa. Le tracce di questa antica funzione spirituale sono ancora percepibili, contribuendo a rendere il castello un luogo unico, dove sacralit&agrave; e potere si sono intrecciati nel corso dei secoli.</p>
<p>Successivamente, il complesso fu acquisito dalla dinastia sabauda e trasformato in una residenza reale di caccia per volont&agrave; del re Carlo Alberto di Savoia. Fu proprio lui a scegliere questo luogo per creare un rifugio riservato, lontano dalla formalit&agrave; delle grandi corti, ma al tempo stesso elegante e rappresentativo. La trasformazione da monastero a residenza reale ha dato vita a un edificio capace di unire elementi architettonici e funzionali molto diversi, rendendolo ancora oggi particolarmente affascinante.</p>
<p>Il Castello di Casotto si distingue per il suo carattere raccolto e quasi nascosto: non &egrave; una reggia monumentale nel senso pi&ugrave; tradizionale, ma un luogo che sorprende proprio per la sua discrezione e per l&rsquo;armonia con l&rsquo;ambiente circostante. Inserito in un paesaggio naturale incontaminato, conserva un legame profondo con il territorio e con la sua storia, offrendo ai visitatori un&rsquo;esperienza autentica e suggestiva.</p>
<p>Dopo anni di chiusura, durante i quali sono stati realizzati importanti interventi di restauro e valorizzazione a cura della Regione Piemonte &ndash; proprietaria del bene &ndash; il castello &egrave; stato restituito al pubblico in condizioni che ne permettono una piena fruizione. I lavori hanno consentito di preservare e rendere accessibili sia gli spazi esterni sia gli ambienti interni, con particolare attenzione agli appartamenti reali, che sono oggi visitabili completi di arredi.</p>
<p>Le visite si svolgono esclusivamente in modalit&agrave; guidata e rappresentano un&rsquo;occasione preziosa per approfondire la storia del complesso, scoprendone vicende, trasformazioni e curiosit&agrave;. Durante il percorso, della durata di circa 75 minuti, i visitatori possono esplorare gli ambienti che un tempo ospitavano la vita di corte, cogliendo dettagli architettonici e decorativi che raccontano il passato sabaudo del castello.</p>
<p>Per la stagione 2026, il Castello di Casotto sar&agrave; aperto alle visite dal 4 aprile al 1&deg; novembre. Tutte le informazioni aggiornate su orari, modalit&agrave; di accesso e prenotazioni sono disponibili sul sito ufficiale dell&rsquo;esperienza: <a href="https://kalata.it/esperienza/castello-di-casotto/" target="_blank">https://kalata.it/esperienza/castello-di-casotto/</a>.</p>
<p>La riapertura rappresenta un&rsquo;importante opportunit&agrave; per riscoprire un luogo di grande valore storico e paesaggistico, ancora poco conosciuto rispetto ad altre residenze sabaude, ma proprio per questo capace di offrire un&rsquo;esperienza pi&ugrave; intima e coinvolgente. Un viaggio nel tempo, tra natura e storia, che restituisce al pubblico uno dei tesori pi&ugrave; suggestivi del Piemonte.</p>]]></description><pubDate>Mon, 23 Mar 2026 07:40:00 +0100</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Tredicimila visitatori e mille ore di apertura per Sbam! Un percorso nella Pop Art]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/tredicimila-visitatori-e-mille-ore-di-apertura-per-sbam-un-percorso-nella-pop-art_116799.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/tredicimila-visitatori-e-mille-ore-di-apertura-per-sbam-un-percorso-nella-pop-art_116799.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116799/141370.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Si &egrave; concluso con grande successo il percorso espositivo &ldquo;SBAM! Un percorso nella Pop Art&rdquo;, dedicato a uno dei movimenti pi&ugrave; rivoluzionari del Novecento. L&rsquo;iniziativa, realizzata grazie alla collaborazione tra le associazioni Monviso Arte e Cherasco Eventi, con il supporto delle amministrazioni comunali e la curatela di Cinzia Tesio e Riccardo Gattolin, ha riscosso un ottimo successo in termini di pubblico e apprezzamento.<br>&nbsp;<br>La mostra, terminata lo scorso febbraio, ha coinvolto Casa Francotto a Busca, Palazzo Salmatoris e la chiesa di San Gregorio a Cherasco, registrando oltre 13.000 visitatori nell&rsquo;arco di cinque mesi e circa 1.000 ore complessive di apertura.<br>&nbsp;<br>"<em>Questa rassegna ha confermato l&rsquo;ottima sinergia tra i Comuni di Busca e Cherasco</em> - affermano il sindaco di Busca Ezio Donadio e l&rsquo;assessora alla Cultura Lucia Rosso -. <em>Desideriamo ringraziare lo staff di Casa Francotto e tutti coloro che, con impegno e professionalit&agrave;, hanno contribuito alla realizzazione di una proposta artistica di alto livello, arricchita da numerosi eventi collaterali e attivit&agrave; didattiche rivolte alle scuole. Il prossimo appuntamento &egrave; previsto per fine aprile, con una mostra fotografica dedicata a scatti inediti realizzati sui set di due film icone del grande cinema italiano, un viaggio affascinante tra immagini e memoria attraverso volti e storie che hanno segnato un&rsquo;epoca"</em>.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Sat, 21 Mar 2026 07:58:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item></channel></rss>
