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<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0"><channel><title><![CDATA[Cuneodice.it > Varie > Salute > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/varie/salute/]]></link><atom:link href="https://www.cuneodice.it/rss/news/varie/salute/rss2.0.xml?page=3rss2.0.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description><![CDATA[Tutte le notizie di Salute che la provincia di Cuneo dice]]></description><lastBuildDate>Sat, 25 Jul 2026 02:16:23 +0200</lastBuildDate><image><url>https://static.cuneodice.it/cuneo/images/logo.png</url><title><![CDATA[Cuneodice.it > Varie > Salute > provincia di Cuneo]]></title><link><![CDATA[https://www.cuneodice.it/news/varie/salute/]]></link></image><item><title><![CDATA[In arrivo a Valdieri la terza edizione di “Passi nel Kuore”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/in-arrivo-a-valdieri-la-terza-edizione-di-passi-nel-kuore_124648.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/in-arrivo-a-valdieri-la-terza-edizione-di-passi-nel-kuore_124648.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124648/154285.jpg" title="Presentazione di "Passi nel Kuore"" alt="Presentazione di "Passi nel Kuore"" /><br /><p>Mercoled&igrave; 22 luglio, presso la Sala G. Vercellotti dell&rsquo;ATL del Cuneese, &egrave; stata presentata ufficialmente la terza edizione di "Passi nel Kuore" in programma a Valdieri. L&rsquo;iniziativa, che si inserisce nel contesto del Progetto Battikuore, consiste in una camminata benefica finalizzata a raccogliere fondi per sostenere un importante progetto di Musicoterapia della Fondazione Ospedale Cuneo ETS.</p>
<p>L'evento principale si terr&agrave; sabato 29 agosto e sar&agrave; dedicato alla memoria di Piero Gilli, Luca Borgoni e Giulia Lo Forte. La conferenza stampa ha visto la partecipazione di numerose autorit&agrave; e referenti del progetto, tra cui la vice sindaca di Valdieri Sharon Giraudo e il direttore della Fondazione Ospedale di Cuneo Massimo Silumbra. Alla presentazione sono intervenuti anche il vice presidente dell'Ente di Gestione delle Aree Protette delle Alpi Marittime Michele Panero e i rappresentanti dell&rsquo;associazione BattiKuore.</p>
<p>Il programma della manifestazione del 29 agosto prevede il ritrovo alle ore 14.30 in piazza Sant'Eusebio ad Andonno, con partenza alle ore 15 per una camminata non competitiva accompagnata dai Guardiaparco lungo il "Sentiero delle farfalle". Il percorso si concluder&agrave; presso il Parco archeologico di Valdieri, dove alle 16.30 verr&agrave; illustrato il progetto di musicoterapia. La giornata preveder&agrave; altres&igrave; la presentazione del libro &ldquo;Ho imparato a vincere&rdquo; di Stefania Belmondo e si concluder&agrave; con una cena conviviale organizzata dalla Pro loco di Andonno.</p>
<p>Le iscrizioni alla camminata sono aperte tramite il canale WhatsApp al numero 376.2044987, con un'offerta libera da devolvere alla causa benefica al momento dell'accoglienza.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124648/small_154286.jpg" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Fri, 24 Jul 2026 16:15:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Ora la Pediatria del "Santa Croce" è dotata di aria condizionata]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/ora-la-pediatria-del-santa-croce-e-dotata-di-aria-condizionata_124674.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/ora-la-pediatria-del-santa-croce-e-dotata-di-aria-condizionata_124674.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124674/154332.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Si sono conclusi ieri, gioved&igrave; 23 luglio, i lavori di allestimento dell'impianto di climatizzazione all'interno del reparto di Pediatria dell'ospedale "Santa Croce" di Cuneo. L'intervento &egrave; stato realizzato grazie alla Fondazione Ospedale Cuneo ETS e alla sezione AIL &ldquo;Paolo Rubino&rdquo; di Cuneo ODV, in collaborazione con l'Azienda Ospedaliera.</p>
<p>A fronte delle problematiche emerse a causa del prolungarsi delle temperature torride di questa estate, l'azione combinata tra i due enti del Terzo Settore &egrave; riuscita dare una risposta tempestiva portando sollievo ai piccoli pazienti, alle loro famiglie e al personale quotidianamente impegnato nel reparto. Il tema era anche stato oggetto di una <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/quasi-30-gradi-in-pediatria-al-santa-croce-la-petizione-di-una-mamma-per-installare-l-aria-condizionata_123237.html" target="_blank" rel="follow">petizione promossa dalla mamma di un paziente</a>.</p>
<p>"Si ringrazia la ditta Saretti-Pellegrino che ha realizzato l'impianto a tempo di record, la Direzione e l'Ufficio Tecnico dell'Azienda Ospedaliera che hanno fornito il loro contributo per la buona riuscita dei lavori", dicono dalla Fondazione Ospedale: "La risposta a questa emergenza rappresenta il senso pi&ugrave; profonda della solidariet&agrave;: quando c'&egrave; collaborazione e unit&agrave; di intenti &egrave; possibile trovare soluzioni efficaci e immediate a beneficio di tutta la collettivit&agrave;".</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124674/small_154333.jpg" alt="Foto" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Fri, 24 Jul 2026 14:15:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Saluzzo, l'ambulatorio infermieristico si sposta nei locali della Casa di Comunità]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/saluzzese/saluzzo-l-ambulatorio-infermieristico-si-sposta-nei-locali-della-casa-di-comunita_124671.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/saluzzese/saluzzo-l-ambulatorio-infermieristico-si-sposta-nei-locali-della-casa-di-comunita_124671.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124671/154327.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Dal 25 luglio l&rsquo;ambulatorio del Servizio Infermieristico di Saluzzo, attualmente in via della&nbsp;Resistenza 16/H (complesso residenziale Le Corti) sar&agrave; trasferito presso i locali della Casa di Comunit&agrave; di Saluzzo, sita&nbsp;in via Spielberg 58 &ndash; presso il Presidio Ospedaliero &ndash; 2&deg; piano &ndash; ala vecchia.</p>
<p>Gli orari delle attivit&agrave; infermieristiche resteranno invariati; dal 25 luglio saranno operativi i nuovi numeri telefonici&nbsp;dell&rsquo;ambulatorio infermieristico: 0175/215952 &ndash; 0175/215950.</p>]]></description><pubDate>Fri, 24 Jul 2026 13:42:00 +0200</pubDate><dc:creator> </dc:creator><author><name> </name></author></item><item><title><![CDATA[Chiude l’ambulatorio secondario della dottoressa Mariella Saponara a Mondovì]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/monregalese/chiude-lambulatorio-secondario-della-dottoressa-mariella-saponara-a-mondovi_124664.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/monregalese/chiude-lambulatorio-secondario-della-dottoressa-mariella-saponara-a-mondovi_124664.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124664/154315.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Dal 27 luglio chiuder&agrave; l&rsquo;ambulatorio secondario della dottoressa Mariella Saponara a Mondov&igrave; in via San Bernardo, 13. Il medico manterr&agrave; gli ambulatori di Ceva e Lisio con i seguenti nuovi orari:</p>
<ul>
<li>Ambulatorio di Ceva, in via Consolata 49:<br>Lunedi dalle ore 16.00 alle 19.00; martedi ore 9.00/12.00; mercoledi 16.00/19.00; giovedi 16.00/19.00; venerdi 14.00/15.00 (sempre e solo previo appuntamento telefonico).</li>
<li>Ambulatorio Comunale di Lisio<br>Giovedi dalle ore 10.00 alle 12.00<br>(esclusivamente previo appuntamento telefonico)</li>
</ul>
<p>Gli assistiti attualmente in carico residenti/domiciliati presso il Comune di Mondov&igrave; che non intendono proseguire con l&rsquo;assistenza da parte della dottoressa Saponara, potranno effettuare una nuova scelta del medico tra quelli inseriti nell&rsquo;ambito territoriale di Mondov&igrave;/San Michele Mondov&igrave;/Villanova Mondov&igrave;, compatibilmente con le disponibilit&agrave; del momento: &nbsp;</p>
<ul>
<li>online, se in possesso delle credenziali per l&rsquo;accesso al Sistema Piemonte al sito <a href="https://pua.salutepiemonte.it/pua" target="_blank" rel="nofollow">https://pua.salutepiemonte.it/pua</a></li>
</ul>
<p>Oppure, muniti della tessera sanitaria, codice fiscale e della delega, nel caso in cui non possa presentarsi il diretto interessato corredata dalla fotocopia del documento d&rsquo;identit&agrave;, recandosi presso gli Uffici:</p>
<ul>
<li>Sportello multifunzionale presso Ospedale di Mondov&igrave;, via San Rocchetto 99,&nbsp;dal luned&igrave; al venerd&igrave; dalle 8,00 alle 17,00</li>
</ul>]]></description><pubDate>Fri, 24 Jul 2026 12:09:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Le liste d'attesa in Piemonte stanno migliorando? Cosa dice l'Agenas]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/le-liste-d-attesa-in-piemonte-stanno-migliorando-cosa-dice-l-agenas_124659.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/le-liste-d-attesa-in-piemonte-stanno-migliorando-cosa-dice-l-agenas_124659.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124659/154300.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Le liste d&rsquo;attesa in Piemonte stanno migliorando? L&rsquo;Agenas certifica piccoli passi in avanti per quanto riguarda le prime visite, mentre si registra <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-la-realta-dietro-le-inaugurazioni-senza-investimenti-e-assunzioni-non-si-puo-andare-avanti_124596.html" target="_blank" rel="follow">un leggero peggioramento</a> sul fronte degli esami diagnostici. &Egrave; quanto emerge dal Bollettino pubblicato dall&rsquo;Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, rilanciato pochi giorni fa dalla Regione Piemonte, <a href="https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-agenas-premia-le-buone-pratiche-del-piemonte-problema-resta-ma-la-direzione-e-giusta_124476.html" target="_blank" rel="follow">che in un comunicato</a> ha posto l&rsquo;accento sulla sezione dedicata, all&rsquo;interno della pubblicazione, alla &ldquo;buona pratica&rdquo; piemontese relativa alle soluzioni organizzative introdotte per utilizzare in modo pi&ugrave; efficiente gli appuntamenti disponibili e favorire le classi di priorit&agrave; pi&ugrave; urgenti.&nbsp;</p>
<p>"Il problema delle liste d&rsquo;attesa non &egrave; risolto, ma vedere certificato un miglioramento ci aiuta ad andare nella direzione giusta&rdquo;, hanno commentato il presidente Alberto Cirio e l&rsquo;assessore alla Sanit&agrave; Federico Riboldi.</p>
<h2><br>Il Bollettino Agenas</h2>
<p>Il Bollettino Agenas, alla sua prima pubblicazione, verr&agrave; diffuso con cadenza trimestrale, sulla base dei dati raccolti attraverso la nuova Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa presentata a maggio 2026. Il monitoraggio del rispetto dei tempi stabiliti dalle prescrizioni nelle quattro classi di priorit&agrave; (U &ndash; Urgente, B &ndash; Breve, D &ndash; Differita, P- Programmata) viene realizzato con riferimento alle quattordici tipologie di prime visite specialistiche e ai ventidue accertamenti diagnostici individuati nel Piano Nazionale delle Liste di Attesa 2019-2021. Il Bollettino - dicono da Agenas - &ldquo;&egrave; uno strumento di trasparenza e garanzia nei confronti dei cittadini, in quanto rende conto, con cadenza regolare, dell&rsquo;impatto delle misure adottate a livello nazionale e regionale per il contenimento delle liste d&rsquo;attesa, rilevando sia i miglioramenti intervenuti che le criticit&agrave;, su cui ulteriormente intervenire&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I dati del primo semestre del 2026</h2>
<p>Analizzando i dati pubblicati da Agenas, emerge che in Piemonte le prime visite nel primo semestre del 2026 sono state fissate entro i tempi stabiliti nel 71,5% dei casi, in lieve miglioramento rispetto al 69,4% registrato nello stesso periodo del 2025, ma lontano dai livelli registrati in altre grandi regioni del centro nord: la Lombardia fa segnare l&rsquo;81,8%, il Veneto il 91,5%, l&rsquo;Emilia Romagna il 77,2%, la Toscana il 77,2%, il Lazio il 91,6%. I dati migliori sono quelli di Basilicata (98,5%) e Marche (94,5%), i peggiori quelli della Provincia Autonoma di Trento (54,7%) e della Puglia (55,7%).&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124659/small_154302.jpg" alt="Tabella" loading="lazy"></p>
<p>Il Piemonte segna invece un leggero peggioramento nel dato relativo agli esami diagnostici: nel primo semestre del 2026 l&rsquo;81,7% degli appuntamenti &egrave; stato fissato entro i tempi stabiliti, a fronte dell&rsquo;82,5% registrato nel 2025. Anche in questo caso sono lontani i livelli delle altre grandi regioni del centro-nord: Lombardia (85,5%), Veneto (97,1%, dato migliore a livello nazionale), Emilia Romagna (88,3%), Toscana (89,6%) e Lazio (89,7%). Il minor rispetto dei tempi &egrave; quello che si registra in Umbria (62%) e Puglia (63,5%).</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124659/small_154303.jpg" alt="Tabella" loading="lazy"></p>
<p>"Leggiamo tutti i dati con grande seriet&agrave; e senza nascondere le criticit&agrave;. &ndash; ha commentato Riboldi &ndash; Il miglioramento delle prime visite conferma che la direzione intrapresa &egrave; quella corretta, ma il livello raggiunto non &egrave; ancora quello che vogliamo garantire ai piemontesi. Dobbiamo quindi accelerare ulteriormente".</p>
<h2><br>La &ldquo;buona pratica&rdquo; piemontese</h2>
<p>La &ldquo;buona pratica&rdquo; piemontese segnalata da Riboldi, a cui Agenas dedica un&rsquo;apposita sezione nel suo Bollettino, riguarda gli algoritmi sviluppati per ottimizzare la gestione delle prenotazioni e migliorare l&rsquo;utilizzo delle agende. In particolare, &egrave; stata introdotta una funzione di &ldquo;equiparazione delle priorit&agrave;&rdquo; che consente alle richieste di prenotazioni con priorit&agrave; pi&ugrave; urgenti di utilizzare gli slot inizialmente riservati a priorit&agrave; inferiori e rimasti liberi. &ldquo;Il sistema opera automaticamente e ad oggi &egrave; attivo sul 97% delle agende&rdquo;, segnala Agenas.&nbsp;</p>
<p>&Egrave; stata, inoltre, attivata una ulteriore funzione di &ldquo;rilascio automatico delle fasce orarie&rdquo; riservata a specifiche categorie di accesso che, a 72 ore o 48 ore prima dell&rsquo;assegnazione dell&rsquo;appuntamento, rende disponibili per tutti gli assistiti gli slot rimasti non prenotati, evitando che restino inutilizzati e aumentando le possibilit&agrave; di trovare un appuntamento alle classi di priorit&agrave; pi&ugrave; urgenti. &ldquo;Grazie a queste soluzioni organizzative, la Regione Piemonte &egrave; riuscita la migliorare la performance delle prenotazioni con priorit&agrave; B, passando da valori intorno al 50% a valori superiori al 95%, nell&rsquo;arco di un triennio&rdquo;, si legge nel Bollettino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La situazione in Italia</h2>
<p>Nel primo semestre del 2026 il numero delle prenotazioni a livello nazionale &egrave; cresciuto, passando dai 13,3 milioni del primo semestre del 2025 a 14,9 milioni. Nel dettaglio, sono stati prenotati nei primi sei mesi dell&rsquo;anno 8,4 milioni di prime visite e 6,6 milioni di esami diagnostici. Aumentano anche le prenotazioni di visite ed esami da effettuare nel weekend, che passano da 330 mila nel primo semestre del 2025 a 357 mila nel primo semestre del 2026.</p>
<p>Complessivamente, la percentuale del rispetto dei tempi di attesa, nel primo semestre del 2026, per le prime visite &egrave; stato pari al 78,5%, in crescita rispetto al corrispondente periodo del 2025, che aveva registrato il valore del 76,4%. Anche per gli esami diagnostici si rileva una crescita nel confronto tra i due semestri con una percentuale che passa dall&rsquo;82,8% al 84,6%.</p>
<p>Le prime visite oncologiche sono quelle con la pi&ugrave; alta percentuale di rispetto dei tempi di garanzia, e migliorano ulteriormente tra il primo semestre del 2025 e il primo semestre del 2026, passando dal 94,2% al 95,2%. Miglioramenti significativi anche per la visita gastroenterologica (dal 70,8% al 74,7%), la visita pneumologica (dal 77,7% all'80,9%) e la visita fisiatrica (dal 78,5% all'82,7%). Il miglioramento pi&ugrave; consistente nel confronto tra il primo semestre 2025 e il primo semestre 2026 riguarda la visita dermatologica, che pur restando una delle prestazioni con percentuali di rispetto dei tempi di garanzia pi&ugrave; basse passa dal 65,5% al 70,2%.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124659/small_154304.jpg" alt="Tabella" loading="lazy"></p>
<p>Tra gli accertamenti diagnostici il recupero pi&ugrave; significativo &egrave; quello della colonscopia, che registra il maggiore incremento tra tutte le prestazioni monitorate, passando dal 60,8% al 69,8%. Anche la gastroscopia sale dal 66,4% al 71,9%, l'ecografia della mammella dal 78% all'81,6%, la risonanza magnetica dell'addome dal 78,6% all&rsquo;81%, il test cardiovascolare da sforzo dall&rsquo;80% all'82,2%, l'ecografia addome dall&rsquo;84,6% all'86,7%. Particolarmente significativo anche il miglioramento della mammografia, che passa dall&rsquo;86,1% all'89%. L'unica prestazione che registra una lieve flessione &egrave; la risonanza magnetica del tronco encefalico, che passa dall&rsquo;83,9% all&rsquo;81,9%.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124659/small_154305.jpg" alt="Tabella" loading="lazy"></p>
<p><a href="https://www.agenas.gov.it/aree-tematiche/comunicazione/primo-piano/2794-online-il-primo-bollettino-agenas-sul-monitoraggio-delle-liste-di-attesa" target="_blank" rel="nofollow">QUI</a> il Bollettino pubblicato da Agenas.</p>]]></description><pubDate>Fri, 24 Jul 2026 11:27:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Dalmasso</dc:creator><author><name>Andrea Dalmasso</name></author></item><item><title><![CDATA[La Medicina Interna di Cuneo al Congresso Internazionale di Parigi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-medicina-interna-di-cuneo-al-congresso-internazionale-di-parigi_124639.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/la-medicina-interna-di-cuneo-al-congresso-internazionale-di-parigi_124639.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124639/154270.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La Medicina Interna di Cuneo ha preso parte al Congresso della Societ&agrave; Internazionale di Emostasi e Trombosi, che si &egrave; tenuto dall'11 al 13 luglio a Parigi. Durante l&rsquo;evento &egrave; stato presentato un poster scientifico relativo allo studio Rafting-gib, che tra i collaboratori ha visto la Medicina Interna di Cuneo. Lo studio, intitolato "Ripresa della terapia anticoagulante dopo un'emorragia gastrointestinale grave in pazienti con fibrillazione atriale", &egrave; stato coordinato e presentato dalla professoressa Cecilia Becattini, presidente eletta della Societ&agrave; Italiana di Medicina Interna.</p>
<h2>Di cosa parla lo studio</h2>
<p>La fibrillazione atriale &egrave; un disturbo del battito cardiaco molto diffuso tra le persone sopra i 65 anni. Chi ne soffre viene spesso curato con farmaci anticoagulanti (i cosiddetti "fluidificanti del sangue"), che riducono il rischio di formazione di coaguli ma possono, in alcuni casi, favorire emorragie, anche gravi, a livello dello stomaco o dell'intestino. Lo studio ha coinvolto 680 pazienti in oltre 30 ospedali italiani che avevano avuto un'emorragia gastrointestinale importante durante la terapia anticoagulante. L'obiettivo era capire cosa succede nei tre mesi successivi: se il sanguinamento si ripresenta oppure se, al contrario, si verifica un evento legato alla formazione di coaguli (come un ictus).</p>
<h2>Perch&eacute; &egrave; importante per Cuneo</h2>
<p>La partecipazione della Medicina Interna di Cuneo a questo studio dimostra l'impegno dell'ospedale nella ricerca scientifica di alto livello. Questo &egrave; stato possibile grazie al contributo, all'interno della Societ&agrave; Italiana di Medicina Interna, sia del dr. Luigi Fenoglio, gi&agrave; direttore della Struttura, socio onorario e gi&agrave; vice presidente della Societ&agrave;, e dell'attuale Direttore della Struttura, dottor Christian Bracco, che ne &egrave; segretario. Il risultato conferma la capacit&agrave; del reparto di unire il lavoro clinico quotidiano con l'attivit&agrave; di ricerca, grazie all'impegno dei medici e degli specializzandi, in una collaborazione stretta tra Universit&agrave;, Societ&agrave; scientifiche e Ospedale di Insegnamento. &nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 24 Jul 2026 09:01:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Sanità, la realtà dietro le inaugurazioni: "Senza investimenti e assunzioni non si può andare avanti"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-la-realta-dietro-le-inaugurazioni-senza-investimenti-e-assunzioni-non-si-puo-andare-avanti_124596.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-la-realta-dietro-le-inaugurazioni-senza-investimenti-e-assunzioni-non-si-puo-andare-avanti_124596.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124596/154209.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La piazzetta antistante il nuovo Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo, nei locali dell&rsquo;ex Mater Amabilis di via Mistral, ha ospitato stamattina la conferenza stampa organizzata dalla Cgil insieme al Comitato Vivere la Costituzione. L&igrave;, a pochi metri dalla struttura inaugurata la scorsa settimana, con taglio del nastro a favore di obiettivi da parte dell&rsquo;assessore regionale Federico Riboldi, il sindacato ha scelto di fare il punto sulle zone d&rsquo;ombra della sanit&agrave; pubblica in Piemonte: dalla carenza di personale alle condizioni di lavoro all&rsquo;interno delle strutture, passando per il cronico problema delle liste d&rsquo;attesa e per la carenza di servizi per le persone non autosufficienti.&nbsp;</p>
<p>Ad aprire gli interventi il segretario provinciale Piertomaso Bergesio: &ldquo;Siamo qui per fare chiarezza sul sistema sanitario regionale e nazionale. Si fanno inaugurazioni, ma i problemi di accessibilit&agrave; restano. Non &egrave; in discussione la valenza del progetto che riguarda le strutture, ma per fare partire questo sistema di medicina territoriale serve che ci sia il personale sanitario, che invece in Piemonte e in provincia di Cuneo manca&rdquo;.</p>
<p>La base di tutte le problematiche, come spesso accade, &egrave; la mancanza di risorse economiche destinate alla sanit&agrave;. La Cgil stima che per recuperare il sottofinanziamento del sistema sanitario nazionale italiano servirebbe un&rsquo;iniezione da circa 47 miliardi di euro. &ldquo;Servono pi&ugrave; risorse per la sanit&agrave; pubblica, in questo senso l&rsquo;Italia si piazza sotto la media europea e il trend &egrave; in peggioramento: dove reperire queste risorse &egrave; una scelta della politica. Anche le retribuzioni per chi lavora nella sanit&agrave; pubblica sono sotto la media europea, questo acuisce la difficolt&agrave; nella ricerca di personale&rdquo;, ha detto Bergesio: &ldquo;Non &egrave; un problema di soldi, se poi abbiamo medici gettonisti che guadagnano 1.200 euro a turno&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124596/small_154212.jpg" alt="Foto" loading="lazy"></p>
<h2>La questione del personale</h2>
<p>Secondo le stime in provincia di Cuneo mancano 89 medici di famiglia: per il 2026 sono previsti appena 20 nuovi ingressi. Solo nell&rsquo;area dell&rsquo;Asl CN1 mancano 140 infermieri e 60 medici specialisti rispetto al fabbisogno, oltre a 36 Operatori Socio Sanitari.</p>
<p>&ldquo;Per gli Ospedali e le Case di Comunit&agrave; attivati nell&rsquo;Asl CN1 noi abbiamo stimato un fabbisogno di circa 130-150 persone tra infermieri, OSS, professionisti riabilitativi e medici. Ma come si possono ampliare i servizi senza prevedere assunzioni?&rdquo;, ha detto Carmelo Castello, segretario della FP Cgil provinciale. L&rsquo;attuale organizzazione delle nuove strutture, secondo il sindacato, rischia paradossalmente di peggiorare il servizio nel suo complesso: "Limitandosi a spostare il personale da altri servizi si impoveriscono i servizi stessi e si aggrava il carico di lavoro per il personale. Garantire un nuovo servizio e parallelamente imporre il piano di rientro alle aziende sanitarie e ospedaliere &egrave; una contraddizione. Abbiamo servizi che avevano 25 persone e oggi lavorano con 10-11. Chiediamo investimenti strutturali, cos&igrave; non si pu&ograve; andare avanti&rdquo;, ha detto Castello.</p>
<p>Tra le possibilit&agrave; sondate dall&rsquo;Asl CN1 anche quella di affidare temporaneamente i servizi ad Amos: &ldquo;Un'eventualit&agrave; che abbiamo vissuto con sgomento&rdquo;, ha detto ancora il segretario provinciale FP Cgil.</p>
<p>Nei giorni scorsi l&rsquo;assessore Riboldi ha rivendicato l&rsquo;incremento di 4.200 unit&agrave; raggiunto negli ultimi anni: &ldquo;L&rsquo;80% delle assunzioni che rivendica Riboldi riguarda personale che era gi&agrave; attivo: lavoratori che erano a tempo determinato e sono diventati a tempo indeterminato. La realt&agrave; &egrave; che oggi le assunzioni non coprono nemmeno il turnover di chi va in pensione e passa al privato. Le graduatorie ci sono, serve utilizzarle, perch&egrave; spesso i servizi sono garantiti solo dalla forza di volont&agrave; e dagli straordinari degli operatori&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124596/small_154213.jpg" alt="Foto" loading="lazy"></p>
<h2>Rsa: in 11 mila in lista d&rsquo;attesa</h2>
<p>In Piemonte - dato di cui ha parlato lo stesso presidente Cirio nei giorni scorsi - 11 mila persone sono in lista d&rsquo;attesa per un posto in Rsa. &ldquo;Gli over 65 sono il 25% della popolazione della provincia di Cuneo. Una bomba sociale che rischia di esplodere e che non viene affrontata dalla politica&rdquo;, ha detto Bergesio. In provincia di Cuneo sono presenti 145 mila over 65: 4.500 di loro non sono autosufficienti, mentre i posti disponibili nelle Rsa sono circa 3.200.</p>
<p>"Questo tema non riguarda l&rsquo;individuo, ma la collettivit&agrave;. Nonostante ci&ograve; che &egrave; accaduto col Covid si &egrave; continuato a tagliare: la Regione Piemonte &egrave; tra quelle che contribuiscono meno alle rette delle Rsa. Oggi non abbiamo bisogno che Cirio presenti il problema, ma che proponga soluzioni. La semplice narrazione sappiamo farla anche noi&rdquo;. La Regione Piemonte copre con la sua quota sanitaria il 50% delle rette giornaliere (la restante parte, la cosiddetta &ldquo;quota alberghiera&rdquo;, resta a carico dell&rsquo;ospite): si tratta di un dato tra i pi&ugrave; bassi in Italia.</p>
<p>A fare il punto sui servizi per i non autosufficienti &egrave; stato Massimo Colombo, segretario provinciale del Sindacato pensionati della Cgil. &ldquo;Le rette sono in continuo aumento e c'&egrave; sempre pi&ugrave; difficolt&agrave; nell&rsquo;accedere alle convenzioni, molti non possono permettersele: solo una persona su cinque pu&ograve; farvi fronte senza sostegni esterni. Ci sono le strutture private, ma anche in questo caso in pochi possono permettersi di accedervi&rdquo;.</p>
<p>C&rsquo;&egrave; anche un tema di sopravvivenza nelle vallate: "In queste zone le strutture in difficolt&agrave; sono molte, si rischia di perdere una presenza importante sul territorio&rdquo;, ha detto Colombo.</p>
<p>&ldquo;Serve aumentare i posti letto, rivedere gli standard di personale con assunzioni e aumentare la quota sanitaria al 70%&rdquo;, le richieste del Sindacato pensionati Cgil.</p>
<h2>Le liste d&rsquo;attesa e gli Sportelli Salute</h2>
<p>Tema centrale, che ha toccato con mano chiunque abbia dovuto prenotare una visita o un esame negli ultimi anni, quello delle liste d&rsquo;attesa. &ldquo;Il problema continua ad essere rilevante e se si sposta agli ospedali di comunit&agrave; il personale degli altri servizi si rischia di scoprirli ulteriormente. In questo momento la politica &egrave; molto distante dalla realt&agrave; dei cittadini&rdquo;, ha detto Bergesio.</p>
<p>Negli Sportelli Salute - sono ventuno quelli attivati dal Comitato Vivere la Costituzione in provincia di Cuneo - le richieste continuano ad essere altissime. Tramite questo servizio i cittadini possono ricevere assistenza e richiedere l&rsquo;appuntamento nei tempi previsti dalla classe di priorit&agrave; riportata sulla prescrizione.&nbsp;</p>
<p>&ldquo;Agenas parla di miglioramenti, ma si tratta di miglioramenti minimi su un totale di milioni di prestazioni&rdquo;, ha detto Fulvia Tomatis, referente del Comitato per gli Sportelli Salute: &ldquo;Bisogna considerare che il 50% delle prestazioni viene prescritto ma non eseguito, sia per tempi di attesa troppo lunghi o problemi economici che spingono le persone a non curarsi, sia per la quota di chi finisce per rivolgersi al privato&rdquo;.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124596/small_154214.jpg" alt="Foto" loading="lazy"></p>
<h2>La testimonianza</h2>
<p>A portare la testimonianza concreta di chi ogni giorno vive sulla sua pelle le difficolt&agrave; legate a una sistema sanitario pubblico carente &egrave; stata, in chiusura, Francesca Parracone, quarantenne residente a Valdieri, affetta da sclerosi multipla: "La mia condizione richiede continuit&agrave; delle cure, e i ritardi possono comportare conseguenze anche gravi. Chi &egrave; nelle mie condizioni pu&ograve; contare su una grande un'eccellenza che &egrave; l'Aism (Associazione Italiana Sclerosi Multipla, ndr), ma dall'altra parte c&rsquo;&egrave; una grande carenza nelle prenotazioni di esami e prestazioni. Chi &egrave; affetto da questa patologia ha bisogno periodicamente di risonanze magnetiche ed esami di questo genere. Quasi sempre per&ograve; viene prenotata solo la prima visita, non l&rsquo;esame conseguente, per il quale bisogna rivolgersi al Cup. Quasi sempre, cos&igrave;, serve quindi spostarsi altrove: mi &egrave; successo molto spesso di dover andare a Torino, con tutte le difficolt&agrave; negli spostamenti viste le mie condizioni&rdquo;.</p>
<p>Poi ci sono le difficolt&agrave; nella vita di tutti i giorni: &ldquo;La mia condizione non mi permette di lavorare otto ore al giorno. Il mio orario &egrave; stato dimezzato e cos&igrave; anche lo stipendio. Su consiglio della Cgil ho effettuato richiesta di assegno ordinario all'Inps. La prima richiesta &egrave; stata bocciata, mi &egrave; stato detto di tornare dopo novanta giorni. Il secondo tentativo &egrave; andato a buon fine, ma l'assegno &egrave; molto ridotto. Questo mi spinge comunque a consigliare a tutti di non fermarsi, di insistere per vedere riconosciuti i propri diritti&rdquo;.</p>
<p>A margine, il segretario provinciale della Cgil Piertomaso Bergesio ha anche segnalato le due raccolte firme attivate per altrettante proposte di legge di iniziativa popolare: una per rilanciare il Servizio Sanitario Nazionale, richiedendo l'aumento delle risorse al 7,5% del PIL, assunzioni stabili e il superamento delle liste d&rsquo;attesa, l&rsquo;altra per garantire parit&agrave; di salario, tutele e inquadramento ai lavoratori in appalto e subappalto rispetto ai dipendenti dell'azienda committente.</p>]]></description><pubDate>Thu, 23 Jul 2026 11:51:00 +0200</pubDate><dc:creator>Andrea Dalmasso</dc:creator><author><name>Andrea Dalmasso</name></author></item><item><title><![CDATA[Sabato 25 luglio si dona il sangue a Villafalletto]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/saluzzese/sabato-25-luglio-si-dona-il-sangue-a-villafalletto_124581.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/saluzzese/sabato-25-luglio-si-dona-il-sangue-a-villafalletto_124581.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124581/154188.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Ogni donazione pu&ograve; fare la differenza. Sabato 25 luglio, dalle 8 alle 11.30, il gruppo di Villafalletto dell&rsquo;ADAS Saluzzo &ndash; FIDAS ODV invita tutti i donatori e chi desidera compiere questo importante gesto di solidariet&agrave; a partecipare alla raccolta di sangue presso il salone &ldquo;Tavio Cosio&rdquo;, in piazza Mazzini 32. Un appuntamento prezioso che, soprattutto nel periodo estivo, contribuisce a garantire la disponibilit&agrave; di sangue per ospedali e pazienti che ne hanno quotidianamente bisogno.</p>
<p>L&rsquo;estate &egrave; infatti uno dei momenti pi&ugrave; delicati dell&rsquo;anno: le donazioni tendono a diminuire mentre la richiesta di sangue resta costante, rendendo fondamentale il contributo di ogni donatore. Bastano pochi minuti per offrire una concreta speranza a chi affronta interventi chirurgici, cure oncologiche, emergenze o trasfusioni salvavita.</p>
<p>Per partecipare &egrave; necessaria la prenotazione, contattando il capogruppo al 3428405127. Un piccolo gesto, semplice e sicuro, che pu&ograve; trasformarsi nel dono pi&ugrave; grande: quello della vita.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124581/small_154189.jpg" alt="Locandina" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Thu, 23 Jul 2026 08:31:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[L'Ospedale di Comunità c'è, ma il personale? Manassero: "La struttura sarà totalmente utilizzata"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/l-ospedale-di-comunita-c-e-ma-il-personale-manassero-la-struttura-sara-totalmente-utilizzata_124537.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/l-ospedale-di-comunita-c-e-ma-il-personale-manassero-la-struttura-sara-totalmente-utilizzata_124537.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124537/154110.jpg" title="Il taglio del nastro dell'Ospedale di Comunità di Cuneo" alt="Il taglio del nastro dell'Ospedale di Comunità di Cuneo" /><br /><p>La struttura c&rsquo;&egrave;, ma il personale? &Egrave; approdato anche in Consiglio comunale il dibattito legato <a href="https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/case-e-ospedali-di-comunita-cosa-cambia-davvero_124294.html" target="_blank" rel="follow">all&rsquo;Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo</a>, inaugurato la scorsa settimana negli spazi dell&rsquo;ex Mater Amabilis in via Mistral. Una struttura da venti posti letto, dedicata ai cosiddetti pazienti &ldquo;non acuti&rsquo;&rdquo;: le persone che hanno superato la fase pi&ugrave; critica della malattia, ma che non sono ancora nelle condizioni di rientrare al proprio domicilio in sicurezza.&nbsp;</p>
<p>La ristrutturazione dello stabile &egrave; stata finanziata dal Pnrr con 3 milioni e 150 mila euro, a cui si sono aggiunti i 250 mila stanziati dalla Fondazione CRC. Negli stessi spazi sono stati trasferiti anche il consultorio e la Guardia Medica, prossimamente arriver&agrave; la Neuropsichiatria infantile, per quella che il direttore generale dell&rsquo;Asl CN1 <strong>Giuseppe Guerra</strong> ha definito una &ldquo;cittadella della salute&rdquo;.</p>
<p>Spazi riqualificati e moderni, attorno ai quali resta per&ograve; il punto interrogativo del personale. Su questo aspetto ha chiesto chiarimenti con un&rsquo;interpellanza la consigliera comunale di Cuneo per i Beni Comuni <strong>Luciana Toselli</strong>: &ldquo;Ad oggi la gestione pare molto problematica perch&egrave; comporta un ulteriore carico di lavoro per i medici di base e per il personale infermieristico a cui &egrave; affidata in toto la continuit&agrave; assistenziale. In mancanza di una Casa della Salute territoriale, prevista in altre realt&agrave; paragonabili al territorio cuneese, l&rsquo;Ospedale di Comunit&agrave; &egrave; l&rsquo;unico rimedio al sovraffollamento del Pronto Soccorso&rdquo;.</p>
<p>La ex candidata sindaca ha chiesto a <strong>Patrizia Manassero</strong> delucidazioni sul funzionamento della struttura, facendo riferimento anche al blocco delle assunzioni di personale di cui si &egrave; parlato negli ultimi giorni (smentito, per la verit&agrave;, dall&rsquo;assessore regionale alla Sanit&agrave; <strong>Federico Riboldi</strong>).</p>
<p>Lo stesso Riboldi era gi&agrave; intervenuto sul tema durante l&rsquo;inaugurazione della scorsa settimana: "Voglio confutare definitivamente la voce di alcuni che dicono che queste sono scatole vuote. Il completamento delle opere Pnrr non viene valutato esclusivamente sotto il profilo edilizio. I certificatori europei non vengono a verificare se gli edifici sono belli o climatizzati. Controllano la capacit&agrave; delle strutture di offrire servizi. E la capacit&agrave; di offrire servizi &egrave; basata sul personale. La Comunit&agrave; Europea non certifica strutture che non hanno personale&rdquo;.</p>
<p>L'assessore aveva anche rivendicato l'incremento degli organici registrato negli ultimi anni in Piemonte: "Dal 2019 a oggi abbiamo aumentato il personale della sanit&agrave; regionale di 4.200 unit&agrave;. Oggi siamo circa il 3% sopra la media nazionale. &Egrave; uno sforzo che costa quasi 200 milioni di euro all'anno, ma che ci permette di affrontare anche la nuova organizzazione della sanit&agrave; territoriale".</p>
<h2>Manassero: &ldquo;La struttura sar&agrave; totalmente utilizzata"</h2>
<p>&ldquo;Non &egrave; solo una struttura sulla carta: in questi giorni (ieri, 21 luglio, ndr) verranno accolti i primi pazienti&rdquo;, ha assicurato la sindaca: &ldquo;La gestione sar&agrave; in carico al Distretto Asl CN1: i sette infermieri e i sei OSS che si occuperanno dei pazienti saranno appunto in carico al Distretto di Cuneo. Accanto c&rsquo;&egrave; anche una convenzione con la Geriatria del &lsquo;Santa Croce&rsquo;. Il personale &egrave; stato assegnato ed era presente l&rsquo;altro giorno all&rsquo;inaugurazione. La struttura sar&agrave; totalmente utilizzata anche nella parte ambulatoriale. Il ragionamento che abbiamo fatto con l&rsquo;Asl e con i Sindaci &egrave; che l&rsquo;utilizzo degli ambulatori che non sono ancora stati destinati vada nella direzione di quella medicina di territorio di cui tante volte abbiamo parlato. Il tema del personale sanitario sta occupando la discussione del Consiglio regionale: &egrave; un tema che mi vede ovviamente a difesa dei posti di lavoro e delle assunzioni di cui abbiamo indubbiamente bisogno&rdquo;.</p>
<h2>Le critiche dall&rsquo;opposizione</h2>
<p>La replica della prima cittadina era stata anticipata dagli interventi della minoranza. &ldquo;Le osservazioni contenute nell&rsquo;interpellanza avrebbero dovuto essere fatte dalla stessa sindaca. Ha interloquito con l&rsquo;assessore Riboldi riguardo a queste situazioni? Oppure continua ad avere un ruolo passivo? Le problematiche sono di rilievo&rdquo;, ha detto <strong>Giancarlo Boselli</strong> (Indipendenti).</p>
<p>&ldquo;Ecco come viene trattata la nostra citt&agrave; da parte della Regione quando si parla di sanit&agrave;. - ha affermato <strong>Claudio Bongiovanni</strong> (Cuneo Mia) - Quando ci ritroveremo a settembre capiremo meglio come verr&agrave; utilizzato questo ospedale. Inutile inaugurare le strutture se poi non entrano ne pieno delle loro funzioni. Per l&rsquo;inaugurazione in fretta e furia sono stati portati i mobili, negli ultimi giorni, ma &egrave; un modus operandi di grande superficialit&agrave;. La solita propaganda da parte della Giunta regionale, effimere passerelle&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Sono preoccupazioni legittime, che condivido e che non hanno colore politico. &Egrave; importante avere una nuova struttura, ma se non c&rsquo;&egrave; il personale si traduce nel nulla&rdquo;, l&rsquo;intervento di <strong>Beppe Lauria</strong> (Futuro Nazionale).</p>]]></description><pubDate>Wed, 22 Jul 2026 10:47:00 +0200</pubDate><dc:creator>a.d.</dc:creator><author><name>a.d.</name></author></item><item><title><![CDATA[In Piemonte 11 mila persone attendono un posto in Rsa: "Fallimento della gestione Cirio"\]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-piemonte-11-mila-persone-attendono-un-posto-in-rsa-fallimento-della-gestione-cirio_124526.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/in-piemonte-11-mila-persone-attendono-un-posto-in-rsa-fallimento-della-gestione-cirio_124526.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124526/154098.jpg" title="Chiara Gribaudo" alt="Chiara Gribaudo" /><br /><p>&ldquo;Le dichiarazioni del presidente Alberto Cirio, che ha ammesso come in Piemonte ci siano circa 11 mila persone in attesa di un posto in Rsa e che servirebbero altri 300 milioni di euro, rappresentano una presa d&rsquo;atto di una situazione gravissima. &Egrave; positivo che il presidente riconosca finalmente l&rsquo;entit&agrave; del problema e che sia necessaria una revisione, ma questa consapevolezza arriva dopo sette anni di governo della Regione e quasi quattro anni di Governo Meloni, senza che siano state messe in campo risposte adeguate&rdquo;.</p>
<p>Cos&igrave; Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, e Mauro Calderoni, consigliere piemontese dem, sulla condizione delle Rsa in Piemonte.</p>
<p>&ldquo;Se davvero mancano le risorse, significa che il sistema &egrave; stato lasciato progressivamente indebolire fino a scaricare il peso sulle famiglie, costrette ad affrontare attese insostenibili e costi sempre pi&ugrave; elevati, e sulle stesse RSA, che operano in condizioni di crescente difficolt&agrave; - proseguono - L&rsquo;ammissione di Cirio non pu&ograve; trasformarsi in un alibi. &Egrave; invece la conferma che la Regione non &egrave; riuscita a garantire una programmazione all&rsquo;altezza dei bisogni di una popolazione che invecchia e che richiede un rafforzamento dell&rsquo;assistenza territoriale e della rete della non autosufficienza&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Per questo chiediamo che la Giunta apra immediatamente un confronto con il Governo per reperire le risorse necessarie, perch&eacute; quello con i gestori promesso a settembre non &egrave; sufficiente, ma al tempo stesso deve assumersi le proprie responsabilit&agrave; sulle scelte compiute in questi anni. Non basta certificare la crisi: servono interventi concreti e tempestivi. Quando perfino il presidente della Regione ammette di non avere i mezzi per dare risposta a 11 mila piemontesi in attesa di assistenza, significa che siamo di fronte al fallimento di una stagione di governo. Il conto, ancora una volta, non pu&ograve; essere lasciato alle famiglie pi&ugrave; fragili e agli anziani non autosufficienti&rdquo; concludono Gribaudo e Calderoni.</p>]]></description><pubDate>Wed, 22 Jul 2026 09:40:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[A Tarantasca una serata pubblica dedicata al tema del prolasso degli organi pelvici]]></title><link>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/a-tarantasca-una-serata-pubblica-dedicata-al-tema-del-prolasso-degli-organi-pelvici_124525.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/eventi/cuneo-e-valli/a-tarantasca-una-serata-pubblica-dedicata-al-tema-del-prolasso-degli-organi-pelvici_124525.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124525/154096.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La P.medica di Tarantasca organizza per mercoled&igrave; 23 luglio, alle ore 20, una serata pubblica e gratuita dedicata al tema del prolasso degli organi pelvici, un disturbo molto pi&ugrave; diffuso di quanto si possa pensare, del quale per&ograve; spesso se ne parla ancora troppo poco. Si tratta di un problema che riguarda soprattutto le donne e spesso viene vissuto in silenzio, tra imbarazzo e rassegnazione.</p>
<p>A guidare l'incontro saranno due professionisti dello studio: il dottor Carmelo Calidona, ginecologo, e l'ostetrica Alessandra Gallo. Insieme spiegheranno, con un linguaggio semplice e alla portata di tutti, come funziona l'intervento chirurgico, come ci si prepara nei giorni che lo precedono e cosa aspettarsi durante la ripresa.</p>
<h2>Che cos'&egrave; il prolasso</h2>
<p>Si parla di prolasso quando uno o pi&ugrave; organi del bacino &mdash; come la vescica, l'utero o l'intestino &mdash; tendono a scendere dalla loro posizione naturale. Alla base c'&egrave; un indebolimento dei muscoli e dei legamenti del pavimento pelvico, la "rete" che sostiene questi organi. Tra i fattori pi&ugrave; comuni ci sono le gravidanze e i parti, la menopausa, l'et&agrave;, la stitichezza cronica e il sollevamento ripetuto di pesi.</p>
<p>I sintomi possono variare: una sensazione di peso o di ingombro nella zona intima, fastidi urinari o intestinali, disagio nella vita di tutti i giorni. Segnali che, se riconosciuti per tempo, permettono di intervenire con le soluzioni pi&ugrave; adatte, che vanno dalla riabilitazione del pavimento pelvico fino, nei casi pi&ugrave; importanti, all'intervento chirurgico.</p>
<h2>Perch&eacute; parlarne</h2>
<p>Molte donne rimandano il momento di rivolgersi a uno specialista per imbarazzo o per la convinzione che non ci sia nulla da fare. In realt&agrave; il prolasso &egrave; una condizione conosciuta e trattabile, e informarsi &egrave; il primo passo per scegliere con serenit&agrave; il percorso pi&ugrave; adatto. Da qui l'idea di una serata aperta a tutti, pensata per rispondere alle domande pi&ugrave; comuni in modo diretto, senza tecnicismi.</p>
<p>L'incontro &egrave; gratuito ma, vista la disponibilit&agrave; limitata di posti, &egrave; consigliata la prenotazione.</p>
<h2>Informazioni utili</h2>
<p>&nbsp; &nbsp; &bull; &nbsp; &nbsp;Appuntamento: mercoled&igrave; 23 luglio, ore 20<br>&nbsp; &nbsp; &bull; &nbsp; &nbsp;Dove: P.medica, Piazza Marconi 7, Tarantasca<br>&nbsp; &nbsp; &bull; &nbsp; &nbsp;Relatori: dottor Carmelo Calidona (ginecologo) e dottoressa Alessandra Gallo (ostetrica)<br>&nbsp; &nbsp; &bull; &nbsp; &nbsp;Ingresso: gratuito<br>&nbsp; &nbsp; &bull; &nbsp; &nbsp;Prenotazioni: 351 7078703.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124525/small_154097.jpg" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Wed, 22 Jul 2026 09:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Sanità, Riboldi ribadisce: "Nessun blocco delle assunzioni"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-riboldi-ribadisce-nessun-blocco-delle-assunzioni_124482.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-riboldi-ribadisce-nessun-blocco-delle-assunzioni_124482.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124482/154029.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Riceviamo e pubblichiamo l&rsquo;intervento dell&rsquo;assessore regionale alla Sanit&agrave; Federico Riboldi. Il tema &egrave; quello del personale sanitario: Riboldi replica alle affermazioni di alcuni esponenti delle minoranze circa un presunto blocco delle assunzioni. Di seguito la dichiarazione completa</p>
<p>&ldquo;Le dichiarazioni delle opposizioni dimostrano, ancora una volta, di non aver compreso quanto &egrave; stato illustrato in modo chiaro e dettagliato nel corso della Commissione Sanit&agrave;, insieme ai dirigenti di settore Petruzzi, Raviola e Ruggeri.</p>
<p>&Egrave; sufficiente leggere la lettera inviata ai Direttori Generali per verificare che non esiste alcun blocco delle assunzioni. Alle Aziende sanitarie &egrave; stato semplicemente richiesto di trasmettere entro la fine del mese le proprie relazioni organizzative; successivamente, nel mese di agosto, svolgeremo un'analisi complessiva dei dati raccolti. Parlare di stop alle assunzioni significa diffondere una rappresentazione dei fatti che non corrisponde alla realt&agrave; e creare un allarmismo del tutto ingiustificato.</p>
<p>&Egrave; francamente triste vedere un'opposizione che, in assenza di argomenti, tenta di gettare fumo negli occhi dei cittadini, che meriterebbero ben altro rispetto da chi &egrave; chiamato a rappresentarli nelle istituzioni.</p>
<p>I numeri raccontano una realt&agrave; molto diversa dalla narrazione costruita dalla sinistra. Durante il mandato dell'assessore Antonio Saitta, quando l'attuale vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Ravetti presiedeva la Commissione Sanit&agrave;, i dipendenti della sanit&agrave; piemontese erano circa 55.000. Oggi sono 59.201: oltre 4.200 professionisti in pi&ugrave;. Un risultato che dovrebbe essere motivo di soddisfazione per chiunque abbia a cuore il sistema sanitario regionale e non motivo di polemica.</p>
<p>Siamo perfettamente consapevoli che il lavoro da fare sia ancora molto e che vi siano prestazioni per le quali i tempi di attesa restano troppo lunghi. Proprio per questo continuiamo a investire nel personale, nei servizi e nell'organizzazione della sanit&agrave; piemontese. Non riteniamo per&ograve; accettabile che chi ha la responsabilit&agrave; di legiferare per l'intera comunit&agrave; piemontese scelga di mistificare la realt&agrave;, nonostante le spiegazioni puntuali fornite in Commissione dall'assessorato e dai dirigenti regionali.</p>
<p>Chiunque abbia maturato un'esperienza lavorativa, nel pubblico come nel privato, sa bene che un incremento di oltre 4.200 dipendenti e l'avvio di circa 170 nuove strutture della sanit&agrave; territoriale &ndash; tra Case della Comunit&agrave;, Ospedali di Comunit&agrave; e Centrali Operative Territoriali &ndash; rendono necessario un momento di verifica organizzativa, per comprendere come le nuove risorse siano distribuite e come possano essere utilizzate nel modo pi&ugrave; efficace. Abbiamo scelto di svolgere questa attivit&agrave; nei mesi di luglio e agosto proprio perch&eacute;, storicamente, rappresentano il periodo in cui l'Osservatorio non genera nuove procedure assunzionali.</p>
<p>Restiamo quindi basiti di fronte a chi preferisce costruire polemiche anzich&eacute; confrontarsi con i dati. I piemontesi meritano seriet&agrave;, trasparenza e rispetto della verit&agrave;&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Tue, 21 Jul 2026 14:57:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Liste d'attesa, Agenas premia le "buone pratiche" del Piemonte: "Problema resta, ma la direzione è giusta"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-agenas-premia-le-buone-pratiche-del-piemonte-problema-resta-ma-la-direzione-e-giusta_124476.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-agenas-premia-le-buone-pratiche-del-piemonte-problema-resta-ma-la-direzione-e-giusta_124476.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124476/154020.jpg" title="Federico Riboldi" alt="Federico Riboldi" /><br /><p>Il sistema sviluppato dalla Regione Piemonte per ottimizzare la gestione delle prenotazioni e l&rsquo;utilizzo delle agende sanitarie &egrave; stato indicato da Agenas tra le buone pratiche nazionali efficaci e replicabili in altri contesti territoriali.</p>
<p>"Il problema delle liste d&rsquo;attesa non &egrave; risolto, ma vedere certificato un miglioramento ci aiuta ad andare nella direzione giusta &ndash; dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l&rsquo;assessore alla Sanit&agrave; Federico Riboldi &ndash;Agenas, infatti, certifica la qualit&agrave; del lavoro che il Piemonte sta portando avanti attraverso l&rsquo;innovazione e una gestione sempre pi&ugrave; efficiente delle risorse disponibili. Il nostro sistema di gestione delle agende viene indicato a livello nazionale come una buona pratica efficace e replicabile: &egrave; un risultato importante, ottenuto grazie al lavoro della Direzione regionale, delle aziende sanitarie e di tutti i professionisti coinvolti".</p>
<p>Il riconoscimento &egrave; contenuto nel primo Bollettino Liste d&rsquo;attesa, aggiornato al 30 giugno 2026, che dedica al Piemonte una specifica sezione sulle soluzioni organizzative introdotte per utilizzare in modo pi&ugrave; efficiente gli appuntamenti disponibili e favorire le classi di priorit&agrave; pi&ugrave; urgenti. Agenas individua infatti nel modello piemontese una delle esperienze in grado di produrre risultati concreti e potenzialmente applicabile anche in altre realt&agrave; regionali.</p>
<p>In particolare, il Piemonte ha introdotto la funzione di equiparazione delle priorit&agrave;, che consente alle richieste pi&ugrave; urgenti di utilizzare gli spazi rimasti liberi nelle agende e inizialmente riservati alle priorit&agrave; inferiori. Il sistema opera automaticamente ed &egrave; attivo sul 97% delle agende.</p>
<p>A questa misura si aggiunge il rilascio automatico delle fasce orarie: gli appuntamenti rimasti inutilizzati vengono resi disponibili a tutti gli assistiti 72 o 48 ore prima, evitando la perdita degli slot e aumentando le possibilit&agrave; di prenotazione per le priorit&agrave; pi&ugrave; urgenti. Secondo Agenas, grazie a queste soluzioni la performance delle prenotazioni con priorit&agrave; B &egrave; passata, nell&rsquo;arco di tre anni, da valori intorno al 50% a valori superiori al 95%.</p>
<p>Il Bollettino registra inoltre un miglioramento del dato complessivo relativo alle prime visite: nel primo semestre del 2026 il rispetto dei tempi di garanzia in Piemonte sale dal 69,4% al 71,5%. La Regione viene inserita da Agenas tra le tre realt&agrave; che, pur mantenendo un valore inferiore all&rsquo;80%, mostrano un andamento positivo rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato che indica un&rsquo;inversione di tendenza, ma sul quale &egrave; necessario continuare a intervenire.</p>
<p>Per gli esami diagnostici il Piemonte si mantiene invece sopra la soglia dell&rsquo;80%, con l&rsquo;81,7% delle prenotazioni garantite entro i tempi previsti, rispetto all&rsquo;82,5% del primo semestre 2025.</p>
<p>"Leggiamo tutti i dati con grande seriet&agrave; e senza nascondere le criticit&agrave; &ndash; prosegue Riboldi &ndash; Il miglioramento delle prime visite dal 69,4% al 71,5% conferma che la direzione intrapresa &egrave; quella corretta, ma il livello raggiunto non &egrave; ancora quello che vogliamo garantire ai piemontesi. Dobbiamo quindi accelerare ulteriormente. Allo stesso tempo, il riconoscimento di Agenas e il risultato ottenuto sulle prenotazioni in priorit&agrave; B dimostrano che le soluzioni organizzative introdotte stanno funzionando e rappresentano una base concreta sulla quale continuare a costruire".</p>]]></description><pubDate>Tue, 21 Jul 2026 14:08:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[ASL Cn2, Manuel Burdese è il nuovo direttore della struttura di Nefrologia e Dialisi]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/alba-e-langhe/asl-cn2-manuel-burdese-e-il-nuovo-direttore-della-struttura-di-nefrologia-e-dialisi_124453.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/alba-e-langhe/asl-cn2-manuel-burdese-e-il-nuovo-direttore-della-struttura-di-nefrologia-e-dialisi_124453.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124453/153977.jpg" title="Manuel Burdese" alt="Manuel Burdese" /><br /><p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">L&rsquo;ASL Cn2 annuncia la nomina del dottor Manuel Burdese&nbsp;quale&nbsp;Direttore della Struttura Complessa di Nefrologia e Dialisi, incarico assunto a decorrere dal 1&deg; luglio 2026.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">La Struttura Complessa&nbsp;di Nefrologia e Dialisi rappresenta il punto di riferimento per la diagnosi, il monitoraggio e la cura delle malattie renali acute e croniche. L&rsquo;attivit&agrave; comprende la presa in carico dei pazienti lungo tutto il percorso assistenziale, dalla prevenzione alla diagnosi, alla cura delle nefropatie, al trattamento conservativo e sostitutivo della malattia renale cronica, fino al follow-up dei pazienti portatori di trapianto renale, garantendo un&rsquo;assistenza altamente specialistica e continuativa.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">La nomina del dottor Burdese conferma l&rsquo;impegno dell&rsquo;ASL Cn2 nel consolidare una disciplina strategica, chiamata oggi a rispondere ai bisogni assistenziali di pazienti sempre pi&ugrave; complessi e fragili, affetti da patologie croniche spesso potenzialmente evolutive, legate anche all&rsquo;invecchiamento della popolazione, attraverso percorsi di cura innovativi e integrati, ed una costante attenzione alla qualit&agrave; dell&rsquo;assistenza e all&rsquo;appropriatezza delle cure.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Il dottor Burdese si &egrave; laureato con lode in Medicina e Chirurgia nel 1997 all&rsquo;Universit&agrave; degli Studi di Torino, conseguendo successivamente la specializzazione in Nefrologia con il massimo dei voti. Nel 1998 &egrave; stato insignito del Premio Optime dell&rsquo;Unione Industriale di Torino, riconoscimento riservato ai laureati con il miglior curriculum accademico. Ha poi intrapreso il proprio percorso professionale presso&nbsp;la Nefrologia, Dialisi e Trapianto dell&rsquo;Azienda Ospedaliera Universitaria &ldquo;San Giovanni Battista&rdquo; di Torino, maturando una significativa esperienza nella gestione delle patologie renali in tutte le fasi di malattia, dal trattamento conservativo alla dialisi, fino al trapianto renale. Ha inoltre svolto attivit&agrave; di ricerca, didattica universitaria e formazione, affiancando ad un&rsquo;intensa attivit&agrave; clinica a favore di pazienti ad elevata complessit&agrave; un costante impegno scientifico, con numerose pubblicazioni e relazioni a congressi nazionali ed internazionali. Nel corso della propria attivit&agrave; ha inoltre sviluppato competenze specifiche nella cura delle glomerulopatie e delle malattie rare e genetiche di interesse nefrologico, nella nefrologia interventistica e onconefrologia, nella gestione delle nefropatie in gravidanza, nell&rsquo;assistenza omnicomprensiva del paziente portatore di trapianto renale, nonch&eacute; nell&rsquo;esecuzione di biopsie renali su reni nativi e trapiantati. Nel 2024 &egrave; stato nominato Direttore della Struttura Complessa di Nefrologia, Dialisi e Trapianto renale dell&rsquo;Azienda Ospedaliera di Perugia, incarico dal quale approda oggi all&rsquo;ASL CN2 per assumere la guida della Struttura Complessa di Nefrologia e Dialisi.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em>&ldquo;Accogliamo con grande piacere il dottor Burdese nella nostra Azienda Sanitaria&rdquo;</em>&nbsp;dichiara il&nbsp;Direttore Generale dell&rsquo;ASL CN2, dottoressa Paola Malvasio.&nbsp;<em>&ldquo;La sua esperienza professionale, maturata in centri italiani di riferimento per la nefrologia e il trapianto renale, rappresenta un valore importante per sviluppare un servizio capace di coniugare elevata competenza specialistica, innovazione e vicinanza ai pazienti. Con il suo arrivo intendiamo rafforzare ulteriormente i servizi sanitari offerti all&rsquo;utenza, che richiedono elevata competenza specialistica, continuit&agrave; assistenziale, lavoro multidisciplinare e una forte integrazione tra ospedale e territorio.&rdquo;</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em>&ldquo;Sono molto orgoglioso di entrare a far parte dell&rsquo;ASL Cn2 e di assumere la direzione della Struttura Complessa di Nefrologia e Dialisi&rdquo;</em>&nbsp;afferma il dottor&nbsp;Manuel Burdese.&nbsp;<em>&ldquo;Ho trovato un gruppo di professionisti molto preparati e motivati, con i quali condividere un percorso di crescita orientato al miglioramento continuo della qualit&agrave; delle cure. L&rsquo;obiettivo sar&agrave; mettere a disposizione dei cittadini competenze specialistiche elevate, innovazione organizzativa e attenzione alla cura della persona in toto, contribuendo allo sviluppo di una disciplina che accompagni i nostri pazienti lungo tutto il loro percorso di cura.&rdquo;</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Con l&rsquo;arrivo del dottor Burdese, l&rsquo;ASL Cn2 consolida ulteriormente la propria rete di professionalit&agrave; specialistiche, proseguendo il percorso di rafforzamento delle proprie strutture assistenziali, investendo su professionalit&agrave; di elevato profilo, per garantire ai cittadini un&rsquo;assistenza sempre pi&ugrave; qualificata, moderna e vicina ai bisogni del territorio.</p>]]></description><pubDate>Tue, 21 Jul 2026 09:48:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Adeguamento antisismico e nuovo Piano Direttorio per l’ospedale di Ceva: oltre 7 milioni di investimenti]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/adeguamento-antisismico-e-nuovo-piano-direttorio-per-lospedale-di-ceva-oltre-7-milioni-di-investimenti_124445.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/monregalese/adeguamento-antisismico-e-nuovo-piano-direttorio-per-lospedale-di-ceva-oltre-7-milioni-di-investimenti_124445.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124445/153965.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Sono stati presentati venerd&igrave; 17 luglio, presso la sala riunioni dell&rsquo;ospedale Poveri Infermi di Ceva, i lavori di adeguamento antisismico e il nuovo Pieno Direttorio che riguarderanno il nosocomio cebano. L&rsquo;evento &egrave; stato organizzato e voluto dall&rsquo;ASL CN1 e ha visto la partecipazione di numerosi esponenti del Comitato dei Sindaci Distretto Sud-Est ASL CN1, in primis il suo presidente, il sindaco di Monastero di Vasco Franco Bosio.</p>
<p>Un futuro ricco di novit&agrave;, quello che si prefigura per questo presidio sanitario di fondamentale importanza non solo per la citt&agrave;, ma per tutto il territorio limitrofo. Tra i vari ospedali di competenza dell&rsquo;ASL CN1, &egrave; stato scelto proprio quello di Ceva, pur essendo relativamente recente, in quanto ultimato solo nel 1990, in quanto Mondov&igrave; &egrave; ancora pi&ugrave; nuovo e gli ospedali di Fossano, Saluzzo e Savigliano convoglieranno presto nel nuovo dell&rsquo;Area Nord Ovest.&nbsp;</p>
<p>I lavori di adeguamento antisismico sono stati illustrati dall&rsquo;avvocato Diego Poggio, direttore amministrativo dell&rsquo;ASL CN1. Un intervento ingente, per un importo complessivo di 7.650.000 euro di fondi inizialmente PNRR e poi convertiti in fondi ex art. 20 della legge 67/1988. L&rsquo;intervento verr&agrave; effettuato sul corpo C1 dell&rsquo;edificio, coprendo un&rsquo;area di circa 1000 mq e per un totale di 477 giorni di lavori, con il termine previsto da cronoprogramma per inizio 2028.</p>
<p>Gli obiettivi sono il miglioramento della sicurezza strutturale, il rinnovo degli impianti elettrici, meccanici, speciali, idrico-sanitari, gas medicali e antincendio e la riorganizzazione della funzionalit&agrave; sanitaria, il tutto mantenendo la continuit&agrave; operativa e garantendo in toto erogazione dei servizi ospedalieri.&nbsp;</p>
<p>Nello specifico, il progetto prevede il consolidamento delle fondazioni e il miglioramento della capacit&agrave; portante, l&rsquo;irrigidimento dei solai, il rinforzo di travi e nodi trave-pilastro per l&rsquo;incremento della duttilit&agrave;, la realizzazione del nuovo giunto sismico tra corpo C1 e corpo C2 per prevenire il martellamento e la realizzazione di sistemi antisfondellamento e antiribaltamento degli elementi non strutturali.&nbsp;</p>
<p>Per garantire la continuit&agrave; la piena funzionalit&agrave; della struttura ospedaliera, lo svolgimento dei lavori prevede inoltre alcuni accorgimenti specifici: la separazione dell&rsquo;area di cantiere attraverso apposita recinzione posta in adiacenza del copro C1; gli accessi e i percorsi di cantiere distinti dagli accessi e dai percorsi sanitari e di emergenza; la programmazione delle interruzioni impiantistiche in condizioni controllate e concordate; i sezionamenti localizzati e il mantenimento delle utenze sanitarie essenziali e la massima riduzione possibile di polveri, rumori, vibrazioni e attraversamenti interferenti, cos&igrave; da impattare minimamente sulle attivit&agrave; all&rsquo;interno del resto dell&rsquo;ospedale. Proprio in merito a questo, Poggio ha ricordato che nei container, alcuni di questi gi&agrave; installati nel cortile antistante l&rsquo;ingresso, verranno trasferiti gli sportelli del laboratorio analisi e del pre ricovero, proprio per garantire un accesso differenziato e non sovrapponibile ai percorsi di cantiere.</p>
<p>&ldquo;Effettuare lavori in un ospedale &egrave; come cambiare le gomme a un&rsquo;auto in corsa, la sanit&agrave; non si pu&ograve; fermare, ed &egrave; questa la vera sfida&rdquo;. Ha commentato il direttore amministrativo. &ldquo;Il nostro obiettivo &egrave; quello di apportare ingenti lavori strutturali arrecando il minor disturbo possibile e, soprattutto, garantendo le prestazioni sanitarie nel loro complesso&rdquo;.</p>
<p>Un impegno in termini di lavori e di sforzo economico, che si inserisce in un percorso di valorizzazione della sanit&agrave; territoriale e che dar&agrave; seguito a una riorganizzazione non solo architettonica, ma funzionale, illustrata dal direttore sanitario dell&rsquo;ASL, la dottoressa Monica Rebora.<br>La riorganizzazione si innesta in un solco di eccellenza gi&agrave; tracciato dall&rsquo;ospedale cebano. Il 9% in pi&ugrave; di prestazioni erogate rispetto ai primi 5 mesi del 2025 secondo il PNGLA (Piano Nazionale di Governo delle Liste d&rsquo;Attesa), un importante incremento di erogazione di prestazioni, soprattutto in Gastroenterologia e Ostetricia-Ginecologia, e un aumento del 5% rispetto ai primi 5 mesi del 2025 di interventi chirurgici a bassa e media intensit&agrave;, il che ha comportato un impegno significativo nelle attivit&agrave; di pre ricovero, ma anche nella gestione delle sale operatorie. Anche in termini di assunzioni, Ceva si &egrave; contraddistinta per un bilancio particolarmente positivo: 31 nuove unit&agrave; dal primo gennaio 2024 a oggi, a fronte di 10 cessazioni di attivit&agrave; professionale nello stesso periodo di tempo.&nbsp;</p>
<p>Il nuovo Piano Direttorio, cos&igrave; come deliberato gi&agrave; con provvedimento del primo ottobre 2025, prevede collocazioni pi&ugrave; omogenee dei reparti e un&rsquo;ottimizzazione dei percorsi. La ricollocazione della Dialisi dal quarto al primo piano, l&rsquo;aumento delle postazioni da 8 a 12 e il rifacimento dell&rsquo;impianto di osmosi rappresenteranno uno dei fiori all&rsquo;occhiello di questo percorso, che permetter&agrave; un accesso sia pi&ugrave; agevole, sia pi&ugrave; esteso, lasciando cos&igrave; spazio anche a eventuali villeggianti, che potranno sottoporsi alla dialisi in un nosocomio vicino alle vallate e alla Langa cebana.&nbsp;</p>
<p>Tutta l&rsquo;area chirurgica verr&agrave; parimenti riorganizzata al primo piano, dove troveranno casa quindi il Day Surgery, la Chirurgia, l&rsquo;Oculistica, il servizio di endoscopia e l&rsquo;Ospedale di Comunit&agrave; inaugurato a febbraio. Il secondo piano vedr&agrave; degenza e riabilitazione, con locali di supporto al personale e all&rsquo;utenza. Al terzo piano verranno ampliati gli spazi ambulatoriali dedicati alla libera professione e ci saranno locali dedicati all&rsquo;attivit&agrave; di associazioni del settore socio-sanitario, in particolare l&rsquo;AVIS. Il quarto e ultimo piano sar&agrave; destinato agli uffici e al Corpo Logistico Sanitario Piemontese, una rete di volontari istituita dalla Regione Piemonte per il trasporto e l'accompagnamento protetto di anziani e soggetti fragili verso altri ospedali e case di cura. Il piano seminterrato, infine, ospiter&agrave; locali tecnici, depositi, spazi di servizio, farmacia e il locale osmosi a servizio del reparto Dialisi. La riorganizzazione prevista dal Piano Direttorio &egrave; in sintonia con una serie di iniziative gi&agrave; avviate, o in fase di avvio, volte a implementare ulteriormente il servizio presente a Ceva.</p>
<p>Da luglio infatti &egrave; stato aperto un ulteriore ambulatorio per prime visite allergologiche, dando una risposta a un&rsquo;esigenza molto diffusa e ramificata. A partire da agosto verranno potenziati gli ambulatori di Chirurgia Cardiovascolare, con almeno 3 ambulatori al mese da 4 ore ciascuno. Verr&agrave; inoltre siglato un protocollo Piemonte-Liguria per uno scambio di competenze, figure professionali e buone prassi. Nello specifico, alcuni medici dell&rsquo;Ostetricia-Ginecologia si recheranno a supporto dell&rsquo;ASL di Savona e alcuni radiologi si recheranno negli ospedali di Ceva e Mondov&igrave;. Oltre a questo, Ceva vedr&agrave; l&rsquo;arrivo di un nuovo geriatra e un ambulatorio di ortopedia garantito dalla collaborazione con l&rsquo;ospedale di Mondov&igrave;.&nbsp;</p>
<p>Il potenziamento delle prestazioni &egrave; dato inoltre anche dalla tecnologia messa in campo per diagnosi e terapie. Dal 19 giugno &egrave; infatti operativa la nuova TAC, ma prima ancora di questo importante traguardo Ceva ha visto l&rsquo;inserimento della MOC, del nuovo ecografo per il reparto di Medicina Interna e, tra le apparecchiature collaudate tra il 2025 e il 2026, si ricordano alcuni ecografi, PC medicali per le cartelle cliniche elettroniche, i cicloergometri per la riabilitazione e i ventilatori polmonari trasportabili.&nbsp;</p>
<p>&ldquo;L&rsquo;ospedale di Ceva si contraddistingue per dinamicit&agrave; ed eccellenza, &egrave; un presidio fondamentale per l&rsquo;intera area ed eroga numerose prestazioni&rdquo;, queste le parole della dottoressa Rebora. &ldquo;Lo scopo della riorganizzazione &egrave; non solo garantire questi alti livelli di prestazione, ma migliorarli e implementarli ulteriormente. Il nuovo impianto di osmosi della Dialisi, che &egrave; fondamentale per evitare infezioni e complicazioni, la nuova collocazione delle chirurgie, che garantir&agrave; un efficientamento ancora maggiore, l&rsquo;agevolazione dell&rsquo;accesso ai percorsi da parte dei pazienti in ogni campo, in particolare in campo endoscopico e gastroenterologico, che nel Cuneese sono oggetto di indagini di prevenzione che raccolgono un&rsquo;ampia adesione, tutto questo ci permette di rinnovare e arricchire l&rsquo;offerta del servizio agli utenti&rdquo;.</p>
<p>In chiusura, la dottoressa Ornella Righello, dirigente medico del Distretto Sud-Est, ha invece illustrato le funzioni e gli ambulatori della nuova Casa di Comunit&agrave;, attivata il 13 maggio in un&rsquo;ottica di rafforzamento del legame sanit&agrave;-territorio. La Casa di Comunit&agrave; &egrave; uno spazio dove gli utenti possono trovare servizi trasversali, sia per il monitoraggio di patologie croniche, quali le cardiopatie, il diabete mellito, le patologie renali e la broncopatia cronica ostruttiva, sia per i piccoli malanni, inconvenienti e problemi di salute quotidiani. Qui infatti &egrave; possibile trovare due pediatre di libera scelta, gli ambulatori alcuni medici di Medicina Generale che hanno aderito a prestare alcune ore di servizio presso la Casa e lo sportello multifunzione, riattivato dall&rsquo;ASL CN1 con un notevole sforzo economico. La compresenza di medici di base, specialisti e infermieri di comunit&agrave; garantisce infatti un servizio atto a far fronte a molteplici necessit&agrave;, garantendo al contempo un presidio immediato per chi ne abbia bisogno e un alleggerimento del carico di pressione sul Pronto Soccorso. Uno snodo importante sia per il passaggio tra ospedale e territorio, sia per il passaggio tra territori diversi per la presa in carico delle cure domiciliari, e un ulteriore servizio sanitario per l&rsquo;intera collettivit&agrave;.</p>
<p>&ldquo;Sono particolarmente felice di essere qui questa sera, anche se oggi sono in veste di pubblico e di uditore. I protagonisti sono l&rsquo;avvocato Diego Poggio e la dottoressa Monica Rebora, che illustrano queste importanti novit&agrave;&rdquo;, queste le parole del direttore generale dell&rsquo;ASL CN1, Giuseppe Guerra. &ldquo;Posso confermare, come gi&agrave; anticipato dai due direttori, che Ceva avr&agrave; un ambulatorio ortopedico in pi&ugrave; e che, in collaborazione con Savona, ci sar&agrave; uno scambio tra Ostetricia-Ginecologia e Radiologia, andando cos&igrave; incontro alle esigenze di due territori limitrofi. L&rsquo;ASL CN1 ha particolarmente a cuore questi lavori perch&eacute; apportano fondamentali migliorie sia alla struttura, da un punto di vista edilizio, sia alla qualit&agrave; del servizio erogato, mantenendo sempre al centro il bene del paziente&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Accolgo con grande soddisfazione la presentazione del progetto di adeguamento antisismico dell&rsquo;ospedale di Ceva, un intervento importante che guarda al futuro di un presidio fondamentale per tutto il nostro territorio&rdquo;, prosegue il sindaco Franco Bosio a nome del Comitato dei Sindaci Distretto Sud-Est. &ldquo;Esprimo il mio sincero apprezzamento all&rsquo;ASL CN1 per l&rsquo;impegno e il lavoro svolto nel rendere possibile questo investimento. L&rsquo;auspicio &egrave; che, una volta completata l&rsquo;opera, la riorganizzazione prevista dal Piano Direttorio consenta di rafforzare ulteriormente l&rsquo;offerta sanitaria e di garantire servizi sempre pi&ugrave; efficaci ai cittadini di tutto il territorio&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;L&rsquo;ospedale di Ceva &egrave;, come sottolineato anche dai relatori, un punto importante per la sanit&agrave; cebana e non solo&rdquo;, dichiara il primo cittadino di Ceva Fabio Mottinelli. &ldquo;Il &ldquo;nostro&rdquo; ospedale non &egrave; nostro in senso letterale, lo sentiamo nostro forse per senso di appartenenza, ma &egrave; un presidio per tutto il territorio. Le modifiche e le migliorie che verranno apportate, e che sono gi&agrave; in corso, sono un quid pluris per tutti i cittadini che debbano recarsi in ospedale e che qui troveranno spazi nuovi, prestazioni efficientate, percorsi e accessi agevolati. Ringraziamo l&rsquo;ASL CN1 e la Regione Piemonte per l&rsquo;attenzione che sempre prestano all&rsquo;ospedale cebano, un&rsquo;attenzione che sta dando frutti importanti per la salute di tutti&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Finalmente la Direzione Generale ha accolto la richiesta dei sindaci e sta illustrando le iniziative che ha assunto per sostenere la sanit&agrave; territoriale e ospedaliera di questo Distretto. Siamo grati per questo", conclude il sindaco di Mondov&igrave;, Luca Robaldo. &ldquo;&Egrave; stato poi di particolare interesse comprendere meglio le funzionalit&agrave; di Case e Ospedali di Comunit&agrave;: su questi due elementi ho espresso alla Direzione Generale la forte volont&agrave; collaborativa del comune di Mondov&igrave; e, sono certo, di tutti i Comuni della zona per spiegare approfonditamente ai cittadini tali funzionalit&agrave;&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Tue, 21 Jul 2026 09:07:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Frodi e abusi in sanità costano 6 miliardi di euro all'anno: "Decisiva la prevenzione, non la repressione"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/frodi-e-abusi-in-sanita-costano-6-miliardi-di-euro-all-anno-decisiva-la-prevenzione-non-la-repressione_124419.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/frodi-e-abusi-in-sanita-costano-6-miliardi-di-euro-all-anno-decisiva-la-prevenzione-non-la-repressione_124419.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124419/153935.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Si stima che l'impatto economico di frodi e abusi sia intorno al 5,59% della spesa sanitaria pubblica in Italia, pari a circa 6 miliardi di euro l'anno. Per questo servono uniformit&agrave; e interoperabilit&agrave; dei software usati dalle aziende sanitarie, potenziamento dell&rsquo;istituto del &ldquo;whistleblowing&rdquo; (pratica con cui un dipendente, un collaboratore o un fornitore segnala in modo protetto un illecito, una frode o un pericolo scoperto sul luogo di lavoro) e incremento della cultura della trasparenza e anticorruzione nella PA. Queste le proposte emerse dal seminario &ldquo;La prevenzione di frodi e abusi per una corretta gestione della sanit&agrave; regionale&rdquo;, ospitato a Palazzo Lascaris.</p>
<p>Organizzato congiuntamente dalle Commissioni Legalit&agrave; e Sanit&agrave; del Consiglio regionale, ha visto in apertura l&rsquo;intervento del presidente dell&rsquo;Autorit&agrave; Nazionale Anticorruzione (Anac), Giuseppe Busia: &ldquo;La prevenzione, non la repressione, &egrave; la leva decisiva per proteggere la sanit&agrave;. Le regole anticorruzione, se ben applicate e digitalizzate, non sono un freno burocratico ma un volano di efficienza, qualit&agrave; delle cure e fiducia del cittadino. Il filo conduttore &egrave; la trasparenza. La soluzione non sta in un singolo intervento ma nella combinazione di pi&ugrave; misure e nella collaborazione tra istituzioni nazionali e regionali&rdquo;. &ldquo;L'entit&agrave; degli investimenti in sanit&agrave; (oltre un quarto della spesa pubblica in contratti per lavori, servizi e forniture) e l'ampia asimmetria informativa tra medico e paziente rendono le pratiche scorrette pi&ugrave; difficili da individuare &ndash; ha proseguito &ndash; per questo serve un'"alleanza per l'integrit&agrave;" da costruire insieme, nella e per la trasparenza, per ridurre il cattivo uso di risorse sempre scarse. Con un duplice fine: restituire fiducia ai pazienti e orgoglio a chi opera nel settore sanitario, non solo per le cure erogate ma per il modo corretto in cui vengono erogate. I whistleblower sono figure preziose per raggiungere questi obiettivi&rdquo;.</p>
<p>A seguire l&rsquo;intervento di Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe, che ha presentato il recente report in cui sono contenuti i numeri dell&rsquo;impatto economico: &ldquo;Emergono come criticit&agrave; del settore la frammentazione della terminologia utilizzata, la scarsa interoperabilit&agrave; dei sistemi informativi, il sistema di controlli eccessivamente sbilanciato sui controlli ex post e non sulla prevenzione, conflitti di interesse. Come Fondazione proponiamo la creazione di un osservatorio nazionale, un sistema integrato che metta a fattor comune dati amministrativi, contabili e giudiziari gi&agrave; in possesso dello Stato, rendendoli accessibili per misure preventive; utilizzo di strumenti di sistemi di AI predittiva per identificare segnali di deviazione prima che il danno economico o sanitario si verifichi; spostamento dell&rsquo;attenzione dalla trasparenza della gara d'appalto (fase esecutiva) alla trasparenza della programmazione dei fabbisogni, verificando se l'acquisto risponda a un reale bisogno di salute&rdquo;.</p>
<p>Dopo i saluti della sottosegretaria della Giunta, Claudia Porchietto che ha sottolineato &ldquo;la necessit&agrave; di passare da una gestione reattiva a una proattiva della spesa sanitaria, utilizzando strumenti analitici per dare risposte migliori ai cittadini&rdquo; e auspicato &ldquo;un lavoro sinergico tra Giunta e Consiglio regionale per implementare le proposte emerse dal seminario&rdquo;, il presidente della Quarta Commissione, Luigi Icardi, ha ripercorso le tappe del progetto "Gli anticorpi della corruzione" realizzato in collaborazione con Agenas durante la pandemia Covid-19.</p>
<p>&ldquo;Siamo stati i primi in Italia ad aprire un&rsquo;unit&agrave; di crisi nel 2019. Di fronte a servizi difficili da approvvigionare, &egrave; stato creato un settore dedicato agli acquisti come scudo verso eventuali truffe e proroghe reiterate dei contratti, che ci ha permesso &ndash; ad esempio - di bloccare una truffa grazie a questo presidio giuridico. Nell'autunno dello stesso anno &egrave; nato un settore specifico anticorruzione nella direzione sanit&agrave; che ha lavorato sulle criticit&agrave; principali: contratti di approvvigionamento beni e servizi, gestione liste d'attesa, rapporti con le case farmaceutiche. Inoltre abbiamo promosso un piano formativo su misure di trasparenza e anticorruzione per i referenti delle Asl, che all&rsquo;inizio &egrave; stato vissuto dai dipendenti come un ulteriore adempimento, ma poi ha dato i suoi frutti. La formazione continua serve a combattere l'opacit&agrave; della funzione, alzare il livello etico e disinnescare i meccanismi di auto-assoluzione. Infine voglio sottolineare il grande lavoro che c&rsquo;&egrave; da fare sui sistemi informativi delle Asl che sono diverse decine, diversi tra loro e non comunicanti&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Sul grado di contrasto all'illegalit&agrave; sono stati fatti passi da gigante, nella consapevolezza che le attivit&agrave; anticorruzione non sono un mero adempimento ma generano valore pubblico &ndash; ha aggiunto la responsabile del settore Anticorruzione e vigilanza sui contratti e sulle strutture pubbliche e private in Sanit&agrave;, Laura Benente - la diffusione non &egrave; per&ograve; totale: resta un lavoro culturale da fare sulla parte organizzativa, meno misurabile oggettivamente. Serve agire su due fronti: gli strumenti normativi di vigilanza e prevenzione, e il consolidamento culturale dei risultati gi&agrave; raggiunti&rdquo;.</p>
<p>Per il presidente dell&rsquo;Organismo regionale per il controllo collaborativo (Orecol), Luca Libra, &ldquo;l&rsquo;istituzione dell&rsquo;organismo ha rappresentato un cambio di paradigma. Noi non siamo un tribunale, non interveniamo ex post. Ma siamo una sentinella di prossimit&agrave; chiamata a presidiare un&rsquo;area grigia che non possiamo pi&ugrave; sottovalutare. Va istituzionalizzato un modello di controllo preventivo che affronti non solo i reati penali, ma anche le inefficienze amministrative e le asimmetrie informative che generano danni concreti ai cittadini. Come detto in precedenza, c&rsquo;&egrave; urgenza di un sistema informativo unico, la frammentazione dei software attuali crea zone di rischio gestionale che, pur non essendo necessariamente reati, rappresentano punti di debolezza strutturale&rdquo;.</p>
<p>Nelle conclusioni, il presidente della Commissione Legalit&agrave;, Domenico Rossi, ha sottolineato che &ldquo;di fronte a questi numeri e questi problemi &egrave; evidente che dobbiamo compiere un salto di qualit&agrave; spostando il focus dai controlli ex-post, che intervengono quando il danno &egrave; ormai compiuto, a una strategia di prevenzione ordinaria. Va fatto innanzitutto per per tutelare il bene supremo del diritto alla salute: in un momento cos&igrave; delicato non possiamo permetterci sprechi di risorse. Per rendere efficace questa svolta servono una reale integrazione dei flussi informativi e la piena digitalizzazione delle procedure per far dialogare le banche dati, una trasparenza reale sulle liste d'attesa, il potenziamento degli uffici dell'anticorruzione regionale e un maggiore coordinamento tra i soggetti che si occupano di legalit&agrave; e controlli. Valuteremo l'attivazione di un programma strutturato di audizioni".</p>
<p>All&rsquo;incontro hanno partecipato i consiglieri Eugenio Zappal&agrave; (Fdi), Gianna Pentenero, Monica Canalis, Laura Pompeo, Daniele Valle (Pd), Silvio Magliano (Lista Cirio), il difensore civico Paola Baldovino, i componenti dell&rsquo;Orecol Aurora Andrea Di Benedetto e Nicola Longo.</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 17:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA["La progressiva riduzione dei servizi sanitari rende sempre più difficile vivere nelle valli"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-progressiva-riduzione-dei-servizi-sanitari-rende-sempre-piu-difficile-vivere-nelle-valli_124414.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-progressiva-riduzione-dei-servizi-sanitari-rende-sempre-piu-difficile-vivere-nelle-valli_124414.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124414/153929.jpg" title="" alt="" /><br /><p>"La vicenda della cessazione dell&rsquo;attivit&agrave; di due pediatre nel Distretto Sud Ovest dell&rsquo;ASL CN1 e della loro sostituzione soltanto a partire, presumibilmente, dal mese di ottobre &egrave; l&rsquo;ennesimo segnale del progressivo impoverimento della sanit&agrave; territoriale nelle aree interne del Piemonte. A pagare il prezzo di questa situazione sono ancora una volta le famiglie, costrette a fare i conti con una crescente incertezza nell&rsquo;accesso a un servizio fondamentale".</p>
<p>Lo dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Calderoni, commentando la riorganizzazione annunciata dall&rsquo;ASL CN1.</p>
<p>"Va riconosciuto lo sforzo dell&rsquo;ASL e dei professionisti che hanno dato la disponibilit&agrave; a garantire la continuit&agrave; assistenziale in una fase di emergenza. Il problema, per&ograve;, non &egrave; l&rsquo;impegno degli operatori, ma una politica sanitaria regionale che da anni rincorre le emergenze invece di prevenirle".</p>
<p>"Colpisce inoltre il tono di alcuni comunicati diffusi in questi giorni, che presentano come una novit&agrave; positiva quella che, nella realt&agrave;, &egrave; una gestione obbligata di una grave carenza di pediatri. Un pediatra annunciato ad ottobre in sostituzione due che cessano l&rsquo;attivit&agrave; adesso, non &egrave; un successo. Le famiglie non vedono un potenziamento del servizio: vedono medici che se ne vanno, ambulatori che vengono accorpati e distanze che aumentano".</p>
<p>Per Calderoni la questione supera il singolo episodio: "La progressiva riduzione dei servizi sanitari &egrave; uno dei principali fattori che rendono sempre pi&ugrave; difficile vivere nelle valli, nelle aree montane e nei territori rurali della Granda e del Piemonte. Se una famiglia sa che sar&agrave; pi&ugrave; complicato trovare un pediatra, un medico di medicina generale o accedere ai servizi territoriali, sar&agrave; inevitabilmente meno incentivata a scegliere questi territori per vivere e lavorare. Lo spopolamento non si combatte con gli slogan, ma garantendo servizi pubblici di qualit&agrave;".</p>
<p>"La Giunta Cirio continua a parlare di valorizzazione delle aree interne, ma la realt&agrave; racconta altro, ma senza un piano per rendere attrattiva la medicina e la pediatria territoriale nelle zone periferiche, senza incentivi adeguati e una programmazione capace di anticipare pensionamenti e trasferimenti, continueremo a rincorrere le emergenze, scaricandone i costi sulle famiglie. La sanit&agrave; pubblica &egrave; il primo presidio di cittadinanza. Quando arretra nelle valli e nelle campagne, arretra anche la possibilit&agrave; di continuare a viverci".</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 15:57:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA["La corruzione lede il diritto alla salute"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-corruzione-lede-il-diritto-alla-salute_124411.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-corruzione-lede-il-diritto-alla-salute_124411.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124411/153925.jpg" title="" alt="" /><br /><p>"La corruzione lede il diritto alla salute. Prevenire l'illegalit&agrave; significa garantire servizi sanitari equi, imparziali e di alta qualit&agrave; ai cittadini. Per questo, ora &egrave; tempo di una svolta culturale che provochi un clima di intolleranza alla corruzione perch&eacute; &egrave; un vero danno sociale".</p>
<p>Con queste parole, Luigi Genesio Icardi, presidente della Commissione Sanit&agrave; del Consiglio Regionale, stamane ha introdotto il suo intervento al seminario dal titolo: "La prevenzione di frodi e abusi per una corretta gestione della sanit&agrave; regionale", al quale sono intervenuti il presidente dell'Autorit&agrave; nazionale anticorruzione (Anac), Giuseppe Busia, il presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, la responsabile del Settore Anticorruzione e Vigilanza sui contratti e sulle strutture pubbliche e private della Regione Piemonte, Laura Benente, il presidente dell'Organismo regionale per il controllo collaborativo (Orecol), Luca Libra e il presidente della Commissione regionale per la promozione della cultura della legalit&agrave; e contrasto ai fenomeni mafiosi, Domenico Rossi.</p>
<p>"Gli anticorpi della corruzione-prosegue Icardi - &egrave; il titolo di un progetto di ricerca - intervento unico in Italia, sviluppato a partire dal 2020, in piena pandemia, durante il mio mandato di assessore alla Sanit&agrave; regionale, grazie alla collaborazione dell'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas). Abbiamo sviluppato un settore anticorruzione e vigilanza sui contratti delle strutture pubbliche e private presso la Direzione Sanit&agrave; e Welfare della Regione Piemonte, un piano formativo sulle misure di trasparenza, rivolto ai referenti degli uffici delle aziende sanitarie regionali e un sostanzioso pacchetto di linee guida, per la promozione di buone pratiche e il contrasto ai fenomeni corruttivi. Per l&rsquo;intera durata del progetto, fino al 2023, sono stati direttamente coinvolti i Responsabili dei servizi di prevenzione della corruzione e della trasparenza delle aziende sanitarie regionali".</p>
<p>Tutti i relatori al seminario sono convenuti sulla necessit&agrave; di prevenire e contrastare la corruzione nel SSN attraverso l'aggiornamento delle politiche di anticorruzione sulla base delle criticit&agrave; emergenti, l'implementazione di norme e controlli e la formazione dei professionisti a tutti i livelli.</p>
<p>In conclusione, Icardi: "Credo nell'importanza del coinvolgimento diretto di tutti i professionisti del Sistema Sanitario Nazionale sui temi della prevenzione della corruzione in sanit&agrave;, come leva della promozione della cultura della legalit&agrave; e dell&rsquo;etica professionale. La formazione, in modo particolare, pu&ograve; svolgere un ruolo significativo nel combattere l'opacit&agrave; e la corruzione. Possiamo fornire ai professionisti i giusti strumenti per reagire alla tolleranza verso i fenomeni corruttivi ai quali non dobbiamo abituarci perch&egrave; ledono i diritti di uguaglianza, la fiducia nelle istituzioni e incidono sulla qualit&agrave; del servizio pubblico reso alla collettivit&agrave;".</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 15:35:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Liste d'attesa, un numero gratuito per ottenere visite ed esami nei tempi previsti]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-un-numero-gratuito-per-ottenere-visite-ed-esami-nei-tempi-previsti_124392.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-un-numero-gratuito-per-ottenere-visite-ed-esami-nei-tempi-previsti_124392.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124392/153899.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Piemonte &egrave; tra le regioni che registrano le maggiori difficolt&agrave; nel rispetto dei tempi delle liste d'attesa per le prestazioni sanitarie. Molti cittadini, per&ograve;, non sanno che quando la prestazione viene fissata oltre i termini previsti possono chiedere una soluzione alternativa all'attendere mesi per una visita specialistica o un esame diagnostico. &Egrave; la situazione in cui si trovano molte persone che, davanti a liste d&rsquo;attesa sempre pi&ugrave; lunghe, non conoscono gli strumenti previsti per far rispettare i tempi indicati nella propria prescrizione medica.</p>
<p>Ogni richiesta di primo accesso per una prestazione sanitaria deve infatti riportare una classe di priorit&agrave;, alla quale corrisponde un tempo massimo entro cui la prestazione dovrebbe essere garantita. Se la data proposta supera quel termine, il cittadino pu&ograve; chiedere l&rsquo;attivazione delle procedure previste per ottenere la prestazione entro i tempi stabiliti.</p>
<p>Un diritto che per&ograve;, nella pratica, resta poco conosciuto: molte persone non sanno che questa possibilit&agrave; esiste, non sanno a chi rivolgersi o non riescono a orientarsi tra moduli e procedure.</p>
<p>Per colmare questo vuoto informativo, il Numero Bianco dell&rsquo;Associazione Luca Coscioni (0699313409) impegnata a livello internazionale nella tutela del diritto alla salute, amplia oggi il proprio servizio: accanto alle informazioni sui diritti nel fine vita, offre ai cittadini orientamento anche sulle liste d&rsquo;attesa, spiegando come muoversi per far valere i propri diritti.&nbsp;</p>
<p>"Un diritto non conosciuto rischia, nei fatti, di non essere esercitato. Questo vale quando una persona deve affrontare una scelta delicata sul fine vita, ma anche quando deve accedere a una prestazione sanitaria in tempi congrui. Su entrambi i temi, la complessit&agrave; delle procedure e la difficolt&agrave; nel reperire informazioni chiare possono generare tempi incerti, confusione e impedire ai cittadini di conoscere e utilizzare pienamente i propri diritti", spiega l&rsquo;Associazione Luca Coscioni.&nbsp;</p>
<p>Chiamando il Numero Bianco, i cittadini possono ricevere informazioni su come attivare il percorso previsto per le liste d&rsquo;attesa e su quali passaggi seguire per presentare la richiesta alla struttura sanitaria.&nbsp;La chiamata &egrave; gratuita. Se gli operatori sono impegnati, &egrave; possibile lasciare un messaggio e ricevere un richiamo.</p>
<p>L&rsquo;associazione invita inoltre tutti i cittadini a segnalare eventuali difficolt&agrave; o inadempienze scrivendo a informazioni@associazionelucacoscioni.it, cos&igrave; da poter valutare eventuali azioni legali o iniziative di tutela collettiva.</p>
<p>Per maggiori informazioni e per scaricare il modulo: <a href="https://www.associazionelucacoscioni.it/liste-attesa" target="_blank" rel="nofollow">www.associazionelucacoscioni.it/liste-attesa</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 12:52:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Ex Policlinico, la proposta di Azione: “Diventi il nuovo cuore della sanità universitaria”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ex-policlinico-la-proposta-di-azione-diventi-il-nuovo-cuore-della-sanita-universitaria_124374.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ex-policlinico-la-proposta-di-azione-diventi-il-nuovo-cuore-della-sanita-universitaria_124374.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124374/153870.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Decenni di abbandono e uno stallo burocratico complesso che incide sul decoro dell&rsquo;area. &Egrave; questo il quadro dell&rsquo;ex Policlinico di Cuneo, all&rsquo;angolo tra corso Dante e via Bassignano, sul quale Azione Cuneo sceglie di intervenire avanzando una proposta dettagliata: collaborare per trasformare l'area in un Centro Universitario di eccellenza nazionale per Master e Specializzazioni Infermieristiche. &ldquo;La Delibera di Giunta n. 20 del 27 gennaio 2022 aveva tracciato una strada approvando un piano per la costruzione di 28 alloggi residenziali e spazi terziari. Tuttavia, la convenzione urbanistica non &egrave; ancora stata formalizzata e la struttura continua a versare in condizioni di forte precariet&agrave;&rdquo;, dichiara Nicol&ograve; Musso, segretario cittadino del partito di Carlo Calenda: &ldquo;Consapevoli dei vincoli tecnici e finanziari che il Comune si trova ad affrontare per un eventuale esproprio pubblico diretto, riteniamo sia il momento di unire le forze intorno a una terza via. Una soluzione pienamente conforme al Piano Regolatore vigente, che gi&agrave; prevede destinazioni d'uso per attrezzature culturali e servizi legati alla ricerca&rdquo;.</p>
<p>Il progetto elaborato da Azione prevede una riqualificazione profonda su quattro livelli, capace di ospitare tra i 150 e i 250 studenti contemporaneamente. La struttura integrerebbe sei aule didattiche principali, laboratori di simulazione sanitaria d'avanguardia, spazi dedicati alla telemedicina e un'area residenziale da 80 a 120 posti letto per studenti fuori sede o professionisti in formazione continua. Il tutto valorizzato dalla brevissima distanza dall&rsquo;ospedale "Santa Croce e Carle", configurando un hub strategico per tutto il Piemonte meridionale.</p>
<p>&ldquo;Attraverso lo strumento del Partenariato Pubblico-Privato (PPP) o il coinvolgimento di una fondazione universitaria, e attingendo ai canali di finanziamento regionali e ministeriali, l'opera pu&ograve; raggiungere una piena solidit&agrave; economico-finanziaria a regime, senza gravare sul bilancio comunale&rdquo;, evidenzia Andrea Calosso, vice segretario di Azione Cuneo: &ldquo;Orientare la rigenerazione dell'ex Policlinico in una cittadella universitaria permetterebbe di contrastare la carenza di professionisti sanitari sul territorio, valorizzare il ruolo formativo dell'ospedale hub di Cuneo e generare un indotto virtuoso per il quartiere&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Davanti a un blocco che si trascina da anni, intendiamo offrire all'amministrazione comunale un contributo concreto di idee&rdquo;, concludono Musso e Calosso: &ldquo;Invitiamo la sindaca Manassero e la Giunta a valutare questa opportunit&agrave;, aprendo un tavolo di confronto con l'Universit&agrave; e l'Azienda Ospedaliera. Lavoriamo insieme per dare a Cuneo una grande infrastruttura legata ai giovani, allo sviluppo universitario e alla qualit&agrave; della nostra sanit&agrave;&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 09:47:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item></channel></rss>
