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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Varie > Montagna > Savigliano]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/varie/montagna/saviglianese/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/news/varie/montagna/saviglianese/rss2.0.xml?page=6rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le ultime notizie di Montagna a Savigliano aggiornate in tempo reale e le news che Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Sat, 04 Apr 2026 14:04:37 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Varie > Montagna > Savigliano]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/varie/montagna/saviglianese/]]></link></image><item><title><![CDATA[Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, da cinquant'anni al servizio della montagna nella Granda]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/soccorso-alpino-della-guardia-di-finanza-da-cinquant-anni-al-servizio-della-montagna-nella-granda_117287.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/soccorso-alpino-della-guardia-di-finanza-da-cinquant-anni-al-servizio-della-montagna-nella-granda_117287.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117287/142045.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Presso la Caserma &ldquo;Cesare Battisti&rdquo; di Cuneo la Guardia di Finanza, con una sobria ma sentita e partecipata cerimonia, ha voluto ricordare gli uomini del Soccorso Alpino del Corpo, in servizio e in congedo. Il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza &egrave; stato istituito il 30 marzo 1965 a Predazzo; dieci anni dopo, sempre nel mese di marzo, sono state aperte in provincia di Cuneo le Stazioni di Limone Piemonte e di Vinadio, quest&rsquo;ultima poi soppressa nel 1983. Nel marzo 2004, considerata l&rsquo;estensione della circoscrizione di servizio e della zona interessata dagli interventi, la Stazione SAGF fu dislocata da Limone Piemonte a Cuneo.&nbsp;</p>
<p>All&rsquo;evento, che ha visto la celebrazione di una messa e la deposizione di una corona d&rsquo;alloro alla memoria dei finanzieri caduti nell&rsquo;adempimento del servizio, hanno partecipato i colleghi attualmente in forza alla locale Stazione di Soccorso Alpino, i familiari nonch&eacute; una folta componente di ex appartenenti ora in congedo. La funzione religiosa &egrave; stata officiata dal Cappellano Militare del Comando Regionale Piemonte &ndash; Valle d&rsquo;Aosta della Guardia di Finanza, Don Antonio Zimbone. Presente anche personale della locale Sezione ANFI. A seguire, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Cuneo, Col. Andrea Alba, e il Comandante della locale Stazione SAGF, M.O. Simone Canavese, nel corso di un momento conviviale, hanno illustrato ai partecipanti i rinnovati compiti e la missione istituzionale del Corpo nel Soccorso, ringraziando tutti gli intervenuti, fra cui i delegati C.N.S.A.S. per la provincia di Cuneo, la cui presenza testimonia e rafforza il legame fra soccorso Alpino civile e militare.&nbsp;</p>
<p>Il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza rappresenta oggi una delle eccellenze nazionali nel soccorso in ambiente impervio e nella polizia di montagna, con specifici compiti di polizia giudiziaria, protezione civile e tutela ambientale, operando in media ed alta montagna, su terreni innevati, boschivi e alpinistici. In Italia sono attualmente operative 29 Stazioni S.A.G.F.. Con l&rsquo;apertura prevista nel 2026 delle nuove Stazioni di Bergamo e Vicenza i presidi aumenteranno a 31. L&rsquo;azione del S.A.G.F. si inserisce in un articolato sistema di collaborazione con il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (C.N.S.A.S.), i Vigili del Fuoco, il Servizio Sanitario 118 &ndash; Azienda Zero Piemonte, la Protezione Civile e le altre Forze di Polizia, attraverso protocolli operativi nazionali e regionali che garantiscono interventi coordinati, efficaci e sicuri. Il personale del S.A.G.F. &egrave; altamente specializzato e comprende Tecnici di Soccorso Alpino, Tecnici di Elisoccorso, unit&agrave; cinofile per la ricerca in superficie, valanga e macerie; &egrave; stata di recente prevista la figura dei Tecnici di Ricerca (T.E.R.), formati per la pianificazione e la gestione delle operazioni di ricerca di persone disperse o scomparse. Dal 2024 &egrave; stato inoltre istituito un servizio di reperibilit&agrave; attiva, che garantisce una risposta immediata alle emergenze grazie alla sinergia tra personale S.A.G.F., Sezioni Aeree della Guardia di Finanza e unit&agrave; cinofile. Fondamentale anche l&rsquo;impiego di strumentazioni tecnologiche avanzate, tra cui droni dotati di termocamera e sistemi IMSI Catcher per la localizzazione dei telefoni cellulari. Coniugando alta specializzazione tecnica, prontezza operativa e compiti di polizia di montagna, il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza continua a rappresentare una risorsa strategica per la sicurezza degli utenti e delle comunit&agrave; che vivono e frequentano gli ambienti montani.</p>]]></description><pubDate>Mon, 30 Mar 2026 09:14:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Il Piemonte ospita a Torino il Comitato permanente della Conferenza delle Alpi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/il-piemonte-ospita-a-torino-il-comitato-permanente-della-conferenza-delle-alpi_117064.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/il-piemonte-ospita-a-torino-il-comitato-permanente-della-conferenza-delle-alpi_117064.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117064/141737.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Regione Piemonte ha ospitato oggi a Torino l'apertura dell&rsquo;83&ordf; seduta del Comitato permanente della Conferenza delle Alpi, nell&rsquo;ambito della Convenzione sottoscritta nel 1991 che include, oltre all&rsquo;Italia, Austria, Francia, Germania, Liechtenstein, Principato di Monaco, Slovenia e Svizzera, con l&rsquo;obiettivo di promuovere la conservazione e lo sviluppo sostenibile delle Alpi.</p>
<p>Le politiche innovative della Regione Piemonte sulla tutela del patrimonio alpino e la sua valorizzazione sono state alla base della scelta della Presidenza della Convenzione di svolgere questo importante incontro nel capoluogo piemontese, che ha visto la partecipazione di delegazioni internazionali, osservatori e stakeholder europei. L'assessore regionale Marco Gallo ha aperto i lavori esponendo le buone pratiche del Piemonte in materia di nuova residenzialit&agrave; montana e sviluppo sostenibile della montagna, con spunti ed esempi che toccano temi quali la valorizzazione della cultura alpina, le interconnessioni logistiche, la demografia, il monitoraggio del clima e la biodiversit&agrave;.</p>
<p><em>"Ospitare a Torino l&rsquo;83&deg; Comitato permanente della Convenzione delle Alpi &egrave; per il Piemonte un riconoscimento concreto del lavoro che stiamo portando avanti sui nostri territori montani"</em> ha dichiarato l&rsquo;assessore Marco Gallo: <em>"Le Alpi sono parte determinante della nostra identit&agrave; regionale, con tutte le sfide che questo comporta, dallo spopolamento all&rsquo;adattamento climatico, dalla tutela della biodiversit&agrave; alla tenuta delle comunit&agrave; locali. Come Regione Piemonte stiamo investendo su pi&ugrave; fronti: dalla Strategia per le Montagne alle 12 Green Communities finanziate per 23 milioni di euro, fino all&rsquo;Osservatorio regionale sui cambiamenti climatici e al secondo Stralcio della Strategia climatica, dedicato proprio alla montagna. Il confronto internazionale che si apre oggi &egrave; un&rsquo;occasione preziosa per misurare queste esperienze con quelle degli altri Paesi alpini e per rafforzare una cooperazione che, su temi come biodiversit&agrave;, clima e cultura alpina, non pu&ograve; che essere transnazionale"</em>.</p>
<p>Il direttore generale Affari Europei, Internazionali e Finanza Sostenibile del Ministero dell&rsquo;Ambiente e della Sicurezza energetica, Alessandro Guerri, presidente del Comitato permanente, ha sottolineato il ruolo fondamentale del Piemonte nella protezione dello spazio alpino, grazie alla sua posizione strategica e all'estensione territoriale sulle Alpi occidentali. Le politiche ambientali regionali, la promozione di aree protette e la collaborazione transfrontaliera con le regioni confinanti contribuiscono alla salvaguardia degli ecosistemi montani e alla tutela della biodiversit&agrave;, in linea con gli obiettivi della Convenzione delle Alpi, trattato internazionale mirato allo sviluppo sostenibile dell&rsquo;arco alpino.</p>
<p>Nel corso dei lavori, il Piemonte ha consolidato la propria posizione di innovatore nell&rsquo;area alpina, valorizzando il ruolo di promotore di iniziative e dedicando spazio all&rsquo;aggiornamento della Task Force sulla cultura, con attenzione al patrimonio immateriale e alla tradizione alimentare locale. La Presidenza italiana ha poi illustrato lo stato del Programma 2025-2026, sottolineando la collaborazione tra i gruppi di lavoro tematici, la raccolta di oltre 80 buone pratiche di adattamento locale ai cambiamenti climatici e iniziative per la biodiversit&agrave; e le foreste. &Egrave; stato inoltre presentato l&rsquo;avanzamento dell&rsquo;11&deg; Rapporto sullo Stato delle Alpi, con focus su ghiacciai, permafrost e ciclo dell&rsquo;acqua in Piemonte.</p>
<p>Per la seconda giornata &egrave; atteso l&rsquo;approfondimento sul progetto Forest EcoValue, la redazione del Piano d&rsquo;Azione per la Biodiversit&agrave; Alpina e il confronto sulle sfide future, comprese le priorit&agrave; della prossima Presidenza tedesca che si concentrer&agrave; sulla comunicazione del rischio e sulla gestione delle emergenze in ambiente montano.</p>]]></description><pubDate>Wed, 25 Mar 2026 16:49:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Foehn sul Piemonte, sulle Alpi raffiche oltre i 120 chilometri orari]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/foehn-sul-piemonte-sulle-alpi-raffiche-oltre-i-120-chilometri-orari_117033.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/foehn-sul-piemonte-sulle-alpi-raffiche-oltre-i-120-chilometri-orari_117033.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/117033/141692.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Da domani pomeriggio sono attesi forti venti sulla regione a causa di una saccatura di origine nordatlantica, caratterizzata da aria fredda in quota, che si addosser&agrave; all&rsquo;arco alpino. Gi&agrave; in mattinata il vento inizier&agrave; ad intensificarsi in montagna, da ovest sulle Alpi e prevalentemente da sud sull&rsquo;Appennino. Successivamente i venti diverranno molto forti o burrascosi sulle Alpi (con raffiche anche superiori ai 120 km/h sulle creste pi&ugrave; esposte), e intense condizioni di foehn si instaureranno nelle valli alpine; tra tardo pomeriggio e sera le condizioni di foehn si estenderanno anche in pianura con raffiche forti o molto forti (fino a 70-80 km/h).</p>
<p>L&rsquo;intensa ventilazione si manterr&agrave; anche nella giornata di gioved&igrave;, interessando gran parte della regione, ma con la tendenza a ruotare pi&ugrave; da nord. L&rsquo;attenuazione dei venti &egrave; prevista nella giornata di venerd&igrave;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 25 Mar 2026 11:55:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[I ghiacciai piemontesi continuano ad arretrare]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/i-ghiacciai-piemontesi-continuano-ad-arretrare_116905.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/i-ghiacciai-piemontesi-continuano-ad-arretrare_116905.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116905/141513.jpg" title="Il ghiacciaio del Clapier, in alta valle Gesso, fotografato il 4 settembre 2025 - foto Arpa Piemonte" alt="Il ghiacciaio del Clapier, in alta valle Gesso, fotografato il 4 settembre 2025 - foto Arpa Piemonte" /><br /><p>Il 21 marzo si &egrave; celebrat la seconda Giornata Mondiale dei Ghiacciai, dichiarata dall&rsquo;Assemblea Generale delle Nazioni Unite in occasione del 2025, Anno Internazionale per la Conservazione dei Ghiacciai. Contestualmente ha preso avvio il Decennio d'azione per le scienze criosferiche (2025&ndash;2034), sforzo globale volto a potenziare la ricerca e a promuovere azioni urgenti per proteggere le aree glacializzate della Terra, invito per scienziati, governi e comunit&agrave; di tutto il mondo a unirsi per proteggere la criosfera e salvaguardare i miliardi di persone che dipendono da essa per la propria sopravvivenza.</p>
<p>Arpa Piemonte ha accolto la chiamata potenziando le attivit&agrave; di studio e monitoraggio della criosfera regionale a livello sia organizzativo che operativo. La campagna glaciologica 2025 &egrave; stata svolta dall&rsquo;Agenzia con il supporto e la collaborazione di CNR-IRPI, Fondazione Glaciologica Italiana, Societ&agrave; Meteorologica Italiana, Parco Nazionale Gran Paradiso, Protezione Civile Regionale, Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese.</p>
<p>Lo studio dei ghiacciai piemontesi &egrave; stato articolato sulla base di un piano di monitoraggio che attribuisce un differente grado di priorit&agrave; in funzione dei processi di instabilit&agrave; attivi o potenziali e in relazione al possibile coinvolgimento di aree antropizzate, secondo i criteri dettati dal Gruppo di Lavoro sul rischio connesso a fenomeni di dissesto in ambiente glaciale e periglaciale, partecipato dall&rsquo;Agenzia e guidato dal Dipartimento della Protezione Civile.</p>
<p>Tra i mesi di luglio e novembre 2025 sono state condotte quattordici missioni di osservazione e monitoraggio dell&rsquo;ambiente glaciale piemontese: su 161 corpi glaciali totali, ne sono stati visitati 110. Di questi undici sono stati raggiunti con sopralluoghi diretti mentre un centinaio sono stati osservati dall&rsquo;alto con sorvoli da elicottero. Il Settore Protezione Civile della Regione Piemonte ha fornito la logistica aerea per una copertura quasi totale del territorio glacializzato piemontese.</p>
<h2>I dati</h2>
<p>Oltre al monitoraggio qualitativo attraverso il confronto fotografico tra l&rsquo;aspetto del ghiacciaio degli anni scorsi e l&rsquo;attuale, per 50 ghiacciai &egrave; stato elaborato un modello 3D fotogrammetrico che ha permesso un confronto quantitativo delle trasformazioni avvenute. I poligoni dei limiti dei ghiacciai sono stati aggiornati alla situazione del 2025 (periodo fine agosto-ottobre) utilizzando le ortofoto rilevate nei voli fotogrammetrici e, in assenza di queste, le ortofoto satellitari disponibili: nel complesso sono stati aggiornati 150 poligoni su 161, pari al 93% della superficie glacializzata. I dati aggiornati confluiscono nel geoportale istituzionale, popolando il livello ghiacciai edizione 2026. Il confronto con i limiti dei ghiacciai rilevati nella precedente edizione (aggiornamento 2022-2024) ha indicato:<br>- 108 ghiacciai (67% del totale) in contrazione, per complessivi 0.59 km2 persi; tra questi, 13 ghiacciai hanno subito una riduzione areale di almeno un ettaro mentre la maggiore perdita &egrave; stata registrata dal ghiacciaio Meridionale del Sabbione (0.16 km2 persi, pari al 11.5% della sua superficie). Alcuni corpi glaciali hanno perso una percentuale significativa della loro superficie (Blindenhorn Inferiore: -33%; Castelfranco: -28%), si tratta di piccoli glacionevati in fase di disfacimento. La perdita media, per ghiacciaio, tra le due campagne di misura &egrave; pari a quasi 5500 m2.&nbsp;<br>- 31 ghiacciai (19% del totale) in sostanziale stabilit&agrave; dovuta a due differenti condizioni: ghiacciai completamente coperti da detrito per cui &egrave; difficile riconoscere variazioni annuali dei limiti, oppure ghiacciai che sono risultati completamente coperti da neve; in questa categoria rientrano alcuni ghiacciai coperti da neve recente al momento della visita e altri coperti da neve residua, in particolare dell&rsquo;annata 2023-2024.&nbsp;<br>- 10 ghiacciai (6% del totale) hanno registrato un aumento della loro superficie; non si tratta di una reale espansione ma di ghiacciai i cui limiti sono stati aggiornati sulla base di nuove evidenze, quali ad esempio l&rsquo;affioramento di ghiaccio sepolto da detrito all&rsquo;esterno dei precedenti limiti; in altri casi si tratta della correzione di errori di georeferenziazione delle ortofoto utilizzate in precedenza.&nbsp;<br>- 11 ghiacciai (7% del totale) non sono stati rilevati.</p>
<p>I dati raccolti confermano il trend negativo di deglacializzazione delle Alpi, con particolare effetto per i ghiacciai (o le parti di questi) posti sotto i 3100-3200 metri di quota. La superficie glacializzata complessiva in Piemonte si attesta a 21.8 km2, segnando un nuovo minimo nella serie storica: in riferimento alla precedente campagna (dati 2022-2024), la riduzione areale coinvolge il 67% dei ghiacciai, quota che raggiunge il 98% dei ghiacciai regionali se si estende l&rsquo;analisi alle ultime due decadi.&nbsp;</p>
<p>L&rsquo;arretramento frontale &egrave; stato misurato in sito per due ghiacciai (Bessanese e Ciamarella) con valori contenuti entro i 7 m (rispetto al 2023); invece, attraverso la fotogrammetria &egrave; stato misurato un arretramento medio di oltre 14 m in un anno, su 5 ghiacciai distribuiti tra le Alpi Graie e Pennine.</p>
<p>Le risultanze dei rilievi 2025 hanno permesso di aggiornare la baseline dei ghiacciai piemontesi, il livello minimo ed uniforme di conoscenza che comprende informazioni geografiche sull&rsquo;ubicazione, sulla tipologia e sulla correlazione con eventi di instabilit&agrave;.&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.arpa.piemonte.it/notizia/21-marzo-2026-giornata-mondiale-dei-ghiacciai" target="_blank">QUI maggiori informazioni.</a></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 23 Mar 2026 14:42:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[E se in Piemonte si potesse sciare solo fino al 2050?]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/e-se-in-piemonte-si-potesse-sciare-solo-fino-al-2050_116512.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/e-se-in-piemonte-si-potesse-sciare-solo-fino-al-2050_116512.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116512/140957.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Un inverno particolarmente generoso in termini di nevicate non cambia la tendenza pluriennale: nelle Alpi la copertura nevosa si &egrave; ridotta del 5-6% ogni decennio negli ultimi cinquant&rsquo;anni. Ne consegue che circa la met&agrave; delle localit&agrave; sciistiche europee gi&agrave; oggi rischierebbe di chiudere in assenza di cannoni e bacini artificiali. &Egrave; il quadro che emerge dal report &ldquo;Nevediversa&rdquo;, pubblicato come ogni anno da Legambiente. Un rapporto, come di consueto, molto critico nei confronti dell&rsquo;attuale gestione della montagna e della mancata riconversione di siti che a causa dei cambiamenti climatici in atto sono destinati ad avere vita breve.</p>
<p>&ldquo;<em>Mentre la base fisica dello sci si assottiglia, nella gran parte dei casi il 90% dei fondi pubblici destinati al turismo montano continua a sostenere il &lsquo;sistema neve&rsquo;, lasciando alla riconversione e alla destagionalizzazione solo briciole di risorse</em>&rdquo;, si legge nello studio.&nbsp;</p>
<p>Legambiente ha censito sul territorio nazionale 273 impianti sciistici gi&agrave; dismessi, 106 chiusi temporaneamente, oltre a 98 che operano in una condizione mista di apertura e chiusura e 231 che vivono una fase di cosiddetto &ldquo;accanimento terapeutico&rdquo;, tenuti in piedi solo da ingenti investimenti per l&rsquo;innevamento artificiale. &ldquo;<em>I 169 bacini per l&rsquo;innevamento artificiale censiti equivalgono a milioni di metri cubi d&rsquo;acqua: un volume che, ogni anno, basterebbe per impilare circa 35 grattacieli di 300 metri di altezza l&rsquo;uno sopra l&rsquo;altro. Purtroppo, i riusi e gli smantellamenti restano casi sporadici: solo 37 quelli finora conteggiati</em>&rdquo;. Secondo il report, il settore &egrave; sospeso &ldquo;tra abbandono e artificio&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La mappatura</h2>
<p>Nel censimento realizzato da Legambiente occupano una posizione di rilievo il Piemonte e la provincia di Cuneo. Gli impianti dismessi nella nostra regione sono in totale 76: per quanto riguarda la Granda vengono citati, tra gli altri, Viola St. Gr&egrave;e, Chiappera, Chiusa Pesio, Vinadio, Vernante, Ormea e Lurisia. A questi, spesso e volentieri, si accompagnano anche edifici abbandonati e fatiscenti, relitti di un&rsquo;epoca ormai passata.</p>
<p>Gli impianti considerati chiusi solo temporaneamente in Piemonte sono 20, tra questi Argentera e Garessio 2000, mentre quelli aperti &ldquo;a singhiozzo&rdquo; sono 11, tra cui quello di Crissolo.</p>
<p>Un capitolo consistente, poi, &egrave; dedicato ai citati casi di &ldquo;accanimento terapeutico&rdquo;, 231 in tutta Italia, 17 in Piemonte. Si legge nel rapporto: &ldquo;<em>Uno dei principali criteri adottati per classificare i progetti elencati &egrave; il rapporto tra presenza di neve e quota degli impianti. Numerosi studi internazionali sul cambiamento climatico e sulla sostenibilit&agrave; del turismo alpino evidenziano che la quota di affidabilit&agrave; dell&rsquo;innevamento naturale nelle Alpi si sta progressivamente spostando verso l&rsquo;alto, a causa dell&rsquo;aumento delle temperature medie e della riduzione della durata del manto nevoso, come documentato dai rapporti dell&rsquo;IPCC e dell&rsquo;European Environment Agency. In questo contesto, quasi tutte le analisi dedicate specificamente all&rsquo;arco alpino indicano che al di sotto dei 1.500 metri di altitudine non &egrave; pi&ugrave; opportuno incentivare nuove infrastrutture sciistiche. Anche la fascia compresa tra 1.500 e 1.800 metri &egrave; generalmente sconsigliata per nuovi incentivi, poich&eacute; presenta condizioni di sostenibilit&agrave; sempre pi&ugrave; incerte e fortemente dipendenti dall&rsquo;innevamento artificiale</em>&rdquo;. Questo capitolo, come da tradizione, mette in evidenza &ldquo;<em>alcune scelte progettuali che, nell&rsquo;era della crisi climatica, secondo una vasta letteratura scientifica non presentano prospettive di sostenibilit&agrave; a lungo termine. Tale inadeguatezza non &egrave; legata soltanto all&rsquo;emergenza ambientale, ma anche ai profondi cambiamenti economici e sociali che stanno trasformando le aree montane</em>&rdquo;.</p>
<p>Un capitolo, quest&rsquo;ultimo, legato strettamente a quello relativo ai bacini artificiali per l&rsquo;innevamento: in Piemonte sono 23 e stoccano circa 84.498 mq di acqua.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116512/small_140958.jpg" alt="Foto"></p>
<h2>I luna park della montagna</h2>
<p>Novit&agrave; di questa edizione di &ldquo;Nevediversa&rdquo;, oltre a un ampio spazio per le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina e per l&rsquo;impatto (economico e paesaggistico) delle infrastrutture realizzate per l&rsquo;occasione, &egrave; l&rsquo;approfondimento su quelli che vengono definiti &ldquo;luna park della montagna&rdquo;. Ne sono stati individuati 28: si tratta di progetti &ldquo;<em>variamente impattanti, ma tutti caratterizzati da forte artificialit&agrave; e standardizzazione: realizzati spesso con abbondante plastica e replicati identici da una valle all&rsquo;altra, senza alcun radicamento nella cultura, nella storia o nella morfologia dei luoghi. Il risultato &egrave; che queste strutture appaiono estranee, talvolta invasive, nel paesaggio alpino. Il rischio &egrave; evidente: nel tentativo di reagire alla crisi della neve, la toppa pu&ograve; rivelarsi peggiore del buco</em>&rdquo;.</p>
<p>In provincia di Cuneo viene citato il comprensorio del Mondol&egrave;: &ldquo;<em>Pista bob estiva con risalita tutto l&rsquo;anno, nuove infrastrutture ricettive, nuovi chalet, nuovo bacino idrico accumulo in regione Caudano, nuova cittadella dello Sport. L&rsquo;investimento nel nuovo Piano Strategico 2026- 2029 &egrave; di 60 milioni euro, 12 da Regione Piemonte (Prato Nevoso pi&ugrave; intero comprensorio Mondol&egrave; Ski). A tutti gli effetti, Prato Nevoso si sta trasformando in un polo attrattivo assimilabile ai grandi comprensori sciistici nazionali e internazionali, privilegiando per&ograve; proposte che hanno ben poco a che vedere con le reali emergenze naturalistiche dell&rsquo;ambiente montano</em>&rdquo;, scrive Legambiente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Gli investimenti&nbsp;</h2>
<p>&ldquo;<em>Milioni sulla neve che scompare</em>&rdquo;. Legambiente lo definisce un paradosso: &ldquo;<em>Mentre la crisi climatica riduce drasticamente l&rsquo;affidabilit&agrave; della neve naturale e accorcia le stagioni invernali, lo Stato e molte Regioni continuano a investire ingenti risorse pubbliche per sostenere e potenziare il sistema dello sci alpino e appenninico. Pi&ugrave; la neve manca, pi&ugrave; aumentano gli investimenti per produrla artificialmente</em>&rdquo;.</p>
<p>In Piemonte il &ldquo;Bando Neve&rdquo; del dicembre 2025 ha stanziato 50 milioni di euro per interventi su impianti, sicurezza e qualit&agrave; delle piste, finanziando oltre quaranta progetti tra Sestriere, Limone Piemonte, Macugnaga e altri comprensori. Considerando cofinanziamenti e risorse legate a eventi come le Universiadi, il sistema neve piemontese mobilita complessivamente circa 100 milioni di euro. Gli stanziamenti complessivi della Regione per il settore toccano quota 230 milioni di euro in dieci anni.</p>
<p>Cifre che mostrano chiaramente la direzione delle politiche pubbliche: mantenere in vita, ad ogni costo, il modello dello sci industriale. &ldquo;<em>Eppure, i dati climatici raccontano un&rsquo;altra storia: aumento delle temperature, innalzamento della quota neve, stagioni sempre pi&ugrave; instabili, costi energetici e idrici crescenti, conflitti sull&rsquo;uso dell&rsquo;acqua, impatti paesaggistici e frammentazione degli ecosistemi. La domanda che Nevediversa pone non &egrave; tecnica, ma politica e culturale: ha senso continuare a investire centinaia di milioni di euro in infrastrutture pensate per un clima che non esiste pi&ugrave;, invece di accompagnare una vera transizione dei territori montani?</em>&rdquo;.</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116512/small_140960.jpg" alt="Foto"></p>
<p>Prosegue il dossier: &ldquo;<em>Secondo alcuni autorevoli scienziati, come Luca Mercalli, il rischio &egrave; che in Piemonte si possa sciare solo fino al 2050. Altri 24 anni, e poi?</em>&rdquo;.</p>
<p>Nel rapporto viene anche confutata la tesi secondo la quale la presenza degli impianti sciistici e i posti di lavoro offerti dagli stessi fungerebbero da contrasto allo spopolamento delle aree montane: con numeri e statistiche sull&rsquo;andamento demografico in diverse localit&agrave; sciistiche italiane, Legambiente evidenza come lo spopolamento - salvo rare eccezioni - non sia diverso da quello che si osserva in zone prive di impianti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Gli esempi virtuosi</h2>
<p>Uno spazio all&rsquo;interno del report &egrave; riservato anche ad alcuni casi positivi. Tra questi, quelli di Pian Mun&igrave;, Viola St. Gr&egrave;e e Garessio, che con progetti alternativi stanno tentando la via della destagionalizzazione, allontanandosi da una condizione di dipendenza dalla neve e da un turismo concentrato in un periodo sempre pi&ugrave; ridotto dell&rsquo;anno.&nbsp;</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116512/small_140959.jpg" alt="Valle Maira"></p>
<p>Analisi a parte quella riservata alla valle Maira, inserita nella &ldquo;Top ten&rdquo; delle buone pratiche scelte da &ldquo;Nevediversa&rdquo; e definita un &ldquo;inconfutabile modello di successo&rdquo;: &ldquo;<em>La Valle Maira, storicamente colpita da spopolamento e abbandono, ha scelto un modello di sviluppo alternativo allo sci di massa, puntando con decisione sul turismo lento e sostenibile. Priva di impianti di risalita e infrastrutture invasive, la valle si &egrave; affermata come una delle esperienze alpine pi&ugrave; avanzate nel turismo dolce e outdoor</em>&rdquo;.</p>
<p><a href="https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2026/03/NeveDiversa2026.pdf" target="_blank">QUI il rapporto completo.</a></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 16 Mar 2026 15:14:00 +0100</pubDate><dc:creator>Andrea Dalmasso</dc:creator><author><name>Andrea Dalmasso</name></author></item><item><title><![CDATA[Caro carburante, Assemblada Occitana Valades: “Serve un aiuto per la montagna”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/caro-carburante-assemblada-occitana-valades-serve-un-aiuto-per-la-montagna_116463.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/caro-carburante-assemblada-occitana-valades-serve-un-aiuto-per-la-montagna_116463.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116463/140892.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo:</p>
<p><em>Sono giorni drammatici sul fronte della guerra Israele/stati uniti - Iran. L'attacco americano ha provocato la reazione iraniana che ha colpito le petromonarchie del golfo, bloccando di fatto il trasporto del petrolio e del gas dalla zona verso l'Europa e l'Asia. Questa situazione ha causato un repentino aumento del petrolio (ormai prossimo ai 100 dollari al barile) con conseguente aumento dei carburanti. Ed &egrave; proprio sul caro-carburanti che vogliamo intervenire.</em></p>
<p><em>Nell'ottica di introdurre una zona franca occitana chiediamo come primo passo di iniziare dalle accise sui carburanti che vanno ridotte nelle valli occitane. Questo sarebbe un primo passo importante.</em></p>
<p><em>Il carburante &egrave; una &ldquo;tassa nascosta&rdquo; per chi abita in montagna o in zone rurali. Il nostro &egrave; un discorso semplice: se si vive nelle grandi citt&agrave; non &egrave; quasi necessario prendere un mezzo di trasporto per recarsi al lavoro, in un supermercato a fare le commissioni, dal medico o dal farmacia mentre per chi abita in zona distanti &egrave; obiettivamente pi&ugrave; costoso (va tra l'altro considerato che i servizi di trasporto pubblici locali in molte zone sono assenti o molto scarsi).</em></p>
<p><em>Come Assemblada Occitana Valades chiediamo da tempo un incremento dei servizi di trasporti pubblici locali, ma ci rendiamo conto che nulla &egrave; cambiato. A questo punto crediamo sia imprescindibile una decisione forte: riduzione delle accise per i distributori di montagna, seguendo una progressione di distanza dalle citt&agrave; di fondovalle. Con il caro carburante vivere in montagna non deve diventare una chimera.</em></p>
<p><em>Per evitare una concorrenza sleale verso i distributori delle citt&agrave; proponiamo che lo sconto sulle accise venga sospeso nei weekend, in modo da evitare il &ldquo;turismo dal benzinaio&rdquo; per ottenere uno sconto.</em></p>
<p><em>Non &egrave; una ipotesi infattibile, in Friuli Venezia Giulia esiste gi&agrave; un sistema simile (per evitare la fuga verso la Slovenia), con sconti regionali sulle accise.</em></p>
<p><em>Vivere in montagna non deve essere uno svantaggio. Non chiediamo, dunque, vantaggi illeciti per i residenti delle nostre montagne ma una parificazione del costo per i trasferimenti rispetto alle citt&agrave;.</em></p>
<p><strong>Assemblada Occitana Valades</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 16 Mar 2026 09:14:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Weekend di maltempo nella Granda. Possibili nevicate fino a 500 metri]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/weekend-di-maltempo-nella-granda-possibili-nevicate-fino-a-500-metri_116421.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/weekend-di-maltempo-nella-granda-possibili-nevicate-fino-a-500-metri_116421.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116421/140844.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Un fine settimana di maltempo in Piemonte e in provincia di Cuneo, con precipitazioni che sono iniziate gi&agrave; nella mattinata di oggi, abato 14 marzo. Secondo le previsioni Arpa la quota neve, inizialmente a 1200-1300 metri, scender&agrave; gradualmente fino a 500-700 metri nell'alba di domenica, in particolare sul Cuneese e nelle valli pi&ugrave; strette dell'alto Piemonte. Sono attesi elevati valori di neve fresca durante la perturbazione, con picchi di oltre un metro di neve sulle Alpi settentrionali, 70-80 cm su Graie e Marittime e 30-40 cm sulle Cozie.</p>
<p>Con l'intensificarsi delle nevicate &egrave; atteso anche un brusco aumento del grado di pericolo valanghe in particolare sui settori settentrionali. &ldquo;<em>Gli importanti quantitativi di neve fresca e ventata potranno distaccarsi spontaneamente provocando valanghe anche di grandi dimensioni che localmente potrebbero minacciare le vie di comunicazione esposte</em>&rdquo;, si legge nell&rsquo;aggiornamento pubblicato dall&rsquo;Arpa.</p>
<p>L&rsquo;agenzia ha diramato l&rsquo;allerta arancione per valanghe domenica nel nord del Piemonte, gialla per neve e valanghe sui settori nordoccidentali e nel Cuneese, gialla per rischio idrogeologico sull'arco alpino cuneese fino al confine con la Liguria e nella pianura orientale.</p>
<p>Le precipitazioni dovrebbero esaurirsi domenica pomeriggio grazie all&rsquo;allontanamento verso sudest della depressione.</p>]]></description><pubDate>Sat, 14 Mar 2026 15:22:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Cuneo è la provincia piemontese con il più alto numero di lupi morti]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/cuneo-e-la-provincia-piemontese-con-il-piu-alto-numero-di-lupi-morti_116417.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/cuneo-e-la-provincia-piemontese-con-il-piu-alto-numero-di-lupi-morti_116417.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116417/140831.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La presenza del lupo in Piemonte &egrave; una realt&agrave; stabile da oltre vent&rsquo;anni. A fotografare la situazione &egrave; il <a href="https://www.areeprotettealpimarittime.it/media/2f727e02.pdf" target="_blank">report</a> &ldquo;Il lupo in Piemonte. Biennio 2023-2025&rdquo;, pubblicato dal Parco Alpi Marittime a febbraio 2026 e basato sui dati raccolti dal sistema regionale di monitoraggio della specie. Il documento analizza la diffusione del lupo, la dimensione della popolazione, le cause di mortalit&agrave; e gli effetti sulle attivit&agrave; umane, in particolare sull&rsquo;allevamento.</p>
<p>Secondo le analisi del dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell&rsquo;Universit&agrave; di Torino, una parte consistente dei lupi presenti sull&rsquo;arco alpino vive in Piemonte: la stima per il periodo 2023-2024 &egrave; di circa 464 lupi. Il lupo &egrave; tornato spontaneamente sulle Alpi occidentali a partire dagli anni Novanta e da allora ha ampliato la propria presenza. Oggi la specie &egrave; documentata lungo tutto l&rsquo;arco alpino piemontese, compreso il Cuneese, e in molte aree collinari e di pianura.&nbsp;Complessivamente il lupo &egrave; distribuito sul 75,8% del territorio regionale. Le zone montane risultano ormai quasi completamente colonizzate, mentre nelle aree collinari e nelle pianure la presenza &egrave; ancora in espansione. Negli ultimi anni segni della specie sono stati rilevati anche in contesti pi&ugrave; antropizzati, vicino a centri abitati o aree agricole.</p>
<p>Il rapporto dedica ampio spazio alla mortalit&agrave; dei lupi. Dal 1998 ad aprile 2025 in Piemonte sono stati recuperati 610 esemplari morti. La provincia con il numero pi&ugrave; alto di ritrovamenti &egrave; proprio quella di Cuneo, con 241 lupi, seguita da Torino (191) e Alessandria (116). Anche prendendo in considerazione solo gli ultimi anni il Cuneese resta in testa. Nel 2023-2024 sono stati trovati 18 lupi morti, mentre nel 2024-2025 il numero &egrave; salito a 32, il dato pi&ugrave; alto tra tutte le province piemontesi.&nbsp;</p>
<p>Le principali cause di morte registrate dal 1998 sono gli investimenti dei veicoli, che rappresentano il 59,1% dei casi. Seguono le uccisioni illegali (13,8%), fattori naturali come malattie o aggressioni tra lupi (10,3%) e casi in cui la causa non &egrave; nota. Il periodo in cui si trovano pi&ugrave; lupi morti &egrave; tra ottobre e marzo. In inverno, infatti, gli animali tendono a spostarsi verso i fondovalle, dove la presenza di strade e infrastrutture aumenta il rischio di incidenti.</p>
<p>Il monitoraggio permette di studiare l&rsquo;evoluzione della specie in Piemonte e coinvolge ricercatori, carabinieri forestali e altri enti. Oltre allo studio degli esemplari morti e degli attacchi nei confronti di altri animali, una parte importante del lavoro riguarda la raccolta di campioni biologici, come feci o peli, che vengono analizzati geneticamente. Tra il 2023 e il 2025 tra Piemonte e Liguria sono stati analizzati oltre 1.300 campioni, che hanno permesso di identificare il profilo genetico di 365 lupi diversi.</p>
<p>Il monitoraggio genetico consente anche di seguire gli spostamenti degli animali. Tra i casi documentati c&rsquo;&egrave; quello di un lupo maschio del Cuneese identificato come CN-546, originario del branco del Monte Vecchio in Val Vermenagna. L&rsquo;animale &egrave; stato successivamente individuato in Val Grana dopo uno spostamento di oltre 23 chilometri. Come si legge nel report, &ldquo;<em>la dispersione costituisce un processo ecologico chiave nella dinamica di popolazione del lupo, in quanto consente lo scambio genetico tra nuclei riproduttivi, la colonizzazione di nuove aree e l&rsquo;insediamento di nuove unit&agrave; riproduttive, risultando un fenomeno alla base dei processi di ricolonizzazione dell&rsquo;arco alpino e anche dell&rsquo;Europa centrale</em>&rdquo;.</p>
<p>Dallo studio emerge la necessit&agrave; di gestire al meglio la convivenza con le attivit&agrave; umane e gli altri animali. La presenza stabile del lupo ha infatti conseguenze anche sulla sicurezza delle altre specie. Le province con il numero pi&ugrave; elevato di attacchi agli animali domestici sono quelle dove i branchi sono pi&ugrave; diffusi: Cuneo, Torino e Alessandria. La maggior parte degli attacchi coinvolge pecore e capre, che rappresentano oltre l&rsquo;85% delle vittime. Gli attacchi avvengono soprattutto di notte, mentre il mese con il numero pi&ugrave; elevato &egrave; settembre, quando i cuccioli di lupo iniziano a partecipare alla caccia insieme agli adulti e il fabbisogno alimentare del branco aumenta.</p>
<p>Come si legge nella conclusione del documento, &ldquo;<em>la presenza stabile del lupo in Piemonte rappresenta una sfida complessa ma ormai strutturale per il sistema zootecnico regionale</em>&rdquo;. Secondo i ricercatori, strumenti come il monitoraggio continuo, le misure di prevenzione negli allevamenti e i sistemi di indennizzo dei danni sono elementi fondamentali per ridurre i conflitti e favorire una convivenza pi&ugrave; equilibrata tra allevatori e lupi.</p>]]></description><pubDate>Sat, 14 Mar 2026 12:58:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Taglio alle risorse per la montagna, il Pd: “Irrealistiche le promesse di compensazione della giunta Cirio”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/taglio-alle-risorse-per-la-montagna-il-pd-irrealistiche-le-promesse-di-compensazione-della-giunta-cirio_116198.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/taglio-alle-risorse-per-la-montagna-il-pd-irrealistiche-le-promesse-di-compensazione-della-giunta-cirio_116198.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116198/140549.jpg" title="" alt="" /><br /><p>I dati della Ragioneria generale dello Stato certificano un taglio pesantissimo alle risorse destinate alla montagna: i fondi a gestione diretta delle Regioni scendono da 200 milioni di euro a soli 73 milioni, con una riduzione di oltre il 63 per cento.</p>
<p>Numeri che smentiscono le rassicurazioni del governo e che rendono ancora pi&ugrave; incerta la situazione per centinaia di Comuni montani, molti dei quali esclusi dai nuovi criteri di montanit&agrave; previsti dalla recente legge nazionale.</p>
<p>&ldquo;<em>Con un taglio simile</em> &ndash; dichiara Calderoni &ndash; <em>sar&agrave; difficile che la Regione Piemonte riesca a compensare i Comuni esclusi dalla montanit&agrave;, come promesso dal presidente Cirio e dall&rsquo;assessore Gallo. Le risorse a disposizione delle Regioni si riducono drasticamente e questo rende quelle promesse sempre meno credibili. Senza dire che la concorrenza dei nuovi comuni molto popolosi (Cuneo e Mondov&igrave; su tutti), divenuti montani grazie alla riforma Calderoli, ridurr&agrave; ulteriormente le risorse per le piccole comunit&agrave;</em>&rdquo;.</p>
<p>Il problema riguarda anche la sostenibilit&agrave; complessiva dei conti regionali. &ldquo;<em>In Consiglio regionale </em>&ndash; prosegue Isnardi &ndash;<em> la maggioranza sta lavorando a una variazione di bilancio da circa 200 milioni di euro per coprire l&rsquo;ennesimo buco nella Sanit&agrave;. In questo quadro diventa evidente quanto sia complicato immaginare nuove risorse per compensare i territori penalizzati dai nuovi criteri</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>Chi vive e amministra nei territori montani</em> &ndash; concludono i consiglieri PD Calderoni e Isnardi &ndash; <em>ha bisogno di certezze e non di annunci. I numeri della Ragioneria raccontano una realt&agrave; molto diversa da quella presentata dal governo e rischiano di scaricare sui territori e sulle Regioni il costo di scelte sbagliate</em>&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 11 Mar 2026 10:15:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Miglioramento delle infrastrutture nelle borgate, sette Comuni cuneesi partecipano al bando regionale]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/miglioramento-delle-infrastrutture-nelle-borgate-sette-comuni-cuneesi-partecipano-al-bando-regionale_116155.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/miglioramento-delle-infrastrutture-nelle-borgate-sette-comuni-cuneesi-partecipano-al-bando-regionale_116155.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/116155/140487.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sono dieci i Comuni montani piemontesi che hanno partecipato al bando regionale dedicato al miglioramento delle infrastrutture nelle borgate.&nbsp;Alla chiusura dei termini, il 3 marzo 2026, le domande presentate raggiungono quasi 3,5 milioni di euro di investimenti, una cifra superiore di circa il 50% rispetto alla dotazione iniziale di 2 milioni di euro prevista dal bando del Complemento Sviluppo Rurale 2023-2027.&nbsp;Sette dei progetti arrivano dalla provincia di Cuneo e tre invece dalla Citt&agrave; metropolitana di Torino.</p>
<p>"<em>La risposta dei territori dimostra quanto sia forte l&rsquo;esigenza di investire nelle borgate montane</em> &ndash; sottolinea l&rsquo;assessore regionale allo Sviluppo e Promozione della Montagna, Marco Gallo &ndash;. <em>Garantire infrastrutture di base significa creare le condizioni per vivere, lavorare e fare impresa in montagna, contrastando lo spopolamento e valorizzando il patrimonio dei nostri piccoli centri</em>".</p>
<p>Un risultato che evidenzia l&rsquo;interesse dei territori per interventi concreti su servizi essenziali e qualit&agrave; della vita nelle aree montane. I progetti spaziano dall&rsquo;adeguamento delle reti energetiche e telefoniche fino al miglioramento dell&rsquo;illuminazione pubblica e alla riqualificazione delle pavimentazioni nelle borgate storiche.</p>
<p>Il bando, previsto nell&rsquo;ambito del Complemento per lo Sviluppo Rurale 2023&ndash;2027, prevede contributi fino al 90% delle spese di investimento per interventi destinati a realizzare, adeguare o ampliare le infrastrutture di base nelle borgate montane.</p>
<p>Tra le opere finanziabili rientrano il rifacimento delle reti elettriche e del gas; l&rsquo;illuminazione pubblica; infrastrutture telefoniche e di comunicazione; interventi di riqualificazione degli spazi pubblici nei centri storici.</p>
<p>I progetti presentati variano da circa 100 mila euro fino a quasi 500 mila euro e comprendono, tra gli interventi previsti, l&rsquo;interramento delle linee aeree e il rifacimento delle pavimentazioni con materiali antichizzati, soluzioni che consentono di migliorare i servizi senza compromettere il valore storico e architettonico dei borghi.</p>
<p>L&rsquo;elevato numero di domande e il volume complessivo degli investimenti rappresentano un segnale importante per la programmazione futura.</p>
<p>"<em>La montagna piemontese dimostra di avere progettualit&agrave; e visione</em> &ndash; conclude l&rsquo;assessore &ndash;. <em>La forte richiesta registrata sar&agrave; certamente un elemento che terremo in considerazione per rafforzare le politiche regionali dedicate allo sviluppo e alla valorizzazione delle borgate</em>".</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 10 Mar 2026 15:01:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Temperature miti, ma tanta neve in montagna: in Piemonte si chiude un inverno dai due volti]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/temperature-miti-ma-tanta-neve-in-montagna-in-piemonte-si-chiude-un-inverno-dai-due-volti_115822.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/temperature-miti-ma-tanta-neve-in-montagna-in-piemonte-si-chiude-un-inverno-dai-due-volti_115822.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115822/139946.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Si &egrave; chiuso l&rsquo;inverno meteorologico, che va dal 1&deg; dicembre al 28 febbraio. Una stagione che per il Piemonte ha avuto caratteristiche pi&ugrave; tardo-autunnali che invernali, con temperature miti, precipitazioni superiori alla norma e neve abbondante in montagna, in particolare sulle Alpi Marittime. &Egrave; il quadro di sintesi che emerge dalla relazione pubblicata dall&rsquo;Arpa sul suo sito internet.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Temperature</h2>
<p>Sul territorio piemontese la temperatura media invernale &egrave; stata di circa 3&deg;C, con un&rsquo;anomalia positiva di 1.3&deg;C rispetto alla norma del periodo 1991-2020 ed &egrave; risultato il settimo inverno pi&ugrave; caldo nella distribuzione storica degli ultimi 70 anni. L&rsquo;alta frequenza di giornate nuvolose che si sono succedute sulla nostra regione durante l&rsquo;inverno ha attenuato il riscaldamento diurno e il raffreddamento notturno; pertanto si &egrave; verificato un maggiore scostamento positivo per le temperature minime che si sono attestate al 6&deg; posto con un&rsquo;anomalia di 1.8&deg;C, mentre le massime si sono classificate al 15&deg; posto con un&rsquo;anomalia pi&ugrave; lieve pari a 0,8&deg;C.</p>
<p>Lo scostamento termico positivo &egrave; dovuto ai mesi di dicembre 2025 e febbraio 2026, risultati rispettivamente il terzo e il sesto pi&ugrave; caldo della rispettiva distribuzione storica con anomalie termiche di 2.2&deg;C e 2.6&deg;C.&nbsp;</p>
<p>Gennaio 2026 &egrave; stato invece il mese pi&ugrave; freddo con uno scostamento di -0.8&deg;C rispetto alla climatologia 1991-2020 e ha interrotto una sequenza di quindici mesi consecutivi, da settembre 2024 a dicembre 2025, con temperature pi&ugrave; calde della media. Tuttavia, in questo mese il contributo maggiore all&rsquo;anomalia termica negativa &egrave; stato dato dai valori di temperatura in montagna, mentre in pianura le temperature minime sono state superiori alla norma. Per questo motivo &egrave; stato il terzo inverno consecutivo senza un evento rilevante di neve su Torino citt&agrave; e su buona parte della pianura piemontese, ad eccezione del breve episodio del 3 febbraio di 1-2 cm. Tra i capoluoghi soltanto Cuneo, che per&ograve; si trova a oltre 500 metri di quota, ha avuto delle nevicate di rilievo. Il giorno pi&ugrave; caldo dell&rsquo;inverno 2025-2026 &egrave; risultato il 24 febbraio, quando la media delle temperature massime in pianura &egrave; stata di quasi 20&deg;C con picco termico stagionale di 24.6&deg;C a Domodossola (VB). Il giorno pi&ugrave; freddo &egrave; risultato il 7 gennaio con una media di -7.5&deg;C dei valori minimi di temperatura sul Piemonte.</p>
<p>Nell&rsquo;inverno 2025-2026 i valori di temperatura media, massima e minima sono risultati in ogni capoluogo superiori alla media climatica 1991-2020, con scostamenti maggiori per le temperature minime. In accordo con questi dati, il numero di giorni di gelo (temperatura minima inferiore agli 0&deg;C) &egrave; risultato sensibilmente inferiore al valore medio climatico 1991-2020 in tutti i capoluoghi.&nbsp;I dati di zero termico rilevati dai profili di temperatura dei radiosondaggi di Cuneo-Levaldigi evidenziano una stagione invernale lievemente pi&ugrave; fredda rispetto a quelle degli ultimi anni, soprattutto grazie al mese di gennaio 2026 risultato al di sotto della media climatica. </p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Precipitazioni</h2>
<p>Le precipitazioni cumulate totali dell&rsquo;inverno 2025-2026 in Piemonte ammontano a 248.4 mm, con un surplus precipitativo di 101.8 mm (pari al 69%) rispetto alla climatologia del periodo 1991-2020: quello appena concluso &egrave; quindi risultato il decimo inverno pi&ugrave; piovoso nella distribuzione storica degli ultimi 70 anni. Tutti i tre mesi invernali hanno avuto un&rsquo;anomalia pluviometrica positiva; dicembre 2025 &egrave; stato il mese pi&ugrave; ricco di precipitazione della stagione mentre gennaio 2026 &egrave; risultato quello pi&ugrave; secco. Il picco giornaliero di precipitazioni &egrave; stato registrato il 16 dicembre con 24 mm medi sul territorio piemontese.</p>
<p>Le precipitazioni nell&rsquo;inverno 2025-2026 sono state superiori alla media del periodo 1991-2020 in tutti i capoluoghi tranne a Verbania, dove sono state leggermente inferiori. La stazione meteorologica di Boves ha totalizzato nel trimestre dicembre 2025-febbraio 2026 ben 463,4 mm di pioggia e neve fusa con un surplus precipitativo di 290.5 mm (pari al 168%) rispetto alla climatologia. Per l&rsquo;area di Cuneo si &egrave; trattato di uno degli inverni pi&ugrave; ricchi di precipitazione: tuttavia la frazione nevosa &egrave; stata bassa, con 60 cm circa di neve caduta. Anche i giorni di pioggia sono risultati in tutti i capoluoghi nettamente superiori al valore medio.</p>
<p>Le temperature miti e le precipitazioni superiori alla norma sui capoluoghi di provincia hanno determinato condizioni favorevoli per la qualit&agrave; dell&rsquo;aria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Precipitazioni nevose</h2>
<p>La stagione invernale 2025-2026 &egrave; stata caratterizzata da diffuse nevicate: all&rsquo;inizio di marzo 2026 l&rsquo;innevamento risulta buono su tutto il Piemonte con altezze della neve superiori alla media del periodo di riferimento sui settori occidentali e meridionali anche a quote di media montagna.</p>
<p>Le nevicate di met&agrave; novembre, di fine dicembre e del periodo compreso tra met&agrave; gennaio e met&agrave; febbraio sono state particolarmente abbondanti in valle Vermenagna e nelle valli del Monregalese dove localmente sono stati raggiunti spessori prossimi a 2,5 m di neve al suolo anche a 1500-1800 metri.</p>
<p><a href="https://www.arpa.piemonte.it/notizia/inverno-2025-2026-mite-umido-neve-abbondante-montagna" target="_blank">QUI</a> la relazione completa pubblicata dall&rsquo;Arpa.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 04 Mar 2026 11:56:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Sulle montagne piemontesi nel 2025 sono morte 79 persone. Interventi in aumento per il Soccorso Alpino]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/sulle-montagne-piemontesi-nel-2025-sono-morte-79-persone-interventi-in-aumento-per-il-soccorso-alpino_115548.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/sulle-montagne-piemontesi-nel-2025-sono-morte-79-persone-interventi-in-aumento-per-il-soccorso-alpino_115548.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115548/139564.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese ha reso noti tutti i dati relativi all&rsquo;attivit&agrave; del 2025: un anno segnato da un nuovo aumento degli interventi, dopo la flessione che si era registrata nel 2024. L&rsquo;anno scorso ha fatto registrare 2.070 eventi di soccorso, 1.471 missioni di soccorso e 1.548 persone soccorse. Complessivamente il dato &egrave; nettamente pi&ugrave; alto rispetto al 2024, anno che per&ograve; era stato caratterizzato da condizioni meteorologiche avverse. Questo tipo di attivit&agrave; viene svolto dal servizio piemontese del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) a cui la Repubblica Italiana attribuisce le attivit&agrave; di soccorso e recupero degli infortunati in montagna, in ambiente ipogeo e in terreno impervio con le leggi 74/2001 e 126/2020. Il SASP effettua attivit&agrave; di soccorso sanitario in convenzione con l&rsquo;Azienda Zero della Regione Piemonte.&nbsp;</p>
<h2>Le chiamate in Centrale Operativa </h2>
<p>L&rsquo;allertamento della Centrale Operativa &egrave; il primo passo per l&rsquo;attivazione di un&rsquo;operazione di soccorso alpino o speleologico. L&rsquo;utente effettua la chiamata al Numero Unico delle Emergenze 112 che gira gli allarmi provenienti da terreno impervio al Tecnico del Soccorso Alpino presente h24 presso la sala dell&rsquo;Emergenza Sanitaria di Grugliasco (TO). Nel 2025 le chiamate gestite dai Tecnici di Centrale Operativa SASP sono state 2.070, in linea con l&rsquo;andamento degli ultimi anni e nettamente superiore al 2024 quando erano state 1.916. Oltre al miglioramento delle infrastrutture telefoniche mobili che consente di effettuare una chiamata di emergenza anche dalle aree pi&ugrave; remote della regione e alla sempre pi&ugrave; radicata abitudine a rivolgersi ai numeri telefonici d&rsquo;emergenza, occorre segnalare che aumentano gli allarmi lanciati tramite applicazioni per smartphone tra cui Georesq sviluppata dal CNSAS e tramite device come smartwatch.&nbsp;</p>
<h2>Le missioni di soccorso </h2>
<p>Delle chiamate che sono transitate presso la Centrale Operativa nel 2024, 1.471 sono state le missioni effettivamente attivate sul territorio, di cui 1.396 interventi di soccorso sanitario e 75 operazioni di Protezione Civile.&nbsp;</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115548/small_139565.jpg" alt="Tabella"></p>
<h2>Operazioni aeree o via terra </h2>
<p>Gli interventi di soccorso alpino vengono condotti in due modi: con il supporto dell&rsquo;eliambulanza del Servizio Regionale di Elisoccorso (il tecnico SASP &egrave; a bordo in tutte le missioni) oppure esclusivamente dalle squadre a terra. Nel 2025, l&rsquo;elicottero &egrave; intervenuto nel 70% delle missioni. Tuttavia il contributo generale offerto dalla presenza delle squadre a terra rimane fondamentale se si considera il dato delle persone soccorse che ammonta al 49% recuperate soltanto via terra, senza l&rsquo;ausilio degli elicotteri.&nbsp;</p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115548/small_139567.jpg" alt="Tabella"></p>
<h2>Le persone soccorse </h2>
<p>Nel computo delle persone soccorse, per la prima volta si &egrave; deciso di includere esclusivamente le operazioni in cui vi &egrave; stata un&rsquo;attivazione della componente territoriale del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, escludendo sostanzialmente i pazienti recuperati dal Servizio Regionale di Elisoccorso nei comprensori sciistici dove le operazioni sono gestite in collaborazione con i servizi di soccorso piste. Per questo motivo, il numero di persone soccorse nel 2025, che ammonta a 1.548, risulta inferiore agli anni precedenti. Aggiungendo gli infortunati sulle piste da sci (187) il dato complessivo confrontabile con gli anni scorsi sale a 1735, il secondo dato pi&ugrave; alto di sempre dopo quanto registrato nel 2023 (1.793): 520 sono stati gli illesi, 949 i feriti e 79 i deceduti. Le principali cause di infortunio in montagna sono le cadute (36%) seguite dai malori (32%), e riguardano gli uomini nel 75% dei casi e le donne nel 25%. Infine, l&rsquo;84% delle persone soccorse praticava attivit&agrave; del tempo libero contro l&rsquo;11% di residenti in montagna e il 5% di persone infortunatesi in terreno impervio per lavoro. In nessun caso sono state applicate le spese di compartecipazione agli interventi previste dalla deliberazione n. 27-2363/2015 della Giunta Regionale piemontese.&nbsp;<br><br></p>
<p><img class="lazyload" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/images/lazy.png" data-src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115548/small_139566.jpg" alt="Tabella"></p>
<p>Scorrendo nelle immagini &egrave; disponibile il dettaglio dell'attivit&agrave; delle delegazioni di Soccorso Alpino della provincia di Cuneo.</p>]]></description><pubDate>Fri, 27 Feb 2026 08:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Nuove nevicate in arrivo: nella zona meridionale della Granda attesi fiocchi fino a 300-400 metri]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/nuove-nevicate-in-arrivo-nella-zona-meridionale-della-granda-attesi-fiocchi-fino-a-300-400-metri_115062.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/nuove-nevicate-in-arrivo-nella-zona-meridionale-della-granda-attesi-fiocchi-fino-a-300-400-metri_115062.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/115062/138864.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nuove nevicate sono previste in Piemonte domani mattina, gioved&igrave; 19 febbraio. Le segnala l&rsquo;Arpa nel suo ultimo bollettino: saranno pi&ugrave; estese e localmente intense quelle sull&rsquo;Appennino Ligure, tra valle Scrivia e valle Bormida.</p>
<p>Una nuova saccatura, legata alla depressione &ldquo;Pedro&rdquo;, transiter&agrave; sulle Alpi tra la notte di mercoled&igrave; e gioved&igrave; mattina. L'aria fredda associata a un minimo barico causer&agrave; un cospicuo calo della quota neve che si attester&agrave; nelle ore prima dell&rsquo;alba a 200-300 metri sull'alessandrino, 300-400 metri sul Cuneese e 400-600 metri sulle restanti pianure e le zone collinari del Torinese. Sopra ai 700 metri sulle Alpi &egrave; prevista neve debole, mentre a sud l'intensit&agrave; sar&agrave; maggiore con una componente anche convettiva dei fenomeni. Dalle ore centrali della giornata le precipitazioni si attenueranno fino a cessare, lasciando spazio a forti venti settentrionali. Sulle Alpi le nevicate lungo le creste di confine continueranno, seppur deboli, fino alla serata, ma con quota neve intorno ai 1100 metri.</p>
<p>Negli ultimi tre giorni sui settori alpini di confine sono stati registrati significativi accumuli che complessivamente ammontano a 60-80 centimetri, anche superiori in alcune zone. I venti da forti hanno determinato la formazione di accumuli molto spessi soprattutto in prossimit&agrave; delle creste, che hanno dato origine anche a isolate valanghe nubiformi di dimensioni anche molto grandi.</p>
<p>Le nuove precipitazioni comporteranno un aumento dell&rsquo;instabilit&agrave; del manto nevoso: le valanghe potranno anche interessare gli strati profondi, con fenomeni di grandi dimensioni soprattutto fra valle Susa e valle Orco. In questi settori il pericolo valanghe previsto per domani raggiunger&agrave; il 4-Forte oltre i 2000-2200 metri nelle zone di alta valle.</p>
<p>Il Centro Funzionale di Arpa Piemonte ha pertanto emesso, per la giornata di domani, un&rsquo;allerta gialla per possibili valanghe sui settori alpini del torinese (Zone C ed D) e per neve fino a bassa quota nei settori meridionali di cuneese, astigiano e alessandrino (Zone F,G e H); i fenomeni potrebbero interessare e creare possibili disagi alla viabilit&agrave;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 18 Feb 2026 15:38:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA["Trattati come banditi": lo sci alpinismo olimpico e il caso Blangero riaprono il nodo delle risalite in pista]]></title><link>https://www.cuneodice.it/sport/cuneo-e-valli/trattati-come-banditi-lo-sci-alpinismo-olimpico-e-il-caso-blangero-riaprono-il-nodo-delle-risalite-in-pista_114769.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/sport/cuneo-e-valli/trattati-come-banditi-lo-sci-alpinismo-olimpico-e-il-caso-blangero-riaprono-il-nodo-delle-risalite-in-pista_114769.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/114769/138460.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Atleti costretti ad allenarsi di nascosto, alla stregua di &ldquo;banditi&rdquo;. &Egrave; con questa provocazione che Federico Bausone, docente di Scienze motorie al liceo, allenatore e profondo conoscitore dello sci alpinismo, riporta al centro del dibattito la questione delle risalite in pista. E lo fa partendo da un nome e un cognome: Matteo Blangero, 17 anni, talento dello Sci Club Tre Rifugi, atleta del Comitato FISI Alpi Occidentali e della nazionale giovanile di Ski Alp.</p>
<p>Blangero &egrave; reduce da uno straordinario secondo posto in Coppa del Mondo giovani nella specialit&agrave; sprint, proprio quella che debutter&agrave; alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Una disciplina, lo sci alpinismo, ufficialmente riconosciuta dal CONI attraverso la FISI, con tecnici formati dalla federazione - tra cui lo stesso Bausone - e un movimento giovanile in costante crescita.</p>
<p>Eppure, paradossalmente, per allenarsi questi atleti devono spesso muoversi con estrema cautela. <em>&ldquo;Per prepararci</em> - spiega Bausone sul suo profilo Instagram - <em>oltre al fuoripista abbiamo bisogno anche di risalire brevi tratti di pista battuta, talvolta una semplice striscia di cinquanta centimetri. Ma sulle piste di casa dobbiamo quasi nasconderci, come se stessimo facendo qualcosa di illegale&rdquo;</em>.</p>
<p>Il nodo &egrave; normativo. L&rsquo;articolo 24 del decreto legislativo 40 del 2021 stabilisce che la risalita delle piste &egrave; consentita solo <em>&ldquo;previa autorizzazione del gestore dell&rsquo;area sciabile attrezzata o, in mancanza di tale autorizzazione, in casi di urgente necessit&agrave;&rdquo;</em>. Le risalite devono comunque avvenire ai margini della pista, evitando rischi per la sicurezza degli sciatori e rispettando sia la legge sia le prescrizioni del gestore.</p>
<p>Un tema che divide anche sul territorio. Nei giorni scorsi sono emerse posizioni differenti: Viola St. Gr&eacute;&eacute; vieta il transito degli scialpinisti, mentre Lurisia lo consente esclusivamente in orario diurno. Segnali di un confronto aperto, che coinvolge gestori, sportivi e istituzioni.</p>
<p>Bausone non ignora le criticit&agrave;: <em>&ldquo;Ci sono comportamenti sbagliati che vanno sanzionati: risalire mentre si batte la pista, rovinare il manto appena preparato, occupare strettoie in gruppo&rdquo;</em>. Tuttavia, sottolinea, non &egrave; alimentando lo scontro che si risolve il problema. In gran parte dell&rsquo;Europa la risalita &egrave; consentita o regolamentata attraverso percorsi dedicati. Anche in Italia localit&agrave; importanti come Cervinia, Monterosa, Madonna di Campiglio o San Martino di Castrozza hanno individuato soluzioni organizzate.</p>
<p>Dietro Blangero, punta di diamante del movimento, sta crescendo un gruppo di giovani entusiasti che pratica uno sport durissimo, tecnico e spettacolare, immerso in un ambiente straordinario. La sfida &egrave; trovare un equilibrio tra sicurezza, gestione delle piste e diritto alla pratica sportiva. Perch&eacute; se lo sci alpinismo &egrave; disciplina olimpica, conclude Bausone, non pu&ograve; continuare a sentirsi fuori legge sulle montagne di casa.</p>]]></description><pubDate>Fri, 13 Feb 2026 07:00:00 +0100</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Legge sulla montagna, dura reazione di Assemblada Occitana Valades: "Non ci siamo!"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/legge-sulla-montagna-dura-reazione-di-assemblada-occitana-valades-non-ci-siamo_114735.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/legge-sulla-montagna-dura-reazione-di-assemblada-occitana-valades-non-ci-siamo_114735.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/114735/138410.jpg" title="" alt="" /><br /><div dir="auto" style="text-align: justify;">Riceviamo e pubblichiamo.&nbsp;<br><br></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><em>Quando &egrave; uscita la precedente lista dei comuni montani avevamo espresso ampie aperture alla nuova legge, pur denunciando alcuni punti che non trovavano il nostro accordo (come ad esempio l' inserimento di alcune citt&agrave; pedemontane, o di pianura nella classificazione).&nbsp;</em></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><br><em>Oggi, invece, con la nuova lista, decisa dalla conferenza unificata e approvata dal ministro Calderoli, non possiamo non esprimere il nostro rammarico e la nostra rabbia! Hanno nuovamente vinto le logiche politiche ed elettorali a discapito della gente di montagna!&nbsp;</em></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><em>Si &egrave; pensato alle prossime elezioni e non a salvaguardare la montagna!&nbsp;</em><br><br></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><em>Dal nostro punto di vista &egrave; intollerabile che si siano nuovamente allargate le maglie per includere grandi comuni della prima pianura che nulla hanno a che vedere con la vera montagna!&nbsp;Questa nuova classificazione ci convince ogni giorno di pi&ugrave; che per le valli occitane l' unica soluzione per sopravvivere sia chiedere l' autonomia, la Provincia Autonoma Occitana!&nbsp;</em><br><br></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><em>Detto questo proviamo a rilanciare alcune proposte che in questi giorni gli amministratori locali hanno lanciato in questi ultimi mesi. Quella che ci sentiamo veramente di fare nostra &egrave; la seguente: la defiscalizzazione dei redditi! Chi lavora e chi crea attivit&agrave; economiche in montagna (specialmente in aree montane depresse economicamente (ad esempio i comuni non turistici)) non deve pagare tasse allo stato, ma solo quelle agli enti locali! Rilanciamo anche un&rsquo;altra nostra proposta storica: bonus per acquistare nei negozi (o nelle piccole attivit&agrave; agro-turistiche montane). Per finanziare questo bonus siamo convinti che si debbano utilizzare i fondi della tassa di soggiorno e similari.</em><br><br></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><em>Ci auguriamo che il governo ascolti le rimostranze delle montagne e non pensi solo a dare finanziamenti a pioggia per incassare voti! Una nuova legge sulla montagna &egrave; NECESSARIA! Ma deve essere fatta nell' interesse della MONTAGNA e non pensando alle prossime elezioni!&nbsp;</em></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><em>L' Assemblada occitana valades, dalla parte degli occitani, sempre!</em></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;">&nbsp;</div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><strong>Assemblada Occitana Valades</strong></div>]]></description><pubDate>Thu, 12 Feb 2026 11:22:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Montagna, Calderoni: “La nuova classificazione rischia di togliere risorse ai piccoli Comuni delle Terre alte”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/montagna-calderoni-la-nuova-classificazione-rischia-di-togliere-risorse-ai-piccoli-comuni-delle-terre-alte_114696.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/montagna-calderoni-la-nuova-classificazione-rischia-di-togliere-risorse-ai-piccoli-comuni-delle-terre-alte_114696.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/114696/138353.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p><em>Negli ultimi mesi la montagna &egrave; tornata al centro dell&rsquo;agenda politica nazionale. &Egrave; un fatto positivo: le Terre alte rappresentano una parte essenziale dell&rsquo;identit&agrave; e dell&rsquo;equilibrio del Paese. Preoccupa per&ograve; il modo in cui questo ritorno sta avvenendo. La nuova legge sulla montagna e i criteri introdotti nei provvedimenti attuativi hanno aperto una discussione che, invece di rafforzare le comunit&agrave;, rischia di generare incertezza e disorientamento.</em></p>
<p><em>Si parla di soglie, parametri e classificazioni amministrative, ma si corre il pericolo di smarrire ci&ograve; che conta davvero: la vita concreta di chi abita le Terre alte. La montagna non &egrave; una formula statistica n&eacute; una semplice quota altimetrica. &Egrave; distanza, fragilit&agrave;, maggiori costi di gestione, difficolt&agrave; di accesso ai servizi essenziali. &Egrave; presidio umano e ambientale, &egrave; comunit&agrave; che resistono.</em></p>
<p><em>La montagna italiana &egrave; plurale e complessa: Alpi e Appennini, valli interne, territori di crinale, relazioni profonde tra citt&agrave;, pianura e zone alte. Ridurre questa ricchezza a una classificazione rigida e astratta rischia di svuotare di significato la nozione stessa di &ldquo;zona montana&rdquo;.</em></p>
<p><em>Da queste definizioni dipende l&rsquo;accesso a risorse fondamentali per lo sviluppo e la coesione. Se la montagna diventa un&rsquo;etichetta distribuita in modo indistinto, senza distinguere tra fondovalle o persino pianura e Terre alte, il rischio &egrave; che le risorse si disperdano e vengano sottratte proprio ai Comuni che affrontano spopolamento, isolamento, carenza di servizi e fragilit&agrave; strutturali.</em></p>
<p><em>Anche in Piemonte il dibattito si sta ampliando, soprattutto dopo l&rsquo;ennesima revisione dei criteri di &ldquo;montanit&agrave;&rdquo; prodotta dalla Conferenza Stato-Regioni, che rischia di togliere fondi a chi vive davvero in montagna, per distribuirli anche a territori che non ne condividono le difficolt&agrave;. Nonostante le rassicurazioni della giunta Cirio, la preoccupazione di molti sindaci &egrave; condivisibile: non si pu&ograve; accettare che criteri distorsivi colpiscano ancora una volta i piccoli Comuni delle nostre valli, gi&agrave; penalizzati da anni di tagli e difficolt&agrave;.</em></p>
<p><em>I Comuni montani sono spesso piccoli e amministrativamente deboli; le forme associative faticano a svolgere pienamente il loro ruolo e le governance territoriali restano fragili. Senza istituzioni locali solide e una strategia regionale chiara, anche le risorse aggiuntive rischiano di frammentarsi e di non produrre effetti duraturi.</em></p>
<p><em>La vera sfida non &egrave; stabilire chi &egrave; &ldquo;dentro&rdquo; o &ldquo;fuori&rdquo; da una lista, ma garantire diritti uguali e opportunit&agrave; reali: scuola, sanit&agrave;, trasporti, lavoro, accesso ai servizi, futuro per i giovani. &Egrave; su questo terreno che si misura la credibilit&agrave; delle politiche pubbliche.</em></p>
<p><em>Serve un cambio di paradigma: meno classificazioni burocratiche e pi&ugrave; visione territoriale, meno competizione e pi&ugrave; cooperazione tra sistemi locali. In montagna, certo, ma non solo.</em></p>
<p><strong>Mauro Calderoni</strong><br><strong>Consigliere regionale del Partito Democratico &ndash; Piemonte</strong></p>]]></description><pubDate>Wed, 11 Feb 2026 16:22:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Sulle Alpi dodici morti in una settimana, il Soccorso Alpino: "Quando il dubbio è alto, meglio rinunciare"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sulle-alpi-dodici-morti-in-una-settimana-il-soccorso-alpino-quando-il-dubbio-e-alto-meglio-rinunciare_114591.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sulle-alpi-dodici-morti-in-una-settimana-il-soccorso-alpino-quando-il-dubbio-e-alto-meglio-rinunciare_114591.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/114591/138215.jpg" title="" alt="" /><br /><p>"<em>Quando il dubbio &egrave; alto, rinunciare non &egrave; una scelta, ma la scelta</em>&rdquo;. &Egrave; eloquente il messaggio che arriva dal Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico. Le abbondanti nevicate dei giorni scorsi, seguite da un deciso rialzo delle temperature, hanno creato in quota condizioni di notevole pericolo.&nbsp;</p>
<p>&ldquo;<em>Negli ultimi sette giorni dodici persone hanno perso la vita sulle nostre Alpi, undici delle quali travolte da valanghe. Un bilancio drammatico che ci ricorda quanto l&rsquo;attuale situazione nivologica sia critica e insidiosa</em>&rdquo;, spiegano dal Soccorso Alpino. Il problema principale? Strati deboli persistenti nel manto nevoso, spesso coperti da neve fresca o ventata: condizioni che rendono i distacchi imprevedibili e facilmente innescabili anche dal passaggio di un solo sciatore o alpinista. I punti pericolosi sono molti e difficili da individuare, anche per chi &egrave; esperto.</p>
<p>Dal Corpo arriva quindi un appello alla prudenza rivolto ad escursionisti e scialpinisti: &ldquo;<em>Studia integralmente il bollettino valanghe prima di uscire; scegli itinerari conservativi, evitando pendii ripidi ed esposti; valuta il percorso nella sua interezza; porta sempre con te ARTVA, pala e sonda (e sii sicuro di saper utilizzare questi strumenti)</em>&rdquo;.</p>
<p>In situazioni di incertezza, per riprendere l&rsquo;invito citato in apertura, rinunciare non deve essere un&rsquo;opzione, ma l&rsquo;unica scelta ragionevole: &ldquo;<em>Attendere condizioni migliori fa la differenza</em>&rdquo;.</p>
<p>Sull&rsquo;arco alpino cuneese attualmente il rischio valanghe resta a livello 3 (su una scala di 5), classificato come &ldquo;marcato&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 10 Feb 2026 09:40:00 +0100</pubDate><dc:creator>a.d.</dc:creator><author><name>a.d.</name></author></item><item><title><![CDATA[Comuni montani, la Regione conferma: “Al lavoro per sostenere i territori esclusi”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/comuni-montani-la-regione-conferma-al-lavoro-per-sostenere-i-territori-esclusi_114483.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/comuni-montani-la-regione-conferma-al-lavoro-per-sostenere-i-territori-esclusi_114483.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/114483/137988.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Regione Piemonte sta lavorando per garantire attenzione e sostegno ai territori montani che, a seguito della nuova classificazione nazionale, potrebbero essere esclusi dall&rsquo;elenco dei comuni riconosciuti dalla legge sulla montagna. L&rsquo;obiettivo &egrave; assicurare continuit&agrave; alle politiche di sviluppo e di supporto alle comunit&agrave; locali, evitando penalizzazioni per aree che presentano comunque caratteristiche di fragilit&agrave; e specificit&agrave; montana. In questo quadro si inserisce l&rsquo;emendamento presentato dall&rsquo;onorevole Riccardo Molinari alla legge sulla montagna, che consente alle Regioni di esercitare un ruolo attivo nella gestione delle risorse.</p>
<p><em>&ldquo;Grazie a questa modifica normativa, le Regioni potranno destinare fondi anche ai comuni montani esclusi dalla nuova classificazione, valorizzando un approccio flessibile e aderente alle reali esigenze dei territori</em> - dichiarano l&rsquo;assessore regionale alla Montagna, Marco Gallo, e l&rsquo;assessore regionale agli Enti locali, Enrico Bussalino -<em>. I comuni montani rappresentano una parte fondamentale dell&rsquo;identit&agrave; e dell&rsquo;equilibrio del Piemonte e meritano politiche attente, concrete e coerenti con le loro reali necessit&agrave;&rdquo;</em>.</p>
<p>La legge che definisce il riconoscimento e la promozione delle zone montane introduce criteri pi&ugrave; chiari ed equi per l&rsquo;assegnazione delle risorse, superando distorsioni del passato che avevano portato a finanziare anche comuni privi di oggettive caratteristiche di montanit&agrave;. Per il triennio 2025-2027 sono previsti stanziamenti pari a 200 milioni di euro all&rsquo;anno, destinati allo sviluppo delle aree realmente montane.</p>
<p>La normativa prevede inoltre che la quota regionale del Fosmit (Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane) possa essere gestita in autonomia dalle Regioni. &Egrave; infine importante sottolineare che la classificazione prevista dalla legge non incide n&eacute; sulle misure della Pac (Politica Agricola Comune), n&eacute; sulle esenzioni Imu per i terreni agricoli situati nei comuni montani, garantendo la continuit&agrave; delle principali tutele esistenti.</p>]]></description><pubDate>Sun, 08 Feb 2026 07:15:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Classificazioni Comuni montani: “La montagna sta diventando un’etichetta distribuita a caso”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/classificazioni-comuni-montani-la-montagna-sta-diventando-unetichetta-distribuita-a-caso_114457.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/classificazioni-comuni-montani-la-montagna-sta-diventando-unetichetta-distribuita-a-caso_114457.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/114457/137951.jpg" title="Mauro Calderoni" alt="Mauro Calderoni" /><br /><p>&ldquo;<em>Quello che sta accadendo sui nuovi criteri nazionali di classificazione dei comuni montani &egrave; semplicemente inaccettabile. Con l&rsquo;intesa Stato&ndash;Regioni prevista dalla cosiddetta legge Calderoli, si sta costruendo una montagna burocratica, fatta di parametri astratti e risultati paradossali, che rischiano di colpire duramente i territori alpini pi&ugrave; fragili del Piemonte</em>&rdquo;. Lo dichiara Mauro Calderoni, consigliere regionale del Partito Democratico, commentando la proposta di criteri che &egrave; stata approvata in Conferenza Unificata ieri, 5 febbraio.</p>
<p>&ldquo;<em>Secondo questa nuova impostazione, in provincia di Cuneo verrebbero classificati come &lsquo;montani&rsquo; anche comuni come Manta, Centallo, Villafalletto, Tarantasca, Salmour, Castelletto Stura, Mondov&igrave; e Cuneo. &Egrave; evidente che siamo di fronte a un&rsquo;assurdit&agrave;: si rischia di riconoscere la montanit&agrave; anche a territori di fondovalle e addirittura di pianura, svuotando completamente di significato la nozione stessa di zona montana</em>&rdquo;.</p>
<p>Il punto &egrave; politico, ma anche molto concreto: da questa classificazione dipende infatti l&rsquo;accesso alle risorse del Fosmit, il Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane.</p>
<p>&ldquo;<em>Se la montagna diventa un&rsquo;etichetta distribuita a caso</em> &mdash; prosegue Calderoni &mdash; <em>allora le risorse potrebbero diluirsi e venire sottratte ai veri comuni delle Terre alte: quelli che ogni giorno affrontano spopolamento, isolamento, carenza di servizi e maggiori costi per garantire diritti essenziali. &Egrave; l&rsquo;ennesimo colpo ai piccoli paesi delle valli, gi&agrave; penalizzati da anni di tagli e difficolt&agrave; strutturali</em>&rdquo;.</p>
<p>Per queste ragioni, Calderoni annuncia un&rsquo;iniziativa immediata in Consiglio regionale: &ldquo;<em>Presenter&ograve; una interrogazione urgente per chiedere alla Giunta piemontese e all&rsquo;assessore competente se intendano davvero avallare questa classificazione distorta e quali iniziative vogliano assumere per impedire che, attraverso criteri astratti e discutibili, si rischi di sottrarre risorse fondamentali ai Comuni autenticamente montani del Piemonte</em>&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>La montagna non &egrave; una formula statistica. &Egrave; vita reale, comunit&agrave;, presidio del territorio e merita rispetto e politiche serie, non scorciatoie burocratiche</em>&rdquo; conclude il consigliere Calderoni.</p>]]></description><pubDate>Fri, 06 Feb 2026 15:47:00 +0100</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Dopo le nevicate, il rischio valanghe: allerta gialla nelle valli cuneesi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/dopo-le-nevicate-il-rischio-valanghe-allerta-gialla-nelle-valli-cuneesi_114386.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/cuneo-e-valli/dopo-le-nevicate-il-rischio-valanghe-allerta-gialla-nelle-valli-cuneesi_114386.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/114386/137760.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Le nuove nevicate dei giorni scorsi hanno portato in modo intermittente nuova neve fresca, anche a bassa quota, su diverse zone del Piemonte.&nbsp;La quota neve si &egrave; attestata sui 200-300 metri sui settori centro-meridionali, tra i 300-400 metri sui settori nord-occidentali e settentrionali. In totale nella settimana sono stati registrati &nbsp;25-35 centimetri su Alpi Marittime e Liguri, 20-30 centimetri sulle Alpi Cozie Sud, 15-25 centimetri sulle Cozie e 10-20 centimetri sui settori settentrionali.</p>
<p>L'avvicinamento di un nuovo impulso perturbato alla nostra regione, porter&agrave; un peggioramento del tempo da oggi pomeriggio, gioved&igrave; 5 febbraio, con prime precipitazioni sulle Alpi Cozie e Marittime. In serata &egrave; prevista una marcata intensificazione della ventilazione e precipitazioni diffuse fino alle prime ore di venerd&igrave;, pi&ugrave; intense sul basso Piemonte, in particolare al confine con la Liguria.</p>
<p>La quota delle nevicate &egrave; attesa in calo sui 900-1000 metri, localmente inferiore, attorno ai 500-700 metri, tra Cuneese e Langhe. La perturbazione sar&agrave; comunque rapida e ampie schiarite sono previste gi&agrave; nel corso della mattinata di venerd&igrave;, accompagnate da un marcato rialzo della quota dello zero termico fino a 2000-2.100 metri.</p>
<p>Si legge nell&rsquo;aggiornamento dell&rsquo;Arpa: &ldquo;<em>Le precipitazioni saranno accompagnate e seguite da venti moderati in montagna che determineranno il rimaneggiamento della neve e la formazione di ulteriori accumuli. Nella giornata di domani, al termine delle precipitazioni, &egrave; previsto anche un significativo rialzo delle temperature. Queste condizioni determineranno un aumento dell'instabilit&agrave; del manto nevoso soprattutto tra le valli del Monregalese e la valle Stura, gi&agrave; abbondantemente innevate fino a bassa quota. Su questi settori il grado di pericolo valanghe previsto per domani raggiunger&agrave; il 4-Forte sopra il limite del bosco</em>&rdquo;.</p>
<p>Il Centro Funzionale di Arpa Piemonte ha emesso, per la giornata di domani, un&rsquo;allerta gialla per possibili valanghe che potrebbero interessare la viabilit&agrave; sui settori del basso cuneese.</p>]]></description><pubDate>Thu, 05 Feb 2026 15:29:00 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item></channel></rss>
