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<p>Il momento celebrativo ha visto la partecipazione attiva dei vertici del CSSM, rappresentato dal presidente Luca Borsarelli, dal direttore dell'ente e dalla coordinatrice del servizio Integrazione socio-sanitaria, Sabrina Pollano.</p>
<p>Al loro fianco, l&rsquo;assessore comunale alle Politiche Sociali, Francesca Botto, e i promotori dell'iniziativa hanno espresso profonda gratitudine verso tutte le aziende partner, il cui sostegno economico e la cui spiccata sensibilit&agrave; si rivelano determinanti per edificare una collettivit&agrave; pi&ugrave; coesa, attenta e vicina alle necessit&agrave; dei cittadini meno fortunati.</p>
<h2>Pulmino Amico: progetto esteso per ulteriori due anni</h2>
<p>L'occasione ha offerto la cornice ideale per annunciare l'estensione del progetto per un ulteriore biennio. Questa importante proroga assicurer&agrave; la prosecuzione senza interruzioni di una prestazione assistenziale ormai pilastro insostituibile per favorire l'integrazione e il benessere dei soggetti vulnerabili all'interno del territorio monregalese.</p>
<p>La spina dorsale di questa attivit&agrave; di trasporto &egrave; costituita da un mezzo Fiat Dobl&ograve; a tetto rialzato, concesso in uso totalmente gratuito grazie a una formula di comodato. Il sostentamento logistico del veicolo &egrave; interamente coperto dai finanziamenti delle imprese del circondario, le quali scelgono di promuovere il proprio marchio abbinandolo alle superfici pubblicitarie presenti sulla carrozzeria del mezzo.</p>
<p>Questa virtuosa sinergia, nata originariamente nel 2023, ha consentito al CSSM di garantire in questi anni una fitta rete di spostamenti gratuiti a beneficio di persone con disabilit&agrave; e in condizioni di fragilit&agrave;, prestando una cura particolare agli utenti che quotidianamente frequentano i centri diurni consortili.</p>]]></description><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 14:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[All'ospedale di Ceva un nuovo ecografo acquistato grazie al contributo del Comune]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/monregalese/all-ospedale-di-ceva-un-nuovo-ecografo-acquistato-grazie-al-contributo-del-comune_122485.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/monregalese/all-ospedale-di-ceva-un-nuovo-ecografo-acquistato-grazie-al-contributo-del-comune_122485.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122485/150691.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Si &egrave; svolta oggi l'inaugurazione del nuovo ecografo destinato all'ospedale di Ceva, acquistato grazie al contributo di 15 mila euro stanziato dal Comune a seguito della scelta di rinunciare allo spettacolo pirotecnico della Mostra del Fungo, nelle due annualit&agrave; 2024 e 2025.&nbsp;Una scelta che, al momento della sua adozione, aveva suscitato un acceso dibattito. L'amministrazione comunale aveva per&ograve; indicato con chiarezza l'obiettivo: destinare quelle risorse a un investimento concreto per la sanit&agrave; del territorio, attraverso la Fondazione Ospedali Mondov&igrave;-Ceva, individuata come strumento operativo per l'acquisto dell'apparecchiatura.</p>
<p>&ldquo;In quei mesi sono state espresse perplessit&agrave;, dubbi e persino previsioni secondo cui quelle risorse non sarebbero mai tornate a beneficio dell'Ospedale cebano &ndash; evidenzia il sindaco Fabio Mottinelli -. Oggi la realt&agrave; parla da sola: l'ecografo &egrave; qui. &Egrave; stato acquistato. &Egrave; destinato all'ospedale di Ceva. Ed &egrave; a disposizione dei cittadini. I fatti hanno il pregio della semplicit&agrave;: non hanno bisogno di interpretazioni, n&eacute; di ricostruzioni fantasiose. Hanno soltanto bisogno di tempo per dimostrare chi aveva visto giusto. L'inaugurazione di oggi certifica che la scelta compiuta dall'amministrazione era fondata, praticabile e utile alla comunit&agrave;. Chi aveva assicurato che le risorse sarebbero state impiegate per dotare l'Ospedale di una nuova strumentazione diagnostica pu&ograve; oggi indicare un risultato concreto, per il quale ringraziamo tutto, in particolare la Fondazione Ospedali Mondov&igrave; e Ceva, la Fondazione Compagnia di San Paolo che con sensibilit&agrave; e generosit&agrave; finanzia una progettualit&agrave; pi&ugrave; ampia dedicata alla strumentazione ospedaliera presentata dalla Fondazione Ospedali, ed il consigliere comunale Paolo Voarino. Chi aveva alimentato dubbi e sospetti deve invece fare i conti con una realt&agrave; diversa da quella che aveva raccontato&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122485/small_150693.jpg" loading="lazy"></p>
<p>Nel corso della stessa giornata &egrave; stata inoltre presentata la nuova TAC, frutto di un importante investimento dell'Asl CN1 &ldquo;che l'Amministrazione comunale ringrazia &ndash; prosegue Mottinelli - per l'attenzione riservata al presidio ospedaliero di Ceva e per un intervento destinato a migliorare ulteriormente la qualit&agrave; dei servizi offerti ai cittadini&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;La sanit&agrave; non dovrebbe essere terreno di polemica &ndash; conclude il sindaco di Ceva - bens&igrave; il luogo in cui istituzioni diverse collaborano per raggiungere risultati concreti. Oggi, fortunatamente, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Per questo l'Amministrazione preferisce non soffermarsi sulle contestazioni del passato: quando un impegno assunto viene mantenuto, non servono repliche: basta guardare l'ecografo inaugurato oggi&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122485/small_150694.jpg" loading="lazy"></p>
<p>Il direttore generale dell&rsquo;Asl CN1 Giuseppe Guerra sottolinea come &ldquo;l&rsquo;Azienda abbia investito molto sulle nuove tecnologie nei vari ospedali, in primis su TC ed ecografi. A Ceva, gli ultimi acquisti si aggiungono alla Moc, ma anche ad investimenti strutturali che porteranno ad una profonda trasformazione dell&rsquo;ospedale, con l&rsquo;ammodernamento della Dialisi nel momento in cui a Mondov&igrave; si avvicina l&rsquo;ora dell&rsquo;attivazione del Servizio&rdquo;.</p>
<p class="p1">La presidente della Fondazione Mariangela Schellino da parte sua, commenta il successo dell&rsquo;attivit&agrave; della Fondazione costituita due anni fa, a servizio dell&rsquo;area cebano-monregalese: &ldquo;Lo scorso anno abbiamo raccolto con iniziative diverse, coinvolgendo cittadini, amministrazioni, imprenditori circa 200 mila euro che si aggiungono al contributo importante di Fondazione Sanpaolo. Abbiamo acquistato diversi ecografi a servizio dei nostri ospedali e ora stiamo lavorando al progetto di una radiologia a domicilio, utile per i pazienti fragili residenti sul territorio&rdquo;.</p>
<p class="p1">&ldquo;Fare rete e lavorare su progetti sinergici&rdquo; &egrave; l&rsquo;aspetto su cui insiste il vice presidente Raviola: &ldquo;Avevamo sostenuto l&rsquo;avvio della Fondazione Ospedale come progetto utile al territorio e oggi se ne raccolgono i frutti&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 11:03:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Percorso dermochirurgico: l'approccio multidisciplinare che fa del Santa Croce un modello di riferimento]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/percorso-dermochirurgico-l-approccio-multidisciplinare-che-fa-del-santa-croce-un-modello-di-riferimento_122407.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/percorso-dermochirurgico-l-approccio-multidisciplinare-che-fa-del-santa-croce-un-modello-di-riferimento_122407.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/150525.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Con l'estate alle porte e l'aumento delle occasioni di esposizione al sole, parlare di prevenzione dei tumori cutanei significa inevitabilmente parlare di creme solari, nei sospetti e controlli dermatologici. La serata "<strong>Occhio alla pelle</strong>", organizzata dall'associazione<strong> L'Albero dell'Amicizia ETS </strong>presso il Circolo 'L Caprissi di Cuneo lo scorso mercoled&igrave; 10 giugno, ha scelto per&ograve; di andare oltre: accompagnare il pubblico in un vero e proprio viaggio all'interno del percorso che porta dalla prevenzione alla diagnosi e, quando necessario, alla cura.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150527.jpg" alt="Il pubblico in sala" loading="lazy"></p>
<p>Un percorso che coinvolge dermatologi, chirurghi, oncologi, medici di famiglia, anatomopatologi e associazioni di volontariato e che rappresenta oggi uno dei modelli organizzativi pi&ugrave; significativi sviluppati all'interno dell'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle.</p>
<p>Ad aprire l'incontro &egrave; stato il direttore generale dell'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo <strong>Franco Ripa</strong>&nbsp;che ha sottolineato <strong>il valore della collaborazione tra ospedale, territorio e associazionismo</strong>. Nel suo discorso il dottor&nbsp;Ripa ha ribadito l&rsquo;importanza di una prevenzione che passi innanzitutto dalla diffusione della conoscenza.&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150528.jpg" alt="Franco Ripa" loading="lazy"></p>
<p>A fargli seguito, il direttore sanitario <strong>Giuseppe Lauria</strong> ha posto l'accento sul concetto che ha poi attraversato l'intera serata: le patologie complesse non possono essere affrontate da una singola specialit&agrave;. &ldquo;Vogliamo rappresentare un modello che vede nella multispecialit&agrave;, nella convergenza dei saperi e nella comunione delle competenze lo strumento per dare una risposta ai bisogni dei pazienti&rdquo;, ha spiegato.</p>
<p>Un concetto che trova una delle sue applicazioni pi&ugrave; concrete proprio nel caso dei tumori cutanei.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150529.jpg" alt="Giuseppe Lauria" loading="lazy"></p>
<h2>La prevenzione &egrave; una responsabilit&agrave; collettiva</h2>
<p>L'intervento di <strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, presidente della Commissione Sanit&agrave; della Regione Piemonte, ha fornito la cornice istituzionale, collocando il tema del melanoma e dei tumori cutanei all'interno di una riflessione pi&ugrave; ampia sulla sanit&agrave; pubblica. Il punto di partenza sono stati i numeri: in Italia si registrano quasi 13 mila nuovi casi di melanoma ogni anno e l'incidenza continua a crescere. Pur rappresentando una quota relativamente ridotta dei tumori della pelle, il melanoma resta una delle forme pi&ugrave; aggressive quando viene diagnosticato tardivamente, mentre una diagnosi precoce &egrave; in grado di modificare radicalmente le prospettive di cura.</p>
<p>Icardi ha ricordato come negli ultimi decenni la ricerca abbia cambiato profondamente l'approccio alle patologie cutanee, passando dall'osservazione clinica tradizionale alla biologia molecolare, al sequenziamento genetico e a strumenti diagnostici sempre pi&ugrave; precoci e accurati. Un'evoluzione che ha permesso lo sviluppo di terapie innovative e sempre pi&ugrave; personalizzate, ma che richiede allo stesso tempo una forte organizzazione del sistema sanitario.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150533.jpg" alt="Luigi Genesio Icardi" loading="lazy"></p>
<p>Ampio spazio &egrave; stato dedicato al ruolo delle campagne di sensibilizzazione, a partire da Euromelanoma, che da oltre vent'anni promuove in tutta Europa una corretta informazione sui rischi dell'esposizione ai raggi ultravioletti, sull'importanza dei controlli dermatologici per soggetti a rischio e sulla necessit&agrave; di contrastare false convinzioni ancora molto diffuse riguardo all'abbronzatura, alle lampade solari e all'uso delle protezioni.</p>
<p>La lotta ai tumori della pelle, ha sottolineato Icardi, significa anche costruire reti cliniche efficienti, garantire l'accesso alle prestazioni appropriate, sostenere la ricerca e favorire percorsi multidisciplinari in grado di accompagnare il paziente lungo tutto il percorso diagnostico e terapeutico. In questo senso, la Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d'Aosta rappresenta uno strumento fondamentale per assicurare standard elevati di cura e ridurre le disuguaglianze territoriali.</p>
<p>Il messaggio emerso &egrave; stato che la prevenzione &egrave; un investimento sulla salute individuale, ma anche uno strumento di equit&agrave; sociale: riportarla al centro della medicina significa costruire un sistema sanitario capace non solo di curare le malattie, ma di intercettarle prima che diventino un problema.</p>
<h2>Dalla prevenzione alla cura: un percorso costruito tappa dopo tappa</h2>
<p>A introdurre gli intervendi dei medici &egrave; stato <strong>Giorgio Giraudo</strong>, responsabile della SSD Day e Week Surgery e promotore dell'iniziativa, che ha definito l'incontro come un "viaggio all'interno della dermochirurgia". Un viaggio che si &egrave; sviluppato tappa dopo tappa: la panoramica delle principali patologie cutanee, come prevenire, quando si tratta di tumore e come &egrave; strutturato il percorso dermochirurgico. A conclusione, una tavola rotonda tra specialisti ha affrontato la tematica dai vari punti di vista.&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150530.jpg" alt="Giorgio Giraudo" loading="lazy"></p>
<p>La prima tappa &egrave; stata affidata alla dermatologa <strong>Veronica Arese</strong>, che ha affrontato un tema tanto semplice quanto cruciale: riconoscere le patologie cutanee e capire quando sia davvero necessario rivolgersi allo specialista.</p>
<p>Un messaggio emerso con forza riguarda infatti un equivoco molto diffuso. La prevenzione nel campo dei tumori della pelle non consiste nel sottoporre indiscriminatamente la popolazione a controlli continui e a effettuare screening di massa.</p>
<p>L'<strong>obiettivo &egrave; invece individuare i soggetti maggiormente a rischio e diffondere maggior consapevolezza</strong> per aiutare a riconoscere le lesioni sospette che meritino attenzione specialistica.</p>
<p>La visita dermatologica comprende attivit&agrave; molto diverse tra loro: screening dei pazienti a rischio, diagnosi di lesioni sospette, controlli periodici, trattamenti ambulatoriali e indicazione ai percorsi chirurgici quando necessari. Al centro c'&egrave; il concetto di appropriatezza.</p>
<p>Arese ha illustrato il ruolo della dermatoscopia e della videodermatoscopia, comunemente nota come mappatura dei nei, chiarendo come quest'ultima non rappresenti un esame da proporre indistintamente a tutti ma uno strumento da utilizzare nei pazienti che presentano specifici fattori di rischio.</p>
<p>Tra questi figurano la presenza di numerosi nevi, la familiarit&agrave; per melanoma, alcune sindromi genetiche, particolari condizioni di immunodepressione e un'esposizione significativa ai raggi ultravioletti.</p>
<p>Particolarmente utile per il pubblico &egrave; stato il richiamo alla regola dell'ABCDE e al criterio del "brutto anatroccolo": il segnale pi&ugrave; importante non &egrave; tanto la presenza di un neo, quanto il suo cambiamento nel tempo o la comparsa di una lesione diversa dalle altre.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150534.jpg" alt="Veronica Arese" loading="lazy"></p>
<h2>La prevenzione comincia molto prima della visita</h2>
<p>Se Arese ha spiegato come riconoscere i segnali che meritano attenzione, la dottoressa <strong>Eleonora Bongiovanni </strong>ha affrontato il tema della prevenzione primaria, cio&egrave; tutto ci&ograve; che si pu&ograve; fare prima ancora che una malattia compaia.</p>
<p>Il suo intervento si &egrave; trasformato in una sorta di guida pratica alla protezione della pelle.</p>
<p>Dall'importanza di limitare l'esposizione nelle ore centrali della giornata all'utilizzo corretto delle creme solari ad ampio spettro, fino al ruolo dell'abbigliamento protettivo, il messaggio &egrave; stato chiaro: la prevenzione non si esaurisce in una visita specialistica, ma si costruisce attraverso comportamenti quotidiani.</p>
<p>Particolare attenzione &egrave; stata dedicata ai bambini. Le evidenze scientifiche mostrano infatti come le scottature e l'intensa esposizione ai raggi UV durante l'infanzia e l'adolescenza aumentino significativamente il rischio di sviluppare tumori cutanei in et&agrave; adulta.</p>
<p>Bongiovanni ha inoltre sfatato alcuni luoghi comuni ancora molto diffusi, tra questi quello relativo alla vitamina D. L'uso delle protezioni solari, ha chiarito Bongiovanni, non impedisce una corretta produzione di vitamina D: per la sua sintesi sono infatti sufficienti circa 15-30 minuti di esposizione quotidiana al sole, senza la necessit&agrave; di esporsi in modo prolungato o non protetto.</p>
<p>Netta anche la posizione sulle lampade abbronzanti, considerate dall'Organizzazione mondiale della sanit&agrave; tra i cancerogeni certi e associate a un aumento significativo del rischio di melanoma e altri tumori della pelle.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150535.jpg" alt="Eleonora Bongiovanni" loading="lazy"></p>
<h2>Quando il tumore c'&egrave;: una rete di specialisti intorno al paziente</h2>
<p>La domanda pi&ugrave; delicata della serata &egrave; arrivata con l'intervento delle oncologhe <strong>Marcella Occelli</strong> e <strong>Michela Milanesio</strong>: cosa succede quando una lesione cutanea si rivela effettivamente un tumore?</p>
<p>La risposta &egrave; stata chiara: non esiste un percorso standard valido per tutti.</p>
<p>Dopo la diagnosi istologica, ogni caso viene valutato tenendo conto del tipo di tumore, delle sue caratteristiche biologiche, della sede anatomica, dell'et&agrave; del paziente e delle sue condizioni generali.</p>
<p>Che si tratti di un carcinoma basocellulare, di un carcinoma squamocellulare, di un melanoma o di forme pi&ugrave; rare come il carcinoma a cellule di Merkel, il principio resta sempre lo stesso: costruire il trattamento pi&ugrave; appropriato per quella persona.</p>
<p><strong>Questo approccio &ldquo;su misura, sartoriale&rdquo; &egrave; reso possibile grazie alla multidisciplinariet&agrave;</strong>.&nbsp;Attorno al paziente si attiva infatti una rete che coinvolge dermatologi, oncologi, chirurghi, radioterapisti, anatomopatologi, infermieri specializzati e personale dedicato alla presa in carico. A seconda delle necessit&agrave; possono entrare nel percorso anche radiologi, medici nucleari, psicologi, dietologi, palliativisti e biologi molecolari.</p>
<p>La chirurgia rappresenta spesso il primo passaggio terapeutico, ma raramente &egrave; l'unico. Ogni decisione viene discussa collegialmente con l'obiettivo di evitare sia ritardi nelle cure sia trattamenti eccessivi.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150536.jpg" alt="Marcella Occelli e Michela Milanesio" loading="lazy"></p>
<h2>Il percorso dermochirurgico: quando l'organizzazione diventa cura</h2>
<p>La relazione della dottoressa <strong>Stefania Martina</strong> ha mostrato come questa filosofia si traduca concretamente nell'organizzazione ospedaliera.</p>
<p>Il percorso dermochirurgico del Santa Croce si fonda su tre pilastri: prevenzione, diagnosi e cura, lavoro di squadra.</p>
<p>Il cittadino entra nel sistema attraverso il medico di famiglia o la visita specialistica; da quel momento il percorso si sviluppa attraverso una continua interazione tra dermatologo e chirurgo, che condividono informazioni e decisioni.</p>
<p><strong>La scelta del trattamento dipende da molte variabili</strong>: tipo di lesione, dimensioni, sede anatomica, risultato oncologico atteso, impatto funzionale ed estetico.</p>
<p>Per questo non esiste un unico setting assistenziale. Alcuni pazienti vengono trattati in ambulatorio semplice, altri in ambulatorio complesso, altri ancora in day surgery o con ricovero breve.</p>
<p>Ogni passaggio &egrave; pensato per garantire il massimo risultato con il minimo impatto possibile sulla persona.</p>
<p>Una volta effettuato l'intervento entra in gioco l'anatomia patologica, che attraverso sistemi di tracciabilit&agrave; avanzati accompagna il campione fino alla definizione della diagnosi definitiva. Se necessario, si attiva immediatamente il confronto multidisciplinare per programmare ulteriori trattamenti.</p>
<p>In altre parole, il paziente non viene mai lasciato solo a orientarsi tra specialit&agrave; diverse: &egrave; il sistema a costruire attorno a lui il percorso pi&ugrave; appropriato.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150537.jpg" alt="Stefania Martina" loading="lazy"></p>
<h2>Il segreto del modello cuneese: non solo multidisciplinariet&agrave;, ma rapporto umano</h2>
<p>Se la parola pi&ugrave; pronunciata durante la serata &egrave; stata "multidisciplinariet&agrave;", il concetto pi&ugrave; interessante emerso &egrave; forse un altro.</p>
<p>A sottolinearlo sono stati praticamente tutti i relatori della tavola rotonda finale. Quando si parla di percorso dermochirurgico, infatti, non si fa riferimento soltanto alla presenza di molte specialit&agrave; coinvolte: molti ospedali, infatti, dispongono di dermatologi, chirurghi, oncologi e anatomopatologi.</p>
<p>La differenza, nel caso del Santa Croce, sembra risiedere soprattutto nel modo in cui queste professionalit&agrave; collaborano.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150538.jpg" alt="La tavola rotonda" loading="lazy"></p>
<p><strong>Filippo Rivarossa</strong>, dirigente medico della Chirurgia Plastica, lo ha spiegato con grande chiarezza: &ldquo;<strong>il percorso funziona perch&eacute; esiste un rapporto umano forte tra le persone che ne fanno parte</strong>&rdquo;.</p>
<p>I pazienti vengono indirizzati da uno specialista all'altro senza resistenze, senza compartimenti stagni, con l'obiettivo condiviso di trovare la soluzione migliore.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150539.jpg" alt="Filippo Rivarossa" loading="lazy"></p>
<p>Lo stesso concetto &egrave; stato ripreso da <strong>Giraudo</strong>, che ha raccontato il lavoro svolto negli ultimi cinque anni per strutturare il percorso. &ldquo;In realt&agrave; il percorso c'era gi&agrave;. Si &egrave; trattato di far dialogare le persone&rdquo; ha spiegato.</p>
<p>Una frase apparentemente semplice ma che racconta bene il valore aggiunto di questo modello: competenze elevate, ma anche fiducia reciproca, confronto continuo e capacit&agrave; di lavorare come un'unica squadra.</p>
<p>&Egrave; anche grazie a questa collaborazione che il Santa Croce &egrave; riuscito a raggiungere risultati organizzativi significativi, arrivando a garantire in molti casi l'accesso all'intervento chirurgico entro 10-15 giorni dalla diagnosi, tempi che gli stessi specialisti definiscono difficilmente replicabili in molte altre realt&agrave; italiane.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150540.jpg" alt="Giorgio Giraudo" loading="lazy"></p>
<h2>Prevenzione non significa visitare tutti</h2>
<p>La tavola rotonda finale ha affrontato anche un tema delicato ma centrale: come conciliare la crescente attenzione verso la prevenzione con la disponibilit&agrave; limitata di specialisti.</p>
<p>Il direttore della Dermatologia, <strong>Massimo Chiarpenello</strong>, ha ricordato come sia impossibile offrire controlli dermatologici sistematici a tutta la popolazione: considerando il numero di cittadini della provincia, ci vorrebbero oltre 20 dermatologi impegnati a tempo pieno e dedicati esclusivamente a questo tipo di servizio, tralasciando tutto il resto del loro lavoro. Per una prevenzione efficace, invece, le risorse devono essere indirizzate verso chi presenta reali fattori di rischio o lesioni sospette.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150541.jpg" alt="Massimo Chiarpenello" loading="lazy"></p>
<p>Un concetto ripreso anche da <strong>Elvio Russi</strong>, vicepresidente della LILT Cuneo, che ha invitato a distinguere tra screening e visite di controllo mirate.</p>
<p>Lo screening viene proposto indiscriminatamente a tutta una popolazione e ha dimostrato di ridurre mortalit&agrave; e incidenza di una malattia, ma nel caso dei tumori cutanei non &egrave; il tipo di prevenzione indicato: il valore maggiore risiede nell'identificare correttamente le persone a rischio e garantire loro percorsi rapidi di valutazione.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150542.jpg" alt="Elvio Russi" loading="lazy"></p>
<p>In questo contesto il ruolo dei medici di famiglia diventa fondamentale. Come ha spiegato <strong>Carla Mandrile</strong>, sono loro le prime sentinelle del sistema sanitario: devono saper tranquillizzare quando non esistono segnali di allarme, ma anche riconoscere rapidamente le situazioni che richiedono un approfondimento specialistico.</p>
<p>Sedare l'ansia del paziente non significa minimizzare il problema. Significa utilizzare correttamente le risorse disponibili affinch&eacute; chi ha davvero bisogno di cure possa riceverle in tempi adeguati.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150543.jpg" alt="Carla Mandrile" loading="lazy"></p>
<p>Ed &egrave; proprio qui che incontri come "<strong>Occhio alla pelle</strong>" assumono il loro significato pi&ugrave; profondo. Non sono semplici occasioni divulgative, ma strumenti di prevenzione a tutti gli effetti: aiutano i cittadini a conoscere i fattori di rischio, a riconoscere i segnali importanti e a comprendere quando sia davvero necessario rivolgersi a uno specialista.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122407/small_150544.jpg" alt="Associazione L'Albero dell'Amicizia" loading="lazy"></p>
<p>In fondo, come ha ricordato <strong>Giorgio Giraudo</strong> citando uno dei principi della campagna internazionale <strong>Choosing Wisely</strong>, il vero obiettivo della medicina moderna &egrave; uno soltanto: "<strong>Fare il pi&ugrave; possibile per il paziente, facendo il meno possibile al paziente</strong>".</p>
<p>Una frase che sintetizza perfettamente lo spirito dell'intera serata e, forse, anche il segreto del percorso dermochirurgico cuneese.</p>
<p>Qui sotto &egrave; possibile rivedere il video integrale della serata, suddiviso in capitoli.</p>]]></description><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 09:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Alla Croce Bianca di Ceva si completa la seconda edizione del corso di formazione "POS 9"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/monregalese/alla-croce-bianca-di-ceva-si-completa-la-seconda-edizione-del-corso-di-formazione-pos-9_122383.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/monregalese/alla-croce-bianca-di-ceva-si-completa-la-seconda-edizione-del-corso-di-formazione-pos-9_122383.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122383/150469.jpg" title="Foto di gruppo a fine corso" alt="Foto di gruppo a fine corso" /><br /><p>Il percorso formativo dedicato al protocollo "POS 9" ha raggiunto un traguardo significativo per la Croce Bianca di Ceva, con la conclusione delle attivit&agrave; previste per il secondo gruppo di partecipanti.</p>
<p>L'iniziativa, definita dagli organizzatori come un momento di fondamentale importanza, ha superato la natura di un semplice corso teorico, trasformandosi in una preziosa opportunit&agrave; per confrontarsi direttamente sul campo con diversi scenari di intervento.</p>
<p>Durante le sessioni, i soccorritori hanno avuto modo di analizzare e simulare le procedure da adottare in situazioni di emergenza, operando fianco a fianco con il personale sanitario specializzato.</p>
<h2>Corso di formazione "POS 9": obiettivi e ringraziamenti</h2>
<p>Il successo del percorso &egrave; stato reso possibile grazie alla guida e alla dedizione degli infermieri Sabrina, Daniele, Danila e Nicola, che hanno supportato i volontari in ogni fase dell'apprendimento mettendo a disposizione la propria professionalit&agrave;.</p>
<p>Un ringraziamento particolare &egrave; stato rivolto ai volontari della Croce Bianca che hanno scelto di dedicare un'intera giornata del proprio tempo libero a questo intenso iter di formazione e aggiornamento.</p>
<p>L'obiettivo primario di tale impegno resta quello di garantire la massima prontezza operativa in ogni contesto in cui sia richiesto il loro intervento. Con il completamento di questo modulo, l'associazione ribadisce la centralit&agrave; della formazione continua come pilastro indispensabile per una crescita costante del servizio di soccorso a tutela della comunit&agrave;.</p>]]></description><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 16:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA["ABC del Primo Soccorso": la Croce Bianca di Ceva conclude il progetto nelle scuole]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/monregalese/abc-del-primo-soccorso-la-croce-bianca-di-ceva-conclude-il-progetto-nelle-scuole_122374.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/monregalese/abc-del-primo-soccorso-la-croce-bianca-di-ceva-conclude-il-progetto-nelle-scuole_122374.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122374/150460.jpg" title="Foto dell'incontro a Sale delle Langhe" alt="Foto dell'incontro a Sale delle Langhe" /><br /><p>Il percorso didattico e formativo incentrato sulla cultura del soccorso e della solidariet&agrave; ha vissuto ieri il suo capitolo conclusivo. La Croce Bianca di Ceva ha fatto tappa presso la scuola dell&rsquo;infanzia di Sale delle Langhe, celebrando l'ultimo e speciale appuntamento del progetto denominato "ABC del Primo Soccorso".</p>
<p>Si chiude in questo modo un meraviglioso ciclo di incontri che ha attraversato diverse aule scolastiche del territorio, portando l'importante messaggio dell'assistenza sanitaria e del supporto reciproco fin tra i banchi dei pi&ugrave; piccoli.</p>
<p>La riuscita di questa iniziativa si deve in larghissima parte alla sinergia che si &egrave; venuta a creare con il personale docente delle strutture coinvolte. I volontari dell'associazione hanno voluto rivolgere il loro ringraziamento pi&ugrave; grande proprio alle maestre e ai maestri che hanno creduto fin dal principio nel valore sociale del progetto, dimostrando una grande sensibilit&agrave; e dedicando volentieri tempo e spazio a queste lezioni alternative.</p>
<h2>L'obiettivo di "ABC del Primo Soccorso"</h2>
<p>L'obiettivo cardine di queste giornate &egrave; stato quello di coniugare il gioco e l'apprendimento attraverso un linguaggio semplice e a misura di bambino. In questo modo &egrave; stato possibile avvicinare gli alunni e i ragazzi al mondo del primo soccorso senza timori, ma anzi stimolando la loro curiosit&agrave; e il loro senso di responsabilit&agrave; civile.</p>
<p>L'esperienza vissuta conferma la volont&agrave; della Croce Bianca di Ceva di continuare a investire con convinzione sulle nuove generazioni.</p>
<p>L'impegno verso i giovani rappresenta infatti una priorit&agrave; assoluta per l'associazione, mossa dalla profonda consapevolezza che proprio i cittadini di domani costituiscono il futuro della comunit&agrave; e della rete di volontariato locale.</p>]]></description><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Al "Santa Croce" il latte materno si dona: in partenza anche la raccolta a domicilio]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/al-santa-croce-il-latte-materno-si-dona-in-partenza-anche-la-raccolta-a-domicilio_122401.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/al-santa-croce-il-latte-materno-si-dona-in-partenza-anche-la-raccolta-a-domicilio_122401.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122401/150495.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nel settembre 2025, i gemelli Ettore e Amedeo hanno deciso di non aspettare la data presunta del parto e di venire al mondo, all&rsquo;ospedale di Cuneo, con un mese di anticipo: prematuri, hanno dovuto trascorrere, per far fronte a qualche criticit&agrave;, un periodo alla Terapia Intensiva Neonatale della stessa Azienda Ospedaliera.</p>
<p>Sonia, gi&agrave; mamma di una bimba di 3 anni, si &egrave; posta il problema dell&rsquo;allattamento: "Avevo allattato la sorellina per due anni e avevo piacere di dare il mio latte anche ai fratellini, all&rsquo;inizio erano poche gocce ma, come mi disse l&rsquo;ostetrica, ogni goccia &egrave; una speranza". Poi il latte era diventato abbondante e Sonia divenne una donatrice: "Per un mese e mezzo tutto il latte che non andava a Ettore e Amedeo veniva consegnato in TIN e congelato. Aiutare gli altri mi dava forza".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122401/small_150496.jpg" alt="Foto"></p>
<p>La storia di Sonia &egrave; l&rsquo;esempio di una delle tante mamme che si mettono a disposizione di altre che non possono allattare i propri figli ricoverati in TIN, con un gesto di solidariet&agrave; molto importante per la salute dei bambini stessi.</p>
<p>L&rsquo;Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle &egrave; impegnata da tempo nel sostegno dell&rsquo;allattamento materno per tutti i propri nati e perci&ograve;, dal 2025, &egrave; stata ufficialmente riconosciuta, a livello nazionale, come "Punto Nascita per l'Allattamento": un obiettivo importante raggiunto nell'ambito di un progetto supervisionato dalle principali Societ&agrave; scientifiche e dal Ministero della Salute.</p>
<p>La Struttura di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell&rsquo;ospedale cuneese non accoglie soltanto i neonati &ldquo;fisiologici&rdquo;, ma anche i neonati gravemente prematuri. Per questi pazienti fragili il latte della propria mamma &egrave; un alimento ancora pi&ugrave; prezioso, in quanto fornisce loro un aiuto fondamentale in una fase critica della vita e previene molte malattie. Purtroppo, il latte materno non sempre &egrave; disponibile: &egrave; quindi evidente l&rsquo;importanza di disporre del latte di mamme donatrici.</p>
<p>Dal 2023, attraverso la collaborazione della Terapia Intensiva Neonatale di Cuneo con la Banca del Latte Umano Donato (BLUD) dell&rsquo;Ospedale Sant&rsquo;Anna di Torino e il sostegno fondamentale dell&rsquo;associazione Voglia di Crescere Onlus, viene offerto un servizio sanitario di alta valenza neonatologica e sociale, finalizzato a garantire la disponibilit&agrave; di latte materno donato sicuro e di qualit&agrave; per i neonati prematuri o patologici che non possono ricevere il latte dalla propria madre.</p>
<p>Al fine di ampliare la rete delle mamme donatrici ed agevolarle nella raccolta del latte umano donato, l&rsquo;associazione Voglia di Crescere quest&rsquo;anno sostiene la TIN con la realizzazione di un nuovo progetto: la &ldquo;Raccolta a domicilio del latte materno&rdquo;, un servizio strutturato di raccolta domiciliare del latte donato in collaborazione con altri Enti ed Associazioni attive nel territorio cuneese. Si eviter&agrave; cos&igrave; il disagio per le madri donatrici, che non dovranno pi&ugrave; intraprendere spostamenti per consegnare il loro latte alla TIN, considerando anche la vastit&agrave; del territorio cuneese.</p>
<p>"Questi progetti - spiega il direttore della Terapia Intensiva di Cuneo, Andrea Sannia - sono estremamente importanti da un punto di vista clinico per i nostri neonati prematuri, ma danno anche un senso di umanizzazione molto forte, in un ambiente altamente tecnologico come quello della TIN. Infatti, la donazione del latte materno per un bimbo prematuro ricoverato &egrave; un gesto di generosit&agrave; e di grande solidariet&agrave; tra mamme".</p>
<p>Franco Ripa, direttore generale dell&rsquo;Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle: "Il progetto raccolta latte a domicilio, promosso dalla nostra Terapia Intensiva neonatale con associazioni che da anni collaborano con noi, rappresenta un&rsquo;iniziativa lodevole per il valore clinico e sociale e rientra nel novero delle buone pratiche che il nostro ospedale coltiva ed implementa da tempo un po&rsquo; in tutti gli ambiti della cura e dell&rsquo;assistenza, con risultati eccellenti soprattutto in termini di ricadute positive sul paziente".</p>
<p>"Ritengo siano da incoraggiare - aggiunge l&rsquo;assessore regionale alla Sanit&agrave; Federico Riboldi - iniziative che umanizzano i percorsi di cura per il paziente, sia attraverso la revisione dell&rsquo;organizzazione interna dei percorsi sia coinvolgendo Enti, Fondazioni e Associazioni in collaborazioni proficue per il miglioramento della qualit&agrave; dei servizi offerti ai cittadini del territorio di riferimento. Il progetto di raccolta latte materno in TIN, in particolare, rappresenta un esempio di quanto siano importanti le sinergie tra soggetti diversi, anche persone singole, per esaltare gesti di generosit&agrave; che contribuiscono anch&rsquo;essi a rafforzare il senso di appartenenza al Sistema Sanitario Regionale e Nazionale".</p>]]></description><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:08:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Asl CN2 con HeiMI per raccontare l’importanza dell’alimentazione ospedaliera]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/alba-e-langhe/asl-cn2-con-heimi-per-raccontare-limportanza-dellalimentazione-ospedaliera_122371.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/alba-e-langhe/asl-cn2-con-heimi-per-raccontare-limportanza-dellalimentazione-ospedaliera_122371.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122371/150457.jpg" title="HeiMI" alt="HeiMI" /><br /><p>Il cibo in ospedale non &egrave; solo un pasto: &egrave; parte della cura. L&rsquo;Asl CN2 ha scelto di raccontarlo insieme a HeiMI, realt&agrave; che ogni giorno porta sui social contenuti di salute e prevenzione, divulgandoli con un linguaggio accessibile e basato su evidenze scientifiche.</p>
<p>Con l&rsquo;approccio fresco e dinamico che contraddistingue i loro &ldquo;post&rdquo;, i professionisti sanitari di HeiMI hanno collaborato con la struttura di Nutrizione Clinica dell&rsquo;Azienda Sanitaria realizzando, per il loro canale Instagram, un video all&rsquo;interno dell&rsquo;Ospedale Michele e Pietro Ferrero di Verduno e raccontare un aspetto importante e spesso poco conosciuto del percorso di cura: l'alimentazione ospedaliera &egrave; a tutti gli effetti un elemento fondamentale del percorso assistenziale e contribuisce in modo determinante al benessere e al recupero delle persone ricoverate.</p>
<p>Dietro ogni vassoio c&rsquo;&egrave; molto pi&ugrave; di un pasto: competenze professionali, un&rsquo;attenta progettazione dei vitti, cura negli approvvigionamenti per garantire un&rsquo;alta qualit&agrave; del servizio e un grande lavoro di squadra che coinvolge ogni giorno personale di cucina, amministrativo e sanitario. Non a caso, tra i protagonisti del video c'&egrave; anche uno dei cuochi dell&rsquo;Ospedale. L&rsquo;Asl CN2 &egrave; consapevole che la scelta del cibo, l&rsquo;attenzione alla qualit&agrave; e l&rsquo;impegno nella preparazione siano parte integrante della qualit&agrave; delle cure.</p>
<p>L&rsquo;iniziativa &egrave; stata realizzata nell&rsquo;ambito del progetto europeo MyHealthFriend, di cui l'Asl CN2 &egrave; partner insieme a Asl CN1 e con capofila il CHU di Nizza, con la collaborazione della Fondazione Ospedale Alba-Bra.</p>
<p>Post HeiMI su Instagram: <a href="https://www.instagram.com/p/DZpxg7hKKjp/" target="_blank" rel="nofollow">www.instagram.com</a>. Post Asl CN2 su Facebook:&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/reel/1694106161635171" target="_blank" rel="nofollow">www.facebook.com</a>. Post Asl CN2 su Linkedin:&nbsp;<a href="https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7472685606586867714" target="_blank" rel="nofollow">www.linkedin.com</a>.</p>]]></description><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 08:15:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[L'Ordine dei Medici di Cuneo presenta una guida sulla prevenzione dei tumori della pelle]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/l-ordine-dei-medici-di-cuneo-presenta-una-guida-sulla-prevenzione-dei-tumori-della-pelle_122339.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/l-ordine-dei-medici-di-cuneo-presenta-una-guida-sulla-prevenzione-dei-tumori-della-pelle_122339.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122339/150417.jpg" title="La dottoressa Veronica Arese" alt="La dottoressa Veronica Arese" /><br /><p>La prevenzione dei tumori della pelle non passa necessariamente attraverso controlli indiscriminati su tutta la popolazione, ma attraverso l'individuazione delle persone che presentano un rischio maggiore di sviluppare queste patologie.</p>
<p>&Egrave; questo uno dei messaggi principali contenuti nella guida pubblicata dall'<strong>Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Cuneo</strong>. L'approfondimento si basa sulla relazione della dottoressa <strong>Veronica Arese</strong>, intervenuta lo scorso mercoled&igrave; 10 giugno nell&rsquo;evento dedicato ai cittadini dal titolo &ldquo;Occhio alla pelle&rdquo;, organizzato dall&rsquo;associazione <strong>L&rsquo;Albero dell&rsquo;Amicizia ETS</strong> presso il Circolo &lsquo;L Caprissi.</p>
<p>Secondo gli specialisti, strumenti avanzati come la videodermoscopia e la mappatura digitale dei nei risultano particolarmente utili nei pazienti selezionati, ma non sono indicati come screening di massa. L'obiettivo &egrave; concentrare l'attivit&agrave; di sorveglianza sui soggetti pi&ugrave; esposti, come chi presenta numerosi nei, ha casi di melanoma in famiglia, ha gi&agrave; avuto un tumore cutaneo, possiede un fototipo chiaro oppure svolge attivit&agrave; lavorative con una prolungata esposizione al sole.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122339/small_150420.jpg" alt="Fototipi" loading="lazy"></p>
<p>La guida richiama inoltre l'attenzione su alcuni segnali che meritano una valutazione specialistica, come la comparsa di una lesione diversa da tutte le altre presenti sulla pelle &ndash; il cosiddetto "brutto anatroccolo" &ndash; o le modificazioni di forma, colore e dimensione di un neo nel tempo.</p>
<p>Viene infine sottolineata l'importanza di riconoscere anche altre patologie cutanee di origine oncologica, come il carcinoma basocellulare, il carcinoma squamocellulare e le cheratosi attiniche, spesso legate ai danni provocati dall'esposizione cronica ai raggi ultravioletti.</p>
<p><a href="https://www.omceocn.it/2026/breve-guida-alla-prevenzione-dei-tumori-della-pelle/" target="_blank" rel="nofollow">L'approfondimento dell&rsquo;Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Cuneo &egrave; consultabile a questo LINK.</a></p>]]></description><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Al via il nuovo corso per volontari organizzato dal Comitato di Alba della CRI]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/alba-e-langhe/al-via-il-nuovo-corso-per-volontari-organizzato-dal-comitato-di-alba-della-cri_122334.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/alba-e-langhe/al-via-il-nuovo-corso-per-volontari-organizzato-dal-comitato-di-alba-della-cri_122334.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122334/150411.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Comitato di Alba della Croce Rossa Italiana apre le porte a tutti i cittadini interessati a mettersi al servizio della comunit&agrave; con l'avvio del nuovo Corso per Volontari CRI, un percorso formativo che consentir&agrave; ai partecipanti di conoscere da vicino il mondo della Croce Rossa e di contribuire concretamente alle attivit&agrave; svolte sul territorio.</p>
<p>La serata di presentazione del corso si terr&agrave; gioved&igrave; 2 luglio alle ore 20.30 presso la sede della Croce Rossa Italiana di Alba, in via Ognissanti 34. L'inizio delle lezioni &egrave; invece previsto per marted&igrave; 7 luglio, sempre alle ore 20.30 presso la sede del Comitato.</p>
<p>Il corso rappresenta il primo passo per entrare a far parte della pi&ugrave; grande organizzazione umanitaria del mondo e offre una panoramica completa sulle attivit&agrave; svolte quotidianamente dai volontari. Durante il percorso formativo verranno approfonditi i Principi Fondamentali della Croce Rossa e le principali aree di intervento dell&rsquo;associazione, tra cui il trasporto e soccorso infermi, le attivit&agrave; socio-assistenziali, il supporto nelle emergenze, le iniziative dedicate ai Giovani, la formazione sanitaria e umanitaria e la diffusione della storia, dei principi e dei valori della Croce Rossa.</p>
<p>Diventare volontario significa mettere a disposizione una parte del proprio tempo per aiutare le persone pi&ugrave; vulnerabili, contribuendo a rafforzare la capacit&agrave; di risposta della comunit&agrave; di fronte ai bisogni sociali e sanitari del territorio. Non sono richieste competenze specifiche: il corso &egrave; aperto a tutte le persone dai 14 anni in su, motivate a intraprendere un percorso di crescita personale e di cittadinanza attiva.</p>
<p>&ldquo;Ogni giorno i volontari della Croce Rossa sono presenti accanto alle persone che affrontano situazioni di difficolt&agrave;, emergenze o fragilit&agrave;. Entrare a far parte della nostra associazione significa condividere valori di umanit&agrave;, solidariet&agrave; e impegno concreto verso la comunit&agrave;&rdquo;, sottolinea il Comitato CRI di Alba.</p>
<p>Le pre-iscrizioni sono gi&agrave; aperte attraverso il portale <a href="https://gaia.cri.it/" target="_blank" rel="nofollow">gaia.cri.it</a>. Per ulteriori informazioni &egrave; possibile contattare il Comitato di Alba al numero 0173 441744.</p>
<h2>Croce Rossa Italiana &ndash; Comitato di Alba</h2>
<p>Presentazione del Corso Volontari: gioved&igrave; 2 luglio, ore 20.30.<br>Inizio del corso: marted&igrave; 7 luglio, ore 20.30.<br>Sede: via Ognissanti 34, Alba<br>Informazioni: 0173 441744.<br>Pre-iscrizioni: <a href="https://gaia.cri.it/" target="_blank" rel="nofollow">gaia.cri.it</a>..</p>]]></description><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 11:17:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Sanità e liste d'attesa, il "modello Cuneo" esempio per Agenas? "Ad oggi nessuna conferma"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-e-liste-d-attesa-il-modello-cuneo-esempio-per-agenas-ad-oggi-nessuna-conferma_122295.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-e-liste-d-attesa-il-modello-cuneo-esempio-per-agenas-ad-oggi-nessuna-conferma_122295.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122295/150347.jpg" title="Giulia Marro" alt="Giulia Marro" /><br /><p>Continua a far discutere la vicenda delle cosiddette &ldquo;prenotazioni fittizie&rdquo; e del metodo di presa in carico provvisoria dei pazienti che veniva utilizzato fino allo scorso anno dall&rsquo;Asl CN1 e dal &ldquo;Santa Croce&rdquo;, prima di essere sospeso dalla Regione. Un &ldquo;modello&rdquo; di cui si &egrave; tornati a parlare in Consiglio regionale: Giulia Marro (Avs), che aveva per prima sollevato il caso, ha chiesto chiarimenti rispetto alle voci secondo le quali Agenas avrebbe &ldquo;preso a modello&rdquo; il sistema cuneese, di cui nei giorni scorsi ha parlato il settimanale &ldquo;La Guida&rdquo;. Di seguito il comunicato diffuso dalla stessa consigliera regionale cuneese dopo il question time odierno.</p>
<p>"Si aggiunge un nuovo elemento a una vicenda che continua a essere caratterizzata da informazioni contrastanti. La risposta fornita oggi in Consiglio regionale al Question Time proposto dalla consigliera Giulia Marro di AVS non conferma le voci di un presunto riconoscimento da parte di AGENAS del modello cuneese delle preliste.</p>
<p>&Egrave; bene ricordare che questa vicenda non nasce da una polemica politica o da un dibattito teorico sulle liste d&rsquo;attesa. Nasce dalle numerose segnalazioni ricevute negli ultimi mesi sul funzionamento concreto del sistema delle preliste nel Cuneese: appuntamenti fissati anche molte settimane oltre i tempi previsti dalla classe di priorit&agrave;, richiami che in alcuni casi non sarebbero mai arrivati, verifiche di appropriatezza comunicate direttamente ai pazienti e non ai medici prescrittori, come invece previsto dalla normativa. In sostanza, un sistema privo di un regolamento chiaro, di procedure uniformi e di criteri trasparenti, che ha generato dubbi e criticit&agrave; tali da richiedere approfondimenti e verifiche istituzionali.&nbsp;</p>
<p>&Egrave; una vicenda che continua a generare confusione: le comunicazioni ufficiali all'interno del sistema sanitario sembrano faticare a fornire risposte chiare e definitive, mentre sui giornali continuano a emergere ricostruzioni e interpretazioni che alimentano il dibattito. Nel frattempo, per&ograve;, restano aperte le questioni che avevano originato le segnalazioni e la conseguente attivit&agrave; ispettiva nelle sedi istituzionali: le liste d'attesa, il funzionamento del CUP e la necessit&agrave; di garantire trasparenza e tracciabilit&agrave; nei percorsi di accesso alle prestazioni.</p>
<p>Dalla risposta ricevuta oggi in Consiglio regionale emerge un elemento importante: in aula, per conto dell&rsquo;assessore Riboldi, viene comunicato che con AGENAS esiste un&rsquo;interlocuzione costante e continua su molteplici temi e che, qualora sul tema specifico dovessero intervenire comunicazioni o indicazioni ufficiali, sar&agrave; cura della Regione darne tempestiva notizia. Non risulterebbero quindi, allo stato, indicazioni formali di AGENAS alla Regione Piemonte volte ad assumere il cosiddetto modello cuneese delle preliste come riferimento regionale o nazionale, n&eacute; tantomeno un avallo a sistemi di prenotazione fondati su appuntamenti provvisori o non corrispondenti alla data reale di erogazione della prestazione.</p>
<p>Le segnalazioni ricevute in questi mesi evidenziavano criticit&agrave; del sistema. A fronte di quelle segnalazioni ho svolto la mia attivit&agrave; ispettiva nelle sedi istituzionali, chiedendo chiarimenti e dati ufficiali. Eppure, mentre sui giornali continuavano a comparire ricostruzioni e interpretazioni diverse, risposte ufficiali e definitive non sono mai arrivate.</p>
<p>&Egrave; bene fare chiarezza, senza alimentare contrapposizioni inutili o guerre di potere all&rsquo;interno della sanit&agrave; piemontese che si riversano sulla pelle delle cittadine e dei cittadini. Nessuno mette in discussione la buona volont&agrave; del personale sanitario e amministrativo che, in un sistema sotto pressione, ha cercato di dare una risposta con il sistema cuneese. Il punto &egrave; distinguere tra una presa in carico trasparente e regolata e un sistema che rischia di rendere poco chiari i tempi reali di accesso alle prestazioni.</p>
<p>Una prelista pu&ograve; essere uno strumento utile solo se serve a tutelare concretamente la persona, non se sostituisce una prenotazione reale o rende meno leggibile il tempo di attesa. Le testimonianze ricevute in questi mesi ci hanno raccontato situazioni molto diverse da quella, troppo rassicurante, secondo cui tutte le persone sarebbero state richiamate rapidamente e sempre nei termini. In alcuni casi, anche per procedure indicate come urgenti, il ricontatto sarebbe avvenuto dopo molte settimane. Questo dimostra che il problema non era l&rsquo;esistenza di una presa in carico, ma l&rsquo;assenza di regole certe, verificabili e uguali per tutte e tutti. Anche la verifica dell&rsquo;appropriatezza presentava una criticit&agrave; importante, perch&eacute; non veniva comunicato al medico di medicina generale quando una prescrizione non veniva ritenuta appropriata.</p>
<p>Il nuovo orientamento contenuto nel PNGLA 2025&ndash;2027 sembra andare in una direzione diversa e pi&ugrave; corretta: la prelista, o lista di tutela, viene configurata come uno strumento eccezionale di garanzia, da attivare quando il CUP non riesce a individuare immediatamente una disponibilit&agrave; compatibile con la classe di priorit&agrave; assegnata. In questo caso la richiesta deve essere registrata al momento del primo contatto, la persona deve essere presa in carico attivamente e deve essere richiamata entro termini massimi definiti: 5 giorni per le priorit&agrave; B, 10 giorni per le visite in priorit&agrave; D, 15 giorni per la diagnostica in priorit&agrave; D e 20 giorni per le priorit&agrave; P. Non un rinvio indefinito, quindi, ma una procedura tracciata, monitorata e finalizzata a garantire il diritto alla prestazione.</p>
<p>Questo &egrave; un passo avanti positivo perch&eacute; affronta esattamente le criticit&agrave; che avevamo sollevato: la necessit&agrave; di sapere quando una richiesta entra davvero nel sistema, quando la persona viene richiamata, quale data reale viene proposta, se la classe di priorit&agrave; viene rispettata e quando deve essere attivato il percorso di tutela. Se la prelista diventa una zona grigia, il diritto alla cura si indebolisce. Se si rompe la fiducia tra specialista e medico di base, tutto il sistema trema. Se invece viene regolata con tempi certi, tracciabilit&agrave; e obblighi di comunicazione, pu&ograve; diventare uno strumento di garanzia.</p>
<p>Nel mio ruolo di consigliera regionale ho posto domande, partendo dalle segnalazioni che mi sono state inviate dal territorio, e ho chiesto spiegazioni in tutte le sedi ufficiali, in tutti i modi che mi erano possibili. Non per attribuire etichette, individuare colpevoli, ma capire cosa abbia funzionato e cosa no, e soprattutto garantire ai cittadini procedure trasparenti e diritti esigibili.</p>
<p>L&rsquo;obiettivo &egrave; costruire fiducia in una sanit&agrave; pubblica che funzioni. Ma per farlo servono anche risposte chiare da parte delle istituzioni. Sono stanca di assistere a una vicenda in cui una dichiarazione smentisce l&rsquo;altra, un giornale riporta una versione e un&rsquo;aula istituzionale ne restituisce un&rsquo;altra, mentre i cittadini continuano a fare i conti con liste d&rsquo;attesa troppo lunghe e con le difficolt&agrave; di accesso alle prestazioni. Il mio ruolo &egrave; segnalare quando qualcosa non funziona e chiedere spiegazioni. In questa vicenda l&rsquo;ho fatto, ma quelle spiegazioni ufficiali non sono mai realmente arrivate. La sanit&agrave; pubblica si difende con trasparenza, responsabilit&agrave; e fiducia, non con polemiche e ricostruzioni contrastanti".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 16 Jun 2026 17:19:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Consegna dei pannoloni, Riboldi: “La situazione rimane inaccettabile”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/consegna-dei-pannoloni-riboldi-la-situazione-rimane-inaccettabile_122286.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/consegna-dei-pannoloni-riboldi-la-situazione-rimane-inaccettabile_122286.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122286/150327.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;La situazione che si &egrave; venuta a creare nella consegna dei pannoloni e dei dispositivi per l&rsquo;assorbenza &egrave; inaccettabile, soprattutto perch&eacute; colpisce persone fragili, anziani e non autosufficienti e determina disagi che non possono essere tollerati. Siamo pienamente consapevoli delle criticit&agrave; che continuano a manifestarsi nonostante gli interventi gi&agrave; adottati dalla Regione e dalle Aziende sanitarie. Negli scorsi mesi abbiamo assunto decisioni drastiche, arrivando alla revoca del precedente affidamento per gravi inadempienze e applicando alla ditta penali per circa 800 mila euro. Si &egrave; anche deciso di riorganizzare il servizio, ma &egrave; evidente che persistono problemi logistici che richiedono ulteriori correttivi. Dal 1&deg; luglio ci sar&agrave; un cambiamento radicale: punteremo sull&rsquo;internalizzazione con il coinvolgimento di Amos, per cessare definitivamente i rapporti improduttivi e dannosi con i privati e gestire direttamente il servizio&rdquo;.</p>
<p>Lo dichiara l&rsquo;assessore alla Sanit&agrave; della Regione Piemonte, Federico Riboldi.</p>]]></description><pubDate>Tue, 16 Jun 2026 15:55:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Aggressione presso la Guardia Medica, servizio sospeso a Savigliano]]></title><link>https://www.cuneodice.it/cronaca/saviglianese/aggressione-presso-la-guardia-medica-servizio-sospeso-a-savigliano_122255.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/cronaca/saviglianese/aggressione-presso-la-guardia-medica-servizio-sospeso-a-savigliano_122255.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122255/150253.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Una violenta aggressione si &egrave; verificata domenica 14 giugno presso la sede della Guardia Medica di Savigliano. L&rsquo;episodio &egrave; avvenuto in pieno giorno, mentre una delle dottoresse in servizio stava prestando assistenza a un paziente, che ha improvvisamente assunto un comportamento aggressivo, provocando danni agli arredi e ferendosi lui stesso. Solo l&rsquo;intervento di una seconda collega, che ha immediatamente allertato il personale della sicurezza, ha impedito che la situazione degenerasse e che ci fossero conseguenze pi&ugrave; gravi.&nbsp;</p>
<p>In un comunicato il segretario provinciale della Fimmg di Cuneo Lorenzo Marino ha espresso solidariet&agrave; alle colleghe. A seguito dell&rsquo;accaduto - si legge nello stesso comunicato - la postazione &egrave; stata ritenuta non pi&ugrave; idonea a garantire le condizioni di sicurezza per gli utenti e per i medici, rendendo necessaria la sospensione del servizio e l&rsquo;individuazione urgente di una diversa collocazione per assicurarne la prosecuzione.</p>
<p>&ldquo;Fimmg Cuneo denuncia da tempo le condizioni di rischio in cui i medici del servizio di Continuit&agrave; Assistenziale sono quotidianamente costretti a operare e che, ancora una volta, hanno trovato conferma alla prova dei fatti&rdquo;, dice il dottor Marino.</p>
<p>In particolare, il sindacato dei medici di medicina generale ricorda che &ldquo;nella maggior parte delle sedi, soprattutto nelle ore notturne, il medico &egrave; completamente solo nello svolgimento della propria attivit&agrave;&rdquo;: &ldquo;Il medico &egrave; chiamato a prestare assistenza a soggetti con i quali non esiste rapporto fiduciario e la cui identificazione pu&ograve; risultare facilmente alterabile durante la registrazione telefonica attraverso il numero unico 116117. Numerose sedi si trovano in strutture isolate, nelle quali risulta impossibile ottenere un supporto tempestivo in caso di emergenza, specialmente nelle ore notturne&rdquo;.</p>
<p>Queste criticit&agrave; - prosegue Marino - &ldquo;rischiano di assumere una rilevanza ancora maggiore alla luce della collocazione di molte nuove Case di Comunit&agrave; in strutture autonome nelle quali, durante la notte, non &egrave; presente alcun operatore oltre al medico di turno&rdquo;: &ldquo;In un periodo storico nel quale le aggressioni al personale sanitario sono all&rsquo;ordine del giorno, Fimmg Cuneo sottolinea l&rsquo;importanza dell&rsquo;adozione delle misure di sicurezza stabilite negli accordi stipulati con l&rsquo;Asl CN1, ad oggi solo parzialmente applicate e realizzate&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>Il sindacato si rivolge alla Direzione Generale dell&rsquo;Asl CN1 per chiedere &ldquo;interventi concreti ed efficaci a garanzia della sicurezza dei medici operanti nelle sedi di Continuit&agrave; Assistenziale-Guardia Medica e nelle Case di Comunit&agrave;, tenendo conto delle peculiarit&agrave; di un servizio notturno svolto ancora oggi in condizioni di solitudine e isolamento e senza la possibilit&agrave; di accedere preventivamente ai dati e alle informazioni del paziente&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 16 Jun 2026 09:43:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Ceva, possibili disservizi per l'accettazione dei prelievi del sangue all'ospedale]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/monregalese/ceva-possibili-disservizi-per-l-accettazione-dei-prelievi-del-sangue-all-ospedale_122231.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/monregalese/ceva-possibili-disservizi-per-l-accettazione-dei-prelievi-del-sangue-all-ospedale_122231.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122231/150221.jpg" title="" alt="" /><br /><p>All'ospedale di Ceva si segnalano possibili disservizi nell'accettazione dei prelievi del sangue a causa di un guasto sulla rete di comunicazione dati Vodafone, verificatosi nella mattinata di luned&igrave; 15 giugno dalle ore 8.</p>
<p>Il problema di rete potrebbe protrarsi anche nella giornata di marted&igrave; 16 giugno; pertanto, l'accesso ai servizi di esami ematici potrebbe subire ritardi o sospensioni. L'ospedale fa sapere che rimangono garantiti i servizi urgenti. Ulteriori aggiornamenti saranno comunicati in base all'evoluzione della situazione e al ripristino del normale funzionamento del sistema.</p>]]></description><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 17:27:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[L'Asl CN2 attiva due nuovi ambulatori di infermieristica pediatrica a Sommariva Bosco e Bossolasco]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/alba-e-langhe/l-asl-cn2-attiva-due-nuovi-ambulatori-di-infermieristica-pediatrica-a-sommariva-bosco-e-bossolasco_122220.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/alba-e-langhe/l-asl-cn2-attiva-due-nuovi-ambulatori-di-infermieristica-pediatrica-a-sommariva-bosco-e-bossolasco_122220.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122220/150192.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;Asl CN2 continua a investire nello sviluppo della sanit&agrave; territoriale e nella presa in carico di prossimit&agrave; e attiva, da giugno 2026, due nuovi Ambulatori di Infermieristica Pediatrica presso le sedi distrettuali di Sommariva Bosco e Bossolasco.</p>
<p>Il nuovo servizio, dedicato ai bambini e alle famiglie, sar&agrave; operativo a Sommariva Bosco a partire da mercoled&igrave; 17 giugno 2026, mentre a Bossolasco entrer&agrave; in funzione da mercoled&igrave; 24 giugno 2026, presso i rispettivi Ambulatori di Comunit&agrave; ASL CN2. In entrambe le sedi sar&agrave; presente un&rsquo;Infermiera Pediatrica con cadenza quindicinale, il mercoled&igrave; mattina dalle ore 8.00 alle ore 12.30.</p>
<p>I primi appuntamenti saranno quindi:</p>
<p><strong>SOMMARIVA BOSCO</strong></p>
<p>mer. 17/06 &ndash; mer. 01/07 &ndash; mer. 15/07 &ndash; mer. 29/07</p>
<p>(quindi, per luglio, il 1&deg;, 3&deg; e 5&deg; mercoled&igrave; del mese)</p>
<p><strong>BOSSOLASCO</strong></p>
<p>mer. 24/06 &ndash; mer. 08/07 &ndash; mer. 22/07 &ndash; mer. 05/08</p>
<p>(quindi, per luglio, il 2&deg; e 4&deg; mercoled&igrave; del mese)</p>
<p>L&rsquo;iniziativa nasce con l&rsquo;obiettivo di rafforzare l&rsquo;assistenza territoriale rivolta ai bambini e alle loro famiglie, offrendo un punto di riferimento qualificato e facilmente accessibile nelle diverse aree del territorio aziendale, promuovendo la presa in carico precoce dei neonati dopo la dimissione dal Punto Nascita, il monitoraggio dell&rsquo;accrescimento e dello sviluppo del bambino, il sostegno all&rsquo;allattamento, il supporto all&rsquo;alimentazione complementare e l&rsquo;educazione sanitaria rivolta a bambini e genitori. L&rsquo;Ambulatorio Infermieristico Pediatrico rappresenta inoltre un importante strumento per promuovere corretti stili di vita e accompagnare le famiglie nei percorsi di cura e prevenzione fin dai primi mesi di vita.</p>
<p>Sin dall&rsquo;apertura, presso l&rsquo;Ambulatorio di Infermieristica Pediatrica di Bossolasco, nella fascia oraria 8.00 &ndash; 9.00 si eseguiranno anche i prelievi ematici ai minori di 18 anni ed esami colturali (raccolta urine, feci), previa prescrizione del Pediatria di Libera Scelta o del Medico di Medicina Generale. Un servizio presto disponibile anche per l&rsquo;Ambulatorio di Sommariva Bosco.</p>
<p>Con l&rsquo;apertura dei due nuovi ambulatori pediatrici &ndash; i primi al di fuori delle 5 Case di Comunit&agrave;, dove il servizio era gi&agrave; presente &ndash; l&rsquo;ASL CN2 conferma il proprio impegno nel rendere i servizi sanitari sempre pi&ugrave; vicini ai cittadini, migliorando l&rsquo;accessibilit&agrave; alle cure e rafforzando la rete di assistenza dedicata all&rsquo;et&agrave; pediatrica.</p>
<p>Per informazioni: 0172140 8169.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 16:06:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Una nuova direttrice per la Neurologia del "Santa Croce"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/una-nuova-direttrice-per-la-neurologia-del-santa-croce_122195.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/una-nuova-direttrice-per-la-neurologia-del-santa-croce_122195.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122195/150157.jpg" title="Franco Ripa e Maria Federica Grasso" alt="Franco Ripa e Maria Federica Grasso" /><br /><p>La dottoressa Maria Federica Grasso, primario di Neurologia dal 30 ottobre 2023 all&rsquo;ospedale di Mondov&igrave;, &egrave; la nuova direttrice della struttura complessa di Neurologia dell&rsquo;Azienda Ospedaliera "Santa Croce e Carle" di Cuneo. Prender&agrave; servizio da domani, martedi 16 giugno.</p>
<p>Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia presso l&rsquo;Universit&agrave; degli Studi di Torino, la dottoressa Grasso ha conseguito la Specializzazione nella disciplina di Neurologia presso lo stesso Ateneo. Dal 2022 &egrave; stata responsabile della struttura semplice Stroke Unit dell&rsquo;Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle, dove ha prestato servizio dal 2007.</p>
<p>La dottoressa Grasso ha acquisito competenze ed esperienza nell&rsquo;ambito della neurologia clinica, della neurologia intensiva dell&rsquo;Unit&agrave; Ictus, in ambito neurofisiologico con particolare riferimento alla patologia del sistema nervoso periferico, nell&rsquo;ambito di patologie relative alla Sclerosi Multipla e in ambito ambulatoriale per la cefalea.</p>
<p>Dal Duemila svolge attivit&agrave; di ricerca e sperimentale in prevalenza nell&rsquo;ambito della malattia cerebrovascolare e della sclerosi Multipla. E&rsquo; coautrice di diverse pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali ed &egrave; autore e co-autore di lavori scientifici, anche come relatore in consessi congressuali.</p>
<p>Ha inoltre partecipato attivamente a studi clinici nazionali e internazionali e a sperimentazioni farmacologiche in ambito neurologico oltrech&eacute; a gruppi di lavoro per la stesura di protocolli diagnostico terapeutici assistenziali, linee guida aziendali e interaziendali.</p>
<p>Il direttore generale del Santa Croce e Carle Franco Ripa: &ldquo;Per la dottoressa Grasso si tratta di un ritorno presso la nostra Azienda Ospedaliera e siamo lieti di accoglierla. Ritorna in un ambiente che le &egrave; familiare, sono certo che sapr&agrave; favorire il lavoro di squadra e portare la sua preziosa esperienza a servizio dell&rsquo;Ospedale, dei collaboratori e dei pazienti. Le auguro buon lavoro&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 11:51:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[La Capanna Roberto Barbero sarà dotata di un defibrillatore]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-capanna-roberto-barbero-sara-dotata-di-un-defibrillatore_122192.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-capanna-roberto-barbero-sara-dotata-di-un-defibrillatore_122192.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122192/150153.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Capanna Roberto Barbero, in valle Gesso, nel vallone della Vagliotta, accoglier&agrave; sabato 20 giugno quanti hanno deciso, con una sottoscrizione, di raccogliere l&rsquo;importo necessario per dotare la capanna di un defibrillatore, che rimarr&agrave; a disposizione dal 1&deg; maggio al 31 ottobre di ogni anno.</p>
<p>Il presidio medico &egrave; stato offerto a ricordo del dottor Maurizio Meinero, medico del soccorso alpino, prematuramente scomparso.&nbsp;Il programma prevede l&rsquo;installazione, seguita dall&rsquo;alzabandiera alle ore 11 e dalla santa messa, officiata dal parroco di Valdieri, Don Alberto Aimar.</p>
<p>Di seguito &egrave; previsto il pranzo al sacco, al quale ogni partecipante dovr&agrave; provvedere, mentre aperitivo, caff&egrave; e digestivi saranno offerti dagli amici di Roberto Barbero.</p>]]></description><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 11:42:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[La maratona del plasma macina record: a Cuneo, Savigliano e Mondovì +13% rispetto al 2025]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-maratona-del-plasma-macina-record-a-cuneo-savigliano-e-mondovi-13-rispetto-al-2025_122191.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-maratona-del-plasma-macina-record-a-cuneo-savigliano-e-mondovi-13-rispetto-al-2025_122191.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122191/150147.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Grande successo per la 24 Ore del Plasma, a cui hanno preso parte, per l'area dell'Asl CN1, gli ospedali di Mondov&igrave; e Savigliano, oltre al "Santa Croce" di Cuneo. Durante l'iniziativa sono state raccolte complessivamente 159 unit&agrave; di plasma (72 a Mondov&igrave; e 87 a Savigliano) in Asl e 102 al "Santa Croce": 29 in pi&ugrave; complessivamente, con un incremento in ciascun ospedale, rispetto al 2025.</p>
<p>L&rsquo;idea &egrave; nata tre anni fa in relazione alla necessit&agrave;, in occasione della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue, di promuovere la donazione di plasma, per la sua importanza strategica per la sanit&agrave;.</p>
<p>La maratona ha coinvolto i donatori venerdi 12 giugno dalle ore 8 alle 24 e sabato dalle 8 alle 16. Un impegno importante per tutti: i promotori Asl CN1 e Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle con i loro Centri trasfusionali, Societ&agrave; Solidale ETS (Centro Servizi per il volontariato della provincia di Cuneo); donatori, associazioni dei donatori del territorio (FIDAS, AVIS, SOS Sangue, Gruppo Autonomo Sangue Mombracco e il Gruppo Donatori Sangue della Croce Rossa Italiana) che hanno collaborato fattivamente.</p>
<p>In occasione dell&rsquo;evento le Fondazioni degli ospedali di Cuneo, Mondov&igrave;-Ceva e Savigliano-Fossano-Saluzzo hanno distribuito un omaggio a tutti i donatori.</p>
<p>&ldquo;<em>La solidariet&agrave; dei nostri donatori continua</em> - affermano Paola Manzini direttore della struttura complessa interaziendale e Silvia Tavera, responsabile della struttura semplice dell&rsquo;Asl CN1 - <em>e continua a macinare record: quest&rsquo;anno un ulteriore incremento di circa il 13% rispetto al 2025. &nbsp;A beneficiare di questa catena di solidariet&agrave; saranno i tanti nostri pazienti che quotidianamente necessitano delle immunoglobuline, farmaco salvavita per molte patologie. Ringraziamo tutti: donatori, associazioni di volontari, il CSV, le Fondazioni degli ospedali</em>&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 11:35:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[A Caraglio la serata "Perché dimentichiamo e come dimentichiamo"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/a-caraglio-la-serata-perche-dimentichiamo-e-come-dimentichiamo_122181.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/a-caraglio-la-serata-perche-dimentichiamo-e-come-dimentichiamo_122181.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122181/150134.jpg" title="Sergio Della Sala" alt="Sergio Della Sala" /><br /><p>"Perch&eacute; dimentichiamo e come dimentichiamo". Questo il titolo di una serata che viene proposta venerd&igrave; 19 giugno, ore 21, presso la Sala Conferenze del Filatoio di Caraglio. Si tratta del secondo appuntamento (il primo &egrave; stato con Elvira Seminara sul tema "Il gioco del tempo fra memoria e reinvenzione di s&eacute;") per gli incontri di Comunit&agrave; nell'ambito del progetto Cura Comune finanziato dalla Fondazione CRC con a capo il Gruppo Vincenziano di Caraglio e i vari suoi partner (tra cui il Comune, la Caritas, l'Associazione di Filo in Filo, fondazione Rsa Sant'Antonio e San Giuseppe e Casa Vittoria, la CRI &ndash; Comitato di Caraglio, Associazione Commercianti, Istituto Comprensivo A.M.Riberi), realizzato in collaborazione con l&rsquo;Agenzia di sviluppo di AFP.</p>
<p>Sar&agrave; ospite della rassegna Sergio Della Sala, professore di Human Cognitive Neuroscience all'Universit&agrave; di Edimburgo, noto a livello internazionale per i suoi studi sulle neuroscienze cognitive, la memoria e la neuropsicologia, con particolare attenzione alla malattia di Alzheimer. Non per niente dirige la prestigiosa rivista scientifica Cortex.</p>
<p>Ci parler&agrave; della memoria e di quanto dimenticate non sia soltanto inevitabile, ma addirittura utile. Si tratta a tutti gli effetti di una strategia per la sopravvivenza, affinata nel corso del tempo a partire dagli uomini primitivi. Fintanto che l'istinto fu il promotore delle nostre re-azioni a stimoli vitali, il concetto di oblio non fu sviluppato sul piano di una potenziale e teorica astrazione, come avvenne successivamente con la filosofia e le scienze neurologiche e/o psicologiche. Eppure nulla &egrave; pi&ugrave; confortante che poter dimenticare in tutta tranquillit&agrave;, senza sensi di colpa.&nbsp;Spesso, in questo mondo iper-performante dove la pretesa di sapere tutto in tutti i campi sembra diventata la norma, dove l'informazione corre in tempo reale senza essere prima vagliata, metabolizzata, organizzata all'interno del complesso sistema cervello/mente anche sulla base di una gerarchia di valori e di principi, dove molte opinioni si formano pi&ugrave; a livello emotivo che non logico-consequenziale, ecco proprio in questo contesto contemporaneo e di stressante velocit&agrave; neo o post o pseudo futurista, sar&agrave; motivo di conforto per tutti sentire dalla viva voce di un professore emerito di fama mondiale che &egrave; normale dimenticare, anzi che fa bene dimenticare, perch&eacute; quella sorta di memoria selettiva ci solleva dall'ansia di dover dimostrare che si ritiene per poter essere.</p>
<p>&Egrave; un cambio di paradigma anche questo. &Egrave; un ritornare umani e non macchine. &Egrave; un riappacificarci con quella parte pi&ugrave; naturale del nostro pensare per vivere, che appunto nel corso evolutivo della nostra specie, anzich&egrave; basarsi sul calcolo delle probabilit&agrave; cui ormai ci hanno abituati i computer, che viaggiano su semplici sistemi binari, si &egrave; invece basato sull'impulso trasmesso dai cinque sensi per farci sopravvivere. Paradossalmente infatti la tigre non ci ha portati all'estinzione sbranandoci, proprio perch&eacute; un tempo gli uomini (grazie alla mente impressa di esperienza) hanno messo in conto il minimo rischio che tra i fili d'erba in movimento ci fosse il felino predatore e quindi se la son sempre filata a gambe levate, infischiandosene bellamente che 99 volte su 100 l'erba muovesse a causa del vento. Ci siamo salvati in forza del sapere ancestrale che basta una volta...Mentre a dar retta al computer si sarebbe dato credito alla statistica e...non si sarebbe scappati! Se pertanto siamo arrivati sin qui ricordando e dimenticando, imprimendo la memoria di oblio e di illuminata conoscenza, in questa altalena che ci riconcilia col mondo tutto, col tempo che va, con gli spazi terreni ed ultraterreni che ormai abitiamo e che speriamo di non devastare, tanto vale mettersi l'anima in pace ed augurarsi con Samuel Johnson che "La felicit&agrave; delle persone aumenti molto, insegnando l'arte di dimenticare ci&ograve; che &egrave; inutile o doloroso ricordare", perch&eacute; in fin dei conti, per dirla con Bertolt Brecht: "Buona cosa &egrave; la dimenticanza".</p>
<p>Vi aspettiamo dunque venerd&igrave; 19 giugno, ore 21 al Filatoio, numerosi ma soprattutto curiosi, proprio sottolineando che il termine stesso curioso ha la sua etimologia latina in cura (ossia colui che si prende cura di qualcosa, che ne ha premura, che si applica con attenzione), ben diversa rispetto all'accezione pi&ugrave; superficiale di oggi che vede curioso quasi come impiccione ed indagatore di fatti altrui o interessato a cose stravaganti.</p>
<p>Per informazioni &nbsp;sui pu&ograve; scrivere a carola.cismondi@afpdronero.it, oppure &nbsp;Carola Cismondi 3505981651, &nbsp;Cecilia Dematteis 3803949504</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:53:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Antibiotico-resistenza: al Congresso Europeo di Malattie Infettive Pediatriche uno studio condotto a Mondovì]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/antibiotico-resistenza-al-congresso-europeo-di-malattie-infettive-pediatriche-uno-studio-condotto-a-mondovi_122173.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/antibiotico-resistenza-al-congresso-europeo-di-malattie-infettive-pediatriche-uno-studio-condotto-a-mondovi_122173.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122173/150122.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il dottor Simone Ceratto, referente per le malattie infettive presso la SC Pediatria dell&rsquo;Ospedale di Mondov&igrave;, ha partecipato dal 1&deg; al 5 giugno al Congresso della Societ&agrave; Europea di Malattie Infettive Pediatriche (ESPID) presentando come poster un lavoro di ricerca dedicato alle strategie per promuovere un utilizzo mirato e appropriato della terapia antibiotica nelle pi&ugrave; comuni patologie pediatriche, con l&rsquo;obiettivo di ottimizzare l&rsquo;efficacia dei trattamenti e contrastare il fenomeno dell&rsquo;antimicrobico-resistenza.</p>
<p>Il riconoscimento ottenuto in un contesto scientifico internazionale di elevato prestigio testimonia l&rsquo;impegno della SC Pediatria di Mondov&igrave; nell&rsquo;ambito della ricerca clinica e della promozione delle buone pratiche assistenziali in et&agrave; pediatrica. &nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:04:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Edilizia sanitaria, Sacchetto: “Dalla Regione una politica lungimirante”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/edilizia-sanitaria-sacchetto-dalla-regione-una-politica-lungimirante_122175.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/edilizia-sanitaria-sacchetto-dalla-regione-una-politica-lungimirante_122175.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122175/150123.jpg" title="Claudio Sacchetto" alt="Claudio Sacchetto" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo un <strong>lettera</strong> del consigliere regionale di Fratelli d&rsquo;Italia <strong>Claudio Sacchetto&nbsp;</strong>sul tema dell&rsquo;edilizia sanitaria, nella quale pone l&rsquo;accento sull'iter dei nuovi ospedali di Cuneo e Savigliano:</p>
<p>"Egregio direttore,</p>
<p>negli ultimi anni il dibattito sulla sanit&agrave; piemontese si &egrave; spesso concentrato sulle criticit&agrave; del sistema, sulle carenze di personale e sulle difficolt&agrave; quotidiane che cittadini e operatori affrontano. Meno attenzione viene invece riservata a un tema decisivo per il futuro: l'edilizia sanitaria. Per questo ritengo doveroso riconoscere il lavoro svolto dall'assessore regionale alla Sanit&agrave; del Piemonte, Federico Riboldi, e dall'intera Giunta regionale guidata da Alberto Cirio, che hanno impresso una significativa accelerazione all'iter dei nuovi ospedali di Cuneo e Savigliano, inserendoli in una pi&ugrave; ampia strategia di rilancio dell'edilizia sanitaria piemontese.</p>
<p>Oggi il Piemonte pu&ograve; contare su un programma di investimenti tra i pi&ugrave; rilevanti della sua storia, nel giugno 2025 Regione e Inail hanno infatti sottoscritto un'intesa operativa da oltre 2 miliardi di euro per la realizzazione di sette nuovi ospedali, tra cui quelli di Cuneo e Savigliano. &nbsp;Per quanto riguarda il nuovo ospedale di Cuneo, la Regione ha garantito la copertura delle attivit&agrave; progettuali e ha definito un percorso amministrativo che ha consentito di superare gli ostacoli burocratici accumulatisi negli anni. L'investimento previsto attraverso Inail ammonta a circa 410 milioni di euro e rappresenta uno degli interventi pi&ugrave; importanti mai programmati per la sanit&agrave; della provincia.</p>
<p>Anche il nuovo ospedale unico dell'area Savigliano-Saluzzo-Fossano sta avanzando concretamente. La struttura sorger&agrave; in una posizione baricentrica per il territorio e sar&agrave; dotata di 325 posti letto, 8 sale operatorie, 19 sale diagnostiche, 2 sale di emodinamica e cardiologia interventistica, 4 sale parto e 34 ambulatori.</p>
<p>Questi risultati non sono frutto del caso, la scelta della Regione di anticipare le risorse necessarie alle progettazioni, in attesa del finanziamento definitivo da parte di Inail, ha consentito di evitare ulteriori ritardi e di trasformare programmi teorici in procedure concrete.</p>
<p>Va inoltre ricordato che i nuovi Ospedali non rappresentano interventi isolati, ma si inseriscono in una riorganizzazione complessiva della rete sanitaria provinciale e regionale, integrata con Case di Comunit&agrave;, Ospedali di Comunit&agrave; e Centrali Operative Territoriali. Gi&agrave; gli studi preliminari avevano evidenziato come il nuovo ospedale di Cuneo dovesse svilupparsi su circa 696 posti letto e quello di Savigliano su 325 posti letto, in un sistema capace di rispondere alle esigenze future della popolazione e all'evoluzione delle cure.</p>
<p>Naturalmente nessuno sostiene che tutti i problemi della sanit&agrave; piemontese sono risolti, restano aperte questioni importanti, dal reperimento del personale all&rsquo;ulteriore riduzione delle liste d'attesa. Tuttavia, sarebbe ingeneroso non riconoscere che sul fronte infrastrutturale &egrave; stato compiuto un salto di qualit&agrave; significativo. La costruzione di ospedali moderni, tecnologicamente avanzati, sicuri dal punto di vista energetico e adeguati agli standard sanitari contemporanei richiede visione politica e capacit&agrave; amministrativa, anche grazie al lavoro che quotidianamente svolgono gli operatori del settore".<br>&nbsp;<br><strong>Claudio Sacchetto, consigliere regionale Fratelli d&rsquo;Italia</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:03:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item></channel></rss>
