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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Rubriche > Agricoltura > Mondovì]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/rubriche/agricoltura/monregalese/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/news/rubriche/agricoltura/monregalese/rss2.0.xml?page=1rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie di Agricoltura a Mondovì aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Mon, 20 Jul 2026 09:36:47 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Rubriche > Agricoltura > Mondovì]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/rubriche/agricoltura/monregalese/]]></link></image><item><title><![CDATA[Fotovoltaico a terra, la Corte Costituzionale conferma il divieto nelle aree agricole]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fotovoltaico-a-terra-la-corte-costituzionale-conferma-il-divieto-nelle-aree-agricole_124292.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fotovoltaico-a-terra-la-corte-costituzionale-conferma-il-divieto-nelle-aree-agricole_124292.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124292/153741.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La sentenza della Corte costituzionale conferma la necessit&agrave; di tutelare il suolo destinato alla produzione alimentare. &Egrave; quanto sottolinea Coldiretti Cuneo commentando la notizia riportata oggi da Il Sole 24 Ore che rende noto come, con la sentenza n. 127/2026, la Corte costituzionale ha dichiarato infondate le questioni sollevate dal TAR Lazio, confermando la legittimit&agrave; del divieto di installare impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra nelle zone classificate agricole. Un pronunciamento che, secondo Coldiretti Cuneo, deve indurre il Piemonte a rafforzare la tutela delle aree agricole nel Disegno di legge regionale sull&rsquo;individuazione di ulteriori aree idonee all&rsquo;installazione di impianti da fonti rinnovabili.</p>
<p>&ldquo;&Egrave; un pronunciamento molto importante, che conferma un principio da noi sostenuto con forza: la transizione energetica pu&ograve; e deve essere perseguita senza sottrarre terreni alla produzione di cibo&rdquo; dichiara Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo. &ldquo;La decisione della Corte costituzionale non riguarda direttamente il provvedimento piemontese, ma rappresenta un ulteriore e significativo elemento di cui il Consiglio regionale potr&agrave; tenere conto nel rafforzare la tutela del suolo agricolo&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Proprio mentre la Corte costituzionale riconosce la piena legittimit&agrave; di una disciplina nazionale volta a limitare l&rsquo;utilizzo delle superfici agricole per l&rsquo;installazione di pannelli fotovoltaici, ci sembra coerente non ampliare, nel Disegno di legge regionale, le aree agricole considerate idonee&rdquo; sottolinea Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo. &ldquo;La priorit&agrave; deve andare ai tetti degli edifici, ai parcheggi, alle aree industriali dismesse e alle superfici gi&agrave; compromesse, evitando che i terreni produttivi diventino terreno di conquista per iniziative speculative&rdquo;.</p>
<p>Coldiretti Cuneo ribadisce il proprio sostegno allo sviluppo delle fonti rinnovabili, ma chiede che venga rispettata una precisa gerarchia nell&rsquo;utilizzo delle superfici: prima quelle edificate, impermeabilizzate, dismesse o degradate; nelle aree agricole, soltanto soluzioni realmente compatibili con la prosecuzione dell&rsquo;attivit&agrave; produttiva.</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 16:15:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Aree idonee, Calderoni (Pd) lamenta la bocciatura dell’emendamento sul biometano]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/aree-idonee-calderoni-pd-lamenta-la-bocciatura-dellemendamento-sul-biometano_124193.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/aree-idonee-calderoni-pd-lamenta-la-bocciatura-dellemendamento-sul-biometano_124193.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124193/153766.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Riceviamo e pubblichiamo la nota di Mauro Calderoni, consigliere regionale del PD, in merito alla bocciatura dell'emendamento del biometano. Secondo il delegato "si perde un&rsquo;occasione per difendere agricoltura, suolo e territori".</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;"La maggioranza ha bocciato il mio emendamento che avrebbe introdotto un principio di buon senso: il biometano deve nascere e svilupparsi in stretta connessione con il territorio agricolo in cui viene prodotto, non trasformarsi in un&rsquo;attivit&agrave; industriale alimentata da biomasse provenienti da centinaia di chilometri di distanza". Lo dichiara Mauro Calderoni, consigliere regionale del Partito Democratico, intervenendo sul disegno di legge regionale relativo all&rsquo;individuazione delle aree idonee agli impianti da fonti rinnovabili.</p>
<p style="text-align: justify;">"La mia proposta &ndash; prosegue - prevedeva che gli impianti di biometano potessero approvvigionarsi di biomasse attraverso contratti con aziende agricole della provincia in cui sorgono o delle province confinanti, entro un raggio massimo di 70 chilometri. Una norma semplice ma concreta, che avrebbe favorito una vera filiera agricola corta e circolare, ridotto il traffico pesante e le emissioni, evitato la nascita di impianti sovradimensionati e consentito al digestato di ritornare ai terreni da cui provengono le biomasse, chiudendo correttamente il ciclo agronomico".</p>
<p style="text-align: justify;">Per Calderoni il problema della legge non riguarda soltanto l&rsquo;estensione delle aree considerate idonee: "Nel provvedimento approvato sono totalmente assenti regole chiare e vincolanti su come gli impianti debbano essere realizzati. La legge si concentra quasi esclusivamente sull&rsquo;individuazione delle aree, ma non definisce standard stringenti sulle modalit&agrave; di installazione, sulle caratteristiche tecnologiche degli impianti e sul loro inserimento nel paesaggio rurale. Senza queste garanzie, il rischio &egrave; che ci si limiti a una semplice perimetrazione cartografica, incapace di governare gli effetti concreti che gli impianti possono avere sul territorio e sul sistema agricolo".</p>
<p style="text-align: justify;">Il consigliere del Partito Democratico richiama inoltre le preoccupazioni espresse dal mondo agricolo: "Anche Coldiretti Cuneo ha evidenziato come il nuovo impianto normativo rischi di ampliare in modo non equilibrato le superfici potenzialmente utilizzabili per gli impianti, ribadendo che la priorit&agrave; deve restare la produzione di cibo e la tutela del suolo agricolo. &Egrave; una posizione che condivido. Prima di occupare nuovi terreni agricoli occorre sfruttare pienamente tetti, aree industriali dismesse, superfici gi&agrave; compromesse e zone impermeabilizzate. La transizione energetica non pu&ograve; diventare un pretesto per sottrarre terreno fertile alla produzione agricola".<br><br>Secondo Calderoni, altre Regioni hanno scelto di esercitare con maggiore determinazione le proprie prerogative per limitare l&rsquo;industrializzazione delle campagne e orientare gli investimenti verso soluzioni compatibili con le vocazioni dei territori. "In Piemonte, invece &ndash; spiega -, si &egrave; scelta una mediazione al ribasso. Manca un&rsquo;assunzione di responsabilit&agrave; politica chiara sulla difesa del suolo agricolo e sulla qualit&agrave; degli interventi. La legge evita di affrontare alcuni nodi strutturali e lascia aperti spazi che rischiano di favorire, nei fatti, processi di consumo di suolo e operazioni speculative scollegate dalle esigenze delle comunit&agrave; locali". "La transizione ecologica &ndash; conclude - &egrave; una sfida che dobbiamo affrontare con convinzione, ma sar&agrave; credibile solo se sapr&agrave; coniugare produzione energetica, tutela del paesaggio, salvaguardia del suolo e valorizzazione dell&rsquo;agricoltura. Dispiace constatare che le proposte avanzate dal Partito Democratico per rafforzare questo equilibrio siano state respinte. Continueremo a batterci affinch&eacute; le energie rinnovabili rappresentino una vera opportunit&agrave; per il Piemonte, senza compromettere il patrimonio agricolo che costituisce una delle principali ricchezze della nostra regione".</p>]]></description><pubDate>Thu, 16 Jul 2026 11:43:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Droni per il diserbo, l'Uncai cita il caso Levaldigi: "Chi tratta senza autorizzazioni è fuori dalla legge"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/droni-per-il-diserbo-l-uncai-cita-il-caso-levaldigi-chi-tratta-senza-autorizzazioni-e-fuori-dalla-legge_124048.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/saviglianese/droni-per-il-diserbo-l-uncai-cita-il-caso-levaldigi-chi-tratta-senza-autorizzazioni-e-fuori-dalla-legge_124048.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124048/153260.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L'episodio avvenuto lo scorso aprile nei pressi dell'aeroporto di Cuneo-Levaldigi, con il sequestro di un drone agricolo utilizzato senza autorizzazioni e il conseguente blocco temporaneo del traffico aereo, continua a far discutere. A intervenire ora &egrave; l'Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici e Industriali (Uncai), che prende spunto proprio da quanto accaduto nel Cuneese per fare chiarezza sull'utilizzo dei droni nei trattamenti fitosanitari.</p>
<p>Secondo l'associazione, infatti, negli ultimi mesi si stanno moltiplicando in diverse aree d'Italia le segnalazioni di agricoltori che effettuano diserbi e altri trattamenti con droni acquistati autonomamente, senza le autorizzazioni previste dalla normativa aeronautica, senza brevetto e senza le necessarie coperture assicurative.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124048/small_153261.jpg" alt="Drone a Levaldigi" loading="lazy"></p>
<p>"L'episodio avvenuto nei pressi dell'aeroporto di Cuneo-Levaldigi, gi&agrave; ripreso dalla cronaca locale nelle scorse settimane, ha reso pubblico un fenomeno che, secondo chi opera quotidianamente sul territorio, appare pi&ugrave; diffuso di quanto i pochi casi noti lascino intuire", sottolinea Uncai.</p>
<p>Il riferimento &egrave; al fatto avvenuto il 16 aprile scorso, <a href="https://www.cuneodice.it/cronaca/saviglianese/drone-di-grandi-dimensioni-vicino-allaeroporto-di-levaldigi-sequestrato_119363.html" target="_blank" rel="follow">quando un drone professionale di circa 32 chilogrammi fu individuato in volo</a> nelle vicinanze dello scalo cuneese. La Polizia di Frontiera Aerea riusc&igrave; a rintracciare il pilota, risultato privo della licenza di volo, delle autorizzazioni necessarie per operare in prossimit&agrave; di un aeroporto e della copertura assicurativa obbligatoria. Il mezzo venne sequestrato e l'uomo denunciato.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124048/small_153262.jpg" alt="Drone sequestrato a Levaldigi" loading="lazy"></p>
<p>Successivamente, alla luce anche di altri episodi registrati negli ultimi mesi e dell'aumento del traffico aereo civile e dell'attivit&agrave; della scuola di volo, la direzione dell'aeroporto di Cuneo-Levaldigi aveva lanciato un appello a cittadini e operatori professionali, invitandoli a verificare sempre le limitazioni previste prima di far volare un drone e ricordando che ogni segnalazione in prossimit&agrave; delle traiettorie degli aeromobili rappresenta un potenziale rischio per la sicurezza.</p>
<p>Nel suo intervento, Uncai precisa che la recente legge 2 dicembre 2025, n. 182 ha s&igrave; aperto la possibilit&agrave; di autorizzare, in via sperimentale e per tre anni, l'irrorazione aerea con droni, ma che la norma non &egrave; ancora operativa. Manca infatti il decreto attuativo che dovr&agrave; stabilire colture interessate, prodotti utilizzabili e procedure autorizzative. Fino a quel momento i trattamenti fitosanitari con droni sono consentiti esclusivamente nell'ambito di sperimentazioni condotte da universit&agrave;, enti di ricerca, servizi fitosanitari regionali e centri autorizzati dal Ministero della Salute.</p>
<p>Per questo motivo, chiarisce l'associazione, chi oggi utilizza un drone per distribuire fitofarmaci al di fuori di tali sperimentazioni opera al di fuori della normativa vigente.</p>
<p>Uncai evidenzia inoltre che non si tratta soltanto di un problema burocratico. Attualmente i prodotti fitosanitari sono autorizzati per la distribuzione da terra e non esistono ancora formulazioni specifiche n&eacute; linee guida consolidate per l'impiego tramite drone. Proprio su questi aspetti stanno lavorando universit&agrave; e centri di ricerca, con l'obiettivo di definire procedure sicure ed efficaci.</p>
<p>I rischi, ricorda l'associazione, sono concreti: oltre al sequestro del mezzo e alle sanzioni amministrative, nei casi pi&ugrave; gravi possono configurarsi responsabilit&agrave; penali e persino la distruzione del raccolto trattato con prodotti non autorizzati per l'impiego aereo.</p>
<p>"Un incidente o un caso eclatante, come quello registrato vicino a uno scalo aeroportuale, pu&ograve; ritardare l'iter dei decreti attuativi e delle autorizzazioni sperimentali che il settore, contoterzisti compresi, sta cercando di costruire con seriet&agrave; negli ultimi mesi", afferma il presidente di Uncai, <strong>Aproniano Tassinari</strong>.</p>
<p>L'associazione guarda comunque con favore allo sviluppo dell'agricoltura di precisione e alle potenzialit&agrave; offerte dai droni, soprattutto nei contesti pi&ugrave; difficili da raggiungere con i mezzi tradizionali. L'invito rivolto agli operatori &egrave; per&ograve; quello di attendere il completamento del quadro normativo, verificare sempre le limitazioni previste da Enac e dalla piattaforma d-flight e affidarsi, per i trattamenti fitosanitari, a professionisti che operano nel pieno rispetto delle regole.</p>
<p>Uncai richiama infine anche il tema della concorrenza leale. Sebbene un drone agricolo rappresenti un investimento inferiore rispetto a un trampolo per i trattamenti da terra, il costo del servizio per l'agricoltore resta sostanzialmente analogo. Chi utilizza un drone senza autorizzazioni, osserva l'associazione, non offre quindi un servizio pi&ugrave; economico, ma evita i costi legati a formazione, certificazioni e assicurazioni, penalizzando chi invece opera nel rispetto della normativa.</p>
<p>"In un settore dove ci si conosce e ci si osserva, la scorciatoia individuale rischia di diventare un problema di tutti: la strada giusta resta quella che si pu&ograve; percorrere insieme, non quella che qualcuno si ritaglia da solo scavalcando le regole", conclude Tassinari.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124048/small_153263.jpg" alt="Drone a Levaldigi" loading="lazy"></p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124048/small_153264.jpg" alt="Drone sequestrato a Levaldigi" loading="lazy"></p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124048/small_153265.jpg" alt="Drone sequestrato a Levaldigi" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 11:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Sfruttamento lavorativo, Sacchetto (FdI): "Dal consiglio regionale attenzione al fenomeno"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sfruttamento-lavorativo-sacchetto-fdi-dal-consiglio-regionale-attenzione-al-fenomeno_124043.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sfruttamento-lavorativo-sacchetto-fdi-dal-consiglio-regionale-attenzione-al-fenomeno_124043.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124043/153254.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Nella giornata di luned&igrave; 13 luglio il gruppo di lavoro sullo sfruttamento lavorativo costituito presso la Commissione legalit&agrave; del Consiglio regionale ha licenziato all&rsquo;unanimit&agrave; una relazione unitaria che fotografa la situazione piemontese e propone azioni per continuare a migliorare il contrasto a forme di sfruttamento ed alla promozione delle buone pratiche nei rapporti di lavoro. <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-commissione-legalita-della-regione-approva-la-relazione-sullo-sfruttamento-lavorativo-in-agricoltura_124004.html" target="_blank" rel="nofollow">Una relazione approvata anche dall'opposizione</a>.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em>&ldquo;La scelta di approvare una relazione finale condivisa tra maggioranza e opposizione d&agrave; ancora pi&ugrave; forza al lavoro svolto dalla Commissione legalit&agrave; del Consiglio regionale del Piemonte, sul contrasto allo sfruttamento lavorativo non possono esserci divisioni politiche: &egrave; un tema che riguarda la dignit&agrave; delle persone, la legalit&agrave; e il futuro di uno dei comparti pi&ugrave; importanti della nostra economia</em> - dichiara Claudio Sacchetto, Consigliere regionale di Fratelli d'Italia e Presidente della III Commissione Attivit&agrave; produttive del Consiglio regionale del Piemonte, che ha seguito i lavori del gruppo per il suo partito -&nbsp;<em>come Fratelli d'Italia abbiamo voluto dare un contributo concreto alla relazione, inserendo proposte che affrontano il problema non solo sul piano repressivo, ma anche su quello organizzativo ed economico.</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em>La prima &egrave; il rafforzamento della Rete del Lavoro Agricolo di Qualit&agrave;, uno strumento gi&agrave; esistente che coinvolge i Ministeri competenti, occorre premiare chi opera per un'agricoltura rispettosa dei diritti dei lavoratori, negli ultimi anni il Piemonte ha compiuto passi avanti importanti nell'accoglienza dei lavoratori stagionali, diventando un punto di riferimento nazionale ed europeo grazie a esperienze come quella sviluppata nel Saluzzese proponendosi come capofila di importanti progetti come Common ground. &Egrave; un modello costruito con la collaborazione tra istituzioni, imprese agricole, enti locali, associazioni e terzo settore, che dimostra come legalit&agrave; e sviluppo possano procedere insieme.</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em>Abbiamo chiesto che la Regione si faccia promotrice, in sede di Conferenza Stato-Regioni, di una riforma della fiscalit&agrave; del lavoro agricolo, affinch&eacute; le agevolazioni gi&agrave; previste in alcune aree del Paese anche molto simili alla nostra, come il Trentino Alto Adige, possano essere estese in modo uniforme, rendere meno oneroso il lavoro regolare significa sostenere le imprese sane e contrastare con maggiore efficacia ogni forma di sfruttamento, inoltre nella relazione vi &egrave; un passaggio importante sul fatto che serva un confronto serio con la Grande Distribuzione Organizzata affinch&eacute; venga riconosciuto un giusto prezzo ai produttori, un'agricoltura economicamente pi&ugrave; forte &egrave; anche un'agricoltura che pu&ograve; investire maggiormente nella qualit&agrave; del lavoro, nella sicurezza e nella tutela dei propri dipendenti.</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em>Questa relazione indica una strada condivisa e pragmatica, che mette al centro la dignit&agrave; del lavoro senza mettere sotto accusa un intero settore che rappresenta una delle eccellenze del Piemonte, il fatto che Fratelli d&rsquo;Italia si sia fatto promotore del tentativo riuscito di un documento unitario del Consiglio definisce la cifra di una Politica che vuole affrontare i problemi e risolverli possibilmente in maniera efficace e duratura. Oggi &egrave; stata scritta una bella pagina nella storia del Consiglio regionale&rdquo;.</em></p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 10:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Emergenza idrica, la Regione raccomanda un “utilizzo consapevole” dell’acqua potabile]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/emergenza-idrica-la-regione-raccomanda-un-utilizzo-consapevole-dellacqua-potabile_124016.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/emergenza-idrica-la-regione-raccomanda-un-utilizzo-consapevole-dellacqua-potabile_124016.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124016/153217.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Si &egrave; riunito oggi al Grattacielo Piemonte il Tavolo per l&rsquo;emergenza idrica al quale hanno partecipato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, gli assessori all&rsquo;Agricoltura Paolo Bongioanni, alla Montagna Marco Gallo e all&rsquo;Ambiente Matteo Marnati, delegato al coordinamento del tavolo, i rappresentanti di Arpa, associazioni agricole, parchi e aree protette, consorzi idrici, Anbi, Prefetture, Citt&agrave; Metropolitana di Torino e Province, enti di governo e i gestori del Servizio idrico integrato e delle reti idriche.</p>
<p>&ldquo;Il caldo e l&rsquo;assenza di piogge stanno determinando un&rsquo;emergenza da affrontare con attenzione soprattutto per quanto riguarda l&rsquo;agricoltura. - ha riassunto il presidente Cirio - Su questo non possiamo aspettare nemmeno un minuto e siamo al lavoro con la Regione Valle d&rsquo;Aosta e il Canton Ticino per chiedere di aumentare la fornitura di acqua che viene immessa in Piemonte per l&rsquo;uso agricolo. Per quanto riguarda l&rsquo;aspetto idropotabile, ci sono un centinaio i Comuni che in questo momento in Piemonte hanno gi&agrave; fatto ordinanze per regolare la gestione dell&rsquo;acqua, soprattutto nelle frazioni e nei Comuni di montagna, dove ci sono localit&agrave; nelle quali gi&agrave; oggi dobbiamo intervenire con le autobotti. Monitoriamo giorno dopo giorno la situazione, pronti ad avviare la richiesta dello stato di emergenza se non dovessero migliorare le condizioni meteorologiche, in accordo con le altre regioni che vivono la nostra stessa situazione, per dare i ristori necessari&rdquo;.</p>
<p>Per quanto riguarda l&rsquo;acqua potabile, inoltre, l&rsquo;assessore Marnati ha raccomandato &ldquo;un utilizzo consapevole da parte dei cittadini&rdquo; ed ha annunciato che verranno valutati con attenzione i consumi dei prossimi dieci giorni. Marnati ha precisato che al momento sono circa 100 i Comuni che hanno emesso ordinanze di restrizione dei consumi di acqua non strettamente necessari e una cinquantina per 25.000 abitanti quelli dove si ricorre all&rsquo;uso delle autobotti per aumentare la quantit&agrave; di acqua presente nelle vasche degli acquedotti.</p>
<p>L&rsquo;assessore Bongioanni ha ricordato che &ldquo;in Regione &egrave; operativo un gruppo di lavoro interdirezionale con il compito specifico di monitorare il rischio di perdita del raccolto per cause idriche, che si riunisce con regolarit&agrave; per elaborare i dati di Arpa e fornire al mondo agricolo indicazioni proiettive&rdquo;. &ldquo;E a fine luglio - ha anticipato - incardineremo in Commissione Agricoltura del Consiglio regionale il disegno di legge di riforma dei consorzi irrigui, destinato a rivoluzionare in modo strutturale la governance della gestione dell&rsquo;acqua per la nostra produzione agricola e agroalimentare&rdquo;.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124016/small_153218.jpg" alt="" loading="lazy"><br>La situazione idrica in Piemonte al 13 luglio</h2>
<p>La relazione presentata da Arpa rileva che ad inizio della seconda decade di luglio 2026 il Piemonte presenta una situazione idrica complessivamente deficitaria, con criticit&agrave; pi&ugrave; evidenti sulle portate dei corsi d&rsquo;acqua e sulle risorse idriche superficiali disponibili. L&rsquo;indice sintetico di siccit&agrave; evidenzia condizioni di siccit&agrave; severa in tutto il bacino del Tanaro, Scrivia e del Po a monte della confluenza con la Dora Baltea. Le precipitazioni medie di giugno 2026 sul bacino del Po sono state di 62 mm, con un deficit del 36% rispetto alla media mensile storica 1991-2020.</p>
<p>Le temperature per contro sono state marcatamente superiori alla media del periodo: con un&rsquo;anomalia termica regionale di +3,5 &deg;C, questo del 2026 si colloca quindi tra i mesi di giugno pi&ugrave; caldi della serie storica, con valori prossimi ai record assoluti del 2003 e con una persistenza delle anomalie positive particolarmente significativa. A questo si aggiunge l&rsquo;ondata di calore registrata a fine maggio che ha contribuito ad aumentare in modo deciso l&rsquo;evapotraspirazione, accentuando lo stress idrico dei suoli e della vegetazione e aggravando gli effetti della scarsit&agrave; di precipitazioni sulle portate dei corsi d&rsquo;acqua e sulla disponibilit&agrave; complessiva della risorsa idrica.</p>
<p>Le risorse idriche superficiali sono ridotte del 37% rispetto alla media del periodo. Nella prima decade di luglio gran parte delle sezioni idrometriche considerate presentano deficit superiori al 40%. In particolare, il Po a Isola Sant&rsquo;Antonio ha registrato una portata media di 62 m&sup3;/s, pari a un deficit del 75% rispetto allo storico.</p>
<p>Per le prossime due settimane l'alta pressione che interesser&agrave; gran parte dell&rsquo;Europa, porter&agrave; in Piemonte temperature ancora sopra la media stagionale e sporadiche precipitazioni per lo pi&ugrave; associate a fenomeni temporaleschi che non consentiranno di superare la situazione idrica complessivamente deficitaria.</p>]]></description><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 19:10:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[La Commissione Legalità della Regione approva la relazione sullo sfruttamento lavorativo in agricoltura]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-commissione-legalita-della-regione-approva-la-relazione-sullo-sfruttamento-lavorativo-in-agricoltura_124004.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-commissione-legalita-della-regione-approva-la-relazione-sullo-sfruttamento-lavorativo-in-agricoltura_124004.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124004/153200.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Commissione Legalit&agrave; della Regione ha approvato oggi, luned&igrave; 13 luglio, all'unanimit&agrave;, con il voto favorevole di tutti i gruppi consiliari, il documento conclusivo del gruppo di lavoro dedicato allo sfruttamento lavorativo in agricoltura.</p>
<p>Il testo rappresenta il risultato di oltre un anno di attivit&agrave;, nel corso del quale sono state ascoltate le realt&agrave; che in Piemonte si occupano da tempo di questo fenomeno con competenza e professionalit&agrave;, consentendo di giungere a una sintesi condivisa.</p>
<p>&ldquo;Le conclusioni di questo documento partono da una lettura della realt&agrave; che riconosce alcune criticit&agrave; strutturali dell'agricoltura italiana: il calo della manodopera disponibile a fronte di una domanda di lavoro sempre pi&ugrave; concentrata e specializzata, un sistema dei decreti flussi che necessita di una profonda riforma, l'assenza di un efficace sistema pubblico di incontro tra domanda e offerta di lavoro, carenze normative sull'accoglienza dei lavoratori stagionali e una distribuzione del valore lungo la filiera che continua a comprimere i margini delle imprese agricole. A ci&ograve; si aggiunge un dibattito pubblico spesso polarizzato, che affronta il tema delle migrazioni pi&ugrave; come terreno di scontro ideologico che come questione legata al lavoro e all'organizzazione del sistema produttivo - commentano i consiglieri -. Dal documento emerge la volont&agrave; chiara e comune di affrontare questo fenomeno attraverso misure organiche e capaci di incidere sulle cause strutturali del problema&rdquo;.</p>
<p>Dal documento emerge la volont&agrave; chiara e comune di affrontare questo fenomeno attraverso misure organiche e capaci di incidere sulle cause strutturali del problema.</p>
<p>Tanti i temi su cui ci si &egrave; soffermati, proponendo per ciascuno di essi una risposta che la Regione pu&ograve; mettere in campo.</p>
<p>Un primo punto centrale riguarda il tema dell&rsquo;abitare e delle condizioni materiali di vita dei lavoratori agricoli, in particolare stagionali. Su questo aspetto il consigliere Calderoni (Pd), gi&agrave; sindaco di Saluzzo, ha dichiarato: &ldquo;Il contrasto allo sfruttamento del lavoro agricolo passa anche dalla capacit&agrave; di garantire condizioni di vita dignitose ai lavoratori stagionali. Per questo serve una normativa regionale che favorisca un&rsquo;accoglienza di qualit&agrave;, con standard verificabili, costi trasparenti e un chiaro coinvolgimento dei datori di lavoro, sostenuto da incentivi e strumenti fiscali. Occorre inoltre promuovere soluzioni abitative innovative per i lavoratori pi&ugrave; stabili e rafforzare i servizi di trasporto pubblico stagionale, indispensabili per collegare alloggi, aziende e aree rurali. Il Piemonte ha costruito, negli anni, un modello riconosciuto anche a livello europeo: ora dobbiamo consolidarlo e migliorarlo ulteriormente. Allo stesso tempo, &egrave; importante valorizzare e potenziare strumenti gi&agrave; esistenti ed efficaci, come la Rete del Lavoro Agricolo di Qualit&agrave;, evitando inutili duplicazioni e rafforzando la collaborazione tra istituzioni, imprese e parti sociali. La legalit&agrave; si costruisce con controlli efficaci, ma anche con politiche che rendano possibile il lavoro regolare e dignitoso&rdquo;.</p>
<p>Accanto alle condizioni di vita, il documento si sofferma sulla necessit&agrave; di strumenti capaci di leggere e prevenire le situazioni di rischio, anche attraverso una migliore programmazione del fabbisogno di manodopera. Su questo punto la consigliera Marro (Avs) sottolinea il valore degli indici di congruit&agrave;, ovvero parametri che permettono di stimare il fabbisogno reale di manodopera e di individuare eventuali anomalie tra lavoro dichiarato e lavoro effettivamente necessario: &ldquo;Il voto unanime a questa relazione &egrave; un risultato di grande valore. Non &egrave; frequente che maggioranza e opposizione condividano un documento di questo tipo e significa che il lungo percorso di audizioni ha prodotto una lettura comune delle cause dello sfruttamento lavorativo in agricoltura. &Egrave; un punto di partenza importante, perch&eacute; quando l'analisi &egrave; condivisa diventa pi&ugrave; difficile voltarsi dall'altra parte. Sono particolarmente soddisfatta che ci sia stato accordo su una proposta come quella degli indici di congruit&agrave;, cio&egrave; uno strumento che permette di stimare il reale fabbisogno di manodopera di un'azienda e, insieme a un sistema pubblico capace di incrociare domanda e offerta di lavoro, di programmare meglio il lavoro stagionale e orientare i controlli dove emergono anomalie. Non serve a puntare il dito contro qualcuno, ma a costruire strumenti che aiutino a prevenire lo sfruttamento. Le audizioni e il lavoro svolto in questi mesi, cos&igrave; come emerge anche dal dossier Grappoli amari sulle Langhe, dimostrano che non siamo di fronte a criticit&agrave; episodiche, ma a un problema strutturale. Oggi questa consapevolezza &egrave; stata riconosciuta dall'intera Commissione Legalit&agrave; del Consiglio regionale. Adesso deve tradursi in scelte concrete&rdquo;.</p>
<p>Il lavoro del gruppo ha affrontato anche il tema della responsabilit&agrave; della filiera, della formazione e dei controlli, con particolare attenzione al ruolo della Grande Distribuzione Organizzata. Lo evidenzia la consigliera Canalis (Pd), vicepresidente della III Commissione del Consiglio regionale: &ldquo;In un contesto in cui il caporalato sta cambiando pelle, i dazi e i vincoli della Grande Distribuzione impattano sulla nostra agricoltura e la manodopera &egrave; sempre pi&ugrave; scarsa e vulnerabile, anche le istituzioni pubbliche devono reagire modificando l'approccio. Per migliorare la qualit&agrave; del lavoro, occorre coinvolgere e responsabilizzare maggiormente la Grande Distribuzione Organizzata, affinch&eacute; contribuisca a garantire condizioni economiche che permettano alle imprese agricole di sostenere il lavoro regolare. Allo stesso tempo vanno rafforzati i controlli sul collocamento obbligatorio dei lavoratori svantaggiati, cos&igrave; come le attivit&agrave; di vigilanza contro il lavoro irregolare e lo sfruttamento. Un ruolo importante pu&ograve; essere svolto anche dalla formazione professionale, sostenendo attraverso le agenzie accreditate dalla Regione iniziative formative di base rivolte specificamente ai lavoratori stagionali, in particolare sul piano linguistico e della sicurezza sul lavoro&rdquo;.</p>
<p>Tra le proposte emerse anche quella di valorizzare le aziende agricole che garantiscono lavoro regolare e diritti, rendendo riconoscibile la qualit&agrave; del lavoro lungo tutta la filiera. Su questo interviene il consigliere Coluccio (Movimento 5 stelle): &ldquo;&Egrave; fondamentale l&rsquo;istituzione di un marchio regionale del lavoro di qualit&agrave; delle aziende agricole, un &ldquo;bollino del lavoro etico&rdquo;. Chi produce rispettando i diritti dei lavoratori deve essere riconosciuto e valorizzato, al contrario di chi sfrutta, usa lavoro nero o viola diritti fondamentali. Il marchio dovr&agrave; basarsi su controlli indipendenti, periodici e verificabili, non su autodichiarazioni. Nei casi accertati di violazione dei diritti dei lavoratori, la Regione dovr&agrave; poter intervenire anche sui disciplinari e sulle denominazioni di propria competenza. La qualit&agrave; di un prodotto agricolo deve andare di pari passo con la qualit&agrave; del lavoro impiegato per produrlo. Legalit&agrave;, tutela dei lavoratori e delle imprese e dignit&agrave; del lavoro sono elementi inscindibili&rdquo;.</p>
<p>A chiudere, la consigliera Ravinale (Avs) richiama il percorso politico e istituzionale che ha portato all&rsquo;approvazione del documento e la necessit&agrave; di non disperdere il lavoro svolto, anche a partire dall&rsquo;esperienza del progetto Common Ground: &ldquo;Ci eravamo prese a inizio mandato l&rsquo;impegno di lavorare con seriet&agrave; sul tema dello sfruttamento lavorativo, che &egrave; purtroppo strutturale anche nella nostra Regione, e il documento approvato oggi all&rsquo;unanimit&agrave; dimostra che si pu&ograve; fare, uscendo da una logica che limita il contrasto al caporalato a devianze criminali invece di rispondere con gli strumenti necessari: alloggi, trasporti, intermediazione della domanda e dell&rsquo;offerta, formazione. La Regione &egrave; stata capofila di Common Ground, il progetto del Ministero che ha permesso un&rsquo;azione multilivello indispensabile per contrastare il nuovo schiavismo e che non pu&ograve; andare dispersa quando termineranno i fondi. Ora occorrer&agrave; ragionare sull'applicazione dei medesimi strumenti anche ad altri settori, dalla logistica all&rsquo;edilizia, dove sappiamo essere altrettanto grave il problema del lavoro sommerso e dello sfruttamento&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 16:16:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Relazione Ires Piemonte, Confagricoltura: "Servono risposte su costi e redditività"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/relazione-ires-piemonte-confagricoltura-servono-risposte-su-costi-e-redditivita_123895.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/relazione-ires-piemonte-confagricoltura-servono-risposte-su-costi-e-redditivita_123895.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123895/153014.jpg" title="Enrico Allasia" alt="Enrico Allasia" /><br /><p>La Relazione Annuale 2026 dell'IRES Piemonte, presentata negli scorsi giorni, fotografa un settore agricolo alle prese con costi crescenti e margini sempre pi&ugrave; stretti. Lo rileva Confagricoltura Piemonte, commentando i dati diffusi dall'Istituto.&nbsp;"I numeri della relazione dell&rsquo;IRES confermano quanto le nostre imprese denunciano da tempo", dichiara il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia. "Nel 2025 le aziende agricole piemontesi sono scese a 45.919, il 2,3% in meno rispetto all'anno precedente, e soprattutto il ritmo della contrazione si &egrave; nettamente accelerato: dal - 1,2% medio annuo del triennio 2020-2022 siamo passati al - 2,3% del triennio 2023-2025. &Egrave; la conseguenza diretta dell'aumento dei costi produttivi che ha eroso la redditivit&agrave; fino a costringere alla chiusura un numero crescente di imprese".</p>
<p>Il presidente di Confagricoltura Piemonte richiama in particolare l'impatto delle tensioni internazionali sui mezzi tecnici: "Il blocco dello Stretto di Hormuz di febbraio ha fatto salire il prezzo dei fertilizzanti, con i costi di produzione delle coltivazioni cresciuti in modo sensibile, proprio nella fase delle semine primaverili. Le nostre aziende continuano a essere esposte a shock geopolitici su cui non hanno alcun controllo, e questo va tenuto ben presente quando si discute di politiche di sostegno al reddito agricolo".</p>
<p>Allasia sottolinea anche il lato positivo emerso dalla relazione, quello dell'export agroalimentare, cresciuto dell'8,9% nel 2025 fino a superare i 10,2 miliardi di euro: "&Egrave; la dimostrazione della qualit&agrave; e della capacit&agrave; competitiva delle nostre produzioni, dal vino alle DOP fino ai prodotti da forno. Ma anche qui i dati IRES segnalano una fragilit&agrave;: il comparto delle bevande, che pesa per circa un quarto dell'export agroalimentare regionale, &egrave; ora in difficolt&agrave;. Un campanello d'allarme che non possiamo ignorare".</p>
<p>Sul fronte degli allevamenti Confagricoltura Piemonte guarda con attenzione ai dati sul comparto bovino e lattiero-caseario: "I forti rincari dei vitelli da ristallo, fino al 49,8%, riflettono uno squilibrio strutturale tra domanda e offerta a livello europeo di cui bisogner&agrave; tenere conto nella programmazione zootecnica, mentre nel latte il prezzo alla stalla &egrave; gi&agrave; sceso sotto i 50 euro per 100 litri: un'inversione di tendenza che preoccupa i nostri allevatori".</p>
<p>"Chiediamo alla Regione e al Governo, che in questo frangente hanno assicurato il loro sostegno al settore primario, di leggere questi dati come un'indicazione precisa delle priorit&agrave;: sostegno alla redditivit&agrave;, strumenti di gestione del rischio contro la volatilit&agrave; dei costi energetici e dei fertilizzanti, e un accompagnamento delle imprese in un contesto internazionale sempre pi&ugrave; instabile", conclude Allasia.</p>]]></description><pubDate>Sat, 11 Jul 2026 10:41:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Bando reti anti Popillia japonica, Cia invita le aziende cuneesi a cogliere l’opportunità]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/bando-reti-anti-popillia-japonica-cia-invita-le-aziende-cuneesi-a-cogliere-lopportunita_123785.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/bando-reti-anti-popillia-japonica-cia-invita-le-aziende-cuneesi-a-cogliere-lopportunita_123785.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123785/152844.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L'obiettivo del bando &egrave; sostenere gli investimenti delle aziende agricole finalizzati alla prevenzione e alla mitigazione dei danni causati da fitopatie e organismi nocivi di nuova introduzione, con particolare attenzione alla Popillia japonica, insetto fitofago che costituisce una minaccia sempre pi&ugrave; rilevante per il comparto frutticolo piemontese.</p>
<p>A questo scopo, la Regione Piemonte ha pubblicato il bando "Investimenti per la prevenzione di danni di tipo biotico", stanziando una dotazione finanziaria complessiva di 644.954 euro.</p>
<p>&ldquo;La prevenzione rappresenta oggi uno degli strumenti pi&ugrave; efficaci per salvaguardare la competitivit&agrave; delle aziende agricole &ndash; spiega Pietro Busso, responsabile provinciale del Settore Finanza agevolata di Cia Agricoltori Italiani Cuneo &ndash;. Nel nostro territorio, in particolare, la diffusione della Popillia japonica costituisce un rischio concreto per i frutticoltori e per numerose produzioni agricole. Questo bando offre l'opportunit&agrave; di realizzare interventi strutturali capaci di limitare i danni e di proteggere le coltivazioni, contribuendo a garantire continuit&agrave; produttiva e sostenibilit&agrave; economica alle imprese&rdquo;.</p>
<p>Il bando &egrave; rivolto agli imprenditori agricoli, singoli o associati &ndash; comprese le aziende non iscritte all'Inps &ndash; e agli enti pubblici. &Egrave; possibile presentare una sola domanda per partita Iva, mentre per gli investimenti collettivi &egrave; prevista una specifica disciplina che consente la presentazione di un'unica domanda da parte della forma associativa.</p>
<p>Sono ammessi investimenti nei comparti ortofrutticolo, vitivinicolo e florovivaistico, finalizzati alla realizzazione di sistemi di protezione contro gli organismi nocivi.</p>
<p>Tra le spese finanziabili rientrano l'acquisto di reti anti-insetto con maglia non superiore a 16 millimetri quadrati, le strutture di sostegno e le porte anti-intrusione, i materiali pacciamanti durevoli destinati all'attivit&agrave; vivaistica, altri materiali necessari alla realizzazione delle strutture protette e gli interventi di adeguamento di impianti gi&agrave; esistenti, come la chiusura laterale con reti anti-insetto di strutture antigrandine.</p>
<p>La spesa ammissibile varia da un minimo di 1.000 euro a un massimo di 150.000 euro. Il contributo &egrave; concesso in conto capitale nella misura dell'80% delle spese ammesse, percentuale che sale al 100% nel caso degli enti pubblici.</p>
<p>Le domande dovranno essere presentate entro le ore 18 di mercoled&igrave; 30 settembre. Avranno priorit&agrave; gli interventi localizzati nelle aree infestate e nelle aree tampone individuate dalla Regione Piemonte per il contenimento della Popillia japonica.</p>
<p>&ldquo;Invitiamo tutte le aziende interessate a non attendere gli ultimi giorni per informarsi &ndash; conclude Busso &ndash;. Valutare con anticipo gli investimenti e predisporre correttamente la documentazione consente di affrontare la procedura con maggiore serenit&agrave; e di cogliere appieno questa importante opportunit&agrave; di sostegno&rdquo;.</p>
<p>Gli Uffici di Cia Cuneo sono a disposizione delle aziende agricole interessate per verificare, caso per caso, il possesso dei requisiti richiesti dal bando, valutare l'ammissibilit&agrave; degli interventi e fornire assistenza nella predisposizione e nella presentazione delle domande di contributo.</p>]]></description><pubDate>Thu, 09 Jul 2026 14:23:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Problema siccità in Piemonte, Coldiretti lancia l'allarme: "Colture a rischio"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/problema-siccita-in-piemonte-coldiretti-lancia-l-allarme-colture-a-rischio_123736.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/problema-siccita-in-piemonte-coldiretti-lancia-l-allarme-colture-a-rischio_123736.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123736/152758.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&Egrave; SOS siccit&agrave; con temperature in crescita e precipitazioni in calo. Il Piemonte si trova di fronte al problema della siccit&agrave;, nonostante l&rsquo;inverno sia stato nevoso. &Egrave; quanto afferma Coldiretti Piemonte nel ricordare che l&rsquo;acqua &egrave; la pi&ugrave; grande infrastruttura strategica del Paese, una risorsa che genera sviluppo, produce energia, garantisce cibo.</p>
<p>L&rsquo;ultimo trimestre primaverile ha segnato un importante deficit pluviometrico sul Piemonte. L&rsquo;estate, secondo i dati di Arpa Piemonte, inizia con un deficit idrico: i volumi immagazzinati della neve in quota sono il 30% in meno della norma, in primavera le temperature sono state pi&ugrave; alte di 1,5 gradi rispetto alla media e le precipitazioni sono crollate del 28%. Le precipitazioni medie in Piemonte, a maggio, sono state circa di 70 mm, pari al 44% in meno rispetto alla media del periodo. Tutta la regione &egrave; stata caratterizzata da un deficit pluviometrico che si aggiunge al fatto che l&rsquo;acqua non viene trattenuta.</p>
<p>&ldquo;L&rsquo;estate &egrave; ufficialmente iniziata da pochi giorni, ma ci troviamo gi&agrave; di fronte ad una situazione molto preoccupante perch&eacute; le risorse idriche scarseggiano, mettendo in seria difficolt&agrave; i raccolti e la produzione di cibo locale - spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. Dal riso al mais, dall&rsquo;ortofrutta al nocciolo fino ai prati e ai pascoli: diverse le colture a soffrire in tutta la Regione. Di fronte all&rsquo;avanzare della siccit&agrave; e della desertificazione non possiamo pi&ugrave; permetterci di rincorrere le emergenze. Servono scelte immediate e investimenti concreti. Le priorit&agrave; sono chiare: ammodernare una rete idrica che disperde una quantit&agrave; inaccettabile di acqua, realizzare una rete diffusa di invasi con sistemi di pompaggio per aumentare la capacit&agrave; di accumulo e garantire l&rsquo;autosufficienza idrica del settore agricolo, accelerando finalmente la cantierabilit&agrave; delle opere gi&agrave; progettate. La nostra regione &egrave; ancora priva di una politica finalizzata a migliorare la capacit&agrave; di stoccaggio dell&rsquo;acqua e ridurre, parallelamente, la percentuale di dispersione, nonostante si parli di un piano di micro invasi da anni ormai. &nbsp;Sollecitiamo, quindi, la Regione affinch&eacute; convochi, come &egrave; stato anticipato durante il tavolo Verde che si &egrave; tenuto ieri, 7 luglio, un tavolo di confronto con tutti gli attori preposti, adottando anche delle misure straordinarie per incrementare la disponibilit&agrave; irrigua e renderne disponibile l&rsquo;utilizzo al pi&ugrave; presto&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 08 Jul 2026 16:48:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Biologico, Coldiretti Cuneo: "È record di importazioni di bio straniero"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/biologico-coldiretti-cuneo-record-di-importazioni-di-bio-straniero_123712.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/biologico-coldiretti-cuneo-record-di-importazioni-di-bio-straniero_123712.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123712/152711.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&Egrave; record di arrivi di prodotti biologici extra Ue sulle tavole italiane, con un aumento del 26% delle importazioni nel 2025, che fa salire a oltre trecento milioni di chili il totale degli arrivi dall&rsquo;estero, con un impatto preoccupante in termini di trasparenza verso i cittadini e di concorrenza sleale per i produttori italiani. Ad affermarlo &egrave; un&rsquo;analisi di Coldiretti Bio sulla base degli ultimi dati pubblicati dalla Commissione Europea.</p>
<p>Dalla frutta e verdura all&rsquo;olio d&rsquo;oliva, dai cereali come il grano fino alle spezie, un fiume di prodotti attraversa ogni giorno le frontiere nazionali per essere commercializzato sotto il logo con la bandierina verde e con la dicitura &ldquo;Agricoltura non UE&rdquo;, magari apposta in caratteri poco evidenti, con un netto deficit di trasparenza verso i cittadini che li acquistano.</p>
<p>&ldquo;Il rischio &egrave; anche che l&rsquo;invasione di prodotto straniero a basso costo finisca per mettere all&rsquo;angolo quello italiano di qualit&agrave;, causando un&rsquo;inversione di tendenza rispetto alla crescita dei terreni coltivati e facendo diventare l&rsquo;Italia un Paese importatore invece che produttore. Per questo diventa sempre pi&ugrave; urgente introdurre l&rsquo;obbligo di indicare chiaramente in etichetta il Paese di origine anche per i prodotti biologici e applicare il principio della piena reciprocit&agrave;, garantendo che le produzioni provenienti dai Paesi terzi rispettino gli stessi standard ambientali, sanitari e produttivi richiesti agli agricoltori europei&rdquo;, spiega Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo.</p>
<p>Nella Granda sono oltre 19 mila gli ettari ad oggi coltivati con metodo biologico e le produzioni riguardano soprattutto colture da foraggio, prati, cereali, frutta e vite. Molto richiesto a livello internazionale &egrave; il vino biologico. Sono oltre 1.000 gli operatori certificati biologici tra produttori, trasformatori e importatori.</p>
<p>&ldquo;In attesa dell&rsquo;entrata in vigore del marchio del biologico italiano annunciato dal Ministero dell&rsquo;Agricoltura, &egrave; fondamentale orientare gli acquisti verso prodotti biologici che riportino chiaramente l&rsquo;origine italiana e valorizzare le filiere corte, la vendita diretta e i mercati degli agricoltori, per sostenere una delle principali eccellenze del Made in Italy agroalimentare&rdquo;, aggiunge Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo.</p>]]></description><pubDate>Wed, 08 Jul 2026 12:26:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Bando Ismea, Bergesio: “Assegnamo nuove terre ai giovani agricoltori”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/bando-ismea-bergesio-assegnamo-nuove-terre-ai-giovani-agricoltori_123521.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/bando-ismea-bergesio-assegnamo-nuove-terre-ai-giovani-agricoltori_123521.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123521/152377.jpg" title="Giorgio Maria Bergesio" alt="Giorgio Maria Bergesio" /><br /><p>&ldquo;Pi&ugrave; di 14mila ettari di terra disponibili per chi fa agricoltura con il cuore e il lavoro quotidiano. La nona edizione della Banca delle Terre Agricole di Ismea dimostra la concretezza del Governo nel sostenere il ricambio generazionale&rdquo;, lo dichiara il senatore della Lega Giorgio Maria Bergesio, vicepresidente della Commissione Agricoltura a Palazzo Madama.</p>
<p>&ldquo;Parliamo di un&rsquo;operazione strategica da oltre 121 milioni di euro a base d'asta per 8.863 ettari in vendita diretta &mdash; spiega il parlamentare &mdash;. Come Lega rivendichiamo le novit&agrave; di questa edizione: meno burocrazia, sostegno ai giovani e legalit&agrave;. Per gli under 40 introduciamo un ulteriore taglio dell&rsquo;1% sul tasso di interesse per chi sottoscrive una polizza assicurativa. Sul fronte della legalit&agrave;, chi &egrave; stato condannato per caporalato sar&agrave; tassativamente escluso. Sosteniamo chi investe rispettando le regole&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;edizione 2026 del bando mette a disposizione oltre 14.000 ettari complessivi: 8.863 ettari suddivisi in 253 nuovi terreni all'asta e 5.271 ettari (266 terreni) relativi al lotto permanente. &ldquo;L'aumento delle terre coltivabili favorir&agrave; la produzione di filiera, garantendo ai cittadini prodotti di qualit&agrave; a costi competitivi e assicurando, al contempo, la giusta retribuzione agli agricoltori&rdquo;, commenta Bergesio.</p>
<p>Le tempistiche:<br>⁃ fase vetrina (In corso fino al 31 agosto): &egrave; possibile consultare liberamente online tutte le schede dei terreni sul sito Ismea, senza necessit&agrave; di presentare alcuna manifestazione di interesse.<br>⁃ presentazione offerte (dal 14 settembre al 14 novembre): periodo unico in cui inviare le offerte economiche esclusivamente per via telematica.</p>
<p>Tutte le informazioni sono disponibili su <a href="https://www.ismea.it/banca-delle-terre" target="_blank" rel="nofollow">www.ismea.it</a>.</p>
<p>Il senatore termina: &ldquo;Con questa nuova stagione, la terra italiana torna finalmente a produrre futuro, competitivit&agrave; e identit&agrave;&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 09:08:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Un esercito di 140 mila insetti per combattere la cimice asiatica]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/un-esercito-di-140-mila-insetti-per-combattere-la-cimice-asiatica_123403.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/un-esercito-di-140-mila-insetti-per-combattere-la-cimice-asiatica_123403.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123403/152194.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Continua anche nel 2026 il progetto di controllo biologico della cimice asiatica promosso da Coldiretti Cuneo attraverso i tecnici dell&rsquo;Agenzia 4A, in collaborazione con le aziende agricole del territorio. Un intervento che quest&rsquo;anno ha registrato un ulteriore ampliamento, arrivando a 556 confezioni distribuite, pari a circa 140.000 insetti utili rilasciati in campo.</p>
<p>Dopo gli oltre 100.000 esemplari distribuiti nel 2025, il progetto si &egrave; quindi rafforzato sia nei numeri sia nella diffusione territoriale, coinvolgendo oltre 130 aziende agricole situate in pi&ugrave; di 80 Comuni della provincia di Cuneo.</p>
<p>Al centro dell&rsquo;intervento c&rsquo;&egrave; la lotta biologica, ossia una forma di controllo naturale contro la cimice asiatica, insetto alieno particolarmente invasivo e dannoso per diverse colture cuneesi. Nello specifico viene utilizzato l&rsquo;Anastatus bifasciatus, una piccola vespa parassitoide che depone le proprie uova all&rsquo;interno delle ovature della cimice asiatica, impedendone lo sviluppo e contribuendo cos&igrave; a contenerne la proliferazione.</p>
<p>L&rsquo;Anastatus bifasciatus, inoltre, &egrave; in grado di parassitizzare anche le ovature di un&rsquo;altra cimice presente sul territorio e problematica per il comparto corilicolo, il Gonocero, conosciuto anche come cimice dei boschi.</p>
<p>&ldquo;Questo intervento assume un valore particolare per un comparto come quello corilicolo, che sta attraversando una fase complessa tra parassiti nuovi e storici, cambiamento climatico e cascola &ndash; dichiara Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo &ndash; Il controllo biologico permette di lavorare sull&rsquo;equilibrio naturale nei corileti e, pi&ugrave; in generale, nei frutteti, limitando il ricorso agli insetticidi e contribuendo a contenere i danni sulle produzioni&rdquo;.</p>
<p>Per la seconda annualit&agrave; consecutiva, il progetto &egrave; stato reso possibile anche grazie al fondamentale contributo della Camera di Commercio di Cuneo e, per il 2026, al sostegno della Banca Azzoaglio. Determinante &egrave; stata per&ograve; anche la risposta delle imprese agricole, che hanno scelto di aderire al progetto e di ampliare l&rsquo;areale gi&agrave; interessato nel 2025, contribuendo a rafforzare la presenza dell&rsquo;Anastatus sul territorio.</p>
<p>Nelle ultime due settimane i tecnici di Coldiretti Cuneo hanno accompagnato le aziende nei rilasci, effettuati nelle ore pi&ugrave; fresche della giornata per garantire le migliori condizioni operative.</p>
<p>&ldquo;Con la conclusione dei rilasci 2026 mettiamo un nuovo punto fermo in un percorso che Coldiretti Cuneo porta avanti da anni con la massima attenzione - sottolinea Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo &ndash;. La difesa delle produzioni locali e del reddito delle imprese agricole passa da un lavoro costante in campo: monitoraggi, frappage alle prime ore dell&rsquo;alba, lotta simbionticida e controllo biologico sono strumenti complementari di una strategia concreta contro un parassita che continua a rappresentare una minaccia per le nostre colture&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 08:33:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Ue, Coldiretti Cuneo: “Preoccupano scelte su salute e agricoltura”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ue-coldiretti-cuneo-preoccupano-scelte-su-salute-e-agricoltura_123280.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ue-coldiretti-cuneo-preoccupano-scelte-su-salute-e-agricoltura_123280.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123280/151997.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Coldiretti Cuneo, a seguito del voto delle Commissioni incaricate del Parlamento europeo sul Piano per la salute cardiovascolare e sul Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam), &egrave; intervenuta per esprime la propria preoccupazione sulle scelte su salute e agricoltura da parte dell&rsquo;Europa: &ldquo;Ancora una volta arrivano due gravi passi indietro nelle politiche di tutela della salute dei cittadini e del reddito degli agricoltori.</p>
<p>&ldquo;Sul fronte della salute cardiovascolare, il testo approvato dal Parlamento europeo rischia di indebolire alcune misure di prevenzione e di non valorizzare adeguatamente il ruolo di una corretta alimentazione nella riduzione dei rischi per il cuore e per la salute in generale &mdash; prosegue Coldiretti Cuneo &mdash;. In particolare, preoccupa il ridimensionamento degli interventi relativi alle bevande energetiche e la scarsa attenzione alle pi&ugrave; recenti evidenze scientifiche sui possibili effetti negativi di un consumo eccessivo di cibi ultra-processati, sempre pi&ugrave; diffusi soprattutto tra i giovani. A destare perplessit&agrave; &egrave; anche la riapertura del dibattito sui sistemi di etichettatura nutrizionale frontale, che in passato hanno rischiato di penalizzare prodotti simbolo della Dieta Mediterranea senza tenere conto delle quantit&agrave; consumate e dell&rsquo;equilibrio complessivo dell&rsquo;alimentazione. Un approccio che potrebbe creare confusione nei consumatori e danneggiare produzioni di eccellenza del territorio&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;La prevenzione delle malattie cardiovascolari passa prima di tutto dall&rsquo;educazione alimentare e dalla promozione di stili di vita sani. Servono regole basate sulla scienza e non sistemi che finiscono per penalizzare ingiustamente prodotti di qualit&agrave; che fanno parte della Dieta Mediterranea e della nostra tradizione agricola&rdquo;, dichiara Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo.</p>
<p>&ldquo;Preoccupa anche il voto sul Cbam. Le Commissioni competenti del Parlamento europeo hanno infatti eliminato la clausola che avrebbe consentito di sospendere temporaneamente il meccanismo in caso di forti squilibri di mercato. Una decisione che rischia di lasciare agricoltori e imprese senza strumenti adeguati di tutela in una fase economica gi&agrave; molto complessa. Le aziende agricole, infatti, stanno affrontando costi sempre pi&ugrave; elevati e una concorrenza internazionale difficile. Togliere una misura di salvaguardia significa aumentare le incertezze per il settore e mettere a rischio competitivit&agrave; e reddito delle imprese&rdquo;, aggiunge Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo.</p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 15:08:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Credito in agricoltura, dalla Regione Piemonte un bando da 1,85 milioni di euro]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/credito-in-agricoltura-dalla-regione-piemonte-un-bando-da-185-milioni-di-euro_122991.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/credito-in-agricoltura-dalla-regione-piemonte-un-bando-da-185-milioni-di-euro_122991.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122991/151534.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Regione Piemonte ha stanziato 1 milione e 850 mila euro per sostenere le imprese agricole nell'accesso al credito destinato alla conduzione aziendale. Le risorse, previste per il 2026, serviranno a coprire parte degli interessi sui prestiti bancari contratti da imprese agricole singole, associate e cooperative per le esigenze di gestione dell'attivit&agrave;.</p>
<p>Ad annunciare il nuovo bando &egrave; l'assessore regionale all'Agricoltura <strong>Paolo Bongioanni</strong>, che sottolinea: "&Egrave; un impegno preso con le associazioni cooperative che abbiamo rispettato. Questo intervento costituisce un sostegno concreto alle nostre aziende e cooperative agricole per favorire il loro accesso al credito e aiutarle a disporre della liquidit&agrave; necessaria per conseguire il loro obiettivo primario e immediato, cio&egrave; la produzione e la conduzione aziendale".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122991/small_151535.jpg" alt="Paolo Bongioanni" loading="lazy"></p>
<p>Il contributo regionale sar&agrave; pari al 2% dell'importo del prestito per le aziende situate in pianura o collina e al 2,5% per quelle operanti in montagna.</p>
<p>L'assessore evidenzia anche i risultati ottenuti dalle precedenti edizioni del provvedimento: "Grazie ad esso, la Regione interviene sulla voce interessi con un contributo pari al 2% dell'ammontare del prestito per le imprese ubicate in zona di pianura o di collina e 2,5% per quelle ubicate in zona di montagna. Sono ben 327 le aziende agricole e cooperative agricole piemontesi che, nelle ultime edizioni dei rispettivi bandi, hanno potuto accedere a prestiti di conduzione per un importo complessivo che supera l'importante cifra di 91 milioni di euro. Sono molto orgoglioso di una misura che sostiene realmente i nostri imprenditori agricoli in un comparto quotidiano come quello del credito legato alla produzione, soggetto alle tante variabili del settore e che proprio per questo deve poter godere di tutte le certezze di liquidit&agrave;".</p>
<p>Complessivamente, grazie ai precedenti bandi, hanno beneficiato del credito di conduzione 327 aziende e cooperative agricole piemontesi, generando un volume di finanziamenti superiore ai 91 milioni di euro. Di queste, 276 sono imprese singole o forme associate con meno di cinque imprenditori agricoli, che hanno ottenuto prestiti per oltre 11 milioni di euro, mentre 51 cooperative o forme associate con almeno cinque imprenditori hanno avuto accesso a finanziamenti superiori agli 80 milioni di euro.</p>
<p>Per il nuovo bando, le imprese singole, le societ&agrave; semplici e le altre forme associate composte da meno di cinque imprenditori agricoli potranno richiedere prestiti compresi tra 5.000 e 80.000 euro. Per le cooperative agricole e le forme associate con almeno cinque imprenditori, invece, l'importo massimo finanziabile sar&agrave; determinato in base alle effettive esigenze finanziarie rilevate dal bilancio d'esercizio.</p>
<p>Le domande per il bando rivolto alle imprese singole e alle piccole forme associate potranno essere presentate fino al 4 settembre 2026, mentre quello destinato alle cooperative agricole e alle forme associate con almeno cinque imprenditori rester&agrave; aperto fino al 31 dicembre 2026.</p>
<p><a href="https://www.regione.piemonte.it/web/temi/agricoltura/servizi-alle-aziende/credito-conduzione" target="_blank" rel="nofollow">Il bando &egrave; consultabile sul sito della Regione cliccando a questo LINK.</a></p>]]></description><pubDate>Sat, 27 Jun 2026 14:10:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[La Spiga d'Oro 2026 di Cia Cuneo a Claudio Conterno]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/alba-e-langhe/la-spiga-d-oro-2026-di-cia-cuneo-a-claudio-conterno_122766.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/alba-e-langhe/la-spiga-d-oro-2026-di-cia-cuneo-a-claudio-conterno_122766.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122766/151134.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Claudio Conterno, 64 anni, di Monforte d&rsquo;Alba, vitivinicoltore tra i pi&ugrave; quotati a livello nazionale, gi&agrave; presidente provinciale di Cia Cuneo, oltre che da sempre figura di primo piano della stessa Organizzazione agricola, ieri sera ha ricevuto dalle mani del direttore provinciale di Cia Agricoltori italiani di Cuneo, Igor Varrone, la Spiga d&rsquo;oro 2026, il prestigioso riconoscimento conferito a personalit&agrave; che hanno dimostrato particolare capacit&agrave; di interpretazione e promozione dei valori della civilt&agrave; contadina.</p>
<p>La consegna del Premio &egrave; avvenuta a Villa Tiboldi, a Canale d&rsquo;Alba, nel corso della riunione per l&rsquo;approvazione del bilancio di Cia Cuneo, alla presenza del vicepresidente nazionale di Cia Agricoltori italiani Gianmichele Passarini, del direttore nazionale Maurizio Scaccia, del presidente regionale di Cia Piemonte e Valle d&rsquo;Aosta Gabriele Carenini e del presidente provinciale di Cia Cuneo, Marco Bozzolo.</p>
<p>L&rsquo;anno scorso il Premio Spiga d&rsquo;oro era andato al cantautore Simone Cristicchi, prima ancora lo avevano ricevuto Roberto Ercole (gi&agrave; presidente regionale Cia Piemonte), Gianmario Marabotto (funzionario Cia Piemonte), Maurizio Scaccia (gi&agrave; direttore Caf Cia nazionale, ora direttore nazionale Cia), Roberto Damonte (gi&agrave; presidente provinciale Cia Cuneo), Rossana Zambelli (gi&agrave; direttore nazionale Cia), Lodovico Actis Perinetto (gi&agrave; presidente regionale Cia Piemonte) e Gianfranco Falco (gi&agrave; presidente provinciale Cia Cuneo).</p>
<p>Nel complimentarsi con Conterno e con la dirigenza per i risultati del bilancio di Cia Cuneo, il vicepresidente nazionale Gianmichele Passarini ha sottolineato l&rsquo;importanza a tutti i livelli della rappresentanza agricola, nella consapevolezza che il primo testimonial dell&rsquo;Organizzazione &egrave; il personale che tutti i giorni accoglie i soci e si occupa delle loro esigenze: "Dobbiamo prendere coscienza del fatto che il futuro non sar&agrave; lo stesso, diminuiscono le aziende agricole, in generale si avverte una disaffezione dei giovani verso l&rsquo;agricoltura. Cambieranno dinamiche e obiettivi, il sistema &egrave; fortemente condizionato dal cambiamento climatico, dobbiamo lavorare affinch&egrave; il Paese garantisca un orizzonte di prospettiva per il settore primario, alla politica chiediamo seriet&agrave;".</p>
<p>Secondo il direttore nazionale Maurizio Scaccia, l&rsquo;esempio delle Langhe e del Roero dimostra come qui l&rsquo;agricoltore abbia saputo trasformarsi in un imprenditore a tutto tondo, comprendendo come il suo lavoro non si concluda con la produzione, ma con la commercializzazione del prodotto.</p>
<p>"Cia Agricoltori italiani &ndash; ha detto Scaccia &ndash; &egrave; diventata il punto di riferimento delle imprese che vogliono fare il salto di qualit&agrave;, il suo sistema &egrave; forte perch&eacute; ha la capacit&agrave; di ascoltare la base associativa".</p>
<p>Anche il presidente regionale Gabriele Carenini ha richiamato il &ldquo;lavoro certosino che quotidianamente l&rsquo;Organizzazione svolge su tutti i tavoli istituzionali, partendo dall&rsquo;imperativo di ascoltare tutti, senza lasciare indietro nessuno&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 24 Jun 2026 14:11:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA["La Regione nega la crisi climatica, a farne le spese per primi sono gli agricoltori"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-regione-nega-la-crisi-climatica-a-farne-le-spese-per-primi-sono-gli-agricoltori_122705.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-regione-nega-la-crisi-climatica-a-farne-le-spese-per-primi-sono-gli-agricoltori_122705.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122705/151012.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;Oggi Fratelli d&rsquo;Italia &egrave; nuovamente partita all&rsquo;attacco dei fiumi, con un ordine del giorno del consigliere Sacchetto che afferma che la siccit&agrave; &egrave; un'emergenza straordinaria e che, per salvare l'agricoltura, bisogna derogare al deflusso ecologico dei fiumi&rdquo;. Lo scrive in un comunicato stampa il gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale, apertamente critico nei confronti del documento presentato da Sacchetto.</p>
<p>Di seguito l&rsquo;intervento completo: "Fratelli d&rsquo;Italia fa finta di dimenticare che la Regione arriva da una sonora bocciatura proprio su questo tema. Nella legge di riordino approvata lo scorso anno, infatti, la destra aveva inserito una norma che consentiva di derogare al deflusso ecologico, cio&egrave; alla quantit&agrave; minima di acqua che deve rimanere nei fiumi e nei torrenti per garantire la sopravvivenza degli ecosistemi fluviali. Abbiamo contestato questa scelta fin dall'inizio perch&eacute; affrontava la scarsit&agrave; d'acqua aumentando la pressione su fiumi e torrenti gi&agrave; in sofferenza, che secondo Arpa sono per oltre met&agrave; in stato critico. Avevamo ragione: il Governo infatti ha impugnato la norma e, nel mese di aprile, la Corte Costituzionale l'ha definitivamente bocciata, perch&eacute; riduce il livello di tutela ambientale e di mitigazione degli effetti della crisi climatica. Non si pu&ograve; derogare al prelievo dai fiumi per favorire momentaneamente le colture, perch&eacute; ci&ograve; rischia di mandare in crisi irreversibile l&rsquo;intero sistema dei corpi idrici regionali. Dopo una sentenza cos&igrave; netta, la Regione avrebbe dovuto aprire una riflessione su come adattare il sistema agricolo e la gestione dell'acqua a un clima che sta cambiando. Invece no, continua a usare i fiumi come un bancomat di acqua, peggiorando con ci&ograve; la situazione e danneggiando anche i settori che poi dice di voler aiutare. Le temperature aumentano, le precipitazioni diventano sempre pi&ugrave; irregolari e la disponibilit&agrave; d'acqua diminuisce anno dopo anno, ma si continua a rispondere con misure eccezionali ad un problema strutturale, senza alcun riguardo per gli ecosistemi fluviali e alimentando il circolo vizioso per cui non si vuole cambiare nulla del modello che genera un problema e, per tamponarne gli effetti, continuiamo a consumare ancora di pi&ugrave; le risorse naturali da cui dipendiamo. Non si tratta di colpevolizzare il mondo agricolo, n&eacute; di negare il valore di saperi, pratiche e competenze tramandate per generazioni. Molti agricoltori hanno lavorato per tutta la vita seguendo metodi appresi in famiglia, in un contesto climatico, economico e normativo profondamente diverso da quello attuale. Oggi, per&ograve;, il cambiamento climatico, la scarsit&agrave; idrica, la fragilit&agrave; dei suoli e la necessit&agrave; di ridurre l&rsquo;impatto ambientale impongono una trasformazione dei modelli produttivi. Questa trasformazione non pu&ograve; essere lasciata sulle spalle dei singoli agricoltori, soprattutto delle aziende pi&ugrave; piccole o meno strutturate. Serve una Regione capace di anticipare i problemi, non solo di rincorrerli; una Regione che investa in formazione, consulenza tecnica, incentivi, semplificazione amministrativa e strumenti economici adeguati per accompagnare il passaggio verso pratiche agricole pi&ugrave; sostenibili e compatibili con le nuove condizioni ambientali. La transizione agricola deve essere guidata, sostenuta e condivisa: valorizzando l&rsquo;esperienza di chi lavora la terra da decenni e allo stesso tempo offrendo strumenti concreti per affrontare un futuro che non sar&agrave; pi&ugrave; uguale al passato. Possiamo certo discutere di invasi, bacini di accumulo e infrastrutture idriche. Ma davvero pensiamo che basti aumentare la capacit&agrave; di stoccaggio dell'acqua mentre il clima cambia e i suoli agricoli perdono sostanza organica, fertilit&agrave; e capacit&agrave; di trattenere l'acqua? &nbsp;Tanto per fare un esempio, ad oggi molti campi di mais sono ancora irrigati per scorrimento. Quanta di quell'acqua viene davvero trattenuta dal terreno? Quanta evapora o scorre via? Questo metodo prevede la dispersione del 50% circa dell&rsquo;acqua utilizzata. Possiamo continuare a prelevare acqua dai fiumi senza interrogarci seriamente sui sistemi irrigui, sulle pratiche agricole e sulla gestione del suolo? Terreni trattati con tecniche innovative ed efficienti aiutano a regolare il clima, a trattenere l'acqua, assorbire anidride carbonica, limitare gli eventi alluvionali. La Regione dovrebbe guidare una grande pianificazione per accompagnare agricoltori e agricoltrici verso un modello pi&ugrave; resiliente, capace di produrre reddito consumando meno acqua, rigenerando i suoli e adattandosi al cambiamento climatico. Invece di fatto nega la crisi climatica, chiedendo ancora cinque minuti di applicazione di un modello vecchio prelevando anche l&rsquo;ultima goccia di acqua disponibile: un modello di cui a fare le spese per primi sono peraltro proprio gli agricoltori, che pagano a caro prezzo il cambiamento climatico&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 23 Jun 2026 16:46:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Claudio Sacchetto (FdI): “Dall’Europa segnali positivi per il futuro dell’agricoltura italiana”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/claudio-sacchetto-fdi-dalleuropa-segnali-positivi-per-il-futuro-dellagricoltura-italiana_122592.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/claudio-sacchetto-fdi-dalleuropa-segnali-positivi-per-il-futuro-dellagricoltura-italiana_122592.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122592/150829.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In questi giorni &egrave; arrivato il via libera del Parlamento europeo alle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), mentre non &egrave; stato trovato un accordo sul pacchetto Omnibus food and feed, nel quale era inclusa anche la discussione sulle modifiche al Regolamento 1107/2009 che norma i processi di approvazione e ri-approvazione dei prodotti fitosanitari. Riceviamo e pubblichiamo una lettera del consigliere regionale di Fratelli d&rsquo;Italia Claudio Sacchetto sul tema:&nbsp;</p>
<p>&ldquo;Egregio direttore,</p>
<p>negli ultimi giorni dall'Europa sono arrivati due segnali importanti per il futuro dell'agricoltura italiana. Due decisioni che vanno nella stessa direzione: sostenere l'innovazione, difendere la competitivit&agrave; delle imprese agricole tutelando l&rsquo;ambiente.</p>
<p>Il primo elemento riguarda il via libera del Parlamento europeo alle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), un passaggio storico per il settore agricolo e per il mondo della ricerca. Le TEA consentono di sviluppare variet&agrave; vegetali pi&ugrave; resistenti alle malattie e agli effetti dei cambiamenti climatici, riducendo l'utilizzo di fitofarmaci e migliorando la sostenibilit&agrave; delle produzioni senza compromettere la qualit&agrave; delle nostre eccellenze agroalimentari.</p>
<p>Si tratta di un risultato che il Governo guidato da Giorgia Meloni e la delegazione di Fratelli d'Italia nel gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR) hanno sostenuto con coerenza e determinazione fin dall'inizio della legislatura europea. Una battaglia portata avanti nella convinzione che la sostenibilit&agrave; non possa essere costruita contro gli agricoltori, ma insieme agli agricoltori, valorizzando la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica.</p>
<p>Anche in Piemonte abbiamo creduto fin da subito nelle potenzialit&agrave; delle TEA. Per questo, alcuni mesi fa, avevo depositato un Ordine del Giorno, approvato dal Consiglio Regionale, che impegnava il Piemonte a sostenere la ricerca e la sperimentazione su queste nuove tecnologie. Oggi quella scelta trova una conferma importante a livello europeo.</p>
<p>Il secondo segnale positivo arriva dal mancato accordo sul pacchetto Omnibus food and feed, nel quale era inclusa anche la discussione sulle modifiche al Regolamento 1107/2009 che norma i processi di approvazione e ri-approvazione dei prodotti fitosanitari, siccome il testo non accoglieva la richiesta dell&rsquo;Italia e di altri Stati di ridurre i tempi ed i costi per poter avere molecole sempre adeguate ai tempi, &egrave; stata respinta la proposta che non offriva adeguate garanzie rispetto alle esigenze del mondo produttivo e che rischiava di introdurre ulteriori vincoli senza riconoscere il ruolo fondamentale dell'innovazione e delle nuove tecnologie applicate all'agricoltura.</p>
<p>Anche in questo caso &egrave; stata determinante la posizione italiana, sostenuta dal Governo Meloni, che ha saputo interpretare le richieste provenienti dal comparto agricolo, dalle organizzazioni professionali e dal mondo cooperativo. Nei prossimi mesi continueranno i negoziati per arrivare a soluzioni soddisfacenti. La sostenibilit&agrave; ambientale resta un obiettivo imprescindibile, ma deve essere accompagnata dalla sostenibilit&agrave; economica delle imprese agricole e dalla capacit&agrave; dell'Europa di garantire la propria sicurezza e sovranit&agrave; alimentare.</p>
<p>Le aziende agricole europee stanno affrontando sfide senza precedenti: cambiamenti climatici, emergenze fitosanitarie, aumento dei costi di produzione e concorrenza internazionale spesso soggetta a regole meno stringenti. In questo contesto servono strumenti innovativi, procedure pi&ugrave; efficienti e una normativa che premi chi investe in tecnologia e qualit&agrave;.</p>
<p>Il voto sulle TEA e il mancato accordo sul pacchetto Omnibus rappresentano dunque due facce della stessa medaglia: il superamento di un approccio ideologico che negli ultimi anni ha spesso caratterizzato il dibattito agricolo europeo. L'Europa deve tornare a essere alleata di chi produce, investe e crea valore nei territori&rdquo;.</p>
<p><strong>Claudio Sacchetto, consigliere regionale, presidente Commissione agricoltura, Fratelli d&rsquo;Italia</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 09:16:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Si aprono le candidature per gli Oscar Green di Coldiretti Giovani Impresa]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/si-aprono-le-candidature-per-gli-oscar-green-di-coldiretti-giovani-impresa_122489.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/si-aprono-le-candidature-per-gli-oscar-green-di-coldiretti-giovani-impresa_122489.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122489/150656.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Pi&ugrave; di tre giovani imprenditori agricoli su quattro (77%) con laurea o diploma universitario hanno seguito corsi di studio diversi da quello agrario, dalle lettere all&rsquo;ingegneria, per poi scegliere di costruirsi un futuro in campagna. Ad affermarlo &egrave; un&rsquo;analisi della Coldiretti su dati ISTAT diffusi in occasione del via alle iscrizioni all&rsquo;Oscar Green, il premio di Coldiretti Giovani Impresa ad aziende e start up che generano sviluppo e lavoro. Da chi ha preso in mano l&rsquo;azienda di famiglia a chi &egrave; agricoltore di prima generazione, le nuove generazioni nei campi sono diventate sempre pi&ugrave; un motore della crescita e dello sviluppo del settore agroalimentare italiano.<br><br>L&rsquo;edizione di quest&rsquo;anno, intitolata &ldquo;Giovani Oggi&rdquo;, vede in lizza quattro categorie di concorso: Campagna Amica, Impresa Digitale e Sostenibile, Coltiviamo Insieme e +Impresa, oltre a due premi speciali nazionali: &ldquo;Agri-influencer&rdquo; e "Scuole di oggi, agricoltori del domani". &nbsp;Le domande di partecipazione vanno presentate entro il 29 giugno 2026, direttamente sulla <a href="https://giovanimpresa.coldiretti.it/oscar-green/iscrizione/" target="_blank" rel="nofollow">pagina web</a> oppure presso le Federazioni Provinciali Coldiretti.<br><br>&ldquo;Campagna Amica&rdquo; premia i progetti che valorizzano i prodotti dell&rsquo;agroalimentare italiano attraverso la filiera corta, i mercati contadini, il turismo rurale e le attivit&agrave; ricettive delle aziende agricole. &ldquo;Impresa Digitale e Sostenibile&rdquo; &egrave; dedicata alle imprese che innovano grazie alla digitalizzazione e alla sostenibilit&agrave;, puntando su economia circolare, recupero degli scarti, produzione di energia e risparmio delle risorse naturali. &ldquo;Coltiviamo Insieme&rdquo; valorizza i partenariati tra agricoltura, inclusione sociale e territorio, coinvolgendo enti pubblici, scuole, universit&agrave; e aziende agricole impegnate in servizi socio-sanitari, educativi e di inserimento lavorativo per persone svantaggiate o con disabilit&agrave;. &ldquo;+Impresa&rdquo; premia invece le aziende agricole capaci di affrontare un mercato sempre pi&ugrave; competitivo e internazionale grazie alla visione imprenditoriale.<br><br>Tra i premi speciali c&rsquo;&egrave; &ldquo;Agri-Influencer&rdquo;, rivolto alle imprese che raccontano l&rsquo;agricoltura attraverso social, eventi e nuovi canali di comunicazione, creando attorno al settore una grande community. &ldquo;Scuole di oggi, agricoltori del domani&rdquo; &egrave; dedicato agli istituti tecnici e professionali agrari che si distinguono per progetti legati alla biodiversit&agrave;, all&rsquo;innovazione agroalimentare e alla valorizzazione del patrimonio italiano. Tra le novit&agrave; di quest&rsquo;anno anche il &ldquo;Premio del Pubblico&rdquo; e il &ldquo;Premio della Stampa&rdquo;, assegnati ai progetti finalisti pi&ugrave; apprezzati.<br>&ldquo;<em>Oscar Green rappresenta un&rsquo;importante occasione per i giovani agricoltori che con le loro imprese pongono al centro valori come l&rsquo;innovazione tecnologica e la tutela del territorio. Le imprese che corrono per l&rsquo;Oscar Green sono rappresentative di un modello di innovazione sostenibile in agricoltura che affonda le sue radici nella terra e nelle comunit&agrave;</em> &ndash; evidenzia Marco Bernardi delegato provinciale Giovani Impresa &ndash;. <em>Abbiamo, nella Granda, varie storie di giovani che sono i protagonisti della nostra agricoltura ed &egrave; questo il momento di far venire a galla tutto questo patrimonio</em>&rdquo;.<br><br>"<em>I giovani rappresentano il presente economico e sociale del nostro Paese, per questo Oscar Green vuole valorizzare la capacit&agrave; delle nuove generazioni di innovare in agricoltura e costruire il futuro del settore agroalimentare attraverso talento, idee e multifunzionalit&agrave;</em>&rdquo;, concludono Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo, e Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo.</p>]]></description><pubDate>Sun, 21 Jun 2026 15:12:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Coldiretti Cuneo: "Le fattorie didattiche alternativa sempre più popolare per le vacanze"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/coldiretti-cuneo-le-fattorie-didattiche-alternativa-sempre-piu-popolare-per-le-vacanze_122471.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/coldiretti-cuneo-le-fattorie-didattiche-alternativa-sempre-piu-popolare-per-le-vacanze_122471.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122471/150788.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Per oltre una famiglia italiana su tre (36%) &egrave; tempo di trovare attivit&agrave; post scuola per i propri figli. Tra giugno e luglio, infatti, molti genitori sono ancora impegnati al lavoro e devono trovare soluzioni per conciliare gli impegni professionali con la gestione dei bambini durante la lunga pausa estiva. &Egrave; il dato che emerge dall&rsquo;indagine Coldiretti/Ix&egrave;, diffusa nella settimana che ha sancito lo stop alle lezioni su tutto il territorio nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella scelta delle strutture, il mare si piazza al primo posto, seguito dalla campagna, grazie soprattutto alla crescita del fenomeno delle fattorie didattiche che nei mesi di scuola ospitano gli alunni per lezioni di educazione alimentare e che in quelli estivi si organizzano con &ldquo;camp&rdquo; all&rsquo;insegna del divertimento, dello sport e della sana alimentazione. Una soluzione che offre maggior riparo anche dalle alte temperature che soffocano le citt&agrave;.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>Nella provincia di Cuneo abbiamo pi&ugrave; di 30 fattorie didattiche accreditate dalla Regione, con proposte che spaziano dall&rsquo;educazione ambientale ai laboratori pratici, offrendo a bambini, famiglie e scuole occasioni di apprendimento a contatto con la natura ed il mondo agricolo</em> &ndash; spiega Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo &ndash;. <em>Tra le attivit&agrave; pi&ugrave; diffuse ci sono quelle dedicate alla trasformazione dei prodotti, come la preparazione di pane e pasta, la produzione di formaggi e del miele, affiancate da percorsi nell&rsquo;orto e sulla stagionalit&agrave; delle coltivazioni. Ampio spazio &egrave; riservato anche agli animali della fattoria, con attivit&agrave; educative, momenti di accudimento e percorsi esperienziali che permettono di conoscere da vicino la vita rurale. Non mancano iniziative all&rsquo;aria aperta tra giochi, laboratori creativi, escursioni, picnic, spettacoli e attivit&agrave; dedicate alla sostenibilit&agrave;. Molte realt&agrave; promuovono inoltre progetti inclusivi e sociali, coinvolgendo persone con disabilit&agrave; in percorsi educativi, relazionali e di avvicinamento alle attivit&agrave; agricole</em>&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>L&rsquo;obiettivo &egrave; quello di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell&rsquo;agricoltura con il cibo che si porta in tavola ogni giorno</em>&rdquo;, aggiunge Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo.</p>]]></description><pubDate>Sun, 21 Jun 2026 12:12:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Ottant'anni di Confagricoltura Cuneo: "Celebriamo il traguardo in un momento complesso"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/ottant-anni-di-confagricoltura-cuneo-celebriamo-il-traguardo-in-un-momento-complesso_122528.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/ottant-anni-di-confagricoltura-cuneo-celebriamo-il-traguardo-in-un-momento-complesso_122528.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122528/150727.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;Ottant&rsquo;anni fa, l&rsquo;11 marzo 1946, nasceva l&rsquo;Associazione Provinciale Agricoltori, oggi Confagricoltura Cuneo. Da allora, generazioni di presidenti, dirigenti, collaboratori e associati hanno contribuito a costruire una realt&agrave; solida e autorevole, punto di riferimento per l&rsquo;agricoltura del territorio. A tutti loro va il nostro ringraziamento. Celebriamo questo importante traguardo in un momento complesso, segnato da sfide globali ma anche da criticit&agrave; che viviamo ogni giorno sul territorio, dalla Peste Suina Africana alle difficolt&agrave; dei comparti vino e latte, fino alla crisi idrica legata ai cambiamenti climatici. Guardando al futuro, sar&agrave; fondamentale continuare a creare valore attraverso la multifunzionalit&agrave;, l&rsquo;innovazione e le nuove opportunit&agrave; offerte da agroenergie, turismo rurale e trasformazione aziendale. Al tempo stesso dovremo investire sui giovani, perch&eacute; il futuro dell&rsquo;agricoltura dipende dalla loro capacit&agrave; di portare competenze, idee ed energie nuove. Con lo stesso spirito che ci ha guidati fin qui, continueremo a sostenere le nostre imprese e a guardare lontano&rdquo;. Con queste parole Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Cuneo ha dato il via agli eventi per gli 80 anni di fondazione dell&rsquo;associazione, aprendo il convegno &ldquo;L&rsquo;importanza di aggregarsi in un mondo poco sostenibile e poco governabile&rdquo; svoltosi venerd&igrave; 19 giugno a Cuneo. Gli interventi di Vittorio Emanuele Parsi, professore ordinario di Relazioni Internazionali all&rsquo;Universit&agrave; Cattolica di Milano, Andrea Malaguti, direttore del quotidiano La Stampa, e Massimiliano Giansanti, presidente nazionale di Confagricoltura e del Copa, condotti dalla presentatrice Rai, Elisa Isoardi, sono stati occasione di riflessione e confronto sui grandi temi di attualit&agrave; che influenzano il settore.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122528/small_150728.jpg" alt="Foto" loading="lazy"></p>
<p>Prima dell&rsquo;inizio del convegno, il governatore Alberto Cirio ha premiato la Confagricoltura di Cuneo con un riconoscimento da parte della Regione per gli 80 anni di lavoro e di impegno a favore del territorio. Sul palco dell&rsquo;evento, poi, hanno portato i saluti la sindaca di Cuneo, Patrizia Manassero, il senatore Giorgio Bergesio, il consigliere di Fondazione CRC, Mauro Bernardi, il presidente della Camera di Commercio, Luca Crosetto e l&rsquo;assessore regionale all&rsquo;Agricoltura Paolo Bongioanni, che ha letto un contributo del ministro dell&rsquo;Agricoltura e della sovranit&agrave; alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida.</p>
<p>Ha dunque preso il via il convegno con Vittorio Emanuele Parsi che ha riflettuto sul clima di instabilit&agrave; che caratterizza il contesto internazionale contemporaneo, spiegando come incertezza e volatilit&agrave; siano ormai diventate una condizione strutturale con cui istituzioni, imprese e cittadini devono imparare a confrontarsi. In un mondo segnato da conflitti, tensioni geopolitiche e guerre commerciali, secondo il professore diventa fondamentale rafforzare la capacit&agrave; di cooperazione e di risposta dell&rsquo;Europa. Parsi ha inoltre evidenziato come l&rsquo;agricoltura sia tornata a rivestire un ruolo strategico, non solo economico, ma anche geopolitico, poich&eacute; la sicurezza alimentare rappresenta un elemento essenziale per la stabilit&agrave; dei Paesi. Guardando al futuro, ha messo in guardia dal rischio di chiusure e individualismi, sottolineando invece il valore dell&rsquo;aggregazione e della collaborazione come strumenti indispensabili per affrontare le sfide globali e costruire soluzioni durature.</p>
<p>A seguire, Andrea Malaguti, direttore del quotidiano La Stampa, ha affrontato il tema dell&rsquo;informazione in un&rsquo;epoca caratterizzata dalla rapidit&agrave; della comunicazione e dalla diffusione dei social media, soffermandosi sui rischi legati alla disinformazione e alle fake news anche per il settore agricolo. Il direttore ha evidenziato il ruolo centrale di un&rsquo;informazione autorevole e verificata per aiutare i cittadini a orientarsi tra notizie spesso frammentarie o semplificate. Ha inoltre sottolineato la responsabilit&agrave; della stampa nel mantenere un rapporto di fiducia tra produttori e consumatori, favorendo una conoscenza pi&ugrave; approfondita delle dinamiche che caratterizzano il mondo agricolo e contribuendo a contrastare narrazioni distorte o prive di fondamento.</p>
<p>Infine, Massimiliano Giansanti, presidente nazionale di Confagricoltura e del Copa ha richiamato l&rsquo;attenzione sul profondo cambiamento che sta attraversando il contesto internazionale, caratterizzato da tensioni geopolitiche, crisi energetiche e crescente fragilit&agrave; delle catene di approvvigionamento. In questo scenario, ha sottolineato come l&rsquo;agricoltura debba essere considerata un asset strategico per garantire sicurezza alimentare, stabilit&agrave; economica e coesione sociale. Secondo il presidente di Confagricoltura, le parole d&rsquo;ordine sono competizione, un&rsquo;identit&agrave; forte e sostenibilit&agrave; come leva strategica da utilizzare a vantaggio competitivo e non come limite di un mercato globale. Tanto pi&ugrave; per un Paese come l&rsquo;Italia che rappresenta lo 0,006% della superficie agricola mondiale ma ha un rapporto unico al mondo in termini di valore aggiunto, in cui per ogni euro prodotto il moltiplicatore &egrave; 180.</p>
<p>Al termine degli interventi degli ospiti, spazio ai festeggiamenti degli ottant&rsquo;anni di storia di Confagricoltura Cuneo. Sul palco, insieme al presidente Allasia, il direttore provinciale, Roberto Abellonio, che ha accompagnato il pubblico in un percorso tra memoria, testimonianze e prospettive future: &ldquo;Negli ultimi 20 anni Confagricoltura Cuneo &egrave; cresciuta ed &egrave; arrivata, oggi, ad essere un&rsquo;organizzazione agricola di riferimento, pronta per affrontare le sfide future del comparto; il merito &egrave; senza dubbio del gran lavoro di squadra tra aziende, collaboratori e i Consigli direttivi che si sono succeduti, senza la giusta sinergia tra queste tre componenti non avremmo potuto tagliare i traguardi che abbiamo raggiunto. Proseguiremo con la stessa immutata passione per affrontare le sfide e continuare a coltivare il futuro&hellip; perch&eacute; l&rsquo;agricoltura &egrave; impresa, come recita il titolo della nostra pubblicazione&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 07:43:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item></channel></rss>
