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<p>La passeggiata &egrave; partita dalla zona del Ristorante Vecchio Mulino, nella suggestiva valle glaciale con forma a U. Qui i partecipanti hanno potuto osservare e "scalare" due colline, tecnicamente definite rocce montonate, modellate dall'azione erosiva e abrasiva delle grandi masse glaciali del Neoquaternario.</p>
<p>Queste forme del paesaggio rappresentano una preziosa testimonianza dell'antica presenza dei ghiacciai e mostrano la stessa giacitura delle rocce affioranti del vicino Monte Lausa, contribuendo a raccontare la lunga storia geologica della valle Gesso.</p>
<p>Uno degli aspetti pi&ugrave; sorprendenti dell'escursione &egrave; stata la visita alle opere di captazione delle sorgenti naturali presenti nell'adiacente ammasso roccioso. Si tratta di un complesso sistema costituito da numerose vasche di raccolta disposte a cascata, poco conosciuto anche da molti residenti, con portata di 50-100 litri al secondo.</p>
<p>Da queste sorgenti sgorga acqua cristallina con una temperatura pressoch&eacute; costante di circa 12 gradi durante tutto l'anno. L'ambiente &egrave; caratterizzato dalla presenza di vegetazione tipica delle zone umide, creando un ecosistema particolarmente ricco e affascinante.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123717/small_152824.jpg" loading="lazy"></p>
<p>La passeggiata &egrave; poi proseguita attraverso una fitta area boscata che, per la ricchezza della vegetazione e l'atmosfera suggestiva, &egrave; stata paragonata dai partecipanti a una piccola foresta amazzonica. Per l'occasione era stato predisposto un percorso facilitato che ha consentito a tutti di attraversare in sicurezza questo tratto particolarmente interessante.</p>
<p>All'uscita dalla foresta il gruppo ha raggiunto un'ampia radura dove sono ancora visibili i cumuli di pietre derivanti da un'antica cava locale. In passato da queste rocce venivano ricavate le lose utilizzate per la copertura dei tetti delle abitazioni alpine.</p>
<p>Anche questo luogo rappresenta una testimonianza importante del passato, dimostrando come il paesaggio conservi ancora oggi i segni delle attivit&agrave; umane che hanno caratterizzato la vita delle comunit&agrave; montane.</p>
<p>Durante l'escursione sono stati inoltre osservati numerosi elementi naturalistici, tra cui la vegetazione tipica degli ambienti umidi, diverse specie di insetti come mantidi religiose, cavallette e grilli, oltre ad alcune esuvie di serpente rinvenute lungo il sentiero, lasciate dopo la muta.</p>
<p>Uno degli aspetti pi&ugrave; significativi della giornata &egrave; stato il coinvolgimento diretto dei partecipanti. L'escursione si &egrave; infatti trasformata in un vero momento di condivisione culturale, nel quale tutti hanno contribuito con osservazioni, domande ed esperienze personali.</p>
<p>Non c'&egrave; stato un unico relatore che dispensava nozioni dall'alto di un pulpito, ma un gruppo di persone che ha partecipato attivamente al processo di conoscenza, ognuno &nbsp;con &nbsp;un contributo &nbsp;osservando il territorio con il metodo &nbsp;scientifico &nbsp;e cercando insieme di comprenderne la storia e le caratteristiche.</p>
<p>In fondo all'articolo &egrave; allegato un breve video realizzato durante l'escursione.</p>
<p>Il prossimo appuntamento &egrave; in programma il 10 luglio presso il Salone del Parco di Valdieri, dove si terr&agrave; una nuova serata divulgativa dedicata alla montagna, alla geologia e alle emozioni che questi territori sanno regalare.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123717/small_152827.jpg"></p>]]></description><pubDate>Thu, 09 Jul 2026 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Giovanni Bertagnin</dc:creator><author><name>Giovanni Bertagnin</name></author></item><item><title><![CDATA[Nasce su Cuneodice.it "Montagna di Emozioni", la nuova rubrica dedicata alle Alpi Marittime]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/nasce-su-cuneodiceit-montagna-di-emozioni-la-nuova-rubrica-dedicata-alle-alpi-marittime_123708.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/nasce-su-cuneodiceit-montagna-di-emozioni-la-nuova-rubrica-dedicata-alle-alpi-marittime_123708.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123708/152706.jpg" title="" alt="" /><br /><p>A partire da gioved&igrave; 9 luglio Cuneodice.it arricchisce la propria offerta editoriale con una nuova rubrica dedicata alla montagna e al territorio. Si intitola "Montagna di Emozioni" e sar&agrave; curata da <strong>Giovanni Bertagnin</strong>, geologo residente a Entracque, che accompagner&agrave; i lettori alla scoperta dei geositi, dei sentieri e delle peculiarit&agrave; geologiche e naturalistiche delle vallate cuneesi. Un appuntamento settimanale, in uscita ogni gioved&igrave;, pensato per offrire uno sguardo diverso sulle nostre montagne: non solo luoghi da percorrere, ma paesaggi da osservare, comprendere e vivere attraverso le emozioni che sanno regalare.<br><br></p>
<h2>Riflessioni di un geologo: editoriale di Giovanni Bertagnin</h2>
<p>La nostra vita &egrave; scandita dalle emozioni, e poche emozioni sono intense come quelle che la montagna riesce a regalare.</p>
<p>Forse &egrave; proprio l'attesa a renderla ancora pi&ugrave; bella. Chi vive nelle grandi citt&agrave; aspetta per settimane il momento di poter tornare tra i monti. Un po' come nella celebre immagine della "donzelletta vien dalla campagna" di Leopardi, spesso &egrave; l'attesa del bello a renderlo ancora pi&ugrave; prezioso.</p>
<p>La montagna, per&ograve;, non &egrave; uguale per tutti. Lo stesso sentiero pu&ograve; raccontare storie completamente diverse.</p>
<p>Per un bambino ai primi passi &egrave; una scoperta continua. Portato sulle spalle dei genitori, osserva pareti immense e montagne gigantesche, che forse gli sembreranno pi&ugrave; piccole quando torner&agrave; da adulto.</p>
<p>L'escursionista esperto cerca invece la vetta difficile, il passaggio impegnativo, la nuova traversata. La persona anziana, al contrario, ama spesso ritornare sullo stesso sentiero, anno dopo anno. &Egrave; curioso: un museo spesso lo si visita una sola volta, mentre un sentiero di montagna non ci stanca mai. Ogni stagione, ogni luce, ogni giornata lo rende diverso.</p>
<p>C'&egrave; chi cerca il record, la cima pi&ugrave; alta, il tempo migliore. Ma forse il vero obiettivo non &egrave; arrivare per primi.</p>
<p>Il vero obiettivo &egrave; fermarsi.</p>
<p>Guardarsi intorno.</p>
<p>Chiedersi dove siamo.</p>
<p>Domandarsi perch&eacute; quella montagna ha quella forma, perch&eacute; quel masso &egrave; precipitato proprio l&igrave;, perch&eacute; quell'albero continua a vivere sospeso sul bordo di un precipizio.</p>
<p>&Egrave; il metodo scientifico applicato alla natura, ma &egrave; anche il modo migliore per vivere la montagna. Solo cos&igrave; si riesce a cogliere quell'attimo irripetibile che merita una fotografia o, semplicemente, di essere ricordato.</p>
<p>Le Alpi Marittime hanno un privilegio straordinario: sono una vera montagna, ma incredibilmente vicina. In appena venti minuti da Cuneo ci si pu&ograve; trovare immersi in faggete, valloni glaciali, laghi alpini e grandi pareti. &Egrave; una ricchezza che spesso diamo per scontata.</p>
<p>La voglia di esplorare accompagna l'uomo da migliaia di anni. Lo dimostra &Ouml;tzi, l'uomo del ghiaccio vissuto oltre cinquemila anni fa, ritrovato con il suo equipaggiamento sulle Alpi. E poco oltre il confine francese troviamo la straordinaria Valle delle Meraviglie, dove migliaia di incisioni rupestri raccontano il rapporto tra l'uomo e la montagna fin dalla preistoria.</p>
<p>Mi piace persino immaginare che alcune di quelle incisioni siano nate dalla curiosit&agrave; dei bambini di allora. Oggi hanno uno smartphone tra le mani; forse allora avevano una pietra con cui lasciare un segno sulla roccia.</p>
<p>La montagna pu&ograve; essere un sentiero ben tracciato oppure un'esplorazione fuori traccia. Pu&ograve; essere il desiderio di raggiungere una valle sconosciuta, attraversare una faggeta, trovare un antico passaggio dimenticato o semplicemente sedersi su una roccia ad ascoltare il vento.</p>
<p>Esiste anche il brivido dell'incertezza, ma basta conoscere i propri limiti e, quando serve, tornare sui propri passi.</p>
<p>Molti dicono che la montagna sia pericolosa. Preferisco ricordare le parole di Reinhold Messner:</p>
<p>"La montagna &egrave;. &Egrave; l'uomo che sbaglia."</p>
<p>Da geologo non posso fare a meno di osservare anche ci&ograve; che raccontano le rocce. Le Alpi Marittime rappresentano uno dei settori pi&ugrave; affascinanti dell'arco alpino: rocce sedimentarie e cristalline, metamorfismo, grandi sovrascorrimenti, circhi glaciali, morene e vallate modellate dalle antiche glaciazioni raccontano milioni di anni di storia della Terra.</p>
<p>Con questa rubrica settimanale non vi accompagner&ograve; semplicemente lungo dei sentieri. Vorrei portarvi alla scoperta dei geositi, luoghi nei quali la geologia, la natura e la storia si fondono in qualcosa capace di lasciare chiunque a bocca aperta.</p>
<p>L'importante &egrave; imparare a guardare.</p>
<p>Camminare lentamente.</p>
<p>Osservare.</p>
<p>Farsi domande.</p>
<p>Perch&eacute; la montagna non premia chi corre, ma chi sa vedere.</p>
<p>Come dicono i montanari: calip&egrave;, passo corto e lento.</p>]]></description><pubDate>Wed, 08 Jul 2026 12:25:00 +0200</pubDate><dc:creator>Giovanni Bertagnin</dc:creator><author><name>Giovanni Bertagnin</name></author></item></channel></rss>
