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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Rubriche > Vivi Meglio > Savigliano]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/rubriche/vivi-meglio/saviglianese/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/news/rubriche/vivi-meglio/saviglianese/rss2.0.xml?page=1rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie di Vivi Meglio a Savigliano aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Sun, 19 Apr 2026 18:00:37 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Rubriche > Vivi Meglio > Savigliano]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/rubriche/vivi-meglio/saviglianese/]]></link></image><item><title><![CDATA[Una voce sana in un corpo sano!]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/una-voce-sana-in-un-corpo-sano_118232.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/una-voce-sana-in-un-corpo-sano_118232.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118232/143370.jpg" title="" alt="" /><br /><div>Il 16 aprile &egrave; la <strong>Giornata Mondiale della Voce</strong>: quale migliore occasione di ascoltarci, letteralmente, cercando di comprendere che cosa il nostro corpo e la nostra voce hanno da dirci?</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Nella storia dell&rsquo;essere umano, la voce ha iniziato ad assumere la funzione comunicativa ed espressiva legata alla parola circa 50.000 anni fa: ogni gruppo etnico ha sviluppato suoni sempre pi&ugrave; precisi organizzati secondo regole e criteri, che permettessero di trasmettere concetti e intenzioni, di narrare fatti, di collaborare per un fine comune.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>All&rsquo;interno del corpo umano, strutture appartenenti a organi e apparati diversi sono state &ldquo;prese in prestito&rdquo; per essere messe al servizio della parola:</div>
<div>
<ul>
<li>il diaframma, i muscoli addominali e tutte le strutture respiratorie hanno dovuto affinare il loro movimento per gestire il volume della voce, la lunghezza delle frasi, gli accenti e la cadenza del parlato;</li>
<li>la laringe ha sviluppato i micromovimenti articolari e muscolari necessari per creare infinite combinazioni di tensione e spessore delle pliche mucose contenute al suo interno, evolute via via in vere e proprie <strong>corde vocali</strong>;</li>
<li>la lingua, il palato molle, i denti e le labbra non sono pi&ugrave; stati semplicemente dedicati al nutrimento, ma hanno appreso come interagire tra loro, con le altre strutture della bocca, con il flusso d&rsquo;aria in uscita per produrre vocali e consonanti, schiocchi e trilli, per far risuonare e amplificare ogni suono prodotto.</li>
</ul>
</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&Egrave; avvenuto un vero e proprio <em>collage evolutivo</em>, che ha unito parti diverse degli apparati digestivo, respiratorio, masticatorio e muscolo-scheletrico per creare il neonato <strong>sistema vocale</strong>. La conseguenza &egrave; che <strong>la nostra voce &egrave; influenzata da un&rsquo;infinit&agrave; di fattori diversi</strong>!</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La disfonia (ovvero la cattiva qualit&agrave; della voce o la fatica vocale) e l&rsquo;afonia (la perdita completa di voce) possono infatti avere cause molto diverse e a loro volta essere all&rsquo;origine di importanti disagi limitando la comunicazione, l&rsquo;attivit&agrave; lavorativa o la performance artistica.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Una delle principali cause, o concause, di sovraccarico e sforzo vocale &egrave; l&rsquo;<strong>alterazione dell&rsquo;equilibrio posturale</strong>: la priorit&agrave; per l&rsquo;essere umano &egrave; infatti quella di poter mantenere stabilmente la postura eretta che gli permette di controllare l&rsquo;ambiente, interagire con i suoi simili e portare a termine le azioni necessarie alla sopravvivenza. Per quanto parlare e comunicare ci sembri importante, in realt&agrave;, per il nostro sistema si stratta di un optional! <strong>Solo quando la postura &egrave; stabile, sicura e in comfort</strong> (senza dolore) <strong>le nostre capacit&agrave; superiori </strong>(ragionare in modo astratto, comunicare, manifestare creativit&agrave;) <strong>possono esprimersi al meglio</strong>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Per fare un esempio concreto: poniamo caso che sia presente un<strong> difetto visivo</strong>, l&rsquo;occhio destro con un&rsquo;acuit&agrave; decisamente inferiore al sinistro. <strong>La postura del capo </strong>(<strong>e di tutto il corpo di conseguenza</strong>) <strong>ne risentir&agrave;</strong>: la testa cercher&agrave; di ruotare leggermente per favorire l&rsquo;occhio sinistro (i muscoli del collo saranno costantemente attivi in torsione), mentre le spalle potrebbero portarsi in rotazione opposta per favorire l&rsquo;uso della mano destra, il bacino, gli arti inferiori e i piedi saranno informati di riflesso in modo asimmetrico dalla posizione degli occhi e del capo, proseguendo a cascata questo atteggiamento in torsione.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Come potr&agrave; esprimersi la voce in una situazione cos&igrave; sbilanciata e in presenza di tensioni muscolari di questo tipo (e probabilmente con dolori a livello cervicale e dorsale)? Ci sar&agrave; sicuramente pi&ugrave; <strong>fatica vocale</strong>, dovuta alla maggiore tensione,<strong> che sul lungo tempo pu&ograve; cronicizzare in disfonia, afonia ricorrente o alterazioni delle corde vocali</strong>, come noduli o edemi.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Naturalmente non solo i difetti visivi possono creare questo scompenso, ma tutte le alterazioni dei recettori posturali: organo dell&rsquo;equilibrio, mandibola, piede, e tutte le relative interazioni che possono essere evidenziate da un&rsquo;analisi posturale.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La corretta funzionalit&agrave; delle corde vocali &egrave; strettamente connessa, inoltre, con la salute della muscosa che le riveste: se questa &egrave; irritata non potr&agrave; vibrare efficacemente e la voce perder&agrave; di qualit&agrave;. La <strong>salute del tratto digestivo</strong> &egrave; quindi fondamentale: un&rsquo;alimentazione corretta e sana mantiene l&rsquo;equilibrio la flora batterica intestinale e il fisiologico pH gastrico.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Una buona dinamica respiratoria, infine, &egrave; fondamentale per due aspetti:</div>
<div>
<ul>
<li>permette di creare un'adeguata riserva di aria e di espellerla in modo funzionale per la nostra comunicazione: <strong>il volume, la risonanza e la proiezione del suono si creano senza fatica</strong> se la respirazione &egrave; efficiente;</li>
<li>mantiene la pressione all&rsquo;interno della cavit&agrave; addominale nella norma (senza compressione del diaframma sullo stomaco e conseguente reflusso acido) e favorisce la motilit&agrave; intestinale (evitando stasi, fermentazione e gonfiore).</li>
</ul>
</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Chi &egrave; quindi che deve prendersi cura della voce? Gli studi pi&ugrave; recenti supportano l&rsquo;<strong>approccio multidisciplinare </strong>ai disturbi della voce: la diagnosi del medico foniatra o otorinolaringoiatra, la riabilitazione e la rieducazione logopedica, la valutazione e il riequilibrio posturale, il trattamento osteopatico e la ginnastica respiratoria sono gli strumenti pi&ugrave; indicati per individuare la natura del problema e approcciarlo in maniera globale.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Accompagnare il corpo (e la persona) a ritrovare salute ed equilibrio, senza rivolgersi semplicemente al sintomo, &egrave; l&rsquo;obiettivo che ci poniamo a Vialibera: le problematiche di voce sono prese in carico dal punto di vista osteopatico e posturale da professionisti specificamente formati, in collaborazione con Foniatra, Logopedista o Otorinolaringoiatra di riferimento per il paziente.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>L'articolo &egrave; stato redatto da Valeria Milanesio, professionista di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.</em></div>]]></description><pubDate>Thu, 16 Apr 2026 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Dai medical drama alla realtà: la neurochirurgia spiegata ai cittadini ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/dai-medical-drama-alla-realta-la-neurochirurgia-spiegata-ai-cittadini_117158.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/dai-medical-drama-alla-realta-la-neurochirurgia-spiegata-ai-cittadini_117158.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/141846.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Diciamoci la verit&agrave;: quando si parla di chirurgia e di ospedali, l&rsquo;immaginazione corre subito a quello che siamo abituati a vedere nei medical drama pi&ugrave; famosi. Ma com&rsquo;&egrave; davvero la realt&agrave;?</p>
<p>&ldquo;<em>&Egrave; quello a cui cerchiamo di rispondere con i nostri eventi</em>&rdquo;, spiegano i membri della neonata associazione <strong>L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia</strong>, un gruppo di persone che da un anno si impegna a organizzare incontri tra specialisti e cittadini per promuovere la prevenzione, la cultura della salute e la conoscenza delle eccellenze mediche del territorio.</p>
<p>Anche l&rsquo;ultimo evento dell&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia &egrave; stato organizzato in quest&rsquo;ottica: mercoled&igrave; 18 marzo, presso il Centro Incontri della Provincia, davanti a una Sala Falco gremita di spettatori attenti, si &egrave; tenuto l&rsquo;incontro dal titolo &ldquo;<strong>Neurochirurgia, questa sconosciuta!</strong>&rdquo;.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141847.jpg" alt=""></p>
<p>Il successo &egrave; stato evidente fin da subito. Una delle frasi pi&ugrave; ripetute a fine evento dal pubblico, rivolgendosi agli specialisti, &egrave; stata &ldquo;<em>Voi fate miracoli!</em>&rdquo;.</p>
<p>Chi &egrave; davvero il neurochirurgo? Di cosa si occupa e quali patologie tratta? Chi sono le figure che lavorano con lui e quali competenze e formazione devono avere?&nbsp;E infine: perch&eacute; questo reparto non &egrave; presente in tutti gli ospedali? Nella nostra provincia, ad esempio, &egrave; presente solo al Santa Croce e Carle di Cuneo.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141848.jpg" alt=""></p>
<p>A guidare il pubblico durante l&rsquo;incontro &egrave; stato il dottor <strong>Michele D&rsquo;Agruma</strong>, direttore della Struttura Complessa di Neurochirurgia di Cuneo, che insieme al suo staff ha accompagnato i presenti in un vero e proprio viaggio all&rsquo;interno di un reparto ad altissima specializzazione.</p>
<p>Nel suo primo intervento, il dottor D&rsquo;Agruma ha spiegato la struttura del reparto, sottolineando quanto sia fondamentale la multidisciplinariet&agrave;. Neuroradiologia, neurologia, neurorianimazione, neuroanestesia, algologia, neuropatologia, radioterapia e fisiatria sono solo alcune delle specialit&agrave; coinvolte: un lavoro di squadra continuo, indispensabile per affrontare casi complessi.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141849.jpg" alt=""></p>
<p>Nel descrivere l&rsquo;organizzazione del sistema sanitario, che distingue tra ospedali &ldquo;Hub&rdquo; &ndash; gli unici in cui pu&ograve; essere presente la neurochirurgia &ndash; e ospedali &ldquo;Spoke&rdquo;, il dottor D&rsquo;Agruma &egrave; stato affiancato da <strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, attuale presidente della Commissione Sanit&agrave; Regione Piemonte che rivestiva il ruolo di Assessore alla Sanit&agrave; Regionale durante il periodo Covid, quando questo modello &egrave; stato applicato in modo esteso.</p>
<p>Il suo intervento ha evidenziato come questa organizzazione consenta di garantire al cittadino <strong>maggiore sicurezza e qualit&agrave; delle cure</strong>, soprattutto nei casi pi&ugrave; complessi.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141850.jpg" alt=""></p>
<p>Ad entrare nel dettaglio dell&rsquo;organizzazione &egrave; stato il dottor <strong>Andrea Garnero</strong>, neurochirurgo del Santa Croce e Carle, formatosi presso la scuola di specializzazione di Cuneo.</p>
<p>Garnero, il pi&ugrave; giovane dell&rsquo;&eacute;quipe del dottor D&rsquo;Agruma, ha illustrato le diverse modalit&agrave; con cui i pazienti arrivano alla neurochirurgia, per poi descrivere l&rsquo;organizzazione del blocco operatorio e delle sale chirurgiche.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141851.jpg" alt=""></p>
<p>Il dottor <strong>Filippo Veneziani</strong>, anche lui neurochirurgo dell&rsquo;&eacute;quipe, ha invece approfondito il tema delle tecnologie, mostrando come strumenti sempre pi&ugrave; avanzati permettano di ridurre l&rsquo;invasivit&agrave; degli interventi.</p>
<p>Pur rimanendo indispensabile la competenza del neurochirurgo, le tecnologie aiutano a ridurre drasticamente l'invasivit&agrave;: la combinazione &ldquo;<em>expertise chirurgo</em>&rdquo; e &ldquo;<em>avanzata dotazione tecnologia</em>&rdquo; permette la realizzazione di interventi molto complessi e d&rsquo;avanguardia.</p>
<p>L&rsquo;organizzazione del reparto &egrave; stata poi raccontata dalle referenti infermieristiche.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141852.jpg" alt=""></p>
<p>L&rsquo;infermiera <strong>Elena Veglia</strong> ha illustrato le camere di degenza, la terapia sub-intensiva e le tecnologie utilizzate per il monitoraggio continuo dei pazienti e per la loro mobilizzazione.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141853.jpg" alt=""></p>
<p>L&rsquo;infermiera <strong>Annalisa Dutto</strong> ha spiegato il percorso di ricovero, dalla preparazione pre-operatoria all&rsquo;assistenza post-intervento, soffermandosi anche su un aspetto fondamentale: i bisogni del paziente non sono solo fisici, ma anche psicologici.</p>
<p>Un&rsquo;attenzione che coinvolge inevitabilmente anche familiari e caregiver e che richiama il tema, sempre pi&ugrave; centrale, dell&rsquo;umanizzazione delle cure: ambienti, relazioni e supporto emotivo diventano parte integrante del percorso terapeutico.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141854.jpg" alt=""></p>
<p>Con l&rsquo;infermiere strumentista<strong> Alberto Aimar</strong>, il pubblico &egrave; entrato nel dettaglio dell&rsquo;organizzazione della sala operatoria.</p>
<p>Dalla preparazione degli strumenti alla gestione della sterilit&agrave;, dal coordinamento del personale al corretto posizionamento del paziente &ndash; spesso sottoposto a interventi molto lunghi &ndash; ogni fase richiede precisione assoluta e competenze altamente specializzate.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141855.jpg" alt=""></p>
<p>La dottoressa <strong>Marilicia Mileto</strong>, neuroanestesista, ha invece posto l&rsquo;attenzione sulle peculiarit&agrave; di questo ambito.</p>
<p>La neuroanestesia richiede una stretta collaborazione con il neurochirurgo: comunicazione costante e monitoraggio continuo dei parametri sono essenziali, perch&eacute; ogni minima variazione pu&ograve; influire direttamente sull&rsquo;intervento.</p>
<p>Il lavoro dell&rsquo;anestesista non si limita alla sala operatoria: inizia con la valutazione del paziente, prosegue con il confronto con il chirurgo e con il dialogo con il paziente e i familiari, e continua nel post-operatorio.</p>
<p>L&rsquo;obiettivo &egrave; uno solo: <strong>garantire la massima sicurezza del paziente</strong>, attraverso tecnologie avanzate e un controllo costante delle funzioni vitali.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141856.jpg" alt=""></p>
<p>La parte finale dell&rsquo;incontro &egrave; stata dedicata ai <strong>casi clinici</strong>, il momento che pi&ugrave; di tutti ha catturato l&rsquo;attenzione del pubblico.</p>
<p>Il dottor D&rsquo;Agruma ha mostrato alcuni filmati di interventi reali, accompagnandoli con spiegazioni puntuali. Alcuni casi erano particolari e rari, altri pi&ugrave; frequenti, ma tutti hanno reso evidente il livello di complessit&agrave; e precisione richiesto.</p>
<p>In sala lo stupore era evidente ogni volta che veniva indicata la dimensione reale dell&rsquo;area operata: spesso pochi millimetri, uno o due centimetri al massimo.</p>
<p>Non &egrave; mancato il momento delle domande e degli interventi da parte del pubblico, segno del grande interesse scaturito nei presenti.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141857.jpg" alt=""></p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141858.jpg" alt=""></p>
<p>Al termine dell&rsquo;incontro la sensazione condivisa era quella di aver scoperto un mondo poco conosciuto, fatto non solo di tecnologia avanzata, ma soprattutto di competenze, organizzazione e lavoro di squadra.</p>
<p>La frase &ldquo;<em>Voi fate miracoli</em>&rdquo; restituisce bene l&rsquo;emozione del pubblico, ma la serata ha mostrato come, dietro a risultati che possono sembrare straordinari, ci siano in realt&agrave; formazione, competenze, esperienza e una struttura sanitaria pensata per affrontare la complessit&agrave;.</p>
<p>&Egrave; proprio questo il valore di incontri come questo: avvicinare i cittadini alla medicina, rendere comprensibili temi complessi e far conoscere da vicino le eccellenze presenti sul territorio.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117158/small_141859.jpg" alt=""></p>
<p>Sotto al presente articolo &egrave; disponibile il video completo dell&rsquo;evento, suddiviso in capitoli per ogni intervento, per rivedere e approfondire i contenuti della serata.</p>]]></description><pubDate>Fri, 27 Mar 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Alla scoperta dell'omeopatia, la "medicina dei simili"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/alla-scoperta-dell-omeopatia-la-medicina-dei-simili_116235.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/alla-scoperta-dell-omeopatia-la-medicina-dei-simili_116235.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116235/140605.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Louis Pasteur disse: &ldquo;<em>Il germe &egrave; niente, il terreno (dell&rsquo;organismo) &egrave; tutto</em>". Esiste, nel panorama terapeutico, una <strong>medicina che non si occupa del sintomo</strong>, ma mette al centro dell'attenzione il <em>terreno</em> in cui quel sintomo si manifesta, ovvero il <strong>paziente nella sua globalit&agrave; e con la sua storia</strong>.</p>
<p>Ogni individuo presenta infatti nell'et&agrave; attuale, in questa fase specifica della vita, una riserva di risorse pi&ugrave; o meno ampia per contrastare l'insorgenza della malattia: il compito di una medicina lungimirante e sostenibile deve essere quello di rinforzare e ampliare queste riserve, per fare in modo che il paziente diventi autonomamente in grado di mantenersi in salute.</p>
<p>Questi principi rappresentano le basi della medicina omeopatica, anche detta <strong>medicina dei simili</strong>: per chi desiderasse approfondire, luned&igrave; 30 marzo avr&agrave; luogo una <strong>serata divulgativa gratuita </strong>sul tema (contatti per l&rsquo;iscrizione a fondo pagina).</p>
<p>Questa denominazione deriva dal fatto che i rimedi omeopatici sono formulazioni in cui un principio naturale (minerale, vegetale o animale) viene utilizzato (opportunamente diluito e dinamizzato) per trattare un disturbo simile ai sintomi che esso stesso &egrave; in grado di causare, se assunto in dosi massicce. Questa propriet&agrave; fu osservata e studiata dal <strong>medico tedesco Hahnemann</strong> nella prima met&agrave; dell&rsquo;ottocento: egli intu&igrave; che somministrando un principio (con relazione di similitudine con il quadro morboso) in diluizioni specifiche (30 CH), l'intero sistema del paziente era stimolato a reagire, contrastando la causa primaria del sintomo manifestato. Questa reazione rafforzava l&rsquo;&rdquo;arsenale&rdquo; di risorse a disposizione del paziente, che sul lungo tempo risultava meno soggetto a malattie. Hahnemann speriment&ograve; ogni principio attivo e annot&ograve; i sintomi emersi, costituendo la Materia Medica Omeopatica.</p>
<p>Il principio della medicina omeopatica &egrave; quindi l'importanza di <em>stimolare</em> l'organismo, perch&eacute; sia lui stesso a produrre dentro di s&eacute; una <strong>reazione di guarigione</strong>, ovvero di ritorno alla salute (&ldquo;<em>stato di benessere completo, fisico, mentale e sociale</em>&rdquo; secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave;). In medicina tradizionale prevale un approccio <em>sostitutivo</em>, ovvero la tendenza a somministrare dall'esterno la molecola necessaria a contrastare la patologia. Sebbene esistano casi in cui l'organismo &egrave; fortemente debilitato o la malattia &egrave; particolarmente aggressiva, dove la terapia medica tradizionale &egrave; fondamentale, nei casi in cui il giudizio del medico sia favorevole l'approccio omeopatico &egrave; una modalit&agrave; possibile di sostenere il corpo nel ricreare un equilibrio psico-fisico.</p>
<p>La terapia omeopatica si struttura inoltre in due componenti fondamentali:</p>
<ul>
<li>La terapia di fondo, che mira a rafforzare il &ldquo;terreno&rdquo;, ovvero le risorse di autoregolazione e autoguarigione del paziente, al fine di ridurre gli episodi di malattia;</li>
<li>La terapia dell'acuto o sintomatica, per contenere e lenire i sintomi episodici.</li>
</ul>
<p>Ogni manifestazione morbosa coinvolger&agrave;, necessariamente, tutti gli aspetti del paziente: cos&igrave; i sintomi fisici e psicologici saranno messi in relazione all&rsquo;interno della diagnosi del medico omeopata. La medicina omeopatica considera sempre il paziente nelle sue componenti fisica, mentale ed energetica, poich&eacute; la forza vitale &egrave; quell'energia dinamica che in salute sostiene l&rsquo;equilibrio omeostatico del soggetto e, quando alterata, produce la malattia. &ldquo;<em>Guarire </em>&ndash; scrisse il grande medico omeopata Tommaso Paschero &ndash; <em>&egrave; rettificare la vis medicatrix naturae (o energia vitale)</em>&rdquo;.</p>
<p><em>La serata divulgativa offerta dal dott. Francesco Siccardi avr&agrave; luogo luned&igrave; 30 marzo alle ore 20.30 presso <strong>Vialibera</strong> (via Virginio Allione 2, Cuneo). La partecipazione &egrave; gratuita, ma &egrave; necessaria la prenotazione alla segreteria (vialiberacuneo@gmail.com, 393 9876450).</em></p>
<p><em>Per rimanere aggiornato sugli eventi e le proposte, siamo disponibili ai nostri contatti, sui social alle pagine instagram vialibera_cuneo e achc_coreaddominale, e sui nostri siti <a href="https://www.vialiberacuneo.com" target="_blank" rel="nofollow">www.vialiberacuneo.com</a> e <a href="https://www.abdominalcorehealthcenter.com" target="_blank" rel="nofollow">www.abdominalcorehealthcenter.com</a>: ogni mese approfondiamo vari temi e condividiamo spunti ed esercizi per una vita pi&ugrave; sana e consapevole.&nbsp;</em></p>
<p><em>L&rsquo;articolo &egrave; stato redatto dal dott. Francesco Siccardi.</em></p>]]></description><pubDate>Thu, 12 Mar 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Linee guida per l’autismo in età evolutiva, un volume firmato da un esperto dell’Asl Cn1]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/linee-guida-per-lautismo-in-eta-evolutiva-un-volume-firmato-da-un-esperto-dellasl-cn1_116213.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/linee-guida-per-lautismo-in-eta-evolutiva-un-volume-firmato-da-un-esperto-dellasl-cn1_116213.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116213/140564.jpg" title="Immagine di repertorio " alt="Immagine di repertorio " /><br /><p style="text-align: justify;">&Egrave; uscito, pubblicato dalla Erickson, un volume scritto a quattro mani da Maurizio Giuseppe Arduino, direttore della struttura di Psicologia e Psicopatologia dello sviluppo dell&rsquo;Asl CN1 e responsabile del C.A.S.A. (Centro per l&rsquo;Autismo e Sindrome di Asperger) e Giovanni Valeri, neuropsichiatra infantile, psicologo e psicoterapeuta in servizio presso l&rsquo;ospedaIe pediatrico Bambino Ges&ugrave;.&nbsp;<br><br>Il volume &ldquo;Linee Guida per l&rsquo;autismo in et&agrave; evolutiva&ldquo;, offre una lettura approfondita e aggiornata della Linea guida italiana sulla diagnosi e sul trattamento del disturbo dello spettro autistico in bambini/e e adolescenti (2023-2025), mettendola a confronto con le pi&ugrave; significative Linee guida internazionali, cosa che costituisce un plus interessante per i professionisti del settore.&nbsp;<br><br>&ldquo;<em>L&rsquo;autismo oggi richiede una visione complessa e integrata</em> - spiegano gli autori -,<em> capace di considerare non solo gli aspetti clinici, ma anche le trasformazioni sociali, i contesti di vita e la qualit&agrave; dell&rsquo;esistenza delle persone autistiche e delle loro famiglie</em>&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima parte del libro analizza il percorso metodologico che porta alla costruzione delle Linee guida, sintetizzando le raccomandazioni nazionali e internazionali, con particolare attenzione agli interventi non farmacologici. La seconda parte raccoglie i contributi di esperti ed esperte provenienti da ambiti diversi (medico, psicologico, logopedico, riabilitativo ed educativo) che propongono una lettura critica delle indicazioni.<br><br>Il volume &egrave; arricchito da esempi diagnostici e terapeutici e si configura come uno strumento di riferimento per chi &egrave; chiamato a progettare e realizzare percorsi diagnostici, terapeutici, assistenziali ed educativi coerenti con le raccomandazioni pi&ugrave; aggiornate, con l&rsquo;obiettivo di migliorare la qualit&agrave; della vita delle persone con ASD e delle loro famiglie.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116213/small_140565.jpg"></p>]]></description><pubDate>Wed, 11 Mar 2026 12:36:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Chi è il neurochirurgo e quando entra in gioco? A Cuneo un incontro aperto al pubblico]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/chi-e-il-neurochirurgo-e-quando-entra-in-gioco-a-cuneo-un-incontro-aperto-al-pubblico_116168.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/chi-e-il-neurochirurgo-e-quando-entra-in-gioco-a-cuneo-un-incontro-aperto-al-pubblico_116168.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116168/140508.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Di cosa si occupa un neurochirurgo? Quando entra in gioco la neurochirurgia? E perch&eacute; questo reparto non &egrave; presente in tutti gli ospedali?</p>
<p>Sono domande che molti cittadini si pongono quando si parla di cervello, colonna vertebrale e sistema nervoso. Per rispondere a questi interrogativi L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia organizza un incontro divulgativo aperto al pubblico dal titolo &ldquo;<em>Neurochirurgia, questa sconosciuta!</em>&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;appuntamento &egrave; in programma mercoled&igrave; 18 marzo alle ore 17.30 presso la Sala Falco del Centro Incontri della Provincia di Cuneo.<br>Protagonista dell&rsquo;incontro sar&agrave; il direttore della Struttura Complessa di Neurochirurgia dell&rsquo;Ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, il dottor <strong>Michele D&rsquo;Agruma</strong>, che insieme al suo staff accompagner&agrave; il pubblico in un viaggio alla scoperta di una delle specialit&agrave; mediche pi&ugrave; complesse e affascinanti.</p>
<p>Durante l&rsquo;evento verr&agrave; spiegato con un linguaggio semplice e accessibile chi &egrave; il neurochirurgo e di cosa si occupa, quali sono le patologie pi&ugrave; comuni trattate dalla neurochirurgia e quali sono le figure professionali che lavorano all&rsquo;interno dell&rsquo;&eacute;quipe accanto al chirurgo.</p>
<p>L&rsquo;incontro sar&agrave; anche l&rsquo;occasione per comprendere perch&eacute; la neurochirurgia non &egrave; presente in tutti gli ospedali, ma solo in alcune strutture di riferimento &ndash; i cosiddetti ospedali &ldquo;hub&rdquo; &ndash; dotate delle condizioni tecnologiche, organizzative e professionali necessarie per gestire interventi ad alta complessit&agrave;.</p>
<p>Ampio spazio sar&agrave; dedicato alle domande del pubblico, con la possibilit&agrave; per i cittadini di confrontarsi direttamente con gli specialisti e chiarire dubbi su un ambito della medicina spesso poco conosciuto.</p>
<p>L&rsquo;obiettivo dell&rsquo;iniziativa &egrave; avvicinare i cittadini al mondo della medicina, spiegando in modo chiaro come lavorano i professionisti della sanit&agrave; e come funzionano i reparti di alta specializzazione che svolgono un ruolo fondamentale nella rete sanitaria.<br>L&rsquo;incontro &egrave; gratuito e aperto a tutti, ma &egrave; consigliata la prenotazione online al seguente <a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-neurochirurgia-questa-sconosciuta-1984387891602" target="_blank" rel="nofollow">LINK</a>.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116168/small_140509.jpg" alt=""></p>]]></description><pubDate>Tue, 10 Mar 2026 16:55:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Prevenzione: nel 2025 somministrati quasi 3 milioni di vaccini in Piemonte]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/prevenzione-nel-2025-somministrati-quasi-3-milioni-di-vaccini-in-piemonte_115993.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/prevenzione-nel-2025-somministrati-quasi-3-milioni-di-vaccini-in-piemonte_115993.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115993/140209.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sono stati presentati ufficialmente i dati 2025 relativi alle attivit&agrave; dei Dipartimenti di Prevenzione del Piemonte. Il bilancio, illustrato durante una conferenza stampa nella Sala Trasparenza del Grattacielo Piemonte, evidenzia numeri di grande rilievo e conferma il ruolo fondamentale di oltre 2.200 professionisti impegnati quotidianamente nella tutela della salute pubblica.</p>
<h2>Sicurezza sul lavoro</h2>
<p><strong>Ispezioni e controlli sulle imprese</strong> rappresentano un punto di forza: nel corso del 2025 gli SPreSAL (Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro) hanno vigilato su 8.848 aziende, di cui 1.650 cantieri e 672 aziende agricole, con 1.906 aziende sanzionate o sottoposte a prescrizioni e 43 attivit&agrave; sospese per gravi inadempienze. Sono state inoltre avviate quasi mille inchieste su infortuni sul lavoro.</p>
<h2>Ambito alimentare</h2>
<p>I Servizi veterinari e i SIAN hanno effettuato oltre 10.000 controlli presso imprese produttrici, negozi, ristoranti, mense e bar, rilevando quasi 7.000 irregolarit&agrave; minori e oltre 1.000 sanzioni amministrative. Prelevati circa 6.500 campioni alimentari e verificata la salubrit&agrave; di oltre 40 milioni di animali destinati al consumo. Nel corso dell&rsquo;anno, sono stati emessi 25.810 certificati per l&rsquo;export di alimenti piemontesi.</p>
<h2>Benessere animale</h2>
<p>I Servizi veterinari hanno inoltre effettuato 5.500 controlli sul benessere animale, svolto quasi 36.000 attivit&agrave; di prevenzione nelle aziende zootecniche e 900 controlli igienico-sanitari sulla filiera del latte. Per quanto riguarda la <strong>potabilit&agrave; dell&rsquo;acqua</strong>, sono stati analizzati oltre 15.000 campioni prelevati dalla rete acquedottistica regionale.</p>
<h2>Promozione della salute e attivit&agrave; nelle scuole</h2>
<p>Nell&rsquo;ambito del Piano Regionale della Prevenzione circa 198.000 studenti sono stati coinvolti nel programma &ldquo;Scuole che promuovono la salute&rdquo; e oltre 10.700 persone hanno aderito al programma &ldquo;Comunit&agrave; attive&rdquo;. Inoltre, le ASL piemontesi hanno erogato quasi 11.600 attivit&agrave; nutrizionali nelle scuole e nelle strutture sanitarie residenziali.</p>
<h2>Campagne vaccinali</h2>
<p>Nel 2025 sono state somministrate 1.505.340 dosi di vaccino destinate a bambini e adolescenti e 1.350.872 agli adulti. I SISP (Servizio Igiene e Sanit&agrave; Pubblica) hanno anche effettuato quasi 3.700 sopralluoghi igienico-sanitari e analizzato 1.700 campioni ambientali.</p>
<p>Nel 2025, i Servizi di Medicina legale dei Dipartimenti di Prevenzione hanno eseguito quasi 172.000 visite per accertamenti di invalidit&agrave;, disabilit&agrave; e collocamento protetto al lavoro.</p>
<h2>Screening oncologici</h2>
<p>Grazie all&rsquo;UVOS e ai Dipartimenti clinici, sono stati garantiti controlli gratuiti per la diagnosi precoce di tumori, con 255.269 mammografie, 118.731 Pap-test o test HPV e oltre 219.000 test per la ricerca di sangue occulto nelle feci.</p>
<p>Durante la presentazione, l&rsquo;assessore alla Sanit&agrave; Federico Riboldi ha sottolineato l&rsquo;impegno costante dei Dipartimenti: &laquo;Svolgono un lavoro fondamentale, spesso dato per scontato. Il bilancio ampiamente positivo del 2025 conferma la volont&agrave; di proseguire con attenzione crescente verso prevenzione, sicurezza e promozione della salute&raquo;.</p>
<p>Per maggiori dettagli &egrave; disponibile il report completo sul sito della Regione Piemonte: <a href="https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/dati-attivita-dei-dipartimenti-prevenzione-nel-2025" target="_blank" rel="nofollow">Link ai dati ufficiali</a>.</p>]]></description><pubDate>Sat, 07 Mar 2026 12:45:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Dismorfofobia: quando lo specchio diventa un nemico]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/fossanese/dismorfofobia-quando-lo-specchio-diventa-un-nemico_115907.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/fossanese/dismorfofobia-quando-lo-specchio-diventa-un-nemico_115907.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/140084.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Gioved&igrave; 26 febbraio, nella Sala Barbero del Castello degli Acaja di Fossano, si &egrave; svolto l&rsquo;incontro <strong>&ldquo;Sei come ti vedi? La corretta percezione di s&eacute;&rdquo;</strong>, una serata di approfondimento dedicata al tema della dismorfofobia organizzata dall&rsquo;associazione <strong>L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia</strong> con il supporto della <strong>Clinica Biomed</strong>.</p>
<p>L&rsquo;evento ha registrato una grande partecipazione di pubblico, segno di quanto il tema della percezione del corpo e del rapporto con la propria immagine sia oggi centrale, soprattutto tra i pi&ugrave; giovani.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140099.jpg" alt=""></p>
<p>La <strong>dismorfofobia</strong>, o disturbo da dismorfismo corporeo, &egrave; una condizione psicologica caratterizzata da una preoccupazione eccessiva per difetti fisici minimi o addirittura inesistenti. Chi ne soffre tende a percepire il proprio corpo in modo profondamente distorto, arrivando a sviluppare comportamenti ossessivi come il controllo continuo allo specchio, l&rsquo;evitamento della propria immagine o la ricerca di soluzioni drastiche per modificare il proprio aspetto.</p>
<p>Durante la serata, diversi specialisti hanno affrontato il tema da prospettive differenti &ndash; sanitaria, psicologica, chirurgica e sportiva &ndash; offrendo una visione multidisciplinare di un fenomeno sempre pi&ugrave; diffuso nella societ&agrave; contemporanea.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140092.jpg" alt=""></p>
<h2>Social media e nuovi modelli estetici</h2>
<p>Dopo il saluto iniziale del sindaco di Fossano <strong>Dario Tallone</strong>, ad aprire gli interventi &egrave; stato <strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, presidente della Commissione Sanit&agrave; della Regione Piemonte, che ha inquadrato la dismorfofobia nel contesto dei profondi cambiamenti culturali e tecnologici degli ultimi anni.</p>
<p>Secondo Icardi, uno degli elementi chiave che influenzano oggi la percezione del corpo &egrave; il ruolo delle piattaforme digitali e dei social media. Strumenti come Instagram, TikTok o YouTube rappresentano senza dubbio potenti mezzi di comunicazione e condivisione, ma allo stesso tempo contribuiscono a diffondere modelli estetici spesso irrealistici.</p>
<p>Filtri digitali, immagini ritoccate e strategie di marketing costruiscono infatti un&rsquo;idea di bellezza artificiale, difficile se non impossibile da raggiungere nella vita reale. Questo fenomeno &egrave; particolarmente evidente tra gli adolescenti, che si trovano costantemente esposti a immagini di corpi perfetti e idealizzati.</p>
<p>In questo contesto si inserisce anche la cosiddetta &ldquo;selfie dysmorphia&rdquo;, una forma di insoddisfazione verso il proprio aspetto legata al confronto con le immagini filtrate e modificate viste online.</p>
<p>Il relatore ha inoltre presentato alcuni dati preoccupanti sulla salute mentale delle nuove generazioni. Negli ultimi anni si &egrave; registrato un aumento significativo delle consulenze psichiatriche tra bambini e adolescenti, cos&igrave; come dei comportamenti autolesivi e delle problematiche legate all&rsquo;ansia, ai disturbi alimentari e all&rsquo;ideazione suicidaria.</p>
<p>Anche in Piemonte i servizi sanitari hanno osservato un forte incremento degli accessi per disturbi mentali e del comportamento alimentare tra i pi&ugrave; giovani.</p>
<p>Di fronte a questo scenario, Icardi ha sottolineato l&rsquo;importanza di politiche di prevenzione integrate, basate sulla collaborazione tra sanit&agrave;, scuola e comunit&agrave;. Tra gli strumenti principali figurano il Piano Nazionale e il Piano Regionale della Prevenzione, che promuovono interventi educativi e iniziative di sensibilizzazione rivolte a famiglie, insegnanti e operatori sanitari.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140093.jpg" alt=""></p>
<h2>I disturbi alimentari e il rifiuto del proprio corpo</h2>
<p>Il secondo intervento della serata &egrave; stato affidato alla dottoressa <strong>Silvia Margherita Croce</strong>, psichiatra del Centro Disturbi Alimentari del Dipartimento di Salute Mentale dell&rsquo;ASL CN1.</p>
<p>La relatrice ha affrontato il tema dei <strong>disturbi della nutrizione e dell&rsquo;alimentazione</strong>, patologie sempre pi&ugrave; diffuse tra adolescenti e giovani adulti e considerate oggi tra le principali cause di disabilit&agrave; nei giovani.</p>
<p>Questi disturbi non riguardano soltanto il comportamento alimentare, ma coinvolgono la percezione del corpo, i processi cognitivi e l&rsquo;equilibrio emotivo della persona.</p>
<p>Tra le forme pi&ugrave; conosciute figurano l&rsquo;<strong>anoressia nervosa</strong>, caratterizzata da una forte perdita di peso accompagnata da un&rsquo;intensa paura di ingrassare e da una distorsione dell&rsquo;immagine corporea; la <strong>bulimia nervosa</strong>, contraddistinta da episodi ricorrenti di abbuffate seguiti da comportamenti compensatori come vomito autoindotto o uso improprio di farmaci; e il <strong>binge eating disorder</strong>, in cui le abbuffate non sono seguite da comportamenti compensatori e spesso si associano a obesit&agrave; e forte senso di colpa.</p>
<p>Accanto a queste forme esistono anche altri disturbi meno noti, come il <strong>disturbo evitante-restrittivo dell&rsquo;assunzione di cibo</strong> o alcune forme atipiche che non soddisfano completamente i criteri diagnostici ma hanno comunque un impatto significativo sulla salute.</p>
<p>Un aspetto particolarmente importante riguarda i <strong>segnali precoci</strong>, che spesso vengono sottovalutati. Tra questi figurano il rifiuto del proprio corpo, il controllo eccessivo dell&rsquo;alimentazione, l&rsquo;eliminazione di determinati cibi, l&rsquo;aumento improvviso dell&rsquo;attivit&agrave; fisica e il confronto continuo con modelli estetici irrealistici.</p>
<p>Secondo Croce, lo sviluppo di questi disturbi dipende dall&rsquo;interazione di diversi fattori: individuali, come bassa autostima o perfezionismo; familiari, legati alle dinamiche relazionali; e sociali e culturali, tra cui la pressione esercitata dai media e dai modelli estetici dominanti.</p>
<p>La prevenzione passa quindi attraverso il rafforzamento dei <strong>fattori protettivi</strong>, come la promozione dell&rsquo;autostima, l&rsquo;educazione alimentare e lo sviluppo di una visione critica nei confronti dei modelli proposti dai media.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140094.jpg" alt=""></p>
<h2>Chirurgia plastica: quando &egrave; indicata?</h2>
<p>Il dottor <strong>Alberto Rivarossa</strong>, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Plastica dell&rsquo;ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, ha offerto una riflessione sulla chirurgia plastica distinguendo chiaramente tra la sua dimensione ricostruttiva e quella estetica.</p>
<p>La chirurgia plastica, ha spiegato, comprende infatti diversi ambiti: la chirurgia ricostruttiva, la chirurgia estetica e la medicina rigenerativa.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140095.jpg" alt=""></p>
<p>La chirurgia ricostruttiva ha origini antichissime e nasce con l&rsquo;obiettivo di riparare lesioni, traumi o malformazioni. Attraverso esempi clinici e immagini di interventi, Rivarossa ha mostrato come questa disciplina possa restituire funzionalit&agrave; e qualit&agrave; di vita a pazienti colpiti da tumori cutanei, traumi o interventi oncologici, come nel caso della ricostruzione mammaria dopo una mastectomia.</p>
<p>Diverso &egrave; invece il discorso per la chirurgia estetica, che nasce spesso dal desiderio di migliorare l&rsquo;armonia del proprio corpo o di rafforzare la propria autostima.</p>
<p>Il rischio, tuttavia, &egrave; che in alcuni casi questa ricerca si trasformi in una c<strong>orsa alla perfezione</strong>, portando le persone a sottoporsi a interventi ripetuti senza mai sentirsi realmente soddisfatte.</p>
<p>Per questo motivo il chirurgo ha sottolineato l&rsquo;importanza di una corretta informazione e della scelta di professionisti qualificati, mettendo in guardia contro il cosiddetto <strong>turismo sanitario</strong> e le offerte di chirurgia estetica a basso costo.</p>
<p>Migliorare il proprio aspetto, ha concluso Rivarossa, non significa inseguire modelli irrealistici o imitare celebrit&agrave;, ma valorizzare la propria unicit&agrave; nel rispetto della sicurezza medica e dell&rsquo;equilibrio psicologico del paziente.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140096.jpg" alt=""></p>
<h2>La dimensione psicologica</h2>
<p>Il punto di vista psichiatrico &egrave; stato approfondito dalla dottoressa <strong>Erika Paradiso</strong>, dirigente medico presso l&rsquo;ospedale Santissima Annunziata di Savigliano.</p>
<p>Il suo intervento &egrave; partito dal concetto di <strong>immagine corporea</strong>, intesa come la rappresentazione mentale che ciascuno ha del proprio corpo.</p>
<p>Non si tratta di una fotografia oggettiva della realt&agrave;, ma di una costruzione psicologica complessa influenzata da percezioni, emozioni, pensieri e comportamenti. Questa rappresentazione si sviluppa nel corso della vita attraverso l&rsquo;interazione tra fattori biologici, psicologici e sociali.</p>
<p>L&rsquo;immagine corporea comprende diverse componenti - percettiva, affettiva, cognitiva e comportamentale - e si forma fin dall&rsquo;infanzia attraverso le relazioni, il confronto sociale e l&rsquo;influenza dei media.</p>
<p>Paradiso ha richiamato anche alcuni concetti della psicoanalisi, come quello di &ldquo;<strong>Io-pelle&rdquo;</strong>, secondo cui la pelle rappresenta non solo un organo biologico ma anche un confine psichico tra il s&eacute; e il mondo esterno.</p>
<p>Quando questo equilibrio si rompe, il disagio pu&ograve; manifestarsi attraverso il corpo, dando origine a disturbi psicosomatici o a tentativi di modificazione corporea utilizzati per compensare fragilit&agrave; interiori.</p>
<p>Nel caso della dismorfofobia, la persona sviluppa una preoccupazione eccessiva per difetti fisici minimi o inesistenti, accompagnata da comportamenti ripetitivi come il controllo continuo allo specchio o l&rsquo;evitamento della propria immagine.&nbsp;</p>
<p>Il disturbo pu&ograve; compromettere in modo significativo la vita sociale, affettiva e lavorativa.&nbsp;Per questo motivo &egrave; fondamentale la collaborazione tra chirurghi plastici e psichiatri: il chirurgo non deve limitarsi alla dimensione tecnica dell&rsquo;intervento, ma svolgere anche un ruolo di filtro clinico ed etico, valutando quando sia opportuno intervenire e quando, invece, sia necessario indirizzare il paziente verso un percorso psicologico o psichiatrico.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140097.jpg" alt=""></p>
<h2>Quando lo sport diventa compulsivo</h2>
<p>A chiudere la serata &egrave; stato l&rsquo;intervento del professor <strong>Fabrizio Solferino</strong>, docente nazionale della Federazione Pallavolo e operatore del benessere.</p>
<p>Solferino ha affrontato il rapporto tra sport, immagine corporea e benessere psicologico, ricordando come l&rsquo;attivit&agrave; fisica rappresenti uno strumento fondamentale per il mantenimento dell&rsquo;equilibrio tra dimensione fisica, psicologica ed emotiva.</p>
<p>Lo sport pu&ograve; contribuire a migliorare la percezione del proprio corpo, rafforzare l&rsquo;identit&agrave; personale e sviluppare una maggiore consapevolezza di s&eacute;.&nbsp;Tuttavia, anche in questo ambito esiste un rischio: quando l&rsquo;attivit&agrave; sportiva diventa un mezzo per inseguire un ideale corporeo irrealistico o per compensare insicurezze personali, pu&ograve; trasformarsi in un comportamento compulsivo.</p>
<p>In questi casi possono emergere segnali di disagio come affaticamento ingiustificato, perdita di peso eccessiva, irregolarit&agrave; del ciclo mestruale o una crescente distanza tra la percezione che una persona ha di s&eacute; e la propria realt&agrave; fisica.</p>
<p>Secondo Solferino, la prevenzione passa attraverso l&rsquo;educazione a una pratica sportiva equilibrata e attraverso la collaborazione tra diverse figure professionali. Gli sport di gruppo sono preferibili a quelli individuali, in quanto la componente della socialit&agrave; e dello spirito di squadra possono fare la differenza.&nbsp;La figura dell'allenatore, inoltre, pu&ograve; intercettare precocemente situazioni di rischio e promuovere una relazione sana tra corpo, sport e identit&agrave; personale.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115907/small_140098.jpg" alt=""></p>]]></description><pubDate>Fri, 06 Mar 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Incontinenza: quando una perdita dà l’allarme]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/incontinenza-quando-una-perdita-da-lallarme_114714.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/incontinenza-quando-una-perdita-da-lallarme_114714.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/114714/138383.jpg" title="" alt="" /><br /><div>Quante volte uno starnuto improvviso, una risata di cuore con le amiche o il semplice gesto di sollevare le borse della spesa si &egrave; trasformato in un momento di imbarazzo? Se vi &egrave; capitato di avvertire una piccola perdita involontaria di urina in queste situazioni, sappiate che non siete sole. L'<strong>incontinenza urinaria da sforzo</strong> &egrave; una condizione patologica che interessa una donna su tre dopo i 40 anni e una donna su due dopo i 65 anni. Nonostante il numero altissimo di donne affette, viene spesso considerata una situazione normale: non si cerca una soluzione, non si parla del problema e non ci si rivolge a professionisti specializzati. Il primo passo per rompere questo tab&ugrave; &egrave; sicuramente fare informazione, perci&ograve;, per chi desiderasse approfondire, luned&igrave; 16 febbraio avr&agrave; luogo una <strong>serata divulgativa gratuita</strong> sul tema (contatti per l&rsquo;iscrizione a fondo pagina).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Questo tipo di incontinenza avviene quando si verifica un <strong>aumento della pressione intraaddominale</strong> (causato dal movimento del diaframma durante la risata o la tosse, da una sollecitazione meccanica durante un salto o il sollevamento di un peso) e viene a mancare l&rsquo;adeguato contenimento fornito dalla contrazione riflessa della parete addominale e del pavimento pelvico. A causa di questa &ldquo;mancata tenuta&rdquo;, la forza pressoria si scarica sugli organi contenuti nel bacino (retto, utero, ovaie, vescica e uretra) sotto forma di<strong> spinta verso il basso</strong>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il sostegno di questi organi &egrave; deputato prevalentemente a tessuti passivi:<strong> legamenti e fasce costituiti da tessuto connettivo elastico </strong>formano una sorta di amaca che chiude inferiormente il bacino (sapevi che il pavimento pelvico &egrave; formato solo al 20% da muscolo? Tutto il resto &egrave; connettivo!). Questa amaca elasticizzata ha capacit&agrave; di resistere alla normale pressione intraaddominale, ma, laddove questa spinta sia per lungo tempo aumentata e non contenuta dalle pareti muscolari,<strong> il contenimento elastico pu&ograve; lasciarsi andare</strong> (tecnicamente: il tessuto connettivo va incontro a lassit&agrave;).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Perso il loro sostegno inferiore, <strong>gli organi pelvici vivono un graduale scivolamento verso il basso</strong> a causa della gravit&agrave; e delle quotidiane sollecitazioni meccaniche e pressorie: quando la vescica si disloca, l&rsquo;uretra perde la sua fisiologica angolatura e lo sfintere la sua capacit&agrave; di continenza. Ecco che <strong>si instaura l&rsquo;incontinenza da sforzo</strong>, primo <strong>campanello di allarme</strong> che indica la necessit&agrave; di trattare e rieducare la dinamica addominale e pelvica.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Eventi come la <strong>gravidanza</strong> e il <strong>parto</strong> sono naturalmente tra le cause principali di questa lassit&agrave; (e quindi dell&rsquo;incontinenza), ma ci sono numerosissimi altri fattori coinvolti:</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>
<ul>
<li><strong>menopausa</strong>: il cambiamento di assetto ormonale pu&ograve; favorire la lassit&agrave; del tessuto connettivo in tutto il corpo;&nbsp;</li>
<li><strong>stile di vita sedentario</strong>: la perdita di tono muscolare coinvolge anche il core addominale e predispone al prolasso (discesa) degli organi del bacino;</li>
<li><strong>eccessivo sport</strong>: se la forza della parete addominale e quella del pavimento pelvico non sono tra loro proporzionate, i grandi muscoli addominali vinceranno il &ldquo;braccio di ferro&rdquo; a scapito del pavimento pelvico e degli organi della pelvi;</li>
<li><strong>stress, fumo, alimentazione scorretta</strong>: tutto ci&ograve; che promuove l&rsquo;infiammazione sistemica favorisce la perdita di qualit&agrave; del tessuto connettivo, la stasi intestinale e lo sforzo durante l&rsquo;evacuazione (altro importante fattore di rischio per il prolasso pelvico).</li>
</ul>
</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ad oggi, <strong>liberarsi dell&rsquo;incontinenza da sforzo &egrave; tutt&rsquo;altro che impossibile</strong>: esistono centri e professionisti specializzati, metodi validati e multidisciplinari per arginare la progressione dell&rsquo;incontinenza. <strong>Le ricerche pi&ugrave; recenti favoriscono gli approcci globali</strong> rispetto agli esercizi localizzati, consigliando la presa in carico della paziente sotto tutti i punti di vista:</div>
<div>&nbsp;</div>
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<ul>
<li><strong>riabilitazione del pavimento pelvico e del core addominale</strong>: a seconda della casistica, l&rsquo;approccio pu&ograve; variare significativamente. &Egrave; importante che il professionista di riferimento conosca a fondo molte metodiche riabilitative e possa guidare correttamente la paziente durante il percorso (ginnastica hipopressiva, Caufriez Concept, Metodo Guillarme, Metodo de Gasquet, ginnastica respiratoria sono solo alcune delle possibilit&agrave;);</li>
<li><strong>stile di vita</strong>: un corretto ritmo sonno veglia, orari dei pasti regolari e alimentazione antinfiammatoria, attivit&agrave; fisica adeguata, esposizione all&rsquo;aria aperta e alla luce solare sono solo alcuni dei fondamentali presupposti per una corretta riparazione e rigenerazione dei tessuti di tutto il corpo;</li>
<li><strong>supporti e chirurgia</strong>: nei casi pi&ugrave; severi, la medicina offre soluzioni mini-invasive. Esistono piccoli dispositivi come i pessari vaginali per il supporto uretrale (specie se abbinati a prolasso vescicale) o interventi chirurgici, risolutivi se abbinati ad una corretta fisioterapia prima e dopo l&rsquo;intervento (per minimizzare il rischio di recidive).</li>
</ul>
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</div>
<div>I<strong>l vero ostacolo oggi non &egrave; la patologia in s&eacute;, ma il silenzio che la circonda</strong>: molte donne rinunciano alla ginnastica, ai viaggi o alla vita sociale per timore di piccoli "incidenti". Tuttavia, con un&rsquo;attenta valutazione del core addominale e del pavimento pelvico si pu&ograve; fare prevenzione e intraprendere una riabilitazione mirata e specifica per risolvere o contenere ampiamente il problema.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Le stesse metodiche riabilitative possono risultare non solo inefficaci, ma addirittura controproducenti se non applicate correttamente e dopo attenta valutazione di tutti i fattori in gioco. &Egrave; fondamentale quindi <strong>affidarsi a professionisti qualificati </strong>sia per la valutazione che per la riabilitazione e vanno assolutamente evitati il fai da te e i programmi standardizzati reperibili sul web.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La <strong>serata divulgativa organizzata da Abdominal Core Health Center </strong>(polo specializzato nella valutazione e nella cura delle problematiche del core addominale e del pavimento pelvico) avr&agrave; luogo<strong> luned&igrave; 16 febbraio alle ore 20.30 presso Vialibera</strong> (via Virginio Allione 2, Cuneo). La partecipazione &egrave; gratuita, ma &egrave; necessaria la prenotazione alla segreteria (vialiberacuneo@gmail.com, 393 9876450).</div>
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<div><em>L'articolo &egrave; stato redatto da Fabrizio Botanica, Valentina Guglielmo e Valeria Milanesio, professionisti di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.</em></div>]]></description><pubDate>Thu, 12 Feb 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Dieci buoni propositi per un anno di salute]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/dieci-buoni-propositi-per-un-anno-di-salute_113623.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/dieci-buoni-propositi-per-un-anno-di-salute_113623.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/113623/136743.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Cara lettrice, caro lettore,</p>
<p>Al termine di un lungo anno di proposte, di eventi, di consigli e di approfondimenti, torniamo ad abitare questo spazio prezioso che &egrave; la rubrica Vivi Meglio: siamo felici di continuare a raccontarvi la storia di una ricerca, <strong>la ricerca di una Salute con la S maiuscola</strong> che coinvolga davvero il nostro essere su tutti i piani.</p>
<p>Tra chi compila lunghi elenchi di buoni propositi e chi detesta la pressione della &ldquo;vita nuova&rdquo;, attesa insieme al nuovo anno, noi di Vialibera crediamo che l&rsquo;intento pi&ugrave; bello sia spesso il pi&ugrave; semplice:<strong> riscoprire ci&ograve; che ci fa bene, ci arricchisce, ci ricarica</strong>. Perci&ograve; abbiamo deciso di donarvi la nostra personale <strong>lista di intenzioni per il 2026</strong>, scritta a tante mani, adatta a grandi e piccini che desiderino entrare un po&rsquo; pi&ugrave; in connessione con s&eacute;: puoi stamparla, salvarla sul tuo smartphone o ricopiarla e abbellirla per appenderla ad una bacheca di sughero. L&rsquo;importante &egrave; che la incontri con lo sguardo almeno una volta al giorno.</p>
<h2>1 - Respira</h2>
<p>La respirazione &egrave; il nostro meccanismo principale di <strong>pulizia e di espulsione delle tossine</strong>, oltre ad essere, ovviamente, il mezzo con cui introduciamo ossigeno nei nostri tessuti. Il respiro &egrave; la prima cosa che scopriamo una volta arrivati in questo mondo e ci accompagna fino al momento in cui lo lasciamo. Nella tradizione yogica, il respiro &egrave; addirittura lo <strong>strumento principale di assorbimento del <em>prana</em></strong>, l&rsquo;energia vitale, dall&rsquo;ambiente esterno: come farlo funzionare al meglio?&nbsp;</p>
<p>Inspira dal naso, facendo entrare quanta pi&ugrave; aria possibile: non si gonfia solo l&rsquo;addome o solo il torace, ma anche le arcate costali, i fianchi, la zona lombare e pelvica, lo sterno, il dorso, lo spazio dietro alle clavicole. <strong>Lascia uscire l&rsquo;aria dalla bocca</strong>, avendo cura di svuotare ognuna delle parti che hai precedentemente espanso. Ripeti per un minuto, rallentando via via il ritmo del respiro e ascoltando i cambiamenti che avvengono.</p>
<h2>2 - C&egrave;ntrati&nbsp;</h2>
<p><strong>Quanto durano i tuoi buoni propositi di inizio anno?</strong> Forse un mese o due?</p>
<p>Questo accade perch&eacute;, come diceva P. Yogananda, &ldquo;<em>L&rsquo;ambiente &egrave; pi&ugrave; forte della volont&agrave;</em>&rdquo;. Nella maggior parte delle giornate devi tuffarti in un mare di frenesia, preoccupazioni ed incombenze varie che ti influenzano negativamente e assorbono tutte le tue energie. Di conseguenza sar&agrave; pi&ugrave; facile seguire le vecchie abitudini, rispetto a quelle nuove che vorresti portare nella tua vita.</p>
<p>Ma se l&rsquo;ambiente che vivi non fosse solo quello esterno, su cui non abbiamo alcun controllo, ma anche quello interno? Se questo<strong> ambiente interno </strong>fosse<strong> calmo e ordinato</strong>, sostenendo cos&igrave; il radicamento dei buoni propositi?</p>
<p>Per creare e abitare questo ambiente interno, questo centro, fai il seguente esercizio anche solo una manciata di minuti, ma ogni giorno.</p>
<p>Scegli una posizione comoda, con la schiena in posizione eretta e chiudi i tuoi occhi. Porta la tua attenzione alle parti del corpo che poggiano a terra e senti che si radicano, dandoti una <strong>sensazione di stabilit&agrave; e sicurezza</strong>. Grazie a queste radici salde, senti che la tua colonna vertebrale si allunga, cercando di vincere la forza di gravit&agrave;. In questa verticalit&agrave; osserva il movimento libero del tuo respiro, lascia che questo porti la tua mente in uno <strong>stato di quiete e centratura</strong>.</p>
<h2>3 - Nutriti</h2>
<p>Nutrirsi non significa semplicemente &ldquo;mangiare&rdquo;, ma scegliere ogni giorno come fornire al corpo le sostanze di cui ha bisogno per funzionare al meglio. Inoltre, il cibo &egrave; un dialogo continuo con il nostro metabolismo, con il sistema immunitario, con il cervello e con l&rsquo;equilibrio ormonale.</p>
<p>Prediligi <strong>alimenti semplici, naturali e non processati</strong>, come ad esempio verdure di stagione, fonti proteiche di qualit&agrave;, grassi buoni, carboidrati adeguati al tuo stile di vita e al tuo livello di attivit&agrave;. <strong>Mangia consapevolmente, ascolta il senso di fame e di saziet&agrave;</strong>, rispetta i tempi dei pasti e il ritmo biologico della giornata. Una nutrizione consapevole non &egrave; restrizione, ma un atto di cura quotidiano che sostiene energia, lucidit&agrave; mentale e salute nel lungo periodo.</p>
<h2>4 - Idratati</h2>
<p>L&rsquo;acqua &egrave; il mezzo attraverso cui avvengono la maggior parte dei processi vitali: trasporto dei nutrienti, eliminazione delle scorie, regolazione della temperatura corporea, funzionalit&agrave; intestinale e cerebrale. Una buona idratazione &egrave; uno dei <strong>pilastri pi&ugrave; semplici e spesso pi&ugrave; trascurati della salute</strong>.</p>
<p><strong>Bevi regolarmente durante la giornata</strong>, senza aspettare lo stimolo della sete, distribuendo l&rsquo;assunzione lontano dai pasti principali. <strong>Inizia la giornata con acqua</strong> e ascolta il tuo corpo: segnali come stanchezza, mal di testa o difficolt&agrave; di concentrazione spesso non chiedono cibo, ma acqua. Idratarsi in modo adeguato significa creare il terreno ideale perch&eacute; il corpo possa autoregolarsi e rigenerarsi.</p>
<h2>5 - Radicati</h2>
<p>&ldquo;<em>Il corpo lentamente diventa un tutt&rsquo;uno con le onnipresenti ed eterne energie di guarigione della Terra</em>&rdquo;</p>
<p>Il piede &egrave; un <strong>recettore</strong> <strong>fondamentale</strong>: la sua sensibilit&agrave; e la sua libert&agrave; permettono al cervello di sentire gli stimoli provenienti dal terreno, di elaborare risposte, di avere sotto controllo la <strong>postura dell&rsquo;intero sistema</strong>.</p>
<p><strong>Libera i tuoi piedi</strong>. Cammina a piedi nudi il pi&ugrave; possibile, anche all&rsquo;esterno, utilizza scarpe comode, con spazio sufficiente per la lunghezza e la larghezza della pianta, con suole sottili che non &ldquo;accechino&rdquo; i tuoi sensori. La sera <strong>massaggia la pianta del piede</strong> con un olio o una crema, sciogli le densit&agrave; e le rigidit&agrave;: osserva come tutto il corpo si rilascia.</p>
<h2>6 - Muovi il corpo</h2>
<p>&ldquo;<em>Fluisci nella vita come su una pista da sci: sii spontaneo in tutto ci&ograve; che fai</em>&rdquo;</p>
<p>Hai mai osservato un animale, domestico o selvatico che sia? La loro naturale saggezza fa s&igrave; che passino la giornata a <strong>stiracchiarsi, rotolarsi, correre, saltare</strong>: cambiano posizione molto spesso e stimolano costantemente i loro muscoli, le loro articolazioni, anche i loro visceri tramite il movimento. Ricorda la tua natura di animale umano.</p>
<p>Alzati e stirati, ruota le spalle e il collo, fai qualche passo di marcia sul posto, allunga i fianchi e le anche, fai le smorfie con il viso:<strong> fai fluire sangue ed energia in tutto il corpo </strong>e ascolta che sensazione ti d&agrave;.</p>
<h2>7 - Sc&ograve;modati</h2>
<p><strong>Rompere la routine</strong> stimola la formazione di nuove connessioni e sinapsi all&rsquo;interno del tuo sistema nervoso: disinserire il pilota automatico permette di <strong>vivere in presenza</strong>, cogliendo le sfumature del presente, la profondit&agrave; delle relazioni, la bellezza dell&rsquo;ambiente.</p>
<p>Costruisci attorno a te un <strong>ambiente calmo e ispirante</strong> con relazioni profonde e nutrienti e <strong>sperimenta ogni giorno novit&agrave; e cambiamenti</strong>: trova ogni giorno una cosa per cui non vedi l&rsquo;ora di alzarti dal letto.</p>
<h2>8 - Gioca</h2>
<p>Ci&ograve; che il corpo non usa quotidianamente, lo dimentica: risveglia i tuoi <strong>riflessi di equilibrio e coordinazione e, soprattutto, divertiti</strong>.</p>
<p>Recuperare la <strong>dimensione del gioco e le abilit&agrave; che avevi da bambino</strong> sono ottimi stimoli: stai in piedi su una gamba sola, lancia e prendi al volo piccoli oggetti o coordina i movimenti tra lato destro e sinistro, oppure fai tutte le tre cose insieme.</p>
<h2>9 - Esprimiti</h2>
<p>&ldquo;<em>Se vuoi goderti la vita, prenditi meno sul serio</em>&rdquo;</p>
<p>Il suono &egrave; vibrazione e la vibrazione &ldquo;scuote&rdquo; i tessuti e le cellule del nostro corpo fin nel profondo. Abbandonarsi al suono permette al corpo di <strong>rilasciare tensioni e blocchi</strong>, di liberare il respiro, di <strong>abbassare lo stato di allerta </strong>rallentando il ritmo del battito cardiaco e dei pensieri<strong>.</strong></p>
<p>Metti su la tua canzone preferita e canta. Ogni volta che puoi, ridi con spontaneit&agrave;, sospira, vocalizza, canticchia a bocca chiusa:&nbsp;<strong>lascia che il tuo mondo interiore si esprima attraverso il suono e osserva l&rsquo;armonia che ne deriva</strong>.</p>
<h2>10 - Raccogliti</h2>
<p>Il <strong>tempo del riposo</strong>, sia notturno che diurno, &egrave; fondamentale per la riparazione dei tessuti danneggiati, per la digestione e l&rsquo;assimilazione, per la ricostruzione delle scorte necessarie per affrontare la giornata.</p>
<p><strong>Riposati dagli stimoli</strong>: chiudi o addirittura copri gli occhi con le mani e stai nel buio pi&ugrave; completo; tappa poi le orecchie e goditi il silenzio. Il tuo cervello ti ringrazier&agrave; per questa piccola pausa dal carico di informazioni in entrata.</p>
<p><strong>Favorisci un riposo sano</strong>: predisponi la tua stanza da letto con luce soffusa e calda, una temperatura adeguata, senza schermi e sorgenti elettromagnetiche (non ricarichi il cellulare sul comodino di notte, vero?) perch&eacute; il tuo corpo e la tua mente possano prepararsi al riposo, nella calma e nella sicurezza.</p>
<p>Lo staff di Vialibera ti augura, di cuore, un 2026 luminoso.</p>
<p><em>L'articolo &egrave; stato redatto da Federica Collino, Andrea Mana e Valeria Milanesio, professionisti di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em></p>
<p><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.</em></p>]]></description><pubDate>Thu, 22 Jan 2026 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Borgo: ecco come sarà la nuova struttura residenziale per disturbi alimentari (VIDEO)]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/borgo-ecco-come-sara-la-nuova-struttura-residenziale-per-disturbi-alimentari-video_112042.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/borgo-ecco-come-sara-la-nuova-struttura-residenziale-per-disturbi-alimentari-video_112042.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/134531.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Per chi vive da vicino un disturbo del comportamento alimentare, ogni giorno &egrave; un percorso complesso: trovare cure adeguate, ricevere risposte rapide, non sentirsi soli. Proprio per questo, l&rsquo;apertura della nuova struttura residenziale per i disturbi dell&rsquo;alimentazione a Borgo San Dalmazzo rappresenta una novit&agrave; importante per molte famiglie del territorio.</p>
<p>La storica Casa di Cura Monteserrat, sulla collina di Monserrato, torna a nuova vita. Dopo anni di chiusura, l&rsquo;edificio &egrave; stato riconvertito per diventare uno dei principali riferimenti regionali per pazienti che necessitano di percorsi intensivi e multidisciplinari.</p>
<p>La nostra redazione ha potuto visitare in anteprima gli spazi interni, oggi in fase di allestimento finale: camere ampie e luminose, aree comuni accoglienti, ambienti progettati per supportare un modello di cura che unisce benessere psicologico, sicurezza e qualit&agrave; degli spazi.&nbsp;</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134533.jpg" alt=""></p>
<p>Le dichiarazioni raccolte alle nostre telecamere confermano l&rsquo;importanza del progetto e la portata del lavoro svolto finora. L&rsquo;apertura &egrave; prevista entro la fine dell&rsquo;anno e il servizio sar&agrave; gestito dalla cooperativa Agathon Srl, realt&agrave; specializzata nel settore socio-sanitario.</p>
<p>Il complesso ospiter&agrave; due nuclei distinti, ciascuno con 20 posti letto, per un totale di 40 ospiti. Al primo piano nascer&agrave; la<strong> Residenza Romeo</strong>, destinata ai pazienti con anoressia nervosa e bulimia nervosa grave, diretta dalla dottoressa Angela Spalatro; gli spazi di quest'area saranno caratterizzati dal colore azzurro.</p>
<p>Al secondo piano sar&agrave; invece attivata la<strong> Residenza Villa Giulietta</strong>, con spazi caratterizzati da un giallo caldo, dedicata a binge eating e obesit&agrave; sotto la direzione sanitaria del dottor Giuseppe Rovera.</p>
<p>In questo modo, la struttura sar&agrave; in grado di accogliere e trattare le principali forme di disturbo dell&rsquo;alimentazione, con percorsi clinici mirati e adattati alla gravit&agrave; della condizione.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134534.jpg" alt=""></p>
<h2>&ldquo;Un luogo del cuore che torna a servire la comunit&agrave;&rdquo;</h2>
<p>Durante la nostra visita, la sindaca <strong>Roberta Robbione</strong> ha accolto la redazione direttamente sulla terrazza panoramica del complesso. "<em>Ci troviamo sulla collina di Monserrato, uno dei luoghi del cuore delle borgarine e dei borgarini. La clinica, per tantissimi anni, ha svolto un ruolo fondamentale per tutto il territorio provinciale. Oggi possiamo finalmente essere soddisfatti, perch&eacute; questo luogo torner&agrave; a essere al centro delle politiche sanitarie e sociali del territorio</em>".</p>
<p>La soddisfazione dell&rsquo;amministrazione &egrave; evidente: "<em>Sin dal nostro insediamento nel 2022, molte famiglie ci hanno chiesto una risposta concreta sui disturbi dell&rsquo;alimentazione. Oggi possiamo dire di averla costruita. I ragazzi e le ragazze che soffrono di queste patologie, insieme alle loro famiglie, avranno finalmente un riferimento vicino e competente</em>".</p>
<p>La sindaca descrive come la nuova struttura sia il risultato di un lavoro sinergico: &ldquo;<em>Il supporto della Regione &egrave; stato fondamentale, in particolare quello di Icardi, come assessore prima e presidente della Commissione Sanit&agrave; poi. Grazie anche al dottor Marini e tutto lo staff di Agathon, all&rsquo;ASL e in particolare al dottor Guerra, al dottor Risso, al dottor Barbero e al dottor Ghigo</em>&rdquo;.</p>
<h2>Icardi: &ldquo;Una risposta strutturata ai bisogni dei giovani&rdquo;</h2>
<p>Abbiamo accompagnato il consigliere regionale e presidente della Commissione Sanit&agrave; <strong>Luigi Genesio Icardi</strong> a visitare la struttura per la prima volta dopo i lavori di ristrutturazione. Icardi &egrave; stato promotore del progetto fin da quando era assessore regionale alla Sanit&agrave; durante il precedente mandato.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134535.jpg" alt=""></p>
<p>La visita &egrave; stata un&rsquo;occasione per spiegare nel dettaglio la portata dell&rsquo;intervento: "<em>La Regione e l&rsquo;ASL hanno appena firmato l&rsquo;autorizzazione. La struttura era chiusa, oggi torna a nuova vita. I due nuclei da 20 posti ciascuno rispondono a una tematica purtroppo in forte incremento, ancor pi&ugrave; dal post-Covid: sono i nostri ragazzi e le nostre ragazze, coloro che rappresentano il nostro futuro, ad aver bisogno di aiuto reale</em>".</p>
<p>Ripercorrendo la genesi del progetto, Icardi ha sottolineato: "<em>Quando si ammala un ragazzo si ammala un&rsquo;intera famiglia. La presa in carico deve essere globale, multidisciplinare. Questa struttura &egrave; un tassello fondamentale della rete piemontese ed &egrave; destinata a dare risposte che il territorio aspettava da anni</em>".</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134536.jpg" alt=""></p>
<h2>Residenza Romeo e Villa Giulietta: due comunit&agrave;, un&rsquo;unica missione</h2>
<p>Il dottor <strong>Lucalfredo Di Salvo</strong>, coordinatore della Residenza Romeo, ci ha accompagnato in un tour guidato dei due piani della struttura, illustrando la filosofia che guider&agrave; il lavoro clinico. "<em>Villa Giulietta e Residenza Romeo rappresentano una nuova opportunit&agrave; per tutto il Piemonte. Qui possiamo mettere in campo tutte le competenze maturate negli anni, ma con una capacit&agrave; di intervento ancora pi&ugrave; efficace, grazie a spazi adeguati e a un territorio che ci supporta</em>".</p>
<p>Di Salvo ha ricordato come i disturbi dell&rsquo;alimentazione rappresentino un fenomeno pi&ugrave; vasto di quanto emerga dalle statistiche ufficiali: "<em>In Italia pi&ugrave; di tre milioni di persone convivono con un DCA, e i dati sono chiaramente sottostimati. Nessuno deve essere lasciato indietro. Siamo professionisti specializzati con una missione precisa: aiutare nel miglior modo possibile</em>".</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134537.jpg" alt=""></p>
<h2>Ambienti pensati per la cura: camere accoglienti, luce naturale, spazi &ldquo;domestici&rdquo;</h2>
<p>Durante il percorso attraverso i corridoi e le stanze, il dottor Di Salvo ha illustrato le scelte progettuali che caratterizzano la struttura. "<em>Le camere sono ampie, luminose, con una vista che favorisce il benessere. L&rsquo;obiettivo &egrave; creare un luogo che assomigli a una casa, perch&eacute; la qualit&agrave; dello spazio influisce sul processo terapeutico</em>".</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134538.jpg" alt=""></p>
<p>A rendere la struttura particolarmente adatta al percorso di cura contribuisce anche la sua collocazione: immersa nel verde della collina di Monserrato, in un contesto silenzioso e protetto che favorisce il benessere psicofisico degli ospiti, si trova inoltre a meno di dieci minuti dall&rsquo;ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, un elemento strategico in caso di necessit&agrave; cliniche o emergenze.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134539.jpg" alt=""></p>
<p>Le camere, dotate di arredi completi e bagni privati molto spaziosi, si differenziano per la tipologia singola o doppia: "<em>La valutazione multidisciplinare guider&agrave; anche la scelta delle sistemazioni, per favorire socialit&agrave;, sicurezza e integrazione all&rsquo;interno della comunit&agrave; terapeutica</em>".</p>
<p>E proprio sulla presa in carico con un approccio multidisciplinare si concentra il dottor Di Salvo: "<em>A prescindere dal tipo di disturbo, il comune denominatore &egrave; il lavoro in &eacute;quipe; parliamo di disturbi multifattoriali, che vanno affrontati da professioni diverse, capaci di dialogare e agire in modo sinergico. &Egrave; un modello che richiede competenze solide e grande collaborazione interna</em>".</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112042/small_134540.jpg" alt=""></p>
<h2>Un punto di riferimento nella rete piemontese dei DCA</h2>
<p>Con i primi ospiti attesi entro la fine dell&rsquo;anno, la struttura di Borgo San Dalmazzo entrer&agrave; a far parte della rete regionale dedicata ai disturbi dell&rsquo;alimentazione, contribuendo a ridurre i ricoveri fuori regione, garantire continuit&agrave; assistenziale e portare le cure pi&ugrave; vicino ai territori.</p>
<p>La sindaca Robbione ha concluso il nostro incontro con una dichiarazione che sintetizza l&rsquo;importanza del progetto: "<em>Borgo San Dalmazzo diventa oggi un punto di riferimento per le famiglie che vivono situazioni difficili legate ai disturbi alimentari. Il lavoro del dottor Marini e di tutto lo staff sar&agrave; fondamentale. Questa &egrave; una risposta concreta, attesa e necessaria per il nostro territorio</em>".</p>]]></description><pubDate>Fri, 12 Dec 2025 18:30:00 +0100</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Cicatrici: quando la pelle racconta una storia]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/cicatrici-quando-la-pelle-racconta-una-storia_110851.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/cicatrici-quando-la-pelle-racconta-una-storia_110851.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/110851/132928.jpg" title="" alt="" /><br /><div>La parola &ldquo;<strong>cicatrice</strong>&rdquo; deriva dal <strong>latino <em>cicatrix</em>, <em>cicatricis</em></strong>, che significa proprio <em>segno lasciato da una ferita guarita</em>. Ogni cicatrice &egrave; il risultato del processo di guarigione del corpo che segue una lesione della cute o dei tessuti pi&ugrave; profondi a causa di un trauma (taglio, ferita, ustione, eccetera) o di un intervento chirurgico.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La guarigione di una ferita, e quindi la formazione di una cicatrice, si compone di diverse fasi, ognuna delle quali influenzer&agrave; la qualit&agrave; del tessuto e l&rsquo;aspetto della cicatrice nei mesi e negli anni a venire:</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>
<ul>
<li>&nbsp;dai primissimi momenti dopo il trauma inizia la fase di <strong>emostasi primaria </strong>dove le piastrine creano velocemente un tappo per arrestare il sanguinamento. Terminata l&rsquo;emergenza, inizia la fase di <strong>emostasi</strong> <strong>secondaria</strong>, dove i fattori di coagulazione producono fibrina, ovvero la rete che unisce le piastrine al fine di stabilizzare la riparazione del danno;</li>
</ul>
</div>
<div>
<ul>
<li>segue poi la <strong>fase infiammatoria</strong> che pu&ograve; durare dai 3 ai 5 giorni con comparsa di dolore, rossore, calore e gonfiore (segni tipici dell&rsquo;infiammazione, fisiologica in questa fase del processo riparativo). In questa fase aumenta la presenza di neutrofili e macrofagi, ovvero le cellule del sistema immunitario atte a eliminare eventuali patogeni;</li>
<li>in seguito ha inizio la <strong>fase proliferativa </strong>che pu&ograve; durare fino a 3 settimane. In questa fase c&rsquo;&egrave; un aumento delle cellule produttrici di collagene (fibroblasti), le quali depositano fibre elastiche (i mattoncini che costituiscono la futura cicatrice) e creano tessuto nuovo, ricco di vasi sanguigni;</li>
<li>al termine della fase proliferativa, compare la <strong>fase di rimodellamento</strong> dove l&rsquo;eccesso di collagene precedentemente depositato viene gradualmente degradato: via via la cicatrice dovrebbe uniformarsi al resto della pelle.</li>
</ul>
</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Lo svolgersi di queste fasi permette ai tessuti di essere riparati efficacemente recuperando la funzione, l&rsquo;integrit&agrave; e l&rsquo;aspetto che avevano in precedenza. Al termine della sua evoluzione, quindi, la cicatrice dovrebbe essere chiara, senza rilievi o aumento di volume, uniforme e allo stesso livello della pelle: idealmente&nbsp;<strong>non ci si dovrebbe ricordare di averla</strong>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Spesso per&ograve; la cicatrice rimane tutt&rsquo;altro che invisibile: &egrave; possibile che esteticamente sia <strong>sgradevole da vedere</strong>, che <strong>al tatto evochi dolore o fastidio</strong> (a volte &egrave; difficile anche solo sfiorare l&rsquo;area cicatrizzata, a causa del disagio fisico o emotivo che riaffiora) o che, pur essendo totalmente silente, <strong>alteri la postura di tutto il corpo</strong>. Dal punto di vista estetico, si possono generare <strong>cicatrici</strong> <strong>atrofiche</strong> (con aspetto depresso e infossato rispetto al resto della pelle), <strong>ipertrofiche</strong> (ispessite sollevate dalla cute, dure al tocco), o addirittura <strong>cheloidi</strong> (tumori cutanei benigni che danno prurito e dolore anche a distanza di anni e possono crescere oltre i bordi della cicatrice originali). La disestesia, ovvero la <strong>sensibilit&agrave; alterata</strong> di una parte della cute, pu&ograve; essere dovuta a un incompleto recupero della fisiologica innervazione o a complicanze nella guarigione: ecco perch&eacute; &egrave; fondamentale prendersi cura tempestivamente del tessuto in via di cicatrizzazione e mantenerne l&rsquo;elasticit&agrave; e la mobilit&agrave; attraverso il trattamento. La perturbazione che la cicatrice pu&ograve; creare per il sistema tonico posturale va sempre indagata approfonditamente: se il processo riparativo non avviene fisiologicamente, nel tempo si possono instaurare delle vere e proprie restrizioni di mobilit&agrave; a carico del tessuto fasciale, ovvero della vasta rete di tessuto connettivo che riveste ogni struttura corporea e si approfondisce fino all&rsquo;interno di ogni singola cellula. Proprio come un nodo in un tessuto, la cicatrice ha caratteristiche di elasticit&agrave; e tensione differenti dal resto del tessuto tegumentario e pu&ograve; comportarsi come una<strong> spina irritativa per la postura dell&rsquo;intero sistema</strong>: perturbando il recettore pelle influenza la risposta del sistema tonico-posturale, portando all&rsquo;assunzione di atteggiamenti scorretti e viziati, alterazioni di carico, alla comparsa di dolore e limitazioni funzionali adattative, anche a distanza dalla cicatrice stessa.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il trattamento della cicatrice varia nel corso delle differenti fasi elencate, e deve essere affidato a personale specificamente formato che sappia come intervenire sia con utilizzo di <strong>strumentazione all&rsquo;avanguardia</strong> sia con <strong>approccio manuale adeguato e mirato</strong>. Un intervento sbagliato o un trattamento fatto in tempi non consoni possono aumentare ulteriormente l&rsquo;infiammazione e aumentare la fibrosi, inficiando la corretta guarigione. Taglio cesareo, chirurgia addominale (anche in laparoscopia), interventi ortopedici, chirurgia plastica, estetica e ricostruttiva e ustioni sono solo alcuni esempi di cicatrici che vanno sempre valutate e trattate tempestivamente, diversificando e adeguando la riabilitazione alle diverse fasi di guarigione.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ovviamente il processo di guarigione pu&ograve; dipendere da diversi fattori come per esempio l&rsquo;entit&agrave; e la zona del trauma, la tipologia della sutura chirurgica (filo riassorbibile, filo di nylon o graffette), le eventuali complicanze batteriche e chirurgiche e la genetica del paziente, ma il terapeuta formato &egrave; in grado di tenere conto anche di questi fattori nello strutturare il trattamento.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&Egrave; importante quindi prendersi cura di ogni cicatrice sin dai primi giorni per migliorare non solo l&rsquo;aspetto estetico ma anche per limitare le aderenze, le zone di fibrosi e l&rsquo;integrazione nel sistema fasciale. Vialibera ha strutturato un percorso di valutazione posturale dell&rsquo;influenza delle cicatrici, di riabilitazione delle cicatrici posturalmente attive e di trattamento estetico dei tessuti cicatriziali. Luned&igrave; 24 novembre alle ore 20.30 si terr&agrave; a Vialibera una<strong> serata informativa</strong> <strong>gratuita</strong> sul trattamento delle problematiche relative al core addominale e al pavimento pelvico, inclusi gli esiti cicatriziali: per partecipare &egrave; sufficiente prenotarsi ai nostri recapiti.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>L'articolo &egrave; stato redatto da Valentina Guglielmo, professioniste di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.</em></div>]]></description><pubDate>Thu, 20 Nov 2025 09:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Prevenzione degli infortuni nello sport: il ruolo della propriocezione]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/prevenzione-degli-infortuni-nello-sport-il-ruolo-della-propriocezione_109534.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/prevenzione-degli-infortuni-nello-sport-il-ruolo-della-propriocezione_109534.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/109534/131138.jpg" title="" alt="" /><br /><div>La <strong>prevenzione degli infortuni</strong> rappresenta una componente cruciale nella preparazione sportiva, sia a livello amatoriale che agonistico. Gli infortuni, oltre a mettere a rischio la salute dell&rsquo;atleta, compromettono la continuit&agrave; dell&rsquo;allenamento e in molti casi incidono negativamente sul rendimento e sulla carriera sportiva.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&Egrave; ormai ben riconosciuto che un programma completo di prevenzione deve includere non solo la forza e la mobilit&agrave; ma anche componenti neuromuscolari e sensoriali: tra queste, l&rsquo;allenamento propriocettivo permette di aumentare la stabilit&agrave; articolare, migliorare il controllo motorio e ridurre il rischio di recidive.</div>
<div>&nbsp;</div>
<h2>Che cosa significa propriocezione?</h2>
<div>Propriocezione deriva dal latino (proprium = proprio) e dall&rsquo;inglese (-ception, come reception) significa &ldquo;ricezione di segnali propri&rdquo;, cio&egrave; provenienti da strutture proprie. I segnali propriocettivi nascono infatti dai sensori presenti nei muscoli, nei tendini e nelle articolazioni e rappresentano il canale sensoriale pi&ugrave; importante. In loro assenza, i movimenti risultano lenti e goffi e dipendono costantemente dal controllo visivo per poter essere eseguiti.</div>
<div>&nbsp;</div>
<h2>Il malinteso propriocettivo</h2>
<div>Nel contesto della prevenzione degli infortuni articolari nel mondo dello sport, il concetto di propriocezione assume una rilevanza crescente, ma anche spesso mal interpretata.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Spesso si pensa che basti &ldquo;fare qualche esercizio di equilibrio&rdquo; per prevenire completamente distorsioni di caviglia o ginocchio ma la letteratura mostra che la dose, la frequenza, la qualit&agrave; del training propriocettivo contano pi&ugrave; di tutto. Ad esempio, una meta-analisi condotta da Rivera M.J. et al. (2017) ha evidenziato che un programma specifico di training propriocettivo isolato pu&ograve; ridurre significativamente il rischio di distorsioni di caviglia negli sportivi e dunque non si tratta di un semplice &ldquo;extra&rdquo; facoltativo, ma di una componente con evidenze solide.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Un&rsquo;analisi sistematica pi&ugrave; recente sul ginocchio, Zheng G. et al. (2025), ha mostrato che programmi di 5-15 minuti, con frequenza di 4-5 volte a settimana, e durata superiore a 26 settimane hanno ridotto il rischio di lesioni all&rsquo;arto inferiore, compreso il ginocchio, del 25%.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Secondo Riva D. et al. (2016), esiste un vero e proprio <em>malinteso propriocettivo</em> in quanto si tende ad etichettare come &ldquo;propriocettivo&rdquo; qualunque esercizio su superfici instabili, senza distinguere il grado reale di coinvolgimento dei riflessi di stabilizzazione. <strong>Un esercizio pu&ograve; davvero essere definito propriocettivo quando lo stimolo &egrave; quantificabile, controllabile, ad alta frequenza e specificamente mirato</strong> a raffinare il controllo in appoggio monopodalico (su un piede). &Egrave; proprio grazie a questo approccio attivo, misurabile e ad alta densit&agrave; di instabilit&agrave; che questo studio ha portato ad una riduzione dell&rsquo;81% delle distorsioni di caviglia in una squadra professionistica di basket maschile.</div>
<div>&nbsp;</div>
<h2>Il Riva Method</h2>
<div>Il Riva Method si fonda sui principi scientifici descritti nell&rsquo;articolo di Riva D. et al. (2016). Questo metodo di allenamento somministra instabilit&agrave; ad alta frequenza in modo preciso e controllato grazie al sistema Delos, un dispositivo computerizzato che consente di valutare e allenare il controllo posturale e propriocettivo in modo oggettivo, fornendo feedback visivi in tempo reale.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Migliorare il controllo propriocettivo consente di:&nbsp;</div>
<div>1. incrementare la stabilit&agrave; monopodalica basata sui riflessi propriocettivi;</div>
<div>2. aumentare la forza frenante anti-distorsiva dei muscoli stabilizzatori;</div>
<div>3. riequilibrare l&rsquo;assetto del piede durante la fase aerea che precede il contatto con il  suolo;</div>
<div>4. mantenere un ottimo livello di stabilit&agrave; anche in condizioni di fatica;</div>
<div>5. incrementare la resilienza, cio&egrave; la resistenza strutturale, e l&rsquo;elasticit&agrave; dei legamenti e  della capsula articolare alle forze di trazione applicate durante l&rsquo;evento distorsivo.</div>
<div>&nbsp;</div>
<h2>Per concludere</h2>
<div>L&rsquo;allenamento propriocettivo rappresenta oggi <strong>una delle strategie pi&ugrave; efficaci e sottovalutate nella prevenzione degli infortuni sportivi</strong>. Dalle distorsioni di caviglia alle instabilit&agrave; del ginocchio le evidenze scientifiche mostrano che migliorare la capacit&agrave; del corpo di percepire e reagire agli stimoli meccanici significa&nbsp;<strong>ridurre drasticamente il rischio di traumi e velocizzare il recupero</strong>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il lavoro di Riva D. et al. (2016) ha mostrato che non &egrave; la superficie instabile a fare la differenza, ma la qualit&agrave; e la frequenza dello stimolo propriocettivo: un allenamento attivo, misurabile e ad alta frequenza pu&ograve; portare ad una drastica riduzione del numero di infortuni in atleti professionisti e amatoriali. Il Riva Method traduce questi principi in pratica combinando tecnologia, precisione e metodo. Non si tratta di &ldquo;fare un po&rsquo; di equilibrio&rdquo; ma di educare il corpo a reagire pi&ugrave; rapidamente e in modo pi&ugrave; efficace migliorando la stabilit&agrave;, la coordinazione e la resistenza tissutale.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>In definitiva allenare la propriocezione non significa soltanto prevenire gli infortuni ma consente anche una <strong>maggiore e</strong> <strong>migliore espressione di forza ottimizzando l&rsquo;efficacia del gesto atletico</strong>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Un corpo pi&ugrave; stabile &egrave; un corpo pi&ugrave; performante, pi&ugrave; sicuro e pi&ugrave; resistente, per questo Vialibera ha integrato la riprogrammazione propriocettiva con Delos (Metodo Riva) nel suo programma di Prevenzione Atletica, integrandola con le discipline pi&ugrave; all&rsquo;avanguardia per sportivi di tutte le et&agrave;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>L&rsquo;articolo &egrave; stato redatto da Gabriele Olla, professionista di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.</em></div>]]></description><pubDate>Thu, 23 Oct 2025 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[One Health, l'approccio che vede veterinari e medici uniti per combattere l'antimicrobico resistenza]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/fossanese/one-health-l-approccio-che-vede-veterinari-e-medici-uniti-per-combattere-l-antimicrobico-resistenza_108751.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/fossanese/one-health-l-approccio-che-vede-veterinari-e-medici-uniti-per-combattere-l-antimicrobico-resistenza_108751.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/108751/129930.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;<strong>Albero dell&rsquo;Amicizia</strong> organizza a Fossano una serata di grande attualit&agrave; ed importanza per la salute di tutti: un incontro dedicato al tema dell&rsquo;<strong>antimicrobico-resistenza (AMR)</strong>, cio&egrave; la perdita di efficacia degli antibiotici e di altri farmaci antimicrobici, uno dei problemi pi&ugrave; urgenti per la sanit&agrave; mondiale. Si tratta di un fenomeno che riguarda non solo gli ospedali, ma anche la vita quotidiana di ciascuno di noi: cure mediche pi&ugrave; difficili, rischi maggiori negli interventi chirurgici, ripercussioni sull&rsquo;allevamento, sulla catena alimentare e sull&rsquo;ambiente. L'evento "<strong>One Health: uomo, animali e ambiente uniti nella salute</strong>" &egrave; fissato per gioved&igrave; 9 ottobre dalle ore 17 alle ore 19.30 presso la Sala Barbero del Castello degli Acaja.</p>
<p>Per affrontare questa sfida globale la comunit&agrave; scientifica ha adottato l&rsquo;approccio <strong>One Health</strong>, che unisce salute umana, salute animale e tutela dell&rsquo;ambiente in un&rsquo;unica visione. &Egrave; su questo approccio positivo e concreto che si concentrer&agrave; l&rsquo;evento: non solo il problema, ma anche e soprattutto le soluzioni gi&agrave; in atto e quelle future.</p>
<p>La serata vedr&agrave; la partecipazione di relatori di grande rilievo, tra cui professori universitari, direttori ospedalieri e regionali della sanit&agrave;. Porteranno i saluti istituzionali il sindaco di Fossano, Dario Tallone, e il direttore generale Asl CN1, dottore Giuseppe Guerra.</p>
<p>I relatori illustreranno, con un linguaggio chiaro e accessibile, come si pu&ograve; usare meglio e in modo pi&ugrave; sicuro un antibiotico, quali risultati sono gi&agrave; stati raggiunti nella riduzione dell&rsquo;uso degli antimicrobici e il ruolo della sanit&agrave; pubblica e veterinaria nel proteggere la salute di tutti.&nbsp;</p>
<p>Ad intervenire nel corso dell&rsquo;incontro saranno <strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, ex assessore alla Sanit&agrave; regionale e<strong> </strong>attualmente consigliere e presidente Commissione Sanit&agrave; Regione Piemonte; il dottore <strong>Bartolomeo Griglio</strong>, vice direttore Sanit&agrave; Regione Piemonte; il professore <strong>Giovanni Di Perri</strong>, infettivologo Direttore del Dipartimento Malattie Infettive Ospedale Amedeo Savoia; il professore <strong>Giovanni Re</strong>, professore ordinario Farmacologia e Tossicologia Veterinaria Universit&agrave; di Torino e infine il dottor <strong>Mauro Negro</strong>, direttore del Dipartimento Prevenzione Asl CN1, insieme al suo collaboratore dottor <strong>Andrea Dadone</strong>.&nbsp;</p>
<p>A conclusione il pubblico avr&agrave; la possibilit&agrave; di fare domande e chiedere consigli agli specialisti.</p>
<p>L&rsquo;iniziativa &egrave; aperta a tutta la cittadinanza ed &egrave; rivolta in particolare a chi desidera comprendere meglio una sfida che riguarda da vicino il presente e il futuro della salute. L'evento &egrave; gratuito, &egrave; consigliata la prenotazione a questo <a href="https://www.eventbrite.com/e/one-health-uomo-animali-e-ambiente-uniti-nella-salute-tickets-1738375882059" target="_blank">LINK</a>.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/108751/small_129931.jpg" alt=""></p>
<h2>L'Albero dell'Amicizia</h2>
<p>L'evento di gioved&igrave; si va a inserire nel carnet degli incontri promossi dall'<strong>Albero dell'Amicizia</strong>, un gruppo eterogeneo composto da persone con esperienze e professionalit&agrave; diverse &ndash; medici, veterinari, insegnanti, pensionati, avvocati, giornalisti, casalinghe, OSS, ecc... &ndash; accomunate dal desiderio di impegnarsi attivamente nella promozione della prevenzione e del benessere in tutte le sue forme.</p>
<p>In amicizia e con spirito di collaborazione, si impegnano a far nascere e crescere progetti di valore, pensando al futuro e attingendo alla forza delle loro esperienze, competenze e professioni diverse. I loro eventi di divulgazione trattano temi per nulla scontati, ma pi&ugrave; che mai attuali.</p>
<p>Il primo evento, <strong>&ldquo;Specchi &amp; Schermi - Disturbi alimentari e dipendenze digitali</strong>&rdquo;, si &egrave; tenuto a Cuneo lo scorso 10 aprile, registrando il sold out. Alcuni specialisti del Dipartimento di Salute Mentale di Cuneo, guidati dal loro direttore dottore Francesco Risso, hanno illustrato come riconoscere i primi campanelli d&rsquo;allarme per riconoscere un eventuale disagio giovanile e come applicare delle buone pratiche per promuovere il benessere mentale dei ragazzi.</p>
<p>Il&nbsp;<strong>secondo evento</strong>, anche questo sold out, si &egrave; tenuto lo scorso 22 maggio sempre a Cuneo, ed &egrave; stato dedicato a &ldquo;<strong>Salute Uomo - Prevenzione e diagnostica al maschile</strong>&rdquo;. Le statistiche dicono che gli uomini, rispetto alle donne, si sottopongono con minore frequenza a controlli periodici, trascurano i segnali d&rsquo;allarme del proprio corpo e tendono a rivolgersi al medico solo in presenza di sintomi evidenti. Con questo evento si &egrave; cercato di cambiare questa tendenza.</p>
<p>Con queste premesse c'&egrave; da aspettarsi grandissima partecipazione anche per l'evento di gioved&igrave; 9 ottobre a Fossano.</p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Oct 2025 18:25:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Occhio, piede e lingua: un viaggio che parla di postura ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/occhio-piede-e-lingua-un-viaggio-che-parla-di-postura_107727.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/occhio-piede-e-lingua-un-viaggio-che-parla-di-postura_107727.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/107727/128388.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;<em>Houston, abbiamo un problema!</em>&rdquo;</p>
<p>Spesso immaginiamo il nostro cervello come un pilota in una navicella di comando, impegnato a muovere leve e premere bottoni, a condurre il suo mezzo all&rsquo;obiettivo, a gestire emergenze, a ricevere e interpretare i messaggi che costantemente gli vengono trasmessi dai suoi numerosissimi informatori sparsi per il corpo.&nbsp;<br>Il paragone non &egrave; cos&igrave; errato: <strong>il nostro sistema nervoso centrale</strong> (cervello e midollo spinale) <strong>rielabora costantemente miliardi di informazioni</strong> e decide (a livello <em>sottocorticale</em>, ovvero del tutto inconscio) come agire: quale muscolo contrarre e quale rilasciare, quale parametro vitale modificare, quale secrezione ormonale aumentare e quale ridurre&hellip; <strong>Sembra un sistema perfettamente bilanciato eppure, a volte, un sintomo insorge. </strong></p>
<p>Proprio come una sirena di allarme, allora, si accende un dolore: <strong>dov&rsquo;&egrave; l&rsquo;intoppo? Che cosa &egrave; andato storto nella cabina del pilota? O il problema &egrave; di natura periferica?</strong> Proprio come nelle complesse missioni spaziali, dirimere la questione &egrave; compito di un tecnico esterno, di un professionista che conosce il funzionamento della navicella, dei suoi sensori e del suo computer di bordo e che dalla torre di controllo pu&ograve; indicare le migliori procedure per individuare la falla e tamponare, o dove possibile risolvere, il problema.</p>
<p>Quando il nostro dolore, la nostra sirena d&rsquo;allarme, riceve l&rsquo;etichetta di <em>dolore posturale</em>, la domanda sorge spontanea: <strong>che cos&rsquo;ha che non va la mia postura?</strong></p>
<p>La realt&agrave; &egrave; che&nbsp;<strong>la postura in s&eacute; non &egrave; n&eacute; giusta n&eacute; <em>sbagliata</em></strong>, ma &egrave; semplicemente il risultato di quanto viene:&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>Registrato dai nostri sensori</strong>: recettori dell&rsquo;ambiente esterno (gli esocettori, ovvero i nostri cinque sensi e i relativi organi), dell&rsquo;ambiente interno viscerale (endocettori) e della posizione relativa dei vari segmenti del corpo nello spazio (propriocettori);</li>
<li><strong>Elaborato dal sistema nervoso centrale</strong> (il nostro pilota in cabina di comando);</li>
<li><strong>Eseguito</strong>, in risposta al comando centrale, <strong>dall&rsquo;azione di muscoli e tessuto connettivo</strong> sulle articolazioni del corpo.&nbsp;</li>
</ul>
<p>L&rsquo;insieme di queste strutture che agiscono in modo coordinato e dei meccanismi che ne regolano i rapporti reciproci &egrave; chiamato <strong>Sistema Tonico Posturale</strong>.</p>
<p>Numerose discipline si sono sviluppate attorno allo studio della postura come strumento di risoluzione dei sintomi. Ad esempio, la rieducazione posturale si pone l&rsquo;obiettivo di correggere la postura tramite esercizi, ovvero agendo sul terzo anello della gerarchia descritta sopra. Ma chi si occupa dei primi due?</p>
<p>Per poter agire e reagire nel modo pi&ugrave; efficace, economico e confortevole, infatti, il nostro pilota deve essere messo nelle condizioni di farlo: deve cio&egrave; ricevere <strong>informazioni corrette e puntuali dai suoi sensori, i recettori visivo, podalico e stomatognatico</strong> (bocca e organo dell&rsquo;equilibrio). Occhi, piedi, denti, lingua, orecchio interno, pelle e legamenti sono quindi parti fondamentali del Sistema Tonico Posturale e la loro funzionalit&agrave; va valutata e rieducata ogni volta che si programma un qualsiasi tipo di trattamento posturale.</p>
<p>La comprensione profonda della postura nei suoi aspetti recettoriale, centrale e periferico richiede quindi una <strong>valutazione globale della persona da parte del posturologo</strong>; cos&igrave; come l&rsquo;elaborazione di un trattamento non mirato al sintomo, ma efficace e privo di recidive,<br>necessita dell&rsquo;<strong>integrazione di competenze</strong> posturologiche, osteopatiche, fisioterapiche, odontoiatriche, di rieducazione motoria, ortottica e logopedica.</p>
<p><strong>La stimolazione dei recettori principali</strong>, i sensori della nostra navicella, <strong>&egrave; un lavoro fondamentale di prevenzione</strong>: monitorare l&rsquo;acuit&agrave; visiva e l&rsquo;oculomotricit&agrave; fin dai primi anni, usare i piedi su consistenze e terreni differenti, mantenere l&rsquo;apparato masticatorio e linguale liberi e sensibili (soprattutto nel corso di interventi ortodontici) permette al sistema in crescita di non strutturarsi sulla base di informazioni fallaci. I messaggi errati o incongruenti trasmessi al sistema nervoso centrale produrranno, con il tempo, <strong>adattamenti compensatori </strong>(rotazioni e inclinazioni di spalle e bacino, atteggiamenti scoliotici&hellip;) che porteranno a sintomi dolorosi o a patologie.</p>
<p>In presenza di <strong>alterazioni organiche e strutturate a carico dei recettori</strong> (per l&rsquo;occhio strabismi, forie, miopia e astigmatismo non corretti; per il piede cavismo, piattismo, mancanza di propriocezione; per la bocca ipertono, parafunzioni, interventi importanti) <strong>la valutazione dell&rsquo;influenza di questi sull&rsquo;equilibrio posturale dell&rsquo;intero sistema e l&rsquo;eventuale rieducazione mirata </strong>pu&ograve; essere l&rsquo;unica chiave per risolvere la sintomatologia. Come potrebbe infatti il pilota scegliere la rotta di navigazione senza individuare e correggere i sensori che lo informano in modo errato?</p>
<p>Quando il tuo corpo manifesta un dolore, non sta facendo altro che <strong>lanciare un messaggio di SOS</strong> proprio come l&rsquo;equipaggio dell&rsquo;Apollo 13: chiede che dalla torre di comando qualcuno si occupi di identificare il malfunzionamento e proporre una soluzione adeguata. Naturalmente, il professionista a cui ci si rivolge deve essere approfonditamente formato, in quanto le cause di un disequilibrio posturale possono essere di natura molto diversa:</p>
<ul>
<li>Occlusali: da estrazioni precoci, protesi o terapie ortodontiche incongrue;</li>
<li>Deglutitive;</li>
<li>Oculomotorie;</li>
<li>Dovute all&rsquo;appoggio plantare: piede piatto, piede valgo, piedi a doppia componente;</li>
<li>Rachidee: legate a curve scoliotiche della colonna;</li>
<li>Craniosacrali: da traumi o manovre durante il parto;</li>
<li>Traumatiche;</li>
<li>Fasciali: da aderenze o cicatrici;</li>
<li>Alimentari: da disbiosi, infiammazione;</li>
<li>Lavorative: da posizioni scorrette, gestualit&agrave; ripetute o sedentariet&agrave;.&nbsp;</li>
</ul>
<p>Vialibera ha strutturato a questo proposito la prima Valutazione Posturale Integrata Metodo Vialibera: l&rsquo;obiettivo &egrave; quello di stabilire quali recettori siano in disfunzione, quali siano correlati al sintomo riferito e quali siano le priorit&agrave; e le riabilitazioni di cui il paziente necessiti. La&nbsp;<strong>rieducazione recettoriale</strong> viene svolta da professionisti formati in modo specifico, in sedute individuali o in piccoli gruppi, grazie all&rsquo;integrazione delle metodiche pi&ugrave; all&rsquo;avanguardia: <strong>la tua postura pu&ograve; cos&igrave; essere davvero ascoltata e compresa</strong>.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>L'articolo &egrave; stato redatto da Marianna Rebuffo e Valeria Milanesio, professioniste di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em><br><em>&nbsp;</em><br><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.</em></p>]]></description><pubDate>Thu, 18 Sep 2025 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Biohacking: la scienza di “hackerare” il corpo umano per migliorarlo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/biohacking-la-scienza-di-hackerare-il-corpo-umano-per-migliorarlo_106498.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/biohacking-la-scienza-di-hackerare-il-corpo-umano-per-migliorarlo_106498.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/106498/126567.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Negli ultimi anni, il termine <strong><em>biohacking</em></strong> &egrave; diventato un fenomeno di tendenza globale. Dai laboratori di biologia fai-da-te alle app di monitoraggio delle funzioni vitali, il biohacking promette di <strong>ripristinare l&rsquo;equilibrio del corpo, potenziando salute, energia e prestazioni cognitive</strong>. Ma di cosa si tratta esattamente e come si &egrave; sviluppato questo movimento?</p>
<p>Il biohacking come lo intendiamo oggi prende forma nei primi anni 2000 negli Stati Uniti, all&rsquo;interno di comunit&agrave; di scienziati appassionati di tecnologia e ricercatori del benessere, che cominciano a sperimentare biologia e tecnologia fuori dai laboratori tradizionali.</p>
<p>Intorno al 2007-2008, esplode il movimento culturale definito &ldquo;<strong>Quantified Self</strong>&rdquo; grazie ai suoi fondatori, Gary Wolf e Kevin Kelly, giornalisti di Wired, che creano un network internazionale di eventi per raccogliere dati sulle abitudini di vita, attraverso l&rsquo;uso di dispositivi elettronici - come contapassi, contacalorie, app di monitoraggio del sonno - per poi elaborarli con l&rsquo;obiettivo di <strong>migliorare prestazioni e salute</strong>. Ben presto questo movimento &egrave; diventato popolare grazie alla sua capacit&agrave; di integrare scienza, nutrizione, allenamento e tecnologie di monitoraggio.</p>
<p>Oggi il biohacking &egrave; diventato, appunto, un fenomeno globale che unisce <strong>tecniche, strategie e interventi mirati per ottimizzare la salute, il funzionamento del corpo e della mente, applicando principi scientifici e tecnologici</strong>.</p>
<p>Il concetto di fondo &egrave; simile a quello dell&rsquo;informatica: <strong>&ldquo;hackerare&rdquo; il proprio corpo</strong>, ovvero comprenderne i meccanismi <strong>per ottimizzarne le prestazioni fisiche, mentali e metaboliche</strong>.</p>
<p>Il biohacking, infatti, parte da una constatazione: il corpo umano &egrave; il risultato di milioni di anni di adattamento evolutivo, ma negli ultimi decenni lo stile di vita &egrave; cambiato troppo rapidamente. Sedentariet&agrave;, alimentazione industriale, eccessiva esposizione alla luce artificiale e mancanza di sonno di qualit&agrave; hanno creato un <em>mismatch</em> evolutivo.</p>
<p>Le <strong>tecniche di biohacking</strong> mirano quindi a <strong>riportare il corpo verso abitudini pi&ugrave; naturali</strong>: ritmi circadiani allineati con la luce solare, movimento quotidiano vario, alimentazione ricca di nutrienti non processati e gestione dello stress attraverso respirazione e meditazione.</p>
<p>Gli approcci di biohacking sono diversi e mirano all&rsquo;ottimizzazione dello stile di vita, lavorando su alimentazione, sonno, allenamento, contatto con la natura e tecniche di rilassamento. Tanti sono <strong>i campi di applicazione del biohacking</strong>:</p>
<ul>
<li>Attivit&agrave; fisica, per potenziare la salute e migliorare la risposta corporea agli stimoli esterni;</li>
<li>Salute metabolica e prevenzione, per gestire peso, glicemia, infiammazione e invecchiamento;</li>
<li>Attivit&agrave; cognitiva e produttivit&agrave;, per migliorare memoria, focus e creativit&agrave;;</li>
<li>Benessere generale, per aumentare energia e vitalit&agrave; quotidiana.</li>
</ul>
<p>Oggi il biohacking funziona come una <strong>ricerca scientifica applicata alla vita quotidiana</strong>: si prova una strategia, si monitorano i risultati e si decide se mantenerla o cambiarla. Un aspetto fondamentale &egrave; la <strong>personalizzazione dell&rsquo;intervento</strong>.</p>
<p>Sulla base delle informazioni ottenute nella fase di raccolta, l&rsquo;intervento prevede delle modifiche alla dieta, all&rsquo;allenamento, all&rsquo;integrazione, alle tecniche di recupero, in quanto tutto il protocollo viene adattato all&rsquo;individuo, perch&eacute; ci&ograve; che funziona per una persona potrebbe non essere efficace per un&rsquo;altra.<br><br></p>
<h2>Le tecniche di biohacking pi&ugrave; diffuse, i loro obiettivi e a chi rivolgersi</h2>
<p>Il biohacking comprende una vasta gamma di approcci, ciascuno con obiettivi specifici e figure professionali di riferimento. <strong>Le tecniche di biohacking possono essere adottate da chiunque voglia migliorare il proprio benessere, partendo da una valutazione personalizzata</strong>.</p>
<p>Infatti, &egrave; importante rivolgersi a professionisti qualificati, che collaborino e lavorino in sinergia, in modo da proporre un <strong>percorso personalizzato e sempre sotto controllo. </strong></p>
<p>Medici di medicina funzionale, biologi nutrizionisti e dietisti, osteopati e fisioterapisti, personal trainer e preparatori atletici, psicologici, mental coach ed esperti in ottimizzazione mentale sono tra le figure professionali di riferimento con le quali intraprendere questo percorso di <strong>ritorno alla semplicit&agrave;: muoversi di pi&ugrave;, dormire meglio, nutrirsi con alimenti veri, rispettare i cicli naturali e ascoltare il proprio corpo</strong>.</p>
<p>In definitiva, il biohacking &egrave; un metodo personalizzato e calibrato sull&rsquo;individuo per ripristinare l&rsquo;equilibrio.</p>
<p>Tra le tecniche oggi pi&ugrave; diffuse ci sono:</p>
<ul>
<li><strong>Nutrizione personalizzata</strong> sullo stile di vita e che rispetti i cicli circadiani, riducendo gli alimenti ultraprocessati e prediligendo i prodotti naturali, stagionali e a Km 0;</li>
<li><strong>Digiuno intermittente</strong>, che prevede l&rsquo;alternanza di periodi di digiuno e alimentazione per migliorare la sensibilit&agrave; insulinica, la gestione del peso e i processi di autofagia;</li>
<li><strong>Tecniche di igiene del sonno</strong> per migliorare il riposo e il recupero del corpo;</li>
<li><strong>Esposizione al freddo e al caldo</strong>, per migliorare la termoregolazione del corpo e la risposta fisiologica ai cambiamenti climatici.&nbsp;</li>
</ul>
<p>Queste sono solo alcune delle tecniche di biohacking a disposizione per chi vuole prendersi cura della propria salute in modo personalizzato e mirato.</p>
<p>I benefici potenziali sono davvero tanti:</p>
<ul>
<li>Miglioramento dell&rsquo;energia e della concentrazione,</li>
<li>Ottimizzazione del sonno,</li>
<li>Recupero fisico pi&ugrave; rapido,</li>
<li>Resilienza allo stress,</li>
<li>Prevenzione di disturbi metabolici.&nbsp;</li>
</ul>
<p>Tuttavia, anche i rischi di un uso non controllato di tecniche di biohacking senza supervisione possono essere, in alcuni casi, anche particolarmente invasivi. Per questo &egrave; sempre consigliato affidarsi a professionisti qualificati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>L'articolo &egrave; stato redatto da Andrea Mana, biologo nutrizionista recentemente entrato a far parte dello staff di ViaLibera, esperto nella creazione di piani alimentari adattati ad ogni esigenza (sport amatoriale o agonistico, gravidanza, menopausa, dimagrimento) e in nutrizione clinica (per la gestione dell&rsquo;alimentazione in patologie come diabete, celiachia, colon irritabile, dislipidemia). Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em><br><em>&nbsp;</em><br><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.</em></p>]]></description><pubDate>Thu, 21 Aug 2025 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Botulismo alimentare: come prevenirlo con alcuni esempi pratici]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/botulismo-alimentare-come-prevenirlo-con-alcuni-esempi-pratici_106392.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/botulismo-alimentare-come-prevenirlo-con-alcuni-esempi-pratici_106392.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/106392/126421.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Le notizie di questi giorni hanno portato alla luce un rischio legato agli alimenti, il botulismo alimentare, spesso trascurato, ma che ha portato purtroppo alla morte di diverse persone.<br><br></p>
<h2>Che cosa &egrave; il botulismo</h2>
<p>Il botulismo &egrave; un rara, ma a volte letale, sindrome neuroparalitica provocata dall&rsquo;azione di una tossina prodotta dal batterio Clostridium botulinum.</p>
<p>Il primo focolaio documentato di botulismo avvenne in Germania nel 1820 in seguito al consumo di salsicce. Il microrganismo venne identificato alcune decadi pi&ugrave; tardi su un prosciutto che aveva causato una tossinfezione in Belgio e fu chiamato Bacillus botulinus dalla parola botulus che voleva dire salsiccia in Latino.</p>
<p>Malgrado l&rsquo;origine della sindrome sia batterica, le vere responsabili della sintomatologia sono le tossine prodotte dai batteri. Il botulismo non &egrave; quindi un&rsquo;infezione strettamente alimentare, ma un&rsquo;intossicazione. &Egrave; sufficiente una quantit&agrave; minima di tossina (pari a 1*10-8/g) a determinare la morte: questo fa della tossina botulinica uno dei veleni pi&ugrave; potenti conosciuti dall&rsquo;uomo.</p>
<p>Per svilupparsi e produrre la tossina Clostridium botulinum ha bisogno di condizioni ambientali particolari, che devono verificarsi contemporaneamente: questo spiega la scarsa incidenza di questa intossicazione. Il rischio a livello di produzioni industriali &egrave; pressoch&eacute; nullo se vengono adottate le precauzioni igieniche adeguate; pi&ugrave; pericolose sono invece le preparazioni casalinghe (soprattutto le conserve poco acide).<br><br></p>
<h2>Condizioni ambientali necessarie per lo sviluppo di Clostridium botulinum</h2>
<p>Assenza di aria (condizioni di anaerobiosi)<br>Temperatura &gt; 10&deg;C<br>Attivit&agrave; dell&rsquo;acqua (Aw) &gt; 94%<br>pH &gt; 4.5<br>Concentrazione di sale (NaCl) &lt; 7-8%<br>Assenza di nitrati<br>Presenza di altre forme microbiche che, attraverso la loro attivit&agrave; metabolica, possono realizzare condizioni idonee alla crescita e moltiplicazione del patogeno anche in ambienti originariamente inadatti (conserve acide).</p>
<p>Alcuni ceppi, parallelamente alla moltiplicazione del microrganismo, determinano una modificazione del sapore, del colore, dell&rsquo;odore e della consistenza dell&rsquo;alimento fino a dargli un aspetto repellente; altri ceppi, invece, non determinano alcuna modificazione evidente del cibo, nonostante la moltiplicazione e la produzione di tossine da parte del batterio. Sono quest&rsquo;ultimi, quindi, i pi&ugrave; pericolosi.<br><br></p>
<h2>Forme cliniche del botulismo</h2>
<p>Il botulismo si presenta in 3 forme principali: <em>botulismo alimentare,</em> dovuto all&rsquo;ingestione di cibo contaminato con la tossina botulinica;&nbsp;<em>botulismo infantile,</em> una forma dovuta all&rsquo;ingestione di spore di Clostridium botulinum che colpisce i bambini sotto i 12 mesi di et&agrave; (uno dei veicoli di questa patologia &egrave; il miele, che va quindi sconsigliato ai bambini di pochi mesi); <em>botulismo da lesione,</em>&nbsp;dovuto all&rsquo;infezione di ferite da parte di Clostridium botulinum, con conseguente produzione di tossine. Questa forma &egrave; in crescita tra le persone tossicodipendenti, per iniezione di droghe preparate in condizioni non igieniche e contaminate con il botulino.<br><br></p>
<h2>Sintomatologia</h2>
<p>La sintomatologia si manifesta 18 - 48 ore dopo l&rsquo;ingestione dell&rsquo;alimento contaminato, ma in casi eccezionali il tempo di incubazione pu&ograve; essere anche di 8 giorni.</p>
<p>I primi sintomi consistono generalmente in disturbi gastroenterici (nausea, vomito e diarrea), disturbi della vista, difficolt&agrave; di deglutizione, secchezza delle fauci, difficolt&agrave; di parola e deambulazione. A questi, nelle forme pi&ugrave; gravi, seguono difficolt&agrave; respiratoria e morte, in assenza di trattamento, anche nel 70% dei casi. Esiste un siero antibotulinico specifico, tuttavia la sua somministrazione deve essere estremamente tempestiva.<br><br></p>
<h2>I diversi ceppi di botulino isolati dagli alimenti</h2>
<p>tipo A - conserve di carne e verdure<br>tipo B - prodotti a base di carne<br>tipo E - prodotti ittici<br>tipo F - conserve a base di carne e pesce</p>
<p>La tossina &egrave; facilmente distrutta dal calore (80&deg;C per 15 minuti, per i tipi A e B), mentre le spore possono resistere fino a 120&deg;C.<br><br></p>
<h2>Dati</h2>
<p>Oggi negli Stati Uniti secondo il CDC (Center for Disease Control and Prevention) vengono segnalati in media 110 casi di botulismo ogni anno. Di questi, il 25% &egrave; riconducibile a botulismo alimentare, il 72% a botulismo pediatrico e una minima percentuale (circa il 3%) a quello da ferita.</p>
<p>In Italia il botulismo alimentare &egrave; relativamente diffuso. Oltre ai recenti casi registrati in Calabria e in Sardegna, nel periodo 2001-2020, al sistema di sorveglianza nazionale del botulismo sono stati segnalati 1.039 casi clinici sospetti e ne sono stati confermati in laboratorio 452. Di questi, 412 (91%) erano casi di botulismo alimentare, 36 (8%) si riferivano a casi di botulismo infantile e 4 (1%) a casi di botulismo da ferita. Il numero di decessi &egrave; stato di 14 e il tasso medio di letalit&agrave; della malattia pari al 3,1%; tale tasso di letalit&agrave; &egrave; diminuito passando dal 3,8% del periodo 2001-2011 al 2,6% del 2012-2020.<br><br></p>
<h2>Consigli pratici</h2>
<p>Gli alimenti destinati alla produzione di conserve devono essere di prima qualit&agrave;, privi di ammaccature, muffe o parti marce.<br>Conservare le materie prime (es. verdure) ben coperte in frigo solo per brevissimi periodi.<br>Lavarsi bene le mani (anche sotto le unghie) prima di procedere alla lavorazione.<br>Lavare bene i prodotti in acqua abbondante strofinandoli con spazzolini utilizzati solo per alimenti, vanno eliminate completamente tutte le tracce di terra. <br>Asciugarli con panni puliti e non lasciarli sul piano di lavoro, esposti a polveri e insetti, n&eacute; prima n&eacute; dopo la cottura.<br>Pulire accuratamente il piano di lavoro durante e dopo la preparazione delle conserve.<br>Utilizzare contenitori piccoli (massimo 300-500 ml) che devono essere sterilizzati facendoli bollire per almeno 10 minuti. <br>Nella preparazione delle marmellate utilizzare almeno una quantit&agrave; di zucchero para al 50% del peso della frutta. <br>Cuocere nella pentola a pressione per almeno 3 minuti i vegetali da conservare sottolio o al naturale (sono infatti necessari 120&deg; C per distruggere le spore, temperatura che non si raggiunge con la semplice ebollizione in pentola).<br>L&rsquo;aggiunta di aceto e la conservazione dei barattoli al di sotto dei 10&deg; C riducono il rischio di sviluppo del microrganismo.<br>I cibi preparati senza seguire le corrette precauzioni (cottura, acidit&agrave;, concentrazione salina, ecc&hellip;) vanno refrigerati.</p>
<p>Scartare le conserve che all&rsquo;apertura lascino uscire del gas, presentino bollicine o cattivo odore; controllare che i coperchi dei barattoli non siano bombati. Se ci sono queste condizioni, i prodotti non devono essere mangiati o anche assaggiati (anche l'assaggio pu&ograve; essere molto pericoloso). Va comunque ricordato che il botulino, non porta necessariamente ad odori strani.</p>
<p>Negli insaccati prestare attenzione alla presenza di zone verdastre (fenomeni di proteolisi), talvolta associata anche a fenomeni di rammollimento e a cattivi odori, che rappresentano un campanello di allarme della presenza del botulino; ricordarsi che i prodotti industriali sono generalmente sicuri per la presenza di nitrati e nitriti, additivi in grado di inattivare il botulino.</p>
<p>Nella preparazione delle conserve ittiche (tonno, sgombro, ecc.) &egrave; consigliabile eviscerare i pesci appena pescati o acquistati.</p>
<p>Se si sospetta una contaminazione da botulino, ricordarsi di disinfettare (bollire o trattare con ipoclorito di sodio) gli utensili da cucina.<br><br>Link utili:<br><a href="https://www.ceirsa.org/leggitutto.php?idrif=171" target="_blank">https://www.ceirsa.org/leggitutto.php?idrif=171</a><br><a href="https://www.epicentro.iss.it/ben/2022/3/sistema-nazionale-botulismo-2001-2020" target="_blank">https://www.epicentro.iss.it/ben/2022/3/sistema-nazionale-botulismo-2001-2020</a></p>]]></description><pubDate>Sat, 16 Aug 2025 11:10:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Piedi nudi e salute: l’estate è il momento ideale per ritrovare connessione e stabilità]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/piedi-nudi-e-salute-lestate-e-il-momento-ideale-per-ritrovare-connessione-e-stabilita_106182.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/piedi-nudi-e-salute-lestate-e-il-momento-ideale-per-ritrovare-connessione-e-stabilita_106182.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/106182/126100.jpg" title="" alt="" /><br /><p>I piedi sono il nostro unico punto di contatto con la terra. Ci sorreggono, ci muovono e ci mettono in relazione costante con l&rsquo;ambiente. Eppure, li trascuriamo spesso: rinchiusi in scarpe rigide, poco stimolati, ignorati nel lavoro posturale quotidiano.</p>
<p>L&rsquo;estate, con le sue giornate calde e le superfici naturali a disposizione, &egrave; il momento ideale per riscoprire l&rsquo;importanza della camminata a piedi nudi come strumento di salute, consapevolezza e rieducazione posturale.</p>
<h2>Perch&eacute; i piedi nudi fanno bene?</h2>
<p>Il piede &egrave; una struttura complessa composta da 26 ossa, 33 articolazioni e oltre 100 muscoli, tendini e legamenti. Al suo interno risiedono migliaia di recettori sensoriali e meccanocettori, fondamentali per l&rsquo;equilibrio, la propriocezione e l&rsquo;attivazione posturale dal basso verso l&rsquo;alto.</p>
<p>Camminare scalzi ha molti benefici, in qunato permette di timolare la propriocezione plantare, migliorando l&rsquo;equilibrio e la stabilit&agrave; dinamica, rinforzare i muscoli intrinseci del piede, spesso inattivi a causa delle calzature moderne, riallineare la postura, poich&eacute; un piede pi&ugrave; attivo e sensibile invia segnali pi&ugrave; chiari al sistema nervoso centrale e migliorare la circolazione, la mobilit&agrave; articolare.</p>
<h2>Superfici naturali: il miglior terreno per il tuo piede</h2>
<p>Ogni superficie fornisce stimoli diversi. L&rsquo;appoggio nudo sulla sabbia allena equilibrio e rinforzo, sull&rsquo;erba stimola freschezza e rilassamento, sui sassi o sul terreno irregolare potenzia la propriocezione e la coordinazione, mentre sul legno o sulla roccia calda amplifica la sensibilit&agrave; tattile.</p>
<p>Questa variet&agrave; migliora l&rsquo;attivazione sensoriale e favorisce la neuroplasticit&agrave;, ovvero la capacit&agrave; del cervello di adattarsi e riorganizzarsi in risposta agli stimoli ricevuti.</p>
<h2>Scarpe moderne: cosa ci stiamo perdendo?</h2>
<p>Le calzature moderne, pur necessarie in molti contesti, limitano drasticamente la funzionalit&agrave; del piede; si parla di elevati drop (differenza tallone-punta), suole rigide e ammortizzate che annullano il feedback sensoriale e spazi troppo stretti per le dita, che riducono l&rsquo;equilibrio naturale e favoriscono disfunzioni come alluce valgo, fascite plantare o caviglie instabili.</p>
<h2>Come iniziare a camminare scalzi in modo sicuro</h2>
<p>Innanzitutto &egrave; giusto procedere con gradualit&agrave;: inizia con pochi minuti al giorno su superfici morbide (erba, tappeto, sabbia), poi aumenta il tempo e la variet&agrave;. Ascolta le tue sensazioni, poich&egrave; dolore, rigidit&agrave; o fastidi indicano un sovraccarico. Fermati e riprendi con meno intensit&agrave;. Lavora sull&rsquo;appoggio consapevole: evita di &ldquo;trascinare&rdquo; i piedi o di camminare solo con i talloni. Impara ad appoggiare il piede in modo armonico, coinvolgendo tutte le dita. Abbina esercizi specifici come mobilit&agrave; delle dita, rinforzo dei muscoli intrinseci e stimolazioni con palline, superfici irregolari o lavori in equilibrio.</p>
<h2>Il piede &egrave; il tuo punto di partenza</h2>
<p>Riscoprire la salute del piede significa intervenire su tutta la catena posturale. Un piede attivo migliora la distribuzione del carico, l&rsquo;efficienza del movimento e riduce il rischio di dolore a ginocchia, anche e schiena.</p>
<p>L&rsquo;estate ci offre l&rsquo;opportunit&agrave; di farlo in modo semplice, naturale e piacevole. Approfittane per tornare a sentire, riattivare la base e riconnetterti con il corpo&hellip; partendo proprio dal basso.</p>
<p><em>L&rsquo;articolo &egrave; stato redatto da Noemi Armando, Postural Trainer e fondatrice di MoveInLife. MoveInLife &egrave; nato dal desiderio di fornire a tutti, attraverso un approccio scientifico, gli strumenti necessari per vivere una vita sana e senza dolori, in un corpo che non solo funziona, ma che ci sostenga nel vivere appieno le nostre giornate. Non si tratta solo di migliorare la postura, ma di trasformare la propria vita, un passo alla volta, verso una versione pi&ugrave; sana e felice di s&eacute; stessi.&nbsp;</em><br><em>&nbsp;</em><br><em>Per approfondimenti potete rivolgervi a Noemi Armando ai seguenti contatti: sui social: noemiarmando_ - indirizzo Piazza Ambrosoli 1, Fossano CN - email moveinlife.salute@gmail.com - tel. 347 8165226.</em></p>]]></description><pubDate>Fri, 08 Aug 2025 14:24:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Il sonno: il regolatore invisibile del metabolismo ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/il-sonno-il-regolatore-invisibile-del-metabolismo_105532.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/il-sonno-il-regolatore-invisibile-del-metabolismo_105532.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/105532/125188.jpg" title="" alt="" /><br /><div>In un'epoca in cui si parla sempre pi&ugrave; di metabolismo, dimagrimento, efficienza energetica e performance, l&rsquo;attenzione si concentra spesso esclusivamente sulla dieta: quanti carboidrati assumere, se fare digiuno intermittente, quante proteine integrare. Eppure, uno dei regolatori pi&ugrave; potenti e spesso sottovalutati del nostro metabolismo &egrave; il sonno.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Dormire &egrave; un&rsquo;attivit&agrave; biologica fondamentale</strong>, una vera e propria &ldquo;centrale di comando&rdquo; invisibile che orchestra l&rsquo;<strong>equilibrio di ormoni, zuccheri, grassi e muscoli</strong>. Dormire bene significa accendere il metabolismo. Dormire poco o male significa, al contrario, mandarlo in tilt.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Il sonno &egrave; un processo attivo</strong>. Durante la notte, infatti, il cervello elabora ricordi, il sistema immunitario si rigenera, i tessuti si riparano, e soprattutto avviene una complessa regolazione ormonale. Questo ciclo notturno &egrave; essenziale per mantenere il metabolismo in equilibrio.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Diversi studi scientifici hanno dimostrato che <strong>dormire poco e male pu&ograve; alterare la sensibilit&agrave; insulinica, aumentare il cortisolo, favorire la resistenza leptinica e stimolare la grelina</strong>, l&rsquo;ormone della fame. Questo porta ad un maggiore appetito, preferendo cibi ad alta densit&agrave; calorica, aumento del grasso viscerale e rallentamento del metabolismo basale.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ogni notte, mentre dormiamo, il nostro corpo segue un <strong>ritmo biologico &ldquo;circadiano&rdquo;</strong>, regolato da un orologio interno situato nell&rsquo;ipotalamo. Questo ritmo governa il <strong>rilascio di ormoni che influenzano profondamente il metabolismo</strong>, come ad esempio il <strong>cortisolo</strong>, la <strong>melatonina</strong>, il <strong>GH</strong>, meglio conosciuto come l&rsquo;ormone della crescita, ed infine la <strong>leptina</strong> e la <strong>grelina</strong>. Vediamoli nel dettaglio per capire come intervenire:</div>
<div>●&nbsp; Il <strong>cortisolo</strong>, conosciuto anche come <strong>ormone dello stress</strong>, viene prodotto secondo un andamento circadiano, con un picco al mattino per darci energia e un calo serale che favorisce il riposo. Se il sonno &egrave; disturbato o se si va a letto molto tardi, il cortisolo pu&ograve; restare elevato anche di notte, ostacolando il recupero, la perdita di grasso e favorendo l&rsquo;insulino-resistenza.  </div>
<div>●&nbsp; La <strong>melatonina</strong>, conosciuta anche come l&rsquo;ormone della notte, non solo ci aiuta a prendere sonno, ma svolge anche <strong>un&rsquo;azione antiossidante, regola il metabolismo lipidico e migliora la qualit&agrave; del sonno profondo</strong>, durante il quale avviene la rigenerazione cellulare.  </div>
<div>●&nbsp; L&rsquo;<strong>ormone della crescita</strong> (<strong>GH</strong>), secreto soprattutto durante il sonno profondo, ha<strong> effetti anabolici</strong> (costruisce muscoli), <strong>lipolitici</strong> (brucia grasso) e <strong>riparativi</strong>. Se il sonno &egrave; interrotto o di scarsa qualit&agrave;, la produzione di GH si riduce, rallentando il metabolismo.  </div>
<div>●&nbsp; La <strong>leptina</strong> e la <strong>grelina</strong> sono, invece, gli ormoni che regolano la fame e la saziet&agrave;. La leptina segnala al cervello che siamo sazi; la grelina che abbiamo fame. La mancanza di sonno abbassa i livelli di leptina e aumenta quelli di grelina, portando a un aumento dell&rsquo;appetito, in particolare per cibi ricchi di zuccheri e grassi.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Un <strong>effetto particolarmente preoccupante della deprivazione di sonno</strong> o di un sonno disturbato e poco ristoratore &egrave; la <strong>riduzione della sensibilit&agrave; insulinica</strong>. Bastano poche notti di sonno frammentato o insufficiente per ridurre la capacit&agrave; del corpo di gestire correttamente il glucosio. Questo porta a un aumento dei livelli di zucchero nel sangue, maggiore accumulo di grasso e, nel lungo periodo, rischio pi&ugrave; elevato di <strong>diabete di tipo 2</strong>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La connessione tra sonno e glucosio &egrave; cos&igrave; forte che &egrave; stato dimostrato in letteratura che il lavoro su turni aumenta il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2, il rischio di obesit&agrave; e arriva a ridurre la longevit&agrave; del paziente. Nella societ&agrave; moderna, caratterizzata da<strong> iperconnessione e attivit&agrave; costante </strong>volta alla produttivit&agrave;, il sonno &egrave; spesso sacrificato per il lavoro, lo studio, i social media etc., ma il prezzo metabolico di queste abitudini &egrave; alto. Tra le cattive abitudini che non ci permettono di godere di un sonno di qualit&agrave; ci sono: <strong>l&rsquo;utilizzo serale di dispositivi elettronici</strong>, che inibisce la produzione di melatonina per via della luce blu;<strong> le cene troppo tarde o abbondanti</strong>, che disturbano il sonno profondo a causa del processo digestivo; <strong>il consumo di alcol</strong>, che peggiora la qualit&agrave; del sonno, anche se inizialmente sembra favorire l&rsquo;addormentamento; <strong>lo stress cronico</strong>, che aumenta il cortisolo serale e frammenta il sonno notturno.  In questo scenario, la sola dieta non basta a gestire il rallentamento metabolico o l&rsquo;aumento di peso: senza un sonno regolare e ristoratore, il metabolismo resta in uno stato di allerta e inefficienza. &Egrave; necessario s&igrave; <strong>seguire un piano alimentare personalizzato</strong>, che tenga conto del complessivo quadro di salute del soggetto, ma soprattutto modificare <strong>lo stile di vita!</strong></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Per migliorare il sonno e, di conseguenza, il metabolismo, occorre introdurre delle <strong>strategie</strong> <strong>pratiche</strong>:  </div>
<div>1. <strong>Rispettare i ritmi circadiani</strong>: cercare di andare a letto e svegliarsi sempre alla stessa ora, anche nel weekend.  </div>
<div>2. <strong>Evitare la luce blu la sera</strong>: almeno un&rsquo;ora prima di dormire, spegnere schermi o utilizzare filtri per la luce blu.  </div>
<div>3. <strong>Esporsi alla luce solare al mattino</strong>: aiuta a regolare l&rsquo;orologio biologico e favorisce una produzione corretta di melatonina la sera.  </div>
<div>4. <strong>Limitare caffeina e alcol dopo il pomeriggio</strong>: entrambe le sostanze alterano i cicli del sonno profondo.  </div>
<div>5. <strong>Cenare almeno 3 ore prima di coricarsi, possibilmente con cibi semplici e leggeri</strong>: aiuta a non interferire con la digestione durante il sonno.  </div>
<div>6. <strong>Introdurre rituali serali rilassanti</strong>: come la lettura, la meditazione o una doccia calda, che possono facilitare l&rsquo;addormentamento.  </div>
<div>7. <strong>Curare il microbiota intestinale</strong>: recenti studi mostrano che anche la flora intestinale ha un ritmo circadiano, e dormire bene contribuisce al suo equilibrio, con benefici anche metabolici.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il sonno rappresenta un vero e proprio pilastro della salute. Insieme a nutrizione, movimento e gestione dello stress, il sonno gioca un ruolo insostituibile nel prevenire obesit&agrave;, diabete, ipertensione, decadimento cognitivo e depressione.</div>
<div> Migliorare il sonno, e con esso il metabolismo, non richiede soluzioni complesse, ma un percorso consapevole e guidato, eventualmente con il supporto di un professionista della nutrizione e dello stile di vita, come ad esempio un nutrizionista, per individuare i cibi e il timing alimentare pi&ugrave; adatto a favorire il riposo notturno e per lavorare su tutto ci&ograve; che influisce sul sonno: digestione, infiammazione, abitudini di vita e alimentari, carenze nutrizionali e ritmo circadiano.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Imparare a mangiare e vivere in modo pi&ugrave; &ldquo;sincronizzato&rdquo; con la propria fisiologia &egrave; un <strong>investimento</strong> <strong>nella</strong> <strong>qualit&agrave; della vita</strong>: dormire meglio significa pensare meglio, muoversi meglio, digerire meglio e decidere meglio. E tutto questo si riflette, giorno dopo giorno, in un metabolismo pi&ugrave; attivo, in un corpo pi&ugrave; sano e in una mente pi&ugrave; lucida.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La vera prevenzione comincia nella scelta consapevole di migliorarsi, con il giusto accompagnamento.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>L'articolo &egrave; stato redatto da Andrea Mana, biologo nutrizionista recentemente entrato a far parte dello staff di ViaLibera, esperto nella creazione di piani alimentari adattati ad ogni esigenza (sport amatoriale o agonistico, gravidanza, menopausa, dimagrimento) e in nutrizione clinica (per la gestione dell&rsquo;alimentazione in patologie come diabete, celiachia, colon irritabile, dislipidemia). Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.</em></div>]]></description><pubDate>Thu, 24 Jul 2025 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Infiammazione cronica e inattività: come rompere il circolo vizioso]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/fossanese/infiammazione-cronica-e-inattivita-come-rompere-il-circolo-vizioso_104728.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/fossanese/infiammazione-cronica-e-inattivita-come-rompere-il-circolo-vizioso_104728.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/104728/124119.jpg" title="" alt="" /><br /><div>&ldquo;<em>Il corpo si adatta a tutto, anche all&rsquo;inattivit&agrave;. Ma il prezzo da pagare pu&ograve; essere alto.</em>&rdquo;</div>
<div>Viviamo in un&rsquo;epoca in cui il movimento &egrave; diventato opzionale, mentre l&rsquo;infiammazione cronica silenziosa &egrave; sempre pi&ugrave; diffusa. La sedentariet&agrave;, lo stress persistente e un&rsquo;alimentazione infiammatoria sono solo alcuni dei fattori che alimentano questo stato. Spesso, per&ograve;, ci&ograve; che inizia come una mancanza di energia o un dolore ricorrente si trasforma in un vero e proprio circolo vizioso, dove l&rsquo;infiammazione limita il movimento, e l&rsquo;inattivit&agrave; perpetua l&rsquo;infiammazione.</div>
<div>&nbsp;</div>
<h2>Cos&rsquo;&egrave; l&rsquo;infiammazione cronica di basso grado?</h2>
<div>A differenza dell&rsquo;infiammazione acuta &mdash; la risposta difensiva del corpo a un&rsquo;infezione o un trauma &mdash; l&rsquo;infiammazione cronica di basso grado &egrave; subdola. Non provoca febbre o arrossamenti evidenti, ma resta attiva per mesi o anni, alterando il funzionamento dei tessuti. Questa condizione &egrave; strettamente collegata a dolori muscolari e articolari persistenti, stanchezza cronica, rigidit&agrave; mattutina, sovrappeso o obesit&agrave;, sindrome metabolica e insulino-resistenza, declino cognitivo e umore instabile.</div>
<div>&nbsp;</div>
<h2>Le cause? Multifattoriali.</h2>
<div>L&rsquo;infiammazione cronica pu&ograve; essere il risultato combinato di stile di vita sedentario, cattiva alimentazione (alimenti ultra-processati, zuccheri raffinati, grassi trans), carenza di sonno profondo, stress psicologico prolungato e microbiota intestinale alterato.</div>
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<h2>L&rsquo;inattivit&agrave; fisica peggiora tutto</h2>
<div>Il corpo umano &egrave; fatto per muoversi. Quando il movimento viene ridotto al minimo &mdash; come succede per molte persone sedentarie o che convivono con dolore cronico &mdash; si attivano una serie di risposte negative: perdita di massa muscolare e tono posturale, riduzione della sensibilit&agrave; all&rsquo;insulina, peggioramento della circolazione linfatica e del drenaggio, maggiore rigidit&agrave; articolare e fasciale e peggior percezione del corpo e aumento della paura del movimento (kinesiofobia).</div>
<div>&nbsp;</div>
<h2>Il circolo vizioso: dolore - inattivit&agrave; - infiammazione - ancora pi&ugrave; dolore</h2>
<div>Chi vive con dolori persistenti tende a muoversi meno. Ma meno ci si muove, pi&ugrave; si favorisce l&rsquo;infiammazione, e pi&ugrave; quest&rsquo;ultima alimenta la sensibilit&agrave; al dolore. Un meccanismo perfetto&hellip; per restare bloccati.</div>
<div>&nbsp;</div>
<h2>Come interrompere il ciclo: movimento graduale e consapevole</h2>
<div>Movimento a bassa intensit&agrave; quotidiano</div>
<div>Non serve (subito) la palestra: passeggiate lente, esercizi respiratori, mobilizzazioni articolari possono abbassare i livelli infiammatori, migliorare la circolazione e stimolare la produzione di endorfine.</div>
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<div>Attivit&agrave; personalizzata e adattata</div>
<div>Programmi di esercizio costruiti su misura &mdash; che considerano la fatica, i dolori e lo stato infiammatorio &mdash; aiutano a rimettere in moto il corpo senza creare stress aggiuntivo. Il movimento diventa cos&igrave; &ldquo;antidolorifico naturale&rdquo;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Attenzione al recupero</div>
<div>Il recupero &egrave; parte dell&rsquo;allenamento: migliorare la qualit&agrave; del sonno, respirare meglio e gestire lo stress quotidiano &egrave; essenziale per spegnere l&rsquo;infiammazione.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Lavorare in sinergia con i professionisti giusti</div>
<div>Un approccio integrato &mdash; con chinesiologo, nutrizionista, psicologo, fisioterapista &mdash; consente di agire su tutti i fronti: corpo, mente e stile di vita.</div>
<div>&nbsp;</div>
<h2>Un corpo in movimento &egrave; un corpo che guarisce</h2>
<div>L&rsquo;infiammazione cronica non &egrave; una condanna. &Egrave; un segnale. E il movimento &mdash; se fatto nel modo giusto &mdash; &egrave; una delle chiavi pi&ugrave; potenti per invertire la rotta. Non servono rivoluzioni, ma piccoli gesti quotidiani. A volte, basta iniziare con un respiro consapevole o un passo in pi&ugrave; al giorno.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>L&rsquo;articolo &egrave; stato redatto da Noemi Armando, Postural Trainer e fondatrice di MoveInLife. MoveInLife &egrave; nato dal desiderio di fornire a tutti, attraverso un approccio scientifico, gli strumenti necessari per vivere una vita sana e senza dolori, in un corpo che non solo funziona, ma che ci sostenga nel vivere appieno le nostre giornate. Non si tratta solo di migliorare la postura, ma di trasformare la propria vita, un passo alla volta, verso una versione pi&ugrave; sana e felice di s&eacute; stessi.&nbsp;</em><br><em>&nbsp;</em><br><em>Per approfondimenti potete rivolgervi a Noemi Armando ai seguenti contatti: sui social: noemiarmando_ - indirizzo Piazza Ambrosoli 1, Fossano CN - email moveinlife.salute@gmail.com - tel. 347 8165226.</em></div>]]></description><pubDate>Thu, 10 Jul 2025 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Cadute: un problema da prevenire già a partire dai 35 anni ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/cadute-un-problema-da-prevenire-gia-a-partire-dai-35-anni_103827.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/cadute-un-problema-da-prevenire-gia-a-partire-dai-35-anni_103827.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/103827/122981.jpg" title="" alt="" /><br /><div>
<div>Le cadute rappresentano uno degli infortuni pi&ugrave; frequenti nella popolazione adulta dopo i 35 anni di et&agrave; e sono la principale causa di infortunio negli over 65.&nbsp;</div>
<div>Secondo la sorveglianza Passi d&rsquo;Argento dell&rsquo;Istituto Superiore di Sanit&agrave;, nel biennio 2022&ndash;2023, tra le persone oltre i 64 anni, il 21% degli intervistati ha dichiarato di essere caduto nei 12 mesi precedenti l&rsquo;intervista, di cui il 15% una sola volta e il 6% due o pi&ugrave; volte. Quasi nella met&agrave; dei casi le cadute hanno causato una frattura e nel 16% dei casi &egrave; stato necessario il ricovero ospedaliero di almeno un giorno.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Gli esperti dell&rsquo;ISS evidenziano che le cadute tra le persone anziane rappresentano un problema di grande rilevanza non solo per la loro frequenza e per la gravit&agrave; delle fratture che possono provocare, ma anche per il forte impatto sul benessere fisico e psicologico: la paura di cadere pu&ograve; infatti limitare in modo significativo la capacit&agrave; di svolgere le normali attivit&agrave; quotidiane. Inoltre le cadute comportano conseguenze importanti sui costi sociali e sanitari, gravando sulle famiglie e sul sistema sanitario.</div>
<div>&nbsp;</div>
<h2>Perch&eacute; le cadute aumentano con l&rsquo;avanzare dell&rsquo;et&agrave;?&nbsp;</h2>
<div>Il rischio di cadere cresce con l&rsquo;invecchiamento per una combinazione di fattori intrinseci, legati alla persona, ed estrinseci, legati all'ambiente.&nbsp;</div>
<div>Tra i principali fattori intrinseci spicca la stabilit&agrave; in appoggio monopodalico (su un piede), cruciale per mantenere l&rsquo;equilibrio durante la camminata e le attivit&agrave; quotidiane. La stabilit&agrave; in appoggio monopodalico &egrave; particolarmente importante poich&eacute; rappresenta circa l&rsquo;80% del&nbsp;ciclo del passo e dipende dalla forza dei muscoli stabilizzatori del piede e della caviglia. L&rsquo;interazione con superfici irregolari, come un prato o un sentiero di montagna, stimola naturalmente questi muscoli, ma con l&rsquo;et&agrave; e la ridotta attivit&agrave; fisica, questa stimolazione viene spesso a mancare.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<h2>Quali sistemi intervengono nel mantenimento dell&rsquo;equilibrio?&nbsp;</h2>
<div>Principalmente i sistemi che intervengono nel mantenimento dell&rsquo;equilibrio sono tre.</div>
<div>Il sistema visivo &egrave; il principale, ma anche il pi&ugrave; fragile, poich&eacute; perde di efficacia con il calare della vista e in situazioni dove la luce &egrave; scarsa.&nbsp;</div>
<div>Il sistema vestibolare (il pi&ugrave; tardivo), &egrave; il meccanismo pi&ugrave; lento ad entrare in gioco perch&eacute; presenta una soglia di attivazione pi&ugrave; elevata. Costituisce un sistema di emergenza che sovrasta gli altri due sistemi quando la destabilizzazione del capo supera una certa ampiezza e accelerazione.&nbsp;</div>
<div>Il sistema propriocettivo (il pi&ugrave; rapido) &egrave; costituito da decine di migliaia di sensori all&rsquo;interno di muscoli, tendini, legamenti e capsule articolari: l&rsquo;informazione viaggia attraverso le fibre nervose pi&ugrave; grandi e veloci in cui i segnali corrono ad una velocit&agrave; di 80-120 metri/secondo.&nbsp;</div>
<h2>Cosa significa propriocezione?&nbsp;</h2>
<div>Propriocezione deriva dal latino (proprium = proprio) e dall&rsquo;inglese (-ception, come reception) significa &ldquo;<em>ricezione di segnali propri</em>&rdquo;, cio&egrave; provenienti da strutture proprie. I segnali propriocettivi nascono infatti dai sensori presenti nei muscoli, nei tendini e nelle articolazioni e rappresentano il <strong>canale sensoriale pi&ugrave; importante</strong>. In loro assenza, i movimenti risultano lenti e goffi, richiedono lunghi periodi di allenamento e dipendono costantemente dal controllo visivo per poter essere eseguiti.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<h2>Come prevenire le cadute?</h2>
<div>Tra i trattamenti per la prevenzione delle cadute spiccano il sistema Delos e il Riva Method. L&rsquo;ideatore &egrave; il dottor Dario Riva, medico dello sport e pediatra, che insieme al suo team di ricerca ha studiato per oltre 25 anni il rapporto tra il piede e il suolo e l&rsquo;interazione tra l&rsquo;uomo e la gravit&agrave;.&nbsp;</div>
<div>Il Riva Method si basa sull&rsquo;High-frequency Proprioceptive Training, un metodo innovativo di allenamento e riabilitazione che, attraverso l&rsquo;induzione di instabilit&agrave; ad alta frequenza, consente di ottenere un aumento del controllo propriocettivo con conseguente incremento della stabilit&agrave; monopodalica basata sui riflessi propriocettivi. A creare questa instabilit&agrave; controllata &egrave; il sistema Delos, un dispositivo computerizzato che rappresenta l&rsquo;evoluzione delle classiche tavole basculanti. Grazie a questa tecnologia avanzata e ai feedback visivi in tempo reale, il sistema Delos consente di misurare e allenare il controllo posturale e propriocettivo in modo oggettivo, aiutando a sviluppare al massimo le capacit&agrave; del corpo, attraverso un allenamento mirato e scientificamente validato.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<h2>Perch&eacute; allenare la propriocezione?&nbsp;</h2>
<div>Prevenire le cadute, gi&agrave; a partire dai 35 anni, non &egrave; solo possibile ma anche fondamentale per preservare la salute, l&rsquo;autonomia e la qualit&agrave; della vita. La combinazione tra tecnologie innovative come il Riva Method e il sistema Delos e semplici accorgimenti quotidiani pu&ograve; fare la differenza. Investire nella prevenzione, il collante che unisce tutte le discipline integrate a Vialibera, significa non solo proteggere s&eacute; stessi ma anche contribuire a ridurre l&rsquo;impatto sociale ed economico di un problema che riguarda sempre pi&ugrave; persone. La sfida &egrave; quella di non sottovalutare il rischio e di agire per tempo: l&rsquo;equilibrio si pu&ograve; allenare, la sicurezza si pu&ograve; costruire.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>L&rsquo;articolo &egrave; stato redatto da Gabriele Olla, professionista di Vialibera. Il denominatore comune dello staff di Vialibera &egrave; la formazione universitaria seguita da percorsi di specializzazione nei differenti settori. Il continuo e costante aggiornamento crea una rete di figure complete e all&rsquo;avanguardia per la presa in carico della persona in modo totale.</em></div>
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<div><em>Per approfondimenti potete rivolgervi allo staff di Vialibera ai seguenti contatti: sui social: vialibera_cuneo - indirizzo Via Virginio Allione 2, Cuneo - email vialiberacuneo@gmail.com - tel. 393 9876450.</em></div>
</div>]]></description><pubDate>Thu, 19 Jun 2025 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item></channel></rss>
