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<p>Al Toselli, alla presenza di autorit&agrave; civili, militari e religiose, la tradizionale cerimonia, aperta dalla lettura dei saluti del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del Ministro dell&rsquo;Interno Matteo Piantedosi e del Capo della Polizia Vittorio Pisani.&nbsp;</p>
<p>Poi l&rsquo;intervento del Questore, di rientro a Cuneo lo scorso autunno, dopo aver trascorso nella Granda buona parte della sua carriera in Polizia, fin dagli anni &rsquo;90: &ldquo;<em>Qui ho gi&agrave; vissuto a lungo, qui ho cresciuto i miei figli, sono profondamente grata per l&rsquo;accoglienza che comunit&agrave; e istituzioni mi hanno riservato. Sono passati cinque mesi dal mio insediamento, mi preme sottolineare la grande collaborazione con i vertici delle altre forze dell'ordine del territorio, anche col coordinamento del Prefetto, per garantire sicurezza e benessere sociale</em>&rdquo;.</p>
<p>Nelle sue riflessioni sul significato della ricorrenza, Minucci ha posto in particolare l&rsquo;accento sul valore del legame tra Polizia, territorio e popolazione: &ldquo;<em>Oggi celebriamo 174 anni di impegno e dedizione verso la collettivit&agrave;, un servizio vissuto come valore tangibile di sicurezza e legalit&agrave;, un servizio che siamo orgogliosi di prestare. Deve essere privilegiato costantemente il contatto con il territorio: siamo chiamati a interpretare la societ&agrave; civile anche con una coraggiosa apertura verso l&rsquo;esterno, diffondendo cultura della legalit&agrave;, per consegnare a giovani e figli una societ&agrave; migliore. Viviamo tempi particolari, le guerre di questi giorni a cui purtroppo siamo quasi abituati si riflettono su nostra vita quotidiana, noi dobbiamo garantire presenza e aumentare la percezione di sicurezza della comunit&agrave;</em>&rdquo;. Poi un esempio concreto di questo contatto tra la Polizia e la comunit&agrave;: &ldquo;<em>Ieri ho ricevuto una lettera da una signora anziana disabile, che oggi &egrave; qui con noi, che aveva subito il furto del bancomat: le sue parole di ringraziamento sono il miglior riconoscimento per il nostro personale</em>&rdquo;.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117947/small_142950.jpg" alt="Foto"></p>
<h2>I dati sull&rsquo;attivit&agrave;</h2>
<p>Come di consueto, la cerimonia &egrave; poi stata occasione per illustrare i dati relativi all&rsquo;attivit&agrave; della Polizia di Stato, con le sue varie articolazioni, nell&rsquo;ultimo anno in provincia di Cuneo. I numeri sono riferiti al periodo marzo 2025-marzo 2026.</p>
<p>In totale sono state controllate 137.509 persone e 38.675 veicoli. In particolare, per quanto riguarda l&rsquo;attivit&agrave; condotta dal personale dell&rsquo;Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, sono state identificate 35.261 persone ed eseguiti accertamenti su 12.297 veicoli; 562 sono stati gli interventi di iniziativa, procedendo all&rsquo;arresto di 15 persone ed indagandone altre 132.</p>
<p>La sala operativa della Questura ha gestito 7.297 chiamate: su richiesta del 112 sono stati effettuati 3.178 interventi. Di questi, 370 hanno riguardato liti, delle quali 99 svoltesi in ambito famigliare, 28 hanno riguardato l&rsquo;abuso di alcool e 34 quello di stupefacenti; 352 sono stati gli interventi per disagio psicologico.&nbsp;</p>
<p>L&rsquo;attivit&agrave; di controllo e di soccorso pubblico sulle piste da sci &egrave; stata garantita da otto dipendenti distaccati a Prato Nevoso e Limone Piemonte, i quali hanno effettuato 596 interventi a Limone Piemonte e 370 a Prato Nevoso.</p>
<p>L&rsquo;attivit&agrave; di prevenzione e di controllo del territorio, supportata sia in citt&agrave; che in provincia dall&rsquo;impiego del Reparto Prevenzione Crimine del Piemonte, ha permesso di controllare 1.451 persone e 474 veicoli. Inoltre, il personale dell&rsquo;Unit&agrave; Operative Primo Intervento ha effettuato 242 servizi a presidio degli obiettivi sensibili inseriti nei piani antiterrorismo.<br>&nbsp;<br>La Divisione Anticrimine ha predisposto e notificato 44 avvisi orali, 148 fogli di via obbligatori, 15 Daspo &ldquo;Willy&rdquo;, 8 Daspo urbani e 12 per manifestazioni sportive. Sono stati emessi, inoltre, 36 ammonimenti per stalking e 21 per violenza domestica, mentre 4 sono state le Sorveglianze speciali applicate.</p>
<p>La Squadra Mobile ha eseguito 106 arresti e denunciato 128 persone a vario titolo. L&rsquo;attivit&agrave; specifica di polizia giudiziaria, in particolare nel contrasto alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti, svolta prevalentemente contro il dilagare del crack, ha consentito di procedere all&rsquo;arresto di 12 persone. A questo proposito &egrave; stato evidenziato l&rsquo;arresto di 4 soggetti italiani, tra i Comuni di Bra e di Cherasco, trovati in possesso di di diversi chili di hashish e marijuana, ecstasy e sostanze da taglio che sono stati sottoposti a sequestro. Sono state arrestate 12 persone per reati contro il patrimonio e altrettante per reati contro la persona e in danno di minori.</p>
<p>La Divisione Amministrativa e Sociale, presente anche ad Alba, Bra e Ceva, ha rilasciato 25.000 passaporti, 2.300 porti d&rsquo;arma per uso caccia e tiro a volo, ha rigettato 96 istanze e rilasciato 253 licenze. &Egrave; stata poi svolta una costante attivit&agrave; di controllo del territorio attraverso mirate verifiche ad esercizi sottoposti ad autorizzazioni di pubblica sicurezza, adottando le conseguenti sanzioni. L&rsquo;Autorit&agrave; Giudiziaria &egrave; stata interessata con 31 notizie di reato, mentre sono stati effettuati 30 controlli ad attivit&agrave; commerciali che hanno determinato l&rsquo;elevazione di 45 sanzioni amministrative.</p>
<p>L&rsquo;Ufficio Immigrazione ha consegnato circa 24.000 permessi di soggiorno, su una popolazione regolare di 54.363 cittadini stranieri. Sono state comminate dal Prefetto 105 espulsioni amministrative, mentre 19 sono quelle state quelle emesse dall&rsquo;Autorit&agrave; Giudiziaria. Complessivamente, nei confronti di cittadini stranieri irregolari, sono stati eseguiti 42 rimpatri immediati in frontiera, 49 accompagnamenti presso il CPR ed emessi 72 Ordini del questore a lasciare il territorio entro sette giorni.</p>
<p>L&rsquo;Ufficio di Gabinetto ha predisposto 560 servizi di ordine pubblico in concorso anche con le altre forze dell&rsquo;ordine, in alcuni casi con il contributo dei reparti di rinforzo. Gli operatori in forza al Gabinetto Provinciale Polizia Scientifica, hanno effettuato 716 fotosegnalamenti e 108 sopralluoghi, garantendo una documentazione videofotografica di 140 servizi di ordine pubblico e delle attivit&agrave; di polizia giudiziaria.</p>
<p>La Polizia Stradale ha impiegato 5.767 pattuglie, controllando 32.549 persone e 21.977 veicoli. Sono stati decurtati 15.225 punti, ritirate 773 patenti e 610 carte di circolazione. Sono stati, altres&igrave;, rilevati 494 incidenti, effettuati 327 soccorsi stradali e sono state contestate 16.583 violazioni. Nello specifico sono state elevate 143 contestazioni per guida in stato di ebrezza e 13 per positivit&agrave; a sostanze stupefacenti.&nbsp;</p>
<p>La Polizia Postale per la Sicurezza Cibernetica ha indagato in stato di libert&agrave; 56 persone e ha ricevuto 176 denunce per reati contro il patrimonio, alcune delle quali perpetrate mediante attacchi ai sistemi informatici di grandi e medie imprese; 28 denunce per reati contro la persona, 12 denunce per reati di pedopornografia e 26 per accessi abusivi ai sistemi informatici. Il personale, inoltre, nell&rsquo;ambito dei progetti di educazione e di polizia di prossimit&agrave;, ha effettuato undici incontri nelle scuole, a cui hanno partecipato complessivamente1.694 studenti.</p>
<p>La Polizia Ferroviaria ha identificato 30.449 persone ed eseguito controlli e scorte su 957 treni, ha arrestato 2 persone e ha denunciato all&rsquo;Autorit&agrave; Giudiziaria 28 persone in stato di libert&agrave;, elevando 39 contravvenzioni amministrative.</p>
<p>La Polizia di Frontiera Aerea e Terrestre ha infine impiegato 656 pattuglie per il controllo complessivo di 3.845 veicoli e 37.799 persone, eseguendo accertamenti su 569 treni e 296 voli. Nell&rsquo;ambito dei vari servizi sono stati eseguiti 6 arresti e sono state denunciate all&rsquo;Autorit&agrave; Giudiziaria in stato di libert&agrave; 16 persone.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117947/small_142949.jpg" alt="Foto"></p>
<h2>I riconoscimenti</h2>
<p>Come di consueto al termine della cerimonia sono stati consegnati riconoscimenti ad alcuni agenti per meriti conseguiti durante l&rsquo;attivit&agrave;. Di seguito i premiati:<br>- Attestato di pubblica benemerenza al merito civile all&rsquo;Ispettore Francesco Allegro;<br>- Encomio all&rsquo;Ispettore Mazzola Cristian ed al vice Sovrintendente Giordano Angelo;<br>- Encomio all&rsquo;Ispettore Ajera Marco, al vice Sovrintendente Giordano Angelo, agli assistenti capo coordinatore Abb&agrave; Luca, Chiamba Andrea ed agli agenti Daziano Matteo e Gagliardi Alex;<br>- Encomio all&rsquo;assistente capo Picchio Davide e lode al Sovrintendente Ceccarelli Luca;<br>- Encomio all&rsquo;agente scelto Minasola Andrea e lode al vice ispettore Zunino Erica;<br>- Lode al vice sovrintendente Gagliardi Salvatore;<br>- Lode all&rsquo;assistente Bima Daniele.</p>]]></description><pubDate>Fri, 10 Apr 2026 13:34:00 +0200</pubDate><dc:creator>a.d.</dc:creator><author><name>a.d.</name></author></item><item><title><![CDATA[In 67 Comuni cuneesi tutte le scuole statali sono prive di palestre]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/in-67-comuni-cuneesi-tutte-le-scuole-statali-sono-prive-di-palestre_117614.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/in-67-comuni-cuneesi-tutte-le-scuole-statali-sono-prive-di-palestre_117614.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117614/142516.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La mancata qualificazione dell&rsquo;Italia ai Mondiali di calcio, la terza consecutiva, ha aperto come prevedibile un ampio dibattito che, partendo dai vertici della piramide del pallone azzurro, &egrave; arrivato a toccare anche i temi legati alla base, alla &ldquo;coltivazione&rdquo; del talento e al diritto allo sport per i giovani. Un diritto che - dati alla mano - in Italia ancora non &egrave; garantito in modo equo.</p>
<p>Secondo i pi&ugrave; recenti dati Istat oltre il 60% dei giovanissimi - tra gli 11 e i 19 anni - pratica sport al di fuori dell&rsquo;orario scolastico: questa media nasconde per&ograve; profonde disuguaglianze dettate dal genere, dal contesto sociale, dalle zone geografiche e dalle possibilit&agrave; economiche delle famiglie.</p>
<p>&Egrave; in particolare su quest&rsquo;ultimo aspetto, quello legato alle possibilit&agrave; famigliari, che si &egrave; concentrata l&rsquo;ultima indagine Istat, pubblicata a dicembre dello scorso anno: ne &egrave; emerso che oltre il 75% dei figli di laureati pratica regolarmente sport, mentre la quota sensibilmente nelle famiglie con livelli di istruzione inferiori. In questo contesto, assume un ruolo fondamentale la promozione della pratica sportiva in ambito scolastico, a sua volta subordinata, per&ograve;, alla disponibilit&agrave; delle strutture all&rsquo;interno degli istituti pubblici. Proprio su quest&rsquo;ultimo dato si &egrave; concentrata l&rsquo;indagine pubblicata da Openpolis.</p>
<p>&ldquo;<em>L&rsquo;assenza della palestra a scuola, ovviamente, da sola non significa in automatico un problema, potendo utilizzare per l&rsquo;educazione fisica altri istituti o impianti sportivi del territorio, magari limitrofi. Ma &egrave; comunque un&rsquo;indicazione rispetto alla dotazione infrastrutturale delle scuole sul territorio, rispetto alla necessit&agrave; di fare sport</em>&rdquo;, si legge nello studio diffuso pochi giorni fa, che si basa sui dati forniti dal Ministero dell&rsquo;Istruzione riferiti all&rsquo;anno scolastico 2024-2025.</p>
<p>In Italia, su circa 40 mila edifici scolastici statali, sono solo 15.067 quelli per cui &egrave; segnalata la presenza di una palestra o di una piscina (38,3%). Per 24 mila non &egrave; dichiarata la presenza di tali dotazioni, mentre per 271 l&rsquo;informazione non &egrave; censita. Un quadro che - va precisato - nell&rsquo;ultimo anno sta sensibilmente cambiando grazie alle strutture realizzate con i finanziamenti del PNRR: tra le ultime ad essere inaugurate quella del "Virginio Donadio" di Dronero e quella a servizio dei licei "Pinot Gallizio" e "Cocito" di Alba.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La situazione regione per regione</h2>
<p>La regione che presenta la situazione migliore &egrave; la Liguria, dove il 53,7% degli edifici scolastici statali &egrave; dotato di una palestra o di una piscina. Poi Puglia e Lombardia, con il 49,2% e il 48,8% degli edifici che risultano attrezzati. Il Piemonte si attesta sotto la media italiana, con il 35,1% delle scuole statali che hanno a disposizione una palestra o una piscina (1.142 su 3.253). In Calabria (21,8%) il dato peggiore.&nbsp;</p>
<p>Questo non significa che gli alunni che frequentano scuole non attrezzate non abbiano accesso alla palestra, che pu&ograve; essere in altri istituti o in impianti sportivi della zona, ma i dati forniscono comunque un&rsquo;indicazione rispetto alla dotazione infrastrutturale delle scuole italiane.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Le disparit&agrave; territoriali</h2>
<p>L&rsquo;analisi Comune per Comune, come prevedibile e forse inevitabile, rivela una correlazione tra la centralit&agrave; territoriale e la dotazione infrastrutturale. I Comuni definiti come &ldquo;polo&rdquo;, baricentrici in termini di servizi, registrano infatti una percentuale di copertura superiore al 42%, in quelli delle aree interne il dato scende intorno al 30-35%.</p>
<p>&ldquo;<em>Le aree interne sono i territori del paese pi&ugrave; distanti dai servizi essenziali (quali istruzione, salute, mobilit&agrave;). Parliamo di circa 4 mila Comuni, con 13 milioni di abitanti, a forte rischio spopolamento (in particolare per i giovani), e dove la qualit&agrave; dell'offerta educativa risulta spesso compromessa</em>&rdquo;, si legge nell&rsquo;analisi di Openpolis.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La provincia di Cuneo</h2>
<p>In provincia di Cuneo ben 150 Comuni (su un totale di 247) non hanno nemmeno un istituto scolastico dotato di palestra. In molti casi si tratta di centri di piccole dimensioni, spesso nelle aree montane, che semplicemente non hanno istituti scolastici: quelli in cui sono presenti solo scuole prive di palestre sono in totale 67.</p>
<p>Non mancano i Comuni di medie dimensioni che, pur avendo diverse scuole sul territorio, non sono attrezzati da questo punto di vista. &Egrave; il caso, per esempio, di Centallo e Pocapaglia, prive di palestre pur avendo quattro strutture scolastiche, oppure di Cavallermaggiore e Trinit&agrave;, dove le scuole sono tre.</p>
<p>Per quanto riguarda le &ldquo;sette sorelle&rdquo;, quella che fa registrare la copertura migliore &egrave; Mondov&igrave; (58%, con 15 istituti su 26 dotati di palestra), seguono Fossano (41%, 7 su 17), Cuneo (35%, 16 su 45), Bra (35%, 10 su 28) e Saluzzo (35%, 7 su 20). In coda Savigliano (25%, 4 su 16) e Alba (20%, 6 su 30).&nbsp;Tra i capoluoghi di provincia del Piemonte il dato migliore &egrave; quello di Torino (60%), seguita da Novara (53%), Asti (49%), Alessandria (44%) e Vercelli (42%). Peggio di Cuneo solo Biella e Verbania, rispettivamente con il 34% e il 30%.</p>
<p>&ldquo;<em>Lo sport &egrave; universalmente riconosciuto come uno strumento fondamentale per lo sviluppo fisico, la socializzazione e l&rsquo;apprendimento di valori come il rispetto delle regole e il gioco di squadra. Eppure, in Italia, il diritto alla pratica sportiva per i giovanissimi &egrave; tutt&rsquo;altro che garantito in modo equo</em>&rdquo;, chiude l'analisi di Openpolis.</p>
<p><a href="https://www.openpolis.it/cosa-prevede-il-pnrr-per-potenziare-lo-sport-a-scuola/" target="_blank">QUI lo studio completo.</a></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 03 Apr 2026 15:18:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Dalmasso</dc:creator><author><name>Andrea Dalmasso</name></author></item><item><title><![CDATA[Dai medical drama alla realtà: la neurochirurgia spiegata ai cittadini ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/dai-medical-drama-alla-realta-la-neurochirurgia-spiegata-ai-cittadini_117158.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/dai-medical-drama-alla-realta-la-neurochirurgia-spiegata-ai-cittadini_117158.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/141846.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Diciamoci la verit&agrave;: quando si parla di chirurgia e di ospedali, l&rsquo;immaginazione corre subito a quello che siamo abituati a vedere nei medical drama pi&ugrave; famosi. Ma com&rsquo;&egrave; davvero la realt&agrave;?</p>
<p>&ldquo;<em>&Egrave; quello a cui cerchiamo di rispondere con i nostri eventi</em>&rdquo;, spiegano i membri della neonata associazione <strong>L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia</strong>, un gruppo di persone che da un anno si impegna a organizzare incontri tra specialisti e cittadini per promuovere la prevenzione, la cultura della salute e la conoscenza delle eccellenze mediche del territorio.</p>
<p>Anche l&rsquo;ultimo evento dell&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia &egrave; stato organizzato in quest&rsquo;ottica: mercoled&igrave; 18 marzo, presso il Centro Incontri della Provincia, davanti a una Sala Falco gremita di spettatori attenti, si &egrave; tenuto l&rsquo;incontro dal titolo &ldquo;<strong>Neurochirurgia, questa sconosciuta!</strong>&rdquo;.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141847.jpg" alt=""></p>
<p>Il successo &egrave; stato evidente fin da subito. Una delle frasi pi&ugrave; ripetute a fine evento dal pubblico, rivolgendosi agli specialisti, &egrave; stata &ldquo;<em>Voi fate miracoli!</em>&rdquo;.</p>
<p>Chi &egrave; davvero il neurochirurgo? Di cosa si occupa e quali patologie tratta? Chi sono le figure che lavorano con lui e quali competenze e formazione devono avere?&nbsp;E infine: perch&eacute; questo reparto non &egrave; presente in tutti gli ospedali? Nella nostra provincia, ad esempio, &egrave; presente solo al Santa Croce e Carle di Cuneo.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141848.jpg" alt=""></p>
<p>A guidare il pubblico durante l&rsquo;incontro &egrave; stato il dottor <strong>Michele D&rsquo;Agruma</strong>, direttore della Struttura Complessa di Neurochirurgia di Cuneo, che insieme al suo staff ha accompagnato i presenti in un vero e proprio viaggio all&rsquo;interno di un reparto ad altissima specializzazione.</p>
<p>Nel suo primo intervento, il dottor D&rsquo;Agruma ha spiegato la struttura del reparto, sottolineando quanto sia fondamentale la multidisciplinariet&agrave;. Neuroradiologia, neurologia, neurorianimazione, neuroanestesia, algologia, neuropatologia, radioterapia e fisiatria sono solo alcune delle specialit&agrave; coinvolte: un lavoro di squadra continuo, indispensabile per affrontare casi complessi.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141849.jpg" alt=""></p>
<p>Nel descrivere l&rsquo;organizzazione del sistema sanitario, che distingue tra ospedali &ldquo;Hub&rdquo; &ndash; gli unici in cui pu&ograve; essere presente la neurochirurgia &ndash; e ospedali &ldquo;Spoke&rdquo;, il dottor D&rsquo;Agruma &egrave; stato affiancato da <strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, attuale presidente della Commissione Sanit&agrave; Regione Piemonte che rivestiva il ruolo di Assessore alla Sanit&agrave; Regionale durante il periodo Covid, quando questo modello &egrave; stato applicato in modo esteso.</p>
<p>Il suo intervento ha evidenziato come questa organizzazione consenta di garantire al cittadino <strong>maggiore sicurezza e qualit&agrave; delle cure</strong>, soprattutto nei casi pi&ugrave; complessi.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141850.jpg" alt=""></p>
<p>Ad entrare nel dettaglio dell&rsquo;organizzazione &egrave; stato il dottor <strong>Andrea Garnero</strong>, neurochirurgo del Santa Croce e Carle, formatosi presso la scuola di specializzazione di Cuneo.</p>
<p>Garnero, il pi&ugrave; giovane dell&rsquo;&eacute;quipe del dottor D&rsquo;Agruma, ha illustrato le diverse modalit&agrave; con cui i pazienti arrivano alla neurochirurgia, per poi descrivere l&rsquo;organizzazione del blocco operatorio e delle sale chirurgiche.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141851.jpg" alt=""></p>
<p>Il dottor <strong>Filippo Veneziani</strong>, anche lui neurochirurgo dell&rsquo;&eacute;quipe, ha invece approfondito il tema delle tecnologie, mostrando come strumenti sempre pi&ugrave; avanzati permettano di ridurre l&rsquo;invasivit&agrave; degli interventi.</p>
<p>Pur rimanendo indispensabile la competenza del neurochirurgo, le tecnologie aiutano a ridurre drasticamente l'invasivit&agrave;: la combinazione &ldquo;<em>expertise chirurgo</em>&rdquo; e &ldquo;<em>avanzata dotazione tecnologia</em>&rdquo; permette la realizzazione di interventi molto complessi e d&rsquo;avanguardia.</p>
<p>L&rsquo;organizzazione del reparto &egrave; stata poi raccontata dalle referenti infermieristiche.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141852.jpg" alt=""></p>
<p>L&rsquo;infermiera <strong>Elena Veglia</strong> ha illustrato le camere di degenza, la terapia sub-intensiva e le tecnologie utilizzate per il monitoraggio continuo dei pazienti e per la loro mobilizzazione.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141853.jpg" alt=""></p>
<p>L&rsquo;infermiera <strong>Annalisa Dutto</strong> ha spiegato il percorso di ricovero, dalla preparazione pre-operatoria all&rsquo;assistenza post-intervento, soffermandosi anche su un aspetto fondamentale: i bisogni del paziente non sono solo fisici, ma anche psicologici.</p>
<p>Un&rsquo;attenzione che coinvolge inevitabilmente anche familiari e caregiver e che richiama il tema, sempre pi&ugrave; centrale, dell&rsquo;umanizzazione delle cure: ambienti, relazioni e supporto emotivo diventano parte integrante del percorso terapeutico.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141854.jpg" alt=""></p>
<p>Con l&rsquo;infermiere strumentista<strong> Alberto Aimar</strong>, il pubblico &egrave; entrato nel dettaglio dell&rsquo;organizzazione della sala operatoria.</p>
<p>Dalla preparazione degli strumenti alla gestione della sterilit&agrave;, dal coordinamento del personale al corretto posizionamento del paziente &ndash; spesso sottoposto a interventi molto lunghi &ndash; ogni fase richiede precisione assoluta e competenze altamente specializzate.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141855.jpg" alt=""></p>
<p>La dottoressa <strong>Marilicia Mileto</strong>, neuroanestesista, ha invece posto l&rsquo;attenzione sulle peculiarit&agrave; di questo ambito.</p>
<p>La neuroanestesia richiede una stretta collaborazione con il neurochirurgo: comunicazione costante e monitoraggio continuo dei parametri sono essenziali, perch&eacute; ogni minima variazione pu&ograve; influire direttamente sull&rsquo;intervento.</p>
<p>Il lavoro dell&rsquo;anestesista non si limita alla sala operatoria: inizia con la valutazione del paziente, prosegue con il confronto con il chirurgo e con il dialogo con il paziente e i familiari, e continua nel post-operatorio.</p>
<p>L&rsquo;obiettivo &egrave; uno solo: <strong>garantire la massima sicurezza del paziente</strong>, attraverso tecnologie avanzate e un controllo costante delle funzioni vitali.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141856.jpg" alt=""></p>
<p>La parte finale dell&rsquo;incontro &egrave; stata dedicata ai <strong>casi clinici</strong>, il momento che pi&ugrave; di tutti ha catturato l&rsquo;attenzione del pubblico.</p>
<p>Il dottor D&rsquo;Agruma ha mostrato alcuni filmati di interventi reali, accompagnandoli con spiegazioni puntuali. Alcuni casi erano particolari e rari, altri pi&ugrave; frequenti, ma tutti hanno reso evidente il livello di complessit&agrave; e precisione richiesto.</p>
<p>In sala lo stupore era evidente ogni volta che veniva indicata la dimensione reale dell&rsquo;area operata: spesso pochi millimetri, uno o due centimetri al massimo.</p>
<p>Non &egrave; mancato il momento delle domande e degli interventi da parte del pubblico, segno del grande interesse scaturito nei presenti.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141857.jpg" alt=""></p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141858.jpg" alt=""></p>
<p>Al termine dell&rsquo;incontro la sensazione condivisa era quella di aver scoperto un mondo poco conosciuto, fatto non solo di tecnologia avanzata, ma soprattutto di competenze, organizzazione e lavoro di squadra.</p>
<p>La frase &ldquo;<em>Voi fate miracoli</em>&rdquo; restituisce bene l&rsquo;emozione del pubblico, ma la serata ha mostrato come, dietro a risultati che possono sembrare straordinari, ci siano in realt&agrave; formazione, competenze, esperienza e una struttura sanitaria pensata per affrontare la complessit&agrave;.</p>
<p>&Egrave; proprio questo il valore di incontri come questo: avvicinare i cittadini alla medicina, rendere comprensibili temi complessi e far conoscere da vicino le eccellenze presenti sul territorio.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141859.jpg" alt=""></p>
<p>Sotto al presente articolo &egrave; disponibile il video completo dell&rsquo;evento, suddiviso in capitoli per ogni intervento, per rivedere e approfondire i contenuti della serata.</p>]]></description><pubDate>Fri, 27 Mar 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Medio Oriente, le imprese cuneesi tra ottimismo e incertezza: "Ora arginiamo, ma i segnali non sono buoni"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/medio-oriente-le-imprese-cuneesi-tra-ottimismo-e-incertezza-ora-arginiamo-ma-i-segnali-non-sono-buoni_116725.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/medio-oriente-le-imprese-cuneesi-tra-ottimismo-e-incertezza-ora-arginiamo-ma-i-segnali-non-sono-buoni_116725.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116725/141264.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;<em>Lo scopo &egrave; fare squadra tra di noi, conoscerci meglio, confrontarci su temi comuni per intervenire laddove abbiamo la possibilit&agrave; di farlo</em>&rdquo;. &Egrave; il presidente di Confindustria Cuneo Mariano Costamagna a delineare lo spirito che anima gli appuntamenti periodici organizzati dall&rsquo;associazione di categoria per incontrare le aziende e le istituzioni del territorio. Oggi, gioved&igrave; 19 marzo, il &ldquo;Pranzo col presidente&rdquo; si &egrave; tenuto al ristorante &ldquo;Da Costa&rdquo; di Cuneo, dove si sono riuniti molti imprenditori dell&rsquo;area del capoluogo. Si &egrave; trattato del primo incontro &ldquo;post crisi&rdquo;: la guerra in Medio Oriente e le sue conseguenze per il tessuto imprenditoriale ed economico sono stati inevitabilmente temi centrali del dibattito.</p>
<p>Nel Comune di Cuneo sono 176 le aziende associate a Confindustria, le quali impiegano 11.293 addetti. Rappresentano il 14,5% delle associate a Confindustria Cuneo e il 18,7% della forza lavoro, registrano 7,1 miliardi di euro di fatturato (anno 2024, il 17,4% del fatturato complessivo delle aziende associate) di cui il 22,8% &egrave; verso l&rsquo;estero.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116725/small_141267.jpg" alt="Foto"></p>
<h2>Un momento di ascolto</h2>
<p>Per l&rsquo;amministrazione comunale cuneese era presente la sindaca Patrizia Manassero, accompagnata dal suo vice Luca Serale e dall&rsquo;assessore Alessandro Spedale. &ldquo;<em>Questo &egrave; un importante momento di ascolto:</em> - ha detto la prima cittadina - <em>per noi &egrave; fondamentale mettere in campo politiche che permettano alla comunit&agrave; di crescere e con Confindustria c&rsquo;&egrave; un confronto costante su vari temi. Le aziende presenti oggi rappresentano una realt&agrave; importante per il territorio, l&rsquo;impegno &egrave; sempre ricercare il giusto equilibrio tra la crescita delle imprese che lavorano e quella della componente famiglie e persone</em>&rdquo;.</p>
<p>A guardare con apprensione alla situazione internazionale non sono solamente le aziende: <em>&ldquo;Il contesto internazionale ci preoccupa, e le preoccupazioni delle imprese sono anche quelle dei Comuni: anche noi amministrazioni abbiamo progetti in corso e bollette da pagare</em>&rdquo;, ha detto Manassero.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116725/small_141265.jpg" alt="Manassero"></p>
<h2>Tra ottimismo e incertezza</h2>
<p>Argomento dominante, come detto, &egrave; stato inevitabilmente quello legato alle attuali tensioni internazionali. &ldquo;<em>Ogni imprenditore ha bisogno di certezze, da un po' di anni invece ci troviamo a fare i conti con problemi ormai diventati atavici</em>&rdquo;, ha detto Costamagna.&nbsp;</p>
<p>Ad entrare pi&ugrave; nel dettaglio &egrave; stato il vicepresidente di Confindustria Cuneo Bartolomeo Salomone: &ldquo;<em>Essere imprenditore &egrave; un continuo atto di ottimismo verso il futuro, ma allo stesso tempo non bisogna nascondere i rischi. Tra questi rischi ce ne sono alcuni a cui non possiamo porre rimedio come imprese: se parliamo di crisi internazionali, guerre e tensioni un imprenditore ha poche possibilit&agrave; di intervento. Serve comunque sapersi dire chiaramente che certi rischi esistono. La maggiore preoccupazione oggi &egrave; la speculazione sui mercati. &Egrave; un tema che passa sopra le nostre teste, non possiamo farci molto, ma incrementa rischi e variabili. Non pu&ograve; competere a noi risolvere queste situazioni, questi drammi umani che hanno effetti sui tessuti economici. Per ora possiamo arginare, ma se i tempi diventassero lunghi si aprirebbero altri scenari. Vivevamo anche una fase di politica espansiva interessante delle banche, ora la situazione sta cambiando e siamo in balia di questo contesto: i segnali all&rsquo;orizzonte non sono certamente buoni</em>&rdquo;.</p>
<p>Quali i possibili strumenti in mano agli imprenditori per far fronte alla crisi? Per Salomone &ldquo;<em>serve puntare ancora di pi&ugrave; su punti di forza, sulla nostra capacit&agrave; di essere diversi: noi non siamo il &lsquo;copia e incolla&rsquo; che si vede a livello internazionale, abbiamo una creativit&agrave; che non si vede altrove. Dobbiamo ancorarci a questo, ai nostri tratti distintivi</em>&rdquo;.</p>
<p>Una &ldquo;ricetta&rdquo; condivisa anche da Costamagna: "<em>Il Made in Italy &egrave; invidiato in tutto il mondo. La sfida &egrave; continuare a migliorare qualit&agrave; e performance anche in questo momento di rallentamento dell'economia mondiale. Dobbiamo far valere quello che siamo, quello che ci distingue dagli altri</em>&rdquo;.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116725/small_141266.jpg" alt="Costamagna"></p>
<h2>Il tema abitativo</h2>
<p>Si &egrave; parlato anche di politiche abitative, questione che riguarda da vicino la Fondazione Industriali, ente del terzo settore nato a fine 2024 che si propone di realizzare azioni di valore sociale, utilizzando il lavoro come strumento tramite il quale prendersi cura della societ&agrave;.&nbsp;&ldquo;<em>In provincia la quota di alloggi sfitti &egrave; del 40%. In molti sono restii ad affittare a persone che considerano diverse, ma abbiamo bisogno di loro, integrarle &egrave; fondamentale</em>&rdquo;, ha detto il presidente Costamagna.</p>
<p>&ldquo;<em>Il tema abitativo &egrave; centrale e il Comune di Cuneo &egrave; stato il primo a considerarlo preoccupante</em>&rdquo;, ha aggiunto Giuliana Cirio, direttrice di Confindustria Cuneo e presidente della Fondazione: &ldquo;<em>Siamo in uno scenario in cui per chi ha una propriet&agrave; &egrave; pi&ugrave; conveniente l&rsquo;affitto breve, sfruttando il turismo piuttosto che entrare nel mondo degli affitti stabili. Casa e trasporto sono per&ograve; temi abilitanti per un lavoro stabile. Serve un sistema di garanzie per i possessori di abitazioni che faccia rimettere in circolo quel 40% di alloggi sfitti in provincia di Cuneo, una percentuale pazzesca. Senza garanzie non si pu&ograve; fare solo moral suasion. Stiamo lavorando a un progetto in questo senso, lo presenteremo prossimamente coinvolgendo i Comuni</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>Il problema passa anche attraverso un patrimonio immobiliare che passando di generazione in generazione oggi avrebbe bisogno di interventi per essere messo a norma e in sicurezza, e chi ne &egrave; proprietario oggi probabilmente non ne ha la forza. Nel momento in cui ci fossero a disposizione risorse, sarebbe opportuno lavorare sull'esistente senza costruire nuovi edifici. Noi siamo aperti a collaborare nel solco di questa buona alleanza con Confindustria</em>&rdquo;, ha concluso la sindaca Patrizia Manassero.</p>]]></description><pubDate>Thu, 19 Mar 2026 16:59:00 +0100</pubDate><dc:creator>Andrea Dalmasso</dc:creator><author><name>Andrea Dalmasso</name></author></item><item><title><![CDATA[Referendum, dieci domande scomode ai sostenitori del sì e del no]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/referendum-dieci-domande-scomode-ai-sostenitori-del-si-e-del-no_116353.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/referendum-dieci-domande-scomode-ai-sostenitori-del-si-e-del-no_116353.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116353/140743.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Diciamoci la verit&agrave;: ammesso che prima fosse diversa, negli ultimi giorni la campagna referendaria ha preso una piega davvero deprimente. Fra le accuse di contiguit&agrave; alla <em>&ldquo;massoneria deviata&rdquo;</em> da magistrati schierati per il no come <strong>Nicola Gratteri</strong> e gli inviti a votare s&igrave; per <em>&ldquo;togliersi di mezzo la magistratura&rdquo;</em> formulati dalla capo gabinetto del ministro Nordio, <strong>Giusi Bartolozzi</strong>, la gazzarra politica non aiuta a capire su cosa, in concreto, i cittadini dovranno votare il 22 e 23 marzo.</p>
<p>Lo ricordiamo in breve: il quesito tocca la separazione delle carriere tra pm e giudici, la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura e l&rsquo;istituzione di un&rsquo;Alta Corte disciplinare per giudicare eventuali irregolarit&agrave; commesse dai magistrati, come oggi fa l&rsquo;apposita sezione disciplinare del Csm.</p>
<p>Abbiamo deciso di concentrarci solo su questo e di esaminare criticit&agrave; e punti di forza dell&rsquo;una e dell&rsquo;altra posizione con due esperti: l&rsquo;avvocato&nbsp;<strong>Carla Sapino</strong>, presidente dell&rsquo;associazione culturale Panta Rei, per il s&igrave;. Il procuratore capo di Cuneo <strong>Onelio Dodero</strong> per il no. A ciascuno abbiamo rivolto cinque domande precise sugli aspetti che pi&ugrave; vengono contestati ai fautori delle rispettive posizioni.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116353/small_140745.jpg" alt="Carla Sapino"></p>
<h2>Perch&eacute; s&igrave;: &ldquo;Chi sbaglia paga. La politica non c&rsquo;entra&rdquo;</h2>
<p><strong>Partiamo dal tema della separazione delle carriere, su cui in realt&agrave; &egrave; gi&agrave; intervenuta la riforma Cartabia. Oggi il passaggio lo fanno poche decine di giovani magistrati all&rsquo;anno, perlopi&ugrave; per avvicinarsi a casa. Valeva la pena di fare una riforma costituzionale per questo?</strong></p>
<p>Vale la pena di farlo, perch&eacute; la separazione di carriera riguarda qualcosa di molto pi&ugrave; ampio: il ruolo svolto all&rsquo;interno delle aule di giustizia. Accusa e difesa hanno la stessa funzione, mentre il giudice &egrave; quello che deve decidere se la partita sia regolare. L&rsquo;esempio che porto sempre &egrave; questo: immaginiamo che il giudice sia l&rsquo;arbitro di un derby tra Juve e Toro. Se una squadra e l&rsquo;arbitro si allenano nello stesso campo, uno dei due sicuramente viene penalizzato nella sua preparazione: in campo devono fare cose diverse e anche l&rsquo;allenamento deve essere diverso. L&rsquo;esempio lampante lo vediamo a Cuneo: anche mentalmente c&rsquo;&egrave; una predisposizione ad accorpare. Perch&eacute; in via Bonelli hanno messo il tribunale civile, anzich&eacute; la Procura?</p>
<p>Sono gli stessi padri costituenti ad aver previsto che l&rsquo;ordinamento potesse essere modificato. La sesta e la settima disposizione preliminare parlano di questo. Nel 1988 un giurista ex partigiano, Giuliano Vassalli, inizi&ograve; il processo di riforma dando il via alla prima importante modifica sul punto. Giovanni Falcone affermava a proposito del pubblico ministero che <em>&ldquo;gli organi di questa funzione dovrebbero essere nettamente distinti da quelli della funzione giudiziaria&rdquo;</em>.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Un&rsquo;obiezione &egrave; relativa al fatto che con questa settorializzazione i pubblici ministeri potrebbero percepirsi meno come magistrati terzi e pi&ugrave; come &ldquo;superpoliziotti&rdquo;: questo rischio non vi preoccupa?</strong></p>
<p>Potrei rispondere provocatoriamente che metterli al livello degli avvocati non &egrave; certo una &ldquo;diminuzione&rdquo;. A me sembra solo uno slogan politico, perch&eacute; il pubblico ministero non sar&agrave; minimamente toccato nelle funzioni di <em>&ldquo;ordine indipendente e autonomo&rdquo;</em>, come previsto dall&rsquo;articolo 104 della costituzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Si fa notare che gi&agrave; oggi un gran numero di processi monocratici sono decisi da giudici onorari (Got) e pm onorari (Vpo), oltre ai giudici di pace. Cio&egrave; da avvocati che rappresentano il tribunale o la procura. Perch&eacute; i magistrati togati dovrebbero essere pi&ugrave; sospettabili di parzialit&agrave; rispetto a questi avvocati?</strong></p>
<p>Quand&rsquo;anche ci fosse da mettere ordine in questo sistema, non ci sarebbe bisogno di una riforma costituzionale. I due Csm sono la conseguenza logica della separazione e di un principio di semplice civilt&agrave;: chi sbaglia, paga. Per tutto il resto sono sufficienti norme ordinarie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>A proposito del sorteggio per i membri di Csm e Alta Corte, l&rsquo;obiezione pi&ugrave; ricorrente &egrave; che nessun Paese europeo prevede un meccanismo analogo. Che senso ha affidarsi a un modello che non segue nessuno e toglie ai magistrati la possibilit&agrave; di decidere sulle proprie cariche?</strong></p>
<p>Quali altri Paesi hanno il sistema correntizio che esiste in Italia? Magistrati come Palamara hanno vuotato il sacco raccontando come stavano le cose. Lo stesso Falcone venne silurato dal Csm e disse che era avvenuto&nbsp;<em>&ldquo;perch&eacute; non appartenevo alla corrente pi&ugrave; forte&rdquo;</em>. Il sistema correntizio premia l&rsquo;appartenenza a un gruppo, come in politica: peccato che il ruolo di chi amministra la giustizia sia un altro.</p>
<p>Il sorteggio &egrave; il metodo pi&ugrave; efficace per spaccare le correnti. I requisiti per l&rsquo;ammissione saranno connessi alle capacit&agrave;, non si pu&ograve; sostenere che ci&ograve; porti a diminuire il prestigio della magistratura. Quando poi si dice che sui nomi dei laici decider&agrave; il parlamento, ci si dimentica di dire che lo far&agrave; in seduta comune.</p>
<p>Si obietta: <em>&ldquo;Sorteggereste mai il chirurgo che vi opera?&rdquo;</em>. Ma in quel caso non parliamo di una funzione pubblica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I profili problematici legati al funzionamento dell&rsquo;Alta Corte disciplinare sono molteplici, il principale &egrave; relativo all&rsquo;appellabilit&agrave; delle sentenze: ci sar&agrave; un secondo grado di giudizio davanti alla stessa Alta Corte, in composizione diversa. Poi non &egrave; chiaro se si potr&agrave; impugnare in Cassazione, come avviene oggi. Non si sa nemmeno in quali numeri giudici e pm saranno presenti nei collegi che giudicheranno i colleghi, e se i membri laici saranno in numero maggiore o minore rispetto a loro</strong></p>
<p>Anche gli avvocati inizialmente venivano giudicati dal consiglio dell&rsquo;ordine, poi si &egrave; deciso di designare un organo terzo. Noi non abbiamo nessun grado di appello nel merito, mentre i magistrati s&igrave;. Ritengo che potranno ricorrere anche alla Cassazione perch&eacute; questo ricorso &egrave; sempre ammesso, salvo che non sia esplicitamente vietato.</p>
<p>I membri dell&rsquo;Alta Corte saranno nominati in numero di tre dal presidente della Repubblica, altri tre verranno sorteggiati da un elenco predisposto dal parlamento in seduta comune, sei tra magistrati giudicanti con almeno 20 anni di carriera ed esperienza in Cassazione e tre dai magistrati inquirenti con gli stessi requisiti. Quindi l&rsquo;unico a scegliere senza passare dal sorteggio sar&agrave; il presidente della Repubblica. &Egrave; una riforma di assoluta garanzia. La punibilit&agrave; sar&agrave; comunque molto limitata e semmai i magistrati, come gi&agrave; fanno gli avvocati, i medici e i dentisti, potranno assicurarsi in caso di &ldquo;dolo o colpa grave&rdquo;.</p>
<p>Concludo invitando a non politicizzare il voto: di politica parleremo alle elezioni nel 2027, mentre la giustizia &egrave; un treno che passa solo oggi e quel che si decide rester&agrave; anche per i nostri figli.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116353/small_140746.jpg" alt="Onelio Dodero"></p>
<h2>Perch&eacute; no: &ldquo;Vogliono pm burocrati e giudici pavidi&rdquo;</h2>
<p><strong>Partiamo dal tema della separazione delle carriere. Per quanto riguardi un numero ristretto di magistrati, si tratta comunque di introdurre un modello che &egrave; gi&agrave; in vigore in circa 2/3 dei Paesi europei. Perch&eacute; allora dovrebbe rappresentare un rischio per l&rsquo;Italia?</strong></p>
<p>Non c&rsquo;&egrave; in realt&agrave; un modello uguale all&rsquo;altro: i francesi, per esempio, guardano molto al modello italiano e pensavano di uniformarsi a noi. Per la separazione delle carriere, aggiungo, non occorreva riformare la costituzione: basta una legge ordinaria, come ha chiarito la Corte costituzionale per due volte.</p>
<p>Si dice: se separiamo le carriere realizzeremo il cosiddetto giusto processo, perch&eacute; finalmente avremo un giudice terzo e imparziale. Nell&rsquo;articolo 111 &egrave; gi&agrave; prevista la parit&agrave; delle parti, come principio processuale. L&rsquo;accusa e la difesa hanno gli stessi poteri in materia di prova, al di l&agrave; di questo la parit&agrave; delle parti non &egrave; assolutamente possibile, perch&eacute; il pm deve avere strumenti e obiettivi diversi, avendo come scopo di accertare la verit&agrave; dei fatti: la difesa ha un altro compito, quello di far assolvere l&rsquo;assistito o addirittura di non farlo processare. Si sostiene che &ldquo;staccando&rdquo; il giudice dal pm, questi sar&agrave; pi&ugrave; equo: mi chiedo, finora &egrave; stato iniquo? E quali sono le sentenze in cui ci&ograve; &egrave; stato dimostrato?</p>
<p>Quel che mi lascia molto perplesso &egrave; che questa riforma non &egrave; stata discussa in parlamento: &egrave; una riforma &ldquo;bloccata&rdquo; e arriva in un momento in cui vi sono venti forti di securitarismo e di autoritarismo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>A proposito del sorteggio: si rileva che &egrave; l&rsquo;unico sistema che potenzialmente possa sottrarre il Csm al gioco delle correnti da cui &egrave; dominato. E perch&eacute; un qualunque magistrato, che ogni giorno decide su questioni gravose come la privazione della libert&agrave; personale, non dovrebbe essere in grado di decidere sulle nomine degli uffici giudiziari?</strong></p>
<p>Il cuore della riforma &egrave; appunto la disintegrazione dell&rsquo;attuale Csm, ossia l&rsquo;organo di governo autonomo della magistratura. Ci sono numerosissimi criteri da valutare: il Csm fornisce pareri, si confronta col ministero, realizza norme per una giustizia pi&ugrave; celere. Non tutti sono capaci a farlo, conosco ottimi magistrati che &egrave; meglio continuino a fare solo i magistrati. Inoltre sarebbe l&rsquo;unico collegio di rilevanza costituzionale permanente i cui membri vengono sorteggiati. Ha senso nominare un buon cardiologo direttore dell&rsquo;Asl? Non se non ha capacit&agrave; amministrative.</p>
<p>Con questa riforma, i due Csm diventano organi di &ldquo;alta amministrazione&rdquo;, perch&eacute; si occuperanno solo dell&rsquo;organizzazione della magistratura. Ma il Csm non ha solo queste funzioni: &egrave; un organo che riguarda l&rsquo;intera magistratura e che era stato cos&igrave; pensato per evitare qualsiasi intromissione di ogni altro potere. Con due Csm separati non avremo pi&ugrave; la possibilit&agrave; di un costante e continuo confronto tra i due corpi e ci&ograve; produrr&agrave; difficolt&agrave; organizzative, perch&eacute; giudici e pm baderanno solo ai rispettivi interessi. Per riformare la magistratura sarebbe bastato dividere il Csm in due sezioni, cos&igrave; invece l&rsquo;unico organo di raccordo sar&agrave; il presidente della Repubblica.</p>
<p>Sono terrorizzato da un Csm di pubblici ministeri, perch&eacute; diventerebbe autoreferenziale, privato del confronto con l&rsquo;altra parte: chi sar&agrave; valutato &ldquo;idoneo&rdquo; da un organo di questo tipo? Il pm che ha ottenuto pi&ugrave; condanne o pi&ugrave; assoluzioni?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Un tema collegato al sorteggio &egrave; la trasparenza nella valutazione dei magistrati. Nel 2021 i magistrati con valutazione positiva nel quinquennio precedente erano stati il 99,2%, nel 2025 sono saliti al 99,47%. Il dato assoluto non combacia nemmeno con le condanne comminate dalla sezione disciplinare del Csm, che sono di pi&ugrave;. Non &egrave; il segno di una difficolt&agrave; persistente ad autovalutarsi?</strong></p>
<p>Meno male che il 99% dei magistrati supera la valutazione, vuol dire che il livello &egrave; buono. Un conto poi &egrave; la violazione disciplinare, un altro la valutazione di professionalit&agrave;: bisognerebbe in questi casi valutare il caso concreto. Si lamenta che la sezione disciplinare non funziona, ma quel che non si dice &egrave; che oggi pu&ograve; essere investita solo dal ministro di giustizia o dal pg presso la Corte di Cassazione: questo avviene in media in 80 casi all&rsquo;anno. In tutti gli altri l&rsquo;archiviazione viene disposta perch&eacute; chi ha il potere di farlo non esercita l&rsquo;azione. Negli ultimi tre anni il ministro ha esercitato l&rsquo;azione in 27 casi nel 2023, in 26 casi nel 2024 e in 33 casi nel 2025.</p>
<p>Qualcuno sostiene che il Csm assolve nel 75% dei casi: le assoluzioni in realt&agrave; sono il 47%, nemmeno la met&agrave;. Non solo, il pg e il ministro hanno facolt&agrave; di impugnare queste assoluzioni. Il nostro Csm, in ogni caso, condanna tre volte tanto rispetto alla Spagna e cinque volte di pi&ugrave; rispetto al Regno Unito. Anche sulle valutazioni c&rsquo;&egrave; un problema. Coi due Csm distinti il pubblico ministero non potr&agrave; pi&ugrave; valutare il giudice e viceversa, mentre i membri laici - cio&egrave; gli avvocati - valuteranno gli uni e gli altri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Riguardo all&rsquo;Alta Corte, i fautori della riforma rilevano che il ricorso in Cassazione dopo l&rsquo;appello, non essendo stato escluso, verr&agrave; mantenuto. Qualcosa porta invece a escluderlo?</strong></p>
<p>Questo &egrave; un problema molto delicato. C&rsquo;&egrave; un tema di diritto, riguardo al fatto che l&rsquo;Alta Corte sia o no un giudice speciale, la cui istituzione &egrave; vietata dalla costituzione. Altro problema forse pi&ugrave; pregnante &egrave; il ricorso per Cassazione: l&rsquo;articolo 105 riformato afferma che <em>&ldquo;contro le sentenze emesse dall&rsquo;Alta Corte in prima istanza &egrave; ammessa impugnazione, anche per motivi di merito, soltanto dinanzi alla stessa Alta Corte&rdquo;</em>. C&rsquo;&egrave; spazio per la possibilit&agrave; di ricorrere per Cassazione? &Egrave; dubbio. Se l&rsquo;interpretazione fosse che non si pu&ograve; ricorrere per Cassazione avremmo un assurdo. Un magistrato che contesti una nomina potrebbe ricorrere per Cassazione, chi viene sottoposto a sanzione disciplinare invece no. C&rsquo;&egrave; anche un enorme mancato coordinamento con l&rsquo;articolo 107 riformato: l&rsquo;Alta Corte pu&ograve; trasferire i magistrati, ma &egrave; il <em>&ldquo;rispettivo Csm&rdquo;</em> a decidere. Cosa succeder&agrave; se non saranno in accordo? Il Csm dovr&agrave; solo eseguire le sentenze oppure no?</p>
<p>In generale, l&rsquo;Alta Corte composta anche da pm far&agrave; &ldquo;il processo&rdquo; ai giudici: &egrave; un grimaldello per arrivare a quella &ldquo;normalizzazione&rdquo; che a mio parere &egrave; lo scopo ultimo. Si vuole un pm sempre pi&ugrave; burocrate e sempre pi&ugrave; inserito nella pubblica accusa e un giudice un po&rsquo; pi&ugrave; pavido di quello che &egrave;. Quali saranno le condotte sanzionate? Quelle che &ldquo;invadono&rdquo; il campo del governo, come si sente dire?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L&rsquo;Anm si &egrave; spesa in modo forte contro questo referendum, con un attivismo criticato da pi&ugrave; parti. Questa spaccatura non lascer&agrave; strascichi dal 24 marzo?</strong></p>
<p>L&rsquo;Anm non &egrave; il Csm, &egrave; un sindacato che tutela la categoria e a cui sono iscritti la maggior parte dei magistrati. Ma anche il Csm, un organo presieduto dal presidente della Repubblica e che ha come vicepresidente un laico, ha dato un articolatissimo parere contrario a questa riforma. La gente dovrebbe avere fiducia nella magistratura, perch&eacute; la giustizia &egrave; un valore assoluto: questa campagna invece ha visto offeso e sempre pi&ugrave; delegittimato un potere dello Stato, da parte di un altro potere dello Stato.</p>]]></description><pubDate>Fri, 13 Mar 2026 10:40:00 +0100</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Dismorfofobia: quando lo specchio diventa un nemico]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/fossanese/dismorfofobia-quando-lo-specchio-diventa-un-nemico_115907.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/fossanese/dismorfofobia-quando-lo-specchio-diventa-un-nemico_115907.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/140084.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Gioved&igrave; 26 febbraio, nella Sala Barbero del Castello degli Acaja di Fossano, si &egrave; svolto l&rsquo;incontro <strong>&ldquo;Sei come ti vedi? La corretta percezione di s&eacute;&rdquo;</strong>, una serata di approfondimento dedicata al tema della dismorfofobia organizzata dall&rsquo;associazione <strong>L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia</strong> con il supporto della <strong>Clinica Biomed</strong>.</p>
<p>L&rsquo;evento ha registrato una grande partecipazione di pubblico, segno di quanto il tema della percezione del corpo e del rapporto con la propria immagine sia oggi centrale, soprattutto tra i pi&ugrave; giovani.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140099.jpg" alt=""></p>
<p>La <strong>dismorfofobia</strong>, o disturbo da dismorfismo corporeo, &egrave; una condizione psicologica caratterizzata da una preoccupazione eccessiva per difetti fisici minimi o addirittura inesistenti. Chi ne soffre tende a percepire il proprio corpo in modo profondamente distorto, arrivando a sviluppare comportamenti ossessivi come il controllo continuo allo specchio, l&rsquo;evitamento della propria immagine o la ricerca di soluzioni drastiche per modificare il proprio aspetto.</p>
<p>Durante la serata, diversi specialisti hanno affrontato il tema da prospettive differenti &ndash; sanitaria, psicologica, chirurgica e sportiva &ndash; offrendo una visione multidisciplinare di un fenomeno sempre pi&ugrave; diffuso nella societ&agrave; contemporanea.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140092.jpg" alt=""></p>
<h2>Social media e nuovi modelli estetici</h2>
<p>Dopo il saluto iniziale del sindaco di Fossano <strong>Dario Tallone</strong>, ad aprire gli interventi &egrave; stato <strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, presidente della Commissione Sanit&agrave; della Regione Piemonte, che ha inquadrato la dismorfofobia nel contesto dei profondi cambiamenti culturali e tecnologici degli ultimi anni.</p>
<p>Secondo Icardi, uno degli elementi chiave che influenzano oggi la percezione del corpo &egrave; il ruolo delle piattaforme digitali e dei social media. Strumenti come Instagram, TikTok o YouTube rappresentano senza dubbio potenti mezzi di comunicazione e condivisione, ma allo stesso tempo contribuiscono a diffondere modelli estetici spesso irrealistici.</p>
<p>Filtri digitali, immagini ritoccate e strategie di marketing costruiscono infatti un&rsquo;idea di bellezza artificiale, difficile se non impossibile da raggiungere nella vita reale. Questo fenomeno &egrave; particolarmente evidente tra gli adolescenti, che si trovano costantemente esposti a immagini di corpi perfetti e idealizzati.</p>
<p>In questo contesto si inserisce anche la cosiddetta &ldquo;selfie dysmorphia&rdquo;, una forma di insoddisfazione verso il proprio aspetto legata al confronto con le immagini filtrate e modificate viste online.</p>
<p>Il relatore ha inoltre presentato alcuni dati preoccupanti sulla salute mentale delle nuove generazioni. Negli ultimi anni si &egrave; registrato un aumento significativo delle consulenze psichiatriche tra bambini e adolescenti, cos&igrave; come dei comportamenti autolesivi e delle problematiche legate all&rsquo;ansia, ai disturbi alimentari e all&rsquo;ideazione suicidaria.</p>
<p>Anche in Piemonte i servizi sanitari hanno osservato un forte incremento degli accessi per disturbi mentali e del comportamento alimentare tra i pi&ugrave; giovani.</p>
<p>Di fronte a questo scenario, Icardi ha sottolineato l&rsquo;importanza di politiche di prevenzione integrate, basate sulla collaborazione tra sanit&agrave;, scuola e comunit&agrave;. Tra gli strumenti principali figurano il Piano Nazionale e il Piano Regionale della Prevenzione, che promuovono interventi educativi e iniziative di sensibilizzazione rivolte a famiglie, insegnanti e operatori sanitari.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140093.jpg" alt=""></p>
<h2>I disturbi alimentari e il rifiuto del proprio corpo</h2>
<p>Il secondo intervento della serata &egrave; stato affidato alla dottoressa <strong>Silvia Margherita Croce</strong>, psichiatra del Centro Disturbi Alimentari del Dipartimento di Salute Mentale dell&rsquo;ASL CN1.</p>
<p>La relatrice ha affrontato il tema dei <strong>disturbi della nutrizione e dell&rsquo;alimentazione</strong>, patologie sempre pi&ugrave; diffuse tra adolescenti e giovani adulti e considerate oggi tra le principali cause di disabilit&agrave; nei giovani.</p>
<p>Questi disturbi non riguardano soltanto il comportamento alimentare, ma coinvolgono la percezione del corpo, i processi cognitivi e l&rsquo;equilibrio emotivo della persona.</p>
<p>Tra le forme pi&ugrave; conosciute figurano l&rsquo;<strong>anoressia nervosa</strong>, caratterizzata da una forte perdita di peso accompagnata da un&rsquo;intensa paura di ingrassare e da una distorsione dell&rsquo;immagine corporea; la <strong>bulimia nervosa</strong>, contraddistinta da episodi ricorrenti di abbuffate seguiti da comportamenti compensatori come vomito autoindotto o uso improprio di farmaci; e il <strong>binge eating disorder</strong>, in cui le abbuffate non sono seguite da comportamenti compensatori e spesso si associano a obesit&agrave; e forte senso di colpa.</p>
<p>Accanto a queste forme esistono anche altri disturbi meno noti, come il <strong>disturbo evitante-restrittivo dell&rsquo;assunzione di cibo</strong> o alcune forme atipiche che non soddisfano completamente i criteri diagnostici ma hanno comunque un impatto significativo sulla salute.</p>
<p>Un aspetto particolarmente importante riguarda i <strong>segnali precoci</strong>, che spesso vengono sottovalutati. Tra questi figurano il rifiuto del proprio corpo, il controllo eccessivo dell&rsquo;alimentazione, l&rsquo;eliminazione di determinati cibi, l&rsquo;aumento improvviso dell&rsquo;attivit&agrave; fisica e il confronto continuo con modelli estetici irrealistici.</p>
<p>Secondo Croce, lo sviluppo di questi disturbi dipende dall&rsquo;interazione di diversi fattori: individuali, come bassa autostima o perfezionismo; familiari, legati alle dinamiche relazionali; e sociali e culturali, tra cui la pressione esercitata dai media e dai modelli estetici dominanti.</p>
<p>La prevenzione passa quindi attraverso il rafforzamento dei <strong>fattori protettivi</strong>, come la promozione dell&rsquo;autostima, l&rsquo;educazione alimentare e lo sviluppo di una visione critica nei confronti dei modelli proposti dai media.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140094.jpg" alt=""></p>
<h2>Chirurgia plastica: quando &egrave; indicata?</h2>
<p>Il dottor <strong>Alberto Rivarossa</strong>, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Plastica dell&rsquo;ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, ha offerto una riflessione sulla chirurgia plastica distinguendo chiaramente tra la sua dimensione ricostruttiva e quella estetica.</p>
<p>La chirurgia plastica, ha spiegato, comprende infatti diversi ambiti: la chirurgia ricostruttiva, la chirurgia estetica e la medicina rigenerativa.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140095.jpg" alt=""></p>
<p>La chirurgia ricostruttiva ha origini antichissime e nasce con l&rsquo;obiettivo di riparare lesioni, traumi o malformazioni. Attraverso esempi clinici e immagini di interventi, Rivarossa ha mostrato come questa disciplina possa restituire funzionalit&agrave; e qualit&agrave; di vita a pazienti colpiti da tumori cutanei, traumi o interventi oncologici, come nel caso della ricostruzione mammaria dopo una mastectomia.</p>
<p>Diverso &egrave; invece il discorso per la chirurgia estetica, che nasce spesso dal desiderio di migliorare l&rsquo;armonia del proprio corpo o di rafforzare la propria autostima.</p>
<p>Il rischio, tuttavia, &egrave; che in alcuni casi questa ricerca si trasformi in una c<strong>orsa alla perfezione</strong>, portando le persone a sottoporsi a interventi ripetuti senza mai sentirsi realmente soddisfatte.</p>
<p>Per questo motivo il chirurgo ha sottolineato l&rsquo;importanza di una corretta informazione e della scelta di professionisti qualificati, mettendo in guardia contro il cosiddetto <strong>turismo sanitario</strong> e le offerte di chirurgia estetica a basso costo.</p>
<p>Migliorare il proprio aspetto, ha concluso Rivarossa, non significa inseguire modelli irrealistici o imitare celebrit&agrave;, ma valorizzare la propria unicit&agrave; nel rispetto della sicurezza medica e dell&rsquo;equilibrio psicologico del paziente.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140096.jpg" alt=""></p>
<h2>La dimensione psicologica</h2>
<p>Il punto di vista psichiatrico &egrave; stato approfondito dalla dottoressa <strong>Erika Paradiso</strong>, dirigente medico presso l&rsquo;ospedale Santissima Annunziata di Savigliano.</p>
<p>Il suo intervento &egrave; partito dal concetto di <strong>immagine corporea</strong>, intesa come la rappresentazione mentale che ciascuno ha del proprio corpo.</p>
<p>Non si tratta di una fotografia oggettiva della realt&agrave;, ma di una costruzione psicologica complessa influenzata da percezioni, emozioni, pensieri e comportamenti. Questa rappresentazione si sviluppa nel corso della vita attraverso l&rsquo;interazione tra fattori biologici, psicologici e sociali.</p>
<p>L&rsquo;immagine corporea comprende diverse componenti - percettiva, affettiva, cognitiva e comportamentale - e si forma fin dall&rsquo;infanzia attraverso le relazioni, il confronto sociale e l&rsquo;influenza dei media.</p>
<p>Paradiso ha richiamato anche alcuni concetti della psicoanalisi, come quello di &ldquo;<strong>Io-pelle&rdquo;</strong>, secondo cui la pelle rappresenta non solo un organo biologico ma anche un confine psichico tra il s&eacute; e il mondo esterno.</p>
<p>Quando questo equilibrio si rompe, il disagio pu&ograve; manifestarsi attraverso il corpo, dando origine a disturbi psicosomatici o a tentativi di modificazione corporea utilizzati per compensare fragilit&agrave; interiori.</p>
<p>Nel caso della dismorfofobia, la persona sviluppa una preoccupazione eccessiva per difetti fisici minimi o inesistenti, accompagnata da comportamenti ripetitivi come il controllo continuo allo specchio o l&rsquo;evitamento della propria immagine.&nbsp;</p>
<p>Il disturbo pu&ograve; compromettere in modo significativo la vita sociale, affettiva e lavorativa.&nbsp;Per questo motivo &egrave; fondamentale la collaborazione tra chirurghi plastici e psichiatri: il chirurgo non deve limitarsi alla dimensione tecnica dell&rsquo;intervento, ma svolgere anche un ruolo di filtro clinico ed etico, valutando quando sia opportuno intervenire e quando, invece, sia necessario indirizzare il paziente verso un percorso psicologico o psichiatrico.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140097.jpg" alt=""></p>
<h2>Quando lo sport diventa compulsivo</h2>
<p>A chiudere la serata &egrave; stato l&rsquo;intervento del professor <strong>Fabrizio Solferino</strong>, docente nazionale della Federazione Pallavolo e operatore del benessere.</p>
<p>Solferino ha affrontato il rapporto tra sport, immagine corporea e benessere psicologico, ricordando come l&rsquo;attivit&agrave; fisica rappresenti uno strumento fondamentale per il mantenimento dell&rsquo;equilibrio tra dimensione fisica, psicologica ed emotiva.</p>
<p>Lo sport pu&ograve; contribuire a migliorare la percezione del proprio corpo, rafforzare l&rsquo;identit&agrave; personale e sviluppare una maggiore consapevolezza di s&eacute;.&nbsp;Tuttavia, anche in questo ambito esiste un rischio: quando l&rsquo;attivit&agrave; sportiva diventa un mezzo per inseguire un ideale corporeo irrealistico o per compensare insicurezze personali, pu&ograve; trasformarsi in un comportamento compulsivo.</p>
<p>In questi casi possono emergere segnali di disagio come affaticamento ingiustificato, perdita di peso eccessiva, irregolarit&agrave; del ciclo mestruale o una crescente distanza tra la percezione che una persona ha di s&eacute; e la propria realt&agrave; fisica.</p>
<p>Secondo Solferino, la prevenzione passa attraverso l&rsquo;educazione a una pratica sportiva equilibrata e attraverso la collaborazione tra diverse figure professionali. Gli sport di gruppo sono preferibili a quelli individuali, in quanto la componente della socialit&agrave; e dello spirito di squadra possono fare la differenza.&nbsp;La figura dell'allenatore, inoltre, pu&ograve; intercettare precocemente situazioni di rischio e promuovere una relazione sana tra corpo, sport e identit&agrave; personale.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140098.jpg" alt=""></p>]]></description><pubDate>Fri, 06 Mar 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Sulle montagne piemontesi nel 2025 sono morte 79 persone. Interventi in aumento per il Soccorso Alpino]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/sulle-montagne-piemontesi-nel-2025-sono-morte-79-persone-interventi-in-aumento-per-il-soccorso-alpino_115548.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/sulle-montagne-piemontesi-nel-2025-sono-morte-79-persone-interventi-in-aumento-per-il-soccorso-alpino_115548.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115548/139564.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese ha reso noti tutti i dati relativi all&rsquo;attivit&agrave; del 2025: un anno segnato da un nuovo aumento degli interventi, dopo la flessione che si era registrata nel 2024. L&rsquo;anno scorso ha fatto registrare 2.070 eventi di soccorso, 1.471 missioni di soccorso e 1.548 persone soccorse. Complessivamente il dato &egrave; nettamente pi&ugrave; alto rispetto al 2024, anno che per&ograve; era stato caratterizzato da condizioni meteorologiche avverse. Questo tipo di attivit&agrave; viene svolto dal servizio piemontese del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) a cui la Repubblica Italiana attribuisce le attivit&agrave; di soccorso e recupero degli infortunati in montagna, in ambiente ipogeo e in terreno impervio con le leggi 74/2001 e 126/2020. Il SASP effettua attivit&agrave; di soccorso sanitario in convenzione con l&rsquo;Azienda Zero della Regione Piemonte.&nbsp;</p>
<h2>Le chiamate in Centrale Operativa </h2>
<p>L&rsquo;allertamento della Centrale Operativa &egrave; il primo passo per l&rsquo;attivazione di un&rsquo;operazione di soccorso alpino o speleologico. L&rsquo;utente effettua la chiamata al Numero Unico delle Emergenze 112 che gira gli allarmi provenienti da terreno impervio al Tecnico del Soccorso Alpino presente h24 presso la sala dell&rsquo;Emergenza Sanitaria di Grugliasco (TO). Nel 2025 le chiamate gestite dai Tecnici di Centrale Operativa SASP sono state 2.070, in linea con l&rsquo;andamento degli ultimi anni e nettamente superiore al 2024 quando erano state 1.916. Oltre al miglioramento delle infrastrutture telefoniche mobili che consente di effettuare una chiamata di emergenza anche dalle aree pi&ugrave; remote della regione e alla sempre pi&ugrave; radicata abitudine a rivolgersi ai numeri telefonici d&rsquo;emergenza, occorre segnalare che aumentano gli allarmi lanciati tramite applicazioni per smartphone tra cui Georesq sviluppata dal CNSAS e tramite device come smartwatch.&nbsp;</p>
<h2>Le missioni di soccorso </h2>
<p>Delle chiamate che sono transitate presso la Centrale Operativa nel 2024, 1.471 sono state le missioni effettivamente attivate sul territorio, di cui 1.396 interventi di soccorso sanitario e 75 operazioni di Protezione Civile.&nbsp;</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115548/small_139565.jpg" alt="Tabella"></p>
<h2>Operazioni aeree o via terra </h2>
<p>Gli interventi di soccorso alpino vengono condotti in due modi: con il supporto dell&rsquo;eliambulanza del Servizio Regionale di Elisoccorso (il tecnico SASP &egrave; a bordo in tutte le missioni) oppure esclusivamente dalle squadre a terra. Nel 2025, l&rsquo;elicottero &egrave; intervenuto nel 70% delle missioni. Tuttavia il contributo generale offerto dalla presenza delle squadre a terra rimane fondamentale se si considera il dato delle persone soccorse che ammonta al 49% recuperate soltanto via terra, senza l&rsquo;ausilio degli elicotteri.&nbsp;</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115548/small_139567.jpg" alt="Tabella"></p>
<h2>Le persone soccorse </h2>
<p>Nel computo delle persone soccorse, per la prima volta si &egrave; deciso di includere esclusivamente le operazioni in cui vi &egrave; stata un&rsquo;attivazione della componente territoriale del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, escludendo sostanzialmente i pazienti recuperati dal Servizio Regionale di Elisoccorso nei comprensori sciistici dove le operazioni sono gestite in collaborazione con i servizi di soccorso piste. Per questo motivo, il numero di persone soccorse nel 2025, che ammonta a 1.548, risulta inferiore agli anni precedenti. Aggiungendo gli infortunati sulle piste da sci (187) il dato complessivo confrontabile con gli anni scorsi sale a 1735, il secondo dato pi&ugrave; alto di sempre dopo quanto registrato nel 2023 (1.793): 520 sono stati gli illesi, 949 i feriti e 79 i deceduti. Le principali cause di infortunio in montagna sono le cadute (36%) seguite dai malori (32%), e riguardano gli uomini nel 75% dei casi e le donne nel 25%. Infine, l&rsquo;84% delle persone soccorse praticava attivit&agrave; del tempo libero contro l&rsquo;11% di residenti in montagna e il 5% di persone infortunatesi in terreno impervio per lavoro. In nessun caso sono state applicate le spese di compartecipazione agli interventi previste dalla deliberazione n. 27-2363/2015 della Giunta Regionale piemontese.&nbsp;<br><br></p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115548/small_139566.jpg" alt="Tabella"></p>
<p>Scorrendo nelle immagini &egrave; disponibile il dettaglio dell'attivit&agrave; delle delegazioni di Soccorso Alpino della provincia di Cuneo.</p>]]></description><pubDate>Fri, 27 Feb 2026 08:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Morti sul lavoro, la Granda è in "zona rossa"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/morti-sul-lavoro-la-granda-e-in-zona-rossa_114383.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/morti-sul-lavoro-la-granda-e-in-zona-rossa_114383.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/114383/137753.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La provincia di Cuneo &egrave; in &ldquo;zona rossa&rdquo; per quanto riguarda i morti sul lavoro. &Egrave; quanto emerge dallo studio dell&rsquo;Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente pubblicato da Vega Engineering, che raccoglie le statistiche relative al 2025 sulla base dei dati Inail. Lo scorso anno la Granda ha pianto dodici vittime, con un&rsquo;incidenza di 45,7 infortuni mortali ogni milione di occupati. Cuneo &egrave; trentesima a livello nazionale ed &egrave; la seconda provincia peggiore del Piemonte dopo il Verbano Cusio Ossola. Maglia nera a Savona, con dieci vittime e un&rsquo;incidenza di 94,3 infortuni mortali ogni milione di occupati. In totale i morti sul lavoro in Italia nel 2025 sono stati 798 (616 italiani, 182 stranieri; 752 uomini, 46 donne). Dallo studio sono esclusi gli infortuni in itinere, vale a dire quelli che avvengono durante il normale percorso di andata e ritorno tra abitazione e luogo di lavoro, o tra due sedi lavorative.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/114383/small_137755.jpg" alt="Tabella"></p>
<p>In Piemonte i morti totali sono stati 65, per un&rsquo;incidenza di 35,1 che pone la regione al nono posto a livello nazionale con l&rsquo;8,1% dei decessi totali in Italia nel 2025. Il numero pi&ugrave; alto di vittime &egrave; quello della Lombardia (112, il 14% del totale). L&rsquo;incidenza pi&ugrave; alta in relazione agli occupati &egrave; invece quella della Basilicata, con 61 infortuni mortali ogni milione di occupati. Il Piemonte rientra in quella che viene classificata come &ldquo;zona arancione&rdquo; insieme a Liguria, Calabria e Veneto. In zona rossa Basilicata, Campania, Umbria, Puglia e Sicilia, dati migliori per le restanti regioni. Per la nostra regione si tratta di un peggioramento: lo stesso studio, nella scorsa edizione sulla base dei dati del 2024, inseriva il Piemonte in zona gialla.&nbsp;</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/114383/small_137754.jpg" alt="Tabella"></p>
<h2>I settori pi&ugrave; a rischio</h2>
<p>Lo studio offre anche una classificazione per settori, con l&rsquo;esclusione di 212 casi (il 26,6% del totale) in cui il comparto non &egrave; specificato. Il settore pi&ugrave; a rischio &egrave; quello delle costruzioni, con 148 decessi (18,5%) seguito dal manifatturiero (117 morti, 14,7%) e dal trasporto e magazzinaggio (110 morti, 13,8%).&nbsp;</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/114383/small_137756.jpg" alt="Tabella"></p>
<h2>La divisione per et&agrave;</h2>
<p>La gran parte degli incidenti mortali riguardano lavoratori in et&agrave; pi&ugrave; avanzata: 223 vittime avevano tra i 45 e i 54 anni, 300 tra i 55 e i 64 anni, 85 pi&ugrave; di 65 anni. La larga parte dei decessi, inoltre, si concentra nei giorni dal luned&igrave; al venerd&igrave;: solo il 9% degli incidenti mortali si &egrave; verificato nel weekend. Il giorno pi&ugrave; pericoloso risulta essere il luned&igrave;, con il 21,8% per le vittime.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/114383/small_137757.jpg" alt="Tabella"></p>
<h2>I dati provinciali</h2>
<p>La classificazione per colori viene elaborata rapportando l&rsquo;incidenza provinciale con l&rsquo;incidenza media nazionale (33,3 vittime ogni milione di occupati): le province con un un&rsquo;incidenza superiore a 1,25 volte la media nazionale sono in zona rossa, quelle tra 1 e 1,25 in zona arancione, quelle tra 0,75 e 1 in zona gialla, mentre sono in zona bianca quelle con un&rsquo;incidenza inferiore a 0,75 volte l&rsquo;incidenza media nazionale. La Granda, come detto, rientra in zona rossa, come altre trentacinque province italiane.&nbsp;</p>
<p>I dati peggiori sono quelli di Savona, Macerata e Brindisi, mentre l&rsquo;unica provincia che nel 2025 non ha registrato morti sul lavoro &egrave; Trieste.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Denunce di infortunio in aumento</h2>
<p>Sono in generale in crescita le denunce di infortunio: 495.590 in totale, erano state 490.725 nel 2024 (+1%). Tendenza analogo per le denunce di infortunio in itinere: erano state 98.846 nel 2024, sono state 102.120 nel 2025, per un aumento del 3,3%.</p>
<p>&ldquo;<em>Il 2025 si chiude con numeri che ci ricordano quanto sia fondamentale mantenere alta l&rsquo;attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Le 1.093 vittime totali, di cui 798 in occasione di lavoro, confermano che ci sono settori, come l&rsquo;edilizia, le attivit&agrave; manifatturiere e i trasporti e magazzinaggio, in cui le fragilit&agrave; della sicurezza restano evidenti. Sebbene rispetto al 2024 si registri un aumento di tre vittime, questa &ldquo;stabilit&agrave;&rdquo; non pu&ograve; farci abbassare la guardia: ogni numero rappresenta una vita persa e sottolinea quanto sia fondamentale continuare a investire in prevenzione e cultura della sicurezza</em>&rdquo;, il commento di Mauro Rossato, presidente dell&rsquo;Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega.</p>
<p><a href="https://www.vegaengineering.com/comunicati/morti-sul-lavoro-nel-2025-da-gennaio-a-dicembre-2025-sono-1-093-le-vittime-totali-rischio-di-morte-piu-elevato-al-sud-e-piu-che-doppio-tra-gli-stranieri/#:~:text=Sono%20251%20gli%20stranieri%20vittime,a%20quello%20dei%20lavoratori%20italiani." target="_blank">QUI</a> il rapporto completo.<br><br></p>]]></description><pubDate>Fri, 06 Feb 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Andrea Dalmasso</dc:creator><author><name>Andrea Dalmasso</name></author></item><item><title><![CDATA[Viaggi fantasma, i consigli di Lab Travel per non imbattersi in brutte sorprese]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/viaggi-fantasma-i-consigli-di-lab-travel-per-non-imbattersi-in-brutte-sorprese_114027.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/viaggi-fantasma-i-consigli-di-lab-travel-per-non-imbattersi-in-brutte-sorprese_114027.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/114027/137278.jpg" title="" alt="" /><br /><p><em>&ldquo;&Egrave; un peccato che episodi del genere influenzino negativamente il nostro settore fatto di realt&agrave; valide, soprattutto nel Cuneese&rdquo;</em>. Giulia Barroero, amministratore delegato di Lab Travel, difende il suo mondo, quello delle agenzie di viaggio in questi giorni finito sotto la lente di ingrandimento dopo che &egrave; diventato mediatico <a href="https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/viaggi-pagati-e-poi-cancellati-rimborsi-mai-arrivati-il-caso-di-un-agenzia-viaggi-di-cuneo_113978.html" target="_blank">il caso dell&rsquo;agenzia </a>&ldquo;Viaggi &amp; Emozioni&rdquo;, fatto di vacanze pagate e mai effettuate, di voli cancellati e di rimborsi non ricevuti da un numero di persone che cresce ogni giorno. &nbsp;</p>
<p>Lab Travel, gruppo cuneese da 70 milioni di fatturato, 35 dipendenti e 150 personal voyager, presente nel capoluogo della Granda con l&rsquo;agenzia Itinerari Daniele e in tutta Italia con 42 filiali, &egrave; un valido esempio per far capire a tutti che generalizzare &egrave; sbagliato e che rivolgersi ad agenzie strutturate e organizzate pu&ograve; fare la differenza per evitare di incorrere in spiacevoli imprevisti. &nbsp;</p>
<p><em>&ldquo;La prima reazione quando ho appreso la notizia? Dispiacere</em> &ndash; spiega Giulia Barroero -, <em>perch&eacute; parliamo di una realt&agrave; di Cuneo, a cui si sono rivolte persone che possiamo anche conoscere, e perch&eacute; inevitabilmente si tratta di episodi che influenzano negativamente il settore. Ma non siamo stupiti, perch&eacute; purtroppo non &egrave; il primo caso: solo l&rsquo;anno scorso era successa una cosa simile, sempre a Cuneo. Operando in tutta Italia ne vediamo di realt&agrave; che vanno avanti cos&igrave;, con gestioni in cui si cerca di mettere una pezza qua e l&agrave;, fino a che ad un certo punto la situazione precipita, arriva il momento in cui con gli acconti dei viaggi successivi non riesci pi&ugrave; a pagare i saldi di chi deve partire, e tutto esplode. Avere un&rsquo;agenzia &egrave; molto complicato, ci sono tante cose importanti a cui stare dietro che richiedono una certa struttura. Questo non significa che sono valide solo le grosse agenzie: serve una struttura di un certo tipo, che si pu&ograve; avere anche in una realt&agrave; piccola&rdquo;.&nbsp;</em></p>
<p><em>&ldquo;Io, che scherzando mi definisco un sopravvissuto, ho visto tutte le evoluzioni di questo settore</em> &ndash; commenta Claudio Daniele di Itinerari Daniele -. <em>Oggi non basta quello che si faceva una volta, ci sono adempimenti e verifiche che richiedono un&rsquo;organizzazione differente, perch&eacute; ci sono regole decisamente pi&ugrave; stringenti rispetto a qualche anno fa. A volte abbiamo a che fare con clienti che si meravigliano di cose che sono normali per un&rsquo;agenzia di viaggi, come mettere a disposizione documenti, biglietti, contratti, dare un supporto. In poche parole, essere organizzati&rdquo;.</em></p>
<p><em><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/114027/small_137279.jpg" alt=""></em></p>
<p>Questa vicenda pu&ograve; senza dubbio insegnare alle persone ad essere pi&ugrave; accorte quando &egrave; il momento di prenotare un viaggio, facendo attenzione ad alcuni punti fondamentali:&nbsp;<em>&ldquo;Innanzitutto, &egrave; importante ricevere un contratto firmato in cui si specificano i servizi prenotati e le scadenze di pagamento</em> &ndash; spiega Giulia Barroero -<em>: &egrave; una garanzia per entrambe le parti. Sopra, deve esserci riportato tutto, anche chi &egrave; l&rsquo;organizzatore e se ci si appoggia ad un intermediario. In questa vicenda sono stati tirati in mezzo anche dei tour operator, che hanno ricevuto parecchie telefonate: questa cosa dispiace. Capiamo la rabbia del cliente, che vede andare in fumo il viaggio per cui magari ha risparmiato per tutto un anno, ma bisogna individuare le responsabilit&agrave; e non sparare a zero. Ci sono poi due documenti obbligatori che l&rsquo;agenzia deve riportare, il fondo di garanzia e la polizza Rc, coperture che in caso di fallimento rimborsano il cliente o rendono comunque possibile il viaggio. Vanno rinnovati ogni anno, ma mentre in altre regioni se non lo fai rischi di vederti chiusa la filiale, in Piemonte questo avviene meno, per cui succede che chi &egrave; in difficolt&agrave; economiche non lo faccia. Un altro punto importante &egrave; quello delle possibili modifiche: ci sono, perch&eacute; effettivamente gli imprevisti capitano, ma deve essere ben chiaro che ci sono una serie di obblighi e garanzie che vanno mantenute da parte dell&rsquo;agenzia&rdquo;.&nbsp;</em></p>
<p><em>&ldquo;Serve tanta professionalit&agrave;</em> &ndash; aggiunge Claudio Daniele -<em>: in questo senso, un aspetto importantissimo &egrave; la formazione, a cui noi teniamo molto: in Lab Travel vengono fatti corsi e aggiornamenti praticamente ogni giorno, c&rsquo;&egrave; un&rsquo;attenzione maniacale alla preparazione del personale e alla qualit&agrave; dei sistemi utilizzati. Tutto questo comporta investimenti e costi, ma dobbiamo essere all&rsquo;avanguardia per affrontare le difficolt&agrave; quotidiane di questo lavoro e rispondere alle aspettative della gente che ci sceglie da tanto tempo&rdquo;</em>. E che, come conferma Giulia Barroero, continua a farlo: <em>&ldquo;Una volta si pensava che venendo in agenzia si fosse obbligati a scegliere qualche pacchetto prestabilito, in realt&agrave; noi aiutiamo i clienti a costruirsi il viaggio che vogliono su misura, in base alle loro esigenze, pensando per&ograve; a tutto noi. E vi assicuro che, organizzando un viaggio da soli, si va a spendere spesso di pi&ugrave;, perch&eacute; ci si dimentica sempre qualcosa. Senza parlare dei possibili imprevisti e delle truffe che viaggiano anche sul web&rdquo;.&nbsp;</em></p>]]></description><pubDate>Fri, 30 Jan 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Gabriele Destefanis</dc:creator><author><name>Gabriele Destefanis</name></author></item><item><title><![CDATA[In Piemonte il numero di laureati è sotto la media italiana]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-piemonte-il-numero-di-laureati-e-sotto-la-media-italiana_113701.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-piemonte-il-numero-di-laureati-e-sotto-la-media-italiana_113701.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/113701/136838.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;Italia &egrave; uno dei paesi europei con meno laureati. &Egrave; questo, in estrema sintesi, il quadro che emerge dallo studio pubblicato da Openpolis, basato su dati Eurostat relativi al 2024. Su questo fronte l&rsquo;Unione Europea si &egrave; data un obiettivo preciso: raggiungere una quota del 45% di laureati tra la popolazione di et&agrave; compresa tra i 25 e i 34 anni entro il 2030. Un traguardo che molti Paesi hanno gi&agrave; raggiunto, ma che per l&rsquo;Italia appare ancora distante.</p>
<p>Secondo i dati di Eurostat il 33,5% della popolazione europea tra i 25 e i 74 anni, a fine 2024, aveva conseguito un titolo di istruzione terziaria. Le quote pi&ugrave; elevate si registrano in Irlanda, Lussemburgo, Svezia e Cipro, dove oltre il 45% della popolazione adulta ha un titolo universitario (o equiparabile). All&rsquo;estremo opposto si collocano Romania e Italia, entrambe sotto il 25%.</p>
<p>Guardando alla fascia pi&ugrave; rilevante per il monitoraggio delle politiche europee, quella dei giovani adulti (25-34 anni), emerge un quadro ancora pi&ugrave; netto. Nel 2024, la media Ue era gi&agrave; al 44,2% e quasi la met&agrave; degli stati membri aveva raggiunto o superato il target. L&rsquo;Italia, invece, si colloca al penultimo posto, con una quota pari al 31,6%, distante oltre 13 punti percentuali dall&rsquo;obiettivo e con una percentuale maggiore solo alla Romania (23,2%).</p>
<p>All&rsquo;interno di questo quadro si evidenzia anche una marcata differenza di genere: le donne raggiungono livelli di istruzione terziaria molto pi&ugrave; spesso degli uomini. Nel nostro paese il divario &egrave; particolarmente ampio e supera i 13 punti percentuali, uno dei pi&ugrave; elevati in Europa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La situazione in Italia</h2>
<p>I dati regionali relativi all&rsquo;Italia derivano dalle statistiche sperimentali Istat e fanno riferimento a una fascia d&rsquo;et&agrave; pi&ugrave; ampia (25-49 anni). Per questo motivo non possono essere utilizzati per misurare direttamente il raggiungimento dell&rsquo;obiettivo europeo, ma rappresentano comunque uno strumento significativo per valutare lo &ldquo;stato dell&rsquo;arte&rdquo; e le disuguaglianze interne al paese. I dati pi&ugrave; recenti, in questo caso, sono relativi al 2022.</p>
<p>In quell&rsquo;anno in Piemonte era in possesso di una laurea il 27,3% della popolazione tra i 25 e i 49 anni: si tratta del dato pi&ugrave; basso tra le grandi regioni del nord, inferiore anche alla media italiana che si assesta al 28%. Solo sei regioni superano il 30%: Lazio (32,6%), Molise (31,6%), Abruzzo (30,8%), Lombardia (30,6%), Emilia Romagna (30,5%) e Marche (30,4%).</p>
<p>All&rsquo;opposto, le regioni con le percentuali pi&ugrave; basse sono Sicilia (22,5%), Campania (23,6%) e Sardegna (23,7%).</p>
<p>&ldquo;<em>Va comunque osservato</em> - si legge nello studio pubblicato da Openpolis - <em>che nel periodo temporale compreso tra il 2018 e il 2022 in tutte le regioni si &egrave; registrato un aumento pi&ugrave; o meno significativo della quota di laureati. Gli incrementi pi&ugrave; consistenti si osservano in Trentino-Alto Adige (+4,4 punti percentuali), Lombardia e Veneto (entrambe +4,3). Una dinamica certamente positiva ma ancora non sufficiente</em>&rdquo;.</p>
<p>In Piemonte l&rsquo;aumento, rispetto al 23,3% del 2018, &egrave; stato di 4 punti percentuali.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I dati della provincia di Cuneo&nbsp;</h2>
<p>Lo studio offre anche la possibilit&agrave; consultare i dati di tutti i Comuni italiani. La quota pi&ugrave; alta in provincia di Cuneo - oltre che in tutto il Piemonte - &egrave; quella di Bergolo (50%), seguono Briga Alta (41,7%), Roascio (40,9%) e Ostana (40,7%). Tra le sette sorelle primeggia Savigliano con il 31,5% di laureati nella fascia 25-49 anni. A seguire Cuneo (31,4%), Alba (30,9%), Mondov&igrave; (28,2%) e Saluzzo (28,1%). Sotto la media nazionale Bra (26%) e Fossano (25,7%).</p>
<p>In fondo alla classifica, a quota 0, Torresina e Castelmagno, dati molto bassi anche per Isasca (4,5%), Canosio (5,6%) e Monasterolo Casotto (5,9%).</p>
<p>&ldquo;<em>Nel complesso, per&ograve;, i territori con una forte presenza di laureati restano una minoranza. Solo 81 comuni superano il 40%, mentre nella maggior parte dei casi la quota di popolazione con titolo terziario si colloca sotto il 30%. In 2.376 comuni, meno di un residente su cinque tra i 25 e i 49 anni ha completato un percorso universitario</em>&rdquo;, si legge nel rapporto.</p>
<p><a href="https://www.openpolis.it/litalia-e-ancora-lontana-dagli-obiettivi-europei-sui-laureati/" target="_blank">QUI lo studio completo.</a></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 23 Jan 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Andrea Dalmasso</dc:creator><author><name>Andrea Dalmasso</name></author></item><item><title><![CDATA[All'Afp di Cuneo si formano i professionisti del benessere]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/all-afp-di-cuneo-si-formano-i-professionisti-del-benessere_113002.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/all-afp-di-cuneo-si-formano-i-professionisti-del-benessere_113002.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/113002/135857.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In un mondo in cui la tecnologia viaggia veloce e in cui l&rsquo;intelligenza artificiale e i suoi sviluppi si stanno ritagliando uno spazio sempre pi&ugrave; importante, acquisire competenze in una professione prettamente artigiana, in cui gioca un ruolo importante anche la componente creativa, assume un valore ancora pi&ugrave; decisivo rispetto ad alcuni anni fa. &Egrave; questo uno dei punti di forza dei corsi di acconciatura ed estetica offerti dall&rsquo;Afp nel suo centro di Cuneo, in via Tiziano Vecellio 8/C.&nbsp;</p>
<p>Una scuola che offre spazi moderni, da quest&rsquo;anno ancora pi&ugrave; ampi: &ldquo;<em>Lo scorso anno sono stati riqualificati 400 metri quadrati di spazio che avevamo a disposizione per un nuovo laboratorio di estetica, per spogliatoi e nuove aule didattiche. Ci teniamo molto ad avere ambienti gradevoli e puliti, a maggior ragione in un centro che si occupa di benessere</em>&rdquo;, spiega il direttore del Centro Afp di Cuneo Federico Matteodo.&nbsp;</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/113002/small_135864.jpg" alt="Foto"></p>
<h2>I corsi</h2>
<p>I due corsi triennali, da 990 ore all&rsquo;anno, si rivolgono a studentesse e studenti (nel corso di acconciatura gli iscritti maschi sono poco sotto il 50%) che hanno concluso le scuole medie. Entrambi i percorsi offrono la possibilit&agrave; - per quanto riguarda l&rsquo;estetica si tratta di una novit&agrave; recente - di frequentare anche un quarto anno, al termine del quale si ottiene il diploma abilitante alla professione. &ldquo;<em>Oltre che un titolo di studio di livello superiore, rappresenta potenzialmente le &lsquo;chiavi in mano&rsquo; per avere un&rsquo;attivit&agrave; in proprio</em>&rdquo;, dice il direttore: &ldquo;<em>L&rsquo;abilitazione &egrave; un valore aggiunto perch&egrave; permette non solo di aprire la propria attivit&agrave;, ma anche di assumere la direzione tecnica di un salone o di un centro estetico, o ancora di procedere con l&rsquo;affitto di poltrona e cabina, una soluzione che sta prendendo piede ultimamente. Qui diamo un pacchetto completo: chi esce da qui ha in mano un mestiere, una professione artigiana. Questi percorsi stanno riscuotendo un buon successo, abbiamo tanti esempi di ex studentesse che oggi esercitano la loro attivit&agrave; in proprio</em>&rdquo;. Ad oggi gli iscritti totali nei due percorsi sono circa duecento.</p>
<p>Il corso di acconciatura si svolge in modalit&agrave; duale: gi&agrave; dal secondo anno &egrave; previsto un periodo di alternanza scuola-lavoro in saloni della zona per circa un terzo delle ore totali dell&rsquo;anno. Modalit&agrave; tradizionale, invece, per il corso di estetica, che prevede uno stage da circa 300 ore solo dal terzo anno, considerato il contatto pi&ugrave; &ldquo;intimo&rdquo; con i clienti che la professione prevede. Entrambi i percorsi formativi prevedono anche le materie classiche, oltre a due giorni a settimana di attivit&agrave; in laboratorio.</p>
<p>&ldquo;<em>I docenti sono tutti professionisti del settore, che hanno o hanno avuto un salone o un centro estetico e che lavorano in questo settore</em>&rdquo;, spiega Matteodo.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/113002/small_135861.jpg" alt="Foto"></p>
<h2>Persone, non solo studenti</h2>
<p>Punto cardinale e denominatore comune di tutti i Centri Afp &egrave; l&rsquo;attenzione alla persona a tutto tondo, anche oltre gli aspetti che riguardano strettamente la formazione professionale e tecnica: &ldquo;<em>Abbiamo un&rsquo;attenzione particolare verso i nostri ragazzi e le nostre ragazze. Lo facciamo con alcune figure dedicate, come quella del tutor, che si interfaccia con studenti e famiglie per accompagnarli nel percorso formativo, cercando di risolvere quelle problematiche che talvolta si possono creare in un ambiente scolastico. C&rsquo;&egrave; inoltre il referente dell&rsquo;alternanza, che monitora l&rsquo;attivit&agrave; e va a visitare i ragazzi quando sono al lavoro nei saloni e nei centri estetici. Curiamo l&rsquo;inserimento, gestiamo eventuali difficolt&agrave; e tutto ci&ograve; che pu&ograve; emergere nel periodo di stage</em>&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>&ldquo;<em>Abbiamo poi materie trasversali</em>, - prosegue il direttore -<em> finalizzate ad accompagnare gli allievi nella costruzione di un gruppo. Si tratta di un aspetto primario, perch&egrave; chi lavorer&agrave; in questi ambiti raramente sar&agrave; da solo. Poi, non meno importante, c&rsquo;&egrave; l&rsquo;attenzione alla comunicazione: durante l&rsquo;attivit&agrave; lavorativa ragazzi e ragazze avranno a che fare ogni giorno con persone con problemi, preferenze e caratteri diversi, sapersi relazionare in maniera positiva &egrave; fondamentale, una skill che oggi viene molto richiesta nel mondo del lavoro. In quest&rsquo;ottica facciamo attivit&agrave; mirate, come simulazioni e open day, aprendo anche a soggetti esterni: per esempio lo facciamo con persone fragili, penso ai centri per disabili che vengono qui con i loro ospiti e hanno la possibilit&agrave; di fruire dei servizi di acconciatura ed estetica, dall&rsquo;accoglienza fino al percorso vero e proprio. Una dimensione assolutamente importante</em>&rdquo;.&nbsp;</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/113002/small_135862.jpg" alt="Foto"></p>
<h2>Le collaborazioni</h2>
<p>Iniziativa recente &egrave; quella che riguarda l&rsquo;avvicinamento al mondo del volontariato: &ldquo;<em>Si tratta di un progetto pilota che stiamo iniziando con le classe seconde. Abbiamo iniziato a coinvolgere ragazzi e ragazze nelle attivit&agrave; di alcune associazioni, sotto l&rsquo;egida del Centro Servizi Volontariato, con iniziative da svolgere in orario extra scolastico. Una delle attivit&agrave; svolte &egrave; la raccolta giocattoli per la Pediatria del &lsquo;Santa Croce&rsquo;, in collaborazione con Abio. &Egrave; una palestra per allenare l&rsquo;empatia, la comunicazione positiva, il confronto con altre persone</em>&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>Il Centro Afp di Cuneo vanta anche una collaborazione stabile con il Teatro Toselli: &ldquo;<em>Quando ci sono opere in collaborazione con Promocuneo talvolta veniamo chiamati per il servizio di acconciatura e trucco, una bella occasione per mettersi alla prova</em>&rdquo;, spiega Matteodo.&nbsp;</p>
<p>Studenti e studentesse dell&rsquo;Afp cuneese hanno poi l&rsquo;opportunit&agrave; di usufruire di borse di studio Erasmus per sostenere all&rsquo;estero l'esperienza di alternanza scuola-lavoro: &ldquo;<em>Lo scorso anno tre allieve hanno lavorato in Spagna, a Valencia. Una di loro ha avuto una proposta da un salone della stessa citt&agrave;, l&rsquo;ha accettata e ora si &egrave; trasferita. Stiamo predisponendo ora il nuovo bando: tra febbraio e marzo avvieremo la nuova esperienza in Slovenia, a Maribor</em>&rdquo;.</p>
<p>Grazie all&rsquo;affiliazione dell&rsquo;Afp ai Centri Salesiani, infine, studenti e studentesse del Centro di Cuneo possono poi partecipare ai concorsi promossi nel settore benessere, ma anche nelle materie trasversali. Tra i concorsi anche quelli nell&rsquo;ambito del Cosmoprof, la principale fiera di settore in Italia, alla quale il Centro Afp di Cuneo fa visita ogni anno.&nbsp;</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/113002/small_135863.jpg" alt="Foto"></p>
<h2>Operatore del benessere - Erogazione di trattamenti di acconciatura</h2>
<p><em>L'Operatore del benessere - Erogazione di trattamenti di acconciatura &egrave; un professionista artigiano in grado di realizzare tutte le funzioni inerenti la cura estetica del capello (lavaggio, taglio, colorazione, permanente, messa in piega, ecc.).</em></p>
<p><em>Al termine del corso sar&agrave; in grado di: curare la pulizia e l'igiene della persona e dell'ambiente di lavoro nel rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza; studiare le capigliature pi&ugrave; adatte ad ogni tipo di clientela; accogliere e consigliare il cliente su trattamenti e cura dei capelli riconoscere prodotti e strumenti da utilizzare per un trattamento completo del cuoio capelluto e dei capelli; lavare i capelli ed applicare prodotti curativi e fissatori (cosmetici); tagliare i capelli con diverse tecniche (classiche e moderne), con uso di forbici e di rasoi; utilizzare tecniche di schiaritura, colorazione, meches e colpi di sole; utilizzare tecniche di messa in piega temporanea o permanente.</em></p>
<p><em>L' Operatore del benessere - Erogazione di trattamenti di acconciatura potr&agrave; lavorare in saloni di acconciatura, saloni di bellezza. Dopo aver fatto esperienza e raggiunto un elevato grado di autonomia, potr&agrave; avviare un'attivit&agrave; in proprio. Se si intende intraprendere l'attivit&agrave; autonoma, solitamente dopo aver acquisito una buona esperienza come dipendente, occorre acquisire l'abilitazione professionale che si ottiene frequentando un'ulteriore annualit&agrave; (diploma professionale come Tecnico dell'acconciatura) o, in alternativa un corso abilitante.</em></p>
<p><em>&Egrave; prevista una durata di 990 ore annuali. Il corso verr&agrave; erogato con la modalit&agrave; dell&rsquo;alternanza rafforzata. Al corso di potranno essere iscritti giovani assunti con contratto di apprendistato di primo livello ai sensi dell&rsquo;art. 43 del Dlgs 81/2015 (modalit&agrave; duale). Nel primo anno verr&agrave; realizzata l'alternanza simulata della durata di 150 ore, intesa come periodo di applicazione pratica in agenzia formativa. L&rsquo;impresa formativa simulata &egrave; una modalit&agrave; di realizzazione dell&rsquo;alternanza scuola lavoro, attuata mediante la costituzione di un&rsquo;impresa virtuale animata dagli allievi/e e viene contestualizzata nel settore professionale. Nel secondo e terzo anno l'alternanza si svolger&agrave; in azienda per una durata di 300 ore per ogni anno. Nel caso di allievi con contratto di apprendistato si applica la norma prevista (D.Lgs n. 81/2015 e D.M. 12/10/2015).</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Operatore del benessere - Erogazione dei servizi di trattamento estetici</h2>
<p><em>L'Operatore del benessere - Erogazione dei servizi di trattamento estetici &egrave; un professionista artigiano in grado di realizzare trattamenti estetici su pelle, mani e piedi eliminando, o rendendo meno visibili, gli inestetismi presenti. Tra i servizi pi&ugrave; frequenti ci sono: massaggi corporei, trucco e pulizia del viso, manicure, pedicure e depilazione.</em></p>
<p><em>Al termine del corso sar&agrave; in grado di: curare la pulizia e l'igiene della persona e dell'ambiente di lavoro nel rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza; accogliere e consigliare il cliente sul processo estetico da intraprendere; eseguire i trattamenti utilizzando le attrezzature e i cosmetici necessari; svolgere attivit&agrave; contabile e amministrativa per l'emissione della documentazione fiscale necessaria per legge; controllare la quantit&agrave; dei prodotti cosmetici presenti in magazzino determinandone il fabbisogno; relazionarsi con informatori.</em></p>
<p><em>L'Operatore del benessere - Erogazione dei servizi di trattamento estetici pu&ograve; lavorare negli istituti di bellezza, nei centri di estetica, presso parrucchieri, profumerie, palestre o piscine, beauty-farm o centri benessere. Alcuni di questi centri si trovano all'interno di alberghi, centri termali e strutture di riabilitazione. Talvolta questa professione pu&ograve; essere svolta anche in studi dermatologici che ospitano un centro estetico. Se si intende intraprendere l'attivit&agrave; autonoma occorre acquisire l'abilitazione professionale che prevede un ulteriore corso di specializzazione e il superamento di un esame di abilitazione.</em></p>
<p><em>&Egrave; prevista una durata di 990 ore annuali. Al corso di potranno essere iscritti giovani di et&agrave; compresa tra 14 e 24 anni (fino al compimento del venticinquesimo anno di et&agrave;) che hanno terminato il primo ciclo di istruzione, anche assunti in apprendistato ai sensi dell&rsquo;art. 43 del D.Lgs. 81/2015 e privi di titolo di scuola secondaria di II grado. Il terzo anno &egrave; previsto lo svolgimento di uno stage in azienda della durata di 300 ore.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>I corsi sono gratuiti, in attesa di presentazione, approvazione e finanziamento da Fondi Statali, Bilancio Regionale e PR FSE+ 2021/2027.</em></p>
<p><em>OBBLIGO DI ISTRUZIONE (IeFP): CORSI TRIENNALI E DIPLOMI PROFESSIONALI A.F. 2026/2027</em></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 09 Jan 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Informazione pubblicitaria</dc:creator><author><name>Informazione pubblicitaria</name></author></item><item><title><![CDATA[Gli incidenti stradali e l'obiettivo "zero vittime" entro il 2050: a che punto è il Piemonte?]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/gli-incidenti-stradali-e-l-obiettivo-zero-vittime-entro-il-2050-a-che-punto-e-il-piemonte_112769.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/gli-incidenti-stradali-e-l-obiettivo-zero-vittime-entro-il-2050-a-che-punto-e-il-piemonte_112769.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112769/135506.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nel 2024 in Piemonte si sono verificati 10.487 incidenti stradali. Un numero che da solo restituisce la dimensione di un fenomeno che riguarda da vicino anche il Cuneese, attraversato ogni giorno da spostamenti per lavoro, studio e turismo. A livello regionale, gli incidenti hanno causato 171 morti e 14.692 feriti: dati che, pur mostrando segnali di miglioramento sul fronte delle vittime, continuano a fotografare una situazione complessa.</p>
<p>&Egrave; questo il quadro che emerge dalla nuova <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/12/focus-piemonte-valle-d-aosta-2024.pdf" target="_blank">analisi territoriale dell&rsquo;Istat</a>, diffusa a dicembre 2025, che mette a disposizione una geografia dettagliata dell&rsquo;incidentalit&agrave; stradale. La pubblicazione si inserisce nel contesto degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell&rsquo;Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che includono la sicurezza stradale nell&rsquo;Obiettivo 3, dedicato a salute e benessere, e pi&ugrave; in generale nelle politiche per citt&agrave; sostenibili e infrastrutture sicure. Gli obiettivi europei prevedono il dimezzamento di vittime e feriti gravi entro il 2030 rispetto al 2019, con lo sguardo rivolto alla prospettiva di &ldquo;zero vittime&rdquo; entro il 2050.</p>
<p>Nel 2024, degli oltre 10 mila incidenti piemontesi, 1.158 sono avvenuti in provincia di Cuneo, un dato in aumento rispetto al 2023 (1.084). Anche le persone decedute sono in aumento: 34, due in pi&ugrave; se confrontate con l&rsquo;anno precedente.</p>
<p>La Granda &egrave; la terza provincia in Piemonte per numero di incidenti: guidano la classifica Torino (5.483) e Alessandria (1.207). Tra le province con i dati pi&ugrave; bassi, invece, ci sono Verbania (363), Biella (393) e Vercelli (403). Considerando il numero dei decessi, Cuneo passa al secondo posto, preceduta da Torino (63 morti) e seguita da Asti (20) e Alessandria (19).</p>
<p>A livello nazionale il numero di decessi &egrave; rimasto pressoch&eacute; stabile rispetto al 2023, mentre incidenti e feriti sono aumentati del 4,1%. In Piemonte, per&ograve;, il dato sulle vittime &egrave; in controtendenza: rispetto all&rsquo;anno precedente i morti sono diminuiti del 3,9%, mentre incidenti e feriti sono cresciuti rispettivamente del 4,6% e del 5,6%.</p>
<p>Guardando al lungo periodo, il miglioramento &egrave; pi&ugrave; netto. Dal 2010 al 2024 il numero di vittime della strada si &egrave; ridotto del 47,7% in Piemonte, una contrazione pi&ugrave; marcata rispetto alla media nazionale. Anche rispetto al 2019, anno di riferimento per gli obiettivi europei, le vittime sono diminuite del 26,3%.</p>
<p>Restano per&ograve; alcune criticit&agrave; che riguardano anche il territorio cuneese. In Piemonte, nel 2024, il 70,7% degli incidenti si &egrave; verificato sulle strade urbane. A livello regionale, gli incidenti sono aumentati su tutte le tipologie di strada, ma l&rsquo;incremento pi&ugrave; marcato si &egrave; registrato sulle autostrade.</p>
<p>Nei dati Istat particolare attenzione &egrave; riservata agli utenti vulnerabili: bambini, giovani, anziani e pedoni. Nel 2024 queste categorie rappresentano il 47,4% dei deceduti in Piemonte, un valore leggermente superiore alla media nazionale. L&rsquo;incidenza dei pedoni morti in incidenti stradali &egrave; cresciuta rispetto al 2019, passando dal 16,4% al 18,7%, mentre a livello nazionale si osserva una diminuzione.<br>Anche il costo sociale dell&rsquo;incidentalit&agrave; resta elevato. Nel 2024 in Piemonte &egrave; stato stimato in 1,1 miliardi di euro, pari a circa 260 euro pro capite. Risorse che raccontano l&rsquo;impatto economico degli incidenti, oltre a quello umano e sociale, e che potrebbero essere ridotte attraverso politiche di prevenzione pi&ugrave; efficaci.</p>
<p>Dal punto di vista temporale, la maggior parte degli incidenti avviene tra le 8 e le 20, ma gli indici di mortalit&agrave; pi&ugrave; elevati si registrano nelle ore notturne, in particolare tra le 2 e le 4 del mattino, spesso nel fine settimana. Tra maggio e settembre, che sono i mesi di maggiore mobilit&agrave;, si verifica oltre il 40% degli incidenti annuali.</p>
<p>Infine, il report Istat individua anche le cause. In Piemonte le pi&ugrave; frequenti restano il mancato rispetto delle precedenze e la guida distratta, seguite dall&rsquo;eccesso di velocit&agrave;. Comportamenti quotidiani, spesso sottovalutati, che continuano a essere alla base di gran parte degli incidenti.</p>]]></description><pubDate>Thu, 01 Jan 2026 07:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Micol Maccario</dc:creator><author><name>Micol Maccario</name></author></item><item><title><![CDATA[Alcol, sport e abitudini alimentari: come stanno i piemontesi?]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/alcol-sport-e-abitudini-alimentari-come-stanno-i-piemontesi_112508.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/alcol-sport-e-abitudini-alimentari-come-stanno-i-piemontesi_112508.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112508/135170.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In Piemonte la speranza di vita &egrave; pi&ugrave; alta della media italiana, ma questo dato da solo non basta a descrivere lo stato di salute dei piemontesi. Dietro ai numeri si nasconde un quadro complesso, fatto di abitudini positive, ma anche di fragilit&agrave; crescenti legate all&rsquo;et&agrave; e alle differenze negli stili di vita, che incidono direttamente sul benessere della popolazione.</p>
<p>Uno dei temi principali riguarda l&rsquo;invecchiamento: a livello nazionale nei prossimi dieci anni si stima che gli anziani aumenteranno di un milione e 600 mila unit&agrave;. E il Piemonte non far&agrave; eccezione. Questo scenario avr&agrave; ripercussioni sul nostro sistema pubblico, chiamato a sostenere bisogni sanitari e socio-sanitari sempre pi&ugrave; complessi. A rendere la situazione pi&ugrave; delicata c&rsquo;&egrave; anche il cambiamento delle famiglie che &ndash; con nuclei pi&ugrave; piccoli e con et&agrave; media pi&ugrave; elevata &ndash; &egrave; probabile perderanno il ruolo centrale di assistenza che hanno storicamente rivestito nei confronti degli anziani.</p>
<p>Ma, al di l&agrave; dell&rsquo;invecchiamento della popolazione, come stanno i piemontesi? A questa domanda risponde il <a href="https://osservatoriosullasalute.it/wp-content/uploads/2025/12/RO-2025.pdf" target="_blank">Rapporto Osservasalute 2025</a>, pubblicato dall&rsquo;Osservatorio Nazionale sulla Salute come Bene Comune, che propone un quadro molto dettagliato degli stili di vita e dello stato di salute della popolazione italiana diviso per regione.</p>
<p>Tra i vari discorsi affrontati c&rsquo;&egrave; quello delle dipendenze: fumo e alcol. In Piemonte la percentuale di fumatori &egrave; inferiore alla media nazionale (18,2% contro 19,3%), mentre &egrave; leggermente pi&ugrave; alta la quota di ex fumatori (24,9% contro 24,5%). Diverso il discorso per l&rsquo;alcol: il 69,1% dei piemontesi ha consumato bevande alcoliche nell&rsquo;anno, con una percentuale giornaliera del 23,1%, tra le pi&ugrave; alte d&rsquo;Italia e di oltre 4 punti percentuali sopra la media nazionale. Anche il consumo fuori pasto &egrave; sopra la media, mentre quello occasionale risulta pi&ugrave; contenuto.</p>
<p>Positivo invece il dato sull&rsquo;alimentazione. Il 57,2% dei piemontesi consuma verdura almeno una volta al giorno e il 75,3% mangia almeno una porzione di frutta. Il 77,5% delle persone consuma tra due e quattro porzioni quotidiane di frutta o verdura, mentre l&rsquo;8,1% arriva a pi&ugrave; di cinque porzioni al giorno. Sopra la media italiana anche il consumo quotidiano di formaggi, cos&igrave; come quello di carni bianche e bovine, mentre &egrave; pi&ugrave; contenuto quello di salumi, carni ovine e di maiale.</p>
<p>Tra i vari dati presenti nel report Osservasalute c&rsquo;&egrave; anche quello relativo al peso corporeo: il Piemonte si colloca sotto la media nazionale per persone in sovrappeso e in condizioni di obesit&agrave;. Per quanto riguarda lo sport, per&ograve;, non tutti i dati sono positivi. Solo il 27,9% degli abitanti nella Granda pratica sport in modo continuativo, leggermente sotto la media italiana. Chi svolge attivit&agrave; fisica saltuaria o moderata, invece, supera la media nazionale. Chi non pratica sport &egrave; meno del 30,2% rispetto al 35% italiano.</p>
<p>I dati sulla mortalit&agrave; e la speranza di vita mostrano un ritorno alla normalit&agrave; dopo la pandemia. Tra gli uomini, nel 2022 si sono registrati meno decessi per Covid-19 rispetto alla media nazionale, ma pi&ugrave; morti per malattie del sistema circolatorio, tumori e patologie respiratorie.&nbsp;Complessivamente, la speranza di vita stimata nel 2024 &egrave; di 81,4 anni per gli uomini e 85,4 per le donne, in linea con la media italiana.</p>
<p>Ma la salute non &egrave; solo fisica, nel report viene dato spazio anche alla salute mentale. Tra i vari dati, emerge che negli ultimi anni l&rsquo;uso di farmaci antidepressivi &egrave; cresciuto in tutta Italia. In Piemonte la percentuale di persone che ne fa uso supera la media nazionale, indicando una domanda crescente di cure e sostegno psicologico.</p>
<p>Il quadro che emerge, quindi, &egrave; articolato. Da un lato ci sono ambiti in cui il Piemonte ottiene risultati migliori rispetto alla media nazionale, ma l&rsquo;invecchiamento della popolazione, certe abitudini a rischio e l&rsquo;aumento di richiesta di farmaci antidepressivi rappresenta una sfida importante per il benessere dei piemontesi.</p>]]></description><pubDate>Fri, 26 Dec 2025 07:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Micol Maccario</dc:creator><author><name>Micol Maccario</name></author></item><item><title><![CDATA[Al Centro Afp di Verzuolo si formano i meccanici del domani]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/saluzzese/al-centro-afp-di-verzuolo-si-formano-i-meccanici-del-domani_112315.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/saluzzese/al-centro-afp-di-verzuolo-si-formano-i-meccanici-del-domani_112315.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112315/134918.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La formazione del futuro lavoratore dal punto di vista professionale, ma anche la crescita della persona a 360 gradi. Due obiettivi che per l&rsquo;Afp procedono di pari passo (e pari importanza). Non fa eccezione il Centro di Verzuolo, che ospita, tra gli altri, i percorsi formativi nel settore meccanico: la qualifica triennale di meccanico d&rsquo;auto (auto elettrica e motoristica) e quella di saldocarpenteria. Entrambi i percorsi triennali possono poi confluire in un quarto anno per il raggiungimento del diploma professionale, che per la meccanica d&rsquo;auto &egrave; abilitante all&rsquo;esercizio della professione.</p>
<p>A delineare filosofia e obiettivi del Centro &egrave; la direttrice Antonella Bernardi: &ldquo;<em>Facciamo questo mestiere perch&egrave; crediamo tantissimo nei ragazzi che scelgono Afp. Ci scelgono perch&egrave; si portano dietro la loro passione, come pu&ograve; essere quella per i motori, e noi facciamo del nostro meglio per trasformarla in un lavoro. Noi, a nostra volta, siamo appassionati dei nostri ragazzi. Ci piace sempre pensare che l&rsquo;obiettivo sia accompagnarli in un percorso di crescita. Quella dell&rsquo;adolescenza &egrave; un&rsquo;et&agrave; non sempre facile per i giovani: noi non vogliamo solo fare in modo che studino e apprendano competenze professionali, ma anche che acquisiscano quella fiducia in loro stessi che possa permettere loro di avere un bel percorso anche a livello lavorativo</em>&rdquo;.</p>
<p>Per quanto riguarda il corso di meccanica d&rsquo;auto, &egrave; notizia recente l&rsquo;ingresso del Centro Afp di Verzuolo all&rsquo;interno della rete delle "Tech School" di <a href="https://www.cuneodice.it/varie/saluzzese/afp-e-toyota-insieme-per-creare-i-meccanici-del-futuro_111637.html" target="_blank">Toyota</a>: l&rsquo;accordo con il marchio automobilistico giapponese rappresenta un ulteriore fiore all&rsquo;occhiello per l&rsquo;istituto, oltre che un&rsquo;opportunit&agrave; prestigiosa per i suoi studenti.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112315/small_134919.jpg" alt="Foto"></p>
<h2>La cura per i ragazzi</h2>
<p>L&rsquo;attenzione, come ricordato in apertura, va alla persona a tutto tondo, ben oltre quello che riguarda solo la sfera professionale: &ldquo;<em>Crediamo nei valori di educazione e rispetto. La cura per i ragazzi per noi si traduce anche in uno sportello di ascolto con una psicologa, che lavora con i giovani ormai da tantissimi anni: tutti devono sentirsi liberi di poter contare su una persona con la quale confrontarsi per ogni situazione possibile, non solo di difficolt&agrave;. Formazione professionale significa imparare un mestiere, ma ci piace anche puntare sull&rsquo;aspetto scolastico e didattico a tutto tondo, partecipando anche a rassegne letterarie, in provincia e non solo. Importanti anche le visite d&rsquo;istruzione: una delle pi&ugrave; recenti &egrave; stata all&rsquo;Eicma a Milano. Anche questo fa parte del percorso scolastico</em>&rdquo;, racconta la direttrice del Centro Afp di Verzuolo.</p>
<p>Una cura che passa anche attraverso ambienti stimolanti e moderni: &ldquo;<em>Per noi &egrave; fondamentale avere spazi curati e puliti, per i ragazzi deve essere un piacere passare qui il loro tempo. Nei nostri laboratori, inoltre, cerchiamo di mettere a disposizione attrezzature e strumenti sempre all&rsquo;avanguardia</em>&rdquo;.</p>
<p>Il Centro Afp dispone anche di un tutor: una figura chiave di collegamento tra studenti, famiglie e istituto, un vero e proprio punto di riferimento per chiunque frequenti la scuola.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112315/small_134920.jpg" alt="Foto"></p>
<h2>Scuola e lavoro</h2>
<p>Come accade anche negli altri Centri Afp, un valore aggiunto concreto &egrave; rappresentato dalla stretta sinergia con le aziende del territorio e quindi con il contatto diretto con il mondo del lavoro. &ldquo;<em>Il corso di meccanica d&rsquo;auto prevede l&rsquo;alternanza scuola-lavoro gi&agrave; dal secondo anno, per un ammontare di 300 ore (un terzo del totale, ndr), chi frequenta il corso di Saldocarpenteria si avvicina a questo mondo per la prima volta attraverso i tirocini estivi al termine del secondo anno</em>&rdquo;, spiega la direttrice.</p>
<p>"<em>Le aziende sono il partner che ci permette di far crescere i ragazzi.</em> - dice ancora Bernardi -&nbsp; <em>La sinergia che si crea &egrave; fondamentale: all'Afp imparano i rudimenti delle tecniche professionali che verranno successviamente approfondite durante i periodi di alternanza o stage. Noi offriamo inoltre la possibilit&agrave; per gli allievi che frequentano il diploma professionale di attivare gli apprendistati di primo livello: contratti di lavoro a tutti gli effetti, che &nbsp;permettono contestualmente di lavorare e studiare</em>".</p>
<p>Inoltre sono presenti due figure molto importanti: la referente dell'alternanza scuola-lavoro che si occupa di seguire gli aspetti amministrativi e formativi dell'esperienza e l'ufficio SAL Servizi al lavoro che si occupa di accompagnare l'ingresso degli studenti nel mondo del lavoro.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112315/small_134921.jpg" alt="Foto"></p>
<h2>I corsi</h2>
<p><strong>Operatore alla riparazione dei veicoli a motore - Manutenzione e riparazione di parti e sistemi meccanici ed elettromeccanici e di pneumatici</strong></p>
<p><em>Il mondo della meccanica auto &egrave; profondamente cambiato nel corso degli anni; oggi essere un bravo meccanico vuol dire essere anche un buon meccatronico. Gli allievi iniziano un percorso dalle basi; partendo dalle singoli componenti dell'auto sino ad arrivare allo studio dell'ibrido e dell'elettrico.</em></p>
<p><em>Il meccanico d'auto deve avere una competenza a 360 gradi su tutto quello che &egrave; il mondo della meccanica e non solo. Si parte in prima imparando le basi della meccanica per poi arrivare allo studio dell'elettronica. Al giorno d'oggi &egrave; necessario avere anche competenze &nbsp;nell'ambito dell'informatica perch&eacute; dovr&agrave; usare degli strumenti come quelli della diagnostica che sono fondamentali nel suo lavoro. A tutto questo si aggiunge anche il mondo ibrido; il meccanico di domani pertanto &egrave; una figura professionale che non perder&agrave; la propria manualit&agrave; ma dovr&agrave; integrarla con nuove competenze e costanti aggiornamenti.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Operatore meccanico - Saldatura e giunzione dei componenti</strong></p>
<p><em>L'Operatore meccanico - Saldatura e giunzione dei componenti, partendo da un disegno tecnico, costruisce e assembla particolari meccanici usando macchinari per il taglio e la deformazione di lamiere e simili. Salda i pezzi tra loro e crea delle giunzioni mobili. Si occupa della manutenzione dei macchinari usati per la produzione.</em></p>
<p><em>L'Operatore meccanico - Saldatura e giunzione dei componenti pu&ograve; lavorare nei reparti produttivi di industrie e officine meccaniche che si occupano della produzione di strutture elettro-saldate (ad esempio cancelli, ringhiere ecc.), alle macchine per il taglio e la lavorazione di lamiere e profilati e all'assemblaggio dei particolari sopra descritti tramite giunzioni fisse (saldatura) e mobili.</em></p>
<p><em>&Egrave; prevista una durata di 990 ore annuali. Al corso potranno essere iscritti giovani di et&agrave; compresa tra 14 e 24 anni (fino al compimento del venticinquesimo anno di et&agrave;) che hanno terminato il primo ciclo di istruzione, anche assunti in apprendistato ai sensi dell&rsquo;art. 43 del D.Lgs. 81/2015 e privi di titolo di scuola secondaria di II grado. Il terzo anno &egrave; previsto lo svolgimento di uno stage in azienda della durata di 300 ore.</em></p>
<p><em><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112315/small_134922.jpg" alt="Foto"></em></p>
<p><em>I corsi sono gratuiti, in attesa di presentazione, approvazione e finanziamento da Fondi Statali, Bilancio Regionale e PR FSE+ 2021/2027.</em></p>]]></description><pubDate>Fri, 19 Dec 2025 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Informazione pubblicitaria</dc:creator><author><name>Informazione pubblicitaria</name></author></item><item><title><![CDATA[Borgo: ecco come sarà la nuova struttura residenziale per disturbi alimentari (VIDEO)]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/borgo-ecco-come-sara-la-nuova-struttura-residenziale-per-disturbi-alimentari-video_112042.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/borgo-ecco-come-sara-la-nuova-struttura-residenziale-per-disturbi-alimentari-video_112042.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/134531.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Per chi vive da vicino un disturbo del comportamento alimentare, ogni giorno &egrave; un percorso complesso: trovare cure adeguate, ricevere risposte rapide, non sentirsi soli. Proprio per questo, l&rsquo;apertura della nuova struttura residenziale per i disturbi dell&rsquo;alimentazione a Borgo San Dalmazzo rappresenta una novit&agrave; importante per molte famiglie del territorio.</p>
<p>La storica Casa di Cura Monteserrat, sulla collina di Monserrato, torna a nuova vita. Dopo anni di chiusura, l&rsquo;edificio &egrave; stato riconvertito per diventare uno dei principali riferimenti regionali per pazienti che necessitano di percorsi intensivi e multidisciplinari.</p>
<p>La nostra redazione ha potuto visitare in anteprima gli spazi interni, oggi in fase di allestimento finale: camere ampie e luminose, aree comuni accoglienti, ambienti progettati per supportare un modello di cura che unisce benessere psicologico, sicurezza e qualit&agrave; degli spazi.&nbsp;</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134533.jpg" alt=""></p>
<p>Le dichiarazioni raccolte alle nostre telecamere confermano l&rsquo;importanza del progetto e la portata del lavoro svolto finora. L&rsquo;apertura &egrave; prevista entro la fine dell&rsquo;anno e il servizio sar&agrave; gestito dalla cooperativa Agathon Srl, realt&agrave; specializzata nel settore socio-sanitario.</p>
<p>Il complesso ospiter&agrave; due nuclei distinti, ciascuno con 20 posti letto, per un totale di 40 ospiti. Al primo piano nascer&agrave; la<strong> Residenza Romeo</strong>, destinata ai pazienti con anoressia nervosa e bulimia nervosa grave, diretta dalla dottoressa Angela Spalatro; gli spazi di quest'area saranno caratterizzati dal colore azzurro.</p>
<p>Al secondo piano sar&agrave; invece attivata la<strong> Residenza Villa Giulietta</strong>, con spazi caratterizzati da un giallo caldo, dedicata a binge eating e obesit&agrave; sotto la direzione sanitaria del dottor Giuseppe Rovera.</p>
<p>In questo modo, la struttura sar&agrave; in grado di accogliere e trattare le principali forme di disturbo dell&rsquo;alimentazione, con percorsi clinici mirati e adattati alla gravit&agrave; della condizione.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134534.jpg" alt=""></p>
<h2>&ldquo;Un luogo del cuore che torna a servire la comunit&agrave;&rdquo;</h2>
<p>Durante la nostra visita, la sindaca <strong>Roberta Robbione</strong> ha accolto la redazione direttamente sulla terrazza panoramica del complesso. "<em>Ci troviamo sulla collina di Monserrato, uno dei luoghi del cuore delle borgarine e dei borgarini. La clinica, per tantissimi anni, ha svolto un ruolo fondamentale per tutto il territorio provinciale. Oggi possiamo finalmente essere soddisfatti, perch&eacute; questo luogo torner&agrave; a essere al centro delle politiche sanitarie e sociali del territorio</em>".</p>
<p>La soddisfazione dell&rsquo;amministrazione &egrave; evidente: "<em>Sin dal nostro insediamento nel 2022, molte famiglie ci hanno chiesto una risposta concreta sui disturbi dell&rsquo;alimentazione. Oggi possiamo dire di averla costruita. I ragazzi e le ragazze che soffrono di queste patologie, insieme alle loro famiglie, avranno finalmente un riferimento vicino e competente</em>".</p>
<p>La sindaca descrive come la nuova struttura sia il risultato di un lavoro sinergico: &ldquo;<em>Il supporto della Regione &egrave; stato fondamentale, in particolare quello di Icardi, come assessore prima e presidente della Commissione Sanit&agrave; poi. Grazie anche al dottor Marini e tutto lo staff di Agathon, all&rsquo;ASL e in particolare al dottor Guerra, al dottor Risso, al dottor Barbero e al dottor Ghigo</em>&rdquo;.</p>
<h2>Icardi: &ldquo;Una risposta strutturata ai bisogni dei giovani&rdquo;</h2>
<p>Abbiamo accompagnato il consigliere regionale e presidente della Commissione Sanit&agrave; <strong>Luigi Genesio Icardi</strong> a visitare la struttura per la prima volta dopo i lavori di ristrutturazione. Icardi &egrave; stato promotore del progetto fin da quando era assessore regionale alla Sanit&agrave; durante il precedente mandato.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134535.jpg" alt=""></p>
<p>La visita &egrave; stata un&rsquo;occasione per spiegare nel dettaglio la portata dell&rsquo;intervento: "<em>La Regione e l&rsquo;ASL hanno appena firmato l&rsquo;autorizzazione. La struttura era chiusa, oggi torna a nuova vita. I due nuclei da 20 posti ciascuno rispondono a una tematica purtroppo in forte incremento, ancor pi&ugrave; dal post-Covid: sono i nostri ragazzi e le nostre ragazze, coloro che rappresentano il nostro futuro, ad aver bisogno di aiuto reale</em>".</p>
<p>Ripercorrendo la genesi del progetto, Icardi ha sottolineato: "<em>Quando si ammala un ragazzo si ammala un&rsquo;intera famiglia. La presa in carico deve essere globale, multidisciplinare. Questa struttura &egrave; un tassello fondamentale della rete piemontese ed &egrave; destinata a dare risposte che il territorio aspettava da anni</em>".</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134536.jpg" alt=""></p>
<h2>Residenza Romeo e Villa Giulietta: due comunit&agrave;, un&rsquo;unica missione</h2>
<p>Il dottor <strong>Lucalfredo Di Salvo</strong>, coordinatore della Residenza Romeo, ci ha accompagnato in un tour guidato dei due piani della struttura, illustrando la filosofia che guider&agrave; il lavoro clinico. "<em>Villa Giulietta e Residenza Romeo rappresentano una nuova opportunit&agrave; per tutto il Piemonte. Qui possiamo mettere in campo tutte le competenze maturate negli anni, ma con una capacit&agrave; di intervento ancora pi&ugrave; efficace, grazie a spazi adeguati e a un territorio che ci supporta</em>".</p>
<p>Di Salvo ha ricordato come i disturbi dell&rsquo;alimentazione rappresentino un fenomeno pi&ugrave; vasto di quanto emerga dalle statistiche ufficiali: "<em>In Italia pi&ugrave; di tre milioni di persone convivono con un DCA, e i dati sono chiaramente sottostimati. Nessuno deve essere lasciato indietro. Siamo professionisti specializzati con una missione precisa: aiutare nel miglior modo possibile</em>".</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134537.jpg" alt=""></p>
<h2>Ambienti pensati per la cura: camere accoglienti, luce naturale, spazi &ldquo;domestici&rdquo;</h2>
<p>Durante il percorso attraverso i corridoi e le stanze, il dottor Di Salvo ha illustrato le scelte progettuali che caratterizzano la struttura. "<em>Le camere sono ampie, luminose, con una vista che favorisce il benessere. L&rsquo;obiettivo &egrave; creare un luogo che assomigli a una casa, perch&eacute; la qualit&agrave; dello spazio influisce sul processo terapeutico</em>".</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134538.jpg" alt=""></p>
<p>A rendere la struttura particolarmente adatta al percorso di cura contribuisce anche la sua collocazione: immersa nel verde della collina di Monserrato, in un contesto silenzioso e protetto che favorisce il benessere psicofisico degli ospiti, si trova inoltre a meno di dieci minuti dall&rsquo;ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, un elemento strategico in caso di necessit&agrave; cliniche o emergenze.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134539.jpg" alt=""></p>
<p>Le camere, dotate di arredi completi e bagni privati molto spaziosi, si differenziano per la tipologia singola o doppia: "<em>La valutazione multidisciplinare guider&agrave; anche la scelta delle sistemazioni, per favorire socialit&agrave;, sicurezza e integrazione all&rsquo;interno della comunit&agrave; terapeutica</em>".</p>
<p>E proprio sulla presa in carico con un approccio multidisciplinare si concentra il dottor Di Salvo: "<em>A prescindere dal tipo di disturbo, il comune denominatore &egrave; il lavoro in &eacute;quipe; parliamo di disturbi multifattoriali, che vanno affrontati da professioni diverse, capaci di dialogare e agire in modo sinergico. &Egrave; un modello che richiede competenze solide e grande collaborazione interna</em>".</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134540.jpg" alt=""></p>
<h2>Un punto di riferimento nella rete piemontese dei DCA</h2>
<p>Con i primi ospiti attesi entro la fine dell&rsquo;anno, la struttura di Borgo San Dalmazzo entrer&agrave; a far parte della rete regionale dedicata ai disturbi dell&rsquo;alimentazione, contribuendo a ridurre i ricoveri fuori regione, garantire continuit&agrave; assistenziale e portare le cure pi&ugrave; vicino ai territori.</p>
<p>La sindaca Robbione ha concluso il nostro incontro con una dichiarazione che sintetizza l&rsquo;importanza del progetto: "<em>Borgo San Dalmazzo diventa oggi un punto di riferimento per le famiglie che vivono situazioni difficili legate ai disturbi alimentari. Il lavoro del dottor Marini e di tutto lo staff sar&agrave; fondamentale. Questa &egrave; una risposta concreta, attesa e necessaria per il nostro territorio</em>".</p>]]></description><pubDate>Fri, 12 Dec 2025 18:30:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Centro Afp di Dronero, dove la formazione professionale incontra l'attenzione alla persona]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/centro-afp-di-dronero-dove-la-formazione-professionale-incontra-l-attenzione-alla-persona_111183.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/centro-afp-di-dronero-dove-la-formazione-professionale-incontra-l-attenzione-alla-persona_111183.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/111183/133554.jpg" title="" alt="" /><br /><p><em>OBBLIGO DI ISTRUZIONE (IeFP): CORSI TRIENNALI E DIPLOMI PROFESSIONALI A.F. 2026/2027</em></p>
<p>Formazione professionale e tecnica di alto livello, unita all&rsquo;attenzione alla persona e ai valori cari a don Rossa, ma anche a don Bosco. Sono queste le due principali stelle polari del Centro Afp di Dronero: fondata nel 1954 a Stroppo dallo stesso don Michele Rossa, la scuola si &egrave; poi trasferita nei locali di via Meucci nel corso degli anni &rsquo;60. La struttura, oggetto negli ultimi anni di importanti interventi di riqualificazione, ospita i percorsi formativi nei settori meccanico ed elettrico: si tratta di corsi triennali dedicati a ragazzi e ragazze in uscita dalla terza media, che forniscono la qualifica di Operatore alle macchine utensili e quella di Operatore elettrico. Inoltre frequentando il quarto anno, nel quale confluiscono i due percorsi triennali, &egrave; possibile ottenere il Diploma di Tecnico per l&rsquo;automazione industriale e per chi lo desidera completare il percorso fino alla Maturit&agrave;.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/111183/small_133558.jpg" alt="Foto"></p>
<h2>L&rsquo;ATTENZIONE ALLA PERSONA</h2>
<p>&Egrave; la direttrice Laura Demaria a illustrare la &ldquo;filosofia&rdquo; del Centro Afp dronerese: &ldquo;<em>Questa &egrave; la sede storica, dedicata a don Rossa, la prima nata ormai settant&rsquo;anni fa. &Egrave; dedicata al nostro fondatore non solo nel nome: noi cerchiamo di portare avanti i suoi valori, quelli che ha trasmesso allora e che cerchiamo di promuovere oggi. Penso al rispetto, all&rsquo;attenzione alla persona, alla volont&agrave; di mettere i giovani al centro del nostro lavoro. Sono principi in cui noi crediamo fermamente. &Egrave; una vocazione, un&rsquo;attenzione verso i ragazzi che qui si sente, si percepisce</em>&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;obiettivo del Centro Afp di Dronero non &egrave; quindi solo fornire una formazione tecnica e professionale - comunque di alto livello - ma mettere nelle mani degli studenti anche strumenti e competenze trasversali. Si forma la persona a 360 gradi, insomma, attraverso le cosiddette &ldquo;soft skills&rdquo;: &ldquo;<em>Siamo una scuola di formazione professionale, una scuola che possiamo definire pratica, manuale, ma non sottovalutiamo gli altri aspetti: ci concentriamo sulla persona e su quelle skills che non sono prettamente tecniche e specifiche, ma che riguardano per esempio la comunicazione, la corretta gestione del tempo, la capacit&agrave; di lavorare in squadra, quella di presentarsi nel modo corretto. Noi curiamo molto questi aspetti e queste competenze trasversali</em>&rdquo;. Mentre le &ldquo;hard skills&rdquo; definiscono il &ldquo;saper fare&rdquo;, le &ldquo;soft skills&rdquo; rappresentano il &ldquo;saper essere&rdquo; professionale: le aziende oggi ricercano un equilibrio tra le due competenze. Al Centro Afp di Dronero si formano non solo tecnici competenti, ma professionisti preparati a tutto tondo. In una parola: completi.</p>
<p>La struttura, come detto, negli ultimi anni &egrave; stata rinnovata in molte sue parti, e altri lavori di ammodernamento verranno eseguiti nei prossimi mesi. &ldquo;<em>Per noi &egrave; importante che gli ambienti siano accoglienti: non si tratta di un dettaglio, riteniamo che avere locali curati, luminosi ed esteticamente belli possa stimolare anche lo studio</em>&rdquo;, spiega la direttrice: &ldquo;<em>Si tratta di un investimento nel benessere dei ragazzi: un contesto sereno favorisce concentrazione e creativit&agrave;, e quindi l&rsquo;apprendimento. Ai nostri studenti offriamo non solo attrezzatura all&rsquo;avanguardia, ma un luogo in cui sentirsi a casa</em>&rdquo;.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/111183/small_133555.jpg" alt="Laura Demaria"></p>
<h2>STUDIO E LAVORO SI INTRECCIANO</h2>
<p>Nella filosofia di Afp lo studio rappresenta un vero e proprio ponte verso il mondo del lavoro. Due realt&agrave; che nel Centro di Dronero entrano in stretto contatto e si intrecciano come accade in pochi altri istituti della provincia. Prosegue la direttrice Demaria: &ldquo;<em>Il nostro obiettivo &egrave; l&rsquo;inserimento precoce nel mondo del lavoro. Una caratteristica peculiare della nostra scuola &egrave; l&rsquo;alternanza scuola-lavoro con una mole importante di ore, circa 300 per ogni anno scolastico, su un totale di 990. I nostri ragazzi gi&agrave; dal secondo anno entrano direttamente nelle aziende con cui collaboriamo, aziende del territorio che si occupano di trasmettere le loro conoscenze e il loro know how: si tratta di esperienze che fanno crescere molto i ragazzi. In pi&ugrave;, nel primo anno abbiamo una materia che si chiama 'Alternanza simulata&rsquo;, in cui per 150 ore i ragazzi ricreano queste esperienze, ma all&rsquo;interno dei locali della scuola. Il tasso di occupazione per i nostri studenti, una volta concluso il percorso di formazione, &egrave; molto elevato, possiamo dire che si avvicina al 100%: il settore elettrico e quello meccanico hanno una grande richiesta di personale nel nostro territorio</em>&rdquo;.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/111183/small_133556.jpg" alt="Foto"></p>
<p>Tra le possibilit&agrave; anche un&rsquo;esperienza lavorativa all&rsquo;estero: tramite il progetto Erasmus, infatti, gli studenti del Centro Afp di Dronero possono sostenere tirocini estivi di un mese in aziende spagnole, nello specifico a Valencia.</p>
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<h2>I CONCORSI</h2>
<p>Un&rsquo;altra opportunit&agrave; importante che viene offerta agli iscritti al Centro Afp di Dronero &egrave; quella legata alla partecipazione a vari concorsi, non solo relativi a competenze tecnico-specifiche. A marzo 2026, per esempio, alcuni studenti parteciperanno alla Gara di Mobilit&agrave; Sostenibile nell&rsquo;ambito della Fiera Key di Rimini, che coinvolge allievi di scuole superiori, ITS Academy e centri di formazione professionale in tutta Italia. Tra gli altri concorsi quelli di Storia Contemporanea della Regione Piemonte, &ldquo;Diventiamo Cittadini Europei&rdquo;, promosso ancora dalla Regione, e &ldquo;Capolavori&rdquo;, promosso dalla Fondazione CNOS-FAP ETS dei Salesiani, alla quale Afp &egrave; affiliata.&nbsp;</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/111183/small_133557.jpg" alt="Foto"></p>
<p>In quest&rsquo;ultimo concorso gli studenti sono chiamati a dimostrare le competenze tecniche acquisite realizzando un &ldquo;capolavoro professionale&rdquo; nel settore Elettrico, Meccanico-Industriale, in inglese e in informatica. &ldquo;<em>L&rsquo;iniziativa mira a stimolare la creativit&agrave; e a valorizzare i ragazzi, migliorando la qualit&agrave; della formazione e rafforzando il legame tra scuola e inglese</em>&rdquo;, spiega la direttrice Demaria.</p>
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<h2>I CORSI</h2>
<p><strong>Operatore elettrico - Installazione di impianti civili, del terziario e di automazione industriale (triennio)</strong></p>
<p><em>L&rsquo;Operatore elettrico - Installazione di impianti civili, del terziario e di automazione industriale interviene nella realizzazione, installazione e manutenzione dell&rsquo;impianto elettrico di civile abitazione e/o industriali nel rispetto delle norme relative alla sicurezza di settore. Inoltre pianifica e organizza il proprio lavoro seguendo le specifiche progettuali, occupandosi di posa delle canalizzazioni, cablaggio, preparazione del quadro elettrico, verifica e manutenzione.</em></p>
<p><em>&Egrave; prevista una durata di 990 ore annuali. Il corso verr&agrave; erogato con la modalit&agrave; dell&rsquo;alternanza rafforzata. Al corso si potranno iscrivere anche giovani assunti con contratto di apprendistato di primo livello ai sensi dell&rsquo;art. 43 del Dlgs 81/2015 (modalit&agrave; duale). Nel primo anno verr&agrave; realizzata l'alternanza simulata della durata di 150 ore attuata mediante la costituzione di un&rsquo;impresa virtuale animata dagli allievi/e contestualizzata nel settore professionale. Nel secondo e terzo anno l'alternanza si svolger&agrave; in azienda per una durata di 300 ore per ogni anno. Nel caso di allievi con contratto di apprendistato si applica la norma prevista (D.Lgs n. 81/2015 e D.M. 12/10/2015).</em></p>
<p><strong>Operatore meccanico - Lavorazione meccanica, per asportazione e deformazione (triennio)</strong></p>
<p><em>L'operatore meccanico - Lavorazione meccanica, per asportazione e deformazione partendo dalla lettura ed interpretazione del disegno meccanico ha capacit&agrave; di svolgere attivit&agrave; relative alla lavorazione di pezzi e al montaggio di complessivi meccanici. Ha inoltre competenze nella preparazione e nella conduzione di macchine utensili, nel controllo e verifica delle tolleranze dimensionali e geometriche proprie della produzione meccanica.</em></p>
<p><em>&Egrave; prevista una durata di 990 ore annuali. Il corso verr&agrave; erogato con la modalit&agrave; dell&rsquo;alternanza rafforzata. Al corso si potranno iscrivere anche giovani assunti con contratto di apprendistato di primo livello ai sensi dell&rsquo;art. 43 del Dlgs 81/2015 (modalit&agrave; duale). Nel primo anno verr&agrave; realizzata l'alternanza simulata della durata di 150 ore attuata mediante la costituzione di un&rsquo;impresa virtuale animata dagli allievi/e contestualizzata nel settore professionale. Nel secondo e terzo anno l'alternanza si svolger&agrave; in azienda per una durata di 300 ore per ogni anno. Nel caso di allievi con contratto di apprendistato si applica la norma prevista (D.Lgs n. 81/2015 e D.M. 12/10/2015).</em></p>
<p><strong>Tecnico per l'automazione industriale - Programmazione e manutenzione (quarto anno)</strong></p>
<p><em>Il Tecnico per l'automazione industriale interviene con autonomia, nel quadro di azione stabilito e delle specifiche assegnate, contribuendo - in rapporto ai diversi ambiti di esercizio - al presidio del processo di automazione industriale attraverso la partecipazione alla progettazione e al dimensionamento di componenti e impianti, la collaborazione nelle fasi di collaudo, avvio e messa in servizio del sistema meccatronico, l'individuazione di soluzioni di miglioramento continuo, il monitoraggio e la verifica della correttezza e della rispondenza agli standard progettuali e di sicurezza delle procedure adottate. Possiede competenze funzionali - in rapporto ai diversi indirizzi - alla progettazione e dimensionamento del sistema e/o dell'impianto automatizzato, dello sviluppo del software di comando e controllo, attinenti l'installazione del sistema e/o della loro componentistica meccanica, elettrica, pneumatica ed oleodinamica, la taratura e regolazione dei singoli elementi e del sistema automatizzato nel suo complesso.</em></p>
<p><em>Il corso prevede una durata di 990 ore. L&rsquo;erogazione avviene con la modalit&agrave; dell&rsquo;alternanza rafforzata. Possono accedere giovani assunti con contratto di apprendistato di primo livello ai sensi dell&rsquo;art. 43 del Dlgs 81/2015 (modalit&agrave; duale). L'alternanza, che viene svolta in azienda, comporta un impegno di 300 ore. Nel caso di allievi con contratto di apprendistato si applica la norma prevista (D.Lgs n. 81/2015 e D.M. 12/10/2015). La finalit&agrave; del percorso per l&rsquo;acquisizione del Diploma Professionale &egrave; quella di offrire una formazione professionale che permetta l&rsquo;esercizio di attivit&agrave; di carattere non esecutivo, con ampi spazi di autonomia e responsabilit&agrave;, in una prospettiva di sviluppo professionale e culturale crescente.</em></p>
<p>I corsi sono gratuiti, in attesa di presentazione, approvazione e finanziamento da Fondi Statali, Bilancio Regionale e PR FSE+ 2021/2027.</p>]]></description><pubDate>Fri, 28 Nov 2025 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Informazione pubblicitaria</dc:creator><author><name>Informazione pubblicitaria</name></author></item><item><title><![CDATA[Neve e clima che cambia: "Nel 2100 a duemila metri le condizioni che oggi osserviamo a quota mille"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/neve-e-clima-che-cambia-nel-2100-a-duemila-metri-le-condizioni-che-oggi-osserviamo-a-quota-mille_110938.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/neve-e-clima-che-cambia-nel-2100-a-duemila-metri-le-condizioni-che-oggi-osserviamo-a-quota-mille_110938.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/110938/133045.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&Egrave; stato presentato ieri, 20 novembre presso la sede di Arpa, il rendiconto nivometrico della scorsa stagione invernale del Piemonte e della Valle d&rsquo;Aosta.&nbsp;L&rsquo;inverno 2024-2025 sull&rsquo;arco alpino piemontese &egrave; stato caratterizzato da un deficit di neve fresca rispetto alla media trentennale del 1991-2020, indicativamente quantificabile tra il -20 e il -40%, maggiormente evidente alle quote inferiori dei settori meridionali. Anche il numero di giorni con neve al suolo rispecchiano questa tendenza, con una notevole carenza soprattutto sui settori meridionali, tra il -20 e il -50%: soprattutto ad inizio anno la copertura nevosa &egrave; stata breve e soggetta a fusione completa a causa di temperature miti ed eventi di pioggia su neve. Sui restanti settori il numero di giorni con neve al suolo si &egrave; mantenuto pressoch&eacute; nella media, solo nei settori occidentali di confine si &egrave; registrato un surplus. Dall&rsquo;analisi del SAI (indice di anomalia standardizzato) &egrave; emerso che, per il Piemonte, la stagione 2024-25 &egrave; stata caratterizzata da una marcata anomalia negativa di neve fresca e si colloca al quarto posto per carenza di neve fresca, considerando i dati a partire dal 1961.</p>
<p>La distribuzione delle nevicate ha favorito cos&igrave; la formazione di strati deboli basali nel manto nevoso sottile ad inizio stagione, mantenendo condizioni di instabilit&agrave; latente fino al termine degli eventi nevosi pi&ugrave; intensi primaverili. Le nevicate pi&ugrave; abbondanti dei mesi di marzo ed aprile hanno determinato un buon innevamento, portandolo ad essere sostanzialmente in media in tutti i settori nel mese di maggio. Tuttavia, a causa delle temperature elevate del mese di giugno, la fusione del manto nevoso &egrave; stata rapida anche a quote elevate portando ad una fusione completa di circa un mese in anticipo rispetto alla stagione precedente. Tra le stazioni in pi&ugrave; in quota, dove la neve &egrave; scomparsa pi&ugrave; tardi, vi &egrave; Macugnaga passo Moro (2820m) con la fusione completa il 27 giugno e Pontechianale Monviso con la fusione completa il 28 giugno.</p>
<p>Su tutto il territorio il grado di pericolo valanghe maggiormente ricorrente &egrave; stato il 2-Moderato alle quote elevate e l&rsquo;1-Debole alle quote inferiori. Tuttavia, la seconda parte dell&rsquo;inverno, a seguito dell&rsquo;aumento degli impulsi perturbati, &egrave; aumentata la frequenza del grado 3-Marcato, fino ad arrivare ai mesi di marzo e aprile, quando le perturbazioni pi&ugrave; intense che hanno portato il grado di pericolo valanghe a 4-Forte in tutti i settori.</p>
<p>Proprio in questi periodi &egrave; stata osservata l&rsquo;attivit&agrave; valanghiva spontanea pi&ugrave; significativa con numerose valanghe di dimensioni grandi e molto grandi, alcune dalle caratteristiche peculiari e insolite per le Alpi. Si tratta di &ldquo;slush flow:&rdquo; valanghe di neve satura di acqua, causate da intensi eventi di pioggia su neve o nevicate molto umide. In diversi casi, soprattutto in val Formazza, valle Anzasca, val Sesia e valle Soana, questi tipi di valanga hanno raggiunto dimensioni molto grandi. Alcuni &ldquo;slush flow&rdquo; hanno interessato la viabilit&agrave; di fondovalle e in alcuni casi hanno anche interessato porzioni di abitati o abitazioni superando i limiti storici.</p>
<p>Nella stagione invernale 2024-25 sono stati registrati undici incidenti in valanga con ventuno persone coinvolte, di cui cinque feriti e tre persone decedute. Sette incidenti sono avvenuti con grado di pericolo 3-Marcato. La prevalenza degli incidenti (otto casi su undici) &egrave; attribuibile al problema valanghivo degli strati deboli dovuti alla scarsit&agrave; di neve al suolo di inizio stagione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Cosa sta cambiando?</h2>
<p>Tra il 1971 e il 2019, secondo i dati illustrati durante la presentazione, la durata della copertura nevosa sulle Alpi piemontesi si &egrave; ridotta del 5,6% ogni dieci anni, con una diminuzione media complessiva del 18% e punte del -34% nelle quote pi&ugrave; basse (-11% a quelle pi&ugrave; alte). In diminuzione quasi ovunque, con cali tra il 20 e il 30%, anche lo spessore medio della neve al suolo da novembre a maggio, tenuto conto dei dati dal 1961 al 1990 confrontati con quelli del periodo 1991-2020: il calo pi&ugrave; marcato sulle Alpi Occidentali (con punte del -44% a Bardonecchia).</p>
<p>Secondo lo studio &ldquo;Future Climate Change in the European Alps&rdquo;, pubblicato nel 2020 da Andreas Goblet e Sven Kotlarski e citato durante la presentazione, nel 2100 a quota 2.000 metri le condizioni saranno simili a quelle che si trovano attualmente tra i 1.000 e i 1.500 metri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I dati mese per mese</h2>
<p>L&rsquo;inverno 2024-2025 si &egrave; aperto con un mese di novembre caldo e secco, con una temperatura media di 6.1 gradi, superiore di 0.9 gradi rispetto alla media, e 19,9 mm di precipitazione media, l&rsquo;85% in meno della norma del periodo. Lo zero termico medio si &egrave; attestato a 2.678 metri, 438 metri in pi&ugrave; della norma climatica. Molto pi&ugrave; caldo della media anche il mese di dicembre, con temperature medie di 3.3 gradi, superiori di un grado e mezzo rispetto alla media. La precipitazione media &egrave; stata di 13,3 mm, il 77% in meno della norma mensile, lo zero termico medio a 2.100 metri, pi&ugrave; alto di 337 metri rispetto alla norma.</p>
<p>Caldo ma ricco di precipitazioni il mese di gennaio: 2.1 gradi la temperatura media (+0.8&deg;C), 77,1 mm la precipitazione media (+67%), con zero termico medio a 1.687 metri (71 metri sopra la norma). A febbraio una temperatura media di 3.3 gradi (+1.1 &deg;C rispetto alla norma) e una precipitazione media tornata sotto le medie mensili (30,1 mm, -31%), con zero termico a 2.315 metri (+149 metri).</p>
<p>Temperature ancora sopra la norma a marzo (6 gradi, +0,4 rispetto alla media), con precipitazioni copiose: 123,7 mm, il 95% in pi&ugrave; rispetto alla media. Molto piovoso e molto caldo il mese di aprile: 10.1 la temperatura media (+1,4&deg;C), 227 mm la precipitazione media (+110%). A chiudere il resoconto il mese di maggio, con temperature leggermente sopra la media (13.3 gradi, +0.3&deg;C) e precipitazioni sostanzialmente in linea con la norma mensile (113,6 mm, -8%).</p>
<p>Il rendiconto completo e le slide presentate sono disponibili a&nbsp;<a href="https://www.arpa.piemonte.it/notizia/presentato-rendiconto-nivometrico-dati-della-stagione-invernale-2024-25" target="_blank">questo link</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 21 Nov 2025 07:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>a.d.</dc:creator><author><name>a.d.</name></author></item><item><title><![CDATA[Tra sostenibilità e innovazione: il futuro che ci aspetta nel "Summit" di Confartigianato Cuneo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/tra-sostenibilita-e-innovazione-il-futuro-che-ci-aspetta-nel-summit-di-confartigianato-cuneo_109867.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/tra-sostenibilita-e-innovazione-il-futuro-che-ci-aspetta-nel-summit-di-confartigianato-cuneo_109867.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/109867/131522.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sostenibilit&agrave;, transizione, innovazione. Sono alcune delle parole chiave emerse dall&rsquo;evento organizzato venerd&igrave; scorso, 24 ottobre, da Confartigianato Cuneo. Il convegno si &egrave; svolto nello Spazio Incontri della Fondazione CRC, con ospiti di rilievo internazionale chiamati ad approfondire temi che sono ormai ogni giorno sull&rsquo;agenda delle imprese. Scelte quotidiane, investimenti ragionati, risultati tangibili che non rappresentano solo un passo avanti per le imprese stesse, ma per l&rsquo;intera comunit&agrave;. Di questo (e di tanto altro) si &egrave; riflettuto durante il Summit della Sostenibilit&agrave; e dell&rsquo;Innovazione Territoriale.</p>
<p>Ad aprire la giornata i saluti istituzionali della sindaca di Cuneo Patrizia Manassero e del presidente della Fondazione CRC Mauro Gola, seguiti da quello (in video) del Ministro dell&rsquo;Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin. Poi l&rsquo;introduzione dei vertici di Confartigianato Cuneo, con il presidente Luca Crosetto e il direttore Joseph Meineri che hanno evidenziato l&rsquo;impegno dell&rsquo;organizzazione nell&rsquo;accompagnare le imprese verso le nuove sfide della sostenibilit&agrave; ambientale ed energetica: &ldquo;<em>Oggi pi&ugrave; che mai il mercato premia le aziende che agiscono con responsabilit&agrave;</em>&rdquo;, ha detto Crosetto. Tra gli impegni principali su questo fronte la CER-A, la Comunit&agrave; energetica promossa dalla stessa associazione di categoria.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/109867/small_131523.jpg" alt="Foto"></p>
<p>Il tema &egrave; ovviamente molto caro agli imprenditori. Le Pmi sono tra i soggetti pi&ugrave; esposti all&rsquo;instabilit&agrave; dei mercati energetici, aggravata negli ultimi anni dalla congiuntura internazionale, con dazi e tensioni geopolitiche che hanno fatto impennare i prezzi (soprattutto del gas, cruciale per la produzione elettrica). Dal 2021 a oggi i prezzi al consumo di elettricit&agrave;, gas e altri combustibili sono saliti del 49,8% (contro il +17% dell&rsquo;inflazione generale). Nel 2024 le piccole imprese italiane hanno speso 8,8 miliardi per l&rsquo;elettricit&agrave;, con 1,6 miliardi di extracosti rispetto alla media Ue. In Piemonte l&rsquo;extracosto sul manifatturiero &egrave; di 181 milioni: Torino pesa per 64 milioni (tra le prime dieci province per bollette pi&ugrave; care), Cuneo per 39 milioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La transizione energetica e il ruolo del Governo</h2>
<p>Poi l&rsquo;intervento di Paolo Arrigoni, presidente del GSE (Gestore dei Servizi Energetici), &ldquo;braccio operativo&rdquo; del Governo per quanto riguarda i temi legati a energie rinnovabili e transizione energetica. Arrigoni ha sottolineato come ad oggi l&rsquo;Italia non sia autonoma in termini di energia, ma ha evidenziato allo stesso tempo i passi avanti compiuti negli ultimi anni, in particolare con la grande crescita del settore fotovoltaico. &ldquo;<em>La sostenibilit&agrave; deve essere non solo ambientale, ma anche economica e sociale. Va garantita la sicurezza energetica, evitando blackout come quelli che abbiamo visto di recente in Spagna, producendo energia pulita ma anche a prezzi competitivi. La transizione non si fa in pochi mesi e in pochi anni: dobbiamo riconoscere il ruolo del gas, al fianco di risorse rinnovabili che spesso non sono programmabili come acqua e vento</em>&rdquo;, ha detto il presidente del GSE.</p>
<p>A seguire &egrave; intervenuta in video Stefania Crotta, direttrice generale per i Programmi e gli Incentivi finanziari del MASE, che ha sottolineato alcuni degli impegni del Ministero stesso nella promozione delle Comunit&agrave; energetiche.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/109867/small_131524.jpg" alt="Foto"></p>
<h2>Il caso della &ldquo;vigna urbana"</h2>
<p>Il secondo approfondimento si &egrave; invece concentrato sul connubio tra ambiente e innovazione, con un focus sulla &ldquo;vigna urbana&rdquo; ideata a Torino dal professor Danilo Demarchi, docente ordinario del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni del Politecnico, e Luca Balbiano, produttore di vino e imprenditore (Cantine Balbiano di Andezeno). Campus Grapes, questo il nome del progetto, &egrave; la prima vigna urbana universitaria al mondo: un progetto che coniuga ricerca scientifica, didattica innovativa e rigenerazione urbana, trasformando mille metri quadri del campus in un laboratorio a cielo aperto dedicato alle tecnologie agritech.</p>
<p>"<em>Monitoriamo temperatura, umidit&agrave;, qualit&agrave; dell&rsquo;aria, consumo d&rsquo;acqua e biodiversit&agrave;</em>. - hanno raccontato Demarchi e Balbiano &ndash; <em>Ogni vite diventa un sensore naturale, capace di raccontare come cambia il microclima urbano. &Egrave; un luogo di scienza, ma anche di incontro: cittadini, studenti e imprese possono partecipare a un nuovo modo di vivere la sostenibilit&agrave;</em>&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Il futuro che ci aspetta</h2>
<p>I &ldquo;futurologi&rdquo; del Copenhagen Institute for Futures Studies hanno poi guidato il pubblico in una riflessione sul domani che ci aspetta, tra promesse di innovazione e timori legati alle crisi globali. Lasse Jonasson, Chief Foresight Officer e componente del World Economic Forum, ha parlato di sostenibilit&agrave; e modello di business del sistema bancario: "<em>Il settore finanziario &egrave; fondamentale per promuovere la sostenibilit&agrave;, ma l'impegno non &egrave; uniforme. Con le pressioni a breve termine che allontanano l'ESG, ora &egrave; il momento per le banche che considerano davvero la sostenibilit&agrave; come elemento centrale della propria identit&agrave; di distinguersi e investire nella transizione a lungo termine</em>&rdquo;. Poi un passaggio sull&rsquo;Intelligenza Artificiale: &ldquo;<em>Avere la consapevolezza del ruolo che avr&agrave; nelle nostre vite e nelle nostre attivit&agrave; &egrave; fondamentale per essere in grado di &lsquo;navigare&rsquo; nel futuro</em>&rdquo;, ha detto Johansson.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/109867/small_131525.jpg" alt="Foto"></p>
<p>Valentina Boschetto Doorly, partner associato per l&rsquo;Italia dell&rsquo;istituto danese e autrice de &ldquo;La terra chiama. Il nostro futuro lontano dalle citt&agrave;&rdquo;, ha invece proposto un approfondimento sulla situazione climatica globale e i cambiamenti in atto. &Egrave; troppo tardi? &ldquo;<em>Siamo in zona Cesarini avanzata, la situazione va presa per la coda</em>&rdquo;, ha detto l&rsquo;autrice.&nbsp;</p>
<p>Poi alcuni dati concreti che testimoniano i cambiamenti a cui stiamo assistendo: circa la met&agrave; delle specie viventi si sta spostando verso nord o verso l&rsquo;alto, nel frattempo il 2024 ha segnato un aumento globale delle temperature di un grado e mezzo (e veleggiamo verso il +2)</p>
<p>&ldquo;<em>Dovremmo diminuire le emissioni del 45% entro il 2030, mentre stiamo andando in direzione opposta, con emissioni che aumentano di anno in anno</em>&rdquo;, ha detto Doorly: &ldquo;<em>Sulle Alpi abbiamo perso quindici giorni di sciabilit&agrave; ogni anno e il 50% dei ghiacciai. Le aree sciistiche appenniniche andranno perse. Entro i prossimi anni saranno inutilizzabili quelle sotto i 1600 metri. Il 50% dei litorali sabbiosi in Italia &egrave; in fase di erosione. Aumentano in tutte le citt&agrave; le notti tropicali</em>".</p>
<p>Ma ci sono anche alcune buone notizie: l&rsquo;Italia, per esempio, &egrave; in deciso movimento e sta aumentando la quota di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. &ldquo;<em>L&rsquo;altra notizia &egrave; che ora la Cina &egrave; leader mondiale nella riconversione, con investimenti da record in rinnovabili</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>Noi siamo la causa, noi siamo la soluzione. Quello che abbiamo fatto ingurgitare alla Terra, la Terra ce lo sta rigurgitando addosso</em>&rdquo;, ha chiuso Doorly.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Il lavoro a livello locale</h2>
<p>A chiudere il pomeriggio una lente d&rsquo;ingrandimento sul ruolo degli enti locali, in particolare i Comuni, con Katia Tarasconi, sindaca di Piacenza, e Alberto Gusmeroli, sindaco di Arona e Presidente della Commissione Attivit&agrave; produttive della Camera dei deputati.</p>
<p>&ldquo;<em>Quello che facciamo a livello locale pu&ograve; sembrare un puntino nell&rsquo;oceano rispetto alla situazione mondiale, tuttavia &egrave; importantissimo lasciare alle nuove generazioni una societ&agrave; migliore: la mia generazione &egrave; quella a cui piace entrare al ristorante con la macchina, i giovani hanno un&rsquo;altra sensibilit&agrave;. Serve superare l&rsquo;egoismo e promuovere il senso di comunit&agrave;</em>&rdquo;, ha detto la prima cittadina piacentina. Gusmeroli ha invece raccontato alcuni degli interventi promossi ad Arona, dal lavoro per fermare il consumo di suolo a quello relativo alle pedonalizzazioni, passando per il miglioramento degli allacciamenti fognari riducendo gli scarichi nel lago Maggiore ancora presenti: &ldquo;<em>Occorre pragmatismo, operando scelte ragionate che tutelino livelli occupazionali, produttivit&agrave; e Sistema Paese</em>".</p>]]></description><pubDate>Fri, 31 Oct 2025 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[I discorsi sulla salute mentale sono sempre più liberi dai pregiudizi, ed è merito soprattutto dei giovani]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/i-discorsi-sulla-salute-mentale-sono-sempre-piu-liberi-dai-pregiudizi-ed-e-merito-soprattutto-dei-giovani_108878.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/i-discorsi-sulla-salute-mentale-sono-sempre-piu-liberi-dai-pregiudizi-ed-e-merito-soprattutto-dei-giovani_108878.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/108878/130102.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;<em>I malati di mente li troviamo sempre in fondo a un viale di periferia, forse perch&eacute; la loro immagine non turbi la nostra esistenza</em>&rdquo;. Con queste parole, nel 1968, il giornalista <strong>Sergio Zavoli</strong> apriva il documentario <em>I giardini di Abele</em>, raccontando le condizioni di vita delle persone con disturbi mentali. Per la prima volta, sugli schermi italiani era raccontata senza pregiudizi la realt&agrave; dei manicomi - in particolare quello di Gorizia, diretto da Franco Basaglia -, una realt&agrave; fino ad allora in gran parte nascosta. Nel documentario la malattia mentale &egrave; descritta con rispetto, senza ricorrere a stigmi o sensazionalismi, ma con l&rsquo;intento di capire cosa significasse vivere con un disturbo psichico nell&rsquo;Italia della fine degli anni Sessanta.</p>
<p>L&rsquo;isolamento dei malati, per&ograve;, aveva radici molto pi&ugrave; antiche. &ldquo;<em>Alla fine del XVI secolo, allorch&eacute; per razionalizzare la produzione - presupposto pratico della societ&agrave; borghese che inizia la sua ascesa al potere - si richiede l&rsquo;emarginazione degli elementi socialmente improduttivi</em>&rdquo;, spiegava ancora Zavoli. &ldquo;<em>Il malato del villaggio, compatito e infine tollerato, diventa crudamente il matto alla cui anarchia si applica senza discriminazione l&rsquo;ipotesi della pericolosit&agrave; e dello scandalo. I lebbrosari rimasti inutilizzati per due secoli dopo la scomparsa della malattia ritrovano una loro popolazione - i matti appunto - e diventano nuove isole di esclusione, nuovi bacini di emarginazione della societ&agrave; dei sani</em>&rdquo;.</p>
<p>Nel tempo, la cura della malattia mentale &egrave; cambiata. &ldquo;<em>Ora, con gli psicofarmaci, la pericolosit&agrave; &egrave; quasi spenta, ogni punta attutita. I ricoverati, gli ospiti, sono molto pi&ugrave; liberi: si incontrano, si riuniscono, organizzano balli, feste, possono girare per l&rsquo;ospedale</em>&rdquo;, raccontava <strong>Mario Tobino</strong>, direttore dell&rsquo;ospedale psichiatrico di Lucca, nel libro <em>Per le antiche scale</em> (1972). All&rsquo;epoca i manicomi erano ancora aperti, ma di l&igrave; a pochi anni, nel 1978, la cosiddetta &ldquo;legge Basaglia&rdquo; ne avrebbe decretato la chiusura, segnando una svolta nella cura e nell&rsquo;assistenza ai pazienti psichiatrici.</p>
<p>Da allora, molto &egrave; cambiato: nessuno &egrave; pi&ugrave; relegato ai margini della societ&agrave;, n&eacute; ridotto a un numero o a motivo di vergogna. &Egrave; mutato l&rsquo;approccio alla cura, cos&igrave; come lo sguardo collettivo sulla salute mentale. Eppure, nonostante i progressi, la Giornata internazionale della salute mentale, che si celebra il 10 ottobre, ricorda ogni anno quanta strada resti ancora da fare.</p>
<h2><strong>Lo spartiacque</strong></h2>
<p>&ldquo;<em>Nel tempo la visione della malattia &egrave; cambiata molto, e c&rsquo;&egrave; stata una particolare accelerazione dopo il Covid. La pandemia ha contribuito a diffondere informazioni sulla salute mentale ed &egrave; stato sicuramente un fatto positivo</em>&rdquo;, dice <strong>Francesco Risso</strong>, direttore del Dipartimento Interaziendale di Salute Mentale dell&rsquo;Asl CN1 e dell&rsquo;ospedale Santa Croce.</p>
<p>Secondo Risso, la diffusione del discorso sui disturbi mentali &egrave; stata favorita dai media, dai social network e dall&rsquo;esposizione pubblica di personaggi dello sport e dello spettacolo che hanno condiviso le proprie fragilit&agrave;. &ldquo;<em>Quindici anni fa la societ&agrave; era ancora impregnata di stigma, pregiudizio e vergogna. Negli ultimi anni qualcosa &egrave; cambiato: la collettivit&agrave; &egrave; pi&ugrave; informata, i dipartimenti sanitari - un tempo chiusi - si sono aperti all&rsquo;esterno, organizzano incontri nelle scuole, attivit&agrave; di divulgazione</em>&rdquo;.&nbsp;Ad ampliare la riflessione ha contribuito anche l&rsquo;aumento dei disturbi mentali, oggi prima causa di disabilit&agrave; nel mondo Occidentale. &ldquo;<em>Dopo la pandemia sono cresciuti del 30 per cento, soprattutto tra i 13 e i 24 anni</em>&rdquo;, aggiunge Risso.</p>
<p>Il cambiamento &egrave; visibile in diversi ambiti, a partire dalla scuola. Oggi molti istituti dispongono dello psicologo scolastico, che non solo offre supporto nei momenti di difficolt&agrave;, ma lavora anche sulla prevenzione. Ed &egrave; nella scuola che spesso possono essere intercettate situazioni di possibili disagi. &ldquo;<em>Tra i giovani</em> - prosegue Risso - <em>ai disturbi mentali si accompagna spesso l&rsquo;uso di sostanze. I ragazzi si ammalano sempre prima e abusano di sostanze sempre pi&ugrave; precocemente. Spesso sono sintetiche e difficili da individuare: a volte arrivano in reparto giovani che non sappiamo nemmeno cosa abbiano assunto</em>&rdquo;.</p>
<p>Nel tempo anche la medicina si &egrave; adattata al cambiamento. &ldquo;<em>I medici di base che un tempo indirizzavano dal neurologo, ora inviano dallo psichiatra. La sensibilit&agrave; &egrave; cresciuta, sarebbe importante per&ograve; parlarne di pi&ugrave; anche in famiglia. I genitori dovrebbero interessarsi non solo alla salute fisica dei figli, ma anche a quella mentale. Non &egrave; facile: spesso i figli non vogliono parlare, e le famiglie, negli ultimi anni, sono state trascurate dalla politica, che non le ha sostenute</em>&rdquo;, spiega il dottore. &ldquo;<em>Un genitore informato e consapevole pu&ograve; per&ograve; riconoscere, come un insegnante, un allenatore o un amico, i segnali di una sofferenza mentale</em>&rdquo;.</p>
<h2><strong>Le difficolt&agrave; che restano</strong></h2>
<p>Nonostante lo stigma e il pregiudizio legati alla salute mentale si siano ridotti, non sono ancora scomparsi. &ldquo;<em>In un mondo ideale, come si parla di una visita dall&rsquo;ortopedico o dall&rsquo;oculista, cos&igrave; si dovrebbe parlare anche di psicologi e psichiatri. Tra i giovani questo gi&agrave; accade: si fanno meno problemi a dire che chiedono aiuto. Le generazioni pi&ugrave; anziane invece fanno pi&ugrave; fatica, perch&eacute; portano ancora il peso di un pregiudizio antico, legato all&rsquo;istituzione totale, al manicomio</em>&rdquo;, commenta Risso.</p>
<p>Per il dottore &egrave; fondamentale costruire non solo una comunit&agrave; informata, ma anche consapevole. &ldquo;<em>Alla consapevolezza che un figlio, un allievo o un atleta possano avere un disturbo mentale stiamo arrivando, poco alla volta</em>&rdquo;. Proprio con questo intento, il 10 ottobre, nelle principali piazze italiane - in Piemonte sar&agrave; in piazza San Carlo - saranno allestiti banchetti dove rivolgersi a esperti di salute mentale: psicologi, psichiatri, specialisti dei disturbi alimentari e operatori del SERT per le dipendenze. Prossimamente nel Cuneese sono previsti altri eventi sul tema: il 23 ottobre alle 17 presso la Sala Consiliare del Comune di Roccavione si terr&agrave; un incontro sui disturbi del comportamento alimentare, mentre il 30 ottobre sempre alle 17 nella Sala Consiliare del Comune di Roccavione si parler&agrave; di educazione digitale. Gli appuntamenti rientrano nell&rsquo;evento &ldquo;Specchi&amp;Schermi&rdquo; organizzato da &ldquo;L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia&rdquo;.</p>
<p>I giovani restano i protagonisti del cambiamento: sono loro ad abbattere con pi&ugrave; facilit&agrave; lo stigma. Ma i disturbi mentali non hanno et&agrave;: riguardano donne e uomini, bambini, adolescenti, adulti e anziani. Per questo &egrave; necessario che il cambiamento diventi pi&ugrave; profondo. Superare lo stigma significa non provare vergogna, non giudicare, sentirsi liberi di chiedere aiuto quando serve, sapendo che le difficolt&agrave; possono essere superate. &ldquo;<em>I disturbi mentali vanno affrontati con coraggio, perch&eacute; si guarisce. Non bisogna dimenticare che la salute mentale &egrave; fondamentale nella vita, a volte persino pi&ugrave; di quella fisica</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Fri, 10 Oct 2025 07:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Micol Maccario</dc:creator><author><name>Micol Maccario</name></author></item><item><title><![CDATA[I giorni dell'Oktoberfest: fino al 12 ottobre un angolo di Baviera a Cuneo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/i-giorni-dell-oktoberfest-fino-al-12-ottobre-un-angolo-di-baviera-a-cuneo_108204.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/i-giorni-dell-oktoberfest-fino-al-12-ottobre-un-angolo-di-baviera-a-cuneo_108204.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/108204/129082.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&Egrave; ufficialmente iniziata l&rsquo;ottava edizione dell&rsquo;Oktoberfest di Cuneo. L&rsquo;evento targato Paulaner si &egrave; aperto ieri, gioved&igrave; 25 settembre, con la tradizionale parata inaugurale in via Roma. Il festoso corteo, aperto dalla neonata mascotte Luppolo e dai Kuni Kumpel, band &ldquo;padrona di casa&rdquo; della manifestazione, ha percorso il &ldquo;salotto&rdquo; della citt&agrave; fino a piazza Galimberti, in una nutrita cornice di pubblico e di curiosi. Ad animare il momento gli sbandieratori del Gruppo Le Nuvole, le majorette The Scarlet Star, la Banda musicale &ldquo;La Rumorosa&rdquo; di Boves, le cheerleader dell&rsquo;ASD Aster Cheer e i folkloristici trenini che per tutta la durata dell&rsquo;evento faranno la spola tra il centro citt&agrave; e l&rsquo;area del palazzetto dello sport di San Rocco Castagnaretta.&nbsp;</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/108204/small_129083.jpg" alt="Foto"></p>
<p>Ricco il programma delle iniziative che proseguiranno fino al prossimo 12 ottobre: l&rsquo;Oktoberfest di Cuneo sar&agrave; aperto ogni gioved&igrave; e venerd&igrave; a partire dalle ore 18 e il sabato e la domenica dalle 11.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/108204/small_129084.jpg" alt="Foto"></p>
<p>Venerd&igrave; 26 settembre, ad aprire le danze sul palco del padiglione principale ci sar&agrave; la resident band dei Kuni Kumpel per poi dare il via ai grandi live con i Divina che, dalle 23.30, faranno tornare il pubblico negli anni &rsquo;70 con uno show coinvolgente ed elettrizzante.&nbsp;Sabato 27 settembre si parte alle 11 e, nel pomeriggio, il primo appuntamento con i raduni: protagonisti i motori americani dei Foam &ndash; Friends Of American Motors e un affascinante assortimento di Volkswagen Maggiolino. Dopo pranzo ci sar&agrave; anche il primo evento dedicato ai pi&ugrave; piccoli con baby dance e Mago Trinchetto che si alterneranno per l&rsquo;intero pomeriggio. Nel padiglione principale, invece, il palco sar&agrave; tutto per i Kuni Kumpel fino alle 23.30 quando gli ABCD band daranno il via alle danze con le canzoni pi&ugrave; conosciute e amate.&nbsp;Domenica 28 settembre, gi&agrave; dall&rsquo;ora di pranzo, i Kuni Kumpel inonderanno il padiglione principale di irriverente musica dai temi bavaresi per poi accompagnare i commensali con brindisi al grido di &ldquo;Ein Prosit&rdquo; fino a sera. Nell&rsquo;area garden il pomeriggio &egrave; dei bambini con un&rsquo;area a loro dedicata e dall&rsquo;aperitivo accompagnamento con dj set. Auto americane e Maggiolini Volkswagen saranno presenti anche nella giornata di domenica per farsi ammirare da appassionati e curiosi.</p>
<p>Si riparte gioved&igrave; 2 ottobre con il live degli Elemento 90 ad avviare la seconda settimana di Oktoberfest. Anticipati sul palco del padiglione principale dalla band di casa, i Kuni Kumpel, gli Elemento 90 infuocheranno la pista dalle 22.30. Nell&rsquo;area garden non mancher&agrave; il ritmo a guidare i brindisi con dj set e accompagnamento musicale. Venerd&igrave; 3 ottobre cena con i Kuni Kumpel e dalle 23.30 protagoniste le canzoni di Zucchero con i Ciposugar band. Nell&rsquo;area garden il dj set.&nbsp;Sabato 4 ottobre moltissimi gli eventi gi&agrave; nel primo pomeriggio: dai balli country nell&rsquo;area garden al Campionato Italiano dei Boscaioli, in collaborazione con la Federazione italiana boscaioli. Per l&rsquo;occasione l&rsquo;area dar&agrave; spazio anche ad attivit&agrave; ed espositori a tema legno, con lo spettacolare intervento di Barba Brisiu. L&rsquo;attesa band ospite del sabato sera sar&agrave; la hit &amp; remix live band dei Sismica. Domenica 5 ottobre, alle 11, la Santa Messa, che riprende una tradizione che si tramanda da decenni a Monaco di Baviera. A seguire, con l&rsquo;apertura del padiglione principale, musica e Kuni Kumpel terranno compagnia di brindisi per tutta la giornata, mentre all&rsquo;esterno continuer&agrave; l&rsquo;adrenalinico Campionato Italiano dei Boscaioli.</p>
<p>Gioved&igrave; 9 ottobre prender&agrave; il via l&rsquo;ultima settimana di Oktoberfest Cuneo con grandi show e appuntamenti per grandi e piccini. La sera di gioved&igrave; sar&agrave; aperta dai Kuni Kumpel che accompagneranno gli animi verso il live, in tarda serata, dei Ipop band con le loro hit pop, dance, latin pi&ugrave; ricercate e di successo.&nbsp;Venerd&igrave; 10 ottobre sar&agrave; la volta delle canzoni italiane con la cover band Vasco Live che trasciner&agrave; la serata nella festa dalle 23.20. Ad anticiparli, durante la cena, i Kuni Kumpel e dj set nell&rsquo;area garden. Sabato 11 ottobre, gi&agrave; dalle 11, ancora spazio ai raduni per una due giorni dedicata all&rsquo;equitazione, in collaborazione con il team Flying Horses ASD e il coinvolgimento di diverse realt&agrave; del mondo ippico. Battesimo della sella e cura degli animali saranno solo alcune delle attivit&agrave; di scuderia proposte a grandi e piccini per il sabato pomeriggio e la domenica. Mentre nell&rsquo;area garden non mancher&agrave; mai la musica, per il live sul palco del padiglione principale si dovr&agrave; aspettare l&rsquo;ora di cena con i Kuni Kumpel che scalderanno gli avventori prima dello show di Annovanta, cover band rock anni &rsquo;90. Domenica 12 ottobre ultimo giorno di Oktoberfest: il palco del padiglione principale sar&agrave; tutto dei Kuni Kumpel e i loro canti in stile bavarese, mentre all&rsquo;esterno si festegger&agrave; la chiusura dell&rsquo;edizione con le attivit&agrave; con i cavalli e, nel pomeriggio, lo spettacolo di Mago Trinchetto e l&rsquo;entusiasmante esibizione del gruppo di cheerleading Le Nuvole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Confermati Luna Park e Family Days</h2>
<p>Il grande Luna Park far&agrave; da cornice all&rsquo;evento con i suoi 10 mila metri quadri e sar&agrave; aperto dal 25 settembre al 12 ottobre nei giorni di apertura di Oktoberfest Cuneo per divertire grandi e piccini. Con i Family Days ogni sabato e domenica: fino alle 13 tutte le attrazioni saranno scontate del 50%. Inoltre, prenotando un tavolo per pranzare al padiglione, le famiglie riceveranno una tessera speciale con lo sconto del 50% su tutte le attrazioni del luna park, valido fino alle 16.</p>
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<h2>Parcheggio, servizio navetta e trenino</h2>
<p>Per chi raggiunge Oktoberfest Cuneo in auto &egrave; prevista un&rsquo;ampia zona parcheggio gratuita adiacente al Palazzetto dello sport. Per accompagnare il pubblico dal centro di Cuneo all&rsquo;evento, invece, dal gioved&igrave; alla domenica si potranno utilizzare i due trenini &ldquo;Oktoberfest Cuneo Express&rdquo; al costo di 2 euro per la sola corsa di andata all&rsquo;evento. Il servizio gratuito di bus navetta partir&agrave; da piazza Galimberti angolo via Roma (dalle ore 18 nei giorni feriali, dalle 11 il sabato e dalle 10 la domenica), seguendo gli orari di apertura del padiglione e facendo tappa alle fermate indicate da apposite paline. Il percorso si snoder&agrave; lungo corso Nizza e corso Francia fino al bivio con corso Gramsci, dove i mezzi svolteranno a destra fino a incrociare corso De Gasperi per poi raggiungere il Palazzetto dello Sport di via Aldo Viglione.</p>
<p>Sar&agrave; attivo inoltre un servizio di navette da 50 posti di andata e ritorno tra Oktoberfest Cuneo e alcuni centri della provincia (Saluzzo, Savigliano, Bra, Mondov&igrave; e Chiusa Pesio), in funzione ogni venerd&igrave; e sabato durante tutte le tre settimane di apertura dell&rsquo;evento. La novit&agrave; per chi vuole divertirsi in sicurezza all&rsquo;Oktoberfest Cuneo 2025 &egrave; stata pensata da Sidevents e Bus Company attraverso la tecnologia di Moeves. Il pacchetto bus ha un costo di 35 euro e comprende il viaggio andata e ritorno, un tavolo riservato e un credito di 15 euro da spendere liberamente all&rsquo;evento. Numerose le fermate previste su tutte le linee, che potranno raccogliere gli avventori di Oktoberfest con arrivo previsto verso le 20.30 a Cuneo e rientro a casa in sicurezza alle 1.30. Per maggiori informazioni su orari e modalit&agrave; e per prenotare il proprio posto sulla navetta visitare il sito <a href="https://www.moeves.it/oktoberfest?utm_source=cuneodice.it&amp;utm_medium=articolo&amp;utm_campaign=articolo" target="_blank">www.moeves.it/oktoberfest</a>.</p>
<p>Per tutte le informazioni sull&rsquo;evento visitare il sito ufficiale cliccando <a href="https://www.oktoberfestcuneo.it?utm_source=cuneodice.it&amp;utm_medium=articolo&amp;utm_campaign=articolo" target="_blank">QUI</a>.</p>]]></description><pubDate>Fri, 26 Sep 2025 11:24:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item></channel></rss>
