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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Varie > Animali > Bra]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/varie/animali/bra-e-roero/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/news/varie/animali/bra-e-roero/rss2.0.xml?page=2rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie di Animali a Bra aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Tue, 21 Jul 2026 18:26:18 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Varie > Animali > Bra]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/varie/animali/bra-e-roero/]]></link></image><item><title><![CDATA[Aggiornate le zone di restrizione per la peste suina africana nel Cuneese]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/aggiornate-le-zone-di-restrizione-per-la-peste-suina-africana-nel-cuneese_124436.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/aggiornate-le-zone-di-restrizione-per-la-peste-suina-africana-nel-cuneese_124436.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124436/153954.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il regolamento europeo n. 2026/1795 dello scorso 16 luglio ha aggiornato la mappa delle zone di restrizione per la peste suina africana (PSA) sul territorio provinciale, e di conseguenza ridefinito le aree soggette a misure di contenimento e sorveglianza.</p>
<p>Nella zona di restrizione 1 rientrano i Comuni di Neive, Neviglie, Barbaresco, Monchiero, Novello, Verduno, Lequio Tanaro, Barolo, Piozzo, Roddi, La Morra, Farigliano, Narzole, Clavesana, Battifollo, Marsaglia, Magliano Alfieri, Monticello d&rsquo;Alba, Bene Vagienna, Bastia Mondov&igrave;, Bagnasco, Vezza d&rsquo;Alba, Santa Vittoria d&rsquo;Alba, Castagnito, Cigli&egrave;, Castellino Tanaro, Guarene, Carr&ugrave;, Rocca Cigli&egrave;, Corneliano d&rsquo;Alba, Igliano, Nucetto, Torresina, Roascio, Piobesi d&rsquo;Alba, Salmour, Ceva, Cervere e Cherasco.</p>
<p>Sono invece inseriti nella zona di restrizione 2 i Comuni di Castiglione Tinella, Pezzolo Valle Uzzone, Santo Stefano Belbo, Bosia, Castino, Bergolo, Mango, Cossano Belbo, Gorzegno, Castelletto Uzzone, Gottasecca, Levice, Prunetto, Saliceto, Torre Bormida, Rocchetta Belbo, Rodello, Benevello, Albaretto della Torre, Bossolasco, Arguello, Niella Belbo, Sinio, Serravalle Langhe, Montelupo Albese, Lequio Berria, Cravanzana, Cerretto Langhe, Borgomale, Cissone, Somano, Roddino, Feisoglio, Alba, Belvedere Langhe, Bonvicino, Camerana, Castelnuovo di Ceva, Castiglione Falletto, Diano d&rsquo;Alba, Dogliani, Grinzane Cavour, Mombarcaro, Monesiglio, Monforte d&rsquo;Alba, Montezemolo, Murazzano, Paroldo, Perlo, Priero, Sale delle Langhe, Sale San Giovanni, San Benedetto Belbo, Serralunga d&rsquo;Alba, Treiso e Trezzo Tinella.</p>
<p>Nei prossimi giorni la Provincia trasmetter&agrave; ai sindaci dei Comuni ricompresi nella zona di restrizione 2 una comunicazione operativa contenente il riepilogo degli adempimenti e delle misure previste dall&rsquo;ordinanza vigente per il contenimento della diffusione della malattia.</p>
<p>L&rsquo;aggiornamento ai Comuni delle zone di restrizione si inserisce nell&rsquo;ambito delle attivit&agrave; coordinate dalla Cabina di Regia provinciale sulla Peste Suina Africana, che assicura il raccordo tra istituzioni, servizi veterinari e soggetti interessati nella gestione delle misure di monitoraggio, prevenzione e contenimento della malattia. I lavori del tavolo, che riunisce periodicamente Provincia, Regione, Asl, rappresentanti del mondo agricolo e della filiera suinicola, mondo venatorio e soggetti coinvolti nelle attivit&agrave; di controllo, consentono infatti di favorire decisioni condivise e interventi tempestivi sul territorio, attraverso un modello di collaborazione istituzionale che negli ultimi anni &egrave; stato indicato come esperienza di riferimento anche da altre realt&agrave; territoriali.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 21 Jul 2026 07:11:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[La Regione finanzia i dispositivi per difendersi dai lupi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-regione-finanzia-i-dispositivi-per-difendersi-dai-lupi_124221.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-regione-finanzia-i-dispositivi-per-difendersi-dai-lupi_124221.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124221/153618.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sono 94 le aziende agricole piemontesi che potranno acquistare dispositivi di prevenzione e dissuasione per gli attacchi da lupo e altri grandi carnivori grazie al sostegno della Regione Piemonte. Lo annuncia l&rsquo;assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi, Peste suina della Regione Piemonte Paolo Bongioanni, che spiega: &ldquo;L&rsquo;emergenza lupo &egrave; anche in Piemonte un tema non pi&ugrave; rimandabile, sia per i danni economici che infligge al nostro patrimonio zootecnico sia per i rischi alla sicurezza dei centri abitati con il fenomeno dei &lsquo;lupi confidenti&rsquo;. Cos&igrave;, mentre stiamo lavorando con Ispra per poter avere a ottobre il primo piano di contenimento della specie che autorizzi il prelievo selettivo di esemplari individuati, rafforziamo ancora il sostegno ai nostri allevatori per dotarli di efficaci strumenti di prevenzione e di dissuasione dagli attacchi del lupo e di altri grandi carnivori quali l&rsquo;orso bruno, la lince e lo sciacallo dorato. Grazie a quest&rsquo;ultimo bando sono 94 le aziende agricole piemontesi che riceveranno il sostegno regionale per complessivi 740mila euro in grado di coprire il 100% delle spese sostenute per l&rsquo;intervento. Sono state soddisfatte tutte le domande presentate e abbiamo anche realizzato, sulla disponibilit&agrave; complessiva del bando, un risparmio di 109mila euro che potremo utilizzare sul prossimo o destinare ad altri interventi&rdquo;.</p>
<p>Le 94 aziende che potranno beneficiarne sono cos&igrave; distribuite per provincia: Alessandria 3, Asti 4, Biella 16, Cuneo 32, Novara 1, Torino 18, Vercelli 10, Vco 9, pi&ugrave; una con sede sociale a Milano ma operante in Piemonte. A questo link la graduatoria: <a href="https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2026/corrente/siste/00000082.htm" target="_blank" rel="nofollow">www.regione.piemonte.it</a>.</p>
<p>Vengono finanziate in conto capitale al 100% le spese sostenute, con un ammontare da 500,00 a 20mila euro, per l&rsquo;acquisto di cani da guardiania appartenenti alla razze Pastore Maremmano Abruzzese o Cane da Montagna dei Pirenei, iscritti al Libro Genealogico (con Pedigree) e da accompagnare con cartelli d&rsquo;avviso della presenza per gli estranei; l&rsquo;acquisto o realizzazione di recinzioni fisse o mobili, elettrificate o non, per la protezione degli animali dalla fauna selvatica durante il ricovero notturno; di altri sistemi acustici o luminosi di dissuasione e antintrusione da fauna o altri diversi sistemi di prevenzione; la costruzione o posa in opera di alloggi (capanni o micro-unit&agrave; abitative) per il personale di custodia degli animali al pascolo. Un aspetto molto importante per le aziende &egrave; che l&rsquo;aver adottato almeno una misura di prevenzione fra quelle previste &egrave; la conditio sine qua non affinch&eacute; possa venire accolta dalla Regione la domanda di indennizzo da eventuali danni da predazione.</p>
<p>&ldquo;E ora mi auguro che, accanto al nostro sostegno alle azioni di prevenzione, &ndash; sottolinea Bongioanni &ndash; possa definirsi a breve anche il secondo fronte, quello del piano di contenimento della specie. I nostri allevatori e pastori sono un anello fondamentale nel presidio delle terre alte e aree interne, custodi del paesaggio e di un patrimonio zootecnico di eccezionale valore economico nella nostra filiera agroalimentare e nel turismo che non dev&rsquo;essere lasciato solo&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:17:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Tartaruga azzannatrice e un gufo reale detenuti illegalmente: blitz della Forestale nel Cuneese]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/tartaruga-azzannatrice-e-un-gufo-reale-detenuti-illegalmente-blitz-della-forestale-nel-cuneese_124192.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/tartaruga-azzannatrice-e-un-gufo-reale-detenuti-illegalmente-blitz-della-forestale-nel-cuneese_124192.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124192/153539.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">I militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (N.I.P.A.A.F.) di Cuneo hanno rinvenuto un esemplare di tartaruga azzannatrice (Chelydra serpentina) illegalmente detenuta da un cittadino del cuneese.</p>
<p style="text-align: justify;">La vicenda ha preso il via con una perquisizione e un sequestro, delegati dalla Procura di Cuneo ed eseguiti presso l&rsquo;abitazione del soggetto, finalizzati al recupero di undici tartarughe (Testudo hermanni) e di un gufo reale. Nello specifico, le testuggini erano detenute in assenza della documentazione CITES (la Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione) e del relativo microchip, in forte contrasto con l&rsquo;art. 1 della Legge n. 150/1992. Il gufo era legato con una catena a un pilastro dell'abitazione: una condizione totalmente inadeguata e incompatbile con le sue caratteristiche etologiche e sanzionata dall'art. 727 del codice penale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso delle perquisizioni, i militari hanno rinvenuto anche una tartaruga azzannatrice e un gatto del bengala. Non potendo considerare tali animali come domestici, in quanto inseriti nell&rsquo;elenco delle specie di animali pericolosi per l&rsquo;incolumit&agrave; pubblica e di cui &egrave; anche vietata la detenzione ai sensi del D.Lgs 135/2022, i militari hanno proseguito col sequestro e affidato gli animali al personale del Centro Recupero Animali Selvatici. &nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La tartaruga azzannatrice &egrave; dotata di una mandibola particolarmente potente, in grado di staccare le dita della mano di una persona con uno dei suoi morsi. Per quanto riguarda il gatto del bengala invece, si tratta di un felino ibridato derivante dall&rsquo;incrocio tra gatto domestico e leopardo asiatico per il quale &egrave; consentita la detenzione esclusivamente per gli esemplari successivi alla terza generazione. &nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124192/small_153540.jpg" loading="lazy"></p>
<p style="text-align: justify;">Al momento si tratta di un evento unico nella provincia di Cuneo, ma pu&ograve; anche essere un'occasione di sensibilizzazione per i cittadini per due motivi: in primo luogo per il rispetto della normativa in materia di divieto di detenzione di specie pericolose e successivamente sui sempre pi&ugrave; frequenti casi di rinvenimento di esemplari appartenenti a specie piuttosto diffuse sul nostro territorio come la testudo graeca, testudo hermanni e testudo marginata.</p>
<p style="text-align: justify;">Le autorit&agrave; raccomandano ai cittadini di non toccare o spostare gli animali, ma di segnalare tempestivamente la loro presenza agli enti competenti, in particolare se si trovano vicino alle strade o in situazioni di pericolo per la sicurezza pubblica. Detenere questi esemplari senza la dovuta documentazione fa scattare una pesante sanzione penale: arresto da sei mesi a un anno e ammende pesantissime, da 20.000 a 200.000 euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Si precisa che le indagini sul caso sono ancora in corso. Non si escludono sviluppi futuri che potrebbero far emergere elementi a favore degli indagati; questi ultimi, infatti, sono da considerare innocenti fino all'eventuale sentenza definitiva di condanna.</p>]]></description><pubDate>Thu, 16 Jul 2026 11:20:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Peste suina, Coldiretti Cuneo incontra il commissario straordinario Filippini]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/peste-suina-coldiretti-cuneo-incontra-il-commissario-straordinario-filippini_124134.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/peste-suina-coldiretti-cuneo-incontra-il-commissario-straordinario-filippini_124134.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124134/153424.jpg" title="" alt="" /><br /><p class="m_1237932313274461148wordsection1" style="text-align: justify;">Il Presidente di Coldiretti Cuneo&nbsp;Enrico Nada, il Direttore&nbsp;Francesco Goffredo&nbsp;e i componenti della Giunta provinciale hanno incontrato il Commissario straordinario alla Peste suina africana&nbsp;Giovanni Filippini&nbsp;per fare il punto sull&rsquo;emergenza e presentare le principali richieste del comparto agricolo e zootecnico cuneese.</p>
<p class="m_1237932313274461148wordsection1" style="text-align: justify;">Tra le priorit&agrave; indicate figura l&rsquo;eradicazione del cinghiale dal territorio compreso tra la Zona di restrizione I PSA (la cosiddetta zona cuscinetto) e l&rsquo;autostrada A6 Torino-Savona, attraverso il coinvolgimento di tutti gli enti e i soggetti preposti, comprese le Forze armate. Inoltre l&rsquo;Organizzazione agricola ha chiesto un monitoraggio chirurgico dell&rsquo;attivit&agrave; di depopolamento del cinghiale nelle UDG (unit&agrave; di gestione) in zona di restrizione PSA in modo da non creare &ldquo;zone di riserva&rdquo;. Le altre proposte portate avanti da Coldiretti Cuneo puntano a velocizzare le operazioni successive agli abbattimenti che, cos&igrave; come sono, rischiano di disincentivare l&rsquo;attivit&agrave; di contenimento; inoltre, l&rsquo;Organizzazione ha chiesto di rendere pi&ugrave; capillare la disponibilit&agrave; di celle di stoccaggio per gli animali abbattuti, riprogrammare i controlli differibili negli allevamenti, ad eccezione di quelli sulla biosicurezza, perseguire chi ostacola il depopolamento o intimidisce gli operatori e attribuire maggiore discrezionalit&agrave; alle Autorit&agrave; locali nel vietare le attivit&agrave; a rischio nei territori indenni prossimi alle Zone di restrizione.</p>
<p class="m_1237932313274461148wordsection1" style="text-align: justify;">La biosicurezza resta fondamentale per proteggere gli allevamenti, ma da sola non pu&ograve; reggere il peso dell&rsquo;emergenza, tanto pi&ugrave; se il principale vettore continua a circolare liberamente; la biosicurezza deve essere affiancata da misure straordinarie e strumenti alternativi capaci di perseguire lo stesso obiettivo, ovvero ridurre in modo concreto, rapido e significativo la presenza dei cinghiali. Selecontrollo, attivit&agrave; mirate di depopolamento, tecnologie di monitoraggio, ulteriore supporto operativo e ogni altro mezzo utile devono essere messi in campo con particolare urgenza nelle aree pi&ugrave; sensibili.</p>
<p class="m_1237932313274461148wordsection1" style="text-align: justify;">&ldquo;Abbiamo ribadito al Commissario che il contenimento della fauna selvatica deve essere affrontato con azioni coordinate, incisive e realmente efficaci. &Egrave; indispensabile accelerare il depopolamento dei cinghiali per tutelare gli allevamenti e scongiurare ulteriori conseguenze per un comparto fondamentale della nostra economia. La PSA non rappresenta soltanto un&rsquo;emergenza sanitaria, ma una seria minaccia per l&rsquo;intera filiera suinicola e per il territorio&rdquo;, dichiara&nbsp;Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo.</p>
<p class="m_1237932313274461148wordsection1" style="text-align: justify;">&ldquo;&Egrave; stato un incontro molto proficuo, che ha consentito di approfondire le esigenze del territorio e delle imprese. Siamo gi&agrave; al lavoro per valutare le richieste presentate e rafforzare l&rsquo;efficacia delle misure di contrasto alla Peste suina africana&rdquo;, dichiara il Commissario straordinario&nbsp;Giovanni Filippini.</p>
<p class="m_1237932313274461148wordsection1" style="text-align: justify;">&ldquo;Ringraziamo il Commissario Filippini per il lavoro svolto e per l&rsquo;attenzione riservata alle esigenze del nostro territorio &ndash; commenta&nbsp;Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo &ndash;. In questa fase &egrave; fondamentale che il confronto si traduca in interventi tempestivi, grazie al coordinamento di tutti i soggetti coinvolti. Alle imprese servono risposte certe, sia sul fronte della prevenzione sia su quello della tutela economica&rdquo;.</p>
<p class="m_1237932313274461148wordsection1" style="text-align: justify;"><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124134/small_153425.jpg" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Wed, 15 Jul 2026 11:48:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[La peste suina minaccia il Fossanese: Confagricoltura Cuneo chiede ulteriori misure ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/fossanese/la-peste-suina-minaccia-il-fossanese-confagricoltura-cuneo-chiede-ulteriori-misure_124118.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/fossanese/la-peste-suina-minaccia-il-fossanese-confagricoltura-cuneo-chiede-ulteriori-misure_124118.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124118/153405.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">&ldquo;La situazione &egrave; sempre pi&ugrave; delicata. Il virus continua ad avanzare e non possiamo permetterci ulteriori ritardi. Occorre mettere in campo con la massima rapidit&agrave; tutte le azioni possibili per ridurre drasticamente la popolazione dei cinghiali, che rappresentano il principale vettore della diffusione della Peste suina africana. I nostri allevatori sono anche disposti a contribuire economicamente, se necessario, pur di incrementare gli interventi di abbattimento e cercare di arginare la diffusione del virus prima che raggiunga il cuore del distretto suinicolo provinciale&rdquo;. Cresce la preoccupazione di Confagricoltura Cuneo per l&rsquo;avanzata della Psa sul territorio provinciale. A destare particolare allarme &egrave; l&rsquo;inserimento del comune di Bene Vagienna, nel Fossanese, in zona di restrizione I &ndash; come si evince dalle mappe presenti nel sito www.vetinfo.it del Ministero della Salute &ndash; provvedimento che si &egrave; reso necessario a seguito del rinvenimento di cinghiali positivi al virus PSA nei comuni di Cerretto Langhe, Arguello e Pezzolo Valle Uzzone. Un territorio strategico per la suinicoltura provinciale che concentra centinaia di allevamenti e una quota rilevantissima del patrimonio suinicolo della Granda, che conta 900mila capi. Preoccupazioni portate stamane &ndash; marted&igrave; 14 luglio, ndr &ndash; all&rsquo;attenzione del Commissario straordinario alla Peste suina africana Giovanni Filippini che a Ceva ha fatto il punto sull&rsquo;epizoozia virale di fronte ai vertici dell&rsquo;organizzazione agricola provinciale, incontro particolarmente apprezzato da Confagricoltura Cuneo, che ha riconosciuto nel confronto diretto sul territorio un importante segnale di attenzione verso le preoccupazioni del comparto agricolo e zootecnico cuneese.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Ricordiamo sempre che il virus della PSA non ha alcuna ripercussione sulla salute umana, ma un effetto commerciale drammatico. I suini delle nostre aziende sono tutti sani, ma pur non essendoci in questo momento alcuna preclusione al commercio di maiali in Italia, per disposizioni Ue aumenteranno nei prossimi giorni i comuni della Granda in zona di restrizione &ndash; afferma Roberto Abellonio, direttore di Confagricoltura Cuneo -. Le ripercussioni del virus verso queste zone rappresentano, per&ograve;, un rischio concreto per un comparto che costituisce un&rsquo;eccellenza dell&rsquo;agroalimentare cuneese e nazionale. Per proteggerlo, chiediamo alla Regione Piemonte l&rsquo;attivazione immediata di un piano straordinario di contenimento della fauna selvatica che preveda il pieno coinvolgimento dei selecontrollori, anche organizzati in squadre operative, secondo quanto consentito dal PRIU e dalle ordinanze del Commissario straordinario per la PSA, che ringraziamo per l&rsquo;attenzione mostrata alle nostre preoccupazioni. Gli interventi devono essere programmati e calendarizzati, svolti in stretto coordinamento con la Polizia provinciale e con i Carabinieri Forestali, prevedendo operazioni sia in orario diurno sia notturno e riconoscendo ai selecontrollori il rimborso delle spese sostenute, oltre a quanto gi&agrave; previsto dagli strumenti oggi in vigore&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a Bene Vagienna, sul sito ministeriale si nota l&rsquo;ingresso nella zona di restrizione I anche dei comuni di Cherasco, Cervere e Salmour, dove sono presenti complessivamente circa 30 aziende suinicole. L&rsquo;inserimento in questa fascia di sorveglianza potrebbe comportare gi&agrave; nell&rsquo;immediato pesanti ripercussioni economiche per gli allevatori, a partire dal deprezzamento delle produzioni, oltre alle difficolt&agrave; legate alla movimentazione degli animali, che diventa pi&ugrave; complessa e sottoposta a procedure pi&ugrave; restrittive per ragioni di prudenza sanitaria. &ldquo;Occorre comprendere che il virus ormai minaccia anche l&rsquo;area del Fossanese &ndash; prosegue Enrico Allasia presidente di Confagricoltura Cuneo e Piemonte &ndash;: se anche un solo suino risultasse positivo in uno degli allevamenti presenti nei territori ora interessati dalle restrizioni, in tempi rapidissimi una parte consistente del patrimonio suinicolo provinciale potrebbe finire sotto vincoli sanitari, con conseguenze pesantissime per l&rsquo;intera filiera&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;organizzazione agricola ritiene indispensabile individuare nuove risorse economiche per sostenere il piano di contenimento, valutando anche il coinvolgimento diretto degli allevatori attraverso una forma volontaria di contribuzione straordinaria. &ldquo;L&rsquo;obiettivo oggi deve essere uno solo &ndash; conclude Allasia -: abbattere il maggior numero possibile di cinghiali prima che le zone di restrizione si allarghino ulteriormente aumentando il rischio che entri negli allevamenti. Se ci&ograve; dovesse accadere, le conseguenze economiche, produttive e occupazionali per il comparto sarebbero gravissime anche considerati gli ingenti investimenti in biosicurezza portati avanti in questi anni dai nostri allevatori, che hanno contribuito &ndash; e non poco &ndash; a far nascere una sorta di &ldquo;modello Cuneo&rdquo; nella gestione del virus. Ci&ograve; detto, dobbiamo essere certi della presenza dei ristori, sia per le aziende gi&agrave; interessate dalle zone di restrizione nell&rsquo;area piemontese e qualora fosse richiesto alle aziende del Cuneese di dover adottare misure drastiche nella gestione del virus. Ad oggi gli ultimi indennizzi arrivati nella casse delle aziende sono datati ottobre 2024&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 15 Jul 2026 10:07:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Peste suina, Bongioanni: "A giorni le nuove ordinanze"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/peste-suina-bongioanni-a-giorni-le-nuove-ordinanze_124092.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/peste-suina-bongioanni-a-giorni-le-nuove-ordinanze_124092.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124092/153373.jpg" title="Bongioanni con il commissario Filippini" alt="Bongioanni con il commissario Filippini" /><br /><p>Incontro stamane al Teatro Marenco di Ceva fra il Commissario straordinario alla Peste Suina Africana Giovanni Filippini - rinnovato dal Governo nell&rsquo;incarico fino al 28 marzo 2027 - e le rappresentanze del territorio cuneese per fare il punto sulle nuove strategie di contrasto alla Peste Suina nella Granda. &Egrave; intervenuto l&rsquo;assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni. Presenti il presidente della Provincia di Cuneo Luca Robaldo, il Commissario ad Acta Giorgio Sapino, le Autorit&agrave; Sanitarie locali e Regionali, Istituto Zooprofilattico Sperimentale, rappresentanti delle Unioni dei Comuni, il presidente dell'Unione Montana delle Valli Mongia e Cevetta Langa Cebana Alta Valle Bormida e sindaco di Ceva Fabio Mottinelli, i sindaci dei territori in restrizione per Psa, vertici provinciali delle associazioni di categoria agricole, esponenti del mondo venatorio, dirigenti di Atc e Ca, guardie venatorie provinciali.</p>
<p>Ha sottolineato Bongioanni: "Ringrazio il commissario Giovanni Filippini e la sua squadra per la costante presenza al nostro fianco, per la capacit&agrave; di dialogare con il territorio e tutti i soggetti coinvolti in questa battaglia: il commissario regionale per il Piemonte dottor Giorgio Sapino, le strutture delle Asl e l&rsquo;Istituto Zooprofilattico, il settore regionale Caccia e Pesca della dottoressa Alessandra Berto con tutti i suoi collaboratori, le Guardie venatorie provinciali e naturalmente tutto il mondo venatorio con il quale abbiamo costituito appositi tavoli di lavoro. I cacciatori sono insostituibili regolatori e sentinelle dell&rsquo;ambiente, e sono chiamati a svolgere anche in questa nuova fase della partita un ruolo fondamentale. Eccellente la proposta di Filippini di nuove ordinanze declinate sulle specifiche esigenze locali, possibile contrasto anche al problema dei corridoio ecologico fra Liguria e Piemonte da cui &egrave; arrivata l&rsquo;infezione e che gi&agrave; avevo segnalato come fattore di vulnerabilit&agrave;. Tra due settimane porter&ograve; in Giunta il Priu, il Piano Regionale degli Interventi Urgenti aggiornato alla situazione attuale. In parallelo dobbiamo per&ograve; rafforzare l&rsquo;opera di controllo del cinghiale nei nostri parchi: i report parlano di ottimi risultati conseguiti nel Parco del Ticino e in quello del Po Piemontese, non buoni quelli dei parchi del Cuneese pi&ugrave; prossimi alla zona toccata da questa fase pandemica. Voglio fare in modo che alle azioni di controllo possa partecipare anche personale non interno a quello dei Parchi. E auspico, insieme alle associazioni agricole, che le future revisioni delle zone di restrizione non si spingano troppo a ridosso del distretto suinicolo fossanese, che &egrave; il pi&ugrave; grande e prezioso per valore di tutto il Piemonte".</p>
<p>Tutte confermate le quattro linee strategiche d&rsquo;intervento gi&agrave; indicate dal Commissario e perseguite finora: Barriere fisiche lungo gli assi autostradali; Barriere biologiche attraverso l&rsquo;opera di depopolamento del cinghiale; Sorveglianza con ricerca attiva e rimozione delle carcasse; Biosicurezza nelle aziende agricole. E alcune rilevanti novit&agrave; per intensificare e adeguare le azioni agli sviluppi dell&rsquo;epidemia sul territorio:</p>
<p>1 - Nei prossimi giorni saranno pubblicate nuove ordinanze commissariali con le indicazioni operative sulle azioni per il contrasto. Non saranno pi&ugrave; come in passato erga omnes, ossia valevoli sull&rsquo;intero territorio nazionale, ma modulate sui diversi subcluster per permettere azioni pi&ugrave; flessibili e aderenti alle esigenze specifiche dei singoli territori. Verr&agrave; anche dettagliato contestualmente l&rsquo;eventuale passaggio di un Comune da una zona all&rsquo;altra, stabilito dall&rsquo;Unione Europea sulla base dei dati dell&rsquo;evoluzione pandemica rilevati sul territorio.</p>
<p>2 - Tra la Zona 1 e la Zona 2, la faglia che Filippini ha definito &ldquo;il fronte di guerra&rdquo;, verr&agrave; istituita una Zona Cev (Controllo Espansione Virale). Per rafforzare ulteriormente l&rsquo;azione di contrasto, entro il territorio delle unit&agrave; di gestione dove venga attestata la non presenza del virus, sar&agrave; autorizzato l&rsquo;impiego dei cani (braccata), da settembre-ottobre ulteriormente rinforzato anche con la riapertura della stagione venatoria.</p>
<p>3 - Aumento della pressione venatoria e dell&rsquo;azione di contenimento nella zona a ridosso del distretto suinicolo cuneese, dove si registra la maggior concentrazione degli allevamenti suinicoli e che deve continuare ad essere oggetto della massima strategia di difesa per il suo enorme valore economico: una zona che Filippini chiede di rendere a &ldquo;cinghiali zero&rdquo;. Filippini ha infine annunciato che, grazie alle azioni di sorveglianza poste in essere, potr&agrave; essere richiesta alla Commissione Europea &ndash; competente in materia &ndash; la revoca gi&agrave; entro l&rsquo;autunno della Zona 3 nell&rsquo;Alessandrino, della quale fanno parte i comuni cuneesi di Cortemilia e Perletto.</p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 18:04:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Peste suona africana, a Ceva il confronto con il Commissario Filippini]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/peste-suona-africana-a-ceva-il-confronto-con-il-commissario-filippini_124090.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/peste-suona-africana-a-ceva-il-confronto-con-il-commissario-filippini_124090.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124090/153372.jpg" title="L'incontro a Ceva" alt="L'incontro a Ceva" /><br /><p>Su iniziativa del Commissario straordinario nazionale Giovanni Filippini, si &egrave; svolto nella mattinata di oggi, marted&igrave; 14 luglio, al Teatro Carlo Marenco di Ceva un momento di confronto per fare il punto sulla diffusione della peste suina africana nel territorio cuneese e sulle strategie per contrastarla. L'incontro &egrave; stato organizzato in collaborazione con le strutture regionali e sanitarie e ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle amministrazioni locali, del sistema sanitario e veterinario, del mondo agricolo e delle organizzazioni venatorie.</p>
<p>Nel corso dell&rsquo;appuntamento sono stati illustrati i contenuti della nuova ordinanza commissariale e le principali linee di intervento messe in campo dalla struttura nazionale per rafforzare le misure di contenimento della diffusione del virus.&nbsp;Numerosa la partecipazione dei territori coinvolti, con la presenza dei rappresentanti delle Unioni montane e delle Unioni di Comuni, di molti sindaci delle aree soggette a restrizioni, degli Ambiti territoriali di caccia e dei Comprensori alpini, delle Aziende sanitarie locali, dell&rsquo;Istituto zooprofilattico e delle organizzazioni agricole regionali e provinciali, tra cui Coldiretti, Confagricoltura e CIA, oltre a Provincia e Regione.</p>
<p>Durante il confronto &egrave; emersa la necessit&agrave; di mantenere alta l&rsquo;attenzione sulla situazione epidemiologica nel Cuneese. Ad oggi i casi riscontrati sul territorio provinciale sono sette, localizzati tra Cravanzana, Arguello e Cerretto Langhe. I recenti ritrovamenti di carcasse positive comporteranno un prossimo ampliamento delle zone di restrizione 1 e 2, con un&rsquo;estensione che si avviciner&agrave; al distretto suinicolo della provincia.</p>
<p>Il Commissario Filippini ha quindi delineato le strategie di intervento, fondate sul rafforzamento del monitoraggio e della ricerca attiva delle carcasse, sul controllo della popolazione di cinghiali attraverso modalit&agrave; operative pi&ugrave; incisive nelle aree infette, sul completamento delle barriere fisiche lungo l&rsquo;autostrada Torino-Savona nei tratti ritenuti efficaci e su una gestione rigorosa delle misure di biosicurezza negli allevamenti.&nbsp;Nel corso dell&rsquo;incontro la Provincia di Cuneo ha ribadito il proprio impegno nel coordinamento delle attivit&agrave; di contrasto alla PSA, attraverso il lavoro della Cabina di regia provinciale che negli ultimi anni ha favorito la collaborazione tra enti locali, servizi veterinari, associazioni agricole e mondo venatorio.</p>
<p>"Abbiamo apprezzato molto l&rsquo;approccio del Commissario Filippini e abbiamo ribadito l&rsquo;impegno della Provincia di Cuneo in questo ambito, testimoniato dal lavoro svolto dalla Cabina di regia. &Egrave; fondamentale avere indicazioni chiare sulle azioni della struttura nazionale per arrivare all&rsquo;eradicazione del virus. Restano per noi prioritarie la tutela del comparto economico suinicolo e la necessit&agrave; di garantire una comunicazione costante e puntuale ai sindaci", sottolineano il presidente Luca Robaldo e il consigliere delegato Silvano Dovetta.</p>
<p>L&rsquo;incontro di Ceva rappresenta un ulteriore passaggio nel percorso di collaborazione istituzionale necessario per affrontare un&rsquo;emergenza complessa, che richiede un&rsquo;azione coordinata tra tutti i soggetti coinvolti. La Provincia continuer&agrave; a lavorare a fianco della struttura commissariale nazionale, della Regione e degli enti territoriali per contribuire all&rsquo;obiettivo dell&rsquo;eradicazione della peste suina africana e alla tutela delle attivit&agrave; produttive.</p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 17:41:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Danni fauna selvatica, Coldiretti Cuneo: “Percentuale di risarcimento troppo bassa”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/danni-fauna-selvatica-coldiretti-cuneo-percentuale-di-risarcimento-troppo-bassa_124032.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/danni-fauna-selvatica-coldiretti-cuneo-percentuale-di-risarcimento-troppo-bassa_124032.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124032/153234.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Coldiretti Cuneo, alla luce del contesto di tensione economica e criticit&agrave; in cui si trovano ad operare le aziende agricole, ha dichiarato: &ldquo;Con l&rsquo;incubo peste suina tornata sui nostri territori, &egrave; ancora pi&ugrave; assurdo che la Regione non risarcisca totalmente i danni provocati dalla fauna selvatica, ma per il secondo anno consecutivo stabilisca il risarcimento nella misura dell&rsquo;83%&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Basta penalizzare le imprese, soprattutto quando il numero degli abbattimenti dei cinghiali continua a essere del tutto insufficiente. Gli indennizzi, pur assumendo nell&rsquo;attuale situazione un&rsquo;importanza essenziale, non rappresentano certo la soluzione al problema, quanto il corretto e dovuto sostegno alle realt&agrave; produttive che, loro malgrado, sono costrette a vedere compromessa una parte, talvolta anche rilevante, della redditivit&agrave; derivante dalla propria attivit&agrave;. Le risorse attualmente stanziate sono mortificanti nei confronti di un settore di primaria importanza per il tessuto economico del territorio&rdquo;, dichiara Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo.</p>
<p>&ldquo;Attraverso una specifica lettera abbiamo chiesto al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e all&rsquo;assessore regionale all&rsquo;Agricoltura, Paolo Bongioanni, un puntuale intervento affinch&eacute; i risarcimenti possano essere riconosciuti in misura integrale e, soprattutto, l&rsquo;adozione di una modalit&agrave; di gestione e di programmazione che preveda lo stanziamento di adeguate risorse, senza che si vengano a creare situazioni come quelle delle annualit&agrave; 2024 e 2025&rdquo;, aggiunge Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo.</p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 09:27:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Bra rinnova la convenzione con il Cras di Racconigi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/bra-e-roero/bra-rinnova-la-convenzione-con-il-cras-di-racconigi_123970.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/bra-e-roero/bra-rinnova-la-convenzione-con-il-cras-di-racconigi_123970.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123970/153127.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">&Egrave; stata rinnovata per il prossimo triennio la convenzione che lega il Comune di Bra al CRAS di Racconigi (Centro di recupero degli animali selvatici). La firma ufficiale del documento si &egrave; svolta nella mattinata di venerd&igrave; 10 luglio 2026.</p>
<p style="text-align: justify;">Pertanto, fino alla fine del 2028 gli operatori della struttura specializzata continueranno ad occuparsi della cura degli animali selvatici rintracciati nel territorio braidese, della loro riabilitazione e reintroduzione in natura, in particolare di quelli appartenenti a specie protette. Si tratta di un fenomeno in decisa crescita, che negli ultimi 20 anni ha visto un incremento degli interventi di oltre il 300%. Nel 2025 il centro, gestito dall&rsquo;associazione Centro Cicogne e Anatidi, ha ospitato 51 animali selvatici provenienti dal territorio braidese. Complessivamente, lo scorso anno gli animali ricoverati sono stati 860.</p>
<p style="text-align: justify;">Al CRAS verr&agrave; corrisposta una somma annua forfettaria di mille euro.&nbsp;I cittadini possono portare direttamente al CRAS tutti i volatili e gli animali selvatici di piccola taglia quali ghiri, ricci, pipistrelli feriti o bisognosi di supporto in cui si debbano imbattere.</p>]]></description><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 10:13:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Allarme abbattimenti notturni dopo gli spari di Roburent: la preoccupazione di ATC e Comprensori Alpini]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/allarme-abbattimenti-notturni-dopo-gli-spari-di-roburent-la-preoccupazione-di-atc-e-comprensori-alpini_123578.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/allarme-abbattimenti-notturni-dopo-gli-spari-di-roburent-la-preoccupazione-di-atc-e-comprensori-alpini_123578.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123578/152479.jpg" title="Spari vicino alle case" alt="Spari vicino alle case" /><br /><p>Le tensioni legate alla gestione della fauna selvatica e al contenimento del cinghiale sul territorio cuneese registrano una nuova e decisa presa di posizione. Sulla scia dei recenti e preoccupanti fatti di Roburent, i presidenti degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) e dei Comprensori Alpini (CA) hanno voluto esprimere pubblicamente la propria apprensione per le criticit&agrave; emerse a seguito delle attuali modalit&agrave; di eradicazione della Peste Suina Africana. Quello che doveva essere un intervento tecnico mirato rischia infatti di trasformarsi in un problema di ordine pubblico e gestionale a causa di dinamiche fuori controllo.</p>
<p>La normativa vigente, finalizzata al depopolamento della specie Sus Scrofa, consente oggi a figure specifiche come tutor, selecontrollori, bioregolatori e coadiutori di muoversi liberamente sul territorio, anche in orario notturno, armati e con confini d'azione vastissimi. Secondo i vertici di ATC e CA, questa parziale autogestione, unita a controlli definiti praticamente inesistenti, sta innescando pesanti effetti collaterali legati alla natura umana.</p>
<p>Viene infatti denunciato come alcuni di questi soggetti si sentano liberi di abbattere specie diverse da quella autorizzata, colpendo indiscriminatamente caprioli, cervi, camosci, daini e lepri, compromettendo cos&igrave; il lavoro dei cacciatori tradizionali. Questi ultimi, formati e regolarmente tassati, si trovano penalizzati di fronte a una sorta di corsia preferenziale notturna e gratuita che mina la credibilit&agrave; dell'intero sistema.</p>
<p>Di fronte a tale scenario, il mondo dei cacciatori onesti ha formulato cinque precise richieste per ristabilire l'ordine e la legalit&agrave;. In primo luogo, si reputa indispensabile che ATC e CA conoscano nel dettaglio i nominativi di chi opera, le giornate e i Comuni interessati dal depopolamento, un'organizzazione che attualmente risulta strutturata solo nella Provincia di Cuneo, mentre in altre province piemontesi ci si affida a un'applicazione digitale. Parallelamente, si richiede che i soggetti abilitati a questi interventi straordinari siano in regola con le medesime tasse di ammissione previste per i cacciatori tradizionali dotati di tesserino regionale.</p>
<h2>Il nodo dei capi abbattuti nottetempo</h2>
<p>Un altro nodo cruciale riguarda la destinazione dei capi abbattuti di notte, che non dovrebbero essere lasciati a chi spara, sia per evitare speculazioni su carni potenzialmente infette, sia per consentire alla Provincia, dopo i necessari controlli sanitari, di destinarne i proventi alla copertura dei danni da fauna o a scopi benefici.</p>
<p>Viene poi sollevato il tema prioritario della sicurezza: sparare di notte comporta rischi enormi per l'incolumit&agrave; pubblica, data la presenza sul territorio di cercatori di tartufi o di veicoli in transito sulle strade provinciali.&nbsp;</p>
<p>Infine, i censimenti evidenziano gi&agrave; un drastico calo di selvaggina stanziale, specialmente nei pressi delle vie di comunicazione, motivo per cui i presidenti reputano urgente l'attivazione di una vigilanza notturna autorizzata ed efficiente, a cui finora non &egrave; stata data risposta.</p>
<p>I cacciatori e i soci di ATC e CA tengono comunque a precisare di non essere affatto contrari al contenimento del cinghiale. Al contrario, ribadiscono la propria totale disponibilit&agrave; a collaborare attivamente nella lotta alla peste suina africana, purch&eacute; le operazioni si svolgano all'interno di un quadro di regole chiare, trasparenti e rispettose della sicurezza e della legalit&agrave;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 06:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[L’11 luglio torna la raccolta alimentare di Nova Coop a sostegno dei rifugi per cani e gatti]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/l11-luglio-torna-la-raccolta-alimentare-di-nova-coop-a-sostegno-dei-rifugi-per-cani-e-gatti_123551.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/l11-luglio-torna-la-raccolta-alimentare-di-nova-coop-a-sostegno-dei-rifugi-per-cani-e-gatti_123551.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123551/152430.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In 55 punti vendita della rete Nova Coop in Piemonte e alta Lombardia sabato 11 luglio si terr&agrave; la raccolta alimentare &ldquo;Dona la Spesa per gli amici animali&rdquo;, un appuntamento solidale volto a mostrare sostegno alle associazioni che ogni giorno si prendono cura di cani e gatti abbandonati.</p>
<p>Per tutta la giornata, soci e clienti potranno acquistare alimenti per cani e gatti &ndash; come crocchette, scatolette, biscotti e altri prodotti per la nutrizione animale &ndash; e consegnarli ai volontari presenti all'ingresso dei negozi. Le donazioni saranno destinate direttamente ai canili, gattili e alle associazioni che si occupano dell'accoglienza, della cura e del recupero degli animali senza famiglia.</p>
<p>In provincia di Cuneo la raccolta sar&agrave; organizzata nei punti vendita Coop di Bra, Savigliano e presso l'Ipercoop di Cuneo. I prodotti raccolti saranno destinati alla L.I.D.A. Alba Bra (Superstore Coop di Bra), all&rsquo;associazione Amici dei Mici Odv (supermercato Coop di Savigliano) e alla L.I.D.A. Cuneo (Ipercoop di Cuneo).</p>
<p>L'iniziativa rappresenta una risposta concreta a un fenomeno che continua a destare preoccupazione. I mesi estivi coincidono infatti con il periodo in cui si concentra il maggior numero di abbandoni di animali d'affezione, mettendo sotto pressione le strutture di accoglienza e le associazioni di volontariato, che operano quasi esclusivamente grazie all'impegno dei volontari e al sostegno della cittadinanza.</p>
<p>Nell'edizione 2025 di Dona la Spesa per gli amici animali, grazie alla generosit&agrave; di soci e clienti Nova Coop, sono stati raccolti complessivamente oltre 24 tonnellate di alimenti destinati alle associazioni partecipanti.</p>
<p>&ldquo;Ogni estate il fenomeno dell'abbandono degli animali torna purtroppo a manifestarsi con particolare intensit&agrave;, mettendo in difficolt&agrave; le tante associazioni che garantiscono assistenza e accoglienza sul territorio &ndash; sottolinea Carlo Ghisoni, direttore politiche sociali di Nova Coop. &ndash; Con Dona la Spesa per gli amici animali vogliamo offrire un aiuto concreto a queste realt&agrave; e, allo stesso tempo, sensibilizzare soci e clienti sull'importanza del possesso responsabile degli animali d'affezione. &Egrave; un gesto semplice, ma capace di trasformarsi in un sostegno prezioso per chi ogni giorno dedica tempo, competenze e risorse alla cura di cani e gatti in difficolt&agrave;&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 14:57:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Cia Cuneo: “Condividiamo pienamente il Manifesto per il Futuro dell'Apicoltura”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/cia-cuneo-condividiamo-pienamente-il-manifesto-per-il-futuro-dell-apicoltura_123351.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/cia-cuneo-condividiamo-pienamente-il-manifesto-per-il-futuro-dell-apicoltura_123351.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123351/152120.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;Le api rappresentano un presidio indispensabile per l'equilibrio degli ecosistemi, la tutela della biodiversit&agrave; e la sicurezza alimentare. Proteggerle significa investire nel futuro dell'agricoltura e dell'ambiente. Per questo la cooperativa Piemonte Miele e l&rsquo;associazione Produttori di Miele del Piemonte meritano un plauso per il lavoro che da anni svolgono con competenza e passione a sostegno del comparto apistico, promuovendo la qualit&agrave; delle produzioni, la cultura del miele e la sensibilizzazione sul ruolo fondamentale degli impollinatori&rdquo;.</p>
<p>Cos&igrave; Corrado Bertello, segretario zonale di Cia Agricoltori italiani di Fossano, in occasione della 35^ Fiera regionale del miele di Montezemolo, in programma sabato 4 e domenica 5 luglio.</p>
<p>L'appuntamento centrale della manifestazione sar&agrave; il convegno tecnico &ldquo;Quale futuro per l'apicoltura piemontese: sfide locali e scenari europei&rdquo;, in programma domenica 5 luglio alle ore 10, momento di approfondimento dedicato alle prospettive del settore in un contesto sempre pi&ugrave; complesso, segnato dagli effetti dei cambiamenti climatici, dalla diffusione di nuovi fattori di rischio e dall'evoluzione delle politiche comunitarie.</p>
<p>&ldquo;Come Cia Cuneo &ndash; prosegue Bertello &ndash; condividiamo pienamente il Manifesto per il Futuro dell'Apicoltura promosso da Piemonte Miele, perch&eacute; individua con chiarezza le priorit&agrave; sulle quali costruire il domani del comparto. Dalla tutela delle api e della biodiversit&agrave; alla creazione di ambienti favorevoli agli impollinatori, dalla sensibilizzazione delle nuove generazioni alla trasparenza e tracciabilit&agrave; delle produzioni, fino alla promozione del consumo consapevole del miele locale e alla collaborazione tra agricoltori, apicoltori, istituzioni, scuole e cittadini: sono obiettivi che Cia Cuneo considera strategici e che intende sostenere con convinzione&rdquo;.</p>
<p>Secondo Bertello, il confronto previsto a Montezemolo rappresenta un'importante occasione per affrontare le criticit&agrave; che interessano il settore e individuare soluzioni condivise: &ldquo;L&rsquo;apicoltura piemontese &egrave; chiamata a confrontarsi con sfide sempre pi&ugrave; impegnative. &Egrave; necessario mettere gli operatori nelle condizioni di lavorare con strumenti adeguati, valorizzare il miele italiano e riconoscere il ruolo che gli apicoltori svolgono quotidianamente nella salvaguardia dell'ambiente. Il convegno sar&agrave; un momento di dialogo qualificato tra mondo produttivo, istituzioni e tecnici, indispensabile per costruire strategie efficaci a livello locale ed europeo&rdquo;.</p>
<p>La 35^ Fiera regionale del miele prender&agrave; il via sabato 4 luglio con l'apertura degli stand e della mostra mercato, l'inaugurazione ufficiale e la consegna del premio &ldquo;Ape d'Oro&rdquo;, per proseguire con iniziative culturali e momenti di intrattenimento. Domenica, oltre al convegno tecnico, il programma prevede la presentazione del calendario di poesie dedicato a Montezemolo e, nel pomeriggio, una degustazione sensoriale di mieli tipici piemontesi curata da Aspromiele e dalla Cooperativa Piemonte Miele.</p>]]></description><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 12:27:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Quando il temporale fa paura a chi non può chiedere aiuto]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/quando-il-temporale-fa-paura-a-chi-non-puo-chiedere-aiuto_123299.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/quando-il-temporale-fa-paura-a-chi-non-puo-chiedere-aiuto_123299.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123299/152037.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Ci sono rumori che per noi annunciano semplicemente un temporale. Per molti animali, invece, sono il segnale di una fuga dettata dall'istinto e dalla paura.</p>
<p>In questi giorni la provincia di Cuneo &egrave; stata interessata da forti piogge, vento, grandinate e tuoni improvvisi. Mentre noi possiamo chiudere una finestra o trovare riparo sotto un tetto, tanti animali vivono queste ore con smarrimento. Cani che scappano oltre una recinzione nel tentativo di allontanarsi dal fragore dei tuoni, gatti che si rifugiano nei luoghi pi&ugrave; impensati e poi non riescono pi&ugrave; a ritrovare la strada di casa, uccellini che cadono dal nido, ricci, scoiattoli e altri piccoli animali selvatici messi a dura prova dalla forza del maltempo.</p>
<p>&ldquo;Ogni temporale ci ricorda quanto gli animali siano vulnerabili&rdquo; osserva Mara Rebuffatti, presidente di Gea Odv Cuneo: &ldquo;Basta fermarsi qualche istante in pi&ugrave;, guardarsi intorno e scegliere di non voltarsi dall'altra parte. Un gesto che per noi pu&ograve; sembrare piccolo, per un animale pu&ograve; significare la vita e, per una famiglia, la gioia di ritrovare un compagno tanto amato&rdquo;.</p>
<p>&Egrave; proprio nei momenti pi&ugrave; difficili che una comunit&agrave; mostra il suo volto migliore. Una persona che rallenta l'auto per evitare un animale impaurito, chi condivide una segnalazione sui social, chi offre una ciotola d'acqua o contatta i volontari e i servizi competenti: sono azioni semplici che, sommate, possono fare davvero la differenza.</p>
<p>&ldquo;La sensibilit&agrave; &egrave; contagiosa&rdquo; aggiunge Magdalena Nascu, vice presidente di Gea Odv Cuneo: &ldquo;Non serve essere volontari per aiutare. Serve soltanto avere occhi capaci di vedere e un cuore disposto a fermarsi. Ogni animale salvato racconta una storia di umanit&agrave; che appartiene a tutti noi&rdquo;.</p>
<p>Gea Odv Cuneo invita quindi i cittadini a prestare particolare attenzione in questi giorni di maltempo: &ldquo;Se incontrate un animale domestico disorientato o ferito, cercate di metterlo in sicurezza senza esporvi a rischi e contattate le autorit&agrave; o le associazioni competenti. Se invece si tratta di un animale selvatico in difficolt&agrave;, evitate interventi improvvisati e chiedete supporto a chi &egrave; formato per intervenire&rdquo;.</p>
<p>Perch&eacute; ogni cane che ritrova la sua famiglia, ogni gatto che torna a casa, ogni piccolo uccello rimesso nel suo nido o ogni riccio salvato dalla strada ci ricordano una cosa semplice: il rispetto per gli animali &egrave; uno dei modi pi&ugrave; autentici con cui una comunit&agrave; dimostra la propria civilt&agrave;.</p>
<p>In fondo, dopo ogni temporale torna sempre il sereno. E sarebbe bello che, insieme al sole, tornassero a casa anche tutti quegli animali che oggi, spaventati, stanno soltanto cercando un luogo dove sentirsi di nuovo al sicuro.</p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[I sabati della prevenzione: si parla di rabbia e cosa sapere prima di partire]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/i-sabati-della-prevenzione-si-parla-di-rabbia-e-cosa-sapere-prima-di-partire_122996.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/i-sabati-della-prevenzione-si-parla-di-rabbia-e-cosa-sapere-prima-di-partire_122996.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122996/151542.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Con l'arrivo dell'estate e delle vacanze aumentano anche i viaggi verso destinazioni extraeuropee. Tra gli aspetti da considerare nella preparazione di una partenza vi &egrave; anche la prevenzione sanitaria, soprattutto quando si visitano Paesi in cui sono ancora presenti malattie infettive rare o assenti in buona parte dell&rsquo;Europa.</p>
<p>Tra queste vi &egrave; la rabbia, una malattia virale che, pur essendo stata eliminata dalla maggior parte dei Paesi europei, continua a rappresentare un importante problema di salute pubblica in molte aree dell'Asia, dell'Africa e in alcuni Stati dell&rsquo;Est Europa.</p>
<h2>Una malattia quasi sempre mortale</h2>
<p>La rabbia &egrave; una zoonosi virale, cio&egrave; una malattia infettiva trasmessa dagli animali all'uomo, che colpisce il sistema nervoso e che, una volta comparsi i sintomi, risulta quasi sempre fatale sia nell'uomo sia negli animali.</p>
<p>Il virus si trasmette principalmente attraverso il morso o il graffio di un animale infetto, oppure tramite il contatto della saliva con ferite o mucose.</p>
<p>I cani sono responsabili della quasi totalit&agrave; dei casi di rabbia umana nelle aree dove la malattia &egrave; ancora endemica, ma il virus pu&ograve; essere trasmesso anche da altri mammiferi, compresi pipistrelli, scimmie, volpi e altri animali selvatici.</p>
<p>L'incubazione pu&ograve; durare da alcune settimane a diversi mesi. I sintomi iniziali comprendono febbre, malessere generale e dolore nella sede del morso. Con il progredire della malattia compaiono manifestazioni neurologiche sempre pi&ugrave; gravi che conducono alla paralisi, al coma e al decesso.</p>
<h2>I numeri della rabbia nel mondo</h2>
<p>Nonostante i progressi compiuti negli ultimi decenni, la rabbia continua a causare circa 60.000 decessi ogni anno nel mondo. Circa il 95% dei casi si concentra in Asia e Africa e quasi il 40% delle vittime &egrave; rappresentato da bambini e ragazzi di et&agrave; inferiore ai 15 anni.</p>
<p>Per questo motivo la rabbia continua a essere considerata una delle principali malattie infettive da tenere in considerazione quando si programmano viaggi in aree a rischio.</p>
<h2>Come prevenire il contagio</h2>
<p>La prima forma di prevenzione consiste nell'evitare qualsiasi contatto con animali sconosciuti, anche se apparentemente sani.</p>
<p>Durante i viaggi &egrave; importante&nbsp;non accarezzare cani e gatti randagi,&nbsp;evitare il contatto con scimmie e altri animali selvatici,&nbsp;non avvicinare cuccioli o animali che sembrano docili e infine&nbsp;evitare il contatto con i pipistrelli e con i luoghi in cui possono essere presenti.</p>
<p>La vaccinazione antirabbica rappresenta, inoltre, uno strumento efficace di prevenzione per alcune categorie di viaggiatori.</p>
<h2>Quando &egrave; consigliata la vaccinazione</h2>
<p>La vaccinazione preventiva pu&ograve; essere indicata per&nbsp;chi soggiorna a lungo in aree a rischio,&nbsp;chi pratica attivit&agrave; all'aperto in zone remote,&nbsp;chi viaggia in Paesi dove l'accesso alle cure pu&ograve; essere difficile, e ovviamente per&nbsp;operatori sanitari, veterinari e persone che per lavoro possono entrare in contatto con animali potenzialmente infetti.</p>
<p>Poich&eacute; il ciclo vaccinale richiede tempi specifici, &egrave; opportuno rivolgersi ai Centri di Medicina dei Viaggi con adeguato anticipo rispetto alla partenza.</p>
<h2>Cosa fare in caso di morso o graffio</h2>
<p>In presenza di un morso o di un graffio provocato da un animale sospetto &egrave; fondamentale agire immediatamente. La ferita deve essere lavata accuratamente con acqua e sapone per diversi minuti e successivamente disinfettata.</p>
<p>&Egrave; poi necessario rivolgersi il prima possibile a una struttura sanitaria per la valutazione medica e l'eventuale avvio della profilassi post-esposizione.</p>
<p>Anche chi &egrave; stato vaccinato preventivamente deve comunque sottoporsi a una valutazione medica.</p>
<h2>Informarsi prima di partire</h2>
<p>Una corretta consulenza sanitaria pre-viaggio consente di valutare i rischi specifici legati alla destinazione, verificare le vaccinazioni consigliate e adottare le misure di prevenzione pi&ugrave; appropriate.</p>
<p>Per questo motivo, quando si organizza un viaggio internazionale, &egrave; sempre opportuno informarsi con anticipo e rivolgersi ai servizi dedicati.</p>
<h2>Link utili</h2>
<p>Vaccinazioni e prevenzione:</p>
<p><a href="https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/vaccinazioni-proteggono-tutti" target="_blank" rel="nofollow">https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/vaccinazioni-proteggono-tutti</a></p>
<p>Informazioni sanitarie e di sicurezza per i viaggiatori:</p>
<p><a href="https://www.viaggiaresicuri.it" target="_blank" rel="nofollow">https://www.viaggiaresicuri.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo fa parte del ciclo di informazione curato dalla Regione Piemonte "I sabati della prevenzione", l'appuntamento settimanale con approfondimenti e notizie sulla salute.</p>]]></description><pubDate>Sat, 27 Jun 2026 14:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Troppi lupi in Piemonte, gli allevatori chiedono aiuto: "Dai 260 capi predati del 2015 si è passati a 1.500"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/troppi-lupi-in-piemonte-gli-allevatori-chiedono-aiuto-dai-260-capi-predati-del-2015-si-e-passati-a-1500_122847.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/troppi-lupi-in-piemonte-gli-allevatori-chiedono-aiuto-dai-260-capi-predati-del-2015-si-e-passati-a-1500_122847.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122847/151255.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Mercoled&igrave; 17 giugno presso il Palazzo della Regione Piemonte le associazioni degli allevatori - Arap, Adialpi e il Comitato Salvaguardia Allevatori VCO - che rappresentano oltre 6 mila allevatori su tutto il territorio piemontese, hanno incontrato l'assessore all'Agricoltura Paolo Bongioanni. Il tema centrale dell&rsquo;incontro &egrave; stato la richiesta di attuare interventi mirati a garantire una gestione sostenibile della presenza del lupo, al fine di tutelare il comparto allevatoriale piemontese e salvaguardare l&rsquo;attivit&agrave; delle aziende zootecniche operanti sul territorio.</p>
<p>Sono pi&ugrave; di mille le famiglie di margari e pastori che praticano l'alpeggio su un territorio, quello del Piemonte, che conta pi&ugrave; di 300 mila ettari di superficie destinata al pascolo, sui quali insistono circa 165 mila bovini e 100 mila ovi-caprini.</p>
<p>L'attivit&agrave; della transumanza, riconosciuta dall'Unesco quale Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanit&agrave;, non solo mantiene viva l'economia agricola nelle aree rurali e montane, ma si rivela fondamentale per la conservazione di razze bovine e ovi-caprine in via d'estinzione, nonch&eacute; per la cura del territorio e la salvaguardia di centinaia di specie vegetali grazie all'azione biologica del pascolo.</p>
<p>Si legge in un comunicato diffuso da Arap: &ldquo;Tuttavia, questa straordinaria risorsa &egrave; oggi seriamente minacciata dal costante incremento delle predazioni da lupo. I dati evidenziano una crescita esponenziale: i capi predati nel solo Piemonte sono passati dai 260 del 2015 agli oltre 1.500 del 2023. Ad oggi non esistono soluzioni di contenimento pienamente efficaci: i sistemi di prevenzione adottati si sono dimostrati fallimentari e il pascolo estensivo &ndash; che la stessa Regione Piemonte promuove e incentiva tramite i bandi del PSR &ndash; ne risulta pesantemente penalizzato&rdquo;.</p>
<p>Le stime ufficiali indicano la presenza di circa 3.500 lupi in Italia, un dato fortemente sottostimato. Nel solo Piemonte si ipotizza la presenza di oltre 1.200 esemplari: un numero notevole, specie se confrontato con i circa mille censiti nell'intera Francia.</p>
<p>Alla luce di tale scenario, le associazioni degli allevatori hanno richiesto congiuntamente l'avvio di un piano straordinario di contenimento numerico della specie. &ldquo;Un primo e fondamentale passo in questa direzione &egrave; rappresentato dal recente declassamento dello status del lupo da &lsquo;strettamente protetto&rsquo; a &lsquo;protett&rsquo;", deliberato dal Comitato Permanente della Convenzione di Berna&rdquo;.</p>
<p>A tal proposito, la nota dell'ISPRA del 12 giugno scorso, inserendosi nel solco dei chiarimenti successivi al declassamento europeo, ha confermato che le Regioni e le Province Autonome dispongono ora di una maggiore autonomia decisionale nella gestione degli esemplari problematici.&nbsp;</p>
<p>Tra i punti chiave, l'ISPRA ha ribadito il via libera all'utilizzo di strumenti di dissuasione. Inoltre, grazie alla nuova cornice normativa, le Regioni possono procedere con azioni di gestione diretta &ndash; inclusi gli abbattimenti controllati &ndash; senza dover richiedere deroghe preventive al Ministero dell'Ambiente. L'ISPRA ha infine stimato una soglia di rimozione del lupo pari al 3-5% della popolazione totale, il che equivarrebbe all'abbattimento di oltre 160 esemplari su scala nazionale.</p>
<p>Guardando al contesto internazionale, interventi analoghi sono gi&agrave; stati adottati. In Francia &egrave; operativo un piano di contenimento che prevede l'abbattimento annuale di circa il 20% della popolazione del predatore, mantenendo stabile il numero complessivo a circa mille esemplari. In Austria si procede all'abbattimento dei lupi che arrecano danni alle aziende, che manifestano eccessiva confidenza avvicinandosi a pastori e mandrie, o che vengono ritenuti pericolosi.</p>
<h2>Le richieste alla Regione</h2>
<p>Riassumendo, le associazioni presenti all&rsquo;incontro hanno chiesto alla Regione di agire con due tipologie di intervento. In primis l'avvio di un piano di contenimento volto a ridurre in modo mirato la densit&agrave; del predatore sul territorio, prevedendo la rimozione sistematica di tutti i lupi pericolosi che attaccano ripetutamente il bestiame e minacciano la sicurezza delle aree antropizzate. In secondo luogo la dotazione agli allevatori di sistemi di dissuasione diretta e la contestuale autorizzazione da parte della Regione, introducendo la possibilit&agrave; di autodifesa in caso di attacchi da parte di allevatori dotati di licenza di caccia.</p>
<p>Bongioanni ha illustrato il piano che la Regione intende attuare, che prevede una fase preliminare di monitoraggio della durata di quattro mesi, affidata al Centro Grandi Carnivori, con il compito di individuare gli esemplari che rispondano ai seguenti criteri: lupi confidenti che frequentano abitualmente i centri abitati; lupi responsabili di attacchi al bestiame nonostante la presenza delle misure di prevenzione e difesa previste dalla Regione.</p>
<p>Al termine dell&rsquo;attivit&agrave; di monitoraggio verranno valutati i risultati ottenuti e, qualora ne ricorrano le condizioni, si proceder&agrave; all&rsquo;abbattimento selettivo degli esemplari ritenuti pericolosi, per un numero massimo di 23 capi.</p>
<p>Dicono da Arap: &ldquo;Dal nostro punto di vista permangono numerosi dubbi, sia sull&rsquo;efficacia di un provvedimento che si propone di ridurre la numerosit&agrave; in misura cos&igrave; limitata, sia, soprattutto, sulle modalit&agrave; con cui verranno individuati, vigilati e accertati i capi da ridurre. Il problema rischia quindi di rimanere irrisolto, lasciando le aziende esposte alle stesse criticit&agrave;, senza alcuna prospettiva di soluzione almeno fino al termine della stagione di monticazione. Si invitano pertanto tutte le aziende che hanno subito attacchi e predazioni a segnalare e denunciare tempestivamente i casi alle autorit&agrave; competenti&rdquo;.</p>
<p>Al termine dell&rsquo;incontro, nel ringraziare l&rsquo;assessore per la disponibilit&agrave; dimostrata, Adialpi ha inoltre richiamato l&rsquo;attenzione sulla situazione di siccit&agrave; in atto, che rischia di provocare ingenti danni ai pascoli. &Egrave; stata evidenziata la concreta possibilit&agrave; di una stagione particolarmente complessa da portare a termine e, qualora le condizioni dovessero aggravarsi, &egrave; stata richiesta l&rsquo;attivazione delle procedure necessarie al riconoscimento delle cause di forza maggiore.</p>]]></description><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 14:35:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Il Senato approva la nuova legge della caccia. Ciaburro (Fdi): "Riforma necessaria"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-senato-approva-la-nuova-legge-della-caccia-ciaburro-fdi-riforma-necessaria_122793.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-senato-approva-la-nuova-legge-della-caccia-ciaburro-fdi-riforma-necessaria_122793.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122793/151181.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Senato ha approvato in prima lettura il Ddl sulla caccia. La nuova legge - a firma del Capogruppo di Fratelli d&rsquo;Italia, il senatore piemontese Lucio Malan - dovr&agrave; ora passare all&rsquo;esame della Camera.<br><br>L&rsquo;onorevole di Fratelli d&rsquo;Italia Monica Ciaburro, componente della Commissione Agricoltura, il cui ministro Francesco Lollobrigida, ha fortemente sostenuto la necessit&agrave; di una nuova norma.<br><br>&ldquo;<em>S&igrave;, era necessario fare modifiche e integrazioni</em> - risponde l&rsquo;onorevole Ciaburro -. <em>Dal 1992 tutte le forze politiche, le Regioni e i Comuni hanno chiesto di intervenire in modo organico sulla legge, ormai desueta e superata. Gi&agrave; alla fine degli anni &lsquo;90 si sono registrate le prime istanze di modifica e questo per la necessità di incrementare gli strumenti di gestione della fauna selvatica fuori controllo, come nel caso degli ungulati. Il precedente pi&ugrave; importante &egrave; l&rsquo;affare assegnato numero 337 dalla Commissione Agricoltura che ha conferito un mandato politico-istituzionale al Governo per aggiornare l'impianto che regola l&rsquo;attivit&agrave; venatoria e la gestione della fauna selvatica. La riforma risponde non solo alle esigenze di natura istituzionale, ma chiarisce anche alcuni aspetti che hanno generato numerosissimi contenziosi giudiziari</em>&rdquo;.<br><br>Non &egrave; comunque la prima volta che la legge 157/1992 viene modificata.&nbsp;&ldquo;Ma<em> non in maniera organica. Ora la riforma interviene sul quadro gi&agrave; esistente, lo aggiorna e lo integra. La riforma nasce dalla constatazione che in trent&rsquo;anni sono cambiati il territorio, la distribuzione delle specie, il ruolo delle Regioni e i problemi di convivenza tra fauna selvatica, agricoltura, sicurezza e salute pubblica. Aggiornare una legge quadro non vuol dire distruggerla, ma fare s&igrave; che funzioni</em>&rdquo;.<br><br>Ci saranno pi&ugrave; aree in cui poter cacciare?&nbsp;<em>&ldquo;La pianificazione del territorio resta di competenza regionale, all&rsquo;interno dei principi fissati dalla legge. La riforma punta a rendere pi&ugrave; chiaro l&rsquo;elenco delle aree sottratte all&rsquo;attivit&agrave; che non possono superare i limiti fissati dalla legge, ossia dal 20 al 30% del territorio agro-silvo-pastorale della regione e a consentire una pianificazione pi&ugrave; aderente alla realt&agrave; ecologica attuale. Non si vogliono cancellare le tutele ma evitare che la gestione del territorio resti ferma a fotografie superate&rdquo;.<br></em><br>Riguardo alle aree protette e se saranno di meno l'onorevole si &egrave; espresso cos&igrave;: &ldquo;<em>Non esiste nessun obbligo di ridurre i parchi o le aree protette. La questione riguarda la pianificazione: dove esistono vincoli, aree faunistiche, zone di protezione e territori agricoli serve una mappa coerente e aggiornata nel rispetto dei limiti che la legge sancisce fino a un massimo del 30% del territorio agro-silvo-pastorale della regione</em>&ldquo;.</p>
<p>In questa riforma come si colloca la figura del cacciatore? <em>&ldquo;Non &egrave; assolutamente nemico dell&rsquo;ambiente, anzi tutela la biodiversit&agrave;. Contribuisce con una parte della quota versata ogni anno agli Ambiti Territoriali di Caccia, al ripopolamento della fauna selvatica. Inoltre il cacciatore da anni viene utilizzato dalle Regioni per attivit&agrave; selettive e salvaguardia della biodiversit&agrave;&rdquo;</em>.<br><br>Un tema affrontato &egrave; anche quello relativo alla peste suina.&nbsp; &ldquo;<em>Come detto dal commissario straordinario alla peste suina africana Giovanni Filippini, il contributo dei calciatori &egrave; essenziale per la sorveglianza epidemiologica e il depopolamento selettivo. Grazie alla loro conoscenza capillare dell&rsquo;ambiente rurale e boschivo, collaborano quotidianamente con le autorit&agrave; competenti per individuare carcasse, segnalare situazioni di rischio e contribuire ai piani di contenimento</em>&rdquo;.<br><br>Infine la possibilit&agrave; di cacciare sui valichi alpini o nelle aree innevate, un tema molto discusso.&nbsp; &ldquo;<em>L&rsquo;inclusione di determinate aree quali foreste demaniali, valichi montani o terreni montani, nel territorio oggetto di pianificazione venatoria, non comporta in alcun modo l&rsquo;assenza di regole o limiti. L&rsquo;attivit&agrave; venatoria continua a svolgersi nel rispetto del quadro vincolistico previsto dalla legge numero 157 del 1992, che disciplina in modo puntuale specie cacciabili, periodi di prelievo, distanza di sicurezza specifici e controlli amministrativi di vigilanza</em>&ldquo;.</p>]]></description><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 10:24:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA["Qualcuno ha deciso che il futuro di montagne e campagne è trasformarle in un gigantesco tiro a segno"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/qualcuno-ha-deciso-che-il-futuro-di-montagne-e-campagne-e-trasformarle-in-un-gigantesco-tiro-a-segno_122733.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/qualcuno-ha-deciso-che-il-futuro-di-montagne-e-campagne-e-trasformarle-in-un-gigantesco-tiro-a-segno_122733.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122733/151062.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo l'intervento di Fabrizio Biol&egrave;, ex consigliere regionale ed ex sindaco di Gaiola. Un intervento in qualit&agrave; di cittadino sulle ultime norme in termini di caccia, approvate poche ore fa nel primo passaggio in Senato. Di seguito la lettera completa.</p>
<p>"Egregi Signori della destra al governo,<br>mi rivolgo a voi non senza un po' di incazzatura, che fatico a contenere, e con un semplice ma forse efficace sarcasmo che &egrave; l'unica arma rimasta a chi, come me, non ha il porto d'armi per sparare a tutto ci&ograve; che si muove.&nbsp;Il vostro DDL "Sparatutto" , detto anche "DDL 1552", sembra essere un misto di insensibilit&agrave;, arroganza e miopia che meriterebbe un premio al testo di legge pi&uacute; lontano dalla realt&agrave; della maggioranza degli italiani.&nbsp;E che martedi 23 giugno 2026, ha incassato il primo via libera al Senato: di gran carriera si calpesta il buonsenso!</p>
<p>Non che, se nomen omen, il cognome del primo firmatario avrebbe fatto presagire qualcosa di meglio...</p>
<p>Comunque sia: mentre la stragrande maggioranza dei cittadini &ndash; escursionisti, turisti, famiglie, amanti della natura, semplici camminatori &ndash; vede nei boschi, nelle montagne e nelle campagne un luogo di pace, ristoro e biodiversit&agrave; da difendere per s&eacute; e per le future generazioni, qualcuno ha deciso che il futuro &egrave; trasformarli in un gigantesco tiro a segno.</p>
<p>La distanza tra la sensibilit&agrave; di chi progetta scrive e vota testi del genere e quella della gente comune &egrave; siderale.</p>
<p>Sembra che si abbia la volont&agrave; di ascoltare solamente la lobby dei cacciatori e degli armieri; il resto dell'Italia, quella che paga le tasse e riempie i sentieri, pu&ograve; andare a farsi benedire, o comunque, pu&ograve; continuare a riempire i suddetta sentieri facendosi un segno della croce o tastandosi le gonadi.</p>
<p>Un colpo di genio, peraltro, aver scelto la direzione opposta a quella che suggerirebbe la profonda crisi ambientale e climatica che stiamo vivendo!</p>
<p>Mentre scienziati, Europa e buonsenso gridano all'emergenza biodiversit&agrave; &ndash; con specie che scompaiono, ecosistemi che collassano e un pianeta che bolle &ndash; il loop della legge &eacute; "Spariamo di pi&ugrave;, spariamo ovunque, spariamo sempre".</p>
<p>Caccia in aree protette, sulle spiagge, di notte, su pi&ugrave; specie, in periodi sensibili.</p>
<p>Il concetto di cacciatori come "bioregolatori" poi &eacute; talmente assurdo da parere un (pessimo) scherzo!</p>
<p>Si &eacute; plasmato un testo che ribalta la logica: invece di tutelare la fauna selvatica, la si trasforma in bersaglio mobile per accontentare pochi ma influenti nostalgici del vecchio west.</p>
<p>Se poi la carta costituzionale parla di tutela dell'ambiente, si tratta di futili dettagli...</p>
<p>Se poi l'Europa lancia richiami alla moderazione si tratta di roba da globalisti.</p>
<p>C'&egrave;, in aggiunta, la potenziale conseguenza che dovrebbe suscitare qualche scrupolo, ma sembra invece inerte in tal senso: il rischio concreto per l'incolumit&agrave; di escursionisti, turisti e semplici cittadini che oseranno, temerari, ancora fruire del contesto rurale e montano.</p>
<p>Perch&eacute; s&igrave;, l&agrave; fuori gente normale &ndash; non armata, n&eacute; in mimetica &ndash; rischier&aacute; di prendersi una proiettile vagante durante una passeggiata domenicale.</p>
<p>Ma l'importante &egrave; che il cacciatore possa "regolare" la fauna anche mentre i bambini giocano nei prati o i trekker attraversano i sentieri...</p>
<p>Il DDL 1552, facendo lo sforzo di osservarlo da ogni lato, resta in tutto e per tutto uno schiaffo in faccia a chi ama autenticamente l'Italia viva, verde e biodiversa.</p>
<p>&Egrave; la dimostrazione lampante che per questa destra la natura non &egrave; un bene comune da proteggere, ma una risorsa da saccheggiare per consenso elettorale.</p>
<p>Sarebbe d'uopo, a parer mio, un ripensamento, un ritiro del testo, uno slancio di ravvedimento operoso.</p>
<p>Magari prima che si trasformi in una ennesima figuraccia internazionale e soprattutto prima che qualche innocente bipede (sui quadrupedi la cosa &eacute; intrinsecamente sdoganata) paghi con la vita.</p>
<p>Con crescente disagio e disturbo per chi antepone il fucile al futuro, un cittadino incazzato (e disarmato) che ancora, illuso, crede nella equilibrata convivenza tra uomo e natura".</p>
<p><strong>Fabrizio Biol&eacute;</strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 24 Jun 2026 08:37:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Psa, Robaldo: "L'ordinanza della Regione colma un vuoto"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/psa-robaldo-l-ordinanza-della-regione-colma-un-vuoto_122625.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/psa-robaldo-l-ordinanza-della-regione-colma-un-vuoto_122625.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122625/150885.jpg" title="" alt="" /><br /><p>"<a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/peste-suina-il-piemonte-emana-unordinanza-per-garantire-le-attivita-di-contrasto_122550.html" target="_blank" rel="nofollow">L'ordinanza assunta dal Presidente Cirio</a> colma il vuoto rispetto al quale avevamo gi&agrave; richiesto di intervenire al Governo ormai pi&ugrave; di un mese fa. Essa garantisce le attivit&agrave; di prevenzione, sorveglianza ed eradicazione della Peste suina africana (PSA), confermando e dando cos&igrave; continuit&agrave; alle misure precedentemente introdotte dal Commissario straordinario nazionale. Questo provvedimento assume un rilievo particolare per il territorio cuneese".</p>
<p>&Egrave; il commento del Presidente della Provincia, Luca Robaldo, all'iniziativa della Regione Piemonte che rende nuovamente operative alcune misure che erano venute meno a causa della mancata conferma del Commissario Nazionale alla PSA.</p>
<p>"In questo quadro, la Provincia di Cuneo prosegue e rafforza la sua attivit&agrave; sia quale promotore della Cabina di regia PSA sia nell&rsquo;ambito della sua funzione di presidio del territorio - prosegue il Consigliere Delegato, Silvano Dovetta - mettendo in campo uomini e mezzi sempre pi&ugrave; impegnati in tali attivit&agrave;. Nel frattempo attendiamo la conferma del dott. Filippini quale Commissario Straordinario, che dovrebbe avvenire nel giro di poche settimane, avendone apprezzato le capacit&agrave; di coordinamento e la chiarezza nelle fasi decisionali, condivise col commissario regionale Giorgio Sapino".</p>
<p>In questi giorni, poi, nell'ambito della consueta e costruttiva collaborazione con le Associazioni di Categoria il Presidente Robaldo ed il Consigliere Dovetta hanno scritto ai Presidente di Coldiretti, Confagricoltura e CIA chiedendo loro di ulteriormente sensibilizzare gli allevatori propri iscritti sul tema delle misure di biosicurezza di contrasto alla PSA.</p>
<p>"Nell'evidenziare gli importanti risultati ottenuti rimarchiamo l&rsquo;importanza di proseguire il percorso di adeguamento delle aziende - scrivono Robaldo e Dovetta -. Se nel 2023 le non conformit&agrave; interessavano circa il 30% delle aziende controllate ed erano caratterizzate da gravi carenze strutturali, nel 2026 la quota complessiva di allevamenti non in regola &egrave; scesa al 20% e, soprattutto, le difformit&agrave; sono per lo pi&ugrave; relative ad aspetti di natura quotidiana e operativa".</p>
<p>Parallelamente, con una lettera inviata alla Regione Piemonte, la Provincia ha richiesto ulteriori strumenti di sostegno, anche di natura economica, per supportare sia l&rsquo;attivit&agrave; di informazione e sensibilizzazione delle imprese sia per colmare eventuali carenze infrastrutturali residue.</p>
<p>&laquo;Desideriamo esprimere un sincero ringraziamento al Nucleo Faunistico&ndash;Ambientale della Polizia Locale della Provincia per il lavoro costante e spesso complesso che stanno svolgendo &ndash; sottolineano ancora Robaldo e Dovetta &ndash;. L&rsquo;emergenza della PSA ha ben evidenziato come il loro impegno rappresenta un presidio fondamentale per la tutela del nostro territorio&raquo;.</p>
<p>&laquo;Penso sia a questo proposito importante ricordare &ndash; prosegue il Presidente &ndash; che l&rsquo;attivit&agrave; del Nucleo e, pi&ugrave; in generale, della Polizia Locale provinciale non si limiti agli interventi di natura sanzionatoria, a cui nell&rsquo;immaginario comune &egrave; spesso associata. Si tratta invece di un lavoro ampio e articolato che comprende anche attivit&agrave; di informazione, prevenzione e sensibilizzazione rivolte a cittadini, operatori e mondo associativo&raquo;.</p>
<p>L&rsquo;operativit&agrave; del Corpo, infatti, oltre alle funzioni strettamente previste dalla normativa, si estende a un ampio spettro di iniziative di collaborazione e supporto a favore di enti, associazioni e cittadini, contribuendo in modo concreto alla diffusione di una cultura della legalit&agrave; e della sostenibilit&agrave; ambientale.</p>
<p>Tra queste, proprio sul tema PSA, si inseriscono gli incontri pubblici organizzati sul territorio in collaborazione con gli Ambiti Territoriali di Caccia, che rappresentano momenti di aggiornamento e confronto operativo rivolti in particolare a cacciatori e amministratori locali sui comportamenti da adottare e sulle modalit&agrave; di collaborazione alle attivit&agrave; di monitoraggio.</p>
<p>Parallelamente, proseguono anche le attivit&agrave; di educazione ambientale rivolte alle scuole, con gli incontri dedicati agli ecosistemi locali realizzati nell&rsquo;ambito del progetto europeo &ldquo;LIFE Minnow&rdquo;, che hanno coinvolto gli studenti di Caramagna e Cavallermaggiore. Nell&rsquo;ambito dello stesso progetto, a maggio, in conformit&agrave; con la Direttiva Habitat, il personale della Provincia ha realizzato un importante intervento a tutela della biodiversit&agrave; acquatica con l&rsquo;immissione di esemplari di Savetta.</p>
<p>A queste iniziative si affiancano gli interventi concreti a tutela della fauna e dell&rsquo;ambiente, il controllo delle attivit&agrave; venatorie e nella gestione della fauna selvatica, inclusi gli interventi di monitoraggio e contenimento delle specie, nonch&eacute; azioni mirate al contrasto di situazioni di rischio sanitario e ambientale.</p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 14:39:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[L’immissione di trote iridee femmine salva la stagione della pesca in Granda]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/limmissione-di-trote-iridee-femmine-salva-la-stagione-della-pesca-in-granda_122595.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/limmissione-di-trote-iridee-femmine-salva-la-stagione-della-pesca-in-granda_122595.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122595/150834.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">"<em>Sono da sempre molto vicino al mondo della pesca e particolarmente sensibile alle sue attivit&agrave; a favore dell'ecosistema, della sensibilit&agrave; ambientale trasmessa anche ai pi&ugrave; giovani, alla capacit&agrave; dei pescatori di essere attente sentinelle del territorio. Per questo sono estremamente soddisfatto del risultato raggiunto in questi giorni sulla possibilit&agrave; di immettere le trote iridee femmine. Una decisione che tutto il comparto attendeva da tempo</em>".<br><br>Il vicepresidente del Consiglio della Regione Piemonte Franco Graglia, esprime la sua soddisfazione per il decreto ministeriale che autorizza ad immettere esemplari monosesso in corsi d'acqua chiusi o delimitati della nostra provincia.&nbsp;<br><br>"<em>Ringrazio tutti</em> - conclude il vicepresidente Graglia - &nbsp;<em>per il confronto e la collaborazione che ha portato a raggiungere questo importante risultato per il bene dei pescatori</em>".</p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 09:44:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Peste suina, il Piemonte emana un’ordinanza per garantire le attività di contrasto]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/peste-suina-il-piemonte-emana-unordinanza-per-garantire-le-attivita-di-contrasto_122550.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/peste-suina-il-piemonte-emana-unordinanza-per-garantire-le-attivita-di-contrasto_122550.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122550/150756.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha firmato oggi l&rsquo;ordinanza che entra in vigore immediatamente e conferma, per i prossimi 60 giorni, le misure di eradicazione e sorveglianza della Peste Suina Africana (PSA) gi&agrave; previste dall&rsquo;Ordinanza n. 7/2025 del Commissario straordinario nazionale.</p>
<p>Il provvedimento garantisce la continuit&agrave; delle attivit&agrave; di prevenzione, controllo ed eradicazione della malattia, evitando interruzioni in una fase particolarmente delicata per il territorio regionale. L&rsquo;ordinanza consente infatti l&rsquo;attivit&agrave; di abbattimento in controllo del cinghiale da parte delle Province e con il contributo del mondo venatorio, come reso necessario e urgente in relazione all&rsquo;evoluzione epidemiologica registrata sul territorio e alla necessit&agrave; di proteggere il patrimonio zootecnico piemontese e le attivit&agrave; economiche collegate alla filiera suinicola.</p>
<p>Dichiarano l&rsquo;assessore al Commercio, Agricoltura, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni e l&rsquo;assessore alla Sanit&agrave;, Prevenzione e sicurezza sanitaria della Regione Piemonte Federico Riboldi: &ldquo;Di fronte a una minaccia come la Peste Suina Africana non possiamo permetterci alcuna interruzione delle misure di prevenzione e contenimento. Con questa ordinanza il Piemonte garantisce continuit&agrave; alle attivit&agrave; di sorveglianza e contrasto gi&agrave; in essere, tutelando un comparto strategico per l&rsquo;economia piemontese e salvaguardando il lavoro di allevatori, operatori e istituzioni che in questi anni hanno affrontato con responsabilit&agrave; una sfida complessa su cui la Regione &egrave; sempre stata in prima fila al loro fianco&rdquo;.</p>
<p>Spiega Bongioanni: &ldquo;L&rsquo;ordinanza consente di proseguire in modo deciso il depopolamento del cinghiale in aree che si stanno pericolosamente avvicinando al distretto suinicolo cuneese che gi&agrave; abbiamo messo in sicurezza in passato cinturandolo con le fasce franche. La filiera suinicola rappresenta un patrimonio economico e produttivo di primaria importanza: in una fase delicata come quella attuale era indispensabile assicurare la piena continuit&agrave; delle misure previste, evitando qualsiasi interruzione o incertezza applicativa. Continueremo a lavorare al fianco degli allevatori, delle associazioni di categoria, degli Ambiti territoriali di caccia e di tutti i soggetti coinvolti fra cui le Province e il mondo venatorio con il suo fondamentale contributo nel contrasto alla pandemia, per contenere la diffusione della malattia e difendere un settore fondamentale per il nostro territorio&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;La Peste Suina Africana - sottolinea Riboldi - non rappresenta un rischio per la salute umana, ma costituisce una grave emergenza di sanit&agrave; animale che richiede il massimo livello di attenzione e coordinamento tra istituzioni - aggiunge - Con questo provvedimento manteniamo pienamente operative le misure di biosicurezza, controllo e sorveglianza sul territorio regionale, garantendo continuit&agrave; a un lavoro fondamentale per contenere la diffusione del virus e proteggere il patrimonio zootecnico piemontese. Un ringraziamento va ai servizi veterinari delle ASL, all&rsquo;Istituto Zooprofilattico e a tutti gli operatori impegnati quotidianamente in questa attivit&agrave; di prevenzione e monitoraggio&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;ordinanza rester&agrave; in vigore per 60 giorni dalla pubblicazione, salvo l&rsquo;adozione di successivi provvedimenti nazionali o il mutare della situazione epidemiologica.</p>]]></description><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 21:22:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item></channel></rss>
