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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Rubriche > Vivi Meglio > Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/rubriche/vivi-meglio/cuneo-e-valli/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/news/rubriche/vivi-meglio/cuneo-e-valli/rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie di Vivi Meglio a Cuneo aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Mon, 20 Apr 2026 05:07:21 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Rubriche > Vivi Meglio > Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/rubriche/vivi-meglio/cuneo-e-valli/]]></link></image><item><title><![CDATA[Una voce sana in un corpo sano!]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/una-voce-sana-in-un-corpo-sano_118232.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/una-voce-sana-in-un-corpo-sano_118232.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118232/143370.jpg" title="" alt="" /><br /><div>Il 16 aprile &egrave; la <strong>Giornata Mondiale della Voce</strong>: quale migliore occasione di ascoltarci, letteralmente, cercando di comprendere che cosa il nostro corpo e la nostra voce hanno da dirci?</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Nella storia dell&rsquo;essere umano, la voce ha iniziato ad assumere la funzione comunicativa ed espressiva legata alla parola circa 50.000 anni fa: ogni gruppo etnico ha sviluppato suoni sempre pi&ugrave; precisi organizzati secondo regole e criteri, che permettessero di trasmettere concetti e intenzioni, di narrare fatti, di collaborare per un fine comune.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>All&rsquo;interno del corpo umano, strutture appartenenti a organi e apparati diversi sono state &ldquo;prese in prestito&rdquo; per essere messe al servizio della parola:</div>
<div>
<ul>
<li>il diaframma, i muscoli addominali e tutte le strutture respiratorie hanno dovuto affinare il loro movimento per gestire il volume della voce, la lunghezza delle frasi, gli accenti e la cadenza del parlato;</li>
<li>la laringe ha sviluppato i micromovimenti articolari e muscolari necessari per creare infinite combinazioni di tensione e spessore delle pliche mucose contenute al suo interno, evolute via via in vere e proprie <strong>corde vocali</strong>;</li>
<li>la lingua, il palato molle, i denti e le labbra non sono pi&ugrave; stati semplicemente dedicati al nutrimento, ma hanno appreso come interagire tra loro, con le altre strutture della bocca, con il flusso d&rsquo;aria in uscita per produrre vocali e consonanti, schiocchi e trilli, per far risuonare e amplificare ogni suono prodotto.</li>
</ul>
</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&Egrave; avvenuto un vero e proprio <em>collage evolutivo</em>, che ha unito parti diverse degli apparati digestivo, respiratorio, masticatorio e muscolo-scheletrico per creare il neonato <strong>sistema vocale</strong>. La conseguenza &egrave; che <strong>la nostra voce &egrave; influenzata da un&rsquo;infinit&agrave; di fattori diversi</strong>!</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La disfonia (ovvero la cattiva qualit&agrave; della voce o la fatica vocale) e l&rsquo;afonia (la perdita completa di voce) possono infatti avere cause molto diverse e a loro volta essere all&rsquo;origine di importanti disagi limitando la comunicazione, l&rsquo;attivit&agrave; lavorativa o la performance artistica.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Una delle principali cause, o concause, di sovraccarico e sforzo vocale &egrave; l&rsquo;<strong>alterazione dell&rsquo;equilibrio posturale</strong>: la priorit&agrave; per l&rsquo;essere umano &egrave; infatti quella di poter mantenere stabilmente la postura eretta che gli permette di controllare l&rsquo;ambiente, interagire con i suoi simili e portare a termine le azioni necessarie alla sopravvivenza. Per quanto parlare e comunicare ci sembri importante, in realt&agrave;, per il nostro sistema si stratta di un optional! <strong>Solo quando la postura &egrave; stabile, sicura e in comfort</strong> (senza dolore) <strong>le nostre capacit&agrave; superiori </strong>(ragionare in modo astratto, comunicare, manifestare creativit&agrave;) <strong>possono esprimersi al meglio</strong>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Per fare un esempio concreto: poniamo caso che sia presente un<strong> difetto visivo</strong>, l&rsquo;occhio destro con un&rsquo;acuit&agrave; decisamente inferiore al sinistro. <strong>La postura del capo </strong>(<strong>e di tutto il corpo di conseguenza</strong>) <strong>ne risentir&agrave;</strong>: la testa cercher&agrave; di ruotare leggermente per favorire l&rsquo;occhio sinistro (i muscoli del collo saranno costantemente attivi in torsione), mentre le spalle potrebbero portarsi in rotazione opposta per favorire l&rsquo;uso della mano destra, il bacino, gli arti inferiori e i piedi saranno informati di riflesso in modo asimmetrico dalla posizione degli occhi e del capo, proseguendo a cascata questo atteggiamento in torsione.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Come potr&agrave; esprimersi la voce in una situazione cos&igrave; sbilanciata e in presenza di tensioni muscolari di questo tipo (e probabilmente con dolori a livello cervicale e dorsale)? Ci sar&agrave; sicuramente pi&ugrave; <strong>fatica vocale</strong>, dovuta alla maggiore tensione,<strong> che sul lungo tempo pu&ograve; cronicizzare in disfonia, afonia ricorrente o alterazioni delle corde vocali</strong>, come noduli o edemi.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Naturalmente non solo i difetti visivi possono creare questo scompenso, ma tutte le alterazioni dei recettori posturali: organo dell&rsquo;equilibrio, mandibola, piede, e tutte le relative interazioni che possono essere evidenziate da un&rsquo;analisi posturale.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La corretta funzionalit&agrave; delle corde vocali &egrave; strettamente connessa, inoltre, con la salute della muscosa che le riveste: se questa &egrave; irritata non potr&agrave; vibrare efficacemente e la voce perder&agrave; di qualit&agrave;. La <strong>salute del tratto digestivo</strong> &egrave; quindi fondamentale: un&rsquo;alimentazione corretta e sana mantiene l&rsquo;equilibrio la flora batterica intestinale e il fisiologico pH gastrico.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Una buona dinamica respiratoria, infine, &egrave; fondamentale per due aspetti:</div>
<div>
<ul>
<li>permette di creare un'adeguata riserva di aria e di espellerla in modo funzionale per la nostra comunicazione: <strong>il volume, la risonanza e la proiezione del suono si creano senza fatica</strong> se la respirazione &egrave; efficiente;</li>
<li>mantiene la pressione all&rsquo;interno della cavit&agrave; addominale nella norma (senza compressione del diaframma sullo stomaco e conseguente reflusso acido) e favorisce la motilit&agrave; intestinale (evitando stasi, fermentazione e gonfiore).</li>
</ul>
</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Chi &egrave; quindi che deve prendersi cura della voce? Gli studi pi&ugrave; recenti supportano l&rsquo;<strong>approccio multidisciplinare </strong>ai disturbi della voce: la diagnosi del medico foniatra o otorinolaringoiatra, la riabilitazione e la rieducazione logopedica, la valutazione e il riequilibrio posturale, il trattamento osteopatico e la ginnastica respiratoria sono gli strumenti pi&ugrave; indicati per individuare la natura del problema e approcciarlo in maniera globale.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Accompagnare il corpo (e la persona) a ritrovare salute ed equilibrio, senza rivolgersi semplicemente al sintomo, &egrave; l&rsquo;obiettivo che ci poniamo a Vialibera: le problematiche di voce sono prese in carico dal punto di vista osteopatico e posturale da professionisti specificamente formati, in collaborazione con Foniatra, Logopedista o Otorinolaringoiatra di riferimento per il paziente.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>L'articolo &egrave; stato redatto da Valeria Milanesio, professionista di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.</em></div>]]></description><pubDate>Thu, 16 Apr 2026 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Dai medical drama alla realtà: la neurochirurgia spiegata ai cittadini ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/dai-medical-drama-alla-realta-la-neurochirurgia-spiegata-ai-cittadini_117158.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/dai-medical-drama-alla-realta-la-neurochirurgia-spiegata-ai-cittadini_117158.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/141846.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Diciamoci la verit&agrave;: quando si parla di chirurgia e di ospedali, l&rsquo;immaginazione corre subito a quello che siamo abituati a vedere nei medical drama pi&ugrave; famosi. Ma com&rsquo;&egrave; davvero la realt&agrave;?</p>
<p>&ldquo;<em>&Egrave; quello a cui cerchiamo di rispondere con i nostri eventi</em>&rdquo;, spiegano i membri della neonata associazione <strong>L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia</strong>, un gruppo di persone che da un anno si impegna a organizzare incontri tra specialisti e cittadini per promuovere la prevenzione, la cultura della salute e la conoscenza delle eccellenze mediche del territorio.</p>
<p>Anche l&rsquo;ultimo evento dell&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia &egrave; stato organizzato in quest&rsquo;ottica: mercoled&igrave; 18 marzo, presso il Centro Incontri della Provincia, davanti a una Sala Falco gremita di spettatori attenti, si &egrave; tenuto l&rsquo;incontro dal titolo &ldquo;<strong>Neurochirurgia, questa sconosciuta!</strong>&rdquo;.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141847.jpg" alt=""></p>
<p>Il successo &egrave; stato evidente fin da subito. Una delle frasi pi&ugrave; ripetute a fine evento dal pubblico, rivolgendosi agli specialisti, &egrave; stata &ldquo;<em>Voi fate miracoli!</em>&rdquo;.</p>
<p>Chi &egrave; davvero il neurochirurgo? Di cosa si occupa e quali patologie tratta? Chi sono le figure che lavorano con lui e quali competenze e formazione devono avere?&nbsp;E infine: perch&eacute; questo reparto non &egrave; presente in tutti gli ospedali? Nella nostra provincia, ad esempio, &egrave; presente solo al Santa Croce e Carle di Cuneo.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141848.jpg" alt=""></p>
<p>A guidare il pubblico durante l&rsquo;incontro &egrave; stato il dottor <strong>Michele D&rsquo;Agruma</strong>, direttore della Struttura Complessa di Neurochirurgia di Cuneo, che insieme al suo staff ha accompagnato i presenti in un vero e proprio viaggio all&rsquo;interno di un reparto ad altissima specializzazione.</p>
<p>Nel suo primo intervento, il dottor D&rsquo;Agruma ha spiegato la struttura del reparto, sottolineando quanto sia fondamentale la multidisciplinariet&agrave;. Neuroradiologia, neurologia, neurorianimazione, neuroanestesia, algologia, neuropatologia, radioterapia e fisiatria sono solo alcune delle specialit&agrave; coinvolte: un lavoro di squadra continuo, indispensabile per affrontare casi complessi.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141849.jpg" alt=""></p>
<p>Nel descrivere l&rsquo;organizzazione del sistema sanitario, che distingue tra ospedali &ldquo;Hub&rdquo; &ndash; gli unici in cui pu&ograve; essere presente la neurochirurgia &ndash; e ospedali &ldquo;Spoke&rdquo;, il dottor D&rsquo;Agruma &egrave; stato affiancato da <strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, attuale presidente della Commissione Sanit&agrave; Regione Piemonte che rivestiva il ruolo di Assessore alla Sanit&agrave; Regionale durante il periodo Covid, quando questo modello &egrave; stato applicato in modo esteso.</p>
<p>Il suo intervento ha evidenziato come questa organizzazione consenta di garantire al cittadino <strong>maggiore sicurezza e qualit&agrave; delle cure</strong>, soprattutto nei casi pi&ugrave; complessi.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141850.jpg" alt=""></p>
<p>Ad entrare nel dettaglio dell&rsquo;organizzazione &egrave; stato il dottor <strong>Andrea Garnero</strong>, neurochirurgo del Santa Croce e Carle, formatosi presso la scuola di specializzazione di Cuneo.</p>
<p>Garnero, il pi&ugrave; giovane dell&rsquo;&eacute;quipe del dottor D&rsquo;Agruma, ha illustrato le diverse modalit&agrave; con cui i pazienti arrivano alla neurochirurgia, per poi descrivere l&rsquo;organizzazione del blocco operatorio e delle sale chirurgiche.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141851.jpg" alt=""></p>
<p>Il dottor <strong>Filippo Veneziani</strong>, anche lui neurochirurgo dell&rsquo;&eacute;quipe, ha invece approfondito il tema delle tecnologie, mostrando come strumenti sempre pi&ugrave; avanzati permettano di ridurre l&rsquo;invasivit&agrave; degli interventi.</p>
<p>Pur rimanendo indispensabile la competenza del neurochirurgo, le tecnologie aiutano a ridurre drasticamente l'invasivit&agrave;: la combinazione &ldquo;<em>expertise chirurgo</em>&rdquo; e &ldquo;<em>avanzata dotazione tecnologia</em>&rdquo; permette la realizzazione di interventi molto complessi e d&rsquo;avanguardia.</p>
<p>L&rsquo;organizzazione del reparto &egrave; stata poi raccontata dalle referenti infermieristiche.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141852.jpg" alt=""></p>
<p>L&rsquo;infermiera <strong>Elena Veglia</strong> ha illustrato le camere di degenza, la terapia sub-intensiva e le tecnologie utilizzate per il monitoraggio continuo dei pazienti e per la loro mobilizzazione.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141853.jpg" alt=""></p>
<p>L&rsquo;infermiera <strong>Annalisa Dutto</strong> ha spiegato il percorso di ricovero, dalla preparazione pre-operatoria all&rsquo;assistenza post-intervento, soffermandosi anche su un aspetto fondamentale: i bisogni del paziente non sono solo fisici, ma anche psicologici.</p>
<p>Un&rsquo;attenzione che coinvolge inevitabilmente anche familiari e caregiver e che richiama il tema, sempre pi&ugrave; centrale, dell&rsquo;umanizzazione delle cure: ambienti, relazioni e supporto emotivo diventano parte integrante del percorso terapeutico.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141854.jpg" alt=""></p>
<p>Con l&rsquo;infermiere strumentista<strong> Alberto Aimar</strong>, il pubblico &egrave; entrato nel dettaglio dell&rsquo;organizzazione della sala operatoria.</p>
<p>Dalla preparazione degli strumenti alla gestione della sterilit&agrave;, dal coordinamento del personale al corretto posizionamento del paziente &ndash; spesso sottoposto a interventi molto lunghi &ndash; ogni fase richiede precisione assoluta e competenze altamente specializzate.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141855.jpg" alt=""></p>
<p>La dottoressa <strong>Marilicia Mileto</strong>, neuroanestesista, ha invece posto l&rsquo;attenzione sulle peculiarit&agrave; di questo ambito.</p>
<p>La neuroanestesia richiede una stretta collaborazione con il neurochirurgo: comunicazione costante e monitoraggio continuo dei parametri sono essenziali, perch&eacute; ogni minima variazione pu&ograve; influire direttamente sull&rsquo;intervento.</p>
<p>Il lavoro dell&rsquo;anestesista non si limita alla sala operatoria: inizia con la valutazione del paziente, prosegue con il confronto con il chirurgo e con il dialogo con il paziente e i familiari, e continua nel post-operatorio.</p>
<p>L&rsquo;obiettivo &egrave; uno solo: <strong>garantire la massima sicurezza del paziente</strong>, attraverso tecnologie avanzate e un controllo costante delle funzioni vitali.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141856.jpg" alt=""></p>
<p>La parte finale dell&rsquo;incontro &egrave; stata dedicata ai <strong>casi clinici</strong>, il momento che pi&ugrave; di tutti ha catturato l&rsquo;attenzione del pubblico.</p>
<p>Il dottor D&rsquo;Agruma ha mostrato alcuni filmati di interventi reali, accompagnandoli con spiegazioni puntuali. Alcuni casi erano particolari e rari, altri pi&ugrave; frequenti, ma tutti hanno reso evidente il livello di complessit&agrave; e precisione richiesto.</p>
<p>In sala lo stupore era evidente ogni volta che veniva indicata la dimensione reale dell&rsquo;area operata: spesso pochi millimetri, uno o due centimetri al massimo.</p>
<p>Non &egrave; mancato il momento delle domande e degli interventi da parte del pubblico, segno del grande interesse scaturito nei presenti.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141857.jpg" alt=""></p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141858.jpg" alt=""></p>
<p>Al termine dell&rsquo;incontro la sensazione condivisa era quella di aver scoperto un mondo poco conosciuto, fatto non solo di tecnologia avanzata, ma soprattutto di competenze, organizzazione e lavoro di squadra.</p>
<p>La frase &ldquo;<em>Voi fate miracoli</em>&rdquo; restituisce bene l&rsquo;emozione del pubblico, ma la serata ha mostrato come, dietro a risultati che possono sembrare straordinari, ci siano in realt&agrave; formazione, competenze, esperienza e una struttura sanitaria pensata per affrontare la complessit&agrave;.</p>
<p>&Egrave; proprio questo il valore di incontri come questo: avvicinare i cittadini alla medicina, rendere comprensibili temi complessi e far conoscere da vicino le eccellenze presenti sul territorio.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141859.jpg" alt=""></p>
<p>Sotto al presente articolo &egrave; disponibile il video completo dell&rsquo;evento, suddiviso in capitoli per ogni intervento, per rivedere e approfondire i contenuti della serata.</p>]]></description><pubDate>Fri, 27 Mar 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[La ricerca clinica come opportunità di cura: l'esempio del "Santa Croce"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-ricerca-clinica-come-opportunita-di-cura-l-esempio-del-santa-croce_116547.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-ricerca-clinica-come-opportunita-di-cura-l-esempio-del-santa-croce_116547.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116547/141011.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo prosegue il proprio impegno nella ricerca clinica come parte integrante dell&rsquo;attivit&agrave; assistenziale, con l&rsquo;obiettivo di offrire ai cittadini del territorio l&rsquo;opportunit&agrave; di accedere a terapie innovative e a percorsi di cura sempre pi&ugrave; avanzati.&nbsp;La ricerca clinica rappresenta, infatti, uno degli strumenti pi&ugrave; importanti per migliorare la qualit&agrave; delle cure: attraverso studi clinici e programmi terapeutici innovativi &egrave; possibile mettere a disposizione dei pazienti trattamenti che spesso anticipano l&rsquo;introduzione delle nuove terapie nella pratica clinica quotidiana.</p>
<p>In questo contesto, un ruolo centrale &egrave; svolto dalle unit&agrave; operative dell&rsquo;ospedale e dai loro professionisti. I medici e i team multidisciplinari che operano nei diversi reparti rappresentano un vero valore aggiunto per l&rsquo;Azienda, poich&eacute; grazie alla loro formazione, alla loro esperienza e alla costante attenzione alla letteratura scientifica contribuiscono ad arricchire la sanit&agrave; cuneese di opportunit&agrave; terapeutiche all&rsquo;avanguardia.</p>
<p>Un esempio significativo &egrave; rappresentato dall&rsquo;attivit&agrave; del Programma Trapianti del Santa Croce e Carle, che attraverso la stretta collaborazione delle Strutture di Ematologia, di Neurologia e di Immunoematologia e medicina trasfusionale, offre una valida opzione terapeutica rivolta ai pazienti affetti da sclerosi multipla. Grazie all&rsquo;esperienza maturata e ad un attento studio delle evidenze scientifiche disponibili, il centro di Cuneo propone il trapianto autologo di cellule staminali come alternativa terapeutica nelle forme recidivanti-remittenti di terza linea della sclerosi multipla. Questo programma si &egrave; dimostrato in grado di garantire periodi di remissione della malattia particolarmente prolungati e rappresenta oggi una delle strategie pi&ugrave; promettenti per i pazienti selezionati.</p>
<p>Il Programma Trapianti accoglie inoltre pazienti provenienti anche da altre aree del Piemonte, contribuendo a rendere il centro di Cuneo un punto di riferimento regionale per questo tipo di trattamento. L&rsquo;esperienza maturata in questo ambito potr&agrave; inoltre rappresentare una base importante per l&rsquo;eventuale accesso futuro, dei pazienti affetti da sclerosi multipla, a nuove frontiere terapeutiche come le CAR-T (innovative terapie immunologiche basate sull&rsquo;ingegnerizzazione dei linfociti T del paziente).</p>
<p>Un altro ambito di ricerca riguarda le malattie rare. L&rsquo;Azienda Ospedaliera di Cuneo &egrave; Centro di riferimento per Piemonte e Valle d&rsquo;Aosta per la diagnosi e la cura delle Porfirie. All&rsquo;interno della Struttura Interaziendale di Immunoematologia e medicina trasfusionale, in collaborazione con la Dermatologia e la Farmacia Ospedaliera, sono stati recentemente condotti due studi clinici di fase 3 dedicati alla protoporfiria eritropoietica, una malattia rara fortemente invalidante che provoca una grave fototossicit&agrave; cutanea. Gli studi hanno valutato l&rsquo;efficacia sulla sintomatologia di una terapia orale destinata ad adolescenti e adulti, dimostrando un significativo miglioramento della qualit&agrave; di vita dei pazienti. L&rsquo;arruolamento negli studi &egrave; oggi concluso, ma i pazienti provenienti anche da altre Regioni continuano a beneficiare del trattamento.</p>
<p>La ricerca clinica coinvolge in modo significativo anche l&rsquo;ambito oncologico. L&rsquo;Oncologia dell&rsquo;Azienda Ospedaliera di Cuneo &egrave; infatti centro promotore di uno studio osservazionale retrospettivo e prospettico dedicato al carcinoma mammario metastatico, finalizzato a valutare l&rsquo;efficacia e la sicurezza di un anticorpo monoclonale nella pratica clinica reale.</p>
<p>Lo studio nasce con l&rsquo;obiettivo, per la prima volta, di raccogliere in modo sistematico i dati delle Breast Unit del Piemonte e della Valle d&rsquo;Aosta, valorizzando il lavoro quotidiano dei professionisti impegnati nella cura delle pazienti con tumore della mammella. L&rsquo;iniziativa rappresenta un esempio di ricerca che prende avvio dall&rsquo;esperienza clinica maturata nei centri e dalla collaborazione tra le diverse realt&agrave; sanitarie del territorio. Attraverso la partecipazione di numerosi centri regionali sar&agrave; possibile costruire una base di dati condivisa utile a migliorare la conoscenza e l&rsquo;utilizzo delle terapie nella pratica quotidiana.</p>
<p>L&rsquo;esperienza ha inoltre evidenziato quanto sia fondamentale poter contare su sistemi informatici adeguati per la raccolta e la gestione dei dati clinici, strumenti ormai indispensabili per consentire ai centri di partecipare attivamente alle reti di ricerca. In questa prospettiva, l&rsquo;attivazione di piattaforme dedicate alla raccolta dei dati rappresenta un passaggio importante per permettere anche ad altre strutture di contribuire a progetti scientifici condivisi.</p>
<p>Questi esempi dimostrano come la ricerca clinica rappresenti una componente fondamentale dell&rsquo;attivit&agrave; ospedaliera e come la capacit&agrave; delle singole strutture di sviluppare competenze scientifiche, attrarre collaborazioni e promuovere studi contribuisca a creare un circolo virtuoso a beneficio dei pazienti e del sistema sanitario.</p>
<p>In questo percorso, accanto all&rsquo;iniziativa dei professionisti e delle equipe cliniche, &egrave; sempre pi&ugrave; importante poter contare su processi organizzativi efficienti e su professionalit&agrave; dedicate che facilitino lo sviluppo degli studi e il dialogo con le reti di ricerca nazionali e internazionali.</p>
<p>Attraverso il lavoro quotidiano dei professionisti, la collaborazione tra discipline diverse e il continuo investimento nelle competenze, l&rsquo;innovazione terapeutica pu&ograve; cos&igrave; tradursi in opportunit&agrave; concrete di cura per il territorio.</p>]]></description><pubDate>Tue, 17 Mar 2026 10:06:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Alla scoperta dell'omeopatia, la "medicina dei simili"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/alla-scoperta-dell-omeopatia-la-medicina-dei-simili_116235.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/alla-scoperta-dell-omeopatia-la-medicina-dei-simili_116235.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116235/140605.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Louis Pasteur disse: &ldquo;<em>Il germe &egrave; niente, il terreno (dell&rsquo;organismo) &egrave; tutto</em>". Esiste, nel panorama terapeutico, una <strong>medicina che non si occupa del sintomo</strong>, ma mette al centro dell'attenzione il <em>terreno</em> in cui quel sintomo si manifesta, ovvero il <strong>paziente nella sua globalit&agrave; e con la sua storia</strong>.</p>
<p>Ogni individuo presenta infatti nell'et&agrave; attuale, in questa fase specifica della vita, una riserva di risorse pi&ugrave; o meno ampia per contrastare l'insorgenza della malattia: il compito di una medicina lungimirante e sostenibile deve essere quello di rinforzare e ampliare queste riserve, per fare in modo che il paziente diventi autonomamente in grado di mantenersi in salute.</p>
<p>Questi principi rappresentano le basi della medicina omeopatica, anche detta <strong>medicina dei simili</strong>: per chi desiderasse approfondire, luned&igrave; 30 marzo avr&agrave; luogo una <strong>serata divulgativa gratuita </strong>sul tema (contatti per l&rsquo;iscrizione a fondo pagina).</p>
<p>Questa denominazione deriva dal fatto che i rimedi omeopatici sono formulazioni in cui un principio naturale (minerale, vegetale o animale) viene utilizzato (opportunamente diluito e dinamizzato) per trattare un disturbo simile ai sintomi che esso stesso &egrave; in grado di causare, se assunto in dosi massicce. Questa propriet&agrave; fu osservata e studiata dal <strong>medico tedesco Hahnemann</strong> nella prima met&agrave; dell&rsquo;ottocento: egli intu&igrave; che somministrando un principio (con relazione di similitudine con il quadro morboso) in diluizioni specifiche (30 CH), l'intero sistema del paziente era stimolato a reagire, contrastando la causa primaria del sintomo manifestato. Questa reazione rafforzava l&rsquo;&rdquo;arsenale&rdquo; di risorse a disposizione del paziente, che sul lungo tempo risultava meno soggetto a malattie. Hahnemann speriment&ograve; ogni principio attivo e annot&ograve; i sintomi emersi, costituendo la Materia Medica Omeopatica.</p>
<p>Il principio della medicina omeopatica &egrave; quindi l'importanza di <em>stimolare</em> l'organismo, perch&eacute; sia lui stesso a produrre dentro di s&eacute; una <strong>reazione di guarigione</strong>, ovvero di ritorno alla salute (&ldquo;<em>stato di benessere completo, fisico, mentale e sociale</em>&rdquo; secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave;). In medicina tradizionale prevale un approccio <em>sostitutivo</em>, ovvero la tendenza a somministrare dall'esterno la molecola necessaria a contrastare la patologia. Sebbene esistano casi in cui l'organismo &egrave; fortemente debilitato o la malattia &egrave; particolarmente aggressiva, dove la terapia medica tradizionale &egrave; fondamentale, nei casi in cui il giudizio del medico sia favorevole l'approccio omeopatico &egrave; una modalit&agrave; possibile di sostenere il corpo nel ricreare un equilibrio psico-fisico.</p>
<p>La terapia omeopatica si struttura inoltre in due componenti fondamentali:</p>
<ul>
<li>La terapia di fondo, che mira a rafforzare il &ldquo;terreno&rdquo;, ovvero le risorse di autoregolazione e autoguarigione del paziente, al fine di ridurre gli episodi di malattia;</li>
<li>La terapia dell'acuto o sintomatica, per contenere e lenire i sintomi episodici.</li>
</ul>
<p>Ogni manifestazione morbosa coinvolger&agrave;, necessariamente, tutti gli aspetti del paziente: cos&igrave; i sintomi fisici e psicologici saranno messi in relazione all&rsquo;interno della diagnosi del medico omeopata. La medicina omeopatica considera sempre il paziente nelle sue componenti fisica, mentale ed energetica, poich&eacute; la forza vitale &egrave; quell'energia dinamica che in salute sostiene l&rsquo;equilibrio omeostatico del soggetto e, quando alterata, produce la malattia. &ldquo;<em>Guarire </em>&ndash; scrisse il grande medico omeopata Tommaso Paschero &ndash; <em>&egrave; rettificare la vis medicatrix naturae (o energia vitale)</em>&rdquo;.</p>
<p><em>La serata divulgativa offerta dal dott. Francesco Siccardi avr&agrave; luogo luned&igrave; 30 marzo alle ore 20.30 presso <strong>Vialibera</strong> (via Virginio Allione 2, Cuneo). La partecipazione &egrave; gratuita, ma &egrave; necessaria la prenotazione alla segreteria (vialiberacuneo@gmail.com, 393 9876450).</em></p>
<p><em>Per rimanere aggiornato sugli eventi e le proposte, siamo disponibili ai nostri contatti, sui social alle pagine instagram vialibera_cuneo e achc_coreaddominale, e sui nostri siti <a href="https://www.vialiberacuneo.com" target="_blank" rel="nofollow">www.vialiberacuneo.com</a> e <a href="https://www.abdominalcorehealthcenter.com" target="_blank" rel="nofollow">www.abdominalcorehealthcenter.com</a>: ogni mese approfondiamo vari temi e condividiamo spunti ed esercizi per una vita pi&ugrave; sana e consapevole.&nbsp;</em></p>
<p><em>L&rsquo;articolo &egrave; stato redatto dal dott. Francesco Siccardi.</em></p>]]></description><pubDate>Thu, 12 Mar 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Linee guida per l’autismo in età evolutiva, un volume firmato da un esperto dell’Asl Cn1]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/linee-guida-per-lautismo-in-eta-evolutiva-un-volume-firmato-da-un-esperto-dellasl-cn1_116213.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/linee-guida-per-lautismo-in-eta-evolutiva-un-volume-firmato-da-un-esperto-dellasl-cn1_116213.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116213/140564.jpg" title="Immagine di repertorio " alt="Immagine di repertorio " /><br /><p style="text-align: justify;">&Egrave; uscito, pubblicato dalla Erickson, un volume scritto a quattro mani da Maurizio Giuseppe Arduino, direttore della struttura di Psicologia e Psicopatologia dello sviluppo dell&rsquo;Asl CN1 e responsabile del C.A.S.A. (Centro per l&rsquo;Autismo e Sindrome di Asperger) e Giovanni Valeri, neuropsichiatra infantile, psicologo e psicoterapeuta in servizio presso l&rsquo;ospedaIe pediatrico Bambino Ges&ugrave;.&nbsp;<br><br>Il volume &ldquo;Linee Guida per l&rsquo;autismo in et&agrave; evolutiva&ldquo;, offre una lettura approfondita e aggiornata della Linea guida italiana sulla diagnosi e sul trattamento del disturbo dello spettro autistico in bambini/e e adolescenti (2023-2025), mettendola a confronto con le pi&ugrave; significative Linee guida internazionali, cosa che costituisce un plus interessante per i professionisti del settore.&nbsp;<br><br>&ldquo;<em>L&rsquo;autismo oggi richiede una visione complessa e integrata</em> - spiegano gli autori -,<em> capace di considerare non solo gli aspetti clinici, ma anche le trasformazioni sociali, i contesti di vita e la qualit&agrave; dell&rsquo;esistenza delle persone autistiche e delle loro famiglie</em>&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima parte del libro analizza il percorso metodologico che porta alla costruzione delle Linee guida, sintetizzando le raccomandazioni nazionali e internazionali, con particolare attenzione agli interventi non farmacologici. La seconda parte raccoglie i contributi di esperti ed esperte provenienti da ambiti diversi (medico, psicologico, logopedico, riabilitativo ed educativo) che propongono una lettura critica delle indicazioni.<br><br>Il volume &egrave; arricchito da esempi diagnostici e terapeutici e si configura come uno strumento di riferimento per chi &egrave; chiamato a progettare e realizzare percorsi diagnostici, terapeutici, assistenziali ed educativi coerenti con le raccomandazioni pi&ugrave; aggiornate, con l&rsquo;obiettivo di migliorare la qualit&agrave; della vita delle persone con ASD e delle loro famiglie.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116213/small_140565.jpg"></p>]]></description><pubDate>Wed, 11 Mar 2026 12:36:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Chi è il neurochirurgo e quando entra in gioco? A Cuneo un incontro aperto al pubblico]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/chi-e-il-neurochirurgo-e-quando-entra-in-gioco-a-cuneo-un-incontro-aperto-al-pubblico_116168.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/chi-e-il-neurochirurgo-e-quando-entra-in-gioco-a-cuneo-un-incontro-aperto-al-pubblico_116168.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116168/140508.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Di cosa si occupa un neurochirurgo? Quando entra in gioco la neurochirurgia? E perch&eacute; questo reparto non &egrave; presente in tutti gli ospedali?</p>
<p>Sono domande che molti cittadini si pongono quando si parla di cervello, colonna vertebrale e sistema nervoso. Per rispondere a questi interrogativi L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia organizza un incontro divulgativo aperto al pubblico dal titolo &ldquo;<em>Neurochirurgia, questa sconosciuta!</em>&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;appuntamento &egrave; in programma mercoled&igrave; 18 marzo alle ore 17.30 presso la Sala Falco del Centro Incontri della Provincia di Cuneo.<br>Protagonista dell&rsquo;incontro sar&agrave; il direttore della Struttura Complessa di Neurochirurgia dell&rsquo;Ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, il dottor <strong>Michele D&rsquo;Agruma</strong>, che insieme al suo staff accompagner&agrave; il pubblico in un viaggio alla scoperta di una delle specialit&agrave; mediche pi&ugrave; complesse e affascinanti.</p>
<p>Durante l&rsquo;evento verr&agrave; spiegato con un linguaggio semplice e accessibile chi &egrave; il neurochirurgo e di cosa si occupa, quali sono le patologie pi&ugrave; comuni trattate dalla neurochirurgia e quali sono le figure professionali che lavorano all&rsquo;interno dell&rsquo;&eacute;quipe accanto al chirurgo.</p>
<p>L&rsquo;incontro sar&agrave; anche l&rsquo;occasione per comprendere perch&eacute; la neurochirurgia non &egrave; presente in tutti gli ospedali, ma solo in alcune strutture di riferimento &ndash; i cosiddetti ospedali &ldquo;hub&rdquo; &ndash; dotate delle condizioni tecnologiche, organizzative e professionali necessarie per gestire interventi ad alta complessit&agrave;.</p>
<p>Ampio spazio sar&agrave; dedicato alle domande del pubblico, con la possibilit&agrave; per i cittadini di confrontarsi direttamente con gli specialisti e chiarire dubbi su un ambito della medicina spesso poco conosciuto.</p>
<p>L&rsquo;obiettivo dell&rsquo;iniziativa &egrave; avvicinare i cittadini al mondo della medicina, spiegando in modo chiaro come lavorano i professionisti della sanit&agrave; e come funzionano i reparti di alta specializzazione che svolgono un ruolo fondamentale nella rete sanitaria.<br>L&rsquo;incontro &egrave; gratuito e aperto a tutti, ma &egrave; consigliata la prenotazione online al seguente <a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-neurochirurgia-questa-sconosciuta-1984387891602" target="_blank" rel="nofollow">LINK</a>.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116168/small_140509.jpg" alt=""></p>]]></description><pubDate>Tue, 10 Mar 2026 16:55:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Il "Santa Croce" al Congresso Europeo di Radiologia]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/il-santa-croce-al-congresso-europeo-di-radiologia_116151.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/il-santa-croce-al-congresso-europeo-di-radiologia_116151.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116151/140482.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La struttura complessa Radiologia dell&rsquo;Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle di Cuneo, diretta da Duccio Buccicardi, ha partecipato al Congresso Europeo di Radiologia (European Congress of Radiology &ndash; ECR 2026), tenutosi a Vienna dal 4 all&rsquo;8 marzo, uno dei pi&ugrave; importanti appuntamenti scientifici internazionali nel campo dell&rsquo;imaging medico.&nbsp;Questo evento rappresenta ogni anno un punto di riferimento globale per la comunit&agrave; radiologica, riunendo oltre 20.000 professionisti provenienti da pi&ugrave; di 100 Paesi, tra radiologi, ricercatori, tecnologi e aziende del settore, con l&rsquo;obiettivo di presentare le pi&ugrave; recenti innovazioni tecnologiche e scientifiche nella diagnostica per immagini.&nbsp;In questo prestigioso contesto internazionale, la Radiologia dell&rsquo;Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle ha presentato un contributo scientifico originale con il dr. Marco Bozzolo nell&rsquo;ambito della Sessione di presentazione della ricerca: Muscoloscheletrico &ndash; &ldquo;Quando la RM sostituisce la TC e la TC sostituisce la RM&rdquo;. Lo studio &egrave; stato realizzato dal gruppo composto da M. Bozzolo, G. Gallarato, A. Balderi, E. Roberto, S. Amabile, D. Buccicardi (Cuneo/Italia).</p>
<p><strong>Lo studio</strong><br>La ricerca ha incluso 261 corpi vertebrali appartenenti a 41 pazienti con trauma spinale acuto, sottoposti sia a tomografia computerizzata a doppia energia (Dual Energy CT) sia a risonanza magnetica. Normalmente i pazienti con lesioni da trauma vertebrale sono sottoposti dapprima a radiografia; in seguito, se non risultano visibili fratture ma permangono i sintomi si procede con l&rsquo;esecuzione della risonanza. Con un problema: in alcuni casi, l&rsquo;esame non &egrave; disponibile o controindicato. La ricerca, ha dimostrato che &egrave; possibile ottenere un esito sovrapponibile a quello della RM nella ricerca dell&rsquo;edema del midollo osseo vertebrale, utilizzando un&rsquo;apparecchiatura innovativa, la TC a doppia energia appunto, disponibile da pochi anni presso il S. Croce e Carle che dispone anche delle professionalit&agrave; formate per l&rsquo;utilizzo del macchinario. &nbsp;</p>
<p>Commenta il dottor Buccicardi: &ldquo;<em>La partecipazione all&rsquo;ECR e la presentazione di questo lavoro testimoniano l&rsquo;impegno della Radiologia della nostra Azienda nello sviluppo della ricerca e nell&rsquo;adozione di tecnologie avanzate per migliorare la diagnosi e la gestione dei pazienti, contribuendo attivamente al progresso della radiologia a livello internazionale</em>&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 10 Mar 2026 14:30:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Disturbi alimentari: le iniziative per la Giornata del Fiocchetto Lilla]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/disturbi-alimentari-le-iniziative-per-la-giornata-del-fiocchetto-lilla_115996.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/disturbi-alimentari-le-iniziative-per-la-giornata-del-fiocchetto-lilla_115996.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115996/140213.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il 15 marzo si celebra la XV Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata alla sensibilizzazione sui Disturbi dell&rsquo;Alimentazione e della Nutrizione (DAN). Anche quest&rsquo;anno l&rsquo;associazione&nbsp;<strong>A-Fidati, </strong>nata da genitori di ragazzi affetti da disturbi alimentari,<strong>&nbsp;</strong>promuove a Cuneo e nel territorio provinciale una serie di iniziative aperte al pubblico, con l&rsquo;obiettivo di informare, creare consapevolezza e offrire occasioni di confronto su tematiche che coinvolgono sempre pi&ugrave; famiglie, giovani e operatori.</p>
<p>Il programma prevede incontri, momenti culturali e iniziative simboliche che accompagneranno la comunit&agrave; nei giorni precedenti alla ricorrenza nazionale.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115996/small_140214.jpg" alt=""></p>
<h2>Un incontro sull&rsquo;adolescenza e il rapporto con il corpo</h2>
<p>Il primo appuntamento &egrave; in programma luned&igrave; 9 marzo alle ore 18, al Rond&ograve; dei Talenti (via Luigi Gallo 1, Cuneo), con l&rsquo;incontro &ldquo;Attacco al corpo &ndash; Ferite e mutazioni in adolescenza&rdquo;.</p>
<p>Relatrice principale sar&agrave; la dottoressa <strong>Laura Dalla Ragione</strong>, psichiatra e psicoterapeuta tra le massime esperte italiane nel campo dei disturbi del comportamento alimentare. Interverranno anche la dottoressa Anna Maria Pacilli e la dottoressa Daniela Massimo, psichiatra e psicoterapeuta del Centro DAN dell&rsquo;ASLCN1, per approfondire le dinamiche psicologiche e sociali che accompagnano queste problematiche in et&agrave; adolescenziale.</p>
<p>L&rsquo;incontro &egrave; organizzato in collaborazione con diverse realt&agrave; del territorio. La partecipazione &egrave; gratuita, con iscrizione tramite e-mail all&rsquo;indirizzo <a href="mailto:a-fidati@libero.it" target="_blank">a-fidati@libero.it</a>.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115996/small_140215.jpg" alt=""></p>
<h2>Una mostra fotografica</h2>
<p>Gioved&igrave; 12 marzo alle 17.30, presso il Fior Fiore Caf&eacute; dell&rsquo;Ipercoop di Cuneo (Cascina Colombaro 26/a), verr&agrave; inaugurata la mostra fotografica &ldquo;Zampe in cornice&rdquo;, dedicata al tema dei disturbi alimentari attraverso uno sguardo originale e simbolico.</p>
<p>Il progetto, intitolato &ldquo;Coda, baffi e sorrisi: la bellezza di trovarsi e ritrovarsi insieme davanti all&rsquo;obiettivo&rdquo;, racconta attraverso immagini la possibilit&agrave; di ritrovare fiducia, relazioni e serenit&agrave;.&nbsp;La mostra sar&agrave; visitabile fino al 22 marzo.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115996/small_140216.jpg" alt=""></p>
<h2>Una serata tra poesia, musica e testimonianze</h2>
<p>Il programma proseguir&agrave; venerd&igrave; 13 marzo alle 20.45 alla Sala Varco di Cuneo con &ldquo;Ritrovare la propria voce&rdquo;, una serata che intreccia poesie, letture, immagini e musica per raccontare percorsi di sofferenza ma anche di rinascita e speranza.&nbsp;</p>
<p>Artisti, musicisti e poeti locali offriranno performance pensate per dare spazio alle emozioni e alla condivisione, valorizzando le storie di chi ha intrapreso un cammino di recupero.&nbsp;Anche in questo caso &egrave; possibile richiedere informazioni o iscriversi scrivendo a <a href="mailto:a-fidati@libero.it" target="_blank">a-fidati@libero.it</a>.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115996/small_140217.jpg" alt=""></p>
<h2>Le citt&agrave; si colorano di lilla</h2>
<p>Accanto agli eventi pubblici, la Giornata del Fiocchetto Lilla sar&agrave; segnata da alcune iniziative simboliche diffuse sul territorio.</p>
<p>A Cuneo e in diversi paesi della provincia alcuni monumenti e spazi urbani saranno illuminati di lilla, mentre diverse rotonde verranno decorate con i tradizionali fiocchetti, simbolo della campagna di sensibilizzazione. Anche molti commercianti parteciperanno all&rsquo;iniziativa allestendo le vetrine con il colore lilla, per ricordare l&rsquo;importanza di non lasciare soli chi affronta un disturbo alimentare.</p>
<p>Con queste iniziative l&rsquo;associazione A-Fidati rinnova il proprio impegno nel promuovere informazione, prevenzione e sostegno alle persone e alle famiglie che si confrontano con i disturbi alimentari.</p>
<p>La Giornata del Fiocchetto Lilla rappresenta un momento di riflessione, ma anche un&rsquo;occasione per rafforzare la rete tra professionisti, istituzioni e comunit&agrave;, affinch&eacute; il tema dei disturbi dell&rsquo;alimentazione possa essere affrontato con maggiore consapevolezza e attenzione.</p>]]></description><pubDate>Sat, 07 Mar 2026 15:58:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Prevenzione: nel 2025 somministrati quasi 3 milioni di vaccini in Piemonte]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/prevenzione-nel-2025-somministrati-quasi-3-milioni-di-vaccini-in-piemonte_115993.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/prevenzione-nel-2025-somministrati-quasi-3-milioni-di-vaccini-in-piemonte_115993.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115993/140209.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sono stati presentati ufficialmente i dati 2025 relativi alle attivit&agrave; dei Dipartimenti di Prevenzione del Piemonte. Il bilancio, illustrato durante una conferenza stampa nella Sala Trasparenza del Grattacielo Piemonte, evidenzia numeri di grande rilievo e conferma il ruolo fondamentale di oltre 2.200 professionisti impegnati quotidianamente nella tutela della salute pubblica.</p>
<h2>Sicurezza sul lavoro</h2>
<p><strong>Ispezioni e controlli sulle imprese</strong> rappresentano un punto di forza: nel corso del 2025 gli SPreSAL (Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro) hanno vigilato su 8.848 aziende, di cui 1.650 cantieri e 672 aziende agricole, con 1.906 aziende sanzionate o sottoposte a prescrizioni e 43 attivit&agrave; sospese per gravi inadempienze. Sono state inoltre avviate quasi mille inchieste su infortuni sul lavoro.</p>
<h2>Ambito alimentare</h2>
<p>I Servizi veterinari e i SIAN hanno effettuato oltre 10.000 controlli presso imprese produttrici, negozi, ristoranti, mense e bar, rilevando quasi 7.000 irregolarit&agrave; minori e oltre 1.000 sanzioni amministrative. Prelevati circa 6.500 campioni alimentari e verificata la salubrit&agrave; di oltre 40 milioni di animali destinati al consumo. Nel corso dell&rsquo;anno, sono stati emessi 25.810 certificati per l&rsquo;export di alimenti piemontesi.</p>
<h2>Benessere animale</h2>
<p>I Servizi veterinari hanno inoltre effettuato 5.500 controlli sul benessere animale, svolto quasi 36.000 attivit&agrave; di prevenzione nelle aziende zootecniche e 900 controlli igienico-sanitari sulla filiera del latte. Per quanto riguarda la <strong>potabilit&agrave; dell&rsquo;acqua</strong>, sono stati analizzati oltre 15.000 campioni prelevati dalla rete acquedottistica regionale.</p>
<h2>Promozione della salute e attivit&agrave; nelle scuole</h2>
<p>Nell&rsquo;ambito del Piano Regionale della Prevenzione circa 198.000 studenti sono stati coinvolti nel programma &ldquo;Scuole che promuovono la salute&rdquo; e oltre 10.700 persone hanno aderito al programma &ldquo;Comunit&agrave; attive&rdquo;. Inoltre, le ASL piemontesi hanno erogato quasi 11.600 attivit&agrave; nutrizionali nelle scuole e nelle strutture sanitarie residenziali.</p>
<h2>Campagne vaccinali</h2>
<p>Nel 2025 sono state somministrate 1.505.340 dosi di vaccino destinate a bambini e adolescenti e 1.350.872 agli adulti. I SISP (Servizio Igiene e Sanit&agrave; Pubblica) hanno anche effettuato quasi 3.700 sopralluoghi igienico-sanitari e analizzato 1.700 campioni ambientali.</p>
<p>Nel 2025, i Servizi di Medicina legale dei Dipartimenti di Prevenzione hanno eseguito quasi 172.000 visite per accertamenti di invalidit&agrave;, disabilit&agrave; e collocamento protetto al lavoro.</p>
<h2>Screening oncologici</h2>
<p>Grazie all&rsquo;UVOS e ai Dipartimenti clinici, sono stati garantiti controlli gratuiti per la diagnosi precoce di tumori, con 255.269 mammografie, 118.731 Pap-test o test HPV e oltre 219.000 test per la ricerca di sangue occulto nelle feci.</p>
<p>Durante la presentazione, l&rsquo;assessore alla Sanit&agrave; Federico Riboldi ha sottolineato l&rsquo;impegno costante dei Dipartimenti: &laquo;Svolgono un lavoro fondamentale, spesso dato per scontato. Il bilancio ampiamente positivo del 2025 conferma la volont&agrave; di proseguire con attenzione crescente verso prevenzione, sicurezza e promozione della salute&raquo;.</p>
<p>Per maggiori dettagli &egrave; disponibile il report completo sul sito della Regione Piemonte: <a href="https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/dati-attivita-dei-dipartimenti-prevenzione-nel-2025" target="_blank" rel="nofollow">Link ai dati ufficiali</a>.</p>]]></description><pubDate>Sat, 07 Mar 2026 12:45:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Dismorfofobia: quando lo specchio diventa un nemico]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/fossanese/dismorfofobia-quando-lo-specchio-diventa-un-nemico_115907.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/fossanese/dismorfofobia-quando-lo-specchio-diventa-un-nemico_115907.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/140084.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Gioved&igrave; 26 febbraio, nella Sala Barbero del Castello degli Acaja di Fossano, si &egrave; svolto l&rsquo;incontro <strong>&ldquo;Sei come ti vedi? La corretta percezione di s&eacute;&rdquo;</strong>, una serata di approfondimento dedicata al tema della dismorfofobia organizzata dall&rsquo;associazione <strong>L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia</strong> con il supporto della <strong>Clinica Biomed</strong>.</p>
<p>L&rsquo;evento ha registrato una grande partecipazione di pubblico, segno di quanto il tema della percezione del corpo e del rapporto con la propria immagine sia oggi centrale, soprattutto tra i pi&ugrave; giovani.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140099.jpg" alt=""></p>
<p>La <strong>dismorfofobia</strong>, o disturbo da dismorfismo corporeo, &egrave; una condizione psicologica caratterizzata da una preoccupazione eccessiva per difetti fisici minimi o addirittura inesistenti. Chi ne soffre tende a percepire il proprio corpo in modo profondamente distorto, arrivando a sviluppare comportamenti ossessivi come il controllo continuo allo specchio, l&rsquo;evitamento della propria immagine o la ricerca di soluzioni drastiche per modificare il proprio aspetto.</p>
<p>Durante la serata, diversi specialisti hanno affrontato il tema da prospettive differenti &ndash; sanitaria, psicologica, chirurgica e sportiva &ndash; offrendo una visione multidisciplinare di un fenomeno sempre pi&ugrave; diffuso nella societ&agrave; contemporanea.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140092.jpg" alt=""></p>
<h2>Social media e nuovi modelli estetici</h2>
<p>Dopo il saluto iniziale del sindaco di Fossano <strong>Dario Tallone</strong>, ad aprire gli interventi &egrave; stato <strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, presidente della Commissione Sanit&agrave; della Regione Piemonte, che ha inquadrato la dismorfofobia nel contesto dei profondi cambiamenti culturali e tecnologici degli ultimi anni.</p>
<p>Secondo Icardi, uno degli elementi chiave che influenzano oggi la percezione del corpo &egrave; il ruolo delle piattaforme digitali e dei social media. Strumenti come Instagram, TikTok o YouTube rappresentano senza dubbio potenti mezzi di comunicazione e condivisione, ma allo stesso tempo contribuiscono a diffondere modelli estetici spesso irrealistici.</p>
<p>Filtri digitali, immagini ritoccate e strategie di marketing costruiscono infatti un&rsquo;idea di bellezza artificiale, difficile se non impossibile da raggiungere nella vita reale. Questo fenomeno &egrave; particolarmente evidente tra gli adolescenti, che si trovano costantemente esposti a immagini di corpi perfetti e idealizzati.</p>
<p>In questo contesto si inserisce anche la cosiddetta &ldquo;selfie dysmorphia&rdquo;, una forma di insoddisfazione verso il proprio aspetto legata al confronto con le immagini filtrate e modificate viste online.</p>
<p>Il relatore ha inoltre presentato alcuni dati preoccupanti sulla salute mentale delle nuove generazioni. Negli ultimi anni si &egrave; registrato un aumento significativo delle consulenze psichiatriche tra bambini e adolescenti, cos&igrave; come dei comportamenti autolesivi e delle problematiche legate all&rsquo;ansia, ai disturbi alimentari e all&rsquo;ideazione suicidaria.</p>
<p>Anche in Piemonte i servizi sanitari hanno osservato un forte incremento degli accessi per disturbi mentali e del comportamento alimentare tra i pi&ugrave; giovani.</p>
<p>Di fronte a questo scenario, Icardi ha sottolineato l&rsquo;importanza di politiche di prevenzione integrate, basate sulla collaborazione tra sanit&agrave;, scuola e comunit&agrave;. Tra gli strumenti principali figurano il Piano Nazionale e il Piano Regionale della Prevenzione, che promuovono interventi educativi e iniziative di sensibilizzazione rivolte a famiglie, insegnanti e operatori sanitari.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140093.jpg" alt=""></p>
<h2>I disturbi alimentari e il rifiuto del proprio corpo</h2>
<p>Il secondo intervento della serata &egrave; stato affidato alla dottoressa <strong>Silvia Margherita Croce</strong>, psichiatra del Centro Disturbi Alimentari del Dipartimento di Salute Mentale dell&rsquo;ASL CN1.</p>
<p>La relatrice ha affrontato il tema dei <strong>disturbi della nutrizione e dell&rsquo;alimentazione</strong>, patologie sempre pi&ugrave; diffuse tra adolescenti e giovani adulti e considerate oggi tra le principali cause di disabilit&agrave; nei giovani.</p>
<p>Questi disturbi non riguardano soltanto il comportamento alimentare, ma coinvolgono la percezione del corpo, i processi cognitivi e l&rsquo;equilibrio emotivo della persona.</p>
<p>Tra le forme pi&ugrave; conosciute figurano l&rsquo;<strong>anoressia nervosa</strong>, caratterizzata da una forte perdita di peso accompagnata da un&rsquo;intensa paura di ingrassare e da una distorsione dell&rsquo;immagine corporea; la <strong>bulimia nervosa</strong>, contraddistinta da episodi ricorrenti di abbuffate seguiti da comportamenti compensatori come vomito autoindotto o uso improprio di farmaci; e il <strong>binge eating disorder</strong>, in cui le abbuffate non sono seguite da comportamenti compensatori e spesso si associano a obesit&agrave; e forte senso di colpa.</p>
<p>Accanto a queste forme esistono anche altri disturbi meno noti, come il <strong>disturbo evitante-restrittivo dell&rsquo;assunzione di cibo</strong> o alcune forme atipiche che non soddisfano completamente i criteri diagnostici ma hanno comunque un impatto significativo sulla salute.</p>
<p>Un aspetto particolarmente importante riguarda i <strong>segnali precoci</strong>, che spesso vengono sottovalutati. Tra questi figurano il rifiuto del proprio corpo, il controllo eccessivo dell&rsquo;alimentazione, l&rsquo;eliminazione di determinati cibi, l&rsquo;aumento improvviso dell&rsquo;attivit&agrave; fisica e il confronto continuo con modelli estetici irrealistici.</p>
<p>Secondo Croce, lo sviluppo di questi disturbi dipende dall&rsquo;interazione di diversi fattori: individuali, come bassa autostima o perfezionismo; familiari, legati alle dinamiche relazionali; e sociali e culturali, tra cui la pressione esercitata dai media e dai modelli estetici dominanti.</p>
<p>La prevenzione passa quindi attraverso il rafforzamento dei <strong>fattori protettivi</strong>, come la promozione dell&rsquo;autostima, l&rsquo;educazione alimentare e lo sviluppo di una visione critica nei confronti dei modelli proposti dai media.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140094.jpg" alt=""></p>
<h2>Chirurgia plastica: quando &egrave; indicata?</h2>
<p>Il dottor <strong>Alberto Rivarossa</strong>, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Plastica dell&rsquo;ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, ha offerto una riflessione sulla chirurgia plastica distinguendo chiaramente tra la sua dimensione ricostruttiva e quella estetica.</p>
<p>La chirurgia plastica, ha spiegato, comprende infatti diversi ambiti: la chirurgia ricostruttiva, la chirurgia estetica e la medicina rigenerativa.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140095.jpg" alt=""></p>
<p>La chirurgia ricostruttiva ha origini antichissime e nasce con l&rsquo;obiettivo di riparare lesioni, traumi o malformazioni. Attraverso esempi clinici e immagini di interventi, Rivarossa ha mostrato come questa disciplina possa restituire funzionalit&agrave; e qualit&agrave; di vita a pazienti colpiti da tumori cutanei, traumi o interventi oncologici, come nel caso della ricostruzione mammaria dopo una mastectomia.</p>
<p>Diverso &egrave; invece il discorso per la chirurgia estetica, che nasce spesso dal desiderio di migliorare l&rsquo;armonia del proprio corpo o di rafforzare la propria autostima.</p>
<p>Il rischio, tuttavia, &egrave; che in alcuni casi questa ricerca si trasformi in una c<strong>orsa alla perfezione</strong>, portando le persone a sottoporsi a interventi ripetuti senza mai sentirsi realmente soddisfatte.</p>
<p>Per questo motivo il chirurgo ha sottolineato l&rsquo;importanza di una corretta informazione e della scelta di professionisti qualificati, mettendo in guardia contro il cosiddetto <strong>turismo sanitario</strong> e le offerte di chirurgia estetica a basso costo.</p>
<p>Migliorare il proprio aspetto, ha concluso Rivarossa, non significa inseguire modelli irrealistici o imitare celebrit&agrave;, ma valorizzare la propria unicit&agrave; nel rispetto della sicurezza medica e dell&rsquo;equilibrio psicologico del paziente.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140096.jpg" alt=""></p>
<h2>La dimensione psicologica</h2>
<p>Il punto di vista psichiatrico &egrave; stato approfondito dalla dottoressa <strong>Erika Paradiso</strong>, dirigente medico presso l&rsquo;ospedale Santissima Annunziata di Savigliano.</p>
<p>Il suo intervento &egrave; partito dal concetto di <strong>immagine corporea</strong>, intesa come la rappresentazione mentale che ciascuno ha del proprio corpo.</p>
<p>Non si tratta di una fotografia oggettiva della realt&agrave;, ma di una costruzione psicologica complessa influenzata da percezioni, emozioni, pensieri e comportamenti. Questa rappresentazione si sviluppa nel corso della vita attraverso l&rsquo;interazione tra fattori biologici, psicologici e sociali.</p>
<p>L&rsquo;immagine corporea comprende diverse componenti - percettiva, affettiva, cognitiva e comportamentale - e si forma fin dall&rsquo;infanzia attraverso le relazioni, il confronto sociale e l&rsquo;influenza dei media.</p>
<p>Paradiso ha richiamato anche alcuni concetti della psicoanalisi, come quello di &ldquo;<strong>Io-pelle&rdquo;</strong>, secondo cui la pelle rappresenta non solo un organo biologico ma anche un confine psichico tra il s&eacute; e il mondo esterno.</p>
<p>Quando questo equilibrio si rompe, il disagio pu&ograve; manifestarsi attraverso il corpo, dando origine a disturbi psicosomatici o a tentativi di modificazione corporea utilizzati per compensare fragilit&agrave; interiori.</p>
<p>Nel caso della dismorfofobia, la persona sviluppa una preoccupazione eccessiva per difetti fisici minimi o inesistenti, accompagnata da comportamenti ripetitivi come il controllo continuo allo specchio o l&rsquo;evitamento della propria immagine.&nbsp;</p>
<p>Il disturbo pu&ograve; compromettere in modo significativo la vita sociale, affettiva e lavorativa.&nbsp;Per questo motivo &egrave; fondamentale la collaborazione tra chirurghi plastici e psichiatri: il chirurgo non deve limitarsi alla dimensione tecnica dell&rsquo;intervento, ma svolgere anche un ruolo di filtro clinico ed etico, valutando quando sia opportuno intervenire e quando, invece, sia necessario indirizzare il paziente verso un percorso psicologico o psichiatrico.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140097.jpg" alt=""></p>
<h2>Quando lo sport diventa compulsivo</h2>
<p>A chiudere la serata &egrave; stato l&rsquo;intervento del professor <strong>Fabrizio Solferino</strong>, docente nazionale della Federazione Pallavolo e operatore del benessere.</p>
<p>Solferino ha affrontato il rapporto tra sport, immagine corporea e benessere psicologico, ricordando come l&rsquo;attivit&agrave; fisica rappresenti uno strumento fondamentale per il mantenimento dell&rsquo;equilibrio tra dimensione fisica, psicologica ed emotiva.</p>
<p>Lo sport pu&ograve; contribuire a migliorare la percezione del proprio corpo, rafforzare l&rsquo;identit&agrave; personale e sviluppare una maggiore consapevolezza di s&eacute;.&nbsp;Tuttavia, anche in questo ambito esiste un rischio: quando l&rsquo;attivit&agrave; sportiva diventa un mezzo per inseguire un ideale corporeo irrealistico o per compensare insicurezze personali, pu&ograve; trasformarsi in un comportamento compulsivo.</p>
<p>In questi casi possono emergere segnali di disagio come affaticamento ingiustificato, perdita di peso eccessiva, irregolarit&agrave; del ciclo mestruale o una crescente distanza tra la percezione che una persona ha di s&eacute; e la propria realt&agrave; fisica.</p>
<p>Secondo Solferino, la prevenzione passa attraverso l&rsquo;educazione a una pratica sportiva equilibrata e attraverso la collaborazione tra diverse figure professionali. Gli sport di gruppo sono preferibili a quelli individuali, in quanto la componente della socialit&agrave; e dello spirito di squadra possono fare la differenza.&nbsp;La figura dell'allenatore, inoltre, pu&ograve; intercettare precocemente situazioni di rischio e promuovere una relazione sana tra corpo, sport e identit&agrave; personale.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140098.jpg" alt=""></p>]]></description><pubDate>Fri, 06 Mar 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Incontinenza: quando una perdita dà l’allarme]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/incontinenza-quando-una-perdita-da-lallarme_114714.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/incontinenza-quando-una-perdita-da-lallarme_114714.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/114714/138383.jpg" title="" alt="" /><br /><div>Quante volte uno starnuto improvviso, una risata di cuore con le amiche o il semplice gesto di sollevare le borse della spesa si &egrave; trasformato in un momento di imbarazzo? Se vi &egrave; capitato di avvertire una piccola perdita involontaria di urina in queste situazioni, sappiate che non siete sole. L'<strong>incontinenza urinaria da sforzo</strong> &egrave; una condizione patologica che interessa una donna su tre dopo i 40 anni e una donna su due dopo i 65 anni. Nonostante il numero altissimo di donne affette, viene spesso considerata una situazione normale: non si cerca una soluzione, non si parla del problema e non ci si rivolge a professionisti specializzati. Il primo passo per rompere questo tab&ugrave; &egrave; sicuramente fare informazione, perci&ograve;, per chi desiderasse approfondire, luned&igrave; 16 febbraio avr&agrave; luogo una <strong>serata divulgativa gratuita</strong> sul tema (contatti per l&rsquo;iscrizione a fondo pagina).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Questo tipo di incontinenza avviene quando si verifica un <strong>aumento della pressione intraaddominale</strong> (causato dal movimento del diaframma durante la risata o la tosse, da una sollecitazione meccanica durante un salto o il sollevamento di un peso) e viene a mancare l&rsquo;adeguato contenimento fornito dalla contrazione riflessa della parete addominale e del pavimento pelvico. A causa di questa &ldquo;mancata tenuta&rdquo;, la forza pressoria si scarica sugli organi contenuti nel bacino (retto, utero, ovaie, vescica e uretra) sotto forma di<strong> spinta verso il basso</strong>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il sostegno di questi organi &egrave; deputato prevalentemente a tessuti passivi:<strong> legamenti e fasce costituiti da tessuto connettivo elastico </strong>formano una sorta di amaca che chiude inferiormente il bacino (sapevi che il pavimento pelvico &egrave; formato solo al 20% da muscolo? Tutto il resto &egrave; connettivo!). Questa amaca elasticizzata ha capacit&agrave; di resistere alla normale pressione intraaddominale, ma, laddove questa spinta sia per lungo tempo aumentata e non contenuta dalle pareti muscolari,<strong> il contenimento elastico pu&ograve; lasciarsi andare</strong> (tecnicamente: il tessuto connettivo va incontro a lassit&agrave;).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Perso il loro sostegno inferiore, <strong>gli organi pelvici vivono un graduale scivolamento verso il basso</strong> a causa della gravit&agrave; e delle quotidiane sollecitazioni meccaniche e pressorie: quando la vescica si disloca, l&rsquo;uretra perde la sua fisiologica angolatura e lo sfintere la sua capacit&agrave; di continenza. Ecco che <strong>si instaura l&rsquo;incontinenza da sforzo</strong>, primo <strong>campanello di allarme</strong> che indica la necessit&agrave; di trattare e rieducare la dinamica addominale e pelvica.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Eventi come la <strong>gravidanza</strong> e il <strong>parto</strong> sono naturalmente tra le cause principali di questa lassit&agrave; (e quindi dell&rsquo;incontinenza), ma ci sono numerosissimi altri fattori coinvolti:</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>
<ul>
<li><strong>menopausa</strong>: il cambiamento di assetto ormonale pu&ograve; favorire la lassit&agrave; del tessuto connettivo in tutto il corpo;&nbsp;</li>
<li><strong>stile di vita sedentario</strong>: la perdita di tono muscolare coinvolge anche il core addominale e predispone al prolasso (discesa) degli organi del bacino;</li>
<li><strong>eccessivo sport</strong>: se la forza della parete addominale e quella del pavimento pelvico non sono tra loro proporzionate, i grandi muscoli addominali vinceranno il &ldquo;braccio di ferro&rdquo; a scapito del pavimento pelvico e degli organi della pelvi;</li>
<li><strong>stress, fumo, alimentazione scorretta</strong>: tutto ci&ograve; che promuove l&rsquo;infiammazione sistemica favorisce la perdita di qualit&agrave; del tessuto connettivo, la stasi intestinale e lo sforzo durante l&rsquo;evacuazione (altro importante fattore di rischio per il prolasso pelvico).</li>
</ul>
</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ad oggi, <strong>liberarsi dell&rsquo;incontinenza da sforzo &egrave; tutt&rsquo;altro che impossibile</strong>: esistono centri e professionisti specializzati, metodi validati e multidisciplinari per arginare la progressione dell&rsquo;incontinenza. <strong>Le ricerche pi&ugrave; recenti favoriscono gli approcci globali</strong> rispetto agli esercizi localizzati, consigliando la presa in carico della paziente sotto tutti i punti di vista:</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>
<ul>
<li><strong>riabilitazione del pavimento pelvico e del core addominale</strong>: a seconda della casistica, l&rsquo;approccio pu&ograve; variare significativamente. &Egrave; importante che il professionista di riferimento conosca a fondo molte metodiche riabilitative e possa guidare correttamente la paziente durante il percorso (ginnastica hipopressiva, Caufriez Concept, Metodo Guillarme, Metodo de Gasquet, ginnastica respiratoria sono solo alcune delle possibilit&agrave;);</li>
<li><strong>stile di vita</strong>: un corretto ritmo sonno veglia, orari dei pasti regolari e alimentazione antinfiammatoria, attivit&agrave; fisica adeguata, esposizione all&rsquo;aria aperta e alla luce solare sono solo alcuni dei fondamentali presupposti per una corretta riparazione e rigenerazione dei tessuti di tutto il corpo;</li>
<li><strong>supporti e chirurgia</strong>: nei casi pi&ugrave; severi, la medicina offre soluzioni mini-invasive. Esistono piccoli dispositivi come i pessari vaginali per il supporto uretrale (specie se abbinati a prolasso vescicale) o interventi chirurgici, risolutivi se abbinati ad una corretta fisioterapia prima e dopo l&rsquo;intervento (per minimizzare il rischio di recidive).</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div>I<strong>l vero ostacolo oggi non &egrave; la patologia in s&eacute;, ma il silenzio che la circonda</strong>: molte donne rinunciano alla ginnastica, ai viaggi o alla vita sociale per timore di piccoli "incidenti". Tuttavia, con un&rsquo;attenta valutazione del core addominale e del pavimento pelvico si pu&ograve; fare prevenzione e intraprendere una riabilitazione mirata e specifica per risolvere o contenere ampiamente il problema.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Le stesse metodiche riabilitative possono risultare non solo inefficaci, ma addirittura controproducenti se non applicate correttamente e dopo attenta valutazione di tutti i fattori in gioco. &Egrave; fondamentale quindi <strong>affidarsi a professionisti qualificati </strong>sia per la valutazione che per la riabilitazione e vanno assolutamente evitati il fai da te e i programmi standardizzati reperibili sul web.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La <strong>serata divulgativa organizzata da Abdominal Core Health Center </strong>(polo specializzato nella valutazione e nella cura delle problematiche del core addominale e del pavimento pelvico) avr&agrave; luogo<strong> luned&igrave; 16 febbraio alle ore 20.30 presso Vialibera</strong> (via Virginio Allione 2, Cuneo). La partecipazione &egrave; gratuita, ma &egrave; necessaria la prenotazione alla segreteria (vialiberacuneo@gmail.com, 393 9876450).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>L'articolo &egrave; stato redatto da Fabrizio Botanica, Valentina Guglielmo e Valeria Milanesio, professionisti di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.</em></div>]]></description><pubDate>Thu, 12 Feb 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Dieci buoni propositi per un anno di salute]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/dieci-buoni-propositi-per-un-anno-di-salute_113623.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/dieci-buoni-propositi-per-un-anno-di-salute_113623.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/113623/136743.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Cara lettrice, caro lettore,</p>
<p>Al termine di un lungo anno di proposte, di eventi, di consigli e di approfondimenti, torniamo ad abitare questo spazio prezioso che &egrave; la rubrica Vivi Meglio: siamo felici di continuare a raccontarvi la storia di una ricerca, <strong>la ricerca di una Salute con la S maiuscola</strong> che coinvolga davvero il nostro essere su tutti i piani.</p>
<p>Tra chi compila lunghi elenchi di buoni propositi e chi detesta la pressione della &ldquo;vita nuova&rdquo;, attesa insieme al nuovo anno, noi di Vialibera crediamo che l&rsquo;intento pi&ugrave; bello sia spesso il pi&ugrave; semplice:<strong> riscoprire ci&ograve; che ci fa bene, ci arricchisce, ci ricarica</strong>. Perci&ograve; abbiamo deciso di donarvi la nostra personale <strong>lista di intenzioni per il 2026</strong>, scritta a tante mani, adatta a grandi e piccini che desiderino entrare un po&rsquo; pi&ugrave; in connessione con s&eacute;: puoi stamparla, salvarla sul tuo smartphone o ricopiarla e abbellirla per appenderla ad una bacheca di sughero. L&rsquo;importante &egrave; che la incontri con lo sguardo almeno una volta al giorno.</p>
<h2>1 - Respira</h2>
<p>La respirazione &egrave; il nostro meccanismo principale di <strong>pulizia e di espulsione delle tossine</strong>, oltre ad essere, ovviamente, il mezzo con cui introduciamo ossigeno nei nostri tessuti. Il respiro &egrave; la prima cosa che scopriamo una volta arrivati in questo mondo e ci accompagna fino al momento in cui lo lasciamo. Nella tradizione yogica, il respiro &egrave; addirittura lo <strong>strumento principale di assorbimento del <em>prana</em></strong>, l&rsquo;energia vitale, dall&rsquo;ambiente esterno: come farlo funzionare al meglio?&nbsp;</p>
<p>Inspira dal naso, facendo entrare quanta pi&ugrave; aria possibile: non si gonfia solo l&rsquo;addome o solo il torace, ma anche le arcate costali, i fianchi, la zona lombare e pelvica, lo sterno, il dorso, lo spazio dietro alle clavicole. <strong>Lascia uscire l&rsquo;aria dalla bocca</strong>, avendo cura di svuotare ognuna delle parti che hai precedentemente espanso. Ripeti per un minuto, rallentando via via il ritmo del respiro e ascoltando i cambiamenti che avvengono.</p>
<h2>2 - C&egrave;ntrati&nbsp;</h2>
<p><strong>Quanto durano i tuoi buoni propositi di inizio anno?</strong> Forse un mese o due?</p>
<p>Questo accade perch&eacute;, come diceva P. Yogananda, &ldquo;<em>L&rsquo;ambiente &egrave; pi&ugrave; forte della volont&agrave;</em>&rdquo;. Nella maggior parte delle giornate devi tuffarti in un mare di frenesia, preoccupazioni ed incombenze varie che ti influenzano negativamente e assorbono tutte le tue energie. Di conseguenza sar&agrave; pi&ugrave; facile seguire le vecchie abitudini, rispetto a quelle nuove che vorresti portare nella tua vita.</p>
<p>Ma se l&rsquo;ambiente che vivi non fosse solo quello esterno, su cui non abbiamo alcun controllo, ma anche quello interno? Se questo<strong> ambiente interno </strong>fosse<strong> calmo e ordinato</strong>, sostenendo cos&igrave; il radicamento dei buoni propositi?</p>
<p>Per creare e abitare questo ambiente interno, questo centro, fai il seguente esercizio anche solo una manciata di minuti, ma ogni giorno.</p>
<p>Scegli una posizione comoda, con la schiena in posizione eretta e chiudi i tuoi occhi. Porta la tua attenzione alle parti del corpo che poggiano a terra e senti che si radicano, dandoti una <strong>sensazione di stabilit&agrave; e sicurezza</strong>. Grazie a queste radici salde, senti che la tua colonna vertebrale si allunga, cercando di vincere la forza di gravit&agrave;. In questa verticalit&agrave; osserva il movimento libero del tuo respiro, lascia che questo porti la tua mente in uno <strong>stato di quiete e centratura</strong>.</p>
<h2>3 - Nutriti</h2>
<p>Nutrirsi non significa semplicemente &ldquo;mangiare&rdquo;, ma scegliere ogni giorno come fornire al corpo le sostanze di cui ha bisogno per funzionare al meglio. Inoltre, il cibo &egrave; un dialogo continuo con il nostro metabolismo, con il sistema immunitario, con il cervello e con l&rsquo;equilibrio ormonale.</p>
<p>Prediligi <strong>alimenti semplici, naturali e non processati</strong>, come ad esempio verdure di stagione, fonti proteiche di qualit&agrave;, grassi buoni, carboidrati adeguati al tuo stile di vita e al tuo livello di attivit&agrave;. <strong>Mangia consapevolmente, ascolta il senso di fame e di saziet&agrave;</strong>, rispetta i tempi dei pasti e il ritmo biologico della giornata. Una nutrizione consapevole non &egrave; restrizione, ma un atto di cura quotidiano che sostiene energia, lucidit&agrave; mentale e salute nel lungo periodo.</p>
<h2>4 - Idratati</h2>
<p>L&rsquo;acqua &egrave; il mezzo attraverso cui avvengono la maggior parte dei processi vitali: trasporto dei nutrienti, eliminazione delle scorie, regolazione della temperatura corporea, funzionalit&agrave; intestinale e cerebrale. Una buona idratazione &egrave; uno dei <strong>pilastri pi&ugrave; semplici e spesso pi&ugrave; trascurati della salute</strong>.</p>
<p><strong>Bevi regolarmente durante la giornata</strong>, senza aspettare lo stimolo della sete, distribuendo l&rsquo;assunzione lontano dai pasti principali. <strong>Inizia la giornata con acqua</strong> e ascolta il tuo corpo: segnali come stanchezza, mal di testa o difficolt&agrave; di concentrazione spesso non chiedono cibo, ma acqua. Idratarsi in modo adeguato significa creare il terreno ideale perch&eacute; il corpo possa autoregolarsi e rigenerarsi.</p>
<h2>5 - Radicati</h2>
<p>&ldquo;<em>Il corpo lentamente diventa un tutt&rsquo;uno con le onnipresenti ed eterne energie di guarigione della Terra</em>&rdquo;</p>
<p>Il piede &egrave; un <strong>recettore</strong> <strong>fondamentale</strong>: la sua sensibilit&agrave; e la sua libert&agrave; permettono al cervello di sentire gli stimoli provenienti dal terreno, di elaborare risposte, di avere sotto controllo la <strong>postura dell&rsquo;intero sistema</strong>.</p>
<p><strong>Libera i tuoi piedi</strong>. Cammina a piedi nudi il pi&ugrave; possibile, anche all&rsquo;esterno, utilizza scarpe comode, con spazio sufficiente per la lunghezza e la larghezza della pianta, con suole sottili che non &ldquo;accechino&rdquo; i tuoi sensori. La sera <strong>massaggia la pianta del piede</strong> con un olio o una crema, sciogli le densit&agrave; e le rigidit&agrave;: osserva come tutto il corpo si rilascia.</p>
<h2>6 - Muovi il corpo</h2>
<p>&ldquo;<em>Fluisci nella vita come su una pista da sci: sii spontaneo in tutto ci&ograve; che fai</em>&rdquo;</p>
<p>Hai mai osservato un animale, domestico o selvatico che sia? La loro naturale saggezza fa s&igrave; che passino la giornata a <strong>stiracchiarsi, rotolarsi, correre, saltare</strong>: cambiano posizione molto spesso e stimolano costantemente i loro muscoli, le loro articolazioni, anche i loro visceri tramite il movimento. Ricorda la tua natura di animale umano.</p>
<p>Alzati e stirati, ruota le spalle e il collo, fai qualche passo di marcia sul posto, allunga i fianchi e le anche, fai le smorfie con il viso:<strong> fai fluire sangue ed energia in tutto il corpo </strong>e ascolta che sensazione ti d&agrave;.</p>
<h2>7 - Sc&ograve;modati</h2>
<p><strong>Rompere la routine</strong> stimola la formazione di nuove connessioni e sinapsi all&rsquo;interno del tuo sistema nervoso: disinserire il pilota automatico permette di <strong>vivere in presenza</strong>, cogliendo le sfumature del presente, la profondit&agrave; delle relazioni, la bellezza dell&rsquo;ambiente.</p>
<p>Costruisci attorno a te un <strong>ambiente calmo e ispirante</strong> con relazioni profonde e nutrienti e <strong>sperimenta ogni giorno novit&agrave; e cambiamenti</strong>: trova ogni giorno una cosa per cui non vedi l&rsquo;ora di alzarti dal letto.</p>
<h2>8 - Gioca</h2>
<p>Ci&ograve; che il corpo non usa quotidianamente, lo dimentica: risveglia i tuoi <strong>riflessi di equilibrio e coordinazione e, soprattutto, divertiti</strong>.</p>
<p>Recuperare la <strong>dimensione del gioco e le abilit&agrave; che avevi da bambino</strong> sono ottimi stimoli: stai in piedi su una gamba sola, lancia e prendi al volo piccoli oggetti o coordina i movimenti tra lato destro e sinistro, oppure fai tutte le tre cose insieme.</p>
<h2>9 - Esprimiti</h2>
<p>&ldquo;<em>Se vuoi goderti la vita, prenditi meno sul serio</em>&rdquo;</p>
<p>Il suono &egrave; vibrazione e la vibrazione &ldquo;scuote&rdquo; i tessuti e le cellule del nostro corpo fin nel profondo. Abbandonarsi al suono permette al corpo di <strong>rilasciare tensioni e blocchi</strong>, di liberare il respiro, di <strong>abbassare lo stato di allerta </strong>rallentando il ritmo del battito cardiaco e dei pensieri<strong>.</strong></p>
<p>Metti su la tua canzone preferita e canta. Ogni volta che puoi, ridi con spontaneit&agrave;, sospira, vocalizza, canticchia a bocca chiusa:&nbsp;<strong>lascia che il tuo mondo interiore si esprima attraverso il suono e osserva l&rsquo;armonia che ne deriva</strong>.</p>
<h2>10 - Raccogliti</h2>
<p>Il <strong>tempo del riposo</strong>, sia notturno che diurno, &egrave; fondamentale per la riparazione dei tessuti danneggiati, per la digestione e l&rsquo;assimilazione, per la ricostruzione delle scorte necessarie per affrontare la giornata.</p>
<p><strong>Riposati dagli stimoli</strong>: chiudi o addirittura copri gli occhi con le mani e stai nel buio pi&ugrave; completo; tappa poi le orecchie e goditi il silenzio. Il tuo cervello ti ringrazier&agrave; per questa piccola pausa dal carico di informazioni in entrata.</p>
<p><strong>Favorisci un riposo sano</strong>: predisponi la tua stanza da letto con luce soffusa e calda, una temperatura adeguata, senza schermi e sorgenti elettromagnetiche (non ricarichi il cellulare sul comodino di notte, vero?) perch&eacute; il tuo corpo e la tua mente possano prepararsi al riposo, nella calma e nella sicurezza.</p>
<p>Lo staff di Vialibera ti augura, di cuore, un 2026 luminoso.</p>
<p><em>L'articolo &egrave; stato redatto da Federica Collino, Andrea Mana e Valeria Milanesio, professionisti di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em></p>
<p><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.</em></p>]]></description><pubDate>Thu, 22 Jan 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Borgo: ecco come sarà la nuova struttura residenziale per disturbi alimentari (VIDEO)]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/borgo-ecco-come-sara-la-nuova-struttura-residenziale-per-disturbi-alimentari-video_112042.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/borgo-ecco-come-sara-la-nuova-struttura-residenziale-per-disturbi-alimentari-video_112042.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/134531.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Per chi vive da vicino un disturbo del comportamento alimentare, ogni giorno &egrave; un percorso complesso: trovare cure adeguate, ricevere risposte rapide, non sentirsi soli. Proprio per questo, l&rsquo;apertura della nuova struttura residenziale per i disturbi dell&rsquo;alimentazione a Borgo San Dalmazzo rappresenta una novit&agrave; importante per molte famiglie del territorio.</p>
<p>La storica Casa di Cura Monteserrat, sulla collina di Monserrato, torna a nuova vita. Dopo anni di chiusura, l&rsquo;edificio &egrave; stato riconvertito per diventare uno dei principali riferimenti regionali per pazienti che necessitano di percorsi intensivi e multidisciplinari.</p>
<p>La nostra redazione ha potuto visitare in anteprima gli spazi interni, oggi in fase di allestimento finale: camere ampie e luminose, aree comuni accoglienti, ambienti progettati per supportare un modello di cura che unisce benessere psicologico, sicurezza e qualit&agrave; degli spazi.&nbsp;</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134533.jpg" alt=""></p>
<p>Le dichiarazioni raccolte alle nostre telecamere confermano l&rsquo;importanza del progetto e la portata del lavoro svolto finora. L&rsquo;apertura &egrave; prevista entro la fine dell&rsquo;anno e il servizio sar&agrave; gestito dalla cooperativa Agathon Srl, realt&agrave; specializzata nel settore socio-sanitario.</p>
<p>Il complesso ospiter&agrave; due nuclei distinti, ciascuno con 20 posti letto, per un totale di 40 ospiti. Al primo piano nascer&agrave; la<strong> Residenza Romeo</strong>, destinata ai pazienti con anoressia nervosa e bulimia nervosa grave, diretta dalla dottoressa Angela Spalatro; gli spazi di quest'area saranno caratterizzati dal colore azzurro.</p>
<p>Al secondo piano sar&agrave; invece attivata la<strong> Residenza Villa Giulietta</strong>, con spazi caratterizzati da un giallo caldo, dedicata a binge eating e obesit&agrave; sotto la direzione sanitaria del dottor Giuseppe Rovera.</p>
<p>In questo modo, la struttura sar&agrave; in grado di accogliere e trattare le principali forme di disturbo dell&rsquo;alimentazione, con percorsi clinici mirati e adattati alla gravit&agrave; della condizione.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134534.jpg" alt=""></p>
<h2>&ldquo;Un luogo del cuore che torna a servire la comunit&agrave;&rdquo;</h2>
<p>Durante la nostra visita, la sindaca <strong>Roberta Robbione</strong> ha accolto la redazione direttamente sulla terrazza panoramica del complesso. "<em>Ci troviamo sulla collina di Monserrato, uno dei luoghi del cuore delle borgarine e dei borgarini. La clinica, per tantissimi anni, ha svolto un ruolo fondamentale per tutto il territorio provinciale. Oggi possiamo finalmente essere soddisfatti, perch&eacute; questo luogo torner&agrave; a essere al centro delle politiche sanitarie e sociali del territorio</em>".</p>
<p>La soddisfazione dell&rsquo;amministrazione &egrave; evidente: "<em>Sin dal nostro insediamento nel 2022, molte famiglie ci hanno chiesto una risposta concreta sui disturbi dell&rsquo;alimentazione. Oggi possiamo dire di averla costruita. I ragazzi e le ragazze che soffrono di queste patologie, insieme alle loro famiglie, avranno finalmente un riferimento vicino e competente</em>".</p>
<p>La sindaca descrive come la nuova struttura sia il risultato di un lavoro sinergico: &ldquo;<em>Il supporto della Regione &egrave; stato fondamentale, in particolare quello di Icardi, come assessore prima e presidente della Commissione Sanit&agrave; poi. Grazie anche al dottor Marini e tutto lo staff di Agathon, all&rsquo;ASL e in particolare al dottor Guerra, al dottor Risso, al dottor Barbero e al dottor Ghigo</em>&rdquo;.</p>
<h2>Icardi: &ldquo;Una risposta strutturata ai bisogni dei giovani&rdquo;</h2>
<p>Abbiamo accompagnato il consigliere regionale e presidente della Commissione Sanit&agrave; <strong>Luigi Genesio Icardi</strong> a visitare la struttura per la prima volta dopo i lavori di ristrutturazione. Icardi &egrave; stato promotore del progetto fin da quando era assessore regionale alla Sanit&agrave; durante il precedente mandato.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134535.jpg" alt=""></p>
<p>La visita &egrave; stata un&rsquo;occasione per spiegare nel dettaglio la portata dell&rsquo;intervento: "<em>La Regione e l&rsquo;ASL hanno appena firmato l&rsquo;autorizzazione. La struttura era chiusa, oggi torna a nuova vita. I due nuclei da 20 posti ciascuno rispondono a una tematica purtroppo in forte incremento, ancor pi&ugrave; dal post-Covid: sono i nostri ragazzi e le nostre ragazze, coloro che rappresentano il nostro futuro, ad aver bisogno di aiuto reale</em>".</p>
<p>Ripercorrendo la genesi del progetto, Icardi ha sottolineato: "<em>Quando si ammala un ragazzo si ammala un&rsquo;intera famiglia. La presa in carico deve essere globale, multidisciplinare. Questa struttura &egrave; un tassello fondamentale della rete piemontese ed &egrave; destinata a dare risposte che il territorio aspettava da anni</em>".</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134536.jpg" alt=""></p>
<h2>Residenza Romeo e Villa Giulietta: due comunit&agrave;, un&rsquo;unica missione</h2>
<p>Il dottor <strong>Lucalfredo Di Salvo</strong>, coordinatore della Residenza Romeo, ci ha accompagnato in un tour guidato dei due piani della struttura, illustrando la filosofia che guider&agrave; il lavoro clinico. "<em>Villa Giulietta e Residenza Romeo rappresentano una nuova opportunit&agrave; per tutto il Piemonte. Qui possiamo mettere in campo tutte le competenze maturate negli anni, ma con una capacit&agrave; di intervento ancora pi&ugrave; efficace, grazie a spazi adeguati e a un territorio che ci supporta</em>".</p>
<p>Di Salvo ha ricordato come i disturbi dell&rsquo;alimentazione rappresentino un fenomeno pi&ugrave; vasto di quanto emerga dalle statistiche ufficiali: "<em>In Italia pi&ugrave; di tre milioni di persone convivono con un DCA, e i dati sono chiaramente sottostimati. Nessuno deve essere lasciato indietro. Siamo professionisti specializzati con una missione precisa: aiutare nel miglior modo possibile</em>".</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134537.jpg" alt=""></p>
<h2>Ambienti pensati per la cura: camere accoglienti, luce naturale, spazi &ldquo;domestici&rdquo;</h2>
<p>Durante il percorso attraverso i corridoi e le stanze, il dottor Di Salvo ha illustrato le scelte progettuali che caratterizzano la struttura. "<em>Le camere sono ampie, luminose, con una vista che favorisce il benessere. L&rsquo;obiettivo &egrave; creare un luogo che assomigli a una casa, perch&eacute; la qualit&agrave; dello spazio influisce sul processo terapeutico</em>".</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134538.jpg" alt=""></p>
<p>A rendere la struttura particolarmente adatta al percorso di cura contribuisce anche la sua collocazione: immersa nel verde della collina di Monserrato, in un contesto silenzioso e protetto che favorisce il benessere psicofisico degli ospiti, si trova inoltre a meno di dieci minuti dall&rsquo;ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, un elemento strategico in caso di necessit&agrave; cliniche o emergenze.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134539.jpg" alt=""></p>
<p>Le camere, dotate di arredi completi e bagni privati molto spaziosi, si differenziano per la tipologia singola o doppia: "<em>La valutazione multidisciplinare guider&agrave; anche la scelta delle sistemazioni, per favorire socialit&agrave;, sicurezza e integrazione all&rsquo;interno della comunit&agrave; terapeutica</em>".</p>
<p>E proprio sulla presa in carico con un approccio multidisciplinare si concentra il dottor Di Salvo: "<em>A prescindere dal tipo di disturbo, il comune denominatore &egrave; il lavoro in &eacute;quipe; parliamo di disturbi multifattoriali, che vanno affrontati da professioni diverse, capaci di dialogare e agire in modo sinergico. &Egrave; un modello che richiede competenze solide e grande collaborazione interna</em>".</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134540.jpg" alt=""></p>
<h2>Un punto di riferimento nella rete piemontese dei DCA</h2>
<p>Con i primi ospiti attesi entro la fine dell&rsquo;anno, la struttura di Borgo San Dalmazzo entrer&agrave; a far parte della rete regionale dedicata ai disturbi dell&rsquo;alimentazione, contribuendo a ridurre i ricoveri fuori regione, garantire continuit&agrave; assistenziale e portare le cure pi&ugrave; vicino ai territori.</p>
<p>La sindaca Robbione ha concluso il nostro incontro con una dichiarazione che sintetizza l&rsquo;importanza del progetto: "<em>Borgo San Dalmazzo diventa oggi un punto di riferimento per le famiglie che vivono situazioni difficili legate ai disturbi alimentari. Il lavoro del dottor Marini e di tutto lo staff sar&agrave; fondamentale. Questa &egrave; una risposta concreta, attesa e necessaria per il nostro territorio</em>".</p>]]></description><pubDate>Fri, 12 Dec 2025 18:30:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Cicatrici: quando la pelle racconta una storia]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/cicatrici-quando-la-pelle-racconta-una-storia_110851.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/cicatrici-quando-la-pelle-racconta-una-storia_110851.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/110851/132928.jpg" title="" alt="" /><br /><div>La parola &ldquo;<strong>cicatrice</strong>&rdquo; deriva dal <strong>latino <em>cicatrix</em>, <em>cicatricis</em></strong>, che significa proprio <em>segno lasciato da una ferita guarita</em>. Ogni cicatrice &egrave; il risultato del processo di guarigione del corpo che segue una lesione della cute o dei tessuti pi&ugrave; profondi a causa di un trauma (taglio, ferita, ustione, eccetera) o di un intervento chirurgico.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La guarigione di una ferita, e quindi la formazione di una cicatrice, si compone di diverse fasi, ognuna delle quali influenzer&agrave; la qualit&agrave; del tessuto e l&rsquo;aspetto della cicatrice nei mesi e negli anni a venire:</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>
<ul>
<li>&nbsp;dai primissimi momenti dopo il trauma inizia la fase di <strong>emostasi primaria </strong>dove le piastrine creano velocemente un tappo per arrestare il sanguinamento. Terminata l&rsquo;emergenza, inizia la fase di <strong>emostasi</strong> <strong>secondaria</strong>, dove i fattori di coagulazione producono fibrina, ovvero la rete che unisce le piastrine al fine di stabilizzare la riparazione del danno;</li>
</ul>
</div>
<div>
<ul>
<li>segue poi la <strong>fase infiammatoria</strong> che pu&ograve; durare dai 3 ai 5 giorni con comparsa di dolore, rossore, calore e gonfiore (segni tipici dell&rsquo;infiammazione, fisiologica in questa fase del processo riparativo). In questa fase aumenta la presenza di neutrofili e macrofagi, ovvero le cellule del sistema immunitario atte a eliminare eventuali patogeni;</li>
<li>in seguito ha inizio la <strong>fase proliferativa </strong>che pu&ograve; durare fino a 3 settimane. In questa fase c&rsquo;&egrave; un aumento delle cellule produttrici di collagene (fibroblasti), le quali depositano fibre elastiche (i mattoncini che costituiscono la futura cicatrice) e creano tessuto nuovo, ricco di vasi sanguigni;</li>
<li>al termine della fase proliferativa, compare la <strong>fase di rimodellamento</strong> dove l&rsquo;eccesso di collagene precedentemente depositato viene gradualmente degradato: via via la cicatrice dovrebbe uniformarsi al resto della pelle.</li>
</ul>
</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Lo svolgersi di queste fasi permette ai tessuti di essere riparati efficacemente recuperando la funzione, l&rsquo;integrit&agrave; e l&rsquo;aspetto che avevano in precedenza. Al termine della sua evoluzione, quindi, la cicatrice dovrebbe essere chiara, senza rilievi o aumento di volume, uniforme e allo stesso livello della pelle: idealmente&nbsp;<strong>non ci si dovrebbe ricordare di averla</strong>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Spesso per&ograve; la cicatrice rimane tutt&rsquo;altro che invisibile: &egrave; possibile che esteticamente sia <strong>sgradevole da vedere</strong>, che <strong>al tatto evochi dolore o fastidio</strong> (a volte &egrave; difficile anche solo sfiorare l&rsquo;area cicatrizzata, a causa del disagio fisico o emotivo che riaffiora) o che, pur essendo totalmente silente, <strong>alteri la postura di tutto il corpo</strong>. Dal punto di vista estetico, si possono generare <strong>cicatrici</strong> <strong>atrofiche</strong> (con aspetto depresso e infossato rispetto al resto della pelle), <strong>ipertrofiche</strong> (ispessite sollevate dalla cute, dure al tocco), o addirittura <strong>cheloidi</strong> (tumori cutanei benigni che danno prurito e dolore anche a distanza di anni e possono crescere oltre i bordi della cicatrice originali). La disestesia, ovvero la <strong>sensibilit&agrave; alterata</strong> di una parte della cute, pu&ograve; essere dovuta a un incompleto recupero della fisiologica innervazione o a complicanze nella guarigione: ecco perch&eacute; &egrave; fondamentale prendersi cura tempestivamente del tessuto in via di cicatrizzazione e mantenerne l&rsquo;elasticit&agrave; e la mobilit&agrave; attraverso il trattamento. La perturbazione che la cicatrice pu&ograve; creare per il sistema tonico posturale va sempre indagata approfonditamente: se il processo riparativo non avviene fisiologicamente, nel tempo si possono instaurare delle vere e proprie restrizioni di mobilit&agrave; a carico del tessuto fasciale, ovvero della vasta rete di tessuto connettivo che riveste ogni struttura corporea e si approfondisce fino all&rsquo;interno di ogni singola cellula. Proprio come un nodo in un tessuto, la cicatrice ha caratteristiche di elasticit&agrave; e tensione differenti dal resto del tessuto tegumentario e pu&ograve; comportarsi come una<strong> spina irritativa per la postura dell&rsquo;intero sistema</strong>: perturbando il recettore pelle influenza la risposta del sistema tonico-posturale, portando all&rsquo;assunzione di atteggiamenti scorretti e viziati, alterazioni di carico, alla comparsa di dolore e limitazioni funzionali adattative, anche a distanza dalla cicatrice stessa.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il trattamento della cicatrice varia nel corso delle differenti fasi elencate, e deve essere affidato a personale specificamente formato che sappia come intervenire sia con utilizzo di <strong>strumentazione all&rsquo;avanguardia</strong> sia con <strong>approccio manuale adeguato e mirato</strong>. Un intervento sbagliato o un trattamento fatto in tempi non consoni possono aumentare ulteriormente l&rsquo;infiammazione e aumentare la fibrosi, inficiando la corretta guarigione. Taglio cesareo, chirurgia addominale (anche in laparoscopia), interventi ortopedici, chirurgia plastica, estetica e ricostruttiva e ustioni sono solo alcuni esempi di cicatrici che vanno sempre valutate e trattate tempestivamente, diversificando e adeguando la riabilitazione alle diverse fasi di guarigione.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ovviamente il processo di guarigione pu&ograve; dipendere da diversi fattori come per esempio l&rsquo;entit&agrave; e la zona del trauma, la tipologia della sutura chirurgica (filo riassorbibile, filo di nylon o graffette), le eventuali complicanze batteriche e chirurgiche e la genetica del paziente, ma il terapeuta formato &egrave; in grado di tenere conto anche di questi fattori nello strutturare il trattamento.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&Egrave; importante quindi prendersi cura di ogni cicatrice sin dai primi giorni per migliorare non solo l&rsquo;aspetto estetico ma anche per limitare le aderenze, le zone di fibrosi e l&rsquo;integrazione nel sistema fasciale. Vialibera ha strutturato un percorso di valutazione posturale dell&rsquo;influenza delle cicatrici, di riabilitazione delle cicatrici posturalmente attive e di trattamento estetico dei tessuti cicatriziali. Luned&igrave; 24 novembre alle ore 20.30 si terr&agrave; a Vialibera una<strong> serata informativa</strong> <strong>gratuita</strong> sul trattamento delle problematiche relative al core addominale e al pavimento pelvico, inclusi gli esiti cicatriziali: per partecipare &egrave; sufficiente prenotarsi ai nostri recapiti.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>L'articolo &egrave; stato redatto da Valentina Guglielmo, professioniste di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.</em></div>]]></description><pubDate>Thu, 20 Nov 2025 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Quando il digitale diventa una dipendenza: se ne parla a Roccavione]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/quando-il-digitale-diventa-una-dipendenza-se-ne-parla-a-roccavione_109825.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/quando-il-digitale-diventa-una-dipendenza-se-ne-parla-a-roccavione_109825.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/109825/131458.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Viviamo in un&rsquo;epoca in cui lo smartphone &egrave; diventato una protesi della mano, un compagno costante di giornate e notti, un filtro attraverso cui si costruiscono relazioni, identit&agrave; e perfino l&rsquo;autostima. Ma cosa succede quando il confine tra uso e abuso si dissolve? Quando lo schermo, invece di aprire finestre sul mondo, diventa una gabbia che isola, distrae e consuma? A questi interrogativi prover&agrave; a rispondere &ldquo;<em><strong>Specchi &amp; Schermi &ndash; Dipendenze digitali</strong></em>&rdquo;, l&rsquo;incontro organizzato dal gruppo L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia, in programma gioved&igrave; 30 ottobre alle ore 20.30 presso la Sala Consiliare del Comune di Roccavione.</p>
<p>L&rsquo;appuntamento, gratuito e aperto a tutti, &egrave; pensato in particolare per genitori, insegnanti, educatori e amici dei pi&ugrave; giovani, ma anche per chiunque desideri comprendere pi&ugrave; da vicino come aiutare i ragazzi a ritrovare un equilibrio sano tra vita reale e digitale.</p>
<p>Sar&agrave; un evento dinamico e interattivo, tra quiz, esempi concreti e confronto diretto tra specialisti e pubblico, con l&rsquo;obiettivo di affrontare un tema che oggi riguarda sempre pi&ugrave; famiglie e scuole.</p>
<p>A guidare il dibattito saranno le dottoresse <strong>Brunella Giordanengo</strong> e <strong>Viola Pellegrino</strong>, psicologhe e psicoterapeute della S.S. Dipendenze Comportamentali &ndash; Ser.D. ASL CN1, che quotidianamente si occupano di dipendenze tecnologiche e comportamentali. Insieme a loro interverr&agrave; l&rsquo;avvocato <strong>Alessandro De Bellis</strong>, che offrir&agrave; un punto di vista legale sui rischi connessi all&rsquo;uso improprio della rete e dei social network, dal cyberbullismo alla tutela dei minori online.&nbsp;L&rsquo;incontro sar&agrave; introdotto da <strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, Presidente della Commissione Sanit&agrave; della Regione Piemonte.</p>
<p>Negli ultimi anni, infatti, psicologi e neuropsichiatri segnalano un incremento allarmante dei casi di dipendenza da dispositivi digitali, con conseguenze che spaziano da ansia e isolamento a disturbi del sonno, calo del rendimento scolastico e difficolt&agrave; relazionali. I social network &ndash; da Instagram a TikTok &ndash; non solo condizionano il modo di percepire se stessi, ma creano meccanismi di dipendenza psicologica paragonabili a quelli delle sostanze.</p>
<p>Come sottolineano gli esperti, la prevenzione non pu&ograve; che partire dalla consapevolezza: da un dialogo aperto tra adulti e ragazzi, da una nuova cultura del digitale che non demonizzi la tecnologia, ma insegni a viverla con misura.</p>
<p>&ldquo;Specchi &amp; Schermi&rdquo; nasce proprio con questa intenzione: fare rete, creare momenti di confronto che aiutino la comunit&agrave; a riconoscere e affrontare i segnali del disagio giovanile legato agli schermi.</p>
<p>L'evento &egrave; gratuito, &egrave; consigliata la prenotazione al link <a href="https://www.eventbrite.com/e/biglietti-specchi-schermi-le-dipendenze-digitali-1856531839709" target="_blank">https://www.eventbrite.com/e/biglietti-specchi-schermi-le-dipendenze-digitali-1856531839709</a>.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/109825/small_131460.jpg" alt=""></p>
<p>Un&rsquo;occasione preziosa per riflettere, insieme, su come restituire ai nostri ragazzi la cosa pi&ugrave; semplice e pi&ugrave; difficile di tutte: la libert&agrave; di staccarsi dallo schermo e tornare a guardarsi negli occhi.</p>]]></description><pubDate>Tue, 28 Oct 2025 18:49:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Prevenzione degli infortuni nello sport: il ruolo della propriocezione]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/prevenzione-degli-infortuni-nello-sport-il-ruolo-della-propriocezione_109534.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/prevenzione-degli-infortuni-nello-sport-il-ruolo-della-propriocezione_109534.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/109534/131138.jpg" title="" alt="" /><br /><div>La <strong>prevenzione degli infortuni</strong> rappresenta una componente cruciale nella preparazione sportiva, sia a livello amatoriale che agonistico. Gli infortuni, oltre a mettere a rischio la salute dell&rsquo;atleta, compromettono la continuit&agrave; dell&rsquo;allenamento e in molti casi incidono negativamente sul rendimento e sulla carriera sportiva.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&Egrave; ormai ben riconosciuto che un programma completo di prevenzione deve includere non solo la forza e la mobilit&agrave; ma anche componenti neuromuscolari e sensoriali: tra queste, l&rsquo;allenamento propriocettivo permette di aumentare la stabilit&agrave; articolare, migliorare il controllo motorio e ridurre il rischio di recidive.</div>
<div>&nbsp;</div>
<h2>Che cosa significa propriocezione?</h2>
<div>Propriocezione deriva dal latino (proprium = proprio) e dall&rsquo;inglese (-ception, come reception) significa &ldquo;ricezione di segnali propri&rdquo;, cio&egrave; provenienti da strutture proprie. I segnali propriocettivi nascono infatti dai sensori presenti nei muscoli, nei tendini e nelle articolazioni e rappresentano il canale sensoriale pi&ugrave; importante. In loro assenza, i movimenti risultano lenti e goffi e dipendono costantemente dal controllo visivo per poter essere eseguiti.</div>
<div>&nbsp;</div>
<h2>Il malinteso propriocettivo</h2>
<div>Nel contesto della prevenzione degli infortuni articolari nel mondo dello sport, il concetto di propriocezione assume una rilevanza crescente, ma anche spesso mal interpretata.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Spesso si pensa che basti &ldquo;fare qualche esercizio di equilibrio&rdquo; per prevenire completamente distorsioni di caviglia o ginocchio ma la letteratura mostra che la dose, la frequenza, la qualit&agrave; del training propriocettivo contano pi&ugrave; di tutto. Ad esempio, una meta-analisi condotta da Rivera M.J. et al. (2017) ha evidenziato che un programma specifico di training propriocettivo isolato pu&ograve; ridurre significativamente il rischio di distorsioni di caviglia negli sportivi e dunque non si tratta di un semplice &ldquo;extra&rdquo; facoltativo, ma di una componente con evidenze solide.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Un&rsquo;analisi sistematica pi&ugrave; recente sul ginocchio, Zheng G. et al. (2025), ha mostrato che programmi di 5-15 minuti, con frequenza di 4-5 volte a settimana, e durata superiore a 26 settimane hanno ridotto il rischio di lesioni all&rsquo;arto inferiore, compreso il ginocchio, del 25%.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Secondo Riva D. et al. (2016), esiste un vero e proprio <em>malinteso propriocettivo</em> in quanto si tende ad etichettare come &ldquo;propriocettivo&rdquo; qualunque esercizio su superfici instabili, senza distinguere il grado reale di coinvolgimento dei riflessi di stabilizzazione. <strong>Un esercizio pu&ograve; davvero essere definito propriocettivo quando lo stimolo &egrave; quantificabile, controllabile, ad alta frequenza e specificamente mirato</strong> a raffinare il controllo in appoggio monopodalico (su un piede). &Egrave; proprio grazie a questo approccio attivo, misurabile e ad alta densit&agrave; di instabilit&agrave; che questo studio ha portato ad una riduzione dell&rsquo;81% delle distorsioni di caviglia in una squadra professionistica di basket maschile.</div>
<div>&nbsp;</div>
<h2>Il Riva Method</h2>
<div>Il Riva Method si fonda sui principi scientifici descritti nell&rsquo;articolo di Riva D. et al. (2016). Questo metodo di allenamento somministra instabilit&agrave; ad alta frequenza in modo preciso e controllato grazie al sistema Delos, un dispositivo computerizzato che consente di valutare e allenare il controllo posturale e propriocettivo in modo oggettivo, fornendo feedback visivi in tempo reale.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Migliorare il controllo propriocettivo consente di:&nbsp;</div>
<div>1. incrementare la stabilit&agrave; monopodalica basata sui riflessi propriocettivi;</div>
<div>2. aumentare la forza frenante anti-distorsiva dei muscoli stabilizzatori;</div>
<div>3. riequilibrare l&rsquo;assetto del piede durante la fase aerea che precede il contatto con il  suolo;</div>
<div>4. mantenere un ottimo livello di stabilit&agrave; anche in condizioni di fatica;</div>
<div>5. incrementare la resilienza, cio&egrave; la resistenza strutturale, e l&rsquo;elasticit&agrave; dei legamenti e  della capsula articolare alle forze di trazione applicate durante l&rsquo;evento distorsivo.</div>
<div>&nbsp;</div>
<h2>Per concludere</h2>
<div>L&rsquo;allenamento propriocettivo rappresenta oggi <strong>una delle strategie pi&ugrave; efficaci e sottovalutate nella prevenzione degli infortuni sportivi</strong>. Dalle distorsioni di caviglia alle instabilit&agrave; del ginocchio le evidenze scientifiche mostrano che migliorare la capacit&agrave; del corpo di percepire e reagire agli stimoli meccanici significa&nbsp;<strong>ridurre drasticamente il rischio di traumi e velocizzare il recupero</strong>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il lavoro di Riva D. et al. (2016) ha mostrato che non &egrave; la superficie instabile a fare la differenza, ma la qualit&agrave; e la frequenza dello stimolo propriocettivo: un allenamento attivo, misurabile e ad alta frequenza pu&ograve; portare ad una drastica riduzione del numero di infortuni in atleti professionisti e amatoriali. Il Riva Method traduce questi principi in pratica combinando tecnologia, precisione e metodo. Non si tratta di &ldquo;fare un po&rsquo; di equilibrio&rdquo; ma di educare il corpo a reagire pi&ugrave; rapidamente e in modo pi&ugrave; efficace migliorando la stabilit&agrave;, la coordinazione e la resistenza tissutale.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>In definitiva allenare la propriocezione non significa soltanto prevenire gli infortuni ma consente anche una <strong>maggiore e</strong> <strong>migliore espressione di forza ottimizzando l&rsquo;efficacia del gesto atletico</strong>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Un corpo pi&ugrave; stabile &egrave; un corpo pi&ugrave; performante, pi&ugrave; sicuro e pi&ugrave; resistente, per questo Vialibera ha integrato la riprogrammazione propriocettiva con Delos (Metodo Riva) nel suo programma di Prevenzione Atletica, integrandola con le discipline pi&ugrave; all&rsquo;avanguardia per sportivi di tutte le et&agrave;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>L&rsquo;articolo &egrave; stato redatto da Gabriele Olla, professionista di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.</em></div>]]></description><pubDate>Thu, 23 Oct 2025 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[One Health, l'approccio che vede veterinari e medici uniti per combattere l'antimicrobico resistenza]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/fossanese/one-health-l-approccio-che-vede-veterinari-e-medici-uniti-per-combattere-l-antimicrobico-resistenza_108751.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/fossanese/one-health-l-approccio-che-vede-veterinari-e-medici-uniti-per-combattere-l-antimicrobico-resistenza_108751.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/108751/129930.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;<strong>Albero dell&rsquo;Amicizia</strong> organizza a Fossano una serata di grande attualit&agrave; ed importanza per la salute di tutti: un incontro dedicato al tema dell&rsquo;<strong>antimicrobico-resistenza (AMR)</strong>, cio&egrave; la perdita di efficacia degli antibiotici e di altri farmaci antimicrobici, uno dei problemi pi&ugrave; urgenti per la sanit&agrave; mondiale. Si tratta di un fenomeno che riguarda non solo gli ospedali, ma anche la vita quotidiana di ciascuno di noi: cure mediche pi&ugrave; difficili, rischi maggiori negli interventi chirurgici, ripercussioni sull&rsquo;allevamento, sulla catena alimentare e sull&rsquo;ambiente. L'evento "<strong>One Health: uomo, animali e ambiente uniti nella salute</strong>" &egrave; fissato per gioved&igrave; 9 ottobre dalle ore 17 alle ore 19.30 presso la Sala Barbero del Castello degli Acaja.</p>
<p>Per affrontare questa sfida globale la comunit&agrave; scientifica ha adottato l&rsquo;approccio <strong>One Health</strong>, che unisce salute umana, salute animale e tutela dell&rsquo;ambiente in un&rsquo;unica visione. &Egrave; su questo approccio positivo e concreto che si concentrer&agrave; l&rsquo;evento: non solo il problema, ma anche e soprattutto le soluzioni gi&agrave; in atto e quelle future.</p>
<p>La serata vedr&agrave; la partecipazione di relatori di grande rilievo, tra cui professori universitari, direttori ospedalieri e regionali della sanit&agrave;. Porteranno i saluti istituzionali il sindaco di Fossano, Dario Tallone, e il direttore generale Asl CN1, dottore Giuseppe Guerra.</p>
<p>I relatori illustreranno, con un linguaggio chiaro e accessibile, come si pu&ograve; usare meglio e in modo pi&ugrave; sicuro un antibiotico, quali risultati sono gi&agrave; stati raggiunti nella riduzione dell&rsquo;uso degli antimicrobici e il ruolo della sanit&agrave; pubblica e veterinaria nel proteggere la salute di tutti.&nbsp;</p>
<p>Ad intervenire nel corso dell&rsquo;incontro saranno <strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, ex assessore alla Sanit&agrave; regionale e<strong> </strong>attualmente consigliere e presidente Commissione Sanit&agrave; Regione Piemonte; il dottore <strong>Bartolomeo Griglio</strong>, vice direttore Sanit&agrave; Regione Piemonte; il professore <strong>Giovanni Di Perri</strong>, infettivologo Direttore del Dipartimento Malattie Infettive Ospedale Amedeo Savoia; il professore <strong>Giovanni Re</strong>, professore ordinario Farmacologia e Tossicologia Veterinaria Universit&agrave; di Torino e infine il dottor <strong>Mauro Negro</strong>, direttore del Dipartimento Prevenzione Asl CN1, insieme al suo collaboratore dottor <strong>Andrea Dadone</strong>.&nbsp;</p>
<p>A conclusione il pubblico avr&agrave; la possibilit&agrave; di fare domande e chiedere consigli agli specialisti.</p>
<p>L&rsquo;iniziativa &egrave; aperta a tutta la cittadinanza ed &egrave; rivolta in particolare a chi desidera comprendere meglio una sfida che riguarda da vicino il presente e il futuro della salute. L'evento &egrave; gratuito, &egrave; consigliata la prenotazione a questo <a href="https://www.eventbrite.com/e/one-health-uomo-animali-e-ambiente-uniti-nella-salute-tickets-1738375882059" target="_blank">LINK</a>.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/108751/small_129931.jpg" alt=""></p>
<h2>L'Albero dell'Amicizia</h2>
<p>L'evento di gioved&igrave; si va a inserire nel carnet degli incontri promossi dall'<strong>Albero dell'Amicizia</strong>, un gruppo eterogeneo composto da persone con esperienze e professionalit&agrave; diverse &ndash; medici, veterinari, insegnanti, pensionati, avvocati, giornalisti, casalinghe, OSS, ecc... &ndash; accomunate dal desiderio di impegnarsi attivamente nella promozione della prevenzione e del benessere in tutte le sue forme.</p>
<p>In amicizia e con spirito di collaborazione, si impegnano a far nascere e crescere progetti di valore, pensando al futuro e attingendo alla forza delle loro esperienze, competenze e professioni diverse. I loro eventi di divulgazione trattano temi per nulla scontati, ma pi&ugrave; che mai attuali.</p>
<p>Il primo evento, <strong>&ldquo;Specchi &amp; Schermi - Disturbi alimentari e dipendenze digitali</strong>&rdquo;, si &egrave; tenuto a Cuneo lo scorso 10 aprile, registrando il sold out. Alcuni specialisti del Dipartimento di Salute Mentale di Cuneo, guidati dal loro direttore dottore Francesco Risso, hanno illustrato come riconoscere i primi campanelli d&rsquo;allarme per riconoscere un eventuale disagio giovanile e come applicare delle buone pratiche per promuovere il benessere mentale dei ragazzi.</p>
<p>Il&nbsp;<strong>secondo evento</strong>, anche questo sold out, si &egrave; tenuto lo scorso 22 maggio sempre a Cuneo, ed &egrave; stato dedicato a &ldquo;<strong>Salute Uomo - Prevenzione e diagnostica al maschile</strong>&rdquo;. Le statistiche dicono che gli uomini, rispetto alle donne, si sottopongono con minore frequenza a controlli periodici, trascurano i segnali d&rsquo;allarme del proprio corpo e tendono a rivolgersi al medico solo in presenza di sintomi evidenti. Con questo evento si &egrave; cercato di cambiare questa tendenza.</p>
<p>Con queste premesse c'&egrave; da aspettarsi grandissima partecipazione anche per l'evento di gioved&igrave; 9 ottobre a Fossano.</p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Oct 2025 18:25:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Occhio, piede e lingua: un viaggio che parla di postura ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/occhio-piede-e-lingua-un-viaggio-che-parla-di-postura_107727.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/occhio-piede-e-lingua-un-viaggio-che-parla-di-postura_107727.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/107727/128388.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;<em>Houston, abbiamo un problema!</em>&rdquo;</p>
<p>Spesso immaginiamo il nostro cervello come un pilota in una navicella di comando, impegnato a muovere leve e premere bottoni, a condurre il suo mezzo all&rsquo;obiettivo, a gestire emergenze, a ricevere e interpretare i messaggi che costantemente gli vengono trasmessi dai suoi numerosissimi informatori sparsi per il corpo.&nbsp;<br>Il paragone non &egrave; cos&igrave; errato: <strong>il nostro sistema nervoso centrale</strong> (cervello e midollo spinale) <strong>rielabora costantemente miliardi di informazioni</strong> e decide (a livello <em>sottocorticale</em>, ovvero del tutto inconscio) come agire: quale muscolo contrarre e quale rilasciare, quale parametro vitale modificare, quale secrezione ormonale aumentare e quale ridurre&hellip; <strong>Sembra un sistema perfettamente bilanciato eppure, a volte, un sintomo insorge. </strong></p>
<p>Proprio come una sirena di allarme, allora, si accende un dolore: <strong>dov&rsquo;&egrave; l&rsquo;intoppo? Che cosa &egrave; andato storto nella cabina del pilota? O il problema &egrave; di natura periferica?</strong> Proprio come nelle complesse missioni spaziali, dirimere la questione &egrave; compito di un tecnico esterno, di un professionista che conosce il funzionamento della navicella, dei suoi sensori e del suo computer di bordo e che dalla torre di controllo pu&ograve; indicare le migliori procedure per individuare la falla e tamponare, o dove possibile risolvere, il problema.</p>
<p>Quando il nostro dolore, la nostra sirena d&rsquo;allarme, riceve l&rsquo;etichetta di <em>dolore posturale</em>, la domanda sorge spontanea: <strong>che cos&rsquo;ha che non va la mia postura?</strong></p>
<p>La realt&agrave; &egrave; che&nbsp;<strong>la postura in s&eacute; non &egrave; n&eacute; giusta n&eacute; <em>sbagliata</em></strong>, ma &egrave; semplicemente il risultato di quanto viene:&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>Registrato dai nostri sensori</strong>: recettori dell&rsquo;ambiente esterno (gli esocettori, ovvero i nostri cinque sensi e i relativi organi), dell&rsquo;ambiente interno viscerale (endocettori) e della posizione relativa dei vari segmenti del corpo nello spazio (propriocettori);</li>
<li><strong>Elaborato dal sistema nervoso centrale</strong> (il nostro pilota in cabina di comando);</li>
<li><strong>Eseguito</strong>, in risposta al comando centrale, <strong>dall&rsquo;azione di muscoli e tessuto connettivo</strong> sulle articolazioni del corpo.&nbsp;</li>
</ul>
<p>L&rsquo;insieme di queste strutture che agiscono in modo coordinato e dei meccanismi che ne regolano i rapporti reciproci &egrave; chiamato <strong>Sistema Tonico Posturale</strong>.</p>
<p>Numerose discipline si sono sviluppate attorno allo studio della postura come strumento di risoluzione dei sintomi. Ad esempio, la rieducazione posturale si pone l&rsquo;obiettivo di correggere la postura tramite esercizi, ovvero agendo sul terzo anello della gerarchia descritta sopra. Ma chi si occupa dei primi due?</p>
<p>Per poter agire e reagire nel modo pi&ugrave; efficace, economico e confortevole, infatti, il nostro pilota deve essere messo nelle condizioni di farlo: deve cio&egrave; ricevere <strong>informazioni corrette e puntuali dai suoi sensori, i recettori visivo, podalico e stomatognatico</strong> (bocca e organo dell&rsquo;equilibrio). Occhi, piedi, denti, lingua, orecchio interno, pelle e legamenti sono quindi parti fondamentali del Sistema Tonico Posturale e la loro funzionalit&agrave; va valutata e rieducata ogni volta che si programma un qualsiasi tipo di trattamento posturale.</p>
<p>La comprensione profonda della postura nei suoi aspetti recettoriale, centrale e periferico richiede quindi una <strong>valutazione globale della persona da parte del posturologo</strong>; cos&igrave; come l&rsquo;elaborazione di un trattamento non mirato al sintomo, ma efficace e privo di recidive,<br>necessita dell&rsquo;<strong>integrazione di competenze</strong> posturologiche, osteopatiche, fisioterapiche, odontoiatriche, di rieducazione motoria, ortottica e logopedica.</p>
<p><strong>La stimolazione dei recettori principali</strong>, i sensori della nostra navicella, <strong>&egrave; un lavoro fondamentale di prevenzione</strong>: monitorare l&rsquo;acuit&agrave; visiva e l&rsquo;oculomotricit&agrave; fin dai primi anni, usare i piedi su consistenze e terreni differenti, mantenere l&rsquo;apparato masticatorio e linguale liberi e sensibili (soprattutto nel corso di interventi ortodontici) permette al sistema in crescita di non strutturarsi sulla base di informazioni fallaci. I messaggi errati o incongruenti trasmessi al sistema nervoso centrale produrranno, con il tempo, <strong>adattamenti compensatori </strong>(rotazioni e inclinazioni di spalle e bacino, atteggiamenti scoliotici&hellip;) che porteranno a sintomi dolorosi o a patologie.</p>
<p>In presenza di <strong>alterazioni organiche e strutturate a carico dei recettori</strong> (per l&rsquo;occhio strabismi, forie, miopia e astigmatismo non corretti; per il piede cavismo, piattismo, mancanza di propriocezione; per la bocca ipertono, parafunzioni, interventi importanti) <strong>la valutazione dell&rsquo;influenza di questi sull&rsquo;equilibrio posturale dell&rsquo;intero sistema e l&rsquo;eventuale rieducazione mirata </strong>pu&ograve; essere l&rsquo;unica chiave per risolvere la sintomatologia. Come potrebbe infatti il pilota scegliere la rotta di navigazione senza individuare e correggere i sensori che lo informano in modo errato?</p>
<p>Quando il tuo corpo manifesta un dolore, non sta facendo altro che <strong>lanciare un messaggio di SOS</strong> proprio come l&rsquo;equipaggio dell&rsquo;Apollo 13: chiede che dalla torre di comando qualcuno si occupi di identificare il malfunzionamento e proporre una soluzione adeguata. Naturalmente, il professionista a cui ci si rivolge deve essere approfonditamente formato, in quanto le cause di un disequilibrio posturale possono essere di natura molto diversa:</p>
<ul>
<li>Occlusali: da estrazioni precoci, protesi o terapie ortodontiche incongrue;</li>
<li>Deglutitive;</li>
<li>Oculomotorie;</li>
<li>Dovute all&rsquo;appoggio plantare: piede piatto, piede valgo, piedi a doppia componente;</li>
<li>Rachidee: legate a curve scoliotiche della colonna;</li>
<li>Craniosacrali: da traumi o manovre durante il parto;</li>
<li>Traumatiche;</li>
<li>Fasciali: da aderenze o cicatrici;</li>
<li>Alimentari: da disbiosi, infiammazione;</li>
<li>Lavorative: da posizioni scorrette, gestualit&agrave; ripetute o sedentariet&agrave;.&nbsp;</li>
</ul>
<p>Vialibera ha strutturato a questo proposito la prima Valutazione Posturale Integrata Metodo Vialibera: l&rsquo;obiettivo &egrave; quello di stabilire quali recettori siano in disfunzione, quali siano correlati al sintomo riferito e quali siano le priorit&agrave; e le riabilitazioni di cui il paziente necessiti. La&nbsp;<strong>rieducazione recettoriale</strong> viene svolta da professionisti formati in modo specifico, in sedute individuali o in piccoli gruppi, grazie all&rsquo;integrazione delle metodiche pi&ugrave; all&rsquo;avanguardia: <strong>la tua postura pu&ograve; cos&igrave; essere davvero ascoltata e compresa</strong>.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>L'articolo &egrave; stato redatto da Marianna Rebuffo e Valeria Milanesio, professioniste di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em><br><em>&nbsp;</em><br><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.</em></p>]]></description><pubDate>Thu, 18 Sep 2025 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Biohacking: la scienza di “hackerare” il corpo umano per migliorarlo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/biohacking-la-scienza-di-hackerare-il-corpo-umano-per-migliorarlo_106498.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/biohacking-la-scienza-di-hackerare-il-corpo-umano-per-migliorarlo_106498.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/106498/126567.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Negli ultimi anni, il termine <strong><em>biohacking</em></strong> &egrave; diventato un fenomeno di tendenza globale. Dai laboratori di biologia fai-da-te alle app di monitoraggio delle funzioni vitali, il biohacking promette di <strong>ripristinare l&rsquo;equilibrio del corpo, potenziando salute, energia e prestazioni cognitive</strong>. Ma di cosa si tratta esattamente e come si &egrave; sviluppato questo movimento?</p>
<p>Il biohacking come lo intendiamo oggi prende forma nei primi anni 2000 negli Stati Uniti, all&rsquo;interno di comunit&agrave; di scienziati appassionati di tecnologia e ricercatori del benessere, che cominciano a sperimentare biologia e tecnologia fuori dai laboratori tradizionali.</p>
<p>Intorno al 2007-2008, esplode il movimento culturale definito &ldquo;<strong>Quantified Self</strong>&rdquo; grazie ai suoi fondatori, Gary Wolf e Kevin Kelly, giornalisti di Wired, che creano un network internazionale di eventi per raccogliere dati sulle abitudini di vita, attraverso l&rsquo;uso di dispositivi elettronici - come contapassi, contacalorie, app di monitoraggio del sonno - per poi elaborarli con l&rsquo;obiettivo di <strong>migliorare prestazioni e salute</strong>. Ben presto questo movimento &egrave; diventato popolare grazie alla sua capacit&agrave; di integrare scienza, nutrizione, allenamento e tecnologie di monitoraggio.</p>
<p>Oggi il biohacking &egrave; diventato, appunto, un fenomeno globale che unisce <strong>tecniche, strategie e interventi mirati per ottimizzare la salute, il funzionamento del corpo e della mente, applicando principi scientifici e tecnologici</strong>.</p>
<p>Il concetto di fondo &egrave; simile a quello dell&rsquo;informatica: <strong>&ldquo;hackerare&rdquo; il proprio corpo</strong>, ovvero comprenderne i meccanismi <strong>per ottimizzarne le prestazioni fisiche, mentali e metaboliche</strong>.</p>
<p>Il biohacking, infatti, parte da una constatazione: il corpo umano &egrave; il risultato di milioni di anni di adattamento evolutivo, ma negli ultimi decenni lo stile di vita &egrave; cambiato troppo rapidamente. Sedentariet&agrave;, alimentazione industriale, eccessiva esposizione alla luce artificiale e mancanza di sonno di qualit&agrave; hanno creato un <em>mismatch</em> evolutivo.</p>
<p>Le <strong>tecniche di biohacking</strong> mirano quindi a <strong>riportare il corpo verso abitudini pi&ugrave; naturali</strong>: ritmi circadiani allineati con la luce solare, movimento quotidiano vario, alimentazione ricca di nutrienti non processati e gestione dello stress attraverso respirazione e meditazione.</p>
<p>Gli approcci di biohacking sono diversi e mirano all&rsquo;ottimizzazione dello stile di vita, lavorando su alimentazione, sonno, allenamento, contatto con la natura e tecniche di rilassamento. Tanti sono <strong>i campi di applicazione del biohacking</strong>:</p>
<ul>
<li>Attivit&agrave; fisica, per potenziare la salute e migliorare la risposta corporea agli stimoli esterni;</li>
<li>Salute metabolica e prevenzione, per gestire peso, glicemia, infiammazione e invecchiamento;</li>
<li>Attivit&agrave; cognitiva e produttivit&agrave;, per migliorare memoria, focus e creativit&agrave;;</li>
<li>Benessere generale, per aumentare energia e vitalit&agrave; quotidiana.</li>
</ul>
<p>Oggi il biohacking funziona come una <strong>ricerca scientifica applicata alla vita quotidiana</strong>: si prova una strategia, si monitorano i risultati e si decide se mantenerla o cambiarla. Un aspetto fondamentale &egrave; la <strong>personalizzazione dell&rsquo;intervento</strong>.</p>
<p>Sulla base delle informazioni ottenute nella fase di raccolta, l&rsquo;intervento prevede delle modifiche alla dieta, all&rsquo;allenamento, all&rsquo;integrazione, alle tecniche di recupero, in quanto tutto il protocollo viene adattato all&rsquo;individuo, perch&eacute; ci&ograve; che funziona per una persona potrebbe non essere efficace per un&rsquo;altra.<br><br></p>
<h2>Le tecniche di biohacking pi&ugrave; diffuse, i loro obiettivi e a chi rivolgersi</h2>
<p>Il biohacking comprende una vasta gamma di approcci, ciascuno con obiettivi specifici e figure professionali di riferimento. <strong>Le tecniche di biohacking possono essere adottate da chiunque voglia migliorare il proprio benessere, partendo da una valutazione personalizzata</strong>.</p>
<p>Infatti, &egrave; importante rivolgersi a professionisti qualificati, che collaborino e lavorino in sinergia, in modo da proporre un <strong>percorso personalizzato e sempre sotto controllo. </strong></p>
<p>Medici di medicina funzionale, biologi nutrizionisti e dietisti, osteopati e fisioterapisti, personal trainer e preparatori atletici, psicologici, mental coach ed esperti in ottimizzazione mentale sono tra le figure professionali di riferimento con le quali intraprendere questo percorso di <strong>ritorno alla semplicit&agrave;: muoversi di pi&ugrave;, dormire meglio, nutrirsi con alimenti veri, rispettare i cicli naturali e ascoltare il proprio corpo</strong>.</p>
<p>In definitiva, il biohacking &egrave; un metodo personalizzato e calibrato sull&rsquo;individuo per ripristinare l&rsquo;equilibrio.</p>
<p>Tra le tecniche oggi pi&ugrave; diffuse ci sono:</p>
<ul>
<li><strong>Nutrizione personalizzata</strong> sullo stile di vita e che rispetti i cicli circadiani, riducendo gli alimenti ultraprocessati e prediligendo i prodotti naturali, stagionali e a Km 0;</li>
<li><strong>Digiuno intermittente</strong>, che prevede l&rsquo;alternanza di periodi di digiuno e alimentazione per migliorare la sensibilit&agrave; insulinica, la gestione del peso e i processi di autofagia;</li>
<li><strong>Tecniche di igiene del sonno</strong> per migliorare il riposo e il recupero del corpo;</li>
<li><strong>Esposizione al freddo e al caldo</strong>, per migliorare la termoregolazione del corpo e la risposta fisiologica ai cambiamenti climatici.&nbsp;</li>
</ul>
<p>Queste sono solo alcune delle tecniche di biohacking a disposizione per chi vuole prendersi cura della propria salute in modo personalizzato e mirato.</p>
<p>I benefici potenziali sono davvero tanti:</p>
<ul>
<li>Miglioramento dell&rsquo;energia e della concentrazione,</li>
<li>Ottimizzazione del sonno,</li>
<li>Recupero fisico pi&ugrave; rapido,</li>
<li>Resilienza allo stress,</li>
<li>Prevenzione di disturbi metabolici.&nbsp;</li>
</ul>
<p>Tuttavia, anche i rischi di un uso non controllato di tecniche di biohacking senza supervisione possono essere, in alcuni casi, anche particolarmente invasivi. Per questo &egrave; sempre consigliato affidarsi a professionisti qualificati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>L'articolo &egrave; stato redatto da Andrea Mana, biologo nutrizionista recentemente entrato a far parte dello staff di ViaLibera, esperto nella creazione di piani alimentari adattati ad ogni esigenza (sport amatoriale o agonistico, gravidanza, menopausa, dimagrimento) e in nutrizione clinica (per la gestione dell&rsquo;alimentazione in patologie come diabete, celiachia, colon irritabile, dislipidemia). Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em><br><em>&nbsp;</em><br><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.</em></p>]]></description><pubDate>Thu, 21 Aug 2025 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Botulismo alimentare: come prevenirlo con alcuni esempi pratici]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/botulismo-alimentare-come-prevenirlo-con-alcuni-esempi-pratici_106392.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/botulismo-alimentare-come-prevenirlo-con-alcuni-esempi-pratici_106392.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/106392/126421.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Le notizie di questi giorni hanno portato alla luce un rischio legato agli alimenti, il botulismo alimentare, spesso trascurato, ma che ha portato purtroppo alla morte di diverse persone.<br><br></p>
<h2>Che cosa &egrave; il botulismo</h2>
<p>Il botulismo &egrave; un rara, ma a volte letale, sindrome neuroparalitica provocata dall&rsquo;azione di una tossina prodotta dal batterio Clostridium botulinum.</p>
<p>Il primo focolaio documentato di botulismo avvenne in Germania nel 1820 in seguito al consumo di salsicce. Il microrganismo venne identificato alcune decadi pi&ugrave; tardi su un prosciutto che aveva causato una tossinfezione in Belgio e fu chiamato Bacillus botulinus dalla parola botulus che voleva dire salsiccia in Latino.</p>
<p>Malgrado l&rsquo;origine della sindrome sia batterica, le vere responsabili della sintomatologia sono le tossine prodotte dai batteri. Il botulismo non &egrave; quindi un&rsquo;infezione strettamente alimentare, ma un&rsquo;intossicazione. &Egrave; sufficiente una quantit&agrave; minima di tossina (pari a 1*10-8/g) a determinare la morte: questo fa della tossina botulinica uno dei veleni pi&ugrave; potenti conosciuti dall&rsquo;uomo.</p>
<p>Per svilupparsi e produrre la tossina Clostridium botulinum ha bisogno di condizioni ambientali particolari, che devono verificarsi contemporaneamente: questo spiega la scarsa incidenza di questa intossicazione. Il rischio a livello di produzioni industriali &egrave; pressoch&eacute; nullo se vengono adottate le precauzioni igieniche adeguate; pi&ugrave; pericolose sono invece le preparazioni casalinghe (soprattutto le conserve poco acide).<br><br></p>
<h2>Condizioni ambientali necessarie per lo sviluppo di Clostridium botulinum</h2>
<p>Assenza di aria (condizioni di anaerobiosi)<br>Temperatura &gt; 10&deg;C<br>Attivit&agrave; dell&rsquo;acqua (Aw) &gt; 94%<br>pH &gt; 4.5<br>Concentrazione di sale (NaCl) &lt; 7-8%<br>Assenza di nitrati<br>Presenza di altre forme microbiche che, attraverso la loro attivit&agrave; metabolica, possono realizzare condizioni idonee alla crescita e moltiplicazione del patogeno anche in ambienti originariamente inadatti (conserve acide).</p>
<p>Alcuni ceppi, parallelamente alla moltiplicazione del microrganismo, determinano una modificazione del sapore, del colore, dell&rsquo;odore e della consistenza dell&rsquo;alimento fino a dargli un aspetto repellente; altri ceppi, invece, non determinano alcuna modificazione evidente del cibo, nonostante la moltiplicazione e la produzione di tossine da parte del batterio. Sono quest&rsquo;ultimi, quindi, i pi&ugrave; pericolosi.<br><br></p>
<h2>Forme cliniche del botulismo</h2>
<p>Il botulismo si presenta in 3 forme principali: <em>botulismo alimentare,</em> dovuto all&rsquo;ingestione di cibo contaminato con la tossina botulinica;&nbsp;<em>botulismo infantile,</em> una forma dovuta all&rsquo;ingestione di spore di Clostridium botulinum che colpisce i bambini sotto i 12 mesi di et&agrave; (uno dei veicoli di questa patologia &egrave; il miele, che va quindi sconsigliato ai bambini di pochi mesi); <em>botulismo da lesione,</em>&nbsp;dovuto all&rsquo;infezione di ferite da parte di Clostridium botulinum, con conseguente produzione di tossine. Questa forma &egrave; in crescita tra le persone tossicodipendenti, per iniezione di droghe preparate in condizioni non igieniche e contaminate con il botulino.<br><br></p>
<h2>Sintomatologia</h2>
<p>La sintomatologia si manifesta 18 - 48 ore dopo l&rsquo;ingestione dell&rsquo;alimento contaminato, ma in casi eccezionali il tempo di incubazione pu&ograve; essere anche di 8 giorni.</p>
<p>I primi sintomi consistono generalmente in disturbi gastroenterici (nausea, vomito e diarrea), disturbi della vista, difficolt&agrave; di deglutizione, secchezza delle fauci, difficolt&agrave; di parola e deambulazione. A questi, nelle forme pi&ugrave; gravi, seguono difficolt&agrave; respiratoria e morte, in assenza di trattamento, anche nel 70% dei casi. Esiste un siero antibotulinico specifico, tuttavia la sua somministrazione deve essere estremamente tempestiva.<br><br></p>
<h2>I diversi ceppi di botulino isolati dagli alimenti</h2>
<p>tipo A - conserve di carne e verdure<br>tipo B - prodotti a base di carne<br>tipo E - prodotti ittici<br>tipo F - conserve a base di carne e pesce</p>
<p>La tossina &egrave; facilmente distrutta dal calore (80&deg;C per 15 minuti, per i tipi A e B), mentre le spore possono resistere fino a 120&deg;C.<br><br></p>
<h2>Dati</h2>
<p>Oggi negli Stati Uniti secondo il CDC (Center for Disease Control and Prevention) vengono segnalati in media 110 casi di botulismo ogni anno. Di questi, il 25% &egrave; riconducibile a botulismo alimentare, il 72% a botulismo pediatrico e una minima percentuale (circa il 3%) a quello da ferita.</p>
<p>In Italia il botulismo alimentare &egrave; relativamente diffuso. Oltre ai recenti casi registrati in Calabria e in Sardegna, nel periodo 2001-2020, al sistema di sorveglianza nazionale del botulismo sono stati segnalati 1.039 casi clinici sospetti e ne sono stati confermati in laboratorio 452. Di questi, 412 (91%) erano casi di botulismo alimentare, 36 (8%) si riferivano a casi di botulismo infantile e 4 (1%) a casi di botulismo da ferita. Il numero di decessi &egrave; stato di 14 e il tasso medio di letalit&agrave; della malattia pari al 3,1%; tale tasso di letalit&agrave; &egrave; diminuito passando dal 3,8% del periodo 2001-2011 al 2,6% del 2012-2020.<br><br></p>
<h2>Consigli pratici</h2>
<p>Gli alimenti destinati alla produzione di conserve devono essere di prima qualit&agrave;, privi di ammaccature, muffe o parti marce.<br>Conservare le materie prime (es. verdure) ben coperte in frigo solo per brevissimi periodi.<br>Lavarsi bene le mani (anche sotto le unghie) prima di procedere alla lavorazione.<br>Lavare bene i prodotti in acqua abbondante strofinandoli con spazzolini utilizzati solo per alimenti, vanno eliminate completamente tutte le tracce di terra. <br>Asciugarli con panni puliti e non lasciarli sul piano di lavoro, esposti a polveri e insetti, n&eacute; prima n&eacute; dopo la cottura.<br>Pulire accuratamente il piano di lavoro durante e dopo la preparazione delle conserve.<br>Utilizzare contenitori piccoli (massimo 300-500 ml) che devono essere sterilizzati facendoli bollire per almeno 10 minuti. <br>Nella preparazione delle marmellate utilizzare almeno una quantit&agrave; di zucchero para al 50% del peso della frutta. <br>Cuocere nella pentola a pressione per almeno 3 minuti i vegetali da conservare sottolio o al naturale (sono infatti necessari 120&deg; C per distruggere le spore, temperatura che non si raggiunge con la semplice ebollizione in pentola).<br>L&rsquo;aggiunta di aceto e la conservazione dei barattoli al di sotto dei 10&deg; C riducono il rischio di sviluppo del microrganismo.<br>I cibi preparati senza seguire le corrette precauzioni (cottura, acidit&agrave;, concentrazione salina, ecc&hellip;) vanno refrigerati.</p>
<p>Scartare le conserve che all&rsquo;apertura lascino uscire del gas, presentino bollicine o cattivo odore; controllare che i coperchi dei barattoli non siano bombati. Se ci sono queste condizioni, i prodotti non devono essere mangiati o anche assaggiati (anche l'assaggio pu&ograve; essere molto pericoloso). Va comunque ricordato che il botulino, non porta necessariamente ad odori strani.</p>
<p>Negli insaccati prestare attenzione alla presenza di zone verdastre (fenomeni di proteolisi), talvolta associata anche a fenomeni di rammollimento e a cattivi odori, che rappresentano un campanello di allarme della presenza del botulino; ricordarsi che i prodotti industriali sono generalmente sicuri per la presenza di nitrati e nitriti, additivi in grado di inattivare il botulino.</p>
<p>Nella preparazione delle conserve ittiche (tonno, sgombro, ecc.) &egrave; consigliabile eviscerare i pesci appena pescati o acquistati.</p>
<p>Se si sospetta una contaminazione da botulino, ricordarsi di disinfettare (bollire o trattare con ipoclorito di sodio) gli utensili da cucina.<br><br>Link utili:<br><a href="https://www.ceirsa.org/leggitutto.php?idrif=171" target="_blank">https://www.ceirsa.org/leggitutto.php?idrif=171</a><br><a href="https://www.epicentro.iss.it/ben/2022/3/sistema-nazionale-botulismo-2001-2020" target="_blank">https://www.epicentro.iss.it/ben/2022/3/sistema-nazionale-botulismo-2001-2020</a></p>]]></description><pubDate>Sat, 16 Aug 2025 11:10:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item></channel></rss>
