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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Rubriche > Cuneo nel piatto > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/rubriche/cuneo-nel-piatto/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/news/rubriche/cuneo-nel-piatto/rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le notizie di Cuneo nel piatto che la provincia di Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Sat, 11 Apr 2026 13:26:12 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Rubriche > Cuneo nel piatto > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/rubriche/cuneo-nel-piatto/]]></link></image><item><title><![CDATA[Alla scoperta dei locali della Granda: I Goliardi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/alla-scoperta-dei-locali-della-granda-i-goliardi_14679.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/alla-scoperta-dei-locali-della-granda-i-goliardi_14679.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/14679/16854.jpg" title="" alt="" /><br /><div>Quando un gruppo di amici &egrave; indeciso su dove andare la sera, indipendentemente da quale sar&agrave; la scelta, &egrave; quasi matematico che qualcuno proporr&agrave; di recarsi ai 'Goliardi&rsquo;. Se una famiglia con i bambini piccoli desidera mangiare una pizza in un luogo in cui i pargoli possano dare libero sfogo alla loro fantasia &egrave; probabile che il pap&agrave; o la mamma pensino ai &lsquo;Goli&rsquo;, magari memori di quando vi si recavano qualche anno addietro, quando c&rsquo;era sempre quell&rsquo;amico che proponeva di andarci. Forse &egrave; proprio questo il motivo del successo del locale di Madonna dell&rsquo;Olmo, il piacere a tutti, sia alle famiglie sia ai gruppi. Piace ai gruppi perch&eacute; il vasto menu offre pizze, panini, primi, secondi e chi pi&ugrave; ne ha pi&ugrave; ne metta e anche quando non bastano due mani per contare i componenti della tavolata tutti possono trovare nel menu qualcosa che soddisfi il loro gusto. Piace alle famiglie perch&eacute; al piano interrato &egrave; stata predisposta un&rsquo;area apposta per i pi&ugrave; piccoli. Il locale &egrave; molto apprezzato anche dagli appassionati di sport, in quanto vi &egrave; un grande maxischermo e molte televisioni ed &egrave; possibile seguire gli eventi sportivi praticamente da ogni posizione del locale, indipendentemente da dove si &egrave; seduti.&nbsp;</div>
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<div>Il successo e l&rsquo;apprezzamento che 'I Goliardi' ha avuto in questi anni da parte della clientela &egrave; cresciuto esponenzialmente, tant&rsquo;&egrave; che dopo lo spostamento nei locali che furono del Podio Sport in via Chiri 10 &egrave; cresciuta sia l&rsquo;offerta che la domanda. Da piccolo pub a punto di riferimento per la ristorazione dell'Oltrestura. I proprietari hanno avuto la felice intuizione di proporre un locale moderno, ma informale, senza una caratteristica precisa, non pi&ugrave; un pub come nella location precedente, ma neanche un ristorante a tutti gli effetti: una via di mezzo per tutti i giusti. Inoltre nell'ultimo periodo sta crescendo moltissimo dal punto di vista gastronomico, proponendo piatti ricercati e di qualit&agrave;, vedi pescato e ostriche. Buona anche la pasticceria.</div>
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<div>Alcuni individuano tra i punti di debolezza del locale l&rsquo;eccessivo baccano e i prezzi leggermente al di sopra della media, ma a vedere dal numero dei potenziali clienti che, nelle serate pi&ugrave; frequentate, vengono rimbalzati dal locale per la mancanza di posti a sedere sembrano peccati veniali (la prenotazione non &egrave; obbligatoria, ma quasi indispensabile se si desidera avere un tavolo). Di certo il locale non &egrave; il posto ideale per una cena romantica, ma sul pizza e birra con gli amici non ha rivali in zona.&nbsp;&nbsp;</div>
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<div>PS: nel ribadire, come di consueto, che la recensione rappresenta l'opinione personale di chi l'ha scritta, ricordiamo anche che non &egrave; nostra ambizione fare i critici gastronomici, ma semplicemente regalare ai cuneesi un panorama di quella che &egrave; l'offerta di ristorazione del territorio. Per questo motivo non effettuiamo recensioni negative, ma ci limitiamo a non parlare dei posti che non ci sono piaciuti.</div>]]></description><pubDate>Fri, 04 May 2018 17:20:00 +0200</pubDate><dc:creator>s.m.</dc:creator><author><name>s.m.</name></author></item><item><title><![CDATA[Qual è il miglior ristorante giapponese di Cuneo?]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/qual-e-il-miglior-ristorante-giapponese-di-cuneo_14554.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/qual-e-il-miglior-ristorante-giapponese-di-cuneo_14554.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/14554/16722.jpg" title="Una barca, dal sito del ristorante giapponese Hashi" alt="Una barca, dal sito del ristorante giapponese Hashi" /><br /><div>Nonostante la cucina italiana, con la ricchezza gastronomica delle venti regioni che compongono la penisola, sia una delle pi&ugrave; apprezzate al mondo, negli ultimi anni sono spuntati come funghi i ristoranti etnici. Tra i pi&ugrave; apprezzati&nbsp; ci sono sicuramente i ristoranti giapponesi e i cuneesi non fanno eccezione, in quanto all&rsquo;ombra della Bisalta sono sempre di pi&ugrave; gli estimatori di sushi e sashimi. Se un tempo ci si sentiva domandare dove fosse possibile mangiare un buon fritto misto, oggi una domanda che spesso ci si sente fare da piazza Torino in su &egrave; &lsquo;Qual &egrave; il miglior ristorante giapponese di Cuneo?&rsquo;. Anche noi ci siamo adeguati ai tempi e proveremo a dare una risposta, pur sapendo che risposta non c&rsquo;&egrave; in quanto la preferenza pu&ograve; essere totalmente soggettiva. Fatte le dovute premesse, partiamo con la disamina risalendo per l&rsquo;asse centrale della citt&agrave;.&nbsp;</div>
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<div>Partendo dal fondo di via Roma il primo ristorante giapponese che incontriamo sul nostro cammino &egrave; <strong>Kombu</strong>. Il locale di via Santa Maria &egrave; indubbiamente tra i pi&ugrave; apprezzati. Il locale &egrave; piccolo e alla moda, e la cucina &egrave; a vista. La pulizia e la professionalit&agrave; del servizio sono inappuntabili. Kombu non prevede una formula &lsquo;All you can eat&rsquo;, che invece ritroveremo in altri locali. La scelta &egrave; quella di privilegiare la qualit&agrave;, il che significa che i prezzi sono superiori alla media della citt&agrave;. In ogni caso stiamo parlando di un vero e proprio ristorante, seppur informale. Il nostro giudizio &egrave; complessivamente positivo. L&rsquo;ideale per una cena romantica &lsquo;alternativa'.</div>
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<div>Risalendo la citt&agrave;, in via Bassignano, incontriamo <strong>Bamboo</strong>, un ristorante molto frequentato dagli orientali che vivono in citt&agrave;. Anche in questo caso i ristoratori non offrono la formula &lsquo;all you can eat&rsquo;, ma mettono a disposizione del cliente diverse formule di menu. A nostro avviso il locale &egrave; particolarmente consigliato per la pausa pranzo, in quanto offre svariate proposte di menu a prezzo contenuto. Con dieci euro si pu&ograve; ordinare un menu con insalata di pesce, riso bianco, zuppa di miso e un abbondante piatto di sushi o sashimi, macedonia inclusa. Alla sera le porzioni sono pi&ugrave; abbondanti, ma il prezzo, seppur contenuto, si alza leggermente. La qualit&agrave; &egrave; buona e il personale, si tratta di un locale a gestione familiare, molto gentile.&nbsp;</div>
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<div>Continuando nel nostro viaggio ideale in direzione monte Matto ci troviamo a deviare in via Michele Coppino, dove si trova <strong>Hashi</strong>. Probabilmente &egrave; il locale (con cucina giapponese) pi&ugrave; bello dell&rsquo;altipiano, dispone di due sale e di una bella cucina a vista. Qui &egrave; prevista la formula 'All you can eat&rsquo; sia a pranzo che a cena, seppure a mezzogiorno la scelta delle vivande da ordinare sia leggermente ridotta. Alla sera il locale &egrave; molto frequentato dai giovani, ma non solo. Il servizio &egrave; cortese, ma a volte un po&rsquo; confusionario e pu&ograve; capitare che il personale scambi i piatti con il tavolo vicino o dimentichi alcune ordinazioni. Al netto di ci&ograve; il locale &egrave; piacevole e sono in molti ad apprezzarlo. Nel genere &egrave; il migliore per una cena con amici.</div>
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<div>L&rsquo;ultimo locale da noi preso in considerazione &egrave; <strong>Ichi</strong>, in corso Nizza alta. Anche qui c&rsquo;&egrave; la formula &lsquo;All you can eat&rsquo;, ma nonostante il luogo comune secondo cui la qualit&agrave; del cibo con questo tipo di formula sarebbe pi&ugrave; bassa, il mangiare &egrave; molto apprezzabile. Recentemente i gestori hanno rinnovato il menu, offrendo la possibilit&agrave; ai clienti di scegliere alcuni piatti pi&ugrave; particolari fuori dalla formula tutto compreso. Il locale si divide in due parti, una pi&ugrave; caratteristica, con pavimento in legno e seduta tipica della zona, l&rsquo;altra un po&rsquo; pi&ugrave; &lsquo;sportiva&rsquo; con meno cura nell&rsquo;arredamento, ma certamente pi&ugrave; funzionale. A nostro giudizio &egrave; il migliore con per rapporto qualit&agrave;/prezzo. Il preferito di chi scrive.</div>
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<div>Abbiamo preso in considerazione solo i locali sull&rsquo;altipiano, in quanto ci siamo chiesti quale fosse il migliore di Cuneo citt&agrave;, ma avremo tempo per recensire anche quelli delle frazioni e dei dintorni. Al momento non siamo riusciti a dare una risposta definiva alla domanda che ci eravamo posti in avvio. Abbiamo comunque cercato di offrire una panoramica di ci&ograve; che si pu&ograve; trovare in citt&agrave;, sperando di offrire un servizio gradito. In realt&agrave; ci sono altri ristoranti che offrono cibo giapponese, ma ci siamo limitati a recensire quelli conosciuti principalmente per offrire cucina nipponica.<br /><br /><br /><br /><br />PS: nel ribadire, come di consueto, che la recensione rappresenta l'opinione personale di chi l'ha scritta, ricordiamo anche che non &egrave; nostra ambizione fare i critici gastronomici, ma semplicemente regalare ai cuneesi un panorama di quella che &egrave; l'offerta di ristorazione del territorio. Per questo motivo non effettuiamo recensioni negative, ma ci limitiamo a non parlare dei posti che non ci sono piaciuti.</div>]]></description><pubDate>Mon, 30 Apr 2018 17:08:00 +0200</pubDate><dc:creator>Samuele Mattio</dc:creator><author><name>Samuele Mattio</name></author></item><item><title><![CDATA[Lou Porti: mangiare piatti del territorio a un prezzo concorrenziale]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/lou-porti-mangiare-piatti-del-territorio-a-un-prezzo-concorrenziale_14384.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/lou-porti-mangiare-piatti-del-territorio-a-un-prezzo-concorrenziale_14384.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/14384/16537.jpg" title="" alt="" /><br /><div>Alle spalle di Cuneo c'&egrave; una valle che &egrave; spesso dimenticata quando si parla di turismo. Non la pur sottovalutata val Maira e nemmeno la valle Stura, tra le quali si snoda. Stiamo parlando dell'affascinante valle Grana: antichi paesi abbandonati a causa dell'innovazione tecnologica (vedi Narbona), veri e propri spettacoli artificiali come la borgata di Colletto o il Santuario di San Magno, le cui origini risalirebbero ai culti pagani delle popolazioni pre-romane. Non &egrave; casuale l'assonanza con Castelmagno, che oltre ad essere un comune della valle &egrave; il nome del 're' dei formaggi che viene prodotto nella zona. I luoghi in cui assaggiare il Castelmagno sono molteplici e di molti di questi vi racconteremo nei prossimi appuntamenti di 'Cuneo nel piatto'.</div>
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<div>Questa volta&nbsp;ci soffermiamo in un luogo che potrebbe passare inosservato sia ai ciclisti che pedalano verso la Fauniera, sia ai fedeli che si recano a fare il loro voto a San Magno: stiamo parlando di Lou Porti, un 'agripiola' (per stessa definizione dei proprietari) ubicata a Monterosso Grana (borgata Levata), all'altezza del bivio per la val Verde e il suo Centro Studi provenzale di Comboscuro, che si occupa della salvaguardia della lingua e della cultura provenzale, di cui la zona &egrave; un'enclave linguistica (richiamata proprio dal nome del locale, un rustico riattato). Un 'must' del posto &egrave; la semplicit&agrave; che si trova sia nell'arredamento rustico, ma pulito, sia nelle materie prime, prodotte per larga parte in casa o, nel caso in cui non si riescano a produrre, acquistandole in valle. Entrando nel locale, con pochi posti a sedere, sembra di fare un vero e proprio viaggio nel tempo, quando nelle 'piole' c'erano cibi freschi e genuini, che seguivano la stagionalit&agrave; e le tipicit&agrave; del territorio.&nbsp;</div>
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<div>La casa propone antipasti e piatti della tradizione povera piemontese. Antipasti genuini come le acciughe al verde, patate e toma con salsa aioli, una semplice farinata ripiena, per poi proseguire con primi come i tipici gnocchi al Castelmagno o con i secondi. Buoni anche i dolci. Prezzo concorrenziale (10 euro per quattro antipasti, a 20-24 euro sono proposti menu completi). I vini seguono la filosofia della cucina, ma la barbera della casa 'non &egrave; male' ed &egrave; offerta alla spina nella quantit&agrave; desiderata. Locale piccolo &egrave; consigliata la prenotazione. Aperto nel fine settimana, su prenotazione nei giorni feriali.<br /><br /></div>
<div>PS: nel ribadire, come di consueto, che la recensione rappresenta l'opinione personale di chi l'ha scritta, ricordiamo anche che &egrave; nostra ambizione fare i critici gastronomici, ma semplicemente regalare ai cuneesi un panorama di quella che &egrave; l'offerta di ristorazione del territorio. Per questo motivo non effettuiamo recensioni negative, ma ci limitiamo a non parlare dei posti che non ci sono piaciuti.</div>]]></description><pubDate>Mon, 23 Apr 2018 16:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Samuele Mattio</dc:creator><author><name>Samuele Mattio</name></author></item><item><title><![CDATA[Alla scoperta dei locali cuneesi: la Locanda del Falco]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/alla-scoperta-dei-locali-cuneesi-la-locanda-del-falco_11805.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/alla-scoperta-dei-locali-cuneesi-la-locanda-del-falco_11805.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/11805/13699.jpg" title="" alt="" /><br /><div>Nuovo anno, vecchie abitudini. Anche nel 2018 non abbiamo perso il 'vizio' della buona cucina.&nbsp;</div>
<div>Per festeggiare l'arrivo del nuovo anno ci siamo recati in valle Gesso, pi&ugrave; precisamente a Valdieri. Al centro del paese, nella centrale piazza Regina Elena, &egrave; ubicato uno di quei posti che t'invogliano a tornare, stiamo parlando della Locanda del Falco.</div>
<div>La location si fa apprezzare sia esternamente che internamente, semplice nella sua impostazione, il locale &egrave; suggestivo, con un sapore d'altri tempi. Il soffitto in mattoni a vista impreziosisce uno stile rustico, ma allo stesso tempo raffinato.&nbsp;</div>
<div>I piatti sono molto curati, c'&egrave; sicuramente un occhio al territorio, ma la ricerca &egrave; il mantra del gestore. Per capirci vi si trova s&igrave; un menu tradizionale, ma con varianti che rendono i piatti tipici delle nostre valli delle vere e proprie pietanze gourmet.&nbsp;</div>
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<div>Come dicevamo in apertura siamo stati a Valdieri a festeggiare Capodanno e il menu era studiato per l'occasione: ottimi gli antipasti, tra cui una sorprendente tartare di trota fario con puntarelle, arancia e zenzero. In seguito Millefoglie ai porri con salsa all'acciuga (una bagna caoda rivisitata) e Fonduta con fontina d'alpeggio, cavoli in diverse cotture, cotechino e chips di polenta.&nbsp;</div>
<div>Tra i primi Fischirol di segale con rag&ugrave; di lepre e gremolada (piatto eccellente) e un Risotto alla zucca, seirass fresco e castagne. Come secondo, per il cenone di San Silvestro, il gestore ha proposto una guancia di vitello con pur&egrave; di patate affumicate e radicchio brasato. Il dessert era un semifreddo alle castagne, salsa ai cachi e biscotto alla mandorla.&nbsp;</div>
<div>Totale? 50 euro con acqua, caff&egrave; e un calice di prosecco. Vino a parte. A tal proposito abbiamo optato per un Rosso di Valtellina, un 100% nebbiolo molto delicato al palato.&nbsp;</div>
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<div>Luogo comune &egrave; che 'A Capodanno si spende il doppio per mangiare peggio': beh, non &egrave; certo il caso della Locanda del Falco, locale che, rapportato alla qualit&agrave; offerta, ha mantenuto un prezzo equilibrato anche per il cenone di San Silvestro. Senza ombra di dubbio ritorneremo e, se non ci siete mai stati, vi consigliamo di provarlo.</div>
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<div>Al momento la cucina offre un menu del territorio a 28 euro, bevande escluse, cos&igrave; composto: Cruda di vitella con salsa all'acciuga, Toma di Entracque con subric di patate e aioli, Risotto alla zucca con midollo affumicato e timo, Cosciotto di tacchino alle castagne, crema di zucca e patate al forno, Martin Sec alla birra doppio malto, pan di spezie e zabajone alla birra.</div>
<div>Oltre al menu fisso, la Locanda del Falco offre anche una scelta alla carta (lo trovate allegato a questa recensione, nello scorrimento immagini). La carta dei vini &egrave; sufficientemente variegata, grande scelta tra i piemontesi, con la possibilit&agrave; di optare per vini di altre regioni o francesi.&nbsp;</div>
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<div>PS: nel ribadire, come di consueto, che la recensione rappresenta l'opinione personale di chi l'ha scritta, ricordiamo anche che &egrave; nostra ambizione fare i critici gastronomici, ma semplicemente regalare ai cuneesi un panorama di quella che &egrave; l'offerta di ristorazione del territorio. Per questo motivo non effettuiamo recensioni negative, ma ci limitiamo a non parlare dei posti che non ci sono piaciuti.</div>]]></description><pubDate>Wed, 03 Jan 2018 12:28:00 +0100</pubDate><dc:creator>Samuele Mattio</dc:creator><author><name>Samuele Mattio</name></author></item><item><title><![CDATA[Alla scoperta dei locali cuneesi: il Mulino delle Ortensie]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/alla-scoperta-dei-locali-cuneesi-il-mulino-delle-ortensie_11647.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/alla-scoperta-dei-locali-cuneesi-il-mulino-delle-ortensie_11647.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/11647/13518.jpg" title="" alt="" /><br /><div>Non bisogna prendere alla lettera tutto ci&ograve; che si trova su Tripadvisor, ma se lo si sa usare limando 'gli estremi' si pu&ograve; arrivare ad avere un'idea piuttosto precisa dei locali che vi sono recensiti. Oramai l'avrete capito, a noi di Cuneodice.it piace la buona cucina e la consultazione del sito pi&ugrave; utilizzato da tutti i buongustai d'Italia (e non solo) &egrave; una consuetudine del nostro tempo libero.&nbsp;</div>
<div>&Egrave; probabile che conosciate Gaiola per l'iperattivit&agrave; del sindaco del Comune della valle Stura, Fabrizio Biol&egrave;, sempre prodigo di iniziative per promuovere il paese di santa Maria Assunta. Come sapete per&ograve;, in questa rubrica non si parla n&eacute; di politica n&eacute; di eventi, ma di cibo e da qualche tempo a Gaiola c'&egrave; qualcuno che si &egrave; fatto notare in questo campo.&nbsp;</div>
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<div>Che c'azzeccano Tripadvisor e Gaiola &egrave; presto detto, navigando sul famoso sito di recensioni ci siamo imbattuti in un locale che aveva il massimo dalla valutazione (elemento non comune) a quel punto non abbiamo potuto fare a meno di provarlo.&nbsp;</div>
<div>Non abbiamo ancora detto il nome? Giusto. Componente imprescindibile. Si tratta del Mulino delle Ortensie, una vera e propria scoperta, sotto tutti i punti di vista. Un po' perch&eacute; trovarlo non &egrave; propriamente immediato, un po' perch&eacute; quando lo si trova non si vorrebbe pi&ugrave; andare via.</div>
<div>Si tratta di un home restaurant, situato in regione Stiera, borgata di Gaiola facilmente raggiungibile con l'ausilio di un navigatore, oppure pi&ugrave; empiricamente seguendo le indicazioni per il polo del rafting.&nbsp;Una volta parcheggiata l'auto e trovato l'edificio (il primo sulla destra, l'insegna che lo indica si trova sul balcone) vi troverete immersi in un ambiente casalingo, ma allo stesso tempo di grande eleganza.&nbsp;</div>
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<div>La cortesia e l'accoglienza dei proprietari sono fuori discussione, ma ci&ograve; che pi&ugrave; impressiona &egrave; la qualit&agrave; dei piatti. Con materie prime prevalentemente del territorio i proprietari di questo locale riescono a preparare pietanze gradite sia alla vista che al palato. Non ci dilunghiamo in descrizioni dei singoli piatti perch&eacute; il menu cambia sovente e diciamocelo, non vogliamo rovinarvi la sorpresa nel caso un cui desideraste recarvici. Basti sapere che i piatti sono preparati con ingredienti semplici. Forse il segreto sta proprio nel saperli usare in maniera sopraffina, senza ricorrere a variazioni che farebbero lievitare il prezzo, ma non il gusto della portata.&nbsp; In ogni caso se voleste verificare i menu potete farvi un'idea consultando quelli passati sulla pagina <a href="https://www.facebook.com/Mulino-Delle-Ortensie-Home-Restaurant-102735156792803/">facebook</a>.</div>
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<div>Tre antipasti un primo, un secondo, e dolce. Menu fisso a 25 euro. Bevande pagate a parte. Come sapete non amiamo nasconderci dietro a un dito e ci piace dire ci&ograve; che pensiamo: se mangiaste le stesse cose in qualche locale di via Dronero, a Cuneo, vi trovereste ad uscire dal ristorante spendendo il doppio e con lo stomaco riempito a met&agrave;. Provare per credere. La fama su Tripadvisor &egrave; certamente meritata.</div>
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<div>P.S. Ricordiamo ai lettori che la rubrica 'Cuneo nel piatto' non ha 'pretese' di alcun tipo, ma rappresenta l'opinione personale di chi l'ha scritta.&nbsp;</div>]]></description><pubDate>Wed, 20 Dec 2017 16:07:00 +0100</pubDate><dc:creator>Samuele Mattio</dc:creator><author><name>Samuele Mattio</name></author></item><item><title><![CDATA[Alla scoperta dei locali cuneesi: pizzeria 'La Gustosa']]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/alla-scoperta-dei-locali-cuneesi-pizzeria-la-gustosa_11496.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/alla-scoperta-dei-locali-cuneesi-pizzeria-la-gustosa_11496.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/11496/13364.jpg" title="" alt="" /><br />Siamo oramai alla quinta puntata del nostro appuntamento con l'enogastronomia cuneese. La rubrica 'Cuneo nel piatto' ha da subito avuto un numero importante di lettori e ci&ograve; ci gratifica e ne approfittiamo per ringraziare chi, ogni settimana, non vede l'ora di leggere le nostre impressioni sui locali della provincia di Cuneo. La scorsa settimana siamo stati a Caraglio, per raccontare 'Zot', un pub molto amato dai giovani della valle Grana, ma non solo. Stavolta ritorniamo nel capoluogo per scoprire un locale consigliatoci da un amico: in una disquisizione su quale fosse la pizza migliore della citt&agrave; lui ha indicato la pizzeria-ristorante 'La Gustosa'. A quel punto non abbiamo potuto far altro che provare la pizza di questo posto, sito in via XXVIII Aprile, 16. <br />Il locale &egrave; moderno, arredato senza troppi fronzoli, cos&igrave; come i proprietari, persone cortesi e affabili. La Gustosa ha una buona scelta di piatti, tra terra e mare, ma a dispetto di quanto fatto altre volte siamo andati per assaggiare la pizza e abbiamo mantenuto la nostra coerenza.&nbsp; Ovviamente Margherita, altrimenti come avremmo potuto farci un'idea? Pasta morbida e sottile e bordi alti, proprio come impone la tradizione napoletana. Se non &egrave; la pizza migliore della citt&agrave; (per dirlo bisognerebbe provarle tutte contemporaneamente) ci si avvicina di molto. Buonissimo anche il Calzone. <br />Il prezzo? 24 euro in due (un calzone, una margherita, una bottiglia d'acqua, una lattina di coca cola, una fetta di torta - buona, ma non a livello della pizza &ndash; e due caff&egrave;). Onesto. In altre pizzerie della citt&agrave; i prezzi sono pi&ugrave; alti con una qualit&agrave; inferiore. Consigliato? Decisamente s&igrave;. <br />Per il momento ci limitiamo a consigliarlo per la pizza, ma chiss&agrave; che nei prossimi mesi non torneremo per assaggiare le altre proposte del menu. Alla prossima.<br /><br />P.S. Ricordiamo ai lettori che la rubrica 'Cuneo nel piatto' non ha 'pretese' di alcun tipo, ma rappresenta l'opinione personale di chi l'ha scritta.]]></description><pubDate>Thu, 14 Dec 2017 16:16:00 +0100</pubDate><dc:creator>s.m.</dc:creator><author><name>s.m.</name></author></item><item><title><![CDATA[Alla scoperta dei locali cuneesi: Zot a Caraglio]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/alla-scoperta-dei-locali-cuneesi-zot-a-caraglio_11267.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/alla-scoperta-dei-locali-cuneesi-zot-a-caraglio_11267.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/11267/13108.jpg" title="" alt="" /><br />Nella nostra rubrica 'Cuneo nel Piatto' inseriamo le recensioni su tutti quei locali che propongono buon cibo. Nelle scorse puntate abbiamo raccontato di due locali molto popolari in Cuneo, l'Osteria dei Colori e il Bistrot dei Vinai, passando per il temporaneo 'PalaPorro' di Cervere. Questa setttimana usciamo dal capoluogo (ci torneremo) e dai suoi ristoranti per recarci nella vicina Caraglio. <br /><br />No, non siamo alla scoperta delle origini della citt&agrave; dei sette assedi: la leggenda vuole che fu fondata da due novelli sposi, Cecilia e Roldano, in fuga proprio da Caraglio dopo aver ucciso il 'Dusu', un signorotto locale che voleva esercitare lo 'Ius primae noctis' (in parole povere farsi la sposa). In questo momento non ce ne importa. A noi interessa mangiare, bere e stare bene e questa volta l'abbiamo fatto in un pub. Stiamo parlando di Zot, storica birreria caragliese (a memoria, ha aperto negli anni ottanta), gestita da qualche anno da due giovani del posto. L'interno del locale &egrave; tipico di un pub inglese, luci soffuse, sedie e tavoli in legno, pareti ricche di oggetti estemporanei e i classici del rock in sottofondo.<br /><br />Un tuffo nel passato dunque, in quel che &egrave; il punto di ritrovo principale per i giovani della val Grana (ma non solo), ma passiamo all'offerta. Da Zot si pu&ograve; scegliere in un ampia gamma di birre in bottiglia (artigianali e non) e di distillati. Ovviamente non manca la birra alla spina, scelta con attenzione in base al clima e alla stagione. <br /><br />Capitolo a parte per il mangiare. Ovviamente la scelta &egrave; 'da Pub' e a farla da padrone sono i panini. Consigliatissimi hamburger o cheeseburger nella focaccia. Non male anche le varianti KingBurger e PinkBurger. Limitata, ma non nella qualit&agrave;, la scelta dei primi e dei secondi. Il piatto 'forte' rimangono comunque i panini, davvero ottimi. <br /><br />Apriamo una parentesi: negli ultimi anni capita spesso di spendere cifre elevate (9-10 euro) per un panino, magari con la scusa del prodotto del territorio o di un locale particolarmente fighetto. Per non parlare delle birre artigianali proposte da alcuni (chi ha orecchie per intendere intenda, gli altri 'incamper') a prezzi sopra la media. Il paragone &egrave; calzante perch&eacute; da Zot con 8 euro si possono ordinare un panino e una birra spendendo otto euro. Peraltro con qualit&agrave; difficilmente riscontrabile in locali che 'se la tirano' maggiormente. <br /><br />Quindi che dire, locale certamente consigliato a chi cerca un pub vecchio stile e anche a chi vuole trascorrere una bella serata con gli amici. Unico difetto i pochi posti a sedere, meglio prenotare in anticipo.]]></description><pubDate>Wed, 06 Dec 2017 10:20:00 +0100</pubDate><dc:creator>s.m.</dc:creator><author><name>s.m.</name></author></item><item><title><![CDATA[Alla scoperta dei locali cuneesi: il Bistrot dei Vinai]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/alla-scoperta-dei-locali-cuneesi-il-bistrot-dei-vinai_11131.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/alla-scoperta-dei-locali-cuneesi-il-bistrot-dei-vinai_11131.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/11131/12939.jpg" title="" alt="" /><br />Indubbiamente il Bistrot dei Vinai &egrave; tra i locali pi&ugrave; frequentati dai cuneesi. Ubicato in via XX&nbsp; Settembre, una parallela di corso Nizza, presenta un spazi molto ampi opportunamente occupati dai tanti posti a sedere e da un arredamento moderno che 'riempie' la sala. Bella la parete con la cantina 'a vista'. <br /><br />Il 'bistrot' &egrave; aperto a pranzo e cena. A mezzogiorno il locale punta su menu a prezzi relativamente contenuti, ma &egrave; comunque possibile ordinare alla carta. Anche in settimana il locale &egrave; molto frequentato e non &egrave; inusuale non trovare posto nel caso non si sia provveduto a prenotare un tavolo anticipatamente. Siamo stati al bistrot nella serata di mercoled&igrave; 29 settembre: locale pieno. 'E poi dicono che c'&egrave; la crisi' sentenzierebbe la casalinga di Bombonina.<br /><br />Partiamo da un presupposto: chi cerca un servizio ruffiano e una cucina particolarmente ricercata si rivolga altrove. Non &egrave; questo il locale adatto. I 'Vinai' hanno grande successo per la capacit&agrave; di offrire un'ampia scelta di pietanze, servizio senza troppi fronzoli e una discreta organizzazione. L'ideale per un pranzo di lavoro o per una cena informale in un ambiente giovanile e cordiale. <br /><br />Particolarmente consigliata &egrave; la pizza che incontra il favore di molti. L'ultima volta in cui siamo stati al 'Bistrot' abbiamo bevuto un'ottima Barbera d&rsquo;Asti Superiore 'La Luna e i Fal&ograve;' e una costata al sangue, accompagnata da patatine e insalata. Al bistrot va forte il 'piatto unico', ci siamo adeguati. Buono il dolce, abbiamo optato per una 'tarte Tatin', una torta di mele capovolta, tipica del centro della Francia <br /><br />Il prezzo &egrave; corretto per la qualit&agrave; offerta, siamo lontani dagli eccessi di alcuni locali del centro storico di Cuneo. <br /><br />Spesso chi critica il locale sostiene che questo sia troppo caotico. Di contro, gli estimatori apprezzano proprio il clima caloroso e giovanile del locale. Degustibus non disputandum est.&nbsp; <br /><br />P.S. Ricordiamo ai lettori che la rubrica 'Cuneo nel piatto' non ha 'pretese' di alcun tipo, ma rappresenta l'opinione personale di chi l'ha scritta.]]></description><pubDate>Thu, 30 Nov 2017 14:47:00 +0100</pubDate><dc:creator>Samuele Mattio</dc:creator><author><name>Samuele Mattio</name></author></item><item><title><![CDATA[Alla scoperta dei locali cuneesi: l'Osteria dei Colori]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/alla-scoperta-dei-locali-cuneesi-l-osteria-dei-colori_10867.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/alla-scoperta-dei-locali-cuneesi-l-osteria-dei-colori_10867.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/10867/12623.jpg" title="" alt="" /><br /><div>Seconda puntata della nostra rubrica 'Cuneo nel Piatto': il viaggio alla scoperta dei luoghi in cui mangiare del buon cibo in provincia di Cuneo.&nbsp;</div>
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<div>Questa settimana ci immergiamo nell'atmosfera avvolgente e festosa dell'Osteria dei Colori. Il locale &egrave; situato in corso Giovanni ventitreesimo, a Cuneo. Per chi ha memoria storica di come si &egrave; evoluta la citt&agrave; negli ultimi anni, sita negli spazi che furono della 'Taverna Belvedere', all'incrocio con la suggestiva Contrada Mondov&igrave;.&nbsp;</div>
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<div>Il locale &egrave; uno dei pi&ugrave; popolari e frequentati della provincia, specie tra i giovani. I proprietari sanno farsi apprezzare con uno stile informale e goliardico e la location &egrave; indubbiamente molto affascinante. A caratterizzare l'osteria sono i tavoli sempre pieni, anche durante la settimana, segno che non &egrave; necessario recarvisi nel weekend per trovare quel clima festoso e accogliente che tanto fa arrabbiare i pasdar&agrave;n del silenzio.&nbsp;</div>
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<div>Siamo stati 'ai Colori' venerd&igrave; scorso e, come facciamo di consueto, ci permettiamo di dare qualche consiglio ai nostri lettori.&nbsp;</div>
<div>La scelta degli antipasti &egrave; contraddistinta dal rispetto per la tradizione, per non discostarci troppo dal canovaccio abbiamo optato per un buon piatto di vitello tonnato, accompagnato da un'ottima salsa. Porzione saziante. Tra le entrate interessante anche la battuta al coltello, peraltro ben presentata nel piatto.</div>
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<div>Tra i primi una specialit&agrave; della casa &egrave; rappresentata dalle 'Chicche' con crema di stracchino, ma la scelta &egrave; varia ed &egrave; possibile optare anche per altri piatti. Se non siete mai stati nel locale consigliamo l'assaggio delle prime perch&eacute; si tratta di un piatto che, in citt&agrave;, identifica l'osteria.&nbsp;</div>
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<div>I secondi? Abbiamo scelto il bollito, servito in quattro tagli e accompagnato da tre salse in un piatto apposito. Tra queste &egrave; stato molto gradito il bagnet vert, il quale si abbinava perfettamente a tutti i tagli. Chi ha scelto lo scamone non &egrave; rimasto deluso.&nbsp;</div>
<div>Nel locale c'&egrave; una buona scelta di secondi, che 'girano' parecchio. Altre volte abbiamo potuto apprezzare delle trippe ben cucinate e un'ottima costata, ma questa settimana non erano in menu. Pazienza, il bollito non ci ha deluso.&nbsp;</div>
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<div>Anche i dolci non si discostano dalla tradizione. Tra chi ha scelto la classica torta di nocciole con zabaione, chi il classico salame dolce, chi il tiramisu.</div>
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<div>Per il vino ci siamo affidati alla cantina 'Diego Conterno' : un Barbera e un Nebbiolo. Meglio il primo. Bella l'idea di servire i digestivi in delle fiaschette in vetro, dalle quali ognuno pu&ograve; attingere come meglio crede.</div>
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<div>Spesa? Trentacinque euro a testa, dividendo il vino in sette persone. Vabb&egrave; (diciamola tutta) le bottiglie di vino non erano soltanto due. I prezzi sono indubbiamente onesti.&nbsp;</div>
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<div>Nella puntata cuneese de i &ldquo;Quattro Ristoranti&rdquo;, l'Osteria dei Colori si classific&ograve; ultima tra i locali in gara. Un verdetto ingeneroso, ma questa volta a ribaltare il risultato non &egrave; stato il giudizio di Alessandro Borghese, ma quello dei cuneesi. Noi consigliamo indubbiamente il locale, specie se non lo avete mai provato. Ricordatevi per&ograve; di prenotare con largo anticipo...<br /><br />P.S. Ricordiamo che la nostra rubrica non ha alcuna 'pretesa' gastronomica. Si tratta solamente di un'aiuto consultabile da chi dovesse trovarsi a scegliere un locale in cui passare una serata.&nbsp;</div>
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<div>&nbsp;</div>]]></description><pubDate>Mon, 20 Nov 2017 12:01:00 +0100</pubDate><dc:creator>Samuele Mattio</dc:creator><author><name>Samuele Mattio</name></author></item><item><title><![CDATA[Cosa mangiare alla Fiera del Porro di Cervere? I nostri consigli]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/cosa-mangiare-alla-fiera-del-porro-di-cervere-i-nostri-consigli_10722.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/cosa-mangiare-alla-fiera-del-porro-di-cervere-i-nostri-consigli_10722.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/10722/12453.jpg" title="Il PalaPorro nella serata di sabato" alt="Il PalaPorro nella serata di sabato" /><br />Con questo articolo inauguriamo una nuova rubrica gastronomica: si chiamer&agrave; 'Cuneo nel Piatto' e, senza ambizioni da pseudoesperti o da 'Quattro Ristoranti', cercher&agrave; di offrire una panoramica su dove mangiare bene e a buon prezzo in provincia di Cuneo. Questa settimana partiamo da una cucina 'temporanea'.<br /><br />Abbiamo gi&agrave; scritto dell'inaugurazione della Fiera del Porro di Cervere, della visita di Salvini e delle polemiche che ne sono scaturite. Ci&ograve; che non avevamo ancora preso in considerazione (ed era opportuno farlo, visto che si tratta del fulcro al quale gira tutta la manifestazione) &egrave; il Porro, in tutte le sue forme. In parole povere, che cosa si mangia a Cervere? <br />Nelle serate con menu alla carta la scelta &egrave; piuttosto varia e, a meno che non siate Giuliano Ferrara, non &egrave; possibile provare tutto. <br />Il menu (vedi immagine in allegato) si articola di svariati antipasti, tutti di ottimo livello, di cui l'elemento imprescindibile, manco a dirlo, &egrave; il Porro. <br />Tra le entrate che ci hanno colpito di pi&ugrave; c'&egrave; sicuramente il Pastis d'Cesca, una battuta al coltello che abbinata al porro di Cervere diventa una tappa gastronomica obbligata per chi si siede al PalaPorro. <br />Interessante anche l'abbinamento tra il porro e un piatto della tradizione come la bagna caoda: lo possiamo trovare nel 'Croissant ripieno di porri', un binomio azzeccato, soprattutto per chi ama i sapori forti. <br />A differenza dei primi due piatti, le Lumache alla cerverese non ci hanno esaltato, mentre la salsa di accompagnamento del 'Tondino di vitello' &egrave; sicuramente degna di menzione.<br />Tra i primi si distingue, per gli amanti delle trippe, un'ottima minestra: davvero gustosa. Forse un po' troppo pasticciate le 'raviole 'd la fera', ma di certo non ne sconsigliamo l'assaggio.<br />Tra i secondi abbiamo mangiato il Merluzzo ai porri, e sicuramente invitiamo i nostri lettori a fare lo stesso, un abbinamento ben riuscito. <br />I dolci? Non li abbiamo assaggiati tutti, ma la torta alle nocciole con lo zabaglione &egrave; una chiusura perfetta di un'ottima cena. <br />Per il vino meglio la Barbera 'Capra' della pi&ugrave; conosciuta Teo Costa.&nbsp; La carta dei vini &egrave; abbastanza ricca considerato il tenore della manifestazione. I prezzi di tutti i piatti e del vino sono popolari (vedi immagine del listino), il piatto pi&ugrave; caro &egrave; il cinghiale con bocconcini di polenta fritta a 6 euro che, purtroppo eravamo troppo pieni per mangiare.<br /><br />Insomma, neanche noi siamo Giuliano Ferrara, ma ci siamo deliziati il palato per offrirvi una recensione semplice, senza troppi tecnicismi, che speriamo possa risultare utile in queste due settimane di manifestazione mangereccia. Alla prossima!<br /><br />P.S. Ricordiamo che i nostri consigli sono validi solamente nelle serata gastronomiche con 'Menu alla carta'. La fiera durer&agrave; fino al 26 novembre 2017. Ricordiamo che la rubrica non ha alcun intento critico, ma vuole solamente offrire una visione personale di un'esperienza gastronomica.]]></description><pubDate>Mon, 13 Nov 2017 17:54:00 +0100</pubDate><dc:creator>Samuele Mattio</dc:creator><author><name>Samuele Mattio</name></author></item></channel></rss>
