<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Varie > Montagna > Saluzzo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/varie/montagna/saluzzese/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/news/varie/montagna/saluzzese/rss2.0.xml?page=3rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie di Montagna a Saluzzo aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Sun, 12 Apr 2026 16:44:15 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Varie > Montagna > Saluzzo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/varie/montagna/saluzzese/]]></link></image><item><title><![CDATA[Ancora in crescita il turismo cuneese, la soddisfazione della Provincia]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ancora-in-crescita-il-turismo-cuneese-la-soddisfazione-della-provincia_117991.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ancora-in-crescita-il-turismo-cuneese-la-soddisfazione-della-provincia_117991.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117991/143008.jpg" title="Rocco Pulitanò" alt="Rocco Pulitanò" /><br /><p>Il turismo del Cuneese traina quello piemontese, con crescite a doppia cifra sia di arrivi sia di presenze. I dati sul turismo 2025 e le tendenze del 2026 diffusi oggi dalla Regione Piemonte e dall&rsquo;Osservatorio Turistico Regionale confermano i dati parziali diffusi nei mesi scorsi in cui si delineavano risultati entusiastici sia per la montagna estiva sia per le vacanze natalizie.</p>
<p>Le due Atl del Cuneese e sono le uniche in Piemonte a registrare una crescita a doppia cifra. Langhe Monferrato Roero ha contato oltre 761mila arrivi e oltre 1 milione e 731mila presenze, con una crescita del 9,6% di arrivi e dell&rsquo;11,9% di presenze rispetto al 2024 e l&rsquo;aumento percentuale pi&ugrave; alto di pernottamenti fra le varie destinazioni di tutta la regione. L&rsquo;ATL del Cuneese rileva la crescita percentuale maggiore degli arrivi di tutto il Piemonte: con pi&ugrave; di 470mila arrivi e oltre 1 milione e 177mila presenze, &egrave; in aumento dell&rsquo;11,8% di arrivi e del 9,1% di pernottamenti rispetto al 2024. I risultati del 2025 premiano la strategia dell&rsquo;Atl nel promuovere un turismo esperienziale capace di valorizzare le vallate e i centri storici in modo integrato, posizionando la provincia di Cuneo come una delle aree pi&ugrave; vitali e promettenti del panorama turistico regionale. E se guardiamo al territorio complessivo della Provincia di Cuneo, nel 2025 registriamo una crescita del 10,7% nei movimenti turistici rispetto al 2024.</p>
<p>La Provincia Granda contribuisce ai pernottamenti sul totale regionale per il 6,8%. Fra le citt&agrave; pi&ugrave; turistiche a livello regionale, la prima localit&agrave; della Granda &egrave; al nono posto Alba, con oltre 133 mila arrivi e quasi 281 mila e 500 presenze e un tempo medio di permanenza di 2,1 notti. I primi dati della stagione sciistica appena conclusa parlano cuneese: le due localit&agrave; con il maggiore incremento percentuale di presenze turistiche a livello regionale sono Frabosa Sottana con oltre +18% e il boom di Limone Piemonte con oltre +47%, spinto dalla riapertura del Tunnel di Tenda.</p>
<p>Grande soddisfazione &egrave; espressa dal presidente della Provincia di Cuneo Luca Robaldo e dal consigliere provinciale delegato al Turismo Rocco Pulitan&ograve;: "<em>I risultati del 2025 sono frutto di una stagione estiva eccezionale che ha rilanciato la nostra montagna anche come meta extra-sciistica, di una proposta outdoor sempre pi&ugrave; ricca e che pochi giorni fa abbiamo presentato a Milano agli opinion leader e alla stampa, di due stagioni sciistiche che anche grazie alle condizioni meteo hanno spinto una vera impennata, di un&rsquo;offerta di eventi e di esperienze enogastronomiche che non teme rivali. Tutto questo, per&ograve;, non sarebbe potuto andare a sistema se non si fondasse nel tessuto dei nostri imprenditori capaci di visione e nella collaborazione a tutti i livelli fra la Regione Piemonte con l&rsquo;assessore Paolo Bongioanni alle due Atl del Cuneese e Langhe Roero e Monferrato, dai Consorzi ai Comuni, in grado di innervare una progettualit&agrave; integrata capace di attrarre flussi importanti dall&rsquo;Italia e dall&rsquo;estero, di generare ricchezza e sviluppo per le nostre realt&agrave; locali e affrontare con fiducia le sfide del futuro</em>".</p>]]></description><pubDate>Sat, 11 Apr 2026 11:31:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Montagna, nasce il Tavolo regionale per il futuro del sistema neve del Piemonte]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/montagna-nasce-il-tavolo-regionale-per-il-futuro-del-sistema-neve-del-piemonte_117941.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/montagna-nasce-il-tavolo-regionale-per-il-futuro-del-sistema-neve-del-piemonte_117941.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117941/142939.jpg" title="" alt="" /><br /><div>
<p align="justify">Una nuova cabina di regia con Province e gestori (ARPIET e ANEF Piemonte) per progettare il miglioramento e l&rsquo;ammodernamento del sistema neve regionale. Un tavolo permanente tra istituzioni e gestori per ridisegnare il futuro delle stazioni sciistiche piemontesi e affrontare le sfide del cambiamento climatico.</p>
<p align="justify">&Egrave; questa la principale novit&agrave; della delibera approvata dalla Giunta regionale, che definisce gli indirizzi per l'avvio di un percorso partecipato volto al potenziamento del sistema neve piemontese.</p>
<p align="justify">La nuova cabina di regia, coordinata dall'Assessorato alla Montagna con il supporto della Direzione regionale Cultura, Turismo, Sport e Commercio, vedr&agrave; seduti allo stesso tavolo le Province e i rappresentanti di ARPIET (Associazione Regionale Piemontese delle Imprese Esercenti Trasporto a fune) e ANEF Piemonte (Associazione Nazionale Esercenti Funiviari). L'obiettivo &egrave; rendere il sistema neve pi&ugrave; moderno e competitivo attraverso una programmazione unitaria degli interventi, capace di ottimizzare l'utilizzo delle risorse pubbliche.</p>
<p align="justify">"<em>Con questo tavolo tecnico attiviamo uno strumento operativo concreto per le nostre terre alte</em> - dichiara l'assessore allo Sviluppo e alla Promozione della Montagna Marco Gallo - <em>Il comparto neve &egrave; un elemento strategico per l'economia montana, con ricadute dirette su occupazione e turismo. Il confronto costante con i gestori degli impianti e con gli enti locali ci permetter&agrave; di definire una visione unitaria per innovare le stazioni, dalle grandi realt&agrave; alle microstazioni, garantendo che ogni investimento risponda ai reali fabbisogni del territorio</em>".</p>
<p align="justify">Il Tavolo operer&agrave; secondo un cronoprogramma definito e avr&agrave; il compito di mappare le priorit&agrave; d'intervento sulla base di quattro pilastri: sostenibilit&agrave; ambientale, innovazione tecnologica e sicurezza, efficientamento energetico e destagionalizzazione dell'offerta turistica. In vista della programmazione del Fondo per lo Sviluppo e Coesione (FSC) 2028-2034 e del contesto post-olimpico di Milano-Cortina 2026, l'organismo punta a un coordinamento tecnico capace di definire i reali fabbisogni del territorio. Parallelamente, verr&agrave; effettuato un monitoraggio costante sull'efficacia degli investimenti gi&agrave; avviati, a partire dal bando &laquo;Sistema Neve 2025&raquo;, per assicurare la piena coerenza tra i diversi flussi di finanziamento regionali, nazionali ed europei.</p>
<p align="justify">Il lavoro della cabina di regia si innesta su una base finanziaria solida: nel periodo 2020-2025 la Regione Piemonte ha mobilitato complessivi 161,5 milioni di euro per la riqualificazione degli impianti. Il percorso potr&agrave; essere formalizzato con un protocollo d&rsquo;intesa a garanzia di una governance stabile e trasparente, che preveder&agrave; anche il coinvolgimento diretto di Comuni e Unioni Montane in relazione alle esigenze dei diversi ambiti territoriali.</p>
</div>]]></description><pubDate>Fri, 10 Apr 2026 12:31:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Turismo, il Piemonte cresce ancora. La Granda corre più di tutti]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/turismo-il-piemonte-cresce-ancora-la-granda-corre-piu-di-tutti_117887.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/turismo-il-piemonte-cresce-ancora-la-granda-corre-piu-di-tutti_117887.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117887/142873.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il turismo in Piemonte continua a crescere e il 2025 si chiude con numeri in forte aumento. Ma dentro il quadro regionale emerge con chiarezza un dato: &egrave; il Cuneese il territorio che corre di pi&ugrave;.</p>
<p>A livello complessivo, il Piemonte ha superato i 6,7 milioni di arrivi e i 18,1 milioni di presenze, con un incremento rispettivamente del +7,1% e del +7,5% rispetto al 2024. Una crescita ormai strutturale che, nell&rsquo;arco degli ultimi dieci anni, segna un +39,6% negli arrivi e un +29,7% nei pernottamenti.</p>
<h2>Il Cuneese traina la crescita regionale</h2>
<p>&Egrave; per&ograve; il dato dell&rsquo;Atl del Cuneese a spiccare e a registrare la performance pi&ugrave; dinamica dell&rsquo;intera regione. Nel 2025 si contano oltre 470mila arrivi e pi&ugrave; di 1 milione e 177mila presenze, con un incremento dell&rsquo;11,8% dei turisti e del 9,1% dei pernottamenti rispetto all&rsquo;anno precedente.</p>
<p>Nel complesso, i movimenti turistici segnano un +10,7%, mentre il territorio contribuisce oggi per il 6,5% al totale delle presenze regionali. Un risultato che conferma il rafforzamento del Cuneese come destinazione sempre pi&ugrave; attrattiva, capace di valorizzare in modo integrato montagna, borghi, cultura ed enogastronomia.</p>
<p>Determinante anche il ruolo dei flussi di prossimit&agrave;: Liguria e Lombardia si confermano i principali mercati di riferimento, alimentando una domanda costante verso il territorio.</p>
<h2>Montagna protagonista: boom Limone&nbsp;</h2>
<p>Uno dei principali motori della crescita &egrave; la montagna. La stagione invernale 2024-2025 &egrave; stata tra le migliori dell&rsquo;ultimo decennio, con oltre 441mila arrivi, seguita da un&rsquo;estate altrettanto positiva che ha fatto registrare un +17,4% di presenze.</p>
<p>Le valli cuneesi si confermano cos&igrave; meta sempre apprezzata per attivit&agrave; outdoor, trekking e cicloturismo, contribuendo anche alla destagionalizzazione dei flussi turistici.</p>
<p>I dati pi&ugrave; recenti della stagione sciistica 2025-2026 rafforzano ulteriormente il trend: Limone Piemonte segna un boom del +50% dei pernottamenti, spinto anche dalla riapertura del Tunnel di Tenda che ha riportato turisti dalla Riviera e dalla Costa Azzurra. Crescita a due cifre anche per Frabosa Sottana (+16%), tra le migliori performance regionali.</p>
<h2>Qualit&agrave; dell&rsquo;accoglienza e turismo esperienziale</h2>
<p>A confermare la solidit&agrave; del sistema turistico locale &egrave; anche la qualit&agrave; dell&rsquo;offerta. Il <em>sentiment</em> della ricettivit&agrave; nella montagna piemontese raggiunge un punteggio di 86,3 su 100, segno di un livello di soddisfazione elevato tra i visitatori.</p>
<p>Un dato che premia un modello sempre pi&ugrave; orientato verso il turismo esperienziale, capace di integrare natura, accoglienza e valorizzazione delle eccellenze locali.</p>
<h2>Turismo sempre pi&ugrave; internazionale&nbsp;</h2>
<p>Il Piemonte si conferma sempre pi&ugrave; attrattivo anche a livello internazionale, con il turismo straniero che rappresenta ormai il 53% delle presenze complessive. Una tendenza che coinvolge anche il Cuneese, sempre pi&ugrave; apprezzato per la sostenibilit&agrave; dell&rsquo;offerta e la qualit&agrave; delle esperienze.</p>
<p>A livello economico, il settore registra un impatto rilevante: la spesa turistica monitorata tramite carte estere cresce del 7,6%, raggiungendo circa 970 milioni di euro.</p>
<h2>Le reazioni: &ldquo;Il Cuneese motore del turismo piemontese&rdquo;</h2>
<p>I dati, elaborati dall&rsquo;Osservatorio Turistico della Regione Piemonte &ndash; Visit Piemonte, sono stati presentati dal presidente della Regione <strong>Alberto Cirio</strong>, dall&rsquo;assessore al Turismo <strong>Paolo</strong> <strong>Bongioanni</strong>, dall&rsquo;assessore alla Montagna <strong>Marco Gallo</strong> e dal presidente di Visit Piemonte <strong>Silvio Carletto</strong>.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117887/small_142874.jpg" alt=""></p>
<p>"<em>I risultati straordinari del Cuneese dimostrano come la provincia di Cuneo sia un motore formidabile per l'intero turismo piemontese</em> &ndash; dichiarano il presidente Alberto Cirio, l&rsquo;assessore Paolo Bongioanni e l&rsquo;assessore Marco Gallo &ndash;.<em> L&rsquo;incremento degli arrivi dell&rsquo;11,8%, il valore pi&ugrave; alto a livello regionale, premia la capacit&agrave; di questo territorio di valorizzare le proprie valli e i propri centri storici in modo integrato, con alcuni punti fermi: la crescita esponenziale dell&rsquo;outdoor, il boom della montagna estiva che ha contribuito fortemente alla destagionalizzazione, i numeri spettacolari della stagione sciistica con Limone Piemonte e il Mondol&egrave; ai vertici regionali come incremento. Vedere la montagna cuneese toccare vertici di gradimento cos&igrave; elevati, sia nell'accoglienza che nella ristorazione, conferma che la strada della qualit&agrave; e del turismo esperienziale &egrave; quella vincente. Continueremo a sostenere queste eccellenze che sanno attrarre flussi importanti dall'Italia e dall'estero, generando ricchezza e sviluppo per le nostre realt&agrave; locali</em>".</p>
<p>Sul quadro generale regionale, il presidente Cirio ha parlato di "<em>dati entusiasmanti che confermano la crescita costante dell&rsquo;attrattivit&agrave; del Piemonte come meta turistica sotto tutti i profili</em>", sottolineando la solidit&agrave; di un sistema che coinvolge accoglienza, promozione e capacit&agrave; di intercettare nuovi mercati.</p>
<p>Per l&rsquo;assessore Bongioanni "<em>il Piemonte viene finalmente scoperto come grande meta turistica grazie a un lavoro corale che coinvolge istituzioni, territori e operatori</em>", mentre il presidente di Visit Piemonte Silvio Carletto evidenzia "<em>prospettive molto positive anche per la primavera, con una forte domanda legata a turismo outdoor, culturale ed enogastronomico</em>".</p>
<p>Il quadro che emerge &egrave; quindi quello di una crescita diffusa, ma con il Cuneese sempre pi&ugrave; protagonista. I risultati del 2025 premiano la strategia dell&rsquo;Atl, orientata a un turismo esperienziale e sostenibile, capace di mettere in rete vallate, centri storici e produzioni locali.</p>
<p>E se il Piemonte consolida il proprio posizionamento tra le mete turistiche pi&ugrave; dinamiche d&rsquo;Italia, &egrave; anche grazie alla spinta di territori come la Granda, che oggi non solo tengono il passo, ma guidano la crescita.</p>]]></description><pubDate>Thu, 09 Apr 2026 17:24:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Il 18 e 19 aprile a Saluzzo l'orgoglio malgaro in strada con “La Rudunà”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/saluzzese/il-18-e-19-aprile-a-saluzzo-l-orgoglio-malgaro-in-strada-con-la-ruduna_117605.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/saluzzese/il-18-e-19-aprile-a-saluzzo-l-orgoglio-malgaro-in-strada-con-la-ruduna_117605.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117605/142502.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il 18 e 19 aprile a Saluzzo torna &ldquo;La Rudun&agrave;&rdquo;, la mostra degli animali d&rsquo;alpeggio. La manifestazione &egrave; organizzata da A.RE.MA Associazione Regionale Margari insieme al Comune e porter&agrave; nelle strade del Marchesato la tradizionale festa dell'orgoglio malgaro, prologo della salita agli alpeggi degli allevatori del saluzzese e non. Un concerto di campanacci, il passo deciso di chi mostra al pubblico il proprio lavoro, l&rsquo;emozione di chi intorno osserva quella passeggiata cos&igrave; speciale in un bellissimo centro medievale.</p>
<p>Oltre cento animali sfileranno ben due volte nel centro cittadino: partenza alle 17 di sabato, un percorso che prevede un anello nelle vie centrali saluzzesi, partendo dal Foro Boario, che per due giorni sar&agrave; spazio dove vedere i capi, conoscere il lavoro dei margari e i loro prodotti.</p>
<p><strong>SABATO 18 APRILE</strong><br>Ore 16 - Apertura Mostra Animali e area prodotti del territorio<br>Ore 17 - Rudun&agrave; nel centro cittadino<br>Ore 18 - Esposizione dei Cavalli Merens e Mostra Animali - Foro Boario<br>Ore 20.30 - Cena con i Malgari &amp; Street Food per il concerto<br>Prenotazioni al 348 7342677 e al 348 2714049<br>Ore 21.30 - Les Randoulines &amp; Daniela Mandrile</p>
<p><strong>DOMENICA 19 APRILE</strong><br>Ore 9 - Apertura Mostra Animali e area prodotti del territorio<br>Ore 10 - Laboratorio didattico Cavalli Merens e Mostra Animali - Foro Boario<br>Ore 11 - Rudun&agrave; nel centro cittadino<br>Ore 9 - 16 - la merenda del Malgaro<br>Prenotazioni al 348 7342677 e al 348 2714049</p>]]></description><pubDate>Fri, 03 Apr 2026 12:38:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Prorogata fino al 10 aprile la chiusura della Grotta di Rio Martino]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/saluzzese/prorogata-fino-al-10-aprile-la-chiusura-della-grotta-di-rio-martino_117453.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/saluzzese/prorogata-fino-al-10-aprile-la-chiusura-della-grotta-di-rio-martino_117453.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117453/142294.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Parco del Monviso ha disposto la proroga della chiusura al pubblico dell&rsquo;accesso alla Grotta di Rio Martino fino a venerd&igrave; 10 aprile 2026. La chiusura dell&rsquo;ambiente carsico, sito di importanza comunitaria identificato come ZSC IT1160037 &ldquo;Grotta di Rio Martino&rdquo;, nel periodo invernale &egrave; gi&agrave; prevista dalle misure di conservazione sito-specifiche, che stabiliscono il divieto di ingresso dal 1&deg; novembre al 31 marzo per proteggere le colonie durante la fase pi&ugrave; delicata del loro ciclo vitale, quella dell&rsquo;ibernazione invernale.</p>
<p>Le condizioni meteorologiche registrate nel mese di marzo, caratterizzate da precipitazioni anche nevose, basse temperature e presenza di neve al suolo, hanno per&ograve; reso opportuno estendere questo periodo poich&eacute; i fattori registrati possono ritardare l&rsquo;uscita dei chirotteri svernanti.</p>
<p>Il provvedimento si inserisce in un&rsquo;ottica di precauzione e tutela delle specie presenti all&rsquo;interno della grotta. In questo ambiente, in particolare nel ramo inferiore, &egrave; presente una colonia svernante di Barbastella barbastellus e sono state rilevate numerose altre specie di chirotteri, almeno dodici, molte delle quali frequentano la grotta proprio nel periodo di ibernazione compreso tra novembre e aprile. La proroga della chiusura rappresenta quindi una scelta necessaria per garantire la tutela di specie particolarmente sensibili. Le condizioni meteorologiche di questo inizio primavera non hanno ancora consentito una piena ripresa dell&rsquo;attivit&agrave; dei chirotteri e un accesso non controllato potrebbe arrecare disturbo in una fase ancora critica del loro ciclo biologico.</p>
<p>Il Parco del Monviso si riserva di verificare, in prossimit&agrave; della nuova scadenza, la sussistenza delle condizioni meteorologiche e biologiche che consentano la riapertura della grotta in sicurezza, nel rispetto della conservazione dell&rsquo;habitat e delle specie che ne motivano la tutela.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 01 Apr 2026 12:22:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, da cinquant'anni al servizio della montagna nella Granda]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/soccorso-alpino-della-guardia-di-finanza-da-cinquant-anni-al-servizio-della-montagna-nella-granda_117287.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/soccorso-alpino-della-guardia-di-finanza-da-cinquant-anni-al-servizio-della-montagna-nella-granda_117287.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117287/142045.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Presso la Caserma &ldquo;Cesare Battisti&rdquo; di Cuneo la Guardia di Finanza, con una sobria ma sentita e partecipata cerimonia, ha voluto ricordare gli uomini del Soccorso Alpino del Corpo, in servizio e in congedo. Il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza &egrave; stato istituito il 30 marzo 1965 a Predazzo; dieci anni dopo, sempre nel mese di marzo, sono state aperte in provincia di Cuneo le Stazioni di Limone Piemonte e di Vinadio, quest&rsquo;ultima poi soppressa nel 1983. Nel marzo 2004, considerata l&rsquo;estensione della circoscrizione di servizio e della zona interessata dagli interventi, la Stazione SAGF fu dislocata da Limone Piemonte a Cuneo.&nbsp;</p>
<p>All&rsquo;evento, che ha visto la celebrazione di una messa e la deposizione di una corona d&rsquo;alloro alla memoria dei finanzieri caduti nell&rsquo;adempimento del servizio, hanno partecipato i colleghi attualmente in forza alla locale Stazione di Soccorso Alpino, i familiari nonch&eacute; una folta componente di ex appartenenti ora in congedo. La funzione religiosa &egrave; stata officiata dal Cappellano Militare del Comando Regionale Piemonte &ndash; Valle d&rsquo;Aosta della Guardia di Finanza, Don Antonio Zimbone. Presente anche personale della locale Sezione ANFI. A seguire, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Cuneo, Col. Andrea Alba, e il Comandante della locale Stazione SAGF, M.O. Simone Canavese, nel corso di un momento conviviale, hanno illustrato ai partecipanti i rinnovati compiti e la missione istituzionale del Corpo nel Soccorso, ringraziando tutti gli intervenuti, fra cui i delegati C.N.S.A.S. per la provincia di Cuneo, la cui presenza testimonia e rafforza il legame fra soccorso Alpino civile e militare.&nbsp;</p>
<p>Il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza rappresenta oggi una delle eccellenze nazionali nel soccorso in ambiente impervio e nella polizia di montagna, con specifici compiti di polizia giudiziaria, protezione civile e tutela ambientale, operando in media ed alta montagna, su terreni innevati, boschivi e alpinistici. In Italia sono attualmente operative 29 Stazioni S.A.G.F.. Con l&rsquo;apertura prevista nel 2026 delle nuove Stazioni di Bergamo e Vicenza i presidi aumenteranno a 31. L&rsquo;azione del S.A.G.F. si inserisce in un articolato sistema di collaborazione con il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (C.N.S.A.S.), i Vigili del Fuoco, il Servizio Sanitario 118 &ndash; Azienda Zero Piemonte, la Protezione Civile e le altre Forze di Polizia, attraverso protocolli operativi nazionali e regionali che garantiscono interventi coordinati, efficaci e sicuri. Il personale del S.A.G.F. &egrave; altamente specializzato e comprende Tecnici di Soccorso Alpino, Tecnici di Elisoccorso, unit&agrave; cinofile per la ricerca in superficie, valanga e macerie; &egrave; stata di recente prevista la figura dei Tecnici di Ricerca (T.E.R.), formati per la pianificazione e la gestione delle operazioni di ricerca di persone disperse o scomparse. Dal 2024 &egrave; stato inoltre istituito un servizio di reperibilit&agrave; attiva, che garantisce una risposta immediata alle emergenze grazie alla sinergia tra personale S.A.G.F., Sezioni Aeree della Guardia di Finanza e unit&agrave; cinofile. Fondamentale anche l&rsquo;impiego di strumentazioni tecnologiche avanzate, tra cui droni dotati di termocamera e sistemi IMSI Catcher per la localizzazione dei telefoni cellulari. Coniugando alta specializzazione tecnica, prontezza operativa e compiti di polizia di montagna, il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza continua a rappresentare una risorsa strategica per la sicurezza degli utenti e delle comunit&agrave; che vivono e frequentano gli ambienti montani.</p>]]></description><pubDate>Mon, 30 Mar 2026 09:14:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Le Alpi di Cuneo in vetrina a Milano grazie all'Atl del Cuneese]]></title><link>https://www.cuneodice.it/sport/cuneo-e-valli/le-alpi-di-cuneo-in-vetrina-a-milano-grazie-all-atl-del-cuneese_117198.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/sport/cuneo-e-valli/le-alpi-di-cuneo-in-vetrina-a-milano-grazie-all-atl-del-cuneese_117198.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117198/141913.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sull&rsquo;onda di una stagione invernale da record, la provincia di Cuneo guarda alla primavera e all&rsquo;estate 2026. L&rsquo;ATL del Cuneese ha scelto la cornice di uno showroom milanese, La Boutique Tempini 1921, per svelare alla stampa nazionale e a numerosi stakeholder lombardi le novit&agrave; della destinazione outdoor, confermandosi come uno dei distretti pi&ugrave; dinamici per il turismo attivo, inclusivo e sostenibile.</p>
<p>"<em>Guardiamo all&rsquo;estate con un grande entusiasmo</em>&rdquo;, ha dichiarato la presidente dell&rsquo;ATL del Cuneese Gabriella Giordano, che ha moderato l&rsquo;incontro. &ldquo;<em>Il Cuneese &egrave; un ecosistema dinamico dove l&rsquo;autenticit&agrave; della terra incontra la modernit&agrave; di un&rsquo;offerta turistica integrata e rigenerante: concerti all&rsquo;aperto, spettacoli, appuntamenti gastronomici ed eventi sportivi internazionali saranno, nei prossimi mesi, una vera vetrina delle nostre Alpi. Un respiro globale che testimonia la forza attrattiva delle nostre terre e l&rsquo;eccellenza organizzativa che ci distingue</em>&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;infinita variet&agrave; di appuntamenti outdoor estivi &egrave; stata raccontata anche attraverso la voce di due Testimonial di Visitcuneese: la runner Alice Minetti e il campione paralimpico handbike Tokyo 2020 Diego Colombari. A ufficializzare l&rsquo;avvio della bella stagione, l&rsquo;Assessore Regionale al Turismo e Sport Paolo Bongioanni e il Presidente di VisitPiemonte Silvio Carletto, intervenuti di fronte a importanti nomi del giornalismo e del mondo sportivo.</p>
<p>L&rsquo;assessore regionale Paolo Bongioanni ha cos&igrave; commentato: &ldquo;<em>Viviamo un contesto, nazionale e internazionale, nel quale le certezze di ieri si trasformano nelle incertezze di domani e saltano equilibri consolidati da decenni. Occorrono flessibilit&agrave;, dinamicit&agrave;, capacit&agrave; di diversificare, sia nell&rsquo;agroalimentare - non dimentichiamo che il 20% dei prodotti italiani con certificazione d&rsquo;origine &egrave; piemontese &ndash; sia nel turismo. &Egrave; un quadro in cui la comunicazione, mai cos&igrave; veloce, gioca un ruolo importante. Cos&igrave; come possono essere strategici mercati di prossimit&agrave; come la piazza della Lombardia e di Milano. Il Piemonte ci si deve affacciare: Cuneo si sta muovendo anche con il richiamo di unicit&agrave; come l&rsquo;Alta Via del Sale. Bene cos&igrave;, continuiamo a farlo</em>&rdquo;.</p>
<p>Silvio Carletto, presidente di VisitPiemonte, ha dichiarato: &ldquo;<em>Le Alpi piemontesi, e in particolare quelle di Cuneo sono un terreno leggendario per chi cerca il limite tra fatica e soddisfazione. Luoghi dove la "sfida" non &egrave; solo pendenza ma un viaggio tecnico e spirituale su strade militari e alte creste, attraverso paesaggi meravigliosi che ripagano largamente il grande impegno fisico. Per l&rsquo;attrattivit&agrave; turistica della nostra regione, con la crescita soprattutto del turismo legato alla bicicletta, all&rsquo;escursionismo e ai cammini, questi sono elementi fondamentali, insieme a un sistema di accoglienza ben organizzato e diffuso. </em><em>In questo contesto, anche i campioni-testimonial e gli eventi sportivi contribuiscono a raccontare il Piemonte in modo autentico e coinvolgente, raggiungendo attraverso strumenti concreti target specifici: appassionati, atleti, accompagnatori, community. Un pubblico che non solo partecipa, ma vive il territorio, generando un impatto diretto in termini di presenze e contribuendo ad aumentare la permanenza in loco. Un ringraziamento particolare va all&rsquo;ATL del Cuneese, esempio concreto di collaborazione efficace, capace di valorizzare le specificit&agrave; locali e contribuire alla costruzione di un&rsquo;offerta regionale coordinata e riconoscibile</em>&rdquo;.</p>
<p>Il Cuneese, storicamente crocevia di scambi tra Italia e Francia, trasforma oggi il suo passato in opportunit&agrave; turistiche uniche. Le antiche vie del sale, i sentieri dei pellegrini e le vecchie rotte commerciali sono diventate un patrimonio di strade bianche e percorsi a bassa percorrenza. Questi tracciati, un tempo percorsi da pastori, pellegrini e contrabbandieri, rappresentano oggi l&rsquo;itinerario ideale per chi ama l&rsquo;esplorazione a piedi o in bicicletta. Dalle iconiche pareti del "Re di Pietra" fino alle sponde del Po, il territorio si presenta come una vera e propria palestra naturale. Con il disgelo, lo sci cede il passo a un ventaglio di esperienze che spaziano dal classico all'estremo: sport d'acqua e aria quali rafting, canyoning, river trekking e l&rsquo;emozione del volo in mongolfiera, sky running e arrampicata sulle grandi pareti alpine. A fianco di queste esperienze pi&ugrave; consolidate, ecco nuove proposte immersive come il forest bathing e lo yoga in quota, pensate per chi cerca una riconnessione profonda con la natura.</p>
<p>In occasione dell&rsquo;incontro milanese, la campionessa Alice Minetti ha cos&igrave; parlato delle Alpi di Cuneo e del ruolo da Testimonial che riveste per Visitcuneese: &ldquo;<em>Con questo evento-stampa, diventa ufficiale la mia collaborazione con l&rsquo;ATL del Cuneese. Parto dicendo - senza nulla togliere alla corsa su strada, dalla quale provengo - che correre in montagna &egrave; un qualcosa in pi&ugrave;. Un mix tra sensazione di libert&agrave;, immersione nella natura, passaggi in ambienti che cambiano pi&ugrave; rapidamente che altrove. Non si tratta solo fatica: ti capita di guardarti attorno e di essere felice. Correndo in tutto il mondo ho scoperto la bellezza di tante montagne ma, per ovvie ragioni, quelle del Cuneese sono nel mio cuore. Stamattina, prima di affrontare il resto della giornata e venire a Milano, mi sono alzata e ho corso per un&rsquo;ora e mezza. Nel silenzio, c&rsquo;eravamo solo io e i caprioli. Sono orgogliosa del ruolo che rivesto come Testimonial e continuer&ograve; a portare il Cuneese con me in giro per il mondo</em>&rdquo;.</p>
<p>Anche il campione Diego Colombari, oro a Tokyo 2020 nella disciplina handbike ha commentato: &ldquo;<em>Recentemente sono passato allo sci di fondo dalla handbike, specialit&agrave; in cui ho, fra l&rsquo;altro, conquistato un oro olimpico e due record mondiali, uno di velocit&agrave; e uno sull&rsquo;ora di percorrenza. Un cambiamento che, al di l&agrave; del notevole impegno atletico, richiede passaggi tecnici non indifferenti. Sono un atleta poliedrico? S&igrave;, anche grazie al mio territorio. Esco di casa e ho a disposizione un ampio ventaglio di possibilit&agrave;: ho l&rsquo;imbarazzo della scelta. Sono felice di questa collaborazione con l&rsquo;ATL del Cuneese, che anche attraverso la mia immagine e le mie attivit&agrave; sportive, racconta un territorio sempre pi&ugrave; inclusivo e attento ai bisogni speciali di turisti e di visitatori</em>&rdquo;.</p>
<p>Il calendario degli appuntamenti sportivi prevede numerose iniziative dal respiro nazionale e internazionale, sia per i runner, sia per chi ama vivere la montagna in sella alla bicicletta. Ecco i principali.<br><br>Corsa in montagna<br>- Due Castelli Urban Trail &ndash; (Manta, 19 aprile)<br>- Tajar&eacute; Trail &ndash; (Valle Stura, 25 aprile)<br>- Sui Sentieri di Leonardo &ndash; Campionato Italiano Mountain Classic (10 maggio, Revello)<br>- Mola Nen Trail (Bernezzo, 31 maggio)&nbsp;<br>- MUT &ndash; Mondol&egrave; Experience (6 giugno, con partenza da Roccaforte Mondov&igrave;)<br>- CAUT, Curnis Auta Trail (11 luglio, Valle Grana)<br>- 100 Miglia Monviso (17-19 luglio, Valli del Saluzzese)<br>- Valle Stura Skyrace &ndash; Campionato Italiano Assoluto Skyrace, Vertical &ndash; Skyrace &ndash; Skyrun (25-26 luglio, alta Valle Stura con partenza da Argentera)<br>- Monviso Trail (30 agosto, Valle Po)<br>- Grand Raid Cro Magnon (26 settembre, con partenza da Limone Piemonte)<br>- MOT &ndash; Maira Occitan Trail (3 ottobre, Valle Maira)</p>
<p>Ciclismo<br>- GF &Eacute;tape Piemonte by Tour de France (31 maggio, Alpi Marittime, con partenza da Entracque)<br>- Giro d&rsquo;Italia Women &ndash; Gran Finale (Saluzzo-Saluzzo, Valli del Monviso, 7 giugno)<br>- La Via del Sale MTB Race (21 giugno, con partenza da Limone Piemonte)<br>- GF La Fausto Coppi (28 giugno, Cuneo - Alpi di Cuneo &ndash; Cuneo con passaggio sull&rsquo;iconico Colle Fauniera)<br>- L&rsquo;&Eacute;tape Mondov&igrave; by Tour de France | GF Alpi del Mare (20 settembre, territorio Monregalese con partenza da Mondov&igrave;)<br>- Le Scalate leggendarie: una settimana per scoprire le pi&ugrave; iconiche salite del Cuneese in sella alla bicicletta, lungo strade chiuse al traffico veicolare. La settimana delle scalate prevede le seguenti proposte. 4 luglio: Rucas/Montoso, 5 luglio: Strada dei Cannoni, 6 luglio: Colle Sampeyre, 7 luglio: Pian del Re, 8 luglio: S. Anna Vinadio,&nbsp;9 luglio: Colle Fauniera, 10 luglio: Montemale. A questa settimana con giornate continuative si aggiungono date singole, ossia 20 giugno: Pian del Re, 6 settembre Colle dell&rsquo;Agnello; 12 settembre: Colle Fauniera.</p>
<p>Dal 14 al 17 maggio 2026 a Cuneo ritorna il Cuneo Montagna Festival, un appuntamento importante per gli amanti della montagna e delle attivit&agrave; all'aria aperta.</p>
<p>Da non perdere anche OFF, Outdoor Free Festival in programma nel Monregalese dal 5 al 7 giugno con la possibilit&agrave; di provare e vivere differenti discipline: e-bike, MTB, arrampicata, boulder, equitazione, gravel e trail running.</p>
<p>Da venerd&igrave; 25 a domenica 27 settembre, la sesta edizione del Cuneo Bike Festival proporr&agrave; agli appassionati tre esperienze inedite: venerd&igrave; 25 settembre la "Run, Bike, Fun", gara a coppie non competitiva, sabato 26 una pedalata gravel organizzata dall'ASD Fausto Coppi on the road e domenica 27 una pedalata cittadina per famiglie. In piazza Galimberti torneranno i grandi classici come il pump track e la ciclofficina, e nella serata di sabato 26 settembre il cinema Monviso ospiter&agrave; un talk con un personaggio del mondo dello sport.</p>
<p>Questi e molti altri appuntamenti in programma nelle Alpi di Cuneo sono consultabili su <a href="https://www.visitcuneese.it" target="_blank">www.visitcuneese.it</a>.</p>
<p>La presentazione milanese si &egrave; conclusa con una graditissima degustazione di prodotti tipici cuneesi cucinati per l&rsquo;occasione dallo chef Luca Politano (<a href="https://www.hotelpolitano.it" target="_blank">www.hotelpolitano.it</a>): formaggi DOP delle Alpi di Cuneo, salumi e alcuni piatti che affondano le radici nella cucina tradizionale, quali i Cap&ocirc;net. Ad accompagnare la degustazione, i pregiati vini della Cantina L&rsquo;Autin di Barge.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 27 Mar 2026 15:12:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Il Piemonte ospita a Torino il Comitato permanente della Conferenza delle Alpi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/il-piemonte-ospita-a-torino-il-comitato-permanente-della-conferenza-delle-alpi_117064.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/il-piemonte-ospita-a-torino-il-comitato-permanente-della-conferenza-delle-alpi_117064.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117064/141737.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Regione Piemonte ha ospitato oggi a Torino l'apertura dell&rsquo;83&ordf; seduta del Comitato permanente della Conferenza delle Alpi, nell&rsquo;ambito della Convenzione sottoscritta nel 1991 che include, oltre all&rsquo;Italia, Austria, Francia, Germania, Liechtenstein, Principato di Monaco, Slovenia e Svizzera, con l&rsquo;obiettivo di promuovere la conservazione e lo sviluppo sostenibile delle Alpi.</p>
<p>Le politiche innovative della Regione Piemonte sulla tutela del patrimonio alpino e la sua valorizzazione sono state alla base della scelta della Presidenza della Convenzione di svolgere questo importante incontro nel capoluogo piemontese, che ha visto la partecipazione di delegazioni internazionali, osservatori e stakeholder europei. L'assessore regionale Marco Gallo ha aperto i lavori esponendo le buone pratiche del Piemonte in materia di nuova residenzialit&agrave; montana e sviluppo sostenibile della montagna, con spunti ed esempi che toccano temi quali la valorizzazione della cultura alpina, le interconnessioni logistiche, la demografia, il monitoraggio del clima e la biodiversit&agrave;.</p>
<p><em>"Ospitare a Torino l&rsquo;83&deg; Comitato permanente della Convenzione delle Alpi &egrave; per il Piemonte un riconoscimento concreto del lavoro che stiamo portando avanti sui nostri territori montani"</em> ha dichiarato l&rsquo;assessore Marco Gallo: <em>"Le Alpi sono parte determinante della nostra identit&agrave; regionale, con tutte le sfide che questo comporta, dallo spopolamento all&rsquo;adattamento climatico, dalla tutela della biodiversit&agrave; alla tenuta delle comunit&agrave; locali. Come Regione Piemonte stiamo investendo su pi&ugrave; fronti: dalla Strategia per le Montagne alle 12 Green Communities finanziate per 23 milioni di euro, fino all&rsquo;Osservatorio regionale sui cambiamenti climatici e al secondo Stralcio della Strategia climatica, dedicato proprio alla montagna. Il confronto internazionale che si apre oggi &egrave; un&rsquo;occasione preziosa per misurare queste esperienze con quelle degli altri Paesi alpini e per rafforzare una cooperazione che, su temi come biodiversit&agrave;, clima e cultura alpina, non pu&ograve; che essere transnazionale"</em>.</p>
<p>Il direttore generale Affari Europei, Internazionali e Finanza Sostenibile del Ministero dell&rsquo;Ambiente e della Sicurezza energetica, Alessandro Guerri, presidente del Comitato permanente, ha sottolineato il ruolo fondamentale del Piemonte nella protezione dello spazio alpino, grazie alla sua posizione strategica e all'estensione territoriale sulle Alpi occidentali. Le politiche ambientali regionali, la promozione di aree protette e la collaborazione transfrontaliera con le regioni confinanti contribuiscono alla salvaguardia degli ecosistemi montani e alla tutela della biodiversit&agrave;, in linea con gli obiettivi della Convenzione delle Alpi, trattato internazionale mirato allo sviluppo sostenibile dell&rsquo;arco alpino.</p>
<p>Nel corso dei lavori, il Piemonte ha consolidato la propria posizione di innovatore nell&rsquo;area alpina, valorizzando il ruolo di promotore di iniziative e dedicando spazio all&rsquo;aggiornamento della Task Force sulla cultura, con attenzione al patrimonio immateriale e alla tradizione alimentare locale. La Presidenza italiana ha poi illustrato lo stato del Programma 2025-2026, sottolineando la collaborazione tra i gruppi di lavoro tematici, la raccolta di oltre 80 buone pratiche di adattamento locale ai cambiamenti climatici e iniziative per la biodiversit&agrave; e le foreste. &Egrave; stato inoltre presentato l&rsquo;avanzamento dell&rsquo;11&deg; Rapporto sullo Stato delle Alpi, con focus su ghiacciai, permafrost e ciclo dell&rsquo;acqua in Piemonte.</p>
<p>Per la seconda giornata &egrave; atteso l&rsquo;approfondimento sul progetto Forest EcoValue, la redazione del Piano d&rsquo;Azione per la Biodiversit&agrave; Alpina e il confronto sulle sfide future, comprese le priorit&agrave; della prossima Presidenza tedesca che si concentrer&agrave; sulla comunicazione del rischio e sulla gestione delle emergenze in ambiente montano.</p>]]></description><pubDate>Wed, 25 Mar 2026 16:49:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Foehn sul Piemonte, sulle Alpi raffiche oltre i 120 chilometri orari]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/foehn-sul-piemonte-sulle-alpi-raffiche-oltre-i-120-chilometri-orari_117033.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/foehn-sul-piemonte-sulle-alpi-raffiche-oltre-i-120-chilometri-orari_117033.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117033/141692.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Da domani pomeriggio sono attesi forti venti sulla regione a causa di una saccatura di origine nordatlantica, caratterizzata da aria fredda in quota, che si addosser&agrave; all&rsquo;arco alpino. Gi&agrave; in mattinata il vento inizier&agrave; ad intensificarsi in montagna, da ovest sulle Alpi e prevalentemente da sud sull&rsquo;Appennino. Successivamente i venti diverranno molto forti o burrascosi sulle Alpi (con raffiche anche superiori ai 120 km/h sulle creste pi&ugrave; esposte), e intense condizioni di foehn si instaureranno nelle valli alpine; tra tardo pomeriggio e sera le condizioni di foehn si estenderanno anche in pianura con raffiche forti o molto forti (fino a 70-80 km/h).</p>
<p>L&rsquo;intensa ventilazione si manterr&agrave; anche nella giornata di gioved&igrave;, interessando gran parte della regione, ma con la tendenza a ruotare pi&ugrave; da nord. L&rsquo;attenuazione dei venti &egrave; prevista nella giornata di venerd&igrave;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 25 Mar 2026 11:55:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[I ghiacciai piemontesi continuano ad arretrare]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/i-ghiacciai-piemontesi-continuano-ad-arretrare_116905.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/i-ghiacciai-piemontesi-continuano-ad-arretrare_116905.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116905/141513.jpg" title="Il ghiacciaio del Clapier, in alta valle Gesso, fotografato il 4 settembre 2025 - foto Arpa Piemonte" alt="Il ghiacciaio del Clapier, in alta valle Gesso, fotografato il 4 settembre 2025 - foto Arpa Piemonte" /><br /><p>Il 21 marzo si &egrave; celebrat la seconda Giornata Mondiale dei Ghiacciai, dichiarata dall&rsquo;Assemblea Generale delle Nazioni Unite in occasione del 2025, Anno Internazionale per la Conservazione dei Ghiacciai. Contestualmente ha preso avvio il Decennio d'azione per le scienze criosferiche (2025&ndash;2034), sforzo globale volto a potenziare la ricerca e a promuovere azioni urgenti per proteggere le aree glacializzate della Terra, invito per scienziati, governi e comunit&agrave; di tutto il mondo a unirsi per proteggere la criosfera e salvaguardare i miliardi di persone che dipendono da essa per la propria sopravvivenza.</p>
<p>Arpa Piemonte ha accolto la chiamata potenziando le attivit&agrave; di studio e monitoraggio della criosfera regionale a livello sia organizzativo che operativo. La campagna glaciologica 2025 &egrave; stata svolta dall&rsquo;Agenzia con il supporto e la collaborazione di CNR-IRPI, Fondazione Glaciologica Italiana, Societ&agrave; Meteorologica Italiana, Parco Nazionale Gran Paradiso, Protezione Civile Regionale, Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese.</p>
<p>Lo studio dei ghiacciai piemontesi &egrave; stato articolato sulla base di un piano di monitoraggio che attribuisce un differente grado di priorit&agrave; in funzione dei processi di instabilit&agrave; attivi o potenziali e in relazione al possibile coinvolgimento di aree antropizzate, secondo i criteri dettati dal Gruppo di Lavoro sul rischio connesso a fenomeni di dissesto in ambiente glaciale e periglaciale, partecipato dall&rsquo;Agenzia e guidato dal Dipartimento della Protezione Civile.</p>
<p>Tra i mesi di luglio e novembre 2025 sono state condotte quattordici missioni di osservazione e monitoraggio dell&rsquo;ambiente glaciale piemontese: su 161 corpi glaciali totali, ne sono stati visitati 110. Di questi undici sono stati raggiunti con sopralluoghi diretti mentre un centinaio sono stati osservati dall&rsquo;alto con sorvoli da elicottero. Il Settore Protezione Civile della Regione Piemonte ha fornito la logistica aerea per una copertura quasi totale del territorio glacializzato piemontese.</p>
<h2>I dati</h2>
<p>Oltre al monitoraggio qualitativo attraverso il confronto fotografico tra l&rsquo;aspetto del ghiacciaio degli anni scorsi e l&rsquo;attuale, per 50 ghiacciai &egrave; stato elaborato un modello 3D fotogrammetrico che ha permesso un confronto quantitativo delle trasformazioni avvenute. I poligoni dei limiti dei ghiacciai sono stati aggiornati alla situazione del 2025 (periodo fine agosto-ottobre) utilizzando le ortofoto rilevate nei voli fotogrammetrici e, in assenza di queste, le ortofoto satellitari disponibili: nel complesso sono stati aggiornati 150 poligoni su 161, pari al 93% della superficie glacializzata. I dati aggiornati confluiscono nel geoportale istituzionale, popolando il livello ghiacciai edizione 2026. Il confronto con i limiti dei ghiacciai rilevati nella precedente edizione (aggiornamento 2022-2024) ha indicato:<br>- 108 ghiacciai (67% del totale) in contrazione, per complessivi 0.59 km2 persi; tra questi, 13 ghiacciai hanno subito una riduzione areale di almeno un ettaro mentre la maggiore perdita &egrave; stata registrata dal ghiacciaio Meridionale del Sabbione (0.16 km2 persi, pari al 11.5% della sua superficie). Alcuni corpi glaciali hanno perso una percentuale significativa della loro superficie (Blindenhorn Inferiore: -33%; Castelfranco: -28%), si tratta di piccoli glacionevati in fase di disfacimento. La perdita media, per ghiacciaio, tra le due campagne di misura &egrave; pari a quasi 5500 m2.&nbsp;<br>- 31 ghiacciai (19% del totale) in sostanziale stabilit&agrave; dovuta a due differenti condizioni: ghiacciai completamente coperti da detrito per cui &egrave; difficile riconoscere variazioni annuali dei limiti, oppure ghiacciai che sono risultati completamente coperti da neve; in questa categoria rientrano alcuni ghiacciai coperti da neve recente al momento della visita e altri coperti da neve residua, in particolare dell&rsquo;annata 2023-2024.&nbsp;<br>- 10 ghiacciai (6% del totale) hanno registrato un aumento della loro superficie; non si tratta di una reale espansione ma di ghiacciai i cui limiti sono stati aggiornati sulla base di nuove evidenze, quali ad esempio l&rsquo;affioramento di ghiaccio sepolto da detrito all&rsquo;esterno dei precedenti limiti; in altri casi si tratta della correzione di errori di georeferenziazione delle ortofoto utilizzate in precedenza.&nbsp;<br>- 11 ghiacciai (7% del totale) non sono stati rilevati.</p>
<p>I dati raccolti confermano il trend negativo di deglacializzazione delle Alpi, con particolare effetto per i ghiacciai (o le parti di questi) posti sotto i 3100-3200 metri di quota. La superficie glacializzata complessiva in Piemonte si attesta a 21.8 km2, segnando un nuovo minimo nella serie storica: in riferimento alla precedente campagna (dati 2022-2024), la riduzione areale coinvolge il 67% dei ghiacciai, quota che raggiunge il 98% dei ghiacciai regionali se si estende l&rsquo;analisi alle ultime due decadi.&nbsp;</p>
<p>L&rsquo;arretramento frontale &egrave; stato misurato in sito per due ghiacciai (Bessanese e Ciamarella) con valori contenuti entro i 7 m (rispetto al 2023); invece, attraverso la fotogrammetria &egrave; stato misurato un arretramento medio di oltre 14 m in un anno, su 5 ghiacciai distribuiti tra le Alpi Graie e Pennine.</p>
<p>Le risultanze dei rilievi 2025 hanno permesso di aggiornare la baseline dei ghiacciai piemontesi, il livello minimo ed uniforme di conoscenza che comprende informazioni geografiche sull&rsquo;ubicazione, sulla tipologia e sulla correlazione con eventi di instabilit&agrave;.&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.arpa.piemonte.it/notizia/21-marzo-2026-giornata-mondiale-dei-ghiacciai" target="_blank">QUI maggiori informazioni.</a></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 23 Mar 2026 14:42:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[E se in Piemonte si potesse sciare solo fino al 2050?]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/e-se-in-piemonte-si-potesse-sciare-solo-fino-al-2050_116512.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/e-se-in-piemonte-si-potesse-sciare-solo-fino-al-2050_116512.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116512/140957.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Un inverno particolarmente generoso in termini di nevicate non cambia la tendenza pluriennale: nelle Alpi la copertura nevosa si &egrave; ridotta del 5-6% ogni decennio negli ultimi cinquant&rsquo;anni. Ne consegue che circa la met&agrave; delle localit&agrave; sciistiche europee gi&agrave; oggi rischierebbe di chiudere in assenza di cannoni e bacini artificiali. &Egrave; il quadro che emerge dal report &ldquo;Nevediversa&rdquo;, pubblicato come ogni anno da Legambiente. Un rapporto, come di consueto, molto critico nei confronti dell&rsquo;attuale gestione della montagna e della mancata riconversione di siti che a causa dei cambiamenti climatici in atto sono destinati ad avere vita breve.</p>
<p>&ldquo;<em>Mentre la base fisica dello sci si assottiglia, nella gran parte dei casi il 90% dei fondi pubblici destinati al turismo montano continua a sostenere il &lsquo;sistema neve&rsquo;, lasciando alla riconversione e alla destagionalizzazione solo briciole di risorse</em>&rdquo;, si legge nello studio.&nbsp;</p>
<p>Legambiente ha censito sul territorio nazionale 273 impianti sciistici gi&agrave; dismessi, 106 chiusi temporaneamente, oltre a 98 che operano in una condizione mista di apertura e chiusura e 231 che vivono una fase di cosiddetto &ldquo;accanimento terapeutico&rdquo;, tenuti in piedi solo da ingenti investimenti per l&rsquo;innevamento artificiale. &ldquo;<em>I 169 bacini per l&rsquo;innevamento artificiale censiti equivalgono a milioni di metri cubi d&rsquo;acqua: un volume che, ogni anno, basterebbe per impilare circa 35 grattacieli di 300 metri di altezza l&rsquo;uno sopra l&rsquo;altro. Purtroppo, i riusi e gli smantellamenti restano casi sporadici: solo 37 quelli finora conteggiati</em>&rdquo;. Secondo il report, il settore &egrave; sospeso &ldquo;tra abbandono e artificio&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La mappatura</h2>
<p>Nel censimento realizzato da Legambiente occupano una posizione di rilievo il Piemonte e la provincia di Cuneo. Gli impianti dismessi nella nostra regione sono in totale 76: per quanto riguarda la Granda vengono citati, tra gli altri, Viola St. Gr&egrave;e, Chiappera, Chiusa Pesio, Vinadio, Vernante, Ormea e Lurisia. A questi, spesso e volentieri, si accompagnano anche edifici abbandonati e fatiscenti, relitti di un&rsquo;epoca ormai passata.</p>
<p>Gli impianti considerati chiusi solo temporaneamente in Piemonte sono 20, tra questi Argentera e Garessio 2000, mentre quelli aperti &ldquo;a singhiozzo&rdquo; sono 11, tra cui quello di Crissolo.</p>
<p>Un capitolo consistente, poi, &egrave; dedicato ai citati casi di &ldquo;accanimento terapeutico&rdquo;, 231 in tutta Italia, 17 in Piemonte. Si legge nel rapporto: &ldquo;<em>Uno dei principali criteri adottati per classificare i progetti elencati &egrave; il rapporto tra presenza di neve e quota degli impianti. Numerosi studi internazionali sul cambiamento climatico e sulla sostenibilit&agrave; del turismo alpino evidenziano che la quota di affidabilit&agrave; dell&rsquo;innevamento naturale nelle Alpi si sta progressivamente spostando verso l&rsquo;alto, a causa dell&rsquo;aumento delle temperature medie e della riduzione della durata del manto nevoso, come documentato dai rapporti dell&rsquo;IPCC e dell&rsquo;European Environment Agency. In questo contesto, quasi tutte le analisi dedicate specificamente all&rsquo;arco alpino indicano che al di sotto dei 1.500 metri di altitudine non &egrave; pi&ugrave; opportuno incentivare nuove infrastrutture sciistiche. Anche la fascia compresa tra 1.500 e 1.800 metri &egrave; generalmente sconsigliata per nuovi incentivi, poich&eacute; presenta condizioni di sostenibilit&agrave; sempre pi&ugrave; incerte e fortemente dipendenti dall&rsquo;innevamento artificiale</em>&rdquo;. Questo capitolo, come da tradizione, mette in evidenza &ldquo;<em>alcune scelte progettuali che, nell&rsquo;era della crisi climatica, secondo una vasta letteratura scientifica non presentano prospettive di sostenibilit&agrave; a lungo termine. Tale inadeguatezza non &egrave; legata soltanto all&rsquo;emergenza ambientale, ma anche ai profondi cambiamenti economici e sociali che stanno trasformando le aree montane</em>&rdquo;.</p>
<p>Un capitolo, quest&rsquo;ultimo, legato strettamente a quello relativo ai bacini artificiali per l&rsquo;innevamento: in Piemonte sono 23 e stoccano circa 84.498 mq di acqua.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116512/small_140958.jpg" alt="Foto"></p>
<h2>I luna park della montagna</h2>
<p>Novit&agrave; di questa edizione di &ldquo;Nevediversa&rdquo;, oltre a un ampio spazio per le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina e per l&rsquo;impatto (economico e paesaggistico) delle infrastrutture realizzate per l&rsquo;occasione, &egrave; l&rsquo;approfondimento su quelli che vengono definiti &ldquo;luna park della montagna&rdquo;. Ne sono stati individuati 28: si tratta di progetti &ldquo;<em>variamente impattanti, ma tutti caratterizzati da forte artificialit&agrave; e standardizzazione: realizzati spesso con abbondante plastica e replicati identici da una valle all&rsquo;altra, senza alcun radicamento nella cultura, nella storia o nella morfologia dei luoghi. Il risultato &egrave; che queste strutture appaiono estranee, talvolta invasive, nel paesaggio alpino. Il rischio &egrave; evidente: nel tentativo di reagire alla crisi della neve, la toppa pu&ograve; rivelarsi peggiore del buco</em>&rdquo;.</p>
<p>In provincia di Cuneo viene citato il comprensorio del Mondol&egrave;: &ldquo;<em>Pista bob estiva con risalita tutto l&rsquo;anno, nuove infrastrutture ricettive, nuovi chalet, nuovo bacino idrico accumulo in regione Caudano, nuova cittadella dello Sport. L&rsquo;investimento nel nuovo Piano Strategico 2026- 2029 &egrave; di 60 milioni euro, 12 da Regione Piemonte (Prato Nevoso pi&ugrave; intero comprensorio Mondol&egrave; Ski). A tutti gli effetti, Prato Nevoso si sta trasformando in un polo attrattivo assimilabile ai grandi comprensori sciistici nazionali e internazionali, privilegiando per&ograve; proposte che hanno ben poco a che vedere con le reali emergenze naturalistiche dell&rsquo;ambiente montano</em>&rdquo;, scrive Legambiente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Gli investimenti&nbsp;</h2>
<p>&ldquo;<em>Milioni sulla neve che scompare</em>&rdquo;. Legambiente lo definisce un paradosso: &ldquo;<em>Mentre la crisi climatica riduce drasticamente l&rsquo;affidabilit&agrave; della neve naturale e accorcia le stagioni invernali, lo Stato e molte Regioni continuano a investire ingenti risorse pubbliche per sostenere e potenziare il sistema dello sci alpino e appenninico. Pi&ugrave; la neve manca, pi&ugrave; aumentano gli investimenti per produrla artificialmente</em>&rdquo;.</p>
<p>In Piemonte il &ldquo;Bando Neve&rdquo; del dicembre 2025 ha stanziato 50 milioni di euro per interventi su impianti, sicurezza e qualit&agrave; delle piste, finanziando oltre quaranta progetti tra Sestriere, Limone Piemonte, Macugnaga e altri comprensori. Considerando cofinanziamenti e risorse legate a eventi come le Universiadi, il sistema neve piemontese mobilita complessivamente circa 100 milioni di euro. Gli stanziamenti complessivi della Regione per il settore toccano quota 230 milioni di euro in dieci anni.</p>
<p>Cifre che mostrano chiaramente la direzione delle politiche pubbliche: mantenere in vita, ad ogni costo, il modello dello sci industriale. &ldquo;<em>Eppure, i dati climatici raccontano un&rsquo;altra storia: aumento delle temperature, innalzamento della quota neve, stagioni sempre pi&ugrave; instabili, costi energetici e idrici crescenti, conflitti sull&rsquo;uso dell&rsquo;acqua, impatti paesaggistici e frammentazione degli ecosistemi. La domanda che Nevediversa pone non &egrave; tecnica, ma politica e culturale: ha senso continuare a investire centinaia di milioni di euro in infrastrutture pensate per un clima che non esiste pi&ugrave;, invece di accompagnare una vera transizione dei territori montani?</em>&rdquo;.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116512/small_140960.jpg" alt="Foto"></p>
<p>Prosegue il dossier: &ldquo;<em>Secondo alcuni autorevoli scienziati, come Luca Mercalli, il rischio &egrave; che in Piemonte si possa sciare solo fino al 2050. Altri 24 anni, e poi?</em>&rdquo;.</p>
<p>Nel rapporto viene anche confutata la tesi secondo la quale la presenza degli impianti sciistici e i posti di lavoro offerti dagli stessi fungerebbero da contrasto allo spopolamento delle aree montane: con numeri e statistiche sull&rsquo;andamento demografico in diverse localit&agrave; sciistiche italiane, Legambiente evidenza come lo spopolamento - salvo rare eccezioni - non sia diverso da quello che si osserva in zone prive di impianti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Gli esempi virtuosi</h2>
<p>Uno spazio all&rsquo;interno del report &egrave; riservato anche ad alcuni casi positivi. Tra questi, quelli di Pian Mun&igrave;, Viola St. Gr&egrave;e e Garessio, che con progetti alternativi stanno tentando la via della destagionalizzazione, allontanandosi da una condizione di dipendenza dalla neve e da un turismo concentrato in un periodo sempre pi&ugrave; ridotto dell&rsquo;anno.&nbsp;</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116512/small_140959.jpg" alt="Valle Maira"></p>
<p>Analisi a parte quella riservata alla valle Maira, inserita nella &ldquo;Top ten&rdquo; delle buone pratiche scelte da &ldquo;Nevediversa&rdquo; e definita un &ldquo;inconfutabile modello di successo&rdquo;: &ldquo;<em>La Valle Maira, storicamente colpita da spopolamento e abbandono, ha scelto un modello di sviluppo alternativo allo sci di massa, puntando con decisione sul turismo lento e sostenibile. Priva di impianti di risalita e infrastrutture invasive, la valle si &egrave; affermata come una delle esperienze alpine pi&ugrave; avanzate nel turismo dolce e outdoor</em>&rdquo;.</p>
<p><a href="https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2026/03/NeveDiversa2026.pdf" target="_blank">QUI il rapporto completo.</a></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 16 Mar 2026 15:14:00 +0100</pubDate><dc:creator>Andrea Dalmasso</dc:creator><author><name>Andrea Dalmasso</name></author></item><item><title><![CDATA[Caro carburante, Assemblada Occitana Valades: “Serve un aiuto per la montagna”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/caro-carburante-assemblada-occitana-valades-serve-un-aiuto-per-la-montagna_116463.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/caro-carburante-assemblada-occitana-valades-serve-un-aiuto-per-la-montagna_116463.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116463/140892.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo:</p>
<p><em>Sono giorni drammatici sul fronte della guerra Israele/stati uniti - Iran. L'attacco americano ha provocato la reazione iraniana che ha colpito le petromonarchie del golfo, bloccando di fatto il trasporto del petrolio e del gas dalla zona verso l'Europa e l'Asia. Questa situazione ha causato un repentino aumento del petrolio (ormai prossimo ai 100 dollari al barile) con conseguente aumento dei carburanti. Ed &egrave; proprio sul caro-carburanti che vogliamo intervenire.</em></p>
<p><em>Nell'ottica di introdurre una zona franca occitana chiediamo come primo passo di iniziare dalle accise sui carburanti che vanno ridotte nelle valli occitane. Questo sarebbe un primo passo importante.</em></p>
<p><em>Il carburante &egrave; una &ldquo;tassa nascosta&rdquo; per chi abita in montagna o in zone rurali. Il nostro &egrave; un discorso semplice: se si vive nelle grandi citt&agrave; non &egrave; quasi necessario prendere un mezzo di trasporto per recarsi al lavoro, in un supermercato a fare le commissioni, dal medico o dal farmacia mentre per chi abita in zona distanti &egrave; obiettivamente pi&ugrave; costoso (va tra l'altro considerato che i servizi di trasporto pubblici locali in molte zone sono assenti o molto scarsi).</em></p>
<p><em>Come Assemblada Occitana Valades chiediamo da tempo un incremento dei servizi di trasporti pubblici locali, ma ci rendiamo conto che nulla &egrave; cambiato. A questo punto crediamo sia imprescindibile una decisione forte: riduzione delle accise per i distributori di montagna, seguendo una progressione di distanza dalle citt&agrave; di fondovalle. Con il caro carburante vivere in montagna non deve diventare una chimera.</em></p>
<p><em>Per evitare una concorrenza sleale verso i distributori delle citt&agrave; proponiamo che lo sconto sulle accise venga sospeso nei weekend, in modo da evitare il &ldquo;turismo dal benzinaio&rdquo; per ottenere uno sconto.</em></p>
<p><em>Non &egrave; una ipotesi infattibile, in Friuli Venezia Giulia esiste gi&agrave; un sistema simile (per evitare la fuga verso la Slovenia), con sconti regionali sulle accise.</em></p>
<p><em>Vivere in montagna non deve essere uno svantaggio. Non chiediamo, dunque, vantaggi illeciti per i residenti delle nostre montagne ma una parificazione del costo per i trasferimenti rispetto alle citt&agrave;.</em></p>
<p><strong>Assemblada Occitana Valades</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 16 Mar 2026 09:14:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Weekend di maltempo nella Granda. Possibili nevicate fino a 500 metri]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/weekend-di-maltempo-nella-granda-possibili-nevicate-fino-a-500-metri_116421.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/weekend-di-maltempo-nella-granda-possibili-nevicate-fino-a-500-metri_116421.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116421/140844.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Un fine settimana di maltempo in Piemonte e in provincia di Cuneo, con precipitazioni che sono iniziate gi&agrave; nella mattinata di oggi, abato 14 marzo. Secondo le previsioni Arpa la quota neve, inizialmente a 1200-1300 metri, scender&agrave; gradualmente fino a 500-700 metri nell'alba di domenica, in particolare sul Cuneese e nelle valli pi&ugrave; strette dell'alto Piemonte. Sono attesi elevati valori di neve fresca durante la perturbazione, con picchi di oltre un metro di neve sulle Alpi settentrionali, 70-80 cm su Graie e Marittime e 30-40 cm sulle Cozie.</p>
<p>Con l'intensificarsi delle nevicate &egrave; atteso anche un brusco aumento del grado di pericolo valanghe in particolare sui settori settentrionali. &ldquo;<em>Gli importanti quantitativi di neve fresca e ventata potranno distaccarsi spontaneamente provocando valanghe anche di grandi dimensioni che localmente potrebbero minacciare le vie di comunicazione esposte</em>&rdquo;, si legge nell&rsquo;aggiornamento pubblicato dall&rsquo;Arpa.</p>
<p>L&rsquo;agenzia ha diramato l&rsquo;allerta arancione per valanghe domenica nel nord del Piemonte, gialla per neve e valanghe sui settori nordoccidentali e nel Cuneese, gialla per rischio idrogeologico sull'arco alpino cuneese fino al confine con la Liguria e nella pianura orientale.</p>
<p>Le precipitazioni dovrebbero esaurirsi domenica pomeriggio grazie all&rsquo;allontanamento verso sudest della depressione.</p>]]></description><pubDate>Sat, 14 Mar 2026 15:22:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Cuneo è la provincia piemontese con il più alto numero di lupi morti]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/cuneo-e-la-provincia-piemontese-con-il-piu-alto-numero-di-lupi-morti_116417.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/cuneo-e-la-provincia-piemontese-con-il-piu-alto-numero-di-lupi-morti_116417.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116417/140831.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La presenza del lupo in Piemonte &egrave; una realt&agrave; stabile da oltre vent&rsquo;anni. A fotografare la situazione &egrave; il <a href="https://www.areeprotettealpimarittime.it/media/2f727e02.pdf" target="_blank">report</a> &ldquo;Il lupo in Piemonte. Biennio 2023-2025&rdquo;, pubblicato dal Parco Alpi Marittime a febbraio 2026 e basato sui dati raccolti dal sistema regionale di monitoraggio della specie. Il documento analizza la diffusione del lupo, la dimensione della popolazione, le cause di mortalit&agrave; e gli effetti sulle attivit&agrave; umane, in particolare sull&rsquo;allevamento.</p>
<p>Secondo le analisi del dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell&rsquo;Universit&agrave; di Torino, una parte consistente dei lupi presenti sull&rsquo;arco alpino vive in Piemonte: la stima per il periodo 2023-2024 &egrave; di circa 464 lupi. Il lupo &egrave; tornato spontaneamente sulle Alpi occidentali a partire dagli anni Novanta e da allora ha ampliato la propria presenza. Oggi la specie &egrave; documentata lungo tutto l&rsquo;arco alpino piemontese, compreso il Cuneese, e in molte aree collinari e di pianura.&nbsp;Complessivamente il lupo &egrave; distribuito sul 75,8% del territorio regionale. Le zone montane risultano ormai quasi completamente colonizzate, mentre nelle aree collinari e nelle pianure la presenza &egrave; ancora in espansione. Negli ultimi anni segni della specie sono stati rilevati anche in contesti pi&ugrave; antropizzati, vicino a centri abitati o aree agricole.</p>
<p>Il rapporto dedica ampio spazio alla mortalit&agrave; dei lupi. Dal 1998 ad aprile 2025 in Piemonte sono stati recuperati 610 esemplari morti. La provincia con il numero pi&ugrave; alto di ritrovamenti &egrave; proprio quella di Cuneo, con 241 lupi, seguita da Torino (191) e Alessandria (116). Anche prendendo in considerazione solo gli ultimi anni il Cuneese resta in testa. Nel 2023-2024 sono stati trovati 18 lupi morti, mentre nel 2024-2025 il numero &egrave; salito a 32, il dato pi&ugrave; alto tra tutte le province piemontesi.&nbsp;</p>
<p>Le principali cause di morte registrate dal 1998 sono gli investimenti dei veicoli, che rappresentano il 59,1% dei casi. Seguono le uccisioni illegali (13,8%), fattori naturali come malattie o aggressioni tra lupi (10,3%) e casi in cui la causa non &egrave; nota. Il periodo in cui si trovano pi&ugrave; lupi morti &egrave; tra ottobre e marzo. In inverno, infatti, gli animali tendono a spostarsi verso i fondovalle, dove la presenza di strade e infrastrutture aumenta il rischio di incidenti.</p>
<p>Il monitoraggio permette di studiare l&rsquo;evoluzione della specie in Piemonte e coinvolge ricercatori, carabinieri forestali e altri enti. Oltre allo studio degli esemplari morti e degli attacchi nei confronti di altri animali, una parte importante del lavoro riguarda la raccolta di campioni biologici, come feci o peli, che vengono analizzati geneticamente. Tra il 2023 e il 2025 tra Piemonte e Liguria sono stati analizzati oltre 1.300 campioni, che hanno permesso di identificare il profilo genetico di 365 lupi diversi.</p>
<p>Il monitoraggio genetico consente anche di seguire gli spostamenti degli animali. Tra i casi documentati c&rsquo;&egrave; quello di un lupo maschio del Cuneese identificato come CN-546, originario del branco del Monte Vecchio in Val Vermenagna. L&rsquo;animale &egrave; stato successivamente individuato in Val Grana dopo uno spostamento di oltre 23 chilometri. Come si legge nel report, &ldquo;<em>la dispersione costituisce un processo ecologico chiave nella dinamica di popolazione del lupo, in quanto consente lo scambio genetico tra nuclei riproduttivi, la colonizzazione di nuove aree e l&rsquo;insediamento di nuove unit&agrave; riproduttive, risultando un fenomeno alla base dei processi di ricolonizzazione dell&rsquo;arco alpino e anche dell&rsquo;Europa centrale</em>&rdquo;.</p>
<p>Dallo studio emerge la necessit&agrave; di gestire al meglio la convivenza con le attivit&agrave; umane e gli altri animali. La presenza stabile del lupo ha infatti conseguenze anche sulla sicurezza delle altre specie. Le province con il numero pi&ugrave; elevato di attacchi agli animali domestici sono quelle dove i branchi sono pi&ugrave; diffusi: Cuneo, Torino e Alessandria. La maggior parte degli attacchi coinvolge pecore e capre, che rappresentano oltre l&rsquo;85% delle vittime. Gli attacchi avvengono soprattutto di notte, mentre il mese con il numero pi&ugrave; elevato &egrave; settembre, quando i cuccioli di lupo iniziano a partecipare alla caccia insieme agli adulti e il fabbisogno alimentare del branco aumenta.</p>
<p>Come si legge nella conclusione del documento, &ldquo;<em>la presenza stabile del lupo in Piemonte rappresenta una sfida complessa ma ormai strutturale per il sistema zootecnico regionale</em>&rdquo;. Secondo i ricercatori, strumenti come il monitoraggio continuo, le misure di prevenzione negli allevamenti e i sistemi di indennizzo dei danni sono elementi fondamentali per ridurre i conflitti e favorire una convivenza pi&ugrave; equilibrata tra allevatori e lupi.</p>]]></description><pubDate>Sat, 14 Mar 2026 12:58:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Taglio alle risorse per la montagna, il Pd: “Irrealistiche le promesse di compensazione della giunta Cirio”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/taglio-alle-risorse-per-la-montagna-il-pd-irrealistiche-le-promesse-di-compensazione-della-giunta-cirio_116198.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/taglio-alle-risorse-per-la-montagna-il-pd-irrealistiche-le-promesse-di-compensazione-della-giunta-cirio_116198.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116198/140549.jpg" title="" alt="" /><br /><p>I dati della Ragioneria generale dello Stato certificano un taglio pesantissimo alle risorse destinate alla montagna: i fondi a gestione diretta delle Regioni scendono da 200 milioni di euro a soli 73 milioni, con una riduzione di oltre il 63 per cento.</p>
<p>Numeri che smentiscono le rassicurazioni del governo e che rendono ancora pi&ugrave; incerta la situazione per centinaia di Comuni montani, molti dei quali esclusi dai nuovi criteri di montanit&agrave; previsti dalla recente legge nazionale.</p>
<p>&ldquo;<em>Con un taglio simile</em> &ndash; dichiara Calderoni &ndash; <em>sar&agrave; difficile che la Regione Piemonte riesca a compensare i Comuni esclusi dalla montanit&agrave;, come promesso dal presidente Cirio e dall&rsquo;assessore Gallo. Le risorse a disposizione delle Regioni si riducono drasticamente e questo rende quelle promesse sempre meno credibili. Senza dire che la concorrenza dei nuovi comuni molto popolosi (Cuneo e Mondov&igrave; su tutti), divenuti montani grazie alla riforma Calderoli, ridurr&agrave; ulteriormente le risorse per le piccole comunit&agrave;</em>&rdquo;.</p>
<p>Il problema riguarda anche la sostenibilit&agrave; complessiva dei conti regionali. &ldquo;<em>In Consiglio regionale </em>&ndash; prosegue Isnardi &ndash;<em> la maggioranza sta lavorando a una variazione di bilancio da circa 200 milioni di euro per coprire l&rsquo;ennesimo buco nella Sanit&agrave;. In questo quadro diventa evidente quanto sia complicato immaginare nuove risorse per compensare i territori penalizzati dai nuovi criteri</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>Chi vive e amministra nei territori montani</em> &ndash; concludono i consiglieri PD Calderoni e Isnardi &ndash; <em>ha bisogno di certezze e non di annunci. I numeri della Ragioneria raccontano una realt&agrave; molto diversa da quella presentata dal governo e rischiano di scaricare sui territori e sulle Regioni il costo di scelte sbagliate</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 11 Mar 2026 10:15:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Miglioramento delle infrastrutture nelle borgate, sette Comuni cuneesi partecipano al bando regionale]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/miglioramento-delle-infrastrutture-nelle-borgate-sette-comuni-cuneesi-partecipano-al-bando-regionale_116155.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/miglioramento-delle-infrastrutture-nelle-borgate-sette-comuni-cuneesi-partecipano-al-bando-regionale_116155.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116155/140487.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sono dieci i Comuni montani piemontesi che hanno partecipato al bando regionale dedicato al miglioramento delle infrastrutture nelle borgate.&nbsp;Alla chiusura dei termini, il 3 marzo 2026, le domande presentate raggiungono quasi 3,5 milioni di euro di investimenti, una cifra superiore di circa il 50% rispetto alla dotazione iniziale di 2 milioni di euro prevista dal bando del Complemento Sviluppo Rurale 2023-2027.&nbsp;Sette dei progetti arrivano dalla provincia di Cuneo e tre invece dalla Citt&agrave; metropolitana di Torino.</p>
<p>"<em>La risposta dei territori dimostra quanto sia forte l&rsquo;esigenza di investire nelle borgate montane</em> &ndash; sottolinea l&rsquo;assessore regionale allo Sviluppo e Promozione della Montagna, Marco Gallo &ndash;. <em>Garantire infrastrutture di base significa creare le condizioni per vivere, lavorare e fare impresa in montagna, contrastando lo spopolamento e valorizzando il patrimonio dei nostri piccoli centri</em>".</p>
<p>Un risultato che evidenzia l&rsquo;interesse dei territori per interventi concreti su servizi essenziali e qualit&agrave; della vita nelle aree montane. I progetti spaziano dall&rsquo;adeguamento delle reti energetiche e telefoniche fino al miglioramento dell&rsquo;illuminazione pubblica e alla riqualificazione delle pavimentazioni nelle borgate storiche.</p>
<p>Il bando, previsto nell&rsquo;ambito del Complemento per lo Sviluppo Rurale 2023&ndash;2027, prevede contributi fino al 90% delle spese di investimento per interventi destinati a realizzare, adeguare o ampliare le infrastrutture di base nelle borgate montane.</p>
<p>Tra le opere finanziabili rientrano il rifacimento delle reti elettriche e del gas; l&rsquo;illuminazione pubblica; infrastrutture telefoniche e di comunicazione; interventi di riqualificazione degli spazi pubblici nei centri storici.</p>
<p>I progetti presentati variano da circa 100 mila euro fino a quasi 500 mila euro e comprendono, tra gli interventi previsti, l&rsquo;interramento delle linee aeree e il rifacimento delle pavimentazioni con materiali antichizzati, soluzioni che consentono di migliorare i servizi senza compromettere il valore storico e architettonico dei borghi.</p>
<p>L&rsquo;elevato numero di domande e il volume complessivo degli investimenti rappresentano un segnale importante per la programmazione futura.</p>
<p>"<em>La montagna piemontese dimostra di avere progettualit&agrave; e visione</em> &ndash; conclude l&rsquo;assessore &ndash;. <em>La forte richiesta registrata sar&agrave; certamente un elemento che terremo in considerazione per rafforzare le politiche regionali dedicate allo sviluppo e alla valorizzazione delle borgate</em>".</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 10 Mar 2026 15:01:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[A Saluzzo un momento di confronto dedicato alla montagna e al turismo escursionistico e sportivo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/saluzzese/a-saluzzo-un-momento-di-confronto-dedicato-alla-montagna-e-al-turismo-escursionistico-e-sportivo_116074.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/saluzzese/a-saluzzo-un-momento-di-confronto-dedicato-alla-montagna-e-al-turismo-escursionistico-e-sportivo_116074.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116074/140345.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Domenica 15 marzo alle ore 10.30, nell&rsquo;Aula Magna de Il Quartiere a Saluzzo (piazza Montebello 1), si tiene &ldquo;Che montagna vogliamo vivere - e far vivere - d&rsquo;estate e d&rsquo;inverno?&rdquo;, un momento di confronto dedicato al futuro della montagna e alle prospettive del turismo sportivo ed escursionistico. L&rsquo;appuntamento &egrave; organizzato dal Comune di Crissolo in collaborazione con il progetto Villaggi Montani certificati CAI e con il Centro Studi sulla Montagna, associazione che si &egrave; recentemente costituita a Crissolo; si inserisce nel programma del Terres Monviso Outdoor Festival ed &egrave; a ingresso libero.</p>
<p>L&rsquo;incontro propone una riflessione sulle opportunit&agrave; di sviluppo della montagna prendendo come riferimento l&rsquo;esperienza dei Villaggi Montani Certificati del Club Alpino Italiano, modello che mette in relazione paesaggio, identit&agrave; locale, qualit&agrave; dell&rsquo;accoglienza e sostenibilit&agrave; dell&rsquo;esperienza turistica. Il tema viene affrontato anche in relazione alle recenti politiche dedicate ai territori alpini, come gli investimenti della Regione Piemonte per il rilancio degli sport invernali e la nuova legge italiana sulla montagna, che mette al centro servizi essenziali, infrastrutture digitali, residenziali, attivit&agrave; economiche e turistiche.</p>
<p>Sono attesi gli interventi di Giacomo Benedetti, vicepresidente generale del Club Alpino Italiano, di Marco Gallo, assessore alla Montagna della Regione Piemonte, di Roberto Colombero, sindaco di Marmora, localit&agrave; inserita nel progetto dei Villaggi Montani, e presidente di Uncem Piemonte, di Marco Dastr&ugrave;, presidente del Parco del Monviso, e di Massimo Ombrello, assessore del Comune di Crissolo e presidente del Centro Studi sulla Montagna.</p>
<p>In collegamento in videoconferenza porter&agrave; il suo contributo anche Adolfo Marinangeli, sindaco di Amandola, la localit&agrave; marchigiana che nel 2025 ha ospitato la prima edizione del raduno dei Villaggi Montani, appuntamento che quest&rsquo;anno si terr&agrave; nel mese di settembre proprio a Crissolo.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116074/small_140346.jpg"></p>]]></description><pubDate>Mon, 09 Mar 2026 14:48:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Si cerca un gestore per la Porta di Valle di Brossasco, presto un nuovo bando per l'affidamento]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/saluzzese/si-cerca-un-gestore-per-la-porta-di-valle-di-brossasco-presto-un-nuovo-bando-per-l-affidamento_115886.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/saluzzese/si-cerca-un-gestore-per-la-porta-di-valle-di-brossasco-presto-un-nuovo-bando-per-l-affidamento_115886.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115886/140038.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;Unione Montana Valle Varaita sta predisponendo un nuovo bando per l&rsquo;affidamento della Porta di Valle di Brossasco. La procedura, che ricalcher&agrave; nelle caratteristiche quella pubblicata nel 2024, sar&agrave; avviata nelle prossime settimane e sar&agrave; condotta attraverso un sistema di intermediazione telematica, come previsto dalla normativa vigente. La nuova gara si &egrave; resa necessaria, come &egrave; noto, a seguito del recesso anticipato da parte del gestore che aveva partecipato e vinto la procedura aperta nella primavera del 2024. L&rsquo;obiettivo &egrave; individuare un nuovo soggetto in grado di garantire la riapertura della struttura.</p>
<p>"<em>Speriamo che a questo bando possa esserci un&rsquo;ampia partecipazione</em> &ndash; dichiara il presidente dell&rsquo;Unione Montana Valle Varaita Silvano Dovetta &ndash; <em>cos&igrave; da individuare un nuovo soggetto capace di portare avanti nel migliore dei modi la Porta di Valle. In passato Segnavia &egrave; stato un punto di riferimento per il turismo e la cultura in valle Varaita, oltre che un apprezzato punto ristoro. Sia la famiglia Orusa-Rinaudo, che aveva cofinanziato la struttura stessa insieme all&rsquo;allora Comunit&agrave; Montana Valle Varaita, sia la cooperativa Viso a Viso, che l&rsquo;ha gestita negli ultimi due anni in un contesto di mercato non semplice e che l&rsquo;ha penalizzata, hanno svolto un ottimo lavoro. A loro va il mio ringraziamento per l&rsquo;impegno dimostrato. L&rsquo;obiettivo auspicato &egrave; riaprire la Porta di Valle per la stagione estiva; nel caso in cui ci&ograve; non fosse possibile, mi riferisco all&rsquo;eventualit&agrave; in cui il bando andasse deserto, convocheremo un Consiglio dell&rsquo;Unione per fare nuove riflessioni condivise su come procedere</em>".</p>
<p>La Porta di Valle non &egrave; solo una struttura ristorativa aperta al pubblico con servizio di bar e tavola calda. Fa parte della rete delle Porte di Valle del progetto Terres Monviso e svolge una funzione di accoglienza e informazione turistica. Il soggetto gestore &egrave; chiamato a fornire all&rsquo;utenza indicazioni puntuali sull&rsquo;offerta del territorio, sugli operatori turistici e sulle diverse tipologie di servizi disponibili, collaborando con enti pubblici e realt&agrave; private che operano nel settore per garantire un presidio di promozione territoriale e uno spazio di riferimento per residenti e visitatori.</p>]]></description><pubDate>Thu, 05 Mar 2026 11:32:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Temperature miti, ma tanta neve in montagna: in Piemonte si chiude un inverno dai due volti]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/temperature-miti-ma-tanta-neve-in-montagna-in-piemonte-si-chiude-un-inverno-dai-due-volti_115822.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/temperature-miti-ma-tanta-neve-in-montagna-in-piemonte-si-chiude-un-inverno-dai-due-volti_115822.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115822/139946.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Si &egrave; chiuso l&rsquo;inverno meteorologico, che va dal 1&deg; dicembre al 28 febbraio. Una stagione che per il Piemonte ha avuto caratteristiche pi&ugrave; tardo-autunnali che invernali, con temperature miti, precipitazioni superiori alla norma e neve abbondante in montagna, in particolare sulle Alpi Marittime. &Egrave; il quadro di sintesi che emerge dalla relazione pubblicata dall&rsquo;Arpa sul suo sito internet.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Temperature</h2>
<p>Sul territorio piemontese la temperatura media invernale &egrave; stata di circa 3&deg;C, con un&rsquo;anomalia positiva di 1.3&deg;C rispetto alla norma del periodo 1991-2020 ed &egrave; risultato il settimo inverno pi&ugrave; caldo nella distribuzione storica degli ultimi 70 anni. L&rsquo;alta frequenza di giornate nuvolose che si sono succedute sulla nostra regione durante l&rsquo;inverno ha attenuato il riscaldamento diurno e il raffreddamento notturno; pertanto si &egrave; verificato un maggiore scostamento positivo per le temperature minime che si sono attestate al 6&deg; posto con un&rsquo;anomalia di 1.8&deg;C, mentre le massime si sono classificate al 15&deg; posto con un&rsquo;anomalia pi&ugrave; lieve pari a 0,8&deg;C.</p>
<p>Lo scostamento termico positivo &egrave; dovuto ai mesi di dicembre 2025 e febbraio 2026, risultati rispettivamente il terzo e il sesto pi&ugrave; caldo della rispettiva distribuzione storica con anomalie termiche di 2.2&deg;C e 2.6&deg;C.&nbsp;</p>
<p>Gennaio 2026 &egrave; stato invece il mese pi&ugrave; freddo con uno scostamento di -0.8&deg;C rispetto alla climatologia 1991-2020 e ha interrotto una sequenza di quindici mesi consecutivi, da settembre 2024 a dicembre 2025, con temperature pi&ugrave; calde della media. Tuttavia, in questo mese il contributo maggiore all&rsquo;anomalia termica negativa &egrave; stato dato dai valori di temperatura in montagna, mentre in pianura le temperature minime sono state superiori alla norma. Per questo motivo &egrave; stato il terzo inverno consecutivo senza un evento rilevante di neve su Torino citt&agrave; e su buona parte della pianura piemontese, ad eccezione del breve episodio del 3 febbraio di 1-2 cm. Tra i capoluoghi soltanto Cuneo, che per&ograve; si trova a oltre 500 metri di quota, ha avuto delle nevicate di rilievo. Il giorno pi&ugrave; caldo dell&rsquo;inverno 2025-2026 &egrave; risultato il 24 febbraio, quando la media delle temperature massime in pianura &egrave; stata di quasi 20&deg;C con picco termico stagionale di 24.6&deg;C a Domodossola (VB). Il giorno pi&ugrave; freddo &egrave; risultato il 7 gennaio con una media di -7.5&deg;C dei valori minimi di temperatura sul Piemonte.</p>
<p>Nell&rsquo;inverno 2025-2026 i valori di temperatura media, massima e minima sono risultati in ogni capoluogo superiori alla media climatica 1991-2020, con scostamenti maggiori per le temperature minime. In accordo con questi dati, il numero di giorni di gelo (temperatura minima inferiore agli 0&deg;C) &egrave; risultato sensibilmente inferiore al valore medio climatico 1991-2020 in tutti i capoluoghi.&nbsp;I dati di zero termico rilevati dai profili di temperatura dei radiosondaggi di Cuneo-Levaldigi evidenziano una stagione invernale lievemente pi&ugrave; fredda rispetto a quelle degli ultimi anni, soprattutto grazie al mese di gennaio 2026 risultato al di sotto della media climatica. </p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Precipitazioni</h2>
<p>Le precipitazioni cumulate totali dell&rsquo;inverno 2025-2026 in Piemonte ammontano a 248.4 mm, con un surplus precipitativo di 101.8 mm (pari al 69%) rispetto alla climatologia del periodo 1991-2020: quello appena concluso &egrave; quindi risultato il decimo inverno pi&ugrave; piovoso nella distribuzione storica degli ultimi 70 anni. Tutti i tre mesi invernali hanno avuto un&rsquo;anomalia pluviometrica positiva; dicembre 2025 &egrave; stato il mese pi&ugrave; ricco di precipitazione della stagione mentre gennaio 2026 &egrave; risultato quello pi&ugrave; secco. Il picco giornaliero di precipitazioni &egrave; stato registrato il 16 dicembre con 24 mm medi sul territorio piemontese.</p>
<p>Le precipitazioni nell&rsquo;inverno 2025-2026 sono state superiori alla media del periodo 1991-2020 in tutti i capoluoghi tranne a Verbania, dove sono state leggermente inferiori. La stazione meteorologica di Boves ha totalizzato nel trimestre dicembre 2025-febbraio 2026 ben 463,4 mm di pioggia e neve fusa con un surplus precipitativo di 290.5 mm (pari al 168%) rispetto alla climatologia. Per l&rsquo;area di Cuneo si &egrave; trattato di uno degli inverni pi&ugrave; ricchi di precipitazione: tuttavia la frazione nevosa &egrave; stata bassa, con 60 cm circa di neve caduta. Anche i giorni di pioggia sono risultati in tutti i capoluoghi nettamente superiori al valore medio.</p>
<p>Le temperature miti e le precipitazioni superiori alla norma sui capoluoghi di provincia hanno determinato condizioni favorevoli per la qualit&agrave; dell&rsquo;aria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Precipitazioni nevose</h2>
<p>La stagione invernale 2025-2026 &egrave; stata caratterizzata da diffuse nevicate: all&rsquo;inizio di marzo 2026 l&rsquo;innevamento risulta buono su tutto il Piemonte con altezze della neve superiori alla media del periodo di riferimento sui settori occidentali e meridionali anche a quote di media montagna.</p>
<p>Le nevicate di met&agrave; novembre, di fine dicembre e del periodo compreso tra met&agrave; gennaio e met&agrave; febbraio sono state particolarmente abbondanti in valle Vermenagna e nelle valli del Monregalese dove localmente sono stati raggiunti spessori prossimi a 2,5 m di neve al suolo anche a 1500-1800 metri.</p>
<p><a href="https://www.arpa.piemonte.it/notizia/inverno-2025-2026-mite-umido-neve-abbondante-montagna" target="_blank">QUI</a> la relazione completa pubblicata dall&rsquo;Arpa.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 04 Mar 2026 11:56:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Zona Franca Occitana, la proposta dell’Assemblada: “Solo così possiamo rilanciare le nostre valli”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/zona-franca-occitana-la-proposta-dellassemblada-solo-cosi-possiamo-rilanciare-le-nostre-valli_115597.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/zona-franca-occitana-la-proposta-dellassemblada-solo-cosi-possiamo-rilanciare-le-nostre-valli_115597.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115597/139639.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo:</p>
<p><em>Egregio direttore,</em></p>
<p><em>come Assemblada Occitana Valades siamo da sempre attenti alle tematiche economiche per le nostre valli, un&rsquo;area con un'economia forte e sana &egrave; un'area destinata al ripopolamento.</em></p>
<p><em>Le valli occitane sono ad ora ampiamente sottosviluppate e con numerosi dislivelli tra comune e comune (le zone fortemente turistiche sono pi&ugrave; sviluppate rispetto alle altre aree, anche se con uno sviluppo molto stagionale e messo a rischio dal cambiamento climatico).</em></p>
<p><em>Per un vero rilancio delle nostre valli crediamo sia necessaria una zona franca occitana. Invitiamo il comitato zona franca valle Susa a estendere la sua attivit&agrave; a tutte le valli occitane. La zona franca consentirebbe una netta riduzione della tassazione per le aziende che operano sul territorio occitano.</em></p>
<p><em>Le valli devono diventare attrattive per i giovani.</em></p>
<p><em>Per rendere pi&ugrave; forte l'impatto della zona franca rivendichiamo anche la necessit&agrave; di prestiti a tasso zero e un forte incentivo fiscale per chi intende venire a lavorare e vivere in montagna (si dovrebbe pensare a una detassazione totale per i primi 5 anni di attivit&agrave; o residenza in montagna). Andrebbero studiati anche sistemi per premiare le aziende che stabilizzano i dipendenti che vivono nelle valli occitane.</em></p>
<p><em>Crediamo che la zona franca occitana dovrebbe riguardare principalmente i comuni di alta montagna, per la zona franca occitana crediamo si possa fare riferimento alla legge sulle minoranze linguistiche (la 482/99). Proponiamo anche una forma di zona franca &ldquo;progressiva&rdquo; con vantaggi pi&ugrave; forti per i comuni pi&ugrave; svantaggiati (valutando fattori oggettivi come: distanza dai servizi, ricchezza pro capite del comune, presenza di numerose attivit&agrave; economiche ect) rispetto ai comuni economicamente pi&ugrave; forti, in modo da riequilibrare la situazione. Per i comuni maggiormente svantaggiati crediamo sia lecito valutare anche delle zone a burocrazia zero per le nuove aziende che intendono inserirsi nel tessuto economico del comune.</em></p>
<p><em>Auspichiamo controlli serrati contro eventuali tentativi truffaldini da parte di gente di fuori di approfittare della zona franca.</em></p>
<p><strong>Assemblada Occitana Valades</strong></p>]]></description><pubDate>Fri, 27 Feb 2026 15:55:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item></channel></rss>
