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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Cultura > Saluzzo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/cultura/saluzzese/rss2.0.xml?page=7rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie sulla Cultura a Saluzzo aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Fri, 17 Apr 2026 00:56:27 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Cultura > Saluzzo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/]]></link></image><item><title><![CDATA[Saluzzo: statua cinquecentesca di particolare pregio rinvenuta nella chiesa di San Giovanni]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/saluzzo-statua-cinquecentesca-di-particolare-pregio-rinvenuta-nella-chiesa-di-san-giovanni_118003.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/saluzzo-statua-cinquecentesca-di-particolare-pregio-rinvenuta-nella-chiesa-di-san-giovanni_118003.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118003/143029.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Durante gli interventi di restauro che hanno interessato la chiesa di San Giovanni a Saluzzo, &egrave; stata rinvenuta una statua cinquecentesca di particolare pregio storico ed artistico che appartiene ad un insieme composto in totale da nove elementi, attualmente custoditi nelle sale del Palazzo dei Vescovi di Saluzzo. Le nove figure costituivano originariamente un &ldquo;Apostolato&rdquo;, ossia un gruppo di dodici apostoli capeggiati dalla statua del Signore.</p>
<p>Si riteneva che la statua fosse stata sottratta dalla chiesa di San Giovanni tra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso; attualmente la statua &egrave; in fase di recupero sotto la direzione della Soprintendenza e dello storico dell&rsquo;arte Massimiliano Caldera, in collaborazione con l&rsquo;Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Saluzzo diretto dalla dott.ssa Sonia Damiano. &Egrave; in corso di valutazione l&rsquo;eventualit&agrave; di ricollocare l&rsquo;insieme nella Chiesa di San Giovanni, che avverr&agrave; in ogni caso a seguito del potenziamento del sistema di videosorveglianza all&rsquo;interno della struttura.</p>
<p>La notizia del ritrovamento della scultura &egrave; stata resa pubblica durante la presentazione dei&nbsp;lavori di restauro della Chiesa di San Giovanni e del coro ligneo medievale avvenuta lo scorso&nbsp;sabato 28 marzo.&nbsp;Gli interventi di restauro e messa in sicurezza sismica che hanno interessato la Chiesa di San&nbsp;Giovanni sono stati realizzati con fondi assegnati dal Ministero della Cultura e finanziati&nbsp;dall&rsquo;Unione Europea NextGenerationEU, per un importo complessivo di 1.725.000 euro.</p>]]></description><pubDate>Sat, 11 Apr 2026 15:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[“Aperti per restauro” svela gli interventi di conservazione al Castello della Manta e al Castello di Racconigi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/aperti-per-restauro-svela-gli-interventi-di-conservazione-al-castello-della-manta-e-al-castello-di-racconigi_117801.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/aperti-per-restauro-svela-gli-interventi-di-conservazione-al-castello-della-manta-e-al-castello-di-racconigi_117801.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117801/142759.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Proseguono a ritmo serrato le attivit&agrave; e le iniziative previste nell&rsquo;ambito del progetto Interreg ALCOTRA n. 20119 &ldquo;SavoiaExperience. Un circuito turistico e culturale nel cuore dell&rsquo;Europa&rdquo;.</p>
<p>Il terzo weekend di aprile propone un duplice appuntamento con &ldquo;Aperti per restauro&rdquo;, il ciclo di incontri dedicati ai cantieri di restauro in corso su alcuni beni afferenti ai partner di progetto.&nbsp;Il Dipartimento della Savoia, la Fondazione di Hautecombe, l&rsquo;Associazione Le Terre dei Savoia e il FAI &ndash; Fondo per l&rsquo;Ambiente Italiano stanno infatti portando avanti alcuni interventi di riqualificazione e conservazione atti a valorizzare ulteriormente il patrimonio artistico-culturale presente lungo il circuito transfrontaliero.</p>
<p>Venerd&igrave; 17 aprile &ldquo;Aperti per restauro&rdquo; coinvolger&agrave; il Castello della Manta, con un percorso di visita al primo piano del Castello, nella manica cinquecentesca voluta da Michele Antonio Saluzzo della Manta, dove gli spazi di rappresentanza ritrovano il loro antico splendore grazie a un articolato cantiere di indagine e di restauro, supportato da studi mirati sulle architetture e sulle decorazioni. Un&rsquo;occasione preziosa per scoprire come &egrave; mutato l&rsquo;aspetto di questi luoghi attraverso i secoli e per riflettere sulla cultura della famiglia in rapporto ai Savoia, dialogando con gli esperti direttamente coinvolti nelle attivit&agrave; di recupero. Sono previsti quattro tour nel corso della giornata, rispettivamente alle ore 11, 11.30, 15 e 15.30.&nbsp;</p>
<p>Gli appuntamenti sono gratuiti e prevedono l&rsquo;ingresso all&rsquo;appuntamento, ma non la visita guidata al Castello. Per chi vuole visitare il Castello, &egrave; possibile acquistare il biglietto dedicato. Ogni turno di visita &egrave; riservato a un numero massimo di 20 partecipanti.</p>
<p>Domenica 19 aprile, invece, secondo appuntamento di &ldquo;Aperti per restauro&rdquo; presso il Castello di Racconigi per la visita al &ldquo;Grottino&rdquo; di Carlo Alberto, piccola grotta artificiale che funge da ingresso all'Appartamento di Carlo Alberto e che si affaccia sul parco, lungo il fronte nord del Castello. Il pubblico avr&agrave; la possibilit&agrave; di scoprire i lavori dialogando con Elisa Lanza, responsabile delle collezioni archeologiche del Castello di Racconigi, e con le restauratrici della Coopera Heritage Conservation. Nel pomeriggio di domenica sono previsti due turni, uno alle 15.30 e uno alle 16.15, per ciascuno dei quali &egrave; previsto un numero massimo di 25 partecipanti. La visita al cantiere di restauro &egrave; gratuita previo acquisto del biglietto di ingresso al Castello.&nbsp;</p>
<p>Costi del biglietto:<br>Ingresso standard euro 8,00<br>Ingresso ridotto per ragazzi di et&agrave; compresa tra i 18 e i 25 anni euro 2,00</p>
<p>Gratuito per visitatori di et&agrave; compresa tra 0 e 18 anni; docenti delle scuole italiane pubbliche e private paritarie con presentazione della certificazione del proprio stato di docente; studenti delle facolt&agrave; di Architettura, Lettere e Filosofia; titolari dell&rsquo;Abbonamento Musei, Torino+Piemonte Card e Royal Pass; personale Ministero della Cultura; membri ICOM; giornalisti muniti di tessera professionale; accompagnatori di persone con disabilit&agrave;.&nbsp;Prenotazione obbligatoria al link <a href="https://museiitaliani.it/" target="_blank">https://museiitaliani.it/</a> e sull&rsquo;apposita app di Musei Italiani.</p>
<p>Gli appuntamenti sul versante francese saranno nei mesi di giugno e settembre.</p>
<p>Si ricorda che i lavori di restauro e conservazione sono finanziati dal programma INTERREG VI-A FRANCIA-ITALIA ALCOTRA 2021-2027.<br>Si ricorda inoltre che l&rsquo;iniziativa &egrave; realizzata con le Residenze reali sabaude - Direzione regionale Musei nazionali &ndash; Piemonte.</p>]]></description><pubDate>Wed, 08 Apr 2026 15:38:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Saluzzo, Villa Belvedere Radicati riapre a Pasquetta]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/saluzzo-villa-belvedere-radicati-riapre-a-pasquetta_117285.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/saluzzo-villa-belvedere-radicati-riapre-a-pasquetta_117285.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117285/142041.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riapre a Pasquetta, luned&igrave; 6 aprile, Villa Belvedere Radicati, gestita dall&rsquo;associazione Arte Terra e Cielo.&nbsp;La dimora storica sulla collina di Saluzzo, in via San Bernardino 17, &egrave; stata recentemente oggetto di un importante intervento di recupero che ha previsto, tra l&rsquo;altro, l&rsquo;apertura di un secondo accesso al parco attraverso l&rsquo;antico portale cinquecentesco, situato poco dopo la chiesa di San Bernardino, oltre a quello di fronte alla cappella di San Grato.&nbsp;Da qui si entra nel viale alberato, percorribile attraverso un camminamento accessibile anche a carrozzine e passeggini.&nbsp;All&rsquo;interno delle sale storiche alcuni video narrativi raccontano la storia della villa, offrendo un viaggio nel tempo tra personaggi illustri e trasformazioni architettoniche.</p>
<p>L&rsquo;intero complesso, situato su un poggio naturale &egrave; valorizzato da un&rsquo;illuminazione che, nelle ore notturne, ne esalta la suggestiva bellezza, rendendolo visibile anche da lontano.&nbsp;Nel prato terrazzato, sul retro, svetta maestoso l&rsquo;antico cedro del Libano, testimone secolare del passato della dimora.&nbsp;La storia della villa affonda le radici nel Quattrocento, quando fu trasformata dal Marchese Ludovico II per viverci con la giovane consorte Margherita di Foix.&nbsp;Nata come palazzina di caccia la struttura si &egrave; evoluta nei secoli in una raffinata villa rinascimentale, mantenendo il fascino e l&rsquo;eleganza delle origini.&nbsp;Nel 1977, a seguito di un lascito testamentario, la villa fu donata al Comune di Saluzzo dalla contessa Anna Maria Radicati di Marmorito, con il desiderio espresso di conservare l&rsquo;identit&agrave; paesaggistica e il carattere agreste-bucolico della tenuta.</p>
<p>Oggi, Villa Belvedere Radicati si propone anche come location ideale per matrimoni, eventi privati e feste, grazie alla sua atmosfera unica, che unisce il romanticismo del passato alla funzionalit&agrave; del presente.</p>
<p>L'ingresso prevede un biglietto di 5 euro (intero), 3 euro (ridotto per ragazzi 10-17 anni, over 65, gruppi e scuole), gratuito per bambini sotto i 10 anni e tesserati dell'Associazione Arte, Terra e Cielo. &Egrave; disponibile un biglietto famiglia (2 adulti e 2 ragazzi) a 12 euro. Orario di apertura: domenica e festivi: 10-13 e 14-19. Per informazioni e prenotazioni &egrave; possibile contattare il numero 351-5718472 o scrivere a: <a href="mailto:associazione.arteterracielo@gmail.com" target="_blank">associazione.arteterracielo@gmail.com</a></p>
<p>A breve sul sito: villabelvedereradicati.it e sulla pagina Facebook: &ldquo;Villa Belvedere gi&agrave; Radicati Saluzzo&rdquo; e su Instagram: &ldquo;villa.belvedere.saluzzo&rdquo; sar&agrave; pubblicato il calendario dei i prossimi eventi che comprende visite guidate, mostre, concerti e spettacoli teatrali.</p>]]></description><pubDate>Mon, 30 Mar 2026 08:58:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Start: a Saluzzo storia, arte e artigianato in dialogo tra passato e futuro]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/start-a-saluzzo-storia-arte-e-artigianato-in-dialogo-tra-passato-e-futuro_117186.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/start-a-saluzzo-storia-arte-e-artigianato-in-dialogo-tra-passato-e-futuro_117186.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117186/141893.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Dal 10 aprile al 18 giugno Saluzzo torna protagonista con Start, trasformandosi in un vivace crocevia culturale, capace di intrecciare luoghi storici e spazi contemporanei, botteghe e cortili, palazzi nobiliari e antiche caserme.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ricco programma della nuova edizione di Start/storia e arte a Saluzzo, organizzata dalla Fondazione Amleto Bertoni, &egrave; stato presentato gioved&igrave; 25 marzo nella sala conferenze dell&rsquo;Antico Refettorio del convento di San Giovanni. La manifestazione celebra le tre anime della citt&agrave; - artigianato, antiquariato e arte - da cui deriva anche il nome stesso di Start.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tema scelto per il 2026 &egrave; &ldquo;Rencontre&rdquo;, un termine francese che richiama l&rsquo;idea di incontro, intreccio e confronto: una sintesi efficace dello spirito della rassegna, che da dieci anni mette in relazione persone, competenze e visioni, consolidando nel tempo una dimensione anche internazionale. Start &egrave; questo, un percorso diffuso attraversato da un filo rosso che unisce passato e futuro, tradizione e innovazione, radici e apertura europea.</p>
<p style="text-align: justify;"><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117186/small_141895.jpg"></p>
<p style="text-align: justify;">La rassegna, che quest&rsquo;anno compie dieci anni, &egrave; stata capace di affermarsi nel panorama internazionale, grazie a un lavoro corale guidato dal Comune di Saluzzo e dalla Fondazione Amleto Bertoni. Nel tempo ha saputo mettere in relazione persone, energie e competenze, offrendo una nuova chiave di lettura alle tre manifestazioni storiche che rappresentano l&rsquo;identit&agrave; della citt&agrave; &ndash; Artigianato, Antiquariato e Arte, le tre &ldquo;A&rdquo; da cui prende il nome Start. Oggi la manifestazione coinvolge oltre cento tra artigiani e artisti, una trentina di operatori dell&rsquo;antiquariato e pi&ugrave; di 5.000 metri quadrati di spazi espositivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Tre i momenti principali: l&rsquo;88&ordf; Mostra Nazionale dell&rsquo;Artigianato (11 aprile &ndash; 17 maggio), la Mostra di Arte Contemporanea powered by Paratissima (9 &ndash; 17 maggio), e l&rsquo;49&ordf; Mostra Nazionale dell&rsquo;Antiquariato (23 maggio &ndash; 2 giugno).</p>
<p style="text-align: justify;">Ad aprire e moderare gli interventi istituzionali e dei rappresentanti delle realt&agrave; coinvolte, &egrave; stato Alberto Dellacroce, direttore della Fondazione Amleto Bertoni che cura l&rsquo;organizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo a prendere la parola &egrave; stato il sindaco di Saluzzo Franco Demaria: &ldquo;<em>Start racconta una storia millenaria che abbiamo la fortuna di aver conservato e che ancora oggi possiamo condividere &ndash;. Nel tempo la manifestazione &egrave; cresciuta e si &egrave; trasformata, permettendo anche a noi di crescere insieme a lei. Sono nate nuove collaborazioni, coinvolgendo un territorio sempre pi&ugrave; ampio. &Egrave; il risultato di un lavoro di squadra che negli anni ha saputo creare, consolidare e valorizzare un&rsquo;identit&agrave; culturale forte: Saluzzo e le Terre del Monviso sono protagoniste di questi due mesi</em>&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;"><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117186/small_141896.jpg"></p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>Il tema di quest&rsquo;anno mette in dialogo importanti spazi storici con luoghi contemporanei e di aggregazione: &egrave; proprio questa l&rsquo;essenza di Start, capace di unire ambienti diversi, idee, modalit&agrave; di lavoro e di vivere la comunit&agrave;</em>&rdquo; &ndash; ha aggiunto l&rsquo;assessora alla Cultura Attilia Gullino.</p>
<p style="text-align: justify;"><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117186/small_141897.jpg"></p>
<p style="text-align: justify;">Carlo Allemano, presidente della Fondazione Amleto Bertoni, ha presentato la novit&agrave; di questa edizione: &ldquo;<em>Start &egrave; una manifestazione profondamente radicata nella storia della citt&agrave;, capace di raccontare arte e tradizione nel solco del percorso avviato dal suo fondatore. In occasione di questo importante anniversario abbiamo voluto offrire uno sguardo nuovo sull&rsquo;artigianato: rispetto al passato, l&rsquo;edizione di quest&rsquo;anno si arricchisce con un&rsquo;esposizione negli spazi di Casa Cavassa. Un&rsquo;esperienza inedita che auspichiamo possa consolidarsi nel tempo, cos&igrave; come le numerose sinergie costruite negli anni, che oggi siamo lieti di ritrovare e che desidero ringraziare</em>&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;"><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117186/small_141898.jpg"></p>
<p style="text-align: justify;">Il programma si apre con la 88&ordf; Mostra Nazionale dell&rsquo;Artigianato (11 aprile &ndash; 17 maggio), arricchita dall&rsquo;esposizione &ldquo;Di bosco, di legno, disegno&rdquo; al Museo Civico Casa Cavassa, curata da Axel Iberti, che reinterpreta il materiale simbolo del territorio attraverso il design contemporaneo. L&rsquo;ex Caserma Musso ospiter&agrave; oltre cinquanta artigiani e associazioni nei fine settimana dell&rsquo;11&ndash;12 e 18&ndash;19 aprile, con laboratori, dimostrazioni e incontri aperti al pubblico.</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117186/small_141899.jpg"></p>
<p>Per il quarto anno torna &ldquo;La Citt&agrave; Svelata&rdquo; (1&ndash;3 maggio), che collega la citt&agrave; alta e quella bassa in un percorso tra Castiglia, Palazzo Comunale, San Giovanni, Casa Cavassa, l&rsquo;area pedonale e la Caserma Musso, grazie anche al progetto di mobilit&agrave; sostenibile &ldquo;Start &ndash; muoviamoci con l&rsquo;arte&rdquo;.<br>&nbsp;<br>Ampio spazio all&rsquo;arte contemporanea, con la Mostra powered by Paratissima (9&ndash;17 maggio), che porter&agrave; negli spazi de &ldquo;Il Quartiere&rdquo; una collettiva con artisti emergenti e affermati, affiancata da residenze, attivit&agrave; didattiche e progetti dedicati alla sostenibilit&agrave;. Prosegue la collaborazione con la Fondazione Garuzzo, che presenta alla Castiglia &ldquo;Tracciando il sentiero. Arte, ambiente e visioni del futuro&rdquo; (9 maggio &ndash; 13 settembre) e, all&rsquo;Ala di Ferro, &ldquo;Un Po di Storia &ndash; il paesaggio infinito&rdquo; (17 aprile &ndash; 10 maggio) di Daniele Marzorati.</p>
<p>Tra gli appuntamenti principali, il Premio Matteo Olivero, assegnato all&rsquo;artista Davide Sgambaro, che realizzer&agrave; un&rsquo;installazione presso la piscina comunale a partire dal 18 giugno.</p>
<p>Grande protagonista sar&agrave; l&rsquo;antiquariato, con la 49&ordf; Mostra Nazionale (23 maggio &ndash; 2 giugno) alla Castiglia, curata per l'ottava edizione consecutiva da Franco Brancaccio, esposizione che celebra e custodisce la forza intatta della natura antiquaria della citt&agrave;. Quest&rsquo;anno sar&agrave; presente anche uno spazio dedicato ai giardini con allestimenti dell&rsquo;architetto di fama internazionale Paolo Pejrone.</p>
<p>Tra le novit&agrave; pi&ugrave; attese, l&rsquo;esposizione permanente del monumentale dipinto &ldquo;Fiera di Saluzzo&rdquo; (1880) di Carlo Pittara, affiancata da una mostra collaterale dedicata alla paesaggistica del Seicento e Settecento. Sempre alla Castiglia, in aprile, sar&agrave; visitabile anche la personale &ldquo;Reminiscence&rdquo; di Francesca Casale.</p>
<p>Intorno ai principali appuntamenti della rassegna, orbitano i tanti appuntamenti della proposta START Off, tra cui la mostra &ldquo;L&rsquo;artigianato che verr&agrave;. Visioni dal presente al futuro&rdquo; (24 aprile &ndash; 3 maggio), i concerti curati dalla Fondazione Scuola APM, gli appuntamenti come &ldquo;I passatempi di Griselda &ndash; vent&rsquo;anni di ricami&rdquo; al Monastero della Stella, le iniziative &ldquo;Rudun&agrave;&rdquo; e &ldquo;Le case della memoria&rdquo; legate ai Musei Saluzzo, e &ldquo;Negozi in strada&rdquo; a cura di Confcommercio.</p>
<p>Sempre grande attenzione alla formazione e alla relazione fra giovani e territorio con tante proposte per le scuole e attivit&agrave; didattiche che arricchiranno ogni weekend il programma con attivit&agrave; dedicate a bambini e famiglie.</p>
<p>La rassegna si estende anche alle Terre del Monviso, con escursioni e itinerari a piedi e in bicicletta tra i castelli di Lagnasco e Manta e il borgo di Castellar, ma anche percorsi a cavallo. Imperdibile a inizio maggio il piccolo borgo di Castellar si anima di centinaia di spaventapasseri.</p>
<p>Per tutti i dettagli del programma consultare il sito <a href="https://www.startsaluzzo.it" target="_blank">www.startsaluzzo.it</a>.</p>
<p>Nel video, l'intervista al presidente della Fondazione Amleto Bertoni Carlo Allemano.</p>]]></description><pubDate>Fri, 27 Mar 2026 12:41:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Aperture FAI a Moretta: l’arte e la storia si confermano più forti della pioggia e del freddo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/aperture-fai-a-moretta-larte-e-la-storia-si-confermano-piu-forti-della-pioggia-e-del-freddo_117020.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/aperture-fai-a-moretta-larte-e-la-storia-si-confermano-piu-forti-della-pioggia-e-del-freddo_117020.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117020/141671.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Le Giornate FAI di Primavera degli scorsi sabato 21 e domenica 22 marzo, organizzate sul territorio dalla Delegazione FAI di Saluzzo con il Gruppo FAI Savigliano e il FAI Giovani di Saluzzo-Savigliano, sono state un successo, con grande e appassionata partecipazione di pubblico, nonostante un clima e un meteo non certo primaverili.</p>
<p>Moltissimi i visitatori, di ogni et&agrave; e diversa provenienza, che hanno accolto con entusiasmo le diverse proposte avanzate dalla Delegazione FAI di Saluzzo, dal Gruppo di Savigliano e dal Gruppo Giovani Saluzzo - Savigliano. Due giorni di emozioni in mezzo all&rsquo;arte, alla storia, al paesaggio, come &egrave; ormai da 34 anni tradizione del FAI all&rsquo;alba della Primavera.</p>
<p>677 persone hanno potuto scoprire lati inediti di Moretta, palazzi privati, parti inesplorate del Santuario, antichi testi, preziosi documenti archivistici e anche quattro Catasti storici: i volontari della Delegazione FAI Saluzzese, insieme al Gruppo Giovani e al Gruppo Savigliano, hanno offerto ai partecipanti una serie di esperienze ricche di cultura, conoscenze e curiosit&agrave;.</p>
<p>Ci hanno onorato della loro presenza la presidente Regionale del FAI Piemonte Smeralda Saffirio e il referente regionale Alberto Giuseppe Gosso.</p>
<p>Un doveroso ringraziamento, prima di tutto agli abitanti di Moretta, che hanno accolto con entusiasmo la presenza del FAI, hanno collaborato, hanno partecipato, hanno e si sono raccontati. Grazie, poi, al Comune di Moretta nella persona del sindaco Giovanni Gatti con l'Amministrazione e i dipendenti comunali; all&rsquo;Ente Santuario della Beata Vergine del Pilone di Moretta con il presidente don Antonio Marchisio, parroco di Moretta, il Consiglio di Amministrazione, il segretario Ezio Tarabra e la collaboratrice Manuela Millone; all&rsquo;associazione culturale "La Ginestra" con il presidente Giorgio Ciravegna e Giulio Groppo; al professor Bernardino Cagliero e alla Soprano Maddalena Giacosa; allo storico morettese professore Roberto Olivero, all'architetto Silvia Oberto e all'ingegnere Livio Dezzani e alla famiglia Macchioni-Pignatta.</p>
<p>Un doveroso e affettuoso ringraziamento, infine, al lavoro costante, prezioso e qualificato di tutti i delegati e volontari FAI, di Saluzzo, di Savigliano e del Gruppo Giovani, mai cos&igrave; attivo, senza i quali queste splendide Giornate non potrebbero esistere e, da tanti anni, migliorarsi sempre.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117020/small_141672.jpg"></p>]]></description><pubDate>Wed, 25 Mar 2026 09:38:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Dronero si fa capitale della parola: al via il festival “Ponte del Dialogo” 2026]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/dronero-si-fa-capitale-della-parola-al-via-il-festival-ponte-del-dialogo-2026_116436.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/dronero-si-fa-capitale-della-parola-al-via-il-festival-ponte-del-dialogo-2026_116436.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116436/140862.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Due volte all&rsquo;anno, a novembre e a marzo, Dronero diventa citt&agrave; capitale della cultura in Piemonte, un crocevia di storie che arrivano da lontano e di riflessioni che scavano nel profondo. Uno di questi momenti &egrave; arrivato: domani sera, luned&igrave; 16 marzo, prende ufficialmente il via l&rsquo;edizione primaverile del <strong>Ponte del Dialogo</strong>, il festival letterario diffuso che si conferma, anno dopo anno, uno degli osservatori pi&ugrave; lucidi e autorevoli sulla complessit&agrave; del nostro tempo.</p>
<p>Il festival non &egrave; solo una rassegna di libri; &egrave; un&rsquo;operazione di resistenza culturale che pone il confronto e la parola al centro della vita civile. In un&rsquo;epoca di frammentazione, Dronero sceglie di costruire ponti: tra le generazioni, tra la storia e il futuro, tra il rigore della ricerca scientifica e l&rsquo;emozione del racconto.</p>
<p>Ad aprire la settima edizione del Festival domani sera sar&agrave; <strong>Ascanio</strong> <strong>Celestini</strong>, uno degli interpreti pi&ugrave; intensi del teatro di narrazione italiano. Conosciuto per la sua capacit&agrave; di trasformare la cronaca in poesia e la memoria collettiva in impegno civile, Celestini porter&agrave; a Dronero le sue riflessioni sulla societ&agrave; contemporanea, offrendo al pubblico una chiave di lettura originale sulle "ferite" e le speranze del nostro tempo. La sua presenza sancisce la vocazione di un festival che non ha paura di interrogarsi sulle responsabilit&agrave; individuali e collettive. Per presentare il suo libro <em>Poveri Cristi</em>, l&rsquo;autore dialogher&agrave; con Alberto Gedda, direttore de &ldquo;Il Corriere di Saluzzo&rdquo;.</p>
<p>Il cartellone di quest&rsquo;anno &egrave; un mosaico di altissima qualit&agrave; che alterna grandi nomi della letteratura a inchieste di bruciante attualit&agrave;. Tra gli appuntamenti pi&ugrave; attesi spicca la partecipazione di <strong>Erri De Luca</strong>. Una delle voci pi&ugrave; profonde della narrativa internazionale approder&agrave; in Valle Maira con <em>"L&rsquo;et&agrave; sperimentale"</em>, un&rsquo;opera che esplora con delicatezza e vigore i territori del tempo e dell&rsquo;esperienza umana, nobilitando ulteriormente la proposta del festival.</p>
<p>Ma il Ponte del Dialogo &egrave; anche un luogo di indagine sociale e politica. Il programma vedr&agrave; l&rsquo;analisi critica di <strong>David Bidussa</strong> sulle trasformazioni dell'intellettuale contemporaneo e le inchieste di <strong>Alessandro Mulieri</strong> sulle nuove derive ideologiche della destra. Temi complessi trattati con il rigore necessario a fornire ai cittadini strumenti di comprensione critica.</p>
<p>La memoria &egrave; il filo conduttore che lega molti degli incontri. La ricerca storica sar&agrave; rappresentata da figure del calibro di <strong>Gianni Oliva </strong>e <strong>Pierangelo Gentile</strong>, mentre <strong>Andrea Askari Rossini </strong>porter&agrave; una testimonianza fondamentale sulle rotte balcaniche, guardando dritto negli occhi le tragedie che si consumano ai confini dell'Europa.</p>
<p>Il festival celebra anche l'identit&agrave; del territorio e le eccellenze italiane: dalla storia industriale della <strong>famiglia Bialetti</strong>, l&rsquo;epopea dell&rsquo;Omino coi Baffi raccontata da <strong>Alessandro Barbaglia</strong>, fino alla leggenda sportiva di <strong>Stefania Belmondo</strong>, orgoglio delle terre cuneesi e simbolo di una determinazione che si fa esempio di vita. Non mancheranno sguardi pedagogici e sociali di alto profilo, come gli approfondimenti curati da <strong>Alberto Pellai </strong>e l&rsquo;indagine di <strong>Claudia De Lillo </strong>sulle sfide dell&rsquo;identit&agrave; maschile oggi, un tema quanto mai urgente nel dibattito pubblico attuale.</p>
<p>Il Ponte del Dialogo &egrave; un festival "diffuso" per scelta. Dalla <strong>Sala Milli Chegai</strong> al <strong>Teatro Iris</strong>, dal <strong>Centro Europeo Giovanni Giolitti</strong> ad <strong>Espaci Occitan</strong>, ogni incontro invita il pubblico a riscoprire la bellezza architettonica e la vitalit&agrave; comunitaria di Dronero. &Egrave; un invito al viaggio, fisico e intellettuale, che parte domani e che promette di lasciare tracce profonde in chiunque vorr&agrave; farsi attraversare dalle parole dei suoi protagonisti.</p>
<p>Il Festival &egrave; promosso dall&rsquo;Assessorato alla Cultura del Comune di Dronero, con il contributo della Regione Piemonte, della Fondazione CRC, della Fondazione Compagnia di San Paolo, della Fondazione CRT e della Banca di Caraglio. L&rsquo;organizzazione &egrave; curata dall&rsquo;Agenzia di Sviluppo Locale di AFP.</p>
<p>Collaborano al Festival l&rsquo;Istituto Comprensivo di Dronero, nell&rsquo;ambito della sezione Young, l&rsquo;Istituto Alberghiero di Dronero, per l&rsquo;accoglienza del pubblico insieme allo staff del Festival, &nbsp;numerose associazioni e istituzioni culturali di Dronero: il Centro Europeo Giovanni Giolitti, il Centro Studi Cultura e Territorio, Espaci Occitan, il Museo Luigi Mall&eacute;, la Biblioteca Civica di Dronero, APICE, Aragno Humanities Forum, Archivio Scritture Migranti dell&rsquo;Universit&agrave; di Venezia, il Distretto del Commercio di Dronero e della Valle Maira, l&rsquo;associazione &ldquo;Prometheus&rdquo; e &ldquo;Il Bottegone&rdquo; che in ogni edizione del festival omaggia gli ospiti che vengono da pi&ugrave; lontano con una borsa di prodotti locali.</p>
<p>Il programma completo del Festival, eventuali aggiornamenti e informazioni sugli eventi sono disponibili sul sito del festival <a href="https://www.pontedeldialogo.it" target="_blank">www.pontedeldialogo.it</a> e sui profili social. Per informazioni si pu&ograve; scrivere a <a href="mailto:pontedeldialogodronero@gmail.com" target="_blank">pontedeldialogodronero@gmail.com</a> o chiamare il numero 329.1365655.</p>]]></description><pubDate>Sun, 15 Mar 2026 10:48:00 +0100</pubDate><dc:creator>Michele Pernice</dc:creator><author><name>Michele Pernice</name></author></item><item><title><![CDATA[Quando a Cuneo era vietato lavorare nei giorni festivi. Storie e curiosità sulla legge nel Medioevo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/quando-a-cuneo-era-vietato-lavorare-nei-giorni-festivi-storie-e-curiosita-sulla-legge-nel-medioevo_116275.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/quando-a-cuneo-era-vietato-lavorare-nei-giorni-festivi-storie-e-curiosita-sulla-legge-nel-medioevo_116275.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116275/140647.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Alcune curiosit&agrave; sulle norme penali durante il Medioevo nelle nostre terre.&nbsp;In questo campo davvero si nota l&rsquo;impressionante differenza fra le epoche passate e l&rsquo;attuale. Se alcune pene possono apparire addirittura ridicole, altre fanno rabbrividire.&nbsp;Rispetto a oggi due sono le differenze sostanziali: allora erano pubbliche e soprattutto fisiche (con menomazioni corporali) e, in secondo luogo, erano pesantemente puniti i reati contro la morale (cristiana, logicamente).&nbsp;Uno per tutti: la bestemmia.&nbsp;Era il primo reato contro la religione.&nbsp;Come veniva punita? Un po&rsquo; ovunque con la &ldquo;lavata di capo&rdquo;. In questo caso la pena non comportava lesioni fisiche, ma &ldquo;solo&rdquo; l&rsquo;esposizione al pubblico ludibrio.&nbsp;Il colpevole veniva condannato a pagare una multa salata e, se non vi provvedeva, veniva portato in un luogo pubblico (in genere al pozzo centrale del borgo, a Demonte e a Cuneo al luogo chiamato il &ldquo;pellerino&rdquo;): di fronte al popolo tutto radunato per l&rsquo;occasione, il bestemmiatore veniva fatto distendere per terra e gli venivano versate tre o pi&ugrave; secchiate d&rsquo;acqua sul capo (tre a Boves, quattro a Cuneo, tre a Demonte). Per di pi&ugrave; a Demonte il colpevole, prima della lavata di capo, doveva rimanere per un giorno intero legato al pellerino ed esposto al pubblico ludibrio. Una bella umiliazione e non solo, perch&eacute; quando il poveretto era legato e impossibilitato a difendersi, chi passava poteva non limitarsi a deriderlo.</p>
<p>Un altro reato oggi scomparso &egrave; il &ldquo;lavoro in giorno festivo&rdquo;.&nbsp;Anche questo era un reato ed era punito con una multa, in quanto spregio al giorno dedicato al Signore. V&rsquo;era tuttavia la possibilit&agrave; di farla franca. Quando? Facile immaginarlo. Quando si lavorava per il bene diretto o indiretto della Chiesa: ad esempio lo statuto di Beinette prevedeva l&rsquo;esenzione dalla pena se il lavoro era fatto per la Confratria (le confraternite erano enti religiosi), o per l&rsquo;ospedale (anche qui, in quanto opera di carit&agrave;, in mano al Clero) o per la Chiesa o per una persona povera.&nbsp;</p>
<p>E il buon costume?&nbsp;In questo termine erano compresi tutti i comportamenti lesivi del credo religioso e della morale assai severa del tempo, ma ci&ograve; che pi&ugrave; colpisce &egrave; la differenza enorme di trattamento fra uomo e donna nei delitti di adulterio e violenza sessuale. Sembra roba d&rsquo;altri tempi, ma &egrave; giusto ricordare che la violenza sessuale &egrave; divenuta in Italia reato contro la persona soltanto nel 1996. Le pene poi, solitamente, riguardavano soltanto gli uomini e non le donne, alle quali era riservato un trattamento ben peggiore.&nbsp;L&rsquo;adulterio dell&rsquo;uomo era punito con la multa e, nel caso il reo non potesse pagarla, con la pubblica fustigazione. Ad esempio, in Beinette l&rsquo;adultero si prendeva una bella multa, il cui importo variava a seconda del consenso o meno della donna. Chi non poteva pagare la multa era sottoposto alla fustigazione.&nbsp;A Boves ci si limitava alla fustigazione da una porta all&rsquo;altra del paese e per due volte.&nbsp;</p>
<p>&Egrave; appena il caso di ricordare che destinatario delle norme in esame era l&rsquo;uomo e non la donna, perch&eacute; a quest&rsquo;ultima era riservato ben di peggio. Scopo della donna era dare figli certi al marito e nel comune sentire la donna che violava tale obbligo, violava una legge sacra e si metteva fuori dalla societ&agrave;. L&rsquo;adultera poteva nel generale consenso essere picchiata anche fino alla morte dal marito tradito, in molti luoghi era condannata a morte; ben che andasse veniva ripudiata e diventava la svergognata del paese, una puttana e niente pi&ugrave;, e come tale trattata da tutti. &nbsp;</p>
<p>A comprova dello stato di totale inferiorit&agrave; della donna &egrave; anche quanto veniva disposto in tema di violenza carnale cum virgine (e anche qui siamo arrivati quasi ai giorni nostri). Sempre in Boves la pena consisteva nel taglio di una mano o di un piede (molte donne e non solo, al giorno d&rsquo;oggi, riterrebbero giusto ripristinare qualcosa di simile a quell&rsquo;uso, anche se adattato ai tempi, come ad esempio: la castrazione chimica), ma il reo poteva evitare la pena sposando entro dieci giorni la vittima. &Egrave; il cosiddetto &ldquo;matrimonio riparatore&rdquo; in uso pressoch&eacute; ovunque e rimasto nella nostra Italia fino al 1981 quando con la legge n. 442 fu finalmente abrogato l&rsquo;art. 544 del Codice Penale che prevedeva l&rsquo;estinzione del reato per lo stupratore e i suoi complici se la violentata (se minorenne, per lei i suoi genitori) accettava di sposarlo. Del resto la donna aveva ben poche alternative, perch&eacute; ben difficilmente avrebbe potuto sposarsi ed era per tutti una &ldquo;svergognata&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>Senza approfondire molti altri casi di reati assai pi&ugrave; gravi e pene, par giusto chiudere con una curiosit&agrave;. Era il reato per &ldquo;i cattivi scherzi alle spose&rdquo;. S&igrave;, i cattivi scherzi alle spose vietati dallo statuto di Cuneo. Evidentemente in citt&agrave; era invalso l&rsquo;uso curioso di far scherzi alle spose, degenerato poi in scherzi decisamente pesanti al punto di prevederne la punibilit&agrave;, come l&rsquo;accogliere la sposa con corni, sonagli e bacini o con ingiurie, o addirittura, si badi perch&eacute; la cosa &egrave; davvero curiosa, portar via porte e finestre della camera nuziale o far trovare un terzo vestito (da uomo ovviamente) nel letto nuziale.</p>
<p>Cos&igrave; andava il mondo.</p>]]></description><pubDate>Thu, 12 Mar 2026 10:43:00 +0100</pubDate><dc:creator>Mario Rosso</dc:creator><author><name>Mario Rosso</name></author></item><item><title><![CDATA[Ad Aigues Mortes una targa per ricordare il massacro in cui furono uccisi anche due cuneesi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/ad-aigues-mortes-una-targa-per-ricordare-il-massacro-in-cui-furono-uccisi-anche-due-cuneesi_116254.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/ad-aigues-mortes-una-targa-per-ricordare-il-massacro-in-cui-furono-uccisi-anche-due-cuneesi_116254.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116254/140624.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Ieri, mercoled&igrave; 13 marzo 2026, ad Aigues Mortes &egrave; stata inaugurata una targa in memoria della <a href="https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/sangue-nelle-saline-il-massacro-degli-immigrati-italiani-ad-aigues-mortes_77333.html" target="_blank">strage xenofoba</a> che tra il 16 e il 17 agosto 1893 provoc&ograve; la morte di dieci lavoratori italiani, due dei quali, Giovanni Bonetto, trentunenne di Frassino, e Giuseppe Merlo, 29 anni, centallese, erano originari della provincia di Cuneo.</p>
<p>La posa della targa &egrave; frutto dell&rsquo;impegno di Enzo Barnab&agrave;, lo storico che da anni si occupa del tragico episodio in cui un gruppo di lavoratori italiani impiegati nelle saline della cittadina francese venne massacrato dalla folla inferocita con l&rsquo;accusa di sottrarre lavoro alla manodopera locale.</p>
<p>Nel corso della cerimonia, cui ha partecipato il sindaco di Aigues Mortes, Pierre Maum&eacute;jean, &egrave; stato auspicato che le vittime dell&rsquo;eccidio possano essere ricordate anche nei rispettivi paesi di origine con la dovuta evidenza.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Thu, 12 Mar 2026 09:15:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Una Pompei tra le campagne di Costigliole: ecco i segreti della villa romana]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/una-pompei-tra-le-campagne-di-costigliole-ecco-i-segreti-della-villa-romana_115636.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/una-pompei-tra-le-campagne-di-costigliole-ecco-i-segreti-della-villa-romana_115636.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115636/139682.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La chiamano la &ldquo;Pompei di Costigliole Saluzzo&rdquo;, perch&eacute; in comune con la citt&agrave; romana pi&ugrave; celebre al mondo ha l&rsquo;esperienza di una tragedia che ne fiss&ograve; gli ultimi istanti per l&rsquo;eternit&agrave;. In questo caso non si tratt&ograve; di un&rsquo;eruzione, bens&igrave; di un incendio.</p>
<p>Gli archeologi lo datano con precisione alla fine del terzo secolo dopo Cristo, tra l&rsquo;anno 280 e il 290, in base alle monete ritrovate. Si sa che quel rogo distrusse un insediamento rurale che nel periodo di massimo splendore si estendeva su tre ettari di terreni, con un corpo di fabbrica principale grande cinquemila metri quadrati. La villa era insieme un centro agricolo e artigianale e una stazione di posta, collocata in posizione strategica. Per tre secoli, prima di consumarsi nelle fiamme, aveva dominato gli scambi lungo uno dei maggiori assi viari della Gallia Cisalpina.</p>
<p>L&rsquo;incendio, per quanto ne sappiamo, non ebbe vittime: gli scavi non hanno restituito scheletri, all&rsquo;infuori di quello di un povero cane. Per gli archeologi il disastro &egrave; per&ograve; una fonte straordinaria di informazioni, perch&eacute; ci permette oggi di ricostruire le tecniche e i materiali di quell&rsquo;epoca. &Egrave; ci&ograve; che la squadra impegnata sugli scavi ha cercato di fare a partire dal 2022, con una campagna di archeologia sperimentale.&nbsp;<em>&ldquo;Qui c&rsquo;&egrave; una delle ville romane pi&ugrave; significative del nord Italia per ampiezza, ma il sito sta diventando molto di pi&ugrave;&rdquo;</em> conferma il prorettore dell&rsquo;universit&agrave; di Torino <strong>Gianluca Cuniberti</strong>, intervenendo all&rsquo;incontro che il Fai di Cuneo ha organizzato per presentare i risultati della ricerca: <em>&ldquo;L&rsquo;archeologia sperimentale</em> - aggiunge - <em>diventa concretamente un&rsquo;archeologia di comunit&agrave; che pu&ograve; coinvolgere tutti&rdquo;</em>.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115636/small_139683.jpg" alt="La presentazione degli scavi sulla villa di Costigliole"></p>
<h2>Un grande centro di scambi sulla via delle Alpi</h2>
<p>Quando gli studiosi iniziarono a interessarsi del sito alla periferia del paese, poco pi&ugrave; di vent&rsquo;anni fa, si pensava fosse un piccolo insediamento o un ricetto per animali. Nel corso degli anni si &egrave; capito che si trattava di qualcosa di differente:<em> &ldquo;La villa sorge al centro di quello che era sicuramente un esteso fondo agricolo, da cui derivavano i prodotti che poi venivano trasformati all&rsquo;interno&rdquo;</em> spiega la professoressa <strong>Valeria Meirano</strong>. In et&agrave; augustea vi erano due corpi di fabbrica originari, poi ampliati: c&rsquo;erano ambienti residenziali abitati dai proprietari, i pi&ugrave; raffinati, ma anche una <em>taberna deversoria</em>, ovvero una locanda. Offriva riparo e pasti caldi, oltre a una rimessa per i carri, ai viaggiatori di passaggio lungo la via pedemontana e la via delle Gallie, in direzione del colle dell&rsquo;Agnello e degli altri passi alpini.</p>
<p><em>&ldquo;La taberna deversoria &egrave; dotata anche di latrina, un &lsquo;comfort&rsquo; probabilmente non usuale&rdquo;</em> fa presente l&rsquo;archeologa. A testimoniare l&rsquo;importanza di questa area di sosta &egrave; la presenza di un esteso sistema idraulico, con <em>&ldquo;una rete di condotti sotterranei che &egrave; assolutamente unica per un insediamento extraurbano di questo tipo&rdquo;</em>. C&rsquo;erano ben tre fornaci per la creazione di manufatti in argilla e metallo e una quantit&agrave; ingente di macine in pietra, utili a produrre farine per rifocillare i braccianti e gli ospiti della <em>taberna</em>. A Costigliole la terra ha restituito anche i resti di un impianto di produzione vinicola: uno dei pochissimi nell&rsquo;intero arco alpino occidentale. Il ritrovamento dei vinaccioli ha consentito di lanciare un progetto di archeologia botanica per risalire alle variet&agrave; dei vitigni presenti. I resti ossei animali e i macroresti vegetali consentono di acquisire altre informazioni fondamentali sull&rsquo;alimentazione dei residenti.</p>
<p><em>&ldquo;Il sito restituisce una quantit&agrave; e una qualit&agrave; di conoscenza veramente stupefacente&rdquo;</em> conferma il professor <strong>Diego Elia</strong>, che insieme alla collega Meirano conduce la missione scientifica dal 2007. Una scoperta tanto pi&ugrave; rilevante in quanto <em>&ldquo;non ci sono libri che ci parlino di questa parte di territorio prima del Mille: oggi siamo invece in grado di raccontarne la storia&rdquo;</em>.</p>
<h2><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115636/small_139684.jpg" alt="La presentazione degli scavi sulla villa di Costigliole"><br>L&rsquo;archeologia sperimentale riporta in vita i materiali</h2>
<p>Insieme ai collaboratori&nbsp;<strong>Veronica Bellacicco</strong> e <strong>Simone Guion</strong>, Elia ha condotto negli ultimi tre anni un progetto di archeologia sperimentale che ha consentito di ricostruire, con buona approssimazione, alcune opere murarie della villa. Dalla zona della cava di Piasco sono stati recuperati argilla, sabbia e limo, da cui sono poi stati realizzati gli impasti: <em>&ldquo;Su questi tipi di costruzione </em>- osserva Guion -<em> la letteratura antica non ci d&agrave; nessuna indicazione, poche ne derivano anche dalla letteratura novecentesca&rdquo;</em>. I ricercatori hanno poi sottoposto il muro cos&igrave; realizzato, secondo la tecnica dell&rsquo;<em>opus craticium</em>, a una &ldquo;prova del fuoco&rdquo; per confrontare i materiali ottenuti con quelli originali dello scavo.</p>
<p>Un&rsquo;autentica &ldquo;archeologia del gesto&rdquo;, la definisce il capo missione: il tentativo di ricostruire l&rsquo;immateriale, ricreando tecniche dimenticate da duemila anni. La stessa ambizione ha portato l&rsquo;<em>&eacute;quipe</em> dell&rsquo;universit&agrave; di Torino a cercare di riprodurre tegole e coppi in argilla gialla e rossa, in modo che si avvicinino il pi&ugrave; possibile ai materiali antichi. Solo pochi giorni fa i risultati di questo esperimento sono stati consegnati, per essere completati, a <strong>Roberto Paolini</strong>, un ceramista di Cerveteri che da anni si dedica alle riproduzioni ceramiche.</p>
<h2><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115636/small_139685.jpg" alt="La presentazione degli scavi sulla villa di Costigliole"><br>La villa di Costigliole &egrave; ora un &ldquo;caso&rdquo; internazionale</h2>
<p>Il futuro della &ldquo;Pompei di Costigliole&rdquo; &egrave; ancora da scrivere, man mano che il suo passato riemerge dalla terra o si riplasma nelle mani degli archeologi.&nbsp;<em>&ldquo;Non ci sono ancora i capitali per poter musealizzare il sito, cosa che ci auguriamo avvenga al pi&ugrave; presto&rdquo;</em> dice <strong>Roberto Audisio</strong>, capo delegazione del Fai di Cuneo.</p>
<p>Nel frattempo, la fama della villa ha valicato i confini nazionali. Nel 2024 era stata oggetto di un intervento al convegno internazionale dei bronzi antichi ad Atene, con oltre 130 relatori. Il prossimo agosto c&rsquo;&egrave; la possibilit&agrave; che gli studiosi tornino a parlarne nella capitale greca, con una ricerca sui vetri della villa.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115636/small_139686.jpg" alt="La presentazione degli scavi sulla villa di Costigliole"></p>]]></description><pubDate>Sun, 01 Mar 2026 07:55:00 +0100</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[“Itinerari del Sacro” tra le diocesi della Granda, nel segno di San Francesco]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/itinerari-del-sacro-tra-le-diocesi-della-granda-nel-segno-di-san-francesco_115005.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/itinerari-del-sacro-tra-le-diocesi-della-granda-nel-segno-di-san-francesco_115005.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115005/138780.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Torna &ldquo;Itinerari del Sacro&rdquo;, il progetto nato grazie alla sinergia delle diocesi della provincia di Cuneo con lo scopo di promuovere il territorio attraverso itinerari tematici, aperture di siti di pertinenza diocesana e coordinamento del volontariato culturale.</p>
<p>Ogni anno oltre 500 volontari dell&rsquo;associazione &ldquo;Volontari per l&rsquo;Arte&rdquo; garantiscono l&rsquo;apertura ai visitatori de &ldquo;I Luoghi del Sacro&rdquo;. Fino al mese di ottobre di ogni anno, con il loro prezioso contributo, chiese, santuari e piccole cappelle si svelano al visitatore, al quale viene offerta l&rsquo;opportunit&agrave; di conoscere alcuni dei pi&ugrave; interessanti e preziosi tesori di arte sacra della Provincia di Cuneo.</p>
<p>Ai volontari e a tutti gli appassionati di arte e cultura locale, sono rivolte proposte formative incentrate su molteplici temi legati al culto, al patrimonio e all&rsquo;arte sacra del territorio di riferimento. Tutti i corsi sono gratuiti e si pongono quale occasione formativa preziosa per coloro che potrebbero essere interessati a far parte del gruppo &ldquo;Volontari per l&rsquo;Arte&rdquo;, al quale - anche quest'anno - sar&agrave; possibile prendere parte contattando entro il 30 aprile, i coordinatori di progetto via e mail (<a href="mailto:associazionevpa@gmail.com" target="_blank">associazionevpa@gmail.com</a>).</p>
<p>La programmazione della nuova edizione del progetto porr&agrave; inoltre l'accento sulla presenza francescana nel cuneese. Questo aspetto trae spunto dall'Anno Francescano appena inaugurato a livello nazionale. Le diocesi italiane stanno infatti lavorando alla progettazione di numerose iniziative dedicate agli 800 anni dalla morte di San Francesco. E cos&igrave;, in questo tempo di celebrazione, anche le diocesi di Alba, Cuneo-Fossano, Mondov&igrave; e Saluzzo, orienteranno le attivit&agrave; degli Itinerari del Sacro 2026 verso la figura del Santo di Assisi.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115005/small_138782.jpg"></p>
<p><strong>I corsi di formazione 2026 | Febbraio e marzo</strong></p>
<p><strong>Diocesi di Alba</strong></p>
<p><strong>Marted&igrave; 3 marzo ore 21 | online</strong><br><em>Per l'ottavo centenario della morte di Francesco: i francescani e le fondazioni albesi</em><br><strong>A cura di Carlo Tosco</strong></p>
<p><strong>Luned&igrave; 16 marzo ore 21 | online</strong><br><em>Tra le pi&ugrave; antiche pievi della diocesi di Alba: Santa Maria a Cortemilia, tra archeologia e arte&nbsp;</em><br><strong>A cura di Marianna Ceppa.</strong></p>
<p><strong>Diocesi di Cuneo-Fossano</strong></p>
<p><strong>Venerd&igrave; 20 febbraio ore 15 | Fossano, MAB</strong><br><em>Antonino Parentani: dalla Corte Sabauda alla Certosa di Pesio</em><br><strong>A cura di Serena d'Italia</strong></p>
<p><strong>Venerd&igrave; 27 febbraio ore 15 | Villafalletto</strong><br><em>Villafalletto e il suo centro storico</em><br><em>A cura di Alessandro Tonietta</em><br><strong>Venerd&igrave; 6 marzo ore 15 | Fossano, MAB</strong><br><em>Il tappeto e la venerazione della Madonna</em><br><strong>A cura di Diana Marcello</strong></p>
<p><strong>Venerd&igrave; 13 marzo ore 15 | Fossano, MAB</strong><br><em>L'Ufficio ritmico di San Giovenale</em><br><strong>A cura di don Davide Pastore</strong></p>
<p><strong>Venerd&igrave; 20 marzo ore 15 | Fossano, MAB</strong><br><em>Le cappelle campestri nella devozione popolare e istituzionale delle parrocchie</em><br><strong>A cura di don Gian Michele Gazzola</strong></p>
<p><strong>Venerd&igrave; 27 marzo ore 15 | Fossano</strong><br><em>Il cantiere di restauro e consolidamento della torre campanaria del Duomo di Fossano</em><br><strong>A cura di Igor Violino e don Davide Pastore.</strong></p>
<p><strong>Diocesi di Mondov&igrave;</strong></p>
<p><strong>Sabato 28 febbraio | Villanova Mondov&igrave;</strong><br><em>La figura e il messaggio di San Francesco d'Assisi alla luce della sua esperienza spirituale e religiosa</em><br><strong>A cura di don Andrea Rosso</strong></p>
<p><strong>Sabato 7 marzo | Villanova Mondov&igrave;</strong><br><em>Christine e Thomas. Un amore italiano nella Parigi del '400</em><br><strong>A cura di Marco Piccat</strong></p>
<p><strong>Sabato 21 marzo | Villanova Mondov&igrave;</strong><br><em>Il crocevia delle Langhe: patrimonio storico artistico di Ceva in et&agrave; moderna (XV-XVIII sec.)</em><br><strong>A cura di Francesca Romana Gaia.</strong></p>
<p><strong>Diocesi di Saluzzo</strong></p>
<p><strong>Sabato 21 febbraio ore 16 | Saluzzo, Palazzo dei Vescovi</strong><br><em>Oddone Pascale e la riscoperta dei Primitivi Piemontesi</em><br><strong>A cura di Marco Galateri di Genola</strong><br><em>Oddone Pascale, novit&agrave; e conferme</em><br><strong>A cura di Massimiliano Caldera</strong></p>
<p><strong>Venerd&igrave; 13 marzo ore 15 | Saluzzo, Palazzo dei Vescovi</strong><br><em>Francesco d'Assisi - 1226-2026</em><br><strong>A cura di don Federico Riba.</strong></p>]]></description><pubDate>Wed, 18 Feb 2026 07:50:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[L’opera “La Fiera di Saluzzo” di Pittara è arrivata nella Città del Marchesato]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/lopera-la-fiera-di-saluzzo-di-pittara-e-arrivata-nella-citta-del-marchesato_114199.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/lopera-la-fiera-di-saluzzo-di-pittara-e-arrivata-nella-citta-del-marchesato_114199.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/114199/137507.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Un&rsquo;attesa lunga 146 anni. Nel 1880 il pittore Carlo Pittara realizz&ograve; un&rsquo;imponente scena di mercato campestre, ambientata in una Saluzzo immaginaria del Seicento. La monumentale tela, alta 4 metri e larga 8, &egrave; stata collocata nei giorni scorsi nella sua sede definitiva: i locali dell&rsquo;ex cappella interna alla Castiglia.</p>
<p>Per molti anni il dipinto &egrave; stato custodito nei magazzini della Gam di Torino ed &egrave; stato esposto al pubblico solo in occasione di mostre temporanee ed eventi speciali. Lo scorso anno era stato prestato per un&rsquo;esposizione in Estremo Oriente, al Museo di Wu di Suzhou, in occasione del 55&deg; anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina. Si tratta di un&rsquo;opera di dimensioni eccezionali: basti pensare che supera persino quelle della celeberrima &ldquo;Guernica&rdquo; di Picasso, conservata a Madrid.</p>
<p>A quasi un secolo e mezzo dalla sua realizzazione, i saluzzesi dovranno attendere ancora qualche settimana prima di poterla ammirare. La giunta comunale, in accordo con la Fondazione Amleto Bertoni, ha infatti deciso di inaugurare l&rsquo;opera all&rsquo;interno di &ldquo;Start&rdquo;, la tradizionale rassegna culturale primaverile dedicata ad arte, artigianato e antiquariato.</p>
<p>Nel frattempo, operai e tecnici sono al lavoro per completare le ultime rifiniture dell&rsquo;allestimento della nuova &ldquo;casa&rdquo; del dipinto: si stanno terminando gli impianti e le modalit&agrave; interattive di visita. &Egrave; stato, infatti, progettato un percorso virtuale che consentir&agrave; a turisti e appassionati di scoprire le corrispondenze e i parallelismi tra la Saluzzo &ldquo;sognata&rdquo; da Pittara e la citt&agrave; di oggi.</p>
<p>In questi giorni si &egrave; svolto anche un sopralluogo congiunto da parte del funzionario Soprintendenza dottor Massimiliano Caldera e del dirigente dell&rsquo;Ufficio tecnico comunale, l&rsquo;architetto Flavio Tallone. &ldquo;<em>L&rsquo;arrivo del maestoso dipinto di Carlo Pittara </em>&ndash; dichiara il sindaco Franco Demaria &ndash; <em>&egrave; un regalo per tutta la nostra comunit&agrave; e per tutti coloro che verranno a visitare e scoprire la citt&agrave;</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>Anche in questo caso</em> &ndash; aggiunge la vicesindaca Francesca Neberti &ndash; <em>si tratta di un dono che non arriva dall&rsquo;oggi al domani, ma che &egrave; il frutto di azioni amministrative, di rapporti fra enti e di una visione politica di lungo periodo. L&rsquo;idea di riqualificare l&rsquo;ex cappella e di esporvi la mega tela risale a 15-20 anni fa, ai tempi delle giunte guidate da Paolo Allemano. Successivamente, il lavoro preparatorio &egrave; stato portato avanti durante i dieci anni di amministrazione di Mauro Calderoni e oggi ci apprestiamo a concludere l&rsquo;iter con gli allestimenti finali e l&rsquo;apertura al pubblico</em>&rdquo;.</p>
<p>Proprio in questi giorni la giunta ha avviato un confronto interno per definire le modalit&agrave; di visita e valutare l&rsquo;avvio dei tour gi&agrave; nei prossimi mesi, anche prima dell&rsquo;inaugurazione ufficiale. Dopo il taglio del nastro, la &ldquo;Fiera di Saluzzo&rdquo; potr&agrave; essere ammirata acquistando il biglietto per la Castiglia e per i suoi musei.</p>]]></description><pubDate>Mon, 02 Feb 2026 15:21:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[“Premio Match Piemonte – Dal libro allo schermo”: prorogata di 15 giorni la scadenza del bando]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/premio-match-piemonte-dal-libro-allo-schermo-prorogata-di-15-giorni-la-scadenza-del-bando_113975.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/premio-match-piemonte-dal-libro-allo-schermo-prorogata-di-15-giorni-la-scadenza-del-bando_113975.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/113975/137210.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Regione Piemonte comunica la proroga di 15 giorni della scadenza per la presentazione delle candidature al &ldquo;Premio Match Piemonte &ndash; Dal libro allo schermo&rdquo;, l&rsquo;iniziativa dedicata alla valorizzazione delle opere narrative e al loro potenziale sviluppo cinematografico e audiovisivo. La decisione &egrave; stata assunta con l&rsquo;obiettivo di favorire la pi&ugrave; ampia partecipazione possibile e consentire ad autrici, autori, editori ed editrici di disporre di ulteriore tempo per completare e perfezionare i progetti da candidare.</p>
<p>Restano invariate modalit&agrave; di partecipazione, requisiti e criteri previsti dal bando.<br>&nbsp;<br>Il &ldquo;Premio Match Piemonte &ndash; Dal libro allo schermo&rdquo;, nato in collaborazione con Fondazione Circolo dei lettori e Torino Film Commission, nasce per rafforzare il dialogo tra il mondo dell&rsquo;editoria e quello dell&rsquo;audiovisivo, sostenendo storie, romanzi e opere narrative con un forte potenziale di adattamento per il cinema e le serie. L&rsquo;obiettivo &egrave; quello di accompagnare i progetti selezionati in un percorso di valorizzazione che metta in contatto autori, editori, sceneggiatori e professionisti dell&rsquo;industria cinematografica, favorendo nuove opportunit&agrave; creative e produttive.</p>
<p>Il premio si inserisce nella pi&ugrave; ampia strategia della Regione Piemonte volta a sostenere le industrie culturali e creative, promuovere nuovi talenti e consolidare il ruolo del territorio come luogo di incontro tra cultura, scrittura e audiovisivo, valorizzando sia le grandi realt&agrave; sia le progettualit&agrave; emergenti.</p>
<p>&ldquo;<em>Abbiamo deciso di prorogare di 15 giorni la scadenza del 'Premio Match Piemonte &ndash; Dal libro allo schermo' per offrire a autrici, autori, editori ed editrici un tempo maggiore per lavorare sui progetti e presentare proposte di qualit&agrave;.</em> &ndash; sottolinea l&rsquo;assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Marina Chiarelli - <em>Questo premio nasce per mettere in relazione due mondi fondamentali per la crescita culturale del nostro territorio, quello dell&rsquo;editoria e quello dell&rsquo;audiovisivo, creando occasioni concrete di incontro e sviluppo. Vogliamo valorizzare le storie, sostenere i talenti e rafforzare il ruolo del Piemonte come luogo in cui la cultura diventa anche opportunit&agrave; e futuro</em>&rdquo;.</p>
<p>Tutte le informazioni aggiornate e la documentazione relativa al bando sono disponibili sul sito ufficiale della Regione Piemonte <a href="https://www.regione.piemonte.it" target="_blank">www.regione.piemonte.it</a>&nbsp;e sul sito della Fondazione Circolo dei lettori.</p>]]></description><pubDate>Wed, 28 Jan 2026 16:35:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Aperto il bando da 3,1 milioni di euro per la valorizzazione dei Musei piemontesi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/aperto-il-bando-da-31-milioni-di-euro-per-la-valorizzazione-dei-musei-piemontesi_113969.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/aperto-il-bando-da-31-milioni-di-euro-per-la-valorizzazione-dei-musei-piemontesi_113969.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/113969/137204.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Regione Piemonte ha aperto il Bando per il finanziamento di progetti destinati al sostegno e alla valorizzazione del sistema museale piemontese per il biennio 2025&ndash;2026, nell&rsquo;ambito dell&rsquo;articolo 16 della legge regionale n. 11/2018. Con questo avviso, la Regione intende sostenere i musei con sede sul territorio piemontese attraverso interventi edilizi, di conservazione, di adeguamento e di allestimento, con l&rsquo;obiettivo di rafforzarne la sostenibilit&agrave; e favorire una maggiore integrazione con il territorio. Al centro del bando due prerequisiti fondamentali: accessibilit&agrave; e sicurezza, sia del patrimonio conservato o musealizzato sia dei visitatori.</p>
<p>L&rsquo;importo complessivo stanziato ammonta a 3.100.000 euro per il biennio 2025&ndash;2026, cos&igrave; ripartiti: 1.860.000 euro (60%) a favore di soggetti privati (associazioni, enti non lucrativi, ecc.); 1.240.000 euro (40%) a favore di soggetti pubblici.</p>
<p>Sono ammessi alla fase istruttoria i progetti che prevedono interventi edilizi e di conservazione, di adeguamento e allestimento dei musei, in un&rsquo;ottica di rafforzamento del sistema museale piemontese e di valorizzazione diffusa del patrimonio culturale regionale.</p>
<p>&ldquo;<em>La cultura &egrave; una leva strategica di sviluppo e coesione sociale, e i musei ne sono uno dei pilastri fondamentali. Con questo bando la Regione Piemonte sceglie di investire in modo strutturale sul sistema museale, rafforzandone sicurezza, accessibilit&agrave; e sostenibilit&agrave;. Vogliamo un Piemonte in cui il patrimonio culturale non sia concentrato solo nei grandi poli, ma diventi una risorsa diffusa, capace di generare valore sui territori, nelle comunit&agrave; e nelle aree pi&ugrave; periferiche. &Egrave; una scelta politica che guarda al futuro, alla qualit&agrave; dell&rsquo;offerta culturale e al diritto di tutti di accedere alla cultura</em>&rdquo;.</p>
<p>Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 9 del 28 gennaio fino alle ore 12 del 27 febbraio, esclusivamente tramite procedura informatizzata, compilando il modulo telematico disponibile sul portale regionale al seguente&nbsp;<a href="https://servizi.regione.piemonte.it/catalogo/bandi-cultura-turismo-sport-finanziamenti-domande" target="_blank">indirizzo</a>.</p>]]></description><pubDate>Wed, 28 Jan 2026 14:51:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Dalla Regione oltre un milione di euro ai sistemi bibliotecari piemontesi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/dalla-regione-oltre-un-milione-di-euro-ai-sistemi-bibliotecari-piemontesi_112502.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/dalla-regione-oltre-un-milione-di-euro-ai-sistemi-bibliotecari-piemontesi_112502.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112502/135160.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Regione Piemonte stanzia oltre 1,1 milioni di euro a sostegno della gestione e dello sviluppo dei sistemi bibliotecari piemontesi per l&rsquo;anno 2025. Lo prevede la determinazione dirigenziale approvata nei giorni scorsi, che dispone il riparto e l&rsquo;assegnazione delle risorse a favore delle reti bibliotecarie attive sul territorio regionale.</p>
<p>Il finanziamento complessivo ammonta a 1.120.000 euro, di cui 940.000 euro destinati ai sistemi afferenti a enti pubblici e 180.000 euro ai sistemi afferenti a enti privati, con risorse ripartite sulle annualit&agrave; 2025 e 2026. L&rsquo;intervento rientra nell&rsquo;attuazione della Legge regionale 11/2018 e del Programma Triennale della Cultura 2025-2027, confermando l&rsquo;impegno della Regione nel rafforzare le biblioteche come pres&igrave;di culturali, educativi e sociali diffusi.</p>
<p>Le risorse sosterranno le attivit&agrave; di gestione ordinaria, sviluppo dei servizi, innovazione, digitalizzazione e cooperazione tra biblioteche, valorizzando il ruolo dei sistemi bibliotecari come infrastrutture fondamentali per l&rsquo;accesso alla cultura e alla conoscenza in tutte le aree del Piemonte, dai grandi centri alle realt&agrave; pi&ugrave; periferiche.</p>
<p><em>"Questo finanziamento </em>- dichiara l&rsquo;assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Marina Chiarelli -<em> rappresenta un investimento concreto su una rete capillare che ogni giorno garantisce servizi culturali essenziali ai cittadini. Le biblioteche sono luoghi di inclusione, crescita e partecipazione, e la Regione continua a sostenerle come pilastri del sistema culturale piemontese"</em>.</p>
<p>Il contributo sar&agrave; erogato in due tranche: un acconto del 50% nel 2025 e il saldo nel 2026, a seguito della rendicontazione delle attivit&agrave; svolte, secondo le modalit&agrave; previste dal bando. Un intervento che conferma la volont&agrave; della Regione Piemonte di investire in modo strutturale sulla cultura come leva di sviluppo, coesione territoriale e accesso diffuso al sapere.</p>]]></description><pubDate>Sat, 27 Dec 2025 15:14:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Premio Matteo Olivero: Davide Sgambaro vince la 48° edizione]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/premio-matteo-olivero-davide-sgambaro-vince-la-48-edizione_111696.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/premio-matteo-olivero-davide-sgambaro-vince-la-48-edizione_111696.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/111696/134078.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&Egrave; Davide Sgambaro (Padova, 1989 &ndash; vive e lavora a Torino), il vincitore della 48&deg; edizione del Premio Matteo Olivero.</p>
<p>Promosso dalla Fondazione Amleto Bertoni, dal Comune di Saluzzo e The Blank Contemporary Art sotto la direzione artistica di Stefano Raimondi e nell&rsquo;ambito di START/storia e arte &ndash; Saluzzo, il Premio affida annualmente ad un artista visivo selezionato da una giuria qualificata, la realizzazione di un&rsquo;opera site-specific da collocare in maniera permanente in uno spazio pubblico della citt&agrave;.</p>
<p>Per l&rsquo;edizione 2026, la Giuria, composta da Roberto Giordana (direttore Generale Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo), Carlo Allemano (presidente Fondazione Amleto Bertoni), Alessandro Carrer (direttore Fondazione Garuzzo), Andrea Momberto (Presidente Consiglio Comunale), Nicolas Ballario (giornalista e critico d&rsquo;arte) ed Elena Forin (LaRete Art Projects) ha scelto di premiare all&rsquo;unanimit&agrave; Davide Sgambaro. L&rsquo;artista sta gi&agrave; svolgendo un periodo di residenza a Saluzzo funzionale alla realizzazione dell&rsquo;opera che sar&agrave; installata nella primavera 2026 presso la Piscina Comunale. L&rsquo;obiettivo della residenza &egrave; quello di creare un progetto che si integri con il territorio e che coinvolga attivamente la comunit&agrave; locale.</p>
<p>Le motivazioni della Giuria del Premio sono le seguenti: &ldquo;<em>La scelta nasce dalla capacit&agrave; dell&rsquo;artista di articolare, con un linguaggio rigoroso, una riflessione profonda sulle forme contemporanee della trasformazione, del desiderio e della resistenza emotiva. Nelle sue opere Sgambaro unisce materiali e gesti provenienti da ambiti quotidiani, sportivi o performativi, trasformandoli in dispositivi estetici che interrogano lo spettatore e ne sollecitano un coinvolgimento diretto</em>&rdquo;. La Giuria riconosce inoltre, a Sgambaro, una rara coerenza di ricerca: ogni lavoro appare come un tassello di un pensiero in evoluzione, capace di mettere in crisi certezze comuni e di aprire spazi critici nuovi, senza mai rinunciare a una dimensione ironica e sottile. La sua pratica, sospesa tra tensione fisica e fragilit&agrave; emotiva, restituisce con precisione poetica le contraddizioni del nostro tempo.</p>
<p>L&rsquo;opera di Sgambaro andr&agrave; ad arricchire un percorso di opere che comprende gi&agrave; le installazioni permanenti di numerosi artisti internazionali, allestite in luoghi speciali della citt&agrave;: Marcello Maloberti presso il Tribunale di Saluzzo (2025); Alice Ronchi presso il Palazzo del Comune di Saluzzo (2024); Patrick Tuttofuoco presso Il Quartiere (2023); Marinella Senatore presso il Cinema Teatro Magda Olivero (2022); Roberto Pugliese alla Casa della Musica (2021); Veit Laurent Kurz (2020); Santiago Reyes Villaveces negli spazi dell&rsquo;ex Chiesa di Sant&rsquo;Ignazio (2019); il duo newyorkese Barrow-Parke con un&rsquo;opera permanente nella Cappella Cavassa (2018).</p>
<p>L&rsquo;intento del Comune di Saluzzo, che da diversi anni ha accolto l&rsquo;iniziativa di The Blank per la realizzazione di opere d&rsquo;arte nel contesto cittadino, &egrave; quello di valorizzare il territorio attraverso una collezione d&rsquo;arte pubblica, favorendo il dialogo tra la comunit&agrave; e l&rsquo;arte contemporanea.</p>
<p><strong>Biografia</strong></p>
<p>Davide Sgambaro (Padova, 1989) si &egrave; formato all&rsquo;Universit&agrave; IUAV di Venezia; vive e lavora a Torino. Esplora percezioni esistenziali relative alla condizione dell&rsquo;individuo nel precariato contemporaneo. La sua pratica restituisce dinamiche irriverenti e di resistenza in risposta ai paradossi identitari e agli stereotipi insiti nell&rsquo;ordine sociale e culturale. Tra i temi che affronta ci sono l&rsquo;ansia, l&rsquo;instabilit&agrave; e le pressioni socioculturali che circondano l&rsquo;ambizione e il successo. Attraverso una vasta gamma di media tra cui installazione, fotografia, performance e scultura, l&rsquo;artista costruisce paradossi narrativi ed effimere tracce corporee. Sgambaro ha partecipato a numerose mostre personali e collettive e a residenze artistiche, sia in Italia che all&rsquo;estero e ha lavorato con realt&agrave; pubbliche e private come: MAMbo &ndash; Museo d&rsquo;Arte Moderna, Bologna; La Quadriennale, Roma; ZERO..., Milano; Gelateria Sogni di Ghiaccio, Bologna; Galleria Fuoricampo, Siena; Almanac, Torino; Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; Fondazione Spinola Banna per l&rsquo;Arte; Torino; Castello di Rivoli, Torino; Manifattura Tabacchi, Firenze; Klemm&rsquo;s Gallery, Berlino; Palazzo Collicola, Spoleto; TOAST Project, Firenze; GAM, Torino. Beneficiario del premio della Pollock-Krasner Foundation, New York (2023-2024) e del XIV Italian Council (2025). Il suo lavoro &egrave; in collezioni istituzionali come MAMbo, Bologna; Fondazione CRT Arte; GAM, Castello di Rivoli, Torino e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia.</p>
<p>Informazioni: The Blank Contemporary Art APS, in via Giacomo Quarenghi, 50 a Bergamo | <a href="https://theblank.it/" target="_blank">https://theblank.it/</a> | associazione@theblank.it.</p>]]></description><pubDate>Fri, 05 Dec 2025 09:10:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Quanto vale la cultura in provincia di Cuneo? Presentato a Caraglio lo studio della Camera di Commercio]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/quanto-vale-la-cultura-in-provincia-di-cuneo-presentato-a-caraglio-lo-studio-della-camera-di-commercio_111561.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/quanto-vale-la-cultura-in-provincia-di-cuneo-presentato-a-caraglio-lo-studio-della-camera-di-commercio_111561.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/111561/133878.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&Egrave; stata la settecentesca sala delle Colonne del Filatoio di Caraglio a ospitare marted&igrave; 2 dicembre la presentazione dello studio dal titolo &ldquo;Cultura e Creativit&agrave; - Focus sulle imprese Cuneo 2025&rdquo;, dedicato a un&rsquo;analisi del sistema culturale e creativo della provincia di Cuneo analizzando l&rsquo;impatto dell&rsquo;impresa culturale e del suo valore aggiunto sul territorio.</p>
<p>I lavori, moderati da Davide De Luca, direttore di Fondazione Artea, sono stati aperti dall&rsquo;intervento del Sigillo d&rsquo;Oro alla Cultura 2024 Nino Aragno che ha orgogliosamente evidenziato le tante eccellenze culturali espresse dal nostro territorio, soprattutto dal punto vista letterario, che ne fanno un unicum a livello nazionale. &ldquo;Nel 900 la Provincia di Cuneo ha regalato alla letteratura una fioritura prodigiosa, quasi miracolosa, di scrittori, come nessun territorio di questo Paese ha saputo fare - afferma Nino Aragno. Prima di sapere chi siamo dobbiamo ricordarci cosa eravamo e cosa siamo stati, riconoscendo il nostro valore, con obiettivit&agrave; e senza falsa modestia&rdquo;.</p>
<p>Il sindaco di Caraglio Paola Falco ha ringraziato i presenti e sottolineato l&rsquo;onore di ospitare il convegno presso il Filatoio, modello unico di archeologia industriale, oggi importante volano di sviluppo turistico e territoriale attraverso eventi culturali di valenza internazionale.</p>
<p>L&rsquo;evento, curato dall&rsquo;ufficio Studi e Statistica dell&rsquo;Ente camerale, &egrave; proseguito con il saluto del presidente Luca Crosetto. &ldquo;<em>Per il terzo anno consecutivo presentiamo i dati della filiera culturale e creativa cuneese che, malgrado una piccola frenata nel 2024, nell&rsquo;ultimo quadriennio ha avuto una crescita nettamente superiore alla media regionale e nazionale </em>- sottolinea il presidente della Camera di Commercio di Cuneo Crosetto -.<em> Abbiamo scelto di presentare il Focus al Filatoio di Caraglio per sottolineare l&rsquo;ingresso della nostra istituzione nella Fondazione Artea, a riprova dell'importanza che attribuiamo alla cultura, motore di sviluppo economico e di innovazione diffusa, che si riverbera in tutti i settori produttivi, generando occupazione e valore aggiunto</em>&rdquo;.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/111561/small_133880.jpg"></p>
<p>Nel corso dell&rsquo;evento sono stati approfonditi e analizzati i dati e i trend emergenti che animano il panorama culturale e creativo della nostra provincia, le tendenze e le prospettive del settore in un&rsquo;ottica futura basata su un proficuo dialogo tra esperti, istituzioni e protagonisti del comparto.</p>
<p>Quest&rsquo;anno il focus, giunto alla terza edizione e realizzato dal Centro Studi Tagliacarne, ha incluso uno studio comparato fra Cuneo e Pordenone nato dalla volont&agrave; di analizzare due realt&agrave; provinciali simili che si sono distinte per eccellenza nei risultati conseguiti in ambito culturale e letterario e ospitano due rassegne di rilievo come Pordenonelegge e Scrittorincitt&agrave;. Alessandro Rinaldi, vicedirettore dell&rsquo;Istituto Tagliacarne di Roma, ha presentato il focus, facendo emergere la fotografia di un settore strategico per il nostro Paese, in continua crescita, capace di generare un valore aggiunto di 112,6 miliardi di euro, pari al 5,7% del Pil nazionale, con un milione e mezzo di occupati e oltre 289 mila imprese, confermando l&rsquo;importanza di un sistema composito di persone, imprese e ricchezza prodotta. Il Piemonte, grazie al ruolo di Torino che nel corso degli ultimi decenni si &egrave; trasformata da citt&agrave; industriale a citt&agrave; del turismo e dei grandi eventi, &egrave; una delle regioni maggiormente specializzate in cultura e creativit&agrave;.</p>
<p>&ldquo;<em>In provincia di Cuneo</em> - precisa Rinaldi, vicedirettore del Tagliacarne - <em>la componente Core pesa pi&ugrave; della media nazionale: un&rsquo;editoria di qualit&agrave;, imprese culturali radicate e una rete bibliotecaria tra le pi&ugrave; capillari d&rsquo;Italia rendono la filiera culturale un presidio di identit&agrave;, conoscenza e attrattivit&agrave;. &Egrave; la dimostrazione che la cultura non &egrave; un settore accessorio, ma un motore che produce valore, sostiene lo sviluppo locale e rafforza la competitivit&agrave; dei territori</em>&rdquo;.</p>
<p>Nel 2024 il valore aggiunto generato dal sistema produttivo culturale e creativo nella nostra provincia &egrave; pari a 731,2 milioni di euro che collocano Cuneo al secondo posto tra le province piemontesi rappresentando il 3,4% del totale dell&rsquo;economia provinciale; gli occupati sono invece 10.911, pari al 3,8% del totale, dato inferiore al valore medio nazionale (5,8%) e regionale (6,3%). Editoria e stampa con 131 milioni di euro, architettura e design con 102 milioni di euro, videogiochi e software con 81 milioni di euro sono i comparti che contribuiscono, in modo pi&ugrave; significativo, alla ricchezza della filiera culturale della provincia e cos&igrave; anche dal punto di vista occupazionale. Il valore aggiunto delle attivit&agrave; Core, ovvero strettamente culturali, e delle cosiddette Embedded Creatives, che impiegano competenze culturali e creative per accrescere il valore dei prodotti, segna in provincia di Cuneo una crescita, nel periodo che va dal 2021 al 2024, del 21,4%, superiore all&rsquo;incremento medio piemontese (+12,8%). &Egrave; questo il dato maggiormente positivo tra quelli emersi dal focus, perch&eacute; rappresenta un trend di crescita che pare essere consolidato e in grado di garantire continuit&agrave; di sviluppo al comparto culturale cuneese.</p>
<p>La distribuzione delle imprese culturali e creative sul territorio provinciale evidenzia un marcato divario: la densit&agrave; imprenditoriale &egrave; significativamente pi&ugrave; alta nei comuni pi&ugrave; popolosi rispetto ai centri pi&ugrave; piccoli. Allo stesso modo, i comuni che ospitano gi&agrave; luoghi della cultura (come musei e biblioteche) mostrano una maggiore concentrazione di imprese culturali, suggerendo un forte legame tra la presenza di infrastrutture culturali e la vitalit&agrave; economica creativa. Il numero di imprese culturali e creative &egrave; in netta espansione nel lungo periodo, a un ritmo superiore a quello nazionale e regionale, segnalando una crescente intraprendenza e fermento in questo ambito.</p>
<p>Il patrimonio bibliotecario della provincia di Cuneo riveste un ruolo di assoluto rilievo a livello nazionale per la sua diffusione rispetto alla popolazione. La sua caratteristica distintiva &egrave; la capillarit&agrave;: la presenza di biblioteche &egrave; particolarmente radicata anche nei piccolissimi comuni, dimostrando che la ricchezza culturale non &egrave; limitata ai centri maggiori. Questa diffusione ha un impatto concettuale significativo sul territorio: i comuni che possiedono almeno una biblioteca tendono ad avere un indice di invecchiamento demografico inferiore e si prevede che affronteranno una perdita di popolazione futura molto meno marcata rispetto ai comuni privi di tali presidi, suggerendo un legame tra l'infrastruttura culturale e la resilienza demografica.</p>
<p>Conclusa la presentazione dei dati del focus si &egrave; aperta la tavola rotonda incentrata sul tema &ldquo;Cultura in dialogo: enti e istituzioni a confronto&rdquo; che ha offerto idee e utili spunti di riflessione. Hanno partecipato Cristina Clerico, assessora alla Cultura del Comune di Cuneo; Mauro Gola presidente Fondazione CRC; l&rsquo;editore Nino Aragno; Pierluigi Vaccaneo, direttore della Fondazione Cesare Pavese e Michela Zin direttore di Pordenonelegge. Partendo da un approccio istituzionale e imprenditoriale, i protagonisti si sono interrogati su quanto emerso dai dati e sul posizionamento del sistema culturale cuneese che, pur in crescita, necessita di essere irrobustito e su come questo possa avvenire a fronte di un impegno condiviso e trasversale.</p>
<p>&ldquo;<em>L'opportunit&agrave; di analisi dei dati offerta dal Centro Studi Tagliacarne di Unioncamere e di confronto con il territorio di Pordenone intorno al tema festival letterari e al mondo libri in genere</em> - sostiene l&rsquo;assessora alla Cultura del Comune di Cuneo Cristina Clerico - <em>&egrave; un passaggio importante nel percorso verso l'apertura del polo culturale di Santa Croce; sono certa che sar&agrave; occasione generativa di nuovi stimoli e utili riflessioni</em>&rdquo;.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/111561/small_133879.jpg"></p>
<p>&ldquo;<em>Il comparto culturale rappresenta un elemento strategico per l&rsquo;economia del nostro territorio e per la costruzione del futuro della nostra comunit&agrave;. La Fondazione CRC</em> - commenta il suo presidente Mauro Gola - <em>&egrave; impegnata, in stretta collaborazione con i numerosi operatori culturali attivi in provincia di Cuneo, per sostenere cultura e creativit&agrave;, leve strategiche attraverso cui promuovere lo sviluppo di nuove competenze, creare opportunit&agrave; di sviluppo e valorizzare il nostro territorio</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>Partecipazione, valorizzazione e prescrizione sociale. La produzione culturale della nostra provincia si deve muovere su queste traiettorie </em>- sottolinea Pierluigi Vaccaneo, direttore della Fondazione Cesare Pavese e presidente della sezione Cultura di Confindustria Cuneo - <em>stimolando il dialogo sempre pi&ugrave; stretto tra comunit&agrave;, spazi, pubblici e privati, e benessere dell&rsquo;individuo. Una sfida che noi operatori dobbiamo cogliere e tradurre in azioni e prodotti culturali che abbiano un forte impatto sociale ed economico</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>Il supporto del mondo economico alla cultura &egrave; un volano fondamentale per la crescita della societ&agrave; e per lo sviluppo dei nostri territori. Pordenonelegge per Pordenone &egrave; stato un moltiplicatore eccezionale in entrambi gli ambiti. Il riconoscimento a Capitale Italiana della Cultura della nostra citt&agrave; ne &egrave; un'evidente testimonianza. Il confronto con Cuneo, che ha una storia quasi parallela, &egrave; un ulteriore tassello utile per il futuro</em>&rdquo; afferma Michelangelo Agrusti, presidente della Fondazione Pordenonelegge.</p>
<p>&ldquo;<em>L'obiettivo di questo terzo focus sul sistema culturale e creativo della provincia di Cuneo &egrave; certamente individuare elementi di successo, le criticit&agrave; o le sfide che ci sono, gli strumenti di cui il territorio dispone, ci&ograve; anche in considerazione della natura stessa dei soggetti attivi. Enti che, pur avendo nature, anime, obiettivi specifici, contribuiscono attivamente ai risultati che leggiamo nel focus</em>. - afferma Davide De Luca, direttore della Fondazione Artea -. <em>Ringrazio innanzitutto la Camera di Commercio di Cuneo, nostro ente sostenitore, che ha realizzato questo studio e l'evento di presentazione al Filatoio di Caraglio, luogo di storia, produttivit&agrave;, cultura e bene faro della nostra regione, capace di generare valore economico e sociale per il territorio</em>&rdquo;.</p>
<p>Il segretario generale della Camera di commercio di Cuneo Patrizia Mellano ha chiuso i lavori del convegno sottolineando che &ldquo;<em>Da incontri come questo emerge, con forza, che quando creativit&agrave; e cultura generano connessioni e significato diventano motore di sviluppo economico e di coesione sociale, generando occupazione, valore aggiunto e inclusione</em>&rdquo;.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/111561/small_133881.jpg"></p>
<p>Al termine dell&rsquo;incontro i partecipanti hanno potuto fruire di una visita guidata alla mostra &ldquo;Helmut Newton. Intrecci&rdquo;, promossa e organizzata da Fondazione Artea negli spazi del Filatoio e finalizzata a offrire un&rsquo;esperienza che unisce analisi, confronto e scoperta culturale.</p>
<p>Il focus &ldquo;Cultura e creativit&agrave; in provincia di Cuneo 2025&rdquo; &egrave; disponibile sul sito della Camera di commercio di Cuneo alla pagina di commercio di Cuneo alla pagina <a href="https://www.cn.camcom.it/focustematici/focus-cultura" target="_blank">www.cn.camcom.it</a>.</p>]]></description><pubDate>Tue, 02 Dec 2025 17:49:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Presenze in aumento nei musei della Granda: +7,3 per cento nel 2024]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/presenze-in-aumento-nei-musei-della-granda-73-per-cento-nel-2024_111301.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/presenze-in-aumento-nei-musei-della-granda-73-per-cento-nel-2024_111301.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/111301/133576.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Domani, venerd&igrave; 28 novembre, al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino verr&agrave; presentata la relazione annuale &ldquo;La cultura in Piemonte&rdquo;, curata dall&rsquo;Osservatorio culturale della Regione. Secondo i dati diffusi gi&agrave; oggi, nel 2024 i musei piemontesi hanno registrato 7,76 milioni di visite, con una crescita del 9% rispetto all&rsquo;anno precedente. La spinta principale arriva dal Sistema Museale Metropolitano, che concentra l&rsquo;82% delle presenze e supera i 6,3 milioni di ingressi, grazie anche alla costante attrattivit&agrave; dei poli culturali torinesi. Nello specifico hanno mantenuto e consolidato la loro centralit&agrave; i 4 big del sistema metropolitano, ovvero Museo Egizio, Museo Nazionale del Cinema, Musei reali e La Venaria Reale che hanno accolto il 39% del totale dei visitatori in regione. Nel resto del territorio segnali positivi arrivano da province come Cuneo (+7,3%), Biella (+12%), il cui risultato &egrave; trainato dalla presenza di mostre di grande richiamo, e Alessandria (+13%).</p>
<p><strong>Spettacolo dal vivo: partecipazione in aumento</strong><br>Parallelamente, il comparto dello spettacolo dal vivo continua a mostrare un andamento favorevole: nel 2024 sono stati venduti 3,8 milioni di biglietti, pari a un incremento del 12% rispetto all&rsquo;anno precedente, a fronte di una spesa al botteghino di 98,4 milioni di euro (+20% rispetto al 2023) e un incremento della spesa media per spettatore che passa da 21,6 euro del 2019 a 25,8 euro del 2024. Teatro e musica risultano particolarmente dinamici, anche grazie alla ripresa di festival e grandi eventi - in particolare dei concerti di musica leggera - che hanno rafforzato l&rsquo;offerta culturale.</p>
<p><strong>Cinema: fruizione nelle sale con recupero ancora incompleto</strong><br>Diverso il quadro delle sale cinematografiche, che nel 2024 hanno fatto registrare circa 5 milioni di biglietti venduti al botteghino e incassi pari a 34,6 milioni di euro con una diminuzione sul 2023 rispettivamente del 4,4% e del 3,3%. I multisale sono tra le differenti tipologie di &nbsp; &nbsp; &nbsp;esercizi cinematografici quelli che hanno registrato le maggiori difficolt&agrave; rispetto ai monosala che, grazie anche alle possibilit&agrave; di costruzione di un&rsquo;offerta pi&ugrave; variegata e non vincolata esclusivamente ai blockbuster o ai titoli del momento, hanno mostrato una migliore tenuta. Il recupero &egrave; ancora da realizzare: questo &egrave; un fenomeno non solo piemontese, ma riflette la tendenza nazionale. &nbsp; &nbsp;&nbsp;<br>&nbsp;<br><strong>Turismo culturale: presenze in aumento e ruolo centrale di Torino</strong><br>Il 2024 &egrave; stato positivo anche per il turismo: il Piemonte ha registrato 6,28 milioni di arrivi e 16,89 milioni di presenze (+4,1% rispetto all&rsquo;anno precedente), con una quota internazionale che raggiunge il 53%. Torino si conferma polo culturale centrale, mentre Langhe, Roero e Monferrato continuano a crescere grazie a un&rsquo;offerta esperienziale diversificata.<br>&nbsp;<br><strong>Partecipazione: oltre l&rsquo;80% dei cittadini coinvolti</strong><br>Secondo l&rsquo;Indagine IRES sul Clima d&rsquo;Opinione dei Piemontesi, l&rsquo;83% dei piemontesi ha partecipato ad almeno un&rsquo;attivit&agrave; culturale nel 2024. Il coinvolgimento risulta particolarmente elevato tra i giovani, mentre resta pi&ugrave; contenuto nelle fasce over 65 sulle quali presumibilmente il digital divide crea una barriera d&rsquo;accesso a tutta una categoria di servizi e prodotti che potenzialmente potrebbero favorire un consumo culturale anche in door.</p>
<p><strong>Biblioteche civiche</strong><br>Nel 2024 gli iscritti attivi al prestito nelle 111 biblioteche civiche piemontesi crescono dell&rsquo;11% rispetto al 2023, raggiungendo 245,3 mila utenti attivi, ovvero coloro che hanno preso in prestito almeno un libro nell&rsquo;ultimo anno, e realizzando 2 milioni di prestiti (+4,4% nel 2024 rispetto al 2023). La frequentazione dei cittadini cos&igrave; come l&rsquo;utilizzo dei servizi bibliotecari varia molto nei diversi sistemi bibliotecari territoriali: dalle Valli di Lanzo (24%) al Basso Novarese (2%) e al Monferrato (3%) emergono differenze nelle capacit&agrave; coinvolgimento e penetrazione dei presidi di pubblica lettura. Sul fronte occupazionale ed economico le biblioteche hanno impiegano oltre 1.000 addetti e utilizzato 21,8 mln di euro.</p>
<p><strong>Biblioteche e digital lending</strong><br>Servizi fisici ma anche digitali. In Piemonte i servizi di digital lending erogati da 16 sistemi bibliotecari e 3 biblioteche attraverso la piattaforma MLOL hanno registrato 42 mila utenti unici che in media hanno usufruito di MLOL 61,3 nel 2024 e prendendo in prestito 19,7 mila e-book con un aumento del 4% nel 2024 sul 2023. Nei primi nove mesi del 2025 gli utenti unici della piattaforma MLOL che hanno utilizzato almeno uno dei servizi offerti crescono a 20 mila rispetto ai 17 mila del 2024. Calano gli accessi alla piattaforma (-3,2%) e il numero di prestiti di e-book (-7%), mentre aumentano dell&rsquo;8% le consultazioni di riviste e quotidiani. Nel 2025 nasce BI.TO, Biblioteche Integrate del Torinese, la nuova rete che unifica il Sistema Bibliotecario Urbano di Torino (BCT) con il Sistema Bibliotecario dell'Area Metropolitana (SBAM): un&rsquo;unica tessera per accedere a 130 biblioteche e 2 milioni di titoli. Un progetto importante che ha visto l&rsquo;Amministrazione regionale e comunale di Torino fianco a fianco nella realizzazione di un unico grande polo regionale.</p>
<p><strong>Digitale: una fruizione culturale in trasformazione</strong><br>Le nuove modalit&agrave; di consumo culturale si confermano in crescita: podcast, contenuti video brevi e gaming stanno modificando le abitudini dei pubblici, ampliando le forme di partecipazione soprattutto tra i pi&ugrave; giovani.<br>&nbsp;<br><strong>Risorse economiche: investimenti in crescita ma con prospettive da monitorare</strong><br>Sul fronte delle risorse destinate alla cultura, nel 2023 le Amministrazioni pubbliche e le Fondazioni di origine Bancaria piemontesi hanno destinato al settore 326,7 milioni di euro (+20,3% rispetto al 2022). Tale&nbsp;tendenza viene confermata anche dai dati del 2024 che segnano un aumento del 2,5%. Va sottolineato per&ograve; che la dinamica di crescita deriva principalmente dai fondi PNRR, che hanno sostenuto progetti di digitalizzazione, interventi su borghi e beni culturali, restauri e azioni di accessibilit&agrave;. Dalla Rapporto emerge dunque la necessit&agrave; di adottare uno sguardo di lungo periodo per programmare con attenzione la fase successiva al 2026, per garantire operativit&agrave; nel lungo periodo agli interventi avviati.<br>&nbsp;<br><strong>Cultura e aree marginali</strong><br>Il Piano Nazionale per le Aree Interne 2025 identifica in Piemonte 113 comuni periferici (10%) e 18 ultraperiferici (2%), concentrati principalmente nelle province di Cuneo, Torino e Vercelli. Dei 131 comuni piemontesi situati in aree marginali, solo 74 dispongono di almeno un luogo culturale, si tratta in prevalenza di musei (39%) e biblioteche (34%), mentre teatri (3%) e cinema (4%) sono quasi assenti. La presenza diffusa di ecomusei (14%) valorizza il patrimonio paesaggistico.&nbsp;</p>
<p><strong>Un sistema che cresce, tra opportunit&agrave; e sfide</strong><br>Complessivamente, il quadro regionale mostra una crescita stabile nelle aree pi&ugrave; strutturate, accompagnata da segnali di pressione sui grandi poli culturali e dalla persistenza di difficolt&agrave; nelle aree interne e nei musei pi&ugrave; piccoli. La trasformazione digitale, in rapido sviluppo, richiede inoltre analisi pi&ugrave; approfondite per orientare in modo efficace le politiche future.<br>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Thu, 27 Nov 2025 14:31:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Il "Ponte del Dialogo" guarda lontano]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/il-ponte-del-dialogo-guarda-lontano_110575.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/il-ponte-del-dialogo-guarda-lontano_110575.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/110575/132535.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;edizione del &ldquo;Ponte del Dialogo&rdquo; che si &egrave; appena conclusa a Dronero ha fatto registrare ulteriori segnali di crescita della manifestazione, con un generale apprezzamento da parte del pubblico. Sono state 3.120 le presenze al festival: &egrave; stata superata la soglia dei tremila partecipanti. Un incremento di pubblico che si &egrave; potuto ben notare dal Teatro Iris sempre pieno e dagli incontri pomeridiani sempre affollati. L&rsquo;edizione di marzo 2025 aveva fatto registrare 2.235 presenze. Rispetto alla prima edizione del maggio 2023, il numero di spettatori &egrave; aumentato del 20%, passato da una media di 81 ad una media di 101 presenze per evento. Il bacino del pubblico si amplia sempre di pi&ugrave;: in questa edizione sono arrivate persone da tutto il Piemonte, con un buon aumento dall&rsquo;area torinese e con arrivi anche dall&rsquo;albese e dall&rsquo;astigiano.</p>
<p>Il forte legame con il territorio e il ruolo crescente del festival nel panorama culturale cuneese &egrave; testimoniato anche dalle numerose autorit&agrave; intervenute: il Prefetto di Cuneo, Mariano Savastano, il presidente della Provincia Luca Robaldo, l&rsquo;assessore regionale Marco Gallo, la consigliera regionale Giulia Marro, la sindaca di Cuneo Patrizia Manassero e le assessore Clerico e Tomatis, il presidente della Fondazione CRC Mauro Gola, il presidente della Banca di Caraglio Livio Tomatis, i presidenti delle Unioni Montane delle Valle Grana e Maira, Bono e Cioffi, molti amministratori locali.</p>
<p>Il festival &ldquo;Ponte del Dialogo&rdquo; &egrave; promosso dal Comune di Dronero con il sostegno di Regione Piemonte, Fondazione CRC, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Banca di Caraglio. L&rsquo;organizzazione &egrave; curata dall&rsquo;Agenzia di Sviluppo Locale di AFP.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/110575/small_132536.jpg"></p>
<p>Sono stati proposti trentuno eventi dal 2 al 9 novembre, rivolti a diverse fasce di pubblico: bambini e ragazzi, giovani, famiglie, pubblico adulto. Tra gli incontri pi&ugrave; apprezzati quelli con Federico Buffa, Lella Costa, Jacopo Veneziani, Ezio Mauro, Michela Ponzani e Michela Marzano. Molto seguiti anche lo spettacolo&rdquo;Moi&rdquo; con l&rsquo;attrice Lisa Galantini e gli incontri con Pier Mario Giovannone, Davide Mattiello, Ivana Mulatero, Dino Oggero, Anna Ferrando, Alberto Gedda e Giovanni Tesio.</p>
<p>Federico Buffa ha incantato il pubblico, composto in prevalenza da giovani, con la sua straordinaria abilit&agrave; dialettica e con la sua capacit&agrave; di raccontare il mondo del calcio. Lella Costa ha dato vita ad una gustosissima performance con Piero Dadone, ormai un habitu&eacute; del Festival nel ruolo di eccellente &ldquo;spalla&rdquo;. Uno dei meriti del Ponte del Dialogo &egrave; proprio la capacit&agrave; di abbinare agli ospiti dei conversatori o dialoganti che siano in grado di far risaltare al meglio le caratteristiche dei protagonisti delle varie serate. Un altro bravissimo &ldquo;dialogante&rdquo; &egrave; Mario Bosonetto, giornalista, anche lui presenza costante del Festival, che ha dato vita ad una divertente performance con Alberto Gedda. Antonio Ferrero, docente di filosofia e giornalista, sempre preparatissimo, ha dialogato invece con Pierre Adrian sulle tracce di Cesare Pavese. Altra presenza molto apprezzata nelle vesti di conversatore &egrave; quella di Gigi Garelli, direttore dell&rsquo;Istituto Storico della Resistenza di Cuneo, che in questa edizione ha dialogato con Michela Ponzani sul ruolo delle donne nella Resistenza. Jacopo Veneziani ha proposto un coinvolgente viaggio nella Parigi di inizio Novecento: la sua simpatia e la sua competenza sono state particolarmente apprezzate dal pubblico, con un lungo firmacopie al termine dell&rsquo;intervento.</p>
<p>Il record del firma copie va per&ograve; a Michela Marzano, che si &egrave; intrattenuta a lungo con il pubblico al termine del suo intervento: il tema dell&rsquo;ascolto dei giovani, delle modalit&agrave; di relazione con gli adolescenti di oggi ha creato un forte interesse nei numerosi genitori presenti in sala. Molte le domande e grande la disponibilit&agrave; dell&rsquo;autrice.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/110575/small_132537.jpg"></p>
<p>Ospite molto atteso era Ezio Mauro, perch&egrave; Dronero &egrave; la sua citt&agrave; natale: da molti anni non saliva sul palco del Teatro Iris. Lo ha fatto con un reading dedicato a Lenin, che ha impressionato il pubblico per il ritmo della narrazione e per l&rsquo;efficacia della sceneggiatura. Un po&rsquo; emozionato quando si sono accese le luci e quando ha ricevuto i saluti del sindaco, ma sempre impeccabile nell&rsquo;esecuzione della performance.</p>
<p>Grande successo e lunghi applausi per l&rsquo;attrice Lisa Galantini che ha interpretato la scultrice Camille Claudel nello spettacolo &ldquo;Moi&rdquo; il 2 novembre al Teatro Iris. Davvero starordinario il monologo, scritto da Chiara Pasetti &nbsp;con la regia di Albero Giusta. Nell&rsquo;edizione primaverile del Festival sar&agrave; proposto un nuovo monologo dedicato alla poetessa Antonia Pozzi, sempre scritto da Chiara Pasetti e interpretato da Lisa Galantini.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/110575/small_132538.jpg"></p>
<p>La mattina del 9 novembre &egrave; stata dedicata alla poesia, con ospiti di prim&rsquo;ordine come Claudio Damiani, Riccardo Olivieri, Brunella Pelizza, Giovanni Tesio, con una buona partecipazione di pubblico. Nel pomeriggio straordinaria la performance della cantante Joana Gjoni che ha dato vita con Giovanni Tesio e con il musicista Vincenzo Pugliese allo spettacolo poetico &ldquo;Sconfinare&rdquo;.</p>
<p>Tra le novit&agrave; della sesta edizione del Festival va annoverata senz&rsquo;altro la presentazione del programma e l&rsquo;apertura della rassegna a Villa Tornaforte Aragno, segno del consolidamento della formula del festival diffuso, che intende coinvolgere non solo Dronero ma anche altri Comuni. In una sala affollatissima Luca Occelli e Franco Olivero hanno reso omaggio a Pier Paolo Pasolini, in occasione dell&rsquo;anniversario della sua morte.</p>
<p>Il sindaco di Dronero, Mauro Astesano e la sindaca di Cuneo, Patrizia Manassero, affiancati dagli assessori alla Cultura Carlo Giordano e Cristina Clerico, hanno suggellato la volont&agrave; di collaborazione tra i due Festival "Ponte del dialogo" e "scrittorincitt&agrave;" e tra le due citt&agrave; in ambito culturale.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/110575/small_132539.jpg"></p>
<p>Significativi anche l&rsquo;ampliamento dell&rsquo;offerta per il target bambini e ragazzi, l&rsquo;inserimento di workshop e laboratori, il dono agli studenti delle scuole medie e dell&rsquo;Istituto Alberghiero di 300 copie di due libri presentati al Festival (Daniele Mencarelli e Michela Marzano). Altro aspetto positivo il coinvolgimento di numerose strutture alberghiere, ristoranti, bar, negozi e altre attivit&agrave; di Dronero.</p>
<p>Il team che organizza il festival si consolida sempre di pi&ugrave; come una macchina perfettamente oliata e in grado di affrontare qualsiasi evenienza: complimenti unanimi dagli ospiti e dal pubblico ai giovani dell&rsquo;Agenzia di Sviluppo AFP che hanno curato l&rsquo;organizzazione e la logistica. Hanno dato il loro contributo per l&rsquo;accoglienza del pubblico anche trenta studenti dell&rsquo;Istituto Alberghiero di Dronero.</p>
<p>La mission di Festival diffuso sta dando buoni frutti: non solo con la presentazione a Cuneo, ma con il coinvolgimento di nuovi territori: dal 19 al 23 novembre, infatti, sar&agrave; proposto in diverse localit&agrave; della valle Maira un nuovo format, dal nome &ldquo;Borghi in Dialogo&rdquo;, ideato e organizzato dal team del Ponte del Dialogo, nell&rsquo;ambito del progetto &ldquo;Borghi ritrovati&rdquo;, finanziato dal PNRR con il bando Borghi (Linea B), con Capofila il Comune di San Damiano Macra in partenariato con I Comuni di Roccabruna e Cartignano.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/110575/small_132540.jpg"></p>
<p>La rassegna &ldquo;Borghi in dialogo&rdquo; nasce dalla volont&agrave; degli enti locali partner di estendere alla media valle Maira la positiva esperienza del festival &ldquo;Ponte del Dialogo&rdquo;. Grazie a questa collaborazione &egrave; stato possibile proporre un evento di alto profilo culturale. Tra gli eventi pi&ugrave; importanti segnaliamo l&rsquo;incontro con Stefano Fenoglio il 19 novembre a Cartignano (17.30, salone comunale), la merenda sinoira con Franco Arminio il 20 novembre in borgata Norat a Roccabruna (su prenotazione scrivendo a borghindialogo@gmail.com), l&rsquo;incontro con Matteo Righetto sabato 22 a San Damiano (ore 17, salone Parrocchiale), quello con Raffaella Romagnolo domenica 23 novembre alle 17.30 in borgata Norat a Roccabruna (su prenotazione scrivendo a borghindialogo@gmail.com).</p>
<p>Molto interessanti anche le tavole rotonde di sabato 22 ore 10 nel salone parrocchiale su &ldquo;Riabitare le Terre Alte&rdquo; con Annibale Salsa, Vanni Treu, Antonio de Rossi e quella di domenica 23 (ore 10, presso la Maison de la Val Mairo), su &ldquo;La montagna raccontata&rdquo;, con Fredo Valla, Piercarlo Grimaldi, Giovanni Tesio, Diego Crestani, Secondo Garnero.</p>
<p>Hanno collaborato alla realizzazione del festival molti enti e associazioni di Dronero: l&rsquo;Istituto Comprensivo &ldquo;G.Giolitti&rdquo;,nell&rsquo;ambito della sezione Young, l&rsquo;Istituto Alberghiero, il Centro Studi Cultura e Territorio, Espaci Occitan, il Museo Luigi Mall&eacute;, la Biblioteca Civica, le associazioni &ldquo;Prometheus&rdquo;, &ldquo;Il Maira&rdquo;, &ldquo;Voci del Mondo&rdquo; e &ldquo;Il Bottegone&rdquo; che in ogni edizione del festival omaggia gli ospiti che vengono da pi&ugrave; lontano con una borsa di prodotti locali.</p>]]></description><pubDate>Fri, 14 Nov 2025 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Michele Pernice</dc:creator><author><name>Michele Pernice</name></author></item><item><title><![CDATA[Parole e spiritualità: La Setta dei Poeti Estinti a Saluzzo con il “Cantico delle creature”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/parole-e-spiritualita-la-setta-dei-poeti-estinti-a-saluzzo-con-il-cantico-delle-creature_109692.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/saluzzese/parole-e-spiritualita-la-setta-dei-poeti-estinti-a-saluzzo-con-il-cantico-delle-creature_109692.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/109692/131273.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Si &egrave; svolto ieri sera, sabato 25 ottobre, nell&rsquo;ambito della quinta edizione della Festa del Libro Medievale e Antico di Saluzzo, il coinvolgente reading de La Setta dei Poeti Estinti, dedicato a una rilettura poetica de &ldquo;Il Cantico delle creature&rdquo; di San Francesco d&rsquo;Assisi. L&rsquo;evento, &egrave; stato ospitato nella suggestiva Chiesa della Croce Nera, un luogo che ha contribuito a creare un&rsquo;atmosfera intensa, sospesa tra parola, letteratura e spiritualit&agrave;. La &nbsp;partecipazione del pubblico &egrave; stata notevole.</p>
<p>Trovarsi attorno alla poesia &egrave; qualcosa di sempre pi&ugrave; raro e, per questo, sempre pi&ugrave; prezioso. &Egrave; questa la missione de La Setta dei Poeti Estinti, che da oltre dieci anni cerca di preservare e diffondere la poesia in tutte le sue forme.</p>
<p>Nonostante il nome che pu&ograve; evocare un tono lugubre, il progetto prende ispirazione dal celebre film &ldquo;L&rsquo;attimo fuggente&rdquo;, in cui un gruppo di studenti guidati dal professor Keating (Robin Williams) riscopre il valore della parola poetica. Allo stesso modo, la Setta vuole riportare la poesia tra le persone, come spazio di incontro e condivisione.</p>
<p>Fondata nel 2013 da Emilio Fabio Torsello, successivamente affiancato da Mara Sabia, La Setta dei Poeti Estinti nasce come esperimento social, con una pagina Facebook che oggi conta oltre 135.000 follower e una community complessiva di pi&ugrave; di 240.000 persone tra le varie piattaforme digitali. Da semplice spazio virtuale di condivisione poetica, si &egrave; trasformata in un movimento culturale capace di unire linguaggi e generazioni attraverso reading e performance in luoghi simbolici e suggestivi, restituendo alla parola scritta la sua forza viva e collettiva.</p>
<p>La serata saluzzese, costruita attorno al Cantico delle creature, ha offerto un viaggio tra letteratura, storia e spiritualit&agrave;, con letture, analisi e curiosit&agrave; introdotte dai membri della Setta.</p>
<p>&Egrave; stato ricordato come il Cantico delle creature &ndash; conosciuto anche come Laudes Creaturarum o Canticum Fratris Solis &ndash; sia considerato dal filologo Gianfranco Contini la vera origine della letteratura italiana: la prima opera scritta in volgare. Redatto ottocento anni fa da Francesco d&rsquo;Assisi, fu concepito come una preghiera destinata ai frati, ma con una doppia funzione, interna ed esterna all&rsquo;ordine francescano, capace di unire spiritualit&agrave; e comunicazione popolare.&nbsp;</p>
<p>Francesco, che scrisse pochissimo di suo pugno a causa di una grave malattia agli occhi, dettava spesso i suoi testi al fedele frate Leone, primo trascrittore del Cantico. Durante la serata, i lettori della Setta hanno alternato parafrasi e lettura integrale del Cantico delle creature e di un altro prezioso testo, una breve esortazione alle &ldquo;Poverelle di San Damiano&rdquo;, le Clarisse, attribuita al Santo e databile anch&rsquo;essa intorno agli anni 1225-1226.</p>
<p>Fra le curiosit&agrave; emerse, il fatto che l&rsquo;unico ritratto di Francesco non raffigurato come santo, si trovi nel monastero di Subiaco: un&rsquo;immagine preziosa che lo mostra senza aureola e con un occhio chiuso, segno della malattia che lo affliggeva da sempre.<br>Proprio durante un periodo di sofferenza, racconta Tommaso da Celano, biografo autore di &ldquo;Vita I e Vita II Beati Francisci&rdquo;, Francesco compose il Cantico, mentre era infermo a San Damiano.&nbsp;</p>
<p>Persino la musica, oggi perduta, sembra fosse presente: un manoscritto conservato ad Assisi mostra un rigo musicale su tre linee, privo di note, indizio di una melodia sillabica, in cui a ogni sillaba corrispondeva una nota.</p>
<p>L&rsquo;incontro oltre a cenni storici, storia della letteratura e curiosit&agrave;, ha offerto un&rsquo;analisi approfondita del testo, a partire dal significato della preposizione &ldquo;per&rdquo;, che pu&ograve; indicare sia &ldquo;per mezzo di&rdquo; sia &ldquo;in lode di&rdquo;. Da questa ambiguit&agrave; nascono le due letture principali del Cantico: una come lode a Dio creatore attraverso le creature, l&rsquo;altra come lode resa dalle creature stesse a Dio. La maggior parte dei critici, tuttavia, propende per la prima interpretazione, in cui l&rsquo;uomo riconosce Dio attraverso la sua opera e lo ringrazia per la bellezza del creato.</p>
<p>Il Cantico delle creature si apre con l&rsquo;invocazione &ldquo;Altissimu, onnipotente, bon Signore&rdquo;, e prosegue con la lode per &ldquo;frate Sole&rdquo;, &ldquo;sora Luna e le stelle&rdquo;, &ldquo;frate Vento&rdquo; e &ldquo;sora Acqua&rdquo;, fino ad abbracciare anche &ldquo;sora nostra madre Terra&rdquo;, &ldquo;frate Focu&rdquo; e infine &ldquo;sora nostra morte corporale&rdquo;. &Egrave; un inno alla fraternit&agrave; universale, dove ogni elemento naturale diventa voce di gratitudine e segno della presenza divina. Perfino l&rsquo;erba, umile e calpestata, &egrave; degna di lode, perch&eacute; parte dell&rsquo;armonia del creato.</p>
<p>Attraverso la voce e la presenza scenica di Fabio e Mara, la poesia &egrave; tornata a essere esperienza condivisa, capace di emozionare un pubblico eterogeneo e attento. Un incontro che ha unito letteratura e spiritualit&agrave;, restituendo al messaggio di Francesco la sua forza pi&ugrave; autentica: quella di riconoscere la bellezza del mondo come forma di preghiera.</p>
<p>La Festa del Libro Medievale e Antico di Saluzzo prosegue oggi con un fitto calendario di incontri, presentazioni e spettacoli dedicati al dialogo tra passato e presente, fede e letteratura, storia e creativit&agrave;.</p>]]></description><pubDate>Sun, 26 Oct 2025 11:04:00 +0100</pubDate><dc:creator>Valentina Gorreta</dc:creator><author><name>Valentina Gorreta</name></author></item><item><title><![CDATA[Castelli Aperti chiude la trentesima edizione con oltre 250 mila visitatori]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/castelli-aperti-chiude-la-trentesima-edizione-con-oltre-250-mila-visitatori_109659.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cultura/cuneo-e-valli/castelli-aperti-chiude-la-trentesima-edizione-con-oltre-250-mila-visitatori_109659.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/109659/131220.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Si chiude nel segno del successo la trentesima edizione di Castelli Aperti, il grande viaggio tra dimore storiche, giardini e musei del Piemonte che da aprile a novembre ha accompagnato decine di migliaia di visitatori alla scoperta del patrimonio architettonico e paesaggistico regionale. Un&rsquo;edizione da record: oltre 250.000 presenze nelle 80 strutture distribuite nelle province piemontesi, un dato che racconta la forza e la continuit&agrave; di un progetto che, da trent&rsquo;anni, intreccia cultura, turismo e identit&agrave; territoriale.</p>
<p>Un risultato che riempie di soddisfazione e testimonia la partecipazione costante di un pubblico affezionato e curioso: famiglie, appassionati di storia e architettura, turisti italiani e stranieri che, domenica dopo domenica, hanno varcato le soglie di castelli, ville, borghi e musei. Luoghi spesso da scoprire, custoditi con passione da famiglie che ne tramandano la storia o da enti e fondazioni che ne curano la valorizzazione.</p>
<p>"<em>Castelli Aperti &egrave; una storia di comunit&agrave; e di passione </em>- commenta Elisa Bogliotti, presidente dell&rsquo;Associazione Amici di Castelli Aperti -.<em> I numeri di quest&rsquo;anno confermano quanto il patrimonio storico piemontese sia vivo e amato, e quanto il nostro pubblico riconosca in questa rassegna un modo autentico di conoscere il territorio</em>".</p>
<p>Il 2025 ha segnato i trent&rsquo;anni di attivit&agrave; una longevit&agrave; che racconta la capacit&agrave; di un format semplice ma potente di rinnovarsi nel tempo. Per celebrare l&rsquo;anniversario, la stagione &egrave; stata arricchita dal programma &ldquo;Tutti i colori della cultura&rdquo;, un calendario diffuso di eventi speciali - spettacoli, concerti, incontri e visite animate - che ha portato in alcuni dei luoghi pi&ugrave; suggestivi del circuito performance artistiche e momenti di approfondimento, trasformando le dimore storiche in spazi vivi e partecipati. Un successo costruito nel tempo, grazie alla collaborazione con Regione Piemonte, comuni, associazioni locali, proprietari di dimore storiche che hanno creduto nel valore della condivisione e nella forza delle sinergie.</p>
<p><strong>PROVINCIA DI CUNEO</strong><br>Alba &ndash; Museo Diocesano di Alba: 1 e 2 novembre aperto con orario 11.00 &ndash; 18.30. Ingresso: Intero 5&euro;.<br>Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/musei/museo-della-cattedrale-mudi-alba.html" target="_blank">link</a><br>Barolo &ndash; Castello Falletti di Barolo e WIMU Wine Museum: 1 e 2 novembre aperto dalle 10.30 alle 19.00. Ingresso: Intero 9&euro;; ridotto 7&euro;.<br>Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/musei/castello-falletti-di-barolo-wimu-wine-museum.html" target="_blank">link</a><br>Bra &ndash; Museo Civico di Storia Naturale Craveri: 2 novembre aperto dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30. Ingresso: Singolo Museo 5&euro;; Musei Civici Bra 10&euro;.<br>Bra &ndash; Museo Civico di Palazzo Traversa: &nbsp;2 novembre dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30. Ingresso: Singolo Museo 5&euro;; Musei Civici Bra 10&euro;.<br>Bra &ndash; Museo del Giocattolo: 2 novembre ingresso esclusivamente con visita guidata negli orari: &nbsp;10.30 - 11.30 - 14.30 - 15.30 - 16.30. Ingresso: Singolo Museo 5&euro;; Musei Civici Bra 10&euro;.<br>Caraglio - Il Filatoio: 1 e 2 novembre Mostra &ldquo;Helmut Newton Intrecci&rdquo; dalle 10.00 alle 19.00 . Ingresso: Intero 12&euro;<br>Cherasco &ndash; Palazzo Salmatoris: 1 e 2 novembre dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30. Mostra &ldquo;SBAM-Pop Art&rdquo; &nbsp;Ingresso: Intero 12&euro;.<br>Corneliano d&rsquo;Alba - Torre di Corneliano d&rsquo;Alba: 1 e 2 novembre aperto solo su prenotazione, con almeno due giorni di anticipo, contattando il Tel. 338 9654524 o Tel. 340 8026232.<br>Dronero &ndash; Museo Civico Luigi Mall&eacute;:1 e 2 novembre dalle 15.00 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 18.30). Ingresso: Gratuito.<br>Fossano &ndash; Castello dei Principi D&rsquo;Acaja: 1 e 2 novembre aperto con partenza tour alle ore 11.00, 15.00 e 16.30. Biglietteria presso l&rsquo;Ufficio Turistico (corte interna del maniero). Consigliata la prenotazione. Numero Verde 800 210 762 - Tel. &nbsp;0172 601 60; <a href="mailto:iatfossano@visitcuneese.it" target="_blank">iatfossano@visitcuneese.it</a>. Ingresso: Intero 5&euro;; ridotto 3&euro;.<br>Govone &ndash; Castello Reale: 1 e 2 novembre dalle 10.00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18.00 (ultimo ingresso ore 17.30). Ingresso: Intero 7&euro;; ridotto 5&euro;.<br>Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/castelli/castello-reale-di-govone.html" target="_blank">link</a><br>Magliano Alfieri &ndash; Museo dei soffitti in gesso e Teatro del Paesaggio - Castello degli Alfieri di Magliano: 1 e 2 novembre aperto con orario 10.30-18.30. Ingresso: Intero 5&euro; (un museo); Intero 7&euro; (due musei).<br>Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/musei/castello-degli-alfieri-di-magliano.html" target="_blank">link</a><br>Manta &ndash; Castello della Manta: 1 e 2 novembre aperto con orario 10.00-17.00. &nbsp;Ingresso: Intero 11&euro;; Visita guidata Intero 15&euro;.<br>Roddi &ndash; Castello di Roddi: 1 e 2 novembre visite esclusivamente guidate con i seguenti orari: 10.30; 11.30; 12.30; 14.30; 15.30; 16.30; 17.30. Prenotazione consigliata. Info: Tel: 0173 386697; <a href="mailto:castelloroddi@barolofoundation.it" target="_blank">castelloroddi@barolofoundation.it</a>. Costo Biglietto: Intero 6&euro;. Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/castelli/castello-di-roddi.html" target="_blank">link</a><br>Saluzzo - Casa Cavassa: 1 e 2 novembre orario 10.00-13.00 e 14.00-18.00. Ingresso: Intero 6&euro;; ridotto 3,5&euro;.<br>Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/musei/museo-civico-casa-cavassa-di-saluzzo.html" target="_blank">link</a><br>Saluzzo &ndash; Casa Natale di Silvio Pellico: 1 e 2 novembre visite accompagnate dalle 14:00 alle 18:00. Ingresso: Intero 3,5&euro;; ridotto 2,5&euro;. Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/musei/casa-pellico-casa-museo-di-saluzzo.html" target="_blank">link</a><br>Saluzzo &ndash; La Castiglia: 1 e 2 novembre orario 10.00-13.00 e 14.00-18.00. Ingresso: Intero 8&euro;; ridotto 6&euro;.&nbsp;<br>Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/castelli/la-castiglia-di-saluzzo.html" target="_blank">link</a><br>Saluzzo &ndash; Torre Civica e Pinacoteca Olivero: 1 e 2 novembre orario 10.00-13.00 e 14.00-18.00. Ingresso: Intero 3,5&euro;; ridotto 2,5&euro;. Prenotazioni: <a href="https://castelliaperti.it/it/beni/torri/torre-civica-di-saluzzo.html" target="_blank">link</a><br>Savigliano &ndash; Museo Civico A. Olmo e Gipsoteca D. Calandra: &nbsp;1 novembre con orario 15.00-18.30 con visite guidate comprese nel biglietto ore 15:30 e 17:00 &nbsp;e 2 novembre orario 10.00-13.00 e 15.00-18.30 con visite guidate comprese nel biglietto ore 10:30-12:00- 15:30 e 17:00. Prenotazione consigliata: <a href="mailto:museocivico.gipsoteca@comune.savigliano.cn.it" target="_blank">museocivico.gipsoteca@comune.savigliano.cn.it</a> &nbsp;- Tel. 0172 712982.<br>Ingresso: Intero 5&euro;; ridotto 3&euro;.<br>Savigliano &ndash; Palazzo Muratori Cravetta: 1 e 2 novembre visite guidate con prenotazione consigliata allo 0172/370736 o mail <a href="mailto:ufficioturistico@comune.savigliano.cn.it" target="_blank">ufficioturistico@comune.savigliano.cn.it</a>. Turni previsti ore 11.00 e 15.30 (presentarsi qualche minuto prima dell&rsquo;orario presso l&rsquo;Ufficio Turistico di piazza santa Rosa; il personale dell&rsquo;Ufficio Turistico accompagner&agrave; i visitatori nella visita del Palazzo o Torre fornendo le relative notizie). &nbsp;Ingresso: Intero 3&euro;. &nbsp;Inoltre gli spazi visitabili di Palazzo Cravetta si ampliano accogliendo nella zona espositiva la mostra "La Grecia di Santorre di Santa Rosa". L'accesso alla mostra &egrave; gratuito. Orari: sabato e domenica ore 15:30-18:30.<br>Savigliano - Torre Civica: 1 e 2 novembre visite guidate con prenotazione consigliata allo 0172/370736 o mail <a href="mailto:ufficioturistico@comune.savigliano.cn.it" target="_blank">ufficioturistico@comune.savigliano.cn.it</a>. Turni previsti ore 11.00 e 15.30 (presentarsi qualche minuto prima dell&rsquo;orario presso l&rsquo;Ufficio Turistico di piazza santa Rosa; il personale dell&rsquo;Ufficio Turistico accompagner&agrave; i visitatori nella visita del Palazzo o Torre fornendo le relative notizie). &nbsp;Ingresso: Intero 3&euro;.<br>Serralunga d&rsquo;Alba &ndash; Castello di Serralunga d&rsquo;Alba: 1 e 2 novembre aperto con visite guidate alle ore 10.30; 11.15; 12.00; 12.45; 14.30; 15.15; 16.00; 16.45; 17.30. Ingresso: Intero 6&euro;; ridotto 3&euro;. Prenotazioni:&nbsp;<a href="https://castelliaperti.it/it/beni/castelli/castello-di-serralunga-dalba.html">link</a>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Sun, 26 Oct 2025 07:19:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item></channel></rss>
