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<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118840/small_144379.jpg" alt=""></p>
<p>A presiedere i lavori la presidente <strong>Silvia Merlo</strong>, affiancata dal direttore <strong>Massimo Silumbra</strong>, in un contesto, quello del C-LAB, scelto non a caso: "<em>Siamo affezionati a questo luogo, sede dei giovani</em> &ndash; ha sottolineato Merlo &ndash; <em>perch&eacute; rappresenta il futuro e il passaggio di testimone che nel tempo vogliamo costruire</em>".</p>
<p>Il Bilancio Sociale 2025 restituisce l&rsquo;immagine di una Fondazione in piena maturazione, capace di consolidare la propria struttura e rafforzare il legame con l&rsquo;Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle e con l&rsquo;intera comunit&agrave;. Un documento che, come sottolineato dalla presidente Silvia Merlo, &ldquo;<em>racchiude la passione, il tempo e la dedizione del consiglio, dei medici, dei donatori e di tutta la comunit&agrave; che ruota attorno alla Fondazione. &Egrave; motivo di orgoglio vedere che questo percorso sta prendendo forma</em>&rdquo;.</p>
<p>Nel corso dell&rsquo;anno sono stati raccolti circa 635 mila euro di donazioni, mentre le erogazioni a favore dell&rsquo;Ospedale hanno raggiunto quota 570 mila euro, portando il totale degli ultimi tre anni a circa 3,3 milioni di euro.</p>
<p>Dal punto di vista patrimoniale, la Fondazione conferma una struttura solida, con quasi 2 milioni di euro di attivo e oltre 1,5 milioni di liquidit&agrave;, elementi che hanno consentito di sostenere consapevolmente un disavanzo di circa 130 mila euro per incrementare le erogazioni a favore dell&rsquo;ospedale, frutto di una scelta precisa: "<em>Abbiamo deciso volontariamente di donare pi&ugrave; di quanto raccolto</em> &ndash; ha spiegato Merlo &ndash; <em>utilizzando risorse accantonate negli anni precedenti</em>".</p>
<p>Le risorse sono state indirizzate su due assi principali: da un lato <strong>l&rsquo;innovazione tecnologica</strong>, che ha assorbito circa 340 mila euro, e dall&rsquo;altro <strong>l&rsquo;umanizzazione e i percorsi di cura alternativa</strong>, a cui sono stati destinati circa 230 mila euro.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118840/small_144380.jpg" alt=""></p>
<h2>Tecnologie e ambienti: la cura passa anche dallo spazio</h2>
<p>Il 2025 ha visto un&rsquo;intensa attivit&agrave; sia sul fronte delle dotazioni tecnologiche sia su quello della riqualificazione degli ambienti ospedalieri.&nbsp;Tra le principali acquisizioni: monitor multiparametrici per la Terapia Intensiva Neonatale, ecografi palmari per il Pronto Soccorso, strumentazioni per cardiologia, medicina nucleare e risonanza magnetica. Particolarmente significativa la raccolta fondi che ha permesso di finanziare 15 monitor per la TIN: "<em>Un risultato che dimostra quanto possiamo contare sulla comunit&agrave;</em>", ha evidenziato la presidente.</p>
<p>Parallelamente, grande attenzione &egrave; stata dedicata all&rsquo;umanizzazione degli spazi. Interventi che, come ha spiegato Silumbra, non sono marginali: "<em>Pu&ograve; sembrare banale inserire immagini della natura o migliorare le sale d&rsquo;attesa, ma esistono evidenze scientifiche che dimostrano quanto questi elementi incidano positivamente sul percorso di cura</em>".</p>
<p>Tra i progetti realizzati rientrano la riqualificazione del Day Hospital Oncologico e del Centro Salute Donna, insieme agli interventi in Medicina Nucleare e nel Day &amp; Week Surgery. Particolare attenzione &egrave; stata dedicata anche al Pronto Soccorso, dove sono state migliorate diverse aree e creata la &ldquo;stanza del sollievo&rdquo;, uno spazio pensato per accogliere i momenti pi&ugrave; delicati del dialogo tra medici, pazienti e familiari.</p>
<p>Durante l'evento di ieri &egrave; stato presentato anche il simbolo che funger&agrave; da impronta per tutti gli interventi della Fondazione Ospedale: si tratta di &ldquo;due mani che accolgono&rdquo;, un segno distintivo estrapolato dal logo della Fondazione che verr&agrave; progressivamente inserito negli spazi riqualificati.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118840/small_144382.jpg" alt=""></p>
<h2>La relazione come terapia</h2>
<p>Accanto agli interventi strutturali, la Fondazione ha investito in progetti che mettono al centro la persona.&nbsp;Dalla pet therapy &ndash; estesa dalla psichiatria a pediatria, neurologia e geriatria &ndash; alla musicoterapia, fino al piano &ldquo;Cura di chi cura&rdquo; dedicato al benessere del personale sanitario.</p>
<p>Tra le iniziative in corso anche la realizzazione di interventi per rendere pi&ugrave; accoglienti gli ambulatori e i reparti di degenza: la filodiffusione in radioterapia, la creazione di aree di socializzazione in Chirurgia Vascolare, dove per i pazienti &egrave; importante avere spazi adatti per potersi muovere, e il futuro giardino terapeutico per la psichiatria, che verr&agrave; allestito negli spazi verdi del Carle grazie alla consulenza del rinomato architetto paesaggistico Pejrone.</p>
<h2>C-LAB: investire sui giovani</h2>
<p>Il 2025 &egrave; stato anche l&rsquo;anno della nascita del C-LAB, laboratorio civico dedicato ai giovani, con l&rsquo;obiettivo di avvicinare le nuove generazioni ai temi della salute e della solidariet&agrave;. "<em>Significa seminare per il futuro</em>" ha ribadito Merlo, sottolineando l&rsquo;importanza del coinvolgimento attivo dei giovani nel percorso della Fondazione.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118840/small_144381.jpg" alt=""></p>
<h2>2026: una nuova Sala Operatoria Ibrida</h2>
<p>Guardando al futuro, il progetto pi&ugrave; rilevante &egrave; senza dubbio la realizzazione di una nuova Sala Operatoria Ibrida.&nbsp;Si tratta di un investimento superiore ai 2 milioni di euro, reso possibile anche grazie al contributo di Intesa Sanpaolo e Fondazione CRC.</p>
<p>La nuova struttura sostituir&agrave; quella attualmente in uso, risalente al 2012, e rappresenter&agrave; un salto tecnologico significativo. Il percorso di progettazione ha visto un cambio di approccio rispetto al passato, quando ad esempio &egrave; stata donata la PET. Per la futura Sala Ibrida la Fondazione ha voluto un forte coinvolgimento dei medici, che hanno visitato centri di eccellenza in Europa per individuare le migliori soluzioni. "<em>Sono loro a indicarci quali siano le soluzioni migliori su cui indirizzare i nostri acquisti </em>&ndash; ha evidenziato Merlo &ndash; <em>e la loro partecipazione &egrave; stata fondamentale".</em></p>
<p>La Fondazione sosterr&agrave; circa il 30% dell&rsquo;investimento, confermando il proprio ruolo strategico nel potenziamento dell&rsquo;ospedale.</p>
<h2>Tomasini: un polo per formazione e ricerca</h2>
<p>Altro pilastro del 2026 sar&agrave; l&rsquo;avvio dei lavori di riqualificazione del complesso dei Tomasini, acquisito il 10 dicembre scorso.&nbsp;Il complesso dei Tomasini sar&agrave; destinato a diventare un centro polifunzionale dedicato alla formazione, alla ricerca e all&rsquo;accoglienza di studenti e medici specializzandi, configurandosi come un punto di riferimento per la crescita professionale e culturale del territorio.</p>
<p>"<em>Non &egrave; solo ridare vita a un luogo </em>&ndash; ha spiegato Merlo &ndash; <em>ma creare uno spazio di cultura, confronto e crescita per tutto il territorio. Sar&agrave; una pietra miliare per Cuneo</em>".</p>
<h2>Cultura e comunit&agrave;: la mostra fotografica</h2>
<p>Tra le iniziative del 2026 anche la mostra &ldquo;Alla luce della cura&rdquo;, con gli scatti del fotografo Marco Sasia, che sar&agrave; ospitata nel nuovo complesso della biblioteca nel vecchio ospedale Santa Croce. Un progetto che porter&agrave; anche alla realizzazione di un libro, testimonianza visiva dell&rsquo;umanit&agrave; e dell&rsquo;eccellenza dell&rsquo;ospedale cuneese.</p>
<h2>Una rete che guarda avanti</h2>
<p>In chiusura, un messaggio chiaro: la Fondazione Ospedale Cuneo &egrave; una realt&agrave; collettiva, una rete. "<em>Abbiamo bisogno di tutti, non solo di risorse economiche, ma di energia, idee e tempo</em>" ha dichiarato Merlo, che ha voluto concludere rivolgendosi ancora ai giovani: &ldquo;<em>Grazie a voi, abbiamo bisogno del vostro stimolo e del vostro &lsquo;pungolarci&rsquo;</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Fri, 24 Apr 2026 07:10:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Un ospedale più umano: il Santa Croce presenta i suoi progetti]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/un-ospedale-piu-umano-il-santa-croce-presenta-i-suoi-progetti_118729.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/un-ospedale-piu-umano-il-santa-croce-presenta-i-suoi-progetti_118729.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118729/144209.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Grande partecipazione per l&rsquo;evento &ldquo;L&rsquo;ospedale che accoglie&rdquo;, andato in scena nel pomeriggio di oggi, mercoled&igrave; 22 aprile, nel salone di rappresentanza dell&rsquo;ospedale Santa Croce di Cuneo, gremito per l&rsquo;occasione. Un appuntamento che ha acceso i riflettori su un tema sempre pi&ugrave; centrale nel dibattito sanitario: l&rsquo;umanizzazione dei luoghi e dei percorsi di cura.</p>
<p>Organizzato dall&rsquo;Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle, l&rsquo;incontro ha rappresentato un momento di analisi e confronto sui progetti gi&agrave; avviati e sulle prospettive future, con il coinvolgimento di istituzioni, professionisti sanitari, enti e associazioni di volontariato. Un&rsquo;occasione, come sottolineato pi&ugrave; volte nel corso del pomeriggio, non solo per fare il punto su quanto realizzato, ma anche per delineare nuove strategie operative.</p>
<p>Tra gli interventi istituzionali, quello in videocollegamento dell&rsquo;assessore regionale alla Sanit&agrave; <strong>Federico Riboldi</strong>, reduce da una &ldquo;missione&rdquo; in Canada: &ldquo;<em>Abbiamo visitato 12 ospedali in cui abbiamo trovato altissima tecnologia, un&rsquo;umanizzazione avanzata su strutture, cure e rapporti con caregiver e pazienti. &Egrave; un modello che dobbiamo seguire. Perci&ograve; mi complimento per l&rsquo;iniziativa e il lavoro che sta facendo il Santa Croce di Cuneo</em>&rdquo;. Nel corso dell&rsquo;intervento ha inoltre ribadito come l&rsquo;umanizzazione debba diventare &ldquo;<em>una buona pratica nella quotidianit&agrave;</em>&rdquo;, perch&eacute; &ldquo;<em>&egrave; la base per lavorare meglio e assicurare cure migliori</em>&rdquo;.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118729/small_144215.jpg" alt=""></p>
<p>Presente anche la sindaca di Cuneo <strong>Patrizia Manassero</strong>, che ha ringraziato per l&rsquo;opportunit&agrave; di confronto: fondamentale, ha sottolineato, &ldquo;<em>ragionare insieme su accoglienza e cittadino utente</em>&rdquo; e &ldquo;<em>ammorbidire con ambienti accoglienti e parole gentili i percorsi</em>&rdquo;, sia per chi vive momenti non patologici, come la gravidanza, sia per i pazienti, fino ai percorsi oncologici. La sindaca ha inoltre richiamato l&rsquo;importanza della collaborazione con il terzo settore, dalla Fondazione Ospedale Cuneo alle numerose associazioni attive sul territorio, evidenziando anche i &ldquo;<em>grossi passi avanti</em>&rdquo; compiuti dall&rsquo;ospedale cuneese, in grado di &ldquo;<em>ammorbidire il grado di tensione che c&rsquo;&egrave; nel momento della cura</em>&rdquo;.</p>
<p>A guidare l&rsquo;evento di oggi &egrave; stato il direttore generale <strong>Franco Ripa</strong>, che ha definito l&rsquo;iniziativa &ldquo;<em>una giornata speciale per l&rsquo;ospedale di Cuneo</em>&rdquo;: &ldquo;<em>Da un lato consolidiamo i progetti di umanizzazione, dall&rsquo;altro presentiamo nuovi modelli di lavoro. L&rsquo;umanizzazione &egrave; il futuro per quanto riguarda le logiche di sviluppo degli ospedali: dobbiamo sempre porre il cittadino, il paziente, ma anche il professionista, al centro dei sistemi sanitari. &Egrave; provato che in un ambiente &lsquo;umanizzato&rsquo; ci sono risultati migliori dal punto di vista degli esiti</em>&rdquo;.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118729/small_144216.jpg" alt=""></p>
<p>Un concetto che si traduce in un cambio di paradigma: l&rsquo;umanizzazione delle cure e dei luoghi trasforma infatti l&rsquo;ospedale in uno spazio di accoglienza e ascolto, dove la dignit&agrave; della persona diventa il fulcro di ogni azione. Non solo eccellenza tecnologica, dunque, ma attenzione al decoro degli ambienti, alla qualit&agrave; delle relazioni e all&rsquo;abbattimento delle barriere.</p>
<p>Nel dettaglio dei progetti &egrave; entrata <strong>Antonella Ligato</strong>, referente della progettazione, dell'empowerment e degli interventi di umanizzazione: &ldquo;<em>Attraverso il sostegno al paziente e al caregiver, l&rsquo;ospedale che accoglie riconosce la fragilit&agrave; come un valore da proteggere e non solo come una patologia da trattare. La sinergia con il volontariato, l&rsquo;apertura all&rsquo;arte e agli interventi assistiti con gli animali generano un &lsquo;healing environment&rsquo; capace di ridurre lo stress e favorire il benessere</em>&rdquo;. Tra le iniziative ricordate, il percorso nascita, il passaporto culturale, il sostegno all&rsquo;allattamento, i campi scuola per minori diabetici, la scuola in Pediatria, il progetto di protezione per famiglie fragili in ambito oncologico e le azioni trasversali sull&rsquo;accessibilit&agrave; e l&rsquo;inclusione.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118729/small_144217.jpg" alt=""></p>
<p>Il direttore sanitario <strong>Giuseppe Lauria</strong> ha sottolineato la necessit&agrave; di integrare qualit&agrave; professionale e relazionale: &ldquo;<em>L&rsquo;obiettivo &egrave; cercare di unire la qualit&agrave; professionale a quella relazionale, alla capacit&agrave; di garantire luoghi adatti e dignitosi, in cui sentirsi a proprio agio in momenti di fragilit&agrave; e in cui gli operatori possano mettere in campo l&rsquo;empatia, un aspetto estremamente importante</em>&rdquo;. Dal suo intervento, accompagnato dall'infermiera della DEA Gisella Abb&agrave;, &egrave; arrivato anche un focus sull&rsquo;area dell&rsquo;emergenza-urgenza, dove &egrave; fondamentale creare contesti adeguati sia per i pazienti sia per gli operatori, puntando su formazione, lavoro di squadra e spazi dedicati come la stanza del sollievo.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118729/small_144218.jpg" alt=""></p>
<p>Sul fronte organizzativo e gestionale, il direttore amministrativo <strong>Gabriele Giarola</strong> ha evidenziato il valore degli interventi gi&agrave; messi in campo e il ruolo fondamentale del territorio: &ldquo;<em>Avere a disposizione un ambiente consono &egrave; fondamentale anche per chi ci lavora. A Cuneo siamo gi&agrave; intervenuti sia a livello strutturale che organizzativo e su questa partita ci danno una grande mano anche le associazioni di volontariato</em>&rdquo;.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118729/small_144219.jpg" alt=""></p>
<p>Un ruolo chiave &egrave; stato attribuito anche alla figura del Facility, responsabile operativo degli ambienti sanitari, fortemente voluta a livello regionale: <strong>Marco Comba</strong>, della Direzione Sanitaria di Presidio, ha illustrato come piccoli interventi mirati possano incidere concretamente sulla qualit&agrave; degli spazi e sull&rsquo;esperienza complessiva di pazienti e operatori.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118729/small_144220.jpg" alt=""></p>
<p>Importante anche il contributo della Fondazione Ospedale Cuneo, con la presidente <strong>Silvia Merlo</strong>: &ldquo;<em>Siamo impegnati da tempo a migliorare i luoghi di cura attraverso interventi di umanizzazione che consentano a pazienti e caregiver di affrontare visite e ricoveri con maggiore serenit&agrave;. Le proposte sono condivise con l&rsquo;Azienda Ospedaliera e si concentrano su accessibilit&agrave;, vivibilit&agrave; e comfort, arte e cultura nei luoghi di cura e percorsi terapeutici alternativi come musicoterapia e interventi assistiti con animali. Siamo convinti dell&rsquo;importanza di un ospedale che accoglie, che cura e si prende cura</em>&rdquo;.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118729/small_144221.jpg" alt=""></p>
<p>Spazio infine alle &ldquo;medical humanities&rdquo;, con l&rsquo;intervento di <strong>Laura Polastri</strong> in rappresentanza del DAIRI (Dipartimento Attivit&agrave; Integrate Ricerca e Innovazione): un approccio che &ldquo;<em>rappresenta oggi una leva strategica per ripensare i modelli di cura, riportando al centro la persona, la relazione e il significato dell&rsquo;esperienza di malattia</em>&rdquo;. Un percorso che unisce ricerca, formazione e innovazione organizzativa e che, grazie alla collaborazione con il S. Croce e Carle, punta a rendere strutturale l&rsquo;umanizzazione delle cure.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118729/small_144222.jpg" alt=""></p>
<p>L&rsquo;evento ha cos&igrave; confermato come il tema dell&rsquo;umanizzazione non sia pi&ugrave; un elemento accessorio, ma una direttrice strategica per il futuro della sanit&agrave;, capace di incidere concretamente sulla qualit&agrave; delle cure e sul benessere di pazienti e operatori.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118729/small_144223.jpg" alt=""></p>
<p>Nel video le dichiarazioni di Franco Ripa, Giuseppe Lauria e Gabriele Giarola.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 22 Apr 2026 19:03:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Successo alla giornata di prevenzione sanitaria promossa dal Rotary Club Cuneo 1925 a Demonte]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/successo-alla-giornata-di-prevenzione-sanitaria-promossa-dal-rotary-club-cuneo-1925-a-demonte_118499.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/successo-alla-giornata-di-prevenzione-sanitaria-promossa-dal-rotary-club-cuneo-1925-a-demonte_118499.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118499/143811.jpg" title="" alt="" /><br /><div>L&rsquo;iniziativa, tenutasi presso il Palazzo Borelli il 17 aprile dalle ore 9 alle 13, ha consentito a numerosi cittadini di accedere gratuitamente a visite ed esami specialistici, contribuendo a promuovere la cultura della prevenzione nelle aree montane.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>I partecipanti sono stati accolti e assistiti nella compilazione della scheda iniziale da Nives Forza, socia del Club, con il supporto dei giovani del Rotaract, Filippo Quaglia, Niccol&ograve; De Santis e Marco Porro, che hanno curato le attivit&agrave; di accoglienza e registrazione.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118499/small_143813.jpg"></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Nel corso della mattinata, i cittadini hanno inoltre avuto l&rsquo;opportunit&agrave; di prendere parte a uno studio coordinato dal professor Roberto Bono, ordinario di Igiene presso l&rsquo;Universit&agrave; di Torino, insieme alle ricercatrici Giulia Squillacioti, Samar El Sherbiny e Valeria Bellisario. La ricerca, sviluppata in collaborazione con l&rsquo;Universit&agrave; di Saragozza, l&rsquo;INSERM (Francia) e il Comune di Demonte, &egrave; finalizzata all&rsquo;analisi dei fattori legati alla vita in montagna che possono incidere sul benessere della popolazione.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Lo studio prende in esame aspetti quali alimentazione, attivit&agrave; fisica e abitudini di vita, valutandone l&rsquo;impatto sullo stress ossidativo, indicatore potenziale di rischio per la salute futura. La partecipazione prevede la compilazione di un questionario anonimo e l&rsquo;analisi di un campione biologico raccolto durante le visite. Il servizio, gratuito, sar&agrave; proposto anche nella prossima tappa prevista a Entracque.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118499/small_143814.jpg"></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Durante la giornata sono state offerte le seguenti prestazioni:</div>
<div>&bull; elettrocardiogramma e misurazione della pressione arteriosa</div>
<div>&bull; esami ematochimici (emoglobina glicata, colesterolo totale, trigliceridi, LDL-colesterolo)</div>
<div>&bull; ecodoppler dei tronchi sovraortici</div>
<div>&bull; fundus oculi</div>
<div>&bull; ecografia tiroidea</div>
<div>&bull; valutazione psicologica</div>
<div>&bull; valutazione del rischio ictus</div>
<div>&bull; visita odontoiatrica.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>L&rsquo;iniziativa &egrave; stata realizzata grazie al contributo del Distretto Rotary 2032.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118499/small_143815.jpg"></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Un doveroso riconoscimento &egrave; rivolto ai medici volontari del Rotary Club Cuneo 1925 &ndash; Luigi Fontana, Nicola Corino, Maurizio Grosso, Patrizia Fanizza, Maria Gabriella Olivero, Patricia Indemini, Angelo Pellegrino, Alessandro Leone, Luigi Salvatico e Sofia Camisassi, presidente del Rotaract Club Cuneo Provincia Granda &ndash; per la professionalit&agrave; e la disponibilit&agrave; dimostrate.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Un sentito apprezzamento al professor Adriano Spada per essere intervenuto alla mattinata, portando il suo saluto ai medici del suo club.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Come evidenziato dal presidente Daniel Gallina: &ldquo;<em>Un sincero ringraziamento ai medici volontari, coordinati dal dottor Luigi Fontana, ai soci del Club, ai giovani del Rotaract, al sindaco di Demonte Adriano Bernardi, alle farmacie di Demonte, Gaiola e Vinadio e ad Alessandro Giraudo di DoctorApp per la gestione delle prenotazioni. La collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti ha consentito di offrire alla comunit&agrave; un servizio di elevata qualit&agrave;</em>&rdquo;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il Rotary Club Cuneo 1925 conferma cos&igrave; il proprio impegno nella promozione della salute sul territorio. La prossima giornata &egrave; in programma a Entracque sabato 16 maggio presso l&rsquo; ex Asilo in via Angelo Barale 12.</div>]]></description><pubDate>Mon, 20 Apr 2026 08:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Una voce sana in un corpo sano!]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/una-voce-sana-in-un-corpo-sano_118232.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/una-voce-sana-in-un-corpo-sano_118232.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118232/143370.jpg" title="" alt="" /><br /><div>Il 16 aprile &egrave; la <strong>Giornata Mondiale della Voce</strong>: quale migliore occasione di ascoltarci, letteralmente, cercando di comprendere che cosa il nostro corpo e la nostra voce hanno da dirci?</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Nella storia dell&rsquo;essere umano, la voce ha iniziato ad assumere la funzione comunicativa ed espressiva legata alla parola circa 50.000 anni fa: ogni gruppo etnico ha sviluppato suoni sempre pi&ugrave; precisi organizzati secondo regole e criteri, che permettessero di trasmettere concetti e intenzioni, di narrare fatti, di collaborare per un fine comune.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>All&rsquo;interno del corpo umano, strutture appartenenti a organi e apparati diversi sono state &ldquo;prese in prestito&rdquo; per essere messe al servizio della parola:</div>
<div>
<ul>
<li>il diaframma, i muscoli addominali e tutte le strutture respiratorie hanno dovuto affinare il loro movimento per gestire il volume della voce, la lunghezza delle frasi, gli accenti e la cadenza del parlato;</li>
<li>la laringe ha sviluppato i micromovimenti articolari e muscolari necessari per creare infinite combinazioni di tensione e spessore delle pliche mucose contenute al suo interno, evolute via via in vere e proprie <strong>corde vocali</strong>;</li>
<li>la lingua, il palato molle, i denti e le labbra non sono pi&ugrave; stati semplicemente dedicati al nutrimento, ma hanno appreso come interagire tra loro, con le altre strutture della bocca, con il flusso d&rsquo;aria in uscita per produrre vocali e consonanti, schiocchi e trilli, per far risuonare e amplificare ogni suono prodotto.</li>
</ul>
</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&Egrave; avvenuto un vero e proprio <em>collage evolutivo</em>, che ha unito parti diverse degli apparati digestivo, respiratorio, masticatorio e muscolo-scheletrico per creare il neonato <strong>sistema vocale</strong>. La conseguenza &egrave; che <strong>la nostra voce &egrave; influenzata da un&rsquo;infinit&agrave; di fattori diversi</strong>!</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La disfonia (ovvero la cattiva qualit&agrave; della voce o la fatica vocale) e l&rsquo;afonia (la perdita completa di voce) possono infatti avere cause molto diverse e a loro volta essere all&rsquo;origine di importanti disagi limitando la comunicazione, l&rsquo;attivit&agrave; lavorativa o la performance artistica.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Una delle principali cause, o concause, di sovraccarico e sforzo vocale &egrave; l&rsquo;<strong>alterazione dell&rsquo;equilibrio posturale</strong>: la priorit&agrave; per l&rsquo;essere umano &egrave; infatti quella di poter mantenere stabilmente la postura eretta che gli permette di controllare l&rsquo;ambiente, interagire con i suoi simili e portare a termine le azioni necessarie alla sopravvivenza. Per quanto parlare e comunicare ci sembri importante, in realt&agrave;, per il nostro sistema si stratta di un optional! <strong>Solo quando la postura &egrave; stabile, sicura e in comfort</strong> (senza dolore) <strong>le nostre capacit&agrave; superiori </strong>(ragionare in modo astratto, comunicare, manifestare creativit&agrave;) <strong>possono esprimersi al meglio</strong>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Per fare un esempio concreto: poniamo caso che sia presente un<strong> difetto visivo</strong>, l&rsquo;occhio destro con un&rsquo;acuit&agrave; decisamente inferiore al sinistro. <strong>La postura del capo </strong>(<strong>e di tutto il corpo di conseguenza</strong>) <strong>ne risentir&agrave;</strong>: la testa cercher&agrave; di ruotare leggermente per favorire l&rsquo;occhio sinistro (i muscoli del collo saranno costantemente attivi in torsione), mentre le spalle potrebbero portarsi in rotazione opposta per favorire l&rsquo;uso della mano destra, il bacino, gli arti inferiori e i piedi saranno informati di riflesso in modo asimmetrico dalla posizione degli occhi e del capo, proseguendo a cascata questo atteggiamento in torsione.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Come potr&agrave; esprimersi la voce in una situazione cos&igrave; sbilanciata e in presenza di tensioni muscolari di questo tipo (e probabilmente con dolori a livello cervicale e dorsale)? Ci sar&agrave; sicuramente pi&ugrave; <strong>fatica vocale</strong>, dovuta alla maggiore tensione,<strong> che sul lungo tempo pu&ograve; cronicizzare in disfonia, afonia ricorrente o alterazioni delle corde vocali</strong>, come noduli o edemi.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Naturalmente non solo i difetti visivi possono creare questo scompenso, ma tutte le alterazioni dei recettori posturali: organo dell&rsquo;equilibrio, mandibola, piede, e tutte le relative interazioni che possono essere evidenziate da un&rsquo;analisi posturale.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La corretta funzionalit&agrave; delle corde vocali &egrave; strettamente connessa, inoltre, con la salute della muscosa che le riveste: se questa &egrave; irritata non potr&agrave; vibrare efficacemente e la voce perder&agrave; di qualit&agrave;. La <strong>salute del tratto digestivo</strong> &egrave; quindi fondamentale: un&rsquo;alimentazione corretta e sana mantiene l&rsquo;equilibrio la flora batterica intestinale e il fisiologico pH gastrico.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Una buona dinamica respiratoria, infine, &egrave; fondamentale per due aspetti:</div>
<div>
<ul>
<li>permette di creare un'adeguata riserva di aria e di espellerla in modo funzionale per la nostra comunicazione: <strong>il volume, la risonanza e la proiezione del suono si creano senza fatica</strong> se la respirazione &egrave; efficiente;</li>
<li>mantiene la pressione all&rsquo;interno della cavit&agrave; addominale nella norma (senza compressione del diaframma sullo stomaco e conseguente reflusso acido) e favorisce la motilit&agrave; intestinale (evitando stasi, fermentazione e gonfiore).</li>
</ul>
</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Chi &egrave; quindi che deve prendersi cura della voce? Gli studi pi&ugrave; recenti supportano l&rsquo;<strong>approccio multidisciplinare </strong>ai disturbi della voce: la diagnosi del medico foniatra o otorinolaringoiatra, la riabilitazione e la rieducazione logopedica, la valutazione e il riequilibrio posturale, il trattamento osteopatico e la ginnastica respiratoria sono gli strumenti pi&ugrave; indicati per individuare la natura del problema e approcciarlo in maniera globale.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Accompagnare il corpo (e la persona) a ritrovare salute ed equilibrio, senza rivolgersi semplicemente al sintomo, &egrave; l&rsquo;obiettivo che ci poniamo a Vialibera: le problematiche di voce sono prese in carico dal punto di vista osteopatico e posturale da professionisti specificamente formati, in collaborazione con Foniatra, Logopedista o Otorinolaringoiatra di riferimento per il paziente.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>L'articolo &egrave; stato redatto da Valeria Milanesio, professionista di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.</em></div>]]></description><pubDate>Thu, 16 Apr 2026 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Anche ad Alba domenica 17 maggio arrivano “Le Oasi della Salute”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/alba-e-langhe/anche-ad-alba-domenica-17-maggio-arrivano-le-oasi-della-salute_117826.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/alba-e-langhe/anche-ad-alba-domenica-17-maggio-arrivano-le-oasi-della-salute_117826.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117826/142786.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;appuntamento &egrave; di quelli da segnare in rosso sul calendario: domenica 17 maggio in 15 piazze piemontesi arrivano &ldquo;Le Oasi della Salute&rdquo;, una giornata di screening cardiovascolare aperta a tutti e completamente gratuita.</p>
<p>L&rsquo;iniziativa nasce dalla volont&agrave; dell&rsquo;Assessorato alla Sanit&agrave; della Regione Piemonte e vede la firma come responsabile scientifico del dottor Federico Nardi, direttore della Cardiologia dell&rsquo;Ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato e direttore del Dipartimento Medico Asl Alessandria.</p>
<p><em>&ldquo;Se vogliamo vincere la sfida delle liste d'attesa e dell'accesso alla sanit&agrave; pubblica, la prevenzione e l'appropriatezza delle cure sono le vie maestre</em> - commenta l&rsquo;assessore regionale alla Sanit&agrave; Federico Riboldi -<em>. Lo scorso anno abbiamo inaugurato questa progettualit&agrave; a Torino con un'adesione di pubblico straordinaria; quindi, abbiamo deciso non solo di rilanciare l'iniziativa ma di moltiplicarla per 15, con l'ambizione di continuare ogni anno e coinvolgere sempre pi&ugrave; cittadini. Ringrazio gli organizzatori, le Aziende sanitarie per la collaborazione ed invito tutti i cittadini a partecipare in massa&rdquo;</em>.</p>
<p>Ecco le citt&agrave; coinvolte:&nbsp;<br>- Torino (2 tappe), Carmagnola, Ciri&eacute; e Rivoli;<br>- Alessandria e Casale Monferrato;<br>- Asti;<br>- Biella;<br>- Cuneo, Alba e Savigliano;<br>- Novara;<br>- Vercelli;<br>- Verbania.</p>
<p>Una macchina organizzativa enorme che sta mettendo in rete gli Enti locali e tutte le Asl piemontesi, coordinata da Contatto Events, capofila del progetto, per offrire una giornata no-stop di check up cardiovascolari completi e gratuiti. E poi lezioni sportive, conferenze con medici ed esperti, giochi e laboratori per i pi&ugrave; piccoli per promuovere una cultura del benessere, della prevenzione e della cura di s&eacute;.</p>
<p>Per tutte le info sulle sedi e le attivit&agrave;: <a href="https://www.leoasidellasalute.it" target="_blank">www.leoasidellasalute.it</a>. Contatto Events: <a href="mailto:info@leoasidellasalute.it" target="_blank">info@leoasidellasalute.it</a>.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117826/small_142787.jpg"></p>]]></description><pubDate>Thu, 09 Apr 2026 08:41:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Dai medical drama alla realtà: la neurochirurgia spiegata ai cittadini ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/dai-medical-drama-alla-realta-la-neurochirurgia-spiegata-ai-cittadini_117158.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/dai-medical-drama-alla-realta-la-neurochirurgia-spiegata-ai-cittadini_117158.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/141846.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Diciamoci la verit&agrave;: quando si parla di chirurgia e di ospedali, l&rsquo;immaginazione corre subito a quello che siamo abituati a vedere nei medical drama pi&ugrave; famosi. Ma com&rsquo;&egrave; davvero la realt&agrave;?</p>
<p>&ldquo;<em>&Egrave; quello a cui cerchiamo di rispondere con i nostri eventi</em>&rdquo;, spiegano i membri della neonata associazione <strong>L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia</strong>, un gruppo di persone che da un anno si impegna a organizzare incontri tra specialisti e cittadini per promuovere la prevenzione, la cultura della salute e la conoscenza delle eccellenze mediche del territorio.</p>
<p>Anche l&rsquo;ultimo evento dell&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia &egrave; stato organizzato in quest&rsquo;ottica: mercoled&igrave; 18 marzo, presso il Centro Incontri della Provincia, davanti a una Sala Falco gremita di spettatori attenti, si &egrave; tenuto l&rsquo;incontro dal titolo &ldquo;<strong>Neurochirurgia, questa sconosciuta!</strong>&rdquo;.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141847.jpg" alt=""></p>
<p>Il successo &egrave; stato evidente fin da subito. Una delle frasi pi&ugrave; ripetute a fine evento dal pubblico, rivolgendosi agli specialisti, &egrave; stata &ldquo;<em>Voi fate miracoli!</em>&rdquo;.</p>
<p>Chi &egrave; davvero il neurochirurgo? Di cosa si occupa e quali patologie tratta? Chi sono le figure che lavorano con lui e quali competenze e formazione devono avere?&nbsp;E infine: perch&eacute; questo reparto non &egrave; presente in tutti gli ospedali? Nella nostra provincia, ad esempio, &egrave; presente solo al Santa Croce e Carle di Cuneo.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141848.jpg" alt=""></p>
<p>A guidare il pubblico durante l&rsquo;incontro &egrave; stato il dottor <strong>Michele D&rsquo;Agruma</strong>, direttore della Struttura Complessa di Neurochirurgia di Cuneo, che insieme al suo staff ha accompagnato i presenti in un vero e proprio viaggio all&rsquo;interno di un reparto ad altissima specializzazione.</p>
<p>Nel suo primo intervento, il dottor D&rsquo;Agruma ha spiegato la struttura del reparto, sottolineando quanto sia fondamentale la multidisciplinariet&agrave;. Neuroradiologia, neurologia, neurorianimazione, neuroanestesia, algologia, neuropatologia, radioterapia e fisiatria sono solo alcune delle specialit&agrave; coinvolte: un lavoro di squadra continuo, indispensabile per affrontare casi complessi.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141849.jpg" alt=""></p>
<p>Nel descrivere l&rsquo;organizzazione del sistema sanitario, che distingue tra ospedali &ldquo;Hub&rdquo; &ndash; gli unici in cui pu&ograve; essere presente la neurochirurgia &ndash; e ospedali &ldquo;Spoke&rdquo;, il dottor D&rsquo;Agruma &egrave; stato affiancato da <strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, attuale presidente della Commissione Sanit&agrave; Regione Piemonte che rivestiva il ruolo di Assessore alla Sanit&agrave; Regionale durante il periodo Covid, quando questo modello &egrave; stato applicato in modo esteso.</p>
<p>Il suo intervento ha evidenziato come questa organizzazione consenta di garantire al cittadino <strong>maggiore sicurezza e qualit&agrave; delle cure</strong>, soprattutto nei casi pi&ugrave; complessi.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141850.jpg" alt=""></p>
<p>Ad entrare nel dettaglio dell&rsquo;organizzazione &egrave; stato il dottor <strong>Andrea Garnero</strong>, neurochirurgo del Santa Croce e Carle, formatosi presso la scuola di specializzazione di Cuneo.</p>
<p>Garnero, il pi&ugrave; giovane dell&rsquo;&eacute;quipe del dottor D&rsquo;Agruma, ha illustrato le diverse modalit&agrave; con cui i pazienti arrivano alla neurochirurgia, per poi descrivere l&rsquo;organizzazione del blocco operatorio e delle sale chirurgiche.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141851.jpg" alt=""></p>
<p>Il dottor <strong>Filippo Veneziani</strong>, anche lui neurochirurgo dell&rsquo;&eacute;quipe, ha invece approfondito il tema delle tecnologie, mostrando come strumenti sempre pi&ugrave; avanzati permettano di ridurre l&rsquo;invasivit&agrave; degli interventi.</p>
<p>Pur rimanendo indispensabile la competenza del neurochirurgo, le tecnologie aiutano a ridurre drasticamente l'invasivit&agrave;: la combinazione &ldquo;<em>expertise chirurgo</em>&rdquo; e &ldquo;<em>avanzata dotazione tecnologia</em>&rdquo; permette la realizzazione di interventi molto complessi e d&rsquo;avanguardia.</p>
<p>L&rsquo;organizzazione del reparto &egrave; stata poi raccontata dalle referenti infermieristiche.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141852.jpg" alt=""></p>
<p>L&rsquo;infermiera <strong>Elena Veglia</strong> ha illustrato le camere di degenza, la terapia sub-intensiva e le tecnologie utilizzate per il monitoraggio continuo dei pazienti e per la loro mobilizzazione.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141853.jpg" alt=""></p>
<p>L&rsquo;infermiera <strong>Annalisa Dutto</strong> ha spiegato il percorso di ricovero, dalla preparazione pre-operatoria all&rsquo;assistenza post-intervento, soffermandosi anche su un aspetto fondamentale: i bisogni del paziente non sono solo fisici, ma anche psicologici.</p>
<p>Un&rsquo;attenzione che coinvolge inevitabilmente anche familiari e caregiver e che richiama il tema, sempre pi&ugrave; centrale, dell&rsquo;umanizzazione delle cure: ambienti, relazioni e supporto emotivo diventano parte integrante del percorso terapeutico.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141854.jpg" alt=""></p>
<p>Con l&rsquo;infermiere strumentista<strong> Alberto Aimar</strong>, il pubblico &egrave; entrato nel dettaglio dell&rsquo;organizzazione della sala operatoria.</p>
<p>Dalla preparazione degli strumenti alla gestione della sterilit&agrave;, dal coordinamento del personale al corretto posizionamento del paziente &ndash; spesso sottoposto a interventi molto lunghi &ndash; ogni fase richiede precisione assoluta e competenze altamente specializzate.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141855.jpg" alt=""></p>
<p>La dottoressa <strong>Marilicia Mileto</strong>, neuroanestesista, ha invece posto l&rsquo;attenzione sulle peculiarit&agrave; di questo ambito.</p>
<p>La neuroanestesia richiede una stretta collaborazione con il neurochirurgo: comunicazione costante e monitoraggio continuo dei parametri sono essenziali, perch&eacute; ogni minima variazione pu&ograve; influire direttamente sull&rsquo;intervento.</p>
<p>Il lavoro dell&rsquo;anestesista non si limita alla sala operatoria: inizia con la valutazione del paziente, prosegue con il confronto con il chirurgo e con il dialogo con il paziente e i familiari, e continua nel post-operatorio.</p>
<p>L&rsquo;obiettivo &egrave; uno solo: <strong>garantire la massima sicurezza del paziente</strong>, attraverso tecnologie avanzate e un controllo costante delle funzioni vitali.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141856.jpg" alt=""></p>
<p>La parte finale dell&rsquo;incontro &egrave; stata dedicata ai <strong>casi clinici</strong>, il momento che pi&ugrave; di tutti ha catturato l&rsquo;attenzione del pubblico.</p>
<p>Il dottor D&rsquo;Agruma ha mostrato alcuni filmati di interventi reali, accompagnandoli con spiegazioni puntuali. Alcuni casi erano particolari e rari, altri pi&ugrave; frequenti, ma tutti hanno reso evidente il livello di complessit&agrave; e precisione richiesto.</p>
<p>In sala lo stupore era evidente ogni volta che veniva indicata la dimensione reale dell&rsquo;area operata: spesso pochi millimetri, uno o due centimetri al massimo.</p>
<p>Non &egrave; mancato il momento delle domande e degli interventi da parte del pubblico, segno del grande interesse scaturito nei presenti.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141857.jpg" alt=""></p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141858.jpg" alt=""></p>
<p>Al termine dell&rsquo;incontro la sensazione condivisa era quella di aver scoperto un mondo poco conosciuto, fatto non solo di tecnologia avanzata, ma soprattutto di competenze, organizzazione e lavoro di squadra.</p>
<p>La frase &ldquo;<em>Voi fate miracoli</em>&rdquo; restituisce bene l&rsquo;emozione del pubblico, ma la serata ha mostrato come, dietro a risultati che possono sembrare straordinari, ci siano in realt&agrave; formazione, competenze, esperienza e una struttura sanitaria pensata per affrontare la complessit&agrave;.</p>
<p>&Egrave; proprio questo il valore di incontri come questo: avvicinare i cittadini alla medicina, rendere comprensibili temi complessi e far conoscere da vicino le eccellenze presenti sul territorio.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141859.jpg" alt=""></p>
<p>Sotto al presente articolo &egrave; disponibile il video completo dell&rsquo;evento, suddiviso in capitoli per ogni intervento, per rivedere e approfondire i contenuti della serata.</p>]]></description><pubDate>Fri, 27 Mar 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[La ricerca clinica come opportunità di cura: l'esempio del "Santa Croce"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-ricerca-clinica-come-opportunita-di-cura-l-esempio-del-santa-croce_116547.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-ricerca-clinica-come-opportunita-di-cura-l-esempio-del-santa-croce_116547.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116547/141011.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo prosegue il proprio impegno nella ricerca clinica come parte integrante dell&rsquo;attivit&agrave; assistenziale, con l&rsquo;obiettivo di offrire ai cittadini del territorio l&rsquo;opportunit&agrave; di accedere a terapie innovative e a percorsi di cura sempre pi&ugrave; avanzati.&nbsp;La ricerca clinica rappresenta, infatti, uno degli strumenti pi&ugrave; importanti per migliorare la qualit&agrave; delle cure: attraverso studi clinici e programmi terapeutici innovativi &egrave; possibile mettere a disposizione dei pazienti trattamenti che spesso anticipano l&rsquo;introduzione delle nuove terapie nella pratica clinica quotidiana.</p>
<p>In questo contesto, un ruolo centrale &egrave; svolto dalle unit&agrave; operative dell&rsquo;ospedale e dai loro professionisti. I medici e i team multidisciplinari che operano nei diversi reparti rappresentano un vero valore aggiunto per l&rsquo;Azienda, poich&eacute; grazie alla loro formazione, alla loro esperienza e alla costante attenzione alla letteratura scientifica contribuiscono ad arricchire la sanit&agrave; cuneese di opportunit&agrave; terapeutiche all&rsquo;avanguardia.</p>
<p>Un esempio significativo &egrave; rappresentato dall&rsquo;attivit&agrave; del Programma Trapianti del Santa Croce e Carle, che attraverso la stretta collaborazione delle Strutture di Ematologia, di Neurologia e di Immunoematologia e medicina trasfusionale, offre una valida opzione terapeutica rivolta ai pazienti affetti da sclerosi multipla. Grazie all&rsquo;esperienza maturata e ad un attento studio delle evidenze scientifiche disponibili, il centro di Cuneo propone il trapianto autologo di cellule staminali come alternativa terapeutica nelle forme recidivanti-remittenti di terza linea della sclerosi multipla. Questo programma si &egrave; dimostrato in grado di garantire periodi di remissione della malattia particolarmente prolungati e rappresenta oggi una delle strategie pi&ugrave; promettenti per i pazienti selezionati.</p>
<p>Il Programma Trapianti accoglie inoltre pazienti provenienti anche da altre aree del Piemonte, contribuendo a rendere il centro di Cuneo un punto di riferimento regionale per questo tipo di trattamento. L&rsquo;esperienza maturata in questo ambito potr&agrave; inoltre rappresentare una base importante per l&rsquo;eventuale accesso futuro, dei pazienti affetti da sclerosi multipla, a nuove frontiere terapeutiche come le CAR-T (innovative terapie immunologiche basate sull&rsquo;ingegnerizzazione dei linfociti T del paziente).</p>
<p>Un altro ambito di ricerca riguarda le malattie rare. L&rsquo;Azienda Ospedaliera di Cuneo &egrave; Centro di riferimento per Piemonte e Valle d&rsquo;Aosta per la diagnosi e la cura delle Porfirie. All&rsquo;interno della Struttura Interaziendale di Immunoematologia e medicina trasfusionale, in collaborazione con la Dermatologia e la Farmacia Ospedaliera, sono stati recentemente condotti due studi clinici di fase 3 dedicati alla protoporfiria eritropoietica, una malattia rara fortemente invalidante che provoca una grave fototossicit&agrave; cutanea. Gli studi hanno valutato l&rsquo;efficacia sulla sintomatologia di una terapia orale destinata ad adolescenti e adulti, dimostrando un significativo miglioramento della qualit&agrave; di vita dei pazienti. L&rsquo;arruolamento negli studi &egrave; oggi concluso, ma i pazienti provenienti anche da altre Regioni continuano a beneficiare del trattamento.</p>
<p>La ricerca clinica coinvolge in modo significativo anche l&rsquo;ambito oncologico. L&rsquo;Oncologia dell&rsquo;Azienda Ospedaliera di Cuneo &egrave; infatti centro promotore di uno studio osservazionale retrospettivo e prospettico dedicato al carcinoma mammario metastatico, finalizzato a valutare l&rsquo;efficacia e la sicurezza di un anticorpo monoclonale nella pratica clinica reale.</p>
<p>Lo studio nasce con l&rsquo;obiettivo, per la prima volta, di raccogliere in modo sistematico i dati delle Breast Unit del Piemonte e della Valle d&rsquo;Aosta, valorizzando il lavoro quotidiano dei professionisti impegnati nella cura delle pazienti con tumore della mammella. L&rsquo;iniziativa rappresenta un esempio di ricerca che prende avvio dall&rsquo;esperienza clinica maturata nei centri e dalla collaborazione tra le diverse realt&agrave; sanitarie del territorio. Attraverso la partecipazione di numerosi centri regionali sar&agrave; possibile costruire una base di dati condivisa utile a migliorare la conoscenza e l&rsquo;utilizzo delle terapie nella pratica quotidiana.</p>
<p>L&rsquo;esperienza ha inoltre evidenziato quanto sia fondamentale poter contare su sistemi informatici adeguati per la raccolta e la gestione dei dati clinici, strumenti ormai indispensabili per consentire ai centri di partecipare attivamente alle reti di ricerca. In questa prospettiva, l&rsquo;attivazione di piattaforme dedicate alla raccolta dei dati rappresenta un passaggio importante per permettere anche ad altre strutture di contribuire a progetti scientifici condivisi.</p>
<p>Questi esempi dimostrano come la ricerca clinica rappresenti una componente fondamentale dell&rsquo;attivit&agrave; ospedaliera e come la capacit&agrave; delle singole strutture di sviluppare competenze scientifiche, attrarre collaborazioni e promuovere studi contribuisca a creare un circolo virtuoso a beneficio dei pazienti e del sistema sanitario.</p>
<p>In questo percorso, accanto all&rsquo;iniziativa dei professionisti e delle equipe cliniche, &egrave; sempre pi&ugrave; importante poter contare su processi organizzativi efficienti e su professionalit&agrave; dedicate che facilitino lo sviluppo degli studi e il dialogo con le reti di ricerca nazionali e internazionali.</p>
<p>Attraverso il lavoro quotidiano dei professionisti, la collaborazione tra discipline diverse e il continuo investimento nelle competenze, l&rsquo;innovazione terapeutica pu&ograve; cos&igrave; tradursi in opportunit&agrave; concrete di cura per il territorio.</p>]]></description><pubDate>Tue, 17 Mar 2026 10:06:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[L’Asl CN2 ricorda l’importanza di curare la salute dentale già dall’infanzia]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/alba-e-langhe/lasl-cn2-ricorda-limportanza-di-curare-la-salute-dentale-gia-dallinfanzia_116385.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/alba-e-langhe/lasl-cn2-ricorda-limportanza-di-curare-la-salute-dentale-gia-dallinfanzia_116385.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116385/140787.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In occasione della Giornata Mondiale della Salute Orale, prevista ogni anno per il 20 marzo, l&rsquo;Asl CN2 vuole sensibilizzare la cittadinanza sull&rsquo;importanza di una corretta prevenzione e cura precoce delle patologie dentarie, a partire dalla fascia pi&ugrave; sensibile, quella dei bambini, e ricorda la possibilit&agrave; di ricorrere agli Ambulatori di Odontoiatria che l&rsquo;Azienda Sanitaria dedica all&rsquo;et&agrave; evolutiva (0-13 anni).</p>
<p>Le visite odontoiatriche pediatriche, soprattutto quando per il bambino &egrave; la prima volta, vogliono essere un momento all&rsquo;insegna della serenit&agrave;, e sono pensate per costruire fiducia e dare tranquillit&agrave;. L&rsquo;approccio &egrave; sempre personalizzato e ci si concentra in modo importante sulla prevenzione, perch&eacute; la costruzione di abitudini sane fin da piccoli pu&ograve; fare la differenza.</p>
<p>Gli strumenti utilizzati per i piccoli pazienti sono estremamente delicati: con il trattamento ART, per esempio, &egrave; possibile rimuovere una eventuale carie anche senza fare ricorso al trapano, per poi ricostruire il dente con materiali sicuri. Ampia attenzione viene riservata anche ai denti da latte: essi non sono solo &ldquo;denti temporanei&rdquo;, ma servono a masticare bene, a parlare correttamente e a guidare la crescita dei denti definitivi. Per questo motivo vengono curati con la stessa attenzione che &egrave; riservata a quelli permanenti.</p>
<p>Si ricorda che, per una prima visita, i genitori possono contattare direttamente il Centro Unico Prenotazioni (CUP) dell&rsquo;Asl CN2. Le prestazioni prevedono il pagamento unicamente del ticket e sono previste esenzioni per alcune categorie economiche, al fine di poter garantire a tutti le cure odontoiatriche necessarie.</p>
<p>L&rsquo;Asl CN2 &egrave; vicina al sorriso dei pi&ugrave; piccoli anche con il progetto &ldquo;Brush your teeth on the bus&rdquo; (Lavati i denti sul bus) per il quale &egrave; da alcune settimane iniziata l&rsquo;edizione 2026. Grazie al supporto della Fondazione Ospedale Alba-Bra, che ha messo a disposizione l&rsquo;Ambulatorio Mobile, gli Infermieri di Famiglia e Comunit&agrave; (IFeC) e gli Infermieri Pediatrici dell&rsquo;Asl CN2 incontreranno i bambini del territorio direttamente nel luogo in cui passano la maggior parte del loro tempo: la scuola. &Egrave; un&rsquo;attivit&agrave; svolta in collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione, che mira a potenziare il livello di educazione all'igiene dentaria e di familiarizzazione con la figura dell&rsquo;infermiere.</p>
<p>L&rsquo;iniziativa &ldquo;Brush your teeth on the bus&rdquo; &egrave; stata premiata con menzione nella prima edizione del concorso &ldquo;Ci prendiamo Cura di te&rdquo;, promosso dalla Fondazione Ospedale Alba-Bra, e prevede quest&rsquo;anno di raggiungere e sensibilizzare oltre 600 bimbi nelle scuole dell&rsquo;infanzia del territorio con l&rsquo;utilizzo dell&rsquo;ambulatorio mobile e i volontari che donano il loro tempo.</p>]]></description><pubDate>Fri, 13 Mar 2026 15:41:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Alla scoperta dell'omeopatia, la "medicina dei simili"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/alla-scoperta-dell-omeopatia-la-medicina-dei-simili_116235.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/alla-scoperta-dell-omeopatia-la-medicina-dei-simili_116235.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116235/140605.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Louis Pasteur disse: &ldquo;<em>Il germe &egrave; niente, il terreno (dell&rsquo;organismo) &egrave; tutto</em>". Esiste, nel panorama terapeutico, una <strong>medicina che non si occupa del sintomo</strong>, ma mette al centro dell'attenzione il <em>terreno</em> in cui quel sintomo si manifesta, ovvero il <strong>paziente nella sua globalit&agrave; e con la sua storia</strong>.</p>
<p>Ogni individuo presenta infatti nell'et&agrave; attuale, in questa fase specifica della vita, una riserva di risorse pi&ugrave; o meno ampia per contrastare l'insorgenza della malattia: il compito di una medicina lungimirante e sostenibile deve essere quello di rinforzare e ampliare queste riserve, per fare in modo che il paziente diventi autonomamente in grado di mantenersi in salute.</p>
<p>Questi principi rappresentano le basi della medicina omeopatica, anche detta <strong>medicina dei simili</strong>: per chi desiderasse approfondire, luned&igrave; 30 marzo avr&agrave; luogo una <strong>serata divulgativa gratuita </strong>sul tema (contatti per l&rsquo;iscrizione a fondo pagina).</p>
<p>Questa denominazione deriva dal fatto che i rimedi omeopatici sono formulazioni in cui un principio naturale (minerale, vegetale o animale) viene utilizzato (opportunamente diluito e dinamizzato) per trattare un disturbo simile ai sintomi che esso stesso &egrave; in grado di causare, se assunto in dosi massicce. Questa propriet&agrave; fu osservata e studiata dal <strong>medico tedesco Hahnemann</strong> nella prima met&agrave; dell&rsquo;ottocento: egli intu&igrave; che somministrando un principio (con relazione di similitudine con il quadro morboso) in diluizioni specifiche (30 CH), l'intero sistema del paziente era stimolato a reagire, contrastando la causa primaria del sintomo manifestato. Questa reazione rafforzava l&rsquo;&rdquo;arsenale&rdquo; di risorse a disposizione del paziente, che sul lungo tempo risultava meno soggetto a malattie. Hahnemann speriment&ograve; ogni principio attivo e annot&ograve; i sintomi emersi, costituendo la Materia Medica Omeopatica.</p>
<p>Il principio della medicina omeopatica &egrave; quindi l'importanza di <em>stimolare</em> l'organismo, perch&eacute; sia lui stesso a produrre dentro di s&eacute; una <strong>reazione di guarigione</strong>, ovvero di ritorno alla salute (&ldquo;<em>stato di benessere completo, fisico, mentale e sociale</em>&rdquo; secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave;). In medicina tradizionale prevale un approccio <em>sostitutivo</em>, ovvero la tendenza a somministrare dall'esterno la molecola necessaria a contrastare la patologia. Sebbene esistano casi in cui l'organismo &egrave; fortemente debilitato o la malattia &egrave; particolarmente aggressiva, dove la terapia medica tradizionale &egrave; fondamentale, nei casi in cui il giudizio del medico sia favorevole l'approccio omeopatico &egrave; una modalit&agrave; possibile di sostenere il corpo nel ricreare un equilibrio psico-fisico.</p>
<p>La terapia omeopatica si struttura inoltre in due componenti fondamentali:</p>
<ul>
<li>La terapia di fondo, che mira a rafforzare il &ldquo;terreno&rdquo;, ovvero le risorse di autoregolazione e autoguarigione del paziente, al fine di ridurre gli episodi di malattia;</li>
<li>La terapia dell'acuto o sintomatica, per contenere e lenire i sintomi episodici.</li>
</ul>
<p>Ogni manifestazione morbosa coinvolger&agrave;, necessariamente, tutti gli aspetti del paziente: cos&igrave; i sintomi fisici e psicologici saranno messi in relazione all&rsquo;interno della diagnosi del medico omeopata. La medicina omeopatica considera sempre il paziente nelle sue componenti fisica, mentale ed energetica, poich&eacute; la forza vitale &egrave; quell'energia dinamica che in salute sostiene l&rsquo;equilibrio omeostatico del soggetto e, quando alterata, produce la malattia. &ldquo;<em>Guarire </em>&ndash; scrisse il grande medico omeopata Tommaso Paschero &ndash; <em>&egrave; rettificare la vis medicatrix naturae (o energia vitale)</em>&rdquo;.</p>
<p><em>La serata divulgativa offerta dal dott. Francesco Siccardi avr&agrave; luogo luned&igrave; 30 marzo alle ore 20.30 presso <strong>Vialibera</strong> (via Virginio Allione 2, Cuneo). La partecipazione &egrave; gratuita, ma &egrave; necessaria la prenotazione alla segreteria (vialiberacuneo@gmail.com, 393 9876450).</em></p>
<p><em>Per rimanere aggiornato sugli eventi e le proposte, siamo disponibili ai nostri contatti, sui social alle pagine instagram vialibera_cuneo e achc_coreaddominale, e sui nostri siti <a href="https://www.vialiberacuneo.com" target="_blank" rel="nofollow">www.vialiberacuneo.com</a> e <a href="https://www.abdominalcorehealthcenter.com" target="_blank" rel="nofollow">www.abdominalcorehealthcenter.com</a>: ogni mese approfondiamo vari temi e condividiamo spunti ed esercizi per una vita pi&ugrave; sana e consapevole.&nbsp;</em></p>
<p><em>L&rsquo;articolo &egrave; stato redatto dal dott. Francesco Siccardi.</em></p>]]></description><pubDate>Thu, 12 Mar 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Linee guida per l’autismo in età evolutiva, un volume firmato da un esperto dell’Asl Cn1]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/linee-guida-per-lautismo-in-eta-evolutiva-un-volume-firmato-da-un-esperto-dellasl-cn1_116213.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/linee-guida-per-lautismo-in-eta-evolutiva-un-volume-firmato-da-un-esperto-dellasl-cn1_116213.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116213/140564.jpg" title="Immagine di repertorio " alt="Immagine di repertorio " /><br /><p style="text-align: justify;">&Egrave; uscito, pubblicato dalla Erickson, un volume scritto a quattro mani da Maurizio Giuseppe Arduino, direttore della struttura di Psicologia e Psicopatologia dello sviluppo dell&rsquo;Asl CN1 e responsabile del C.A.S.A. (Centro per l&rsquo;Autismo e Sindrome di Asperger) e Giovanni Valeri, neuropsichiatra infantile, psicologo e psicoterapeuta in servizio presso l&rsquo;ospedaIe pediatrico Bambino Ges&ugrave;.&nbsp;<br><br>Il volume &ldquo;Linee Guida per l&rsquo;autismo in et&agrave; evolutiva&ldquo;, offre una lettura approfondita e aggiornata della Linea guida italiana sulla diagnosi e sul trattamento del disturbo dello spettro autistico in bambini/e e adolescenti (2023-2025), mettendola a confronto con le pi&ugrave; significative Linee guida internazionali, cosa che costituisce un plus interessante per i professionisti del settore.&nbsp;<br><br>&ldquo;<em>L&rsquo;autismo oggi richiede una visione complessa e integrata</em> - spiegano gli autori -,<em> capace di considerare non solo gli aspetti clinici, ma anche le trasformazioni sociali, i contesti di vita e la qualit&agrave; dell&rsquo;esistenza delle persone autistiche e delle loro famiglie</em>&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima parte del libro analizza il percorso metodologico che porta alla costruzione delle Linee guida, sintetizzando le raccomandazioni nazionali e internazionali, con particolare attenzione agli interventi non farmacologici. La seconda parte raccoglie i contributi di esperti ed esperte provenienti da ambiti diversi (medico, psicologico, logopedico, riabilitativo ed educativo) che propongono una lettura critica delle indicazioni.<br><br>Il volume &egrave; arricchito da esempi diagnostici e terapeutici e si configura come uno strumento di riferimento per chi &egrave; chiamato a progettare e realizzare percorsi diagnostici, terapeutici, assistenziali ed educativi coerenti con le raccomandazioni pi&ugrave; aggiornate, con l&rsquo;obiettivo di migliorare la qualit&agrave; della vita delle persone con ASD e delle loro famiglie.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116213/small_140565.jpg"></p>]]></description><pubDate>Wed, 11 Mar 2026 12:36:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Progetto Glaucoma 2026: parte da Monesiglio la nuova campagna di prevenzione]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/monregalese/progetto-glaucoma-2026-parte-da-monesiglio-la-nuova-campagna-di-prevenzione_116186.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/monregalese/progetto-glaucoma-2026-parte-da-monesiglio-la-nuova-campagna-di-prevenzione_116186.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116186/140532.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Progetto Glaucoma 2026 &egrave; ufficialmente partito. Dopo la riunione di presentazione tenutasi in febbraio presso l'Unione Montana, Abacus odv avvia la campagna di screening gratuito della pressione oculare nei Comuni del territorio.</p>
<p><strong>Prima tappa: Monesiglio, 26 marzo</strong></p>
<p>In occasione della Settimana Mondiale del Glaucoma, promossa dall'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), Abacus odv d&agrave; il via a un'iniziativa concreta di prevenzione della cecit&agrave; evitabile rivolta alla cittadinanza dei piccoli comuni. Abacus odv ha scelto di portare la prevenzione direttamente dove serve di pi&ugrave;: nelle RSA e nei comuni dell'Unione Montana, dove l'accesso agli screening oculistici &egrave; pi&ugrave; difficile.</p>
<p><strong>Il glaucoma: un nemico silenzioso</strong></p>
<p>Il glaucoma &egrave; una neuropatia ottica cronica e progressiva, seconda causa di cecit&agrave; irreversibile al mondo. Danneggia il nervo ottico in modo graduale, spesso senza sintomi nelle fasi iniziali. Quando una persona si accorge di avere problemi visivi, il danno &egrave; gi&agrave; avanzato e non pu&ograve; pi&ugrave; essere recuperato.</p>
<p>I numeri parlano chiaro: tra i 60 e i 69 anni: prevalenza del 2-4% Oltre gli 80 anni: prevalenza fino al 12%.</p>
<p>Si tratta di una patologia che colpisce soprattutto la popolazione anziana, quella pi&ugrave; fragile e con minore accesso a controlli periodici.</p>
<p><strong>Da febbraio a oggi: il progetto prende forma</strong></p>
<p>Durante la riunione di febbraio in Unione Montana, Abacus odv ha presentato ai Sindaci e alle amministrazioni comunali del territorio l'idea di portare screening gratuiti direttamente nei comuni, con particolare attenzione a RSA e cittadini over 40. &ldquo;<em>La risposta &egrave; stata positiva </em>- spiega Abacus odv -.<em> I Comuni hanno capito l'importanza di offrire un servizio di prevenzione gratuito e di qualit&agrave;, senza che i cittadini debbano affrontare spostamenti o costi</em>&rdquo;. Da quella riunione &egrave; nato un calendario di appuntamenti. Il primo sar&agrave; il 26 marzo a Monesiglio.</p>
<p><strong>Screening gratuito: prevenire &egrave; possibile</strong></p>
<p>Il Progetto Glaucoma 2026 prevede giornate di screening gratuito aperte a tutta la cittadinanza con priorit&agrave; per:&nbsp;<br>-&nbsp;over 40;<br>- soggetti con familiarit&agrave; per glaucoma;<br>- diabetici e ipertesi;<br>- persone che non effettuano controlli oculistici regolari.</p>
<p>Lo screening prevede la misurazione della pressione intraoculare tramite tonopachimetro Canon. &ldquo;<em>Non sostituiamo la visita oculistica </em>- precisa il responsabile del progetto -.&nbsp;<em>Siamo un filtro essenziale per identificare precocemente i soggetti a rischio e indirizzarli verso approfondimenti specialistici&rdquo;. &ldquo;Scoprire il glaucoma in tempo pu&ograve; fare la differenza tra mantenere la vista e perderla. Per questo vogliamo portare la prevenzione vicino alle persone, nei loro Comuni, senza che debbano affrontare spostamenti o costi</em>&rdquo;.</p>
<p><strong>Un investimento sulla salute della comunit&agrave;</strong><br>&nbsp;<br>Oltre all'impatto sulla qualit&agrave; della vita delle persone, intervenire precocemente ha un effetto rilevante anche dal punto di vista economico e sanitario. Trattare il glaucoma:<br>- in fase iniziale: 300-500 euro/anno per paziente;<br>- in fase avanzata: oltre 5.000 euro/anno, senza contare la perdita di autonomia e il carico assistenziale.</p>
<p>&ldquo;<em>La prevenzione non &egrave; solo una questione sanitaria - continua Abacus odv -. &Egrave; una questione di dignit&agrave;, autonomia e sostenibilit&agrave; del sistema</em>&rdquo;.<br>&nbsp;<br><strong>Chi &egrave; Abacus odd</strong></p>
<p>Il Progetto Glaucoma 2026 si inserisce nella missione pi&ugrave; ampia di Abacus odv, associazione di volontariato attiva dal 2016 con progetti di cura, inclusione e supporto dedicati alle persone pi&ugrave; fragili:&nbsp;<br>- &ldquo;Ambulanza dei Desideri&rdquo;: realizzazione di ultimi desideri;<br>- &ldquo;Con Te Io Vedo&rdquo;: esperienze outdoor per persone non vedenti Formazione OSS: corsi di aggiornamento per operatori sociosanitari Ti Ascolto: sportello di supporto psicologico per operatori della cura;<br>- progetto Glaucoma 2026: screening gratuito pressione oculare Formazione Disfagia: corsi per operatori di cucina RSA.</p>
<p><strong>Come aderire</strong></p>
<p>I Comuni interessati a ospitare una giornata di screening possono contattare il Dott. Muzzulini, responsabile clinico del progetto, per concordare date, sedi e modalit&agrave; organizzative pi&ugrave; adatte alle esigenze locali. Abacus odv si occupa di:&nbsp;<br>- strumentazione diagnostica professionale;<br>- personale;<br>- comunicazione ai cittadini;<br>- organizzazione completa della giornata.</p>
<p><strong>Nessun costo per i Comuni aderenti.</strong></p>
<p>Le prime giornate sono gi&agrave; in calendario. Maggiori informazioni saranno pubblicate sui canali social di Abacus odv. Patrocinio Asl CN1.</p>]]></description><pubDate>Wed, 11 Mar 2026 08:59:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Chi è il neurochirurgo e quando entra in gioco? A Cuneo un incontro aperto al pubblico]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/chi-e-il-neurochirurgo-e-quando-entra-in-gioco-a-cuneo-un-incontro-aperto-al-pubblico_116168.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/chi-e-il-neurochirurgo-e-quando-entra-in-gioco-a-cuneo-un-incontro-aperto-al-pubblico_116168.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116168/140508.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Di cosa si occupa un neurochirurgo? Quando entra in gioco la neurochirurgia? E perch&eacute; questo reparto non &egrave; presente in tutti gli ospedali?</p>
<p>Sono domande che molti cittadini si pongono quando si parla di cervello, colonna vertebrale e sistema nervoso. Per rispondere a questi interrogativi L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia organizza un incontro divulgativo aperto al pubblico dal titolo &ldquo;<em>Neurochirurgia, questa sconosciuta!</em>&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;appuntamento &egrave; in programma mercoled&igrave; 18 marzo alle ore 17.30 presso la Sala Falco del Centro Incontri della Provincia di Cuneo.<br>Protagonista dell&rsquo;incontro sar&agrave; il direttore della Struttura Complessa di Neurochirurgia dell&rsquo;Ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, il dottor <strong>Michele D&rsquo;Agruma</strong>, che insieme al suo staff accompagner&agrave; il pubblico in un viaggio alla scoperta di una delle specialit&agrave; mediche pi&ugrave; complesse e affascinanti.</p>
<p>Durante l&rsquo;evento verr&agrave; spiegato con un linguaggio semplice e accessibile chi &egrave; il neurochirurgo e di cosa si occupa, quali sono le patologie pi&ugrave; comuni trattate dalla neurochirurgia e quali sono le figure professionali che lavorano all&rsquo;interno dell&rsquo;&eacute;quipe accanto al chirurgo.</p>
<p>L&rsquo;incontro sar&agrave; anche l&rsquo;occasione per comprendere perch&eacute; la neurochirurgia non &egrave; presente in tutti gli ospedali, ma solo in alcune strutture di riferimento &ndash; i cosiddetti ospedali &ldquo;hub&rdquo; &ndash; dotate delle condizioni tecnologiche, organizzative e professionali necessarie per gestire interventi ad alta complessit&agrave;.</p>
<p>Ampio spazio sar&agrave; dedicato alle domande del pubblico, con la possibilit&agrave; per i cittadini di confrontarsi direttamente con gli specialisti e chiarire dubbi su un ambito della medicina spesso poco conosciuto.</p>
<p>L&rsquo;obiettivo dell&rsquo;iniziativa &egrave; avvicinare i cittadini al mondo della medicina, spiegando in modo chiaro come lavorano i professionisti della sanit&agrave; e come funzionano i reparti di alta specializzazione che svolgono un ruolo fondamentale nella rete sanitaria.<br>L&rsquo;incontro &egrave; gratuito e aperto a tutti, ma &egrave; consigliata la prenotazione online al seguente <a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-neurochirurgia-questa-sconosciuta-1984387891602" target="_blank" rel="nofollow">LINK</a>.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116168/small_140509.jpg" alt=""></p>]]></description><pubDate>Tue, 10 Mar 2026 16:55:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Il "Santa Croce" al Congresso Europeo di Radiologia]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/il-santa-croce-al-congresso-europeo-di-radiologia_116151.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/il-santa-croce-al-congresso-europeo-di-radiologia_116151.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116151/140482.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La struttura complessa Radiologia dell&rsquo;Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle di Cuneo, diretta da Duccio Buccicardi, ha partecipato al Congresso Europeo di Radiologia (European Congress of Radiology &ndash; ECR 2026), tenutosi a Vienna dal 4 all&rsquo;8 marzo, uno dei pi&ugrave; importanti appuntamenti scientifici internazionali nel campo dell&rsquo;imaging medico.&nbsp;Questo evento rappresenta ogni anno un punto di riferimento globale per la comunit&agrave; radiologica, riunendo oltre 20.000 professionisti provenienti da pi&ugrave; di 100 Paesi, tra radiologi, ricercatori, tecnologi e aziende del settore, con l&rsquo;obiettivo di presentare le pi&ugrave; recenti innovazioni tecnologiche e scientifiche nella diagnostica per immagini.&nbsp;In questo prestigioso contesto internazionale, la Radiologia dell&rsquo;Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle ha presentato un contributo scientifico originale con il dr. Marco Bozzolo nell&rsquo;ambito della Sessione di presentazione della ricerca: Muscoloscheletrico &ndash; &ldquo;Quando la RM sostituisce la TC e la TC sostituisce la RM&rdquo;. Lo studio &egrave; stato realizzato dal gruppo composto da M. Bozzolo, G. Gallarato, A. Balderi, E. Roberto, S. Amabile, D. Buccicardi (Cuneo/Italia).</p>
<p><strong>Lo studio</strong><br>La ricerca ha incluso 261 corpi vertebrali appartenenti a 41 pazienti con trauma spinale acuto, sottoposti sia a tomografia computerizzata a doppia energia (Dual Energy CT) sia a risonanza magnetica. Normalmente i pazienti con lesioni da trauma vertebrale sono sottoposti dapprima a radiografia; in seguito, se non risultano visibili fratture ma permangono i sintomi si procede con l&rsquo;esecuzione della risonanza. Con un problema: in alcuni casi, l&rsquo;esame non &egrave; disponibile o controindicato. La ricerca, ha dimostrato che &egrave; possibile ottenere un esito sovrapponibile a quello della RM nella ricerca dell&rsquo;edema del midollo osseo vertebrale, utilizzando un&rsquo;apparecchiatura innovativa, la TC a doppia energia appunto, disponibile da pochi anni presso il S. Croce e Carle che dispone anche delle professionalit&agrave; formate per l&rsquo;utilizzo del macchinario. &nbsp;</p>
<p>Commenta il dottor Buccicardi: &ldquo;<em>La partecipazione all&rsquo;ECR e la presentazione di questo lavoro testimoniano l&rsquo;impegno della Radiologia della nostra Azienda nello sviluppo della ricerca e nell&rsquo;adozione di tecnologie avanzate per migliorare la diagnosi e la gestione dei pazienti, contribuendo attivamente al progresso della radiologia a livello internazionale</em>&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 10 Mar 2026 14:30:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Disturbi alimentari: le iniziative per la Giornata del Fiocchetto Lilla]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/disturbi-alimentari-le-iniziative-per-la-giornata-del-fiocchetto-lilla_115996.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/disturbi-alimentari-le-iniziative-per-la-giornata-del-fiocchetto-lilla_115996.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115996/140213.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il 15 marzo si celebra la XV Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata alla sensibilizzazione sui Disturbi dell&rsquo;Alimentazione e della Nutrizione (DAN). Anche quest&rsquo;anno l&rsquo;associazione&nbsp;<strong>A-Fidati, </strong>nata da genitori di ragazzi affetti da disturbi alimentari,<strong>&nbsp;</strong>promuove a Cuneo e nel territorio provinciale una serie di iniziative aperte al pubblico, con l&rsquo;obiettivo di informare, creare consapevolezza e offrire occasioni di confronto su tematiche che coinvolgono sempre pi&ugrave; famiglie, giovani e operatori.</p>
<p>Il programma prevede incontri, momenti culturali e iniziative simboliche che accompagneranno la comunit&agrave; nei giorni precedenti alla ricorrenza nazionale.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115996/small_140214.jpg" alt=""></p>
<h2>Un incontro sull&rsquo;adolescenza e il rapporto con il corpo</h2>
<p>Il primo appuntamento &egrave; in programma luned&igrave; 9 marzo alle ore 18, al Rond&ograve; dei Talenti (via Luigi Gallo 1, Cuneo), con l&rsquo;incontro &ldquo;Attacco al corpo &ndash; Ferite e mutazioni in adolescenza&rdquo;.</p>
<p>Relatrice principale sar&agrave; la dottoressa <strong>Laura Dalla Ragione</strong>, psichiatra e psicoterapeuta tra le massime esperte italiane nel campo dei disturbi del comportamento alimentare. Interverranno anche la dottoressa Anna Maria Pacilli e la dottoressa Daniela Massimo, psichiatra e psicoterapeuta del Centro DAN dell&rsquo;ASLCN1, per approfondire le dinamiche psicologiche e sociali che accompagnano queste problematiche in et&agrave; adolescenziale.</p>
<p>L&rsquo;incontro &egrave; organizzato in collaborazione con diverse realt&agrave; del territorio. La partecipazione &egrave; gratuita, con iscrizione tramite e-mail all&rsquo;indirizzo <a href="mailto:a-fidati@libero.it" target="_blank">a-fidati@libero.it</a>.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115996/small_140215.jpg" alt=""></p>
<h2>Una mostra fotografica</h2>
<p>Gioved&igrave; 12 marzo alle 17.30, presso il Fior Fiore Caf&eacute; dell&rsquo;Ipercoop di Cuneo (Cascina Colombaro 26/a), verr&agrave; inaugurata la mostra fotografica &ldquo;Zampe in cornice&rdquo;, dedicata al tema dei disturbi alimentari attraverso uno sguardo originale e simbolico.</p>
<p>Il progetto, intitolato &ldquo;Coda, baffi e sorrisi: la bellezza di trovarsi e ritrovarsi insieme davanti all&rsquo;obiettivo&rdquo;, racconta attraverso immagini la possibilit&agrave; di ritrovare fiducia, relazioni e serenit&agrave;.&nbsp;La mostra sar&agrave; visitabile fino al 22 marzo.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115996/small_140216.jpg" alt=""></p>
<h2>Una serata tra poesia, musica e testimonianze</h2>
<p>Il programma proseguir&agrave; venerd&igrave; 13 marzo alle 20.45 alla Sala Varco di Cuneo con &ldquo;Ritrovare la propria voce&rdquo;, una serata che intreccia poesie, letture, immagini e musica per raccontare percorsi di sofferenza ma anche di rinascita e speranza.&nbsp;</p>
<p>Artisti, musicisti e poeti locali offriranno performance pensate per dare spazio alle emozioni e alla condivisione, valorizzando le storie di chi ha intrapreso un cammino di recupero.&nbsp;Anche in questo caso &egrave; possibile richiedere informazioni o iscriversi scrivendo a <a href="mailto:a-fidati@libero.it" target="_blank">a-fidati@libero.it</a>.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115996/small_140217.jpg" alt=""></p>
<h2>Le citt&agrave; si colorano di lilla</h2>
<p>Accanto agli eventi pubblici, la Giornata del Fiocchetto Lilla sar&agrave; segnata da alcune iniziative simboliche diffuse sul territorio.</p>
<p>A Cuneo e in diversi paesi della provincia alcuni monumenti e spazi urbani saranno illuminati di lilla, mentre diverse rotonde verranno decorate con i tradizionali fiocchetti, simbolo della campagna di sensibilizzazione. Anche molti commercianti parteciperanno all&rsquo;iniziativa allestendo le vetrine con il colore lilla, per ricordare l&rsquo;importanza di non lasciare soli chi affronta un disturbo alimentare.</p>
<p>Con queste iniziative l&rsquo;associazione A-Fidati rinnova il proprio impegno nel promuovere informazione, prevenzione e sostegno alle persone e alle famiglie che si confrontano con i disturbi alimentari.</p>
<p>La Giornata del Fiocchetto Lilla rappresenta un momento di riflessione, ma anche un&rsquo;occasione per rafforzare la rete tra professionisti, istituzioni e comunit&agrave;, affinch&eacute; il tema dei disturbi dell&rsquo;alimentazione possa essere affrontato con maggiore consapevolezza e attenzione.</p>]]></description><pubDate>Sat, 07 Mar 2026 15:58:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Prevenzione: nel 2025 somministrati quasi 3 milioni di vaccini in Piemonte]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/prevenzione-nel-2025-somministrati-quasi-3-milioni-di-vaccini-in-piemonte_115993.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/prevenzione-nel-2025-somministrati-quasi-3-milioni-di-vaccini-in-piemonte_115993.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115993/140209.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sono stati presentati ufficialmente i dati 2025 relativi alle attivit&agrave; dei Dipartimenti di Prevenzione del Piemonte. Il bilancio, illustrato durante una conferenza stampa nella Sala Trasparenza del Grattacielo Piemonte, evidenzia numeri di grande rilievo e conferma il ruolo fondamentale di oltre 2.200 professionisti impegnati quotidianamente nella tutela della salute pubblica.</p>
<h2>Sicurezza sul lavoro</h2>
<p><strong>Ispezioni e controlli sulle imprese</strong> rappresentano un punto di forza: nel corso del 2025 gli SPreSAL (Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro) hanno vigilato su 8.848 aziende, di cui 1.650 cantieri e 672 aziende agricole, con 1.906 aziende sanzionate o sottoposte a prescrizioni e 43 attivit&agrave; sospese per gravi inadempienze. Sono state inoltre avviate quasi mille inchieste su infortuni sul lavoro.</p>
<h2>Ambito alimentare</h2>
<p>I Servizi veterinari e i SIAN hanno effettuato oltre 10.000 controlli presso imprese produttrici, negozi, ristoranti, mense e bar, rilevando quasi 7.000 irregolarit&agrave; minori e oltre 1.000 sanzioni amministrative. Prelevati circa 6.500 campioni alimentari e verificata la salubrit&agrave; di oltre 40 milioni di animali destinati al consumo. Nel corso dell&rsquo;anno, sono stati emessi 25.810 certificati per l&rsquo;export di alimenti piemontesi.</p>
<h2>Benessere animale</h2>
<p>I Servizi veterinari hanno inoltre effettuato 5.500 controlli sul benessere animale, svolto quasi 36.000 attivit&agrave; di prevenzione nelle aziende zootecniche e 900 controlli igienico-sanitari sulla filiera del latte. Per quanto riguarda la <strong>potabilit&agrave; dell&rsquo;acqua</strong>, sono stati analizzati oltre 15.000 campioni prelevati dalla rete acquedottistica regionale.</p>
<h2>Promozione della salute e attivit&agrave; nelle scuole</h2>
<p>Nell&rsquo;ambito del Piano Regionale della Prevenzione circa 198.000 studenti sono stati coinvolti nel programma &ldquo;Scuole che promuovono la salute&rdquo; e oltre 10.700 persone hanno aderito al programma &ldquo;Comunit&agrave; attive&rdquo;. Inoltre, le ASL piemontesi hanno erogato quasi 11.600 attivit&agrave; nutrizionali nelle scuole e nelle strutture sanitarie residenziali.</p>
<h2>Campagne vaccinali</h2>
<p>Nel 2025 sono state somministrate 1.505.340 dosi di vaccino destinate a bambini e adolescenti e 1.350.872 agli adulti. I SISP (Servizio Igiene e Sanit&agrave; Pubblica) hanno anche effettuato quasi 3.700 sopralluoghi igienico-sanitari e analizzato 1.700 campioni ambientali.</p>
<p>Nel 2025, i Servizi di Medicina legale dei Dipartimenti di Prevenzione hanno eseguito quasi 172.000 visite per accertamenti di invalidit&agrave;, disabilit&agrave; e collocamento protetto al lavoro.</p>
<h2>Screening oncologici</h2>
<p>Grazie all&rsquo;UVOS e ai Dipartimenti clinici, sono stati garantiti controlli gratuiti per la diagnosi precoce di tumori, con 255.269 mammografie, 118.731 Pap-test o test HPV e oltre 219.000 test per la ricerca di sangue occulto nelle feci.</p>
<p>Durante la presentazione, l&rsquo;assessore alla Sanit&agrave; Federico Riboldi ha sottolineato l&rsquo;impegno costante dei Dipartimenti: &laquo;Svolgono un lavoro fondamentale, spesso dato per scontato. Il bilancio ampiamente positivo del 2025 conferma la volont&agrave; di proseguire con attenzione crescente verso prevenzione, sicurezza e promozione della salute&raquo;.</p>
<p>Per maggiori dettagli &egrave; disponibile il report completo sul sito della Regione Piemonte: <a href="https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/dati-attivita-dei-dipartimenti-prevenzione-nel-2025" target="_blank" rel="nofollow">Link ai dati ufficiali</a>.</p>]]></description><pubDate>Sat, 07 Mar 2026 12:45:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Dismorfofobia: quando lo specchio diventa un nemico]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/fossanese/dismorfofobia-quando-lo-specchio-diventa-un-nemico_115907.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/fossanese/dismorfofobia-quando-lo-specchio-diventa-un-nemico_115907.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/140084.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Gioved&igrave; 26 febbraio, nella Sala Barbero del Castello degli Acaja di Fossano, si &egrave; svolto l&rsquo;incontro <strong>&ldquo;Sei come ti vedi? La corretta percezione di s&eacute;&rdquo;</strong>, una serata di approfondimento dedicata al tema della dismorfofobia organizzata dall&rsquo;associazione <strong>L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia</strong> con il supporto della <strong>Clinica Biomed</strong>.</p>
<p>L&rsquo;evento ha registrato una grande partecipazione di pubblico, segno di quanto il tema della percezione del corpo e del rapporto con la propria immagine sia oggi centrale, soprattutto tra i pi&ugrave; giovani.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140099.jpg" alt=""></p>
<p>La <strong>dismorfofobia</strong>, o disturbo da dismorfismo corporeo, &egrave; una condizione psicologica caratterizzata da una preoccupazione eccessiva per difetti fisici minimi o addirittura inesistenti. Chi ne soffre tende a percepire il proprio corpo in modo profondamente distorto, arrivando a sviluppare comportamenti ossessivi come il controllo continuo allo specchio, l&rsquo;evitamento della propria immagine o la ricerca di soluzioni drastiche per modificare il proprio aspetto.</p>
<p>Durante la serata, diversi specialisti hanno affrontato il tema da prospettive differenti &ndash; sanitaria, psicologica, chirurgica e sportiva &ndash; offrendo una visione multidisciplinare di un fenomeno sempre pi&ugrave; diffuso nella societ&agrave; contemporanea.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140092.jpg" alt=""></p>
<h2>Social media e nuovi modelli estetici</h2>
<p>Dopo il saluto iniziale del sindaco di Fossano <strong>Dario Tallone</strong>, ad aprire gli interventi &egrave; stato <strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, presidente della Commissione Sanit&agrave; della Regione Piemonte, che ha inquadrato la dismorfofobia nel contesto dei profondi cambiamenti culturali e tecnologici degli ultimi anni.</p>
<p>Secondo Icardi, uno degli elementi chiave che influenzano oggi la percezione del corpo &egrave; il ruolo delle piattaforme digitali e dei social media. Strumenti come Instagram, TikTok o YouTube rappresentano senza dubbio potenti mezzi di comunicazione e condivisione, ma allo stesso tempo contribuiscono a diffondere modelli estetici spesso irrealistici.</p>
<p>Filtri digitali, immagini ritoccate e strategie di marketing costruiscono infatti un&rsquo;idea di bellezza artificiale, difficile se non impossibile da raggiungere nella vita reale. Questo fenomeno &egrave; particolarmente evidente tra gli adolescenti, che si trovano costantemente esposti a immagini di corpi perfetti e idealizzati.</p>
<p>In questo contesto si inserisce anche la cosiddetta &ldquo;selfie dysmorphia&rdquo;, una forma di insoddisfazione verso il proprio aspetto legata al confronto con le immagini filtrate e modificate viste online.</p>
<p>Il relatore ha inoltre presentato alcuni dati preoccupanti sulla salute mentale delle nuove generazioni. Negli ultimi anni si &egrave; registrato un aumento significativo delle consulenze psichiatriche tra bambini e adolescenti, cos&igrave; come dei comportamenti autolesivi e delle problematiche legate all&rsquo;ansia, ai disturbi alimentari e all&rsquo;ideazione suicidaria.</p>
<p>Anche in Piemonte i servizi sanitari hanno osservato un forte incremento degli accessi per disturbi mentali e del comportamento alimentare tra i pi&ugrave; giovani.</p>
<p>Di fronte a questo scenario, Icardi ha sottolineato l&rsquo;importanza di politiche di prevenzione integrate, basate sulla collaborazione tra sanit&agrave;, scuola e comunit&agrave;. Tra gli strumenti principali figurano il Piano Nazionale e il Piano Regionale della Prevenzione, che promuovono interventi educativi e iniziative di sensibilizzazione rivolte a famiglie, insegnanti e operatori sanitari.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140093.jpg" alt=""></p>
<h2>I disturbi alimentari e il rifiuto del proprio corpo</h2>
<p>Il secondo intervento della serata &egrave; stato affidato alla dottoressa <strong>Silvia Margherita Croce</strong>, psichiatra del Centro Disturbi Alimentari del Dipartimento di Salute Mentale dell&rsquo;ASL CN1.</p>
<p>La relatrice ha affrontato il tema dei <strong>disturbi della nutrizione e dell&rsquo;alimentazione</strong>, patologie sempre pi&ugrave; diffuse tra adolescenti e giovani adulti e considerate oggi tra le principali cause di disabilit&agrave; nei giovani.</p>
<p>Questi disturbi non riguardano soltanto il comportamento alimentare, ma coinvolgono la percezione del corpo, i processi cognitivi e l&rsquo;equilibrio emotivo della persona.</p>
<p>Tra le forme pi&ugrave; conosciute figurano l&rsquo;<strong>anoressia nervosa</strong>, caratterizzata da una forte perdita di peso accompagnata da un&rsquo;intensa paura di ingrassare e da una distorsione dell&rsquo;immagine corporea; la <strong>bulimia nervosa</strong>, contraddistinta da episodi ricorrenti di abbuffate seguiti da comportamenti compensatori come vomito autoindotto o uso improprio di farmaci; e il <strong>binge eating disorder</strong>, in cui le abbuffate non sono seguite da comportamenti compensatori e spesso si associano a obesit&agrave; e forte senso di colpa.</p>
<p>Accanto a queste forme esistono anche altri disturbi meno noti, come il <strong>disturbo evitante-restrittivo dell&rsquo;assunzione di cibo</strong> o alcune forme atipiche che non soddisfano completamente i criteri diagnostici ma hanno comunque un impatto significativo sulla salute.</p>
<p>Un aspetto particolarmente importante riguarda i <strong>segnali precoci</strong>, che spesso vengono sottovalutati. Tra questi figurano il rifiuto del proprio corpo, il controllo eccessivo dell&rsquo;alimentazione, l&rsquo;eliminazione di determinati cibi, l&rsquo;aumento improvviso dell&rsquo;attivit&agrave; fisica e il confronto continuo con modelli estetici irrealistici.</p>
<p>Secondo Croce, lo sviluppo di questi disturbi dipende dall&rsquo;interazione di diversi fattori: individuali, come bassa autostima o perfezionismo; familiari, legati alle dinamiche relazionali; e sociali e culturali, tra cui la pressione esercitata dai media e dai modelli estetici dominanti.</p>
<p>La prevenzione passa quindi attraverso il rafforzamento dei <strong>fattori protettivi</strong>, come la promozione dell&rsquo;autostima, l&rsquo;educazione alimentare e lo sviluppo di una visione critica nei confronti dei modelli proposti dai media.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140094.jpg" alt=""></p>
<h2>Chirurgia plastica: quando &egrave; indicata?</h2>
<p>Il dottor <strong>Alberto Rivarossa</strong>, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Plastica dell&rsquo;ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, ha offerto una riflessione sulla chirurgia plastica distinguendo chiaramente tra la sua dimensione ricostruttiva e quella estetica.</p>
<p>La chirurgia plastica, ha spiegato, comprende infatti diversi ambiti: la chirurgia ricostruttiva, la chirurgia estetica e la medicina rigenerativa.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140095.jpg" alt=""></p>
<p>La chirurgia ricostruttiva ha origini antichissime e nasce con l&rsquo;obiettivo di riparare lesioni, traumi o malformazioni. Attraverso esempi clinici e immagini di interventi, Rivarossa ha mostrato come questa disciplina possa restituire funzionalit&agrave; e qualit&agrave; di vita a pazienti colpiti da tumori cutanei, traumi o interventi oncologici, come nel caso della ricostruzione mammaria dopo una mastectomia.</p>
<p>Diverso &egrave; invece il discorso per la chirurgia estetica, che nasce spesso dal desiderio di migliorare l&rsquo;armonia del proprio corpo o di rafforzare la propria autostima.</p>
<p>Il rischio, tuttavia, &egrave; che in alcuni casi questa ricerca si trasformi in una c<strong>orsa alla perfezione</strong>, portando le persone a sottoporsi a interventi ripetuti senza mai sentirsi realmente soddisfatte.</p>
<p>Per questo motivo il chirurgo ha sottolineato l&rsquo;importanza di una corretta informazione e della scelta di professionisti qualificati, mettendo in guardia contro il cosiddetto <strong>turismo sanitario</strong> e le offerte di chirurgia estetica a basso costo.</p>
<p>Migliorare il proprio aspetto, ha concluso Rivarossa, non significa inseguire modelli irrealistici o imitare celebrit&agrave;, ma valorizzare la propria unicit&agrave; nel rispetto della sicurezza medica e dell&rsquo;equilibrio psicologico del paziente.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140096.jpg" alt=""></p>
<h2>La dimensione psicologica</h2>
<p>Il punto di vista psichiatrico &egrave; stato approfondito dalla dottoressa <strong>Erika Paradiso</strong>, dirigente medico presso l&rsquo;ospedale Santissima Annunziata di Savigliano.</p>
<p>Il suo intervento &egrave; partito dal concetto di <strong>immagine corporea</strong>, intesa come la rappresentazione mentale che ciascuno ha del proprio corpo.</p>
<p>Non si tratta di una fotografia oggettiva della realt&agrave;, ma di una costruzione psicologica complessa influenzata da percezioni, emozioni, pensieri e comportamenti. Questa rappresentazione si sviluppa nel corso della vita attraverso l&rsquo;interazione tra fattori biologici, psicologici e sociali.</p>
<p>L&rsquo;immagine corporea comprende diverse componenti - percettiva, affettiva, cognitiva e comportamentale - e si forma fin dall&rsquo;infanzia attraverso le relazioni, il confronto sociale e l&rsquo;influenza dei media.</p>
<p>Paradiso ha richiamato anche alcuni concetti della psicoanalisi, come quello di &ldquo;<strong>Io-pelle&rdquo;</strong>, secondo cui la pelle rappresenta non solo un organo biologico ma anche un confine psichico tra il s&eacute; e il mondo esterno.</p>
<p>Quando questo equilibrio si rompe, il disagio pu&ograve; manifestarsi attraverso il corpo, dando origine a disturbi psicosomatici o a tentativi di modificazione corporea utilizzati per compensare fragilit&agrave; interiori.</p>
<p>Nel caso della dismorfofobia, la persona sviluppa una preoccupazione eccessiva per difetti fisici minimi o inesistenti, accompagnata da comportamenti ripetitivi come il controllo continuo allo specchio o l&rsquo;evitamento della propria immagine.&nbsp;</p>
<p>Il disturbo pu&ograve; compromettere in modo significativo la vita sociale, affettiva e lavorativa.&nbsp;Per questo motivo &egrave; fondamentale la collaborazione tra chirurghi plastici e psichiatri: il chirurgo non deve limitarsi alla dimensione tecnica dell&rsquo;intervento, ma svolgere anche un ruolo di filtro clinico ed etico, valutando quando sia opportuno intervenire e quando, invece, sia necessario indirizzare il paziente verso un percorso psicologico o psichiatrico.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140097.jpg" alt=""></p>
<h2>Quando lo sport diventa compulsivo</h2>
<p>A chiudere la serata &egrave; stato l&rsquo;intervento del professor <strong>Fabrizio Solferino</strong>, docente nazionale della Federazione Pallavolo e operatore del benessere.</p>
<p>Solferino ha affrontato il rapporto tra sport, immagine corporea e benessere psicologico, ricordando come l&rsquo;attivit&agrave; fisica rappresenti uno strumento fondamentale per il mantenimento dell&rsquo;equilibrio tra dimensione fisica, psicologica ed emotiva.</p>
<p>Lo sport pu&ograve; contribuire a migliorare la percezione del proprio corpo, rafforzare l&rsquo;identit&agrave; personale e sviluppare una maggiore consapevolezza di s&eacute;.&nbsp;Tuttavia, anche in questo ambito esiste un rischio: quando l&rsquo;attivit&agrave; sportiva diventa un mezzo per inseguire un ideale corporeo irrealistico o per compensare insicurezze personali, pu&ograve; trasformarsi in un comportamento compulsivo.</p>
<p>In questi casi possono emergere segnali di disagio come affaticamento ingiustificato, perdita di peso eccessiva, irregolarit&agrave; del ciclo mestruale o una crescente distanza tra la percezione che una persona ha di s&eacute; e la propria realt&agrave; fisica.</p>
<p>Secondo Solferino, la prevenzione passa attraverso l&rsquo;educazione a una pratica sportiva equilibrata e attraverso la collaborazione tra diverse figure professionali. Gli sport di gruppo sono preferibili a quelli individuali, in quanto la componente della socialit&agrave; e dello spirito di squadra possono fare la differenza.&nbsp;La figura dell'allenatore, inoltre, pu&ograve; intercettare precocemente situazioni di rischio e promuovere una relazione sana tra corpo, sport e identit&agrave; personale.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140098.jpg" alt=""></p>]]></description><pubDate>Fri, 06 Mar 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[“Sei come ti vedi?”: a Fossano un incontro dedicato alla corretta percezione di sé ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/fossanese/sei-come-ti-vedi-a-fossano-un-incontro-dedicato-alla-corretta-percezione-di-se_114969.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/fossanese/sei-come-ti-vedi-a-fossano-un-incontro-dedicato-alla-corretta-percezione-di-se_114969.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/114969/138726.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Gioved&igrave; 26 febbraio, alle ore 20.45, presso la Sala Barbero del Castello degli Acaja di Fossano, si terr&agrave; l&rsquo;incontro pubblico dal titolo &ldquo;Sei come ti vedi? La corretta percezione di s&eacute;&rdquo;, promosso dall&rsquo;associazione L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia con il supporto della Clinica BIOMED di Fossano.</p>
<p>La serata sar&agrave; dedicata al tema della dismorfofobia, una condizione di disagio psicologico che porta la persona a focalizzarsi in modo ossessivo su presunti difetti fisici, spesso lievi o inesistenti, generando sofferenza, ansia e alterazioni dell&rsquo;umore. L&rsquo;eccessiva preoccupazione per il proprio aspetto pu&ograve; tradursi in controllo compulsivo allo specchio, restrizioni o eccessi alimentari, utilizzo improprio di integratori, attivit&agrave; fisica esasperata oppure nella richiesta di interventi di chirurgia estetica non sempre appropriati, perch&eacute; motivati da una percezione distorta di s&eacute;.</p>
<p>L&rsquo;incontro vedr&agrave; la partecipazione di professionisti di alto profilo in ambito sanitario. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Fossano, Dario Tallone, interverr&agrave; Luigi Genesio Icardi, presidente della Commissione Sanit&agrave; della Regione Piemonte, che introdurr&agrave; il tema sotto il profilo socio-sanitario.</p>
<p>La dottoressa Margherita Croce, dirigente medico Psichiatra del Centro Disturbi Alimentari del Dipartimento di Salute Mentale ASLCN1, approfondir&agrave; i comportamenti sentinella e i fattori scatenanti legati al rifiuto del proprio corpo. Il dottor Alberto Rivarossa, direttore della S.C. di Chirurgia Plastica dell&rsquo;ASO S. Croce e Carle di Cuneo, affronter&agrave; il tema dell&rsquo;appropriatezza e dei rischi in chirurgia e medicina estetica, mentre la dottoressa Erika Paradiso, psichiatra e dirigente medico presso l&rsquo;Ospedale SS. Annunziata di Savigliano ASLCN1, illustrer&agrave; la valutazione del paziente dismorfofobico in relazione all&rsquo;eventuale intervento chirurgico.</p>
<p>La serata si completer&agrave; con l&rsquo;intervento del dottor Fabrizio Solferino, docente nazionale della Federazione Pallavolo e operatore del benessere, che proporr&agrave; una riflessione sullo sport tra ricerca del benessere e uso compulsivo del corpo.</p>
<p>L&rsquo;iniziativa si inserisce nel percorso di sensibilizzazione promosso da L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia sui temi del benessere psicofisico e della prevenzione, con particolare attenzione ai giovani, alle famiglie e agli educatori.</p>
<p>L&rsquo;evento &egrave; gratuito, con prenotazione consigliata tramite la piattaforma Eventbrite al link:&nbsp;<a href="https://www.eventbrite.com/e/sei-come-ti-vedi-la-corretta-percezione-di-se-tickets-1983252681157" target="_blank">www.eventbrite.it</a>.</p>
<p>La serata si concluder&agrave; con uno spazio dedicato alle domande del pubblico.</p>]]></description><pubDate>Tue, 17 Feb 2026 10:45:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Incontinenza: quando una perdita dà l’allarme]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/incontinenza-quando-una-perdita-da-lallarme_114714.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/incontinenza-quando-una-perdita-da-lallarme_114714.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/114714/138383.jpg" title="" alt="" /><br /><div>Quante volte uno starnuto improvviso, una risata di cuore con le amiche o il semplice gesto di sollevare le borse della spesa si &egrave; trasformato in un momento di imbarazzo? Se vi &egrave; capitato di avvertire una piccola perdita involontaria di urina in queste situazioni, sappiate che non siete sole. L'<strong>incontinenza urinaria da sforzo</strong> &egrave; una condizione patologica che interessa una donna su tre dopo i 40 anni e una donna su due dopo i 65 anni. Nonostante il numero altissimo di donne affette, viene spesso considerata una situazione normale: non si cerca una soluzione, non si parla del problema e non ci si rivolge a professionisti specializzati. Il primo passo per rompere questo tab&ugrave; &egrave; sicuramente fare informazione, perci&ograve;, per chi desiderasse approfondire, luned&igrave; 16 febbraio avr&agrave; luogo una <strong>serata divulgativa gratuita</strong> sul tema (contatti per l&rsquo;iscrizione a fondo pagina).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Questo tipo di incontinenza avviene quando si verifica un <strong>aumento della pressione intraaddominale</strong> (causato dal movimento del diaframma durante la risata o la tosse, da una sollecitazione meccanica durante un salto o il sollevamento di un peso) e viene a mancare l&rsquo;adeguato contenimento fornito dalla contrazione riflessa della parete addominale e del pavimento pelvico. A causa di questa &ldquo;mancata tenuta&rdquo;, la forza pressoria si scarica sugli organi contenuti nel bacino (retto, utero, ovaie, vescica e uretra) sotto forma di<strong> spinta verso il basso</strong>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il sostegno di questi organi &egrave; deputato prevalentemente a tessuti passivi:<strong> legamenti e fasce costituiti da tessuto connettivo elastico </strong>formano una sorta di amaca che chiude inferiormente il bacino (sapevi che il pavimento pelvico &egrave; formato solo al 20% da muscolo? Tutto il resto &egrave; connettivo!). Questa amaca elasticizzata ha capacit&agrave; di resistere alla normale pressione intraaddominale, ma, laddove questa spinta sia per lungo tempo aumentata e non contenuta dalle pareti muscolari,<strong> il contenimento elastico pu&ograve; lasciarsi andare</strong> (tecnicamente: il tessuto connettivo va incontro a lassit&agrave;).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Perso il loro sostegno inferiore, <strong>gli organi pelvici vivono un graduale scivolamento verso il basso</strong> a causa della gravit&agrave; e delle quotidiane sollecitazioni meccaniche e pressorie: quando la vescica si disloca, l&rsquo;uretra perde la sua fisiologica angolatura e lo sfintere la sua capacit&agrave; di continenza. Ecco che <strong>si instaura l&rsquo;incontinenza da sforzo</strong>, primo <strong>campanello di allarme</strong> che indica la necessit&agrave; di trattare e rieducare la dinamica addominale e pelvica.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Eventi come la <strong>gravidanza</strong> e il <strong>parto</strong> sono naturalmente tra le cause principali di questa lassit&agrave; (e quindi dell&rsquo;incontinenza), ma ci sono numerosissimi altri fattori coinvolti:</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>
<ul>
<li><strong>menopausa</strong>: il cambiamento di assetto ormonale pu&ograve; favorire la lassit&agrave; del tessuto connettivo in tutto il corpo;&nbsp;</li>
<li><strong>stile di vita sedentario</strong>: la perdita di tono muscolare coinvolge anche il core addominale e predispone al prolasso (discesa) degli organi del bacino;</li>
<li><strong>eccessivo sport</strong>: se la forza della parete addominale e quella del pavimento pelvico non sono tra loro proporzionate, i grandi muscoli addominali vinceranno il &ldquo;braccio di ferro&rdquo; a scapito del pavimento pelvico e degli organi della pelvi;</li>
<li><strong>stress, fumo, alimentazione scorretta</strong>: tutto ci&ograve; che promuove l&rsquo;infiammazione sistemica favorisce la perdita di qualit&agrave; del tessuto connettivo, la stasi intestinale e lo sforzo durante l&rsquo;evacuazione (altro importante fattore di rischio per il prolasso pelvico).</li>
</ul>
</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ad oggi, <strong>liberarsi dell&rsquo;incontinenza da sforzo &egrave; tutt&rsquo;altro che impossibile</strong>: esistono centri e professionisti specializzati, metodi validati e multidisciplinari per arginare la progressione dell&rsquo;incontinenza. <strong>Le ricerche pi&ugrave; recenti favoriscono gli approcci globali</strong> rispetto agli esercizi localizzati, consigliando la presa in carico della paziente sotto tutti i punti di vista:</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>
<ul>
<li><strong>riabilitazione del pavimento pelvico e del core addominale</strong>: a seconda della casistica, l&rsquo;approccio pu&ograve; variare significativamente. &Egrave; importante che il professionista di riferimento conosca a fondo molte metodiche riabilitative e possa guidare correttamente la paziente durante il percorso (ginnastica hipopressiva, Caufriez Concept, Metodo Guillarme, Metodo de Gasquet, ginnastica respiratoria sono solo alcune delle possibilit&agrave;);</li>
<li><strong>stile di vita</strong>: un corretto ritmo sonno veglia, orari dei pasti regolari e alimentazione antinfiammatoria, attivit&agrave; fisica adeguata, esposizione all&rsquo;aria aperta e alla luce solare sono solo alcuni dei fondamentali presupposti per una corretta riparazione e rigenerazione dei tessuti di tutto il corpo;</li>
<li><strong>supporti e chirurgia</strong>: nei casi pi&ugrave; severi, la medicina offre soluzioni mini-invasive. Esistono piccoli dispositivi come i pessari vaginali per il supporto uretrale (specie se abbinati a prolasso vescicale) o interventi chirurgici, risolutivi se abbinati ad una corretta fisioterapia prima e dopo l&rsquo;intervento (per minimizzare il rischio di recidive).</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div>I<strong>l vero ostacolo oggi non &egrave; la patologia in s&eacute;, ma il silenzio che la circonda</strong>: molte donne rinunciano alla ginnastica, ai viaggi o alla vita sociale per timore di piccoli "incidenti". Tuttavia, con un&rsquo;attenta valutazione del core addominale e del pavimento pelvico si pu&ograve; fare prevenzione e intraprendere una riabilitazione mirata e specifica per risolvere o contenere ampiamente il problema.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Le stesse metodiche riabilitative possono risultare non solo inefficaci, ma addirittura controproducenti se non applicate correttamente e dopo attenta valutazione di tutti i fattori in gioco. &Egrave; fondamentale quindi <strong>affidarsi a professionisti qualificati </strong>sia per la valutazione che per la riabilitazione e vanno assolutamente evitati il fai da te e i programmi standardizzati reperibili sul web.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La <strong>serata divulgativa organizzata da Abdominal Core Health Center </strong>(polo specializzato nella valutazione e nella cura delle problematiche del core addominale e del pavimento pelvico) avr&agrave; luogo<strong> luned&igrave; 16 febbraio alle ore 20.30 presso Vialibera</strong> (via Virginio Allione 2, Cuneo). La partecipazione &egrave; gratuita, ma &egrave; necessaria la prenotazione alla segreteria (vialiberacuneo@gmail.com, 393 9876450).</div>
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<div><em>L'articolo &egrave; stato redatto da Fabrizio Botanica, Valentina Guglielmo e Valeria Milanesio, professionisti di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em></div>
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<div><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.</em></div>]]></description><pubDate>Thu, 12 Feb 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Dieci buoni propositi per un anno di salute]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/dieci-buoni-propositi-per-un-anno-di-salute_113623.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/dieci-buoni-propositi-per-un-anno-di-salute_113623.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/113623/136743.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Cara lettrice, caro lettore,</p>
<p>Al termine di un lungo anno di proposte, di eventi, di consigli e di approfondimenti, torniamo ad abitare questo spazio prezioso che &egrave; la rubrica Vivi Meglio: siamo felici di continuare a raccontarvi la storia di una ricerca, <strong>la ricerca di una Salute con la S maiuscola</strong> che coinvolga davvero il nostro essere su tutti i piani.</p>
<p>Tra chi compila lunghi elenchi di buoni propositi e chi detesta la pressione della &ldquo;vita nuova&rdquo;, attesa insieme al nuovo anno, noi di Vialibera crediamo che l&rsquo;intento pi&ugrave; bello sia spesso il pi&ugrave; semplice:<strong> riscoprire ci&ograve; che ci fa bene, ci arricchisce, ci ricarica</strong>. Perci&ograve; abbiamo deciso di donarvi la nostra personale <strong>lista di intenzioni per il 2026</strong>, scritta a tante mani, adatta a grandi e piccini che desiderino entrare un po&rsquo; pi&ugrave; in connessione con s&eacute;: puoi stamparla, salvarla sul tuo smartphone o ricopiarla e abbellirla per appenderla ad una bacheca di sughero. L&rsquo;importante &egrave; che la incontri con lo sguardo almeno una volta al giorno.</p>
<h2>1 - Respira</h2>
<p>La respirazione &egrave; il nostro meccanismo principale di <strong>pulizia e di espulsione delle tossine</strong>, oltre ad essere, ovviamente, il mezzo con cui introduciamo ossigeno nei nostri tessuti. Il respiro &egrave; la prima cosa che scopriamo una volta arrivati in questo mondo e ci accompagna fino al momento in cui lo lasciamo. Nella tradizione yogica, il respiro &egrave; addirittura lo <strong>strumento principale di assorbimento del <em>prana</em></strong>, l&rsquo;energia vitale, dall&rsquo;ambiente esterno: come farlo funzionare al meglio?&nbsp;</p>
<p>Inspira dal naso, facendo entrare quanta pi&ugrave; aria possibile: non si gonfia solo l&rsquo;addome o solo il torace, ma anche le arcate costali, i fianchi, la zona lombare e pelvica, lo sterno, il dorso, lo spazio dietro alle clavicole. <strong>Lascia uscire l&rsquo;aria dalla bocca</strong>, avendo cura di svuotare ognuna delle parti che hai precedentemente espanso. Ripeti per un minuto, rallentando via via il ritmo del respiro e ascoltando i cambiamenti che avvengono.</p>
<h2>2 - C&egrave;ntrati&nbsp;</h2>
<p><strong>Quanto durano i tuoi buoni propositi di inizio anno?</strong> Forse un mese o due?</p>
<p>Questo accade perch&eacute;, come diceva P. Yogananda, &ldquo;<em>L&rsquo;ambiente &egrave; pi&ugrave; forte della volont&agrave;</em>&rdquo;. Nella maggior parte delle giornate devi tuffarti in un mare di frenesia, preoccupazioni ed incombenze varie che ti influenzano negativamente e assorbono tutte le tue energie. Di conseguenza sar&agrave; pi&ugrave; facile seguire le vecchie abitudini, rispetto a quelle nuove che vorresti portare nella tua vita.</p>
<p>Ma se l&rsquo;ambiente che vivi non fosse solo quello esterno, su cui non abbiamo alcun controllo, ma anche quello interno? Se questo<strong> ambiente interno </strong>fosse<strong> calmo e ordinato</strong>, sostenendo cos&igrave; il radicamento dei buoni propositi?</p>
<p>Per creare e abitare questo ambiente interno, questo centro, fai il seguente esercizio anche solo una manciata di minuti, ma ogni giorno.</p>
<p>Scegli una posizione comoda, con la schiena in posizione eretta e chiudi i tuoi occhi. Porta la tua attenzione alle parti del corpo che poggiano a terra e senti che si radicano, dandoti una <strong>sensazione di stabilit&agrave; e sicurezza</strong>. Grazie a queste radici salde, senti che la tua colonna vertebrale si allunga, cercando di vincere la forza di gravit&agrave;. In questa verticalit&agrave; osserva il movimento libero del tuo respiro, lascia che questo porti la tua mente in uno <strong>stato di quiete e centratura</strong>.</p>
<h2>3 - Nutriti</h2>
<p>Nutrirsi non significa semplicemente &ldquo;mangiare&rdquo;, ma scegliere ogni giorno come fornire al corpo le sostanze di cui ha bisogno per funzionare al meglio. Inoltre, il cibo &egrave; un dialogo continuo con il nostro metabolismo, con il sistema immunitario, con il cervello e con l&rsquo;equilibrio ormonale.</p>
<p>Prediligi <strong>alimenti semplici, naturali e non processati</strong>, come ad esempio verdure di stagione, fonti proteiche di qualit&agrave;, grassi buoni, carboidrati adeguati al tuo stile di vita e al tuo livello di attivit&agrave;. <strong>Mangia consapevolmente, ascolta il senso di fame e di saziet&agrave;</strong>, rispetta i tempi dei pasti e il ritmo biologico della giornata. Una nutrizione consapevole non &egrave; restrizione, ma un atto di cura quotidiano che sostiene energia, lucidit&agrave; mentale e salute nel lungo periodo.</p>
<h2>4 - Idratati</h2>
<p>L&rsquo;acqua &egrave; il mezzo attraverso cui avvengono la maggior parte dei processi vitali: trasporto dei nutrienti, eliminazione delle scorie, regolazione della temperatura corporea, funzionalit&agrave; intestinale e cerebrale. Una buona idratazione &egrave; uno dei <strong>pilastri pi&ugrave; semplici e spesso pi&ugrave; trascurati della salute</strong>.</p>
<p><strong>Bevi regolarmente durante la giornata</strong>, senza aspettare lo stimolo della sete, distribuendo l&rsquo;assunzione lontano dai pasti principali. <strong>Inizia la giornata con acqua</strong> e ascolta il tuo corpo: segnali come stanchezza, mal di testa o difficolt&agrave; di concentrazione spesso non chiedono cibo, ma acqua. Idratarsi in modo adeguato significa creare il terreno ideale perch&eacute; il corpo possa autoregolarsi e rigenerarsi.</p>
<h2>5 - Radicati</h2>
<p>&ldquo;<em>Il corpo lentamente diventa un tutt&rsquo;uno con le onnipresenti ed eterne energie di guarigione della Terra</em>&rdquo;</p>
<p>Il piede &egrave; un <strong>recettore</strong> <strong>fondamentale</strong>: la sua sensibilit&agrave; e la sua libert&agrave; permettono al cervello di sentire gli stimoli provenienti dal terreno, di elaborare risposte, di avere sotto controllo la <strong>postura dell&rsquo;intero sistema</strong>.</p>
<p><strong>Libera i tuoi piedi</strong>. Cammina a piedi nudi il pi&ugrave; possibile, anche all&rsquo;esterno, utilizza scarpe comode, con spazio sufficiente per la lunghezza e la larghezza della pianta, con suole sottili che non &ldquo;accechino&rdquo; i tuoi sensori. La sera <strong>massaggia la pianta del piede</strong> con un olio o una crema, sciogli le densit&agrave; e le rigidit&agrave;: osserva come tutto il corpo si rilascia.</p>
<h2>6 - Muovi il corpo</h2>
<p>&ldquo;<em>Fluisci nella vita come su una pista da sci: sii spontaneo in tutto ci&ograve; che fai</em>&rdquo;</p>
<p>Hai mai osservato un animale, domestico o selvatico che sia? La loro naturale saggezza fa s&igrave; che passino la giornata a <strong>stiracchiarsi, rotolarsi, correre, saltare</strong>: cambiano posizione molto spesso e stimolano costantemente i loro muscoli, le loro articolazioni, anche i loro visceri tramite il movimento. Ricorda la tua natura di animale umano.</p>
<p>Alzati e stirati, ruota le spalle e il collo, fai qualche passo di marcia sul posto, allunga i fianchi e le anche, fai le smorfie con il viso:<strong> fai fluire sangue ed energia in tutto il corpo </strong>e ascolta che sensazione ti d&agrave;.</p>
<h2>7 - Sc&ograve;modati</h2>
<p><strong>Rompere la routine</strong> stimola la formazione di nuove connessioni e sinapsi all&rsquo;interno del tuo sistema nervoso: disinserire il pilota automatico permette di <strong>vivere in presenza</strong>, cogliendo le sfumature del presente, la profondit&agrave; delle relazioni, la bellezza dell&rsquo;ambiente.</p>
<p>Costruisci attorno a te un <strong>ambiente calmo e ispirante</strong> con relazioni profonde e nutrienti e <strong>sperimenta ogni giorno novit&agrave; e cambiamenti</strong>: trova ogni giorno una cosa per cui non vedi l&rsquo;ora di alzarti dal letto.</p>
<h2>8 - Gioca</h2>
<p>Ci&ograve; che il corpo non usa quotidianamente, lo dimentica: risveglia i tuoi <strong>riflessi di equilibrio e coordinazione e, soprattutto, divertiti</strong>.</p>
<p>Recuperare la <strong>dimensione del gioco e le abilit&agrave; che avevi da bambino</strong> sono ottimi stimoli: stai in piedi su una gamba sola, lancia e prendi al volo piccoli oggetti o coordina i movimenti tra lato destro e sinistro, oppure fai tutte le tre cose insieme.</p>
<h2>9 - Esprimiti</h2>
<p>&ldquo;<em>Se vuoi goderti la vita, prenditi meno sul serio</em>&rdquo;</p>
<p>Il suono &egrave; vibrazione e la vibrazione &ldquo;scuote&rdquo; i tessuti e le cellule del nostro corpo fin nel profondo. Abbandonarsi al suono permette al corpo di <strong>rilasciare tensioni e blocchi</strong>, di liberare il respiro, di <strong>abbassare lo stato di allerta </strong>rallentando il ritmo del battito cardiaco e dei pensieri<strong>.</strong></p>
<p>Metti su la tua canzone preferita e canta. Ogni volta che puoi, ridi con spontaneit&agrave;, sospira, vocalizza, canticchia a bocca chiusa:&nbsp;<strong>lascia che il tuo mondo interiore si esprima attraverso il suono e osserva l&rsquo;armonia che ne deriva</strong>.</p>
<h2>10 - Raccogliti</h2>
<p>Il <strong>tempo del riposo</strong>, sia notturno che diurno, &egrave; fondamentale per la riparazione dei tessuti danneggiati, per la digestione e l&rsquo;assimilazione, per la ricostruzione delle scorte necessarie per affrontare la giornata.</p>
<p><strong>Riposati dagli stimoli</strong>: chiudi o addirittura copri gli occhi con le mani e stai nel buio pi&ugrave; completo; tappa poi le orecchie e goditi il silenzio. Il tuo cervello ti ringrazier&agrave; per questa piccola pausa dal carico di informazioni in entrata.</p>
<p><strong>Favorisci un riposo sano</strong>: predisponi la tua stanza da letto con luce soffusa e calda, una temperatura adeguata, senza schermi e sorgenti elettromagnetiche (non ricarichi il cellulare sul comodino di notte, vero?) perch&eacute; il tuo corpo e la tua mente possano prepararsi al riposo, nella calma e nella sicurezza.</p>
<p>Lo staff di Vialibera ti augura, di cuore, un 2026 luminoso.</p>
<p><em>L'articolo &egrave; stato redatto da Federica Collino, Andrea Mana e Valeria Milanesio, professionisti di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em></p>
<p><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.</em></p>]]></description><pubDate>Thu, 22 Jan 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Borgo: ecco come sarà la nuova struttura residenziale per disturbi alimentari (VIDEO)]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/borgo-ecco-come-sara-la-nuova-struttura-residenziale-per-disturbi-alimentari-video_112042.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/borgo-ecco-come-sara-la-nuova-struttura-residenziale-per-disturbi-alimentari-video_112042.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/134531.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Per chi vive da vicino un disturbo del comportamento alimentare, ogni giorno &egrave; un percorso complesso: trovare cure adeguate, ricevere risposte rapide, non sentirsi soli. Proprio per questo, l&rsquo;apertura della nuova struttura residenziale per i disturbi dell&rsquo;alimentazione a Borgo San Dalmazzo rappresenta una novit&agrave; importante per molte famiglie del territorio.</p>
<p>La storica Casa di Cura Monteserrat, sulla collina di Monserrato, torna a nuova vita. Dopo anni di chiusura, l&rsquo;edificio &egrave; stato riconvertito per diventare uno dei principali riferimenti regionali per pazienti che necessitano di percorsi intensivi e multidisciplinari.</p>
<p>La nostra redazione ha potuto visitare in anteprima gli spazi interni, oggi in fase di allestimento finale: camere ampie e luminose, aree comuni accoglienti, ambienti progettati per supportare un modello di cura che unisce benessere psicologico, sicurezza e qualit&agrave; degli spazi.&nbsp;</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134533.jpg" alt=""></p>
<p>Le dichiarazioni raccolte alle nostre telecamere confermano l&rsquo;importanza del progetto e la portata del lavoro svolto finora. L&rsquo;apertura &egrave; prevista entro la fine dell&rsquo;anno e il servizio sar&agrave; gestito dalla cooperativa Agathon Srl, realt&agrave; specializzata nel settore socio-sanitario.</p>
<p>Il complesso ospiter&agrave; due nuclei distinti, ciascuno con 20 posti letto, per un totale di 40 ospiti. Al primo piano nascer&agrave; la<strong> Residenza Romeo</strong>, destinata ai pazienti con anoressia nervosa e bulimia nervosa grave, diretta dalla dottoressa Angela Spalatro; gli spazi di quest'area saranno caratterizzati dal colore azzurro.</p>
<p>Al secondo piano sar&agrave; invece attivata la<strong> Residenza Villa Giulietta</strong>, con spazi caratterizzati da un giallo caldo, dedicata a binge eating e obesit&agrave; sotto la direzione sanitaria del dottor Giuseppe Rovera.</p>
<p>In questo modo, la struttura sar&agrave; in grado di accogliere e trattare le principali forme di disturbo dell&rsquo;alimentazione, con percorsi clinici mirati e adattati alla gravit&agrave; della condizione.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134534.jpg" alt=""></p>
<h2>&ldquo;Un luogo del cuore che torna a servire la comunit&agrave;&rdquo;</h2>
<p>Durante la nostra visita, la sindaca <strong>Roberta Robbione</strong> ha accolto la redazione direttamente sulla terrazza panoramica del complesso. "<em>Ci troviamo sulla collina di Monserrato, uno dei luoghi del cuore delle borgarine e dei borgarini. La clinica, per tantissimi anni, ha svolto un ruolo fondamentale per tutto il territorio provinciale. Oggi possiamo finalmente essere soddisfatti, perch&eacute; questo luogo torner&agrave; a essere al centro delle politiche sanitarie e sociali del territorio</em>".</p>
<p>La soddisfazione dell&rsquo;amministrazione &egrave; evidente: "<em>Sin dal nostro insediamento nel 2022, molte famiglie ci hanno chiesto una risposta concreta sui disturbi dell&rsquo;alimentazione. Oggi possiamo dire di averla costruita. I ragazzi e le ragazze che soffrono di queste patologie, insieme alle loro famiglie, avranno finalmente un riferimento vicino e competente</em>".</p>
<p>La sindaca descrive come la nuova struttura sia il risultato di un lavoro sinergico: &ldquo;<em>Il supporto della Regione &egrave; stato fondamentale, in particolare quello di Icardi, come assessore prima e presidente della Commissione Sanit&agrave; poi. Grazie anche al dottor Marini e tutto lo staff di Agathon, all&rsquo;ASL e in particolare al dottor Guerra, al dottor Risso, al dottor Barbero e al dottor Ghigo</em>&rdquo;.</p>
<h2>Icardi: &ldquo;Una risposta strutturata ai bisogni dei giovani&rdquo;</h2>
<p>Abbiamo accompagnato il consigliere regionale e presidente della Commissione Sanit&agrave; <strong>Luigi Genesio Icardi</strong> a visitare la struttura per la prima volta dopo i lavori di ristrutturazione. Icardi &egrave; stato promotore del progetto fin da quando era assessore regionale alla Sanit&agrave; durante il precedente mandato.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134535.jpg" alt=""></p>
<p>La visita &egrave; stata un&rsquo;occasione per spiegare nel dettaglio la portata dell&rsquo;intervento: "<em>La Regione e l&rsquo;ASL hanno appena firmato l&rsquo;autorizzazione. La struttura era chiusa, oggi torna a nuova vita. I due nuclei da 20 posti ciascuno rispondono a una tematica purtroppo in forte incremento, ancor pi&ugrave; dal post-Covid: sono i nostri ragazzi e le nostre ragazze, coloro che rappresentano il nostro futuro, ad aver bisogno di aiuto reale</em>".</p>
<p>Ripercorrendo la genesi del progetto, Icardi ha sottolineato: "<em>Quando si ammala un ragazzo si ammala un&rsquo;intera famiglia. La presa in carico deve essere globale, multidisciplinare. Questa struttura &egrave; un tassello fondamentale della rete piemontese ed &egrave; destinata a dare risposte che il territorio aspettava da anni</em>".</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134536.jpg" alt=""></p>
<h2>Residenza Romeo e Villa Giulietta: due comunit&agrave;, un&rsquo;unica missione</h2>
<p>Il dottor <strong>Lucalfredo Di Salvo</strong>, coordinatore della Residenza Romeo, ci ha accompagnato in un tour guidato dei due piani della struttura, illustrando la filosofia che guider&agrave; il lavoro clinico. "<em>Villa Giulietta e Residenza Romeo rappresentano una nuova opportunit&agrave; per tutto il Piemonte. Qui possiamo mettere in campo tutte le competenze maturate negli anni, ma con una capacit&agrave; di intervento ancora pi&ugrave; efficace, grazie a spazi adeguati e a un territorio che ci supporta</em>".</p>
<p>Di Salvo ha ricordato come i disturbi dell&rsquo;alimentazione rappresentino un fenomeno pi&ugrave; vasto di quanto emerga dalle statistiche ufficiali: "<em>In Italia pi&ugrave; di tre milioni di persone convivono con un DCA, e i dati sono chiaramente sottostimati. Nessuno deve essere lasciato indietro. Siamo professionisti specializzati con una missione precisa: aiutare nel miglior modo possibile</em>".</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134537.jpg" alt=""></p>
<h2>Ambienti pensati per la cura: camere accoglienti, luce naturale, spazi &ldquo;domestici&rdquo;</h2>
<p>Durante il percorso attraverso i corridoi e le stanze, il dottor Di Salvo ha illustrato le scelte progettuali che caratterizzano la struttura. "<em>Le camere sono ampie, luminose, con una vista che favorisce il benessere. L&rsquo;obiettivo &egrave; creare un luogo che assomigli a una casa, perch&eacute; la qualit&agrave; dello spazio influisce sul processo terapeutico</em>".</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134538.jpg" alt=""></p>
<p>A rendere la struttura particolarmente adatta al percorso di cura contribuisce anche la sua collocazione: immersa nel verde della collina di Monserrato, in un contesto silenzioso e protetto che favorisce il benessere psicofisico degli ospiti, si trova inoltre a meno di dieci minuti dall&rsquo;ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, un elemento strategico in caso di necessit&agrave; cliniche o emergenze.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134539.jpg" alt=""></p>
<p>Le camere, dotate di arredi completi e bagni privati molto spaziosi, si differenziano per la tipologia singola o doppia: "<em>La valutazione multidisciplinare guider&agrave; anche la scelta delle sistemazioni, per favorire socialit&agrave;, sicurezza e integrazione all&rsquo;interno della comunit&agrave; terapeutica</em>".</p>
<p>E proprio sulla presa in carico con un approccio multidisciplinare si concentra il dottor Di Salvo: "<em>A prescindere dal tipo di disturbo, il comune denominatore &egrave; il lavoro in &eacute;quipe; parliamo di disturbi multifattoriali, che vanno affrontati da professioni diverse, capaci di dialogare e agire in modo sinergico. &Egrave; un modello che richiede competenze solide e grande collaborazione interna</em>".</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134540.jpg" alt=""></p>
<h2>Un punto di riferimento nella rete piemontese dei DCA</h2>
<p>Con i primi ospiti attesi entro la fine dell&rsquo;anno, la struttura di Borgo San Dalmazzo entrer&agrave; a far parte della rete regionale dedicata ai disturbi dell&rsquo;alimentazione, contribuendo a ridurre i ricoveri fuori regione, garantire continuit&agrave; assistenziale e portare le cure pi&ugrave; vicino ai territori.</p>
<p>La sindaca Robbione ha concluso il nostro incontro con una dichiarazione che sintetizza l&rsquo;importanza del progetto: "<em>Borgo San Dalmazzo diventa oggi un punto di riferimento per le famiglie che vivono situazioni difficili legate ai disturbi alimentari. Il lavoro del dottor Marini e di tutto lo staff sar&agrave; fondamentale. Questa &egrave; una risposta concreta, attesa e necessaria per il nostro territorio</em>".</p>]]></description><pubDate>Fri, 12 Dec 2025 18:30:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item></channel></rss>
