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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Varie > Animali > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/varie/animali/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/news/varie/animali/rss2.0.xml?page=4rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le notizie di Animali che la provincia di Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Tue, 21 Jul 2026 12:20:50 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Varie > Animali > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/varie/animali/]]></link></image><item><title><![CDATA[All'Ecomuseo della Pastorizia inaugura la mostra fotografica “Animali e Saperi in Cammino”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/all-ecomuseo-della-pastorizia-inaugura-la-mostra-fotografica-animali-e-saperi-in-cammino_124270.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/all-ecomuseo-della-pastorizia-inaugura-la-mostra-fotografica-animali-e-saperi-in-cammino_124270.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124270/153696.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L'Ecomuseo della Pastorizia di Pontebernardo ospita, da domenica 19 luglio, la mostra &ldquo;Animali e Saperi in Cammino &ndash; Una mostra itinerante per il 2026, Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori delle Nazioni Unite&rdquo;, esposizione nata nell'ambito del progetto di ricerca nazionale FARMO &ndash; Farms On The Move e dedicata alla pastorizia italiana contemporanea come pratica ecologica radicata nei territori e costruita attraverso le relazioni tra esseri umani, animali e paesaggi.</p>
<p>La mostra nasce dal dialogo tra linguaggi e sguardi diversi. Da un lato, i materiali visuali prodotti dai ricercatori e dalle ricercatrici Michele Bandiera, Carlotta Molfese e Francesca Sabatini nell'ambito del progetto FARMO, attraverso una ricerca sul campo lungo le vie della transumanza in Abruzzo e Piemonte; dall'altro, la narrazione fotografica di Camillo Pasquarelli - fotografo e antropologo il cui lavoro &egrave; stato pubblicato dalle principali testate internazionali ed esposto in numerose mostre in Italia e all'estero - dedicata al pascolo vagante in Veneto.</p>
<p>Il confronto tra questi due sguardi restituisce la complessit&agrave; della pastorizia contemporanea, andando oltre le rappresentazioni nostalgiche e folkloristiche del mondo rurale. La mostra racconta infatti pratiche fondate su conoscenze, adattamenti e relazioni tra animali, allevatori e territori, mostrando come la pastorizia continui a essere una forma di cura del paesaggio e un elemento importante per la biodiversit&agrave; e la resilienza delle aree interne.</p>
<p>Dal pascolo vagante in Veneto alle vie della transumanza tra Piemonte e Abruzzo, l&rsquo;esposizione mette in dialogo due forme diverse di mobilit&agrave; pastorale. Entrambe implicano lo spostamento stagionale di allevatori e animali tra pascoli di montagna e pianura, ma seguono logiche differenti: mentre la transumanza collega luoghi definiti di partenza e arrivo &ndash; la stalla invernale e l'alpeggio estivo &ndash; il pascolo vagante &egrave; caratterizzato da un movimento continuo che non prevede la stabulazione delle greggi.</p>
<p>La scelta dell'Ecomuseo della Pastorizia come sede temporanea della mostra assume un significato particolare: l'alta valle Stura &egrave; infatti il territorio in cui si sviluppa il caso studio piemontese del progetto FARMO. La tappa di Pontebernardo permette cos&igrave; di restituire la ricerca al territorio che l'ha ispirata, mettendo in relazione il lavoro scientifico, la comunit&agrave; locale e il patrimonio pastorale.</p>
<p>Promosso dall'Unione Montana Valle Stura, l'Ecomuseo della Pastorizia nasce nel 2000 con l'obiettivo di valorizzare la cultura pastorale, salvaguardare la razza ovina sambucana, custodire la memoria della transumanza e promuovere il patrimonio materiale e immateriale della vita rurale di montagna. Pi&ugrave; che un museo tradizionale, &egrave; un presidio culturale diffuso che mette in relazione paesaggi, comunit&agrave; e saperi, raccontando una cultura ancora viva e in continua evoluzione.</p>
<p>La mostra rappresenta l'esito finale del Progetto di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) Farms On The Move (FARMO), finanziato nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e sviluppato tra il 2023 e il 2026 da un network di universit&agrave; italiane con l'Universit&agrave; Ca' Foscari Venezia come capofila, insieme all'Universit&agrave; del Piemonte Orientale e al Gran Sasso Science Institute. L'esposizione &egrave; finanziata da Ca' Foscari nell'ambito delle attivit&agrave; di divulgazione e comunicazione della ricerca. Attraverso un approccio interdisciplinare fondato sull'etnografia multispecie e visuale, il progetto FARMO ha indagato le pratiche contemporanee dell'allevamento estensivo, della transumanza e della monticazione come sistemi socio-ecologici costruiti dalle relazioni tra esseri umani, animali, territori e infrastrutture.</p>
<p>In Piemonte, la ricerca ha seguito l'esperienza di Bars Chabrier, l'azienda agricola di Marta Fossati a Sambuco. Nata e cresciuta in una famiglia profondamente legata alla storia della pastorizia dell'Alta Valle Stura, Marta &egrave; tornata nel suo paese nel 2009 per avviare un allevamento caprino che oggi conta circa 180 capre, oltre ad alcune pecore. Ogni anno conduce il gregge in alpeggio praticando la transumanza verticale, produce formaggi destinati principalmente alla vendita diretta e sperimenta nuove forme di relazione con il territorio e con i consumatori, come il progetto "Adotta una capra". La sua azienda rappresenta un esempio di pastorizia contemporanea capace di coniugare pratiche tradizionali, sostenibilit&agrave; ambientale e innovazione.</p>
<p>L'inaugurazione si terr&agrave; domenica 19 luglio alle ore 17 presso la saletta esposizioni dell'Ecomuseo della Pastorizia. Saranno presenti Camillo Pasquarelli, il ricercatore Michele Bandiera e la ricercatrice Carlotta Molfese, che accompagneranno il pubblico alla scoperta dell&rsquo;esposizione e del progetto di ricerca. Al termine dell'incontro verr&agrave; offerto un buffet a cura di Ortiche Bistrot.</p>
<p>La mostra sar&agrave; visitabile fino al 6 settembre, con visita accompagnata negli orari di apertura dell'Ecomuseo: sabato e domenica nei mesi di luglio e agosto e nel primo fine settimana di settembre, dalle 15 alle 18.</p>
<p>Informazioni: Ecomuseo della Pastorizia &ndash; Pontebernardo, mail ecomuseopastorizia@vallestura.cn.it, tel. +39 347 211 8377.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124270/small_153697.jpg" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 12:13:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[La Regione finanzia i dispositivi per difendersi dai lupi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-regione-finanzia-i-dispositivi-per-difendersi-dai-lupi_124221.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-regione-finanzia-i-dispositivi-per-difendersi-dai-lupi_124221.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124221/153618.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sono 94 le aziende agricole piemontesi che potranno acquistare dispositivi di prevenzione e dissuasione per gli attacchi da lupo e altri grandi carnivori grazie al sostegno della Regione Piemonte. Lo annuncia l&rsquo;assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi, Peste suina della Regione Piemonte Paolo Bongioanni, che spiega: &ldquo;L&rsquo;emergenza lupo &egrave; anche in Piemonte un tema non pi&ugrave; rimandabile, sia per i danni economici che infligge al nostro patrimonio zootecnico sia per i rischi alla sicurezza dei centri abitati con il fenomeno dei &lsquo;lupi confidenti&rsquo;. Cos&igrave;, mentre stiamo lavorando con Ispra per poter avere a ottobre il primo piano di contenimento della specie che autorizzi il prelievo selettivo di esemplari individuati, rafforziamo ancora il sostegno ai nostri allevatori per dotarli di efficaci strumenti di prevenzione e di dissuasione dagli attacchi del lupo e di altri grandi carnivori quali l&rsquo;orso bruno, la lince e lo sciacallo dorato. Grazie a quest&rsquo;ultimo bando sono 94 le aziende agricole piemontesi che riceveranno il sostegno regionale per complessivi 740mila euro in grado di coprire il 100% delle spese sostenute per l&rsquo;intervento. Sono state soddisfatte tutte le domande presentate e abbiamo anche realizzato, sulla disponibilit&agrave; complessiva del bando, un risparmio di 109mila euro che potremo utilizzare sul prossimo o destinare ad altri interventi&rdquo;.</p>
<p>Le 94 aziende che potranno beneficiarne sono cos&igrave; distribuite per provincia: Alessandria 3, Asti 4, Biella 16, Cuneo 32, Novara 1, Torino 18, Vercelli 10, Vco 9, pi&ugrave; una con sede sociale a Milano ma operante in Piemonte. A questo link la graduatoria: <a href="https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2026/corrente/siste/00000082.htm" target="_blank" rel="nofollow">www.regione.piemonte.it</a>.</p>
<p>Vengono finanziate in conto capitale al 100% le spese sostenute, con un ammontare da 500,00 a 20mila euro, per l&rsquo;acquisto di cani da guardiania appartenenti alla razze Pastore Maremmano Abruzzese o Cane da Montagna dei Pirenei, iscritti al Libro Genealogico (con Pedigree) e da accompagnare con cartelli d&rsquo;avviso della presenza per gli estranei; l&rsquo;acquisto o realizzazione di recinzioni fisse o mobili, elettrificate o non, per la protezione degli animali dalla fauna selvatica durante il ricovero notturno; di altri sistemi acustici o luminosi di dissuasione e antintrusione da fauna o altri diversi sistemi di prevenzione; la costruzione o posa in opera di alloggi (capanni o micro-unit&agrave; abitative) per il personale di custodia degli animali al pascolo. Un aspetto molto importante per le aziende &egrave; che l&rsquo;aver adottato almeno una misura di prevenzione fra quelle previste &egrave; la conditio sine qua non affinch&eacute; possa venire accolta dalla Regione la domanda di indennizzo da eventuali danni da predazione.</p>
<p>&ldquo;E ora mi auguro che, accanto al nostro sostegno alle azioni di prevenzione, &ndash; sottolinea Bongioanni &ndash; possa definirsi a breve anche il secondo fronte, quello del piano di contenimento della specie. I nostri allevatori e pastori sono un anello fondamentale nel presidio delle terre alte e aree interne, custodi del paesaggio e di un patrimonio zootecnico di eccezionale valore economico nella nostra filiera agroalimentare e nel turismo che non dev&rsquo;essere lasciato solo&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:17:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Quattro mamme gatte abbandonate e quindici cuccioli da salvare: scatta l'emergenza nel Fossanese]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/fossanese/quattro-mamme-gatte-abbandonate-e-quindici-cuccioli-da-salvare-scatta-l-emergenza-nel-fossanese_124233.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/fossanese/quattro-mamme-gatte-abbandonate-e-quindici-cuccioli-da-salvare-scatta-l-emergenza-nel-fossanese_124233.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124233/153631.jpg" title="L'appello di LIDA per salvare i gatti abbandonati" alt="L'appello di LIDA per salvare i gatti abbandonati" /><br /><p>Ci sono situazioni impreviste che colpiscono all&rsquo;improvviso, costringendo a fare i conti con la fragilit&agrave; di tantissimi piccoli animali indifesi. Questo &egrave; esattamente ci&ograve; che &egrave; accaduto nei giorni scorsi nel Fossanese, dove l&rsquo;associazione LIDA Carr&ugrave;-Mondov&igrave;-Ceva &egrave; dovuta intervenire d'urgenza a seguito di una segnalazione impossibile da ignorare. Davanti ai volontari si &egrave; presentata una scena delicata e complessa: quattro gatte con le rispettive cucciolate. In tutto, circa quindici gattini appena nati, creature estremamente vulnerabili che necessitano immediatamente di cibo, cure veterinarie, protezione e, soprattutto, di una prospettiva per il futuro.</p>
<p>In questa vicenda di emergenza spicca per&ograve; un bellissimo esempio di civilt&agrave; e collaborazione. La cittadina che ha contattato l'associazione non era la proprietaria delle gatte e avrebbe potuto facilmente girarsi dall'altra parte. Al contrario, ha scelto di agire con profondo senso di responsabilit&agrave;. Oltre a chiedere l'intervento della LIDA, non ha delegato interamente il problema, ma ha deciso di collaborare attivamente offrendo il proprio aiuto quotidiano per accudire le mamme gatte, assicurando loro cibo, riparo e una presenza costante. Questo gesto straordinario dimostra concretamente come l'unione delle forze tra cittadini e volontari possa fare la differenza nel salvare vite.</p>
<p>Mentre la LIDA si far&agrave; carico delle indispensabili operazioni di sterilizzazione delle quattro mamme, un passaggio fondamentale per interrompere la catena delle nascite incontrollate e prevenire future sofferenze, resta da gestire l'enorme e oneroso carico dei quindici cuccioli. Ogni gattino deve essere visitato dal veterinario, sverminato, nutrito con alimenti specifici e monitorato costantemente fino al momento in cui sar&agrave; pronto per entrare a far parte di una nuova famiglia.</p>
<h2>Quindici cuccioli da salvare: LIDA effettua un appello alla solidariet&agrave;</h2>
<p>Le spese e le energie necessarie per affrontare questa emergenza sono immense e i volontari non possono farcela da soli. Per questo motivo l'associazione lancia un caloroso appello alla comunit&agrave;. Chiunque stia cercando con seriet&agrave; un compagno di vita a quattro zampe pu&ograve; farsi avanti per un'adozione responsabile. In alternativa, &egrave; possibile candidarsi per offrire uno stallo temporaneo, ospitando i piccoli durante il periodo di svezzamento e cure.</p>
<p>Anche un piccolo contributo economico pu&ograve; fare una grandissima differenza, aiutando a sostenere i costi dei trattamenti sanitari e delle sterilizzazioni. Chi non ha la possibilit&agrave; di donare o ospitare pu&ograve; comunque fare la sua parte condividendo questo appello per fare in modo che raggiunga il maggior numero possibile di persone.</p>
<p>Per ricevere informazioni, proporre la propria disponibilit&agrave; all'adozione o offrire uno stallo, &egrave; possibile contattare telefonicamente il numero 328 8866491. Chi desidera supportare finanziariamente l'associazione pu&ograve; destinare il proprio 5x1000 alla LIDA indicando il codice fiscale 93039120048, oppure effettuare una donazione detraibile attraverso bonifico sul conto corrente intestato a Lida sezione Carr&ugrave; Mondov&igrave; Ceva odv, presso la Banca Alpi Marittime, filiale di Carr&ugrave;, con IBAN IT08V0845046100000000017005 e causale "donazione liberale". Infine, i beni materiali, il cibo specifico per gattini e i supporti per l'accudimento possono essere spediti o consegnati direttamente presso il Rifugio La Rondine, situato in via Castelvecchio, frazione Loreto 13, a Fossano.</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 06:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Tartaruga azzannatrice e un gufo reale detenuti illegalmente: blitz della Forestale nel Cuneese]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/tartaruga-azzannatrice-e-un-gufo-reale-detenuti-illegalmente-blitz-della-forestale-nel-cuneese_124192.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/tartaruga-azzannatrice-e-un-gufo-reale-detenuti-illegalmente-blitz-della-forestale-nel-cuneese_124192.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124192/153539.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">I militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (N.I.P.A.A.F.) di Cuneo hanno rinvenuto un esemplare di tartaruga azzannatrice (Chelydra serpentina) illegalmente detenuta da un cittadino del cuneese.</p>
<p style="text-align: justify;">La vicenda ha preso il via con una perquisizione e un sequestro, delegati dalla Procura di Cuneo ed eseguiti presso l&rsquo;abitazione del soggetto, finalizzati al recupero di undici tartarughe (Testudo hermanni) e di un gufo reale. Nello specifico, le testuggini erano detenute in assenza della documentazione CITES (la Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione) e del relativo microchip, in forte contrasto con l&rsquo;art. 1 della Legge n. 150/1992. Il gufo era legato con una catena a un pilastro dell'abitazione: una condizione totalmente inadeguata e incompatbile con le sue caratteristiche etologiche e sanzionata dall'art. 727 del codice penale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso delle perquisizioni, i militari hanno rinvenuto anche una tartaruga azzannatrice e un gatto del bengala. Non potendo considerare tali animali come domestici, in quanto inseriti nell&rsquo;elenco delle specie di animali pericolosi per l&rsquo;incolumit&agrave; pubblica e di cui &egrave; anche vietata la detenzione ai sensi del D.Lgs 135/2022, i militari hanno proseguito col sequestro e affidato gli animali al personale del Centro Recupero Animali Selvatici. &nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La tartaruga azzannatrice &egrave; dotata di una mandibola particolarmente potente, in grado di staccare le dita della mano di una persona con uno dei suoi morsi. Per quanto riguarda il gatto del bengala invece, si tratta di un felino ibridato derivante dall&rsquo;incrocio tra gatto domestico e leopardo asiatico per il quale &egrave; consentita la detenzione esclusivamente per gli esemplari successivi alla terza generazione. &nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124192/small_153540.jpg" loading="lazy"></p>
<p style="text-align: justify;">Al momento si tratta di un evento unico nella provincia di Cuneo, ma pu&ograve; anche essere un'occasione di sensibilizzazione per i cittadini per due motivi: in primo luogo per il rispetto della normativa in materia di divieto di detenzione di specie pericolose e successivamente sui sempre pi&ugrave; frequenti casi di rinvenimento di esemplari appartenenti a specie piuttosto diffuse sul nostro territorio come la testudo graeca, testudo hermanni e testudo marginata.</p>
<p style="text-align: justify;">Le autorit&agrave; raccomandano ai cittadini di non toccare o spostare gli animali, ma di segnalare tempestivamente la loro presenza agli enti competenti, in particolare se si trovano vicino alle strade o in situazioni di pericolo per la sicurezza pubblica. Detenere questi esemplari senza la dovuta documentazione fa scattare una pesante sanzione penale: arresto da sei mesi a un anno e ammende pesantissime, da 20.000 a 200.000 euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Si precisa che le indagini sul caso sono ancora in corso. Non si escludono sviluppi futuri che potrebbero far emergere elementi a favore degli indagati; questi ultimi, infatti, sono da considerare innocenti fino all'eventuale sentenza definitiva di condanna.</p>]]></description><pubDate>Thu, 16 Jul 2026 11:20:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Peste suina, Coldiretti Cuneo incontra il commissario straordinario Filippini]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/peste-suina-coldiretti-cuneo-incontra-il-commissario-straordinario-filippini_124134.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/peste-suina-coldiretti-cuneo-incontra-il-commissario-straordinario-filippini_124134.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124134/153424.jpg" title="" alt="" /><br /><p class="m_1237932313274461148wordsection1" style="text-align: justify;">Il Presidente di Coldiretti Cuneo&nbsp;Enrico Nada, il Direttore&nbsp;Francesco Goffredo&nbsp;e i componenti della Giunta provinciale hanno incontrato il Commissario straordinario alla Peste suina africana&nbsp;Giovanni Filippini&nbsp;per fare il punto sull&rsquo;emergenza e presentare le principali richieste del comparto agricolo e zootecnico cuneese.</p>
<p class="m_1237932313274461148wordsection1" style="text-align: justify;">Tra le priorit&agrave; indicate figura l&rsquo;eradicazione del cinghiale dal territorio compreso tra la Zona di restrizione I PSA (la cosiddetta zona cuscinetto) e l&rsquo;autostrada A6 Torino-Savona, attraverso il coinvolgimento di tutti gli enti e i soggetti preposti, comprese le Forze armate. Inoltre l&rsquo;Organizzazione agricola ha chiesto un monitoraggio chirurgico dell&rsquo;attivit&agrave; di depopolamento del cinghiale nelle UDG (unit&agrave; di gestione) in zona di restrizione PSA in modo da non creare &ldquo;zone di riserva&rdquo;. Le altre proposte portate avanti da Coldiretti Cuneo puntano a velocizzare le operazioni successive agli abbattimenti che, cos&igrave; come sono, rischiano di disincentivare l&rsquo;attivit&agrave; di contenimento; inoltre, l&rsquo;Organizzazione ha chiesto di rendere pi&ugrave; capillare la disponibilit&agrave; di celle di stoccaggio per gli animali abbattuti, riprogrammare i controlli differibili negli allevamenti, ad eccezione di quelli sulla biosicurezza, perseguire chi ostacola il depopolamento o intimidisce gli operatori e attribuire maggiore discrezionalit&agrave; alle Autorit&agrave; locali nel vietare le attivit&agrave; a rischio nei territori indenni prossimi alle Zone di restrizione.</p>
<p class="m_1237932313274461148wordsection1" style="text-align: justify;">La biosicurezza resta fondamentale per proteggere gli allevamenti, ma da sola non pu&ograve; reggere il peso dell&rsquo;emergenza, tanto pi&ugrave; se il principale vettore continua a circolare liberamente; la biosicurezza deve essere affiancata da misure straordinarie e strumenti alternativi capaci di perseguire lo stesso obiettivo, ovvero ridurre in modo concreto, rapido e significativo la presenza dei cinghiali. Selecontrollo, attivit&agrave; mirate di depopolamento, tecnologie di monitoraggio, ulteriore supporto operativo e ogni altro mezzo utile devono essere messi in campo con particolare urgenza nelle aree pi&ugrave; sensibili.</p>
<p class="m_1237932313274461148wordsection1" style="text-align: justify;">&ldquo;Abbiamo ribadito al Commissario che il contenimento della fauna selvatica deve essere affrontato con azioni coordinate, incisive e realmente efficaci. &Egrave; indispensabile accelerare il depopolamento dei cinghiali per tutelare gli allevamenti e scongiurare ulteriori conseguenze per un comparto fondamentale della nostra economia. La PSA non rappresenta soltanto un&rsquo;emergenza sanitaria, ma una seria minaccia per l&rsquo;intera filiera suinicola e per il territorio&rdquo;, dichiara&nbsp;Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo.</p>
<p class="m_1237932313274461148wordsection1" style="text-align: justify;">&ldquo;&Egrave; stato un incontro molto proficuo, che ha consentito di approfondire le esigenze del territorio e delle imprese. Siamo gi&agrave; al lavoro per valutare le richieste presentate e rafforzare l&rsquo;efficacia delle misure di contrasto alla Peste suina africana&rdquo;, dichiara il Commissario straordinario&nbsp;Giovanni Filippini.</p>
<p class="m_1237932313274461148wordsection1" style="text-align: justify;">&ldquo;Ringraziamo il Commissario Filippini per il lavoro svolto e per l&rsquo;attenzione riservata alle esigenze del nostro territorio &ndash; commenta&nbsp;Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo &ndash;. In questa fase &egrave; fondamentale che il confronto si traduca in interventi tempestivi, grazie al coordinamento di tutti i soggetti coinvolti. Alle imprese servono risposte certe, sia sul fronte della prevenzione sia su quello della tutela economica&rdquo;.</p>
<p class="m_1237932313274461148wordsection1" style="text-align: justify;"><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124134/small_153425.jpg" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Wed, 15 Jul 2026 11:48:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[La peste suina minaccia il Fossanese: Confagricoltura Cuneo chiede ulteriori misure ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/fossanese/la-peste-suina-minaccia-il-fossanese-confagricoltura-cuneo-chiede-ulteriori-misure_124118.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/fossanese/la-peste-suina-minaccia-il-fossanese-confagricoltura-cuneo-chiede-ulteriori-misure_124118.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124118/153405.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">&ldquo;La situazione &egrave; sempre pi&ugrave; delicata. Il virus continua ad avanzare e non possiamo permetterci ulteriori ritardi. Occorre mettere in campo con la massima rapidit&agrave; tutte le azioni possibili per ridurre drasticamente la popolazione dei cinghiali, che rappresentano il principale vettore della diffusione della Peste suina africana. I nostri allevatori sono anche disposti a contribuire economicamente, se necessario, pur di incrementare gli interventi di abbattimento e cercare di arginare la diffusione del virus prima che raggiunga il cuore del distretto suinicolo provinciale&rdquo;. Cresce la preoccupazione di Confagricoltura Cuneo per l&rsquo;avanzata della Psa sul territorio provinciale. A destare particolare allarme &egrave; l&rsquo;inserimento del comune di Bene Vagienna, nel Fossanese, in zona di restrizione I &ndash; come si evince dalle mappe presenti nel sito www.vetinfo.it del Ministero della Salute &ndash; provvedimento che si &egrave; reso necessario a seguito del rinvenimento di cinghiali positivi al virus PSA nei comuni di Cerretto Langhe, Arguello e Pezzolo Valle Uzzone. Un territorio strategico per la suinicoltura provinciale che concentra centinaia di allevamenti e una quota rilevantissima del patrimonio suinicolo della Granda, che conta 900mila capi. Preoccupazioni portate stamane &ndash; marted&igrave; 14 luglio, ndr &ndash; all&rsquo;attenzione del Commissario straordinario alla Peste suina africana Giovanni Filippini che a Ceva ha fatto il punto sull&rsquo;epizoozia virale di fronte ai vertici dell&rsquo;organizzazione agricola provinciale, incontro particolarmente apprezzato da Confagricoltura Cuneo, che ha riconosciuto nel confronto diretto sul territorio un importante segnale di attenzione verso le preoccupazioni del comparto agricolo e zootecnico cuneese.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Ricordiamo sempre che il virus della PSA non ha alcuna ripercussione sulla salute umana, ma un effetto commerciale drammatico. I suini delle nostre aziende sono tutti sani, ma pur non essendoci in questo momento alcuna preclusione al commercio di maiali in Italia, per disposizioni Ue aumenteranno nei prossimi giorni i comuni della Granda in zona di restrizione &ndash; afferma Roberto Abellonio, direttore di Confagricoltura Cuneo -. Le ripercussioni del virus verso queste zone rappresentano, per&ograve;, un rischio concreto per un comparto che costituisce un&rsquo;eccellenza dell&rsquo;agroalimentare cuneese e nazionale. Per proteggerlo, chiediamo alla Regione Piemonte l&rsquo;attivazione immediata di un piano straordinario di contenimento della fauna selvatica che preveda il pieno coinvolgimento dei selecontrollori, anche organizzati in squadre operative, secondo quanto consentito dal PRIU e dalle ordinanze del Commissario straordinario per la PSA, che ringraziamo per l&rsquo;attenzione mostrata alle nostre preoccupazioni. Gli interventi devono essere programmati e calendarizzati, svolti in stretto coordinamento con la Polizia provinciale e con i Carabinieri Forestali, prevedendo operazioni sia in orario diurno sia notturno e riconoscendo ai selecontrollori il rimborso delle spese sostenute, oltre a quanto gi&agrave; previsto dagli strumenti oggi in vigore&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a Bene Vagienna, sul sito ministeriale si nota l&rsquo;ingresso nella zona di restrizione I anche dei comuni di Cherasco, Cervere e Salmour, dove sono presenti complessivamente circa 30 aziende suinicole. L&rsquo;inserimento in questa fascia di sorveglianza potrebbe comportare gi&agrave; nell&rsquo;immediato pesanti ripercussioni economiche per gli allevatori, a partire dal deprezzamento delle produzioni, oltre alle difficolt&agrave; legate alla movimentazione degli animali, che diventa pi&ugrave; complessa e sottoposta a procedure pi&ugrave; restrittive per ragioni di prudenza sanitaria. &ldquo;Occorre comprendere che il virus ormai minaccia anche l&rsquo;area del Fossanese &ndash; prosegue Enrico Allasia presidente di Confagricoltura Cuneo e Piemonte &ndash;: se anche un solo suino risultasse positivo in uno degli allevamenti presenti nei territori ora interessati dalle restrizioni, in tempi rapidissimi una parte consistente del patrimonio suinicolo provinciale potrebbe finire sotto vincoli sanitari, con conseguenze pesantissime per l&rsquo;intera filiera&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;organizzazione agricola ritiene indispensabile individuare nuove risorse economiche per sostenere il piano di contenimento, valutando anche il coinvolgimento diretto degli allevatori attraverso una forma volontaria di contribuzione straordinaria. &ldquo;L&rsquo;obiettivo oggi deve essere uno solo &ndash; conclude Allasia -: abbattere il maggior numero possibile di cinghiali prima che le zone di restrizione si allarghino ulteriormente aumentando il rischio che entri negli allevamenti. Se ci&ograve; dovesse accadere, le conseguenze economiche, produttive e occupazionali per il comparto sarebbero gravissime anche considerati gli ingenti investimenti in biosicurezza portati avanti in questi anni dai nostri allevatori, che hanno contribuito &ndash; e non poco &ndash; a far nascere una sorta di &ldquo;modello Cuneo&rdquo; nella gestione del virus. Ci&ograve; detto, dobbiamo essere certi della presenza dei ristori, sia per le aziende gi&agrave; interessate dalle zone di restrizione nell&rsquo;area piemontese e qualora fosse richiesto alle aziende del Cuneese di dover adottare misure drastiche nella gestione del virus. Ad oggi gli ultimi indennizzi arrivati nella casse delle aziende sono datati ottobre 2024&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 15 Jul 2026 10:07:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Peste suina, Bongioanni: "A giorni le nuove ordinanze"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/peste-suina-bongioanni-a-giorni-le-nuove-ordinanze_124092.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/peste-suina-bongioanni-a-giorni-le-nuove-ordinanze_124092.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124092/153373.jpg" title="Bongioanni con il commissario Filippini" alt="Bongioanni con il commissario Filippini" /><br /><p>Incontro stamane al Teatro Marenco di Ceva fra il Commissario straordinario alla Peste Suina Africana Giovanni Filippini - rinnovato dal Governo nell&rsquo;incarico fino al 28 marzo 2027 - e le rappresentanze del territorio cuneese per fare il punto sulle nuove strategie di contrasto alla Peste Suina nella Granda. &Egrave; intervenuto l&rsquo;assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni. Presenti il presidente della Provincia di Cuneo Luca Robaldo, il Commissario ad Acta Giorgio Sapino, le Autorit&agrave; Sanitarie locali e Regionali, Istituto Zooprofilattico Sperimentale, rappresentanti delle Unioni dei Comuni, il presidente dell'Unione Montana delle Valli Mongia e Cevetta Langa Cebana Alta Valle Bormida e sindaco di Ceva Fabio Mottinelli, i sindaci dei territori in restrizione per Psa, vertici provinciali delle associazioni di categoria agricole, esponenti del mondo venatorio, dirigenti di Atc e Ca, guardie venatorie provinciali.</p>
<p>Ha sottolineato Bongioanni: "Ringrazio il commissario Giovanni Filippini e la sua squadra per la costante presenza al nostro fianco, per la capacit&agrave; di dialogare con il territorio e tutti i soggetti coinvolti in questa battaglia: il commissario regionale per il Piemonte dottor Giorgio Sapino, le strutture delle Asl e l&rsquo;Istituto Zooprofilattico, il settore regionale Caccia e Pesca della dottoressa Alessandra Berto con tutti i suoi collaboratori, le Guardie venatorie provinciali e naturalmente tutto il mondo venatorio con il quale abbiamo costituito appositi tavoli di lavoro. I cacciatori sono insostituibili regolatori e sentinelle dell&rsquo;ambiente, e sono chiamati a svolgere anche in questa nuova fase della partita un ruolo fondamentale. Eccellente la proposta di Filippini di nuove ordinanze declinate sulle specifiche esigenze locali, possibile contrasto anche al problema dei corridoio ecologico fra Liguria e Piemonte da cui &egrave; arrivata l&rsquo;infezione e che gi&agrave; avevo segnalato come fattore di vulnerabilit&agrave;. Tra due settimane porter&ograve; in Giunta il Priu, il Piano Regionale degli Interventi Urgenti aggiornato alla situazione attuale. In parallelo dobbiamo per&ograve; rafforzare l&rsquo;opera di controllo del cinghiale nei nostri parchi: i report parlano di ottimi risultati conseguiti nel Parco del Ticino e in quello del Po Piemontese, non buoni quelli dei parchi del Cuneese pi&ugrave; prossimi alla zona toccata da questa fase pandemica. Voglio fare in modo che alle azioni di controllo possa partecipare anche personale non interno a quello dei Parchi. E auspico, insieme alle associazioni agricole, che le future revisioni delle zone di restrizione non si spingano troppo a ridosso del distretto suinicolo fossanese, che &egrave; il pi&ugrave; grande e prezioso per valore di tutto il Piemonte".</p>
<p>Tutte confermate le quattro linee strategiche d&rsquo;intervento gi&agrave; indicate dal Commissario e perseguite finora: Barriere fisiche lungo gli assi autostradali; Barriere biologiche attraverso l&rsquo;opera di depopolamento del cinghiale; Sorveglianza con ricerca attiva e rimozione delle carcasse; Biosicurezza nelle aziende agricole. E alcune rilevanti novit&agrave; per intensificare e adeguare le azioni agli sviluppi dell&rsquo;epidemia sul territorio:</p>
<p>1 - Nei prossimi giorni saranno pubblicate nuove ordinanze commissariali con le indicazioni operative sulle azioni per il contrasto. Non saranno pi&ugrave; come in passato erga omnes, ossia valevoli sull&rsquo;intero territorio nazionale, ma modulate sui diversi subcluster per permettere azioni pi&ugrave; flessibili e aderenti alle esigenze specifiche dei singoli territori. Verr&agrave; anche dettagliato contestualmente l&rsquo;eventuale passaggio di un Comune da una zona all&rsquo;altra, stabilito dall&rsquo;Unione Europea sulla base dei dati dell&rsquo;evoluzione pandemica rilevati sul territorio.</p>
<p>2 - Tra la Zona 1 e la Zona 2, la faglia che Filippini ha definito &ldquo;il fronte di guerra&rdquo;, verr&agrave; istituita una Zona Cev (Controllo Espansione Virale). Per rafforzare ulteriormente l&rsquo;azione di contrasto, entro il territorio delle unit&agrave; di gestione dove venga attestata la non presenza del virus, sar&agrave; autorizzato l&rsquo;impiego dei cani (braccata), da settembre-ottobre ulteriormente rinforzato anche con la riapertura della stagione venatoria.</p>
<p>3 - Aumento della pressione venatoria e dell&rsquo;azione di contenimento nella zona a ridosso del distretto suinicolo cuneese, dove si registra la maggior concentrazione degli allevamenti suinicoli e che deve continuare ad essere oggetto della massima strategia di difesa per il suo enorme valore economico: una zona che Filippini chiede di rendere a &ldquo;cinghiali zero&rdquo;. Filippini ha infine annunciato che, grazie alle azioni di sorveglianza poste in essere, potr&agrave; essere richiesta alla Commissione Europea &ndash; competente in materia &ndash; la revoca gi&agrave; entro l&rsquo;autunno della Zona 3 nell&rsquo;Alessandrino, della quale fanno parte i comuni cuneesi di Cortemilia e Perletto.</p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 18:04:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Peste suona africana, a Ceva il confronto con il Commissario Filippini]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/peste-suona-africana-a-ceva-il-confronto-con-il-commissario-filippini_124090.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/peste-suona-africana-a-ceva-il-confronto-con-il-commissario-filippini_124090.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124090/153372.jpg" title="L'incontro a Ceva" alt="L'incontro a Ceva" /><br /><p>Su iniziativa del Commissario straordinario nazionale Giovanni Filippini, si &egrave; svolto nella mattinata di oggi, marted&igrave; 14 luglio, al Teatro Carlo Marenco di Ceva un momento di confronto per fare il punto sulla diffusione della peste suina africana nel territorio cuneese e sulle strategie per contrastarla. L'incontro &egrave; stato organizzato in collaborazione con le strutture regionali e sanitarie e ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle amministrazioni locali, del sistema sanitario e veterinario, del mondo agricolo e delle organizzazioni venatorie.</p>
<p>Nel corso dell&rsquo;appuntamento sono stati illustrati i contenuti della nuova ordinanza commissariale e le principali linee di intervento messe in campo dalla struttura nazionale per rafforzare le misure di contenimento della diffusione del virus.&nbsp;Numerosa la partecipazione dei territori coinvolti, con la presenza dei rappresentanti delle Unioni montane e delle Unioni di Comuni, di molti sindaci delle aree soggette a restrizioni, degli Ambiti territoriali di caccia e dei Comprensori alpini, delle Aziende sanitarie locali, dell&rsquo;Istituto zooprofilattico e delle organizzazioni agricole regionali e provinciali, tra cui Coldiretti, Confagricoltura e CIA, oltre a Provincia e Regione.</p>
<p>Durante il confronto &egrave; emersa la necessit&agrave; di mantenere alta l&rsquo;attenzione sulla situazione epidemiologica nel Cuneese. Ad oggi i casi riscontrati sul territorio provinciale sono sette, localizzati tra Cravanzana, Arguello e Cerretto Langhe. I recenti ritrovamenti di carcasse positive comporteranno un prossimo ampliamento delle zone di restrizione 1 e 2, con un&rsquo;estensione che si avviciner&agrave; al distretto suinicolo della provincia.</p>
<p>Il Commissario Filippini ha quindi delineato le strategie di intervento, fondate sul rafforzamento del monitoraggio e della ricerca attiva delle carcasse, sul controllo della popolazione di cinghiali attraverso modalit&agrave; operative pi&ugrave; incisive nelle aree infette, sul completamento delle barriere fisiche lungo l&rsquo;autostrada Torino-Savona nei tratti ritenuti efficaci e su una gestione rigorosa delle misure di biosicurezza negli allevamenti.&nbsp;Nel corso dell&rsquo;incontro la Provincia di Cuneo ha ribadito il proprio impegno nel coordinamento delle attivit&agrave; di contrasto alla PSA, attraverso il lavoro della Cabina di regia provinciale che negli ultimi anni ha favorito la collaborazione tra enti locali, servizi veterinari, associazioni agricole e mondo venatorio.</p>
<p>"Abbiamo apprezzato molto l&rsquo;approccio del Commissario Filippini e abbiamo ribadito l&rsquo;impegno della Provincia di Cuneo in questo ambito, testimoniato dal lavoro svolto dalla Cabina di regia. &Egrave; fondamentale avere indicazioni chiare sulle azioni della struttura nazionale per arrivare all&rsquo;eradicazione del virus. Restano per noi prioritarie la tutela del comparto economico suinicolo e la necessit&agrave; di garantire una comunicazione costante e puntuale ai sindaci", sottolineano il presidente Luca Robaldo e il consigliere delegato Silvano Dovetta.</p>
<p>L&rsquo;incontro di Ceva rappresenta un ulteriore passaggio nel percorso di collaborazione istituzionale necessario per affrontare un&rsquo;emergenza complessa, che richiede un&rsquo;azione coordinata tra tutti i soggetti coinvolti. La Provincia continuer&agrave; a lavorare a fianco della struttura commissariale nazionale, della Regione e degli enti territoriali per contribuire all&rsquo;obiettivo dell&rsquo;eradicazione della peste suina africana e alla tutela delle attivit&agrave; produttive.</p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 17:41:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Mondovì rinnova la convenzione con il Centro Recupero Animali Selvatici di Bernezzo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/monregalese/mondovi-rinnova-la-convenzione-con-il-centro-recupero-animali-selvatici-di-bernezzo_124072.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/monregalese/mondovi-rinnova-la-convenzione-con-il-centro-recupero-animali-selvatici-di-bernezzo_124072.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124072/153334.jpg" title="C.R.A.S. di Bernezzo" alt="C.R.A.S. di Bernezzo" /><br /><p>&ldquo;Il recupero attivo degli animali sul luogo del ritrovamento o nel luogo indicato dalla segnalazione o chiamata, il trasporto, la ricezione, la cura, la riabilitazione, il mantenimento e la successiva re-immissione nel rispettivo habitat naturale, per un servizio gestito in forma continuativa ventiquattrore su ventiquattro, sette giorni su sette&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>Questo, in breve, il fulcro della nuova convenzione che il Comune di Mondov&igrave; ha sottoscritto con il Centro Recupero Animali Selvatici Odv di Bernezzo a valere sul triennio 2026-2028. Un&rsquo;iniziativa volta a garantire il benessere e la tutela degli animali, in coerenza con quanto previsto dal Documento Unico di Programmazione. La collaborazione, che comprende altres&igrave; attivit&agrave; di supporto informativo ai cittadini in materia di convivenza con la fauna selvatica, prevede un impegno economico da parte del Comune di Mondov&igrave; pari a 3.500 euro annui.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 14:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Danni fauna selvatica, Coldiretti Cuneo: “Percentuale di risarcimento troppo bassa”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/danni-fauna-selvatica-coldiretti-cuneo-percentuale-di-risarcimento-troppo-bassa_124032.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/danni-fauna-selvatica-coldiretti-cuneo-percentuale-di-risarcimento-troppo-bassa_124032.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124032/153234.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Coldiretti Cuneo, alla luce del contesto di tensione economica e criticit&agrave; in cui si trovano ad operare le aziende agricole, ha dichiarato: &ldquo;Con l&rsquo;incubo peste suina tornata sui nostri territori, &egrave; ancora pi&ugrave; assurdo che la Regione non risarcisca totalmente i danni provocati dalla fauna selvatica, ma per il secondo anno consecutivo stabilisca il risarcimento nella misura dell&rsquo;83%&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Basta penalizzare le imprese, soprattutto quando il numero degli abbattimenti dei cinghiali continua a essere del tutto insufficiente. Gli indennizzi, pur assumendo nell&rsquo;attuale situazione un&rsquo;importanza essenziale, non rappresentano certo la soluzione al problema, quanto il corretto e dovuto sostegno alle realt&agrave; produttive che, loro malgrado, sono costrette a vedere compromessa una parte, talvolta anche rilevante, della redditivit&agrave; derivante dalla propria attivit&agrave;. Le risorse attualmente stanziate sono mortificanti nei confronti di un settore di primaria importanza per il tessuto economico del territorio&rdquo;, dichiara Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo.</p>
<p>&ldquo;Attraverso una specifica lettera abbiamo chiesto al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e all&rsquo;assessore regionale all&rsquo;Agricoltura, Paolo Bongioanni, un puntuale intervento affinch&eacute; i risarcimenti possano essere riconosciuti in misura integrale e, soprattutto, l&rsquo;adozione di una modalit&agrave; di gestione e di programmazione che preveda lo stanziamento di adeguate risorse, senza che si vengano a creare situazioni come quelle delle annualit&agrave; 2024 e 2025&rdquo;, aggiunge Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo.</p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 09:27:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Cuneo, la carrozza di Natale continua far discutere. Gli animalisti: “Delusi dalla risposta di Confcommercio”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/cuneo-la-carrozza-di-natale-continua-far-discutere-gli-animalisti-delusi-dalla-risposta-di-confcommercio_124028.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/cuneo-la-carrozza-di-natale-continua-far-discutere-gli-animalisti-delusi-dalla-risposta-di-confcommercio_124028.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124028/153230.jpg" title="" alt="" /><br /><p><br>Riceviamo e pubblichiamo l&rsquo;intervento di alcune associazioni animaliste cuneesi che tornano a sollevare il tema della <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/a-cuneo-per-natale-una-carrozza-trainata-da-cavalli-il-disappunto-delle-associazioni-animaliste_110804.html" target="_blank" rel="follow">presenza di una carrozza negli eventi di Natale</a>. La questione era gi&agrave; stata al centro di un dibattito prima dello scorso Natale, con relativa <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/critiche-alla-carrozza-di-babbo-natale-in-via-roma-l-azienda-i-nostri-cavalli-trattati-al-meglio_110908.html" target="_blank" rel="follow">replica dell&rsquo;azienda interessata</a>:</p>
<p>Le scriventi associazioni LAV, Cuneo Veg e SEquS desiderano condividere con la cittadinanza una riflessione sulla presenza della carrozza trainata da cavalli nel centro storico durante le festivit&agrave; natalizie.</p>
<p>Ogni anno Via Roma si riempie di luci, musica, mercatini e persone. &Egrave; un luogo di incontro, di festa, di socialit&agrave;. In questo scenario, per&ograve;, continua a essere proposta un&rsquo;attrazione che appartiene a un modo di concepire gli animali che riteniamo sempre pi&ugrave; distante dalla sensibilit&agrave; contemporanea: una carrozza trainata da cavalli, utilizzati per offrire un servizio ricreativo a cittadini e turisti.</p>
<p>Si potrebbe discutere delle condizioni in cui questi animali sono costretti a lavorare: il rumore, la musica, la folla, il traffico, la pavimentazione in sanpietrini, il peso della carrozza e dei passeggeri. Tutti elementi che rendono il contesto urbano particolarmente gravoso.</p>
<p>Ma la questione che vorremmo porre &egrave; ancora pi&ugrave; profonda.</p>
<p>Nessun cavallo sceglie spontaneamente di trainare una carrozza in mezzo alla folla. Quella che pu&ograve; apparire come collaborazione &egrave; in realt&agrave; il risultato di un lungo processo di addestramento finalizzato a ottenere obbedienza e controllo. Per assoggettare un animale alla volont&agrave; umana vengono impiegati strumenti di coercizione fisica e psicologica, come il morso, le briglie, la frusta e gli speroni. Prima ancora di essere esibito in pubblico come attrazione, ogni cavallo attraversa un percorso di doma volto a renderlo funzionale alle esigenze dell&rsquo;uomo, un processo di progressiva limitazione della sua autonomia che avviene lontano dagli occhi dell&rsquo;opinione pubblica.</p>
<p>Per secoli gli animali sono stati utilizzati perch&eacute; non esistevano alternative. Trainavano carri, aravano i campi, trasportavano persone e merci. Oggi quella necessit&agrave; &egrave; scomparsa. Eppure, continuiamo a ricorrere agli animali per il turismo, lo spettacolo e l&rsquo;intrattenimento.</p>
<p>La domanda che dovremmo porci &egrave; semplice: abbiamo davvero bisogno che un cavallo trascini una carrozza per rendere pi&ugrave; bello il Natale? Noi crediamo di no.</p>
<p>Per questo motivo abbiamo chiesto un confronto con l&rsquo;amministrazione comunale e con Confcommercio, proponendo di sostituire la carrozza con attrazioni capaci di coinvolgere bambini e famiglie senza ricorrere all&rsquo;impiego di animali. Le alternative esistono e sono numerose. Basti pensare all&rsquo;evento &ldquo;Il Magico Paese di Natale&rdquo;, che ogni anno richiama un enorme afflusso di visitatori grazie a spettacoli, installazioni, attivit&agrave; per bambini e un efficiente sistema di navette, senza ricorrere all&rsquo;impiego di animali. &Egrave; la dimostrazione che &egrave; possibile organizzare un Natale capace di attrarre famiglie e turisti con intrattenimenti che non prevedono sfruttamento.</p>
<p>Siamo purtroppo rimasti delusi dalla risposta di Confcommercio, che ha confermato la volont&agrave; di proseguire questa tradizione, osservando come l&rsquo;attivit&agrave; sia perfettamente conforme alla normativa vigente. &Egrave; evidente che ogni iniziativa debba rispettare la legge; tuttavia, la legalit&agrave; non coincide necessariamente con la giustizia. La storia dimostra che molte forme di oppressione, pur essendo pienamente legali, sono state successivamente riconosciute come moralmente inaccettabili. Pensiamo, ad esempio, alla schiavit&ugrave; o alla condizione di inferiorit&agrave; giuridica delle donne. Il loro superamento &egrave; stato possibile grazie a una trasformazione culturale che ha preceduto quella legislativa.</p>
<p>&Egrave; esattamente ci&ograve; che sta accadendo oggi nel nostro rapporto con gli altri animali. Sempre pi&ugrave; persone rifiutano l&rsquo;idea che possano essere considerati strumenti, propriet&agrave; o risorse al servizio dell&rsquo;essere umano. Sempre pi&ugrave; citt&agrave; scelgono di abbandonare l&rsquo;uso di cavalli per il trasporto turistico.</p>
<p>Sempre pi&ugrave; istituzioni comprendono che una tradizione non si difende conservandola immutata, ma lasciandola evolvere insieme alla societ&agrave;.</p>
<p>Per questo rivolgiamo un appello all&rsquo;amministrazione comunale, a Confcommercio e a tutti i cittadini.</p>
<p>Facciamo in modo che il Natale di Cuneo continui a essere un momento di festa, ma lo sia per tutti. Dimostriamo che &egrave; possibile costruire una citt&agrave; accogliente, attrattiva e viva senza trasformare gli animali in strumenti di intrattenimento. Perch&eacute; il modo in cui scegliamo di celebrare una festa racconta molto del tipo di societ&agrave; che vogliamo essere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>LAV Cuneo<br>Cuneoveg<br>SequS</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[La Polstrada di Mondovì mette in salvo un gattino]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/monregalese/la-polstrada-di-mondovi-mette-in-salvo-un-gattino_124015.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/monregalese/la-polstrada-di-mondovi-mette-in-salvo-un-gattino_124015.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124015/153215.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Qualcuno aveva segnalato continui miagolii provenienti da un declivio erboso a pochi passi dalla Strada Provinciale 12, nei pressi della sede della sottosezione di Polizia Stradale di Mondov&igrave;. Quando gli agenti hanno raggiunto il luogo, hanno trovato un gattino che probabilmente era esposto gi&agrave; da giorni al sole e alle elevate temperature.</p>
<p>I versi del povero animale provenivano da una scarpata tra la carreggiata e la recinzione. Mentre una pattuglia regolava il traffico, un agente ha oltrepassato il guardrail e raggiunto il gattino, riuscendo a recuperarlo. Il cucciolo &egrave; stato quindi trasportato negli uffici del reparto per le prime cure, in attesa delle indicazioni del servizio veterinario.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124015/small_153216.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p>Poco dopo, l&rsquo;Asl ha indicato il veterinario reperibile presso il cui ambulatorio il gattino, in buone condizioni ma privo di microchip, &egrave; stato accompagnato e poi affidato.</p>
<p>Un episodio, accaduto alcuni giorni fa, che dimostra come, anche nel quotidiano servizio di vigilanza stradale, non manchi l&rsquo;attenzione della Polizia Stradale per la tutela degli animali, che possono accidentalmente trovarsi lungo le arterie stradali e, quindi, mettere in pericolo la propria vita e causare di sinistri.</p>]]></description><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 18:54:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Contro il ddl caccia un ordine del giorno a Cuneo: firma anche un pezzo di centrodestra]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/contro-il-ddl-caccia-un-ordine-del-giorno-a-cuneo-firma-anche-un-pezzo-di-centrodestra_124007.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/contro-il-ddl-caccia-un-ordine-del-giorno-a-cuneo-firma-anche-un-pezzo-di-centrodestra_124007.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124007/153203.jpg" title="" alt="" /><br /><p>No al disegno di legge sulla caccia approvato dal Senato: l&rsquo;iniziativa della maggioranza trova la contrariet&agrave; di uno spezzone trasversale dei gruppi consiliari cuneesi, con una curiosa inversione dei ruoli rispetto allo scenario politico nazionale.</p>
<p>Se infatti in parlamento il progetto di riforma - ora all&rsquo;esame della Camera - ha trovato il no del Partito Democratico e delle altre opposizioni (oltre a quello di 57 associazioni ambientaliste e animaliste), a Cuneo l&rsquo;ordine del giorno di condanna promosso da Cuneo Mia e Cuneo per i Beni Comuni a sinistra, ha il sostegno anche degli Indipendenti e di due consiglieri di centrodestra,&nbsp;<strong>Mavy Civallero</strong> per SiAmo Cuneo e <strong>Franco Civallero</strong> per Forza Italia. Per contro nessun consigliere di maggioranza, Pd incluso, ha per ora aderito all&rsquo;iniziativa.</p>
<p>Il disegno di legge che ha come primo firmatario il capogruppo di Fratelli d&rsquo;Italia Lucio Malan &egrave; stato molto contestato anche all&rsquo;interno della maggioranza, dove le deputate Rita dalla Chiesa di Forza Italia e Michela Vittoria Brambilla di Noi Moderati hanno gi&agrave; avviato iniziative bipartisan per affossarlo. C&rsquo;&egrave; inoltre il dubbio che alcune modifiche nel testo possano violare due capisaldi della tutela della biodiversit&agrave; a livello europeo - la direttiva Habitat e la direttiva Uccelli - ed esporre l&rsquo;Italia a procedure di infrazione.</p>
<p>&ldquo;Riteniamo che un provvedimento destinato ad incidere profondamente sulla tutela della fauna selvatica, sugli ecosistemi naturali e sulla gestione del patrimonio naturale nazionale non possa essere valutato esclusivamente sotto il profilo agricolo e venatorio&rdquo; osservano i gruppi consiliari contrari, chiedendo un pi&ugrave; ampio coinvolgimento sia del parlamento - nello specifico la commissione Ambiente della Camera - sia del mondo scientifico, delle associazioni e con gli enti gestori delle aree protette.</p>
<p>&ldquo;Il disegno di legge, - spiegano i consiglieri - concretamente regolarizza una serie di comportamenti che alcuni cacciatori fanno gi&agrave; da tempo, in deroga; rimuove alcuni divieti e regole, favorendo chi guadagna grazie alla caccia; e ridimensiona il ruolo dell&rsquo;Ispra che, tra le altre cose, fornisce assistenza ai ministeri sulle questioni ambientali&rdquo;. Tra i punti principali e pi&ugrave; contestati, oltre al riconoscimento della caccia come attivit&agrave; che &ldquo;concorre alla tutela della biodiversit&agrave; e dell&rsquo;ecosistema&rdquo;, c&rsquo;&egrave; l&rsquo;ampliamento delle zone interessate all&rsquo;attivit&agrave; venatoria su cui saranno le regioni ad esprimersi, inviando relazioni ai ministeri dell&rsquo;Agricoltura e dell&rsquo;Ambiente.</p>
<p>Tra i divieti eliminati si annovera quello di caccia nei pressi dei valichi montani attraversati dalle rotte migratorie di uccelli, dove la proibizione sar&agrave; attiva solo in determinati periodi dell&rsquo;anno: &ldquo;In generale, non &egrave; pi&ugrave; previsto un calendario venatorio valido per tutta l&rsquo;Italia&rdquo;. Si critica inoltre la prevista possibilit&agrave; di cacciare i cinghiali e altri ungulati su terreni coperti di neve: &ldquo;L&rsquo;attuale legge del 1992 vieta tale possibilit&agrave; nel tentativo di tutelare la fauna selvatica: con la neve, gli animali sono vulnerabili, faticano a trovare cibo, si muovono pi&ugrave; difficilmente e sono pi&ugrave; rintracciabili tramite le impronte. Inoltre anche altre nuove specie saranno cacciabili come l&rsquo;oca selvatica e il piccione di citt&agrave;&rdquo;.</p>
<p>Allo stesso tempo si prevede la liberalizzazione dei richiami vivi con la possibilit&agrave; di catturare in natura (pare) fino a dieci uccelli per ciascuna specie e l&rsquo;assenza di limiti alla detenzione di esemplari nati e allevati in cattivit&agrave;. Continuando a porre l&rsquo;attenzione sugli animali, il lupo viene eliminato dall&rsquo;elenco delle specie &ldquo;particolarmente protette&rdquo;, sebbene il testo non lo inserisca nella lista delle specie che possono essere braccate. Nella versione finale del testo da questo ampliamento sono state escluse alcune specie di ungulati, come lo stambecco e il camoscio, indicate in un allegato della direttiva Habitat come da preservare.</p>
<p>&ldquo;Le critiche su questo testo - ricordano i gruppi firmatari dell&rsquo;odg - non giungono solo dalle associazioni legate agli animali e all'ambiente, ma anche da persone influenti della societ&agrave; civile, scienziati, ricercatori e da alcuni noti esponenti di destra; una parte considerevole del mondo cattolico ha espresso preoccupazione&rdquo;.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 16:54:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Solidarietà a quattro zampe: a Frabosa Sottana ritorna cena la benefica per gli animali più bisognosi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/monregalese/solidarieta-a-quattro-zampe-a-frabosa-sottana-ritorna-cena-la-benefica-per-gli-animali-piu-bisognosi_123956.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/monregalese/solidarieta-a-quattro-zampe-a-frabosa-sottana-ritorna-cena-la-benefica-per-gli-animali-piu-bisognosi_123956.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123956/153098.jpg" title="Una foto delle edizioni precedenti della cena benefica pro animali" alt="Una foto delle edizioni precedenti della cena benefica pro animali" /><br /><p>Il connubio tra buona cucina, accoglienza e solidariet&agrave; torna a essere protagonista a Frabosa Sottana. Sabato 25 luglio, a partire dalle ore 20, la frazione Alma ospiter&agrave; la tradizionale cena benefica pro animali, un appuntamento ormai imperdibile dell'estate locale. L'evento &egrave; organizzato in sinergia dalla Pro Loco di Frabosa Sottana e dalla onlus "Una Zampa per la Vita".</p>
<p>La quota di partecipazione &egrave; fissata a 20 euro per gli adulti e a 12 euro per i bambini sotto i dieci anni, e per ciascun pasto consumato verranno devoluti 3 euro a sostegno delle creature in difficolt&agrave;. Per partecipare &egrave; necessario prenotare entro gioved&igrave; 23 luglio contattando i numeri 339/5928256 oppure, nelle ore serali, il 339/7982111. Durante la serata sar&agrave; inoltre allestita una ricca bancarella con gadget pensati per grandi, piccini e per gli amici a quattro zampe.</p>
<p>L'associazione "Una Zampa per la Vita" ha mosso i suoi primi passi nel gennaio del 2014, spinta dall'amore e dal profondo rispetto di un gruppo di volontari verso ogni creatura vivente. L'organizzazione opera quotidianamente soprattutto nel territorio del Monregalese, del Cebano, del Cuneese e nei comuni limitrofi, pur senza precludere il proprio aiuto su scala nazionale laddove ve ne sia l'opportunit&agrave; e il bisogno.</p>
<h2>Frabosa Sottana, cena benefica pro animali: le parole dei protagonisti</h2>
<p>L'entusiasmo per il rinnovo di questa iniziativa &egrave; palpabile nelle parole dei rappresentanti delle realt&agrave; coinvolte. Dal consiglio direttivo di Una Zampa per la Vita trapela grande soddisfazione per questo traguardo condiviso: &ldquo;Torna a rinnovarsi la collaborazione tra la nostra associazione e la Pro Loco di Frabosa sottana. La cena all&rsquo;Alma &egrave; diventata ormai un appuntamento estivo fisso per molti, di zona e non, e vogliamo ringraziare i ragazzi della Pro Loco, capitanati dall'amico Paolo, per questa fantastica serata! Il ricavato, come sempre, verr&agrave; utilizzato per le cure, il cibo, le spese veterinarie degli animali senza casa dei quali ci occupiamo. Vi aspettiamo!&rdquo;.</p>
<p>L'evento rappresenta anche un importante volano di aggregazione per l'intera vallata, capace di richiamare un pubblico affezionato che supera i confini provinciali e regionali. A confermarlo &egrave; Paolo Voarino, presidente della Pro Loco di Frabosa Sottana, che traccia un bilancio estremamente positivo delle edizioni passate e svela i dettagli del men&ugrave; studiato per l'occasione: "Siamo giunti alla nona edizione estiva della cena pro animali ed &egrave; sempre un piacere poter collaborare con l&rsquo;associazione 'Una Zampa per la Vita'; un sodalizio iniziato nel 2015 e che in questi anni ha dato ottimi risultati, con oltre 1.200 partecipanti alle varie cene e oltre 3.500 euro raccolti per gli animali pi&ugrave; bisognosi. Un evento consolidato all'interno del nostro programma estivo e che vede partecipanti provenienti dalla Liguria, dalla provincia di Torino e da tutto il Cuneese, che hanno potuto conoscere e apprezzare la nostra vallata&rdquo;.</p>
<p>Per l&rsquo;occasione, prosegue Voarino, &ldquo;il nostro chef di fiducia, Gianluca Sibilla, proporr&agrave; una serie di piatti vegetariani molto sfiziosi: aperitivo di benvenuto seguito da: insalata di ceci, pomodori, olive e cipolle; medaglioni di polenta con fonduta; insalata sedano, tuma e noci; flan di cavolfiori; tagliatelle al pomodoro e basilico, pasta al forno vegetariana, bunet e torta di mele, con la possibilit&agrave; di richiedere anche un menu completamente vegano su prenotazione&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 16:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Bra rinnova la convenzione con il Cras di Racconigi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/bra-e-roero/bra-rinnova-la-convenzione-con-il-cras-di-racconigi_123970.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/bra-e-roero/bra-rinnova-la-convenzione-con-il-cras-di-racconigi_123970.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123970/153127.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">&Egrave; stata rinnovata per il prossimo triennio la convenzione che lega il Comune di Bra al CRAS di Racconigi (Centro di recupero degli animali selvatici). La firma ufficiale del documento si &egrave; svolta nella mattinata di venerd&igrave; 10 luglio 2026.</p>
<p style="text-align: justify;">Pertanto, fino alla fine del 2028 gli operatori della struttura specializzata continueranno ad occuparsi della cura degli animali selvatici rintracciati nel territorio braidese, della loro riabilitazione e reintroduzione in natura, in particolare di quelli appartenenti a specie protette. Si tratta di un fenomeno in decisa crescita, che negli ultimi 20 anni ha visto un incremento degli interventi di oltre il 300%. Nel 2025 il centro, gestito dall&rsquo;associazione Centro Cicogne e Anatidi, ha ospitato 51 animali selvatici provenienti dal territorio braidese. Complessivamente, lo scorso anno gli animali ricoverati sono stati 860.</p>
<p style="text-align: justify;">Al CRAS verr&agrave; corrisposta una somma annua forfettaria di mille euro.&nbsp;I cittadini possono portare direttamente al CRAS tutti i volatili e gli animali selvatici di piccola taglia quali ghiri, ricci, pipistrelli feriti o bisognosi di supporto in cui si debbano imbattere.</p>]]></description><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 10:13:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[L’elicottero da Torino per mettere in salvo un toro]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/lelicottero-da-torino-per-mettere-in-salvo-un-toro_123873.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/lelicottero-da-torino-per-mettere-in-salvo-un-toro_123873.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123873/152989.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&Egrave; servito anche l&rsquo;intervento dell&rsquo;elicottero Drago dei vigili del fuoco, decollato da Torino, per mettere al sicuro un toro infortunatosi in alpeggio. &Egrave; accaduto questa mattina a Ferrere, frazione del comune di Argentera a circa duemila metri di quota.</p>
<p>L&rsquo;intervento dell&rsquo;elicottero &egrave; stato coadiuvato da terra da una squadra dei vigili del fuoco di Busca. L&rsquo;animale &egrave; stato recuperato dal luogo in cui si era infortunato e trasportato presso una piazzola, dove il proprietario e il servizio veterinario l&rsquo;hanno preso in carico.</p>]]></description><pubDate>Fri, 10 Jul 2026 17:33:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Briaglia, bassotto aggredito nel giardino domestico: si sospetta l'assalto di un lupo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/monregalese/briaglia-bassotto-aggredito-nel-giardino-domestico-si-sospetta-l-assalto-di-un-lupo_123836.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/monregalese/briaglia-bassotto-aggredito-nel-giardino-domestico-si-sospetta-l-assalto-di-un-lupo_123836.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123836/152922.jpg" title="Lupo (foto di repertorio)" alt="Lupo (foto di repertorio)" /><br /><p>Un tragico episodio si &egrave; verificato gioved&igrave;, a Briaglia, intorno alle 18.30, culminato con la morte di un bassotto a seguito delle gravissime ferite riportate nel giardino di casa durante la probabile aggressione da parte di un lupo.</p>
<p>Il proprietario del cagnolino, il dottor Vito Lugliengo, si &egrave; accorto subito del pericolo e ha tentato una corsa disperata contro il tempo, soccorrendo il proprio amico a quattro zampe e trasportandolo d'urgenza presso una clinica veterinaria.</p>
<p>Purtroppo, nonostante la tempestivit&agrave; dell'intervento medico, il personale sanitario non ha potuto fare nulla per salvargli la vita: le lesioni subite nell'impatto erano troppo profonde e il cane &egrave; deceduto poco dopo il suo arrivo nella struttura.</p>
<h2>Briaglia, ipotesi del lupo accreditata dal medico veterinario</h2>
<p>L'ipotesi che a colpire sia stato un lupo ha trovato un riscontro concreto nelle parole del medico veterinario che ha esaminato i traumi sul corpo dell'animale, confermando l'alta compatibilit&agrave; con i morsi del grande predatore. Per fare piena luce sull'accaduto e segnalare la presenza dell'animale selvatico nella zona, &egrave; gi&agrave; stata avviata la trafila burocratica per sporgere formale denuncia presso le autorit&agrave; competenti.</p>
<p>L'accaduto ha inevitabilmente riacceso l'attenzione e la preoccupazione dei residenti sulla gestione della fauna selvatica a ridosso delle aree frequentate dall'uomo.</p>
<p>L'ufficializzazione della segnalazione alle forze dell'ordine e agli enti competenti servir&agrave; non solamente a mappare l'accaduto, ma anche a monitorare i movimenti della fauna sul territorio per garantire una convivenza sicura e informare correttamente la popolazione locale sulla presenza di potenziali pericoli per gli animali domestici.</p>]]></description><pubDate>Fri, 10 Jul 2026 10:43:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Chi c'è nel Parco fluviale Gesso e Stura? Ecco lo "Sciacallo dorato"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/chi-c-e-nel-parco-fluviale-gesso-e-stura-ecco-lo-sciacallo-dorato_123647.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/chi-c-e-nel-parco-fluviale-gesso-e-stura-ecco-lo-sciacallo-dorato_123647.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123647/152594.jpg" title="Lo sciacallo dorato" alt="Lo sciacallo dorato" /><br /><p style="text-align: justify;">C&rsquo;&egrave; un nuovo e discreto abitante che frequenta i boschi ripariali del Parco fluviale Gesso e Stura. Per la prima volta in assoluto nella Provincia di Cuneo, &egrave; stata confermata scientificamente la presenza dello Sciacallo dorato (Canis aureus). Un risultato storico per il monitoraggio faunistico locale, che testimonia la straordinaria espansione verso Ovest di questo mammifero e l&rsquo;efficacia delle politiche di tutela della biodiversit&agrave; portate avanti dall&rsquo;Ente Parco.<br><br>La conferma &egrave; arrivata al termine di un vero e proprio lavoro di squadra sul campo. A fine maggio, a seguito della prima segnalazione visiva da parte del naturalista Alessio Ferrari nei dintorni di Cuneo, si sono attivati i ricercatori del Parco, il naturalista Dario Olivero e Chantal Marchisio (tesista e laureanda in Scienze Naturali all'Universit&agrave; di Torino), che hanno posizionato le fototrappole in punti strategici.&nbsp;Lo sforzo ha premiato i ricercatori e due filmati nitidi non lasciano spazio a dubbi. L&rsquo;identificazione ufficiale &egrave; stata convalidata dal dottor Luca Lapini, massimo esperto della specie in Italia, e dalla dottoressa Elisa Avanzinelli del Centro Grandi Carnivori (istituito presso l&rsquo;Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Marittime).<br><br>La presenza di questa specie nel Parco fluviale Gesso e Stura, finora mai segnalata con certezza in Provincia di Cuneo, rappresenta un nuovo dato della sua espansione verso Ovest. Altre osservazioni visive, quindi non documentate fotograficamente, sembrano essere riferibili a questa specie che viene spesso ignorata o non riconosciuta perch&eacute; confusa con un piccolo lupo, una grande volpe o un cane. In realt&agrave;, si tratta di un canide di medie dimensioni, tra 12 e 15 Kg, con muso pi&ugrave; corto rispetto al lupo e dimensioni nettamente minori. Il mantello invernale &egrave; fulvo-rossastro con sfumature grigiastre, mentre d&rsquo;estate ha un manto pi&ugrave; corto e marrone-dorato. Ha una macchia chiara sotto la gola. A differenza dello sciacallo, la volpe ha una coda con punta bianca abbastanza lunga da toccare terra. &nbsp;<br><br>Molto elusivo e schivo, lo sciacallo dorato non &egrave; assolutamente aggressivo per l&rsquo;uomo o per gli animali domestici e dove &egrave; presente tende a passare quasi inosservato. Forma piccoli gruppi famigliari composti dai genitori e dai figli degli ultimi uno-due anni. Si tratta di una specie che si nutre principalmente di erbivori debilitati, malati, anziani, o piccole prede come ratti, lepri, roditori, uccelli. Ma soprattutto &egrave; un opportunista che approfitta di molte fonti di cibo occasionale, come rifiuti abbandonati. Come indicato dal dott. Lapini, pi&ugrave; che un predatore, lo sciacallo &egrave; un raccoglitore opportunista (opportunistic forager) con una fortissima tendenza alla necrofagia: si ciba infatti di carogne offrendoci una serie di servizi ecosistemici. La sua nicchia ecologica si sovrappone a quella della volpe, che tende a &nbsp;farsi pi&ugrave; rara dove lo sciacallo &egrave; maggiormente presente.<br><br>Popola il territorio dell&rsquo;Asia e dell&rsquo; Europa centrale e orientale ma di recente ha manifestato una forte espansione verso occidente, che per una volta non sembra legata ai cambiamenti climatici ma piuttosto a una sua naturale dinamica di popolazione.&nbsp; Anche se per la validazione scientifica rimangono indispensabili foto o video, il Parco fluviale Gesso e Stura invita i cittadini, i camminatori e gli appassionati a segnalare eventuali avvistamenti sospetti. Ogni informazione sar&agrave; utile ai ricercatori per tracciare e comprendere i futuri spostamenti di questo affascinante animale sul nostro territorio.</p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 16:26:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Allarme abbattimenti notturni dopo gli spari di Roburent: la preoccupazione di ATC e Comprensori Alpini]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/allarme-abbattimenti-notturni-dopo-gli-spari-di-roburent-la-preoccupazione-di-atc-e-comprensori-alpini_123578.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/allarme-abbattimenti-notturni-dopo-gli-spari-di-roburent-la-preoccupazione-di-atc-e-comprensori-alpini_123578.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123578/152479.jpg" title="Spari vicino alle case" alt="Spari vicino alle case" /><br /><p>Le tensioni legate alla gestione della fauna selvatica e al contenimento del cinghiale sul territorio cuneese registrano una nuova e decisa presa di posizione. Sulla scia dei recenti e preoccupanti fatti di Roburent, i presidenti degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) e dei Comprensori Alpini (CA) hanno voluto esprimere pubblicamente la propria apprensione per le criticit&agrave; emerse a seguito delle attuali modalit&agrave; di eradicazione della Peste Suina Africana. Quello che doveva essere un intervento tecnico mirato rischia infatti di trasformarsi in un problema di ordine pubblico e gestionale a causa di dinamiche fuori controllo.</p>
<p>La normativa vigente, finalizzata al depopolamento della specie Sus Scrofa, consente oggi a figure specifiche come tutor, selecontrollori, bioregolatori e coadiutori di muoversi liberamente sul territorio, anche in orario notturno, armati e con confini d'azione vastissimi. Secondo i vertici di ATC e CA, questa parziale autogestione, unita a controlli definiti praticamente inesistenti, sta innescando pesanti effetti collaterali legati alla natura umana.</p>
<p>Viene infatti denunciato come alcuni di questi soggetti si sentano liberi di abbattere specie diverse da quella autorizzata, colpendo indiscriminatamente caprioli, cervi, camosci, daini e lepri, compromettendo cos&igrave; il lavoro dei cacciatori tradizionali. Questi ultimi, formati e regolarmente tassati, si trovano penalizzati di fronte a una sorta di corsia preferenziale notturna e gratuita che mina la credibilit&agrave; dell'intero sistema.</p>
<p>Di fronte a tale scenario, il mondo dei cacciatori onesti ha formulato cinque precise richieste per ristabilire l'ordine e la legalit&agrave;. In primo luogo, si reputa indispensabile che ATC e CA conoscano nel dettaglio i nominativi di chi opera, le giornate e i Comuni interessati dal depopolamento, un'organizzazione che attualmente risulta strutturata solo nella Provincia di Cuneo, mentre in altre province piemontesi ci si affida a un'applicazione digitale. Parallelamente, si richiede che i soggetti abilitati a questi interventi straordinari siano in regola con le medesime tasse di ammissione previste per i cacciatori tradizionali dotati di tesserino regionale.</p>
<h2>Il nodo dei capi abbattuti nottetempo</h2>
<p>Un altro nodo cruciale riguarda la destinazione dei capi abbattuti di notte, che non dovrebbero essere lasciati a chi spara, sia per evitare speculazioni su carni potenzialmente infette, sia per consentire alla Provincia, dopo i necessari controlli sanitari, di destinarne i proventi alla copertura dei danni da fauna o a scopi benefici.</p>
<p>Viene poi sollevato il tema prioritario della sicurezza: sparare di notte comporta rischi enormi per l'incolumit&agrave; pubblica, data la presenza sul territorio di cercatori di tartufi o di veicoli in transito sulle strade provinciali.&nbsp;</p>
<p>Infine, i censimenti evidenziano gi&agrave; un drastico calo di selvaggina stanziale, specialmente nei pressi delle vie di comunicazione, motivo per cui i presidenti reputano urgente l'attivazione di una vigilanza notturna autorizzata ed efficiente, a cui finora non &egrave; stata data risposta.</p>
<p>I cacciatori e i soci di ATC e CA tengono comunque a precisare di non essere affatto contrari al contenimento del cinghiale. Al contrario, ribadiscono la propria totale disponibilit&agrave; a collaborare attivamente nella lotta alla peste suina africana, purch&eacute; le operazioni si svolgano all'interno di un quadro di regole chiare, trasparenti e rispettose della sicurezza e della legalit&agrave;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 06:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[L’11 luglio torna la raccolta alimentare di Nova Coop a sostegno dei rifugi per cani e gatti]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/l11-luglio-torna-la-raccolta-alimentare-di-nova-coop-a-sostegno-dei-rifugi-per-cani-e-gatti_123551.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/l11-luglio-torna-la-raccolta-alimentare-di-nova-coop-a-sostegno-dei-rifugi-per-cani-e-gatti_123551.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123551/152430.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In 55 punti vendita della rete Nova Coop in Piemonte e alta Lombardia sabato 11 luglio si terr&agrave; la raccolta alimentare &ldquo;Dona la Spesa per gli amici animali&rdquo;, un appuntamento solidale volto a mostrare sostegno alle associazioni che ogni giorno si prendono cura di cani e gatti abbandonati.</p>
<p>Per tutta la giornata, soci e clienti potranno acquistare alimenti per cani e gatti &ndash; come crocchette, scatolette, biscotti e altri prodotti per la nutrizione animale &ndash; e consegnarli ai volontari presenti all'ingresso dei negozi. Le donazioni saranno destinate direttamente ai canili, gattili e alle associazioni che si occupano dell'accoglienza, della cura e del recupero degli animali senza famiglia.</p>
<p>In provincia di Cuneo la raccolta sar&agrave; organizzata nei punti vendita Coop di Bra, Savigliano e presso l'Ipercoop di Cuneo. I prodotti raccolti saranno destinati alla L.I.D.A. Alba Bra (Superstore Coop di Bra), all&rsquo;associazione Amici dei Mici Odv (supermercato Coop di Savigliano) e alla L.I.D.A. Cuneo (Ipercoop di Cuneo).</p>
<p>L'iniziativa rappresenta una risposta concreta a un fenomeno che continua a destare preoccupazione. I mesi estivi coincidono infatti con il periodo in cui si concentra il maggior numero di abbandoni di animali d'affezione, mettendo sotto pressione le strutture di accoglienza e le associazioni di volontariato, che operano quasi esclusivamente grazie all'impegno dei volontari e al sostegno della cittadinanza.</p>
<p>Nell'edizione 2025 di Dona la Spesa per gli amici animali, grazie alla generosit&agrave; di soci e clienti Nova Coop, sono stati raccolti complessivamente oltre 24 tonnellate di alimenti destinati alle associazioni partecipanti.</p>
<p>&ldquo;Ogni estate il fenomeno dell'abbandono degli animali torna purtroppo a manifestarsi con particolare intensit&agrave;, mettendo in difficolt&agrave; le tante associazioni che garantiscono assistenza e accoglienza sul territorio &ndash; sottolinea Carlo Ghisoni, direttore politiche sociali di Nova Coop. &ndash; Con Dona la Spesa per gli amici animali vogliamo offrire un aiuto concreto a queste realt&agrave; e, allo stesso tempo, sensibilizzare soci e clienti sull'importanza del possesso responsabile degli animali d'affezione. &Egrave; un gesto semplice, ma capace di trasformarsi in un sostegno prezioso per chi ogni giorno dedica tempo, competenze e risorse alla cura di cani e gatti in difficolt&agrave;&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 14:57:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item></channel></rss>
