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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Cultura > Alba]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/cultura/alba-e-langhe/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/cultura/alba-e-langhe/rss2.0.xml?page=1rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie sulla Cultura a Alba aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Thu, 04 Jun 2026 06:25:23 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Cultura > Alba]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/cultura/alba-e-langhe/]]></link></image><item><title><![CDATA[Tasse: cos'è cambiato (e cosa no) dal Medioevo a oggi?]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/tasse-cos-e-cambiato-e-cosa-no-dal-medioevo-a-oggi_121437.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/tasse-cos-e-cambiato-e-cosa-no-dal-medioevo-a-oggi_121437.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121437/148827.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Ahim&egrave;, in fatto di tasse non &egrave; cambiato molto fra il Basso Medioevo e il presente. Continuiamo a pagarle e, pi&ugrave; o meno, son sempre le stesse: Irpef, Imu, tasse di successione e sulla vendita degli immobili, e altre ancora, come i dazi tornati di moda con il presidente Trump.&nbsp;Cominciamo con una prima curiosit&agrave; riguardante Cuneo. Le prime case costruite nei villaggi erano di legno e paglia. I tetti soprattutto erano di paglia e quando Cuneo divenne citt&agrave; importante e soggetta ad assedi con lanci di palle infuocate, &egrave; facile immaginare con quanta facilit&agrave; fosse facile mandare a fuoco le case e parti intere della citt&agrave;. Cos&igrave; il comune decise di obbligare i cittadini a ricostruire le case in mattoni e pietre e a fare i tetti con tegole o lose.&nbsp;E quale fu la legge finalizzata ad obbligare i cittadini a ricostruire le proprie case? Qui sta il bello.&nbsp;</p>
<p>La decisione degli homines de Picio Cunij, come furono chiamati all&rsquo;epoca della fondazione della citt&agrave;, sono riportate in uno statuto del 1500, ma molte di esse risalgono con probabilit&agrave; gi&agrave; alla fine del 1300. Ebbene qual&rsquo;era la punizione per chi continuava a vivere in capanne di creta con tetti di paglia? Curiosa davvero: il padrone della casa di paglia non poteva assolutamente permettere alla moglie di sfoggiare su di s&eacute;, n&eacute; sul capo, n&eacute; sui vestiti, n&eacute; perle, n&eacute; argento, n&eacute; pelliccia, "sotto pena di 60 soldi (3 lire) a testa e per ogni volta che sar&agrave; accusato&rdquo;. Insomma: se hai i soldi per comprare costosi gioielli per tua moglie &egrave; giusto che li spendi per proteggere il tetto della tua casa e con essa le case dei vicini.</p>
<p>E l&rsquo;Irpef?&nbsp;Era il Fodro, una tassa pagata dai Comuni al Signore del luogo (nel caso di cui si parler&agrave; fra poco il Marchese di Saluzzo), somma che poi il Comune recuperava dai propri cittadini con tasse individuali. In alcuni comuni era detto &ldquo;capatico&rdquo;, che inizialmente imponeva a ogni abitante del luogo il pagamento della stessa somma, indipendentemente dal reddito, prelievo che poi via via divenne proporzionale al valore dei beni posseduti.&nbsp;</p>
<p>In epoca altomedievale il Fodro era una esazione in natura, e cio&egrave; una quantit&agrave; di cibo e foraggio che i borghi dovevano versare ai signori di cui erano sudditi (imperatori, duchi, marchesi, conti ecc.). Poi, dopo che, a partire grosso modo dal 1000 dC. (inizio del Basso Medioevo), ripresero a crescere i commerci, con essi crebbe anche l&rsquo;economia monetaria e il Fodro poco a poco fu trasformato in denaro.</p>
<p>&Egrave; noto che Federico Barbarossa prima della sconfitta a Pontida tent&ograve; di imporre, riuscendoci solo in parte, ai Comuni italiani sottomessi al suo impero il pagamento di un Fodro per mantenere il suo esercito. Si era gi&agrave; nel XII secolo (il giuramento di Pontida in seguito al quale fu sconfitto dalla Lega Lombarda &egrave; del 1167).&nbsp;Significativo &egrave; quanto descritto nell&rsquo;atto del 1231 sottoscritto fra il Marchese di Saluzzo (che aveva il dominio su parti del Basso Piemonte e in particolare sulla Valle Stura) e il Comune di Demonte.&nbsp;Nell&rsquo;atto in esame l&rsquo;imposta pretesa dal Marchese di Saluzzo a carico dell&rsquo;intera valle Stura fu indicata in complessive lire 40, di cui la met&agrave;, 20 lire, a carico della sola Demonte (seguivano a notevole distanza Vinadio con 7 lire e Aisone con 5 lire, mentre gli altri villaggi erano tenuti a corrispondere somme di poco superiori o inferiori alle due lire).</p>
<p>E veniamo alle altre tasse.&nbsp;C&rsquo;era gi&agrave; l&rsquo;Imu? Certo che c&rsquo;era, ed era chiamata &ldquo;focaggio&rdquo; o &ldquo;focatico&rdquo;, cio&egrave; la tassa sul focolare dovuta da chiunque possedesse una casa con il focolare. Vi erano poi i pedaggi. Oggi paghiamo i pedaggi sulle autostrade, e allora? Si pagavano molto pi&ugrave; sovente, cio&egrave; ogni volta che si passava su una strada, su un ponte, o davanti a un castello. Erano veri e propri diritti di transito.&nbsp;</p>
<p>C&rsquo;erano anche, e anche questi assai pi&ugrave; numerosi di oggi, i dazi. Si doveva lasciare un obolo in ragione del valore della merce trasportata non solo quando si entrava in un borgo, ma, in taluni casi, per il solo fatto di passare su un ponte o per una determinata strada. Inizialmente i pedaggi erano motivati dal fatto che si riscuotevano in cambio delle spese che il beneficiario sosteneva per mantenere in buono stato il passaggio, ma poco a poco divennero una vera e propria imposta in favore di chi aveva la sovranit&agrave; del luogo (in genere un castello o la citt&agrave; o il borgo che cos&igrave; recuperava parte di quanto dovuto per il Fodro).</p>
<p>La frequentissima presenza dei dazi era un vero e proprio &ldquo;protezionismo&rdquo; locale (oggi Trump docet), dato che il territorio era diviso in &ldquo;stati&rdquo; e &ldquo;staterelli&rdquo;, piccoli e grandi feudi, castelli e castelletti, borghi grandi e piccoli e ogni volta che si passava da uno all&rsquo;altro si pagava dazio; pochi chilometri e finivi in &ldquo;casa d&rsquo;altri&rdquo;, e pagavi dazio. Altro che l&rsquo;Iva!</p>
<p>Interessante &egrave; sottolineare la presenza frequentissima di altre forme di &ldquo;protezionismo&rdquo; locale. Sempre gli statuti di Demonte proibivano, ad esempio, l&rsquo;importazione di vino estraneo o vietavano l&rsquo;esportazione di miele, cera, legname da costruzione, ardesie, tegole e mattoni. E chi violava tali limitazioni pagava multe salatissime.</p>
<p>Addirittura chi teneva a battesimo come padrino un figlioccio di altro Comune poteva fare soltanto un regalo di infimo valore. Naturalmente al forestiero era poi vietato cacciare o pescare nel territorio del Comune. Insomma: non solo esistevano gravi limitazioni di movimento e di commercio fra territori sotto il dominio di diversi signori o citt&agrave; e paesi, ma anche fra i diversi Comuni o frazioni di Comuni all&rsquo;interno della loro zona di competenza. Ad esempio chiunque non fosse abitante dal paese, ma abitante di altri Comuni anche se vicini e confinanti, era &ldquo;forestiero&rdquo; e doveva pagare una tassa se entrava nel territorio del paese (la tassa veniva poi divisa fra il Comune e il marchese, al quale rimaneva &ldquo;soltanto&rdquo; un terzo).</p>
<p>Par giusto, infine, chiudere con le tasse di successione.&nbsp;Erano ben pi&ugrave; pesanti di quelle oggi applicate nel nostro Paese.&nbsp;Nel gi&agrave; citato statuto di Demonte tale tassa spettava al marchese che si prendeva la bellezza di un terzo degli immobili caduti in successione. Un terzo! &Egrave; come se oggi si dovesse pagare come tassa di successione il 33%. Bont&agrave; del nobile, i parenti del defunto potevano ricomprare i beni andati al signore al prezzo di un terzo in meno del loro valore. Altro che la tassa di successione di oggi!&nbsp;</p>
<p>Assai salato era anche il tributo dovuto al signore quando si vendeva un immobile (tassa chiamata &ldquo;laudema&rdquo;). Va ricordato che, secondo il diritto feudale, al genitore succedevano solo i figli maschi (le figlie non avevano diritti) e in caso di morte di un possessore senza figli maschi, l&rsquo;eredit&agrave; andava interamente al Marchese, che tuttavia negli atti sopra citati fece una nuova importante concessione: chi non aveva figli, poteva fare testamento e disporre liberamente dei due terzi di quel che aveva mentre al marchese andava &ldquo;solo&rdquo; il solito terzo.&nbsp;</p>
<p>Altri tempi?&nbsp;Alla fin fine non c&rsquo;&egrave; molta differenza.</p>]]></description><pubDate>Wed, 03 Jun 2026 10:56:00 +0200</pubDate><dc:creator>Mario Rosso</dc:creator><author><name>Mario Rosso</name></author></item><item><title><![CDATA[Castelli Aperti, gli appuntamenti del 31 maggio e del 2 giugno nella Granda]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/castelli-aperti-gli-appuntamenti-del-31-maggio-e-del-2-giugno-nella-granda_120876.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/castelli-aperti-gli-appuntamenti-del-31-maggio-e-del-2-giugno-nella-granda_120876.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120876/147905.jpg" title="La Zizzola di Bra" alt="La Zizzola di Bra" /><br /><p>Con l&rsquo;arrivo del ponte tra fine maggio e la Festa della Repubblica, i castelli del Piemonte aprono le loro porte al pubblico con visite, eventi e iniziative speciali dedicate alla scoperta del patrimonio storico e culturale del territorio. Domenica 31 maggio e marted&igrave; 2 giugno numerose dimore storiche, fortezze e residenze accoglieranno visitatori e famiglie per un viaggio tra arte, storia, giardini e tradizioni, offrendo un&rsquo;occasione unica per vivere il fascino senza tempo dei castelli piemontesi.</p>
<p>Ecco le aperture in provincia di Cuneo.</p>
<p>Alba &ndash; Museo Diocesano di Alba: 31 maggio e 2 giugno aperto dalle 14.30 alle 18.30. Ingresso: intero 5&euro;.<br>Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/musei/museo-della-cattedrale-mudi-alba.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a></p>
<p>Barolo &ndash; Castello Falletti di Barolo e WIMU Wine Museum: 31 maggio &ldquo;Narrar Castelli e Vini" visite guidate con attori in costume dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30. Info e prenotazioni al sito: <a href="https://www.barolofoundation.it/evento/narrar-castelli-e-vini-spring-edition-2026-la-storia-nei-castelli-di-barolo-roddi-serralunga-dalba-e-magliano-alfieri/" target="_blank" rel="nofollow">link</a> Biglietto: Intero 12&euro;<br>2 giugno aperto dalle 10.30 alle 19.00. Ingresso: intero 9&euro;; ridotto 7&euro;. Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/musei/castello-falletti-di-barolo-wimu-wine-museum.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a></p>
<p>Bra &ndash; La Zizzola: 31 maggio e 2 giugno dalle 10.00 alle 18.00. Ingresso gratuito.</p>
<p>Bra &ndash; Museo Civico di Storia Naturale Craveri: 31 maggio e 2 giugno aperto dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30. Ingresso: singolo museo 5&euro;, musei civici Bra 10&euro;.</p>
<p>Bra &ndash; Museo Civico di Palazzo Traversa: 31 maggio e 2 giugno aperto dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30. Ingresso: singolo museo 5&euro;, musei civici Bra 10&euro;.</p>
<p>Bra &ndash; Museo del Giocattolo: 31 maggio e 2 giugno ingresso esclusivamente con visita guidata negli orari: 10.30 - 11.30 - 14.30 - 15.30 &ndash; 16.30. Non necessaria la prenotazione. Ingresso: singolo museo 5&euro;, musei civici Bra 10&euro;.</p>
<p>Bra Fraz. Pollenzo - Agenzia di Pollenzo: 2 giugno La Banca del Vino &egrave; aperta dalle ore 10.00 alle 14.00. Ingresso libero, degustazioni a pagamento.</p>
<p>Cherasco &ndash; Palazzo Salmatoris: 31 maggio e 2 giugno dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30. Ingresso gratuito.</p>
<p>Corneliano d'Alba &ndash; Torre di Corneliano: 31 maggio e 2 giugno apertura solo su prenotazione alla Fondazione con almeno due giorni di anticipo ai numeri Tel. 338/9654524 e Tel. 340/8026232. Annullamento in caso di maltempo.</p>
<p>Dronero &ndash; Museo Civico Luigi Mall&eacute;: 31 maggio dalle 15.00 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 18.30). Ingresso: Intero &nbsp;5&euro;</p>
<p>Fossano &ndash; Castello dei Principi D&rsquo;Acaja: 31 maggio e 2 giugno aperto con partenza tour alle ore 11.00, 15.00 e 16.30. Biglietteria presso l&rsquo;Ufficio Turistico (corte interna del maniero). Consigliata la prenotazione. Numero Verde 800 210 762 - Tel. &nbsp;0172 601 60; <a href="mailto:iatfossano@visitcuneese.it" target="_blank" rel="nofollow">iatfossano@visitcuneese.it</a>. Ingresso intero 5&euro;.</p>
<p>Govone &ndash; Castello Reale: 31 maggio e 2 giugno aperto dalle 10.00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18.00 (ultimo ingresso ore 17.30). Ingresso: intero 8&euro;. Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/castelli/castello-reale-di-govone.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a></p>
<p>Magliano Alfieri &ndash; Museo dei soffitti in gesso e Teatro del Paesaggio - Castello degli Alfieri di Magliano: 31 aggio e 2 giugno aperto con orario 10.30-18.30. Ingresso intero 5&euro; (un museo); intero 7&euro; (due musei).<br>Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/musei/castello-degli-alfieri-di-magliano.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a></p>
<p>Manta &ndash; Castello della Manta: 31 maggio e 2 giugno aperto con orario 10.00-18.00. Ingresso intero 11&euro;, Iscritti FAI gratuito; Visita guidata intero 15&euro;.</p>
<p>Mombasiglio- Museo del Gen. Bonaparte nel Castello di Mombasiglio: 31 maggio dalle ore 10.00 alle ore 18.00. Ingresso intero 8&euro;, ridotto 6&euro;.</p>
<p>Mondov&igrave; &ndash; Museo della Casa: 31 maggio aperto con orario dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00. Ingresso: Intero 7&euro;</p>
<p>Priero - Borgo e Torre Medievale di Priero: 31 maggio e 2 giugno visite guidate previa prenotazione dalle ore 10.00 alle ore 18.00. Ingresso: Intero 4&euro; Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/cuneo/borgo-e-torre-maestra-di-priero.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a></p>
<p>Roddi - Castello di Roddi: 31 maggio &ldquo;Narrar Castelli e Vini" visite guidate con attori in costume dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30. Info e prenotazioni al sito: <a href="https://www.barolofoundation.it/evento/narrar-castelli-e-vini-spring-edition-2026-la-storia-nei-castelli-di-barolo-roddi-serralunga-dalba-e-magliano-alfieri/" target="_blank" rel="nofollow">link</a> Biglietto: Intero 12&euro;<br>2 giugno visite guidate ogni ora ogni ora: 10.30, 11.30, 12.30, 14.30, 15.30, 16.30, 17.30. Ingresso: Intero 6&euro; Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/castelli/castello-di-roddi.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a></p>
<p>Saluzzo - Casa Cavassa: 31 maggio e 2 giugno orario 10.00-13.00 e 14.00-19.00. Per tutto il periodo della manifestazione "Start/Storia Arte Saluzzo", dall'11 aprile al 2 giugno, tutti i musei della citt&agrave; si potranno visitare a tariffa ridotta. &euro; 3,5 per Casa Cavassa. Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/musei/museo-civico-casa-cavassa-di-saluzzo.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a></p>
<p>Saluzzo &ndash; Casa Natale di Silvio Pellico: 31 maggio e 2 giugno visite accompagnate dalle 14:00 alle 19:00. Per tutto il periodo della manifestazione "Start/Storia Arte Saluzzo", dall'11 aprile al 2 giugno, tutti i musei della citt&agrave; si potranno visitare a tariffa ridotta di &euro; 2,5 per Casa Pellico. Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/musei/casa-pellico-casa-museo-di-saluzzo.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a></p>
<p>Saluzzo &ndash; La Castiglia: 31 maggio e 2 giugno orario 10.00-13.00 e 14.00-19.00. Per tutto il periodo della manifestazione "Start/Storia Arte Saluzzo", dall'11 aprile al 2 giugno, tutti i musei della citt&agrave; si potranno visitare a tariffa ridotta. &euro; 6 per La Castiglia. Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/castelli/la-castiglia-di-saluzzo.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a></p>
<p>Saluzzo &ndash; Torre Civica e Pinacoteca Olivero: 31 maggio e 2 giugno orario 10.00-13.00 e 14.00-19.00. Per tutto il periodo della manifestazione "Start/Storia Arte Saluzzo", dall'11 aprile al 2 giugno, tutti i musei della citt&agrave; si potranno visitare a tariffa ridotta. &euro; 2,5 per Torre Civica. Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/torri/torre-civica-di-saluzzo.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a></p>
<p>Saluzzo - Villa Belvedere Radicati: 31 maggio e 2 giugno orario 10.00-13.00 e 14.00-19.00. Ingresso intero 5&euro;.<br>Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/ville/villa-belvedere-di-saluzzo.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a></p>
<p>Savigliano &ndash; Museo Civico A. Olmo e Gipsoteca D. Calandra: 31 maggio e 2 giugno orario 10.00-13.00 e 15.00-18.30. Ingresso: Intero 5&euro;.</p>
<p>Savigliano &ndash; Palazzo Muratori Cravetta: 31 maggio visite guidate con prenotazione obbligatoria con orari 09.30 e 14.00.<br>Prenotazione obbligatoria: <a href="mailto:ufficioturistico@comune.savigliano.cn.it" target="_blank" rel="nofollow">ufficioturistico@comune.savigliano.cn.it</a></p>
<p>Savigliano &ndash; Torre Civica: 31 maggio visite ore 10.30 e 15.00. &nbsp;Prenotazione consigliata: <a href="mailto:ufficioturistico@comune.savigliano.cn.it" target="_blank" rel="nofollow">ufficioturistico@comune.savigliano.cn.it</a>. Ingresso intero 3&euro; &nbsp;Punto di accoglienza: ufficio turistico, piazza Santarosa.</p>
<p>Serralunga d&rsquo;Alba &ndash; Castello di Serralunga d&rsquo;Alba: 31 maggio e 2 giugno aperto con visite guidate alle ore 10.30; 11.15; 12.00; 12.45; 14.30; 15.15; 16.00; 16.45; 17.30. Ingresso: Intero 6&euro;; ridotto 3&euro;.<br>Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/castelli/castello-di-serralunga-dalba.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a></p>]]></description><pubDate>Mon, 25 May 2026 15:18:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Castelli Aperti, gli appuntamenti di domenica 24 maggio in provincia di Cuneo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/castelli-aperti-gli-appuntamenti-di-domenica-24-maggio-in-provincia-di-cuneo_120355.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/castelli-aperti-gli-appuntamenti-di-domenica-24-maggio-in-provincia-di-cuneo_120355.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120355/146984.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Prosegue Castelli Aperti, la rassegna che promuove e valorizza le fortezze medievali, le dimore nobiliari e le residenze storiche piemontesi.<br>Anche per domenica 24 maggio, sono numerosi i castelli che apriranno le loro porte, luoghi ricchi di memoria, architettura e bellezza, che offriranno esperienze di visita tra eventi, percorsi guidati, mostre e attivit&agrave; per tutte le et&agrave;.</p>
<p>Di seguito tutti gli appuntamenti in provincia di Cuneo.</p>
<p>Alba &ndash; Museo Diocesano di Alba: aperto dalle 14.30 alle 18.30. Ingresso: intero 5&euro;.<br>Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/musei/museo-della-cattedrale-mudi-alba.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a><br>Barolo &ndash; Castello Falletti di Barolo e WIMU Wine Museum: aperto dalle 10.30 alle 19.00. Ingresso: intero 9&euro;; ridotto 7&euro;. Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/musei/castello-falletti-di-barolo-wimu-wine-museum.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a><br>Bra &ndash; La Zizzola: dalle 10.00 alle 18.00. Ingresso gratuito.<br>Bra &ndash; Museo Civico di Storia Naturale Craveri: aperto dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30. Ingresso: singolo museo 5&euro;, musei civici Bra 10&euro;.<br>Bra &ndash; Museo Civico di Palazzo Traversa: aperto dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30. Ingresso: singolo museo 5&euro;, musei civici Bra 10&euro;.<br>Bra &ndash; Museo del Giocattolo: ingresso esclusivamente con visita guidata negli orari: 10.30 - 11.30 - 14.30 - 15.30 &ndash; 16.30. Non necessaria la prenotazione. Ingresso: singolo museo 5&euro;, musei civici Bra 10&euro;.<br>Cherasco &ndash; Palazzo Salmatoris: dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30. Ingresso gratuito.<br>Corneliano d'Alba &ndash; Torre di Corneliano: apertura solo su prenotazione alla Fondazione con almeno due giorni di anticipo ai numeri Tel. 338/9654524 e Tel. 340/8026232. Annullamento in caso di maltempo.<br>Dronero &ndash; Museo Civico Luigi Mall&eacute;: dalle 15.00 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 18.30). Ingresso: Intero 5&euro;<br>Fossano &ndash; Castello dei Principi D&rsquo;Acaja: aperto con partenza tour alle ore 11.00, 15.00 e 16.30. Biglietteria presso l&rsquo;Ufficio Turistico (corte interna del maniero). Consigliata la prenotazione. Numero Verde 800 210 762 - Tel. &nbsp;0172 601 60; <a href="mailto:iatfossano@visitcuneese.it" target="_blank" rel="nofollow">iatfossano@visitcuneese.it</a>. Ingresso intero 5&euro;.<br>Govone &ndash; Castello Reale: aperto dalle 10.00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18.00 (ultimo ingresso ore 17.30). Ingresso: intero 8&euro;. Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/castelli/castello-reale-di-govone.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a><br>Magliano Alfieri &ndash; Museo dei soffitti in gesso e Teatro del Paesaggio - Castello degli Alfieri di Magliano: &ldquo;Narrar Castelli e Vini" visite guidate con attori in costume. Info e prenotazioni al sito: <a href="https://www.barolofoundation.it/evento/narrar-castelli-e-vini-spring-edition-2026-la-storia-nei-castelli-di-barolo-roddi-serralunga-dalba-e-magliano-alfieri/" target="_blank" rel="nofollow">link</a><br>Manta &ndash; Castello della Manta: aperto con orario 10.00-18.00. Ingresso intero 11&euro;, Iscritti FAI gratuito; Visita guidata intero 15&euro;.<br>Mombasiglio- Museo del Gen. Bonaparte nel Castello di Mombasiglio: dalle ore 10.00 alle ore 18.00. Ingresso intero 8&euro;, ridotto 6&euro;.<br>Mondov&igrave; &ndash; Museo della Casa: aperto con orario dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00. Ingresso: Intero 7&euro;<br>Priero - Borgo e Torre Medievale di Priero: visite guidate previa prenotazione dalle ore 10.00 alle ore 18.00. Ingresso: Intero 4&euro; Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/cuneo/borgo-e-torre-maestra-di-priero.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a><br>Roddi - Castello di Roddi: visite guidate ogni ora ogni ora: 10.30, 11.30, 12.30, 14.30, 15.30, 16.30, 17.30. Ingresso: Intero 6&euro; Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/castelli/castello-di-roddi.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a><br>Saluzzo - Casa Cavassa: orario 10.00-13.00 e 14.00-19.00. Per tutto il periodo della manifestazione "Start/Storia Arte Saluzzo", dall'11 aprile al 2 giugno, tutti i musei della citt&agrave; si potranno visitare a tariffa ridotta. &euro; 3,5 per Casa Cavassa. Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/musei/museo-civico-casa-cavassa-di-saluzzo.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a><br>Saluzzo &ndash; Casa Natale di Silvio Pellico: visite accompagnate dalle 14:00 alle 19:00. Per tutto il periodo della manifestazione "Start/Storia Arte Saluzzo", dall'11 aprile al 2 giugno, tutti i musei della citt&agrave; si potranno visitare a tariffa ridotta di &euro; 2,5 per Casa Pellico.<br>Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/musei/casa-pellico-casa-museo-di-saluzzo.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a><br>Saluzzo &ndash; La Castiglia: orario 10.00-13.00 e 14.00-19.00. Per tutto il periodo della manifestazione "Start/Storia Arte Saluzzo", dall'11 aprile al 2 giugno, tutti i musei della citt&agrave; si potranno visitare a tariffa ridotta. &euro; 6 per La Castiglia. Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/castelli/la-castiglia-di-saluzzo.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a><br>Saluzzo &ndash; Torre Civica e Pinacoteca Olivero: orario 10.00-13.00 e 14.00-19.00. Per tutto il periodo della manifestazione "Start/Storia Arte Saluzzo", dall'11 aprile al 2 giugno, tutti i musei della citt&agrave; si potranno visitare a tariffa ridotta. &euro; 2,5 per Torre Civica.<br>Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/torri/torre-civica-di-saluzzo.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a><br>Saluzzo - Villa Belvedere Radicati: orario 10.00-13.00 e 14.00-19.00. Ingresso intero 5&euro;.<br>Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/ville/villa-belvedere-di-saluzzo.html" target="_blank" rel="nofollow">link</a><br>Savigliano &ndash; Museo Civico A. Olmo e Gipsoteca D. Calandra: orario 10.00-13.00 e 15.00-18.30. Ingresso: Intero 5&euro;.<br>Savigliano &ndash; Palazzo Muratori Cravetta: in occasione della giornata Nazionale Ass. Dimore Storiche, visita guidata gratuita, prenotazione obbligatoria con orari 15.00 e 16.30, con la partecipazione straordinaria del prof. Emanuele Bonis, docente di Epigrafia Romana e curatore del <a href="https://www.saviglianodipietra.it" target="_blank" rel="nofollow">sito</a>. Prenotazione obbligatoria: <a href="mailto:ufficioturistico@comune.savigliano.cn.it" target="_blank" rel="nofollow">ufficioturistico@comune.savigliano.cn.it</a><br>Savigliano &ndash; Torre Civica: visite ore 10.30 e 15.00. &nbsp;Prenotazione consigliata: <a href="mailto:ufficioturistico@comune.savigliano.cn.it" target="_blank" rel="nofollow">ufficioturistico@comune.savigliano.cn.it</a> Ingresso intero 3&euro;. Punto di accoglienza: ufficio turistico, piazza Santarosa.<br>Serralunga d&rsquo;Alba &ndash; Castello di Serralunga d&rsquo;Alba: &ldquo;Narrar Castelli e Vini" visite guidate con attori in costume. Info e prenotazioni al sito: <a href="https://www.barolofoundation.it/evento/narrar-castelli-e-vini-spring-edition-2026-la-storia-nei-castelli-di-barolo-roddi-serralunga-dalba-e-magliano-alfieri/" target="_blank" rel="nofollow">link</a></p>]]></description><pubDate>Mon, 18 May 2026 08:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Nel Cuneese la cultura passa anche dai piccoli comuni di montagna]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/nel-cuneese-la-cultura-passa-anche-dai-piccoli-comuni-di-montagna_120267.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/nel-cuneese-la-cultura-passa-anche-dai-piccoli-comuni-di-montagna_120267.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120267/146775.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nel Cuneese i musei non si concentrano solo nelle citt&agrave; pi&ugrave; grandi, ma sono distribuiti anche nelle vallate alpine e nei comuni periferici. Dietro questa diffusione per&ograve; emergono anche alcune differenze: tra citt&agrave; e aree interne, tra musei aperti stabilmente durante l&rsquo;anno e strutture legate alla stagionalit&agrave; del turismo, fino al rapporto con scuole e giovani residenti.</p>
<p>La rielaborazione della fondazione indipendente Openpolis sui dati ISTAT, descrive la provincia di Cuneo come un territorio ricco di strutture museali - dagli ecomusei agli spazi dedicati alle tradizioni occitane -, con una forte presenza nei comuni montani, ma anche con alcune sfide legate all&rsquo;accessibilit&agrave; e alla partecipazione dei pi&ugrave; giovani.</p>
<p>Il Piemonte &egrave; infatti tra le regioni italiane con la pi&ugrave; alta partecipazione culturale giovanile. Nel 2022 il 44,4% dei bambini e ragazzi piemontesi tra i 6 e i 17 anni ha visitato almeno una volta un museo o una mostra. La presenza di musei per&ograve; non si traduce automaticamente in un accesso pi&ugrave; semplice alla cultura.</p>
<p>In Italia, nel 2022, circa il 39% dei musei &egrave; rimasto aperto per oltre 250 giorni all&rsquo;anno, con ampie differenze sul territorio nazionale. Nei comuni pi&ugrave; grandi la quota sale al 54,3%, mentre nelle aree interne scende a poco pi&ugrave; del 30%. Questa dinamica emerge anche nella Granda: da una parte c&rsquo;&egrave; una rete culturale molto diffusa, dall&rsquo;altra una presenza spesso concentrata in piccoli comuni montani con pochissimi residenti giovani. &Egrave; per questo che la classifica del numero di musei ogni 10mila abitanti tra 0 e 17 anni vede ai primi posti quasi esclusivamente paesi periferici o ultraperiferici.</p>
<p>In testa c&rsquo;&egrave; Bellino, in alta val Varaita, con 3.333 musei ogni 10mila residenti tra 0 e 17 anni, poi Caprauna con 1.666 e Argentera con 1.250. A seguire Elva (1.000), Ostana (909) e Pontechianale (666). Questi numeri possono sembrare sorprendenti, ma si spiegano soprattutto con il ridotto numero di giovani residenti in questi centri montani: dato che si tratta di centri con pochi abitanti basta la presenza di uno o due musei per far crescere il rapporto statistico.</p>
<p>La situazione &egrave; diversa nei centri maggiori della provincia. Considerando solo le citt&agrave; che hanno almeno un museo, in fondo alla classifica si trovano Fossano con 2,5 musei ogni 10 mila abitanti tra 0 e 17 anni, Cuneo con 3,65 e Alba con 4,35. Il dato &egrave; molto diverso da quello dei piccoli centri perch&eacute; il numero di giovani residenti &egrave; decisamente pi&ugrave; alto rispetto a quello dei comuni montani.</p>
<p>A livello di accessibilit&agrave;, alcuni comuni della provincia garantiscono musei aperti almeno 250 giorni all&rsquo;anno. Tra questi ci sono Chiusa Pesio, Garessio e Grinzane Cavour. Nelle citt&agrave; pi&ugrave; grandi, come Cuneo e Alba, il 50% dei musei garantisce aperture superiori ai 250 giorni annui, mentre Bra si ferma al 33%.</p>
<p>Un altro aspetto riguarda il rapporto tra musei e realt&agrave; educative. Secondo i dati di Openpolis, nel Cuneese sono ancora relativamente poche le citt&agrave; in cui sono state avviate partnership strutturate con le scuole. I comuni coinvolti risultano essere Vinadio, Clavesana, Magliano Alfieri, Manta, Mondov&igrave;, Savigliano, Bene Vagienna, Bra, Alba, Prazzo e Chiusa Pesio.</p>]]></description><pubDate>Sat, 16 May 2026 07:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Ad Alba sabato 23 maggio si celebra la Notte Europea dei Musei]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/alba-e-langhe/ad-alba-sabato-23-maggio-si-celebra-la-notte-europea-dei-musei_120248.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/alba-e-langhe/ad-alba-sabato-23-maggio-si-celebra-la-notte-europea-dei-musei_120248.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120248/146739.jpg" title="MUDI Alba" alt="MUDI Alba" /><br /><p>Sabato 23 maggio la citt&agrave; di Alba, con il contributo di Banca d'Alba, celebra la Notte Europea dei Musei con un ricchissimo palinsesto di aperture straordinarie, mostre d&rsquo;eccezione, attivit&agrave; per famiglie e grandi appuntamenti musicali, completamente gratuiti.</p>
<p>&ldquo;<em>La Notte Europea dei Musei rappresenta una vetrina straordinaria per la nostra citt&agrave; </em>- dichiara l'Assessora alla Cultura e al Turismo del Comune di Alba Caterina Pasini -<em> Quest'anno &egrave; la prima volta che la citt&agrave; di Alba aderisce a questa manifestazione e siamo particolarmente orgogliosi di offrire un palinsesto cos&igrave; ricco e integrato, capace di far dialogare le nostre radici archeologiche e naturalistiche con l'arte contemporanea, la grande musica dal vivo e le attivit&agrave; per le famiglie. La sinergia tra le istituzioni comunali, il Museo Diocesano, l'Alba Music Festival e il fondamentale sostegno della Fondazione e della Banca d'Alba dimostra come la nostra comunit&agrave; sappia fare rete per generare valore culturale e attrattivit&agrave; turistica. Invitiamo cittadini e visitatori a vivere una serata unica, all'insegna della bellezza, della condivisione e dell'accesso libero al sapere</em>&rdquo;.<br>&nbsp;<br><strong>Il grande concerto: oltre 200 elementi per i "Carmina Burana" nel Cortile della Maddalena</strong><br>Il cuore musicale della serata batter&agrave; nel Cortile della Maddalena (via Vittorio Emanuele II, 19) dove, alle ore 21, risuoneranno le potenti note dei "Carmina Burana". L'attesissima esecuzione magistrale si inserisce all'interno della prestigiosa rassegna dell'Alba Music Festival e vedr&agrave; sul palco un'imponente formazione di oltre 200 musicisti tra componenti dell'orchestra e del coro. Un organico straordinario per un concerto all'aperto a ingresso libero e gratuito, che offrir&agrave; a cittadini e turisti un'esperienza artistica di altissimo livello e dal grandissimo impatto sonoro nel centro storico albese.</p>
<p><strong>Il viaggio nel tempo a Palazzo Banca d'Alba con la mostra &ldquo;Com&rsquo;era / Com&rsquo;&egrave;&rdquo;</strong><br>Tra i protagonisti della notte culturale figura anche il Palazzo Banca d'Alba, eccezionalmente aperto al pubblico dalle ore 18 alle ore 23. Il palazzo ospiter&agrave; il progetto espositivo &ldquo;Com&rsquo;era / Com&rsquo;&egrave;: dal 1895 a oggi&rdquo;, promosso da Fondazione Banca d&rsquo;Alba per raccontare l&rsquo;evoluzione della societ&agrave;, dei linguaggi e dei costumi attraverso un confronto diretto tra passato e presente.</p>
<p><strong>"Musei in Connessione": il focus tra MUDET e Museo "Federico Eusebio"</strong><br>Il programma museale si attiva alle ore 18.30 con l&rsquo;iniziativa "Percorsi incrociati", un gemellaggio che unisce il MUDET (Museo del Tartufo) e il Museo Civico Archeologico e Scienze Naturali "Federico Eusebio". Il punto di partenza &egrave; fissato proprio nel Cortile della Maddalena. I partecipanti si divideranno in due gruppi per una visita speculare: il primo blocco inizier&agrave; il percorso immersivo dal MUDET &ndash; scoprendo la biologia e il design del tartufo, oltre alle mostre fotografiche di Steve McCurry e Bruno Murialdo &ndash; per poi spostarsi al Museo Eusebio. Il secondo blocco seguir&agrave; il percorso inverso, partendo dalle collezioni archeologiche, paleontologiche e naturalistiche del territorio. Il pubblico potr&agrave; scegliere se completare l'intero tour o frequentarne una sola porzione. La partecipazione &egrave; gratuita; la prenotazione &egrave; consigliata a <a href="mailto:info@tuber.it" target="_blank" rel="nofollow">info@tuber.it</a>.</p>
<p><strong>Apertura serale e laboratori per bambini al MUDI</strong><br>La proposta prosegue dalle 20.30 alle 23 presso il MUDI (Museo Diocesano di Alba), che propone un'apertura straordinaria per consentire la visita delle collezioni e dei reperti archeologici sotterranei. Alle ore 21, il MUDI dedica uno spazio ai piccoli visitatori (3-8 anni) con la lettura ad alta voce "Storie al Museo. Le avventure di gatto Nerone". L'appuntamento fa parte della rete "Che Storia", promossa dalla Biblioteca Civica di Alba e sostenuta da Regione Piemonte e Fondazione Compagnia di San Paolo per valorizzare i benefici della cultura sul benessere psicofisico. L'ingresso &egrave; gratuito; la prenotazione per la lettura &egrave; obbligatoria sulla piattaforma Artsupp. Info: 345.7642123 <a href="mailto:mudialba14@gmail.com" target="_blank" rel="nofollow">mudialba14@gmail.com</a>.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120248/small_146740.jpg" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Fri, 15 May 2026 15:13:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Torna Castelli Aperti: tutti gli appuntamenti in provincia di Cuneo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/torna-castelli-aperti-tutti-gli-appuntamenti-in-provincia-di-cuneo_119821.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/torna-castelli-aperti-tutti-gli-appuntamenti-in-provincia-di-cuneo_119821.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119821/146038.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Torna nel 2026 la &ldquo;Giornata dei Castelli Aperti&rdquo;, l&rsquo;appuntamento dedicato alla valorizzazione del patrimonio storico e architettonico che coinvolger&agrave;, in un&rsquo;unica grande apertura straordinaria, oltre 60 dimore storiche tra castelli, palazzi, torri, musei, ville e residenze d&rsquo;epoca su tutto il territorio piemontese.<br>&nbsp;<br>L&rsquo;iniziativa, patrocinata dalla Regione Piemonte e dalla Provincia di Cuneo offrir&agrave; ai visitatori l&rsquo;opportunit&agrave; di accedere anche a luoghi normalmente non aperti al pubblico o visitabili solo in occasioni speciali, attraverso itinerari culturali, visite guidate, mostre, rievocazioni storiche ed eventi pensati per raccontare secoli di storia, tradizioni e identit&agrave; territoriali.<br>&nbsp;<br>La manifestazione rappresenta un&rsquo;importante occasione di promozione turistica e culturale, capace di coinvolgere famiglie, appassionati di storia, turisti e comunit&agrave; locali in un&rsquo;esperienza diffusa che mette al centro il valore della memoria e della tutela del patrimonio.<br>&nbsp;<br>La &ldquo;Giornata dei Castelli Aperti 2026&rdquo; si conferma cos&igrave; uno degli eventi pi&ugrave; attesi dedicati alle dimore storiche piemontesi, grazie a una rete sempre pi&ugrave; ampia di enti, associazioni e proprietari che condividono l&rsquo;obiettivo di rendere accessibile e vivo un patrimonio unico.</p>
<h2>In provincia di Cuneo</h2>
<p>Gli amanti dei castelli possono spingersi nella zona delle Langhe dove sar&agrave; aperto dalle 10.30 alle 19.00 il Castello Falletti di Barolo. Domenca 17 maggio il visitatore potr&agrave; scoprire il WiLa &ndash; Wine Labels Collection, con un allestimento completamente rinnovato. Il nuovo percorso espositivo custodisce il Fondo Cesare e Maria Baroni Urbani, una raccolta di oltre 285.000 etichette provenienti da 105 Paesi, considerata tra le pi&ugrave; importanti a livello internazionale. La riapertura sar&agrave; accompagnata dalla mostra temporanea &ldquo;Il vestito di Artemisia&rdquo;, dedicata al Vermouth e al suo universo culturale e botanico. Poco distante, il Castello di Serralunga d'Alba, uno degli esempi meglio conservati di castello nobiliare trecentesco del Piemonte, sar&agrave; aperto con visite guidate alle ore 10.30; 11.15; 12.00; 12.45; 14.30; 15.15; 16.00; 16.45; 17.30. A Roddi, il castello, magnifico esempio di architettura fortificata medievale apre con visite guidate nei seguenti orari: 10.30; 11.30; 12.30; 14.30; 15.30; 16.30; 17.30 (ingresso intero 6 euro).</p>
<p>Domenica 17 maggio, sempre nelle Langhe, a Monforte d&rsquo;Alba, apertura eccezionale del castello di Perno che fu costruito in epoca medievale dalla famiglia Falletti, come fortilizio difensivo, e successivamente trasformato, tra il XVII e il XVIII secolo, in dimora residenziale. Alla fine degli anni Settanta del secolo scorso il Castello fu acquistato dalla casa editrice Giulio Einaudi che ne fece la propria sede secondaria, gemella di quella di Via Biancamano a Torino, e residenza di lavoro per i propri scrittori (tra i quali Primo Levi, cui &egrave; stata recentemente dedicata la piazzetta sotto le mura a Perno). La visita &egrave; guidata e su prenotazione alle 14.30.</p>
<p>In Alta Langa il Borgo e la Torre Medievale di Priero organizzano tour guidati su prenotazione dalle 10.00 alle 18.00. A Mombasiglio &egrave; aperto il Museo Generale Bonaparte sito nel castello. Il museo propone un allestimento che consente di rileggere la storia locale in modo alternativo, attraverso gli occhi del noto pittore Giuseppe Pietro Bagetti che segu&igrave; la Prima Campagna d'Italia di Napoleone. La collezione include pregevoli uniformi, collezioni di soldatini in piombo, plastici di battaglie e una serie di quarantaquattro stampe tratte dagli altrettanti acquarelli del pittore torinese. (aperto dalle 10 alle 18)<br>&nbsp;<br>Nel Roero, il castello di Govone festeggia il mese di maggio con la manifestazione &ldquo;Regalmente rosa&rdquo;. Il castello e la Chiesa dello Spirito Santo (cappella reale) saranno aperti alle visite dalle 10 alle 12:30 e dalle 15 alle 18. Sar&agrave; anche possibile visitare il Roseto di Re Carlo Felice. Compresa nell&rsquo;ingresso al castello &egrave; visitabile la mostra Kind Dragons in Enchanted Worlds dell&rsquo;artista Isabella Mandelli, Inoltre, a partire dalle ore 17:30 nel Salone delle Feste del Castello si esibir&agrave; il &ldquo;The Rite Duo &ndash; Marco Rinaudo &amp; Stefano Visintainer&rdquo; un ensemble pianistico a quattro mani. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti con prenotazione consigliata via mail a prenotazioni@castellorealedigovone.it indicando il numero dei partecipanti.</p>
<p>Sempre nel Roero interessante la visita al castello degli Alfieri di Magliano che ospita il Museo delle Arti e Tradizioni Popolari &ndash; Cultura del Gesso, che documenta la tecnica di decorazione dei soffitti delle case contadine e il Teatro del Paesaggio, dedicato al territorio di Langhe e Roero. (Aperto con orario 10.30-18.00 (Informazioni e prenotazioni: 0173 386697; castellomagliano@barolofoundation.it. Ingresso: intero 5&euro; (un museo); intero 7&euro; (due musei).</p>
<p>A Corneliano d&rsquo;Alba &egrave; aperta la torre di origine medievale dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 17.30 (ultima salita ore 17.00). In occasione della Giornata dei Castelli Aperti si svolger&agrave; una rievocazione storica con la Compagnia dell&rsquo;Artiglio del Drago che coinvolger&agrave; attivamente i partecipanti con giochi e vestizioni medievali. Prenotazione obbligatoria per i gruppi: Tel. 338/9654524 - 339/6541344. Ingresso: Gratuito. In caso di maltempo evento annullato.<br>&nbsp;<br>Nel cuneese imperdibile a Busca le visite al castello del Roccolo dalle 14.30 alle 19.00.</p>
<p>Nel saluzzese, il castello della Manta propone delle visite guidate speciali in luoghi insoliti del Castello. L&rsquo;appuntamento permette la conoscenza e l'approfondimento sui fiori di stagione presenti negli spazi verdi del castello, guidati da esperti. L'itinerario si completa con la visita guidata del Castello e della Chiesa castellana. Possibilit&agrave; di consumare il picnic del Castello o un aperitivo nel giardino. Il cestino picnic &egrave; da prenotare all'indirizzo mail faimanta@fondoambiente.it a seguito della prenotazione online dei biglietti. Ingresso esclusivo con visita speciale alle ore 11:30; 14:45; 16:00.<br>&nbsp;<br>A Fossano, il castello dei Principi d&rsquo;Acaja apre con tour guidati alle ore 11.00, 15.00 e 16.30. La visita conduce i visitatori partendo dal grande porticato loggiato fino alle gallerie del passo di ronda e consente la scoperta della maestosa costruzione in cotto, costruita nel XIV secolo, che domina il centro storico ed &egrave; diventata il simbolo di Fossano. Il visitatore, partendo dal cortile e attraversando le ampie sale, dal 1985 occupate dalla Biblioteca Civica, arriva alla Sala delle Grottesche, affrescata da Giovanni Caracca; la visita terminer&agrave; con la salita ad una torre panoramica. Consigliata la prenotazione. Ingresso intero 5&euro;.<br>&nbsp;<br>Anche i musei visitabili sono numerosi. A Cherasco, le antiche sale di Palazzo Salmatoris ospitano la mostra &ldquo;Caty Torta: tra arte e scienza&rdquo; visitabile gratuitamente dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30. Ad Alba, il MUDI &ndash; Museo Diocesano della Cattedrale &egrave; aperto dalle 14.30 alle 18.30. A Dronero, in Valle Maira, il Museo Mall&eacute; apre dalle 15.00 alle 19.00 (ingresso gratuito).&nbsp;La citt&agrave; Bra apre tutti i suoi musei: con un biglietto di 10 euro si possono visitare il Museo Civico di Storia Naturale Craveri, il Museo Civico di Palazzo Traversa, e il Museo del Giocattolo. Sempre a Bra visite ad ingresso gratuito alla Zizzola con orario 10.00-18.00.</p>
<p>A Savigliano, il Museo Civico A. Olmo e la Gipsoteca D. Calandra apre con orario 10.00-13.00 e 15.00-18.30. Il museo ha sede nell&rsquo;antico convento di S. Francesco. Conserva reperti archeologici e raccolte di opere d&rsquo;arte dal XV al XX secolo. Alcune sale molto suggestive ricostruiscono l&rsquo;antica Farmacia dell&rsquo;Ospedale SS. Annunziata. La Gipsoteca Davide Calandra espone calchi, bozzetti, modelli in gesso e terracotta dello scultore torinese, autore del Fregio dell&rsquo;Aula di Montecitorio a Roma.</p>
<p>Sempre a Savigliano, in occasione della Giornata di Castelli Aperti e della manifestazione &ldquo;Quintessenza&rdquo;, visite guidate della citt&agrave; (compresa la Torre Civica e Palazzo Muratori Cravetta) alle ore 15.00. Ingresso: Intero 2&euro;. Prenotazioni obbligatorie a ufficioturistico@comune.savigliano.cn.it.</p>
<p>Per chi desidera scoprire una citt&agrave; ricca di storia e cultura attraverso i suoi beni pi&ugrave; rappresentativi, Saluzzo apre con ingressi ridotti Casa Cavassa (10.00-13.00 e 14.00-19.00. 3,5 euro), la Casa Natale di Silvio Pellico (14.00 - 19:00, 2,5 euro), La Castiglia (10.00-13.00 e 14.00-19.00. 6 euro) e la Torre Civica e Pinacoteca Olivero (10.00-13.00 e 14.00-19.00, 2,5 euro). Aperta anche Villa Belvedere con orario 10.00-13.00 e 14.00-19.00. Ingresso intero 5&euro;.<br>&nbsp;<br>Infine, per gli amanti dei borghi storici, si consiglia la scoperta di un delizioso borgo delle Valli Monregalesi, Pamparato che propone visite guidate su prenotazione, turno unico ore 15.30.&nbsp;In occasione della "Giornata di Castelli Aperti" nella suggestiva cornice del castello, sar&agrave; aperto il laboratorio del maestro artigiano del legno, con affascinanti dimostrazioni dal vivo delle sue creazioni e delle antiche tecniche di lavorazione. Un&rsquo;esperienza coinvolgente tra tradizione, manualit&agrave; e creativit&agrave;, per lasciarsi conquistare dal fascino autentico dell&rsquo;arte del legno.</p>]]></description><pubDate>Sun, 10 May 2026 06:33:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Ad Amitav Ghosh il premio speciale Lattes Grinzane]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/alba-e-langhe/ad-amitav-ghosh-il-premio-speciale-lattes-grinzane_118217.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/alba-e-langhe/ad-amitav-ghosh-il-premio-speciale-lattes-grinzane_118217.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118217/143343.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Entra nel vivo la sedicesima edizione del Premio Lattes Grinzane con l&rsquo;annuncio dei cinque autori finalisti: Julia Deck con Ann d&rsquo;Inghilterra (Adelphi, traduzione di Yasmina Melaouah), Mathias Enard con Disertare (e/o, traduzione di Yasmina Melaouah), Andrew Miller con La terra d&rsquo;inverno (NNE, traduzione di Ada Arduini), Andrew Porter con La vita immaginata (Feltrinelli, traduzione di Ada Arduini) e Clara Us&oacute;n con Le belve (Sellerio, traduzione di Silvia Sichel).</p>
<p>Nato in memoria di Mario Lattes e curato dalla Fondazione Bottari Lattes, il Premio fa concorrere insieme autori italiani e stranieri ed &egrave; dedicato ai migliori libri di narrativa pubblicati nell&rsquo;ultimo anno. Dal 2017, l'iniziativa &egrave; parte integrante del calendario culturale legato alla Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d&rsquo;Alba. Il Premio Speciale Lattes Grinzane di quest'anno va ad Amitav Ghosh, autore di rilievo mondiale universalmente considerato il pi&ugrave; grande scrittore indiano vivente.</p>
<p>I romanzi finalisti e il Premio Speciale sono stati determinati dalla Giuria Tecnica, composta dalla presidente Loredana Lipperini (scrittrice, giornalista, conduttrice radiofonica), Marco Balzano (scrittore, poeta, italianista), Valter Boggione (docente di Letteratura italiana all&rsquo;Universit&agrave; di Torino), Anna Dolfi (docente di Letteratura italiana nelle Universit&agrave; degli Studi di Trento e Firenze), Giuseppe Langella (docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all&rsquo;Universit&agrave; Cattolica e direttore del Centro di ricerca Letteratura e cultura dell&rsquo;Italia unita), Alessandro Mari (scrittore, editor), Luca Mastrantonio (giornalista, critico letterario) e Francesca Sforza (giornalista). Ora la parola passa ai 400 studenti e studentesse che fanno parte delle Giurie Scolastiche a cui &egrave; affidato il compito di leggere le opere in finale e decretare quella vincitrice di quest&rsquo;anno. Le ragazze e i ragazzi coinvolti provengono da tutta Italia e fanno parte di 25 istituti superiori, tra cui il Lyc&eacute;e Ren&eacute; Char di Avignone, in Francia.</p>
<p>Il prossimo appuntamento con il Premio Lattes Grinzane &egrave; fissato per sabato 17 ottobre: nella mattinata gli studenti saranno protagonisti dell&rsquo;incontro con i cinque finalisti al Castello di Grinzane Cavour, durante il quale potranno dialogare con gli scrittori e porre loro delle domande. Al pomeriggio, al Teatro Sociale Busca di Alba, Amitav Ghosh terr&agrave; una lectio magistralis su un tema a propria scelta e sar&agrave; insignito del riconoscimento, dopodich&eacute; verr&agrave; scoperto il nome del vincitore o della vincitrice della XVI edizione del Premio. L&rsquo;appuntamento sar&agrave; trasmesso in diretta streaming sul sito e sui canali social della Fondazione Bottari Lattes.</p>
<p>Commenta la presidente di giuria Loredana Lipperini, spiegando la scelta dei finalisti: <em>&ldquo;La cinquina finalista della XVI edizione del Premio Lattes Grinzane &egrave; costituita da cinque fra autori e autrici stranieri: non &egrave; in alcun modo una scelta che intende sottovalutare la bellezza della narrativa italiana, i cui candidati, anche quest&rsquo;anno, sono stati e sono di pregio assoluto. Solo, la giuria ha ritenuto che il valore dei cinque testi finalisti rendesse impossibile escluderne uno. Sono, come ogni volta, romanzi molto diversi fra loro, ma con un&rsquo;affinit&agrave; di fondo. In Ann d&rsquo;Inghilterra, Julia Deck scardina le regole classiche dell&rsquo;autofiction per raccontare la vita di una donna comune, sua madre, come se fosse una protagonista della Storia. Mathias Enard, con Disertare, ci immerge nel trauma e nell&rsquo;orrore della guerra nel momento esatto in cui le guerre tornano ad assediare il mondo. Di un altro trauma che &egrave; ormai alle spalle parla Andrew Miller in La terra d&rsquo;inverno, scegliendo di scavare nell&rsquo;inquietudine delle coppie e di una piccola comunit&agrave; inglese. In La vita immaginata, Andrew Porter mette a confronto un padre imprendibile e un figlio solitario per destino. E in Le belve Clara Us&oacute;n affronta l&rsquo;antica questione del male, questa volta nei gesti e nella mente di una terrorista dell&rsquo;ETA, la cui vita scorre parallela a quella di una ragazza come tante. C&rsquo;&egrave; sempre un mondo che influisce sulle narrazioni, che non sono mai ripiegate all&rsquo;interno, ma portano alla luce le contraddizioni, gli orrori e il tentativo di pacificazione di chi vive in un tempo difficile&rdquo;</em>.</p>
<p>Prosegue anche nel 2026 la collaborazione tra il Premio e la rassegna Cervo in Blu d&rsquo;inchiostro. Domenica 18 ottobre, proprio all&rsquo;indomani della cerimonia finale, si terr&agrave; l&rsquo;appuntamento all&rsquo;Oratorio di Santa Caterina di Cervo con uno dei finalisti. L&rsquo;evento sar&agrave; condotto da Walter Scavello, docente di Inglese del Liceo Cassini di Sanremo.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 15 Apr 2026 10:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[La Fondazione Cesare Pavese entra nel circuito Abbonamento Musei]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/alba-e-langhe/la-fondazione-cesare-pavese-entra-nel-circuito-abbonamento-musei_117436.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/alba-e-langhe/la-fondazione-cesare-pavese-entra-nel-circuito-abbonamento-musei_117436.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117436/142267.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nell&rsquo;ottica di rendere l&rsquo;esperienza culturale sempre pi&ugrave; condivisa e partecipata, da quest&rsquo;anno la Fondazione Cesare Pavese entra nel circuito Abbonamento Musei, servizio che riunisce l&rsquo;offerta di tre regioni &ndash; Piemonte, Lombardia e Valle d&rsquo;Aosta &ndash; in un modello unitario di fruizione di 500 realt&agrave;, comprendente collezioni, mostre, musei, ville, palazzi storici, parchi, giardini, monumenti e luoghi inaspettati.</p>
<p>L&rsquo;adesione permetter&agrave; l&rsquo;ingresso gratuito al Museo Pavesiano da parte dei possessori dell&rsquo;abbonamento, strumento nato per coinvolgere il pubblico nella scoperta e riscoperta di luoghi suggestivi del proprio territorio e di quelli confinanti.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117436/small_142268.jpg"></p>
<p>La visita alle sale del Museo Pavesiano sar&agrave; inoltre arricchita dalle nuove audioguide kids, realizzate in collaborazione con studenti e studentesse dell&rsquo;Istituto Comprensivo "Cesare Pavese&rdquo; di Santo Stefano Belbo.</p>
<p>Il progetto, coinvolgendo ragazzi e ragazze nella produzione dei contenuti, li ha resi non solo fruitori ma protagonisti, rafforzando il senso di appartenenza alla comunit&agrave; e di consapevolezza del patrimonio pavesiano.</p>
<p>Le audioguide, registrate con un linguaggio immediato e inclusivo, instaurano un dialogo culturale fra pari e coetanei, rendendo l&rsquo;esperienza di visita dinamica e interattiva. L&rsquo;iniziativa contribuisce a veicolare la figura di Cesare Pavese e la sua opera alle nuove generazioni attraverso un approccio attivo e partecipato, e una trasmissione dei contenuti non nozionistica, ma diretta e contemporanea.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117436/small_142269.jpg"></p>
<p>Inoltre, dalla domenica di Pasqua (5 aprile) le visite guidate ai luoghi pavesiani organizzate dalla Fondazione Cesare Pavese torneranno a essere disponibili, oltre al sabato, anche la domenica e nei giorni festivi. Il percorso del tour comprende la visita al Museo Pavesiano ospitato presso la Fondazione Cesare Pavese, alla adiacente Chiesa dei SS. Giacomo e Cristoforo, dove lo scrittore fu battezzato e che ora ospita le mostre della Fondazione, alla Casa-Laboratorio di Pinolo Scaglione, il Nuto del romanzo La luna e i fal&ograve;, oltre a una tappa all&rsquo;esterno della Casa natale dello scrittore, recentemente acquisita dal Comune di Santo Stefano Belbo nell&rsquo;ottica di integrarla nel circuito dei luoghi pavesiani santostefanesi.</p>
<p>Maggiori informazioni sulle visite al museo e ai luoghi pavesiani sono consultabili sul sito web di Fondazione Cesare Pavese: <a href="https://fondazionecesarepavese.it/visite-e-biglietti/" target="_blank" rel="nofollow">https://fondazionecesarepavese.it</a>.</p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Apr 2026 09:57:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Alba presenta il nuovo portale “Alba Cultura Eventi”: tutte le iniziative cittadine online]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/alba-e-langhe/alba-presenta-il-nuovo-portale-alba-cultura-eventi-tutte-le-iniziative-cittadine-online_116759.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/alba-e-langhe/alba-presenta-il-nuovo-portale-alba-cultura-eventi-tutte-le-iniziative-cittadine-online_116759.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116759/141320.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&Egrave; stato ufficialmente presentato gioved&igrave; 19 marzo presso la Sala Riolfo il nuovo portale &ldquo;Alba Cultura Eventi&rdquo;, la piattaforma digitale voluta dal Comune di Alba per raccogliere e valorizzare l&rsquo;offerta culturale e il calendario delle iniziative cittadine. Il sito, rinnovato nella veste grafica e raggiungibile all&rsquo;indirizzo visitalba.eu, si rivolge sia a cittadini sia a turisti, offrendo una panoramica aggiornata delle attivit&agrave; che animano la citt&agrave; durante tutto l&rsquo;anno.</p>
<p>La principale novit&agrave; di Alba Cultura Eventi &egrave; la sua dimensione collaborativa: il portale non funge solo da vetrina istituzionale, ma si presenta come uno spazio aperto a tutto il tessuto associativo locale. Ogni associazione o organizzatore del territorio pu&ograve; infatti segnalare le proprie iniziative compilando un apposito form online. Le proposte vengono poi valutate dalla ripartizione Cultura e Turismo, che ne cura la pubblicazione sul calendario digitale, rendendo cos&igrave; pi&ugrave; ricco, coordinato e fruibile l&rsquo;elenco degli eventi.</p>
<p>Tra le principali funzionalit&agrave; della piattaforma spiccano: il calendario aggiornato degli appuntamenti cittadini, una sezione dedicata alle notizie e agli approfondimenti culturali, e pratiche schede evento con dettagli su location, orari e modalit&agrave; di accesso. Il sito, ottimizzato anche per la navigazione su dispositivi mobili, punta a diventare il punto di riferimento per chiunque voglia restare aggiornato sulla vivace scena culturale albese.</p>
<p>Il lancio di &ldquo;Alba Cultura Eventi&rdquo; si inserisce in un pi&ugrave; ampio percorso di crescita e promozione del territorio, anche in vista dell&rsquo;assegnazione ad Alba del titolo di Capitale Italiana dell&rsquo;Arte Contemporanea 2027. &ldquo;Vogliamo che questo portale sia un ecosistema vivo &ndash; hanno sottolineato il sindaco Alberto Gatto e le assessore Caterina Pasini (Cultura e Turismo) e Lucia Vignolo (Innovazione tecnologica) &ndash; grazie al contributo costante di tutta la comunit&agrave;. Invitiamo tutte le realt&agrave; locali a partecipare attivamente: solo cos&igrave; l&rsquo;offerta culturale sar&agrave; sempre pi&ugrave; coordinata, ricca e visibile, nel segno della collaborazione e del riconoscimento del valore delle associazioni cittadine&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Fri, 20 Mar 2026 10:28:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Il Castello di Magliano Alfieri riapre il 4 aprile:  una stagione tra paesaggio, memoria e nuove esperienze]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/alba-e-langhe/il-castello-di-magliano-alfieri-riapre-il-4-aprile-una-stagione-tra-paesaggio-memoria-e-nuove-esperienze_116625.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/alba-e-langhe/il-castello-di-magliano-alfieri-riapre-il-4-aprile-una-stagione-tra-paesaggio-memoria-e-nuove-esperienze_116625.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116625/141122.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Ci sono luoghi che non si limitano a riaprire, ma tornano a respirare insieme al paesaggio che li circonda. Con l&rsquo;arrivo della primavera, il Castello di Magliano Alfieri si prepara a riaccogliere il pubblico: da sabato 4 aprile prende il via una nuova stagione che accompagner&agrave; visitatori e famiglie alla scoperta di uno spazio in cui storia e contemporaneit&agrave; continuano a intrecciarsi con naturalezza. Il maniero sar&agrave; visitabile ogni sabato, domenica e nei giorni festivi, con orario continuato dalle 10.30 alle 18.30 (ultimo ingresso alle 17.30), offrendo un tempo disteso e accessibile, pensato per una fruizione libera e personale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Due musei, un unico racconto</strong></p>
<p>All&rsquo;interno del Castello, i due musei - il Museo dei Soffitti in Gesso e il Teatro del Paesaggio - costruiscono una narrazione che unisce memoria e visione. Da un lato, le decorazioni che impreziosivano le abitazioni tra Seicento e Ottocento; dall&rsquo;altro, un percorso immersivo che restituisce l&rsquo;evoluzione del paesaggio vitivinicolo delle Langhe e del Roero. Le visite si svolgono in autonomia, con una durata di circa un&rsquo;ora. Per i gruppi composti da almeno 12 persone &egrave; richiesta la prenotazione anticipata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il castello come esperienza</strong></p>
<p>Accanto alla visita, il Castello si conferma uno spazio vivo, capace di parlare a pubblici diversi. Torna anche per il 2026 la &ldquo;Domenica per famiglie al museo&rdquo;, ogni quarta domenica del mese, con il kit &ldquo;Museo in famiglia&rdquo;, consigliato per bambini dai 6 ai 12 anni: un percorso interattivo che trasforma la scoperta in gioco, rendendo la visita autonoma e partecipata. Non mancheranno proposte dedicate anche agli adulti e ai gruppi. Saranno attivate alcune visite guidate per abbonati musei e torner&agrave; &ldquo;Castle Angels&rdquo;, l&rsquo;escape room culturale ambientata nel Castello. Un format che unisce racconto e sfida, invitando i partecipanti a risolvere enigmi e indizi tra le sale storiche. Il format, ideato da Turismo in Langa e dall&rsquo;Associazione Creattivi di Novara, propone sfide ed enigmi da risolvere all&rsquo;interno del Castello: l&rsquo;attivit&agrave; &egrave; disponibile in orari fissi nei giorni di apertura, ma anche su prenotazione per gruppi privati, per occasioni speciali o esperienze personalizzate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tra racconto e vino</strong></p>
<p>La stagione sar&agrave; inoltre scandita da appuntamenti che mettono in dialogo cultura e territorio. Torna &ldquo;Narrar Castelli e Vini&rdquo;, in collaborazione con Turismo in Langa, che affiancher&agrave; alla tradizionale edizione autunnale anche una versione primaverile. I visitatori potranno partecipare a una visita con la presenza di personaggi in costume, seguita da una degustazione di vini di un produttore locale, in un intreccio tra racconto ed esperienza sensoriale.</p>
<p><em>&ldquo;Ogni stagione &egrave; un nuovo modo per restituire senso a questi luoghi </em>- sottolinea Liliana Allena, presidente della Barolo &amp; Castles Foundation -<em>. Il Castello di Magliano Alfieri non &egrave; solo uno spazio espositivo, ma un luogo che invita a rallentare, a osservare il paesaggio e a viverlo con consapevolezza. Qui la visita diventa esperienza: un tempo di scoperta fatto di dettagli, di silenzi, di vino e di cultura. Il nostro lavoro &egrave; proprio questo, tenere insieme questi elementi e trasformarli in occasioni autentiche per chi arriva sul territorio&rdquo;</em>.</p>]]></description><pubDate>Wed, 18 Mar 2026 10:30:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Dronero si fa capitale della parola: al via il festival “Ponte del Dialogo” 2026]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/dronero-si-fa-capitale-della-parola-al-via-il-festival-ponte-del-dialogo-2026_116436.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/dronero-si-fa-capitale-della-parola-al-via-il-festival-ponte-del-dialogo-2026_116436.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116436/140862.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Due volte all&rsquo;anno, a novembre e a marzo, Dronero diventa citt&agrave; capitale della cultura in Piemonte, un crocevia di storie che arrivano da lontano e di riflessioni che scavano nel profondo. Uno di questi momenti &egrave; arrivato: domani sera, luned&igrave; 16 marzo, prende ufficialmente il via l&rsquo;edizione primaverile del <strong>Ponte del Dialogo</strong>, il festival letterario diffuso che si conferma, anno dopo anno, uno degli osservatori pi&ugrave; lucidi e autorevoli sulla complessit&agrave; del nostro tempo.</p>
<p>Il festival non &egrave; solo una rassegna di libri; &egrave; un&rsquo;operazione di resistenza culturale che pone il confronto e la parola al centro della vita civile. In un&rsquo;epoca di frammentazione, Dronero sceglie di costruire ponti: tra le generazioni, tra la storia e il futuro, tra il rigore della ricerca scientifica e l&rsquo;emozione del racconto.</p>
<p>Ad aprire la settima edizione del Festival domani sera sar&agrave; <strong>Ascanio</strong> <strong>Celestini</strong>, uno degli interpreti pi&ugrave; intensi del teatro di narrazione italiano. Conosciuto per la sua capacit&agrave; di trasformare la cronaca in poesia e la memoria collettiva in impegno civile, Celestini porter&agrave; a Dronero le sue riflessioni sulla societ&agrave; contemporanea, offrendo al pubblico una chiave di lettura originale sulle "ferite" e le speranze del nostro tempo. La sua presenza sancisce la vocazione di un festival che non ha paura di interrogarsi sulle responsabilit&agrave; individuali e collettive. Per presentare il suo libro <em>Poveri Cristi</em>, l&rsquo;autore dialogher&agrave; con Alberto Gedda, direttore de &ldquo;Il Corriere di Saluzzo&rdquo;.</p>
<p>Il cartellone di quest&rsquo;anno &egrave; un mosaico di altissima qualit&agrave; che alterna grandi nomi della letteratura a inchieste di bruciante attualit&agrave;. Tra gli appuntamenti pi&ugrave; attesi spicca la partecipazione di <strong>Erri De Luca</strong>. Una delle voci pi&ugrave; profonde della narrativa internazionale approder&agrave; in Valle Maira con <em>"L&rsquo;et&agrave; sperimentale"</em>, un&rsquo;opera che esplora con delicatezza e vigore i territori del tempo e dell&rsquo;esperienza umana, nobilitando ulteriormente la proposta del festival.</p>
<p>Ma il Ponte del Dialogo &egrave; anche un luogo di indagine sociale e politica. Il programma vedr&agrave; l&rsquo;analisi critica di <strong>David Bidussa</strong> sulle trasformazioni dell'intellettuale contemporaneo e le inchieste di <strong>Alessandro Mulieri</strong> sulle nuove derive ideologiche della destra. Temi complessi trattati con il rigore necessario a fornire ai cittadini strumenti di comprensione critica.</p>
<p>La memoria &egrave; il filo conduttore che lega molti degli incontri. La ricerca storica sar&agrave; rappresentata da figure del calibro di <strong>Gianni Oliva </strong>e <strong>Pierangelo Gentile</strong>, mentre <strong>Andrea Askari Rossini </strong>porter&agrave; una testimonianza fondamentale sulle rotte balcaniche, guardando dritto negli occhi le tragedie che si consumano ai confini dell'Europa.</p>
<p>Il festival celebra anche l'identit&agrave; del territorio e le eccellenze italiane: dalla storia industriale della <strong>famiglia Bialetti</strong>, l&rsquo;epopea dell&rsquo;Omino coi Baffi raccontata da <strong>Alessandro Barbaglia</strong>, fino alla leggenda sportiva di <strong>Stefania Belmondo</strong>, orgoglio delle terre cuneesi e simbolo di una determinazione che si fa esempio di vita. Non mancheranno sguardi pedagogici e sociali di alto profilo, come gli approfondimenti curati da <strong>Alberto Pellai </strong>e l&rsquo;indagine di <strong>Claudia De Lillo </strong>sulle sfide dell&rsquo;identit&agrave; maschile oggi, un tema quanto mai urgente nel dibattito pubblico attuale.</p>
<p>Il Ponte del Dialogo &egrave; un festival "diffuso" per scelta. Dalla <strong>Sala Milli Chegai</strong> al <strong>Teatro Iris</strong>, dal <strong>Centro Europeo Giovanni Giolitti</strong> ad <strong>Espaci Occitan</strong>, ogni incontro invita il pubblico a riscoprire la bellezza architettonica e la vitalit&agrave; comunitaria di Dronero. &Egrave; un invito al viaggio, fisico e intellettuale, che parte domani e che promette di lasciare tracce profonde in chiunque vorr&agrave; farsi attraversare dalle parole dei suoi protagonisti.</p>
<p>Il Festival &egrave; promosso dall&rsquo;Assessorato alla Cultura del Comune di Dronero, con il contributo della Regione Piemonte, della Fondazione CRC, della Fondazione Compagnia di San Paolo, della Fondazione CRT e della Banca di Caraglio. L&rsquo;organizzazione &egrave; curata dall&rsquo;Agenzia di Sviluppo Locale di AFP.</p>
<p>Collaborano al Festival l&rsquo;Istituto Comprensivo di Dronero, nell&rsquo;ambito della sezione Young, l&rsquo;Istituto Alberghiero di Dronero, per l&rsquo;accoglienza del pubblico insieme allo staff del Festival, &nbsp;numerose associazioni e istituzioni culturali di Dronero: il Centro Europeo Giovanni Giolitti, il Centro Studi Cultura e Territorio, Espaci Occitan, il Museo Luigi Mall&eacute;, la Biblioteca Civica di Dronero, APICE, Aragno Humanities Forum, Archivio Scritture Migranti dell&rsquo;Universit&agrave; di Venezia, il Distretto del Commercio di Dronero e della Valle Maira, l&rsquo;associazione &ldquo;Prometheus&rdquo; e &ldquo;Il Bottegone&rdquo; che in ogni edizione del festival omaggia gli ospiti che vengono da pi&ugrave; lontano con una borsa di prodotti locali.</p>
<p>Il programma completo del Festival, eventuali aggiornamenti e informazioni sugli eventi sono disponibili sul sito del festival <a href="https://www.pontedeldialogo.it" target="_blank">www.pontedeldialogo.it</a> e sui profili social. Per informazioni si pu&ograve; scrivere a <a href="mailto:pontedeldialogodronero@gmail.com" target="_blank">pontedeldialogodronero@gmail.com</a> o chiamare il numero 329.1365655.</p>]]></description><pubDate>Sun, 15 Mar 2026 10:48:00 +0100</pubDate><dc:creator>Michele Pernice</dc:creator><author><name>Michele Pernice</name></author></item><item><title><![CDATA[Quando a Cuneo era vietato lavorare nei giorni festivi. Storie e curiosità sulla legge nel Medioevo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/quando-a-cuneo-era-vietato-lavorare-nei-giorni-festivi-storie-e-curiosita-sulla-legge-nel-medioevo_116275.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/quando-a-cuneo-era-vietato-lavorare-nei-giorni-festivi-storie-e-curiosita-sulla-legge-nel-medioevo_116275.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116275/140647.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Alcune curiosit&agrave; sulle norme penali durante il Medioevo nelle nostre terre.&nbsp;In questo campo davvero si nota l&rsquo;impressionante differenza fra le epoche passate e l&rsquo;attuale. Se alcune pene possono apparire addirittura ridicole, altre fanno rabbrividire.&nbsp;Rispetto a oggi due sono le differenze sostanziali: allora erano pubbliche e soprattutto fisiche (con menomazioni corporali) e, in secondo luogo, erano pesantemente puniti i reati contro la morale (cristiana, logicamente).&nbsp;Uno per tutti: la bestemmia.&nbsp;Era il primo reato contro la religione.&nbsp;Come veniva punita? Un po&rsquo; ovunque con la &ldquo;lavata di capo&rdquo;. In questo caso la pena non comportava lesioni fisiche, ma &ldquo;solo&rdquo; l&rsquo;esposizione al pubblico ludibrio.&nbsp;Il colpevole veniva condannato a pagare una multa salata e, se non vi provvedeva, veniva portato in un luogo pubblico (in genere al pozzo centrale del borgo, a Demonte e a Cuneo al luogo chiamato il &ldquo;pellerino&rdquo;): di fronte al popolo tutto radunato per l&rsquo;occasione, il bestemmiatore veniva fatto distendere per terra e gli venivano versate tre o pi&ugrave; secchiate d&rsquo;acqua sul capo (tre a Boves, quattro a Cuneo, tre a Demonte). Per di pi&ugrave; a Demonte il colpevole, prima della lavata di capo, doveva rimanere per un giorno intero legato al pellerino ed esposto al pubblico ludibrio. Una bella umiliazione e non solo, perch&eacute; quando il poveretto era legato e impossibilitato a difendersi, chi passava poteva non limitarsi a deriderlo.</p>
<p>Un altro reato oggi scomparso &egrave; il &ldquo;lavoro in giorno festivo&rdquo;.&nbsp;Anche questo era un reato ed era punito con una multa, in quanto spregio al giorno dedicato al Signore. V&rsquo;era tuttavia la possibilit&agrave; di farla franca. Quando? Facile immaginarlo. Quando si lavorava per il bene diretto o indiretto della Chiesa: ad esempio lo statuto di Beinette prevedeva l&rsquo;esenzione dalla pena se il lavoro era fatto per la Confratria (le confraternite erano enti religiosi), o per l&rsquo;ospedale (anche qui, in quanto opera di carit&agrave;, in mano al Clero) o per la Chiesa o per una persona povera.&nbsp;</p>
<p>E il buon costume?&nbsp;In questo termine erano compresi tutti i comportamenti lesivi del credo religioso e della morale assai severa del tempo, ma ci&ograve; che pi&ugrave; colpisce &egrave; la differenza enorme di trattamento fra uomo e donna nei delitti di adulterio e violenza sessuale. Sembra roba d&rsquo;altri tempi, ma &egrave; giusto ricordare che la violenza sessuale &egrave; divenuta in Italia reato contro la persona soltanto nel 1996. Le pene poi, solitamente, riguardavano soltanto gli uomini e non le donne, alle quali era riservato un trattamento ben peggiore.&nbsp;L&rsquo;adulterio dell&rsquo;uomo era punito con la multa e, nel caso il reo non potesse pagarla, con la pubblica fustigazione. Ad esempio, in Beinette l&rsquo;adultero si prendeva una bella multa, il cui importo variava a seconda del consenso o meno della donna. Chi non poteva pagare la multa era sottoposto alla fustigazione.&nbsp;A Boves ci si limitava alla fustigazione da una porta all&rsquo;altra del paese e per due volte.&nbsp;</p>
<p>&Egrave; appena il caso di ricordare che destinatario delle norme in esame era l&rsquo;uomo e non la donna, perch&eacute; a quest&rsquo;ultima era riservato ben di peggio. Scopo della donna era dare figli certi al marito e nel comune sentire la donna che violava tale obbligo, violava una legge sacra e si metteva fuori dalla societ&agrave;. L&rsquo;adultera poteva nel generale consenso essere picchiata anche fino alla morte dal marito tradito, in molti luoghi era condannata a morte; ben che andasse veniva ripudiata e diventava la svergognata del paese, una puttana e niente pi&ugrave;, e come tale trattata da tutti. &nbsp;</p>
<p>A comprova dello stato di totale inferiorit&agrave; della donna &egrave; anche quanto veniva disposto in tema di violenza carnale cum virgine (e anche qui siamo arrivati quasi ai giorni nostri). Sempre in Boves la pena consisteva nel taglio di una mano o di un piede (molte donne e non solo, al giorno d&rsquo;oggi, riterrebbero giusto ripristinare qualcosa di simile a quell&rsquo;uso, anche se adattato ai tempi, come ad esempio: la castrazione chimica), ma il reo poteva evitare la pena sposando entro dieci giorni la vittima. &Egrave; il cosiddetto &ldquo;matrimonio riparatore&rdquo; in uso pressoch&eacute; ovunque e rimasto nella nostra Italia fino al 1981 quando con la legge n. 442 fu finalmente abrogato l&rsquo;art. 544 del Codice Penale che prevedeva l&rsquo;estinzione del reato per lo stupratore e i suoi complici se la violentata (se minorenne, per lei i suoi genitori) accettava di sposarlo. Del resto la donna aveva ben poche alternative, perch&eacute; ben difficilmente avrebbe potuto sposarsi ed era per tutti una &ldquo;svergognata&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>Senza approfondire molti altri casi di reati assai pi&ugrave; gravi e pene, par giusto chiudere con una curiosit&agrave;. Era il reato per &ldquo;i cattivi scherzi alle spose&rdquo;. S&igrave;, i cattivi scherzi alle spose vietati dallo statuto di Cuneo. Evidentemente in citt&agrave; era invalso l&rsquo;uso curioso di far scherzi alle spose, degenerato poi in scherzi decisamente pesanti al punto di prevederne la punibilit&agrave;, come l&rsquo;accogliere la sposa con corni, sonagli e bacini o con ingiurie, o addirittura, si badi perch&eacute; la cosa &egrave; davvero curiosa, portar via porte e finestre della camera nuziale o far trovare un terzo vestito (da uomo ovviamente) nel letto nuziale.</p>
<p>Cos&igrave; andava il mondo.</p>]]></description><pubDate>Thu, 12 Mar 2026 10:43:00 +0100</pubDate><dc:creator>Mario Rosso</dc:creator><author><name>Mario Rosso</name></author></item><item><title><![CDATA[A Monforte d’Alba a fine mese si inaugura la mostra “Ritratti del XX secolo”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/alba-e-langhe/a-monforte-dalba-a-fine-mese-si-inaugura-la-mostra-ritratti-del-xx-secolo_115681.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/alba-e-langhe/a-monforte-dalba-a-fine-mese-si-inaugura-la-mostra-ritratti-del-xx-secolo_115681.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115681/139746.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sar&agrave; aperta al pubblico a partire dal 29 marzo la mostra &ldquo;Ritratti del XX secolo. Le collezioni della Fondazione Bottari Lattes e oltre&rdquo;. Tra dipinti, incisioni e sculture, sono pi&ugrave; di cinquanta i volti reali e immaginari che popoleranno le sale espositive, tra le opere realizzate Mario Lattes e altre appartenenti alle sue collezioni, in dialogo con alcuni tra i pi&ugrave; importanti maestri del &lsquo;900. La mostra &egrave; a cura di Francesco Poli.</p>
<p>Nella sua vasta e articolata attivit&agrave; artistica, caratterizzata da raffinate suggestioni letterarie, cos&igrave; come da inquietanti visioni fantastiche e surreali, Mario Lattes ha sempre coltivato un grande interesse per la ritrattistica mai intesa in senso banalmente convenzionale. I suoi ritratti sono disegnati e dipinti con incisiva attenzione all&rsquo;identit&agrave; individuale, con connotazioni che vanno da quelle pi&ugrave; intimistiche, come nel caso di familiari, a quelle fortemente espressioniste e visionarie, come succede con il volto di Franz Kafka, derivato da una foto ma trasfigurato in una enigmatica atmosfera lunare. Nella mostra, particolare attenzione viene dedicata anche ai numerosi autoritratti di Lattes, come il memorabile Autoritratto con cappello, marionette e uccello del 1990, in cui l&rsquo;autore si rappresenta circondato da marionette e fantocci, suscitando in chi osserva una domanda: &egrave; egli capocomico o parte di questo teatrino?</p>
<p>Accanto a una scelta dei lavori di Lattes, vengono esposti diversi ritratti provenienti dalle collezioni della stessa Fondazione Bottari Lattes insieme a quelle di altre gallerie, con opere realizzate da pittori e scultori del suo stesso contesto artistico. La selezione comprende dipinti di Felice Casorati, di esponenti del gruppo dei Sei come Jessie Boswell, Francesco Menzio e Carlo Levi, di Luigi Spazzapan, Italo Cremona e Mario Calandri; e di tre notevoli pittrici come Nella Marchesini, Daphne Maugham e Carol Rama. Tre sono le sculture esposte: una preziosa testa femminile in cera di Giacomo Manz&ugrave;; una figura quasi astratta di Sandro Cherchi e un ritratto con forti richiami al cubismo di Mario Giansone.</p>
<p>Non &nbsp;mancano le incisioni, tecnica dalla quale Lattes fu sempre affascinato, producendo egli stesso centinaia di opere di questo tipo: in mostra delle nitide fisionomie incise dell&rsquo;amico cecoslovacco Jiri Anderle e un sintetico volto di Mario Surbone.</p>
<p>Tra i dipinti, emergono il piccolo ritratto della moglie di Menzio e uno molto intenso della modella &nbsp;di Calandri, accompagnato da un disegno preparatorio delineato con altrettanta sensibilit&agrave;. Un altro ritratto di modella, ma decisamente pi&ugrave; ludico e un po&rsquo; os&eacute; &egrave; Vittoria sul cavallo di gesso di Cremona. I visitatori troveranno particolarmente interessante il confronto fra gli introversi autoritratti di Lattes e quelli di alcuni di questi artisti, tra cui quello ironico in canottiera di Cremona, quello carico di vitale tensione segnica di Spazzapan, quello intenso e melanconico di Maugham, o ancora l&rsquo;onirico Risveglio con la madre di Levi, dove il pittore si rappresenta con un solo occhio aperto; e quello di bizzarra espressivit&agrave; di Carol Rama.</p>
<p>La mostra sar&agrave; aperta al pubblico dal luned&igrave; al venerd&igrave; dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 16.30; mentre sabato, domenica e nei giorni festivi dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17. L&rsquo;ingresso &egrave; gratuito e non richiede prenotazione.</p>
<p>In occasione di questa esposizione si rinnova la collaborazione tra la Fondazione Bottari Lattes e l&rsquo;Ente Fiera di Alba, che ha inserito la mostra all&rsquo;interno del calendario di eventi culturali promosso da Vinum Alba 2026, la fiera internazionale dei vini del Piemonte.</p>
<p>&ldquo;Ritratti del XX secolo. Le collezioni della Fondazione Bottari Lattes e oltre&rdquo; &egrave; realizzata con il contributo di Regione Piemonte; con il sostegno di Vinum Alba - Fiera Internazionale dei vini del Piemonte e con il patrocinio del Comune di Monforte d&rsquo;Alba, dell&rsquo;Unione dei Comuni Colline di Langa e del Barolo e di Confindustria Cuneo. Partner Assicurativo: Italiana Assicurazioni (Agenzia Alba Mondov&igrave; &ndash; Sciolla).</p>
<p><strong>Mario Lattes</strong></p>
<p>Mario Lattes (Torino, 1923 - 2001), pittore, scrittore ed editore, &egrave; stato un personaggio di spicco nel mondo culturale del capoluogo piemontese del secondo Novecento. Durante il periodo bellico sfugge alle leggi razziali rifugiandosi a Roma e a Rieti, unendosi poi alle truppe alleate in qualit&agrave; di interprete. Rientra a Torino, la sua amata e odiata citt&agrave;, nel 1945. Dopo la seconda Guerra mondiale dirige la Lattes Editori, fondata dal nonno Simone Lattes nel 1893. Collabora con scritti e disegni alle pi&ugrave; importanti riviste culturali del momento e nel 1953 fonda la rivista &ldquo;Galleria&rdquo; poi &ldquo;Questioni&rdquo; diventando voce influente del mondo culturale non solo locale.</p>
<p>Tra il 1958 e il 1985 scrive diversi romanzi e racconti, poesie e la tesi di laurea Il Ghetto di Varsavia, raccolti nell&rsquo;edizione critica Opere Olschki ed. Del 1947 &egrave; la sua prima mostra alla galleria La Bussola di Torino, a testimonianza delle maturate esperienze artistiche, nate durante il soggiorno laziale e coltivate per tutta la sua vita, come artista e collezionista. Fino alla fine degli anni novanta allestisce personali a Torino, Roma, Milano, Firenze e Bologna e partecipa con successo a due edizioni della Biennale di Venezia, alla Quadriennale di Torino e di Roma oltre a diverse esposizioni collettive.</p>
<p><strong>Francesco Poli</strong></p>
<p>Francesco Poli &egrave; storico e critico d&rsquo;arte. Ha insegnato Storia dell&rsquo;arte contemporanea all&rsquo;Accademia di Brera e all&rsquo;Universit&eacute; Paris 8. Ha pubblicato numerosi saggi sull&rsquo;arte moderna e contemporanea tra cui: La Metafisica; Minimalismo, Arte Povera, Arte Concettuale; Il sistema dell&rsquo;arte contemporanea; Arte moderna. Dal postimpressionismo all&rsquo;informale; Arte contemporanea. Le ricerche internazionali dalla fine degli anni &rsquo;50 ad oggi; La Scultura del Novecento; Mettere in scena l&rsquo;arte contemporanea (con F.Bernardelli); Il pittore solitario. Seurat e la Parigi moderna; L&rsquo;ironia &egrave; una cosa seria. Strategie dell&rsquo;arte d&rsquo;avanguardia e contemporanea. Collabora a &ldquo;La Stampa&rdquo; e con riviste specializzate. Ha curato numerose mostre in musei, spazi pubblici e privati.</p>
<p><strong>La Fondazione Bottari Lattes</strong></p>
<p>La Fondazione Bottari Lattes &egrave; nata nel 2009 a Monforte d&rsquo;Alba, dalla volont&agrave; di Caterina Bottari Lattes. Ha come finalit&agrave; la promozione della cultura e dell&rsquo;arte e l&rsquo;ampliamento della conoscenza del nome di Mario Lattes (1923-2001) nella sua multiforme attivit&agrave; di pittore, scrittore, editore e animatore di proposte culturali. Mario Lattes &egrave; stato un testimone lucido e anticonformista, artista di respiro internazionale, cui va il merito della diffusione in Italia di pittori e autori stranieri di grande valore. Fu direttore dell&rsquo;omonima casa editrice, fondata dal nonno nel 1893, per lungo tempo punto di riferimento della scuola italiana. Tra le pubblicazioni scolastiche realizzate si ricorda l&rsquo;antologia La biblioteca illustrata con i disegni di Mario Lattes per gli studenti delle scuole medie. La Fondazione Bottari Lattes non ha scopo di lucro. Porta avanti iniziative di studio e di ricerca culturale, curandole direttamente o in collaborazione con altri enti o istituzioni, e organizza progetti e appuntamenti culturali. Tra le principali attivit&agrave;: il Premio letterario internazionale Lattes Grinzane, il Premio biennale Mario Lattes per la Traduzione, mostre di arte e fotografia, i progetti per le scuole come Vivolibro, i convegni. La sede della Fondazione Bottari Lattes (via Marconi 16, Monforte d&rsquo;Alba) conserva la Biblioteca Mario Lattes, l&rsquo;Archivio delle carte di Mario Lattes e di altri fondi documentali in possesso della Fondazione e la pinacoteca Mario e Caterina Lattes, che fa parte nella rete degli &nbsp;Istituti Culturali piemontesi. Nel 2017 la Citt&agrave; di Torino-Presidenza del Consiglio Comunale ha intitolato a Mario Lattes i giardini pubblici di Piazza Maria Teresa, come riconoscimento all'impulso culturale profuso da Lattes nei suoi tanti impegni e iniziative portati avanti nel capoluogo piemontese. Nel 2023, a cento anni dalla nascita di Mario Lattes, la Fondazione ha celebrato la ricorrenza con una pubblicazione, due mostre e vari incontri a lui dedicati, mettendo in luce quali e quante fossero le diverse anime dell&rsquo;artista torinese.</p>]]></description><pubDate>Mon, 02 Mar 2026 12:07:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[L’amministrazione comunale di Santo Stefano Belbo acquista la Casa Natale di Cesare Pavese]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/alba-e-langhe/lamministrazione-comunale-di-santo-stefano-belbo-acquista-la-casa-natale-di-cesare-pavese_115638.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/alba-e-langhe/lamministrazione-comunale-di-santo-stefano-belbo-acquista-la-casa-natale-di-cesare-pavese_115638.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115638/139688.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Dopo i lavori di valorizzazione dell&rsquo;area destinata a tomba dello scrittore Cesare Pavese, realizzati nel 2022 nell&rsquo;ambito degli interventi previsti dal piano di sviluppo locale &ldquo;Un paese ci vuole, l&rsquo;amministrazione comunale di Santo Stefano Belbo guidata dal sindaco Laura Capra aggiunge un nuovo tassello all&rsquo;ambizioso progetto di riqualificazione cittadina incentrata sulla figura del suo figlio pi&ugrave; illustre e sull&rsquo;eredit&agrave; lasciata al paese, deliberando l&rsquo;acquisto della casa natale di Cesare Pavese.</p>
<p>L&rsquo;edificio - che era la residenza di campagna dei genitori e fu venduto nel 1916, poco dopo la morte del padre - si trova al centro dei luoghi raccontati nel romanzo La luna e i fal&ograve;, con la collina della Gaminella alle spalle e di fronte la collina del Salto, dove si pu&ograve; visitare la casa-bottega dell&rsquo;amico Nuto. Dalla casa si vede anche Moncucco, la collina della poesia I mari del sud.&nbsp;</p>
<p>L&rsquo;acquisto da parte del Comune di Santo Stefano Belbo rappresenta un gesto di alto valore simbolico e civile. Non si tratta soltanto dell&rsquo;acquisizione di un immobile, ma della restituzione alla comunit&agrave; di un luogo fondativo, di uno spazio che custodisce le radici pi&ugrave; profonde di uno dei maggiori scrittori del Novecento. La casa in cui Pavese &egrave; nato diventa cos&igrave; patrimonio collettivo. &Egrave; un passaggio che assume un significato che va oltre la tutela materiale di un edificio. Significa riconoscere che le origini non sono un fatto privato, ma un bene condiviso. In quelle stanze prende forma l&rsquo;inizio di una vicenda umana e intellettuale che avrebbe fatto delle Langhe non solo un paesaggio narrativo, ma un mito moderno, uno spazio dell&rsquo;anima in cui memoria, identit&agrave; e destino si intrecciano.</p>
<p><em>&ldquo;Con questa delibera del Consiglio comunale, il Comune compie un gesto che rinnova quel legame</em> - afferma il primo cittadino Laura Capra -<em>. La casa natale potr&agrave; essere recuperata e restaurata, ma soprattutto potr&agrave; essere trasformata in uno spazio museale capace di raccontare questi temi. Non un semplice contenitore di oggetti, ma un luogo di narrazione, di approfondimento e di esperienza, in cui il visitatore possa comprendere come un territorio abbia contribuito a formare una delle voci pi&ugrave; alte della letteratura italiana e come, a sua volta, quella voce abbia restituito alle Langhe una dimensione universale&rdquo;</em>.</p>
<p>L&rsquo;acquisizione si inserisce in una visione pi&ugrave; ampia di valorizzazione, attraverso un&rsquo;operazione di medio-lungo periodo che considera il patrimonio culturale non come costo, ma come investimento pubblico durevole, coerente con le strategie di sviluppo territoriale, di marketing culturale e di rigenerazione dei piccoli centri. La casa natale si affiancher&agrave; alla Fondazione Cesare Pavese, al Museo di Nuto, alla chiesa sconsacrata dei Santi Giacomo e Cristoforo, dove venne battezzato, e alla sua tomba, completando un sistema integrato di luoghi pavesiani che arricchisce l&rsquo;offerta culturale e turistica di Santo Stefano Belbo. In un territorio gi&agrave; riconosciuto a livello internazionale per la sua eccellenza enogastronomica e paesaggistica, questo nuovo spazio espositivo rafforza l&rsquo;identit&agrave; culturale del paese e ne amplia l&rsquo;attrattivit&agrave;.</p>
<p><em>&ldquo;Custodire la Casa Natale di Pavese significa affermare che la memoria &egrave; una responsabilit&agrave; condivisa</em> - conclude il sindaco Laura Capra -<em>. Significa offrire alle nuove generazioni e ai visitatori uno spazio in cui comprendere come le radici possano diventare racconto, e come da un piccolo paese delle Langhe possa nascere una voce capace di parlare al mondo&rdquo;</em>.</p>]]></description><pubDate>Sun, 01 Mar 2026 09:43:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Nuova stagione della Barolo & Castles Foundation: riaprono il WiMu e il Castello di Serralunga d’Alba]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/alba-e-langhe/nuova-stagione-della-barolo-castles-foundation-riaprono-il-wimu-e-il-castello-di-serralunga-dalba_115024.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/alba-e-langhe/nuova-stagione-della-barolo-castles-foundation-riaprono-il-wimu-e-il-castello-di-serralunga-dalba_115024.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115024/138801.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La primavera nelle Langhe comincia con un gesto atteso: riaprire le porte dei castelli. Porte che custodiscono storie diverse, ma unite da un filo comune fatto di paesaggio, memoria e cultura del vino. A inaugurare la stagione 2026 sono il WiMu &ndash; Museo del Vino e il Castello di Serralunga d'Alba, primi tasselli di un sistema che nei prossimi mesi torner&agrave; a coinvolgere anche Magliano Alfieri e Roddi.</p>
<p>Il WiMu riaprir&agrave; domenica 1&deg; marzo, con orario continuato dalle 10.30 alle 19, ultimo ingresso alle 18. Lo stesso orario sar&agrave; mantenuto anche nel fine settimana del 7 e 8 marzo, mentre dal 14 marzo il museo entrer&agrave; nel pieno della stagione con apertura tutti i giorni, sempre dalle 10.30 alle 19.</p>
<p>Le sale del Castello Falletti tornano cos&igrave; ad accogliere il pubblico con il percorso immersivo dedicato al vino come esperienza culturale, storica e sensoriale. Accanto alla visita tradizionale, il calendario prevede il ritorno di appuntamenti consolidati come la Wine Experience, le visite tematiche per abbonati e non, e le attivit&agrave; per bambini, confermando il WiMu come luogo dinamico e partecipato. Non mancheranno anche numerose sorprese e novit&agrave; nel calendario.&nbsp;</p>
<p>Tra gli eventi da non perdere &ldquo;Donne. Sfumature di vite&rdquo;, il fine settimana con cui il WiMu inaugura simbolicamente la nuova stagione, trasformando il Castello di Barolo in uno spazio di racconto, incontro e condivisione. Dal 6 all&rsquo;8 marzo, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, il museo proporr&agrave; tre giornate capaci di legare insieme musica, parole, storia e convivialit&agrave;.</p>
<p><strong>Il Castello di Serralunga tra conferme e sorprese</strong></p>
<p>Dal 14 marzo riaprir&agrave; anche il Castello di Serralunga d&rsquo;Alba, inizialmente nei fine settimana e nei giorni festivi, con visite al mattino dalle 10.30 alle 13.30 e nel pomeriggio dalle 14.30 alle 18.30. Dal 1&deg; maggio l&rsquo;apertura si estender&agrave;: il gioved&igrave; pomeriggio dalle 14.30 alle 18.30 e dal venerd&igrave; al luned&igrave; con doppia fascia oraria mattutina e pomeridiana.</p>
<p>L&rsquo;accesso &egrave; consentito esclusivamente con visita guidata della durata di 45 minuti, a orari fissi e prestabiliti, una modalit&agrave; necessaria per garantire la tutela del bene storico e la sicurezza del pubblico. Anche a Serralunga torneranno iniziative che hanno riscosso grande successo, come Il Castello Segreto e Prosit!, oltre alle visite dedicate a famiglie e possessori dell&rsquo;abbonamento Musei Torino Piemonte. Nel mese di luglio sono gi&agrave; previsti due appuntamenti di Serralunga Wine Night, mentre sono in fase di definizione diverse iniziative nuove e coinvolgenti.</p>
<p>Il Castello di Serralunga d&rsquo;Alba &egrave; un bene statale gestito dalla Direzione regionale Musei Nazionali Piemonte e valorizzato attraverso un accordo di partenariato speciale pubblico-privato con la Barolo &amp; Castles Foundation.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115024/small_138802.jpg"></p>
<p><strong>Le prossime aperture</strong></p>
<p>In questo quadro, le riaperture si articolano progressivamente nei mesi primaverili, completando il disegno di un&rsquo;offerta culturale distribuita tra Langhe e Roero. Il Castello di Magliano Alfieri riaprir&agrave; dal 4 aprile, nei fine settimana e nei giorni festivi dalle 10.30 alle 18.30, con ultimo ingresso alle 17.30. Il Castello di Roddi torner&agrave; visitabile dal 1&deg; maggio, con apertura la domenica e nei giorni festivi. Per ulteriori informazioni: <a href="https://www.barolofoundation.it/" target="_blank">www.barolofoundation.it</a>.</p>
<p>&ldquo;<em>Non parliamo di singole riaperture, ma di un sistema culturale che si riattiva nel suo insieme</em>&rdquo;, sottolinea Liliana Allena, presidente della Barolo &amp; Castles Foundation. &ldquo;<em>Il WiMu e i Castelli di Serralunga d&rsquo;Alba, Magliano Alfieri e Roddi sono luoghi diversi per storia e vocazione, ma fanno parte di un progetto unitario che valorizza il territorio attraverso esperienze complementari: dal museo immersivo alla fortezza medievale, dalle residenze storiche ai manieri che testimoniano l&rsquo;evoluzione del territorio e della cultura nei secoli. La stagione 2026 &egrave; pensata per rafforzare questa rete, con la consapevolezza che ogni castello contribuisce in modo specifico anche alla narrazione del paesaggio. Entrare in questi luoghi significa rallentare lo sguardo, cogliere la quiete delle colline delle Langhe e del Roero, lasciare che il tempo accompagni un calice di vino e il buon cibo, ritrovando nella lentezza un modo autentico di vivere e comprendere il territorio</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 18 Feb 2026 09:47:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[“Itinerari del Sacro” tra le diocesi della Granda, nel segno di San Francesco]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/itinerari-del-sacro-tra-le-diocesi-della-granda-nel-segno-di-san-francesco_115005.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/itinerari-del-sacro-tra-le-diocesi-della-granda-nel-segno-di-san-francesco_115005.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115005/138780.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Torna &ldquo;Itinerari del Sacro&rdquo;, il progetto nato grazie alla sinergia delle diocesi della provincia di Cuneo con lo scopo di promuovere il territorio attraverso itinerari tematici, aperture di siti di pertinenza diocesana e coordinamento del volontariato culturale.</p>
<p>Ogni anno oltre 500 volontari dell&rsquo;associazione &ldquo;Volontari per l&rsquo;Arte&rdquo; garantiscono l&rsquo;apertura ai visitatori de &ldquo;I Luoghi del Sacro&rdquo;. Fino al mese di ottobre di ogni anno, con il loro prezioso contributo, chiese, santuari e piccole cappelle si svelano al visitatore, al quale viene offerta l&rsquo;opportunit&agrave; di conoscere alcuni dei pi&ugrave; interessanti e preziosi tesori di arte sacra della Provincia di Cuneo.</p>
<p>Ai volontari e a tutti gli appassionati di arte e cultura locale, sono rivolte proposte formative incentrate su molteplici temi legati al culto, al patrimonio e all&rsquo;arte sacra del territorio di riferimento. Tutti i corsi sono gratuiti e si pongono quale occasione formativa preziosa per coloro che potrebbero essere interessati a far parte del gruppo &ldquo;Volontari per l&rsquo;Arte&rdquo;, al quale - anche quest'anno - sar&agrave; possibile prendere parte contattando entro il 30 aprile, i coordinatori di progetto via e mail (<a href="mailto:associazionevpa@gmail.com" target="_blank">associazionevpa@gmail.com</a>).</p>
<p>La programmazione della nuova edizione del progetto porr&agrave; inoltre l'accento sulla presenza francescana nel cuneese. Questo aspetto trae spunto dall'Anno Francescano appena inaugurato a livello nazionale. Le diocesi italiane stanno infatti lavorando alla progettazione di numerose iniziative dedicate agli 800 anni dalla morte di San Francesco. E cos&igrave;, in questo tempo di celebrazione, anche le diocesi di Alba, Cuneo-Fossano, Mondov&igrave; e Saluzzo, orienteranno le attivit&agrave; degli Itinerari del Sacro 2026 verso la figura del Santo di Assisi.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115005/small_138782.jpg"></p>
<p><strong>I corsi di formazione 2026 | Febbraio e marzo</strong></p>
<p><strong>Diocesi di Alba</strong></p>
<p><strong>Marted&igrave; 3 marzo ore 21 | online</strong><br><em>Per l'ottavo centenario della morte di Francesco: i francescani e le fondazioni albesi</em><br><strong>A cura di Carlo Tosco</strong></p>
<p><strong>Luned&igrave; 16 marzo ore 21 | online</strong><br><em>Tra le pi&ugrave; antiche pievi della diocesi di Alba: Santa Maria a Cortemilia, tra archeologia e arte&nbsp;</em><br><strong>A cura di Marianna Ceppa.</strong></p>
<p><strong>Diocesi di Cuneo-Fossano</strong></p>
<p><strong>Venerd&igrave; 20 febbraio ore 15 | Fossano, MAB</strong><br><em>Antonino Parentani: dalla Corte Sabauda alla Certosa di Pesio</em><br><strong>A cura di Serena d'Italia</strong></p>
<p><strong>Venerd&igrave; 27 febbraio ore 15 | Villafalletto</strong><br><em>Villafalletto e il suo centro storico</em><br><em>A cura di Alessandro Tonietta</em><br><strong>Venerd&igrave; 6 marzo ore 15 | Fossano, MAB</strong><br><em>Il tappeto e la venerazione della Madonna</em><br><strong>A cura di Diana Marcello</strong></p>
<p><strong>Venerd&igrave; 13 marzo ore 15 | Fossano, MAB</strong><br><em>L'Ufficio ritmico di San Giovenale</em><br><strong>A cura di don Davide Pastore</strong></p>
<p><strong>Venerd&igrave; 20 marzo ore 15 | Fossano, MAB</strong><br><em>Le cappelle campestri nella devozione popolare e istituzionale delle parrocchie</em><br><strong>A cura di don Gian Michele Gazzola</strong></p>
<p><strong>Venerd&igrave; 27 marzo ore 15 | Fossano</strong><br><em>Il cantiere di restauro e consolidamento della torre campanaria del Duomo di Fossano</em><br><strong>A cura di Igor Violino e don Davide Pastore.</strong></p>
<p><strong>Diocesi di Mondov&igrave;</strong></p>
<p><strong>Sabato 28 febbraio | Villanova Mondov&igrave;</strong><br><em>La figura e il messaggio di San Francesco d'Assisi alla luce della sua esperienza spirituale e religiosa</em><br><strong>A cura di don Andrea Rosso</strong></p>
<p><strong>Sabato 7 marzo | Villanova Mondov&igrave;</strong><br><em>Christine e Thomas. Un amore italiano nella Parigi del '400</em><br><strong>A cura di Marco Piccat</strong></p>
<p><strong>Sabato 21 marzo | Villanova Mondov&igrave;</strong><br><em>Il crocevia delle Langhe: patrimonio storico artistico di Ceva in et&agrave; moderna (XV-XVIII sec.)</em><br><strong>A cura di Francesca Romana Gaia.</strong></p>
<p><strong>Diocesi di Saluzzo</strong></p>
<p><strong>Sabato 21 febbraio ore 16 | Saluzzo, Palazzo dei Vescovi</strong><br><em>Oddone Pascale e la riscoperta dei Primitivi Piemontesi</em><br><strong>A cura di Marco Galateri di Genola</strong><br><em>Oddone Pascale, novit&agrave; e conferme</em><br><strong>A cura di Massimiliano Caldera</strong></p>
<p><strong>Venerd&igrave; 13 marzo ore 15 | Saluzzo, Palazzo dei Vescovi</strong><br><em>Francesco d'Assisi - 1226-2026</em><br><strong>A cura di don Federico Riba.</strong></p>]]></description><pubDate>Wed, 18 Feb 2026 07:50:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[“Premio Match Piemonte – Dal libro allo schermo”: prorogata di 15 giorni la scadenza del bando]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/premio-match-piemonte-dal-libro-allo-schermo-prorogata-di-15-giorni-la-scadenza-del-bando_113975.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/premio-match-piemonte-dal-libro-allo-schermo-prorogata-di-15-giorni-la-scadenza-del-bando_113975.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/113975/137210.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Regione Piemonte comunica la proroga di 15 giorni della scadenza per la presentazione delle candidature al &ldquo;Premio Match Piemonte &ndash; Dal libro allo schermo&rdquo;, l&rsquo;iniziativa dedicata alla valorizzazione delle opere narrative e al loro potenziale sviluppo cinematografico e audiovisivo. La decisione &egrave; stata assunta con l&rsquo;obiettivo di favorire la pi&ugrave; ampia partecipazione possibile e consentire ad autrici, autori, editori ed editrici di disporre di ulteriore tempo per completare e perfezionare i progetti da candidare.</p>
<p>Restano invariate modalit&agrave; di partecipazione, requisiti e criteri previsti dal bando.<br>&nbsp;<br>Il &ldquo;Premio Match Piemonte &ndash; Dal libro allo schermo&rdquo;, nato in collaborazione con Fondazione Circolo dei lettori e Torino Film Commission, nasce per rafforzare il dialogo tra il mondo dell&rsquo;editoria e quello dell&rsquo;audiovisivo, sostenendo storie, romanzi e opere narrative con un forte potenziale di adattamento per il cinema e le serie. L&rsquo;obiettivo &egrave; quello di accompagnare i progetti selezionati in un percorso di valorizzazione che metta in contatto autori, editori, sceneggiatori e professionisti dell&rsquo;industria cinematografica, favorendo nuove opportunit&agrave; creative e produttive.</p>
<p>Il premio si inserisce nella pi&ugrave; ampia strategia della Regione Piemonte volta a sostenere le industrie culturali e creative, promuovere nuovi talenti e consolidare il ruolo del territorio come luogo di incontro tra cultura, scrittura e audiovisivo, valorizzando sia le grandi realt&agrave; sia le progettualit&agrave; emergenti.</p>
<p>&ldquo;<em>Abbiamo deciso di prorogare di 15 giorni la scadenza del 'Premio Match Piemonte &ndash; Dal libro allo schermo' per offrire a autrici, autori, editori ed editrici un tempo maggiore per lavorare sui progetti e presentare proposte di qualit&agrave;.</em> &ndash; sottolinea l&rsquo;assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Marina Chiarelli - <em>Questo premio nasce per mettere in relazione due mondi fondamentali per la crescita culturale del nostro territorio, quello dell&rsquo;editoria e quello dell&rsquo;audiovisivo, creando occasioni concrete di incontro e sviluppo. Vogliamo valorizzare le storie, sostenere i talenti e rafforzare il ruolo del Piemonte come luogo in cui la cultura diventa anche opportunit&agrave; e futuro</em>&rdquo;.</p>
<p>Tutte le informazioni aggiornate e la documentazione relativa al bando sono disponibili sul sito ufficiale della Regione Piemonte <a href="https://www.regione.piemonte.it" target="_blank">www.regione.piemonte.it</a>&nbsp;e sul sito della Fondazione Circolo dei lettori.</p>]]></description><pubDate>Wed, 28 Jan 2026 16:35:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Aperto il bando da 3,1 milioni di euro per la valorizzazione dei Musei piemontesi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/aperto-il-bando-da-31-milioni-di-euro-per-la-valorizzazione-dei-musei-piemontesi_113969.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/aperto-il-bando-da-31-milioni-di-euro-per-la-valorizzazione-dei-musei-piemontesi_113969.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/113969/137204.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Regione Piemonte ha aperto il Bando per il finanziamento di progetti destinati al sostegno e alla valorizzazione del sistema museale piemontese per il biennio 2025&ndash;2026, nell&rsquo;ambito dell&rsquo;articolo 16 della legge regionale n. 11/2018. Con questo avviso, la Regione intende sostenere i musei con sede sul territorio piemontese attraverso interventi edilizi, di conservazione, di adeguamento e di allestimento, con l&rsquo;obiettivo di rafforzarne la sostenibilit&agrave; e favorire una maggiore integrazione con il territorio. Al centro del bando due prerequisiti fondamentali: accessibilit&agrave; e sicurezza, sia del patrimonio conservato o musealizzato sia dei visitatori.</p>
<p>L&rsquo;importo complessivo stanziato ammonta a 3.100.000 euro per il biennio 2025&ndash;2026, cos&igrave; ripartiti: 1.860.000 euro (60%) a favore di soggetti privati (associazioni, enti non lucrativi, ecc.); 1.240.000 euro (40%) a favore di soggetti pubblici.</p>
<p>Sono ammessi alla fase istruttoria i progetti che prevedono interventi edilizi e di conservazione, di adeguamento e allestimento dei musei, in un&rsquo;ottica di rafforzamento del sistema museale piemontese e di valorizzazione diffusa del patrimonio culturale regionale.</p>
<p>&ldquo;<em>La cultura &egrave; una leva strategica di sviluppo e coesione sociale, e i musei ne sono uno dei pilastri fondamentali. Con questo bando la Regione Piemonte sceglie di investire in modo strutturale sul sistema museale, rafforzandone sicurezza, accessibilit&agrave; e sostenibilit&agrave;. Vogliamo un Piemonte in cui il patrimonio culturale non sia concentrato solo nei grandi poli, ma diventi una risorsa diffusa, capace di generare valore sui territori, nelle comunit&agrave; e nelle aree pi&ugrave; periferiche. &Egrave; una scelta politica che guarda al futuro, alla qualit&agrave; dell&rsquo;offerta culturale e al diritto di tutti di accedere alla cultura</em>&rdquo;.</p>
<p>Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 9 del 28 gennaio fino alle ore 12 del 27 febbraio, esclusivamente tramite procedura informatizzata, compilando il modulo telematico disponibile sul portale regionale al seguente&nbsp;<a href="https://servizi.regione.piemonte.it/catalogo/bandi-cultura-turismo-sport-finanziamenti-domande" target="_blank">indirizzo</a>.</p>]]></description><pubDate>Wed, 28 Jan 2026 14:51:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Nasce l’associazione “Le Fabbriche del Vento per Alba Capitale Italiana dell'arte Contemporanea 2027”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/alba-e-langhe/nasce-lassociazione-le-fabbriche-del-vento-per-alba-capitale-italiana-dell-arte-contemporanea-2027_113895.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/alba-e-langhe/nasce-lassociazione-le-fabbriche-del-vento-per-alba-capitale-italiana-dell-arte-contemporanea-2027_113895.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/113895/137110.jpg" title="" alt="" /><br /><p>A seguito dell&rsquo;assegnazione ad Alba del titolo Capitale Italiana dell&rsquo;arte contemporanea 2027 si &egrave; costituita l&rsquo;associazione &ldquo;Le Fabbriche del Vento per Alba Capitale Italiana dell'arte Contemporanea 2027&rdquo;, soggetto nato con l&rsquo;obiettivo di proseguire il lavoro del comitato promotore e attuarne il programma in stretta collaborazione con il Comune di Alba.</p>
<p>L&rsquo;associazione &egrave; presieduta da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e vede tra i suoi soci fondatori Roberto Spada, Nicolas Ballario, Luigi Cerutti, Valerio Berruti e Charley Vezza, figure riconosciute nei campi dell&rsquo;arte, della cultura, dell&rsquo;impresa e della comunicazione. &ldquo;Le Fabbriche del Vento&rdquo;, nome che rende omaggio a due grandi tele del pittore albese Pinot Gallizio, nasce con l&rsquo;obiettivo di dare forma a una visione ampia e condivisa dell&rsquo;arte contemporanea come motore di crescita culturale, sociale ed economica.</p>
<p>Il progetto si fonda su tre assi strategici principali:</p>
<p>- <strong>il territorio</strong>. Alba Capitale italiana dell&rsquo;arte contemporanea rappresenta un&rsquo;occasione di straordinaria importanza per l&rsquo;intera comunit&agrave;. Il programma punter&agrave; a coinvolgere un pubblico ampio e trasversale, attivando percorsi educativi di altissimo livello culturale in collaborazione con le scuole le accademie di belle arti. Gi&agrave; nel 2026 saranno realizzati eventi preparatori pensati per accompagnare e coinvolgere il pubblico in vista della manifestazione del 2027, rafforzando il legame tra arte, cittadinanza e territorio;<br>- <strong>l&rsquo;internazionalizzazione</strong>. Grazie alla presenza di artiste e artisti di rilievo, di mostre monografiche di alto profilo tra Novecento e contemporaneit&agrave;, e a collaborazioni con istituzioni e realt&agrave; culturali di primo piano, Alba verr&agrave; proiettata sulle rotte globali dell&rsquo;arte contemporanea. Il progetto avvier&agrave; relazioni strutturate con altri territori e istituzioni all&rsquo;estero, favorendo scambi, coproduzioni e nuove opportunit&agrave; di visibilit&agrave; internazionale;<br>- <strong>la legacy.</strong> Con la Biennale delle Langhe, Roero e Monferrato, Alba Contemporanea intende lasciare un&rsquo;eredit&agrave; concreta, culturale e produttiva, capace di consolidarsi nel tempo e di diventare un elemento stabile dell&rsquo;identit&agrave; del territorio. Un progetto pensato non come evento isolato, ma come infrastruttura culturale duratura.</p>
<p>Con questo progetto, Alba si prepara a vivere un percorso ambizioso e condiviso, in cui l&rsquo;arte contemporanea diventa strumento di visione, apertura e futuro.</p>
<p><strong>Patrizia Sandretto Re Rebaudengo</strong>, presidente dell&rsquo;associazione &ldquo;<em>Le Fabbriche del Vento per Alba Capitale Italiana dell'arte Contemporanea 2027</em>&rdquo;, dichiara: &ldquo;<em>Alba Capitale Italiana dell&rsquo;Arte Contemporanea 2027 rappresenta un&rsquo;opportunit&agrave; strategica per valorizzare un dialogo con l&rsquo;arte contemporanea da tempo radicato, capace di generare crescita culturale, sociale ed economica. Un progetto che rafforza il legame tra territorio e comunit&agrave;, anche grazie al coinvolgimento di una rete di &ldquo;capitali sorelle&rdquo;, promuove un processo di internazionalizzazione e, attraverso la Biennale delle Langhe, Roero e Monferrato, vuole costruire una legacy culturale duratura per il territorio</em>&rdquo;.</p>
<p><strong>Nicolas Ballario</strong>, direttore artistico del progetto, aggiunge: &ldquo;<em>Con il programma che abbiamo presentato vogliamo andare lontano: non solo trasformare Alba in un centro nevralgico per l&rsquo;arte contemporanea in Italia e nel mondo, ma portare l&rsquo;arte contemporanea nel quotidiano delle persone, per abbattere la naturale diffidenza che in troppi hanno nei confronti di questo settore. Vogliamo creare un modello</em>&rdquo;.</p>
<p><strong>Alberto Gatto</strong>, sindaco della Citt&agrave; di Alba, dichiara: &ldquo;<em>Una grande notizia, un&rsquo;associazione fatta di persone di altissimo livello che rispecchia le competenze e le qualit&agrave; che hanno reso Alba Capitale italiana dell&rsquo;arte contemporanea 2027. Ci aspettano mesi di grande lavoro ed entusiasmo, per quello che sono certo sar&agrave; un progetto in grado di ripagare le altissime aspettative. Un&rsquo;opportunit&agrave; e una sfida per dare un&rsquo;impronta culturale di livello internazionale ad un territorio gi&agrave; rinomato e apprezzato per i suoi saperi, i suoi talenti e le sue tradizioni</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 27 Jan 2026 11:25:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Nel 2025 oltre 54 mila ingressi al castello di Grinzane Cavour]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/alba-e-langhe/nel-2025-oltre-54-mila-ingressi-al-castello-di-grinzane-cavour_112846.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/alba-e-langhe/nel-2025-oltre-54-mila-ingressi-al-castello-di-grinzane-cavour_112846.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112846/135598.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Tempo di bilanci per l&rsquo;Enoteca Regionale Piemontese Cavour, che chiude il 2025 con 54.364 ingressi complessivi al Castello di Grinzane e al Museo delle Langhe. Un risultato &ndash; il secondo pi&ugrave; alto di sempre &ndash; che, in continuit&agrave; con la crescita registrata degli ultimi tre anni, conferma un&rsquo;annata straordinaria: numeri significativi nelle presenze di turisti e visitatori che rafforzano il ruolo dell&rsquo;Enoteca come punto di riferimento per l&rsquo;intero territorio.&nbsp;Da record, in particolare, i mesi di maggio e di settembre, con numeri significativi ad aprile, luglio e agosto, a testimoniare un turismo diffuso, spalmato lungo tutto l&rsquo;anno. I numeri diventano anche pi&ugrave; rilevanti ampliando il conteggio al parco che circonda il maniero, includendo gli accessi agli spazi esterni del Museo &ldquo;In Vigna&rdquo;, del belvedere &ldquo;Vigna Gustava&rdquo; e dell&rsquo;Enoteca, superando cos&igrave; i 130mila visitatori, in linea con l&rsquo;anno passato.</p>
<p>Nel 2025, anno del rinnovo del Consiglio di Amministrazione, il prestigioso maniero &egrave; stato protagonista di numerosi concerti, iniziative culturali e manifestazioni tematiche. Tra gli eventi di maggior rilievo spiccano i festeggiamenti per l&rsquo;undicesimo anniversario del riconoscimento dei Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato come Patrimonio dell&rsquo;Umanit&agrave; e la prestigiosa Asta Mondiale del Tartufo Bianco d&rsquo;Alba. Quest&rsquo;ultima, grazie ai collegamenti internazionali con le principali metropoli del mondo, ha raccolto la ragguardevole cifra di 502.000 euro, destinati a iniziative benefiche in Italia e nelle sedi collegate.</p>
<p>Da ultimo, si registra un crescente utilizzo del Centro Congressi &ldquo;Espace Langhe&rdquo;, valorizzato dalla storica Sala delle Maschere, dalle moderne e accoglienti sale congressuali. Preziosa &egrave; la collaborazione con lo chef torinese Alessandro Mecca e il suo ristorante &ldquo;Al Castello&rdquo;.</p>
<p>Dopo un anno di importanti risultati, l&rsquo;Enoteca Regionale chiuder&agrave; per il riposo invernale dal prossimo 7 gennaio e riprender&agrave; le attivit&agrave;, con il rinnovato ingresso e la nuova biglietteria, sabato 14 febbraio 2026.</p>
<p>&ldquo;Anche quest&rsquo;anno, per il terzo anno consecutivo, abbiamo superato i 54.000 ingressi, risultato molto importante che consolida il posizionamento del Castello di Grinzane Cavour quale punto di riferimento per il territorio di Langhe, Roero e Monferrato, per grandi eventi istituzionali cos&igrave; come per appuntamenti di natura privata &ndash; ha commentato il presidente dell&rsquo;Enoteca Regionale Piemontese Cavour, Roberto Bodrito &ndash;. Sono orgoglioso dei risultati ottenuti lavorando in collaborazione con il rinnovato Consiglio direttivo e con tutti i principali attori del territorio, a partire dai sindaci della Citt&agrave; di Alba, Alberto Gatto, e del Comune di Grinzane Cavour, Gianfranco Garau: a loro, insieme ai nostri collaboratori, va il mio personale ringraziamento per il costante percorso di crescita dell&rsquo;Enoteca e del Castello di Grinzane Cavour&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Sat, 03 Jan 2026 08:20:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item></channel></rss>
