<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Varie > Animali > Savigliano]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/varie/animali/saviglianese/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/news/varie/animali/saviglianese/rss2.0.xml?page=2rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie di Animali a Savigliano aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Wed, 15 Apr 2026 23:49:28 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Varie > Animali > Savigliano]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/varie/animali/saviglianese/]]></link></image><item><title><![CDATA[“Il gatto non è un cane”: due serate sul mondo felino]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/il-gatto-non-e-un-cane-due-serate-sul-mondo-felino_118086.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/il-gatto-non-e-un-cane-due-serate-sul-mondo-felino_118086.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/118086/143145.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Capire i mici "tra leggi, salute e benessere": sono in programma sul territorio due serate gratuite dal titolo &ldquo;Il gatto non &egrave; un cane&rdquo;, per comprendere i propri amici felini e come rapportarsi a loro. Gli approfondimenti sono in programma venerd&igrave; 17 aprile a Centallo &ndash; dalle 21 alle 22.30, presso la Sala della Mappa, biblioteca civica &ndash; e, con uguali contenuti, gioved&igrave; 14 maggio, sempre dalle 21 alle 22.30, presso la sala Turcotto a Cavallermaggiore.</p>
<p>Interverranno la dottoressa Daniela Fraire, medico veterinario specializzato in pet therapy e qualit&agrave; della vita, ed il dottor Fabrizio Milla, responsabile SS Igiene Urbana Veterinaria e Zoonosi dell'Asl CN1. Fra gli argomenti trattati, il gatto dalle origini al suo status sociale, il comportamento, le malattie, le colonie feline, ed il gatto secondo la legge.&nbsp;</p>
<p>&ldquo;Il gatto non &egrave; un cane&rdquo; rientra nell&rsquo;ambito delle varie iniziative legate al progetto di contrasto al randagismo felino &ldquo;+COMUNIaMICI&rdquo; (approvato dalla Regione Piemonte, che riguarda i territori di Savigliano, Cavallermaggiore, Centallo, Murello e Vottignasco) e le associazioni Amici dei mici odv, ANPA odv-sezione di Centallo, Anima L Bosco e Pinco Pallino Club.</p>
<p><em>&ldquo;Si tratta di un'occasione dedicata alla valorizzazione del ruolo del gatto nella vita delle persone </em>- spiegano gli organizzatori -<em> e di sensibilizzazione all&rsquo;adozione dei gatti randagi e all'importanza della sterilizzazione. Le serate sono ad accesso libero e gratuito e rivolte a tutti gli interessati: l'invito &egrave; quello di spargere la voce anche tra amici, parenti ed associazioni interessate al benessere animale e al mondo felino&rdquo;</em>.</p>
<p>Per informazioni: 340.9009991, C.T.E. di Savigliano.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 13 Apr 2026 13:12:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[“Antonio vuole trovare un nuovo amico per Frankie prima di morire, aiutiamolo”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/antonio-vuole-trovare-un-nuovo-amico-per-frankie-prima-di-morire-aiutiamolo_117730.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/antonio-vuole-trovare-un-nuovo-amico-per-frankie-prima-di-morire-aiutiamolo_117730.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117730/142656.jpg" title="" alt="" /><br /><p><em>&ldquo;Cerchiamo disperatamente adozione per Frankie&rdquo;</em>: l&rsquo;appello accorato arriva dai volontari dell&rsquo;associazione Il Gatto per Te di Cervasca, per trovare una nuova casa a un cane che presto sar&agrave; costretto, senza che nessuno ne abbia colpa, a separarsi da chi lo ha finora accudito con amore.</p>
<p><em>&ldquo;Il suo amico umano con cui ha vissuto otto anni, lo sta lasciando&rdquo;</em> si legge nell&rsquo;appello: <em>&ldquo;Prima di chiudere gli occhi, Antonio vorrebbe trovare un nuovo compagno di vita per il suo amato Frankie e morire con la pace nel cuore&rdquo;</em>.</p>
<p>Ai veri amici degli animali si chiede un aiuto per Antonio e Frankie, affinch&eacute; il cane non venga portato in canile. Per informazioni &egrave; possibile contattare Marina al numero di telefono 3391008548.</p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 15:05:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[“Per salvare la stagione di pesca in Granda bisogna adottare il Piano di transizione”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/per-salvare-la-stagione-di-pesca-in-granda-bisogna-adottare-il-piano-di-transizione_117294.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/per-salvare-la-stagione-di-pesca-in-granda-bisogna-adottare-il-piano-di-transizione_117294.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117294/142051.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;<em>In attesa del decreto ministeriale che autorizzi l&rsquo;immissione di speci non autoctone, che speriamo possa essere applicato ancora in tempi utili per la stagione della pesca sportiva con norme chiare e concrete, Fipsas Cuneo intende fare alcune precisazioni. In un momento di seria difficolt&agrave;</em> - spiega il presidente provinciale e regionale della Federazione italiana pesca sportiva e attivit&agrave; subacquee, Giacomo Pellegrino -<em> non essere chiari non giova a nessuno, tanto meno al settore della pesca sportiva e agli oltre duemila associati</em>&rdquo;.</p>
<p>Da inizio stagione, ossia il 22 febbraio, l&rsquo;ente provinciale ha autorizzato tutte le richieste presentate dalle associazioni di pesca, con il rilascio di 15 autorizzazioni per immissioni di trote iridee sterili per un totale complessivo di 7.679 kg. &ldquo;<em>&Egrave; vero </em>- spiega Pellegrino -<em>, una quantit&agrave; irrisoria, visto che in stagioni normali la Fipsas provvede a immettere dai 70 agli 80 quintali contemporaneamente con oltre un centinaio di autorizzazioni. Ma non solo, oltre al danno anche la beffa: perch&eacute; se le autorizzazioni sono state evase, il tipo di pesce autorizzato, che tra l&rsquo;altro costa il doppio dell&rsquo;altro, sul mercato &egrave; pressoch&eacute; introvabile</em>&rdquo;.</p>
<p>Al provvedimento europeo recepito dall&rsquo;Italia - un provvedimento definito &ldquo;<em>assurdo</em>&rdquo; dalla Fipsas - negli anni scorsi era stata contrapposta la soluzione delle deroghe ai vincoli europei all&rsquo;immissione di trote alloctone, per non pregiudicare la stagione. Una deroga che la maggior parte delle regioni. italiane ha nuovamente applicato, senza recepire lo Studio di valutazione del rischio. &ldquo;<em>La maggior parte delle regioni italiane proseguono ad adottare quella che &egrave; stata definita &lsquo;la transizione&rsquo;</em> - spiega nel merito il presidente Fipsas -.<em> La Valle d&rsquo;Aosta immette trote iridee fario e medirerranee, il Trentino-Alto Adige &egrave; dotato di regolamenti provinciali propri ed ha prorogato il sistema di immissioni fino al 31 maggio 2027, il Veneto dispone di un proprio piano e poi Friuli e Lombardia che hanno ritenuto pi&ugrave; consono adottare la transizione in attesa di norme chiare, applicabili e risolutive. Addirittura la Liguria ha respinto lo Studio adottando, con tanto di parere legale, il piano di transizione. Nessuna di queste regioni -</em> ricorda Pellegrino - <em>ha applicato lo Studio del rischio, ritenendo pi&ugrave; consono proseguire sulla via gi&agrave; tracciata del sistema transizione che da anni ormai, salva il comparto della pesca sportiva</em>&rdquo;. Un sistema di transizione che autorizza le immissioni, adottato anche dalle province di Torino, Alessandria Vercelli, Verbano Cusio Ossola con una restrizione solo parziale ma immette trote fario e mediterranea.</p>
<p>La Fipsas, inoltre, tiene a rimarcare come le &ldquo;<em>sentinelle del territorio</em>&rdquo; a tutela dell&rsquo;ambiente e della biodiversit&agrave; siano una vera missione per la Federazione, attuata attraverso il lavoro concreto e non facile degli incubatoi dove vengono fatte crescere in totale sicurezza le trote poi gettate nei corsi d&rsquo;acqua. &ldquo;<em>Inoltre</em> - sottolinea il presidente Pellegrino - <em>il pescatore sportivo &egrave; il primo ad accorgersi se ci sono criticit&agrave; ambientali, segnalando a chi di dovere situazioni sospette. Senza dimenticare il risvolto economico: molti comuni vivono in maniera positiva la stagione della pesca, accogliendo gli sportivi e le loro famiglie, per una vitalit&agrave; importante che in questo momento non c&rsquo;&egrave;, visto che senza immissioni non &egrave; possibile pescare. Insomma</em> - prosegue il presidente Fipsas Giacomo Pellegrino - <em>il provvedimento adottato dalla Provincia sta facendo morire un comparto che nel Cuneese &egrave; sempre stato vitale, nel rispetto e nella tutela dell&rsquo;ambiente, nella trasmissione ai pi&ugrave; giovani dell&rsquo;importante valore della natura che ci circonda e nella capacit&agrave; di imprimere una spinta economica anche ai piccoli e numerosi comuni delle nostre vallate. In attesa dell&rsquo;applicazione del decreto a firma del ministro Gilberto Pichetto Fratin, che ringrazio per la disponibilit&agrave; nei nostri ripetuti incontri e l&rsquo;interessamento nei confronti del nostro settore, Fipsas chiede che anche la Provincia di Cuneo adotti il piano della transizione rinunciando al sistema adottato, per dare il via al pi&ugrave; presto ad una stagione iniziata in maniera negativa ma che pu&ograve; ancora essere recuperata</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 30 Mar 2026 09:42:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Bongioanni: "Trota iridea, il Mase autorizza le immissioni in corsi d’acqua della provincia di Cuneo"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/bongioanni-trota-iridea-il-mase-autorizza-le-immissioni-in-corsi-dacqua-della-provincia-di-cuneo_117227.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/bongioanni-trota-iridea-il-mase-autorizza-le-immissioni-in-corsi-dacqua-della-provincia-di-cuneo_117227.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117227/141952.jpg" title="" alt="" /><br /><p><em>"La nostra missione al Mase per ottenere l&rsquo;autorizzazione a nuove immissioni di esemplari sterili di Trota Iridea nei corsi d&rsquo;acqua del Cuneese ha avuto risultato pieno. Abbiamo incontrato la direttrice di Ispra dottoressa Maria Siclari, il dottor Piero Genovesi e il vice-capo di gabinetto del Masaf generale Donato Monaco, ai quali abbiamo sottoposto la richiesta con cui la Provincia di Cuneo aveva raccolto le preoccupazioni delle associazioni di pesca sportiva e agonistica e degli Enti locali. Ringrazio il sottosegretario al Mase Claudio Barbaro per aver seguito con sensibilit&agrave; la vicenda che si &egrave; conclusa con speditezza e pieno accoglimento in ossequio alla disciplina vigente. La Regione Piemonte potr&agrave; cos&igrave; immettere in diversi tratti fluviali della Provincia di Cuneo nuovi esemplari sterili della specie alloctona di origine nordamericana, dando seguito a quanto gi&agrave; analogamente autorizzato in passato".</em></p>
<p>L&rsquo;assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni commenta con soddisfazione l&rsquo;esito degli incontri avuti gioved&igrave; 26 marzo a Roma con Ispra, Mase e Masaf. Gli organi del Governo hanno espresso valutazione positiva sullo studio di rischio predisposto nel 2025 dalla Provincia di Cuneo e validato dal Sistema Nazionale per la Protezione dell&rsquo;Ambiente (Snpa). Lo studio esclude la possibilit&agrave; di competizione, predazione o ibridazione da parte della Trota Iridea Oncorhynchus mykiss con le specie autoctone presenti nei corsi d&rsquo;acqua cuneesi. L&rsquo;autorizzazione esclude l&rsquo;immissione in tratti fluviali in continuit&agrave; ecologica con i siti di presenza di specie tutelate, consentendola solo in porzioni di tratti autorizzati chiusi sia a valle e a monte da barriere invalicabili o altrimenti isolati dal reticolo idrografico naturale.</p>
<p><em>"&Egrave; un grande risultato di cui sono orgoglioso</em> - sottolinea Bongioanni - <em>perch&eacute; fa chiarezza su anni di incertezze normative e d&agrave; una risposta concreta al tema della gestione ecologica degli ambienti acquatici, che quando sono "vivi" rappresentano una ricchezza degli ecosistemi interni: immettere pesci, oltre all'interesse alieutico e produttivo, &egrave; anche il modo di fare un&rsquo;efficace gestione ambientale del territorio. Il lavoro non &egrave; ancora completato: nei prossimi giorni dobbiamo portare a casa l&rsquo;autorizzazione anche per i corsi d&rsquo;acqua che ricadono nei siti piemontesi della Rete Natura 2000 IT1160056 Alpi Marittime e IT1160057 Alte Valli Pesio e Tanaro, entrambi gestiti dall'Ente di gestione delle Aree Protette delle Alpi Marittime. Sottoporremo immediatamente all&rsquo;attenzione del Governo Meloni anche questo tema. Sono certo che anche qui otterremo il risultato migliore: a breve, con i prossimi decreti del Mase, finalmente si potr&agrave; uscire dalle fasi del pregiudizio ideologico o delle proroghe temporanee per accedere a procedure standardizzate e di lunga visione, che responsabilizzeranno le Regioni nella gestione della fauna ittica"</em>.</p>]]></description><pubDate>Sat, 28 Mar 2026 07:56:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Pesca, la Provincia ha autorizzato quindici immissioni per un totale di 7.679 chili di trote iridee sterili]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/pesca-la-provincia-ha-autorizzato-quindici-immissioni-per-un-totale-di-7679-chili-di-trote-iridee-sterili_117136.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/pesca-la-provincia-ha-autorizzato-quindici-immissioni-per-un-totale-di-7679-chili-di-trote-iridee-sterili_117136.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117136/141824.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Dall&rsquo;avvio della stagione piscatoria, avvenuta lo scorso 22 febbraio, tutte le richieste presentate dalle Associazioni piscatorie sono state evase con il rilascio di 15 autorizzazioni per immissioni di trote iridee sterili per un totale complessivo di 7.679 kg.</p>
<p>Lo Studio di rischio relativo all&rsquo;immissione della trota iridea, specie alloctona di origine nordamericana, predisposto nel 2025 dalla Provincia di Cuneo &egrave; stato valutato positivamente dal Sistema Nazionale per la Protezione dell&rsquo;Ambiente (SNPA) e recepito con Decreto del Ministro dell&rsquo;Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) nel novembre 2025. Il provvedimento autorizza la Regione Piemonte a consentire tali immissioni nel territorio della Provincia di Cuneo fino al 1&deg; ottobre 2028, permettendo di superare le incertezze normative degli scorsi anni.</p>
<p>Il Decreto MASE permette l&rsquo;immissione di trote iridee sterili su 76 tratti gi&agrave; interessati in passato da analoghe attivit&agrave;; 21 ulteriori tratti, esclusi in prima applicazione con motivazioni specifiche contenute nell&rsquo;atto autorizzativo, sono oggi oggetto di richieste di revisione parziale, supportate da ulteriori approfondimenti tecnici e recenti campionamenti ittici.</p>
<p>Lo Studio di valutazione del rischio risulta in linea con quelli predisposti da numerose Regioni e Province dell&rsquo;arco alpino &ndash; tra cui Valle d&rsquo;Aosta, Verbano Cusio Ossola, Trentino-Alto Adige e Friuli &ndash; oltre a Liguria, Toscana, Lazio, Abruzzo e Marche, i cui Decreti autorizzativi contengono prescrizioni analoghe a quelle applicate alla Regione Piemonte.</p>
<p>L&rsquo;azione dell&rsquo;Ente si &egrave; sempre sviluppata su due direttrici complementari: da un lato la tutela ambientale, attraverso la riproduzione e l&rsquo;immissione in natura di esemplari di specie autoctone come la trota marmorata e la trota mediterranea; dall&rsquo;altro, la continuit&agrave; delle attivit&agrave; alieutiche con le immissioni di &ldquo;pronta pesca&rdquo;, fondamentali per il tessuto associativo e turistico locale.</p>
<p>Tra le azioni di tutela della fauna ittica in stato di pericolo critico, ed in particolare per la trota marmorata, la savetta e il temolo, spicca il Piano quinquennale di controllo del cormorano che, nel primo anno di attuazione, ha registrato il prelievo dei 115 esemplari autorizzati dall&rsquo;Istituto Superiore per la Ricerca e Protezione Ambientale (ISPRA).</p>
<p>In questi giorni si sta inoltre completando positivamente il percorso di assegnazione in concessione quinquennale dei Diritti Demaniali Esclusivi di pesca (DDE) relativi alle acque pubbliche gravate da diritti di pesca a favore della Provincia, gi&agrave; assegnati in via provvisoria attraverso gara il 29 gennaio 2026.</p>
<p>Un passaggio importante che segna un ulteriore avanzamento verso una gestione pi&ugrave; strutturata, responsabile e trasparente delle acque pubbliche, resa possibile anche grazie al lavoro e all&rsquo;impegno delle Societ&agrave; Piscatorie assegnatarie.</p>
<p>Preme evidenziare che la Provincia di Cuneo, nel periodo 2021&ndash;2030, ha scelto di ridurre del 50% i canoni di concessione, generando un risparmio complessivo superiore ai 500.000 euro a favore delle Associazioni piscatorie assegnatarie dei DDE. Una decisione precisa, volta a lasciare maggiori risorse nella disponibilit&agrave; delle Associazioni piscatorie, rafforzandone il ruolo e la capacit&agrave; operativa sul territorio.</p>
<p>La Provincia ha rafforzato la propria azione per una gestione della pesca capace di conciliare le esigenze dei pescatori, delle comunit&agrave; locali e delle attivit&agrave; turistiche, garantendo al contempo la tutela della biodiversit&agrave; e una fruizione responsabile delle acque, con l&rsquo;obiettivo di offrire risultati concreti e certezze operative.</p>
<p>"<em>Desidero ringraziare i tecnici della Provincia per il lavoro svolto, la FIPSAS e tutte le Societ&agrave; Piscatorie per la collaborazione costante. Un ringraziamento va inoltre a tutti i rappresentanti istituzionali che ci hanno affiancato, a partire dal vicepresidente del Consiglio regionale Graglia, per aver reso possibile un dialogo continuo ed efficace con il Ministro Pichetto Fratin</em>", dichiara il Consigliere provinciale Simone Manzone.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Thu, 26 Mar 2026 16:38:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Fauna selvatica, Barbero: “Acceleriamo sulla definizione delle regole per gli allevamenti”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fauna-selvatica-barbero-acceleriamo-sulla-definizione-delle-regole-per-gli-allevamenti_116993.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/fauna-selvatica-barbero-acceleriamo-sulla-definizione-delle-regole-per-gli-allevamenti_116993.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116993/141640.jpg" title="Federica Barbero" alt="Federica Barbero" /><br /><p>&ldquo;<em>Dare certezze agli operatori del settore, garantire una gestione della fauna selvatica trasparente e completare finalmente il percorso tracciato dalla legge regionale 5/2018</em>&rdquo;. Questi gli obiettivi dell&rsquo;interrogazione presentata da Federica Barbero, consigliere regionale di Fratelli d&rsquo;Italia, per sollecitare la piena attuazione dell&rsquo;articolo 5 della normativa vigente.</p>
<p>&ldquo;<em>La legge 5/2018 rappresenta il pilastro della tutela faunistica in Piemonte, ma a distanza di anni la sua applicazione risulta ancora priva di alcuni passaggi fondamentali</em> - dichiara Barbero. - <em>L&rsquo;assenza di un regolamento specifico per gli allevamenti di fauna selvatica crea un vuoto normativo. &Egrave; necessario un quadro organico e uniforme che permetta a chi opera in questo comparto di muoversi in un alveo di norme chiare</em>&rdquo;.</p>
<p>La gestione del patrimonio faunistico non &egrave; solo una questione ambientale, ma anche un&rsquo;opportunit&agrave; economica e d&rsquo;ordine per le aree rurali e non solo.</p>
<p>&ldquo;<em>Il nostro impegno</em> - prosegue l&rsquo;esponente di FdI, - <em>&egrave; volto a tutelare e sostenere chi investe e lavora nel settore seguendo le regole e rispettando innanzitutto il benessere animale. Regolamentare il settore significa non solo proteggere la biodiversit&agrave;, ma anche valorizzare le attivit&agrave; professionali collegate, garantendo standard elevati e omogeneit&agrave; su tutto il territorio piemontese</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 24 Mar 2026 16:40:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Pesca sportiva, un ordine del giorno in Consiglio provinciale per salvaguardare la stagione]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/pesca-sportiva-un-ordine-del-giorno-in-consiglio-provinciale-per-salvaguardare-la-stagione_116492.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/pesca-sportiva-un-ordine-del-giorno-in-consiglio-provinciale-per-salvaguardare-la-stagione_116492.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116492/140927.jpg" title="" alt="" /><br /><p>I consiglieri provinciali della lista &ldquo;La Nostra Provincia&rdquo; Stefania D&rsquo;Ulisse, Alberto Gatto, Loris Emanuel e Davide Sannazzaro hanno presentato un ordine del giorno in Consiglio provinciale dedicato alle criticit&agrave; che stanno emergendo nel settore della pesca sportiva nel territorio della provincia di Cuneo.&nbsp;La pesca sportiva rappresenta un&rsquo;attivit&agrave; molto diffusa nel territorio provinciale e costituisce un importante elemento di aggregazione sociale, oltre a generare ricadute economiche significative per molte realt&agrave; locali, in particolare nelle aree montane e nei piccoli centri.&nbsp;Negli ultimi anni, tuttavia, il comparto &egrave; stato interessato da continue incertezze normative relative alle immissioni di specie ittiche nei corsi d&rsquo;acqua che si credevano superate grazie all&rsquo;ultimo provvedimento provinciale.&nbsp;Procedure complesse e deroghe temporanee hanno infatti creato difficolt&agrave; per associazioni, gestori e pescatori, con il rischio concreto di compromettere la stagione di pesca.</p>
<p>"<em>La situazione di incertezza normativa</em> - spiegano i consiglieri - <em>rischia di penalizzare migliaia di appassionati e tutto l&rsquo;indotto economico legato alla pesca sportiva, oltre al lavoro delle associazioni che da anni collaborano alla gestione e alla tutela dei nostri corsi d&rsquo;acqua</em>".</p>
<p>Con l&rsquo;ordine del giorno si chiede quindi al Presidente della Provincia di riprendere in mano la questione e tenere aggiornato il Consiglio provinciale sulle iniziative intraprese per consentire le immissioni, eventualmente anche attraverso l&rsquo;utilizzo delle deroghe normative esistenti.&nbsp;Il documento impegna inoltre la Provincia a promuovere, nelle sedi competenti e in raccordo con la Regione Piemonte e con il Ministero, ogni iniziativa utile a garantire lo svolgimento della stagione di pesca sportiva e la continuit&agrave; delle attivit&agrave; connesse sul territorio provinciale.</p>]]></description><pubDate>Mon, 16 Mar 2026 11:55:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Cuneo è la provincia piemontese con il più alto numero di lupi morti]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/cuneo-e-la-provincia-piemontese-con-il-piu-alto-numero-di-lupi-morti_116417.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/cuneo-e-la-provincia-piemontese-con-il-piu-alto-numero-di-lupi-morti_116417.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116417/140831.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La presenza del lupo in Piemonte &egrave; una realt&agrave; stabile da oltre vent&rsquo;anni. A fotografare la situazione &egrave; il <a href="https://www.areeprotettealpimarittime.it/media/2f727e02.pdf" target="_blank">report</a> &ldquo;Il lupo in Piemonte. Biennio 2023-2025&rdquo;, pubblicato dal Parco Alpi Marittime a febbraio 2026 e basato sui dati raccolti dal sistema regionale di monitoraggio della specie. Il documento analizza la diffusione del lupo, la dimensione della popolazione, le cause di mortalit&agrave; e gli effetti sulle attivit&agrave; umane, in particolare sull&rsquo;allevamento.</p>
<p>Secondo le analisi del dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell&rsquo;Universit&agrave; di Torino, una parte consistente dei lupi presenti sull&rsquo;arco alpino vive in Piemonte: la stima per il periodo 2023-2024 &egrave; di circa 464 lupi. Il lupo &egrave; tornato spontaneamente sulle Alpi occidentali a partire dagli anni Novanta e da allora ha ampliato la propria presenza. Oggi la specie &egrave; documentata lungo tutto l&rsquo;arco alpino piemontese, compreso il Cuneese, e in molte aree collinari e di pianura.&nbsp;Complessivamente il lupo &egrave; distribuito sul 75,8% del territorio regionale. Le zone montane risultano ormai quasi completamente colonizzate, mentre nelle aree collinari e nelle pianure la presenza &egrave; ancora in espansione. Negli ultimi anni segni della specie sono stati rilevati anche in contesti pi&ugrave; antropizzati, vicino a centri abitati o aree agricole.</p>
<p>Il rapporto dedica ampio spazio alla mortalit&agrave; dei lupi. Dal 1998 ad aprile 2025 in Piemonte sono stati recuperati 610 esemplari morti. La provincia con il numero pi&ugrave; alto di ritrovamenti &egrave; proprio quella di Cuneo, con 241 lupi, seguita da Torino (191) e Alessandria (116). Anche prendendo in considerazione solo gli ultimi anni il Cuneese resta in testa. Nel 2023-2024 sono stati trovati 18 lupi morti, mentre nel 2024-2025 il numero &egrave; salito a 32, il dato pi&ugrave; alto tra tutte le province piemontesi.&nbsp;</p>
<p>Le principali cause di morte registrate dal 1998 sono gli investimenti dei veicoli, che rappresentano il 59,1% dei casi. Seguono le uccisioni illegali (13,8%), fattori naturali come malattie o aggressioni tra lupi (10,3%) e casi in cui la causa non &egrave; nota. Il periodo in cui si trovano pi&ugrave; lupi morti &egrave; tra ottobre e marzo. In inverno, infatti, gli animali tendono a spostarsi verso i fondovalle, dove la presenza di strade e infrastrutture aumenta il rischio di incidenti.</p>
<p>Il monitoraggio permette di studiare l&rsquo;evoluzione della specie in Piemonte e coinvolge ricercatori, carabinieri forestali e altri enti. Oltre allo studio degli esemplari morti e degli attacchi nei confronti di altri animali, una parte importante del lavoro riguarda la raccolta di campioni biologici, come feci o peli, che vengono analizzati geneticamente. Tra il 2023 e il 2025 tra Piemonte e Liguria sono stati analizzati oltre 1.300 campioni, che hanno permesso di identificare il profilo genetico di 365 lupi diversi.</p>
<p>Il monitoraggio genetico consente anche di seguire gli spostamenti degli animali. Tra i casi documentati c&rsquo;&egrave; quello di un lupo maschio del Cuneese identificato come CN-546, originario del branco del Monte Vecchio in Val Vermenagna. L&rsquo;animale &egrave; stato successivamente individuato in Val Grana dopo uno spostamento di oltre 23 chilometri. Come si legge nel report, &ldquo;<em>la dispersione costituisce un processo ecologico chiave nella dinamica di popolazione del lupo, in quanto consente lo scambio genetico tra nuclei riproduttivi, la colonizzazione di nuove aree e l&rsquo;insediamento di nuove unit&agrave; riproduttive, risultando un fenomeno alla base dei processi di ricolonizzazione dell&rsquo;arco alpino e anche dell&rsquo;Europa centrale</em>&rdquo;.</p>
<p>Dallo studio emerge la necessit&agrave; di gestire al meglio la convivenza con le attivit&agrave; umane e gli altri animali. La presenza stabile del lupo ha infatti conseguenze anche sulla sicurezza delle altre specie. Le province con il numero pi&ugrave; elevato di attacchi agli animali domestici sono quelle dove i branchi sono pi&ugrave; diffusi: Cuneo, Torino e Alessandria. La maggior parte degli attacchi coinvolge pecore e capre, che rappresentano oltre l&rsquo;85% delle vittime. Gli attacchi avvengono soprattutto di notte, mentre il mese con il numero pi&ugrave; elevato &egrave; settembre, quando i cuccioli di lupo iniziano a partecipare alla caccia insieme agli adulti e il fabbisogno alimentare del branco aumenta.</p>
<p>Come si legge nella conclusione del documento, &ldquo;<em>la presenza stabile del lupo in Piemonte rappresenta una sfida complessa ma ormai strutturale per il sistema zootecnico regionale</em>&rdquo;. Secondo i ricercatori, strumenti come il monitoraggio continuo, le misure di prevenzione negli allevamenti e i sistemi di indennizzo dei danni sono elementi fondamentali per ridurre i conflitti e favorire una convivenza pi&ugrave; equilibrata tra allevatori e lupi.</p>]]></description><pubDate>Sat, 14 Mar 2026 12:58:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Trote nei torrenti protetti: la Regione Piemonte cerca l’intesa con l’ISPRA]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/trote-nei-torrenti-protetti-la-regione-piemonte-cerca-lintesa-con-lispra_116253.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/trote-nei-torrenti-protetti-la-regione-piemonte-cerca-lintesa-con-lispra_116253.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116253/140623.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Marted&igrave; 10 marzo, nel Grattacielo Piemonte, sede della Regione, si &egrave; svolto l&rsquo;incontro richiesto dall&rsquo;Ente di gestione delle Aree Protette delle Alpi Marittime sul tema dell&rsquo;immissione di trote nei torrenti soggetti a vincolo ambientale, in particolare nelle aree che costituiscono Rete Natura 2000.</p>
<p>Il tavolo di confronto, coordinato dall&rsquo;assessore competente Paolo Bongioanni, ha visto la partecipazione del presidente dell&rsquo;Ente Armando Erbi, del direttore Luca Gautero, dei sindaci di Valdieri, Chiusa di Pesio ed Entracque - Guido Giordana, Claudio Baudino e Gian Pietro Pepino e il consigliere Marco Contarino per il comune di Vernante - dell&rsquo;assessore delegato della Provincia Simone Manzone con il dirigente Alessandro Risso, del presidente della FIPSAS provinciale Giacomo Pellegrino e delle dirigenti dei Settori regionali Biodiversit&agrave; e Aree Naturali e Conservazione e gestione fauna selvatica e acquicoltura Elena Filamauro e Alessandra Berto.</p>
<p>Nel corso dell&rsquo;incontro sono stati affrontati temi di grande interesse per affrontare le criticit&agrave; che interessano l&rsquo;attivit&agrave; di pesca e quindi:&nbsp;i monitoraggi necessari nei torrenti e i relativi costi da sostenere;&nbsp;la tipologia di trota pi&ugrave; idonea da immettere;&nbsp;il ruolo degli incubatoi di produzione, in grado di garantire pesce di qualit&agrave; richiesta a costi contenuti.</p>
<p>La riunione si &egrave; conclusa con l&rsquo;impegno della Regione a promuovere un&rsquo;iniziativa formale: "<em>Verr&agrave; inviata una richiesta a ISPRA (Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) </em>- spiega il presidente Erb&igrave; - <em>per ottenere una deroga transitoria, in attesa dei monitoraggi previsti nei diversi torrenti delle aree soggette a vincolo. Un confronto importante tra istituzioni, enti di gestione e rappresentanti del territorio per trovare soluzioni condivise che permettano di conciliare tutela ambientale, gestione sostenibile delle acque e valorizzazione della pesca nelle nostre vallate</em>".</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Thu, 12 Mar 2026 09:08:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[PSA, cinghiali infetti a pochi chilometri dalla Granda, l'attenzione resta alta]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/psa-cinghiali-infetti-a-pochi-chilometri-dalla-granda-l-attenzione-resta-alta_115410.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/psa-cinghiali-infetti-a-pochi-chilometri-dalla-granda-l-attenzione-resta-alta_115410.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115410/139380.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Provincia di Cuneo conferma e rafforza il ruolo centrale della Cabina di Regia provinciale per il contrasto alla Peste Suina Africana (PSA), uno strumento operativo voluto dal Presidente Robaldo che negli ultimi anni si &egrave; rivelato fondamentale per il monitoraggio, la prevenzione e il contenimento dell&rsquo;emergenza sanitaria. Le finalit&agrave; principali della Cabina di Regia includono il coordinamento delle attivit&agrave; sul territorio, la prevenzione e biosicurezza negli allevamenti, l&rsquo;attuazione dei Piani regionali e nazionali, la condivisione dei dati e l&rsquo;aggiornamento epidemiologico continuo.</p>
<p>La Cabina di Regia opera con cadenza periodica, riunendosi ogni due settimane dalla primavera 2023, e ha sviluppato un modello di governance integrata, riconosciuto come esempio anche dalla Regione Piemonte e dal Commissario Straordinario alla PSA.</p>
<p>Riunisce in modo stabile tutte le componenti coinvolte nella gestione dell&rsquo;emergenza PSA e vede, quali membri permanenti, il consigliere provinciale delegato alla PSA Silvano Dovetta, il dirigente provinciale dell&rsquo;ufficio Caccia e Pesca Alessandro Risso, il comandante della Polizia Locale provinciale Valerio Civallero, il Commissario ad acta per l&rsquo;emergenza PSA in Piemonte Giorgio Sapino, i referenti del servizio veterinario dell&rsquo;ASL CN1 e ASL CN2, i referenti sanitari della Regione Piemonte e i delegati delle organizzazioni agricole e della filiera suinicola di Confindustria. La Cabina di Regia &egrave; inoltre collegata con l&rsquo;assessorato regionale alla Sanit&agrave; ed &egrave; prevista anche la partecipazione della Provincia di Savona, in un&rsquo;ottica di cooperazione interregionale.</p>
<p>Durante l&rsquo;ultimo incontro del 23 febbraio &egrave; stato evidenziato che i recenti ritrovamenti di cinghiali infetti da PSA in Provincia di Alessandria, a pochi chilometri dalla Provincia di Cuneo, richiedono la massima attenzione da parte di tutti gli attori coinvolti nel contrasto alla malattia. Il Commissario Sapino ha ricordato che i mesi di febbraio, marzo e aprile sono quelli in cui si registra la massima pericolosit&agrave; per l&rsquo;espansione della peste suina negli allevamenti. Il dottor Roberto Sapino, referente del servizio veterinario per il contrasto PSA in provincia di Cuneo, ha comunicato che le ASL provinciali stanno intensificando i controlli negli allevamenti suinicoli al fine di garantire il livello di biosicurezza richiesto dalla normativa. La Provincia continua a coordinare le attivit&agrave; di controllo dei cinghiali, con un numero di abbattimenti registrati nell&rsquo;anno corrente in linea con quelli del 2025 (478 ad oggi). Con il supporto delle ASL, saranno inoltre posizionate delle reti di cattura dei cinghiali al confine con l&rsquo;Astigiano, la zona pi&ugrave; sensibile per l&rsquo;espansione virale verso la Provincia di Cuneo.</p>
<p>Il consigliere Dovetta, che coordina la Cabina di Regia, dichiara: "<em>Sono molto soddisfatto dei risultati fino ad ora ottenuti. L&rsquo;impegno di tutti gli attori coinvolti nella gestione dell&rsquo;emergenza e un pizzico di fortuna hanno permesso di non compromettere il comparto suinicolo provinciale, che rappresenta l&rsquo;11% della produzione italiana. L&rsquo;impegno profuso dagli uffici provinciali ed in particolare dal dirigente Risso e dal comandante Civallero, hanno permesso di effettuare attivit&agrave; di controllo del cinghiale incisive e numericamente significative negli ultimi anni. La collaborazione attiva e la condivisione di informazioni con le ASL e con le Associazioni agricole e della filiera suinicola di Confindustria si sono rivelate essenziali nel contrasto alla malattia. Ribadisco l&rsquo;importanza di mantenere alta l&rsquo;attenzione, rafforzare la collaborazione istituzionale e proteggere il comparto suinicolo, strategico per l&rsquo;economia locale</em>".</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 25 Feb 2026 08:59:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Peste Suina Africana, la Provincia di Cuneo come modello di riferimento: "Cabina di regia decisiva"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/peste-suina-africana-la-provincia-di-cuneo-come-modello-di-riferimento-cabina-di-regia-decisiva_115116.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/peste-suina-africana-la-provincia-di-cuneo-come-modello-di-riferimento-cabina-di-regia-decisiva_115116.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115116/138946.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">La Provincia di Cuneo esprime apprezzamento per il richiamo, da parte dell&rsquo;Assessorato regionale con delega all&rsquo;Agricoltura, al significativo impegno profuso dall&rsquo;Ente nel contrasto alla Peste Suina Africana (PSA) e per il rafforzamento delle risorse destinate alla biosicurezza a sostegno del comparto suinicolo. Il presidente della Provincia e il consigliere delegato al controllo e contenimento della PSA sottolineano come il lavoro svolto in questi anni sul territorio abbia rappresentato un punto di riferimento nel modello regionale di gestione dell&rsquo;emergenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Elemento centrale di questo percorso &egrave; stata la Cabina di regia provinciale sulla Peste Suina Africana, rivelatasi lo strumento operativo pi&ugrave; efficace nel coordinamento delle attivit&agrave; di monitoraggio, prevenzione e contenimento. I lavori della Cabina, che riuniscono periodicamente tutte le istituzioni, tecnici e rappresentanti della filiera interessata, hanno consentito un&rsquo;interazione proficua tra Provincia, Regione, Asl, mondo venatorio, rappresentanti degli allevatori e forze coinvolte nelle operazioni, consentendo decisioni condivise e interventi tempestivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo approccio di&nbsp;<em>governance</em>&nbsp;integrata, riconosciuto come esempio positivo, &egrave; stato preso come riferimento anche da altre Province della pianura padana che stanno avviando strumenti analoghi per affrontare l&rsquo;emergenza sanitaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Il presidente e il consigliere delegato ribadiscono l&rsquo;importanza di mantenere alta l&rsquo;attenzione e di rafforzare gli strumenti di collaborazione istituzionale, perch&eacute; solo attraverso un&rsquo;azione coordinata e integrata &ndash; in grado di coniugare prevenzione, biosicurezza, contenimento della fauna selvatica e sostegno agli allevamenti &ndash; sar&agrave; possibile tutelare efficacemente il patrimonio agroalimentare e la salute degli ecosistemi territoriali.</p>]]></description><pubDate>Thu, 19 Feb 2026 12:19:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Peste suina, Bongioanni: “Sale da 3 a 9 milioni il bando per la biosicurezza”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/peste-suina-bongioanni-sale-da-3-a-9-milioni-il-bando-per-la-biosicurezza_115065.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/peste-suina-bongioanni-sale-da-3-a-9-milioni-il-bando-per-la-biosicurezza_115065.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115065/138867.jpg" title="Paolo Bongioanni e Giovanni Filippini" alt="Paolo Bongioanni e Giovanni Filippini" /><br /><p>&ldquo;<em>Il lavoro svolto dal Piemonte su tutti i fronti della lotta alla peste suina &egrave; stato efficace ed esemplare. Dal monitoraggio ed elaborazione dei dati alla sorveglianza, dall&rsquo;azione di depopolamento al coordinamento fra Regione, Zooprofilattico, Osservatorio Epidemiologico, Province e mondo venatorio, il Piemonte ha sviluppato un modello di collaborazione e condivisione estremamente positivo che a fine marzo porteremo a Bruxelles e proporremo come esempio alla Commissione Europea</em>&rdquo;. Il Commissario straordinario alla Peste Suina Africana Giovanni Filippini ha fatto stamane il punto della situazione nella lotta alla pandemia in un incontro al Palazzo della Regione Piemonte con l&rsquo;assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi con delega alla Peste Suina Paolo Bongioanni e le strutture coinvolte (Commissario straordinario per il Piemonte alla Psa, direzioni e settori regionali Sanit&agrave;, Agricoltura e Parchi, Istituto Zooprofilattico e Osservatorio Epidemiologico, Scr).</p>
<p>Ha sottolineato Bongioanni: &ldquo;<em>Ringrazio il commissario Filippini per l&rsquo;enorme lavoro compiuto, per il dialogo e l&rsquo;ascolto e per aver dato seguito a ordinanze che, dal giorno in cui mi sono insediato a oggi, ci consentono di affermare che la Psa in Piemonte &egrave; quantomeno confinata. Abbiamo salvato i distretti suinicoli di Chieri e Cuneo, indenni e mai toccati dalla pandemia, pezzi essenziali di una filiera produttiva che in Piemonte rappresenta un settore trainante del nostro agroalimentare. La drastica riduzione della popolazione di cinghiali raggiunta con le azioni di controllo e l&rsquo;attivit&agrave; venatoria ha fatto scendere in modo sensibile anche i danni da selvatici pagati dalla Regione. Non dobbiamo per&ograve; assolutamente abbassare la guardia sulle misure di biosicurezza, che anzi, proprio in questa fase di contrazione della malattia, dobbiamo rafforzare con azioni di sensibilizzazione e incentivazione degli allevatori. Su questo fronte, grazie alle risorse recuperate dal vecchio Psr, la dotazione del nuovo bando per la suinicoltura passa da 3 a 9 milioni di euro che potranno essere utilizzati dalle aziende per la costruzione di recinzioni e strutture per biosicurezza, impianti e attrezzature di stalla</em>&rdquo;.</p>
<p>In Piemonte nel 2025 sono stati eradicati 26.456 cinghiali, e 41.000 capi sono l&rsquo;obiettivo di abbattimenti assegnato per il 2026. &ldquo;<em>Il depopolamento</em> &ndash; ha rimarcato Filippini - <em>ha creato una barriera biologica, un risultato efficace frutto della nostra insistenza sull&rsquo;importanza di fare sorveglianza attiva con la ricerca di carcasse alla quale, in caso di negativit&agrave;, pu&ograve; seguire l&rsquo;attivit&agrave; venatoria</em>&rdquo;. Filippini ha anche annunciato l&rsquo;arrivo di un contributo di 166mila euro al Piemonte a sostegno delle azioni di contrasto alla Psa di cui all&rsquo;art.2, comma 2-sexies, del decreto legge 17 febbraio 2022, n. 9. Quello del Nord Ovest &egrave; l&rsquo;ultimo cluster di Psa ancora attivo in Italia, con la sostanziale estinzione dei focolai dal Piemonte e lo spostamento dell&rsquo;epidemia nell&rsquo;area dell&rsquo;Appennino tosco-emiliano. Per questa ragione, ha spiegato Filippini, dal modello di ordinanze generaliste valevoli per l&rsquo;intero scenario nazionale si passer&agrave; ora a misure pi&ugrave; mirate sulla base di caratteristiche ed esigenze specifiche locali: microcluster e strategie pi&ugrave; puntiformi e calibrate sul singolo territorio, sorta di &ldquo;virgole&rdquo; all&rsquo;interno della macrostrategia.</p>
<p>Le indicazioni venute dal Piemonte verranno recepite nella nuova ordinanza commissariale prevista in aprile. Resteranno i barrieramenti lungo gli assi autostradali e ferroviari della Zona Cev, rivelatisi di grande efficacia, e si raccomanda l&rsquo;intensificazione dell&rsquo;uso delle trappole a gabbia per limitare gli spostamenti dei cinghiali nelle valli fra il Basso Piemonte e l&rsquo;entroterra savonese. Resta in loco anche la barriera anticinghiale posata nell&rsquo;Alessandrino all&rsquo;inizio della pandemia: in base all&rsquo;evoluzione della situazione epidemiologica si potranno assumere gi&agrave; nel breve-medio periodo le decisioni pi&ugrave; utili sul suo futuro.</p>
<p>&ldquo;<em>Grazie all&rsquo;impegno profuso da tutti </em>&ndash; conclude Bongioanni &ndash;<em> in Piemonte oggi viviamo una situazione di tranquillit&agrave;. Ma la prudenza non &egrave; mai troppa, e non allenteremo in alcun modo le azioni di monitoraggio e contrasto finch&eacute; non avremo cancellato ogni possibile rischio per il nostro territorio e le nostre aziende</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 18 Feb 2026 16:13:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Dermatite nodulare contagiosa, Chionetti (Cia Cuneo): "Necessario avviare la vaccinazione dei bovini"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/dermatite-nodulare-contagiosa-chionetti-cia-cuneo-necessario-avviare-la-vaccinazione-dei-bovini_114593.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/dermatite-nodulare-contagiosa-chionetti-cia-cuneo-necessario-avviare-la-vaccinazione-dei-bovini_114593.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/114593/138218.jpg" title="" alt="" /><br /><p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Sensibilizzare gli allevatori piemontesi sull&rsquo;urgenza della vaccinazione contro la Dermatite nodulare contagiosa (Lsd) e richiamare la Regione Piemonte alla massima attenzione, per evitare conseguenze devastanti sul comparto bovino.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">&Egrave; l&rsquo;appello lanciato da&nbsp;Silvio Chionetti, vice direttore vicario e responsabile del Settore zootecnico di Cia Cuneo, alla luce dell&rsquo;elevatissimo rischio di diffusione della malattia e delle criticit&agrave; legate alla movimentazione dei capi.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">"<em>La Lsd non &egrave; una patologia come le altre: &egrave; una malattia di tipo A, quindi un&rsquo;epizoozia ad altissimo rischio di diffusione. Se un allevamento risulta infetto, la conseguenza &egrave; drammatica: tutti i capi devono essere abbattuti. Per questo dobbiamo agire subito e in modo strutturato, con una campagna vaccinale a tappeto</em>", sottolinea Chionetti.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Secondo Cia Cuneo, la vaccinazione non pu&ograve; essere affrontata come un&rsquo;opzione &ldquo;volontaria&rdquo;, perch&eacute; esiste una chiara esigenza sanitaria: "<em>Serve una campagna obbligatoria</em> - rimarca Chionetti -, <em>con copertura completa. Tutte le organizzazioni interessate hanno gi&agrave; espresso parere favorevole. Ora &egrave; fondamentale che la Regione proceda senza esitazioni, perch&eacute; il rischio per gli allevatori &egrave; altissimo</em>".</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Un nodo centrale &egrave; rappresentato dai tempi tecnici del vaccino vivo attenuato: "<em>Il vaccino richiede 28 giorni per immunizzare l&rsquo;animale, ma la circolazione virale pu&ograve; mantenersi fino a 60 giorni. In questo periodo i capi non possono essere movimentati, altrimenti c&rsquo;&egrave; il rischio di trasmissione del cosiddetto &ldquo;virus da vaccino&rdquo;, che oggi non &egrave; distinguibile dal virus vero e proprio</em>", spiega Chionetti.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Il tema della movimentazione diventa ancora pi&ugrave; delicato in relazione agli scambi con la Francia: "<em>In base agli accordi tra Italia e Francia - osserva Chionetti -, gli animali vaccinati possono essere movimentati verso il nostro Paese dopo 28 giorni, per scongiurare rischi di disapprovvigionamento. Ma resta concreto il rischio che arrivino capi in incubazione o che siano movimentati in modo non conforme: al momento gli uffici doganali non hanno ricevuto specifiche e non eseguono verifiche</em>".</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Chionetti evidenzia inoltre ulteriori elementi di preoccupazione: "<em>In Francia pu&ograve; accadere che capi vaccinati e non vaccinati vengano allevati insieme e, spesso, gli animali arrivati in Italia da meno di 60 giorni non restano fermi nel luogo di arrivo, come dovrebbero. Tutto questo aumenta la preoccupazione in Piemonte, soprattutto per i rischi che corre la nostra razza autoctona, la Piemontese</em>".</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Tra i punti sensibili anche la gestione degli alpeggi: "<em>La Valle d&rsquo;Aosta ha vaccinato lo scorso anno e ha intenzione di procedere con una nuova vaccinazione nel 2026. Le aziende piemontesi che monticano negli alpeggi valdostani dovranno quindi vaccinare i capi: occorre chiarire se farlo in Piemonte o in Valle d&rsquo;Aosta, ma in ogni caso serve programmare subito</em>", aggiunge Chionetti.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Il rischio di diffusione riguarda comunque un&rsquo;area molto pi&ugrave; ampia. &laquo;C&rsquo;&egrave; un serio rischio di infezione che coinvolge tutta la Pianura Padana, anche solo per l&rsquo;arrivo di insetti vettori trasportati dagli autocarri&raquo;, evidenzia il responsabile zootecnico di Cia Cuneo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Sul piano operativo, Cia Cuneo richiama l&rsquo;urgenza delle tempistiche: "<em>Considerando che la movimentazione verso gli alpeggi parte da maggio, la campagna vaccinale va completata entro aprile. Il costo della vaccinazione &egrave; sostenuto dalla Regione e l&rsquo;attivit&agrave; verr&agrave; svolta dai Servizi veterinari delle Asl, coadiuvati dai veterinari liberi professionisti. Man mano verranno vaccinati anche i nuovi nati</em>".</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Quanto alle criticit&agrave; per la movimentazione dei capi, Cia Cuneo evidenzia la necessit&agrave; di soluzioni pragmatiche: "<em>Se si vaccinano tutti gli 800 mila capi presenti in Piemonte, per 60 giorni non si potrebbero movimentare. Per questo si valuta la deroga a 28 giorni, con visita clinica e Pcr sulle partite a spese dell&rsquo;allevatore. La Regione sta verificando anche se la movimentazione verso i macelli possa avvenire prima dei 28 giorni. In ogni caso, per evitare problemi, &egrave; sufficiente non vaccinare i capi destinati a breve alla macellazione</em>".</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Infine,&nbsp;Chionetti sottolinea che il vaccino utilizzato ha dato buoni riscontri: "<em>Il vaccino sudafricano impiegato ha evidenziato pochissimi effetti collaterali. Ora per&ograve; serve il passaggio decisivo: per la vaccinazione obbligatoria occorre il parere favorevole della Commissione di Bruxelles. La Regione deve farsi sentire e accelerare</em>".</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Che cos&rsquo;&egrave; la Dermatite nodulare contagiosa (Lsd)</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">La Dermatite nodulare bovina &egrave; una malattia virale altamente contagiosa che colpisce esclusivamente i bovini. &Egrave; causata da un virus appartenente al genere&nbsp;<em>Capripoxvirus</em>&nbsp;(famiglia&nbsp;<em>Poxviridae</em>). Non &egrave; trasmissibile all&rsquo;uomo, ma rappresenta una grave minaccia per il comparto zootecnico per l&rsquo;elevata morbilit&agrave; e i rilevanti impatti economici.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Il virus si diffonde principalmente tramite insetti vettori ematofagi (zanzare, mosche, tafani, zecche), ma anche attraverso contatto diretto tra animali infetti e tramite fomiti (aghi, strumenti zootecnici, veicoli).</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">La sintomatologia pi&ugrave; comune comprende noduli cutanei multipli (2&ndash;5 cm) su testa, collo, tronco e arti; febbre, anoressia, scolo oculare e nasale; calo della produzione lattifera e alterazioni riproduttive; in alcuni casi edema sottocutaneo, zoppia e complicanze respiratorie.</p>]]></description><pubDate>Tue, 10 Feb 2026 09:53:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Risarcimenti per le predazioni, il bando della Regione scade il 27 febbraio]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/risarcimenti-per-le-predazioni-il-bando-della-regione-scade-il-27-febbraio_114363.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/risarcimenti-per-le-predazioni-il-bando-della-regione-scade-il-27-febbraio_114363.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/114363/137729.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Scade il 27 febbraio 2026 il termine per presentare in Regione Piemonte la domanda di aiuto relativa al bando &ldquo;Risarcimento dei danni causati dalle predazioni da grandi carnivori al patrimonio zootecnico piemontese&rdquo;, che riguarda gli eventi avvenuti nel periodo dal 1&deg; luglio 2025 al 31 dicembre 2025.</p>
<p>A ricordarlo &egrave; Silvio Chionetti, vicedirettore vicario e responsabile provinciale dei Tavoli tecnici e dei Centri di assistenza agricola di Cia Agricoltori italiani di Cuneo, che richiama l&rsquo;attenzione degli allevatori sull&rsquo;importanza di muoversi per tempo.</p>
<p><em>"Il consiglio </em>- sottolinea Chionetti -<em> &egrave; di non aspettare gli ultimi giorni: la scadenza del 27 febbraio &egrave; vicina e, soprattutto, in caso di richieste complessive superiori alle risorse disponibili, la Regione proceder&agrave; con l&rsquo;erogazione degli aiuti seguendo l&rsquo;ordine cronologico di ricevimento delle domande, fino a esaurimento fondi, questo significa che presentare prima la domanda pu&ograve; fare davvero la differenza"</em>.</p>
<p>Il bando consente di richiedere l&rsquo;indennizzo dei capi predati e anche quello relativo ai danni indiretti, come gli animali feriti e le perdite di produzione, purch&eacute; riferiti allo stesso periodo compreso tra il 1&deg; luglio e il 31 dicembre 2025.</p>
<p><em>"&Egrave; un&rsquo;opportunit&agrave; concreta per le aziende zootecniche colpite</em> - aggiunge Chionetti - <em>ma &egrave; fondamentale che la documentazione sia completa e che l&rsquo;iter sia impostato correttamente, perch&eacute; il risarcimento viene riconosciuto solo a determinate condizioni"</em>.</p>
<p>Tra i requisiti principali, infatti, l&rsquo;indennizzo &egrave; previsto esclusivamente se i dati del verbale di accertamento della predazione risultano registrati sulla piattaforma regionale Arvet. Inoltre, per accedere all&rsquo;aiuto &egrave; necessaria una certificazione del veterinario Asl, o di soggetti con queste funzioni convenzionati, che riporti le matricole dei capi morti, dispersi o feriti a seguito dell&rsquo;evento predatorio.</p>
<p><em>"Anche in caso di difficolt&agrave; nel sopralluogo, &egrave; possibile rendere ricevibile la domanda allegando la prova della richiesta inviata all&rsquo;Asl tramite mail, Pec o altra documentazione </em>- evidenzia Chionetti -<em>, ma &egrave; essenziale non perdere tempo e attivarsi subito dopo l&rsquo;evento predatorio"</em>.</p>
<p>Il bando prevede inoltre che il beneficiario non possa richiedere altre agevolazioni pubbliche per le stesse voci di danno e che gli indennizzi non siano cumulabili con altri risarcimenti, anche di natura assicurativa, relativi al medesimo evento.</p>
<p><em>"Un altro aspetto da non sottovalutare </em>- conclude Chionetti - <em>&egrave; che il valore economico riconosciuto per i capi dipende anche dalle informazioni fornite in fase di accertamento e dalla documentazione allegata, come ad esempio l&rsquo;iscrizione al Libro Genealogico. In assenza di questi elementi, il capo viene valorizzato con il minimo tabellare previsto. Per questo &egrave; importante farsi seguire in modo puntuale, per evitare riduzioni o esclusioni"</em>.</p>
<p>Cia Agricoltori italiani di Cuneo, tramite i propri Centri di assistenza agricola, &egrave; a disposizione per supportare gli allevatori nella predisposizione e presentazione delle domande, affinch&eacute; nessuna azienda colpita resti esclusa per errori formali o per presentazioni tardive.</p>]]></description><pubDate>Thu, 05 Feb 2026 10:48:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Il 25 gennaio è la prima Giornata nazionale della prevenzione veterinaria]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/il-25-gennaio-e-la-prima-giornata-nazionale-della-prevenzione-veterinaria_113782.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/il-25-gennaio-e-la-prima-giornata-nazionale-della-prevenzione-veterinaria_113782.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/113782/136936.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il 25 gennaio si celebrer&agrave; per la prima volta la Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria, un appuntamento istituito con la Legge 1&deg; aprile 2025, n. 49 e pensato per promuovere la cultura della prevenzione veterinaria e rafforzare l&rsquo;approccio One Health, che riconosce il legame tra salute umana, salute animale e tutela dell&rsquo;ambiente.</p>
<p><strong>I veterinari</strong></p>
<p>I veterinari svolgono un ruolo chiave in questo sistema, contribuendo a tutelare la salute umana mediante la sorveglianza delle malattie infettive e parassitarie degli animali che in molti casi possono trasmettersi all'uomo, al controllo degli allevamenti per il benessere animale e la sostenibilit&agrave; ambientale, alla sicurezza degli alimenti di origine animale e alla tutela della biodiversit&agrave;.</p>
<p><strong>Gli allevamenti e la filiera agroalimentare</strong></p>
<p>Il controllo sanitario degli animali destinati alla produzione di carne, latte e uova &egrave; essenziale per garantire prodotti sicuri e di qualit&agrave; sulle tavole dei consumatori. Attraverso ispezioni, monitoraggi e piani di prevenzione, i servizi veterinari contribuiscono a ridurre l&rsquo;uso improprio di farmaci, come gli antibiotici, contrastando il fenomeno dell&rsquo;antimicrobico-resistenza.</p>
<p><strong>La medicina veterinaria</strong></p>
<p>Altrettanto importante risulta il ruolo della medicina veterinaria anche per garantire la salute ed il benessere degli animali da compagnia, sempre pi&ugrave; presenti nelle famiglie italiane: visite veterinarie regolari permettono di individuare precocemente patologie spesso silenziose, migliorando la qualit&agrave; e l&rsquo;aspettativa di vita di cani, gatti e altri animali domestici ed esotici presenti nelle nostre case. Inoltre, una corretta informazione dei proprietari favorisce comportamenti responsabili, come l&rsquo;identificazione tramite microchip, la sterilizzazione e il rispetto delle esigenze etologiche degli animali.</p>
<p><strong>Alcune azioni in Piemonte</strong></p>
<p>Sicurezza Alimentare: controlli rigorosi "dal campo alla tavola". Ogni passaggio della filiera produttiva &egrave; monitorato per garantire che carne, latte e derivati siano privi di rischi per il consumatore. Gestione della Fauna Selvatica: il Piemonte &egrave; in prima linea nella gestione della Peste Suina Africana (PSA), con interventi di sorveglianza e biocontenimento che sono diventati un riferimento per la gestione delle emergenze epidemiologiche. Anagrafe degli Animali d&rsquo;Affezione: Una gestione dell'anagrafe canina e felina che riduce l&rsquo;abbandono e favorisce una convivenza urbana responsabile.</p>
<p><strong>Le collaborazioni</strong></p>
<p>La Regione Piemonte mantiene da anni una stretta collaborazione con l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta. Questa sinergia permette di applicare le pi&ugrave; moderne tecniche di analisi genomica per tracciare i virus in tempo reale, anticipando possibili focolai prima che diventino emergenze.</p>
<p><strong>Alcuni dati</strong></p>
<p>In Piemonte gli iscritti agli Ordini professionali provinciali dei medici veterinari sono 3 mila: 450 impegnati nelle Asl, all&rsquo;Istituto Zooprofilattico Sperimentale per le attivit&agrave; nell&rsquo;ambito dei dipartimenti di prevenzione, nell&rsquo;amministrazione regionale e, in qualit&agrave; di docenti, nel Dipartimento delle scienze veterinarie dell&rsquo;Universit&agrave; di Torino, mentre 2.550 sono impegnati nella clinica degli animali da compagnia, nelle attivit&agrave; zooiatriche, dove contribuiscono con la veterinaria pubblica ad assicurare la sicurezza delle produzione agro-alimentari, o dipendenti di aziende private (laboratori, mangimifici, industrie alimentari, ecc.).</p>
<p>I veterinari delle Asl piemontesi ogni anno visitano quasi 40 milioni di animali per garantire la salubrit&agrave; delle carni bovine, suine e avi-cunicole immesse sul mercato, con oltre mille analisi igienico-sanitarie lungo la filiera del latte.</p>
<p>Sulla base dei controlli effettuati, e su richiesta delle imprese, i servizi veterinari delle Asl emettono annualmente oltre 25 mila certificati per permettere l&rsquo;export di alimenti piemontesi, facilitando l&rsquo;accesso delle aziende locali ai mercati internazionali e promuovere i prodotti del territorio.</p>
<p>Negli allevamenti di animali da reddito vengono effettuati ogni anno oltre 5 mila controlli per garantire il rispetto del benessere animale, l&rsquo;identificazione dei capi e il corretto utilizzo del farmaco veterinario, oltre ad essere effettuati quasi 28 mila accessi in stalla per prevenire la diffusione di malattie infettive.</p>]]></description><pubDate>Sat, 24 Jan 2026 10:25:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[A Racconigi un aiuto alle associazioni di pesca sportiva danneggiate dal cormorano]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/saviglianese/a-racconigi-un-aiuto-alle-associazioni-di-pesca-sportiva-danneggiate-dal-cormorano_113101.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/saviglianese/a-racconigi-un-aiuto-alle-associazioni-di-pesca-sportiva-danneggiate-dal-cormorano_113101.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/113101/135990.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Anche quest&rsquo;anno, come gi&agrave; nel 2025, il Comune di Racconigi mette a disposizione un contributo per le associazioni di pesca sportiva che, nell&rsquo;anno precedente, hanno subito limitazioni nelle proprie attivit&agrave; a causa della presenza del cormorano (Phalacrocorax carbo sinensis) sul territorio.</p>
<p>Questi animali, sempre pi&ugrave; diffusi a causa del cambiamento climatico, si nutrono esclusivamente di pesce, con una media di oltre 400 grammi al giorno, riducendo la fauna ittica autoctona e creando forti difficolt&agrave; alle associazioni di pesca sportiva.</p>
<p>Le domande per ottenere il contributo, fino a 1000 euro, possono essere effettuate dal 1&deg; al 25 febbraio e dovranno essere inviate tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) all&rsquo;indirizzo email comune.racconigi@cert.ruparpiemonte.it oppure consegnate a mano all&rsquo;ufficio protocollo comunale. Inoltre, se i fondi non saranno esauriti completamente, la parte rimanente potr&agrave; essere utilizzata anche per coprire le spese per l&rsquo;acquisto di materiale per il mantenimento del luogo di pesca.</p>
<p>&ldquo;<em>A differenza dello scorso anno</em> &ndash; spiega il consigliere con delega all&rsquo;Ambiente Enrico Mariano &ndash; <em>quando potevano partecipare al bando esclusivamente le associazioni che avevano organizzato almeno cinque raduni, quest&rsquo;anno &egrave; stata prevista una sezione speciale che consente l&rsquo;accesso al contributo anche alle realt&agrave; che hanno svolto da due a quattro raduni, ricevendo comunque un contributo di 250 euro. Questa scelta tiene conto delle forti difficolt&agrave; vissute nel 2025, quando la pesca sportiva &egrave; stata bloccata per molti mesi a causa del divieto di immissione di fauna ittica sul territorio regionale, in particolare per le specie trota iridea e trota fario atlantica. Una situazione che ha di fatto impedito le attivit&agrave; delle societ&agrave; sprovviste di laghetto artificiale fino al 25 luglio 2025 su tutto il territorio della provincia di Cuneo</em>&rdquo;.</p>
<p>E conclude: &ldquo;<em>Come amministrazione desideriamo sostenere queste associazioni, che sono importanti presidi per le aree fluviali e ripariali e contribuiscono a mantenerle e custodirle per le prossime generazioni</em>&rdquo;.</p>
<p>Maggiori informazioni sui requisiti necessari per richiedere il beneficio e il modulo per fare domanda sono disponibili sull&rsquo;albo pretorio del Comune di Racconigi.</p>]]></description><pubDate>Fri, 09 Jan 2026 17:17:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[In aumento i lupi sulle Alpi. La gran parte tra Liguria, Piemonte e Valle d'Aosta]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/in-aumento-i-lupi-sulle-alpi-la-gran-parte-tra-liguria-piemonte-e-valle-d-aosta_113023.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/in-aumento-i-lupi-sulle-alpi-la-gran-parte-tra-liguria-piemonte-e-valle-d-aosta_113023.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/113023/135888.jpg" title="Un lupo al Centro Uomini e Lupi di Entracque - foto F. Panuello per Parco Alpi Marittime" alt="Un lupo al Centro Uomini e Lupi di Entracque - foto F. Panuello per Parco Alpi Marittime" /><br /><p>&Egrave; stato pubblicato il report "Stima della consistenza della popolazione di lupo nelle regioni alpine 2023-2024&rdquo;, coordinato nell&rsquo;ambito del progetto LIFE WolfAlps EU, concluso a settembre 2024. Dopo la realizzazione del primo campionamento standardizzato a scala nazionale del lupo nel 2020-2021, la nuova indagine 2023-2024, ora disponibile online, &egrave; stata sviluppata in continuit&agrave; metodologica con le Linee Guida e Protocolli per il monitoraggio del lupo in Italia, predisposte da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), e ha interessato esclusivamente le Regioni alpine italiane (Liguria, Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, provincia autonoma di Trento, provincia autonoma di Bolzano, Veneto, Friuli Venezia Giulia).</p>
<p>Questo report aggiorna la stima di consistenza e distribuzione dei lupi sull&rsquo;arco alpino, garantendo la comparabilit&agrave; dei risultati nel tempo e consolidando il sistema di monitoraggio a lungo termine, basato su standard scientifici condivisi e su una rete stabile di operatori formati.<br>Il campionamento 2023-2024 &egrave; stato condotto con un approccio integrato sistematico e opportunistico, con la collaborazione di operatori istituzionali e volontari del Network Lupo Regioni Alpine, attivo dal 2020. Tale rete ha assicurato la raccolta e la verifica di dati di presenza, di campioni biologici, di immagini e video ripresi dalle fototrappole. Il coordinamento &egrave; stato realizzato dal Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi (DBIOS) dell'Universit&agrave; di Torino, insieme al Centro di referenza dei Grandi Carnivori del Piemonte, ISPRA e ai responsabili delle amministrazioni regionali.</p>
<p>La nuova stima complessiva di lupo nelle regioni alpine italiane &egrave; di 1.124 individui; poich&egrave; non &egrave; possibile contare ogni singolo individuo, la stima &egrave; accompaganata da un intervallo di credibilit&agrave; (Credibility Interval, CI) al 95%, compreso tra 980 e 1316 individui, distribuiti tra i settori centro-occidentale e centro-orientale delle Alpi e tra le diverse regioni. Per quanto riguarda il Piemonte, la stima della consistenza del lupo &egrave; di 464 esemplari (CI 95%: 407 - 542).</p>
<p>Confrontando la stima riferita al periodo 2020-2021, &egrave; stato possibile stimare il tasso di crescita annuale della popolazione, individuando differenze tra i settori alpini: nel settore centro-orientale il tasso di crescita &egrave; pi&ugrave; elevato, indicativo di una fase di espansione demografica pi&ugrave; marcata, mentre nel settore centro-occidentale il tasso &egrave; pi&ugrave; contenuto, coerente con una popolazione ormai prossima alla stabilizzazione. <br>Considerando l'intera popolazione delle regioni alpine italiane nel complesso, il tasso di crescita annuale &egrave; stimato a 1.06 (1.00 - 1.12).&nbsp;I risultati indicano una situazione di espansione rispetto al 2020-2021, con la maggior parte della popolazione concentrata tra Liguria, Piemonte e Valle d'Aosta, dove il lupo si &egrave; progressivamente esteso dalle aree montane, ormai ampiamente occupate, verso contesti collinari, di pianura e pi&ugrave; urbanizzati. Nelle regioni centro-orientali, invece, la crescita &egrave; pi&ugrave; rilevante rispetto alla precedente stima, accompagnata da un'espansione nei territori alpini e prealpini.</p>
<p><a href="https://www.parcoalpimarittime.it/news/4364/online-i-dati-di-presenza-del-lupo-nelle-regioni-alpine-italiane" target="_blank">QUI maggiori approfondimenti.</a></p>]]></description><pubDate>Thu, 08 Jan 2026 15:03:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[“Misure a sostegno degli allevatori, con contributi che coprono il 100% delle spese ammissibili”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/misure-a-sostegno-degli-allevatori-con-contributi-che-coprono-il-100-delle-spese-ammissibili_112721.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/misure-a-sostegno-degli-allevatori-con-contributi-che-coprono-il-100-delle-spese-ammissibili_112721.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112721/135430.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Migliorare la coesistenza tra agricoltura, allevamenti e fauna selvatica &egrave; l&rsquo;obiettivo del nuovo bando aperto dalla Regione Piemonte nell&rsquo;ambito dell&rsquo;intervento &ldquo;Investimenti non produttivi con finalit&agrave; ambientale&rdquo;, previsto dal Complemento di sviluppo rurale 2023-2027. La scadenza per la presentazione delle domande &egrave; fissata al 31 marzo.</p>
<p>&ldquo;<em>Parliamo di uno strumento molto atteso</em> &ndash; osserva Silvio Chionetti, vicedirettore provinciale e responsabile dei Settori Zootecnia, Tavoli tecnici e Caa di Cia Agricoltori italiani di Cuneo -<em>, che interviene su una delle criticit&agrave; pi&ugrave; sentite dalle aziende agricole e zootecniche, soprattutto nelle aree montane e collinari. La Regione mette a disposizione risorse per investimenti mirati alla convivenza con la fauna selvatica protetta, con un sostegno particolarmente rilevante: il contributo &egrave; infatti concesso al 100% delle spese ammissibili, sotto forma di contributo in conto capitale</em>&rdquo;.</p>
<p>Sono finanziabili investimenti non produttivi a chiara e diretta finalit&agrave; ambientale, realizzati su superfici a prevalente destinazione agricola, anche se non attualmente utilizzate a fini produttivi. Gli interventi non devono essere collegati al ciclo produttivo aziendale o, qualora lo siano, non devono determinare un incremento significativo del valore o della redditivit&agrave; dell&rsquo;azienda. Non sono inoltre ammessi investimenti destinati al semplice adeguamento a norme o standard ambientali gi&agrave; in uso.</p>
<p>&ldquo;<em>Tra gli interventi sostenuti </em>&ndash; spiega Chionetti - <em>rientrano, a titolo esemplificativo, le recinzioni fisse o mobili, anche elettrificate, per la protezione degli animali durante il ricovero notturno, la realizzazione di micro-unit&agrave; abitative per il personale addetto alla custodia degli animali al pascolo, l&rsquo;acquisto di cani da guardiania e l&rsquo;installazione di sistemi di dissuasione acustici o luminosi contro le intrusioni della fauna selvatica</em>&rdquo;.</p>
<p>La spesa massima ammissibile per ciascuna operazione di investimento &egrave; pari a 20.000 euro, mentre la spesa minima &egrave; fissata a 500 euro per singolo beneficiario. Ogni soggetto pu&ograve; presentare una sola domanda di aiuto. Le domande ritenute ammissibili saranno inserite in graduatoria sulla base dei criteri di selezione approvati dal Comitato di monitoraggio del CSR Piemonte 2023-2027. Gli interventi dovranno essere localizzati esclusivamente all&rsquo;interno del territorio regionale piemontese.</p>
<p>Possono accedere al bando agricoltori singoli o associati, compresi i consorzi di scopo, altri gestori del territorio pubblici o privati, anche associati, e soggetti collettivi, inclusi i beneficiari di interventi di cooperazione che comprendano al proprio interno soggetti in possesso dei requisiti richiesti.</p>
<p>&ldquo;<em>&Egrave; fondamentale</em> &ndash; conclude Chionetti &ndash; <em>verificare con attenzione, caso per caso, il rispetto delle condizioni di ammissibilit&agrave; al bando. Gli uffici di Cia Agricoltori italiani sono a disposizione degli interessati per una valutazione puntuale e per fornire assistenza nella predisposizione e presentazione delle domande, accompagnando le aziende lungo tutto l&rsquo;iter</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 30 Dec 2025 11:56:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Pioggia di medaglie nella “Granda” al Campionato Italiano di Ornitologia]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/monregalese/pioggia-di-medaglie-nella-granda-al-campionato-italiano-di-ornitologia_112521.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/monregalese/pioggia-di-medaglie-nella-granda-al-campionato-italiano-di-ornitologia_112521.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112521/135183.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Proseguono i brillanti risultati conquistati dagli allevatori dell&rsquo;Associazione Ornitologica Cuneese, gi&agrave; conseguiti alla precedente 1^ Mostra Internazionale delle Alpi Marittime, svoltasi in Farigliano, anche grazie al contributo elargito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.&nbsp;</p>
<p>Quattrodici titoli Italiani, dieci secondi posti e nove terzi posti conseguiti dagli appartenenti all&rsquo;A.O.C. al 56&deg; Campionato Italiano di Ornitologia che quest&rsquo;anno si &egrave; svolto a Parma, in Emilia.</p>
<p>Alla rinomata manifestazione erano presenti quasi 12.000 amici alati tra canarini, indigeni, esotici e pappagalli, nati in ambiente domestico e provenienti da tutt&rsquo;talia, suddivisi nelle varie razze e facenti parte delle varie categorie a concorso inglobate nelle sezioni:<br><br>- Canarini da canto (selezionati per le doti canore e gareggiano per la qualit&agrave; del canto)&nbsp;<br>- Canarini di colore (selezionati per il loro colore e disegno del piumaggio)<br>- Canarini di forma e posizione (selezionati per le loro forme e posizioni) &nbsp;<br>- Estrildidi, Fringillidi, Ibridi (raggruppa uccelli esotici e fringillidi)<br>- Ondulati (conosciuti al grande pubblico come cocorite)<br>- Psittacidi (raggruppa tutti i tipi di pappagalli)</p>
<p>Alla competizione hanno potuto prendere parte solo soggetti muniti di anello di identificazione e provenienti da allevamento in cattivit&agrave; da tantissime generazioni tanto da presentare colorazioni, forme e posizioni selezionate dall&rsquo;uomo.</p>
<p>L&rsquo;Associazione Ornitologica Cuneese &egrave; rientrata a Cuneo con ben 33 medaglie conseguite, 4 in pi&ugrave; rispetto al 2024, nelle varie categorie a concorso:<br><br>- Canarini di Colore&nbsp;<br>&bull; Castagna Osvaldo con 1 titolo Italiano,&nbsp;<br>&bull; Serran&ograve; Luca con 2 titoli Italiani<br>&bull; Stralla Fiorenzo con 1 secondo posto ed 1 terzo posto,<br>&bull; Verista Marco con 1 terzo posto</p>
<p>- Canarini di Forma e Posizione<br>&bull; Reinaudo Sergio con 2 titoli italiani, 3 secondi posti e 2 terzi posti,<br>&bull; Ventre Vito (presidente dell&rsquo;A.O.C.) con 2 titoli italiani, 1 secondo posto e 2 terzi posti,<br>&bull; Beltrando Andrea con 1 titolo italiano,<br>&bull; Fornero Franco con 3 titoli Italiani,<br>&bull; Milanesio Silvano con 1 secondo posto,</p>
<p>- Psittacidi<br>&bull; Maccario Paolo con 2 titoli italiani, 1 secondo ed 1 terzo posto,<br>&bull; Pellegrino Gianfranco con 1 secondo posto ed 1 terzo posto,<br>&bull; Marchisio Davide con 1 titolo Italiano, 2 secondi posti ed 1 terzo posto. &nbsp;</p>
<p>Grazie all&rsquo;impegno dei soci che, dopo tanti sacrifici durante l&rsquo;anno, per garantire un eccellente benessere animale che consenta ai propri beniamini di essere in forma smagliante, accompagnato da grande perizia nella loro selezione di allevamento, Cuneo ha ben figurato anche in ambito ornitologico.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Sat, 27 Dec 2025 11:27:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Il regno delle api, sentinelle della natura: dalla Regione 100.000 euro per 50 progetti nelle scuole]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/il-regno-delle-api-sentinelle-della-natura-dalla-regione-100000-euro-per-50-progetti-nelle-scuole_112252.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/il-regno-delle-api-sentinelle-della-natura-dalla-regione-100000-euro-per-50-progetti-nelle-scuole_112252.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/112252/134789.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Regione ha approvato gli esiti del bando&nbsp;"Il regno delle api, sentinelle della natura - anno scolastico 2025/2026", che, alla sua prima edizione, ha riscontrato una grande partecipazione da parte degli istituti scolastici primarie e secondarie di primo grado del territorio, con 77 istituti che hanno inoltrato domanda.</p>
<p>In base alle risorse disponibili - 100mila euro - sono stati finanziati 50 progetti con un contributo di 2.000 euro ciascuno, selezionati in ordine cronologico di arrivo dell&rsquo;istanza. Il bando, che punta a dare agli studenti l&rsquo;occasione di aumentare la propria consapevolezza sulle tematiche ambientali, &egrave; compreso nel progetto regionale 2025-2026 per l&rsquo;ampliamento dei piani dell&rsquo;offerta formativa integrativa.</p>
<p>Grazie al contributo regionale, le scuole beneficiarie potranno realizzare percorsi educativi che esplorano i temi della sostenibilit&agrave; ambientale&nbsp;a partire dallo studio del ruolo eco-sistemico e dell&rsquo;organizzazione delle api, affrontando concetti quali gli effetti del cambiamento climatico, la qualit&agrave; ambientale dei territori, la salute, il concetto di rischio.</p>
<p>Il contributo potr&agrave; essere utilizzato anche per organizzare visite alle aziende apistiche piemontesi e svolgere attivit&agrave; laboratoriali finalizzate alla realizzazione di un elaborato multimediale finale sul tema.<br><br></p>
<p><strong>Chiorino: &ldquo;Api patrimonio prezioso, la tutela dell&rsquo;apicoltura ha un grande valore ambientale, agricolo ed educativo&rdquo;</strong></p>
<p>"<em>Abbiamo scelto di inserire Il Regno delle Api all&rsquo;interno dell&rsquo;offerta formativa regionale perch&eacute; educare al rispetto dell&rsquo;ambiente significa formare cittadini consapevoli e responsabili. Le api sono sentinelle della natura, un patrimonio prezioso per il nostro territorio e per il futuro delle nuove generazioni. Questo Governo ha dimostrato con i fatti una grande attenzione verso la tutela delle api e dell&rsquo;apicoltura, riconoscendone il valore ambientale, agricolo ed educativo. Portare gli apicoltori anche a IoLavoro ha voluto dire dare dignit&agrave;, visibilit&agrave; e futuro a un settore che unisce sostenibilit&agrave;, lavoro e conoscenza. La scuola &egrave; il luogo dove questi valori possono mettere radici solide e diventare cultura, per questo motivo siamo molto soddisfatti del grande entusiasmo riscontrato tra gli studenti per questo bando"</em>&nbsp;dichiara&nbsp;Elena Chiorino, vicepresidente e assessore all&rsquo;Istruzione e Merito della Regione Piemonte.</p>
<p>Aggiunge Paolo Bongioanni, assessore all&rsquo; Agricoltura della Regione Piemonte: "<em>Ringrazio le tre associazioni apistiche del Piemonte Aspromiele, Agripiemonte Miele e Capt &ndash; Consociazione Apicoltori della Provincia di Torino, con cui ci siamo consultati e che hanno saputo coinvolgere con entusiasmo i loro associati per aprire le aziende apistiche al progetto &ldquo;Il regno delle api&rdquo;. Il settore apicolo in Piemonte conta su ben 6.903 aziende, di cui il 34,5% professionali e il 65,5% che produce per autoconsumo. La Regione sostiene il comparto api-mellifero con 2 milioni di euro per promozione, formazione, assistenza tecnica e investimenti in azienda, e con 8 milioni spalmati nei 5 anni del Csr 2023-27 per il loro ruolo a salvaguardia della biodiversit&agrave;. Mostrare in azienda ai pi&ugrave; giovani la vita e l&rsquo;allevamento delle api significa quindi coltivare la consapevolezza di quanto il settore apicolo sia fondamentale per l&rsquo;ambiente, per l&rsquo;economia rurale e per darci un prodotto eccellente e salutare come il miele piemontese, che entra di diritto tra i fiori all&rsquo;occhiello del nostro agroalimentare e della nostra cucina"</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli istituti scolastici finanziati</p>
<p>I 50 istituti finanziati sono cos&igrave; distribuiti nelle province piemontesi: 30 progetti nella citt&agrave; metropolitana di Torino, quattro progetti nell&rsquo;Alessandrino e tre nell&rsquo;Astigiano, 8 nel Cuneese, due progetti nel Vercellese, un progetto a testa nelle province di Biella, Novara e Verbano-Cusio-Ossola</p>
<p>Tra le istanze pervenute potranno essere selezionate, in base all&rsquo;ordine cronologico di arrivo&nbsp;&nbsp;e rispettando gli ambiti territoriali delle province, le scuole che potranno partecipare a eventi celebrativi in occasione della Giornata mondiale delle api&nbsp;che si celebra il 20 maggio di ogni anno, al fine di promuovere le proprie creazioni in presenza delle istituzioni e dei rappresentanti delle maggiori Associazioni apistiche piemontesi.</p>]]></description><pubDate>Wed, 17 Dec 2025 12:56:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item></channel></rss>
