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<p>Tre inaugurazioni in un solo giorno, un investimento complessivo di circa 7,5 milioni di euro e un obiettivo dichiarato: cambiare il modo in cui i cittadini accedono ai servizi sanitari, spostando il baricentro dell'assistenza dall'ospedale al territorio.</p>
<p>Una trasformazione destinata a incidere profondamente sull'organizzazione della sanit&agrave; pubblica, ma che continua ad alimentare interrogativi e polemiche. Se da una parte la Regione Piemonte e l'Asl CN1 rivendicano il rispetto dei tempi imposti dal PNRR e l'avvio di un modello assistenziale destinato a rafforzare la medicina di prossimit&agrave;, dall'altra opposizioni e organizzazioni sindacali chiedono garanzie sulla disponibilit&agrave; del personale necessario per rendere realmente operative le nuove strutture.</p>
<p>Per comprendere il dibattito &egrave; necessario partire da una domanda semplice: <strong>che differenza c'&egrave; tra una Casa di Comunit&agrave; e un Ospedale di Comunit&agrave;?</strong></p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153750.jpg" alt="Il taglio del nastro a Saluzzo" loading="lazy"><br><br>Casa di Comunit&agrave; e Ospedale di Comunit&agrave;: due strutture diverse, un unico obiettivo</h2>
<p>I due nomi vengono spesso utilizzati come se indicassero la stessa cosa. In realt&agrave; svolgono funzioni profondamente diverse e rappresentano due pilastri complementari della riforma della sanit&agrave; territoriale introdotta dal Decreto Ministeriale 77.</p>
<p>La <strong>Casa di Comunit&agrave; </strong>&egrave; il punto di riferimento sanitario di prossimit&agrave;. Non &egrave; un ospedale e non prevede ricoveri. &Egrave; il luogo in cui il cittadino pu&ograve; trovare, nello stesso edificio, molti dei servizi che fino a oggi erano distribuiti tra sedi diverse.</p>
<p>Al suo interno trovano spazio i medici di medicina generale, gli infermieri di famiglia e comunit&agrave;, gli specialisti ambulatoriali, i consultori, i punti prelievo, i servizi sociali e numerose attivit&agrave; dedicate alla prevenzione e alla presa in carico dei pazienti cronici.</p>
<p>L'obiettivo &egrave; semplice: evitare che una persona debba rivolgersi all'ospedale anche quando non ne ha realmente bisogno.</p>
<p>Un paziente diabetico, ad esempio, potr&agrave; effettuare controlli periodici, visite specialistiche, esami e monitoraggi nello stesso presidio, con un percorso assistenziale coordinato. Lo stesso vale per persone affette da scompenso cardiaco, broncopneumopatie croniche o altre patologie che richiedono controlli frequenti, ma non un ricovero ospedaliero.</p>
<p>L'<strong>Ospedale di Comunit&agrave;</strong>, invece, &egrave; una struttura residenziale dotata di posti letto. Non si tratta per&ograve; di un reparto ospedaliero tradizionale.</p>
<p>&Egrave; destinato ai cosiddetti pazienti 'non acuti': persone che hanno superato la fase pi&ugrave; critica della malattia, ma che non sono ancora nelle condizioni di rientrare al proprio domicilio in sicurezza.</p>
<p>Pensiamo, ad esempio, a un anziano dimesso dopo una polmonite, un intervento chirurgico o una frattura. Non necessita pi&ugrave; delle cure intensive garantite dall'ospedale, ma ha ancora bisogno di assistenza infermieristica continuativa, fisioterapia o monitoraggio clinico prima del ritorno a casa.</p>
<p>&Egrave; proprio questo il ruolo degli Ospedali di Comunit&agrave;: rappresentare il ponte tra il ricovero ospedaliero e il domicilio, alleggerendo al tempo stesso la pressione sui Pronto Soccorso e sui reparti per acuti.</p>
<p>Le degenze sono generalmente limitate a poche settimane e l'assistenza &egrave; affidata prevalentemente al personale infermieristico, con il supporto dei medici di medicina generale e degli specialisti.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153751.jpg" alt="Il taglio del nastro a Savigliano" loading="lazy"><br><br>Il nuovo tassello della rete dell'Asl CN1</h2>
<p>Le tre strutture inaugurate mercoled&igrave; rappresentano un ulteriore passo nel percorso avviato dall'Asl CN1 con le precedenti aperture di Verzuolo, Dronero e Borgo San Dalmazzo.</p>
<p>A <strong>Savigliano</strong> &egrave; stata inaugurata la nuova <strong>Casa della Comunit&agrave;</strong>, realizzata all'interno del Corpo M dell'ospedale cittadino grazie a un investimento di circa 1,85 milioni di euro. L'attivazione dei servizi &egrave; prevista entro la fine del mese e la struttura diventer&agrave; uno dei punti di riferimento per l'assistenza territoriale del distretto.</p>
<p>A <strong>Saluzzo</strong> ha aperto invece il nuovo <strong>Ospedale di Comunit&agrave;</strong>, finanziato con circa 2,5 milioni di euro e dotato di venti posti letto. I primi pazienti saranno accolti a partire dal 21 luglio.</p>
<p>Stessa data anche per l'<strong>Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo</strong>, ricavato negli spazi completamente riqualificati dell'ex Mater Amabilis grazie a un investimento di 3,15 milioni di euro, ai quali si aggiunge il contributo di 250 mila euro della Fondazione CRC destinato alla ristrutturazione di parte degli ambienti.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153752.jpg" alt="Il taglio del nastro a Cuneo" loading="lazy"></p>
<p>La struttura non ospiter&agrave; soltanto i venti posti letto dell'Ospedale di Comunit&agrave;, gestiti in convenzione con l'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle, ma diventer&agrave; progressivamente una vera cittadella dei servizi sanitari.</p>
<p>Sono gi&agrave; stati trasferiti la Continuit&agrave; assistenziale (l'ex Guardia Medica) e il Consultorio familiare, mentre entro la fine dell'anno arriver&agrave; anche la Neuropsichiatria Infantile. Parallelamente verranno riorganizzati altri servizi aziendali con l'obiettivo di concentrare attivit&agrave; oggi distribuite in sedi differenti e ridurre anche alcuni costi di gestione.<br><br></p>
<h2>Una riforma che guarda oltre gli edifici</h2>
<p>Le nuove strutture fanno parte della pi&ugrave; ampia rete della sanit&agrave; territoriale che l'Asl CN1 sta realizzando grazie ai fondi europei del PNRR.</p>
<p>Sono gi&agrave; operative le quattro Centrali Operative Territoriali di Cuneo, Saluzzo, Savigliano e Mondov&igrave;, mentre entro la fine del mese saranno attive complessivamente nove Case della Comunit&agrave;.</p>
<p>A settembre sono previste ulteriori inaugurazioni, a partire dalla Casa della Comunit&agrave; di Dogliani e dalla restante parte del presidio di Saluzzo, cui seguiranno Ceva e Fossano.</p>
<p>Per l'assessore regionale alla Sanit&agrave;&nbsp;<strong>Federico Riboldi</strong>, il completamento delle opere rappresenta un traguardo importante non solo sotto il profilo edilizio, ma anche amministrativo. "Il Piemonte ha raggiunto il 100% degli obiettivi previsti dal target grazie all'impegno di tutti i soggetti coinvolti che hanno fatto un grande sforzo per rispettare i tempi", ha sottolineato durante l'inaugurazione di Cuneo.</p>
<p>Sulla stessa linea anche il direttore generale dell'Asl CN1 <strong>Giuseppe Guerra</strong>, che ha definito quello compiuto dall'azienda sanitaria "uno sforzo non indifferente" su un territorio vasto come quello della provincia di Cuneo.</p>
<p>L'obiettivo, ha spiegato, &egrave; costruire una rete capace di garantire continuit&agrave; assistenziale, servizi infermieristici e ambulatori specialistici all'interno dei quattro distretti sanitari, rendendo realmente concreta quella medicina di prossimit&agrave; che rappresenta il cuore della riforma.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153755.jpg" alt="Inaugurazione dell'Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo" loading="lazy"></p>
<h2>Dalla teoria alla pratica: "Ora la sfida &egrave; far funzionare queste strutture"</h2>
<p><br>Se la giornata del 15 luglio &egrave; stata caratterizzata da tre tagli del nastro, il messaggio emerso dagli interventi delle istituzioni &egrave; stato sostanzialmente uno: il lavoro sulle strutture &egrave; terminato, ora inizia quello sull'organizzazione dei servizi.</p>
<p>L'assessore regionale alla Sanit&agrave; <strong>Federico Riboldi</strong> ha aperto l'inaugurazione dell'Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo ricordando come il nuovo presidio sia destinato a servire innanzitutto la comunit&agrave; locale. "Perch&eacute; si chiama Ospedale di Comunit&agrave;? Perch&eacute; l'ospedale, come lo intendiamo normalmente, accoglie pazienti che arrivano anche da altre province o da altre regioni. Questi edifici invece nascono per servire la comunit&agrave; di residenza, in questo caso quella della citt&agrave; di Cuneo".</p>
<p>L'assessore ha rivendicato soprattutto il rispetto delle scadenze imposte dall'Unione Europea, sottolineando come il Piemonte sia riuscito a completare gli interventi finanziati dal PNRR senza perdere risorse. "Questa provincia e questa Asl hanno saputo affrontare gli interventi del PNRR con capacit&agrave;, rapidit&agrave; e solerzia. Non abbiamo perso finanziamenti e non tutte le regioni italiane possono dire di aver raggiunto il cento per cento degli obiettivi&rdquo;.</p>
<p>Per Riboldi, tuttavia, il completamento degli edifici rappresenta soltanto il punto di partenza di una trasformazione molto pi&ugrave; ampia: "Questi finanziamenti rappresentano il futuro della sanit&agrave; pubblica. Consentono di fare pi&ugrave; prevenzione, curare le persone vicino a casa e offrire servizi che permettono ai cittadini di trascorrere qui il periodo necessario dopo la dimissione dall'ospedale oppure di essere ricoverati quando non &egrave; necessaria un'assistenza ad alta intensit&agrave;".</p>
<p>L'assessore ha ricordato come la rete piemontese della sanit&agrave; territoriale comprender&agrave; complessivamente circa <strong>170 strutture</strong>, tra Case della Comunit&agrave;, Ospedali di Comunit&agrave; e Centrali Operative Territoriali, alle quali si aggiungeranno numerose Case della Comunit&agrave; "spoke" nate su iniziativa dei territori.</p>
<p>"&Egrave; una rete importante che cambier&agrave; il futuro della sanit&agrave;. &Egrave; stata immaginata durante il primo governo Cirio con l'assessore Icardi e oggi stiamo completando quel percorso".</p>
<h2><br>Guerra: "L'ex Mater Amabilis diventer&agrave; una vera cittadella della salute"</h2>
<p>Se Riboldi ha inquadrato il progetto nella strategia regionale, il direttore generale dell'Asl CN1<strong> Giuseppe Guerra</strong> &egrave; entrato nel dettaglio di ci&ograve; che accadr&agrave; concretamente all'interno dell'ex Mater Amabilis.</p>
<p>Il nuovo Ospedale di Comunit&agrave;, ha spiegato, rappresenta soltanto una parte del progetto.</p>
<p>L'obiettivo dell'Asl &egrave; infatti trasformare l'intero complesso in una vera e propria cittadella sanitaria. "Qui abbiamo gi&agrave; trasferito il Consultorio familiare, la Continuit&agrave; assistenziale, quella che un tempo era la Guardia Medica, dotandola anche di tutti i sistemi di sicurezza e videosorveglianza a tutela degli operatori".</p>
<p>Entro la fine dell'anno arriver&agrave; anche la Neuropsichiatria Infantile, trasferimento che consentir&agrave; di liberare spazi nella sede di corso Francia.</p>
<p>Da l&igrave; prender&agrave; il via un effetto domino che permetter&agrave; di riorganizzare altri servizi aziendali: "La Neuropsichiatria lascer&agrave; liberi i locali di corso Francia, dove potremo trasferire la Medicina Legale, le commissioni invalidi e il servizio vaccinazioni, oggi collocato al primo piano. Portando questi servizi al piano terra miglioreremo l'accessibilit&agrave; per le famiglie e recupereremo ulteriori spazi".</p>
<p>La riorganizzazione consentir&agrave; inoltre di eliminare alcune sedi in affitto: "Appena liberato il primo piano di corso Francia, potremo portare a Cuneo il servizio screening che oggi si trova a Boves, riducendo cos&igrave; anche i costi di gestione. &Egrave; un primo passo nella direzione del contenimento della spesa che la Regione ci ha chiesto".</p>
<p>Un progetto che, ha spiegato Guerra, &egrave; stato possibile anche grazie alla collaborazione con il Comune di Cuneo e al <strong>contributo di 250 mila euro della Fondazione CRC</strong>, utilizzato per completare la riqualificazione degli spazi dell'ex Mater Amabilis.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153756.jpg" alt="Franco Ripa, DG Santa Croce, e Giuseppe Guerra, DG Asl CN1" loading="lazy"><br><br>La collaborazione con il Santa Croce</h2>
<p>Tra i passaggi pi&ugrave; significativi dell'intervento del direttore generale c'&egrave; anche quello dedicato al rapporto con l'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle.</p>
<p>Secondo Guerra, negli ultimi anni la collaborazione tra le due aziende &egrave; diventata sempre pi&ugrave; stretta. Ha ricordato, ad esempio, gli accordi raggiunti sulla Ginecologia e sulla Neurologia e ha annunciato che anche il nuovo Ospedale di Comunit&agrave; nascer&agrave; all'interno di questa logica di rete.</p>
<p>"I venti posti letto saranno inseriti nel modello previsto dal DM77, ma potranno contare anche sulla collaborazione della Geriatria del Santa Croce. Oggi fare rete non &egrave; pi&ugrave; una scelta, &egrave; una necessit&agrave;".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153757.jpg" alt="Luigi Genesio Icardi all'inaugurazione a Saluzzo" loading="lazy"><br><br>Icardi: "Il primo luogo di cura &egrave; il domicilio"</h2>
<p>Particolarmente articolato anche l'intervento del presidente della Commissione Sanit&agrave; del Consiglio regionale&nbsp;<strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, che ha ricordato come il progetto affondi le proprie radici nel precedente mandato della Giunta Cirio, quando ricopriva l'incarico di assessore regionale alla Sanit&agrave;.</p>
<p>"Mi fa piacere vedere concluso un percorso che abbiamo iniziato anni fa. In Italia non &egrave; cos&igrave; scontato vedere un'opera partire e poi essere completata nei tempi previsti".</p>
<p>Icardi ha posto per&ograve; l'attenzione soprattutto sulla filosofia della riforma sanitaria: "L'Ospedale di Comunit&agrave; &egrave; importante, ma da solo non basta".</p>
<p>Secondo l'ex assessore, il vero cambiamento consiste nel riportare il pi&ugrave; possibile l'assistenza direttamente nelle case dei pazienti: "Come ricorda anche il Decreto Ministeriale 77, il primo luogo di cura &egrave; il domicilio. Tutti coloro che possono essere assistiti a casa devono poter restare a casa. Le strutture territoriali servono proprio a sostenere questo modello".</p>
<p>Una rete che, nelle intenzioni della Regione, dovrebbe contribuire anche a ridurre uno dei problemi pi&ugrave; rilevanti della sanit&agrave; italiana: il sovraffollamento dei Pronto Soccorso.</p>
<p>"Abbiamo ancora troppi accessi impropri. Molti cittadini si rivolgono al Pronto Soccorso per problemi che potrebbero essere affrontati sul territorio. Rafforzare la medicina di prossimit&agrave; significa anche liberare gli ospedali da questa pressione".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153758.jpg" alt="Patrizia Manassero, Federico Riboldi e Giuseppe Guerra" loading="lazy"><br><br>Manassero: "Un buon risultato, ma resta un filo di preoccupazione"</h2>
<p>Parole di soddisfazione sono arrivate anche dalla sindaca di Cuneo <strong>Patrizia Manassero</strong>, che ha ricordato il lavoro svolto insieme all'Asl per individuare la sede dell'Ospedale di Comunit&agrave;.</p>
<p>Quando venne richiesto un edificio da destinare al progetto, il Comune individu&ograve; l'ex Mater Amabilis, allora utilizzato come RSA ma ormai non pi&ugrave; adeguato agli standard richiesti. "La trasformazione &egrave; stata davvero importante. Chi conosceva questa struttura sa quanto fosse complesso intervenire su un edificio di questa et&agrave;".</p>
<p>La sindaca ha espresso apprezzamento per l'avvio dei servizi e per le rassicurazioni ricevute sul personale. "Ci rassicurano le parole dell'assessore e il fatto di aver gi&agrave; visto personale infermieristico presente".</p>
<p>Allo stesso tempo, per&ograve;, non ha nascosto che il vero banco di prova inizier&agrave; soltanto con l'apertura: "Continueremo a mantenere quel filo di preoccupazione sulla gestione e sulla tenuta delle strutture, ascoltiamo con attenzione quanto ci viene illustrato".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153759.jpg" alt="L'inaugurazione a Cuneo" loading="lazy"><br><br>Il nodo del personale: la vera sfida inizia adesso</h2>
<p>Se sui nuovi edifici il consenso &egrave; pressoch&eacute; unanime, il confronto si accende quando si parla delle persone che dovranno farli funzionare.</p>
<p>La domanda &egrave; semplice quanto decisiva: <strong>chi lavorer&agrave; nelle nuove Case e nei nuovi Ospedali di Comunit&agrave;?</strong></p>
<p>&Egrave; attorno a questo interrogativo che si concentra il dibattito politico e sindacale degli ultimi giorni.</p>
<p>Tra le voci pi&ugrave; critiche c'&egrave; quella della consigliera regionale di Alleanza Verdi Sinistra <strong>Giulia Marro</strong>, presente a tutte e tre le inaugurazioni.</p>
<p>"L'apertura di queste nuove strutture &egrave; certamente una buona notizia per la medicina di prossimit&agrave;, che punta ad avvicinare i servizi alle persone, costruire percorsi di cura meno frammentati e alleggerire la pressione sugli ospedali. Gli edifici, per&ograve;, da soli non bastano per garantire un servizio di qualit&agrave;".</p>
<p>Secondo Marro il successo della riforma non dipender&agrave; dalla conclusione dei cantieri, ma dalla capacit&agrave; di rendere realmente operativi i nuovi presidi: "Il vero obiettivo &egrave; farli funzionare. Oltre alla costruzione di strutture adeguate serve una programmazione puntuale del lavoro del personale e dei servizi erogati. &Egrave; questo che dovranno verificare anche i certificatori europei attesi nei prossimi giorni".</p>
<p>Durante gli incontri inaugurali, ricorda la consigliera regionale, l'Asl CN1 ha confermato che i primi pazienti saranno accolti negli Ospedali di Comunit&agrave; di Cuneo e Saluzzo a partire dal 21 luglio, mentre la Casa della Comunit&agrave; di Savigliano entrer&agrave; progressivamente in funzione entro la fine del mese.</p>
<p>Le rassicurazioni, tuttavia, non dissipano tutti i dubbi: "Il direttore generale Giuseppe Guerra ci ha assicurato che il personale ci sar&agrave; e che a settembre &egrave; previsto un confronto con le organizzazioni sindacali. Sar&agrave; un passaggio importante, soprattutto alla luce della recente circolare regionale sulle assunzioni".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153760.jpg" alt="Giulia Marro all'inaugurazione a Cuneo" loading="lazy"><br><br>La circolare della Regione e i dubbi sulle nuove assunzioni</h2>
<p>Negli ultimi giorni il tema degli organici &egrave; tornato al centro dell'attenzione anche per effetto della richiesta avanzata dall'assessore regionale Federico Riboldi alle aziende sanitarie piemontesi di effettuare una ricognizione della spesa e del personale.</p>
<p>L'assessore ha chiarito che non si tratta di un blocco delle assunzioni, ma di un'operazione finalizzata a governare meglio le risorse economiche in una fase complessa per i conti della sanit&agrave; piemontese.</p>
<p>Una spiegazione che, per&ograve;, non convince completamente le opposizioni.<br>"La circolare viene descritta come una semplice ricognizione - osserva Marro - ma nella sostanza indica alle Asl un preciso obiettivo di contenimento della spesa e rischia di tradursi in un forte rallentamento delle nuove assunzioni".</p>
<p>Da qui la domanda che la consigliera regionale continua a porre: "Il personale sar&agrave; aggiuntivo oppure verr&agrave; semplicemente spostato da altri servizi? Se non verranno autorizzate nuove assunzioni pubbliche, con quale personale saranno fatti funzionare questi nuovi presidi?"</p>
<p>Secondo Marro, le rassicurazioni ascoltate durante le inaugurazioni rappresentano un segnale positivo, ma dovranno trovare conferma nei fatti: "La cittadinanza ha bisogno di tornare a credere nella sanit&agrave; pubblica. Se questo modello funzioner&agrave; potr&agrave; restituire fiducia al Servizio sanitario; se invece rester&agrave; incompleto, il rischio &egrave; che sempre pi&ugrave; persone siano costrette a rivolgersi alla sanit&agrave; privata".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153763.jpg" alt="Federico Riboldi all'inaugurazione di Saluzzo" loading="lazy"><br><br>Riboldi: "Non sono scatole vuote"</h2>
<p>Le critiche sul personale sono state affrontate direttamente dall'assessore Riboldi durante l'inaugurazione di Cuneo.</p>
<p>Con toni decisi, l'assessore ha respinto l'accusa secondo cui le nuove strutture rischierebbero di trasformarsi in semplici contenitori privi di servizi: "Voglio confutare definitivamente la voce di alcuni che dicono che queste sono scatole vuote".</p>
<p>Riboldi ha ricordato che il completamento delle opere PNRR non viene valutato esclusivamente sotto il profilo edilizio: "I certificatori europei non vengono a verificare se gli edifici sono belli o climatizzati. Controllano la capacit&agrave; delle strutture di offrire servizi. E la capacit&agrave; di offrire servizi &egrave; basata sul personale".</p>
<p>"La Comunit&agrave; Europea non certifica strutture che non hanno personale".</p>
<p>L'assessore ha quindi rivendicato l'incremento degli organici registrato negli ultimi anni in Piemonte: "Dal 2019 a oggi abbiamo aumentato il personale della sanit&agrave; regionale di 4.200 unit&agrave;. Oggi siamo circa il 3% sopra la media nazionale. &Egrave; uno sforzo che costa quasi 200 milioni di euro all'anno, ma che ci permette di affrontare anche la nuova organizzazione della sanit&agrave; territoriale".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153764.jpg" alt="Ambulatorio di Savigliano" loading="lazy"><br><br>Dai concorsi Azienda Zero agli avvisi di Amos: la ricerca del personale</h2>
<p>Che il tema degli organici sia oggi la principale sfida della riforma lo dimostra anche un altro elemento: parallelamente all'apertura delle nuove strutture <strong>Amos</strong> ha pubblicato specifici avvisi di manifestazioni di interesse per la formazione di un elenco aperto di infermieri professionali da cui attingere per assegnare singoli incarichi o collaborazioni <strong>con gli Ospedali di Comunit&agrave; di Cuneo e Saluzzo</strong>.</p>
<p>L&rsquo;avviso di Amos complementa il<strong> maxiconcorso regionale di Azienda Zero</strong> per la copertura di <strong>331 posti di infermiere</strong> nelle ASL piemontesi, le cui graduatorie verranno utilizzate anche sul territorio di Cuneo.</p>
<p>Il reclutamento del personale rappresenta quindi una delle priorit&agrave; operative di questa fase: l'avvio dei nuovi servizi non passa soltanto attraverso il completamento degli edifici, ma anche dalla capacit&agrave; di reperire professionisti sufficienti a garantire la piena operativit&agrave; dei reparti.</p>
<h2><br>Le preoccupazioni dei sindacati</h2>
<p>Sul tema continuano a mantenere una posizione critica anche le organizzazioni sindacali.</p>
<p>Nei giorni scorsi la <strong>FP CGIL Cuneo</strong> aveva contestato la scelta dell'Asl CN1 di coprire i turni dei nuovi Ospedali di Comunit&agrave; attraverso la rotazione del personale gi&agrave; impiegato nei Distretti, sostenendo che la medicina territoriale non possa essere rafforzata "sottraendo risorse ai servizi gi&agrave; esistenti".</p>
<p>Analoga la posizione del <strong>NurSind</strong>, che ha lanciato un nuovo allarme sulla carenza di infermieri e operatori socio-sanitari.</p>
<p>Secondo il segretario territoriale <strong>Davide Canetti</strong>, il rischio &egrave; quello di inaugurare strutture moderne senza disporre degli organici necessari per renderle realmente operative: "Non basta costruire nuove strutture se poi mancano gli operatori chiamati a farle funzionare. Senza infermieri e OSS sufficienti il rischio &egrave; quello di sottrarre personale ai reparti e all'assistenza domiciliare, creando difficolt&agrave; in altri servizi gi&agrave; oggi sotto pressione".</p>
<p>Pur riconoscendo l'importanza del concorso regionale bandito attraverso Azienda Zero per l'assunzione di nuovi infermieri, il NurSind ritiene che le procedure richiederanno ancora tempo e che l'emergenza vada affrontata con interventi pi&ugrave; rapidi.</p>
<p>Per il sindacato la sfida della sanit&agrave; territoriale non potr&agrave; essere vinta soltanto con nuove strutture, ma richieder&agrave; un investimento stabile sulle professioni sanitarie.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153765.jpg" alt="Ugo Sturlese all'inagurazione di Cuneo" loading="lazy"><br><br>Il caso Cuneo: perch&eacute; manca una Casa della Comunit&agrave;?</h2>
<p>Accanto al tema del personale, un'altra questione continua a riemergere nel dibattito cittadino: fin dalla pubblicazione del piano regionale era stato infatti evidenziato come Cuneo, a differenza di altri centri della provincia, non avrebbe ospitato una Casa della Comunit&agrave;, ma soltanto un Ospedale di Comunit&agrave;.</p>
<p>Una scelta che negli anni ha suscitato perplessit&agrave; da parte di alcuni esponenti politici cittadini, tra cui il consigliere comunale <strong>Ugo Sturlese</strong>, che ha pi&ugrave; volte sostenuto come il capoluogo avrebbe dovuto disporre anche di un presidio dedicato ai servizi territoriali.</p>
<p>Il tema &egrave; riemerso anche durante l'inaugurazione. A margine degli interventi ufficiali, il direttore generale dell'Asl <strong>Giuseppe Guerra</strong> ha spiegato di aver condiviso con l'Amministrazione comunale una soluzione alternativa.</p>
<p>"L'Ospedale di Comunit&agrave; era previsto dal piano nazionale, la Casa della Comunit&agrave; no. Per&ograve; abbiamo deciso che cinque o sei ambulatori presenti all'interno della struttura diventeranno ambulatori della salute, cercando in questo modo di sopperire almeno in parte a quella mancanza".</p>
<p>Una spiegazione che non ha convinto Sturlese: "Secondo me questa non &egrave; una Casa della Comunit&agrave; e non sapete che cos'&egrave; una Casa della Salute", ha replicato il consigliere, confermando una contrapposizione che accompagna il progetto praticamente dalla sua nascita.</p>
<h2><br>La prova del nove inizier&agrave; il 21 luglio</h2>
<p>Il taglio del nastro segna soltanto l'inizio di un percorso, dal 21 luglio i primi pazienti entreranno negli Ospedali di Comunit&agrave; di Cuneo e Saluzzo, mentre entro la fine del mese prender&agrave; forma anche la nuova Casa della Comunit&agrave; di Savigliano. Da quel momento la riforma della sanit&agrave; territoriale uscir&agrave; definitivamente dai progetti, dai cantieri e dai rendering per confrontarsi con la quotidianit&agrave; dell'assistenza.</p>
<p>La sfida, infatti, non riguarda pi&ugrave; gli edifici. Le strutture ci sono, cos&igrave; come gli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che hanno permesso di realizzarle. Ora il banco di prova sar&agrave; un altro: riuscire a riempire quei muri di servizi, professionisti e percorsi di cura realmente accessibili ai cittadini.</p>
<p>L'obiettivo dichiarato della riforma &egrave; ambizioso: curare le persone il pi&ugrave; possibile vicino a casa, seguire con continuit&agrave; i pazienti cronici, ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso e costruire una rete capace di accompagnare il malato lungo tutto il percorso assistenziale, dall'ospedale al domicilio.</p>
<p>Su questo obiettivo, in fondo, sembrano concordare tutti. Maggioranza, opposizioni, amministratori locali e organizzazioni sindacali condividono l'idea che una sanit&agrave; territoriale pi&ugrave; forte rappresenti una necessit&agrave;, soprattutto in una provincia estesa e geograficamente complessa come quella di Cuneo.</p>
<p>Ci&ograve; che divide &egrave; il modo in cui raggiungere quel risultato.</p>
<p>Da una parte la Regione rivendica il rispetto delle scadenze del PNRR, il completamento delle opere e l'aumento degli organici registrato negli ultimi anni.</p>
<p>Dall'altra opposizioni e sindacati chiedono garanzie sul fatto che il personale destinato alle nuove strutture sia realmente sufficiente e aggiuntivo, senza impoverire altri servizi gi&agrave; oggi in difficolt&agrave;.</p>
<p>Sono interrogativi destinati a non trovare risposta nelle conferenze stampa o nei comunicati, ma nell'attivit&agrave; quotidiana dei prossimi mesi.</p>
<p>Saranno i tempi di presa in carico dei pazienti, la capacit&agrave; di alleggerire i Pronto Soccorso, il funzionamento delle &eacute;quipe territoriali e la reale integrazione tra medici di medicina generale, infermieri e specialisti a misurare il successo della riforma.</p>
<p>In altre parole, il futuro delle Case e degli Ospedali di Comunit&agrave; non sar&agrave; deciso il giorno dell'inaugurazione, ma da ci&ograve; che accadr&agrave; quando i cittadini inizieranno a varcarne la soglia.</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 17:45:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Un sorriso per il centro diurno AGHAV di Bra: quando la solidarietà viaggia su due ruote]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/bra-e-roero/un-sorriso-per-il-centro-diurno-aghav-di-bra-quando-la-solidarieta-viaggia-su-due-ruote_123004.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/bra-e-roero/un-sorriso-per-il-centro-diurno-aghav-di-bra-quando-la-solidarieta-viaggia-su-due-ruote_123004.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123004/151554.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il vento sul viso, il rombo dei motori che scalda il cuore e, soprattutto, una scia di sorrisi contagiosi. Gioved&igrave; 25 giugno si &egrave; rinnovata la magia della solidariet&agrave; grazie alla seconda edizione di "Un sorriso per AGHAV", un'iniziativa speciale che ha visto protagonisti i volontari di Angeli in Moto (sezione di Cuneo) e gli ospiti del centro diurno braidese.</p>
<p>I motociclisti hanno portato nel cortile della struttura una ventata di sano rumore, allegria e tanta spensieratezza, regalando ai presenti un'esperienza indimenticabile. Per un giorno, gli ospiti del centro hanno potuto provare l'emozione della velocit&agrave;, la gioia della condivisione e quel senso di libert&agrave; unico che solo le due ruote sanno dare.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123004/small_151555.jpg" alt="Angeli in moto" loading="lazy"></p>
<p>La vera bellezza della giornata &egrave; stata l'inclusivit&agrave; totale: nessuno &egrave; rimasto a terra. Quest'anno, infatti, l'evento ha potuto contare su un alleato in pi&ugrave;. Grazie alla partecipazione del signor Giachino &ndash; un nuovo grande amico degli Angeli in Moto &ndash; e al suo speciale sidecar attrezzato, anche le persone con maggiori difficolt&agrave; motorie hanno potuto esaudire il sogno di sfrecciare su una rombante motocicletta in totale sicurezza.<br>Dopo i giri in moto e le forti emozioni, la giornata si &egrave; conclusa nel modo migliore: un ottimo pranzo tutti insieme, per sancire un legame che va ben oltre il semplice volontariato.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123004/small_151556.jpg" alt="Angeli in moto" loading="lazy"></p>
<p>Un ringraziamento speciale va a tutti i motociclisti intervenuti, che hanno deciso di dedicare un po' del loro tempo prezioso ai ragazzi del centro. Un grazie immenso va anche agli operatori della struttura, che da sempre si prodigano con amore per l'ottima riuscita di queste attivit&agrave;.<br>Il saluto pi&ugrave; bello, per&ograve;, &egrave; arrivato proprio da uno degli ospiti che, al momento dei saluti, ha detto: &ldquo;Vi aspettiamo di nuovo, non tardate AMICI!&rdquo;.<br>Una promessa che &egrave; gi&agrave; un arrivederci. Siamo certi che gli Angeli in Moto non faranno attendere a lungo i loro motori: la strada per la terza edizione &egrave; gi&agrave; tracciata.</p>]]></description><pubDate>Sat, 27 Jun 2026 16:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[I sabati della prevenzione: si parla di rabbia e cosa sapere prima di partire]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/i-sabati-della-prevenzione-si-parla-di-rabbia-e-cosa-sapere-prima-di-partire_122996.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/i-sabati-della-prevenzione-si-parla-di-rabbia-e-cosa-sapere-prima-di-partire_122996.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122996/151542.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Con l'arrivo dell'estate e delle vacanze aumentano anche i viaggi verso destinazioni extraeuropee. Tra gli aspetti da considerare nella preparazione di una partenza vi &egrave; anche la prevenzione sanitaria, soprattutto quando si visitano Paesi in cui sono ancora presenti malattie infettive rare o assenti in buona parte dell&rsquo;Europa.</p>
<p>Tra queste vi &egrave; la rabbia, una malattia virale che, pur essendo stata eliminata dalla maggior parte dei Paesi europei, continua a rappresentare un importante problema di salute pubblica in molte aree dell'Asia, dell'Africa e in alcuni Stati dell&rsquo;Est Europa.</p>
<h2>Una malattia quasi sempre mortale</h2>
<p>La rabbia &egrave; una zoonosi virale, cio&egrave; una malattia infettiva trasmessa dagli animali all'uomo, che colpisce il sistema nervoso e che, una volta comparsi i sintomi, risulta quasi sempre fatale sia nell'uomo sia negli animali.</p>
<p>Il virus si trasmette principalmente attraverso il morso o il graffio di un animale infetto, oppure tramite il contatto della saliva con ferite o mucose.</p>
<p>I cani sono responsabili della quasi totalit&agrave; dei casi di rabbia umana nelle aree dove la malattia &egrave; ancora endemica, ma il virus pu&ograve; essere trasmesso anche da altri mammiferi, compresi pipistrelli, scimmie, volpi e altri animali selvatici.</p>
<p>L'incubazione pu&ograve; durare da alcune settimane a diversi mesi. I sintomi iniziali comprendono febbre, malessere generale e dolore nella sede del morso. Con il progredire della malattia compaiono manifestazioni neurologiche sempre pi&ugrave; gravi che conducono alla paralisi, al coma e al decesso.</p>
<h2>I numeri della rabbia nel mondo</h2>
<p>Nonostante i progressi compiuti negli ultimi decenni, la rabbia continua a causare circa 60.000 decessi ogni anno nel mondo. Circa il 95% dei casi si concentra in Asia e Africa e quasi il 40% delle vittime &egrave; rappresentato da bambini e ragazzi di et&agrave; inferiore ai 15 anni.</p>
<p>Per questo motivo la rabbia continua a essere considerata una delle principali malattie infettive da tenere in considerazione quando si programmano viaggi in aree a rischio.</p>
<h2>Come prevenire il contagio</h2>
<p>La prima forma di prevenzione consiste nell'evitare qualsiasi contatto con animali sconosciuti, anche se apparentemente sani.</p>
<p>Durante i viaggi &egrave; importante&nbsp;non accarezzare cani e gatti randagi,&nbsp;evitare il contatto con scimmie e altri animali selvatici,&nbsp;non avvicinare cuccioli o animali che sembrano docili e infine&nbsp;evitare il contatto con i pipistrelli e con i luoghi in cui possono essere presenti.</p>
<p>La vaccinazione antirabbica rappresenta, inoltre, uno strumento efficace di prevenzione per alcune categorie di viaggiatori.</p>
<h2>Quando &egrave; consigliata la vaccinazione</h2>
<p>La vaccinazione preventiva pu&ograve; essere indicata per&nbsp;chi soggiorna a lungo in aree a rischio,&nbsp;chi pratica attivit&agrave; all'aperto in zone remote,&nbsp;chi viaggia in Paesi dove l'accesso alle cure pu&ograve; essere difficile, e ovviamente per&nbsp;operatori sanitari, veterinari e persone che per lavoro possono entrare in contatto con animali potenzialmente infetti.</p>
<p>Poich&eacute; il ciclo vaccinale richiede tempi specifici, &egrave; opportuno rivolgersi ai Centri di Medicina dei Viaggi con adeguato anticipo rispetto alla partenza.</p>
<h2>Cosa fare in caso di morso o graffio</h2>
<p>In presenza di un morso o di un graffio provocato da un animale sospetto &egrave; fondamentale agire immediatamente. La ferita deve essere lavata accuratamente con acqua e sapone per diversi minuti e successivamente disinfettata.</p>
<p>&Egrave; poi necessario rivolgersi il prima possibile a una struttura sanitaria per la valutazione medica e l'eventuale avvio della profilassi post-esposizione.</p>
<p>Anche chi &egrave; stato vaccinato preventivamente deve comunque sottoporsi a una valutazione medica.</p>
<h2>Informarsi prima di partire</h2>
<p>Una corretta consulenza sanitaria pre-viaggio consente di valutare i rischi specifici legati alla destinazione, verificare le vaccinazioni consigliate e adottare le misure di prevenzione pi&ugrave; appropriate.</p>
<p>Per questo motivo, quando si organizza un viaggio internazionale, &egrave; sempre opportuno informarsi con anticipo e rivolgersi ai servizi dedicati.</p>
<h2>Link utili</h2>
<p>Vaccinazioni e prevenzione:</p>
<p><a href="https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/vaccinazioni-proteggono-tutti" target="_blank" rel="nofollow">https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/vaccinazioni-proteggono-tutti</a></p>
<p>Informazioni sanitarie e di sicurezza per i viaggiatori:</p>
<p><a href="https://www.viaggiaresicuri.it" target="_blank" rel="nofollow">https://www.viaggiaresicuri.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo fa parte del ciclo di informazione curato dalla Regione Piemonte "I sabati della prevenzione", l'appuntamento settimanale con approfondimenti e notizie sulla salute.</p>]]></description><pubDate>Sat, 27 Jun 2026 14:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[L'Ordine dei Medici di Cuneo presenta una guida sulla prevenzione dei tumori della pelle]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/l-ordine-dei-medici-di-cuneo-presenta-una-guida-sulla-prevenzione-dei-tumori-della-pelle_122339.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/l-ordine-dei-medici-di-cuneo-presenta-una-guida-sulla-prevenzione-dei-tumori-della-pelle_122339.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122339/150417.jpg" title="La dottoressa Veronica Arese" alt="La dottoressa Veronica Arese" /><br /><p>La prevenzione dei tumori della pelle non passa necessariamente attraverso controlli indiscriminati su tutta la popolazione, ma attraverso l'individuazione delle persone che presentano un rischio maggiore di sviluppare queste patologie.</p>
<p>&Egrave; questo uno dei messaggi principali contenuti nella guida pubblicata dall'<strong>Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Cuneo</strong>. L'approfondimento si basa sulla relazione della dottoressa <strong>Veronica Arese</strong>, intervenuta lo scorso mercoled&igrave; 10 giugno nell&rsquo;evento dedicato ai cittadini dal titolo &ldquo;Occhio alla pelle&rdquo;, organizzato dall&rsquo;associazione <strong>L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia ETS</strong> presso il Circolo &lsquo;L Caprissi.</p>
<p>Secondo gli specialisti, strumenti avanzati come la videodermoscopia e la mappatura digitale dei nei risultano particolarmente utili nei pazienti selezionati, ma non sono indicati come screening di massa. L'obiettivo &egrave; concentrare l'attivit&agrave; di sorveglianza sui soggetti pi&ugrave; esposti, come chi presenta numerosi nei, ha casi di melanoma in famiglia, ha gi&agrave; avuto un tumore cutaneo, possiede un fototipo chiaro oppure svolge attivit&agrave; lavorative con una prolungata esposizione al sole.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122339/small_150420.jpg" alt="Fototipi" loading="lazy"></p>
<p>La guida richiama inoltre l'attenzione su alcuni segnali che meritano una valutazione specialistica, come la comparsa di una lesione diversa da tutte le altre presenti sulla pelle &ndash; il cosiddetto "brutto anatroccolo" &ndash; o le modificazioni di forma, colore e dimensione di un neo nel tempo.</p>
<p>Viene infine sottolineata l'importanza di riconoscere anche altre patologie cutanee di origine oncologica, come il carcinoma basocellulare, il carcinoma squamocellulare e le cheratosi attiniche, spesso legate ai danni provocati dall'esposizione cronica ai raggi ultravioletti.</p>
<p><a href="https://www.omceocn.it/2026/breve-guida-alla-prevenzione-dei-tumori-della-pelle/" target="_blank" rel="nofollow">L'approfondimento dell&rsquo;Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Cuneo &egrave; consultabile a questo LINK.</a></p>]]></description><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[E... State in salute!]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/e-state-in-salute_121890.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/e-state-in-salute_121890.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121890/149619.jpg" title="" alt="" /><br /><p class="p1"><strong>L'estate &egrave; il periodo perfetto per stare all'aria aperta, instaurare nuove abitudini e ricaricarsi sotto tutti i punti di vista. Come possiamo rendere l&rsquo;estate un tempo pi&ugrave; salutare?<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">Con l'arrivo del caldo il nostro corpo cambia ritmo, e con esso cambiano anche i suoi bisogni. Dal punto di vista alimentare, l'estate porta con s&eacute; un'abbondanza straordinaria di </span><span class="s2"><strong>alimenti freschi </strong></span><span class="s1">e una </span><span class="s2"><strong>spinta naturale verso stili di vita pi&ugrave; attivi</strong></span><span class="s1">, ma nasconde anche qualche insidia: dedicare piccole attenzioni a ci&ograve; che mettiamo in tavola pu&ograve; fare una grande differenza!<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Aumentando il tempo che trascorriamo all&rsquo;aria aperta, abbiamo infinite occasioni in pi&ugrave; per &ldquo;ricaricare&rdquo; il nostro corpo grazie al </span><span class="s2"><strong>contatto con la natura</strong></span><span class="s1">: al fondo dell&rsquo;articolo ti regaliamo alcune piccole pratiche, adatte all&rsquo;estate ma non solo, per sfruttare al massimo le potenzialit&agrave; di questa stagione.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p1"><strong>Sintonizzarsi con la Natura<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">&Egrave; importante tenere a mente che, come esseri umani, siamo immersi in un mondo naturale fatto di cicli e ritmi stagionali che ci influenzano dal punto di vista fisico, emotivo e mentale, regolando i nostri ormoni, l&rsquo;alternanza sonno veglia, il metabolismo... Una chiave per comprendere questa ciclicit&agrave; (e iniziare a sintonizzarsi con essa) sono gli spunti che arrivano dalle tradizioni antiche, come l&rsquo;Ayurveda e la Medicina Tradizionale Cinese: questi insegnamenti giungono da un tempo in cui l&rsquo;uomo osservava e rispettava molto pi&ugrave; attentamente la </span><span class="s2"><strong>sincronicit&agrave; con il mondo naturale</strong></span><span class="s1">.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Secondo la medicina classica indiana, ogni individuo contiene dentro di s&eacute; tre costituzioni energetiche (Vata, Pitta, Kapha), le quali possono convivere e autoregolarsi in un equilibrio dinamico, oppure sregolarsi, favorendo l&rsquo;insorgere di sintomi e malesseri.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Essendo l&rsquo;estate la </span><span class="s2"><strong>stagione del Sole, del fuoco e del calore</strong></span><span class="s1">, la costituzione energetica che pi&ugrave; tende ad aggravarsi &egrave; proprio quella legata al fuoco, ovvero Pitta. Se il tuo fuoco prende il sopravvento, sarai pi&ugrave; soggetto, a livello fisico, a bruciore di stomaco, eruzioni cutanee, infiammazione agli occhi, a livello emotivo potresti sperimentare rabbia, impazienza, perfezionismo e gelosia. Per mantenere questa energia in equilibrio sarebbe opportuno ricercare ci&ograve; che rinfresca il tuo sistema a tutti i livelli:<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<ul class="ul1">
<li class="li2"><span class="s1">Per tenere a bada il fuoco del corpo puoi preferire pratiche di yoga dolci durante il giorno fatte all&rsquo;ombra di un albero (pi&ugrave; dinamiche soltanto all&rsquo;alba). </span><span class="s5"><br></span></li>
<li class="li2"><span class="s1">Per pacificare la mente puoi ritagliarti dei momenti in cui coltivi la tua creativit&agrave;: scrivi, disegna, balla, trova il tuo canale giusto per esprimerti! </span><span class="s5"><br></span></li>
<li class="li2"><span class="s1">Puoi praticare esercizi di respirazione (come sitali pranayama), che ti aiutano ad abbassare la temperatura corporea e a calmare il sistema nervoso, oppure esporti alla luce lunare facendo delle passeggiate dopo cena.</span></li>
</ul>
<p><span class="s2"><strong>Pressione sanguigna e frutta di stagione: un equilibrio da non trascurare per ricaricarsi</strong></span></p>
<p><span class="s1">Il caldo dilata i vasi sanguigni e pu&ograve; far abbassare la pressione arteriosa, soprattutto nelle ore centrali della giornata. Chi gi&agrave; soffre di ipotensione, chi prende farmaci antipertensivi o chi &egrave; semplicemente sensibile al caldo pu&ograve; accusare stanchezza, capogiri o senso di pesantezza. La risposta non &egrave; rinunciare alle attivit&agrave;, ma curare l'apporto di&nbsp;</span><span class="s2"><strong>potassio e magnesio</strong></span><span class="s1">, i minerali chiave per la regolazione pressoria, e gestire accuratamente la propria alimentazione. Infatti </span>con il sudore perdiamo acqua, ma anche sali minerali e questo porta a cali pressori e alla stanchezza tipica di questa stagione.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Fortunatamente la natura ci mette a disposizione esattamente ci&ograve; di cui abbiamo bisogno in questa stagione: pesca, albicocca, fico, anguria, melone, ciliegia, mirtillo sono frutti ricchi di acqua, vitamine antiossidanti e minerali che aiutano a reintegrare quanto perso durante la giornata. Consumarli freschi, di stagione e preferibilmente locali significa massimizzarne il valore nutrizionale. </span><span class="s2"><strong>Non servono integratori costosi: </strong></span><span class="s1">basta sedersi e godersi quello che la stagione offre naturalmente.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Nel caso in cui questi frutti non piacessero o se nonostante la loro assunzione la pressione continuasse a rimanere bassa si pu&ograve; ricorrere all&rsquo;assunzione di un integratore di sali minerali, sotto consiglio del proprio medico.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p1"><strong>L'intestino sotto stress: ascoltarlo prima che protesti<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">Cambi di ritmo, pasti fuori casa, cibo conservato a temperature poco sicure, eccessi di alcol e bevande ghiacciate: il tratto intestinale d'estate lavora in condizioni pi&ugrave; difficili. Non &egrave; raro che il microbiota, l'ecosistema di batteri che regola digestione, immunit&agrave; e umore, vada in sofferenza. Se notate gonfiore, alternanza di stipsi e diarrea o digestioni pesanti, vale la pena prestare maggiore attenzione alla qualit&agrave; degli alimenti, osservare cosa &egrave; cambiato dal periodo precedente, ridurre le bibite fredde, sia alcoliche che analcoliche, e ridurre gli zuccheri semplici. Un intestino che funziona bene &egrave; la base di un'estate energica!<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p1"><strong>Idratazione: non aspettare la sete<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">La sete &egrave; gi&agrave; un segnale di lieve disidratazione. D'estate, con temperature elevate e maggiore attivit&agrave; fisica, il fabbisogno idrico sale sensibilmente: in condizioni normali si parla di </span><span class="s2"><strong>almeno 2&ndash;2,5 litri al giorno</strong></span><span class="s1">, da aumentare se si fa sport o si trascorre molto tempo all'aperto. Acqua, tisane non zuccherate, estratti di frutta e verdura sono ottime soluzioni per aumentare il proprio apporto idrico. Le bevande zuccherate e alcoliche, al contrario, aumentano il carico renale e peggiorano l'idratazione complessiva.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p1"><strong>Il sonno estivo: cena leggera, notte migliore<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">Il caldo disturba il sonno, e un sonno disturbato compromette la capacit&agrave; del corpo di regolare il metabolismo, l'appetito e il tono dell'umore. Una piccola accortezza alimentare pu&ograve; fare molta differenza: cenare almeno </span><span class="s2"><strong>due ore prima di andare a letto</strong></span><span class="s1">, preferendo pasti leggeri e ricchi di verdure. L'alcol serale, spesso percepito come rilassante, in realt&agrave; frammenta le fasi del sonno profondo. Alimenti ricchi di triptofano come banana, yogurt e frutta secca, tutti consumati con moderazione, possono invece favorire la produzione naturale di melatonina e accompagnare a un riposo pi&ugrave; rigenerante.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p1"><strong>Sole: non solo vitamina D!<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">&Egrave; nota l&rsquo;importanza dei raggi solari per il metabolismo osseo e la produzione di vitamina D, ma sapevi che puoi migliorare la tua postura grazie al sole? </span><span class="s1">L&rsquo;esercizio che ti proponiamo &egrave; in grado di </span><span class="s2"><strong>rilassare profondamente la muscolatura dell&rsquo;orbita e dell&rsquo;occhio</strong></span><span class="s1">, oltre a stimolare i fotorecettori contenuti nella retina: quando l&rsquo;occhio &egrave; mobile e rilassato, vascolarizzato e stimolato, il corpo dispone di uno strumento<span class="Apple-converted-space"> p</span></span><span class="s1">otentissimo per orientarsi nello spazio. Ne deriver&agrave; una </span><span class="s2"><strong>postura pi&ugrave; aperta, eretta e rilassata</strong></span><span class="s1">, minore tensione cervicale, minore mal di testa e, probabilmente, anche una visione pi&ugrave; nitida!<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p2"><span class="s2"><strong>Come fare? </strong></span><span class="s1">Esponiti al sole, senza occhiali da vista n&eacute; da sole. Trova una posizione comoda, con il tuo capo appoggiato o sostenuto dalle mani e possibilmente con il viso rivolto verso il sole. Chiudi gli occhi e rivolgi il tuo sguardo al sole diretto, osservando la luce che filtra attraverso la palpebra. Riesci ad avvertire il calore che avvolge piano piano il bulbo oculare e l&rsquo;orbita? Lascia che l&rsquo;immagine del sole attraverso la palpebra si imprima a livello retinico (se sposti il tuo sguardo vedrai un alone al centro del tuo campo visivo) e poi ruota i tuoi occhi dietro le palpebre portando lo sguardo in tutte le direzioni: in ogni direzione attendi che il calore rilassi le tensioni presenti. Dopo un paio di minuti distogli lo sguardo dal sole e lentamente riapri gli occhi, lascia tempo alla vista per riadattarsi, e poi ascoltati da in piedi: come percepisci il tuo appoggio? Il tuo respiro? La tua postura generale?<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p1"><strong>Sabbia, erba, terra, ghiaia: via le scarpe pi&ugrave; possibile!<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></strong></p>
<p class="p3"><span class="s6">I nostri piedi sono organi fatti per sentire e sperimentare terreni di tutte le consistenze: quando i nostri piedi ricevono stimoli (anche la puntura delle pietruzze di montagna o dei rametti nel bosco!) mandano segnali al nostro cervello che, prima di tutto, &egrave; contento di ricevere delle informazioni! Come se ricevesse una chiamata da un caro amico che non sente da tempo, infatti, il cervello accoglie con piacere tutto ci&ograve; che il piede gli racconta: stimoli piacevoli o fastidiosi, terreno morbido o pungente, temperature e inclinazioni differenti sono </span><span class="s7"><strong>dettagli utilissimi per il nostro equilibrio</strong></span><span class="s6">, anestetizzati nella quotidianit&agrave; dall&rsquo;uso delle scarpe (magari con suole spesse, isolanti e super ammortizzate). Avere a disposizione pi&ugrave; informazioni permette al corpo di organizzare la postura pi&ugrave; facilmente e con meno stress (&egrave; come se tirasse un sospiro di sollievo!) e innesca a cascata altri meccanismi salutari: la stimolazione della pianta e dei muscoli di piede e polpaccio favorisce la circolazione (le gambe saranno meno pesanti e gonfie), l&rsquo;equilibrio sar&agrave; migliore (meno cadute e meno energia spesa sia da fermi che in dinamica), riequilibrio dei sistemi nervoso autonomo e immunitario (attraverso lo scambio elettrico con il terreno, una sorta di &ldquo;messa a terra&rdquo;).<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p2"><span class="s2"><strong>Come fare? </strong></span><span class="s1">Inizia a camminare senza scarpe n&eacute; calze su sabbia o erba, poi aumenta gradualmente il tempo a piedi nudi e l&rsquo;intensit&agrave; dello stimolo: sperimenta i sassi di fiume, gli scogli, le rocce di montagna... Ti stupir&agrave; vedere come il piede si abitua in fretta: ci&ograve; che inizialmente era doloroso presto diventer&agrave; un vero e proprio massaggio naturale! Dopo la pratica ascolta: come avverti il respiro? Com&rsquo;&egrave; diviso il carico sui due piedi? All&rsquo;interno della scarpa c&rsquo;&egrave; sufficiente spazio per la pianta e le dita, o ti senti costretto? </span><span class="s1">Utilizzare scarpe barefoot della taglia corretta &egrave; il modo migliore per mantenere i piedi sensibili e mobili anche quando torner&agrave; il freddo... Ma per ora: via le scarpe!<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p4"><span class="s6"><em>L'articolo &egrave; stato redatto d</em></span><span class="s8"><em>a Pranavi Federica Collino, Andrea Mana e Valeria Milanesio</em></span><span class="s6"><em>, professionisti di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em></span></p>
<p class="p4"><span class="s6"><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email&nbsp;vialiberacuneo@gmail.com&nbsp;- tel. 393 9876450.</em></span></p>]]></description><pubDate>Thu, 11 Jun 2026 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Malattie cardiovascolari, fino all'80% dei casi si può prevenire]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/malattie-cardiovascolari-fino-all-80-dei-casi-si-puo-prevenire_121475.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/malattie-cardiovascolari-fino-all-80-dei-casi-si-puo-prevenire_121475.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121475/148896.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Prendersi cura del cuore &egrave; uno dei migliori investimenti che si possa fare per la propria salute a lungo termine.</p>
<p>Se potessimo fare un viaggio dentro le nostre arterie, immergendoci come ci immergiamo dentro allo schermo di uno smartphone, probabilmente cambieremmo molte delle nostre scelte quotidiane. E se imparassimo ad ascoltare i segnali del nostro corpo come facciamo con le notifiche dei social, potremmo renderci conto di quello che sta succedendo molto prima che diventi troppo tardi.</p>
<p>Nonostante i grandissimi progressi della medicina, le malattie cardiovascolari continuano a rappresentare la prima causa di morte in Italia e nel mondo, responsabili di circa il 35% di tutti i decessi a livello nazionale (Dati ISTAT/Ministero della Salute).</p>
<p>Eppure, la narrazione medica sta cambiando: il cuore non si ammala quasi mai all'improvviso, ma accumula "micro-danni" invisibili per decenni, &nbsp;attraverso fattori di rischio spesso silenziosi come pressione alta, colesterolo elevato, sedentariet&agrave;, sovrappeso e fumo.</p>
<p>La buona notizia? L'Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave; (OMS) stima che <strong>fino all'80% dei casi di malattie cardiache premature e ictus sia assolutamente prevenibile</strong>.</p>
<p>La prevenzione, oggi, non &egrave; pi&ugrave; una lista di privazioni noiose, ma una strategia di buone abitudini per promuovere la salute e il benessere.</p>
<p>Proprio per aiutare i cittadini a conoscere meglio questi temi e a confrontarsi direttamente con gli specialisti,<strong> domani gioved&igrave; 4 giugno alle 20.30&nbsp;</strong>negli spazi C-Lab della Fondazione Ospedale Cuneo, in via Busca 3, si terr&agrave; l'incontro pubblico "<strong>Dritti al Cuore! - Dalla prevenzione alla terapia delle patologie cardiovascolari</strong>", organizzato dall'associazione <strong>L'Albero dell'Amicizia</strong> con il sostegno della <strong>Fondazione Ospedale Cuneo ETS</strong>.</p>
<p>L'obiettivo della serata &egrave; semplice ma ambizioso: avvicinare la medicina ai cittadini, offrendo informazioni chiare e aggiornate sulla prevenzione e sulle pi&ugrave; moderne cure cardiovascolari.</p>
<p>Spesso si pensa che la predisposizione genetica sia un destino inevitabile: per anni ci siamo nascosti dietro a frasi come: "<em>Nella mia famiglia sono tutti ipertesi, non posso farci niente</em>".</p>
<p>La moderna ricerca sull'epigenetica &ndash; la scienza che studia come l'ambiente e le abitudini influenzano l'espressione dei nostri geni &ndash; dimostra il contrario. Avere familiarit&agrave; per infarto aumenta il rischio, ma adottare una protezione attiva (dieta, movimento, assenza di fumo) riduce il rischio cardiovascolare effettivo di oltre il 50%, annullando di fatto gran parte dello svantaggio ereditario: la genetica carica la pistola, ma lo stile di vita preme il grilletto.</p>
<h2>Malattie cardiovascolari, cosa si pu&ograve; fare per prevenire?</h2>
<p>Per prevenire, il primo passo &egrave; conoscere i propri valori: pressione arteriosa, colesterolo LDL e circonferenza vita rappresentano tre indicatori fondamentali per valutare il rischio.</p>
<p>Il movimento fisico &egrave; fondamenteale, ma non serve correre una maratona. Gli studi dimostrano che <strong>bastano 150 minuti a settimana di camminata veloce</strong> (circa 20-25 minuti al giorno) per ridurre il rischio cardiaco del 30%. L'attivit&agrave; fisica non serve solo a bruciare calorie, ma agisce come un farmaco naturale: aumenta il colesterolo "buono" (HDL), rende le arterie pi&ugrave; elastiche e riduce l'infiammazione sistemica.</p>
<p>A tavola, la "<em>dieta mediterranea</em>" autentica rimane il gold standard mondiale: sostituire i grassi saturi (burro, carni grasse) con grassi monoinsaturi (olio extravergine d'oliva) e aumentare l'apporto di fibre (legumi, verdura) riduce l'assorbimento del colesterolo nel sangue. Inoltre, <strong>ridurre il sale</strong> a meno di 5 grammi al giorno (un cucchiaino) evita che le arterie diventino rigide e "sotto pressione".</p>
<p>Durante l'incontro sar&agrave; possibile approfondire questi aspetti direttamente con alcuni dei principali specialisti dell'Ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo.</p>
<p>Dopo i saluti istituzionali del presidente della Commissione Sanit&agrave; della Regione Piemonte,&nbsp;<strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, interverranno la dottoressa <strong>Roberta Rossini</strong>, direttore della Struttura Complessa di Cardiologia, il dottor <strong>Maurizio Roberto</strong>, direttore della Struttura Complessa di Cardiochirurgia, il dottor <strong>Francesco Rosato</strong>, dirigente medico di Cardiochirurgia, la dottoressa <strong>Erika Taravelli</strong>, dirigente medico aritmologa della Cardiologia, e il dottor <strong>Luigi Biasco</strong>, dirigente medico emodinamista della Cardiologia.</p>
<p>Uno degli aspetti pi&ugrave; interessanti della serata sar&agrave; proprio il dialogo con il pubblico: verr&agrave; dedicato ampio spazio alle domande dei partecipanti, che potranno confrontarsi direttamente con i professionisti su dubbi, curiosit&agrave;, sintomi, fattori di rischio, esami da effettuare e nuove possibilit&agrave; terapeutiche.</p>
<p>Non un semplice convegno, dunque, ma un'occasione concreta per ricevere informazioni affidabili da chi ogni giorno si occupa di prevenire e curare le patologie cardiovascolari.</p>
<p>La partecipazione &egrave; gratuita. Per motivi organizzativi &egrave; consigliata la prenotazione attraverso la piattaforma Eventbrite a questo <a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-dritti-al-cuore-1988319192228" target="_blank" rel="nofollow">LINK</a>.</p>]]></description><pubDate>Wed, 03 Jun 2026 17:35:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Il disagio invisibile degli adolescenti: "La generazione più infelice di sempre"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/il-disagio-invisibile-degli-adolescenti-la-generazione-piu-infelice-di-sempre_120176.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/il-disagio-invisibile-degli-adolescenti-la-generazione-piu-infelice-di-sempre_120176.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/146627.jpg" title="Laura Dalla Ragione" alt="Laura Dalla Ragione" /><br /><p>L&rsquo;evento organizzato dalla neonata associazione <strong><em>L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia ETS</em></strong> al Circolo &lsquo;L Caprissi di Cuneo, nella serata di marted&igrave; 12 maggio, non &egrave; stato un classico convegno specialistico. &Egrave; stato piuttosto un tentativo collettivo di comprendere una delle emergenze pi&ugrave; profonde del nostro tempo: <strong>il rapporto sempre pi&ugrave; fragile degli adolescenti con s&eacute; stessi, con il proprio corpo e con il mondo</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/small_146631.jpg" alt="I relatori dell'evento Attacco al corpo" loading="lazy"></p>
<p>Il titolo dell&rsquo;incontro, &ldquo;<strong>Attacco al corpo&rdquo;</strong>, riprende quello del volume curato dalla psichiatra e psicoterapeuta <strong>Laura Dalla Ragione</strong> insieme a <strong>Renata Nacinovich</strong>; sul tavolo di confronto, durante la serata, i temi trattati sono stati disturbi alimentari, bullismo, autolesionismo, ritiro sociale, dipendenza dai social, ansia da prestazione, vuoto relazionale e incapacit&agrave; crescente degli adulti di leggere il linguaggio del disagio giovanile.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/small_146632.jpg" alt="Libro Attacco al Corpo" loading="lazy"></p>
<p>Una sala piena, un silenzio attento, domande che arrivano dritte da genitori, insegnanti, educatori e ragazzi.&nbsp;A dialogare con il pubblico sono stati la stessa <strong>Laura Dalla Ragione</strong>, l&rsquo;insegnante <strong>Roberta Dalmasso</strong> e lo studente quindicenne <strong>Luca Cavallera</strong>, in un confronto che ha alternato riflessioni cliniche, esperienze scolastiche e punti di vista generazionali.&nbsp;&Egrave; possibile rivedere l'intero incontro nel <strong>video</strong> al fondo di questo articolo.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/small_146633.jpg" alt="Circolo 'l Caprissi" loading="lazy"></p>
<h2>Il corpo come luogo della sofferenza</h2>
<p>Il cuore della riflessione proposta da Laura Dalla Ragione parte da un concetto preciso: oggi il corpo &egrave; diventato il principale luogo di espressione del dolore adolescenziale.</p>
<p>Quando mancano le parole, quando le emozioni non trovano uno spazio per essere riconosciute e accolte, il disagio si trasferisce sul corpo. &Egrave; l&igrave; che compaiono restrizioni alimentari, abbuffate compulsive, autolesionismo, ossessioni estetiche, rifiuto di s&eacute; e comportamenti estremi.</p>
<p>&ldquo;<em>Il corpo &egrave; diventato il teatro della sofferenza</em>&rdquo;, ha spiegato la psichiatra. Un corpo che non viene pi&ugrave; vissuto come casa o identit&agrave;, ma come qualcosa da controllare, modificare, punire o esibire.</p>
<p>Secondo Dalla Ragione, ci&ograve; che colpisce maggiormente &egrave; la rapidit&agrave; con cui il disagio sta crescendo e abbassando la propria et&agrave; di esordio. Bambini e preadolescenti arrivano sempre pi&ugrave; frequentemente ai servizi sanitari con problematiche che fino a pochi anni fa riguardavano et&agrave; molto pi&ugrave; avanzate.</p>
<p>Nel messaggio inviato agli organizzatori e letto in apertura dell&rsquo;incontro, il presidente della Commissione Sanit&agrave; della Regione Piemonte <strong>Luigi Genesio Icardi</strong> ha citato dati che restituiscono la dimensione del fenomeno: tra il 2019 e il 2023 circa tre milioni di italiani hanno sofferto di disturbi della nutrizione e dell&rsquo;alimentazione, con un incremento impressionante dei casi dopo la pandemia. Oltre il 30% dei pazienti ha meno di 14 anni.&nbsp;Numeri che hanno portato Icardi a definire il fenomeno &ldquo;<em>una vera emergenza sanitaria e sociale</em>&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/small_146634.jpg" alt="Laura Dalla Ragione" loading="lazy"></p>
<h2>&ldquo;La generazione pi&ugrave; infelice di sempre&rdquo;</h2>
<p>Uno dei passaggi pi&ugrave; forti della serata &egrave; arrivato quando Laura Dalla Ragione ha affrontato il tema della fragilit&agrave; contemporanea.</p>
<p>&ldquo;<em>Volevamo costruire la generazione pi&ugrave; felice di sempre e invece abbiamo costruito la generazione pi&ugrave; infelice di sempre</em>&rdquo;, ha osservato.</p>
<p>Per descrivere il clima emotivo che attraversa il mondo adolescenziale, la psichiatra ha citato lo scrittore francese Georges Bernanos: &ldquo;<em>Quando i giovani hanno freddo, tutta l&rsquo;umanit&agrave; batte i denti</em>&rdquo;. Una frase usata per spiegare quanto il disagio giovanile non sia un problema marginale o privato, ma un segnale che riguarda l&rsquo;intera societ&agrave;.</p>
<p>Secondo Dalla Ragione, la pandemia ha funzionato da detonatore di una sofferenza gi&agrave; presente: &ldquo;<em>Ha scoperchiato qualcosa che esisteva gi&agrave;</em>&rdquo;. Ma il problema non nasce soltanto dagli ultimi anni o dalla tecnologia. &Egrave; pi&ugrave; profondo e riguarda il senso stesso dell&rsquo;esistenza.<br><br></p>
<h2>&ldquo;L&rsquo;essere umano non sopporta l&rsquo;insignificanza&rdquo;</h2>
<p>Nel corso del suo intervento, la psichiatra ha spiegato come l&rsquo;essere umano possieda una straordinaria capacit&agrave; di sopravvivere anche a esperienze molto dolorose:&nbsp;&ldquo;<em>Possiamo sopportare un lutto, una separazione, una malattia, un trauma. Possiamo sopportare dolori terribili. Ma dobbiamo riuscire a dare senso a quello che viviamo</em>&rdquo;.</p>
<p>&Egrave; qui che si aprirebbe la vera fragilit&agrave; contemporanea: molti adolescenti faticano a trovare un significato stabile alla propria esperienza, alle relazioni, al futuro e persino al proprio posto nel mondo.</p>
<p>&ldquo;<em>L&rsquo;essere umano non sopporta l&rsquo;insignificanza</em>&rdquo;, ha detto Dalla Ragione, indicando quella mancanza di senso come una delle radici pi&ugrave; profonde del disagio contemporaneo.</p>
<p>I ragazzi di oggi &mdash; ha sottolineato &mdash; non sono cos&igrave; diversi da quelli delle generazioni precedenti. Cercano ancora amore, riconoscimento, ascolto, appartenenza. Ma crescono in un contesto dove spesso gli adulti appaiono distratti, assenti o incapaci di intercettare davvero il loro dolore.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/small_146638.jpg" alt="Riflessioni del pubblico" loading="lazy"></p>
<h2>&ldquo;Non mi sento visto&rdquo;</h2>
<p>Tra i concetti che hanno attraversato con pi&ugrave; forza la serata c&rsquo;&egrave; stato quello dello &ldquo;<em>sguardo</em>&rdquo;.</p>
<p>Secondo Dalla Ragione, quasi tutti gli adolescenti che incontra nei percorsi terapeutici &mdash; indipendentemente dalla patologia &mdash; ripetono le stesse frasi: &ldquo;<em>Non mi sento visto</em>&rdquo;, &ldquo;<em>Non mi sento accolto</em>&rdquo;, &ldquo;<em>Non mi sento guardato</em>&rdquo;.</p>
<p>La psichiatra ha citato una ricerca Censis condotta su 16mila adolescenti tra i 14 e i 18 anni. Alla domanda &ldquo;<em>Sapresti a chi chiedere aiuto se stessi male?</em>&rdquo;, l&rsquo;80% ha risposto di no.&nbsp;Un dato che racconta un enorme vuoto relazionale. Molti ragazzi non sanno a chi rivolgersi davanti a un dolore, a un episodio di bullismo, a una crisi personale o a un trauma. <em>&ldquo;Esiste come un muro tra gli adulti e gli adolescenti</em>&rdquo;, ha spiegato Dalla Ragione. &ldquo;<em>Parliamo linguaggi diversi</em>&rdquo;.</p>
<p>Eppure il bisogno resta lo stesso di sempre: sentirsi riconosciuti. Perch&eacute; lo sguardo adulto, quando &egrave; autentico, permette ai ragazzi di sentirsi legittimati a esistere.&nbsp;&ldquo;<em>Ti toglie dalla terra degli sbagliati</em>&rdquo;, ha detto la psichiatra. "<em>Ti fa sentire che il mondo ti accetta per quello che sei</em>".</p>
<p>Quando questo sguardo manca, molti adolescenti finiscono per sentirsi profondamente inadeguati, fino a sviluppare convinzioni devastanti: "<em>Non ho diritto a essere felice</em>", "<em>Non ho diritto ad avere un posto nel mondo</em>".</p>
<p>Frasi che, ha osservato Dalla Ragione, vengono pronunciate anche da ragazzi intelligenti, brillanti, apparentemente &ldquo;<em>perfetti</em>&rdquo;, ma interiormente convinti di non essere abbastanza.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/small_146641.jpg" alt="Laura Dalla Ragione" loading="lazy"></p>
<h2>Il fallimento della cultura della performance</h2>
<p>Una parte importante del dibattito ha riguardato il modello educativo contemporaneo e la pressione costante sulle performance.</p>
<p>Secondo Dalla Ragione, molti adolescenti crescono sentendosi continuamente valutati: scuola, sport, relazioni sociali, immagine, successo personale. Ma il problema non &egrave; soltanto l&rsquo;eccesso di aspettative. &Egrave; il fatto che spesso gli adulti chiedano ai ragazzi di essere diversi da ci&ograve; che sono realmente.</p>
<p>Ha citato una riflessione del poeta Rilke: "<em>Quando mai si pretenderebbe da un cigno una delle prove destinate al leone?</em>".&nbsp;Una metafora usata per raccontare quanto frequentemente genitori, scuola e societ&agrave; proiettino sui ragazzi desideri e modelli irrealistici.</p>
<p>"<em>Chiediamo loro troppo</em>", sostiene. "<em>Non soltanto nei risultati scolastici o sportivi, ma nelle richieste profonde: essere sempre forti, sicuri, adeguati, performanti</em>".</p>
<p>Per spiegare questa dinamica, Dalla Ragione ha richiamato anche una frase di Sant&rsquo;Agostino: &ldquo;<em>Volo ut sis &mdash; voglio che tu sia ci&ograve; che sei</em>&rdquo;: "<em>Sembra la cosa pi&ugrave; semplice del mondo</em>", ha osservato, "<em>ma &egrave; forse la pi&ugrave; difficile</em>". Perch&eacute; accettare davvero l&rsquo;altro significa rinunciare alle proprie aspettative e proiezioni.</p>
<p>La riflessione si &egrave; intrecciata anche con la critica a quella che Dalla Ragione ha definito &ldquo;<em>l&rsquo;ossessione contemporanea per la felicit&agrave;</em>&rdquo;.</p>
<p>Molti genitori &mdash; ha spiegato &mdash; cercano inconsapevolmente di eliminare ogni ostacolo dal percorso dei figli, trasformandosi in &ldquo;<em>genitori spazzaneve</em>&rdquo;: adulti che preparano una strada priva di frustrazioni, sconfitte e fallimenti.</p>
<p>Ma crescere significa inevitabilmente confrontarsi anche con il limite, con il dolore e con le difficolt&agrave; reali della vita. Privare i ragazzi di questa esperienza rischia di renderli ancora pi&ugrave; fragili proprio nel momento in cui si troveranno davanti a ostacoli inevitabili.&nbsp;Educare non significa evitare ogni sofferenza ai figli, ma aiutarli ad attraversarla.<br><br></p>
<h2>Il crollo delle &ldquo;cornici&rdquo; educative</h2>
<p>Secondo la psichiatra, un altro elemento decisivo della crisi attuale &egrave; la progressiva perdita di riferimenti condivisi.&nbsp;In passato &mdash; ha spiegato &mdash; esistevano cornici pi&ugrave; definite: sistemi valoriali, confini educativi e soprattutto differenze pi&ugrave; nette tra mondo adulto e mondo adolescenziale. Oggi quelle strutture sono molto pi&ugrave; fragili.</p>
<p>Famiglia e scuola si trovano spesso sole davanti a problemi complessi, senza strumenti sufficienti per interpretarli.&nbsp;"<em>Incontro continuamente genitori e insegnanti che mi dicono: non li capiamo pi&ugrave;</em>".&nbsp;Una difficolt&agrave; che emerge soprattutto davanti ai comportamenti pi&ugrave; estremi, come l&rsquo;autolesionismo.<br><br></p>
<h2>&ldquo;Si fanno male per sentirsi vivi&rdquo;</h2>
<p>Uno dei passaggi pi&ugrave; intensi dell&rsquo;intervento ha riguardato proprio il tema dell&rsquo;<strong>autolesionismo</strong>.&nbsp;Dalla Ragione ha voluto chiarire che, nella maggior parte dei casi, tagliarsi o procurarsi dolore fisico non rappresenta un tentativo di suicidio. &Egrave; qualcosa di diverso e, per certi versi, ancora pi&ugrave; inquietante: "<em>Lo fanno per sentirsi vivi</em>".</p>
<p>Il dolore fisico diventa una prova di esistenza, un modo per sentire il limite del corpo quando il mondo emotivo appare anestetizzato o incomprensibile.&nbsp;Un meccanismo che la psichiatra ha definito &ldquo;<em>perverso</em>&rdquo;, ma che racconta con estrema chiarezza il livello di smarrimento vissuto da molti adolescenti contemporanei.<br><br></p>
<h2>Gli adolescenti di oggi&nbsp;</h2>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/small_146635.jpg" alt="Luca Cavallera" loading="lazy"></p>
<p>Particolarmente significativo &egrave; stato anche il contributo del pi&ugrave; giovane tra i relatori,&nbsp;<strong>Luca Cavallera</strong>, che ha raccontato dall&rsquo;interno il mondo degli adolescenti contemporanei.&nbsp;Tutti gli adulti sono stati adolescenti, ma lo sono stati in un periodo e contesto storico e sociale molto diverso da quello attuale.</p>
<p>La sua generazione &mdash; ha spiegato &mdash; &egrave; cresciuta immersa nella tecnologia fin dall&rsquo;infanzia. Smartphone, social network, video brevi, notifiche continue e connessione permanente hanno modificato il modo stesso di vivere relazioni, tempo e identit&agrave;.</p>
<p>Oggi &egrave; quasi sparita la dimensione dell&rsquo;attesa. Musica, contenuti, relazioni e gratificazioni sono immediatamente accessibili. Tutto arriva subito. E questa immediatezza rischia di rendere pi&ugrave; difficile sviluppare tolleranza alla frustrazione e capacit&agrave; di gestire il limite.</p>
<p>L&rsquo;insegnante <strong>Roberta Dalmasso</strong> ha invece portato lo sguardo della scuola, raccontando come gli insegnanti si trovino sempre pi&ugrave; spesso a intercettare forme di disagio silenzioso: ragazzi apparentemente &ldquo;normali&rdquo;, ma emotivamente fragili, isolati o incapaci di sostenere la pressione sociale e relazionale.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/small_146636.jpg" alt="Roberta Dalmasso" loading="lazy"></p>
<h2>Social network, confronto continuo&nbsp;</h2>
<p>Durante la serata &egrave; emersa con forza anche la questione dei social network, descritti non come causa unica del disagio ma come amplificatori potenti delle fragilit&agrave; adolescenziali.</p>
<p>Gli adolescenti vivono immersi in un confronto continuo con gli altri: corpi perfetti, vite filtrate, successi esibiti, felicit&agrave; apparentemente costante. Una dinamica che alimenta ansia, senso di inadeguatezza e bisogno di approvazione.&nbsp;Paradossalmente nell&rsquo;epoca della massima connessione cresce una fortissima solitudine individuale.</p>
<p>Laura Dalla Ragione ha insistito sulla necessit&agrave; di introdurre una vera alfabetizzazione digitale gi&agrave; nelle scuole primarie. Non soltanto imparare a usare gli strumenti tecnologici, ma comprenderne gli effetti emotivi, psicologici e relazionali.</p>
<h2>Bullismo e violenza relazionale</h2>
<p>Nel corso dell&rsquo;incontro &egrave; stato affrontato anche il tema del bullismo e delle nuove forme di violenza relazionale tra adolescenti. Non soltanto episodi espliciti di aggressione o esclusione, ma anche dinamiche pi&ugrave; sottili legate al cyberbullismo, all&rsquo;umiliazione pubblica e alle relazioni tossiche tra coetanei.</p>
<p>Sul tema Luca Cavallera ha raccontato la propria esperienza con un lavoro svolto a scuola di grande impatto: la sua classe ha avuto la possibilit&agrave; di incontrare e ascoltare la testimonianza diretta di <strong>Camilla Mancini</strong>, autrice del romanzo &ldquo;<em>Libera di essere me</em>&rdquo;.</p>
<p>Il libro rappresenta un intenso racconto di rinascita e un'importante riflessione sulla salute mentale. L'autrice condivide la sua esperienza personale legata alla paresi facciale con cui convive fin dalla nascita a causa di una complicazione durante il parto. Questa condizione estetica l'ha resa per lungo tempo bersaglio di bullismo, insulti e isolamento sociale durante gli anni della scuola.</p>
<p>Durante l&rsquo;evento Luca ha spiegato quanto questo incontro con l&rsquo;autrice abbia avuto un grandissimo impatto su tutta la sua classe, sottolineando come le esperienze dirette riescano spesso ad arrivare ai ragazzi pi&ugrave; di molte lezioni teoriche.</p>
<p>Anche per Roberta Dalmasso il lavoro educativo non pu&ograve; limitarsi alla punizione dei comportamenti sbagliati: serve un percorso continuo di educazione emotiva, empatia e consapevolezza relazionale, capace di intervenire prima che il disagio degeneri in violenza o isolamento.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/small_146640.jpg" alt="Luca Cavallera e Roberta Dalmasso" loading="lazy"></p>
<h2>&ldquo;Sostare nel dolore&rdquo;: il compito difficile degli adulti</h2>
<p>Tra i concetti pi&ugrave; profondi emersi durante la serata c&rsquo;&egrave; stato quello espresso da Roberta Dalmasso: la necessit&agrave; per gli adulti di <strong>imparare a &ldquo;<em>sostare nel dolore</em>&rdquo; dei ragazzi</strong>.&nbsp;Non cercare subito la soluzione. Non minimizzare. Non spaventarsi davanti alla sofferenza adolescenziale.</p>
<p>La scuola, ha spiegato l&rsquo;insegnante, non pu&ograve; limitarsi a correggere comportamenti o a intervenire soltanto quando emergono episodi evidenti. Deve diventare uno spazio capace di ascoltare e riconoscere il disagio prima che esploda.</p>
<p>Anche Laura Dalla Ragione ha insistito molto sul tema della presenza adulta. I ragazzi, ha detto, hanno bisogno prima di tutto di sentirsi <strong>visti</strong>. Non giudicati, non continuamente valutati, ma riconosciuti nella loro esistenza e nella loro fragilit&agrave;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/small_146637.jpg" alt="Roberta Dalmasso e Laura Dalla Ragione" loading="lazy"></p>
<h2>Una generazione iperconnessa ma invisibile</h2>
<p>Nel finale dell&rsquo;incontro Laura Dalla Ragione ha richiamato una riflessione della filosofa Hannah Arendt sul concetto di &ldquo;<em><strong>patria</strong></em>&rdquo;: non un luogo geografico, ma lo spazio che nasce tra due persone che si riconoscono e si fidano reciprocamente.</p>
<p>Un&rsquo;immagine potente per descrivere ci&ograve; che oggi manca a molti adolescenti: relazioni profonde, stabili, autentiche.&nbsp;&Egrave; forse questa la contraddizione pi&ugrave; evidente: i ragazzi di oggi non sono mai stati cos&igrave; connessi, esposti e raggiungibili, eppure molti di loro si sentono invisibili.</p>
<p>Da qui la necessit&agrave; &mdash; condivisa da tutti i relatori &mdash; di costruire una vera alleanza educativa tra famiglie, scuola, servizi sanitari e territorio. Nessuna realt&agrave;, da sola, pu&ograve; affrontare questa "<em><strong>esplosione di disagio</strong></em>" giovanile contemporaneo.</p>
<p>L&rsquo;impressione finale lasciata dall&rsquo;incontro &egrave; stata quella di un bisogno enorme di confronto e ascolto; non soltanto da parte degli adolescenti, ma anche degli adulti, spesso disorientati davanti a un mondo che cambia pi&ugrave; rapidamente della capacit&agrave; collettiva di comprenderlo.</p>
<p>E forse proprio da qui bisogna ripartire: dal coraggio di fermarsi ad ascoltare ci&ograve; che i ragazzi stanno tentando di dire, anche quando non riescono pi&ugrave; a farlo con le parole.</p>
<p>Nel video qui sotto l'intero evento.</p>]]></description><pubDate>Fri, 15 May 2026 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Prevenzione e cura del dettaglio: la rivoluzione dell’allenamento]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/prevenzione-e-cura-del-dettaglio-la-rivoluzione-dellallenamento_120079.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/prevenzione-e-cura-del-dettaglio-la-rivoluzione-dellallenamento_120079.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120079/146472.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Oggi la grandezza di un atleta non si misura pi&ugrave; solo dal podio, ma dalla sua capacit&agrave; di restare in campo senza infortuni, per lungo tempo. In un calendario agonistico sempre pi&ugrave; serrato, la prevenzione non &egrave; pi&ugrave; un "optional", ma il cuore pulsante della preparazione. Il nuovo paradigma &egrave; chiaro: per vincere bisogna, prima di tutto, non fermarsi mai. Inoltre, la concorrenza ad alto livello &egrave; sempre in aumento: con un maggior numero di atleti capaci di realizzare performance assolute, pochi millimetri e frazioni di secondo possono fare la differenza.</p>
<p><strong>Forza o elasticit&agrave;?</strong></p>
<p>Spesso nelle tabelle di allenamento si pone il focus sul costruire forza e massa muscolare, ma &egrave; piuttosto l&rsquo;<strong>equilibrio tra potenza ed elasticit&agrave;</strong> a fare la differenza, sia sull&rsquo;esito della singola competizione che sulla resa a lungo termine.</p>
<p>Facciamo un esempio concreto: un maratoneta d'&eacute;lite copre i 42 km con passi medi di 1,85 metri. Se, grazie a una migliore elasticit&agrave; muscolare, riuscisse ad <strong>allungare ogni passo</strong> di soli 10 centimetri, il suo tempo finale crollerebbe di ben 6 minuti. Un abisso che permetterebbe al 40&deg; classificato di un&rsquo;Olimpiade di balzare sul gradino pi&ugrave; alto del podio.</p>
<p>Persino il mito Usain Bolt avrebbe potuto fare di meglio: con soli 3 centimetri in pi&ugrave; a falcata, il suo record di 9&rsquo;58&rsquo;&rsquo; sui 100 metri sarebbe diventato un incredibile 9&rsquo;50&rsquo;&rsquo;.</p>
<p><strong>Respirare meglio per essere pi&ugrave; performanti</strong></p>
<p>Esiste un motore silenzioso che spesso dimentichiamo di revisionare: il <strong>sistema respiratorio</strong>. Molti atleti attribuiscono la stanchezza a una mancanza di allenamento muscolare, quando il problema &egrave; spesso un&rsquo;<strong>inefficienza della componente respiratoria</strong> nel portare ai muscoli stessi il carburante, cio&egrave; l&rsquo;ossigeno.</p>
<p>Ottimizzare la respirazione significa <strong>aumentare la "cilindrata" dell&rsquo;atleta </strong>(il VO2 max) senza necessariamente sottoporre il corpo ad allenamenti estenuanti. Una respirazione corretta garantisce un afflusso costante di sangue ai muscoli, ritardando il senso di fatica e migliorando la lucidit&agrave; nei momenti decisivi.</p>
<p><strong>Il cervello al servizio del movimento</strong></p>
<p>Oltre ai muscoli, c'&egrave; la <strong>propriocezione</strong>: la capacit&agrave; del cervello di elaborare i segnali che arrivano dai recettori per gli stimoli esterni e interni (occhio, organo dell&rsquo;equilibrio, piede, bocca, articolazioni e pelle sono i principali), creando la migliore strategia di stabilit&agrave; nello spazio, da fermi e in movimento.</p>
<p><strong>L&rsquo;efficacia del sistema propriocettivo garantisce velocit&agrave; di reazione</strong>. Immaginate un tennista: se il suo sistema visivo &egrave; allenato a "leggere" la palla dell'avversario anche solo pochi centesimi di secondo prima, potr&agrave; posizionarsi meglio e colpire con precisione chirurgica. La programmazione del gesto parte, infatti, sempre dallo stimolo visivo: l&rsquo;occhio anticipa di 300 millisecondi ogni contrazione muscolare.</p>
<p><strong>Un sistema propriocettivo allenato ed equilibrato mette il corpo in sicurezza</strong>: un corpo consapevole si muove in modo fluido ed economico, evitando sovraccarichi inutili e riducendo drasticamente il rischio di infortuni.</p>
<p><strong>Il vero obiettivo</strong></p>
<p>L'obiettivo finale di un allenamento all&rsquo;avanguardia non &egrave; solo "potenziare", ma<strong> educare e preservare</strong>. L'atleta deve conoscere il proprio corpo e la propria mente come una macchina di precisione: creare questo substrato di consapevolezza &egrave; l&rsquo;unico modo per costruire una preparazione fisica davvero efficace e sostenibile e, allo stesso tempo, un <strong>mindset vincente</strong> capace di sostenere la pressione senza crolli e sovraccarico.</p>
<p>La vera arte dell&rsquo;allenamento &egrave; quella di far rendere al meglio l&rsquo;atleta, permettendogli di ottenere i migliori risultati possibili e di poter mantenere il suo massimo livello di prestazione per un periodo di tempo maggiore possibile: per questo Vialibera combina una squadra di professionisti formati nel sostenere i diversi aspetti (fisici e mentali) dell&rsquo;allenamento, dalla rieducazione respiratoria allo stress management, dalla costruzione di forza alla nutrizione specifica.</p>
<p><em>L'articolo &egrave; stato redatto da Fabrizio Botanica, professionista di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em></p>
<p><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.</em></p>]]></description><pubDate>Thu, 14 May 2026 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[“I care for me for you”: coinvolti 500 studenti nel Cuneese]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/i-care-for-me-for-you-coinvolti-500-studenti-nel-cuneese_119682.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/i-care-for-me-for-you-coinvolti-500-studenti-nel-cuneese_119682.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119682/145817.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Giovedi 14 maggio si svolgeranno le giornate conclusive, dalle ore 17.30 a Cuneo (presso il salone di rappresentanza dell&rsquo;Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle) e Savigliano (Palazzo Miretti, via Miretti 4 ang. piazza Santarosa) per la restituzione dei lavori prodotti da ragazze e ragazzi delle scuole secondarie di I e II grado di alcuni comuni della provincia di Cuneo (Savigliano, Cavallermaggiore, Barge, Fossano, Mondov&igrave;, Villanova Mondov&igrave;, Cuneo, Dronero, Morozzo), all&rsquo;interno dell&rsquo;iniziativa &ldquo;I care for me for you&rdquo; promossa da Azienda Zero, Rete Oncologica di Piemonte e Valle d&rsquo;Aosta e Asl Citt&agrave; di Torino nell&rsquo;ambito del progetto Diderot di Fondazione CRT.</p>
<p>I professionisti coinvolti (oncologi, nutrizionisti, pediatri, psicologi), nella convinzione che promuovere la salute direttamente nelle aule scolastiche sia la battaglia pi&ugrave; efficace per prevenire il cancro, hanno proposto agli studenti spunti di riflessione trasversali per sollecitare e stimolare quella consapevolezza sulla scelta del proprio stile di vita, chiedendo loro una restituzione alla comunit&agrave; delle loro percezioni.</p>
<p>Gioved&igrave; saranno presentati i lavori: campagne, video, testi e immagini per promuovere corretti stili di vita, contro il fumo, l&rsquo;assunzione di alcol o di sostanze, a favore di diete sane. Anche quest&rsquo;anno in classe &egrave; stato affrontato il tema dei tumori e delle fake news sui temi di salute, dell&rsquo;alimentazione e della prevenzione, con un focus sugli screening proposti dal Servizio Sanitario Nazionale.</p>
<p>Importante l&rsquo;interazione con gli studenti attraverso la metodologia didattica del service learning e dell&rsquo;entertainment education.</p>
<p>Spiegano i professionisti: &ldquo;<em>Il coinvolgimento diretto dei giovanissimi, con lezioni interattive per stimolare le loro riflessioni e aiutarli nell&rsquo;espressione di una proposta personale di un progetto, che spesso si &egrave; tradotta anche in un proposito a puntare sul miglioramento dello stile di vita, ha rappresentato un po&rsquo; la chiave di volta per raggiungere l&rsquo;obiettivo: lasciare un seme perch&eacute; cresca in ciascuno di loro e nella comunit&agrave; dei pari uno stimolo a differenziarsi rispetto a comportamenti magari attrattivi, seducenti ma deresponsabilizzanti</em>&rdquo;.</p>
<p>Numerose le scuole coinvolte con circa 500 studenti complessivamente: hanno aderito alcune classi del Liceo De Amicis di Cuneo, dell&rsquo;Alberghiero &ldquo;Virginio Donadio&rdquo; di Dronero, dell&rsquo;Istituto Comprensivo di Morozzo (scuola secondaria di I grado), l&rsquo;Istituto Cravetta-Marconi, il CNOS-FAP di Fossano, il Giolitti-Bellisario-Paire con alcune classi di Barge e Mondov&igrave;, l&rsquo;Istituto Comprensivo di Villanova Mondov&igrave; e di Cavallermaggiore (con classi della scuola media).</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119682/small_145818.jpg" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Thu, 07 May 2026 16:45:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Una voce sana in un corpo sano!]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/una-voce-sana-in-un-corpo-sano_118232.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/una-voce-sana-in-un-corpo-sano_118232.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118232/143370.jpg" title="" alt="" /><br /><div>Il 16 aprile &egrave; la <strong>Giornata Mondiale della Voce</strong>: quale migliore occasione di ascoltarci, letteralmente, cercando di comprendere che cosa il nostro corpo e la nostra voce hanno da dirci?</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Nella storia dell&rsquo;essere umano, la voce ha iniziato ad assumere la funzione comunicativa ed espressiva legata alla parola circa 50.000 anni fa: ogni gruppo etnico ha sviluppato suoni sempre pi&ugrave; precisi organizzati secondo regole e criteri, che permettessero di trasmettere concetti e intenzioni, di narrare fatti, di collaborare per un fine comune.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>All&rsquo;interno del corpo umano, strutture appartenenti a organi e apparati diversi sono state &ldquo;prese in prestito&rdquo; per essere messe al servizio della parola:</div>
<div>
<ul>
<li>il diaframma, i muscoli addominali e tutte le strutture respiratorie hanno dovuto affinare il loro movimento per gestire il volume della voce, la lunghezza delle frasi, gli accenti e la cadenza del parlato;</li>
<li>la laringe ha sviluppato i micromovimenti articolari e muscolari necessari per creare infinite combinazioni di tensione e spessore delle pliche mucose contenute al suo interno, evolute via via in vere e proprie <strong>corde vocali</strong>;</li>
<li>la lingua, il palato molle, i denti e le labbra non sono pi&ugrave; stati semplicemente dedicati al nutrimento, ma hanno appreso come interagire tra loro, con le altre strutture della bocca, con il flusso d&rsquo;aria in uscita per produrre vocali e consonanti, schiocchi e trilli, per far risuonare e amplificare ogni suono prodotto.</li>
</ul>
</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&Egrave; avvenuto un vero e proprio <em>collage evolutivo</em>, che ha unito parti diverse degli apparati digestivo, respiratorio, masticatorio e muscolo-scheletrico per creare il neonato <strong>sistema vocale</strong>. La conseguenza &egrave; che <strong>la nostra voce &egrave; influenzata da un&rsquo;infinit&agrave; di fattori diversi</strong>!</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La disfonia (ovvero la cattiva qualit&agrave; della voce o la fatica vocale) e l&rsquo;afonia (la perdita completa di voce) possono infatti avere cause molto diverse e a loro volta essere all&rsquo;origine di importanti disagi limitando la comunicazione, l&rsquo;attivit&agrave; lavorativa o la performance artistica.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Una delle principali cause, o concause, di sovraccarico e sforzo vocale &egrave; l&rsquo;<strong>alterazione dell&rsquo;equilibrio posturale</strong>: la priorit&agrave; per l&rsquo;essere umano &egrave; infatti quella di poter mantenere stabilmente la postura eretta che gli permette di controllare l&rsquo;ambiente, interagire con i suoi simili e portare a termine le azioni necessarie alla sopravvivenza. Per quanto parlare e comunicare ci sembri importante, in realt&agrave;, per il nostro sistema si stratta di un optional! <strong>Solo quando la postura &egrave; stabile, sicura e in comfort</strong> (senza dolore) <strong>le nostre capacit&agrave; superiori </strong>(ragionare in modo astratto, comunicare, manifestare creativit&agrave;) <strong>possono esprimersi al meglio</strong>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Per fare un esempio concreto: poniamo caso che sia presente un<strong> difetto visivo</strong>, l&rsquo;occhio destro con un&rsquo;acuit&agrave; decisamente inferiore al sinistro. <strong>La postura del capo </strong>(<strong>e di tutto il corpo di conseguenza</strong>) <strong>ne risentir&agrave;</strong>: la testa cercher&agrave; di ruotare leggermente per favorire l&rsquo;occhio sinistro (i muscoli del collo saranno costantemente attivi in torsione), mentre le spalle potrebbero portarsi in rotazione opposta per favorire l&rsquo;uso della mano destra, il bacino, gli arti inferiori e i piedi saranno informati di riflesso in modo asimmetrico dalla posizione degli occhi e del capo, proseguendo a cascata questo atteggiamento in torsione.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Come potr&agrave; esprimersi la voce in una situazione cos&igrave; sbilanciata e in presenza di tensioni muscolari di questo tipo (e probabilmente con dolori a livello cervicale e dorsale)? Ci sar&agrave; sicuramente pi&ugrave; <strong>fatica vocale</strong>, dovuta alla maggiore tensione,<strong> che sul lungo tempo pu&ograve; cronicizzare in disfonia, afonia ricorrente o alterazioni delle corde vocali</strong>, come noduli o edemi.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Naturalmente non solo i difetti visivi possono creare questo scompenso, ma tutte le alterazioni dei recettori posturali: organo dell&rsquo;equilibrio, mandibola, piede, e tutte le relative interazioni che possono essere evidenziate da un&rsquo;analisi posturale.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La corretta funzionalit&agrave; delle corde vocali &egrave; strettamente connessa, inoltre, con la salute della muscosa che le riveste: se questa &egrave; irritata non potr&agrave; vibrare efficacemente e la voce perder&agrave; di qualit&agrave;. La <strong>salute del tratto digestivo</strong> &egrave; quindi fondamentale: un&rsquo;alimentazione corretta e sana mantiene l&rsquo;equilibrio la flora batterica intestinale e il fisiologico pH gastrico.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Una buona dinamica respiratoria, infine, &egrave; fondamentale per due aspetti:</div>
<div>
<ul>
<li>permette di creare un'adeguata riserva di aria e di espellerla in modo funzionale per la nostra comunicazione: <strong>il volume, la risonanza e la proiezione del suono si creano senza fatica</strong> se la respirazione &egrave; efficiente;</li>
<li>mantiene la pressione all&rsquo;interno della cavit&agrave; addominale nella norma (senza compressione del diaframma sullo stomaco e conseguente reflusso acido) e favorisce la motilit&agrave; intestinale (evitando stasi, fermentazione e gonfiore).</li>
</ul>
</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Chi &egrave; quindi che deve prendersi cura della voce? Gli studi pi&ugrave; recenti supportano l&rsquo;<strong>approccio multidisciplinare </strong>ai disturbi della voce: la diagnosi del medico foniatra o otorinolaringoiatra, la riabilitazione e la rieducazione logopedica, la valutazione e il riequilibrio posturale, il trattamento osteopatico e la ginnastica respiratoria sono gli strumenti pi&ugrave; indicati per individuare la natura del problema e approcciarlo in maniera globale.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Accompagnare il corpo (e la persona) a ritrovare salute ed equilibrio, senza rivolgersi semplicemente al sintomo, &egrave; l&rsquo;obiettivo che ci poniamo a Vialibera: le problematiche di voce sono prese in carico dal punto di vista osteopatico e posturale da professionisti specificamente formati, in collaborazione con Foniatra, Logopedista o Otorinolaringoiatra di riferimento per il paziente.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>L'articolo &egrave; stato redatto da Valeria Milanesio, professionista di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.</em></div>]]></description><pubDate>Thu, 16 Apr 2026 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Dai medical drama alla realtà: la neurochirurgia spiegata ai cittadini ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/dai-medical-drama-alla-realta-la-neurochirurgia-spiegata-ai-cittadini_117158.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/dai-medical-drama-alla-realta-la-neurochirurgia-spiegata-ai-cittadini_117158.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/141846.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Diciamoci la verit&agrave;: quando si parla di chirurgia e di ospedali, l&rsquo;immaginazione corre subito a quello che siamo abituati a vedere nei medical drama pi&ugrave; famosi. Ma com&rsquo;&egrave; davvero la realt&agrave;?</p>
<p>&ldquo;<em>&Egrave; quello a cui cerchiamo di rispondere con i nostri eventi</em>&rdquo;, spiegano i membri della neonata associazione <strong>L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia</strong>, un gruppo di persone che da un anno si impegna a organizzare incontri tra specialisti e cittadini per promuovere la prevenzione, la cultura della salute e la conoscenza delle eccellenze mediche del territorio.</p>
<p>Anche l&rsquo;ultimo evento dell&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia &egrave; stato organizzato in quest&rsquo;ottica: mercoled&igrave; 18 marzo, presso il Centro Incontri della Provincia, davanti a una Sala Falco gremita di spettatori attenti, si &egrave; tenuto l&rsquo;incontro dal titolo &ldquo;<strong>Neurochirurgia, questa sconosciuta!</strong>&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141847.jpg" alt=""></p>
<p>Il successo &egrave; stato evidente fin da subito. Una delle frasi pi&ugrave; ripetute a fine evento dal pubblico, rivolgendosi agli specialisti, &egrave; stata &ldquo;<em>Voi fate miracoli!</em>&rdquo;.</p>
<p>Chi &egrave; davvero il neurochirurgo? Di cosa si occupa e quali patologie tratta? Chi sono le figure che lavorano con lui e quali competenze e formazione devono avere?&nbsp;E infine: perch&eacute; questo reparto non &egrave; presente in tutti gli ospedali? Nella nostra provincia, ad esempio, &egrave; presente solo al Santa Croce e Carle di Cuneo.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141848.jpg" alt=""></p>
<p>A guidare il pubblico durante l&rsquo;incontro &egrave; stato il dottor <strong>Michele D&rsquo;Agruma</strong>, direttore della Struttura Complessa di Neurochirurgia di Cuneo, che insieme al suo staff ha accompagnato i presenti in un vero e proprio viaggio all&rsquo;interno di un reparto ad altissima specializzazione.</p>
<p>Nel suo primo intervento, il dottor D&rsquo;Agruma ha spiegato la struttura del reparto, sottolineando quanto sia fondamentale la multidisciplinariet&agrave;. Neuroradiologia, neurologia, neurorianimazione, neuroanestesia, algologia, neuropatologia, radioterapia e fisiatria sono solo alcune delle specialit&agrave; coinvolte: un lavoro di squadra continuo, indispensabile per affrontare casi complessi.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141849.jpg" alt=""></p>
<p>Nel descrivere l&rsquo;organizzazione del sistema sanitario, che distingue tra ospedali &ldquo;Hub&rdquo; &ndash; gli unici in cui pu&ograve; essere presente la neurochirurgia &ndash; e ospedali &ldquo;Spoke&rdquo;, il dottor D&rsquo;Agruma &egrave; stato affiancato da <strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, attuale presidente della Commissione Sanit&agrave; Regione Piemonte che rivestiva il ruolo di Assessore alla Sanit&agrave; Regionale durante il periodo Covid, quando questo modello &egrave; stato applicato in modo esteso.</p>
<p>Il suo intervento ha evidenziato come questa organizzazione consenta di garantire al cittadino <strong>maggiore sicurezza e qualit&agrave; delle cure</strong>, soprattutto nei casi pi&ugrave; complessi.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141850.jpg" alt=""></p>
<p>Ad entrare nel dettaglio dell&rsquo;organizzazione &egrave; stato il dottor <strong>Andrea Garnero</strong>, neurochirurgo del Santa Croce e Carle, formatosi presso la scuola di specializzazione di Cuneo.</p>
<p>Garnero, il pi&ugrave; giovane dell&rsquo;&eacute;quipe del dottor D&rsquo;Agruma, ha illustrato le diverse modalit&agrave; con cui i pazienti arrivano alla neurochirurgia, per poi descrivere l&rsquo;organizzazione del blocco operatorio e delle sale chirurgiche.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141851.jpg" alt=""></p>
<p>Il dottor <strong>Filippo Veneziani</strong>, anche lui neurochirurgo dell&rsquo;&eacute;quipe, ha invece approfondito il tema delle tecnologie, mostrando come strumenti sempre pi&ugrave; avanzati permettano di ridurre l&rsquo;invasivit&agrave; degli interventi.</p>
<p>Pur rimanendo indispensabile la competenza del neurochirurgo, le tecnologie aiutano a ridurre drasticamente l'invasivit&agrave;: la combinazione &ldquo;<em>expertise chirurgo</em>&rdquo; e &ldquo;<em>avanzata dotazione tecnologia</em>&rdquo; permette la realizzazione di interventi molto complessi e d&rsquo;avanguardia.</p>
<p>L&rsquo;organizzazione del reparto &egrave; stata poi raccontata dalle referenti infermieristiche.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141852.jpg" alt=""></p>
<p>L&rsquo;infermiera <strong>Elena Veglia</strong> ha illustrato le camere di degenza, la terapia sub-intensiva e le tecnologie utilizzate per il monitoraggio continuo dei pazienti e per la loro mobilizzazione.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141853.jpg" alt=""></p>
<p>L&rsquo;infermiera <strong>Annalisa Dutto</strong> ha spiegato il percorso di ricovero, dalla preparazione pre-operatoria all&rsquo;assistenza post-intervento, soffermandosi anche su un aspetto fondamentale: i bisogni del paziente non sono solo fisici, ma anche psicologici.</p>
<p>Un&rsquo;attenzione che coinvolge inevitabilmente anche familiari e caregiver e che richiama il tema, sempre pi&ugrave; centrale, dell&rsquo;umanizzazione delle cure: ambienti, relazioni e supporto emotivo diventano parte integrante del percorso terapeutico.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141854.jpg" alt=""></p>
<p>Con l&rsquo;infermiere strumentista<strong> Alberto Aimar</strong>, il pubblico &egrave; entrato nel dettaglio dell&rsquo;organizzazione della sala operatoria.</p>
<p>Dalla preparazione degli strumenti alla gestione della sterilit&agrave;, dal coordinamento del personale al corretto posizionamento del paziente &ndash; spesso sottoposto a interventi molto lunghi &ndash; ogni fase richiede precisione assoluta e competenze altamente specializzate.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141855.jpg" alt=""></p>
<p>La dottoressa <strong>Marilicia Mileto</strong>, neuroanestesista, ha invece posto l&rsquo;attenzione sulle peculiarit&agrave; di questo ambito.</p>
<p>La neuroanestesia richiede una stretta collaborazione con il neurochirurgo: comunicazione costante e monitoraggio continuo dei parametri sono essenziali, perch&eacute; ogni minima variazione pu&ograve; influire direttamente sull&rsquo;intervento.</p>
<p>Il lavoro dell&rsquo;anestesista non si limita alla sala operatoria: inizia con la valutazione del paziente, prosegue con il confronto con il chirurgo e con il dialogo con il paziente e i familiari, e continua nel post-operatorio.</p>
<p>L&rsquo;obiettivo &egrave; uno solo: <strong>garantire la massima sicurezza del paziente</strong>, attraverso tecnologie avanzate e un controllo costante delle funzioni vitali.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141856.jpg" alt=""></p>
<p>La parte finale dell&rsquo;incontro &egrave; stata dedicata ai <strong>casi clinici</strong>, il momento che pi&ugrave; di tutti ha catturato l&rsquo;attenzione del pubblico.</p>
<p>Il dottor D&rsquo;Agruma ha mostrato alcuni filmati di interventi reali, accompagnandoli con spiegazioni puntuali. Alcuni casi erano particolari e rari, altri pi&ugrave; frequenti, ma tutti hanno reso evidente il livello di complessit&agrave; e precisione richiesto.</p>
<p>In sala lo stupore era evidente ogni volta che veniva indicata la dimensione reale dell&rsquo;area operata: spesso pochi millimetri, uno o due centimetri al massimo.</p>
<p>Non &egrave; mancato il momento delle domande e degli interventi da parte del pubblico, segno del grande interesse scaturito nei presenti.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141857.jpg" alt=""></p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141858.jpg" alt=""></p>
<p>Al termine dell&rsquo;incontro la sensazione condivisa era quella di aver scoperto un mondo poco conosciuto, fatto non solo di tecnologia avanzata, ma soprattutto di competenze, organizzazione e lavoro di squadra.</p>
<p>La frase &ldquo;<em>Voi fate miracoli</em>&rdquo; restituisce bene l&rsquo;emozione del pubblico, ma la serata ha mostrato come, dietro a risultati che possono sembrare straordinari, ci siano in realt&agrave; formazione, competenze, esperienza e una struttura sanitaria pensata per affrontare la complessit&agrave;.</p>
<p>&Egrave; proprio questo il valore di incontri come questo: avvicinare i cittadini alla medicina, rendere comprensibili temi complessi e far conoscere da vicino le eccellenze presenti sul territorio.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141859.jpg" alt=""></p>
<p>Sotto al presente articolo &egrave; disponibile il video completo dell&rsquo;evento, suddiviso in capitoli per ogni intervento, per rivedere e approfondire i contenuti della serata.</p>]]></description><pubDate>Fri, 27 Mar 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[L’Asl CN2 ricorda l’importanza di curare la salute dentale già dall’infanzia]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/alba-e-langhe/lasl-cn2-ricorda-limportanza-di-curare-la-salute-dentale-gia-dallinfanzia_116385.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/alba-e-langhe/lasl-cn2-ricorda-limportanza-di-curare-la-salute-dentale-gia-dallinfanzia_116385.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116385/140787.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In occasione della Giornata Mondiale della Salute Orale, prevista ogni anno per il 20 marzo, l&rsquo;Asl CN2 vuole sensibilizzare la cittadinanza sull&rsquo;importanza di una corretta prevenzione e cura precoce delle patologie dentarie, a partire dalla fascia pi&ugrave; sensibile, quella dei bambini, e ricorda la possibilit&agrave; di ricorrere agli Ambulatori di Odontoiatria che l&rsquo;Azienda Sanitaria dedica all&rsquo;et&agrave; evolutiva (0-13 anni).</p>
<p>Le visite odontoiatriche pediatriche, soprattutto quando per il bambino &egrave; la prima volta, vogliono essere un momento all&rsquo;insegna della serenit&agrave;, e sono pensate per costruire fiducia e dare tranquillit&agrave;. L&rsquo;approccio &egrave; sempre personalizzato e ci si concentra in modo importante sulla prevenzione, perch&eacute; la costruzione di abitudini sane fin da piccoli pu&ograve; fare la differenza.</p>
<p>Gli strumenti utilizzati per i piccoli pazienti sono estremamente delicati: con il trattamento ART, per esempio, &egrave; possibile rimuovere una eventuale carie anche senza fare ricorso al trapano, per poi ricostruire il dente con materiali sicuri. Ampia attenzione viene riservata anche ai denti da latte: essi non sono solo &ldquo;denti temporanei&rdquo;, ma servono a masticare bene, a parlare correttamente e a guidare la crescita dei denti definitivi. Per questo motivo vengono curati con la stessa attenzione che &egrave; riservata a quelli permanenti.</p>
<p>Si ricorda che, per una prima visita, i genitori possono contattare direttamente il Centro Unico Prenotazioni (CUP) dell&rsquo;Asl CN2. Le prestazioni prevedono il pagamento unicamente del ticket e sono previste esenzioni per alcune categorie economiche, al fine di poter garantire a tutti le cure odontoiatriche necessarie.</p>
<p>L&rsquo;Asl CN2 &egrave; vicina al sorriso dei pi&ugrave; piccoli anche con il progetto &ldquo;Brush your teeth on the bus&rdquo; (Lavati i denti sul bus) per il quale &egrave; da alcune settimane iniziata l&rsquo;edizione 2026. Grazie al supporto della Fondazione Ospedale Alba-Bra, che ha messo a disposizione l&rsquo;Ambulatorio Mobile, gli Infermieri di Famiglia e Comunit&agrave; (IFeC) e gli Infermieri Pediatrici dell&rsquo;Asl CN2 incontreranno i bambini del territorio direttamente nel luogo in cui passano la maggior parte del loro tempo: la scuola. &Egrave; un&rsquo;attivit&agrave; svolta in collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione, che mira a potenziare il livello di educazione all'igiene dentaria e di familiarizzazione con la figura dell&rsquo;infermiere.</p>
<p>L&rsquo;iniziativa &ldquo;Brush your teeth on the bus&rdquo; &egrave; stata premiata con menzione nella prima edizione del concorso &ldquo;Ci prendiamo Cura di te&rdquo;, promosso dalla Fondazione Ospedale Alba-Bra, e prevede quest&rsquo;anno di raggiungere e sensibilizzare oltre 600 bimbi nelle scuole dell&rsquo;infanzia del territorio con l&rsquo;utilizzo dell&rsquo;ambulatorio mobile e i volontari che donano il loro tempo.</p>]]></description><pubDate>Fri, 13 Mar 2026 15:41:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Alla scoperta dell'omeopatia, la "medicina dei simili"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/alla-scoperta-dell-omeopatia-la-medicina-dei-simili_116235.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/alla-scoperta-dell-omeopatia-la-medicina-dei-simili_116235.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116235/140605.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Louis Pasteur disse: &ldquo;<em>Il germe &egrave; niente, il terreno (dell&rsquo;organismo) &egrave; tutto</em>". Esiste, nel panorama terapeutico, una <strong>medicina che non si occupa del sintomo</strong>, ma mette al centro dell'attenzione il <em>terreno</em> in cui quel sintomo si manifesta, ovvero il <strong>paziente nella sua globalit&agrave; e con la sua storia</strong>.</p>
<p>Ogni individuo presenta infatti nell'et&agrave; attuale, in questa fase specifica della vita, una riserva di risorse pi&ugrave; o meno ampia per contrastare l'insorgenza della malattia: il compito di una medicina lungimirante e sostenibile deve essere quello di rinforzare e ampliare queste riserve, per fare in modo che il paziente diventi autonomamente in grado di mantenersi in salute.</p>
<p>Questi principi rappresentano le basi della medicina omeopatica, anche detta <strong>medicina dei simili</strong>: per chi desiderasse approfondire, luned&igrave; 30 marzo avr&agrave; luogo una <strong>serata divulgativa gratuita </strong>sul tema (contatti per l&rsquo;iscrizione a fondo pagina).</p>
<p>Questa denominazione deriva dal fatto che i rimedi omeopatici sono formulazioni in cui un principio naturale (minerale, vegetale o animale) viene utilizzato (opportunamente diluito e dinamizzato) per trattare un disturbo simile ai sintomi che esso stesso &egrave; in grado di causare, se assunto in dosi massicce. Questa propriet&agrave; fu osservata e studiata dal <strong>medico tedesco Hahnemann</strong> nella prima met&agrave; dell&rsquo;ottocento: egli intu&igrave; che somministrando un principio (con relazione di similitudine con il quadro morboso) in diluizioni specifiche (30 CH), l'intero sistema del paziente era stimolato a reagire, contrastando la causa primaria del sintomo manifestato. Questa reazione rafforzava l&rsquo;&rdquo;arsenale&rdquo; di risorse a disposizione del paziente, che sul lungo tempo risultava meno soggetto a malattie. Hahnemann speriment&ograve; ogni principio attivo e annot&ograve; i sintomi emersi, costituendo la Materia Medica Omeopatica.</p>
<p>Il principio della medicina omeopatica &egrave; quindi l'importanza di <em>stimolare</em> l'organismo, perch&eacute; sia lui stesso a produrre dentro di s&eacute; una <strong>reazione di guarigione</strong>, ovvero di ritorno alla salute (&ldquo;<em>stato di benessere completo, fisico, mentale e sociale</em>&rdquo; secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave;). In medicina tradizionale prevale un approccio <em>sostitutivo</em>, ovvero la tendenza a somministrare dall'esterno la molecola necessaria a contrastare la patologia. Sebbene esistano casi in cui l'organismo &egrave; fortemente debilitato o la malattia &egrave; particolarmente aggressiva, dove la terapia medica tradizionale &egrave; fondamentale, nei casi in cui il giudizio del medico sia favorevole l'approccio omeopatico &egrave; una modalit&agrave; possibile di sostenere il corpo nel ricreare un equilibrio psico-fisico.</p>
<p>La terapia omeopatica si struttura inoltre in due componenti fondamentali:</p>
<ul>
<li>La terapia di fondo, che mira a rafforzare il &ldquo;terreno&rdquo;, ovvero le risorse di autoregolazione e autoguarigione del paziente, al fine di ridurre gli episodi di malattia;</li>
<li>La terapia dell'acuto o sintomatica, per contenere e lenire i sintomi episodici.</li>
</ul>
<p>Ogni manifestazione morbosa coinvolger&agrave;, necessariamente, tutti gli aspetti del paziente: cos&igrave; i sintomi fisici e psicologici saranno messi in relazione all&rsquo;interno della diagnosi del medico omeopata. La medicina omeopatica considera sempre il paziente nelle sue componenti fisica, mentale ed energetica, poich&eacute; la forza vitale &egrave; quell'energia dinamica che in salute sostiene l&rsquo;equilibrio omeostatico del soggetto e, quando alterata, produce la malattia. &ldquo;<em>Guarire </em>&ndash; scrisse il grande medico omeopata Tommaso Paschero &ndash; <em>&egrave; rettificare la vis medicatrix naturae (o energia vitale)</em>&rdquo;.</p>
<p><em>La serata divulgativa offerta dal dott. Francesco Siccardi avr&agrave; luogo luned&igrave; 30 marzo alle ore 20.30 presso <strong>Vialibera</strong> (via Virginio Allione 2, Cuneo). La partecipazione &egrave; gratuita, ma &egrave; necessaria la prenotazione alla segreteria (vialiberacuneo@gmail.com, 393 9876450).</em></p>
<p><em>Per rimanere aggiornato sugli eventi e le proposte, siamo disponibili ai nostri contatti, sui social alle pagine instagram vialibera_cuneo e achc_coreaddominale, e sui nostri siti <a href="https://www.vialiberacuneo.com" target="_blank" rel="nofollow">www.vialiberacuneo.com</a> e <a href="https://www.abdominalcorehealthcenter.com" target="_blank" rel="nofollow">www.abdominalcorehealthcenter.com</a>: ogni mese approfondiamo vari temi e condividiamo spunti ed esercizi per una vita pi&ugrave; sana e consapevole.&nbsp;</em></p>
<p><em>L&rsquo;articolo &egrave; stato redatto dal dott. Francesco Siccardi.</em></p>]]></description><pubDate>Thu, 12 Mar 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Chi è il neurochirurgo e quando entra in gioco? A Cuneo un incontro aperto al pubblico]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/chi-e-il-neurochirurgo-e-quando-entra-in-gioco-a-cuneo-un-incontro-aperto-al-pubblico_116168.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/chi-e-il-neurochirurgo-e-quando-entra-in-gioco-a-cuneo-un-incontro-aperto-al-pubblico_116168.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116168/140508.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Di cosa si occupa un neurochirurgo? Quando entra in gioco la neurochirurgia? E perch&eacute; questo reparto non &egrave; presente in tutti gli ospedali?</p>
<p>Sono domande che molti cittadini si pongono quando si parla di cervello, colonna vertebrale e sistema nervoso. Per rispondere a questi interrogativi L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia organizza un incontro divulgativo aperto al pubblico dal titolo &ldquo;<em>Neurochirurgia, questa sconosciuta!</em>&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;appuntamento &egrave; in programma mercoled&igrave; 18 marzo alle ore 17.30 presso la Sala Falco del Centro Incontri della Provincia di Cuneo.<br>Protagonista dell&rsquo;incontro sar&agrave; il direttore della Struttura Complessa di Neurochirurgia dell&rsquo;Ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, il dottor <strong>Michele D&rsquo;Agruma</strong>, che insieme al suo staff accompagner&agrave; il pubblico in un viaggio alla scoperta di una delle specialit&agrave; mediche pi&ugrave; complesse e affascinanti.</p>
<p>Durante l&rsquo;evento verr&agrave; spiegato con un linguaggio semplice e accessibile chi &egrave; il neurochirurgo e di cosa si occupa, quali sono le patologie pi&ugrave; comuni trattate dalla neurochirurgia e quali sono le figure professionali che lavorano all&rsquo;interno dell&rsquo;&eacute;quipe accanto al chirurgo.</p>
<p>L&rsquo;incontro sar&agrave; anche l&rsquo;occasione per comprendere perch&eacute; la neurochirurgia non &egrave; presente in tutti gli ospedali, ma solo in alcune strutture di riferimento &ndash; i cosiddetti ospedali &ldquo;hub&rdquo; &ndash; dotate delle condizioni tecnologiche, organizzative e professionali necessarie per gestire interventi ad alta complessit&agrave;.</p>
<p>Ampio spazio sar&agrave; dedicato alle domande del pubblico, con la possibilit&agrave; per i cittadini di confrontarsi direttamente con gli specialisti e chiarire dubbi su un ambito della medicina spesso poco conosciuto.</p>
<p>L&rsquo;obiettivo dell&rsquo;iniziativa &egrave; avvicinare i cittadini al mondo della medicina, spiegando in modo chiaro come lavorano i professionisti della sanit&agrave; e come funzionano i reparti di alta specializzazione che svolgono un ruolo fondamentale nella rete sanitaria.<br>L&rsquo;incontro &egrave; gratuito e aperto a tutti, ma &egrave; consigliata la prenotazione online al seguente <a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-neurochirurgia-questa-sconosciuta-1984387891602" target="_blank" rel="nofollow">LINK</a>.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116168/small_140509.jpg" alt=""></p>]]></description><pubDate>Tue, 10 Mar 2026 16:55:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Prevenzione: nel 2025 somministrati quasi 3 milioni di vaccini in Piemonte]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/prevenzione-nel-2025-somministrati-quasi-3-milioni-di-vaccini-in-piemonte_115993.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/prevenzione-nel-2025-somministrati-quasi-3-milioni-di-vaccini-in-piemonte_115993.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115993/140209.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sono stati presentati ufficialmente i dati 2025 relativi alle attivit&agrave; dei Dipartimenti di Prevenzione del Piemonte. Il bilancio, illustrato durante una conferenza stampa nella Sala Trasparenza del Grattacielo Piemonte, evidenzia numeri di grande rilievo e conferma il ruolo fondamentale di oltre 2.200 professionisti impegnati quotidianamente nella tutela della salute pubblica.</p>
<h2>Sicurezza sul lavoro</h2>
<p><strong>Ispezioni e controlli sulle imprese</strong> rappresentano un punto di forza: nel corso del 2025 gli SPreSAL (Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro) hanno vigilato su 8.848 aziende, di cui 1.650 cantieri e 672 aziende agricole, con 1.906 aziende sanzionate o sottoposte a prescrizioni e 43 attivit&agrave; sospese per gravi inadempienze. Sono state inoltre avviate quasi mille inchieste su infortuni sul lavoro.</p>
<h2>Ambito alimentare</h2>
<p>I Servizi veterinari e i SIAN hanno effettuato oltre 10.000 controlli presso imprese produttrici, negozi, ristoranti, mense e bar, rilevando quasi 7.000 irregolarit&agrave; minori e oltre 1.000 sanzioni amministrative. Prelevati circa 6.500 campioni alimentari e verificata la salubrit&agrave; di oltre 40 milioni di animali destinati al consumo. Nel corso dell&rsquo;anno, sono stati emessi 25.810 certificati per l&rsquo;export di alimenti piemontesi.</p>
<h2>Benessere animale</h2>
<p>I Servizi veterinari hanno inoltre effettuato 5.500 controlli sul benessere animale, svolto quasi 36.000 attivit&agrave; di prevenzione nelle aziende zootecniche e 900 controlli igienico-sanitari sulla filiera del latte. Per quanto riguarda la <strong>potabilit&agrave; dell&rsquo;acqua</strong>, sono stati analizzati oltre 15.000 campioni prelevati dalla rete acquedottistica regionale.</p>
<h2>Promozione della salute e attivit&agrave; nelle scuole</h2>
<p>Nell&rsquo;ambito del Piano Regionale della Prevenzione circa 198.000 studenti sono stati coinvolti nel programma &ldquo;Scuole che promuovono la salute&rdquo; e oltre 10.700 persone hanno aderito al programma &ldquo;Comunit&agrave; attive&rdquo;. Inoltre, le ASL piemontesi hanno erogato quasi 11.600 attivit&agrave; nutrizionali nelle scuole e nelle strutture sanitarie residenziali.</p>
<h2>Campagne vaccinali</h2>
<p>Nel 2025 sono state somministrate 1.505.340 dosi di vaccino destinate a bambini e adolescenti e 1.350.872 agli adulti. I SISP (Servizio Igiene e Sanit&agrave; Pubblica) hanno anche effettuato quasi 3.700 sopralluoghi igienico-sanitari e analizzato 1.700 campioni ambientali.</p>
<p>Nel 2025, i Servizi di Medicina legale dei Dipartimenti di Prevenzione hanno eseguito quasi 172.000 visite per accertamenti di invalidit&agrave;, disabilit&agrave; e collocamento protetto al lavoro.</p>
<h2>Screening oncologici</h2>
<p>Grazie all&rsquo;UVOS e ai Dipartimenti clinici, sono stati garantiti controlli gratuiti per la diagnosi precoce di tumori, con 255.269 mammografie, 118.731 Pap-test o test HPV e oltre 219.000 test per la ricerca di sangue occulto nelle feci.</p>
<p>Durante la presentazione, l&rsquo;assessore alla Sanit&agrave; Federico Riboldi ha sottolineato l&rsquo;impegno costante dei Dipartimenti: &laquo;Svolgono un lavoro fondamentale, spesso dato per scontato. Il bilancio ampiamente positivo del 2025 conferma la volont&agrave; di proseguire con attenzione crescente verso prevenzione, sicurezza e promozione della salute&raquo;.</p>
<p>Per maggiori dettagli &egrave; disponibile il report completo sul sito della Regione Piemonte: <a href="https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/dati-attivita-dei-dipartimenti-prevenzione-nel-2025" target="_blank" rel="nofollow">Link ai dati ufficiali</a>.</p>]]></description><pubDate>Sat, 07 Mar 2026 12:45:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Dismorfofobia: quando lo specchio diventa un nemico]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/fossanese/dismorfofobia-quando-lo-specchio-diventa-un-nemico_115907.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/fossanese/dismorfofobia-quando-lo-specchio-diventa-un-nemico_115907.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/140084.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Gioved&igrave; 26 febbraio, nella Sala Barbero del Castello degli Acaja di Fossano, si &egrave; svolto l&rsquo;incontro <strong>&ldquo;Sei come ti vedi? La corretta percezione di s&eacute;&rdquo;</strong>, una serata di approfondimento dedicata al tema della dismorfofobia organizzata dall&rsquo;associazione <strong>L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia</strong> con il supporto della <strong>Clinica Biomed</strong>.</p>
<p>L&rsquo;evento ha registrato una grande partecipazione di pubblico, segno di quanto il tema della percezione del corpo e del rapporto con la propria immagine sia oggi centrale, soprattutto tra i pi&ugrave; giovani.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140099.jpg" alt=""></p>
<p>La <strong>dismorfofobia</strong>, o disturbo da dismorfismo corporeo, &egrave; una condizione psicologica caratterizzata da una preoccupazione eccessiva per difetti fisici minimi o addirittura inesistenti. Chi ne soffre tende a percepire il proprio corpo in modo profondamente distorto, arrivando a sviluppare comportamenti ossessivi come il controllo continuo allo specchio, l&rsquo;evitamento della propria immagine o la ricerca di soluzioni drastiche per modificare il proprio aspetto.</p>
<p>Durante la serata, diversi specialisti hanno affrontato il tema da prospettive differenti &ndash; sanitaria, psicologica, chirurgica e sportiva &ndash; offrendo una visione multidisciplinare di un fenomeno sempre pi&ugrave; diffuso nella societ&agrave; contemporanea.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140092.jpg" alt=""></p>
<h2>Social media e nuovi modelli estetici</h2>
<p>Dopo il saluto iniziale del sindaco di Fossano <strong>Dario Tallone</strong>, ad aprire gli interventi &egrave; stato <strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, presidente della Commissione Sanit&agrave; della Regione Piemonte, che ha inquadrato la dismorfofobia nel contesto dei profondi cambiamenti culturali e tecnologici degli ultimi anni.</p>
<p>Secondo Icardi, uno degli elementi chiave che influenzano oggi la percezione del corpo &egrave; il ruolo delle piattaforme digitali e dei social media. Strumenti come Instagram, TikTok o YouTube rappresentano senza dubbio potenti mezzi di comunicazione e condivisione, ma allo stesso tempo contribuiscono a diffondere modelli estetici spesso irrealistici.</p>
<p>Filtri digitali, immagini ritoccate e strategie di marketing costruiscono infatti un&rsquo;idea di bellezza artificiale, difficile se non impossibile da raggiungere nella vita reale. Questo fenomeno &egrave; particolarmente evidente tra gli adolescenti, che si trovano costantemente esposti a immagini di corpi perfetti e idealizzati.</p>
<p>In questo contesto si inserisce anche la cosiddetta &ldquo;selfie dysmorphia&rdquo;, una forma di insoddisfazione verso il proprio aspetto legata al confronto con le immagini filtrate e modificate viste online.</p>
<p>Il relatore ha inoltre presentato alcuni dati preoccupanti sulla salute mentale delle nuove generazioni. Negli ultimi anni si &egrave; registrato un aumento significativo delle consulenze psichiatriche tra bambini e adolescenti, cos&igrave; come dei comportamenti autolesivi e delle problematiche legate all&rsquo;ansia, ai disturbi alimentari e all&rsquo;ideazione suicidaria.</p>
<p>Anche in Piemonte i servizi sanitari hanno osservato un forte incremento degli accessi per disturbi mentali e del comportamento alimentare tra i pi&ugrave; giovani.</p>
<p>Di fronte a questo scenario, Icardi ha sottolineato l&rsquo;importanza di politiche di prevenzione integrate, basate sulla collaborazione tra sanit&agrave;, scuola e comunit&agrave;. Tra gli strumenti principali figurano il Piano Nazionale e il Piano Regionale della Prevenzione, che promuovono interventi educativi e iniziative di sensibilizzazione rivolte a famiglie, insegnanti e operatori sanitari.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140093.jpg" alt=""></p>
<h2>I disturbi alimentari e il rifiuto del proprio corpo</h2>
<p>Il secondo intervento della serata &egrave; stato affidato alla dottoressa <strong>Silvia Margherita Croce</strong>, psichiatra del Centro Disturbi Alimentari del Dipartimento di Salute Mentale dell&rsquo;ASL CN1.</p>
<p>La relatrice ha affrontato il tema dei <strong>disturbi della nutrizione e dell&rsquo;alimentazione</strong>, patologie sempre pi&ugrave; diffuse tra adolescenti e giovani adulti e considerate oggi tra le principali cause di disabilit&agrave; nei giovani.</p>
<p>Questi disturbi non riguardano soltanto il comportamento alimentare, ma coinvolgono la percezione del corpo, i processi cognitivi e l&rsquo;equilibrio emotivo della persona.</p>
<p>Tra le forme pi&ugrave; conosciute figurano l&rsquo;<strong>anoressia nervosa</strong>, caratterizzata da una forte perdita di peso accompagnata da un&rsquo;intensa paura di ingrassare e da una distorsione dell&rsquo;immagine corporea; la <strong>bulimia nervosa</strong>, contraddistinta da episodi ricorrenti di abbuffate seguiti da comportamenti compensatori come vomito autoindotto o uso improprio di farmaci; e il <strong>binge eating disorder</strong>, in cui le abbuffate non sono seguite da comportamenti compensatori e spesso si associano a obesit&agrave; e forte senso di colpa.</p>
<p>Accanto a queste forme esistono anche altri disturbi meno noti, come il <strong>disturbo evitante-restrittivo dell&rsquo;assunzione di cibo</strong> o alcune forme atipiche che non soddisfano completamente i criteri diagnostici ma hanno comunque un impatto significativo sulla salute.</p>
<p>Un aspetto particolarmente importante riguarda i <strong>segnali precoci</strong>, che spesso vengono sottovalutati. Tra questi figurano il rifiuto del proprio corpo, il controllo eccessivo dell&rsquo;alimentazione, l&rsquo;eliminazione di determinati cibi, l&rsquo;aumento improvviso dell&rsquo;attivit&agrave; fisica e il confronto continuo con modelli estetici irrealistici.</p>
<p>Secondo Croce, lo sviluppo di questi disturbi dipende dall&rsquo;interazione di diversi fattori: individuali, come bassa autostima o perfezionismo; familiari, legati alle dinamiche relazionali; e sociali e culturali, tra cui la pressione esercitata dai media e dai modelli estetici dominanti.</p>
<p>La prevenzione passa quindi attraverso il rafforzamento dei <strong>fattori protettivi</strong>, come la promozione dell&rsquo;autostima, l&rsquo;educazione alimentare e lo sviluppo di una visione critica nei confronti dei modelli proposti dai media.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140094.jpg" alt=""></p>
<h2>Chirurgia plastica: quando &egrave; indicata?</h2>
<p>Il dottor <strong>Alberto Rivarossa</strong>, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Plastica dell&rsquo;ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, ha offerto una riflessione sulla chirurgia plastica distinguendo chiaramente tra la sua dimensione ricostruttiva e quella estetica.</p>
<p>La chirurgia plastica, ha spiegato, comprende infatti diversi ambiti: la chirurgia ricostruttiva, la chirurgia estetica e la medicina rigenerativa.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140095.jpg" alt=""></p>
<p>La chirurgia ricostruttiva ha origini antichissime e nasce con l&rsquo;obiettivo di riparare lesioni, traumi o malformazioni. Attraverso esempi clinici e immagini di interventi, Rivarossa ha mostrato come questa disciplina possa restituire funzionalit&agrave; e qualit&agrave; di vita a pazienti colpiti da tumori cutanei, traumi o interventi oncologici, come nel caso della ricostruzione mammaria dopo una mastectomia.</p>
<p>Diverso &egrave; invece il discorso per la chirurgia estetica, che nasce spesso dal desiderio di migliorare l&rsquo;armonia del proprio corpo o di rafforzare la propria autostima.</p>
<p>Il rischio, tuttavia, &egrave; che in alcuni casi questa ricerca si trasformi in una c<strong>orsa alla perfezione</strong>, portando le persone a sottoporsi a interventi ripetuti senza mai sentirsi realmente soddisfatte.</p>
<p>Per questo motivo il chirurgo ha sottolineato l&rsquo;importanza di una corretta informazione e della scelta di professionisti qualificati, mettendo in guardia contro il cosiddetto <strong>turismo sanitario</strong> e le offerte di chirurgia estetica a basso costo.</p>
<p>Migliorare il proprio aspetto, ha concluso Rivarossa, non significa inseguire modelli irrealistici o imitare celebrit&agrave;, ma valorizzare la propria unicit&agrave; nel rispetto della sicurezza medica e dell&rsquo;equilibrio psicologico del paziente.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140096.jpg" alt=""></p>
<h2>La dimensione psicologica</h2>
<p>Il punto di vista psichiatrico &egrave; stato approfondito dalla dottoressa <strong>Erika Paradiso</strong>, dirigente medico presso l&rsquo;ospedale Santissima Annunziata di Savigliano.</p>
<p>Il suo intervento &egrave; partito dal concetto di <strong>immagine corporea</strong>, intesa come la rappresentazione mentale che ciascuno ha del proprio corpo.</p>
<p>Non si tratta di una fotografia oggettiva della realt&agrave;, ma di una costruzione psicologica complessa influenzata da percezioni, emozioni, pensieri e comportamenti. Questa rappresentazione si sviluppa nel corso della vita attraverso l&rsquo;interazione tra fattori biologici, psicologici e sociali.</p>
<p>L&rsquo;immagine corporea comprende diverse componenti - percettiva, affettiva, cognitiva e comportamentale - e si forma fin dall&rsquo;infanzia attraverso le relazioni, il confronto sociale e l&rsquo;influenza dei media.</p>
<p>Paradiso ha richiamato anche alcuni concetti della psicoanalisi, come quello di &ldquo;<strong>Io-pelle&rdquo;</strong>, secondo cui la pelle rappresenta non solo un organo biologico ma anche un confine psichico tra il s&eacute; e il mondo esterno.</p>
<p>Quando questo equilibrio si rompe, il disagio pu&ograve; manifestarsi attraverso il corpo, dando origine a disturbi psicosomatici o a tentativi di modificazione corporea utilizzati per compensare fragilit&agrave; interiori.</p>
<p>Nel caso della dismorfofobia, la persona sviluppa una preoccupazione eccessiva per difetti fisici minimi o inesistenti, accompagnata da comportamenti ripetitivi come il controllo continuo allo specchio o l&rsquo;evitamento della propria immagine.&nbsp;</p>
<p>Il disturbo pu&ograve; compromettere in modo significativo la vita sociale, affettiva e lavorativa.&nbsp;Per questo motivo &egrave; fondamentale la collaborazione tra chirurghi plastici e psichiatri: il chirurgo non deve limitarsi alla dimensione tecnica dell&rsquo;intervento, ma svolgere anche un ruolo di filtro clinico ed etico, valutando quando sia opportuno intervenire e quando, invece, sia necessario indirizzare il paziente verso un percorso psicologico o psichiatrico.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140097.jpg" alt=""></p>
<h2>Quando lo sport diventa compulsivo</h2>
<p>A chiudere la serata &egrave; stato l&rsquo;intervento del professor <strong>Fabrizio Solferino</strong>, docente nazionale della Federazione Pallavolo e operatore del benessere.</p>
<p>Solferino ha affrontato il rapporto tra sport, immagine corporea e benessere psicologico, ricordando come l&rsquo;attivit&agrave; fisica rappresenti uno strumento fondamentale per il mantenimento dell&rsquo;equilibrio tra dimensione fisica, psicologica ed emotiva.</p>
<p>Lo sport pu&ograve; contribuire a migliorare la percezione del proprio corpo, rafforzare l&rsquo;identit&agrave; personale e sviluppare una maggiore consapevolezza di s&eacute;.&nbsp;Tuttavia, anche in questo ambito esiste un rischio: quando l&rsquo;attivit&agrave; sportiva diventa un mezzo per inseguire un ideale corporeo irrealistico o per compensare insicurezze personali, pu&ograve; trasformarsi in un comportamento compulsivo.</p>
<p>In questi casi possono emergere segnali di disagio come affaticamento ingiustificato, perdita di peso eccessiva, irregolarit&agrave; del ciclo mestruale o una crescente distanza tra la percezione che una persona ha di s&eacute; e la propria realt&agrave; fisica.</p>
<p>Secondo Solferino, la prevenzione passa attraverso l&rsquo;educazione a una pratica sportiva equilibrata e attraverso la collaborazione tra diverse figure professionali. Gli sport di gruppo sono preferibili a quelli individuali, in quanto la componente della socialit&agrave; e dello spirito di squadra possono fare la differenza.&nbsp;La figura dell'allenatore, inoltre, pu&ograve; intercettare precocemente situazioni di rischio e promuovere una relazione sana tra corpo, sport e identit&agrave; personale.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140098.jpg" alt=""></p>]]></description><pubDate>Fri, 06 Mar 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Incontinenza: quando una perdita dà l’allarme]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/incontinenza-quando-una-perdita-da-lallarme_114714.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/incontinenza-quando-una-perdita-da-lallarme_114714.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/114714/138383.jpg" title="" alt="" /><br /><div>Quante volte uno starnuto improvviso, una risata di cuore con le amiche o il semplice gesto di sollevare le borse della spesa si &egrave; trasformato in un momento di imbarazzo? Se vi &egrave; capitato di avvertire una piccola perdita involontaria di urina in queste situazioni, sappiate che non siete sole. L'<strong>incontinenza urinaria da sforzo</strong> &egrave; una condizione patologica che interessa una donna su tre dopo i 40 anni e una donna su due dopo i 65 anni. Nonostante il numero altissimo di donne affette, viene spesso considerata una situazione normale: non si cerca una soluzione, non si parla del problema e non ci si rivolge a professionisti specializzati. Il primo passo per rompere questo tab&ugrave; &egrave; sicuramente fare informazione, perci&ograve;, per chi desiderasse approfondire, luned&igrave; 16 febbraio avr&agrave; luogo una <strong>serata divulgativa gratuita</strong> sul tema (contatti per l&rsquo;iscrizione a fondo pagina).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Questo tipo di incontinenza avviene quando si verifica un <strong>aumento della pressione intraaddominale</strong> (causato dal movimento del diaframma durante la risata o la tosse, da una sollecitazione meccanica durante un salto o il sollevamento di un peso) e viene a mancare l&rsquo;adeguato contenimento fornito dalla contrazione riflessa della parete addominale e del pavimento pelvico. A causa di questa &ldquo;mancata tenuta&rdquo;, la forza pressoria si scarica sugli organi contenuti nel bacino (retto, utero, ovaie, vescica e uretra) sotto forma di<strong> spinta verso il basso</strong>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il sostegno di questi organi &egrave; deputato prevalentemente a tessuti passivi:<strong> legamenti e fasce costituiti da tessuto connettivo elastico </strong>formano una sorta di amaca che chiude inferiormente il bacino (sapevi che il pavimento pelvico &egrave; formato solo al 20% da muscolo? Tutto il resto &egrave; connettivo!). Questa amaca elasticizzata ha capacit&agrave; di resistere alla normale pressione intraaddominale, ma, laddove questa spinta sia per lungo tempo aumentata e non contenuta dalle pareti muscolari,<strong> il contenimento elastico pu&ograve; lasciarsi andare</strong> (tecnicamente: il tessuto connettivo va incontro a lassit&agrave;).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Perso il loro sostegno inferiore, <strong>gli organi pelvici vivono un graduale scivolamento verso il basso</strong> a causa della gravit&agrave; e delle quotidiane sollecitazioni meccaniche e pressorie: quando la vescica si disloca, l&rsquo;uretra perde la sua fisiologica angolatura e lo sfintere la sua capacit&agrave; di continenza. Ecco che <strong>si instaura l&rsquo;incontinenza da sforzo</strong>, primo <strong>campanello di allarme</strong> che indica la necessit&agrave; di trattare e rieducare la dinamica addominale e pelvica.</div>
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<div>Eventi come la <strong>gravidanza</strong> e il <strong>parto</strong> sono naturalmente tra le cause principali di questa lassit&agrave; (e quindi dell&rsquo;incontinenza), ma ci sono numerosissimi altri fattori coinvolti:</div>
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<li><strong>menopausa</strong>: il cambiamento di assetto ormonale pu&ograve; favorire la lassit&agrave; del tessuto connettivo in tutto il corpo;&nbsp;</li>
<li><strong>stile di vita sedentario</strong>: la perdita di tono muscolare coinvolge anche il core addominale e predispone al prolasso (discesa) degli organi del bacino;</li>
<li><strong>eccessivo sport</strong>: se la forza della parete addominale e quella del pavimento pelvico non sono tra loro proporzionate, i grandi muscoli addominali vinceranno il &ldquo;braccio di ferro&rdquo; a scapito del pavimento pelvico e degli organi della pelvi;</li>
<li><strong>stress, fumo, alimentazione scorretta</strong>: tutto ci&ograve; che promuove l&rsquo;infiammazione sistemica favorisce la perdita di qualit&agrave; del tessuto connettivo, la stasi intestinale e lo sforzo durante l&rsquo;evacuazione (altro importante fattore di rischio per il prolasso pelvico).</li>
</ul>
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<div>Ad oggi, <strong>liberarsi dell&rsquo;incontinenza da sforzo &egrave; tutt&rsquo;altro che impossibile</strong>: esistono centri e professionisti specializzati, metodi validati e multidisciplinari per arginare la progressione dell&rsquo;incontinenza. <strong>Le ricerche pi&ugrave; recenti favoriscono gli approcci globali</strong> rispetto agli esercizi localizzati, consigliando la presa in carico della paziente sotto tutti i punti di vista:</div>
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<ul>
<li><strong>riabilitazione del pavimento pelvico e del core addominale</strong>: a seconda della casistica, l&rsquo;approccio pu&ograve; variare significativamente. &Egrave; importante che il professionista di riferimento conosca a fondo molte metodiche riabilitative e possa guidare correttamente la paziente durante il percorso (ginnastica hipopressiva, Caufriez Concept, Metodo Guillarme, Metodo de Gasquet, ginnastica respiratoria sono solo alcune delle possibilit&agrave;);</li>
<li><strong>stile di vita</strong>: un corretto ritmo sonno veglia, orari dei pasti regolari e alimentazione antinfiammatoria, attivit&agrave; fisica adeguata, esposizione all&rsquo;aria aperta e alla luce solare sono solo alcuni dei fondamentali presupposti per una corretta riparazione e rigenerazione dei tessuti di tutto il corpo;</li>
<li><strong>supporti e chirurgia</strong>: nei casi pi&ugrave; severi, la medicina offre soluzioni mini-invasive. Esistono piccoli dispositivi come i pessari vaginali per il supporto uretrale (specie se abbinati a prolasso vescicale) o interventi chirurgici, risolutivi se abbinati ad una corretta fisioterapia prima e dopo l&rsquo;intervento (per minimizzare il rischio di recidive).</li>
</ul>
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</div>
<div>I<strong>l vero ostacolo oggi non &egrave; la patologia in s&eacute;, ma il silenzio che la circonda</strong>: molte donne rinunciano alla ginnastica, ai viaggi o alla vita sociale per timore di piccoli "incidenti". Tuttavia, con un&rsquo;attenta valutazione del core addominale e del pavimento pelvico si pu&ograve; fare prevenzione e intraprendere una riabilitazione mirata e specifica per risolvere o contenere ampiamente il problema.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Le stesse metodiche riabilitative possono risultare non solo inefficaci, ma addirittura controproducenti se non applicate correttamente e dopo attenta valutazione di tutti i fattori in gioco. &Egrave; fondamentale quindi <strong>affidarsi a professionisti qualificati </strong>sia per la valutazione che per la riabilitazione e vanno assolutamente evitati il fai da te e i programmi standardizzati reperibili sul web.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La <strong>serata divulgativa organizzata da Abdominal Core Health Center </strong>(polo specializzato nella valutazione e nella cura delle problematiche del core addominale e del pavimento pelvico) avr&agrave; luogo<strong> luned&igrave; 16 febbraio alle ore 20.30 presso Vialibera</strong> (via Virginio Allione 2, Cuneo). La partecipazione &egrave; gratuita, ma &egrave; necessaria la prenotazione alla segreteria (vialiberacuneo@gmail.com, 393 9876450).</div>
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<div><em>L'articolo &egrave; stato redatto da Fabrizio Botanica, Valentina Guglielmo e Valeria Milanesio, professionisti di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.</em></div>]]></description><pubDate>Thu, 12 Feb 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Dieci buoni propositi per un anno di salute]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/dieci-buoni-propositi-per-un-anno-di-salute_113623.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/dieci-buoni-propositi-per-un-anno-di-salute_113623.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/113623/136743.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Cara lettrice, caro lettore,</p>
<p>Al termine di un lungo anno di proposte, di eventi, di consigli e di approfondimenti, torniamo ad abitare questo spazio prezioso che &egrave; la rubrica Vivi Meglio: siamo felici di continuare a raccontarvi la storia di una ricerca, <strong>la ricerca di una Salute con la S maiuscola</strong> che coinvolga davvero il nostro essere su tutti i piani.</p>
<p>Tra chi compila lunghi elenchi di buoni propositi e chi detesta la pressione della &ldquo;vita nuova&rdquo;, attesa insieme al nuovo anno, noi di Vialibera crediamo che l&rsquo;intento pi&ugrave; bello sia spesso il pi&ugrave; semplice:<strong> riscoprire ci&ograve; che ci fa bene, ci arricchisce, ci ricarica</strong>. Perci&ograve; abbiamo deciso di donarvi la nostra personale <strong>lista di intenzioni per il 2026</strong>, scritta a tante mani, adatta a grandi e piccini che desiderino entrare un po&rsquo; pi&ugrave; in connessione con s&eacute;: puoi stamparla, salvarla sul tuo smartphone o ricopiarla e abbellirla per appenderla ad una bacheca di sughero. L&rsquo;importante &egrave; che la incontri con lo sguardo almeno una volta al giorno.</p>
<h2>1 - Respira</h2>
<p>La respirazione &egrave; il nostro meccanismo principale di <strong>pulizia e di espulsione delle tossine</strong>, oltre ad essere, ovviamente, il mezzo con cui introduciamo ossigeno nei nostri tessuti. Il respiro &egrave; la prima cosa che scopriamo una volta arrivati in questo mondo e ci accompagna fino al momento in cui lo lasciamo. Nella tradizione yogica, il respiro &egrave; addirittura lo <strong>strumento principale di assorbimento del <em>prana</em></strong>, l&rsquo;energia vitale, dall&rsquo;ambiente esterno: come farlo funzionare al meglio?&nbsp;</p>
<p>Inspira dal naso, facendo entrare quanta pi&ugrave; aria possibile: non si gonfia solo l&rsquo;addome o solo il torace, ma anche le arcate costali, i fianchi, la zona lombare e pelvica, lo sterno, il dorso, lo spazio dietro alle clavicole. <strong>Lascia uscire l&rsquo;aria dalla bocca</strong>, avendo cura di svuotare ognuna delle parti che hai precedentemente espanso. Ripeti per un minuto, rallentando via via il ritmo del respiro e ascoltando i cambiamenti che avvengono.</p>
<h2>2 - C&egrave;ntrati&nbsp;</h2>
<p><strong>Quanto durano i tuoi buoni propositi di inizio anno?</strong> Forse un mese o due?</p>
<p>Questo accade perch&eacute;, come diceva P. Yogananda, &ldquo;<em>L&rsquo;ambiente &egrave; pi&ugrave; forte della volont&agrave;</em>&rdquo;. Nella maggior parte delle giornate devi tuffarti in un mare di frenesia, preoccupazioni ed incombenze varie che ti influenzano negativamente e assorbono tutte le tue energie. Di conseguenza sar&agrave; pi&ugrave; facile seguire le vecchie abitudini, rispetto a quelle nuove che vorresti portare nella tua vita.</p>
<p>Ma se l&rsquo;ambiente che vivi non fosse solo quello esterno, su cui non abbiamo alcun controllo, ma anche quello interno? Se questo<strong> ambiente interno </strong>fosse<strong> calmo e ordinato</strong>, sostenendo cos&igrave; il radicamento dei buoni propositi?</p>
<p>Per creare e abitare questo ambiente interno, questo centro, fai il seguente esercizio anche solo una manciata di minuti, ma ogni giorno.</p>
<p>Scegli una posizione comoda, con la schiena in posizione eretta e chiudi i tuoi occhi. Porta la tua attenzione alle parti del corpo che poggiano a terra e senti che si radicano, dandoti una <strong>sensazione di stabilit&agrave; e sicurezza</strong>. Grazie a queste radici salde, senti che la tua colonna vertebrale si allunga, cercando di vincere la forza di gravit&agrave;. In questa verticalit&agrave; osserva il movimento libero del tuo respiro, lascia che questo porti la tua mente in uno <strong>stato di quiete e centratura</strong>.</p>
<h2>3 - Nutriti</h2>
<p>Nutrirsi non significa semplicemente &ldquo;mangiare&rdquo;, ma scegliere ogni giorno come fornire al corpo le sostanze di cui ha bisogno per funzionare al meglio. Inoltre, il cibo &egrave; un dialogo continuo con il nostro metabolismo, con il sistema immunitario, con il cervello e con l&rsquo;equilibrio ormonale.</p>
<p>Prediligi <strong>alimenti semplici, naturali e non processati</strong>, come ad esempio verdure di stagione, fonti proteiche di qualit&agrave;, grassi buoni, carboidrati adeguati al tuo stile di vita e al tuo livello di attivit&agrave;. <strong>Mangia consapevolmente, ascolta il senso di fame e di saziet&agrave;</strong>, rispetta i tempi dei pasti e il ritmo biologico della giornata. Una nutrizione consapevole non &egrave; restrizione, ma un atto di cura quotidiano che sostiene energia, lucidit&agrave; mentale e salute nel lungo periodo.</p>
<h2>4 - Idratati</h2>
<p>L&rsquo;acqua &egrave; il mezzo attraverso cui avvengono la maggior parte dei processi vitali: trasporto dei nutrienti, eliminazione delle scorie, regolazione della temperatura corporea, funzionalit&agrave; intestinale e cerebrale. Una buona idratazione &egrave; uno dei <strong>pilastri pi&ugrave; semplici e spesso pi&ugrave; trascurati della salute</strong>.</p>
<p><strong>Bevi regolarmente durante la giornata</strong>, senza aspettare lo stimolo della sete, distribuendo l&rsquo;assunzione lontano dai pasti principali. <strong>Inizia la giornata con acqua</strong> e ascolta il tuo corpo: segnali come stanchezza, mal di testa o difficolt&agrave; di concentrazione spesso non chiedono cibo, ma acqua. Idratarsi in modo adeguato significa creare il terreno ideale perch&eacute; il corpo possa autoregolarsi e rigenerarsi.</p>
<h2>5 - Radicati</h2>
<p>&ldquo;<em>Il corpo lentamente diventa un tutt&rsquo;uno con le onnipresenti ed eterne energie di guarigione della Terra</em>&rdquo;</p>
<p>Il piede &egrave; un <strong>recettore</strong> <strong>fondamentale</strong>: la sua sensibilit&agrave; e la sua libert&agrave; permettono al cervello di sentire gli stimoli provenienti dal terreno, di elaborare risposte, di avere sotto controllo la <strong>postura dell&rsquo;intero sistema</strong>.</p>
<p><strong>Libera i tuoi piedi</strong>. Cammina a piedi nudi il pi&ugrave; possibile, anche all&rsquo;esterno, utilizza scarpe comode, con spazio sufficiente per la lunghezza e la larghezza della pianta, con suole sottili che non &ldquo;accechino&rdquo; i tuoi sensori. La sera <strong>massaggia la pianta del piede</strong> con un olio o una crema, sciogli le densit&agrave; e le rigidit&agrave;: osserva come tutto il corpo si rilascia.</p>
<h2>6 - Muovi il corpo</h2>
<p>&ldquo;<em>Fluisci nella vita come su una pista da sci: sii spontaneo in tutto ci&ograve; che fai</em>&rdquo;</p>
<p>Hai mai osservato un animale, domestico o selvatico che sia? La loro naturale saggezza fa s&igrave; che passino la giornata a <strong>stiracchiarsi, rotolarsi, correre, saltare</strong>: cambiano posizione molto spesso e stimolano costantemente i loro muscoli, le loro articolazioni, anche i loro visceri tramite il movimento. Ricorda la tua natura di animale umano.</p>
<p>Alzati e stirati, ruota le spalle e il collo, fai qualche passo di marcia sul posto, allunga i fianchi e le anche, fai le smorfie con il viso:<strong> fai fluire sangue ed energia in tutto il corpo </strong>e ascolta che sensazione ti d&agrave;.</p>
<h2>7 - Sc&ograve;modati</h2>
<p><strong>Rompere la routine</strong> stimola la formazione di nuove connessioni e sinapsi all&rsquo;interno del tuo sistema nervoso: disinserire il pilota automatico permette di <strong>vivere in presenza</strong>, cogliendo le sfumature del presente, la profondit&agrave; delle relazioni, la bellezza dell&rsquo;ambiente.</p>
<p>Costruisci attorno a te un <strong>ambiente calmo e ispirante</strong> con relazioni profonde e nutrienti e <strong>sperimenta ogni giorno novit&agrave; e cambiamenti</strong>: trova ogni giorno una cosa per cui non vedi l&rsquo;ora di alzarti dal letto.</p>
<h2>8 - Gioca</h2>
<p>Ci&ograve; che il corpo non usa quotidianamente, lo dimentica: risveglia i tuoi <strong>riflessi di equilibrio e coordinazione e, soprattutto, divertiti</strong>.</p>
<p>Recuperare la <strong>dimensione del gioco e le abilit&agrave; che avevi da bambino</strong> sono ottimi stimoli: stai in piedi su una gamba sola, lancia e prendi al volo piccoli oggetti o coordina i movimenti tra lato destro e sinistro, oppure fai tutte le tre cose insieme.</p>
<h2>9 - Esprimiti</h2>
<p>&ldquo;<em>Se vuoi goderti la vita, prenditi meno sul serio</em>&rdquo;</p>
<p>Il suono &egrave; vibrazione e la vibrazione &ldquo;scuote&rdquo; i tessuti e le cellule del nostro corpo fin nel profondo. Abbandonarsi al suono permette al corpo di <strong>rilasciare tensioni e blocchi</strong>, di liberare il respiro, di <strong>abbassare lo stato di allerta </strong>rallentando il ritmo del battito cardiaco e dei pensieri<strong>.</strong></p>
<p>Metti su la tua canzone preferita e canta. Ogni volta che puoi, ridi con spontaneit&agrave;, sospira, vocalizza, canticchia a bocca chiusa:&nbsp;<strong>lascia che il tuo mondo interiore si esprima attraverso il suono e osserva l&rsquo;armonia che ne deriva</strong>.</p>
<h2>10 - Raccogliti</h2>
<p>Il <strong>tempo del riposo</strong>, sia notturno che diurno, &egrave; fondamentale per la riparazione dei tessuti danneggiati, per la digestione e l&rsquo;assimilazione, per la ricostruzione delle scorte necessarie per affrontare la giornata.</p>
<p><strong>Riposati dagli stimoli</strong>: chiudi o addirittura copri gli occhi con le mani e stai nel buio pi&ugrave; completo; tappa poi le orecchie e goditi il silenzio. Il tuo cervello ti ringrazier&agrave; per questa piccola pausa dal carico di informazioni in entrata.</p>
<p><strong>Favorisci un riposo sano</strong>: predisponi la tua stanza da letto con luce soffusa e calda, una temperatura adeguata, senza schermi e sorgenti elettromagnetiche (non ricarichi il cellulare sul comodino di notte, vero?) perch&eacute; il tuo corpo e la tua mente possano prepararsi al riposo, nella calma e nella sicurezza.</p>
<p>Lo staff di Vialibera ti augura, di cuore, un 2026 luminoso.</p>
<p><em>L'articolo &egrave; stato redatto da Federica Collino, Andrea Mana e Valeria Milanesio, professionisti di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em></p>
<p><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.</em></p>]]></description><pubDate>Thu, 22 Jan 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Borgo: ecco come sarà la nuova struttura residenziale per disturbi alimentari (VIDEO)]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/borgo-ecco-come-sara-la-nuova-struttura-residenziale-per-disturbi-alimentari-video_112042.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/borgo-ecco-come-sara-la-nuova-struttura-residenziale-per-disturbi-alimentari-video_112042.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/134531.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Per chi vive da vicino un disturbo del comportamento alimentare, ogni giorno &egrave; un percorso complesso: trovare cure adeguate, ricevere risposte rapide, non sentirsi soli. Proprio per questo, l&rsquo;apertura della nuova struttura residenziale per i disturbi dell&rsquo;alimentazione a Borgo San Dalmazzo rappresenta una novit&agrave; importante per molte famiglie del territorio.</p>
<p>La storica Casa di Cura Monteserrat, sulla collina di Monserrato, torna a nuova vita. Dopo anni di chiusura, l&rsquo;edificio &egrave; stato riconvertito per diventare uno dei principali riferimenti regionali per pazienti che necessitano di percorsi intensivi e multidisciplinari.</p>
<p>La nostra redazione ha potuto visitare in anteprima gli spazi interni, oggi in fase di allestimento finale: camere ampie e luminose, aree comuni accoglienti, ambienti progettati per supportare un modello di cura che unisce benessere psicologico, sicurezza e qualit&agrave; degli spazi.&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134533.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p>Le dichiarazioni raccolte alle nostre telecamere confermano l&rsquo;importanza del progetto e la portata del lavoro svolto finora. L&rsquo;apertura &egrave; prevista entro la fine dell&rsquo;anno e il servizio sar&agrave; gestito da Agathon Srl, realt&agrave; specializzata nel settore socio-sanitario.</p>
<p>Il complesso ospiter&agrave; due nuclei distinti, ciascuno con 20 posti letto, per un totale di 40 ospiti. Al primo piano nascer&agrave; la<strong> Residenza Romeo</strong>, destinata ai pazienti con anoressia nervosa e bulimia nervosa grave, diretta dalla dottoressa Angela Spalatro; gli spazi di quest'area saranno caratterizzati dal colore azzurro.</p>
<p>Al secondo piano sar&agrave; invece attivata la<strong> Residenza Villa Giulietta</strong>, con spazi caratterizzati da un giallo caldo, dedicata a binge eating e obesit&agrave; sotto la direzione sanitaria del dottor Giuseppe Rovera.</p>
<p>In questo modo, la struttura sar&agrave; in grado di accogliere e trattare le principali forme di disturbo dell&rsquo;alimentazione, con percorsi clinici mirati e adattati alla gravit&agrave; della condizione.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134534.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<h2>&ldquo;Un luogo del cuore che torna a servire la comunit&agrave;&rdquo;</h2>
<p>Durante la nostra visita, la sindaca <strong>Roberta Robbione</strong> ha accolto la redazione direttamente sulla terrazza panoramica del complesso. "<em>Ci troviamo sulla collina di Monserrato, uno dei luoghi del cuore delle borgarine e dei borgarini. La clinica, per tantissimi anni, ha svolto un ruolo fondamentale per tutto il territorio provinciale. Oggi possiamo finalmente essere soddisfatti, perch&eacute; questo luogo torner&agrave; a essere al centro delle politiche sanitarie e sociali del territorio</em>".</p>
<p>La soddisfazione dell&rsquo;amministrazione &egrave; evidente: "<em>Sin dal nostro insediamento nel 2022, molte famiglie ci hanno chiesto una risposta concreta sui disturbi dell&rsquo;alimentazione. Oggi possiamo dire di averla costruita. I ragazzi e le ragazze che soffrono di queste patologie, insieme alle loro famiglie, avranno finalmente un riferimento vicino e competente</em>".</p>
<p>La sindaca descrive come la nuova struttura sia il risultato di un lavoro sinergico: &ldquo;<em>Il supporto della Regione &egrave; stato fondamentale, in particolare quello di Icardi, come assessore prima e presidente della Commissione Sanit&agrave; poi. Grazie anche al dottor Marini e tutto lo staff di Agathon, all&rsquo;ASL e in particolare al dottor Guerra, al dottor Risso, al dottor Barbero e al dottor Ghigo</em>&rdquo;.</p>
<h2>Icardi: &ldquo;Una risposta strutturata ai bisogni dei giovani&rdquo;</h2>
<p>Abbiamo accompagnato il consigliere regionale e presidente della Commissione Sanit&agrave; <strong>Luigi Genesio Icardi</strong> a visitare la struttura per la prima volta dopo i lavori di ristrutturazione. Icardi &egrave; stato promotore del progetto fin da quando era assessore regionale alla Sanit&agrave; durante il precedente mandato.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134535.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p>La visita &egrave; stata un&rsquo;occasione per spiegare nel dettaglio la portata dell&rsquo;intervento: "<em>La Regione e l&rsquo;ASL hanno appena firmato l&rsquo;autorizzazione. La struttura era chiusa, oggi torna a nuova vita. I due nuclei da 20 posti ciascuno rispondono a una tematica purtroppo in forte incremento, ancor pi&ugrave; dal post-Covid: sono i nostri ragazzi e le nostre ragazze, coloro che rappresentano il nostro futuro, ad aver bisogno di aiuto reale</em>".</p>
<p>Ripercorrendo la genesi del progetto, Icardi ha sottolineato: "<em>Quando si ammala un ragazzo si ammala un&rsquo;intera famiglia. La presa in carico deve essere globale, multidisciplinare. Questa struttura &egrave; un tassello fondamentale della rete piemontese ed &egrave; destinata a dare risposte che il territorio aspettava da anni</em>".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134536.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<h2>Residenza Romeo e Villa Giulietta: due comunit&agrave;, un&rsquo;unica missione</h2>
<p>Il dottor <strong>Lucalfredo Di Salvo</strong>, coordinatore della Residenza Romeo, ci ha accompagnato in un tour guidato dei due piani della struttura, illustrando la filosofia che guider&agrave; il lavoro clinico. "<em>Villa Giulietta e Residenza Romeo rappresentano una nuova opportunit&agrave; per tutto il Piemonte. Qui possiamo mettere in campo tutte le competenze maturate negli anni, ma con una capacit&agrave; di intervento ancora pi&ugrave; efficace, grazie a spazi adeguati e a un territorio che ci supporta</em>".</p>
<p>Di Salvo ha ricordato come i disturbi dell&rsquo;alimentazione rappresentino un fenomeno pi&ugrave; vasto di quanto emerga dalle statistiche ufficiali: "<em>In Italia pi&ugrave; di tre milioni di persone convivono con un DCA, e i dati sono chiaramente sottostimati. Nessuno deve essere lasciato indietro. Siamo professionisti specializzati con una missione precisa: aiutare nel miglior modo possibile</em>".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134537.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<h2>Ambienti pensati per la cura: camere accoglienti, luce naturale, spazi &ldquo;domestici&rdquo;</h2>
<p>Durante il percorso attraverso i corridoi e le stanze, il dottor Di Salvo ha illustrato le scelte progettuali che caratterizzano la struttura. "<em>Le camere sono ampie, luminose, con una vista che favorisce il benessere. L&rsquo;obiettivo &egrave; creare un luogo che assomigli a una casa, perch&eacute; la qualit&agrave; dello spazio influisce sul processo terapeutico</em>".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134538.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p>A rendere la struttura particolarmente adatta al percorso di cura contribuisce anche la sua collocazione: immersa nel verde della collina di Monserrato, in un contesto silenzioso e protetto che favorisce il benessere psicofisico degli ospiti, si trova inoltre a meno di dieci minuti dall&rsquo;ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, un elemento strategico in caso di necessit&agrave; cliniche o emergenze.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134539.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p>Le camere, dotate di arredi completi e bagni privati molto spaziosi, si differenziano per la tipologia singola o doppia: "<em>La valutazione multidisciplinare guider&agrave; anche la scelta delle sistemazioni, per favorire socialit&agrave;, sicurezza e integrazione all&rsquo;interno della comunit&agrave; terapeutica</em>".</p>
<p>E proprio sulla presa in carico con un approccio multidisciplinare si concentra il dottor Di Salvo: "<em>A prescindere dal tipo di disturbo, il comune denominatore &egrave; il lavoro in &eacute;quipe; parliamo di disturbi multifattoriali, che vanno affrontati da professioni diverse, capaci di dialogare e agire in modo sinergico. &Egrave; un modello che richiede competenze solide e grande collaborazione interna</em>".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134540.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<h2>Un punto di riferimento nella rete piemontese dei DCA</h2>
<p>Con i primi ospiti attesi entro la fine dell&rsquo;anno, la struttura di Borgo San Dalmazzo entrer&agrave; a far parte della rete regionale dedicata ai disturbi dell&rsquo;alimentazione, contribuendo a ridurre i ricoveri fuori regione, garantire continuit&agrave; assistenziale e portare le cure pi&ugrave; vicino ai territori.</p>
<p>La sindaca Robbione ha concluso il nostro incontro con una dichiarazione che sintetizza l&rsquo;importanza del progetto: "<em>Borgo San Dalmazzo diventa oggi un punto di riferimento per le famiglie che vivono situazioni difficili legate ai disturbi alimentari. Il lavoro del dottor Marini e di tutto lo staff sar&agrave; fondamentale. Questa &egrave; una risposta concreta, attesa e necessaria per il nostro territorio</em>".</p>]]></description><pubDate>Fri, 12 Dec 2025 18:30:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Cicatrici: quando la pelle racconta una storia]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/cicatrici-quando-la-pelle-racconta-una-storia_110851.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/cicatrici-quando-la-pelle-racconta-una-storia_110851.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/110851/132928.jpg" title="" alt="" /><br /><div>La parola &ldquo;<strong>cicatrice</strong>&rdquo; deriva dal <strong>latino <em>cicatrix</em>, <em>cicatricis</em></strong>, che significa proprio <em>segno lasciato da una ferita guarita</em>. Ogni cicatrice &egrave; il risultato del processo di guarigione del corpo che segue una lesione della cute o dei tessuti pi&ugrave; profondi a causa di un trauma (taglio, ferita, ustione, eccetera) o di un intervento chirurgico.</div>
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<div>La guarigione di una ferita, e quindi la formazione di una cicatrice, si compone di diverse fasi, ognuna delle quali influenzer&agrave; la qualit&agrave; del tessuto e l&rsquo;aspetto della cicatrice nei mesi e negli anni a venire:</div>
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<li>&nbsp;dai primissimi momenti dopo il trauma inizia la fase di <strong>emostasi primaria </strong>dove le piastrine creano velocemente un tappo per arrestare il sanguinamento. Terminata l&rsquo;emergenza, inizia la fase di <strong>emostasi</strong> <strong>secondaria</strong>, dove i fattori di coagulazione producono fibrina, ovvero la rete che unisce le piastrine al fine di stabilizzare la riparazione del danno;</li>
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<li>segue poi la <strong>fase infiammatoria</strong> che pu&ograve; durare dai 3 ai 5 giorni con comparsa di dolore, rossore, calore e gonfiore (segni tipici dell&rsquo;infiammazione, fisiologica in questa fase del processo riparativo). In questa fase aumenta la presenza di neutrofili e macrofagi, ovvero le cellule del sistema immunitario atte a eliminare eventuali patogeni;</li>
<li>in seguito ha inizio la <strong>fase proliferativa </strong>che pu&ograve; durare fino a 3 settimane. In questa fase c&rsquo;&egrave; un aumento delle cellule produttrici di collagene (fibroblasti), le quali depositano fibre elastiche (i mattoncini che costituiscono la futura cicatrice) e creano tessuto nuovo, ricco di vasi sanguigni;</li>
<li>al termine della fase proliferativa, compare la <strong>fase di rimodellamento</strong> dove l&rsquo;eccesso di collagene precedentemente depositato viene gradualmente degradato: via via la cicatrice dovrebbe uniformarsi al resto della pelle.</li>
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<div>Lo svolgersi di queste fasi permette ai tessuti di essere riparati efficacemente recuperando la funzione, l&rsquo;integrit&agrave; e l&rsquo;aspetto che avevano in precedenza. Al termine della sua evoluzione, quindi, la cicatrice dovrebbe essere chiara, senza rilievi o aumento di volume, uniforme e allo stesso livello della pelle: idealmente&nbsp;<strong>non ci si dovrebbe ricordare di averla</strong>.</div>
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<div>Spesso per&ograve; la cicatrice rimane tutt&rsquo;altro che invisibile: &egrave; possibile che esteticamente sia <strong>sgradevole da vedere</strong>, che <strong>al tatto evochi dolore o fastidio</strong> (a volte &egrave; difficile anche solo sfiorare l&rsquo;area cicatrizzata, a causa del disagio fisico o emotivo che riaffiora) o che, pur essendo totalmente silente, <strong>alteri la postura di tutto il corpo</strong>. Dal punto di vista estetico, si possono generare <strong>cicatrici</strong> <strong>atrofiche</strong> (con aspetto depresso e infossato rispetto al resto della pelle), <strong>ipertrofiche</strong> (ispessite sollevate dalla cute, dure al tocco), o addirittura <strong>cheloidi</strong> (tumori cutanei benigni che danno prurito e dolore anche a distanza di anni e possono crescere oltre i bordi della cicatrice originali). La disestesia, ovvero la <strong>sensibilit&agrave; alterata</strong> di una parte della cute, pu&ograve; essere dovuta a un incompleto recupero della fisiologica innervazione o a complicanze nella guarigione: ecco perch&eacute; &egrave; fondamentale prendersi cura tempestivamente del tessuto in via di cicatrizzazione e mantenerne l&rsquo;elasticit&agrave; e la mobilit&agrave; attraverso il trattamento. La perturbazione che la cicatrice pu&ograve; creare per il sistema tonico posturale va sempre indagata approfonditamente: se il processo riparativo non avviene fisiologicamente, nel tempo si possono instaurare delle vere e proprie restrizioni di mobilit&agrave; a carico del tessuto fasciale, ovvero della vasta rete di tessuto connettivo che riveste ogni struttura corporea e si approfondisce fino all&rsquo;interno di ogni singola cellula. Proprio come un nodo in un tessuto, la cicatrice ha caratteristiche di elasticit&agrave; e tensione differenti dal resto del tessuto tegumentario e pu&ograve; comportarsi come una<strong> spina irritativa per la postura dell&rsquo;intero sistema</strong>: perturbando il recettore pelle influenza la risposta del sistema tonico-posturale, portando all&rsquo;assunzione di atteggiamenti scorretti e viziati, alterazioni di carico, alla comparsa di dolore e limitazioni funzionali adattative, anche a distanza dalla cicatrice stessa.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il trattamento della cicatrice varia nel corso delle differenti fasi elencate, e deve essere affidato a personale specificamente formato che sappia come intervenire sia con utilizzo di <strong>strumentazione all&rsquo;avanguardia</strong> sia con <strong>approccio manuale adeguato e mirato</strong>. Un intervento sbagliato o un trattamento fatto in tempi non consoni possono aumentare ulteriormente l&rsquo;infiammazione e aumentare la fibrosi, inficiando la corretta guarigione. Taglio cesareo, chirurgia addominale (anche in laparoscopia), interventi ortopedici, chirurgia plastica, estetica e ricostruttiva e ustioni sono solo alcuni esempi di cicatrici che vanno sempre valutate e trattate tempestivamente, diversificando e adeguando la riabilitazione alle diverse fasi di guarigione.</div>
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<div>Ovviamente il processo di guarigione pu&ograve; dipendere da diversi fattori come per esempio l&rsquo;entit&agrave; e la zona del trauma, la tipologia della sutura chirurgica (filo riassorbibile, filo di nylon o graffette), le eventuali complicanze batteriche e chirurgiche e la genetica del paziente, ma il terapeuta formato &egrave; in grado di tenere conto anche di questi fattori nello strutturare il trattamento.</div>
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<div>&Egrave; importante quindi prendersi cura di ogni cicatrice sin dai primi giorni per migliorare non solo l&rsquo;aspetto estetico ma anche per limitare le aderenze, le zone di fibrosi e l&rsquo;integrazione nel sistema fasciale. Vialibera ha strutturato un percorso di valutazione posturale dell&rsquo;influenza delle cicatrici, di riabilitazione delle cicatrici posturalmente attive e di trattamento estetico dei tessuti cicatriziali. Luned&igrave; 24 novembre alle ore 20.30 si terr&agrave; a Vialibera una<strong> serata informativa</strong> <strong>gratuita</strong> sul trattamento delle problematiche relative al core addominale e al pavimento pelvico, inclusi gli esiti cicatriziali: per partecipare &egrave; sufficiente prenotarsi ai nostri recapiti.</div>
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<div><em>L'articolo &egrave; stato redatto da Valentina Guglielmo, professioniste di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em></div>
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<div><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.</em></div>]]></description><pubDate>Thu, 20 Nov 2025 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item></channel></rss>
