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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Varie > Montagna > Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/varie/montagna/cuneo-e-valli/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/news/varie/montagna/cuneo-e-valli/rss2.0.xml?page=1rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie di Montagna a Cuneo aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Fri, 24 Jul 2026 22:27:06 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Varie > Montagna > Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/varie/montagna/cuneo-e-valli/]]></link></image><item><title><![CDATA[Gli Alpini della Taurinense si addestrano sulle Alpi francesi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/gli-alpini-della-taurinense-si-addestrano-sulle-alpi-francesi_124666.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/gli-alpini-della-taurinense-si-addestrano-sulle-alpi-francesi_124666.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124666/154317.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Un nucleo specializzato nel controllo e nel coordinamento del supporto aereo ravvicinato (Tactical Air Control Party - TACP) del 1&deg; Reggimento Artiglieria da Montagna della Brigata Alpina "Taurinense" ha partecipato all'esercitazione multinazionale "Casalps 26", che ha riunito militari di otto nazioni a Valloire, sulle Alpi francesi, per rafforzare l'integrazione tra forze terrestri, assetti aerei e sistemi a pilotaggio remoto.&nbsp;All'attivit&agrave; addestrativa, organizzata dal 93&deg; Reggimento Artiglieria da Montagna francese, hanno preso parte militari provenienti da Italia, Francia, Spagna, Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Svezia e Finlandia, impegnati in attivit&agrave; congiunte per l'integrazione delle procedure operative.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124666/small_154320.jpg" alt="Foto"></p>
<p>Nel corso delle due settimane, i partecipanti hanno operato in uno scenario complesso, in cui il supporto aereo ravvicinato (Close Air Support - CAS) &egrave; stato integrato con la manovra delle unit&agrave; alpine, il fuoco di artiglieria simulato e l'impiego di sistemi a pilotaggio remoto.&nbsp;L'esercitazione ha previsto anche l'impiego di sistemi aerei senza equipaggio (Unmanned Aircraft System - UAS), utilizzati per attivit&agrave; di osservazione, sorveglianza e acquisizione degli obiettivi. L'integrazione con gli assetti terrestri e aerei ha consentito ai partecipanti di addestrarsi nelle procedure di condivisione delle informazioni e di coordinamento tra le diverse componenti operative.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124666/small_154321.jpg" alt="Foto"></p>
<p>Le attivit&agrave; di coordinamento tra forze terrestri e velivoli hanno coinvolto aerei Mirage 2000D e Rafale dell'Aeronautica francese e sono state condotte secondo procedure NATO. Il personale abilitato al controllo terminale degli attacchi aerei (Joint Terminal Attack Controller - JTAC) e gli operatori dei nuclei per il controllo e il coordinamento del supporto aereo ravvicinato (Tactical Air Control Party - TACP) delle diverse nazioni hanno confrontato procedure, metodologie e modalit&agrave; operative durante le attivit&agrave; addestrative.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124666/small_154322.jpg" alt="Foto"></p>
<p>L'esercitazione si &egrave; conclusa con un'attivit&agrave; tattica continuativa di circa 72 ore, durante la quale i team multinazionali hanno operato a supporto delle unit&agrave; di fanteria alpina francese in uno scenario a partiti contrapposti, consentendo al Team TACP del 1&deg; Reggimento Artiglieria da Montagna di confrontare le proprie procedure operative con quelle delle altre nazioni partecipanti.</p>]]></description><pubDate>Fri, 24 Jul 2026 12:29:00 +0200</pubDate><dc:creator> </dc:creator><author><name> </name></author></item><item><title><![CDATA[La Fritillaria torna sulla sede del Parco del Marguareis]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-fritillaria-torna-sulla-sede-del-parco-del-marguareis_124621.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-fritillaria-torna-sulla-sede-del-parco-del-marguareis_124621.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124621/154248.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La sede del Parco Naturale del Marguareis a Chiusa di Pesio saluta il capriolo che ormai da anni accoglieva i visitatori per dare il benvenuto alla Fritillaria di Moggridge, nuovo simbolo del Parco.</p>
<p>La scelta della Fritillaria (Fritillaria tubiformis subsp. moggridgei), splendida pianta che era gi&agrave; stata scelta come simbolo del Parco, allora denominato Parco della Valle Pesio, al momento della sua istituzione nel 1978 - fu il primo Parco della Regione Piemonte - mette subito a fuoco la vera identit&agrave; del territorio: un hot spot europeo della biodiversit&agrave; vegetale.</p>
<p>Nei giorni scorsi, l'illustratrice Marilisa Giordano, autrice degli splendidi murales presenti a Roaschia che rappresentano personaggi, famiglie e mestieri tradizionali del paese, ha realizzato il disegno della Fritillaria sulle pareti della sede del Parco del Marguareis a Chiusa di Pesio.</p>
<p>Un omaggio alle origini del Parco e, al tempo stesso, uno sguardo al futuro: la Fritillaria di Moggridge torna a essere il simbolo che accoglie cittadini e visitatori, ricordando il valore di un territorio unico per ricchezza botanica.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Thu, 23 Jul 2026 16:34:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Alla scoperta del Geosito della Cresta Giaime]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/alla-scoperta-del-geosito-della-cresta-giaime_124540.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/alla-scoperta-del-geosito-della-cresta-giaime_124540.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124540/154119.jpg" title="Cresta Giaime" alt="Cresta Giaime" /><br /><p>Quando decidiamo di andare in montagna, quasi sempre abbiamo gi&agrave; in mente un obiettivo. Una vetta famosa, un itinerario di cui tutti parlano, una lunga traversata oppure un progetto ambizioso che sogniamo da tempo.</p>
<p>Per molti escursionisti una bella gita coincide con un itinerario lunghissimo, tanti chilometri percorsi e ore di cammino. Spesso, per&ograve;, si attraversano luoghi che offrono sempre lo stesso panorama e che, al di l&agrave; della soddisfazione di aver completato il percorso, lasciano poche emozioni. Si torna a casa stanchi, con le gambe distrutte, ma senza un ricordo davvero indelebile. &Egrave; un po' come terminare una gara di Ironman: la soddisfazione per l'impresa &egrave; enorme, ma la fatica, da sola, non basta a rendere un'esperienza straordinaria.</p>
<p>Dal mio punto di vista, una montagna merita davvero di essere salita quando riesce a lasciare un segno. Un ricordo indelebile, un'emozione forte, quella sensazione che ti resta addosso per anni. Un luogo capace di regalare fotografie spettacolari, video incredibili e, soprattutto, un'esperienza che difficilmente si dimentica.</p>
<p>Ed &egrave; proprio questo il caso del <strong>Geosito della Cresta Giaime</strong>, probabilmente uno dei luoghi geologicamente e paesaggisticamente pi&ugrave; affascinanti dell'intera valle Gesso.</p>
<h2>Descrizione dell'itinerario</h2>
<p>L'escursione parte da <strong>Entracque</strong>. In circa 45-60 minuti si raggiunge il <strong>colle della Lausa</strong>, dove &egrave; presente un quadrivio.</p>
<p>Da qui &egrave; possibile:<br>&bull;⁠ &nbsp;⁠salire in circa dieci minuti sulla vetta del <strong>Monte Lausa</strong>;&nbsp;<br>&bull;⁠ &nbsp;⁠dirigersi verso le <strong>Gorge della Reina</strong>, lo spettacolare canyon carsico;&nbsp;<br>&bull;⁠ &nbsp;⁠imboccare il sentiero per il <strong>Monte Corno</strong>.</p>
<p>Negli ultimi anni questo tratto &egrave; stato completamente sistemato. Il vecchio sentiero, che attraversava ripidi prati alpini esposti, &egrave; stato allargato mediante lavori di scavo nella roccia per consentire il passaggio in sicurezza anche delle mountain bike. Oggi il percorso risulta decisamente pi&ugrave; agevole rispetto al passato.</p>
<p>Raggiunta la sella del Monte Corno si pu&ograve; scegliere se salire alla vetta, nota anche per essere situata in prossimit&agrave; dell'epicentro del terremoto del 1960, oppure proseguire verso la Cresta Giaime.</p>
<h2>Le emozioni della cresta Giaime</h2>
<p>La prima volta che ho percorso questa cresta devo confessare di essermi spaventato. Ricordo perfettamente che in alcuni passaggi procedevo quasi a quattro zampe, cercando ogni appoggio con estrema attenzione.</p>
<p>&Egrave; una sensazione che molti escursionisti conoscono bene: il primo incontro con un sentiero impegnativo &egrave; fatto di rispetto, prudenza e anche di una sana paura. Poi succede qualcosa di curioso. Quando torni una seconda, una terza o una quarta volta, quello stesso tratto che sembrava impossibile diventa quasi naturale. Ti ritrovi a percorrerlo senza neppure renderti conto di essere arrivato nel punto che, la prima volta, ti aveva fatto fermare il cuore. &Egrave; una delle magie della montagna.</p>
<p>Per chi affronta questo itinerario per la prima volta &egrave; normale mettere in conto un certo timore. Tuttavia &egrave; importante ricordare che il percorso &egrave; inserito nella rete sentieristica ufficiale del Parco delle Alpi Marittime e viene regolarmente mantenuto.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124540/small_154123.jpg" loading="lazy"></p>
<h2>Un geosito di eccezionale interesse</h2>
<p>Dal punto di vista geologico e geomorfologico questo luogo &egrave; semplicemente straordinario. La Cresta Giaime permette infatti di camminare sopra una successione di strati rocciosi quasi perfettamente sub-orizzontali, una configurazione che, osservata sul filo di una cresta cos&igrave; stretta, suscita immediatamente una domanda:</p>
<p><strong>Come si &egrave; formata una morfologia tanto particolare?</strong></p>
<p>L'interpretazione che ritengo pi&ugrave; convincente &egrave; legata all'azione dei ghiacciai quaternari. Durante le glaciazioni entrambe le vallate erano occupate da potenti ghiacciai che hanno progressivamente scavato i versanti mediante erosione glaciale. L'azione contemporanea dei due ghiacciai ha lentamente asportato enormi quantit&agrave; di roccia dai lati della montagna, lasciando come testimone dell'antico paesaggio proprio questa stretta cresta. L'immagine che meglio descrive il fenomeno &egrave; quella del torsolo di una mela: i ghiacciai hanno "mangiato" la montagna da entrambe le parti, lasciando solamente il dorso centrale.</p>
<p>Oggi l'escursionista pu&ograve; cos&igrave; camminare sopra questo straordinario "pavimento" naturale costituito dagli antichi strati rocciosi, osservando direttamente gli effetti di milioni di anni di evoluzione geologica.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124540/small_154121.jpg" loading="lazy"></p>
<h2>Il momento migliore</h2>
<p>La Cresta Giaime pu&ograve; essere percorsa in qualsiasi momento della giornata. Il consiglio, per&ograve;, &egrave; quello di raggiungerla nel tardo pomeriggio, quando la luce calda del tramonto accende le rocce e rende ancora pi&ugrave; spettacolare il panorama. Per il rientro &egrave; sufficiente portare con s&eacute; due lampade frontali.</p>
<p>Percorrere l'ultimo tratto nel bosco, illuminati soltanto dal fascio di luce delle torce, mentre si ascoltano i rumori degli animali notturni e i raggi della luna filtrano tra gli abeti, rappresenta il modo migliore per concludere un'escursione che difficilmente si dimentica.</p>
<p>Alcune montagne si visitano si camminano. Altre, invece, lasciano davvero un graffio nel cuore.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124540/small_154122.jpg" loading="lazy"></p>
<p>Per ulteriori approfondimenti e per una migliore comprensione dell'itinerario, si pu&ograve; guardare questo&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=qRMxWAxjntw" target="_blank" rel="nofollow">video</a> su YouTube.</p>]]></description><pubDate>Thu, 23 Jul 2026 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Giovanni Bertagnin</dc:creator><author><name>Giovanni Bertagnin</name></author></item><item><title><![CDATA[Al Colle della Lombarda la storia unisce le Alpi: la Guardia alla Frontiera riprende vita]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/al-colle-della-lombarda-la-storia-unisce-le-alpi-la-guardia-alla-frontiera-riprende-vita_124534.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/al-colle-della-lombarda-la-storia-unisce-le-alpi-la-guardia-alla-frontiera-riprende-vita_124534.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124534/154108.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">A oltre duemilatrecento metri di quota, lungo la dorsale alpina che separa la Valle Stura dalla Valle della Tin&eacute;e, i vecchi confini difensivi si trasformano oggi in uno spazio di memoria condivisa e incontro culturale. In occasione delle recenti giornate dedicate al patrimonio alpino presso il Passo della Lombarda, i visitatori hanno potuto assistere a una suggestiva rievocazione storica curata dagli esperti dell'Associazione Studio Fortificazioni Alpi Occidentali -APS, realt&agrave; con sede a Peveragno nel cuneese.<br>&nbsp;<br>I rievocatori e gli studiosi dell'associazione peveragnese domenica 19 luglio 2026 hanno allestito un autentico campo storico tendato della Guardia alla Frontiera, il corpo speciale del Regio Esercito Italiano che tra le due guerre mondiali fu incaricato di presidiare le opere difensive del Vallo Alpino. Attraverso la ricostruzione filologica delle tende, delle uniformi d'epoca, delle dotazioni logistiche originali, l'iniziativa ha offerto al pubblico un racconto immersivo ed emozionante sulla vita quotidiana dei soldati che prestavano servizio su queste vette impervie.&nbsp;"Le fortificazioni d'alta quota, un tempo simboli di separazione e scontro, diventano oggi straordinari ponti di cultura, memoria ed escursionismo comune".<br><br></p>
<h2 style="text-align: justify;">Una Sinergia Transfrontaliera per la Valorizzazione del Territorio</h2>
<p style="text-align: justify;">L'allestimento del campo storico si inserisce nell'ambito di Cognitio Fort, un articolato progetto di cooperazione transfrontaliera sostenuto dal programma europeo Interreg ALCOTRA che vede come capofila il Dipartimento Alpi Marittime e come partner il Parco del Mercantour, l&rsquo;Unione Montana Valle Stura e l&rsquo;Ente Aree Protette Alpi Marittime. Il progetto nasce con l'intento di catalogare, studiare, valorizzare e restituire alle comunit&agrave; e ai turisti lo straordinario patrimonio di fortezze, caserme, opere e strade militari che segnano la fascia di confine tra Italia e Francia.&nbsp;<br><br>La riuscita dell'evento e il successo delle attivit&agrave; sul campo testimoniano l'efficacia di una rete di collaborazione che vede operare in costante sinergia diversi attori italiani e francesi. Sul versante cuneese, l'iniziativa si avvale del fondamentale coordinamento dell'Unione Montana Valle Stura, ente di riferimento per la gestione e la promozione del sistema fortificato valligiano, e dell&rsquo;Ente Aree Protette Alpi Marittime, da sempre impegnato nell'integrazione tra la salvaguardia del paesaggio naturalistico e la tutela delle testimonianze storico-antropiche d'altitudine.&nbsp;<br><br>Sul versante transalpino, l'evento ha visto il lavoro del Parco del Mercantour &ndash; capofila dell&rsquo;organizzazione dell&rsquo;evento - e del Dipartimento Alpi Marittime, con il contributo determinante del Comune di Isola e della stazione turistica di Isola 2000. L'azione congiunta di queste realt&agrave; dimostra come l'unione tra ricerca storica, enti locali e tutela ambientale possa trasformare le antiche strutture difensive in un unico grande distretto culturale, capace di attrarre appassionati, escursionisti e famiglie lungo gli itinerari storici d'alta quota.</p>]]></description><pubDate>Wed, 22 Jul 2026 10:24:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Castagneti, il Piemonte punta sulla gestione associata per valorizzare il patrimonio montano]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/castagneti-il-piemonte-punta-sulla-gestione-associata-per-valorizzare-il-patrimonio-montano_124468.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/castagneti-il-piemonte-punta-sulla-gestione-associata-per-valorizzare-il-patrimonio-montano_124468.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124468/154008.jpg" title="" alt="" /><br /><div style="text-align: justify;">Superare la frammentazione dei castagneti piemontesi per poter favorire una gestione condivisa del territorio. &Egrave; questa la principale novit&agrave; del nuovo bando approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell&rsquo;assessore alla Montagna e Foreste Marco Gallo, che mette a disposizione pi&ugrave; di 1.600.000 euro per sostenere progetti innovativi di miglioramento e recupero dei castagneti da frutto tradizionali.&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">L&rsquo;elemento qualificante dell&rsquo;intervento &egrave; la&nbsp;gestione associata: gli interventi dovranno essere realizzati coinvolgendo pi&ugrave; propriet&agrave;, trasformando una delle principali criticit&agrave; della castanicoltura piemontese in un&rsquo;opportunit&agrave; di sviluppo, valorizzazione e cura del territorio montano.&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">Il provvedimento si inserisce nell&rsquo;ambito del Complemento regionale per lo Sviluppo Rurale 2023-2027 e punta a sostenere un modello innovativo di gestione del patrimonio castanicolo, capace di coniugare tutela del paesaggio, rilancio produttivo e collaborazione tra proprietari. La gestione associata viene infatti riconosciuta come uno strumento per superare la storica frammentazione fondiaria che caratterizza molte aree castanicole piemontesi, favorendo interventi pi&ugrave; efficaci e una valorizzazione complessiva del territorio.&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">&ldquo;I castagneti da frutto rappresentano un patrimonio ambientale, paesaggistico ed economico che racconta la storia delle nostre montagne. Con questo bando scegliamo di investire non solo nel loro recupero, ma anche in un nuovo modo di lavorare insieme. La gestione associata permette di superare la frammentazione fondiaria, rendere gli interventi pi&ugrave; efficaci e creare le condizioni perch&eacute; la castanicoltura possa tornare a essere una leva di sviluppo per le comunit&agrave; montane. &Egrave; un investimento che valorizza il territorio, rafforza la cooperazione tra proprietari e guarda al futuro delle nostre vallate&rdquo; sottolinea l&rsquo;assessore alle Foreste Marco Gallo.</div>
<div style="text-align: justify;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">Il bando prevede contributi fino al 100% delle spese ammissibili, con investimenti compresi tra 20.000 e 200.000 euro per progetto. Saranno sostenute iniziative che uniscono innovazione organizzativa e recupero dei castagneti tradizionali, premiando le forme stabili di collaborazione e il coinvolgimento del maggior numero possibile di proprietari, anche valorizzando le esperienze condotte dal Centro Regionale di Castanicoltura di Chiusa di Pesio.</div>
<div style="text-align: justify;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">Tra le novit&agrave; previste vi &egrave; anche la possibilit&agrave; di finanziare il&nbsp;ripristino colturale&nbsp;di castagneti da frutto abbandonati, anche&nbsp;attraverso nuovi impianti e innesti. Per favorire il recupero di questo patrimonio sar&agrave; possibile finanziare, nell&rsquo;ambito del bando, interventi anche su superfici inferiori alla soglia minima ordinariamente prevista, purch&eacute; inseriti in progetti condivisi di gestione associata.&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">Le risorse disponibili derivano dai minori utilizzi registrati sul precedente intervento SRG08 che vengono ora reinvestite per rafforzare un comparto che svolge un ruolo strategico nella manutenzione del territorio, nella conservazione della biodiversit&agrave;, nella prevenzione del dissesto idrogeologico e nella valorizzazione delle filiere forestali piemontesi.&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">Con questo provvedimento la Regione Piemonte conferma il proprio impegno a sostenere uno sviluppo della montagna fondato sulla gestione attiva del territorio, sull&rsquo;innovazione e sulla collaborazione tra i diversi soggetti locali, promuovendo una castanicoltura pi&ugrave; organizzata, resiliente e capace di generare valore per l&rsquo;ambiente e per le comunit&agrave;.&nbsp;</div>]]></description><pubDate>Tue, 21 Jul 2026 12:34:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[RivierALP guarda al futuro: a Cuneo il Comitato di Pilotaggio rilancia la cooperazione Alpi e Mediterraneo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/rivieralp-guarda-al-futuro-a-cuneo-il-comitato-di-pilotaggio-rilancia-la-cooperazione-alpi-e-mediterraneo_124459.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/rivieralp-guarda-al-futuro-a-cuneo-il-comitato-di-pilotaggio-rilancia-la-cooperazione-alpi-e-mediterraneo_124459.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124459/153985.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Si &egrave; svolto oggi, presso la sede di Conitours a Cuneo, il sesto Comitato di Pilotaggio (COPIL) del progetto europeo Interreg ALCOTRA RivierALP, che ha riunito i partner italiani e francesi per fare il punto sullo stato di avanzamento delle attivit&agrave; e definire le azioni che accompagneranno il progetto fino alla sua conclusione.</p>
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;incontro ha rappresentato un importante momento di confronto operativo, durante il quale sono stati analizzati l&rsquo;avanzamento delle attivit&agrave;, dei prodotti realizzati, della spesa e dei target raggiunti, ma soprattutto &egrave; stata condivisa una visione comune sul futuro della rete RivierALP e sulla necessit&agrave; di garantirne la continuit&agrave; anche oltre la conclusione del progetto europeo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto RivierALP rappresenta una delle pi&ugrave; significative iniziative di cooperazione transfrontaliera dedicate al turismo lento tra Italia e Francia. Attraverso il Cammino RivierALP e le Ciclovie RivierALP, il progetto mette in rete Limone Piemonte e le valli Vermenagna, Pesio, Gesso, Ellero e Tanaro con Mentone, Sanremo e Imperia, creando una destinazione unica che unisce il patrimonio naturalistico delle Alpi Marittime con quello della Riviera ligure e della Costa Azzurra.</p>
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;obiettivo non &egrave; soltanto quello di promuovere nuovi itinerari escursionistici e cicloturistici, ma di costruire un sistema turistico integrato, capace di mettere in relazione territori, comunit&agrave;, operatori economici e istituzioni attraverso una strategia condivisa di valorizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie a RivierALP stanno infatti prendendo forma nuovi strumenti di promozione, servizi dedicati ai visitatori, una rete di imprese aderenti al Club di Prodotto RivierALP Outdoor, materiali informativi multilingue, attivit&agrave; di promozione internazionale e iniziative finalizzate a rendere il comprensorio sempre pi&ugrave; attrattivo per gli amanti del turismo outdoor.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le principali novit&agrave; illustrate nel corso del COPIL vi &egrave; l&rsquo;imminente distribuzione dei Passaporti del Cammino RivierALP, disponibili a partire dal mese di agosto presso gli uffici turistici e i punti informativi indicati sul portale www.rivieralp.eu, oltre che presso le strutture aderenti al progetto. Il passaporto accompagner&agrave; i camminatori lungo tutto il percorso consentendo di raccogliere le credenziali nelle diverse tappe. <br><br>Al termine del cammino, coloro che avranno completato l&rsquo;itinerario riceveranno in omaggio il Cestino del Viaggiatore, che potr&agrave; essere ritirato presso gli uffici di Mentone, Sanremo e Imperia, quale simbolo dell&rsquo;esperienza vissuta e strumento di valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche e produttive del territorio. Uno dei risultati pi&ugrave; importanti dell&rsquo;incontro riguarda per&ograve; il futuro della rete RivierALP.</p>
<p style="text-align: justify;">I partner hanno infatti condiviso la volont&agrave; di proseguire il percorso di collaborazione anche dopo la conclusione del progetto attraverso la costituzione di un Comitato di Coordinamento, composto dai rappresentanti dei partner e degli enti di promozione turistica dei territori coinvolti. Il nuovo organismo avr&agrave; il compito di garantire una gestione condivisa del Cammino e delle Ciclovie RivierALP, coordinare le attivit&agrave; di promozione e sviluppo, favorire la nascita di nuove progettualit&agrave; comuni e consolidare nel tempo la cooperazione transfrontaliera costruita grazie al programma Interreg. <br><br>Una scelta che testimonia la volont&agrave; di trasformare RivierALP da progetto europeo a modello stabile di collaborazione tra istituzioni e territori, affinch&eacute; il lavoro svolto in questi anni continui a produrre benefici concreti per le comunit&agrave; locali, gli operatori turistici e i visitatori.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 21 Jul 2026 10:51:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA["La progressiva riduzione dei servizi sanitari rende sempre più difficile vivere nelle valli"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-progressiva-riduzione-dei-servizi-sanitari-rende-sempre-piu-difficile-vivere-nelle-valli_124414.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-progressiva-riduzione-dei-servizi-sanitari-rende-sempre-piu-difficile-vivere-nelle-valli_124414.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124414/153929.jpg" title="" alt="" /><br /><p>"La vicenda della cessazione dell&rsquo;attivit&agrave; di due pediatre nel Distretto Sud Ovest dell&rsquo;ASL CN1 e della loro sostituzione soltanto a partire, presumibilmente, dal mese di ottobre &egrave; l&rsquo;ennesimo segnale del progressivo impoverimento della sanit&agrave; territoriale nelle aree interne del Piemonte. A pagare il prezzo di questa situazione sono ancora una volta le famiglie, costrette a fare i conti con una crescente incertezza nell&rsquo;accesso a un servizio fondamentale".</p>
<p>Lo dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Calderoni, commentando la riorganizzazione annunciata dall&rsquo;ASL CN1.</p>
<p>"Va riconosciuto lo sforzo dell&rsquo;ASL e dei professionisti che hanno dato la disponibilit&agrave; a garantire la continuit&agrave; assistenziale in una fase di emergenza. Il problema, per&ograve;, non &egrave; l&rsquo;impegno degli operatori, ma una politica sanitaria regionale che da anni rincorre le emergenze invece di prevenirle".</p>
<p>"Colpisce inoltre il tono di alcuni comunicati diffusi in questi giorni, che presentano come una novit&agrave; positiva quella che, nella realt&agrave;, &egrave; una gestione obbligata di una grave carenza di pediatri. Un pediatra annunciato ad ottobre in sostituzione due che cessano l&rsquo;attivit&agrave; adesso, non &egrave; un successo. Le famiglie non vedono un potenziamento del servizio: vedono medici che se ne vanno, ambulatori che vengono accorpati e distanze che aumentano".</p>
<p>Per Calderoni la questione supera il singolo episodio: "La progressiva riduzione dei servizi sanitari &egrave; uno dei principali fattori che rendono sempre pi&ugrave; difficile vivere nelle valli, nelle aree montane e nei territori rurali della Granda e del Piemonte. Se una famiglia sa che sar&agrave; pi&ugrave; complicato trovare un pediatra, un medico di medicina generale o accedere ai servizi territoriali, sar&agrave; inevitabilmente meno incentivata a scegliere questi territori per vivere e lavorare. Lo spopolamento non si combatte con gli slogan, ma garantendo servizi pubblici di qualit&agrave;".</p>
<p>"La Giunta Cirio continua a parlare di valorizzazione delle aree interne, ma la realt&agrave; racconta altro, ma senza un piano per rendere attrattiva la medicina e la pediatria territoriale nelle zone periferiche, senza incentivi adeguati e una programmazione capace di anticipare pensionamenti e trasferimenti, continueremo a rincorrere le emergenze, scaricandone i costi sulle famiglie. La sanit&agrave; pubblica &egrave; il primo presidio di cittadinanza. Quando arretra nelle valli e nelle campagne, arretra anche la possibilit&agrave; di continuare a viverci".</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 15:57:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA["Ai confini dell'oblio": a Vernante una mostra sui forti delle Alpi Marittime]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/ai-confini-dell-oblio-a-vernante-una-mostra-sui-forti-delle-alpi-marittime_124409.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/ai-confini-dell-oblio-a-vernante-una-mostra-sui-forti-delle-alpi-marittime_124409.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124409/153923.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Da sabato 25 luglio a domenica 13 settembre il Centro visita dei Parchi delle Alpi Marittime a Vernante ospita la mostra "Ai confini dell'oblio. I forti delle Alpi Marittime", restituzione artistica della ricerca sul patrimonio fortificato italo-francese curata dal fotografo d'autore Michel Eisenlohr.</p>
<p>Un viaggio tra storia, architettura e paesaggio che, in 40 pannelli espositivi, invita cittadini e visitatori alla scoperta di un patrimonio spesso invisibile: dalle roccaforti storiche alle cittadelle del XVI secolo, fino ai sistemi della Linea Maginot e del Vallo Alpino, i versanti alpini conservano segni indelebili di una frontiera contesa, costellata di opere difensive uniche ma che al contempo l'abbandono e l'usura del tempo rischiano di condannare all'oblio.</p>
<p>Il lavoro di Eisenlohr &egrave; una delle azioni di COGNITIO-FORT, il progetto finanziato dal programma Interreg ALCOTRA Francia-Italia 2021-2027 dedicato alla valorizzazione e alla conoscenza delle fortificazioni alpine franco-italiane: l'arte come strumento per trasformare questa eredit&agrave; frammentata in una risorsa condivisa e metterla in rete, con l'obiettivo non solo di conservare le "pietre" ma costruire un'offerta culturale capace di unire i territori.</p>
<p>La mostra "Ai confini dell'oblio. I forti delle Alpi Marittime" fa infatti da specchio alla gi&agrave; esistente esposizione "Aux Confins de l'oubli. Les forts des Alpes-Maritimes" che valorizza il patrimonio fortificato transfrontaliero nell'area del nizzardo, curata dallo stesso Michel Eisenlohr per conto del Dipartimento Alpi Marittime.</p>
<h2><br>Uno sguardo sull'autore</h2>
<p>Fotografo francese attivo da oltre venticinque anni, Michel Eisenlohr ha attraversato il territorio alpino in ogni stagione interrogando le vestigia delle fortificazioni di confine. Il suo sguardo trascende il dato tecnico per cercare l&rsquo;invisibile: feritoie che scrutano il vuoto, gallerie inghiottite dal buio, architetture sospese nel silenzio. Le immagini evocano la presenza umana che ha abitato questi luoghi, raccontando non solo l&rsquo;ingegno tecnico, ma anche la solitudine e l&rsquo;attesa di chi ha presidiato i confini. Le fotografie diventano cos&igrave; ponti tra passato e presente e invitano a rileggere il paesaggio alpino come spazio di incontro e riflessione.</p>
<p>La carriera dell&rsquo;autore &egrave; scandita da importanti esposizioni in gallerie e istituzioni di Bruxelles, Hong Kong e Parigi, oltre che in luoghi di grande valore storico come la Vieille Charit&eacute; a Marsiglia, la Fortezza di Salses, l&rsquo;Abbazia di Thoronet e la Cittadella di Mont-Dauphin.</p>
<p>Il suo lavoro &egrave; pubblicato da case editrici come Actes Sud, Honor&eacute; Clair e Arnaud Bizalion, tra cui il volume Forts des confins (2019) dedicato alla ricerca sulle fortificazioni alpine.</p>
<h2><br>Informazioni</h2>
<p>Quando: da sabato 25 luglio a domenica 13 settembre.<br>Dove: Centro visita dei parchi delle Alpi Marittime, Strada Statale 20 n. 12, Vernante.<br>Orari:&nbsp;luned&igrave;, marted&igrave;, gioved&igrave;: 9.30-12 e 15-17;&nbsp;dal venerd&igrave; alla domenica e festivi: 9.30-12 e 15-18;&nbsp;mercoled&igrave;: chiuso.<br>Contatti: 0171 920 550 (Centro visita) | 0171 976 800 (Aree Protette Alpi Marittime) | info@areeprotettealpimarittime.it<br>Ingresso libero.</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 15:21:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Interventi su sentieri e ferrate del Marguareis]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/interventi-su-sentieri-e-ferrate-del-marguareis_124378.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/interventi-su-sentieri-e-ferrate-del-marguareis_124378.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124378/153875.jpg" title="foto S. Rossi - Parco Alpi Marittime" alt="foto S. Rossi - Parco Alpi Marittime" /><br /><p>Ottime notizie per gli escursionisti e gli amanti delle due ruote che frequentano il Massiccio del Marguareis, poich&eacute; nelle ultime settimane una serie di importanti interventi di manutenzione e messa in sicurezza ha interessato alcuni dei tracciati pi&ugrave; frequentati della zona, garantendo una fruibilit&agrave; migliore e pi&ugrave; sicura per la stagione estiva. Un risultato, non definitivo perch&eacute; le attivit&agrave; vanno avanti, frutto della collaborazione di Parco, CAI e operai forestali della Regione Piemonte.</p>
<p>La sezione del CAI di Mondov&igrave; ha promosso e interamente finanziato un delicato intervento di miglioramento sul celebre Sentiero attrezzato "Sordella", situato nel suggestivo Canale dei Torinesi, che rappresenta una via d'accesso diretta alla Cima del Marguareis dal versante settentrionale. I lavori hanno previsto il riposizionamento e l'adattamento di alcuni tratti di cavo fisso in acciaio, ottimizzando i passaggi per rendere la salita pi&ugrave; sicura, con un'opera che &egrave; stata realizzata a titolo completamente volontario dalla Guida Alpina Sergio Rossi e dalla volontaria del Soccorso Alpino Barbara Giglio.</p>
<p>A questo proposito, il presidente del CAI Mondov&igrave; Pietro Manassero ha sottolineato con orgoglio il costante impegno della sezione nella cura del territorio, ricordando come il Sentiero Sordella sia un percorso straordinario che permette di godere appieno della bellezza selvaggia e maestosa del Massiccio del Marguareis.</p>
<p>Parallelamente, altre attivit&agrave; hanno interessato la Ciclovia del Duca, strategica bretella di collegamento tra la Valle Pesio e l'Alta Via del Sale, amatissima sia dai biker che dagli escursionisti impegnati nel Giro del Marguareis. La mulattiera &egrave; stata rimessa a nuovo grazie all'annuale intervento di manutenzione eseguito dalla squadra monregalese degli operai forestali dell'Assessorato alla Montagna della Regione Piemonte, coordinata sul campo dal caposquadra Aurelio Faggio con la direzione dei lavori di Cristina Tivano.</p>
<p>Nello stesso periodo, inoltre, il personale del Parco si &egrave; attivato per garantire la migliore percorribilit&agrave; di altri percorsi importanti e tra questi quello per il Passo del Baban, il Passo di Sestrera, il giro delle cascate del Saut. Proprio in questi giorni, inoltre, si sono svolti i lavori di rifacimento della passerella che unisce il Vallone delle Canavere al Pian delle Gorre. Il passaggio &egrave; stato riaperto agli escursionisti venerd&igrave; 17 luglio.</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 10:04:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Elva ricorda Ines Cavalcanti: "Il suo esempio resterà vivo"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/elva-ricorda-ines-cavalcanti-il-suo-esempio-restera-vivo_124363.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/elva-ricorda-ines-cavalcanti-il-suo-esempio-restera-vivo_124363.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124363/153857.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Comune di Elva esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Ines Cavalcanti, fondatrice di Chambra d'&Ograve;c e tra le figure pi&ugrave; autorevoli nella tutela, nello studio e nella valorizzazione della lingua e della cultura occitana.</p>
<p>Nata a Elva, Ines Cavalcanti ha mantenuto per tutta la vita un legame profondo con il suo paese d'origine, trasformando le radici coltivate tra le montagne della Valle Maira in un percorso culturale di respiro internazionale. Attraverso Chambra d'&Ograve;c, il suo instancabile lavoro di ricerca e promozione culturale e la direzione artistica del Premio Ostana, Ines Cavalcanti ha dato un contributo fondamentale alla rinascita della lingua e della cultura occitana, rafforzando la consapevolezza e l'identit&agrave; delle comunit&agrave; che da secoli le custodiscono.</p>
<p>La sua opera ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale per la riscoperta dell'identit&agrave; delle valli occitane, favorendo il dialogo tra culture, la valorizzazione delle lingue madri e la trasmissione di un patrimonio che appartiene non solo ai territori alpini, ma all'intero panorama culturale europeo.</p>
<p>Claudio Arneodo, Sindaco di Elva, la ricorda con queste parole: &ldquo;Con Ines Cavalcanti scompare una donna che ha saputo trasformare l'amore per la propria terra in un progetto culturale capace di superare i confini della Valle Maira e di parlare al mondo. Il suo esempio rester&agrave; vivo e continuer&agrave; a ispirare le nuove generazioni".</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 09:02:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[A dieci anni sul Monviso: il sogno di Leonardo diventa realtà]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/saluzzese/a-dieci-anni-sul-monviso-il-sogno-di-leonardo-diventa-realta_124153.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/saluzzese/a-dieci-anni-sul-monviso-il-sogno-di-leonardo-diventa-realta_124153.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124153/153458.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Ci sono imprese che nascono da un'idea degli adulti e altre che prendono forma da un sogno custodito nel cuore di un bambino. Quella di Leonardo Calandri appartiene senza dubbio alla seconda categoria.</p>
<p>Domenica 12 luglio il piccolo di Caselle Torinese, che ha compiuto dieci anni lo scorso marzo, ha raggiunto la vetta del Monviso, coronando un desiderio che coltivava da mesi. Ad accompagnarlo in questa straordinaria avventura sono stati la mamma Anastasia Polishchuk e la guida alpina Sandro Paschetto, profondo conoscitore del "Re di Pietra", alla sua 202&ordf; salita.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124153/small_153462.jpg" alt="Leonardo, a 10 anni sul Monviso" loading="lazy"></p>
<p>Ma dietro quella fotografia con la croce di vetta alle spalle non c'&egrave; stata alcuna improvvisazione. C'&egrave; un progetto costruito con pazienza, allenamento e tanta consapevolezza.</p>
<p>"&Egrave; stata una vera e propria avventura, un desiderio che si &egrave; avverato, nato proprio da Leonardo e non da noi genitori", racconta la mamma. "Io, ad esempio, quest'anno non avevo intenzione di salire sul Monviso, ma lui ci teneva tantissimo e allora ho fatto di tutto per realizzare il suo sogno. Per farlo, per&ograve;, sapevo che servivano preparazione, la guida giusta, molto allenamento e che nulla poteva essere lasciato al caso".</p>
<p>La scelta della guida &egrave; stata naturale. "Con Sandro Paschetto avevamo gi&agrave; fatto il Monviso due volte insieme a mio marito. &Egrave; una persona altamente qualificata di cui mi fido completamente. Conosceva gi&agrave; la nostra famiglia e sapeva che, se gli chiedevo di accompagnare mio figlio in vetta, non si trattava di un capriccio o di un'idea improvvisata, ma del risultato di una preparazione seria".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124153/small_153463.jpg" alt="La salita verso il Monviso" loading="lazy"></p>
<h2>La preparazione sui sentieri della valle Po</h2>
<p>La preparazione &egrave; iniziata subito dopo la fine della scuola. La famiglia si &egrave; spostata nella casa dei nonni a Crissolo, dove ogni estate trascorre circa un mese, trasformando la valle Po in una vera palestra a cielo aperto.</p>
<p>"In poco meno di un mese abbiamo percorso circa 60 chilometri sui sentieri della valle. Oltre alle passeggiate fatte tutti insieme, anche con il pap&agrave; Cristian e il fratellino Denis, io e Leonardo abbiamo affrontato escursioni sempre pi&ugrave; impegnative proprio in vista del Monviso".</p>
<p>Tra gli itinerari affrontati figurano il Monte Tivoli, il Giro dei Laghi, il Buco di Viso, il Colle delle Traversette, il Rifugio Quintino Sella e una lunga escursione da Pian del Re al Mozzo con il ritorno a piedi fino a Crissolo, completando cos&igrave; 9 ore di cammino.</p>
<p>"Con lui siamo sempre stati chiari: doveva prepararsi esattamente come aveva sempre visto fare a noi. Alzarsi presto al mattino, portare da solo il proprio zaino con tutto il necessario e prestare la massima attenzione a ogni passo".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124153/small_153464.jpg" alt="Leonardo, a 10 anni sul Monviso" loading="lazy"></p>
<h2>"Quando si mette in testa una cosa, fa di tutto per raggiungerla"</h2>
<p>Secondo la mamma, la salita al Monviso &egrave; stata soltanto l'ultima dimostrazione del carattere del figlio: "Conosco Leonardo, quando si mette in testa qualcosa fa di tutto per realizzarla, accettando anche sacrifici e tanta preparazione".</p>
<p>Una determinazione che emerge anche nella vita di tutti i giorni: "&Egrave; sempre stato un bambino con grandi obiettivi. Un giorno ha percorso con il pap&agrave; un'escursione in bicicletta di 80 chilometri con circa 600 metri di dislivello e, una volta arrivato a casa, si &egrave; messo a giocare a basket come se nulla fosse. Anche da piccolissimo anticipava sempre i tempi: gattonava gi&agrave; a sei mesi e camminava a dieci".</p>
<p>Sportivo fin da piccolo, Leonardo pratica sci dall'et&agrave; di tre anni e quest'inverno, durante una settimana bianca in Val di Fassa, ha anche vinto la gara finale del corso di sci.<br><br></p>
<h2>La salita verso il "Re di Pietra"</h2>
<p>L'avventura &egrave; iniziata sabato 11 luglio con la salita da Pian del Re al Rifugio Quintino Sella: 7,5 chilometri percorsi in poco pi&ugrave; di due ore.<br>Dopo la cena e il pernottamento, la sveglia &egrave; suonata alle quattro del mattino. Colazione, ultimi controlli all'attrezzatura e, alle cinque in punto, la partenza verso i 3.841 metri del Monviso.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124153/small_153465.jpg" alt="Leonardo, a 10 anni sul Monviso" loading="lazy"></p>
<p>Casco, torcia frontale, imbracatura, guanti, scarponi, acqua, viveri, k-way e tutto il materiale necessario nello zaino, che Leonardo ha portato autonomamente per tutta la salita. Le corde erano invece affidate alla guida.</p>
<p>"Non avrei mai messo in pericolo mio figlio", sottolinea Anastasia rispondendo anche a chi potrebbe sollevare dubbi sulla sicurezza dell'impresa. "Leonardo &egrave; sempre stato tra me e la guida, completamente assicurato anche nell'eventualit&agrave; di una scivolata, che comunque non c'&egrave; mai stata. Sandro gli spiegava continuamente dove mettere i piedi e perch&eacute; scegliere un appoggio piuttosto che un altro. Lui seguiva ogni indicazione alla lettera".</p>
<p>La salita &egrave; stata resa ancora pi&ugrave; suggestiva dalla neve fresca caduta durante il temporale del giorno precedente.<br><br></p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124153/small_153466.jpg" alt="Leonardo, a 10 anni sul Monviso" loading="lazy"></p>
<h2>"Si &egrave; trasformato"</h2>
<p>Con il passare delle ore la mamma ha visto emergere un lato nuovo del figlio: "Mi ha stupito, come se si fosse trasformato. Non sembrava pi&ugrave; un bambino, ha dimostrato una seriet&agrave; e una concentrazione incredibili".</p>
<p>Durante tutta l'ascesa non ci sono mai stati momenti di crisi: "Non si &egrave; mai lamentato, non ha mai detto di essere stanco e si fermava solo durante le pause previste. Ogni tanto chiedeva: 'Quanto manca alla croce?', con quella curiosit&agrave; tipica dei bambini, ma senza mai accusare la fatica".</p>
<p>Anche gli altri alpinisti sono rimasti sorpresi: "Quando mancavano circa cinquanta metri alla vetta, chi stava gi&agrave; scendendo si fermava a guardarlo incredulo e gli faceva i complimenti. Mancava pochissimo alla cima e lui non aveva nemmeno il fiatone".<br><br></p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124153/small_153467.jpg" alt="Leonardo, a 10 anni sul Monviso" loading="lazy"></p>
<h2>L'emozione della vetta</h2>
<p>Dopo 5 ore e 20 minuti di salita, alle 10.20, Leonardo ha raggiunto la croce del Monviso.&nbsp;"Una cosa &egrave; credere in lui, un'altra &egrave; vederlo avvicinarsi davvero alla croce del Monviso. In quel momento mi &egrave; scesa una lacrima".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124153/small_153468.jpg" alt="Leonardo, a 10 anni sul Monviso" loading="lazy"></p>
<p>L'emozione ha lasciato senza parole anche il piccolo alpinista: "Si guardava attorno incredulo, quasi in silenzio, come se non riuscisse a capire bene cosa stesse succedendo. Allora gli ho detto con la voce che tremava: 'Leo, sei sul Monviso!'. Lui mi ha guardata, &egrave; rimasto ancora un attimo immobile, poi mi ha abbracciata forte e mi ha risposto: 'Non ci credo ancora!'".</p>
<p>Dalla vetta sono anche riusciti a effettuare una brevissima videochiamata con il pap&agrave; Cristian e il fratellino Denis, rimasti a valle: "Appena ci hanno visto con la croce alle spalle hanno iniziato a festeggiare, &egrave; stato un momento davvero emozionante".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124153/small_153469.jpg" alt="Leonardo, a 10 anni sul Monviso" loading="lazy"></p>
<h2><br>Il ritorno fino a Pian del Re</h2>
<p>Anche il personale del Rifugio Quintino Sella ha voluto celebrare la piccola impresa.&nbsp;Conoscendo bene la guida Sandro Paschetto, i gestori avevano seguito con interesse la salita e, al ritorno, hanno accolto Leonardo con entusiasmo, regalandogli la maglietta del rifugio come ricordo della giornata: "Ci hanno detto che se l'era meritata".</p>
<p>Al ritorno mamma e figlio avrebbero potuto fermarsi nuovamente al rifugio e completare la discesa l&rsquo;indomani, ma Leonardo era &ldquo;sopraffatto dalle emozioni e ancora pieno di energie&rdquo;, racconta la mamma. "Gli ho chiesto se se la sentisse di continuare fino a Pian del Re, dove lo aspettavano il pap&agrave; e il fratellino: non ha avuto il minimo dubbio".</p>
<p>Anzi, &egrave; stato lui a mantenere il passo pi&ugrave; sostenuto. "Era davanti a me e continuava a camminare. Pi&ugrave; volte gli dicevo di andare con calma perch&eacute; non avevamo nessun tempo da rispettare, a un certo punto si &egrave; girato e mi ha risposto: 'Mamma, se vado troppo forte per te dimmelo, perch&eacute; questo &egrave; il mio passo'".</p>
<p>L'intera escursione &egrave; durata circa dodici ore: 10 ore e 20 minuti dal Rifugio Quintino Sella alla vetta e ritorno, a cui si sono aggiunte le circa due ore necessarie per rientrare fino a Pian del Re.&nbsp;Ad attenderlo c'erano il pap&agrave; Cristian e il fratellino Denis, pronti a festeggiare il traguardo raggiunto.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124153/small_153470.jpg" alt="Leonardo, a 10 anni sul Monviso" loading="lazy"><br><br>Il prossimo obiettivo? Un quattromila</h2>
<p>L'esperienza ha lasciato il segno in tutta la famiglia: "Denis guarda Leonardo con grande ammirazione, mi ha gi&agrave; chiesto quando porter&ograve; anche lui sul Monviso e se potr&agrave; farlo quando compir&agrave; dieci anni".</p>
<p>E Leonardo pensa gi&agrave; al futuro: "Si dice che l'appetito vien mangiando ed &egrave; proprio cos&igrave;. Appena scesi ha chiesto subito alla guida: 'C'&egrave; un quattromila che posso fare?'. Adesso il suo prossimo sogno ha gi&agrave; un nome: il Monte Rosa".</p>
<p>Per mamma Anastasia, per&ograve;, il significato di questa giornata va oltre qualsiasi primato: "Non volevamo stabilire un record, ma realizzare il sogno di un bambino. Leonardo ha dimostrato che con preparazione, prudenza, allenamento e il supporto di professionisti esperti, anche un bambino fortemente determinato pu&ograve; raggiungere un traguardo straordinario. Il Monviso ci ha regalato un'emozione che porteremo nel cuore per tutta la vita".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124153/small_153471.jpg" alt="Leonardo, a 10 anni sul Monviso" loading="lazy"></p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124153/small_153472.jpg" alt="Leonardo, a 10 anni sul Monviso" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Wed, 15 Jul 2026 16:59:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Esercitazione congiunta tra Cnsas e Soccorso Alpino della Finanza sulla ferrata dei Funs]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/esercitazione-congiunta-tra-cnsas-e-soccorso-alpino-della-finanza-sulla-ferrata-dei-funs_124123.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/esercitazione-congiunta-tra-cnsas-e-soccorso-alpino-della-finanza-sulla-ferrata-dei-funs_124123.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124123/153412.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Proseguono le attivit&agrave; di addestramento congiunto tra il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, fondamentali per consolidare procedure, comunicazione e capacit&agrave; di intervento negli scenari pi&ugrave; complessi.</p>
<p>Nei giorni scorsi, una componente di tecnici e sanitari del Soccorso Alpino piemontese ha preso parte - insieme a personale del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Cuneo, con ausilio di un elicottero della Sezione Aerea di Varese delle Fiamme Gialle - a un&rsquo;esercitazione sulla ferrata dei Funs di Entracque, con la simulazione di un intervento di soccorso in ambiente impervio.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124123/small_153413.jpg" alt=""></p>
<p>Si tratta del secondo addestramento congiunto organizzato nel mese di luglio sul territorio, a conferma dell'importanza di mantenere un costante livello di preparazione e di rafforzare il coordinamento tra le diverse componenti del sistema di soccorso. Lavorare insieme durante le esercitazioni significa arrivare ancora pi&ugrave; pronti quando l&rsquo;emergenza &egrave; reale: &egrave; cos&igrave; che si costruiscono efficacia operativa, sicurezza e rapidit&agrave; di intervento. L&rsquo;incontro, inoltre, &egrave; stato anche utile per rinnovare la pluriennale sinergia tra le componenti specialistiche di soccorso, la cui origine nasce dalla comune volont&agrave; di garantire il massimo sforzo per salvaguardare la vita umana. La peculiare professionalit&agrave;, la qualificata preparazione tecnica e l&rsquo;equipaggiamento all&rsquo;avanguardia consentono al personale del Soccorso Alpino di operare negli scenari operativi pi&ugrave; estremi, sia con funzioni di pubblico soccorso che di protezione civile.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124123/small_153414.jpg" alt=""></p>]]></description><pubDate>Wed, 15 Jul 2026 10:18:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Valasco, il Tar respinge il ricorso di Agricola Stella Alpina: avanti l'iter per gli usi civici]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/valasco-il-tar-respinge-il-ricorso-di-agricola-stella-alpina-avanti-l-iter-per-gli-usi-civici_124073.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/valasco-il-tar-respinge-il-ricorso-di-agricola-stella-alpina-avanti-l-iter-per-gli-usi-civici_124073.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124073/153342.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Tar del Piemonte mette un altro punto a favore del Comune di Valdieri nella complessa vicenda degli usi civici del Vallone del Valasco. Con una sentenza depositata il 30 giugno, i giudici amministrativi hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Agricola Stella Alpina Srl contro la deliberazione del Consiglio comunale del 2023. La decisione non chiude definitivamente il contenzioso, che potr&agrave; eventualmente proseguire davanti al Tribunale civile di Cuneo, ma rappresenta un ulteriore passo avanti verso la conclusione di una controversia aperta da oltre vent'anni.</p>
<p>A rendere nota la pronuncia &egrave; il sindaco di Valdieri, <strong>Guido Giordana</strong>, che evidenzia come il procedimento rappresenti uno dei principali dossier ereditati dall'attuale Amministrazione, insediatasi nell'ottobre 2021, e inserito tra gli obiettivi prioritari del mandato amministrativo.<br>La controversia, tuttavia, ha origini ben pi&ugrave; lontane. Il percorso amministrativo e giudiziario &egrave; infatti iniziato molti anni fa grazie al lavoro delle precedenti amministrazioni comunali, degli enti coinvolti e delle associazioni ambientaliste, con l'obiettivo di fare chiarezza sul regime giuridico e sulla titolarit&agrave; dei terreni del Vallone del Valasco.</p>
<p>Al centro della vicenda vi sono circa 2.400 ettari di territorio nelle Alpi Marittime. L'area venne ceduta dal Comune di Valdieri nel 1868 a re <strong>Vittorio Emanuele II</strong> per l'esercizio esclusivo dell'attivit&agrave; venatoria. Dopo la Seconda guerra mondiale la propriet&agrave; pass&ograve; a una societ&agrave; privata, ma negli anni successivi sono emersi dubbi sulla validit&agrave; della vendita, in quanto i terreni risultavano gravati da uso civico. Da qui ha preso avvio il lungo procedimento tuttora in corso.</p>
<p>Quella del 30 giugno rappresenta la seconda decisione favorevole all'Amministrazione comunale nel giro di pochi mesi. Il 26 marzo scorso, infatti, il Tar aveva gi&agrave; dichiarato improcedibile un precedente ricorso della Agricola Stella Alpina Srl contro le linee programmatiche approvate dal Consiglio comunale nel novembre 2021, nelle quali figurava anche l'impegno a definire la questione degli usi civici del Valasco.</p>
<p>Nel frattempo &egrave; proseguito anche l'iter amministrativo. Con la deliberazione del Consiglio dell'Unione Montana Alpi del Mare del 30 aprile 2026 &egrave; stato trasmesso alla Regione Piemonte l'avvio del procedimento per la reintegrazione nel patrimonio comunale dei terreni gravati da uso civico e occupati senza titolo o senza un valido titolo. Prima della conclusione dell'iter, la normativa regionale prevede un tentativo di conciliazione in sede stragiudiziale con i soggetti interessati.</p>
<p>Il sindaco <strong>Guido Giordana</strong> sottolinea l'importanza del momento attraversato dalla vicenda: "Se in passato non c'&egrave; stata sufficiente attenzione per la sorte del Valasco, oggi si presenta l'occasione, forse l'ultima, per fare in modo che questo patrimonio torni ad essere di propriet&agrave; pubblica, un bene di tutti, quale era un tempo. Un bene di cui, forse, abbiamo pi&ugrave; bisogno oggi di ieri".</p>
<p>Il primo cittadino ribadisce inoltre come la chiusura del procedimento rappresenti una delle principali priorit&agrave; dell'Amministrazione: "La definizione della questione, ormai ultra ventennale, ha la priorit&agrave; e la massima attenzione sino alla conclusione del procedimento gi&agrave; in corso".</p>
<p>La Regione Piemonte, attraverso i propri uffici, ha ricordato che la cessazione dell'occupazione senza titolo dei terreni gravati da uso civico costituisce un adempimento previsto dalla normativa vigente e non una scelta discrezionale dell'ente.</p>
<p>La sentenza del Tar rappresenta quindi un ulteriore tassello in un procedimento che si trascina da oltre vent'anni e che sembra ora avviarsi verso la fase conclusiva.</p>
<p>"Ringrazio &ndash; conclude Giordana - per il lavoro svolto i legali, i tecnici, gli storici, il personale degli uffici comunali e dell'unione Montana Alpi del Mare di cui oggi sono presidente e le associazioni ambientaliste per i loro impulso a sensibilizzare gli enti competenti a definire il procedimento amministrativo pendente".</p>
<p>Il prossimo passaggio sar&agrave; ora in capo all'Unione Montana Alpi del Mare che, una volta ottenuta l'autorizzazione della Regione Piemonte, potr&agrave; procedere con la reintegrazione dei terreni gravati da uso civico nel patrimonio pubblico del Comune di Valdieri.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124073/small_153343.jpg" alt="Vallone del Valasco" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 15:07:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Giovanni Panzera sulle tracce di Walter Bonatti: già superati nove passi alpini]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/giovanni-panzera-sulle-tracce-di-walter-bonatti-gia-superati-nove-passi-alpini_124060.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/giovanni-panzera-sulle-tracce-di-walter-bonatti-gia-superati-nove-passi-alpini_124060.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124060/153293.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&Egrave; iniziata nel migliore dei modi la nuova impresa del cicloviaggiatore cuneese <strong>Giovanni Panzera</strong>, protagonista dal 2019 del progetto <em>Pedalando tra le aquile</em>. Nell'anno in cui ricorre il settantesimo anniversario della storica traversata scialpinistica delle Alpi compiuta da <strong>Walter Bonatti</strong>, Panzera ha scelto di ripercorrerne le orme in sella alla sua bicicletta.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124060/small_153295.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p>Un viaggio impegnativo che lo porter&agrave; ad affrontare 2.500 chilometri e oltre 71.000 metri di dislivello positivo, pedalando su strade asfaltate e sterrate lungo un itinerario che ricalca, per quanto possibile, quello seguito dal grande alpinista ed esploratore.</p>
<p>A raccontare le emozioni dei primi giorni &egrave; lo stesso Giovanni: "Nonostante in tutti questi anni mi sia abituato a pedalare sulle strade pi&ugrave; alte e spettacolari d'Europa, questa volta c'&egrave; anche una forte componente emotiva. Non voglio assolutamente paragonarmi a Walter Bonatti e alle sue imprese straordinarie, ma con il progetto Pedalando tra le aquile credo anch'io di aver scritto qualche piccola pagina di storia. Ho studiato un itinerario che ricalcasse il pi&ugrave; fedelmente possibile quello che Bonatti percorse con gli sci: non &egrave; stato semplice, ma ci sono riuscito e ora sto pedalando verso il Colle di Nava, punto di arrivo di questa nuova avventura".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124060/small_153296.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p>Nei primi giorni di viaggio Panzera ha gi&agrave; superato nove passi alpini, attraversando alcuni dei luoghi simbolo dell'impresa di Bonatti:&nbsp;"Incrociare quei luoghi mi ha regalato emozioni profonde. Guardare le montagne che mi circondano e pensare che Bonatti le affront&ograve; in pieno inverno mi fa comprendere ancora di pi&ugrave; la grandezza sua e dei compagni di quell'impresa".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124060/small_153297.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p>A raccontare il dietro le quinte &egrave; il fratello <strong>Teresio</strong>, che segue il viaggio occupandosi delle riprese video, delle fotografie e della documentazione dell'intera spedizione.</p>
<p>"Bonatti part&igrave; da Stolvizza, una piccola frazione incastonata tra le montagne della Carnia, ed &egrave; proprio da l&igrave; che anche Giovanni ha dato il via alla sua avventura. Sono iniziate anche le riprese del documentario che racconter&agrave; questa nuova impresa".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124060/small_153300.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p>Il percorso ha gi&agrave; messo a dura prova il cicloturista cuneese:&nbsp;"Per raggiungere uno dei luoghi attraversati da Bonatti sono salito al Rifugio Gilberti lungo una sterrata ripida e impegnativa, dove il grande alpinista fece tappa dopo la salita al Monte Canin. Le difficolt&agrave; sono proseguite verso il Rifugio Nordio, il Passo di Pramollo e il Monte Croce Carnico: lunghe salite affrontate sotto il sole e con temperature elevate. Ho poi percorso sette chilometri di sterrato per raggiungere Casera Pramosio, un luogo davvero unico, una gemma verde nascosta tra le ripide montagne calcaree".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124060/small_153301.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p>Nel frattempo Teresio ha avuto modo di visitare anche Cima Sappada, uno dei borghi pi&ugrave; caratteristici della zona:&nbsp;"Le sue case in legno, i balconi ricchi di fiori e i manichini di paglia che rappresentano gli antichi mestieri sembrano usciti da un libro di fiabe".</p>
<p>Dopo diversi giorni di caldo torrido, per&ograve;, il maltempo ha imposto una pausa forzata:&nbsp;"In pianura ho toccato anche i 38 gradi. Era inevitabile che il tempo cambiasse e i violenti temporali mi hanno costretto a fermarmi un giorno. Affrontarli oltre i 2.000 metri di quota, soprattutto in bicicletta, sarebbe stato troppo pericoloso. In estati cos&igrave; torride i temporali sono particolarmente intensi e ricchi di fulmini: l'esperienza maturata in questi anni mi ha insegnato quanto sia fondamentale prestare attenzione alle previsioni meteo".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124060/small_153302.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p>L'allenamento svolto nei mesi precedenti, spiega Panzera, sta dando i suoi frutti:&nbsp;"Il lavoro fatto durante tutto l'anno si sta rivelando prezioso. Le montagne di casa sono sempre un banco di prova fondamentale per prepararsi ad affrontare avventure come questa".</p>
<p>In chiusura, Teresio rivolge un ringraziamento a tutti coloro che sostengono il progetto.&nbsp;"Non voglio dimenticare tutti i nostri compagni di viaggio che rendono possibile questa avventura: la famiglia Merlo, l'ATL del Cuneese, la Banca Cassa di Risparmio di Savigliano, Thor di Busca, CBT Italia e tutti gli amici che ci seguono e ci incoraggiano ogni giorno attraverso i social".</p>
<p>L'impresa proseguir&agrave; nelle prossime settimane, accompagnando Giovanni Panzera lungo le montagne percorse settant'anni fa da Walter Bonatti, in un viaggio che unisce sport, memoria e passione per la montagna.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124060/small_153303.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124060/small_153304.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124060/small_153305.jpg" alt="" loading="lazy"></p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124060/small_153306.jpg" alt="" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 12:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Via alle navette transfrontaliere fra Italia e Francia sui colli dell'Agnello e della Maddalena]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/saluzzese/via-alle-navette-transfrontaliere-fra-italia-e-francia-sui-colli-dell-agnello-e-della-maddalena_124036.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/saluzzese/via-alle-navette-transfrontaliere-fra-italia-e-francia-sui-colli-dell-agnello-e-della-maddalena_124036.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124036/153240.jpg" title="Incontro transfrontaliero sul Colle Agnello" alt="Incontro transfrontaliero sul Colle Agnello" /><br /><p>Prima dell'apertura del servizio, un brindisi, una stretta di mano e un incontro simbolico sul Colle dell&rsquo;Agnello hanno segnato, nella mattinata di luned&igrave; 13 luglio, l'avvio ufficiale delle navette transfrontaliere tra Italia e Francia, promosse e finanziate nell'ambito del progetto ATTRA(c)TIVE del PITER+ Terres Monviso. L'iniziativa mette in collegamento i due versanti alpini attraverso i principali valichi del territorio, il Colle dell&rsquo;Agnello e il Colle della Maddalena, con l'obiettivo di incentivare una mobilit&agrave; pi&ugrave; sostenibile e consolidare i rapporti tra le comunit&agrave; di confine.</p>
<p>All&rsquo;appuntamento erano presenti Michel Mouront, presidente della Communaut&eacute; de Communes du Guillestrois-Queyras, Christian Blanc, presidente del Parco naturale regionale del Queyras, la sindaca di Aiguilles Dominique Bucci Alberto, il sindaco di Ch&acirc;teau-Ville-Vieille Jean-Louis Poncet, la sindaca di Baratier Christine Maximin, l&rsquo;ex presidente della Communaut&eacute; de Communes du Guillestrois-Queyras Dominique Moulin, oltre ad alcuni funzionari francesi. Per la parte italiana hanno partecipato il sindaco di Bellino Valter Borgna, il sindaco di Pontechianale Andreino Allasina e il sindaco di Venasca e presidente dell&rsquo;Unione Montana Valle Varaita Silvano Dovetta.</p>
<p>Nel corso della mattinata gli amministratori sono stati intervistati dall&rsquo;emittente BFM, il principale canale televisivo all-news in Francia, esprimendo soddisfazione per l&rsquo;avvio del nuovo servizio e sottolineando l&rsquo;importanza di mantenere aperti e vivi i collegamenti tra i due versanti delle Alpi, favorendo gli spostamenti di residenti e visitatori e rafforzando la collaborazione tra i territori.</p>
<p>&ldquo;I progetti europei rappresentano certamente un&rsquo;opportunit&agrave; per reperire risorse e realizzare servizi concreti &ndash; sottolinea il presidente dell&rsquo;Unione Montana Valle Varaita Silvano Dovetta &ndash; ma il loro valore pi&ugrave; grande &egrave; forse quello di creare rapporti di fiducia tra amministratori, far nascere amicizie tra persone che vivono sui due versanti delle Alpi e costruire, nel tempo, politiche comuni. &Egrave; da questi legami che nasce una cooperazione autentica, capace di produrre risultati duraturi per le nostre comunit&agrave;. Questa navetta &egrave; certamente un servizio utile per chi vive e frequenta le nostre valli, ma il suo significato va oltre il semplice collegamento tra due versanti. Ogni volta che riusciamo a costruire un progetto insieme ai nostri colleghi francesi facciamo un passo avanti nel creare una montagna che non si ferma ai confini amministrativi&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124036/small_153241.jpg" alt="Incontro transfrontaliero sul Colle Agnello" loading="lazy"></p>
<p>La presenza della sindaca di Baratier richiama idealmente le origini del percorso di cooperazione delle Terres Monviso. Proprio a Baratier, nel 2016, venne infatti sottoscritta la Dichiarazione di Baratier, primo atto formale di un percorso condiviso che ha portato nel 2023 alla firma del Manifesto delle Terres Monviso, consolidando un accordo di cooperazione transfrontaliera tra gli amministratori italiani dell&rsquo;area saluzzese e delle valli del Monviso e quelli francesi del Queyras. Un percorso che continua oggi attraverso progetti condivisi, servizi comuni e nuove opportunit&agrave; offerte dai programmi europei.</p>
<p>Il progetto ATTRA(c)TIVE, all&rsquo;interno del PITER+ Terres Monviso si pone, la finalit&agrave; trasversale di consolidare una comunit&agrave; transfrontaliera, per una completa affermazione dei principi di collaborazione che le amministrazioni locali hanno gi&agrave; stabilmente instaurato. L&rsquo;intento &egrave; quello di guidare la comunit&agrave; stessa a pensare a forme di sviluppo orientate verso i due versanti della frontiera. Il progetto ATTRA(c)TIVE intende valorizzare i potenziali economici del territorio e lavorare sulla loro competitivit&agrave;, per sviluppare, in sinergia con il comparto del turismo, altre attivit&agrave; correlate ai settori economici tradizionali e al patrimonio ambientale e culturale, in modo da rafforzare e rendere pi&ugrave; resiliente il tessuto economico transfrontaliero. Con la sua attuazione il progetto intende destagionalizzare l&rsquo;offerta turistica, per una proposta &ldquo;Terres Monviso&rdquo; allargata, flessibile e coordinata su scala transfrontaliera e rafforzare i settori economici tradizionali e integrarli in una proposta turistica territoriale attraverso l&rsquo;innovazione e la messa in rete di nuovi prodotti e servizi. Con riguardo all&rsquo;economia dell&rsquo;area e ai settori strategici che la caratterizzano, intende operare a livello transfrontaliero per affrontare le sfide del territorio operando sulla qualificazione delle imprese dei comparti produttivi in un&rsquo;ottica di filiera corta, soprattutto in un dialogo con il sistema turistico e sulla sperimentazione di soluzioni comuni per la resilienza dei sistemi economici legati alle risorse identitarie (agricoltura, foreste). In riferimento al turismo, l&rsquo;alleanza transfrontaliera consente di proseguire nell&rsquo;opera di organizzazione di un unico sistema di offerta, sempre pi&ugrave; riconosciuto nella destinazione &ldquo;Terres Monviso&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 09:39:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[La valle Stura lancia la strategia “RilanciAMO l’Italia” per promuovere cicloturismo e marketing territoriale]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/la-valle-stura-lancia-la-strategia-rilanciamo-litalia-per-promuovere-cicloturismo-e-marketing-territoriale_124011.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/la-valle-stura-lancia-la-strategia-rilanciamo-litalia-per-promuovere-cicloturismo-e-marketing-territoriale_124011.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124011/153209.jpg" title="Valle Stura" alt="Valle Stura" /><br /><p>La valle Stura compie un nuovo passo per la valorizzazione del proprio territorio presentando &ldquo;RilanciAMO l&rsquo;Italia&rdquo;, la nuova strategia di marketing territoriale promossa dall&rsquo;Unione Montana Valle Stura insieme a Onirica Srl Societ&agrave; Benefit. Il progetto, gi&agrave; attivo in oltre 130 Comuni dell&rsquo;Appennino e delle Prealpi, mira a rendere la valle una meta di riferimento per il cicloturismo e il turismo outdoor.</p>
<p>La strategia verr&agrave; presentata nel corso della conferenza pubblica presso il Palazzo della Provincia di Cuneo, alla presenza del presidente della Provincia di Cuneo, Luca Robaldo, del presidente dell&rsquo;Unione Montana Valle Stura e sindaco di Moiola, Loris Emanuel, e di Massimo De Sanctis, amministratore di Onirica Srl Societ&agrave; Benefit.&nbsp; L'appuntamento &egrave; per gioved&igrave; 16 luglio alle ore 11.</p>
<p>Cuore dell&rsquo;iniziativa &egrave; la nuova cartina &ldquo;Pedala in Valle Stura e dintorni&rdquo;, disponibile in formato digitale e cartaceo, che permetter&agrave; ai visitatori di scegliere tra oltre 1.100 chilometri di itinerari &ndash; tra strade asfaltate e percorsi sterrati &ndash; con pi&ugrave; di 26.000 metri di dislivello complessivo. Ogni Comune della valle Stura disporr&agrave; di percorsi ad anello personalizzati e i visitatori avranno accesso a schede informative su emergenze naturalistiche, culturali e monumentali, oltre a informazioni su strutture ricettive, punti di ristoro, produttori locali e servizi cicloturistici.</p>
<p>Scaricabile tramite QR Code, la cartina &egrave; pensata come una &ldquo;bussola digitale&rdquo; per organizzare esperienze su misura, incentivando una permanenza pi&ugrave; lunga e scoprendo le eccellenze locali. Il progetto punta infatti a promuovere un modello di turismo lento, sostenibile ed esperienziale, incentrato sulla valorizzazione del patrimonio ambientale, culturale e produttivo della valle.</p>
<p>&ldquo;L&rsquo;Unione Montana ha scelto di aderire con convinzione a questo importante progetto perch&eacute; crediamo che il futuro dei nostri territori passi attraverso la valorizzazione delle proprie identit&agrave;, delle proprie eccellenze e di un modello di sviluppo sostenibile capace di generare opportunit&agrave; concrete per le comunit&agrave; locali&rdquo;, ha dichiarato Loris Emanuel, presidente dell&rsquo;Unione Montana Valle Stura.</p>
<p>Oltre all&rsquo;aspetto turistico, l&rsquo;iniziativa coinvolge attivamente enti, operatori economici, associazioni e realt&agrave; locali in una rete collaborativa. Parte delle risorse ricavate dalla vendita di pacchetti turistici ed esperienze sar&agrave; destinata a sostenere associazioni e istituti scolastici, rafforzando il legame tra sviluppo turistico e crescita della comunit&agrave; locale.</p>
<p>Con &ldquo;RilanciAMO l&rsquo;Italia&rdquo;, la valle Stura si candida dunque a diventare una destinazione d&rsquo;eccellenza per il turismo outdoor, investendo su sostenibilit&agrave;, autenticit&agrave; e collaborazione territoriale come chiavi per il futuro.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124011/small_153210.jpg" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Tue, 14 Jul 2026 07:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[ Record di partecipanti alla settimana di Scalate leggendarie nelle Terre del Monviso]]></title><link>https://www.cuneodice.it/sport/saluzzese/record-di-partecipanti-alla-settimana-di-scalate-leggendarie-nelle-terre-del-monviso_123936.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/sport/saluzzese/record-di-partecipanti-alla-settimana-di-scalate-leggendarie-nelle-terre-del-monviso_123936.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123936/153067.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Sono stati 1960 i ciclisti che hanno preso parte agli 8 appuntamenti di&nbsp;Scalate leggendarie nelle Terre del Monviso&nbsp;andati in scena nelle valli cuneesi da venerd&igrave; 3 a venerd&igrave; 10 luglio. Il dato conferma il trend di crescita costante che accompagna la manifestazione sin dal 2022, anno della prima edizione. La possibilit&agrave; di pedalare sulle salite rese celebri dai passaggi del Giro d&rsquo;Italia e del Tour de France ha attirato centinaia di ciclisti in ognuno degli eventi e, anche grazie all&rsquo;aggiunta di due date rispetto all&rsquo;edizione 2025, sono state registrate 1960 presenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Per una settimana le valli Po, Infernotto, Varaita, Maira, Grana e Stura sono state animate dagli appassionati del ciclismo d&rsquo;alta quota. Si &egrave; cominciato venerd&igrave; 3 luglio con i 340 ciclisti che hanno scalato il versante italiano del Colle dell&rsquo;Agnello&nbsp;ricongiungendosi con i 200 omologhi transalpini che hanno chiuso la Tourn&eacute;e des Grands cols. Sabato 4 luglio l&rsquo;impegnativa ascesa di&nbsp;Rucas&nbsp;ha registrato 250 presenze, mentre domenica 5 luglio ben 280 persone hanno tenuto a battesimo la&nbsp;Strada dei Cannoni, nella giornata in cui si &egrave; svolta anche l&rsquo;inaugurazione ufficiale del percorso alla presenza di numerosi amministratori locali e dell&rsquo;assessore regionale Marco Gallo. Mountain bike e gravel hanno solcato i 28 km di strada bianca che da Pian Pietro conducono sino al&nbsp;Colle di Sampeyre, colle che &egrave; stato raggiunto da 260 stradisti ventiquattr&rsquo;ore dopo.</p>
<p style="text-align: justify;">La scalata di marted&igrave; 7 luglio a Pian del Re&nbsp;ha registrato 152 iscritti, numero che &egrave; stato pi&ugrave; che raddoppiato il giorno successivo dalla seconda novit&agrave; della settimana delle Scalate leggendarie nelle Terre del Monviso 2026: l&rsquo;ascesa a&nbsp;Sant&rsquo;Anna di Vinadio&nbsp;nella quale sono stati conteggiati 346 ciclisti. Gioved&igrave; 9 luglio i tre versanti del&nbsp;Colle Fauniera&nbsp;hanno registrato 282 presenze, mentre la chiusura di&nbsp;Montemale&nbsp;in orario preserale ha radunato, nonostante il maltempo, 50&nbsp;atleti, prima di un gran finale all&rsquo;insegna della musica e della convivialit&agrave;.</p>
<p style="text-align: justify;">Favorita da condizioni meteo eccellenti, la settimana delle Scalate leggendarie nelle Terre del Monviso ha radunato ciclisti da tutta Italia e dall&rsquo;Estero. Due gruppi provenienti dall&rsquo;altopiano di Asiago e dalla Valcamonica si sono misurati con l&rsquo;intero programma della settimana, due cicliste svizzere hanno dirottato il loro viaggio nelle valli cuneesi, dopo aver trovato un d&eacute;pliant degli eventi durante il loro viaggio in terra francese. Non sono mancati i &ldquo;vicini&rdquo; francesi, mentre da fuori regione i gruppi pi&ugrave; numerosi sono arrivati da Lombardia, Veneto e Liguria.</p>
<p style="text-align: justify;">C&rsquo;&egrave; chi, partendo da Bari, si &egrave; fatto un viaggio di mille chilometri per salire in bici fino alle sorgenti del Po, chi&nbsp;ha trasportato nel carrello la propria bimba di sette mesi&nbsp;fino ai 2744 metri del Colle dell&rsquo;Agnello e chi, utilizzando Villar San Costanzo come campo base,&nbsp;ha partecipato a tutti gli appuntamenti. Un ciclista di 78 anni ha scelto di scalare per l&rsquo;ultima volta Pian del Re, prima di dare l&rsquo;addio definitivo alla bicicletta con l&rsquo;ascensione a Pian Mun&eacute;. Ora regaler&agrave; la bicicletta alla nipote, lasciandole in eredit&agrave; anche la passione per il ciclismo.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Come da tradizione, ogni arrivo di giornata &egrave; stato allietato da un rinfresco con prodotti dolci e salati di provenienza locale, un modo per valorizzare, oltre alle bellezze paesaggistiche, i sapori di un territorio con un&rsquo;offerta gastronomica di rara variet&agrave;. Accanto alle biciclette da strada hanno trovato spazio mountain bike, gravel, handbike e, naturalmente, le e-bike. L&rsquo;universalit&agrave; e la gratuit&agrave; dell&rsquo;evento sono state premiate dai numeri&nbsp;e dall&rsquo;apprezzamento espresso quotidianamente all&rsquo;organizzazione.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Gli appuntamenti delle Scalate leggendarie nelle Terre del Monviso riprenderanno alla fine dell&rsquo;estate con la chiusura al traffico motorizzato del Colle dell&rsquo;Agnello&nbsp;in programma domenica 6 settembre e quella del&nbsp;Colle Fauniera&nbsp;di sabato 12 settembre.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli eventi sono organizzati da Terres Monviso con il sostegno di risorse dell&rsquo;Unione Europea nell&rsquo;ambito del Programma Interreg ALCOTRA Italia Francia 2021-2027 &ndash; Progetto n. 21276 Terres Monviso + ATTRA(c)TIVE, dalle Unioni Montane Valle Stura, Valle Grana, Valle Maira, Valle Varaita, Comuni del Monviso e Barge-Bagnolo e dal Comune di Saluzzo con la collaborazione tecnica di Velo Caraglio e Vigor Cycling Team. Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, Uncem Piemonte e ATL del Cuneese hanno concesso il loro patrocinio. Per ulteriori informazioni si pu&ograve; consultare il sito&nbsp;<u><a href="https://cgs1g.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/6rqJfgq8dIPRQBu7lciRChVnQwx/gs82mp5opg31" target="_blank" rel="noopener noreferrer" type="absoluteLink" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://cgs1g.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/6rqJfgq8dIPRQBu7lciRChVnQwx/gs82mp5opg31&amp;source=gmail&amp;ust=1783944668001000&amp;usg=AOvVaw05W8y3B2mhScs7hFlVb-d9">www.scalateleggendarie.it</a></u></p>]]></description><pubDate>Sun, 12 Jul 2026 14:58:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Stop momentaneo per il percorso Canavere-Pian delle Gorre]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/stop-momentaneo-per-il-percorso-canavere-pian-delle-gorre_123926.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/stop-momentaneo-per-il-percorso-canavere-pian-delle-gorre_123926.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123926/153059.jpg" title="Sentiero dei laghi di Fremamorta (foto A. Rivelli)" alt="Sentiero dei laghi di Fremamorta (foto A. Rivelli)" /><br /><p>Novit&agrave; importanti e alcune limitazioni temporanee attendono gli escursionisti e gli appassionati delle due ruote che si apprestano a frequentare i sentieri delle Alpi Marittime. L'Ente Parco ha infatti predisposto una serie di interventi di manutenzione e messa in sicurezza che modificheranno la viabilit&agrave; in quota.</p>
<p>L&rsquo;accesso al rifugio Genova e alle principali mete escursionistiche del vallone Rovina, nel Comune di Entracque, resta comunque garantito. Il personale del Parco ha recentemente provveduto a ripulire, sfalciare e mettere in sicurezza il sentiero diretto, che rimarr&agrave; l'unica via percorribile della zona.</p>
<p>&Egrave; stata infatti disposta la chiusura totale al transito della vecchia pista rotabile Enel, sul lato destro orografico del vallone, dove sono in corso complessi interventi di stabilizzazione idrogeologica del versante.</p>
<h2>Tutti gli altri interventi di ripristino&nbsp;</h2>
<p>Spostandosi a Valdieri, sempre in valle Gesso, aprir&agrave; un nuovo cantiere per il ripristino dei danni causati dalle recenti alluvioni lungo il sentiero che sale da Pian della Casa verso i laghi al Colle di Fremamorta. In questo caso non sono previsti blocchi alla circolazione: l'itinerario rester&agrave; regolarmente accessibile agli escursionisti, ai quali si raccomanda tuttavia la massima prudenza, il rispetto della segnaletica di cantiere e l'osservanza delle indicazioni fornite dagli operatori sul posto.</p>
<p>Stop totale, invece, in valle Pesio, dove la circolazione sar&agrave; interrotta per una settimana intera. Il tracciato ciclo-escursionistico che collega il vallone delle Canavere al Pian delle Gorre rimarr&agrave; chiuso al transito per consentire il rifacimento completo di una passerella.</p>
<p>L'opera rappresenta il tassello finale del piano straordinario di manutenzione con cui l'Ente Parco ha messo in sicurezza i tre principali attraversamenti del percorso.</p>]]></description><pubDate>Sun, 12 Jul 2026 10:08:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[L’elicottero da Torino per mettere in salvo un toro]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/lelicottero-da-torino-per-mettere-in-salvo-un-toro_123873.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/lelicottero-da-torino-per-mettere-in-salvo-un-toro_123873.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123873/152989.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&Egrave; servito anche l&rsquo;intervento dell&rsquo;elicottero Drago dei vigili del fuoco, decollato da Torino, per mettere al sicuro un toro infortunatosi in alpeggio. &Egrave; accaduto questa mattina a Ferrere, frazione del comune di Argentera a circa duemila metri di quota.</p>
<p>L&rsquo;intervento dell&rsquo;elicottero &egrave; stato coadiuvato da terra da una squadra dei vigili del fuoco di Busca. L&rsquo;animale &egrave; stato recuperato dal luogo in cui si era infortunato e trasportato presso una piazzola, dove il proprietario e il servizio veterinario l&rsquo;hanno preso in carico.</p>]]></description><pubDate>Fri, 10 Jul 2026 17:33:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Emergenza acqua per gli agricoltori della bassa valle Grana: "Rischiamo di perdere tutto"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/emergenza-acqua-per-gli-agricoltori-della-bassa-valle-grana-rischiamo-di-perdere-tutto_123820.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/emergenza-acqua-per-gli-agricoltori-della-bassa-valle-grana-rischiamo-di-perdere-tutto_123820.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123820/152888.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nel pomeriggio di gioved&igrave; 9 luglio diversi agricoltori della bassa valle Grana si sono ritrovati davanti alla presa "Sciosa", nel comune di Valgrana al confine con Caraglio, per confrontarsi sulla drammatica situazione che stanno vivendo a causa della siccit&agrave;, aggravata dalle limitazioni imposte dall'attuale normativa sul Deflusso Minimo Ecologico.</p>
<p>Si &egrave; trattato del secondo momento di confronto organizzato alla "Sciosa". Gi&agrave; a fine giugno gli agricoltori si erano dati appuntamento nello stesso luogo per denunciare una situazione ritenuta ormai insostenibile. A distanza di pochi giorni, per&ograve;, nulla &egrave; cambiato e l'emergenza continua ad aggravarsi.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123820/small_152889.jpg" alt="torrente Grana" loading="lazy"></p>
<p>Nel torrente Grana infatti rimane pochissima acqua. Gli agricoltori, per&ograve;, non possono utilizzarla a causa della normativa sul Deflusso Minimo Ecologico (DME), un obbligo di legge che impone di mantenere un flusso minimo nel torrente per garantire l'equilibrio naturale del corso d'acqua.</p>
<p>Dal canale del Consorzio irriguo del Bedale dipendono oltre 1.400 utenze agricole, che irrigano circa 4.600 giornate di terreno tra Caraglio e le frazioni di Vallera, Paniale, San Lorenzo, Maccagno e Rittanolo. Coltivazioni di mais, soia, fagioli, frutteti, ortaggi e piccoli frutti, oltre a numerosi allevamenti, rischiano oggi di subire pesanti conseguenze.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123820/small_152890.jpg" alt="La poca acqua disponibile per l'irrigazione" loading="lazy"></p>
<p>Il problema &egrave; che la portata del Grana si &egrave; ormai ridotta a tal punto che, anche mantenendo completamente chiusa la presa destinata all'irrigazione, non si riuscirebbe comunque a garantire il Deflusso Minimo Ecologico previsto dalla normativa.</p>
<p>A rendere la situazione ancora pi&ugrave; paradossale &egrave; il fatto che l'acqua che oggi non pu&ograve; essere derivata per l'irrigazione, una volta rilasciata nel torrente, si disperde completamente nell'alveo meno di un chilometro pi&ugrave; a valle, assorbita dal terreno.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123820/small_152891.jpg" alt="Il torrente subito a valle della paratoia del Bedale" loading="lazy"></p>
<p>L'incontro di gioved&igrave; non &egrave; stato pensato come una protesta, come annunciato erroneamente in mattinata da alcuni organi di informazione e sui social, ma come un momento di confronto su una situazione che tutte le aziende agricole della zona definiscono ormai insostenibile.</p>
<p>Presenti anche alcuni agenti in borghese inviati dalla Questura, allarmata dalla possibilit&agrave; di un presidio non autorizzato. Gli agenti hanno potuto constatare la natura pacifica dell'incontro, che non ha interferito con il passaggio di auto o ciclisti in nessun momento e non pu&ograve; essere definito n&eacute; una manifestazione n&eacute; un presidio.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123820/small_152892.jpg" alt="Giorgio Maria Bergesio e Paola Falco" loading="lazy"></p>
<p>Insieme agli agricoltori erano presenti la sindaca di Caraglio <strong>Paola Falco</strong> e l'onorevole<strong> Giorgio Maria Bergesio</strong>.</p>
<p><strong>Paola Falco</strong> ha colto l'occasione per annunciare la convocazione di una <strong>Conferenza dei Servizi</strong>, prevista nella mattinata di marted&igrave; 14 luglio. Al tavolo prenderanno parte Provincia di Cuneo, Regione Piemonte e Autorit&agrave; di Bacino, con l'obiettivo di valutare una deroga che consenta di ridurre temporaneamente l'attuale portata della paratoia destinata al deflusso minimo, aumentando cos&igrave; la quantit&agrave; d'acqua disponibile per l'irrigazione.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123820/small_152893.jpg" alt="Paola Falco con gli agricoltori" loading="lazy"></p>
<p>L'annuncio di una data certa per la Conferenza dei Servizi &egrave; stato accolto con favore, ma non &egrave; bastato a rassicurare gli agricoltori. "Per irrigare abbiamo il turno ogni quindici giorni, anche se la deroga dovesse arrivare marted&igrave; ed essere applicata subito, chi ha il turno in questi giorni dovrebbe comunque aspettare quello successivo. Con queste temperature nessun raccolto pu&ograve; resistere altri quindici giorni" hanno osservato gli agricoltori presenti.</p>
<p>Tra i partecipanti &egrave; emersa anche la preoccupazione per le conseguenze economiche dell'emergenza.</p>
<p>"Continuiamo a pagare la quota al Consorzio, ma poi ci ritroviamo senza acqua. Quando finalmente arriva il nostro turno dobbiamo comunque sostenere i costi dell'energia per far funzionare le pompe. Se il raccolto va perso, chi ci risarcisce quei danni? Alla fine il rischio ricade sempre sulle aziende agricole" ha commentato un altro agricoltore.</p>
<p>Molti hanno inoltre ribadito che la richiesta non &egrave; quella di mettere in discussione la tutela dell'ambiente, ma di ottenere una deroga temporanea in una situazione straordinaria.</p>
<p>"Nessuno vuole togliere l'acqua al torrente. Chiediamo soltanto un po' di buon senso. Se l'acqua viene lasciata scorrere e dopo poche centinaia di metri si disperde completamente nel terreno, mentre i campi si seccano, &egrave; evidente che in questa situazione serve una soluzione diversa".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123820/small_152894.jpg" alt="Giorgio Bergesio con gli agricoltori" loading="lazy"></p>
<p>Una preoccupazione condivisa dall'onorevole <strong>Giorgio Maria Bergesio</strong>, presente non in qualit&agrave; di parlamentare, ma come presidente di Acque Irrigue Cuneesi.</p>
<p>Bergesio ha ascoltato gli agricoltori, i rappresentanti del Consorzio irriguo del Bedale e il gestore della centralina della presa, impegnandosi a rappresentare le loro istanze nei confronti della Provincia e della Regione in vista della conferenza dei servizi.</p>
<p>La deroga, infatti, pu&ograve; essere concessa esclusivamente attraverso questo percorso, dopo che dal 25 giugno l'Autorit&agrave; di Bacino del Po ha sospeso la possibilit&agrave; per Piemonte e Lombardia di autorizzare autonomamente deroghe al Deflusso Minimo Ecologico.</p>
<p>"Ho presentato un'interrogazione al ministro dell'Ambiente <strong>Gilberto Pichetto Fratin</strong>, &egrave; gi&agrave; protocollata e spero di ricevere una risposta al pi&ugrave; presto, perch&eacute; ritengo che una situazione come questa dimostri come il potere decisionale non possa essere demandato esclusivamente all'Autorit&agrave; di Bacino" ha dichiarato Bergesio.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123820/small_152895.jpg" alt="Giorgio Bergesio con gli agricoltori" loading="lazy"></p>
<p>Il parlamentare ha inoltre riferito che un&rsquo;immediata risposta sia stata inviata all&rsquo;Autorit&agrave; di Bacino anche da parte dell'assessore regionale all'Ambiente <strong>Matteo Marnati</strong>, che avrebbe espresso il proprio dissenso rispetto alla decisione: "Un messaggio forte &egrave; stato mandato".</p>
<p>Guardando al futuro, Bergesio ha infine invitato il territorio a cogliere le opportunit&agrave; offerte dai prossimi bandi per la realizzazione di invasi e nuove infrastrutture irrigue, opere che potrebbero consentire di ridurre le perdite d'acqua e rendere pi&ugrave; efficiente il sistema.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123820/small_152896.jpg" alt="Campo di mais durante l'irrigazione" loading="lazy"></p>
<p>Per gli agricoltori, tuttavia, il problema resta l'immediato. Le colture hanno bisogno di acqua oggi e ogni giorno di attesa rischia di tradursi in raccolti compromessi. Tutte le speranze sono ora affidate all'esito della conferenza dei servizi di marted&igrave; prossimo, dalla quale potrebbe giungere la deroga attesa ormai da settimane. E alla pioggia, che si spera arrivi presto.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123820/small_152897.jpg" alt="L'incontro degli agricoltori" loading="lazy"></p>
<p>Il video &egrave; disponibile dopo la gallery delle foto, in fondo a questo articolo.</p>]]></description><pubDate>Fri, 10 Jul 2026 09:36:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item></channel></rss>
