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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Varie > Salute > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/varie/salute/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/news/varie/salute/rss2.0.xml?page=2rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le notizie di Salute che la provincia di Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Fri, 26 Jun 2026 22:22:43 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Varie > Salute > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/varie/salute/]]></link></image><item><title><![CDATA[Riorganizzazione del 118, Case e Ospedali di Comunità, i Sindaci del Cuneese chiedono garanzie]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/riorganizzazione-del-118-case-e-ospedali-di-comunita-i-sindaci-del-cuneese-chiedono-garanzie_122939.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/riorganizzazione-del-118-case-e-ospedali-di-comunita-i-sindaci-del-cuneese-chiedono-garanzie_122939.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122939/151416.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Un documento per sintetizzare tutte le osservazioni sulla riorganizzazione del servizio di emergenza-urgenza 118, sulle Case e sugli Ospedali di Comunit&agrave;. L&rsquo;hanno redatto i Sindaci del Distretto Sud Ovest dell&rsquo;Asl CN1, trasmettendolo a Regione Piemonte, Azienda Zero, alla stessa Azienda sanitaria cuneese e alla Provincia.</p>
<p>Il Distretto Sud Ovest &egrave; quello pi&ugrave; popoloso della provincia, il pi&ugrave; esteso e quello con la minore densit&agrave; abitativa. Al suo interno convivono realt&agrave; profondamente differenti, dalla citt&agrave; di Cuneo alle vallate montane, con esigenze organizzative e tempi di percorrenza molto diversi. Proprio queste peculiarit&agrave; hanno spinto i Sindaci ad approfondire alcuni aspetti della&nbsp;proposta di riorganizzazione prima di esprimere una valutazione definitiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La riforma del 118</h2>
<p>Al primo punto il rispetto dei parametri normativi, in cui si fissa l&rsquo;obbligo di una postazione avanzata ogni 60 mila abitanti per le aree urbane, una ogni 350 chilometri quadrati per le extra urbane e una ogni 700 chilometri quadrati per le aree rurali e montane. &ldquo;Chiediamo di conoscere puntualmente se l'attuale&nbsp;dotazione di postazioni avanzate nel Distretto Sud Ovest possa essere considerata coerente con i parametri previsti per popolazione servita ed estensione territoriale. Considerando che il distretto rappresenta il territorio pi&ugrave; vasto dell'Asl CN1 e che la citt&agrave; di Cuneo da sola concentra una quota significativa delle richieste di soccorso provinciali (9%), appare opportuno comprendere se l'attuale presenza di tre postazioni avanzate sia effettivamente sufficiente o se, al contrario, sarebbe opportuno valutare l'istituzione di ulteriori postazioni&rdquo;.</p>
<p>I Sindaci si soffermano poi sul fenomeno del cosiddetto &ldquo;overlapping&rdquo;, la sovrapposizione tra pi&ugrave; interventi di soccorso nello stesso momento: &ldquo;Dai dati pubblici di Azienda Zero e da quelli riportati nello studio AGM Project Consulting, emerge che una quota rilevante dei codici gialli (37%) e rossi (30%) viene gestita da mezzi non medicalizzati. Considerando che secondo la Societ&agrave; Italiana Sistema 118 il tasso di sovrapposizione non dovrebbe superare il 10%, chiediamo quale sia l'incidenza reale dell'overlapping sulle missioni ad alta priorit&agrave; e quali siano i dati puntuali relativi alle sovrapposizioni degli interventi&rdquo;. Nel documento si chiede anche quale sia la percentuale di codici gialli e rossi privi di supporto medico nelle&nbsp;tempistiche previste dalla normativa (8 minuti per le aree urbane, 20 minuti per le aree extra-urbane e montane) a casa dell&rsquo;indisponibilit&agrave; contemporanea delle risorse avanzate.</p>
<p>Le analisi evidenziano infatti picchi con anche venti missioni contemporanee a livello provinciale e numerose sovrapposizioni di eventi ad elevata gravit&agrave;: &ldquo;Situazioni che appaiono difficilmente gestibili con sole cinque automediche&nbsp;provinciali&rdquo;.</p>
<p>Tra le richieste anche garanzie sull&rsquo;uniformit&agrave; dei tempi di risposta: &ldquo;Pur prendendo atto del rispetto dei tempi medi provinciali, emerge una significativa disomogeneit&agrave; tra i diversi Comuni&rdquo;: &ldquo;La disponibilit&agrave; di servizi sanitari tempestivi e adeguati rappresenta infatti non solo una garanzia di tutela della salute, ma anche un elemento fondamentale per la permanenza&nbsp;delle persone nei territori montani e per la loro attrattivit&agrave;. Un eventuale indebolimento della rete dell'emergenza territoriale rischierebbe di aumentare il senso di isolamento delle comunit&agrave; delle terre alte e di contribuire, insieme ad altri fattori, ai processi di spopolamento che da anni interessano queste aree&rdquo;.</p>
<p>Numerosi chiarimenti richiesti anche sul ruolo dell&rsquo;elisoccorso, ritenuto &ldquo;fondamentale per garantire l'equit&agrave; territoriale del sistema&rdquo;, sull&rsquo;eliminazione dell&rsquo;Automedica h12 di Dronero e della nuova postazione di soccorso base di Borgo San Dalmazzo, oltre che sulla disponibilit&agrave; di personale medico e sull&rsquo;effettiva sostenibilit&agrave; del sistema proposto: &ldquo;Dai dati presentati emerge che il sistema dispone attualmente di circa 80 mila ore annue di&nbsp;attivit&agrave; medica, delle quali una quota significativa deriva da prestazioni aggiuntive. Ci domandiamo quindi se l'obiettivo debba necessariamente essere la riduzione della presenza medica territoriale oppure se sia possibile individuare forme organizzative capaci di valorizzare e progressivamente stabilizzare questo patrimonio professionale&rdquo;. &ldquo;Chiediamo quali azioni concrete la Regione intenda mettere in campo per aumentare l'attrattivit&agrave; del sistema dell'emergenza territoriale e se una riduzione delle postazioni mediche non rischi di determinare un ulteriore aggravamento dei carichi e delle condizioni di lavoro&rdquo;, scrivono i Sindaci nel documento, chiedendo garanzie e chiarimenti non solo sulla disponibilit&agrave; di personale medico, ma anche e soprattutto di quello infermieristico.</p>
<p>&ldquo;Comprendiamo - proseguono le osservazioni - la necessit&agrave; di garantire la sostenibilit&agrave; del sistema e di affrontare le criticit&agrave; organizzative esistenti. Tuttavia, riteniamo che il principio guida di qualsiasi riorganizzazione debba essere il miglioramento della qualit&agrave; e dell'equit&agrave; del servizio reso ai cittadini.&nbsp;Per questo motivo chiediamo che venga dimostrato, attraverso dati oggettivi e simulazioni trasparenti, come il modello proposto sia effettivamente migliorativo rispetto alla situazione attuale non soltanto sotto il profilo organizzativo, ma anche sotto quello della tutela della salute delle persone. Le sfide che attendono il sistema sanitario, dall'invecchiamento della popolazione alla carenza di alcune professionalit&agrave;, dalla gestione delle cronicit&agrave; alla sostenibilit&agrave; economica, richiedono infatti sempre pi&ugrave; una visione unitaria e una capacit&agrave; di fare rete tra tutte le istituzioni coinvolte&rdquo;.</p>
<h2><br>Case e Ospedali di Comunit&agrave;</h2>
<p>Una corposa parte del documento &egrave; dedicata, poi, alla richiesta di aggiornamenti sullo stato di attuazione effettiva della rete di Case e Ospedali di Comunit&agrave;: i Sindaci chiedono quali strutture sono gi&agrave; pienamente operative, quali sono in via di implementazione e quali sono le tempistiche per il completamento dell&rsquo;offerta assistenziale. Le richieste riguardano anche le dotazioni strumentali, l&rsquo;attuazione del sistema informatico unico per integrare il lavoro dei diversi professionisti, il ruolo dei medici operanti nelle strutture e i temi legati alla comunicazione e al coinvolgimento del territorio: &ldquo;Le Case della Comunit&agrave; rappresentano una delle principali innovazioni introdotte dal Pnrr nel sistema sanitario territoriale. Tuttavia, dalla percezione raccolta sul territorio emerge come molti cittadini, ma anche numerosi amministratori locali, non abbiano ancora una piena comprensione delle funzioni, delle modalit&agrave; di accesso e dei servizi effettivamente erogati all'interno delle strutture. Chiediamo quali iniziative di comunicazione e informazione siano previste per illustrare ai cittadini il ruolo delle Case della Comunit&agrave; e dell'Ospedale di Comunit&agrave;&rdquo;.</p>
<p>Parallelamente, i Sindaci del Distretto Sud Ovest dell&rsquo;Asl CN1 chiedono di &ldquo;mantenere la massima attenzione sul tema dei medici di Medicina Generale&rdquo;: &ldquo;Il medico di famiglia rappresenta infatti il primo presidio di sanit&agrave; pubblica presente sul territorio, il professionista che meglio conosce la storia clinica, familiare e sociale dei propri assistiti e il primo anello della catena dell'assistenza sanitaria. &Egrave; spesso il punto di riferi mento pi&ugrave; vicino e accessibile per i cittadini, in particolare per le persone anziane, fragili e &nbsp;affette da patologie croniche. Questa funzione assume un valore ancora pi&ugrave; rilevante nei piccoli Comuni e nelle aree montane, dove la presenza del medico di famiglia rappresenta spesso l'unico presidio sa nitario stabile e continuativo a disposizione della popolazione. Chiediamo pertanto che la programmazione sanitaria continui a considerare prioritario il mantenimento di una capillare presenza dei medici di Medicina Generale, con particolare&nbsp;attenzione ai territori periferici e ai piccoli Comuni, affinch&eacute; l'innovazione organizzativa rappresentata dalle Case della Comunit&agrave; possa tradursi in un rafforzamento, e non in un indebolimento, della medicina di prossimit&agrave;&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Le Case della Comunit&agrave; e l'Ospedale di Comunit&agrave; - conclude il documento - rappresentano un investimento importante per il nostro territorio e uno dei principali interventi finanziati attraverso il Pnrr. &Egrave; per&ograve; necessario ricordare che il finanziamento ha consentito principalmente la realizzazione e l'adeguamento delle strutture fisiche. La vera sfida inizia adesso. Il successo di questo progetto non si misurer&agrave; dalla qualit&agrave; degli edifici inaugurati, ma dalla capacit&agrave; di renderli luoghi realmente vissuti, dotati di professionalit&agrave;, competenze, tecnologie e servizi in grado di produrre benefici concreti per i cittadini e di rafforzare la sanit&agrave; territoriale&rdquo;.</p>
<p>Contestualmente alla trasmissione del documento, il comitato dei Sindaci ha ribadito la richiesta di un nuovo incontro (l&rsquo;ultimo lo scorso 5 giugno) con i rappresentanti della Regione Piemonte e di Azienda Zero.</p>]]></description><pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:25:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Dalmasso</dc:creator><author><name>Andrea Dalmasso</name></author></item><item><title><![CDATA[Liste d'attesa, la Regione assicura: “Nessun blocco dei servizi e massima trasparenza”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-la-regione-assicura-nessun-blocco-dei-servizi-e-massima-trasparenza_122861.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-la-regione-assicura-nessun-blocco-dei-servizi-e-massima-trasparenza_122861.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122861/151286.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Regione Piemonte, dopo aver preso atto della sentenza del TAR Piemonte relativa alla procedura per il Nuovo Centro Unico di Prenotazione regionale, ha confermato la propria volont&agrave; di dare immediata esecuzione a quanto disposto dal giudice amministrativo.</p>
<p>In coerenza con la decisione del TAR, la commissione esaminatrice avvier&agrave; da subito la rivalutazione della sostenibilit&agrave; e congruit&agrave; dell'offerta aggiudicataria, con l&rsquo;obiettivo di completare il percorso entro trenta giorni, nel pieno rispetto delle regole di gara, della trasparenza amministrativa e dell&rsquo;interesse pubblico.</p>
<p>La priorit&agrave; annunciata resta quella di &ldquo;garantire ai cittadini piemontesi un sistema di prenotazione moderno, efficiente, affidabile e capace di sostenere concretamente il governo delle liste d&rsquo;attesa&rdquo;.</p>
<p>La sentenza non mette in discussione la necessit&agrave; strategica del Nuovo CUP regionale, ma richiede un supplemento di valutazione tecnica sulla congruit&agrave; dell&rsquo;offerta. La Regione e Azienda Zero, da parte loro, hanno dichiarato di voler assicurare che ogni passaggio sia svolto nel rispetto delle indicazioni del giudice: &ldquo;Resta naturalmente fermo che ogni attivit&agrave; sar&agrave; condotta fatte salve le eventuali iniziative giudiziarie o amministrative che l&rsquo;attuale aggiudicatario ritenesse di intraprendere nelle sedi competenti&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Non ci sar&agrave; alcun arretramento sull&rsquo;obiettivo politico e amministrativo: il Piemonte deve dotarsi di strumenti digitali pi&ugrave; forti, pi&ugrave; integrati e pi&ugrave; vicini ai bisogni dei cittadini &mdash; precisano dalla Regione &mdash;. La sanit&agrave; digitale &egrave; una leva essenziale per migliorare l&rsquo;accesso alle cure, ridurre i tempi di attesa, rendere pi&ugrave; efficiente il sistema sanitario regionale e garantire a tutti i cittadini il diritto e l&rsquo;accesso alle visite e alle prestazioni offerte dalla sanit&agrave; pubblica. La Regione continuer&agrave; a seguire il procedimento con la massima attenzione, tutelando l&rsquo;interesse pubblico, la continuit&agrave; dei servizi e la piena legittimit&agrave; dell&rsquo;azione amministrativa&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 16:22:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Da Saluzzo a Rimini: i Sensa doit alle finali nazionali dei “Campionati UISP - Sport per tutti”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/sport/saluzzese/da-saluzzo-a-rimini-i-sensa-doit-alle-finali-nazionali-dei-campionati-uisp---sport-per-tutti_122858.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/sport/saluzzese/da-saluzzo-a-rimini-i-sensa-doit-alle-finali-nazionali-dei-campionati-uisp---sport-per-tutti_122858.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122858/151278.jpg" title="Campionati UISP - Sport per tutti" alt="Campionati UISP - Sport per tutti" /><br /><p>La 43^ edizione delle &ldquo;Finali Nazionali dei Campionati UISP - Sport per tutti&rdquo; ha registrato a Rimini un forte successo. La UISP, attraverso la manifestazione di carattere nazionale, sottolinea il suo ruolo di grande traino per lo sport amatoriale, nelle svariate categorie di praticanti, concorrendo anche economicamente alla parziale copertura delle spese sostenute dai partecipanti.</p>
<p>La formazione saluzzese dei &ldquo;Sensa doit&rdquo; &egrave; stata inserita nella categoria &ldquo;Nessuno escluso - Centri di salute mentale&rdquo;, dove si &egrave; confrontata con altre due formazioni piemontesi (Moncalieri e Rivoli); al termine di un girone all&rsquo;italiana, vinto dalla squadra di Moncalieri davanti proprio alla formazione saluzzese, tutte le squadre sono state considerate prime ex equo, sottolineando lo spirito che contraddistingue questa categoria e il desiderio di accomunare tutti i partecipanti, evidenziando il loro impegno e l&rsquo;importanza della loro partecipazione, a prescindere da punteggi e risultati.</p>
<p>Il team saluzzese, molto numeroso, era composto da 12 elementi, di cui 10 giocatori del gruppo che vive questa esperienza, parte del progetto della nostra A.S.L. &ldquo;Pallavolmente&rdquo;, accompagnati da quattro operatori che li seguono e con loro condividono l&rsquo;impegno anche in termini agonistici.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122858/small_151281.jpg" alt="Campionati UISP - Sport per tutti" loading="lazy"></p>
<p>Per la maggior parte dei partecipanti &egrave; stato un piacevole ritorno, dopo l&rsquo;esperienza fatta negli scorsi anni; per tutti sono stati giorni intensi di gare e di condivisione di un&rsquo;attivit&agrave; sportiva unita a momenti di svago e di mare, senz&rsquo;altro vissuti con grande piacere.</p>
<p>I commenti raccolti concordano sul bilancio pi&ugrave; che positivo che ha rappresentato per tutti &ldquo;Una bella esperienza, che ci ha consentito di rinnovare l&rsquo;amicizia con giocatori e persone in parte gi&agrave; conosciute e conoscerne altre con cui &egrave; stato facile stabilire da subito un bel rapporto&rdquo;.</p>
<p>Il momento iniziale dell&rsquo;evento &egrave; stata la cena di benvenuto del gioved&igrave; sera, una grande festa in amicizia che ha confermato al gruppo l&rsquo;importanza del cammino in corso e la positivit&agrave; di occasioni come questa che apre alla conoscenza di altri ragazzi e ragazze che vivono le stesse esperienze. Il programma del venerd&igrave; e del sabato ha visto un&rsquo;alternanza tra le partite ufficiali e la possibilit&agrave; di fare vita di spiaggia, compresi momenti dedicati al beach volley. La trasferta si &egrave; conclusa la domenica con il rientro in serata, dopo il momento delle premiazioni al mattino.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122858/small_151280.jpg" alt="Campionati UISP - Sport per tutti" loading="lazy"></p>
<p>La formazione dei &ldquo;Sensa doit&rdquo;, guidata e coordinata dagli operatori dell&rsquo;Asl CN 1 &ndash; Centro Diurno di Saluzzo, &egrave; parte integrante della societ&agrave; cittadina del Volley Saluzzo che la supporta e la sostiene per lo svolgimento dell&rsquo;attivit&agrave; e la partecipazione a questi eventi, svolgendo un ruolo determinante per lo sviluppo di progetti la cui attuazione &egrave; possibile solo con il tramite di una societ&agrave; sportiva, sensibile e disponibile.</p>
<p>L&rsquo;esperienza riminese &egrave; stata resa possibile anche grazie all&rsquo;importante contributo economico fornito dalla DIASPI, associazione di volontariato che da tempo collabora con il Servizio e ha ben compreso come la pallavolo abbia, per gli utenti, una valenza che va decisamente oltre l&rsquo;ambito e l&rsquo;aspetto agonistico e sportivo.</p>]]></description><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 15:59:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Nuovo ospedale di Cuneo, dopo l'estate la sentenza del Consiglio di Stato sul ricorso della INC]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nuovo-ospedale-di-cuneo-dopo-l-estate-la-sentenza-del-consiglio-di-stato-sul-ricorso-della-inc_122850.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nuovo-ospedale-di-cuneo-dopo-l-estate-la-sentenza-del-consiglio-di-stato-sul-ricorso-della-inc_122850.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122850/151259.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Arriver&agrave; dopo l&rsquo;estate la sentenza del Consiglio di Stato sul ricorso presentato dalla INC sul progetto per il nuovo ospedale di Cuneo: la societ&agrave; aveva impugnato la bocciatura del Tar del Piemonte nei confronti della proposta di partenariato pubblico privato per la realizzazione della nuova struttura. Oggi, gioved&igrave; 25 giugno, la questione &egrave; approdata al Consiglio di Stato: dopo l&rsquo;ampia discussione, durante la quale sono state ascoltate le parti, &egrave; stata chiusa l'udienza con una previsione di sentenza indicativamente entro due mesi. A darne notizia &egrave; l&rsquo;Azienda Ospedaliera &ldquo;Santa Croce e Carle&rdquo;, che in una nota fa sapere che proseguir&agrave; &ldquo;secondo i tempi stabiliti con la procedura gi&agrave; avviata relativamente al progetto di fattibilit&agrave; tecnico economica&rdquo;.</p>
<p>La procedura era stata avviata a marzo: sono state sedici le adesioni al bando per l&rsquo;affidamento del progetto.</p>]]></description><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 14:56:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA["Prima dei reparti servono gli infermieri. Non siamo lavoratori in affitto"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/prima-dei-reparti-servono-gli-infermieri-non-siamo-lavoratori-in-affitto_122788.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/prima-dei-reparti-servono-gli-infermieri-non-siamo-lavoratori-in-affitto_122788.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122788/151171.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Si possono costruire nuove Case di Comunit&agrave;, inaugurare nuovi servizi e aprire nuovi reparti. Ma senza infermieri tutto questo rischia di rimanere soltanto sulla carta.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&Egrave; la posizione espressa dagli Ordini delle Professioni Infermieristiche di Torino e Cuneo in merito al dibattito emerso in queste ore sulla possibilit&agrave; di reclutare infermieri attraverso Amos per garantire il funzionamento delle Case e degli Ospedali di Comunit&agrave; previsti dal PNRR.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>"Gli infermieri per il sistema sanitario non sono lavoratori in affitto e non possono essere trattati come una merce da reperire sul mercato ogni volta che il sistema sanitario non riesce a programmare il proprio fabbisogno di personale", afferma Ivan Bufalo, presidente dell&rsquo;Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino e presidente del Coordinamento degli OPI del Piemonte, che interviene per richiamare l&rsquo;attenzione su quella che considera una deriva pericolosa per il futuro della professione e della sanit&agrave; pubblica.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Secondo OPI Torino e OPI Cuneo, la questione non pu&ograve; essere liquidata come una semplice scelta organizzativa o gestionale.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>"Il problema &egrave; che si continua a discutere di come trovare infermieri senza affrontare il motivo per cui gli infermieri non scelgono pi&ugrave; di lavorare nel Servizio sanitario pubblico. &Egrave; un approccio miope che rischia di nascondere sotto il tappeto problemi ormai strutturali", osserva Remo Galaverna, presidente dell&rsquo;Ordine delle Professioni Infermieristiche di Cuneo. "La carenza infermieristica non si risolve creando nuovi meccanismi di reclutamento, ma rendendo nuovamente attrattiva una professione che da anni denuncia stipendi insufficienti, carichi di lavoro crescenti, aggressioni, scarse prospettive di carriera e condizioni organizzative sempre pi&ugrave; difficili".</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Per gli Ordini, il rischio &egrave; quello di considerare strumenti di intermediazione come una risposta strutturale a una crisi che ha invece origini ben pi&ugrave; profonde.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>"Gli infermieri sono professionisti sanitari iscritti a un Ordine, titolari di autonomia professionale e responsabili di atti complessi che incidono direttamente sulla salute delle persone. Non sono una risorsa fungibile da movimentare attraverso meccanismi di somministrazione di lavoro", sottolinea Bufalo. "Continuare a ragionare in questi termini significa svilire il valore professionale, sociale e scientifico dell&rsquo;infermieristica".</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Gli Ordini ribadiscono che l&rsquo;inserimento degli infermieri nel sistema sanitario deve avvenire prioritariamente attraverso il rapporto di dipendenza con il Servizio Sanitario Nazionale, con le strutture private e private accreditate oppure attraverso forme di autentico esercizio libero-professionale.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>"Modelli fondati sulla somministrazione di lavoro tramite enti in house, cooperative o altri intermediari rischiano di collocare la professione infermieristica in una dimensione che non le appartiene e che non &egrave; coerente con il suo status giuridico e con il ruolo strategico che svolge all&rsquo;interno del sistema salute", osserva Galaverna.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>OPI Torino e OPI Cuneo evidenziano inoltre una contraddizione che rischia di compromettere gli stessi obiettivi della riforma territoriale.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>"Si stanno investendo centinaia di milioni di euro nella costruzione di Case e Ospedali di Comunit&agrave;, ma si continua a ignorare la questione fondamentale: chi ci lavorer&agrave;?", evidenzia Bufalo. "Senza infermieri sufficienti e adeguatamente valorizzati il rischio &egrave; quello di inaugurare strutture che faticano a garantire i servizi per cui sono state progettate. Prima delle mura servono i professionisti".</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Particolarmente critica la valutazione degli Ordini rispetto a chi sostiene tali modelli come soluzione alla carenza di personale.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>"Sconcerta che, di fronte a una crisi senza precedenti della professione infermieristica, qualcuno ritenga che la risposta sia individuare nuovi intermediari anzich&eacute; pretendere migliori condizioni di lavoro, valorizzazione economica, assunzioni stabili e percorsi di crescita professionale", afferma Galaverna. "Difendere gli interessi collettivi significa battersi perch&eacute; gli infermieri e tutti gli altri professionisti sanitari scelgano di restare nel servizio pubblico, non costruire scorciatoie che rischiano di alimentare ulteriormente la precarizzazione".</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Gli Ordini richiamano infine la politica regionale e nazionale ad assumere una posizione chiara.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>"Se oggi mancano gli infermieri, non &egrave; soltanto per un numero insufficiente di professionisti disponibili, ma anche perch&eacute; il sistema ha progressivamente smesso di essere attrattivo", conclude Bufalo. "Continuare a ignorare questa realt&agrave; significa rinviare il problema e condannare il servizio sanitario a rincorrere emergenze sempre pi&ugrave; gravi. La politica deve decidere da che parte stare: dalla valorizzazione delle professioni sanitarie o dalla loro progressiva precarizzazione. Su questo punto non possono esistere ambiguit&agrave;".</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>OPI Cuneo - OPI Torino</strong></p>]]></description><pubDate>Wed, 24 Jun 2026 16:20:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Reclutamento tramite Amos per Case e Ospedali di Comunità: "Serve un confronto trasparente"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/reclutamento-tramite-amos-per-case-e-ospedali-di-comunita-serve-un-confronto-trasparente_122774.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/reclutamento-tramite-amos-per-case-e-ospedali-di-comunita-serve-un-confronto-trasparente_122774.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122774/151146.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il dibattito emerso nelle ultime ore in merito al reclutamento di infermieri tramite Amos per il funzionamento delle Case e degli Ospedali di Comunit&agrave; in Piemonte apre una riflessione pi&ugrave; ampia sulle modalit&agrave; di organizzazione dei servizi sanitari territoriali e sul ruolo della professione infermieristica all&rsquo;interno del Servizio Sanitario Regionale.&nbsp;La questione, al centro dell&rsquo;attenzione delle organizzazioni di rappresentanza professionale, viene letta come un passaggio che potrebbe avere ricadute non solo organizzative, ma anche strutturali sul sistema di reclutamento e gestione del personale sanitario.</p>
<p>In questo contesto, Nursing Up evidenzia la necessit&agrave; di un confronto trasparente sul modello che si intende adottare per garantire il funzionamento delle strutture territoriali, in una fase in cui la carenza di infermieri continua a rappresentare una delle principali criticit&agrave; del sistema sanitario.</p>
<p>"La discussione in corso richiede una valutazione complessiva sugli effetti che le diverse soluzioni organizzative possono produrre sul sistema sanitario e sulla professione. &Egrave; importante che ogni scelta venga letta all&rsquo;interno di un quadro pi&ugrave; ampio, che tenga conto della sostenibilit&agrave; del sistema e della necessit&agrave; di garantire continuit&agrave; assistenziale", osserva Claudio Delli Carri, segretario regionale Nursing Up Piemonte e Valle d&rsquo;Aosta.</p>
<p>Secondo il sindacato, il tema del reclutamento degli infermieri nelle Case e negli Ospedali di Comunit&agrave; non pu&ograve; essere affrontato esclusivamente come una risposta a esigenze immediate, ma deve essere inserito in una strategia complessiva di rafforzamento della sanit&agrave; pubblica e di valorizzazione delle professioni sanitarie. "Il punto centrale resta la capacit&agrave; del sistema di rendere la professione infermieristica attrattiva e riconosciuta. Non &egrave; solo una questione numerica, ma di condizioni di lavoro, prospettive di crescita e riconoscimento del ruolo professionale", prosegue Delli Carri.</p>
<p>Nursing Up richiama inoltre la necessit&agrave; di una programmazione coerente delle risorse professionali. A distanza di quattro anni dall&rsquo;emanazione del Decreto Ministeriale 77/2022, che ha definito il modello organizzativo della sanit&agrave; territoriale e delle nuove Case e Ospedali di Comunit&agrave;, il sindacato ritiene legittimo interrogarsi sulle ragioni che oggi portano a valutare strumenti straordinari per reperire personale infermieristico.</p>
<p>"Dopo quattro anni dall&rsquo;avvio della riforma territoriale, non possiamo accettare che si arrivi a discutere di soluzioni che rischiano di configurarsi come scorciatoie organizzative. Una situazione che richiama altre esperienze gi&agrave; viste, come l&rsquo;utilizzo dei concorsi di Azienda Zero di fatto come meccanismo di mobilit&agrave; del personale, anzich&eacute; attraverso gli istituti regionali previsti dall&rsquo;ordinamento. La sanit&agrave; pubblica ha bisogno di programmazione, regole certe e investimenti strutturali sulle persone", sottolinea Delli Carri.</p>
<p>L&rsquo;organizzazione sindacale richiama inoltre l&rsquo;attenzione sulla necessit&agrave; di politiche strutturali che intervengano sulle cause della carenza di personale infermieristico, con particolare riferimento alle condizioni lavorative, alla valorizzazione economica e ai percorsi di carriera.</p>
<p>In questa prospettiva, Nursing Up sottolinea come il rafforzamento della sanit&agrave; territoriale debba essere accompagnato da interventi coerenti sul piano delle risorse umane, evitando risposte emergenziali.</p>
<p>"Il sistema sanitario regionale deve mantenere una visione chiara e coerente sul futuro della professione infermieristica. Solo attraverso un investimento reale sulle persone sar&agrave; possibile garantire la tenuta e la qualit&agrave; dell&rsquo;assistenza sul territorio", conclude Delli Carri.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 24 Jun 2026 14:58:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Da Cuneo a Lecce: il Centro DAN dell’ASL CN1 presente al Festival Pe(n)sa Differente]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/da-cuneo-a-lecce-il-centro-dan-dellasl-cn1-presente-al-festival-pensa-differente_122748.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/da-cuneo-a-lecce-il-centro-dan-dellasl-cn1-presente-al-festival-pensa-differente_122748.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122748/151104.jpg" title="Festival Pe(n)sa Differente - Foto di Veruska Verista" alt="Festival Pe(n)sa Differente - Foto di Veruska Verista" /><br /><p>Dal 18 al 20 giugno Lecce ha ospitato il <strong>convegno nazionale ECM del Festival Pe(n)sa Differente</strong>, appuntamento ormai centrale nel panorama italiano dedicato ai Disturbi della Nutrizione e dell&rsquo;Alimentazione (DNA) e all&rsquo;obesit&agrave;. L&rsquo;evento, ospitato al Polo BiblioMuseale e organizzato da Salom&egrave; OdV e Big Sur con la collaborazione di ASL Lecce e numerosi partner scientifici, ha riunito professionisti, ricercatori e clinici provenienti da tutta Italia per fare il punto sullo stato dell&rsquo;arte nella prevenzione, cura e riabilitazione dei disturbi alimentari e dell&rsquo;obesit&agrave;.</p>
<p>Tra le realt&agrave; presenti&nbsp;all&rsquo;incontro nazionale anche il territorio cuneese, rappresentato dall&rsquo;&eacute;quipe del Centro DAN dell&rsquo;ASL CN1, diretta dalla dottoressa <strong>Anna Maria Pacilli</strong>, psichiatra psicoterapeuta del Dipartimento di Salute Mentale, che ha partecipato alla sessione poster presentando un contributo scientifico dal titolo &ldquo;<strong>Ridare significato al movimento: l&rsquo;importanza della dimensione ludica e collettiva nel trattamento dei DNA</strong>&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122748/small_151106.jpg" alt="Poster Ridare significato al movimento" loading="lazy"></p>
<h2>Un progetto nato a Cuneo: il movimento come risorsa terapeutica</h2>
<p>Il lavoro presentato a Lecce racconta un&rsquo;esperienza concreta sviluppata sul territorio cuneese grazie alla collaborazione tra il <strong>Dipartimento di Salute Mentale dell&rsquo;ASL CN1</strong>, l&rsquo;associazione <strong>A-Fidati</strong>, <strong>Comipa</strong> e <strong>Bisalta Vita</strong>.</p>
<p>L&rsquo;idea nasce da una riflessione importante: per molti anni l&rsquo;attivit&agrave; fisica &egrave; stata osservata con cautela nel trattamento dei disturbi alimentari, soprattutto per il rischio che potesse trasformarsi in comportamento compulsivo. Le pi&ugrave; recenti evidenze scientifiche suggeriscono per&ograve; che, se inserito all&rsquo;interno di un percorso strutturato, il movimento possa diventare uno strumento terapeutico capace di favorire benessere psicologico, relazioni sociali e una percezione pi&ugrave; equilibrata del proprio corpo.</p>
<p>Partendo da queste considerazioni, il Centro DAN ha sviluppato un percorso di movimento consapevole, affidato alla guida del docente di Scienze Motorie <strong>Gian Maria Cherasco</strong> e rivolto ai giovani seguiti dal servizio. Le attivit&agrave; si svolgevano nel periodo post-prandiale (dopo i pasti) e avevano l&rsquo;obiettivo di riportare il movimento alla sua dimensione pi&ugrave; autentica: anzich&eacute; uno strumento per consumare calorie o controllare il peso, diventava un&rsquo;occasione di gioco, relazione e conoscenza del proprio corpo.</p>
<h2>Quarantotto sessioni tra attivit&agrave; indoor e outdoor</h2>
<p>Nel corso del 2025 sono state realizzate 48 sessioni di esercizio fisico collettivo, che hanno coinvolto pazienti affetti da anoressia nervosa e binge eating disorder.</p>
<p>Le attivit&agrave; sono state organizzate sia all&rsquo;aperto, nelle aree verdi limitrofe alla struttura, sia all&rsquo;interno della &ldquo;Yurta&rdquo;, spazio realizzato dal Centro Diurno di Cuneo e gi&agrave; utilizzato per iniziative di promozione della salute, educazione ambientale e benessere psicofisico.</p>
<p>L&rsquo;intervento si &egrave; concentrato su due obiettivi principali: da un lato aiutare i partecipanti a superare l&rsquo;ossessione del controllo, spostando l&rsquo;attenzione dal conteggio delle calorie al piacere del gesto motorio e alla scoperta del funzionamento del proprio corpo; dall&rsquo;altro favorire la risocializzazione attraverso il gioco e lo sport, utilizzati come strumenti per facilitare l&rsquo;interazione e la costruzione di relazioni positive.</p>
<h2>Il valore del &ldquo;fare insieme&rdquo;</h2>
<p>I risultati osservati dall&rsquo;&eacute;quipe hanno evidenziato come la componente ludica rappresenti un elemento fondamentale per favorire l&rsquo;adesione al trattamento.&nbsp;Attraverso il gioco e il movimento condiviso, i partecipanti hanno potuto vivere il proprio corpo non come un oggetto da giudicare, ma come uno strumento di relazione con gli altri.</p>
<p>Le conclusioni del progetto sottolineano infatti come un approccio ludico e collettivo possa contribuire al recupero della persona sotto molteplici aspetti &mdash; fisiologico, psicologico e sociale &mdash; promuovendo una migliore qualit&agrave; della vita e una percezione corporea pi&ugrave; integrata e meno patologica.</p>
<h2>Il tema del festival: &ldquo;Abitare il limite&rdquo;</h2>
<p>L&rsquo;edizione 2026 del Festival Pe(n)sa Differente si &egrave; svolta sotto il titolo &ldquo;<strong>Abitare il limite</strong>&rdquo;, un invito a ripensare il corpo, la salute mentale e la cura non come superamento forzato dei confini, ma come capacit&agrave; di sostare nelle zone di fragilit&agrave; e trasformazione.</p>
<p>Giunto alla diciannovesima edizione, il festival continua a rappresentare un punto di riferimento nazionale per il confronto tra professionisti, ricercatori, associazioni e cittadini, creando un ponte tra scienza, arte, educazione e partecipazione civica per contrastare stigma, discriminazioni e stereotipi legati al corpo e al peso.</p>
<p>Nel corso del convegno gli esperti hanno ribadito come obesit&agrave; e disturbi della nutrizione e dell&rsquo;alimentazione costituiscano una delle sfide pi&ugrave; complesse per la sanit&agrave; pubblica contemporanea. Tra i temi affrontati figurano le alterazioni dei sistemi di regolazione dell&rsquo;appetito e della ricompensa, la disregolazione emotiva, l&rsquo;influenza dei media digitali nella costruzione dell&rsquo;immagine corporea, i concetti emergenti di <strong>food addiction</strong> e <strong>food noise</strong> e le nuove prospettive terapeutiche e farmacologiche.</p>
<p>Particolarmente apprezzata anche la sessione &ldquo;<strong>Rising Stars 2026 &ndash; Abitare la ricerca</strong>&rdquo;, dedicata a giovani studiosi e specializzandi impegnati nella presentazione di progetti innovativi e nuove prospettive di intervento.</p>
<p>Per tre giorni Lecce si &egrave; trasformata in un luogo di incontro tra arte, scienza e comunit&agrave;, con performance, installazioni e momenti di confronto pubblico ospitati negli spazi del Convitto Palmieri.</p>
<p>La partecipazione dell&rsquo;&eacute;quipe cuneese ha rappresentato un&rsquo;importante occasione per confrontarsi con altre realt&agrave; e condividere a livello nazionale un&rsquo;esperienza nata sul territorio e fondata su un principio semplice ma innovativo: restituire al movimento il suo significato originario di benessere, relazione e piacere, trasformandolo da possibile sintomo a preziosa risorsa terapeutica.</p>
<p>Le fotografie a corredo dell&rsquo;articolo sono di <strong>Veruska Verista</strong>, fotografa free-lance.</p>]]></description><pubDate>Wed, 24 Jun 2026 12:25:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Ritardi nella consegna dei pannoloni, AVS: "Inaccettabile scoprire il problema quando è già esploso"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ritardi-nella-consegna-dei-pannoloni-avs-inaccettabile-scoprire-il-problema-quando-e-gia-esploso_122750.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ritardi-nella-consegna-dei-pannoloni-avs-inaccettabile-scoprire-il-problema-quando-e-gia-esploso_122750.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122750/151094.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&ldquo;Una vergogna regionale scaricata sulle famiglie. Riboldi venga subito in Commissione e dica quante persone sono rimaste senza fornitura&rdquo;. Lo scrivono in un comunicato stampa le consigliere regionali di AVS Giulia Marro, Valentina Cera e Alice Ravinale: il riferimento &egrave; alla questione dei ritardi nella consegna dei pannoloni per anziani e non autosufficienti: &ldquo;Altro che problema logistico: &egrave; il fallimento della Regione nel garantire dignit&agrave;, cura e diritti alle persone non autosufficienti&rdquo;, scrivono le tre esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra. Di seguito l&rsquo;intervento completo.</p>
<p>&ldquo;Quella dei pannoloni che non arrivano non &egrave; una storia di pacchi in ritardo. &Egrave; una storia di persone anziane, persone non autosufficienti, persone con disabilit&agrave;, caregiver e famiglie lasciate sole davanti a un bisogno essenziale. &Egrave; una storia di dignit&agrave; negata, di cura scaricata sulle spalle di chi gi&agrave; fatica, di cittadine e cittadini costretti a comprare di tasca propria ci&ograve; che il servizio sanitario pubblico avrebbe dovuto garantire. In queste settimane ci stanno arrivando segnalazioni private di tanti, troppi disservizi. Persone che aspettano consegne mai arrivate, famiglie che non riescono a parlare con nessuno, forniture insufficienti o sbagliate, pacchi lasciati in modo inadeguato, pensioni minime usate per acquistare pannoloni che dovevano essere garantiti gratuitamente. Ci hanno scritto persone con 600 euro al mese di pensione che hanno dovuto comprarsi per mesi i presidi che non arrivavano. Questa non &egrave; burocrazia: &egrave; abbandono. La Regione conosceva il problema da mesi. Le prime segnalazioni pubbliche sono emerse gi&agrave; a dicembre 2025. Poi la questione &egrave; arrivata in Consiglio regionale attraverso gli atti ispettivi di Fabio Isnardi e Pasquale Coluccio, che hanno portato all&rsquo;attenzione della Giunta ritardi, mancate consegne, forniture difformi e difficolt&agrave; vissute dalle famiglie. Nonostante questo, il problema ha continuato a trascinarsi, attraversando diversi territori: Cuneese, Alessandrino, Torinese, Astigiano, Vercellese. Una sanit&agrave; a macchia di leopardo, dove il diritto alla cura dipende da dove vivi e da quanto riesci a resistere. L&rsquo;assessore Riboldi oggi definisce la situazione &lsquo;inaccettabile&rsquo;, annuncia penali per circa 800 mila euro e il passaggio ad AMOS dal 1&deg; luglio. Ma se &egrave; inaccettabile, allora qualcuno deve rispondere. Perch&eacute; non &egrave; accettabile scoprire il problema quando &egrave; gi&agrave; esploso. Non &egrave; accettabile cambiare gestore dopo mesi di disservizi e pretendere che questo chiuda la partita. Non &egrave; accettabile che le penali restino una questione tra uffici, ASL e fornitori, mentre le famiglie hanno pagato con il proprio portafoglio e con la propria fatica quotidiana. E c&rsquo;&egrave; di pi&ugrave;: il subentro di AMOS era gi&agrave; stato annunciato a marzo come soluzione prevista dal mese di maggio. Siamo a fine giugno e il servizio non &egrave; ancora passato stabilmente alla nuova gestione. Prima maggio, poi luglio: nel frattempo cittadine, cittadini, caregiver e persone non autosufficienti continuano a subire ritardi, incertezze e mancate risposte. &Egrave; l&rsquo;ennesima presa in giro. In Piemonte sono circa 83 mila le persone beneficiarie o aventi diritto alla fornitura pubblica di questi dispositivi. Non tutte sono state necessariamente coinvolte dai disservizi, ma il problema ha attraversato pi&ugrave; territori e ha colpito molte famiglie gi&agrave; gravate da condizioni di cura complesse. La Giunta Cirio non pu&ograve; cavarsela con una conferenza stampa, qualche penale e un cambio di gestore annunciato due volte. Quando una persona non autosufficiente resta senza pannoloni, il problema non &egrave; logistico: &egrave; sanitario, sociale e politico. Chiederemo alla Regione con urgenza di riferire in Commissione Sanit&agrave;, alla presenza dei soggetti coinvolti nella gestione del servizio, a partire da ASL Asti, SCR e AMOS; di pubblicare un monitoraggio ASL per ASL su persone in attesa, consegne mancate, ritardi medi, forniture errate o insufficienti, reclami ricevuti ed evasi; di attivare subito scorte ponte per tutte le persone rimaste senza fornitura; e di prevedere una procedura semplice e retroattiva di rimborso &mdash; non un click day, per intenderci &mdash; per le famiglie che hanno dovuto acquistare di tasca propria dispositivi che il servizio sanitario pubblico avrebbe dovuto garantire&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:19:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[La guardia medica di Carrù si sposta alla Casa della Comunità di Dogliani]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/monregalese/la-guardia-medica-di-carru-si-sposta-alla-casa-della-comunita-di-dogliani_122731.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/monregalese/la-guardia-medica-di-carru-si-sposta-alla-casa-della-comunita-di-dogliani_122731.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122731/151059.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Dalle ore 20 di venerd&igrave; 26 giugno la postazione di Continuit&agrave; Assistenziale (ex Guardia Medica) di Carr&ugrave; sar&agrave; trasferita a Dogliani, presso i locali della Casa della Comunit&agrave; in via Trieste 1.&nbsp;Rimangono invariate le modalit&agrave; di accesso al servizio che avviene tramite chiamata telefonica al numero unico gratuito 116117. Dal 24 giugno sono inoltre attivi, sempre presso la Casa della Comunit&agrave;, il servizio infermieristico e lo sportello multifunzione.&nbsp; Dal 29 giugno sar&agrave; possibile usufruire del servizio h24 di Continuit&agrave; assistenziale, con la presenza diurna, nei giorni feriali, dei medici di medicina generale. &nbsp;</p>]]></description><pubDate>Wed, 24 Jun 2026 08:14:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Le grotte di Bossea diventano cardioprotette: acquistato un defibrillatore salvavita]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/monregalese/le-grotte-di-bossea-diventano-cardioprotette-acquistato-un-defibrillatore-salvavita_122653.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/monregalese/le-grotte-di-bossea-diventano-cardioprotette-acquistato-un-defibrillatore-salvavita_122653.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122653/150923.jpg" title="Le grotte di Bossea" alt="Le grotte di Bossea" /><br /><p>La tutela della salute pubblica e la prevenzione medica compiono un significativo passo in avanti all'interno del circuito turistico della provincia cuneese. Una proficua sinergia tra realt&agrave; pubbliche e private ha permesso di dotare l&rsquo;area delle storiche grotte di Bossea di un nuovo defibrillatore, uno strumento sanitario di fondamentale importanza per gestire tempestivamente i casi di arresto cardiaco.</p>
<p>Fino a oggi, la copertura medica d'emergenza per questa specifica zona montuosa faceva affidamento su un unico apparecchio analogo situato proprio nel centro abitato di Fontane. Tuttavia, l'esigenza di posizionare un secondo presidio medico direttamente nei pressi dell'ingresso delle grotte era diventata ormai una priorit&agrave; evidente e non pi&ugrave; rimandabile per gli operatori del settore.</p>
<p>L'installazione di questo dispositivo prezioso &egrave; il risultato tangibile di una mobilitazione collettiva partita direttamente dai responsabili che si occupano della gestione del polo turistico sotterraneo.</p>
<h2>L'importanza del nuovo defibrillatore nelle grotte di Bossea</h2>
<p>Gli stessi gestori, infatti, oltre ad aver stanziato una quota di fondi propri per l'acquisto del macchinario, sono riusciti a coinvolgere nel progetto l'associazione culturale E Ky&eacute;, realt&agrave; profondamente radicata nella frazione di Fontane, insieme al sostegno economico arrivato da alcune aziende e sponsor privati operanti nei Comuni di Cuneo e Centallo.</p>
<p>A far maturare questa consapevolezza tra gli addetti ai lavori sono stati alcuni precisi fatti di cronaca registrati nel corso degli ultimi mesi. Tra questi, l'episodio pi&ugrave; rilevante ha riguardato il soccorso di un ciclista colto da un improvviso malore mentre percorreva le strade della valle Corsaglia.&nbsp;</p>
<p>Quell'evento specifico ha dimostrato in modo inequivocabile l'utilit&agrave; strategica di avere a immediata disposizione un presidio salvavita in una zona cos&igrave; frequentata, offrendo una tutela medica concreta e tempestiva sia ai numerosissimi visitatori che ogni anno scendono nelle cavit&agrave; ipogee, sia a tutti gli escursionisti e sportivi di passaggio sul territorio.</p>]]></description><pubDate>Tue, 23 Jun 2026 15:05:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[Innovazione e approccio multimediale nei tumori cutanei non melanoma: se ne discute a Fossano e Cuneo]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/fossanese/innovazione-e-approccio-multimediale-nei-tumori-cutanei-non-melanoma-se-ne-discute-a-fossano-e-cuneo_122660.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/fossanese/innovazione-e-approccio-multimediale-nei-tumori-cutanei-non-melanoma-se-ne-discute-a-fossano-e-cuneo_122660.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122660/150935.jpg" title="" alt="" /><br /><p>I tumori cutanei non melanoma (NMSC) costituiscono circa il 95% di tutte le neoplasie maligne della pelle. La loro incidenza &egrave; in costante crescita, con un tasso annuale stimato tra 200 e 250 casi ogni 100.000 abitanti, che pu&ograve; raggiungere i 500 casi nelle fasce di popolazione pi&ugrave; anziane e nei soggetti con fototipo chiaro.</p>
<p>Con l&rsquo;obiettivo di approfondire i pi&ugrave; recenti sviluppi clinici in questo ambito e diffondere la cultura della prevenzione sul territorio, la provincia di Cuneo ospiter&agrave; due importanti iniziative realizzate in collaborazione con la LILT di Cuneo e con il patrocinio di numerose istituzioni e realt&agrave; locali, tra cui Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, ASL CN1 e CN2, A.O. Santa Croce e Carle, Ordine dei Medici di Cuneo e Fondazione Ospedale Cuneo ETS.</p>
<p>La sessione divulgativa per la cittadinanza di gioved&igrave; 2 luglio, sostenuta dal Comune di Fossano e della Fondazione Cassa di Risparmio di Fossano, aprir&agrave; alle ore 21 le porte del Castello dei Principi d'Acaja con l'incontro pubblico a ingresso libero dal titolo "Esposizione solare, fotoinvecchiamento e prevenzione dei tumori della pelle". La scelta della sede intende valorizzare la storica e ultraventennale attivit&agrave; del Comitato Scientifico in Chirurgia Plastica Oncologica presieduto dal dottor Alberto Rivarossa. L'incontro, introdotto dallo stesso dottor Rivarossa, affronter&agrave; in chiave divulgativa ma rigorosa i temi dell'esposizione solare consapevole, della diagnosi precoce, dei nei, del melanoma e delle lesioni precancerose. Al dibattito parteciper&agrave; un qualificato panel di specialisti Dermatologi operanti nel settore oncologico e dermatologico.</p>
<p>Il congresso scientifico: venerd&igrave; 3 luglio presso il Palazzo Mater Amabilis di Cuneo (Sede dell&rsquo;Universit&agrave; di Torino), si svolger&agrave; il con gresso medico nazionale "NMSC: Salviamo la faccia". L'evento &egrave; accreditato ECM (7 crediti) per le discipline di Chirurgia Plastica, Dermatologia, Oncologia, Radioterapia, Chirurgia Generale, Maxillo-Facciale, Oculistica, Otorinolaringoiatria, Anatomia Patologica e Medicina Generale.</p>
<p>Il coordinamento &egrave; affidato al Comitato Scientifico composto dai direttori delle relative Strutture Complesse dell'A.O. S. Croce e Carle di Cuneo: il dottor Alberto Rivarossa (Chirurgia Plastica), il dottor Massimo Chiarpenello (Dermatologia), il dottor Gianmauro Numico e la dottoressa Marcella Occelli (Oncologia) e il dottor Enrico Collid&agrave; (presidente LILT Cuneo).</p>
<p>Appropriatezza terapeutica e de-escalation chirurgica. La localizzazione prevalente di questi tumori nel distretto cervico-facciale pone complesse sfide terapeutiche per l'impatto funzionale ed estetico sulla vita del paziente. Se l'asportazione chirurgica rappresenta tuttora il gold standard, l'evoluzione delle linee guida internazionali consente oggi di adottare strategie integrate e personalizzate (immunoterapia, radioterapia, terapie topiche e farmaci mirati). Tali opzioni risultano fondamentali per la gestione dei pazienti fragili o per lesioni situate in sedi anatomiche critiche.</p>
<p>Il congresso si articoler&agrave; su quattro direttrici fondamentali:</p>
<ul>
<li>
<p>Diagnosi precoce delle lesioni neoplastiche.</p>
</li>
<li>
<p>De-escalation della chirurgia demolitiva attraverso l'impiego di terapie neoadiuvanti.</p>
</li>
<li>
<p>Utilizzo razionale dei trattamenti alternativi e non chirurgici.</p>
</li>
<li>
<p>Applicazione di tecniche ricostruttive d&rsquo;avanguardia e appropriate.</p>
</li>
</ul>
<p>Il programma scientifico vedr&agrave; il confronto tra i principali attori clinici della rete oncologica italiana, con letture magistrali tenute dalla dottoressa Paola Queirolo (coordinatrice Linee Guida AIOM Tumori Cutanei Non-Melanoma) e dal professor Franco Bassetto (direttore U.O.C. Chirurgia Plastica dell'Azienda Ospedale Universit&agrave; di Padova).</p>
<p>Metafore Cuneo, corso Dante Alighieri 5.</p>
<p>Contatto: Pia Salerno (+39 333.9500993 | <a href="mailto:pia.salerno@edizionimetafore.it" target="_blank" rel="nofollow">pia.salerno@edizionimetafore.it</a>).</p>
<p>Contatti per i Media: per richieste di accredito stampa o per pianificare interviste con i membri del Comitato Scientifico, si prega di contattare la segreteria organizzativa.</p>
<p>Iscrizioni: <a href="https://chirurgiaplasticacuneo.it/" target="_blank" rel="nofollow">chirurgiaplasticacuneo.it</a>.</p>]]></description><pubDate>Tue, 23 Jun 2026 08:49:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[A Savigliano una nuova metodica laser in anestesia locale e ipnosi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/saviglianese/a-savigliano-una-nuova-metodica-laser-in-anestesia-locale-e-ipnosi_122635.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/saviglianese/a-savigliano-una-nuova-metodica-laser-in-anestesia-locale-e-ipnosi_122635.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122635/150902.jpg" title="Urologia TPLA" alt="Urologia TPLA" /><br /><p>Sabato 27 giugno, nell&rsquo;ambito del Convegno regionale Valle d&rsquo;Aosta, Piemonte e Liguria dell&rsquo;Associazione Urologi che si terr&agrave; ad Aosta, il dottor Paolo Mondino, direttore sostituto della Struttura complessa di Urologia dell&rsquo;ospedale di Savigliano, presenter&agrave; i risultati e l&rsquo;esperienza maturata dal reparto con il nuovo trattamento ambulatoriale TPLA-Echo Laser.</p>
<p>&ldquo;Con la donazione del software da parte dell&rsquo;associazione Amici dell&rsquo;Ospedale di Savigliano e la fornitura delle fibre laser da parte dell&rsquo;Asl CN1 - spiega il dottor Mondino - , circa un anno fa &egrave; iniziato il training, prima con il &nbsp;il collega Diego Rosso e successivamente con Riccardo Rossi, &nbsp;presso i Centri di Firenze e Verona. Attualmente l&rsquo;unico altro Centro in Piemonte a disporre di tale tecnologia &egrave; l&rsquo;Ospedale Molinette. Una volta completato il periodo di formazione, si &egrave; avviata l&rsquo;attivit&agrave; operatoria nel nostro Centro. La metodica, che pu&ograve; essere svolta in sala endoscopica di Urologia senza il supporto anestesiologico, prevede il ricovero ambulatoriale del paziente in mattinata e la dimissione nel pomeriggio&rdquo;.</p>
<p>La TPLA (termoablazione laser transperineale) si basa sull&rsquo;applicazione mirata intraprostatica di calore tramite fibre laser che porta alla &ldquo;distruzione&rdquo; selettiva del tessuto prostatico in eccesso senza intaccare le strutture sane circostanti. Previa approvazione da parte del Comitato Etico e in casi selezionati, pu&ograve; anche essere utilizzata per il trattamento focale dei tumori prostatici.</p>
<p>&ldquo;Il grande vantaggio di questa metodica - spiega ancora Mondino - &egrave; che pu&ograve; essere eseguita con sola anestesia locale e con l&rsquo;ausilio di ipnosi laddove il paziente sia favorevole. In corso di intervento si elimina, mediante l&rsquo;utilizzo del laser, sotto il controllo ecografico, il tessuto prostatico ingrossato senza coinvolgere strutture critiche come la capsula prostatica, l&rsquo;uretra o il retto. Per questo motivo si riducono in &nbsp;modo sensibile le possibili complicanze post operatorie dei pi&ugrave; comuni interventi disostruttivi e il rischio di eiaculazione retrograda&rdquo;.</p>
<p>L&rsquo;estrema rapidit&agrave; della procedura, la mini invasivit&agrave; e l&rsquo;assenza di sanguinamento, fanno si che sia ideale per pazienti pi&ugrave; anziani, con comorbidit&agrave; e in terapia anticoagulante che altrimenti non potrebbero essere candidabili ad intervento chirurgico. Dopo un paio di settimane dall&rsquo;intervento i sintomi urinari progressivamemte migliorano e il risultato definitivo si stabilizza nell&rsquo;arco di 1-2 mesi.</p>
<p>Questa recente metodica &egrave; ormai consolidata come sicura ed efficace e trova riscontro anche nelle recenti linee guida della Societ&agrave; Europea di Urologia diventando una alternativa alla disostruzione endoscopica con energia bipolare o laser perlopi&ugrave; in pazienti anziani, con comorbidit&agrave; per i quali &egrave; controindicato un intervento chirurgico in anestesia.</p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 16:51:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Un'ambulanza per il trasporto dei bimbi prematuri: il dono di "Voglia di crescere" al "Santa Croce"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/un-ambulanza-per-il-trasporto-dei-bimbi-prematuri-il-dono-di-voglia-di-crescere-al-santa-croce_122634.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/un-ambulanza-per-il-trasporto-dei-bimbi-prematuri-il-dono-di-voglia-di-crescere-al-santa-croce_122634.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122634/150900.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Seicento mila euro donati sotto forma di interventi di umanizzazione, attrezzature, apparecchiature, ambulanze in vent&rsquo;anni di attivit&agrave;. &ldquo;Voglia di Crescere&rdquo; ha accompagnato la Terapia intensiva neonatale dell&rsquo;Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo (che si appresta a celebrare il quarto secolo di vita), con un supporto fondamentale che le ha consentito di crescere e di migliorare.</p>
<p>Venerdi 19 giugno, alla festa per i vent&rsquo;anni del sodalizio, presso la sede al Bosco di Busca, erano in tanti: il sindaco di Busca Ezio Donadio, quello di Savigliano Antonello Portera, l&rsquo;assessore regionale Marco Gallo, il direttore generale del Santa Croce e Carle Franco Ripa, il direttore della TIN Andrea Sannia con buona parte del suo team di medici e infermieri.</p>
<p>E poi lei, la protagonista, Daniela Ferrero, l&rsquo;attivissima e instancabile presidente di &ldquo;Voglia di Crescere&rdquo;. L&rsquo;occasione &egrave; stata propizia per fare il punto su vent'anni di attivit&agrave;, per ricordare i progetti sostenuti, ma anche per inaugurare l&rsquo;ambulanza attrezzata (la seconda) del costo di 100 mila euro (con un contributo di Fondazione Cassa di risparmio di Fossano e di Banca Centrale; ma poi tanta generosit&agrave; di singoli, imprese e amici che in quattro lustri hanno accompagnato la vita dell&rsquo;associazione).</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122634/small_150901.jpg" alt="Foto"></p>
<p>Franco Ripa, direttore generale dell&rsquo;Azienda S. Croce e Carle: &ldquo;Oggi &egrave; una giornata speciale, nobilitata da importanti presenze. Chiediamoci che cosa significano 600 mila euro in termini di miglioramento della qualit&agrave; dell&rsquo;assistenza per i bambini. L&rsquo;Azienda Ospedaliera sar&agrave; sempre al vostro fianco e la cosa, sono certo, sar&agrave; reciproca&rdquo;.</p>
<p>La TIN ha messo in piedi lo STEN, il trasporto di soccorso dedicato al trasferimento rapido e protetto di neonati critici (nati prematuri o con patologie) da un ospedale periferico verso un centro di livello superiore. L'ambulanza &egrave; una vera e propria "terapia intensiva mobile" (dotata di incubatrice e ventilatore), e a bordo viaggiano sempre un neonatologo e un infermiere specializzato. &ldquo;Abbiamo trasportato circa 2800 bambini tra la provincia di Cuneo e Pinerolo e la nuova ambulanza &egrave; per noi preziosa &ndash; commenta il direttore della Sruttura Andrea Sannia - &nbsp;Ringrazio Voglia di Crescere che dopo la nascita della TIN ci ha seguito a ruota e sempre sostenuto. E ricordo che qui c&rsquo;&egrave; una squadra che lavora e che cerca di portare i risultati a casa&ldquo;.</p>
<p>Insomma: alla TIN sono arrivate tecnologie, apparecchiature, ma hanno preso corpo anche progetti di umanizzazione come la casa delle mamme, la family room, supporto psicologico.</p>
<p>E nel 2026 c&rsquo;&egrave; gi&agrave; il progetto dell&rsquo;acquisto di due ventilatori per ventilazione non invasiva. Anche questa richiesta non cadr&agrave; nel vuoto.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 16:39:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Robotto alla direzione della Giunta regonale, Sottile confermato alla Sanità]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/robotto-alla-direzione-della-giunta-regonale-sottile-confermato-alla-sanita_122620.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/robotto-alla-direzione-della-giunta-regonale-sottile-confermato-alla-sanita_122620.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122620/150873.jpg" title="Angelo Robotto e Antonino Sottile" alt="Angelo Robotto e Antonino Sottile" /><br /><p>La Giunta regionale, nella seduta odierna, ha proceduto alla designazione dei direttori delle Direzioni regionali Giunta e Sanit&agrave; per il prossimo triennio. La Direzione della Giunta regionale sar&agrave; affidata ad Angelo Robotto, mentre Antonino Sottile &egrave; stato confermato alla guida della Direzione Sanit&agrave;.</p>
<p>Responsabile della Direzione Ambiente, Energia e Territorio dal 2024, Robotto vanta una consolidata esperienza nella pubblica amministrazione. Nel corso della sua carriera ha ricoperto, tra gli altri, gli incarichi di direttore generale di Arpa Piemonte e di Ires Piemonte, maturando competenze di alto profilo nei settori dell&rsquo;ambiente, della sicurezza, delle politiche sociali e delle procedure amministrative e legali. A partire dal 7 luglio, assumer&agrave; la guida della Direzione Giunta, mantenendo l&rsquo;interim della Direzione Ambiente, Energia e Territorio fino alla nomina del nuovo direttore per il quale verr&agrave; avviata a breve la procedura di selezione.</p>
<p>"La nomina di Angelo Robotto rappresenta una scelta fondata sul merito, sulle competenze e sulla profonda conoscenza della macchina amministrativa regionale &ndash; dichiara il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio &ndash;. Nel corso degli anni ha dimostrato capacit&agrave; di governo dei processi complessi, rigore nella gestione amministrativa e una visione strategica nell&rsquo;affrontare dossier di particolare rilevanza per il Piemonte. Sono qualit&agrave; che oggi mettiamo a disposizione della Direzione della Giunta regionale, un ruolo centrale per garantire efficacia, coordinamento e capacit&agrave; di attuazione delle politiche regionali. A lui rivolgo i migliori auguri di buon lavoro, certo che sapr&agrave; affrontare questo nuovo incarico con la professionalit&agrave; e il senso delle istituzioni che ne hanno sempre contraddistinto l&rsquo;operato".</p>
<p>"Desidero inoltre esprimere un sincero e sentito ringraziamento a Paolo Frascisco, che conclude il proprio percorso nell&rsquo;amministrazione regionale per raggiunti limiti di quiescenza - aggiunge il presidente - In questi anni ha assicurato un contributo prezioso, caratterizzato da competenza, disponibilit&agrave; e spirito di servizio. A nome della Regione Piemonte rivolgo a lui la nostra gratitudine per la dedizione e l&rsquo;impegno con cui ha operato a favore dell&rsquo;istituzione e della comunit&agrave; piemontese nel corso della sua lunga carriera".</p>
<p>Per quanto riguarda la Direzione Sanit&agrave;, la Giunta regionale ha confermato Antonino Sottile alla guida della struttura per il prossimo triennio. Sottile, medico chirurgo, &egrave; direttore della Sanit&agrave; della Regione Piemonte dal luglio 2023. In precedenza &egrave; stato direttore generale della Fondazione del Piemonte per l&rsquo;Oncologia &ndash; IRCCS di Candiolo e componente della Cabina di Regia nazionale per l&rsquo;Health Technology Assessment (HTA) presso il Ministero della Salute, maturando una significativa esperienza nella programmazione e nella governance dei sistemi sanitari.</p>
<p>"La conferma di Antonino Sottile si inserisce in una scelta di continuit&agrave; amministrativa e gestionale in uno dei settori pi&ugrave; strategici dell&rsquo;azione regionale &ndash; dichiarano il presidente Alberto Cirio e l&rsquo;assessore alla Sanit&agrave; Federico Riboldi &ndash;. La sanit&agrave; rappresenta non soltanto il principale ambito di investimento della Regione, ma anche il servizio pubblico che pi&ugrave; direttamente incide sulla qualit&agrave; della vita dei cittadini. Per questo riteniamo fondamentale proseguire il percorso avviato, valorizzando le competenze e l&rsquo;esperienza maturate in questi anni".</p>
<p>"Nei prossimi anni - aggiungono Cirio e Riboldi - il lavoro della Direzione sar&agrave; orientato al conseguimento di obiettivi chiari e misurabili: il mantenimento del rigore nella gestione delle risorse pubbliche, il rafforzamento e il rilancio della sanit&agrave; pubblica piemontese, la riduzione delle liste d&rsquo;attesa, il potenziamento dei servizi territoriali e l&rsquo;attuazione del piano di edilizia sanitaria, che rappresenta uno degli investimenti pi&ugrave; significativi per il futuro del sistema sanitario regionale. Si tratta di sfide decisive per garantire ai cittadini cure sempre pi&ugrave; accessibili, efficienti e di qualit&agrave;".</p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 12:24:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Ceva ringrazia la Croce Bianca per i suoi cinquant'anni di impegno nella città]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/monregalese/ceva-ringrazia-la-croce-bianca-per-i-suoi-cinquant-anni-di-impegno-nella-citta_122593.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/monregalese/ceva-ringrazia-la-croce-bianca-per-i-suoi-cinquant-anni-di-impegno-nella-citta_122593.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122593/150830.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L&rsquo;amministrazione comunale di Ceva ha partecipato alle celebrazioni per i 50 anni di Croce Bianca cebana. Sabato 20 giugno, insieme ad altri rappresentanti istituzionali, il sindaco Fabio Mottinelli e gli assessori Laura Amerio e Luca Prato hanno preso parte alla mattinata di festeggiamenti, durante la quale &egrave; stata anche inaugurata una nuova ambulanza donata proprio alla Croce Bianca.&nbsp;Nella serata di domenica 21 giugno al Teatro Marenco si &egrave; concluso il calendario di eventi dedicati a questo importante anniversario. In tale sede, l&rsquo;Amministrazione ha donato alla Croce Bianca un attestato di riconoscimento e ringraziamento per questi 50 anni di impegno e dedizione sul territorio e per la salute dei cittadini.</p>
<p>&ldquo;La Croce Bianca &egrave; un presidio fondamentale di Ceva e del nostro territorio&rdquo;. Queste le parole del sindaco Fabio Mottinelli. &ldquo;Il loro lavoro garantisce un&rsquo;assistenza sanitaria costante, una presenza discreta ma continua nelle vite di tutti noi. Il tempo e le energie che queste persone hanno scelto di dedicare agli altri &egrave; assolutamente onorevole e merita, anzi deve essere riconosciuto come un valore aggiunto per tutta la comunit&agrave;. Si tratta di una realt&agrave; a cui io stesso sono molto legato, e tagliare il nastro di questo traguardo mi emoziona. Grazie Croce Bianca, grazie personale medico-sanitario, grazie volontari per essere da 50 anni al fianco della citt&agrave;, della nostra sicurezza e del nostro benessere&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 09:34:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Busca, apertura straordinaria per lo Sportello Salute]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/busca-apertura-straordinaria-per-lo-sportello-salute_122563.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/busca-apertura-straordinaria-per-lo-sportello-salute_122563.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122563/150778.jpg" title="" alt="" /><br /><p>&Egrave; per gioved&igrave; 25 giugno, dalle 20.30 alle 22, la prima apertura straordinaria serale dello Sportello Salute Busca, per le istanze contro le liste d&rsquo;attesa.&nbsp;</p>
<p>"<em>In occasione dell&rsquo;estate, con apertura ordinaria in orario soltanto mattutino, abbiamo pensato di dare risposta ai cittadini che</em> - per ovvie ragioni di lavoro - <em>hanno difficolt&agrave; a recarsi allo Sportello</em>", spiegano i volontari. Per i prossimi mesi, lo Sportello di Busca sar&agrave; pertanto attivo in alcune serate, che verranno via via comunicate attraverso i mezzi di stampa e i social.&nbsp;</p>
<p><em>"Il nostro principale obiettivo &egrave; essere vicini ai bisogni della popolazione, trovando ogni possibile strategia perch&egrave; si possa usufruire facilmente del servizio che ci impegniamo ad offrire. Considerando le difficolt&agrave; nell&rsquo;ottenimento di visite e esami nei tempi previsti dall&rsquo;impegnativa e nell&rsquo;ambito di residenza, sarebbe paradossale che uno Sportello atto ad aiutare i cittadini nel garantire prenotazioni consone alle richieste, fosse difficilmente accessibile"</em>, continuano i referenti dello Sportello. Lo Sportello Salute Busca fa parte dell&rsquo;Associazione Aria Aps, che si occupa della tutela delle persone fragili e dei loro diritti, da un lato dialogando con la popolazione per raccoglierne bisogni, segnalazioni, suggerimenti, dall&rsquo;altro fungendo da tramite con le istituzioni civili e sanitarie, per rafforzare con loro la collaborazione.&nbsp;</p>
<p>"<em>Vista la numerosa affluenza di utenti, elemento che - insieme alle note di riconoscenza che quotidianamente riceviamo, ci conferma la fiducia risposta dai cittadini nell&rsquo;attivit&agrave; dello Sportello - l&rsquo;apertura serale pu&ograve; rappresentare anche un&rsquo;occasione per diluire l&rsquo;affollamento e le lunghe code mattutine</em>", conclude Claudia Pirotti, Presidente Aria Aps. Oltre alla serata del 25 giugno, lo Sportello continua l&rsquo;ordinaria attivit&agrave; nelle giornate di marted&igrave; e venerd&igrave;, dalle 9.30 alle 11.30, presso i locali della Ex-Scuola Elementare &lsquo;C. Michelis&rsquo;, vicino al Municipio.&nbsp;</p>
<p>Per info: sportellosalutebusca@gmail.com&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 08:18:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[In un volantino l'invito di un sindacato a passare ad Amos, Fials protesta: "Profondamente sviliti"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-un-volantino-l-invito-di-un-sindacato-a-passare-ad-amos-fials-protesta-profondamente-sviliti_122561.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-un-volantino-l-invito-di-un-sindacato-a-passare-ad-amos-fials-protesta-profondamente-sviliti_122561.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122561/150769.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Volantini diffuso da un&rsquo;organizzazione sindacale della sanit&agrave; che inviterebbero velatamente gli operatori a passare al privato, in questo caso Amos. Il caso &egrave; sollevato da Giovanni La Motta, commissario straordinario Fials Cuneo. Di seguito l&rsquo;intervento completo.</p>
<p>"Ha suscitato sorpresa e non poche perplessit&agrave; tra gli operatori sanitari il volantino diffuso in questi giorni da un&rsquo;organizzazione sindacale che, anzich&eacute; concentrarsi sul rafforzamento del servizio pubblico, sembra indicare nel passaggio al privato la risposta alle difficolt&agrave; vissute da molti professionisti della sanit&agrave;. Il messaggio &egrave; tanto semplice quanto diretto: se la tua azienda non ti concede il part-time, se non ti permette di avvicinarti a casa, se non ascolta le tue esigenze, allora esiste una strada alternativa. Quella indicata nel volantino porta verso Amos, societ&agrave; che opera nella gestione di servizi sanitari e sociosanitari e che, seppur partecipata da enti pubblici, applica un contratto diverso da quello del Servizio Sanitario Nazionale. Come FIALS non possiamo nascondere il nostro stupore. Ci lascia infatti perplessi vedere un&rsquo;organizzazione sindacale impegnata a promuovere come soluzione il passaggio verso una realt&agrave; esterna, anzich&eacute; rivendicare il miglioramento delle condizioni lavorative all&rsquo;interno della sanit&agrave; pubblica. Ancora pi&ugrave; sorprendente &egrave; il contenuto stesso del messaggio. Il volantino lascia intendere che nel privato sia pi&ugrave; semplice ottenere condizioni lavorative migliori, una maggiore vicinanza alla propria residenza e una migliore conciliazione tra vita privata e lavoro. Una rappresentazione che molti operatori sanitari faticano a riconoscere come corrispondente alla realt&agrave;.&nbsp;</p>
<p>Sono stati infatti diversi lavoratori che in passato hanno prestato servizio in AMOS e che oggi lavorano nelle nostre aziende sanitarie pubbliche a segnalarci quel volantino, manifestando il loro stupore per una narrazione che giudicano quantomeno fuorviante. Se davvero il privato, in questo caso AMOS, rappresentasse una soluzione cos&igrave; vantaggiosa, sarebbe difficile spiegare perch&eacute; chi sostiene questa tesi non compie per primo quella scelta? Naturalmente nessuno intende negare il problema della carenza infermieristica. La carenza esiste ed &egrave; una criticit&agrave; che riguarda tanto il pubblico quanto il privato. Proprio per questo, per&ograve;, riteniamo che una domanda debba essere posta con chiarezza. Prima di affidare servizi cos&igrave; strategici e delicati come gli Ospedali di Comunit&agrave; a un soggetto &nbsp;esterno, l&rsquo;Asl CN1 ha davvero valutato e percorso tutte le strade possibili per garantire una gestione diretta e pubblica del servizio? Per quanto ci risulta, non abbiamo assistito all&rsquo;attivazione di specifici bandi pubblici finalizzati al reclutamento di personale infermieristico destinato agli Ospedali di Comunit&agrave;. Eppure, se si ritiene che esistano professionisti disponibili a lavorare in queste strutture attraverso una societ&agrave; esterna, sarebbe logico verificare anzitutto se gli stessi professionisti siano disponibili a svolgere quelle medesime attivit&agrave; alle dipendenze dirette del Servizio Sanitario Pubblico. &Egrave; evidente che tentare di reperire personale esclusivamente all&rsquo;interno di organici gi&agrave; oggi in sofferenza significherebbe semplicemente spostare il problema da un servizio all&rsquo;altro.</p>
<p>Diverso sarebbe attivare procedure di reclutamento dedicate e rivolte all&rsquo;esterno, attraverso contratti a tempo determinato e successivamente anche a tempo indeterminato. Se vi &egrave; l&rsquo;esigenza di procedere rapidamente, nulla impedisce di attivare inizialmente incarichi a &nbsp;termine, anche di durata pluriennale, per consentire l&rsquo;avvio dei servizi. Solo dopo aver verificato concretamente l&rsquo;eventuale indisponibilit&agrave; di personale sarebbe corretto &nbsp;valutare soluzioni alternative. Ci&ograve; che lascia perplessi &egrave; invece il percorso inverso: si d&agrave; per scontata l&rsquo;impossibilit&agrave; di assumere &nbsp;personale pubblico e si individua immediatamente nel soggetto esterno la risposta al problema. Una scelta che merita una riflessione approfondita. Perch&eacute; affidare servizi strategici come gli Ospedali di Comunit&agrave; a soggetti esterni non &egrave; una &nbsp;decisione neutrale.&nbsp;<br>Significa favorire un processo di esternalizzazione che rischia di spostare progressivamente &nbsp;funzioni centrali della sanit&agrave; territoriale fuori dalla gestione diretta del servizio pubblico. L&rsquo;obiettivo dovrebbe essere esattamente l&rsquo;opposto. Rafforzare il pubblico, non sostituirlo. Se esistono limiti di spesa, vincoli assunzionali o altre difficolt&agrave; che impediscono il reclutamento &nbsp;diretto del personale necessario, allora &egrave; doveroso che tali criticit&agrave; vengano rese pubbliche e &nbsp;affrontate con trasparenza. E se davvero esistono ostacoli normativi o autorizzativi, &egrave; necessario che le istituzioni competenti &nbsp;chiariscano quale modello di sanit&agrave; intendano perseguire.&nbsp;</p>
<p>Perch&eacute; se da una parte si chiede alle aziende sanitarie di attivare nuovi servizi e dall&rsquo;altra non si &nbsp;mettono a disposizione le risorse necessarie per assumere il personale che quei servizi deve &nbsp;garantire, si crea inevitabilmente un cortocircuito organizzativo. Un cortocircuito che finisce per rendere il ricorso al privato non una scelta residuale ma una &nbsp;conseguenza obbligata. E questo rappresenta un tema che riguarda tutti i cittadini, non soltanto gli addetti ai lavori. Per questo riteniamo che tutte le istituzioni competenti debbano prestare la massima attenzione alle &nbsp;decisioni che riguardano il futuro della sanit&agrave; pubblica. La gestione privata di servizi pubblici dovrebbe rappresentare l&rsquo;ultima opzione disponibile, da &nbsp;prendere in considerazione soltanto dopo aver verificato che ogni percorso di reclutamento e &nbsp;organizzazione pubblica sia stato realmente tentato. Non pu&ograve; e non deve diventare la scorciatoia pi&ugrave; semplice.&nbsp;</p>
<p>Come FIALS, e come professionisti che ogni giorno operano all&rsquo;interno del Servizio Sanitario Pubblico, ci sentiamo profondamente sviliti da una narrazione che sembra suggerire ai lavoratori che, di fronte alle difficolt&agrave; della sanit&agrave; pubblica, la soluzione sia andarsene altrove invece di pretendere che quel sistema venga migliorato, rafforzato e reso pi&ugrave; attrattivo. Ancora pi&ugrave; sorprendente &egrave; che questo messaggio provenga da chi dovrebbe avere tra le proprie &nbsp;priorit&agrave; la tutela del lavoro pubblico e dei professionisti che ogni giorno ne garantiscono il funzionamento. La vera sfida non &egrave; convincere gli operatori a lasciare il pubblico. La vera sfida &egrave; fare in modo che nessuno abbia motivo di lasciarlo. La vera sfida &egrave; costruire una sanit&agrave; pubblica capace di attrarre professionisti, valorizzarne le &nbsp;competenze, garantire condizioni di lavoro adeguate e offrire ai cittadini servizi sempre pi&ugrave; &nbsp;qualificati. Perch&eacute; la sanit&agrave; pubblica non appartiene a un sindacato, a una direzione aziendale o a una parte &nbsp;politica. La sanit&agrave; pubblica &egrave; un patrimonio collettivo. Un bene comune costruito con le risorse di tutti i cittadini e che tutti, istituzioni, lavoratori, &nbsp;organizzazioni sindacali e comunit&agrave; locali, hanno il dovere di tutelare, difendere e rafforzare. Insieme. Perch&eacute; quando arretra il pubblico, non perde una categoria.&nbsp;Perde l&rsquo;intera collettivit&agrave;".&nbsp;<br><br><strong>Il Commissario Straordinario Fials Cuneo Dott. Giovanni La Motta</strong></p>]]></description><pubDate>Sun, 21 Jun 2026 07:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Villanova Mondovì investe 13mila euro nell'acquisto di nuovi defibrillatori]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/monregalese/villanova-mondovi-investe-13mila-euro-nell-acquisto-di-nuovi-defibrillatori_122539.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/monregalese/villanova-mondovi-investe-13mila-euro-nell-acquisto-di-nuovi-defibrillatori_122539.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122539/150743.jpg" title="Nuovi defibrillatori in arrivo" alt="Nuovi defibrillatori in arrivo" /><br /><p>Tra gli interventi inseriti dall&rsquo;amministrazione di Villanova Mondov&igrave; attraverso le variazioni di bilancio figura anche uno stanziamento dedicato alla sicurezza sanitaria del territorio.</p>
<p>Sono infatti stati stanziati 13mila euro per l&rsquo;acquisto di nuovi defibrillatori destinati al territorio comunale.</p>
<p>Le risorse saranno quindi utilizzate per installare ulteriori dispositivi, strumenti fondamentali per intervenire in caso di emergenze cardiache e per garantire una risposta tempestiva nelle situazioni pi&ugrave; critiche.</p>
<h2>Villanova Mondov&igrave; investe nella tutela della salute pubblica</h2>
<p>L&rsquo;investimento si inserisce nel quadro degli stanziamenti approvati dal Comune insieme agli altri interventi riguardanti efficientamento energetico, illuminazione pubblica e strutture comunali. In questo caso, per&ograve;, l&rsquo;attenzione &egrave; rivolta in modo particolare alla sicurezza e alla tutela della salute dei cittadini.</p>
<p>L&rsquo;acquisto dei defibrillatori punta infatti a rafforzare la presenza di apparecchiature salvavita sul territorio di Villanova Mondov&igrave;, ampliando la disponibilit&agrave; di strumenti che possono risultare decisivi nei primi minuti di un&rsquo;emergenza sanitaria.</p>
<p>Con questo stanziamento, l&rsquo;amministrazione di Villanova Mondov&igrave; conferma quindi la volont&agrave; di investire non soltanto sulle opere pubbliche e sulle infrastrutture, ma anche su interventi legati alla salute.</p>]]></description><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 16:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>Alessandro Nidi</dc:creator><author><name>Alessandro Nidi</name></author></item><item><title><![CDATA[La cultura che cura a Santo Stefano Belbo con l’Asl CN2]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/alba-e-langhe/la-cultura-che-cura-a-santo-stefano-belbo-con-lasl-cn2_122432.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/alba-e-langhe/la-cultura-che-cura-a-santo-stefano-belbo-con-lasl-cn2_122432.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122432/150553.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La crescente attenzione verso i determinanti sociali della salute sta favorendo, anche in Italia, lo sviluppo di modelli innovativi di presa in carico della persona che integrano interventi sanitari, sociali e culturali. In questo contesto, la prescrizione sociale rappresenta uno strumento emergente per orientare cittadini e pazienti verso attivit&agrave; e risorse presenti nelle comunit&agrave;, promuovendo benessere, partecipazione, qualit&agrave; della vita e quindi prevenzione.</p>
<p>Anche di questo si parler&agrave; al Pavese Festival 2026, durante il quale avr&agrave; luogo il convegno &ldquo;Ritorno all&rsquo;uomo: la cultura che cura. Verso un&rsquo;alleanza territoriale per la prescrizione sociale tra sanit&agrave;, cultura e comunit&agrave;&rdquo;, in programma sabato 27 giugno, dalle ore 11 alle 12.30, presso la Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo di Santo Stefano Belbo.</p>
<p>L&rsquo;intento sar&agrave; quello di approfondire il significato, le finalit&agrave; e le modalit&agrave; operative della prescrizione sociale, analizzandone le evidenze di efficacia e lo stato dell'arte internazionale. Interverranno all'incontro: Paola Malvasio (direttore generale Asl CN2), Giovanni Gorgoni (direttore generale Asl AT), Ileana Agnelli (direttore Psicologia Asl CN2), Mara Barcella (direttore Psichiatria Asl AT), Mario Grimaldi (responsabile Gestione Operativa Territoriale Asl CN2), Catterina Seia (presidente CCW - Cultural Welfare Center), Pier Luigi Sacco (Universit&agrave; di Chieti e Pescara, socio CCW). Il convegno sar&agrave; moderato dal direttore della Fondazione Cesare Pavese, Pierluigi Vaccaneo.</p>
<p>Alla luce del recente Protocollo d'Intesa tra il Ministero della Cultura e il Ministero della Salute, il convegno offrir&agrave; una riflessione sulle opportunit&agrave; di sviluppo della prescrizione sociale nel nostro Paese, evidenziando le esperienze gi&agrave; attive e le prospettive di implementazione nei servizi territoriali.</p>
<p>Uno specifico focus sar&agrave; dedicato alle realt&agrave; territoriali del Cuneese e dell&rsquo;Astigiano, che stanno assumendo un ruolo di particolare interesse nella sperimentazione di percorsi integrati tra sanit&agrave;, cultura e comunit&agrave;. Attraverso il contributo dei vertici della sanit&agrave; territoriale, verranno esplorate le strategie istituzionali, le reti collaborative e le condizioni necessarie per rendere la prescrizione sociale uno strumento stabile e sostenibile di welfare di comunit&agrave;.</p>
<p>Particolare attenzione sar&agrave; dedicata anche alle prescrizioni culturali, che valorizzano la partecipazione ad attivit&agrave; artistiche, museali, musicali, teatrali e di lettura come strumenti di promozione della salute e contrasto alla fragilit&agrave; sociale.</p>
<p>L'obiettivo &egrave; promuovere un confronto multidisciplinare tra professionisti della salute, operatori culturali, amministratori e stakeholder territoriali, contribuendo alla costruzione di modelli innovativi capaci di mettere la persona al centro e valorizzare la cultura come risorsa per la salute individuale e collettiva.</p>
<p>L&rsquo;ingresso &egrave; libero e gratuito. Info e prenotazioni: <a href="https://fondazionecesarepavese.it/evento/la-cultura-che-cura/" target="_blank" rel="nofollow">https://fondazionecesarepavese.it</a>.</p>]]></description><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 13:27:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[La pediatra Abello si trasferisce a Dronero, a Savigliano un incarico provvisorio]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-pediatra-abello-si-trasferisce-a-dronero-a-savigliano-un-incarico-provvisorio_122532.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-pediatra-abello-si-trasferisce-a-dronero-a-savigliano-un-incarico-provvisorio_122532.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/122532/150733.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il prossimo 1 luglio si inserir&agrave; come Pediatra di Libera Scelta del Distretto Sud Ovest la dott.ssa Francesca Abello, con ambulatorio a Dronero (via Trieste 2). La pediatra ricever&agrave;, previo appuntamento telefonico al 3793722996 (info@studiomedicoabello.it) nei giorni: lunedi dalle ore 8.30 alle ore 12.30 e dalle 16:00 alle 18:00, marted&igrave; dalle ore 8.30 alle ore 12.30, mercoled&igrave; dalle ore 14.30 alle ore 18.30, gioved&igrave; dalle ore 08.30 alle ore 12.30 e venerdi dalle ore 8.30 alle ore 12.30 edalle15:00alle17:00 (orario autunno e inverno). Inoltre si rende noto che sempre in data 1 luglio cesser&agrave; la propria attivit&agrave; la dott.ssa Margherita Piombo Pediatra di Libera Scelta con ambulatorio a Dronero.</p>
<p>La scelta del nuovo medico da parte degli assistiti pu&ograve; essere effettuata online attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico e con l&rsquo;applicazione &ldquo;Il mio medico&rdquo;, presente sul portale &ldquo;Salute Piemonte&rdquo; accessibile con SPID, CIE o TS-CNS, ovvero presso gli Sportelli dell&rsquo;ASL CN1 muniti di tessera sanitaria o team plastificata (tessera europea assicurazione malattia) e di un documento di riconoscimento.</p>
<p>Nel caso in cui il cambio medico sia riferito a persona diversa dal richiedente occorre presentarsi muniti di delega (il modulo &egrave; reperibile presso gli sportelli o sul sito dell&rsquo;ASLCN1) con i documenti di riconoscimento sia del delegato che del delegante. Nel caso in cui il cambio del medico riguardi un minore, la normativa prevede che allo sportello si presentino entrambi i genitori. Se questo non fosse possibile, potr&agrave; presentarsi anche un solo genitore, purch&eacute; munito di delega scritta dell'altro genitore unitamente ai documenti di riconoscimento del delegato e del delegante. Gli orari degli sportelli multifunzionali sono reperibili sul <a href="https://www.aslcn1.it/assistenza-territoriale/distertti-sanitari/sedi-e-orari-sportelli-multifunzionali" target="_blank" rel="nofollow">sito</a>.</p>
<h2><br>A Savigliano un incarico provvisorio&nbsp;</h2>
<p>La dr.ssa Abello lascia Savigliano e sar&agrave; sostituita, mediante l&rsquo;assegnazione di un incarico provvisorio. L&rsquo;attivit&agrave; del nuovo medico (che operer&agrave; presso la stessa sede della dr.ssa Abello) inizier&agrave; operativamente il 20 luglio e fino a tale data i suoi assistiti potranno fare riferimento alle colleghe pediatre di Savigliano con le seguenti modalit&agrave;: dal 29 giugno al 9 luglio alla dott.ssa Daniela Pellegrino, contattabile telefonicamente per appuntamento al numero 335.5373695 (preferibilmente nell&rsquo;orario 07.30-09.00); dal 10 al 17 luglio alla dott.ssa Giulia Folgori, contattabile telefonicamente per appuntamento al numero 351.4908293 (preferibilmente nell&rsquo;orario 08.00-10.00).</p>
<p>Gli ulteriori dettagli relativi al nuovo medico, compresi gli orari dell&rsquo;ambulatorio, saranno oggetto di un successivo comunicato, che sar&agrave; pubblicato entro la data di inizio attivit&agrave;.&nbsp;Si precisa inoltre che dal 1 luglio gli assistiti in carico alla dott.ssa Abello saranno assegnati automaticamente al nuovo medico, ferma restando, nel rispetto del principio della libera scelta, la possibilit&agrave; di ciascuno di effettuare in qualsiasi momento la scelta di un nuovo PLS tra quelli disponibili: &nbsp;online attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico e con l&rsquo;applicazione &ldquo;Il mio medico&rdquo;, presente sul portale &ldquo;Salute Piemonte&rdquo; accessibile con SPID, CIE o TS-CNS, (https://pua.salutepiemonte.it/pua); ovvero presso gli sportelli multifunzionali, muniti della tessera sanitaria e codice fiscale o, nel caso in cui non possa presentarsi il diretto interessato, della delega firmata e corredata da copia del documento di identit&agrave; del delegante, a:&nbsp;<br>Savigliano: presso il Presidio Ospedaliero SS. Annunziata dal luned&igrave; al venerd&igrave; dalle ore 8.00 alle ore 17.00<br>Fossano: via Ospedale 23 dal luned&igrave; al venerd&igrave; dalle ore 8.00 alle ore 17.00<br>Racconigi: via Ospedale 4, dal luned&igrave; al venerd&igrave; dalle ore 8.00 alle ore 16.00</p>]]></description><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 07:57:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item></channel></rss>
