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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Rubriche > il punto > Alba]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/rubriche/il-punto/alba-e-langhe/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/news/rubriche/il-punto/alba-e-langhe/rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie de il punto a Alba aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Wed, 22 Apr 2026 13:33:57 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Rubriche > il punto > Alba]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/rubriche/il-punto/alba-e-langhe/]]></link></image><item><title><![CDATA[''Spesso l’amore è confuso con il bisogno, con l’insicurezza e con la paura di rimanere soli'']]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/spesso-lamore-e-confuso-con-il-bisogno-con-linsicurezza-e-con-la-paura-di-rimanere-soli_45261.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/spesso-lamore-e-confuso-con-il-bisogno-con-linsicurezza-e-con-la-paura-di-rimanere-soli_45261.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/45261/51102.jpg" title="" alt="" /><br /><div>
<div>San Valentino &egrave; il protettore degli innamorati. Venne giustiziato perch&egrave; celebr&ograve; il matrimonio fra la cristiana Serapia e il pagano Sabino. La ragazza era malata e si narra che morirono insieme durante la benedizione del sacerdote, il quale venne successivamente giustiziato. Questo Santo mostra la fiducia nell&rsquo;amore, a prescindere dalla ragione e dai condizionamenti esterni. Attualmente la festivit&agrave; del 14 febbraio coinvolge vetrine di ogni negozio e pubblicit&agrave; in televisione, dove l&rsquo;obiettivo &egrave; mascherare il sentimento con l&rsquo;oggetto: il cuore di cioccolato, il gioiello, il fiore e via di questo passo. Il Santo, per&ograve;, ci insegna che l&rsquo;amore &egrave; ben altro: &egrave; mettersi in discussione a prescindere dall&rsquo;esserne coinvolti, &egrave; farsi coinvolgere a prescinedere dal rischio. &Egrave; credere che attraverso l&rsquo;amore possa nascere qualcosa di bello. Egli &egrave; morto per questa fiducia. Ma perch&egrave;?</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Spesso l&rsquo;amore &egrave; confuso con il bisogno, con l&rsquo;insicurezza e con la paura di rimanere soli. Alla base di questo amore si manifesta la tendenza ad affidarsi al partner considerandolo come colui che possiede le competenze e le capacit&agrave; di decidere, di prendersi cura di noi, come se da soli non si fosse in grado di sopravvivere. Passano mesi e passano anni e quello che si considera amore spesso acquisisce sfumature di sofferenza e incomprensione, di confusione, di volont&agrave; di ribellione e al contempo di terrore nel farlo. Spesso la controparte di questo amore &egrave; occupata da un partner controllante oppure estremamente freddo ed impassibile: l&rsquo;amore viene confuso con il dominio, con la manipolazione oppure con la finzione. Le storie di vita personali frequentemente influenzano il proprio personale essere al mondo e inconsapevolmente si riattivano modalit&agrave; relazionali che non sempre portano i risultati sperati. Spesso alcuni clienti mi raccontano di aver cercato nei partner di colmare i bisogni che non hanno mai sentito soddisfatti nell&rsquo;infanzia, quali l&rsquo;essere considerati, l&rsquo;essere incoraggiati, l&rsquo;essere &ldquo;tenuti in mente&rdquo;. Altri affermano di aver cercato nei partner tutto il contrario rispetto alle proprie figure di riferimento. Le ferite del passato impattano sulle proprie scelte, inevitabilmente.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>San Valentino ci mostra non l&rsquo;amore perfetto, ma l&rsquo;amore vivo, quello che resiste alle intemperie della vita e sul quale si riversano le energie, quello che rende l&rsquo;Io e il Tu un Noi, come sostiene Martin Buber, due individualit&agrave; non autocentrate, ma che nella dipendenza legata al sentimento, sono in grado di vivere e nutrirsi reciprocamente. Amare &egrave; trasformare anche i difetti in dettagli divini, santi, sostiene Massimo Recalcati.</div>
</div>]]></description><pubDate>Sun, 14 Feb 2021 08:24:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Tik Tok, i giovani e quei limiti da non superare]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/tik-tok-i-giovani-e-quei-limiti-da-non-superare_44883.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/tik-tok-i-giovani-e-quei-limiti-da-non-superare_44883.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/44883/50675.jpg" title="" alt="" /><br /><div>
<div>Quando ci dobbiamo fermare prima di raggiungere conseguenze gravi? Ma poi, le conseguenze gravi, quanto sono davvero gravi? Siamo capaci a riconoscere qual &egrave; il limite da non superare o anche noi adulti ogni tanto non lo capiamo? Il limite &egrave; molto soggettivo, &egrave; vero, certo &egrave; che la blackout challenge sta facendo riflettere tutti. &Egrave; una sfida che sta coinvolgendo molti utenti di Tik Tok e prevede una &ldquo;prova&rdquo;: avvolgere attorno al collo una corda e dimostrare quanto si riesce a resistere tirandola.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Penso ad una bambina di 8 anni che mi dice che ha Tik Tok e che posta video quotidianamente: &ldquo;Ho anche tanti follower!&rdquo; mi racconta allegra. Penso alla sua innocenza e alla mancanza di percezione delle &ldquo;conseguenze gravi&rdquo; che potrebbero accadere se dovesse provare anche lei questa challenge.&nbsp;La responsabilit&agrave; in questo caso la sento anche un po&rsquo; mia, perch&eacute; forse, invece di considerare Tik Tok come un semplice social, lo dovrei iniziare a considerare come l&rsquo;ambiente in cui la generazione odierna su confronta. E allora, forse, me ne dovrei interessare un po&rsquo; di pi&ugrave;, per capire cosa succede. Una volta c&rsquo;era cappuccetto rosso che vagava nel bosco e rischiava la vita. Oggi ci sono ragazzi che vagano su internet e che potrebbero non incontrare un cacciatore che li difenda. Pensiamoci...</div>
</div>
<div>&nbsp;</div>]]></description><pubDate>Sun, 07 Feb 2021 08:24:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Quella bimba di dieci anni 'star' dei social: ''Ci stiamo perdendo di vista qualcosa di essenziale'']]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/quella-bimba-di-dieci-anni-star-dei-social-ci-stiamo-perdendo-di-vista-qualcosa-di-essenziale_44742.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/quella-bimba-di-dieci-anni-star-dei-social-ci-stiamo-perdendo-di-vista-qualcosa-di-essenziale_44742.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/44742/50526.jpg" title="" alt="" /><br /><div>
<div>C&rsquo;&egrave; un bambina di dieci anni che si chiama Benny&nbsp;e sui social sta diventando molto famosa. Sono andata a sbirciare alcuni suoi video e non ho potuto non pensare che ci stiamo perdendo di vista qualcosa di essenziale. Nei video compaiono riferimenti sessisti espliciti nei quali si palesa una cultura retrograda aihm&egrave; ancora presente in alcune menti di adulti: una bambina truccata e vestita da adolescente che seduce in maniera esplicita e adultizzata dei bambini, i quali si comportano da veri machi e cercano di conquistarla. In altri video la bambina partecipa a feste, comparendo sul palco da vera diva, mostrandosi sicura di s&egrave; e perfettamente a suo agio con tutti gli occhi puntati su di lei.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La desolazione &egrave; che, osservando pi&ugrave; attentamente, la bambina &egrave; ancora una bambina: troppo piccola per capire come si recita in un videoclip, troppo piccola per non guardare la videocamera e non toccarsi ripetutamente i capelli.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>L&rsquo;immagine &egrave;, mi spingo a dirlo, nauseabonda. Una bimba che sta facendo qualcosa di cui non conosce il significato, che impara da se stessa tutto ci&ograve; che donne e uomini maturi hanno cercato negli anni di scardinare: la donna non deve essere istrionica per essere importante e vista da qualcuno. Selvaggia Lucarelli ha intervistato la madre e vi lascio il piacere di approfondire da soli quello che &egrave; emerso. Se avessimo pensato che lo sfruttamento minorile fosse illegale e avessimo sottovalutato la questione?</div>
</div>
<div>&nbsp;</div>]]></description><pubDate>Sat, 30 Jan 2021 08:09:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[''Il racconto di una adolescente in tempo di Covid'']]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/il-racconto-di-una-adolescente-in-tempo-di-covid_44362.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/il-racconto-di-una-adolescente-in-tempo-di-covid_44362.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/44362/50103.jpg" title="" alt="" /><br /><div>
<div>&ldquo;<em>Hai presente quando alla mensa delle elementari qualcuno combinava qualcosa e si doveva stare tutti in punizione? Ecco io mi sento pi&ugrave; o meno cos&igrave; in questo periodo</em>&rdquo;. Il racconto di una adolescente in tempo di Covid. Non avrei potuto aprire l&rsquo;argomento senza citare questa frase, che di fatto dice gi&agrave; tutto. L&rsquo;adolescenza &egrave; il periodo della trasgressione, la fase di vita in cui ci si individua e ci si scontra con i genitori, proprio per individuarsi. Una fase della crescita molto importante, tutta la letteratura ne parla e in effetti noi adulti, se ci pensiamo, lo possiamo confermare: &egrave; il momento in cui tutto &egrave; possibile e realizzabile, dove i limiti sono imposti e stanno stretti e in cui le idee e i valori in cui credere da semini diventano piccoli germogli. E poi arriva il Covid. I ragazzi si ritrovano a stare a casa, a mettere la mascherina, a non poter vedere nessuno se non attraverso le videochiamate. Sono stanchi senza far niente, attaccati a Netflix tutto il giorno o al pc per le videolezioni. Questa ragazza, tuttavia, conclude il nostro colloquio aprendo ad una possibilit&agrave;, un progetto a lungo termine, anche se irrealizzabile, qualcosa in cui credere e su cui fantasticare con le amiche: le vacanze estive, dove potranno andare al mare e stare insieme. Possibile? Non lo sappiamo. Realizzabile? Non &egrave; detto. Il punto, per&ograve;, &egrave; credere che lo sia, perch&eacute; altrimenti tutto si spegne e si rischia, per davvero, che si rimanga bambini in attesa delle direttive della maestra.</div>
</div>]]></description><pubDate>Sun, 17 Jan 2021 14:18:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[''Che prezzo siamo disposti a pagare per mantenere salda la nostra menzogna?'']]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/che-prezzo-siamo-disposti-a-pagare-per-mantenere-salda-la-nostra-menzogna_44180.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/che-prezzo-siamo-disposti-a-pagare-per-mantenere-salda-la-nostra-menzogna_44180.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/44180/49915.jpg" title="" alt="" /><br /><div>
<div>A tutti &egrave; capitato di mentire, almeno una volta. Ma che prezzo siamo disposti a pagare per mantenere salda la nostra menzogna? Tra le pagine di &ldquo;L&rsquo;Ickabog&rdquo;, il nuovo romanzo della Rowling si possono riconoscere tracce del re Mida, della leggenda sul mostro di Loch Ness e della tematica attuale delle fake-news. Ma non solo. Il romanzo ci riporta con i piedi per terra e ci impone di riflettere su noi stessi: quanto &egrave; elevata la nostra suggestionabilit&agrave;, quanto la nostra paura di essere tacciati come traditori, quanto l&rsquo;angoscia di colpa? L&rsquo;abilit&agrave; della scrittrice non cade mai nella banalit&agrave;: all&rsquo;improvviso, quando ormai si pensava di aver compreso il senso del romanzo, ecco il colpo di scena che ci riporta all&rsquo;immagine fantastica e tenera del GGG di Roald Dahl.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Un romanzo interessante in ogni sua sfumatura, che apre a riflessioni personali profonde, in un momento storico molto delicato come quello che stiamo vivendo. Un romanzo con i bambini come protagonisti e gli adulti antagonisti, dove i pi&ugrave; piccoli si dimostrano coraggiosi e gli adulti paurosi. Ogni personaggio, con le sue sfumature psicologiche pu&ograve; somigliarci, pu&ograve; risuonare e solleticare alcune nostre corde intime: l&rsquo;Ickabog &egrave; un mostro che risveglia mostri, i fantasmi dentro ognuno di noi.</div>
</div>]]></description><pubDate>Mon, 11 Jan 2021 09:30:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA['Trascinati dagli impegni quotidiani o dalle incombenze, raramente ci chiediamo come stiamo']]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/saluzzese/trascinati-dagli-impegni-quotidiani-o-dalle-incombenze-raramente-ci-chiediamo-come-stiamo_41610.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/saluzzese/trascinati-dagli-impegni-quotidiani-o-dalle-incombenze-raramente-ci-chiediamo-come-stiamo_41610.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/41610/47131.jpg" title="" alt="" /><br /><div>
<div>La somatizzazione &egrave; l&rsquo;espressione di una sintomatologia psichica attraverso il corpo. Siamo abituati a percepire e a concentrarci sul nostro corpo, ai segnali che ci invia e poco a quanto essi possano realmente significare. L&rsquo;ansia, ad esempio, se trascurata, pu&ograve; esprimersi in svariati modi: disturbi gastrologici, mal di testa, alimentazione non equilibrata, sonno instabile, male alla schiena. Sono sintomi che, sebbene si manifestino fisicamente, non hanno origine organica. Il nostro corpo ci comunica come stiamo e spesso &egrave; difficile accettarlo. Trascinati dagli impegni quotidiani, dalle richieste o dalle incombenze, raramente ci chiediamo come stiamo e talvolta, cerchiamo delle spiegazioni alternative, consolatorie. Un signore mi racconta di avere problemi di sonno: si sveglia frequentemente durante la notte disturbato da pensieri, che, nel buio della notte, diventano pesanti e insormontabili. Nonostante la melatonina e le varie prescrizioni mediche, lo stato di irrequietezza pare non trovare una spiegazione. Andando a fondo alla questione, sono emerse ferite e paure passate, tornate alla luce dopo un evento significativo e positivo della sua vita. Solo con il tempo, con la cura della propria anima, l&rsquo;uomo ha potuto prendere per mano la propria parte fragile e accogliersi nella totalit&agrave; del suo modo di essere, senza pregiudizio. Chiedere una consulenza psicologica pu&ograve; aiutare tanto quanto una consulenza medica. La paura di quello che potrebbe accadere &egrave; un preconcetto disancorato dalla realt&agrave;, ansiogeno a sua volta e sicuramente non risolutivo della porblematica.</div>
</div>]]></description><pubDate>Sun, 18 Oct 2020 15:04:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[È necessario cambiare la nostra visione delle patologie psichiatriche]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/necessario-cambiare-la-nostra-visione-delle-patologie-psichiatriche_40891.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/necessario-cambiare-la-nostra-visione-delle-patologie-psichiatriche_40891.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/40891/46175.jpg" title="" alt="" /><br /><div>
<div>Il 29 agosto 1980 muore Franco Basaglia, psichiatra conosciuto generalmente per il grande impegno rivolto alla tutela delle persone affette da patologie psichiatriche. La legge 180 del 1978 fu l&rsquo;obiettivo raggiunto dopo un grande lavoro di sensibilizzazione e di responsabilizzazione comunitaria. L&rsquo;intenzione era creare servizi di salute mentale adeguati in tutto il paese, con l&rsquo;intento di curare e tutelare le persone deboli, piuttosto che segregarle. Il coinvolgimento della popolazione avveniva attraverso denunce, articoli e servizi televisivi che mostravano gli orrori ben lontani dall&rsquo;immagine generalmente diffusa dei manicomi.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Egli rivoluzion&ograve; il modo di leggere la patologia, retaggio culturale che vedeva nel &ldquo;malato di mente&rdquo; una persona pericolosa da reprimere e allontanare. Basaglia sottolinea come la sofferenza umana appartenga a tutti sotto diverse sfumature e che, pertanto, non si possa stigmatizzare nessuno. &Egrave; necessario cambiare visione della questione e porsi di fronte alla persona in quanto uomo o donna e non come malato sul quale imporre il proprio potere culturale, sociale, lavorativo. Ci&ograve; non significa avvicinarlo con pena e compassione, altro rischio che lo psichiatra sottolinea nella trattazione della problematica. Il sostegno e la reintegrazione, tutelata, nella realt&agrave; sociale, sono gli aspetti che umanizzano e che restituiscono dignit&agrave;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il cambiamento che Basaglia sostiene non &egrave; esclusivamente circoscritto alla realt&agrave; manicomiale, ma &egrave; culturale, politica e sociale. A distanza di 40 anni, la percezione della psichiatria e dell&rsquo;utente che pu&ograve; accedere al servizio &egrave; a tratti cambiata, ma ancora, purtroppo, si trascina l&rsquo;impressione dicotomica del sano e del malato. Spesso si pensa che dallo psichiatra e dallo psicologo si vada solo se si sta impazzendo e ci si difende da questo rischio negando a s&egrave; i propri vissuti, la propria sofferenza, le proprie paure e ansie. Comunemente &egrave; pi&ugrave; facile curare una sintomatologia fisica piuttosto che una mentale e in quest&rsquo;ultimo caso frequentemente si preferisce assumente farmaci piuttosto che abbandonarsi alla parola e alla narrazione di s&egrave;. Come ci insegna Franco Basaglia, non c&rsquo;&egrave; un cut off chiaro per definire se una persona sia o meno sana mentalmente. La sfida che ci ha lanciato &egrave; quella di responsabilizzare noi stessi nei riguardi nella nostra salute, prendendoci a cuore i segnali che arrivano.</div>
</div>]]></description><pubDate>Sun, 27 Sep 2020 16:09:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA['Non si può non soffrire, ma si può trasformare il dolore in qualcosa di vivo e di nuovo']]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/non-si-puo-non-soffrire-ma-si-puo-trasformare-il-dolore-in-qualcosa-di-vivo-e-di-nuovo_39998.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/non-si-puo-non-soffrire-ma-si-puo-trasformare-il-dolore-in-qualcosa-di-vivo-e-di-nuovo_39998.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/39998/45182.jpg" title="" alt="" /><br /><div>
<div>&ldquo;Cambiare l&rsquo;acqua ai fiori&rdquo; di Val&eacute;rie Perrin, &egrave; un romanzo dal profumo delicato, ma al contempo persistente, che rimane intriso nella pelle, o forse sarebbe meglio dire cuore, anche dopo tempo. Narra la storia di Violette la cui infanzia &egrave; pregna di abbandoni, esperienza che la perseguiter&agrave; nel corso della vita. Ma lei non soccombe. Non si lascia trascinare dallo sconforto e dalla disperazione. Si rialza e riprende a vivere. Capace di comprendere il dolore e lo sconforto pi&ugrave; profondo, si dedica a coloro che hanno perso qualcuno nella loro vita. Si avvicina delicatamente, senza presunzione e senza insistenza. Violette non ama parlare, ma i suoi comportamenti sono eloquenti e vitali; &egrave; la donna che lascia il segno per come si pone. Vive in una casa circondata dalla vita dei fiori che fa nascere e crescere, ai suoi animali tanto adorati e ha l&rsquo;abitudine, anche per il lavoro che svolge, di lasciare la porta di casa aperta, pronta ad ascoltare le storie di chi entra, a conservarle e a custodirle negli anni. Violette vive in un cimitero, che mai come in questo libro sembra essere pieno di vita. Raccomando questo romanzo a tutti coloro che hanno voglia di emozioni vere e autentiche, che hanno voglia di ritrovarsi in una o pi&ugrave; vite che leggeranno nelle pagine e che hanno desiderio di scoprire come la cara Violette abbia potuto, nonostante tutto, essere resiliente. La resilienza &egrave; la capacit&agrave; di resistere agli urti: ma quanto possono essere immensamente dolorosi? Come fare per accusare il colpo senza soccombervi? La protagonista di questo libro ci offre una prospettiva realistica e vera. Non si pu&ograve; non soffrire, ma si pu&ograve; trasformare il dolore in qualcosa di vivo e di nuovo.</div>
</div>]]></description><pubDate>Sat, 05 Sep 2020 08:10:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA['Per quanto si possano controllare gli eventi, l'impensabile accade se e quando deve accadere']]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/per-quanto-si-possano-controllare-gli-eventi-l-impensabile-accade-se-e-quando-deve-accadere_39664.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/per-quanto-si-possano-controllare-gli-eventi-l-impensabile-accade-se-e-quando-deve-accadere_39664.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/39664/44822.jpg" title="" alt="" /><br /><div>
<div>La morte dei ragazzi a Castelmagno ha scosso tutti, ponendo ciascuno di noi molti interrogativi e dubbi, suscitando innumerevoli emozioni, tra le quali l&rsquo;impotenza e la paura. Siamo stati posti davanti ad un dato di realt&agrave;: per quanto si possano controllare gli eventi,&nbsp;l'impensabile accade se e quando deve accadere. Perdite cos&igrave; violente lasciano le persone che rimangono nel vuoto del non senso. Un silenzio lancinante e incolmabile che angoscia e spaventa, nel quale rabbia e colpa camminano a braccetto: i sopravvissuti, per essere rimasti in vita e i genitori dei deceduti perch&eacute; avrebbero potuto comportarsi diversamente.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>A seguito di eventi cos&igrave; emotivamente potenti, pu&ograve; capitare che vengano riaperte falde del proprio animo vecchie anni, dolori e perdite che si pensava fossero sepolte sotto una coltre di polvere. L&rsquo;elaborazione del lutto, qualunque siano i tempi e le tematiche, non riguarda solo le persone direttamente coinvolte. Riguarda chiunque senta che un particolare evento continua a scatenare sensazioni negative, a far piangere incontrollatamente e ad inficiare la propria vita.</div>
</div>]]></description><pubDate>Sat, 22 Aug 2020 08:04:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA['Più cercherai conferme nel mondo, più ti sentirai vulnerabile']]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/piu-cercherai-conferme-nel-mondo-piu-ti-sentirai-vulnerabile_38752.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/piu-cercherai-conferme-nel-mondo-piu-ti-sentirai-vulnerabile_38752.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/38752/43801.jpg" title="" alt="" /><br /><div>
<div><em>Cara Matilda</em></div>
<div><em>La solitudine che tu tanto temi e che ti pone in una condizione di impotenza, appartiene a tutto il genere umano. Tutti noi abbiamo paura di rimanere soli al mondo e di essere abbandonati dai nostri cari. Certo, non &egrave; di grande consolazione sapere che ci&ograve; che senti &egrave; comune anche a chi ti &egrave; vicino, ma di certo poter sentirselo dire ci fa rendere conto che tutti quanti cerchiamo un posto nel mondo nel quale sentirci completi e al sicuro. Paradossalmente, Mati, pi&ugrave; cercherai conferma nel mondo, pi&ugrave; ti sentirai vulnerabile. Lo sguardo che tanto porgi verso l&rsquo;esterno, nel bisogno che gli altri ti confermino quanto vali, che ti vedano per come sei, che ti scelgano fra mille altri, dovr&agrave; essere cambiato in uno sguardo verso te stessa. Spesso tutti quanti facciamo uno sbaglio: cerchiamo nelle numerose amicizie, nelle abbondanti chat oppure nei numerosi regali, la conferma di essere importanti per qualcuno a cui teniamo. E quando tutto ci&ograve; non arriva, scarseggia oppure proprio manca ecco sopraggiungere la sensazione di vuoto e di solitudine che sembra mangiare tutto quello che c&rsquo;&egrave; attorno, togliere il senso a ci&ograve; che ti circonda e alle persone che, anche se poche, ti amano. Cara Matilda, lo so che il tuo unico desiderio &egrave; quello di essere amata, ma finch&egrave; utilizzerai le lenti degli altri per capire quanto vali, tutto sar&agrave; inutile; la tua insicurezza non trover&agrave; pace, cos&igrave; come il rischio di costringerti a rimanere sopra le righe pur di farti notare. Non farti indurire dalle delusioni, ma allo stesso tempo proteggiti. Non tutti gli incontri che farai saranno deludenti, anche se frequentemente si riveleranno tali. Hai mai saputo come nascono le perle? Nascono dall&rsquo;imperfezione: una falda nell&rsquo;ostrica, fa entrare un corpo esterno che aggredisce il mollusco; questi, per proteggersi, produce una sostanza che avvolgere il nemico. Ecco che nasce la perla.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>Le lacrime che versi, la rabbia che provi e il vuoto che combatti, sono alcuni dei modi per proteggerti. Ora, per&ograve;, inizia a guardarti dentro e a scoprire com&rsquo;&egrave; fatta la tua perla. Io ho visto che ce l&rsquo;hai... ora tocca a te.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>In bocca al lupo</em></div>
</div>]]></description><pubDate>Sun, 19 Jul 2020 13:41:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[La manipolazione, una forma di abuso che agisce sulle emozioni e sulle fragilità della vittima]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/la-manipolazione-una-forma-di-abuso-che-agisce-sulle-emozioni-e-sulle-fragilita-della-vittima_38051.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/la-manipolazione-una-forma-di-abuso-che-agisce-sulle-emozioni-e-sulle-fragilita-della-vittima_38051.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/38051/43017.jpg" title="" alt="" /><br /><div>
<div>La manipolazione &egrave; una forma di abuso che agisce sulle emozioni e sulle fragilit&agrave; della vittima. Con questo termine si fa riferimento ad un&rsquo;azione, per natura non dichiarata, che subdolamente induce la persona alla quale &egrave; rivolta a dubitare delle proprie convinzioni. La vittima viene indotta a convincersi della verit&agrave; dell&rsquo;Altro, mettendo in discussione s&eacute; e le proprie percezioni.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La manipolazione attecchisce sulle fragilit&agrave; e sulle paure personali, sulle ansie e sulle insicurezze. Talvolta la paura di perdere la persona amata &egrave; talmente forte che &egrave; preferibile perdere se stessi. Altre volte la paura di sembrare sbagliati, fa accettare le convinzioni altrui. Prendere atto della manipolazione non &egrave; semplice. Il primo campanello d&rsquo;allarme si pu&ograve; individuare in una vocina interna che suggerisce che c&rsquo;&egrave; qualcosa che non va, che il bisogno di accontentare l&rsquo;Altro e renderlo</div>
<div>felice &egrave; esagerato o ancora che le proprie idee non erano quelle che ora si sostengono. Spesso si rischia di perdere tutte le amicizie o i legami pi&ugrave; stretti, proprio perch&eacute; incompatibili con il nuovo modo di vivere e di pensare.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La manipolazione, essendo subdola, &egrave; complessa da scovare e decifrare: abbiamo, tuttavia, una bussola interna che ci fa sentire o intuire quando accadono eventi o situazioni strane, incompatibili con noi o sbagliate. Proviamo a seguirla.</div>
</div>]]></description><pubDate>Sat, 27 Jun 2020 17:58:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA['Il medico mi dice che sto bene, però mi sento male': cosa significa somatizzare]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/il-medico-mi-dice-che-sto-bene-pero-mi-sento-male-cosa-significa-somatizzare_37530.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/il-medico-mi-dice-che-sto-bene-pero-mi-sento-male-cosa-significa-somatizzare_37530.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/37530/42432.jpg" title="" alt="" /><br /><div>
<div>Quando si percepiscono dei sintomi fisici, la prima persona a cui ci si rivolge &egrave; il proprio medico di base per trovare una spiegazione o per farsi prescrivere delle analisi. Dopo svariati accertamenti tuttavia pu&ograve; capitare che non si riveli nulla di anomalo a livello corporeo: eppure i sintomi non passano. Le sintomatologie pi&ugrave; frequenti che spesso non ha riscontro a livello prettamente fisico &egrave; male al cuore, male al petto, senso di costrizione, difficolt&agrave; a digerire, reflusso gastrico, male alla testa, tremore, difficolt&agrave; a defecare, difficolt&agrave; nel sonno, tremori.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Molto tempo fa, un filosofo di nome Cartesio disse che la mente e il corpo erano divisi. Tale visione schizofrenica era figlia del suo tempo, che portava a pensare che ci&ograve; che era scientifico fosse solamente relativo al corpo, in quanto monitorabile, studiabile, visibile dall&rsquo;esterno e conseguentemente prevedibile e quindi controllabile. La mente, gli umori, i disequilibri, erano qualcosa di poco definibile e dunque poco studiabile in modo chiaro e preciso. Tale visione ebbe un risvolto nel tempo sotto diverse forme ed in generale nella visione e nella percezione della sintomatologia a livello medico. Quando successivamente si inizi&ograve; a capire che la mente, il corpo e l&rsquo;ambiente erano necessariamente connessi e che nessuna delle condizioni poteva escludere l&rsquo;altra, si inizi&ograve; a rilevare che la sintomatologia corporea poteva essere collegata a delle sofferenze personali e soggettive, sicuramente collegate a situazioni o eventi ambientali, importanti tanto quanto una patologia organica conclamata.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La medicina ora non esclude pi&ugrave; l&rsquo;importanza della sofferenza psichica e inizia a valorizzare quanto essa possa influenzare il corpo: se vi &egrave; una sofferenza legata a situazioni personali, infantili o a eventi, necessariamente il corpo ci comunicher&agrave; che non sta bene attraverso dei sintomi, come la difficolt&agrave; a dormire oppure il male alla testa; pu&ograve; capitare invece che la rabbia si possa riscontrare in sintomatologie gastriche o legate agli sfinteri. Ecco qui il significato di somatizzazione: il corpo mandando dei segnali, cerca di far capire alla mente che vi sono delle difficolt&agrave; e delle fatiche.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Percepirsi un&rsquo;unit&agrave; mente, corpo e ambiente ci consente di porre attenzione a noi stessi nella totalit&agrave; e dare voce a ci&ograve; che pu&ograve; accadere dentro di noi senza ricorrere a farmaci che potrebbero avere il rischio di tranquillizzarci, ma di non risolvere la questione sottostante.</div>
</div>]]></description><pubDate>Sat, 13 Jun 2020 11:12:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Quest'anno i ragazzi e i bambini hanno dovuto contattare le proprie risorse interne]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/quest-anno-i-ragazzi-e-i-bambini-hanno-dovuto-contattare-le-proprie-risorse-interne_37317.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/quest-anno-i-ragazzi-e-i-bambini-hanno-dovuto-contattare-le-proprie-risorse-interne_37317.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/37317/42212.jpg" title="" alt="" /><br /><div>
<div>Si sta avvicinando la fine della scuola. Quest&rsquo;anno e ci&ograve; che ha portato con s&eacute;, apre ad una riflessione estremamente ampia: la complessit&agrave; di conciliare un programma didattico nazionale, fondato e creato per essere svolto in condizioni di normalit&agrave; scolastiche e una realt&agrave; tutt&rsquo;altro che abituale, di isolamento, nella quale si &egrave; vissuto per mesi. Se per scuola intendiamo il luogo dell&rsquo;apprendimento, possiamo dirci con chiarezza che quest&rsquo;anno i bambini e i ragazzi hanno imparato molto di pi&ugrave; e in modo molto differente, perch&eacute; la scuola &egrave; stata, giocoforza, la realt&agrave; vissuta. Il mondo e la condizione di contraddizione, di paura, di complessit&agrave; che mai come ora ha fatto emergere, si &egrave; rivelato formativo. I ragazzi e i bambini hanno dovuto inevitabilmente contattare le proprie risorse interne, le proprie energie e creativit&agrave; per fronteggiare i problemi e i limiti imposti. Ma non &egrave; questa la base dell&rsquo;apprendimento? Entrare nel problema e trovare le soluzioni? Molti ragazzi mi hanno raccontato che durante la quarantena hanno festeggiato i compleanni a distanza, su Skype, altri hanno fatto cene in videochiamata, alcuni hanno imparato a studiare insieme organizzando chiamate di classe; altri mi hanno raccontato di aver scoperto una dimensione piacevole di solitudine, un&rsquo;occasione di prendere del tempo per s&eacute; stessi e per pensare al proprio futuro. Alcuni, invece, mi hanno portato la fatica e la sofferenza di aver dovuto convivere in maniera ravvicinata con sofferenze dell&rsquo;anima, complesse da gestire da soli. La scuola quest&rsquo;anno &egrave; stata il mondo. Ognuno &egrave; stato promosso. Le vacanze, tuttavia, dovrebbero essere occasione non per cancellare ci&ograve; che &egrave; stato, ma per sedimentarlo, per concedersi il diritto di abbracciare le scoperte piacevoli di s&eacute; e altrettanto quelle dolorose e avere il tempo di integrarle nella propria storia personale.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>C&rsquo;&egrave; una scuola grande come il mondo.</em></div>
<div><em>Ci insegnano maestri e professori,</em></div>
<div><em>avvocati, muratori,</em></div>
<div><em>televisori, giornali,</em></div>
<div><em>cartelli stradali,</em></div>
<div><em>il sole, i temporali, le stelle.</em></div>
<div><em>Ci sono lezioni facili</em></div>
<div><em>e lezioni difficili,</em></div>
<div><em>brutte, belle e cos&igrave; cos&igrave;&hellip;</em></div>
<div><em>Si impara a parlare, a giocare,</em></div>
<div><em>a dormire, a svegliarsi,</em></div>
<div><em>a voler bene e perfino</em></div>
<div><em>ad arrabbiarsi.</em></div>
<div><em>Ci sono esami tutti i momenti,</em></div>
<div><em>ma non ci sono ripetenti:</em></div>
<div><em>nessuno puo&rsquo; fermarsi a dieci anni,</em></div>
<div><em>a quindici, a venti,</em></div>
<div><em>e riposare un pochino.</em></div>
<div><em>Di imparare non si finisce mai,</em></div>
<div><em>e quel che non si sa</em></div>
<div><em>&egrave; sempre pi&ugrave; importante</em></div>
<div><em>di quel che si sa gi&agrave;.</em></div>
<div><em>Questa scuola &egrave; il mondo intero</em></div>
<div><em>quanto &egrave; grosso:</em></div>
<div><em>apri gli occhi e anche tu sarai promosso!</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong><em>Gianni Rodari</em></strong></div>
</div>]]></description><pubDate>Sat, 06 Jun 2020 16:53:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA['Non scusatevi della vostra diversità, non cercate di nasconderla']]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/non-scusatevi-della-vostra-diversita-non-cercate-di-nasconderla_37102.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/non-scusatevi-della-vostra-diversita-non-cercate-di-nasconderla_37102.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/37102/41967.jpg" title="" alt="" /><br /><div>
<div>Questa &egrave; la storia di uno struzzo, ma non per forza solo sua. Uno struzzo, arrivato un po&rsquo; per caso in una terra deserta e senza verde, incontra gli abitanti del luogo, animaletti diffidenti e propensi al parlar male degli altri. Questi abitanti gli chiedono se lui fosse un uccello, date le grandi ali che possedeva. Lo struzzo risponde di s&igrave;, evidentemente dubbioso, perch&eacute; le ali le aveva, ma non sapeva come usarle. Gli animaletti, quindi, iniziano ad invitarlo a prendere il volo per salire in cielo e scoprire se fossero in arrivo delle nuvole cariche di pioggia. Lo struzzo, eludendo la risposta, dice che non ne aveva voglia. Di notte, da solo, tuttavia, tenta di mettere in azione quelle ali, tanto grandi ma apparentemente inutili: dallo sconforto e dalla vergogna per i propri fallimenti nasconde la testa sotto la sabbia. Arriva un giorno in cui, stremato per l&rsquo;impazienza degli animaletti e la consapevolezza che stava nascendo dentro di lui, decide di comunicare che non sapeva volare. Lo struzzo si sente, per la prima volta nella sua vita, accolto e scopre che, nonostante le ali non servissero per volare, aveva delle gambe lunghe e forti per correre veloce. Quanto spesso ci imbarazzano i nostri difetti e le nostre mancanze? Quanto l&rsquo;avere idee controtendenza fa sentire soli e diversi?</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ognuno di noi &egrave; diverso dagli altri: esteriormente ed interiormente. La fatica sta nella spasmodica lotta nel cercare di piacere agli altri prima ancora di piacere a noi stessi. Una storia lunga una vita: siamo nati nel bisogno di incontrare uno sguardo benevolo e amorevole. Se, quando ero bambino, ho sperimentato fiducia, accettazione e non giudizio, potr&ograve; vedere me stesso come degno d&rsquo;amore cos&igrave; come sono; se, per contro, la mia esperienza &egrave; stata quella di uno sguardo accusatorio, rabbioso, depresso, spento oppure esigente, avr&ograve; difficolt&agrave; nel leggere realmente chi sono, perch&eacute; nessuno mi ha aiutato a capirlo. Ecco, allora, la continua ricerca di approvazione da parte degli altri che tante volte inficia la nostra qualit&agrave; nel lavoro, il nostro stare nelle relazioni, il nostro coraggio di dire la propria opinione.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Non scusatevi della vostra diversit&agrave; e non cercate di nasconderla. Prendetela per mano e portatela a chi sapete che non vi giudicher&agrave;, per poter conoscerla e a farla diventare realmente vostra.</div>
</div>]]></description><pubDate>Sat, 30 May 2020 13:27:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA['La capacità di cambiare vita sta nell'ottimismo']]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/la-capacita-di-cambiare-vita-sta-nell-ottimismo_36823.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/la-capacita-di-cambiare-vita-sta-nell-ottimismo_36823.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/36823/41664.jpg" title="" alt="" /><br /><div>
<div>Robinson Crusoe, protagonista dell&rsquo;omonimo romanzo di Daniel Defoe, ci insegna quanto la possibilit&agrave; di cambiare vita stia nell&rsquo;ottimismo. Unico superstite di un naufragio si ritrova in un&rsquo;isola deserta e a tratti ostile. Possiamo tutti immaginare quanto sia difficile cambiare o migliorare una condizione di questo tipo. Crusoe si salva perch&eacute; si sforza di pensare positivo, trova un foglio di carta e una penna fra le macerie della nave e inizia a scrivere una lista di pro e di contro. Scopre cos&igrave; una cosa molto semplice: i pro annullano i contro. Cerca di sopravvivere, coltiva piante, adotta un pappagallo e costruisce utensili. Ma passiamo a qualche esempio recente: Ezio Bosso.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Parlando di musica, commosso, racconta &ldquo;<em>la musica non arriva a caso, la musica c&rsquo;&egrave; a prescindere da noi. C&rsquo;&egrave; nel canto degli uccelli, nel vento&hellip;La storia che riguarda me &egrave; che c&rsquo;era un bambino che era pi&ugrave; felice quando c&rsquo;era la musica</em>&rdquo;. Un uomo come lui ha affrontato la vita e quello che gli ha serbato, soffrendo ogni</div>
<div>giorno per i limiti imposti da una malattia neurodegenerativa. Ezio Bosso ci insegna, con il suo esempio, quanto la felicit&agrave; non si debba cercare a lungo termine, ma sia negli istanti, nelle passioni e nell&rsquo;ottimismo, nell&rsquo;avere una lista di pro e di contro e dare valore, comunque, ai pro.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Per poter sopravvivere e non soccombere al pessimismo Crusoe e Bosso ci insegnano che &egrave; necessario richiamare a raccolta tutte le risorse personali, le passioni, il desiderio, la ricerca, la creativit&agrave; e la speranza. Proviamo a chiederci: quanto &egrave; faticoso per me trovare il bello dove pare esserci solo brutto? La luce dove</div>
<div>c&rsquo;&egrave; solo buio?</div>
</div>]]></description><pubDate>Sat, 23 May 2020 10:32:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[L'incertezza di questi giorni ci spinge a leggere il 25 aprile con occhi nuovi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/l-incertezza-di-questi-giorni-ci-spinge-a-leggere-il-25-aprile-con-occhi-nuovi_35817.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/l-incertezza-di-questi-giorni-ci-spinge-a-leggere-il-25-aprile-con-occhi-nuovi_35817.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/35817/40378.jpg" title="" alt="" /><br /><div>Su Radio Milano Liberata, 75 anni fa, si ascoltavano queste parole: &ldquo;<em>In nome del popolo italiano il CLNAI assume tutti i poteri civili e militari. Proclama lo stato di eccezione in tutto il territorio di sua competenza. Tutti i corpi armati fascisti sono disciolti. I loro membri devono abbandonare il loro posto immediatamente e recarsi nei campi di concentramento in attesa dell&rsquo;accertamento delle rispettive responsabilit&agrave;&rdquo;.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>25 aprile 1945, giorno della liberazione dal potere fascista, per opera dei civili insorti in sciopero e dei partigiani.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Un giorno divenuto festivit&agrave; nazionale. L&rsquo;incertezza di questi giorni e la fragilit&agrave; delle nostre anime, ci spinge a leggere questa festivit&agrave; con occhi nuovi, sintonici a quelli di allora: fare l&rsquo;esperienza della liberazione &egrave; un desiderio pi&ugrave; che mai attuale. La pandemia, cos&igrave; come l&rsquo;olocausto, non &egrave; democratica, eppure ci mette tutti in scacco, in differenti modi. Ma la storia insegna, anche a distanza di decenni: nulla potr&agrave; essere come prima.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>L&rsquo;individualismo narcisistico al quale siamo stati soggiogati, intrappolati in una visione autocelebrativa dove l&rsquo;&rdquo;io&rdquo; e il &ldquo;mio&rdquo; avevano il primo posto, ora, necessita di essere ridimensionato. Nessuno si salva da solo. Saremo costretti a vivere nello stesso tempo del bene e del male, offrendo il gesto altruistico della protezione e della cura per l&rsquo;Altro, indiscriminatamente se nemico o amico. Il tempo che viviamo &egrave; tempo di amore che possiamo scegliere di donare, perch&eacute; solo attraverso di esso ci sar&agrave; occasione di ripartire per davvero.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Cos&igrave; come allora, anche oggi vivremo gli strascichi di un evento traumatico e sar&agrave; nostra cura porre la giusta attenzione, sia nei confronti di noi stessi, sia dell&rsquo;altro. La tensione alla quale siamo stati costretti in queste settimane, la paura, la solitudine e la fragilit&agrave; di un equilibrio emotivo sempre pronto al caos, avr&agrave; bisogno di attenzione e riguardo, tanto quanto la salute fisica. Sar&agrave; altres&igrave; nostra cura chiedere aiuto. Perch&eacute; cercare di liberarsi da soli &egrave; controproducente.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La liberazione pu&ograve; avvenire se tutti ci alleiamo per una giusta causa, come fecero ai tempi i partigiani e i tanti civili in sciopero. Ma quanto &egrave; difficile scegliere ogni giorno la rinuncia della propria libert&agrave;, nella speranza di qualcosa di incerto? Quanto &egrave; doloroso scegliere la distanza a scapito della vicinanza? Italo Calvino ci offre e ci insegna che &egrave; nella scelta di una libert&agrave; limitata che si consente il regalo pi&ugrave; grande: la libert&agrave; di tutti.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>"Forse non far&ograve; cose importanti, ma la storia &egrave; fatta di piccoli gesti anonimi, forse domani morir&ograve;, magari prima di quel tedesco, ma tutte le cose che far&ograve; prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia, e tutti i pensieri che sto facendo adesso influiscono sulla mia storia di domani, sulla storia di domani del genere umano"</em> (Italo Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno, 1947).</div>]]></description><pubDate>Thu, 23 Apr 2020 11:12:00 +0200</pubDate><dc:creator>Elena Rittano</dc:creator><author><name>Elena Rittano</name></author></item></channel></rss>
