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<p>Organizzato congiuntamente dalle Commissioni Legalit&agrave; e Sanit&agrave; del Consiglio regionale, ha visto in apertura l&rsquo;intervento del presidente dell&rsquo;Autorit&agrave; Nazionale Anticorruzione (Anac), Giuseppe Busia: &ldquo;La prevenzione, non la repressione, &egrave; la leva decisiva per proteggere la sanit&agrave;. Le regole anticorruzione, se ben applicate e digitalizzate, non sono un freno burocratico ma un volano di efficienza, qualit&agrave; delle cure e fiducia del cittadino. Il filo conduttore &egrave; la trasparenza. La soluzione non sta in un singolo intervento ma nella combinazione di pi&ugrave; misure e nella collaborazione tra istituzioni nazionali e regionali&rdquo;. &ldquo;L'entit&agrave; degli investimenti in sanit&agrave; (oltre un quarto della spesa pubblica in contratti per lavori, servizi e forniture) e l'ampia asimmetria informativa tra medico e paziente rendono le pratiche scorrette pi&ugrave; difficili da individuare &ndash; ha proseguito &ndash; per questo serve un'"alleanza per l'integrit&agrave;" da costruire insieme, nella e per la trasparenza, per ridurre il cattivo uso di risorse sempre scarse. Con un duplice fine: restituire fiducia ai pazienti e orgoglio a chi opera nel settore sanitario, non solo per le cure erogate ma per il modo corretto in cui vengono erogate. I whistleblower sono figure preziose per raggiungere questi obiettivi&rdquo;.</p>
<p>A seguire l&rsquo;intervento di Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe, che ha presentato il recente report in cui sono contenuti i numeri dell&rsquo;impatto economico: &ldquo;Emergono come criticit&agrave; del settore la frammentazione della terminologia utilizzata, la scarsa interoperabilit&agrave; dei sistemi informativi, il sistema di controlli eccessivamente sbilanciato sui controlli ex post e non sulla prevenzione, conflitti di interesse. Come Fondazione proponiamo la creazione di un osservatorio nazionale, un sistema integrato che metta a fattor comune dati amministrativi, contabili e giudiziari gi&agrave; in possesso dello Stato, rendendoli accessibili per misure preventive; utilizzo di strumenti di sistemi di AI predittiva per identificare segnali di deviazione prima che il danno economico o sanitario si verifichi; spostamento dell&rsquo;attenzione dalla trasparenza della gara d'appalto (fase esecutiva) alla trasparenza della programmazione dei fabbisogni, verificando se l'acquisto risponda a un reale bisogno di salute&rdquo;.</p>
<p>Dopo i saluti della sottosegretaria della Giunta, Claudia Porchietto che ha sottolineato &ldquo;la necessit&agrave; di passare da una gestione reattiva a una proattiva della spesa sanitaria, utilizzando strumenti analitici per dare risposte migliori ai cittadini&rdquo; e auspicato &ldquo;un lavoro sinergico tra Giunta e Consiglio regionale per implementare le proposte emerse dal seminario&rdquo;, il presidente della Quarta Commissione, Luigi Icardi, ha ripercorso le tappe del progetto "Gli anticorpi della corruzione" realizzato in collaborazione con Agenas durante la pandemia Covid-19.</p>
<p>&ldquo;Siamo stati i primi in Italia ad aprire un&rsquo;unit&agrave; di crisi nel 2019. Di fronte a servizi difficili da approvvigionare, &egrave; stato creato un settore dedicato agli acquisti come scudo verso eventuali truffe e proroghe reiterate dei contratti, che ci ha permesso &ndash; ad esempio - di bloccare una truffa grazie a questo presidio giuridico. Nell'autunno dello stesso anno &egrave; nato un settore specifico anticorruzione nella direzione sanit&agrave; che ha lavorato sulle criticit&agrave; principali: contratti di approvvigionamento beni e servizi, gestione liste d'attesa, rapporti con le case farmaceutiche. Inoltre abbiamo promosso un piano formativo su misure di trasparenza e anticorruzione per i referenti delle Asl, che all&rsquo;inizio &egrave; stato vissuto dai dipendenti come un ulteriore adempimento, ma poi ha dato i suoi frutti. La formazione continua serve a combattere l'opacit&agrave; della funzione, alzare il livello etico e disinnescare i meccanismi di auto-assoluzione. Infine voglio sottolineare il grande lavoro che c&rsquo;&egrave; da fare sui sistemi informativi delle Asl che sono diverse decine, diversi tra loro e non comunicanti&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Sul grado di contrasto all'illegalit&agrave; sono stati fatti passi da gigante, nella consapevolezza che le attivit&agrave; anticorruzione non sono un mero adempimento ma generano valore pubblico &ndash; ha aggiunto la responsabile del settore Anticorruzione e vigilanza sui contratti e sulle strutture pubbliche e private in Sanit&agrave;, Laura Benente - la diffusione non &egrave; per&ograve; totale: resta un lavoro culturale da fare sulla parte organizzativa, meno misurabile oggettivamente. Serve agire su due fronti: gli strumenti normativi di vigilanza e prevenzione, e il consolidamento culturale dei risultati gi&agrave; raggiunti&rdquo;.</p>
<p>Per il presidente dell&rsquo;Organismo regionale per il controllo collaborativo (Orecol), Luca Libra, &ldquo;l&rsquo;istituzione dell&rsquo;organismo ha rappresentato un cambio di paradigma. Noi non siamo un tribunale, non interveniamo ex post. Ma siamo una sentinella di prossimit&agrave; chiamata a presidiare un&rsquo;area grigia che non possiamo pi&ugrave; sottovalutare. Va istituzionalizzato un modello di controllo preventivo che affronti non solo i reati penali, ma anche le inefficienze amministrative e le asimmetrie informative che generano danni concreti ai cittadini. Come detto in precedenza, c&rsquo;&egrave; urgenza di un sistema informativo unico, la frammentazione dei software attuali crea zone di rischio gestionale che, pur non essendo necessariamente reati, rappresentano punti di debolezza strutturale&rdquo;.</p>
<p>Nelle conclusioni, il presidente della Commissione Legalit&agrave;, Domenico Rossi, ha sottolineato che &ldquo;di fronte a questi numeri e questi problemi &egrave; evidente che dobbiamo compiere un salto di qualit&agrave; spostando il focus dai controlli ex-post, che intervengono quando il danno &egrave; ormai compiuto, a una strategia di prevenzione ordinaria. Va fatto innanzitutto per per tutelare il bene supremo del diritto alla salute: in un momento cos&igrave; delicato non possiamo permetterci sprechi di risorse. Per rendere efficace questa svolta servono una reale integrazione dei flussi informativi e la piena digitalizzazione delle procedure per far dialogare le banche dati, una trasparenza reale sulle liste d'attesa, il potenziamento degli uffici dell'anticorruzione regionale e un maggiore coordinamento tra i soggetti che si occupano di legalit&agrave; e controlli. Valuteremo l'attivazione di un programma strutturato di audizioni".</p>
<p>All&rsquo;incontro hanno partecipato i consiglieri Eugenio Zappal&agrave; (Fdi), Gianna Pentenero, Monica Canalis, Laura Pompeo, Daniele Valle (Pd), Silvio Magliano (Lista Cirio), il difensore civico Paola Baldovino, i componenti dell&rsquo;Orecol Aurora Andrea Di Benedetto e Nicola Longo.</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 17:30:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA["La progressiva riduzione dei servizi sanitari rende sempre più difficile vivere nelle valli"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-progressiva-riduzione-dei-servizi-sanitari-rende-sempre-piu-difficile-vivere-nelle-valli_124414.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-progressiva-riduzione-dei-servizi-sanitari-rende-sempre-piu-difficile-vivere-nelle-valli_124414.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124414/153929.jpg" title="" alt="" /><br /><p>"La vicenda della cessazione dell&rsquo;attivit&agrave; di due pediatre nel Distretto Sud Ovest dell&rsquo;ASL CN1 e della loro sostituzione soltanto a partire, presumibilmente, dal mese di ottobre &egrave; l&rsquo;ennesimo segnale del progressivo impoverimento della sanit&agrave; territoriale nelle aree interne del Piemonte. A pagare il prezzo di questa situazione sono ancora una volta le famiglie, costrette a fare i conti con una crescente incertezza nell&rsquo;accesso a un servizio fondamentale".</p>
<p>Lo dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Calderoni, commentando la riorganizzazione annunciata dall&rsquo;ASL CN1.</p>
<p>"Va riconosciuto lo sforzo dell&rsquo;ASL e dei professionisti che hanno dato la disponibilit&agrave; a garantire la continuit&agrave; assistenziale in una fase di emergenza. Il problema, per&ograve;, non &egrave; l&rsquo;impegno degli operatori, ma una politica sanitaria regionale che da anni rincorre le emergenze invece di prevenirle".</p>
<p>"Colpisce inoltre il tono di alcuni comunicati diffusi in questi giorni, che presentano come una novit&agrave; positiva quella che, nella realt&agrave;, &egrave; una gestione obbligata di una grave carenza di pediatri. Un pediatra annunciato ad ottobre in sostituzione due che cessano l&rsquo;attivit&agrave; adesso, non &egrave; un successo. Le famiglie non vedono un potenziamento del servizio: vedono medici che se ne vanno, ambulatori che vengono accorpati e distanze che aumentano".</p>
<p>Per Calderoni la questione supera il singolo episodio: "La progressiva riduzione dei servizi sanitari &egrave; uno dei principali fattori che rendono sempre pi&ugrave; difficile vivere nelle valli, nelle aree montane e nei territori rurali della Granda e del Piemonte. Se una famiglia sa che sar&agrave; pi&ugrave; complicato trovare un pediatra, un medico di medicina generale o accedere ai servizi territoriali, sar&agrave; inevitabilmente meno incentivata a scegliere questi territori per vivere e lavorare. Lo spopolamento non si combatte con gli slogan, ma garantendo servizi pubblici di qualit&agrave;".</p>
<p>"La Giunta Cirio continua a parlare di valorizzazione delle aree interne, ma la realt&agrave; racconta altro, ma senza un piano per rendere attrattiva la medicina e la pediatria territoriale nelle zone periferiche, senza incentivi adeguati e una programmazione capace di anticipare pensionamenti e trasferimenti, continueremo a rincorrere le emergenze, scaricandone i costi sulle famiglie. La sanit&agrave; pubblica &egrave; il primo presidio di cittadinanza. Quando arretra nelle valli e nelle campagne, arretra anche la possibilit&agrave; di continuare a viverci".</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 15:57:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA["La corruzione lede il diritto alla salute"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-corruzione-lede-il-diritto-alla-salute_124411.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/la-corruzione-lede-il-diritto-alla-salute_124411.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124411/153925.jpg" title="" alt="" /><br /><p>"La corruzione lede il diritto alla salute. Prevenire l'illegalit&agrave; significa garantire servizi sanitari equi, imparziali e di alta qualit&agrave; ai cittadini. Per questo, ora &egrave; tempo di una svolta culturale che provochi un clima di intolleranza alla corruzione perch&eacute; &egrave; un vero danno sociale".</p>
<p>Con queste parole, Luigi Genesio Icardi, presidente della Commissione Sanit&agrave; del Consiglio Regionale, stamane ha introdotto il suo intervento al seminario dal titolo: "La prevenzione di frodi e abusi per una corretta gestione della sanit&agrave; regionale", al quale sono intervenuti il presidente dell'Autorit&agrave; nazionale anticorruzione (Anac), Giuseppe Busia, il presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, la responsabile del Settore Anticorruzione e Vigilanza sui contratti e sulle strutture pubbliche e private della Regione Piemonte, Laura Benente, il presidente dell'Organismo regionale per il controllo collaborativo (Orecol), Luca Libra e il presidente della Commissione regionale per la promozione della cultura della legalit&agrave; e contrasto ai fenomeni mafiosi, Domenico Rossi.</p>
<p>"Gli anticorpi della corruzione-prosegue Icardi - &egrave; il titolo di un progetto di ricerca - intervento unico in Italia, sviluppato a partire dal 2020, in piena pandemia, durante il mio mandato di assessore alla Sanit&agrave; regionale, grazie alla collaborazione dell'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas). Abbiamo sviluppato un settore anticorruzione e vigilanza sui contratti delle strutture pubbliche e private presso la Direzione Sanit&agrave; e Welfare della Regione Piemonte, un piano formativo sulle misure di trasparenza, rivolto ai referenti degli uffici delle aziende sanitarie regionali e un sostanzioso pacchetto di linee guida, per la promozione di buone pratiche e il contrasto ai fenomeni corruttivi. Per l&rsquo;intera durata del progetto, fino al 2023, sono stati direttamente coinvolti i Responsabili dei servizi di prevenzione della corruzione e della trasparenza delle aziende sanitarie regionali".</p>
<p>Tutti i relatori al seminario sono convenuti sulla necessit&agrave; di prevenire e contrastare la corruzione nel SSN attraverso l'aggiornamento delle politiche di anticorruzione sulla base delle criticit&agrave; emergenti, l'implementazione di norme e controlli e la formazione dei professionisti a tutti i livelli.</p>
<p>In conclusione, Icardi: "Credo nell'importanza del coinvolgimento diretto di tutti i professionisti del Sistema Sanitario Nazionale sui temi della prevenzione della corruzione in sanit&agrave;, come leva della promozione della cultura della legalit&agrave; e dell&rsquo;etica professionale. La formazione, in modo particolare, pu&ograve; svolgere un ruolo significativo nel combattere l'opacit&agrave; e la corruzione. Possiamo fornire ai professionisti i giusti strumenti per reagire alla tolleranza verso i fenomeni corruttivi ai quali non dobbiamo abituarci perch&egrave; ledono i diritti di uguaglianza, la fiducia nelle istituzioni e incidono sulla qualit&agrave; del servizio pubblico reso alla collettivit&agrave;".</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 15:35:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Liste d'attesa, un numero gratuito per ottenere visite ed esami nei tempi previsti]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-un-numero-gratuito-per-ottenere-visite-ed-esami-nei-tempi-previsti_124392.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/liste-d-attesa-un-numero-gratuito-per-ottenere-visite-ed-esami-nei-tempi-previsti_124392.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124392/153899.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Piemonte &egrave; tra le regioni che registrano le maggiori difficolt&agrave; nel rispetto dei tempi delle liste d'attesa per le prestazioni sanitarie. Molti cittadini, per&ograve;, non sanno che quando la prestazione viene fissata oltre i termini previsti possono chiedere una soluzione alternativa all'attendere mesi per una visita specialistica o un esame diagnostico. &Egrave; la situazione in cui si trovano molte persone che, davanti a liste d&rsquo;attesa sempre pi&ugrave; lunghe, non conoscono gli strumenti previsti per far rispettare i tempi indicati nella propria prescrizione medica.</p>
<p>Ogni richiesta di primo accesso per una prestazione sanitaria deve infatti riportare una classe di priorit&agrave;, alla quale corrisponde un tempo massimo entro cui la prestazione dovrebbe essere garantita. Se la data proposta supera quel termine, il cittadino pu&ograve; chiedere l&rsquo;attivazione delle procedure previste per ottenere la prestazione entro i tempi stabiliti.</p>
<p>Un diritto che per&ograve;, nella pratica, resta poco conosciuto: molte persone non sanno che questa possibilit&agrave; esiste, non sanno a chi rivolgersi o non riescono a orientarsi tra moduli e procedure.</p>
<p>Per colmare questo vuoto informativo, il Numero Bianco dell&rsquo;Associazione Luca Coscioni (0699313409) impegnata a livello internazionale nella tutela del diritto alla salute, amplia oggi il proprio servizio: accanto alle informazioni sui diritti nel fine vita, offre ai cittadini orientamento anche sulle liste d&rsquo;attesa, spiegando come muoversi per far valere i propri diritti.&nbsp;</p>
<p>"Un diritto non conosciuto rischia, nei fatti, di non essere esercitato. Questo vale quando una persona deve affrontare una scelta delicata sul fine vita, ma anche quando deve accedere a una prestazione sanitaria in tempi congrui. Su entrambi i temi, la complessit&agrave; delle procedure e la difficolt&agrave; nel reperire informazioni chiare possono generare tempi incerti, confusione e impedire ai cittadini di conoscere e utilizzare pienamente i propri diritti", spiega l&rsquo;Associazione Luca Coscioni.&nbsp;</p>
<p>Chiamando il Numero Bianco, i cittadini possono ricevere informazioni su come attivare il percorso previsto per le liste d&rsquo;attesa e su quali passaggi seguire per presentare la richiesta alla struttura sanitaria.&nbsp;La chiamata &egrave; gratuita. Se gli operatori sono impegnati, &egrave; possibile lasciare un messaggio e ricevere un richiamo.</p>
<p>L&rsquo;associazione invita inoltre tutti i cittadini a segnalare eventuali difficolt&agrave; o inadempienze scrivendo a informazioni@associazionelucacoscioni.it, cos&igrave; da poter valutare eventuali azioni legali o iniziative di tutela collettiva.</p>
<p>Per maggiori informazioni e per scaricare il modulo: <a href="https://www.associazionelucacoscioni.it/liste-attesa" target="_blank" rel="nofollow">www.associazionelucacoscioni.it/liste-attesa</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 12:52:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Case e Ospedali di Comunità: cosa cambia davvero? ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/case-e-ospedali-di-comunita-cosa-cambia-davvero_124294.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/rubriche/cuneo-e-valli/case-e-ospedali-di-comunita-cosa-cambia-davvero_124294.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/153747.jpg" title="L'Ospedale di Comunità di Cuneo" alt="L'Ospedale di Comunità di Cuneo" /><br /><p>La sanit&agrave; territoriale piemontese entra nella sua fase pi&ugrave; concreta anche in provincia di Cuneo. Dopo l'inaugurazione, nello scorso mese di aprile, delle Case della Comunit&agrave; di Verzuolo, Dronero e Borgo San Dalmazzo, mercoled&igrave; 15 luglio l'Asl CN1 ha aggiunto un nuovo tassello al percorso di riorganizzazione previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), aprendo ufficialmente l'Ospedale di Comunit&agrave; di Saluzzo, la Casa della Comunit&agrave; di Savigliano e l'Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo, realizzato negli spazi dell'ex Mater Amabilis.</p>
<p>Tre inaugurazioni in un solo giorno, un investimento complessivo di circa 7,5 milioni di euro e un obiettivo dichiarato: cambiare il modo in cui i cittadini accedono ai servizi sanitari, spostando il baricentro dell'assistenza dall'ospedale al territorio.</p>
<p>Una trasformazione destinata a incidere profondamente sull'organizzazione della sanit&agrave; pubblica, ma che continua ad alimentare interrogativi e polemiche. Se da una parte la Regione Piemonte e l'Asl CN1 rivendicano il rispetto dei tempi imposti dal PNRR e l'avvio di un modello assistenziale destinato a rafforzare la medicina di prossimit&agrave;, dall'altra opposizioni e organizzazioni sindacali chiedono garanzie sulla disponibilit&agrave; del personale necessario per rendere realmente operative le nuove strutture.</p>
<p>Per comprendere il dibattito &egrave; necessario partire da una domanda semplice: <strong>che differenza c'&egrave; tra una Casa di Comunit&agrave; e un Ospedale di Comunit&agrave;?</strong></p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153750.jpg" alt="Il taglio del nastro a Saluzzo" loading="lazy"><br><br>Casa di Comunit&agrave; e Ospedale di Comunit&agrave;: due strutture diverse, un unico obiettivo</h2>
<p>I due nomi vengono spesso utilizzati come se indicassero la stessa cosa. In realt&agrave; svolgono funzioni profondamente diverse e rappresentano due pilastri complementari della riforma della sanit&agrave; territoriale introdotta dal Decreto Ministeriale 77.</p>
<p>La <strong>Casa di Comunit&agrave; </strong>&egrave; il punto di riferimento sanitario di prossimit&agrave;. Non &egrave; un ospedale e non prevede ricoveri. &Egrave; il luogo in cui il cittadino pu&ograve; trovare, nello stesso edificio, molti dei servizi che fino a oggi erano distribuiti tra sedi diverse.</p>
<p>Al suo interno trovano spazio i medici di medicina generale, gli infermieri di famiglia e comunit&agrave;, gli specialisti ambulatoriali, i consultori, i punti prelievo, i servizi sociali e numerose attivit&agrave; dedicate alla prevenzione e alla presa in carico dei pazienti cronici.</p>
<p>L'obiettivo &egrave; semplice: evitare che una persona debba rivolgersi all'ospedale anche quando non ne ha realmente bisogno.</p>
<p>Un paziente diabetico, ad esempio, potr&agrave; effettuare controlli periodici, visite specialistiche, esami e monitoraggi nello stesso presidio, con un percorso assistenziale coordinato. Lo stesso vale per persone affette da scompenso cardiaco, broncopneumopatie croniche o altre patologie che richiedono controlli frequenti, ma non un ricovero ospedaliero.</p>
<p>L'<strong>Ospedale di Comunit&agrave;</strong>, invece, &egrave; una struttura residenziale dotata di posti letto. Non si tratta per&ograve; di un reparto ospedaliero tradizionale.</p>
<p>&Egrave; destinato ai cosiddetti pazienti 'non acuti': persone che hanno superato la fase pi&ugrave; critica della malattia, ma che non sono ancora nelle condizioni di rientrare al proprio domicilio in sicurezza.</p>
<p>Pensiamo, ad esempio, a un anziano dimesso dopo una polmonite, un intervento chirurgico o una frattura. Non necessita pi&ugrave; delle cure intensive garantite dall'ospedale, ma ha ancora bisogno di assistenza infermieristica continuativa, fisioterapia o monitoraggio clinico prima del ritorno a casa.</p>
<p>&Egrave; proprio questo il ruolo degli Ospedali di Comunit&agrave;: rappresentare il ponte tra il ricovero ospedaliero e il domicilio, alleggerendo al tempo stesso la pressione sui Pronto Soccorso e sui reparti per acuti.</p>
<p>Le degenze sono generalmente limitate a poche settimane e l'assistenza &egrave; affidata prevalentemente al personale infermieristico, con il supporto dei medici di medicina generale e degli specialisti.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153751.jpg" alt="Il taglio del nastro a Savigliano" loading="lazy"><br><br>Il nuovo tassello della rete dell'Asl CN1</h2>
<p>Le tre strutture inaugurate mercoled&igrave; rappresentano un ulteriore passo nel percorso avviato dall'Asl CN1 con le precedenti aperture di Verzuolo, Dronero e Borgo San Dalmazzo.</p>
<p>A <strong>Savigliano</strong> &egrave; stata inaugurata la nuova <strong>Casa della Comunit&agrave;</strong>, realizzata all'interno del Corpo M dell'ospedale cittadino grazie a un investimento di circa 1,85 milioni di euro. L'attivazione dei servizi &egrave; prevista entro la fine del mese e la struttura diventer&agrave; uno dei punti di riferimento per l'assistenza territoriale del distretto.</p>
<p>A <strong>Saluzzo</strong> ha aperto invece il nuovo <strong>Ospedale di Comunit&agrave;</strong>, finanziato con circa 2,5 milioni di euro e dotato di venti posti letto. I primi pazienti saranno accolti a partire dal 21 luglio.</p>
<p>Stessa data anche per l'<strong>Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo</strong>, ricavato negli spazi completamente riqualificati dell'ex Mater Amabilis grazie a un investimento di 3,15 milioni di euro, ai quali si aggiunge il contributo di 250 mila euro della Fondazione CRC destinato alla ristrutturazione di parte degli ambienti.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153752.jpg" alt="Il taglio del nastro a Cuneo" loading="lazy"></p>
<p>La struttura non ospiter&agrave; soltanto i venti posti letto dell'Ospedale di Comunit&agrave;, gestiti in convenzione con l'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle, ma diventer&agrave; progressivamente una vera cittadella dei servizi sanitari.</p>
<p>Sono gi&agrave; stati trasferiti la Continuit&agrave; assistenziale (l'ex Guardia Medica) e il Consultorio familiare, mentre entro la fine dell'anno arriver&agrave; anche la Neuropsichiatria Infantile. Parallelamente verranno riorganizzati altri servizi aziendali con l'obiettivo di concentrare attivit&agrave; oggi distribuite in sedi differenti e ridurre anche alcuni costi di gestione.<br><br></p>
<h2>Una riforma che guarda oltre gli edifici</h2>
<p>Le nuove strutture fanno parte della pi&ugrave; ampia rete della sanit&agrave; territoriale che l'Asl CN1 sta realizzando grazie ai fondi europei del PNRR.</p>
<p>Sono gi&agrave; operative le quattro Centrali Operative Territoriali di Cuneo, Saluzzo, Savigliano e Mondov&igrave;, mentre entro la fine del mese saranno attive complessivamente nove Case della Comunit&agrave;.</p>
<p>A settembre sono previste ulteriori inaugurazioni, a partire dalla Casa della Comunit&agrave; di Dogliani e dalla restante parte del presidio di Saluzzo, cui seguiranno Ceva e Fossano.</p>
<p>Per l'assessore regionale alla Sanit&agrave;&nbsp;<strong>Federico Riboldi</strong>, il completamento delle opere rappresenta un traguardo importante non solo sotto il profilo edilizio, ma anche amministrativo. "Il Piemonte ha raggiunto il 100% degli obiettivi previsti dal target grazie all'impegno di tutti i soggetti coinvolti che hanno fatto un grande sforzo per rispettare i tempi", ha sottolineato durante l'inaugurazione di Cuneo.</p>
<p>Sulla stessa linea anche il direttore generale dell'Asl CN1 <strong>Giuseppe Guerra</strong>, che ha definito quello compiuto dall'azienda sanitaria "uno sforzo non indifferente" su un territorio vasto come quello della provincia di Cuneo.</p>
<p>L'obiettivo, ha spiegato, &egrave; costruire una rete capace di garantire continuit&agrave; assistenziale, servizi infermieristici e ambulatori specialistici all'interno dei quattro distretti sanitari, rendendo realmente concreta quella medicina di prossimit&agrave; che rappresenta il cuore della riforma.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153755.jpg" alt="Inaugurazione dell'Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo" loading="lazy"></p>
<h2>Dalla teoria alla pratica: "Ora la sfida &egrave; far funzionare queste strutture"</h2>
<p><br>Se la giornata del 15 luglio &egrave; stata caratterizzata da tre tagli del nastro, il messaggio emerso dagli interventi delle istituzioni &egrave; stato sostanzialmente uno: il lavoro sulle strutture &egrave; terminato, ora inizia quello sull'organizzazione dei servizi.</p>
<p>L'assessore regionale alla Sanit&agrave; <strong>Federico Riboldi</strong> ha aperto l'inaugurazione dell'Ospedale di Comunit&agrave; di Cuneo ricordando come il nuovo presidio sia destinato a servire innanzitutto la comunit&agrave; locale. "Perch&eacute; si chiama Ospedale di Comunit&agrave;? Perch&eacute; l'ospedale, come lo intendiamo normalmente, accoglie pazienti che arrivano anche da altre province o da altre regioni. Questi edifici invece nascono per servire la comunit&agrave; di residenza, in questo caso quella della citt&agrave; di Cuneo".</p>
<p>L'assessore ha rivendicato soprattutto il rispetto delle scadenze imposte dall'Unione Europea, sottolineando come il Piemonte sia riuscito a completare gli interventi finanziati dal PNRR senza perdere risorse. "Questa provincia e questa Asl hanno saputo affrontare gli interventi del PNRR con capacit&agrave;, rapidit&agrave; e solerzia. Non abbiamo perso finanziamenti e non tutte le regioni italiane possono dire di aver raggiunto il cento per cento degli obiettivi&rdquo;.</p>
<p>Per Riboldi, tuttavia, il completamento degli edifici rappresenta soltanto il punto di partenza di una trasformazione molto pi&ugrave; ampia: "Questi finanziamenti rappresentano il futuro della sanit&agrave; pubblica. Consentono di fare pi&ugrave; prevenzione, curare le persone vicino a casa e offrire servizi che permettono ai cittadini di trascorrere qui il periodo necessario dopo la dimissione dall'ospedale oppure di essere ricoverati quando non &egrave; necessaria un'assistenza ad alta intensit&agrave;".</p>
<p>L'assessore ha ricordato come la rete piemontese della sanit&agrave; territoriale comprender&agrave; complessivamente circa <strong>170 strutture</strong>, tra Case della Comunit&agrave;, Ospedali di Comunit&agrave; e Centrali Operative Territoriali, alle quali si aggiungeranno numerose Case della Comunit&agrave; "spoke" nate su iniziativa dei territori.</p>
<p>"&Egrave; una rete importante che cambier&agrave; il futuro della sanit&agrave;. &Egrave; stata immaginata durante il primo governo Cirio con l'assessore Icardi e oggi stiamo completando quel percorso".</p>
<h2><br>Guerra: "L'ex Mater Amabilis diventer&agrave; una vera cittadella della salute"</h2>
<p>Se Riboldi ha inquadrato il progetto nella strategia regionale, il direttore generale dell'Asl CN1<strong> Giuseppe Guerra</strong> &egrave; entrato nel dettaglio di ci&ograve; che accadr&agrave; concretamente all'interno dell'ex Mater Amabilis.</p>
<p>Il nuovo Ospedale di Comunit&agrave;, ha spiegato, rappresenta soltanto una parte del progetto.</p>
<p>L'obiettivo dell'Asl &egrave; infatti trasformare l'intero complesso in una vera e propria cittadella sanitaria. "Qui abbiamo gi&agrave; trasferito il Consultorio familiare, la Continuit&agrave; assistenziale, quella che un tempo era la Guardia Medica, dotandola anche di tutti i sistemi di sicurezza e videosorveglianza a tutela degli operatori".</p>
<p>Entro la fine dell'anno arriver&agrave; anche la Neuropsichiatria Infantile, trasferimento che consentir&agrave; di liberare spazi nella sede di corso Francia.</p>
<p>Da l&igrave; prender&agrave; il via un effetto domino che permetter&agrave; di riorganizzare altri servizi aziendali: "La Neuropsichiatria lascer&agrave; liberi i locali di corso Francia, dove potremo trasferire la Medicina Legale, le commissioni invalidi e il servizio vaccinazioni, oggi collocato al primo piano. Portando questi servizi al piano terra miglioreremo l'accessibilit&agrave; per le famiglie e recupereremo ulteriori spazi".</p>
<p>La riorganizzazione consentir&agrave; inoltre di eliminare alcune sedi in affitto: "Appena liberato il primo piano di corso Francia, potremo portare a Cuneo il servizio screening che oggi si trova a Boves, riducendo cos&igrave; anche i costi di gestione. &Egrave; un primo passo nella direzione del contenimento della spesa che la Regione ci ha chiesto".</p>
<p>Un progetto che, ha spiegato Guerra, &egrave; stato possibile anche grazie alla collaborazione con il Comune di Cuneo e al <strong>contributo di 250 mila euro della Fondazione CRC</strong>, utilizzato per completare la riqualificazione degli spazi dell'ex Mater Amabilis.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153756.jpg" alt="Franco Ripa, DG Santa Croce, e Giuseppe Guerra, DG Asl CN1" loading="lazy"><br><br>La collaborazione con il Santa Croce</h2>
<p>Tra i passaggi pi&ugrave; significativi dell'intervento del direttore generale c'&egrave; anche quello dedicato al rapporto con l'Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle.</p>
<p>Secondo Guerra, negli ultimi anni la collaborazione tra le due aziende &egrave; diventata sempre pi&ugrave; stretta. Ha ricordato, ad esempio, gli accordi raggiunti sulla Ginecologia e sulla Neurologia e ha annunciato che anche il nuovo Ospedale di Comunit&agrave; nascer&agrave; all'interno di questa logica di rete.</p>
<p>"I venti posti letto saranno inseriti nel modello previsto dal DM77, ma potranno contare anche sulla collaborazione della Geriatria del Santa Croce. Oggi fare rete non &egrave; pi&ugrave; una scelta, &egrave; una necessit&agrave;".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153757.jpg" alt="Luigi Genesio Icardi all'inaugurazione a Saluzzo" loading="lazy"><br><br>Icardi: "Il primo luogo di cura &egrave; il domicilio"</h2>
<p>Particolarmente articolato anche l'intervento del presidente della Commissione Sanit&agrave; del Consiglio regionale&nbsp;<strong>Luigi Genesio Icardi</strong>, che ha ricordato come il progetto affondi le proprie radici nel precedente mandato della Giunta Cirio, quando ricopriva l'incarico di assessore regionale alla Sanit&agrave;.</p>
<p>"Mi fa piacere vedere concluso un percorso che abbiamo iniziato anni fa. In Italia non &egrave; cos&igrave; scontato vedere un'opera partire e poi essere completata nei tempi previsti".</p>
<p>Icardi ha posto per&ograve; l'attenzione soprattutto sulla filosofia della riforma sanitaria: "L'Ospedale di Comunit&agrave; &egrave; importante, ma da solo non basta".</p>
<p>Secondo l'ex assessore, il vero cambiamento consiste nel riportare il pi&ugrave; possibile l'assistenza direttamente nelle case dei pazienti: "Come ricorda anche il Decreto Ministeriale 77, il primo luogo di cura &egrave; il domicilio. Tutti coloro che possono essere assistiti a casa devono poter restare a casa. Le strutture territoriali servono proprio a sostenere questo modello".</p>
<p>Una rete che, nelle intenzioni della Regione, dovrebbe contribuire anche a ridurre uno dei problemi pi&ugrave; rilevanti della sanit&agrave; italiana: il sovraffollamento dei Pronto Soccorso.</p>
<p>"Abbiamo ancora troppi accessi impropri. Molti cittadini si rivolgono al Pronto Soccorso per problemi che potrebbero essere affrontati sul territorio. Rafforzare la medicina di prossimit&agrave; significa anche liberare gli ospedali da questa pressione".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153758.jpg" alt="Patrizia Manassero, Federico Riboldi e Giuseppe Guerra" loading="lazy"><br><br>Manassero: "Un buon risultato, ma resta un filo di preoccupazione"</h2>
<p>Parole di soddisfazione sono arrivate anche dalla sindaca di Cuneo <strong>Patrizia Manassero</strong>, che ha ricordato il lavoro svolto insieme all'Asl per individuare la sede dell'Ospedale di Comunit&agrave;.</p>
<p>Quando venne richiesto un edificio da destinare al progetto, il Comune individu&ograve; l'ex Mater Amabilis, allora utilizzato come RSA ma ormai non pi&ugrave; adeguato agli standard richiesti. "La trasformazione &egrave; stata davvero importante. Chi conosceva questa struttura sa quanto fosse complesso intervenire su un edificio di questa et&agrave;".</p>
<p>La sindaca ha espresso apprezzamento per l'avvio dei servizi e per le rassicurazioni ricevute sul personale. "Ci rassicurano le parole dell'assessore e il fatto di aver gi&agrave; visto personale infermieristico presente".</p>
<p>Allo stesso tempo, per&ograve;, non ha nascosto che il vero banco di prova inizier&agrave; soltanto con l'apertura: "Continueremo a mantenere quel filo di preoccupazione sulla gestione e sulla tenuta delle strutture, ascoltiamo con attenzione quanto ci viene illustrato".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153759.jpg" alt="L'inaugurazione a Cuneo" loading="lazy"><br><br>Il nodo del personale: la vera sfida inizia adesso</h2>
<p>Se sui nuovi edifici il consenso &egrave; pressoch&eacute; unanime, il confronto si accende quando si parla delle persone che dovranno farli funzionare.</p>
<p>La domanda &egrave; semplice quanto decisiva: <strong>chi lavorer&agrave; nelle nuove Case e nei nuovi Ospedali di Comunit&agrave;?</strong></p>
<p>&Egrave; attorno a questo interrogativo che si concentra il dibattito politico e sindacale degli ultimi giorni.</p>
<p>Tra le voci pi&ugrave; critiche c'&egrave; quella della consigliera regionale di Alleanza Verdi Sinistra <strong>Giulia Marro</strong>, presente a tutte e tre le inaugurazioni.</p>
<p>"L'apertura di queste nuove strutture &egrave; certamente una buona notizia per la medicina di prossimit&agrave;, che punta ad avvicinare i servizi alle persone, costruire percorsi di cura meno frammentati e alleggerire la pressione sugli ospedali. Gli edifici, per&ograve;, da soli non bastano per garantire un servizio di qualit&agrave;".</p>
<p>Secondo Marro il successo della riforma non dipender&agrave; dalla conclusione dei cantieri, ma dalla capacit&agrave; di rendere realmente operativi i nuovi presidi: "Il vero obiettivo &egrave; farli funzionare. Oltre alla costruzione di strutture adeguate serve una programmazione puntuale del lavoro del personale e dei servizi erogati. &Egrave; questo che dovranno verificare anche i certificatori europei attesi nei prossimi giorni".</p>
<p>Durante gli incontri inaugurali, ricorda la consigliera regionale, l'Asl CN1 ha confermato che i primi pazienti saranno accolti negli Ospedali di Comunit&agrave; di Cuneo e Saluzzo a partire dal 21 luglio, mentre la Casa della Comunit&agrave; di Savigliano entrer&agrave; progressivamente in funzione entro la fine del mese.</p>
<p>Le rassicurazioni, tuttavia, non dissipano tutti i dubbi: "Il direttore generale Giuseppe Guerra ci ha assicurato che il personale ci sar&agrave; e che a settembre &egrave; previsto un confronto con le organizzazioni sindacali. Sar&agrave; un passaggio importante, soprattutto alla luce della recente circolare regionale sulle assunzioni".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153760.jpg" alt="Giulia Marro all'inaugurazione a Cuneo" loading="lazy"><br><br>La circolare della Regione e i dubbi sulle nuove assunzioni</h2>
<p>Negli ultimi giorni il tema degli organici &egrave; tornato al centro dell'attenzione anche per effetto della richiesta avanzata dall'assessore regionale Federico Riboldi alle aziende sanitarie piemontesi di effettuare una ricognizione della spesa e del personale.</p>
<p>L'assessore ha chiarito che non si tratta di un blocco delle assunzioni, ma di un'operazione finalizzata a governare meglio le risorse economiche in una fase complessa per i conti della sanit&agrave; piemontese.</p>
<p>Una spiegazione che, per&ograve;, non convince completamente le opposizioni.<br>"La circolare viene descritta come una semplice ricognizione - osserva Marro - ma nella sostanza indica alle Asl un preciso obiettivo di contenimento della spesa e rischia di tradursi in un forte rallentamento delle nuove assunzioni".</p>
<p>Da qui la domanda che la consigliera regionale continua a porre: "Il personale sar&agrave; aggiuntivo oppure verr&agrave; semplicemente spostato da altri servizi? Se non verranno autorizzate nuove assunzioni pubbliche, con quale personale saranno fatti funzionare questi nuovi presidi?"</p>
<p>Secondo Marro, le rassicurazioni ascoltate durante le inaugurazioni rappresentano un segnale positivo, ma dovranno trovare conferma nei fatti: "La cittadinanza ha bisogno di tornare a credere nella sanit&agrave; pubblica. Se questo modello funzioner&agrave; potr&agrave; restituire fiducia al Servizio sanitario; se invece rester&agrave; incompleto, il rischio &egrave; che sempre pi&ugrave; persone siano costrette a rivolgersi alla sanit&agrave; privata".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153763.jpg" alt="Federico Riboldi all'inaugurazione di Saluzzo" loading="lazy"><br><br>Riboldi: "Non sono scatole vuote"</h2>
<p>Le critiche sul personale sono state affrontate direttamente dall'assessore Riboldi durante l'inaugurazione di Cuneo.</p>
<p>Con toni decisi, l'assessore ha respinto l'accusa secondo cui le nuove strutture rischierebbero di trasformarsi in semplici contenitori privi di servizi: "Voglio confutare definitivamente la voce di alcuni che dicono che queste sono scatole vuote".</p>
<p>Riboldi ha ricordato che il completamento delle opere PNRR non viene valutato esclusivamente sotto il profilo edilizio: "I certificatori europei non vengono a verificare se gli edifici sono belli o climatizzati. Controllano la capacit&agrave; delle strutture di offrire servizi. E la capacit&agrave; di offrire servizi &egrave; basata sul personale".</p>
<p>"La Comunit&agrave; Europea non certifica strutture che non hanno personale".</p>
<p>L'assessore ha quindi rivendicato l'incremento degli organici registrato negli ultimi anni in Piemonte: "Dal 2019 a oggi abbiamo aumentato il personale della sanit&agrave; regionale di 4.200 unit&agrave;. Oggi siamo circa il 3% sopra la media nazionale. &Egrave; uno sforzo che costa quasi 200 milioni di euro all'anno, ma che ci permette di affrontare anche la nuova organizzazione della sanit&agrave; territoriale".</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153764.jpg" alt="Ambulatorio di Savigliano" loading="lazy"><br><br>Dai concorsi Azienda Zero agli avvisi di Amos: la ricerca del personale</h2>
<p>Che il tema degli organici sia oggi la principale sfida della riforma lo dimostra anche un altro elemento: parallelamente all'apertura delle nuove strutture <strong>Amos</strong> ha pubblicato specifici avvisi di manifestazioni di interesse per la formazione di un elenco aperto di infermieri professionali da cui attingere per assegnare singoli incarichi o collaborazioni <strong>con gli Ospedali di Comunit&agrave; di Cuneo e Saluzzo</strong>.</p>
<p>L&rsquo;avviso di Amos complementa il<strong> maxiconcorso regionale di Azienda Zero</strong> per la copertura di <strong>331 posti di infermiere</strong> nelle ASL piemontesi, le cui graduatorie verranno utilizzate anche sul territorio di Cuneo.</p>
<p>Il reclutamento del personale rappresenta quindi una delle priorit&agrave; operative di questa fase: l'avvio dei nuovi servizi non passa soltanto attraverso il completamento degli edifici, ma anche dalla capacit&agrave; di reperire professionisti sufficienti a garantire la piena operativit&agrave; dei reparti.</p>
<h2><br>Le preoccupazioni dei sindacati</h2>
<p>Sul tema continuano a mantenere una posizione critica anche le organizzazioni sindacali.</p>
<p>Nei giorni scorsi la <strong>FP CGIL Cuneo</strong> aveva contestato la scelta dell'Asl CN1 di coprire i turni dei nuovi Ospedali di Comunit&agrave; attraverso la rotazione del personale gi&agrave; impiegato nei Distretti, sostenendo che la medicina territoriale non possa essere rafforzata "sottraendo risorse ai servizi gi&agrave; esistenti".</p>
<p>Analoga la posizione del <strong>NurSind</strong>, che ha lanciato un nuovo allarme sulla carenza di infermieri e operatori socio-sanitari.</p>
<p>Secondo il segretario territoriale <strong>Davide Canetti</strong>, il rischio &egrave; quello di inaugurare strutture moderne senza disporre degli organici necessari per renderle realmente operative: "Non basta costruire nuove strutture se poi mancano gli operatori chiamati a farle funzionare. Senza infermieri e OSS sufficienti il rischio &egrave; quello di sottrarre personale ai reparti e all'assistenza domiciliare, creando difficolt&agrave; in altri servizi gi&agrave; oggi sotto pressione".</p>
<p>Pur riconoscendo l'importanza del concorso regionale bandito attraverso Azienda Zero per l'assunzione di nuovi infermieri, il NurSind ritiene che le procedure richiederanno ancora tempo e che l'emergenza vada affrontata con interventi pi&ugrave; rapidi.</p>
<p>Per il sindacato la sfida della sanit&agrave; territoriale non potr&agrave; essere vinta soltanto con nuove strutture, ma richieder&agrave; un investimento stabile sulle professioni sanitarie.</p>
<h2><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124294/small_153765.jpg" alt="Ugo Sturlese all'inagurazione di Cuneo" loading="lazy"><br><br>Il caso Cuneo: perch&eacute; manca una Casa della Comunit&agrave;?</h2>
<p>Accanto al tema del personale, un'altra questione continua a riemergere nel dibattito cittadino: fin dalla pubblicazione del piano regionale era stato infatti evidenziato come Cuneo, a differenza di altri centri della provincia, non avrebbe ospitato una Casa della Comunit&agrave;, ma soltanto un Ospedale di Comunit&agrave;.</p>
<p>Una scelta che negli anni ha suscitato perplessit&agrave; da parte di alcuni esponenti politici cittadini, tra cui il consigliere comunale <strong>Ugo Sturlese</strong>, che ha pi&ugrave; volte sostenuto come il capoluogo avrebbe dovuto disporre anche di un presidio dedicato ai servizi territoriali.</p>
<p>Il tema &egrave; riemerso anche durante l'inaugurazione. A margine degli interventi ufficiali, il direttore generale dell'Asl <strong>Giuseppe Guerra</strong> ha spiegato di aver condiviso con l'Amministrazione comunale una soluzione alternativa.</p>
<p>"L'Ospedale di Comunit&agrave; era previsto dal piano nazionale, la Casa della Comunit&agrave; no. Per&ograve; abbiamo deciso che cinque o sei ambulatori presenti all'interno della struttura diventeranno ambulatori della salute, cercando in questo modo di sopperire almeno in parte a quella mancanza".</p>
<p>Una spiegazione che non ha convinto Sturlese: "Secondo me questa non &egrave; una Casa della Comunit&agrave; e non sapete che cos'&egrave; una Casa della Salute", ha replicato il consigliere, confermando una contrapposizione che accompagna il progetto praticamente dalla sua nascita.</p>
<h2><br>La prova del nove inizier&agrave; il 21 luglio</h2>
<p>Il taglio del nastro segna soltanto l'inizio di un percorso, dal 21 luglio i primi pazienti entreranno negli Ospedali di Comunit&agrave; di Cuneo e Saluzzo, mentre entro la fine del mese prender&agrave; forma anche la nuova Casa della Comunit&agrave; di Savigliano. Da quel momento la riforma della sanit&agrave; territoriale uscir&agrave; definitivamente dai progetti, dai cantieri e dai rendering per confrontarsi con la quotidianit&agrave; dell'assistenza.</p>
<p>La sfida, infatti, non riguarda pi&ugrave; gli edifici. Le strutture ci sono, cos&igrave; come gli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che hanno permesso di realizzarle. Ora il banco di prova sar&agrave; un altro: riuscire a riempire quei muri di servizi, professionisti e percorsi di cura realmente accessibili ai cittadini.</p>
<p>L'obiettivo dichiarato della riforma &egrave; ambizioso: curare le persone il pi&ugrave; possibile vicino a casa, seguire con continuit&agrave; i pazienti cronici, ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso e costruire una rete capace di accompagnare il malato lungo tutto il percorso assistenziale, dall'ospedale al domicilio.</p>
<p>Su questo obiettivo, in fondo, sembrano concordare tutti. Maggioranza, opposizioni, amministratori locali e organizzazioni sindacali condividono l'idea che una sanit&agrave; territoriale pi&ugrave; forte rappresenti una necessit&agrave;, soprattutto in una provincia estesa e geograficamente complessa come quella di Cuneo.</p>
<p>Ci&ograve; che divide &egrave; il modo in cui raggiungere quel risultato.</p>
<p>Da una parte la Regione rivendica il rispetto delle scadenze del PNRR, il completamento delle opere e l'aumento degli organici registrato negli ultimi anni.</p>
<p>Dall'altra opposizioni e sindacati chiedono garanzie sul fatto che il personale destinato alle nuove strutture sia realmente sufficiente e aggiuntivo, senza impoverire altri servizi gi&agrave; oggi in difficolt&agrave;.</p>
<p>Sono interrogativi destinati a non trovare risposta nelle conferenze stampa o nei comunicati, ma nell'attivit&agrave; quotidiana dei prossimi mesi.</p>
<p>Saranno i tempi di presa in carico dei pazienti, la capacit&agrave; di alleggerire i Pronto Soccorso, il funzionamento delle &eacute;quipe territoriali e la reale integrazione tra medici di medicina generale, infermieri e specialisti a misurare il successo della riforma.</p>
<p>In altre parole, il futuro delle Case e degli Ospedali di Comunit&agrave; non sar&agrave; deciso il giorno dell'inaugurazione, ma da ci&ograve; che accadr&agrave; quando i cittadini inizieranno a varcarne la soglia.</p>]]></description><pubDate>Fri, 17 Jul 2026 17:45:00 +0200</pubDate><dc:creator>Monica Fissore</dc:creator><author><name>Monica Fissore</name></author></item><item><title><![CDATA[Sanità piemontese, il Pd della provincia di Cuneo: “La Regione fa cassa sulle Asl”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-piemontese-il-pd-della-provincia-di-cuneo-la-regione-fa-cassa-sulle-asl_124179.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sanita-piemontese-il-pd-della-provincia-di-cuneo-la-regione-fa-cassa-sulle-asl_124179.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/124179/153517.jpg" title="" alt="" /><br /><p>La federazione provinciale di Cuneo del Partito Democratico ha scritto una lettera per esporre la propria preoccupazione legata alla gestione della Regione del settore della sanit&agrave;, sottolineando il deficit presentato alla fine del 2025 e l&rsquo;attuale blocco delle assunzioni. Segue l&rsquo;intervento:</p>
<p>&ldquo;Bastano poche notizie della stessa settimana per fotografare lo stato della sanit&agrave; piemontese. Da un lato l'emergenza degli anziani dimessi dagli ospedali torinesi: circa cinquanta pazienti sarebbero pronti per il trasferimento in Rsa ma, non essendoci posti a sufficienza, restano ricoverati in ospedale, con uno spreco di diversi milioni di euro l'anno. Dall'altro la scelta della Regione di "riesumare" crediti vecchi di oltre quindici anni &mdash; circa 96 milioni di euro concessi alle aziende sanitarie prima del 2011 &mdash; per chiedere ora indietro quelle somme e contribuire a tappare il disavanzo della sanit&agrave;.</p>
<p>Il Partito Democratico della provincia di Cuneo osserva con crescente preoccupazione una gestione che assomiglia sempre pi&ugrave; a un rincorrersi di poste contabili. Il 2025 si &egrave; chiuso con un ulteriore deficit di 209 milioni di euro, in netto peggioramento, mentre all'orizzonte si profila il commissariamento. Per coprire il buco la Giunta ha gi&agrave; prelevato gli oltre 200 milioni da altri assessorati &mdash; dalla Cultura al Turismo, dai Trasporti alla Formazione &mdash; presentandoli come prestiti temporanei, necessari soltanto ad evitare conseguenze peggiori davanti al Ministero dell'Economia. Ora si chiede alle Asl di restituire denaro che non hanno, con il rischio concreto di sottrarre liquidit&agrave; a chi deve pagare stipendi, fornitori e prestazioni: un provvedimento che dimostra l'incuria di chi questi debiti li ha lasciati accumulare per anni e ora li vuole riscuotere tutti insieme.</p>
<p>A tutto questo si aggiunge il blocco delle assunzioni, deciso indipendentemente dal livello di crisi degli organici dei vari reparti, in un servizio sanitario gi&agrave; tra i pi&ugrave; sottofinanziati (in questi anni in Italia abbiamo toccato i valori pi&ugrave; bassi degli ultimi vent'anni per percentuale di Pil investita nella sanit&agrave; pubblica). Una scelta scellerata che rischia di privare il Piemonte di professionisti anche in futuro, vista la carenza e la conseguente "concorrenza" tra Asl per aggiudicarsi i pochi disponibili. Eppure sarebbe possibile recuperare somme importanti razionalizzando la spesa: &egrave; il caso, oltre al gi&agrave; citato esempio dei posti in Rsa, dello scorporo degli ospedali Regina Margherita e Sant'Anna dall'Asl Citt&agrave; della Salute, con una moltiplicazione di strutture e cariche direttive; la stessa Azienda &egrave; stata simbolo delle politiche ondivaghe del centrodestra, con il commissario Schael nominato e silurato dopo pochi mesi e con il direttore Tranchida sottratto improvvisamente all'azienda ospedaliera di Cuneo, che &egrave; stata lasciata in un limbo per mesi con un direttore part-time.</p>
<p>Non &egrave; un problema che riguarda solo Torino. Nella Granda i segnali di sofferenza sono sotto gli occhi di tutti: all'Asl CN2 di Alba e Bra i percorsi di tutela attivati dai cittadini per ottenere visite ed esami nei tempi di legge sono triplicati in un anno, mentre si inaugurano nuove Case e Ospedali di comunit&agrave; senza il personale per farli funzionare.</p>
<p>Qui sta il punto politico. La sanit&agrave; pubblica non &egrave; una partita di giro tra le casse della Regione e quelle delle aziende, ma un diritto costituzionale che tocca la vita dei cittadini ben pi&ugrave; di altre &ldquo;priorit&agrave;&rdquo; su cui la destra vuole incentrare il dibattito. Avevamo riconsegnato una sanit&agrave; uscita dal commissariamento, tornata ad assumere, ai primi posti nazionali per qualit&agrave;; il centrodestra, in sette anni, l&rsquo;ha portata allo sfascio, prossima al commissariamento, con carenze che aprono sempre pi&ugrave; spazio al privato. Chiediamo alla Giunta Cirio e all'assessore Riboldi di smettere di presentare come "investimenti" operazioni che sono soltanto tamponi contabili. La Granda e il Piemonte non hanno bisogno di equilibrismi di bilancio, ma di un servizio sanitario pubblico, universale e realmente accessibile&rdquo;.</p>
<p><strong>Partito Democratico &ndash; Federazione provinciale di Cuneo</strong></p>]]></description><pubDate>Thu, 16 Jul 2026 08:54:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item><item><title><![CDATA[Una nuova intesa fra Cidimu e Cisl Cuneo per creare un modello di welfare territoriale per la salute ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/una-nuova-intesa-fra-cidimu-e-cisl-cuneo-per-creare-un-modello-di-welfare-territoriale-per-la-salute_123980.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/una-nuova-intesa-fra-cidimu-e-cisl-cuneo-per-creare-un-modello-di-welfare-territoriale-per-la-salute_123980.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123980/153145.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Gruppo Cidimu e Cisl Cuneo hanno deciso di affrontare un'esigenza sempre pi&ugrave; concreta: garantire un accesso pi&ugrave; semplice e tempestivo alle cure, in un contesto caratterizzato da liste d'attesa sempre pi&ugrave; lunghe e da costi sanitari in costante aumento.</p>
<p>I dati confermano la portata del fenomeno. Secondo l'ultima rilevazione Istat, in Italia il 9,9% della popolazione &ndash; circa 5,8 milioni di persone &ndash; ha rinunciato almeno una volta a una visita medica o a un esame diagnostico necessario a causa dei lunghi tempi di attesa o delle difficolt&agrave; economiche. Una tendenza che si riflette anche sulla spesa delle famiglie: secondo la Fondazione Gimbe, la spesa sanitaria sostenuta direttamente dai cittadini rappresenta oggi il 23% della spesa sanitaria complessiva del Paese.</p>
<p>Proprio in questo spazio si inserisce la convenzione appena firmata dalle due organizzazioni. L'accordo non si propone come alternativa al Servizio Sanitario Nazionale, del quale anzi riconosce esplicitamente il ruolo insostituibile, ma come strumento complementare: un'opportunit&agrave; in pi&ugrave;, offerta a chi altrimenti potrebbe trovarsi a rinunciare a un controllo necessario.</p>
<p>&Egrave; infatti il sostegno concreto alle persone ci&ograve; che accomuna le due organizzazioni firmatarie, pur portatrici di missioni diverse: da una parte una rete sanitaria privata che da oltre quarant'anni opera in Piemonte nel campo della diagnosi e della prevenzione; dall'altra la tutela sindacale, che da sempre si occupa delle condizioni materiali di vita di lavoratori e famiglie.</p>
<p>L'intesa riguarda tutti gli associati Cisl della provincia di Cuneo e il loro nucleo familiare convivente. Le agevolazioni previste comprendono uno sconto del 15% sulle visite specialistiche, del 10% su esami diagnostici e prestazioni odontoiatriche, oltre a condizioni dedicate su percorsi di check-up con tariffe pi&ugrave; contenute rispetto al listino ordinario.</p>
<p>&Egrave; proprio questa combinazione di elementi, un accordo nato da una collaborazione locale, esteso all'intero nucleo familiare e costruito su un impianto stabile anzich&eacute; su una semplice promozione, a rendere la convenzione un vero e proprio modello di welfare territoriale, pi&ugrave; che una semplice agevolazione commerciale.</p>
<p>Territoriale perch&eacute; nasce dall'incontro tra una rete sanitaria che opera nel Cuneese e un'organizzazione sindacale radicata sullo stesso territorio. Welfare perch&eacute; entra a far parte degli strumenti concreti di tutela che il sindacato mette a disposizione di chi rappresenta, accanto alla contrattazione e ai servizi tradizionali, offrendo un sostegno dedicato alla salute e pensato per durare nel tempo, non per esaurirsi in una singola campagna promozionale.</p>
<p>Al centro della convenzione vi &egrave; infatti un programma di prevenzione distribuito lungo l'arco di un intero anno: sei campagne tematiche, scandite ogni due mesi, che accompagnano gli iscritti attraverso altrettanti ambiti della salute della persona adulta, dalla prevenzione cardiovascolare a quella oncologica, passando per il controllo della funzionalit&agrave; d'organo e la diagnosi precoce. Non un'offerta isolata, dunque, ma un percorso continuativo che restituisce alla prevenzione il suo significato pi&ugrave; autentico: quello di un'abitudine, non di un'eccezione a cui si ricorre solo in caso di necessit&agrave;.</p>
<p>Per il Gruppo Cidimu la convenzione segna l'ingresso in un ambito di collaborazione con il mondo sindacale, in piena continuit&agrave; con una missione di prevenzione e diagnosi precoce che l'azienda persegue da oltre quattro decenni sul territorio piemontese. Per Cisl Cuneo, l'intesa rappresenta invece un'evoluzione naturale del proprio ruolo di tutela, che si allarga dal piano contrattuale a quello, altrettanto diretto, della salute quotidiana degli iscritti e delle loro famiglie.</p>
<p>L'accordo &egrave; stato siglato a Cuneo, citt&agrave; che le due organizzazioni indicano come punto di partenza simbolico di un percorso che guarda oltre i confini provinciali. Sia Cidimu sia Cisl non escludono infatti che, sulla base dei risultati che emergeranno nei prossimi mesi, il modello possa essere esteso ad altri territori piemontesi.</p>
<p>Dichiara il dottor Ugo Riba, direttore generale e amministratore unico: &ldquo;Che un'organizzazione sindacale abbia scelto di avvicinarsi a noi non &egrave; scontato, e lo considero un riconoscimento importante: significa che sul territorio siamo percepiti come un punto di riferimento affidabile per la sanit&agrave; privata, non come un semplice fornitore di prestazioni. &Egrave; una responsabilit&agrave; che prendiamo sul serio. Le difficolt&agrave; del Servizio Sanitario Nazionale non sono un'anomalia italiana: &egrave; un problema europeo, strutturale. I sistemi sanitari pubblici si sono costruiti sull'idea di poter garantire tutto a tutti, ma i costi sempre pi&ugrave; importanti, la richiesta di sanit&agrave; in una popolazione sempre pi&ugrave; longeva, la diversa percezione del lavoro che le giovani leve hanno e molte altre concause, fanno s&igrave; che questo modello sia sempre meno sostenibile. &Egrave; chiaro che il SSN &egrave; irrinunciabile e vitale per tutti noi. Ma &egrave; l'ora &nbsp;che chi ha a cuore la salute dei cittadini si renda conto che esiste una sanit&agrave; privata di cui non si pu&ograve; fare a meno. Con Cisl Cuneo abbiamo costruito qualcosa che ha senso nel lungo periodo: un percorso di prevenzione e di servizio, non una promozione. Sono molto grato al Segretario Generale Cisl della provincia di Cuneo, dottor Solavagione, per la visione e la determinazione con cui ha portato avanti l'iniziativa&rdquo;.</p>
<p>Dichiara Enrico Solavagione, segretario generale Cisl Cuneo: &ldquo;Per essere chiari: per la Cisl il rapporto tra sanit&agrave; pubblica e sanit&agrave; privata si basa sull'integrazione, non sulla sostituzione. La sanit&agrave; pubblica deve garantire cure universali ed equit&agrave; per tutti; quella privata, invece, offre flessibilit&agrave; e rapidit&agrave;. L'equilibrio funziona se il privato supporta il pubblico senza creare cittadini di serie A e cittadini di serie B. La convenzione rappresenta una forma di contrattazione sociale e territoriale. La sanit&agrave; pubblica &egrave; in difficolt&agrave; da almeno vent'anni. La Cisl, con un approccio molto pragmatico, continuer&agrave; ai tavoli negoziali a chiedere pi&ugrave; assunzioni e maggiori investimenti negli ospedali e nelle Asl. Nel frattempo, per&ograve;, le persone si ammalano oggi e hanno bisogno di risposte subito. Per questo, la convenzione rappresenta un salvagente temporaneo, per non lasciare i nostri iscritti soli di fronte alle difficolt&agrave; e ai disservizi, in attesa che la sanit&agrave; pubblica torni a funzionare come deve. Riteniamo che un sindacato moderno debba occuparsi di queste vicende con assoluto pragmatismo. Per questo offriamo ai nostri iscritti la possibilit&agrave; di accedere, a condizioni convenienti, a servizi che oggi la sanit&agrave; pubblica non riesce a erogare pienamente. La Cisl ha aderito per un dovere preciso, tutelare la salute dei propri iscritti. Continueremo a batterci politicamente per difendere, finanziare e rilanciare il Servizio Sanitario Pubblico. Non possiamo per&ograve; ignorare le liste di attesa infinite che oggi negano il diritto alla cura. Questa convenzione &egrave; uno scudo d&rsquo;emergenza, permette ai nostri tesserati di fare visite ed esami diagnostici in tempi rapidi e a tariffe calmierate. Un sindacato pragmatico fa grandi battaglie per il futuro ma d&agrave; risposte concrete ai bisogni di oggi&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 11:41:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Ospedali di Comunità: la FP CGIL Cuneo dice no allo spostamento del personale dai Distretti]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ospedali-di-comunita-la-fp-cgil-cuneo-dice-no-allo-spostamento-del-personale-dai-distretti_123975.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/ospedali-di-comunita-la-fp-cgil-cuneo-dice-no-allo-spostamento-del-personale-dai-distretti_123975.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123975/153148.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Riceviamo e pubblichiamo la presa di posizione della FP CGIL Cuneo sugli Ospedali di Comunit&agrave; e la sua contrariet&agrave; rispetto alla scelta dell&rsquo;ASL CN1 di garantire la copertura dei turni H24 nelle nuove strutture attraverso la rotazione del personale proveniente dai Distretti.</p>
<p style="text-align: justify;">"La Funzione Pubblica CGIL di Cuneo esprime la propria netta contrariet&agrave; alla scelta dell&rsquo;ASL CN1 di garantire la copertura dei turni H24 negli Ospedali di Comunit&agrave; attraverso la rotazione del personale proveniente dai Distretti. Dopo il confronto sindacale, rinviato al prossimo mese di settembre, ribadiamo &nbsp;con fermezza che questa non pu&ograve; rappresentare una soluzione accettabile.<br><br>Continuare a spostare il personale da un servizio all&rsquo;altro significa aggravare ulteriormente il carico di lavoro degli stessi operatori, gi&agrave; da tempo sottoposti a condizioni organizzative estremamente difficili. La domanda che poniamo &egrave; semplice: come si pu&ograve; pensare di ampliare i servizi sanitari, aprendo Case e Ospedali di Comunit&agrave;, senza prevedere contestualmente nuove assunzioni di personale? Non &egrave; possibile costruire una sanit&agrave; territoriale pi&ugrave; forte sottraendo risorse umane ai servizi gi&agrave; esistenti.&nbsp;<br><br>Riteniamo inoltre assurdo che, mentre si annunciano nuovi modelli organizzativi e si inaugurano nuove strutture, la Regione Piemonte abbia imposto alle Aziende Sanitarie un piano di rientro che di fatto blocca le assunzioni, impedendo alle aziende di dotarsi del personale necessario per garantire servizi efficienti e sicuri. Questa &egrave; l&rsquo;ennesima dimostrazione della mancanza di una reale volont&agrave; politica di investire concretamente nella sanit&agrave; pubblica con risorse strutturali e durature.<br><br>Non bastano nuove strutture se poi mancano i professionisti che devono farle funzionare. Oggi pi&ugrave; che mai &egrave; necessario ricordare che il diritto alla salute e il diritto alla cura appartengono a tutti i cittadini e sono garantiti dall&rsquo;articolo 32 della Costituzione. Difendere la sanit&agrave; pubblica significa investire nelle persone che ogni giorno la rendono possibile. La FP CGIL Cuneo continuer&agrave; a battersi affinch&eacute; vengano adottate soluzioni strutturali, fondate su un piano straordinario di assunzioni e sul rafforzamento degli organici, nell&rsquo;interesse dei lavoratori, dei cittadini e della qualit&agrave; del servizio sanitario pubblico".&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 10:56:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Case e ospedali di comunità, Cisl Fp Cuneo: "Rotazione del personale non può diventare modello organizzativo"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/case-e-ospedali-di-comunita-cisl-fp-cuneo-rotazione-del-personale-non-puo-diventare-modello-organizzativo_123905.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/case-e-ospedali-di-comunita-cisl-fp-cuneo-rotazione-del-personale-non-puo-diventare-modello-organizzativo_123905.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123905/153027.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Venerd&igrave; 10 luglio, nel corso del confronto con le Organizzazioni Sindacali firmatarie del CCNL e con&nbsp;la RSU, la Direzione dell'ASL CN1 ha informato le parti della decisione di procedere con l'utilizzo a&nbsp;rotazione del personale dei Distretti per garantire la copertura della turnistica H24 degli Ospedali di&nbsp;Comunit&agrave;.&nbsp;Una soluzione che l'Azienda ritiene necessaria per assicurare l'apertura delle nuove strutture e&nbsp;l'attivazione dei servizi nei tempi previsti dal DM 77.&nbsp;Una scelta che la CISL FP Cuneo continua tuttavia a ritenere non condivisibile quale modello<br>organizzativo stabile per la sanit&agrave; territoriale.&nbsp;"La continuit&agrave; assistenziale, la sicurezza delle cure e la costruzione di &eacute;quipe multiprofessionali&nbsp;stabili rappresentano il cuore della riforma territoriale prevista dal DM 77 e mal si conciliano con una&nbsp;rotazione sistematica e periodica del personale", evidenzia Mauro Olocco CISL FP Cuneo.&nbsp;</p>
<p>Al termine della discussione, la Direzione dell'ASL CN1 ha dichiarato che il percorso di confronto non pu&ograve; considerarsi concluso e che il tema verr&agrave; nuovamente affrontato nel mese di settembre, proponendo la valutazione di soluzioni alternative quali l'assegnazione diretta del personale ai relativi setting assistenziali attraverso le procedure concorsuali, il ricorso alla mobilit&agrave; volontaria e l'eventuale utilizzo di societ&agrave; in house, strumenti gi&agrave; adottati, con modalit&agrave; differenti, in altre realt&agrave; piemontesi.&nbsp;"La nostra organizzazione sindacale non ha mai messo in discussione la necessit&agrave; di aprire le nuove&nbsp;strutture e di dare risposte ai cittadini. Riteniamo per&ograve; che l'apertura dei servizi con questo modello&nbsp;organizzativo non debba tradursi in soluzioni destinate a diventare permanenti per mancanza di&nbsp;programmazione o di scelte strutturali sul personale", prosegue Olocco.</p>
<p>Per la CISL FP Cuneo il rischio &egrave; quello di investire risorse e professionalit&agrave; senza costruire&nbsp;realmente il modello territoriale previsto dalla riforma, trasformando Case della Comunit&agrave; e Ospedali&nbsp;di Comunit&agrave; in semplici contenitori organizzativi o, peggio, in "scatole vuote", prive di personale&nbsp;stabile, competenze consolidate e reale continuit&agrave; assistenziale.&nbsp;"Noi continueremo pertanto il confronto con l'Azienda affinch&eacute; le soluzioni temporanee adottate in&nbsp;questa fase di avvio lascino rapidamente spazio a un'organizzazione fondata sulla stabilit&agrave;, sulla&nbsp;valorizzazione delle professionalit&agrave; e sulla qualit&agrave; e sicurezza dell'assistenza, nell'interesse dei&nbsp;lavoratori e soprattutto dei cittadini del territorio", aggiunge Stefano Rosso CISL FP Cuneo.&nbsp;</p>
<p>Conclude Fabrizio Silvestro, Segretario Generale della CISL FP Cuneo: "Riteniamo necessario che il&nbsp;tema venga affrontato anche in sede di confronto regionale, al fine di definire linee di indirizzo&nbsp;omogenee per l'organizzazione complessiva dei Distretti, delle Case della Comunit&agrave; e degli Ospedali&nbsp;di Comunit&agrave;, garantendo pari condizioni organizzative e professionali su tutto il territorio regionale ed&nbsp;evitando difformit&agrave; nei modelli assistenziali tra le diverse Aziende sanitarie&rdquo;.</p>]]></description><pubDate>Sat, 11 Jul 2026 15:50:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Il Piemonte conquista il 4^ posto nella classifica nazionale dei Livelli Essenziali di Assistenza]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-piemonte-conquista-il-4-posto-nella-classifica-nazionale-dei-livelli-essenziali-di-assistenza_123874.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/il-piemonte-conquista-il-4-posto-nella-classifica-nazionale-dei-livelli-essenziali-di-assistenza_123874.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123874/152992.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Il Piemonte continua a migliorare la propria posizione, conquistando il quarto posto nella classifica nazionale dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), elaborata dal Ministero della Salute sulla base degli indicatori CORE del Nuovo Sistema di Garanzia relativi al 2024.</p>
<p>Il Piemonte conferma infatti il raggiungimento della soglia di garanzia in tutte e tre le macroaree di valutazione e registra un ulteriore miglioramento complessivo, attestandosi tra le Regioni con le migliori performance del Paese.</p>
<p>Nel dettaglio, il Piemonte ottiene 95 punti nell'area della prevenzione, 90 punti nell'assistenza distrettuale e 87 punti nell'assistenza ospedaliera, tutti valori ampiamente superiori alla soglia di sufficienza fissata dal Ministero a 60 punti.</p>
<p>Nella precedente rilevazione (anno 2023) i punteggi erano 93 (prevenzione), 90 (assistenza distrettuale) e 87 (assistenza ospedaliera). Nella classifica Lea 2023 il Piemonte era al 5&deg; posto, nel 2024 con 272 punti &egrave; al 4&deg; posto assoluto, prima Regione del Nord Ovest, davanti alla Lombardia, al sesto posto con 270.</p>
<p>&ldquo;Il costante miglioramento del Piemonte nella classifica nazionale dei Lea rappresenta un riconoscimento importante del lavoro che stiamo portando avanti per rafforzare il nostro sistema sanitario. &Egrave; un risultato che premia l'impegno quotidiano dei professionisti, delle Aziende sanitarie e di tutta la struttura regionale, ai quali va il nostro ringraziamento&rdquo;, dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l'assessore alla Sanit&agrave; Federico Riboldi.</p>
<p>&ldquo;Questi dati confermano che investire sulla sanit&agrave; pubblica &egrave; la strada giusta. In questi anni abbiamo incrementato il personale, ridotto il ricorso ai gettonisti, rafforzato la sanit&agrave; territoriale, investito nell'edilizia sanitaria e nelle nuove tecnologie e avviato un importante lavoro per ridurre le liste d'attesa. Sappiamo che restano ancora criticit&agrave; da affrontare e margini di miglioramento, ma questo risultato dimostra che il Piemonte sta andando nella direzione giusta e ci incoraggia a proseguire con ancora maggiore determinazione&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;I Lea non misurano le promesse, ma la capacit&agrave; concreta di garantire ai cittadini i servizi fondamentali della sanit&agrave; pubblica. Per questo il miglioramento del Piemonte assume un valore ancora maggiore: certifica che gli investimenti, il lavoro sull'organizzazione e il rafforzamento del personale stanno producendo risultati misurabili&rdquo;.</p>
<h2>Graduatoria Lea 2024</h2>
<p>Veneto 288<br>Emilia-Romagna 282<br>Toscana 280<br>Piemonte 272<br>Provincia autonoma di Trento 271<br>Lombardia 270<br>Umbria 254<br>Liguria 250<br>Friuli Venezia Giulia 248<br>Puglia 242<br>Marche 237<br>Lazio 237<br>Abruzzo 229<br>Valle d'Aosta 213<br>Sardegna 212<br>Campania 209<br>Provincia autonoma di Bolzano 206<br>Basilicata 205<br>Sicilia 196<br>Molise 192<br>Calabria 189.</p>]]></description><pubDate>Sat, 11 Jul 2026 07:56:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Assunzioni sanità pubblica, Silvestro (Cisl Fp): “Ora servono dati, confronto e garanzie per il territorio" ]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/assunzioni-sanita-pubblica-silvestro-cisl-fp-ora-servono-dati-confronto-e-garanzie-per-il-territorio_123780.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/assunzioni-sanita-pubblica-silvestro-cisl-fp-ora-servono-dati-confronto-e-garanzie-per-il-territorio_123780.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123780/152836.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Riceviamo e pubblichiamo la posizione di CISL Cuneo sulle rasicurazioni della Regione Piemonte in merito alle assunzioni nel servizio regionale sanitario.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">"La CISL FP Cuneo si inserisce nel percorso unitario avviato a livello regionale dalle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto che hanno richiesto un confronto urgente con la Regione Piemonte a seguito della direttiva trasmessa alle Aziende Sanitarie Regionali relativa alla verifica della spesa e al monitoraggio delle risorse umane per il 2026. &nbsp;Nelle ultime ore l'assessore alla Sanit&agrave; della Regione Piemonte ha chiarito pubblicamente che non esiste alcun blocco delle assunzioni in sanit&agrave; e che la richiesta inviata alle Aziende Sanitarie Regionali &egrave; finalizzata esclusivamente a effettuare una fotografia puntuale delle risorse disponibili, dei fabbisogni organizzativi e delle competenze presenti, con l'obiettivo di costruire una programmazione delle assunzioni sempre pi&ugrave; aderente ai bisogni reali dei cittadini piemontesi. La Regione ha inoltre confermato la prosecuzione delle politiche assunzionali e il continuo avvio di nuove procedure concorsuali. &nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">"Prendiamo atto delle rassicurazioni fornite dall'assessore Riboldi e della volont&agrave; di proseguire con le assunzioni, &nbsp;visto anche le ultime pubblicazioni di procedure concorsuali, necessarie a garantire il ricambio generazionale e la tenuta dei servizi&rdquo; dichiara il Segretario &nbsp;della CISL FP Cuneo, Fabrizio Silvestro. "Se l'obiettivo &egrave; quello di costruire una programmazione pi&ugrave; efficace e mirata delle assunzioni, il sindacato &egrave; pronto a dare il proprio contributo." "La provincia di Cuneo &egrave; un territorio particolare, molto esteso, con numerosi presidi periferici e servizi territoriali che gi&agrave; oggi affrontano difficolt&agrave; nel reperimento di personale sanitario, &nbsp;sociosanitario, tecnico e amministrativo" prosegue Silvestro. "Per questo motivo sar&agrave; fondamentale che il lavoro di analisi e riorganizzazione tenga conto delle specificit&agrave; della Granda e dei reali fabbisogni delle aziende sanitarie del territorio."&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">"Ad esempio gli Ospedali di Comunit&agrave; non possono diventare delle scatole vuote" aggiunge Silvestro. "Le strutture si realizzano con gli investimenti infrastrutturali, ma i servizi si garantiscono con le persone. Senza ulteriori risorse professionali ed economiche sar&agrave; difficile non solo aprire le nuove strutture previste dal PNRR, ma soprattutto mantenerle operative, efficienti e sostenibili nel tempo." La CISL FP Cuneo ritiene inoltre indispensabile che il confronto parta da dati concreti: andamento degli organici, pensionamenti previsti, stato delle procedure concorsuali, ricorso al lavoro straordinario e alle prestazioni aggiuntive che continuano a rappresentare il termometro delle difficolt&agrave; organizzative, copertura dei servizi ospedalieri e territoriali. "Chiediamo che i dati vengano condivisi con le organizzazioni sindacali, affinch&eacute; le future scelte organizzative possano essere costruite su basi oggettive e trasparenti. Il nostro compito sar&agrave; vigilare, con richieste di confronto nelle aziende del territorio, affinch&eacute; la fase di riorganizzazione non produca rallentamenti nelle assunzioni indispensabili alla continuit&agrave; assistenziale e alla qualit&agrave; dei servizi" conclude Silvestro. &nbsp;Una sanit&agrave; pubblica forte ha bisogno di programmazione, confronto e investimenti sulle persone".&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">CISL FP CUNEO - Il Segretario Generale Fabrizio Silvestro</p>]]></description><pubDate>Thu, 09 Jul 2026 12:16:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[“Nessun blocco delle assunzioni di personale sanitario”: la Regione smentisce]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nessun-blocco-delle-assunzioni-di-personale-sanitario-la-regione-smentisce_123771.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/nessun-blocco-delle-assunzioni-di-personale-sanitario-la-regione-smentisce_123771.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123771/152820.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Nessun blocco delle assunzioni nel servizio sanitario regionale. La Regione Piemonte interviene per smentirle le ricostruzioni avanzate dopo l&rsquo;invio di una nota alle aziende sanitarie. Quanto emerso, assicurano dagli uffici del grattacielo, &ldquo;non corrisponde al contenuto della nota&rdquo;.</p>
<p>L'obiettivo del provvedimento &ldquo;non &egrave; sospendere il reclutamento del personale, ma avviare una ricognizione straordinaria per aggiornare il fabbisogno e verificare la distribuzione delle risorse gi&agrave; presenti nelle aziende sanitarie e programmare le future assunzioni sulla base delle effettive esigenze assistenziali dei territori&rdquo;. &nbsp;La stessa nota specifica infatti che la ricognizione &ldquo;non deve essere intesa come blocco generalizzato e indistinto&rdquo;, ma come una misura finalizzata a verificare la coerenza tra fabbisogni, modelli organizzativi e risorse disponibili.</p>
<p>&ldquo;Negli ultimi anni - continua il comunicato - la Regione Piemonte ha compiuto uno dei pi&ugrave; importanti investimenti sul personale sanitario della propria storia. Come certificato dall'ultimo Osservatorio regionale sul personale, dal 2019 gli organici del servizio sanitario regionale sono aumentati di 4.200 unit&agrave;, di cui 2.260 dal giugno 2023, tra personale del comparto e dirigenti. Un incremento che testimonia la volont&agrave; della Regione di rafforzare concretamente la sanit&agrave; pubblica&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Chi parla di blocco delle assunzioni racconta una realt&agrave; che non esiste. La lettera inviata alle Aziende chiede esclusivamente ai direttori di fare una fotografia della situazione esistente, non soltanto sotto il profilo numerico, ma anche delle competenze assegnate e della distribuzione del personale tra le diverse strutture. Lo scopo &egrave; rilanciare un piano assunzionale sempre pi&ugrave; mirato alle esigenze reali, effettive e attuali dei pazienti piemontesi&rdquo; dichiara l'assessore alla Sanit&agrave; Federico Riboldi.</p>
<p>&ldquo;Una ricognizione non &egrave; un blocco. &Egrave; una scelta di responsabilit&agrave; che punta a garantire a tutte le strutture sanitarie del Piemonte le stesse opportunit&agrave; di rispondere ai bisogni dei cittadini, valorizzando al meglio gli oltre 4.200 professionisti assunti in questi anni e continuando a investire sulla sanit&agrave; pubblica. Assumere &egrave; fondamentale e il fatto che il Piemonte primeggia a livello nazionale con un + 3% rispetto alla media italiana, ne &egrave; la dimostrazione; ma &egrave; altrettanto fondamentale fare in modo che ogni professionista sia impiegato dove serve davvero ai cittadini. &Egrave; questo il senso della ricognizione avviata dalla Regione&rdquo; conclude Riboldi.</p>]]></description><pubDate>Thu, 09 Jul 2026 10:37:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Assunzioni personale sanitario, Pd: “La Regione ammette di aver perso il controllo, ma è tardi”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/assunzioni-personale-sanitario-pd-la-regione-ammette-di-aver-perso-il-controllo-ma-e-tardi_123760.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/assunzioni-personale-sanitario-pd-la-regione-ammette-di-aver-perso-il-controllo-ma-e-tardi_123760.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123760/152799.jpg" title="Gianna Pentenero e Mauro Calderoni" alt="Gianna Pentenero e Mauro Calderoni" /><br /><p>&ldquo;La nota inviata alle Aziende sanitarie regionali &egrave; una sorprendente ammissione di ritardo e di mancanza di governo. Quando a giugno si arriva a chiedere alle aziende di verificare se le assunzioni effettuate abbiano prodotto risultati, di sospendere nuove procedure di reclutamento e di ridisegnare la distribuzione del personale, significa che la programmazione non &egrave; stata fatta quando serviva&rdquo;, lo affermano Gianna Pentenero (presidente del Gruppo PD in consiglio regionale), e Mauro Calderoni (consigliere regionale del Gruppo PD).</p>
<p>&ldquo;La parte pi&ugrave; allarmante della nota &egrave; quella in cui si chiede alle aziende di sospendere le nuove procedure di reclutamento di fronte a una situazione che vede tanti reparti in crisi, concorsi deserti e difficolt&agrave; a garantire i servizi durante il periodo estivo. &Egrave; difficile immaginare un messaggio pi&ugrave; contraddittorio in una fase nella quale cittadini e operatori continuano a denunciare carenze di organico e difficolt&agrave; di accesso alle prestazioni&rdquo; spiegano i consiglieri regionali.</p>
<p>&ldquo;Le liste d&rsquo;attesa - proseguono - non si recuperano con le verifiche amministrative, ma con medici, infermieri, operatori sociosanitari, tecnici e personale amministrativo. Se ci sono problemi organizzativi vanno corretti, ma fermare o rallentare il reclutamento mentre si chiede alle aziende di dimostrare la coerenza delle assunzioni rischia di produrre l&rsquo;effetto opposto a quello dichiarato&rdquo;.</p>
<p>Secondo gli esponenti del Partito Democratico, la nota contiene inoltre una visione sbagliata del rafforzamento territoriale. &ldquo;Tra le indicazioni rivolte alle aziende si legge che occorre porre &lsquo;particolare attenzione alla razionalizzazione dei micro-punti di erogazione, privilegiando la concentrazione funzionale e organizzativa all&rsquo;interno delle Case della Comunit&agrave;&rsquo;. &Egrave; una scelta che ci preoccupa&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Le Case di comunit&agrave; avrebbero dovuto potenziare i servizi territoriali, non solo riorganizzarli. Il territorio non si rafforza concentrando i servizi e riducendo i punti di accesso. Si rafforza aumentando l&rsquo;offerta di sanit&agrave; pubblica vicina alle persone cos&igrave; da ridurre il bisogno di ospedalizzazione, a partire dall&rsquo;accesso al Pronto Soccorso. Per non parlare del fatto che nelle aree montane, nelle vallate, nei territori periferici e nei Comuni pi&ugrave; piccoli, i cosiddetti micro-punti di erogazione rappresentano spesso l&rsquo;unico presidio realmente accessibile ai cittadini&rdquo; sottolineano i consiglieri Dem.</p>
<p>&ldquo;La domanda politica &egrave; molto semplice: perch&eacute; questa lettera arriva soltanto adesso? La Regione chiede alle aziende di fare il censimento delle assunzioni effettuate nel 2025 e nel 2026, delle procedure in corso, delle procedure programmate, delle cessazioni, degli straordinari e perfino di predisporre un piano di ridistribuzione interna del personale. Tutte attivit&agrave; che dovrebbero essere oggetto di monitoraggio costante da parte della governance regionale, non di una verifica straordinaria a met&agrave; anno&rdquo; incalzano i rappresentanti del PD.</p>
<p>&ldquo;Se davvero esistono problemi di sostenibilit&agrave; della spesa o di allocazione delle risorse, la Giunta avrebbe dovuto affrontarli prima con un sistema di pianificazione e di controllo di gestione articolato. Quando si interviene a giugno chiedendo controlli straordinari, sospensioni delle nuove procedure di reclutamento e piani di riorganizzazione, si certifica che il problema non &egrave; nato oggi e che i buoi sono gi&agrave; scappati dalla stalla&rdquo; dichiarano.</p>
<p>&ldquo;Con questa nota Riboldi ammette che la sanit&agrave; piemontese viaggia a fari spenti nella notte e che rincorre i problemi anzich&eacute; governarli. Il Piemonte ha bisogno di una sanit&agrave; che assuma riduca concretamente le liste d&rsquo;attesa e rafforzi la presenza dei servizi sul territorio. Non di una presa d&rsquo;atto tardiva che rischia di tradursi in meno personale e meno prossimit&agrave; per i cittadini. Siamo vicini alle lavoratrici e ai lavoratori che pagano, insieme ai piemontesi, le scelte sbagliate di Cirio e Riboldi sulla sanit&agrave;. Chiederemo una discussione in Consiglio sull&rsquo;esito di questo intervento&rdquo; concludono i Dem.</p>]]></description><pubDate>Thu, 09 Jul 2026 09:34:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Bra, grande successo per la cena dell'associazione Avis]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/bra-e-roero/bra-grande-successo-per-la-cena-dell-associazione-avis_123756.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/bra-e-roero/bra-grande-successo-per-la-cena-dell-associazione-avis_123756.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123756/152797.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Il gruppo Avis Bra, insieme ai gruppi di Cervere, Narzole, Pocapaglia e Sommariva Perno, ha organizzato anche quest&rsquo;anno la cena estiva, che si &egrave; tenuta sabato 13 luglio sotto l&rsquo;Ala di Corso Garibaldi. La storica manifestazione ha la finalit&agrave; di promuovere la donazione del sangue, attraverso un evento aperto al pubblico nel cuore della citt&agrave;, ma anche di creare un momento di convivialit&agrave; fra i donatori e fra tutti coloro che sono vicini all&rsquo;associazione.<br><br>In questo contesto &egrave; nata un&rsquo;apprezzata sinergia con il Comitato Vallechiara Fey, che ha partecipato alla cena con una folta rappresentanza, ma allo stesso tempo dando un concreto contributo logistico per la gestione dell&rsquo;intera manifestazione. Oltre a loro erano presenti altre associazioni quali Aido Bra, Associazione Nazionale Alpini Bra, Lions Club Bra Host e New Twirling Bra: la collaborazione fra associazioni appartenenti al volontariato &egrave; elemento fondamentale per una proficua crescita sociale.<br><br>Durante la serata molto apprezzata anche la presenza del gruppo musicale Kuintorigo che ha regalato all&rsquo;intera popolazione un intenso concerto, coinvolgendo i presenti in canti e balli.<br><br>Al Comune di Bra che ha concesso lo spazio pubblico, al Comitato Vallechiara Fey, al gruppo Kuintorigo, ai tanti volontari che si sono resi disponibili, a tutti i partecipanti alla cena ed in generale a tutti coloro che sono stati in qualche modo presenti alla serata va il ringraziamento del presidente e del direttivo Avis.&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Thu, 09 Jul 2026 09:26:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Telemedicina e prevenzione per 4.100 anziani con il progetto “ContiAMO insieme...80 passi!”]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/telemedicina-e-prevenzione-per-4100-anziani-con-il-progetto-contiamo-insieme80-passi_123703.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/telemedicina-e-prevenzione-per-4100-anziani-con-il-progetto-contiamo-insieme80-passi_123703.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123703/152701.jpg" title="" alt="" /><br /><p>L'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) ha ammesso a finanziamento il progetto &ldquo;ContiAMO insieme...80 passi!&rdquo;, promosso e coordinato da Azienda Zero per conto della Regione Piemonte, nell'ambito dell'Avviso pubblico dedicato ai progetti di sanit&agrave; preventiva e telemedicina rivolti ai grandi anziani.</p>
<p>L'iniziativa potr&agrave; contare su un finanziamento di oltre 10 milioni di euro, interamente a valere sulle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).</p>
<p>Le risorse permetteranno di attivare un percorso di presa in carico domiciliare della durata di 18 mesi per oltre 4.100 grandi anziani piemontesi, ossia persone con almeno 80 anni di et&agrave; affette da una o pi&ugrave; patologie croniche, con l'obiettivo di rafforzare l'assistenza sul territorio e migliorare la qualit&agrave; delle cure.</p>
<p>L&rsquo;Avviso di Agenas d&agrave; attuazione al decreto del Ministero della salute del 7 ottobre 2025, adottato di concerto con il Ministero dell&rsquo;economia e delle finanze e con il Ministero per le disabilit&agrave;, che ha suddiviso il territorio nazionale in tre grandi aree geografiche e fissato un obiettivo complessivo di presa in carico compreso tra 50.000 e 60.000 grandi anziani. La selezione del progetto piemontese, collocato nell&rsquo;area Nord, conferma la qualit&agrave; della proposta rispetto agli obiettivi strategici fissati del programma.</p>
<p>Il progetto adotta una metodologia multidimensionale che unisce la dimensione sanitaria e quella sociale su tre ambiti di intervento: la prevenzione del deterioramento cognitivo, il miglioramento dell&rsquo;aderenza terapeutica e il contrasto dell&rsquo;isolamento sociale. Le attivit&agrave; si realizzano attraverso l&rsquo;impiego di piattaforme digitali, strumenti di monitoraggio da remoto, percorsi di stimolazione cognitiva e di socializzazione e, ove necessario, accessi diretti al domicilio, con particolare attenzione all&rsquo;inclusione dei soggetti pi&ugrave; fragili, isolati o residenti in aree marginali.</p>
<p>Il coordinamento dell&rsquo;iniziativa &egrave; affidato a una Cabina di Regia, diretta dal dottor Arturo Pasqualucci e dalla dottoressa Federica Riccio di Azienda Zero, che operer&agrave; in raccordo con i nuclei operativi territoriali. La realizzazione del progetto coinvolger&agrave; l&rsquo;intera rete del sistema sanitario oltre alle famiglie e ai caregiver, chiamati a un ruolo attivo nell&rsquo;accompagnamento delle persone anziane.</p>
<p>Federico Riboldi, assessore alla Sanit&agrave; della Regione Piemonte: &ldquo;Con questo progetto il Piemonte d&agrave; una risposta importante a una delle sfide pi&ugrave; rilevanti per il nostro sistema sanitario cio&egrave; consentire alle persone pi&ugrave; anziane e fragili di continuare a vivere nella propria casa, in sicurezza e con l'assistenza di cui hanno bisogno. Questi investimenti in prevenzione e telemedicina significano umanizzare le cure , avvicinare i servizi al domicilio e ridurre il ricorso improprio all'ospedale. &Egrave; un risultato che valorizza il lavoro di programmazione di Azienda Zero e che intendiamo trasformare in un modello stabile, a beneficio di tutti i territori piemontesi&rdquo;.</p>
<p>Massimo D&rsquo;Angelo, direttore generale di Azienda Zero: &ldquo;La selezione di &lsquo;ContiAMO insieme...80 passi!&rsquo; premia un metodo di lavoro basato sul connubio tra la componente sanitaria e quella sociale. Azienda Zero metter&agrave; a disposizione la propria Cabina di Regia per accompagnare le Aziende sanitarie e l'intera rete territoriale composta da farmacie di comunit&agrave;, distretti, terzo settore e volontariato in un percorso comune che sia realmente vicino ai bisogni delle persone. Da subito ci concentreremo sulla fase operativa, perch&eacute; il valore di questo finanziamento si misura nella qualit&agrave; della presa in carico dei grandi anziani e nel sostegno che sapremo dare alle loro famiglie&rdquo;.</p>
<p>A seguito dell&rsquo;approvazione della graduatoria, il progetto entra ora nella fase operativa, con l&rsquo;avvio progressivo delle attivit&agrave; di arruolamento e la definizione del piano esecutivo nei tempi previsti dal programma Pnrr su tutto il territorio regionale.</p>]]></description><pubDate>Wed, 08 Jul 2026 11:44:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Con “Nascere insieme” nuovi spazi di ascolto e consulenza per i neo genitori]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/alba-e-langhe/con-nascere-insieme-nuovi-spazi-di-ascolto-e-consulenza-per-i-neo-genitori_123657.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/alba-e-langhe/con-nascere-insieme-nuovi-spazi-di-ascolto-e-consulenza-per-i-neo-genitori_123657.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123657/152606.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Diventare genitori significa intraprendere un percorso unico, fatto di emozioni profonde, grandi gioie, ma anche di cambiamenti, interrogativi e nuove sfide. Nei primi mesi di vita del bambino &egrave; naturale attraversare momenti di fatica e avere bisogno di uno spazio di ascolto e confronto.</p>
<p>Per sostenere mamme e pap&agrave; in questo importante passaggio, l'Asl CN2 attiva "Nascere Insieme", un nuovo servizio di consulenza e supporto psicologico rivolto ai genitori di bambini nel primo anno di vita.</p>
<p>L&rsquo;iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Struttura di Psicologia, il Consultorio Familiare e la Pediatria dell&rsquo;Asl CN2, con l&rsquo;obiettivo di offrire uno spazio di confronto qualificato, accogliente e facilmente accessibile.</p>
<p>Durante gli incontri sar&agrave; possibile parlare con una psicologa, condividere dubbi, preoccupazioni o semplicemente confrontarsi sulle sfide che accompagnano i primi mesi di vita del bambino.</p>
<p>Il servizio &egrave; gratuito e senza necessit&agrave; di impegnativa medica. Sar&agrave; sufficiente presentarsi negli orari di attivazione, ad accesso libero.</p>
<p>Dove e quando:<br>- presso la Casa di Comunit&agrave; di Alba (via Pierino Belli, 26) - a partire dal 13 luglio (piano terreno, accanto agli Ambulatori Infermieristici Pediatrici), il primo &nbsp;il terzo luned&igrave; del mese, dalle ore 10 alle ore 12;</p>
<p>- presso la Casa di Comunit&agrave; di BRA (via Vittorio Emanuele II, 3) - a partire dal 31 luglio (secondo piano, presso gli Ambulatori Infermieristici Pediatrici), il primo e il terzo venerd&igrave; del mese, dalle ore 10 alle ore 12.</p>
<p>Per qualsiasi informazione &egrave; possibile contattare la struttura di Psicologia: 0172/1408935 &ndash; psicologia.consultorio@aslcn2.it.</p>
<p><img loading="lazy" src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123657/small_152607.jpg" loading="lazy"></p>]]></description><pubDate>Wed, 08 Jul 2026 08:18:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[“I servizi per le dipendenze devono restare ad accesso diretto”: l'appello di Giulia Marro]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/i-servizi-per-le-dipendenze-devono-restare-ad-accesso-diretto-l-appello-di-giulia-marro_123630.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/i-servizi-per-le-dipendenze-devono-restare-ad-accesso-diretto-l-appello-di-giulia-marro_123630.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123630/152566.jpg" title="" alt="" /><br /><p class="p1"><span class="s1">La consigliera regionale di Avs Giulia Marro denuncia le criticit&agrave; derivanti dall'applicazione della ricetta dematerializzata nei SerD, che obbliga a registrare digitalmente e nominativamente la prestazione sanitaria prima di poterla erogare, rischiando cos&igrave; - secondo lei - di creare un passaggio burocratico che nei SerD pu&ograve; ostacolare l&rsquo;accesso diretto, riservato e anche anonimo alle cure.</span> <span class="s3">&ldquo;Il mio question time sulle criticit&agrave; che stanno colpendo i Servizi per le Dipendenze (SerD) piemontesi non &egrave; stato ammesso perch&eacute; giudicato non urgente - interviene la consigliera -. Una decisione che lascia perplessi, mentre servizi fondamentali per la cura delle dipendenze stanno segnalando problemi concreti e, in alcuni casi, hanno gi&agrave; procedure bloccate&rdquo;.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">&ldquo;Il SerD deve restare un servizio ad accesso diretto: una persona che ha un problema di dipendenza deve potersi rivolgere al servizio senza dover prima passare dal medico di base, o senza ostacoli burocratici e con la garanzia della massima riservatezza, perch&eacute; proprio la possibilit&agrave; di essere accolta in modo rapido, protetto e anche anonimo, quando previsto, &egrave; ci&ograve; che permette a molte persone di chiedere aiuto senza paura di essere esposte o stigmatizzate &mdash; prosegue Giulia Marro &mdash;. Le conseguenze sono gi&agrave; evidenti. Alcune Asl stanno riscontrando difficolt&agrave;, e in alcuni casi l'impossibilit&agrave;, di accedere ai laboratori per effettuare esami ematochimici e test tossicologici perch&eacute; viene richiesta la ricetta dematerializzata. Un problema che rischia di ripercuotersi direttamente sulla continuit&agrave; dei percorsi di cura&rdquo;.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Marro ricorda inoltre che la Giunta era gi&agrave; stata investita di una criticit&agrave; molto simile. &ldquo;Solo pochi mesi fa la collega Alice Ravinale aveva presentato un question time sulle Neuropsichiatrie infantili, dove si stavano verificando problemi analoghi. In quella sede l'assessore Riboldi aveva risposto che non era previsto l'obbligo della ricetta dematerializzata e aveva annunciato un approfondimento tecnico con le aziende sanitarie. A quell'impegno, per&ograve;, non &egrave; mai stato dato seguito. Oggi ci ritroviamo con criticit&agrave; analoghe che coinvolgono anche i SerD, segno che il problema non &egrave; stato affrontato&rdquo;.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">&ldquo;Fa impressione che la Regione trovi sempre il tempo per parlare di droga quando si tratta di repressione, sicurezza o inasprimento delle pene, ma consideri non urgente discutere dei servizi che ogni giorno curano le persone con dipendenza. La lotta alle dipendenze non si fa con gli slogan: si fa mettendo nelle condizioni di lavorare chi, ogni giorno, accoglie e prende in carico le persone pi&ugrave; fragili&rdquo;.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">&ldquo;Per questo ho trasformato il question time in un'interrogazione urgente. Lo faccio, per&ograve;, ben sapendo che troppo spesso le interrogazioni ricevono risposta ben oltre i tempi previsti dal regolamento, svuotando di efficacia uno degli strumenti di controllo a disposizione delle opposizioni. Mi auguro che questa volta non accada come per l'interrogazione della collega Ravinale: una risposta formale seguita da nessun intervento concreto. Perch&eacute; quando i servizi continuano a segnalare gli stessi problemi, significa che le promesse non bastano pi&ugrave; &mdash; termina la consigliera di Avs &mdash;. Continueremo a insistere perch&eacute; i SerD rappresentano un presidio essenziale della sanit&agrave; pubblica. Se tre servizi che segnalano le stesse criticit&agrave; non rappresentano un'urgenza per la Regione Piemonte, &egrave; legittimo chiedersi quale sia oggi il concetto di urgenza&rdquo;.</span></p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 14:14:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Sacchetto (FdI): "Nella Granda serve un corso universitario per Tecnici della prevenzione"]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sacchetto-fdi-nella-granda-serve-un-corso-universitario-per-tecnici-della-prevenzione_123605.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/sacchetto-fdi-nella-granda-serve-un-corso-universitario-per-tecnici-della-prevenzione_123605.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123605/152526.jpg" title="" alt="" /><br /><p style="text-align: justify;">Il consigliere regionale del Piemonte Claudio Sacchetto (Fratelli d'Italia) ha depositato un Ordine del Giorno, collegato all&rsquo;assestamento di bilancio che sar&agrave; approvato nel corso delle prossime settimane, che impegna la Giunta regionale, concorde sull&rsquo;obiettivo da raggiungere, a proseguire il percorso finalizzato all'attivazione del Corso di Laurea in Tecniche della Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro (classe SNT/4) in Provincia di Cuneo, preferibilmente presso il polo universitario di Savigliano.</p>
<p style="text-align: justify;">"Si tratta di una figura professionale sempre pi&ugrave; richiesta sia dal sistema sanitario sia dal mondo delle imprese. I Tecnici della Prevenzione svolgono un ruolo fondamentale nelle attivit&agrave; di controllo, vigilanza e prevenzione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, igiene degli alimenti, tutela dell'ambiente, sanit&agrave; pubblica e sicurezza delle produzioni agroalimentari", dichiara Sacchetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il corso, attualmente presente in Piemonte presso il polo universitario di Collegno, presso la Asl TO3, abilita all'esercizio della professione sanitaria di Tecnico della Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro. Si tratta di professionisti che operano all'interno dei Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie Locali, nei Servizi di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro (SPRESAL), nei servizi veterinari e di igiene degli alimenti, oltre che nelle aziende private, nelle industrie e nelle societ&agrave; di consulenza specializzate.</p>
<p style="text-align: justify;">"Negli ultimi mesi, attraverso il confronto con ASL CN1, ASL CN2, Confindustria Cuneo, Camera di Commercio, amministrazioni locali, fra cui i Comuni che ospitano le attuali sedi, e Universit&agrave; di Torino, &egrave; emersa con chiarezza la necessit&agrave; di incrementare il numero di professionisti formati sul territorio. Le aziende sanitarie registrano infatti un crescente fabbisogno di personale qualificato per garantire le attivit&agrave; di prevenzione e controllo, mentre il sistema produttivo richiede competenze sempre pi&ugrave; specialistiche in materia di sicurezza sul lavoro, qualit&agrave;, sostenibilit&agrave; e conformit&agrave; normativa", continua Sacchetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Particolarmente rilevante risulta il legame con il comparto agroalimentare, la provincia di Cuneo &egrave; uno dei principali distretti agroalimentari italiani, le filiere produttive necessitano di figure altamente specializzate che possano operare nei controlli igienico-sanitari, nella sicurezza alimentare e nella prevenzione dei rischi nei processi produttivi, avere un percorso universitario sul territorio significa offrire nuove opportunit&agrave; ai giovani e rispondere concretamente alle esigenze delle imprese e delle pubbliche amministrazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">L'Ordine del Giorno chiede alla Regione di proseguire nel percorso gi&agrave; avviato con l'Assessorato alla Sanit&agrave;, di sollecitare l'Universit&agrave; di Torino affinch&eacute; possa attivare il corso entro l'anno accademico 2027-2028 e di coordinare eventuali forme di cofinanziamento pubblico e privato.</p>
<p style="text-align: justify;">"Il Patto locale per l'Universit&agrave; diffusa ha dimostrato che il territorio cuneese &egrave; in grado di fare sistema. L'attivazione di questo corso rappresenterebbe un ulteriore tassello per rafforzare l'offerta universitaria della Granda e rispondere a un fabbisogno professionale reale e crescente. Per questo ritengo importante che tutte le Istituzioni coinvolte continuino a lavorare insieme per raggiungere questo obiettivo", conclude Sacchetto.</p>]]></description><pubDate>Tue, 07 Jul 2026 10:08:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Zanzare, la prevenzione comincia a casa: i consigli della Regione]]></title><link>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/zanzare-la-prevenzione-comincia-a-casa-i-consigli-della-regione_123477.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/varie/cuneo-e-valli/zanzare-la-prevenzione-comincia-a-casa-i-consigli-della-regione_123477.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123477/152302.jpg" title="" alt="" /><br /><p>Con l&rsquo;arrivo del caldo aumenta la presenza delle zanzare e, con essa, l&rsquo;attenzione verso le malattie che questi insetti possono trasmettere. Sebbene in Piemonte il rischio per la popolazione sia costantemente monitorato attraverso un articolato sistema di sorveglianza sanitaria ed entomologica, la prevenzione resta lo strumento pi&ugrave; efficace per limitare la diffusione delle zanzare e ridurre i rischi per la salute.</p>
<p>Le zanzare rappresentano, infatti, il gruppo di insetti di maggiore interesse sanitario a livello mondiale. Alcune specie possono trasmettere virus e parassiti responsabili di arbovirosi, cio&egrave; malattie che interessano sia l&rsquo;uomo sia gli animali: tra le principali monitorate anche nel nostro Paese vi sono West Nile, Dengue, Chikungunya e Zika.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La sorveglianza in Piemonte</h2>
<p>La Regione Piemonte attua ogni anno un articolato programma di lotta alle zanzare e prevenzione delle arbovirosi, affidato a IPLA (Istituto per le Piante da Legno e l&rsquo;Ambiente), con un finanziamento annuale di circa 2,5 milioni di euro.</p>
<p>Per il 2026 prosegue la collaborazione con gli oltre 200 Comuni aderenti al progetto regionale, attraverso attivit&agrave; di monitoraggio e contenimento che coinvolgono l&rsquo;intero territorio.</p>
<p>Il sistema di sorveglianza prevede:</p>
<ul>
<li>il monitoraggio delle popolazioni di zanzare adulte attraverso circa 180 trappole distribuite sul territorio;</li>
<li>una rete di circa 1.300 ovitrappole dedicate al controllo della zanzara tigre;</li>
<li>il monitoraggio degli aeroporti, dei principali nodi logistici e delle aree di ingresso di nuove specie invasive;</li>
<li>la collaborazione con l&rsquo;Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d&rsquo;Aosta per la ricerca dei virus West Nile e Usutu.</li>
</ul>
<p>A queste attivit&agrave; si aggiungono gli interventi larvicidi nei tombini e nei ristagni d&rsquo;acqua presenti nei Comuni aderenti e, quando necessario, interventi straordinari in caso di riscontro di virus trasmissibili all&rsquo;uomo o agli animali.</p>
<p>Durante il periodo estivo, inoltre, sui prelievi di sangue destinati all&rsquo;attivit&agrave; trasfusionale vengono applicati specifici protocolli di controllo per garantire la massima sicurezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La prevenzione inizia dai cittadini</h2>
<p>Gli esperti stimano che circa il 70% dei focolai di riproduzione della zanzara tigre si trovi in aree private. Per questo motivo il contributo dei cittadini &egrave; fondamentale.</p>
<p>La misura pi&ugrave; efficace consiste nell&rsquo;eliminare o limitare i ristagni d&rsquo;acqua dove le zanzare depongono le uova. &Egrave; importante quindi:</p>
<ul>
<li>svuotare regolarmente sottovasi, secchi e recipienti;</li>
<li>evitare accumuli d&rsquo;acqua nei giardini e nei cortili;</li>
<li>mantenere pulite grondaie e tombini;</li>
<li>coprire contenitori e serbatoi utilizzati per raccogliere acqua piovana;</li>
<li>utilizzare prodotti larvicidi specifici quando non &egrave; possibile eliminare i ristagni.</li>
</ul>
<p>Intervenire sulle larve consente infatti di ridurre in modo significativo la presenza delle zanzare adulte e rappresenta una delle strategie pi&ugrave; efficaci e sostenibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Come proteggersi dalle punture</h2>
<p>Accanto alla prevenzione ambientale, &egrave; importante adottare alcune semplici misure di protezione individuale:</p>
<ul>
<li>utilizzare repellenti cutanei seguendo le indicazioni riportate in etichetta;</li>
<li>indossare, soprattutto nelle ore serali, abiti leggeri ma coprenti;</li>
<li>installare zanzariere alle finestre e alle porte;</li>
<li>prestare particolare attenzione a bambini piccoli, anziani e persone fragili.</li>
</ul>
<p>Questi accorgimenti risultano particolarmente utili anche per chi viaggia in aree del mondo dove alcune malattie trasmesse dalle zanzare sono pi&ugrave; diffuse.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Attenzione anche quando si viaggia</h2>
<p>Chi programma viaggi all&rsquo;estero, soprattutto in aree tropicali e subtropicali, dovrebbe informarsi preventivamente sulla situazione sanitaria del Paese di destinazione e sulle eventuali misure preventive consigliate.</p>
<p>In alcune zone del mondo sono infatti presenti malattie trasmesse da vettori che non circolano abitualmente in Italia o che presentano livelli di diffusione molto pi&ugrave; elevati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Un impegno condiviso</h2>
<p>La lotta alle zanzare &egrave; un esempio concreto di prevenzione che richiede la collaborazione di istituzioni, servizi sanitari, enti locali e cittadini. Le attivit&agrave; di monitoraggio e controllo svolte sul territorio sono fondamentali, ma possono essere realmente efficaci solo se accompagnate da comportamenti corretti e consapevoli nella vita quotidiana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Link utili</h2>
<p>Portale regionale sulla lotta alle zanzare</p>
<p><a href="https://zanzare.ipla.org" target="_blank" rel="nofollow">https://zanzare.ipla.org</a></p>
<p>Domande frequenti e approfondimenti</p>
<p><a href="https://zanzare.ipla.org/index.php/it/documenti-2/le-vostre-domande" target="_blank" rel="nofollow">https://zanzare.ipla.org/index.php/it/documenti-2/le-vostre-domande</a></p>
<p>Informazioni sanitarie per chi viaggia all&rsquo;estero</p>
<p><a href="https://www.viaggiaresicuri.it" target="_blank" rel="nofollow">https://www.viaggiaresicuri.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Sat, 04 Jul 2026 13:07:00 +0200</pubDate><dc:creator>c.s.</dc:creator><author><name>c.s.</name></author></item><item><title><![CDATA[Per otto piemontesi su dieci la sanità non sta migliorando]]></title><link>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/per-otto-piemontesi-su-dieci-la-sanita-non-sta-migliorando_123451.html</link><guid>https://www.cuneodice.it/attualita/cuneo-e-valli/per-otto-piemontesi-su-dieci-la-sanita-non-sta-migliorando_123451.html</guid><description><![CDATA[<img src="https://static.cuneodice.it/cuneo/foto/123451/152265.jpg" title="" alt="" /><br /><p>In Piemonte solo il 12,6% dei cittadini ritiene che negli ultimi anni sia migliorata la situazione di pronto soccorso, 118 e attivit&agrave; ospedaliere non programmabili. Per i ricoveri programmati la quota sale al 14%, mentre arriva al 20,3% per le prestazioni ambulatoriali dedicate alla prevenzione, per poi scendere di nuovo al 17,2% per le visite e gli esami di routine. In altre parole, circa otto piemontesi su dieci non percepiscono alcun miglioramento nella sanit&agrave; della propria regione. Non fanno eccezione la guardia medica e l&rsquo;assistenza domiciliare, ambiti in cui la soddisfazione resta bassa. Tra i dati parzialmente positivi c&rsquo;&egrave; quello relativo al reperimento dei farmaci, che secondo il 29,8% degli intervistati &egrave; diventato pi&ugrave; semplice.</p>
<p>Questi dati emergono dal nuovo <a href="https://www.creasanita.it/wp-content/uploads/2026/07/crea_performance-2026.pdf" target="_blank" rel="nofollow">rapporto</a> &ldquo;Livelli di tutela della Salute: le Performance Regionali&rdquo;, realizzato da CREA Sanit&agrave;, il Centro per la Ricerca Economica Applicata in Sanit&agrave;, e giunto alla sua XIV edizione.</p>
<p>Secondo questo studio, i piemontesi hanno una percezione pi&ugrave; critica della propria sanit&agrave; rispetto alla media nazionale. Per pronto soccorso e attivit&agrave; non programmate, il 12,6% dei piemontesi che nota un miglioramento &egrave; ben inferiore al 18,6% registrato in media in Italia. Anche per i ricoveri programmati e per le prestazioni ambulatoriali di prevenzione le quote piemontesi restano sotto la media nazionale. Fa eccezione l&rsquo;accesso ai farmaci, dove il dato &egrave; in linea con la media italiana.</p>
<p>Il rapporto CREA evidenzia in particolare due aree deboli anche a livello nazionale: l&rsquo;assistenza territoriale e la presa in carico delle persone non autosufficienti. Sono questi gli ambiti in cui si registrano i livelli di soddisfazione pi&ugrave; bassi, insieme a una forte variabilit&agrave; tra le diverse zone del Paese e a una quota ridotta di cittadini che segnalano miglioramenti concreti nei servizi.</p>
<p>Guardando al confronto con le altre regioni italiane, la percezione di un cambiamento in positivo risulta comunque pi&ugrave; diffusa nel resto del Paese rispetto al Piemonte. La quota complessiva di piemontesi che dichiara di aver notato un miglioramento nella sanit&agrave; si ferma al 17,9%, un valore distante da quello del Veneto (22,7%), ma anche inferiore a quello di diverse regioni del Sud, come la Campania (19,2%), la Calabria (19,9%) e la Puglia (19,9%). Nel Nord Italia fanno peggio del Piemonte solo il Trentino Alto Adige (8,6%), il Friuli Venezia Giulia (16,8%) e l&rsquo;Emilia Romagna (17,2%).</p>]]></description><pubDate>Sat, 04 Jul 2026 07:00:00 +0200</pubDate><dc:creator>Redazione</dc:creator><author><name>Redazione</name></author></item></channel></rss>
