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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Varie > Animali > Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/varie/animali/cuneo-e-valli/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/news/varie/animali/cuneo-e-valli/rss2.0.xml?page=2rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie di Animali a Cuneo aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Wed, 01 Jul 2026 14:16:19 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Varie > Animali > Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/varie/animali/cuneo-e-valli/]]></link></image><item><title><![CDATA[Il caso dei polli rubati si tinge di giallo: “Il ladro nella foto non è l’uomo accusato”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/il-caso-dei-polli-rubati-si-tinge-di-giallo-il-ladro-nella-foto-non-e-luomo-accusato_123138.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/il-caso-dei-polli-rubati-si-tinge-di-giallo-il-ladro-nella-foto-non-e-luomo-accusato_123138.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123138/151763.jpg" title="" alt="" /><br /><p>C&rsquo;&egrave; un ladro colto sul fatto da una fototrappola e un particolare che, secondo la difesa, scagiona l&rsquo;accusato: la persona fotografata sarebbe stata ritratta con le mani distese, mentre l&rsquo;imputato, un pensionato caragliese, non poteva compiere un gesto simile all&rsquo;epoca dei fatti. A escluderlo sarebbe infatti la malattia genetica che lo affliggeva e che gli provocava una flessione involontaria delle ultime due dita.</p>
<p>Sarebbe un giallo degno di Poirot, se non fosse che l&rsquo;oggetto del furto non &egrave; un favoloso diamante ma qualcosa di molto pi&ugrave; vicino alla terra, nel vero senso della parola. Per la precisione parliamo di un gallo, tre galline lionate piemontesi, una gallina ovaiola livornese e otto pulcini. Alla sbarra c&rsquo;&egrave; uno stimato ex dirigente di banca, C.P., classe 1954. Lo accusa del furto, sulla scorta delle immagini, un fotografo suo compaesano, che custodiva gli animali in un piccolo appezzamento di terreno sulla collina di Caraglio.</p>
<p>Il soggetto colto nell&rsquo;atto di tagliare la rete metallica e fare incetta di pennuti sarebbe proprio l&rsquo;imputato, sostengono il fotografo e suo padre. Anche il fratello del derubato conferma e cos&igrave; altri testimoni: un amico che aveva avvistato il 72enne in zona in altre occasioni, perfino un carabiniere che lo conosce. Il direttore della Banca di Caraglio, Giorgio Draperis, parla di una innegabile &ldquo;somiglianza dei tratti somatici&rdquo;.</p>
<p>Eppure il malandrino catturato dalla fotocamera non pu&ograve; essere lui, ribattono i suoi avvocati. Sulla scorta anche di un parere medico fornito dal dottor Marco Quercio, consulente di parte: &ldquo;In almeno cinque foto - osserva - il ladro riesce a tenere le dita estese. Di sicuro la persona non &egrave; affetta da morbo di Dupuytren&rdquo;. Ovvero dalla malattia genetica di cui soffriva l&rsquo;accusato e che lo avrebbe portato, di l&igrave; a poco, ad affrontare un&rsquo;operazione chirurgica per recuperare la piena funzionalit&agrave; della mano.</p>
<p>&ldquo;Quel giorno eravamo andati a pranzo con amici a Valgrana&rdquo; ricorda la moglie dell&rsquo;imputato: era l&rsquo;8 dicembre del 2022, il giorno dell&rsquo;Immacolata. Una volta tornati a casa, nel pomeriggio, il marito non si sarebbe pi&ugrave; mosso dalla sua stanza: &ldquo;Era stato sottoposto a un&rsquo;operazione e soffriva di dolori alla pancia&rdquo;. &ldquo;Pu&ograve; esserci un po&rsquo; la somiglianza con il soggetto nella foto, di profilo&rdquo; concede la donna: &ldquo;Per&ograve; non &egrave; assolutamente lui: il naso non &egrave; il suo&rdquo;. E c&rsquo;&egrave; di pi&ugrave;: i capelli. Il misterioso ladro li avrebbe portati rasati alla nuca, mentre il pensionato, affermano sia la moglie che un vecchio amico, li avrebbe sempre tenuti pi&ugrave; lunghi. &ldquo;Che andasse a rubare polli non ci avrei creduto neanche se lo avessi visto&rdquo; rincara anzi l&rsquo;amico.</p>
<p>Resta da vedere se ci creder&agrave; oppure no il giudice. La sentenza &egrave; attesa, dopo la discussione delle parti, il prossimo 12 ottobre.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 29 Jun 2026 20:10:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Dieci cani abbandonati nel cimitero di Roccasparvera: si cercano persone disposte ad adottarli]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/dieci-cani-abbandonati-nel-cimitero-di-roccasparvera-si-cercano-persone-disposte-ad-adottarli_123101.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/dieci-cani-abbandonati-nel-cimitero-di-roccasparvera-si-cercano-persone-disposte-ad-adottarli_123101.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123101/151707.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nella giornata di ieri, domenica 28 giugno, dieci cuccioli di cane meticci, di taglia media, sono stati abbandonati all&rsquo;interno del cimitero di Roccasparvera. A darne notizia &egrave; il sindaco Manuel Guerra, che ora lancia l&rsquo;appello per la ricerca di persone disposte ad adottare gli animali.&nbsp;</p>
<p>&ldquo;Lo chiedo sia come gesto solidale sia perch&eacute; per la nostra piccola comunit&agrave; risulterebbero un costo insostenibile se rimanessero nella struttura a cui siamo appoggiati&rdquo;, fa sapere il primo cittadino del centro della bassa valle Stura. Al momento i cani si trovano sotto balia, ma da agosto saranno adottabili.</p>]]></description><pubDate>Mon, 29 Jun 2026 12:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>a.d.</dc:creator><author><name>a.d.</name></author></item><item><title><![CDATA[I sabati della prevenzione: si parla di rabbia e cosa sapere prima di partire]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/i-sabati-della-prevenzione-si-parla-di-rabbia-e-cosa-sapere-prima-di-partire_122996.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/i-sabati-della-prevenzione-si-parla-di-rabbia-e-cosa-sapere-prima-di-partire_122996.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122996/151542.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Con l'arrivo dell'estate e delle vacanze aumentano anche i viaggi verso destinazioni extraeuropee. Tra gli aspetti da considerare nella preparazione di una partenza vi &egrave; anche la prevenzione sanitaria, soprattutto quando si visitano Paesi in cui sono ancora presenti malattie infettive rare o assenti in buona parte dell&rsquo;Europa.</p>
<p>Tra queste vi &egrave; la rabbia, una malattia virale che, pur essendo stata eliminata dalla maggior parte dei Paesi europei, continua a rappresentare un importante problema di salute pubblica in molte aree dell'Asia, dell'Africa e in alcuni Stati dell&rsquo;Est Europa.</p>
<h2>Una malattia quasi sempre mortale</h2>
<p>La rabbia &egrave; una zoonosi virale, cio&egrave; una malattia infettiva trasmessa dagli animali all'uomo, che colpisce il sistema nervoso e che, una volta comparsi i sintomi, risulta quasi sempre fatale sia nell'uomo sia negli animali.</p>
<p>Il virus si trasmette principalmente attraverso il morso o il graffio di un animale infetto, oppure tramite il contatto della saliva con ferite o mucose.</p>
<p>I cani sono responsabili della quasi totalit&agrave; dei casi di rabbia umana nelle aree dove la malattia &egrave; ancora endemica, ma il virus pu&ograve; essere trasmesso anche da altri mammiferi, compresi pipistrelli, scimmie, volpi e altri animali selvatici.</p>
<p>L'incubazione pu&ograve; durare da alcune settimane a diversi mesi. I sintomi iniziali comprendono febbre, malessere generale e dolore nella sede del morso. Con il progredire della malattia compaiono manifestazioni neurologiche sempre pi&ugrave; gravi che conducono alla paralisi, al coma e al decesso.</p>
<h2>I numeri della rabbia nel mondo</h2>
<p>Nonostante i progressi compiuti negli ultimi decenni, la rabbia continua a causare circa 60.000 decessi ogni anno nel mondo. Circa il 95% dei casi si concentra in Asia e Africa e quasi il 40% delle vittime &egrave; rappresentato da bambini e ragazzi di et&agrave; inferiore ai 15 anni.</p>
<p>Per questo motivo la rabbia continua a essere considerata una delle principali malattie infettive da tenere in considerazione quando si programmano viaggi in aree a rischio.</p>
<h2>Come prevenire il contagio</h2>
<p>La prima forma di prevenzione consiste nell'evitare qualsiasi contatto con animali sconosciuti, anche se apparentemente sani.</p>
<p>Durante i viaggi &egrave; importante&nbsp;non accarezzare cani e gatti randagi,&nbsp;evitare il contatto con scimmie e altri animali selvatici,&nbsp;non avvicinare cuccioli o animali che sembrano docili e infine&nbsp;evitare il contatto con i pipistrelli e con i luoghi in cui possono essere presenti.</p>
<p>La vaccinazione antirabbica rappresenta, inoltre, uno strumento efficace di prevenzione per alcune categorie di viaggiatori.</p>
<h2>Quando &egrave; consigliata la vaccinazione</h2>
<p>La vaccinazione preventiva pu&ograve; essere indicata per&nbsp;chi soggiorna a lungo in aree a rischio,&nbsp;chi pratica attivit&agrave; all'aperto in zone remote,&nbsp;chi viaggia in Paesi dove l'accesso alle cure pu&ograve; essere difficile, e ovviamente per&nbsp;operatori sanitari, veterinari e persone che per lavoro possono entrare in contatto con animali potenzialmente infetti.</p>
<p>Poich&eacute; il ciclo vaccinale richiede tempi specifici, &egrave; opportuno rivolgersi ai Centri di Medicina dei Viaggi con adeguato anticipo rispetto alla partenza.</p>
<h2>Cosa fare in caso di morso o graffio</h2>
<p>In presenza di un morso o di un graffio provocato da un animale sospetto &egrave; fondamentale agire immediatamente. La ferita deve essere lavata accuratamente con acqua e sapone per diversi minuti e successivamente disinfettata.</p>
<p>&Egrave; poi necessario rivolgersi il prima possibile a una struttura sanitaria per la valutazione medica e l'eventuale avvio della profilassi post-esposizione.</p>
<p>Anche chi &egrave; stato vaccinato preventivamente deve comunque sottoporsi a una valutazione medica.</p>
<h2>Informarsi prima di partire</h2>
<p>Una corretta consulenza sanitaria pre-viaggio consente di valutare i rischi specifici legati alla destinazione, verificare le vaccinazioni consigliate e adottare le misure di prevenzione pi&ugrave; appropriate.</p>
<p>Per questo motivo, quando si organizza un viaggio internazionale, &egrave; sempre opportuno informarsi con anticipo e rivolgersi ai servizi dedicati.</p>
<h2>Link utili</h2>
<p>Vaccinazioni e prevenzione:</p>
<p><a href="https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/vaccinazioni-proteggono-tutti" target="_blank" rel="nofollow">https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/vaccinazioni-proteggono-tutti</a></p>
<p>Informazioni sanitarie e di sicurezza per i viaggiatori:</p>
<p><a href="https://www.viaggiaresicuri.it" target="_blank" rel="nofollow">https://www.viaggiaresicuri.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo fa parte del ciclo di informazione curato dalla Regione Piemonte "I sabati della prevenzione", l'appuntamento settimanale con approfondimenti e notizie sulla salute.</p>]]></description><pubDate>Sat, 27 Jun 2026 14:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Il Comune di Cuneo cerca un gestore per il canile municipale]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/il-comune-di-cuneo-cerca-un-gestore-per-il-canile-municipale_122894.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/il-comune-di-cuneo-cerca-un-gestore-per-il-canile-municipale_122894.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122894/151332.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Settore Polizia Locale &ndash; Ufficio Tutela Animali del Comune di Cuneo ha avviato la procedura di selezione pubblica per l&rsquo;individuazione di una organizzazione di volontariato con cui stipulare una convenzione per la gestione del canile municipale per il periodo dal 1&deg; luglio 2026 al 30 giugno 2029.</p>
<p>Termini e condizioni per la presentazione delle candidature sono reperibili al seguente&nbsp;<a href="https://servizionlinededagroup.comune.cuneo.it/openweb/pratiche/registri.php?sezione=evidPubb" target="_blank" rel="nofollow">link</a>.</p>
<p>Per informazioni &egrave;, inoltre, possibile rivolgersi all&rsquo;Ufficio Tutela Animali:</p>
<p>0171-444413 &ndash; dal luned&igrave; al venerd&igrave; &ndash; dalle ore 09:00 alle ore 12:00<br>email: <a href="mailto:animali@comune.cuneo.it" target="_blank" rel="nofollow">animali@comune.cuneo.it</a></p>]]></description><pubDate>Fri, 26 Jun 2026 09:44:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Il giovane falco pellegrino ha spiccato il volo: riapre il settore centrale della falesia di Andonno]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/il-giovane-falco-pellegrino-ha-spiccato-il-volo-riapre-il-settore-centrale-della-falesia-di-andonno_122849.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/il-giovane-falco-pellegrino-ha-spiccato-il-volo-riapre-il-settore-centrale-della-falesia-di-andonno_122849.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122849/151258.jpg" title="foto A. Rivelli - Parco Alpi Marittime" alt="foto A. Rivelli - Parco Alpi Marittime" /><br /><p>&Egrave; avvenuto con successo l'involo e lo svezzamento del giovane della coppia di falco pellegrino (Falco peregrinus) nidificante presso la falesia di arrampicata di Andonno.</p>
<p>Un risultato straordinario che permette la riapertura del settore centrale della palestra di roccia, non sussistendo pi&ugrave; elementi di criticit&agrave; per il giovane rapace. Il parere favorevole alla riapertura dell'arrampicata arriva dall'Ente Aree Protette Alpi Marittime che ha in gestione la Zona Speciale di Conservazione e la Zona di Protezione Speciale, aree protette a livello europeo, in cui ricade la falesia. La scelta dei tecnici di APAM &egrave; stata di consentire la ripresa della scalata al completamento della fase successiva all'involo, in cui il nido continua a essere utilizzato come posatoio dai giovani.</p>
<p>Questo traguardo rappresenta un successo corale e condiviso, frutto di una sinergia tra istituzioni, sportivi e comunit&agrave; locale. L'efficacia delle misure di conservazione della specie protetta &egrave; stata amplificata dalla risposta straordinaria del mondo dell'arrampicata. I "climbers" si sono dimostrati sensibili e collaborativi: un risultato di cui l'Ente APAM era certo, ben sapendo che gli scalatori sono per definizione autentici amanti della natura, dell'ambiente e dei suoi delicati equilibri. Rispettando le indicazioni date, hanno confermato che la convivenza tra sport e biodiversit&agrave; &egrave; possibile.</p>
<p>Altrettanto fondamentale &egrave; stato il ruolo dei residenti e cittadini di Andonno, che hanno affiancato e accompagnato l'Ente in questo percorso. Il monitoraggio scientifico &egrave; stato supportato con continuit&agrave; dal Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell'Universit&agrave; di Torino, grazie ai sopralluoghi sul campo del ricercatore Fabio Marcolin.</p>
<p>Il settore centrale della falesia di Andonno, che era stato interdetto temporaneamente all'arrampicata, torna cos&igrave; a essere fruibile, celebrando un lavoro di squadra che dimostra come la tutela del rapace pi&ugrave; veloce al mondo e fondamentale regolatore ecologico di popolazioni di uccelli e piccoli mammiferi sia un valore pienamente condiviso.</p>
<p>Per maggiori informazioni su chiusure temporanee o permanenti di pareti o accessi ai siti di arrampicata, &egrave; possibile consultare la pagina dedicata sul sito del Parco Alpi Marittime.</p>
<p>L'Ente APAM invita a seguire le regole e adottare accorgimenti per scalare con il minimo impatto sulla biodiversit&agrave;, dentro e fuori dalle aree protette.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 14:44:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Troppi lupi in Piemonte, gli allevatori chiedono aiuto: "Dai 260 capi predati del 2015 si è passati a 1.500"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/troppi-lupi-in-piemonte-gli-allevatori-chiedono-aiuto-dai-260-capi-predati-del-2015-si-e-passati-a-1500_122847.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/troppi-lupi-in-piemonte-gli-allevatori-chiedono-aiuto-dai-260-capi-predati-del-2015-si-e-passati-a-1500_122847.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122847/151255.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Mercoled&igrave; 17 giugno presso il Palazzo della Regione Piemonte le associazioni degli allevatori - Arap, Adialpi e il Comitato Salvaguardia Allevatori VCO - che rappresentano oltre 6 mila allevatori su tutto il territorio piemontese, hanno incontrato l'assessore all'Agricoltura Paolo Bongioanni. Il tema centrale dell&rsquo;incontro &egrave; stato la richiesta di attuare interventi mirati a garantire una gestione sostenibile della presenza del lupo, al fine di tutelare il comparto allevatoriale piemontese e salvaguardare l&rsquo;attivit&agrave; delle aziende zootecniche operanti sul territorio.</p>
<p>Sono pi&ugrave; di mille le famiglie di margari e pastori che praticano l'alpeggio su un territorio, quello del Piemonte, che conta pi&ugrave; di 300 mila ettari di superficie destinata al pascolo, sui quali insistono circa 165 mila bovini e 100 mila ovi-caprini.</p>
<p>L'attivit&agrave; della transumanza, riconosciuta dall'Unesco quale Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanit&agrave;, non solo mantiene viva l'economia agricola nelle aree rurali e montane, ma si rivela fondamentale per la conservazione di razze bovine e ovi-caprine in via d'estinzione, nonch&eacute; per la cura del territorio e la salvaguardia di centinaia di specie vegetali grazie all'azione biologica del pascolo.</p>
<p>Si legge in un comunicato diffuso da Arap: &ldquo;Tuttavia, questa straordinaria risorsa &egrave; oggi seriamente minacciata dal costante incremento delle predazioni da lupo. I dati evidenziano una crescita esponenziale: i capi predati nel solo Piemonte sono passati dai 260 del 2015 agli oltre 1.500 del 2023. Ad oggi non esistono soluzioni di contenimento pienamente efficaci: i sistemi di prevenzione adottati si sono dimostrati fallimentari e il pascolo estensivo &ndash; che la stessa Regione Piemonte promuove e incentiva tramite i bandi del PSR &ndash; ne risulta pesantemente penalizzato&rdquo;.</p>
<p>Le stime ufficiali indicano la presenza di circa 3.500 lupi in Italia, un dato fortemente sottostimato. Nel solo Piemonte si ipotizza la presenza di oltre 1.200 esemplari: un numero notevole, specie se confrontato con i circa mille censiti nell'intera Francia.</p>
<p>Alla luce di tale scenario, le associazioni degli allevatori hanno richiesto congiuntamente l'avvio di un piano straordinario di contenimento numerico della specie. &ldquo;Un primo e fondamentale passo in questa direzione &egrave; rappresentato dal recente declassamento dello status del lupo da &lsquo;strettamente protetto&rsquo; a &lsquo;protett&rsquo;", deliberato dal Comitato Permanente della Convenzione di Berna&rdquo;.</p>
<p>A tal proposito, la nota dell'ISPRA del 12 giugno scorso, inserendosi nel solco dei chiarimenti successivi al declassamento europeo, ha confermato che le Regioni e le Province Autonome dispongono ora di una maggiore autonomia decisionale nella gestione degli esemplari problematici.&nbsp;</p>
<p>Tra i punti chiave, l'ISPRA ha ribadito il via libera all'utilizzo di strumenti di dissuasione. Inoltre, grazie alla nuova cornice normativa, le Regioni possono procedere con azioni di gestione diretta &ndash; inclusi gli abbattimenti controllati &ndash; senza dover richiedere deroghe preventive al Ministero dell'Ambiente. L'ISPRA ha infine stimato una soglia di rimozione del lupo pari al 3-5% della popolazione totale, il che equivarrebbe all'abbattimento di oltre 160 esemplari su scala nazionale.</p>
<p>Guardando al contesto internazionale, interventi analoghi sono gi&agrave; stati adottati. In Francia &egrave; operativo un piano di contenimento che prevede l'abbattimento annuale di circa il 20% della popolazione del predatore, mantenendo stabile il numero complessivo a circa mille esemplari. In Austria si procede all'abbattimento dei lupi che arrecano danni alle aziende, che manifestano eccessiva confidenza avvicinandosi a pastori e mandrie, o che vengono ritenuti pericolosi.</p>
<h2>Le richieste alla Regione</h2>
<p>Riassumendo, le associazioni presenti all&rsquo;incontro hanno chiesto alla Regione di agire con due tipologie di intervento. In primis l'avvio di un piano di contenimento volto a ridurre in modo mirato la densit&agrave; del predatore sul territorio, prevedendo la rimozione sistematica di tutti i lupi pericolosi che attaccano ripetutamente il bestiame e minacciano la sicurezza delle aree antropizzate. In secondo luogo la dotazione agli allevatori di sistemi di dissuasione diretta e la contestuale autorizzazione da parte della Regione, introducendo la possibilit&agrave; di autodifesa in caso di attacchi da parte di allevatori dotati di licenza di caccia.</p>
<p>Bongioanni ha illustrato il piano che la Regione intende attuare, che prevede una fase preliminare di monitoraggio della durata di quattro mesi, affidata al Centro Grandi Carnivori, con il compito di individuare gli esemplari che rispondano ai seguenti criteri: lupi confidenti che frequentano abitualmente i centri abitati; lupi responsabili di attacchi al bestiame nonostante la presenza delle misure di prevenzione e difesa previste dalla Regione.</p>
<p>Al termine dell&rsquo;attivit&agrave; di monitoraggio verranno valutati i risultati ottenuti e, qualora ne ricorrano le condizioni, si proceder&agrave; all&rsquo;abbattimento selettivo degli esemplari ritenuti pericolosi, per un numero massimo di 23 capi.</p>
<p>Dicono da Arap: &ldquo;Dal nostro punto di vista permangono numerosi dubbi, sia sull&rsquo;efficacia di un provvedimento che si propone di ridurre la numerosit&agrave; in misura cos&igrave; limitata, sia, soprattutto, sulle modalit&agrave; con cui verranno individuati, vigilati e accertati i capi da ridurre. Il problema rischia quindi di rimanere irrisolto, lasciando le aziende esposte alle stesse criticit&agrave;, senza alcuna prospettiva di soluzione almeno fino al termine della stagione di monticazione. Si invitano pertanto tutte le aziende che hanno subito attacchi e predazioni a segnalare e denunciare tempestivamente i casi alle autorit&agrave; competenti&rdquo;.</p>
<p>Al termine dell&rsquo;incontro, nel ringraziare l&rsquo;assessore per la disponibilit&agrave; dimostrata, Adialpi ha inoltre richiamato l&rsquo;attenzione sulla situazione di siccit&agrave; in atto, che rischia di provocare ingenti danni ai pascoli. &Egrave; stata evidenziata la concreta possibilit&agrave; di una stagione particolarmente complessa da portare a termine e, qualora le condizioni dovessero aggravarsi, &egrave; stata richiesta l&rsquo;attivazione delle procedure necessarie al riconoscimento delle cause di forza maggiore.</p>]]></description><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 14:35:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Il Senato approva la nuova legge della caccia. Ciaburro (Fdi): "Riforma necessaria"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-senato-approva-la-nuova-legge-della-caccia-ciaburro-fdi-riforma-necessaria_122793.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-senato-approva-la-nuova-legge-della-caccia-ciaburro-fdi-riforma-necessaria_122793.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122793/151181.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Senato ha approvato in prima lettura il Ddl sulla caccia. La nuova legge - a firma del Capogruppo di Fratelli d&rsquo;Italia, il senatore piemontese Lucio Malan - dovr&agrave; ora passare all&rsquo;esame della Camera.<br><br>L&rsquo;onorevole di Fratelli d&rsquo;Italia Monica Ciaburro, componente della Commissione Agricoltura, il cui ministro Francesco Lollobrigida, ha fortemente sostenuto la necessit&agrave; di una nuova norma.<br><br>&ldquo;<em>S&igrave;, era necessario fare modifiche e integrazioni</em> - risponde l&rsquo;onorevole Ciaburro -. <em>Dal 1992 tutte le forze politiche, le Regioni e i Comuni hanno chiesto di intervenire in modo organico sulla legge, ormai desueta e superata. Gi&agrave; alla fine degli anni &lsquo;90 si sono registrate le prime istanze di modifica e questo per la necessità di incrementare gli strumenti di gestione della fauna selvatica fuori controllo, come nel caso degli ungulati. Il precedente pi&ugrave; importante &egrave; l&rsquo;affare assegnato numero 337 dalla Commissione Agricoltura che ha conferito un mandato politico-istituzionale al Governo per aggiornare l'impianto che regola l&rsquo;attivit&agrave; venatoria e la gestione della fauna selvatica. La riforma risponde non solo alle esigenze di natura istituzionale, ma chiarisce anche alcuni aspetti che hanno generato numerosissimi contenziosi giudiziari</em>&rdquo;.<br><br>Non &egrave; comunque la prima volta che la legge 157/1992 viene modificata.&nbsp;&ldquo;Ma<em> non in maniera organica. Ora la riforma interviene sul quadro gi&agrave; esistente, lo aggiorna e lo integra. La riforma nasce dalla constatazione che in trent&rsquo;anni sono cambiati il territorio, la distribuzione delle specie, il ruolo delle Regioni e i problemi di convivenza tra fauna selvatica, agricoltura, sicurezza e salute pubblica. Aggiornare una legge quadro non vuol dire distruggerla, ma fare s&igrave; che funzioni</em>&rdquo;.<br><br>Ci saranno pi&ugrave; aree in cui poter cacciare?&nbsp;<em>&ldquo;La pianificazione del territorio resta di competenza regionale, all&rsquo;interno dei principi fissati dalla legge. La riforma punta a rendere pi&ugrave; chiaro l&rsquo;elenco delle aree sottratte all&rsquo;attivit&agrave; che non possono superare i limiti fissati dalla legge, ossia dal 20 al 30% del territorio agro-silvo-pastorale della regione e a consentire una pianificazione pi&ugrave; aderente alla realt&agrave; ecologica attuale. Non si vogliono cancellare le tutele ma evitare che la gestione del territorio resti ferma a fotografie superate&rdquo;.<br></em><br>Riguardo alle aree protette e se saranno di meno l'onorevole si &egrave; espresso cos&igrave;: &ldquo;<em>Non esiste nessun obbligo di ridurre i parchi o le aree protette. La questione riguarda la pianificazione: dove esistono vincoli, aree faunistiche, zone di protezione e territori agricoli serve una mappa coerente e aggiornata nel rispetto dei limiti che la legge sancisce fino a un massimo del 30% del territorio agro-silvo-pastorale della regione</em>&ldquo;.</p>
<p>In questa riforma come si colloca la figura del cacciatore? <em>&ldquo;Non &egrave; assolutamente nemico dell&rsquo;ambiente, anzi tutela la biodiversit&agrave;. Contribuisce con una parte della quota versata ogni anno agli Ambiti Territoriali di Caccia, al ripopolamento della fauna selvatica. Inoltre il cacciatore da anni viene utilizzato dalle Regioni per attivit&agrave; selettive e salvaguardia della biodiversit&agrave;&rdquo;</em>.<br><br>Un tema affrontato &egrave; anche quello relativo alla peste suina.&nbsp; &ldquo;<em>Come detto dal commissario straordinario alla peste suina africana Giovanni Filippini, il contributo dei calciatori &egrave; essenziale per la sorveglianza epidemiologica e il depopolamento selettivo. Grazie alla loro conoscenza capillare dell&rsquo;ambiente rurale e boschivo, collaborano quotidianamente con le autorit&agrave; competenti per individuare carcasse, segnalare situazioni di rischio e contribuire ai piani di contenimento</em>&rdquo;.<br><br>Infine la possibilit&agrave; di cacciare sui valichi alpini o nelle aree innevate, un tema molto discusso.&nbsp; &ldquo;<em>L&rsquo;inclusione di determinate aree quali foreste demaniali, valichi montani o terreni montani, nel territorio oggetto di pianificazione venatoria, non comporta in alcun modo l&rsquo;assenza di regole o limiti. L&rsquo;attivit&agrave; venatoria continua a svolgersi nel rispetto del quadro vincolistico previsto dalla legge numero 157 del 1992, che disciplina in modo puntuale specie cacciabili, periodi di prelievo, distanza di sicurezza specifici e controlli amministrativi di vigilanza</em>&ldquo;.</p>]]></description><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 10:24:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA["Qualcuno ha deciso che il futuro di montagne e campagne è trasformarle in un gigantesco tiro a segno"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/qualcuno-ha-deciso-che-il-futuro-di-montagne-e-campagne-e-trasformarle-in-un-gigantesco-tiro-a-segno_122733.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/qualcuno-ha-deciso-che-il-futuro-di-montagne-e-campagne-e-trasformarle-in-un-gigantesco-tiro-a-segno_122733.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122733/151062.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo l'intervento di Fabrizio Biol&egrave;, ex consigliere regionale ed ex sindaco di Gaiola. Un intervento in qualit&agrave; di cittadino sulle ultime norme in termini di caccia, approvate poche ore fa nel primo passaggio in Senato. Di seguito la lettera completa.</p>
<p>"Egregi Signori della destra al governo,<br>mi rivolgo a voi non senza un po' di incazzatura, che fatico a contenere, e con un semplice ma forse efficace sarcasmo che &egrave; l'unica arma rimasta a chi, come me, non ha il porto d'armi per sparare a tutto ci&ograve; che si muove.&nbsp;Il vostro DDL "Sparatutto" , detto anche "DDL 1552", sembra essere un misto di insensibilit&agrave;, arroganza e miopia che meriterebbe un premio al testo di legge pi&uacute; lontano dalla realt&agrave; della maggioranza degli italiani.&nbsp;E che martedi 23 giugno 2026, ha incassato il primo via libera al Senato: di gran carriera si calpesta il buonsenso!</p>
<p>Non che, se nomen omen, il cognome del primo firmatario avrebbe fatto presagire qualcosa di meglio...</p>
<p>Comunque sia: mentre la stragrande maggioranza dei cittadini &ndash; escursionisti, turisti, famiglie, amanti della natura, semplici camminatori &ndash; vede nei boschi, nelle montagne e nelle campagne un luogo di pace, ristoro e biodiversit&agrave; da difendere per s&eacute; e per le future generazioni, qualcuno ha deciso che il futuro &egrave; trasformarli in un gigantesco tiro a segno.</p>
<p>La distanza tra la sensibilit&agrave; di chi progetta scrive e vota testi del genere e quella della gente comune &egrave; siderale.</p>
<p>Sembra che si abbia la volont&agrave; di ascoltare solamente la lobby dei cacciatori e degli armieri; il resto dell'Italia, quella che paga le tasse e riempie i sentieri, pu&ograve; andare a farsi benedire, o comunque, pu&ograve; continuare a riempire i suddetta sentieri facendosi un segno della croce o tastandosi le gonadi.</p>
<p>Un colpo di genio, peraltro, aver scelto la direzione opposta a quella che suggerirebbe la profonda crisi ambientale e climatica che stiamo vivendo!</p>
<p>Mentre scienziati, Europa e buonsenso gridano all'emergenza biodiversit&agrave; &ndash; con specie che scompaiono, ecosistemi che collassano e un pianeta che bolle &ndash; il loop della legge &eacute; "Spariamo di pi&ugrave;, spariamo ovunque, spariamo sempre".</p>
<p>Caccia in aree protette, sulle spiagge, di notte, su pi&ugrave; specie, in periodi sensibili.</p>
<p>Il concetto di cacciatori come "bioregolatori" poi &eacute; talmente assurdo da parere un (pessimo) scherzo!</p>
<p>Si &eacute; plasmato un testo che ribalta la logica: invece di tutelare la fauna selvatica, la si trasforma in bersaglio mobile per accontentare pochi ma influenti nostalgici del vecchio west.</p>
<p>Se poi la carta costituzionale parla di tutela dell'ambiente, si tratta di futili dettagli...</p>
<p>Se poi l'Europa lancia richiami alla moderazione si tratta di roba da globalisti.</p>
<p>C'&egrave;, in aggiunta, la potenziale conseguenza che dovrebbe suscitare qualche scrupolo, ma sembra invece inerte in tal senso: il rischio concreto per l'incolumit&agrave; di escursionisti, turisti e semplici cittadini che oseranno, temerari, ancora fruire del contesto rurale e montano.</p>
<p>Perch&eacute; s&igrave;, l&agrave; fuori gente normale &ndash; non armata, n&eacute; in mimetica &ndash; rischier&aacute; di prendersi una proiettile vagante durante una passeggiata domenicale.</p>
<p>Ma l'importante &egrave; che il cacciatore possa "regolare" la fauna anche mentre i bambini giocano nei prati o i trekker attraversano i sentieri...</p>
<p>Il DDL 1552, facendo lo sforzo di osservarlo da ogni lato, resta in tutto e per tutto uno schiaffo in faccia a chi ama autenticamente l'Italia viva, verde e biodiversa.</p>
<p>&Egrave; la dimostrazione lampante che per questa destra la natura non &egrave; un bene comune da proteggere, ma una risorsa da saccheggiare per consenso elettorale.</p>
<p>Sarebbe d'uopo, a parer mio, un ripensamento, un ritiro del testo, uno slancio di ravvedimento operoso.</p>
<p>Magari prima che si trasformi in una ennesima figuraccia internazionale e soprattutto prima che qualche innocente bipede (sui quadrupedi la cosa &eacute; intrinsecamente sdoganata) paghi con la vita.</p>
<p>Con crescente disagio e disturbo per chi antepone il fucile al futuro, un cittadino incazzato (e disarmato) che ancora, illuso, crede nella equilibrata convivenza tra uomo e natura".</p>
<p><strong>Fabrizio Biol&eacute;</strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 24 Jun 2026 08:37:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Sulla pesca c’è chi non abbocca: “Servono fatti, non solo annunci”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sulla-pesca-ce-chi-non-abbocca-servono-fatti-non-solo-annunci_122727.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sulla-pesca-ce-chi-non-abbocca-servono-fatti-non-solo-annunci_122727.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122727/151053.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sar&agrave; vero che la stagione della pesca &egrave; salva? Nei giorni scorsi sia la Provincia che la Fipsas, la federazione della pesca sportiva, avevano tirato un sospiro di sollievo dopo la notizia dell&rsquo;accoglimento delle richieste, da parte del ministero dell&rsquo;Ambiente, sull&rsquo;immissione di esemplari non sterili di trote iridee (Oncorhynchus mykiss) in alcuni tratti chiusi dei corsi d&rsquo;acqua.</p>
<p>La misura, presa in accordo con le valutazioni del Sistema Nazionale per la Protezione dell&rsquo;Ambiente (Snpa), ha lo scopo di consentire la prosecuzione dell&rsquo;attivit&agrave; di pesca sportiva proteggendo allo stesso tempo gli ecosistemi autoctoni da eventuali ibridazioni o competizioni con specie alloctone. &ldquo;Una decisione che tutto il comparto attendeva da tempo&rdquo; ha ricordato anche il vicepresidente del Consiglio regionale Franco Graglia.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122727/small_151054.jpg" alt="Trota iridea" loading="lazy"></p>
<p>C&rsquo;&egrave; per&ograve; chi invita a non farsi prendere dagli entusiasmi. Si tratta del sindaco di Valdieri Guido Giordana: &ldquo;Sulla questione della pesca - dice - si &egrave; parlato di un importante successo politico. Prendiamo atto delle dichiarazioni e degli impegni annunciati, ma riteniamo che non sia ancora il momento di abbassare la guardia. Le rassicurazioni fornite finora non risolvono completamente le criticit&agrave; legate alle aree Sic e Zps, un problema che da troppo tempo penalizza il territorio e le sue realt&agrave; associative. Per questo chiediamo certezze, tempi definiti e soluzioni concrete&rdquo;.</p>
<p>L'obiettivo, aggiunge il sindaco, &ldquo;deve essere quello di consentire l'introduzione di trote per la pronta pesca senza compromettere l'equilibrio ambientale, individuando strumenti efficaci che possano essere applicati su tutto il territorio e non esclusivamente nei tratti delimitati da barriere invalicabili. Chi vive e opera sul territorio conosce bene questa problematica, l&rsquo;ha affrontata negli anni e continua a chiedere una soluzione definitiva. Ora servono fatti definitivi, e non solo annunci. Il nostro impegno sar&agrave; quello di vigilare affinch&eacute; alle parole seguano risultati concreti, nell'interesse dell'ambiente, della pesca sportiva e delle comunit&agrave; locali&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122727/small_151055.jpg" alt="Guido Giordana" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Wed, 24 Jun 2026 07:35:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Cinque gattini abbandonati trovano casa, grazie al cuore dei valdieresi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/cinque-gattini-abbandonati-trovano-casa-grazie-al-cuore-dei-valdieresi_122726.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/cinque-gattini-abbandonati-trovano-casa-grazie-al-cuore-dei-valdieresi_122726.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122726/151050.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&Egrave; una bella, piccola storia di solidariet&agrave; fra esseri umani e animali che era incominciata come una brutta storia di abbandono. Quello di cinque gattini ritrovati in uno scatolone, ad Andonno, nei pressi del cimitero comunale di Valdieri: buttati come se fossero bambole rotte e non creature viventi.</p>
<p>Chi ha compiuto il misfatto avrebbe potuto rivolgersi a un&rsquo;associazione animalista, a un veterinario o al gattile: ora, invece, rischia una denuncia. Ma a fronte di una cattiva azione c&rsquo;&egrave; una catena di solidariet&agrave; che ha unito un paese in poche ore: il Comune di Valdieri si &egrave; subito attivato per trovare casa ai piccoli, ribattezzati i &ldquo;mici alpini&rdquo;. A ognuno di loro, infatti, &egrave; stato assegnato il nome di una cima: Argentera, Stella, Nasta, Matto e Gel&agrave;s. E ognuno adesso ha una sua casa, dove non sar&agrave; pi&ugrave; un indesiderato ma un fedele amico e compagno di momenti felici.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122726/small_151051.jpg" alt="I mici alpini" loading="lazy"></p>
<p>&ldquo;A soli due giorni dal loro ritrovamento ad Andonno, siamo felici e orgogliosi di comunicarvi che tutti e cinque i gattini sono gi&agrave; nelle loro splendide nuove famiglie&rdquo; fa sapere l&rsquo;amministrazione, ringraziando di cuore &ldquo;tutta la straordinaria rete sociale che si &egrave; attivata istantaneamente&rdquo;: &ldquo;Grazie a chi ha condiviso l&rsquo;appello, a chi ha fatto passaparola e alle tantissime persone che hanno scritto o chiamato offrendosi per l'adozione. La vostra risposta &egrave; stata commovente e dimostra la grande sensibilit&agrave; della nostra comunit&agrave;&rdquo;.</p>
<p>Questa vicenda, fortunatamente a lieto fine, ha per&ograve; acceso i riflettori su una realt&agrave; difficile. Soprattutto in questo periodo dell'anno, con l&rsquo;arrivo del caldo estivo, l&rsquo;abbandono e il randagismo diventano una vera e propria emergenza. &ldquo;Ci sono ancora tantissimi gattini e cagnolini che cercano disperatamente una casa&rdquo; ricordano gli amministratori, rivolgendo un nuovo appello: &ldquo;A tutti coloro che erano pronti ad adottare uno dei cinque &lsquo;mici Alpini&rsquo;, e a chiunque abbia spazio nel proprio cuore per un nuovo amico a quattro zampe, facciamo un invito sincero: non fermatevi qui! Seguite i gruppi Facebook dedicati alle adozioni e al volontariato della zona. L&igrave; troverete ogni giorno tantissimi annunci di animali del territorio in cerca di riscatto. Dare una famiglia a uno di loro &egrave; il gesto pi&ugrave; nobile che si possa fare&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122726/small_151052.jpg" alt="I mici alpini" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Wed, 24 Jun 2026 07:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[Psa, Robaldo: "L'ordinanza della Regione colma un vuoto"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/psa-robaldo-l-ordinanza-della-regione-colma-un-vuoto_122625.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/psa-robaldo-l-ordinanza-della-regione-colma-un-vuoto_122625.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122625/150885.jpg" title="" alt="" /><br /><p>"<a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/peste-suina-il-piemonte-emana-unordinanza-per-garantire-le-attivita-di-contrasto_122550.html" target="_blank" rel="nofollow">L'ordinanza assunta dal Presidente Cirio</a> colma il vuoto rispetto al quale avevamo gi&agrave; richiesto di intervenire al Governo ormai pi&ugrave; di un mese fa. Essa garantisce le attivit&agrave; di prevenzione, sorveglianza ed eradicazione della Peste suina africana (PSA), confermando e dando cos&igrave; continuit&agrave; alle misure precedentemente introdotte dal Commissario straordinario nazionale. Questo provvedimento assume un rilievo particolare per il territorio cuneese".</p>
<p>&Egrave; il commento del Presidente della Provincia, Luca Robaldo, all'iniziativa della Regione Piemonte che rende nuovamente operative alcune misure che erano venute meno a causa della mancata conferma del Commissario Nazionale alla PSA.</p>
<p>"In questo quadro, la Provincia di Cuneo prosegue e rafforza la sua attivit&agrave; sia quale promotore della Cabina di regia PSA sia nell&rsquo;ambito della sua funzione di presidio del territorio - prosegue il Consigliere Delegato, Silvano Dovetta - mettendo in campo uomini e mezzi sempre pi&ugrave; impegnati in tali attivit&agrave;. Nel frattempo attendiamo la conferma del dott. Filippini quale Commissario Straordinario, che dovrebbe avvenire nel giro di poche settimane, avendone apprezzato le capacit&agrave; di coordinamento e la chiarezza nelle fasi decisionali, condivise col commissario regionale Giorgio Sapino".</p>
<p>In questi giorni, poi, nell'ambito della consueta e costruttiva collaborazione con le Associazioni di Categoria il Presidente Robaldo ed il Consigliere Dovetta hanno scritto ai Presidente di Coldiretti, Confagricoltura e CIA chiedendo loro di ulteriormente sensibilizzare gli allevatori propri iscritti sul tema delle misure di biosicurezza di contrasto alla PSA.</p>
<p>"Nell'evidenziare gli importanti risultati ottenuti rimarchiamo l&rsquo;importanza di proseguire il percorso di adeguamento delle aziende - scrivono Robaldo e Dovetta -. Se nel 2023 le non conformit&agrave; interessavano circa il 30% delle aziende controllate ed erano caratterizzate da gravi carenze strutturali, nel 2026 la quota complessiva di allevamenti non in regola &egrave; scesa al 20% e, soprattutto, le difformit&agrave; sono per lo pi&ugrave; relative ad aspetti di natura quotidiana e operativa".</p>
<p>Parallelamente, con una lettera inviata alla Regione Piemonte, la Provincia ha richiesto ulteriori strumenti di sostegno, anche di natura economica, per supportare sia l&rsquo;attivit&agrave; di informazione e sensibilizzazione delle imprese sia per colmare eventuali carenze infrastrutturali residue.</p>
<p>&laquo;Desideriamo esprimere un sincero ringraziamento al Nucleo Faunistico&ndash;Ambientale della Polizia Locale della Provincia per il lavoro costante e spesso complesso che stanno svolgendo &ndash; sottolineano ancora Robaldo e Dovetta &ndash;. L&rsquo;emergenza della PSA ha ben evidenziato come il loro impegno rappresenta un presidio fondamentale per la tutela del nostro territorio&raquo;.</p>
<p>&laquo;Penso sia a questo proposito importante ricordare &ndash; prosegue il Presidente &ndash; che l&rsquo;attivit&agrave; del Nucleo e, pi&ugrave; in generale, della Polizia Locale provinciale non si limiti agli interventi di natura sanzionatoria, a cui nell&rsquo;immaginario comune &egrave; spesso associata. Si tratta invece di un lavoro ampio e articolato che comprende anche attivit&agrave; di informazione, prevenzione e sensibilizzazione rivolte a cittadini, operatori e mondo associativo&raquo;.</p>
<p>L&rsquo;operativit&agrave; del Corpo, infatti, oltre alle funzioni strettamente previste dalla normativa, si estende a un ampio spettro di iniziative di collaborazione e supporto a favore di enti, associazioni e cittadini, contribuendo in modo concreto alla diffusione di una cultura della legalit&agrave; e della sostenibilit&agrave; ambientale.</p>
<p>Tra queste, proprio sul tema PSA, si inseriscono gli incontri pubblici organizzati sul territorio in collaborazione con gli Ambiti Territoriali di Caccia, che rappresentano momenti di aggiornamento e confronto operativo rivolti in particolare a cacciatori e amministratori locali sui comportamenti da adottare e sulle modalit&agrave; di collaborazione alle attivit&agrave; di monitoraggio.</p>
<p>Parallelamente, proseguono anche le attivit&agrave; di educazione ambientale rivolte alle scuole, con gli incontri dedicati agli ecosistemi locali realizzati nell&rsquo;ambito del progetto europeo &ldquo;LIFE Minnow&rdquo;, che hanno coinvolto gli studenti di Caramagna e Cavallermaggiore. Nell&rsquo;ambito dello stesso progetto, a maggio, in conformit&agrave; con la Direttiva Habitat, il personale della Provincia ha realizzato un importante intervento a tutela della biodiversit&agrave; acquatica con l&rsquo;immissione di esemplari di Savetta.</p>
<p>A queste iniziative si affiancano gli interventi concreti a tutela della fauna e dell&rsquo;ambiente, il controllo delle attivit&agrave; venatorie e nella gestione della fauna selvatica, inclusi gli interventi di monitoraggio e contenimento delle specie, nonch&eacute; azioni mirate al contrasto di situazioni di rischio sanitario e ambientale.</p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 14:39:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[L’immissione di trote iridee femmine salva la stagione della pesca in Granda]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/limmissione-di-trote-iridee-femmine-salva-la-stagione-della-pesca-in-granda_122595.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/limmissione-di-trote-iridee-femmine-salva-la-stagione-della-pesca-in-granda_122595.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122595/150834.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">"<em>Sono da sempre molto vicino al mondo della pesca e particolarmente sensibile alle sue attivit&agrave; a favore dell'ecosistema, della sensibilit&agrave; ambientale trasmessa anche ai pi&ugrave; giovani, alla capacit&agrave; dei pescatori di essere attente sentinelle del territorio. Per questo sono estremamente soddisfatto del risultato raggiunto in questi giorni sulla possibilit&agrave; di immettere le trote iridee femmine. Una decisione che tutto il comparto attendeva da tempo</em>".<br><br>Il vicepresidente del Consiglio della Regione Piemonte Franco Graglia, esprime la sua soddisfazione per il decreto ministeriale che autorizza ad immettere esemplari monosesso in corsi d'acqua chiusi o delimitati della nostra provincia.&nbsp;<br><br>"<em>Ringrazio tutti</em> - conclude il vicepresidente Graglia - &nbsp;<em>per il confronto e la collaborazione che ha portato a raggiungere questo importante risultato per il bene dei pescatori</em>".</p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 09:44:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Cinque gattini abbandonati ad Andonno: il Comune sta cercando una casa per loro]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/cinque-gattini-abbandonati-ad-andonno-il-comune-sta-cercando-una-casa-per-loro_122575.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/cinque-gattini-abbandonati-ad-andonno-il-comune-sta-cercando-una-casa-per-loro_122575.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122575/150804.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nel pomeriggio di oggi, domenica 21 giugno, nella frazione di Andonno (nei pressi del cimitero comunale di Valdieri), sono stati ritrovati cinque gattini di circa due mesi, abbandonati all'interno di una scatola.</p>
<p>L'amministrazione comunale valdierese stigmatizza &ldquo;con fermezza questo gesto ignobile&rdquo;: &ldquo;Abbandonare gli animali - ricorda il Comune - non &egrave; solo un atto di profonda incivilt&agrave;, ma &egrave; anche un reato. A questo proposito, la Polizia Municipale ha gi&agrave; avviato le verifiche sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per individuare il responsabile&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122575/small_150805.jpg" alt="I gattini abbandonati ad Andonno"></p>
<p>Fortunatamente la storia dei cinque piccoli &ldquo;alpini&rdquo; - come sono stati soprannominati - pu&ograve; avere un lieto fine. Ma dipende dall&rsquo;aiuto di tutti. La rete di solidariet&agrave; in sole due ore ha permesso di trovare casa al maschietto Argentera e alle due femminucce Stella e Nasta. Cercano casa il maschietto Matto (manto rosso), come il Monte Matto, e la femminuccia Gel&agrave;s (manto tricolore) come il monte Gel&agrave;s.</p>
<p>Chiunque fosse interessato all'adozione o desiderasse ricevere maggiori informazioni pu&ograve; contattare direttamente il numero comunale 376 204 4987.</p>
<p>&ldquo;Aiutateci a trovare loro la casa e l&rsquo;amore che meritano!&rdquo; esortano gli amministratori valdieresi, invitando a condividere il pi&ugrave; possibile l&rsquo;appello.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122575/small_150806.jpg" alt="I gattini abbandonati ad Andonno"></p>]]></description><pubDate>Sun, 21 Jun 2026 21:10:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Peste suina, il Piemonte emana un’ordinanza per garantire le attività di contrasto]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/peste-suina-il-piemonte-emana-unordinanza-per-garantire-le-attivita-di-contrasto_122550.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/peste-suina-il-piemonte-emana-unordinanza-per-garantire-le-attivita-di-contrasto_122550.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122550/150756.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha firmato oggi l&rsquo;ordinanza che entra in vigore immediatamente e conferma, per i prossimi 60 giorni, le misure di eradicazione e sorveglianza della Peste Suina Africana (PSA) gi&agrave; previste dall&rsquo;Ordinanza n. 7/2025 del Commissario straordinario nazionale.</p>
<p>Il provvedimento garantisce la continuit&agrave; delle attivit&agrave; di prevenzione, controllo ed eradicazione della malattia, evitando interruzioni in una fase particolarmente delicata per il territorio regionale. L&rsquo;ordinanza consente infatti l&rsquo;attivit&agrave; di abbattimento in controllo del cinghiale da parte delle Province e con il contributo del mondo venatorio, come reso necessario e urgente in relazione all&rsquo;evoluzione epidemiologica registrata sul territorio e alla necessit&agrave; di proteggere il patrimonio zootecnico piemontese e le attivit&agrave; economiche collegate alla filiera suinicola.</p>
<p>Dichiarano l&rsquo;assessore al Commercio, Agricoltura, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni e l&rsquo;assessore alla Sanit&agrave;, Prevenzione e sicurezza sanitaria della Regione Piemonte Federico Riboldi: &ldquo;Di fronte a una minaccia come la Peste Suina Africana non possiamo permetterci alcuna interruzione delle misure di prevenzione e contenimento. Con questa ordinanza il Piemonte garantisce continuit&agrave; alle attivit&agrave; di sorveglianza e contrasto gi&agrave; in essere, tutelando un comparto strategico per l&rsquo;economia piemontese e salvaguardando il lavoro di allevatori, operatori e istituzioni che in questi anni hanno affrontato con responsabilit&agrave; una sfida complessa su cui la Regione &egrave; sempre stata in prima fila al loro fianco&rdquo;.</p>
<p>Spiega Bongioanni: &ldquo;L&rsquo;ordinanza consente di proseguire in modo deciso il depopolamento del cinghiale in aree che si stanno pericolosamente avvicinando al distretto suinicolo cuneese che gi&agrave; abbiamo messo in sicurezza in passato cinturandolo con le fasce franche. La filiera suinicola rappresenta un patrimonio economico e produttivo di primaria importanza: in una fase delicata come quella attuale era indispensabile assicurare la piena continuit&agrave; delle misure previste, evitando qualsiasi interruzione o incertezza applicativa. Continueremo a lavorare al fianco degli allevatori, delle associazioni di categoria, degli Ambiti territoriali di caccia e di tutti i soggetti coinvolti fra cui le Province e il mondo venatorio con il suo fondamentale contributo nel contrasto alla pandemia, per contenere la diffusione della malattia e difendere un settore fondamentale per il nostro territorio&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;La Peste Suina Africana - sottolinea Riboldi - non rappresenta un rischio per la salute umana, ma costituisce una grave emergenza di sanit&agrave; animale che richiede il massimo livello di attenzione e coordinamento tra istituzioni - aggiunge - Con questo provvedimento manteniamo pienamente operative le misure di biosicurezza, controllo e sorveglianza sul territorio regionale, garantendo continuit&agrave; a un lavoro fondamentale per contenere la diffusione del virus e proteggere il patrimonio zootecnico piemontese. Un ringraziamento va ai servizi veterinari delle ASL, all&rsquo;Istituto Zooprofilattico e a tutti gli operatori impegnati quotidianamente in questa attivit&agrave; di prevenzione e monitoraggio&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;ordinanza rester&agrave; in vigore per 60 giorni dalla pubblicazione, salvo l&rsquo;adozione di successivi provvedimenti nazionali o il mutare della situazione epidemiologica.</p>]]></description><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 21:22:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[I consigli della Regione per proteggere gli amici a quattro zampe nel periodo estivo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/i-consigli-della-regione-per-proteggere-gli-amici-a-quattro-zampe-nel-periodo-estivo_122542.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/i-consigli-della-regione-per-proteggere-gli-amici-a-quattro-zampe-nel-periodo-estivo_122542.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122542/150746.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Cani, gatti e altri animali da compagnia fanno ormai parte della vita quotidiana di milioni di famiglie italiane. Oltre a rappresentare una presenza affettiva importante, contribuiscono al benessere psicologico, favoriscono la socializzazione, aiutano a mantenere stili di vita attivi e possono avere effetti positivi sulla salute delle persone di tutte le et&agrave;.</p>
<p>Proprio per questo la loro tutela rappresenta anche un tema di sanit&agrave; pubblica, che comprende aspetti legati all'identificazione degli animali, alla prevenzione delle malattie, alla corretta gestione e al benessere animale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Identificazione e responsabilit&agrave;</h2>
<p>Uno degli strumenti fondamentali per la tutela degli animali da compagnia &egrave; il microchip, obbligatorio per i cani e fortemente consigliato anche per altre specie.</p>
<p>L'iscrizione all'Anagrafe degli Animali d'Affezione permette, infatti, di identificare l'animale, favorire il ritrovamento in caso di smarrimento e contrastare il fenomeno dell'abbandono.</p>
<p>La corretta registrazione rappresenta, inoltre, un importante strumento per la gestione sanitaria e il monitoraggio del territorio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La prevenzione passa anche dal veterinario</h2>
<p>Controlli periodici, vaccinazioni, trattamenti antiparassitari e una corretta alimentazione sono elementi fondamentali per garantire la salute degli animali e prevenire problemi che possono avere ripercussioni anche sulla salute pubblica.</p>
<p>Il rapporto costante con il medico veterinario consente di individuare precocemente eventuali patologie, programmare le vaccinazioni necessarie e ricevere indicazioni personalizzate in base all'et&agrave;, allo stile di vita e alle condizioni dell'animale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Estate: attenzione al caldo</h2>
<p>Con l'arrivo della stagione estiva aumentano i rischi legati alle alte temperature.</p>
<p>Cani e gatti sono particolarmente sensibili al caldo e possono andare incontro a colpi di calore, una condizione potenzialmente molto grave.</p>
<p>Per proteggerli &egrave; importante:</p>
<ul>
<li>garantire sempre acqua fresca e pulita;</li>
<li>assicurare zone ombreggiate e ben ventilate;</li>
<li>evitare passeggiate e attivit&agrave; fisica nelle ore pi&ugrave; calde;</li>
<li>non lasciare mai gli animali all'interno dell'automobile, neppure per pochi minuti;</li>
<li>prestare attenzione all'asfalto e alle superfici surriscaldate che possono provocare ustioni ai polpastrelli.</li>
</ul>
<p>Tra i segnali da non sottovalutare vi sono affanno eccessivo, debolezza, disorientamento, salivazione abbondante e difficolt&agrave; nei movimenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Vacanze e viaggi: organizzarsi per tempo</h2>
<p>Chi programma una vacanza con il proprio animale deve verificare con anticipo la documentazione necessaria, le condizioni di trasporto e le eventuali vaccinazioni richieste.</p>
<p>Per i viaggi all'estero sono generalmente necessari il passaporto per animali da compagnia e la vaccinazione antirabbica, rilasciati secondo le procedure previste dai Servizi veterinari delle Aziende Sanitarie.</p>
<p>Prima della partenza &egrave; inoltre opportuno confrontarsi con il veterinario per valutare eventuali esigenze specifiche legate alla destinazione, alla durata del viaggio e allo stato di salute dell'animale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Un'estate senza abbandoni</h2>
<p>L'abbandono degli animali rappresenta ancora oggi un problema che si accentua durante il periodo estivo.&nbsp;Oltre a causare sofferenza agli animali, comporta rischi per la sicurezza stradale, problemi sanitari e un aggravio per le strutture di accoglienza.</p>
<p>Ricordiamo che l'abbandono di animali costituisce un reato ed &egrave; punito dalla legge.</p>
<p>Programmare per tempo le vacanze, scegliere strutture pet-friendly o affidarsi a pensioni e pet sitter qualificati consente di affrontare serenamente il periodo estivo senza rinunciare alla compagnia dei propri animali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Link utili</h2>
<p>Animali da compagnia</p>
<p><a href="https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/veterinaria-salute-alimentare/animali-compagnia" target="_blank" rel="nofollow">https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/veterinaria-salute-alimentare/animali-compagnia</a></p>
<p>Estate e animali da compagnia</p>
<p><a href="https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/veterinaria-salute-alimentare/lestate-gli-animali-compagnia" target="_blank" rel="nofollow">https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/veterinaria-salute-alimentare/lestate-gli-animali-compagnia</a></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 13:06:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Immissioni di trota iridea: recepite da MASE e SNPA le richieste della Provincia per le immissioni ittiche]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/immissioni-di-trota-iridea-recepite-da-mase-e-snpa-le-richieste-della-provincia-per-le-immissioni-ittiche_122531.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/immissioni-di-trota-iridea-recepite-da-mase-e-snpa-le-richieste-della-provincia-per-le-immissioni-ittiche_122531.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122531/150732.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Provincia di Cuneo informa che, con il Decreto n. 268 dell&rsquo;11 giugno 2026 del Ministero dell&rsquo;Ambiente e della Sicurezza Energetica, sono state aggiornate e integrate le condizioni per l&rsquo;immissione in natura della trota iridea (Oncorhynchus mykiss), sulla base delle pi&ugrave; recenti valutazioni tecniche del Sistema Nazionale per la Protezione dell&rsquo;Ambiente (SNPA).</p>
<p>Il provvedimento recepisce le indicazioni contenute nelle Delibere, che hanno valutato positivamente le richieste di revisione avanzate dalla Provincia, introducendo importanti aggiornamenti operativi e gestionali.</p>
<p>Tra gli elementi di maggiore rilievo si evidenzia la revisione dei tratti destinati alle immissioni, con aggiornamento delle dimensioni e delle condizioni operative di diversi corsi d&rsquo;acqua e canali.</p>
<p>In particolare, sono state oggetto di aggiornamento le caratteristiche di alcuni tratti, tra cui:</p>
<ul>
<li>Torrente Belbo &ndash; zona turistica di pesca (Comune di Bosia);</li>
<li>Riserva di pesca di Dronero (canali Comella, Marchisa e Presidenta);</li>
<li>Torrente Colla (Comune di Boves);</li>
<li>Canale Rosa (Comune di Cervasca).</li>
</ul>
<p>Per tali tratti, sono state ridefinite le superfici e, conseguentemente, potranno essere rimodulate in aumento le quantit&agrave; di immissione nel rispetto delle densit&agrave; inizialmente autorizzabili.</p>
<p>Confermata, inoltre, l&rsquo;autorizzazione all&rsquo;immissione con specifiche prescrizioni nei tratti del Grana-Mellea di Centallo e sul fiume Tanaro in Ormea (riserva &ldquo;TURI &ndash; PESCA&rdquo;), inizialmente escluse dal Decreto del MASE dello scorso anno.</p>
<p>Una delle principali novit&agrave; riguarda la possibilit&agrave;, limitatamente al 2026, di immettere esemplari di trota iridea monosesso (tutte femmine) non sterili, ma esclusivamente in tratti completamente chiusi, delimitati a monte e a valle da barriere invalicabili o comunque isolati dal reticolo idrografico naturale.</p>
<p>Questa apertura, fondata sulle valutazioni del SNPA conseguenti alle osservazioni tecniche presentate dalla Provincia, consente una maggiore flessibilit&agrave; gestionale nei contesti controllati, mantenendo al contempo elevato il livello di tutela ambientale.</p>
<p>Nei tratti non isolati resta invece confermato l&rsquo;obbligo di utilizzo di esemplari tutte femmine sterili (triploidi almeno al 95%).</p>
<p>Il quadro autorizzativo aggiorna e rafforza gli obblighi a carico dell&rsquo;ente, tra cui il rispetto delle prescrizioni gi&agrave; previste dal Decreto MASE n. 608/2025 ed in particolare la verifica della conformit&agrave; delle partite di trote ai requisiti normativi, il monitoraggio sistematico delle immissioni e dei prelievi, con raccolta e trasmissione dei dati durante la stagione di pesca e relazione annuale sui tratti oggetto di intervento, la trasmissione preventiva dell&rsquo;elenco completo dei tratti destinati all&rsquo;immissione di esemplari non sterili e il rispetto delle densit&agrave; di semina e dei limiti stabiliti per ciascuna tipologia di tratto, anche in relazione alla presenza o meno di isolamento idraulico.</p>
<p>Il presidente della Provincia, Luca Robaldo, ha dichiarato che "il risultato ottenuto rappresenta un importante riconoscimento del lavoro tecnico svolto dalla Provincia in collaborazione con gli enti scientifici e istituzionali. Esso &egrave; frutto delle due richieste inviate al Ministero dell'Ambiente da parte della Provincia, a testimonianza del lavoro che svolgiamo a tutela del settore e di chi vi appartiene. Le modifiche introdotte consentono una gestione pi&ugrave; efficace e sostenibile delle attivit&agrave; di pesca, nel pieno rispetto dell&rsquo;ambiente e delle normative vigenti".</p>
<p>Il Consigliere delegato alla pesca, Simone Manzone, aggiunge che "si tratta di un passo avanti significativo per il mondo della pesca sportiva sul territorio provinciale. Le nuove disposizioni permettono di coniugare tutela ambientale e valorizzazione delle attivit&agrave; alieutiche, rispondendo alle esigenze degli operatori e degli appassionati. Si continua a lavorare a stretto contatto con gli uffici e con le associazioni piscatorie per garantire una stagione piscatoria 2027 programmata e stabile".</p>
<p>Il presidente F.I.P.S.A.S. Giacomo Pellegrino esprime un giudizio positivo: &rdquo;Cominciamo ad avere delle risposte alle nostre richieste poste a suo tempo alla Provincia, che ha fatto proprie inviandole agli enti competenti. E&rsquo; un primo passo importante, in attesa dell&rsquo;approvazione del Decreto Ministeriale, che dovrebbe portare delle certezze normative. E&rsquo; un ottimo risultato della collaborazione tra la Provincia con i suoi uffici e la F.I.P.S.A.S.&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 07:51:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Ddl Gestione fauna selvatica omeoterma in Senato. Bongioanni: "Riscrivere una legge vecchia di trent’anni"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ddl-gestione-fauna-selvatica-omeoterma-in-senato-bongioanni-riscrivere-una-legge-vecchia-di-trentanni_122360.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ddl-gestione-fauna-selvatica-omeoterma-in-senato-bongioanni-riscrivere-una-legge-vecchia-di-trentanni_122360.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122360/150444.jpg" title="Paolo Bongioanni" alt="Paolo Bongioanni" /><br /><p>Dopo quasi un anno di esame e audizioni in Commissione &egrave; iniziata oggi in Senato la discussione del disegno di legge proposto dal Governo Meloni che riforma la legge 157 dell&rsquo;11 febbraio 1992 sulla gestione della fauna selvatica omeoterma.</p>
<p>Un passo importante che l&rsquo;assessore l&rsquo;assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni commenta cos&igrave;: "I miei apprezzamenti al Governo Meloni e al ministro Francesco Lollobrigida per avere messo a punto e portato avanti una norma che tiene conto di un quadro completamente mutato in oltre trent&rsquo;anni: dai cambiamenti climatici alla rinaturalizzazione degli ambienti, dalla proliferazione incontrollata di specie come il cinghiale all&rsquo;insorgenza di pandemie come la peste suina, con tutto il problema della biosicurezza, fino all&rsquo;enorme tema dei danni per l&rsquo;agricoltura e gli incidenti stradali. &Egrave; un quadro che va governato con strumenti aggiornati alla situazione attuale e alle sue prospettive future, e richiede per questo una consapevolezza responsabile nella gestione del rapporto fra l&rsquo;uomo e il patrimonio faunistico che non pu&ograve; pi&ugrave; essere improntata a pregiudizi ideologici e a veti anacronistici".</p>
<p>Il Ddl in discussione riconosce un maggiore ruolo autonomo alle Regioni per una gestione pi&ugrave; efficace e adattabile alle specifiche esigenze territoriali. Punta a un approccio equilibrato e capace di coniugare la tutela degli ecosistemi e della biodiversit&agrave; con le esigenze delle attivit&agrave; produttive come quelle agricole e con il riconoscimento del ruolo svolto nella gestione faunistica dall'attivit&agrave; venatoria, rivelatosi assolutamente strategico ed essenziale per il contrasto alla peste suina. Il provvedimento affronta anche il problema lupo: la specie non diventerebbe cacciabile, ma in caso di necessit&agrave; potrebbe essere abbattuta nell&rsquo;ambito di specifici e mirati piani di contenimento.</p>
<p>"Come Regione Piemonte - sottolinea Bongioanni -.sosterremo il Governo e il ministro Lollobrigida su una riforma ormai non pi&ugrave; rimandabile, che affronta la situazione con pragmatismo e lungimiranza. Auspico per questo che le innovazioni introdotte dal testo non vengano snaturate dall&rsquo;arroccamento di certo ambientalismo radicale ma che in Parlamento prevalga il senso di responsabilit&agrave; per l&rsquo;interesse comune".</p>]]></description><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 16:07:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Razza piemontese: “Rivisto il sistema Classyfarm rispetto alle necessità del settore”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/razza-piemontese-rivisto-il-sistema-classyfarm-rispetto-alle-necessita-del-settore_122346.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/razza-piemontese-rivisto-il-sistema-classyfarm-rispetto-alle-necessita-del-settore_122346.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122346/150427.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Coldiretti Piemonte insieme alla confederazione nazionale Coldiretti &egrave; intervenuta per far s&igrave; che la soglia Classyfarm passasse, per la linea vacca vitello, da 0,9 a 3. &ldquo;&Egrave; un primo grande risultato per la razza piemontese&rdquo;.<br>&nbsp;<br>&ldquo;Grazie a un nostro costante impegno, la modifica dell&rsquo;allegato XI del decreto del Ministro dell&rsquo;agricoltura, della sovranit&agrave; alimentare e delle foreste &egrave; un primo grande passo per valorizzare ulteriormente la razza piemontese e consentire alle imprese zootecniche di poter rientrare tra i beneficiari delle risorse della Pac&rdquo;, spiega Bruno Mecca Cici, vicepresidente di Coldiretti Piemonte con delega territoriale alla zootecnia.<br>&nbsp;<br>&ldquo;Tale revisione &egrave; fondamentale poich&eacute; il nostro comparto zootecnico &egrave; un grande patrimonio da tutelare, dal punto di vista della biodiversit&agrave; e dell&rsquo;ambiente, con la razza piemontese che &egrave; tra le razze storiche pi&ugrave; famose ed ha una fondamentale valenza economica sul territorio&rdquo;, concludono Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo, e Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo.</p>]]></description><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:27:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[“Il depopolamento dei cinghiali è oggi l’unica via per difendere il lavoro delle aziende”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-depopolamento-dei-cinghiali-e-oggi-lunica-via-per-difendere-il-lavoro-delle-aziende_121848.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-depopolamento-dei-cinghiali-e-oggi-lunica-via-per-difendere-il-lavoro-delle-aziende_121848.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121848/149563.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;<em>Accelerare con ogni mezzo sul depopolamento dei cinghiali &egrave; l&rsquo;unica strada per contenere il rischio sanitario, tutelare gli allevamenti e difendere la filiera suinicola della Granda</em>&rdquo;. &Egrave; quanto afferma Coldiretti Cuneo a seguito della cabina di regia provinciale sulla PSA, che ha visto la partecipazione del commissario straordinario, dottor Giovanni Filippini, convocata dopo il ritrovamento di altre due positivit&agrave; in provincia di Cuneo e la conseguente proposta di ridefinizione delle aree soggette a restrizione.</p>
<p>Nel corso dell&rsquo;incontro &egrave; stata illustrata la proposta di ridefinizione delle aree interessate dalle misure di restrizione, che il commissario sottoporr&agrave; agli uffici competenti della Commissione europea. Si tratta, dunque, di un passaggio non ancora ufficiale, ma che impone comunque massima attenzione.</p>
<p>&ldquo;<em>La preoccupazione &egrave; forte perch&eacute; questa possibile rimodulazione arriverebbe a lambire territori a marcata vocazione suinicola, caratterizzati da una presenza significativa di allevamenti. Si tratta di aziende che da tempo investono in biosicurezza e mantengono la guardia altissima per proteggere gli animali, le strutture produttive e l&rsquo;intera filiera</em>&rdquo;, precisa Coldiretti Cuneo. La filiera suinicola cuneese conta circa 800 aziende e quasi 900.000 capi, destinati soprattutto ai circuiti tutelati delle principali DOP italiane, tra cui il Prosciutto di Parma e il Prosciutto di San Daniele. &ldquo;<em>Nuove aree soggette a restrizione porteranno con s&eacute; limitazioni all&rsquo;attivit&agrave; venatoria ordinaria e per questo motivo dovranno essere immediatamente intensificati gli strumenti alternativi in grado di garantire lo stesso obiettivo: ridurre in modo concreto, rapido e significativo la presenza dei cinghiali. Selecontrollo, attivit&agrave; mirate di depopolamento, tecnologie di monitoraggio, supporto operativo aggiuntivo e ogni mezzo utile a contenere rapidamente la popolazione di cinghiali nelle aree pi&ugrave; sensibili</em>&rdquo;.</p>
<p>In questo senso, &egrave; &ldquo;<em>positiva</em>&rdquo; l&rsquo;ipotesi illustrata durante l&rsquo;incontro di istituire una cosiddetta &ldquo;<em>zona franca</em>&rdquo;, esterna alla Zona 1, nella quale concentrare interventi massicci, fino quasi a una azione di eradicazione della specie. &Egrave; una direzione che Coldiretti Cuneo considera corretta e necessaria per diminuire la pressione dei selvatici e contenere il rischio di ulteriore diffusione della PSA.</p>
<p>&ldquo;<em>Ringraziamo il commissario Filippini per essere venuto tempestivamente a Cuneo e per aver ascoltato le preoccupazioni di un territorio che vive una fase di grande apprensione. Le imprese agricole tengono la guardia altissima sulla biosicurezza, ma le nuove positivit&agrave; confermano che serve un intervento immediato, deciso e straordinario. Il depopolamento dei cinghiali &egrave; oggi l&rsquo;unica via concreta per ridurre il rischio sanitario e difendere il lavoro delle nostre aziende</em>&rdquo;, afferma Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo.</p>
<p>&ldquo;<em>La suinicoltura cuneese &egrave; un asset strategico per l&rsquo;agricoltura provinciale e non pu&ograve; permettersi ulteriori arretramenti. Bene l&rsquo;ipotesi di una zona franca esterna alla zona cuscinetto, con una forte attivit&agrave; di depopolamento. &Egrave; questa la direzione da seguire, perch&eacute; ridurre realmente e rapidamente il numero dei cinghiali &egrave; la condizione indispensabile per proteggere gli allevamenti e l&rsquo;intera filiera</em>&rdquo;, aggiunge Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo.</p>]]></description><pubDate>Wed, 10 Jun 2026 07:38:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Un BioBlitz in valle Stura per aiutare a proteggere la farfalla Euphydryas maturna]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/un-bioblitz-in-valle-stura-per-aiutare-a-proteggere-la-farfalla-euphydryas-maturna_121643.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/un-bioblitz-in-valle-stura-per-aiutare-a-proteggere-la-farfalla-euphydryas-maturna_121643.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121643/149172.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;Ente di gestione delle Aree Protette delle Alpi Marittime, in collaborazione con l&rsquo;associazione BioMA, l&rsquo;Unione Montana Valle Stura e il Comune di Demonte, propone due appuntamenti estivi per andare alla scoperta della farfalla Euphydryas maturna, gioiello della biodiversit&agrave; della valle Stura.</p>
<p>Euphydryas maturna &egrave; rarissima a livello europeo, presente in Italia solo nella Zona Speciale di Conservazione (ZSC) &ldquo;Vallone dell&rsquo;Arma&rdquo; gestita dalle Aree Protette Alpi Marittime. La farfalla &egrave; stata valutata nella Lista Rossa Italiana come "specie in pericolo critico" ed &egrave; inserita negli allegati II e IV della Direttiva europea Habitat. La sopravvivenza di questa specie &egrave; oggi messa a rischio dal collezionismo e dalla perdita del suo habitat. Per questo l'Ente promuove costanti attivit&agrave; di ricerca e monitoraggio.</p>
<p>Ma la scienza da sola non basta: il coinvolgimento delle comunit&agrave; locali &egrave; vitale. Conoscere e rispettare la biodiversit&agrave; significa, infatti, fare la propria parte nella tutela degli ambienti naturali e delle creature che li abitano. Ed &egrave; qui che entri in gioco tu.</p>
<p>Sabato 13 giugno e sabato 1&deg; agosto partecipa ai BioBlitz in valle Stura di Demonte insieme ai guardiaparco, al Servizio Conservazione delle Aree Protette Alpi Marittime e all&rsquo;associazione BioMA.&nbsp;</p>
<h2>Ma cosa &egrave; un BioBlitz &ndash; o monitoraggio partecipato?</h2>
<p>Riportiamo quanto scritto nel sito BioBlitz Italia: "<em>BioBlitz &egrave; l'azione educativa di citizen science (scienza dei cittadini) in cui scienziati, famiglie, studenti, insegnanti e altri membri della comunit&agrave; lavorano insieme in natura per trovare e identificare il maggior numero possibile di specie viventi</em>".</p>
<p>Con la speranza di incrociare pi&ugrave; specie, animali e vegetali, possibili, ci concentreremo in particolare sull&rsquo;avvistamento di Euphydryas maturna, perla esclusiva della valle Stura e tesoro da proteggere.</p>
<h2>Informazioni</h2>
<p>Quando: sabato 13 giugno e sabato 1&deg; agosto.<br>Ritrovo: ore 10.15 in piazza Renzo Spada, Demonte, per entrambi gli appuntamenti.<br>Orario attivit&agrave;: 10.30 - 12.30 per entrambi gli appuntamenti.<br>Prenotazione: consigliata compilando l&rsquo;apposito modulo: <a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfFde6RYnn5S7AXlHNZe1-INpoodoluk-Ey29sACsLBkIQaHw/viewform" target="_blank" rel="nofollow">https://docs.google.com</a>.<br>Contatti: info@biomassociazione.it.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121643/small_149173.jpg" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Fri, 05 Jun 2026 16:27:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item></channel></rss>
