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<p>Tre inaugurazioni in un solo giorno, un investimento complessivo di circa 7,5 milioni di euro e un obiettivo dichiarato: cambiare il modo in cui i cittadini accedono ai servizi sanitari, spostando il baricentro dell'assistenza dall'ospedale al territorio.</p>
<p>Una trasformazione destinata a incidere profondamente sull'organizzazione della sanit&agrave; pubblica, ma che continua ad alimentare interrogativi e polemiche. Se da una parte la Regione Piemonte e l'Asl CN1 rivendicano il rispetto dei tempi imposti dal PNRR e l'avvio di un modello assistenziale destinato a rafforzare la medicina di prossimit&agrave;, dall'altra opposizioni e organizzazioni sindacali chiedono garanzie sulla disponibilit&agrave; del personale necessario per rendere realmente operative le nuove strutture.</p>
<p>Per comprendere il dibattito &egrave; necessario partire da una domanda semplice: <strong>che differenza c'&egrave; tra una Casa di Comunit&agrave; e un Ospedale di Comunit&agrave;?</strong></p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153750.jpg" alt="Il taglio del nastro a Saluzzo" loading="lazy"><br><br>Casa di Comunit&agrave; e Ospedale di Comunit&agrave;: due strutture diverse, un unico obiettivo</h2>
<p>I due nomi vengono spesso utilizzati come se indicassero la stessa cosa. In realt&agrave; svolgono funzioni profondamente diverse e rappresentano due pilastri complementari della riforma della sanit&agrave; territoriale introdotta dal Decreto Ministeriale 77.</p>
<p>La <strong>Casa di Comunit&agrave; </strong>&egrave; il punto di riferimento sanitario di prossimit&agrave;. Non &egrave; un ospedale e non prevede ricoveri. &Egrave; il luogo in cui il cittadino pu&ograve; trovare, nello stesso edificio, molti dei servizi che fino a oggi erano distribuiti tra sedi diverse.</p>
<p>Al suo interno trovano spazio i medici di medicina generale, gli infermieri di famiglia e comunit&agrave;, gli specialisti ambulatoriali, i consultori, i punti prelievo, i servizi sociali e numerose attivit&agrave; dedicate alla prevenzione e alla presa in carico dei pazienti cronici.</p>
<p>L'obiettivo &egrave; semplice: evitare che una persona debba rivolgersi all'ospedale anche quando non ne ha realmente bisogno.</p>
<p>Un paziente diabetico, ad esempio, potr&agrave; effettuare controlli periodici, visite specialistiche, esami e monitoraggi nello stesso presidio, con un percorso assistenziale coordinato. Lo stesso vale per persone affette da scompenso cardiaco, broncopneumopatie croniche o altre patologie che richiedono controlli frequenti, ma non un ricovero ospedaliero.</p>
<p>L'<strong>Ospedale di Comunit&agrave;</strong>, invece, &egrave; una struttura residenziale dotata di posti letto. Non si tratta per&ograve; di un reparto ospedaliero tradizionale.</p>
<p>&Egrave; destinato ai cosiddetti pazienti 'non acuti': persone che hanno superato la fase pi&ugrave; critica della malattia, ma che non sono ancora nelle condizioni di rientrare al proprio domicilio in sicurezza.</p>
<p>Pensiamo, ad esempio, a un anziano dimesso dopo una polmonite, un intervento chirurgico o una frattura. Non necessita pi&ugrave; delle cure intensive garantite dall'ospedale, ma ha ancora bisogno di assistenza infermieristica continuativa, fisioterapia o monitoraggio clinico prima del ritorno a casa.</p>
<p>&Egrave; proprio questo il ruolo degli Ospedali di Comunit&agrave;: rappresentare il ponte tra il ricovero ospedaliero e il domicilio, alleggerendo al tempo stesso la pressione sui Pronto Soccorso e sui reparti per acuti.</p>
<p>Le degenze sono generalmente limitate a poche settimane e l'assistenza &egrave; affidata prevalentemente al personale infermieristico, con il supporto dei medici di medicina generale e degli specialisti.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153751.jpg" alt="Il taglio del nastro a Savigliano" loading="lazy"><br><br>Il nuovo tassello della rete dell'Asl CN1</h2>
<p>Le tre strutture inaugurate mercoled&igrave; rappresentano un ulteriore passo nel percorso avviato dall'Asl CN1 con le precedenti aperture di Verzuolo, Dronero e Borgo San Dalmazzo.</p>
<p>A <strong>Savigliano</strong> &egrave; stata inaugurata la nuova <strong>Casa della Comunit&agrave;</strong>, realizzata all'interno del Corpo M dell'ospedale cittadino grazie a un investimento di circa 1,85 milioni di euro. L'attivazione dei servizi &egrave; prevista entro la fine del mese e la struttura diventer&agrave; uno dei punti di riferimento per l'assistenza territoriale del distretto.</p>
<p>A <strong>Saluzzo</strong> ha aperto invece il nuovo <strong>Ospedale di Comunit&agrave;</strong>, finanziato con circa 2,5 milioni di euro e dotato di venti posti letto. I primi pazienti saranno accolti a partire dal 21 luglio.</p>
<p>Stessa data anche per l'<strong>Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo</strong>, ricavato negli spazi completamente riqualificati dell'ex Mater Amabilis grazie a un investimento di 3,15 milioni di euro, ai quali si aggiunge il contributo di 250 mila euro della Fondazione CRC destinato alla ristrutturazione di parte degli ambienti.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153752.jpg" alt="Il taglio del nastro a Cuneo" loading="lazy"></p>
<p>La struttura non ospiter&agrave; soltanto i venti posti letto dell'Ospedale di Comunit&agrave;, gestiti in convenzione con l'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle, ma diventer&agrave; progressivamente una vera cittadella dei servizi sanitari.</p>
<p>Sono gi&agrave; stati trasferiti la Continuit&agrave; assistenziale (l'ex Guardia Medica) e il Consultorio familiare, mentre entro la fine dell'anno arriver&agrave; anche la Neuropsichiatria Infantile. Parallelamente verranno riorganizzati altri servizi aziendali con l'obiettivo di concentrare attivit&agrave; oggi distribuite in sedi differenti e ridurre anche alcuni costi di gestione.<br><br></p>
<h2>Una riforma che guarda oltre gli edifici</h2>
<p>Le nuove strutture fanno parte della pi&ugrave; ampia rete della sanit&agrave; territoriale che l'Asl CN1 sta realizzando grazie ai fondi europei del PNRR.</p>
<p>Sono gi&agrave; operative le quattro Centrali Operative Territoriali di Cuneo, Saluzzo, Savigliano e Mondov&igrave;, mentre entro la fine del mese saranno attive complessivamente nove Case della Comunit&agrave;.</p>
<p>A settembre sono previste ulteriori inaugurazioni, a partire dalla Casa della Comunit&agrave; di Dogliani e dalla restante parte del presidio di Saluzzo, cui seguiranno Ceva e Fossano.</p>
<p>Per l'assessore regionale alla Sanit&agrave;&nbsp;<strong>Federico Riboldi</strong>, il completamento delle opere rappresenta un traguardo importante non solo sotto il profilo edilizio, ma anche amministrativo. "Il Piemonte ha raggiunto il 100% degli obiettivi previsti dal target grazie all'impegno di tutti i soggetti coinvolti che hanno fatto un grande sforzo per rispettare i tempi", ha sottolineato durante l'inaugurazione di Cuneo.</p>
<p>Sulla stessa linea anche il direttore generale dell'Asl CN1 <strong>Giuseppe Guerra</strong>, che ha definito quello compiuto dall'azienda sanitaria "uno sforzo non indifferente" su un territorio vasto come quello della provincia di Cuneo.</p>
<p>L'obiettivo, ha spiegato, &egrave; costruire una rete capace di garantire continuit&agrave; assistenziale, servizi infermieristici e ambulatori specialistici all'interno dei quattro distretti sanitari, rendendo realmente concreta quella medicina di prossimit&agrave; che rappresenta il cuore della riforma.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153755.jpg" alt="Inaugurazione dell'Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo" loading="lazy"></p>
<h2>Dalla teoria alla pratica: "Ora la sfida &egrave; far funzionare queste strutture"</h2>
<p><br>Se la giornata del 15 luglio &egrave; stata caratterizzata da tre tagli del nastro, il messaggio emerso dagli interventi delle istituzioni &egrave; stato sostanzialmente uno: il lavoro sulle strutture &egrave; terminato, ora inizia quello sull'organizzazione dei servizi.</p>
<p>L'assessore regionale alla Sanit&agrave; <strong>Federico Riboldi</strong> ha aperto l'inaugurazione dell'Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo ricordando come il nuovo presidio sia destinato a servire innanzitutto la comunit&agrave; locale. "Perch&eacute; si chiama Ospedale di Comunit&agrave;? Perch&eacute; l'ospedale, come lo intendiamo normalmente, accoglie pazienti che arrivano anche da altre province o da altre regioni. Questi edifici invece nascono per servire la comunit&agrave; di residenza, in questo caso quella della citt&agrave; di Cuneo".</p>
<p>L'assessore ha rivendicato soprattutto il rispetto delle scadenze imposte dall'Unione Europea, sottolineando come il Piemonte sia riuscito a completare gli interventi finanziati dal PNRR senza perdere risorse. "Questa provincia e questa Asl hanno saputo affrontare gli interventi del PNRR con capacit&agrave;, rapidit&agrave; e solerzia. Non abbiamo perso finanziamenti e non tutte le regioni italiane possono dire di aver raggiunto il cento per cento degli obiettivi&rdquo;.</p>
<p>Per Riboldi, tuttavia, il completamento degli edifici rappresenta soltanto il punto di partenza di una trasformazione molto pi&ugrave; ampia: "Questi finanziamenti rappresentano il futuro della sanit&agrave; pubblica. Consentono di fare pi&ugrave; prevenzione, curare le persone vicino a casa e offrire servizi che permettono ai cittadini di trascorrere qui il periodo necessario dopo la dimissione dall'ospedale oppure di essere ricoverati quando non &egrave; necessaria un'assistenza ad alta intensit&agrave;".</p>
<p>L'assessore ha ricordato come la rete piemontese della sanit&agrave; territoriale comprender&agrave; complessivamente circa <strong>170 strutture</strong>, tra Case della Comunit&agrave;, Ospedali di Comunit&agrave; e Centrali Operative Territoriali, alle quali si aggiungeranno numerose Case della Comunit&agrave; "spoke" nate su iniziativa dei territori.</p>
<p>"&Egrave; una rete importante che cambier&agrave; il futuro della sanit&agrave;. &Egrave; stata immaginata durante il primo governo Cirio con l'assessore Icardi e oggi stiamo completando quel percorso".</p>
<h2><br>Guerra: "L'ex Mater Amabilis diventer&agrave; una vera cittadella della salute"</h2>
<p>Se Riboldi ha inquadrato il progetto nella strategia regionale, il direttore generale dell'Asl CN1<strong> Giuseppe Guerra</strong> &egrave; entrato nel dettaglio di ci&ograve; che accadr&agrave; concretamente all'interno dell'ex Mater Amabilis.</p>
<p>Il nuovo Ospedale di Comunit&agrave;, ha spiegato, rappresenta soltanto una parte del progetto.</p>
<p>L'obiettivo dell'Asl &egrave; infatti trasformare l'intero complesso in una vera e propria cittadella sanitaria. "Qui abbiamo gi&agrave; trasferito il Consultorio familiare, la Continuit&agrave; assistenziale, quella che un tempo era la Guardia Medica, dotandola anche di tutti i sistemi di sicurezza e videosorveglianza a tutela degli operatori".</p>
<p>Entro la fine dell'anno arriver&agrave; anche la Neuropsichiatria Infantile, trasferimento che consentir&agrave; di liberare spazi nella sede di corso Francia.</p>
<p>Da l&igrave; prender&agrave; il via un effetto domino che permetter&agrave; di riorganizzare altri servizi aziendali: "La Neuropsichiatria lascer&agrave; liberi i locali di corso Francia, dove potremo trasferire la Medicina Legale, le commissioni invalidi e il servizio vaccinazioni, oggi collocato al primo piano. Portando questi servizi al piano terra miglioreremo l'accessibilit&agrave; per le famiglie e recupereremo ulteriori spazi".</p>
<p>La riorganizzazione consentir&agrave; inoltre di eliminare alcune sedi in affitto: "Appena liberato il primo piano di corso Francia, potremo portare a Cuneo il servizio screening che oggi si trova a Boves, riducendo cos&igrave; anche i costi di gestione. &Egrave; un primo passo nella direzione del contenimento della spesa che la Regione ci ha chiesto".</p>
<p>Un progetto che, ha spiegato Guerra, &egrave; stato possibile anche grazie alla collaborazione con il Comune di Cuneo e al <strong>contributo di 250 mila euro della Fondazione CRC</strong>, utilizzato per completare la riqualificazione degli spazi dell'ex Mater Amabilis.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153756.jpg" alt="Franco Ripa, DG Santa Croce, e Giuseppe Guerra, DG Asl CN1" loading="lazy"><br><br>La collaborazione con il Santa Croce</h2>
<p>Tra i passaggi pi&ugrave; significativi dell'intervento del direttore generale c'&egrave; anche quello dedicato al rapporto con l'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle.</p>
<p>Secondo Guerra, negli ultimi anni la collaborazione tra le due aziende &egrave; diventata sempre pi&ugrave; stretta. Ha ricordato, ad esempio, gli accordi raggiunti sulla Ginecologia e sulla Neurologia e ha annunciato che anche il nuovo Ospedale di Comunit&agrave; nascer&agrave; all'interno di questa logica di rete.</p>
<p>"I venti posti letto saranno inseriti nel modello previsto dal DM77, ma potranno contare anche sulla collaborazione della Geriatria del Santa Croce. Oggi fare rete non &egrave; pi&ugrave; una scelta, &egrave; una necessit&agrave;".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153757.jpg" alt="Luigi Genesio Icardi all'inaugurazione a Saluzzo" loading="lazy"><br><br>Icardi: "Il primo luogo di cura &egrave; il domicilio"</h2>
<p>Particolarmente articolato anche l'intervento del presidente della Commissione Sanit&agrave; del Consiglio regionale&nbsp;<strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, che ha ricordato come il progetto affondi le proprie radici nel precedente mandato della Giunta Cirio, quando ricopriva l'incarico di assessore regionale alla Sanit&agrave;.</p>
<p>"Mi fa piacere vedere concluso un percorso che abbiamo iniziato anni fa. In Italia non &egrave; cos&igrave; scontato vedere un'opera partire e poi essere completata nei tempi previsti".</p>
<p>Icardi ha posto per&ograve; l'attenzione soprattutto sulla filosofia della riforma sanitaria: "L'Ospedale di Comunit&agrave; &egrave; importante, ma da solo non basta".</p>
<p>Secondo l'ex assessore, il vero cambiamento consiste nel riportare il pi&ugrave; possibile l'assistenza direttamente nelle case dei pazienti: "Come ricorda anche il Decreto Ministeriale 77, il primo luogo di cura &egrave; il domicilio. Tutti coloro che possono essere assistiti a casa devono poter restare a casa. Le strutture territoriali servono proprio a sostenere questo modello".</p>
<p>Una rete che, nelle intenzioni della Regione, dovrebbe contribuire anche a ridurre uno dei problemi pi&ugrave; rilevanti della sanit&agrave; italiana: il sovraffollamento dei Pronto Soccorso.</p>
<p>"Abbiamo ancora troppi accessi impropri. Molti cittadini si rivolgono al Pronto Soccorso per problemi che potrebbero essere affrontati sul territorio. Rafforzare la medicina di prossimit&agrave; significa anche liberare gli ospedali da questa pressione".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153758.jpg" alt="Patrizia Manassero, Federico Riboldi e Giuseppe Guerra" loading="lazy"><br><br>Manassero: "Un buon risultato, ma resta un filo di preoccupazione"</h2>
<p>Parole di soddisfazione sono arrivate anche dalla sindaca di Cuneo <strong>Patrizia Manassero</strong>, che ha ricordato il lavoro svolto insieme all'Asl per individuare la sede dell'Ospedale di Comunit&agrave;.</p>
<p>Quando venne richiesto un edificio da destinare al progetto, il Comune individu&ograve; l'ex Mater Amabilis, allora utilizzato come RSA ma ormai non pi&ugrave; adeguato agli standard richiesti. "La trasformazione &egrave; stata davvero importante. Chi conosceva questa struttura sa quanto fosse complesso intervenire su un edificio di questa et&agrave;".</p>
<p>La sindaca ha espresso apprezzamento per l'avvio dei servizi e per le rassicurazioni ricevute sul personale. "Ci rassicurano le parole dell'assessore e il fatto di aver gi&agrave; visto personale infermieristico presente".</p>
<p>Allo stesso tempo, per&ograve;, non ha nascosto che il vero banco di prova inizier&agrave; soltanto con l'apertura: "Continueremo a mantenere quel filo di preoccupazione sulla gestione e sulla tenuta delle strutture, ascoltiamo con attenzione quanto ci viene illustrato".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153759.jpg" alt="L'inaugurazione a Cuneo" loading="lazy"><br><br>Il nodo del personale: la vera sfida inizia adesso</h2>
<p>Se sui nuovi edifici il consenso &egrave; pressoch&eacute; unanime, il confronto si accende quando si parla delle persone che dovranno farli funzionare.</p>
<p>La domanda &egrave; semplice quanto decisiva: <strong>chi lavorer&agrave; nelle nuove Case e nei nuovi Ospedali di Comunit&agrave;?</strong></p>
<p>&Egrave; attorno a questo interrogativo che si concentra il dibattito politico e sindacale degli ultimi giorni.</p>
<p>Tra le voci pi&ugrave; critiche c'&egrave; quella della consigliera regionale di Alleanza Verdi Sinistra <strong>Giulia Marro</strong>, presente a tutte e tre le inaugurazioni.</p>
<p>"L'apertura di queste nuove strutture &egrave; certamente una buona notizia per la medicina di prossimit&agrave;, che punta ad avvicinare i servizi alle persone, costruire percorsi di cura meno frammentati e alleggerire la pressione sugli ospedali. Gli edifici, per&ograve;, da soli non bastano per garantire un servizio di qualit&agrave;".</p>
<p>Secondo Marro il successo della riforma non dipender&agrave; dalla conclusione dei cantieri, ma dalla capacit&agrave; di rendere realmente operativi i nuovi presidi: "Il vero obiettivo &egrave; farli funzionare. Oltre alla costruzione di strutture adeguate serve una programmazione puntuale del lavoro del personale e dei servizi erogati. &Egrave; questo che dovranno verificare anche i certificatori europei attesi nei prossimi giorni".</p>
<p>Durante gli incontri inaugurali, ricorda la consigliera regionale, l'Asl CN1 ha confermato che i primi pazienti saranno accolti negli Ospedali di Comunit&agrave; di Cuneo e Saluzzo a partire dal 21 luglio, mentre la Casa della Comunit&agrave; di Savigliano entrer&agrave; progressivamente in funzione entro la fine del mese.</p>
<p>Le rassicurazioni, tuttavia, non dissipano tutti i dubbi: "Il direttore generale Giuseppe Guerra ci ha assicurato che il personale ci sar&agrave; e che a settembre &egrave; previsto un confronto con le organizzazioni sindacali. Sar&agrave; un passaggio importante, soprattutto alla luce della recente circolare regionale sulle assunzioni".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153760.jpg" alt="Giulia Marro all'inaugurazione a Cuneo" loading="lazy"><br><br>La circolare della Regione e i dubbi sulle nuove assunzioni</h2>
<p>Negli ultimi giorni il tema degli organici &egrave; tornato al centro dell'attenzione anche per effetto della richiesta avanzata dall'assessore regionale Federico Riboldi alle aziende sanitarie piemontesi di effettuare una ricognizione della spesa e del personale.</p>
<p>L'assessore ha chiarito che non si tratta di un blocco delle assunzioni, ma di un'operazione finalizzata a governare meglio le risorse economiche in una fase complessa per i conti della sanit&agrave; piemontese.</p>
<p>Una spiegazione che, per&ograve;, non convince completamente le opposizioni.<br>"La circolare viene descritta come una semplice ricognizione - osserva Marro - ma nella sostanza indica alle Asl un preciso obiettivo di contenimento della spesa e rischia di tradursi in un forte rallentamento delle nuove assunzioni".</p>
<p>Da qui la domanda che la consigliera regionale continua a porre: "Il personale sar&agrave; aggiuntivo oppure verr&agrave; semplicemente spostato da altri servizi? Se non verranno autorizzate nuove assunzioni pubbliche, con quale personale saranno fatti funzionare questi nuovi presidi?"</p>
<p>Secondo Marro, le rassicurazioni ascoltate durante le inaugurazioni rappresentano un segnale positivo, ma dovranno trovare conferma nei fatti: "La cittadinanza ha bisogno di tornare a credere nella sanit&agrave; pubblica. Se questo modello funzioner&agrave; potr&agrave; restituire fiducia al Servizio sanitario; se invece rester&agrave; incompleto, il rischio &egrave; che sempre pi&ugrave; persone siano costrette a rivolgersi alla sanit&agrave; privata".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153763.jpg" alt="Federico Riboldi all'inaugurazione di Saluzzo" loading="lazy"><br><br>Riboldi: "Non sono scatole vuote"</h2>
<p>Le critiche sul personale sono state affrontate direttamente dall'assessore Riboldi durante l'inaugurazione di Cuneo.</p>
<p>Con toni decisi, l'assessore ha respinto l'accusa secondo cui le nuove strutture rischierebbero di trasformarsi in semplici contenitori privi di servizi: "Voglio confutare definitivamente la voce di alcuni che dicono che queste sono scatole vuote".</p>
<p>Riboldi ha ricordato che il completamento delle opere PNRR non viene valutato esclusivamente sotto il profilo edilizio: "I certificatori europei non vengono a verificare se gli edifici sono belli o climatizzati. Controllano la capacit&agrave; delle strutture di offrire servizi. E la capacit&agrave; di offrire servizi &egrave; basata sul personale".</p>
<p>"La Comunit&agrave; Europea non certifica strutture che non hanno personale".</p>
<p>L'assessore ha quindi rivendicato l'incremento degli organici registrato negli ultimi anni in Piemonte: "Dal 2019 a oggi abbiamo aumentato il personale della sanit&agrave; regionale di 4.200 unit&agrave;. Oggi siamo circa il 3% sopra la media nazionale. &Egrave; uno sforzo che costa quasi 200 milioni di euro all'anno, ma che ci permette di affrontare anche la nuova organizzazione della sanit&agrave; territoriale".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153764.jpg" alt="Ambulatorio di Savigliano" loading="lazy"><br><br>Dai concorsi Azienda Zero agli avvisi di Amos: la ricerca del personale</h2>
<p>Che il tema degli organici sia oggi la principale sfida della riforma lo dimostra anche un altro elemento: parallelamente all'apertura delle nuove strutture <strong>Amos</strong> ha pubblicato specifici avvisi di manifestazioni di interesse per la formazione di un elenco aperto di infermieri professionali da cui attingere per assegnare singoli incarichi o collaborazioni <strong>con gli Ospedali di Comunit&agrave; di Cuneo e Saluzzo</strong>.</p>
<p>L&rsquo;avviso di Amos complementa il<strong> maxiconcorso regionale di Azienda Zero</strong> per la copertura di <strong>331 posti di infermiere</strong> nelle ASL piemontesi, le cui graduatorie verranno utilizzate anche sul territorio di Cuneo.</p>
<p>Il reclutamento del personale rappresenta quindi una delle priorit&agrave; operative di questa fase: l'avvio dei nuovi servizi non passa soltanto attraverso il completamento degli edifici, ma anche dalla capacit&agrave; di reperire professionisti sufficienti a garantire la piena operativit&agrave; dei reparti.</p>
<h2><br>Le preoccupazioni dei sindacati</h2>
<p>Sul tema continuano a mantenere una posizione critica anche le organizzazioni sindacali.</p>
<p>Nei giorni scorsi la <strong>FP CGIL Cuneo</strong> aveva contestato la scelta dell'Asl CN1 di coprire i turni dei nuovi Ospedali di Comunit&agrave; attraverso la rotazione del personale gi&agrave; impiegato nei Distretti, sostenendo che la medicina territoriale non possa essere rafforzata "sottraendo risorse ai servizi gi&agrave; esistenti".</p>
<p>Analoga la posizione del <strong>NurSind</strong>, che ha lanciato un nuovo allarme sulla carenza di infermieri e operatori socio-sanitari.</p>
<p>Secondo il segretario territoriale <strong>Davide Canetti</strong>, il rischio &egrave; quello di inaugurare strutture moderne senza disporre degli organici necessari per renderle realmente operative: "Non basta costruire nuove strutture se poi mancano gli operatori chiamati a farle funzionare. Senza infermieri e OSS sufficienti il rischio &egrave; quello di sottrarre personale ai reparti e all'assistenza domiciliare, creando difficolt&agrave; in altri servizi gi&agrave; oggi sotto pressione".</p>
<p>Pur riconoscendo l'importanza del concorso regionale bandito attraverso Azienda Zero per l'assunzione di nuovi infermieri, il NurSind ritiene che le procedure richiederanno ancora tempo e che l'emergenza vada affrontata con interventi pi&ugrave; rapidi.</p>
<p>Per il sindacato la sfida della sanit&agrave; territoriale non potr&agrave; essere vinta soltanto con nuove strutture, ma richieder&agrave; un investimento stabile sulle professioni sanitarie.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153765.jpg" alt="Ugo Sturlese all'inagurazione di Cuneo" loading="lazy"><br><br>Il caso Cuneo: perch&eacute; manca una Casa della Comunit&agrave;?</h2>
<p>Accanto al tema del personale, un'altra questione continua a riemergere nel dibattito cittadino: fin dalla pubblicazione del piano regionale era stato infatti evidenziato come Cuneo, a differenza di altri centri della provincia, non avrebbe ospitato una Casa della Comunit&agrave;, ma soltanto un Ospedale di Comunit&agrave;.</p>
<p>Una scelta che negli anni ha suscitato perplessit&agrave; da parte di alcuni esponenti politici cittadini, tra cui il consigliere comunale <strong>Ugo Sturlese</strong>, che ha pi&ugrave; volte sostenuto come il capoluogo avrebbe dovuto disporre anche di un presidio dedicato ai servizi territoriali.</p>
<p>Il tema &egrave; riemerso anche durante l'inaugurazione. A margine degli interventi ufficiali, il direttore generale dell'Asl <strong>Giuseppe Guerra</strong> ha spiegato di aver condiviso con l'Amministrazione comunale una soluzione alternativa.</p>
<p>"L'Ospedale di Comunit&agrave; era previsto dal piano nazionale, la Casa della Comunit&agrave; no. Per&ograve; abbiamo deciso che cinque o sei ambulatori presenti all'interno della struttura diventeranno ambulatori della salute, cercando in questo modo di sopperire almeno in parte a quella mancanza".</p>
<p>Una spiegazione che non ha convinto Sturlese: "Secondo me questa non &egrave; una Casa della Comunit&agrave; e non sapete che cos'&egrave; una Casa della Salute", ha replicato il consigliere, confermando una contrapposizione che accompagna il progetto praticamente dalla sua nascita.</p>
<h2><br>La prova del nove inizier&agrave; il 21 luglio</h2>
<p>Il taglio del nastro segna soltanto l'inizio di un percorso, dal 21 luglio i primi pazienti entreranno negli Ospedali di Comunit&agrave; di Cuneo e Saluzzo, mentre entro la fine del mese prender&agrave; forma anche la nuova Casa della Comunit&agrave; di Savigliano. Da quel momento la riforma della sanit&agrave; territoriale uscir&agrave; definitivamente dai progetti, dai cantieri e dai rendering per confrontarsi con la quotidianit&agrave; dell'assistenza.</p>
<p>La sfida, infatti, non riguarda pi&ugrave; gli edifici. Le strutture ci sono, cos&igrave; come gli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che hanno permesso di realizzarle. Ora il banco di prova sar&agrave; un altro: riuscire a riempire quei muri di servizi, professionisti e percorsi di cura realmente accessibili ai cittadini.</p>
<p>L'obiettivo dichiarato della riforma &egrave; ambizioso: curare le persone il pi&ugrave; possibile vicino a casa, seguire con continuit&agrave; i pazienti cronici, ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso e costruire una rete capace di accompagnare il malato lungo tutto il percorso assistenziale, dall'ospedale al domicilio.</p>
<p>Su questo obiettivo, in fondo, sembrano concordare tutti. Maggioranza, opposizioni, amministratori locali e organizzazioni sindacali condividono l'idea che una sanit&agrave; territoriale pi&ugrave; forte rappresenti una necessit&agrave;, soprattutto in una provincia estesa e geograficamente complessa come quella di Cuneo.</p>
<p>Ci&ograve; che divide &egrave; il modo in cui raggiungere quel risultato.</p>
<p>Da una parte la Regione rivendica il rispetto delle scadenze del PNRR, il completamento delle opere e l'aumento degli organici registrato negli ultimi anni.</p>
<p>Dall'altra opposizioni e sindacati chiedono garanzie sul fatto che il personale destinato alle nuove strutture sia realmente sufficiente e aggiuntivo, senza impoverire altri servizi gi&agrave; oggi in difficolt&agrave;.</p>
<p>Sono interrogativi destinati a non trovare risposta nelle conferenze stampa o nei comunicati, ma nell'attivit&agrave; quotidiana dei prossimi mesi.</p>
<p>Saranno i tempi di presa in carico dei pazienti, la capacit&agrave; di alleggerire i Pronto Soccorso, il funzionamento delle &eacute;quipe territoriali e la reale integrazione tra medici di medicina generale, infermieri e specialisti a misurare il successo della riforma.</p>
<p>In altre parole, il futuro delle Case e degli Ospedali di Comunit&agrave; non sar&agrave; deciso il giorno dell'inaugurazione, ma da ci&ograve; che accadr&agrave; quando i cittadini inizieranno a varcarne la soglia.</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 17:45:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[I sabati della prevenzione: si parla di rabbia e cosa sapere prima di partire]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/i-sabati-della-prevenzione-si-parla-di-rabbia-e-cosa-sapere-prima-di-partire_122996.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/i-sabati-della-prevenzione-si-parla-di-rabbia-e-cosa-sapere-prima-di-partire_122996.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122996/151542.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Con l'arrivo dell'estate e delle vacanze aumentano anche i viaggi verso destinazioni extraeuropee. Tra gli aspetti da considerare nella preparazione di una partenza vi &egrave; anche la prevenzione sanitaria, soprattutto quando si visitano Paesi in cui sono ancora presenti malattie infettive rare o assenti in buona parte dell&rsquo;Europa.</p>
<p>Tra queste vi &egrave; la rabbia, una malattia virale che, pur essendo stata eliminata dalla maggior parte dei Paesi europei, continua a rappresentare un importante problema di salute pubblica in molte aree dell'Asia, dell'Africa e in alcuni Stati dell&rsquo;Est Europa.</p>
<h2>Una malattia quasi sempre mortale</h2>
<p>La rabbia &egrave; una zoonosi virale, cio&egrave; una malattia infettiva trasmessa dagli animali all'uomo, che colpisce il sistema nervoso e che, una volta comparsi i sintomi, risulta quasi sempre fatale sia nell'uomo sia negli animali.</p>
<p>Il virus si trasmette principalmente attraverso il morso o il graffio di un animale infetto, oppure tramite il contatto della saliva con ferite o mucose.</p>
<p>I cani sono responsabili della quasi totalit&agrave; dei casi di rabbia umana nelle aree dove la malattia &egrave; ancora endemica, ma il virus pu&ograve; essere trasmesso anche da altri mammiferi, compresi pipistrelli, scimmie, volpi e altri animali selvatici.</p>
<p>L'incubazione pu&ograve; durare da alcune settimane a diversi mesi. I sintomi iniziali comprendono febbre, malessere generale e dolore nella sede del morso. Con il progredire della malattia compaiono manifestazioni neurologiche sempre pi&ugrave; gravi che conducono alla paralisi, al coma e al decesso.</p>
<h2>I numeri della rabbia nel mondo</h2>
<p>Nonostante i progressi compiuti negli ultimi decenni, la rabbia continua a causare circa 60.000 decessi ogni anno nel mondo. Circa il 95% dei casi si concentra in Asia e Africa e quasi il 40% delle vittime &egrave; rappresentato da bambini e ragazzi di et&agrave; inferiore ai 15 anni.</p>
<p>Per questo motivo la rabbia continua a essere considerata una delle principali malattie infettive da tenere in considerazione quando si programmano viaggi in aree a rischio.</p>
<h2>Come prevenire il contagio</h2>
<p>La prima forma di prevenzione consiste nell'evitare qualsiasi contatto con animali sconosciuti, anche se apparentemente sani.</p>
<p>Durante i viaggi &egrave; importante&nbsp;non accarezzare cani e gatti randagi,&nbsp;evitare il contatto con scimmie e altri animali selvatici,&nbsp;non avvicinare cuccioli o animali che sembrano docili e infine&nbsp;evitare il contatto con i pipistrelli e con i luoghi in cui possono essere presenti.</p>
<p>La vaccinazione antirabbica rappresenta, inoltre, uno strumento efficace di prevenzione per alcune categorie di viaggiatori.</p>
<h2>Quando &egrave; consigliata la vaccinazione</h2>
<p>La vaccinazione preventiva pu&ograve; essere indicata per&nbsp;chi soggiorna a lungo in aree a rischio,&nbsp;chi pratica attivit&agrave; all'aperto in zone remote,&nbsp;chi viaggia in Paesi dove l'accesso alle cure pu&ograve; essere difficile, e ovviamente per&nbsp;operatori sanitari, veterinari e persone che per lavoro possono entrare in contatto con animali potenzialmente infetti.</p>
<p>Poich&eacute; il ciclo vaccinale richiede tempi specifici, &egrave; opportuno rivolgersi ai Centri di Medicina dei Viaggi con adeguato anticipo rispetto alla partenza.</p>
<h2>Cosa fare in caso di morso o graffio</h2>
<p>In presenza di un morso o di un graffio provocato da un animale sospetto &egrave; fondamentale agire immediatamente. La ferita deve essere lavata accuratamente con acqua e sapone per diversi minuti e successivamente disinfettata.</p>
<p>&Egrave; poi necessario rivolgersi il prima possibile a una struttura sanitaria per la valutazione medica e l'eventuale avvio della profilassi post-esposizione.</p>
<p>Anche chi &egrave; stato vaccinato preventivamente deve comunque sottoporsi a una valutazione medica.</p>
<h2>Informarsi prima di partire</h2>
<p>Una corretta consulenza sanitaria pre-viaggio consente di valutare i rischi specifici legati alla destinazione, verificare le vaccinazioni consigliate e adottare le misure di prevenzione pi&ugrave; appropriate.</p>
<p>Per questo motivo, quando si organizza un viaggio internazionale, &egrave; sempre opportuno informarsi con anticipo e rivolgersi ai servizi dedicati.</p>
<h2>Link utili</h2>
<p>Vaccinazioni e prevenzione:</p>
<p><a href="https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/vaccinazioni-proteggono-tutti" target="_blank" rel="nofollow">https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/vaccinazioni-proteggono-tutti</a></p>
<p>Informazioni sanitarie e di sicurezza per i viaggiatori:</p>
<p><a href="https://www.viaggiaresicuri.it" target="_blank" rel="nofollow">https://www.viaggiaresicuri.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo fa parte del ciclo di informazione curato dalla Regione Piemonte "I sabati della prevenzione", l'appuntamento settimanale con approfondimenti e notizie sulla salute.</p>]]></description><pubDate>Sat, 27 Jun 2026 14:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[L'Ordine dei Medici di Cuneo presenta una guida sulla prevenzione dei tumori della pelle]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/l-ordine-dei-medici-di-cuneo-presenta-una-guida-sulla-prevenzione-dei-tumori-della-pelle_122339.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/l-ordine-dei-medici-di-cuneo-presenta-una-guida-sulla-prevenzione-dei-tumori-della-pelle_122339.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122339/150417.jpg" title="La dottoressa Veronica Arese" alt="La dottoressa Veronica Arese" /><br /><p>La prevenzione dei tumori della pelle non passa necessariamente attraverso controlli indiscriminati su tutta la popolazione, ma attraverso l'individuazione delle persone che presentano un rischio maggiore di sviluppare queste patologie.</p>
<p>&Egrave; questo uno dei messaggi principali contenuti nella guida pubblicata dall'<strong>Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Cuneo</strong>. L'approfondimento si basa sulla relazione della dottoressa <strong>Veronica Arese</strong>, intervenuta lo scorso mercoled&igrave; 10 giugno nell&rsquo;evento dedicato ai cittadini dal titolo &ldquo;Occhio alla pelle&rdquo;, organizzato dall&rsquo;associazione <strong>L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia ETS</strong> presso il Circolo &lsquo;L Caprissi.</p>
<p>Secondo gli specialisti, strumenti avanzati come la videodermoscopia e la mappatura digitale dei nei risultano particolarmente utili nei pazienti selezionati, ma non sono indicati come screening di massa. L'obiettivo &egrave; concentrare l'attivit&agrave; di sorveglianza sui soggetti pi&ugrave; esposti, come chi presenta numerosi nei, ha casi di melanoma in famiglia, ha gi&agrave; avuto un tumore cutaneo, possiede un fototipo chiaro oppure svolge attivit&agrave; lavorative con una prolungata esposizione al sole.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122339/small_150420.jpg" alt="Fototipi" loading="lazy"></p>
<p>La guida richiama inoltre l'attenzione su alcuni segnali che meritano una valutazione specialistica, come la comparsa di una lesione diversa da tutte le altre presenti sulla pelle &ndash; il cosiddetto "brutto anatroccolo" &ndash; o le modificazioni di forma, colore e dimensione di un neo nel tempo.</p>
<p>Viene infine sottolineata l'importanza di riconoscere anche altre patologie cutanee di origine oncologica, come il carcinoma basocellulare, il carcinoma squamocellulare e le cheratosi attiniche, spesso legate ai danni provocati dall'esposizione cronica ai raggi ultravioletti.</p>
<p><a href="https://www.omceocn.it/2026/breve-guida-alla-prevenzione-dei-tumori-della-pelle/" target="_blank" rel="nofollow">L'approfondimento dell&rsquo;Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Cuneo &egrave; consultabile a questo LINK.</a></p>]]></description><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[E... State in salute!]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/e-state-in-salute_121890.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/e-state-in-salute_121890.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121890/149619.jpg" title="" alt="" /><br /><p class="p1"><strong>L'estate &egrave; il periodo perfetto per stare all'aria aperta, instaurare nuove abitudini e ricaricarsi sotto tutti i punti di vista. Come possiamo rendere l&rsquo;estate un tempo pi&ugrave; salutare?<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">Con l'arrivo del caldo il nostro corpo cambia ritmo, e con esso cambiano anche i suoi bisogni. Dal punto di vista alimentare, l'estate porta con s&eacute; un'abbondanza straordinaria di </span><span class="s2"><strong>alimenti freschi </strong></span><span class="s1">e una </span><span class="s2"><strong>spinta naturale verso stili di vita pi&ugrave; attivi</strong></span><span class="s1">, ma nasconde anche qualche insidia: dedicare piccole attenzioni a ci&ograve; che mettiamo in tavola pu&ograve; fare una grande differenza!<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Aumentando il tempo che trascorriamo all&rsquo;aria aperta, abbiamo infinite occasioni in pi&ugrave; per &ldquo;ricaricare&rdquo; il nostro corpo grazie al </span><span class="s2"><strong>contatto con la natura</strong></span><span class="s1">: al fondo dell&rsquo;articolo ti regaliamo alcune piccole pratiche, adatte all&rsquo;estate ma non solo, per sfruttare al massimo le potenzialit&agrave; di questa stagione.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p1"><strong>Sintonizzarsi con la Natura<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">&Egrave; importante tenere a mente che, come esseri umani, siamo immersi in un mondo naturale fatto di cicli e ritmi stagionali che ci influenzano dal punto di vista fisico, emotivo e mentale, regolando i nostri ormoni, l&rsquo;alternanza sonno veglia, il metabolismo... Una chiave per comprendere questa ciclicit&agrave; (e iniziare a sintonizzarsi con essa) sono gli spunti che arrivano dalle tradizioni antiche, come l&rsquo;Ayurveda e la Medicina Tradizionale Cinese: questi insegnamenti giungono da un tempo in cui l&rsquo;uomo osservava e rispettava molto pi&ugrave; attentamente la </span><span class="s2"><strong>sincronicit&agrave; con il mondo naturale</strong></span><span class="s1">.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Secondo la medicina classica indiana, ogni individuo contiene dentro di s&eacute; tre costituzioni energetiche (Vata, Pitta, Kapha), le quali possono convivere e autoregolarsi in un equilibrio dinamico, oppure sregolarsi, favorendo l&rsquo;insorgere di sintomi e malesseri.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Essendo l&rsquo;estate la </span><span class="s2"><strong>stagione del Sole, del fuoco e del calore</strong></span><span class="s1">, la costituzione energetica che pi&ugrave; tende ad aggravarsi &egrave; proprio quella legata al fuoco, ovvero Pitta. Se il tuo fuoco prende il sopravvento, sarai pi&ugrave; soggetto, a livello fisico, a bruciore di stomaco, eruzioni cutanee, infiammazione agli occhi, a livello emotivo potresti sperimentare rabbia, impazienza, perfezionismo e gelosia. Per mantenere questa energia in equilibrio sarebbe opportuno ricercare ci&ograve; che rinfresca il tuo sistema a tutti i livelli:<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<ul class="ul1">
<li class="li2"><span class="s1">Per tenere a bada il fuoco del corpo puoi preferire pratiche di yoga dolci durante il giorno fatte all&rsquo;ombra di un albero (pi&ugrave; dinamiche soltanto all&rsquo;alba). </span><span class="s5"><br></span></li>
<li class="li2"><span class="s1">Per pacificare la mente puoi ritagliarti dei momenti in cui coltivi la tua creativit&agrave;: scrivi, disegna, balla, trova il tuo canale giusto per esprimerti! </span><span class="s5"><br></span></li>
<li class="li2"><span class="s1">Puoi praticare esercizi di respirazione (come sitali pranayama), che ti aiutano ad abbassare la temperatura corporea e a calmare il sistema nervoso, oppure esporti alla luce lunare facendo delle passeggiate dopo cena.</span></li>
</ul>
<p><span class="s2"><strong>Pressione sanguigna e frutta di stagione: un equilibrio da non trascurare per ricaricarsi</strong></span></p>
<p><span class="s1">Il caldo dilata i vasi sanguigni e pu&ograve; far abbassare la pressione arteriosa, soprattutto nelle ore centrali della giornata. Chi gi&agrave; soffre di ipotensione, chi prende farmaci antipertensivi o chi &egrave; semplicemente sensibile al caldo pu&ograve; accusare stanchezza, capogiri o senso di pesantezza. La risposta non &egrave; rinunciare alle attivit&agrave;, ma curare l'apporto di&nbsp;</span><span class="s2"><strong>potassio e magnesio</strong></span><span class="s1">, i minerali chiave per la regolazione pressoria, e gestire accuratamente la propria alimentazione. Infatti </span>con il sudore perdiamo acqua, ma anche sali minerali e questo porta a cali pressori e alla stanchezza tipica di questa stagione.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Fortunatamente la natura ci mette a disposizione esattamente ci&ograve; di cui abbiamo bisogno in questa stagione: pesca, albicocca, fico, anguria, melone, ciliegia, mirtillo sono frutti ricchi di acqua, vitamine antiossidanti e minerali che aiutano a reintegrare quanto perso durante la giornata. Consumarli freschi, di stagione e preferibilmente locali significa massimizzarne il valore nutrizionale. </span><span class="s2"><strong>Non servono integratori costosi: </strong></span><span class="s1">basta sedersi e godersi quello che la stagione offre naturalmente.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Nel caso in cui questi frutti non piacessero o se nonostante la loro assunzione la pressione continuasse a rimanere bassa si pu&ograve; ricorrere all&rsquo;assunzione di un integratore di sali minerali, sotto consiglio del proprio medico.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p1"><strong>L'intestino sotto stress: ascoltarlo prima che protesti<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">Cambi di ritmo, pasti fuori casa, cibo conservato a temperature poco sicure, eccessi di alcol e bevande ghiacciate: il tratto intestinale d'estate lavora in condizioni pi&ugrave; difficili. Non &egrave; raro che il microbiota, l'ecosistema di batteri che regola digestione, immunit&agrave; e umore, vada in sofferenza. Se notate gonfiore, alternanza di stipsi e diarrea o digestioni pesanti, vale la pena prestare maggiore attenzione alla qualit&agrave; degli alimenti, osservare cosa &egrave; cambiato dal periodo precedente, ridurre le bibite fredde, sia alcoliche che analcoliche, e ridurre gli zuccheri semplici. Un intestino che funziona bene &egrave; la base di un'estate energica!<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p1"><strong>Idratazione: non aspettare la sete<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">La sete &egrave; gi&agrave; un segnale di lieve disidratazione. D'estate, con temperature elevate e maggiore attivit&agrave; fisica, il fabbisogno idrico sale sensibilmente: in condizioni normali si parla di </span><span class="s2"><strong>almeno 2&ndash;2,5 litri al giorno</strong></span><span class="s1">, da aumentare se si fa sport o si trascorre molto tempo all'aperto. Acqua, tisane non zuccherate, estratti di frutta e verdura sono ottime soluzioni per aumentare il proprio apporto idrico. Le bevande zuccherate e alcoliche, al contrario, aumentano il carico renale e peggiorano l'idratazione complessiva.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p1"><strong>Il sonno estivo: cena leggera, notte migliore<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">Il caldo disturba il sonno, e un sonno disturbato compromette la capacit&agrave; del corpo di regolare il metabolismo, l'appetito e il tono dell'umore. Una piccola accortezza alimentare pu&ograve; fare molta differenza: cenare almeno </span><span class="s2"><strong>due ore prima di andare a letto</strong></span><span class="s1">, preferendo pasti leggeri e ricchi di verdure. L'alcol serale, spesso percepito come rilassante, in realt&agrave; frammenta le fasi del sonno profondo. Alimenti ricchi di triptofano come banana, yogurt e frutta secca, tutti consumati con moderazione, possono invece favorire la produzione naturale di melatonina e accompagnare a un riposo pi&ugrave; rigenerante.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p1"><strong>Sole: non solo vitamina D!<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></strong></p>
<p class="p2"><span class="s1">&Egrave; nota l&rsquo;importanza dei raggi solari per il metabolismo osseo e la produzione di vitamina D, ma sapevi che puoi migliorare la tua postura grazie al sole? </span><span class="s1">L&rsquo;esercizio che ti proponiamo &egrave; in grado di </span><span class="s2"><strong>rilassare profondamente la muscolatura dell&rsquo;orbita e dell&rsquo;occhio</strong></span><span class="s1">, oltre a stimolare i fotorecettori contenuti nella retina: quando l&rsquo;occhio &egrave; mobile e rilassato, vascolarizzato e stimolato, il corpo dispone di uno strumento<span class="Apple-converted-space"> p</span></span><span class="s1">otentissimo per orientarsi nello spazio. Ne deriver&agrave; una </span><span class="s2"><strong>postura pi&ugrave; aperta, eretta e rilassata</strong></span><span class="s1">, minore tensione cervicale, minore mal di testa e, probabilmente, anche una visione pi&ugrave; nitida!<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p2"><span class="s2"><strong>Come fare? </strong></span><span class="s1">Esponiti al sole, senza occhiali da vista n&eacute; da sole. Trova una posizione comoda, con il tuo capo appoggiato o sostenuto dalle mani e possibilmente con il viso rivolto verso il sole. Chiudi gli occhi e rivolgi il tuo sguardo al sole diretto, osservando la luce che filtra attraverso la palpebra. Riesci ad avvertire il calore che avvolge piano piano il bulbo oculare e l&rsquo;orbita? Lascia che l&rsquo;immagine del sole attraverso la palpebra si imprima a livello retinico (se sposti il tuo sguardo vedrai un alone al centro del tuo campo visivo) e poi ruota i tuoi occhi dietro le palpebre portando lo sguardo in tutte le direzioni: in ogni direzione attendi che il calore rilassi le tensioni presenti. Dopo un paio di minuti distogli lo sguardo dal sole e lentamente riapri gli occhi, lascia tempo alla vista per riadattarsi, e poi ascoltati da in piedi: come percepisci il tuo appoggio? Il tuo respiro? La tua postura generale?<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p1"><strong>Sabbia, erba, terra, ghiaia: via le scarpe pi&ugrave; possibile!<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></strong></p>
<p class="p3"><span class="s6">I nostri piedi sono organi fatti per sentire e sperimentare terreni di tutte le consistenze: quando i nostri piedi ricevono stimoli (anche la puntura delle pietruzze di montagna o dei rametti nel bosco!) mandano segnali al nostro cervello che, prima di tutto, &egrave; contento di ricevere delle informazioni! Come se ricevesse una chiamata da un caro amico che non sente da tempo, infatti, il cervello accoglie con piacere tutto ci&ograve; che il piede gli racconta: stimoli piacevoli o fastidiosi, terreno morbido o pungente, temperature e inclinazioni differenti sono </span><span class="s7"><strong>dettagli utilissimi per il nostro equilibrio</strong></span><span class="s6">, anestetizzati nella quotidianit&agrave; dall&rsquo;uso delle scarpe (magari con suole spesse, isolanti e super ammortizzate). Avere a disposizione pi&ugrave; informazioni permette al corpo di organizzare la postura pi&ugrave; facilmente e con meno stress (&egrave; come se tirasse un sospiro di sollievo!) e innesca a cascata altri meccanismi salutari: la stimolazione della pianta e dei muscoli di piede e polpaccio favorisce la circolazione (le gambe saranno meno pesanti e gonfie), l&rsquo;equilibrio sar&agrave; migliore (meno cadute e meno energia spesa sia da fermi che in dinamica), riequilibrio dei sistemi nervoso autonomo e immunitario (attraverso lo scambio elettrico con il terreno, una sorta di &ldquo;messa a terra&rdquo;).<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p2"><span class="s2"><strong>Come fare? </strong></span><span class="s1">Inizia a camminare senza scarpe n&eacute; calze su sabbia o erba, poi aumenta gradualmente il tempo a piedi nudi e l&rsquo;intensit&agrave; dello stimolo: sperimenta i sassi di fiume, gli scogli, le rocce di montagna... Ti stupir&agrave; vedere come il piede si abitua in fretta: ci&ograve; che inizialmente era doloroso presto diventer&agrave; un vero e proprio massaggio naturale! Dopo la pratica ascolta: come avverti il respiro? Com&rsquo;&egrave; diviso il carico sui due piedi? All&rsquo;interno della scarpa c&rsquo;&egrave; sufficiente spazio per la pianta e le dita, o ti senti costretto? </span><span class="s1">Utilizzare scarpe barefoot della taglia corretta &egrave; il modo migliore per mantenere i piedi sensibili e mobili anche quando torner&agrave; il freddo... Ma per ora: via le scarpe!<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>
<p class="p4"><span class="s6"><em>L'articolo &egrave; stato redatto d</em></span><span class="s8"><em>a Pranavi Federica Collino, Andrea Mana e Valeria Milanesio</em></span><span class="s6"><em>, professionisti di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em></span></p>
<p class="p4"><span class="s6"><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email&nbsp;vialiberacuneo@gmail.com&nbsp;- tel. 393 9876450.</em></span></p>]]></description><pubDate>Thu, 11 Jun 2026 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Fondazione Ospedale Cuneo: giugno ricco di eventi tra sport, salute, ricerca e solidarietà]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/fondazione-ospedale-cuneo-giugno-ricco-di-eventi-tra-sport-salute-ricerca-e-solidarieta_121673.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/fondazione-ospedale-cuneo-giugno-ricco-di-eventi-tra-sport-salute-ricerca-e-solidarieta_121673.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121673/149219.jpg" title="Sala C-Lab Fondazione Ospedale Cuneo" alt="Sala C-Lab Fondazione Ospedale Cuneo" /><br /><p>Un mese di giugno all'insegna della solidariet&agrave;, della prevenzione e della promozione della salute. La <strong>Fondazione Ospedale Cuneo ETS</strong> propone infatti un fitto calendario di iniziative che coinvolgeranno cittadini, sportivi, professionisti sanitari e associazioni del territorio, con l'obiettivo di sostenere progetti di ricerca, formazione e miglioramento dei percorsi di cura.</p>
<p>Il primo appuntamento &egrave; in programma <strong>domenica 7 giugno a Saluzzo con la Pedalata Rosa</strong>, organizzata in occasione della tappa finale del Giro d'Italia Women. La Fondazione Ospedale Cuneo &egrave; partner dell'iniziativa, che sosterr&agrave; il progetto di ricerca "Repair", finalizzato a migliorare la cura delle malattie oncologiche femminili attraverso nuove strategie terapeutiche e assistenziali.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121673/small_149220.jpg" alt="Progetto Repair Pedalata Rosa" loading="lazy"></p>
<p>Sempre <strong>domenica 7 giugno, dalle ore 10, il C-Lab della Fondazione organizza al NUoVO di Cuneo i "C-Lab Summer Games"</strong>, una giornata dedicata allo sport e alla solidariet&agrave; con tornei di padel e beach volley. Il ricavato dell'evento contribuir&agrave; a sostenere i progetti della Fondazione dedicati all'umanizzazione degli ambienti ospedalieri, alla ricerca e alla formazione sanitaria.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121673/small_149221.jpg" alt="Locandina C-Lab Summer Games" loading="lazy"></p>
<p>Tra giugno e settembre prender&agrave; inoltre il via il <strong>ciclo di incontri "Tempo di benessere, tempo di lunga vita"</strong>, dedicato al tema dell'invecchiamento attivo e della longevit&agrave; in salute. Il primo appuntamento &egrave; previsto <strong>mercoled&igrave; 10 giugno alle ore 18 presso il Centro Incontri C-Lab</strong> di via Busca 3 a Cuneo. Ospite sar&agrave; la neurologa <strong>Fiorella Mondino</strong>, che interverr&agrave; sul tema "<em>Dormire bene per invecchiare meglio</em>". L'ingresso &egrave; gratuito fino a esaurimento posti; &egrave; gradita la prenotazione all'indirizzo <a href="mailto:prenotazioni@fondazioneospedalecuneo.it" target="_blank" rel="nofollow">prenotazioni@fondazioneospedalecuneo.it</a>.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121673/small_149222.jpg" alt="Calendario eventi Tempo di benessere, tempo di lunga vita" loading="lazy"></p>
<p>La solidariet&agrave; sar&agrave; protagonista anche in occasione della <strong>Giornata Mondiale del Donatore di Sangue del 14 giugno</strong>. Per promuovere la 24 ore di donazione del plasma prevista tra il 13 e il 14 giugno negli ospedali di Cuneo, Savigliano e Mondov&igrave;, le tre Fondazioni ospedaliere del territorio hanno deciso di collaborare per la prima volta in una campagna congiunta di sensibilizzazione. I donatori riceveranno un piccolo omaggio come segno di riconoscenza per il loro gesto.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121673/small_149223.jpg" alt="Locandina Plasma Con Cuore" loading="lazy"></p>
<p>A questa iniziativa partecipano le presidenti <strong>Mariangela Schellino</strong> della Fondazione Ospedali Mondov&igrave; Ceva ETS, <strong>Valeria Vanzetti </strong>della Fondazione Ospedale Savigliano Saluzzo Fossano ETS e <strong>Silvia Merlo </strong>della Fondazione Ospedale Cuneo ETS, che hanno voluto sottolineare l'importanza della collaborazione tra realt&agrave; impegnate nella tutela della salute pubblica.</p>
<p>Venerd&igrave; 13 giugno alle ore 21 nella Chiesa di San Sebastiano a Cuneo sar&agrave; la volta del <strong>concerto benefico "Cantar d'Amore" dell'Ensemble del Giglio</strong>, diretto dal maestro <strong>Livio Cavallo</strong> e con la partecipazione del fisarmonicista <strong>Ezio Ghibaudo</strong>. L'evento sosterr&agrave; il progetto di musicoterapia promosso dalla Fondazione Ospedale Cuneo a favore dei piccoli pazienti e delle loro famiglie. L'ingresso sar&agrave; gratuito.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121673/small_149224.jpg" alt="Locandina concerto Cantar d'amore dell'Ensemble del Giglio" loading="lazy"></p>
<p>Attraverso questi appuntamenti, la Fondazione Ospedale Cuneo conferma il proprio impegno nel promuovere salute, ricerca scientifica e partecipazione della comunit&agrave;, coinvolgendo il territorio in iniziative capaci di coniugare benessere, cultura e solidariet&agrave;.</p>]]></description><pubDate>Sat, 06 Jun 2026 12:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Malattie cardiovascolari, fino all'80% dei casi si può prevenire]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/malattie-cardiovascolari-fino-all-80-dei-casi-si-puo-prevenire_121475.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/malattie-cardiovascolari-fino-all-80-dei-casi-si-puo-prevenire_121475.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121475/148896.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Prendersi cura del cuore &egrave; uno dei migliori investimenti che si possa fare per la propria salute a lungo termine.</p>
<p>Se potessimo fare un viaggio dentro le nostre arterie, immergendoci come ci immergiamo dentro allo schermo di uno smartphone, probabilmente cambieremmo molte delle nostre scelte quotidiane. E se imparassimo ad ascoltare i segnali del nostro corpo come facciamo con le notifiche dei social, potremmo renderci conto di quello che sta succedendo molto prima che diventi troppo tardi.</p>
<p>Nonostante i grandissimi progressi della medicina, le malattie cardiovascolari continuano a rappresentare la prima causa di morte in Italia e nel mondo, responsabili di circa il 35% di tutti i decessi a livello nazionale (Dati ISTAT/Ministero della Salute).</p>
<p>Eppure, la narrazione medica sta cambiando: il cuore non si ammala quasi mai all'improvviso, ma accumula "micro-danni" invisibili per decenni, &nbsp;attraverso fattori di rischio spesso silenziosi come pressione alta, colesterolo elevato, sedentariet&agrave;, sovrappeso e fumo.</p>
<p>La buona notizia? L'Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave; (OMS) stima che <strong>fino all'80% dei casi di malattie cardiache premature e ictus sia assolutamente prevenibile</strong>.</p>
<p>La prevenzione, oggi, non &egrave; pi&ugrave; una lista di privazioni noiose, ma una strategia di buone abitudini per promuovere la salute e il benessere.</p>
<p>Proprio per aiutare i cittadini a conoscere meglio questi temi e a confrontarsi direttamente con gli specialisti,<strong> domani gioved&igrave; 4 giugno alle 20.30&nbsp;</strong>negli spazi C-Lab della Fondazione Ospedale Cuneo, in via Busca 3, si terr&agrave; l'incontro pubblico "<strong>Dritti al Cuore! - Dalla prevenzione alla terapia delle patologie cardiovascolari</strong>", organizzato dall'associazione <strong>L'Albero dell'Amicizia</strong> con il sostegno della <strong>Fondazione Ospedale Cuneo ETS</strong>.</p>
<p>L'obiettivo della serata &egrave; semplice ma ambizioso: avvicinare la medicina ai cittadini, offrendo informazioni chiare e aggiornate sulla prevenzione e sulle pi&ugrave; moderne cure cardiovascolari.</p>
<p>Spesso si pensa che la predisposizione genetica sia un destino inevitabile: per anni ci siamo nascosti dietro a frasi come: "<em>Nella mia famiglia sono tutti ipertesi, non posso farci niente</em>".</p>
<p>La moderna ricerca sull'epigenetica &ndash; la scienza che studia come l'ambiente e le abitudini influenzano l'espressione dei nostri geni &ndash; dimostra il contrario. Avere familiarit&agrave; per infarto aumenta il rischio, ma adottare una protezione attiva (dieta, movimento, assenza di fumo) riduce il rischio cardiovascolare effettivo di oltre il 50%, annullando di fatto gran parte dello svantaggio ereditario: la genetica carica la pistola, ma lo stile di vita preme il grilletto.</p>
<h2>Malattie cardiovascolari, cosa si pu&ograve; fare per prevenire?</h2>
<p>Per prevenire, il primo passo &egrave; conoscere i propri valori: pressione arteriosa, colesterolo LDL e circonferenza vita rappresentano tre indicatori fondamentali per valutare il rischio.</p>
<p>Il movimento fisico &egrave; fondamenteale, ma non serve correre una maratona. Gli studi dimostrano che <strong>bastano 150 minuti a settimana di camminata veloce</strong> (circa 20-25 minuti al giorno) per ridurre il rischio cardiaco del 30%. L'attivit&agrave; fisica non serve solo a bruciare calorie, ma agisce come un farmaco naturale: aumenta il colesterolo "buono" (HDL), rende le arterie pi&ugrave; elastiche e riduce l'infiammazione sistemica.</p>
<p>A tavola, la "<em>dieta mediterranea</em>" autentica rimane il gold standard mondiale: sostituire i grassi saturi (burro, carni grasse) con grassi monoinsaturi (olio extravergine d'oliva) e aumentare l'apporto di fibre (legumi, verdura) riduce l'assorbimento del colesterolo nel sangue. Inoltre, <strong>ridurre il sale</strong> a meno di 5 grammi al giorno (un cucchiaino) evita che le arterie diventino rigide e "sotto pressione".</p>
<p>Durante l'incontro sar&agrave; possibile approfondire questi aspetti direttamente con alcuni dei principali specialisti dell'Ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo.</p>
<p>Dopo i saluti istituzionali del presidente della Commissione Sanit&agrave; della Regione Piemonte,&nbsp;<strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, interverranno la dottoressa <strong>Roberta Rossini</strong>, direttore della Struttura Complessa di Cardiologia, il dottor <strong>Maurizio Roberto</strong>, direttore della Struttura Complessa di Cardiochirurgia, il dottor <strong>Francesco Rosato</strong>, dirigente medico di Cardiochirurgia, la dottoressa <strong>Erika Taravelli</strong>, dirigente medico aritmologa della Cardiologia, e il dottor <strong>Luigi Biasco</strong>, dirigente medico emodinamista della Cardiologia.</p>
<p>Uno degli aspetti pi&ugrave; interessanti della serata sar&agrave; proprio il dialogo con il pubblico: verr&agrave; dedicato ampio spazio alle domande dei partecipanti, che potranno confrontarsi direttamente con i professionisti su dubbi, curiosit&agrave;, sintomi, fattori di rischio, esami da effettuare e nuove possibilit&agrave; terapeutiche.</p>
<p>Non un semplice convegno, dunque, ma un'occasione concreta per ricevere informazioni affidabili da chi ogni giorno si occupa di prevenire e curare le patologie cardiovascolari.</p>
<p>La partecipazione &egrave; gratuita. Per motivi organizzativi &egrave; consigliata la prenotazione attraverso la piattaforma Eventbrite a questo <a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-dritti-al-cuore-1988319192228" target="_blank" rel="nofollow">LINK</a>.</p>]]></description><pubDate>Wed, 03 Jun 2026 17:35:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Il disagio invisibile degli adolescenti: "La generazione più infelice di sempre"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/il-disagio-invisibile-degli-adolescenti-la-generazione-piu-infelice-di-sempre_120176.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/il-disagio-invisibile-degli-adolescenti-la-generazione-piu-infelice-di-sempre_120176.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/146627.jpg" title="Laura Dalla Ragione" alt="Laura Dalla Ragione" /><br /><p>L&rsquo;evento organizzato dalla neonata associazione <strong><em>L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia ETS</em></strong> al Circolo &lsquo;L Caprissi di Cuneo, nella serata di marted&igrave; 12 maggio, non &egrave; stato un classico convegno specialistico. &Egrave; stato piuttosto un tentativo collettivo di comprendere una delle emergenze pi&ugrave; profonde del nostro tempo: <strong>il rapporto sempre pi&ugrave; fragile degli adolescenti con s&eacute; stessi, con il proprio corpo e con il mondo</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/small_146631.jpg" alt="I relatori dell'evento Attacco al corpo" loading="lazy"></p>
<p>Il titolo dell&rsquo;incontro, &ldquo;<strong>Attacco al corpo&rdquo;</strong>, riprende quello del volume curato dalla psichiatra e psicoterapeuta <strong>Laura Dalla Ragione</strong> insieme a <strong>Renata Nacinovich</strong>; sul tavolo di confronto, durante la serata, i temi trattati sono stati disturbi alimentari, bullismo, autolesionismo, ritiro sociale, dipendenza dai social, ansia da prestazione, vuoto relazionale e incapacit&agrave; crescente degli adulti di leggere il linguaggio del disagio giovanile.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/small_146632.jpg" alt="Libro Attacco al Corpo" loading="lazy"></p>
<p>Una sala piena, un silenzio attento, domande che arrivano dritte da genitori, insegnanti, educatori e ragazzi.&nbsp;A dialogare con il pubblico sono stati la stessa <strong>Laura Dalla Ragione</strong>, l&rsquo;insegnante <strong>Roberta Dalmasso</strong> e lo studente quindicenne <strong>Luca Cavallera</strong>, in un confronto che ha alternato riflessioni cliniche, esperienze scolastiche e punti di vista generazionali.&nbsp;&Egrave; possibile rivedere l'intero incontro nel <strong>video</strong> al fondo di questo articolo.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/small_146633.jpg" alt="Circolo 'l Caprissi" loading="lazy"></p>
<h2>Il corpo come luogo della sofferenza</h2>
<p>Il cuore della riflessione proposta da Laura Dalla Ragione parte da un concetto preciso: oggi il corpo &egrave; diventato il principale luogo di espressione del dolore adolescenziale.</p>
<p>Quando mancano le parole, quando le emozioni non trovano uno spazio per essere riconosciute e accolte, il disagio si trasferisce sul corpo. &Egrave; l&igrave; che compaiono restrizioni alimentari, abbuffate compulsive, autolesionismo, ossessioni estetiche, rifiuto di s&eacute; e comportamenti estremi.</p>
<p>&ldquo;<em>Il corpo &egrave; diventato il teatro della sofferenza</em>&rdquo;, ha spiegato la psichiatra. Un corpo che non viene pi&ugrave; vissuto come casa o identit&agrave;, ma come qualcosa da controllare, modificare, punire o esibire.</p>
<p>Secondo Dalla Ragione, ci&ograve; che colpisce maggiormente &egrave; la rapidit&agrave; con cui il disagio sta crescendo e abbassando la propria et&agrave; di esordio. Bambini e preadolescenti arrivano sempre pi&ugrave; frequentemente ai servizi sanitari con problematiche che fino a pochi anni fa riguardavano et&agrave; molto pi&ugrave; avanzate.</p>
<p>Nel messaggio inviato agli organizzatori e letto in apertura dell&rsquo;incontro, il presidente della Commissione Sanit&agrave; della Regione Piemonte <strong>Luigi Genesio Icardi</strong> ha citato dati che restituiscono la dimensione del fenomeno: tra il 2019 e il 2023 circa tre milioni di italiani hanno sofferto di disturbi della nutrizione e dell&rsquo;alimentazione, con un incremento impressionante dei casi dopo la pandemia. Oltre il 30% dei pazienti ha meno di 14 anni.&nbsp;Numeri che hanno portato Icardi a definire il fenomeno &ldquo;<em>una vera emergenza sanitaria e sociale</em>&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/small_146634.jpg" alt="Laura Dalla Ragione" loading="lazy"></p>
<h2>&ldquo;La generazione pi&ugrave; infelice di sempre&rdquo;</h2>
<p>Uno dei passaggi pi&ugrave; forti della serata &egrave; arrivato quando Laura Dalla Ragione ha affrontato il tema della fragilit&agrave; contemporanea.</p>
<p>&ldquo;<em>Volevamo costruire la generazione pi&ugrave; felice di sempre e invece abbiamo costruito la generazione pi&ugrave; infelice di sempre</em>&rdquo;, ha osservato.</p>
<p>Per descrivere il clima emotivo che attraversa il mondo adolescenziale, la psichiatra ha citato lo scrittore francese Georges Bernanos: &ldquo;<em>Quando i giovani hanno freddo, tutta l&rsquo;umanit&agrave; batte i denti</em>&rdquo;. Una frase usata per spiegare quanto il disagio giovanile non sia un problema marginale o privato, ma un segnale che riguarda l&rsquo;intera societ&agrave;.</p>
<p>Secondo Dalla Ragione, la pandemia ha funzionato da detonatore di una sofferenza gi&agrave; presente: &ldquo;<em>Ha scoperchiato qualcosa che esisteva gi&agrave;</em>&rdquo;. Ma il problema non nasce soltanto dagli ultimi anni o dalla tecnologia. &Egrave; pi&ugrave; profondo e riguarda il senso stesso dell&rsquo;esistenza.<br><br></p>
<h2>&ldquo;L&rsquo;essere umano non sopporta l&rsquo;insignificanza&rdquo;</h2>
<p>Nel corso del suo intervento, la psichiatra ha spiegato come l&rsquo;essere umano possieda una straordinaria capacit&agrave; di sopravvivere anche a esperienze molto dolorose:&nbsp;&ldquo;<em>Possiamo sopportare un lutto, una separazione, una malattia, un trauma. Possiamo sopportare dolori terribili. Ma dobbiamo riuscire a dare senso a quello che viviamo</em>&rdquo;.</p>
<p>&Egrave; qui che si aprirebbe la vera fragilit&agrave; contemporanea: molti adolescenti faticano a trovare un significato stabile alla propria esperienza, alle relazioni, al futuro e persino al proprio posto nel mondo.</p>
<p>&ldquo;<em>L&rsquo;essere umano non sopporta l&rsquo;insignificanza</em>&rdquo;, ha detto Dalla Ragione, indicando quella mancanza di senso come una delle radici pi&ugrave; profonde del disagio contemporaneo.</p>
<p>I ragazzi di oggi &mdash; ha sottolineato &mdash; non sono cos&igrave; diversi da quelli delle generazioni precedenti. Cercano ancora amore, riconoscimento, ascolto, appartenenza. Ma crescono in un contesto dove spesso gli adulti appaiono distratti, assenti o incapaci di intercettare davvero il loro dolore.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/small_146638.jpg" alt="Riflessioni del pubblico" loading="lazy"></p>
<h2>&ldquo;Non mi sento visto&rdquo;</h2>
<p>Tra i concetti che hanno attraversato con pi&ugrave; forza la serata c&rsquo;&egrave; stato quello dello &ldquo;<em>sguardo</em>&rdquo;.</p>
<p>Secondo Dalla Ragione, quasi tutti gli adolescenti che incontra nei percorsi terapeutici &mdash; indipendentemente dalla patologia &mdash; ripetono le stesse frasi: &ldquo;<em>Non mi sento visto</em>&rdquo;, &ldquo;<em>Non mi sento accolto</em>&rdquo;, &ldquo;<em>Non mi sento guardato</em>&rdquo;.</p>
<p>La psichiatra ha citato una ricerca Censis condotta su 16mila adolescenti tra i 14 e i 18 anni. Alla domanda &ldquo;<em>Sapresti a chi chiedere aiuto se stessi male?</em>&rdquo;, l&rsquo;80% ha risposto di no.&nbsp;Un dato che racconta un enorme vuoto relazionale. Molti ragazzi non sanno a chi rivolgersi davanti a un dolore, a un episodio di bullismo, a una crisi personale o a un trauma. <em>&ldquo;Esiste come un muro tra gli adulti e gli adolescenti</em>&rdquo;, ha spiegato Dalla Ragione. &ldquo;<em>Parliamo linguaggi diversi</em>&rdquo;.</p>
<p>Eppure il bisogno resta lo stesso di sempre: sentirsi riconosciuti. Perch&eacute; lo sguardo adulto, quando &egrave; autentico, permette ai ragazzi di sentirsi legittimati a esistere.&nbsp;&ldquo;<em>Ti toglie dalla terra degli sbagliati</em>&rdquo;, ha detto la psichiatra. "<em>Ti fa sentire che il mondo ti accetta per quello che sei</em>".</p>
<p>Quando questo sguardo manca, molti adolescenti finiscono per sentirsi profondamente inadeguati, fino a sviluppare convinzioni devastanti: "<em>Non ho diritto a essere felice</em>", "<em>Non ho diritto ad avere un posto nel mondo</em>".</p>
<p>Frasi che, ha osservato Dalla Ragione, vengono pronunciate anche da ragazzi intelligenti, brillanti, apparentemente &ldquo;<em>perfetti</em>&rdquo;, ma interiormente convinti di non essere abbastanza.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/small_146641.jpg" alt="Laura Dalla Ragione" loading="lazy"></p>
<h2>Il fallimento della cultura della performance</h2>
<p>Una parte importante del dibattito ha riguardato il modello educativo contemporaneo e la pressione costante sulle performance.</p>
<p>Secondo Dalla Ragione, molti adolescenti crescono sentendosi continuamente valutati: scuola, sport, relazioni sociali, immagine, successo personale. Ma il problema non &egrave; soltanto l&rsquo;eccesso di aspettative. &Egrave; il fatto che spesso gli adulti chiedano ai ragazzi di essere diversi da ci&ograve; che sono realmente.</p>
<p>Ha citato una riflessione del poeta Rilke: "<em>Quando mai si pretenderebbe da un cigno una delle prove destinate al leone?</em>".&nbsp;Una metafora usata per raccontare quanto frequentemente genitori, scuola e societ&agrave; proiettino sui ragazzi desideri e modelli irrealistici.</p>
<p>"<em>Chiediamo loro troppo</em>", sostiene. "<em>Non soltanto nei risultati scolastici o sportivi, ma nelle richieste profonde: essere sempre forti, sicuri, adeguati, performanti</em>".</p>
<p>Per spiegare questa dinamica, Dalla Ragione ha richiamato anche una frase di Sant&rsquo;Agostino: &ldquo;<em>Volo ut sis &mdash; voglio che tu sia ci&ograve; che sei</em>&rdquo;: "<em>Sembra la cosa pi&ugrave; semplice del mondo</em>", ha osservato, "<em>ma &egrave; forse la pi&ugrave; difficile</em>". Perch&eacute; accettare davvero l&rsquo;altro significa rinunciare alle proprie aspettative e proiezioni.</p>
<p>La riflessione si &egrave; intrecciata anche con la critica a quella che Dalla Ragione ha definito &ldquo;<em>l&rsquo;ossessione contemporanea per la felicit&agrave;</em>&rdquo;.</p>
<p>Molti genitori &mdash; ha spiegato &mdash; cercano inconsapevolmente di eliminare ogni ostacolo dal percorso dei figli, trasformandosi in &ldquo;<em>genitori spazzaneve</em>&rdquo;: adulti che preparano una strada priva di frustrazioni, sconfitte e fallimenti.</p>
<p>Ma crescere significa inevitabilmente confrontarsi anche con il limite, con il dolore e con le difficolt&agrave; reali della vita. Privare i ragazzi di questa esperienza rischia di renderli ancora pi&ugrave; fragili proprio nel momento in cui si troveranno davanti a ostacoli inevitabili.&nbsp;Educare non significa evitare ogni sofferenza ai figli, ma aiutarli ad attraversarla.<br><br></p>
<h2>Il crollo delle &ldquo;cornici&rdquo; educative</h2>
<p>Secondo la psichiatra, un altro elemento decisivo della crisi attuale &egrave; la progressiva perdita di riferimenti condivisi.&nbsp;In passato &mdash; ha spiegato &mdash; esistevano cornici pi&ugrave; definite: sistemi valoriali, confini educativi e soprattutto differenze pi&ugrave; nette tra mondo adulto e mondo adolescenziale. Oggi quelle strutture sono molto pi&ugrave; fragili.</p>
<p>Famiglia e scuola si trovano spesso sole davanti a problemi complessi, senza strumenti sufficienti per interpretarli.&nbsp;"<em>Incontro continuamente genitori e insegnanti che mi dicono: non li capiamo pi&ugrave;</em>".&nbsp;Una difficolt&agrave; che emerge soprattutto davanti ai comportamenti pi&ugrave; estremi, come l&rsquo;autolesionismo.<br><br></p>
<h2>&ldquo;Si fanno male per sentirsi vivi&rdquo;</h2>
<p>Uno dei passaggi pi&ugrave; intensi dell&rsquo;intervento ha riguardato proprio il tema dell&rsquo;<strong>autolesionismo</strong>.&nbsp;Dalla Ragione ha voluto chiarire che, nella maggior parte dei casi, tagliarsi o procurarsi dolore fisico non rappresenta un tentativo di suicidio. &Egrave; qualcosa di diverso e, per certi versi, ancora pi&ugrave; inquietante: "<em>Lo fanno per sentirsi vivi</em>".</p>
<p>Il dolore fisico diventa una prova di esistenza, un modo per sentire il limite del corpo quando il mondo emotivo appare anestetizzato o incomprensibile.&nbsp;Un meccanismo che la psichiatra ha definito &ldquo;<em>perverso</em>&rdquo;, ma che racconta con estrema chiarezza il livello di smarrimento vissuto da molti adolescenti contemporanei.<br><br></p>
<h2>Gli adolescenti di oggi&nbsp;</h2>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/small_146635.jpg" alt="Luca Cavallera" loading="lazy"></p>
<p>Particolarmente significativo &egrave; stato anche il contributo del pi&ugrave; giovane tra i relatori,&nbsp;<strong>Luca Cavallera</strong>, che ha raccontato dall&rsquo;interno il mondo degli adolescenti contemporanei.&nbsp;Tutti gli adulti sono stati adolescenti, ma lo sono stati in un periodo e contesto storico e sociale molto diverso da quello attuale.</p>
<p>La sua generazione &mdash; ha spiegato &mdash; &egrave; cresciuta immersa nella tecnologia fin dall&rsquo;infanzia. Smartphone, social network, video brevi, notifiche continue e connessione permanente hanno modificato il modo stesso di vivere relazioni, tempo e identit&agrave;.</p>
<p>Oggi &egrave; quasi sparita la dimensione dell&rsquo;attesa. Musica, contenuti, relazioni e gratificazioni sono immediatamente accessibili. Tutto arriva subito. E questa immediatezza rischia di rendere pi&ugrave; difficile sviluppare tolleranza alla frustrazione e capacit&agrave; di gestire il limite.</p>
<p>L&rsquo;insegnante <strong>Roberta Dalmasso</strong> ha invece portato lo sguardo della scuola, raccontando come gli insegnanti si trovino sempre pi&ugrave; spesso a intercettare forme di disagio silenzioso: ragazzi apparentemente &ldquo;normali&rdquo;, ma emotivamente fragili, isolati o incapaci di sostenere la pressione sociale e relazionale.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/small_146636.jpg" alt="Roberta Dalmasso" loading="lazy"></p>
<h2>Social network, confronto continuo&nbsp;</h2>
<p>Durante la serata &egrave; emersa con forza anche la questione dei social network, descritti non come causa unica del disagio ma come amplificatori potenti delle fragilit&agrave; adolescenziali.</p>
<p>Gli adolescenti vivono immersi in un confronto continuo con gli altri: corpi perfetti, vite filtrate, successi esibiti, felicit&agrave; apparentemente costante. Una dinamica che alimenta ansia, senso di inadeguatezza e bisogno di approvazione.&nbsp;Paradossalmente nell&rsquo;epoca della massima connessione cresce una fortissima solitudine individuale.</p>
<p>Laura Dalla Ragione ha insistito sulla necessit&agrave; di introdurre una vera alfabetizzazione digitale gi&agrave; nelle scuole primarie. Non soltanto imparare a usare gli strumenti tecnologici, ma comprenderne gli effetti emotivi, psicologici e relazionali.</p>
<h2>Bullismo e violenza relazionale</h2>
<p>Nel corso dell&rsquo;incontro &egrave; stato affrontato anche il tema del bullismo e delle nuove forme di violenza relazionale tra adolescenti. Non soltanto episodi espliciti di aggressione o esclusione, ma anche dinamiche pi&ugrave; sottili legate al cyberbullismo, all&rsquo;umiliazione pubblica e alle relazioni tossiche tra coetanei.</p>
<p>Sul tema Luca Cavallera ha raccontato la propria esperienza con un lavoro svolto a scuola di grande impatto: la sua classe ha avuto la possibilit&agrave; di incontrare e ascoltare la testimonianza diretta di <strong>Camilla Mancini</strong>, autrice del romanzo &ldquo;<em>Libera di essere me</em>&rdquo;.</p>
<p>Il libro rappresenta un intenso racconto di rinascita e un'importante riflessione sulla salute mentale. L'autrice condivide la sua esperienza personale legata alla paresi facciale con cui convive fin dalla nascita a causa di una complicazione durante il parto. Questa condizione estetica l'ha resa per lungo tempo bersaglio di bullismo, insulti e isolamento sociale durante gli anni della scuola.</p>
<p>Durante l&rsquo;evento Luca ha spiegato quanto questo incontro con l&rsquo;autrice abbia avuto un grandissimo impatto su tutta la sua classe, sottolineando come le esperienze dirette riescano spesso ad arrivare ai ragazzi pi&ugrave; di molte lezioni teoriche.</p>
<p>Anche per Roberta Dalmasso il lavoro educativo non pu&ograve; limitarsi alla punizione dei comportamenti sbagliati: serve un percorso continuo di educazione emotiva, empatia e consapevolezza relazionale, capace di intervenire prima che il disagio degeneri in violenza o isolamento.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/small_146640.jpg" alt="Luca Cavallera e Roberta Dalmasso" loading="lazy"></p>
<h2>&ldquo;Sostare nel dolore&rdquo;: il compito difficile degli adulti</h2>
<p>Tra i concetti pi&ugrave; profondi emersi durante la serata c&rsquo;&egrave; stato quello espresso da Roberta Dalmasso: la necessit&agrave; per gli adulti di <strong>imparare a &ldquo;<em>sostare nel dolore</em>&rdquo; dei ragazzi</strong>.&nbsp;Non cercare subito la soluzione. Non minimizzare. Non spaventarsi davanti alla sofferenza adolescenziale.</p>
<p>La scuola, ha spiegato l&rsquo;insegnante, non pu&ograve; limitarsi a correggere comportamenti o a intervenire soltanto quando emergono episodi evidenti. Deve diventare uno spazio capace di ascoltare e riconoscere il disagio prima che esploda.</p>
<p>Anche Laura Dalla Ragione ha insistito molto sul tema della presenza adulta. I ragazzi, ha detto, hanno bisogno prima di tutto di sentirsi <strong>visti</strong>. Non giudicati, non continuamente valutati, ma riconosciuti nella loro esistenza e nella loro fragilit&agrave;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120176/small_146637.jpg" alt="Roberta Dalmasso e Laura Dalla Ragione" loading="lazy"></p>
<h2>Una generazione iperconnessa ma invisibile</h2>
<p>Nel finale dell&rsquo;incontro Laura Dalla Ragione ha richiamato una riflessione della filosofa Hannah Arendt sul concetto di &ldquo;<em><strong>patria</strong></em>&rdquo;: non un luogo geografico, ma lo spazio che nasce tra due persone che si riconoscono e si fidano reciprocamente.</p>
<p>Un&rsquo;immagine potente per descrivere ci&ograve; che oggi manca a molti adolescenti: relazioni profonde, stabili, autentiche.&nbsp;&Egrave; forse questa la contraddizione pi&ugrave; evidente: i ragazzi di oggi non sono mai stati cos&igrave; connessi, esposti e raggiungibili, eppure molti di loro si sentono invisibili.</p>
<p>Da qui la necessit&agrave; &mdash; condivisa da tutti i relatori &mdash; di costruire una vera alleanza educativa tra famiglie, scuola, servizi sanitari e territorio. Nessuna realt&agrave;, da sola, pu&ograve; affrontare questa "<em><strong>esplosione di disagio</strong></em>" giovanile contemporaneo.</p>
<p>L&rsquo;impressione finale lasciata dall&rsquo;incontro &egrave; stata quella di un bisogno enorme di confronto e ascolto; non soltanto da parte degli adolescenti, ma anche degli adulti, spesso disorientati davanti a un mondo che cambia pi&ugrave; rapidamente della capacit&agrave; collettiva di comprenderlo.</p>
<p>E forse proprio da qui bisogna ripartire: dal coraggio di fermarsi ad ascoltare ci&ograve; che i ragazzi stanno tentando di dire, anche quando non riescono pi&ugrave; a farlo con le parole.</p>
<p>Nel video qui sotto l'intero evento.</p>]]></description><pubDate>Fri, 15 May 2026 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Prevenzione e cura del dettaglio: la rivoluzione dell’allenamento]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/prevenzione-e-cura-del-dettaglio-la-rivoluzione-dellallenamento_120079.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/prevenzione-e-cura-del-dettaglio-la-rivoluzione-dellallenamento_120079.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120079/146472.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Oggi la grandezza di un atleta non si misura pi&ugrave; solo dal podio, ma dalla sua capacit&agrave; di restare in campo senza infortuni, per lungo tempo. In un calendario agonistico sempre pi&ugrave; serrato, la prevenzione non &egrave; pi&ugrave; un "optional", ma il cuore pulsante della preparazione. Il nuovo paradigma &egrave; chiaro: per vincere bisogna, prima di tutto, non fermarsi mai. Inoltre, la concorrenza ad alto livello &egrave; sempre in aumento: con un maggior numero di atleti capaci di realizzare performance assolute, pochi millimetri e frazioni di secondo possono fare la differenza.</p>
<p><strong>Forza o elasticit&agrave;?</strong></p>
<p>Spesso nelle tabelle di allenamento si pone il focus sul costruire forza e massa muscolare, ma &egrave; piuttosto l&rsquo;<strong>equilibrio tra potenza ed elasticit&agrave;</strong> a fare la differenza, sia sull&rsquo;esito della singola competizione che sulla resa a lungo termine.</p>
<p>Facciamo un esempio concreto: un maratoneta d'&eacute;lite copre i 42 km con passi medi di 1,85 metri. Se, grazie a una migliore elasticit&agrave; muscolare, riuscisse ad <strong>allungare ogni passo</strong> di soli 10 centimetri, il suo tempo finale crollerebbe di ben 6 minuti. Un abisso che permetterebbe al 40&deg; classificato di un&rsquo;Olimpiade di balzare sul gradino pi&ugrave; alto del podio.</p>
<p>Persino il mito Usain Bolt avrebbe potuto fare di meglio: con soli 3 centimetri in pi&ugrave; a falcata, il suo record di 9&rsquo;58&rsquo;&rsquo; sui 100 metri sarebbe diventato un incredibile 9&rsquo;50&rsquo;&rsquo;.</p>
<p><strong>Respirare meglio per essere pi&ugrave; performanti</strong></p>
<p>Esiste un motore silenzioso che spesso dimentichiamo di revisionare: il <strong>sistema respiratorio</strong>. Molti atleti attribuiscono la stanchezza a una mancanza di allenamento muscolare, quando il problema &egrave; spesso un&rsquo;<strong>inefficienza della componente respiratoria</strong> nel portare ai muscoli stessi il carburante, cio&egrave; l&rsquo;ossigeno.</p>
<p>Ottimizzare la respirazione significa <strong>aumentare la "cilindrata" dell&rsquo;atleta </strong>(il VO2 max) senza necessariamente sottoporre il corpo ad allenamenti estenuanti. Una respirazione corretta garantisce un afflusso costante di sangue ai muscoli, ritardando il senso di fatica e migliorando la lucidit&agrave; nei momenti decisivi.</p>
<p><strong>Il cervello al servizio del movimento</strong></p>
<p>Oltre ai muscoli, c'&egrave; la <strong>propriocezione</strong>: la capacit&agrave; del cervello di elaborare i segnali che arrivano dai recettori per gli stimoli esterni e interni (occhio, organo dell&rsquo;equilibrio, piede, bocca, articolazioni e pelle sono i principali), creando la migliore strategia di stabilit&agrave; nello spazio, da fermi e in movimento.</p>
<p><strong>L&rsquo;efficacia del sistema propriocettivo garantisce velocit&agrave; di reazione</strong>. Immaginate un tennista: se il suo sistema visivo &egrave; allenato a "leggere" la palla dell'avversario anche solo pochi centesimi di secondo prima, potr&agrave; posizionarsi meglio e colpire con precisione chirurgica. La programmazione del gesto parte, infatti, sempre dallo stimolo visivo: l&rsquo;occhio anticipa di 300 millisecondi ogni contrazione muscolare.</p>
<p><strong>Un sistema propriocettivo allenato ed equilibrato mette il corpo in sicurezza</strong>: un corpo consapevole si muove in modo fluido ed economico, evitando sovraccarichi inutili e riducendo drasticamente il rischio di infortuni.</p>
<p><strong>Il vero obiettivo</strong></p>
<p>L'obiettivo finale di un allenamento all&rsquo;avanguardia non &egrave; solo "potenziare", ma<strong> educare e preservare</strong>. L'atleta deve conoscere il proprio corpo e la propria mente come una macchina di precisione: creare questo substrato di consapevolezza &egrave; l&rsquo;unico modo per costruire una preparazione fisica davvero efficace e sostenibile e, allo stesso tempo, un <strong>mindset vincente</strong> capace di sostenere la pressione senza crolli e sovraccarico.</p>
<p>La vera arte dell&rsquo;allenamento &egrave; quella di far rendere al meglio l&rsquo;atleta, permettendogli di ottenere i migliori risultati possibili e di poter mantenere il suo massimo livello di prestazione per un periodo di tempo maggiore possibile: per questo Vialibera combina una squadra di professionisti formati nel sostenere i diversi aspetti (fisici e mentali) dell&rsquo;allenamento, dalla rieducazione respiratoria allo stress management, dalla costruzione di forza alla nutrizione specifica.</p>
<p><em>L'articolo &egrave; stato redatto da Fabrizio Botanica, professionista di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em></p>
<p><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.</em></p>]]></description><pubDate>Thu, 14 May 2026 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[“I care for me for you”: coinvolti 500 studenti nel Cuneese]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/i-care-for-me-for-you-coinvolti-500-studenti-nel-cuneese_119682.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/i-care-for-me-for-you-coinvolti-500-studenti-nel-cuneese_119682.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119682/145817.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Giovedi 14 maggio si svolgeranno le giornate conclusive, dalle ore 17.30 a Cuneo (presso il salone di rappresentanza dell&rsquo;Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle) e Savigliano (Palazzo Miretti, via Miretti 4 ang. piazza Santarosa) per la restituzione dei lavori prodotti da ragazze e ragazzi delle scuole secondarie di I e II grado di alcuni comuni della provincia di Cuneo (Savigliano, Cavallermaggiore, Barge, Fossano, Mondov&igrave;, Villanova Mondov&igrave;, Cuneo, Dronero, Morozzo), all&rsquo;interno dell&rsquo;iniziativa &ldquo;I care for me for you&rdquo; promossa da Azienda Zero, Rete Oncologica di Piemonte e Valle d&rsquo;Aosta e Asl Citt&agrave; di Torino nell&rsquo;ambito del progetto Diderot di Fondazione CRT.</p>
<p>I professionisti coinvolti (oncologi, nutrizionisti, pediatri, psicologi), nella convinzione che promuovere la salute direttamente nelle aule scolastiche sia la battaglia pi&ugrave; efficace per prevenire il cancro, hanno proposto agli studenti spunti di riflessione trasversali per sollecitare e stimolare quella consapevolezza sulla scelta del proprio stile di vita, chiedendo loro una restituzione alla comunit&agrave; delle loro percezioni.</p>
<p>Gioved&igrave; saranno presentati i lavori: campagne, video, testi e immagini per promuovere corretti stili di vita, contro il fumo, l&rsquo;assunzione di alcol o di sostanze, a favore di diete sane. Anche quest&rsquo;anno in classe &egrave; stato affrontato il tema dei tumori e delle fake news sui temi di salute, dell&rsquo;alimentazione e della prevenzione, con un focus sugli screening proposti dal Servizio Sanitario Nazionale.</p>
<p>Importante l&rsquo;interazione con gli studenti attraverso la metodologia didattica del service learning e dell&rsquo;entertainment education.</p>
<p>Spiegano i professionisti: &ldquo;<em>Il coinvolgimento diretto dei giovanissimi, con lezioni interattive per stimolare le loro riflessioni e aiutarli nell&rsquo;espressione di una proposta personale di un progetto, che spesso si &egrave; tradotta anche in un proposito a puntare sul miglioramento dello stile di vita, ha rappresentato un po&rsquo; la chiave di volta per raggiungere l&rsquo;obiettivo: lasciare un seme perch&eacute; cresca in ciascuno di loro e nella comunit&agrave; dei pari uno stimolo a differenziarsi rispetto a comportamenti magari attrattivi, seducenti ma deresponsabilizzanti</em>&rdquo;.</p>
<p>Numerose le scuole coinvolte con circa 500 studenti complessivamente: hanno aderito alcune classi del Liceo De Amicis di Cuneo, dell&rsquo;Alberghiero &ldquo;Virginio Donadio&rdquo; di Dronero, dell&rsquo;Istituto Comprensivo di Morozzo (scuola secondaria di I grado), l&rsquo;Istituto Cravetta-Marconi, il CNOS-FAP di Fossano, il Giolitti-Bellisario-Paire con alcune classi di Barge e Mondov&igrave;, l&rsquo;Istituto Comprensivo di Villanova Mondov&igrave; e di Cavallermaggiore (con classi della scuola media).</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/119682/small_145818.jpg" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Thu, 07 May 2026 16:45:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Una voce sana in un corpo sano!]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/una-voce-sana-in-un-corpo-sano_118232.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/una-voce-sana-in-un-corpo-sano_118232.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118232/143370.jpg" title="" alt="" /><br /><div>Il 16 aprile &egrave; la <strong>Giornata Mondiale della Voce</strong>: quale migliore occasione di ascoltarci, letteralmente, cercando di comprendere che cosa il nostro corpo e la nostra voce hanno da dirci?</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Nella storia dell&rsquo;essere umano, la voce ha iniziato ad assumere la funzione comunicativa ed espressiva legata alla parola circa 50.000 anni fa: ogni gruppo etnico ha sviluppato suoni sempre pi&ugrave; precisi organizzati secondo regole e criteri, che permettessero di trasmettere concetti e intenzioni, di narrare fatti, di collaborare per un fine comune.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>All&rsquo;interno del corpo umano, strutture appartenenti a organi e apparati diversi sono state &ldquo;prese in prestito&rdquo; per essere messe al servizio della parola:</div>
<div>
<ul>
<li>il diaframma, i muscoli addominali e tutte le strutture respiratorie hanno dovuto affinare il loro movimento per gestire il volume della voce, la lunghezza delle frasi, gli accenti e la cadenza del parlato;</li>
<li>la laringe ha sviluppato i micromovimenti articolari e muscolari necessari per creare infinite combinazioni di tensione e spessore delle pliche mucose contenute al suo interno, evolute via via in vere e proprie <strong>corde vocali</strong>;</li>
<li>la lingua, il palato molle, i denti e le labbra non sono pi&ugrave; stati semplicemente dedicati al nutrimento, ma hanno appreso come interagire tra loro, con le altre strutture della bocca, con il flusso d&rsquo;aria in uscita per produrre vocali e consonanti, schiocchi e trilli, per far risuonare e amplificare ogni suono prodotto.</li>
</ul>
</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&Egrave; avvenuto un vero e proprio <em>collage evolutivo</em>, che ha unito parti diverse degli apparati digestivo, respiratorio, masticatorio e muscolo-scheletrico per creare il neonato <strong>sistema vocale</strong>. La conseguenza &egrave; che <strong>la nostra voce &egrave; influenzata da un&rsquo;infinit&agrave; di fattori diversi</strong>!</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La disfonia (ovvero la cattiva qualit&agrave; della voce o la fatica vocale) e l&rsquo;afonia (la perdita completa di voce) possono infatti avere cause molto diverse e a loro volta essere all&rsquo;origine di importanti disagi limitando la comunicazione, l&rsquo;attivit&agrave; lavorativa o la performance artistica.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Una delle principali cause, o concause, di sovraccarico e sforzo vocale &egrave; l&rsquo;<strong>alterazione dell&rsquo;equilibrio posturale</strong>: la priorit&agrave; per l&rsquo;essere umano &egrave; infatti quella di poter mantenere stabilmente la postura eretta che gli permette di controllare l&rsquo;ambiente, interagire con i suoi simili e portare a termine le azioni necessarie alla sopravvivenza. Per quanto parlare e comunicare ci sembri importante, in realt&agrave;, per il nostro sistema si stratta di un optional! <strong>Solo quando la postura &egrave; stabile, sicura e in comfort</strong> (senza dolore) <strong>le nostre capacit&agrave; superiori </strong>(ragionare in modo astratto, comunicare, manifestare creativit&agrave;) <strong>possono esprimersi al meglio</strong>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Per fare un esempio concreto: poniamo caso che sia presente un<strong> difetto visivo</strong>, l&rsquo;occhio destro con un&rsquo;acuit&agrave; decisamente inferiore al sinistro. <strong>La postura del capo </strong>(<strong>e di tutto il corpo di conseguenza</strong>) <strong>ne risentir&agrave;</strong>: la testa cercher&agrave; di ruotare leggermente per favorire l&rsquo;occhio sinistro (i muscoli del collo saranno costantemente attivi in torsione), mentre le spalle potrebbero portarsi in rotazione opposta per favorire l&rsquo;uso della mano destra, il bacino, gli arti inferiori e i piedi saranno informati di riflesso in modo asimmetrico dalla posizione degli occhi e del capo, proseguendo a cascata questo atteggiamento in torsione.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Come potr&agrave; esprimersi la voce in una situazione cos&igrave; sbilanciata e in presenza di tensioni muscolari di questo tipo (e probabilmente con dolori a livello cervicale e dorsale)? Ci sar&agrave; sicuramente pi&ugrave; <strong>fatica vocale</strong>, dovuta alla maggiore tensione,<strong> che sul lungo tempo pu&ograve; cronicizzare in disfonia, afonia ricorrente o alterazioni delle corde vocali</strong>, come noduli o edemi.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Naturalmente non solo i difetti visivi possono creare questo scompenso, ma tutte le alterazioni dei recettori posturali: organo dell&rsquo;equilibrio, mandibola, piede, e tutte le relative interazioni che possono essere evidenziate da un&rsquo;analisi posturale.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La corretta funzionalit&agrave; delle corde vocali &egrave; strettamente connessa, inoltre, con la salute della muscosa che le riveste: se questa &egrave; irritata non potr&agrave; vibrare efficacemente e la voce perder&agrave; di qualit&agrave;. La <strong>salute del tratto digestivo</strong> &egrave; quindi fondamentale: un&rsquo;alimentazione corretta e sana mantiene l&rsquo;equilibrio la flora batterica intestinale e il fisiologico pH gastrico.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Una buona dinamica respiratoria, infine, &egrave; fondamentale per due aspetti:</div>
<div>
<ul>
<li>permette di creare un'adeguata riserva di aria e di espellerla in modo funzionale per la nostra comunicazione: <strong>il volume, la risonanza e la proiezione del suono si creano senza fatica</strong> se la respirazione &egrave; efficiente;</li>
<li>mantiene la pressione all&rsquo;interno della cavit&agrave; addominale nella norma (senza compressione del diaframma sullo stomaco e conseguente reflusso acido) e favorisce la motilit&agrave; intestinale (evitando stasi, fermentazione e gonfiore).</li>
</ul>
</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Chi &egrave; quindi che deve prendersi cura della voce? Gli studi pi&ugrave; recenti supportano l&rsquo;<strong>approccio multidisciplinare </strong>ai disturbi della voce: la diagnosi del medico foniatra o otorinolaringoiatra, la riabilitazione e la rieducazione logopedica, la valutazione e il riequilibrio posturale, il trattamento osteopatico e la ginnastica respiratoria sono gli strumenti pi&ugrave; indicati per individuare la natura del problema e approcciarlo in maniera globale.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Accompagnare il corpo (e la persona) a ritrovare salute ed equilibrio, senza rivolgersi semplicemente al sintomo, &egrave; l&rsquo;obiettivo che ci poniamo a Vialibera: le problematiche di voce sono prese in carico dal punto di vista osteopatico e posturale da professionisti specificamente formati, in collaborazione con Foniatra, Logopedista o Otorinolaringoiatra di riferimento per il paziente.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>L'articolo &egrave; stato redatto da Valeria Milanesio, professionista di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.</em></div>]]></description><pubDate>Thu, 16 Apr 2026 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Dai medical drama alla realtà: la neurochirurgia spiegata ai cittadini ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/dai-medical-drama-alla-realta-la-neurochirurgia-spiegata-ai-cittadini_117158.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/dai-medical-drama-alla-realta-la-neurochirurgia-spiegata-ai-cittadini_117158.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/141846.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Diciamoci la verit&agrave;: quando si parla di chirurgia e di ospedali, l&rsquo;immaginazione corre subito a quello che siamo abituati a vedere nei medical drama pi&ugrave; famosi. Ma com&rsquo;&egrave; davvero la realt&agrave;?</p>
<p>&ldquo;<em>&Egrave; quello a cui cerchiamo di rispondere con i nostri eventi</em>&rdquo;, spiegano i membri della neonata associazione <strong>L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia</strong>, un gruppo di persone che da un anno si impegna a organizzare incontri tra specialisti e cittadini per promuovere la prevenzione, la cultura della salute e la conoscenza delle eccellenze mediche del territorio.</p>
<p>Anche l&rsquo;ultimo evento dell&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia &egrave; stato organizzato in quest&rsquo;ottica: mercoled&igrave; 18 marzo, presso il Centro Incontri della Provincia, davanti a una Sala Falco gremita di spettatori attenti, si &egrave; tenuto l&rsquo;incontro dal titolo &ldquo;<strong>Neurochirurgia, questa sconosciuta!</strong>&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141847.jpg" alt=""></p>
<p>Il successo &egrave; stato evidente fin da subito. Una delle frasi pi&ugrave; ripetute a fine evento dal pubblico, rivolgendosi agli specialisti, &egrave; stata &ldquo;<em>Voi fate miracoli!</em>&rdquo;.</p>
<p>Chi &egrave; davvero il neurochirurgo? Di cosa si occupa e quali patologie tratta? Chi sono le figure che lavorano con lui e quali competenze e formazione devono avere?&nbsp;E infine: perch&eacute; questo reparto non &egrave; presente in tutti gli ospedali? Nella nostra provincia, ad esempio, &egrave; presente solo al Santa Croce e Carle di Cuneo.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141848.jpg" alt=""></p>
<p>A guidare il pubblico durante l&rsquo;incontro &egrave; stato il dottor <strong>Michele D&rsquo;Agruma</strong>, direttore della Struttura Complessa di Neurochirurgia di Cuneo, che insieme al suo staff ha accompagnato i presenti in un vero e proprio viaggio all&rsquo;interno di un reparto ad altissima specializzazione.</p>
<p>Nel suo primo intervento, il dottor D&rsquo;Agruma ha spiegato la struttura del reparto, sottolineando quanto sia fondamentale la multidisciplinariet&agrave;. Neuroradiologia, neurologia, neurorianimazione, neuroanestesia, algologia, neuropatologia, radioterapia e fisiatria sono solo alcune delle specialit&agrave; coinvolte: un lavoro di squadra continuo, indispensabile per affrontare casi complessi.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141849.jpg" alt=""></p>
<p>Nel descrivere l&rsquo;organizzazione del sistema sanitario, che distingue tra ospedali &ldquo;Hub&rdquo; &ndash; gli unici in cui pu&ograve; essere presente la neurochirurgia &ndash; e ospedali &ldquo;Spoke&rdquo;, il dottor D&rsquo;Agruma &egrave; stato affiancato da <strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, attuale presidente della Commissione Sanit&agrave; Regione Piemonte che rivestiva il ruolo di Assessore alla Sanit&agrave; Regionale durante il periodo Covid, quando questo modello &egrave; stato applicato in modo esteso.</p>
<p>Il suo intervento ha evidenziato come questa organizzazione consenta di garantire al cittadino <strong>maggiore sicurezza e qualit&agrave; delle cure</strong>, soprattutto nei casi pi&ugrave; complessi.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141850.jpg" alt=""></p>
<p>Ad entrare nel dettaglio dell&rsquo;organizzazione &egrave; stato il dottor <strong>Andrea Garnero</strong>, neurochirurgo del Santa Croce e Carle, formatosi presso la scuola di specializzazione di Cuneo.</p>
<p>Garnero, il pi&ugrave; giovane dell&rsquo;&eacute;quipe del dottor D&rsquo;Agruma, ha illustrato le diverse modalit&agrave; con cui i pazienti arrivano alla neurochirurgia, per poi descrivere l&rsquo;organizzazione del blocco operatorio e delle sale chirurgiche.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141851.jpg" alt=""></p>
<p>Il dottor <strong>Filippo Veneziani</strong>, anche lui neurochirurgo dell&rsquo;&eacute;quipe, ha invece approfondito il tema delle tecnologie, mostrando come strumenti sempre pi&ugrave; avanzati permettano di ridurre l&rsquo;invasivit&agrave; degli interventi.</p>
<p>Pur rimanendo indispensabile la competenza del neurochirurgo, le tecnologie aiutano a ridurre drasticamente l'invasivit&agrave;: la combinazione &ldquo;<em>expertise chirurgo</em>&rdquo; e &ldquo;<em>avanzata dotazione tecnologia</em>&rdquo; permette la realizzazione di interventi molto complessi e d&rsquo;avanguardia.</p>
<p>L&rsquo;organizzazione del reparto &egrave; stata poi raccontata dalle referenti infermieristiche.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141852.jpg" alt=""></p>
<p>L&rsquo;infermiera <strong>Elena Veglia</strong> ha illustrato le camere di degenza, la terapia sub-intensiva e le tecnologie utilizzate per il monitoraggio continuo dei pazienti e per la loro mobilizzazione.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141853.jpg" alt=""></p>
<p>L&rsquo;infermiera <strong>Annalisa Dutto</strong> ha spiegato il percorso di ricovero, dalla preparazione pre-operatoria all&rsquo;assistenza post-intervento, soffermandosi anche su un aspetto fondamentale: i bisogni del paziente non sono solo fisici, ma anche psicologici.</p>
<p>Un&rsquo;attenzione che coinvolge inevitabilmente anche familiari e caregiver e che richiama il tema, sempre pi&ugrave; centrale, dell&rsquo;umanizzazione delle cure: ambienti, relazioni e supporto emotivo diventano parte integrante del percorso terapeutico.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141854.jpg" alt=""></p>
<p>Con l&rsquo;infermiere strumentista<strong> Alberto Aimar</strong>, il pubblico &egrave; entrato nel dettaglio dell&rsquo;organizzazione della sala operatoria.</p>
<p>Dalla preparazione degli strumenti alla gestione della sterilit&agrave;, dal coordinamento del personale al corretto posizionamento del paziente &ndash; spesso sottoposto a interventi molto lunghi &ndash; ogni fase richiede precisione assoluta e competenze altamente specializzate.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141855.jpg" alt=""></p>
<p>La dottoressa <strong>Marilicia Mileto</strong>, neuroanestesista, ha invece posto l&rsquo;attenzione sulle peculiarit&agrave; di questo ambito.</p>
<p>La neuroanestesia richiede una stretta collaborazione con il neurochirurgo: comunicazione costante e monitoraggio continuo dei parametri sono essenziali, perch&eacute; ogni minima variazione pu&ograve; influire direttamente sull&rsquo;intervento.</p>
<p>Il lavoro dell&rsquo;anestesista non si limita alla sala operatoria: inizia con la valutazione del paziente, prosegue con il confronto con il chirurgo e con il dialogo con il paziente e i familiari, e continua nel post-operatorio.</p>
<p>L&rsquo;obiettivo &egrave; uno solo: <strong>garantire la massima sicurezza del paziente</strong>, attraverso tecnologie avanzate e un controllo costante delle funzioni vitali.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141856.jpg" alt=""></p>
<p>La parte finale dell&rsquo;incontro &egrave; stata dedicata ai <strong>casi clinici</strong>, il momento che pi&ugrave; di tutti ha catturato l&rsquo;attenzione del pubblico.</p>
<p>Il dottor D&rsquo;Agruma ha mostrato alcuni filmati di interventi reali, accompagnandoli con spiegazioni puntuali. Alcuni casi erano particolari e rari, altri pi&ugrave; frequenti, ma tutti hanno reso evidente il livello di complessit&agrave; e precisione richiesto.</p>
<p>In sala lo stupore era evidente ogni volta che veniva indicata la dimensione reale dell&rsquo;area operata: spesso pochi millimetri, uno o due centimetri al massimo.</p>
<p>Non &egrave; mancato il momento delle domande e degli interventi da parte del pubblico, segno del grande interesse scaturito nei presenti.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141857.jpg" alt=""></p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141858.jpg" alt=""></p>
<p>Al termine dell&rsquo;incontro la sensazione condivisa era quella di aver scoperto un mondo poco conosciuto, fatto non solo di tecnologia avanzata, ma soprattutto di competenze, organizzazione e lavoro di squadra.</p>
<p>La frase &ldquo;<em>Voi fate miracoli</em>&rdquo; restituisce bene l&rsquo;emozione del pubblico, ma la serata ha mostrato come, dietro a risultati che possono sembrare straordinari, ci siano in realt&agrave; formazione, competenze, esperienza e una struttura sanitaria pensata per affrontare la complessit&agrave;.</p>
<p>&Egrave; proprio questo il valore di incontri come questo: avvicinare i cittadini alla medicina, rendere comprensibili temi complessi e far conoscere da vicino le eccellenze presenti sul territorio.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141859.jpg" alt=""></p>
<p>Sotto al presente articolo &egrave; disponibile il video completo dell&rsquo;evento, suddiviso in capitoli per ogni intervento, per rivedere e approfondire i contenuti della serata.</p>]]></description><pubDate>Fri, 27 Mar 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Alla scoperta dell'omeopatia, la "medicina dei simili"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/alla-scoperta-dell-omeopatia-la-medicina-dei-simili_116235.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/alla-scoperta-dell-omeopatia-la-medicina-dei-simili_116235.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116235/140605.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Louis Pasteur disse: &ldquo;<em>Il germe &egrave; niente, il terreno (dell&rsquo;organismo) &egrave; tutto</em>". Esiste, nel panorama terapeutico, una <strong>medicina che non si occupa del sintomo</strong>, ma mette al centro dell'attenzione il <em>terreno</em> in cui quel sintomo si manifesta, ovvero il <strong>paziente nella sua globalit&agrave; e con la sua storia</strong>.</p>
<p>Ogni individuo presenta infatti nell'et&agrave; attuale, in questa fase specifica della vita, una riserva di risorse pi&ugrave; o meno ampia per contrastare l'insorgenza della malattia: il compito di una medicina lungimirante e sostenibile deve essere quello di rinforzare e ampliare queste riserve, per fare in modo che il paziente diventi autonomamente in grado di mantenersi in salute.</p>
<p>Questi principi rappresentano le basi della medicina omeopatica, anche detta <strong>medicina dei simili</strong>: per chi desiderasse approfondire, luned&igrave; 30 marzo avr&agrave; luogo una <strong>serata divulgativa gratuita </strong>sul tema (contatti per l&rsquo;iscrizione a fondo pagina).</p>
<p>Questa denominazione deriva dal fatto che i rimedi omeopatici sono formulazioni in cui un principio naturale (minerale, vegetale o animale) viene utilizzato (opportunamente diluito e dinamizzato) per trattare un disturbo simile ai sintomi che esso stesso &egrave; in grado di causare, se assunto in dosi massicce. Questa propriet&agrave; fu osservata e studiata dal <strong>medico tedesco Hahnemann</strong> nella prima met&agrave; dell&rsquo;ottocento: egli intu&igrave; che somministrando un principio (con relazione di similitudine con il quadro morboso) in diluizioni specifiche (30 CH), l'intero sistema del paziente era stimolato a reagire, contrastando la causa primaria del sintomo manifestato. Questa reazione rafforzava l&rsquo;&rdquo;arsenale&rdquo; di risorse a disposizione del paziente, che sul lungo tempo risultava meno soggetto a malattie. Hahnemann speriment&ograve; ogni principio attivo e annot&ograve; i sintomi emersi, costituendo la Materia Medica Omeopatica.</p>
<p>Il principio della medicina omeopatica &egrave; quindi l'importanza di <em>stimolare</em> l'organismo, perch&eacute; sia lui stesso a produrre dentro di s&eacute; una <strong>reazione di guarigione</strong>, ovvero di ritorno alla salute (&ldquo;<em>stato di benessere completo, fisico, mentale e sociale</em>&rdquo; secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave;). In medicina tradizionale prevale un approccio <em>sostitutivo</em>, ovvero la tendenza a somministrare dall'esterno la molecola necessaria a contrastare la patologia. Sebbene esistano casi in cui l'organismo &egrave; fortemente debilitato o la malattia &egrave; particolarmente aggressiva, dove la terapia medica tradizionale &egrave; fondamentale, nei casi in cui il giudizio del medico sia favorevole l'approccio omeopatico &egrave; una modalit&agrave; possibile di sostenere il corpo nel ricreare un equilibrio psico-fisico.</p>
<p>La terapia omeopatica si struttura inoltre in due componenti fondamentali:</p>
<ul>
<li>La terapia di fondo, che mira a rafforzare il &ldquo;terreno&rdquo;, ovvero le risorse di autoregolazione e autoguarigione del paziente, al fine di ridurre gli episodi di malattia;</li>
<li>La terapia dell'acuto o sintomatica, per contenere e lenire i sintomi episodici.</li>
</ul>
<p>Ogni manifestazione morbosa coinvolger&agrave;, necessariamente, tutti gli aspetti del paziente: cos&igrave; i sintomi fisici e psicologici saranno messi in relazione all&rsquo;interno della diagnosi del medico omeopata. La medicina omeopatica considera sempre il paziente nelle sue componenti fisica, mentale ed energetica, poich&eacute; la forza vitale &egrave; quell'energia dinamica che in salute sostiene l&rsquo;equilibrio omeostatico del soggetto e, quando alterata, produce la malattia. &ldquo;<em>Guarire </em>&ndash; scrisse il grande medico omeopata Tommaso Paschero &ndash; <em>&egrave; rettificare la vis medicatrix naturae (o energia vitale)</em>&rdquo;.</p>
<p><em>La serata divulgativa offerta dal dott. Francesco Siccardi avr&agrave; luogo luned&igrave; 30 marzo alle ore 20.30 presso <strong>Vialibera</strong> (via Virginio Allione 2, Cuneo). La partecipazione &egrave; gratuita, ma &egrave; necessaria la prenotazione alla segreteria (vialiberacuneo@gmail.com, 393 9876450).</em></p>
<p><em>Per rimanere aggiornato sugli eventi e le proposte, siamo disponibili ai nostri contatti, sui social alle pagine instagram vialibera_cuneo e achc_coreaddominale, e sui nostri siti <a href="https://www.vialiberacuneo.com" target="_blank" rel="nofollow">www.vialiberacuneo.com</a> e <a href="https://www.abdominalcorehealthcenter.com" target="_blank" rel="nofollow">www.abdominalcorehealthcenter.com</a>: ogni mese approfondiamo vari temi e condividiamo spunti ed esercizi per una vita pi&ugrave; sana e consapevole.&nbsp;</em></p>
<p><em>L&rsquo;articolo &egrave; stato redatto dal dott. Francesco Siccardi.</em></p>]]></description><pubDate>Thu, 12 Mar 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Linee guida per l’autismo in età evolutiva, un volume firmato da un esperto dell’Asl Cn1]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/linee-guida-per-lautismo-in-eta-evolutiva-un-volume-firmato-da-un-esperto-dellasl-cn1_116213.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/linee-guida-per-lautismo-in-eta-evolutiva-un-volume-firmato-da-un-esperto-dellasl-cn1_116213.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116213/140564.jpg" title="Immagine di repertorio " alt="Immagine di repertorio " /><br /><p style="text-align: justify;">&Egrave; uscito, pubblicato dalla Erickson, un volume scritto a quattro mani da Maurizio Giuseppe Arduino, direttore della struttura di Psicologia e Psicopatologia dello sviluppo dell&rsquo;Asl CN1 e responsabile del C.A.S.A. (Centro per l&rsquo;Autismo e Sindrome di Asperger) e Giovanni Valeri, neuropsichiatra infantile, psicologo e psicoterapeuta in servizio presso l&rsquo;ospedaIe pediatrico Bambino Ges&ugrave;.&nbsp;<br><br>Il volume &ldquo;Linee Guida per l&rsquo;autismo in et&agrave; evolutiva&ldquo;, offre una lettura approfondita e aggiornata della Linea guida italiana sulla diagnosi e sul trattamento del disturbo dello spettro autistico in bambini/e e adolescenti (2023-2025), mettendola a confronto con le pi&ugrave; significative Linee guida internazionali, cosa che costituisce un plus interessante per i professionisti del settore.&nbsp;<br><br>&ldquo;<em>L&rsquo;autismo oggi richiede una visione complessa e integrata</em> - spiegano gli autori -,<em> capace di considerare non solo gli aspetti clinici, ma anche le trasformazioni sociali, i contesti di vita e la qualit&agrave; dell&rsquo;esistenza delle persone autistiche e delle loro famiglie</em>&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima parte del libro analizza il percorso metodologico che porta alla costruzione delle Linee guida, sintetizzando le raccomandazioni nazionali e internazionali, con particolare attenzione agli interventi non farmacologici. La seconda parte raccoglie i contributi di esperti ed esperte provenienti da ambiti diversi (medico, psicologico, logopedico, riabilitativo ed educativo) che propongono una lettura critica delle indicazioni.<br><br>Il volume &egrave; arricchito da esempi diagnostici e terapeutici e si configura come uno strumento di riferimento per chi &egrave; chiamato a progettare e realizzare percorsi diagnostici, terapeutici, assistenziali ed educativi coerenti con le raccomandazioni pi&ugrave; aggiornate, con l&rsquo;obiettivo di migliorare la qualit&agrave; della vita delle persone con ASD e delle loro famiglie.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116213/small_140565.jpg"></p>]]></description><pubDate>Wed, 11 Mar 2026 12:36:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Progetto Glaucoma 2026: parte da Monesiglio la nuova campagna di prevenzione]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/monregalese/progetto-glaucoma-2026-parte-da-monesiglio-la-nuova-campagna-di-prevenzione_116186.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/monregalese/progetto-glaucoma-2026-parte-da-monesiglio-la-nuova-campagna-di-prevenzione_116186.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116186/140532.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Progetto Glaucoma 2026 &egrave; ufficialmente partito. Dopo la riunione di presentazione tenutasi in febbraio presso l'Unione Montana, Abacus odv avvia la campagna di screening gratuito della pressione oculare nei Comuni del territorio.</p>
<p><strong>Prima tappa: Monesiglio, 26 marzo</strong></p>
<p>In occasione della Settimana Mondiale del Glaucoma, promossa dall'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), Abacus odv d&agrave; il via a un'iniziativa concreta di prevenzione della cecit&agrave; evitabile rivolta alla cittadinanza dei piccoli comuni. Abacus odv ha scelto di portare la prevenzione direttamente dove serve di pi&ugrave;: nelle RSA e nei comuni dell'Unione Montana, dove l'accesso agli screening oculistici &egrave; pi&ugrave; difficile.</p>
<p><strong>Il glaucoma: un nemico silenzioso</strong></p>
<p>Il glaucoma &egrave; una neuropatia ottica cronica e progressiva, seconda causa di cecit&agrave; irreversibile al mondo. Danneggia il nervo ottico in modo graduale, spesso senza sintomi nelle fasi iniziali. Quando una persona si accorge di avere problemi visivi, il danno &egrave; gi&agrave; avanzato e non pu&ograve; pi&ugrave; essere recuperato.</p>
<p>I numeri parlano chiaro: tra i 60 e i 69 anni: prevalenza del 2-4% Oltre gli 80 anni: prevalenza fino al 12%.</p>
<p>Si tratta di una patologia che colpisce soprattutto la popolazione anziana, quella pi&ugrave; fragile e con minore accesso a controlli periodici.</p>
<p><strong>Da febbraio a oggi: il progetto prende forma</strong></p>
<p>Durante la riunione di febbraio in Unione Montana, Abacus odv ha presentato ai Sindaci e alle amministrazioni comunali del territorio l'idea di portare screening gratuiti direttamente nei comuni, con particolare attenzione a RSA e cittadini over 40. &ldquo;<em>La risposta &egrave; stata positiva </em>- spiega Abacus odv -.<em> I Comuni hanno capito l'importanza di offrire un servizio di prevenzione gratuito e di qualit&agrave;, senza che i cittadini debbano affrontare spostamenti o costi</em>&rdquo;. Da quella riunione &egrave; nato un calendario di appuntamenti. Il primo sar&agrave; il 26 marzo a Monesiglio.</p>
<p><strong>Screening gratuito: prevenire &egrave; possibile</strong></p>
<p>Il Progetto Glaucoma 2026 prevede giornate di screening gratuito aperte a tutta la cittadinanza con priorit&agrave; per:&nbsp;<br>-&nbsp;over 40;<br>- soggetti con familiarit&agrave; per glaucoma;<br>- diabetici e ipertesi;<br>- persone che non effettuano controlli oculistici regolari.</p>
<p>Lo screening prevede la misurazione della pressione intraoculare tramite tonopachimetro Canon. &ldquo;<em>Non sostituiamo la visita oculistica </em>- precisa il responsabile del progetto -.&nbsp;<em>Siamo un filtro essenziale per identificare precocemente i soggetti a rischio e indirizzarli verso approfondimenti specialistici&rdquo;. &ldquo;Scoprire il glaucoma in tempo pu&ograve; fare la differenza tra mantenere la vista e perderla. Per questo vogliamo portare la prevenzione vicino alle persone, nei loro Comuni, senza che debbano affrontare spostamenti o costi</em>&rdquo;.</p>
<p><strong>Un investimento sulla salute della comunit&agrave;</strong><br>&nbsp;<br>Oltre all'impatto sulla qualit&agrave; della vita delle persone, intervenire precocemente ha un effetto rilevante anche dal punto di vista economico e sanitario. Trattare il glaucoma:<br>- in fase iniziale: 300-500 euro/anno per paziente;<br>- in fase avanzata: oltre 5.000 euro/anno, senza contare la perdita di autonomia e il carico assistenziale.</p>
<p>&ldquo;<em>La prevenzione non &egrave; solo una questione sanitaria - continua Abacus odv -. &Egrave; una questione di dignit&agrave;, autonomia e sostenibilit&agrave; del sistema</em>&rdquo;.<br>&nbsp;<br><strong>Chi &egrave; Abacus odd</strong></p>
<p>Il Progetto Glaucoma 2026 si inserisce nella missione pi&ugrave; ampia di Abacus odv, associazione di volontariato attiva dal 2016 con progetti di cura, inclusione e supporto dedicati alle persone pi&ugrave; fragili:&nbsp;<br>- &ldquo;Ambulanza dei Desideri&rdquo;: realizzazione di ultimi desideri;<br>- &ldquo;Con Te Io Vedo&rdquo;: esperienze outdoor per persone non vedenti Formazione OSS: corsi di aggiornamento per operatori sociosanitari Ti Ascolto: sportello di supporto psicologico per operatori della cura;<br>- progetto Glaucoma 2026: screening gratuito pressione oculare Formazione Disfagia: corsi per operatori di cucina RSA.</p>
<p><strong>Come aderire</strong></p>
<p>I Comuni interessati a ospitare una giornata di screening possono contattare il Dott. Muzzulini, responsabile clinico del progetto, per concordare date, sedi e modalit&agrave; organizzative pi&ugrave; adatte alle esigenze locali. Abacus odv si occupa di:&nbsp;<br>- strumentazione diagnostica professionale;<br>- personale;<br>- comunicazione ai cittadini;<br>- organizzazione completa della giornata.</p>
<p><strong>Nessun costo per i Comuni aderenti.</strong></p>
<p>Le prime giornate sono gi&agrave; in calendario. Maggiori informazioni saranno pubblicate sui canali social di Abacus odv. Patrocinio Asl CN1.</p>]]></description><pubDate>Wed, 11 Mar 2026 08:59:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Chi è il neurochirurgo e quando entra in gioco? A Cuneo un incontro aperto al pubblico]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/chi-e-il-neurochirurgo-e-quando-entra-in-gioco-a-cuneo-un-incontro-aperto-al-pubblico_116168.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/chi-e-il-neurochirurgo-e-quando-entra-in-gioco-a-cuneo-un-incontro-aperto-al-pubblico_116168.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116168/140508.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Di cosa si occupa un neurochirurgo? Quando entra in gioco la neurochirurgia? E perch&eacute; questo reparto non &egrave; presente in tutti gli ospedali?</p>
<p>Sono domande che molti cittadini si pongono quando si parla di cervello, colonna vertebrale e sistema nervoso. Per rispondere a questi interrogativi L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia organizza un incontro divulgativo aperto al pubblico dal titolo &ldquo;<em>Neurochirurgia, questa sconosciuta!</em>&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;appuntamento &egrave; in programma mercoled&igrave; 18 marzo alle ore 17.30 presso la Sala Falco del Centro Incontri della Provincia di Cuneo.<br>Protagonista dell&rsquo;incontro sar&agrave; il direttore della Struttura Complessa di Neurochirurgia dell&rsquo;Ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, il dottor <strong>Michele D&rsquo;Agruma</strong>, che insieme al suo staff accompagner&agrave; il pubblico in un viaggio alla scoperta di una delle specialit&agrave; mediche pi&ugrave; complesse e affascinanti.</p>
<p>Durante l&rsquo;evento verr&agrave; spiegato con un linguaggio semplice e accessibile chi &egrave; il neurochirurgo e di cosa si occupa, quali sono le patologie pi&ugrave; comuni trattate dalla neurochirurgia e quali sono le figure professionali che lavorano all&rsquo;interno dell&rsquo;&eacute;quipe accanto al chirurgo.</p>
<p>L&rsquo;incontro sar&agrave; anche l&rsquo;occasione per comprendere perch&eacute; la neurochirurgia non &egrave; presente in tutti gli ospedali, ma solo in alcune strutture di riferimento &ndash; i cosiddetti ospedali &ldquo;hub&rdquo; &ndash; dotate delle condizioni tecnologiche, organizzative e professionali necessarie per gestire interventi ad alta complessit&agrave;.</p>
<p>Ampio spazio sar&agrave; dedicato alle domande del pubblico, con la possibilit&agrave; per i cittadini di confrontarsi direttamente con gli specialisti e chiarire dubbi su un ambito della medicina spesso poco conosciuto.</p>
<p>L&rsquo;obiettivo dell&rsquo;iniziativa &egrave; avvicinare i cittadini al mondo della medicina, spiegando in modo chiaro come lavorano i professionisti della sanit&agrave; e come funzionano i reparti di alta specializzazione che svolgono un ruolo fondamentale nella rete sanitaria.<br>L&rsquo;incontro &egrave; gratuito e aperto a tutti, ma &egrave; consigliata la prenotazione online al seguente <a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-neurochirurgia-questa-sconosciuta-1984387891602" target="_blank" rel="nofollow">LINK</a>.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116168/small_140509.jpg" alt=""></p>]]></description><pubDate>Tue, 10 Mar 2026 16:55:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Prevenzione: nel 2025 somministrati quasi 3 milioni di vaccini in Piemonte]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/prevenzione-nel-2025-somministrati-quasi-3-milioni-di-vaccini-in-piemonte_115993.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/prevenzione-nel-2025-somministrati-quasi-3-milioni-di-vaccini-in-piemonte_115993.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115993/140209.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sono stati presentati ufficialmente i dati 2025 relativi alle attivit&agrave; dei Dipartimenti di Prevenzione del Piemonte. Il bilancio, illustrato durante una conferenza stampa nella Sala Trasparenza del Grattacielo Piemonte, evidenzia numeri di grande rilievo e conferma il ruolo fondamentale di oltre 2.200 professionisti impegnati quotidianamente nella tutela della salute pubblica.</p>
<h2>Sicurezza sul lavoro</h2>
<p><strong>Ispezioni e controlli sulle imprese</strong> rappresentano un punto di forza: nel corso del 2025 gli SPreSAL (Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro) hanno vigilato su 8.848 aziende, di cui 1.650 cantieri e 672 aziende agricole, con 1.906 aziende sanzionate o sottoposte a prescrizioni e 43 attivit&agrave; sospese per gravi inadempienze. Sono state inoltre avviate quasi mille inchieste su infortuni sul lavoro.</p>
<h2>Ambito alimentare</h2>
<p>I Servizi veterinari e i SIAN hanno effettuato oltre 10.000 controlli presso imprese produttrici, negozi, ristoranti, mense e bar, rilevando quasi 7.000 irregolarit&agrave; minori e oltre 1.000 sanzioni amministrative. Prelevati circa 6.500 campioni alimentari e verificata la salubrit&agrave; di oltre 40 milioni di animali destinati al consumo. Nel corso dell&rsquo;anno, sono stati emessi 25.810 certificati per l&rsquo;export di alimenti piemontesi.</p>
<h2>Benessere animale</h2>
<p>I Servizi veterinari hanno inoltre effettuato 5.500 controlli sul benessere animale, svolto quasi 36.000 attivit&agrave; di prevenzione nelle aziende zootecniche e 900 controlli igienico-sanitari sulla filiera del latte. Per quanto riguarda la <strong>potabilit&agrave; dell&rsquo;acqua</strong>, sono stati analizzati oltre 15.000 campioni prelevati dalla rete acquedottistica regionale.</p>
<h2>Promozione della salute e attivit&agrave; nelle scuole</h2>
<p>Nell&rsquo;ambito del Piano Regionale della Prevenzione circa 198.000 studenti sono stati coinvolti nel programma &ldquo;Scuole che promuovono la salute&rdquo; e oltre 10.700 persone hanno aderito al programma &ldquo;Comunit&agrave; attive&rdquo;. Inoltre, le ASL piemontesi hanno erogato quasi 11.600 attivit&agrave; nutrizionali nelle scuole e nelle strutture sanitarie residenziali.</p>
<h2>Campagne vaccinali</h2>
<p>Nel 2025 sono state somministrate 1.505.340 dosi di vaccino destinate a bambini e adolescenti e 1.350.872 agli adulti. I SISP (Servizio Igiene e Sanit&agrave; Pubblica) hanno anche effettuato quasi 3.700 sopralluoghi igienico-sanitari e analizzato 1.700 campioni ambientali.</p>
<p>Nel 2025, i Servizi di Medicina legale dei Dipartimenti di Prevenzione hanno eseguito quasi 172.000 visite per accertamenti di invalidit&agrave;, disabilit&agrave; e collocamento protetto al lavoro.</p>
<h2>Screening oncologici</h2>
<p>Grazie all&rsquo;UVOS e ai Dipartimenti clinici, sono stati garantiti controlli gratuiti per la diagnosi precoce di tumori, con 255.269 mammografie, 118.731 Pap-test o test HPV e oltre 219.000 test per la ricerca di sangue occulto nelle feci.</p>
<p>Durante la presentazione, l&rsquo;assessore alla Sanit&agrave; Federico Riboldi ha sottolineato l&rsquo;impegno costante dei Dipartimenti: &laquo;Svolgono un lavoro fondamentale, spesso dato per scontato. Il bilancio ampiamente positivo del 2025 conferma la volont&agrave; di proseguire con attenzione crescente verso prevenzione, sicurezza e promozione della salute&raquo;.</p>
<p>Per maggiori dettagli &egrave; disponibile il report completo sul sito della Regione Piemonte: <a href="https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/dati-attivita-dei-dipartimenti-prevenzione-nel-2025" target="_blank" rel="nofollow">Link ai dati ufficiali</a>.</p>]]></description><pubDate>Sat, 07 Mar 2026 12:45:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Dismorfofobia: quando lo specchio diventa un nemico]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/fossanese/dismorfofobia-quando-lo-specchio-diventa-un-nemico_115907.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/fossanese/dismorfofobia-quando-lo-specchio-diventa-un-nemico_115907.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/140084.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Gioved&igrave; 26 febbraio, nella Sala Barbero del Castello degli Acaja di Fossano, si &egrave; svolto l&rsquo;incontro <strong>&ldquo;Sei come ti vedi? La corretta percezione di s&eacute;&rdquo;</strong>, una serata di approfondimento dedicata al tema della dismorfofobia organizzata dall&rsquo;associazione <strong>L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia</strong> con il supporto della <strong>Clinica Biomed</strong>.</p>
<p>L&rsquo;evento ha registrato una grande partecipazione di pubblico, segno di quanto il tema della percezione del corpo e del rapporto con la propria immagine sia oggi centrale, soprattutto tra i pi&ugrave; giovani.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140099.jpg" alt=""></p>
<p>La <strong>dismorfofobia</strong>, o disturbo da dismorfismo corporeo, &egrave; una condizione psicologica caratterizzata da una preoccupazione eccessiva per difetti fisici minimi o addirittura inesistenti. Chi ne soffre tende a percepire il proprio corpo in modo profondamente distorto, arrivando a sviluppare comportamenti ossessivi come il controllo continuo allo specchio, l&rsquo;evitamento della propria immagine o la ricerca di soluzioni drastiche per modificare il proprio aspetto.</p>
<p>Durante la serata, diversi specialisti hanno affrontato il tema da prospettive differenti &ndash; sanitaria, psicologica, chirurgica e sportiva &ndash; offrendo una visione multidisciplinare di un fenomeno sempre pi&ugrave; diffuso nella societ&agrave; contemporanea.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140092.jpg" alt=""></p>
<h2>Social media e nuovi modelli estetici</h2>
<p>Dopo il saluto iniziale del sindaco di Fossano <strong>Dario Tallone</strong>, ad aprire gli interventi &egrave; stato <strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, presidente della Commissione Sanit&agrave; della Regione Piemonte, che ha inquadrato la dismorfofobia nel contesto dei profondi cambiamenti culturali e tecnologici degli ultimi anni.</p>
<p>Secondo Icardi, uno degli elementi chiave che influenzano oggi la percezione del corpo &egrave; il ruolo delle piattaforme digitali e dei social media. Strumenti come Instagram, TikTok o YouTube rappresentano senza dubbio potenti mezzi di comunicazione e condivisione, ma allo stesso tempo contribuiscono a diffondere modelli estetici spesso irrealistici.</p>
<p>Filtri digitali, immagini ritoccate e strategie di marketing costruiscono infatti un&rsquo;idea di bellezza artificiale, difficile se non impossibile da raggiungere nella vita reale. Questo fenomeno &egrave; particolarmente evidente tra gli adolescenti, che si trovano costantemente esposti a immagini di corpi perfetti e idealizzati.</p>
<p>In questo contesto si inserisce anche la cosiddetta &ldquo;selfie dysmorphia&rdquo;, una forma di insoddisfazione verso il proprio aspetto legata al confronto con le immagini filtrate e modificate viste online.</p>
<p>Il relatore ha inoltre presentato alcuni dati preoccupanti sulla salute mentale delle nuove generazioni. Negli ultimi anni si &egrave; registrato un aumento significativo delle consulenze psichiatriche tra bambini e adolescenti, cos&igrave; come dei comportamenti autolesivi e delle problematiche legate all&rsquo;ansia, ai disturbi alimentari e all&rsquo;ideazione suicidaria.</p>
<p>Anche in Piemonte i servizi sanitari hanno osservato un forte incremento degli accessi per disturbi mentali e del comportamento alimentare tra i pi&ugrave; giovani.</p>
<p>Di fronte a questo scenario, Icardi ha sottolineato l&rsquo;importanza di politiche di prevenzione integrate, basate sulla collaborazione tra sanit&agrave;, scuola e comunit&agrave;. Tra gli strumenti principali figurano il Piano Nazionale e il Piano Regionale della Prevenzione, che promuovono interventi educativi e iniziative di sensibilizzazione rivolte a famiglie, insegnanti e operatori sanitari.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140093.jpg" alt=""></p>
<h2>I disturbi alimentari e il rifiuto del proprio corpo</h2>
<p>Il secondo intervento della serata &egrave; stato affidato alla dottoressa <strong>Silvia Margherita Croce</strong>, psichiatra del Centro Disturbi Alimentari del Dipartimento di Salute Mentale dell&rsquo;ASL CN1.</p>
<p>La relatrice ha affrontato il tema dei <strong>disturbi della nutrizione e dell&rsquo;alimentazione</strong>, patologie sempre pi&ugrave; diffuse tra adolescenti e giovani adulti e considerate oggi tra le principali cause di disabilit&agrave; nei giovani.</p>
<p>Questi disturbi non riguardano soltanto il comportamento alimentare, ma coinvolgono la percezione del corpo, i processi cognitivi e l&rsquo;equilibrio emotivo della persona.</p>
<p>Tra le forme pi&ugrave; conosciute figurano l&rsquo;<strong>anoressia nervosa</strong>, caratterizzata da una forte perdita di peso accompagnata da un&rsquo;intensa paura di ingrassare e da una distorsione dell&rsquo;immagine corporea; la <strong>bulimia nervosa</strong>, contraddistinta da episodi ricorrenti di abbuffate seguiti da comportamenti compensatori come vomito autoindotto o uso improprio di farmaci; e il <strong>binge eating disorder</strong>, in cui le abbuffate non sono seguite da comportamenti compensatori e spesso si associano a obesit&agrave; e forte senso di colpa.</p>
<p>Accanto a queste forme esistono anche altri disturbi meno noti, come il <strong>disturbo evitante-restrittivo dell&rsquo;assunzione di cibo</strong> o alcune forme atipiche che non soddisfano completamente i criteri diagnostici ma hanno comunque un impatto significativo sulla salute.</p>
<p>Un aspetto particolarmente importante riguarda i <strong>segnali precoci</strong>, che spesso vengono sottovalutati. Tra questi figurano il rifiuto del proprio corpo, il controllo eccessivo dell&rsquo;alimentazione, l&rsquo;eliminazione di determinati cibi, l&rsquo;aumento improvviso dell&rsquo;attivit&agrave; fisica e il confronto continuo con modelli estetici irrealistici.</p>
<p>Secondo Croce, lo sviluppo di questi disturbi dipende dall&rsquo;interazione di diversi fattori: individuali, come bassa autostima o perfezionismo; familiari, legati alle dinamiche relazionali; e sociali e culturali, tra cui la pressione esercitata dai media e dai modelli estetici dominanti.</p>
<p>La prevenzione passa quindi attraverso il rafforzamento dei <strong>fattori protettivi</strong>, come la promozione dell&rsquo;autostima, l&rsquo;educazione alimentare e lo sviluppo di una visione critica nei confronti dei modelli proposti dai media.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140094.jpg" alt=""></p>
<h2>Chirurgia plastica: quando &egrave; indicata?</h2>
<p>Il dottor <strong>Alberto Rivarossa</strong>, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Plastica dell&rsquo;ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, ha offerto una riflessione sulla chirurgia plastica distinguendo chiaramente tra la sua dimensione ricostruttiva e quella estetica.</p>
<p>La chirurgia plastica, ha spiegato, comprende infatti diversi ambiti: la chirurgia ricostruttiva, la chirurgia estetica e la medicina rigenerativa.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140095.jpg" alt=""></p>
<p>La chirurgia ricostruttiva ha origini antichissime e nasce con l&rsquo;obiettivo di riparare lesioni, traumi o malformazioni. Attraverso esempi clinici e immagini di interventi, Rivarossa ha mostrato come questa disciplina possa restituire funzionalit&agrave; e qualit&agrave; di vita a pazienti colpiti da tumori cutanei, traumi o interventi oncologici, come nel caso della ricostruzione mammaria dopo una mastectomia.</p>
<p>Diverso &egrave; invece il discorso per la chirurgia estetica, che nasce spesso dal desiderio di migliorare l&rsquo;armonia del proprio corpo o di rafforzare la propria autostima.</p>
<p>Il rischio, tuttavia, &egrave; che in alcuni casi questa ricerca si trasformi in una c<strong>orsa alla perfezione</strong>, portando le persone a sottoporsi a interventi ripetuti senza mai sentirsi realmente soddisfatte.</p>
<p>Per questo motivo il chirurgo ha sottolineato l&rsquo;importanza di una corretta informazione e della scelta di professionisti qualificati, mettendo in guardia contro il cosiddetto <strong>turismo sanitario</strong> e le offerte di chirurgia estetica a basso costo.</p>
<p>Migliorare il proprio aspetto, ha concluso Rivarossa, non significa inseguire modelli irrealistici o imitare celebrit&agrave;, ma valorizzare la propria unicit&agrave; nel rispetto della sicurezza medica e dell&rsquo;equilibrio psicologico del paziente.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140096.jpg" alt=""></p>
<h2>La dimensione psicologica</h2>
<p>Il punto di vista psichiatrico &egrave; stato approfondito dalla dottoressa <strong>Erika Paradiso</strong>, dirigente medico presso l&rsquo;ospedale Santissima Annunziata di Savigliano.</p>
<p>Il suo intervento &egrave; partito dal concetto di <strong>immagine corporea</strong>, intesa come la rappresentazione mentale che ciascuno ha del proprio corpo.</p>
<p>Non si tratta di una fotografia oggettiva della realt&agrave;, ma di una costruzione psicologica complessa influenzata da percezioni, emozioni, pensieri e comportamenti. Questa rappresentazione si sviluppa nel corso della vita attraverso l&rsquo;interazione tra fattori biologici, psicologici e sociali.</p>
<p>L&rsquo;immagine corporea comprende diverse componenti - percettiva, affettiva, cognitiva e comportamentale - e si forma fin dall&rsquo;infanzia attraverso le relazioni, il confronto sociale e l&rsquo;influenza dei media.</p>
<p>Paradiso ha richiamato anche alcuni concetti della psicoanalisi, come quello di &ldquo;<strong>Io-pelle&rdquo;</strong>, secondo cui la pelle rappresenta non solo un organo biologico ma anche un confine psichico tra il s&eacute; e il mondo esterno.</p>
<p>Quando questo equilibrio si rompe, il disagio pu&ograve; manifestarsi attraverso il corpo, dando origine a disturbi psicosomatici o a tentativi di modificazione corporea utilizzati per compensare fragilit&agrave; interiori.</p>
<p>Nel caso della dismorfofobia, la persona sviluppa una preoccupazione eccessiva per difetti fisici minimi o inesistenti, accompagnata da comportamenti ripetitivi come il controllo continuo allo specchio o l&rsquo;evitamento della propria immagine.&nbsp;</p>
<p>Il disturbo pu&ograve; compromettere in modo significativo la vita sociale, affettiva e lavorativa.&nbsp;Per questo motivo &egrave; fondamentale la collaborazione tra chirurghi plastici e psichiatri: il chirurgo non deve limitarsi alla dimensione tecnica dell&rsquo;intervento, ma svolgere anche un ruolo di filtro clinico ed etico, valutando quando sia opportuno intervenire e quando, invece, sia necessario indirizzare il paziente verso un percorso psicologico o psichiatrico.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140097.jpg" alt=""></p>
<h2>Quando lo sport diventa compulsivo</h2>
<p>A chiudere la serata &egrave; stato l&rsquo;intervento del professor <strong>Fabrizio Solferino</strong>, docente nazionale della Federazione Pallavolo e operatore del benessere.</p>
<p>Solferino ha affrontato il rapporto tra sport, immagine corporea e benessere psicologico, ricordando come l&rsquo;attivit&agrave; fisica rappresenti uno strumento fondamentale per il mantenimento dell&rsquo;equilibrio tra dimensione fisica, psicologica ed emotiva.</p>
<p>Lo sport pu&ograve; contribuire a migliorare la percezione del proprio corpo, rafforzare l&rsquo;identit&agrave; personale e sviluppare una maggiore consapevolezza di s&eacute;.&nbsp;Tuttavia, anche in questo ambito esiste un rischio: quando l&rsquo;attivit&agrave; sportiva diventa un mezzo per inseguire un ideale corporeo irrealistico o per compensare insicurezze personali, pu&ograve; trasformarsi in un comportamento compulsivo.</p>
<p>In questi casi possono emergere segnali di disagio come affaticamento ingiustificato, perdita di peso eccessiva, irregolarit&agrave; del ciclo mestruale o una crescente distanza tra la percezione che una persona ha di s&eacute; e la propria realt&agrave; fisica.</p>
<p>Secondo Solferino, la prevenzione passa attraverso l&rsquo;educazione a una pratica sportiva equilibrata e attraverso la collaborazione tra diverse figure professionali. Gli sport di gruppo sono preferibili a quelli individuali, in quanto la componente della socialit&agrave; e dello spirito di squadra possono fare la differenza.&nbsp;La figura dell'allenatore, inoltre, pu&ograve; intercettare precocemente situazioni di rischio e promuovere una relazione sana tra corpo, sport e identit&agrave; personale.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140098.jpg" alt=""></p>]]></description><pubDate>Fri, 06 Mar 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Incontinenza: quando una perdita dà l’allarme]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/incontinenza-quando-una-perdita-da-lallarme_114714.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/incontinenza-quando-una-perdita-da-lallarme_114714.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/114714/138383.jpg" title="" alt="" /><br /><div>Quante volte uno starnuto improvviso, una risata di cuore con le amiche o il semplice gesto di sollevare le borse della spesa si &egrave; trasformato in un momento di imbarazzo? Se vi &egrave; capitato di avvertire una piccola perdita involontaria di urina in queste situazioni, sappiate che non siete sole. L'<strong>incontinenza urinaria da sforzo</strong> &egrave; una condizione patologica che interessa una donna su tre dopo i 40 anni e una donna su due dopo i 65 anni. Nonostante il numero altissimo di donne affette, viene spesso considerata una situazione normale: non si cerca una soluzione, non si parla del problema e non ci si rivolge a professionisti specializzati. Il primo passo per rompere questo tab&ugrave; &egrave; sicuramente fare informazione, perci&ograve;, per chi desiderasse approfondire, luned&igrave; 16 febbraio avr&agrave; luogo una <strong>serata divulgativa gratuita</strong> sul tema (contatti per l&rsquo;iscrizione a fondo pagina).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Questo tipo di incontinenza avviene quando si verifica un <strong>aumento della pressione intraaddominale</strong> (causato dal movimento del diaframma durante la risata o la tosse, da una sollecitazione meccanica durante un salto o il sollevamento di un peso) e viene a mancare l&rsquo;adeguato contenimento fornito dalla contrazione riflessa della parete addominale e del pavimento pelvico. A causa di questa &ldquo;mancata tenuta&rdquo;, la forza pressoria si scarica sugli organi contenuti nel bacino (retto, utero, ovaie, vescica e uretra) sotto forma di<strong> spinta verso il basso</strong>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il sostegno di questi organi &egrave; deputato prevalentemente a tessuti passivi:<strong> legamenti e fasce costituiti da tessuto connettivo elastico </strong>formano una sorta di amaca che chiude inferiormente il bacino (sapevi che il pavimento pelvico &egrave; formato solo al 20% da muscolo? Tutto il resto &egrave; connettivo!). Questa amaca elasticizzata ha capacit&agrave; di resistere alla normale pressione intraaddominale, ma, laddove questa spinta sia per lungo tempo aumentata e non contenuta dalle pareti muscolari,<strong> il contenimento elastico pu&ograve; lasciarsi andare</strong> (tecnicamente: il tessuto connettivo va incontro a lassit&agrave;).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Perso il loro sostegno inferiore, <strong>gli organi pelvici vivono un graduale scivolamento verso il basso</strong> a causa della gravit&agrave; e delle quotidiane sollecitazioni meccaniche e pressorie: quando la vescica si disloca, l&rsquo;uretra perde la sua fisiologica angolatura e lo sfintere la sua capacit&agrave; di continenza. Ecco che <strong>si instaura l&rsquo;incontinenza da sforzo</strong>, primo <strong>campanello di allarme</strong> che indica la necessit&agrave; di trattare e rieducare la dinamica addominale e pelvica.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Eventi come la <strong>gravidanza</strong> e il <strong>parto</strong> sono naturalmente tra le cause principali di questa lassit&agrave; (e quindi dell&rsquo;incontinenza), ma ci sono numerosissimi altri fattori coinvolti:</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>
<ul>
<li><strong>menopausa</strong>: il cambiamento di assetto ormonale pu&ograve; favorire la lassit&agrave; del tessuto connettivo in tutto il corpo;&nbsp;</li>
<li><strong>stile di vita sedentario</strong>: la perdita di tono muscolare coinvolge anche il core addominale e predispone al prolasso (discesa) degli organi del bacino;</li>
<li><strong>eccessivo sport</strong>: se la forza della parete addominale e quella del pavimento pelvico non sono tra loro proporzionate, i grandi muscoli addominali vinceranno il &ldquo;braccio di ferro&rdquo; a scapito del pavimento pelvico e degli organi della pelvi;</li>
<li><strong>stress, fumo, alimentazione scorretta</strong>: tutto ci&ograve; che promuove l&rsquo;infiammazione sistemica favorisce la perdita di qualit&agrave; del tessuto connettivo, la stasi intestinale e lo sforzo durante l&rsquo;evacuazione (altro importante fattore di rischio per il prolasso pelvico).</li>
</ul>
</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ad oggi, <strong>liberarsi dell&rsquo;incontinenza da sforzo &egrave; tutt&rsquo;altro che impossibile</strong>: esistono centri e professionisti specializzati, metodi validati e multidisciplinari per arginare la progressione dell&rsquo;incontinenza. <strong>Le ricerche pi&ugrave; recenti favoriscono gli approcci globali</strong> rispetto agli esercizi localizzati, consigliando la presa in carico della paziente sotto tutti i punti di vista:</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>
<ul>
<li><strong>riabilitazione del pavimento pelvico e del core addominale</strong>: a seconda della casistica, l&rsquo;approccio pu&ograve; variare significativamente. &Egrave; importante che il professionista di riferimento conosca a fondo molte metodiche riabilitative e possa guidare correttamente la paziente durante il percorso (ginnastica hipopressiva, Caufriez Concept, Metodo Guillarme, Metodo de Gasquet, ginnastica respiratoria sono solo alcune delle possibilit&agrave;);</li>
<li><strong>stile di vita</strong>: un corretto ritmo sonno veglia, orari dei pasti regolari e alimentazione antinfiammatoria, attivit&agrave; fisica adeguata, esposizione all&rsquo;aria aperta e alla luce solare sono solo alcuni dei fondamentali presupposti per una corretta riparazione e rigenerazione dei tessuti di tutto il corpo;</li>
<li><strong>supporti e chirurgia</strong>: nei casi pi&ugrave; severi, la medicina offre soluzioni mini-invasive. Esistono piccoli dispositivi come i pessari vaginali per il supporto uretrale (specie se abbinati a prolasso vescicale) o interventi chirurgici, risolutivi se abbinati ad una corretta fisioterapia prima e dopo l&rsquo;intervento (per minimizzare il rischio di recidive).</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div>I<strong>l vero ostacolo oggi non &egrave; la patologia in s&eacute;, ma il silenzio che la circonda</strong>: molte donne rinunciano alla ginnastica, ai viaggi o alla vita sociale per timore di piccoli "incidenti". Tuttavia, con un&rsquo;attenta valutazione del core addominale e del pavimento pelvico si pu&ograve; fare prevenzione e intraprendere una riabilitazione mirata e specifica per risolvere o contenere ampiamente il problema.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Le stesse metodiche riabilitative possono risultare non solo inefficaci, ma addirittura controproducenti se non applicate correttamente e dopo attenta valutazione di tutti i fattori in gioco. &Egrave; fondamentale quindi <strong>affidarsi a professionisti qualificati </strong>sia per la valutazione che per la riabilitazione e vanno assolutamente evitati il fai da te e i programmi standardizzati reperibili sul web.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La <strong>serata divulgativa organizzata da Abdominal Core Health Center </strong>(polo specializzato nella valutazione e nella cura delle problematiche del core addominale e del pavimento pelvico) avr&agrave; luogo<strong> luned&igrave; 16 febbraio alle ore 20.30 presso Vialibera</strong> (via Virginio Allione 2, Cuneo). La partecipazione &egrave; gratuita, ma &egrave; necessaria la prenotazione alla segreteria (vialiberacuneo@gmail.com, 393 9876450).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>L'articolo &egrave; stato redatto da Fabrizio Botanica, Valentina Guglielmo e Valeria Milanesio, professionisti di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.</em></div>]]></description><pubDate>Thu, 12 Feb 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Dieci buoni propositi per un anno di salute]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/dieci-buoni-propositi-per-un-anno-di-salute_113623.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/dieci-buoni-propositi-per-un-anno-di-salute_113623.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/113623/136743.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Cara lettrice, caro lettore,</p>
<p>Al termine di un lungo anno di proposte, di eventi, di consigli e di approfondimenti, torniamo ad abitare questo spazio prezioso che &egrave; la rubrica Vivi Meglio: siamo felici di continuare a raccontarvi la storia di una ricerca, <strong>la ricerca di una Salute con la S maiuscola</strong> che coinvolga davvero il nostro essere su tutti i piani.</p>
<p>Tra chi compila lunghi elenchi di buoni propositi e chi detesta la pressione della &ldquo;vita nuova&rdquo;, attesa insieme al nuovo anno, noi di Vialibera crediamo che l&rsquo;intento pi&ugrave; bello sia spesso il pi&ugrave; semplice:<strong> riscoprire ci&ograve; che ci fa bene, ci arricchisce, ci ricarica</strong>. Perci&ograve; abbiamo deciso di donarvi la nostra personale <strong>lista di intenzioni per il 2026</strong>, scritta a tante mani, adatta a grandi e piccini che desiderino entrare un po&rsquo; pi&ugrave; in connessione con s&eacute;: puoi stamparla, salvarla sul tuo smartphone o ricopiarla e abbellirla per appenderla ad una bacheca di sughero. L&rsquo;importante &egrave; che la incontri con lo sguardo almeno una volta al giorno.</p>
<h2>1 - Respira</h2>
<p>La respirazione &egrave; il nostro meccanismo principale di <strong>pulizia e di espulsione delle tossine</strong>, oltre ad essere, ovviamente, il mezzo con cui introduciamo ossigeno nei nostri tessuti. Il respiro &egrave; la prima cosa che scopriamo una volta arrivati in questo mondo e ci accompagna fino al momento in cui lo lasciamo. Nella tradizione yogica, il respiro &egrave; addirittura lo <strong>strumento principale di assorbimento del <em>prana</em></strong>, l&rsquo;energia vitale, dall&rsquo;ambiente esterno: come farlo funzionare al meglio?&nbsp;</p>
<p>Inspira dal naso, facendo entrare quanta pi&ugrave; aria possibile: non si gonfia solo l&rsquo;addome o solo il torace, ma anche le arcate costali, i fianchi, la zona lombare e pelvica, lo sterno, il dorso, lo spazio dietro alle clavicole. <strong>Lascia uscire l&rsquo;aria dalla bocca</strong>, avendo cura di svuotare ognuna delle parti che hai precedentemente espanso. Ripeti per un minuto, rallentando via via il ritmo del respiro e ascoltando i cambiamenti che avvengono.</p>
<h2>2 - C&egrave;ntrati&nbsp;</h2>
<p><strong>Quanto durano i tuoi buoni propositi di inizio anno?</strong> Forse un mese o due?</p>
<p>Questo accade perch&eacute;, come diceva P. Yogananda, &ldquo;<em>L&rsquo;ambiente &egrave; pi&ugrave; forte della volont&agrave;</em>&rdquo;. Nella maggior parte delle giornate devi tuffarti in un mare di frenesia, preoccupazioni ed incombenze varie che ti influenzano negativamente e assorbono tutte le tue energie. Di conseguenza sar&agrave; pi&ugrave; facile seguire le vecchie abitudini, rispetto a quelle nuove che vorresti portare nella tua vita.</p>
<p>Ma se l&rsquo;ambiente che vivi non fosse solo quello esterno, su cui non abbiamo alcun controllo, ma anche quello interno? Se questo<strong> ambiente interno </strong>fosse<strong> calmo e ordinato</strong>, sostenendo cos&igrave; il radicamento dei buoni propositi?</p>
<p>Per creare e abitare questo ambiente interno, questo centro, fai il seguente esercizio anche solo una manciata di minuti, ma ogni giorno.</p>
<p>Scegli una posizione comoda, con la schiena in posizione eretta e chiudi i tuoi occhi. Porta la tua attenzione alle parti del corpo che poggiano a terra e senti che si radicano, dandoti una <strong>sensazione di stabilit&agrave; e sicurezza</strong>. Grazie a queste radici salde, senti che la tua colonna vertebrale si allunga, cercando di vincere la forza di gravit&agrave;. In questa verticalit&agrave; osserva il movimento libero del tuo respiro, lascia che questo porti la tua mente in uno <strong>stato di quiete e centratura</strong>.</p>
<h2>3 - Nutriti</h2>
<p>Nutrirsi non significa semplicemente &ldquo;mangiare&rdquo;, ma scegliere ogni giorno come fornire al corpo le sostanze di cui ha bisogno per funzionare al meglio. Inoltre, il cibo &egrave; un dialogo continuo con il nostro metabolismo, con il sistema immunitario, con il cervello e con l&rsquo;equilibrio ormonale.</p>
<p>Prediligi <strong>alimenti semplici, naturali e non processati</strong>, come ad esempio verdure di stagione, fonti proteiche di qualit&agrave;, grassi buoni, carboidrati adeguati al tuo stile di vita e al tuo livello di attivit&agrave;. <strong>Mangia consapevolmente, ascolta il senso di fame e di saziet&agrave;</strong>, rispetta i tempi dei pasti e il ritmo biologico della giornata. Una nutrizione consapevole non &egrave; restrizione, ma un atto di cura quotidiano che sostiene energia, lucidit&agrave; mentale e salute nel lungo periodo.</p>
<h2>4 - Idratati</h2>
<p>L&rsquo;acqua &egrave; il mezzo attraverso cui avvengono la maggior parte dei processi vitali: trasporto dei nutrienti, eliminazione delle scorie, regolazione della temperatura corporea, funzionalit&agrave; intestinale e cerebrale. Una buona idratazione &egrave; uno dei <strong>pilastri pi&ugrave; semplici e spesso pi&ugrave; trascurati della salute</strong>.</p>
<p><strong>Bevi regolarmente durante la giornata</strong>, senza aspettare lo stimolo della sete, distribuendo l&rsquo;assunzione lontano dai pasti principali. <strong>Inizia la giornata con acqua</strong> e ascolta il tuo corpo: segnali come stanchezza, mal di testa o difficolt&agrave; di concentrazione spesso non chiedono cibo, ma acqua. Idratarsi in modo adeguato significa creare il terreno ideale perch&eacute; il corpo possa autoregolarsi e rigenerarsi.</p>
<h2>5 - Radicati</h2>
<p>&ldquo;<em>Il corpo lentamente diventa un tutt&rsquo;uno con le onnipresenti ed eterne energie di guarigione della Terra</em>&rdquo;</p>
<p>Il piede &egrave; un <strong>recettore</strong> <strong>fondamentale</strong>: la sua sensibilit&agrave; e la sua libert&agrave; permettono al cervello di sentire gli stimoli provenienti dal terreno, di elaborare risposte, di avere sotto controllo la <strong>postura dell&rsquo;intero sistema</strong>.</p>
<p><strong>Libera i tuoi piedi</strong>. Cammina a piedi nudi il pi&ugrave; possibile, anche all&rsquo;esterno, utilizza scarpe comode, con spazio sufficiente per la lunghezza e la larghezza della pianta, con suole sottili che non &ldquo;accechino&rdquo; i tuoi sensori. La sera <strong>massaggia la pianta del piede</strong> con un olio o una crema, sciogli le densit&agrave; e le rigidit&agrave;: osserva come tutto il corpo si rilascia.</p>
<h2>6 - Muovi il corpo</h2>
<p>&ldquo;<em>Fluisci nella vita come su una pista da sci: sii spontaneo in tutto ci&ograve; che fai</em>&rdquo;</p>
<p>Hai mai osservato un animale, domestico o selvatico che sia? La loro naturale saggezza fa s&igrave; che passino la giornata a <strong>stiracchiarsi, rotolarsi, correre, saltare</strong>: cambiano posizione molto spesso e stimolano costantemente i loro muscoli, le loro articolazioni, anche i loro visceri tramite il movimento. Ricorda la tua natura di animale umano.</p>
<p>Alzati e stirati, ruota le spalle e il collo, fai qualche passo di marcia sul posto, allunga i fianchi e le anche, fai le smorfie con il viso:<strong> fai fluire sangue ed energia in tutto il corpo </strong>e ascolta che sensazione ti d&agrave;.</p>
<h2>7 - Sc&ograve;modati</h2>
<p><strong>Rompere la routine</strong> stimola la formazione di nuove connessioni e sinapsi all&rsquo;interno del tuo sistema nervoso: disinserire il pilota automatico permette di <strong>vivere in presenza</strong>, cogliendo le sfumature del presente, la profondit&agrave; delle relazioni, la bellezza dell&rsquo;ambiente.</p>
<p>Costruisci attorno a te un <strong>ambiente calmo e ispirante</strong> con relazioni profonde e nutrienti e <strong>sperimenta ogni giorno novit&agrave; e cambiamenti</strong>: trova ogni giorno una cosa per cui non vedi l&rsquo;ora di alzarti dal letto.</p>
<h2>8 - Gioca</h2>
<p>Ci&ograve; che il corpo non usa quotidianamente, lo dimentica: risveglia i tuoi <strong>riflessi di equilibrio e coordinazione e, soprattutto, divertiti</strong>.</p>
<p>Recuperare la <strong>dimensione del gioco e le abilit&agrave; che avevi da bambino</strong> sono ottimi stimoli: stai in piedi su una gamba sola, lancia e prendi al volo piccoli oggetti o coordina i movimenti tra lato destro e sinistro, oppure fai tutte le tre cose insieme.</p>
<h2>9 - Esprimiti</h2>
<p>&ldquo;<em>Se vuoi goderti la vita, prenditi meno sul serio</em>&rdquo;</p>
<p>Il suono &egrave; vibrazione e la vibrazione &ldquo;scuote&rdquo; i tessuti e le cellule del nostro corpo fin nel profondo. Abbandonarsi al suono permette al corpo di <strong>rilasciare tensioni e blocchi</strong>, di liberare il respiro, di <strong>abbassare lo stato di allerta </strong>rallentando il ritmo del battito cardiaco e dei pensieri<strong>.</strong></p>
<p>Metti su la tua canzone preferita e canta. Ogni volta che puoi, ridi con spontaneit&agrave;, sospira, vocalizza, canticchia a bocca chiusa:&nbsp;<strong>lascia che il tuo mondo interiore si esprima attraverso il suono e osserva l&rsquo;armonia che ne deriva</strong>.</p>
<h2>10 - Raccogliti</h2>
<p>Il <strong>tempo del riposo</strong>, sia notturno che diurno, &egrave; fondamentale per la riparazione dei tessuti danneggiati, per la digestione e l&rsquo;assimilazione, per la ricostruzione delle scorte necessarie per affrontare la giornata.</p>
<p><strong>Riposati dagli stimoli</strong>: chiudi o addirittura copri gli occhi con le mani e stai nel buio pi&ugrave; completo; tappa poi le orecchie e goditi il silenzio. Il tuo cervello ti ringrazier&agrave; per questa piccola pausa dal carico di informazioni in entrata.</p>
<p><strong>Favorisci un riposo sano</strong>: predisponi la tua stanza da letto con luce soffusa e calda, una temperatura adeguata, senza schermi e sorgenti elettromagnetiche (non ricarichi il cellulare sul comodino di notte, vero?) perch&eacute; il tuo corpo e la tua mente possano prepararsi al riposo, nella calma e nella sicurezza.</p>
<p>Lo staff di Vialibera ti augura, di cuore, un 2026 luminoso.</p>
<p><em>L'articolo &egrave; stato redatto da Federica Collino, Andrea Mana e Valeria Milanesio, professionisti di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em></p>
<p><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.</em></p>]]></description><pubDate>Thu, 22 Jan 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Borgo: ecco come sarà la nuova struttura residenziale per disturbi alimentari (VIDEO)]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/borgo-ecco-come-sara-la-nuova-struttura-residenziale-per-disturbi-alimentari-video_112042.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/borgo-ecco-come-sara-la-nuova-struttura-residenziale-per-disturbi-alimentari-video_112042.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/134531.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Per chi vive da vicino un disturbo del comportamento alimentare, ogni giorno &egrave; un percorso complesso: trovare cure adeguate, ricevere risposte rapide, non sentirsi soli. Proprio per questo, l&rsquo;apertura della nuova struttura residenziale per i disturbi dell&rsquo;alimentazione a Borgo San Dalmazzo rappresenta una novit&agrave; importante per molte famiglie del territorio.</p>
<p>La storica Casa di Cura Monteserrat, sulla collina di Monserrato, torna a nuova vita. Dopo anni di chiusura, l&rsquo;edificio &egrave; stato riconvertito per diventare uno dei principali riferimenti regionali per pazienti che necessitano di percorsi intensivi e multidisciplinari.</p>
<p>La nostra redazione ha potuto visitare in anteprima gli spazi interni, oggi in fase di allestimento finale: camere ampie e luminose, aree comuni accoglienti, ambienti progettati per supportare un modello di cura che unisce benessere psicologico, sicurezza e qualit&agrave; degli spazi.&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134533.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p>Le dichiarazioni raccolte alle nostre telecamere confermano l&rsquo;importanza del progetto e la portata del lavoro svolto finora. L&rsquo;apertura &egrave; prevista entro la fine dell&rsquo;anno e il servizio sar&agrave; gestito da Agathon Srl, realt&agrave; specializzata nel settore socio-sanitario.</p>
<p>Il complesso ospiter&agrave; due nuclei distinti, ciascuno con 20 posti letto, per un totale di 40 ospiti. Al primo piano nascer&agrave; la<strong> Residenza Romeo</strong>, destinata ai pazienti con anoressia nervosa e bulimia nervosa grave, diretta dalla dottoressa Angela Spalatro; gli spazi di quest'area saranno caratterizzati dal colore azzurro.</p>
<p>Al secondo piano sar&agrave; invece attivata la<strong> Residenza Villa Giulietta</strong>, con spazi caratterizzati da un giallo caldo, dedicata a binge eating e obesit&agrave; sotto la direzione sanitaria del dottor Giuseppe Rovera.</p>
<p>In questo modo, la struttura sar&agrave; in grado di accogliere e trattare le principali forme di disturbo dell&rsquo;alimentazione, con percorsi clinici mirati e adattati alla gravit&agrave; della condizione.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134534.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<h2>&ldquo;Un luogo del cuore che torna a servire la comunit&agrave;&rdquo;</h2>
<p>Durante la nostra visita, la sindaca <strong>Roberta Robbione</strong> ha accolto la redazione direttamente sulla terrazza panoramica del complesso. "<em>Ci troviamo sulla collina di Monserrato, uno dei luoghi del cuore delle borgarine e dei borgarini. La clinica, per tantissimi anni, ha svolto un ruolo fondamentale per tutto il territorio provinciale. Oggi possiamo finalmente essere soddisfatti, perch&eacute; questo luogo torner&agrave; a essere al centro delle politiche sanitarie e sociali del territorio</em>".</p>
<p>La soddisfazione dell&rsquo;amministrazione &egrave; evidente: "<em>Sin dal nostro insediamento nel 2022, molte famiglie ci hanno chiesto una risposta concreta sui disturbi dell&rsquo;alimentazione. Oggi possiamo dire di averla costruita. I ragazzi e le ragazze che soffrono di queste patologie, insieme alle loro famiglie, avranno finalmente un riferimento vicino e competente</em>".</p>
<p>La sindaca descrive come la nuova struttura sia il risultato di un lavoro sinergico: &ldquo;<em>Il supporto della Regione &egrave; stato fondamentale, in particolare quello di Icardi, come assessore prima e presidente della Commissione Sanit&agrave; poi. Grazie anche al dottor Marini e tutto lo staff di Agathon, all&rsquo;ASL e in particolare al dottor Guerra, al dottor Risso, al dottor Barbero e al dottor Ghigo</em>&rdquo;.</p>
<h2>Icardi: &ldquo;Una risposta strutturata ai bisogni dei giovani&rdquo;</h2>
<p>Abbiamo accompagnato il consigliere regionale e presidente della Commissione Sanit&agrave; <strong>Luigi Genesio Icardi</strong> a visitare la struttura per la prima volta dopo i lavori di ristrutturazione. Icardi &egrave; stato promotore del progetto fin da quando era assessore regionale alla Sanit&agrave; durante il precedente mandato.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134535.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p>La visita &egrave; stata un&rsquo;occasione per spiegare nel dettaglio la portata dell&rsquo;intervento: "<em>La Regione e l&rsquo;ASL hanno appena firmato l&rsquo;autorizzazione. La struttura era chiusa, oggi torna a nuova vita. I due nuclei da 20 posti ciascuno rispondono a una tematica purtroppo in forte incremento, ancor pi&ugrave; dal post-Covid: sono i nostri ragazzi e le nostre ragazze, coloro che rappresentano il nostro futuro, ad aver bisogno di aiuto reale</em>".</p>
<p>Ripercorrendo la genesi del progetto, Icardi ha sottolineato: "<em>Quando si ammala un ragazzo si ammala un&rsquo;intera famiglia. La presa in carico deve essere globale, multidisciplinare. Questa struttura &egrave; un tassello fondamentale della rete piemontese ed &egrave; destinata a dare risposte che il territorio aspettava da anni</em>".</p>
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<h2>Residenza Romeo e Villa Giulietta: due comunit&agrave;, un&rsquo;unica missione</h2>
<p>Il dottor <strong>Lucalfredo Di Salvo</strong>, coordinatore della Residenza Romeo, ci ha accompagnato in un tour guidato dei due piani della struttura, illustrando la filosofia che guider&agrave; il lavoro clinico. "<em>Villa Giulietta e Residenza Romeo rappresentano una nuova opportunit&agrave; per tutto il Piemonte. Qui possiamo mettere in campo tutte le competenze maturate negli anni, ma con una capacit&agrave; di intervento ancora pi&ugrave; efficace, grazie a spazi adeguati e a un territorio che ci supporta</em>".</p>
<p>Di Salvo ha ricordato come i disturbi dell&rsquo;alimentazione rappresentino un fenomeno pi&ugrave; vasto di quanto emerga dalle statistiche ufficiali: "<em>In Italia pi&ugrave; di tre milioni di persone convivono con un DCA, e i dati sono chiaramente sottostimati. Nessuno deve essere lasciato indietro. Siamo professionisti specializzati con una missione precisa: aiutare nel miglior modo possibile</em>".</p>
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<h2>Ambienti pensati per la cura: camere accoglienti, luce naturale, spazi &ldquo;domestici&rdquo;</h2>
<p>Durante il percorso attraverso i corridoi e le stanze, il dottor Di Salvo ha illustrato le scelte progettuali che caratterizzano la struttura. "<em>Le camere sono ampie, luminose, con una vista che favorisce il benessere. L&rsquo;obiettivo &egrave; creare un luogo che assomigli a una casa, perch&eacute; la qualit&agrave; dello spazio influisce sul processo terapeutico</em>".</p>
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<p>A rendere la struttura particolarmente adatta al percorso di cura contribuisce anche la sua collocazione: immersa nel verde della collina di Monserrato, in un contesto silenzioso e protetto che favorisce il benessere psicofisico degli ospiti, si trova inoltre a meno di dieci minuti dall&rsquo;ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, un elemento strategico in caso di necessit&agrave; cliniche o emergenze.</p>
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<p>Le camere, dotate di arredi completi e bagni privati molto spaziosi, si differenziano per la tipologia singola o doppia: "<em>La valutazione multidisciplinare guider&agrave; anche la scelta delle sistemazioni, per favorire socialit&agrave;, sicurezza e integrazione all&rsquo;interno della comunit&agrave; terapeutica</em>".</p>
<p>E proprio sulla presa in carico con un approccio multidisciplinare si concentra il dottor Di Salvo: "<em>A prescindere dal tipo di disturbo, il comune denominatore &egrave; il lavoro in &eacute;quipe; parliamo di disturbi multifattoriali, che vanno affrontati da professioni diverse, capaci di dialogare e agire in modo sinergico. &Egrave; un modello che richiede competenze solide e grande collaborazione interna</em>".</p>
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<h2>Un punto di riferimento nella rete piemontese dei DCA</h2>
<p>Con i primi ospiti attesi entro la fine dell&rsquo;anno, la struttura di Borgo San Dalmazzo entrer&agrave; a far parte della rete regionale dedicata ai disturbi dell&rsquo;alimentazione, contribuendo a ridurre i ricoveri fuori regione, garantire continuit&agrave; assistenziale e portare le cure pi&ugrave; vicino ai territori.</p>
<p>La sindaca Robbione ha concluso il nostro incontro con una dichiarazione che sintetizza l&rsquo;importanza del progetto: "<em>Borgo San Dalmazzo diventa oggi un punto di riferimento per le famiglie che vivono situazioni difficili legate ai disturbi alimentari. Il lavoro del dottor Marini e di tutto lo staff sar&agrave; fondamentale. Questa &egrave; una risposta concreta, attesa e necessaria per il nostro territorio</em>".</p>]]></description><pubDate>Fri, 12 Dec 2025 18:30:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item></channel></rss>
