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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Varie > Animali > Saluzzo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/varie/animali/saluzzese/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/news/varie/animali/saluzzese/rss2.0.xml?page=15rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie di Animali a Saluzzo aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Thu, 30 Apr 2026 15:22:13 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Varie > Animali > Saluzzo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/varie/animali/saluzzese/]]></link></image><item><title><![CDATA[Peste suina africana, Confagricoltura Piemonte e Cuneo: “Risultati importanti"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/peste-suina-africana-confagricoltura-piemonte-e-cuneo-risultati-importanti_118843.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/peste-suina-africana-confagricoltura-piemonte-e-cuneo-risultati-importanti_118843.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118843/144401.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Confagricoltura Piemonte e Cuneo esprimono l&rsquo;apprezzamento per il lavoro svolto dalla Regione Piemonte e dal commissario straordinario nella gestione dell&rsquo;emergenza Peste suina africana, che ha consentito finora di contenere la diffusione del virus e di salvaguardare le principali aree produttive della suinicoltura piemontese. <em>&ldquo;Il Piemonte</em> - dichiara il presidente di Confagricoltura Piemonte e Cuneo, Enrico Allasia - <em>ha dimostrato che un&rsquo;azione coordinata tra istituzioni, servizi veterinari e mondo agricolo pu&ograve; produrre risultati concreti. Le aziende e gli allevatori hanno fatto la loro parte, investendo in misure di biosicurezza e contribuendo a mantenere sotto controllo una situazione complessa&rdquo;</em>. Di questo si era discusso solo qualche settimana fa in Confagricoltura a Cuneo durante un incontro tra gli allevatori del comparto e il presidente della FNP Suinicola di Confagricoltura Rudy Milani che, pur sottolineando i progressi fatti nella gestione della malattia, aveva invitato a non abbassare la guardia e, anzi, ad aumentare gli sforzi per il contenimento dei cinghiali.</p>
<p>Il comparto suinicolo regionale rappresenta un segmento rilevante dell&rsquo;economia agricola piemontese, con circa 1.200 allevamenti (900 in provincia di Cuneo) e una produzione lorda vendibile all&rsquo;origine valutata in oltre 300 milioni di euro annui. Un sistema produttivo strettamente collegato alle filiere di qualit&agrave; e alla trasformazione industriale.</p>
<p><em>&ldquo;Il riconoscimento di ampie aree quali zone indenni </em>- aggiunge Allasia - <em>&egrave; un passaggio importante per la continuit&agrave; delle attivit&agrave;. Il riemergere di focolai nelle aree di confine conferma che il rischio resta elevato e richiede un&rsquo;azione ancora pi&ugrave; incisiva&rdquo;</em>.</p>
<p>Confagricoltura Piemonte e Cuneo condividono la richiesta del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dell&rsquo;assessore all&rsquo;Agricoltura Paolo Bongioanni di rafforzare la collaborazione interregionale, in particolare con la Liguria, per il contenimento della popolazione di cinghiali lungo il corridoio appenninico.</p>
<p><em>&ldquo;La gestione della fauna selvatica </em>- sottolinea Allasia - <em>&egrave; un aspetto fondamentale. Serve un&rsquo;azione continuativa e coordinata di riduzione della presenza dei cinghiali, insieme al rafforzamento delle attivit&agrave; di sorveglianza e prevenzione. Gli allevamenti piemontesi rappresentano una filiera strategica che va tutelata con strumenti adeguati e con un impegno costante nel tempo&rdquo;</em>.</p>
<p>Confagricoltura ribadisce infine la necessit&agrave; di mantenere alta l&rsquo;attenzione su tutte le misure di biosicurezza e di sostenere le imprese agricole coinvolte, consolidando un sistema di prevenzione che ha dimostrato la propria efficacia, ma che richiede continuit&agrave; e responsabilit&agrave; condivisa.</p>]]></description><pubDate>Fri, 24 Apr 2026 08:28:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Peste suina, Bongioanni: “La Liguria collabori per il contenimento del cinghiale”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/peste-suina-bongioannila-liguria-collabori-per-il-contenimento-del-cinghiale_118807.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/peste-suina-bongioannila-liguria-collabori-per-il-contenimento-del-cinghiale_118807.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118807/144329.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni dichiara: &ldquo;<em>In un momento in cui nella lotta alla Psa si &egrave; fatto un enorme lavoro congiunto - grazie al quale il commissario Filippini &egrave; riuscito a far riconoscere dall&rsquo;Europa come zone franche le intere province di Vercelli e Novara e l&rsquo;area di quelle di Asti e Alessandria a nord dell&rsquo;asse della A21 Torino-Piacenza - restano aperte criticit&agrave; evidenziate nell&rsquo;ultimo periodo con un ritorno di casi e la riattivazione di focolai quiescenti soprattutto nell&rsquo;area al confine fra Piemonte e Liguria, Questo sottolinea ancora una volta come l&rsquo;attenzione verso la peste suina africana debba essere sempre massima, e l&rsquo;attivit&agrave; congiunta e sinergica debba essere portata avanti nel modo pi&ugrave; efficace possibile</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>Per questo</em> &ndash; spiega Bongioanni - <em>assieme al presidente Alberto Cirio ho inviato sabato 17 aprile al presidente della Regione Liguria Marco Bucci e all&rsquo;assessore all&rsquo;Agricoltura Alessandro Piana una lettera in cui chiediamo alla Regione Liguria la massima collaborazione in questa lotta, schierando tutte le risorse disponibili in termini di sorveglianza e depopolamento della specie cinghiale nell&rsquo;area appenninica limitrofa al Piemonte, anche attraverso il potenziamento e reclutamento di personale dedicato</em>&rdquo;.</p>
<p>Ancora di recente si sono infatti riscontrati focolai di Psa in provincia di Savona nei comuni di Dego, Sassello, Cairo Montenotte e Piana Crixia, limitrofi al corridoio ecologico utilizzato dalla specie cinghiale e scenario di una probabile e possibile incursione del virus verso i comuni confinanti della Provincia di Cuneo.</p>
<p>&ldquo;<em>Grazie al considerevole impegno in termini di risorse, investimenti e personale che il Piemonte ha dedicato al contrasto della malattia</em> &ndash; ricorda Bongioanni - <em>siamo riusciti finora a mettere in sicurezza il distretto suinicolo cuneese. Chiediamo ora alla Liguria che faccia la sua parte affinch&eacute; venga definitivamente chiuso il corridoio biologico della valle Bormida. Nell&rsquo;incontro odierno con il commissario straordinario Giovanni Filippini ho chiesto un tavolo degli assessori delle Regioni confinanti, mentre sar&agrave; mia cura personale richiamare a un&rsquo;azione pi&ugrave; efficace gli Enti Parco: operazione che far&ograve; nella giornata di luned&igrave;</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Thu, 23 Apr 2026 15:29:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[La Provincia di Cuneo ha approvato il Piano di controllo del ghiro 2026-2030]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-provincia-di-cuneo-ha-approvato-il-piano-di-controllo-del-ghiro-2026-2030_118368.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-provincia-di-cuneo-ha-approvato-il-piano-di-controllo-del-ghiro-2026-2030_118368.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118368/143564.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Provincia di Cuneo ha approvato il Piano di controllo del ghiro (Glis glis) 2026-2030, uno strumento di gestione faunistica finalizzato a ridurre i danni alle colture agricole, in particolare alla corilicoltura, garantendo al contempo la tutela della specie protetta e il rispetto della normativa vigente.</p>
<p>Negli ultimi anni, la forte espansione dei noccioleti nelle Langhe e nell&rsquo;Alta Langa, unita all&rsquo;aumento delle superfici boscate dovuto all&rsquo;abbandono agricolo, ha favorito la presenza stabile del ghiro. La specie trova nei noccioleti una risorsa alimentare altamente attrattiva, causando perdite produttive ed economiche significative, soprattutto nei comuni degli Ambiti Territoriali di Caccia CN4 e CN5.</p>
<p>Il Piano si inserisce nel quadro previsto dalla Legge 157/1992, che consente piani di controllo in deroga per specie protette in presenza di danni rilevanti alle produzioni agricole, previa verifica dell&rsquo;inefficacia dei metodi ecologici e con il parere positivo di ISPRA.</p>
<p>Il Piano prevede in via prioritaria l&rsquo;adozione di metodi ecologici, come fasce di rispetto tra bosco e noccioleto e barriere aeree. Solo quando tali misure risultano insufficienti &egrave; previsto un contenimento numerico selettivo e localizzato, mediante gabbie e cassette nido, attuabile esclusivamente dal 15 maggio al 15 settembre. Gli interventi saranno svolti dai proprietari o conduttori dei fondi autorizzati, sotto il coordinamento della Provincia.</p>
<p>&ldquo;<em>Con questo Piano</em> &ndash; dichiara il presidente della Provincia di Cuneo, Luca Robaldo &ndash; <em>mettiamo in campo uno strumento serio e responsabile per tutelare un comparto agricolo strategico come la corilicoltura, senza rinunciare al rispetto della biodiversit&agrave; e delle norme di protezione della fauna selvatica. &Egrave; un equilibrio delicato, ma necessario, per difendere il lavoro delle nostre aziende agricole</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>L&rsquo;esperienza degli anni passati </em>&ndash; sottolinea il consigliere delegato Silvano Dovetta &ndash; <em>ci ha insegnato che i risultati arrivano solo quando si opera in modo continuativo, corretto e tecnicamente adeguato. Con il nuovo Piano puntiamo a coinvolgere aziende realmente motivate, a migliorare il monitoraggio e a rendere pi&ugrave; efficace il rapporto tra interventi di controllo e reale riduzione dei danni</em>&rdquo;.</p>
<p>Il Piano sar&agrave; promosso nei territori a vocazione corilicola anche attraverso le associazioni di categoria e gli Enti di gestione territoriale della caccia, con l&rsquo;obiettivo di rafforzare la qualit&agrave; degli interventi e garantire una gestione sostenibile del territorio.</p>
<p>Le aziende interessate a attuare il Piano di controllo sono pregate di prendere contatto con l&rsquo;Ufficio Caccia e Pesca allo 0171.445.477, oppure via posta elettronica a caccia.pesca@provincia.cuneo.it.</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Apr 2026 10:27:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[La contesa su un asino zoppo porta a processo un carabiniere]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/saluzzese/la-contesa-su-un-asino-zoppo-porta-a-processo-un-carabiniere_118343.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/saluzzese/la-contesa-su-un-asino-zoppo-porta-a-processo-un-carabiniere_118343.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118343/143532.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Parte da un accertamento in una cascina di Villanova Solaro la vicenda che ha portato a processo, per calunnia e falso, un maresciallo del Gruppo Carabinieri Forestale di Saluzzo.</p>
<p>L&rsquo;ipotesi della Procura &egrave; che il militare avesse nascosto gli esiti dei controlli che dimostravano l&rsquo;insussistenza del presunto maltrattamento contestato a un allevatore, sulla base di una segnalazione anonima. I forestali si erano recati in cascina nel dicembre del 2022, insieme a un veterinario dell&rsquo;Asl. In una stalla avevano trovato un asino con gravi problemi di deambulazione. Si trattava di un animale d&rsquo;affezione che la famiglia dell&rsquo;allevatore aveva vinto a una sagra di paese, un quindicennio prima.</p>
<p>Il veterinario dell&rsquo;Asl aveva prescritto il pareggio degli zoccoli e i carabinieri avevano controllato, in quella circostanza, anche i cani di propriet&agrave; e i capi bovini detenuti nella stessa stalla da un altro allevatore.&nbsp;<em>&ldquo;Nel verbale di sopralluogo c&rsquo;&egrave; la constatazione della situazione trovata, firmata dal veterinario, ma non viene citata nessuna ipotesi di maltrattamento dell&rsquo;asino&rdquo;</em> ha osservato il capitano Claudia Matera, all&rsquo;epoca comandante del Nucleo Investigativo provinciale dei Forestali.</p>
<p>A chiarire la condizione dell&rsquo;asino avrebbe provveduto, lo stesso giorno, il veterinario di famiglia, il dottor Massimo Rosso:&nbsp;<em>&ldquo;L&rsquo;asino &egrave; affetto da artrogriposi, un difetto genetico che si manifesta con un non armonico sviluppo dei tendini flessori e che aveva iniziato a manifestarsi nei primi mesi di vita&rdquo;</em>. Nessun maltrattamento, quindi, ma un problema congenito ereditario - il padre dell&rsquo;animale, pare, ne era affetto a sua volta - che aveva indotto il veterinario, all&rsquo;inizio, a ipotizzare una prognosi infausta: <em>&ldquo;Nel primo anno di vita dell&rsquo;asino dissi al proprietario che probabilmente avrebbero dovuto sopprimerlo, se fossero insorte infezioni. Invece riusciva a deambulare senza provocarsi lesioni&rdquo;</em>.</p>
<p>L&rsquo;animale era quindi rimasto in cascina, vivendo una vita felice:&nbsp;<em>&ldquo;Girava in totale libert&agrave; nell&rsquo;azienda e non poteva, per le sue difficolt&agrave; di deambulazione, allontanarsi. Mangiava nel prato dove si trovavano le vacche e si avvicinava alla figlia del proprietario, quando entrava in casa, per prendere una carota. Dal punto di vista clinico era obeso&rdquo;</em>.</p>
<p>Il professionista ha confermato al giudice di aver contattato i Forestali di Saluzzo il giorno del controllo, incontrandoli in stazione pochi giorni dopo: insieme al maresciallo era presente un altro carabiniere. In quell&rsquo;occasione, il veterinario aveva rappresentato la situazione dell&rsquo;asino e gli era stato richiesto di presentare una relazione a riguardo. Ciononostante, l&rsquo;indagine nei confronti dell&rsquo;allevatore era andata avanti:&nbsp;<em>&ldquo;Ho inviato anche una mail in seguito </em>- precisa - <em>e mi &egrave; stato detto che gli atti erano gi&agrave; stati inviati in Procura e che avrebbe dovuto parlare con l&rsquo;avvocato del proprietario&rdquo;</em>.</p>
<p>La presunta malafede del forestale &egrave; oggetto dell&rsquo;attuale procedimento, la cui prosecuzione &egrave; fissata al prossimo 28 maggio.</p>]]></description><pubDate>Thu, 16 Apr 2026 18:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[“Antonio vuole trovare un nuovo amico per Frankie prima di morire, aiutiamolo”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/antonio-vuole-trovare-un-nuovo-amico-per-frankie-prima-di-morire-aiutiamolo_117730.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/antonio-vuole-trovare-un-nuovo-amico-per-frankie-prima-di-morire-aiutiamolo_117730.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117730/142656.jpg" title="" alt="" /><br /><p><em>&ldquo;Cerchiamo disperatamente adozione per Frankie&rdquo;</em>: l&rsquo;appello accorato arriva dai volontari dell&rsquo;associazione Il Gatto per Te di Cervasca, per trovare una nuova casa a un cane che presto sar&agrave; costretto, senza che nessuno ne abbia colpa, a separarsi da chi lo ha finora accudito con amore.</p>
<p><em>&ldquo;Il suo amico umano con cui ha vissuto otto anni, lo sta lasciando&rdquo;</em> si legge nell&rsquo;appello: <em>&ldquo;Prima di chiudere gli occhi, Antonio vorrebbe trovare un nuovo compagno di vita per il suo amato Frankie e morire con la pace nel cuore&rdquo;</em>.</p>
<p>Ai veri amici degli animali si chiede un aiuto per Antonio e Frankie, affinch&eacute; il cane non venga portato in canile. Per informazioni &egrave; possibile contattare Marina al numero di telefono 3391008548.</p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 15:05:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Il 18 e 19 aprile a Saluzzo l'orgoglio malgaro in strada con “La Rudunà”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/saluzzese/il-18-e-19-aprile-a-saluzzo-l-orgoglio-malgaro-in-strada-con-la-ruduna_117605.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/saluzzese/il-18-e-19-aprile-a-saluzzo-l-orgoglio-malgaro-in-strada-con-la-ruduna_117605.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117605/142502.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il 18 e 19 aprile a Saluzzo torna &ldquo;La Rudun&agrave;&rdquo;, la mostra degli animali d&rsquo;alpeggio. La manifestazione &egrave; organizzata da A.RE.MA Associazione Regionale Margari insieme al Comune e porter&agrave; nelle strade del Marchesato la tradizionale festa dell'orgoglio malgaro, prologo della salita agli alpeggi degli allevatori del saluzzese e non. Un concerto di campanacci, il passo deciso di chi mostra al pubblico il proprio lavoro, l&rsquo;emozione di chi intorno osserva quella passeggiata cos&igrave; speciale in un bellissimo centro medievale.</p>
<p>Oltre cento animali sfileranno ben due volte nel centro cittadino: partenza alle 17 di sabato, un percorso che prevede un anello nelle vie centrali saluzzesi, partendo dal Foro Boario, che per due giorni sar&agrave; spazio dove vedere i capi, conoscere il lavoro dei margari e i loro prodotti.</p>
<p><strong>SABATO 18 APRILE</strong><br>Ore 16 - Apertura Mostra Animali e area prodotti del territorio<br>Ore 17 - Rudun&agrave; nel centro cittadino<br>Ore 18 - Esposizione dei Cavalli Merens e Mostra Animali - Foro Boario<br>Ore 20.30 - Cena con i Malgari &amp; Street Food per il concerto<br>Prenotazioni al 348 7342677 e al 348 2714049<br>Ore 21.30 - Les Randoulines &amp; Daniela Mandrile</p>
<p><strong>DOMENICA 19 APRILE</strong><br>Ore 9 - Apertura Mostra Animali e area prodotti del territorio<br>Ore 10 - Laboratorio didattico Cavalli Merens e Mostra Animali - Foro Boario<br>Ore 11 - Rudun&agrave; nel centro cittadino<br>Ore 9 - 16 - la merenda del Malgaro<br>Prenotazioni al 348 7342677 e al 348 2714049</p>]]></description><pubDate>Fri, 03 Apr 2026 12:38:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Prorogata fino al 10 aprile la chiusura della Grotta di Rio Martino]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/saluzzese/prorogata-fino-al-10-aprile-la-chiusura-della-grotta-di-rio-martino_117453.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/saluzzese/prorogata-fino-al-10-aprile-la-chiusura-della-grotta-di-rio-martino_117453.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117453/142294.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Parco del Monviso ha disposto la proroga della chiusura al pubblico dell&rsquo;accesso alla Grotta di Rio Martino fino a venerd&igrave; 10 aprile 2026. La chiusura dell&rsquo;ambiente carsico, sito di importanza comunitaria identificato come ZSC IT1160037 &ldquo;Grotta di Rio Martino&rdquo;, nel periodo invernale &egrave; gi&agrave; prevista dalle misure di conservazione sito-specifiche, che stabiliscono il divieto di ingresso dal 1&deg; novembre al 31 marzo per proteggere le colonie durante la fase pi&ugrave; delicata del loro ciclo vitale, quella dell&rsquo;ibernazione invernale.</p>
<p>Le condizioni meteorologiche registrate nel mese di marzo, caratterizzate da precipitazioni anche nevose, basse temperature e presenza di neve al suolo, hanno per&ograve; reso opportuno estendere questo periodo poich&eacute; i fattori registrati possono ritardare l&rsquo;uscita dei chirotteri svernanti.</p>
<p>Il provvedimento si inserisce in un&rsquo;ottica di precauzione e tutela delle specie presenti all&rsquo;interno della grotta. In questo ambiente, in particolare nel ramo inferiore, &egrave; presente una colonia svernante di Barbastella barbastellus e sono state rilevate numerose altre specie di chirotteri, almeno dodici, molte delle quali frequentano la grotta proprio nel periodo di ibernazione compreso tra novembre e aprile. La proroga della chiusura rappresenta quindi una scelta necessaria per garantire la tutela di specie particolarmente sensibili. Le condizioni meteorologiche di questo inizio primavera non hanno ancora consentito una piena ripresa dell&rsquo;attivit&agrave; dei chirotteri e un accesso non controllato potrebbe arrecare disturbo in una fase ancora critica del loro ciclo biologico.</p>
<p>Il Parco del Monviso si riserva di verificare, in prossimit&agrave; della nuova scadenza, la sussistenza delle condizioni meteorologiche e biologiche che consentano la riapertura della grotta in sicurezza, nel rispetto della conservazione dell&rsquo;habitat e delle specie che ne motivano la tutela.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Apr 2026 12:22:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[“Per salvare la stagione di pesca in Granda bisogna adottare il Piano di transizione”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/per-salvare-la-stagione-di-pesca-in-granda-bisogna-adottare-il-piano-di-transizione_117294.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/per-salvare-la-stagione-di-pesca-in-granda-bisogna-adottare-il-piano-di-transizione_117294.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117294/142051.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;<em>In attesa del decreto ministeriale che autorizzi l&rsquo;immissione di speci non autoctone, che speriamo possa essere applicato ancora in tempi utili per la stagione della pesca sportiva con norme chiare e concrete, Fipsas Cuneo intende fare alcune precisazioni. In un momento di seria difficolt&agrave;</em> - spiega il presidente provinciale e regionale della Federazione italiana pesca sportiva e attivit&agrave; subacquee, Giacomo Pellegrino -<em> non essere chiari non giova a nessuno, tanto meno al settore della pesca sportiva e agli oltre duemila associati</em>&rdquo;.</p>
<p>Da inizio stagione, ossia il 22 febbraio, l&rsquo;ente provinciale ha autorizzato tutte le richieste presentate dalle associazioni di pesca, con il rilascio di 15 autorizzazioni per immissioni di trote iridee sterili per un totale complessivo di 7.679 kg. &ldquo;<em>&Egrave; vero </em>- spiega Pellegrino -<em>, una quantit&agrave; irrisoria, visto che in stagioni normali la Fipsas provvede a immettere dai 70 agli 80 quintali contemporaneamente con oltre un centinaio di autorizzazioni. Ma non solo, oltre al danno anche la beffa: perch&eacute; se le autorizzazioni sono state evase, il tipo di pesce autorizzato, che tra l&rsquo;altro costa il doppio dell&rsquo;altro, sul mercato &egrave; pressoch&eacute; introvabile</em>&rdquo;.</p>
<p>Al provvedimento europeo recepito dall&rsquo;Italia - un provvedimento definito &ldquo;<em>assurdo</em>&rdquo; dalla Fipsas - negli anni scorsi era stata contrapposta la soluzione delle deroghe ai vincoli europei all&rsquo;immissione di trote alloctone, per non pregiudicare la stagione. Una deroga che la maggior parte delle regioni. italiane ha nuovamente applicato, senza recepire lo Studio di valutazione del rischio. &ldquo;<em>La maggior parte delle regioni italiane proseguono ad adottare quella che &egrave; stata definita &lsquo;la transizione&rsquo;</em> - spiega nel merito il presidente Fipsas -.<em> La Valle d&rsquo;Aosta immette trote iridee fario e medirerranee, il Trentino-Alto Adige &egrave; dotato di regolamenti provinciali propri ed ha prorogato il sistema di immissioni fino al 31 maggio 2027, il Veneto dispone di un proprio piano e poi Friuli e Lombardia che hanno ritenuto pi&ugrave; consono adottare la transizione in attesa di norme chiare, applicabili e risolutive. Addirittura la Liguria ha respinto lo Studio adottando, con tanto di parere legale, il piano di transizione. Nessuna di queste regioni -</em> ricorda Pellegrino - <em>ha applicato lo Studio del rischio, ritenendo pi&ugrave; consono proseguire sulla via gi&agrave; tracciata del sistema transizione che da anni ormai, salva il comparto della pesca sportiva</em>&rdquo;. Un sistema di transizione che autorizza le immissioni, adottato anche dalle province di Torino, Alessandria Vercelli, Verbano Cusio Ossola con una restrizione solo parziale ma immette trote fario e mediterranea.</p>
<p>La Fipsas, inoltre, tiene a rimarcare come le &ldquo;<em>sentinelle del territorio</em>&rdquo; a tutela dell&rsquo;ambiente e della biodiversit&agrave; siano una vera missione per la Federazione, attuata attraverso il lavoro concreto e non facile degli incubatoi dove vengono fatte crescere in totale sicurezza le trote poi gettate nei corsi d&rsquo;acqua. &ldquo;<em>Inoltre</em> - sottolinea il presidente Pellegrino - <em>il pescatore sportivo &egrave; il primo ad accorgersi se ci sono criticit&agrave; ambientali, segnalando a chi di dovere situazioni sospette. Senza dimenticare il risvolto economico: molti comuni vivono in maniera positiva la stagione della pesca, accogliendo gli sportivi e le loro famiglie, per una vitalit&agrave; importante che in questo momento non c&rsquo;&egrave;, visto che senza immissioni non &egrave; possibile pescare. Insomma</em> - prosegue il presidente Fipsas Giacomo Pellegrino - <em>il provvedimento adottato dalla Provincia sta facendo morire un comparto che nel Cuneese &egrave; sempre stato vitale, nel rispetto e nella tutela dell&rsquo;ambiente, nella trasmissione ai pi&ugrave; giovani dell&rsquo;importante valore della natura che ci circonda e nella capacit&agrave; di imprimere una spinta economica anche ai piccoli e numerosi comuni delle nostre vallate. In attesa dell&rsquo;applicazione del decreto a firma del ministro Gilberto Pichetto Fratin, che ringrazio per la disponibilit&agrave; nei nostri ripetuti incontri e l&rsquo;interessamento nei confronti del nostro settore, Fipsas chiede che anche la Provincia di Cuneo adotti il piano della transizione rinunciando al sistema adottato, per dare il via al pi&ugrave; presto ad una stagione iniziata in maniera negativa ma che pu&ograve; ancora essere recuperata</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 30 Mar 2026 09:42:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Bongioanni: "Trota iridea, il Mase autorizza le immissioni in corsi d’acqua della provincia di Cuneo"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/bongioanni-trota-iridea-il-mase-autorizza-le-immissioni-in-corsi-dacqua-della-provincia-di-cuneo_117227.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/bongioanni-trota-iridea-il-mase-autorizza-le-immissioni-in-corsi-dacqua-della-provincia-di-cuneo_117227.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117227/141952.jpg" title="" alt="" /><br /><p><em>"La nostra missione al Mase per ottenere l&rsquo;autorizzazione a nuove immissioni di esemplari sterili di Trota Iridea nei corsi d&rsquo;acqua del Cuneese ha avuto risultato pieno. Abbiamo incontrato la direttrice di Ispra dottoressa Maria Siclari, il dottor Piero Genovesi e il vice-capo di gabinetto del Masaf generale Donato Monaco, ai quali abbiamo sottoposto la richiesta con cui la Provincia di Cuneo aveva raccolto le preoccupazioni delle associazioni di pesca sportiva e agonistica e degli Enti locali. Ringrazio il sottosegretario al Mase Claudio Barbaro per aver seguito con sensibilit&agrave; la vicenda che si &egrave; conclusa con speditezza e pieno accoglimento in ossequio alla disciplina vigente. La Regione Piemonte potr&agrave; cos&igrave; immettere in diversi tratti fluviali della Provincia di Cuneo nuovi esemplari sterili della specie alloctona di origine nordamericana, dando seguito a quanto gi&agrave; analogamente autorizzato in passato".</em></p>
<p>L&rsquo;assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni commenta con soddisfazione l&rsquo;esito degli incontri avuti gioved&igrave; 26 marzo a Roma con Ispra, Mase e Masaf. Gli organi del Governo hanno espresso valutazione positiva sullo studio di rischio predisposto nel 2025 dalla Provincia di Cuneo e validato dal Sistema Nazionale per la Protezione dell&rsquo;Ambiente (Snpa). Lo studio esclude la possibilit&agrave; di competizione, predazione o ibridazione da parte della Trota Iridea Oncorhynchus mykiss con le specie autoctone presenti nei corsi d&rsquo;acqua cuneesi. L&rsquo;autorizzazione esclude l&rsquo;immissione in tratti fluviali in continuit&agrave; ecologica con i siti di presenza di specie tutelate, consentendola solo in porzioni di tratti autorizzati chiusi sia a valle e a monte da barriere invalicabili o altrimenti isolati dal reticolo idrografico naturale.</p>
<p><em>"&Egrave; un grande risultato di cui sono orgoglioso</em> - sottolinea Bongioanni - <em>perch&eacute; fa chiarezza su anni di incertezze normative e d&agrave; una risposta concreta al tema della gestione ecologica degli ambienti acquatici, che quando sono "vivi" rappresentano una ricchezza degli ecosistemi interni: immettere pesci, oltre all'interesse alieutico e produttivo, &egrave; anche il modo di fare un&rsquo;efficace gestione ambientale del territorio. Il lavoro non &egrave; ancora completato: nei prossimi giorni dobbiamo portare a casa l&rsquo;autorizzazione anche per i corsi d&rsquo;acqua che ricadono nei siti piemontesi della Rete Natura 2000 IT1160056 Alpi Marittime e IT1160057 Alte Valli Pesio e Tanaro, entrambi gestiti dall'Ente di gestione delle Aree Protette delle Alpi Marittime. Sottoporremo immediatamente all&rsquo;attenzione del Governo Meloni anche questo tema. Sono certo che anche qui otterremo il risultato migliore: a breve, con i prossimi decreti del Mase, finalmente si potr&agrave; uscire dalle fasi del pregiudizio ideologico o delle proroghe temporanee per accedere a procedure standardizzate e di lunga visione, che responsabilizzeranno le Regioni nella gestione della fauna ittica"</em>.</p>]]></description><pubDate>Sat, 28 Mar 2026 07:56:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Pesca, la Provincia ha autorizzato quindici immissioni per un totale di 7.679 chili di trote iridee sterili]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/pesca-la-provincia-ha-autorizzato-quindici-immissioni-per-un-totale-di-7679-chili-di-trote-iridee-sterili_117136.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/pesca-la-provincia-ha-autorizzato-quindici-immissioni-per-un-totale-di-7679-chili-di-trote-iridee-sterili_117136.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117136/141824.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Dall&rsquo;avvio della stagione piscatoria, avvenuta lo scorso 22 febbraio, tutte le richieste presentate dalle Associazioni piscatorie sono state evase con il rilascio di 15 autorizzazioni per immissioni di trote iridee sterili per un totale complessivo di 7.679 kg.</p>
<p>Lo Studio di rischio relativo all&rsquo;immissione della trota iridea, specie alloctona di origine nordamericana, predisposto nel 2025 dalla Provincia di Cuneo &egrave; stato valutato positivamente dal Sistema Nazionale per la Protezione dell&rsquo;Ambiente (SNPA) e recepito con Decreto del Ministro dell&rsquo;Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) nel novembre 2025. Il provvedimento autorizza la Regione Piemonte a consentire tali immissioni nel territorio della Provincia di Cuneo fino al 1&deg; ottobre 2028, permettendo di superare le incertezze normative degli scorsi anni.</p>
<p>Il Decreto MASE permette l&rsquo;immissione di trote iridee sterili su 76 tratti gi&agrave; interessati in passato da analoghe attivit&agrave;; 21 ulteriori tratti, esclusi in prima applicazione con motivazioni specifiche contenute nell&rsquo;atto autorizzativo, sono oggi oggetto di richieste di revisione parziale, supportate da ulteriori approfondimenti tecnici e recenti campionamenti ittici.</p>
<p>Lo Studio di valutazione del rischio risulta in linea con quelli predisposti da numerose Regioni e Province dell&rsquo;arco alpino &ndash; tra cui Valle d&rsquo;Aosta, Verbano Cusio Ossola, Trentino-Alto Adige e Friuli &ndash; oltre a Liguria, Toscana, Lazio, Abruzzo e Marche, i cui Decreti autorizzativi contengono prescrizioni analoghe a quelle applicate alla Regione Piemonte.</p>
<p>L&rsquo;azione dell&rsquo;Ente si &egrave; sempre sviluppata su due direttrici complementari: da un lato la tutela ambientale, attraverso la riproduzione e l&rsquo;immissione in natura di esemplari di specie autoctone come la trota marmorata e la trota mediterranea; dall&rsquo;altro, la continuit&agrave; delle attivit&agrave; alieutiche con le immissioni di &ldquo;pronta pesca&rdquo;, fondamentali per il tessuto associativo e turistico locale.</p>
<p>Tra le azioni di tutela della fauna ittica in stato di pericolo critico, ed in particolare per la trota marmorata, la savetta e il temolo, spicca il Piano quinquennale di controllo del cormorano che, nel primo anno di attuazione, ha registrato il prelievo dei 115 esemplari autorizzati dall&rsquo;Istituto Superiore per la Ricerca e Protezione Ambientale (ISPRA).</p>
<p>In questi giorni si sta inoltre completando positivamente il percorso di assegnazione in concessione quinquennale dei Diritti Demaniali Esclusivi di pesca (DDE) relativi alle acque pubbliche gravate da diritti di pesca a favore della Provincia, gi&agrave; assegnati in via provvisoria attraverso gara il 29 gennaio 2026.</p>
<p>Un passaggio importante che segna un ulteriore avanzamento verso una gestione pi&ugrave; strutturata, responsabile e trasparente delle acque pubbliche, resa possibile anche grazie al lavoro e all&rsquo;impegno delle Societ&agrave; Piscatorie assegnatarie.</p>
<p>Preme evidenziare che la Provincia di Cuneo, nel periodo 2021&ndash;2030, ha scelto di ridurre del 50% i canoni di concessione, generando un risparmio complessivo superiore ai 500.000 euro a favore delle Associazioni piscatorie assegnatarie dei DDE. Una decisione precisa, volta a lasciare maggiori risorse nella disponibilit&agrave; delle Associazioni piscatorie, rafforzandone il ruolo e la capacit&agrave; operativa sul territorio.</p>
<p>La Provincia ha rafforzato la propria azione per una gestione della pesca capace di conciliare le esigenze dei pescatori, delle comunit&agrave; locali e delle attivit&agrave; turistiche, garantendo al contempo la tutela della biodiversit&agrave; e una fruizione responsabile delle acque, con l&rsquo;obiettivo di offrire risultati concreti e certezze operative.</p>
<p>"<em>Desidero ringraziare i tecnici della Provincia per il lavoro svolto, la FIPSAS e tutte le Societ&agrave; Piscatorie per la collaborazione costante. Un ringraziamento va inoltre a tutti i rappresentanti istituzionali che ci hanno affiancato, a partire dal vicepresidente del Consiglio regionale Graglia, per aver reso possibile un dialogo continuo ed efficace con il Ministro Pichetto Fratin</em>", dichiara il Consigliere provinciale Simone Manzone.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Thu, 26 Mar 2026 16:38:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Fauna selvatica, Barbero: “Acceleriamo sulla definizione delle regole per gli allevamenti”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fauna-selvatica-barbero-acceleriamo-sulla-definizione-delle-regole-per-gli-allevamenti_116993.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fauna-selvatica-barbero-acceleriamo-sulla-definizione-delle-regole-per-gli-allevamenti_116993.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116993/141640.jpg" title="Federica Barbero" alt="Federica Barbero" /><br /><p>&ldquo;<em>Dare certezze agli operatori del settore, garantire una gestione della fauna selvatica trasparente e completare finalmente il percorso tracciato dalla legge regionale 5/2018</em>&rdquo;. Questi gli obiettivi dell&rsquo;interrogazione presentata da Federica Barbero, consigliere regionale di Fratelli d&rsquo;Italia, per sollecitare la piena attuazione dell&rsquo;articolo 5 della normativa vigente.</p>
<p>&ldquo;<em>La legge 5/2018 rappresenta il pilastro della tutela faunistica in Piemonte, ma a distanza di anni la sua applicazione risulta ancora priva di alcuni passaggi fondamentali</em> - dichiara Barbero. - <em>L&rsquo;assenza di un regolamento specifico per gli allevamenti di fauna selvatica crea un vuoto normativo. &Egrave; necessario un quadro organico e uniforme che permetta a chi opera in questo comparto di muoversi in un alveo di norme chiare</em>&rdquo;.</p>
<p>La gestione del patrimonio faunistico non &egrave; solo una questione ambientale, ma anche un&rsquo;opportunit&agrave; economica e d&rsquo;ordine per le aree rurali e non solo.</p>
<p>&ldquo;<em>Il nostro impegno</em> - prosegue l&rsquo;esponente di FdI, - <em>&egrave; volto a tutelare e sostenere chi investe e lavora nel settore seguendo le regole e rispettando innanzitutto il benessere animale. Regolamentare il settore significa non solo proteggere la biodiversit&agrave;, ma anche valorizzare le attivit&agrave; professionali collegate, garantendo standard elevati e omogeneit&agrave; su tutto il territorio piemontese</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 24 Mar 2026 16:40:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Pesca sportiva, un ordine del giorno in Consiglio provinciale per salvaguardare la stagione]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/pesca-sportiva-un-ordine-del-giorno-in-consiglio-provinciale-per-salvaguardare-la-stagione_116492.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/pesca-sportiva-un-ordine-del-giorno-in-consiglio-provinciale-per-salvaguardare-la-stagione_116492.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116492/140927.jpg" title="" alt="" /><br /><p>I consiglieri provinciali della lista &ldquo;La Nostra Provincia&rdquo; Stefania D&rsquo;Ulisse, Alberto Gatto, Loris Emanuel e Davide Sannazzaro hanno presentato un ordine del giorno in Consiglio provinciale dedicato alle criticit&agrave; che stanno emergendo nel settore della pesca sportiva nel territorio della provincia di Cuneo.&nbsp;La pesca sportiva rappresenta un&rsquo;attivit&agrave; molto diffusa nel territorio provinciale e costituisce un importante elemento di aggregazione sociale, oltre a generare ricadute economiche significative per molte realt&agrave; locali, in particolare nelle aree montane e nei piccoli centri.&nbsp;Negli ultimi anni, tuttavia, il comparto &egrave; stato interessato da continue incertezze normative relative alle immissioni di specie ittiche nei corsi d&rsquo;acqua che si credevano superate grazie all&rsquo;ultimo provvedimento provinciale.&nbsp;Procedure complesse e deroghe temporanee hanno infatti creato difficolt&agrave; per associazioni, gestori e pescatori, con il rischio concreto di compromettere la stagione di pesca.</p>
<p>"<em>La situazione di incertezza normativa</em> - spiegano i consiglieri - <em>rischia di penalizzare migliaia di appassionati e tutto l&rsquo;indotto economico legato alla pesca sportiva, oltre al lavoro delle associazioni che da anni collaborano alla gestione e alla tutela dei nostri corsi d&rsquo;acqua</em>".</p>
<p>Con l&rsquo;ordine del giorno si chiede quindi al Presidente della Provincia di riprendere in mano la questione e tenere aggiornato il Consiglio provinciale sulle iniziative intraprese per consentire le immissioni, eventualmente anche attraverso l&rsquo;utilizzo delle deroghe normative esistenti.&nbsp;Il documento impegna inoltre la Provincia a promuovere, nelle sedi competenti e in raccordo con la Regione Piemonte e con il Ministero, ogni iniziativa utile a garantire lo svolgimento della stagione di pesca sportiva e la continuit&agrave; delle attivit&agrave; connesse sul territorio provinciale.</p>]]></description><pubDate>Mon, 16 Mar 2026 11:55:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Cuneo è la provincia piemontese con il più alto numero di lupi morti]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/cuneo-e-la-provincia-piemontese-con-il-piu-alto-numero-di-lupi-morti_116417.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/cuneo-e-la-provincia-piemontese-con-il-piu-alto-numero-di-lupi-morti_116417.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116417/140831.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La presenza del lupo in Piemonte &egrave; una realt&agrave; stabile da oltre vent&rsquo;anni. A fotografare la situazione &egrave; il <a href="https://www.areeprotettealpimarittime.it/media/2f727e02.pdf" target="_blank">report</a> &ldquo;Il lupo in Piemonte. Biennio 2023-2025&rdquo;, pubblicato dal Parco Alpi Marittime a febbraio 2026 e basato sui dati raccolti dal sistema regionale di monitoraggio della specie. Il documento analizza la diffusione del lupo, la dimensione della popolazione, le cause di mortalit&agrave; e gli effetti sulle attivit&agrave; umane, in particolare sull&rsquo;allevamento.</p>
<p>Secondo le analisi del dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell&rsquo;Universit&agrave; di Torino, una parte consistente dei lupi presenti sull&rsquo;arco alpino vive in Piemonte: la stima per il periodo 2023-2024 &egrave; di circa 464 lupi. Il lupo &egrave; tornato spontaneamente sulle Alpi occidentali a partire dagli anni Novanta e da allora ha ampliato la propria presenza. Oggi la specie &egrave; documentata lungo tutto l&rsquo;arco alpino piemontese, compreso il Cuneese, e in molte aree collinari e di pianura.&nbsp;Complessivamente il lupo &egrave; distribuito sul 75,8% del territorio regionale. Le zone montane risultano ormai quasi completamente colonizzate, mentre nelle aree collinari e nelle pianure la presenza &egrave; ancora in espansione. Negli ultimi anni segni della specie sono stati rilevati anche in contesti pi&ugrave; antropizzati, vicino a centri abitati o aree agricole.</p>
<p>Il rapporto dedica ampio spazio alla mortalit&agrave; dei lupi. Dal 1998 ad aprile 2025 in Piemonte sono stati recuperati 610 esemplari morti. La provincia con il numero pi&ugrave; alto di ritrovamenti &egrave; proprio quella di Cuneo, con 241 lupi, seguita da Torino (191) e Alessandria (116). Anche prendendo in considerazione solo gli ultimi anni il Cuneese resta in testa. Nel 2023-2024 sono stati trovati 18 lupi morti, mentre nel 2024-2025 il numero &egrave; salito a 32, il dato pi&ugrave; alto tra tutte le province piemontesi.&nbsp;</p>
<p>Le principali cause di morte registrate dal 1998 sono gli investimenti dei veicoli, che rappresentano il 59,1% dei casi. Seguono le uccisioni illegali (13,8%), fattori naturali come malattie o aggressioni tra lupi (10,3%) e casi in cui la causa non &egrave; nota. Il periodo in cui si trovano pi&ugrave; lupi morti &egrave; tra ottobre e marzo. In inverno, infatti, gli animali tendono a spostarsi verso i fondovalle, dove la presenza di strade e infrastrutture aumenta il rischio di incidenti.</p>
<p>Il monitoraggio permette di studiare l&rsquo;evoluzione della specie in Piemonte e coinvolge ricercatori, carabinieri forestali e altri enti. Oltre allo studio degli esemplari morti e degli attacchi nei confronti di altri animali, una parte importante del lavoro riguarda la raccolta di campioni biologici, come feci o peli, che vengono analizzati geneticamente. Tra il 2023 e il 2025 tra Piemonte e Liguria sono stati analizzati oltre 1.300 campioni, che hanno permesso di identificare il profilo genetico di 365 lupi diversi.</p>
<p>Il monitoraggio genetico consente anche di seguire gli spostamenti degli animali. Tra i casi documentati c&rsquo;&egrave; quello di un lupo maschio del Cuneese identificato come CN-546, originario del branco del Monte Vecchio in Val Vermenagna. L&rsquo;animale &egrave; stato successivamente individuato in Val Grana dopo uno spostamento di oltre 23 chilometri. Come si legge nel report, &ldquo;<em>la dispersione costituisce un processo ecologico chiave nella dinamica di popolazione del lupo, in quanto consente lo scambio genetico tra nuclei riproduttivi, la colonizzazione di nuove aree e l&rsquo;insediamento di nuove unit&agrave; riproduttive, risultando un fenomeno alla base dei processi di ricolonizzazione dell&rsquo;arco alpino e anche dell&rsquo;Europa centrale</em>&rdquo;.</p>
<p>Dallo studio emerge la necessit&agrave; di gestire al meglio la convivenza con le attivit&agrave; umane e gli altri animali. La presenza stabile del lupo ha infatti conseguenze anche sulla sicurezza delle altre specie. Le province con il numero pi&ugrave; elevato di attacchi agli animali domestici sono quelle dove i branchi sono pi&ugrave; diffusi: Cuneo, Torino e Alessandria. La maggior parte degli attacchi coinvolge pecore e capre, che rappresentano oltre l&rsquo;85% delle vittime. Gli attacchi avvengono soprattutto di notte, mentre il mese con il numero pi&ugrave; elevato &egrave; settembre, quando i cuccioli di lupo iniziano a partecipare alla caccia insieme agli adulti e il fabbisogno alimentare del branco aumenta.</p>
<p>Come si legge nella conclusione del documento, &ldquo;<em>la presenza stabile del lupo in Piemonte rappresenta una sfida complessa ma ormai strutturale per il sistema zootecnico regionale</em>&rdquo;. Secondo i ricercatori, strumenti come il monitoraggio continuo, le misure di prevenzione negli allevamenti e i sistemi di indennizzo dei danni sono elementi fondamentali per ridurre i conflitti e favorire una convivenza pi&ugrave; equilibrata tra allevatori e lupi.</p>]]></description><pubDate>Sat, 14 Mar 2026 12:58:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Trote nei torrenti protetti: la Regione Piemonte cerca l’intesa con l’ISPRA]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/trote-nei-torrenti-protetti-la-regione-piemonte-cerca-lintesa-con-lispra_116253.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/trote-nei-torrenti-protetti-la-regione-piemonte-cerca-lintesa-con-lispra_116253.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116253/140623.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Marted&igrave; 10 marzo, nel Grattacielo Piemonte, sede della Regione, si &egrave; svolto l&rsquo;incontro richiesto dall&rsquo;Ente di gestione delle Aree Protette delle Alpi Marittime sul tema dell&rsquo;immissione di trote nei torrenti soggetti a vincolo ambientale, in particolare nelle aree che costituiscono Rete Natura 2000.</p>
<p>Il tavolo di confronto, coordinato dall&rsquo;assessore competente Paolo Bongioanni, ha visto la partecipazione del presidente dell&rsquo;Ente Armando Erbi, del direttore Luca Gautero, dei sindaci di Valdieri, Chiusa di Pesio ed Entracque - Guido Giordana, Claudio Baudino e Gian Pietro Pepino e il consigliere Marco Contarino per il comune di Vernante - dell&rsquo;assessore delegato della Provincia Simone Manzone con il dirigente Alessandro Risso, del presidente della FIPSAS provinciale Giacomo Pellegrino e delle dirigenti dei Settori regionali Biodiversit&agrave; e Aree Naturali e Conservazione e gestione fauna selvatica e acquicoltura Elena Filamauro e Alessandra Berto.</p>
<p>Nel corso dell&rsquo;incontro sono stati affrontati temi di grande interesse per affrontare le criticit&agrave; che interessano l&rsquo;attivit&agrave; di pesca e quindi:&nbsp;i monitoraggi necessari nei torrenti e i relativi costi da sostenere;&nbsp;la tipologia di trota pi&ugrave; idonea da immettere;&nbsp;il ruolo degli incubatoi di produzione, in grado di garantire pesce di qualit&agrave; richiesta a costi contenuti.</p>
<p>La riunione si &egrave; conclusa con l&rsquo;impegno della Regione a promuovere un&rsquo;iniziativa formale: "<em>Verr&agrave; inviata una richiesta a ISPRA (Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) </em>- spiega il presidente Erb&igrave; - <em>per ottenere una deroga transitoria, in attesa dei monitoraggi previsti nei diversi torrenti delle aree soggette a vincolo. Un confronto importante tra istituzioni, enti di gestione e rappresentanti del territorio per trovare soluzioni condivise che permettano di conciliare tutela ambientale, gestione sostenibile delle acque e valorizzazione della pesca nelle nostre vallate</em>".</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Thu, 12 Mar 2026 09:08:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[PSA, cinghiali infetti a pochi chilometri dalla Granda, l'attenzione resta alta]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/psa-cinghiali-infetti-a-pochi-chilometri-dalla-granda-l-attenzione-resta-alta_115410.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/psa-cinghiali-infetti-a-pochi-chilometri-dalla-granda-l-attenzione-resta-alta_115410.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115410/139380.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Provincia di Cuneo conferma e rafforza il ruolo centrale della Cabina di Regia provinciale per il contrasto alla Peste Suina Africana (PSA), uno strumento operativo voluto dal Presidente Robaldo che negli ultimi anni si &egrave; rivelato fondamentale per il monitoraggio, la prevenzione e il contenimento dell&rsquo;emergenza sanitaria. Le finalit&agrave; principali della Cabina di Regia includono il coordinamento delle attivit&agrave; sul territorio, la prevenzione e biosicurezza negli allevamenti, l&rsquo;attuazione dei Piani regionali e nazionali, la condivisione dei dati e l&rsquo;aggiornamento epidemiologico continuo.</p>
<p>La Cabina di Regia opera con cadenza periodica, riunendosi ogni due settimane dalla primavera 2023, e ha sviluppato un modello di governance integrata, riconosciuto come esempio anche dalla Regione Piemonte e dal Commissario Straordinario alla PSA.</p>
<p>Riunisce in modo stabile tutte le componenti coinvolte nella gestione dell&rsquo;emergenza PSA e vede, quali membri permanenti, il consigliere provinciale delegato alla PSA Silvano Dovetta, il dirigente provinciale dell&rsquo;ufficio Caccia e Pesca Alessandro Risso, il comandante della Polizia Locale provinciale Valerio Civallero, il Commissario ad acta per l&rsquo;emergenza PSA in Piemonte Giorgio Sapino, i referenti del servizio veterinario dell&rsquo;ASL CN1 e ASL CN2, i referenti sanitari della Regione Piemonte e i delegati delle organizzazioni agricole e della filiera suinicola di Confindustria. La Cabina di Regia &egrave; inoltre collegata con l&rsquo;assessorato regionale alla Sanit&agrave; ed &egrave; prevista anche la partecipazione della Provincia di Savona, in un&rsquo;ottica di cooperazione interregionale.</p>
<p>Durante l&rsquo;ultimo incontro del 23 febbraio &egrave; stato evidenziato che i recenti ritrovamenti di cinghiali infetti da PSA in Provincia di Alessandria, a pochi chilometri dalla Provincia di Cuneo, richiedono la massima attenzione da parte di tutti gli attori coinvolti nel contrasto alla malattia. Il Commissario Sapino ha ricordato che i mesi di febbraio, marzo e aprile sono quelli in cui si registra la massima pericolosit&agrave; per l&rsquo;espansione della peste suina negli allevamenti. Il dottor Roberto Sapino, referente del servizio veterinario per il contrasto PSA in provincia di Cuneo, ha comunicato che le ASL provinciali stanno intensificando i controlli negli allevamenti suinicoli al fine di garantire il livello di biosicurezza richiesto dalla normativa. La Provincia continua a coordinare le attivit&agrave; di controllo dei cinghiali, con un numero di abbattimenti registrati nell&rsquo;anno corrente in linea con quelli del 2025 (478 ad oggi). Con il supporto delle ASL, saranno inoltre posizionate delle reti di cattura dei cinghiali al confine con l&rsquo;Astigiano, la zona pi&ugrave; sensibile per l&rsquo;espansione virale verso la Provincia di Cuneo.</p>
<p>Il consigliere Dovetta, che coordina la Cabina di Regia, dichiara: "<em>Sono molto soddisfatto dei risultati fino ad ora ottenuti. L&rsquo;impegno di tutti gli attori coinvolti nella gestione dell&rsquo;emergenza e un pizzico di fortuna hanno permesso di non compromettere il comparto suinicolo provinciale, che rappresenta l&rsquo;11% della produzione italiana. L&rsquo;impegno profuso dagli uffici provinciali ed in particolare dal dirigente Risso e dal comandante Civallero, hanno permesso di effettuare attivit&agrave; di controllo del cinghiale incisive e numericamente significative negli ultimi anni. La collaborazione attiva e la condivisione di informazioni con le ASL e con le Associazioni agricole e della filiera suinicola di Confindustria si sono rivelate essenziali nel contrasto alla malattia. Ribadisco l&rsquo;importanza di mantenere alta l&rsquo;attenzione, rafforzare la collaborazione istituzionale e proteggere il comparto suinicolo, strategico per l&rsquo;economia locale</em>".</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 25 Feb 2026 08:59:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[“Sulle tracce del Lupo”, alla scoperta tra dati scientifici e curiosità ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/saluzzese/sulle-tracce-del-lupo-alla-scoperta-tra-dati-scientifici-e-curiosita_115344.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/saluzzese/sulle-tracce-del-lupo-alla-scoperta-tra-dati-scientifici-e-curiosita_115344.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115344/139270.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">&Egrave; stato un successo al di sopra di ogni aspettativa quello che ha caratterizzato la serata di incontro proposta dall&rsquo;Universit&agrave; Popolare Valle Po mercoled&igrave; 18 febbraio alle ore 21 nella sala consiliare del palazzo Don Stecca : record di ottantadue partecipanti, con presenze anche da altre vallate, di studiosi e fotografi. &ldquo;The Wolf&rdquo; (il lupo) l&rsquo;attore protagonista della lectio magistralis del dottore veterinario Luca Midulla e introdotto dal professor Luca Rossi, relatore della tesi di Luca ed uno dei primi tra i ricercatori sul lupo. &ldquo;<em>Il simposio culturale si &egrave; sviluppato in due parti, la prima rappresentata dai dati raccolti negli anni che spiegano gli spostamenti del lupo, la dinamica del branco, lo studio scientifico ed il ruolo che svolge a livello di ecosistema e di biodiversit&agrave;, in tema di convivenza con l&rsquo;uomo, sia a livello di alpeggi sia dei normali avvistamenti che possono esserci. &nbsp;Tutto questo in un&rsquo;aurea assolutamente neutrale, con l&rsquo;intento di vanificare inutili schieramenti e prese di posizione che gonfiano soltanto l&rsquo;argomento a livello mediatico</em>&rdquo; ha spiegato l&rsquo;entusiasta relatore.</p>
<p style="text-align: justify;">La scienza fornisce delle risposte super partes ed oggettive, chi partecipa a questi incontri pu&ograve; disporre di strumenti utili per formulare un&rsquo;opinione personale. &ldquo;<em>La seconda parte &egrave; stata rappresentata dalla proiezione di un&rsquo;ora di video, suddivisa nelle quattro stagioni, dove la montagna con tutti gli animali che la popolano, fanno da padroni. Naturalmente con riprese dei rari passaggi della specie pi&ugrave; elusiva: il lupo. Tutte queste immagini sono l&rsquo;importante risultato di un lavoro a dir poco colossale: venti anni di studi e dieci di riprese, localizzate nell&rsquo; area del Monviso. Il lupo &egrave; una specie che non va enfatizzata n&eacute; demonizzata ma semplicemente un predatore che sta al vertice della piramide trofica. A vedere i numeri oggettivi, cinghiali, cervi e caprioli, ma persino i corvi generano spese di rimborso danni decisamente superiori a quelle del lupo e non sono quasi paragonabili, mentre i possibili pericoli per l&rsquo;uomo, con dati alla mano, sono nulli. Un&rsquo;ape ospedalizza ed uccide, diversamente dal lupo, ma nessuno urla attenti all&rsquo;ape</em>&rdquo; ha chiosato soddisfatto Midulla che ora &egrave; atteso anche a Envie per un&rsquo;interessante replica della serata.</p>]]></description><pubDate>Tue, 24 Feb 2026 09:44:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Parco del Monviso, censiti 277 contatti tra gli stambecchi: è record]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/saluzzese/parco-del-monviso-censiti-277-contatti-tra-gli-stambecchi-e-record_115177.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/saluzzese/parco-del-monviso-censiti-277-contatti-tra-gli-stambecchi-e-record_115177.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115177/139020.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Il decimo censimento invernale dello stambecco nel Parco naturale del Monviso, effettuato in tre giornate nel dicembre del 2025, ha fatto registrare numeri molto buoni: gli animali contati nelle osservazioni di quest&rsquo;inverno sono 277, il numero pi&ugrave; elevato da quando, nel 2016 e a seguito della sua istituzione, l&rsquo;Ente di Gestione delle Aree protette del Monviso ha avviato i monitoraggi annuali della popolazione di &ldquo;capra Ibex&rdquo; svernante intorno al Monviso. Il dato &egrave; in aumento rispetto ai capi avvistati nell&rsquo;inverno 2024/25, quando con 260 rilevazioni si era gi&agrave; toccato il picco massimo fino ad allora. Pur essendo certamente un&rsquo;ottima rilevazione e una ottima tendenza, che denota una popolazione in crescita e vitale, si ricorda che questo genere di osservazioni vanno lette con prudenza e sono legate anche alla presenza di neve sui rilievi dove sono distribuiti gli stambecchi: la debole nevicata dei giorni precedenti alle osservazioni ha favorito la contattabilit&agrave; degli animali, che tendono a radunarsi in zone dove la copertura nevosa &egrave; meno rilevante. I monitoraggi annuali, e disporre delle serie storiche di dati che derivano da quelle attivit&agrave;, consente di comprendere al meglio le dinamiche di popolazione e di definire le necessarie misure di gestione e conservazione della specie.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornando ai dati, si rimarca come il successo riproduttivo osservato per questa specie sia da considerarsi elevato, anche perch&eacute; rilevato in inverno e quindi al netto della mortalit&agrave; perinatale ed estiva. La sex-ratio, il rapporto tra maschi e femmine osservati, &egrave; prossima alla parit&agrave;: il lieve squilibrio a favore dei maschi &egrave; attribuito con buona probabilit&agrave; alla minore facilit&agrave; di individuazione di alcuni gruppi di femmine, meno facili da riconoscere da distanze elevate. Tutti gli altri parametri di popolazione risultano in linea con quelli degli anni precedenti e con quelli registrati in aree limitrofe. L&rsquo;Ente di Gestione delle Aree protette del Monviso ha elaborato un&rsquo;articolata relazione sul tema, che &egrave; possibile consultare dal sito internet <a href="https://www.parcomonviso.eu/" target="_blank">www.parcomonviso.eu</a>, dove &egrave; pubblicata alla pagina <a href="https://www.parcomonviso.eu/attivita/i-monitoraggi-scientifici/il-censimento-invernale-degli-stambecchi/decimo-censimento-invernale-dello-stambecco-relazione" target="_blank">https://www.parcomonviso.eu/attivita/i-monitoraggi-scientifici/il-censimento-invernale-degli-stambecchi/decimo-censimento-invernale-dello-stambecco-relazione</a>.</p>
<p>Come ogni anno, i conteggi sono stati effettuati con la metodica del block-count census che prevede la parcellizzazione del territorio oggetto d&rsquo;indagine e l&rsquo;osservazione diretta degli animali da percorsi o postazioni preventivamente stabiliti. Il monitoraggio viene svolto nei tre grandi settori compresi nei territori comunali di Crissolo, Oncino e Pontechianale che gli ungulati sono soliti frequentare prevalentemente durante lo svernamento e nel periodo degli accoppiamenti, che ha il suo culmine tra met&agrave; dicembre e met&agrave; gennaio. In questa finestra temporale i maschi si aggregano alle femmine e ai giovani esemplari, che trascorrono i primi tempi di vita con queste ultime: ci&ograve; garantisce la presenza di tutte le classi di sesso ed et&agrave; in poche aree ristrette. Sfruttare la massima concentrazione annuale degli animali, che diversamente vivono in gruppi separati e si disperdono maggiormente sul territorio, consente di ottenere dati pi&ugrave; precisi sulla consistenza effettiva della popolazione di stambecco intorno al Monviso.</p>
<p>Si rimarca che il conteggio realizzato nei territori del Parco naturale del Monviso viene effettuato congiuntamente e con le stesse metodiche dai diversi enti interessati nelle valli italiane limitrofe e nel territorio francese del Queyras: ci&ograve; contribuisce a creare un archivio dati omogeneo sulla popolazione di stambecco svernante nelle Alpi del Monviso.</p>
<p><strong>Per saperne di pi&ugrave;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Lo stambecco ha origini remote che risalgono a oltre 15 milioni di anni fa, quando nell&rsquo;Asia centro-occidentale vivevano varie forme di capra selvatica che, durante le glaciazioni di circa 40.000 anni fa, si spinsero verso l&rsquo;Europa. Diffuso in tempi storici su tutto l&rsquo;arco alpino, fu da sempre preda ambita da parte dell&rsquo;uomo che lo cacci&ograve; fino a portarlo a rischio di estinzione. La specie era sicuramente presente nelle valli Po e Varaita fino alla met&agrave; del Settecento, ma dalle fonti storiche si evince che, con tutta probabilit&agrave;, lo stambecco era gi&agrave; estinto sul massiccio del Monviso agli inizi del XIX secolo: in quel periodo sul massiccio del Gran Paradiso ne erano sopravvissuti poco meno di 100 esemplari. Partendo da questo nucleo di stambecchi, fu avviato un importante progetto di reintroduzione: il primo ripopolamento di stambecco nel massiccio del Monviso risale al 1978. A questo ne seguirono altri fino agli anni Novanta del Novecento, anche sul versante francese nelle valli del Guil e dell&rsquo;Ubaye; i primi anni 2000 videro, infine, la reintroduzione di altri esemplari in valle Varaita. Grazie a questi interventi su un arco temporale ormai ultratrentennale, oggi lo stambecco &egrave; fuori pericolo di estinzione ed &egrave; tornato ad essere uno dei simboli delle Alpi. Sull&rsquo;intero arco alpino si stimano oggi circa 50.000-52.000 stambecchi: un successo straordinario di conservazione, che porta per&ograve; con s&eacute; il tema della bassa variabilit&agrave; genetica e dei rischi</p>
<p style="text-align: justify;">legati alla diffusione di patologie, in un contesto gi&agrave; complicato dagli effetti del riscaldamento globale. Italia e Svizzera sono i Paesi con il maggior numero di esemplari, oltre 15.000 ciascuno.</p>]]></description><pubDate>Fri, 20 Feb 2026 11:30:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Peste Suina Africana, la Provincia di Cuneo come modello di riferimento: "Cabina di regia decisiva"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/peste-suina-africana-la-provincia-di-cuneo-come-modello-di-riferimento-cabina-di-regia-decisiva_115116.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/peste-suina-africana-la-provincia-di-cuneo-come-modello-di-riferimento-cabina-di-regia-decisiva_115116.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115116/138946.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">La Provincia di Cuneo esprime apprezzamento per il richiamo, da parte dell&rsquo;Assessorato regionale con delega all&rsquo;Agricoltura, al significativo impegno profuso dall&rsquo;Ente nel contrasto alla Peste Suina Africana (PSA) e per il rafforzamento delle risorse destinate alla biosicurezza a sostegno del comparto suinicolo. Il presidente della Provincia e il consigliere delegato al controllo e contenimento della PSA sottolineano come il lavoro svolto in questi anni sul territorio abbia rappresentato un punto di riferimento nel modello regionale di gestione dell&rsquo;emergenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Elemento centrale di questo percorso &egrave; stata la Cabina di regia provinciale sulla Peste Suina Africana, rivelatasi lo strumento operativo pi&ugrave; efficace nel coordinamento delle attivit&agrave; di monitoraggio, prevenzione e contenimento. I lavori della Cabina, che riuniscono periodicamente tutte le istituzioni, tecnici e rappresentanti della filiera interessata, hanno consentito un&rsquo;interazione proficua tra Provincia, Regione, Asl, mondo venatorio, rappresentanti degli allevatori e forze coinvolte nelle operazioni, consentendo decisioni condivise e interventi tempestivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo approccio di&nbsp;<em>governance</em>&nbsp;integrata, riconosciuto come esempio positivo, &egrave; stato preso come riferimento anche da altre Province della pianura padana che stanno avviando strumenti analoghi per affrontare l&rsquo;emergenza sanitaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Il presidente e il consigliere delegato ribadiscono l&rsquo;importanza di mantenere alta l&rsquo;attenzione e di rafforzare gli strumenti di collaborazione istituzionale, perch&eacute; solo attraverso un&rsquo;azione coordinata e integrata &ndash; in grado di coniugare prevenzione, biosicurezza, contenimento della fauna selvatica e sostegno agli allevamenti &ndash; sar&agrave; possibile tutelare efficacemente il patrimonio agroalimentare e la salute degli ecosistemi territoriali.</p>]]></description><pubDate>Thu, 19 Feb 2026 12:19:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Peste suina, Bongioanni: “Sale da 3 a 9 milioni il bando per la biosicurezza”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/peste-suina-bongioanni-sale-da-3-a-9-milioni-il-bando-per-la-biosicurezza_115065.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/peste-suina-bongioanni-sale-da-3-a-9-milioni-il-bando-per-la-biosicurezza_115065.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115065/138867.jpg" title="Paolo Bongioanni e Giovanni Filippini" alt="Paolo Bongioanni e Giovanni Filippini" /><br /><p>&ldquo;<em>Il lavoro svolto dal Piemonte su tutti i fronti della lotta alla peste suina &egrave; stato efficace ed esemplare. Dal monitoraggio ed elaborazione dei dati alla sorveglianza, dall&rsquo;azione di depopolamento al coordinamento fra Regione, Zooprofilattico, Osservatorio Epidemiologico, Province e mondo venatorio, il Piemonte ha sviluppato un modello di collaborazione e condivisione estremamente positivo che a fine marzo porteremo a Bruxelles e proporremo come esempio alla Commissione Europea</em>&rdquo;. Il Commissario straordinario alla Peste Suina Africana Giovanni Filippini ha fatto stamane il punto della situazione nella lotta alla pandemia in un incontro al Palazzo della Regione Piemonte con l&rsquo;assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi con delega alla Peste Suina Paolo Bongioanni e le strutture coinvolte (Commissario straordinario per il Piemonte alla Psa, direzioni e settori regionali Sanit&agrave;, Agricoltura e Parchi, Istituto Zooprofilattico e Osservatorio Epidemiologico, Scr).</p>
<p>Ha sottolineato Bongioanni: &ldquo;<em>Ringrazio il commissario Filippini per l&rsquo;enorme lavoro compiuto, per il dialogo e l&rsquo;ascolto e per aver dato seguito a ordinanze che, dal giorno in cui mi sono insediato a oggi, ci consentono di affermare che la Psa in Piemonte &egrave; quantomeno confinata. Abbiamo salvato i distretti suinicoli di Chieri e Cuneo, indenni e mai toccati dalla pandemia, pezzi essenziali di una filiera produttiva che in Piemonte rappresenta un settore trainante del nostro agroalimentare. La drastica riduzione della popolazione di cinghiali raggiunta con le azioni di controllo e l&rsquo;attivit&agrave; venatoria ha fatto scendere in modo sensibile anche i danni da selvatici pagati dalla Regione. Non dobbiamo per&ograve; assolutamente abbassare la guardia sulle misure di biosicurezza, che anzi, proprio in questa fase di contrazione della malattia, dobbiamo rafforzare con azioni di sensibilizzazione e incentivazione degli allevatori. Su questo fronte, grazie alle risorse recuperate dal vecchio Psr, la dotazione del nuovo bando per la suinicoltura passa da 3 a 9 milioni di euro che potranno essere utilizzati dalle aziende per la costruzione di recinzioni e strutture per biosicurezza, impianti e attrezzature di stalla</em>&rdquo;.</p>
<p>In Piemonte nel 2025 sono stati eradicati 26.456 cinghiali, e 41.000 capi sono l&rsquo;obiettivo di abbattimenti assegnato per il 2026. &ldquo;<em>Il depopolamento</em> &ndash; ha rimarcato Filippini - <em>ha creato una barriera biologica, un risultato efficace frutto della nostra insistenza sull&rsquo;importanza di fare sorveglianza attiva con la ricerca di carcasse alla quale, in caso di negativit&agrave;, pu&ograve; seguire l&rsquo;attivit&agrave; venatoria</em>&rdquo;. Filippini ha anche annunciato l&rsquo;arrivo di un contributo di 166mila euro al Piemonte a sostegno delle azioni di contrasto alla Psa di cui all&rsquo;art.2, comma 2-sexies, del decreto legge 17 febbraio 2022, n. 9. Quello del Nord Ovest &egrave; l&rsquo;ultimo cluster di Psa ancora attivo in Italia, con la sostanziale estinzione dei focolai dal Piemonte e lo spostamento dell&rsquo;epidemia nell&rsquo;area dell&rsquo;Appennino tosco-emiliano. Per questa ragione, ha spiegato Filippini, dal modello di ordinanze generaliste valevoli per l&rsquo;intero scenario nazionale si passer&agrave; ora a misure pi&ugrave; mirate sulla base di caratteristiche ed esigenze specifiche locali: microcluster e strategie pi&ugrave; puntiformi e calibrate sul singolo territorio, sorta di &ldquo;virgole&rdquo; all&rsquo;interno della macrostrategia.</p>
<p>Le indicazioni venute dal Piemonte verranno recepite nella nuova ordinanza commissariale prevista in aprile. Resteranno i barrieramenti lungo gli assi autostradali e ferroviari della Zona Cev, rivelatisi di grande efficacia, e si raccomanda l&rsquo;intensificazione dell&rsquo;uso delle trappole a gabbia per limitare gli spostamenti dei cinghiali nelle valli fra il Basso Piemonte e l&rsquo;entroterra savonese. Resta in loco anche la barriera anticinghiale posata nell&rsquo;Alessandrino all&rsquo;inizio della pandemia: in base all&rsquo;evoluzione della situazione epidemiologica si potranno assumere gi&agrave; nel breve-medio periodo le decisioni pi&ugrave; utili sul suo futuro.</p>
<p>&ldquo;<em>Grazie all&rsquo;impegno profuso da tutti </em>&ndash; conclude Bongioanni &ndash;<em> in Piemonte oggi viviamo una situazione di tranquillit&agrave;. Ma la prudenza non &egrave; mai troppa, e non allenteremo in alcun modo le azioni di monitoraggio e contrasto finch&eacute; non avremo cancellato ogni possibile rischio per il nostro territorio e le nostre aziende</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 18 Feb 2026 16:13:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Il cane era abbandonato e denutrito, anche la vecchia proprietaria è colpevole]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/saluzzese/il-cane-era-abbandonato-e-denutrito-anche-la-vecchia-proprietaria-e-colpevole_115011.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/saluzzese/il-cane-era-abbandonato-e-denutrito-anche-la-vecchia-proprietaria-e-colpevole_115011.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115011/138789.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Non &egrave; bastato all&rsquo;ex proprietaria dimostrare di essere stata a lungo lontana dall&rsquo;Italia, dopo aver ceduto il suo cane con una scrittura privata, per evitare la condanna per maltrattamento di animale. La donna, M.U., cittadina albanese residente a Saluzzo, era finita a processo insieme al connazionale a cui aveva affidato il cane.</p>
<p>La denuncia era arrivata dopo uno sfratto subito da quest&rsquo;ultimo, in un alloggio locato a nome dell&rsquo;amica. Qui i carabinieri e i veterinari dell&rsquo;Asl avevano trovato il povero animale in stato di grande sofferenza:&nbsp;<em>&ldquo;Era un cane di grossa taglia, un molossoide, in uno stato che in medicina si definisce cachettico: uno stato di magrezza patologica&rdquo;</em> spiega la veterinaria del Centro Veterinario Saluzzese che lo visit&ograve; nel novembre 2022. Dall&rsquo;esame medico era emerso che l&rsquo;animale doveva trovarsi in quelle condizioni ormai da mesi, stante la perdita delle masse muscolari sulle zampe: <em>&ldquo;Era molto sporco e abbattuto, con infezioni cutanee. Non aveva febbri n&eacute; malattie infettive, era solo molto denutrito, aveva unghie lunghissime e infette&rdquo;</em>.</p>
<p><em>&ldquo;Era la proprietaria del cane e avrebbe dovuto comunque garantirne il pieno stato di salute, curandosi o del passaggio di propriet&agrave; o dell&rsquo;animale fino a quando ne aveva la responsabilit&agrave;&rdquo;</em> sostiene il pubblico ministero Alessandro Bombardiere. Tuttavia, le circostanze in cui era stata rintracciata l&rsquo;imputata hanno fatto propendere la Procura per una richiesta assolutoria, in mancanza dell&rsquo;elemento soggettivo. All&rsquo;ex proprietaria era stata notificata la denuncia presso l&rsquo;aeroporto di Malpensa, al rientro da un soggiorno prolungato all&rsquo;estero.</p>
<p><em>&ldquo;L&rsquo;animale &egrave; stato trovato a casa del coimputato e la signora si trovava all&rsquo;estero, il che fa presupporre una condotta di cessione del cane&rdquo;</em> ha concordato l&rsquo;avvocato Alessandro Ferrero, menzionando l&rsquo;esistenza di una scrittura privata tra vecchia e nuovo proprietario. Quest&rsquo;ultimo aveva poi patteggiato una condanna.</p>
<p>Anche la donna per&ograve; &egrave; stata sanzionata dal giudice Graziana Cota, con una multa pari a quattromila euro.</p>]]></description><pubDate>Tue, 17 Feb 2026 18:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item></channel></rss>
