<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Varie > Animali > Saluzzo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/varie/animali/saluzzese/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/news/varie/animali/saluzzese/rss2.0.xml?page=20rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie di Animali a Saluzzo aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Mon, 29 Jun 2026 18:13:27 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Varie > Animali > Saluzzo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/varie/animali/saluzzese/]]></link></image><item><title><![CDATA[Troppi lupi in Piemonte, gli allevatori chiedono aiuto: "Dai 260 capi predati del 2015 si è passati a 1.500"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/troppi-lupi-in-piemonte-gli-allevatori-chiedono-aiuto-dai-260-capi-predati-del-2015-si-e-passati-a-1500_122847.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/troppi-lupi-in-piemonte-gli-allevatori-chiedono-aiuto-dai-260-capi-predati-del-2015-si-e-passati-a-1500_122847.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122847/151255.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Mercoled&igrave; 17 giugno presso il Palazzo della Regione Piemonte le associazioni degli allevatori - Arap, Adialpi e il Comitato Salvaguardia Allevatori VCO - che rappresentano oltre 6 mila allevatori su tutto il territorio piemontese, hanno incontrato l'assessore all'Agricoltura Paolo Bongioanni. Il tema centrale dell&rsquo;incontro &egrave; stato la richiesta di attuare interventi mirati a garantire una gestione sostenibile della presenza del lupo, al fine di tutelare il comparto allevatoriale piemontese e salvaguardare l&rsquo;attivit&agrave; delle aziende zootecniche operanti sul territorio.</p>
<p>Sono pi&ugrave; di mille le famiglie di margari e pastori che praticano l'alpeggio su un territorio, quello del Piemonte, che conta pi&ugrave; di 300 mila ettari di superficie destinata al pascolo, sui quali insistono circa 165 mila bovini e 100 mila ovi-caprini.</p>
<p>L'attivit&agrave; della transumanza, riconosciuta dall'Unesco quale Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanit&agrave;, non solo mantiene viva l'economia agricola nelle aree rurali e montane, ma si rivela fondamentale per la conservazione di razze bovine e ovi-caprine in via d'estinzione, nonch&eacute; per la cura del territorio e la salvaguardia di centinaia di specie vegetali grazie all'azione biologica del pascolo.</p>
<p>Si legge in un comunicato diffuso da Arap: &ldquo;Tuttavia, questa straordinaria risorsa &egrave; oggi seriamente minacciata dal costante incremento delle predazioni da lupo. I dati evidenziano una crescita esponenziale: i capi predati nel solo Piemonte sono passati dai 260 del 2015 agli oltre 1.500 del 2023. Ad oggi non esistono soluzioni di contenimento pienamente efficaci: i sistemi di prevenzione adottati si sono dimostrati fallimentari e il pascolo estensivo &ndash; che la stessa Regione Piemonte promuove e incentiva tramite i bandi del PSR &ndash; ne risulta pesantemente penalizzato&rdquo;.</p>
<p>Le stime ufficiali indicano la presenza di circa 3.500 lupi in Italia, un dato fortemente sottostimato. Nel solo Piemonte si ipotizza la presenza di oltre 1.200 esemplari: un numero notevole, specie se confrontato con i circa mille censiti nell'intera Francia.</p>
<p>Alla luce di tale scenario, le associazioni degli allevatori hanno richiesto congiuntamente l'avvio di un piano straordinario di contenimento numerico della specie. &ldquo;Un primo e fondamentale passo in questa direzione &egrave; rappresentato dal recente declassamento dello status del lupo da &lsquo;strettamente protetto&rsquo; a &lsquo;protett&rsquo;", deliberato dal Comitato Permanente della Convenzione di Berna&rdquo;.</p>
<p>A tal proposito, la nota dell'ISPRA del 12 giugno scorso, inserendosi nel solco dei chiarimenti successivi al declassamento europeo, ha confermato che le Regioni e le Province Autonome dispongono ora di una maggiore autonomia decisionale nella gestione degli esemplari problematici.&nbsp;</p>
<p>Tra i punti chiave, l'ISPRA ha ribadito il via libera all'utilizzo di strumenti di dissuasione. Inoltre, grazie alla nuova cornice normativa, le Regioni possono procedere con azioni di gestione diretta &ndash; inclusi gli abbattimenti controllati &ndash; senza dover richiedere deroghe preventive al Ministero dell'Ambiente. L'ISPRA ha infine stimato una soglia di rimozione del lupo pari al 3-5% della popolazione totale, il che equivarrebbe all'abbattimento di oltre 160 esemplari su scala nazionale.</p>
<p>Guardando al contesto internazionale, interventi analoghi sono gi&agrave; stati adottati. In Francia &egrave; operativo un piano di contenimento che prevede l'abbattimento annuale di circa il 20% della popolazione del predatore, mantenendo stabile il numero complessivo a circa mille esemplari. In Austria si procede all'abbattimento dei lupi che arrecano danni alle aziende, che manifestano eccessiva confidenza avvicinandosi a pastori e mandrie, o che vengono ritenuti pericolosi.</p>
<h2>Le richieste alla Regione</h2>
<p>Riassumendo, le associazioni presenti all&rsquo;incontro hanno chiesto alla Regione di agire con due tipologie di intervento. In primis l'avvio di un piano di contenimento volto a ridurre in modo mirato la densit&agrave; del predatore sul territorio, prevedendo la rimozione sistematica di tutti i lupi pericolosi che attaccano ripetutamente il bestiame e minacciano la sicurezza delle aree antropizzate. In secondo luogo la dotazione agli allevatori di sistemi di dissuasione diretta e la contestuale autorizzazione da parte della Regione, introducendo la possibilit&agrave; di autodifesa in caso di attacchi da parte di allevatori dotati di licenza di caccia.</p>
<p>Bongioanni ha illustrato il piano che la Regione intende attuare, che prevede una fase preliminare di monitoraggio della durata di quattro mesi, affidata al Centro Grandi Carnivori, con il compito di individuare gli esemplari che rispondano ai seguenti criteri: lupi confidenti che frequentano abitualmente i centri abitati; lupi responsabili di attacchi al bestiame nonostante la presenza delle misure di prevenzione e difesa previste dalla Regione.</p>
<p>Al termine dell&rsquo;attivit&agrave; di monitoraggio verranno valutati i risultati ottenuti e, qualora ne ricorrano le condizioni, si proceder&agrave; all&rsquo;abbattimento selettivo degli esemplari ritenuti pericolosi, per un numero massimo di 23 capi.</p>
<p>Dicono da Arap: &ldquo;Dal nostro punto di vista permangono numerosi dubbi, sia sull&rsquo;efficacia di un provvedimento che si propone di ridurre la numerosit&agrave; in misura cos&igrave; limitata, sia, soprattutto, sulle modalit&agrave; con cui verranno individuati, vigilati e accertati i capi da ridurre. Il problema rischia quindi di rimanere irrisolto, lasciando le aziende esposte alle stesse criticit&agrave;, senza alcuna prospettiva di soluzione almeno fino al termine della stagione di monticazione. Si invitano pertanto tutte le aziende che hanno subito attacchi e predazioni a segnalare e denunciare tempestivamente i casi alle autorit&agrave; competenti&rdquo;.</p>
<p>Al termine dell&rsquo;incontro, nel ringraziare l&rsquo;assessore per la disponibilit&agrave; dimostrata, Adialpi ha inoltre richiamato l&rsquo;attenzione sulla situazione di siccit&agrave; in atto, che rischia di provocare ingenti danni ai pascoli. &Egrave; stata evidenziata la concreta possibilit&agrave; di una stagione particolarmente complessa da portare a termine e, qualora le condizioni dovessero aggravarsi, &egrave; stata richiesta l&rsquo;attivazione delle procedure necessarie al riconoscimento delle cause di forza maggiore.</p>]]></description><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 14:35:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Il Senato approva la nuova legge della caccia. Ciaburro (Fdi): "Riforma necessaria"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-senato-approva-la-nuova-legge-della-caccia-ciaburro-fdi-riforma-necessaria_122793.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-senato-approva-la-nuova-legge-della-caccia-ciaburro-fdi-riforma-necessaria_122793.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122793/151181.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Senato ha approvato in prima lettura il Ddl sulla caccia. La nuova legge - a firma del Capogruppo di Fratelli d&rsquo;Italia, il senatore piemontese Lucio Malan - dovr&agrave; ora passare all&rsquo;esame della Camera.<br><br>L&rsquo;onorevole di Fratelli d&rsquo;Italia Monica Ciaburro, componente della Commissione Agricoltura, il cui ministro Francesco Lollobrigida, ha fortemente sostenuto la necessit&agrave; di una nuova norma.<br><br>&ldquo;<em>S&igrave;, era necessario fare modifiche e integrazioni</em> - risponde l&rsquo;onorevole Ciaburro -. <em>Dal 1992 tutte le forze politiche, le Regioni e i Comuni hanno chiesto di intervenire in modo organico sulla legge, ormai desueta e superata. Gi&agrave; alla fine degli anni &lsquo;90 si sono registrate le prime istanze di modifica e questo per la necessità di incrementare gli strumenti di gestione della fauna selvatica fuori controllo, come nel caso degli ungulati. Il precedente pi&ugrave; importante &egrave; l&rsquo;affare assegnato numero 337 dalla Commissione Agricoltura che ha conferito un mandato politico-istituzionale al Governo per aggiornare l'impianto che regola l&rsquo;attivit&agrave; venatoria e la gestione della fauna selvatica. La riforma risponde non solo alle esigenze di natura istituzionale, ma chiarisce anche alcuni aspetti che hanno generato numerosissimi contenziosi giudiziari</em>&rdquo;.<br><br>Non &egrave; comunque la prima volta che la legge 157/1992 viene modificata.&nbsp;&ldquo;Ma<em> non in maniera organica. Ora la riforma interviene sul quadro gi&agrave; esistente, lo aggiorna e lo integra. La riforma nasce dalla constatazione che in trent&rsquo;anni sono cambiati il territorio, la distribuzione delle specie, il ruolo delle Regioni e i problemi di convivenza tra fauna selvatica, agricoltura, sicurezza e salute pubblica. Aggiornare una legge quadro non vuol dire distruggerla, ma fare s&igrave; che funzioni</em>&rdquo;.<br><br>Ci saranno pi&ugrave; aree in cui poter cacciare?&nbsp;<em>&ldquo;La pianificazione del territorio resta di competenza regionale, all&rsquo;interno dei principi fissati dalla legge. La riforma punta a rendere pi&ugrave; chiaro l&rsquo;elenco delle aree sottratte all&rsquo;attivit&agrave; che non possono superare i limiti fissati dalla legge, ossia dal 20 al 30% del territorio agro-silvo-pastorale della regione e a consentire una pianificazione pi&ugrave; aderente alla realt&agrave; ecologica attuale. Non si vogliono cancellare le tutele ma evitare che la gestione del territorio resti ferma a fotografie superate&rdquo;.<br></em><br>Riguardo alle aree protette e se saranno di meno l'onorevole si &egrave; espresso cos&igrave;: &ldquo;<em>Non esiste nessun obbligo di ridurre i parchi o le aree protette. La questione riguarda la pianificazione: dove esistono vincoli, aree faunistiche, zone di protezione e territori agricoli serve una mappa coerente e aggiornata nel rispetto dei limiti che la legge sancisce fino a un massimo del 30% del territorio agro-silvo-pastorale della regione</em>&ldquo;.</p>
<p>In questa riforma come si colloca la figura del cacciatore? <em>&ldquo;Non &egrave; assolutamente nemico dell&rsquo;ambiente, anzi tutela la biodiversit&agrave;. Contribuisce con una parte della quota versata ogni anno agli Ambiti Territoriali di Caccia, al ripopolamento della fauna selvatica. Inoltre il cacciatore da anni viene utilizzato dalle Regioni per attivit&agrave; selettive e salvaguardia della biodiversit&agrave;&rdquo;</em>.<br><br>Un tema affrontato &egrave; anche quello relativo alla peste suina.&nbsp; &ldquo;<em>Come detto dal commissario straordinario alla peste suina africana Giovanni Filippini, il contributo dei calciatori &egrave; essenziale per la sorveglianza epidemiologica e il depopolamento selettivo. Grazie alla loro conoscenza capillare dell&rsquo;ambiente rurale e boschivo, collaborano quotidianamente con le autorit&agrave; competenti per individuare carcasse, segnalare situazioni di rischio e contribuire ai piani di contenimento</em>&rdquo;.<br><br>Infine la possibilit&agrave; di cacciare sui valichi alpini o nelle aree innevate, un tema molto discusso.&nbsp; &ldquo;<em>L&rsquo;inclusione di determinate aree quali foreste demaniali, valichi montani o terreni montani, nel territorio oggetto di pianificazione venatoria, non comporta in alcun modo l&rsquo;assenza di regole o limiti. L&rsquo;attivit&agrave; venatoria continua a svolgersi nel rispetto del quadro vincolistico previsto dalla legge numero 157 del 1992, che disciplina in modo puntuale specie cacciabili, periodi di prelievo, distanza di sicurezza specifici e controlli amministrativi di vigilanza</em>&ldquo;.</p>]]></description><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 10:24:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA["Qualcuno ha deciso che il futuro di montagne e campagne è trasformarle in un gigantesco tiro a segno"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/qualcuno-ha-deciso-che-il-futuro-di-montagne-e-campagne-e-trasformarle-in-un-gigantesco-tiro-a-segno_122733.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/qualcuno-ha-deciso-che-il-futuro-di-montagne-e-campagne-e-trasformarle-in-un-gigantesco-tiro-a-segno_122733.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122733/151062.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo l'intervento di Fabrizio Biol&egrave;, ex consigliere regionale ed ex sindaco di Gaiola. Un intervento in qualit&agrave; di cittadino sulle ultime norme in termini di caccia, approvate poche ore fa nel primo passaggio in Senato. Di seguito la lettera completa.</p>
<p>"Egregi Signori della destra al governo,<br>mi rivolgo a voi non senza un po' di incazzatura, che fatico a contenere, e con un semplice ma forse efficace sarcasmo che &egrave; l'unica arma rimasta a chi, come me, non ha il porto d'armi per sparare a tutto ci&ograve; che si muove.&nbsp;Il vostro DDL "Sparatutto" , detto anche "DDL 1552", sembra essere un misto di insensibilit&agrave;, arroganza e miopia che meriterebbe un premio al testo di legge pi&uacute; lontano dalla realt&agrave; della maggioranza degli italiani.&nbsp;E che martedi 23 giugno 2026, ha incassato il primo via libera al Senato: di gran carriera si calpesta il buonsenso!</p>
<p>Non che, se nomen omen, il cognome del primo firmatario avrebbe fatto presagire qualcosa di meglio...</p>
<p>Comunque sia: mentre la stragrande maggioranza dei cittadini &ndash; escursionisti, turisti, famiglie, amanti della natura, semplici camminatori &ndash; vede nei boschi, nelle montagne e nelle campagne un luogo di pace, ristoro e biodiversit&agrave; da difendere per s&eacute; e per le future generazioni, qualcuno ha deciso che il futuro &egrave; trasformarli in un gigantesco tiro a segno.</p>
<p>La distanza tra la sensibilit&agrave; di chi progetta scrive e vota testi del genere e quella della gente comune &egrave; siderale.</p>
<p>Sembra che si abbia la volont&agrave; di ascoltare solamente la lobby dei cacciatori e degli armieri; il resto dell'Italia, quella che paga le tasse e riempie i sentieri, pu&ograve; andare a farsi benedire, o comunque, pu&ograve; continuare a riempire i suddetta sentieri facendosi un segno della croce o tastandosi le gonadi.</p>
<p>Un colpo di genio, peraltro, aver scelto la direzione opposta a quella che suggerirebbe la profonda crisi ambientale e climatica che stiamo vivendo!</p>
<p>Mentre scienziati, Europa e buonsenso gridano all'emergenza biodiversit&agrave; &ndash; con specie che scompaiono, ecosistemi che collassano e un pianeta che bolle &ndash; il loop della legge &eacute; "Spariamo di pi&ugrave;, spariamo ovunque, spariamo sempre".</p>
<p>Caccia in aree protette, sulle spiagge, di notte, su pi&ugrave; specie, in periodi sensibili.</p>
<p>Il concetto di cacciatori come "bioregolatori" poi &eacute; talmente assurdo da parere un (pessimo) scherzo!</p>
<p>Si &eacute; plasmato un testo che ribalta la logica: invece di tutelare la fauna selvatica, la si trasforma in bersaglio mobile per accontentare pochi ma influenti nostalgici del vecchio west.</p>
<p>Se poi la carta costituzionale parla di tutela dell'ambiente, si tratta di futili dettagli...</p>
<p>Se poi l'Europa lancia richiami alla moderazione si tratta di roba da globalisti.</p>
<p>C'&egrave;, in aggiunta, la potenziale conseguenza che dovrebbe suscitare qualche scrupolo, ma sembra invece inerte in tal senso: il rischio concreto per l'incolumit&agrave; di escursionisti, turisti e semplici cittadini che oseranno, temerari, ancora fruire del contesto rurale e montano.</p>
<p>Perch&eacute; s&igrave;, l&agrave; fuori gente normale &ndash; non armata, n&eacute; in mimetica &ndash; rischier&aacute; di prendersi una proiettile vagante durante una passeggiata domenicale.</p>
<p>Ma l'importante &egrave; che il cacciatore possa "regolare" la fauna anche mentre i bambini giocano nei prati o i trekker attraversano i sentieri...</p>
<p>Il DDL 1552, facendo lo sforzo di osservarlo da ogni lato, resta in tutto e per tutto uno schiaffo in faccia a chi ama autenticamente l'Italia viva, verde e biodiversa.</p>
<p>&Egrave; la dimostrazione lampante che per questa destra la natura non &egrave; un bene comune da proteggere, ma una risorsa da saccheggiare per consenso elettorale.</p>
<p>Sarebbe d'uopo, a parer mio, un ripensamento, un ritiro del testo, uno slancio di ravvedimento operoso.</p>
<p>Magari prima che si trasformi in una ennesima figuraccia internazionale e soprattutto prima che qualche innocente bipede (sui quadrupedi la cosa &eacute; intrinsecamente sdoganata) paghi con la vita.</p>
<p>Con crescente disagio e disturbo per chi antepone il fucile al futuro, un cittadino incazzato (e disarmato) che ancora, illuso, crede nella equilibrata convivenza tra uomo e natura".</p>
<p><strong>Fabrizio Biol&eacute;</strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 24 Jun 2026 08:37:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Psa, Robaldo: "L'ordinanza della Regione colma un vuoto"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/psa-robaldo-l-ordinanza-della-regione-colma-un-vuoto_122625.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/psa-robaldo-l-ordinanza-della-regione-colma-un-vuoto_122625.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122625/150885.jpg" title="" alt="" /><br /><p>"<a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/peste-suina-il-piemonte-emana-unordinanza-per-garantire-le-attivita-di-contrasto_122550.html" target="_blank" rel="nofollow">L'ordinanza assunta dal Presidente Cirio</a> colma il vuoto rispetto al quale avevamo gi&agrave; richiesto di intervenire al Governo ormai pi&ugrave; di un mese fa. Essa garantisce le attivit&agrave; di prevenzione, sorveglianza ed eradicazione della Peste suina africana (PSA), confermando e dando cos&igrave; continuit&agrave; alle misure precedentemente introdotte dal Commissario straordinario nazionale. Questo provvedimento assume un rilievo particolare per il territorio cuneese".</p>
<p>&Egrave; il commento del Presidente della Provincia, Luca Robaldo, all'iniziativa della Regione Piemonte che rende nuovamente operative alcune misure che erano venute meno a causa della mancata conferma del Commissario Nazionale alla PSA.</p>
<p>"In questo quadro, la Provincia di Cuneo prosegue e rafforza la sua attivit&agrave; sia quale promotore della Cabina di regia PSA sia nell&rsquo;ambito della sua funzione di presidio del territorio - prosegue il Consigliere Delegato, Silvano Dovetta - mettendo in campo uomini e mezzi sempre pi&ugrave; impegnati in tali attivit&agrave;. Nel frattempo attendiamo la conferma del dott. Filippini quale Commissario Straordinario, che dovrebbe avvenire nel giro di poche settimane, avendone apprezzato le capacit&agrave; di coordinamento e la chiarezza nelle fasi decisionali, condivise col commissario regionale Giorgio Sapino".</p>
<p>In questi giorni, poi, nell'ambito della consueta e costruttiva collaborazione con le Associazioni di Categoria il Presidente Robaldo ed il Consigliere Dovetta hanno scritto ai Presidente di Coldiretti, Confagricoltura e CIA chiedendo loro di ulteriormente sensibilizzare gli allevatori propri iscritti sul tema delle misure di biosicurezza di contrasto alla PSA.</p>
<p>"Nell'evidenziare gli importanti risultati ottenuti rimarchiamo l&rsquo;importanza di proseguire il percorso di adeguamento delle aziende - scrivono Robaldo e Dovetta -. Se nel 2023 le non conformit&agrave; interessavano circa il 30% delle aziende controllate ed erano caratterizzate da gravi carenze strutturali, nel 2026 la quota complessiva di allevamenti non in regola &egrave; scesa al 20% e, soprattutto, le difformit&agrave; sono per lo pi&ugrave; relative ad aspetti di natura quotidiana e operativa".</p>
<p>Parallelamente, con una lettera inviata alla Regione Piemonte, la Provincia ha richiesto ulteriori strumenti di sostegno, anche di natura economica, per supportare sia l&rsquo;attivit&agrave; di informazione e sensibilizzazione delle imprese sia per colmare eventuali carenze infrastrutturali residue.</p>
<p>&laquo;Desideriamo esprimere un sincero ringraziamento al Nucleo Faunistico&ndash;Ambientale della Polizia Locale della Provincia per il lavoro costante e spesso complesso che stanno svolgendo &ndash; sottolineano ancora Robaldo e Dovetta &ndash;. L&rsquo;emergenza della PSA ha ben evidenziato come il loro impegno rappresenta un presidio fondamentale per la tutela del nostro territorio&raquo;.</p>
<p>&laquo;Penso sia a questo proposito importante ricordare &ndash; prosegue il Presidente &ndash; che l&rsquo;attivit&agrave; del Nucleo e, pi&ugrave; in generale, della Polizia Locale provinciale non si limiti agli interventi di natura sanzionatoria, a cui nell&rsquo;immaginario comune &egrave; spesso associata. Si tratta invece di un lavoro ampio e articolato che comprende anche attivit&agrave; di informazione, prevenzione e sensibilizzazione rivolte a cittadini, operatori e mondo associativo&raquo;.</p>
<p>L&rsquo;operativit&agrave; del Corpo, infatti, oltre alle funzioni strettamente previste dalla normativa, si estende a un ampio spettro di iniziative di collaborazione e supporto a favore di enti, associazioni e cittadini, contribuendo in modo concreto alla diffusione di una cultura della legalit&agrave; e della sostenibilit&agrave; ambientale.</p>
<p>Tra queste, proprio sul tema PSA, si inseriscono gli incontri pubblici organizzati sul territorio in collaborazione con gli Ambiti Territoriali di Caccia, che rappresentano momenti di aggiornamento e confronto operativo rivolti in particolare a cacciatori e amministratori locali sui comportamenti da adottare e sulle modalit&agrave; di collaborazione alle attivit&agrave; di monitoraggio.</p>
<p>Parallelamente, proseguono anche le attivit&agrave; di educazione ambientale rivolte alle scuole, con gli incontri dedicati agli ecosistemi locali realizzati nell&rsquo;ambito del progetto europeo &ldquo;LIFE Minnow&rdquo;, che hanno coinvolto gli studenti di Caramagna e Cavallermaggiore. Nell&rsquo;ambito dello stesso progetto, a maggio, in conformit&agrave; con la Direttiva Habitat, il personale della Provincia ha realizzato un importante intervento a tutela della biodiversit&agrave; acquatica con l&rsquo;immissione di esemplari di Savetta.</p>
<p>A queste iniziative si affiancano gli interventi concreti a tutela della fauna e dell&rsquo;ambiente, il controllo delle attivit&agrave; venatorie e nella gestione della fauna selvatica, inclusi gli interventi di monitoraggio e contenimento delle specie, nonch&eacute; azioni mirate al contrasto di situazioni di rischio sanitario e ambientale.</p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 14:39:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Venasca, stretta sulle deiezioni canine: ordinanza del Comune e fino a 500 euro di multa]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/saluzzese/venasca-stretta-sulle-deiezioni-canine-ordinanza-del-comune-e-fino-a-500-euro-di-multa_122601.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/saluzzese/venasca-stretta-sulle-deiezioni-canine-ordinanza-del-comune-e-fino-a-500-euro-di-multa_122601.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122601/150842.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Gioved&igrave; 18 giugno il sindaco di Venasca ha emanato un&rsquo;ordinanza finalizzata a tutelare il decoro urbano, l&rsquo;igiene pubblica e la qualit&agrave; degli spazi comuni. Il provvedimento introduce l&rsquo;obbligo, per tutti i proprietari e conduttori di cani, di raccogliere immediatamente le deiezioni solide degli animali e di provvedere al lavaggio con acqua delle deiezioni liquide quando queste interessano muri, portici, vetrine, marciapiedi, arredi urbani o altre superfici pubbliche e di uso pubblico. Il mancato rispetto delle disposizioni comporta una sanzione amministrativa compresa tra 25 e 500 euro. Sono esentati dall&rsquo;obbligo le persone non vedenti accompagnati da cani guida e le forze di Polizia e di Protezione Civile con cani impiegati in servizio istituzionale.</p>
<p>L&rsquo;ordinanza, entrata in vigore con effetto immediato e dai contenuti che ricalcano provvedimenti gi&agrave; adottati in altre localit&agrave;, prevede inoltre che chi accompagna un cane sul territorio comunale debba essere sempre munito sia di sacchetti o di altre attrezzature necessarie per la raccolta delle deiezioni solide, sia di un contenitore d&rsquo;acqua, come una bottiglietta o uno spruzzatore, da utilizzare per il lavaggio delle deiezioni liquide. Le dotazioni dovranno essere esibite in caso di controllo da parte delle forze dell&rsquo;ordine o degli organi di vigilanza.&nbsp;</p>
<p>"Sono in tanti, la maggioranza, a comportarsi in modo corretto e responsabile &ndash; dichiara il sindaco Silvano Dovetta &ndash;. Ma bastano pochi casi di disattenzione o di scarso senso civico per rovinare il decoro del paese e infastidire chi ci vive. Con questa ordinanza chiediamo a tutti un po' pi&ugrave; di attenzione, perch&eacute; il rispetto degli spazi pubblici &egrave; una responsabilit&agrave; che appartiene a tutti e affinch&eacute; Venasca resti un paese pulito e accogliente per chi ci abita e per chi lo visita".</p>
<p>Questo argomento compare anche all&rsquo;articolo 21 del recentemente adottato Regolamento per la tutela e il benessere degli animali nel Comune di Venasca, approvato dal Consiglio Comunale lo scorso 13 aprile. Il testo, ispirato alla recente riforma costituzionale che ha inserito la protezione animale tra i principi fondamentali dello Stato, si propone come una cornice normativa ampia in materia di rapporti con la fauna, sia domestica che selvatica, presente sul territorio, e spazia da principi generali fino a sanzioni concrete per chi non li rispetta.&nbsp;</p>
<p>"Abbiamo voluto adottare questo regolamento &ndash; aggiunge Dovetta &ndash; per ricordare in modo chiaro e organico a tutti i venaschesi obblighi gi&agrave; previsti dalle normative nazionale e regionale recentemente aggiornate. Ringrazio per aver contribuito in modo volontario alla sua stesura la guardia zoofila volontaria Nicola Martini".</p>
<p>Il documento stabilisce che chiunque detenga un animale &egrave; responsabile del suo benessere e deve garantirgli cure adeguate, alimentazione corretta, assistenza veterinaria quando necessaria e condizioni di vita compatibili con le esigenze della specie. Tra le principali disposizioni figurano il divieto di maltrattamento, di detenzione in condizioni incompatibili con il benessere animale, di isolamento prolungato e di utilizzo di metodi coercitivi o violenti nell&rsquo;addestramento. Il regolamento vieta inoltre l&rsquo;abbandono degli animali, la distruzione dei nidi di rondini, balestrucci e rondoni, le lotte tra animali e qualsiasi forma di spettacolo circense che ne preveda l&rsquo;impiego. Una sezione specifica &egrave; dedicata ai cani, con norme relative all&rsquo;attivit&agrave; motoria, all&rsquo;accesso agli spazi pubblici e agli esercizi aperti al pubblico, all&rsquo;obbligo di raccolta delle deiezioni e al divieto di detenzione a catena. Sono inoltre disciplinate le colonie feline, la tutela dei gatti randagi e la gestione della fauna selvatica ed esotica. La vigilanza sull&rsquo;applicazione del regolamento &egrave; affidata alla Polizia Locale, in collaborazione con il Servizio Veterinario dell&rsquo;ASL e le altre forze dell&rsquo;ordine competenti. Il testo prevede infine un sistema sanzionatorio per le violazioni delle disposizioni contenute nel regolamento stesso.</p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 10:38:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[L’immissione di trote iridee femmine salva la stagione della pesca in Granda]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/limmissione-di-trote-iridee-femmine-salva-la-stagione-della-pesca-in-granda_122595.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/limmissione-di-trote-iridee-femmine-salva-la-stagione-della-pesca-in-granda_122595.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122595/150834.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">"<em>Sono da sempre molto vicino al mondo della pesca e particolarmente sensibile alle sue attivit&agrave; a favore dell'ecosistema, della sensibilit&agrave; ambientale trasmessa anche ai pi&ugrave; giovani, alla capacit&agrave; dei pescatori di essere attente sentinelle del territorio. Per questo sono estremamente soddisfatto del risultato raggiunto in questi giorni sulla possibilit&agrave; di immettere le trote iridee femmine. Una decisione che tutto il comparto attendeva da tempo</em>".<br><br>Il vicepresidente del Consiglio della Regione Piemonte Franco Graglia, esprime la sua soddisfazione per il decreto ministeriale che autorizza ad immettere esemplari monosesso in corsi d'acqua chiusi o delimitati della nostra provincia.&nbsp;<br><br>"<em>Ringrazio tutti</em> - conclude il vicepresidente Graglia - &nbsp;<em>per il confronto e la collaborazione che ha portato a raggiungere questo importante risultato per il bene dei pescatori</em>".</p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 09:44:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Peste suina, il Piemonte emana un’ordinanza per garantire le attività di contrasto]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/peste-suina-il-piemonte-emana-unordinanza-per-garantire-le-attivita-di-contrasto_122550.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/peste-suina-il-piemonte-emana-unordinanza-per-garantire-le-attivita-di-contrasto_122550.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122550/150756.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha firmato oggi l&rsquo;ordinanza che entra in vigore immediatamente e conferma, per i prossimi 60 giorni, le misure di eradicazione e sorveglianza della Peste Suina Africana (PSA) gi&agrave; previste dall&rsquo;Ordinanza n. 7/2025 del Commissario straordinario nazionale.</p>
<p>Il provvedimento garantisce la continuit&agrave; delle attivit&agrave; di prevenzione, controllo ed eradicazione della malattia, evitando interruzioni in una fase particolarmente delicata per il territorio regionale. L&rsquo;ordinanza consente infatti l&rsquo;attivit&agrave; di abbattimento in controllo del cinghiale da parte delle Province e con il contributo del mondo venatorio, come reso necessario e urgente in relazione all&rsquo;evoluzione epidemiologica registrata sul territorio e alla necessit&agrave; di proteggere il patrimonio zootecnico piemontese e le attivit&agrave; economiche collegate alla filiera suinicola.</p>
<p>Dichiarano l&rsquo;assessore al Commercio, Agricoltura, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni e l&rsquo;assessore alla Sanit&agrave;, Prevenzione e sicurezza sanitaria della Regione Piemonte Federico Riboldi: &ldquo;Di fronte a una minaccia come la Peste Suina Africana non possiamo permetterci alcuna interruzione delle misure di prevenzione e contenimento. Con questa ordinanza il Piemonte garantisce continuit&agrave; alle attivit&agrave; di sorveglianza e contrasto gi&agrave; in essere, tutelando un comparto strategico per l&rsquo;economia piemontese e salvaguardando il lavoro di allevatori, operatori e istituzioni che in questi anni hanno affrontato con responsabilit&agrave; una sfida complessa su cui la Regione &egrave; sempre stata in prima fila al loro fianco&rdquo;.</p>
<p>Spiega Bongioanni: &ldquo;L&rsquo;ordinanza consente di proseguire in modo deciso il depopolamento del cinghiale in aree che si stanno pericolosamente avvicinando al distretto suinicolo cuneese che gi&agrave; abbiamo messo in sicurezza in passato cinturandolo con le fasce franche. La filiera suinicola rappresenta un patrimonio economico e produttivo di primaria importanza: in una fase delicata come quella attuale era indispensabile assicurare la piena continuit&agrave; delle misure previste, evitando qualsiasi interruzione o incertezza applicativa. Continueremo a lavorare al fianco degli allevatori, delle associazioni di categoria, degli Ambiti territoriali di caccia e di tutti i soggetti coinvolti fra cui le Province e il mondo venatorio con il suo fondamentale contributo nel contrasto alla pandemia, per contenere la diffusione della malattia e difendere un settore fondamentale per il nostro territorio&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;La Peste Suina Africana - sottolinea Riboldi - non rappresenta un rischio per la salute umana, ma costituisce una grave emergenza di sanit&agrave; animale che richiede il massimo livello di attenzione e coordinamento tra istituzioni - aggiunge - Con questo provvedimento manteniamo pienamente operative le misure di biosicurezza, controllo e sorveglianza sul territorio regionale, garantendo continuit&agrave; a un lavoro fondamentale per contenere la diffusione del virus e proteggere il patrimonio zootecnico piemontese. Un ringraziamento va ai servizi veterinari delle ASL, all&rsquo;Istituto Zooprofilattico e a tutti gli operatori impegnati quotidianamente in questa attivit&agrave; di prevenzione e monitoraggio&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;ordinanza rester&agrave; in vigore per 60 giorni dalla pubblicazione, salvo l&rsquo;adozione di successivi provvedimenti nazionali o il mutare della situazione epidemiologica.</p>]]></description><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 21:22:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[I consigli della Regione per proteggere gli amici a quattro zampe nel periodo estivo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/i-consigli-della-regione-per-proteggere-gli-amici-a-quattro-zampe-nel-periodo-estivo_122542.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/i-consigli-della-regione-per-proteggere-gli-amici-a-quattro-zampe-nel-periodo-estivo_122542.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122542/150746.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Cani, gatti e altri animali da compagnia fanno ormai parte della vita quotidiana di milioni di famiglie italiane. Oltre a rappresentare una presenza affettiva importante, contribuiscono al benessere psicologico, favoriscono la socializzazione, aiutano a mantenere stili di vita attivi e possono avere effetti positivi sulla salute delle persone di tutte le et&agrave;.</p>
<p>Proprio per questo la loro tutela rappresenta anche un tema di sanit&agrave; pubblica, che comprende aspetti legati all'identificazione degli animali, alla prevenzione delle malattie, alla corretta gestione e al benessere animale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Identificazione e responsabilit&agrave;</h2>
<p>Uno degli strumenti fondamentali per la tutela degli animali da compagnia &egrave; il microchip, obbligatorio per i cani e fortemente consigliato anche per altre specie.</p>
<p>L'iscrizione all'Anagrafe degli Animali d'Affezione permette, infatti, di identificare l'animale, favorire il ritrovamento in caso di smarrimento e contrastare il fenomeno dell'abbandono.</p>
<p>La corretta registrazione rappresenta, inoltre, un importante strumento per la gestione sanitaria e il monitoraggio del territorio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La prevenzione passa anche dal veterinario</h2>
<p>Controlli periodici, vaccinazioni, trattamenti antiparassitari e una corretta alimentazione sono elementi fondamentali per garantire la salute degli animali e prevenire problemi che possono avere ripercussioni anche sulla salute pubblica.</p>
<p>Il rapporto costante con il medico veterinario consente di individuare precocemente eventuali patologie, programmare le vaccinazioni necessarie e ricevere indicazioni personalizzate in base all'et&agrave;, allo stile di vita e alle condizioni dell'animale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Estate: attenzione al caldo</h2>
<p>Con l'arrivo della stagione estiva aumentano i rischi legati alle alte temperature.</p>
<p>Cani e gatti sono particolarmente sensibili al caldo e possono andare incontro a colpi di calore, una condizione potenzialmente molto grave.</p>
<p>Per proteggerli &egrave; importante:</p>
<ul>
<li>garantire sempre acqua fresca e pulita;</li>
<li>assicurare zone ombreggiate e ben ventilate;</li>
<li>evitare passeggiate e attivit&agrave; fisica nelle ore pi&ugrave; calde;</li>
<li>non lasciare mai gli animali all'interno dell'automobile, neppure per pochi minuti;</li>
<li>prestare attenzione all'asfalto e alle superfici surriscaldate che possono provocare ustioni ai polpastrelli.</li>
</ul>
<p>Tra i segnali da non sottovalutare vi sono affanno eccessivo, debolezza, disorientamento, salivazione abbondante e difficolt&agrave; nei movimenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Vacanze e viaggi: organizzarsi per tempo</h2>
<p>Chi programma una vacanza con il proprio animale deve verificare con anticipo la documentazione necessaria, le condizioni di trasporto e le eventuali vaccinazioni richieste.</p>
<p>Per i viaggi all'estero sono generalmente necessari il passaporto per animali da compagnia e la vaccinazione antirabbica, rilasciati secondo le procedure previste dai Servizi veterinari delle Aziende Sanitarie.</p>
<p>Prima della partenza &egrave; inoltre opportuno confrontarsi con il veterinario per valutare eventuali esigenze specifiche legate alla destinazione, alla durata del viaggio e allo stato di salute dell'animale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Un'estate senza abbandoni</h2>
<p>L'abbandono degli animali rappresenta ancora oggi un problema che si accentua durante il periodo estivo.&nbsp;Oltre a causare sofferenza agli animali, comporta rischi per la sicurezza stradale, problemi sanitari e un aggravio per le strutture di accoglienza.</p>
<p>Ricordiamo che l'abbandono di animali costituisce un reato ed &egrave; punito dalla legge.</p>
<p>Programmare per tempo le vacanze, scegliere strutture pet-friendly o affidarsi a pensioni e pet sitter qualificati consente di affrontare serenamente il periodo estivo senza rinunciare alla compagnia dei propri animali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Link utili</h2>
<p>Animali da compagnia</p>
<p><a href="https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/veterinaria-salute-alimentare/animali-compagnia" target="_blank" rel="nofollow">https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/veterinaria-salute-alimentare/animali-compagnia</a></p>
<p>Estate e animali da compagnia</p>
<p><a href="https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/veterinaria-salute-alimentare/lestate-gli-animali-compagnia" target="_blank" rel="nofollow">https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/veterinaria-salute-alimentare/lestate-gli-animali-compagnia</a></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 13:06:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Immissioni di trota iridea: recepite da MASE e SNPA le richieste della Provincia per le immissioni ittiche]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/immissioni-di-trota-iridea-recepite-da-mase-e-snpa-le-richieste-della-provincia-per-le-immissioni-ittiche_122531.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/immissioni-di-trota-iridea-recepite-da-mase-e-snpa-le-richieste-della-provincia-per-le-immissioni-ittiche_122531.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122531/150732.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Provincia di Cuneo informa che, con il Decreto n. 268 dell&rsquo;11 giugno 2026 del Ministero dell&rsquo;Ambiente e della Sicurezza Energetica, sono state aggiornate e integrate le condizioni per l&rsquo;immissione in natura della trota iridea (Oncorhynchus mykiss), sulla base delle pi&ugrave; recenti valutazioni tecniche del Sistema Nazionale per la Protezione dell&rsquo;Ambiente (SNPA).</p>
<p>Il provvedimento recepisce le indicazioni contenute nelle Delibere, che hanno valutato positivamente le richieste di revisione avanzate dalla Provincia, introducendo importanti aggiornamenti operativi e gestionali.</p>
<p>Tra gli elementi di maggiore rilievo si evidenzia la revisione dei tratti destinati alle immissioni, con aggiornamento delle dimensioni e delle condizioni operative di diversi corsi d&rsquo;acqua e canali.</p>
<p>In particolare, sono state oggetto di aggiornamento le caratteristiche di alcuni tratti, tra cui:</p>
<ul>
<li>Torrente Belbo &ndash; zona turistica di pesca (Comune di Bosia);</li>
<li>Riserva di pesca di Dronero (canali Comella, Marchisa e Presidenta);</li>
<li>Torrente Colla (Comune di Boves);</li>
<li>Canale Rosa (Comune di Cervasca).</li>
</ul>
<p>Per tali tratti, sono state ridefinite le superfici e, conseguentemente, potranno essere rimodulate in aumento le quantit&agrave; di immissione nel rispetto delle densit&agrave; inizialmente autorizzabili.</p>
<p>Confermata, inoltre, l&rsquo;autorizzazione all&rsquo;immissione con specifiche prescrizioni nei tratti del Grana-Mellea di Centallo e sul fiume Tanaro in Ormea (riserva &ldquo;TURI &ndash; PESCA&rdquo;), inizialmente escluse dal Decreto del MASE dello scorso anno.</p>
<p>Una delle principali novit&agrave; riguarda la possibilit&agrave;, limitatamente al 2026, di immettere esemplari di trota iridea monosesso (tutte femmine) non sterili, ma esclusivamente in tratti completamente chiusi, delimitati a monte e a valle da barriere invalicabili o comunque isolati dal reticolo idrografico naturale.</p>
<p>Questa apertura, fondata sulle valutazioni del SNPA conseguenti alle osservazioni tecniche presentate dalla Provincia, consente una maggiore flessibilit&agrave; gestionale nei contesti controllati, mantenendo al contempo elevato il livello di tutela ambientale.</p>
<p>Nei tratti non isolati resta invece confermato l&rsquo;obbligo di utilizzo di esemplari tutte femmine sterili (triploidi almeno al 95%).</p>
<p>Il quadro autorizzativo aggiorna e rafforza gli obblighi a carico dell&rsquo;ente, tra cui il rispetto delle prescrizioni gi&agrave; previste dal Decreto MASE n. 608/2025 ed in particolare la verifica della conformit&agrave; delle partite di trote ai requisiti normativi, il monitoraggio sistematico delle immissioni e dei prelievi, con raccolta e trasmissione dei dati durante la stagione di pesca e relazione annuale sui tratti oggetto di intervento, la trasmissione preventiva dell&rsquo;elenco completo dei tratti destinati all&rsquo;immissione di esemplari non sterili e il rispetto delle densit&agrave; di semina e dei limiti stabiliti per ciascuna tipologia di tratto, anche in relazione alla presenza o meno di isolamento idraulico.</p>
<p>Il presidente della Provincia, Luca Robaldo, ha dichiarato che "il risultato ottenuto rappresenta un importante riconoscimento del lavoro tecnico svolto dalla Provincia in collaborazione con gli enti scientifici e istituzionali. Esso &egrave; frutto delle due richieste inviate al Ministero dell'Ambiente da parte della Provincia, a testimonianza del lavoro che svolgiamo a tutela del settore e di chi vi appartiene. Le modifiche introdotte consentono una gestione pi&ugrave; efficace e sostenibile delle attivit&agrave; di pesca, nel pieno rispetto dell&rsquo;ambiente e delle normative vigenti".</p>
<p>Il Consigliere delegato alla pesca, Simone Manzone, aggiunge che "si tratta di un passo avanti significativo per il mondo della pesca sportiva sul territorio provinciale. Le nuove disposizioni permettono di coniugare tutela ambientale e valorizzazione delle attivit&agrave; alieutiche, rispondendo alle esigenze degli operatori e degli appassionati. Si continua a lavorare a stretto contatto con gli uffici e con le associazioni piscatorie per garantire una stagione piscatoria 2027 programmata e stabile".</p>
<p>Il presidente F.I.P.S.A.S. Giacomo Pellegrino esprime un giudizio positivo: &rdquo;Cominciamo ad avere delle risposte alle nostre richieste poste a suo tempo alla Provincia, che ha fatto proprie inviandole agli enti competenti. E&rsquo; un primo passo importante, in attesa dell&rsquo;approvazione del Decreto Ministeriale, che dovrebbe portare delle certezze normative. E&rsquo; un ottimo risultato della collaborazione tra la Provincia con i suoi uffici e la F.I.P.S.A.S.&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 07:51:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Ddl Gestione fauna selvatica omeoterma in Senato. Bongioanni: "Riscrivere una legge vecchia di trent’anni"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ddl-gestione-fauna-selvatica-omeoterma-in-senato-bongioanni-riscrivere-una-legge-vecchia-di-trentanni_122360.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ddl-gestione-fauna-selvatica-omeoterma-in-senato-bongioanni-riscrivere-una-legge-vecchia-di-trentanni_122360.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122360/150444.jpg" title="Paolo Bongioanni" alt="Paolo Bongioanni" /><br /><p>Dopo quasi un anno di esame e audizioni in Commissione &egrave; iniziata oggi in Senato la discussione del disegno di legge proposto dal Governo Meloni che riforma la legge 157 dell&rsquo;11 febbraio 1992 sulla gestione della fauna selvatica omeoterma.</p>
<p>Un passo importante che l&rsquo;assessore l&rsquo;assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni commenta cos&igrave;: "I miei apprezzamenti al Governo Meloni e al ministro Francesco Lollobrigida per avere messo a punto e portato avanti una norma che tiene conto di un quadro completamente mutato in oltre trent&rsquo;anni: dai cambiamenti climatici alla rinaturalizzazione degli ambienti, dalla proliferazione incontrollata di specie come il cinghiale all&rsquo;insorgenza di pandemie come la peste suina, con tutto il problema della biosicurezza, fino all&rsquo;enorme tema dei danni per l&rsquo;agricoltura e gli incidenti stradali. &Egrave; un quadro che va governato con strumenti aggiornati alla situazione attuale e alle sue prospettive future, e richiede per questo una consapevolezza responsabile nella gestione del rapporto fra l&rsquo;uomo e il patrimonio faunistico che non pu&ograve; pi&ugrave; essere improntata a pregiudizi ideologici e a veti anacronistici".</p>
<p>Il Ddl in discussione riconosce un maggiore ruolo autonomo alle Regioni per una gestione pi&ugrave; efficace e adattabile alle specifiche esigenze territoriali. Punta a un approccio equilibrato e capace di coniugare la tutela degli ecosistemi e della biodiversit&agrave; con le esigenze delle attivit&agrave; produttive come quelle agricole e con il riconoscimento del ruolo svolto nella gestione faunistica dall'attivit&agrave; venatoria, rivelatosi assolutamente strategico ed essenziale per il contrasto alla peste suina. Il provvedimento affronta anche il problema lupo: la specie non diventerebbe cacciabile, ma in caso di necessit&agrave; potrebbe essere abbattuta nell&rsquo;ambito di specifici e mirati piani di contenimento.</p>
<p>"Come Regione Piemonte - sottolinea Bongioanni -.sosterremo il Governo e il ministro Lollobrigida su una riforma ormai non pi&ugrave; rimandabile, che affronta la situazione con pragmatismo e lungimiranza. Auspico per questo che le innovazioni introdotte dal testo non vengano snaturate dall&rsquo;arroccamento di certo ambientalismo radicale ma che in Parlamento prevalga il senso di responsabilit&agrave; per l&rsquo;interesse comune".</p>]]></description><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 16:07:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Razza piemontese: “Rivisto il sistema Classyfarm rispetto alle necessità del settore”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/razza-piemontese-rivisto-il-sistema-classyfarm-rispetto-alle-necessita-del-settore_122346.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/razza-piemontese-rivisto-il-sistema-classyfarm-rispetto-alle-necessita-del-settore_122346.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122346/150427.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Coldiretti Piemonte insieme alla confederazione nazionale Coldiretti &egrave; intervenuta per far s&igrave; che la soglia Classyfarm passasse, per la linea vacca vitello, da 0,9 a 3. &ldquo;&Egrave; un primo grande risultato per la razza piemontese&rdquo;.<br>&nbsp;<br>&ldquo;Grazie a un nostro costante impegno, la modifica dell&rsquo;allegato XI del decreto del Ministro dell&rsquo;agricoltura, della sovranit&agrave; alimentare e delle foreste &egrave; un primo grande passo per valorizzare ulteriormente la razza piemontese e consentire alle imprese zootecniche di poter rientrare tra i beneficiari delle risorse della Pac&rdquo;, spiega Bruno Mecca Cici, vicepresidente di Coldiretti Piemonte con delega territoriale alla zootecnia.<br>&nbsp;<br>&ldquo;Tale revisione &egrave; fondamentale poich&eacute; il nostro comparto zootecnico &egrave; un grande patrimonio da tutelare, dal punto di vista della biodiversit&agrave; e dell&rsquo;ambiente, con la razza piemontese che &egrave; tra le razze storiche pi&ugrave; famose ed ha una fondamentale valenza economica sul territorio&rdquo;, concludono Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo, e Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo.</p>]]></description><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:27:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Alla scoperta dell'antico monastero (e dei suoi pipistrelli) all'Abbazia di Staffarda]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/saluzzese/alla-scoperta-dell-antico-monastero-e-dei-suoi-pipistrelli-all-abbazia-di-staffarda_122162.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/saluzzese/alla-scoperta-dell-antico-monastero-e-dei-suoi-pipistrelli-all-abbazia-di-staffarda_122162.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122162/150103.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Giunto alla undicesima edizione, l&rsquo;evento Arte e Ratavuloira all&rsquo;Abbazia di Staffarda ritorna anche quest&rsquo;anno in un appuntamento unico e imperdibile. L&rsquo;Abbazia di Staffarda, una tra le pi&ugrave; antiche e importanti abbazie cistercensi del Piemonte, vi accoglier&agrave; in una serata alla scoperta dell&rsquo;antico monastero e della colonia di circa 1000 pipistrelli che tutti gli anni tornano a vivere il chiostro. Natura, storia, arte e architettura qui si uniscono in perfetta armonia. Una serata unica, occasione rara per visitare l&rsquo;abbazia di Staffarda nel suo fascino serale e scoprire i pipistrelli, osservandoli e ascoltandoli.&nbsp;Primo obiettivo sensibilizzare e approfondire la conoscenza dei chirotteri che all&rsquo;interno di un locale del chiostro dell&rsquo;Abbazia ogni anno si radunano a formare una consistente colonia riproduttiva di pipistrelli appartenenti alla specie vespertilio maggiore e vespertilio di Blyth. Attivamente sostenuta, dalla stazione Teriologica Piemontese, dal Parco del Monviso, dall&rsquo;associazione DialogArt e dalla Fondazione Ordine Mauriziano, la protezione della colonia di Staffarda rappresenta un&rsquo;iniziativa di rilevanza internazionale e un importante esempio di tutela integrata di beni culturali e ambientali.</p>
<h2>Programma</h2>
<p>Arte e Ratavuloira, XI edizione, Abbazia di Staffarda &ndash; Revello (CN)<br>Appuntamento venerd&igrave; 19 giugno 2026 ore 20.45</p>
<p>Breve visita guidata nel fascino serale all&rsquo;Abbazia di Staffarda con le guide turistiche DialogArt.&nbsp;A seguire bat night con gli esperti Paolo Debernardi e Elena Patriarca, della Stazione Teriologica Piemontese, che si occupano della tutela della colonia da oltre trent&rsquo;anni. Con loro parleremo delle specie che abitano l'abbazia e i dintorni, del perch&eacute; la loro presenza sia indicatrice di qualit&agrave; ambientale e di quanto sia sciocco temere i pipistrelli.</p>
<p>La colonia di pipistrelli, unitamente ai relitti forestali presenti nei dintorni dell&rsquo;abbazia, ha motivato l&rsquo;individuazione dell&rsquo;area di Staffarda come Sito di Importanza Comunitaria. Durante la bat night sar&agrave; possibile osservare la sciamatura serale degli esemplari che lasciano il sito di rifugio per andare ad alimentarsi e ascoltarne le emissioni ultrasonore grazie a uno strumento (il bat detector) che le rende udibili al nostro orecchio.&nbsp;</p>
<h2>Tariffe</h2>
<p>Contributo euro 5 + biglietto d&rsquo;ingresso all&rsquo;Abbazia &nbsp; &nbsp;<br>I posti sono limitati e l&rsquo;evento si svolge nel chiostro all&rsquo;aperto.&nbsp;</p>
<p>Prenotazione obbligatoria, posti limitati.<br>011.6200602<br><a href="mailto:infodialogart@gmail.com" target="_blank" rel="nofollow">infodialogart@gmail.com</a> &nbsp;<br>Su facebook Abbazia di Staffarda e DialogArt<br>Su instagram abbaziastaffarda e dialogart_associazione</p>]]></description><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 09:17:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[“Il depopolamento dei cinghiali è oggi l’unica via per difendere il lavoro delle aziende”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-depopolamento-dei-cinghiali-e-oggi-lunica-via-per-difendere-il-lavoro-delle-aziende_121848.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-depopolamento-dei-cinghiali-e-oggi-lunica-via-per-difendere-il-lavoro-delle-aziende_121848.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121848/149563.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;<em>Accelerare con ogni mezzo sul depopolamento dei cinghiali &egrave; l&rsquo;unica strada per contenere il rischio sanitario, tutelare gli allevamenti e difendere la filiera suinicola della Granda</em>&rdquo;. &Egrave; quanto afferma Coldiretti Cuneo a seguito della cabina di regia provinciale sulla PSA, che ha visto la partecipazione del commissario straordinario, dottor Giovanni Filippini, convocata dopo il ritrovamento di altre due positivit&agrave; in provincia di Cuneo e la conseguente proposta di ridefinizione delle aree soggette a restrizione.</p>
<p>Nel corso dell&rsquo;incontro &egrave; stata illustrata la proposta di ridefinizione delle aree interessate dalle misure di restrizione, che il commissario sottoporr&agrave; agli uffici competenti della Commissione europea. Si tratta, dunque, di un passaggio non ancora ufficiale, ma che impone comunque massima attenzione.</p>
<p>&ldquo;<em>La preoccupazione &egrave; forte perch&eacute; questa possibile rimodulazione arriverebbe a lambire territori a marcata vocazione suinicola, caratterizzati da una presenza significativa di allevamenti. Si tratta di aziende che da tempo investono in biosicurezza e mantengono la guardia altissima per proteggere gli animali, le strutture produttive e l&rsquo;intera filiera</em>&rdquo;, precisa Coldiretti Cuneo. La filiera suinicola cuneese conta circa 800 aziende e quasi 900.000 capi, destinati soprattutto ai circuiti tutelati delle principali DOP italiane, tra cui il Prosciutto di Parma e il Prosciutto di San Daniele. &ldquo;<em>Nuove aree soggette a restrizione porteranno con s&eacute; limitazioni all&rsquo;attivit&agrave; venatoria ordinaria e per questo motivo dovranno essere immediatamente intensificati gli strumenti alternativi in grado di garantire lo stesso obiettivo: ridurre in modo concreto, rapido e significativo la presenza dei cinghiali. Selecontrollo, attivit&agrave; mirate di depopolamento, tecnologie di monitoraggio, supporto operativo aggiuntivo e ogni mezzo utile a contenere rapidamente la popolazione di cinghiali nelle aree pi&ugrave; sensibili</em>&rdquo;.</p>
<p>In questo senso, &egrave; &ldquo;<em>positiva</em>&rdquo; l&rsquo;ipotesi illustrata durante l&rsquo;incontro di istituire una cosiddetta &ldquo;<em>zona franca</em>&rdquo;, esterna alla Zona 1, nella quale concentrare interventi massicci, fino quasi a una azione di eradicazione della specie. &Egrave; una direzione che Coldiretti Cuneo considera corretta e necessaria per diminuire la pressione dei selvatici e contenere il rischio di ulteriore diffusione della PSA.</p>
<p>&ldquo;<em>Ringraziamo il commissario Filippini per essere venuto tempestivamente a Cuneo e per aver ascoltato le preoccupazioni di un territorio che vive una fase di grande apprensione. Le imprese agricole tengono la guardia altissima sulla biosicurezza, ma le nuove positivit&agrave; confermano che serve un intervento immediato, deciso e straordinario. Il depopolamento dei cinghiali &egrave; oggi l&rsquo;unica via concreta per ridurre il rischio sanitario e difendere il lavoro delle nostre aziende</em>&rdquo;, afferma Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo.</p>
<p>&ldquo;<em>La suinicoltura cuneese &egrave; un asset strategico per l&rsquo;agricoltura provinciale e non pu&ograve; permettersi ulteriori arretramenti. Bene l&rsquo;ipotesi di una zona franca esterna alla zona cuscinetto, con una forte attivit&agrave; di depopolamento. &Egrave; questa la direzione da seguire, perch&eacute; ridurre realmente e rapidamente il numero dei cinghiali &egrave; la condizione indispensabile per proteggere gli allevamenti e l&rsquo;intera filiera</em>&rdquo;, aggiunge Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo.</p>]]></description><pubDate>Wed, 10 Jun 2026 07:38:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Il “giallo” dell’asino zoppo costa un’accusa di calunnia a un maresciallo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/saluzzese/il-giallo-dellasino-zoppo-costa-unaccusa-di-calunnia-a-un-maresciallo_121852.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/saluzzese/il-giallo-dellasino-zoppo-costa-unaccusa-di-calunnia-a-un-maresciallo_121852.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121852/149567.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Un asino zoppo che &ldquo;trascina&rdquo; un carabiniere a processo. Non &egrave; la trama di un racconto umoristico alla Jerome K. Jerome, ma di una singolare vicenda che sta interessando il tribunale di Cuneo. Il protagonista &egrave; appunto un quadrupede con un problema di deambulazione, gi&agrave; anziano all&rsquo;epoca delle indagini e ormai deceduto.</p>
<p>L&rsquo;animale, affetto da atrogriposi, era stato oggetto di una segnalazione per sospetti maltrattamenti a carico del proprietario, un allevatore di Villanova Solaro. Accadeva nel dicembre 2022, a seguito di un controllo dei carabinieri forestali di Saluzzo. La Procura sospetta per&ograve; che un maresciallo abbia contestato i maltrattamenti pur sapendo che il problema era da ricondurre a un difetto genetico, presente dalla nascita. La malattia &egrave; l&rsquo;atrogriposi ovvero, come ha spiegato in aula un veterinario, <em>&ldquo;un non armonico sviluppo dei tendini flessori&rdquo;</em> che nel caso in oggetto <em>&ldquo;aveva iniziato a manifestarsi nei primi mesi di vita&rdquo;</em>.</p>
<p>Lo ha confermato nell&rsquo;ultima udienza del processo per calunnia e falso l&rsquo;allevatore che condivideva la propria stalla con il proprietario dell&rsquo;asino. <em>&ldquo;Ho spiegato ai Forestali </em>- dice - <em>che l&rsquo;asino aveva questo problema agli arti anteriori: gli avevo detto che anche il pap&agrave; aveva lo stesso difetto&rdquo;</em>. Le dichiarazioni che il teste afferma di aver prestato, tuttavia, non erano state verbalizzate. Anche il veterinario dell&rsquo;Asl coinvolto nei controlli sarebbe stato, secondo il teste, a conoscenza della malattia.</p>
<p>L&rsquo;asino era stato &ldquo;adottato&rdquo; anni prima dalla famiglia del proprietario, che lo aveva vinto durante una fiera a Moretta. Sebbene il veterinario avesse ipotizzato una prognosi infausta e la possibile soppressione, l&rsquo;animale era riuscito a superare le difficolt&agrave; e a raggiungere un&rsquo;et&agrave; avanzata, morendo intorno ai quindici anni: <em>&ldquo;L&rsquo;asino non era maltrattato, arrivava sempre qualcuno a dargli una carota o un pezzo di pane&rdquo;</em> ribadisce tuttora l&rsquo;allevatore chiamato a testimoniare. Il 22 giugno verranno sentiti altri due testi chiave, il carabiniere che effettu&ograve; i controlli insieme al maresciallo accusato e il veterinario dell&rsquo;Asl.</p>]]></description><pubDate>Tue, 09 Jun 2026 19:33:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Cascioli</dc:creator><author><name>Andrea Cascioli</name></author></item><item><title><![CDATA[“Prendiamo sul serio Cirio: se il rispetto degli animali è il loro credo, il Piemonte sia caccia-free”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/prendiamo-sul-serio-cirio-se-il-rispetto-degli-animali-e-il-loro-credo-il-piemonte-sia-caccia-free_121053.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/prendiamo-sul-serio-cirio-se-il-rispetto-degli-animali-e-il-loro-credo-il-piemonte-sia-caccia-free_121053.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/121053/148218.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p><em>Accogliamo e rilanciamo le parole del Presidente Alberto Cirio che ieri nell'ufficio del Presidente Nicco ha detto che "Il rispetto degli animali &egrave; il nostro credo". Se questo &egrave; l&rsquo;impegno, allora traduciamolo in atti concreti: per questo proporremmo con la legge di riordino, che a breve sia in commissione redigente, di rendere la nostra Regione pienamente caccia-free per quanto riguarda la caccia sportiva.</em></p>
<p><em>La scenetta dello stambecco di peluche &egrave; arrivata dopo con il consueto giochino interno alla destra e che fa tutto da sola, con i partiti nazionali che propongnono di togliere gli stambecchi dalle specie protette e gli esponenti locali, in questo caso il capogruppo della Lega Fabrizio Ricca, che fanno retromarcia. Ma dopo le belle parole di ieri, &egrave; il momento di passare dal simbolo alla sostanza. Un Piemonte davvero attento al benessere animale e alla tutela della biodiversit&agrave; esclude la caccia sportiva sul territorio, investe in prevenzione e monitoraggio faunistico, rafforza le aree protette e i corridoi ecologici, promuove un turismo naturale e attivit&agrave; outdoor sostenibili che valorizzino la fauna viva, non i trofei. E poi investe in consapevolezza ambientale e non in propaganda, una su tutte quella sul lupo: in Piemonte &egrave; presente tra le 400 e le 500 unit&agrave; appena, con una media di 5 esemplari ogni 100km2 e la caccia &egrave; un controsenso utile solo a soddisfare le manie venatorie di pochi. I lupi contengono naturalmente il numero degli ungulati, dove ci sono lupi in libert&agrave;, i cinghiali - gli stessi che poi sarebbero oggetto di caccia selettiva - abbassano drasticamente il loro tasso di riproduzione.</em></p>
<p><em>Chiediamo alla maggioranza di dare coerenza al messaggio del Presidente: rendere il Piemonte caccia-free &egrave; una scelta chiara che potrebbe dimostrare rispetto per gli animali, per la scienza e per i cittadini che chiedono politiche ambientali finalmente al passo con i tempi.</em></p>
<p><em>Siamo pronte a confrontarci in commissione per costruire una norma che metta davvero al centro la tutela della fauna selvatica e degli ecosistemi. &Egrave; un&rsquo;occasione per il Piemonte di essere un modello nazionale per la tutela degli animali.</em></p>
<p><strong>Alice Ravinale</strong><br><strong>Giulia Marro</strong><br><strong>Valentina Cera</strong><br><strong>Consigliere regionali AVS</strong></p>]]></description><pubDate>Wed, 27 May 2026 14:56:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Cosa fare (e cosa non fare) quando si trova un animale in difficoltà? Ecco un numero unico provinciale]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/cosa-fare-e-cosa-non-fare-quando-si-trova-un-animale-in-difficolta-ecco-un-numero-unico-provinciale_120383.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/cosa-fare-e-cosa-non-fare-quando-si-trova-un-animale-in-difficolta-ecco-un-numero-unico-provinciale_120383.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120383/147056.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Un numero unico provinciale e un canale Whatsapp per rimanere sempre informati sulle attivit&agrave; dei Cras cuneesi e per sapere cosa fare (e cosa non fare) nel caso in cui ci si imbatta in animali selvatici feriti o in difficolt&agrave;. L&rsquo;iniziativa &egrave; promossa dalla Provincia di Cuneo insieme ai due Centri di Recupero per Animali Selvatici attivi sul suo territorio, quello di Bernezzo e quello di Racconigi (pi&ugrave; noto come Centro Cicogne). Il servizio, abbinato allo sportello ambientale fisico gi&agrave; attivo da luglio 2025 a Bernezzo, &egrave; stato presentato stamattina, luned&igrave; 18 maggio, presso la sala conferenze della Provincia.</p>
<p>&ldquo;<em>Io e l&rsquo;amministrazione provinciale siamo vicini ai centri e alle loro attivit&agrave;, cerchiamo di essere d&rsquo;aiuto. I Cras svolgono un lavoro importante e necessario</em>&rdquo;, ha detto il presidente della Provincia di Cuneo Luca Robaldo, intervenuto telefonicamente in apertura della presentazione.</p>
<p>Matteo Attolico, responsabile del Cras di Bernezzo, ha sottolineato la collaborazione e la sinergia tra i due centri, che dura ormai da 25 anni. A Gabriella Vaschetti, veterinaria del Centro Cicogne di Racconigi, &egrave; stata affidata una relazione sull&rsquo;attivit&agrave; dei due Cras provinciali, i primi autorizzati in Piemonte nel 2000: negli ultimi vent&rsquo;anni i ricoveri di animali sono aumentati del 336,4%. Molteplici le cause: una maggiore sensibilit&agrave; delle persone, l&rsquo;inurbamento di alcune specie selvatiche, condizioni climatiche cambiate e particolari. &nbsp;</p>
<p>Nel 2025 i due Cras della provincia di Cuneo hanno accolto circa 3 mila animali, che portano il totale a oltre 26 mila negli ultimi vent&rsquo;anni: il 48% di questi &egrave; stato rimesso in libert&agrave;.</p>
<p>I centri sono strutturati con un responsabile, due o tre collaboratori fissi e operano anche con una rete di volontari, ma i numeri in crescita impongono inevitabilmente anche ragionamenti di tipo economico: un sostegno che arriva da Regione e Provincia, ma che necessita di un rafforzamento per restare al passo con un fabbisogno sempre crescente. Da qui l&rsquo;appello alle istituzioni (e a eventuali privati e donatori) arrivato da parte di Attolico durante la presentazione: &ldquo;<em>In molti casi veniamo chiamati per interventi di recupero, ma non esiste una normativa precisa che stabilisca a chi fa capo il pagamento, ci si appoggia quindi a chi ne d&agrave; disponibilit&agrave;. Spesso con i Comuni ci sono notevoli problemi di comunicazione</em>&rdquo;.</p>
<p>Il ricovero, la cura e il reinserimento degli animali selvatici rappresentano per&ograve; solo una parte delle attivit&agrave; dei due centri, che svolgono un importante lavoro di ricerca e raccolta di dati faunistici e sanitari, oltre alla marcatura degli animali per il successivo monitoraggio e alle iniziative di divulgazione anche con le scuole. In pi&ugrave;, l&rsquo;assistenza e il supporto per chi trova animali feriti o in difficolt&agrave;, tema alla base dell&rsquo;attivazione dei nuovi servizi.</p>
<p>Ad illustrarli nel dettaglio &egrave; stato Federico Pellegrino, collaboratore del Cras di Bernezzo e coordinatore dell&rsquo;associazione Sideralis: &ldquo;<em>&Egrave; fondamentale far capire alle persone che la fauna selvatica va tutelata, ma nel modo giusto. Spesso abbiamo a che fare con cittadini che essendo privi di competenze quasi si mettono a rincorrere gli animali nell&rsquo;intenzione di salvarli. Da qui l&rsquo;idea dello Sportello che porter&agrave; alla nascita di un numero unico provinciale e di un canale Whatsapp per divulgare informazioni. Il canale sar&agrave; un veicolo per progetti e servizi che i Cras faranno sul territorio</em>&rdquo;.</p>
<p>Un servizio a disposizione dei cittadini, ma anche delle amministrazioni comunali, per tutto ci&ograve; che concerne non solo la salvaguardia degli animali, ma anche della tutela dell&rsquo;ambiente nel suo complesso: &ldquo;<em>Un esempio &egrave; la cura del verde: &egrave; importante non interrompere i corridoi ecologici e quindi ridurre il numero di animali feriti o in difficolt&agrave;</em>&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>Da oggi, in ogni caso, sar&agrave; pi&ugrave; semplice restare aggiornati sulle attivit&agrave; dei Cras: nella locandina sottostante il numero unico e il QR code per accedere al canale Whatsapp.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120383/small_147057.jpg" alt="Locandina" loading="lazy"></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 18 May 2026 13:28:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Dalmasso</dc:creator><author><name>Andrea Dalmasso</name></author></item><item><title><![CDATA["La presenza dei colombi resta da monitorare costantemente"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/saluzzese/la-presenza-dei-colombi-resta-da-monitorare-costantemente_120349.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/saluzzese/la-presenza-dei-colombi-resta-da-monitorare-costantemente_120349.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120349/146977.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo la replica dei consiglieri comunali di minoranza di Fossano in merito allo <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/saluzzese/a-saluzzo-la-situazione-dei-colombi-e-sotto-controllo-non-servono-misure-per-il-contenimento_120234.html" target="_blank" rel="nofollow">studio presentato dall'amministrazione</a> relativamente alla presenza dei colombi in citt&agrave;.</p>
<p><em>Prendiamo atto dei dati emersi dal censimento del colombo di citt&agrave; commissionato dall&rsquo;amministrazione di Saluzzo al dr. Fasano, noto professionista. Lo studio - che &egrave; pur sempre una stima, come tutti i censimenti di fauna selvatica - rileva con nostra sorpresa che il numero dei colombi &eacute; lo stesso del 2012 (poco meno di 5 mila esemplari), segno che la popolazione di volatili non &egrave; cresciuta. Peccato che autorevoli studi scientifici parlino di tassi di incremento minimo del 40% (massimo del 150% all'anno) con 5/6 piccoli annui/coppia.</em></p>
<p><em>Lo studio attesta che in centro citt&agrave; i numeri sono elevati, mentre sono pi&ugrave; bassi altrove, in periferia e nelle aree rurali, anche in conseguenza di un conteggio pi&ugrave; difficoltoso.&nbsp;Diverse zone di corso Roma e del primo centro storico sono state comunque definite "rosse" per le densit&agrave; presenti. I tecnici hanno consigliato all'amministrazione di emettere (e poi far rispettare) ordinanze sindacali rivolte ai proprietari di immobili per applicare accorgimenti architettonici, quali la chiusura degli spazi per rendere pi&ugrave; difficoltosa la nidificazione, la gestione degli stabili disabitati e dissuadere la pratica del foraggiamento.</em></p>
<p><em>Da parte nostra, coscienti che la questione non sia di facile risoluzione soprattutto nell'ambiente urbano, abbiamo rimarcato come esista un evidente danno anche al patrimonio storico e artistico della citt&agrave;, mentre molti saluzzesi ed esercizi pubblici vivano una situazione di oggettivo disagio legata alla presenza dei colombi. &Egrave;&nbsp;cosa di questi giorni la segnalazione di un'elevata concentrazione di colombi presso il polo scolastico Rosa Bianca, dove i volatili presenti in gran numero pare condizionino persino gli intervalli scolastici, in evidente ricerca di fonti alimentari.&nbsp;</em></p>
<p><em>Confidiamo pertanto che l&rsquo;amministrazione possa dialogare e coinvolgere anche gli enti Provincia di Cuneo, oltre che Asl CN 1, per monitorare costantemente la situazione e, se del caso, trovare soluzioni concrete.</em><br>&nbsp;<br><strong>I consiglieri Conte, Damiano, Giordana, Capitini, Daniele, Sanzonio</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 18 May 2026 07:51:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[A Saluzzo la situazione dei colombi è sotto controllo: "Non servono misure per il contenimento"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/saluzzese/a-saluzzo-la-situazione-dei-colombi-e-sotto-controllo-non-servono-misure-per-il-contenimento_120234.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/saluzzese/a-saluzzo-la-situazione-dei-colombi-e-sotto-controllo-non-servono-misure-per-il-contenimento_120234.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120234/146718.jpg" title="" alt="" /><br /><p>A Saluzzo ci sono meno di 5 mila colombi. La presenza dei volatili, per la precisione, &egrave; stimata in 4.918 individui. &Egrave; quanto emerge da uno studio di monitoraggio avviato a marzo 2025, durato un anno, presentato nella giornata dimercoled&igrave; 13 maggio alla Commissione urbanistica comunale dal consulente tecnico incaricato Sergio Fasano.</p>
<p>&ldquo;<em>Ne deriva una densit&agrave; complessiva di uccelli per km quadrato</em> &ndash; &egrave; riportato nella relazione &ndash;&nbsp;<em>inferiore al livello di &ldquo;stress ambientale&rdquo;.&nbsp;Trattandosi di valori medi, lo &ldquo;stress&rdquo; &egrave; presente in alcune zone del centro, &ldquo;rimanendo comunque&nbsp;con valori nettamente inferiori rispetto a quelli registrati in altri Comuni della provincia di Cuneo</em>&rdquo;.</p>
<p>Lo studio certifica anche una &ldquo;sostanziale stabilit&agrave;&rdquo; con i dati raccolti nel 2012, nella precedente&nbsp;ricerca, evidenziando, per&ograve;, &ldquo;<em>una netta diminuzione delle densit&agrave; nel centro ed un incremento nelle&nbsp;aree di periferia</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>Ulteriori indagini integrative</em> &ndash; aggiunge il ricercatore - <em>hanno poi permesso di individuare solo </em><em>limitate criticit&agrave;, legate principalmente alla presenza di fabbricati fatiscenti, che costituiscono siti </em><em>riproduttivi e di rifugio per i colombi, e - secondariamente - occasionali casi di foraggiamento attivo </em><em>da parte di cittadini. Non sono state invece individuate significative situazioni che possano </em><em>rappresentare costanti disponibilit&agrave; alimentari</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>Riguardo all&rsquo;igiene pubblica</em> &ndash; prosegue -, <em>va evidenziato che gli eventuali &lsquo;rifiuti&rsquo; derivanti dai </em><em>mercati settimanali &ndash; ma anche da altre manifestazioni - vengono prontamente rimossi, e si pu&ograve; </em><em>ritenere che, nel Comune di Saluzzo, essi non costituiscano una significativa fonte alimentare per i </em><em>colombi</em>&rdquo;.</p>
<p>Lo studio, infine, definisce &ldquo;adeguati&rdquo; i metodi per la riduzione dei colombi adottati fino ad ora dal&nbsp;Comune di Saluzzo e dai privati cittadini, come la manutenzione di tetti e solai e il posizionamento&nbsp;di dissuasori (tipo quelli con tante punte). &ldquo;<em>Una linea</em> &ndash; ribadiscono &ndash; che consigliamo <em>di portare </em><em>avanti, incrementando dove possibile gli interventi architettonici per ridurre ancor di pi&ugrave; i siti usati </em><em>dagli uccelli</em>&rdquo;.</p>
<p>In base a tutto quanto emerso durante le attivit&agrave; di monitoraggio e studio, i tecnici incaricati dal&nbsp;Comune affermano: &ldquo;<em>Attualmente non sussistono i presupposti previsti dal Piano di controllo della&nbsp;Provincia di Cuneo per procedere ad interventi mirati al contenimento numerico della specie, in&nbsp;merito ai quali andranno comunque tenuti nel debito conto i limiti precedentemente descritti per&nbsp;questo metodo</em>&rdquo;. Tradotto: al momento non servono e non hanno efficacia eventuali campagne volte&nbsp;ad uccidere i volatili o ad impedirne e limitarne la riproduzione, perch&eacute; non avrebbero effetti&nbsp;concreti sulla &ldquo;popolazione&rdquo; di colombi e rappresenterebbero solamente dei costi per il Comune.</p>
<p>&ldquo;<em>Il monitoraggio presentato conferma un quadro sotto controllo e ridimensiona alcune </em><em>preoccupazioni emerse nel dibattito pubblico</em> &ndash; dice la vicesindaca e assessora ai Lavori pubblici&nbsp;Francesca Neberti &ndash;. <em>Comprendiamo l&rsquo;attenzione e la sensibilit&agrave; sul tema, ma oggi abbiamo a</em><br><em>disposizione dati scientifici ed elementi tecnici chiari: non c&rsquo;&egrave; alcuna invasione, non siamo di fronte </em><em>ad una situazione di emergenza. Gli esperti incaricati dal Comune evidenziano come la presenza dei </em><em>colombi a Saluzzo sia gestibile con gli strumenti gi&agrave; adottati, senza ricorrere a interventi </em><em>straordinari, costosi e o inefficaci</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>Continueremo a monitorare con attenzione la situazione</em> &ndash; aggiunge &ndash; <em>e a promuovere&nbsp;comportamenti corretti e responsabili da parte di tutti: mantenere puliti gli ambienti, installare&nbsp;dissuasori dove necessario ed evitare di lasciare cibo ai volatili. Sono azioni semplici e utili, che</em><br><em>permettono di gestire il fenomeno in modo equilibrato ed efficace. Il tema va seguito con seriet&agrave; e&nbsp;senza sottovalutazioni, ma anche senza creare inutili allarmismi: Saluzzo resta una citt&agrave; vivibile,&nbsp;accogliente e attenta alla qualit&agrave; dello spazio pubblico e della convivenza tra persone e ambiente</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Fri, 15 May 2026 13:13:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Divieto di importazione carni dal Brasile: “Dall’Europa una scelta che tutela agricoltori e consumatori”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/divieto-di-importazione-carni-dal-brasile-dalleuropa-una-scelta-che-tutela-agricoltori-e-consumatori_120196.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/divieto-di-importazione-carni-dal-brasile-dalleuropa-una-scelta-che-tutela-agricoltori-e-consumatori_120196.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120196/146665.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Commissione Europea ha deciso di escludere il Brasile dalla lista dei Paesi autorizzati a esportare nel mercato dell'Ue animali vivi e prodotti alimentari di origine animale, dal 3 settembre. Nello specifico il divieto riguarda bovini, equini, pollame, uova, prodotti dell&rsquo;acquacoltura, miele e budella e deriva dalle conclusioni tratte da un comitato composto da esperti degli Stati membri sull&rsquo;utilizzo di antimicrobici per stimolare la crescita degli animali negli allevamenti brasiliani.</p>
<p>&ldquo;<em>Credo sia utile sottolineare l&rsquo;importanza del provvedimento adottato dalla Commissione Europea, in quanto va a tutelare gli allevatori italiani ed europei dalla concorrenza sleale di Paesi terzi come il Brasile, che utilizzano ormoni ed altri prodotti vietati in Europa e la salute dei consumatori del nostro Continente</em>&rdquo;, cos&igrave; commenta la notizia il consigliere regionale Claudio Sacchetto.</p>
<p>Il Governo brasiliano ha annunciato che adotter&agrave; prontamente tutte le misure necessarie, mentre l&rsquo;associazione brasiliana delle industrie esportatrici di carne ha assicurato di lavorare insieme al ministero dell'Agricoltura per adeguarsi alle richieste europee, tenuto conto che una missione tecnica dell'Ue &egrave; attesa in Brasile nel secondo semestre per completare il processo di verifica.</p>
<p>Il provvedimento arriva poche settimane dopo l&rsquo;entrata in vigore provvisoria, il 1&deg; maggio, dell&rsquo;accordo di libero scambio tra Unione europea e Mercosur, il blocco commerciale formato da Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay.</p>
<p>&ldquo;<em>Con questo atto viene confermata la bont&agrave; della posizione sostenuta dal Governo italiano, dal presidente Meloni e dal ministro Lollobrigida durante i negoziati Ue-Mercosur, l&rsquo;accordo commerciale che liberalizza gli scambi agricoli tra l&rsquo;Europa e alcuni Paesi dell&rsquo;America Latina. Il via libera all&rsquo;entrata in vigore provvisoria dell&rsquo;accordo &egrave; arrivato solo dopo aver ottenuto garanzie chiare sull&rsquo;attivazione di strumenti di tutela per gli agricoltori e i consumatori europei. Il provvedimento di divieto di importazione dal Brasile ne &egrave; la dimostrazione. La Commissione europea ha infatti ribadito che l&rsquo;accordo commerciale con il Mercosur non modifica le norme sanitarie e fitosanitarie dell&rsquo;Unione Europea: un passaggio fondamentale nell&rsquo;ottica della tutela degli interessi commerciali e sanitari dell&rsquo;Europa</em>&rdquo;, conclude Sacchetto.</p>]]></description><pubDate>Fri, 15 May 2026 08:39:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Al Caf della Cia dichiarazione dei redditi gratuita per chi adotta un cane o un gatto]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/al-caf-della-cia-dichiarazione-dei-redditi-gratuita-per-chi-adotta-un-cane-o-un-gatto_120123.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/al-caf-della-cia-dichiarazione-dei-redditi-gratuita-per-chi-adotta-un-cane-o-un-gatto_120123.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/120123/146546.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Anche per la nuova campagna fiscale, annuncia Daniela Destefanis, vicedirettore e responsabile provinciale dei Centri di assistenza fiscale (Caf) di Cia Agricoltori italiani di Cuneo, torna l&rsquo;iniziativa &ldquo;L&rsquo;adozione ti premia&rdquo; promossa da Cia Agricoltori Italiani Cuneo: il servizio di compilazione del modello 730 sar&agrave; gratuito per tutti coloro che nel 2025 o nel 2026 hanno adottato un cane o un gatto, cos&igrave; come per i volontari impegnati nei canili e nei gattili del territorio provinciale.</p>
<p>Il progetto, consolidato negli anni, nasce con l&rsquo;obiettivo di sostenere concretamente chi sceglie di prendersi cura degli animali d&rsquo;affezione e di valorizzare l&rsquo;attivit&agrave; di volontariato svolta quotidianamente nelle strutture di accoglienza.</p>
<p><em>"Vogliamo dare un segnale concreto di attenzione verso chi compie un gesto di grande sensibilit&agrave; e responsabilit&agrave; </em>- spiega Igor Varrone, ideatore del progetto e direttore provinciale di Cia Agricoltori italiani di Cuneo -<em>; adottare un cane o un gatto significa offrire una nuova possibilit&agrave; ad animali spesso vittime dell&rsquo;abbandono, mentre i volontari rappresentano una risorsa preziosa per il territorio e per il benessere animale. Come Cia Cuneo abbiamo sempre avuto una particolare sensibilit&agrave; verso queste tematiche e intendiamo continuare a promuovere azioni che uniscano solidariet&agrave;, attenzione sociale e vicinanza alle comunit&agrave; locali"</em>.</p>
<p>Per usufruire dell&rsquo;agevolazione sar&agrave; sufficiente presentare la documentazione che attesti l&rsquo;adozione dell&rsquo;animale oppure il servizio di volontariato svolto presso un canile o un gattile.</p>
<p>Per maggiori informazioni e per prenotare un appuntamento &egrave; possibile rivolgersi alle sedi Caf di Cia Cuneo a Cuneo (0171.67978), Alba (0173.35026), Bra (0172.1836980), Fossano (0172.634015), Mondov&igrave; (0174.43545) e Saluzzo (0175.42443).</p>]]></description><pubDate>Thu, 14 May 2026 09:59:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item></channel></rss>
